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Il Vatican Information Service (VIS), istituito nell'ambito della Sala Stampa della Santa Sede, è un bollettino telematico che diffonde notizie relative all'attività magistrale e pastorale del Santo Padre e della Curia Romana...

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giovedì 13 febbraio 2003

CONVEGNO VESCOVI AMICI DEL MOVIMENTO DEI FOCOLARI


CITTA' DEL VATICANO, 13 FEB. 2003 (VIS). Questa mattina il Santo Padre Giovanni Paolo II ha ricevuto i Vescovi Amici del Movimento dei Focolari a Roma per partecipare ad un Convegno sul tema: "Spiritualità di comunione: unità ecclesiale e fratellanza universale". Il Papa, porgendo il benvenuto ai presenti, ha rivolto parole di saluto, in particolare, al Cardinale Miloslav Vlk, Arcivescovo di Praga che ha pronunciato brevi parole a nome dei presenti, e a Chiara Lubich, Fondatrice del Movimento dei Focolari.

Il Santo Padre ha ricordato che i giorni di riflessione del Convegno, sono stati dedicati a rispondere "all'invito, contenuto nella Lettera apostolica 'Novo millennio ineunte', a 'promuovere una spiritualità di comunione' e a 'fare della Chiesa la casa e la scuola della comunione".

"'La spiritualità di comunione'" - ha proseguito il Pontefice - "si articola in diversi elementi, che affondano le proprie radici nel Vangelo, e risultano arricchiti dal contributo che all'intera Comunità cristiana offre il Movimento dei Focolari, impegnato a testimoniare la 'spiritualità dell'unità'. Tra gli altri, mi piace qui ricordare l'unità come 'testamento' lasciato da Gesù ai suoi discepoli, il mistero di Cristo crocifisso e abbandonato come 'via' per raggiungerla, la celebrazione dell'Eucaristia come vincolo di comunione, l'azione dello Spirito Santo che anima la vita del Corpo Mistico di Cristo e ne unifica le membra".

Successivamente il Papa ha sottolineato la "spiritualità di comunione", che "deriva dal legame esistente tra l'amore di Dio e l'amore del prossimo" ed ha affermato che: "È indispensabile (…) apprendere l'arte di 'santificarsi insieme', in un cammino personale e comunitario. Occorre, altresì, una comunione sempre più organica 'tra la dimensione istituzionale e la dimensione carismatica' della Chiesa".

Al termine del suo discorso, il Papa ha ribadito che: "L'impegno per la 'spiritualità di comunione' imprime un rinnovato slancio all'ecumenismo" e "apre pure grandi possibilità per il dialogo interreligioso".

Infine, il Santo Padre ha esortato i presenti ad edificare la "spiritualità di comunione", sforzandosi di superare "ogni eventuale difficoltà, incomprensione e anche insuccesso. Occorre proseguire senza sosta sulla strada intrapresa, (…) per dare vita ad un'autentica 'unità ecclesiale' e ad una salda 'fratellanza universale'".
AC/VESCOVI AMICI FOCOLARI/VLK:LUBICH VIS 20030213 (360)

mercoledì 12 febbraio 2003

DICHIARAZIONE FINALE SIMPOSIO RELIGIONI PER LA PACE


CITTA' DEL VATICANO, 11 FEB. 2003 (VIS). Il Pontificio Consiglio per il Dialogo Interreligioso ha organizzato a Roma, dal 16 al 18 gennaio, un Simposio sul tema: "Le risorse spirituali delle religioni per la pace". Secondo quanto si legge nella Dichiarazione Finale, resa pubblica oggi, "38 partecipanti provenienti da 15 diversi paesi, si sono dedicati ad esplorare le ricche risorse delle religioni (buddismo, cristianesimo, induismo, islam, giainismo, ebraismo, sikhismo e zoroastrianesimo) per la pace".

Di seguito riportiamo alcuni estratti della Dichiarazione, redatta in lingua inglese:

"Mentre i conflitti separano i vicini e le nazioni, e la minaccia della guerra incombe su di noi come un'ombra, molte persone cercano di utilizzare la religione come una forza di divisione e violenza, piuttosto che una forza di unità e pace".

"Nei recenti mesi si sono intensificati i discorsi di guerra, ma non vi è stato un uguale incremento di discorsi di pace".

"Siamo convinti che le scritture di ciascuna religione insegnino il cammino della pace, ma riconosciamo anche che i nostri vari scritti sacri sono spesso stati utilizzati, e continuano ad esserlo, per giustificare violenza, guerra ed esclusione degli altri. Le nostre varie comunità non possono ignorare quei passaggi che spesso sono stati male interpretati o manipolati per fini indegni come il potere, la ricchezza o la vendetta, ma dobbiamo riconoscere la necessità di nuovi studi contestuali e di una conoscenza più approfondita delle nostre varie scritture, che chiaramente proclamano il messaggio e il valore della pace per tutta l'umanità. I credenti devono esaminare quei passaggi scritturistici che descrivono le persone di altre religioni in maniera conflittuale con la loro autocomprensione".

"Le risorse spirituali per la pace includono non solo i nostri fondamenti scritturistici, ma anche l'esempio dei nostri correligionari che, lungo il percorso della storia, hanno insegnato la pace ed hanno agito come operatori di pace".

"Le risorse spirituali per la pace comprendono anche gli incontri interreligiosi che hanno aiutato molti a riunirsi insieme per apprendere le credenze religiose degli uni e degli altri, per condividere valori, e per scoprire la possibilità di vivere e lavorare insieme per costruire società di giustizia e di pace".

"L'opzione per la pace non significa una passiva acquiescenza al male o un compromesso di principio. Richiede una lotta attiva contro l'odio, l'oppressione e la divisione, ma non l'utilizzo di metodi violenti. La costruzione della pace richiede un'azione creativa e coraggiosa. L'impegno per la pace è un lavoro paziente e perseverante. Comprende anche la prontezza ad esaminare in maniera autocritica le relazioni delle nostre tradizioni con quelle strutture sociali economiche e politiche che sono frequentemente agenti di violenza e di ingiustizia".
CON-DIR/SIMPOSIO:RELIGIONE:PACE/… VIS 20030212 (450)

550 ANNI PRESENZA POLONIA E UCRAINA FRATI MINORI BERNARDINI


CITTA' DEL VATICANO, 11 FEB. 2003 (VIS). Nella tarda mattinata di oggi, Festa della Beata Maria Vergine di Lourdes, il Santo Padre Giovanni Paolo II ha ricevuto un gruppo di Frati Minori Bernardini in occasione dei 550 anni della presenza del loro Ordine in Polonia e Ucraina. L'anniversario è stato occasione per una visita dei Frati ad Assisi alle tombe di San Francesco e di San Bernardino da Siena, e a Roma alle tombe degli Apostoli Pietro e Paolo.

Nel suo discorso in polacco, il Santo Padre ha precisato che il loro giubileo è legato alla fondazione del convento di Cracovia, ed ha ricordato che: "Quando ero giovane, molte volte andavo lì e più tardi come sacerdote, e infine come Vescovo di Cracovia". Il Santo Padre ha ugualmente rievocato un simposio scientifico del 1976, svoltosi nell'ambito del giubileo di San Francesco, in occasione del quale affermò che: "Dobbiamo pregare tanto per ottenere un Francesco dei nostri tempi. Forse non uno - forse tanti".

"Sembra che tali parole non abbiano perso nulla della loro attualità" - ha proseguito il Pontefice - "L'uomo di oggi ha bisogno della fede, della speranza e della carità di Francesco; ha bisogno della gioia che scaturisce dalla povertà di spirito, cioè da una libertà interiore; vuole imparare nuovamente l'amore di tutto ciò che Dio ha creato; ha bisogno infine che nelle famiglie, nelle società, tra le nazioni regnino la pace e il bene. Di questo ha bisogno la Polonia, l'Ucraina e il mondo intero".
AC/FRATI MINORI BERNARDINI/POLONIA:UCRAINA VIS 20030212 (260)

UDIENZA GENERALE: IL SALMO 117, CANTO DI GIOIA E DI VITTORIA


CITTA' DEL VATICANO, 12 FEB. 2003 (VIS). La catechesi del Santo Padre Giovanni Paolo II per l'udienza generale di oggi, tenutasi nell'Aula Paolo VI, in presenza di 3.500 pellegrini, è stata dedicata al Salmo 117, Canto di gioia e di vittoria, che "rievoca gli anni di oppressione in Egitto e celebra la protezione che Dio offre al Suo popolo, anche quando esso è assediato da crudeli avversari".

Il Santo Padre ha iniziato la catechesi affermando: "In tutte le festività più significative e gioiose dell'antico giudaismo - in particolare nella celebrazione della Pasqua - si cantava la sequenza di Salmi che va dal 112 al 117. Questa serie di inni di lode e di ringraziamento a Dio era chiamata lo 'Hallel egiziano', perché in uno di essi, il Salmo 113 A, era evocato in modo poetico e quasi visivo l'esodo di Israele dalla terra dell'oppressione, l'Egitto faraonico, e il meraviglioso dono dell'alleanza divina".

"Di fronte a questo scampato pericolo" - ha proseguito il Pontefice - "il popolo di Dio prorompe in 'grida di giubilo e di vittoria' in onore della 'destra del Signore che si è alzata e ha fatto meraviglie'. C'è, dunque, la consapevolezza di non essere mai soli, in balia della bufera scatenata dai malvagi. L'ultima parola, in verità, è sempre quella di Dio che, se permette la prova del suo fedele, non lo consegna però alla morte".

Infine il Santo Padre ha ribadito che: "È Dio che concede la vittoria e il Suo popolo è invitato a renderGli grazie mentre fa il suo ingresso nelle 'porte della giustizia' (…) La processione accompagna l'eroe al quale Dio ha dato la vittoria. Egli chiede che gli si aprano le porte, affinché possa 'rendere grazie al Signore'. Con lui 'entrano i giusti'. Per esprimere la dura prova che ha superato e la glorificazione che ne è risultata, egli paragona se stesso a una 'pietra scartata dai costruttori' che è poi 'divenuta testata d'angolo". Cristo assume questa immagine per annunciare la Sua Passione e la Sua glorificazione. Così siamo in grado di interpretare questo inno di fiducia e di gratitudine al Signore in una prospettiva cristiana. Come scrive Sant'Ambrogio, "Sforzati di essere anche tu una pietra. (…) La tua pietra sono le tue azioni, la tua pietra è il tuo pensiero. Su questa pietra viene edificata la tua casa. (…) Se sarai una pietra, sarai dentro la Chiesa, perché la Chiesa sta sopra la pietra. Se sarai dentro la Chiesa, le porte degli inferi non prevarranno contro di te".
AG/SALMO 117/… VIS 20030212 (440)

SALUTO DEL SANTO PADRE DALLA FINESTRA DEL SUO STUDIO


CITTA' DEL VATICANO, 11 FEB. 2003 (VIS). Oggi pomeriggio, Memoria della Beata Maria Vergine di Lourdes e XI Giornata Mondiale del Malato, il Cardinale Camillo Ruini, Vicario Generale di Sua Santità per la Diocesi di Roma, ha presieduto la Santa Messa per gli ammalati e i pellegrini dell'Opera Romana Pellegrinaggi e dell'U.N.I.T.A.L.S.I., organizzazione italiana di assistenza ai malati che si recano in pellegrinaggio ai Santuari Mariani.

Era in programma che il Santo Padre Giovanni Paolo II, che ha un leggero raffreddore, si recasse nella Basilica Vaticana per benedire i malati al termine della Celebrazione Eucaristica, invece, a causa della sua indisposizione, il Papa ha salutato i pellegrini dalla finestra del suo studio ed in particolare i malati, protagonisti della celebrazione odierna. Il Papa, che aveva in mano una candela accesa, come tutti i pellegrini riuniti in Piazza San Pietro, si è loro rivolto dicendo: "Vi ringrazio dal profondo del cuore per questo incontro alla luce delle candele".

Nel suo discorso, letto dal Cardinale Ruini, Giovanni Paolo II ha affermato che i canti e le preghiere ci portano spiritualmente a Lourdes e al tempo stesso "ci uniamo ai numerosi fedeli raccolti nel Santuario nazionale di Washington, pure dedicato all'Immacolata".

"Osservando la venerata immagine della Vergine di Lourdes" - ha detto il Papa - "lo sguardo si posa sulla corona che pende dalle sue mani giunte. La Vergine orante sembra voler rinnovare l'invito fatto alla piccola Bernadette, a recitare con fiducia il Santo Rosario. Con quanta gioia noi accogliamo quest'esortazione nella Giornata del Malato, che costituisce una tappa significativa dell'Anno del Rosario!".

"Cari malati" - ha detto ancora il Pontefice - "il Rosario reca la risposta cristiana al problema della sofferenza: la attinge al mistero pasquale di Cristo. (…) Nei misteri dolorosi si contempla Cristo che prende su di sé, per così dire, tutte le 'malattie' dell'uomo e del genere umano. Quale Agnello di Dio, si fa carico non solo delle loro conseguenze, ma della loro causa profonda, cioè non solo dai mali, ma del male radicale del peccato".

Infine il Santo Padre ha detto: "In quest'anno turbato da non poche preoccupazioni per le sorti dell'umanità, ho voluto che la preghiera del Rosario avesse come specifiche intenzioni la causa della pace e della famiglia. Voi, cari Fratelli e Sorelle malati, siete 'in prima linea' ad intercedere per queste due grandi finalità".
HML/GIORNATA MONDIALE MALATO/… VIS 20030212 (410)

UDIENZE

CITTA' DEL VATICANO, 11 FEB. 2003 (VIS). Il Santo Padre ha ricevuto questa mattina in udienze separate:

- L'Arcivescovo Ildefonso Obama Obono, di Malabo (Guinea Equatoriale), in Visita "ad Limina Apostolorum".

- Il Vescovo Michael J. Cleary, di Banjul (Gambia), in Visita "ad Limina Apostolorum".

- Un Gruppo di Religiosi Frati Minori "Bernardini" dalla Polonia e dall'Ucraina.
AL:AP/…/… VIS 20030212 (60)

COMUNICATO DIRETTORI NAZIONALI PASTORALE DELLA STRADA


CITTA' DEL VATICANO, 11 FEB. 2003 (VIS). Questa mattina il Pontificio Consiglio della Pastorale per i Migranti e gli Itineranti ha reso pubblico un Comunicato riguardante il Primo Incontro Europeo dei Direttori Nazionali per la Pastorale della Strada, tenutosi il 3 e 4 febbraio, nella sede del medesimo Pontificio Consiglio. All'Incontro hanno partecipato quattro Vescovi, alcuni Direttori Nazionali della Pastorale della Strada ed i Rappresentanti delle Conferenze Episcopali di undici Nazioni europee.

L'Arcivescovo Stephen Fumio Hamao, Presidente del Pontificio Consiglio, ha affermato che poiché: "La strada diventa luogo di espressione della fraternità", occorre promuovere una cultura cristiana nell'ambito della mobilità umana, che solleciti "l'attenzione e la carità pastorale della Chiesa. Questi nuovi fenomeni della mobilità presentano un nuovo campo di apostolato che richiede "nuovi oggetti-soggetti pastorali", rappresentati dagli autotrasportatori di merci, gli autisti di automobili e pullman, i turisti, gli addetti alla sicurezza del traffico, i distributori di carburante, i "senza fissa dimora, gli 'abitanti della strada'".

"L'Apostolato della Strada mira, quindi, anzitutto a formare una più attenta consapevolezza della necessità di porre le basi per la pace e l'umana convivenza anche sulle strade del mondo in una società che diventa meno aggressiva, prepotente e violenta. È perciò urgente l'esercizio, qui, di virtù sociali, quali la mitezza, il rispetto dei diritti e dei doveri e la prudenza".

"La strada può favorire l'incontro fra persone e perciò una vita di relazione più intensa, facilitando i viaggi e offrendo maggiore libertà e sicurezza al tempo stesso. Il movimento è quindi un valore per l'uomo, che può anche scoprirvi Dio, riconoscendo che l'altro è pure un fratello in umanità e nella fede".

Inoltre, si legge ancora nel Comunicato, la Chiesa non può trascurare il dramma delle sofferenze causate dagli incidenti stradali che causano un numero elevatissimo di vittime e di feriti. Nel XX secolo, gli incidenti stradali hanno causato la morte di 35 milioni di persone mentre un miliardo e mezzo sono rimaste ferite.
CON-SM/PASTORALE STRADA/HAMAO VIS 20030212 (330)

ALTRI ATTI PONTIFICI


CITTA' DEL VATICANO, 12 FEB. 2003 (VIS). Il Santo Padre:

- Ha nominato il Sacerdote Thomas Vazhapilly, finora Rettore del "St. Peter's Pontifical Seminary" di Bangalore (India), Vescovo di Mysore (superficie: 21.051; popolazione: 7.964.529; cattolici: 93.379; sacerdoti: 133; religiosi: 811), India. Il Vescovo eletto è nato nel 1940 a Peringottukara (India) ed è stato ordinato sacerdote nel 1964. Il Vescovo Vazhapilly succede al Vescovo Joseph Roy, del quale il Santo Padre ha accettato la rinuncia al governo pastorale della medesima Diocesi, presentata per raggiunti limiti d'età.

- Ha nominato il Monsignor Josef Clemens, finora Aiutante di Studio nella Congregazione per la Dottrina della Fede, Sotto-Segretario della Congregazione per gli Istituti di vita consacrata e le Società di vita apostolica.

Martedì 11 febbraio è stato reso noto che il Santo Padre:

- Ha accettato la rinuncia al governo pastorale della Diocesi di Digos (Filippine), presentata dal Vescovo Generoso C. Camiña, P.M.E., in conformità al canone 401, paragrafo 2, del Codice di Diritto Canonico. Gli succede il Vescovo Guillermo V. Afable, finora Vescovo Coadiutore della medesima Diocesi.

- Ha accettato la rinuncia all'ufficio di Ausiliare dell'Arcidiocesi di Brisbane (Australia), presentata dal Vescovo John Joseph Gerry, per raggiunti limiti d'età.

- Ha nominato l'Arcivescovo Héctor González Martínez, finora Arcivescovo di Antequera Oaxaca (Messico), Arcivescovo Metropolita di Durango (superficie: 109.422; popolazione: 2.197.771; cattolici: 2.157.812; sacerdoti: 218; religiosi: 433), Messico.

- Ha nominato il Padre Roger Paul Morin, finora Vicario Generale e Parroco della "Incarnate Word Parish", Vescovo Ausiliare dell'Arcidiocesi di New Orleans (superficie: 10.895; popolazione: 1.331.561; cattolici: 489.652; sacerdoti: 406; religiosi: 1.157; diaconi permanenti: 193), Stati Uniti d'America. Il Vescovo eletto è nato a Lowell (Massachusetts, Stati Uniti d'America) nel 1941 ed è stato ordinato sacerdote nel 1971.
NER:RE:NA:NEA/…/… VIS 20030212 (290)

lunedì 10 febbraio 2003

GIOVANNI PAOLO II CHIEDE PREGHIERE PER GRANDE DONO PACE


CITTA' DEL VATICANO, 9 FEB. 2003 (VIS). Questa mattina, prima della recita dell'Angelus Domini, il Santo Padre Giovanni Paolo II ha ricordato ai fedeli convenuti in Piazza San Pietro che l'11 febbraio si celebra la Giornata Mondiale del Malato ed ha chiesto preghiere per implorare "il grande dono della pace".

Il Santo Padre ha detto: "L'11 febbraio prossimo, memoria liturgica della Beata Vergine Maria di Lourdes, si celebra la 'Giornata Mondiale del Malato'. Si tratta di una significativa occasione, che aiuta le Comunità ecclesiali a tenere sempre viva l'attenzione verso i fratelli e le sorelle infermi e sofferenti, e incoraggia gli operatori sanitari a curare con costante dedizione il loro servizio professionale".

"Com'è noto" - ha proseguito il Pontefice - "le celebrazioni principali della Giornata si svolgeranno quest'anno nel maestoso Santuario nazionale dell'Immacolata Concezione di Washington, capitale degli Stati Uniti d'America. Esprimo viva gratitudine a coloro che hanno curato le varie manifestazioni di questo importante evento ecclesiale. Un pensiero riconoscente indirizzo ai medici e agli infermieri, come pure agli assistenti sociali, ai volontari, ai sacerdoti, ai religiosi e alle religiose che operano nel vasto campo dell'assistenza ai malati".

Successivamente il Santo Padre ha parlato delle attuali tensioni in Medio Oriente ed ha detto: "In quest'ora di preoccupazione internazionale, tutti sentiamo il bisogno di rivolgerci al Signore per implorare il grande dono della pace. Come ho rilevato nella Lettera Apostolica 'Rosarium Virginis Mariae', 'le difficoltà che l'orizzonte mondiale presenta in questo avvio di nuovo millennio ci inducono a pensare che solo un intervento dall'Alto (…) può far sperare in un futuro meno oscuro'. Numerose iniziative di preghiera si svolgono in questi giorni in varie parti del mondo. Mentre le incoraggio di cuore, invito tutti a prendere in mano la Corona per invocare l'intercessione della Vergine Santissima: 'non si può recitare il Rosario senza sentirsi coinvolti in un preciso impegno di servizio alla pace'".
ANG/GIORNATA MALATO:PACE/… VIS 20030210 (330)

TELEGRAMMA VITTIME ESPLOSIONE AUTOBOMBA IN COLOMBIA


CITTA' DEL VATICANO, 8 FEB. 2003 (VIS). Di seguito riportiamo il testo del telegramma di cordoglio per le vittime dell'esplosione di un'autobomba avvenuta venerdì sera a Bogotá (Colombia), che il Santo Padre Giovanni Paolo II ha inviato, tramite il Cardinale Angelo Sodano, Segretario di Stato, all'Arcivescovo di Bogotá, Cardinale Pedro Rubiano Sáenz:

"Il Santo Padre Giovanni Paolo II ha appreso con profondo dolore la triste notizia dell'esecrabile attentato compiuto a Bogotá con un'autobomba, che ha causato molti morti e moltissimi feriti. In questa circostanza, il Santo Padre esprime la sua energica condanna per tale azione contro la vita e la dignità delle persone e della loro convivenza pacifica".

"Il Papa, mentre offre suffragi per l'eterno riposo dei defunti, prega Vostra Eminenza di trasmettere le sue sentite condoglianze alle famiglie che piangono i loro cari, vittime di tanta ingiustificabile violenza, insieme all'assicurazione delle sue preghiere per la pronta e completa guarigione dei feriti".

"Allo stesso tempo, Sua Santità confida che le diverse istituzioni pubbliche e i cittadini, tanto sensibili al valore della vita e ai diritti della persona, rifiutino questa permanente forma di violenza, che offende la coscienza umana e cristiana. In questi momenti chiede al Signore di concedere all'amato popolo colombiano serenità e fermezza davanti a questa avversità che turba la pace sociale, affinché superando con coraggio e senso civico questa prova, possano convivere tutti come figli della stessa Patria. Con tali sentimenti il Santo Padre impartisce, in questa ora di dolore, la confortatrice Benedizione Apostolica".
TGR/VITTIME BOMBA/BOGOTÁ:SODANO VIS 20030210 (260)

PRESENTAZIONE AL SANTO PADRE DELL'ANNUARIO PONTIFICO 2003


CITTA' DEL VATICANO, 8 FEB. 2003 (VIS). Il Cardinale Angelo Sodano, Segretario di Stato, l'Arcivescovo Leonardo Sandri, Sostituto alla Segreteria di Stato per gli Affari Generali, e l'équipe dei collaboratori che ha curato la redazione dell'Annuario Pontificio 2003, hanno presentato questa mattina la prima copia del nuovo volume al Santo Padre che ha ringraziato tutti coloro che hanno collaborato alla nuova edizione dell'opera.

Insieme all'annuncio della presentazione del volume al Santo Padre, è stata resa pubblica una nota statistica relativa al nuovo Annuario Pontificio 2003.

Durante il 2002 sono state stabilite relazioni diplomatiche con il Qatar, portando a 175 il numero degli Stati con i quali la Santa Sede intrattiene rapporti. Sono state create: 1 nuova Metropoli, 10 nuove Sedi Vescovili, 1 Esarcato Apostolico, 2 Vicariati Apostolici, 1 Amministrazione Apostolica Personale e 1 Missione "sui iuris". Sono state elevate 9 Sedi Metropolitane, 5 Sedi Vescovili, 1 Vicariato Apostolico e 1 Prefettura Apostolica e nominati 158 nuovi Vescovi.

Il numero di fedeli battezzati si è accresciuto a livello planetario passando da 757 milioni nel 1978 a 1061 milioni nel 2001. In Africa si è registrato un aumento del 148% dei fedeli, e sono stati rilevati cospicui incrementi anche in Asia, America e Oceania, mentre in Europa il numero di fedeli è rimasto stabile.

Le persone impegnate nell'attività pastorale sono 4.270.069: 4.649 Vescovi, 405.067 Sacerdoti (dei quali 266.448 diocesani), 29.204 diaconi permanenti; 54.970 religiosi professi non sacerdoti; 792.317 religiose professe; 31.512 membri di istituti secolari; 139.078 missionari laici e 2.813.252 catechisti. Alle religiose di vita attiva si aggiungono 51.973 monache professe di vita contemplativa.

Il numero dei sacerdoti nel 2001 è diminuito di 111 unità, e precisamente i sacerdoti religiosi sono passati da 139.397 nel 2000 a 138.619 nel 2001. I sacerdoti diocesani sono aumentati di 667 unità. Risultano in forte espansione i diaconi permanenti (+4,9%), i membri di istituti secolari (+2,7%), i missionari laici (+10,1%) e i catechisti (+6,5%).

Il numero dai candidati al sacerdozio è cresciuto da 110.583 nel 2000 al 112.244 nel 2001. Questo incremento è stato significativo in Asia, Africa e nelle Americhe, mentre in Europa e in Oceania sono state registrate flessioni nel numero degli aspiranti al sacerdozio.
…/2003 ANNUARIO PONTIFICIO/… VIS 20030210 (370)

PROCLAMARE VANGELO PACE AD UN MONDO SCONVOLTO TENSIONI


CITTA' DEL VATICANO, 8 FEB. 2003 (VIS). Questa mattina nella Sala Clementina, il Santo Padre Giovanni Paolo II ha ricevuto 300 Vescovi e Sacerdoti amici della Comunità di Sant'Egidio, riuniti in un Convengo sul tema: "Il Vangelo della pace", organizzato per ricordare il 35° anniversario di fondazione della Comunità, ad opera del Professor Andrea Riccardi.

Il Papa ha affermato che l'argomento scelto è "quanto mai importante e sentito nel momento che stiamo attraversando, segnato da tensioni e venti di guerra. Diventa, pertanto, sempre più urgente annunciare il 'Vangelo della pace' ad un'umanità tentata fortemente dall'odio e dalla violenza".

"Occorre moltiplicare gli sforzi." - ha proseguito il Pontefice - "Non ci si può fermare di fronte agli attacchi del terrorismo né davanti alle minacce che si levano all'orizzonte. Non bisogna rassegnarsi, quasi che la guerra sia inevitabile. Alla causa della pace offrite, cari amici, il contributo della vostra esperienza, un'esperienza di vera fraternità, che conduca a riconoscere nell'altro un fratello da amare senza condizioni".

Il Santo Padre ha ripetuto in parte quanto scritto nel Messaggio per la Giornata Mondiale della Pace 2003: "La pace non è tanto questione di strutture, quanto di persone. Strutture e procedure di pace - giuridiche, politiche ed economiche - sono certamente necessarie e fortunatamente sono spesso presenti. Esse tuttavia non sono che il frutto della saggezza e dell'esperienza accumulata lungo la storia mediante innumerevoli gesti di pace, posti da uomini e donne che hanno saputo sperare senza cedere mai allo scoraggiamento. Gesti di pace nascono dalla vita di persone che coltivano nel proprio animo costanti atteggiamenti di pace".

"Continuate ad adoperarvi" - ha esortato il Pontefice - "perché si intensifichi ovunque la preghiera per la pace, accompagnata da un'azione concreta a favore della riconciliazione e della solidarietà tra gli uomini e tra i popoli".
AC/COMUNITÀ SANT'EGIDIO/… VIS 20030210 (310)

DELEGAZIONE SANTA SEDE IN PARTENZA PER ATENE


CITTA' DEL VATICANO, 10 FEB. 2003 (VIS). Una Delegazione della Santa Sede, guidata dal Cardinale Walter Kasper, Presidente del Pontificio Consiglio per la Promozione dell'Unità dei Cristiani, è in partenza oggi per Atene per una visita di cinque giorni, in risposta ad un invito esteso da Sua Beatitudine Christodoulos, Arcivescovo di Atene e di tutta la Grecia, per restituire la visita compiuta a Roma, nel marzo dello scorso anno, da una Delegazione del Santo Sinodo della Chiesa ortodossa di Grecia.

La Delegazione della Santa Sede è composta dal Vescovo Brian Farrell, Segretario del Pontificio Consiglio per la Promozione dell'Unità dei Cristiani, e da Monsignor Johan Bonny, Officiale della Sezione Orientale del medesimo Dicastero. Ad Atene, si unirà alla Delegazione il Nunzio Apostolico in Grecia, Arcivescovo Paul Fouad Tabet. La visita si concluderà il 14 febbraio.
CON-UC/VISITA ATENE/KASPER VIS 20030210 (150)

VESCOVI BIELORUSSIA RICEVUTI DAL PAPA FINE VISITA AD LIMINA


CITTA' DEL VATICANO, 10 FEB. 2003 (VIS). Questa mattina, il Santo Padre Giovanni Paolo II, nel ricevere i Presuli della Bielorussia, fra i quali il Cardinale Kazimierz Swiatek, Arcivescovo di Minsk-Mohilev, al termine della Visita "ad Limina Apostolorum", ha parlato delle numerose sfide che essi devono affrontare e delle positive iniziative da loro intraprese negli ultimi anni dopo la caduta del regime comunista.

"È ancora vivo in me il ricordo del nostro incontro nell'aprile del 1997." - ha detto il Santo Padre all'inizio del suo discorso - "Fu allora ragione di profonda gioia prendere atto della primavera della vita ecclesiale nel vostro Paese, dopo l'inverno della persecuzione violenta protrattasi per diversi decenni. Allora erano ancora marcati gli effetti dell'ateizzazione sistematica delle vostre popolazioni, specialmente dei giovani, della distruzione quasi totale delle strutture ecclesiastiche e della chiusura forzata dei luoghi di formazione cristiana".

Il Santo Padre ha proseguito il suo discorso dicendo ai Presuli che al momento di programmare le loro priorità pastorali, è importante concentrarsi sulla famiglia, sul matrimonio e sui giovani, ma occorre anche concentrarsi sull'inserimento della Bielorussia "nel vasto contesto del Continente europeo", che è avvenuto a rilento, per cui "le conseguenze di tale ritardo pesano sulla ristrutturazione economica e, soprattutto nelle campagne, cresce la povertà".

Il Santo Padre ha sottolineato che la prima priorità per i Vescovi deve essere la famiglia che attraversa una grave crisi in tutto il mondo ed al riguardo ha ripetuto le parole dette alle numerosissime famiglie riunite a Manila per partecipare al IV Incontro Mondiale delle Famiglie: "Occorre testimoniare con convinzione e coerenza la verità sulla famiglia, fondata sul matrimonio. Essa è un bene grande, necessario per la vita, lo sviluppo e il futuro dell'umanità".

Giovanni Paolo II ha ricordato che la Bielorussia conta una popolazione di quasi dieci milioni di abitanti dei quali il venti percento risiede nella capitale Minsk, precisando che i cattolici sono solo il dieci percento della popolazione.

Fra le priorità dei Presuli, ha detto ancora il Papa, occorre dedicare particolare attenzione ai giovani, sempre più numerosi nelle città e alla ricerca di un impiego. "La crisi demografica senza precedenti (…) costituisce altresì una forte sfida per l'annuncio del 'Vangelo della vita', e i fenomeni dell'emarginazione, tra i quali l'alcolismo che recentemente si è ulteriormente aggravato, attendono risposte urgenti ed efficaci".

Il Papa ha affermato che la Chiesa Cattolica si sforza di rispondere a tutte queste problematiche ma ha anche ricordato come i sacerdoti, i religiosi e i catechisti siano in numero esiguo rispetto al lavoro da fare, tanto che numerose sono le organizzazioni cattoliche di altre nazioni che prestano la loro collaborazione.

Successivamente il Santo Padre ha fatto riferimento all'opera, appena iniziata dai Vescovi, di tradurre in bielorusso i testi sacri, in particolare quelli del Messale Romano ed ha sottolineato la necessità di educare i fedeli a "fare della preghiera un momento fondamentale tra le loro occupazioni quotidiane". Infine il Papa ha esortato i Vescovi e i fedeli a pregare per il successo della traduzione dei testi sacri, delle iniziative intraprese dalla Chiesa Cattolica in Bielorussia, per un aumento del numero degli operatori pastorali, specialmente dei candidati al sacerdozio e alla vita consacrata, e per un proficuo dialogo ecumenico con la Chiesa Ortodossa.
AL/…/BIELORUSSIA VIS 20030210 (550)

IL CARDINALE ETCHEGARAY, INVIATO DEL PAPA, PARTE PER L'IRAQ


CITTA' DEL VATICANO, 9 FEB. 2003 (VIS). Il Dr. Joaquín Navarro-Valls, Direttore della Sala Stampa della Santa Sede, ha rilasciato, questa mattina, ai giornalisti la seguente dichiarazione:

"Domani, lunedì 10 febbraio 2003, partirà alla volta di Baghdad, quale Inviato Speciale di Sua Santità Giovanni Paolo II, il Cardinale Roger Etchegaray, Presidente emerito del Pontificio Consiglio della Giustizia e della Pace, accompagnato dal Monsignor Franco Coppola, Consigliere di Nunziatura in servizio presso la Segreteria di Stato".

"Scopo della Missione Pontificia è dimostrare a tutti la sollecitudine del Santo Padre a favore della pace ed aiutare poi le Autorità irachene a fare una seria riflessione sul dovere di una fattiva cooperazione internazionale, basata sulla giustizia e sul diritto internazionale, in vista di assicurare a quelle popolazioni il bene supremo della pace".
OP/VISITA IRAQ:ETCHEGARAY/NAVARRO-VALLS VIS 20030210 (140)

ALTRI ATTI PONTIFICI


CITTA' DEL VATICANO, 10 FEB. 2003 (VIS). Il Santo Padre ha nominato Consiglieri della Pontificia Commissione per l'America Latina il Cardinale Theodore Edgar McCarrick, Arcivescovo di Washington (Stati Uniti d'America) e l'Arcivescovo Marc Ouellet, di Québec (Canada).

Sabato 8 febbraio è stato reso noto che il Santo Padre:

- Ha nominato il Vescovo Benjamín Castillo Plascencia, finora Ausiliare di Guadalajara (Messico), Vescovo di Tabasco (superficie: 24.661; popolazione: 1.748.769; cattolici: 1.056.570; sacerdoti: 110; religiosi: 202), Messico.

- Ha nominato l'Arcivescovo Pedro López Quintana, Nunzio Apostolico in India e in Nepal.
NER:NN/…/CASTILLO:LÓPEZ VIS 20030210 (100)

UDIENZE

CITTA' DEL VATICANO, 10 FEB. 2003 (VIS). Il Santo Padre ha ricevuto oggi in udienze separate sette Presuli della Conferenza Episcopale della Bielorussia in Visita "Ad Limina Apostolorum":

- Il Cardinale Kazimierz Swiatek, Arcivescovo di Minsk-Mohilev ed Amministratore Apostolico "ad nutum Sanctae Sedis" di Pinsk, con l'Ausiliare Vescovo Cyryl Klimowicz e il Vescovo Kazimierz Wielikosielec, Ausiliare di Pinsk.

- Il Vescovo Aleksander Kaszkiewicz, di Grodno, con l'Ausiliare Antoni Dziemianko.

- Il Vescovo Wladislaw Blin, di Vitebsk.

- L'Archimandrita Jan Sergiusz Gajek, M.I.C., Visitatore "ad nutum Sanctae Sedis" per i greco-cattolici in Bielorussia.

Sabato 8 febbraio il Santo Padre ha ricevuto in udienze separate:

- Il Cardinale Ignace Moussa I Daoud, Prefetto della Congregazione per le Chiese Orientali.

- Il Cardinale Giovanni Battista Re, Prefetto della Congregazione per i Vescovi.

- Il Vescovo Léon Lesambo Ndamwize, di Inongo (Repubblica Democratica del Congo.

- Il Vescovo Denis Theurillat, Ausiliare di Basel (Svizzera).
AP/…/… VIS 20030210 (160)

venerdì 7 febbraio 2003

MESSAGGIO DEL PAPA PER LA XI GIORNATA MONDIALE DEL MALATO


CITTA' DEL VATICANO, 7 FEB. 2003 (VIS). Questa mattina è stato pubblicato il Messaggio del Santo Padre Giovanni Paolo II per la XI Giornata Mondiale del Malato, che si celebra l'11 febbraio prossimo, Festa della Beata Maria Vergine di Lourdes, nella Basilica del Santuario Nazionale dell'Immacolata Concezione a Washington, D.C. (Stati Uniti d'America). Il Messaggio, datato 2 febbraio, è stato pubblicato in lingua inglese, francese, italiana, spagnola, tedesca e portoghese.

Di seguito ne riportiamo alcuni estratti:
"La Chiesa, riconoscendo la presenza del Signore nei fratelli che sono nel dolore, si impegna a recare loro il lieto annuncio del Vangelo e ad offrire a ciascuno segni credibili di amore".

"Domande urgenti sul dolore e sulla morte, drammaticamente presenti nel cuore di ogni uomo nonostante i continui tentativi di rimuoverle o di ignorarle messi in atto da una mentalità secolarizzata, attendono risposte valide. Specialmente quando si è in presenza di tragiche esperienze umane, il cristiano è chiamato a testimoniare la consolante verità del Cristo risorto, che assume le piaghe e i mali dell'umanità, compresa la morte, e li converte in occasioni di grazia e di vita".

"Nel Continente americano, come in altre parti del mondo, 'sembra oggi profilarsi un modello di società in cui dominano i potenti, emarginando e persino eliminando i deboli: penso qui ai bambini non nati, vittime indifese dell'aborto; agli anziani ed ai malati incurabili, talora oggetto di eutanasia; ed ai tanti altri esseri umani messi ai margini dal consumismo e dal materialismo. Né posso dimenticare il non necessario ricorso alla pena di morte... Un simile modello di società è improntato alla cultura della morte ed è perciò in contrasto col messaggio evangelico' ("Esortazione post-sinodale Ecclesia in America", 63). Di fronte a tale preoccupante realtà, come non porre tra le priorità pastorali la difesa della cultura della vita? E' urgente compito dei cattolici, che operano nel campo medico-sanitario, fare il possibile per difendere la vita quando maggiormente è in pericolo, agendo con una coscienza rettamente formata secondo la dottrina della Chiesa".

"Perché questa testimonianza di amore sia sempre più credibile, gli operatori della Pastorale della Salute devono agire in piena comunione tra loro e con i loro Pastori. Ciò è particolarmente urgente negli ospedali cattolici, chiamati a riflettere sempre meglio nella loro organizzazione, rispondente alle necessità moderne, i valori evangelici, come insistentemente ricordano le direttive sociali e morali del Magistero".

"Gli ospedali cattolici siano centri di vita e di speranza, dove si incrementino, insieme alle cappellanie, i comitati etici, la formazione del personale sanitario laicale, l'umanizzazione delle cure ai malati, l'attenzione alle loro famiglie ed una particolare sensibilità verso i poveri e gli emarginati. Il lavoro professionale si concretizzi in autentica testimonianza di carità, tenendo presente che la vita è dono di Dio, del quale l'uomo è soltanto amministratore e garante".

"Questa verità va continuamente ribadita di fronte al progresso delle scienze e delle tecniche mediche, finalizzate alla cura ed alla migliore qualità dell'umana esistenza. Postulato fondamentale resta infatti che la vita va protetta e difesa dal suo concepimento fino al suo naturale tramonto".

"La Chiesa, aperta all'autentico progresso scientifico e tecnologico, apprezza lo sforzo e il sacrificio di chi, con dedizione e professionalità, contribuisce ad elevare la qualità del servizio stesso offerto agli ammalati, nel rispetto della loro inviolabile dignità. Ogni azione terapeutica, ogni sperimentazione, ogni trapianto deve tener conto di questa fondamentale verità. Pertanto, mai è lecito uccidere un essere umano per guarirne un altro. E se nella tappa finale della vita possono essere incoraggiate le cure palliative, evitando l'accanimento terapeutico, non sarà mai lecita alcuna azione o omissione che di sua natura e nelle intenzioni dell'agente sia volta a procurare la morte".

"Il mio vivo auspicio è che l'XI Giornata Mondiale del Malato susciti nelle Diocesi e nelle comunità parrocchiali un rinnovato impegno per la Pastorale della Salute. (…) Adeguato spazio sia riservato alla Pastorale della Salute nel programma di formazione dei sacerdoti, dei religiosi e delle religiose, perché nella cura dei malati, più che altrove, si rende credibile l'amore e si offre una testimonianza di speranza nella risurrezione".

"Carissimi cappellani, religiosi e religiose, medici, infermieri e infermiere, farmacisti, personale tecnico e amministrativo, assistenti sociali e volontari (…) Consapevoli della vostra identità, scorgete nei sofferenti il Volto del Signore dolente e glorioso. Siate pronti a recare assistenza e speranza soprattutto alle persone colpite dalle malattie emergenti, quali l'AIDS, o tuttora presenti quali la tubercolosi, la malaria, la lebbra".

"A voi, carissimi Fratelli e Sorelle che soffrite nel corpo o nello spirito, auguro di vero cuore di saper riconoscere ed accogliere il Signore che vi chiama ad essere testimoni del Vangelo della sofferenza, guardando con fiducia ed amore al Volto di Cristo crocifisso (cfr "Novo millennio ineunte", 16), e unendo le vostre alle sue sofferenze".
MESS/GIORNATA MONDIALE MALATO/… VIS 20030207 (800)

DISCORSO DEL SANTO PADRE A 37 PRESULI BRASILIANI


CITTA' DEL VATICANO, 7 FEB. 2003 (VIS). Questa mattina il Santo Padre Giovanni Paolo II ha ricevuto 37 Presuli della Conferenza Nazionale dei Vescovi del Brasile, fra i quali il Vescovo Jayme Henrique Chemello, Presidente della Conferenza Episcopale ed il Cardinale José Freire Falcão, Arcivescovo di Brasilia, che domani concludono la loro Visita "ad Limina Apostolorum", in corso dal 27 gennaio.

Il discorso del Papa ai Vescovi brasiliani si è incentrato sul ministero pastorale, in particolare sulla loro triplice missione, di governo, insegnamento e santificazione. Il Papa, ricordando l'estensione delle regioni che comprendono le diocesi brasiliane, ha affermato di conoscere le difficoltà che i Vescovi incontrano nella loro triplice missione, proprio a causa della vastità del Paese. "Essere Vescovo non è facile", ha aggiunto il Santo Padre, poiché comporta obblighi, impegni e difficoltà che "in circostanze sovente impreviste, costituiscono enormi e complessi ostacoli, alle volte umanamente insormontabili".

Il Papa ha proseguito il suo discorso affermando che: "Senza negare la specifica diversità di ogni diocesi, esistono situazioni e problemi che esigono un'azione pastorale comune per esercitare, in unione e carità, 'alcune funzioni pastorali (…) al fine di promuovere il bene più grande che la Chiesa offre all'umanità, attraverso forme e programmi di apostolato adatti alle circostanze del tempo e del luogo".

"Con la consacrazione episcopale e nella comunione gerarchica col Capo e con le membra del Collegio", ha detto ancora il Papa, riferendosi al canone 375 del Codice di Diritto Canonico, "il Vescovo appartiene al Collegio Episcopale, partecipando così alla cura di tutte le Chiese particolari, come maestro di dottrina, sacerdote del sacro culto e ministro del governo. Il suo compito principale è governare la diocesi a lui affidata".

Il Papa ha ribadito che oltre le specifiche funzioni del Vescovo nella sua Diocesi, deve esserci, fra Vescovi e Conferenze Episcopali, un'unità effettiva e concreta. Anche quando le grandi distanze causano difficoltà d'incontro, il pastore deve fare tutto ciò che è in suo potere "per compiere efficacemente la sua missione" così che egli non manchi, per esempio, di essere vicino ai suoi sacerdoti o di assisterli nella loro formazione".

Giovanni Paolo II ha deplorato il fenomeno dello "eccesso di organizzazioni e di riunioni, che obbliga il Vescovo ad allontanarsi frequentemente dalla sua Chiesa particolare, contrariamente alla 'legge della residenza personale' (Canone 395), con conseguenze negative relativamente ai suoi rapporti con i sacerdoti diocesani e nel compimento delle altre attività pastorali, come ad esempio l'ostacolare la penetrazione delle sette". Il Santo Padre ha esortato i Presuli ad evitare "l'eccessiva moltiplicazione di organizzazioni o la burocratizzazione di organismi sussidiari e di commissioni che continuano ad essere attivi nel periodo che intercorre fra le sessioni plenarie: questi organi 'esistono per aiutare il Vescovo e non per prendere il suo posto'".

Il Papa ha avuto parole di lode per la Conferenza Episcopale in merito alla recente revisione degli Statuti, auspicando che ciò "possa stimolare una solida comunione fra i Vescovi" e "promuovere una maggiore partecipazione di ognuno nell'ambito della Conferenza Episcopale". Successivamente il Santo Padre ha ricordato che, vista la vastità, il Brasile conta numerose Diocesi, Prelature, Eparchie, un Esarcato, Abbazie territoriali, un Ordinariato Militare, un'Amministrazione Apostolica Personale per i fedeli di rito orientale e di rito latino. "Tutte queste strutture devono essere al servizio della Conferenza e di ogni Vescovo locale".

Il Santo Padre ha ugualmente ricordato che il ministero petrino del Vescovo di Roma comprende l'essere il garante dell'insegnamento della Chiesa universale, e riferendosi ancora al Codice di Diritto Canonico, ha affermato che è necessaria "una corretta applicazione, caso per caso, delle norme del Codice di Diritto Canonico, sia Orientale che Occidentale". Infine il Papa ha evidenziato "un certo legalismo che, in pratica, riduce il Codice ad un insieme di leggi ecclesiastiche, poco teologiche e poco pastorali, contrarie in se stesse alla libertà dei figli di Dio".

Il Papa ha affermato che "è necessario ricordare che l'azione pastorale non può ridursi a un certo 'pastoralismo', che ignora o attenua le altre dimensioni essenziali del mistero cristiano, fra le quali la dimensione giuridica. (…) La verità pastorale non può mai essere contraria alla verità della Legge della Chiesa".
AL/MINISTERO PASTORALE/BRASILE VIS 20030207 (710)

UDIENZE

CITTA' DEL VATICANO, 7 FEB. 2003 (VIS). Il Santo Padre ha ricevuto oggi in udienze separate:

- Il Signor Joschka Fischer, Ministro degli Esteri della Repubblica Federale di Germania e Seguito.

- L'Arcivescovo Ludwig Schick, di Bamberg (Repubblica Federale di Germania).

- Quattro Presuli della Conferenza Episcopale del Brasile (Regioni Centro Ovest e Nord II), in Visita "ad Limina Apostolorum":
- Il Vescovo Capistrano Francisco Heim, O.F.M., Prelato di Itaituba.

- Il Vescovo Heriberto Hermes, O.S.B., Prelato di Cristalândia.

- Il Vescovo Jesús María Cizaurre Berdonces, O.A.R., Prelato di Cametá.

- Il Vescovo Augustinho Petry, Ausiliare dell'Ordinariato Militare.

- Un Gruppo di Presuli della Conferenza Episcopale del Brasile (Regioni Centro Ovest e Nord II), in Visita "Ad Limina Apostolorum".

In serata è previsto che il Santo Padre riceva il Cardinale Joseph Ratzinger, Prefetto della Congregazione per la Dottrina della Fede.

Nel pomeriggio di giovedì 6 febbraio 2003 alla presenza del Santo Padre si è svolta una riunione di tutti i Capi dei Dicasteri della Curia Romana.
AP:AL/…/… VIS 20030207 (170)

MINISTRO ESTERI GERMANIA RICEVUTO DAL SANTO PADRE


CITTA' DEL VATICANO, 7 FEB. 2003 (VIS). Il Dr. Joaquín Navarro-Valls, Direttore della Sala Stampa della Santa Sede, ha rilasciato, nella tarda mattinata di oggi, una dichiarazione relativa alla visita oggi in Vaticano del Signor Joschka Fischer, Ministro degli Esteri della Repubblica Federale di Germania:

"Oggi, venerdì 7 febbraio, il Signor Joschka Fischer, Ministro degli Affari Esteri della Repubblica Federale di Germania, è stato ricevuto dal Papa Giovanni Paolo II e, successivamente, si è incontrato con il Cardinale Angelo Sodano, Segretario di Stato di Sua Santità, accompagnato da Sua Eccellenza Monsignor Jean-Louis Tauran, Segretario per i Rapporti della Santa Sede con gli Stati".

"La visita del Ministro Fischer è stata un'occasione propizia per uno scambio di opinioni sui problemi dell'ora presente e, in particolare, sulla nota crisi dell'Iraq e sul tema del futuro trattato costituzionale europeo".

"Circa la situazione in Medio Oriente è stata ribadita all'illustre ospite la posizione della Santa Sede, espressa in numerosi documenti ed interventi, in favore della pace e di soluzioni rispettose del diritto internazionale. Si è anche sottolineata la responsabilità di tutte le Parti per evitare il sorgere di un tragico conflitto".

"Circa, poi, il futuro trattato costituzionale europeo, la Santa Sede ha rilevato come i valori e gli elementi già inseriti nel progetto - diffuso ieri e relativo ai primi tre titoli del trattato - siano fondamentali per la vita dell'Unione. A questo proposito, si è espressa sorpresa perché è stato trascurato lo statuto giuridico delle Chiese e delle comunità religiose. Infine, si è formulato l'auspicio che l'attuale progetto venga perfezionato e le lacune colmate".
OP/MINISTRO ESTERI/GERMANIA:FISCHER VIS 20030207 (270)

giovedì 6 febbraio 2003

MESSAGGIO DEL PAPA PER LA QUARESIMA DEDICATO ALLA CARITÀ


CITTA' DEL VATICANO, 6 FEB. 2003 (VIS). Questa mattina, il Messaggio del Santo Padre Giovanni Paolo II per la Quaresima 2003, datato 7 gennaio, è stato pubblicato in lingua inglese, francese, italiana, tedesca, spagnola e portoghese ed è stato presentato presso la Sala Stampa della Santa Sede dall'Arcivescovo Paul Josef Cordes, Presidente del Pontificio Consiglio "Cor Unum". Secondo la Costituzione Apostolica "Pastor Bonus" del 1988, il Pontificio Consiglio "Cor Unum" che collabora alla preparazione del Messaggio annuale per la Quaresima, "esprime la sollecitudine della Chiesa cattolica verso i bisognosi, perché sia favorita la fratellanza umana e si manifesti la carità di Cristo".

Di seguito riportiamo alcuni estratti del Documento:

"Quest'anno, a guida della riflessione quaresimale, vorrei proporre la frase tratta dagli Atti degli Apostoli: "Vi è più gioia nel dare che nel ricevere" (20,35)".

"La nostra epoca, purtroppo, è influenzata da una mentalità particolarmente sensibile alle suggestioni dell'egoismo, sempre pronto a risvegliarsi nell'animo umano. Nell'ambito sociale, come in quello mediatico, la persona è spesso sollecitata da messaggi che, in forma insistente, aperta o subdola, esaltano la cultura dell'effimero e dell'edonistico. Pur non mancando un'attenzione agli altri in occasione di calamità ambientali, di guerre o di altre emergenze, non è in genere facile sviluppare una cultura della solidarietà".

"Lo sfruttamento dell'uomo, l'indifferenza per la sofferenza altrui, la violazione delle norme morali sono solo alcuni tra i frutti della bramosia di guadagno. Di fronte al triste spettacolo della perdurante povertà che colpisce tanta parte della popolazione mondiale, come non riconoscere che il profitto ricercato a tutti i costi e la mancanza di fattiva e responsabile attenzione per il bene comune concentrano nelle mani di pochi una grande quantità di risorse, mentre il resto dell'umanità soffre nella miseria e nell'abbandono?"

"Facendo appello ai credenti e a tutti gli uomini di buona volontà, vorrei ribadire un principio in se stesso ovvio, anche se non di rado disatteso: è necessario ricercare non il bene di una cerchia privilegiata di pochi, ma il miglioramento delle condizioni di vita di tutti".

"'Vi è più gioia nel dare che nel ricevere'. Acconsentendo alla sollecitazione interiore a dare se stessi agli altri senza nulla aspettarsi, il credente sperimenta una profonda soddisfazione interiore".

"Lo sforzo del cristiano di promuovere la giustizia, il suo impegno per la difesa dei più deboli, la sua azione umanitaria per procurare il pane a chi ne è privo e per curare i malati venendo incontro a ogni emergenza e necessità, traggono forza da quel singolare ed inesauribile tesoro di amore che è il dono totale di Gesù al Padre".

"Osserva Sant'Agostino che solamente Dio, il Sommo Bene, è in grado di vincere le miserie del mondo. La misericordia e l'amore verso il prossimo devono pertanto sgorgare da un rapporto vivo con Dio e a Lui fare costante riferimento, poiché è nello stare vicino a Cristo che risiede la nostra gioia"

"La Quaresima offre l'arma pratica ed efficace del digiuno e dell'elemosina per lottare contro lo smodato attaccamento al denaro. Privarsi non solo del superfluo, ma anche di qualcosa di più per distribuirlo a chi è nel bisogno, contribuisce a quel rinnegamento di sé senza il quale non c'è autentica pratica di vita cristiana".

"E' l'amore di Dio trasfuso nei nostri cuori che deve ispirare e trasformare il nostro essere ed il nostro operare. Non si illuda il cristiano di poter ricercare il vero bene dei fratelli, se non vive la carità di Cristo. Anche laddove riuscisse a modificare importanti fattori sociali o politici negativi, ogni risultato resterebbe effimero senza la carità. La stessa possibilità di dare se stessi agli altri è un dono e scaturisce dalla grazia di Dio".

"All'uomo di oggi, spesso inappagato da un'esistenza vuota ed effimera e alla ricerca della gioia e dell'amore autentici, Cristo propone il proprio esempio invitando a seguirlo. A chi l'ascolta Egli chiede di spendere la vita per i fratelli. Da tale dedizione scaturiscono la realizzazione piena di sé e la gioia, come dimostra l'esempio eloquente di quegli uomini e di quelle donne che, lasciando le loro sicurezze, non hanno esitato a porre in gioco la propria vita come missionari nelle diverse parti del mondo. Lo testimonia la decisione di quei i giovani che, animati dalla fede, hanno abbracciato la vocazione sacerdotale o religiosa per porsi al servizio della 'salvezza di Dio'".

"Recentemente si è assistito ad una benemerita gara di solidarietà per le vittime delle alluvioni in Europa, del terremoto in America Latina e in Italia, delle epidemie in Africa, delle eruzioni vulcaniche nelle Filippine, senza dimenticare le altre zone del mondo insanguinate dall'odio o dalla guerra".

"In queste circostanze i mezzi di comunicazione sociale svolgono un significativo servizio, rendendo più diretta la partecipazione e più viva la disponibilità a sostenere chi si trova nella sofferenza e nella difficoltà. Talora non è l'imperativo cristiano dell'amore a motivare l'intervento a favore degli altri, ma una compassione naturale. Chi assiste il bisognoso gode però sempre della benevolenza di Dio".
MESS/QUARESIMA 2003/… VIS 20030206 (840)

QUARESIMA 2003: "VI È PIÙ GIOIA NEL DARE CHE NEL RICEVERE"


CITTA' DEL VATICANO, 6 FEB. 2003 (VIS). Il Messaggio del Santo Padre Giovanni Paolo II per la Quaresima 2003: "Vi è più gioia nel dare che nel ricevere" è stato presentato, questa mattina, ai giornalisti, nel corso di una Conferenza Stampa nella Sala Stampa della Santa Sede, dall'Arcivescovo Paul Josef Cordes, Presidente del Pontificio Consiglio "Cor Unum", dal Monsignor Karel Kasteel, Segretario del medesimo Dicastero e da Don Oreste Benzi, Fondatore dell'Associazione "Papa Giovanni XXIII".

L'Arcivescovo Cordes ha affermato che le parole di Gesù - "Vi è più gioia nel dare che nel ricevere" - hanno "riscosso apparentemente un consenso universale", se guardiamo alle istituzioni caritative nel mondo, alle multinazionali che investono in azioni caritative, ai governi che destinano alte percentuali dei loro budget per l'aiuto ai poveri ed ai bisognosi, come alle tombole, ai gala di beneficenza di attori, sportivi e politici. L'Arcivescovo ha ricordato, come ha avuto modo di constatare personalmente, che per sponsorizzare una specifica fondazione, le compagnie aeree internazionali organizzino collette a bordo degli aerei, oppure, negli aeroporti venga chiesto ai passeggeri di sostenere una particolare iniziativa benefica.

L'Arcivescovo si chiede: "Questa diffusa attuazione della buona azione è forse una prova che l'affermazione di Gesù ha trovato un riconoscimento globale e che perciò è superfluo sottolinearla oggi? Ad un esame più attento si riconosce che sia riceventi come donatori possono avere scopi ben diversi nelle loro attività per gli altri".

L'Arcivescovo cita in merito le parole di Gesù: "Quando invece tu fai l'elemosina, non sappia la tua sinistra ciò che fa la tua destra". La filantropia e la solidarietà sono diventate un "business", per cui "al di là dei buoni scopi, c'è sempre la possibilità per chi amministra di ritagliarsi una quota sostanziosa per i propri bisogni". Non solo, "In un mondo in cui il dare è diventato una moda, con le donazioni si possono ottenere gloria e grandezza".

Il Presidente del Pontificio Consiglio "Cor Unum" ha spiegato che l'invito del Santo Padre Giovanni Paolo II contenuto nella frase: "Vi è più gioia nel dare che nel ricevere" rappresenta, "una nuova esortazione" che "impone anche dei chiari limiti. (…) Non conferma solo la disponibilità ad aiutare, (…) ma dà proprio ai cristiani un preciso orientamento". Ricordando le parole del Papa sulla generosità dei missionari e dei membri di movimenti, che aiutano i poveri e i bisognosi del mondo, l'Arcivescovo ha detto che essi: "Fanno (…) di se stessi strumento per l'altro - nel significato che dà a ciò l'odierno Messaggio Quaresimale, nel quale il Santo Padre descrive la forma più alta di disponibilità per il sofferente come il 'dono disinteressato di sé agli altri'".

L'Arcivescovo ha ribadito che è a questa forma di carità altruistica che dobbiamo ritornare, mettendo da parte aspirazioni alla gloria personale, al riconoscimento e il desiderio di ricompense materiali.

Don Oreste Benzi, ha affermato l'Arcivescovo Cordes, è una di quelle persone che hanno fatto dono si se stesse agli altri. Fondatore dell'Associazione "Papa Giovanni XXIII", Don Benzi ha iniziato già dal 1968 insieme ai giovani raccolti attorno a lui ad occuparsi di persone povere materialmente e psichicamente. Sono 186 i centri in tutto il mondo da lui fondati "nei quali vivono famiglie cosiddette normali con prostitute, ex drogati ed alcolisti, così come handicappati fisici e mentali". L'Arcivescovo ha detto di Don Benzi: "Non si ritiene uno 'specialista di un settore della carità'. È un uomo semplice, che sta cambiando il mondo a 180 gradi. Il suo motto è: 'I giovani non hanno bisogno di qualcosa, ma di qualcuno'".

Don Oreste Benzi ha affermato: "Ai poveri agli ultimi devo dare la risposta di cui essi hanno bisogno e non la risposta che fa comodo all'establishment di tutti coloro che stanno bene. La condivisione richiede l'appartenenza e non solo la prestazione. È necessario rimuovere le cause che creano l'ingiustizia e l'emarginazione. Non si possono solo assistere le vittime, bisogna impedire di farle, secondo il discorso di Sant'Agostino, secondo l'insegnamento dei Padri e del magistero della Chiesa. La carità non può coprire i problemi ma li deve risolvere. Non ci si può limitare a versare lacrime sugli affamati; è necessario smascherare chi affama. Non ci si può solo muovere contro gli atti terroristici. Bisogna sconvolgere il sistema terroristico".

"La Chiesa è in se stessa giustizia" - ha detto ancora Don Benzi. "Promuovendo atti di giustizia, la Chiesa manifesta la sua vera identità e attrae gli uomini. Il Papa è la prova di questo".
OP/MESSAGGIO QUARESIMA 2003/CORDES VIS 20030206 (760)

L PAPA RICEVE DELEGAZIONE PATRIARCATO ORTODOSSO SERBIA


CITTA' DEL VATICANO, 6 FEB. 2003 (VIS). Questa mattina, il Santo Padre Giovanni Paolo II, nel ricevere una Delegazione del Santo Sinodo del Patriarcato Ortodosso di Serbia, ha espresso "profonda gioia" per l'incontro che è di "grande significato" e ricolma di "speranza tutti noi".

Il Santo Padre ha ricordato che "l'ultimo decennio del XX secolo è stato contrassegnato da non pochi dolorosi avvenimenti, che hanno provocato indicibili sofferenze a numerose popolazioni dei Balcani. Purtroppo, non sono mancate ingiustizie ed i loro autori non hanno esitato a ricorrere alla strumentalizzazione dei sentimenti e dei valori religiosi e patriottici, per ferire più in profondità il loro prossimo".

"Le Chiese non sono venute meno al compito di richiamare tutte le parti in causa alla pace" - ha sottolineato il Pontefice - "al ristabilimento della giustizia e al rispetto dei diritti di ciascuna persona, prescindendo dalla sua appartenenza etnica o credenza religiosa. Com'è noto, anche la Santa Sede, senza fraintendimento e con imparzialità, ha spesso levato la sua voce, ed io personalmente non ho mancato di farlo prima e durante le azioni che hanno in particolare colpito la popolazione del vostro Paese nel 1999".

"Le Chiese" - ha proseguito il Papa - "hanno il compito di agire secondo il modello del 'buon samaritano'. Esse debbono alleviare le comuni sofferenze, curare le ferite e promuovere quella purificazione delle memorie da cui sgorgherà un sincero perdono e una fraterna collaborazione".

"Oggi" - ha affermato il Santo Padre - "le Chiese si confrontano con nuove esigenze e sfide, che derivano da una inarrestabile trasformazione del Continente europeo. L'identità cristiana dell'Europa, plasmata nelle sue radici dalle due tradizioni occidentale ed orientale, sembra talora essere messa in discussione".

Lodando la Chiesa Ortodossa per essersi impegnata a proclamare "con perseveranza la Buona Novella della salvezza", il Santo Padre ha esortato i cattolici e gli ortodossi a "dare insieme una vivida e convincente testimonianza della loro comune tradizione (…) efficace non soltanto nell'affermazione dei valori evangelici come la pace, la dignità della persona, la difesa della vita e la giustizia nella società di oggi, ma anche nell'avvicinamento e nel consolidamento di quella fraternità che dovrebbe contraddistinguere le relazioni ecclesiali tra cattolici ed ortodossi".
AC/PATRIARCATO ORTODOSSO SERBIA/… VIS 20030206 (380)

PROSSIMA VISITA DEL VICE PRIMO MINISTRO IRACHENO TARIK AZIZ


CITTA' DEL VATICANO, 6 FEB. 2003 (VIS). Nel pomeriggio di ieri, il Dr. Joaquín Navarro-Valls, Direttore della Sala Stampa della Santa Sede, ha rilasciato la dichiarazione che segue: "Il Vice Primo Ministro del Governo dell'Iraq, Signor Tarik Aziz ha chiesto di essere ricevuto dal Papa. Il Santo Padre riceverà in udienza in Vaticano il Signor Tarek Aziz il giorno 14 di febbraio".
OP/VISITA AZIZ:IRAQ/NAVARRO-VALLS VIS 20030206 (80)

UDIENZE

CITTA' DEL VATICANO, 6 FEB. 2003 (VIS). Il Santo Padre ha oggi ricevuto in udienze separate:

- Il Signor Nursultan Nazarbayev, Presidente della Repubblica del Kazakhstan, e Seguito.

- Due Presuli della Conferenza Episcopale del Brasile (Regioni Centro ovest e Nord II), in Visita "ad Limina Apostolorum":

- Il Vescovo Martinho Lammers, O.F.M., Prelato di Óbidos.

- Il Vescovo José Luis Azcona Hermoso, O.A.R., Prelato di Marajó.

- Il Cardinale Crescenzio Sepe, Prefetto della Congregazione per l'Evangelizzazione dei Popoli.
AP:AL/…/… VIS 20030206 (80)

mercoledì 5 febbraio 2003

ALTRI ATTI PONTIFICI


CITTA' DEL VATICANO, 5 FEB. 2003 (VIS). Il Santo Padre:

- Ha accettato la rinuncia al governo pastorale della Diocesi di Maracay (Venezuela), presentata dal Vescovo José Vicente Henríquez Andueza, S.D.B., per raggiunti limiti d'età. Gli succede il Vescovo Reinaldo Del Prette Lissot, finora Vescovo Coadiutore della medesima Diocesi.

- Ha nominato il Sacerdote Antônio Carlos Félix, finora Parroco della Parrocchia "São Cristóvão" di Pouso Alegre (Brasile), Vescovo di Luz (superficie: 32.083; popolazione: 493.023; cattolici: 398.000; sacerdoti: 57; religiosi: 115), Brasile. Il Vescovo eletto è nato nel 1957 a Caldas (Brasile) ed ha ricevuto l'ordinazione sacerdotale nel 1986.
RE:NER/…/HENRÍQUEZ:DEL PRETTE:FÉLIX VIS 20030205 (100)

SALMO 116: L'ESSENZA DELLA PREGHIERA È IL DIALOGO CON DIO


CITTA' DEL VATICANO, 5 FEB. 2003 (VIS). Tema della catechesi del Santo Padre Giovanni Paolo II per l'Udienza Generale di oggi, tenutasi nell'Aula Paolo VI, è stato il Salmo 116: "Invito a lodare Dio per il suo amore", il più breve di tutte le composizioni del Salterio, che tuttavia "coglie il cuore della preghiera, che consiste nell'incontro e nel dialogo vivo e personale con Dio", un dialogo nel quale il mistero divino è proclamato attraverso l'amore e la fedeltà.

Prima della catechesi del Santo Padre, è stata data lettura ai fedeli del Salmo 116: "Lodate il Signore, popoli tutti, voi tutte, nazioni, dategli gloria; perché forte è il suo amore per noi e la fedeltà del Signore dura in eterno".

"Attraverso la preghiera" - ha detto il Papa ai 3.500 fedeli presenti, "'tutte le nazioni e tutti i popoli' sono invitati a lodare Dio e a sperimentare la gioia della fede. (…) Il Salmista aggiunge un aspetto particolare della preghiera: l'esperienza orante deve irradiarsi nel mondo, trasformandosi in testimonianza presso chi non condivide la nostra fede. Infatti, in apertura, l'orizzonte si allarga a 'tutti i popoli' e a 'tutte le nazioni', perché di fronte alla bellezza e alla gioia della fede siano anch'esse conquistate dal desiderio di conoscere, incontrare e lodare Dio".

"In un mondo tecnologico minato da un'eclisse del sacro" - ha proseguito il Pontefice - "in una società che si compiace in una certa autosufficienza, la testimonianza dell'orante è come un raggio di luce nell'oscurità. In un primo tempo può solo incuriosire, poi può indurre la persona riflessiva a interrogarsi sul senso della preghiera e, infine, può suscitare un crescente desiderio di farne l'esperienza. Per questo la preghiera non è mai un evento solitario, ma tende a dilatarsi fino a coinvolgere il mondo intero".
AG/SALMO 116:PREGHEIRA/… VIS 20030205 (310)

martedì 4 febbraio 2003

QUARESIMA 2003: "VI È PIÙ GIOIA NEL DARE CHE NEL RICEVERE"


CITTA' DEL VATICANO, 4 FEB. 2003 (VIS). Giovedì 6 febbraio, alle ore 11:30, presso la Sala Stampa della Santa Sede, l'Arcivescovo Paul Josef Cordes, Presidente del Pontificio Consiglio "Cor Unum", presiederà una Conferenza Stampa di presentazione del Messaggio del Santo Padre per la Quaresima 2003, sul tema: "Vi è più gioia nel dare che nel ricevere".

Alla Conferenza Stampa interverranno anche Monsignor Karel Kasteel, Segretario del Pontificio Consiglio "Cor Unum" e Don Oreste Benzi, fondatore dell'Associazione "Papa Giovanni XXIII". Il Messaggio sarà pubblicato in lingua italiana, francese, inglese, tedesca, spagnola e portoghese.
OP/MESSAGGIO QUARESIMA/… VIS 20030204 (110)

UDIENZE

CITTA' DEL VATICANO, 4 FEB. 2003 (VIS). Il Santo Padre ha ricevuto oggi in udienze separate sei Presuli della Conferenza Episcopale del Brasile (Regioni Centro Ovest e Nord II), in Visita "ad Limina Apostolorum":

- Il Vescovo Antônio Lino da Silva Dinis, di Itumbiara.

- Il Vescovo Guilherme Antônio Werlang, M.S.F., di Ipameri.

- Il Vescovo Miguel Ângelo Freitas Ribeiro, di Tocantinópolis.

- Il Vescovo Alessio Saccardo, S.I., di Ponta de Pedras.

- Il Vescovo Carmelo Scampa, di São Luis de Montes Belos.

- Il Vescovo Erwin Kräutler, C.PP.S., Prelato di Xingu.
AL/…/… VIS 20030204 (100)

lunedì 3 febbraio 2003

AI GIOVANI: SIATE LIEVITO, LUCE E SALE PER I VOSTRI COETANEI


CITTA' DEL VATICANO, 1 FEB. 2003 (VIS). Questa mattina, nell'Aula Paolo VI, il Santo Padre Giovanni Paolo II, ha ricevuto novecento giovani provenienti dalla Arcidiocesi di Trani-Barletta-Bisceglie, accompagnati dall'Arcivescovo e da numerosi sacerdoti, in pellegrinaggio a Roma per la preparazione della missione definita "Missione dei giovani per i giovani".

Il Santo Padre ha precisato che i Vescovi italiani hanno proposto: "i giovani e la famiglia come destinatari privilegiati dell'impegno pastorale di questi anni. (…) Giovani e famiglie costituiscono il futuro della società e della Chiesa, ed è confortante veder maturare in mezzo a loro numerose e significative esperienze di spiritualità, di servizio e di condivisione".

Citando le parole di Papa Paolo VI, che affermò: "Occorre che i giovani, ben formati nella fede e nella preghiera, diventino sempre più gli apostoli della gioventù", il Santo Padre ha aggiunto che: "La riuscita della missione dipenderà dalla qualità dei missionari: più voi sarete strumenti docili nelle mani di Dio, e più la vostra testimonianza risulterà efficace. Preparatevi con impegno, per essere 'lievito', 'sale' e 'luce' in mezzo ai vostri coetanei e negli ambienti nei quali vivete".

"La santità stupisce, fa pensare, convince e, se Dio vuole, converte." - ha proseguito il Pontefice - "La santità dei giovani è uno dei doni più belli che il Signore elargisce alla Chiesa. Ciascuno di voi è chiamato ad essere santo e cioè a seguire Gesù con tutto il cuore, con tutta l'anima e con tutte le forze".

"Giovani di Trani-Barletta-Bisceglie, è Cristo 'la speranza che è in voi'! Sia Lui ad illuminare le vostre giovani coscienze!" - ha esclamato il Papa - "E trasmettete ai vostri coetanei la gioia di seguirlo. Chi incontra Gesù sperimenta un modo diverso di essere felice, una gioia diversa di vivere, basati non sull'avere o sull'apparire, ma sull'essere. Essere giovani cristiani significa vivere con Gesù, per Gesù, in Gesù".

Infine il Papa ha esortato i giovani con queste parole: "Siate sempre pronti a rendere ragione alla verità di Gesù e al suo amore. Siate testimoni convinti e miti della verità".
AC/GIOVANI:TESTIMONI/… VIS 20030203 (360)

GIORNATA PER LA VITA: "DELLA VITA NON SI FA MERCATO"


CITTA' DEL VATICANO, 2 FEB. 2003 (VIS). Alle 12:00 di oggi, nelle riflessioni che precedono la recita dell'Angelus Domini, il Santo Padre Giovanni Paolo II, affacciandosi alla finestra del suo studio nel Palazzo Apostolico Vaticano, ha ricordato ai fedeli convenuti in Piazza San Pietro che oggi l'Italia celebra la "Giornata per la Vita" e che la Chiesa celebra la Festa della Presentazione del Signore e la "Giornata della Vita Consacrata".

Ribadendo l'importanza della promozione e della difesa della vita umana, il Santo Padre ha ricordato il tema della "Giornata per la Vita": "Della vita non si fa mercato". "Questo principio" - ha detto il Papa - "anche se teoricamente riconosciuto, non è purtroppo sempre rispettato. Vi sono situazioni in cui la persona umana diventa strumento per interessi economici, politici, scientifici, soprattutto quando essa è debole e non ha la forza di difendersi".

"Inoltre" - ha proseguito il Pontefice - "una certa logica mercantile, alleandosi con moderne tecnologie, può talvolta approfittare di desideri umani in sé buoni, come quello di diventare madre e padre, per spingere a volere un figlio 'ad ogni costo'. In realtà, la vita umana non può mai diventare 'oggetto': dal concepimento alla morte naturale, l'essere umano è soggetto di inviolabili diritti, di fronte ai quali la libertà deve sapersi fermare. È pertanto indispensabile che gli Stati si diano, su tali complesse materie, leggi organiche e chiare, fondate su solide basi etiche, a tutela del bene inestimabile della vita umana".
ANG/VITA/… VIS 20030203 (260)

ALTRI ATTI PONTIFICI


CITTA' DEL VATICANO, 1 FEB. 2003 (VIS). Il Santo Padre:

- Ha nominato il Padre Fausto Gabriel Trávez Trávez, O.F.M., finora Superiore del Convento di Ambato (Ecuador), Vicario Apostolico di Zamora (superficie: 20.000; popolazione: 76.414; cattolici: 66.000; sacerdoti: 22; religiosi: 59; diaconi permanenti: 1), Ecuador. Il Vescovo eletto è nato nel 1941 a Toacazo (Ecuador), ha emesso la professione solenne nel 1965 ed è stato ordinato sacerdote nel 1970. Il Vescovo Trávez Trávez succede al Vescovo Serafin Cartagena Ocaña, O.F.M., del quale il Santo Padre ha accettato la rinuncia al governo pastorale del medesimo Vicariato, presentata per raggiunti limiti d'età.

- Ha nominato il Reverendo Julien Andavo Mbia, finora Rettore del Filosofato Interdiocesano di Kisangani (Repubblica Democratica del Congo), Vescovo di Isiro-Niangara (superficie: 60.000; popolazione: 705.233; cattolici: 518.875; sacerdoti: 108; religiosi: 217), Repubblica Democratica del Congo. Il Vescovo eletto è nato nel 1950 a Faradje (Repubblica Democratica del Congo), ed è stato ordinato sacerdote nel 1979.
NER:RE/…/TRÁVEZ:CARTAGENA:MBIA/… VIS 20030203 (160)

CELEBRAZIONE SETTIMA GIORNATA MONDIALE VITA CONSACRATA


CITTA' DEL VATICANO, 1 FEB. 2003 (VIS). Alle 17:30 di oggi, Festa della Presentazione del Signore, il Santo Padre Giovanni Paolo II ha presieduto, nella Basilica di San Pietro, una Celebrazione Eucaristica per i Membri degli Istituti di Vita Consacrata e le Società di Vita Apostolica, in occasione della Settima Giornata Mondiale della Vita Consacrata.

La celebrazione di questa sera comprendeva la liturgia della luce, con l'accensione e la Benedizione delle candele, la processione iniziale, la Liturgia della Parola e la Liturgia Eucaristica.

Nell'omelia il Papa ha affermato che: "La Festa della Presentazione di Gesù al Tempio si rivela particolarmente adatta ad ospitare la lode riconoscente delle persone consacrate, e ben a ragione da alcuni anni si celebra proprio in questa data la 'Giornata della vita consacrata'. L'icona di Maria, che nel tempio offre a Dio il Figlio, parla con eloquenza al cuore degli uomini e delle donne che hanno fatto totale oblazione di sé al Signore mediante i voti di povertà, castità e obbedienza per il Regno dei cieli".

Il Santo Padre ha osservato che attualmente le persone consacrate nel mondo "rinnovano la loro consacrazione, tenendo tra le mani i ceri accesi, espressione della loro esistenza ardente di fede e d'amore. Anche qui, nella Basilica di San Pietro, si leva questa sera un solenne rendimento di grazie a Dio per il dono della vita consacrata nella Diocesi di Roma e nella Chiesa universale".

Il Santo Padre, riferendosi ai numerosi Fondatori e Fondatrici delle tante Congregazioni e Istituti le cui statue ornano le nicchie della Basilica di San Pietro, ha affermato che: "Essi richiamano il mistero della comunione dei santi, in forza della quale, nella Chiesa pellegrinante, si rinnova di generazione in generazione la scelta di seguire Cristo con speciale consacrazione, secondo i molteplici carismi suscitati dallo Spirito".

Al termine dell'omelia il Santo Padre ha affermato che: "Povertà, castità e obbedienza sono caratteri distintivi dell'uomo redento, interiormente affrancato dalla schiavitù dell'egoismo. Liberi per amare, liberi per servire: così sono gli uomini e le donne che rinunciano a se stessi per il Regno dei cieli"
HML/VITA CONSACRATA:PRESENTAZIONE SIGNORE/… VIS 20030203 (360)

ARCIVESCOVO LOZANO INVIATO SPECIALE XI GIORNATA MALATO


CITTA' DEL VATICANO, 1 FEB. 2003 (VIS). Questa mattina è stata resa pubblica la Lettera di nomina del Santo Padre Giovanni Paolo II all'Arcivescovo Javier Lozano Barragán, Presidente del Pontificio Consiglio per la Pastorale della Salute, ad Inviato Speciale alla celebrazione della XI Giornata Mondiale del Malato, che avrà luogo a Washington D.C. (Stati Uniti d'America), l'11 febbraio prossimo. La Lettera, redatta in lingua latina, porta la data del 25 gennaio 2003.

Sono stati anche resi pubblici i nomi dei componenti la Missione Pontificia: Monsignor Michael J. Bransfield, Rettore della Basilica del Santuario Nazionale dell'Immacolata Concezione a Washington, D.C. e Padre Michael Place, Coordinatore della "Catholic Health Association" degli Stati Uniti d'America.
GPII-LETTERA/GIORNATA MALATO/LOZANO VIS20030203 (130)

DOCUMENTO DI RIFLESSIONE CRISTIANA SUL "NEW AGE"


CITTA' DEL VATICANO, 3 FEB. 2003 (VIS). Questa mattina, nella Sala Stampa della Santa Sede, ha avuto luogo la Conferenza Stampa di presentazione del Documento: "Gesù Cristo portatore dell'acqua viva. Una riflessione cristiana sul 'New Age'", a cura del Pontificio Consiglio della Cultura e del Pontificio Consiglio per il Dialogo Interreligioso.

La Conferenza è stata presieduta dal Cardinale Paul Poupard, Presidente del Pontificio Consiglio della Cultura e dall'Arcivescovo Michael Louis Fitzgerald, Presidente del Pontificio Consiglio per il Dialogo Interreligioso. Sono intervenuti anche Don Peter Fleetwood, del Segretariato del Consiglio delle Conferenze Episcopali Europee (CCEE) e la Dottoressa Teresa Osório Gonçalves, Officiale del Pontificio Consiglio per il Dialogo Interreligioso e Coordinatrice del gruppo di lavoro su Sette e nuovi Movimenti Religiosi.

Il Cardinale Poupard, citando un suo editoriale, pubblicato recentemente, ha detto: "Il fenomeno della 'New Age', insieme a tanti altri nuovi movimenti religiosi, è una delle sfide più urgenti per la fede cristiana. Si tratta di una sfida religiosa e allo stesso tempo di una sfida culturale: la 'New Age' propone teorie e dottrine su Dio, sull'uomo e sul mondo, incompatibili con la fede cristiana. Inoltre, la 'New Age' è insieme il sintomo di una cultura in profonda crisi e una risposta sbagliata a questa situazione di crisi culturale: alle sue inquietudini e domande, alle sue aspirazioni e speranze".

Il Presidente del Pontificio Consiglio della Cultura ha sottolineato che il Documento di oggi riguarda questo fenomeno ed intende offrire riflessioni cristiane sul "New Age" e successivamente ha affermato: "Oggi, la cultura occidentale, adesso seguita da molte altre culture, è passata da un senso della presenza di Dio quasi istintivo a ciò che si chiama spesso visione più 'scientifica' della realtà". Le ragioni di tale cambiamento sono numerose, e rientrano, ha detto ancora il Cardinale Poupard, nell'ambito di quel passaggio culturale "da forme tradizionali di religione ad espressioni più personali ed individuali di ciò che ora si chiama 'spiritualità'".

Il Cardinale Poupard ha proseguito il suo intervento affermando: "Ci sono tre distinti motivi all'origine di tale cambiamento. Il primo risiede nella sensazione che le religioni tradizionali o istituzionali non possano dare quel che una volta si affermava potessero fornire". Relativamente al secondo motivo, il Cardinale ha detto: "Uno dei più significativi sviluppi in quella che potrebbe essere chiamata la sfera 'spirituale' nel secolo scorso, più o meno, è stato un ritorno alle forme precristiane di religione".

"Il terzo motivo, all'origine di un disincanto piuttosto diffuso nei riguardi della religione istituzionale, deriva da una crescente ossessione nella cultura occidentale per le religioni orientali e le vie di saggezza. (…) La convinzione crescente che esista una certa verità di fondo, un nocciolo di verità nel cuore di ogni esperienza religiosa ha portato all'idea che si possano e si debbano cogliere gli elementi caratteristici delle diverse religioni per arrivare ad una forma universale di religione".

Il Cardinale ha ribadito quanto affermato nel Primo Capitolo del Documento: "Il documento guida coloro che sono impegnati nella pastorale nella loro comprensione e risposta alla spiritualità 'New Age', sia illustrando i punti nei quali questa spiritualità contrasta con la fede cattolica sia rifiutando le posizioni esposte dai pensatori 'New Age', in opposizione alla fede cristiana".

Successivamente il Cardinale ha sottolineato un altro punto del Primo Capitolo nel quale si afferma: "L'inizio del terzo millennio non occorre soltanto duemila anni dopo la nascita di Gesù, ma anche in un momento in cui gli astrologi credono che l'Età dei Pesci, loro nota come era cristiana, volga al termine. Il movimento 'New Age' prende il nome dall'imminente Età astrologica dell'Acquario. Il 'New Age' è una delle numerose spiegazioni del significato di questo momento storico che bombardano la cultura contemporanea (in particolare quella occidentale) ed è difficile individuare con chiarezza quanto sia coerente o meno con il messaggio cristiano".

L'Arcivescovo Fitzgerald, spiegando che il Pontificio Consiglio per il Dialogo Interreligioso si è interessato al fenomeno 'New Age' per due ragioni, una ragione storica e un'altra di competenza, ha detto: "Lo studio delle forme alternative di religiosità è stato condiviso da diversi dicasteri, tra i quali il nostro Consiglio. Questa collaborazione, da cui è nato il documento sulle 'Sette o Nuovi Movimenti Religiosi' del 1986, è continuata".

"Il documento presentato oggi" - ha proseguito l'Arcivescovo Fitzgerald - "riconosce nelle persone che sono influenzate dal 'New Age' un vero 'senso religioso'. È bene però fare una distinzione quando si parla di dialogo. Una forma di dialogo è quello che si fa con gli aderenti a religioni costituite e comprende l'incontro e la comprensione reciproca, la collaborazione per la pace e lo sviluppo, lo scambio sui valori spirituali comuni. Un'altra forma consiste nell'accompagnare l'individuo nella sua ricerca".

Successivamente l'Arcivescovo Fitzgerald ha dedicato le sue osservazioni al contenuto del Documento che si compone di una Premessa e nove Capitoli: 1. Che tipo di riflessione?; 2. La spiritualità New Age: una panoramica; 3. New Age e spiritualità cristiana; 4. Il New Age e la fede cristiana a confronto; 5. Gesù Cristo ci offre l'acqua della vita; 6. Punti da notare; 7. Appendice; 8. Risorse; 9. Bibliografia generale.
OP/NEW AGE/POUPARD:FITZGERALD VIS 20030203 (860)

SINODO CHIESA GRECO-CATTOLICA UCRAINA IN UDIENZA DAL PAPA


CITTA' DEL VATICANO, 3 FEB. 2003 (VIS). Questa mattina il Santo Padre Giovanni Paolo II nel ricevere i Membri del Sinodo permanente della Chiesa Greco-Cattolica Ucraina, con il Cardinale Lubomyr Husar, Arcivescovo Maggiore, ha affermato che questo Incontro "offre la felice opportunità di riaffermare la vostra comunione con il Successore di Pietro".

Il Santo Padre ha detto che: "La Chiesa Greco-Cattolica Ucraina, rinata dopo i tragici eventi del secolo scorso, prosegue il suo cammino di ricostruzione nella consapevolezza della sua grande eredità spirituale, della feconda testimonianza dei suoi martiri e della necessità di mantenere a tutti i livelli un atteggiamento di dialogo, di collaborazione, di comunione".

Il Papa ha proseguito il suo discorso incoraggiando i Membri del Sinodo a proseguire su questo cammino, ricordando, in particolare, gli incontri con i Fratelli Vescovi di rito latino che hanno permesso "di considerare (…) le questioni pastorali che interessano ambedue le comunità. Anch'essi sono applicazione pratica di quella comunione effettiva e affettiva che deve guidare i Pastori del gregge di Cristo".

"Tale comunione" - ha affermato il Santo Padre - "è tanto più necessaria se si riflette sulle sfide che la situazione odierna vi pone di fronte: dai bisogni spirituali di larghe fasce della popolazione, ai gravi dilemmi dell'emigrazione; dai disagi dei meno fortunati alle difficoltà familiari; dall'esigenza di un dialogo ecumenico al desiderio di una maggiore integrazione nel contesto europeo".
AC/CHIESA GRECO-CATTOLICA UCRAINA/… VIS 20030203 (240)

PREGHIERA PER LE VITTIME ESPLOSIONE NAVICELLA SPAZIALE


CITTA' DEL VATICANO, 2 FEB. 2003 (VIS). Al termine della recita dell'Angelus, il Santo Padre Giovanni Paolo II, rivolgendosi ai fedeli convenuti in Piazza San Pietro, ha parlato dell'esplosione della navicella spaziale statunitense "Columbia", della crisi in Costa d'Avorio, ed infine ha rivolto parole di saluto a tutti coloro che ieri hanno celebrato il capodanno lunare.

"Viva emozione ha suscitato in tutti la dolorosa notizia della tragica esplosione della navicella spaziale statunitense 'Columbia', al suo rientro nell'atmosfera." - ha detto il Santo Padre - "Invito tutti a pregare per le vittime dell'incidente, perite nell'adempimento di una missione scientifica internazionale. In questo momento di dura prova, sono spiritualmente vicino ai familiari, ai quali assicuro il mio ricordo nella preghiera".

Successivamente, riferendosi alla crisi in Costa d'Avorio, il Papa ha detto: "Ancora una volta il mio pensiero va alla Costa d'Avorio, provata da una grave crisi che dilania quelle popolazioni. Preghiamo perché sulle divisioni e le rivendicazioni prevalgano gli sforzi di quanti hanno a cuore l'unità del Paese ed il rispetto della legalità. I fedeli cattolici, in particolare, guidati dai loro Pastori, sappiano adoperarsi affinché il dialogo ed il rispetto delle persone e dei loro beni siano praticati e promossi da tutti".

Infine il Santo Padre ha ricordato che: "Ieri, primo giorno di febbraio, ricorreva il capodanno lunare per numerosi milioni di persone - soprattutto Cinesi, Vietnamiti e Coreani -, che vivono questo giorno di festa nell'intimità familiare. (…) Il nuovo anno sia un periodo di pace, fondata su 'quattro precise esigenze dell'animo umano: la verità, la giustizia, l'amore e la libertà'".
ANG/COLOMBIA:COSTA D'AVORIO/… VIS 20030203 (270)

1° INCONTRO EUROPEO DIRETTORI NAZIONALI PASTORALE STRADA


CITTA' DEL VATICANO, 3 FEB. 2003 (VIS). Ha inizio questa mattina in Vaticano il Primo Incontro Europeo dei Direttori Nazionali per la Pastorale della Strada, per iniziativa del Pontificio Consiglio della Pastorale per i Migranti e gli Itineranti, sotto la presidenza dell'Arcivescovo Stephen Fumio Hamao, Presidente del medesimo Pontificio Consiglio e dell'Arcivescovo Agostino Marchetto, Segretario.

All'incontro, che si svolgerà a Palazzo San Calisto, sede del Pontificio Consiglio, parteciperanno quattro Vescovi e alcuni Direttori Nazionali e Delegati in rappresentanza di undici Nazioni europee: Albania, Belgio, Bosnia ed Erzegovina, Repubblica Ceca, Croazia, Francia, Italia, Romania, Slovacchia, Spagna ed Ucraina.
CON-SM/PASTORALE STRADA/HAMAO VIS 20030203 (110)

DOTTORATO "HONORIS CAUSA" CONFERITO CARDINALE KASPER


CITTA' DEL VATICANO, 3 FEB. 2003 (VIS). Oggi il Cardinale Walter Kasper, Presidente del Pontificio Consiglio per l'Unità dei Cristiani, riceverà un dottorato "honoris causa" in teologia dall'Università Cattolica di Lovanio (Belgio).

In un Comunicato del Pontificio Consiglio per l'Unità dei Cristiani, reso pubblico oggi, si legge che: "La motivazione del dottorato - come indica il Rettore dell'Università - si riferisce a vari aspetti della ricerca teologica e degli scritti del Cardinale Kasper, e loda 'uno sviluppo teologico che affronta le questioni della verità sulla base di una genuina apertura allo spirito dei tempi".

Il Cardinale Kasper pronuncerà l'omelia durante una celebrazione liturgica nella Chiesa di San Pietro, presieduta dal Cardinale Godfried Danneels, Arcivescovo di Malines-Bruxelles e Gran Cancelliere dell'Università.
CON-UC/DOTTORATO:KASPER/BELGIO VIS 20030203 (130)

UDIENZE

CITTA' DEL VATICANO, 3 FEB. 2003 (VIS). Il Santo Padre ha ricevuto oggi in udienze separate:

- Sei Presuli della Conferenza Episcopale del Brasile (Regione Centro Ovest e Nord II), in Visita "ad Limina Apostolorum":

- Il Vescovo Roberto Gomes Guimarães, di Campos.

- Il Vescovo Eugène Lambert Adrian Rixen, di Goiás.

- Il Vescovo Pedro José Conti, di Santíssima Conceição do Araguaia.

- Il Vescovo Luigi Ferrando, di Bragança do Pará.

- Il Vescovo Geraldo Vieira Gusmão, di Porto Nacional.

- Il Vescovo João Wilk, O.F.M.Conv., di Formosa.

Sabato 1° febbraio, il Santo Padre ha ricevuto in udienze separate:

- Quattro Presuli della Conferenza Episcopale del Brasile (Regioni Centro Ovest e Nord II), in Visita "ad Limina Apostolorum":

- Il Vescovo João Risatti, P.I.M.E., di Macapá.

- Il Vescovo Agostinho Stefn Januszewicz, O.F.M., di Luziânia.

- Il Vescovo José Foralosso, S.D.B., di Marabá.

- Il Vescovo João José Burke, O.F.M., di Miracema do Tocantins.
AL/…/… VIS 20030203 (160)

DELEGAZIONE PATRIARCATO ORTODOSSO SERBIA IN VISITA A ROMA


CITTA' DEL VATICANO, 3 FEB. 2003 (VIS). Una Delegazione del Santo Sinodo del Patriarcato Ortodosso di Serbia è a Roma per una visita alla Santa Sede, dal 3 all'8 febbraio. La Delegazione è composta da Sua Eminenza Amfilohije, Metropolita di Crna Gora e Primorje; Sua Eccellenza Irinej, Vecovo di Backa; Sua Eccellenza Lavrentije, Vescovo di Sabac-Valjevo; Sacerdote Dr. Vladan Perisic, Decano della Facoltà di Teologia; Archimandrita Andrej Cilerdzic, Segretario del Santo Sinodo del Patriarcato Ortodosso di Belgrado. I Rappresentanti sono ricevuti come ospiti della Santa Sede presso la "Domus Sanctae Marthae".

I Membri della Delegazione avranno estese conversazioni con i responsabili del Pontificio Consiglio per la Promozione dell'Unità dei Cristiani, con il Segretario per i Rapporti con gli Stati della Segreteria di Stato, e gli officiali di altri dicasteri della Curia Romana. Sono in programma incontri con il Vice Presidente della Pontificia Accademia della Vita, con i Rettori della Pontificia Università Gregoriana e del Pontificio Ateneo Salesiano e con il Direttore dei Programmi della Radio Vaticana. I Rappresentanti saranno ricevuti in udienza privata dal Santo Padre Giovanni Paolo II giovedì 6 febbraio.

Secondo quanto annunciato da un Comunicato pubblicato dal Pontificio Consiglio per la Promozione dell'Unità dei Cristiani, il 4 febbraio, il Cardinale Kasper offrirà una cena di benvenuto alla quale parteciperanno alcuni Cardinali e Officiali della Santa Sede, fra i quali l'Arcivescovo Leonardo Sandri, Sostituto per gli Affari Generali della Segreteria di Stato e il Prefetto della Congregazione per le Chiese Orientali.

La visita si inaugurerà con una preghiera nella Patriarcale Basilica Vaticana. Nei giorni successivi la Delegazione sarà ricevuta dal Cardinale Jorge María Mejía, Archivista Bibliotecario di Santa Romana Chiesa. Il programma prevede, inoltre, visite alle Basiliche di San Giovanni in Laterano, Santa Maria Maggiore e San Clemente, l'Aventino, il Colosseo e l'Abbazia delle Tre Fontane. Infine i Membri della Delegazione assisteranno ai Vespri nella Basilica di Santa Maria in Trastevere. Venerdì 7 febbraio la Delegazione sarà associata alla celebrazione liturgica presieduta dal Cardinale Giovanni Battista Re, Prefetto della Congregazione per i Vescovi, nella Basilica di San Paolo fuori le Mura in occasione del 35° anniversario di fondazione della Comunità di Sant'Egidio.
CON-UC/PATRIARCATO ORTODOSSO SERBIA/KASPER VIS 20030203 (370)

venerdì 31 gennaio 2003

COMMISSIONE CONGIUTA PER IL DIALOGO TEOLOGICO


CITTA' DEL VATICANO, 31 GEN. 2003 (VIS). Nella tarda mattinata di oggi è stato reso pubblico un Comunicato nel quale si legge che: "I Rappresentanti della Chiesa Cattolica e delle Chiese Ortodosse d'Oriente, delegati dalle rispettive Chiese, hanno partecipato ad un Incontro svoltosi dal 27 al 29 gennaio, in qualità di Membri del Comitato Preparatorio della Commissione Congiunta Internazionale per il Dialogo fra Chiesa Cattolica e Chiese Ortodosse d'Oriente, sotto la presidenza del Cardinale Walter Kasper, Presidente del Pontificio Consiglio per la Promozione dell'Unità dei Cristiani e del Metropolita Amba Bishoy di Damiette, Segretario Generale del Santo Sinodo della Chiesa Ortodossa Copta".

"L'Incontro ha avuto luogo a Roma, Italia, presso gli uffici del Pontificio Consiglio per la Promozione dell'Unità dei Cristiani, in risposta ad una Lettera del Cardinale Kasper, datata 10 settembre 2002, indirizzata a tutti i Capi delle Chiese Ortodosse d'Oriente, invitati ad impegnarsi in un dialogo ufficiale con la Chiesa Cattolica. Le Chiese Ortodosse d'Oriente sono: Patriarcato Copto Ortodosso d'Egitto, Patriarcato Siro Ortodosso d'Antiochia, Chiesa Apostolica Armena (Catholicossato di Tutti gli Armeni), Chiesa Apostolica Armena (Catholicossato di Cilicia), Chiesa Ortodossa d'Etiopia, Chiesa Ortodossa Sira del Malankar e Chiesa Ortodossa d'Eritrea".

Nel suo discorso d'apertura, il Cardinale Kasper, ha accolto i partecipanti con queste parole: "Apprezzo grandemente la vostra disponibilità a prendere parte a questo Incontro, che speriamo possa essere un nuovo e promettente passo del nostro viaggio verso la piena comunione" e riferendosi al lavoro svolto in passato, ha affermato: "Questo Incontro non è il primo, né sarà l'ultimo lungo il cammino della nostra avventura ecumenica. Sono stati compiuti progressi notevoli negli anni precedenti, ed ancora molto rimane da fare negli anni futuri".

"Il Comitato preparatorio ha fissato ufficialmente regole relative alla scelta dei Membri della Commissione Congiunta Internazionale per il Dialogo Teologico fra la Chiesa Cattolica e le Chiese Ortodosse d'Oriente ed ha preparato il piano di lavoro, i programmi e le procedure, le metodologie e l'agenda della Commissione Congiunta. Il primo Incontro della Commissione Congiunta è fissato per la fine di gennaio 2004".
CON-UC/DIALOGO COMMISSIONE CONGIUNTA/KASPER VIS 20030131 (340)

INTENZIONI DI PREGHIERA DEL PAPA PER IL MESE DI FEBBRAIO


CITTA' DEL VATICANO, 31 GEN. 2003 (VIS). L'intenzione Generale per l'Apostolato della Preghiera del Santo Padre Giovanni Paolo II per il mese di febbraio è la seguente: "Per ogni cristiano, perché, prendendo consapevolezza della preoccupante condizione dei popoli che ancora soffrono la fame e la sete, sia mosso a una maggiore solidarietà verso i fratelli".

L'intenzione Missionaria è la seguente: "Per la Chiesa in Malesia, Singapore e Brunei perché, rimanendo aperta al dialogo con i seguaci delle altre religioni, non venga meno alla propria impegnativa missione evangelizzatrice".
GPII-INTENZIONI PREGHIERA/FEBBRAIO/… VIS 20030131 (100)

ALTRI ATTI PONTIFICI


CITTA' DEL VATICANO, 31 GEN. 2003 (VIS). Il Santo Padre:

- Ha nominato l'Arcivescovo Antonio Ciliberti, finora Arcivescovo di Matera-Irsina (Italia), Arcivescovo Metropolita di Catanzaro-Squillace (superficie: 1.604; popolazione: 249.426; cattolici: 245.313; sacerdoti: 195; religiosi: 290; diaconi permanenti: 19), Italia. L'Arcivescovo Ciliberti succede all'Arcivescovo Antonio Cantisani, del quale il Santo Padre ha accettato la rinuncia al governo pastorale della medesima Arcidiocesi presentata per raggiunti limiti d'età.
NER:RE/…/CILIBERTI:CANTISANI VIS 20030131 (70)

UDIENZE

CITTA' DEL VATICANO, 31 GEN. 2003 (VIS). Questa mattina il Santo Padre ha ricevuto in udienze separate:

- Il Signor Rafic Hariri, Presidente del Consiglio dei Ministri del Libano, con la Consorte e Seguito.

- Cinque Presuli della Conferenza Episcopale del Brasile (Regioni Centro Ovest e Nord II), in Visita "ad Limina Apostolorum":

- L'Arcivescovo Maurilo Sebastião Ramos Krieger, S.C.I., di Florianópolis.

- L'Arcivescovo Alberto Taveira Corrêa, di Palmas.

- Il Vescovo Jayme Henrique Chemello, di Pelotas.

- Il Vescovo Lino Vomboemmel, O.F.M., di Santarém.

- Il Vescovo Aloísio Hilário de Pinho, F.D.P., di Jataí.

- Il Cardinale Michele Giordano, Arcivescovo di Napoli (Italia) e Seguito.

- Il Cardinale Giovanni Battista Re, Prefetto della Congregazione per i Vescovi.
AP:AL/…/… VIS 20030131 (110)

giovedì 30 gennaio 2003

ALTRI ATTI PONTIFICI


CITTA' DEL VATICANO, 30 GEN. 2003 (VIS). Il Santo Padre ha accettato la rinuncia al governo pastorale della Diocesi di Colorado Springs (Stati Uniti d'America), presentata dal Vescovo Richard Charles Hanifen, in conformità al canone 402, paragrafo 2, del Codice di Diritto Canonico. Gli succede il Vescovo Michael John Sheridan, finora Vescovo Coadiutore della medesima sede.
RE:NER/…/HANIFEN:SHERIDAN VIS 20030130 (60)

UDIENZE

CITTA' DEL VATICANO, 30 GEN. 2003 (VIS). Questa mattina il Santo Padre ha ricevuto in udienze separate:

- Monsignor Raffaello Funghini, Decano del Tribunale della Rota Romana, accompagnato dai Prelati Uditori.

- Cinque Presuli della Conferenza Episcopale del Brasile (Regioni Centro Ovest e Nord II), in Visita "ad Limina Apostolorum":

- Il Cardinale José Freire Falcão, Arcivescovo di Brasília, con gli Ausiliari Vescovo Raimundo Damasceno Assis, Vescovo Jesus Rocha e Vescovo João Evangelista Martins Terra, S.I.

- L'Arcivescovo Washington Cruz, C.P., di Goiânia.
AP:AL/…/… VIS 20030130 (80)

ROTA ROMANA: MAI DIMENTICARE SACRAMENTALITÀ MATRIMONIO


CITTA' DEL VATICANO, 30 GEN. 2003 (VIS). Al termine della Santa Messa celebrata nella Cappella Paolina in Vaticano, in occasione dell'inaugurazione dell'Anno Giudiziario del Tribunale della Rota Romana, il Decano, i Prelati Uditori, i Promotori di Giustizia, i Difensori del Vincolo, gli Officiali e gli Avvocati sono stati ricevuti in udienza dal Santo Padre che ha rivolto loro un discorso, in qualità di "giudice supremo in tutto l'orbe cattolico" come recita il Canone 1442 del Codice di Diritto Canonico.

Nel suo discorso alla Rota Romana, il Santo Padre Giovanni Paolo II ha ricordato che le richieste di annullamento di matrimonio comprendono la maggioranza dei casi presentati al Tribunale e, riferendosi alle parole pronunciate da Monsignor Raffaele Funghini, Decano del Tribunale della Rota Romana, il Papa ha sottolineato "la profonda crisi che attualmente investe il matrimonio e la famiglia".

Attualmente sembra esserci un "offuscamento", ha affermato il Papa, "tra i contraenti di ciò che comporta, nella celebrazione del matrimonio cristiano, la sacramentalità del medesimo, oggi assai frequentemente disattesa nel suo intimo significato, nel suo intrinseco valore soprannaturale". Il Papa ha voluto anche richiamare l'attenzione sul "peculiare rapporto che il matrimonio dei battezzati ha con il mistero di Dio, un rapporto che (…) assume la dignità di 'sacramento'".

Il Santo Padre ha inoltre ribadito che "Il nesso tra la secolarizzazione e la crisi del matrimonio e della famiglia è fin troppo evidente", come evidente è "la crisi sul senso di Dio e sul senso del bene e del male morale" che porta all'offuscamento. Occorre, ha sottolineato ancora il Santo Padre "riscoprire la dimensione trascendente che è intrinseca alla verità piena sul matrimonio e sulla famiglia, superando ogni dicotomia tendente a separare gli aspetti profani da quelli religiosi, quasi che esistessero due matrimoni: uno profano ed un altro sacro. (…) Perciò, la trascendenza è insita nell'essere stesso del matrimonio, già dal principio", dalla creazione dell'uomo "a immagine e somiglianza di Dio".

"Purtroppo," - ha lamentato il Pontefice - "per effetto del peccato originale, ciò che è naturale nel rapporto tra l'uomo e la donna rischia di essere vissuto in modo non conforme al piano e alla volontà di Dio e l'allontanamento da Dio implica di per sé una proporzionale disumanizzazione di tutte le relazioni familiari". Tuttavia, ha affermato il Santo Padre, Gesù ha redento l'umanità e mediante la redenzione "l'unione tra l'uomo e la donna (…) viene realmente inserita nello stesso mistero dell'alleanza di Cristo con la Chiesa. (…) L'intrinseco nesso tra il matrimonio (…) e l'unione del Verbo incarnato con la Chiesa si mostra in tutta la sua efficacia salvifica mediante il concetto di sacramento". Il Papa ha quindi sottolineato che: "L'umano e il divino s'intrecciano in modo mirabile".

"L'odierna mentalità, altamente secolarizzata" - ha detto ancora il Papa - "tende ad affermare i valori umani dell'istituto familiare staccandoli dai valori religiosi e proclamandoli del tutto autonomi da Dio". Il Papa ha ribadito che la domanda posta fin troppo spesso oggigiorno - "Perché si deve essere sempre fedeli all'altro coniuge? (…) si trasforma in dubbio esistenziale nelle situazioni critiche". Affermando che le difficoltà coniugali "possono essere di varia indole, ma tutte sfociano alla fine in un problema di amore", il Santo Padre ha detto: "Perciò, il precedente interrogativo si può riformulare così: perché bisogna sempre amare l'altro, anche quando tanti motivi, apparentemente giustificativi, indurrebbero a lasciarlo?".

Molte buone risposte si possono dare a questa domanda, ha detto il Papa, ma se i coniugi ricordano che il matrimonio è "dono reciproco" dato da Dio, allora essi devono ricordarsi di ricorrere Dio nelle difficoltà e riconoscere che "Dio è fedele!", per cui "anche nei casi più duri, è quindi a Dio che bisogna ricorrere, nella certezza di riceverne l'aiuto".

Il Santo Padre ha ricordato ai presenti che "La considerazione della sacramentalità mette in risalto la trascendenza della vostra funzione. (…) Il senso religioso deve pertanto permeare tutto il vostro lavoro. (…) Non c'è spazio nella Chiesa per una visione meramente immanente e profana del matrimonio, semplicemente perché tale visione non è teologicamente e giuridicamente vera".

Il Papa ha quindi esortato i presenti a "prendere molto sul serio l'obbligo formalmente imposto al giudice dal canone 1676, di favorire e cercare attivamente la possibile convalidazione del matrimonio e la riconciliazione. (…) Occorre creare una sinergia che coinvolga tutti nella Chiesa: i Pastori d'anime, i giuristi, gli esperti nelle scienze psicologiche e psichiatriche, gli altri fedeli".

A conclusione del suo discorso il Papa ha rivolto l'attenzione ad "alcuni equivoci, sia in sede di ammissione alle nozze che di giudizio sulla loro validità" ed in merito ha affermato: "La Chiesa non rifiuta la celebrazione delle nozze a chi è 'bene dispositus', anche se imperfettamente preparato dal punto di vista soprannaturale, purché abbia la retta intenzione di sposarsi seconda la realtà naturale della coniugalità".

Ribadendo che il matrimonio è una realtà sia sacramentale che naturale, il Papa ha detto che: "Questa verità non deve essere dimenticata al momento di delimitare l'esclusione della sacramentalità e l'errore determinante circa la dignità sacramentale come eventuali capi di nullità. Per le due figure è decisivo tener presente che un atteggiamento dei nubendi che non tenga conto della dimensione soprannaturale nel matrimonio, può renderlo nullo solo se ne intacca la validità sul piano naturale nel quale è posto lo stesso segno sacramentale".
AC/ROTA ROMANA:MATRIMONIO/… VIS 20030130 (900)
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