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Il Vatican Information Service (VIS), istituito nell'ambito della Sala Stampa della Santa Sede, è un bollettino telematico che diffonde notizie relative all'attività magistrale e pastorale del Santo Padre e della Curia Romana...

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lunedì 13 novembre 2006

ALTRI ATTI PONTIFICI

CITTA' DEL VATICANO, 13 NOV. 2006 (VIS). Il Santo Padre ha nominato:

- Il Vescovo Romulo Geolina Valles, finora Vescovo di Kidapawan (Filippine), Arcivescovo di Zamboanaga (superficie: 1.638; popolazione: 668.380; cattolici: 494.601; sacerdoti: 65; religiosi: 128), Filippine. L'Arcivescovo eletto è nato a Maribojoc (Filippine), nel 1951, è stato ordinato sacerdote nel 1976 e Vescovo nel 1997. Succede all'Arcivescovo Carmelo Dominator F. Morelos, del quale il Santo Padre ha accettato la rinuncia al governo pastorale della medesima Arcidiocesi, presentata per raggiunti limiti d'età.

- Il Vescovo Sergio Lasam Utleg, finora Vescovo di Ilagan (Filippine), Vescovo di Laoag (superficie: 3.386; popolazione: 671.000; cattolici: 450.000; sacerdoti: 48; religiosi: 79), Filippine.

- Il Padre José Alejandro Castaño Arbeláez, O.A.R., Vescovo Ausiliare dell'Arcidiocesi di Cali (superficie: 2.504; popolazione: 2.563.177; cattolici: 2.178.700; sacerdoti: 304; religiosi: 999; diaconi permanenti: 18), Colombia. Il Vescovo eletto, finora Parroco del "Sagrado Corazón" in Manizales (Colombia) e Presidente dell'Accademia Colombiana di Storia Ecclesiastica, è nato a La Ceja (Colombia), nel 1945, ha emesso la Professione Solenne nell'Ordine degli Agostiniani Recolletti nel 1967 ed è stato ordinato sacerdote nel 1971.
NER:RE:NEA/.../...                                   VIS 20061113 (190)


UDIENZE

CITTA' DEL VATICANO, 13 NOV. 2006 (VIS). Questa mattina il Santo Padre ha ricevuto in udienze separate:

- L'Arcivescovo Joseph Powathil, di Changanacherry (India).

- Il Signor Gilton Bazillo Chiwaula, Ambasciatore del Malawi in visita di congedo.

- Nove Presuli della Conferenza Episcopale della Repubblica Federale di Germania, in Visita "ad Limina Apostolorum":

    - Il Cardinale Friedrich Wetter, Arcivescovo di München und Freising, con gli Ausiliari Vescovo Engelbert Siebler, Vescovo Bernhard Hasslberger e Vescovo Franz Dietl.

    - Il Vescovo Walter Mixa, di Augsburg, con gli Ausiliari Vescovo Josef Grünwald e Vescovo Anton Losinger.

    - Il Vescovo Wilhelm Schraml, di Passau.

    - Il Vescovo Gerhard Ludwig Müller, di Regensburg.

  Sabato 11 novembre il Santo Padre ha ricevuto in udienze separate:

- Il Cardinale Walter Kasper, Presidente del Pontificio Consiglio per la Promozione dell'Unità dei Cristiani.

- Il Vescovo Franz Kamphaus, di Limburg (Repubblica Federale di Germania), in Visita "ad Limina Apostolorum", con l'Ausiliare Vescovo Gerhard Pieschl.

- Il Signor Francisco Alfredo Salazar Alvarado, Ambasciatore dell'Ecuador, in visita di congedo.

- Il Cardinale Giovanni Battista Re, Prefetto della Congregazione per i Vescovi.
AP:AL/.../...                                       VIS 20061113 (190)


IN BREVE

IL SANTO PADRE HA INDIRIZZATO UN MESSAGGIO AL VESCOVO FRANÇOIS MAUPU, di Verdun (Francia), in occasione del 90° anniversario della Battaglia che ivi ebbe luogo nel 1916 e che fu "un momento buio della storia del Continente", ma anche "uno dei simboli della riconciliazione fra due grandi nazioni europee un tempo nemiche (...) Che i nostri contemporanei, in particolare le giovani generazioni" - scrive il Santo Padre - "traggano tutti gli insegnamenti della storia, e ispirandosi alle radici e ai valori cristiani che hanno largamente contribuito a forgiare l'Europa delle nazioni e l'Europa dei popoli, si adoperino a creare legami di fraternità e di carità, per il bene di tutti e lo sviluppo dei paesi, dedicando speciale attenzione ai più poveri e ai più piccoli".

L'ARCIVESCOVO CELESTINO MIGLIORE, OSSERVATORE PERMANENTE della Santa Sede presso l'Organizzazione delle Nazioni Unite, è intervenuto, il 10 novembre scorso, a New York, al Secondo Comitato della 61 Assemblea Generale dell'O.N.U., sullo sradicamento della 'povertà. "I poveri" - ha affermato il Nunzio Apostolico - "hanno diritto alla giustizia, al lavoro dignitoso, ad adeguata alimentazione, cure sanitarie ed istruzione, secondo quanto enunciato dalla Dichiarazione Universale dei Diritti dell'Uomo. (...) Tuttavia, poiché i poveri sono molte volte, proprio a causa della loro condizione, esclusi dalla società, la loro abilità di garantirsi tali diritti è frequentemente limitata. Il legame fra pace e sviluppo appare oltremodo evidente a coloro che devono confrontarsi con gli ostacoli nella vita dei poveri e che sanno, qualche volta per amara esperienza, che 'lo sviluppo è il nuovo nome della pace'".

ALLA III CONFERENZA DI ESAME DELLA CONVENZIONE SULLA PROIBIZIONE O RESTRIZIONE DELL'USO DI CERTE ARMI CONVENZIONALI (CCW), attualmente in corso a Ginevra (Svizzera), è intervenuto l'Arcivescovo Silvano Maria Tomasi, C.S., Osservatore Permanente presso l'Ufficio delle Nazioni Unite e le Istituzioni Specializzate a Ginevra. "Questa Convenzione" - ha detto il Nunzio Apostolico - "deve conservare il suo carattere dinamico, evolutivo e flessibile. Sarebbe dannoso ed artificiale ridurre tale Convenzione ed i suoi protocolli a ciò che è stato realizzato finora. Ora vengono fabbricate nuove armi. È importante che la riflessione e i negoziati accompagnino la realtà militare al fine di garantire che le nuove armi rispettino i criteri imposti dalla Convenzione e dai suoi protocolli e di esaminare se non sia il caso di negoziare nuovi strumenti laddove gli accordi esistenti non rispondono alle nuove realtà militari".
.../IN BREVE/...                                   VIS 20061113 (400)


RISPETTO IMPEGNO DENUCLEARIZZAZIONE PENISOLA COREANA

CITTA' DEL VATICANO, 13 NOV. 2006 (VIS). Questa mattina, nel ricevere il Signor Kagefumi Ueno, nuovo Ambasciatore del Giappone presso la Santa Sede, in occasione della presentazione delle Lettere Credenziali, il Santo Padre ha affermato che "le ricche tradizioni culturali e spirituali del suo Paese hanno contribuito alla diffusione dei valori umani fondamentali".

  "Il riconoscimento della dimensione spirituale della società" - ha detto ancora Papa Benedetto XVI - "suscitando un autentico dialogo fra le religioni e le culture, non può che promuovere una vita comune fraterna e solidale, che sola permette lo sviluppo integrale dell'uomo".

  "Più che mai la ricerca della pace fra le nazioni deve essere una priorità dei rapporti internazionali" - ha ribadito il Pontefice  - "La violenza non può mai essere una risposta giusta ai problemi delle società, poiché essa distrugge la dignità, la vita e la libertà dell'uomo, che essa pretende di difendere. Per costruire la pace sono importanti le vie di ordine culturale, politico ed economico".

  Il Santo Padre ha invitato il Giappone "a continuare ad adoperarsi risolutamente per contribuire allo instaurarsi di una pace giusta e stabile nel mondo, particolarmente in Estremo Oriente. Di fronte alla crisi nella quale versa attualmente la regione, la Santa Sede incoraggia i negoziati bilaterali o multilaterali, convinta che la soluzione debba essere ricercata con mezzi pacifici e nel rispetto degli impegni presi da tutte le parti presenti per conseguire la denuclearizzazione della penisola coreana".

  Il Santo Padre ha quindi vivamente auspicato che "la comunità internazionale persegua ed intensifichi gli aiuti umanitari alle popolazioni più vulnerabili, in particolare la Corea del Nord, al fine che un'eventuale interruzione non arrechi alle popolazioni civili gravi conseguenze" ed ha sottolineato "il generoso contributo" dato dal Giappone "all'assistenza dei paesi più poveri".

  "È necessario" - ha ribadito il Pontefice - "che i legami di interdipendenza fra i popoli, che si sviluppano sempre più, siano accompagnati da un intenso impegno perché le nefaste conseguenze delle forti disparità che persistono fra paesi sviluppati e paesi in via di sviluppo non si aggravino, ma si trasformino in una autentica solidarietà, stimolando la crescita economica e sociale dei paesi più poveri".

  Infine Papa Benedetto XVI si è rallegrato "per il rispetto di cui gode la Chiesa cattolica in Giappone" e ha salutato calorosamente i Vescovi e tutti i fedeli del Paese, "incoraggiandoli a vivere sempre più fermamente nella comunione della fede e a perseverare nel loro impegno a favore della pace e della riconciliazione fra i popoli della regione, in una collaborazione generosa con i compatrioti".
CD/LETTERE CREDENZIALI/GIAPPONE:UENO               VIS 20061113 (430)


CONVERTIRE MODELLO SVILUPPO GLOBALE LOTTA CONTRO FAME


CITTA' DEL VATICANO, 12 NOV. 2006 (VIS). Alle ore 12:00 di oggi il Santo Padre Benedetto XVI si è affacciato alla finestra del suo studio nel Palazzo Apostolico Vaticano per recitare l'Angelus con le migliaia di fedeli che gremivano Piazza San Pietro, nonostante la pioggia.

  Il Santo Padre ha ricordato che "Oggi si celebra in Italia l'annuale Giornata del Ringraziamento, che ha per tema: 'La terra: un dono per l'intera famiglia umana'" ed ha affermato: "Nelle nostre famiglie cristiane si insegna ai piccoli a ringraziare sempre il Signore, prima di prendere il cibo, con una breve preghiera e il segno della croce. Questa consuetudine va conservata o riscoperta, perché educa a non dare per scontato il 'pane quotidiano', ma a riconoscere in esso un dono della Provvidenza".

  "Dovremmo abituarci a benedire il Creatore per ogni cosa (...).  Ai suoi discepoli Gesù ha insegnato a pregare chiedendo al Padre celeste non il 'mio', ma il 'nostro' pane quotidiano. Ha voluto così che ogni uomo si senta corresponsabile dei suoi fratelli, perché a nessuno manchi il necessario per vivere. I prodotti della terra sono un dono destinato da Dio 'per l'intera famiglia umana'".

  Al riguardo Benedetto XVI ha affermato: "E qui tocchiamo un punto molto dolente: il dramma della fame che, malgrado anche di recente sia stato affrontato nelle più alte sedi istituzionali, come le Nazioni Unite e in particolare la F.A.O., rimane sempre molto grave. L'ultimo Rapporto annuale della F.A.O. ha confermato quanto la Chiesa sa molto bene dall'esperienza diretta delle comunità e dei missionari: che cioè oltre 800 milioni di persone vivono in stato di sottoalimentazione e troppe persone, specialmente bambini, muoiono di fame".

  "Come far fronte a questa situazione che, pur denunciata ripetutamente, non accenna a risolversi, anzi, per certi versi si va aggravando?" - si è chiesto il Pontefice - "Certamente occorre eliminare le cause strutturali legate al sistema di governo dell'economia mondiale, che destina le maggior parte delle risorse del pianeta a una minoranza della popolazione. Tale ingiustizia è stata stigmatizzata in diverse occasioni dai venerati miei Predecessori, i Servi di Dio Paolo VI e Giovanni Paolo II. Per incidere su larga scala è necessario 'convertire' il modello di sviluppo globale; lo richiedono ormai non solo lo scandalo della fame, ma anche le emergenze ambientali ed energetiche. Tuttavia, ogni persona e ogni famiglia può e deve fare qualcosa per alleviare la fame nel mondo adottando uno stile di vita e di consumo compatibile con la salvaguardia del creato e con criteri di giustizia verso chi coltiva la terra in ogni Paese".

  Il Santo Padre ha concluso le sue riflessioni sottolineando che "L'odierna Giornata del Ringraziamento ci invita, da una parte, a rendere grazie a Dio per i frutti del lavoro agricolo; dall'altra, ci incoraggia a impegnarci concretamente per sconfiggere il flagello della fame. Ci aiuti la Vergine Maria ad essere riconoscenti per i benefici della Provvidenza e a promuovere in ogni parte del globo la giustizia e la solidarietà".
ANG/FAME/...                                   VIS 20061113 (500)


ESSERE CON DIO CI FA SPERIMENTARE GRANDEZZA CRISTIANESIMO


CITTA' DEL VATICANO, 11 NOV. 2006 (VIS). A conclusione dell'Incontro dei Presuli della Conferenza Episcopale della Svizzera con il Papa e con i Capi di alcuni Dicasteri della Curia Romana, il Santo Padre Benedetto XVI ha pronunciato, nel pomeriggio del 9 novembre, un discorso reso pubblico oggi.

  "Non dovremmo permettere" - ha affermato il Papa - "che la nostra fede sia resa vana dalle troppe discussioni su molteplici particolari meno importanti, ma aver invece sempre sotto gli occhi in primo luogo la sua grandezza. (...) Perciò ritengo cosa fondamentale mettere sempre di nuovo in rilievo la grandezza della nostra fede - un impegno dal quale non dobbiamo permettere che ci distolgano simili situazioni. (...) È importante soprattutto curare il rapporto personale con Dio, con quel Dio che si è mostrato a noi in Cristo".

  "Dio è 'Spiritus creator', è 'Logos', è ragione. E per questo la nostra fede è una cosa che ha da fare con la ragione, può essere trasmessa mediante la ragione e non deve nascondersi davanti alla ragione, neanche a quella del nostro tempo. (...) Questa ragione, invece, ha un cuore, tanto da poter rinunciare alla propria immensità e farsi carne. E solo in ciò sta, secondo me, l'ultima e vera grandezza della nostra concezione di Dio. Sappiamo: Dio non è un'ipotesi filosofica, non è qualcosa che forse esiste, ma noi Lo conosciamo ed Egli conosce noi. E possiamo conoscerLo sempre meglio, se rimaniamo in colloquio con Lui".

  "Per questo" - ha ribadito il Santo Padre - "è un compito fondamentale della pastorale, insegnare a pregare ed impararlo personalmente sempre di più. Esistono oggi scuole di preghiera, i gruppi di preghiera; si vede che la gente lo desidera. (...) Dobbiamo moltiplicare tali scuole di preghiera, del pregare insieme, dove si può imparare la preghiera personale in tutte le sue dimensioni".

  "Questo intimo essere con Dio e quindi l'esperienza della presenza di Dio è ciò che sempre di nuovo ci fa, per così dire, sperimentare la grandezza del cristianesimo e ci aiuta poi anche ad attraversare tutte le piccolezze, tra le quali, certamente, esso deve poi essere vissuto e - giorno per giorno, soffrendo ed amando, nella gioia e nella tristezza - essere realizzato".

  Secondo tema di riflessione del Santo Padre è stato la morale ed in merito il Papa ha detto: "Sento spesso dire che una nostalgia di Dio, di spiritualità, di religione esiste oggi nelle persone e che si ricomincia anche a vedere nella Chiesa una possibile interlocutrice, dalla quale, a questo riguardo, è possibile ricevere qualcosa. (...) Cresce nuovamente la consapevolezza: la Chiesa è una grande portatrice di esperienza spirituale (...). Quello che invece risulta molto difficile alla gente è la morale che la Chiesa proclama. Su questo ho riflettuto - ci rifletto già da molto tempo - e vedo sempre più chiaramente che, nella nostra epoca, la morale si è come divisa in due parti. La società moderna non è semplicemente senza morale, ma ha, per così dire, 'scoperto' e rivendica un'altra parte della morale che, nell'annuncio della Chiesa negli ultimi decenni e anche di più, forse non è stata abbastanza proposta. Sono i grandi temi della pace, della non violenza, della giustizia per tutti, della sollecitudine per i poveri e del rispetto della creazione".

  "Questo" - ha proseguito il Pontefice - "è diventato un insieme etico che, proprio come forza politica, ha un grande potere e costituisce per molti la sostituzione o la successione della religione. In luogo della religione, che è vista come metafisica e cosa dell'al di là - forse anche come cosa individualistica - entrano i grandi temi morali come l'essenziale che poi conferisce all'uomo dignità e lo impegna".

  "L'altra parte della morale, che non di rado viene colta in modo assai controverso dalla politica, riguarda la vita. Fa parte di essa l'impegno per la vita, dalla concezione fino alla morte, cioè la sua difesa contro l'aborto, contro l'eutanasia, contro la manipolazione e contro l'auto-legittimazione dell'uomo a disporre della vita. Spesso si cerca di giustificare questi interventi con gli scopi apparentemente grandi di poter con ciò essere utili alle generazioni future e così appare addirittura come cosa morale anche il prendere nelle proprie mani la vita stessa dell'uomo e manipolarla".

  "In questo contesto si pone poi anche la morale del matrimonio e della famiglia. Il matrimonio viene, per così dire, sempre di più emarginato. Conosciamo l'esempio di alcuni Paesi, dove è stata fatta una modifica legislativa, secondo la quale il matrimonio adesso non è più definito come legame tra uomo e donna, ma come un legame tra persone; con ciò ovviamente è distrutta l'idea di fondo e la società, a partire dalle sue radici, diventa una cosa totalmente diversa".

  "La consapevolezza che sessualità, eros e matrimonio come unione tra uomo e donna vanno insieme - 'I due saranno una sola carne', dice la 'Genesi' - questa consapevolezza s'attenua sempre di più; ogni genere di legame sembra assolutamente normale - il tutto presentato come una specie di moralità della non-discriminazione e un modo di libertà dovuta all'uomo. Con ciò, naturalmente, l'indissolubilità del matrimonio è diventata un'idea quasi utopica che, proprio anche in molte persone della vita pubblica, appare smentita. Cosi anche la famiglia si disfa progressivamente. Certo, per il problema della diminuzione impressionante del tasso di natalità esistono molteplici spiegazioni, ma sicuramente ha in ciò un ruolo decisivo anche il fatto che si vuole avere la vita per se stessi, che ci si fida poco del futuro e che, appunto, si ritiene quasi non più realizzabile la famiglia come comunità durevole, nella quale può poi crescere la generazione futura".

  "In questi ambiti, dunque, il nostro annuncio si scontra con una consapevolezza contraria della società, per cosi dire, con una specie di antimoralità che si appoggia su di una concezione della libertà vista come facoltà di scegliere autonomamente senza orientamenti predefiniti, come non-discriminazione, quindi come approvazione di ogni tipo di possibilità, ponendosi così in modo autonomo come eticamente corretto".

  "Ma l'altra consapevolezza non è scomparsa. Essa esiste, e io penso che noi dobbiamo impegnarci per ricollegare queste due parti della moralità e rendere evidente che esse vanno inseparabilmente unite tra loro. (...) Penso che in ciò abbiamo davanti un grande compito: da una parte, non far apparire il cristianesimo come semplice moralismo, ma come dono nel quale ci è dato l'amore che ci sostiene e ci fornisce poi la forza necessaria per saper 'perdere la propria vita'; dall'altra, in questo contesto di amore donato, progredire anche verso le concretizzazioni, per le quali il fondamento ci è sempre offerto dal Decalogo che, con Cristo e con la Chiesa, dobbiamo leggere in questo tempo in modo progressivo e nuovo".
AC/VESCOVI SVIZZERI/...                             VIS 20061113 (1120)


PROGRAMMA VIAGGIO APOSTOLICO DEL PAPA IN TURCHIA

CITTA' DEL VATICANO, 11 NOV. 2006 (VIS). Oggi è stato reso pubblico il programma del Viaggio Apostolico del Papa in Turchia, in programma dal 28 novembre al 1° dicembre prossimo.

  La partenza del Santo Padre dall'aeroporto romano di Fiumicino è prevista alle ore 9:00 di martedì 28 novembre e, l'arrivo all'aeroporto internazionale Esemboga di Ankara, alle ore 13:00. Alla visita del Papa al Mausoleo di Atatürk seguirà la cerimonia di benvenuto. Dopo la visita di cortesia al Presidente della Repubblica, Benedetto XVI avrà un incontro con il Vice Primo Ministro, con il Presidente per gli Affari Religiosi e con il Corpo Diplomatico.

  Mercoledì 29 novembre, ad Efeso, Benedetto XVI celebrerà la Santa Messa e nel pomeriggio si dirigerà a Istanbul dove è in programma una visita di preghiera alla Chiesa Patriarcale di San Giorgio ed un Incontro privato con Sua Santità Bartolomeo I, Patriarca Ecumenico di Costantinopoli.

  Il giorno seguente, giovedì 30 novembre, il Papa parteciperà ad una Divina Liturgia nella Chiesa Patriarcale di San Giorgio dove Benedetto XVI pronuncerà un discorso e apporrà la firma ad una Dichiarazione Congiunta con Sua Santità Bartolomeo I. Successivamente il Santo Padre si recherà in visita al Museo di Santa Sofia e alla Cattedrale Armena Apostolica, visita seguita da un incontro con Sua Beatitudine il Patriarca Mesrob II.

  Lo stesso giorno è in programma un Incontro con il Metropolita Siro-Ortodosso e con il Gran Rabbino della Turchia ed in serata è previsto un incontro e una cena con i Membri della Conferenza Episcopale Cattolica.

  Venerdì 1° dicembre, il Papa celebrerà la Santa Messa nella Cattedrale dello Spirito Santo di Istanbul al termine della quale si recherà all'aeroporto. Al termine della cerimonia di congedo, alle 13:15, il Santo Padre ripartirà alla volta di Roma dove l'arrivo è previsto alle 14:45.
BXVI-PROGRAMMA/VIAGGIO TURCHIA/...                   VIS 20061113 (300)


COMUNICARE CONTENUTI DELLA RIVELAZIONE DI GESÙ


CITTA' DEL VATICANO, 11 NOV. 2006 (VIS). Questa mattina il Santo Padre Benedetto XVI ha ricevuto i Membri della "Fondazione Sacra Famiglia di Nazareth", istituzione educativa creata nel 1946 dal Cardinale Domenica Tardini ed attualmente presieduta dal Cardinale Achille Silvestrini, Prefetto emerito della Congregazione per le Chiese Orientali.

  Il Santo Padre ha ricordato che Villa Nazareth, che celebra il 60° anniversario di istituzione, "si propone di valorizzare l'intelligenza dei suoi alunni nel rispetto della libertà della persona, orientata a vedere nel servizio degli altri l'autentica espressione dell'amore cristiano. Villa Nazareth vuole formare i suoi giovani al coraggio delle decisioni, in un atteggiamento di apertura al dialogo, con riferimento alla ragione purificata nel crogiuolo della fede. (...) La fede scruta l'invisibile ed è perciò amica della ragione che si pone gli interrogativi essenziali da cui attende senso il nostro cammino quaggiù".

  Successivamente il Papa ha fatto riferimento alla "'diaconia' che la cultura cristiana può svolgere nell'aiutare le persone in ricerca a scoprire Colui che è nascosto nelle pagine della Bibbia come nelle vicende della vita di ciascuno. Ma non si deve dimenticare che il Signore si dice 'sfamato, dissetato, ospitato, vestito, visitato' in ogni persona bisognosa. (...) Nessuna cultura può essere contenta di se stessa finché non scopre che deve farsi attenta alle necessità reali e profonde dell'uomo, di ogni uomo".

  "I contenuti della rivelazione di Gesù sono concreti ed un intellettuale cristianamente ispirato deve sempre essere pronto a comunicarli quando dialoga con coloro che sono alla ricerca di soluzioni capaci di migliorare l'esistenza e di rispondere all'inquietudine che assilla ogni cuore umano. Occorre mostrare soprattutto la corrispondenza profonda che esiste tra le istanze che emergono dalla riflessione sulle vicende umane e il 'Logos' divino che 'si è fatto carne' ed è venuto 'ad abitare in mezzo a noi'. Si crea così una convergenza feconda tra i postulati della ragione e le risposte della Rivelazione e proprio di qui scaturisce una luce che illumina la strada su cui orientare il proprio impegno".
AC/DIACONIA CULTURA/VILLA NAZARETH                   VIS 20061113 (340)


SECOLARIZZAZIONE SFIDA PER LA CHIESA IN GERMANIA

CITTA' DEL VATICANO, 11 NOV. 2006 (VIS). Nel discorso rivolto ieri al primo gruppo di Presuli della Conferenza Episcopale della Germania, il Santo Padre ha sottolineato che la secolarizzazione della società è "una sfida provvidenziale" da affrontare coraggiosamente.

  "La Repubblica Federale di Germania" - ha detto Benedetto XVI - "condivide con tutto il mondo occidentale la situazione di una cultura dominata dalla secolarizzazione, nella quale Dio tende a scomparire sempre più dalla coscienza pubblica, l'unicità dell'immagine di Cristo sbiadisce e i valori formati alla tradizione ecclesiale perdono sempre più efficacia".

  "Non pochi sono stati colti per questo dallo scoraggiamento e dalla rassegnazione, atteggiamenti, questi, che impediscono la testimonianza del Vangelo di Cristo che libera e salva". Di conseguenza il Papa si è posto la domanda: "Ma il Cristianesimo non è forse, alla fine, una proposta tra tante alla stimolazione del senso? (...) Al tempo stesso, però, di fronte alla fragilità e alla caducità della maggior parte di queste offerte, molti tornano ad interrogare e a guardare con speranza al messaggio cristiano e si aspettano da noi risposte convincenti".

  Riferendosi ai rapporti con i tanti musulmani che vivono in Germania, il Papa ha rilevato che: "Proprio loro, che con tanta serietà rimangono attaccati alle loro convinzioni ed ai loro riti, hanno il diritto alla nostra umile e determinata testimonianza di Gesù Cristo. Per rendere questa testimonianza in maniera credibile, ovviamente, è necessario un grande impegno. Per questo" - ha soggiunto il Pontefice - "sarebbe necessario che in quei luoghi in cui esiste una numerosa popolazione musulmana, siano a disposizione interlocutori cattolici con le indispensabili conoscenze linguistiche e di storia religiosa, che li mettano in grado di affrontare un dialogo con i musulmani. È chiaro che un tale dialogo presuppone, innanzitutto, una profonda conoscenza della propria fede cattolica".

  Successivamente il Papa, affrontando l'argomento dell'insegnamento della religione, delle scuole cattoliche e della formazione dei cattolici adulti, ha affermato che i "'curricula' per l'insegnamento della religione, (...) devono essere orientati al Catechismo della Chiesa cattolica, affinché nell'intero percorso scolastico possa essere trasmessa l'interezza della fede e della vita della Chiesa" ed ha sottolineato: "Nelle scuole cattoliche, poi, è fondamentale che l'introduzione nella visione cattolica del mondo e nella pratica della fede, nonché la formazione unitaria della personalità non siano trasmesse soltanto nel corso della lezione di religione, ma in maniera convincente nell'intera quotidianità scolastica, non ultimo mediante la testimonianza personale degli insegnanti". In merito alle molteplici istituzioni ed attività nell'ambito della formazione adulta, il Santo Padre ha segnalato che: "Un'attenzione speciale andrebbe riservata alla scelta degli argomenti e dei relatori, affinché i contenuti centrali della fede e del modo di vita cristiano non scivolino in secondo piano rispetto alle questioni attuali o marginali che sono in primo piano".

  "La fedeltà al 'depositum fidei', come presentato dal Magistero della Chiesa, rappresenta il presupposto imprescindibile per una ricerca ed un insegnamento teologici seri".

  A proposito della formazione nei seminari, il Santo Padre ha ricordato che: "Il Concilio Vaticano II ha emesso, nel decreto 'Optatam totius', norme importanti che purtroppo non sono ancora del tutto applicate. Ciò vale soprattutto per l'istituzione del cosiddetto corso d'introduzione prima dell'inizio vero e proprio dello studio.  In considerazione del numero crescente di interessati e candidati che non vengono più da un ambiente tradizionale cattolico, un tale anno introduttivo è assolutamente necessario. Al di là di questo, lo studente potrà in questo anno chiarire maggiormente la sua vocazione al sacerdozio. D'altro canto, le persone responsabili della formazione dei sacerdoti avranno la possibilità di farsi un'idea dei candidati, della loro maturità umana e della loro vita di fede. Per contro, i dinamismi di gruppo del gioco delle parti, i gruppi di auto-esperienza ed altri esperimenti psicologici sono meno indicati e possono piuttosto ingenerare conduzione e insicurezza".

  Infine Papa Benedetto XVI ha affrontato "un problema urgente: il rapporto tra sacerdoti e laici nel compimento della missione della Chiesa". Ringraziando "tutti quei laici che, con la forza viva derivante dal Battesimo, contribuiscono a sostenere la Chiesa", il Papa ha ricordato che: "Proprio perché la testimonianza attiva dei laici è così importante è anche importante che i ruoli specifici dei diversi carismi non siano confusi. La predica nel corso della Santa Messa è un incarico legato al ministero consacrato; laddove sia presente un numero sufficiente di sacerdoti e diaconi, la distribuzione della Comunione è compito loro".

  "Solo il Sacramento dell'ordinazione abilita il beneficiario a parlare ed agire 'in persona Christi'. E questo, miei cari confratelli, è necessario continuare ad imprimerlo con tutta la pazienza e la saggezza possibili, e a trarne le necessarie conseguenze".
AL/.../GERMANIA                                           VIS 20061113 (770)


venerdì 10 novembre 2006

UDIENZE

CITTA' DEL VATICANO, 10 NOV. 2006 (VIS). Questa mattina il Santo Padre ha ricevuto in udienze separate:

- Nove Presuli della Conferenza Episcopale della Repubblica Federale di Germania, in Visita "ad Limina Apostolorum:

    - L'Arcivescovo Hans-Josef Becker, di Paderborn, con gli Ausiliari Vescovo Karl-Heinz Wiesemann, Vescovo Manfred Grothe e Vescovo Matthias König.

    - Il Vescovo Joachim Wanke, di Erfurt, con l'Ausiliare Vescovo Reinhard Hauke.

    - Il Vescovo Heinz Josef Algermissen, di Fulda, con l'Ausiliare Vescovo Karlheinz Diez.

    - Il Vescovo Gerhard Feige, di Magdeburg.

- Gruppo di Presuli della Conferenza Episcopale di Germania al termine della Visita "ad Limina Apostolorum".

  Nel pomeriggio di oggi è in programma che il Santo Padre riceva il Cardinale William Joseph Levada, Prefetto della Congregazione per la Dottrina della Fede.
AL:AP/.../...                                       VIS 20061110 (130)

UDIENZA DEL SANTO PADRE AL PRESIDENTE REPUBBLICA DI CIPRO

CITTA' DEL VATICANO, 10 NOV. 2006 (VIS). La Sala Stampa della Santa Sede ha rilasciato nella tarda mattinata di oggi, il seguente Comunicato:

  "Nella mattinata di oggi, 10 novembre 2006, il Presidente della Repubblica di Cipro, Sua Eccellenza il Signor Tassos Papadopoulos, è stato ricevuto in Udienza dal Santo Padre Benedetto XVI. Successivamente il medesimo Capo di Stato ha reso visita all'Eminentissimo Cardinale Tarcisio Bertone, Segretario di Stato di Sua Santità".

  "I cordiali colloqui hanno permesso uno scambio di informazioni e di opinioni sull'attuale situazione di Cipro e sulle prospettive future, alla luce pure dell'impegno della comunità internazionale, riservando particolare attenzione alle condizioni in cui vivono ed operano le varie comunità cristiane dell'isola e rilevando con soddisfazione la libertà di cui godono i fedeli cattolici".

  "In riferimento all'Europa, ci si è soffermati soprattutto sui temi attinenti l'integrazione del Continente e un dialogo fra le culture e le religioni, che favorisca il reciproco avvicinamento. Non si è mancato, infine, di evocare aspetti della situazione internazionale e, in particolare, l'accoglienza riservata dalla Repubblica di Cipro ai profughi in occasione del recente conflitto in Libano".
OP/PRESIDENTE CIPRO/...                               VIS 20061110 (200)


VISITA VESCOVI SVIZZERI CARATTERIZZATA AFFETTO COLLEGIALE


CITTA' DEL VATICANO, 10 NOV. 2006 (VIS). Di seguito riportiamo il testo del Comunicato, reso pubblico oggi, relativo alla Visita "ad Limina Apostolorum" dei Vescovi Svizzeri, che si sono incontrati con il Santo Padre e con i Capi di alcuni Dicasteri della Curia Romana, nei giorni 7-9 novembre.

  "È stato un incontro caratterizzato da un vero affetto collegiale, durante il quale - in franco dialogo e in spirito di collaborazione - sono stati affrontati alcuni temi riguardanti la vita e la situazione della Chiesa in Svizzera e altrove. Sono stati discussi i seguenti temi:

    - L'unità dei Vescovi tra di loro e con il Successore di Pietro; la collaborazione dei Vescovi.

    - Il Vescovo come Maestro della fede ed i maggiori problemi dottrinali e pastorali nelle diocesi svizzere.

    - La comunione col Vescovo; il ruolo del sacerdote nella parrocchia e nelle unità pastorali; gli assistenti pastorali.

    - I Seminari e le varie Facoltà e Scuole Superiori di Teologia nella missione della Chiesa.

    - Il rinnovamento liturgico e l'osservanza della disciplina.

    - Il Motu Proprio 'Misericordia Dei', per un rilancio della pastorale penitenziale.

    - Le Corporazioni ecclesiastiche di Diritto Pubblico.

    - L'Ecumenismo.

  L'incontro è servito ad una migliore conoscenza vicendevole ed a rafforzare il vincolo dell'unità. Esso, inoltre, ha fatto emergere con chiarezza il desiderio comune dei Vescovi Svizzeri di affrontare le sfide odierne con speranza, con responsabilità e con coraggio, in fiduciosa collaborazione all'azione di Dio in atto nel cuore degli uomini e delle donne".

  L'incontro è terminato con le parole di Sua Eccellenza Monsignor Grab che, a nome dei Confratelli, ha ringraziato il Santo Padre ed i suoi collaboratori per queste giornate, esprimendo speciale gratitudine per i tre interventi di Sua Santità".
.../VESCOVI SVIZZERI/GRAB                           VIS 20061110 (290)


giovedì 9 novembre 2006

UDIENZE

CITTA' DEL VATICANO, 9 NOV. 2006 (VIS). Il Santo Padre ha ricevuto questa mattina in udienze separate quattordici Presuli della Conferenza Episcopale della Repubblica Federale di Germania, in Visita "ad Limina Apostolorum":

    - Il Cardinale Karl Lehmann, Vescovo di Mainz, con gli Ausiliari Vescovo Werner Guballa e Vescovo Ulrich Neymeyr.

    - Il Vescovo Gebhard Fürst, di Rottenburg-Stuttgart, con gli Ausiliari Vescovo Johannes Kreidler e Vescovo Thomas Maria Renz.

    - L'Arcivescovo Werner Thissen, di Hamburg con gli Ausiliari Vescovo Norbert Werbs e Vescovo Hans-Jochen Jaschke.

    - Il Vescovo Norbert Trelle, di Hildesheim, con gli Ausiliari Vescovo Hans-Georg Koitz e Vescovo Nikolaus Schwerdtfeger.

    - Il Vescovo Franz-Josef Hermann Bode, di Osnabrück con l'Ausiliare Vescovo Theodor Kettmann.
AL/.../...                                       VIS 20061109 (120)


MESSAGGIO GIORNATA MONDIALE MIGRANTE E RIFUGIATO 2007


CITTA' DEL VATICANO, 9 NOV. 2006 (VIS). Martedì 14 novembre, alle ore 11:30, presso la Sala Stampa della Santa Sede, avrà luogo la Conferenza Stampa di presentazione del Messaggio del Santo Padre per la 93 Giornata Mondiale del Migrante e del Rifugiato 2007, che si terrà il 14 gennaio 2007, sul tema: "La famiglia migrante".

  Alla Conferenza Stampa interverranno il Cardinale Renato Raffaele Martino, Presidente del Pontificio Consiglio della Pastorale per i Migranti e gli Itineranti e l'Arcivescovo Agostino Marchetto, Segretario del medesimo Dicastero.
OP/GIORNATA MIGRANTE:RIFUGATO/MARTINO               VIS 20061109 (100)


CARDINALE MARTINO: INALIENABILE DIRITTO ALIMENTAZIONE


CITTA' DEL VATICANO, 9 NOV. 2006 (VIS). Questa mattina è stato reso pubblico il testo del discorso pronunciato a Roma, il 4 novembre scorso, dal Cardinale Renato Raffaele Martino, Presidente del Pontificio Consiglio della Giustizia e della Pace, presso la sede dell'Organizzazione delle Nazioni Unite per l'Alimentazione e l'Agricoltura.

  Nel suo intervento pronunciato allo "Special Event" sul diritto umano all'alimentazione, organizzato dalla F.A.O. al termine della 32 Sessione del Comitato Intergovernativo per la Sicurezza Alimentare, il Porporato ha ribadito il carattere fondamentale e inalienabile del diritto all'alimentazione "per ogni individuo e per la sua famiglia".

  "Le nazioni, i governi, il potere economico e tutte le persone di buona volontà" - ha ribadito il Porporato - "hanno il dovere di cercare ogni opportunità per una più equa ripartizione delle risorse che non mancano e per il consumo dei beni; mediante tale condivisione tutti esprimono autentica solidarietà che si fonda sulla conoscenza e sull'apprezzamento della dignità di ogni persona umana".
DELSS/DIRITTO ALIMENTAZIONE/F.A.O.:MARTINO          VIS 20061109 (160)


COOPERAZIONE E VOLONTÀ POLITICA IN FAVORE RIFUGIATI


CITTA' DEL VATICANO, 9 NOV. 2006 (VIS). L'Arcivescovo Celestino Migliore, Osservatore Permanente della Santa Sede presso l'Organizzazione delle Nazioni Unite, è intervenuto ieri a New York alla 61 Sessione dell'Assemblea Generale dell'O.N.U. che prende in esame il Rapporto dell'Alto Commissariato delle Nazioni Unite per i Rifugiati (ACNUR).

  Il Presule ha espresso l'apprezzamento della Santa Sede per l'attività dell'ACNUR che ha sviluppato negli anni "un sistema legislativo adattato alle necessità di una realtà complessa e mutevole per offrire protezione a coloro che ne hanno bisogno" ed ha citato in merito l'adozione della "Conclusione sulle donne e fanciulle a rischio" e la "Conclusione sull'identificazione, prevenzione, riduzione del fenomeno di apolidia e la protezione delle persone apolidi".

  L'Arcivescovo ha ricordato che l'ACNUR  si occupa anche dei Profughi Interni e della "coordinazione e gestione dei campi profughi" ed ha sottolineato che la protezione di questa categoria "ha bisogno non solo di una buona legislazione, ma anche di cooperazione e di volontà politica indispensabili perchè tale legislazione funzioni in maniera adeguata".

  "Purtroppo" - ha rilevato l'Arcivescovo Migliore - "si nota un certo deterioramento del concetto giuridico di asilo, mentre alcuni stati danno la preferenza alla legislazione nazionale o ad accordi bilaterali sulla legislazione internazionale del rifugiato. Inoltre, l'accesso all'asilo è reso più difficile a causa del fenomeno di flussi migratori misti; ed alcuni paesi non riconoscono né promuovono diritti internazionalmente stabiliti nella loro legislazione interna, quali la libertà di movimento, il diritto al lavoro, e il riconoscimento delle qualifiche".

  La scarsità di fondi per i programmi alimentari, sanitari ed educativi dei rifugiati, è un altro dei gravi problemi dell'ACNUR, ha affermato il Nunzio, senza dimenticare alcuni aspetti positivi, come la fine di alcuni conflitti che hanno permesso ai rifugiati di rientrare nei loro paesi. In questi casi "sono necessari aiuti alla fine dei conflitti che garantiscano un ritorno nella sicurezza e nella dignità insieme alla ricostruzione delle infrastrutture sociali ed economiche nazionali".

  "La soluzione duratura del problema dei rifugiati e dei profughi interni" - ha concluso l'Arcivescovo Migliore - "non interesserà solo loro ma avrà, per estensione, effetti positivi sull'intera famiglia umana. Le norme in materia di protezione di persone che vivono situazioni di emergenza devono essere applicate a livello nazionale, regionale ed internazionale".
DELSS/ACNUR/MIGLIORE                           VIS 20061109 (380)


COMUNICATO MANIFESTAZIONE OMOSESSUALE GERUSALEMME

CITTA' DEL VATICANO, 9 NOV. 2006 (VIS). Nel pomeriggio di ieri, la Sala Stampa della Santa Sede ha reso pubblico il seguente Comunicato:

  "Si è appreso con amarezza che per venerdì, 10 novembre 2006, a Gerusalemme, è in programma una delle cosiddette 'manifestazioni dell'orgoglio omosessuale'".

  "Mentre ribadisce quanto affermato dal Catechismo della Chiesa Cattolica circa le persone che presentano tendenze omosessuali profondamente radicate (CCC 2358), la Santa Sede esprime la sua viva disapprovazione per tale iniziativa perché essa costituisce un grave affronto ai sentimenti di milioni di credenti ebrei, musulmani e cristiani, i quali riconoscono il particolare carattere sacro della città di Gerusalemme e chiedono che la loro convinzione sia rispettata".

  "Alla luce di tali elementi e considerando che in precedenti occasioni sono stati sistematicamente offesi i valori religiosi, la Santa Sede nutre la speranza che la questione possa venire sottoposta a doverosa riconsiderazione".

  "Una Nota di uguale tenore è stata presentata dalla Nunziatura Apostolica in Israele a quel Ministero degli Affari Esteri".

  Nella Nota si legge: "La Santa Sede ha ripetuto in numerose occasioni che il diritto alla libertà di espressione, ratificato dalla 'Dichiarazione Universale dei Diritti dell'Uomo', è soggetto a giusti limiti, in particolare quando l'esercizio di tale diritto offende i sentimenti religiosi dei credenti".
OP/MANIFESTAZIONE OMOSESSUALE/GERUSALEMME   VIS 20061109 (210)


ADORAZIONE EUCARISTICA SI DIFFONDA SEMPRE PIÙ


CITTA' DEL VATICANO, 9 NOV. 2006 (VIS). Questa mattina il Santo Padre ha ricevuto i partecipanti all'Assemblea Plenaria del Pontificio Comitato per i Congressi Eucaristici Internazionali.

  Ricordando che è in preparazione il 49° Congresso Eucaristico Internazionale in programma nel giugno 2008 a Québec (Canada), il Papa ha affermato che i Congressi Eucaristici "sono sempre sorgente di rinnovamento spirituale, occasione per meglio far conoscere la Santissima Eucaristia, che è il tesoro più prezioso lasciatoci da Gesù; essi sono pure un incoraggiamento per la Chiesa a diffondere in ogni ambito della società e a testimoniare, senza esitazione, l'amore di Cristo".

  Benedetto XVI ha sottolineato che la presenza di alcuni rappresentanti degli Adoratori dell'Eucaristia dà modo di ricordare "quanto proficua sia la riscoperta da parte di molti cristiani dell'adorazione eucaristica. (...) Quanto bisogno ha l'odierna umanità di riscoprire nel Sacramento eucaristico la fonte della propria speranza!" - ha esclamato il Papa - "Ringrazio il Signore perché molte parrocchie, accanto alla devota celebrazione della Santa Messa, vanno educando i fedeli all'Adorazione eucaristica ed auspico, anche in vista del prossimo Congresso Eucaristico Internazionale, che questa pratica si diffonda sempre più".

  Riferendosi all'Esortazione Apostolica Post-sinodale dedicata all'Eucaristia che "raccoglierà le indicazioni emerse dall'ultimo Sinodo dei Vescovi" dell'ottobre 2005, il Papa ha concluso il suo discorso affermando: "Sono sicuro che questo documento aiuterà la Chiesa a preparare e celebrare con interiore partecipazione il Congresso Eucaristico, che si terrà nel giugno del 2008".
AC/CONGRESSI EUCARISTICI/...                           VIS 20061109 (250)


DISCORSO DEL PAPA AI VESCOVI SVIZZERI

CITTA' DEL VATICANO, 9 NOV. 2006 (VIS). Nel pomeriggio di ieri è stato reso pubblico il testo del discorso del Santo Padre Benedetto XVI ai Presuli della Conferenza dei Vescovi Svizzeri, pronunciato all'inizio dell'Incontro, martedì scorso.

  Dando inizio al suo discorso col tema della fede, il Papa ha affermato che: "Due generazioni fa, essa poteva forse essere ancora presupposta come una cosa naturale: si cresceva nella fede; essa, (...), era semplicemente presente come una parte della vita (...). Oggi appare naturale il contrario, che cioè in fondo non è possibile credere, che di fatto Dio è assente. In ogni caso, la fede della Chiesa sembra una cosa del lontano passato. (...) Perciò credo che sia importante prendere nuovamente coscienza del fatto che la fede è il centro di tutto".

  Ribadendo che "la fede è soprattutto fede in Dio" e che "Questa centralità di Dio deve, secondo me, apparire in modo completamente nuovo in tutto il nostro pensare ed operare", il Papa ha affermato: "È ciò che poi anima anche le attività che, in caso contrario, possono facilmente decadere in attivismo e diventare vuote".

  "Questa forma completa della fede, espressa nel Credo" - ha proseguito il Pontefice - "di una fede in e con la Chiesa come soggetto vivente, nel quale opera il Signore - questa forma di fede dovremmo cercare di mettere veramente al centro delle nostre attività. Lo vediamo anche oggi in modo molto chiaro: lo sviluppo, là dove è stato promosso in modo esclusivo senza nutrire l'anima, reca danni".

  "Se, insieme con l'aiuto a favore dei Paesi in via di sviluppo, insieme con l'apprendimento di tutto ciò che l'uomo è capace di fare, di tutto ciò che la sua intelligenza ha inventato e che la sua volontà rende possibile, non viene contemporaneamente anche illuminata la sua anima e non arriva la forza di Dio, si impara soprattutto a distruggere. E per questo, credo, deve nuovamente farsi forte in noi la responsabilità missionaria: se siamo lieti della nostra fede, ci sentiamo obbligati a parlarne agli altri. Sta poi nelle mani di Dio in che misura gli uomini potranno accoglierla".

  Passando al tema dell'Educazione Cattolica, Benedetto XVI ha affermato: "Una cosa che, penso, causa a tutti noi una 'preoccupazione' nel senso positivo del termine, è il fatto che la formazione teologica dei futuri sacerdoti e degli altri insegnanti ed annunciatori della fede debba essere buona, abbiamo quindi bisogno di buone Facoltà teologiche, di buoni seminari maggiori e di adeguati professori di teologia, che comunichino non soltanto conoscenze, ma formino ad una fede intelligente".

  Il Papa ha sottolineato poi che: "L'unità della Scrittura non è un fatto puramente stoico-critico (...). Questa unità è in definitiva, un fatto teologico: questi scritti sono un'unica Scrittura, comprensibili fino in fondo solo se letti nell''analogia fidei' come unità in cui c'è un progresso verso Cristo e, inversamente, Cristo attira a sé tutta la storia. (...) Mi sta molto a cuore che i teologi imparino a leggere e ad amare la Scrittura (...) e che poi di essa facciano una lettura spirituale (...). Mi sembra un compito molto importante fare qualcosa in questo senso, contribuire affinché accanto, con e nell'esegesi storico-critica sia data veramente un'introduzione alla Scrittura viva come attuale Parola di Dio"

  Successivamente il Papa ha fatto riferimento alla catechesi che "negli ultimi cinquanta anni circa" - ha detto - "da un lato, ha fatto grandi progressi metodologici, dall'altro, però, si è persa molto nell'antropologia e nella ricerca di punti di riferimento, cosicché spesso non si raggiungono neanche più i contenuti della fede. (...) Tuttavia è importante che nella catechesi, (...) la fede continui ad essere pienamente valorizzata. (...) Io penso che noi tutti dobbiamo, come sempre, impegnarci molto per un rinnovamento della catechesi, nella quale sia fondamentale il coraggio di testimoniare la propria fede e di trovare i modi affinché essa sia compresa ed accolta, poiché l'ignoranza religiosa ha raggiunto oggi un livello spaventoso".

  Il tema successivo di cui ha parlato il Papa è stato quello della Liturgia che "non è" - ha detto - "'un'auto-manifestazione' della comunità la quale, come si dice, in essa entra in scena, ma è invece l'uscire della comunità dal semplice 'essere-se-stessi'  e l'accedere al grande banchetto dei poveri, l'entrare nella grande comunità vivente, nella quale Dio stesso ci nutre". Riguardo all'omelia il Papa ha ricordato che: "Bisogna (...) tener conto del fatto che l'omelia non è un'interruzione della Liturgia per una parte discorsiva, ma che essa appartiene all'evento sacramentale, portando la Parola di Dio nel presente di questa comunità".

  "Ciò significa" - ha proseguito il Pontefice - "che l'omelia stessa fa parte del mistero, della celebrazione del mistero, e quindi non può semplicemente essere slegata da esso. Soprattutto, però, ritengo anche importante che il sacerdote non sia ridotto al Sacramento e alla giurisdizione - nella convinzione che tutti gli altri compiti potrebbero essere assunti anche da altri - ma che si conservi l'integrità del suo incarico. Il sacerdozio è una cosa anche bella soltanto se c'è da compiere una missione che è un tutt'uno, dal quale non si può tagliare qua e là qualcosa. E a questa missione appartiene già da sempre - anche nel culto antico-testamentario - il dovere del sacerdote di collegare col sacrificio la Parola che è parte integrante dell'insieme".

  Parlando del sacramento della Penitenza il Papa ha ribadito: "Questo Sacramento lo dobbiamo veramente imparare di nuovo. Già da un punto di vista puramente antropologico è importante, da una parte, riconoscere la colpa e, dall'altra, esercitare il perdono. La diffusa mancanza di una consapevolezza della colpa è un fenomeno preoccupante del nostro tempo. Il dono del sacramento della Penitenza consiste quindi non soltanto nel fatto che riceviamo il perdono, ma anche nel fatto che ci rendiamo conto, innanzitutto, del nostro bisogno di perdono (...) e possiamo poi comprendere anche meglio gli altri e perdonarli".

  In merito al ministero episcopale il Papa ha sottolineato l'importanza "che i Vescovi, come successori degli Apostoli, da una parte portino veramente la responsabilità delle Chiese locali che il Signore ha loro affidate" e "Dall'altra parte" - ha detto - "essi devono aprire le Chiese locali all'universale. Viste le difficoltà che gli Ortodossi hanno con le Chiese autocefale, come anche i problemi dei nostri amici protestanti di fronte alla disgregazione delle Chiese regionali, ci rendiamo conto di quale grande significato abbia l'universalità, quanto sia importante che la Chiesa si apra alla totalità, diventando nell'universalità veramente un'unica Chiesa".

  Infine Papa Benedetto XVI ha toccato il tema dell'ecumenismo insistendo sul compito "di farsi garanti dei valori essenziali, portanti, provenienti da Dio, della nostra società. (...) Io penso che, se impariamo ad agire in questo campo insieme, possiamo realizzare una buona parte di unità anche là dove la piena unità teologica e sacramentale non è ancora possibile".
AC/DISCORSO/VESCOVI SVIZZERI                    VIS 20061109 (1120)


mercoledì 8 novembre 2006

IL MONDO HA URGENTEMENTE BISOGNO DI PACE


CITTA' DEL VATICANO, 8 NOV. 2006 (VIS). Al termine della catechesi dell'Udienza Generale di oggi, il Santo Padre Benedetto XVI ha rivolto alcune parole di saluto ai giovani di diverse nazioni e tradizioni religiose riunitisi ad Assisi (Italia) per commemorare il XX anniversario dell'Incontro Interreligioso di Preghiera per la Pace, convocato da Giovanni Paolo II nel 1986.

  Il Papa ha ringraziato i diversi responsabili religiosi "che hanno permesso ai giovani di partecipare all'Incontro ed il Pontificio Consiglio per il Dialogo Interreligioso che lo ha organizzato".

  "Cari giovani: il nostro mondo ha urgentemente bisogno della pace!" - ha esclamato il Pontefice - "L'Incontro di Assisi ha ribadito il potere della preghiera nell'edificazione della pace. L'autentica preghiera trasforma i cuori, ci apre al dialogo, alla comprensione ed alla riconciliazione, ed abbatte i muri eretti dalla violenza, dall'odio e dalla vendetta. Possiate far ritorno alle vostre comunità religiose come testimoni dello 'spirito di Assisi', messaggeri di quella pace che è un prezioso dono di Dio, e come segni viventi di speranza per il nostro mondo".
AG/PACE/ASSISI                                   VIS 20061108 (180)


GESÙ CRISTO È L'APICE DELLA STORIA SALVIFICA

CITTA' DEL VATICANO, 8 NOV. 2006 (VIS). Nel corso dell'Udienza Generale di questa mattina, tenutasi in Piazza San Pietro con la partecipazione di 15.000 pellegrini, il Santo Padre Benedetto XVI ha proseguito la catechesi sulla figura di San Paolo.

  "Abbiamo visto come l'incontro con Cristo sulla strada di Damasco" - ha spiegato il Papa - "abbia letteralmente rivoluzionato la vita di San Paolo. Cristo divenne la sua ragion d'essere e il motivo profondo di tutto il suo lavoro apostolico. (...) In realtà, Cristo Gesù è l'apice della storia salvifica e quindi il vero punto discriminante anche nel dialogo con le altre religioni".

  "In primo luogo, Paolo ci aiuta a capire il valore assolutamente fondante e insostituibile della fede" - ha proseguito il Pontefice citando le parole dell'Apostolo: "'Abbiamo creduto anche noi in Gesù Cristo per essere giustificati dalla fede in Cristo e non dalle opere della Legge, poiché dalle opere della Legge non verrà mai giustificato nessuno' 'Essere giustificati' significa essere resi giusti, cioè essere accolti dalla giustizia misericordiosa di Dio, ed entrare in comunione con Lui, e di conseguenza poter stabilire un rapporto molto più autentico con tutti i nostri fratelli".

  "Nella luce dell'incontro con Cristo" - ha detto ancora il Papa - Paolo "capì, però, che con questo aveva cercato di costruire se stesso, la sua propria giustizia, e che con tutta questa giustizia era vissuto per se stesso. Capì che un nuovo orientamento della sua vita era assolutamente necessario. (...) Davanti alla croce del Cristo, espressione estrema della sua autodonazione, non c'è nessuno che possa vantare se stesso, la propria giustizia fatta da sé, per sé!".

   "Riflettendo su che cosa voglia dire giustificazione non per le opere ma per la fede, siamo così arrivati alla seconda componente che definisce l'identità cristiana descritta da San Paolo nella propria vita. Identità cristiana che si compone proprio di due elementi: questo non cercarsi da sé, ma riceversi da Cristo e donarsi con Cristo, e così partecipare personalmente alla vicenda di Cristo stesso, fino ad immergersi in Lui e a condividere tanto la sua morte quanto la sua vita".

  "Per Paolo, infatti, non basta dire che i cristiani sono dei battezzati o dei credenti; per lui è altrettanto importante dire che essi sono 'in Cristo Gesù'" - ha concluso il Santo Padre - "Infatti, ciò che noi siamo in quanto cristiani lo dobbiamo soltanto a Lui e alla sua grazia. Poiché niente e nessuno può prendere il suo posto, bisogna dunque che a nient'altro e a nessun altro noi tributiamo l'omaggio che tributiamo a Lui. Nessun idolo deve contaminare il nostro universo spirituale, altrimenti invece di godere della libertà acquisita ricadremmo in una forma di umiliante schiavitù. Dall'altra parte, la nostra radicale appartenenza a Cristo e il fatto che 'siamo in Lui' deve infonderci un atteggiamento di totale fiducia e di immensa gioia"
AG/PAOLO/...                                   VIS 20061108 (490)


DIO DEVE ESSERE MESSO AL CENTRO DELLA NOSTRA VITA

CITTA' DEL VATICANO, 8 NOV. 2006 (VIS). Questa mattina è stato reso pubblico il testo dell'omelia che il Santo Padre ha pronunciato nel corso della Santa Messa concelebrata con i Vescovi svizzeri, nella mattinata di ieri, nella Cappella "Redemptoris Mater" in Vaticano.

  Il discorso del Santo Padre all'Episcopato Svizzero, del quale il V.I.S. ha dato ieri una sintesi, non è stato pronunciato. "Esso" - si legge in un Comunicato della Sala Stampa della Santa Sede diffuso nel pomeriggio di ieri - "rifletteva il contenuto di una bozza preparata precedentemente in relazione alla Visita 'ad Limina Apostolorum' dei Vescovi svizzeri svoltasi nel 2005".

  Commentando le letture della Messa di ieri, Papa Benedetto XVI ha detto nell'omelia pronunciata a braccio, che esse "hanno un tema comune che potrebbe essere riassunto nella frase: Dio non fallisce".

  Riprendendo la parabola evangelica di coloro che sono stati invitati per primi al banchetto e che disdicono, il Santo Padre sottolinea che nonostante ciò: "Dio non fallisce. (...) Non fallisce perché trova sempre nuovi modi per raggiungere gli uomini e per aprire di più la sua grande casa, affinché si riempia del tutto. (...) Dio non fallisce, nemmeno oggi. Anche se sperimentiamo tanti 'no', possiamo esserne certi. (...) Conosciamo le chiese che diventano sempre più vuote, i seminari che continuano a svuotarsi, le case religiose che sono sempre più vuote; conosciamo tutte le forme nelle quali si presenta questo 'no, ho altre cose importanti da fare'".

  Citando San Paolo, il Papa ci esorta con queste parole: "'Abbiate gli stessi sentimenti di Gesù Cristo!'.  Imparate a pensare come ha pensato Cristo, imparate a pensare con Lui! E questo pensare non è solo quello dell'intelletto, ma anche un pensare del cuore. (...) Se entriamo in questi suoi sentimenti, (...) si risveglia in noi l'amore per Lui. Sentiamo quanto è bello che Egli c'è e che possiamo conoscerLo - che lo conosciamo nel volto di Gesù Cristo, che ha sofferto per noi".

  "Ritengo, pertanto" - ha proseguito il Pontefice - "che dovremmo impegnarci soprattutto: nell'ascolto del Signore, nella preghiera, nella partecipazione intima ai sacramenti, nell'imparare i sentimenti di Dio nel volto e nelle sofferenze degli uomini, per essere così contagiati dalla sua gioia, dal suo zelo, dal suo amore e per guardare con Lui, e partendo da Lui, il mondo. Se riusciamo a fare questo, allora anche in mezzo a tanti 'no' troviamo di nuovo gli uomini che Lo attendono e che spesso forse sono bizzarri - la parabola lo dice chiaramente - ma che comunque sono chiamati ad entrare nella sua sala".

  Il Santo Padre ha concluso l'omelia affermando che i problemi "non vengono risolti se Dio non viene messo al centro, se Dio non diventa nuovamente visibile nel mondo, se non diventa determinante nella nostra vita e se non entra anche attraverso di noi in modo determinante nel mondo. In questo, ritengo, si decide oggi il destino del mondo in questa situazione drammatica: se Dio - il Dio di Gesù Cristo - c'è e viene riconosciuto come tale, o se scompare. Noi ci preoccupiamo che sia presente".
HML/IMITARE CRISTO/...                               VIS 20061108 (530)


martedì 7 novembre 2006

IN MEMORIAM

CITTA' DEL VATICANO, 7 NOV. 2006 (VIS). Di seguito riportiamo i dati relativi ai Presuli mancati nelle ultime settimane:

- Il Cardinale Mario Francesco Pompedda, Prefetto emerito del Supremo Tribunale della Segnatura Apostolica, il 18 ottobre, all'età di 77 anni.

- L'Arcivescovo Teodoro Cardenal Fernández, emerito di Burgos (Spagna), il 17 ottobre, all'età di 89 anni.

- Il Vescovo José Elias Chaves Júnior, C.M., Prelato emerito di Cametá (Brasile), il 31 ottobre, all'età di 80 anni.

- L'Arcivescovo Cecil deSa, emerito di Agra (India), il 27 ottobre, all'età di 83 anni.

- Il Vescovo Henrique Rüth, C.S.Sp., emerito di Cruzeiro do Sul (Brasile), il 23 ottobre, all'età di 93 anni.
.../DEFUNTI/...                                   VIS 20061107 (120)

SOSTEGNO CHIESA PROMOTORI SOLIDARIETÀ INTERNAZIONALE


CITTA' DEL VATICANO, 7 NOV. 2006 (VIS). L'Arcivescovo Dominique Mamberti, Segretario per i Rapporti con gli Stati, è intervenuto, nella sede dell'Organizzazione delle Nazioni Unite per l'Alimentazione e l'Agricoltura (F.A.O.), alla XXXII Sessione del Comitato Intergovernativo per la Sicurezza Alimentare, tenutasi a Roma dal 30 ottobre al 4 novembre.

  Nei giorni 30 e 31 ottobre, all'interno della XXXII Sessione, ha avuto luogo lo "Special Forum for a World Free of Hunger" finalizzato a valutare i progressi compiuti nel perseguimento degli obiettivi e degli impegni presi nel corso del Vertice Mondiale sull'Alimentazione del 1996.

  Trasmettendo ai partecipanti i saluti e l'interesse del Papa per i lavori del Comitato sulla sicurezza alimentare, l'Arcivescovo Mamberti ha affermato: "Vincere la fame nel mondo è un'impresa che richiede tempo. Nonostante gli sforzi compiuti dalla F.A.O., dagli stessi paesi, dalle Organizzazioni intergovernative, dalle numerose associazioni (...), persistono ostacoli e squilibri, anzi essi si aggravano, impedendo a milioni di uomini e donne di provvedere adeguatamente alla propria alimentazione".

  "La realtà delle folle il cui diritto alla vita è messo in pericolo deve continuare a essere motivo di inquietudine per noi e deve toccare le coscienze affinché ognuno, dovunque si trovi, si impegni in comportamenti che non aggravino gli squilibri fra paesi ricchi e paesi poveri. La fame e la malnutrizione sono inaccettabili in un mondo che dispone di livelli di produzione, di risorse e conoscenze capaci di mettere fine a questo flagello e alle sue drammatiche conseguenze".

  "Non è la vocazione della Chiesa proporre soluzioni politiche, economiche o tecniche, per far fronte ai problemi della società, ma, nella sua missione di annunciare la 'Buona Novella a tutte le nazioni', la Chiesa si sente particolarmente vicina a coloro che vivono in condizioni di povertà, di sofferenza e di malnutrizione, desiderando aiutarli con i mezzi che le sono propri. La Chiesa è sempre disposta a sostenere le persone che operano per potenziare la solidarietà internazionale e per promuovere la giustizia fra i popoli, specialmente coloro che sono in contatto diretto con le popolazioni in difficoltà".
DELSS/FAME/F.A.O.:MAMBERTI                       VIS 20061107 (340)


IL PAPA ACQUISTA PRIMA OBBLIGAZIONE FONDO VACCINAZIONI


CITTA' DEL VATICANO, 7 NOV. 2006 (VIS). Oggi a Londra (Gran Bretagna), il Cardinale Renato Raffaele Martino, Presidente del Pontificio Consiglio della Giustizia e della Pace, ha acquistato, a nome del Santo Padre Benedetto XVI, la prima obbligazione dell'IFFIm (Aiuto finanziario internazionale per le vaccinazioni).

  Il Fondo è il risultato di un progetto presentato dal Cancelliere dello Scacchiere britannico Gordon Brown, al Convegno "Povertà e globalizzazione: finanziamenti per lo sviluppo", organizzato dal Pontificio Consiglio della Giustizia e Pace. Il ricavato della vendita delle obbligazioni sarà direttamente destinato alla vaccinazione delle popolazioni più bisognose, ai bambini in particolare. Le obbligazioni, acquistabili da chiunque - istituzioni, organizzazioni e privati - sono garantite da vari governi che pagano gli interessi e rimborsano l'ammontare delle obbligazioni stesse alla scadenza.

  "Il gesto di Benedetto XVI, reale e simbolico al tempo stesso" - si legge in un Comunicato reso pubblico oggi - "manifesta il pieno sostegno della Santa Sede ad un'iniziativa, che con ampia garanzia internazionale produrrà immediati e diretti vantaggi nel campo degli aiuti allo sviluppo, procurando nuovi finanziamenti con specifiche e quanto mai urgenti finalità". Ad esempio "In 72 Paesi del mondo sarà salvata la vita di 10 milioni di persone, tra cui 5 milioni di bambini, entro il 2015".

  Nel breve discorso pronunciato al momento dell'acquisto, il Cardinale Martino ha affermato: "I poveri attendono con impazienza il momento in cui la corruzione a vari livelli di governo e nel settore sociale non ostacoli più il libero accesso di tutti i membri della società alle opportunità di sviluppo. Un governo realmente attento al bene del suo popolo non solo è necessario allo sviluppo, ma è anche un diritto".

  "Papa Benedetto XVI ritiene che sia giunto il momento, di qui la sua decisione che la Santa Sede partecipi al programma delle obbligazioni del Fondo Finanziario Internazionale. Sua Santità riconosce la necessità di fornire con rapidità i fondi per contrastare la povertà, la fame, l'analfabetismo e promuovere l'attuale lotta contro il flagello della malaria e la diffusione dell'HIV/AIDS e della tubercolosi".
.../IFFIM/BROWN:MARTINO                           VIS 20061107 (350)


INCONTRO DI BENEDETTO XVI CON L'EPISCOPATO SVIZZERO

CITTA' DEL VATICANO, 7 NOV. 2006 (VIS). Questa mattina, nella Cappella "Redemptoris Mater" in Vaticano, il Santo Padre Benedetto XVI ha presieduto una Concelebrazione Eucaristica con i Presuli della Conferenza dei Vescovi svizzeri.

  Alla celebrazione ha fatto seguito un incontro del Papa con i Vescovi svizzeri al quale hanno partecipato anche i Capi dei Dicasteri della Curia Romana, con l'obiettivo di "approfondire alcuni aspetti della situazione attuale della Chiesa in Svizzera e per considerare ciò che è opportuno ribadire e promuovere e ciò che è necessario correggere e purificare".

  Il Santo Padre ha affermato che l'incontro di questa mattina è in certo qual modo "la conclusione della Visita 'ad Limina' del febbraio 2005, della quale, non fu possibile allora concretizzare uno dei punti essenziali: l'incontro con il Papa", Giovanni Paolo II.

  "Il progresso della secolarizzazione e del relativismo" - ha detto il Papa nel suo discorso - "implica non soltanto una diminuzione della frequenza dei sacramenti, soprattutto la partecipazione alla Messa domenicale, ma anche mette in dubbio i valori morali proposti dalla Chiesa", quali la crisi del matrimonio e della famiglia, l'aumento dei divorzi e degli aborti, e le unioni fra persone dello stesso sesso. "Tutto ciò" - ha affermato Benedetto XVI - "costituisce un segno evidente di scristianizzazione".

  Sottolineando che molti nostri contemporanei "vivono come se Dio non esistesse", il Papa ha affermato che i Presuli sono chiamati "a far comprendere la Parola di Dio ed il messaggio cristiano, che aiutano a comprendere l'uomo e il significato della sua esistenza, facendo in modo che ci sia fra voi, nelle prese di posizione necessarie su questioni teologiche e morali, unità e unanimità. (...) Il dovere fondamentale del Vescovo, Pastore e Maestro di Fede, è di invitare i fedeli ad accettare pienamente l'insegnamento della Chiesa".

  In merito alla liturgia, Benedetto XVI ha affermato che: "È diritto e dovere per tutti che la liturgia sia celebrata conformemente alle regole stabilite dalla Chiesa"; riguardo alla Messa domenicale il Papa ha raccomandato di evitare che "soprattutto la domenica, essa sia sostituita, senza gravi ragioni, da celebrazioni della Parola" ed ha ribadito che l'omelia "momento importante di formazione dottrinale e spirituale, è riservata al sacerdote o al diacono".

  Di fronte alla "crisi che attraversa il sacramento della Riconciliazione", come hanno sottolineato i Vescovi nei loro rapporti quinquennali, il Papa ha invitato i Presuli "a rilanciare nelle Diocesi una pastorale penitenziale che incoraggi la confessione individuale. (...) Chiedete ai vostri sacerdoti di essere confessori assidui, offrendo generosamente ai fedeli orari appropriati per la confessione personale; incoraggiate i presbiteri ad accostarsi con frequenza al sacramento della Penitenza". Il Papa ha esortato i sacerdoti "ad osservare rigorosamente le norme della Chiesa concernenti l'assoluzione collettiva, (...) che richiede situazioni veramente eccezionali".

  In merito alla collaborazione dei laici al ministero sacerdotale, Papa Benedetto XVI ha affermato che: "È necessario essere attenti che, di fatto e concretamente, nelle parrocchie o nelle unità pastorali, il sacerdote sia il pastore, mentre i laici aiutano il sacerdote, collaborando con lui nei diversi settori della vita pastorale. (...) L'importanza del ruolo dei laici non deve tuttavia condurre a sottovalutare il ministero assolutamente indispensabile dei sacerdoti per la vita della chiesa, chiamata a guidare il popolo di Dio. (...) Vi invito a sviluppare una formazione dei laici che susciti la fede e la conoscenza dottrinale, e che dia impulsi spirituali".

  Successivamente il Papa ha affrontato il tema delle vocazioni sacerdotali e religiose, "una preoccupazione costante per la Chiesa nel vostro Paese" ed ha affermato: "Per il futuro della Chiesa in Svizzera, è importante prendersi cura dell'organizzazione e dell'orientamento dei Seminari e delle diverse Facoltà e Scuole Superiori di Teologia (...) con la preoccupazione del discernimento e di una profonda formazione umana, spirituale, culturale e pastorale dei candidati al Sacerdozio. Siate ugualmente attenti alla formazione iniziale e permanente dei futuri sacerdoti, diaconi e collaboratori pastorali laici. Un insegnamento sicuro e fedele alla Tradizione e al Magistero della Chiesa farà scoprire a tutti la ricchezza della fede cattolica".

  "L'ecumenismo" - ha concluso il Pontefice - "è un settore nel quale la Chiesa cattolica è impegnata in modo irreversibile. La storia religiosa del vostro Paese e l'esperienza che ne consegue vi conferiscono una responsabilità e una missione particolare in tale ambito. Incoraggiate le vostre comunità ad impegnarsi in un cammino ecumenico fondato sui principi espressi nel Decreto conciliare 'Unitatis redintegratio' e nel 'Direttorio per l'ecumenismo'".
AC/.../VESCOVI SVIZZERI                               VIS 20061107 (730)


lunedì 6 novembre 2006

ALTRI ATTI PONTIFICI


CITTA' DEL VATICANO, 6 NOV. 2006 (VIS).  Il Santo Padre ha accettato la rinuncia all'ufficio di Ausiliare dell'Arcidiocesi di Galveston-Houston (Stati Uniti d'America), presentata dal Vescovo Vincent M. Rizzotto, per raggiunti limiti d'età.

  Sabato 4 novembre è stato reso noto che il Santo Padre ha nominato il Vescovo Mansueto Bianchi, finora Vescovo di Volterra (Italia), Vescovo di Pistoia (superficie: 821; popolazione: 224.312; cattolici: 213.400; sacerdoti: 143; religiosi: 265; diaconi permanenti: 23), Italia. Il Vescovo Bianchi succede al Vescovo Simone Scatizzi, del quale il Santo Padre ha accettato la rinuncia al governo pastorale della medesima Diocesi, presentata per raggiunti limiti d'età.
RE:NER/.../RIZZOTTO:BIANCHI:SCATIZZI                   VIS 20061106 (110)


UDIENZE

CITTA' DEL VATICANO, 6 NOV. 2006 (VIS). Il Santo Padre ha ricevuto questa mattina in udienze separate nove Presuli della Conferenza Episcopale della Repubblica Federale di Germania, in Visita "ad Limina Apostolorum":
 
    - Il Cardinale Georg Maximilian Sterzinsky, Arcivescovo di Berlino, con l'Ausiliare Vescovo Wolfgang Weider.

    - L'Arcivescovo Robert Zollitsch, di Freiburg im Breisgau, con gli Ausiliari Vescovo Paul Friedrich Wehrle, Vescovo Rainer Klug e Vescovo Bernd Joachim Uhl.

    - Il Vescovo Joachim Friedrich Reynelt, di Dresden-Meissen, con l'Ausiliare Vescovo Georg Weinhold.

    - Il Monsignore Hubertus Zomack, Amministratore Diocesano di Görlitz.
AP:AL/.../...                                       VIS 20061106 (100)

IN BREVE

L'ARCIVESCOVO CELESTINO MIGLIORE, OSSERVATORE PERMANENTE della Santa Sede presso l'Organizzazione delle Nazioni Unite è intervenuto il 3 novembre scorso, a New York, alla 61 Sessione dell'Assemblea Generale dell'O.N.U. dedicata al tema della cultura della pace. "La pace" - ha affermato il Nunzio - "comporta una verità che è comune a tutti i popoli oltre le diversità culturali, filosofiche e religiose. È l'idea della dignità di ogni persona umana intimamente legata con il trascendente. Così la pace potrà essere raggiunta una volta che sarà compresa e messa in opera come realizzazione della verità condivisa, nel rispetto reciproco delle diversità culturali. (...) La mancanza della verità fondamentale della pace a livello culturale ha indubbiamente causato effetti devastanti negli anni e vi sono ancora culture e mentalità che perfino oggi ne negano l'esistenza. L'esempio più drammatico è il terrorismo internazionale. I disegni criminali del terrorismo internazionale poggiano su false radici culturali che negano l'esistenza di un legame fra verità e vita umana. Tali radici sono identificabili nel nichilismo e nel fondamentalismo fanatico, che sono modi erronei di rapportarsi alla verità. 'I nichilisti'" - ha detto ancora l'Arcivescovo citando le parole di Benedetto XVI - 'negano l'esistenza di qualsiasi verità, i fondamentalisti accampano la pretesa di poterla imporre con la forza. Pur avendo origini differenti e pur essendo manifestazioni che si inscrivono in contesti culturali diversi, il nichilismo e il fondamentalismo si trovano accomunati da pericoloso disprezzo per l'uomo e per la sua vita e, in ultima analisi, per Dio stesso'".

IL PRESIDENTE DEL PONTIFICIO CONSIGLIO DELLE COMUNICAZIONI SOCIALI, Arcivescovo John P. Foley, ha pronunciato sabato scorso, 4 novembre, a Roma, un discorso alla Fondazione "Springtime of Faith" (Primavera della Fede). In merito all'evangelizzazione mediante i mezzi di comunicazione, il Presule ha sottolineato che "è possibile evangelizzare attraverso i mezzi di comunicazione non solo attraverso grandi reti o trasmissioni internazionali, (...) ma anche per mezzo di giornali di piccola tiratura o stazioni radio, o, attualmente, per mezzo di siti Internet. (...) La trasmissione della evidente felicità nella nostra fede, nel nostro sacerdozio o nella nostra vita cristiana, può essere uno dei modi più potenti di evangelizzare personalmente e attraverso i mezzi di comunicazione".

IL PONTIFICIO CONSIGLIO DELLA PASTORALE PER I MIGRANTI E GLI ITINERANTI, ha indetto a Roma, nei giorni 6 e 7 novembre, la Riunione dei Direttori Nazionali per la Pastorale del Turismo in Europa. Tema dell'Incontro è: "Il turismo, una realtà trasversale: aspetti pastorali". Aprendo i lavori, il Cardinale Renato Raffaele Martino, Presidente del Dicastero, ha affermato che: "Noi europei di oggi dobbiamo affermare le nostre radici e la nostra eredità cristiana rinnovandola alla luce del Concilio Ecumenico Vaticano II. Dobbiamo inoltre studiare come continuare ad animare, nel futuro, una nuova evangelizzazione, una nuova civiltà dell'amore e del rispetto. In questa prospettiva, il turismo è certamente uno strumento adeguato per dare impulso a questi valori. Di fatto, molti dei nostri monumenti ed opere d'arte ci parlano di una Europa cristiana che, nonostante tutto, è impregnata di Vangelo, e non solo di esso".
.../IN BREVE/...                                   VIS 20061106 (510)


COMUNICATO SULL'UDIENZA AL PRESIDENTE DELL'UNGHERIA


CITTA' DEL VATICANO, 6 NOV. 2006 (VIS). La Sala Stampa della Santa Sede ha rilasciato un Comunicato che rende noto che: "Stamani, il Santo Padre Benedetto XVI ha ricevuto in Udienza il Presidente della Repubblica d'Ungheria, S.E. il Sig. László Sólyom, il quale ha successivamente incontrato Sua Eminenza il Cardinale Tarcisio Bertone, Segretario di Stato".

  "I cordiali colloqui hanno permesso di soffermarsi sulla situazione del Paese, con particolare riferimento ai tradizionali valori morali e religiosi della società ungherese. Si è fatta menzione dell'applicazione dell''Accordo fra la Repubblica di Ungheria e la Santa Sede sul finanziamento delle attività di servizio pubblico e di altre prettamente religiose', in vigore dal 1997, e di altre questioni attinenti alle relazioni Chiesa-Stato. Vi è stato, infine, uno scambio di opinioni sui temi dell'integrazione europea e delle radici cristiane del Continente".
OP/PRESIDENTE UNGHERIA/BERTONE                   VIS 20061106 (150)


SCIENZA E TECNOLOGIA NON RISPONDONO A TUTTE LE NECESSITÀ


CITTA' DEL VATICANO, 6 NOV. 2006 (VIS). Questa mattina il Santo Padre Benedetto XVI ha ricevuto i partecipanti all'Assemblea Plenaria della Pontificia Accademia delle Scienze, presieduta dal Professor Nicola Cabibbo, riuniti in questi giorni per discutere sul tema: "Prevedibilità nella scienza: accuratezza e limiti".

  "Alcuni hanno visto nel progresso della scienza e della tecnologia moderna" - ha detto il Papa nel suo discorso - "una delle principali cause della secolarizzazione e del materialismo: perché invocare il controllo di Dio su questi fenomeni quando la scienza si è dimostrata capace di fare la stessa cosa?".

  Sottolineando che "Il Cristianesimo non postula un conflitto inevitabile fra fede soprannaturale e progresso scientifico" Benedetto XVI ha ricordato che Dio ha creato l'essere umano dotandolo di ragione e affidandogli il dominio su tutte le creature, facendo di lui il "collaboratore" di Dio nella creazione, ed ha affermato: "Potremmo dire che l'opera di prevedibilità, controllo e governo della natura, che oggi la scienza rende più fattibile che in passato, è esso stesso parte del piano del Creatore".

  "L'essere umano" - ha proseguito il Pontefice - "non può porre nella scienza e nella tecnologia una fiducia così radicale e incondizionata quale quella di credere che il progresso scientifico e tecnologico può spiegare tutto e rispondere a tutte le sue esigenze esistenziali e spirituali. La scienza non può sostituire la filosofia e la rivelazione dando una risposta esauriente agli interrogativi più radicali dell'uomo: domande sul significato della vita e della morte, sui valori ultimi e sulla natura del progresso".

  Riferendosi alle responsabilità etiche dello scienziato, il Papa ha segnalato che: "Le sue conclusioni devono essere guidate dal rispetto per la verità e da un onesto riconoscimento dell'accuratezza e degli inevitabili limiti del metodo scientifico. Certamente ciò significa evitare allarmanti previsioni quando queste ultime non sono sostenute da sufficienti dati o superano l'effettiva abilità della scienza di fare previsioni. Ma significa altresì evitare l'opposto, cioè il silenzio, originato dalla paura, di fronte ai veri problemi. L'influenza degli scienziati nel formare la pubblica opinione sulla base delle proprie conoscenze è troppo importante per essere insidiata da fretta indebita o dal perseguimento di una superficiale pubblicità".

  Il Papa ha ricordato agli accademici che il mondo attende molto da essi "per giungere ad una chiara comprensione delle possibili conseguenze di molti importanti fenomeni naturali" e al riguardo ha menzionato, in particolare, "le continue minacce all'ambiente che interessano intere popolazioni e l'urgente necessità di scoprire fonti di energia alternativa sicura a disposizione di tutti".

  "Gli scienziati" - ha ribadito il Pontefice - "avranno il sostegno della Chiesa nei loro sforzi di affrontare tali problemi, poiché la Chiesa ha ricevuto dal suo divino Fondatore la missione di guidare le coscienze degli uomini verso il bene, la solidarietà e la pace. Proprio per questa ragione la Chiesa ritiene suo dovere e obbligo insistere sul fatto che l'abilità della scienza di formulare previsioni e controlli non deve mai essere impiegata contro la vita umana e la sua dignità, ma deve sempre essere posta al suo servizio, al servizio delle generazioni attuali e di quelle future".

  Successivamente Benedetto XVI ha menzionato altre tematiche esaminate dagli accademici: gli intrinseci limiti del metodo scientifico che necessariamente restringono la prevedibilità a contesti ed approcci specifici, per cui "la scienza non può presumere di fornire una rappresentazione completa e deterministica del nostro futuro e dello sviluppo di ogni fenomeno che prende in esame".

  "La filosofia e la teologica possono offrire un importante contributo a tale fondamentale questione epistemologica aiutando, ad esempio, le scienze empiriche ad individuare una differenza fra la inabilità matematica di prevedere certi avvenimenti e la validità del principio di causalità, o fra l'indeterminismo scientifico o contingenza e la causalità a livello filosofico, o, più radicalmente, fra evoluzione quale origine di una successione nello spazio e nel tempo, e la creazione quale origine ultima di un essere partecipato nell'Essere essenziale".

  "Allo stesso tempo" - ha concluso il Pontefice - "vi è un livello più alto che necessariamente trascende tutte le previsioni scientifiche, vale a dire, il mondo umano della libertà e della storia. Mentre il cosmo fisico può avere il proprio sviluppo spaziale-temporale, solo l'umanità, in senso stretto, ha una storia, la storia della sua libertà. La libertà, come la ragione, è una parte preziosa dell'immagine di Dio dentro di noi, e non può mai essere ridotta ad una analisi deterministica".
AC/SCIENZA:LIMITI/CABIBBO                           VIS 20061106 (740)


APPELLO DEL PAPA CONTRO SPARGIMENTO SANGUE STRISCIA GAZA


CITTA' DEL VATICANO, 5 NOV. 2006 (VIS). Questa mattina, dopo la recita dell'Angelus con le migliaia di pellegrini convenuti in Piazza San Pietro, il Santo Padre Benedetto XVI ha detto: "Seguo con viva preoccupazione le notizie sul grave deteriorarsi della situazione relativa alla Striscia di Gaza e desidero esprimere la mai vicinanza alle popolazioni civili che soffrono le conseguenze degli atti di violenza".

  "Vi chiedo di unirvi alla mia preghiera" - ha proseguito il Pontefice - "perché Dio onnipotente e misericordioso illumini le Autorità israeliane e palestinesi, come pure quelle delle Nazioni che hanno una particolare responsabilità nella Regione, affinché si adoperino per far cessare lo spargimento di sangue, moltiplicare le iniziative di soccorso umanitario e favorire la ripresa immediata di un negoziato diretto, serio e concreto".

  Rivolgendosi successivamente ai pellegrini polacchi, il Santo Padre ha ricordato che il 4 novembre "abbiamo celebrato la memoria di San Carlo Borromeo" ed ha detto: "Questa memoria invita ad associare il grande riformatore della Chiesa dopo il Concilio di Trento con il grande esecutore delle disposizioni del Concilio Vaticano II, Giovanni Paolo II, Karol Wojtyla. Alla Madre di Dio affido tutta la comunità dei fedeli, alla quale questi due Pastori hanno dedicato la loro vita".
ANG/GAZA:SAN CARLO/...                           VIS 20061106 (220)


AFFRONTANDO LA MORTE GESÙ HA RIVOLUZIONATO SENSO MORTE


CITTA' DEL VATICANO, 5 NOV. 2006 (VIS). Nelle riflessioni che precedono la recita dell'Angelus domenicale, il Santo Padre Benedetto XVI, rivolgendosi alle migliaia di pellegrini che affollavano Piazza  San Pietro, ha ricordato che i giorni che seguono la commemorazione liturgica dei fedeli defunti, sono "Un'occasione propizia per ricordare nella preghiera i nostri cari e meditare sulla realtà della morte, che la cosiddetta 'civiltà del benessere' cerca spesso di rimuovere dalla coscienza della gente, tutta presa dalle preoccupazioni della vita quotidiana".

  "Il morire, in realtà" - ha proseguito il Papa - "fa parte del vivere, e questo non solo alla fine, ma, a ben vedere, in ogni istante. Nonostante tutte le distrazioni, però, la perdita di una persona cara ci fa riscoprire il 'problema', facendoci sentire la morte come una presenza radicalmente ostile e contraria alla nostra naturale vocazione alla vita e alla felicità".

  "Gesù ha rivoluzionato il senso della morte" - ha sottolineato il Pontefice - "Lo ha fatto con il suo insegnamento, ma soprattutto affrontando Lui stesso la morte. 'Morendo ha distrutto la morte', ripete la Liturgia nel tempo pasquale. 'Con lo Spirito che non poteva morire - scrive un Padre della Chiesa - Cristo ha ucciso la morte che uccideva l'uomo'.  Il Figlio di Dio ha voluto in questo modo condividere sino in fondo la nostra condizione umana, per riaprirla alla speranza".

  "In ultima analisi, Egli è nato per poter morire, e così liberare noi dalla schiavitù della morte. Dice la Lettera agli Ebrei: 'Egli ha provato la morte a vantaggio di tutti'. Da allora, la morte non è più la stessa: è stata privata, per così dire, del suo 'veleno'. L'amore di Dio, operante in Gesù, ha dato infatti un senso nuovo all'intera esistenza dell'uomo, e così ne ha trasformato anche il morire. Se in Cristo la vita umana è 'passaggio da questo mondo al Padre', l'ora della morte è il momento in cui questo si attua in modo concreto e definitivo. Chi si impegna a vivere come Lui, viene liberato dalla paura della morte, che non mostra più il ghigno beffardo di una nemica ma, come scrive san Francesco nel Cantico delle creature, il volto amico di una 'sorella', per la quale si può anche benedire il Signore".

  "Della morte del corpo non c'è da aver paura, ci ricorda la fede" - ha concluso Benedetto XVI - "perché è un sonno da cui saremo un giorno risvegliati. La vera morte, che invece bisogna temere, è quella dell'anima, che l'Apocalisse chiama 'seconda morte'. Infatti chi muore in peccato mortale, senza pentimento, chiuso nell'orgoglioso rifiuto dell'amore di Dio, si autoesclude dal regno della vita".
ANG/MORTE/...                                   VIS 20061106 (450)


SANTA MESSA IN SUFFRAGIO CARDINALI E VESCOVI DEFUNTI

CITTA' DEL VATICANO, 4 NOV. 2006 (VIS). Come di consueto nel mese di novembre, il Santo Padre Benedetto XVI ha celebrato, questa mattina nella Basilica Vaticana, la Santa Messa in suffragio dei Cardinali e dei Vescovi defunti durante l'ultimo anno. Hanno concelebrato con il Santo Padre i Membri del Collegio Cardinalizio.

  Benedetto XVI ha ricordato nell'omelia i nomi dei Porporati mancati negli ultimi dodici mesi: Cardinali Leo Scheffczyk, Pio Taofinu'u, Raúl  Francisco Primatesta, Angel Suquía Goicoechea, Johannes Willebrands, Louis-Albert Vachon, Dino Monduzzi e Mario Francesco Pompedda.

  "Affinché la veste bianca, ricevuta nel Battesimo, sia purificata da ogni scoria e da ogni macchia" - ha detto il Pontefice nell'omelia - "la Comunità dei credenti offre il Sacrificio eucaristico e altre preghiere di suffragio per coloro che la morte ha chiamato a passare dal tempo all'eternità. Si tratta di una nobile pratica, quella di pregare per i defunti, che presuppone la fede nella risurrezione dei morti, secondo quanto la Sacra Scrittura e, in modo compiuto, il Vangelo ci hanno rivelato".

  Il Papa ha ribadito che ognuno dei Cardinali e Vescovi defunti "è stato chiamato nella Chiesa a sentire come proprie e a cercare di mettere in pratica le parole dell'Apostolo Paolo: 'Per me vivere è Cristo'. (...) Questa vocazione, ricevuta nel Battesimo, si è in essi rafforzata con il sacramento della Confermazione e con i tre gradi dell'Ordine sacro, e si è costantemente alimentata nella partecipazione all'Eucaristia".

  "Attraverso tale itinerario sacramentale, il loro 'essere in Cristo' è andato consolidandosi e approfondendosi, così che il morire non è una perdita - dal momento che tutto avevano già evangelicamente 'perduto' per il Signore e per il Vangelo - ma un 'guadagno': quello di incontrare finalmente Gesù, e con Lui la pienezza della vita".

  Il Santo Padre ha terminato l'omelia domandando al Signore di concedere "a questi nostri cari fratelli Cardinali e Vescovi defunti di raggiungere la meta tanto desiderata. Lo domandiamo poggiando sull'intercessione di Maria Santissima e sulle preghiere di tanti, che in vita li hanno conosciuti e hanno apprezzato le loro virtù cristiane".
HML/CARDINALI:VESCOVI DEFUNTI/...                   VIS 20061106 (350)


venerdì 3 novembre 2006

UDIENZE

CITTA' DEL VATICANO, 3 NOV. 2006 (VIS). Nel pomeriggio di oggi è in programma che il Santo Padre riceva in udienze separate:

- Il Cardinale Achille Silvestrini, Prefetto emerito della Congregazione per le Chiese Orientali.

- Il Cardinale Franc Rodé, C.M., Prefetto della Congregazione per gli Istituti di vita consacrata e le società di vita apostolica.
AP/.../...                                 VIS 20061103 (60)

IN BREVE

IL CARDINALE TARCISIO BERTONE, SEGRETARIO DI STATO, in una Lettera indirizzata agli organizzatori della XL Settimana Sociale Spagnola, in corso a Toledo, nel trasmettere i saluti del Santo Padre, scrive che Papa Benedetto incoraggia i partecipanti "nei loro sforzi di approfondire e diffondere la Dottrina Sociale della Chiesa, nel campo della cultura e della ricerca, nella coscienza di tutti, persone o gruppi, chiamati a contribuire al bene comune secondo il proprio stato e responsabilità". Il Porporato scrive ancora che: "Questo impegno assume particolare rilevanza nel centesimo anniversario dell'inizio di tali incontri, sotto l'egida della Santa Sede e dell'Episcopato spagnolo, essendo un punto di riferimento molto qualificato per approfondire i diversi problemi sociali più gravi e urgenti in ogni momento della vita spagnola".

L'ARCIVESCOVO CELESTINO MIGLIORE, OSSERVATORE PERMANENTE DELLA SANTA SEDE presso l'Organizzazione delle Nazioni Unite, è intervenuto ieri a New York alla Commissione Politica Speciale e Decolonizzazione della 61° Assemblea Generale delle Nazioni Unite relativa ai Rifugiati Palestinesi in Medio Oriente (OOPS). "È un triste fatto" - ha detto il Nunzio - "che la comunità internazionale non sia riuscita ad impegnare gli israeliani e i palestinesi in un significativo dialogo e nella risoluzione delle controversie per portare stabilità e pace ad entrambi i popoli. (...) Risolvere il conflitto israelo-palestinese rimane il problema chiave di una serie di questioni che interessano tutto il Medio Oriente, senza entrare nel merito delle conseguenze in ambito mondiale".
.../IN BREVE/...                                   VIS 20061103 (240)


VISITA DI BENEDETTO XVI PONTIFICIA UNIVERSITÀ GREGORIANA


CITTA' DEL VATICANO, 3 NOV. 2006 (VIS). Alle ore 10:30 di questa mattina il Santo Padre Benedetto XVI si è recato in visita alla Pontificia Università Gregoriana. Al suo arrivo ha raggiunto la Cappella per un breve momento di preghiera e successivamente si è trasferito nel quadriportico dell'Università dove ha incontrato la Comunità dei Docenti, degli Studenti e dei Benefattori.

  Dopo le parole di saluto del Rettore Magnifico, Padre Gianfranco Ghrilanda, del Rappresentante degli studenti, Padre Bryan Lobo e del Segretario Generale, Luigi Allena, il Papa ha tenuto il suo discorso.

  Ricordando che nel 1972 ricevette l'invito a tenere un corso sulla Santissima Eucaristia agli studenti della Gregoriana, rivolgendosi ai Professori e agli Studenti, Benedetto XVI ha detto che "la fatica dello studio e dell'insegnamento, per avere senso in relazione al Regno di Dio, deve essere sostenuta dalle virtù teologali. Infatti, l'oggetto immediato della scienza teologica, nelle sue diverse specificazioni, è Dio stesso, rivelatosi in Gesù Cristo, Dio con un volto umano".

  "Oggi non si può non tener conto del confronto con la cultura secolare" - ha proseguito il Pontefice - "che in molte parti del mondo tende sempre più non solo a negare ogni segno della presenza di Dio nella vita della società e del singolo, ma con vari mezzi, che disorientano e offuscano la retta coscienza dell'uomo, cerca di corrodere la sua capacità di mettersi in ascolto di Dio".

  "Non si può prescindere poi," - ha detto ancora il Papa - "dal rapporto con le altre religioni, che si rivela costruttivo solo se evita ogni ambiguità che in qualche modo indebolisca il contenuto essenziale della fede cristiana in Cristo unico Salvatore di tutti gli uomini e nella Chiesa sacramento necessario di salvezza per tutta l'umanità".

  "Non posso in questo momento dimenticare le altre scienze umane che in questa insigne Università vengono coltivate (...), quali la psicologia, le scienze sociali, la comunicazione sociale. (...) Proprio perché tali scienze riguardano l'uomo non possono prescindere dal riferimento a Dio. Infatti, l'uomo, sia nella sua interiorità che nella sua esteriorità, non può essere pienamente compreso se non lo si riconosce aperto alla trascendenza".

  "Privo del suo riferimento a Dio, l'uomo non può rispondere alle domande fondamentali che agitano e agiteranno sempre il suo cuore riguardo al fine e quindi al senso della sua esistenza. Conseguentemente neppure è possibile immettere nella società quei valori etici che soli possono garantire una convivenza degna dell'uomo. Il destino dell'uomo senza il suo riferimento a Dio non può che essere la desolazione dell'angoscia che conduce alla disperazione. Solo in riferimento al Dio-Amore, che si è rivelato in Gesù Cristo, l'uomo può trovare il senso della sua esistenza e vivere nella speranza, pur nell'esperienza dei mali che feriscono la sua esistenza personale e la società in cui vive. La speranza fa sì che l'uomo non si chiuda in un nichilismo paralizzante e sterile, ma si apra all'impegno generoso nella società in cui vive per poterla migliorare". 

  Sottolineando che "La formazione integrale dei giovani è uno degli apostolati tradizionali della Compagnia di Gesù fin dalle sue origini", il Santo Padre ha ricordato che si sta portando a termine "il rinnovamento degli Statuti dell'Università e dei Regolamenti Generali, come anche degli Statuti e dei Regolamenti delle diverse Facoltà, Istituti e Centri" ed ha affermato che: "Questo contribuirà a meglio definire l'identità della Gregoriana, consentendo la redazione di programmi accademici più adeguati all'adempimento della missione che le è propria".

  "Come Università ecclesiastica pontificia" - ha concluso Benedetto XVI - "questo Centro accademico è impegnato a 'sentire in Ecclesia et cum Ecclesia'. È un impegno che nasce dall'amore per la Chiesa, nostra Madre e Sposa di Cristo".

  Al termine della visita, prima di rientrare in Vaticano, il Papa è sceso nei locali del Centro Convegni "Matteo Ricci" dove ha incontrato la comunità religiosa dei Gesuiti.
BXVI-VISITA/UNIVERSITÀ GREGORIANA/GHIRLANDA    VIS 20061103 (640)


COMUNICATO RELATIVO VIAGGIO DEL SANTO PADRE IN TURCHIA


CITTA' DEL VATICANO, 2 NOV. 2006 (VIS). Un Comunicato della Sala Stampa della Santa Sede, reso pubblico oggi, rende noto quanto segue: "A proposito dei commenti apparsi sulla stampa circa la possibile assenza del Primo Ministro turco Signor Recep Tayyip Erdogan durante la visita del Santo Padre in Turchia (28 novembre - 1 dicembre), è bene precisare che la Santa Sede era già da tempo informata - nel corso della preparazione del viaggio - circa la concomitanza con l'importante impegno del Primo Ministro per il vertice della NATO in Lettonia, ed era altresì informata che il Capo del Governo avrebbe cercato di essere presente in Turchia per incontrare il Santo Padre ma che non poteva garantirlo, e in caso di assenza sarebbe stato rappresentato da altra importante autorità del Governo, cioè il Vice Primo Ministro".
OP/VIAGGIO PAPA TURCHIA/ERDOGAN                   VIS 20061103 (140)


ALTRI ATTI PONTIFICI


CITTA' DEL VATICANO, 1 NOV. 2006 (VIS). Il Santo Padre ha nominato il Padre Armando Martín Gutiérrez, dei Figli dell'Amore Misericordioso (F.A.M.), Vescovo di Bacabal (superficie: 15.867; popolazione: 494.564; cattolici: 454.958; sacerdoti: 27; religiosi: 62), Brasile. Il Vescovo eletto, finora formatore della sua Congregazione nell'Arcidiocesi di Fermo (Italia), è nato nel 1954 a Madrid (Spagna), ha emesso la prima professione nella Congregazione dei Figli dell'Amore Misericordioso nel 1974 e quella perpetua nel 1978 ed è stato ordinato sacerdote nel 1979.
NER/.../MARTÍN GUTIÉRREZ                                     VIS 20061103 (90)


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