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Il Vatican Information Service (VIS), istituito nell'ambito della Sala Stampa della Santa Sede, è un bollettino telematico che diffonde notizie relative all'attività magistrale e pastorale del Santo Padre e della Curia Romana...

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venerdì 24 novembre 2006

PROSSIMITÀ AL MALATO COLPITO DA MALATTIE INFETTIVE

CITTA' DEL VATICANO, 24 NOV. 2006 (VIS). Questa mattina Papa Benedetto XVI ha ricevuto i partecipanti alla XXI Conferenza Internazionale, promossa dal Pontificio Consiglio per la Pastorale della Salute, (23- 25 novembre), sul tema: "Gli aspetti pastorali della cura delle malattie infettive".

  Il Papa ha affermato che alle tante lodevoli iniziative ed ai "generosi gesti di amore" nei confronti dei malati colpiti da malattie infettive, si contrappongono non poche ingiustizie. "Come dimenticare i tanti malati infettivi costretti a vivere segregati, e talora segnati da uno stigma che li umilia? Tali deprecabili situazioni appaiono con maggiore gravità nella disparità delle condizioni sociali ed economiche tra il Nord e il Sud del mondo. Ad esse è importante rispondere con interventi concreti, che favoriscano la prossimità all'ammalato, rendano più viva l'evangelizzazione della cultura e propongano motivi ispiratori dei programmi economici e politici dei governi".

  Riferendosi alla prossimità al malato colpito da malattia infettiva, Papa Benedetto XVI ha ricordato la "ricca tradizione della Chiesa cattolica" che "va tenuta viva perché, attraverso l'esercizio della carità verso chi soffre, siano resi visibili i valori ispirati ad autentica umanità e al Vangelo: la dignità della persona, la misericordia, l'identificazione di Cristo al malato. Ogni intervento resta insufficiente, se in esso non si rende percepibile l'amore per l'uomo, un amore che si nutre dell'incontro con Cristo".

  "All'insostituibile prossimità nei confronti del malato va unita l'evangelizzazione dell'ambiente culturale in cui viviamo. Tra i pregiudizi che ostacolano o limitano un aiuto efficace alle vittime di malattie infettive c'è l'atteggiamento di indifferenza e persino di esclusione e rigetto nei loro confronti, che emerge a volte nella società del benessere. Questo atteggiamento" - ha affermato il Pontefice - "è favorito anche dall'immagine veicolata attraverso i media di uomo e donna preoccupati prevalentemente della bellezza fisica, della salute e della vitalità biologica. È una pericolosa tendenza culturale che porta a porre se stessi al centro, a chiudersi nel proprio piccolo mondo, a rifuggire dall'impegnarsi nel servire chi è nel bisogno".

  "Occorre allora"- ha ribadito il Pontefice - "una pastorale capace di sostenere i malati nell'affrontare la sofferenza, aiutandoli a trasformare la propria condizione in un momento di grazia per sé e per gli altri, attraverso una viva partecipazione al mistero di Cristo".

  "Infine, vorrei ribadire" - ha concluso il Papa - "quanto sia importante la collaborazione con le varie istanze pubbliche, perché venga attuata la giustizia sociale in un delicato settore come quello della cura e dell'assistenza ai malati infettivi. Vorrei accennare, ad esempio, alla equa distribuzione delle risorse per la ricerca e la terapia, come pure alla promozione di condizioni di vita che frenino l'insorgere e l'espandersi delle malattie infettive".
AC/MALATTIE INFETTIVE/...                           VIS 20061124 (460)


MUSEI VATICANI: INTRECCIO CONTINUO TRA FEDE E ARTE

CITTA' DEL VATICANO, 24 NOV. 2006 (VIS). Nel pomeriggio di ieri, nell'Aula delle Benedizioni del Palazzo Apostolico Vaticano, il Santo Padre Benedetto XVI ha ricevuto in udienza i Dirigenti e i Dipendenti dei Musei Vaticani, di cui quest'anno ricorre il quinto centenario.

  Ricordando che nel 2006 il numero dei visitatori dei Musei ha già superato i 4 milioni, 200.000 unità in più rispetto al 2005, il Papa ha precisato: "Tra di loro molti non sono cattolici, tanti non sono cristiani e forse neppure credenti".

  "L'approccio alla verità cristiana mediato attraverso l'espressione artistica o storico-culturale" - ha detto il Papa - "ha una chance in più per parlare all'intelligenza e alla sensibilità di persone che non appartengono alla chiesa cattolica e talvolta possono nutrire verso di essa pregiudizi e diffidenza. Coloro che visitano i Musei Vaticani hanno modo di 'immergersi' in un concentrato di 'teologia per immagini', sostando in questo santuario di arte e di fede".

  "Permettetemi ora di evidenziare una verità che sta scritta nel 'codice genetico' dei Musei Vaticani" - ha proseguito il Papa - "che cioè la grande civiltà classica e quella ebraico-cristiana non si oppongono tra loro, ma convergono nell'unico piano di Dio. Lo dimostra il fatto che l'origine remota di questa istituzione risale ad un'opera che ben possiamo qualificare 'profana' - il magnifico gruppo scultoreo del Lacoonte -, ma che, in realtà, inserita nel contesto vaticano, acquista la sua piena e più autentica luce. È la luce della creatura umana plasmata da Dio, della libertà nel dramma della sua redenzione, protesa tra terra e cielo, tra carne e spirito. È la luce di una bellezza che irradia dall'interno dell'opera artistica e conduce lo spirito ad aprirsi al sublime, là dove il Creatore incontra la creatura fatta a sua immagine e somiglianza".

  "Il Museo" - ha sottolineato il Santo Padre - "mostra veramente un intreccio continuo tra Cristianesimo e cultura, tra fede e arte, tra divino e umano. La Cappella Sistina costituisce, al riguardo, un vertice insuperabile".

  "Molti di voi" - ha concluso il Pontefice rivolgendosi ai Dirigenti e Dipendenti dei Musei - "sono a contatto diretto con i visitatori: quanto è importante allora il vostro tratto e il vostro esempio per offrire a tutti una semplice, ma incisiva testimonianza di fede. Un tempio di arte e di cultura come i Musei Vaticani chiede che alla bellezza delle opere si accompagni quella delle persone che vi lavorano: bellezza spirituale, che rende davvero ecclesiale l'ambiente, impregnandolo di spirito cristiano".
AC/MUSEI VATICANI/...                               VIS 20061124 (420)


giovedì 23 novembre 2006

ALTRI ATTI PONTIFICI

CITTA' DEL VATICANO, 23 NOV. 2006 (VIS). Il Santo Padre ha nominato Consigliere della Pontificia Commissione per l'America Latina, il Cardinale Ivan Dias, Prefetto della Congregazione per l'Evangelizzazione dei Popoli.
NA/.../DIAS                                         VIS 20061123 (40)

UDIENZE

CITTA' DEL VATICANO, 23 NOV. 2006 (VIS). Il Santo Padre ha ricevuto questa mattina in udienze separate:

  - Due Presuli della Conferenza Episcopale Italiana, in Visita "ad Limina Apostolorum":

    - Il Vescovo Gianfranco De Luca, di Termoli-Larino (Italia).

    - Il Vescovo Domenico Scotti, di Trivento (Italia).

  Nel pomeriggio è in programma che il Santo Padre riceva i Dirigenti e i Dipendenti dei Musei Vaticani.
AL:AP/.../...                                         VIS 20061123 (70)

CORDOGLIO VITTIME CATASTROFE MINIERA POLONIA


CITTA' DEL VATICANO, 23 NOV. 2006 (VIS). Il Cardinale Tarcisio Bertone, Segretario di Stato, ha fatto pervenire un telegramma di cordoglio, a nome del Santo Padre, all'Arcivescovo Damian Zimon, Metropolita di Katowice (Polonia), per le vittime della catastrofe, avvenuta martedì scorso, nelle miniera di carbone di Halemba, nella quale hanno perso la vita 23 persone.

  "Il Santo Padre" - scrive il Cardinale Bertone - "affida le anime dei defunti alla misericordia di Dio, chiedendo di accogliere l'offerta della loro fatica e della loro vita e di introdurli nella sua gloria. (...) Con una cordiale preghiera abbraccia le famiglie delle vittime e tutti coloro che piangono la loro improvvisa scomparsa. Imparte loro la Benedizione Apostolica che estende a tutta l'Arcidiocesi di Katowice".
TGR/INCIDENTE MINIERA/HALEMBA:ZIMON               VIS 20061123 (130)


DICHIARAZIONE COMUNE PAPA ED ARCIVESCOVO CANTERBURY

CITTA' DEL VATICANO, 23 NOV. 2006 (VIS). Al termine dell'incontro privato e dello scambio di discorsi di questa mattina, il Santo Padre Benedetto XVI e Sua Grazia Dr. Rowan Williams, Arcivescovo di Canterbury, Primate della Comunione Anglicana, hanno firmato una Dichiarazione Comune in presenza dei Membri della Delegazione anglicana e dei Rappresentanti cattolici, questi ultimi guidati dal Cardinale Cormac Murphy-O'Connor, Arcivescovo di Westminster, che ha accompagnato a Roma il Primate della Comunione Anglicana.

  Il Santo Padre Benedetto XVI e Sua Grazia l'Arcivescovo Rowan Williams ricordano nel Documento che 40 anni orsono i Predecessori Papa Paolo VI e l'Arcivescovo Michael Ramsey vollero "instaurare un dialogo in cui questioni che erano state motivo di divergenza nel passato fossero affrontate in una nuova prospettiva di verità e amore".

  "L'autentico ecumenismo" - scrivono nella Dichiarazione comune - "va oltre il dialogo teologico; esso tocca la nostra vita spirituale e la nostra comune testimonianza. Lo sviluppo del dialogo ha permesso a molti cattolici ed anglicani di trovare l'uno nell'altro un amore per Cristo che ci invita ad una collaborazione e ad un servizio pratico".

  "La Commissione Anglicana-Romano Cattolica Internazionale per l'Unità e la Missione (IARCCUM) si è impegnata nell'analisi dei modi più appropriati nei quali la missione condivisa di proclamare al mondo una nuova vita in Cristo possa progredire e svilupparsi. Il loro rapporto (...) recentemente completato è stato sottoposto per una revisione all'Ufficio della Comunione Anglicana e al Pontificio Consiglio per la Promozione dell'Unità dei Cristiani e noi esprimiamo la nostra gratitudine per il loro lavoro".

  Sottolineando che "in questo incontro fraterno celebriamo il bene derivato da questi anni di dialogo", il Santo Padre e l'Arcivescovo Williams affermano che: "È urgente pertanto che nel rinnovare il nostro impegno di seguire la via verso la comunione piena e visibile nella verità e nell'amore di Cristo, noi ci impegniamo parimenti a continuare il nostro dialogo e ad affrontare le importanti questioni inerenti all'emergere di fattori ecclesiologici ed etici che rendono quel viaggio più difficile ed arduo".

  "Di fronte alle sfide del nuovo millennio, noi riaffermiamo il nostro impegno pubblico ad annunciare la Rivelazione della vita divina unicamente manifestata da Dio nella divinità ed umanità di Nostro Signore Gesù Cristo. Noi crediamo che è attraverso Cristo e i mezzi di salvezza che noi troviamo in Lui che la salvezza e la riconciliazione sono offerti a noi e al mondo intero".

  Benedetto XVI e il Primate della Comunione Anglicana riconoscono che: "Vi sono molte ambiti di testimonianza e di servizio (...) che esigono una nostra più stretta collaborazione: il perseguimento della pace in Terra Santa e in altre parti del mondo colpite da conflitti e dalla minaccia del terrorismo; la promozione del rispetto della vita dal concepimento fino alla morte naturale; la protezione della santità del matrimonio e il benessere dei bambini nel contesto di una sana vita familiare; l'assistenza dei poveri, degli oppressi e dei più vulnerabili, specialmente coloro che sono perseguitati a causa della loro fede; l'affrontare gli effetti negativi del materialismo; e la difesa della creazione e dell'ambiente. Noi ci impegniamo anche nel dialogo interreligioso mediante il quale possiamo insieme raggiungere i nostri fratelli e sorelle non cristiani".

  Al termine della Dichiarazione Comune, il Santo Padre Benedetto XVI ha presieduto, nella Cappella "Redemptoris Mater", la Celebrazione dell'Ora Media alla quale ha partecipato Sua Grazia il Dr. Rowan Williams, con la Delegazione al Seguito.
AC/DICHIARAZIONE COMUNE/WILLIAMS                   VIS 20061123 (560)


PROSEGUIRE DIALOGO TEOLOGICO NONOSTANTE DIFFICOLTÀ

CITTA' DEL VATICANO, 23 NOV. 2006 (VIS). Questa mattina il Santo Padre Benedetto XVI ha ricevuto in udienza Sua Grazia il Dr. Rowan Williams, Arcivescovo di Canterbury e Primate della Comunione Anglicana, la cui visita in Vaticano coincide con il quarantesimo anniversario dell'incontro di Papa Paolo VI e dell'Arcivescovo Michael Ramsey (22-24 marzo 1966).

  Il Santo Padre ha ricordato la lunga storia delle relazioni fra la Sede di Roma e la Sede di Canterbury, risalente a più di 1.400 anni orsono ed ha ringraziato l'Arcivescovo Williams e gli altri Rappresentanti della Comunione Anglicana per la loro presenza alla Liturgia esequiale di Giovanni Paolo II e per la partecipazione all'inaugurazione del suo Pontificato. 

  "Molte cose vi sono in questi ultimi quaranta anni nei quali si sono sviluppati i nostri rapporti per le quali dobbiamo essere grati" - ha detto il Pontefice citando "il lavoro della Commissione del dialogo teologico", "l'amicizia ed i rapporti positivi esistenti in molti luoghi fra Anglicani e Cattolici che hanno contribuito a creare un nuovo contesto nella nostra testimonianza condivisa al Vangelo di Gesù". Benedetto XVI ha ricordato anche le visite dei Primati Anglicani alla Santa Sede e la riunione dell'Episcopato anglicano e cattolico a Mississauga (Canada), nel maggio 2000, durante la quale si concordò la costituzione di una Commissione Episcopale Mista  per discernere i modi più appropriati di esprimere i progressi compiuti nella vita ecclesiale".

  "Nel contesto attuale, tuttavia, e specialmente nel mondo occidentale secolarizzato" - ha proseguito il Pontefice - "molte sono le influenze negative e le pressioni che interessano i cristiani e le comunità cristiane. (...) Recenti sviluppi, specialmente quelli concernenti il ministero ordinato e certi insegnamenti morali, hanno colpito non solo i rapporti interni alla Comunione Anglicana ma anche le relazioni fra la Comunione Anglicana e la Chiesa Cattolica".

  "Crediamo che tali questioni, attualmente all'esame della Comunione Anglicana" - ha proseguito Papa Benedetto XVI - "siano di vitale importanza per la predicazione del Vangelo nella sua integrità e che le nostre attuali discussioni prefigurano il futuro dei nostri rapporti. È da auspicare che il dialogo teologico, che ha registrato non insignificanti gradi di accordo su queste ed altri importanti questioni teologiche, proceda con serietà".

  "Il mondo ha bisogno della nostra testimonianza e della forza che proviene da una proclamazione unitaria del Vangelo" - ha concluso il Santo Padre - "Per questo motivo, ed anche fra le attuali difficoltà, è importante che noi continuiamo il nostro dialogo teologico".
AC/COMUNIONE ANGLICANA/WILLIAMS                   VIS 20061123 (410)


mercoledì 22 novembre 2006

ALTRI ATTI PONTIFICI


CITTA' DEL VATICANO, 22 NOV. 2006 (VIS). Il Santo Padre:

- Ha nominato il Vescovo Antônio Muniz Fernandes, O.Carm., Arcivescovo di Maceió (superficie: 8.545; popolazione: 1.469.000; cattolici: 955.000; sacerdoti: 61; religiosi: 240; diaconi permanenti: 24), Brasile. L'Arcivescovo eletto, finora Vescovo di Guarabira (Brasile), è nato a Princesa Isabel (Brasile), nel 1952, ha emesso i voti perpetui nell'Ordine Carmelitano nel 1976, è stato ordinato sacerdote nel 1980 e ha ricevuto la consacrazione episcopale nel 1998. Succede all'Arcivescovo José Carlos Melo, C.M., del quale il Santo Padre ha accettato la rinuncia al governo pastorale della medesima Arcidiocesi, presentata per raggiunti limiti d'età.

- Ha nominato il Vescovo Paulo Sérgio Machado, finora Vescovo di Ituiutaba (Brasile), Vescovo di São Carlos (superficie: 13.056; popolazione: 1.029.854; cattolici: 751.793; sacerdoti: 119; religiosi: 171; diaconi permanenti: 22), Brasile.
NER:RE/.../MUNIZ:MELO:MACHADO                       VIS 20061122 (140)


NOTA DI PADRE LOMBARDI SUL LIBRO DI BENEDETTO XVI


CITTA' DEL VATICANO, 22 NOV. 2006 (VIS). Il Direttore della Sala Stampa della Santa Sede, Padre Federico Lombardi, S.I., ha redatto una Nota in merito alla pubblicazione, prevista nella primavera del 2007, del Libro del Santo Padre Benedetto XVI intitolato: "Gesù di Nazareth. Dal Battesimo nel Giordano alla Trasfigurazione".

  La Libreria Editrice Vaticana, che detiene i diritti d'autore su tutti gli scritti del Papa, ha ceduto alla Casa Editrice Rizzoli i diritti di traduzione, diffusione e commercializzazione dell'opera in tutto il mondo.

  Così scrive Padre Lombardi nella Nota: "Il fatto che Benedetto XVI sia riuscito a portare a termine la prima parte della sua grande opera su Gesù e fra pochi mesi sarà nelle nostre mani è una bella, bellissima notizia. Trovo straordinario che nonostante gli impegni e le preoccupazioni del pontificato egli abbia potuto portare a maturazione un'opera di grande impegno scientifico oltre che spirituale. Dice che ha dedicato ad essa tutti i momenti liberi delle sue giornate. Già questo è un messaggio molto significativo sulla importanza e l'urgenza che ha per lui quest'opera".

  "Il Papa dice chiaramente, con la sua abituale semplicità e umiltà" - scrive ancora il Direttore della Sala Stampa della Santa Sede - "che non si tratta di un 'atto magisteriale' ma di un frutto della sua ricerca personale e come tale potrà essere liberamente discusso e criticato. Questa è una osservazione molto importante, perché mette in chiaro che quanto lui scrive nel libro non vincola la ricerca di esegeti e teologi. Non si tratta di una lunga enciclica su Gesù, ma della personale presentazione della figura di Gesù del teologo Joseph Ratzinger, che è stato eletto Vescovo di Roma".

  Riguardo alla lunga Prefazione, il Padre Lombardi scrive che il Santo Padre "spiega efficacemente che nella situazione culturale attuale e in molte presentazioni della figura di Gesù, la distanza fra il 'Gesù storico' e 'il Cristo della fede' è diventata sempre più grande. (...) Joseph Ratzinger, tenendo conto di tutti i risultati della ricerca moderna, intende ripresentarci il Gesù dei Vangeli come il vero 'Gesù storico', come una figura sensata e convincente a cui possiamo e dobbiamo fare riferimento con fiducia e su cui abbiamo ben motivo di poggiare la nostra fede e la nostra vita cristiana. Con il suo libro, il Papa intende quindi svolgere un servizio fondamentale per sostenere la fede dei suoi fratelli, e lo fa sul punto centrale della fede, cioè Gesù Cristo".

  "Da quanto leggiamo nei brani resi noti della Introduzione" - scrive ancora Padre Lombardi - "Gesù ci viene presentato come il nuovo Mosé, il nuovo profeta, che parla con 'Dio faccia a faccia', che è il Figlio, profondamente unito con il Padre. Se si lascia da parte questo aspetto centrale la figura di Gesù diventa contraddittoria e incomprensibile. Joseph Ratzinger ci parla dunque con passione della intima unione di Gesù con il Padre e vuole coinvolgere il discepolo che segue Gesù in questa comunione. Leggeremo dunque una grande opera di esegesi e di teologia ma anche una grande opera di spiritualità".

  "Se penso alla grande impressione e al frutto spirituale che quando ero giovane ricavai dalla lettura della prima grande opera divulgativa di Ratzinger - 'Introduzione al cristianesimo' - sono sicuro che anche questa volta non resteremo delusi, ma sia i credenti, sia tutte le persone veramente disposte a comprendere più profondamente la figura di Gesù, saremo immensamente grati al Papa della sua grande testimonianza di pensatore, di studioso e di uomo di fede sul punto più essenziale di tutta la fede cristiana".
OP/LIBRO BENEDETTO XVI/LOMBARDI                   VIS 20061122 (600)


INVITO DEL PAPA AI LIBANESI A NON LASCIARSI VINCERE ODIO


CITTA' DEL VATICANO, 22 NOV. 2006 (VIS). Al termine dell'Udienza Generale odierna, il Santo Padre Benedetto XVI ha ricordato l'attentato di martedì in Libano nel quale ha perso la vita il Ministro dell'Industria del Governo Libanese Onorevole Pierre Gemayel.

  "Nel condannare fermamente tale brutale attentato" - ha detto il Santo Padre - "assicuro la mia preghiera e la mia vicinanza spirituale alla famiglia in lutto e all'amato popolo libanese. Di fronte alle forze oscure che cercano di distruggere il Paese, invito tutti i Libanesi a non lasciarsi vincere dall'odio bensì a rinsaldare l'unità nazionale, la giustizia e la riconciliazione, e a lavorare insieme per costruire un futuro di pace. Invito infine i Responsabili dei Paesi che hanno a cuore le sorti di quella Regione a contribuire ad una soluzione globale e negoziata delle diverse situazioni di ingiustizia che la segnano da ormai troppi anni".
AG/APPELLO:LIBANO/GEMAYEL                       VIS 20061122 (160)


"PAOLO - LA VITA NELLA CHIESA"

CITTA' DEL VATICANO, 22 NOV. 2006 (VIS). Completando il ciclo delle sue riflessioni sull'Apostolo Paolo, il Santo Padre Benedetto XVI ha dedicato la catechesi dell'Udienza Generale di oggi, tenutasi in Piazza San Pietro con la partecipazione di circa 50.000 fedeli, alla realtà della Chiesa nella vita e nel pensiero di San Paolo.

  "Dobbiamo anzitutto constatare che il primo contatto di Paolo con la persona di Gesù" - ha affermato il Papa - "avvenne attraverso la testimonianza della comunità cristiana di Gerusalemme. Fu un contatto burrascoso. Conosciuto il nuovo gruppo di credenti, egli ne divenne immediatamente un fiero persecutore. (...) Questo ci dà modo di fare subito una prima, importante osservazione: a Gesù si arriva normalmente, per accoglierlo o rifiutarlo, attraverso la mediazione della comunità credente".

  "In un certo senso, questo si avverò, dicevamo, anche per Paolo, il quale incontrò la Chiesa prima di incontrare Gesù. (...) Per Paolo, l'adesione alla Chiesa fu propiziata da un diretto intervento di Cristo, il quale, rivelandoglisi sulla via di Damasco, si immedesimò con la Chiesa e gli fece capire che perseguitare la Chiesa era perseguitare Lui, il Signore. (...) Di qui si comprende perché la Chiesa sia stata poi così presente nei pensieri, nel cuore e nell'attività di Paolo".

  "In primo luogo, lo fu in quanto egli letteralmente fondò parecchie Chiese nelle varie città in cui si recò come evangelizzatore. (...) Nelle sue Lettere Paolo ci illustra anche la sua dottrina sulla Chiesa in quanto tale. Così è ben nota la sua originale definizione della Chiesa come 'corpo di Cristo', che non troviamo in altri autori cristiani del I° secolo".

  "La radice più profonda di questa sorprendente designazione della Chiesa" - ha spiegato il Santo Padre - "la troviamo nel Sacramento del corpo di Cristo. (...). Nella stessa Eucaristia Cristo ci dà il suo Corpo e ci fa suo Corpo. (...)  Con tutto ciò Paolo ci fa capire che esiste non solo un'appartenenza della Chiesa a Cristo, ma anche una certa forma di equiparazione e di immedesimazione della Chiesa con Cristo stesso. È da qui, dunque, che deriva la grandezza e la nobiltà della Chiesa, cioè di tutti noi che ne facciamo parte: dall'essere noi membra di Cristo, quasi una estensione della sua personale presenza nel mondo".

  "Da qui derivano anche le esortazioni di Paolo a proposito dei vari carismi che animano e strutturano la comunità cristiana" - ha proseguito il Pontefice sottolineando che: "Importante, però, è che tutti i carismi cooperino insieme per l'edificazione della comunità e non diventino invece motivo di lacerazione".

  "Ovviamente, sottolineare l'esigenza dell'unità non significa sostenere che si debba uniformare o appiattire la vita ecclesiale secondo un unico modo di operare. Altrove Paolo insegna a 'non spegnere lo Spirito', cioè a fare generosamente spazio al dinamismo imprevedibile delle manifestazioni carismatiche dello Spirito, il quale è fonte di energia e di vitalità sempre nuova. Ma se c'è un criterio a cui Paolo tiene molto è la mutua edificazione: 'Tutto si faccia per l'edificazione'. (...) C'è poi anche una Lettera paolina che giunge a presentare la Chiesa come sposa di Cristo (...): questo per dire quanto intimi siano i rapporti tra Cristo e la sua Chiesa, sia nel senso che essa è oggetto del più tenero amore da parte del suo Signore, sia anche nel senso che l'amore dev'essere scambievole e che quindi noi pure, in quanto membra della Chiesa, dobbiamo dimostrare appassionata fedeltà nei confronti di Lui".

  "In definitiva dunque," - ha concluso Papa Benedetto XVI - "è in gioco un rapporto di comunione: quello per così dire verticale tra Gesù Cristo e tutti noi, ma anche quello orizzontale tra tutti coloro che si distinguono nel mondo per il fatto di 'invocare il nome del Signore nostro Gesù Cristo'".

  Nei saluti nelle diverse lingue che sono seguiti alla catechesi, il Papa ha ricordato che oggi si celebra il 25° anniversario della promulgazione dell'Esortazione Apostolica "Familiaris Consortio" di Giovanni Paolo II che "diede grande impulso alla pastorale familiare nella Chiesa".
AG/SAN PAOLO/...                                   VIS 20061122 (670)


martedì 21 novembre 2006

ALTRI ATTI PONTIFICI


CITTA' DEL VATICANO, 21 NOV. 2006 (VIS). Il Santo Padre:

- Ha accettato la rinuncia al governo pastorale dell'Arcidiocesi di Benin City (Nigeria), presentata dall'Arcivescovo Patrick Ebosele Ekpu, per raggiunti limiti d'età.

- Ha nominato il Vescovo Domenico Graziani, Arcivescovo di Crotone-Santa Severina (superficie: 1.885; popolazione: 202.600; cattolici: 201.400; sacerdoti: 116; religiosi: 166; diaconi permanenti: 18), Italia. L'Arcivescovo eletto, finora Vescovo di Cassano all'Jonio, è nato a Calopezzati (Cosenza), nel 1944, ha ricevuto l'ordinazione sacerdotale nel 1968 e la consacrazione episcopale nel 1999.

- Ha nominato il Sacerdote Anton Leichtfried, Vescovo Ausiliare di Sankt Pölten (superficie: 10.450; popolazione: 629.227; cattolici: 561.007; sacerdoti: 546; religiosi: 485; diaconi permanenti. 48), Austria. Il Vescovo eletto, finora Rettore del Seminario Maggiore della medesima Diocesi, è nato a Scheibbs (Austria), nel 1967 ed è stato ordinato sacerdote nel 1991.
RE:NER:NEA/.../EKPU:GRAZIANI:LEICHTFRIED                   VIS 20061121 (140)


AFFRONTARE SFIDE METTENDO DA PARTE INTERESSI BASSO PROFILO


CITTA' DEL VATICANO, 21 NOV. 2006 (VIS). L'Arcivescovo Silvano M. Tomasi, C.S.,  Osservatore Permanente della Santa Sede presso l'Ufficio della Nazioni Unite e le Organizzazioni Specializzate a Ginevra, è intervenuto, il 15 novembre scorso, alla Terza Sessione Speciale del Consiglio dei Diritti dell'Uomo dell'O.N.U., dedicata alla situazione di Gaza.

  "Nella sua breve storia, il Consiglio dei Diritti Umani" - ha detto il Presule - "ha affrontato difficili sfide che, date le persistenti violazioni dei diritti umani in diverse aree del mondo, non è stato sempre in grado di affrontare con equità e coerenza a causa di miopi interessi politici ed economici. Ma un Consiglio dei Diritti Umani che non contribuisca a cambiare la qualità della vita delle persone, (...) rischia la perdita della credibilità".

  L'Arcivescovo ha rilevato che una priorità del Consiglio è "l'adozione di un coraggioso metodo di reale dialogo che consenta di porre sul tappeto i veri problemi che esigono una soluzione, non importa quanto diversi sono i punti di partenza iniziali" di un parte e dell'altra ed ha sottolineato che, in tale ambito, la Sessione Speciale corrente rappresenta una "occasione costruttiva".

  "Il conflitto israelo-palestinese è intrappolato in una spirale di violenza che, come l'esperienza dimostra, non porta da nessuna parte. Occorre rompere questa tragica spirale di sofferenza. (...) I due popoli coinvolti devono riconoscere l'umanità e l'uguaglianza reciproca e dare inizio ad un processo di reciproco riconoscimento sulla base della giustizia e del rispetto dei diritti umani fondamentali e del diritto umanitario internazionale".

  "La comunità internazionale ha la responsabilità morale di promuovere una mentalità di pace, di collaborare con misure pratiche all'eliminazione delle profonde radici culturali, sociali ed economiche della violenza e di aiutare le parti coinvolte a realizzare una proficua collaborazione".

  "Tale responsabilità deve essere assunta prima di tutto a favore della popolazione civile, delle donne e dei bambini colpiti da violenze ingiustificate, e delle tante giovani vite di militari stroncate senza aver potuto realizzare i propri sogni (...) Il rispetto dei diritti umani fondamentali, soprattutto il diritto alla vita, non è una considerazione astratta, ma un approccio che paga un ricco dividendo nelle sue conseguenze politiche: rende possibile la maturazione e il godimento dei frutti della pace".

  "Il conflitto israelo-palestinese, come fonte principale di instabilità in Medio Oriente, è la catena di un circolo vizioso che produce instabilità nell'intera regione  peggiorando enormemente la situazione della popolazione di Palestina e di Israele e rendendo più difficile la realizzazione di obiettivi pacifici".

  "Se i paesi della regione impegnati a individuare una soluzione onorevole e giusta al conflitto, riusciranno nel loro intento" - ha concluso l'Arcivescovo Tomasi - "renderanno un importante servizio al mondo intero e mostreranno ancora una volta come il rispetto dei diritti umani promuova la pace e la pace renda possibile il rispetto dei diritti umani".
DELSS/ISRAELE:PALESTINA/TOMASI:GINEVRA               VIS 20061121 (460)


VISITA UFFICIALE ARCIVESCOVO CANTERBURY AL SANTO PADRE

CITTA' DEL VATICANO, 21 NOV. 2006 (VIS). Un Comunicato del Pontificio Consiglio per la Promozione dell'Unità dei Cristiani rende noto che l'Arcivescovo di Canterbury e Primate della Comunione Anglicana, S.G. Dottor Rowan Williams, compirà una visita ufficiale al Santo Padre dal 21 al 26 novembre.

  S.G. l'Arcivescovo Williams, accompagnato dalla consorte e dal figlio, guida una Delegazione composta di otto persone, e, la sua visita a Roma coincide con "il quarantesimo anniversario dell'incontro di Papa Paolo VI e dell'Arcivescovo Michael Ramsey (22-24 marzo 1966)" ed intende "esprimere l'importanza che la Comunione Anglicana attribuisce alle relazioni con la Chiesa Cattolica e al dialogo teologico intrapreso con la creazione, annunciata da Paolo VI e da Michael Ramsey della 'Anglican - Roman Catholic International Commission' (ARCIC)".

  Momento più saliente della visita dell'Arcivescovo di Canterbury sarà l'incontro privato con il Santo Padre, giovedì 23 novembre, che sarà poi esteso ai membri della Delegazione e ai rappresentanti cattolici, guidati dal Cardinale Cormac Murphy-O'Connor, Arcivescovo di Westminster, che accompagnano l'Arcivescovo Williams a Roma.

 Dopo l'udienza, Papa Benedetto XVI e il Primate Williams si recheranno insieme nella Cappella 'Redemptoris Mater' del Palazzo Apostolico per la Recita dell'Ora Media.

  Il 22 novembre, l'Arcivescovo Williams e il Cardinale Walter Kasper, si recheranno nella Cappella Sistina, per un momento di raccoglimento e preghiera e per ricordare l'incontro avvenuto in quel luogo, quarant'anni fa, tra Paolo VI e Michael Ramsey.

  Il 24 novembre nella Basilica di Santa Maria sopra Minerva avrà luogo una celebrazione ecumenica dei Vespri.

  Durante la visita l'Arcivescovo ed il Cardinale Kasper avranno modo di intrattenersi ampiamente sui nuovi sviluppi nelle relazioni cattoliche-anglicane, sulla programmazione ed i contenuti del nuovo ciclo di dialogo dell'ARCIC, dopo la pubblicazione dell'ultimo documento della Commissione "Mary: Grace and Hope in Christ" (maggio 2005), sui lavori della Commissione istituita nel 2000 "International Anglican - Roman Commission for Unity and Mission" (IARCCUM) e sulla situazione ecumenica in generale.

  In occasione della visita si terranno anche le "Informal Talks", un incontro annuale di reciproca informazione, coordinamento delle iniziative di dialogo e scambio.

  La visita dell'Arcivescovo coincide anche con la celebrazione del quarantesimo anniversario di fondazione dello "Anglican Centre" a Roma, che svolge una benemerita attività per favorire l'incontro e la reciproca conoscenza tra cattolici ed anglicani. L'attuale Direttore, il Vescovo John Flack, rappresentante della Comunione Anglicana presso la Santa Sede, fa parte del seguito che accompagna l'Arcivescovo Rowan Williams nella sua visita.

  Prima di lasciare Roma, domenica 26 novembre, S.G. l'Arcivescovo Williams presiederà nel pomeriggio di quel giorno una Liturgia anglicana nella Basilica di Santa Sabina all'Aventino.
OP/VISITA ARCIVESCOVO CANTERBURY/WILLIAMS       VIS 20061121 (460)


NUOVO LIBRO DI BENEDETTO XVI SU GESÙ DI NAZARETH


CITTA' DEL VATICANO, 21 NOV. 2006 (VIS). Un Comunicato della Sala Stampa della Santa Sede, reso pubblico oggi, annuncia che: "Il Santo Padre Benedetto XVI ha terminato di scrivere la prima parte di un libro il cui titolo è 'Gesù di Nazareth. Dal Battesimo nel Giordano alla Trasfigurazione' e lo ha consegnato, nei giorni scorsi, alla Libreria Editrice Vaticana", che detiene i diritti d'autore di tutti gli scritti del Papa. Il volume uscirà nella primavera del 2007.
OP/LIBRO PAPA:GESÙ/...                                         VIS 20061121 (90)


INIZIO XXI CONFERENZA INTERNAZIONALE MALATTIE INFETTIVE

CITTA' DEL VATICANO, 21 NOV. 2006 (VIS). Questa mattina, presso la Sala Stampa della Santa Sede, ha avuto luogo la presentazione della XXI Conferenza Internazionale sul tema: "Aspetti pastorali della cura delle malattie infettive", promossa dal Pontificio Consiglio per la Pastorale della Salute, in programma il 23, 24 e 25 novembre, nell'Aula Nuova del Sinodo in Vaticano.

  Alla Conferenza Stampa sono intervenuti il Cardinale Javier Lozano Barragán, Presidente del Pontificio Consiglio per la Pastorale della Salute; il Vescovo José L. Redrado, O.H., Segretario; il Padre Felice Ruffini, M.I., Sotto-Segretario del medesimo Pontificio Consiglio ed il Dottor Nicola Petrosillo, Direttore della II Divisione dell'Istituto Nazionale per le Malattie Infettive "L. Spallanzani", Roma.

  Il Cardinale Lozano ha affermato che l'espansione di epidemie e di nuove infezioni virali "costituiscono delle serie minacce per la sanità pubblica mondiale".

  In riferimento al tema della Conferenza Internazionale, il Porporato ha segnalato che i relatori, specialisti mondiali di tale vasta materia, affronteranno nella prima parte, le origini e le cause delle malattie infettive "sia a livello personale, come il comportamento umano, lo stile di vita, l'alimentazione, l'indebolimento del sistema immunitario (...); sia a livello tecnologico, come i cambiamenti tecnologici ed industriali, la mutazione e resistenza dei batteri; sia a livello politico, come la soppressione di misure di sanità pubblica, l'indebolimento del sistema sanitario, gli eventi bellici, il terrorismo; sia infine a livello ecologico, come i cambiamenti climatici, i danni ambientali, la polluzione aerea ed idrica".

  La seconda parte della Conferenza sarà dedicata ad una riflessione "sul punto di vista morale ed etico, sulle epidemie e la speranza cristiana e sulla responsabilità dei cristiani in vista della cura di questi malati". Inoltre, rappresentanti dell'Ebraismo, dell'Islamismo, dell'Induismo, del Buddismo e dell'attuale Post Modernità esporranno il proprio punto di vista riguardo alle malattie infettive.

  Il Cardinale Lozano ha precisato che la terza parte della Conferenza esaminerà le "azioni concrete dal punto di vista psicologico-culturale come l'educazione alla fede in relazione a queste malattie, la catechesi, l'educazione scolastica, i Mass Media, (...); dal punto di vista biomedico, le ricerche, medicina, prevenzione, cure ed assistenza; dal punto di vista politico e sociale, la politica sanitaria nazionale ed internazionale, le migrazioni, le risorse economiche, scientifiche e tecnologiche, le politiche nutrizionali, l'igiene sociale".

  La Conferenza si concluderà con diverse riflessioni concernenti il punto di vista della persona malata, la sua famiglia, i professionali della salute, la parrocchia, la diocesi, gli Ordini e le Congregazione religiose curanti, le associazioni, i volontari, la vita liturgica e la preghiera.
.../MALATTIE INFETTIVE/CON-AVA                       VIS 20061121 (440)


lunedì 20 novembre 2006

UDIENZE

CITTA' DEL VATICANO, 20 NOV. 2006 (VIS). Il Santo Padre ha ricevuto, questa mattina, in udienze separate, nove Presuli della Conferenza Episcopale della Repubblica Federale di Germania, in Visita "ad Limina Apostolorum":

    - Il Vescovo Heinrich Mussinghoff, di Aachen.

    - Il Vescovo Reinhard Marx, di Trier con gli Ausiliari Vescovo Robert Brahm, Vescovo Jörg Michael Peters e Vescovo Stephan Ackermann.

    - Il Vescovo Felix Genn, di Essen con gli Ausiliari Vescovo Franz Grave e Vescovo Franz Vorrath.

    - Il Vescovo Piotr Kryk, Esarca Apostolico per i fedeli ucraini di rito bizantino residenti in Germania e in Scandinavia.

  Sabato 18 novembre il Santo Padre ha ricevuto in udienze separate:

- Il Signor Horst Köhler, Presidente della Repubblica Federale di Germania, con la Consorte e Seguito.

- Sette Presuli della Conferenza Episcopale della Repubblica Federale di Germania, in Visita "ad Limina Apostolorum":

    - Il Vescovo Reinhard Lettmann, di Münster con gli Ausiliari Vescovo Heinrich Timmerevers, Vescovo Friedrich Ostermann, Vescovo Heinrich Janssen, il Vescovo Josef Voss ed il Vescovo Franz-Peter Tebartz-van Elst.

    - Il Monsignore Johann Limbacher, Amministratore Diocesano di Eichstätt;
AL:AP/.../...                                       VIS 20061120 (100)


IN BREVE

IL CARDINALE TARCISIO BERTONE, SEGRETARIO DI STATO, a nome del Santo Padre, ha redatto un Messaggio indirizzato al Cardinale Renato Raffaele Martino, Presidente del Pontificio Consiglio della Giustizia e della Pace, a conclusione della Conferenza Internazionale su "Università e Dottrina sociale della Chiesa", promossa da detto Dicastero in collaborazione con la Congregazione per l'Educazione Cattolica. "La dottrina sociale della Chiesa" - scrive il Segretario di Stato - "è strutturalmente portata al dialogo interdisciplinare, perché annovera tra le discipline a cui attinge, da una parte, la teologia e la filosofia e, dall'altra, le scienze umane e sociali. Proprio per questo la dottrina sociale della Chiesa può contribuire a fornire un quadro orientativo di fondo alle diverse discipline, facendole collaborare tra di loro nel rispetto pieno della loro specificità. Essa può quindi farsi portatrice di un valore sapienziale con cui rendere più ricche le molteplici attività di ricerca e di formazione delle Università cattoliche".

IL PRESIDENTE DELLA REPUBBLICA FEDERALE DI GERMANIA, SIGNOR HORST KÖHLER, ha offerto, sabato 18 novembre, un Concerto in onore del Santo Padre Benedetto XVI, eseguito dal "Philharmonia Quartett Berlin". Al termine del Concerto che ha avuto luogo nella Sala Clementina del Palazzo Apostolico Vaticano, il Papa ha pronunciato un breve discorso. "Il suonare insieme" - ha detto Benedetto XVI - "da solisti richiede dal singolo non solo l'impegno di tutte le sue capacità tecniche e musicali nell'esecuzione della propria parte, ma al contempo sempre anche il sapersi ritirare nell'ascolto attento degli altri. Solo se questo riesce, se cioè ciascuno non pone al centro se stesso, ma, in spirito di servizio, si inserisce nell'insieme e, per così dire, si mette a disposizione come 'strumento', affinché il pensiero del compositore possa diventare suono e raggiungere così il cuore degli ascoltatori, solo allora si ha un'interpretazione veramente grande - come quella che abbiamo or ora sentito. È questa una bella immagine anche per noi che, nell'ambito della Chiesa, ci impegniamo ad essere 'strumenti' per comunicare agli uomini il pensiero del grande 'Compositore', la cui opera è l'armonia dell'universo".
.../IN BREVE/...                                   VIS 20061120 (340)


VISITA UFFICIALE PRESIDENTE REPUBBLICA ITALIANA


CITTA' DEL VATICANO, 20 NOV. 2006 (VIS). Questa mattina il Santo Padre Benedetto XVI ha ricevuto in Vaticano, in visita ufficiale, il Presidente della Repubblica Italiana, S.E. Signor Giorgio Napolitano, eletto alla Presidenza della Repubblica il 15 maggio scorso.

  Al termine del colloquio privato nella Biblioteca, il Santo Padre ha pronunciato un discorso cui ha fatto seguito quello del Presidente della Repubblica.

  "Chiesa e Stato" - ha affermato Papa Benedetto XVI - "sono entrambi chiamati, secondo la loro rispettiva missione e con i propri fini e mezzi, a servire l'uomo, che è allo stesso tempo destinatario e partecipe della missione salvifica della Chiesa e cittadino dello Stato. È nell'uomo che queste due società si incontrano e collaborano per meglio promuoverne il bene integrale".

  Ribadendo che la sollecitudine della comunità civile nei riguardi del bene dei cittadini "non si può limitare ad alcune dimensioni della persona, quali la salute fisica, il benessere economico, la formazione intellettuale o le relazioni sociali", il Papa ha affermato che "L'uomo si presenta di fronte allo Stato anche con la sua dimensione religiosa".

  "Sarebbe però riduttivo" - ha detto ancora il Pontefice - "ritenere che sia sufficientemente garantito il diritto di libertà religiosa, quando non si fa violenza o non si interviene sulle convinzione personali o ci si limita a rispettare la manifestazione della fede che avviene nell'ambito del luogo di culto. Non si può infatti dimenticare che 'la stessa natura sociale dell'essere umano esige che egli esprima esternamente gli atti interni di religione, comunichi con altri in materia religiosa e professi la propria religione in modo comunitario'. La libertà religiosa è pertanto un diritto non solo del singolo, ma altresì della famiglia, dei gruppi religiosi e della stessa Chiesa".

  "Un adeguato rispetto del diritto alla libertà religiosa" - ha sottolineato il Santo Padre - "implica, dunque, l'impegno del potere civile a 'creare condizioni propizie allo sviluppo della vita religiosa, cosicché i cittadini siano realmente in grado di esercitare i loro diritti attinenti la religione e adempiere i rispettivi doveri".

  "La libertà, che la Chiesa e i cristiani rivendicano, non pregiudica gli interessi dello Stato o di altri gruppi sociali e non mira ad una supremazia autoritaria su di essi, ma è piuttosto la condizione affinché (...) si possa espletare quel prezioso servizio che la Chiesa offre all'Italia e ad ogni Paese in cui essa è presente. Tale servizio alla società, (...) si esprime anche nei riguardi dell'ambito civile e politico. Infatti, se è vero che per la sua natura e missione 'la Chiesa non è e non intende essere un agente politico', tuttavia essa 'ha un interesse profondo per il bene della comunità politica'".

  "Questo apporto specifico" - ha proseguito il Pontefice - "viene dato principalmente dai fedeli laici" che "quando s'impegnano con la parola e con l'azione a fronteggiare le grandi sfide attuali, (...) non agiscono per un loro interesse peculiare o in nome di principi percepibili unicamente da chi professa un determinato credo religioso: lo fanno, invece, nel contesto e secondo le regole della convivenza democratica, per il bene di tutta la società e in nome di valori che ogni persona di retto sentire può condividere".

  Al termine del discorso il Santo Padre ha auspicato che "la Nazione italiana sappia avanzare sulla via dell'autentico progresso e possa offrire alla Comunità internazionale il suo prezioso contributo, promuovendo sempre quei valori umani e cristiani che sostanziano la sua storia, la sua cultura, il suo patrimonio ideale, giuridico e artistico, e che sono tuttora alla base dell'esistenza e dell'impegno dei suoi cittadini. In questo sforzo non mancherà certo" - ha concluso il Pontefice - "il leale e generoso contributo dato dalla Chiesa cattolica attraverso l'insegnamento dei suoi Vescovi (...) e grazie all'opera di tutti i fedeli".

  Il Presidente Napolitano ha affermato, a sua volta, nel suo discorso, che: "Ispira il mio omaggio la consapevolezza profonda dell'alta missione universale della Chiesa cattolica e del prezioso servizio che essa offre alla Nazione. (...) In Italia, l'armonia dei rapporti tra Stato e Chiesa è stata e resta garantita dal principio laico di distinzione sancito nel dettato costituzionale e insieme dall'impegno, proclamato negli Accordi di modifica del concordato, alla 'reciproca collaborazione per la promozione dell'uomo e per il bene del Paese'. (...) Crediamo profondamente nell'importanza di questa collaborazione" e "conosciamo e apprezziamo (...) la dimensione sociale e pubblica del fatto religioso".

  Successivamente il Presidente Napolitano è stato accolto nella Sala del Concistoro dal Cardinale Segretario di Stato Tarcisio Bertone, che lo ha invitato nella Sala dei Foconi per un colloquio privato, come prevede il Protocollo. Nella Sala Regia ha poi avuto luogo l'Incontro con il Corpo Diplomatico. Qui il Cardinale Segretario di Stato ha presentato il Signor Presidente ai Capi delle Missioni diplomatiche accreditate presso la Santa Sede.

  Nel corso della presentazione il Cardinale Bertone ha rimarcato "l'ampiezza dei rapporti che la Santa Sede intrattiene con numerosi Stati di ogni continente e con vari Organismi Internazionali" ed ha osservato che: "Non a caso anche chi non condivide la fede cristiana, guarda al Papa come al Portavoce delle supreme istanze morali, e ne ascolta i richiami al rispetto della dignità dell'uomo, alla promozione della pace e dello sviluppo e alla collaborazione sincera fra popoli, religioni e culture per un avvenire migliore della famiglia umana".

  La visita ufficiale al Santo Padre del Presidente della Repubblica Italiana si è conclusa con una visita alla Basilica Vaticana, dove il Presidente Napolitano ha sostato brevemente dinanzi alla Tomba dell'Apostolo Pietro.

  In un Comunicato della Sala Stampa della Santa Sede, reso pubblico al termine della visita ufficiale, si legge: "Durante i cordiali colloqui è stato espresso compiacimento per i buoni rapporti intercorrenti tra la Santa Sede  e l'Italia e fra la Chiesa e lo Stato nel Paese. Nel rispetto del diritto alla libertà religiosa e dell'autonomia propria della comunità ecclesiale e civile, come pure della  reciproca collaborazione, i cattolici italiani continueranno a dare il loro contributo a favore della dignità dell'uomo, a tutela della vita e della famiglia e per il bene comune della società".

  "Gli incontri hanno altresì permesso di prendere in considerazione diversi aspetti della vita internazionale, soffermandosi in particolare sulla delicata situazione in Medio Oriente, sulle prospettive del processo di integrazione europea e sui gravi problemi del Continente africano. La Santa Sede e l'Italia continueranno a collaborare per un miglior funzionamento delle istituzioni internazionali".
VE/NAPOLITANO/...                             VIS 20061120 (1060)


MONASTERI CLAUSURA INDISPENSABILI COME I POLMONI VERDI


CITTA' DEL VATICANO, 20 NOV. 2006 (VIS). Prima della recita dell'Angelus di questa domenica, il Santo Padre Benedetto XVI ha ricordato che il 21 novembre prossimo, Memoria Liturgica della Presentazione di Maria Santissima al Tempio, si celebra la Giornata "pro Orantibus", dedicata al ricordo delle comunità religiose di clausura.

   "È un'occasione quanto mai opportuna" - ha detto il Santo Padre alle migliaia di pellegrini che gremivano Piazza San Pietro - "per ringraziare il Signore per il dono di tante persone che, nei monasteri e negli eremi, si dedicano totalmente a Dio nella preghiera, nel silenzio e nel nascondimento".

  "Qualcuno si chiede" - ha proseguito il Pontefice - "che senso e che valore possa avere la loro presenza nel nostro tempo, in cui numerose e urgenti sono le situazioni di povertà e di bisogno a cui far fronte. Perché 'rinchiudersi' per sempre tra le mura di un monastero e privare così gli altri del contributo delle proprie capacità ed esperienze? Che efficacia può avere la loro preghiera per la soluzione dei tanti problemi concreti che continuano ad affliggere l'umanità?".

  "Di fatto tuttavia, anche oggi, suscitando spesso la sorpresa di amici e conoscenti, non poche persone abbandonano carriere professionali spesso promettenti per abbracciare l'austera regola d'un monastero di clausura. Che cosa le spinge a un passo tanto impegnativo se non l'aver compreso, come insegna il Vangelo, che il Regno dei cieli è 'un tesoro' per il quale vale veramente la pena abbandonare tutto?".

  "In effetti, questi nostri fratelli e sorelle" - ha spiegato il Pontefice - "testimoniano silenziosamente che in mezzo alle vicende quotidiane, talvolta assai convulse, unico sostegno che mai vacilla è Dio, roccia incrollabile di fedeltà e di amore. 'Todo se pasa, Dios no se muda', scriveva la grande maestra spirituale santa Teresa d'Avila in un suo celebre testo. E dinanzi alla diffusa esigenza che molti avvertono di uscire dalla routine quotidiana dei grandi agglomerati urbani in cerca di spazi propizi al silenzio e alla meditazione, i monasteri di vita contemplativa si offrono come 'oasi' nelle quali l'uomo, pellegrino sulla terra, può meglio attingere alle sorgenti dello Spirito e dissetarsi lungo il cammino".

  "Questi luoghi, pertanto, apparentemente inutili" - ha concluso Papa Benedetto - "sono invece indispensabili, come i 'polmoni' verdi di una città: fanno bene a tutti, anche a quanti non li frequentano e magari ne ignorano l'esistenza".

  Al termine della recita dell'Angelus, il Papa ha ricordato che oggi si celebra la Giornata delle vittime della strada ed ha invitato i fedeli a pregare per tutte le persone che hanno perso la vita negli incidenti stradali, raccomandando alla Vergine Maria "i numerosi feriti, sovente colpiti in modo permanente. Chiedo che gli automobilisti rispettino con attenzione le regole della guida e prestino sempre attenzione agli altri".
ANG/MONASTERI:AUTOMOBILISTI/...                       VIS 20061120 (470)


ALTRI ATTI PONTIFICI


CITTA' DEL VATICANO, 18 NOV. 2006 (VIS). Il Santo Padre:

- Ha nominato il Vescovo Calogero La Piana, S.D.B., finora Vescovo di Mazara del Vallo (Italia), Arcivescovo Metropolita di Messina-Lipari-Santa Lucia del Mela (superficie: 1.848; popolazione: 488.400; cattolici: 487.400; sacerdoti: 379: religiosi: 762; diaconi permanenti: 739, Italia. L'Arcivescovo eletto è nato a Riesi (Italia), nel 1952. Entrato nei Salesiani, ha emesso la professione perpetua nel 1980, è stato ordinato sacerdote nel 1981 ed ha ricevuto l'ordinazione episcopale nel 2003. Succede all'Arcivescovo Giovanni Marra, del quale il Santo Padre ha accettato la rinuncia al governo pastorale della medesima Arcidiocesi Metropolitana, presentata per raggiunti limiti d'età.

- Ha nominato il Vescovo Dorick McGowan Wright, Vescovo di Belize City-Belmopan (superficie: 22.965; popolazione: 282.600; cattolici: 215.035; sacerdoti: 36; religiosi: 82), Belize. Finora Vescovo Ausiliare della medesima sede episcopale, il Vescovo McGowan Wright succede al Vescovo Osmond Peter Martin, del quale il Santo Padre ha accettato la rinuncia al governo pastorale della medesima Diocesi, presentata per raggiunti limiti d'età.
NER:RE/.../...                                       VIS 20061120 (170)


AFFRONTARE CAUSE CONFLITTO ISRAELE PALESTINA


CITTA' DEL VATICANO, 18 NOV. 2006 (VIS). Il 17 novembre scorso, l'Arcivescovo Celestino Migliore, Osservatore Permanente della Santa Sede presso l'Organizzazione delle Nazioni Unite, è intervenuto alla X Sessione Speciale di Emergenza dell'Assemblea Generale dell'O.N.U. sul tema: "Azioni illegali israeliane nella Gerusalemme Est occupata e nel resto dei territori palestinesi occupati".

  Il Nunzio ha iniziato il suo discorso esprimendo la vicinanza della Delegazione della Santa Sede "alle popolazioni civili che soffrono le conseguenze della recente violenza" e trasmettendo "l'invito di Papa Benedetto XVI a unirsi a lui nella preghiera 'affinché Dio illumini le Autorità israeliane e palestinesi e le nazioni che hanno una particolare responsabilità nella regione, affinché si adoperino per porre fine allo spargimento di sangue, moltiplicare le iniziative di aiuto umanitario ed incoraggiare l'immediata ripresa di negoziati diretti, seri e concreti'".

  "Mentre lamentiamo le numerose morti e condanniamo la spirale della violenza causata sia dalle operazioni militari che dagli attacchi terroristici, non possiamo fare a meno di notare che questi orrendi avvenimenti fanno parte di una questione più ampia che, come a tutti è noto, ha avvelenato troppo a lungo la regione. Tutte le volte che teniamo un incontro di emergenza come questo, ripetiamo l'apparente infinita lista di difficoltà e divergenze che separano gli israeliani e i palestinesi e che rendono ancora più urgente per i governi affrontare il problema della fondamentale ingiustizia all'origine di questa questione. Lamentare i sintomi senza affrontare le cause alla radice del problema non è utile a nessuna delle due parti. Ognuno è obbligato a vivere sotto terribili tensioni di potenziali atti esplosivi di terrore o di incursioni militari che provocano morti e feriti e la distruzione delle infrastrutture".

  "Non si può ignorare" - ha aggiunto il Nunzio - "la centralità del conflitto israelo-palestinese nella persistente instabilità in Medio Oriente. È triste che la comunità internazionale non sia riuscita a impegnare gli israeliani e i palestinesi in un effettivo e  significativo dialogo per la risoluzione delle dispute, con l'obiettivo di portare pace e stabilità ad entrambi".

  "L'unica possibilità di una pace duratura nella regione" - ha concluso il Presule - "è una pace che comprenda affettivamente tutti gli aspetti ed i maggiori protagonisti della regione mediorientale, una pace fondata su trattati di pace bilaterali e accordi multilaterali su tutte le questioni di interesse comune, quali l'acqua, l'ambiente e il commercio".
DELSS/CONFLITTO ISRAELE:PALESTINA/MIGLIORE         VIS 20061120 (410)


PROMUOVERE MATRIMONIO E FAMIGLIA

CITTA' DEL VATICANO, 18 NOV. 2006 (VIS).  Questa mattina il Santo Padre Benedetto XVI ha ricevuto il secondo gruppo di Presuli della Conferenza Episcopale della Repubblica Federale di Germania, a conclusione della Visita "ad Limina Apostolorum".

  "Al centro del nostro servizio" - ha sottolineato il Pontefice - "vi è sempre l'incontro con il Cristo vivo, un incontro che dà alla nostra vita l'orientamento decisivo".

  Benedetto XVI ha successivamente fatto riferimento alla preoccupazione dei Vescovi "per uno sviluppo delle strutture pastorali che sia adeguato alla situazione presente" ed ha segnalato, al riguardo, che, di fronte alla diminuzione del numero di sacerdoti e fedeli che frequentano la Messa domenicale, in diverse diocesi di lingua tedesca vengono applicati modelli "per la modifica e la ristrutturazione della cura pastorale in cui l'immagine del parroco, (...), minaccia di offuscarsi".

  "Sono certo" - ha proseguito il Pontefice - "che voi, cari Confratelli, (...) darete la vostra approvazione soltanto a quelle riforme strutturali che siano in piena sintonia con l'insegnamento della Chiesa sul sacerdozio e con le sue  orme giuridiche, avendo cura che l'applicazione delle riforme non sminuisca la forza di attrazione del ministero sacerdotale".

   Riguardo all'inserimento dei laici nelle strutture della Chiesa, il Papa ha ricordato "il campo ampio ed aperto dell'apostolato laicale urgentemente necessario e i suoi molteplici compiti: l'annuncio della Buona Novella (...); la catechesi (...); i servizi caritativi; il lavoro nei mezzi di comunicazione sociale; come puro l'impegno sociale per una tutela integrale della vita umana, per la giustizia sociale e nell'ambito delle iniziative culturali cristiane".

  Parlando dell'annuncio della fede ai giovani del nostro tempo che vivono "in una cultura secolarizzata (...) nella quale Dio non è presente", il Santo Padre ha ribadito la necessità che i ministranti "possano nella Chiesa davvero incontrare Dio, la sua Parola, il sacramento della sua presenza, e che possano imparare a modellare, a partire da questo, la loro vita". In merito ai movimenti ecclesiali, il Papa ha invitato a rispettarne gli specifici carismi e "a essere lieti che nascano forme comunitarie di fede in cui la parola di Dio diventi vita".

  Benedetto XVI ha proseguito il suo discorso ribadendo che occorre fare attenzione che le opere caritative ecclesiali "non cadano in dipendenze politiche, ma che servano unicamente al loro compito di giustizia e di amore. Per questo, occorre una stretta collaborazione con i Vescovi e con le Conferenze Episcopali".

  In merito al matrimonio e alla famiglia, il Papa ha sottolineato che "L'ordine del matrimonio come è stabilito nella creazione (...), viene oggi progressivamente offuscato" e di fronte alla cultura materialista "per i giovani diventa difficile legarsi definitivamente. (...) Così diventa sempre più difficile accettare figli e dare loro quello spazio duraturo di crescita e di maturazione che può essere solo la famiglia fondata sul matrimonio".

  In tale situazione, ha sottolineato ancora il Pontefice, "è molto importante aiutare i giovani a dirsi il 'sì' definitivo, che non è in contrasto con la libertà, ma rappresenta la sua più grande opportunità. Nella pazienza dello stare insieme per tutta la vita l'amore raggiunge la sua vera maturità. In questo ambiente di amore per tutta la vita anche i figli imparano a vivere e ad amare".

  Infine, l'ecumenismo è stato l'ultimo argomento su cui si è soffermato il Papa. "In Germania" - ha detto Benedetto XVI - "i nostri sforzi devono essere diretti soprattutto verso i cristiani di fede luterana e riformata. (...) L'impegno ecumenico, pertanto, non può esaurirsi con documenti congiunti. Diventa visibile ed efficace laddove i cristiani di diverse Chiese e comunità ecclesiali, in un contesto sociale sempre più estraneo alla religione, professano insieme e in modo convincente i valori trasmessi dalla fede cristiana e li evidenziano con forza nel loro agire politico e sociale".
AL/.../GERMANIA                                           VIS 20061120 (620)


COMUNICATO RELATIVO UDIENZA PRESIDENTE GERMANIA


CITTA' DEL VATICANO, 18 NOV. 2006 (VIS). Nella tarda mattinata di oggi, la Sala Stampa della Santa Sede ha reso pubblico il seguente Comunicato:

  "Nella mattinata di oggi, sabato 18 novembre 2006, il Presidente della Repubblica Federale di Germania, Sua Eccellenza il Signor Dottor Horst Köhler, è stato ricevuto in Udienza da Sua Santità Benedetto XVI e, successivamente, si è incontrato con Sua Eminenza il Cardinale Tarcisio Bertone, Segretario di Stato".

  "I cordiali colloqui hanno permesso, fra l'altro, uno scambio di opinioni su temi attinenti alla situazione internazionale, con particolare riferimento al Medio Oriente. Inoltre, è stata sottolineata la necessità di promuovere un rapporto di parità e uno spirito di solidarietà a livello internazionale, in special modo nei confronti del Continente africano. Infine, non è mancato il richiamo all'importanza di un impegno per l'educazione della gioventù e per il dialogo tra le religioni".
OP/UDIENZA PRESIDENTE GERMANIA/BERTONE               VIS 20061120 (150)


venerdì 17 novembre 2006

IN MEMORIAM

CITTA' DEL VATICANO, 17 NOV. 2006 (VIS). Di seguito riportiamo i dati relativi ai Presuli defunti nelle ultime settimane:

- Il Vescovo Gerhard Ludwig Goebel, M.S.F., Prelato di Tromsø (Norvegia), il 4 novembre, all'età di 72 anni.

- Il Vescovo William Thomas Larkin, emerito di Saint Petersburg (Stati Uniti d'America), il 4 novembre, all'età di 83 anni.

- L'Arcivescovo Nivaldo Monte, emerito di Natal (Brasile), il 10 novembre, all'età di 88 anni.

- L'Arcivescovo Custódio Alvim Pereira, emerito di Maputo (Mozambico), il 12 novembre all'età di 91 anni.
.../DEFUNTI/...                                     VIS 20061117 (90)

UDIENZE

CITTA' DEL VATICANO, 17 NOV. 2006 (VIS). Il Santo Padre ha ricevuto questa mattina in udienze separate:

- Il Signor Antonio Guterres, Alto Commissario delle Nazioni Unite per i Rifugiati e Seguito.

- Il Signor Roland Koch, Ministro Presidente del Land Hessen (Repubblica Federale di Germania), con la Consorte e Seguito.

- Quattro Presuli della Conferenza Episcopale della Repubblica Federale di Germania, in Visita "ad Limina Apostolorum":

    - L'Arcivescovo Ludwig Schick, di Bamberg, con l'Ausiliare Vescovo Werner Radspieler.

    - Il Vescovo Anton Schlembach, di Speyer, con l'Ausiliare Otto Georgens.

  Nel pomeriggio di oggi è in programma che il Santo Padre riceva in udienza sette Presuli della Conferenza Episcopale della Repubblica Federale di Germania, in Visita "ad Limina Apostolorum":

    - Il Cardinale Joachim Meisner, Arcivescovo di Köln, con gli Ausiliari Vescovo Manfred Melzer, Vescovo Rainer Woelki, Vescovo Heiner Koch e con il Vescovo Klaus Dick, già Ausiliare.

    - Il Vescovo Friedhelm Hofmann, di Würzburg, con l'Ausiliare Vescovo Helmut Bauer.
AP:AL/.../...                                       VIS 20061117 (160)

ECUMENISMO: DAL SILENZIO ALLA PAROLA DI COMUNIONE

CITTA' DEL VATICANO, 17 NOV. 2006 (VIS). Questa mattina il Santo Padre Benedetto XVI ha ricevuto in Vaticano i partecipanti alla Plenaria del Pontificio Consiglio per la Promozione dell'Unità dei Cristiani, dedicata al tema: "La situazione ecumenica in cambiamento".

  "Viviamo in un periodo di grandi cambiamenti in quasi tutti i settori della vita" - ha affermato il Papa - "non c'è quindi da stupirsi se questo incide anche sulla vita della Chiesa e sulle relazioni fra i cristiani. Va tuttavia detto in partenza che, pur in presenza di mutamenti di situazioni, di sensibilità, di problematiche, lo scopo del movimento ecumenico rimane immutato: 'l'unità visibile della Chiesa'. (...) Il Concilio Vaticano II considerò come uno dei suoi principali intenti il ristabilimento della piena unità fra tutti i cristiani (cfr 'Unitatis redintegratio', 1). È, questo, anche il mio intento".

  Benedetto XVI ha ricordato: "Ho davanti agli occhi l'immagine dell'Aula del Concilio, dove gli Osservatori delegati delle altre Chiese e Comunità ecclesiali stavano attenti, ma silenziosi. Questa immagine ha fatto posto nei decenni successivi alla realtà di una Chiesa in dialogo con tutte le Chiese e Comunità ecclesiali di Oriente e di Occidente. Il silenzio si è trasformato in parola di comunione. Un enorme lavoro è stato compiuto a livello universale e a livello locale. La fraternità fra tutti i cristiani è stata riscoperta e ristabilita come condizione di dialogo, di cooperazione, di preghiera comune, di solidarietà".

  Successivamente il Papa ha ricordato l'impegno ecumenico di Giovanni Paolo II e l'Enciclica 'Ut unum sint' che il Predecessore dedicò all'argomento: "Come non ricordare l'esperienza di comunione vissuta con i rappresentanti delle altre Chiese e Comunità ecclesiali venuti da ogni continente per prendere parte ai funerali dell'indimenticabile Papa Giovanni Paolo II ed anche all'inaugurazione del mio Pontificato? La condivisione del dolore e della gioia è segno visibile della nuova situazione creata tra i cristiani". 

  Enumerando alcuni degli avvenimenti degli ultimi decenni che hanno avuto ripercussioni anche sull'ecumenismo, il Santo Padre ha affermato: "Molte delle venerate Chiese d'Oriente, al tempo del Concilio, vivevano in condizioni di oppressione ad opera di regimi dittatoriali. Oggi esse hanno ricuperato la libertà e sono impegnate in un ampio processo di riorganizzazione e  di rivitalizzazione. (...) La parte orientale e quella occidentale dell'Europa si stanno riavvicinando; questo stimola le Chiese a coordinare i loro sforzi per la salvaguardia della tradizione cristiana e per l'annuncio del Vangelo alle nuove generazioni".

  "Fortunatamente" - ha proseguito il Pontefice - "dopo un periodo di molteplici difficoltà, il dialogo teologico fra la Chiesa cattolica e le Chiese ortodosse ha preso nuovo slancio. (...) Anche con le Comunità ecclesiali d'Occidente, abbiamo vari dialoghi bilaterali, aperti ed amichevoli, che registrano progressi" ed al riguardo il Papa ha menzionato la "Dichiarazione congiunta sulla dottrina della giustificazione", firmata con la Federazione Luterana Mondiale, alla quale ha dato il proprio assenso anche il Consiglio Mondiale Metodista.

  Tuttavia permangono ostacoli quali "la difficoltà di trovare una comune concezione sul rapporto fra il Vangelo e la Chiesa e, in relazione a ciò, sul mistero della Chiesa e della sua unità e sulla questione del ministero nella Chiesa. Nuove difficoltà sono poi apparse in campo etico, con la conseguenza che le differenti posizioni assunte dalle Confessioni cristiane sulle attuali problematiche ne hanno ridotto l'incidenza orientativa nei confronti dell'opinione pubblica".

  "Ciò che, comunque, va innanzitutto promosso" - ha ribadito il Papa a conclusione del suo discorso - "è l'ecumenismo dell'amore, che discende direttamente dal comandamento nuovo lasciato da Gesù ai suoi discepoli. L'amore accompagnato da gesti coerenti crea fiducia, fa aprire i cuori e gli occhi. (...) Va poi intensificata la formazione ecumenica partendo dai fondamenti della fede cristiana, cioè dall'annuncio dell'amore di Dio che si è rivelato nel volto di Gesù Cristo e contemporaneamente in Cristo ha svelato l'uomo all'uomo e gli ha fatto comprendere  la sua altissima vocazione".
AC/ECUMENISMO/CON-UC                                               VIS 20061117 (650)


PAPA E CAPI DICASTERO RIAFFERMANO CELIBATO SACERDOTALE


CITTA' DEL VATICANO, 17 NOV. 2006 (VIS). Nel pomeriggio di ieri, la Sala Stampa della Santa Sede ha reso pubblico il seguente Comunicato:

  "Nella mattinata di oggi, 16 novembre, nel Palazzo Apostolico, il Santo Padre ha presieduto una delle periodiche riunioni dei Capi Dicastero della Curia Romana, per una riflessione comune".

  "I partecipanti alla riunione hanno avuto una informazione accurata sulle richieste di dispensa dall'obbligo del celibato presentate negli ultimi anni e sulla possibilità di riammissione all'esercizio del ministero di sacerdoti che al presente si trovano nelle condizioni previste dalla Chiesa".

  "È stato riaffermato il valore della scelta del celibato sacerdotale secondo la tradizione cattolica ed è stata ribadita l'esigenza di una solida formazione umana e cristiana, sia per i seminaristi che per i sacerdoti già ordinati".
OP/CELIBATO SACERDOTALE/...                       VIS 20061117 (140)


giovedì 16 novembre 2006

UDIENZE

CITTA' DEL VATICANO, 16 NOV. 2006 (VIS). Nel pomeriggio di oggi è in programma che il Santo Padre riceva il Cardinale Ivan Dias, Prefetto della Congregazione per l'Evangelizzazione dei Popoli.
AP/.../...                                         VIS 20061116 (40)

CONFERENZA PASTORALE CURA MALATTIE INFETTIVE


CITTA' DEL VATICANO, 16 NOV. 2006 (VIS). Martedì, 21 novembre, alle ore 11:30, presso la Sala Stampa della Santa Sede, avrà luogo la presentazione della XXI Conferenza Internazionale sul tema: "Aspetti pastorali della cura della malattie infettive", promossa dal Pontificio Consiglio per la Pastorale della Salute, che si terrà il 23, 24 e 25 novembre in Vaticano, presso l'Aula Nuova del Sinodo.

  Alla Conferenza Stampa interverranno il Cardinale Javier Lozano Barragán, Presidente del Pontificio Consiglio per la Pastorale della Salute, il Vescovo José L. Redrado, O.H., Segretario, il Padre Felice Ruffini, M.I., Sotto-Segretario del medesimo Pontificio Consiglio, la Dottoressa Rosa Merola, Psicoterapeuta e Consulente psico-sociale del Ministero della Giustizia, (Italia), ed il Dottor Nicola Petrosillo, Direttore della II Divisione dell'Istituto Nazionale per le Malattie Infettive "L. Spallanzani", Roma.
OP/MALATTIE INFETTIVE/LOZANO                       VIS 20061116 (140)


RIUNIONE DEI CAPI DICASTERO DELLA CURIA ROMANA


CITTA' DEL VATICANO, 16 NOV. 2006 (VIS). Come già annunciato due giorni fa, questa mattina si è tenuta in Vaticano la riunione del Santo Padre con i Capi Dicastero della Curia Romana per esaminare la situazione in seguito alla disobbedienza dell'Arcivescovo Emmanuel Milingo. Secondo l'ordine del giorno, è stata compiuta, inoltre, una riflessione sulle domande di dispensa dall'obbligo del celibato e sulle domande di riammissione al ministero sacerdotale presentate da parte di sacerdoti sposati nel corso degli anni più recenti.
OP/RIUNIONE CAPI DICASTERO/MILINGO                     VIS 20061116 (90)


mercoledì 15 novembre 2006

ALTRI ATTI PONTIFICI

CITTA' DEL VATICANO, 15 NOV. 2006 (VIS). Il Santo Padre:

- Ha nominato il Reverendo Padre Jaime Pedro Kohl, P.S.D.P., finora Maestro dei Novizi presso il Noviziato 'Nossa Senhora de Caravaggio', a Farroupilha, nella Diocesi di Caxias do Sul, Vescovo di Osòrio (superficie: 6,120; popolazione: 272.000; cattolici: 230.000; sacerdoti: 31; religiosi: 60) in Brasile. Il Vescovo eletto è nato nel 1954 a Salvador do Sul, (Brasile) ed è stato ordinato sacerdote nel 1984. Succede al Vescovo Thadeu Gomes Canellas, la cui rinuncia al governo pastorale della medesima Diocesi è stata accettata per raggiunti limiti di età.

- Ha accettato la rinuncia al governo pastorale dell'Abbazia territoriale di Montevergine (Italia), presentata dal Reverendissimo Abate Dom Tarcisio Giovanni Nazzaro, dell'Ordine di San Benedetto, in conformità al can. 401, paragrafo 2 del Codice di Diritto Canonico.

- Ha elevato alla dignità episcopale il Padre Gianfranco Girotti, O.F.M.Conv., Reggente della Penitenzieria Apostolica. Il Vescovo eletto è nato nel 1937 a Roma ed è stato ordinato sacerdote nel 1963.

- Ha elevato alla dignità episcopale Monsignor Antoni Stankiewicz, Decano del Tribunale della Rota Romana. Il Vescovo eletto è nato nel 1935 a Oleszczenice (Polonia) ed è stato ordinato sacerdote nel 1958.

- Ha elevato alla dignità episcopale Don Raffaele Farina, S.D.B., Prefetto della Biblioteca Apostolica Vaticana. Il Vescovo eletto è nato nel 1933 a  Buonalbergo (Italia), ha pronunciato i voti perpetui nel 1954, è stato ordinato sacerdote nel 1958.
NER:RE/.../...                                           VIS 20061115 (250)


ARCIVESCOVO AMATO INAUGURA ANNO ACCADEMICO ANGELICUM


CITTA' DEL VATICANO, 15 NOV. 2006 (VIS). Oggi, 15 novembre, memoria liturgica di Sant'Alberto Magno, dell'Ordine dei Predicatori, Vescovo e Dottore della Chiesa, Compatrono della Pontifica Università San Tommaso D'Aquino, si è svolta la cerimonia d'inaugurazione dell'anno accademico dell'Università.

  Dopo una breve relazione del Magnifico Rettore, Padre Joseph Agius, O.P., l'Arcivescovo Angelo Amato, S.D.B., Segretario della Congregazione per la Dottrina della Fede, ha tenuto un discorso sul tema: "L'ecclesiologia di comunione e la Lettera 'Communionis notio' riguardo alcuni aspetti della Chiesa intesa come Comunione".

  I temi centrali di questo documento, pubblicato dalla Congregazione per la Dottrina della Fede nel 1992, sono: Chiesa universale e chiese particolari; Comunione ecclesiastica, Eucaristia ed episcopato e Comunione ecclesiastica ed ecumenismo.
.../ANNO ACCADEMICO ANGELICUM/AMATO                     VIS 20061115 (140)


SANT'ALBERTO MAGNO ARTEFICE DELLA PACE


CITTA' DEL VATICANO, 15 NOV. 2006 (VIS). Alla fine dell'Udienza Generale, il Papa ha ricordato che oggi celebriamo la memoria liturgica del Vescovo Sant'Alberto Magno, "che si sforzò continuamente di stabilire la pace fra le popolazioni del suo tempo".

  Il Papa ha auspicato che l'esempio del Santo Vescovo e Dottore della Chiesa "sia stimolo per voi, cari giovani, ad essere operatori di giustizia ed artefici di riconciliazione. Sia per voi, cari ammalati, incoraggiamento a confidare nel Signore, che mai ci abbandona nel momento della prova. Sia per voi, cari sposi novelli, stimolo a trovare nel Vangelo la gioia di accogliere e servire generosamente la vita, dono incommensurabile di Dio".
AG/SALUTI/...                                           VIS 20061115 (120)


"PAOLO - LO SPIRITO NEI NOSTRI CUORI"

CITTA' DEL VATICANO, 15 NOV. 2006 (VIS). San Paolo è stato nuovamente il protagonista della catechesi del Santo Padre Benedetto XVI per l'Udienza Generale odierna, tenutasi in Piazza San Pietro.

  "Dopo aver meditato la volta scorsa su quanto Paolo ha scritto circa il posto centrale che Gesù Cristo occupa nella nostra vita di fede" - ha detto il Papa - "vediamo oggi ciò che egli dice sullo Spirito Santo e sulla sua presenza in noi, poiché anche qui l'Apostolo ha da insegnarci qualcosa di grande importanza".

  "San Paolo però nelle sue Lettere (...) non si ferma a illustrare soltanto la dimensione dinamica e operativa della terza Persona della Santissima Trinità, ma ne analizza anche la presenza nella vita del cristiano, la cui identità ne resta contrassegnata. Detto in altre parole, Paolo riflette sullo Spirito esponendone l'influsso non solo sull''agire' del cristiano ma anche sul suo 'essere'".

  Il Santo Padre, ricordando le parole di Paolo: "Voi non avete ricevuto uno spirito da schiavi per ricadere nella paura, ma avete ricevuto uno spirito da figli adottivi", ha sottolineato che "il cristiano, ancora prima di agire, possiede un'interiorità ricca e feconda (...) che lo stabilisce in un oggettivo e originale rapporto di filiazione nei confronti di Dio. Ecco la nostra grande dignità: quella di non essere soltanto immagine, ma figli di Dio. (...) È un invito a trasformare questo dono oggettivo in una realtà soggettiva, determinante per il nostro pensare, per il nostro agire, per il nostro essere".

  "Paolo ci insegna anche un'altra cosa importante: egli dice che non esiste vera preghiera senza la presenza dello Spirito in noi. (...) È come dire che lo Spirito Santo, (...) è ormai come l'anima della nostra anima, la parte più segreta del nostro essere, da dove sale incessantemente verso Dio un moto di preghiera".

  "C'è anche un altro aspetto tipico dello Spirito insegnatoci da San Paolo: è la sua connessione con l'amore. (...) Lo Spirito ci immette nel ritmo stesso della vita divina, che è vita di amore (...). E, poiché per definizione l'amore unisce, ciò significa anzitutto che lo Spirito è creatore di comunione all'interno della comunità cristiana".

  "Da ultimo, lo Spirito secondo San Paolo è una caparra generosa dataci da Dio stesso come anticipo e insieme come garanzia della nostra eredità futura. Impariamo così da Paolo che l'azione dello Spirito orienta la nostra vita verso i grandi valori dell'amore, della gioia, della comunione e della speranza".
AG/PAOLO/...                                           VIS 20061115 (370)


martedì 14 novembre 2006

ALTRI ATTI PONTIFICI


CITTA' DEL VATICANO, 14 NOV. 2006 (VIS). Il Santo Padre ha nominato:

- Il Monsignore Luis Urbanc, Vescovo Coadiutore di Catamarca (superficie: 68.765; popolazione: 334.000; cattolici: 327.000; sacerdoti: 68; religiosi: 59; diaconi permanenti: 1), Argentina. Il Vescovo eletto, finora Rettore del Seminario Maggiore di Tucumán (Argentina), è nato nel 1958 a Buenos Aires (Argentina) ed è stato ordinato sacerdote nel 1982.

- Il Monsignore Pedro María Laxague, Vescovo Ausiliare di Bahía Blanca (superficie: 82.624; popolazione: 708.000; cattolici: 602.000; sacerdoti: 95; religiosi: 247; diaconi permanenti: 16), Argentina. Il Vescovo eletto, finora Vicario Generale della medesima Arcidiocesi, è nato nel 1952 in provincia di Buenos Aires (Argentina) ed è stato ordinato sacerdote nel 1989.

- Membro del Pontificio Consiglio per la Promozione dell'Unità dei Cristiani, il Cardinale Francesco Marchisano, Presidente dell'Ufficio del Lavoro della Sede Apostolica.
NEC:NEA:NA/.../URBANC:LAXAGUE:MARCHISANO           VIS 20061114 (140)


IN BREVE


IL CARDINALE NICHOLAS CHEONG JINSUK, ARCIVESCOVO METROPOLITA DI SEOUL (COREA), prenderà possesso del Titolo di Santa Maria Immacolata di Lourdes a Boccea, Via Santa Bernadette, 23, il prossimo 19 novembre, alle 12:00, come si legge in un Comunicato dell'Ufficio delle Celebrazioni Liturgiche del Sommo Pontefice.

L'ARCIVESCOVO CELESTINO MIGLIORE, OSSERVATORE PERMANENTE DELLA SANTA SEDE PRESSO L'O.N.U., è intervenuto nel pomeriggio di ieri alla 61 Sessione dell'Assemblea Generale delle Nazioni Unite sull'articolo 69 (a) relativo al "Rafforzamento del coordinamento dell'assistenza umanitaria in situazioni di emergenza delle Nazioni Unite". Il Nunzio Apostolico ha sottolineato l'importanza della "collaborazione fra i coordinatori e le agenzie umanitarie (...) allo scopo di formulare accordi e politiche che rispettino le specificità e i mandati delle agenzie umanitarie mentre permettono loro di continuare ad operare in modo costruttivo in determinate circostanze".
.../IN BREVE/...                                   VIS 20061114 (140)


FAMIGLIA MIGRANTE: TEMA GIORNATA MIGRANTE E RIFUGIATO

CITTA' DEL VATICANO, 14 NOV. 2006 (VIS). Oggi è stato reso pubblico il testo del Messaggio del Santo Padre Benedetto XVI per la 93 Giornata Mondiale del Migrante e del Rifugiato, che si terrà domenica 14 gennaio 2007, sul tema. "La famiglia migrante". Il Messaggio, datato 18 ottobre, è stato pubblicato in lingua italiana, francese, inglese, spagnola, tedesca e portoghese.

  Di seguito riportiamo il testo integrale del Messaggio:

  "In occasione della prossima Giornata Mondiale del Migrante e del Rifugiato, guardando alla Santa Famiglia di Nazaret, icona di tutte le famiglie, vorrei invitarvi a riflettere sulla condizione della famiglia migrante. Narra l'evangelista Matteo che, poco tempo dopo la nascita di Gesù, Giuseppe fu costretto a partire di notte per l'Egitto prendendo con sé il bambino e sua madre, al fine di sfuggire alla persecuzione del re Erode (cfr Mt 2,13-15). Commentando questa pagina evangelica, il mio venerato Predecessore, il Servo di Dio Papa Pio XII scrisse nel 1952: "La famiglia di Nazaret in esilio, Gesù, Maria e Giuseppe emigranti in Egitto e ivi rifugiati per sottrarsi alle ire di un empio re, sono il modello, l'esempio e il sostegno di tutti gli emigranti e pellegrini di ogni età e di ogni Paese, di tutti i profughi di qualsiasi condizione che, incalzati dalla persecuzione o dal bisogno, si vedono costretti ad abbandonare la patria, i cari parenti, i vicini, i dolci amici, e a recarsi in terra straniera" ('Exsul familia', AAS 44, 1952, 649). Nel dramma della Famiglia di Nazaret, obbligata a rifugiarsi in Egitto, intravediamo la dolorosa condizione di tutti i migranti, specialmente dei rifugiati, degli esuli, degli sfollati, dei profughi, dei perseguitati. Intravediamo le difficoltà di ogni famiglia migrante, i disagi, le umiliazioni, le strettezze e la fragilità di milioni e milioni di migranti, profughi e rifugiati. La Famiglia di Nazaret riflette l'immagine di Dio custodita nel cuore di ogni umana famiglia, anche se sfigurata e debilitata dall'emigrazione".

  "Il tema della prossima Giornata Mondiale del Migrante e del Rifugiato 'La Famiglia migrante' - si pone in continuità con quelli del 1980, 1986 e 1993, e intende ulteriormente sottolineare l'impegno della Chiesa a favore non solo dell'individuo migrante, ma anche della sua famiglia, luogo e risorsa della cultura della vita e fattore di integrazione di valori. Tante sono le difficoltà che incontra la famiglia del migrante. La lontananza fra i suoi membri e il mancato ricongiungimento sono spesso occasione di rottura degli originari legami. Si instaurano rapporti nuovi e nascono nuovi affetti; si dimenticano il passato e i propri doveri, posti a dura prova dalla lontananza e dalla solitudine. Se non si assicura alla famiglia immigrata una reale possibilità di inserimento e di partecipazione, è difficile prevedere un suo sviluppo armonico. La Convenzione Internazionale per la protezione dei diritti di tutti i lavoratori migranti e dei membri delle loro famiglie, entrata in vigore il l° luglio 2003, intende tutelare i lavoratori e le lavoratrici migranti e i membri delle rispettive famiglie. Si riconosce, cioè, il valore della famiglia anche per quel che riguarda l'emigrazione, fenomeno ormai strutturale delle nostre società. La Chiesa incoraggia la ratifica degli strumenti internazionali legali tesi a difendere i diritti dei migranti, dei rifugiati e delle loro famiglie, ed offre, in varie sue Istituzioni e Associazioni, quella 'advocacy' che si rende sempre più necessaria. Sono stati aperti, a tal fine, Centri di ascolto dei migranti, Case per accoglierli, Uffici per servizi alle persone e alle famiglie, e si è dato vita ad altre iniziative per rispondere alle crescenti esigenze in questo campo".

  "Già molto si sta lavorando per l'integrazione delle famiglie degli immigrati, anche se tanto resta da fare. Esistono effettive difficoltà connesse ad alcuni 'meccanismi di difesa' della prima generazione immigrata, che rischiano di costituire un impedimento per un'ulteriore maturazione dei giovani della seconda generazione. Ecco perché si rende necessario predisporre interventi legislativi, giuridici e sociali per facilitare tale integrazione. Negli ultimi tempi è aumentato il numero delle donne che lasciano il proprio Paese d'origine alla ricerca di migliori condizioni di vita, in vista di più promettenti prospettive professionali. Non poche però sono quelle donne che finiscono vittime del traffico di esseri umani e della prostituzione. Nei ricongiungimenti familiari le assistenti sociali, in particolare le religiose, possono rendere un servizio di mediazione apprezzato e meritevole di sempre maggiore valorizzazione".

  "In tema di integrazione delle famiglie degli immigrati, sento il dovere di richiamare l'attenzione sulle famiglie dei rifugiati, le cui condizioni sembrano peggiorate rispetto al passato, anche per quanto riguarda proprio il ricongiungimento dei nuclei familiari. Nei campi loro destinati, alle difficoltà logistiche, a quelle personali legate ai traumi e allo stress emozionale per le tragiche esperienze vissute, si unisce qualche volta persino il rischio del coinvolgimento di donne e bambini nello sfruttamento sessuale, come meccanismo di sopravvivenza. In questi casi occorre un'attenta presenza pastorale che, oltre all'assistenza capace di lenire le ferite del cuore, offra un sostegno da parte della comunità cristiana in grado di ripristinare la cultura del rispetto e di far riscoprire il vero valore dell'amore. Occorre incoraggiare chi è interiormente distrutto a recuperare la fiducia in se stesso. Bisogna poi impegnarsi perché siano garantiti i diritti e la dignità delle famiglie e venga assicurato ad esse un alloggio consono alle loro esigenze. Ai rifugiati va chiesto di coltivare un atteggiamento aperto e positivo verso la società che li accoglie, mantenendo una disponibilità attiva alle proposte di partecipazione per costruire insieme una comunità integrata, che sia 'casa comune' di tutti".

  "Tra i migranti vi è una categoria da considerare in modo speciale: è quella degli studenti di altri Paesi, che si ritrovano lontani da casa, senza un'adeguata conoscenza della lingua, talora privi di amicizie e in possesso non raramente di borse di studio insufficienti. Ancor più grave diviene la loro condizione quando si tratta di studenti sposati. Con le sue Istituzioni la Chiesa si sforza di rendere meno dolorosa la mancanza del sostegno familiare di questi giovani studenti, e li aiuta ad integrarsi nelle città che li accolgono, mettendoli in contatto con famiglie pronte ad ospitarli e a facilitarne la reciproca conoscenza. Come ho avuto modo di dire in altra occasione, venire in aiuto degli studenti esteri è 'un importante campo d'azione pastorale. Infatti, i giovani che lasciano il proprio Paese per motivo di studio vanno incontro a non pochi problemi e soprattutto al rischio di una crisi d'identità' (L'Osservatore Romano, 15 dicembre 2005)".

  "Cari fratelli e sorelle, possa la Giornata Mondiale del Migrante e del Rifugiato diventare utile occasione per sensibilizzare le Comunità ecclesiali e l'opinione pubblica sulle necessità e i problemi, come pure sulle potenzialità positive delle famiglie migranti. Rivolgo in modo speciale il mio pensiero a quanti sono direttamente coinvolti nel vasto fenomeno della migrazione, ed a coloro che spendono le loro energie pastorali a servizio della mobilità umana. La parola dell'apostolo Paolo: 'caritas Christi urget nos' (2 Cor 5,14), li spinga a donarsi preferenzialmente ai fratelli e alle sorelle che più sono nel bisogno. Con questi sentimenti, invoco su ciascuno la divina assistenza ed a tutti imparto con affetto una speciale Benedizione Apostolica".
MESS/GIORNATA MIGRANTE:RIFUGIATO/...                 VIS 20061114 (1190)


DIFENDERE DIRITTI MIGRANTI, RIFUGIATI E FAMIGLIE


CITTA' DEL VATICANO, 14 NOV. 2006 (VIS). Questa mattina, presso la Sala Stampa della Santa Sede, il Cardinale Renato Raffaele Martino, Presidente del Pontificio Consiglio della Pastorale per i Migranti e gli Itineranti e l'Arcivescovo Agostino Marchetto, Segretario del medesimo Dicastero, sono intervenuti alla Conferenza Stampa di presentazione del Messaggio di Papa Benedetto XVI per la 93 Giornata Mondiale del Migrante e del Rifugiato (14 gennaio 2007), sul tema "La famiglia migrante".

  Il Cardinale Martino ha affermato che: "Soprattutto nelle società dove l'immigrazione è rilevante, il ruolo della cellula familiare cede il passo all'individuo nella sua capacità produttiva o di successo. (...) Anche la lingua, che è veicolo di comunicazione, diventa una barriera divisoria tra la prima e le successive generazioni, all'interno della famiglia stessa. Si accentua, così, l'isolamento dei componenti del nucleo familiare, che talvolta sconfina nella solitudine e nell'emarginazione".

  "L'isolamento risulta, poi, più accentuato fra le donne, confinate tra le mura domestiche" - ha proseguito il Porporato - "con poche possibilità di rapporti esterni, quando addirittura non 'finiscono vittime del traffico di esseri umani e della prostituzione'".

  Il Presidente del Pontificio Consiglio della Pastorale per i Migranti e gli Itineranti ha sottolineato che: "Accanto a coloro che migrano, provvisti di regolari permessi di soggiorno e avendo ottenuto un contratto di lavoro, ci sono coloro - in misura crescente - che fuggono dalla loro patria, con la speranza di un avvenire migliore nei Paesi sviluppati. (...) Spesso anche il viaggio si trasforma in trappola di morte e l'approdo alle terre della 'felicità' svela a non pochi il vergognoso risvolto della medaglia: la corruzione, la criminalità o la prostituzione". In tale contesto il Cardinale Martino ha ricordato l'invito del Santo Padre "a ratificare 'gli strumenti internazionali tesi a difendere i diritti dei migranti, dei rifugiati e delle loro famiglie".

  Riferendosi alla parte finale del Messaggio nella quale il Papa ricorda gli studenti stranieri, il Presidente del Pontificio Consiglio ha precisato riguardo al loro numero che: "Si calcola che essi siano più di due milioni, con notevole presenza negli Stati Uniti d'America, in Inghilterra, Francia e Germania". Rilevando "i loro problemi economici, se provenienti da Paesi poveri, e quelli d'integrazione nel Paese d'arrivo", il Cardinale ha concluso il suo intervento affermando che. "Oltre all'aiuto, la Chiesa è chiamata ad offrire un sostegno morale e la formazione cristiana".

  "Le famiglie dei rifugiati devono trovare calorosa accoglienza nei Paesi che li ospitano" - ha affermato l'Arcivescovo Marchetto nel suo intervento - "Oggi però - è doloroso per noi constatarlo - la comprensione e la simpatia per i rifugiati diminuiscono e lo dimostra il fatto che si intraprendono azioni che rendono la vita più difficile per chi ricerca asilo. (...) La situazione, poi, delle persone sfollate all'interno del proprio Paese è, in generale, ancora più difficile, poiché per esse non v'è ancora una legislazione internazionale".

  Il Presule ha quindi citato i dati dell'Alto Commissariato delle Nazioni Unite per i Rifugiati (ACNUR) che si occupa di circa 20 milioni di persone, mentre le persone sfollate all'interno del proprio Paese sono circa 24 milioni. "Segnalo altresì che nei Paesi del Sud del mondo" - ha aggiunto l'Arcivescovo Marchetto - "sono ora intorno ai sei milioni i rifugiati che vivono in appositi 'campi' da più di cinque ani, con poco rispetto, molte volte, dei loro diritti. Intendo dire che non possono lavorare propriamente, né uscire liberamente dal 'campo' poiché i loro movimenti sono limitati. Così essi si riducono ben presto a dipendere dalle razioni di cibo loro donate, che spesso non sono sufficienti".

  "Sostenere una famiglia in tali condizioni è difficile, evidentemente, con grande e grave impatto sui diversi suoi componenti, ed influenza negativa nei suoi rapporti interni. (...) Le strutture sociali risultano indebolite e le persone perdono i propri valori, la propria 'umanità' e dignità".

  Infine l'Arcivescovo Marchetto ha fatto riferimento alle famiglie di rifugiati che hanno trovato asilo in altri paesi ed ha parlato dello "accompagnamento" necessario per adattarsi al nuovo ambiente, che potrebbe essere a carico della Chiesa locale. "L'accompagnamento" - ha concluso l'Arcivescovo - "è dunque necessario durante il processo di integrazione. Esso manifesta il rispetto per l'altro e, allo stesso tempo, permette alla persona assistita di cambiare, secondo il vero concetto di integrazione, che non è assimilazione. Tale atteggiamento, per noi, ha radici profonde nel Cristianesimo e anche oggi, in concreto, mostra ciò che la Chiesa è e promuove".
OP/MIGRANTI:RIFUGIATI/MARTINO:MARCHETTO               VIS 20061114 (740)


SITUAZIONE ARCIVESCOVO MILINGO ALL'ESAME CAPI DICASTERO


CITTA' DEL VATICANO, 14 NOV. 2006 (VIS). Nella serata di ieri la Sala Stampa della Santa Sede ha rilasciato il seguente Comunicato:

  "Il Santo Padre ha convocato per giovedì 16 novembre una riunione dei Capi Dicastero della Curia Romana per esaminare la situazione creatasi in seguito alla disobbedienza di Monsignor Emmanuel Milingo e per compiere una riflessione sulle domande di dispensa dall'obbligo del celibato e sulle domande di riammissione al ministero sacerdotale presentate da parte di sacerdoti sposati nel corso degli anni più recenti. Non sono previsti altri argomenti all'ordine del giorno".
OP/RIUNIONE CAPI DICASTERO/MILINGO                   VIS 20061114 (100)


lunedì 13 novembre 2006

ALTRI ATTI PONTIFICI

CITTA' DEL VATICANO, 13 NOV. 2006 (VIS). Il Santo Padre ha nominato:

- Il Vescovo Romulo Geolina Valles, finora Vescovo di Kidapawan (Filippine), Arcivescovo di Zamboanaga (superficie: 1.638; popolazione: 668.380; cattolici: 494.601; sacerdoti: 65; religiosi: 128), Filippine. L'Arcivescovo eletto è nato a Maribojoc (Filippine), nel 1951, è stato ordinato sacerdote nel 1976 e Vescovo nel 1997. Succede all'Arcivescovo Carmelo Dominator F. Morelos, del quale il Santo Padre ha accettato la rinuncia al governo pastorale della medesima Arcidiocesi, presentata per raggiunti limiti d'età.

- Il Vescovo Sergio Lasam Utleg, finora Vescovo di Ilagan (Filippine), Vescovo di Laoag (superficie: 3.386; popolazione: 671.000; cattolici: 450.000; sacerdoti: 48; religiosi: 79), Filippine.

- Il Padre José Alejandro Castaño Arbeláez, O.A.R., Vescovo Ausiliare dell'Arcidiocesi di Cali (superficie: 2.504; popolazione: 2.563.177; cattolici: 2.178.700; sacerdoti: 304; religiosi: 999; diaconi permanenti: 18), Colombia. Il Vescovo eletto, finora Parroco del "Sagrado Corazón" in Manizales (Colombia) e Presidente dell'Accademia Colombiana di Storia Ecclesiastica, è nato a La Ceja (Colombia), nel 1945, ha emesso la Professione Solenne nell'Ordine degli Agostiniani Recolletti nel 1967 ed è stato ordinato sacerdote nel 1971.
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