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Il Vatican Information Service (VIS), istituito nell'ambito della Sala Stampa della Santa Sede, è un bollettino telematico che diffonde notizie relative all'attività magistrale e pastorale del Santo Padre e della Curia Romana...

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martedì 8 luglio 2003

RIUNIONE DEL CONSIGLIO ORDINARIO DEL SINODO DEI VESCOVI


CITTA' DEL VATICANO, 8 LUG. 2003 (VIS). Un Comunicato reso pubblico oggi informa che il Decimo Consiglio Ordinario della Segreteria Generale del Sinodo dei Vescovi si è riunito per la sesta volta nei giorni 1 e 2 luglio, nella sede della Segreteria Generale.

Alla riunione hanno partecipato il Segretario Generale del Sinodo dei Vescovi, Cardinale Jan P. Schotte, C.I.C.M., sei Cardinali, quattro Arcivescovi e quattro Membri della Segreteria del Sinodo.

Dopo la presentazione di una relazione relativa all'attività della Segreteria Generale a partire dalla quinta riunione del Consiglio, è stata discussa la fase di preparazione della futura Undicesima Assemblea Generale Ordinaria. Successivamente sono state esaminate le attività dei Consigli per le diverse Assemblee, fra le quali, la diffusione delle Esortazioni postsinodali nei vari Continenti.

La data della prossima riunione è stata fissata per i giorni 23 e 24 ottobre 2003.
SE/CONSIGLIO ORDINARIO/SCHOTTE VIS 20030708 (150)

ALTRI ATTI PONTIFICI


CITTA' DEL VATICANO, 8 LUG. 2003 (VIS). Il Santo Padre:

- Ha eretto la Diocesi di Valle de Chalco (Messico), con territorio dismembrato dalla Diocesi di Netzahualcóyotl, rendendola suffraganea della Chiesa Metropolitana di Tlalnepantla.

- Ha nominato il Sacerdote Luis Artemio Flores Calzada, primo Vescovo della Diocesi di Valle de Chalco (superficie: 1.238; popolazione: 3.404.400; cattolici: 3.400.000; sacerdoti: 86; religiosi: 206), Messico. Il Vescovo eletto è nato a San Antonio Tultitlán (Messico) nel 1949 ed è stato ordinato sacerdote nel 1974. Finora è stato Parroco di Teotihuacán e Vicario Episcopale della II Vicaria di Texcoco.

- Ha nominato il Vescovo Carlos Garfias Merlos, finora Vescovo di Ciudad Altamirano (Messico), Vescovo di Netzahualcóyotl (superficie: 1.172; popolazione: 5.487.472; cattolici: 5.491.872; sacerdoti: 137; religiosi: 17), Messico. Il Vescovo Garfias Merlos succede al Vescovo José María Hernández González, del quale il Santo Padre ha accettato la rinuncia al governo pastorale della medesima Diocesi, presentata per raggiunti limiti d'età.

- Ha nominato il Vescovo Salvador Piñeiro García-Calderón, che è Ordinario Militare per il Perù, Vescovo Ausiliare della Diocesi di Lurín (superficie: 185; popolazione: 2.500.000; cattolici: 2.244.000; sacerdoti: 50; religiosi: 194; diaconi permanenti: 4), Perù.
ECE:NER:RE:NEA/…/… VIS 20030708 (190)

lunedì 7 luglio 2003

CONFERITO PREMIO PAOLO VI FILOSOFO FRANCESE PAUL RICOEUR


CITTA' DEL VATICANO, 5 LUG. 2003 (VIS). Questa mattina, il Santo Padre Giovanni Paolo II ha ricevuto nella Sala Clementina i partecipanti alla cerimonia di conferimento del "Premio Internazionale Paolo VI" al filosofo e ricercatore francese Professor Paul Ricoeur e 130 membri della Fondazione "Centesimus Annus-Pro Pontifice", a Roma per l'incontro annuale.

Riferendosi al "Premio Internazionale Paolo VI", il Papa ha ricordato che: "L'odierno incontro si inserisce tra due importanti ricorrenze: il quarantesimo dell'elezione al Pontificato del Servo di Dio Paolo VI e il venticinquesimo anniversario della sua morte".

Il Santo Padre ha affermato inoltre che: "Il prestigioso premio, che proprio in suo nome viene attribuito ogni cinque anni a una personalità o Istituzione distintasi in modo significativo nell'ambito della cultura di ispirazione religiosa, rappresenta un indubbio riconoscimento al perenne interesse che suscita la personalità di Papa Montini. Finora esso è andato a studiosi del campo della teologia, della musica, dell'ecumenismo e della promozione dei diritti umani".

"Quest'anno" - ha proseguito il Pontefice - "viene assegnato al ben noto ricercatore francese, il Professor Paul Ricoeur, (…) conosciuto anche per l'apporto generoso al dialogo ecumenico tra Cattolici e Riformati. La sua ricerca evidenza quanto sia fecondo il rapporto tra filosofia e teologia, tra fede e cultura. (…) Appare pertanto quanto mai opportuna la scelta da parte dell'Istituto Paolo VI di onorare un filosofo e al tempo stesso un uomo di fede, impegnato nella difesa dei valori umani e cristiani".

Successivamente il Santo Padre ha rivolto brevi parole ai membri della Fondazione "Centesimus Annus-Pro Pontifice", il cui nome si ispira alla Lettera Enciclica del 1991 "Centesimus Annus", a Roma per il loro incontro annuale e per celebrare il decimo anniversario di istituzione della Fondazione. Il Messaggio di Giovanni Paolo II in occasione del decimo anniversario di istituzione della Fondazione, reso pubblico oggi, è stato consegnato ai membri nel corso dell'udienza.
AC/PREMIO PAOLO VI:PRO PONTIFICE/… VIS 20030707 (320)

LETTERE CREDENZIALI NUOVO AMBASCIATORE REPUBBLICA DI CIPRO


CITTA' DEL VATICANO, 5 LUG. 2003 (VIS). Il Santo Padre Giovanni Paolo II ha ricevuto questa mattina il Signor Giorgios F. Poulides, nuovo Ambasciatore della Repubblica di Cipro presso la Santa Sede, in occasione della presentazione delle Lettere Credenziali. Nel suo discorso di benvenuto, in lingua inglese, il Papa ha detto di "essere lieto di sapere che Lei sarà il primo Ambasciatore della Repubblica di Cipro presso la Santa Sede a risiedere a Roma".

"Lei ha menzionato la recente firma del Trattato di Adesione della Repubblica di Cipro all'Unione Europea", ha detto il Papa. "È certamente un passo significativo per la Nazione che ha iniziato a fare i necessari preparativi per il suo ingresso ufficiale nella comunità economica e politica europea. E con il suo profondo ed antico patrimonio cristiano, risalente agli albori del Cristianesimo, Cipro si troverà nella condizione migliore per rendere l'Europa sempre più consapevole delle proprie radici cristiane".

Riprendendo alcune riflessioni presentate, all'inizio dell'anno, nel suo discorso al Corpo Diplomatico, Giovanni Paolo II ha detto: "'L'Europa è portatrice di valori che hanno portato frutti per duemila anni nell'arte' del pensiero e del vivere, di cui ha beneficiato tutto il resto del mondo. Fra questi valori il Cristianesimo ha una posizione privilegiata. (…) Un'Europa che rinnegasse il suo passato, negasse la religione e che non avesse alcuna dimensione spirituale, si impoverirebbe alquanto di fronte all'ambizioso progetto che richiede tutte le sue energie: la costruzione di un'Europa per tutti'".

"Esiste nel nostro mondo contemporaneo un'evidente esigenza di legittime aspirazioni, tradizioni e credenze di popoli di diversa provenienza alle quali deve essere accordato il pieno rispetto. Solamente l'accettazione reciproca e il dialogo sincero fra i popoli e i gruppi possono sostenere il mantenimento di rapporti armoniosi. La pace autentica richiede l'effettivo riconoscimento e la salvaguardia della dignità e dei diritti di tutti i membri della famiglia umana come criterio fondamentale di politica e azione, in uno spirito di speciale apertura e sostegno verso i più bisognosi: i poveri, i malati, i giovani, gli anziani, gli operai, gli immigranti".

Il Santo Padre ha successivamente fatto riferimento "ad uno dei problemi più pressanti che la Repubblica di Cipro deve affrontare oggi: la divisione dell'isola che dura tuttora. La Santa Sede, insieme alla comunità internazionale, si rattrista profondamente che il piano di pace e di riunificazione presentato lo scorso anno dalla Segreteria Generale delle Nazioni Unite (…) non abbia ottenuto il necessario consenso dalle parti interessate, per la sua applicazione. (…) Sono lieto di apprendere della disponibilità del suo governo a sedersi al tavolo del dialogo e del negoziato, sotto gli auspici delle Nazioni Unite".

Al termine del suo discorso, il Papa ha affermato che "la sincera negoziazione per dirimere le divergenze è un modo che serve l'autentico bene di tutti. (…) In tutto ciò, certamente, i membri della comunità cattolica saranno sempre pronti a dare il loro contributo insieme a tutti i ciprioti".
CD/LETTERE CREDENZIALI/CIPRO VIS 20030707 (490)

CONVENZIONE INTERNAZIONALE PROTEZIONE DIRITTI MIGRANTI


CITTA' DEL VATICANO, 6 LUG. 2003 (VIS). Questa mattina, al termine della recita dell'Angelus con i fedeli convenuti in Piazza San Pietro, il Santo Padre Giovanni Paolo II si è rivolto ai pellegrini, nelle diverse lingue, riservando un saluto particolare ai rappresentanti delle 161 Organizzazioni membri della "Caritas Internationalis" che domani daranno inizio alla XVII Assemblea Generale, sul tema: "Globalizzare la solidarietà".

In particolare Giovanni Paolo II ha ricordato che: "In questi giorni è entrata in vigore la Convenzione Internazionale sulla protezione dei diritti dei lavoratori migranti e dei loro familiari, adottata dall'O.N.U. nel 1990. Questo strumento legislativo segna un importante passo in avanti, perché considera il migrante quale persona unita alla sua famiglia. Mentre esprimo vivo compiacimento per questo traguardo giuridico, auspico che una più vasta adesione degli Stati ne rafforzi l'efficacia affinché, con l'adozione di simili provvedimenti e la costante collaborazione internazionale, il complesso fenomeno delle migrazioni possa svolgersi nella legalità e nel rispetto delle persone e delle famiglie".
ANG/CARITAS:DIRITTI MIGRANTI/… VIS 20030707 (170)

SCOPRIRE IL VALORE E L'IMPORTANZA DELLA CASTITÀ


CITTA' DEL VATICANO, 6 LUG. 2003 (VIS). Questa mattina, prima della recita dell'Angelus, il Papa ha ricordato ai presenti riuniti in Piazza San Pietro e a quanti lo ascoltavano alla radio e alla televisione, che si conclude oggi la celebrazione del centenario della morte di Santa Maria Goretti, il cui corpo mortale riposa nella Chiesa di Nettuno, nella Diocesi di Albano (Italia).

"Che cosa dice ai giovani di oggi questa ragazza fragile, ma cristianamente matura" - si è chiesto il Santo Padre - "con la sua vita e soprattutto con la sua morte eroica? Marietta - così veniva familiarmente chiamata - ricorda alla gioventù del terzo millennio che la vera felicità esige coraggio e spirito di sacrificio, rifiuto di ogni compromesso con il male e disposizione a pagare di persona, anche con la morte, la fedeltà a Dio e ai suoi comandamenti".

Giovanni Paolo II ha ribadito che questo messaggio è quanto mai attuale ed ha aggiunto: "Oggi si esaltano spesso il piacere, l'egoismo o addirittura l'immoralità, in nome di falsi ideali di libertà e di felicità. Bisogna riaffermare con chiarezza che la purezza del cuore e del corpo va difesa, perché la castità 'custodisce' l'amore autentico. (…) La purezza di cuore, come ogni virtù, esige un quotidiano allenamento della volontà e una costante disciplina interiore. Richiede anzitutto l'assiduo ricordo a Dio nella preghiera".

"Le molteplici occupazioni e i ritmi accelerati della vita rendono talora difficile coltivare questa importante dimensione spirituale. Le vacanze estive, però, che per alcuni cominciano proprio in questi giorni, se non vengono 'bruciate' nella dissipazione e dal semplice divertimento, possono diventare un'occasione propizia per ridare respiro alla vita interiore".

Il Santo Padre ha concluso le sue riflessioni invocando la Vergine, "che ha sorretto Maria Goretti nella prova", affinché "aiuti tutti, specialmente gli adolescenti e i giovani, a scoprire il valore e l'importanza della castità per costruire la civiltà dell'amore".
ANG/GORETTI:CASTITÀ/… VIS 20030707 (320)

PROMUOVERE E DIFFONDERE DOTTRINA SOCIALE DELLA CHIESA


CITTA' DEL VATICANO, 5 LUG. 2003 (VIS). Il Messaggio del Santo Padre Giovanni Paolo II in occasione del decimo anniversario di istituzione della Fondazione "Centesimus Annus-Pro Pontifice" è stato reso pubblico oggi e consegnato ai membri della Fondazione nel corso di un incontro in Vaticano.

Il Papa afferma che la Fondazione "rappresenta una risposta singolare all'invito da me rivolto, nell'Enciclica a cui essa si ispira, di promuovere e diffondere la conoscenza e la pratica della dottrina sociale della Chiesa. (…) Ne è derivata questa vostra istituzione che intende intrecciare l'impegno per la diffusione dell'insegnamento della Chiesa in materia sociale (…) con l'aiuto concreto offerto al Papa per gli interventi di carità a cui Egli è continuamente sollecitato da ogni parte del mondo e per il sostegno agli strumenti dei quali si avvale per il suo ministero universale".

Incoraggiando i membri a proseguire in tale impegno, il Santo Padre li esorta ad avere "sempre presenti tre grandi convinzioni: a) La permanente attualità della dottrina sociale della Chiesa. (…) b) La responsabilità propria dei cristiani laici; (…) c) La consapevolezza che soltanto uomini nuovi possono far nuove tutte le cose".

Sulla permanente attualità della dottrina sociale della Chiesa, il Papa scrive: "Le drammatiche vicende che travagliano il mondo contemporaneo e le deplorevoli condizioni di sottosviluppo in cui versano ancora troppi Paesi (…) stanno a dire che occorre davvero ripartire da una giusta prospettiva: la verità dell'uomo quale è scoperta dalla ragione e confermata dal Vangelo di Gesù Cristo, che proclama e promuove la vera dignità e la nativa vocazione sociale della persona".

Successivamente, il Santo Padre, riferendosi al Concilio Vaticano II, alla "Gaudium et Spes", parla della responsabilità dei cristiani laici in questa missione che può essere fonte di "compito, luce, forze, che possono contribuire a costruire e a consolidare la comunità degli uomini secondo la legge divina".

Il Messaggio si conclude con queste parole: "L'impegno sociale dei cristiani laici può essere dunque nutrito e reso coerente, tenace e coraggioso, soltanto da una profonda spiritualità, cioè da una vita di intima unione con Gesù, che li renda capaci di esprimere le grandi virtù teologali - fede, speranza e carità - attraverso l'esercizio della difficile responsabilità di edificare una società meno lontana dal grande disegno provvidente di Dio".
MESS/FONDAZIONE CENTESIMUS ANNUS/… VIS 20030707 (390)

UDIENZE

CITTA' DEL VATICANO, 7 LUG. 2003 (VIS). Questa mattina il Santo Padre ha ricevuto in udienze separate:

- Il Signor Pascal Couchepin, Presidente della Confederazione Elvetica, con la Consorte e Seguito.

- Il Cardinale Sergio Sebastiani, Presidente della Prefettura degli Affari Economici della Santa Sede.

- Il Cardinale José Saraiva Martins, Prefetto della Congregazione delle Cause dei Santi.

Sabato 5 luglio il Santo Padre ha ricevuto in udienze separate:

- Il Cardinale Jorge Mario Bergoglio, Arcivescovo di Buenos Aires (Argentina).

- Due Presuli della Conferenza Episcopale dell'India, in Visita "ad Limina Apostolorum":

- Il Vescovo Prakash Mallavarapu, di Vijayawada.

- Il Vescovo Thomas Vazhapilly, di Mysore.

- Il Cardinale Giovanni Battista Re, Prefetto della Congregazione per i Vescovi.
AP:AL/…/… 1 VIS 20030707 (120)

TELEGRAMMA PER LA SCOMPARSA DEL CARDINALE VELASCO


CITTA' DEL VATICANO, 7 LUG. 2003 (VIS). A seguito della scomparsa, dopo lunga malattia, del Cardinale Ignacio Antonio Velasco García, S.D.B., Arcivescovo di Caracas (Venezuela), il Santo Padre Giovanni Paolo II ha fatto pervenire un telegramma di cordoglio all'Amministratore Apostolico della medesima Arcidiocesi.

Del Cardinale, scomparso all'età di 74 anni, il Papa scrive: "La generosa ed intensa opera ministeriale, prima come religioso salesiano, educatore della gioventù, e successivamente sacerdote, Vicario Apostolico di Puerto Ayacucho, fino al momento in cui fu chiamato a reggere questa importante sede, testimonia la sua grande dedizione alla causa del Vangelo e la prova del suo profondo amore per la Chiesa e delle sue grandi qualità umane".
TGR/SCOMPARSA CARDINALE VELASCO/… VIS 20030707 (120)

MESSAGGIO DEL SANTO PADRE ALLA "CARITAS INTERNATIONALIS"


CITTA' DEL VATICANO, 7 LUG. 2003 (VIS). Oggi è stato reso pubblico il testo del Messaggio del Santo Padre Giovanni Paolo II indirizzato al Monsignore Fouad El-Hage, Presidente della "Caritas Internationalis", in occasione della XVII Assemblea Generale iniziata oggi presso la Pontificia Università Urbaniana di Roma, sul tema: "Globalizzare la Solidarietà". L'Assemblea Generale della Caritas si tiene ogni quattro anni per esaminare i problemi correnti e per individuare gli obiettivi futuri.

Nel Messaggio, redatto in lingua francese e datato 4 luglio, il Papa esprime il suo "apprezzamento" all'Organizzazione della Caritas "per aver posto in opera, attivamente e con competenza, il precetto della carità e per la generosa opera in tutto il mondo, al servizio dei più bisognosi". Il Papa afferma che tutto ciò rappresenta una grande sfida nel mondo di oggi, contraddistinto dall'interdipendenza fra i popoli e le nazioni "ma anche minacciato da rotture, separazioni e violente opposizioni, come abbiamo potuto constatare con la recrudescenza del terrorismo".

Il Santo Padre afferma che "la globalizzazione è divenuta orizzonte obbligato della politica. (…) Perché la solidarietà divenga mondiale, occorre che essa prenda effettivamente in considerazione tutti i popoli di tutte le regioni del mondo. Per ciò sono necessari ulteriori sforzi, e soprattutto ferme garanzie internazionali relative alle organizzazioni umanitarie, sovente messe da parte, indipendentemente dalla loro volontà, nei luoghi di conflitto, perché la sicurezza non è più garantita e il diritto di prestare assistenza alle persone non è assicurato".

Il Papa afferma inoltre che bisogna porre fine "a rapporti di assistenza a senso unico, che contribuiscono troppo spesso a incrementare gli squilibri mediante un meccanismo di indebitamento permanente".

"Volere la globalizzazione della solidarietà" - conclude il Papa - "è prima di tutto una risposta ai pressanti appelli del Vangelo di Cristo. Per noi cristiani, ma anche per tutti gli uomini, è necessaria una autentica spiritualità, la conversione della mentalità e delle persone. (…) Affinché l'aiuto offerto all'altro non sia solo l'elemosina del ricco al povero, umiliante per quest'ultimo e forse fonte di orgoglio per il primo, perché diventi una condivisione fraterna, occorre 'ripartire da Cristo'".
MESS/CARITAS INTERNATIONALIS/… VIS 20030707 (350)

DECRETI DELLA CONGREGAZIONE DELLE CAUSE DEI SANTI


CITTA' DEL VATICANO, 7 LUG. 2003 (VIS). Questa mattina, nella Sala Clementina, in presenza del Santo Padre Giovanni Paolo II, dei Membri della Congregazione delle Cause dei Santi e dei Postulatori delle rispettive cause, sono stati promulgati dieci nuovi Decreti. Il Cardinale José Saraiva Martins, Prefetto della Congregazione, ha letto un profilo biografico dei Servi e Serve di Dio.

I decreti riguardano le seguenti cause:

MIRACOLI

- Beato Luigi Orione, italiano, Sacerdote e Fondatore della Piccola Opera della Divina Provvidenza e della Congregazione delle Piccole Suore Missionarie della Carità, (1872-1940).

- Venerabile Servo di Dio Joseph-Marie Cassant, francese, Sacerdote e Monaco professo dell'Ordine dei Cistercensi della Stretta Osservanza (Trappisti), (1878-1903).

- Venerabile Serva di Dio Laura di Santa Caterina da Siena, al secolo Laura Montoya y Upegui, colombiana, Fondatrice della Congregazione delle Suore Missionarie di Maria Immacolata e di Santa Caterina da Siena, (1874-1949).

- Venerabile Serva di Dio Anna Katherine Emmerick, tedesca, Monaca professa dell'Ordine delle Canonichesse Regolari di Sant'Agostino, (1774-1824).

- Venerabile Servo di Dio Alberto Marvelli, italiano, Laico, (1918-1946).

MARTIRIO

- Servo di Dio Basilio Hopko, slovacco, Vescovo Ausiliare di Presov, (1904-1976).

- Serva di Dio Zdenka, al secolo Cecilia Schelingová, slovacca, Suora professa della Congregazione delle Suore della Carità della Santa Croce, (1916-1955).

VIRTÙ EROICHE

- Servo di Dio Pietro Vigne, francese, Sacerdote della Diocesi di Viviers, Fondatore della Congregazione delle Suore del Santissimo Sacramento, (1670-1740).

- Serva di Dio Maria Maddalena della Passione, al secolo Costanza Starace, italiana, Fondatrice della Congregazione delle Suore Compassioniste Serve di Maria, (1845-1921).

- Serva di Dio Eurosia Fabris, vedova Barban, Madre di famiglia, italiana, del Terz'Ordine di San Francesco, (1866-1932).
CSS/DECRETI/SARAIVA VIS 20030707 (280)

ALTRI ATTI PONTIFICI


CITTA' DEL VATICANO, 7 LUG. 2003 (VIS). Il Santo Padre ha nominato Ausiliari dell'Arcidiocesi di Detroit (superficie: 10.106; popolazione: 4.441.551; cattolici: 1.465.918; sacerdoti: 781; religiosi: 2.341; diaconi permanenti: 147), Stati Uniti d'America:

- Il Monsignore Walter A. Hurley, finora Parroco della "Our Lady of Sorrows Parish" a Farmington (Stati Uniti d'America). Il Vescovo eletto è nato a Fredericton (Canada), nel 1937 ed è stato ordinato sacerdote nel 1965.

- Il Monsignore John M. Quinn, finora Direttore del Dipartimento per l'Educazione per l'Arcidiocesi di Detroit. Il Vescovo eletto è nato a Detroit (Stati Uniti d'America), nel 1945 ed è stato ordinato sacerdote nel 1972.

- Il Sacerdote Francis R. Reiss, finora Parroco della "Saint Frances Cabrini Parish" in Allen Park (Stati Uniti d'America). Il Vescovo eletto è nato nel 1940 a Detroit (Stati Uniti d'America) ed è stato ordinato sacerdote nel 1966.

Sabato 5 luglio è stato reso noto che il Santo Padre:

- Ha accettato la rinuncia al governo pastorale della Diocesi di Encarnación (Paraguay), presentata dal Vescovo Jorge Adolfo Carlos Livieres Banks, in conformità al canone 401, paragrafo 2, del Codice di Diritto Canonico.

- Ha nominato il Monsignore Giovanni Paolo Benotto, finora Vicario Generale dell'Arcidiocesi di Pisa, Vescovo di Tivoli (superficie: 892; popolazione: 239.786; cattolici: 219.355; sacerdoti: 121; religiosi: 260; diaconi permanenti: 2), Italia. Il Vescovo eletto è nato a San Giuliano Terme (Pisa) nel 1949 ed è stato ordinato sacerdote nel 1973. Succede al Vescovo Pietro Garlato, del quale il Santo Padre ha accettato la rinuncia al governo pastorale della medesima Diocesi, presentata per raggiunti limiti d'età.
NEA:RE:NER:RE/…/… VIS 20030707 (270)

venerdì 4 luglio 2003

UDIENZE

CITTA' DEL VATICANO, 4 LUG. 2003 (VIS). Il Santo Padre ha ricevuto oggi in udienze separate:

- Cinque Presuli della Conferenza Episcopale dell'India, in Visita "ad Limina Apostolorum":

- L'Arcivescovo Mariadas Kagithapu, M.S.F.S., di Visakhapatnam.

- Il Vescovo Pudhota Chinniah Balaswamy, di Nellore.

- Il Vescovo John Mulagada, di Eluru.

- Il Vescovo Bali Gali, di Guntur.

- Il Vescovo Innayya Chinna Addagatla, di Srikakulam.

- Il Cardinale Joseph Ratzinger, Prefetto della Congregazione per la Dottrina della Fede.

- Il Cardinale Francis Arinze, Prefetto della Congregazione per il Culto Divino e la Disciplina dei Sacramenti.
AP:AL/…/… VIS 20030704 (100)

IL CARDINALE BAFILE COMPIE OGGI CENTO ANNI


CITTA' DEL VATICANO, 4 LUG. 2003 (VIS). Questa mattina, nella Sala Clementina, il Santo Padre Giovanni Paolo II ha ricevuto in speciale udienza, insieme ai familiari, il Cardinale italiano Corrado Bafile, che oggi compie cento anni.

Il Santo Padre scrive, in una Lettera, datata 19 giugno e resa pubblica oggi, a proposito del centesimo compleanno del Porporato che: "Si tratta di un traguardo davvero significativo, che la Provvidenza Le ha concesso di raggiungere".

"Penso in particolare" - scrive il Papa - "a come Ella, avendo abbracciato in età adulta il Sacerdozio, (1936) sia sempre stato al servizio della Santa Sede, svolgendo per lunghi periodi importanti e delicati uffici. Dopo vent'anni di apprezzato lavoro in Segreteria di Stato, il Beato Giovanni XXIII (…) La nominò Nunzio Apostolico in Germania e La consacrò Arcivescovo" (1960). Dopo quindici anni di attività diplomatica a Bonn, Papa Paolo VI "Le affidò la guida del Dicastero delle Cause dei Santi, annoverandoLa ben presto tra i membri del Collegio Cardinalizio. Era il 24 maggio 1976".

Giovanni Paolo II esprime al Cardinale Bafile la sua gratitudine per quanto: "Ella ha fatto come generoso e competente collaboratore sia mio che dei miei venerati Predecessori. Mi piace soprattutto sottolineare le alte convinzioni spirituali che hanno sempre orientato il Suo agire. Quanti hanno avuto il privilegio di esserLe accanto non solo nel servizio alla Sede Apostolica, ma anche nel Sodalizio degli Abruzzesi a Roma e nella 'Legio Mariae', attestano concordemente lo zelo sacerdotale ed apostolico che ha sempre ispirato il Suo servizio nelle varie fasi della lunga vita".
AC/CENTESIMO COMPLEANNO/BAFILE VIS 20030704 (270)

NUOVO AMBASCIATORE DI COREA RICEVUTO DAL SANTO PADRE


CITTA' DEL VATICANO, 4 LUG. 2003 (VIS). Questa mattina, nel ricevere il Signor Seong Youm, nuovo Ambasciatore della Corea presso la Santa Sede, in occasione della presentazione delle Lettere Credenziali, il Santo Padre Giovanni Paolo II ha ricordato che: "L'odierno incontro cade nel quarantesimo anniversario dell'apertura di una legazione della Repubblica di Corea presso la Santa Sede".

"Il Vangelo ha potuto crescere e fiorire in Terra coreana" - ha affermato il Papa. "Il grande numero di coreani elevati agli onori degli altari sta a significare come la santità abbia posto radici salde tra il popolo e questo dà lustro alla Chiesa universale".

Rievocando le due visite pastorali compiute in Corea, il Papa ha detto: "Ho potuto conoscere i progressi e le conquiste di libertà e di benessere di una società giovane e dinamica. Ho percepito, tuttavia, anche l'amarezza di molti nel constatare come la penisola, abitata da un solo popolo, sia costretta a vivere una penosa divisione. È certo causa di preoccupazione il permanere di sentimenti di ostilità e di contrapposizione tra le due Nazioni, ma è motivo di speranza sapere che vi è volontà concreta di alleviare le tensioni mediante dialoghi e incontri".

"Questo percorso politico troverà probabilmente maggiore forza e credibilità" - ha proseguito il Pontefice - "se l'area più sviluppata della penisola saprà farsi carico, per quanto è nelle sue possibilità, delle impellenti necessità dell'altra area".

"La Santa Sede" - ha ribadito il Papa - "vede con favore ogni sforzo di dialogo e di cooperazione, come pure la costante attenzione verso le fasce più deboli della popolazione. (…) È necessario, al contrario, costruire il presente e il futuro della Corea sulle solide basi del rispetto della persona e nella costante ricerca della giustizia e della pace. A tale fine, nella presente congiuntura, occorre proseguire instancabilmente gli sforzi tesi all'eliminazione progressiva, equilibrata e verificabile delle armi di distruzione di massa e, in particolare, di quelle nucleari".

Riferendosi alla comunità cattolica in Corea, Giovanni Paolo II ha affermato che essa "costituisce una realtà promettente, e so che gode di stima e rispetto. Essa svolge la sua missione ispirandosi al Vangelo e rende concreta la propria testimonianza religiosa con istituzioni educative, assistenziali e caritative, da molti apprezzate".

Tuttavia, ha detto ancora il Papa, la Chiesa cattolica "non nasconde la sua preoccupazione per il triste fenomeno dell'aborto, che costituisce una terribile piaga sociale. All'aborto si accompagna, poi, una diffusa pratica del controllo artificiale della natalità e il propagarsi di una mentalità pragmaticistica che giustifica e incoraggia le manipolazioni genetiche, persino quelle più spregiudicate, come pure e, ancora, la pena di morte. Dinanzi a queste serie minacce alla vita, la Chiesa sente che è suo dovere richiamare i valori in cui crede, valori che sono patrimonio dell'umanità perché con la legge naturale sono iscritti da Dio nel cuore di ogni uomo".

Il Santo Padre ha concluso il suo discorso affermando: "Un programma, avente come obiettivo prioritario la difesa della vita e della famiglia, recherà certamente beneficio alla solidità e alla stabilità della società coreana".
CD/LETTERE CREDENZIALI/COREA VIS 20030704 (510)

ALTRI ATTI PONTIFICI


CITTA' DEL VATICANO, 4 LUG. 2003 (VIS). Il Santo Padre:

- Ha eretto la Diocesi di Kimbe (Papua Nuova Guinea), con territorio dismembrato dall'Arcidiocesi di Rabaul, rendendola suffraganea della medesima Chiesa Metropolitana.

- Ha nominato il Vescovo Alphonse Chaupa, finora Ausiliare di Rabaul (Papua Nuova Guinea), primo Vescovo di Kimbe (superficie: 15.500; popolazione: 260.000; cattolici: 125.000; sacerdoti: 47; religiosi: 139), Papua Nuova Guinea.
ECE:NER/…/CHAUPA VIS 20030704 (70)

giovedì 3 luglio 2003

VESCOVI DELL'INDIA RICEVUTI DAL SANTO PADRE


CITTA' DEL VATICANO, 3 LUG. 2003 (VIS). Questa mattina il Santo Padre Giovanni Paolo II ha ricevuto 19 Vescovi provenienti dalle Provincie Ecclesiastiche di Bangalore, Hyderabad e Visakhapatnam (India), al termine della quinquennale Visita "Ad Limina Apostolorum". Nel suo discorso in inglese il Papa ha ricordato che oggi è "la festa del glorioso Apostolo San Tommaso, tanto venerato dalla vostra gente".

All'inizio del suo discorso, il Santo Padre ha sottolineato l'esigenza "di una nuova evangelizzazione e di una rinnovata attività missionaria" che interessa tutta la Chiesa, ribadendo in particolare che "la corretta comprensione del rapporto fra cultura e fede cristiana è di fondamentale importanza per una efficace evangelizzazione. Nel vostro subcontinente indiano voi vi trovate di fronte a culture ricche di tradizioni religiose e filosofiche". Tuttavia, ha ammonito il Pontefice, "la teologia della missione che ometta la chiamata ad una conversione radicale a Cristo e neghi la trasformazione culturale che tale conversione implica, necessariamente rappresenta in modo erroneo la realtà della nostra fede, che è sempre un nuovo inizio nella vita di Colui Che solo è 'Via, Verità e Vita'".

"In merito, riaffermiamo che il dialogo interreligioso non sostituisce la 'missione ad gentes' ma piuttosto ne fa parte. Similmente occorre notare che spiegazioni relativiste del pluralismo religioso, secondo le quali la fede cristiana non ha un diverso valore rispetto alle altre credenze, svuota il cristianesimo della essenza cristologica che lo caratterizza: la fede estraniata dal nostro Signore Gesù, come l'unico Salvatore, non è più cristiana, non è più fede teologica. Una ancor più grande erronea rappresentazione della nostra fede si verifica quanto il relativismo porta al sincretismo: una 'costruzione spirituale' artificiale che manipola e conseguentemente altera la natura essenziale, oggettiva e di rivelazione del cristianesimo".

Giovanni Paolo II ha successivamente individuato le luci e le ombre della Chiesa in India, affermando che gli elementi positivi includono il battesimo degli adulti, nonostante gli ostacoli, un'alta percentuale di cattolici che assistono alla Messa domenicale, un crescente numero di fedeli laici che partecipano alla liturgia e altre indicazioni di 'crescita e maturità' nelle loro Diocesi, come pure i sacerdoti, religiosi e catechisti dediti alla loro missione".

Fra le sfide che la Chiesa deve affrontare, ha ricordato il Pontefice, vi sono la necessità di un più profondo apprezzamento del Sacramento della Riconciliazione, e un "programma di preparazione al matrimonio di più ampio respiro per coloro che si preparano a ricevere questo Sacramento".

"Individualmente voi siete una fonte visibile e il fondamento dell'unità nelle vostre Chiese particolari" - ha detto il Papa ai Prelati. "Insieme al Papa, tutti i Vescovi rappresentano tutta la Chiesa nel legame di pace, amore e unità. Sotto questo aspetto, un Vescovo non deve mai essere considerato un semplice delegato di un particolare gruppo sociale o linguistico, ma deve essere riconosciuto come il successore degli Apostoli la cui missione proviene dal Signore. Il ripudio di un Vescovo, sia da parte di un individuo che da parte di un gruppo, è sempre una trasgressione della comunione ecclesiale e perciò uno scandalo per i fedeli e una contro-testimonianza per i seguaci di altre religioni".

Al termine del suo discorso, il Papa ha affermato che lo sviluppo nelle Chiese particolari spesso "è dipeso dal ministero dei missionari e dalla generosità finanziaria di donatori stranieri". Tuttavia, ha aggiunto il Santo Padre, "è anche vero affermare che le Chiese particolari, fra le quali le Chiese dei paesi in via di sviluppo, devono cercare di costituire le proprie risorse per promuovere l'evangelizzazione locale e costruire centri e istituzioni educative ed opere di carità".

Il Santo Padre ha detto infine ai Vescovi che essi devono "assicurarsi che l'amministrazione di 'beni destinati a tutti' non sia mai compromessa da tentazioni materialistiche o da favoritismi, ma saggiamente intrapresa in risposta alle necessità di quanti sono spiritualmente e materialmente poveri".
AL/…/INDIA VIS 20030703 (640)

ALTRI ATTI PONTIFICI


CITTA' DEL VATICANO, 3 LUG. 2003 (VIS). Il Santo Padre ha nominato:

- Il Monsignore Amadeo Rodríguez Magro, finora Vicario Generale dell'Arcidiocesi di Mérida-Badajoz (Spagna), Vescovo di Plasencia (superficie: 10.000; popolazione: 274.561; cattolici: 270.494; sacerdoti: 204; religiosi: 481), Spagna. Il Vescovo eletto è nato a San Jorge de Alor (Spagna), nel 1946 ed è stato ordinato sacerdote nel 1970.

- L'Arcivescovo George Panikulam, finora Nunzio Apostolico in Honduras, Nunzio Apostolico in Mozambico.

- Il Vescovo Hans-Josef Becker, Arcivescovo Metropolita di Paderborn (14.754; popolazione: 4.934.408; cattolici: 786.330; sacerdoti: 1.210; religiosi: 2.416; diaconi permanenti: 116), Repubblica Federale di Germania. L'Arcivescovo eletto è nato a Warstein-Belecke (Repubblica Federale di Germania), nel 1948, è stato ordinato sacerdote nel 1977 e la consacrazione episcopale nel 2000. Finora è stato Vescovo Ausiliare della medesima Arcidiocesi.
NER:NN/…/RODRÍGUEZ:PANIKULAM:BECKER VIS 20030703 (130)

UDIENZE

CITTA' DEL VATICANO, 3 LUG. 2003 (VIS). Il Santo Padre ha ricevuto oggi in udienze separate:

- L'Onorevole Christian Poncelet, Presidente del Senato della Repubblica Francese e Seguito.

- Quattro Presuli della Conferenza Episcopale dell'India, in Visita "ad Limina Apostolorum".

- Il Vescovo Joseph D'Silva, di Bellary.

- Il Vescovo Aloysius Paul D'Souza, di Mangalore.

- Il Vescovo Bernard Blasius Moras, di Belgaum.

- Il Vescovo Gerald Isaac Lobo, di Shimoga.

- Il Signor Ampalavanar Selverajah, Ambasciatore di Singapore, in visita di congedo.
AP:AL/…/… VIS 20030703 (90)

IN MEMORIAM


CITTA' DEL VATICANO, 3 LUG. 2003 (VIS). Di seguito riportiamo i dati relativi ai Presuli deceduti nelle ultime settimane:

- Il Vescovo Raymond Roy, emerito di Saint Paul in Alberta (Canada), il 25 giugno, all'età di 84 anni.

- Il Vescovo Simeon O. Valerio, S.V.D., già Vicario Apostolico di Calapan (Filippine), il 20 giugno, all'età di 85 anni.
…/DECEDUTI/… VIS 20030703 (60)

mercoledì 2 luglio 2003

NON VENGA NEGATO FUTURO A LIBERIA E UGANDA


CITTA' DEL VATICANO, 2 LUG. 2003 (VIS). Al termine della catechesi dell'Udienza Generale di oggi, il Santo Padre Giovanni Paolo II ha ricordato la grave situazione in cui si trovano Liberia e Uganda e ha fatto appello all'impegno della comunità internazionale in favore dei due paesi africani.

"Con profonda tristezza seguo le drammatiche vicende della Liberia e della regione settentrionale dell'Uganda. Faccio appello all'impegno di tutti affinché quelle care popolazioni africane ritrovino pace e sicurezza, e non venga loro negato il futuro a cui hanno diritto. Esprimo inoltre la mia vicinanza alle Chiese locali, duramente colpite nelle persone e nelle opere, mentre incoraggio i Pastori e i fedeli tutti ad essere forti e saldi nella speranza. Lo ottenga dalla Misericordia divina la nostra insistente preghiera!".
AG/APPELLO:LIBERIA:UGANDA/… VIS 20030702 (140)

UDIENZA GENERALE: NECESSARIO VIVERE ADESIONE VOLERE DIVINO


CITTA' DEL VATICANO, 2 LUG. 2003 (VIS). Tema della catechesi del Santo Padre Giovanni Paolo II per l'Udienza Generale di oggi è stato il Salmo 145: "Beato chi spera nel Signore", nel quale viene proclamata "la sovranità di Dio sulla storia umana".

"Non siamo abbandonati a noi stessi" - ha detto il Santo Padre all'inizio della catechesi - "le vicende delle nostre giornate non sono dominate dal caos e dal fato, gli eventi non rappresentano una mera successione di atti privi di ogni senso e meta. Da questa convinzione si sviluppa una vera e propria professione di fede in Dio".

"Dio è creatore del cielo e della terra" - ha proseguito il Pontefice - "è custode fedele del patto che lo lega al suo popolo. (…) Il Signore non è un sovrano distante dalle sue creature, ma è coinvolto nella loro storia, come Colui che propugna la giustizia, schierandosi dalla parte degli ultimi, delle vittime, degli oppressi, degli infelici".

"L'uomo si trova, allora, di fronte ad una scelta radicale tra due possibilità contrastanti: da un lato c'è la tentazione di 'confidare nei potenti', adottando i loro criteri ispirati alla malvagità, all'egoismo e all'orgoglio". L'altra possibilità è "la via della fiducia nel Dio eterno e fedele".

Giovanni Paolo II ha ribadito inoltre che: "È necessario vivere nell'adesione al volere divino, offrire il pane agli affamati, visitare i prigionieri, sostenere e confortare i malati, difendere e accogliere gli stranieri, dedicarsi ai poveri e ai miseri. È in pratica, lo stesso spirito delle Beatitudini; è decidersi per quella proposta d'amore che ci salva fin da questa vita e sarà poi l'oggetto del nostro esame nel giudizio finale, che suggellerà la storia".
AG/SALMO 145/… VIS 20030702 (290)

ALTRI ATTI PONTIFICI


CITTA' DEL VATICANO, 2 LUG. 2003 (VIS). Il Santo Padre ha accettato la rinuncia al governo pastorale della Diocesi di Guarapuava (Brasile), presentata dal Vescovo Giovanni Zerbini, S.D.B., per raggiunti limiti d'età. Gli succede il Vescovo Antônio Wagner da Silva, finora Vescovo Coadiutore della medesima Diocesi.
RE:NER/…/ZERBINI:WAGNER DA SILVA VIS 20030702 (50)

UDIENZE

CITTA' DEL VATICANO, 2 LUG. 2003 (VIS). Il Santo Padre ha ricevuto oggi in udienza l'Arcivescovo André Dupuy, Nunzio Apostolico nella Repubblica Bolivariana del Venezuela.
AP/…/… VIS 20030702 (30)

SANTA SEDE: ELIMINAZIONE POVERTÀ E SVILUPPO SOSTENIBILE


CITTA' DEL VATICANO, 2 LUG. 2003 (VIS). Ieri a Ginevra, l'Arcivescovo Celestino Migliore, Osservatore Permanente della Santa Sede presso l'Organizzazione delle Nazioni Unite, è intervenuto al Comitato Socio-Economico dell'O.N.U. dedicato alla "Promozione di un approccio integrato per lo sviluppo rurale nei paesi in via di sviluppo per l'eliminazione della povertà e per uno sviluppo sostenibile".

L'Arcivescovo ha affermato che il Consiglio è stato "un'eccellente occasione per la comunità internazionale di riflettere e affrontare il problema dell'eliminazione della povertà, strettamente connessa allo sviluppo sostenibile nelle aree rurali". L'Osservatore Permanente ha ribadito la necessità di "instaurare una forte alleanza per lo sviluppo" che "riconosca che quanti dispongono di risorse economiche e del potere di usarle, sono chiamati alla solidarietà in favore dei più vulnerabili", ed ha ribadito che "la giustizia deve prevalere nel mondo dell'economia".

Il Nunzio ha lanciato un appello a nome della Santa Sede in favore di "una strategia integrata che applichi una serie di generose concessione economiche e commerciali senza chiedere reciprocità, almeno a breve termine".

Fra gli obiettivi da conseguire, ha aggiunto l'Arcivescovo Migliore, ci sono: "la limitazione di pratiche di commercio estero che concedono sollievo temporaneo ma non rafforzano le economie delle aree rurali così da rendere gli abitanti agenti attivi economici e sociali"; "nuove pratiche che sostengano lo sviluppo sostenibile e l'espansione della produttività delle fattorie gestite da famiglie"; "l'abolizione del debito per rimuovere pesi che impediscono la ripresa e la crescita delle economie degli Stati in via di sviluppo".

"Il mondo di oggi si regge su una fragile pace" - ha concluso il Nunzio. "Troppe persone sono senza speranza, hanno di fronte promesse non mantenute e la perdita della fiducia nell'efficacia dei vertici regionali ed internazionali. Cercare di alleviare la disperazione dei poveri deve essere l'obiettivo della comunità mondiale. Non possiamo permettere che il nostro lavoro si fermi qui".
DELSS/ELIMINAZIONE POVERTÀ/MIGLIORE VIS 20030702 (330)

martedì 1 luglio 2003

DIALOGO CORAGGIOSO PER AFFRONTARE TENSIONI NEL MONDO


CITTA' DEL VATICANO, 1 LUG. 2003 (VIS). Questa mattina il Santo Padre Giovanni Paolo II ha ricevuto il Signor Abdulhafed Gaddur, Capo della Missione della Gran Giamahiria Araba Libica Popolare Socialista, in occasione della presentazione delle Lettere Credenziali.

Nel suo discorso in italiano, il Santo Padre ha affermato che: "Il metodo del dialogo coraggioso e perseverante si rivela particolarmente utile per affrontare le non poche tensioni esistenti nel mondo, tensioni che destano preoccupazione e richiedono, per essere risolte, la fattiva collaborazione di tutti, tenendo sempre ben presenti i principi fondamentali della verità, della giustizia, dell'amore, della libertà". Successivamente il Papa ha fatto riferimento "alla situazione in Medio Oriente, che molto mi sta a cuore; al terrorismo che, potendo colpire ovunque indiscriminatamente, rende insicuri città, popoli e persino l'intera umanità; ai conflitti che impediscono agli abitanti di molte regioni dell'Africa di costruire il proprio sviluppo; alla iniqua distribuzione dei beni della terra e dei frutti della ricerca tecnologica, umana e spirituale".

"Il dialogo" - ha proseguito il Pontefice - "basato su solide leggi morali, facilita la soluzione dei contenziosi e favorisce il rispetto della vita, di ogni vita umana".

Giovanni Paolo II ha quindi ribadito che: "La Chiesa, consapevole del ruolo che ricopre la religione nel suscitare e consolidare la cultura dell'incontro, della reciproca comprensione e della fattiva collaborazione, desidera portare avanti la sua missione di pace, esortando tutti a farsi carico l'uno dell'altro per costruire un mondo più giusto, più solidale e più libero". Il Papa ha aggiunto che: "Tale testimonianza viene offerta anche dalla piccola e attiva Comunità cattolica che è in Libia. (…) La Chiesa cattolica in Libia desidera proseguire la sua azione coltivando lo spirito di comunione fraterna, la disponibilità verso il prossimo, con una presenza discreta e amorevole".

Esprimendo il suo apprezzamento alle Autorità e a tutto il popolo libico per la stima e la considerazione in cui tengono la missione e l'opera della Chiesa, il Papa ha concluso affermando: "La sincera volontà di onesta collaborazione costituisce la base per una proficua cooperazione fra i credenti e fra tutti gli uomini. Questo vale, in particolare, per i seguaci dell'Islam e i cristiani. Di fronte a taluni tentativi di travisamento della religione e ad un uso illegittimo delle sacre tradizioni, occorre con forza ribadire che sono contrarie a Dio e all'uomo quelle pratiche che incitano alla violenza e al disprezzo della vita umana".
CD/LETTERE CREDENZIALI/LIBIA VIS 20030701 (410)

INTENZIONI DI PREGHIERA DEL PAPA PER IL MESE DI LUGLIO


CITTA' DEL VATICANO, 1 LUG. 2003 (VIS). L'intenzione Generale per l'Apostolato della Preghiera del Santo Padre Giovanni Paolo II per il mese di luglio è la seguente: "Per i governanti e i responsabili dell'economia e della finanza del mondo, perché si sforzino di trovare modalità e condizioni che garantiscano a ciascun popolo i mezzi necessari per vivere in modo dignitoso".

L'intenzione Missionaria è la seguente: "Per quanti in Africa sono ammalati, vittime dell'Aids e di altre gravi infermità, perché sperimentino la consolazione e l'amore di Dio, grazie al servizio dei medici e di coloro che amorevolmente li assistono".
GP-INTENZIONI PREGHIERA/LUGLIO/… VIS 20030701 (110)

ALTRI ATTI PONTIFICI


CITTA' DEL VATICANO, 1 LUG. 2003 (VIS). Il Santo Padre:

- Ha creato la nuova Provincia Ecclesiastica di Palembang, (Indonesia), dividendola dalla Provincia Ecclesiastica di Medan. La nuova Provincia Ecclesiastica comprenderà le Diocesi suffraganee di Pangkal-Pinang e Tanjungkarang. La Diocesi di Palembang è stata elevato al rango di Arcidiocesi.

- Ha nominato il Vescovo Aloysius Sudarso, S.C.I., primo Arcivescovo Metropolita di Palembang (superficie: 157.000; abitanti: 11.000.000; cattolici: 77.000; sacerdoti: 72; religiosi: 227), Indonesia. Il nuovo Arcivescovo è stato finora Vescovo della medesima Diocesi

- Ha nominato il Vescovo Sean P. O'Malley, O.F.M.Cap., finora Vescovo di Palm Beach (Stati Uniti d'America), Arcivescovo Metropolita di Boston (superficie: 6.382; popolazione: 3.888.944; cattolici: 2.069.225; sacerdoti: 1.678; religiosi: 3.759; diaconi permanenti: 209), Stati Uniti d'America.

- Ha nominato il Vescovo Gerald M. Barbarito, finora Vescovo di Ogdensburg (Stati Uniti d'America), Vescovo di Palm Beach (superficie: 11.510; popolazione: 1.599.467; cattolici: 246.040; sacerdoti: 140; religiosi: 182; diaconi permanenti: 43), Stati Uniti d'America.

- Ha nominato il Vescovo Thomas Gerard Wenski, finora Ausiliare di Miami (Stati Uniti d'America), Vescovo Coadiutore di Orlando (superficie: 27.900; popolazione: 3.360.319; cattolici: 353.342; sacerdoti: 221; religiosi: 195; diaconi permanenti: 130), Stati Uniti d'America.

- Ha nominato il Monsignore Juan José Dorronsoro Allo, che è Canonico della Patriarcale Basilica Liberiana di Santa Maria Maggiore, Roma, Consultore della Congregazione per gli Istituti di Vita Consacrata e le Società di Vita Apostolica, per la sezione degli Istituti Secolari.

- Ha nominato il Monsignore Arnaldo Fraccaroli, Consultore della Pontificia Commissione per i Beni Culturali della Chiesa.
ECE:NER:NEC:NA/…/… VIS 20030701 (250)

UDIENZE

CITTA' DEL VATICANO, 1 LUG. 2003 (VIS). Il Santo Padre ha ricevuto oggi in udienze separate:

- Il Cardinale Geraldo Majella Agnelo, Arcivescovo di São Salvador da Bahia e Presidente della Conferenza Episcopale Brasiliana, con il Vescovo Antônio Celso Queiroz, di Catanduva, Vice-Presidente e con il Vescovo Odilo Pedro Scherer, Ausiliare di São Paulo e Segretario Generale della medesima Conferenza Episcopale.

- L'Arcivescovo Adriano Bernardini, Nunzio Apostolico in Argentina.

- Tre Presuli della Conferenza Episcopale dell'India, in Visita "ad Limina Apostolorum".

- L'Arcivescovo Joji Marampudi, di Hyderabad.

- Il Vescovo Thumma Bala, di Warangal.

- Il Vescovo John Baptist Sequeira, di Chikmagalur.

- Il Cardinale Paul Poupard, Presidente del Pontificio Consiglio della Cultura, con il Padre Bernard Ardura, O.Praem., Segretario ed il Padre Fabio Duque Jaramillo, O.F.M., Sotto-Segretario del medesimo Pontificio Consiglio.
AP:AL/…/… VIS 20030701 (130)

lunedì 30 giugno 2003

ESORTAZIONE APOSTOLICA "ECCLESIA IN EUROPA"


CITTA' DEL VATICANO, 28 GIU. 2003 (VIS). Questa sera, vigilia della Solennità dei Santi Apostoli Pietro e Paolo, il Santo Padre Giovanni Paolo II ha promulgato l'Esortazione Apostolica "Ecclesia in Europa" nel corso della celebrazione dei Primi Vespri nella Basilica di San Pietro.

Titolo del Documento, che porta la data di oggi, è: Esortazione Apostolica Post-Sinodale "Ecclesia in Europa" del Santo Padre Giovanni Paolo II ai Vescovi, ai Presbiteri e ai Diaconi, ai Consacrati e alle Consacrate ed a tutti i fedeli laici su Gesù Cristo, vivente nella Sua Chiesa, Sorgente di Speranza per l'Europa.

Il Documento di 130 pagine, è stato pubblicato in lingua italiana, inglese, francese, spagnola, tedesca e portoghese, si compone di una introduzione, sei capitoli ed una conclusione.

Di seguito riportiamo alcuni estratti di "Ecclesia in Europa":

INTRODUZIONE. 2. L'approfondimento del tema della speranza costituiva, fin dall'inizio, lo scopo principale della Seconda Assemblea Speciale per l'Europa del Sinodo dei Vescovi.

"L'Assemblea Sinodale non poteva fare a meno di riprendere (…), quanto emerso nel Sinodo precedente dedicato all'Europa e che si era celebrato nel 1991, all'indomani della caduta dei muri, intorno al tema 'Per essere testimoni di Cristo che ci ha liberato'. Da quella Prima Assemblea Speciale era emersa l'urgenza e la necessità della 'nuova evangelizzazione'".

"L'esperienza del Sinodo. 3. L'Assemblea sinodale, svoltasi dal 1o al 23 ottobre 1999, si è rivelata una preziosa opportunità di incontro, di ascolto e di confronto".

"4. Vivendo l'esperienza sinodale con discernimento evangelico, è andata sempre più maturando la consapevolezza dell'unità che, senza rinnegare le differenze derivanti dalle vicende storiche, collega le varie parti dell'Europa. È un'unità che, affondando le sue radici nella comune ispirazione cristiana, sa comporre le diverse tradizioni culturali".

"I Padri sinodali hanno colto come l'urgenza forse più grande che lo attraversa, a Est come ad Ovest, consiste in un accresciuto bisogno di speranza, così da poter dare senso alla vita e alla storia e camminare insieme".

CAPITOLO PRIMO. GESÙ CRISTO È NOSTRA SPERANZA.

"I. Sfide e segni di speranza per la Chiesa in Europa L'offuscamento della speranza".

"7. Questa parola è rivolta oggi anche alle Chiese in Europa, spesso tentate da un offuscamento della speranza. (…) Numerosi sono i segnali preoccupanti che, all'inizio del terzo millennio, agitano l'orizzonte del Continente europeo".

"Vorrei ricordare lo smarrimento della memoria e dell'eredità cristiane, accompagnato da una sorta di agnosticismo pratico e di indifferentismo religioso, per cui molti europei danno l'impressione di vivere senza retroterra spirituale e come degli eredi che hanno dilapidato il patrimonio loro consegnato dalla storia. Non meravigliano più di tanto, perciò, i tentativi di dare un volto all'Europa escludendone l'eredità religiosa e, in particolare, la profonda anima cristiana, fondando i diritti dei popoli che la compongono senza innestarli nel tronco irrorato dalla linfa vitale del cristianesimo".
" (…) In non pochi ambiti pubblici è più facile dirsi agnostici che credenti; si ha l'impressione che il non credere vada da sé mentre il credere abbia bisogno di una legittimazione sociale né ovvia né scontata".
"8. A questo smarrimento della memoria cristiana si accompagna una sorta di paura nell'affrontare il futuro. (…) Tra le espressioni e i frutti di questa angoscia esistenziale vanno annoverati, in particolare, la drammatica diminuzione della natalità, il calo delle vocazioni al sacerdozio e alla vita consacrata, la fatica, se non il rifiuto, di operare scelte definitive di vita anche nel matrimonio".
"Si assiste a una diffusa frammentazione dell'esistenza; prevale una sensazione di solitudine; si moltiplicano le divisioni e le contrapposizioni".
"Connesso con il diffondersi dell'individualismo, si nota un crescente affievolirsi della solidarietà inter-personale: mentre le istituzioni di assistenza svolgono un lavoro lodevole, si osserva un venir meno del senso della solidarietà (…)".
"9.Alla radice dello smarrimento della speranza sta il tentativo di far prevalere un'antropologia senza Dio e senza Cristo. Questo tipo di pensiero ha portato a considerare l'uomo come 'il centro assoluto della realtà, facendogli così artificiosamente occupare il posto di Dio e dimenticando che non è l'uomo che fa Dio ma Dio che fa l'uomo'. (…) per cui 'non c'è da stupirsi se in questo contesto si è aperto un vastissimo spazio per il libero sviluppo del nichilismo in campo filosofico, del relativismo in campo gnoseologico e morale, del pragmatismo e finanche dell'edonismo cinico nella configurazione della vita quotidiana'".
"In tale orizzonte, prendono corpo i tentativi, anche ultimamente ricorrenti, di presentare la cultura europea a prescindere dall'apporto del cristianesimo che ha segnato il suo sviluppo storico e la sua diffusione universale".
"10. Ma, come hanno sottolineato i Padri sinodali, 'l'uomo non può vivere senza speranza: la sua vita sarebbe votata all'insignificanza e diventerebbe insopportabile'".
"12. Guardando all'Europa come comunità civile, non mancano segnali che aprono alla speranza (…): i Padri sinodali a conclusione dei loro lavori: 'Constatiamo con gioia la crescente apertura dei popoli, gli uni verso gli altri, la riconciliazione tra nazioni, (…) l'allargamento progressivo del processo unitario ai Paesi dell'Est europeo. (…) Riconoscimenti, collaborazioni e scambi di ogni ordine sono in sviluppo, così che, a poco a poco, si crea una cultura, anzi una coscienza europea. (…) Ci auguriamo vivamente che, in una fedeltà creativa alla tradizione umanistica e cristiana del nostro Continente, sia garantito il primato dei valori etici e spirituali'".
"13. (…) Voglio riproporre a tutti, perché non sia mai dimenticato, quel grande segno di speranza costituito dai tanti testimoni della fede cristiana, vissuti nell'ultimo secolo, all'Est come all'Ovest. Essi hanno saputo far proprio il Vangelo in situazioni di ostilità e persecuzione, spesso fino alla prova suprema del sangue".
"15. Il Vangelo continua a portare i suoi frutti nelle comunità parrocchiali, tra le persone consacrate, nelle associazioni di laici, nei gruppi di preghiera e di apostolato, in diverse comunità giovanili, come pure attraverso la presenza e la diffusione di nuovi movimenti e realtà ecclesiali".
"Ancora oggi in Europa, nei Paesi post-comunisti come in Occidente, la parrocchia, pur bisognosa di costante rinnovamento, continua a conservare e ad esercitare una sua missione".
"16. (…) esprimo la mia grande stima per la presenza e l'azione delle diverse associazioni e organizzazioni apostoliche e, in particolare, dell'Azione Cattolica (…) sono culla di diverse vocazioni (…); favoriscono la santità del popolo; (…); spesso sostengono il cammino ecumenico (…); sono di antidoto contro la diffusione delle sette; sono di grande aiuto nel diffondere vivacità e gioia nella Chiesa".
"II. Ritornare a Cristo, fonte di ogni speranza.
"18. All'Assemblea sinodale è emersa, chiara e appassionata, la certezza che la Chiesa ha da offrire all'Europa il bene più prezioso, che nessun altro può darle: è la fede in Gesù Cristo, fonte della speranza che non delude, dono che sta all'origine dell'unità spirituale e culturale dei popoli europei, e che ancora oggi e per il futuro può costituire un contributo essenziale del loro sviluppo e della loro integrazione".
"19. (…) Sono molteplici le radici ideali che hanno contribuito con la loro linfa al riconoscimento del valore della persona e della sua inalienabile dignità, del carattere sacro della vita umana e del ruolo centrale della famiglia, dell'importanza dell'istruzione e della libertà di pensiero, di parola, di religione, come pure alla tutela legale degli individui e dei gruppi, alla promozione della solidarietà e del bene comune, al riconoscimento della dignità del lavoro. Tali radici hanno favorito la sottomissione del potere politico alla legge e al rispetto dei diritti della persona e dei popoli. Occorre qui ricordare lo spirito della Grecia antica e della romanità, gli apporti dei popoli celtici, germanici, slavi, ugro-finnici, della cultura ebraica e del mondo islamico. Tuttavia si deve riconoscere che queste ispirazioni hanno storicamente trovato nella tradizione giudeo-cristiana una forza capace di armonizzarle, di consolidarle e di promuoverle. Si tratta di un fatto che non può essere ignorato; al contrario, nel processo della costruzione della 'casa comune europea', occorre riconoscere che questo edificio si deve poggiare anche su valori che trovano nella tradizione cristiana la loro piena epifania. Il prenderne atto torna a vantaggio di tutti".
"20. Le Chiese particolari in Europa non sono delle semplici entità o organizzazioni private. In realtà, esse operano con una specifica dimensione istituzionale che merita di essere giuridicamente valorizzata, nel pieno rispetto dei giusti ordinamenti civili".
"21. (…) Missione di ogni Chiesa particolare in Europa è di tener conto della sete di verità di ogni persona e del bisogno di valori autentici che animino i popoli del Continente. (…) mostrando con azioni e argomentazioni convincenti come la nuova Europa abbia bisogno di ritrovare le proprie radici ultime".
CAPITOLO SECONDO. IL VANGELO DELLA SPERANZA AFFIDATO ALLA CHIESA DEL NUOVO MILLENNIO.
"I. Il Signore chiama alla conversione.
"24. L'Europa è stata ampiamente e profondamente penetrata dal cristianesimo. 'Non c'è dubbio che, nella complessa storia dell'Europa, il cristianesimo rappresenti un elemento centrale e qualificante, consolidato sul saldo fondamento dell'eredità classica e dei molteplici contributi arrecati dagli svariati flussi etnico-culturali che si sono succeduti nei secoli. La fede cristiana ha plasmato la cultura del Continente e si è intrecciata in modo inestricabile con la sua storia, al punto che questa non sarebbe comprensibile se non si facesse riferimento alle vicende che hanno caratterizzato prima il grande periodo dell'evangelizzazione, e poi i lunghi secoli in cui il cristianesimo, pur nella dolorosa divisione tra Oriente ed Occidente'".
"25. (…) Lungo i secoli, infatti, la Chiesa ha avuto legami molto stretti con il nostro Continente, così che il volto spirituale dell'Europa si è andato formando grazie agli sforzi di grandi missionari, alla testimonianza di santi e di martiri, e all'opera assidua di monaci, religiosi e pastori. Dalla concezione biblica dell'uomo, l'Europa ha tratto il meglio della sua cultura umanistica, ha attinto ispirazione per le sue creazioni intellettuali ed artistiche, ha elaborato norme di diritto e, non per ultimo, ha promosso la dignità della persona, fonte di diritti inalienabili. In questo modo la Chiesa, in quanto depositaria del Vangelo, ha concorso a diffondere e a consolidare quei valori che hanno reso universale la cultura europea".
"27. (…) alla Chiesa in Europa è chiesto di coltivare la certezza che il Signore, attraverso il dono del suo Spirito, è sempre presente e operante in essa e nella storia dell'umanità".
"28. Di fronte alle ricorrenti spinte alla divisione e alla contrapposizione, le diverse Chiese particolari in Europa, forti anche del legame con il Successore di Pietro, devono impegnarsi ad essere vero luogo e strumento di comunione dell'intero popolo di Dio nella fede e nell'amore".
"29. Perché la comunione nella Chiesa possa essere vissuta in modo più pieno, occorre valorizzare la varietà dei carismi e delle vocazioni, che convergono sempre più verso l'unità e la possono arricchire. In quest'ottica, è anche necessario, da una parte, che i nuovi movimenti e le nuove comunità ecclesiali, 'abbandonando ogni tentazione di rivendicare diritti di primogenitura e ogni incomprensione vicendevole', progrediscano nel cammino di una più autentica comunione tra di loro e con tutte le altre realtà ecclesiali, e 'vivano con amore in piena obbedienza ai Vescovi'".
"Per poter rispondere all'appello del Vangelo alla conversione, 'è necessario fare tutti insieme un umile e coraggioso esame di coscienza per riconoscere le nostre paure e i nostri errori, per confessare con sincerità le nostre lentezze, omissioni, infedeltà, colpe".
"30. Il Vangelo della speranza, infine, è forza e appello alla conversione anche in campo ecumenico. Nella certezza che l'unità dei cristiani corrisponda al comando del Signore 'perché tutti siano una cosa sola', e che essa si presenti oggi come una necessità per una maggiore credibilità nell'evangelizzazione e come contributo all'unità dell'Europa".
"31. Bisogna continuare con determinazione il dialogo, senza arrendersi di fronte a difficoltà e fatiche (…) Non possiamo fermarci in questo cammino, né possiamo tornare indietro!".
"32. (…) invito tutti a riconoscere e valorizzare, con amore e fraternità, il contributo che le Chiese Cattoliche Orientali, con la loro stessa presenza, la ricchezza della loro tradizione, la testimonianza della loro 'unità nella diversità', l'inculturazione da esse realizzata nell'annuncio del Vangelo, la diversità dei loro riti, possono offrire per una più reale edificazione dell'unità. (…) Nello stesso tempo, voglio rassicurare ancora una volta i pastori, i fratelli e le sorelle delle Chiese ortodosse che la nuova evangelizzazione non va confusa in nessun modo con il proselitismo, fermo restando il dovere del rispetto della verità, della libertà e della dignità di ogni persona".
"II. La Chiesa intera inviata in missione.
"34. I sacerdoti sono chiamati in virtù del loro ministero, a celebrare, insegnare e servire in un modo speciale il Vangelo della speranza".
"35. In questo quadro acquista rilievo anche il celibato sacerdotale, segno di una speranza riposta totalmente nel Signore. Esso non è mera disciplina ecclesiastica imposta dall'autorità; al contrario, esso è innanzitutto grazia, dono inestimabile di Dio per la Chiesa".
(Il celibato) Stimato in tutta la Chiesa come conveniente per il sacerdozio, richiesto come obbligo dalla Chiesa latina, altamente rispettato dalle Chiese Orientali, il celibato, nel contesto della cultura attuale, appare come segno eloquente da dover essere custodito quale bene prezioso per la Chiesa. Una revisione della disciplina attuale, a questo riguardo, non permetterebbe di risolvere la crisi delle vocazioni al presbiterato cui si assiste in molte parti d'Europa".
"36. Con i presbiteri, desidero ricordare anche i diaconi, che partecipano, seppure in grado diverso, dello stesso sacramento dell'Ordine".
"37. Particolarmente eloquente è la testimonianza delle persone consacrate. A tale proposito, va anzitutto riconosciuto il ruolo fondamentale avuto dal monachesimo e dalla vita consacrata nell'evangelizzazione dell'Europa e nella costruzione della sua identità cristiana".

"In un contesto contaminato dal secolarismo e assoggettato al consumismo, la vita consacrata, dono dello Spirito alla Chiesa e per la Chiesa, diventa sempre più segno di speranza nella misura in cui testimonia la dimensione trascendente dell'esistenza".
"39. (…) non si può tacere la carenza inquietante di seminaristi e di aspiranti alla vita religiosa, soprattutto nell'Europa occidentale. Questa situazione richiede l'impegno di tutti per un'adeguata pastorale delle vocazioni".
"41. Irrinunciabile è l'apporto dei fedeli laici alla vita ecclesiale: è infatti insostituibile il posto che essi hanno nell'annunciare e servire il Vangelo della speranza".
"Di simili figure laicali l'Europa di ieri e di oggi conosce presenze significative ed esempi luminosi".
"Uguale apprezzamento va all'opera resa da laiche e laici cristiani, spesso nel nascondimento della vita ordinaria, (…) per l'audace testimonianza di carità e di perdono, valori che evangelizzano i vasti orizzonti della politica, della realtà sociale, dell'economia, della cultura, dell'ecologia, della vita internazionale, della famiglia, dell'educazione, delle professioni, del lavoro e della sofferenza".
"42. La Chiesa è consapevole dell'apporto specifico della donna nel servire il Vangelo della speranza. (…) Va ricordato quanto esse hanno fatto, spesso nel silenzio e nel nascondimento, nell'accogliere e nel trasmettere il dono di Dio, sia attraverso la maternità fisica e spirituale, l'opera educativa, la catechesi, la realizzazione di grandi opere di carità, sia attraverso la vita di preghiera e di contemplazione, le esperienze mistiche e la redazione di scritti ricchi di sapienza evangelica".
"43. (…) è necessario che, anzitutto nella Chiesa, venga promossa la dignità della donna, poiché identica è la dignità della donna e dell'uomo, ambedue creati a immagine e somiglianza di Dio e ricolmati ciascuno di doni propri e particolari".
"La Chiesa non manca di alzare la sua voce per denunciare le ingiustizie e le violenze perpetrate contro le donne, in qualsiasi luogo e circostanza avvengano. Essa chiede che siano realmente applicate le leggi che proteggono la donna e siano messe in atto misure efficaci contro l'uso umiliante di immagini femminili nella propaganda commerciale e contro il flagello della prostituzione; auspica che il servizio reso dalla madre, allo stesso modo di quello reso dal padre, nella vita domestica sia considerato come contributo al bene comune, anche mediante forme di riconoscimento economico".
CAPITOLO TERZO. ANNUNCIARE IL VANGELO DELLA SPERANZA.
"I. Proclamare il mistero di Cristo.
"45. (…) Chiesa in Europa, la 'nuova evangelizzazione' è il compito che ti attende! Sappi ritrovare l'entusiasmo dell'annuncio. (…) L'annuncio di Gesù, che è il Vangelo della speranza, sia quindi il tuo vanto e la tua ragion d'essere".
"Primo annuncio e annuncio rinnovato. 46. In varie parti d'Europa c'è bisogno di un primo annuncio del Vangelo: cresce il numero delle persone non battezzate, sia per la notevole presenza di immigrati appartenenti ad altre religioni, sia perché anche figli di famiglie di tradizione cristiana non hanno ricevuto il Battesimo o a causa della dominazione comunista o a causa di una diffusa indifferenza religiosa".
"Anche nel 'vecchio' Continente vi sono estese aree sociali e culturali in cui si rende necessaria una vera e propria missio ad gentes".
"47. C'è bisogno di un rinnovato annuncio anche per chi è già battezzato. Tanti europei contemporanei pensano di sapere che cos'è il cristianesimo, ma non lo conoscono realmente. (…) Alle grandi certezze della fede è subentrato in molti un sentimento religioso vago e poco impegnativo; si diffondono varie forme di agnosticismo e di ateismo pratico che concorrono ad aggravare il divario tra la fede e la vita; (..) diversi si sono lasciati contagiare dallo spirito di un umanesimo immanentista che ne ha indebolito la fede, portandoli sovente purtroppo ad abbandonarla completamente".
"48. Per poter annunciare il Vangelo della speranza, è necessaria una solida fedeltà allo stesso Vangelo. La predicazione della Chiesa, quindi, in tutte le sue forme, deve essere sempre più incentrata sulla persona di Gesù e deve sempre più orientare a Lui. Occorre vigilare perché Egli sia presentato nella sua integralità".
"49. L'Europa reclama evangelizzatori credibili, nella cui vita in comunione con la croce e la risurrezione di Cristo risplenda la bellezza del Vangelo. Tali evangelizzatori vanno adeguatamente formati. (…) L'uomo contemporaneo 'ascolta più volentieri i testimoni che i maestri, o se ascolta i maestri lo fa perché sono testimoni".
"50. (…) I cristiani sono, quindi, chiamati ad avere una fede che consenta loro di confrontarsi criticamente con l'attuale cultura resistendo alle sue seduzioni; d'incidere efficacemente sugli ambiti culturali, economici, sociali e politici; (…) di trasmettere con gioia la fede alle nuove generazioni".
"II. Testimoniare nell'unità e nel dialogo.
"53. (…) Le singole Chiese particolari non possono essere sole ad affrontare la sfida che le attende. C'è bisogno di un'autentica collaborazione tra tutte le Chiese particolari del Continente, che sia espressione della loro essenziale comunione; (…)".
"54. Nello stesso tempo, appare imperativo irrinunciabile il dovere di una fraterna e convinta collaborazione ecumenica".
"55. (…) Come per tutto l'impegno della 'nuova evangelizzazione', anche in ordine all'annuncio del Vangelo della speranza è necessario che si abbia a instaurare un profondo e intelligente dialogo interreligioso, in particolare con l'Ebraismo e con l'Islam".
"56. È, quindi, necessario favorire il dialogo con l'ebraismo, sapendo che esso è di fondamentale importanza per l'autocoscienza cristiana e per il superamento delle divisioni tra le Chiese, e operare perché fiorisca una nuova primavera nelle relazioni reciproche. (…) Tale esercizio implica, tra l'altro, che 'si faccia memoria della parte che i figli della Chiesa hanno potuto avere nella nascita e nella diffusione di un atteggiamento antisemita nella storia e di ciò si chieda perdono a Dio, favorendo in ogni modo incontri di riconciliazione e di amicizia con i figli di Israele'".
"57. (…) In particolare, è importante un corretto rapporto con l'Islam. Esso, (…), 'deve essere condotto con prudenza, con chiarezza di idee circa le sue possibilità e i suoi limiti, e con fiducia nel progetto di salvezza di Dio nei confronti di tutti i suoi figli'. È necessario, tra l'altro, avere coscienza del notevole divario tra la cultura europea, che ha profonde radici cristiane, e il pensiero musulmano'".
"A questo riguardo, è necessario preparare adeguatamente i cristiani che vivono a quotidiano contatto con i musulmani a conoscere in modo obiettivo l'Islam e a sapersi confrontare con esso; (…). È peraltro comprensibile che la Chiesa, (…) abbia pure a ribadire che la reciprocità nel garantire la libertà religiosa sia osservata anche in Paesi di diversa tradizione religiosa, nei quali i cristiani sono minoranza".
"In questo ambito, 'si comprende la sorpresa e il sentimento di frustrazione dei cristiani che accolgono, per esempio in Europa, dei credenti di altre religioni dando loro la possibilità di esercitare il loro culto, e che si vedono interdire l'esercizio del culto cristiano' nei Paesi in cui questi credenti maggioritari hanno fatto della loro religione l'unica ammessa e promossa. La persona umana ha diritto alla libertà religiosa e tutti, in ogni parte del mondo, 'devono essere immuni dalla coercizione da parte di singoli, di gruppi sociali e di qualsivoglia potestà umana'".
"III. Evangelizzare la vita sociale.
"58. L'annuncio di Gesù Cristo deve raggiungere anche la cultura europea contemporanea. (…) La pastorale deve assumere il compito di plasmare una mentalità cristiana nella vita ordinaria: in famiglia, nella scuola, nella comunicazione sociale, nel mondo della cultura, del lavoro e dell'economia, nella politica, nel tempo libero, nella salute e nella malattia".
"59. Nel cammino dell'evangelizzazione della cultura si inserisce l'importante servizio svolto dalle scuole cattoliche. 60. Né si può dimenticare il contributo positivo offerto dalla valorizzazione dei beni culturali della Chiesa".
"L'educazione dei giovani alla fede. 61. Incoraggio poi la Chiesa in Europa a rivolgere un'attenzione crescente all'educazione dei giovani alla fede. Nel puntare lo sguardo all'avvenire, non possiamo non volgere a loro le nostre menti: dobbiamo incontrarci con gli intelletti, i cuori, i caratteri dei giovani, per offrire loro una solida formazione umana e cristiana".
"Ad ogni occasione che veda la partecipazione di molti giovani, non è difficile scorgere la presenza in essi di atteggiamenti diversificati. Si constata il desiderio di vivere insieme per uscire dall'isolamento, la sete più o meno avvertita di assoluto; si vede in loro una fede segreta che chiede di purificarsi e di voler seguire il Signore; si percepisce la decisione di continuare il cammino già intrapreso e l'esigenza di condividere la fede".
"62. A tale scopo, occorre rinnovare la pastorale giovanile, articolata per fasce di età e attenta alle variegate condizioni di ragazzi, adolescenti e giovani. Sarà inoltre necessario conferirle maggiore organicità e coerenza, in paziente ascolto delle domande dei giovani, per renderli protagonisti dell'evangelizzazione e dell'edificazione della società".
"63. Data la rilevanza degli strumenti della comunicazione sociale, la Chiesa in Europa non può non riservare particolare attenzione al variegato mondo dei mass media. Ciò comporta, tra l'altro, l'adeguata formazione dei cristiani che operano nei media e degli utenti di questi strumenti, in vista di una buona padronanza dei nuovi linguaggi".
"65. Attraversando la Porta Santa, all'inizio del Grande Giubileo del 2000, ho levato in alto davanti alla Chiesa e al mondo il libro del Vangelo. Questo gesto, compiuto da ogni Vescovo nelle diverse cattedrali del mondo, indichi l'impegno che attende oggi e sempre la Chiesa nel nostro Continente. Chiesa in Europa, entra nel nuovo millennio con il Libro del Vangelo! (…) Continui ad essere la Sacra Bibbia un tesoro per la Chiesa e per ogni cristiano (…). Prendiamo nelle nostre mani questo Libro! Accettiamolo dal Signore che continuamente ce lo offre tramite la sua Chiesa. Divoriamolo, perché diventi vita della nostra vita. Gustiamolo fino in fondo".
CAPITOLO QUARTO. CELEBRARE IL VANGELO DELLA SPERANZA.
"Anche a te, Chiesa di Dio che vivi in Europa, è chiesto di essere comunità che prega, celebrando il tuo Signore con i Sacramento, la liturgia e l'intera esistenza".
"I. Riscoprire la liturgia. Il senso religioso nell'Europa di oggi 67. Nonostante vaste aree di scristianizzazione nel Continente europeo, esistono segnali che contribuiscono a tratteggiare il volto di una Chiesa che, credendo, annuncia, celebra e serve il suo Signore. (…) 68. Insieme a molti esempi di fede genuina esiste in Europa anche una religiosità vaga e, a volte, fuorviante. (…) Sono manifesti fenomeni di fuga nello spiritualismo, di sincretismo religioso ed esoterico, di ricerca di eventi straordinari ad ogni costo, fino a giungere a scelte devianti, come l'adesione a sette pericolose o ad esperienze pseudoreligiose".
"69. (…) Chiesa che vivi in Europa, (…) sii una Chiesa che prega, (…) Riscopri il senso del mistero (…). Celebra la salvezza di Cristo.
"70. (…) È, (…), urgente che nella Chiesa si ravvivi l'autentico senso della liturgia. (…) Si tratta di vivere la liturgia come opera della Trinità. (…) La liturgia deve essere vissuta come annuncio e anticipazione della gloria futura, termine ultimo della nostra speranza. (…) 72. Se dopo il Concilio Ecumenico Vaticano II diversa strada è stata fatta per vivere il senso autentico della liturgia, ancora molto rimane da fare. Sono necessari un continuo rinnovamento e una costante formazione di tutti: ordinati, consacrati e laici".
"II. Celebrare i Sacramenti. 74. Un posto di grande rilievo va riservato alla celebrazione dei Sacramenti, quali atti di Cristo e della Chiesa, ordinati a rendere culto a Dio, alla santificazione degli uomini e all'edificazione della Comunità ecclesiale. (…) I Padri sinodali hanno messo in luce questa esigenza, per rispondere a due pericoli: da una parte, certi ambienti ecclesiali sembrano aver smarrito il genuino senso del sacramento e potrebbero banalizzare i misteri celebrati; dall'altra, molti battezzati, seguendo usanze e tradizioni, continuano a ricorrere ai Sacramenti in momenti significativi della loro esistenza, senza però vivere in modo conforme alle indicazioni della Chiesa".
"76. (…) Di fronte alla diffusa perdita del senso del peccato e all'affermarsi di una mentalità segnata da relativismo e soggettivismo in campo morale, occorre che in ogni comunità ecclesiale si provveda a una seria formazione delle coscienze.129 I Padri Sinodali hanno insistito perché si riconosca chiaramente la verità del peccato personale e la necessità del perdono personale di Dio tramite il ministero del sacerdote. Le assoluzioni collettive non sono un modo alternativo di amministrare il sacramento della Riconciliazione".
"78. Accanto alla Celebrazione eucaristica, occorre promuovere anche le altre forme di preghiera comunitaria (…). In particolare, mantenendo viva la tradizione della Chiesa latina, vengano promosse le diverse manifestazioni del culto eucaristico fuori della Messa: adorazione personale, esposizione e processione, da intendere come espressione di fede nella permanenza della presenza reale del Signore nel Sacramento dell'altare".
"79. Una speciale attenzione va riservata anche alla pietà popolare. (…) In materia di pietà popolare occorre vegliare costantemente su aspetti di ambiguità di certe manifestazioni, preservandole da derive secolaristiche, da improvvidi consumismi o anche da rischi di superstizione, per mantenerle entro forme mature e autentiche".
"82. Rinnovo, pertanto, l'invito a ricuperare il significato più profondo del giorno del Signore: venga santificato con la partecipazione all'Eucaristia e con un riposo ricco di letizia cristiana e di fraternità. (…) Non si tema, perciò, di difenderlo contro ogni attacco e di adoperarsi perché, nell'organizzazione del lavoro, esso sia salvaguardato, così che possa essere giorno per l'uomo, a vantaggio dell'intera società".
CAPITOLO QUINTO. SERVIRE IL VANGELO DELLA SPERANZA.
"Per servire il Vangelo della speranza, anche alla Chiesa che vive in Europa è chiesto di seguire la strada dell'amore".
"I. Il servizio della carità. (…) 85. (…) Per sua stessa natura, la testimonianza della carità deve estendersi oltre i confini della comunità ecclesiale, per raggiungere ogni persona, così che l'amore per tutti gli uomini diventi fomento di autentica solidarietà per l'intero vivere sociale".
"II. Servire l'uomo nella società. Ridare speranza ai poveri. 86. (…) L'amore preferenziale per i poveri è una dimensione necessaria dell'essere cristiano e del servizio al Vangelo. (…) 87. Occorre poi lasciarsi interpellare dal fenomeno della disoccupazione, che in molte nazioni d'Europa costituisce un grave flagello sociale. A questo si aggiungono anche i problemi connessi con i crescenti flussi migratori".
"88. Si dia adeguato rilievo anche alla pastorale dei malati. (…) 'In una società della prosperità e dell'efficienza, in una cultura caratterizzata dall'idolatria del corpo, dalla rimozione della sofferenza e del dolore e dal mito della perenne giovinezza', la cura per i malati deve essere considerata come una delle priorità".
"90. La Chiesa in Europa, in ogni sua articolazione, deve riproporre con fedeltà la verità del matrimonio e della famiglia. (…) Il valore dell'indissolubilità matrimoniale viene sempre più misconosciuto; si chiedono forme di riconoscimento legale delle convivenze di fatto, equiparandole ai matrimoni legittimi; non mancano tentativi di accettare modelli di coppia dove la differenza sessuale non risulta essenziale. In questo contesto, alla Chiesa è chiesto di annunciare con rinnovato vigore ciò che il Vangelo dice sul matrimonio e sulla famiglia, per coglierne il significato e il valore nel disegno salvifico di Dio".
"92. Un'attenzione particolare deve essere riservata all'educazione all'amore nei confronti dei giovani e dei fidanzati (…). La pastorale familiare cerca di farsi carico anche delle situazioni dei credenti che hanno divorziato e si sono risposati civilmente. Essi non sono esclusi dalla comunità; sono anzi invitati a partecipare alla sua vita, facendo un cammino di crescita nello spirito delle esigenze evangeliche".
"95. L'invecchiamento e la diminuzione della popolazione a cui si assiste in diversi Paesi d'Europa non può non essere motivo di preoccupazione; (…) Con il calo della natalità (…) va tristemente annoverata, anzitutto, la diffusione dell'aborto, anche utilizzando preparati chimico-farmacologici che lo rendono possibile senza dover ricorrere al medico e sottraendolo a ogni forma di responsabilità sociale; ciò è favorito dalla presenza nell'ordinamento di molti Stati del Continente di legislazioni permissive di un gesto che rimane un 'abominevole delitto' e costituisce sempre un disordine morale grave. Né si possono dimenticare gli attentati perpetrati attraverso 'interventi sugli embrioni umani".
"Va pure menzionata la tendenza, che si registra in alcune parti dell'Europa, a ritenere che possa essere permesso porre fine consapevolmente alla propria vita o a quella di un altro essere umano: di qui la diffusione dell'eutanasia mascherata, o attuata apertamente, per la quale non mancano richieste e tristi esempi di legalizzazione".
"96. Di fronte a questo stato di cose, è necessario 'servire il Vangelo della vita' anche attraverso 'una generale mobilitazione delle coscienze e un comune sforzo etico, per mettere in atto una grande strategia a favore della vita. Tutti insieme dobbiamo costruire una nuova cultura della vita'".
"100. Tra le sfide che si pongono oggi al servizio al Vangelo della speranza va annoverato il crescente fenomeno delle immigrazioni, che interpella la capacità della Chiesa di accogliere ogni persona, a qualunque popolo o nazione essa appartenga. Esso stimola anche l'intera società europea e le sue istituzioni alla ricerca di un giusto ordine e di modi di convivenza rispettosi di tutti, come pure della legalità, in un processo d'una integrazione possibile. (…) 101. Di fronte al fenomeno migratorio, è in gioco la capacità, per l'Europa, di dare spazio a forme di intelligente accoglienza e ospitalità".
"Ciascuno si deve adoperare per la crescita di una matura cultura dell'accoglienza, che tenendo conto della pari dignità di ogni persona e della doverosa solidarietà verso i più deboli, richiede che ad ogni migrante siano riconosciuti i diritti fondamentali. È responsabilità delle autorità pubbliche esercitare il controllo dei flussi migratori in considerazione delle esigenze del bene comune. L'accoglienza deve sempre realizzarsi nel rispetto delle leggi e quindi coniugarsi, quando necessario, con la ferma repressione degli abusi".
"III. Decidiamoci alla carità!
"104. (…) Chiesa di Cristo che vivi in Europa. Le gioie e le speranze, le tristezze e le angosce degli europei di oggi, soprattutto dei poveri e dei sofferenti, siano pure le tue gioie e le tue speranze, le tue tristezze e le tue angosce e nulla di ciò che è genuinamente umano non trovi eco nel tuo cuore".
CAPITOLO SESTO. IL VANGELO DELLA SPERANZA PER UN'EUROPA NUOVA.
"I. La vocazione spirituale dell'Europa. L'Europa promotrice dei valori universali"
"108. La storia del Continente europeo è contraddistinta dall'influsso vivificante del Vangelo. (…) Certamente non sì può dubitare che la fede cristiana appartenga, in modo radicale e determinante, ai fondamenti della cultura europea. Il cristianesimo, infatti, ha dato forma all'Europa, imprimendovi alcuni valori fondamentali. La modernità europea stessa che ha dato al mondo l'ideale democratico e i diritti umani attinge i propri valori dalla sua eredità cristiana"
"Nel processo di trasformazione che sta vivendo, l'Europa è chiamata, anzitutto, a ritrovare la sua vera identità. (…) Nel processo dell'integrazione del Continente, è di capitale importanza tenere conto che l'unione non avrà consistenza se fosse ridotta alle sole dimensioni geografiche ed economiche, ma deve innanzitutto consistere in una concordia dei valori da esprimersi nel diritto e nella vita".
"Anche le lotte etniche più recenti, che hanno nuovamente insanguinato il Continente europeo, hanno mostrato a tutti come la pace sia fragile, abbia bisogno dell'impegno fattivo di tutti, possa essere garantita solo dischiudendo nuove prospettive di scambio, di perdono e di riconciliazione tra le persone, i popoli e le Nazioni. (…) l'Europa, con tutti i suoi abitanti, deve impegnarsi instancabilmente a costruire la pace dentro i suoi confini e nel mondo intero".

II. La costruzione europea

"114. (…) chiedo insieme con i Padri Sinodali di riconoscere che un buon ordinamento della società deve radicarsi in autentici valori etici e civili il più possibile condivisi dai cittadini, osservando che tali valori sono patrimonio, in primo luogo, dei diversi corpi sociali. È importante che le istituzioni e i singoli Stati riconoscano che, tra questi corpi sociali, vi sono anche le Chiese e le Comunità ecclesiali e le altre organizzazioni religiose. (…) Alla luce di quanto ho appena sottolineato, desidero ancora una volta rivolgermi ai redattori del futuro trattato costituzionale europeo, affinché in esso figuri un riferimento al patrimonio religioso e specialmente cristiano dell'Europa. Nel pieno rispetto della laicità delle istituzioni, mi auguro soprattutto che siano riconosciuti tre elementi complementari: il diritto delle Chiese e delle comunità religiose di organizzarsi liberamente, in conformità ai propri statuti e alle proprie convinzioni; il rispetto dell'identità specifica delle Confessioni religiose e la previsione di un dialogo strutturato fra l'Unione Europea e le Confessioni medesime; il rispetto dello statuto giuridico di cui le Chiese e le istituzioni religiose già godono in virtù delle legislazioni degli Stati membri dell'Unione".

"116. (…) Perché l'Europa possa essere edificata su solide basi, è necessario far leva sui valori autentici, che hanno il loro fondamento nella legge morale universale, inscritta nel cuore di ogni uomo. (…) Oggi ripeto a te, Europa che sei all'inizio del terzo millennio: 'Ritorna te stessa. Sii te stessa. Riscopri le tue origini. Ravviva le tue radici'. (…) 121. Non temere! Il Vangelo non è contro di te, ma è a tuo favore. Lo conferma la constatazione che l'ispirazione cristiana può trasformare l'aggregazione politica, culturale ed economica in una convivenza nella quale tutti gli europei si sentano a casa propria e formino una famiglia di Nazioni, cui altre regioni del mondo possono fruttuosamente ispirarsi. Abbi fiducia! Nel Vangelo, che è Gesù, troverai la speranza solida e duratura a cui aspiri. (…) Sii certa! Il Vangelo della speranza non delude!".
CONCLUSIONE. AFFIDAMENTO A MARIA.
"Chiesa in Europa, continua, quindi, a contemplare Maria e riconosci che ella è 'maternamente presente e partecipe nei molteplici e complessi problemi che accompagnano oggi la vita dei singoli, delle famiglie e delle nazioni' ed è 'soccorritrice del popolo cristiano nell'incessante lotta tra il bene e il male, perché 'non cada' o, caduto , 'risorga'. (…) A Lei, Madre della speranza e della consolazione, rivolgiamo con fiducia la nostra preghiera: affidiamole il futuro della Chiesa in Europa e di tutti le donne e gli uomini di questo Continente".
EXOR/ECCLESIA IN EUROPA/… VIS 20030630 (5790)

PRESENTAZIONE DOCUMENTO SINODO EUROPA


CITTA' DEL VATICANO, 28 GIU. 2003 (VIS). Questa mattina, presso la Sala Stampa della Santa Sede, ha avuto luogo la presentazione dell'Esortazione Apostolica Post-Sinodale "Ecclesia in Europa". Alla Conferenza Stampa sono intervenuti: il Cardinale Jan P. Schotte, C.I.C.M., Segretario Generale del Sinodo dei Vescovi, il Cardinale Antonio María Rouco Varela, Arcivescovo di Madrid (Spagna); l'Arcivescovo Vincent Gerard Nichols, di Birmingham (Gran Bretagna) e l'Arcivescovo Józef Miroslaw Zycinski, di Lublino (Polonia).

Il Cardinale Schotte ha ricordato che l'Assemblea Speciale per l'Europa del Sinodo dei Vescovi tenutasi dal 1 al 23 ottobre 1999, sul tema: "Gesù Cristo vivente nella sua chiesa, sorgente di speranza per l'Europa", è stata la seconda Assemblea tenutasi per questo continente. Il precedente Sinodo dedicato all'Europa, ha ricordato, si tenne nel 1991, poco dopo la caduta del Muro di Berlino.

Il Cardinale Rouco Varela ha ribadito che il filo conduttore del Documento è la speranza. Insieme alle ombre, ha affermato il Cardinale "anche in Europa vi sono segni positivi di speranza. La Chiesa è convinta che ha da offrire un tesoro all'Europa, in realtà il suo unico tesoro e speranza: Gesù Cristo. È l'apporto specifico ed il migliore che si possa ottenere per l'edificazione dell'Europa. Lo so per esperienza, esso ha contribuito a configurare l'identità europea in modo decisivo. Se i valori che hanno dato vita alla cultura umanistica europea hanno molteplici radici, queste influenze hanno trovato storicamente nel cristianesimo la forza per armonizzarle, consolidarle e promuoverle".

L'Arcivescovo Nichols ha parlato del significato dell'Esortazione Post-Sinodale per le comunità cattoliche dell'Europa Occidentale, "che" - ha affermato - "può essere presentata mediante tre principi: la chiara affermazione della visione e delle aspettative per la nostra avventura europea, e la parte che la fede cristiana gioca in essa; la chiamata alla conversione e al rinnovamento per la Chiesa Cattolica, in comunione e in missione; il rapporto che essa instaura fra la vita pubblica e politica dell'Europa e la fede - o le fedi - dei suoi popoli".
OP/PRESENTAZIONE ESORTAZIONE EUROPA/… VIS 20030630 (330)

DELEGAZIONE PATRIARCATO ECUMENICO DAL PAPA


CITTA' DEL VATICANO, 28 GIU. 2003 (VIS). Questa mattina, come consuetudine, in occasione della Solennità dei Santi Apostoli Pietro e Paolo, il Santo Padre Giovanni Paolo II ha ricevuto una Delegazione del Patriarcato Ecumenico di Costantinopoli, in rappresentanza del Patriarca Bartolomeo I. Anche la Santa Sede, tradizionalmente, invia una propria Delegazione al Patriarcato di Costantinopoli il 30 novembre, in occasione delle celebrazioni del Patrono Sant'Andrea.

Nel discorso in lingua inglese, il Santo Padre ha detto rivolgendosi ai membri della Delegazione, che la loro presenza "è segno del comune amore per Cristo ed un atto di fratellanza ecclesiale, tramite il quale riaffermiamo l'eredità di amore e unità che il Signore ha lasciato alla Sua Chiesa, edificata sugli Apostoli. Questi incontri annuali alimentano il nostro rapporto fraterno e sostengono la nostra speranza mentre avanziamo passo dopo passo lungo il cammino della piena comunione ed il superamento delle nostre storiche divisioni".

"I rapidi mutamenti del mondo attuale" - ha proseguito il Pontefice - "esigono che tutti i cristiani dimostrino che il Vangelo di Gesù Cristo può gettare luce sui gravi problemi etici che confrontano la famiglia umana, come l'urgente necessità di promuovere il dialogo interreligioso, operare per porre fine all'ingiustizia che crea conflitto e inimicizie fra i popoli, salvaguardare la creazione di Dio ed affrontare le nuove sfide poste dai progressi della scienza e della tecnologia. In Europa, i seguaci del Signore devono particolarmente cooperare nel riconoscere e dar nuova vita alle radici spirituali sui cui si fondano la storia e la cultura del continente".

Giovanni Paolo II ha ringraziato il Patriarca Bartolomeo "per le gentili parole e devoti auguri che Sua Santità recentemente ha offerto in due conferenze in occasione del prossimo XXV anniversario del mio Pontificato".
AC/PATRIARCATO ECUMENICO/… VIS 20030630 (290)

SANTI APOSTOLI PIETRO E PAOLO, 'COLONNE' DELLA CHIESA


CITTA' DEL VATICANO, 29 GIU. 2003 (VIS). Alle 12:00 di oggi, il Santo Padre Giovanni Paolo II si è affacciato alla finestra del suo studio nel Palazzo Apostolico Vaticano, e prima della recita dell'Angelus con i fedeli convenuti in Piazza San Pietro, ha detto: "Celebriamo la solennità dei Santi Apostoli Pietro e Paolo, che veneriamo quali 'colonne' della Chiesa".

"Oggi è in festa, in special modo, la Diocesi di Roma, che nella testimonianza dei due grandi Apostoli affonda le proprie radici. Pietro, scelto da Cristo come la 'roccia' su cui costruire la sua Chiesa, fu crocifisso non lontano dal colle Vaticano, e la sua tomba è il centro simbolico della fede cattolica. Paolo, decapitato alle porte di Roma, è modello di evangelizzazione e le sue Lettere, parte cospicua del Nuovo Testamento, non cessano di attirare a Cristo uomini e donne di ogni tempo".

"Come ogni anno" - ha proseguito il Santo Padre - "questo pomeriggio, alle ore 18:00, presiederò in Piazza San Pietro la solenne Celebrazione eucaristica, durante la quale imporrò a numerosi Arcivescovi Metropoliti il Sacro Pallio, segno di comunione con la Sede Apostolica".

"Secondo una tradizione ormai consolidata" - ha concluso il Papa - "che è motivo di grande gioia, sarà presente la Delegazione del Patriarca Ecumenico, Sua Santità Bartolomeo I. Lo scambio di delegazioni tra Roma e Costantinopoli, per le rispettive feste patronali, va ben al di là di un atto di cortesia ecclesiale. Esso rispecchia l'intenzione profonda e radicata di ristabilire la piena comunione tra Oriente ed Occidente. Ringrazio il Patriarca Bartolomeo, che ha affidato agli illustri membri della sua Delegazione il compito di rappresentarlo".
ANG/SANTI PIETRO E PAOLO/… VIS 20030630 (290)

GIOVANNI PAOLO II PROMULGA ESORTAZIONE APOSTOLICA


CITTA' DEL VATICANO, 28 GIU. 2003 (VIS). Questa sera nella Basilica di San Pietro, nel corso della celebrazione dei Vespri, il Santo Padre Giovanni Paolo II ha firmato e promulgato l'Esortazione Apostolica Post-Sinodale "Ecclesia in Europa", ed ha ricordato che il Documento raccoglie ed elabora quanto emerso nella Seconda Assemblea Speciale per l'Europa del Sinodo dei Vescovi dell'ottobre 1999.

Riferendosi al tema del Sinodo: "Gesù Cristo, vivente nella sua Chiesa, sorgente di speranza per l'Europa", il Santo Padre ha affermato: "Che Cristo sia vivo nella sua Chiesa emerge dalla storia bimillenaria del Cristianesimo. Dalla sponda orientale del Mediterraneo, il messaggio evangelico venne irradiandosi attraverso l'impero romano, per poi innestarsi nelle molteplici diramazioni etniche e culturali presenti nel Continente europeo. A tutte queste, la Chiesa - detta, appunto, 'cattolica' - ha comunicato l'unico e universale messaggio di Cristo".

Il Papa ha proseguito affermando: "La 'Buona Novella' è stata e continua ad essere sorgente di vita per l'Europa. Se è vero che il Cristianesimo non è riducibile ad alcuna cultura particolare, ma dialoga con ciascuna per orientarle tutte ad esprimere il meglio di sé in ogni campo del sapere e dell'agire umano, le radici cristiane sono per l'Europa la principale garanzia del suo futuro. Potrebbe un albero senza radici vivere e svilupparsi? Europa, non dimenticare la tua storia!".

"La purezza della linfa evangelica" - ha detto ancora il Papa - "ha purtroppo sperimentato, nel corso dei secoli, l'inquinamento dovuto ai limiti e ai peccati di alcuni membri della Chiesa. per questo ho sentito il bisogno, durante il Grande Giubileo del Duemila, di farmi interprete della richiesta di perdono specialmente per talune dolorose divisioni prodottesi proprio in Europa e che hanno ferito il Corpo mistico di Cristo".

Giovanni Paolo II ha concluso l'omelia affermando che l'Esortazione Apostolica "è un invito (a tutti i presbiteri, diaconi, consacrati, e fedeli laici d'Europa) a rinnovare questa adesione senza riserve a Cristo e al suo Vangelo. Solo Tu, Gesù Cristo, vivente nella tua Chiesa, sei sorgente di speranza!".
HML/VESPRI:ESORTAZIONE APOSTOLICA/… VIS 20030630 (340)

UDIENZA AGLI ARCIVESCOVI METROPOLITI CON FAMILIARI ED AMICI


CITTA' DEL VATICANO, 30 GIU. 2003 (VIS). Questa mattina, nell'Aula Paolo VI, il Santo Padre ha ricevuto i 40 Arcivescovi Metropoliti che hanno ricevuto il Sacro Pallio nella celebrazione di ieri, accompagnati dai familiari ed amici. Il Papa si è rivolto ai presenti nelle loro lingue d'origine, italiano, francese, inglese, tedesco, spagnolo, portoghese, ungherese e russo, ed ha nominato tutte le sedi metropolitane rappresentante.

"La vostra presenza qui riflette l'universalità della Chiesa" - ha detto il Santo Padre agli Arcivescovi - "Rivestiti con il Pallio, simbolo dello stretto vincolo che vi unisce alla Sede di Pietro, promuovete lo spirito di comunione delle vostre Chiesa particolari, annunciando e testimoniando Gesù Cristo Risorto mediante un'azione ecclesiale che infonda speranza e incoraggi la carità".

"Nominando le vostre Sedi" - ha detto ancora il Papa - "abbiano toccato numerose e diverse regioni del mondo. È il mondo che Dio ha tanto amato da mandare il suo Figlio per salvarlo. A questo mondo, in forza dello stesso amore, è inviata la Chiesa, di cui voi siete Pastori. Muniti del Pallio, segno di comunione con la Sede Apostolica, andate! 'Duc in altum!' I santi Apostoli Pietro e Paolo veglino sempre sul vostro ministero, e vi protegga Maria Santissima, Regina degli Apostoli".
AC/ARCIVESCOVI METROPOLITI/… VIS 20030630 (220)

IL PAPA: PIENA DISPONIBILITÀ MIA PERSONA SERVIZIO COMUNIONE


CITTA' DEL VATICANO, 29 GIU. 2003 (VIS). Alle 18:00 di oggi, il Santo Padre Giovanni Paolo II ha presieduto in Piazza San Pietro, la Celebrazione Eucaristica nella quale ha benedetto e imposto i Sacri Palli a 40 Arcivescovi Metropoliti nominato nell'ultimo anno e provenienti da diverse parti del mondo. Alla cerimonia era presente una Delegazione del Patriarcato Ecumenico di Costantinopoli, guidata da Sua Eminenza Demetrios, Arcivescovo greco-ortodosso d'America.

Nell'omelia il Papa ha affermato: "Se pensiamo alla vocazione e alla storia personale di entrambi gli Apostoli Pietro e Paolo, notiamo come la carica apostolica e missionaria sia stata proporzionale alla profondità della loro conversione. Provati dall'esperienza amara della miseria umana sono stati liberati dal Signore".

Rivolgendosi ai 40 Arcivescovi Metropoliti - altri due riceveranno il Sacro Pallio nelle rispettive sedi - il Santo Padre ha detto: "Imitando il Buon Pastore, siate vigili e premurosi per ogni vostra Comunità. A loro portate anche il mio cordiale saluto, insieme con l'assicurazione che il Papa prega per tutti, e specialmente per quanti sono sottoposti a dure prove e incontrano maggiori difficoltà".

"La gioia dell'odierna festa" - ha detto ancora il Pontefice - "è resa più intensa dalla presenza della delegazione inviata anche quest'anno da Sua Santità Bartolomeo I, Patriarca Ecumenico. (…) Il Signore, che conosce le nostre debolezze ed esitazioni, ci promette il suo aiuto per superare gli ostacoli che impediscono la concelebrazione dell'unica Eucaristia. Per questo, venerati Fratelli, accogliervi e avervi a fianco in questo solenne incontro liturgico rende più salda la speranza e dà forma concreta a quell'anelito che ci spinge verso la piena comunione".

"Quale Vescovo di Roma e Successore di Pietro, rinnovo oggi, nella suggestiva cornice di questa festa, la mia piena disponibilità a porre la mia persona al servizio della comunione tra tutti i discepoli di Cristo. Aiutatemi, carissimi Fratelli e Sorelle, con il sostegno incessante della vostra preghiera. Invocate per me la celeste intercessione di Maria, Madre della Chiesa, e dei Santi Apostoli Pietro e Paolo".

Il Papa ha concluso l'omelia auspicando che: "Iddio ci conceda di compiere la missione che ci ha affidato, in piena fedeltà sino all'ultimo giorno, per formare nel vincolo della sua carità un cuor solo e un'anima sola".
…/SANTI PIETRO:PAOLO/… VIS 20030630 (380)
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