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Il Vatican Information Service (VIS), istituito nell'ambito della Sala Stampa della Santa Sede, è un bollettino telematico che diffonde notizie relative all'attività magistrale e pastorale del Santo Padre e della Curia Romana...

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lunedì 5 febbraio 2007

MESSAGGIO DEL PAPA XXII GIORNATA MONDIALE GIOVENTÙ

CITTA' DEL VATICANO, 5 FEB. 2007 (VIS). Oggi è stato reso pubblico il Messaggio del Santo Padre Benedetto XVI per la XXII Giornata Mondiale della Gioventù, che sarà celebrata nelle Diocesi la prossima Domenica delle Palme, 1° aprile. Il Papa propone alla meditazione dei giovani le parole di Gesù: "Come io vi ho amato, così amatevi anche voi gli uni gli altri" (Gv 13,34). Di seguito riportiamo ampi estratti del Messaggio, datato 27 gennaio.

  "L'amore è possibile e scopo di questo mio messaggio è di contribuire a ravvivare in ciascuno di voi, che siete il futuro e la speranza dell'umanità, la fiducia nell'amore vero, fedele e forte; un amore che genera pace e gioia; un amore che lega le persone, facendole sentire libere nel reciproco rispetto".

  "Come si manifesta a noi Dio-Amore? (...) In Cristo, vero Dio e vero Uomo, abbiamo conosciuto l'amore in tutta la sua portata. (...) La manifestazione dell'amore divino è totale e perfetta nella Croce (...). Redenta dal suo sangue, nessuna vita umana è inutile o di poco valore, perché tutti siamo amati personalmente da Lui con un amore appassionato e fedele, un amore senza limiti".

  "Anzi, il Crocifisso, che dopo la risurrezione porta per sempre i segni della propria passione, mette in luce le 'contraffazioni' e le menzogne su Dio, che si ammantano di violenza, di vendetta e di esclusione. Cristo è l'Agnello di Dio, che prende su di sé il peccato del mondo e sradica l'odio dal cuore dell'uomo. Ecco la sua veritiera 'rivoluzione': l'amore".

  "Sulla croce Cristo grida: 'Ho sete' (Gv 19,28): rivela così un'ardente sete di amare e di essere amato da ognuno di noi. Solo se arriviamo a percepire la profondità e l'intensità di un tale mistero, ci rendiamo conto della necessità e dell'urgenza di amarlo a nostra volta 'come' Lui ci ha amati. (...) La novità di Cristo consiste nel fatto che amare come Lui ci ha amati significa amare tutti, senza distinzioni, anche i nemici, 'fino alla fine' (cfr Gv 13,1)".

  "Vorrei ora soffermarmi su tre ambiti della vita quotidiana dove voi, cari giovani, siete particolarmente chiamati a manifestare l'amore di Dio. Il primo ambito è la Chiesa che è la nostra famiglia spirituale, composta da tutti i discepoli di Cristo. Memori delle sue parole: 'Da questo tutti sapranno che siete miei discepoli, se avrete amore gli uni per gli altri' (Gv 13,35), alimentate, con il vostro entusiasmo e la vostra carità, le attività delle parrocchie, delle comunità, dei movimenti ecclesiali e dei gruppi giovanili ai quali appartenete. Siate solleciti nel cercare il bene dell'altro, fedeli agli impegni presi. Non esitate a rinunciare con gioia ad alcuni vostri svaghi, accettate di buon animo i sacrifici necessari, testimoniate il vostro amore fedele per Gesù annunciando il suo Vangelo specialmente fra i vostri coetanei".

  "Il secondo ambito, dove siete chiamati ad esprimere l'amore e a crescere in esso, è la vostra preparazione al futuro che vi attende. Se siete fidanzati, Dio ha un progetto di amore sul vostro futuro di coppia e di famiglia ed è quindi essenziale che voi lo scopriate con l'aiuto della Chiesa, liberi dal pregiudizio diffuso che il cristianesimo, con i suoi comandamenti e i suoi divieti, ponga ostacoli alla gioia dell'amore ed impedisca in particolare di gustare pienamente quella felicità che l'uomo e la donna cercano nel loro reciproco amore".

  "Il periodo del fidanzamento, fondamentale per costruire la coppia, è un tempo di attesa e di preparazione, che va vissuto nella castità dei gesti e delle parole. Ciò permette di maturare nell'amore, nella premura e nell'attenzione verso l'altro; aiuta ad esercitare il dominio di sé, a sviluppare il rispetto dell'altro, caratteristiche tutte del vero amore che non ricerca in primo luogo il proprio soddisfacimento né il proprio benessere. Nella preghiera comune chiedete al Signore che custodisca ed incrementi il vostro amore e lo purifichi da ogni egoismo".

  "Non esitate a rispondere generosamente alla chiamata del Signore, perché il matrimonio cristiano è una vera e propria vocazione nella Chiesa. Ugualmente, cari giovani e care ragazze, siate pronti a dire 'sì', se Iddio vi chiama a seguirlo sulla via del sacerdozio ministeriale o della vita consacrata. Il vostro esempio sarà di incoraggiamento per molti altri vostri coetanei, che sono alla ricerca della vera felicità".

  "Il terzo ambito dell'impegno che l'amore comporta è quello della vita quotidiana con le sue molteplici relazioni. Mi riferisco segnatamente alla famiglia, alla scuola, al lavoro e al tempo libero. Cari giovani, coltivate i vostri talenti non soltanto per conquistare una posizione sociale, ma anche per aiutare gli altri 'a crescere'. Sviluppate le vostre capacità, non solo per diventare più 'competitivi' e 'produttivi', ma per essere 'testimoni della carità'. Alla formazione professionale unite lo sforzo di acquisire conoscenze religiose utili per poter svolgere la vostra missione in maniera responsabile. In particolare, vi invito ad approfondire la dottrina sociale della Chiesa, perché dai suoi principi sia ispirata ed illuminata la vostra azione nel mondo".

  "Cari giovani, vorrei invitarvi a 'osare l'amore', a non desiderare cioè niente di meno per la vostra vita che un amore forte e bello, capace di rendere l'esistenza intera una gioiosa realizzazione del dono di voi stessi a Dio e ai fratelli, ad imitazione di Colui che mediante l'amore ha vinto per sempre l'odio e la morte (cfr Ap 5,13). L'amore è la sola forza in grado di cambiare il cuore dell'uomo e l'umanità intera, rendendo proficue le relazioni tra uomini e donne, tra ricchi e poveri, tra culture e civiltà. Questo testimonia la vita dei Santi che, veri amici di Dio, sono il canale e il riflesso di questo amore originario. Impegnatevi a conoscerli meglio, affidatevi alla loro intercessione, cercate di vivere come loro. Mi limito a citare Madre Teresa che, per affrettarsi a rispondere al grido di Cristo 'Ho sete', (...), iniziò a raccogliere i moribondi nelle strade di Calcutta, in India. Da allora l'unico desiderio della sua vita divenne quello di estinguere la sete d'amore di Gesù non a parole, ma con atti concreti, riconoscendone il volto sfigurato, assetato d'amore, nel viso dei più poveri tra i poveri".

  "Ad ognuno di noi, cari amici, è dato di raggiungere questo stesso grado di amore, ma solo ricorrendo all'indispensabile sostegno della Grazia divina. Soltanto l'aiuto del Signore ci consente, infatti, di sfuggire alla rassegnazione davanti all'enormità del compito da svolgere e ci infonde il coraggio di realizzare quanto è umanamente impensabile. Il contatto con il Signore nella preghiera ci mantiene nell'umiltà, ricordandoci che siamo 'servi inutili' (cfr Lc 17,10)".

  "Soprattutto l'Eucaristia è la grande scuola dell'amore. Quando si partecipa regolarmente e con devozione alla Santa Messa, quando si passano in compagnia di Gesù eucaristico prolungate pause di adorazione è più facile capire la lunghezza, la larghezza, l'altezza e la profondità del suo amore che sorpassa ogni conoscenza (cfr Ef 3,17-18). Condividendo il Pane eucaristico con i fratelli della comunità ecclesiale si è poi spinti a tradurre 'in fretta', come fece la Vergine con Elisabetta, l'amore di Cristo in generoso servizio ai fratelli".

  "Cari giovani, (...) la prossima Giornata Mondiale della Gioventù (...) rappresenterà una tappa importante verso l'incontro di Sydney, il cui tema sarà: 'Avrete forza dallo Spirito Santo che scenderà su di voi e mi sarete testimoni' (At 1,8). Maria, Madre di Cristo e della Chiesa, vi aiuti a far risuonare ovunque il grido che ha cambiato il mondo: 'Dio è amore!'. Vi accompagno con la preghiera e di cuore vi benedico".
MESS/GIORNATA MONDIALE GIOVENTÙ/...                 VIS 20070205 (1250)


SOSTENERE LA FAMIGLIA CON INIZIATIVE PASTORALI E POLITICHE


CITTA' DEL VATICANO, 4 FEB. 2007 (VIS). La "Giornata per la vita", promossa dalla Conferenza Episcopale Italiana sul tema: "Amare e desiderare la vita", e che si celebra oggi in Italia, è stato il tema delle riflessioni del Santo Padre Benedetto XVI prima della recita dell'Angelus con le migliaia di fedeli ed i pellegrini convenuti in Piazza San Pietro.

  "Mi unisco ai Vescovi italiani" - ha detto il Papa - "per rinnovare l'appello più volte lanciato anche dai miei venerati predecessori a tutti gli uomini e le donne di buona volontà, affinché si mostrino accoglienti verso il grande e misterioso dono della vita. La vita, che è opera di Dio, non va negata ad alcuno, neppure al più piccolo e indifeso nascituro, tanto meno quando presenta gravi disabilità".

  "Allo stesso tempo, facendo eco ai Pastori della Chiesa in Italia, invito a non cadere nell'inganno di pensare di poter disporre della vita fino a 'legittimarne l'interruzione con l'eutanasia, magari mascherandola con un velo di umana pietà".

  "Nella Diocesi di Roma inizia oggi la 'Settimana della vita e della famiglia'" - ha proseguito il Pontefice  - "occasione importante per pregare e riflettere sulla famiglia, che è 'culla' della vita e di ogni vocazione. Sappiamo bene come la famiglia fondata sul matrimonio costituisca l'ambiente naturale per la nascita e per l'educazione dei figli, e quindi per assicurare l'avvenire dell'intera umanità".

  "Sappiamo però pure come essa sia segnata da una profonda crisi e debba oggi affrontare molteplici sfide. Occorre pertanto difenderla, aiutarla, tutelarla e valorizzarla nella sua unicità irripetibile. Se questo impegno compete in primo luogo agli sposi, è anche prioritario dovere della Chiesa e di ogni pubblica istituzione sostenere la famiglia attraverso iniziative pastorali e politiche, che tengano conto dei reali bisogni dei coniugi, degli anziani e delle nuove generazioni".

  Il Papa ha concluso le sue riflessioni invocando il Signore, per intercessione di Maria Santissima, affinché "cresca il rispetto per la sacralità della vita, si prenda sempre più coscienza delle vere esigenze familiari, ed aumenti il numero di quanti contribuiscono a realizzare nel mondo la civiltà dell'amore".
ANG/GIORNATA VITA/...                               VIS 20070205 (360)


INVIATO SPECIALE XV GIORNATA MONDIALE DEL MALATO


CITTA' DEL VATICANO, 3 FEB. 2007 (VIS). Oggi è stata resa pubblica la Lettera, redatta in latino e datata 2 gennaio, con la quale il Santo Padre Benedetto XVI nomina il Cardinale Javier Lozano Barragán, Presidente del Pontificio Consiglio per la Pastorale della Salute, Suo Inviato Speciale  alla celebrazione della XV Giornata Mondiale del Malato, che avrà luogo a Seoul (Corea), l'11 febbraio prossimo.

  La Missione che accompagnerà il Porporato è composta dal Sacerdote Kyung Sang Paul Lee, Segretario Generale per l'Educazione Cattolica nell'Arcidiocesi di Seoul e dal Sacerdote Young Man Steven Han, Direttore amministrativo della Conferenza Episcopale di Corea.
BXVI-LETTERA/INVIATO SPECIALE/COREA:LOZANO       VIS 20070205 (110)


MEMBRI ISTITUTI SECOLARI: ANNUNCIATE LA BELLEZZA DI DIO


CITTA' DEL VATICANO, 3 FEB. 2007 (VIS). Il Santo Padre Benedetto XVI ha ricevuto questa mattina un numeroso gruppo di Membri di Istituti Secolari provenienti da diversi paesi, a Roma per partecipare al Simposio Internazionale organizzato in occasione del 60° anniversario della promulgazione della Costituzione Apostolica "Provida Mater Ecclesia".

  Ricordando che sono trascorsi sessanta anni da quel 2 febbraio 1947 quando Papa Pio XII promulgava tale Costituzione Apostolica, Papa Benedetto XVI ha detto: "Quell'atto giuridico non rappresentò il punto di arrivo, quanto piuttosto il punto di partenza di un cammino volto a delineare una nuova forma di consacrazione: quella di fedeli laici e presbiteri diocesani, chiamati a vivere con radicalità evangelica proprio quella secolarità in cui essi sono immersi in forza della condizione esistenziale o del ministero pastorale".

  Successivamente il Santo Padre ha enumerato i caratteri della missione secolare: "la testimonianza delle virtù umane, quali 'la giustizia, la pace, la gioia' (Rm 14,17), la 'bella condotta di vita', di cui parla Pietro nella sua Prima Lettera (cfr 2,12) (...). l'impegno per la costruzione di una società che riconosca nei vari ambiti la dignità della persona e i valori irrinunciabili per la sua piena realizzazione: dalla politica all'economia, dall'educazione all'impegno per la salute pubblica, dalla gestione dei servizi alla ricerca scientifica".

  "Ogni realtà propria e specifica vissuta dal cristiano, il proprio lavoro e i propri concreti interessi, pur conservando la loro relativa consistenza, trovano il loro fine ultimo nell'essere abbracciati dalla stesso scopo per cui il Figlio di Dio è entrato nel mondo. Sentitevi, pertanto, chiamati in causa da ogni dolore, da ogni ingiustizia, così come da ogni ricerca di verità, di bellezza e di bontà, non perché abbiate la soluzione di tutti i problemi, ma perché ogni circostanza in cui l'uomo vive e muore costituisce per voi l'occasione di testimoniare l'opera salvifica di Dio. È questa la vostra missione".

  "II carattere secolare della vostra consacrazione" - ha proseguito il Pontefice - "evidenzia da un lato i mezzi con cui vi adoperate per realizzarla, cioè quelli propri di ogni uomo e donna che vivono in condizioni ordinarie nel mondo, e dall'altro la forma del suo sviluppo, quella cioè di una relazione profonda con i segni del tempo che siete chiamati a discernere, personalmente e comunitariamente, alla luce del Vangelo".

  "Il luogo del vostro apostolato è perciò tutto l'umano" - ha detto ancora Papa Benedetto XVI - "non solo dentro la comunità cristiana - dove la relazione si sostanzia di ascolto della Parola e di vita sacramentale, da cui attingete per sostenere l'identità battesimale - dico il luogo del vostro apostolato è tutto l'umano, sia dentro la comunità cristiana, sia nella comunità civile dove la relazione si attua nella ricerca del bene comune, nel dialogo con tutti, chiamati a testimoniare quell'antropologia cristiana che costituisce proposta di senso in una società disorientata e confusa dal clima multiculturale e multireligioso che la connota".

  Benedetto XVI ha concluso il suo discorso esortando i Membri degli Istituti Secolari con queste parole: "Annunciate la bellezza di Dio e della sua creazione. Sull'esempio di Cristo, siate obbedienti all'amore, uomini e donne di mitezza e misericordia, capaci di percorrere le strade del mondo facendo solo del bene. (..) La Chiesa ha bisogno anche di voi per dare completezza alla sua missione. Siate seme di santità gettato a piene mani nei solchi della storia".
AC/.../ISTITUTI SECOLARI                           VIS 20070205 (580)


CONSACRATI PROCLAMANO CHE DIO È SIGNORE DELL'ESISTENZA


CITTA' DEL VATICANO, 3 FEB. 2007 (VIS). Nel pomeriggio di ieri, Festa della Presentazione del Signore e XI Giornata della Vita Consacrata, il Santo Padre Benedetto XVI ha incontrato, nella Basilica Vaticana, i Membri delle Congregazioni, Istituti, Società di Vita Apostolica e Nuove Forme di Vita Consacrata, in occasione della Giornata della Vita Consacrata, istituita da Giovanni Paolo II.

  Al termine della Celebrazione Eucaristica presieduta dal Cardinale Franc Rodé, C.M., Prefetto della Congregazione per gli Istituti di Vita Consacrata e le Società di Vita Apostolica, Papa Benedetto XVI ha rivolto parole di saluto a tutti i presenti ed ha affermato: "L'odierna ricorrenza è quanto mai opportuna per chiedere insieme al Signore il dono di una sempre più consistente ed incisiva presenza dei religiosi, delle religiose e delle persone consacrate nella Chiesa in cammino sulle strade del mondo".

  "Cari fratelli e sorelle" - ha proseguito il Pontefice - "la festa che oggi celebriamo ci ricorda che la vostra testimonianza evangelica, perché sia veramente efficace, deve scaturire da una risposta senza riserve all'iniziativa di Dio che vi ha consacrati a sé con uno speciale atto d'amore".

  "Come gli anziani Simeone e Anna erano desiderosi di vedere il Messia prima della loro morte (...), così anche in questo nostro tempo è diffuso, soprattutto tra i giovani, il bisogno di incontrare Dio. Coloro che sono scelti da Dio per la vita consacrata fanno proprio in modo definitivo questo anelito spirituale. (...) Con il loro esempio proclamano a un mondo spesso disorientato, ma in realtà sempre più alla ricerca di un senso, che Dio è il Signore dell'esistenza".

  Le persone consacrate "scegliendo l'obbedienza, la povertà e la castità per il Regno dei cieli, mostrano che ogni attaccamento ed amore alle cose e alle persone è incapace di saziare definitivamente il cuore: che l'esistenza terrena è un'attesa  più o meno lunga dell'incontro 'faccia a faccia' con lo Sposo divino".

  "Quando si rinuncia a tutto per seguire Cristo" - ha detto ancora il Pontefice - "quando gli si dà ciò che si ha di più caro affrontando ogni sacrificio, allora come è avvenuto per il divin Maestro, anche la persona consacrata che ne segue le orme diventa necessariamente 'segno di contraddizione', perché il suo modo di pensare e di vivere è spesso in contrasto con la logica del mondo. (...) Dinanzi a un simile coraggio, quanta gente assetata di verità resta colpita ed è attratta da chi non esita a dare la vita, la propria vita, per ciò in cui crede".

  Il Papa ha esortato i consacrati e le consacrate con queste parole: "Non dimenticate mai che la vita consacrata è dono divino, e che è in primo luogo il Signore a condurla a buon fine secondo i suoi progetti. Questa certezza che il Signore ci conduce a buon fine, nonostante le nostre debolezze; questa certezza deve esservi di conforto, preservandovi dalla tentazione dello scoraggiamento dinanzi alle inevitabili difficoltà della vita e alle molteplici sfide dell'epoca moderna".

  "L'odierna liturgia è particolarmente suggestiva" - ha concluso il Pontefice - "perché contrassegnata dal simbolo della luce. La solenne processione dei ceri, che avete compiuto all'inizio della celebrazione, sta a indicare Cristo, vera luce del mondo, che risplende nella notte della storia e che illumina ogni cercatore di verità. Cari consacrati e consacrate, ardete di questa fiamma e fatela risplendere con la vostra vita, perché dappertutto brilli un frammento del fulgore irradiato da Gesù, splendore di verità".
AC/VITA CONSACRATA/RODÉ                           VIS 20070205 (570)


ALTRI ATTI PONTIFICI


CITTA' DEL VATICANO, 2 FEB. 2007 (VIS). Il Santo Padre:

- Ha accettato la rinuncia al governo pastorale dell'Arcidiocesi di München und Freising (Germania), presentata dal Cardinale Friedrich Wetter, per raggiunti limiti d'età.

- Ha accettato la rinuncia al governo pastorale della Diocesi di Limburg (Germania), presentata dal Vescovo Franz Kamphaus, per raggiunti limiti d'età.

- Ha nominato il Vescovo Abraham Escudero Montoya, finora Vescovo di Espinal (Colombia), Vescovo di Palmira (superficie: 4.796; popolazione: 711.000; cattolici: 610.000; sacerdoti: 71; religiosi: 245), Colombia.
RE:NER/.../WETTER:KAMPHAUS:ESCUDERO                     VIS 20070202 (90)


venerdì 2 febbraio 2007

UDIENZE


CITTA' DEL VATICANO, 2 FEB. 2007 (VIS). Il Santo Padre ha ricevuto questa mattina in udienza il Cardinale Camillo Ruini, Vicario Generale per la Diocesi di Roma e Presidente della Conferenza Episcopale Italiana.
AP/.../...                                                 VIS 20070202 (40)


CELEBRAZIONI PRESIEDUTE DAL SANTO PADRE FEBBRAIO-APRILE


CITTA' DEL VATICANO, 2 FEB. 2007 (VIS). Di seguito riportiamo il calendario delle celebrazioni presiedute dal Santo Padre nei mesi di febbraio, marzo ed aprile.

FEBBRAIO

- Mercoledì 21: Mercoledì delle Ceneri. Alle ore 17:00, nella Basilica di Santa Sabina, Santa Messa, benedizione ed imposizione delle Ceneri.

- Domenica 25: Prima Domenica di Quaresima. Alle ore 18:00, nella Cappella Redemptoris Mater del Palazzo Apostolico, inizio degli Esercizi Spirituali per la Curia Romana.

MARZO

- Sabato 3: Alle ore 9:00, nella Cappella Redemptoris Mater, conclusione degli Esercizi Spirituali.

- Domenica 25: Quinta Domenica di Quaresima. Visita pastorale alla Parrocchia Romana di Santa Felicita e Figli martiri. Alle ore 9:30, Celebrazione della Santa Messa.

- Giovedì 29: Alle 17:30, nella Basilica Vaticana, Celebrazione penitenziale con i giovani della Diocesi di Roma.

APRILE

- Domenica 1°: Domenica delle Palme e della Passione del Signore. Alle ore 9:30, in Piazza San Pietro, Benedizione delle Palme, processione e Santa Messa.

- Lunedì 2: Lunedì Santo: alle 17:30, all'Altare della Confessione della Basilica Vaticana, Santa Messa in suffragio del defunto Sommo Pontefice Giovanni Paolo II.

- Giovedì 5: Giovedì Santo. Alle ore 9:30, nella Basilica Vaticana, Santa Messa del Crisma. Alle ore 17:30, nella Basilica di San Giovanni in Laterano, inizio del Triduo Pasquale. Santa Messa nella Cena del Signore.

- Venerdì 6: Alle ore 17:00, nella Basilica Vaticana, Celebrazione della Passione del Signore. Alle 21:15, Via Crucis al Colosseo.

- Sabato 7: Sabato Santo. Alle ore 22:00, nella Basilica Vaticana, Veglia Pasquale nella notte santa.

- Domenica 8: Domenica di Pasqua. Alle ore 10:30, in Piazza San Pietro, Santa Messa del giorno. Alle ore 12:00, dalla Loggia centrale della Basilica Vaticana, Benedizione "Urbi et Orbi".

- Domenica 15: Seconda Domenica di Pasqua. Alle ore 10:00, nella Basilica Vaticana, Santa Messa in occasione dell'80° genetliaco del Santo Padre Benedetto XVI (16 aprile 1927).

- Sabato 21 - Domenica 22: Visita Pastorale a Vigevano e a Pavia (Italia).

- Domenica 29: Quarta Domenica di Pasqua. Alle ore 9:00, nella Basilica Vaticana, Ordinazione presbiterale dei Diaconi della Diocesi di Roma.

RITI DI BEATIFICAZIONE APPROVATI DAL SANTO PADRE (APRILE)

- Sabato 14: alle 15:30, nella Chiesa del Santo Volto, Torino (Italia), Beatificazione del Servo di Dio: Luigi Boccardo.

- Domenica 15: Seconda Domenica di Pasqua. Alle ore 10:30, nella Cattedrale di Castellammare di Stabia (Napoli), Beatificazione della Serva di Dio: Maria Maddalena della Passione (Costanza Starace).

- Domenica 29: Quarta Domenica di Pasqua. Alle ore 10:30, nella Cattedrale di Rimini (Italia), Beatificazione della Serva di Dio Maria Rosa Pellesi.
OCL/CALENDARIO:FEBBRAIO-APRILE/...                   VIS 20070202 (430)


SERVIZIO ECCLESIALE FEDELE E GENEROSO CARDINALE JAVIERRE


CITTA' DEL VATICANO, 2 FEB. 2007 (VIS). Alle ore 12:00 di questa mattina, all'Altare della Cattedra della Basilica di San Pietro, il Santo Padre Benedetto XVI ha presieduto la Liturgia Esequiale del Cardinale Antonio María Javierre Ortas, S.D.B., Prefetto emerito della Congregazione per il Culto Divino e la Disciplina dei Sacramenti, morto ieri a Roma, poco prima dell'86° compleanno.

  Il Santo Padre ha ricordato nell'omelia che il Porporato spagnolo "Seguendo l'esempio di Don Bosco avrebbe voluto vivere la sua vocazione di salesiano a diretto contatto con la gioventù, in terra di missione, ma la Provvidenza lo ha chiamato ad altre mansioni. Egli è stato così apostolo negli ambienti dell'Università e della Curia Romana, senza però mai perdere occasione per svolgere un'intensa attività spirituale nell'ambito più propriamente teologico e in quello più vasto della cultura, soprattutto animando gruppi di professori e di religiosi, e come cappellano tra gli universitari. Il suo è stato un servizio ecclesiale, fedele e generoso, sempre disponibile e cordiale".
 
  "Il Cardinale Javierre Ortas" - ha proseguito il Pontefice - "ha voluto che la sua esistenza personale e la sua missione ecclesiale fossero un messaggio di speranza; attraverso il suo apostolato, seguendo l'esempio di San Giovanni Bosco, si è sforzato di comunicare a tutti che Cristo è sempre con noi. Lui, figlio della patria di Santa Teresa e di San Giovanni della Croce, quante volte ha pregato nel suo cuore: 'Nada te turbe, / nada te espante. / Quien a Dios tiene / nada le falta / … / Solo Dios basta'".

  Benedetto XVI ha sottolineato infine che il Porporato: "Come degno figlio di Don Bosco, era profondamente devoto di Maria, amata e venerata col titolo di Ausiliatrice. Della Madonna, 'Ancilla Domini', ha cercato di imitare lo stile di un servizio discreto e generoso. Lasciò l'incarico di Prefetto della Congregazione per il Culto Divino e la Disciplina dei Sacramenti 'in punta di piedi' per dedicarsi al servizio che invece non si deve mai lasciare: la preghiera".
HML/ESEQUIE/JAVIERRE                               VIS 20070202 (340)


giovedì 1 febbraio 2007

FAMIGLIE SIANO IMMAGINE VIVA AMORE DI DIO

CITTA' DEL VATICANO, 31 DIC. 2006 (VIS). Oggi, festa della Santa Famiglia di Nazaret, prima. della recita dell'Angelus con le migliaia di fedeli convenuti in Piazza San Pietro, il Santo Padre Benedetto XVI ha rivolto un saluto "a tutte le famiglie del mondo, augurando loro la pace e l'amore che Gesù ci ha donato, venendo tra noi nel Natale".

Sottolineando che: "Dio ha voluto nascere e crescere in una famiglia umana", il Santo Padre ha affermato: "In questo modo l'ha consacrata come prima e ordinaria via del suo incontro con l'umanità. Nella vita trascorsa a Nazaret, Gesù ha onorato la Vergine Maria e il giusto Giuseppe, rimanendo sottomesso alla loro autorità per tutto il tempo della sua infanzia e adolescenza. In tal modo ha messo in luce il valore primario della famiglia nell'educazione della persona".

"Da Maria e Giuseppe Gesù è stato introdotto nella comunità religiosa" - ha proseguito il Pontefice - "frequentando la sinagoga di Nazaret. Con loro ha imparato a fare il pellegrinaggio a Gerusalemme (...). Quando ebbe dodici anni, rimase nel Tempio, e i suoi genitori impiegarono ben tre giorni per ritrovarlo. Con quel gesto fece loro comprendere che egli si doveva 'occupare delle cose del Padre suo', cioè della missione affidatagli da Dio".

"Questo episodio evangelico rivela la più autentica e profonda vocazione della famiglia: quella cioè di accompagnare ogni suo componente nel cammino di scoperta di Dio e del disegno che Egli ha predisposto nei suoi riguardi. Maria e Giuseppe hanno educato Gesù prima di tutto con il loro esempio: nei suoi Genitori, Egli ha conosciuto tutta la bellezza della fede, dell'amore per Dio e per la sua Legge, come pure le esigenze della giustizia, che trova pieno compimento nell'amore. Da loro ha imparato che in primo luogo occorre fare la volontà di Dio, e che il legame spirituale vale più di quello del sangue".

Benedetto XVI ha ribadito ancora che: "La Santa Famiglia di Nazaret è veramente il 'prototipo' di ogni famiglia cristiana che, unita nel Sacramento del matrimonio e nutrita dalla Parola e dall'Eucaristia, è chiamata a realizzare la stupenda vocazione e missione di essere cellula viva non solo della società, ma della Chiesa, segno e strumento di unità per tutto il genere umano".

Il Papa ha concluso le sue meditazioni invocando "la protezione di Maria Santissima e di San Giuseppe per ogni famiglia, specialmente per quelle in difficoltà. Le sostengano perchè sappiano resistere alle spinte disgregatrici di una certa cultura contemporanea, che mina le basi stesse dell'istituto familiare. Aiutino le famiglie cristiane ad essere, in ogni parte del mondo, immagine viva dell'amore di Dio".

Al termine della recita dell'Angelus il Papa si è rivolto ai fedeli in diverse lingue. Salutando i pellegrini polacchi li ha esortati a rendere grazie a Dio "per l'anno passato e per ogni bene ricevuto, e particolarmente per il pellegrinaggio in Polonia. Ricordo" - ha detto il Pontefice - "l'itinerario sulle orme del Servo di Dio Giovanni Paolo II e la vostra testimonianza di fede. Oggi, nella Domenica della Santa Famiglia, prego perché le vostre famiglie siano un degno luogo di educazione dei bambini e dei giovani".
ANG/SACRA FAMIGLIA/... VIS 20070102 (540)

UDIENZE


CITTA' DEL VATICANO, 1 FEB. 2007 (VIS). Il Santo Padre ha ricevuto questa mattina in udienze separate:

- Tre Presuli della Conferenza Episcopale Italiana (Regione Liguria), in Visita "ad Limina Apostolorum":

    - Il Vescovo Domenico Calcagno, di Savona-Noli.

    - Il Vescovo Martino Canessa, di Tortona.

    - Il Vescovo Alberto Maria Careggio, di Ventimiglia-San Remo.

  Nel pomeriggio è in programma che il Santo Padre riceva l'Arcivescovo Robert Sarah, Segretario della Congregazione per l'Evangelizzazione dei Popoli.
AL:AP/.../...                                 VIS 20070201 (80)


ESEQUIE CARDINALE JAVIERRE ORTAS PRESIEDUTE DOMANI DAL PAPA


CITTA' DEL VATICANO, 1 FEB. 2007 (VIS). Un Comunicato dell'Ufficio delle Celebrazioni Liturgiche del Sommo Pontefice rende noto che il Santo Padre Benedetto XVI presiederà, domani 2 febbraio, alle ore 12:00, all'Altare della Cattedra della Basilica di San Pietro, la Liturgia Esequiale del Cardinale Antonio María Javierre Ortas, S.D.B., Prefetto emerito della Congregazione per il Culto Divino e la Disciplina dei Sacramenti, morto questa mattina a Roma, all'età di 85 anni.
OCL/ESEQUIE/JAVIERRE                                 VIS 20070201 (80)


INTENZIONI DI PREGHIERA DEL SANTO PADRE MESE DI FEBBRAIO


CITTA' DEL VATICANO, 29 DIC. 2006 (VIS). L'intenzione Generale per l'Apostolato della Preghiera del Santo Padre Benedetto XVI per il mese di febbraio è la seguente: "Perchè i beni della terra, donati da Dio per tutti gli uomini, siano usati con saggezza e secondo criteri di giustizia e solidarietà".

  L'intenzione Missionaria è la seguente: "Perché la lotta contro le malattie e le grandi epidemie nel Terzo Mondo trovi nello spirito di solidarietà una sempre più generosa collaborazione da parte dei governi di tutte le Nazioni".
BXVI-INTENZIONI PREGHIERA/FEBBRAIO/…                      VIS 20070201 (100)


SANTA SEDE NON APPONE FIRMA CONVENZIONE DIRITTI DISABILI


CITTA' DEL VATICANO, 1 FEB. 2007 (VIS). Questa mattina è stato reso pubblico l'intervento dell'Arcivescovo Celestino Migliore, Osservatore Permanente della Santa Sede presso l'Organizzazione delle Nazioni Unite, relativo all'approvazione da parte dell'Assemblea Generale dell'O.N.U., il 13 dicembre scorso, della Convezione sulla protezione dei diritti e della dignità delle persone disabili, che sarà aperta alla firma degli Stati membri il 30 marzo 2007.

  In una Nota acclusa al discorso del Presule, viene precisato che: "Sin dall'inizio dei lavori, nel luglio 2002, la Santa Sede ha partecipato attivamente alla redazione del Documento, collaborando all'inserimento di espliciti riferimenti al rispetto del diritto alla vita e al riconoscimento del ruolo della famiglia nella vita delle persone disabili. Tuttavia, nella tappa finale dei lavori sono stati introdotti inaccettabili riferimenti alla 'salute riproduttiva' negli articoli 23 e 25 e, per tale motivo, la Santa Sede ha deciso di non aderire alla nuova Convezione".

 L'Arcivescovo Migliore ha sottolineato nel suo intervento che: "La Santa Sede ha ripetutamente insistito sul fatto che i disabili devono essere completamente integrati nel tessuto sociale, nella convinzione che anch'essi possiedono diritti umani pieni ed inalienabili".

  In merito all'articolo 23, l'Osservatore Permanente ha affermato che la Delegazione della Santa Sede "interpreta tutti i termini e le espressioni relative ai servizi di pianificazione familiare, alla regolazione della fertilità e del matrimonio, come pure la parola 'genere', nel medesimo modo in cui tali termini sono stati interpretati nelle riserve e dichiarazioni di interpretazione all'epoca delle Conferenze Internazionali del Cairo, su Popolazione e Sviluppo (1994) e di Pechino, sulla Donna (1995)".

  L'Arcivescovo Migliore ha precisato che in merito all'Articolo 25, relativo alla salute, specificatamente alla salute sessuale e riproduttiva, la Santa Sede interpreta l'accesso alla salute riproduttiva come un concetto olistico che non considera l'aborto o l'accesso all'aborto come dimensione di tali termini". Tuttavia, ha soggiunto il Presule, "noi ci siamo opposti all'inclusione di tale frase il questo articolo, perché in taluni paesi i servizi di salute riproduttiva includono l'aborto, negando così il diritto intrinseco alla vita di ogni essere umano, affermato anche dall'articolo 10 della Convezione. È certamente tragico che, (...) la medesima Convenzione, creata per proteggere le persone disabili da tutte le discriminazioni nell'esercizio dei propri diritti, possa essere usata per negare il fondamentale diritto alla vita delle persone disabili non ancora nate".

  "Per questa ragione" - ha concluso l'Arcivescovo Migliore - "e nonostante i numerosi articoli positivi della presente Convenzione, la Santa Sede non può apporre la sua firma".
DELSS/DISABILI/O.N.U.:MIGLIORE                       VIS 20070201 (420)


IL PAPA RICORDA DIFFICOLTÀ CRISTIANI IN MEDIO ORIENTE


CITTA' DEL VATICANO, 1 FEB. 2007 (VIS). Questa mattina il Santo Padre ha ricevuto i Membri della Commissione Mista Internazionale per il dialogo teologico fra la Chiesa cattolica e le Chiese Ortodosse Orientali, in occasione della Quarta Riunione Plenaria.

  "Il vostro incontro riguardante la costituzione e la missione della Chiesa è di grande importanza per il nostro comune cammino verso il ristabilimento della piena comunione. La Chiesa cattolica e le Chiese Ortodosse Orientali condividono un patrimonio ecclesiale che ha origine nell'epoca apostolica e nei primi secoli del cristianesimo. Questo 'patrimonio di esperienza' deve contraddistinguere il nostro futuro 'guidando il nostro cammino verso il ritrovamento della piena comunione".

  Ponendo in risalto che "Ancora oggi molte persone attendono di conoscere le verità del Vangelo", Papa Benedetto XVI ha espresso l'auspicio che "la loro sete della Buona Novella rafforzi la nostra determinazione ad operare e pregare con diligenza per quella unità, necessaria alla Chiesa, per esercitare la sua missione nel mondo".

  Il Papa ha affermato che molti dei presenti provenivano dal Medio Oriente e al riguardo ha ricordato le difficoltà incontrate dalle minoranze cristiane, che, "per sopravvivere in un panorama geopolitico così instabile sono frequentemente tentate di emigrare. In tali circostanze ai cristiani di tutte le tradizioni ed alle comunità in Medio Oriente è chiesto di essere coraggiosi e determinati con la forza dello Spirito di Cristo".

  "Che l'intercessione e l'esempio dei molti martiri e santi, che in queste terre hanno offerto una coraggiosa testimonianza di Cristo" - ha concluso il Pontefice - "sostenga e rafforzi le comunità cristiane nella loro fede!".
AC/.../COMMISSIONE DIALOGO TEOLOGICO                   VIS 20070201 (280)


DIALOGO INTERRELIGIOSO: NECESSITÀ VITALE NOSTRO TEMPO


CITTA' DEL VATICANO, 1 FEB. 2007 (VIS). Il Santo Padre Benedetto XVI ha ricevuto oggi in Vaticano una Delegazione della "Fondazione per la Ricerca e il Dialogo Interreligioso e Interculturale", presieduta dall'Arcivescovo Damaskinos, Metropolita di Andrinopla. Della Delegazione faceva parte Sua Altezza Reale il Principe Hassan di Giordania.

  Nel suo discorso il Papa, che fu uno dei membri fondatori di questa istituzione, ringraziando il Metropolita per il dono del primo frutto del lavoro della Fondazione: l'edizione congiunta, in lingua originale e in ordine cronologico, dei tre libri sacri delle tre religioni monoteiste, ha detto che essa: "Era infatti il primo progetto che intendevamo realizzare creando insieme questa Fondazione, per 'dare un contributo specifico e positivo al dialogo fra le culture e le religioni".

  "Siamo chiamati, ebrei, cristiani e musulmani, a riconoscere e sviluppare i legami che ci uniscono. È questa l'idea che ci ha indotto a creare questa Fondazione, che ha l'obiettivo di ricercare 'il messaggio essenziale e più autentico che le tre religioni monoteiste, l'Ebraismo, il Cristianesimo e l'Islam, possono rivolgere al mondo del XXI secolo', con il fine di dare nuovo impulso al dialogo interreligioso e interculturale, per mezzo della ricerca comune, ponendo in luce e diffondendo, ciò che, nei nostri rispettivi patrimoni spirituali, contribuisce a rafforzare i legami fraterni fra le nostre comunità di credenti".

  "La rilettura e, per alcuni, la scoperta dei testi che tante persone nel mondo" - ha sottolineato il Santo Padre - "venerano come sacri, obbligano al rispetto reciproco, nel dialogo fiducioso. Gli uomini di oggi attendono da noi un messaggio di concordia e di serenità, e la manifestazione concreta della nostra volontà comune di aiutarli a realizzare la loro legittima aspirazione a vivere nella giustizia e nella pace".

  "I lavori della Fondazione contribuiranno ad una presa di coscienza crescente di tutto ciò che, nelle diverse culture del nostro tempo, è conforme alla saggezza divina e serve la dignità dell'uomo, per meglio discernere e meglio rigettare tutto ciò che è usurpazione del nome di Dio e snaturamento dell'umanità dell'uomo".

  "Le nostre rispettive tradizioni religiose" - ha concluso il Pontefice - "insistono tutte sul carattere sacro della vita e sulla dignità della persona umana. (...) Con tutti gli uomini di buona volontà, noi aspiriamo alla pace. È perché, lo ripeto con insistenza: la ricerca ed il dialogo interreligioso e interculturale non sono una opzione, ma una necessità vitale per il nostro tempo".
AC/DIALOGO INTERRELIGIOSO/HASSAN:DAMASKINOS  VIS 20070201 (410)


mercoledì 31 gennaio 2007

ALTRI ATTI PONTIFICI


CITTA' DEL VATICANO, 31 GEN. 2007 (VIS). Il Santo Padre ha nominato il Vescovo Sérgio da Rocha, finora Ausiliare di Fortaleza (Brasile), Arcivescovo Coadiutore di Teresina (superficie: 26.495; popolazione: 1.052.564; cattolici: 958.197; sacerdoti: 91; religiosi: 196; diaconi permanenti: 2), Brasile.
NEC/.../DA ROCHA                                     VIS 20070131 (50)


APPELLO PRESIDENTE NAPOLITANO AL DIALOGO E RISPETTO


CITTA' DEL VATICANO, 31 GEN. 2007 (VIS). Alle 20:00 di ieri sera, Padre Federico Lombardi, S.I., Direttore della Sala Stampa della Santa Sede, ha rilasciato la seguente dichiarazione relativa all'intervento dell'Onorevole Giorgio Napolitano, Presidente della Repubblica Italiana, lunedì scorso, nel corso della visita ufficiale in Spagna, sulla necessità di tener conto delle ragioni della Chiesa nella regolamentazione delle unioni di fatto.

  "L'intervento dal Presidente Giorgio Napolitano è certamente molto apprezzabile, dimostra la grande attenzione per le posizioni del Santo Padre da lui già più volte manifestata, e incoraggia ad un atteggiamento di dialogo e di rispetto che non è sempre presente nell'attuale dibattito politico. Invita alla ricerca di una visione ampia sui problemi della società, con grande sensibilità verso le preoccupazioni espresse dalle autorità della Chiesa, riconoscendone la legittimità e il fatto che sono profondamente motivate e mosse dalla ricerca del bene comune della società e nel caso specifico della società italiana".

  "Rimane da vedere come possa essere trovata nel dialogo la auspicata sintesi, coinvolgendo le diverse componenti della comunità politica e sociale italiana, e in modo che le posizioni manifestate dalle autorità della Chiesa in Italia siano tenute nel conto dovuto".
OP/INTERVENTO NAPOLITANO/LOMBARDI                   VIS 20070131 (200)


TUTTI SERVIAMO IL VANGELO SECONDO I NOSTRI DONI

CITTA' DEL VATICANO, 31 GEN. 2007 (VIS). Questa mattina, in occasione dell'Udienza Generale tenutasi nell'Aula Paolo VI con la partecipazione di circa 6.000 pellegrini, il Santo Padre Benedetto XVI ha nuovamente ripreso la catechesi sulle prime figure del Cristianesimo e si è soffermato su alcuni collaboratori di San Paolo: Bartolomeo, Silvano e Apollo.

  "Dobbiamo riconoscere" - ha detto il Papa - "che l'Apostolo è un esempio eloquente di uomo aperto alla collaborazione: nella Chiesa egli non vuole fare tutto da solo, ma si avvale di numerosi e diversificati colleghi".

  Barnaba, che significa 'figlio dell'esortazione' (At 4,36) o 'figlio della consolazione', "è il soprannome di un giudeo-levita nativo di Cipro. Stabilitosi a Gerusalemme, egli fu uno dei primi che abbracciarono il cristianesimo, dopo la risurrezione del Signore" - ha spiegato il Pontefice - "Fu lui a farsi garante della conversione di Saulo presso la comunità cristiana di Gerusalemme, la quale ancora diffidava dell'antico persecutore". Il Santo Padre ha ricordato inoltre la partecipazione di Barnaba al Concilio di Gerusalemme "dove, dopo un approfondito esame della questione, gli Apostoli con gli Anziani decisero di disgiungere la pratica della circoncisione dall'identità cristiana". Però, i due, Paolo e Barnaba, "entrarono poi in contrasto, all'inizio del secondo viaggio missionario, perché Barnaba era dell'idea di prendere come compagno Giovanni Marco, mentre Paolo non voleva, essendosi il giovane separato da loro durante il viaggio precedente".

  "Quindi anche tra santi ci sono contrasti, discordie, controversie" - ha commentato il Santo Padre - "E questo a me appare molto consolante, perché vediamo che i santi non sono 'caduti dal cielo'. Sono uomini come noi, con problemi anche complicati. La santità non consiste nel non aver mai sbagliato, peccato. La santità cresce nella capacità di conversione, di pentimento, di disponibilità a ricominciare, e soprattutto nella capacità di riconciliazione e di perdono".

  Sila, di cui risulta anche la forma latinizzata Silvano, "fu incaricato di recare 'ai fratelli di Antiochia, Siria e Cilicia' le decisioni prese al Concilio di Gerusalemme e di spiegarle." - ha proseguito il Pontefice - "Evidentemente egli era ritenuto capace di operare una sorta di mediazione tra Gerusalemme e Antiochia, tra ebreo-cristiani e cristiani di origine pagana, e così servire l'unità della Chiesa nella diversità di riti e di origini".

  Il terzo compagno di Paolo, Apollo, 'uomo colto, versato nelle Scritture ...pieno di fervore',  si recò a predicare ad Efeso e Corinto, ma "Il suo successo in quella città ebbe però un risvolto problematico, in quanto vi furono alcuni membri di quella Chiesa che nel suo nome, affascinati dal suo modo di parlare, si opponevano agli altri".

  "Paolo nella 'Prima Lettera ai Corinzi' esprime apprezzamento per l'operato di Apollo, ma rimprovera i Corinzi di lacerare il Corpo di Cristo suddividendosi in fazioni contrapposte." - ha ricordato il Papa - "Egli trae un importante insegnamento da tutta la vicenda: sia io che Apollo - egli dice - non siamo altro che 'diakonoi', cioè semplici ministri, attraverso i quali siete venuti alla fede. Ognuno ha un compito differenziato nel campo del Signore: 'Io ho piantato, Apollo ha irrigato, ma è Dio che ha fatto crescere... Siamo infatti collaboratori di Dio, e voi siete il campo di Dio, l'edificio di Dio' (1 Cor 3,6-9)".

  "Questa parola vale anche oggi per tutti, sia per il Papa, sia per i Cardinali, i Vescovi, i sacerdoti, i laici. Tutti siamo umili ministri di Gesù. Serviamo il Vangelo per quanto possiamo, secondo i nostri doni, e preghiamo Dio perché faccia Lui crescere oggi il suo Vangelo, la sua Chiesa".
AG/BARNABA:SILVANO:PAOLO/...                       VIS 20070131 (580)


martedì 30 gennaio 2007

ALTRI ATTI PONTIFICI

CITTA' DEL VATICANO, 30 GEN. 2007 (VIS). Il Santo Padre ha nominato:

- Il Vescovo George V. Murry, S.I., finora Vescovo di Saint Thomas (Isole Vergini), Vescovo di Youngstown (superficie: 8.813; popolazione: 1.220.477; cattolici: 233.999; sacerdoti: 173; religiosi: 242; diaconi permanenti: 66), Stati Uniti d'America.

- L'Arcivescovo Leo Boccardi, che è Nunzio Apostolico in Sudan, Nunzio Apostolico in Eritrea.
- L'Arcivescovo Charles Daniel Balvo, Nunzio Apostolico in Nauru, che è anche Nunzio Apostolico in Nuova Zelanda, Isole Cook, Isole Fiji, Isole Marshall, Kiribati, Stati Federati di Micronesia, Palau, Samoa, Tonga, Vanuatu, e Delegato Apostolico nell'Oceano Pacifico.
NER:NN/.../MURRY:BOCCARDI:BALVO                   VIS 20070130 (100)


UDIENZE


CITTA' DEL VATICANO, 30 GEN. 2007 (VIS). Nel pomeriggio di ieri il Santo Padre ha ricevuto in udienza il Cardinale Jorge Arturo Medina Estévez, Prefetto emerito della Congregazione per il Culto Divino e la Disciplina dei Sacramenti.
AP/.../...                                         VIS 20070130 (40)


COMMISSIONE DIALOGO TEOLOGICO CATTOLICO-ORTODOSSO


CITTA' DEL VATICANO, 30 GEN. 2007 (VIS). Un Comunicato del Pontificio Consiglio per la Promozione dell'Unità dei Cristiani, reso pubblico questa mattina,  rende noto che è in corso a Roma, da oggi, 30 gennaio, al 3 febbraio, la riunione annuale della "Commissione mista internazionale per il dialogo teologico tra la Chiesa Cattolica e le Chiese Ortodosse Orientali".

  La Riunione si svolge sotto la presidenza del Cardinale Walter Kasper, Presidente del Dicastero e del Metropolita Anba Bishoy, della Chiesa Copta Ortodossa. La Delegazione ortodossa comprende i rappresentanti delle sette Chiese locali che compongono la 'famiglia' delle Chiese Orientali ortodosse: la Chiesa copta ortodossa, la Chiesa sira-ortodossa, la Chiesa armena apostolica (rappresentata dai due Catholicossati di Etchmiadzin e di Cilicia), la Chiesa ortodossa d'Etiopia, la Chiesa ortodossa di Eritrea e la Chiesa ortodossa Sira del Malankar.

  La Delegazione cattolica comprende rappresentanti della tradizione latina e di differenti tradizioni orientali cattoliche (tra l'altro delle Chiese copta cattolica, siro-cattolica, armena cattolica, maronita, siro-malabarese ed etiopica).

  Dalla sua creazione nel 2003, questa Commissione ha concentrato il suo studio su questioni che riguardano l'ecclesiologia, sopratutto le strutture di comunione e l'esercizio del ministero apostolico nella Chiesa.
CON-UC/DIALOGO CATTOLICO ORTODOSSO/...               VIS 20070130 (200)


TELEGRAMMA CORDOGLIO VITTIME INONDAZIONI IN ANGOLA


CITTA' DEL VATICANO, 30 GEN. 2007 (VIS). Di seguito riportiamo il testo del telegramma di cordoglio che il Santo Padre Benedetto XVI, tramite il Cardinale Tarcisio Bertone, Segretario di Stato, ha fatto pervenire all'Arcivescovo Giovanni Angelo Becciu, Nunzio Apostolico in Angola, per le vittime delle inondazioni che in questi ultimi giorni hanno colpito il Paese. 

  "Il Sommo Pontefice segue con costernazione il dramma delle popolazioni dell'Angola sferzate dalle piogge torrenziali che hanno causato morte, devastazioni e gravi danni e desidera trasmettere la sua vicinanza alle popolazioni e raccomandare le vittime alla misericordia divina, invocando consolazione e sostegno per le famiglie delle vittime e per quanti hanno perso anche i propri beni. Il Santo Padre Benedetto XVI invoca le più grandi Benedizioni divine su quanti sono rimasti colpiti da questo dramma senza dimenticare coloro che prestano la propria opera nelle importanti operazioni di soccorso e ricostruzione".
TGR/INONDAZIONI ANGOLA/BECCIU                       VIS 20070130 (150)


lunedì 29 gennaio 2007

UDIENZE


CITTA' DEL VATICANO, 29 GEN. 2007 (VIS). Il Santo Padre ha ricevuto questa mattina in udienze separate:

- L'Arcivescovo Celestino Migliore, Osservatore Permanente presso l'Organizzazione delle Nazioni Unite a New York.

- L'Arcivescovo Paolo Romeo, di Palermo (Italia).

- Cinque Presuli della Conferenza Episcopale Italiana (Regione Liguria), in Visita "ad Limina Apostolorum":
    - L'Arcivescovo Angelo Bagnasco, di Genova, con l'Ausiliare Vescovo Luigi Ernesto Palletti.

    - Il Vescovo Mario Oliveri, di Albenga-Imperia.

    - Il Vescovo Alberto Tanasini, di Chiavari.

    - Il Vescovo Bassano Staffieri, di La Spezia-Sarzana-Brugnato.

  Sabato 27 gennaio il Santo Padre ha ricevuto in udienze separate:

- Tre Presuli della Conferenza Episcopale Italiana (Regione Emilia-Romagna), in Visita "ad Limina Apostolorum":

    - Il Vescovo Lino Pizzi, di Forlì-Bertinoro.

    - Il Vescovo Mariano De Nicolò, di Rimini.

    - Il Vescovo Luigi Negri, di San Marino-Montefeltro.

- Il Vescovo Antoni Stankiewicz, Decano del Tribunale della Rota Romana.

- Il Cardinale Giovanni Battista Re, Prefetto della Congregazione per i Vescovi.
AP:AL/.../...                                       VIS 20070129 (160)


APPELLO PER LA PACE IN LIBANO E NELLA STRISCIA DI GAZA


CITTA' DEL VATICANO, 28 GEN. 2007 (VIS). Dopo la recita dell'Angelus con le migliaia di fedeli riuniti in Piazza San Pietro, il Papa ha lanciato un appello per la pace in Libano e nella Striscia di Gaza.

  "Nei giorni scorsi, la violenza è tornata ad insanguinare il Libano. È  inaccettabile che si percorra questa strada per sostenere le proprie ragioni politiche. Provo una pena immensa per quella cara popolazione. So che molti Libanesi sono colpiti dalla tentazione di lasciare ogni speranza e si sentono come disorientati da quanto sta succedendo".

  "Faccio mie le forti parole pronunciate da Sua Beatitudine il Cardinale Nasrallah Pierre Sfeir a denuncia degli scontri fratricidi. Con lui e con gli altri responsabili religiosi, invoco l'aiuto di Dio affinché tutti i Libanesi indistintamente possano e vogliano lavorare insieme per fare della loro patria una vera casa comune, superando quegli atteggiamenti egoistici che impediscono di prendersi veramente cura del proprio Paese".

  "Ai cristiani del Libano" - ha concluso il Pontefice - "ripeto l'esortazione ad essere promotori di un autentico dialogo fra le varie comunità, mentre invoco su tutti la protezione di Nostra Signora del Libano".

  Successivamente, Papa Benedetto XVI ha auspicato che "cessino al più presto le violenze nella Striscia di Gaza", ed ha detto: "All'intera popolazione desidero esprimere la mia spirituale vicinanza ed assicurare la mia preghiera, affinché prevalga in tutti la volontà di lavorare insieme per il bene comune, intraprendendo vie pacifiche per comporre le differenze e le tensioni".
ANG/PACE LIBANO:GAZA/...                           VIS 20070129 (270)


TOMMASO D'AQUINO: MAESTRO DI DIALOGO CON ALTRE CULTURE


CITTA' DEL VATICANO, 28 GEN. 2007 (VIS). Il Santo Padre Benedetto XVI ha dedicato le riflessioni che precedono la recita dell'Angelus a San Tommaso d'Aquino, Dottore della Chiesa e Patrono delle scuole cattoliche, del quale ricorre oggi la memoria liturgica.

  Rivolgendosi alle migliaia di fedeli presenti in Piazza San Pietro, il Papa ha ricordato che San Tommaso "offre un valido modello di armonia tra ragione e fede, dimensioni dello spirito umano, che si realizzano pienamente nell'incontro e nel dialogo tra loro".

  "Secondo il pensiero di San Tommaso, la ragione umana, (...) si muove, (...), in un orizzonte ampio, aperto, dove può esprimere il meglio di sé. Quando invece l'uomo si riduce a pensare soltanto ad oggetti materiali e sperimentabili e si chiude ai grandi interrogativi sulla vita, su se stesso e su Dio, si impoverisce. Il rapporto tra fede e ragione costituisce una seria sfida per la cultura attualmente dominante nel mondo occidentale".

  Il Papa ha riconosciuto gli "innumerevoli effetti positivi" della scienza moderna ma ha avvertito, al tempo stesso, che "la tendenza a considerare vero soltanto ciò che è sperimentabile costituisce una limitazione della ragione umana (...). È urgente, pertanto, riscoprire in modo nuovo la razionalità umana aperta alla luce del 'Logos' divino e alla sua perfetta rivelazione che è Gesù Cristo, Figlio di Dio fatto uomo. Quando è autentica la fede cristiana" - ha ribadito il Pontefice - "non mortifica la libertà e la ragione umana (...). La fede suppone la ragione e la perfeziona, e la ragione, illuminata dalla fede, trova la forza per elevarsi alla conoscenza di Dio e delle realtà spirituali".

  "Con lungimirante saggezza, San Tommaso d'Aquino riuscì ad instaurare un confronto fruttuoso con il pensiero arabo ed ebraico del suo tempo, sì da essere considerato un maestro sempre attuale di dialogo con altre culture e religioni. Egli seppe presentare quella mirabile sintesi cristiana tra ragione e fede che per la civiltà occidentale rappresenta un patrimonio prezioso, a cui attingere anche oggi per dialogare efficacemente con le grandi tradizioni culturali e religiose dell'est e del sud del mondo".

  Al termine della recita dell'Angelus, il Papa ha menzionato la Giornata Mondiale dei Malati di Lebbra, che ricorre oggi, assicurando: "Un particolare ricordo nella preghiera, a tutte le persone che soffrono per questo male. (...) Incoraggio gli operatori sanitari e i volontari che li assistono, come pure quanti in diversi modi uniscono i loro sforzi per debellare questa che non è solo una malattia, ma una piaga sociale.  Per questa nobile causa, si sono prodigati, sulle orme di Cristo" - ha ricordato ancora il Papa - "Raoul Follereau e il Beato Damiano de Veuster, apostolo dei lebbrosi a Molokai".

  Infine Papa Benedetto XVI ha rivolto alcune parole di saluto ai ragazzi e alle ragazze dell'Azione Cattolica della Diocesi di Roma, venuti per la conclusione del "Mese della Pace". Un ragazzo ed una ragazza erano nell'appartamento pontificio per aiutare il Papa a far volare due colombe, simbolo di pace. Lanciate le colombe in volo, il Papa ha esclamato: "Che siano auspicio di pace per il mondo intero! Buona domenica a tutti".
ANG/TOMMASO D'AQUINO:LEBBRA:PACE/...               VIS 20070129 (540)


ALTRI ATTI PONTIFICI


CITTA' DEL VATICANO, 27 GEN. 2007 (VIS).  Il Santo Padre ha concesso il Suo assenso all'elezione canonicamente fatta dal Sinodo della Chiesa Greco-Melkita cattolica, il giorno 11 ottobre 2006, del Padre Elie Haddad, B.S., ad Arcivescovo di Saïda dei Greco Melkiti (cattolici: 27.000; sacerdoti: 44; religiosi: 94), Libano. L'Arcivescovo eletto è nato ad Ablah nella Bekaa (Libano) nel 1960, è entrato nell'Ordine Basiliano Salvatoriano nel 1972 e finora è stato Presidente del Tribunale d'Appello della Chiesa Melkita in Libano.
NER/.../HADDAD                             VIS 20070129 (90)


RISCOPRIRE BELLEZZA DELLA "VERITÀ DEL MATRIMONIO"


CITTA' DEL VATICANO, 27 GEN. 2007 (VIS). Questa mattina, nella Sala Clementina del Palazzo Apostolico Vaticano, il Santo Padre Benedetto XVI ha ricevuto in Udienza i Prelati Uditori, gli Officiali e gli Avvocati del Tribunale della Rota Romana in occasione dell'inaugurazione dell'Anno giudiziario.

  All'inizio del suo discorso il Santo Padre ha sottolineato che "l'espressione 'verità del matrimonio' perde (...) rilevanza esistenziale in un contesto culturale segnato dal relativismo e dal positivismo giuridico, che considerano il matrimonio come una mera formalizzazione sociale dei legami affettivi. Di conseguenza, esso non solo diventa contingente come lo possono essere i sentimenti umani, ma si presenta come una sovrastruttura legale che la volontà umana potrebbe manipolare a piacimento, privandola perfino della sua indole eterosessuale".

  Il Papa ha richiamato l'attenzione sul fatto che "ad alcuni sembra che la dottrina conciliare sul matrimonio, e concretamente la descrizione di questo istituto come 'intima communitas vitae et amoris' (Cost. past. 'Gaudium et spes', n. 48), debba portare a negare l'esistenza di un vincolo coniugale indissolubile, perché si tratterebbe di un 'ideale' al quale non possono essere 'obbligati' i 'cristiani normali'".

  "La 'verità antropologica e salvifica del matrimonio' - anche nella sua dimensione giuridica - viene presentata già nella Sacra Scrittura". - ha sottolineato il Papa - "La risposta di Gesù a quei farisei che gli chiedevano il suo parere circa la liceità del ripudio è ben nota: 'Non avete letto che il Creatore da principio li creò maschio e femmina e disse: Per questo l'uomo lascerà suo padre e sua madre e si unirà a sua moglie e i due saranno una carne sola? Così che non sono più due, ma una carne sola. Quello dunque che Dio ha congiunto, l'uomo non lo separi' (Mt 19,4-6). Le citazioni della Genesi (1,27; 2,24) ripropongono la verità matrimoniale del 'principio', quella verità la cui pienezza si trova in rapporto all'unione di Cristo con la Chiesa (cfr Ef 5, 30-31), e che è stata oggetto di così ampie e profonde riflessioni da parte del Papa Giovanni Paolo II nei suoi cicli di catechesi sull'amore umano nel disegno divino".

  "Ogni matrimonio" - ha proseguito il Pontefice - "è certamente frutto del libero consenso dell'uomo e della donna, ma la loro libertà traduce in atto la capacità naturale inerente alla loro mascolinità e femminilità. (...) L'indissolubilità del matrimonio non deriva dall'impegno definitivo dei contraenti, ma è intrinseca alla natura del 'potente legame stabilito dal Creatore' (Giovanni Paolo II, Catechesi del 21 novembre 1979, n. 2). I contraenti si devono impegnare definitivamente proprio perché il matrimonio è tale nel disegno della creazione e della redenzione".

  Papa Benedetto XVI ha sottolineato che: "Di fronte alla relativizzazione soggettivistica e libertaria dell'esperienza sessuale, la tradizione della Chiesa afferma con chiarezza l'indole naturalmente giuridica del matrimonio, cioè la sua appartenenza per natura all'ambito della giustizia nelle relazioni interpersonali. In quest'ottica, il diritto s'intreccia davvero con la vita e con l'amore come un suo intrinseco dover essere. (...) 'In un orientamento fondato nella creazione, l'eros rimanda l'uomo al matrimonio, a un legame caratterizzato da unicità e definitività; così, e solo così, si realizza la sua intima destinazione' (Deus caritas est, 11). Amore e diritto possono così unirsi fino al punto da far sì che marito e moglie si debbano a vicenda l'amore che spontaneamente si vogliono: l'amore è in essi il frutto del loro libero volere il bene dell'altro e dei figli; il che, del resto, è anche esigenza dell'amore verso il proprio vero bene".

  Davanti al rischio di una distorta interpretazione delle norme canoniche vigenti, il Santo Padre ha esortato a reagire "con coraggio e fiducia, applicando costantemente l'ermeneutica del rinnovamento nella continuità e non lasciandosi sedurre da vie interpretative che implicano una rottura con la tradizione della Chiesa".

  "Il contributo dei tribunali ecclesiastici al superamento della crisi di senso sul matrimonio, nella Chiesa e nella società civile, potrebbe sembrare ad alcuni piuttosto secondario e di retroguardia." - ha detto ancora il Pontefice - "Tuttavia, proprio perché il matrimonio ha una dimensione intrinsecamente giuridica, l'essere saggi e convinti servitori della giustizia in questo delicato ed importantissimo campo ha un valore di testimonianza molto significativo e di grande sostegno per tutti".

  "Voi, cari Prelati Uditori, siete impegnati su un fronte nel quale la responsabilità per la verità si fa sentire in modo speciale ai nostri tempi. Rimanendo fedeli al vostro compito, fate sì che la vostra azione si inserisca armonicamente in una globale riscoperta della bellezza di quella 'verità sul matrimonio' - la verità del 'principio' - che Gesù ci ha pienamente insegnato e che lo Spirito Santo ci ricorda continuamente nell'oggi della Chiesa".
AC/.../ROTA ROMANA                               VIS 20070129 (780)


venerdì 26 gennaio 2007

ALTRI ATTI PONTIFICI


CITTA' DEL VATICANO, 26 GEN. 2007 (VIS). Il Santo Padre:

- Ha accettato la rinuncia al governo pastorale della Prelatura di Cafayate (Argentina), presentata dal Vescovo Cipriano García Fernández, O.S.A., per raggiunti limiti d'età.

- Ha eretto la Diocesi di Ensenada (Messico), con territorio dismembrato dall'Arcidiocesi di Tijuana e dalla Diocesi di Mexicali, rendendola suffraganea della Chiesa Metropolitana di Tijuana.

- Ha nominato il Sacerdote Sigifredo Noriega Barceló primo Vescovo della nuova Diocesi di Ensenada (superficie: 52.646; popolazione: 658.899; cattolici: 621.346; sacerdoti: 43; religiosi: 72), Messico. Il Vescovo eletto, finora Vicario Generale della Diocesi di Ciudad Obregón (Messico), è nato a Granados (Messico) nel 1951 ed è stato ordinato sacerdote nel 1976.

- Ha concesso il Suo assenso all'elezione canonicamente fatta dal Sinodo dei Vescovi della Chiesa Armeno-Cattolica, riunitosi a Bzommar (Libano), dal 4 al 13 settembre 2006, dell'Arciprete Emmanuel Dabbaghian, ad Arcivescovo di Baghdad degli Armeni (cattolici: 2.000; sacerdoti: 2; religiosi: 2), Iraq. L'Arcivescovo eletto è nato nel 1933 ad Aleppo (Siria), ed è stato ordinato sacerdote nel 1967. È stato sinora Sincello per la Georgia dell'Ordinariato per gli Armeni dell'Europa Orientale e Parroco della Parrocchia Armena Cattolica di Tbilissi in Georgia.
RE:ECE:NER/.../GARCÍA:NORIEGA:DABBAGHIAN               VIS 20070126 (200)


UDIENZE


CITTA' DEL VATICANO, 26 GEN. 2007 (VIS). Il Santo Padre ha ricevuto questa mattina in udienze separate:

- Il Cardinale Marc Ouellet, P.S.S., Arcivescovo di Québec (Canada).

- Sei Presuli della Conferenza Episcopale Italiana (Regione Emilia-Romagna), in Visita "ad Limina Apostolorum":

    - Il Vescovo Silvio Cesare Bonicelli, di Parma.

    - Il Vescovo Luciano Monari, di Piacenza-Bobbio.

    - Il Vescovo Adriano Caprioli, di Reggio Emilia-Guastalla, con l'Ausiliare Vescovo Lorenzo Ghizzoni.

    - L'Arcivescovo Giuseppe Verucchi, di Ravenna-Cervia.

    - Il Vescovo Antonio Lanfranchi, di Cesena-Sarsina.

- Il Signor Prayitno Bambang, Ambasciatore di Indonesia, in visita di congedo.

  Nel pomeriggio è in programma che il Santo Padre riceva l'Arcivescovo Angelo Amato, Segretario della Congregazione per la Dottrina della Fede.
AP:AL/.../...                                       VIS 20070126 (120)


IL MONDO ATTENDE TESTIMONIANZA COMUNE DEI CRISTIANI


CITTA' DEL VATICANO, 26 GEN. 2007 (VIS). Nel pomeriggio di ieri, nella Basilica di San Paolo fuori le Mura, il Papa ha presieduto la Celebrazione dei Secondi Vespri della solennità della Conversione di San Paolo, a conclusione della Settimana di Preghiera per l'Unità dei Cristiani. Alla celebrazione hanno preso parte  Rappresentanti delle altre Chiese e Comunità ecclesiali presenti a Roma.

  Il Santo Padre ha ricordato nell'omelia che le parole del Vangelo di Marco "Fa udire i sordi e fa parlare i muti", sono state il tema biblico proposto dalle Comunità cristiane del Sud Africa per la meditazione della Settimana di Preghiera ed ha affermato che esse "costituiscono una buona notizia, che annuncia la venuta del Regno di Dio e la guarigione dalla incomunicabilità e dalla divisione".

  "L'ascolto della Parola" - ha proseguito il Pontefice - "è prioritario per il nostro impegno ecumenico. Non siamo infatti noi a fare o ad organizzare l'unità della Chiesa. La Chiesa non 'fa' se stessa e non vive di se stessa, ma della parola che viene dalla bocca di Dio".

  "Chi si pone all'ascolto della parola di Dio" - ha ribadito Benedetto XVI - "può e deve poi parlare e trasmetterla agli altri, a coloro che non l'hanno mai ascoltata, o a chi l'ha dimenticata e sepolta sotto le spine delle preoccupazioni e degli inganni del mondo".

  "Dobbiamo chiederci" - ha esortato il Papa - "noi cristiani, non siamo diventati forse troppo muti? Non ci manca forse il coraggio di parlare e di testimoniare come hanno fatto coloro che erano i testimoni della guarigione del sordomuto nella Decapoli? Il nostro mondo (...) attende soprattutto la testimonianza comune dei cristiani. L'unità non può certamente imporre; essa va condivisa e fondata su una comune partecipazione all'unica fede. Ascoltare e parlare, comprendere gli altri e comunicare la propria fede, sono dimensioni pertanto essenziali della prassi ecumenica. Il dialogo onesto e leale costituisce lo strumento tipico ed imprescindibile della ricerca dell'unità".

"È indispensabile certo" - ha detto ancora il Santo Padre - "'esporre con chiarezza tutta la dottrina' per un dialogo che affronti, discuta e superi le divergenze ancora esistenti tra i cristiani, ma al tempo stesso 'il modo ed il metodo di enunciare la fede cattolica non deve in alcun modo essere di ostacolo al dialogo con i fratelli'".

  "Il dialogo ecumenico" - ha sottolineato il Pontefice - "comporta l'evangelica correzione fraterna e conduce a un reciproco arricchimento spirituale nella condivisione delle autentiche esperienze di fede e di vita cristiana. Perchè ciò avvenga occorre implorare senza stancarsi l'assistenza della grazia di Dio e l'illuminazione dello Spirito Santo".

  A conclusione dell'omelia il Santo Padre ha affidato all'intercessione di San Paolo "infaticabile costruttore dell'unità della Chiesa, (...) i frutti dell'ascolto e della testimonianza comune che abbiamo potuto sperimentare nei molti incontri fraterni e dialoghi avvenuti nel corso del 2006, tanto con le Chiese d'Oriente quanto con le Chiese e Comunità ecclesiali in Occidente".

  Benedetto XVI ha infine ringraziato "quanti hanno contribuito ad intensificare il dialogo ecumenico con la preghiera, con l'offerta della loro sofferenza e con la loro infaticabile azione".
HML/VESPRI:ECUMENISMO/SAN PAOLO                    VIS 20070126 (530)


giovedì 25 gennaio 2007

ALTRI ATTI PONTIFICI


CITTA' DEL VATICANO, 25 GEN. 2007 (VIS). Il Santo Padre ha nominato:

- Il Vescovo David Motiuk, finora Ausiliare dell'Arcivescovo Metropolita di Winnipeg degli Ucraini (Canada), Vescovo dell'Eparchia di Edmonton degli  Ucraini (cattolici: 28.750; sacerdoti: 42; religiosi: 57; diaconi permanenti: 5), Canada.

- Ha nominato l'Arcivescovo Angelo Mottola, finora Nunzio Apostolico in Iran, Nunzio Apostolico in Montenegro.
NER:NA/.../MOTIUK:MOTTOLA                             VIS 20070125 (60)


UDIENZE

CITTA' DEL VATICANO, 25 GEN. 2007 (VIS). Il Santo Padre ha ricevuto questa mattina in udienze separate:

- Il Cardinale George Pell, Arcivescovo di Sydney (Australia).

- Tre Presuli della Conferenza Episcopale Italiana (Regione Emilia-Romagna), in Visita "ad Limina Apostolorum":

    - L'Arcivescovo Benito Cocchi, di Modena-Nonantola.

    - Il Vescovo Maurizio Galli, di Fidenza.

    - Il Monsignore Douglas Regattieri, Vicario Generale di Carpi.
AP:AL/.../...                                 VIS 20070125 (70)


UDIENZA AL PRIMO MINISTRO REPUBBLICA SOCIALISTA VIÊT NAM


CITTA' DEL VATICANO, 25 GEN. 2007 (VIS). Nella tarda mattinata di oggi la Sala Stampa della Santa Sede ha reso pubblico il seguente Comunicato:

  "Stamani, giovedì 25 gennaio 2007, il Primo Ministro della Repubblica Socialista del Viêtnam, Sua Eccellenza il Signor Nguyên Tân Dung, è stato ricevuto in Udienza dal Santo Padre Benedetto XVI e si è successivamente incontrato con l'Eminentissimo Cardinale Tarcisio Bertone, Segretario di Stato, accompagnato da Sua Eccellenza Monsignor Dominique Mamberti, Segretario per i Rapporti con gli Stati".

  "La Santa Sede ha manifestato il suo compiacimento per la visita, che segna un nuovo e importante passo verso la normalizzazione dei rapporti bilaterali. Questi, negli ultimi anni, hanno registrato concreti progressi, aprendo maggiori spazi di libertà religiosa per la Chiesa Cattolica in Viêtnam".

  "Nel corso dei colloqui ci si è soffermati sui problemi ancora aperti, che si auspica saranno affrontati e risolti attraverso i canali di dialogo esistenti e porteranno ad una fruttuosa cooperazione tra Chiesa e Stato, cosicché i cattolici possano dare sempre più efficacemente il loro positivo contributo per il bene comune del Paese, la promozione dei valori morali, in particolare nella gioventù, la diffusione di una cultura della solidarietà e l'assistenza caritativa in favore dei ceti più deboli della popolazione".

  "Inoltre, si è proceduto ad uno scambio di opinioni sull'attualità internazionale, in vista di un comune impegno per la pace e per la soluzione negoziata dei gravi problemi del presente".

  "È stata questa la prima volta che un Primo Ministro della Repubblica Socialista del Viêtnam incontra il Santo Padre e le più alte Autorità della Segreteria di Stato".
OP/PRIMO MINISTRO/VIÊTNAM                           VIS 20070125 (280)


PAROLA DI DIO RICHIEDE SPECIALE VENERAZIONE E OBBEDIENZA


CITTA' DEL VATICANO, 25 GEN. 2007 (VIS). Il Santo Padre Benedetto XVI ha ricevuto questa mattina i Membri del Consiglio Ordinario del Sinodo dei Vescovi impegnati nella preparazione della XII Assemblea Generale Ordinaria, in programma nell'ottobre 2008, sul tema: "La Parola di Dio nella vita e nella missione della Chiesa".

  Il Papa ha sottolineato l'importanza di tale argomento "poiché" - ha detto - "l'azione spirituale, che esprime e alimenta la vita e la missione della Chiesa, si fonda necessariamente sulla Parola di Dio. Questa, inoltre, essendo destinata a tutti i discepoli del Signore - come ci ha ricordato la Settimana di preghiera per l'unità dei cristiani - richiede speciale venerazione e obbedienza, affinché sia accolta anche quale urgente richiamo alla piena comunione tra i credenti in Cristo".

  Ricordando che i Membri del Consiglio Ordinario del Sinodo dei Vescovi si apprestano a completare la stesura finale dei "Lineamenta" (prima bozza del tema del Sinodo), il Santo Padre si è detto certo che essi "serviranno come strumento prezioso affinché tutta la Chiesa possa approfondire la tematica della prossima Assemblea sinodale".

  "Formulo di cuore l'auspicio" - ha concluso il Pontefice - "che ciò aiuti a riscoprire l'importanza della Parola di Dio nella vita di ogni cristiano, di ogni comunità ecclesiale ed anche civile".
AC/SINODO:PAROLA DI DIO/...                           VIS 20070125 (230)


mercoledì 24 gennaio 2007

BAMBINI E MEZZI COMUNICAZIONE: SFIDA PER L'EDUCAZIONE


CITTA' DEL VATICANO, 24 GEN. 2007 (VIS). È stato pubblicato oggi, memoria liturgica di San Francesco di Sales, Patrono dei giornalisti, il Messaggio del Santo Padre Benedetto XVI per la Giornata Mondiale delle Comunicazioni Sociali, che si celebrerà il 20 maggio 2007, sul tema: "I bambini e i mezzi di comunicazione: una sfida per l'educazione".

  Di seguito riportiamo estratti del Messaggio annuale, pubblicato in lingua italiana, inglese, francese, tedesca, spagnola e portoghese.

  Il tema della 41° Giornata Mondiale delle Comunicazioni Sociali, "ci invita a riflettere su due aspetti che sono di particolare rilevanza. Uno è la formazione dei bambini. L'altro, forse meno ovvio ma non meno importante, è la formazione dei media".

  "Le complesse sfide che l'educazione contemporanea deve affrontare sono spesso collegate alla diffusa influenza dei media nel nostro mondo. (...) In verità, vi è chi afferma che l'influenza formativa dei media è in competizione con quella della scuola, della Chiesa e, forse, addirittura con quella della famiglia. Per molte persone, la realtà corrisponde a ciò che i media definiscono come tale".

  "Il rapporto tra bambini, media ed educazione può essere considerato da due prospettive: la formazione dei bambini da parte dei media e la formazione dei bambini per rispondere in modo appropriato ai media. (...) Dentro questo contesto, l'adeguata formazione ad un uso corretto dei media è essenziale per lo sviluppo culturale, morale e spirituale dei bambini".

  "Educare i bambini ad essere selettivi nell'uso dei media è responsabilità dei genitori, della Chiesa e della scuola. Il ruolo dei genitori è di primaria importanza. Essi hanno il diritto e il dovere di garantire un uso prudente dei media, formando la coscienza dei loro bambini affinché siano in grado di esprimere giudizi validi e obiettivi che li guideranno nello scegliere o rifiutare i programmi proposti. Nel fare questo, i genitori dovrebbero essere incoraggiati e sostenuti dalla scuola e dalla parrocchia, nella certezza che questo difficile, sebbene gratificante, aspetto dell'essere genitori è sostenuto dall'intera comunità".

  "L'educazione ai media dovrebbe essere positiva. Ponendo i bambini di fronte a quello che è esteticamente e moralmente eccellente, essi vengono aiutati a sviluppare la propria opinione, la prudenza e la capacità di discernimento. È qui importante riconoscere il valore fondamentale dell'esempio dei genitori e i vantaggi nell'introdurre i giovani ai classici della letteratura infantile, alle belle arti e alla musica nobile. Mentre la letteratura popolare avrà sempre il proprio posto nella cultura, la tentazione di far sensazione non dovrebbe essere passivamente accettata nei luoghi di insegnamento".

  "Come l'educazione in generale, quella ai media richiede formazione nell'esercizio della libertà. Si tratta di una responsabilità impegnativa. Troppo spesso la libertà è presentata come un'instancabile ricerca del piacere o di nuove esperienze. Questa è una condanna, non una liberazione! La vera libertà non condannerebbe mai un individuo - soprattutto un bambino - all'insaziabile ricerca della novità. Alla luce della verità, l'autentica libertà viene sperimentata come una risposta definitiva al 'sì' di Dio all'umanità, chiamandoci a scegliere, non indiscriminatamente ma deliberatamente, tutto quello che è buono, vero e bello. I genitori sono i guardiani di questa libertà e, dando gradualmente una maggiore libertà ai loro bambini, li introducono alla profonda gioia della vita".

  "Questo desiderio profondamente sentito di genitori ed insegnanti di educare i bambini nella via della bellezza, della verità e della bontà può essere sostenuto dall'industria dei media solo nella misura in cui promuove la dignità fondamentale dell'essere umano, il vero valore del matrimonio e della vita familiare, le conquiste positive ed i traguardi dell'umanità. Da qui, la necessità che i media siano impegnati nell'effettiva formazione e nel rispetto dell'etica viene visto con particolare interesse ed urgenza non solo dai genitori, ma anche da coloro che hanno un senso di responsabilità civica".

 "Mentre si afferma che molti operatori dei media vogliono fare quello che è giusto, occorre riconoscere che quanti lavorano in questo settore si confrontano con 'pressioni psicologiche e dilemmi etici speciali' che a volte vedono la competitività commerciale costringere i comunicatori ad abbassare gli standard".

   "Ogni tendenza a produrre programmi - compresi film d'animazione e video games - che in nome del divertimento esaltano la violenza, riflettono comportamenti anti-sociali o volgarizzano la sessualità umana, è perversione, ancor di più quando questi programmi sono rivolti a bambini e adolescenti. Come spiegare questo 'divertimento' agli innumerevoli giovani innocenti che sono nella realtà vittime della violenza, dello sfruttamento e dell'abuso?".

  "Faccio nuovamente appello ai responsabili dell'industria dei media, affinché formino ed incoraggino i produttori a salvaguardare il bene comune, a sostenere la verità, a proteggere la dignità umana individuale e a promuovere il rispetto per le necessità della famiglia".

  "La Chiesa stessa, alla luce del messaggio della salvezza che le è stato affidato, è anche maestra di umanità e vede con favore l'opportunità di offrire assistenza ai genitori, agli educatori, ai comunicatori ed ai giovani. Le parrocchie ed i programmi delle scuole oggi dovrebbero essere all'avanguardia per quanto riguarda l'educazione ai media".
MESS/GIORNATA MONDIALE COMUNICAZIONI/...             VIS 20070124 (950)


PAPA RIPERCORRE TAPPE ECUMENICHE 2007


CITTA' DEL VATICANO, 24 GEN. 2007 (VIS). Il Santo Padre Benedetto XVI ha nuovamente dedicato la catechesi dell'Udienza Generale del Mercoledì, tenutasi questa mattina nell'Aula Paolo VI, alla Settimana di Preghiera per l'Unità dei Cristiani che si conclude domani con la celebrazione dei Vespri nella Basilica di San Paolo Fuori le Mura.

  "La cura di ristabilire l'unione - afferma il Concilio Vaticano II -  riguarda tutta la Chiesa, sia i fedeli che i pastori" - ha detto il Papa -  "Pregando, e pregando insieme, i cristiani diventano più consapevoli del loro stato di fratelli, anche se ancora divisi".

  "Ripercorrendo il cammino degli ultimi quarant'anni, sorprende come il Signore ci abbia risvegliato dal torpore dell'autosufficienza e dell'indifferenza; come ci renda sempre più capaci di 'ascoltarci' e non soltanto di 'sentirci'".

  L'ecumenismo, ha proseguito il Santo Padre "è un processo lento, è una strada lenta e in salita, come ogni strada di pentimento. Un cammino però che, dopo le iniziali difficoltà e proprio in esse, presenta anche ampi spazi di gioia, soste rinfrescanti, e permette di tanto in tanto di respirare a pieni polmoni l'aria purissima della piena comunione".
 
  "L'esperienza di questi ultimi decenni" - ha proseguito il Pontefice - "dimostra che la ricerca dell'unità tra i cristiani si compie a svariati livelli e in innumerevoli circostanze: nelle parrocchie, negli ospedali, nei contatti tra la gente, nella collaborazione tra le comunità locali in ogni parte del mondo, e specialmente nelle regioni dove compiere un gesto di buona volontà nei confronti del fratello richiede un grande sforzo ed anche una purificazione della memoria".

  "In questo contesto di speranza" - ha precisato Papa Benedetto XVI - "si collocano anche gli incontri e gli eventi che segnano costantemente il mio ministero, il ministero del Vescovo di Roma, Pastore della Chiesa universale". Successivamente il Papa ha ripercorso gli eventi più significativi del 2006 come "la visita ufficiale dell'Alleanza Mondiale delle Chiese Riformate (...), delle Delegazioni dell'Alleanza Battista Mondiale e dell''Evangelical Lutheran Church'".

  Il Santo Padre si è soffermato anche sugli incontri con "i gerarchi della Chiesa Ortodossa di Georgia" e sul "Vertice dei Capi Religiosi, tenutosi a Mosca nel luglio 2006, durante il quale il Patriarca di Mosca e di tutte le Russie, Alessio II, "ha sollecitato, con uno speciale messaggio, l'adesione della Santa Sede".

  Dopo aver ricordato la visita in Vaticano dell'Arcivescovo di Canterbury e Primate della Comunione Anglicana, Benedetto XVI ha rievocato l'"indimenticabile" Viaggio in Turchia e l'incontro con Sua Santità Bartolomeo I ad Istanbul, ed ha detto: "colgo l'occasione per salutare ancora una volta Sua Santità Bartolomeo I (...); lo assicuro della mia preghiera e del mio impegno ad agire affinché si traggano le conseguenze di quell'abbraccio di pace che ci siamo dati durante la Divina Liturgia nella chiesa di San Giorgio al Fanar".

 "Questi momenti" - ha concluso il Pontefice - "pongono in luce l'impegno - spesso silenzioso, ma forte - che ci accomuna nel ricercare l'unità. Essi ci incoraggiano a fare ogni sforzo per proseguire in questa salita lenta ma importante".
AG/UNITA' CRISTIANI/...                                   VIS 20070124 (450)


martedì 23 gennaio 2007

ECUMENISMO SPIRITUALE: MISSIONE DI TUTTI


CITTA' DEL VATICANO, 23 GEN. 2007 (VIS). Questa mattina il Cardinale Walter Kasper, Presidente del Pontificio Consiglio per la Promozione dell'Unità dei Cristiani, ha tenuto una conversazione sulla situazione attuale dell'ecumenismo nel contesto della Settimana di Preghiera per l'Unità dei Cristiani (18-25 gennaio).

  Alla conversazione, tenutasi nella Sala Stampa della Santa Sede, sono intervenuti anche il Vescovo Brian Farrell, Segretario, ed il Monsignor Eleuterio F. Fortino, Sotto-Segretario, del medesimo Pontificio Consiglio.

  Il Cardinale Kasper ha ricordato che l'anno appena conclusosi è stato particolarmente proficuo dal punto di vista ecumenico con il Viaggio del Santo Padre in Turchia dove si è proceduto alla firma di una Dichiarazione Comune con sua Santità Bartolomeo I, Patriarca Ecumenico di Costantinopoli, e la ripresa dei lavori della Commissione Mista Internazionale per il Dialogo teologico tra la Chiesa cattolica e la Chiesa ortodossa nel suo insieme.

  Attualmente uno degli temi principali di dibattito è il primato petrino con tutte le questioni di ordine teologico, canonico ed emotivo che ne scaturiscono. "È necessario continuare a pregare" - ha sottolineato il Cardinale - "ed avere pazienza. Per ora sono state analizzate e discusse le risposte fatte pervenire da diverse chiese".

  Riguardo ad un possibile ed auspicato incontro fra il Santo Padre Benedetto XVI e Sua Santità Alessio II, Patriarca di Mosca e di tutte le Russie, "per il momento non vi è nulla di concreto", ha affermato il Cardinale Kasper precisando, però, che i rapporti con la Chiesa ortodossa russa sono migliorati e che esiste una stretta collaborazione anche con alcuni dicasteri della Curia Romana e diverse Diocesi.

  Il Cardinale Kasper ha smentito che la Santa Sede abbia abbandonato i rapporti con le comunità protestanti, affermando che sono: "solo insinuazioni senza fondamento". Nel corso dell'anno passato infatti, diverse Delegazioni ecumeniche sono state ricevute dal Santo Padre ed hanno partecipato alle Udienze Generali del Mercoledì.

  Per quanto attiene ai prossimi avvenimenti ecumenici, il Porporato ha segnalato la celebrazione dell'Assemblea Ecumenica Europea in programma a Sibiu (Romania), in settembre, l'Assemblea Plenaria della Commissione Mista Internazionale per il Dialogo teologico fra la Chiesa cattolica e la Chiesa ortodossa nel suo insieme che avrà luogo a Ravenna (Italia), nel 2007 ed alla quale potrebbe assistere il Santo Padre. Infine il Secondo Congresso Ecumenico dei Movimenti e Comunità Insieme per l'Europa, previsto a Stuttgart (Germania).

  Al termine della Conferenza Stampa, il Cardinale Kasper ha presentato il volume intitolato "L'Ecumenismo spirituale. Linee guida per la sua attuazione", appena pubblicato in italiano, inglese e francese e che prossimamente uscirà anche in lingua tedesca. Il volume offre suggerimenti pratici, pastorali, per rafforzare l'ecumenismo spirituale "che è" - si legge all'inizio del testo - "l'anima di tutto il movimento ecumenico". Il volume si rivolge a quanti sono impegnati nel lavoro ecumenico nelle diverse Diocesi e parrocchie, anche se tutti i membri della Chiesa sono chiamati a dare il proprio contributo, soprattutto con la preghiera.
OP/ECUMENISMO/KASPER                                   VIS 20070123 (470)


TELEGRAMMA PER LA MORTE DELL'ABBÉ PIERRE


CITTA' DEL VATICANO, 23 GEN. 2007 (VIS). Di seguito riportiamo il testo del telegramma che il Santo Padre ha fatto pervenire, tramite il Segretario di Stato, Cardinale Tarcisio Bertone, al Cardinale Jean-Pierre Ricard, Arcivescovo di Bordeaux (Francia) e Presidente della Conferenza Episcopale Francese, per la morte, avvenuta ieri, all'età di 94 anni, dell'Abbé Pierre, Fondatore della Comunità di Emmaus.

  "Informato della morte dell'Abbé Pierre, il Santo Padre rende grazie per la sua opera a favore dei diseredati, con la quale ha offerto una testimonianza di carità che ci viene da Cristo. Affidando il defunto alla misericordia divina, il Papa chiede al Signore di accogliere nella pace del Suo Regno questo sacerdote che tutta la vita ha lottato contro la povertà. In segno di consolazione e di speranza, Sua Santità invia di cuore, a voi, ai familiari del defunto, ai membri delle Comunità di Emmaus e a tutte le persone riunite per la cerimonia di addio, la Benedizione Apostolica.
TGR/MORTE ABBÉ PIERRE/RICARD                       VIS 20070123 (160)


FIRMA PROTOCOLLO INSEGNAMENTO TEOLOGIA IN BAVIERA


CITTA' DEL VATICANO, 23 GEN. 2007 (VIS).  Venerdì 19 gennaio scorso, nel "Palazzo Principe Carlo" di Monaco di Baviera (Repubblica Federale di Germania) è stato firmato un Protocollo Addizionale al Concordato con la Baviera del 29 marzo 1924, che regola alcune questioni riguardanti l'insegnamento della teologia sia nelle Facoltà di Teologia Cattolica delle Università statali sia in altri Centri di istruzione della Baviera.

  Per la Santa Sede ha firmato, come Plenipotenziario, l'Arcivescovo Erwin Josef Ender, Nunzio Apostolico in Germania e per lo Stato Libero di Baviera, il Ministro Presidente, Dottor Edmund Stoiber.

  Un Comunicato rende noto che il presente Protocollo Addizionale al Concordato con la Baviera, in particolare "stabilisce nuove norme per le Facoltà di Teologia Cattolica delle Università di Bamberga e di Passavia, che rimarranno quiescenti per quindici anni a partire dall'entrata in vigore del presente accordo: durante tale periodo, entrambe le istituzioni continueranno ad esistere come Istituti di Teologia Cattolica".
.../ACCORDO INSEGNAMENTO TEOLOGIA/BAVIERA         VIS 20070123 (160)


lunedì 22 gennaio 2007

LETTERE CREDENZIALI AMBASCIATORE ROMANIA SANTA SEDE

CITTA' DEL VATICANO, 20 GEN. 2007 (VIS). Questa mattina il Santo Padre ha ricevuto il Signor Marius Gabriel Lazurca, nuovo Ambasciatore di Romania presso la Santa Sede, in occasione della presentazione delle Lettere Credenziali.

All'inizio del suo discorso il Papa ha affermato che la Santa Sede ha accolto con soddisfazione l'ammissione della Romania nell'Unione Europea ed ha posto in rilievo la "antica tradizione cristiana" della Nazione, esprimendo l'auspicio che essa possa apportare il suo "contributo originale all'edificio europeo, affinché questo non sia unicamente una potenza economica e un grande mercato di beni di consumo, ma trovi un nuovo slancio politico, culturale e spirituale, in grado di costruire un futuro promettente per le nuove generazioni".

"Da anni" - ha proseguito Papa Benedetto XVI - "il suo Paese è impegnato in una profonda opera di rinnovamento della società, con l'obiettivo di curare le ferite del passato e permettere a tutti di godere delle libertà fondamentali e di beneficiare del progresso economico e sociale. (...) È ugualmente importante" - ha ribadito il Pontefice - "garantire a tutti un giusto accesso ad una giustizia indipendente e trasparente, in grado di lottare efficacemente contro coloro che non rispettano il bene comune e che stravolgono le leggi per il proprio profitto. In tale prospettiva, auspico una rinnovata attenzione alle famiglie più povere, affinché possano educare i propri figli nella dignità".

Il Papa si è rallegrato per "i progressi compiuti dal governo nella delicata gestione della restituzione dei beni confiscati alle comunità religiose" ed ha auspicato anche che "le norme che regolano la libertà religiosa, che è una libertà fondamentale, siano pienamente rispettate, in particolare per quanto concerne la Chiesa greco-cattolica".

Assicurando la disponibilità della Chiesa cattolica a studiare con le Autorità competenti il modo di superare le eventuali difficoltà che potessero emergere nei rapporti reciproci, Benedetto XVI ha espresso la sua "preoccupazione" riguardante il progetto di costruire accanto alla Cattedrale di San Giuseppe a Bucarest un imponente edificio di 19 piani ed ha ricordato che l'Arcivescovo di Bucarest ha ripetutamente presentato diverse istanze alle competenti Autorità dello Stato "al fine di preservare il patrimonio storico ed i valori di fede che essa rappresenta, non solo per la comunità cattolica, ma per tutta la popolazione rumena".

Il Santo Padre ha pregato l'Ambasciatore di trasmettere i suoi saluti a Sua Beatitudine Teoctist, Patriarca Ortodosso di Romania ed ha formulato voti affinché "i fedeli cattolici ed ortodossi continuino ad intrattenere rapporti fraterni nella vita quotidiana e, promuovano, a tutti i livelli, occasioni di dialogo. Auspico in particolare che l'Incontro ecumenico europeo, che deve aver luogo a Sibiu nel settembre prossimo, costituisca una tappa importante su questo cammino intrapreso insieme verso l'unità".

Rivolgendo infine un particolare saluto alla comunità cattolica di Romania, il Papa ha detto: "So che i fedeli cattolici prendono parte attiva alla vita del paese, in particolare sul piano spirituale e sociale e li incoraggio vivamente a testimoniare con coraggio il ruolo insostituibile della famiglia nella società".
CD/LETTERE CREDENZIALI/ROMANIA:LAZURCA VIS 20070122 (490)

GRANDI SFIDE PER LA CHIESA IN AMERICA LATINA

CITTA' DEL VATICANO, 20 GEN. 2007 (VIS). Il Santo Padre Benedetto XVI ha ricevuto questa mattina in Vaticano i 50 Partecipanti alla Plenaria della Pontificia Commissione per l'America Latina, presieduta dal Cardinale Giovanni Battista Re, Prefetto della Congregazione per i Vescovi, che ha avuto per tema: "La famiglia e l'educazione cristiana in America Latina".

"La Chiesa in America Latina" - ha detto il Santo Padre - "affronta enormi sfide: il mutamento culturale derivante da una comunicazione sociale che influisce sulle opinioni e le abitudini di milioni di persone; i flussi migratori che tante ripercussioni hanno sulla vita familiare e nella pratica religiosa nel nuovo ambiente; il riemergere di interrogativi su come i popoli debbano preservare la propria memoria storica e il proprio futuro democratico; la globalizzazione, il secolarismo, la povertà crescente e i problemi ecologici, soprattutto nelle grande città, la violenza e il narcotraffico".

Alla luce di tutto ciò il continente latinoamericano ha urgente necessità di "una nuova Evangelizzazione che ci stimoli ad approfondire i valori della nostra fede, perché siano per noi linfa e configurino la identità di quegli amati popoli che un giorno ricevettero la luce del Vangelo".

"Gli uomini e le donne dell'America Latina hanno una grande sete di Dio" - ha affermato il Pontefice spiegando che: "Quando nella vita delle comunità emerge un sentimento di orfanità rispetto a Dio Padre, è indispensabile l'opera dei Vescovi, dei sacerdoti e degli altri operatori pastorali, che diano testimonianza, come Cristo, che il Padre è sempre Amore provvidente rivelatosi nel suo Figlio".

"Quando la fede non si nutre di preghiera e di meditazione della Parola di Dio; quando la vita sacramentale langue, allora prosperano le sette e i nuovi gruppi pseudoreligiosi, che provocano l'allontanamento dalla Chiesa di numerosi cattolici. Nella mancanza di risposte alle proprie aspirazioni più profonde, che potrebbero trovare la loro realizzazione in una vita di fede condivisa, hanno origine situazioni di vuoto spirituale. (...) È importante perciò il senso di appartenenza ecclesiale, dove il cristiano cresce e matura nella comunione con i propri fratelli, figli di uno stesso Dio e Padre".

"Per il futuro della Chiesa in America Latina e nel Caribe è importante che i cristiani approfondiscano ed assumano lo stile di vita proprio dei discepoli di Gesù (...). Il vero discepolo cresce e matura nella famiglia, nella comunità parrocchiale e diocesana; si converte in missionario quando annuncia la persona di Cristo e il suo Vangelo in tutti gli ambienti (...). In particolare, i frequenti fenomeni di sfruttamento ed ingiustizia, di corruzione e violenza, interpellano i cristiani con urgenza affinché vivano con coerenza la propria fede e si sforzino di ricevere una solida formazione dottrinale e spirituale, contribuendo all'edificazione di una società più giusta, più umana e cristiana".

Il Papa ha ricordato in proposito che la famiglia cristiana è "un luogo privilegiato per vivere e trasmettere la fede e le virtù. A casa si custodisce il patrimonio della fede; a casa i figli ricevono il dono della vita, si sentono amati così come sono e apprendono i valori che li aiuteranno a vivere come figli di Dio".

Benedetto XVI ha concluso il suo discorso invocando l'intercessione della Vergine Maria affinché le comunità ecclesiali dell'America Latina e del Caribe ed i partecipanti alla V Conferenza dell'Episcopato Latinoamericano "individuino le strade più percorribili perché quei popoli abbiano la vita in Cristo e costruiscano nel cosiddetto 'Continente della speranza', un futuro degno per ogni uomo e per ogni donna".
AC/PLENARIA CAL/RE VIS 20070122 (530)

IL PAPA INDIRIZZA UNA LETTERA AI CATTOLICI IN CINA

CITTA' DEL VATICANO, 22 GEN. 2007 (VIS). Di seguito riportiamo il Comunicato reso pubblico dalla Sala Stampa della Santa Sede, al termine della riunione che ha avuto luogo in Vaticano il 19 e 20 gennaio scorso, sulla situazione della Chiesa cattolica nella Cina Continentale:

"Il Papa Benedetto XVI, nel desiderio di approfondire la conoscenza della situazione della Chiesa cattolica nella Cina Continentale, ha convocato un'apposita Riunione, che ha avuto luogo nel Palazzo Apostolico Vaticano nei giorni 19 e 20 gennaio 2007".

"Ai lavori, presieduti da Sua Eminenza il Cardinale Tarcisio Bertone, Segretario di Stato, hanno preso parte alcuni rappresentanti dell'Episcopato cinese (Hong Kong, Macao e Taiwan) e coloro che, per la Santa Sede, seguono più da vicino la questione cinese. L'ampio ed articolato dibattito è stato animato da franchezza e da fraterna cordialità".

"Alla luce della travagliata storia della Chiesa in Cina e dei principali avvenimenti degli ultimi anni, sono stati presi in esame i problemi ecclesiali più gravi e urgenti, che attendono adeguate soluzioni in relazione ai principi fondamentali della costituzione divina della Chiesa e della libertà religiosa. Si è preso atto, con profonda riconoscenza, della luminosa testimonianza, offerta da Vescovi, sacerdoti e fedeli, i quali, senza cedere a compromessi, hanno mantenuto la propria fedeltà alla Sede di Pietro, a volte anche a prezzo di gravi sofferenze. Con particolare gioia si è, altresì, constatato che oggi la quasi totalità dei Vescovi e dei sacerdoti è in comunione con il Sommo Pontefice".

"Sorprendente, inoltre, è stata la crescita numerica della comunità ecclesiale che, anche in Cina, è chiamata ad essere testimone di Cristo, a guardare in avanti con speranza e a misurarsi, nell'annuncio del Vangelo, con le nuove sfide che la società sta affrontando".

"Nella molteplicità dei contributi dei partecipanti è emersa la volontà di proseguire il cammino di un dialogo rispettoso e costruttivo con le Autorità governative, per superare le incomprensioni del passato. Si è, inoltre, auspicato di pervenire a una normalizzazione dei rapporti ai vari livelli, al fine di consentire la pacifica e fruttuosa vita della fede nella Chiesa e di lavorare insieme per il bene del Popolo cinese e per la pace nel mondo".

"Il Santo Padre, che è stato ampiamente ragguagliato in merito alle proposte maturate nel corso della Riunione, ha benevolmente deciso di indirizzare una Sua Lettera ai cattolici in Cina".
OP/CHIESA CATTOLICA CINA/... VIS 20070122 (400)
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