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Il Vatican Information Service (VIS), istituito nell'ambito della Sala Stampa della Santa Sede, è un bollettino telematico che diffonde notizie relative all'attività magistrale e pastorale del Santo Padre e della Curia Romana...

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lunedì 20 novembre 2006

AFFRONTARE CAUSE CONFLITTO ISRAELE PALESTINA


CITTA' DEL VATICANO, 18 NOV. 2006 (VIS). Il 17 novembre scorso, l'Arcivescovo Celestino Migliore, Osservatore Permanente della Santa Sede presso l'Organizzazione delle Nazioni Unite, è intervenuto alla X Sessione Speciale di Emergenza dell'Assemblea Generale dell'O.N.U. sul tema: "Azioni illegali israeliane nella Gerusalemme Est occupata e nel resto dei territori palestinesi occupati".

  Il Nunzio ha iniziato il suo discorso esprimendo la vicinanza della Delegazione della Santa Sede "alle popolazioni civili che soffrono le conseguenze della recente violenza" e trasmettendo "l'invito di Papa Benedetto XVI a unirsi a lui nella preghiera 'affinché Dio illumini le Autorità israeliane e palestinesi e le nazioni che hanno una particolare responsabilità nella regione, affinché si adoperino per porre fine allo spargimento di sangue, moltiplicare le iniziative di aiuto umanitario ed incoraggiare l'immediata ripresa di negoziati diretti, seri e concreti'".

  "Mentre lamentiamo le numerose morti e condanniamo la spirale della violenza causata sia dalle operazioni militari che dagli attacchi terroristici, non possiamo fare a meno di notare che questi orrendi avvenimenti fanno parte di una questione più ampia che, come a tutti è noto, ha avvelenato troppo a lungo la regione. Tutte le volte che teniamo un incontro di emergenza come questo, ripetiamo l'apparente infinita lista di difficoltà e divergenze che separano gli israeliani e i palestinesi e che rendono ancora più urgente per i governi affrontare il problema della fondamentale ingiustizia all'origine di questa questione. Lamentare i sintomi senza affrontare le cause alla radice del problema non è utile a nessuna delle due parti. Ognuno è obbligato a vivere sotto terribili tensioni di potenziali atti esplosivi di terrore o di incursioni militari che provocano morti e feriti e la distruzione delle infrastrutture".

  "Non si può ignorare" - ha aggiunto il Nunzio - "la centralità del conflitto israelo-palestinese nella persistente instabilità in Medio Oriente. È triste che la comunità internazionale non sia riuscita a impegnare gli israeliani e i palestinesi in un effettivo e  significativo dialogo per la risoluzione delle dispute, con l'obiettivo di portare pace e stabilità ad entrambi".

  "L'unica possibilità di una pace duratura nella regione" - ha concluso il Presule - "è una pace che comprenda affettivamente tutti gli aspetti ed i maggiori protagonisti della regione mediorientale, una pace fondata su trattati di pace bilaterali e accordi multilaterali su tutte le questioni di interesse comune, quali l'acqua, l'ambiente e il commercio".
DELSS/CONFLITTO ISRAELE:PALESTINA/MIGLIORE         VIS 20061120 (410)


PROMUOVERE MATRIMONIO E FAMIGLIA

CITTA' DEL VATICANO, 18 NOV. 2006 (VIS).  Questa mattina il Santo Padre Benedetto XVI ha ricevuto il secondo gruppo di Presuli della Conferenza Episcopale della Repubblica Federale di Germania, a conclusione della Visita "ad Limina Apostolorum".

  "Al centro del nostro servizio" - ha sottolineato il Pontefice - "vi è sempre l'incontro con il Cristo vivo, un incontro che dà alla nostra vita l'orientamento decisivo".

  Benedetto XVI ha successivamente fatto riferimento alla preoccupazione dei Vescovi "per uno sviluppo delle strutture pastorali che sia adeguato alla situazione presente" ed ha segnalato, al riguardo, che, di fronte alla diminuzione del numero di sacerdoti e fedeli che frequentano la Messa domenicale, in diverse diocesi di lingua tedesca vengono applicati modelli "per la modifica e la ristrutturazione della cura pastorale in cui l'immagine del parroco, (...), minaccia di offuscarsi".

  "Sono certo" - ha proseguito il Pontefice - "che voi, cari Confratelli, (...) darete la vostra approvazione soltanto a quelle riforme strutturali che siano in piena sintonia con l'insegnamento della Chiesa sul sacerdozio e con le sue  orme giuridiche, avendo cura che l'applicazione delle riforme non sminuisca la forza di attrazione del ministero sacerdotale".

   Riguardo all'inserimento dei laici nelle strutture della Chiesa, il Papa ha ricordato "il campo ampio ed aperto dell'apostolato laicale urgentemente necessario e i suoi molteplici compiti: l'annuncio della Buona Novella (...); la catechesi (...); i servizi caritativi; il lavoro nei mezzi di comunicazione sociale; come puro l'impegno sociale per una tutela integrale della vita umana, per la giustizia sociale e nell'ambito delle iniziative culturali cristiane".

  Parlando dell'annuncio della fede ai giovani del nostro tempo che vivono "in una cultura secolarizzata (...) nella quale Dio non è presente", il Santo Padre ha ribadito la necessità che i ministranti "possano nella Chiesa davvero incontrare Dio, la sua Parola, il sacramento della sua presenza, e che possano imparare a modellare, a partire da questo, la loro vita". In merito ai movimenti ecclesiali, il Papa ha invitato a rispettarne gli specifici carismi e "a essere lieti che nascano forme comunitarie di fede in cui la parola di Dio diventi vita".

  Benedetto XVI ha proseguito il suo discorso ribadendo che occorre fare attenzione che le opere caritative ecclesiali "non cadano in dipendenze politiche, ma che servano unicamente al loro compito di giustizia e di amore. Per questo, occorre una stretta collaborazione con i Vescovi e con le Conferenze Episcopali".

  In merito al matrimonio e alla famiglia, il Papa ha sottolineato che "L'ordine del matrimonio come è stabilito nella creazione (...), viene oggi progressivamente offuscato" e di fronte alla cultura materialista "per i giovani diventa difficile legarsi definitivamente. (...) Così diventa sempre più difficile accettare figli e dare loro quello spazio duraturo di crescita e di maturazione che può essere solo la famiglia fondata sul matrimonio".

  In tale situazione, ha sottolineato ancora il Pontefice, "è molto importante aiutare i giovani a dirsi il 'sì' definitivo, che non è in contrasto con la libertà, ma rappresenta la sua più grande opportunità. Nella pazienza dello stare insieme per tutta la vita l'amore raggiunge la sua vera maturità. In questo ambiente di amore per tutta la vita anche i figli imparano a vivere e ad amare".

  Infine, l'ecumenismo è stato l'ultimo argomento su cui si è soffermato il Papa. "In Germania" - ha detto Benedetto XVI - "i nostri sforzi devono essere diretti soprattutto verso i cristiani di fede luterana e riformata. (...) L'impegno ecumenico, pertanto, non può esaurirsi con documenti congiunti. Diventa visibile ed efficace laddove i cristiani di diverse Chiese e comunità ecclesiali, in un contesto sociale sempre più estraneo alla religione, professano insieme e in modo convincente i valori trasmessi dalla fede cristiana e li evidenziano con forza nel loro agire politico e sociale".
AL/.../GERMANIA                                           VIS 20061120 (620)


COMUNICATO RELATIVO UDIENZA PRESIDENTE GERMANIA


CITTA' DEL VATICANO, 18 NOV. 2006 (VIS). Nella tarda mattinata di oggi, la Sala Stampa della Santa Sede ha reso pubblico il seguente Comunicato:

  "Nella mattinata di oggi, sabato 18 novembre 2006, il Presidente della Repubblica Federale di Germania, Sua Eccellenza il Signor Dottor Horst Köhler, è stato ricevuto in Udienza da Sua Santità Benedetto XVI e, successivamente, si è incontrato con Sua Eminenza il Cardinale Tarcisio Bertone, Segretario di Stato".

  "I cordiali colloqui hanno permesso, fra l'altro, uno scambio di opinioni su temi attinenti alla situazione internazionale, con particolare riferimento al Medio Oriente. Inoltre, è stata sottolineata la necessità di promuovere un rapporto di parità e uno spirito di solidarietà a livello internazionale, in special modo nei confronti del Continente africano. Infine, non è mancato il richiamo all'importanza di un impegno per l'educazione della gioventù e per il dialogo tra le religioni".
OP/UDIENZA PRESIDENTE GERMANIA/BERTONE               VIS 20061120 (150)


venerdì 17 novembre 2006

IN MEMORIAM

CITTA' DEL VATICANO, 17 NOV. 2006 (VIS). Di seguito riportiamo i dati relativi ai Presuli defunti nelle ultime settimane:

- Il Vescovo Gerhard Ludwig Goebel, M.S.F., Prelato di Tromsø (Norvegia), il 4 novembre, all'età di 72 anni.

- Il Vescovo William Thomas Larkin, emerito di Saint Petersburg (Stati Uniti d'America), il 4 novembre, all'età di 83 anni.

- L'Arcivescovo Nivaldo Monte, emerito di Natal (Brasile), il 10 novembre, all'età di 88 anni.

- L'Arcivescovo Custódio Alvim Pereira, emerito di Maputo (Mozambico), il 12 novembre all'età di 91 anni.
.../DEFUNTI/...                                     VIS 20061117 (90)

UDIENZE

CITTA' DEL VATICANO, 17 NOV. 2006 (VIS). Il Santo Padre ha ricevuto questa mattina in udienze separate:

- Il Signor Antonio Guterres, Alto Commissario delle Nazioni Unite per i Rifugiati e Seguito.

- Il Signor Roland Koch, Ministro Presidente del Land Hessen (Repubblica Federale di Germania), con la Consorte e Seguito.

- Quattro Presuli della Conferenza Episcopale della Repubblica Federale di Germania, in Visita "ad Limina Apostolorum":

    - L'Arcivescovo Ludwig Schick, di Bamberg, con l'Ausiliare Vescovo Werner Radspieler.

    - Il Vescovo Anton Schlembach, di Speyer, con l'Ausiliare Otto Georgens.

  Nel pomeriggio di oggi è in programma che il Santo Padre riceva in udienza sette Presuli della Conferenza Episcopale della Repubblica Federale di Germania, in Visita "ad Limina Apostolorum":

    - Il Cardinale Joachim Meisner, Arcivescovo di Köln, con gli Ausiliari Vescovo Manfred Melzer, Vescovo Rainer Woelki, Vescovo Heiner Koch e con il Vescovo Klaus Dick, già Ausiliare.

    - Il Vescovo Friedhelm Hofmann, di Würzburg, con l'Ausiliare Vescovo Helmut Bauer.
AP:AL/.../...                                       VIS 20061117 (160)

ECUMENISMO: DAL SILENZIO ALLA PAROLA DI COMUNIONE

CITTA' DEL VATICANO, 17 NOV. 2006 (VIS). Questa mattina il Santo Padre Benedetto XVI ha ricevuto in Vaticano i partecipanti alla Plenaria del Pontificio Consiglio per la Promozione dell'Unità dei Cristiani, dedicata al tema: "La situazione ecumenica in cambiamento".

  "Viviamo in un periodo di grandi cambiamenti in quasi tutti i settori della vita" - ha affermato il Papa - "non c'è quindi da stupirsi se questo incide anche sulla vita della Chiesa e sulle relazioni fra i cristiani. Va tuttavia detto in partenza che, pur in presenza di mutamenti di situazioni, di sensibilità, di problematiche, lo scopo del movimento ecumenico rimane immutato: 'l'unità visibile della Chiesa'. (...) Il Concilio Vaticano II considerò come uno dei suoi principali intenti il ristabilimento della piena unità fra tutti i cristiani (cfr 'Unitatis redintegratio', 1). È, questo, anche il mio intento".

  Benedetto XVI ha ricordato: "Ho davanti agli occhi l'immagine dell'Aula del Concilio, dove gli Osservatori delegati delle altre Chiese e Comunità ecclesiali stavano attenti, ma silenziosi. Questa immagine ha fatto posto nei decenni successivi alla realtà di una Chiesa in dialogo con tutte le Chiese e Comunità ecclesiali di Oriente e di Occidente. Il silenzio si è trasformato in parola di comunione. Un enorme lavoro è stato compiuto a livello universale e a livello locale. La fraternità fra tutti i cristiani è stata riscoperta e ristabilita come condizione di dialogo, di cooperazione, di preghiera comune, di solidarietà".

  Successivamente il Papa ha ricordato l'impegno ecumenico di Giovanni Paolo II e l'Enciclica 'Ut unum sint' che il Predecessore dedicò all'argomento: "Come non ricordare l'esperienza di comunione vissuta con i rappresentanti delle altre Chiese e Comunità ecclesiali venuti da ogni continente per prendere parte ai funerali dell'indimenticabile Papa Giovanni Paolo II ed anche all'inaugurazione del mio Pontificato? La condivisione del dolore e della gioia è segno visibile della nuova situazione creata tra i cristiani". 

  Enumerando alcuni degli avvenimenti degli ultimi decenni che hanno avuto ripercussioni anche sull'ecumenismo, il Santo Padre ha affermato: "Molte delle venerate Chiese d'Oriente, al tempo del Concilio, vivevano in condizioni di oppressione ad opera di regimi dittatoriali. Oggi esse hanno ricuperato la libertà e sono impegnate in un ampio processo di riorganizzazione e  di rivitalizzazione. (...) La parte orientale e quella occidentale dell'Europa si stanno riavvicinando; questo stimola le Chiese a coordinare i loro sforzi per la salvaguardia della tradizione cristiana e per l'annuncio del Vangelo alle nuove generazioni".

  "Fortunatamente" - ha proseguito il Pontefice - "dopo un periodo di molteplici difficoltà, il dialogo teologico fra la Chiesa cattolica e le Chiese ortodosse ha preso nuovo slancio. (...) Anche con le Comunità ecclesiali d'Occidente, abbiamo vari dialoghi bilaterali, aperti ed amichevoli, che registrano progressi" ed al riguardo il Papa ha menzionato la "Dichiarazione congiunta sulla dottrina della giustificazione", firmata con la Federazione Luterana Mondiale, alla quale ha dato il proprio assenso anche il Consiglio Mondiale Metodista.

  Tuttavia permangono ostacoli quali "la difficoltà di trovare una comune concezione sul rapporto fra il Vangelo e la Chiesa e, in relazione a ciò, sul mistero della Chiesa e della sua unità e sulla questione del ministero nella Chiesa. Nuove difficoltà sono poi apparse in campo etico, con la conseguenza che le differenti posizioni assunte dalle Confessioni cristiane sulle attuali problematiche ne hanno ridotto l'incidenza orientativa nei confronti dell'opinione pubblica".

  "Ciò che, comunque, va innanzitutto promosso" - ha ribadito il Papa a conclusione del suo discorso - "è l'ecumenismo dell'amore, che discende direttamente dal comandamento nuovo lasciato da Gesù ai suoi discepoli. L'amore accompagnato da gesti coerenti crea fiducia, fa aprire i cuori e gli occhi. (...) Va poi intensificata la formazione ecumenica partendo dai fondamenti della fede cristiana, cioè dall'annuncio dell'amore di Dio che si è rivelato nel volto di Gesù Cristo e contemporaneamente in Cristo ha svelato l'uomo all'uomo e gli ha fatto comprendere  la sua altissima vocazione".
AC/ECUMENISMO/CON-UC                                               VIS 20061117 (650)


PAPA E CAPI DICASTERO RIAFFERMANO CELIBATO SACERDOTALE


CITTA' DEL VATICANO, 17 NOV. 2006 (VIS). Nel pomeriggio di ieri, la Sala Stampa della Santa Sede ha reso pubblico il seguente Comunicato:

  "Nella mattinata di oggi, 16 novembre, nel Palazzo Apostolico, il Santo Padre ha presieduto una delle periodiche riunioni dei Capi Dicastero della Curia Romana, per una riflessione comune".

  "I partecipanti alla riunione hanno avuto una informazione accurata sulle richieste di dispensa dall'obbligo del celibato presentate negli ultimi anni e sulla possibilità di riammissione all'esercizio del ministero di sacerdoti che al presente si trovano nelle condizioni previste dalla Chiesa".

  "È stato riaffermato il valore della scelta del celibato sacerdotale secondo la tradizione cattolica ed è stata ribadita l'esigenza di una solida formazione umana e cristiana, sia per i seminaristi che per i sacerdoti già ordinati".
OP/CELIBATO SACERDOTALE/...                       VIS 20061117 (140)


giovedì 16 novembre 2006

UDIENZE

CITTA' DEL VATICANO, 16 NOV. 2006 (VIS). Nel pomeriggio di oggi è in programma che il Santo Padre riceva il Cardinale Ivan Dias, Prefetto della Congregazione per l'Evangelizzazione dei Popoli.
AP/.../...                                         VIS 20061116 (40)

CONFERENZA PASTORALE CURA MALATTIE INFETTIVE


CITTA' DEL VATICANO, 16 NOV. 2006 (VIS). Martedì, 21 novembre, alle ore 11:30, presso la Sala Stampa della Santa Sede, avrà luogo la presentazione della XXI Conferenza Internazionale sul tema: "Aspetti pastorali della cura della malattie infettive", promossa dal Pontificio Consiglio per la Pastorale della Salute, che si terrà il 23, 24 e 25 novembre in Vaticano, presso l'Aula Nuova del Sinodo.

  Alla Conferenza Stampa interverranno il Cardinale Javier Lozano Barragán, Presidente del Pontificio Consiglio per la Pastorale della Salute, il Vescovo José L. Redrado, O.H., Segretario, il Padre Felice Ruffini, M.I., Sotto-Segretario del medesimo Pontificio Consiglio, la Dottoressa Rosa Merola, Psicoterapeuta e Consulente psico-sociale del Ministero della Giustizia, (Italia), ed il Dottor Nicola Petrosillo, Direttore della II Divisione dell'Istituto Nazionale per le Malattie Infettive "L. Spallanzani", Roma.
OP/MALATTIE INFETTIVE/LOZANO                       VIS 20061116 (140)


RIUNIONE DEI CAPI DICASTERO DELLA CURIA ROMANA


CITTA' DEL VATICANO, 16 NOV. 2006 (VIS). Come già annunciato due giorni fa, questa mattina si è tenuta in Vaticano la riunione del Santo Padre con i Capi Dicastero della Curia Romana per esaminare la situazione in seguito alla disobbedienza dell'Arcivescovo Emmanuel Milingo. Secondo l'ordine del giorno, è stata compiuta, inoltre, una riflessione sulle domande di dispensa dall'obbligo del celibato e sulle domande di riammissione al ministero sacerdotale presentate da parte di sacerdoti sposati nel corso degli anni più recenti.
OP/RIUNIONE CAPI DICASTERO/MILINGO                     VIS 20061116 (90)


mercoledì 15 novembre 2006

ALTRI ATTI PONTIFICI

CITTA' DEL VATICANO, 15 NOV. 2006 (VIS). Il Santo Padre:

- Ha nominato il Reverendo Padre Jaime Pedro Kohl, P.S.D.P., finora Maestro dei Novizi presso il Noviziato 'Nossa Senhora de Caravaggio', a Farroupilha, nella Diocesi di Caxias do Sul, Vescovo di Osòrio (superficie: 6,120; popolazione: 272.000; cattolici: 230.000; sacerdoti: 31; religiosi: 60) in Brasile. Il Vescovo eletto è nato nel 1954 a Salvador do Sul, (Brasile) ed è stato ordinato sacerdote nel 1984. Succede al Vescovo Thadeu Gomes Canellas, la cui rinuncia al governo pastorale della medesima Diocesi è stata accettata per raggiunti limiti di età.

- Ha accettato la rinuncia al governo pastorale dell'Abbazia territoriale di Montevergine (Italia), presentata dal Reverendissimo Abate Dom Tarcisio Giovanni Nazzaro, dell'Ordine di San Benedetto, in conformità al can. 401, paragrafo 2 del Codice di Diritto Canonico.

- Ha elevato alla dignità episcopale il Padre Gianfranco Girotti, O.F.M.Conv., Reggente della Penitenzieria Apostolica. Il Vescovo eletto è nato nel 1937 a Roma ed è stato ordinato sacerdote nel 1963.

- Ha elevato alla dignità episcopale Monsignor Antoni Stankiewicz, Decano del Tribunale della Rota Romana. Il Vescovo eletto è nato nel 1935 a Oleszczenice (Polonia) ed è stato ordinato sacerdote nel 1958.

- Ha elevato alla dignità episcopale Don Raffaele Farina, S.D.B., Prefetto della Biblioteca Apostolica Vaticana. Il Vescovo eletto è nato nel 1933 a  Buonalbergo (Italia), ha pronunciato i voti perpetui nel 1954, è stato ordinato sacerdote nel 1958.
NER:RE/.../...                                           VIS 20061115 (250)


ARCIVESCOVO AMATO INAUGURA ANNO ACCADEMICO ANGELICUM


CITTA' DEL VATICANO, 15 NOV. 2006 (VIS). Oggi, 15 novembre, memoria liturgica di Sant'Alberto Magno, dell'Ordine dei Predicatori, Vescovo e Dottore della Chiesa, Compatrono della Pontifica Università San Tommaso D'Aquino, si è svolta la cerimonia d'inaugurazione dell'anno accademico dell'Università.

  Dopo una breve relazione del Magnifico Rettore, Padre Joseph Agius, O.P., l'Arcivescovo Angelo Amato, S.D.B., Segretario della Congregazione per la Dottrina della Fede, ha tenuto un discorso sul tema: "L'ecclesiologia di comunione e la Lettera 'Communionis notio' riguardo alcuni aspetti della Chiesa intesa come Comunione".

  I temi centrali di questo documento, pubblicato dalla Congregazione per la Dottrina della Fede nel 1992, sono: Chiesa universale e chiese particolari; Comunione ecclesiastica, Eucaristia ed episcopato e Comunione ecclesiastica ed ecumenismo.
.../ANNO ACCADEMICO ANGELICUM/AMATO                     VIS 20061115 (140)


SANT'ALBERTO MAGNO ARTEFICE DELLA PACE


CITTA' DEL VATICANO, 15 NOV. 2006 (VIS). Alla fine dell'Udienza Generale, il Papa ha ricordato che oggi celebriamo la memoria liturgica del Vescovo Sant'Alberto Magno, "che si sforzò continuamente di stabilire la pace fra le popolazioni del suo tempo".

  Il Papa ha auspicato che l'esempio del Santo Vescovo e Dottore della Chiesa "sia stimolo per voi, cari giovani, ad essere operatori di giustizia ed artefici di riconciliazione. Sia per voi, cari ammalati, incoraggiamento a confidare nel Signore, che mai ci abbandona nel momento della prova. Sia per voi, cari sposi novelli, stimolo a trovare nel Vangelo la gioia di accogliere e servire generosamente la vita, dono incommensurabile di Dio".
AG/SALUTI/...                                           VIS 20061115 (120)


"PAOLO - LO SPIRITO NEI NOSTRI CUORI"

CITTA' DEL VATICANO, 15 NOV. 2006 (VIS). San Paolo è stato nuovamente il protagonista della catechesi del Santo Padre Benedetto XVI per l'Udienza Generale odierna, tenutasi in Piazza San Pietro.

  "Dopo aver meditato la volta scorsa su quanto Paolo ha scritto circa il posto centrale che Gesù Cristo occupa nella nostra vita di fede" - ha detto il Papa - "vediamo oggi ciò che egli dice sullo Spirito Santo e sulla sua presenza in noi, poiché anche qui l'Apostolo ha da insegnarci qualcosa di grande importanza".

  "San Paolo però nelle sue Lettere (...) non si ferma a illustrare soltanto la dimensione dinamica e operativa della terza Persona della Santissima Trinità, ma ne analizza anche la presenza nella vita del cristiano, la cui identità ne resta contrassegnata. Detto in altre parole, Paolo riflette sullo Spirito esponendone l'influsso non solo sull''agire' del cristiano ma anche sul suo 'essere'".

  Il Santo Padre, ricordando le parole di Paolo: "Voi non avete ricevuto uno spirito da schiavi per ricadere nella paura, ma avete ricevuto uno spirito da figli adottivi", ha sottolineato che "il cristiano, ancora prima di agire, possiede un'interiorità ricca e feconda (...) che lo stabilisce in un oggettivo e originale rapporto di filiazione nei confronti di Dio. Ecco la nostra grande dignità: quella di non essere soltanto immagine, ma figli di Dio. (...) È un invito a trasformare questo dono oggettivo in una realtà soggettiva, determinante per il nostro pensare, per il nostro agire, per il nostro essere".

  "Paolo ci insegna anche un'altra cosa importante: egli dice che non esiste vera preghiera senza la presenza dello Spirito in noi. (...) È come dire che lo Spirito Santo, (...) è ormai come l'anima della nostra anima, la parte più segreta del nostro essere, da dove sale incessantemente verso Dio un moto di preghiera".

  "C'è anche un altro aspetto tipico dello Spirito insegnatoci da San Paolo: è la sua connessione con l'amore. (...) Lo Spirito ci immette nel ritmo stesso della vita divina, che è vita di amore (...). E, poiché per definizione l'amore unisce, ciò significa anzitutto che lo Spirito è creatore di comunione all'interno della comunità cristiana".

  "Da ultimo, lo Spirito secondo San Paolo è una caparra generosa dataci da Dio stesso come anticipo e insieme come garanzia della nostra eredità futura. Impariamo così da Paolo che l'azione dello Spirito orienta la nostra vita verso i grandi valori dell'amore, della gioia, della comunione e della speranza".
AG/PAOLO/...                                           VIS 20061115 (370)


martedì 14 novembre 2006

ALTRI ATTI PONTIFICI


CITTA' DEL VATICANO, 14 NOV. 2006 (VIS). Il Santo Padre ha nominato:

- Il Monsignore Luis Urbanc, Vescovo Coadiutore di Catamarca (superficie: 68.765; popolazione: 334.000; cattolici: 327.000; sacerdoti: 68; religiosi: 59; diaconi permanenti: 1), Argentina. Il Vescovo eletto, finora Rettore del Seminario Maggiore di Tucumán (Argentina), è nato nel 1958 a Buenos Aires (Argentina) ed è stato ordinato sacerdote nel 1982.

- Il Monsignore Pedro María Laxague, Vescovo Ausiliare di Bahía Blanca (superficie: 82.624; popolazione: 708.000; cattolici: 602.000; sacerdoti: 95; religiosi: 247; diaconi permanenti: 16), Argentina. Il Vescovo eletto, finora Vicario Generale della medesima Arcidiocesi, è nato nel 1952 in provincia di Buenos Aires (Argentina) ed è stato ordinato sacerdote nel 1989.

- Membro del Pontificio Consiglio per la Promozione dell'Unità dei Cristiani, il Cardinale Francesco Marchisano, Presidente dell'Ufficio del Lavoro della Sede Apostolica.
NEC:NEA:NA/.../URBANC:LAXAGUE:MARCHISANO           VIS 20061114 (140)


IN BREVE


IL CARDINALE NICHOLAS CHEONG JINSUK, ARCIVESCOVO METROPOLITA DI SEOUL (COREA), prenderà possesso del Titolo di Santa Maria Immacolata di Lourdes a Boccea, Via Santa Bernadette, 23, il prossimo 19 novembre, alle 12:00, come si legge in un Comunicato dell'Ufficio delle Celebrazioni Liturgiche del Sommo Pontefice.

L'ARCIVESCOVO CELESTINO MIGLIORE, OSSERVATORE PERMANENTE DELLA SANTA SEDE PRESSO L'O.N.U., è intervenuto nel pomeriggio di ieri alla 61 Sessione dell'Assemblea Generale delle Nazioni Unite sull'articolo 69 (a) relativo al "Rafforzamento del coordinamento dell'assistenza umanitaria in situazioni di emergenza delle Nazioni Unite". Il Nunzio Apostolico ha sottolineato l'importanza della "collaborazione fra i coordinatori e le agenzie umanitarie (...) allo scopo di formulare accordi e politiche che rispettino le specificità e i mandati delle agenzie umanitarie mentre permettono loro di continuare ad operare in modo costruttivo in determinate circostanze".
.../IN BREVE/...                                   VIS 20061114 (140)


FAMIGLIA MIGRANTE: TEMA GIORNATA MIGRANTE E RIFUGIATO

CITTA' DEL VATICANO, 14 NOV. 2006 (VIS). Oggi è stato reso pubblico il testo del Messaggio del Santo Padre Benedetto XVI per la 93 Giornata Mondiale del Migrante e del Rifugiato, che si terrà domenica 14 gennaio 2007, sul tema. "La famiglia migrante". Il Messaggio, datato 18 ottobre, è stato pubblicato in lingua italiana, francese, inglese, spagnola, tedesca e portoghese.

  Di seguito riportiamo il testo integrale del Messaggio:

  "In occasione della prossima Giornata Mondiale del Migrante e del Rifugiato, guardando alla Santa Famiglia di Nazaret, icona di tutte le famiglie, vorrei invitarvi a riflettere sulla condizione della famiglia migrante. Narra l'evangelista Matteo che, poco tempo dopo la nascita di Gesù, Giuseppe fu costretto a partire di notte per l'Egitto prendendo con sé il bambino e sua madre, al fine di sfuggire alla persecuzione del re Erode (cfr Mt 2,13-15). Commentando questa pagina evangelica, il mio venerato Predecessore, il Servo di Dio Papa Pio XII scrisse nel 1952: "La famiglia di Nazaret in esilio, Gesù, Maria e Giuseppe emigranti in Egitto e ivi rifugiati per sottrarsi alle ire di un empio re, sono il modello, l'esempio e il sostegno di tutti gli emigranti e pellegrini di ogni età e di ogni Paese, di tutti i profughi di qualsiasi condizione che, incalzati dalla persecuzione o dal bisogno, si vedono costretti ad abbandonare la patria, i cari parenti, i vicini, i dolci amici, e a recarsi in terra straniera" ('Exsul familia', AAS 44, 1952, 649). Nel dramma della Famiglia di Nazaret, obbligata a rifugiarsi in Egitto, intravediamo la dolorosa condizione di tutti i migranti, specialmente dei rifugiati, degli esuli, degli sfollati, dei profughi, dei perseguitati. Intravediamo le difficoltà di ogni famiglia migrante, i disagi, le umiliazioni, le strettezze e la fragilità di milioni e milioni di migranti, profughi e rifugiati. La Famiglia di Nazaret riflette l'immagine di Dio custodita nel cuore di ogni umana famiglia, anche se sfigurata e debilitata dall'emigrazione".

  "Il tema della prossima Giornata Mondiale del Migrante e del Rifugiato 'La Famiglia migrante' - si pone in continuità con quelli del 1980, 1986 e 1993, e intende ulteriormente sottolineare l'impegno della Chiesa a favore non solo dell'individuo migrante, ma anche della sua famiglia, luogo e risorsa della cultura della vita e fattore di integrazione di valori. Tante sono le difficoltà che incontra la famiglia del migrante. La lontananza fra i suoi membri e il mancato ricongiungimento sono spesso occasione di rottura degli originari legami. Si instaurano rapporti nuovi e nascono nuovi affetti; si dimenticano il passato e i propri doveri, posti a dura prova dalla lontananza e dalla solitudine. Se non si assicura alla famiglia immigrata una reale possibilità di inserimento e di partecipazione, è difficile prevedere un suo sviluppo armonico. La Convenzione Internazionale per la protezione dei diritti di tutti i lavoratori migranti e dei membri delle loro famiglie, entrata in vigore il l° luglio 2003, intende tutelare i lavoratori e le lavoratrici migranti e i membri delle rispettive famiglie. Si riconosce, cioè, il valore della famiglia anche per quel che riguarda l'emigrazione, fenomeno ormai strutturale delle nostre società. La Chiesa incoraggia la ratifica degli strumenti internazionali legali tesi a difendere i diritti dei migranti, dei rifugiati e delle loro famiglie, ed offre, in varie sue Istituzioni e Associazioni, quella 'advocacy' che si rende sempre più necessaria. Sono stati aperti, a tal fine, Centri di ascolto dei migranti, Case per accoglierli, Uffici per servizi alle persone e alle famiglie, e si è dato vita ad altre iniziative per rispondere alle crescenti esigenze in questo campo".

  "Già molto si sta lavorando per l'integrazione delle famiglie degli immigrati, anche se tanto resta da fare. Esistono effettive difficoltà connesse ad alcuni 'meccanismi di difesa' della prima generazione immigrata, che rischiano di costituire un impedimento per un'ulteriore maturazione dei giovani della seconda generazione. Ecco perché si rende necessario predisporre interventi legislativi, giuridici e sociali per facilitare tale integrazione. Negli ultimi tempi è aumentato il numero delle donne che lasciano il proprio Paese d'origine alla ricerca di migliori condizioni di vita, in vista di più promettenti prospettive professionali. Non poche però sono quelle donne che finiscono vittime del traffico di esseri umani e della prostituzione. Nei ricongiungimenti familiari le assistenti sociali, in particolare le religiose, possono rendere un servizio di mediazione apprezzato e meritevole di sempre maggiore valorizzazione".

  "In tema di integrazione delle famiglie degli immigrati, sento il dovere di richiamare l'attenzione sulle famiglie dei rifugiati, le cui condizioni sembrano peggiorate rispetto al passato, anche per quanto riguarda proprio il ricongiungimento dei nuclei familiari. Nei campi loro destinati, alle difficoltà logistiche, a quelle personali legate ai traumi e allo stress emozionale per le tragiche esperienze vissute, si unisce qualche volta persino il rischio del coinvolgimento di donne e bambini nello sfruttamento sessuale, come meccanismo di sopravvivenza. In questi casi occorre un'attenta presenza pastorale che, oltre all'assistenza capace di lenire le ferite del cuore, offra un sostegno da parte della comunità cristiana in grado di ripristinare la cultura del rispetto e di far riscoprire il vero valore dell'amore. Occorre incoraggiare chi è interiormente distrutto a recuperare la fiducia in se stesso. Bisogna poi impegnarsi perché siano garantiti i diritti e la dignità delle famiglie e venga assicurato ad esse un alloggio consono alle loro esigenze. Ai rifugiati va chiesto di coltivare un atteggiamento aperto e positivo verso la società che li accoglie, mantenendo una disponibilità attiva alle proposte di partecipazione per costruire insieme una comunità integrata, che sia 'casa comune' di tutti".

  "Tra i migranti vi è una categoria da considerare in modo speciale: è quella degli studenti di altri Paesi, che si ritrovano lontani da casa, senza un'adeguata conoscenza della lingua, talora privi di amicizie e in possesso non raramente di borse di studio insufficienti. Ancor più grave diviene la loro condizione quando si tratta di studenti sposati. Con le sue Istituzioni la Chiesa si sforza di rendere meno dolorosa la mancanza del sostegno familiare di questi giovani studenti, e li aiuta ad integrarsi nelle città che li accolgono, mettendoli in contatto con famiglie pronte ad ospitarli e a facilitarne la reciproca conoscenza. Come ho avuto modo di dire in altra occasione, venire in aiuto degli studenti esteri è 'un importante campo d'azione pastorale. Infatti, i giovani che lasciano il proprio Paese per motivo di studio vanno incontro a non pochi problemi e soprattutto al rischio di una crisi d'identità' (L'Osservatore Romano, 15 dicembre 2005)".

  "Cari fratelli e sorelle, possa la Giornata Mondiale del Migrante e del Rifugiato diventare utile occasione per sensibilizzare le Comunità ecclesiali e l'opinione pubblica sulle necessità e i problemi, come pure sulle potenzialità positive delle famiglie migranti. Rivolgo in modo speciale il mio pensiero a quanti sono direttamente coinvolti nel vasto fenomeno della migrazione, ed a coloro che spendono le loro energie pastorali a servizio della mobilità umana. La parola dell'apostolo Paolo: 'caritas Christi urget nos' (2 Cor 5,14), li spinga a donarsi preferenzialmente ai fratelli e alle sorelle che più sono nel bisogno. Con questi sentimenti, invoco su ciascuno la divina assistenza ed a tutti imparto con affetto una speciale Benedizione Apostolica".
MESS/GIORNATA MIGRANTE:RIFUGIATO/...                 VIS 20061114 (1190)


DIFENDERE DIRITTI MIGRANTI, RIFUGIATI E FAMIGLIE


CITTA' DEL VATICANO, 14 NOV. 2006 (VIS). Questa mattina, presso la Sala Stampa della Santa Sede, il Cardinale Renato Raffaele Martino, Presidente del Pontificio Consiglio della Pastorale per i Migranti e gli Itineranti e l'Arcivescovo Agostino Marchetto, Segretario del medesimo Dicastero, sono intervenuti alla Conferenza Stampa di presentazione del Messaggio di Papa Benedetto XVI per la 93 Giornata Mondiale del Migrante e del Rifugiato (14 gennaio 2007), sul tema "La famiglia migrante".

  Il Cardinale Martino ha affermato che: "Soprattutto nelle società dove l'immigrazione è rilevante, il ruolo della cellula familiare cede il passo all'individuo nella sua capacità produttiva o di successo. (...) Anche la lingua, che è veicolo di comunicazione, diventa una barriera divisoria tra la prima e le successive generazioni, all'interno della famiglia stessa. Si accentua, così, l'isolamento dei componenti del nucleo familiare, che talvolta sconfina nella solitudine e nell'emarginazione".

  "L'isolamento risulta, poi, più accentuato fra le donne, confinate tra le mura domestiche" - ha proseguito il Porporato - "con poche possibilità di rapporti esterni, quando addirittura non 'finiscono vittime del traffico di esseri umani e della prostituzione'".

  Il Presidente del Pontificio Consiglio della Pastorale per i Migranti e gli Itineranti ha sottolineato che: "Accanto a coloro che migrano, provvisti di regolari permessi di soggiorno e avendo ottenuto un contratto di lavoro, ci sono coloro - in misura crescente - che fuggono dalla loro patria, con la speranza di un avvenire migliore nei Paesi sviluppati. (...) Spesso anche il viaggio si trasforma in trappola di morte e l'approdo alle terre della 'felicità' svela a non pochi il vergognoso risvolto della medaglia: la corruzione, la criminalità o la prostituzione". In tale contesto il Cardinale Martino ha ricordato l'invito del Santo Padre "a ratificare 'gli strumenti internazionali tesi a difendere i diritti dei migranti, dei rifugiati e delle loro famiglie".

  Riferendosi alla parte finale del Messaggio nella quale il Papa ricorda gli studenti stranieri, il Presidente del Pontificio Consiglio ha precisato riguardo al loro numero che: "Si calcola che essi siano più di due milioni, con notevole presenza negli Stati Uniti d'America, in Inghilterra, Francia e Germania". Rilevando "i loro problemi economici, se provenienti da Paesi poveri, e quelli d'integrazione nel Paese d'arrivo", il Cardinale ha concluso il suo intervento affermando che. "Oltre all'aiuto, la Chiesa è chiamata ad offrire un sostegno morale e la formazione cristiana".

  "Le famiglie dei rifugiati devono trovare calorosa accoglienza nei Paesi che li ospitano" - ha affermato l'Arcivescovo Marchetto nel suo intervento - "Oggi però - è doloroso per noi constatarlo - la comprensione e la simpatia per i rifugiati diminuiscono e lo dimostra il fatto che si intraprendono azioni che rendono la vita più difficile per chi ricerca asilo. (...) La situazione, poi, delle persone sfollate all'interno del proprio Paese è, in generale, ancora più difficile, poiché per esse non v'è ancora una legislazione internazionale".

  Il Presule ha quindi citato i dati dell'Alto Commissariato delle Nazioni Unite per i Rifugiati (ACNUR) che si occupa di circa 20 milioni di persone, mentre le persone sfollate all'interno del proprio Paese sono circa 24 milioni. "Segnalo altresì che nei Paesi del Sud del mondo" - ha aggiunto l'Arcivescovo Marchetto - "sono ora intorno ai sei milioni i rifugiati che vivono in appositi 'campi' da più di cinque ani, con poco rispetto, molte volte, dei loro diritti. Intendo dire che non possono lavorare propriamente, né uscire liberamente dal 'campo' poiché i loro movimenti sono limitati. Così essi si riducono ben presto a dipendere dalle razioni di cibo loro donate, che spesso non sono sufficienti".

  "Sostenere una famiglia in tali condizioni è difficile, evidentemente, con grande e grave impatto sui diversi suoi componenti, ed influenza negativa nei suoi rapporti interni. (...) Le strutture sociali risultano indebolite e le persone perdono i propri valori, la propria 'umanità' e dignità".

  Infine l'Arcivescovo Marchetto ha fatto riferimento alle famiglie di rifugiati che hanno trovato asilo in altri paesi ed ha parlato dello "accompagnamento" necessario per adattarsi al nuovo ambiente, che potrebbe essere a carico della Chiesa locale. "L'accompagnamento" - ha concluso l'Arcivescovo - "è dunque necessario durante il processo di integrazione. Esso manifesta il rispetto per l'altro e, allo stesso tempo, permette alla persona assistita di cambiare, secondo il vero concetto di integrazione, che non è assimilazione. Tale atteggiamento, per noi, ha radici profonde nel Cristianesimo e anche oggi, in concreto, mostra ciò che la Chiesa è e promuove".
OP/MIGRANTI:RIFUGIATI/MARTINO:MARCHETTO               VIS 20061114 (740)


SITUAZIONE ARCIVESCOVO MILINGO ALL'ESAME CAPI DICASTERO


CITTA' DEL VATICANO, 14 NOV. 2006 (VIS). Nella serata di ieri la Sala Stampa della Santa Sede ha rilasciato il seguente Comunicato:

  "Il Santo Padre ha convocato per giovedì 16 novembre una riunione dei Capi Dicastero della Curia Romana per esaminare la situazione creatasi in seguito alla disobbedienza di Monsignor Emmanuel Milingo e per compiere una riflessione sulle domande di dispensa dall'obbligo del celibato e sulle domande di riammissione al ministero sacerdotale presentate da parte di sacerdoti sposati nel corso degli anni più recenti. Non sono previsti altri argomenti all'ordine del giorno".
OP/RIUNIONE CAPI DICASTERO/MILINGO                   VIS 20061114 (100)


lunedì 13 novembre 2006

ALTRI ATTI PONTIFICI

CITTA' DEL VATICANO, 13 NOV. 2006 (VIS). Il Santo Padre ha nominato:

- Il Vescovo Romulo Geolina Valles, finora Vescovo di Kidapawan (Filippine), Arcivescovo di Zamboanaga (superficie: 1.638; popolazione: 668.380; cattolici: 494.601; sacerdoti: 65; religiosi: 128), Filippine. L'Arcivescovo eletto è nato a Maribojoc (Filippine), nel 1951, è stato ordinato sacerdote nel 1976 e Vescovo nel 1997. Succede all'Arcivescovo Carmelo Dominator F. Morelos, del quale il Santo Padre ha accettato la rinuncia al governo pastorale della medesima Arcidiocesi, presentata per raggiunti limiti d'età.

- Il Vescovo Sergio Lasam Utleg, finora Vescovo di Ilagan (Filippine), Vescovo di Laoag (superficie: 3.386; popolazione: 671.000; cattolici: 450.000; sacerdoti: 48; religiosi: 79), Filippine.

- Il Padre José Alejandro Castaño Arbeláez, O.A.R., Vescovo Ausiliare dell'Arcidiocesi di Cali (superficie: 2.504; popolazione: 2.563.177; cattolici: 2.178.700; sacerdoti: 304; religiosi: 999; diaconi permanenti: 18), Colombia. Il Vescovo eletto, finora Parroco del "Sagrado Corazón" in Manizales (Colombia) e Presidente dell'Accademia Colombiana di Storia Ecclesiastica, è nato a La Ceja (Colombia), nel 1945, ha emesso la Professione Solenne nell'Ordine degli Agostiniani Recolletti nel 1967 ed è stato ordinato sacerdote nel 1971.
NER:RE:NEA/.../...                                   VIS 20061113 (190)


UDIENZE

CITTA' DEL VATICANO, 13 NOV. 2006 (VIS). Questa mattina il Santo Padre ha ricevuto in udienze separate:

- L'Arcivescovo Joseph Powathil, di Changanacherry (India).

- Il Signor Gilton Bazillo Chiwaula, Ambasciatore del Malawi in visita di congedo.

- Nove Presuli della Conferenza Episcopale della Repubblica Federale di Germania, in Visita "ad Limina Apostolorum":

    - Il Cardinale Friedrich Wetter, Arcivescovo di München und Freising, con gli Ausiliari Vescovo Engelbert Siebler, Vescovo Bernhard Hasslberger e Vescovo Franz Dietl.

    - Il Vescovo Walter Mixa, di Augsburg, con gli Ausiliari Vescovo Josef Grünwald e Vescovo Anton Losinger.

    - Il Vescovo Wilhelm Schraml, di Passau.

    - Il Vescovo Gerhard Ludwig Müller, di Regensburg.

  Sabato 11 novembre il Santo Padre ha ricevuto in udienze separate:

- Il Cardinale Walter Kasper, Presidente del Pontificio Consiglio per la Promozione dell'Unità dei Cristiani.

- Il Vescovo Franz Kamphaus, di Limburg (Repubblica Federale di Germania), in Visita "ad Limina Apostolorum", con l'Ausiliare Vescovo Gerhard Pieschl.

- Il Signor Francisco Alfredo Salazar Alvarado, Ambasciatore dell'Ecuador, in visita di congedo.

- Il Cardinale Giovanni Battista Re, Prefetto della Congregazione per i Vescovi.
AP:AL/.../...                                       VIS 20061113 (190)


IN BREVE

IL SANTO PADRE HA INDIRIZZATO UN MESSAGGIO AL VESCOVO FRANÇOIS MAUPU, di Verdun (Francia), in occasione del 90° anniversario della Battaglia che ivi ebbe luogo nel 1916 e che fu "un momento buio della storia del Continente", ma anche "uno dei simboli della riconciliazione fra due grandi nazioni europee un tempo nemiche (...) Che i nostri contemporanei, in particolare le giovani generazioni" - scrive il Santo Padre - "traggano tutti gli insegnamenti della storia, e ispirandosi alle radici e ai valori cristiani che hanno largamente contribuito a forgiare l'Europa delle nazioni e l'Europa dei popoli, si adoperino a creare legami di fraternità e di carità, per il bene di tutti e lo sviluppo dei paesi, dedicando speciale attenzione ai più poveri e ai più piccoli".

L'ARCIVESCOVO CELESTINO MIGLIORE, OSSERVATORE PERMANENTE della Santa Sede presso l'Organizzazione delle Nazioni Unite, è intervenuto, il 10 novembre scorso, a New York, al Secondo Comitato della 61 Assemblea Generale dell'O.N.U., sullo sradicamento della 'povertà. "I poveri" - ha affermato il Nunzio Apostolico - "hanno diritto alla giustizia, al lavoro dignitoso, ad adeguata alimentazione, cure sanitarie ed istruzione, secondo quanto enunciato dalla Dichiarazione Universale dei Diritti dell'Uomo. (...) Tuttavia, poiché i poveri sono molte volte, proprio a causa della loro condizione, esclusi dalla società, la loro abilità di garantirsi tali diritti è frequentemente limitata. Il legame fra pace e sviluppo appare oltremodo evidente a coloro che devono confrontarsi con gli ostacoli nella vita dei poveri e che sanno, qualche volta per amara esperienza, che 'lo sviluppo è il nuovo nome della pace'".

ALLA III CONFERENZA DI ESAME DELLA CONVENZIONE SULLA PROIBIZIONE O RESTRIZIONE DELL'USO DI CERTE ARMI CONVENZIONALI (CCW), attualmente in corso a Ginevra (Svizzera), è intervenuto l'Arcivescovo Silvano Maria Tomasi, C.S., Osservatore Permanente presso l'Ufficio delle Nazioni Unite e le Istituzioni Specializzate a Ginevra. "Questa Convenzione" - ha detto il Nunzio Apostolico - "deve conservare il suo carattere dinamico, evolutivo e flessibile. Sarebbe dannoso ed artificiale ridurre tale Convenzione ed i suoi protocolli a ciò che è stato realizzato finora. Ora vengono fabbricate nuove armi. È importante che la riflessione e i negoziati accompagnino la realtà militare al fine di garantire che le nuove armi rispettino i criteri imposti dalla Convenzione e dai suoi protocolli e di esaminare se non sia il caso di negoziare nuovi strumenti laddove gli accordi esistenti non rispondono alle nuove realtà militari".
.../IN BREVE/...                                   VIS 20061113 (400)


RISPETTO IMPEGNO DENUCLEARIZZAZIONE PENISOLA COREANA

CITTA' DEL VATICANO, 13 NOV. 2006 (VIS). Questa mattina, nel ricevere il Signor Kagefumi Ueno, nuovo Ambasciatore del Giappone presso la Santa Sede, in occasione della presentazione delle Lettere Credenziali, il Santo Padre ha affermato che "le ricche tradizioni culturali e spirituali del suo Paese hanno contribuito alla diffusione dei valori umani fondamentali".

  "Il riconoscimento della dimensione spirituale della società" - ha detto ancora Papa Benedetto XVI - "suscitando un autentico dialogo fra le religioni e le culture, non può che promuovere una vita comune fraterna e solidale, che sola permette lo sviluppo integrale dell'uomo".

  "Più che mai la ricerca della pace fra le nazioni deve essere una priorità dei rapporti internazionali" - ha ribadito il Pontefice  - "La violenza non può mai essere una risposta giusta ai problemi delle società, poiché essa distrugge la dignità, la vita e la libertà dell'uomo, che essa pretende di difendere. Per costruire la pace sono importanti le vie di ordine culturale, politico ed economico".

  Il Santo Padre ha invitato il Giappone "a continuare ad adoperarsi risolutamente per contribuire allo instaurarsi di una pace giusta e stabile nel mondo, particolarmente in Estremo Oriente. Di fronte alla crisi nella quale versa attualmente la regione, la Santa Sede incoraggia i negoziati bilaterali o multilaterali, convinta che la soluzione debba essere ricercata con mezzi pacifici e nel rispetto degli impegni presi da tutte le parti presenti per conseguire la denuclearizzazione della penisola coreana".

  Il Santo Padre ha quindi vivamente auspicato che "la comunità internazionale persegua ed intensifichi gli aiuti umanitari alle popolazioni più vulnerabili, in particolare la Corea del Nord, al fine che un'eventuale interruzione non arrechi alle popolazioni civili gravi conseguenze" ed ha sottolineato "il generoso contributo" dato dal Giappone "all'assistenza dei paesi più poveri".

  "È necessario" - ha ribadito il Pontefice - "che i legami di interdipendenza fra i popoli, che si sviluppano sempre più, siano accompagnati da un intenso impegno perché le nefaste conseguenze delle forti disparità che persistono fra paesi sviluppati e paesi in via di sviluppo non si aggravino, ma si trasformino in una autentica solidarietà, stimolando la crescita economica e sociale dei paesi più poveri".

  Infine Papa Benedetto XVI si è rallegrato "per il rispetto di cui gode la Chiesa cattolica in Giappone" e ha salutato calorosamente i Vescovi e tutti i fedeli del Paese, "incoraggiandoli a vivere sempre più fermamente nella comunione della fede e a perseverare nel loro impegno a favore della pace e della riconciliazione fra i popoli della regione, in una collaborazione generosa con i compatrioti".
CD/LETTERE CREDENZIALI/GIAPPONE:UENO               VIS 20061113 (430)


CONVERTIRE MODELLO SVILUPPO GLOBALE LOTTA CONTRO FAME


CITTA' DEL VATICANO, 12 NOV. 2006 (VIS). Alle ore 12:00 di oggi il Santo Padre Benedetto XVI si è affacciato alla finestra del suo studio nel Palazzo Apostolico Vaticano per recitare l'Angelus con le migliaia di fedeli che gremivano Piazza San Pietro, nonostante la pioggia.

  Il Santo Padre ha ricordato che "Oggi si celebra in Italia l'annuale Giornata del Ringraziamento, che ha per tema: 'La terra: un dono per l'intera famiglia umana'" ed ha affermato: "Nelle nostre famiglie cristiane si insegna ai piccoli a ringraziare sempre il Signore, prima di prendere il cibo, con una breve preghiera e il segno della croce. Questa consuetudine va conservata o riscoperta, perché educa a non dare per scontato il 'pane quotidiano', ma a riconoscere in esso un dono della Provvidenza".

  "Dovremmo abituarci a benedire il Creatore per ogni cosa (...).  Ai suoi discepoli Gesù ha insegnato a pregare chiedendo al Padre celeste non il 'mio', ma il 'nostro' pane quotidiano. Ha voluto così che ogni uomo si senta corresponsabile dei suoi fratelli, perché a nessuno manchi il necessario per vivere. I prodotti della terra sono un dono destinato da Dio 'per l'intera famiglia umana'".

  Al riguardo Benedetto XVI ha affermato: "E qui tocchiamo un punto molto dolente: il dramma della fame che, malgrado anche di recente sia stato affrontato nelle più alte sedi istituzionali, come le Nazioni Unite e in particolare la F.A.O., rimane sempre molto grave. L'ultimo Rapporto annuale della F.A.O. ha confermato quanto la Chiesa sa molto bene dall'esperienza diretta delle comunità e dei missionari: che cioè oltre 800 milioni di persone vivono in stato di sottoalimentazione e troppe persone, specialmente bambini, muoiono di fame".

  "Come far fronte a questa situazione che, pur denunciata ripetutamente, non accenna a risolversi, anzi, per certi versi si va aggravando?" - si è chiesto il Pontefice - "Certamente occorre eliminare le cause strutturali legate al sistema di governo dell'economia mondiale, che destina le maggior parte delle risorse del pianeta a una minoranza della popolazione. Tale ingiustizia è stata stigmatizzata in diverse occasioni dai venerati miei Predecessori, i Servi di Dio Paolo VI e Giovanni Paolo II. Per incidere su larga scala è necessario 'convertire' il modello di sviluppo globale; lo richiedono ormai non solo lo scandalo della fame, ma anche le emergenze ambientali ed energetiche. Tuttavia, ogni persona e ogni famiglia può e deve fare qualcosa per alleviare la fame nel mondo adottando uno stile di vita e di consumo compatibile con la salvaguardia del creato e con criteri di giustizia verso chi coltiva la terra in ogni Paese".

  Il Santo Padre ha concluso le sue riflessioni sottolineando che "L'odierna Giornata del Ringraziamento ci invita, da una parte, a rendere grazie a Dio per i frutti del lavoro agricolo; dall'altra, ci incoraggia a impegnarci concretamente per sconfiggere il flagello della fame. Ci aiuti la Vergine Maria ad essere riconoscenti per i benefici della Provvidenza e a promuovere in ogni parte del globo la giustizia e la solidarietà".
ANG/FAME/...                                   VIS 20061113 (500)


ESSERE CON DIO CI FA SPERIMENTARE GRANDEZZA CRISTIANESIMO


CITTA' DEL VATICANO, 11 NOV. 2006 (VIS). A conclusione dell'Incontro dei Presuli della Conferenza Episcopale della Svizzera con il Papa e con i Capi di alcuni Dicasteri della Curia Romana, il Santo Padre Benedetto XVI ha pronunciato, nel pomeriggio del 9 novembre, un discorso reso pubblico oggi.

  "Non dovremmo permettere" - ha affermato il Papa - "che la nostra fede sia resa vana dalle troppe discussioni su molteplici particolari meno importanti, ma aver invece sempre sotto gli occhi in primo luogo la sua grandezza. (...) Perciò ritengo cosa fondamentale mettere sempre di nuovo in rilievo la grandezza della nostra fede - un impegno dal quale non dobbiamo permettere che ci distolgano simili situazioni. (...) È importante soprattutto curare il rapporto personale con Dio, con quel Dio che si è mostrato a noi in Cristo".

  "Dio è 'Spiritus creator', è 'Logos', è ragione. E per questo la nostra fede è una cosa che ha da fare con la ragione, può essere trasmessa mediante la ragione e non deve nascondersi davanti alla ragione, neanche a quella del nostro tempo. (...) Questa ragione, invece, ha un cuore, tanto da poter rinunciare alla propria immensità e farsi carne. E solo in ciò sta, secondo me, l'ultima e vera grandezza della nostra concezione di Dio. Sappiamo: Dio non è un'ipotesi filosofica, non è qualcosa che forse esiste, ma noi Lo conosciamo ed Egli conosce noi. E possiamo conoscerLo sempre meglio, se rimaniamo in colloquio con Lui".

  "Per questo" - ha ribadito il Santo Padre - "è un compito fondamentale della pastorale, insegnare a pregare ed impararlo personalmente sempre di più. Esistono oggi scuole di preghiera, i gruppi di preghiera; si vede che la gente lo desidera. (...) Dobbiamo moltiplicare tali scuole di preghiera, del pregare insieme, dove si può imparare la preghiera personale in tutte le sue dimensioni".

  "Questo intimo essere con Dio e quindi l'esperienza della presenza di Dio è ciò che sempre di nuovo ci fa, per così dire, sperimentare la grandezza del cristianesimo e ci aiuta poi anche ad attraversare tutte le piccolezze, tra le quali, certamente, esso deve poi essere vissuto e - giorno per giorno, soffrendo ed amando, nella gioia e nella tristezza - essere realizzato".

  Secondo tema di riflessione del Santo Padre è stato la morale ed in merito il Papa ha detto: "Sento spesso dire che una nostalgia di Dio, di spiritualità, di religione esiste oggi nelle persone e che si ricomincia anche a vedere nella Chiesa una possibile interlocutrice, dalla quale, a questo riguardo, è possibile ricevere qualcosa. (...) Cresce nuovamente la consapevolezza: la Chiesa è una grande portatrice di esperienza spirituale (...). Quello che invece risulta molto difficile alla gente è la morale che la Chiesa proclama. Su questo ho riflettuto - ci rifletto già da molto tempo - e vedo sempre più chiaramente che, nella nostra epoca, la morale si è come divisa in due parti. La società moderna non è semplicemente senza morale, ma ha, per così dire, 'scoperto' e rivendica un'altra parte della morale che, nell'annuncio della Chiesa negli ultimi decenni e anche di più, forse non è stata abbastanza proposta. Sono i grandi temi della pace, della non violenza, della giustizia per tutti, della sollecitudine per i poveri e del rispetto della creazione".

  "Questo" - ha proseguito il Pontefice - "è diventato un insieme etico che, proprio come forza politica, ha un grande potere e costituisce per molti la sostituzione o la successione della religione. In luogo della religione, che è vista come metafisica e cosa dell'al di là - forse anche come cosa individualistica - entrano i grandi temi morali come l'essenziale che poi conferisce all'uomo dignità e lo impegna".

  "L'altra parte della morale, che non di rado viene colta in modo assai controverso dalla politica, riguarda la vita. Fa parte di essa l'impegno per la vita, dalla concezione fino alla morte, cioè la sua difesa contro l'aborto, contro l'eutanasia, contro la manipolazione e contro l'auto-legittimazione dell'uomo a disporre della vita. Spesso si cerca di giustificare questi interventi con gli scopi apparentemente grandi di poter con ciò essere utili alle generazioni future e così appare addirittura come cosa morale anche il prendere nelle proprie mani la vita stessa dell'uomo e manipolarla".

  "In questo contesto si pone poi anche la morale del matrimonio e della famiglia. Il matrimonio viene, per così dire, sempre di più emarginato. Conosciamo l'esempio di alcuni Paesi, dove è stata fatta una modifica legislativa, secondo la quale il matrimonio adesso non è più definito come legame tra uomo e donna, ma come un legame tra persone; con ciò ovviamente è distrutta l'idea di fondo e la società, a partire dalle sue radici, diventa una cosa totalmente diversa".

  "La consapevolezza che sessualità, eros e matrimonio come unione tra uomo e donna vanno insieme - 'I due saranno una sola carne', dice la 'Genesi' - questa consapevolezza s'attenua sempre di più; ogni genere di legame sembra assolutamente normale - il tutto presentato come una specie di moralità della non-discriminazione e un modo di libertà dovuta all'uomo. Con ciò, naturalmente, l'indissolubilità del matrimonio è diventata un'idea quasi utopica che, proprio anche in molte persone della vita pubblica, appare smentita. Cosi anche la famiglia si disfa progressivamente. Certo, per il problema della diminuzione impressionante del tasso di natalità esistono molteplici spiegazioni, ma sicuramente ha in ciò un ruolo decisivo anche il fatto che si vuole avere la vita per se stessi, che ci si fida poco del futuro e che, appunto, si ritiene quasi non più realizzabile la famiglia come comunità durevole, nella quale può poi crescere la generazione futura".

  "In questi ambiti, dunque, il nostro annuncio si scontra con una consapevolezza contraria della società, per cosi dire, con una specie di antimoralità che si appoggia su di una concezione della libertà vista come facoltà di scegliere autonomamente senza orientamenti predefiniti, come non-discriminazione, quindi come approvazione di ogni tipo di possibilità, ponendosi così in modo autonomo come eticamente corretto".

  "Ma l'altra consapevolezza non è scomparsa. Essa esiste, e io penso che noi dobbiamo impegnarci per ricollegare queste due parti della moralità e rendere evidente che esse vanno inseparabilmente unite tra loro. (...) Penso che in ciò abbiamo davanti un grande compito: da una parte, non far apparire il cristianesimo come semplice moralismo, ma come dono nel quale ci è dato l'amore che ci sostiene e ci fornisce poi la forza necessaria per saper 'perdere la propria vita'; dall'altra, in questo contesto di amore donato, progredire anche verso le concretizzazioni, per le quali il fondamento ci è sempre offerto dal Decalogo che, con Cristo e con la Chiesa, dobbiamo leggere in questo tempo in modo progressivo e nuovo".
AC/VESCOVI SVIZZERI/...                             VIS 20061113 (1120)


PROGRAMMA VIAGGIO APOSTOLICO DEL PAPA IN TURCHIA

CITTA' DEL VATICANO, 11 NOV. 2006 (VIS). Oggi è stato reso pubblico il programma del Viaggio Apostolico del Papa in Turchia, in programma dal 28 novembre al 1° dicembre prossimo.

  La partenza del Santo Padre dall'aeroporto romano di Fiumicino è prevista alle ore 9:00 di martedì 28 novembre e, l'arrivo all'aeroporto internazionale Esemboga di Ankara, alle ore 13:00. Alla visita del Papa al Mausoleo di Atatürk seguirà la cerimonia di benvenuto. Dopo la visita di cortesia al Presidente della Repubblica, Benedetto XVI avrà un incontro con il Vice Primo Ministro, con il Presidente per gli Affari Religiosi e con il Corpo Diplomatico.

  Mercoledì 29 novembre, ad Efeso, Benedetto XVI celebrerà la Santa Messa e nel pomeriggio si dirigerà a Istanbul dove è in programma una visita di preghiera alla Chiesa Patriarcale di San Giorgio ed un Incontro privato con Sua Santità Bartolomeo I, Patriarca Ecumenico di Costantinopoli.

  Il giorno seguente, giovedì 30 novembre, il Papa parteciperà ad una Divina Liturgia nella Chiesa Patriarcale di San Giorgio dove Benedetto XVI pronuncerà un discorso e apporrà la firma ad una Dichiarazione Congiunta con Sua Santità Bartolomeo I. Successivamente il Santo Padre si recherà in visita al Museo di Santa Sofia e alla Cattedrale Armena Apostolica, visita seguita da un incontro con Sua Beatitudine il Patriarca Mesrob II.

  Lo stesso giorno è in programma un Incontro con il Metropolita Siro-Ortodosso e con il Gran Rabbino della Turchia ed in serata è previsto un incontro e una cena con i Membri della Conferenza Episcopale Cattolica.

  Venerdì 1° dicembre, il Papa celebrerà la Santa Messa nella Cattedrale dello Spirito Santo di Istanbul al termine della quale si recherà all'aeroporto. Al termine della cerimonia di congedo, alle 13:15, il Santo Padre ripartirà alla volta di Roma dove l'arrivo è previsto alle 14:45.
BXVI-PROGRAMMA/VIAGGIO TURCHIA/...                   VIS 20061113 (300)


COMUNICARE CONTENUTI DELLA RIVELAZIONE DI GESÙ


CITTA' DEL VATICANO, 11 NOV. 2006 (VIS). Questa mattina il Santo Padre Benedetto XVI ha ricevuto i Membri della "Fondazione Sacra Famiglia di Nazareth", istituzione educativa creata nel 1946 dal Cardinale Domenica Tardini ed attualmente presieduta dal Cardinale Achille Silvestrini, Prefetto emerito della Congregazione per le Chiese Orientali.

  Il Santo Padre ha ricordato che Villa Nazareth, che celebra il 60° anniversario di istituzione, "si propone di valorizzare l'intelligenza dei suoi alunni nel rispetto della libertà della persona, orientata a vedere nel servizio degli altri l'autentica espressione dell'amore cristiano. Villa Nazareth vuole formare i suoi giovani al coraggio delle decisioni, in un atteggiamento di apertura al dialogo, con riferimento alla ragione purificata nel crogiuolo della fede. (...) La fede scruta l'invisibile ed è perciò amica della ragione che si pone gli interrogativi essenziali da cui attende senso il nostro cammino quaggiù".

  Successivamente il Papa ha fatto riferimento alla "'diaconia' che la cultura cristiana può svolgere nell'aiutare le persone in ricerca a scoprire Colui che è nascosto nelle pagine della Bibbia come nelle vicende della vita di ciascuno. Ma non si deve dimenticare che il Signore si dice 'sfamato, dissetato, ospitato, vestito, visitato' in ogni persona bisognosa. (...) Nessuna cultura può essere contenta di se stessa finché non scopre che deve farsi attenta alle necessità reali e profonde dell'uomo, di ogni uomo".

  "I contenuti della rivelazione di Gesù sono concreti ed un intellettuale cristianamente ispirato deve sempre essere pronto a comunicarli quando dialoga con coloro che sono alla ricerca di soluzioni capaci di migliorare l'esistenza e di rispondere all'inquietudine che assilla ogni cuore umano. Occorre mostrare soprattutto la corrispondenza profonda che esiste tra le istanze che emergono dalla riflessione sulle vicende umane e il 'Logos' divino che 'si è fatto carne' ed è venuto 'ad abitare in mezzo a noi'. Si crea così una convergenza feconda tra i postulati della ragione e le risposte della Rivelazione e proprio di qui scaturisce una luce che illumina la strada su cui orientare il proprio impegno".
AC/DIACONIA CULTURA/VILLA NAZARETH                   VIS 20061113 (340)


SECOLARIZZAZIONE SFIDA PER LA CHIESA IN GERMANIA

CITTA' DEL VATICANO, 11 NOV. 2006 (VIS). Nel discorso rivolto ieri al primo gruppo di Presuli della Conferenza Episcopale della Germania, il Santo Padre ha sottolineato che la secolarizzazione della società è "una sfida provvidenziale" da affrontare coraggiosamente.

  "La Repubblica Federale di Germania" - ha detto Benedetto XVI - "condivide con tutto il mondo occidentale la situazione di una cultura dominata dalla secolarizzazione, nella quale Dio tende a scomparire sempre più dalla coscienza pubblica, l'unicità dell'immagine di Cristo sbiadisce e i valori formati alla tradizione ecclesiale perdono sempre più efficacia".

  "Non pochi sono stati colti per questo dallo scoraggiamento e dalla rassegnazione, atteggiamenti, questi, che impediscono la testimonianza del Vangelo di Cristo che libera e salva". Di conseguenza il Papa si è posto la domanda: "Ma il Cristianesimo non è forse, alla fine, una proposta tra tante alla stimolazione del senso? (...) Al tempo stesso, però, di fronte alla fragilità e alla caducità della maggior parte di queste offerte, molti tornano ad interrogare e a guardare con speranza al messaggio cristiano e si aspettano da noi risposte convincenti".

  Riferendosi ai rapporti con i tanti musulmani che vivono in Germania, il Papa ha rilevato che: "Proprio loro, che con tanta serietà rimangono attaccati alle loro convinzioni ed ai loro riti, hanno il diritto alla nostra umile e determinata testimonianza di Gesù Cristo. Per rendere questa testimonianza in maniera credibile, ovviamente, è necessario un grande impegno. Per questo" - ha soggiunto il Pontefice - "sarebbe necessario che in quei luoghi in cui esiste una numerosa popolazione musulmana, siano a disposizione interlocutori cattolici con le indispensabili conoscenze linguistiche e di storia religiosa, che li mettano in grado di affrontare un dialogo con i musulmani. È chiaro che un tale dialogo presuppone, innanzitutto, una profonda conoscenza della propria fede cattolica".

  Successivamente il Papa, affrontando l'argomento dell'insegnamento della religione, delle scuole cattoliche e della formazione dei cattolici adulti, ha affermato che i "'curricula' per l'insegnamento della religione, (...) devono essere orientati al Catechismo della Chiesa cattolica, affinché nell'intero percorso scolastico possa essere trasmessa l'interezza della fede e della vita della Chiesa" ed ha sottolineato: "Nelle scuole cattoliche, poi, è fondamentale che l'introduzione nella visione cattolica del mondo e nella pratica della fede, nonché la formazione unitaria della personalità non siano trasmesse soltanto nel corso della lezione di religione, ma in maniera convincente nell'intera quotidianità scolastica, non ultimo mediante la testimonianza personale degli insegnanti". In merito alle molteplici istituzioni ed attività nell'ambito della formazione adulta, il Santo Padre ha segnalato che: "Un'attenzione speciale andrebbe riservata alla scelta degli argomenti e dei relatori, affinché i contenuti centrali della fede e del modo di vita cristiano non scivolino in secondo piano rispetto alle questioni attuali o marginali che sono in primo piano".

  "La fedeltà al 'depositum fidei', come presentato dal Magistero della Chiesa, rappresenta il presupposto imprescindibile per una ricerca ed un insegnamento teologici seri".

  A proposito della formazione nei seminari, il Santo Padre ha ricordato che: "Il Concilio Vaticano II ha emesso, nel decreto 'Optatam totius', norme importanti che purtroppo non sono ancora del tutto applicate. Ciò vale soprattutto per l'istituzione del cosiddetto corso d'introduzione prima dell'inizio vero e proprio dello studio.  In considerazione del numero crescente di interessati e candidati che non vengono più da un ambiente tradizionale cattolico, un tale anno introduttivo è assolutamente necessario. Al di là di questo, lo studente potrà in questo anno chiarire maggiormente la sua vocazione al sacerdozio. D'altro canto, le persone responsabili della formazione dei sacerdoti avranno la possibilità di farsi un'idea dei candidati, della loro maturità umana e della loro vita di fede. Per contro, i dinamismi di gruppo del gioco delle parti, i gruppi di auto-esperienza ed altri esperimenti psicologici sono meno indicati e possono piuttosto ingenerare conduzione e insicurezza".

  Infine Papa Benedetto XVI ha affrontato "un problema urgente: il rapporto tra sacerdoti e laici nel compimento della missione della Chiesa". Ringraziando "tutti quei laici che, con la forza viva derivante dal Battesimo, contribuiscono a sostenere la Chiesa", il Papa ha ricordato che: "Proprio perché la testimonianza attiva dei laici è così importante è anche importante che i ruoli specifici dei diversi carismi non siano confusi. La predica nel corso della Santa Messa è un incarico legato al ministero consacrato; laddove sia presente un numero sufficiente di sacerdoti e diaconi, la distribuzione della Comunione è compito loro".

  "Solo il Sacramento dell'ordinazione abilita il beneficiario a parlare ed agire 'in persona Christi'. E questo, miei cari confratelli, è necessario continuare ad imprimerlo con tutta la pazienza e la saggezza possibili, e a trarne le necessarie conseguenze".
AL/.../GERMANIA                                           VIS 20061113 (770)


venerdì 10 novembre 2006

UDIENZE

CITTA' DEL VATICANO, 10 NOV. 2006 (VIS). Questa mattina il Santo Padre ha ricevuto in udienze separate:

- Nove Presuli della Conferenza Episcopale della Repubblica Federale di Germania, in Visita "ad Limina Apostolorum:

    - L'Arcivescovo Hans-Josef Becker, di Paderborn, con gli Ausiliari Vescovo Karl-Heinz Wiesemann, Vescovo Manfred Grothe e Vescovo Matthias König.

    - Il Vescovo Joachim Wanke, di Erfurt, con l'Ausiliare Vescovo Reinhard Hauke.

    - Il Vescovo Heinz Josef Algermissen, di Fulda, con l'Ausiliare Vescovo Karlheinz Diez.

    - Il Vescovo Gerhard Feige, di Magdeburg.

- Gruppo di Presuli della Conferenza Episcopale di Germania al termine della Visita "ad Limina Apostolorum".

  Nel pomeriggio di oggi è in programma che il Santo Padre riceva il Cardinale William Joseph Levada, Prefetto della Congregazione per la Dottrina della Fede.
AL:AP/.../...                                       VIS 20061110 (130)

UDIENZA DEL SANTO PADRE AL PRESIDENTE REPUBBLICA DI CIPRO

CITTA' DEL VATICANO, 10 NOV. 2006 (VIS). La Sala Stampa della Santa Sede ha rilasciato nella tarda mattinata di oggi, il seguente Comunicato:

  "Nella mattinata di oggi, 10 novembre 2006, il Presidente della Repubblica di Cipro, Sua Eccellenza il Signor Tassos Papadopoulos, è stato ricevuto in Udienza dal Santo Padre Benedetto XVI. Successivamente il medesimo Capo di Stato ha reso visita all'Eminentissimo Cardinale Tarcisio Bertone, Segretario di Stato di Sua Santità".

  "I cordiali colloqui hanno permesso uno scambio di informazioni e di opinioni sull'attuale situazione di Cipro e sulle prospettive future, alla luce pure dell'impegno della comunità internazionale, riservando particolare attenzione alle condizioni in cui vivono ed operano le varie comunità cristiane dell'isola e rilevando con soddisfazione la libertà di cui godono i fedeli cattolici".

  "In riferimento all'Europa, ci si è soffermati soprattutto sui temi attinenti l'integrazione del Continente e un dialogo fra le culture e le religioni, che favorisca il reciproco avvicinamento. Non si è mancato, infine, di evocare aspetti della situazione internazionale e, in particolare, l'accoglienza riservata dalla Repubblica di Cipro ai profughi in occasione del recente conflitto in Libano".
OP/PRESIDENTE CIPRO/...                               VIS 20061110 (200)


VISITA VESCOVI SVIZZERI CARATTERIZZATA AFFETTO COLLEGIALE


CITTA' DEL VATICANO, 10 NOV. 2006 (VIS). Di seguito riportiamo il testo del Comunicato, reso pubblico oggi, relativo alla Visita "ad Limina Apostolorum" dei Vescovi Svizzeri, che si sono incontrati con il Santo Padre e con i Capi di alcuni Dicasteri della Curia Romana, nei giorni 7-9 novembre.

  "È stato un incontro caratterizzato da un vero affetto collegiale, durante il quale - in franco dialogo e in spirito di collaborazione - sono stati affrontati alcuni temi riguardanti la vita e la situazione della Chiesa in Svizzera e altrove. Sono stati discussi i seguenti temi:

    - L'unità dei Vescovi tra di loro e con il Successore di Pietro; la collaborazione dei Vescovi.

    - Il Vescovo come Maestro della fede ed i maggiori problemi dottrinali e pastorali nelle diocesi svizzere.

    - La comunione col Vescovo; il ruolo del sacerdote nella parrocchia e nelle unità pastorali; gli assistenti pastorali.

    - I Seminari e le varie Facoltà e Scuole Superiori di Teologia nella missione della Chiesa.

    - Il rinnovamento liturgico e l'osservanza della disciplina.

    - Il Motu Proprio 'Misericordia Dei', per un rilancio della pastorale penitenziale.

    - Le Corporazioni ecclesiastiche di Diritto Pubblico.

    - L'Ecumenismo.

  L'incontro è servito ad una migliore conoscenza vicendevole ed a rafforzare il vincolo dell'unità. Esso, inoltre, ha fatto emergere con chiarezza il desiderio comune dei Vescovi Svizzeri di affrontare le sfide odierne con speranza, con responsabilità e con coraggio, in fiduciosa collaborazione all'azione di Dio in atto nel cuore degli uomini e delle donne".

  L'incontro è terminato con le parole di Sua Eccellenza Monsignor Grab che, a nome dei Confratelli, ha ringraziato il Santo Padre ed i suoi collaboratori per queste giornate, esprimendo speciale gratitudine per i tre interventi di Sua Santità".
.../VESCOVI SVIZZERI/GRAB                           VIS 20061110 (290)


giovedì 9 novembre 2006

UDIENZE

CITTA' DEL VATICANO, 9 NOV. 2006 (VIS). Il Santo Padre ha ricevuto questa mattina in udienze separate quattordici Presuli della Conferenza Episcopale della Repubblica Federale di Germania, in Visita "ad Limina Apostolorum":

    - Il Cardinale Karl Lehmann, Vescovo di Mainz, con gli Ausiliari Vescovo Werner Guballa e Vescovo Ulrich Neymeyr.

    - Il Vescovo Gebhard Fürst, di Rottenburg-Stuttgart, con gli Ausiliari Vescovo Johannes Kreidler e Vescovo Thomas Maria Renz.

    - L'Arcivescovo Werner Thissen, di Hamburg con gli Ausiliari Vescovo Norbert Werbs e Vescovo Hans-Jochen Jaschke.

    - Il Vescovo Norbert Trelle, di Hildesheim, con gli Ausiliari Vescovo Hans-Georg Koitz e Vescovo Nikolaus Schwerdtfeger.

    - Il Vescovo Franz-Josef Hermann Bode, di Osnabrück con l'Ausiliare Vescovo Theodor Kettmann.
AL/.../...                                       VIS 20061109 (120)


MESSAGGIO GIORNATA MONDIALE MIGRANTE E RIFUGIATO 2007


CITTA' DEL VATICANO, 9 NOV. 2006 (VIS). Martedì 14 novembre, alle ore 11:30, presso la Sala Stampa della Santa Sede, avrà luogo la Conferenza Stampa di presentazione del Messaggio del Santo Padre per la 93 Giornata Mondiale del Migrante e del Rifugiato 2007, che si terrà il 14 gennaio 2007, sul tema: "La famiglia migrante".

  Alla Conferenza Stampa interverranno il Cardinale Renato Raffaele Martino, Presidente del Pontificio Consiglio della Pastorale per i Migranti e gli Itineranti e l'Arcivescovo Agostino Marchetto, Segretario del medesimo Dicastero.
OP/GIORNATA MIGRANTE:RIFUGATO/MARTINO               VIS 20061109 (100)


CARDINALE MARTINO: INALIENABILE DIRITTO ALIMENTAZIONE


CITTA' DEL VATICANO, 9 NOV. 2006 (VIS). Questa mattina è stato reso pubblico il testo del discorso pronunciato a Roma, il 4 novembre scorso, dal Cardinale Renato Raffaele Martino, Presidente del Pontificio Consiglio della Giustizia e della Pace, presso la sede dell'Organizzazione delle Nazioni Unite per l'Alimentazione e l'Agricoltura.

  Nel suo intervento pronunciato allo "Special Event" sul diritto umano all'alimentazione, organizzato dalla F.A.O. al termine della 32 Sessione del Comitato Intergovernativo per la Sicurezza Alimentare, il Porporato ha ribadito il carattere fondamentale e inalienabile del diritto all'alimentazione "per ogni individuo e per la sua famiglia".

  "Le nazioni, i governi, il potere economico e tutte le persone di buona volontà" - ha ribadito il Porporato - "hanno il dovere di cercare ogni opportunità per una più equa ripartizione delle risorse che non mancano e per il consumo dei beni; mediante tale condivisione tutti esprimono autentica solidarietà che si fonda sulla conoscenza e sull'apprezzamento della dignità di ogni persona umana".
DELSS/DIRITTO ALIMENTAZIONE/F.A.O.:MARTINO          VIS 20061109 (160)


COOPERAZIONE E VOLONTÀ POLITICA IN FAVORE RIFUGIATI


CITTA' DEL VATICANO, 9 NOV. 2006 (VIS). L'Arcivescovo Celestino Migliore, Osservatore Permanente della Santa Sede presso l'Organizzazione delle Nazioni Unite, è intervenuto ieri a New York alla 61 Sessione dell'Assemblea Generale dell'O.N.U. che prende in esame il Rapporto dell'Alto Commissariato delle Nazioni Unite per i Rifugiati (ACNUR).

  Il Presule ha espresso l'apprezzamento della Santa Sede per l'attività dell'ACNUR che ha sviluppato negli anni "un sistema legislativo adattato alle necessità di una realtà complessa e mutevole per offrire protezione a coloro che ne hanno bisogno" ed ha citato in merito l'adozione della "Conclusione sulle donne e fanciulle a rischio" e la "Conclusione sull'identificazione, prevenzione, riduzione del fenomeno di apolidia e la protezione delle persone apolidi".

  L'Arcivescovo ha ricordato che l'ACNUR  si occupa anche dei Profughi Interni e della "coordinazione e gestione dei campi profughi" ed ha sottolineato che la protezione di questa categoria "ha bisogno non solo di una buona legislazione, ma anche di cooperazione e di volontà politica indispensabili perchè tale legislazione funzioni in maniera adeguata".

  "Purtroppo" - ha rilevato l'Arcivescovo Migliore - "si nota un certo deterioramento del concetto giuridico di asilo, mentre alcuni stati danno la preferenza alla legislazione nazionale o ad accordi bilaterali sulla legislazione internazionale del rifugiato. Inoltre, l'accesso all'asilo è reso più difficile a causa del fenomeno di flussi migratori misti; ed alcuni paesi non riconoscono né promuovono diritti internazionalmente stabiliti nella loro legislazione interna, quali la libertà di movimento, il diritto al lavoro, e il riconoscimento delle qualifiche".

  La scarsità di fondi per i programmi alimentari, sanitari ed educativi dei rifugiati, è un altro dei gravi problemi dell'ACNUR, ha affermato il Nunzio, senza dimenticare alcuni aspetti positivi, come la fine di alcuni conflitti che hanno permesso ai rifugiati di rientrare nei loro paesi. In questi casi "sono necessari aiuti alla fine dei conflitti che garantiscano un ritorno nella sicurezza e nella dignità insieme alla ricostruzione delle infrastrutture sociali ed economiche nazionali".

  "La soluzione duratura del problema dei rifugiati e dei profughi interni" - ha concluso l'Arcivescovo Migliore - "non interesserà solo loro ma avrà, per estensione, effetti positivi sull'intera famiglia umana. Le norme in materia di protezione di persone che vivono situazioni di emergenza devono essere applicate a livello nazionale, regionale ed internazionale".
DELSS/ACNUR/MIGLIORE                           VIS 20061109 (380)


COMUNICATO MANIFESTAZIONE OMOSESSUALE GERUSALEMME

CITTA' DEL VATICANO, 9 NOV. 2006 (VIS). Nel pomeriggio di ieri, la Sala Stampa della Santa Sede ha reso pubblico il seguente Comunicato:

  "Si è appreso con amarezza che per venerdì, 10 novembre 2006, a Gerusalemme, è in programma una delle cosiddette 'manifestazioni dell'orgoglio omosessuale'".

  "Mentre ribadisce quanto affermato dal Catechismo della Chiesa Cattolica circa le persone che presentano tendenze omosessuali profondamente radicate (CCC 2358), la Santa Sede esprime la sua viva disapprovazione per tale iniziativa perché essa costituisce un grave affronto ai sentimenti di milioni di credenti ebrei, musulmani e cristiani, i quali riconoscono il particolare carattere sacro della città di Gerusalemme e chiedono che la loro convinzione sia rispettata".

  "Alla luce di tali elementi e considerando che in precedenti occasioni sono stati sistematicamente offesi i valori religiosi, la Santa Sede nutre la speranza che la questione possa venire sottoposta a doverosa riconsiderazione".

  "Una Nota di uguale tenore è stata presentata dalla Nunziatura Apostolica in Israele a quel Ministero degli Affari Esteri".

  Nella Nota si legge: "La Santa Sede ha ripetuto in numerose occasioni che il diritto alla libertà di espressione, ratificato dalla 'Dichiarazione Universale dei Diritti dell'Uomo', è soggetto a giusti limiti, in particolare quando l'esercizio di tale diritto offende i sentimenti religiosi dei credenti".
OP/MANIFESTAZIONE OMOSESSUALE/GERUSALEMME   VIS 20061109 (210)


ADORAZIONE EUCARISTICA SI DIFFONDA SEMPRE PIÙ


CITTA' DEL VATICANO, 9 NOV. 2006 (VIS). Questa mattina il Santo Padre ha ricevuto i partecipanti all'Assemblea Plenaria del Pontificio Comitato per i Congressi Eucaristici Internazionali.

  Ricordando che è in preparazione il 49° Congresso Eucaristico Internazionale in programma nel giugno 2008 a Québec (Canada), il Papa ha affermato che i Congressi Eucaristici "sono sempre sorgente di rinnovamento spirituale, occasione per meglio far conoscere la Santissima Eucaristia, che è il tesoro più prezioso lasciatoci da Gesù; essi sono pure un incoraggiamento per la Chiesa a diffondere in ogni ambito della società e a testimoniare, senza esitazione, l'amore di Cristo".

  Benedetto XVI ha sottolineato che la presenza di alcuni rappresentanti degli Adoratori dell'Eucaristia dà modo di ricordare "quanto proficua sia la riscoperta da parte di molti cristiani dell'adorazione eucaristica. (...) Quanto bisogno ha l'odierna umanità di riscoprire nel Sacramento eucaristico la fonte della propria speranza!" - ha esclamato il Papa - "Ringrazio il Signore perché molte parrocchie, accanto alla devota celebrazione della Santa Messa, vanno educando i fedeli all'Adorazione eucaristica ed auspico, anche in vista del prossimo Congresso Eucaristico Internazionale, che questa pratica si diffonda sempre più".

  Riferendosi all'Esortazione Apostolica Post-sinodale dedicata all'Eucaristia che "raccoglierà le indicazioni emerse dall'ultimo Sinodo dei Vescovi" dell'ottobre 2005, il Papa ha concluso il suo discorso affermando: "Sono sicuro che questo documento aiuterà la Chiesa a preparare e celebrare con interiore partecipazione il Congresso Eucaristico, che si terrà nel giugno del 2008".
AC/CONGRESSI EUCARISTICI/...                           VIS 20061109 (250)


DISCORSO DEL PAPA AI VESCOVI SVIZZERI

CITTA' DEL VATICANO, 9 NOV. 2006 (VIS). Nel pomeriggio di ieri è stato reso pubblico il testo del discorso del Santo Padre Benedetto XVI ai Presuli della Conferenza dei Vescovi Svizzeri, pronunciato all'inizio dell'Incontro, martedì scorso.

  Dando inizio al suo discorso col tema della fede, il Papa ha affermato che: "Due generazioni fa, essa poteva forse essere ancora presupposta come una cosa naturale: si cresceva nella fede; essa, (...), era semplicemente presente come una parte della vita (...). Oggi appare naturale il contrario, che cioè in fondo non è possibile credere, che di fatto Dio è assente. In ogni caso, la fede della Chiesa sembra una cosa del lontano passato. (...) Perciò credo che sia importante prendere nuovamente coscienza del fatto che la fede è il centro di tutto".

  Ribadendo che "la fede è soprattutto fede in Dio" e che "Questa centralità di Dio deve, secondo me, apparire in modo completamente nuovo in tutto il nostro pensare ed operare", il Papa ha affermato: "È ciò che poi anima anche le attività che, in caso contrario, possono facilmente decadere in attivismo e diventare vuote".

  "Questa forma completa della fede, espressa nel Credo" - ha proseguito il Pontefice - "di una fede in e con la Chiesa come soggetto vivente, nel quale opera il Signore - questa forma di fede dovremmo cercare di mettere veramente al centro delle nostre attività. Lo vediamo anche oggi in modo molto chiaro: lo sviluppo, là dove è stato promosso in modo esclusivo senza nutrire l'anima, reca danni".

  "Se, insieme con l'aiuto a favore dei Paesi in via di sviluppo, insieme con l'apprendimento di tutto ciò che l'uomo è capace di fare, di tutto ciò che la sua intelligenza ha inventato e che la sua volontà rende possibile, non viene contemporaneamente anche illuminata la sua anima e non arriva la forza di Dio, si impara soprattutto a distruggere. E per questo, credo, deve nuovamente farsi forte in noi la responsabilità missionaria: se siamo lieti della nostra fede, ci sentiamo obbligati a parlarne agli altri. Sta poi nelle mani di Dio in che misura gli uomini potranno accoglierla".

  Passando al tema dell'Educazione Cattolica, Benedetto XVI ha affermato: "Una cosa che, penso, causa a tutti noi una 'preoccupazione' nel senso positivo del termine, è il fatto che la formazione teologica dei futuri sacerdoti e degli altri insegnanti ed annunciatori della fede debba essere buona, abbiamo quindi bisogno di buone Facoltà teologiche, di buoni seminari maggiori e di adeguati professori di teologia, che comunichino non soltanto conoscenze, ma formino ad una fede intelligente".

  Il Papa ha sottolineato poi che: "L'unità della Scrittura non è un fatto puramente stoico-critico (...). Questa unità è in definitiva, un fatto teologico: questi scritti sono un'unica Scrittura, comprensibili fino in fondo solo se letti nell''analogia fidei' come unità in cui c'è un progresso verso Cristo e, inversamente, Cristo attira a sé tutta la storia. (...) Mi sta molto a cuore che i teologi imparino a leggere e ad amare la Scrittura (...) e che poi di essa facciano una lettura spirituale (...). Mi sembra un compito molto importante fare qualcosa in questo senso, contribuire affinché accanto, con e nell'esegesi storico-critica sia data veramente un'introduzione alla Scrittura viva come attuale Parola di Dio"

  Successivamente il Papa ha fatto riferimento alla catechesi che "negli ultimi cinquanta anni circa" - ha detto - "da un lato, ha fatto grandi progressi metodologici, dall'altro, però, si è persa molto nell'antropologia e nella ricerca di punti di riferimento, cosicché spesso non si raggiungono neanche più i contenuti della fede. (...) Tuttavia è importante che nella catechesi, (...) la fede continui ad essere pienamente valorizzata. (...) Io penso che noi tutti dobbiamo, come sempre, impegnarci molto per un rinnovamento della catechesi, nella quale sia fondamentale il coraggio di testimoniare la propria fede e di trovare i modi affinché essa sia compresa ed accolta, poiché l'ignoranza religiosa ha raggiunto oggi un livello spaventoso".

  Il tema successivo di cui ha parlato il Papa è stato quello della Liturgia che "non è" - ha detto - "'un'auto-manifestazione' della comunità la quale, come si dice, in essa entra in scena, ma è invece l'uscire della comunità dal semplice 'essere-se-stessi'  e l'accedere al grande banchetto dei poveri, l'entrare nella grande comunità vivente, nella quale Dio stesso ci nutre". Riguardo all'omelia il Papa ha ricordato che: "Bisogna (...) tener conto del fatto che l'omelia non è un'interruzione della Liturgia per una parte discorsiva, ma che essa appartiene all'evento sacramentale, portando la Parola di Dio nel presente di questa comunità".

  "Ciò significa" - ha proseguito il Pontefice - "che l'omelia stessa fa parte del mistero, della celebrazione del mistero, e quindi non può semplicemente essere slegata da esso. Soprattutto, però, ritengo anche importante che il sacerdote non sia ridotto al Sacramento e alla giurisdizione - nella convinzione che tutti gli altri compiti potrebbero essere assunti anche da altri - ma che si conservi l'integrità del suo incarico. Il sacerdozio è una cosa anche bella soltanto se c'è da compiere una missione che è un tutt'uno, dal quale non si può tagliare qua e là qualcosa. E a questa missione appartiene già da sempre - anche nel culto antico-testamentario - il dovere del sacerdote di collegare col sacrificio la Parola che è parte integrante dell'insieme".

  Parlando del sacramento della Penitenza il Papa ha ribadito: "Questo Sacramento lo dobbiamo veramente imparare di nuovo. Già da un punto di vista puramente antropologico è importante, da una parte, riconoscere la colpa e, dall'altra, esercitare il perdono. La diffusa mancanza di una consapevolezza della colpa è un fenomeno preoccupante del nostro tempo. Il dono del sacramento della Penitenza consiste quindi non soltanto nel fatto che riceviamo il perdono, ma anche nel fatto che ci rendiamo conto, innanzitutto, del nostro bisogno di perdono (...) e possiamo poi comprendere anche meglio gli altri e perdonarli".

  In merito al ministero episcopale il Papa ha sottolineato l'importanza "che i Vescovi, come successori degli Apostoli, da una parte portino veramente la responsabilità delle Chiese locali che il Signore ha loro affidate" e "Dall'altra parte" - ha detto - "essi devono aprire le Chiese locali all'universale. Viste le difficoltà che gli Ortodossi hanno con le Chiese autocefale, come anche i problemi dei nostri amici protestanti di fronte alla disgregazione delle Chiese regionali, ci rendiamo conto di quale grande significato abbia l'universalità, quanto sia importante che la Chiesa si apra alla totalità, diventando nell'universalità veramente un'unica Chiesa".

  Infine Papa Benedetto XVI ha toccato il tema dell'ecumenismo insistendo sul compito "di farsi garanti dei valori essenziali, portanti, provenienti da Dio, della nostra società. (...) Io penso che, se impariamo ad agire in questo campo insieme, possiamo realizzare una buona parte di unità anche là dove la piena unità teologica e sacramentale non è ancora possibile".
AC/DISCORSO/VESCOVI SVIZZERI                    VIS 20061109 (1120)


mercoledì 8 novembre 2006

IL MONDO HA URGENTEMENTE BISOGNO DI PACE


CITTA' DEL VATICANO, 8 NOV. 2006 (VIS). Al termine della catechesi dell'Udienza Generale di oggi, il Santo Padre Benedetto XVI ha rivolto alcune parole di saluto ai giovani di diverse nazioni e tradizioni religiose riunitisi ad Assisi (Italia) per commemorare il XX anniversario dell'Incontro Interreligioso di Preghiera per la Pace, convocato da Giovanni Paolo II nel 1986.

  Il Papa ha ringraziato i diversi responsabili religiosi "che hanno permesso ai giovani di partecipare all'Incontro ed il Pontificio Consiglio per il Dialogo Interreligioso che lo ha organizzato".

  "Cari giovani: il nostro mondo ha urgentemente bisogno della pace!" - ha esclamato il Pontefice - "L'Incontro di Assisi ha ribadito il potere della preghiera nell'edificazione della pace. L'autentica preghiera trasforma i cuori, ci apre al dialogo, alla comprensione ed alla riconciliazione, ed abbatte i muri eretti dalla violenza, dall'odio e dalla vendetta. Possiate far ritorno alle vostre comunità religiose come testimoni dello 'spirito di Assisi', messaggeri di quella pace che è un prezioso dono di Dio, e come segni viventi di speranza per il nostro mondo".
AG/PACE/ASSISI                                   VIS 20061108 (180)


GESÙ CRISTO È L'APICE DELLA STORIA SALVIFICA

CITTA' DEL VATICANO, 8 NOV. 2006 (VIS). Nel corso dell'Udienza Generale di questa mattina, tenutasi in Piazza San Pietro con la partecipazione di 15.000 pellegrini, il Santo Padre Benedetto XVI ha proseguito la catechesi sulla figura di San Paolo.

  "Abbiamo visto come l'incontro con Cristo sulla strada di Damasco" - ha spiegato il Papa - "abbia letteralmente rivoluzionato la vita di San Paolo. Cristo divenne la sua ragion d'essere e il motivo profondo di tutto il suo lavoro apostolico. (...) In realtà, Cristo Gesù è l'apice della storia salvifica e quindi il vero punto discriminante anche nel dialogo con le altre religioni".

  "In primo luogo, Paolo ci aiuta a capire il valore assolutamente fondante e insostituibile della fede" - ha proseguito il Pontefice citando le parole dell'Apostolo: "'Abbiamo creduto anche noi in Gesù Cristo per essere giustificati dalla fede in Cristo e non dalle opere della Legge, poiché dalle opere della Legge non verrà mai giustificato nessuno' 'Essere giustificati' significa essere resi giusti, cioè essere accolti dalla giustizia misericordiosa di Dio, ed entrare in comunione con Lui, e di conseguenza poter stabilire un rapporto molto più autentico con tutti i nostri fratelli".

  "Nella luce dell'incontro con Cristo" - ha detto ancora il Papa - Paolo "capì, però, che con questo aveva cercato di costruire se stesso, la sua propria giustizia, e che con tutta questa giustizia era vissuto per se stesso. Capì che un nuovo orientamento della sua vita era assolutamente necessario. (...) Davanti alla croce del Cristo, espressione estrema della sua autodonazione, non c'è nessuno che possa vantare se stesso, la propria giustizia fatta da sé, per sé!".

   "Riflettendo su che cosa voglia dire giustificazione non per le opere ma per la fede, siamo così arrivati alla seconda componente che definisce l'identità cristiana descritta da San Paolo nella propria vita. Identità cristiana che si compone proprio di due elementi: questo non cercarsi da sé, ma riceversi da Cristo e donarsi con Cristo, e così partecipare personalmente alla vicenda di Cristo stesso, fino ad immergersi in Lui e a condividere tanto la sua morte quanto la sua vita".

  "Per Paolo, infatti, non basta dire che i cristiani sono dei battezzati o dei credenti; per lui è altrettanto importante dire che essi sono 'in Cristo Gesù'" - ha concluso il Santo Padre - "Infatti, ciò che noi siamo in quanto cristiani lo dobbiamo soltanto a Lui e alla sua grazia. Poiché niente e nessuno può prendere il suo posto, bisogna dunque che a nient'altro e a nessun altro noi tributiamo l'omaggio che tributiamo a Lui. Nessun idolo deve contaminare il nostro universo spirituale, altrimenti invece di godere della libertà acquisita ricadremmo in una forma di umiliante schiavitù. Dall'altra parte, la nostra radicale appartenenza a Cristo e il fatto che 'siamo in Lui' deve infonderci un atteggiamento di totale fiducia e di immensa gioia"
AG/PAOLO/...                                   VIS 20061108 (490)


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