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Il Vatican Information Service (VIS), istituito nell'ambito della Sala Stampa della Santa Sede, è un bollettino telematico che diffonde notizie relative all'attività magistrale e pastorale del Santo Padre e della Curia Romana...

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giovedì 14 novembre 2002

VISITA GIOVANNI PAOLO II AL PARLAMENTO ITALIANO


CITTA' DEL VATICANO, 14 NOV. 2002 (VIS). Il Santo Padre Giovanni Paolo II, primo Romano Pontefice nella storia, si è recato, questa mattina, in visita al Parlamento Italiano in seduta pubblica comune. Nel corso del suo Pontificato, il Papa ha pronunciato discorsi davanti al Parlamento della Repubblica di San Marino, al Parlamento di Canberra, capitale dell'Australia e al Parlamento di Varsavia, nella natia Polonia.

  Lo Stato della Città del Vaticano ha coniato, per l'occasione, una medaglia commemorativa che sarà donata ai parlamentari italiani, e il Ministero delle Poste e Telecomunicazioni Italiano ha emesso una cartolina postale commemorativa, illustrante il Santo Padre Giovanni Paolo II nell'Aula di Montecitorio.

  Il Santo Padre è partito in autovettura dal Vaticano alle 10:45, accompagnato dal Cardinale Angelo Sodano, Segretario di Stato, dall'Arcivescovo Leonardo Sandri, Sostituto per gli Affari Generali, dall'Arcivescovo Jean-Louis Tauran, Segretario per i Rapporti con gli Stati, dal Vescovo James M. Harvey, Prefetto della Casa Pontificia e dal Vescovo Stanislaw Dziwisz, Prefetto aggiunto della Casa Pontificia. Il corteo papale ha percorso le vie del centro storico di Roma e dopo dieci minuti il Santo Padre Giovanni Paolo II è giunto al Palazzo di Montecitorio, sede della Camera dei Deputati.

  All'ingresso del Palazzo di Montecitorio, il Santo Padre è stato accolto dai Presidenti e dai Segretari di Camera e Senato ed ha ricevuto gli onori del Picchetto Interforze.  Il Presidente della Repubblica S.E. Carlo Azeglio Ciampi e il Presidente del Consiglio dei Ministri On. Silvio Berlusconi hanno atteso il Santo Padre all'inizio del Transatlantico prima dell'ingresso nell'Aula di Montecitorio, dove il Papa ha preso posto al Banco della Presidenza. La Banda dei Carabinieri, posizionata nella Tribuna di fronte al Banco della Presidenza, ha eseguito l'Inno Pontificio e l'Inno Italiano, che tutti hanno ascoltato in piedi. Successivamente l'On. Pier Ferdinando Casini e il Sen. Marcello Pera hanno pronunciato un breve discorso di saluto.

  Il Santo Padre Giovanni Paolo II ha iniziato il suo discorso al Parlamento Italiano con queste parole: "Mi sento profondamente onorato per la solenne accoglienza che mi viene oggi tributata in questa sede prestigiosa, nella quale l'intero popolo italiano è da voi degnamente rappresentato".

  "Davvero 'profondo è il legame esistente fra la Santa Sede e l'Italia!'" - ha esclamato il Pontefice. "Ben sappiamo che esso è passato attraverso fasi e vicende tra loro assai diverse, non sfuggendo alle vicissitudini e alle contraddizioni della storia. Ma dobbiamo al tempo stesso riconoscere che, proprio nel susseguirsi a volte tumultuoso degli eventi, esso ha suscitato 'impulsi altamente positivi' sia per la Chiesa di Roma, e quindi per la Chiesa Cattolica, sia per la diletta Nazione italiana".

  Successivamente, riferendosi alla storia dei secoli trascorsi, il Papa ha affermato: "Potremmo dire che l'identità sociale e culturale dell'Italia e la missione di civiltà che essa ha adempiuto ed adempie in Europa e nel mondo 'ben difficilmente si potrebbero comprendere al di fuori di quella linfa vitale che è costituita dal cristianesimo'".

  Il Santo Padre ha invitato i: "Rappresentanti di questa Nazione, e con voi tutto il popolo italiano, a nutrire una convinta e meditata fiducia nel patrimonio di virtù e di valori trasmesso dagli avi. E' sulla base di una simile fiducia che si possono affrontare con lucidità i problemi, pur complessi e difficili, del momento presente, e spingere anzi audacemente lo sguardo verso il futuro, interrogandosi sul contributo che l'Italia può dare agli sviluppi della civiltà umana".
 
  Il Papa ha quindi affermato: "Seguendo con attenzione amica il cammino di questa grande Nazione, sono indotto inoltre a ritenere che, per meglio esprimere le sue doti caratteristiche, essa abbia bisogno di 'incrementare la sua solidarietà e coesione interna'.". (…) La solidarietà "ha profonde radici nell'animo e nei costumi del popolo italiano e attualmente si esprime, tra l'altro, in 'numerose e benemerite forme di volontariato'".

  "Voi stessi" - ha detto il Pontefice rivolgendosi ai deputati e ai senatori - "come responsabili politici e rappresentanti delle Istituzioni, potete dare su questo terreno un esempio particolarmente importante ed efficace, tanto più significativo quanto più la dialettica dei rapporti politici spinge invece ad evidenziare i contrasti".

  Giovanni Paolo II ha ribadito che: "Le sfide che stanno davanti ad uno Stato democratico esigono da tutti gli uomini e le donne di buona volontà, indipendentemente dall'opzione politica di ciascuno, 'una cooperazione solidale e generosa all'edificazione del bene comune della Nazione'. Tale cooperazione, peraltro, non può prescindere dal riferimento ai 'fondamentali valori etici iscritti nella natura stessa dell'essere umano'. (…) Infatti, se non esiste nessuna verità ultima che guidi e orienti l'azione politica, (…) 'le idee e le convinzioni possono essere facilmente strumentalizzate per fini di potere. Una democrazia senza valori si converte facilmente in un totalitarismo aperto oppure subdolo, come dimostra la storia'"

  "Non posso sottacere, in una così solenne circostanza" - ha sottolineato il Pontefice -
"un'altra grave minaccia che pesa sul futuro di questo Paese, condizionando già oggi la sua vita e le sue possibilità di sviluppo. Mi riferisco alla 'crisi delle nascite', al declino demografico e all'invecchiamento della popolazione. La cruda evidenza delle cifre costringe a prendere atto dei problemi umani, sociali ed economici che questa crisi inevitabilmente porrà all'Italia nei prossimi decenni"

  "L'azione pastorale 'a favore della famiglia e dell'accoglienza della vita', e più in generale di un'esistenza aperta alla logica del dono di sé, sono il contributo che la Chiesa offre alla costruzione di una mentalità e di una cultura all'interno delle quali questa inversione di tendenza diventi possibile. Ma sono grandi anche gli spazi per un'iniziativa politica che, mantenendo fermo il riconoscimento dei diritti della famiglia come società naturale fondata sul matrimonio, (…), renda socialmente ed economicamente meno onerose la generazione e l'educazione dei figli".

  Riferendosi alla formazione ed educazione degli individui, il Santo Padre Giovanni Paolo II ha affermato: "In un tempo di cambiamenti spesso radicali, nel quale sembrano diventare irrilevanti le esperienze del passato, aumenta la necessità di 'una solida formazione della persona'. Anche questo, illustri Rappresentanti del popolo italiano, è un campo nel quale è richiesta la più ampia collaborazione, affinché 'le responsabilità primarie dei genitori' trovino adeguati sostegni".

  "E' chiaro, peraltro, all'occhio del saggio" - ha continuato il Santo Padre - "che l'uomo conta come uomo per 'ciò che è' più che per 'ciò che ha'. Il valore umano della persona è in diretta ed essenziale relazione con l''essere', non con l''avere'. Proprio per questo una Nazione sollecita del proprio futuro favorisce 'lo sviluppo della scuola in un sano clima di libertà', e non lesina gli sforzi per migliorarne la qualità"

  "Il carattere realmente umanistico di un corpo sociale" - ha sottolineato il Santo Padre - "si manifesta particolarmente nell'attenzione che esso riesce ad esprimere verso le sue membra più deboli'. Guardando al cammino percorso dall'Italia in questi quasi sessant'anni dalle rovine della seconda guerra mondiale, non si possono non ammirare gli ingenti progressi compiuti verso una società nella quale siano assicurate a tutti accettabili condizioni di vita. Ma è altrettanto inevitabile riconoscere la 'tuttora grave crisi dell'occupazione' soprattutto giovanile e le molte povertà, miserie ed emarginazioni, antiche e nuove, che affliggono numerose persone e famiglie italiane o immigrate in questo Paese. E' grande, quindi, il bisogno di una solidarietà spontanea e capillare, alla quale la Chiesa è con ogni impegno protesa a dare di cuore il proprio contributo".

  "Tale solidarietà" - ha detto ancora il Pontefice - "tuttavia, non può non contare soprattutto sulla costante sollecitudine delle pubbliche Istituzioni. In questa prospettiva, e senza compromettere la necessaria tutela della sicurezza dei cittadini, merita attenzione la situazione delle carceri, nelle quali i detenuti vivono spesso in condizioni di penoso sovraffollamento. Un segno di clemenza verso di loro mediante una riduzione della pena costituirebbe una chiara manifestazione di sensibilità, che non mancherebbe di stimolarne l'impegno di personale ricupero in vista di un positivo reinserimento nella società".

  "Un'Italia fiduciosa di sé e internamente coesa costituisce una grande ricchezza per le altre Nazioni d'Europa e del mondo" - ha affermato il Santo Padre - "Desidero condividere con voi questa convinzione nel momento in cui si stanno definendo i profili istituzionali dell'Unione Europea e sembra ormai alle porte il suo allargamento a molti Paesi dell'Europa centro-orientale, quasi a suggellare il superamento di una innaturale divisione".

  In merito all'allargamento dell'Europa, il Santo Padre ha detto: "E' quindi necessario stare in guardia da una visione del Continente che ne consideri soltanto gli aspetti economici e politici o che indulga in modo acritico a modelli di vita ispirati ad un consumismo indifferente ai valori dello spirito. Se si vuole dare durevole stabilità alla nuova unità europea, è necessario impegnarsi perché essa poggi su quei fondamenti etici che ne furono un tempo alla base, facendo al tempo stesso spazio alla ricchezza e alla diversità delle culture e delle tradizioni che caratterizzano le singole nazioni".

  "Il nuovo secolo da poco iniziato porta con sé un crescente bisogno di concordia, di solidarietà e di pace tra le Nazioni" - ha ribadito il Papa - "Purtroppo le speranze di pace sono brutalmente contraddette dall'inasprirsi di cronici conflitti, a cominciare da quello che insanguina la Terra Santa. A ciò s'aggiunge il terrorismo internazionale con la nuova e terribile dimensione che ha assunto, chiamando in causa in maniera totalmente distorta anche le grandi religioni. Proprio in una tale situazione le religioni sono invece stimolate a far emergere tutto il loro potenziale di pace, orientando e quasi 'convertendo' verso la reciproca comprensione le culture e le civiltà che da esse traggono ispirazione".

  Il Pontefice ha detto infine: "Per questa grande impresa, dai cui esiti dipenderanno nei prossimi decenni le sorti del genere umano, il cristianesimo ha un'attitudine e una responsabilità del tutto peculiari: annunciando il Dio dell'amore, esso si propone come la religione del reciproco rispetto, del perdono e della riconciliazione. L'Italia e le altre Nazioni che hanno la loro matrice storica nella fede cristiana sono quasi intrinsecamente preparate ad aprire all'umanità nuovi cammini di pace, non ignorando la pericolosità delle minacce attuali, ma nemmeno lasciandosi imprigionare da una logica di scontro che sarebbe senza soluzioni".

  Al termine del Discorso, il Presidente della Camera ha fatto dono al Santo Padre del campanello d'argento con cui ha dato inizio alla Seduta pubblica comune del Parlamento Italiano. Nell'Aula dei Ministri il Santo Padre ha salutato le più alte cariche dello Stato, quindi, davanti al Palazzo di Montecitorio ha salutato la folla presente sulla Piazza ed infine è rientrato in Vaticano poco dopo le 13:00.
GPII-DISCORSO PARLAMENTO ITALIANO/…/…             VIS 20021114 (1710)

mercoledì 13 novembre 2002

TELEGRAMMA E DICHIARAZIONE SEQUESTRO VESCOVO IN COLOMBIA


CITTA' DEL VATICANO, 13 NOV. 2002 (VIS). Ieri sera è stato reso pubblico il testo di un telegramma del Santo Padre, a firma del Segretario di Stato Cardinale Angelo Sodano, inviato al Cardinale Pedro Rubiano Sáenz, Arcivescovo di Bogotà (Colombia), e Presidente della Conferenza Episcopale di Colombia, per il sequestro, l'11 novembre in Colombia, del Vescovo Jorge Enrique Jiménez Carvajal, Vescovo di Zapaquirá e Presidente del Consiglio Episcopale Latinoamericano (C.E.L.A.M.) e del Sacerdote Desiderio Orjuela.

Il Santo Padre, si legge nel telegramma, "desidera far arrivare ai Vescovi colombiani la sua profonda partecipazione al dolore che questo avvenimento ha prodotto, insieme con un ardente messaggio di incoraggiamento a tutti i pastori e ministri della Chiesa, affinché proseguano con generosità il loro servizio al Vangelo e al popolo di Dio in Colombia, nonostante le difficoltà e le insidie, operando instancabilmente per raggiungere la pace a cui il Paese aspira".

"Mentre invoca il Signore perché faccia tornare sui propri passi i responsabili, liberando i sequestrati e abbandonando ogni forma di violenza, Sua Santità esprime in questa dolorosa circostanza la sua particolare vicinanza all'Episcopato Latino Americano e specialmente ai pastori e ai fedeli della Colombia, ai quali impartisce, in segno di grazia e di rinnovata speranza, la Benedizione Apostolica.

La Presidenza della Pontificia Commissione per l'America Latina ha reso pubblica, a sua volta, la Dichiarazione che segue:

"In segno di riprovazione di tale gesto e in solidarietà cristiana, in comunione di preghiera con il C.E.L.A.M., l'episcopato e tutta la Chiesa di Colombia, la Pontificia Commissione lancia un appello affinché i responsabili di tale esecrabile gesto rispettino la vita, la libertà, la dignità umana e il ministero del Prelato latino-americano e del sacerdote che lo accompagna, e che entrambi siano liberati immediatamente. È ciò che noi ci aspettiamo ed esigiamo, chiedendo a Dio che la Colombia raggiunga la pace e la riconciliazione, di cui ha tanto bisogno".
TGR/SEQUESTRO VESCOVO COLOMBIA/SODANO VIS 20021113 (220)

ALTRI ATTI PONTIFICI


CITTA' DEL VATICANO, 13 NOV. 2002 (VIS). Il Santo Padre:

- Ha elevato al rango di Diocesi la Prelatura territoriale di Coxim (superficie: 45.998; popolazione: 124.999; cattolici: 100.000; sacerdoti: 17; religiosi: 26), Brasile, con la medesima denominazione e configurazione territoriale, rendendola suffraganea della Chiesa Metropolitana di Campo Grande. Ha nominato il Vescovo Antonino Migliore, finora Vescovo Prelato della medesima sede, primo Vescovo di Coxim (Brasile).

- Ha nominato il Sacerdote Guerrino Riccardo Brusati, Vescovo di Caetité (superficie: 41.740; popolazione: 708.000; cattolici: 637.000; sacerdoti: 31; religiosi: 50), Brasile. Il Vescovo eletto è nato a Bellanzago Novarese (Novara), nel 1945 ed ha ricevuto l'ordinazione sacerdotale nel 1973. Finora è stato sacerdote "fidei donum" e Cancelliere Diocesano per la Diocesi di Paulo Afonso (Brasile). Il Vescovo Brusati succede al Vescovo Antônio Alberto Guimarães Rezende, C.S.S., del quale il Santo Padre ha accettato la rinuncia al governo pastorale della medesima Diocesi, presentata per raggiunti limiti d'età.
ECE:NER:RE/…/MIGLIORE:BRUSATI:REZENDE         VIS 20021113 (160)

SERVE DI MARIA: RECITATE IL ROSARIO MENTRE ASSISTETE I MALATI


CITTA' DEL VATICANO, 13 NOV. 2002 (VIS). Oggi è stato reso pubblico il testo del Messaggio del Santo Padre Giovanni Paolo II alle Serve di Maria, Ministre degli Infermi, in occasione del XXIII Capitolo Generale.

  "Il carisma che vi caratterizza, la cura degli infermi nelle loro case" - scrive il Santo Padre - "si accorda perfettamente con la forza creativa della carità di ogni azione ecclesiale, che spesso significa mettere in pratica l'esigenza di vedere che 'ogni gesto di soccorso sia sentito non come un'umiliante elemosina, ma come partecipazione fraterna'".

  Dopo aver ricordato che il Capitolo Generale ribadisce la necessità di "saper stare con Maria e come Maria nel mondo della sofferenza", il Santo Padre Giovanni Paolo II ricorda di aver raccomandato alle religiose, l'anno passato, di far entrare la Vergine con loro nelle case "per far conoscere Gesù, vero Salvatore e Redentore di ogni essere umano. Ora lo ripeto" - ha proseguito il Papa - "vi raccomando di pregare spesso il Rosario mentre assistete gli infermi. Quale modo migliore di assimilare 'gli stessi sentimenti di Cristo', che implorare sua Madre affinché vegli sui suoi figli malati affinché approfondiscano il significato propiziatorio della loro sofferenza?".

  Al termine del Messaggio, il Papa ha invocato l'intercessione di Santa Soledad Torres Acosta, Fondatrice delle Serve di Maria, Ministre degli Infermi, la cui statua è stata oggi collocata in una nicchia esterna della Basilica di San Pietro, chiedendo che il suo Istituto: "s'arricchisca di nuove vocazioni".
GPII-LETTERA/…/SERVE MARIA                 VIS 20021113 (250)

APPELLO DEL PAPA LIBERAZIONE SEQUESTRATI IN COLOMBIA


CITTA' DEL VATICANO, 13 NOV. 2002 (VIS). Al termine dell'Udienza Generale di oggi, tenutasi nell'Aula Paolo VI, il Santo Padre Giovanni Paolo II ha lanciato un  nuovo appello per la liberazione del Vescovo Jorge Enrique Jiménez Carvajal e del Sacerdote Desiderio Orjuela, sequestrati l'11 novembre in Colombia.

  "Questo atto, che accresce il clima di vessazione dei diritti umani e che tormenta sia la popolazione civile che la Chiesa, mi spinge ad esprimere ancora una volta il rifiuto di ogni forma di violenza e di attacco alla dignità umana, che mai è cammino di pace. Mentre chiedo con forza la liberazione di tutte le persone sequestrate e che questi pastori possano tornare ad esercitare il loro servizio al Popolo di Dio, elevo le mie preghiere al Signore affinché conceda alla Colombia la pace alla quale tanto anela".
AC/APPELLO SEQUESTRATI/COLOMBIA             VIS 20021113 (150)

SALMO 86: GERUSALEMME CITTÀ DI PACE E MADRE UNIVERSALE


CITTA' DEL VATICANO, 13 NOV. 2002 (VIS). Tema della catechesi del Santo Padre Giovanni Paolo II per l'Udienza Generale di oggi, tenutasi nell'Aula Paolo VI, alla quale hanno assistito 7.000 pellegrini, è stato il Salmo 86: "Gerusalemme, madre di tutti i popoli".

  "Il canto a Gerusalemme, città della pace e madre universale" - ha detto il Santo Padre - "che ora abbiamo sentito risuonare, è purtroppo in contrasto con l'esperienza storica che la città sta vivendo. Ma compito della preghiera è quello di seminare fiducia e di generare speranza".

  Il Papa ha proseguito affermando che: "Il Salmista vede in Sion l'origine di tutti i popoli. Dopo aver dichiarato il primato della città santa non per meriti storici o culturali ma solo per l'amore riversato da Dio su di essa, il Salmo si apre ad una celebrazione proprio di questo universalismo che affratella tutti i popoli. Sion è cantata come madre di tutta l'umanità e non del solo Israele. Una tale affermazione è di un'audacia straordinaria. Il Salmista ne è consapevole. (…) Sion è madre di tutta l'umanità, perché è la 'città di Dio'; sta quindi alla base del progetto di Dio".

  "Tutti i punti cardinali della terra si trovano in rapporto con questa madre" - ha continuato il Santo Padre - "Raab, cioè l'Egitto, il grande stato occidentale; Babilonia, la ben nota potenza orientale; Tiro, che personifica il popolo commerciale del nord, mentre l'Etiopia rappresenta il profondo sud e la Palestina l'area centrale, anch'essa figlia di Sion".

  "È suggestivo osservare" - ha sottolineato il Papa - "perfino le nazioni considerate ostili a Israele salire a Gerusalemme ed esservi accolte non come straniere ma come 'familiari'. (…) A Gerusalemme tutti devono scoprire le loro radici spirituali, sentirsi nella loro patria, ritrovarsi come membri della stessa famiglia, abbracciarsi come fratelli, ritornati nella loro casa".

  Il Santo Padre ha concluso la catechesi riferendosi alla rilettura del Salmo "in chiave mariologica" ed ha detto: "Gerusalemme era per il Salmista una vera 'metropoli', cioè una 'città-madre', al cui interno era presente il Signore stesso. In questa luce il cristianesimo canta Maria come la Sion vivente, nel cui grembo è generato il Verbo incarnato e per conseguenza sono rigenerati i figli di Dio".

  Al termine dell'Udienza di oggi, il Papa si è recato nella Piazza dei Protomartiri Romani per benedire la statua di Santa Maria Soledad Torres Acosta, Fondatrice delle Serve di Maria, Ministre degli Infermi.
AG/SALMO 86:GERUSALEMME/…                 VIS 20021113 (420)

martedì 12 novembre 2002

UDIENZE


CITTA' DEL VATICANO, 12 NOV. 2002 (VIS). Questa mattina il Santo Padre ha ricevuto in udienze separate:

- Sua Beatitudine Ignace Moussa I Daoud, Prefetto della Congregazione per le Chiese Orientali.

- Sei Presuli della Conferenza Episcopale del Brasile (Regione Est II), in Visita "ad Limina Apostolorum":

    - Il Vescovo Anselmo Müller, M.S.F., di Januária.

    - Il Vescovo Luiz Mancilha Vilela, SS.CC., di Cachoeiro de Itapemirim.

    - Il Vescovo Leonardo de Miranda Pereira, di Paracatu.

    - Il Vescovo João Bosco Oliver de Faria, di Patos de Minas.  

    - Il Vescovo Werner Franz Siebenbrock, S.V.D., di Governador Valadares.

    - Il Vescovo Paulo Sergio Machado, di Ituiutaba.
AP:AL/…/…                             VIS 20021112 (110)

ALTRI ATTI PONTIFICI


CITTA' DEL VATICANO, 12 NOV. 2002 (VIS). Il Santo Padre:

- Ha nominato l'Arcivescovo Lorenzo Baldisseri, finora Nunzio Apostolico in India e in Nepal, Nunzio Apostolico in Brasile.

- Il Monsignore Antonios Aziz Mina, Capo Ufficio nella Congregazione per le Chiese Orientali, finora Minutante nel medesimo Dicastero.

- Ha accettato la rinuncia al governo pastorale dell'Eparchia di Mukacheve di rito bizantino, presentata dal Vescovo Ivan Semedi, in conformità al canone 210, paragrafo 2, del Codice di Diritto Canonico delle Chiese Orientali.

- Ha accettato la rinuncia all'Ufficio di Vescovo Ausiliare dell'Eparchia di Mukacheve di rito bizantino, presentata dal Vescovo Ivan Marghitych, in conformità al canone 210, paragrafo 2, del Codice di Diritto Canonico delle Chiese Orientali.

- Ha nominato il Padre Milan Sasik, C.M., finora Parroco di Perechin, in Zakarpatia, Amministratore Apostolico "ad nutum Sanctae Sedis" dell'Eparchia di Mukacheve (Ucraina), elevandolo in pari tempo alla dignità episcopale. Il Vescovo eletto è nato nel 1952 a Lechina (Slovacchia), ha emesso i voti nella Congregazione della Missione nel 1971 ed è stato ordinato sacerdote nel 1976.
NN:NA:RE:NER/…/…                         VIS 20021112 (170)

lunedì 11 novembre 2002

COMUNICARE IL VANGELO CON LINGUAGGIO E SENSIBILITÀ ATTUALI


CITTA' DEL VATICANO, 9 NOV. 2002 (VIS). Questa mattina, nell'Aula Paolo VI, il Santo Padre Giovanni Paolo II ha ricevuto i partecipanti al Convegno per gli operatori della comunicazione e della cultura promosso dalla Conferenza Episcopale Italiana, che nei giorni scorsi hanno riflettuto sul tema: "Comunicazione e cultura: nuovi percorsi per l'evangelizzazione del terzo millennio".

  Il Papa, rivolgendosi a coloro che operano nel campo della cultura e della comunicazione, ha detto che essi sono chiamati "a leggere e interpretare il tempo presente e a individuare le strade per una comunicazione del Vangelo secondo i linguaggi e la sensibilità dell'uomo contemporaneo".

  Nel campo della comunicazione "servono operai che, con il genio della fede, sappiano farsi interpreti delle odierne istanze culturali, impegnandosi a vivere questa epoca della comunicazione non come tempo di alienazione e di smarrimento, ma come tempo prezioso per la ricerca della verità e per lo sviluppo della comunione tra le persone e i popoli".

  Il Santo Padre ha esortato a mettersi ancora una volta in ascolto dell'insegnamento di Cristo: "affinché il moltiplicarsi delle antenne sui tetti, (…) sia il segno di una comunicazione che cresce a servizio dell'uomo e del progresso integrale di tutta l'umanità".

  "La testimonianza dei credenti" - ha proseguito il Pontefice - "trova nel mondo dei media e della cultura un campo vastissimo di espressione. (…) Soprattutto ai fedeli laici è chiesto di dare prova di professionalità e di autentica coscienza cristiana".

  Il Papa ha invitato tutti coloro che operano nei media e fanno cultura, ad essere consapevoli delle proprie responsabilità "soprattutto di fronte ai soggetti più indifesi, che spesso sono esposti, senza alcuna tutela, a programmi pieni di violenza e di visioni distorte dell'uomo, della famiglia e della vita". Per questo le autorità pubbliche e le associazioni per la tutela degli spettatori sono chiamati ad operare "affinché i media conservino alta la loro finalità primaria di servizio alle persone e alla società".

  "L'assenza di controllo e di vigilanza non è garanzia di libertà, come molti vogliono far credere, e finisce piuttosto per favorire un uso indiscriminato di strumenti potentissimi che, se usati male, producono effetti devastanti nelle coscienze delle persone e nella vita sociale. In un sistema di comunicazioni sempre più complesso e ad estensione planetaria, servono anche regole chiare e giuste a garanzia del pluralismo, della libertà, della partecipazione e del rispetto degli utenti".
AC/COMUNICAZIONE:CULTURA/…                 VIS 20021111 (400)

MESSAGGIO DEL PAPA INCONTRO CARISMATICI A ROMA


CITTA' DEL VATICANO, 9 NOV. 2002 (VIS). Oggi è stato reso pubblico il testo del Messaggio del Santo Padre ai partecipanti alla Conferenza della Fraternità Cattolica delle Comunità e Associazioni carismatiche, in corso a Roma, in occasione del 35° anniversario del Rinnovamento Carismatico all'interno della Chiesa.

  "Il vostro contributo alla vita della Chiesa," - scrive il Papa nel suo Messaggio, datato 7 novembre - "attraverso la vostra fedele testimonianza della presenza e azione dello Spirito Santo, ha aiutato molte persone a riscoprire nella propria vita la bellezza della grazia donata al momento del Battesimo" che li ha resi capaci di "riconoscere il potere della piena effusione dello Spirito Santo conferito al momento della Cresima".

  "La vostra riflessione sulla vita familiare, la gioventù e la protezione umana" - ha aggiunto il Pontefice - "non può mancare di aprire i vostri cuori e le vostre menti alle esigenze dell'umanità mentre lotta per trovare uno scopo in un mondo troppo spesso turbato da una 'crisi di significato'. Voi siete pienamente consapevoli dell'urgenza di una nuova evangelizzazione, di una evangelizzazione della cultura, in modo tale che la vita sia sotto il segno della speranza piuttosto che della paura e dello scetticismo".

  Il Santo Padre ha esortato i membri "a rendere le vostre comunità segni viventi di speranza" perché "essere autentici testimoni della speranza significa essere autentici testimoni della verità e della visione della vita affidata e proclamata dalla Chiesa. La comunione nella fede e nella vita, nell'unione sincera del cuore con il Successore degli Apostoli, è essa stessa potente testimonianza della verità di cui il mondo ha tanto bisogno".
MESS/CARISMATICI/…                         VIS 20021111 (270)

INTERVENTI SANTA SEDE O.N.U.: RIFUGIATI E DIRITTI UMANI


CITTA' DEL VATICANO, 9 NOV. 2002 (VIS). L'Arcivescovo Renato Martino, Capo della Delegazione della Santa Sede ed Osservatore Permanente presso l'Organizzazione delle Nazioni Unite, è intervenuto in questi giorni in merito al problema dei rifugiati e sui diritti umani. Il 7 novembre ha pronunciato un discorso davanti al Terzo Comitato dell'Assemblea Generale in merito al Rapporto dell'Alto Commissariato per i Rifugiati dell'O.N.U. (UNHCR), e l'8 novembre è intervenuto sull'Articolo 109, relativo ai diritti umani.

  In merito al tema dei rifugiati, l'Osservatore Permanente ha espresso soddisfazione per la leggera diminuzione, da 21,1 milioni nel 2000 a 19,8 milioni nel 2001, del numero delle "persone in situazioni difficili" secondo l'UNHCR, ma ha rilevato che: "secondo le statistiche in possesso dell'O.N.U. esistono, nel mondo, più di 50 milioni di profughi interni nel loro paese di provenienza".

  "La mia Delegazione è molto preoccupata" - ha sottolineato l'Arcivescovo - "per il fatto che il Rapporto rileva che alcuni gruppi rimangono bloccati ai confini, subiscono violenze, xenofobia e sono vittime del mancato rispetto dei diritti umani". L'Arcivescovo ha detto che: "la Santa Sede prende atto che il mondo ha subito molti cambiamenti in quest'ultimo anno" ed ha assicurato che la Chiesa Cattolica, mediante una varietà di agenzie, continuerà ad assicurare il suo aiuto ai rifugiati e ai profughi. Tutte le agenzie e le istituzioni che si occupano di questi problemi, ha affermato l'Arcivescovo Martino, devono "continuare ad assegnare un 'viso' al rifugiato e all'immigrato, non occupandosi di statistiche e numeri ma andando incontro e aiutando coloro che si trovano nel bisogno".

  Parlando ieri all'O.N.U. sui diritti umani, il Presidente eletto del Pontificio Consiglio della Giustizia e della Pace ha ribadito che: "la Santa Sede ha sempre difeso e promosso il rispetto dei diritti umani e delle libertà fondamentali di tutti i popoli. (…) La Santa Sede esprime la sua preoccupazione poiché in molte parti del mondo, ancora esistono politiche discriminatorie e intolleranti nei confronti di minoranze in Stati che hanno una religione ufficiale. Inoltre, la combinazione di persecuzioni etniche e religiose in molte parti del mondo, il disprezzo, fin troppo evidente, e la mancanza di rispetto per le chiese, i santuari ed altri luoghi spirituali, sono motivi di grave preoccupazione".

  L'Arcivescovo Martino ha affermato che: "il diritto alla vita, il diritto alla libertà di religione e il rispetto per il patrimonio religioso e culturale sono le premesse di fondo dell'esistenza umana. Il fatto che esistano ancora molti luoghi dove il diritto a riunirsi per il culto o non è riconosciuto o è limitato ai membri di una sola religione, o il credo religioso è messo da parte in nome dello sviluppo e del 'pensiero moderno', è un triste dato di fatto relativamente alla necessità di un mondo più giusto e pacifico, dove i diritti e le libertà fondamentali, devono essere più ampiamente promossi e rispettati".

  Al termine del suo discorso l'Osservatore Permanente ha ribadito la ferma "convinzione" della Santa Sede "che il ricorso alla violenza, in nome della religione, è una perversione degli insegnamenti delle maggiori religioni".
DELSS/RIFUGIATI:DIRITTI UMANI/ONU:MARTINO     VIS 20021111 (500)

ANGELUS: LA CUSTODIA DEL CREATO È IMPEGNO DI TUTTI


CITTA' DEL VATICANO, 10 NOV. 2002 (VIS). Questa mattina, prima della recita dell'Angelus, il Santo Padre Giovanni Paolo II ha ricordato ai pellegrini convenuti in Piazza San Pietro, che oggi, "seconda domenica di novembre, ricorre in Italia la Giornata del Ringraziamento, promossa dalla Confederazione Nazionale dei Coltivatori Diretti".

  Il Papa ha affermato: "È bello e doveroso ringraziare Dio per i doni ricevuti nel corso dell'annata ed essere riconoscenti verso gli uomini e le donne che li ricavano dalla terra col loro lavoro. Gli agricoltori, spesso poco considerati nelle società industriali, meritano invece il comune apprezzamento, per il servizio primario che rendono all'intera famiglia umana".

  "La custodia del creato è un impegno di cui tutti devono sentirsi investiti" - ha proseguito il Pontefice. (…) È necessaria, in proposito, un'autentica svolta culturale: dallo sfruttamento indiscriminato delle risorse occorre 'convertirsi' all'amministrazione responsabile dei beni che il creato ci offre".

  Il Santo Padre ha ricordato inoltre che "Le Nazioni Unite hanno dichiarato il 2002 'Anno della Montagna'", aggiungendo che: "Le montagne sono capaci da sempre di affascinare l'animo umano, tanto da essere considerate nella Bibbia un luogo privilegiato per l'incontro con Dio. Esse diventano in tal modo il simbolo dell'elevazione dell'uomo al Creatore".

  "Le montagne tuttavia" - ha concluso il Santo Padre - "non sono luogo di riposo e di vacanze: per tante persone esse sono l'ambiente della quotidiana fatica, affrontata non di rado nella solitudine e nell'isolamento. Le montagne costituiscono un patrimonio di tutti, e da tutti vanno rispettate, amate e attentamente salvaguardate. Si tratta, infatti di un bene comune, la cui integrità è preziosa per l'intera umanità".
ANG/CREAZIONE/…                         VIS 20021111 (280)

GRAZIE ALLA SCIENZA APPREZZIAMO MERAVIGLIA DI ESSERE UMANI


CITTA' DEL VATICANO, 11 NOV. 2002 (VIS). Questa mattina il Santo Padre Giovanni Paolo II ha rivolto un discorso ai partecipanti alla Sessione Plenaria della Pontificia Accademia delle Scienze, che si svolge in Vaticano, sul tema: "I valori culturali della scienza".

  Nel suo discorso il Santo Padre ha ricordato che: "è grazie alla scienza che noi abbiamo una maggiore comprensione oggi del posto dell'uomo nell'universo, dei rapporti fra la storia umana e la storia del cosmo, (…) della notevole complessità e allo stesso tempo del meraviglioso coordinamento dei processi vitali. È grazie alla scienza che possiamo apprezzare maggiormente 'la meraviglia di essere umani', come si è espresso un membro della Pontificia Accademia.

  Successivamente il Papa ha sottolineato che: "Questa conoscenza rappresenta uno straordinario e profondo valore per l'intera famiglia umana, ed è di incommensurabile significato per le discipline della teologia e della filosofia (…) che sono alla costante ricerca di un significato più pieno della ricchezza della conoscenza umana e della rivelazione biblica".

  Poiché gli scienziati, ha detto ancora il Papa "'sanno di più', sono chiamati a 'servire di più'". Essi devono responsabilmente usare la loro libertà di ricerca, ha aggiunto il Pontefice, "a beneficio dell'intera famiglia umana. Penso, non solo ai pericoli impliciti in una scienza priva di un'etica fermamente fondata sulla natura della persona umana, (…) (ma anche) agli immensi benefici che la scienza può portare alle persone nel mondo attraverso la ricerca di base e le applicazioni tecnologiche". La comunità scientifica, nel ricercare il bene comune, deve "proteggere la sua autorità legittima dalle pressioni economiche e politiche" e "non cedere alla tentazione del consenso o alla ricerca del profitto".

  Al termine del suo discorso, il Santo Padre ha esortato gli scienziati a chiedersi se  essi possono fare di più per aiutare i popoli del mondo "ad adoperarsi per accrescere i livelli di istruzione e migliorare le condizioni di salute, esaminare strategie per una distribuzione più equa delle risorse, facilitare la libera circolazione dell'informazione. (…) Possono essi far sentire la loro voce con più chiarezza e con maggiore autorità relativamente alla causa della pace del mondo?".
AC/SCIENZA:CULTURA/ACAD                     VIS 20021111 (360)

MESSAGGIO DEL PAPA SU IMPEGNO DEI LAICI NELLA CARITÀ


CITTA' DEL VATICANO, 11 NOV. 2002 (VIS). Oggi è stato reso pubblico il testo di un messaggio del Santo Padre indirizzato al Vescovo Michele Pennisi, di Piazza Armerina (Italia), a motivo della celebrazione di un Convegno, il 9 e 10 novembre, a Enna, Sicilia, sul tema: "La spiritualità e l'impegno dei laici nella carità, fondamento della giustizia e di un'autentica promozione umana".

  Nel Messaggio, datato 8 novembre, il Papa scrive: "La carità comporta spirito di fraternità nella Chiesa, chiamata ad essere casa e scuola di comunione".

  "Nel vasto campo d'azione di questa rinnovata 'fantasia della carità', un ruolo insostituibile spetta ai laici cristiani, chiamati ad animare con lo spirito evangelico ogni ambito della vita sociale. Per far questo, essi dovranno mantenere fisso lo sguardo su Cristo, diventando sempre più capaci di autentica preghiera contemplativa. Occorre ripartire costantemente da Lui e riconoscerne il volto nei fratelli più provati ed emarginati".
MESS/LAICI:CARITÀ/PENNISI                     VIS 20021111 (160)

IN BREVE


OGGI È STATA RESA PUBBLICA LA LETTERA DEL PAPA, redatta in latino, con la quale nomina il Cardinale Crescenzio Sepe, Prefetto della Congregazione per l'Evangelizzazione dei Popoli, Suo Inviato Speciale alle solenni celebrazioni a Ernakulam (India), il 16 e 17 novembre, del 1950° anniversario dell'arrivo in India di San Tommaso Apostolo e dei 450 anni dell'inizio della missione di San Francesco Saverio. Il Cardinale Inviato Speciale sarà accompagnato da una Missione composta dall'Arcivescovo Lorenzo Baldisseri, Nunzio Apostolico in India, dal Vescovo Filipe Neri Antonio Sebastião Do Rosario Ferrão, Ausiliare di Goa e dal Vescovo Thomas Chakiath, Ausiliare di Ernakulam-Angamaly.

IN UNA LETTERA INVIATA AL CARDINALE FRANCIS ARINZE e resa pubblica oggi, il Santo Padre nomina il Prefetto della Congregazione per il Culto Divino e la Disciplina dei Sacramenti, Suo Inviato Speciale alle celebrazioni del III Congresso Eucaristico Nazionale che si terrà ad Ibadan (Nigeria), dal 15 al 17 novembre 2002. La Missione che accompagnerà il Porporato è composta dal Monsignore Anastasius Kehinde Bank-Silva, dell'Arcidiocesi di Ibadan e dal Sacerdote Paul Watpe, dell'Arcidiocesi di Jos.

IL DECIMO CONSIGLIO ORDINARIO DELLA SEGRETERIA GENERALE del Sinodo dei Vescovi ha tenuto la sua IV Riunione dal 5 al 7 novembre nella sede della Segreteria Generale, sotto la presidenza del Cardinale Jan P. Schotte, C.I.C.M., Segretario Generale del Sinodo dei Vescovi. Alla riunione hanno partecipato cinque Cardinali e sei Arcivescovi. L'ordine del giorno prevedeva l'esame della futura Esortazione Apostolica Post-Sinodale e la presentazione di concreti suggerimenti da offrire al Santo Padre per la pubblicazione del Documento. La prossima riunione si terrà il 26 e il 27 marzo del 2003.
…/IN BREVE/…                             VIS 20021111 (270)

UDIENZE


CITTA' DEL VATICANO, 11 NOV. 2002 (VIS). Questa mattina il Santo Padre ha ricevuto in udienze separate quattro Presuli della Conferenza Episcopale del Brasile (Regione Est II), in Visita "ad Limina Apostolorum":
    - Il Vescovo Hélio Gonçalves Heleno, di Caratinga.
    - Il Vescovo José Belvino do Nascimento, di Divinópolis.
    - Il Vescovo José Geraldo Oliveira do Valle, C.S.S., di Guaxupé.
    - Il Vescovo Francisco Barroso Filho, di Oliveira.

  Sabato 9 novembre, il Santo Padre ha ricevuto in udienze separate:

- L'Arcivescovo Blasco Francisco Collaço, Nunzio Apostolico in Sud Africa, in Namibia, in Lesotho, in Swaziland e Delegato Apostolico in Botswana.
- Cinque Presuli della Conferenza Episcopale del Brasile (Regione Est II), in Visita "ad Limina Apostolorum":
    - L'Arcivescovo Aloísio Roque Oppermann, S.C.I., di Uberaba.
    - L'Arcivescovo Eurico dos Santos Veloso, di Juiz de Fora.
    - L'Arcivescovo Ricardo Pedro Chaves Pinto Filho, O.Praem., di Pouso Alegre, con l'Ausiliare Vescovo José Francisco Rezende Dias.
    - Il Vescovo Aldo Gerna, M.C.C.I., di São Mateus.
- L'Arcivescovo Francesco Monterisi, Segretario della Congregazione per i Vescovi.
AP:AL/…/…                             VIS 20021111 (170)

ALTRI ATTI PONTIFICI


CITTA' DEL VATICANO, 11 NOV. 2002 (VIS). Il Santo Padre:

- Ha creato la nuova Circoscrizione Ecclesiastica di Gandhinagar (superficie: 30.588; popolazione: 7.270.466; cattolici: 14.000; sacerdoti: 41; religiosi: 76), India, dismembrando il territorio della Diocesi di Ahmedabad ed elevandola al rango di Arcidiocesi Metropolitana. La nuova provincia Ecclesiastica, divisa dalla Provincia Ecclesiastica di Bombay, comprenderà le diocesi suffraganee di Ahmedabad, Baroda e Rajkot dei Siro-Malabaresi.

- Ha trasferito il Vescovo Stanislaus Fernandes, S.I., dalla Diocesi di Ahmedabad (India), alla nuova sede metropolitana di Gandhinagar.

- Ha nominato il Reverendo Thomas Ignatius Macwan, Vescovo di Ahmedabad (superficie: 15.282; popolazione: 8.292.709; cattolici: 62.000; sacerdoti: 141; religiosi: 342), India. Il Vescovo eletto è nato a Bhavnagar (India), nel 1952 ed è stato ordinato sacerdote nel 1988. Finora è stato Parroco di Nadiad e Vicario Episcopale del distretto di Anand-Kheda.

- Ha accettato la rinuncia al governo pastorale della Diocesi di Masan (Corea), presentata dal Vescovo Michael Pak Jeong-il, per raggiunti limiti d'età. Gli succede il Vescovo Francis Xavier Ahn Myong-ok, Vescovo Coadiutore della medesima diocesi.

  Sabato 9 novembre, è stato reso noto che il Santo Padre ha nominato:

- Il Vescovo Emmanuel Bushu, di Yagoua (Camerun) ed il Vescovo Boniface Choi Ki-san, Vescovo di Inch'on (Corea), Membri del Pontificio Consiglio per il Dialogo Inter-Religioso.

- Il Signor Elmar Theodor Mäder, Capitano Comandante della Guardia Svizzera Pontificia. Il nuovo Comandante è stato finora Vice-Comandante del medesimo Corpo di Guardia.
NA:NER:RE/…/…                            VIS 20021111 (250)

venerdì 8 novembre 2002

UDIENZA RESPONSABILI CENTRO CULTURALE GIOVANNI PAOLO II


CITTA' DEL VATICANO, 8 NOV. 2002 (VIS). Questa mattina, in occasione della visita annuale, il Santo Padre Giovanni Paolo II ha ricevuto 90 amministratori e sostenitori del Centro Culturale Giovanni Paolo II di Washington, D.C., ringraziandoli per il sostegno offerto "agli sforzi del Centro di presentare la tradizione cattolica nella sua ricchezza e rilevanza culturale".

  "La missione del Centro Culturale, così cara al mio cuore" - ha affermato il Papa - "si ispira alla ferma convinzione che Gesù Cristo, Verbo Incarnato, è il centro della storia umana e chiave che schiude il mistero dell'uomo e rivela la sua sublime vocazione. Per edificare un mondo più degno dell'umanità, è urgente che Cristo sia proclamato con gioia e convinzione come 'la Via, la Verità e la Vita'".

  "Il Centro Culturale" - ha concluso il Santo Padre - "si impegna a dimostrare quanto il Vangelo risponda ai nostri più profondi aneliti e alle nostre più alte aspirazioni che trovano espressione nelle culture che forgiano il nostro mondo".
AC/CENTRO CULTURALE/…                     VIS 20021108 (180)

ALLE FIGLIE DI MARIA AUSILIATRICE: ANNUNCIO PRIMATO DI DIO


CITTA' DEL VATICANO, 8 NOV. 2002 (VIS). Il Papa ha ricevuto oggi i partecipanti al Capitolo Generale delle Figlie di Maria Ausiliatrice che in questi giorni hanno riflettuto sul tema: "Nella rinnovata Alleanza, l'impegno di una cittadinanza attiva", secondo il programma dei Fondatori San Giovanni Bosco e Santa Maria Domenica Mazzarello, che è quello di "formare buoni cristiani e onesti cittadini".

  Il Santo Padre Giovanni Paolo II ha detto alle Figlie di Maria Ausiliatrice che tale programma le chiama "a testimoniare la speranza sulle tante frontiere del mondo moderno, sapendo individuare con audacia missionaria strade nuove di evangelizzazione e di promozione umana, specialmente al servizio delle giovani generazioni".

  "Per portare a compimento questa ardua missione, è necessario anzitutto mantenere una costante comunione con Gesù, contemplandone incessantemente il volto nella preghiera, per servirlo poi con ogni energia nei fratelli. (…) In un'epoca segnata da una preoccupante cultura del vuoto e del 'non senso', annunciate senza compromessi il primato di Dio che ascolta sempre il grido degli oppressi e degli afflitti".

  Il Santo Padre ha sottolineato che la santità costituisce "il vostro compito essenziale e prioritario, care Salesiane. Essa è il migliore apporto che possiate rendere alla nuova evangelizzazione, come pure la garanzia di un servizio autenticamente evangelico in favore dei più bisognosi".

  Sottolineando la testimonianza di fedeltà eroica al Vangelo, confermata con il martirio, di alcuni membri della famiglia religiosa, il Papa ha detto: "Su questa scia dovete oggi proseguire a camminare in ambienti talora turbati da tensioni e paure, da contrapposizioni e divisioni, da estremismi e violenza, capaci persino di offuscare la speranza".

  Giovanni Paolo II ha concluso affermando che: "I vasti orizzonti dell'evangelizzazione e l'urgente necessità di testimoniare il messaggio evangelico a tutti, senza distinzioni, costituiscono il campo del vostro apostolato".
AC/…/SALESIANI                             VIS 20021108 (300)

INTERVENTO SANTA SEDE RELATIVO UNRWA IN MEDIO ORIENTE


CITTA' DEL VATICANO, 8 NOV. 2002 (VIS). L'Arcivescovo Renato Martino, Capo della Delegazione della Santa Sede ed Osservatore Permanente della Santa Sede presso l'Organizzazione delle Nazioni Unite, è intervenuto davanti al Comitato Speciale per la Politica e la Decolonizzazione della LVII Sessione dell'Assemblea Generale dell'O.N.U., in merito all'opera svolta dall'Agenzia delle Opere Pubbliche di Soccorso delle Nazioni Unite per i Profughi Palestinesi in Medio Oriente. (UNRWA).

  L'Arcivescovo Martino, Presidente eletto del Pontificio Consiglio della Giustizia e della Pace, ha espresso "lode e apprezzamento" della sua Delegazione "per il lavoro svolto dall'Agenzia" ed ha precisato che "molti importanti problemi che affliggono la regione in cui opera l'UNRWA" includono "gli insediamenti della popolazione, il coprifuoco, i posti di blocco, gli assassinii, gli attentatati suicidi e gli effetti che si ripercuotono sul popolo palestinese, che interessano, fra gli altri, la disoccupazione, l'educazione e l'accesso ai servizi sanitari".

  La Santa Sede conosce la situazione attuale, ha aggiunto l'Arcivescovo perché "la Missione Pontificia per la Palestina e i suoi numerosi collaboratori in tutto il mondo l'informano quotidianamente sulle grandi difficoltà delle persone per le quali essa opera". La Missione "conta molto sui suoi collaboratori al fine di fornire sostegno finanziario per la sua opera a favore del popolo palestinese, specialmente coloro che vivono nei campi profughi". Il bilancio annuale della Missione è di US$ 10,7 milioni.

  Il Nunzio, citando le parole del Santo Padre Giovanni Paolo II, pronunciate durante l'Angelus dell'11 agosto 2002, ha detto: "Quando si comprenderà che la coesistenza del popolo israeliano e del popolo palestinese non può essere ottenuta ricorrendo alle armi? (…) Dal 1967 ad oggi, sofferenze inaudite si sono succedute una all'altra (…). Davanti a questa tragedia umanitaria, che sembra non mostrare nessun segno di speranza, nessuno può rimanere indifferente".

  L'Arcivescovo Martino ha quindi affermato: "la comunità internazionale deve aiutare i Palestinesi e gli Israeliani a comprendere che l'ingiustizia fondamentale che causa una continua spirale di violenza deve cessare. Inoltre, i dati raccolti dal Rapporto Mitchell del 6 maggio 2001, chiaramente identificano l'occupazione dei territori palestinesi da parte di Israele come l'origine delle sofferenze patite da israeliani e palestinesi. (…) Il ricorso massiccio alla violenza ha fallito miseramente, ha solo accresciuto le sofferenze di israeliani e palestinesi".

  "È speranza della mia Delegazione" - ha concluso l'Arcivescovo Martino - "che ogni soluzione adottate per risolvere i molteplici problemi della regione includa la Città Santa di Gerusalemme" e implichi "forniture internazionalmente garantite per assicurare la libertà di religione e di coscienza dei suoi abitanti, allo scopo di salvaguardare il carattere speciale della Città e dei Luoghi Santi per Ebrei, Cristiani e Musulmani".
DELSS/UNRWA/ONU:MARTINO                     VIS 20021108 (420)

SESSIONE PLENARIA PONTIFICIA ACCADEMIA DELLE SCIENZE


CITTA' DEL VATICANO, 8 NOV. 2002 (VIS). Oggi, presso la Casina di Pio IV in Vaticano, ha avuto inizio la Sessione Plenaria della Pontificia Accademia delle Scienze, sotto la presidenza del Professor Nicola Cabibbo, dedicata al tema: "Il valore culturale della scienza". I lavori della Sessione proseguiranno fino a lunedì 11 novembre.

  I membri dell'Accademia, che nel corso dell'Assemblea Plenaria saranno ricevuti in udienza dal Santo Padre, esamineranno numerosi argomenti quali: gli aspetti culturali della teoria dell'evoluzione molecolare; le diverse velocità di sviluppo della scienza e della cultura: considerazioni di un esperto di demografia; scienza e sogni; la sostanza morale della scienza, e chirurgia dell'anima.

  All'ordine del giorno sono le presentazioni concernenti la scienza come cultura: uno studio critico; l'impatto della neuroscienza sulla cultura umana; l'arte e la scienza della medicina; l'impronta di Dio sulle leggi della natura, cultura scientifica e le dieci dichiarazioni del Santo Padre Giovanni Paolo II.
ACAD/PLENARIA:SCIENZA CULTURA/CABIBBO         VIS 20021108 (160)

UDIENZE


CITTA' DEL VATICANO, 8 NOV. 2002 (VIS). Il Santo Padre ha ricevuto, questa mattina, in udienze separate:

- La Signora Katalina Szili, Presidente del Parlamento di Ungheria e Seguito.
- Due Presuli della Conferenza Episcopale del Brasile (Regione Est II), in Visita "ad Limina Apostolorum":
    - L'Arcivescovo Paulo Lopes de Faria, di Diamantina.
    - L'Arcivescovo Geraldo Majela de Castro, O.Praem., di Montes Claros.
- L'Arcivescovo Henryk Józef Nowacki, Nunzio Apostolico in Slovacchia.

  Nel tardo pomeriggio di oggi è previsto che il Santo Padre riceva l'Arcivescovo Tarcisio Bertone, Segretario della Congregazione per la Dottrina della Fede.
AP:AL/…/…                             VIS 20021108 (90)

ALTRI ATTI PONTIFICI


CITTA' DEL VATICANO, 8 NOV. 2002 (VIS). Il Santo Padre:

- Ha nominato il Vescovo Charles Michael Jarrell, finora Vescovo di Houma-Thibodaux (Stati Uniti d'America), Vescovo di Lafayette (superficie: 14.956; popolazione: 546.000; cattolici: 353.861; sacerdoti: 194; religiosi: 244; diaconi permanenti: 74), Stati Uniti d'America. Il Vescovo Jarrell succede al Vescovo Edward Joseph O'Donnell, del quale il Santo Padre ha accettato la rinuncia al governo pastorale della medesima Diocesi, presentata in conformità al canone 401, paragrafo 2, del Codice di Diritto Canonico.

- Ha nominato il Vescovo Antonio Juan Baseotto, C.RR.S., finora Vescovo di Añatuya (Argentina), Ordinario Militare per l'Argentina.

- Ha nominato Membri del Pontificio Consiglio per la Promozione dell'Unità dei Cristiani: il Cardinale Varkey Vithayathil, Arcivescovo Maggiore di Ernakulam-Angamaly dei Siro-Malabaresi (India); il Cardinale Cormac Murphy-O'Connor, Arcivescovo di Westminster (Gran Bretagna); il Cardinale Karl Lehmann, Vescovo di Mainz (Germania); il Cardinale Crescenzio Sepe, Prefetto della Congregazione per l'Evangelizzazione dei Popoli; l'Arcivescovo Peter Kodwo Appiah Turkson, di Cape Coast (Ghana); l'Arcivescovo Giuseppe Chiaretti, di Perugia-Città della Pieve (Italia); l'Arcivescovo Paul Nabil Sayah, di Haifa e Terra Santa dei Maroniti (Israele); l'Arcivescovo Josaphat Louis Lebulu, di Arusha (Tanzania); l'Arcivescovo Stanislav Hocevar, di Beograd (Jugoslavia); il Vescovo João Oneres Marchiori, di Lages (Brasile); il Vescovo Julio César Terán Dutari, Ausiliare di Quito (Ecuador); il Vescovo Kurt Koch, di Basilea (Svizzera); il Vescovo Cyprien Mbuka, di Boma (Repubblica Democratica del Congo).

- Ha nominato Consultori del Pontificio Consiglio per la Promozione dell'Unità dei Cristiani: l'Arcivescovo Antonio Maria Vegliò, Segretario della Congregazione per le Chiese Orientali; il Padre Emiliano Fabbricatore, O.S.B.I., Abate di Santa Maria di Grottaferrata (Italia); l'Archimandrita Ignace Dick, Protosincello di Alep dei Greco-Melkiti (Siria); il Sacerdote Barthélémy Adoukonou, Segretario Generale delle "Conferences Episcopales de l'Afrique de l'Ouest Francophone" (Costa d'Avorio); il Sacerdote Gosbert Byamungu, Professore dell'Istituto Ecumenico Universitario di Bossey (Svizzera); il Padre William Henn, O.F.M. Cap., Professore della Pontificia Università Gregoriana (Roma); il Sacerdote Angelo Maffeis, Professore del Seminario Diocesano di Brescia (Italia); il Padre Gerhard Wicks, S.I., Professore emerito della Pontificia Università Gregoriana (Roma); la Professoressa Eva-Maria Faber, della "Theologische Hochschule" di Chur (Svizzera); la Professoressa Barbara Hallensleben, della Facoltà di Teologia dell'Università di Fribourg (Svizzera); il Professor Wolfgang Thönissen, Direttore dello "Johan-Adam-Möhler Institut für Ökumenik" di Paderborn (Germania).
NER:RE:NA/…/                             VIS 20021108 (380)

giovedì 7 novembre 2002

ASSISTENZA MALATI ADEMPIE IL VANGELO DELL'AMORE


CITTA' DEL VATICANO, 7 NOV. 2002 (VIS). Questa mattina, nell'Aula Paolo VI, il Santo Padre Giovanni Paolo II ha ricevuto i 700 partecipanti alla XVII Conferenza Internazionale promossa dal Pontificio Consiglio per la Pastorale della Salute, che si svolge dal 7 al 9 novembre, nell'Aula Nuova del Sinodo in Vaticano, sul tema: "L'identità delle istituzioni sanitarie cattoliche".

  Il Santo Padre ha detto che il tema della Conferenza "è di grande rilevanza per la vita e la missione della Chiesa. Essa, infatti, nel compiere l'opera di evangelizzazione, ha sempre associato l'assistenza e la cura dei malati, (…), alla predicazione della Buona Novella" ed ha ricordato che: "alcuni tra i santi della carità e dell'ospitalità, quali San Camillo de Lellis, San Giovanni di Dio, San Vincenzo de' Paoli, hanno dato vita ad ospizi di ricovero e cura, anticipando quelli che sarebbero diventati gli ospedali moderni". Il Santo Padre ha detto ancora che le istituzioni socio-sanitarie cattoliche sono la "risposta di solidarietà e di carità della Chiesa al mandato del Signore, il quale inviò i Dodici ad annunziare il Regno di Dio e a guarire gli infermi".

  "In questa prospettiva" - ha proseguito il Papa - "vi ringrazio per gli sforzi che state compiendo per dare un nuovo slancio alla 'Confederatio internationalis catholicorum hospitalium', valido organismo per rispondere sempre meglio alle numerose questioni che interpellano quanti operano nel mondo della salute su vari fronti".

  "Per comprendere fino in fondo l'identità di tali istituzioni sanitarie" - ha ribadito il Santo Padre - "occorre andare al cuore di ciò che costituisce la Chiesa, ove la legge suprema è l'amore. Le istituzioni cattoliche della sanità diventano così testimonianza privilegiata della carità del Buon Samaritano poiché, nel curare i malati, compiamo la volontà del Signore e contribuiamo alla realizzazione del Regno di Dio. In tal modo esse esprimono la loro vera identità ecclesiale".

  "Nella Lettera Apostolica 'Novo millennio ineunte'" - ha affermato il Papa - "ho ricordato anche quanti mancano delle cure mediche più elementari. A questi fratelli e sorelle la Chiesa guarda con particolare sollecitudine".

  Il Santo Padre ha espresso la speranza che "le Istituzioni Sanitarie cattoliche e le Istituzioni pubbliche possano efficacemente collaborare, unite dal comune desiderio di servire l'uomo, specialmente il più debole o di fatto non socialmente garantito".
AC/ISTITUZIONI SANITARIE CATTOLICHE/…         VIS 20021107 (390)

UDIENZE


CITTA' DEL VATICANO, 7 NOV. 2002 (VIS). Il Santo Padre ha ricevuto questa mattina in udienze separate:

- L'Arcivescovo Giovanni Lajolo, Nunzio Apostolico nella Repubblica Federale di Germania.
- Quattro Presuli della Conferenza Episcopale del Brasile (Regione Est II), in Visita "ad Limina Apostolorum":
    - Il Cardinale Serafim Fernandes de Araújo, Arcivescovo di Belo Horizonte.
    - L'Arcivescovo Silvestre Luís Scandian, S.V.D., di Vitória, con l'Ausiliare Vescovo Hélio Adelar Rubert.
    - L'Arcivescovo Luciano Pedro Mendes de Almeida, S.I., di Mariana.
AP:AL/…/…                               VIS 20021107 (80)

mercoledì 6 novembre 2002

L'EUCARISTIA SORGENTE DI UNITÀ NELLA CHIESA


CITTA' DEL VATICANO, 6 NOV. 2002 (VIS). Nel pomeriggio di ieri il Santo Padre Giovanni Paolo II ha ricevuto i Membri del Pontificio Comitato e i Delegati Nazionali per i Congressi Eucaristici Internazionali, riuniti in Assemblea Plenaria per riflettere sul Congresso Eucaristico Internazionale che si terrà nell'ottobre 2004 a Guadalajara (México), sul tema "L'Eucaristia, Luce e Vita del nuovo millennio".

  Il Papa ha ricordato che obiettivo principale del Pontificio Comitato è quello di "'far sempre meglio conoscere e amare il Signore Gesù nel suo Mistero eucaristico, centro della vita della Chiesa e della sua missione per la salvezza del mondo' (…) favorendo le iniziative atte ad incrementare la devozione verso il Mistero eucaristico".

  I Congressi Eucaristici sono, ha proseguito il Pontefice, "una festa di fede attorno a Cristo Eucaristico, alla quale partecipano non solo i fedeli di una Chiesa particolare o di una sola nazione ma, per quanto possibile, da varie parti dell'Orbe. È la Chiesa che si raccoglie attorno al suo Signore e suo Dio".

  "A tale riguardo" - ha detto ancora il Papa - "quanto mai importante è l'opera dei Delegati nazionali, nominati dalle rispettive Autorità delle Chiese dell'Occidente e dell'Oriente. Essi sono chiamati a sensibilizzare le loro Chiese al tema del Congresso internazionale soprattutto nel periodo della sua preparazione, affinché esso diventi un evento fontale da cui rifluiscano nelle Chiese particolari frutti di vita e di comunione".

  Sottolineando che "L'Eucaristia è sorgente di unità nella Chiesa", il Papa ha detto che la partecipazione dei "fedeli di varia provenienza ad un tale evento eucaristico simboleggia, infatti, l'unità e la comunione".

  "L'apostolato eucaristico a cui dedicate i vostri sforzi" - ha concluso il Santo Padre - "costituisce certamente una risposta all'invito del Signore: 'Duc in altum!'. Perseverate in esso con impegno e passione, animando e diffondendo la devozione eucaristica in tutte le sue espressioni".
AC/CONGRESSI EUCARISTICI/…                 VIS 20021106 (320)

UDIENZA GENERALE: SALMO 97, CANTO DI LODE SIGNORE UNIVERSO


CITTA' DEL VATICANO, 6 NOV. 2002 (VIS). Questa mattina, nell'Aula Paolo VI, dove erano presenti più di 7.000 pellegrini provenienti da tutto il mondo, il Santo Padre Giovanni Paolo II ha tenuto la catechesi per l'Udienza Generale del Mercoledì sul Salmo 97, che ha definito: "un inno al Signore re dell'universo e della storia".

  Il Salmo 97, ha proseguito il Pontefice, "invita tutte le genti, anzi tutta la creazione, a rallegrarsi e a proclamare la grandezza di Dio" ed ha precisato che: "quattro sono i cantori di questo immenso inno di lode. (…) La terra e i suoi abitanti, il mare, i fiumi e le montagne, e tutti esprimono la loro gioia per le cose meravigliose che il Signore ha fatto per il Suo Popolo Eletto. Il Salmo si conclude con una nota di intensa attesa, poiché il Signore verrà per governare con giustizia e giudicare con equità".

  Il Papa ha affermato che il Salmo: "è definito come 'canto nuovo', che nel linguaggio biblico significa un canto perfetto, pieno, solenne, accompagnato da un festoso apparato musicale. (…) È questa la grande speranza e la nostra invocazione: 'Venga il tuo regno!', un regno di pace, di giustizia e di serenità, che ricomponga l'armonia originaria della creazione".

  Il Santo Padre ha proseguito la catechesi affermando: "Dio, quindi, è al centro della scena in tutta la sua maestà, mentre opera la salvezza nella storia ed è atteso per 'giudicare' il mondo e i popoli. Il verbo ebraico che indica il 'giudizio' significa anche 'governare': perciò si attende l'azione efficace del Sovrano di tutta la terra, che porterà pace e giustizia".

  "Letto nella prospettiva dell'Antico Testamento" - ha concluso il Papa - "il Salmo proclama che Dio salva il suo popolo e che tutte le nazioni, vedendo ciò, sono nell'ammirazione. Invece nella prospettiva cristiana, Dio opera la salvezza in Cristo, figlio d'Israele; tutte le nazioni lo vedono e sono invitate ad approfittare di questa salvezza, giacché il Vangelo 'è potenza di Dio per la Salvezza di chiunque crede'".
AG/SALMO 97/…                             VIS 20021106 (350)

L'IDENTITÀ DELLE ISTITUZIONI CATTOLICHE SANITARIE


CITTA' DEL VATICANO, 6 NOV. 2002 (VIS). L'Arcivescovo Javier Lozano Barragán, Presidente del Pontificio Consiglio per la Pastorale della Salute, ha presentato oggi, presso la Sala Stampa della Santa Sede, la XVII Conferenza Internazionale promossa dal suo Dicastero, sul tema: "L'identità delle Istituzioni cattoliche di sanità". La Conferenza si terrà nell'Aula Nuova del Sinodo in Vaticano, dal 7 al 9 novembre.

  L'Arcivescovo Lozano ha ricordato che la Chiesa cattolica amministra 6.038 ospedali, 17.189 ambulatori, 799 lebbrosari, 13.238 centri per anziani, malati cronici e handicappati, 8.711 ospizi per orfani, 10.368 centri per bambini, 10.565 consultori matrimoniali, 18.789 centri specializzati per l'educazione o la rieducazione sociale e 25.257 altri diversi centri di pastorale della salute. In totale, le istituzioni cattoliche sanitarie nel mondo sono 110.954.

  Riferendosi alla Conferenza Internazionale, il Presidente del Dicastero ha segnalato che 34 specialisti di diversi paesi esamineranno la situazione attuale degli ospedali cattolici e le sfide economiche, sociali, politiche, culturali e soprattutto religiose, in Africa, America, Asia, Europa e Oceania. Sarà anche esaminata la realtà federativa, associativa e di gruppo relativa alle istituzioni cattoliche che operano nell'ambito della salute.

  Nella seconda parte della Conferenza, ha proseguito il Presidente del Pontificio Consiglio, sarà esaminata la realtà attuale degli ospedali cattolici riflettendo sui principi morali, pastorali e teologici che ne sono alla base e sul dialogo inter-religioso con gli Ebrei, i Musulmani, gli Induisti ed i Buddisti.

  L'Arcivescovo Lozano ha detto ancora che nella terza parte della Conferenza, i partecipanti si interrogheranno sulle azioni da intraprendere per migliorare l'identità degli ospedali cattolici e per perfezionare gli aspetti economici, sociali, politici, organizzativi e amministrativi. Infine saranno presentate soluzioni per migliorare l'Associazione internazionale delle Istituzioni cattoliche di sanità e specialmente l'aspetto religioso cattolico, "giacché" - ha concluso il Presidente del Pontificio Consiglio - "questo è veramente lo scopo principale della nostra Conferenza Internazionale".
…/ISTITUZIONI CATTOLICHE SANITARIE/LOZANO     VIS 20021106 (310)

US$ 400,000 DESTINATI DAL SANTO PADRE ALLA TERRA SANTA


CITTA' DEL VATICANO, 6 NOV. 2002 (VIS). Dal 7 al 10 novembre prossimo, l'Arcivescovo Paul Josef Cordes, Presidente del Pontificio Consiglio "Cor Unum" si recherà in visita in Terra Santa per Incontri con il Patriarca Latino e le Autorità Israeliane e Palestinesi e per consegnare una donazione di US$ 400,000 al Patriarcato di Gerusalemme, alla custodia di Terra Santa dei Padri Francescani, alla Caritas locale e a diverse comunità cattoliche.

  In un Comunicato relativo alla visita dell'Arcivescovo Cordes, reso pubblico questa mattina, si legge:

  "Con l'occupazione della Chiesa della Natività a Betlemme, durata 39 giorni, si è avuta ulteriore prova di quanto sia necessaria la presenza dei cristiani in Terra Santa. I continui atti di violenza tra Palestinesi e Israeliani rappresentano purtroppo una minaccia persistente per la vita di tutti gli abitanti della regione. Le case di ospitalità per i pellegrini sono vuote, mentre a Betlemme la disoccupazione colpisce circa l'80% della popolazione. Si comprende bene perciò il desiderio di molti di lasciare il Paese. La salvaguardia dei Luoghi Santi sarebbe però gravemente messa in pericolo se i cristiani li abbandonassero".

  "In seguito ai terribili attacchi al World Trade Center, il Santo Padre Giovanni Paolo II ha lanciato un appello per un aiuto materiale e spirituale a favore di coloro che soffrono delle conseguenze della guerra e del terrorismo. Sua Santità, fra l'altro, ha destinato 400.000 US$ dei fondi raccolti in questa occasione alla Terra Santa".

  "Lo scopo di questo viaggio non sta solo nella consegna del denaro della colletta. Attraverso vari incontri, l'Inviato del Santo Padre vorrà soprattutto incoraggiare i cristiani a rimanere in questi luoghi martoriati, come tanti missionari in modo eroico già stanno facendo. Il sostegno è offerto per migliorare le condizioni di vita e di lavoro nella loro terra, per poter essere un seme fecondo di umanità e di pace".
CON-CU/VISITA TERRA SANTA/CORDES             VIS 20021106 (320)

UDIENZE


CITTA' DEL VATICANO, 6 NOV. 2002 (VIS). Il Santo Padre ha ricevuto oggi in udienza il Cardinale Crescenzio Sepe, Prefetto della Congregazione per l'Evangelizzazione dei Popoli.
AP/…/…                                   VIS 20021106 (30)

ALTRI ATTI PONTIFICI


CITTA' DEL VATICANO, 6 NOV. 2002 (VIS). Il Santo Padre:

- Ha nominato il Vescovo Bernardino Marchiò, finora Vescovo di Pesqueira  (Brasile), Vescovo di Caruarú (superficie: 5.687; popolazione: 814.030; cattolici: 685.125; sacerdoti: 39; religiosi: 84; diaconi permanenti: 6), Brasile.

- Ha nominato il Vescovo Walmir Alberto Valle, I.M.C., finora Vescovo di Zé Doca (Brasile), Vescovo Coadiutore di Joaçaba (superficie: 10.202; popolazione: 295.522; cattolici: 242.050; sacerdoti: 40; religiosi: 85; diaconi permanenti: 1), Brasile.

- Ha dato il suo assenso all'elezione canonicamente fatta dal Sinodo dei Vescovi della Chiesa Caldea, riunitosi a Baghdad dal 16 al 24 ottobre scorso, del Reverendo Andraos Abouna, del clero dell'Eparchia patriarcale di Baghdad e Capo Missione per i fedeli Caldei a Londra, Gran Bretagna, a Vescovo Ausiliare del Patriarcato di Babilonia dei Caldei, con incarico di Vescovo di Curia. Il Vescovo eletto è nato a Bedare/Zakho (Iraq), nel 1943 e fu ordinato sacerdote nel 1966.

- Ha nominato l'Arcivescovo Józef Wesolowski, che è Nunzio Apostolico in Kazakhstan, Tadjikistan e Kyrgyzstan, Nunzio Apostolico in Uzbekistan.

- Ha nominato l'Arcivescovo Antonio Mennini, finora Nunzio Apostolico in Bulgaria, Rappresentante della Santa Sede presso la Federazione Russa.
NER:NEC:NEA:NN/…/…                         VIS 20021106 (200)

martedì 5 novembre 2002

GIOVANNI PAOLO II RICORDA LE VITTIME DEL TERREMOTO


CITTA' DEL VATICANO, 1 NOV. 2002 (VIS). Alle 12:00 di oggi, Solennità di Tutti i Santi, il Santo Padre Giovanni Paolo II si è affacciato alla finestra del suo studio nel Palazzo Apostolico Vaticano per recitare l'Angelus con i fedeli convenuti in Piazza San Pietro. Nel pomeriggio il Papa si è recato nelle Grotte Vaticane per pregare per tutti i defunti.

  "Oggi la Chiesa, come dice la Liturgia" - ha detto il Santo Padre - "ha 'la gioia di celebrare in un'unica festa i meriti e la gloria di tutti i Santi': non solo di quelli che essa ha proclamato nel corso dei secoli, ma anche degli innumerevoli uomini e donne la cui santità, nascosta in questo mondo, è ben nota a Dio e risplende nel suo Regno eterno".

  Il Santo Padre Giovanni Paolo II ha proseguito affermando che: "La festa odierna ci invita a volgere lo sguardo al Cielo, meta del nostro pellegrinaggio terreno. Là ci attende la festosa comunità dei Santi. Là ci ritroveremo con i nostri cari defunti, per i quali s'eleverà la preghiera nella grande commemorazione liturgica di domani".

  "Il 2 novembre, però, ci chiede di non dimenticare, anzi, in un certo senso di privilegiare nella preghiera le anime di tanti defunti che nessuno ricorda. (…) Prego soprattutto per le vittime dei fatti di sangue, che nei mesi scorsi ed anche in questi giorni hanno continuato ad affliggere l'umanità. La commemorazione di tutti i defunti non può non essere anche una corale invocazione di pace: pace per chi ha vissuto, pace per chi vive, pace per chi vivrà".

  Dopo la preghiera dell'Angelus, il Santo Padre riferendosi ai terremoti che hanno colpito la Sicilia e altre zone dell'Italia centro-meridionale, "che hanno provocato gravi sofferenze e disagi a quelle care popolazioni", ha espresso la sua profonda "vicinanza spirituale alle persone colpite da questi tragici eventi, pensando specialmente ai bambini coinvolti nel crollo di un edificio scolastico a San Giuliano di Puglia. Mentre elevo al Signore la mia accorata preghiera per le vittime e per i loro familiari, rivolgo una affettuosa parola di incoraggiamento ai sopravvissuti e a quanti sono impegnati nei soccorsi, auspicando che siano sostenuti dalla solidarietà dell'intera Nazione".

  La sera dello stesso giorno, come ogni anno, il Santo Padre si è recato in visita nelle Grotte Vaticane per pregare per i Sommi Pontefici defunti e per tutti i defunti ed ha pronunciato la seguente preghiera: "In queste Grotte vaticane affidiamo alla misericordia del Padre anzitutto le vittime del terremoto che ha colpito il sud dell'Italia e in particolare i numerosi bambini che hanno perso la vita, i loro genitori e le loro famiglie. Preghiamo anche per coloro che hanno qui il loro sepolcro e attendono la risurrezione della carne: in particolare i Sommi Pontefici, che hanno svolto il servizio di Pastori della Chiesa Universale, perché siano partecipi dell'eterna liturgia del cielo".
ANG/SANTI:DEFUNTI/…                         VIS 20021105 (490)

ANGELUS: COMMEMORAZIONE DEFUNTI E VITTIME TERREMOTO


CITTA' DEL VATICANO, 3 NOV. 2002 (VIS). Alle 12:00 di oggi, il Santo Padre Giovanni Paolo II è apparso alla finestra del suo studio nel Palazzo Apostolico Vaticano per recitare l'Angelus con i fedeli convenuti in Piazza San Pietro. Nell'introdurre la preghiera mariana, il Papa ha ricordato la Commemorazione di Tutti i Fedeli Defunti ed ha chiesto di pregare per le vittime del terremoto che ha colpito l'Italia centromeridionale.

  Ricordando la Commemorazione liturgica di tutti i fedeli defunti il Papa ha detto: "Dalla Chiesa, sparsa nel mondo, si è levata una corale invocazione al Dio della vita e della pace, perché accolga nel suo Regno di luce infinita tutte le anime, specialmente le più abbandonate e bisognose della sua misericordia" ed ha aggiunto che: "Il mondo di oggi ha più che mai bisogno di riscoprire il senso del vivere e del morire nella prospettiva della vita eterna. Al di fuori di essa, la cultura moderna, nata per esaltare l'uomo e la sua dignità, si trasforma paradossalmente in cultura di morte".

  Il Santo Padre, ricordando che domani, 4 novembre, si celebra la memoria liturgica di San Carlo Borromeo, Suo giorno onomastico, ha espresso la sua "gratitudine a quanti, ricordando la ricorrenza di San Carlo, mi hanno fatto pervenire gli auguri per l'onomastico. Ringrazio soprattutto per le preghiere assicuratemi e di cuore le ricambio".

  Dopo l'Angelus il Santo Padre ha detto: "Oggi abbiamo tutti partecipato spiritualmente al dolore della comunità di San Giuliano di Puglia, tanto provata dalla tragica scomparsa di numerosi suoi figli. Ancora una volta desidero dire a quelle care famiglie che il Papa è loro vicino e che prega per loro, implorando dal Signore, per intercessione di Maria, Madre di misericordia, il conforto della fede e della speranza cristiana".

  Nelle prime ore della mattinata il Santo Padre aveva affidato all'Arcivescovo Paolo Romeo, Nunzio Apostolico in Italia, un Messaggio alla comunità di San Giuliano di Puglia che nella stessa mattina celebrava i funerali delle 29 vittime del terremoto, in gran parte bambini, morti nel crollo della loro scuola.

  Queste le parole del Santo Padre: "In quest'ora di profondo dolore per tante famiglie di San Giuliano di Puglia, che, affrante dal dolore, si apprestano a porgere l'estremo addio ai loro cari, desidero esprimere nuovamente loro tutta la mia paterna vicinanza, affidando nelle mani del Padre che sta nei cieli le giovani vite di chi ci ha lasciato, ed implorando per tutti il conforto della fede e della speranza cristiana. Per la diletta comunità di San Giuliano chiedo poi al Signore il dono della serenità in questa tragica circostanza, sicuro che questa susciterà in tutti quei sentimenti di profonda solidarietà, che sono prezioso patrimonio del popolo italiano".
ANG/VITTIME TERREMOTO/…                     VIS 20021105 (460)

UDIENZE


CITTA' DEL VATICANO, 4 NOV. 2002 (VIS). Lunedì 4 novembre il Santo Padre ha ricevuto i Cardinali: Opilio Rossi, Antonio Innocenti, Paul Augustin Mayer, Alfons M. Stickler, Angelo Felici, Giovanni Canestri, Antonio M. Javierre Ortas, José T. Sanchez, Fiorenzo Angelini, Luigi Poggi, Gilberto Agustoni e Giovanni Cheli.
AP/…/…                                   VIS 20021105 (50)

SANTA MESSA COMMEMORAZIONE PRELATI DEFUNTI ULTIMO ANNO


CITTA' DEL VATICANO, 5 NOV. 2002 (VIS). Questa mattina, nella Basilica Vaticana, il Santo Padre Giovanni Paolo II ha tenuto l'omelia della Santa Messa, celebrata dal Cardinale Angelo Sodano, Segretario di Stato, per tutti i Cardinali, Arcivescovi e Vescovi morti negli ultimi dodici mesi. 

 "La solennità di Tutti i Santi e la Commemorazione di Tutti i Fedeli Defunti" - ha ricordato il Santo Padre - "suscitano ogni anno nella Comunità ecclesiale un intenso e diffuso clima di preghiera. Un clima (…) in cui la consolante certezza della comunione dei santi lenisce il dolore, mai del tutto sopito, per le persone scomparse".

  Il Papa affermando che i Presuli defunti "sono vivamente presenti al nostro spirito" ha ricordato che: "Ad alcuni di loro mi legavano vincoli di profonda amicizia" ed ha menzionato in particolare i Cardinali morti negli ultimi dodici mesi: "Paolo Bertoli, Franjo Kuharic, Louis-Marie Billé, Alexandru Todea, Johannes Joachim Degenhardt, Lucas Moreira Neves, François Xavier Nguyên Van Thuân, John Baptist Wu Cheng-Chung".

  "Questi nostri Fratelli sono arrivati alla meta" - ha proseguito il Pontefice. "C'è stato un giorno in cui ciascuno di loro, fresco ancora di energie, ha pronunciato il suo 'eccomi!' al momento di essere ordinato Sacerdote. (…) Nell'ora della morte, hanno pronunciato l'ultimo 'eccomi', unito a quello di Gesù, che morì affidando il suo spirito nelle mani del Padre".

  Il Santo Padre ha ricordato che i defunti di cui si celebra oggi la commemorazione: "Sono stati Pastori, Pastori del gregge di Cristo. (…) Con il servizio della predicazione, hanno instillato nei cuori dei fedeli la sconvolgente e consolante verità dell'amore di Dio. (…) Nel nome del Dio d'amore, le loro mani hanno benedetto, le loro parole confortato, la loro presenza - anche silenziosa - ha testimoniato con eloquenza che la misericordia di Dio non ha fine, che è inesauribile la sua compassione".

  "Alcuni di loro" - ha detto il Santo Padre al termine dell'omelia - "hanno avuto la grazia di offrire tale testimonianza in modo eroico, affrontando dure prove e disumane persecuzioni".
HML/MEMORIA PRELATI DEFUNTI/…             VIS 20021105 (350)

IN MEMORIAM


CITTA' DEL VATICANO, 5 NOV. 2002 (VIS). Nelle scorse settimane sono deceduti i Prelati:

- Il Vescovo Philippe Chebaya, emerito di Baalbek - Deir El-Ahmar dei Maroniti, (Libano), il 9 ottobre, all'età di 82 anni.
- L'Arcivescovo Octavio Nicolás Derisi, già Ausiliare di La Plata (Argentina), il 22 ottobre, all'età di 95 anni.
- Il Vescovo Denzil Reginald D'Souza, emerito di Aizawl (India), il 25 ottobre, all'età di 73 anni.
- L'Arcivescovo José Sebastian Laboa, Nunzio Apostolico, il 24 ottobre, all'età di 79 anni.
- Il Vescovo Christopher Mwoleka, emerito di Rulenge (Tanzania), il 16 ottobre, all'età di 75 anni.
- Il Vescovo Louis Bertrand Tirilly, SS.CC., emerito di Taiohae o Tefenuaenata (Isole Marchese, Polinesia Francese), il 25 ottobre, all'età di 90 anni.
…/DECEDUTI/…                             VIS 20021105 (130)

martedì 18 giugno 2002

ALTRI ATTI PONTIFICI


CITTA' DEL VATICANO, 18 GIU. 2002 (VIS). Il Santo Padre:

- Ha nominato il Reverendo Philippe Breton, finora Parroco di Saint Honoré d'Eylau a Parigi, Vescovo di Aire et Dax (superficie: 9.364; popolazione: 326.617; cattolici: 255.000; sacerdoti: 205; religiosi: 309; diaconi permanenti: 6), Francia. Il Vescovo eletto è nato a Rouen nel 1936 ed è stato ordinato sacerdote nel 1966. Il Vescovo Breton succede al Vescovo Robert Sarrabère, del quale il Santo Padre ha accettato la rinuncia al governo pastorale della medesima Diocesi, presentata per raggiunti limiti d'età.

- Ha nominato il Vescovo Gérard Daucourt, finora Vescovo di Orléans (Francia), Vescovo di Nanterre (superficie: 175; popolazione: 1.410.000; cattolici: 950.000; sacerdoti: 346; religiosi: 949; diaconi permanenti: 30), Francia. Il Vescovo Daucourt succede al Vescovo François Favreau, del quale il Santo Padre ha accettato la rinuncia al governo pastorale della medesima Diocesi, presentata in conformità al canone 401, paragrafo 2, del Codice di Diritto Canonico.
NER:RE/…/… VIS 20020618 (160)

UDIENZE


CITTA' DEL VATICANO, 18 GIU. 2002 (VIS). Il Santo Padre ha ricevuto oggi in udienze separate:

- Sei Presuli della Conferenza Episcopale del Perù in Visita "ad Limina":
- Il Cardinale Juan Luis Cipriani Thorne, Arcivescovo di Lima, con gli Ausiliari Vescovo Carlos García Camader ed il Vescovo José Antonio Eguren Anselmi.
- L'Arcivescovo Alcides Mendoza Castro, di Cuzco.
- L'Arcivescovo Luis Sánchez-Moreno Lira, di Arequipa.
- L'Arcivescovo Héctor Miguel Cabrejos Vidarte, di Trujillo.
- Il Cardinale Armand Gaétan Razafindratandra, Arcivescovo di Antananarivo (Madagascar).
AL:AP/…/… VIS 20020618 (90)

ARCIVESCOVO FOLEY: COLMARE DIVARIO DIGITALE


CITTA' DEL VATICANO, 18 GIU. 2002 (VIS). L'Arcivescovo John P. Foley, Presidente del Pontificio Consiglio delle Comunicazioni Sociali, partecipa in questi giorni alla Riunione dell'Assemblea Generale delle Nazioni Unite dedicata alla Tecnologia dell'Informazione e della Comunicazione per lo Sviluppo, in corso a New York dal 17 al 18 giugno 2002.

Nel suo intervento, l'Arcivescovo Foley, ribadendo l'interesse della Santa Sede per l'argomento e per le sue "implicazioni umane e morali", ha ricordato che di fronte alla necessità di rendere disponibile al maggior numero possibile di persone la tecnologia dell'informazione e della comunicazione, occorrerà rispettare tre principi fondamentali: "importanza assoluta della verità, dignità della persona umana e bene comune".

Successivamente, in merito al divario digitale, l'Arcivescovo ha affermato che per colmare tale divario "è necessario prendere provvedimenti per porre fine all'ingiusta discriminazione che separa i ricchi dai poveri, sia all'interno delle nazioni che fra di esse, relativamente all'accesso alle nuove tecnologie dell'informazione e della comunicazione. Un altro divario opera a discapito delle donne" - ha aggiunto l'Arcivescovo Foley - "ed anche tale divario deve essere eliminato".

"L'estensione dei servizi fondamentali di comunicazione all'intera popolazione dei paesi in via di sviluppo è una questione di giustizia" - ha sottolineato il Presidente del Pontificio Consiglio delle Comunicazioni Sociali. - "Le tecnologie dell'informazione e della comunicazione promuovono e stimolano il processo di globalizzazione, determinando una situazione in cui il commercio e la comunicazione sono liberi dalle restrizioni delle frontiere nazionali".

L'Arcivescovo Foley ha sottolineato inoltre che, nonostante tale situazione sia "fattore di creazione di ricchezza e di promozione dello sviluppo", la distribuzione dei benefici non è "equa". "Mentre alcuni paesi - corporazioni ed individui - hanno considerevolmente accresciuto le loro ricchezze, altri non sono stati in grado di mantenerle, anzi sono diventati più poveri. Peggio ancora, in alcuni paesi si avverte che la globalizzazione è stata imposta ed è un processo al quale essi non sono in grado di partecipare in maniera effettiva".

"Giovanni Paolo II, in un discorso al Segretario Generale delle Nazioni Unite ed al Comitato Amministrativo di Coordinamento delle Nazioni Unite" - ha concluso l'Arcivescovo - ha parlato di un 'crescente senso di solidarietà internazionale' che offre alle Nazioni Unite 'un'opportunità unica di contribuire alla globalizzazione della solidarietà fungendo da punto d'incontro degli Stati e della società civile e da punto di convergenza dei diversi interessi e necessità".
…/NUOVE TECNOLOGIE/USA:FOLEY VIS 20020618 (390)

COMUNICATO "COR UNUM" ATTIVITA' CARITATIVA NEL MONDO


CITTA' DEL VATICANO, 18 GIU. 2002 (VIS). Oggi è stato reso pubblico il testo di un Comunicato del Pontificio Consiglio "Cor Unum" sull'attività caritativa del Papa nel mondo, comprendente le offerte destinate ai paesi colpiti da calamità naturali e da guerre e la promozione umana nei paesi in via di sviluppo.

Nel Comunicato si precisa che, in occasione della Giornata di Digiuno e di Preghiera per la Pace, proclamata per il 14 dicembre a seguito degli attentati terroristici dell'11 settembre e della guerra in Afghanistan, il Santo Padre Giovanni Paolo II ha dato incarico a "Cor Unum" di destinare le offerte raccolte in questa giornata ai più bisognosi. Attualmente le offerte continuano ad arrivare e finora si è raggiunto l'importo complessivo di circa € 1.800.000 Euro.

Per disposizione del Papa "Cor Unum", nei primi mesi dell'anno, ha già inviato aiuti per US $950.000 dollari in favore dei profughi afgani, delle vittime della guerra in Medio-Oriente e dei profughi iracheni. Un ulteriore contributo di US $50.000 dollari è stato inviato ad un ospedale di New York per le cure alle vittime dell'atto terroristico. Nel maggio scorso, in occasione del suo recente Viaggio Apostolico in Azerbaijan, il Santo Padre ha portato un dono di 100.000 dollari per i profughi del Paese.

Relativamente agli aiuti alle popolazioni colpite da calamità naturali e da guerre, il Dicastero della carità del Papa ha destinato US $1.209.700 dollari. Riguardo ai fondi per la promozione umana integrale dei settori più deboli della popolazione in vari Paesi, "Cor Unum" ha erogato aiuti per un totale di US $841.200 dollari.

Nel Comunicato si legge che il Consiglio di Amministrazione della Fondazione "Giovanni Paolo II per il Sahel", istituita da Giovanni Paolo II nel 1984, ha deliberato il finanziamento di 230 progetti per l'ammontare complessivo di US $2.333.308 dollari, a sostegno di progetti contro la siccità e la desertificazione nei paesi della regione saheliana e per la formazione di personale specializzato in tale campo.

Infine, il Comunicato annuncia che il Consiglio di Amministrazione della Fondazione "Populorum Progressio", istituita da Giovanni Paolo II nel 1992 per favorire la promozione umana integrale delle Comunità indigene, meticce ed afro-americane contadine povere dell'America Latina e della regione dei Caraibi, ha esaminato 294 progetti, approvandone il finanziamento di 216, per un ammontare complessivo di US $ 1.773.700 dollari.
CON-CU/CARITÀ DEL PAPA/… VIS 20020618 (390)

PROGRAMMA VIAGGIO DEL PAPA TORONTO, GUATEMALA, MESSICO


CITTA' DEL VATICANO, 18 GIU. 2002 (VIS). Nella tarda mattinata di oggi, è stato reso pubblico il programma del Viaggio Apostolico del Santo Padre Giovanni Paolo II a Toronto, Ciudad de Guatemala e Ciudad de México, dal 23 luglio al 2 agosto prossimo. Sarà il 97° Viaggio Apostolico fuori d'Italia dall'inizio del suo Pontificato.

Alle ore 9.40 di martedì 23 luglio, Giovanni Paolo II partirà dall'aeroporto internazionale Leonardo da Vinci di Fiumicino (Roma) per Toronto (Canada), dove l'arrivo è previsto alle ore 13:00. Dopo la cerimonia di Benvenuto, il Papa si recherà in elicottero a Strawberry Island nel Lago Simcoe a nord di Toronto. Il 24 e la mattina del 25 luglio è previsto il soggiorno in privato, mentre nel pomeriggio del 25 il Papa parteciperà alla Festa di Accoglienza dei Giovani nell'Exhibition Place a Toronto.

Venerdì 26 è previsto il soggiorno in privato del Papa, mentre sabato 27 avrà luogo l'Incontro con il Governatore Generale, il Primo Ministro del Canada, il Primo Ministro dell'Ontario ed il Sindaco di Toronto, nella Casa Madre delle Sisters of St. Joseph nel Morrow Park a Toronto. Alle 13:00, il Santo Padre reciterà l'Angelus con la Comunità delle Sisters of St. Joseph nella Cappella della Casa Madre ed alle 19:00 parteciperà alla Veglia con i Giovani, nel Downsview Park a Toronto.

Domenica 28 luglio, il Santo Padre Giovanni Paolo II celebrerà la Santa Messa e reciterà l'Angelus Domini nel Downsview Park a Toronto in occasione della celebrazione della XVII Giornata Mondiale della Gioventù.

Lunedì 29, Giovanni Paolo II celebrerà la Santa Messa in privato. Al termine della Cerimonia di Congedo, nell'aeroporto internazionale Lester B. Pearson di Toronto, il Santo Padre partirà per Ciudad de Guatemala, dove l'arrivo è previsto alle ore 15:00.

Alle 9:00 di martedì 30 luglio, il Santo Padre celebrerà la Santa Messa e presiederà la Cerimonia di Canonizzazione del Beato Hermano Pedro de San José de Betancurt, nell'Ippodromo di Ciudad de Guatemala. La sera stessa partirà per Ciudad de México, dove giungerà dopo tre ore di volo.

Alle 10:00 di mercoledì 31, Giovanni Paolo II celebrerà la Santa Messa e presiederà la Cerimonia di Canonizzazione del Beato Juan Diego Cuauhtlatoatzin, nella Basilica di Nostra Signora di Guadalupe a Ciudad de México. La sera è previsto il soggiorno in privato.

Il 1° agosto il Papa celebrerà la Santa Messa in privato nella Cappella della Nunziatura Apostolica a Ciudad de México e successivamente si recherà alla Basilica di Nostra Signora di Guadalupe per celebrare, alle 10:15, la Liturgia della Parola e la Cerimonia di Beatificazione dei Martiri Juan Bautista e Jacinto de los Angeles. Alle 13:00 avrà luogo la cerimonia di congedo all'aeroporto di Ciudad de México. La partenza dell'aereo papale è prevista alle 13:30 e l'arrivo all'aeroporto di Ciampino, alle 9:00 di venerdì 2 agosto.
GPII-VIAGGIO/TORONTO:GUATEMALA:MESSICO VIS 20020618 (480)

lunedì 17 giugno 2002

SAN PIO: ESEMPIO AMORE VERSO DIO E SOLIDARIETA' PROSSIMO

CITTA' DEL VATICANO, 17 GIU. 2002 (VIS). Questa mattina, nell'Aula Paolo VI, il Santo Padre Giovanni Paolo II ha ricevuto migliaia di devoti che ieri hanno partecipato alla cerimonia di Canonizzazione di Padre Pio da Pietrelcina, "testimone credibile di Cristo e del suo Vangelo. Il suo esempio e la sua intercessione spronano ciascuno ad un amore sempre maggiore verso Dio ed alla concreta solidarietà verso il prossimo, specialmente verso quello più bisognoso".

Il Papa ha detto che San Pio da Pietrelcina "è innanzitutto un 'frate del popolo'" e "un santo taumaturgo, come testimoniano gli eventi straordinari che costellano la sua vita. Soprattutto, però, Padre Pio è un religioso sinceramente innamorato di Cristo crocifisso. Al mistero della Croce egli ha partecipato in modo anche fisico nel corso della sua vita".

"Questo suo cammino di esigente ascesi spirituale" - ha proseguito il Pontefice - "Padre Pio lo compì in profonda comunione con la Chiesa. Non valsero a frenare questo suo atteggiamento di filiale obbedienza momentanee incomprensioni con l'una o con l'altra Autorità ecclesiale. Padre Pio fu, in pari misura, fedele e coraggioso figlio della Chiesa, seguendo anche in questo il luminoso esempio del Poverello d'Assisi".

Il Santo Padre ha affermato ancora che ai numerosi fedeli che accorrevano a lui, Padre Pio "trasmetteva (…) la Parola consolatrice e illuminante di Dio, consentendo a ciascuno di attingere alle fonti della grazia mediante l'assidua dedizione al ministero delle Confessioni e la fervorosa celebrazione dell'Eucaristia".

"La Santa Messa" - ha concluso il Papa - "era il cuore e la fonte di tutta la sua spiritualità. (…) I fedeli, che si assiepavano intorno al suo Altare, erano profondamente colpiti dall'intensità della sua 'immersione' nel Mistero e percepivano che 'il Padre' partecipava in prima persona alle sofferenze del Redentore".
AC/CANONIZZAZIONE PADRE PIO/… VIS 20020617 (310)

PIU' DI 300.000 FEDELI ALLA CANONIZZAZIONE DI PADRE PIO


CITTA' DEL VATICANO, 16 GIU. 2002 (VIS). Alle 10:00 di questa mattina, sul sagrato della Basilica Vaticana, Giovanni Paolo II ha celebrato l'Eucaristia davanti a più di 300.000 fedeli che affollavano Piazza San Pietro e le vie adiacenti per assistere alla cerimonia di Canonizzazione del Beato Padre Pio da Pietrelcina (al secolo Francesco Forgione), Presbitero, dell'Ordine dei Frati Minori Cappuccini.

Alla cerimonia di oggi hanno partecipato i protagonisti dei due miracoli compiuti dal Frate Cappuccino: Consiglia de Martino, guarita, nel 1992, in modo inspiegabile, da una rottura di un vaso linfatico, che l'avrebbe inesorabilmente condotta alla morte, e Matteo Pio Colella, che oggi ha quasi dieci anni, e che due anni fa entrò in coma irreversibile a causa di una meningite fulminante.

Nell'omelia, il Papa ha affermato che le parole di Gesù ai discepoli: "'Il mio giogo è dolce e il mio carico leggero'" sono "una magnifica sintesi dell'intera esistenza di Padre Pio da Pietrelcina, oggi proclamato santo. L'immagine evangelica del 'giogo' evoca le tante prove che l'umile cappuccino di San Giovanni Rotondo si trovò ad affrontare. (…) La vita e la missione di Padre Pio testimoniano che difficoltà e dolori, se accettati per amore, si trasformano in un cammino privilegiato di santità".

"Padre Pio è stato generoso dispensatore della misericordia divina, rendendosi a tutti disponibile attraverso l'accoglienza, la direzione spirituale, e specialmente l'amministrazione del sacramento della Penitenza. Il ministero del confessionale, che costituisce uno dei tratti distintivi del suo apostolato, attirava folle innumerevoli di fedeli al Convento di San Giovanni Rotondo" - ha detto il Papa nell'omelia, ricordando che anche lui ebbe l'occasione di confessarsi dal Frate. "Anche quando quel singolare confessore trattava i pellegrini con apparente durezza, questi, presa coscienza della gravità del peccato e sinceramente pentiti, quasi sempre tornavano indietro per l'abbraccio pacificante del perdono sacramentale. Possa il suo esempio animare i sacerdoti a compiere con gioia e assiduità questo ministero".

Il Santo Padre ha quindi sottolineato che "la radice profonda di tanta fecondità spirituale si trova in quella intima e costante unione con Dio di cui erano eloquenti testimonianze le lunghe ore trascorse in preghiera. (…) Questa fondamentale caratteristica della sua spiritualità continua nei 'Gruppi di Preghiera' da lui fondati, che offrono alla Chiesa e alla società il formidabile contributo di una orazione incessante e fiduciosa. Alla preghiera Padre Pio univa poi un'intensa attività caritativa di cui è straordinaria espressione la 'Casa Sollievo della Sofferenza'. Preghiera e carità, ecco una sintesi quanto mai concreta dell'insegnamento di Padre Pio, che quest'oggi viene a tutti riproposto".

Al termine della Santa Messa e prima della recita dell'Angelus, il Papa ha rivolto parole di saluto a tutti coloro che hanno partecipato alla Celebrazione: Cardinali, Arcivescovi, Vescovi, il Ministro Generale dei Cappuccini e tutti i Confratelli di Padre Pio, la Delegazione ufficiale del Governo italiano e le numerose altre Autorità civili e militari italiane.

"Un particolare pensiero desidero poi riservare a tutti i pellegrini convenuti in questa Piazza e nelle vie adiacenti, specialmente a quanti hanno affrontato il sacrificio di rimanere in piedi per lungo tempo. Saluto pure i fedeli raccolti in preghiera a San Giovanni Rotondo e quanti ci seguono mediante la televisione. Nell'esortare ciascuno a perseverare sulle orme di San Pio da Pietrelcina, sono lieto di annunciare che la sua memoria liturgica, con il grado di 'obbligatoria', sarà inserita nel Calendario Romano generale il 23 settembre, giorno della sua nascita al Cielo".

Infine, a bordo della "papamobile" il Santo Padre ha percorso Piazza San Pietro e Via della Conciliazione per salutare le decine di migliaia di fedeli giunti da tutta Italia e dall'estero, in una giornata di caldo torrido, con punte superiori ai 35 gradi. Per evitare lipotimie e disidratazione sono stati predisposti idranti puntati, ad intervalli regolari, su tutti i presenti.
HML/CANONIZZAZIONE PADRE PIO/… VIS 20020617 (640)

ALTRI ATTI PONTIFICI


CITTA' DEL VATICANO, 15 GIU. 2002 (VIS). Il Santo Padre:

- Ha nominato il Vescovo Eustaquio Pastor Cuquejo Verga, C.SS.R., finora Ordinario Castrense per il Paraguay, Arcivescovo Metropolita di Asunción (superficie: 658; popolazione: 1.602.173; cattolici: 774.000; sacerdoti: 354; religiosi: 1.842; diaconi permanenti: 51), Paraguay. L'Arcivescovo eletto è nato a San Estanislao (Paraguay), nel 1939, è stato ordinato sacerdote nel 1964 ed ha ricevuto la consacrazione episcopale nel 1982. L'Arcivescovo Cuquejo Verga succede all'Arcivescovo Felipe Santiago Benítez Ávalos, del quale il Santo Padre ha accettato la rinuncia al governo pastorale della medesima Arcidiocesi, presentata per raggiunti limiti d'età.

- Ha accettato la rinuncia al governo pastorale dell'Arcidiocesi di Bahia Blanca (Argentina), presentata dall'Arcivescovo Rómulo García, per raggiunti limiti d'età.

- Ha nominato Don Luis Antonio Sánchez Armijos, S.D.B., finora Vicario ed Economo della Comunità del Post-Noviziato di Quito e Professore nella Facoltà di Scienze Religiose dell'Università Politecnica Salesiana di Quito, Vescovo di Tulcán (superficie: 3.699; popolazione: 170.784; cattolici: 167.028; sacerdoti: 36; religiosi: 112), Ecuador. Il Vescovo eletto è nato a Olmedo (Ecuador), nel 1943. Nel 1969 ha emesso la professione perpetua nella Società Salesiana di San Giovanni Bosco ed è stato ordinato sacerdote nel 1975.

- Ha nominato il Sacerdote Leopoldo Hermes Garín Bruzzone, finora Vicario Generale di Canelones e Parroco della Parrocchia della "Sagrad Familia" a Sauce (Uruguay), Vescovo Ausiliare della Diocesi di Canelones (superficie: 4.532; popolazione: 443.660; cattolici: 365.821; sacerdoti: 38; religiosi: 178; diaconi permanenti: 10), Uruguay. Il Vescovo eletto è nato a San Ramón (Uruguay), nel 1947 ed è stato ordinato sacerdote nel 1973.

- Ha accettato la rinuncia all'ufficio di Ausiliare della Diocesi di Chicoutimi (Canada), presentata dal Vescovo Roch Pedneault, per raggiunti limiti d'età.
NER:RE:NEA/…/… VIS 20020617 (290)

INVIATO SPECIALE CELEBRAZIONI MILLENNIO PAPA SAN LEONE IX


CITTA' DEL VATICANO, 15 GIU. 2002 (VIS). Questa mattina è stato reso pubblico il testo della Lettera Pontificia con la quale il Santo Padre Giovanni Paolo II nomina il Cardinale Paul Poupard, Presidente del Pontificio Consiglio per la Cultura, Inviato Speciale alle celebrazioni conclusive del Millennio della nascita di Papa San Leone IX, in programma ad Eguisheim (Francia), il 23 giugno prossimo. La Lettera, redatta in lingua latina, porta la data del 23 marzo.

La Missione che accompagnerà il Cardinale Poupard è composta dal Monsignore Joseph Gaschy, Vicario Generale dell'Arcidiocesi di Strasburgo, dal Canonico Aloys Kieffer, Vicario Generale della medesima Arcidiocesi e dal Padre Jean-Marie Mazas, F.S.J., Addetto di Segreteria del Pontificio Consiglio per la Cultura.
GPII-LETTERA/INVIATO SPECIALE/FRANCIA:POUPARD VIS 20020617 (130)
UDIENZE
CITTA' DEL VATICANO, 15 GIU. 2002 (VIS). Il Santo Padre ha ricevuto oggi in udienze separate:

- Il Signor Mathieu Kerekou, Presidente della Repubblica del Benin, con la Consorte e Seguito.
- L'Arcivescovo Telesphore Placidus Toppo, di Ranchi (India).
- Il Vescovo Jerzy Mazur, della Diocesi di San Giuseppe a Irkutsk (Federazione Russa).
- Il Signor Desai Niranjan Natverlal, Ambasciatore di India in visita di congedo.
- Il Cardinale Giovanni Battista Re, Prefetto della Congregazione per i Vescovi.
AP/…/… VIS 20020617 (80)

FIGLIE DI SAN CAMILLO: RENDERE PRESENTE CRISTO AL PROSSIMO


CITTA' DEL VATICANO, 15 GIU. 2002 (VIS). Il Santo Padre ha ricevuto oggi in udienza le partecipanti al Capitolo Generale dell'Istituto delle Figlie di San Camillo che hanno dedicato i lavori del Capitolo Generale ad un approfondimento dell'eredità spirituale dei Beati Fondatori: Giuseppina Vannini e Luigi Tezza, "per proseguire con consapevolezza ed entusiasmo sulla via della santità".

Giovanni Paolo II, nel ricordare: "lo sforzo generoso da voi profuso nel servizio ai poveri ed ai malati, come pure l'impulso che la vostra Famiglia religiosa, già presente in quattro Continenti, ha impresso recentemente all'attività missionaria nell'America del Sud, in Oriente e nell'Europa dell'Est", ha esortato le Figlie di San Camillo "a continuare su questa scia".

"Sia vostra cura rendere presente il Cristo misericordioso in tutti i vostri contatti col prossimo, a cominciare da quelli all'interno della Congregazione. Regni tra voi lo spirito di carità fraterna, così che ogni religiosa si senta capita e valorizzata nelle sue capacità e nessuna debba lamentare ingiustizie o sopraffazioni".

Il Papa ha successivamente affermato che le Figlie di San Camillo sono "chiamate ad essere segni concreti della tenerezza di Cristo, soprattutto là dove la sofferenza opprime l'essere umano nel corpo e nello spirito. (…) Seguendo l'esempio di San Camillo e dei beati Fondatori, non esitate a proclamare con le parole, ma soprattutto con le opere, la gioia di sacrificare la vostra esistenza per i fratelli bisognosi".

"Attraverso le istituzioni socio-sanitarie e le scuole da voi gestite fatevi promotrici di autentiche fucine di umanità e di carità, capaci di suscitare in quanti sono a contatto con i malati il desiderio di trasformare il 'curare' in un 'prendersi cura', e la 'professione' in 'vocazione'".
AC/…/FIGLIE SAN CAMILLO VIS 20020617 (280)

venerdì 14 giugno 2002

UDIENZE


CITTA' DEL VATICANO, 14 GIU. 2002 (VIS). Il Santo Padre ha ricevuto oggi in udienze separate:

- Il Signor Joseph Kabila, Presidente della Repubblica Democratica del Congo e Seguito.
- L'Arcivescovo Giuseppe De Andrea, Nunzio Apostolico in Kuwait, in Bahrain e in Yemen; Delegato Apostolico nella Penisola Arabica.
- Il Monsignore Francesco Follo, Osservatore Permanente presso le Organizzazioni delle Nazioni Unite per l'Educazione, la Scienza e la Cultura (U.N.E.S.C.O.).
- Il Signor Stelios Rocanas, Ambasciatore di Grecia, in visita di congedo.
- Il Cardinale Lubomyr Husar, Arcivescovo Maggiore di Lviv degli Ucraini (Ucraina).

È previsto che nel pomeriggio di oggi il Santo Padre riceva il Cardinale Joseph Ratzinger, Prefetto della Congregazione per la Dottrina della Fede.
AP/…/… VIS 20020614 (100)

RIPARTIRE DA CRISTO: RINNOVATO IMPEGNO VITA CONSACRATA


CITTA' DEL VATICANO, 14 GIU. 2002 (VIS). Questa mattina è stato reso pubblico il testo dell'Istruzione della Congregazione per gli Istituti di Vita Consacrata e le Società di Vita Apostolica: "Ripartire da Cristo. Un rinnovato impegno della vita consacrata nel terzo millennio".

Il Documento, datato 19 Maggio, Solennità di Pentecoste, consta di sessanta pagine e si compone di un'introduzione e di quattro capitoli. Pubblicato in lingua inglese, francese, italiana, spagnola, tedesca e portoghese, porta la firma del Cardinale Eduardo Martínez Somalo, Prefetto della Congregazione e dell'Arcivescovo Piergiorgio Silvano Nesti, C.P., Segretario della medesima Congregazione.

Nucleo fondamentale del documento, rivolto ai consacrati e alle consacrate, come si legge nella presentazione, è: "la necessità di una forte vita spirituale per una rinnovata qualità della vita consacrata".

Il Primo Capitolo: "La vita consacrata: presenza della carità di Cristo in mezzo all'umanità", "è un canto di lode a Dio per i doni di grazia che Egli ha fatto e continua a fare alla sua Chiesa attraverso questa particolare forma di sequela di Cristo". Ricordando che "particolare ammirazione suscita la multiforme attività missionaria delle persone consacrate", si sottolinea che: "La forza dello Spirito continua a guidare il dinamismo della vita consacrata e, anche in un tempo di crisi, assistiamo alla fioritura di nuovi Istituti".

"Il coraggio di affrontare le prove e le sfide", Secondo Capitolo dell'Istruzione, "prende in considerazione le difficoltà più significative" che le persone consacrate devono affrontare. "Alla tentazione dell'efficientismo e dell'attivismo", come pure allo "individualismo dominante (…) si aggiungono la diminuzione e l'invecchiamento dei membri". Tali sfide "chiedono di essere affrontate con una nuova qualità della vita consacrata (…) attraverso un cammino di formazione che coinvolga, ai vari livelli, i Superiori, le comunità o fraternità e i singoli consacrati e consacrate".

Nel Terzo Capitolo: "La vita spirituale al primo posto", vengono "offerte indicazioni concrete per attuare una autentica formazione permanente, per superare le prove e vincere le sfide". Il Documento invita a seguire la via indicata dal Santo Padre nella Lettera Apostolica "'Novo millennio ineunte': ripartire dalla contemplazione del volto di Cristo" e da una "profonda spiritualità di comunione", ribadendo inoltre che: "Quando la Parola di Dio, la Preghiera e l'Eucaristia sono il motore della vita consacrata, la spiritualità che si sviluppa tende ad essere naturalmente 'una spiritualità di comunione'".

"Testimoni dell'amore", Quarto Capitolo dell'Istruzione, "è un invito a tutte le persone consacrate affinché percorrano fino in fondo questa via della spiritualità e della comunione nel rinnovamento della vita e delle opere". Particolare attenzione è riservata nel Documento "alla necessità che le persone consacrate siano in prima linea nel dialogo con tutti: con i fratelli separati, con quelli di altre religioni e con quanti non professano particolari confessioni religiose".
…/ISTRUZIONE VITA CONSACRATA/… VIS 20020614 (460)

giovedì 13 giugno 2002

UDIENZE


CITTA' DEL VATICANO, 13 GIU. 2002 (VIS). Il Santo Padre ha ricevuto oggi in udienze separate:

- La Signora Chandrika Bandaranaike Kumaratunga, Presidente della Repubblica Democratica Socialista dello Sri Lanka, e Seguito.
- L'Arcivescovo Patrick Coveney, Nunzio Apostolico in Nuova Zelanda, nelle Isole Fiji, nelle Isole Marshall, negli Stati Federati di Micronesia, in Samoa, in Vanuatu, in Tonga, in Nauru, in Kiribati, in Palau e nelle Isole Cook; Delegato Apostolico nell'Oceano Pacifico.
- Tre Presuli della Conferenza Episcopale del Venezuela, in Visita "ad Limina":
- Il Vescovo Ramiro Díaz Sánchez, O.M.I., Vicario Apostolico di Machiques.
- Il Vescovo Reinaldo Del Prette Lissot, Vescovo Coadiutore di Maracay.
- Il Reverendo Victor Manuel Roa Aguilar, Amministratore Diocesano di Barinas.
- L'Arcivescovo Luigi De Magistris, Pro-Penitenziere Maggiore della Penitenzieria Apostolica, con il Padre Gianfranco Girotti, O.F.M.Conv., Reggente della Penitenzieria Apostolica.
AP:AL/…/… VIS 20020613 (140)

PUBBLICAZIONE DOMANI ISTRUZIONE VITA CONSACRATA


CITTA' DEL VATICANO, 13 GIU. 2002 (VIS). Domani, venerdì 14 giugno, verrà resa pubblica l'Istruzione della Congregazione per gli Istituti di vita consacrata e le Società di vita apostolica: "Ripartire da Cristo. Un rinnovato impegno della vita consacrata nel terzo millennio".
…/ISTRUZIONE VITA CONSACRATA/… VIS 20020613 (50)

mercoledì 12 giugno 2002

UDIENZA GENERALE: SALMO 91, LODE AL SIGNORE CREATORE


CITTA' DEL VATICANO, 12 GIU. 2002 (VIS). Tema della catechesi del Santo Padre Giovanni Paolo II per l'Udienza Generale di oggi, tenutasi nell'Aula Paolo VI, è stato il Salmo 91, che, ha detto il Pontefice, è "l'inno che si eleva al Signore eterno ed eccelso quando, (…) si entra nella giornata santa della preghiera, della contemplazione, della quiete serena del corpo e dello spirito".

Il Papa ha spiegato che: "Al centro del Salmo si erge, solenne e grandiosa, la figura del Dio altissimo, attorno al quale si delinea un mondo armonico e pacificato". L'inno è costituito "da un intenso appello alla lode, al gioioso canto di ringraziamento, alla festosità della musica. (…) L'amore e la fedeltà del Signore devono essere celebrati attraverso il canto liturgico che va condotto 'con arte'".

Il Salmo, ha proseguito il Pontefice, propone "il profilo dell'empio e del giusto". L'empio "è posto di fronte al Signore", mentre il giusto "a differenza dell'empio che è come l'erba dei campi rigogliosa ma effimera, (…) si erge verso il cielo, solido e maestoso come la palma e il cedro del Libano". I giusti "hanno una relazione quanto mai salda e stabile con il tempio e quindi con il Signore, che in esso ha stabilito la sua dimora".

Giovanni Paolo II ha concluso la catechesi affermando che il Salmo 91 "celebra la fiducia in Dio che è sorgente di serenità e pace, anche quando si assiste all'apparente successo dell'empio. Una pace che è intatta anche nella vecchiaia, stagione vissuta ancora nella fecondità e nella sicurezza".
AG/SALMO 91/… VIS 20020612 (270)
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