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Il Vatican Information Service (VIS), istituito nell'ambito della Sala Stampa della Santa Sede, è un bollettino telematico che diffonde notizie relative all'attività magistrale e pastorale del Santo Padre e della Curia Romana...

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mercoledì 7 giugno 2006

PIETRO, CUSTODE DELLA COMUNIONE CON CRISTO


CITTA' DEL VATICANO, 7 GIU. 2006 (VIS). "Pietro, la roccia su cui Cristo ha fondato la Chiesa", custode della comunione con Cristo, è stato il tema della catechesi del Santo Padre Benedetto XVI per l'Udienza Generale di oggi, tenutasi in Piazza San Pietro con la partecipazione di oltre 50.000 persone.

Il Papa ha cominciato la catechesi ricordando l'Evangelista Giovanni il quale, "raccontando del primo incontro di Gesù con Simone, fratello di Andrea, registra un fatto singolare: Gesù, 'fissando lo sguardo su di lui, disse: Tu sei Simone, il figlio di Giovanni; ti chiamerai Kefa (che vuol dire Pietro)'".

"Il dato" - ha spiegato il Santo Padre - "acquista particolare rilievo se si tiene conto che, nell'Antico Testamento, il cambiamento del nome prelude in genere all'affidamento di una missione". Sottolineando questo dato, Benedetto XVI ha citato alcuni episodi del Vangelo dove si evidenzia "la volontà di Cristo di attribuire a Pietro uno speciale rilievo all'interno del Collegio Apostolico", come quando il Maestro va ad alloggiare nella casa di Pietro o sulla riva del lago di Genesaret quando sceglie la barca di Simone.

"Pietro stesso è, del resto, consapevole di questa sua posizione particolare" - ha proseguito il Pontefice - "è lui che spesso, a nome anche degli altri, parla chiedendo la spiegazione di una parabola difficile, o il senso esatto di un precetto. (...) Ugualmente decisa è la professione di fede che, ancora a nome dei Dodici, egli fa nei pressi di Cesarea di Filippo. A Gesù che chiede: 'Voi chi dite che io sia?', Pietro risponde: 'Tu sei il Cristo, il Figlio del Dio vivente'".

"Di rimando Gesù pronuncia allora la dichiarazione solenne che definisce, una volta per tutte, il ruolo di Pietro nella Chiesa: 'E io ti dico: Tu sei Pietro e su questa pietra edificherò la mia Chiesa... A te darò le chiavi del regno dei cieli, e tutto ciò che legherai sulla terra sarà legato nei cieli e tutto ciò che scioglierai sulla terra sarà sciolto nei cieli'".

"Le tre metafore a cui Gesù ricorre sono in se stesse molto chiare: Pietro sarà il fondamento roccioso su cui poggerà l'edificio della Chiesa; egli avrà le chiavi del Regno dei cieli per aprire o chiudere a chi gli sembrerà giusto; infine, egli potrà legare o sciogliere nel senso che potrà stabilire o proibire ciò che riterrà necessario per la vita della Chiesa, che è e resta di Cristo. È così descritto (...) quello che la riflessione successiva qualificherà con il termine di 'primato di giurisdizione'".

Dopo la risurrezione, sarà Pietro tra gli Apostoli, il primo testimone di un'apparizione del Risorto. "Questo suo ruolo, (...), segna la continuità fra la preminenza avuta nel gruppo apostolico e la preminenza che continuerà ad avere nella comunità nata con gli eventi pasquali".

"Il fatto, poi, che diversi dei testi chiave riferiti a Pietro possano essere ricondotti al contesto dell'Ultima Cena, in cui Cristo conferisce a Pietro il ministero di confermare i fratelli, mostra come la Chiesa che nasce dal memoriale pasquale celebrato nell'Eucaristia, abbia nel ministero affidato a Pietro uno dei suoi elementi costitutivi".

"Questo è il primato detto per tutti i tempi" - ha concluso la catechesi, il Santo Padre parlando a braccio - "Pietro deve essere il custode della comunione con Cristo, guidare alla comunione con Cristo e guidare la comunione così che la rete non si rompe ma rimane la grande comunione universale per cui solo possiamo insieme essere con Cristo che è il Signore di tutti noi ed è la sua responsabilità garantendo così la comunione con Cristo, con la carità di Cristo, anche guidare alla realizzazione di questa carità nella vita di ogni giorno".

"Preghiamo che il primato di Pietro affidato a povere persone umane possa sempre essere esercitato in questo senso originario voluto dal Signore e possa così essere anche sempre più nel suo vero significato riconosciuto dai fratelli ancora non in piena comunione con noi".

Al termine dell'Udienza Generale, il Papa ha ricevuto nel corso di una breve cerimonia, il titolo di cittadino onorario di Altötting (Germania).
AG/PIETRO:FONDAMENTO CHIESA/... VIS 20060607 (680)

ALTRI ATTI PONTIFICI


CITTA' DEL VATICANO, 7 GIU. 2006 (VIS). Il Santo Padre ha nominato:

- Il Vescovo Osvino José Both, Arcivescovo Ordinario Militare per il Brasile (sacerdoti: 149; religiosi: 8; diaconi permanenti: 5), Brasile. L'Arcivescovo eletto, dal 1995 Vescovo di Novo-Hamburgo (Brasile), è nato nel 1938 a Três Arroios (Brasile), ha ricevuto l'ordinazione sacerdotale nel 1967 e l'ordinazione episcopale nel 1990.

- Ausiliari dell'Arcidiocesi di Quito (superficie: 11.167; popolazione: 2.210.750; cattolici: 1.989.675; sacerdoti: 482; religiosi: 2.490; diaconi permanenti: 3), Ecuador:

- Il Monsignor René Coba Galarza. Il Vescovo eletto, finora Vicario Generale della medesima Arcidiocesi, è nato in Quito (Ecuador) nel 1957 ed è stato ordinato sacerdote nel 1982.

- Don Danilo Echeverría Verdesoto. Il Vescovo eletto, finora Rettore del Seminario Maggiore "Nuestra Señora de la Esperanza", di Ibarra (Ecuador), è nato a Quito (Ecuador), nel 1962, ed è stato ordinato sacerdote nel 1988.

- Dom Gregório (Leozírio) Paixão Neto, O.S.B., Vescovo Ausiliare dell'Arcidiocesi di São Salvador da Bahia (superficie: 6.241; popolazione: 3.656.156; cattolici: 2.595.256; sacerdoti: 263; religiosi: 1.042; diaconi permanenti: 58), Brasile. Il Vescovo eletto, finora Direttore del Collegio del Monastero di "São Bento" e Consultore economico nella medesima Arcidiocesi, è nato nel 1962 ad Aracaju (Brasile) ed è stato ordinato sacerdote nel 1986.
NER:NEA/.../... VIS 20060607 (210)

martedì 6 giugno 2006

EDUCARE GIOVANI ALLA FEDE COMPITO FONDAMENTALE


CITTA' DEL VATICANO, 6 GIU. 2006 (VIS). Nel pomeriggio di ieri, nella Basilica di San Giovanni in Laterano, Cattedrale di Roma, il Santo Padre Benedetto XVI ha aperto i lavori del Convegno Ecclesiale Diocesano, in corso dal 5 all'8 giugno, sul tema: "La gioia della fede e l'educazione delle nuove generazioni".

Nelle sue riflessioni il Papa ha ribadito che: "Educare le nuove generazioni alla fede è un compito grande e fondamentale che coinvolge l'intera comunità cristiana", e benché ciò sia diventato "particolarmente difficile", proprio per questo è "ancora più importante e quanto mai urgente".
"La certezza e questa gioia di essere amati da Dio deve essere resa in qualche modo palpabile e concreta per ciascuno di noi, e soprattutto per le giovani generazioni che stanno entrando nel mondo della fede".

Il Santo Padre ha sottolineato che "È indispensabile (...) che le nuove generazioni possano fare esperienza della Chiesa come di una compagnia di amici davvero affidabile, vicina in tutti i momenti e le circostanze della vita, (...) una compagnia che non ci abbandonerà mai nemmeno nella morte, perché porta in sé la promessa dell'eternità".

"Specialmente gli adolescenti e i giovani" - ha proseguito il Pontefice - "hanno bisogno di essere liberati dal pregiudizio diffuso che il cristianesimo, con i suoi comandamenti e i suoi divieti, ponga troppi ostacoli alla gioia dell'amore, in particolare impedisca di gustare pienamente quella felicità che l'uomo e la donna trovano nel loro reciproco amore. Al contrario, la fede e l'etica cristiana non vogliono soffocare ma rendere sano, forte e davvero libero l'amore: proprio questo è il senso dei dieci Comandamenti, che non sono una serie di 'no', ma un grande 'sì' all'amore e alla vita. L'amore umano infatti ha bisogno di essere purificato, di maturare e anche di andare al di là di se stesso, per poter diventare pienamente umano, per essere principio di una gioia vera e duratura, per rispondere quindi a quella domanda di eternità che porta dentro di sé e alla quale non può rinunciare senza tradire se stesso. È questo il motivo sostanziale per il quale l'amore tra l'uomo e la donna si realizza pienamente solo nel matrimonio".

Benedetto XVI ha sottolineato ancora che "la questione della verità (...) deve anzi occupare uno spazio centrale. (...) Nella fede accogliamo infatti il dono che Dio fa di se stesso rivelandosi a noi, creature fatte a sua immagine; accogliamo e accettiamo quella Verità che la nostra mente non può comprendere fino in fondo e non può possedere, ma che proprio per questo dilata l'orizzonte della nostra conoscenza e ci permette di giungere al Mistero in cui siamo immersi e di ritrovare in Dio il senso definitivo della nostra esistenza".

Un'altra dimensione della fede, ha continuato il Papa è "quella di affidarsi ad una persona: non ad una persona qualsiasi ma a Gesù Cristo, e al Padre che lo ha inviato. (...) Egli riempie il nostro cuore, lo dilata e lo colma di gioia, spinge la nostra intelligenza verso orizzonti inesplorati, offre alla nostra libertà il suo decisivo punto di riferimento, risollevandola dalle angustie dell'egoismo e rendendola capace di amore autentico".

Riferendosi successivamente ai progressi della scienza, il Papa ha affermato che essi: "non di rado vengono presentati come contrapposti alle affermazioni della fede, provocando confusione e rendendo più difficile l'accoglienza della verità cristiana. (...) Perciò il dialogo tra fede e ragione, se condotto con sincerità e rigore, offre la possibilità di percepire, in modo più efficace e convincente, la ragionevolezza della fede in Dio - non in un Dio qualsiasi ma in quel Dio che si è rivelato in Gesù Cristo - e altresì di mostrare che nello stesso Gesù Cristo si trova il compimento di ogni autentica aspirazione umana".

Sottolineando che, oltre all'esperienza della fede "esiste però uno spazio privilegiato nel quale questo incontro si realizza nella maniera più diretta", uno spazio che è "la preghiera", il Papa ha lanciato un appello dicendo: "Chiedo a tutta l'amata Chiesa di Roma, in particolare alle anime consacrate, specialmente dei Monasteri di clausura, di essere assidui nella preghiera, spiritualmente uniti a Maria nostra Madre, di adorare Cristo vivo nell'Eucaristia, di innamorarvi sempre più di Lui, che è il nostro fratello e amico vero, lo sposo della Chiesa, il Dio fedele e misericordioso che ci ha amati per primo. Così voi giovani sarete pronti e disponibili ad accogliere la sua chiamata, se Egli vi vorrà totalmente per sé, nel sacerdozio o nella vita consacrata".

"Nella misura in cui ci nutriamo di Cristo e siamo innamorati di Lui" - ha concluso il Pontefice - "avvertiamo anche dentro di noi lo stimolo a portare altri verso di Lui: la gioia della fede infatti non possiamo tenerla per noi, dobbiamo trasmetterla. Questo bisogno diventa ancora più forte e urgente in presenza di quella strana dimenticanza di Dio che esiste oggi in vaste parti del mondo, e in certa misura anche qui a Roma".
AC/FEDE:GIOVANI/... VIS 20060606 (820)

ALTRI ATTI PONTIFICI


CITTA' DEL VATICANO, 6 GIU. 2006 (VIS). Il Santo Padre ha nominato Vescovi Ausiliari della Diocesi di Brooklyn (superficie: 466; popolazione: 4.698.009; cattolici: 1.832.235; sacerdoti: 771; religiosi: 1.452; diaconi permanenti: 152), New York, Stati Uniti d'America:

- Il Monsignore Octavio Cisneros. Il Vescovo eletto, nato a La Habana (Cuba), nel 1945 ed ordinato sacerdote nel 1971, è stato finora Rettore della "Cathedral Seminary Residence of the Immaculate Conception a Douglaston e Segretario per la Formazione Sacerdotale.

- Il Monsignore Guy Sansaricq. Il Vescovo eletto, nato a Jérémie (Haiti) nel 1934, ed ordinato sacerdote nel 1960, è stato finora Parroco della Parrocchia "Saint Jerome" della medesima Diocesi e Direttore Nazionale dell'Apostolato Haitiano.

- Il Monsignore Frank J. Caggiano. Il Vescovo eletto, nato nel 1959 a Brooklyn (Stati Uniti d'America), ed ordinato sacerdote nel 1987, è stato finora Vicario per l'Evangelizzazione e la Vita Pastorale della medesima Diocesi.
NEA/.../CISNEROS:SANSARICQ:CAGGIANO VIS 060606 (150)

DOCUMENTO FAMIGLIA E PROCREAZIONE UMANA


CITTA' DEL VATICANO, 6 GIU. 2006 (VIS). Il Pontificio Consiglio per la Famiglia, fondato 25 anni fa da Giovanni Paolo II, con il Motu Proprio "Familia a Deo instituta", e presieduto dal Cardinale Alfonso López Trujillo, ha pubblicato oggi un Documento intitolato: "Famiglia e procreazione umana".

Il testo, come si legge in una nota esplicativa del Padre Abelardo Casado Lobato, O.P., Consultore del Pontificio Consiglio per la Famiglia, "è destinato ad essere oggetto di studio sia nell'aspetto dottrinale che nella sua applicazione pastorale". L'Introduzione del Documento espone "il rapporto fra i due poli del medesimo tema: famiglia e procreazione".

L'argomento è sviluppato in quattro capitoli che ricordano: "Che la famiglia è l'unico luogo appropriato alla procreazione", e che "La procreazione integrale in seno alla famiglia, include tutti i suoi aspetti sociali, giuridici, politici, economici e culturali". Un quinto capitolo espone "due prospettive complementari, la teologale in quanto la famiglia umana è immagine della trinità e la pastorale perché la famiglia è alla base della chiesa ed è essa stessa sede della evangelizzazione".

"Nel presente Documento" - precisa la nota - "si fa riferimento soprattutto al Concilio Vaticano II, al Magistero di Papa Giovanni Paolo II che ha dedicato grande attenzione alla famiglia, al Catechismo della Chiesa cattolica ed al recente "Compendio della dottrina sociale della Chiesa". Tutto ciò indica che il Documento intende proporre una lettura dottrinale del problema ed aprire le porte alla ricerca futura sulle questioni attualmente oggetto di dibattito".

L'Introduzione ripropone quanto affermato da Giovanni Paolo II alla III Conferenza Generale dell'Episcopato Latinoamericano (Puebla, Messico, 1979), "la Chiesa ha il diritto e il dovere di proclamare la Verità sull'uomo e parimenti cerca la verità tutta intera. L'uomo non è solo un 'animale razionale' è anche un essere familiare. La famiglia è connaturale all'uomo ed è stata istituita da Dio. Però oggi l'uomo è diventato un enigma per se stesso e vive la crisi più acuta di tutta la storia nella sua dimensione familiare: la famiglia è oggetto di attacchi come mai prima nel passato; i nuovi modelli di unione la distruggono; le tecniche di procreazione estromettono totalmente l'amore umano; le politiche di controllo della natalità conducono all'attuale 'inverno demografico' (...) Percorrendo tali strade (...) noi giungiamo ad un mondo 'postumano'. L'uomo deve essere salvato".

La comprensione della procreazione umana, si legge ancora nel testo, può essere analizzata sotto diverse prospettive: "storica", che riafferma il valore attribuito alla discendenza, "antropologica", "religiosa" che situa l'uomo di fronte a Dio Creatore che infonde l'anima in ogni individuo e conta sulla collaborazione dell'uomo per raggiungere la pienezza dell'essere umano".

"La procreazione che è il mezzo di trasmissione della vita mediante l'unione amorosa dell'uomo e della donna" - sottolinea il Documento - "deve essere umana". Cioè "frutto degli atti dell'uomo" e "inoltre frutto dell'atto umano, libero, razionale, responsabile della trasmissione della vita (...). L'atto unitivo dell'uomo e della donna non può essere separato dalla sua dimensione connaturale, che è la procreazione, e rende possibile la paternità e la maternità responsabile. La morale coniugale poggia unicamente su questa base".

"I documenti dottrinali della Chiesa, come l'Enciclica "Humanae vitae" e l'Esortazione Apostolica "Familiaris consortio" trattano della dignità fondamentale della persona umana e della sua dimensione etica. La condanna radicale dell'aborto e il rifiuto di separare le due dimensioni, la unitiva e la procreativa, come la riduzione della sessualità alla mera funzione fruitiva, hanno il loro fondamento nell'essere personale e nella sua dignità".

"La soluzione di tutto ciò risiede nella comprensione integrale dell'uomo. Senza una metantropolgia dell'essere, della sostanza, dello spirito, non vi è comprensione totale dell'umano, perché i concetti di persona e di essere sono svuotati di contenuto. Morale e religione, valori fondamentali e decisivi, si riducono ad "assunto privato". Pertanto è urgente ritornare alla metafisica per riscoprire il senso dell'umano nell'uomo".

"L'uomo è un essere familiare e per questo è un essere sociale, politico, economico, culturale, giuridico e religioso. La famiglia che tocca tutti questi aspetti essenziali, ha bisogno di servizi, aiuto, protezione e costante promozione. Il Documento indica come devono svilupparsi questi elementi e ribadisce la dimensione giuridica del problema, ricordando che la Santa Sede, già nel 1983, ha pubblicato la prima "Carta dei diritti della Famiglia", coraggiosa difesa di questa istituzione.

"La dottrina relativa alla procreazione umana integrale (...) è confermata dalla teologia della creazione e dal mistero della salvezza rivelato in Gesù Cristo e diffuso nella nuova evangelizzazione. Il Creatore ha donato all'essere umano l'unità e il Redentore ha assunto la condizione familiare a Nazareth ed ha ricordato a tutti come la famiglia era dal principio nel piano divino: due in una sola carne".
CON-F/PROCREAZIONE:FAMIGLIA/LOBATO VIS 20060606 (810)

lunedì 5 giugno 2006

PRIMO MINISTRO BLAIR RICEVUTO DAL PAPA


CITTA' DEL VATICANO, 3 GIU. 2006 (VIS). Di seguito riportiamo il testo della dichiarazione del Dr. Joaquín Navarro-Valls, Direttore della Sala Stampa della Santa Sede, rilasciata a seguito dell'Incontro del Santo Padre Benedetto XVI con il Primo Ministro di Gran Bretagna, Signor Tony Blair:

"Nel corso del cordiale colloquio l'argomento principale è stato il ruolo della religione nella politica e nelle società. È stato evidenziato il contributo che i valori comuni fra le religioni possono dare al dialogo, in particolare con l'Islam moderato, soprattutto nei temi della solidarietà e della pace".

"Si è parlato inoltre dell'Africa evidenziando l'esigenza che la comunità mondiale favorisca e sostenga con ogni mezzo la pacifica convivenza e lo sviluppo di quel Continente".

"Si è preso atto, infine, dei progressi decisivi del processo di pace in Irlanda del Nord".
OP/UDIENZA BLAIR/NAVARRO-VALLS VIS 20060605 (140)

UDIENZE

CITTA' DEL VATICANO, 3 GIU. 2006 (VIS). Il Santo Padre ha ricevuto questa mattina in udienze separate:

- Il Cardinale Giovanni Battista Re, Prefetto della Congregazione per i Vescovi.

- Il Cardinale Telesphore Placidus Toppo, Arcivescovo di Ranchi (India).

- Il Vescovo Nikolaus Messmer, S.I., Amministratore Apostolico del Kyrgyzstan.

- Il Vescovo Athanasius Schneider, O.R.C., Ausiliare di Karaganda (Kazakhstan).
AP/.../... VIS 20060605 (60)

PIÙ DI 400.000 PERSONE INCONTRO MOVIMENTI ECCLESIALI


CITTA' DEL VATICANO, 3 GIU. 2006 (VIS). Alle 17:30 di oggi pomeriggio, il Santo Padre Benedetto XVI ha incontrato più di 400.000 rappresentanti dei Movimenti Ecclesiali e delle Nuove Comunità.

Prima dell'inizio della Veglia di Pentecoste, il Papa ha percorso in autovettura panoramica scoperta Piazza San Pietro e l'adiacente Via della Conciliazione, salutando e benedicendo i presenti.

Dopo l'indirizzo di omaggio al Santo Padre del Presidente del Pontificio Consiglio per i Laici, Arcivescovo Stanislaw Rylko, e la lettura di un Messaggio della Fondatrice dell'Opera di Maria (Movimento dei Focolari), Chiara Lubich, ha avuto luogo il Canto dei Vespri della Veglia di Pentecoste.

Alla lettura di ognuno dei tre Salmi sono seguite le riflessioni di Andrea Riccardi, Fondatore della Comunità di Sant'Egidio, di Kiko Argüello, Fondatore del Cammino Neo-Catecumenale e di Monsignor Julián Carrón, Presidente della Fraternità di Comunione d Liberazione.

Il Santo Padre ha quindi pronunciato l'omelia ricordando che Giovanni Paolo II convocò il primo Incontro analogo nel maggio 1998 e, definendolo "Grande evangelizzatore della nostra epoca", ha affermato che il defunto Pontefice, definì "provvidenziali" le Associazioni e le Comunità ecclesiali.

"La Pentecoste" - ha proseguito Benedetto XVI - "non è solo l'origine della Chiesa e perciò, in modo speciale, la sua festa; la Pentecoste è anche una festa della creazione. Il mondo non esiste da sé; proviene dallo Spirito creativo di Dio, dalla Parola creativa di Dio. (...) Proprio chi, come cristiano, crede nello Spirito Creatore, prende coscienza del fatto che non possiamo usare ed abusare del mondo e della materia come di semplice materiale del nostro fare e volere; che dobbiamo considerare la creazione come un dono affidatoci non per la distruzione, ma perché diventi il giardino di Dio e così un giardino dell'uomo".

"Egli ci viene incontro attraverso la creazione. Tuttavia, la creazione buona di Dio, nel corso della storia degli uomini, è stata ricoperta con uno strato massiccio di sporco che rende, se non impossibile, comunque difficile riconoscere in essa il riflesso del Creatore".

Ribadendo che "Vita e libertà - sono le cose a cui tutti noi aneliamo", Benedetto XVI ha affermato: "La vita la si trova soltanto donandola; non la si trova volendo impossessarsene. È questo che dobbiamo imparare da Cristo; e questo ci insegna lo Spirito Santo, che è puro dono, che è il donarsi di Dio".

Il Papa ha sottolineato che: "I Movimenti ecclesiali vogliono e devono essere scuole di libertà, di questa libertà vera. (...) In questo mondo, così pieno di libertà fittizie che distruggono l'ambiente e l'uomo, vogliamo, con la forza dello Spirito Santo, imparare insieme la libertà vera; costruire scuole di libertà; dimostrare agli altri con la vita che siamo liberi e quanto è bello essere veramente liberi nella vera libertà dei figli di Dio".

"Lo Spirito Santo, dando vita e libertà, dona anche unità. Sono tre doni, questi, inseparabili tra di loro. (...) Lo Spirito nei suoi doni è multiforme - lo vediamo. Se guardiamo la storia, se guardiamo questa assemblea qui in Piazza San Pietro - allora ci accorgiamo come Egli susciti sempre nuovi doni; vediamo quanto diversi siano gli organi che Egli crea, e come, sempre di nuovo, Egli operi corporalmente".

"Ma in Lui" - ha aggiunto il Pontefice - "molteplicità e unità vanno insieme. Egli soffia dove vuole. Lo fa in modo inaspettato, in luoghi inaspettati e in forme prima non immaginate. (...) Ed è anche proprio qui che la multiformità e l'unità sono inseparabili tra di loro. Egli vuole la vostra multiformità, e vi vuole per l'unico corpo, nell'unione con gli ordini durevoli - le giunture - della Chiesa, con i successori degli apostoli e con il successore di San Pietro".

Il Santo Padre ha esortato i presenti dicendo loro: "Prendete parte all'edificazione dell'unico corpo! I pastori staranno attenti a non spegnere lo Spirito e voi non cesserete di portare i vostri doni alla comunità intera".

"Lo Spirito Santo vuole l'unità, vuole la totalità. Perciò la sua presenza si dimostra soprattutto anche nello slancio missionario. Chi ha incontrato qualcosa di vero, di bello e di buono nella propria vita - l'unico vero tesoro, la perla preziosa! -, corre a condividerlo ovunque, in famiglia e nel lavoro, in tutti gli ambiti della propria esistenza".

"Cari amici" - ha concluso il Pontefice - "vi chiedo di essere, ancora di più, molto di più, collaboratori nel ministero apostolico universale del Papa, aprendo le porte a Cristo. Questo è il miglior servizio della Chiesa agli uomini e in modo tutto particolare ai poveri, affinché la vita della persona, un ordine più giusto nella società e la convivenza pacifica tra le nazioni trovino in Cristo la 'pietra angolare' su cui costruire l'autentica civiltà, la civiltà dell'amore".

A conclusione dell'omelia, ha avuto luogo la memoria del Sacramento della Confermazione caratterizzata dal rito del fuoco, dall'invocazione allo Spirito Santo e dalla professione di fede.

Dopo il canto del Magnificat, due rappresentanti dei Movimenti Ecclesiali: Luis Fernando Figari, Fondatore del Movimento di Vita Cristiana e Patti Gallagher Mansfield, del Rinnovamento Carismatico Cattolico, hanno ringraziato il Papa.
HML/INCONTRO MOVIMENTI ECCLESIALI/... VIS 20060605 (850)

DICHIARAZIONE RELATIVA SANTA SEDE ED IRAN


CITTA' DEL VATICANO, 3 GIU. 2006 (VIS). Il Dr. Joaquín Navarro-Valls, Direttore della Sala Stampa della Santa Sede, ha rilasciato nella tarda mattinata di oggi, la dichiarazione che di seguito riportiamo:

"Alcuni giornalisti hanno chiesto di conoscere come la Santa Sede veda i recenti sviluppi delle trattative internazionali sul programma nucleare iraniano".

"Assunte le dovute informazioni, questa Sala Stampa è in grado di comunicare che la Santa Sede appoggia, come sempre, ogni iniziativa rivolta ad un dialogo aperto e costruttivo. Essa è fermamente persuasa che anche le presenti difficoltà possano e debbano essere superate per via diplomatica, impiegando tutti i mezzi di cui la stessa diplomazia dispone".

"Appare in particolare necessario che, attraverso contatti confidenziali si rimuovano quegli elementi che oggettivamente impediscono la fiducia reciproca, senza mai scartare alcun segno di buona volontà dato da una parte o dall'altra, ed avendo riguardo all'onore ed alla sensibilità di ogni Paese. Si potranno così compiere passi di reciproco avvicinamento".
OP/SANTA SEDE:IRAN/NAVARRO-VALLS VIS 20060605 (160)

SPIRITO SANTO RISTABILISCE PONTE COMUNICAZIONE TERRA CIELO


CITTA' DEL VATICANO, 4 GIU. 2006 (VIS). Alle 10:00 di questa mattina, Solennità di Pentecoste, sul sagrato della Basilica Vaticana, il Santo Padre Benedetto XVI ha presieduto la Celebrazione dell'Eucaristia, concelebrata con alcuni Cardinali, alla quale hanno assistito decine di migliaia di persone, molte delle quali avevano partecipato, ieri, all'Incontro del Papa con i Movimenti ecclesiali e le nuove Comunità.

"Il giorno di Pentecoste" - ha detto il Santo Padre nell'omelia - "lo Spirito Santo scese con potenza sugli Apostoli; ebbe così inizio la missione della Chiesa nel mondo. Gesù stesso aveva preparato gli Undici a questa missione apparendo loro più volte dopo la sua risurrezione. (...) Restare insieme fu la condizione posta da Gesù per accogliere il dono dello Spirito Santo; presupposto della loro concordia fu una prolungata preghiera".

"Troviamo in tal modo delineata una formidabile lezione per ogni comunità cristiana" - ha spiegato il Papa -. "Si pensa talora che l'efficacia missionaria dipenda principalmente da un'attenta programmazione e dalla successiva intelligente messa in opera mediante un impegno concreto. Certo, il Signore chiede la nostra collaborazione, ma prima di qualsiasi nostra risposta è necessaria la sua iniziativa: è il suo Spirito il vero protagonista della Chiesa. Le radici del nostro essere e del nostro agire stanno nel silenzio sapiente e provvido di Dio".

Successivamente Benedetto XVI ha commentato le immagini - il vento e il fuoco - con le quali San Luca descrive "l'irrompere dello Spirito Santo", e che ricordano "il Sinai, dove Dio si era rivelato al popolo di Israele e gli aveva concesso la sua alleanza e con le quali l'Evangelista rappresenta "la Pentecoste come un nuovo Sinai, come la 'festa del nuovo Patto', in cui l'Alleanza con Israele è estesa a tutti i popoli della Terra".

In ragione di ciò "La Chiesa è cattolica e missionaria fin dal suo nascere. L'universalità della salvezza viene significativamente evidenziata dall'elenco delle numerose etnie a cui appartengono coloro che ascoltano il primo annuncio degli Apostoli. Il Popolo di Dio (...) viene quest'oggi ampliato fino a non conoscere più alcuna frontiera né di razza, né di cultura, né di spazio né di tempo. A differenza di quanto era avvenuto con la torre di Babele, quando gli uomini, intenzionati a costruire con le loro mani una via verso il cielo, avevano finito per distruggere la loro stessa capacità di comprendersi reciprocamente, nella Pentecoste lo Spirito, con il dono delle lingue, mostra che la sua presenza unisce e trasforma la 'confusione' in 'comunione'. (...) Lo Spirito Santo (...) rende i cuori capaci di comprendere le lingue di tutti, perché ristabilisce il ponte dell'autentica comunicazione fra la Terra e il Cielo. Lo Spirito Santo è l'Amore".

Per conoscere il "mistero dello Spirito Santo" è necessario ricordare le parole pronunciate da Gesù nell'Ultima Cena, quando gli Apostoli vennero presi da un senso di smarrimento e di tristezza nell'ascoltare l'annuncio della sua morte e della sua dipartita.

Gesù "Per confortarli spiega il significato del suo distacco: se ne andrà, ma tornerà; nel frattempo non li abbandonerà, non li lascerà orfani. Manderà il Consolatore, lo Spirito del Padre, e sarà lo Spirito a far conoscere che l'opera di Cristo è opera di amore: amore di Lui che si è offerto, amore del Padre che lo ha dato".

"Questo è il mistero della Pentecoste: lo Spirito Santo illumina lo spirito umano e, rivelando Cristo crocifisso e risorto, indica la via per diventare più simili a Lui, essere cioè 'espressione e strumento dell'amore che da Lui promana'"

Al termine della Celebrazione Eucaristica, Benedetto XVI ha recitato il "Regina Coeli" con i presenti esortandoli a riflettere sulla Pentecoste che "ci invita a tornare alle origini della Chiesa" ed ha citato la Costituzione Apostolica "Lumen Gentium" nella quale è scritto che lo Spirito "guida la Chiesa verso la verità tutta intera, la unifica nella comunione e nel servizio, la provvede di diversi doni gerarchici e carismatici, coi quali la dirige e la abbellisce dei suoi frutti".

"Tra le realtà suscitate dallo Spirito nella Chiesa" - ha sottolineato il Papa - "vi sono i Movimenti e le Comunità ecclesiali, che ieri ho avuto la gioia di incontrare in questa Piazza, in un grande raduno mondiale. Tutta la Chiesa, come amava dire il Papa Giovanni Paolo II, è un unico grande movimento animato dallo Spirito Santo, un fiume che attraversa la storia per irrigarla con la grazia di Dio e renderla feconda di vita, di bontà, di bellezza, di giustizia, di pace".
HML/PENTECOSTE/... VIS 20060605 (750)

ALTRI ATTI PONTIFICI


CITTA' DEL VATICANO, 3 GIU. 2006 (VIS). Il Santo Padre ha nominato:

- Il Vescovo Pius Mlungisi Dlungwane, finora Ausiliare della Diocesi di Marianhill, Vescovo della medesima Diocesi (superficie: 12.612; popolazione: 1.567.000; cattolici: 308.400; sacerdoti: 63; religiosi: 328), Sud Africa.

- Il Monsignore Mosè Marcia, Vescovo Ausiliare dell'Arcidiocesi di Cagliari (superficie: 4.041; popolazione: 563.061; cattolici: 562.857; sacerdoti: 349; religiosi: 1.139; diaconi permanenti: 30), Italia. Il Vescovo eletto, finora Economo della medesima Arcidiocesi e Padre Spirituale al Seminario Regionale Sardo, è nato a S. Sperate (Cagliari) nel 1943 ed è stato ordinato presbitero nel 1973.

- Il Dottor Domenico Giani, Direttore dei Servizi di Sicurezza e Protezione Civile dello Stato della Città del Vaticano e Ispettore Generale del Corpo della Gendarmeria, finora Vice Ispettore Vicario del medesimo Corpo.
NER:NEA:NA/.../DLUNGWANE:MARCIA:GIANI VIS 20060605 (140)

venerdì 2 giugno 2006

ACCADEMIA ECCLESIASTICA: PALESTRA AUTENTICA FORMAZIONE


CITTA' DEL VATICANO, 2 GIU. 2006 (VIS). Questa mattina il Santo Padre Benedetto XVI ha ricevuto l'Arcivescovo Justo Mullor García, Presidente della Pontificia Accademia Ecclesiastica, con gli alunni e gli ex-alunni della medesima.

Rivolgendosi agli alunni, provenienti da venti nazioni di quattro continenti, il Santo Padre ha detto: "Per un'adeguata preparazione alla missione che vi attende, voi siete chiamati anzitutto ad essere una comunità di preghiera, nella quale il rapporto con Dio sia costante, fedele, intenso e divenga per ognuno la linfa animatrice dell'intera esistenza. L'Eucaristia che celebrate quotidianamente sia il centro vitale, la sorgente e la radice di ogni vostra attività in questi anni e in futuro, quando svolgerete il ministero sacerdotale al servizio della Santa Sede nei vari Paesi. (...) Soltanto se sarete fedeli alla vostra vocazione potrete rendere un valido servizio alla Sede Apostolica".

"Oltre che scuola di preghiera" - ha proseguito il Pontefice - "la vostra Accademia vuole continuare ad essere una palestra di autentica formazione umana e teologica. (...) Oggi più che mai è indispensabile una solida cultura, che preveda, accanto alla necessaria formazione teologica, un approfondimento della dottrina perenne della Chiesa e delle linee direttrici dell'attività della Santa Sede a livello ecclesiale ed internazionale".

Ricordando che l'Accademia conta tre secoli di storia, Benedetto XVI ha sottolineato che: "La possibilità di risiedere a Roma (...) e il fatto che voi proveniate da vari continenti costituiscono una preziosa opportunità per alimentare lo spirito di unità e di comunione. (...) Aprite, pertanto, sempre più gli orizzonti della vostra mente e del vostro cuore all'universalità della Chiesa, sì da superare ogni tentazione di particolarismi ed individualismi".

Il Papa ha concluso il suo discorso esortando i futuri Nunzi Apostolici con queste parole. "Nel vostro itinerario formativo non manchi, infine, una filiale e genuina devozione alla Vergine Maria. Sia Lei ad aiutarvi a crescere nell'amore per Cristo e per la Chiesa e a tendere sempre alla santità, suprema ed irrinunciabile aspirazione della nostra esistenza cristiana e sacerdotale".
AC/PONTIFICIA ACCADEMIA ECCLESIASTICA/MULLOR VIS 20060602 (340)

GIORNATA MISSIONARIA MONDIALE: CARITÀ ANIMA MISSIONE


CITTA' DEL VATICANO, 2 GIU. 2006 (VIS). "La carità, anima della missione" è il tema del Messaggio del Santo Padre per la LXXX Giornata Missionaria Mondiale, che si celebrerà il 22 ottobre prossimo.

Nel Messaggio, datato 29 aprile, il Papa scrive: "Ogni comunità cristiana è chiamata (...) a far conoscere Dio che è Amore" e sottolinea che "l'uomo uscì dalle mani del Creatore come frutto di un'iniziativa d'amore" ed anche se "il peccato offuscò poi in lui l'impronta divina", Dio Padre inviò Suo Figlio unigenito per salvare "ogni umana creatura dalla schiavitù del male e della morte".

"Grazie a Cristo, buon Pastore che non abbandona la pecorella smarrita, è data la possibilità agli uomini di ogni tempo di entrare nella comunione con Dio. (...) Segno sorprendente di questo amore è la Croce".

Benedetto XVI segnala che "per amare secondo Dio occorre vivere in Lui e di Lui: è Dio la prima 'casa' dell'uomo e solo chi in Lui dimora arde di un fuoco di divina carità in grado di 'incendiare' il mondo. Non è forse questa la missione della Chiesa in ogni tempo? Non è allora difficile comprendere che l'autentica sollecitudine missionaria, primario impegno della Comunità ecclesiale, è legata alla fedeltà all'amore divino, e questo vale per ogni singolo cristiano, per ogni comunità locale, per le Chiese particolari e per l'intero Popolo di Dio".

"Proprio dalla consapevolezza di questa comune missione prende vigore la generosa disponibilità dei discepoli di Cristo a realizzare opere di promozione umana e spirituale che testimoniano, come scriveva l'amato Giovanni Paolo II nell'Enciclica 'Redemptoris missio', 'l'anima di tutta l'attività missionaria".

Il Santo Padre sottolinea che "Essere missionari significa allora amare Dio con tutto se stessi sino a dare, se necessario, anche la vita per Lui. Quanti sacerdoti, religiosi, religiose e laici, pure in questi nostri tempi, Gli hanno reso la suprema testimonianza di amore con il martirio!".

"Essere missionari" - scrive ancora il Pontefice - "è chinarsi, come il buon Samaritano, sulle necessità di tutti, specialmente dei più poveri e bisognosi, perché chi ama con il cuore di Cristo non cerca il proprio interesse, ma unicamente la gloria del Padre e il bene del prossimo. Sta qui il segreto della fecondità apostolica dell'azione missionaria, che travalica le frontiere e le culture, raggiunge i popoli e si diffonde fino agli estremi confini del mondo".

Il Papa auspica che la Giornata Missionaria Mondiale "sia utile occasione per comprendere sempre meglio che la testimonianza dell'amore, anima della missione, concerne tutti. (...) Accanto a coloro che sono in prima linea sulle frontiere dell'evangelizzazione - e penso qui con riconoscenza ai missionari e alle missionarie - molti altri, bambini, giovani e adulti con la preghiera e la loro cooperazione in diversi modi contribuiscono alla diffusione del Regno di Dio sulla terra. L'auspicio è che questa compartecipazione cresca sempre più grazie all'apporto di tutti".
MESS/GIORNATA MISSIONARIA MONDIALE/... VIS 20060602 (490)

MEDIA CEI: CONSERVARE FORME CRISTIANE TRADIZIONE ITALIANA


CITTA' DEL VATICANO, 2 GIU. 2006 (VIS). Questa mattina il Santo Padre Benedetto XVI ha ricevuto un gruppo di 1.200 dirigenti, giornalisti e tecnici del quotidiano "Avvenire", del Canale televisivo Sat2000, del Circuito radiofonico InBlu e dell'Agenzia Sir, con il Cardinale Camillo Ruini, Presidente della Conferenza Episcopale Italiana (CEI), alla quale sono collegati i suddetti mezzi di comunicazione.

"Cari amici" - ha detto il Papa - "voi svolgete una funzione davvero importante: anche mediante il vostro contributo, infatti, trova continuità l'impegno dei cattolici italiani per portare il Vangelo di Cristo nella vita della Nazione".

Successivamente Benedetto XVI ha ricordato la nascita del quotidiano "Avvenire" per volontà di Papa Paolo VI negli anni che seguirono il Concilio Vaticano II e l'ampliamento dei mezzi di comunicazione cattolica al campo dell'emittenza radiotelevisiva.

"Per cogliere il significato complessivo del lavoro a cui vi dedicate ogni giorno" - ha spiegato il Santo Padre - "può essere utile una breve riflessione sui rapporti tra fede e cultura" in Europa. "La cultura europea, come ben sapete, si è formata attraverso i secoli con il contributo del cristianesimo. A partire poi dall'Illuminismo la cultura dell'occidente si è andata allontanando dai suoi fondamenti cristiani con velocità crescente. Specialmente nel periodo più recente la dissoluzione della famiglie e del matrimonio, gli attentati alla vita umana ed alla sua dignità, la riduzione della fede ad esperienza soggettiva e la conseguente secolarizzazione della coscienza pubblica, ci mostrano con drammatica chiarezza le conseguenze di questo allontanamento".

"Esistono tuttavia in varie parti d'Europa" - ha proseguito il Pontefice - "esperienze e modalità di cultura cristiana che si affermano o che nuovamente emergono con slancio crescente. In particolare, la fede cattolica è ancora sostanzialmente presente nella vita del popolo italiano e i segni di una sua rinnovata vitalità sono visibili a tutti".

"Nel vostro lavoro di comunicatori che si ispirano al Vangelo è pertanto necessario un costante discernimento" - ha sottolineato il Santo Padre ricordando che i Pastori della Chiesa in Italia "sono solleciti nel conservare quelle forme cristiane che provengono dalla grande tradizione del popolo italiano e che plasmano la vita comunitaria, aggiornandole, purificandole laddove è necessario, ma soprattutto rafforzandole e incoraggiandole. È anche vostro compito sostenere e promuovere le nuove esperienze cristiane che stanno nascendo e aiutarle a maturare una sempre più chiara consapevolezza del proprio radicamento ecclesiale e del ruolo che possono svolgere nella società e nella cultura dell'Italia".

Benedetto XVI ha parlato dell'opera dei comunicatori come "di un lavoro da compiere non in maniera astratta o puramente intellettuale, ma essendo attenti ai mille risvolti della vita concreta di un popolo, ai suoi problemi, ai suoi bisogni e alle sue speranze".

"Non stancatevi" - ha concluso il Pontefice - "di costruire dei ponti di comprensione e comunicazione tra l'esperienza ecclesiale e l'opinione pubblica. Potrete così essere protagonisti di una comunicazione non evasiva ma amica al servizio dell'uomo di oggi".
AC/MEZZI COMUNICAZIONE CEI/RUINI VIS 20060602 (490)

IN MEMORIAM

CITTA' DEL VATICANO, 2 GIU. 2006 (VIS). Riportiamo di seguito i dati relativi ai Presuli deceduti nelle ultime settimane:

- Il Vescovo Gerardo de Andrade Ponte, emerito di Patos (Brasile), il 24 maggio, all'età di 81 anni.

- Il Vescovo Basil Filevich, emerito di Saskatoon degli Ucraini (Canada), il 20 aprile, all'età di 88 anni.

- L'Arcivescovo Raffaello Funghini, Presidente della Corte d'Appello dello Stato della Città del Vaticano, il 17 maggio, all'età di 77 anni.

- Il Vescovo Michael M. O'Shea, O.S.M., Vicario Apostolico di Ingwavuma (Sud Africa), il 30 maggio, all'età di 75 anni.

- Il Vescovo Oscar Serfilippi, O.F.M.Conv., emerito di Jesi (Italia), il 20 maggio, all'età di 76 anni.
.../DEFUNTI/... VIS 20060602 (120)

UDIENZE

CITTA' DEL VATICANO, 2 GIU. 2006 (VIS). Questa mattina il Santo Padre ha ricevuto in udienza il Cardinale Juan Luis Cipriani Thorne, Arcivescovo di Lima (Perù).

Nel pomeriggio è in programma che il Santo Padre riceva il Cardinale William Joseph Levada, Prefetto della Congregazione per la Dottrina della Fede.
AP/.../... VIS 20060602 (50)

giovedì 1 giugno 2006

FINE MESE MAGGIO: IL PAPA RINGRAZIA VERGINE SUA PROTEZIONE


CITTA' DEL VATICANO, 1 GIU. 2006 (VIS). Ieri sera alle 20:00, centinaia di persone hanno partecipato alla tradizionale Processione dell'ultimo giorno del mese di maggio, nei Giardini Vaticani. La Processione, dalla Chiesa di Santo Stefano degli Abissini, nei pressi dell'abside della Basilica Vaticana, alla Grotta della Beata Vergine di Lourdes, è stata guidata dall'Arcivescovo Angelo Comastri, Vicario Generale di Sua Santità per lo Stato della Città del Vaticano.

Il Santo Padre Benedetto XVI è giunto alla Grotta della Beata Vergine di Lourdes alle ore 21:00 e prima di impartire la Benedizione Apostolica, ha pronunciato un breve discorso.

Il Papa ha ricordato che il mese di maggio è stato "caratterizzato quest'anno dall'accoglienza dell'effigie della Madonna di Fatima in Piazza San Pietro, nel 25° anniversario dell'attentato all'amato Giovanni Paolo II, e segnato anche dal viaggio apostolico che il Signore mi ha dato di compiere in Polonia, dove ho potuto visitare i luoghi cari al grande mio Predecessore".

"Nel Santuario di 'Jasna Góra' a Czestochowa" - ha proseguito il Pontefice - "dove ho compreso ancor più quanto la nostra celeste Avvocata accompagni il cammino dei suoi figli, e non lasci inascoltate le suppliche che a Lei vengono rivolte con umiltà e fiducia. Desidero ringraziarLa ancora una volta insieme a voi per avermi accompagnato durante la visita nella cara terra di Polonia. Voglio anche esprimere a Maria la mia gratitudine per il sostegno che mi offre nel quotidiano servizio alla Chiesa. So di poter contare sul suo aiuto in ogni situazione; anzi so che Lei previene con intuito materno ogni necessità dei suoi figli e interviene efficacemente per sostenerli".

Benedetto XVI ha sottolineato che nell'odierna festa della Visitazione che commemora la visita
della Vergine alla cugina Elisabetta, "il nascosto protagonista è Gesù. Maria lo porta nel suo seno come in un sacro tabernacolo. (...) Dove giunge Maria è presente Gesù".

"Mai la vera devozione mariana offusca o diminuisce la fede e l'amore per Gesù Cristo nostro Salvatore, unico mediatore tra Dio e gli uomini. Al contrario l'affidamento alla Madonna è una via privilegiata, sperimentata da tanti santi, per una più fedele sequela del Signore. A Lei, dunque, affidiamoci con filiale abbandono!".

Il Papa ha concluso il suo breve discorso raccomandando alla preghiera dei fedeli la Veglia di sabato prossimo in Piazza San Pietro "con i Movimenti e le nuove Comunità laicali, queste promettenti realtà che son10o fiorite nella Chiesa dopo il Concilio Vaticano II".
AC/ROSARIO:MESE MAGGIO/GIARDINI VATICANI VIS 20060601 (410)

INTENZIONI APOSTOLATO PREGHIERA DEL PAPA MESE DI GIUGNO


CITTA' DEL VATICANO, 1 GIU. 2006 (VIS). L'intenzione Generale per l'Apostolato della Preghiera del Santo Padre Benedetto XVI per il mese di giugno è la seguente: "Perché le famiglie cristiane accolgano con amore ogni bambino che viene all'esistenza, e circondino con affetto i malati e gli anziani che hanno bisogno di cure e di assistenza".

L'intenzione Missionaria è la seguente: "Perché i Pastori e i fedeli cristiani considerino il dialogo interreligioso e l'opera di inculturazione del Vangelo come un quotidiano servizio da rendere alla causa dell'evangelizzazione dei Popoli".
BXVI-INTENZIONI PREGHIERA/GIUGNO/… VIS 20060601 (100)

MUSEI VATICANI: TESTIMONIANZA IMMUTABILE BELLEZZA DIVINA


CITTA' DEL VATICANO, 1 GIU. 2006 (VIS). Questa mattina il Santo Padre Benedetto XVI ha ricevuto i membri dell'Associazione "Patrons of the Arts" dei Musei Vaticani, giunti in pellegrinaggio a Roma per celebrare il quinto centenario della fondazione dei Musei Vaticani. I "Patrons of the Arts", associazione americana istituita nel 1983, contribuisce al finanziamento, al restauro e alla conservazione delle opere d'arte dei Musei Vaticani.

Il Papa ha ringraziato l'Associazione per il suo "continuo interesse", motivato non soltanto dalla difesa di un patrimonio culturale incomparabile, ma anche "da un generoso impegno nella missione evangelizzatrice della Chiesa".

"In tutte le epoche i cristiani hanno cercato di dare espressione alla loro visione della fede, della bellezza e dell'armonia della Creazione di Dio, la nobiltà della nostra vocazione di uomini e donne creati a sua immagine e somiglianza, e la promessa di un cosmo redento e trasfigurato dalla grazia di Cristo. I tesori artistici che ci circondano non sono soltanto meravigliosi monumenti di un lontano passato. Piuttosto per le centinaia di migliaia di visitatori che li contemplano anno dopo anno, essi rappresentano una perenne testimonianza della immutabile fede della Chiesa nel Dio Uno e Trino, il quale, nella memorabile frase di Sant'Agostino, è "La Bellezza sempre antica, sempre nuova".

"Cari amici, che il vostro sostegno ai Musei Vaticani porti abbondanti frutti spirituali nella vostra vita e faccia progredire la missione della Chiesa di portare tutti alla conoscenza e all'amore di Gesù Cristo; 'l'immagine del Dio invisibile' nel cui Eterno Spirito tutta la creazione è riconciliata, restaurata e rinnovata".
AC/MUSEI VATICANI/PATRONS ARTS VIS 20060601 (260)

DISPENSARE AL POPOLO CRISTIANO IL CIBO DELLA VERITÀ


CITTA' DEL VATICANO, 1 GIU. 2006 (VIS). Questa mattina il Santo Padre ha ricevuto i partecipanti alla Terza Riunione dell'XI Consiglio Ordinario della Segreteria Generale del Sinodo dei Vescovi, che, sotto la presidenza dell'Arcivescovo Nikola Eterovic, Segretario Generale del Sinodo dei Vescovi, sono impegnati a raccogliere ed ordinare le proposte emerse dall'ultimo Sinodo, sul tema: "L'Eucaristia: fonte e culmine della vita e della missione della Chiesa"., (ottobre 2005).

"L'odierno incontro" - ha detto Benedetto XVI - "è inoltre un'occasione propizia per porre ancora una volta in luce l'importanza della carità nell'attività dei Pastori della Chiesa. (...) Nutrire il gregge del Signore è pertanto ministero d'amore vigile, che esige totale dedizione fino all'esaurimento delle forze e, se necessario, al sacrificio della vita. È soprattutto l'Eucaristia la sorgente e il segreto dell'impulso permanente della nostra missione".

"In realtà, il Vescovo" - ha sottolineato il Santo Padre - "configura nella sua esistenza ecclesiale l'immagine di Cristo che ci nutre con la sua carne e il suo sangue. Dall'Eucaristia il Pastore trae vigore per esercitare quella particolare carità pastorale che consiste nel dispensare al popolo cristiano il cibo della verità".

"In particolare, non può essere taciuta la verità dell'Amore, perchè è l'essenza stessa di Dio. Predicarla sui tetti è non solo 'amoris officium', ma messaggio necessario per l'uomo di ogni tempo. La verità dell'amore evangelico interessa ogni uomo e tutto l'uomo, ed impegna il pastore a proclamarla senza timori e reticenza, mai cedendo ai condizionamenti del mondo".

Il Papa ha concluso il suo discorso ricordando ai Vescovi che "in un tempo come il nostro, segnato dal crescente fenomeno della globalizzazione, si rende sempre più necessario far giungere con vigore e chiarezza a tutti la verità di Cristo e il suo Vangelo di salvezza. I campi nei quali proclamare e testimoniare con amore la verità sono innumerevoli: tanta gente ne è assetata e non può essere lasciata languire in cerca di cibo".
AC/SINODO VESCOVI/... VIS 20060601 (320)

ALTRI ATTI PONTIFICI


CITTA' DEL VATICANO, 1 GIU. 2006 (VIS). Il Santo Padre ha nominato:

- Il Canonico Jérôme Beau, Vescovo Ausiliare dell'Arcidiocesi di Parigi (superficie: 105; popolazione: 2.221.000; cattolici: 1.554.700; sacerdoti: 1.286; religiosi: 3.557; diaconi permanenti: 93), Francia. Il Vescovo eletto, finora Rettore del Seminario della medesima Arcidiocesi, è nato nel 1957 a Parigi (Francia) ed è stato ordinato sacerdote nel 1984.

- Il Monsignore Jean-Yves Nahmias, Vescovo Ausiliare dell'Arcidiocesi di Parigi (superficie: 105; popolazione: 2.221.000; cattolici: 1.554.700; sacerdoti: 1.286; religiosi: 3.557; diaconi permanenti: 93), Francia. Il Vescovo eletto, finora Vicario Generale della medesima Arcidiocesi, è nato nel 1957 a Saint-Mandé (Francia), ed è stato ordinato sacerdote nel 1989.

- Il Reverendo Bernard Unabali, Vescovo Ausiliare della Diocesi di Bougainville (superficie: 11.230; popolazione: 185.000; cattolici: 148.900; sacerdoti: 26; religiosi: 63), Papua Nuova Guinea. Il Vescovo eletto, finora Vicario Generale della medesima Diocesi, è nato nel 1957 a Bolioko (Papua Nuova Guinea) ed è stato ordinato sacerdote nel 1985.
NEA/.../BEAU:NAHMIAS:UNABALI VIS 20060601 (160)

UDIENZE

CITTA' DEL VATICANO, 1 GIU. 2006 (VIS). Il Santo Padre ha ricevuto questa mattina in udienze separate:

- L'Arcivescovo Alfred Clifton Hughes, di New Orleans (Stati Uniti d'America).

- L'Arcivescovo Antoine Hamid Mourany, emerito di Damasco dei Maroniti (Siria).

- Il Signor Daniel Pérez del Castillo, Ambasciatore dell'Uruguay, in visita di congedo.
AP/.../... VIS 20060601 (60)

mercoledì 31 maggio 2006

BENEDETTO XVI RICORDA VIAGGIO APOSTOLICO IN POLONIA


CITTA' DEL VATICANO, 31 MAG. 2006 (VIS). Il Santo Padre Benedetto XVI ha dedicato la catechesi dell'Udienza Generale di oggi, al suo recente Viaggio in Polonia per "ripercorrere" insieme ai 35.000 pellegrini convenuti in Piazza San Pietro, le tappe del suo Viaggio Apostolico.

"Il mio pellegrinaggio è iniziato nel segno del sacerdozio" - ha detto il Papa ricordando l'incontro con i sacerdoti a Varsavia - "ed è poi proseguito con una testimonianza di sollecitudine ecumenica, resa nella chiesa luterana della Santissima Trinità. Nell'occasione ho ribadito il fermo proposito di considerare l'impegno per la ricostituzione della piena e visibile unità tra i cristiani una priorità del mio ministero".

Benedetto XVI ha parlato successivamente della "solenne Eucaristia" nella Piazza Pilsudski, luogo che ha acquistato "un valore simbolico, avendo ospitato eventi storici, come le Sante Messe celebrate da Giovanni Paolo II e quella per i funerali del Cardinale Primate Stefan Wyszynski, nonché alcune affollatissime celebrazioni di suffragio nei giorni dopo la morte del mio Predecessore".

Il Santo Padre ha citato anche "la visita ai Santuari che hanno segnato la vita del sacerdote e vescovo Karol Wojtyla: quelli di Czestochowa, di Kalwaria Zebrzydowska e della Divina Misericordia".

"Non potrò dimenticare la sosta nel celebre Santuario mariano di Jasna Góra (...) cuore della Nazione polacca" - ha detto Benedetto XVI - dove "ho voluto riproporre la fede come atteggiamento fondamentale dello spirito, che coinvolge l'intera persona. (...) Alla Vergine Addolorata" del Santuario di Kalwaria "ho chiesto di sostenere la fede della Comunità ecclesiale nei momenti di difficoltà e di prova; la successiva tappa nel Santuario della Divina Misericordia (...) mi ha dato modo di sottolineare che solo la Divina Misericordia illumina il mistero dell'uomo. Nel convento vicino a questo Santuario (...) Suor Faustina Kowalska ricevette un messaggio di fiducia per l'umanità, di cui Giovanni Paolo II si è fatto eco ed interprete".

Il Papa ha anche fatto riferimento agli "altri simbolici 'santuari'" visitati nel suo Viaggio: "Wadowice, località diventata famosa perché là Karol Wojtyla è nato ed è stato battezzato. (...) Le radici della sua fede robusta, della sua umanità così sensibile e aperta, del suo amore per la bellezza e la verità, della sua devozione alla Madonna, del suo amore per la Chiesa e sopratutto della sua vocazione alla santità sono in questa cittadina dove egli ha ricevuto la prima educazione e formazione" e la Cattedrale di Wawel nella cripta della quale "Karol Wojtyla celebrò la sua Prima Messa".

In merito all'incontro con i giovani nel parco di Blonie di Cracovia, il Santo Padre, citando la frase del suo predecessore "Rimanete saldi nella fede!", ha detto: "È questa la consegna che ho lasciato ai figli dell'amata Polonia, incoraggiandoli a perseverare nella fedeltà a Cristo e alla Chiesa, perché non manchi all'Europa e al mondo l'apporto della loro testimonianza evangelica. Tutti i cristiani devono sentirsi impegnati a rendere questa testimonianza, per evitare che l'umanità del terzo millennio possa conoscere ancora orrori simili a quelli tragicamente evocati dal campo di sterminio di Auschwitz-Birkenau".

"Di fronte all'orrore di Auschwitz" - ha soggiunto il Papa - "non c'è altra risposta che la Croce di Cristo: l'Amore sceso fino in fondo all'abisso del male, per salvare l'uomo alla radice, dove la sua libertà può ribellarsi a Dio".

"Non dimentichi l'odierna umanità Auschwitz e le altre 'fabbriche di morte' nelle quali il regime nazista ha tentato di eliminare Dio per prendere il suo posto!" - ha concluso il Pontefice - "Non ceda alla tentazione dell'odio razziale, che è all'origine delle peggiori forme di antisemitismo! Tornino gli uomini a riconoscere che Dio è Padre di tutti e tutti ci chiama in Cristo a costruire insieme un mondo di giustizia, di verità e di pace!".

Al termine dell'Udienza il Papa ha lanciato il seguente appello: "Il mio pensiero va ora alla cara Nazione di Timor Est, in questi giorni in preda a tensioni e violenze, che hanno provocato vittime e distruzioni. Mentre incoraggio la Chiesa locale e le organizzazioni cattoliche a continuare, insieme alle altre organizzazioni internazionali, nell'impegno di assistenza agli sfollati, vi invito a pregare la Vergine Santa affinché sostenga con la Sua materna protezione gli sforzi di quanti stanno contribuendo alla pacificazione degli animi e al ritorno alla normalità".
AC/POLONIA/... VIS 20060531 (710)

MOVIMENTI ECCLESIALI COSTRUTTORI MONDO MIGLIORE


CITTA' DEL VATICANO, 31 MAG. 2006 (VIS). Oggi è stato reso pubblico un Messaggio del Santo Padre Benedetto XVI ai partecipanti al II Congresso Mondiale dei Movimenti Ecclesiali e delle Nuove Comunità, in corso a Rocca di Papa, dal 31 maggio al 2 giugno, sul tema: "La bellezza di essere cristiani e la gioia di comunicarlo".

Riferendosi al tema del Congresso, il Papa afferma: "Nel corso dei secoli, il cristianesimo è stato comunicato e si è diffuso grazie alla novità di vita di persone e di comunità capaci di rendere una testimonianza incisiva di amore, di unità e di gioia. Proprio questa forza ha messo tante persone in 'movimento' nel succedersi delle generazioni. (...) Anche oggi Cristo continua a far echeggiare nel cuore di tanti quel 'vieni e seguimi' che può decidere del loro destino".

Il Santo Padre auspica che i movimenti ecclesiali "siano sempre scuole di comunione" e scrive: "Portate la luce di Cristo in tutti gli ambienti sociali e culturali in cui vivete. (...) Illuminate l'oscurità di un mondo frastornato dai messaggi contraddittori delle ideologie! (...) Quanto male è capace di produrre nella vita dell'uomo e delle nazioni la smania del potere, del possesso, del piacere! Portate in questo mondo turbato la testimonianza della libertà con cui Cristo ci ha liberati".

"Dove la carità si manifesta come passione per la vita e per il destino degli altri, irradiandosi negli affetti e nel lavoro e diventando forza di costruzione di un ordine sociali più giusto, lì si costruisce la civiltà capace di fronteggiare l'avanzata della barbarie. Diventate costruttori di un mondo migliore secondo l''ordo amoris' in cui si manifesta la bellezza della vita umana".

Il Papa sottolinea che i movimenti ecclesiali e le nuove comunità appartengono "alla struttura viva della Chiesa. Essa vi ringrazia per il vostro impegno missionario, per l'azione formativa che sviluppate in modo crescente sulle famiglie cristiane, per la promozione delle vocazioni al sacerdozio ministeriale e alla vita consacrata che sviluppate al vostro interno".

La Chiesa vi ringrazia anche, conclude il Pontefice "per la disponibilità che dimostrate ad accogliere le indicazioni operative non solo del Successore di Pietro, ma anche dei Vescovi delle diverse Chiese locali, che sono, insieme al Papa, custodi della verità e della carità nell'unità. Confido nella vostra pronta obbedienza. (...) Ogni problema deve essere affrontato dai Movimenti con sentimenti di profonda comunione, in spirito di adesione ai legittimi pastori".
MESS/MOVIMENTI ECCLESIALI:NUOVE COMUNITÀ/... VIS 20060531 (410)

ALTRI ATTI PONTIFICI

CITTA' DEL VATICANO, 31 MAG. 2006 (VIS). Il Santo Padre:

- Ha nominato il Padre Mário Marquez, O.F.M.Cap., Vescovo Ausiliare dell'Arcidiocesi di Vitória (superficie: 7.234; popolazione: 3.018.000; cattolici: 1.890.000; sacerdoti: 85; religiosi: 184), Brasile. Il Vescovo eletto, finora Parroco della Cattedrale "Rainha da Paz" dell'Ordinariato Militare del Brasile, è nato nel 1952 a Lucerna (Brasile), ha emesso la professione perpetua nell'Ordine dei Frati Minori Cappuccini nel 1979 ed ha ricevuto l'ordinazione presbiterale nel 1980.

- Ha accettato la rinuncia al governo pastorale della Diocesi di Idiofa (Repubblica Democratica del Congo), presentata dal Vescovo Louis Mbwôl-Mpasi, O.M.I., per raggiunti limiti d'età.
NEA:RE/.../MARQUEZ:MBWÔL-MPASI VIS 20060531 (110)

martedì 30 maggio 2006

MOVIMENTI ECCLESIALI E NUOVE COMUNITÀ CON IL PAPA


CITTA' DEL VATICANO, 30 MAG. 2006 (VIS). Questa mattina, presso la Sala Stampa della Santa Sede, si è tenuta la presentazione del II Congresso Mondiale dei Movimenti Ecclesiali e delle Nuove Comunità sul tema: "La bellezza di essere cristiani e la gioia di comunicarlo", (Rocca di Papa, 31 maggio - 2 giugno) e dell'Incontro che, il 3 giugno, vigilia di Pentecoste, il Santo Padre Benedetto XVI terrà con i Movimenti Ecclesiali e le Nuove Comunità in Piazza San Pietro.

Alla Conferenza Stampa sono intervenuti l'Arcivescovo Stanislaw Rylko, Presidente del Pontificio Consiglio per i Laici; il Vescovo Josef Clemens, Segretario ed il Professor Guzmán Carriquiry, Sotto-Segretario del medesimo Pontificio Consiglio.

L'Arcivescovo Rylko ha affermato che l'Incontro del 3 giugno, che fa seguito al primo tenutosi il 30 maggio 1998, "è un importante segnale di continuità con il magistero di Giovanni Paolo II, che in queste nuove realtà aggregative vedeva, doni preziosi dello Spirito alla Chiesa di oggi e un grande segno di speranza per l'umanità del nostro tempo".

Ricordando che i rapporti di Papa Benedetto XVI con i movimenti ecclesiali "risalgono alla metà degli anni Sessanta, quando era ancora Professore a Tübingen", il Presidente del Pontificio Consiglio per i Laici ha sottolineato che il Papa "vede nei movimenti 'modi forti di vivere la fede'" ed "il suo contributo teologico alla definizione dell'identità ecclesiale dei movimenti è fondamentale". Inoltre, dopo la sua elezione al Pontificato, "Benedetto XVI non ha cessato di manifestare attenzione nei confronti dei movimenti ecclesiali".

Riferendosi al Congresso Mondiale, organizzato dal Pontificio Consiglio per i Laici, l'Arcivescovo Rylko ha precisato che vi prenderanno parte i delegati di un centinaio di movimenti e nuove comunità, rappresentanti di dicasteri della Curia Romana ed una delegazione ecumenica.

"Al centro della riflessione del Congresso" - ha proseguito l'Arcivescovo Rylko - "la domanda, inevitabile per i discepoli del Signore: Come trasmettere lo splendore della bellezza di Cristo al mondo di oggi?".

Il Presidente del Pontificio Consiglio ha sottolineato che: "L'esperienza della bellezza di essere cristiani ha trovato e trova ai nostri giorni un terreno particolarmente fertile proprio nei movimenti ecclesiali e nelle nuove comunità".

"I cristiani" - ha concluso l'Arcivescovo Rylko - "devono annunciare al mondo che il Vangelo non è una utopia, ma cammino verso la vita piena, che la fede non è un fardello, un giogo che piega l'uomo, ma avventura affascinante che gli restituisce, con la sua piena umanità, tutta la dignità e la libertà dei figli di Dio, che Cristo è l'unica risposta al desiderio di felicità che ci portiamo nel cuore. In una parola, devono far risplendere la Bellezza che tanti hanno incontrato proprio grazie ai movimenti ecclesiali e alle nuove comunità".

Il Vescovo Josef Clemens ha spiegato a sua volta i criteri determinanti la struttura dei lavori e l'elezione dei relatori.

"Le tre relazioni principali" - ha detto - "saranno affidate ai Cardinali Christoph Schõnborn, O.P., Marc Ouellet, P.S.S. e Angelo Scola: a loro spetterà il compito di affrontare le questioni cristologiche ("Cristo, il più bello tra i figli di Adamo"), ecclesiologiche ("La bellezza di essere cristiani") e pastorali ("Movimenti ecclesiali e nuove comunità nella missione della Chiesa: priorità e prospettive"). La tavole rotonde consentiranno di avviare un confronto su due dimensioni fondamentali dell'azione di movimenti e nuove comunità: gli itinerari educativi e la testimonianza della bellezza di Cristo al mondo d'oggi".

"Abbiamo ricevuto numerosissime richieste di partecipazione" - ha precisato il Vescovo Clemens - "ma per ragioni logistiche il numero di congressisti sarà stato limitato a poco più di 300, in rappresentanza di oltre 100 movimenti e nuove comunità: più del doppio, quindi, delle realtà ecclesiali rappresentate al Congresso del '98".

"L'organizzazione delle veglie di preghiera a Roma è stata affidata all'iniziativa dei singoli movimenti e comunità. (...) Il Vicariato di Roma ha messo a disposizione le Basiliche e molte chiese della città, sia in centro che in periferia. (...) Avete a disposizione un elenco di queste iniziative sul sito internet (...) www.laici.org".

Successivamente il Vescovo Clemens ha spiegato la modalità dell'Incontro di Pentecoste con il Santo Padre ed ha detto: "La liturgia sarà preceduta da un programma di preparazione, fatto di preghiera e riflessione, durante il quale si rievocherà l'analogo incontro di Giovanni Paolo II (...) del '98, si richiameranno alla memoria gli interventi in quella occasione dell'allora Cardinale Ratzinger. (...) Un grande coro formato dai rappresentanti delle diverse aggregazioni ecclesiali animerà questa parte dell'incontro con i canti più significativi delle maggiori realtà presenti in Piazza San Pietro; il coro inoltre accoglierà festosamente l'arrivo del Santo Padre e accompagnerà il Papa durante l'ampio tragitto in Piazza San Pietro".

"Alle ore 18:00 inizierà la liturgia dei Vespri, presieduta dal Santo Padre. (...) È previsto il canto dei Salmi (...). Al termine di ognuno dei tre Salmi ascolteremo una riflessione di commento di tre iniziatori e responsabili di movimenti e nuove comunità. Dopo l'attesissima omelia del Santo Padre, si procederà alla memoria liturgica del Sacramento della Confermazione".

"È prevedibile una affluenza complessiva di oltre 300.000 persone (...) se la maggioranza proverrà, com'è ovvio dall'Italia" - ha concluso il Vescovo Clemens - "almeno 30.000 fedeli si stanno muovendo da tutta Europa, e tra di essi oltre 4.000 dalla Germania; aspettiamo inoltre 5.000 partecipanti dall'America Latina, 450 dall'Africa, 300 dall'Asia e oltre 100 dalla Chiesa che è in Oceania".

Il 4 giugno, Domenica di Pentecoste, il Papa celebrerà, alle ore 10:00, in Piazza San Pietro, la Santa Messa della Solennità di Pentecoste. Una nota dell'Ufficio delle Celebrazioni Liturgiche del Sommo Pontefice annuncia che sono invitati a partecipare i fedeli della Diocesi di Roma e i pellegrini presenti in città.
OP/MOVIMENTI:NUOVE COMUNITÀ/... VIS 20060530 (950)

ALTRI ATTI PONTIFICI


CITTA' DEL VATICANO, 30 MAG. 2006 (VIS). Il Santo Padre:

- Ha nominato l'Arcivescovo Wojciech Ziemba, finora Arcivescovo di Bialystok (Polonia), Arcivescovo dell'Arcidiocesi Metropolitana di Warmia (superficie: 12.000; popolazione: 710.000; cattolici: 693.000; sacerdoti: 510; religiosi: 452), Polonia. L'Arcivescovo Ziemba succede all'Arcivescovo Edmund Piszcz, del quale il Santo Padre ha accettato la rinuncia al governo pastorale della medesima Arcidiocesi presentata per raggiunti limiti d'età.

- Ha accettato la rinuncia all'ufficio di Ausiliare della Diocesi di Toledo (Stati Uniti d'America), presentata dal Vescovo Robert W. Donnelly, per raggiunti limiti d'età.
NER:RE/.../ZIEMBA:PISZCZ:DONNELLY VIS 20060530 (100)

lunedì 29 maggio 2006

GIOVANI: COSTRUITE LA VOSTRA CASA SULLA ROCCIA DI CRISTO


CITTA' DEL VATICANO, 27 MAG. 2006 (VIS). Al termine della visita alla Cattedrale di Wawel, il Santo Padre si è recato in autovettura panoramica al Parco di Blonie, luogo di tutte le celebrazioni presiedute da Giovanni Paolo II a Cracovia, per l'incontro con i giovani.

Dopo aver ascoltato il saluto del Cardinale Stanislaw Dziwisz, Arcivescovo di Cracovia, e le testimonianze di alcuni giovani, il Papa si è rivolto al milione di ragazzi e ragazze riuniti nel parco.

"Nel cuore di ogni uomo" - ha detto Benedetto XVI - c'è, (...), il desiderio di una casa. Tanto più in un cuore giovane c'è il grande anelito ad una casa propria (...). È la nostalgia di una casa di cui si possa essere orgogliosi (...). Questa nostalgia non è che il desiderio di una vita piena, felice, riuscita. Non abbiate paura di questo desiderio! (...) Non vi scoraggiate alla vista delle case crollate, dei desideri vanificati, delle nostalgie svanite. Dio Creatore, che infonde in un giovane cuore l'immenso desiderio della felicità, non lo abbandona poi nella faticosa costruzione di quella casa che si chiama vita".

"Come costruire quella casa chiamata vita? Gesù (...) ci esorta a costruire sulla roccia. Soltanto così infatti la casa non crollerà. Ma che cosa vuol dire costruire la casa sulla roccia? (...) Vuol dire prima di tutto: costruire su Cristo e con Cristo. (...) Significa costruire su un fondamento che si chiama amore crocifisso".

"Vuol dire costruire con Qualcuno" - ha proseguito Benedetto XVI - "che, conoscendoci meglio di noi stessi, ci dice: 'Tu sei prezioso ai miei occhi, … sei degno di stima e io ti amo' . Vuol dire costruire con Qualcuno che è sempre fedele, anche se noi manchiamo di fedeltà, perché egli non può rinnegare se stesso. Vuol dire costruire con Qualcuno che si china costantemente sul cuore ferito dell'uomo e dice: 'Non ti condanno; va' e d'ora in poi non peccare più'. (...) Amici miei, non abbiate paura di puntare su Cristo! Abbiate nostalgia di Cristo, come fondamento della vita!".

Costruire sulla roccia, ha sottolineato il Papa, "significa anche costruire su Qualcuno che è stato rifiutato", ricordando le parole di San Pietro che definisce Cristo come una "'pietra viva rigettata dagli uomini, ma scelta e preziosa davanti a Dio'. Il fatto innegabile dell'elezione di Gesù da parte di Dio non nasconde il mistero del male, a causa del quale l'uomo è capace di rigettare Colui che lo ha amato sino alla fine. Questo rifiuto di Gesù da parte degli uomini, menzionato da san Pietro, si protrae nella storia dell'umanità e giunge anche ai nostri tempi. (...) Più volte Gesù è ignorato, è deriso, è proclamato re del passato, ma non dell'oggi e tanto meno del domani, viene accantonato nel ripostiglio di questioni e di persone di cui non si dovrebbe parlare ad alta voce e in pubblico. Se nella costruzione della casa della vostra vita incontrate coloro che disprezzano il fondamento su cui voi state costruendo, non vi scoraggiate! Una fede forte deve attraversare delle prove. (...) La nostra fede in Gesù Cristo, per rimanere tale, deve spesso confrontarsi con la mancanza di fede degli altri".

"Costruire sulla roccia vuol dire essere consapevoli che si avranno delle contrarietà. (...) Cristo comprende non solo l'aspirazione dell'uomo ad una casa duratura, ma è pienamente consapevole anche di tutto ciò che può ridurre in rovina la felicità dell'uomo. Non vi meravigliate dunque delle contrarietà, qualunque esse siano! Non vi scoraggiate a motivo di esse! Un edificio costruito sulla roccia non equivale ad una costruzione sottratta al gioco delle forze naturali, iscritte nel mistero dell'uomo. Aver costruito sulla roccia significa poter contare sulla consapevolezza che nei momenti difficili c'è una forza sicura su cui fare affidamento".

"Costruire sulla roccia vuol dire anche costruire su Pietro e con Pietro. A lui infatti il Signore disse: 'Tu sei Pietro e su questa pietra edificherò la mia Chiesa e le porte degli inferi non prevarranno contro di essa'. Se Cristo, la Roccia, la pietra viva e preziosa, chiama il suo Apostolo pietra, significa che egli vuole che Pietro, e insieme a lui la Chiesa intera, siano segno visibile dell'unico Salvatore e Signore. (...) Non vi lasciate illudere da coloro che vogliono contrapporre Cristo alla Chiesa! (...) Voi giovani avete conosciuto bene il Pietro dei nostri tempi. Perciò non dimenticate che né quel Pietro che sta osservando il nostro incontro dalla finestra di Dio Padre, né questo Pietro che ora sta dinanzi a voi, né nessun Pietro successivo sarà mai contro di voi, né contro la costruzione di una casa durevole sulla roccia. Anzi, impegnerà il suo cuore ed entrambe le mani nell'aiutarvi a costruire la vita su Cristo e con Cristo".

"L'ultima parola" - ha concluso Benedetto XVI - "è una parola di speranza. (...) Cari giovani amici, la paura dell'insuccesso può a volte frenare perfino i sogni più belli. (...) Può persuadere che la nostalgia della casa è soltanto un desiderio giovanile e non un progetto per la vita. (...) Siate testimoni della speranza, di quella speranza che non teme di costruire la casa della propria vita, perché sa bene di poter contare sul fondamento che non crollerà mai: Gesù Cristo nostro Signore".

Al termine del suo discorso il Papa ha consegnato ai giovani la "Fiamma della Misericordia", simbolo della loro missione di portare la luce della fede al mondo e ha benedetto la Prima Pietra del Centro Giovanni Paolo II.
PV-POLONIA/GIOVANI/BLONIE VIS 20060529 (920)

IL PAPA SI CONGEDA POLONIA: CUSTODITE DEPOSITO CRISTIANO


CITTA' DEL VATICANO, 28 MAG. 2006 (VIS). Al termine della commemorazione delle vittime dei Campi di Concentramento di Auschwitz-Birkenau, il Papa si è diretto all'aeroporto di Cracovia/Balice per la cerimonia di congedo.

In risposta al discorso del Presidente della Repubblica, Signor Lech Kaczynski, il Santo Padre ha ricordato che quando quattro anni fa, Giovanni Paolo II si congedò per l'ultima volta dalla sua Patria, esortò la Nazione polacca "a lasciarsi sempre guidare da sentimenti di misericordia, di fraterna solidarietà, di dedizione al bene comune", esprimendo "la ferma fiducia che in tal modo essa non avrebbe trovato soltanto una collocazione appropriata nell'Europa Unita, ma avrebbe anche arricchito con la sua tradizione questo continente e il mondo intero".

"Oggi" - ha proseguito Benedetto XVI - "mentre la vostra presenza nella famiglia degli Stati d'Europa va sempre più consolidandosi, desidero di tutto cuore ripetere quelle parole di speranza. Vi prego di rimaner fedeli custodi del deposito cristiano, e di trasmetterlo alle generazioni future".

Papa Benedetto XVI ha ringraziato il popolo polacco "per la preghiera di cui mi avete circondato sin dal momento della mia elezione" ed ha detto: "Vorrei che continuaste a ricordarmi nella vostre preghiere, chiedendo al Signore di accrescere le mie forze nel servizio della Chiesa universale".

Ringraziando il Presidente della Repubblica di Polonia e le Autorità civili e religiose, e tutti coloro che hanno contribuito alla buona riuscita del Viaggio, il Papa ha concluso il suo discorso citando le parole dell'apostolo Paolo: "che hanno accompagnato il mio pellegrinaggio in terra polacca: 'vigilate, state saldi nelle fede, comportatevi da uomini, siate forti. Tutto si faccia tra voi nella carità'".

L'aereo papale è partito da Cracovia alle 21:50 ed è atterrato all'aeroporto di Ciampino alle 23:30. Infine il Santo Padre ha raggiunto il Vaticano in elicottero.
PV-POLONIA/CONGEDO/CRACOVIA VIS 20060529 (310)

GRIDO DIO VIVENTE DI NON PERMETTERE MAI PIÙ UNA SIMILE COSA


CITTA' DEL VATICANO, 28 MAG. 2006 (VIS). Nel pomeriggio di oggi Benedetto XVI è partito in auto dal Palazzo Arcivescovile di Cracovia diretto al Campo di Concentramento di Auschwitz-Birkenau, ultima tappa del suo Viaggio Apostolico.

Il Santo Padre ha varcato a piedi l'ingresso del Campo attraverso il cancello sovrastato dalla scritta "Arbeit macht frei" (Il lavoro rende liberi), ed è stato ricevuto dal Direttore del Museo di Auschwitz, e da altre Autorità civili e religiose. Quindi si è recato nel cortile del Muro della Morte dove si trovavano ad attenderlo alcuni ex-prigionieri e, dopo aver deposto un omaggio floreale, si è raccolto in preghiera. Successivamente si è recato in visita nella cella della morte di San Massimiliano Kolbe, nel sottosuolo del Blocco n. 11.

Trasferitosi in auto al Centro di Dialogo e di Preghiera ad Auschwitz, istituzione cattolica sorta vicino al Campo di Concentramento, il Santo Padre Benedetto XVI ha visitato e benedetto il Centro. Quindi si è trasferito in auto al Campo di Birkenau che dista circa tre chilometri. Giunto al Campo, il Papa si è recato a piedi al Monumento Internazionale dove ci sono le 22 lapidi, simbolo dell'Olocausto, che in varie lingue ricordano tutte le vittime dei Campi di Auschwitz-Birkenau. Qui il Santo Padre ha incontrato i rappresentanti di altre religioni, un gruppo di superstiti di varie nazionalità ed un'ampia partecipazione della Comunità Ebraica a livello internazionale.

Dopo la preghiera in memoria delle vittime, l'intonazione del canto di lutto del Kaddish e l'accensione di un cero, il Papa ha pronunciato il suo discorso.

"Prendere la parola in questo luogo di orrore, di accumulo di crimini contro Dio e contro l'uomo che non ha confronti nella storia, è quasi impossibile - ed è particolarmente difficile e opprimente per un cristiano, per un Papa che proviene dalla Germania", ha detto Papa Benedetto XVI.

"In un luogo come questo vengono meno le parole, in fondo può restare soltanto uno sbigottito silenzio - un silenzio che è un interiore grido verso Dio: Perché, Signore, hai taciuto? Perché hai potuto tollerare tutto questo? È in questo atteggiamento di silenzio che ci inchiniamo profondamente nel nostro intimo davanti alla innumerevole schiera di coloro che qui hanno sofferto e sono stati messi a morte; questo silenzio, tuttavia, diventa poi domanda ad alta voce di perdono e di riconciliazione, un grido al Dio vivente di non permettere mai più una simile cosa".

"Papa Giovanni Paolo II" - ha ricordato Benedetto XVI - "era qui come figlio di quel popolo che, accanto al popolo ebraico, dovette soffrire di più in questo luogo e, in genere, nel corso della guerra: 'Sono sei milioni di Polacchi, che hanno perso la vita durante la seconda guerra mondiale: la quinta parte della nazione', ricordò allora il Papa. Qui egli elevò poi il solenne monito al rispetto dei diritti dell'uomo e delle nazioni".

"Papa Giovanni Paolo II era qui come figlio del popolo polacco" - ha soggiunto Benedetto XVI - "Io sono oggi qui come figlio del popolo tedesco, e proprio per questo devo e posso dire come lui: Non potevo non venire qui. Dovevo venire. Era ed è un dovere di fronte alla verità e al diritto di quanti hanno sofferto, un dovere davanti a Dio, di essere qui come successore di Giovanni Paolo II e come figlio del popolo tedesco - figlio di quel popolo sul quale un gruppo di criminali raggiunse il potere mediante promesse bugiarde, in nome di prospettive di grandezza, di ricupero dell'onore della nazione e della sua rilevanza, con previsioni di benessere e anche con la forza del terrore e dell'intimidazione, cosicché il nostro popolo poté essere usato ed abusato come strumento della loro smania di distruzione e di dominio".

"Quante domande ci si impongono in questo luogo!" - ha esclamato il Papa -"Sempre di nuovo emerge la domanda: Dove era Dio in quei giorni? Perché Egli ha taciuto? Come poté tollerare questo eccesso di distruzione, questo trionfo del male? Ci vengono in mente le parole del Salmo 44, il lamento dell'Israele sofferente (...). Questo grido d'angoscia che l'Israele sofferente eleva a Dio in periodi di estrema angustia, è al contempo il grido d'aiuto di tutti coloro che nel corso della storia - (...) - soffrono per amor di Dio, per amor della verità e del bene; e ce ne sono molti, anche oggi".
"Noi non possiamo scrutare il segreto di Dio - vediamo soltanto frammenti e ci sbagliamo se vogliamo farci giudici di Dio e della storia. (...) No - in definitiva, dobbiamo rimanere con l'umile ma insistente grido verso Dio: Svégliati! Non dimenticare la tua creatura, l'uomo!".

"Emettiamo questo grido davanti a Dio, rivolgiamolo allo stesso nostro cuore, proprio in questa nostra ora presente, nella quale incombono nuove sventure, nella quale sembrano emergere nuovamente dai cuori degli uomini tutte le forze oscure: da una parte, l'abuso del nome di Dio per la giustificazione di una violenza cieca contro persone innocenti; dall'altra, il cinismo che non conosce Dio e che schernisce la fede in Lui".

"Il luogo in cui ci troviamo è un luogo della memoria, è il luogo della Shoah. Il passato non è mai soltanto passato. Esso riguarda noi e ci indica le vie da non prendere e quelle da prendere. (...) Alcune lapidi invitano ad una commemorazione particolare. C'è quella in lingua ebraica. I potentati del Terzo Reich volevano schiacciare il popolo ebraico nella sua totalità; eliminarlo dall'elenco dei popoli della terra. (...) Se questo popolo, semplicemente con la sua esistenza, costituisce una testimonianza di quel Dio che ha parlato all'uomo e lo prende in carico, allora quel Dio doveva finalmente essere morto e il dominio appartenere soltanto all'uomo - a loro stessi che si ritenevano i forti che avevano saputo impadronirsi del mondo".

"C'è poi la lapide in lingua polacca: In una prima fase innanzitutto si voleva eliminare l'élite culturale e cancellare così il popolo come soggetto storico autonomo per abbassarlo, nella misura in cui continuava ad esistere, a un popolo di schiavi. Un'altra lapide, che invita particolarmente a riflettere, è quella scritta nella lingua dei Sinti e dei Rom. Anche qui si voleva far scomparire un intero popolo che vive migrando in mezzo agli altri popoli. Esso veniva annoverato tra gli elementi inutili della storia universale, in una ideologia nella quale doveva contare ormai solo l'utile misurabile (...). Poi c'è la lapide in russo che evoca l'immenso numero delle vite sacrificate tra i soldati russi nello scontro con il regime del terrore nazionalsocialista; al contempo, però, ci fa riflettere sul tragico duplice significato della loro missione: liberando i popoli da una dittatura, dovevano servire anche a sottomettere gli stessi popoli ad una nuova dittatura, quella di Stalin e dell'ideologia comunista. (...) Ho sentito come intimo dovere fermarmi in modo particolare anche davanti alla lapide in lingue tedesca. (...) I tedeschi, che allora vennero portati ad Auschwitz-Birkenau e qui sono morti, erano visti come 'Abschaum der Nation' - come il rifiuto della nazione".

"Sì, dietro queste lapidi" - ha concluso il Pontefice - "si cela il destino di innumerevoli esseri umani. Essi scuotono la nostra memoria, scuotono il nostro cuore. Non vogliono provocare in noi l'odio: ci dimostrano anzi quanto sia terribile l'opera dell'odio. Vogliono portare la ragione a riconoscere il male come male e a rifiutarlo; vogliono suscitare in noi il coraggio del bene, della resistenza contro il male. Vogliono portarci a quei sentimenti che si esprimono nelle parole che Sofocle mette sulle labbra di Antigone di fronte all'orrore che la circonda: 'Sono qui non per odiare insieme, ma per insieme amare'".
PV-POLONIA/.../AUSCHWITZ-BIRKENAU VIS 20060529 (1270)

DUE MILIONI DI PERSONE ASSISTONO ALLA MESSA A CRACOVIA


CITTA' DEL VATICANO, 28 MAG. 2006 (VIS). Due milioni di persone hanno assistito questa mattina alla Santa Messa presieduta da Papa Benedetto XVI nel Parco di Blonie, dove nella giornata di ieri si era tenuto l'incontro con i giovani. Con il Papa hanno concelebrato i Cardinali e Vescovi polacchi, i Cardinali e Vescovi ospiti e quelli del Seguito Papale.

Un Rappresentante del Patriarca Alessio II, Padre Igor Vyzhanov, ha assistito alla Celebrazione Eucaristica e ha trasmesso al Papa il saluto del Patriarca di Mosca e di tutte le Russie.

Commentando il Vangelo della Solennità dell'Ascensione del Signore, il Papa ha detto nell'omelia: "Siamo chiamati, rimanendo in terra, a fissare il cielo, ad orientare l'attenzione, il pensiero e il cuore verso l'ineffabile mistero di Dio. Siamo chiamati a guardare nella direzione della realtà divina, verso la quale l'uomo è orientato sin dalla creazione. Là è racchiuso il senso definitivo della nostra vita".

Ricordando che la spianata di Blonie è il luogo dove Giovanni Paolo II più volte celebrò la Messa durante i suoi Viaggi apostolici nel Paese natale, Benedetto XVI ha detto: "Da qui vedeva Cracovia e tutta la Polonia" ed ha esclamato: "Cracovia, la città di Karol Wojtyla e di Giovanni Paolo II, è anche 'la mia Cracovia'! È anche una Cracovia cara al cuore di innumerevoli moltitudini di cristiani in tutto il mondo, i quali sanno che Giovanni Paolo II giunse sul colle Vaticano da questa città, dal colle di Wawel, 'da un paese lontano', il quale, grazie a questo avvenimento, divenne un paese caro a tutti".

Il Papa ha detto di essersi recato in Polonia e a Cracovia per "respirare l'aria della sua Patria. Volevo guardare la terra nella quale nacque e dove crebbe per assumere l'instancabile servizio a Cristo e alla Chiesa universale. (...) Qui voglio anche pregare Dio di conservare in voi il retaggio della fede, della speranza e della carità lasciato al mondo, e in modo particolare a voi, da Giovanni Paolo II".

Facendo riferimento al motto del suo pellegrinaggio: "Rimanete saldi nella fede!", il Santo Padre ha affermato: "La fede è un atto umano molto personale, che si realizza in due dimensioni. Credere vuol dire prima di tutto accettare come verità ciò che la nostra mente non comprende fino in fondo" e nella seconda dimensione vuol dire: "affidarsi ad una persona - non ad una persona ordinaria, ma a Cristo. È importante ciò in cui crediamo, ma ancor più importante è colui a cui crediamo".

"Insieme all'elezione di Karol Wojtyla alla Sede di Pietro a servizio di tutta la Chiesa, la vostra terra è divenuta luogo di una particolare testimonianza di fede in Gesù Cristo. Voi stessi siete stati chiamati a rendere questa testimonianza dinanzi al mondo intero. Questa vostra vocazione è sempre attuale, e forse ancora più attuale dal momento della beata morte del Servo di Dio. Non manchi al mondo la vostra testimonianza!".

"Rafforzati dalla fede in Dio, impegnatevi con ardore nel consolidare il suo Regno sulla terra: il Regno del bene, della giustizia, della solidarietà e della misericordia. Vi prego di testimoniare con coraggio il Vangelo dinanzi al mondo di oggi, portando la speranza ai poveri, ai sofferenti, agli abbandonati, ai disperati, a coloro che hanno sete di libertà, di verità e di pace. Facendo del bene al prossimo e mostrandovi solleciti per il bene comune, testimoniate che Dio è amore".

Benedetto XVI ha concluso l'omelia invitando i fedeli a "condividere con gli altri popoli dell'Europa e del mondo il tesoro della fede, anche in considerazione della memoria del vostro Connazionale che, come Successore di San Pietro, questo ha fatto con straordinaria forza ed efficacia".

Al termine della Celebrazione Eucaristica e prima della recita del Regina Coeli, il Papa si è rivolto in particolare alla gioventù che, nell'incontro del pomeriggio di ieri: "ha espresso il suo legame a Cristo e alla Chiesa".

"Ieri mi avete portato come dono il libro delle dichiarazioni: 'Non la prendo, sono libero dalla droga'. Vi chiedo come padre: siate fedeli a questa parola. Qui si tratta della vostra vita e della vostra libertà. Non lasciatevi soggiogare delle illusioni di questo mondo".

Infine Benedetto XVI ha fatto ritorno al Palazzo Arcivescovile di Cracovia dove si è fermato per la seconda colazione. Nel primo pomeriggio, prima di lasciare il Palazzo Arcivescovile di Cracovia, il Santo Padre ha ricevuto il saluto del personale, dei collaboratori dell'Arcivescovo e di alcuni Membri del Comitato organizzatore della visita.
PV-POLONIA/MESSA:REGINA COELI/CRACOVIA VIS 060529 (760)

TELEGRAMMA DI CORDOGLIO VITTIME TERREMOTO INDONESIA


CITTA' DEL VATICANO, 27 MAG. 2006 (VIS). Il Cardinale Angelo Sodano, Segretario di Stato, ha fatto pervenire, a nome del Santo Padre Benedetto XVI, un telegramma di cordoglio per le vittime del disastroso terremoto che ha colpito, nelle prime ore di sabato, l'isola di Giava (Indonesia), causando la morte di migliaia di persone.

"Profondamente addolorato nell'apprendere la notizia del devastante terremoto verificatosi nei pressi di Yogyakarta, Sua Santità Papa Benedetto XVI prega per le vittime e per le famiglie in lutto, invocando la pace eterna sui defunti e il conforto e la consolazione divina su tutti coloro che soffrono".

"Parimenti Sua Santità incoraggia i soccorritori e tutti coloro che forniscono assistenza medica alle vittime del disastro, di perseverare nei loro sforzi per portare sollievo e sostegno".
TGR/TERREMOTO INDONESIA/SODANO VIS 20060529 (140)

sabato 27 maggio 2006

VISITA CITTÀ NATALE GIOVANNI PAOLO II E SANTUARIO KALWARIA


CITTA' DEL VATICANO, 27 MAG. 2006 (VIS). Alle 9:30 di questa mattina, dopo la celebrazione della Santa Messa in privato nella Cappella del Palazzo Arcivescovile di Cracovia, Benedetto XVI è partito in automobile alla volta di Wadowice, città natale di Giovanni Paolo II.

Il Papa ha visitato la Basilica dell'Immacolata Concezione, dove Karol Wojtyla ricevette il Battesimo. Dopo una breve preghiera, si è recato in visita alla Casa Natale di Papa Giovanni Paolo II, trasformata in Museo il 18 maggio 1984, in occasione del suo 64° compleanno. Benedetto XVI è stato accompagnato al primo piano dove è l'appartamento nel quale visse la famiglia Wojtyla, e dove sono esposte fotografie ed oggetti appartenenti al defunto Papa polacco, da Sacerdote, Vescovo e Pontefice.

Alle 11:00 il Santo Padre ha incontrato la popolazione di Wadowice nella Piazza Rynek, antistante la Basilica

Dopo le parole di saluto rivoltegli dal Cardinale Dziwisz, Arcivescovo di Cracovia, il Papa ha pronunciato un discorso. "Mi son voluto fermare proprio qui, a Wadowice" - ha detto Benedetto XVI - "nei luoghi in cui la (...) fede" di Giovanni Paolo II "si è destata ed è maturata, per pregare insieme con voi affinché venga presto elevato alla gloria degli altari".

Il Santo Padre ha ricordato che Giovanni Paolo II circondava di "particolare venerazione" la fonte battesimale della Chiesa di Wadowice nella quale, il 20 giugno 1920, ricevette il sacramento dell'iniziazione cristiana. Questa è, ha proseguito Benedetto XVI, "la chiave per comprendere la coerenza della sua fede, il radicalismo della sua vita cristiana e il desiderio della santità che egli manifestò continuamente".

"Il suo amore per la Chiesa" - ha aggiunto il Santo Padre - "nacque nella parrocchia di Wadowice. In essa egli vide l'ambiente della vita sacramentale, dell'evangelizzazione e della formazione ad una fede matura. Per questo, come sacerdote, come Vescovo e come Papa circondava di così grande premura le comunità parrocchiali. Nello spirito della stessa sollecitudine, durante la visita 'ad limina Apostolorum', ho chiesto ai Vescovi polacchi di fare il possibile affinché la parrocchia polacca sia realmente una 'comunità ecclesiale' e una 'famiglia della Chiesa'".

Il Papa ha sottolineato che "una caratteristica della fede e della spiritualità di Giovanni Paolo II, unita a questo luogo", era "il profondo attaccamento degli abitanti di Wadowice all'effigie locale della Madonna del Perpetuo Soccorso (...). Questo ricordo ci permette di arrivare alle sorgenti della convinzione che nutriva Giovanni Paolo II - la convinzione circa l'eccezionale posto occupato da Maria nella storia della salvezza e in quella della Chiesa. Da essa scaturiva anche la convinzione circa il posto eccezionale che la Madre di Dio aveva nella sua vita, una convinzione che si esprimeva nel 'Totus tuus' colmo di dedizione. Sino agli ultimi istanti del suo pellegrinaggio terreno egli rimase fedele a questo affidamento".

"Nello spirito di questa devozione" - ha concluso Benedetto XVI - "dinanzi a questa Effigie voglio rendere grazie a Dio per il Pontificato di Giovanni Paolo II e come lui chiedere alla Madonna di prendersi cura della Chiesa della quale dalla volontà di Dio mi viene affidata la guida. Domando anche a voi, cari fratelli e sorelle, di accompagnarmi con la stessa preghiera con cui circondavate il vostro grande Connazionale".

Al termine dell'incontro il Santo Padre ha raggiunto in automobile il Santuario della Vergine di Kalwaria Zebrzydowska, dedicato alla Passione di Gesù e alla Madonna Addolorata, che prende il nome dalla ispirazione al modello della Cappella sul Monte Calvario di Gerusalemme, i luoghi della Passione di Cristo, e dal benefattore Nicola Zebrzydowski che ne iniziò la costruzione nell'anno 1600. Si tratta dell'unica Via Crucis, lunga 15 chilometri, iscritta nella lista del "Patrimonio dell'Umanità" dell'U.N.E.S.C.O., per via della felice integrazione architettonica della Via Dolorosa nel paesaggio locale. Il Santuario mariano fu meta di assidui pellegrinaggi di Karol Wojtyla negli anni della sua gioventù.

Conclusa la visita al Santuario, Benedetto XVI, rivolgendo un breve saluto ai fedeli presenti ed alla comunità dei Frati Minori che vive nel Convento del Santuario, ha ricordato che all'epoca del suo primo viaggio in Polonia, Giovanni Paolo II visitò questo Santuario ed alla fine del suo discorso dedicato alla preghiera disse: "'E anche questo chiedo: chiedo che preghiate qui per me, durante la mia vita e dopo la mia morte'. Oggi" - ha aggiunto Benedetto XVI - "ho voluto fermarmi un momento nella Cappella della Madonna e con gratitudine pregare per lui, secondo quella sua richiesta. Seguendo l'esempio di Giovanni Paolo II, anch'io mi rivolgo a voi con la cordiale domanda di pregare per me e per tutta la Chiesa".

Di ritorno a Cracovia, il Santo Padre si è recato al Santuario della Divina Misericordia di Kraków-Lagiewniki ed ha sostato in preghiera sulla tomba di Santa Faustina Kowalska, dove, nei primi anni '40, il giovane Karol Wojtyla si raccoglieva spesso in preghiera da operaio e seminarista clandestino. Infine Benedetto XVI ha raggiunto il nuovo Santuario per una visita alla Basilica all'interno della quale l'atttendevano circa 800 infermi.
PV-POLONIA/.../WADOWICE:KALWARIA VIS 20060527 (840)

MARIA: SCUOLA DI FEDE


CITTA' DEL VATICANO, 26 MAG. 2006 (VIS). Alle 17:15 il Santo Padre Benedetto XVI è giunto in elicottero al Santuario di Czestochowa, chiamato anche "Jasna Góra", il più celebre Santuario mariano della Polonia dove Giovanni Paolo II affidò alla Vergine il suo Pontificato.

L'icona della Vergine di Jasna Góra è stata dotata di nuovi ornamenti, a compimento di un voto per il 350° anniversario della difesa del Santuario dall'invasione delle truppe svedesi da parte del Padre Agostino Kordecki, e come espressione di gratitudine per la vita di Giovanni Paolo II nel 25° anniversario dell'istituzione di "Solidarnosc". Le corone d'oro dell'Immagine miracolosa della Madonna di Jasna Góra e del Bambino sono state benedette e donate da Giovanni Paolo II il 1° aprile 2005, vigilia della sua morte.

Alle 18:00 dopo la visita al Monastero del Santuario affidato ai Monaci Paolini, il Papa ha presieduto, all'esterno delle sue mura, un incontro con sacerdoti, religiosi, religiose, seminaristi e rappresentanti dei nuovi movimenti ecclesiali e della vita consacrata.

Il Santo Padre ha iniziato il suo discorso con queste parole: "Maria, la Madre del Signore, è in mezzo a noi. Oggi è Lei a guidare la nostra meditazione; Lei ci insegna a pregare. È Lei ad indicarci come aprire le nostre menti e i nostri cuori alla potenza dello Spirito Santo, che viene a noi per essere da noi portato al mondo intero".

"Maria ha sostenuto la fede di Pietro e degli Apostoli nel Cenacolo, e oggi sostiene la mia e la vostra fede. La fede, infatti, è un contatto col mistero di Dio'. (...) La fede è il dono, datoci nel battesimo, che ci rende possibile l'incontro con Dio. Dio si nasconde nel mistero: pretendere di comprenderLo significherebbe volerlo circoscrivere nei nostri concetti e nel nostro sapere e così irrimediabilmente perderlo. Mediante la fede, invece, possiamo aprirci un varco attraverso i concetti, perfino quelli teologici, e possiamo 'toccare' il Dio vivente".

"Nel Cenacolo gli Apostoli non sapevano che cosa li attendeva. Intimoriti, erano preoccupati per il proprio futuro. (...) Maria, 'colei che aveva creduto nell'adempimento delle parole del Signore' (...), insegnava la perseveranza nella fede. Con tutto il suo atteggiamento li convinceva che lo Spirito Santo, nella sua sapienza, ben conosceva il cammino su cui li stava conducendo, che si poteva quindi porre la propria fiducia in Dio, donando senza riserve a Lui se stessi, i propri talenti, i propri limiti e il proprio futuro".

"Molti di voi qui presenti hanno riconosciuto questa segreta chiamata dello Spirito Santo ed hanno risposto con tutto lo slancio del cuore. (...) È stato Gesù a chiamarvi, invitandovi ad una unione più profonda con Lui".

"Ricordate il vostro entusiasmo quando avete intrapreso il pellegrinaggio della vita consacrata, fidando sull'aiuto della grazia?" - ha domandato il Papa rivolgendosi ai religiosi - "Procurate di non smarrire lo slancio originario, e lasciate che Maria vi conduca verso un'adesione sempre più piena!".

"Cari religiosi, care religiose, care persone consacrate!" - ha esclamato il Santo Padre - "Qualunque sia la missione affidatavi, (...) conservate nel cuore il primato della vostra vita consacrata", che "vissuta nella fede, unisce strettamente a Dio, desta i carismi e conferisce una straordinaria fecondità al vostro servizio".

"Carissimi candidati al sacerdozio! Quale aiuto può venire anche a voi dalla riflessione sul modo in cui Maria imparava da Gesù! Sin dal suo primo 'fiat', attraverso i lunghi, ordinari anni della vita nascosta, mentre educava Gesù, (...) Lo 'imparava' momento per momento. (...) Nel vostro cammino e nel vostro futuro ministero sacerdotale fatevi guidare da Maria ad 'imparare' Gesù! FissateLo, lasciate che sia Lui a formarvi, per essere in grado un domani, nel vostro ministero, di far vedere Lui a quanti vi avvicineranno".

"La vitalità delle vostre comunità" - ha detto il Papa ai rappresentanti dei nuovi movimenti nella Chiesa - "è un segno della presenza attiva dello Spirito Santo! È dalla fede della Chiesa e dalla ricchezza dei frutti dello Spirito Santo che è nata la vostra missione. (...) Credete nella grazia di Dio che vi accompagna e portatela nei vivi tessuti della Chiesa e in modo particolare là dove non può giungere il sacerdote, il religioso o la religiosa".

"Vi nutrite" - ha proseguito il Pontefice - "di dottrina proveniente da diverse scuole di spiritualità, riconosciute dalla Chiesa. Approfittate della sapienza dei santi, ricorrete all'eredità che hanno lasciata. Formate le vostre menti e i vostri cuori sulle opere dei grandi maestri e dei testimoni della fede, memori che le scuole di spiritualità non devono essere un tesoro chiuso nei conventi o nelle biblioteche".

"La sapienza evangelica, letta nelle opere dei grandi santi e verificata nella propria vita, va portata in modo maturo, non infantile e non aggressivo, nel mondo della cultura e del lavoro, nel mondo dei media e della politica, nel mondo della vita familiare e di quella sociale. La verifica dell'autenticità della vostra fede e della vostra missione, che non attira l'attenzione su di sé, ma realmente porta intorno a sé la fede e l'amore, sarà il confronto con la fede di Maria. Specchiatevi nel suo cuore. Rimanete alla sua scuola!".

"'Dio è amore'" - ha concluso il Papa - "Queste parole ho voluto prendere io stesso come avvio della prima Enciclica del mio Pontificato: 'Deus caritas est'! Questa verità su Dio è la più importante, la più centrale. A tutti coloro a cui è difficile credere in Dio, io oggi ripeto: 'Dio è amore'. Siate voi stessi, cari amici, testimoni di questa verità".

Al termine dell'incontro, Benedetto XVI è rientrato in elicottero a Cracovia. Dopo cena, si è affacciato al balcone del Palazzo Arcivescovile per salutare le persone riunite nel cortile, com'era abitudine di Giovanni Paolo II quando era a Cracovia.

"So che il due di ogni mese, all'ora della morte del mio amato Predecessore" - ha detto Benedetto XVI - "vi raccogliete qui per commemorarlo e pregare per la sua elevazione agli onori degli altari. Questa preghiera sostenga coloro che si occupano della causa, (di Beatificazione n.d.r.), e arricchisca i vostri cuori di ogni grazia".

"E oggi malgrado la morte, egli - giovane in Dio - è tra noi. Ci invita a rinvigorire la grazia della fede, a rinnovarci nello Spirito".
PV-POLONIA/CLERO:MOVIMENTI/CZESTOCHOWA VIS 20060527 (1030)
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