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Il Vatican Information Service (VIS), istituito nell'ambito della Sala Stampa della Santa Sede, è un bollettino telematico che diffonde notizie relative all'attività magistrale e pastorale del Santo Padre e della Curia Romana...

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martedì 7 ottobre 2014

Programma della visita del Papa al Parlamento Europeo e al Consiglio d'Europa

Città del Vaticano, 7 ottobre 2014 (VIS). E' stato pubblicato il programma della visita del Santo Padre Francesco al Parlamento Europeo e al Consiglio d'Europa che avrà luogo martedì 25 novembre 2014.

L'aereo papale decollerà dall'aeroporto romano di Fiumicino alle 07.55, atterrerà a Strasburgo alle 10.00, dove il Papa sarà ricevuto in forma privata. Alle 10.30 pronuncerà un discorso davanti al Parlamento Europeo e alle 12,05 davanti al Consiglio di Europa. Alle 13,50 il Papa s'imbarcherà per ritornare a Roma, dove atterrerà all'aeroporto di Ciampino alle15.50.

Papa Francesco si recherà in visita in Francia nel 2015

Città del Vaticano, 7 ottobre 2014 (VIS). Il Direttore della Sala Stampa della Santa Sede, Padre Federico Lombardi, S.I., ha reso noto oggi che il Santo Padre intende compiere un viaggio apostolico in Francia nel corso del prossimo anno 2015.

Seconda Congregazione Generale

Città del Vaticano, 7 ottobre 2014 (VIS). Nel corso della seconda Congregazione generale, è iniziato ieri pomeriggio il dibattito nell' Assemblea Generale Straordinaria del Sinodo dei Vescovi. Il tema previsto, secondo l’ordine dell’Instrumentum Laboris, era: ''Il disegno di Dio su matrimonio e famiglia” (I parte, cap. 1) e ''Conoscenza e ricezione della Sacra Scrittura e dei documenti della Chiesa su matrimonio e famiglia” (I parte, cap. 2).

Partendo dalla premessa che la famiglia è nucleo fondamentale della società umana, culla dell’amore gratuito, e che parlare di famiglia e di matrimonio implica una educazione alla fedeltà, si è ribadito che la famiglia va tutelata perché ne va del futuro dell’umanità.

Da più parti, inoltre, è emersa la necessità di adeguare il linguaggio della Chiesa, affinché la dottrina sulla famiglia, la vita, la sessualità sia compresa nel modo giusto: bisogna entrare in dialogo con il mondo, guardando all’esempio del Concilio, ovvero con un’apertura critica, ma sincera. Perché se la Chiesa non ascolta il mondo, il mondo non ascolterà la Chiesa. Ed il dialogo si può basare su temi importanti, come la pari dignità tra uomo e donna ed il rifiuto della violenza.

Il Vangelo non va spiegato, ma va mostrato – si è detto in Aula – e soprattutto vanno coinvolti i fedeli laici nell’annuncio della Buona Novella, evidenziandone il carisma missionario. L’evangelizzazione non deve essere una teoria spersonalizzata, ma deve fare sì che le famiglie stesse diano, concretamente, testimonianza della bellezza e della verità evangeliche. La sfida, si è detto, è quella di passare da una situazione difensiva ad una propositiva e attiva, ovvero rilanciare la capacità di proporre il patrimonio della fede con un nuovo linguaggio, con speranza, ardore, entusiasmo, offrendo testimonianze convincenti, creando un ponte tra il linguaggio della Chiesa e quello società.

In questo senso, è stato auspicato l’uso di una catechesi ''biblica” piuttosto che ''teologico-speculativa” perché – nonostante le apparenze – la gente non è più soddisfatta dall’egoismo e cerca ideali. Anche perché l’uomo vuole la felicità ed il cristiano sa che la felicità è Cristo, ma non riesce più a trovare il linguaggio adatto per dirlo al mondo. La Chiesa, invece, deve essere ''magnetica”, lavorare per attrazione, con un atteggiamento di amicizia nei confronti del mondo.

Quanto alle coppie in difficoltà, si è sottolineato la necessità che la Chiesa deve essere loro vicina con comprensione, perdono e misericordia: la misericordia – è stato detto – è la prima prerogativa di Dio, ma bisogna guardarla nel contesto della giustizia, solo così si rispetterà davvero l’insieme del piano di Dio.

Il matrimonio è e resta un sacramento indissolubile; tuttavia, poiché la verità è Cristo, una Persona, e non un insieme di regole, è importante mantenere i principi, pur cambiando le forme concrete della loro attuazione. Insomma, come diceva Benedetto XVI, novità nella continuità: il Sinodo non mette in discussione la Dottrina, ma riflette sulla Pastorale, ovvero sul discernimento spirituale per l’applicazione di tale Dottrina davanti alle sfide della famiglia contemporanea. In questo senso, la misericordia non elimina i comandamenti, ma ne è la chiave ermeneutica.

Inoltre, è stato sottolineato come anche situazioni imperfette debbano essere considerate con rispetto: ad esempio, unioni di fatto in cui si conviva con fedeltà ed amore, presentano elementi di santificazione e di verità. Essenziale, quindi, guardare innanzitutto agli elementi positivi, affinché il Sinodo infonda coraggio e speranza anche a forme imperfette di famiglia, che possono essere valorizzate, secondo il principio della gtradualità. Bisogna amare davvero le famiglie in difficoltà.

Nel contesto di una società in cui prevale una sorta di ''ego-latria” che porta alla defamiliarizzazione, bisogna rilevare una perdita del senso dell’Alleanza tra l’uomo (e la donna) e Dio. L’annuncio della bellezza della famiglia, quindi, non deve essere un estetismo, la presentazione di un mero ideale da imitare, ma deve presentare l’importanza dell’impegno definitivo fondato sull’Alleanza dei coniugi con Dio.

Altro punto essenziale, il rifiuto del clericalismo: talavolta la Chiesa sembra più preoccupata del potere che del servizio ed è per questo che non ispira i cuori degli uomini. Necessario, allora, tornare ad imitare Cristo, ritrovare l’umiltà: la riforma della Chiesa deve iniziare dalla riforma del clero, perché se i fedeli vedono pastori che imitano Cristo, allora torneranno ad avvicinarsi alla Chiesa, così che essa potrà passare dal solo evangelizzare all’essere evangelizzatrice.

E’ stato anche affrontato il tema del valore essenziale della sessualità all’interno del matrimonio: si parla talmente tanto, infatti, criticamente della sessualità al di fuori del matrimonio, che quella coniugale sembra quasi la concessione verso una imperfezione. Il Sinodo ha poi accennato – in modo più sintetico - alla necessità di una maggiore formazione per i sacerdoti, di politiche in favore della famiglia e del rilancio della trasmissione della fede all’interno della famiglia.

Durante l’ora di discussione libera, dalle 18.00 alle 19.00, sono emersi anche due suggerimenti: che il Sinodo mandi un messaggio di incoraggiamento e di stima alle famiglie in Iraq, minacciate dallo sterminio perpetrato dal fanatismo islamico e costrette a fuggire per non rinunciare alla loro fede. Il suggerimento è stato sottoposto a votazione ed approvato a maggioranza.

Un altro invito ha riguardato la necessità di riflettere anche sul clero sposato delle Chiese orientali, che spesso vive anch’esso delle ''crisi familiari”, che possono giungere alla domanda del divorzio.

Terza Congregazione Generale

Città del Vaticano, 7 ottobre 2014 (VIS). La terza Congregazione generale ha visto, oggi mattina, il proseguimento del dibattito generale. Il tema previsto, secondo l’ordine dell’Instrumentum Laboris, era: ''Vangelo della famiglia e legge naturale'' (I parte, cap. 3) e ''La famiglia e la vocazione della persona in Cristo'' (I parte, cap. 4).

In apertura di Congregazione, è stato reso noto che il Concistoro ordinario, convocato dal Santo Padre per lunedì 20 ottobre, sarà dedicato alla situazione in Medio Oriente, sulla base dei risultati della riunione di alcuni Rappresentanti Pontifici e dei Superiori dei Dicasteri competenti, svoltasi in Vaticano dal 2 al 4 ottobre scorsi. Il tema del Concistoro verrà presentato dal Segretario di Stato, card. Pietro Parolin. All’incontro prenderanno parte anche sei Patriarchi orientali ed il Patriarca latino di Gerusalemme, S. B. FouadTwal.

Il dibattito generale è quindi proseguito sugli argomenti previsti: si è detta necessaria una maggiore preparazione al matrimonio, affinché esso sia non solo valido, ma anche fruttuoso. Il suggerimento è stato quello di non guardare solo ai rimedi per il fallimento dell’unione coniugale, ma anche alle condizioni che lo rendono valido e fruttuoso. Ciò che bisogna trasmettere è una visione del matrimonio non solo come un punto di arrivo, ma come un cammino verso una meta più alta , una strada di crescita personale e in coppia, una forza e fonte di energia. La scelta matrimoniale è una vera e propria vocazione ed in quanto tale ha bisogno di fedeltà e coerenza per risultare vero luogo di crescita e di salvaguardia dell’umano.

Per questo, i coniugi vanno accompagnati costantemente nel loro percorso di vita, attraverso una pastorale familiare intensa e vigorosa. Il cammino di preparazione al sacramento matrimoniale, quindi, deve essere lungo, personalizzato ed anche severo, senza timori di veder eventualmente diminuire il numero di nozze celebrate in Chiesa. Altrimenti, si correrebbe il rischio di intasare i Tribunali con le cause matrimoniali.
Altro punto evidenziato in Aula è stato quello dell’influenza dei mass-media, a volte invadente, nel presentare ideologie contrarie alla dottrina della Chiesa sulla famiglia ed il matrimonio. In questa ottica, si è detto, i cattolici vanno sì protetti, ma anche preparati meglio: la Chiesa deve offrire il suo insegnamento in maniera più incisiva, presentando la dottrina non come un elenco di divieti, ma facendosi vicina ai fedeli, così come faceva Gesù. In questo modo, agendo con empatia e tenerezza, sarà possibile ridurre il divario tra la dottrina e la prassi, tra gli insegnamenti della Chiesa e la vita quotidiana delle famiglie. Perché ciò che occorre non è una scelta tra la dottrina e la misericordia, ma l’avvio di una pastorale illuminata, per incoraggiare soprattutto le famiglie in difficoltà, che spesso avvertono un senso di non appartenenza alla Chiesa.

E proprio sulle coppie in difficoltà, i divorziati risposati, è tornato a riflettere il dibattito odierno: a loro, si è detto, la Chiesa deve presentare non un giudizio, ma una verità, con uno sguardo di comprensione, perché la gente segue la verità e segue la Chiesa se essa dice la verità. La ''medicina'' della misericordia dona accoglienza, cura e sostegno. Anche perché -è stato evidenziato- le famiglie sofferenti non cercano soluzioni pastorali rapide, non vogliono essere una mera cifra statistica, ma sentono il bisogno di essere ispirate, di sentirsi accolte ed amate. Deve essere lasciato più spazio alla logica sacramentale, piuttosto che a quella giuridica.

Quanto all’accostamento all’Eucaristia da parte dei divorziati risposati, è stato ribadito che tale sacramento non è il sacramento dei perfetti, ma di coloro che sono in cammino.
Come ieri pomeriggio, inoltre, il dibattito si è soffermato sull’esigenza di rinnovare il linguaggio dell’annuncio del Vangelo e della trasmissione della dottrina: la Chiesa deve aprirsi di più al dialogo, deve ascoltare più frequentemente (e non solo in casi eccezionali) le esperienze delle coppie sposate, poiché le loro lotte, i loro fallimenti non possono essere ignorati, anzi: possono essere fondamento di una teologia reale, vera. E sempre a proposito del linguaggio, è stata rilevata qualche perplessità sul suggerimento -inserito nell’Instrumentum Laboris- di approfondire il concetto, di ispirazione biblica, di ''ordine della creazione'', come possibilità di rileggere in modo più significativo la ''legge naturale'': non basta cambiare il vocabolario, si è detto, se poi non si riesce a creare un ponte di dialogo efficace con i fedeli. In questo senso, la tanto avvertita e diffusa esigenza di cambiamento è da intendere -si è detto- come conversione pastorale, per rendere l’annuncio del Vangelo più efficace.

In Aula, poi, sono state presentate tre dimensioni specifiche della famiglia: la vocazione alla vita; la missionarietà, intesa come testimoniare Cristo attraverso l’unità familiare; e l’accoglienza dell’altro, perché la famiglia è la prima scuola di alterità, il luogo in cui si possono imparare la pazienza e la lentezza, in contrapposizione alla frenesia del mondo contemporaneo. Una ulteriore dimensione del nucleo familiare è stata evidenziata anche nella santità, poiché la famiglia educa alla santità, è icona della Trinità, Chiesa domestica al servizio dell’evangelizzazione, futuro dell’umanità.

Altri punti accennati durante la terza Congregazione generale hanno riguardato l’importanza della catechesi per le famiglie, soprattutto per i bambini, e della preghiera tra le mura domestiche, poiché essa dà luogo ad una vera e propria generazione della fede, permettendone la trasmissione dai genitori ai figli. Infine, è stata sottolineata la necessità di una formazione più approfondita per i sacerdoti ed i catechisti.

Altri Atti Pontifici

Città del Vaticano, 7 ottobre 2014 (VIS). Il Santo Padre ha accolto la rinuncia all'ufficio di Ausiliare dell'archidiocesi di Kraków (Polonia), presentata dal Arcivescovo Jan Zajac, per raggiunti limiti d'età.

venerdì 3 ottobre 2014

Udienza Presidente della Repubblica Socialista Democratica dello Sri Lanka

Città del Vaticano, 3 ottobre 2014 (VIS). Questa mattina, il Santo Padre Francesco ha ricevuto in Udienza il Presidente della Repubblica Socialista Democratica dello Sri Lanka, Signor Mahinda Rajapaksa, il quale, successivamente, ha incontrato il Cardinale Pietro Parolin, Segretario di Stato.

Nel corso dei cordiali colloqui, si è parlato della situazione attuale del Paese, con particolare riferimento ai segni di miglioramento sociale ed economico, auspicando il raggiungimento di soluzioni corrispondenti alle legittime attese di tutti i cittadini.

In tale contesto, è stato espresso l’augurio che la prossima visita del Santo Padre possa essere accolta come segno di vicinanza alla popolazione srilankese e come incoraggiamento a quanti si adoperano per il bene comune, la riconciliazione, la giustizia e la pace.

Il Papa al Consiglio delle Conferenze Episcopali d'Europa: Siate una “voce profetica” all’interno della società

Città del Vaticano, 3 ottobre 2014 (VIS). "Famiglia e futuro dell'Europa" è il tema dell'Assemblea Plenaria del Consiglio delle Conferenze Episcopali d'Europa, in corso in questi giorni, sul tema: "Famiglia e futuro dell'Europa". Nel ricevere i 70 partecipanti alla Plenaria, il Santo Padre Francesco ha improvvisato alcune parole consegnando loro il discorso scritto nel quale ribadisce: "Come Pastori vicini al vostro popolo e attenti alle esigenze della gente, voi ben conoscete la complessità degli scenari e la rilevanza delle sfide alle quali è sottoposta, anche in Europa, la missione della Chiesa".

"Siamo chiamati ad essere - si legge ancora nel testo scritto - una Chiesa 'in uscita', in movimento dal centro verso la periferia per andare verso tutti, senza paure, senza diffidenze e con coraggio apostolico".
"Il tema della vostra Plenaria, 'Famiglia e futuro dell’Europa', - scrive ancora il Pontefice - costituisce un’occasione importante per riflettere insieme su come valorizzare la famiglia, in quanto preziosa risorsa per il rinnovamento pastorale. Mi pare sia importante che Pastori e famiglie lavorino insieme, con spirito di umiltà e dialogo sincero, affinché le comunità parrocchiali diventino 'famiglia di famiglie'. In tale ambito - afferma il Pontefice - non mancano diverse esperienze di pastorale della famiglia e di impegno politico e sociale in sostegno delle famiglie, sia quelle che vivono una vita matrimoniale ordinaria, sia quelle segnate da problemi o rotture. È importante - prosegue il Papa - cogliere queste esperienze significative presenti nei diversi ambiti della vita degli uomini e delle donne del nostro tempo, sui quali esercitare un opportuno discernimento, per poi 'metterli in rete', coinvolgendo così altre Comunità diocesane".

"La collaborazione tra Pastori e famiglie si estende anche al campo dell’educazione. (...) Una aperta collaborazione tra realtà ecclesiale e famiglia, favorirà la maturazione di uno spirito di giustizia, di solidarietà, di pace e anche di coraggio nelle proprie convinzioni. Si tratta - segnala il Santo Padre - di sostenere i genitori nella responsabilità di educare i figli, tutelando il loro imprescindibile diritto a dare ai figli l’educazione che ritengono più idonea. I genitori, infatti, rimangono i primi e principali educatori dei loro figli, pertanto hanno il diritto di educarli in conformità alle loro convinzioni morali e religiose. Al riguardo, si potranno delineare comuni e coordinate direttive pastorali da assumere, al fine di promuovere e sostenere validamente le scuole cattoliche".

Infine, il Santo Padre Francesco incoraggia i Vescovi "a proseguire nel vostro impegno di favorire la comunione tra le diverse Chiese d’Europa, facilitando una adeguata collaborazione per una fruttuosa evangelizzazione. Vi invito anche ad essere una 'voce profetica' all’interno della società, soprattutto là dove il processo di secolarizzazione in atto nel Continente europeo tende a rendere sempre più marginale il parlare di Dio".

Alla Plenaria Congregazione Clero: “'Essere' preti, non limitandosi a 'fare' i preti"

Città del Vaticano, 3 ottobre 2014 (VIS). Questa mattina, nella Sala Clementina, il Santo Padre ha ricevuto in udienza i partecipanti alla Plenaria della Congregazione per il Clero. "La vocazione - ha ribadito il Papa - è davvero un tesoro che Dio mette da sempre nel cuore di alcuni uomini, da Lui scelti e chiamati a seguirLo in questo speciale stato di vita. Questo tesoro, che richiede di essere scoperto e portato alla luce, non è fatto per 'arricchire' solo qualcuno. Chi è chiamato al ministero non è 'padrone' della sua vocazione, ma amministratore di un dono che Dio gli ha affidato per il bene di tutto il popolo, anzi di tutti gli uomini, anche di coloro che si sono allontanati dalla pratica religiosa o non professano la fede in Cristo. Al tempo stesso - ha proseguito Papa Francesco - tutta la comunità cristiana è custode del tesoro di queste vocazioni, destinate al suo servizio, e deve avvertire sempre più il compito di promuoverle, accoglierle ed accompagnarle con affetto".

"Anche noi - ha ricordato il Papa ai membri del clero - dobbiamo fare la nostra parte, mediante la formazione, che è la risposta dell’uomo, della Chiesa al dono che Dio le fa tramite le vocazioni. Si tratta di custodire e far crescere le vocazioni, perché portino frutti maturi. (...) Gesù non ha detto a quanti chiamava: 'vieni, ti spiego' o 'seguimi, ti istruisco'; la formazione offerta da Cristo ai suoi discepoli è invece avvenuta tramite un 'vieni e seguimi', 'fai come faccio io', e questo è il metodo che anche oggi la Chiesa vuole adottare per i suoi ministri. La formazione di cui parliamo è un’esperienza discepolare, che avvicina a Cristo e permette di conformarsi sempre più a Lui. Proprio per questo, essa non può essere un compito a termine, perché i sacerdoti non smettono mai di essere discepoli di Gesù, di seguirlo".

"Un simile percorso di scoperta e valorizzazione della vocazione ha uno scopo preciso: l’evangelizzazione - ha sottolineato Papa Francesco - Ogni vocazione è per la missione e la missione dei ministri ordinati è l’evangelizzazione, in ogni sua forma. (...) I sacerdoti sono uniti in una fraternità sacramentale, pertanto la prima forma di evangelizzazione è la testimonianza di fraternità e di comunione tra loro e con il Vescovo. (...) Si tratta di 'essere' preti, non limitandosi a 'fare' i preti, liberi da ogni mondanità spirituale, consci che è la loro vita ad evangelizzare prima ancora delle loro opere. (...) Abbiamo bisogno di sacerdoti, mancano le vocazioni. - ha detto infine il Papa ribadendo che: "Occorre studiare bene il percorso di una vocazione! (...) Oggi abbiamo tanti problemi, (...) per questo errore di alcuni vescovi di prendere quelli che vengono a volte espulsi dai seminari o dalle case religiose perché hanno bisogno di preti. (...) Dobbiamo pensare - ha raccomandato Papa Francesco - al bene del popolo di Dio".

Prosegue riunione Rappresentanti Pontifici presenza cristiani in Medio Oriente

Città del Vaticano, 3 ottobre 2014 (VIS). Prosegue la riunione di alcuni Rappresentanti Pontifici e dei Superiori dei Dicasteri competenti, convocati in Vaticano, per desiderio del Santo Padre, per analizzare insieme "La presenza dei Cristiani in Medio Oriente". Durante l’incontro di questa mattina, l'Arcivescovo Dominique Mamberti, Segretario per i Rapporti con gli Stati, ha fatto una presentazione generale sulla situazione politica in Medio Oriente e sui principi ispiratori dell’azione della Santa Sede, rilevando le ripercussioni a livello globale di quanto accade nella Regione.

La pace, ha affermato il Presule, va cercata tramite una soluzione "regionale" e comprensiva, che non trascuri gli interessi di nessuna delle parti, tramite il dialogo e non con scelte unilaterali imposte con la forza. Con riferimento al fenomeno del terrorismo il Segretario ha ribadito l’importanza di combattere il fondamentalismo che ne sta alla base. Un ruolo importante dovrebbe essere svolto dai leader religiosi, favorendo il dialogo interreligioso e in particolare la collaborazione di tutti per il bene della società. La Santa Sede nel seguire la situazione politica in Medio Oriente e in genere nel rapporto con i Paesi a maggioranza musulmana ha sempre presenti come questioni fondamentali la protezione e il rispetto dei cristiani e degli altri gruppi minoritari come cittadini a pieno titolo, e dei diritti umani, in particolare quello della libertà religiosa.

In seguito il Nunzio Apostolico in Israele e Delegato Apostolico per Gerusalemme e la Palestina, ha presentato una relazione sul conflitto Israelo-Palestinese e sulla presenza dei Cristiani in Terra Santa. Centrale, per la stabilizzazione del Medio Oriente e per la pace della regione, è la soluzione del conflitto israelo-palestinese. Infatti, dopo tanti anni questo continua irrisolto, con le gravissime conseguenze regionali e mondiali che implica. Al riguardo, si erano aperte speranze di pace con il pellegrinaggio del Santo Padre in Terra Santa ed il successivo incontro di preghiera in Vaticano. Il recente conflitto a Gaza ricorda che la situazione è grave e difficile, ma bisogna rinnovare gli sforzi diplomatici per una soluzione giusta e duratura che rispetti i diritti di ambedue le parti in conflitto.

Dopo un momento di dialogo, il Segretario del Pontificio Consiglio per la Promozione dell’Unità dei Cristiani, ha ragguagliato sui rapporti della Chiesa cattolica con le altre Chiese e le confessioni cristiane in Medio Oriente.

Nel pomeriggio sono previste due relazioni sul ruolo della Chiesa di fronte al dramma dei profughi e nella promozione della giustizia e della pace, presentate, rispettivamente, dal Segretario del Pontificio Consiglio della Pastorale per i Migranti e gli Itineranti e dal Presidente del Pontificio Consiglio della Giustizia e della Pace. Dopo un prolungato dialogo, la sessione odierna si concluderà con la preghiera dei Vespri e una cena fraterna presso la Domus Sanctae Marthae.

Per la giornata conclusiva di domani è prevista la celebrazione della Santa Messa nella Cappella Paolina del Palazzo Apostolico, presieduta dal Cardinale Pietro Parolin, Segretario di Stato, seguita da uno scambio di idee in vista delle conclusioni e indicazioni operative, frutto di questi giorni di studio e di riflessione.

Novità III Assemblea Generale Straordinaria Sinodo dei Vescovi sul tema della Famiglia

Città del Vaticano, 3 ottobre 2014 (VIS). Questa mattina, presso la Sala Stampa della Santa Sede, il Cardinale Lorenzo Baldisseri, Segretario Generale del Sinodo dei Vescovi, ha illustrato le novità della III Assemblea Generale Straordinaria del Sinodo dei Vescovi, che si apre domenica 5 ottobre, con la solenne celebrazione eucaristica presieduta dal Santo Padre Francesco nella Basilica Vaticana.

"Tra i 191 Padri sinodali - ha precisato il Cardinale Baldisseri - si contano: 61 Cardinali, 1 Patriarca Cardinale, 7 Patriarchi, 1 Arcivescovo Maggiore, 67 Arcivescovi (tra cui 2 Metropoliti, 3 titolari e 2 emeriti), 47 Vescovi (tra cui, 1 titolare, 2 Vicari Apostolici, 1 Esarca Apostolico e 1 emerito), 1 Vescovo Ausiliare, 1 sacerdote Prelato e 6 Religiosi. Inoltre, prenderanno parte a questa Assemblea sinodale (...) 16 Esperti o collaboratori del Segretario Speciale, 38 Uditori e Uditrici, 8 Delegati Fraterni. Degno di nota è il fatto che, a motivo di un’Assemblea che tratterà della famiglia, si è voluto dare particolare rilievo alle coppie di sposi, genitori e capi famiglie, complessivamente quindi a 12 persone; anche tra gli Esperti sarà presente una coppia di sposi".

"Tra le novità riguardanti l’ormai imminente Assise - ha proseguito il Segretario Generale del Sinodo dei Vescovi - emerge la volontà del Santo Padre di intraprendere un cammino sinodale innovativo e originale, che si articola in due momenti: l’attuale Assemblea Straordinaria, sul tema: 'Le sfide pastorali sulla famiglia nel contesto dell’evangelizzazione', e quella Ordinaria del prossimo anno, che avrà come oggetto: 'La vocazione e la missione della famiglia nella Chiesa e nel mondo contemporaneo'". Nella fase preparatoria dell'Assemblea Sinodale, "ha risuonato - ha detto il Cardinale - la voce di tutto il Popolo di Dio", dai Vescovi ai fedeli laici. "Attraverso il Questionario allegato al Documento Preparatorio si sono espresse non solo le Conferenze Episcopali e altri aventi diritto, ma anche molti sacerdoti, religiosi e laici, sia individualmente che come appartenenti ad associazioni, gruppi e movimenti. (...) L’alto numero delle risposte è dovuto, da una parte, all’argomento del Sinodo, che riguarda la vita delle comunità, delle famiglie e delle persone, e che rispecchia anche la sollecitudine pastorale che i Vescovi hanno sempre avuto nei confronti della famiglia. D’altra parte, l’ampiezza del materiale pervenuto è senz’altro indice di quella franchezza e libertà con cui è stata condotta la consultazione. Tale ampia libertà di espressione caratterizzerà anche l’Assise sinodale, che certamente si svolgerà in un clima di rispetto per ogni posizione, di carità vicendevole e con autentico senso costruttivo".

"Altri elementi nuovi toccano l’organizzazione dei lavori, e dunque riguardano la metodologia interna dell’Assemblea. In primo luogo, la 'Relatio ante disceptationem' presenterà qualche elemento di novità. Infatti, la Segreteria Generale ha chiesto ai Padri sinodali di trasmettere in anticipo il proprio contributo, segnalando l’argomento su cui intendono intervenire in Aula, rispettando l’ordine tematico. Nella stesura della 'Relatio ante disceptationem' è stato tenuto conto di tali testi, utili al fine di poter organizzare con ordine l’agenda tematica. In questo modo, la suddetta 'Relatio' diventa un testo di riferimento su cui lavorare durante gli interventi in Aula".

"In secondo luogo, durante il dibattito in Aula, che avrà luogo nella prima settimana, a partire dalla 2ª Congregazione generale, si seguirà l’ordine tematico stabilito seguendo l’'Instrumentum laboris'. (...) Ogni Congregazione generale si aprirà con l’annuncio del tema da parte del Presidente Delegato di turno, cui seguirà l’intervento di una coppia di sposi Uditori, che offriranno ai Padri sinodali la loro testimonianza di vita familiare, contribuendo a far conoscere ed arricchire il confronto sull’azione pastorale".
"In terzo luogo, la 'Relatio post disceptationem', al termine della prima settimana, costituirà la base per il prosieguo dei lavori della seconda settimana nei 'circuli minores', che i Padri prenderanno in esame in vista del Documento finale detto 'Relatio Synodi'. Questo documento, infine, sarà consegnato al Santo Padre".

"Le novità riguarderanno anche il rapporto con i mezzi di comunicazione - ha proseguito il Cardinale Baldisseri - Ogni giorno ci sarà un Briefing diretto dalla Sala Stampa, con la collaborazione degli Addetti Stampa e la partecipazione di alcuni Padri sinodali. Il Bollettino della Sala Stampa conterrà le informazioni del giorno. Inoltre, sarà attivo il servizio Twitter per trasmettere in tempo reale la sintesi delle notizie più importanti".

"I lavori dei Padri sinodali - ha concluso il Cardinale Baldisseri - saranno accompagnati dalla preghiera del popolo di Dio. A Roma, nella Cappella della Salus Populi Romani della Basilica di Santa Maria Maggiore, (...) ogni sera alle ore 18.00, un Vescovo o un Cardinale celebrerà la Santa Messa per la famiglia. Significativa sarà la presenza delle reliquie dei beati coniugi Zélie e Louis Martin, e della loro figlia Santa Teresa del Bambino Gesù, e quelle dei beati coniugi Luigi e Maria Beltrame Quattrocchi. Nel mondo, si pregherà nei Santuari, specialmente quelli dedicati alla Sacra Famiglia, nei monasteri, nelle comunità di vita consacrata, nelle diocesi e nelle parrocchie".

Udienze

Città del Vaticano, 3 ottobre 2014 (VIS). Il Santo Padre ha ricevuto questa mattina in udienza il Cardinale Jaime Lucas Ortega y Alamino, Arcivescovo di San Cristobal de La Habana (Cuba).

Nel pomeriggio di ieri, il Santo Padre ha ricevuto in udienza:

- Il Cardinale Mauro Piacenza, Penitenziere Maggiore.

- Il Vescovo Hugo Nicolás Barbaro, Vescovo di San Roque de Presidencia Roque Sáenz Peña (Argentina).

- Il Vescovo Fernando Martín Croxatto, Ausiliare di Comodoro Rivadavia (Argentina).

giovedì 2 ottobre 2014

Al Patriarca Chiesa Assira d'Oriente: non vi sono ragioni religiose, politiche o economiche che possano giustificare le sofferenze di migliaia di cristiani ed appartenenti ad altre minoranze religiose in Iraq e Siria

Città del Vaticano, 2 ottobre 2014 (VIS). "Il nostro incontro è segnato dalla sofferenza che condividiamo per le guerre che stanno attraversando diverse regioni del Medio Oriente e in particolare per le violenze che stanno colpendo i cristiani e gli appartenenti ad altre minoranze religiose, specialmente in Iraq e in Siria". Queste le parole di Papa Francesco a Sua Santità Mar Dinkha IV, Catholicos Patriarca della Chiesa Assira d'Oriente, che ha ricevuto questa mattina in udienza. "Quando pensiamo alla loro sofferenza - ha proseguito il Pontefice - ci viene spontaneo andare al di là delle distinzioni di rito o di confessione: in essi è il corpo di Cristo che, ancora oggi, viene ferito, colpito, umiliato. Non vi sono ragioni religiose, politiche o economiche che possano giustificare ciò che sta accadendo a centinaia di migliaia di uomini, donne e bambini innocenti. Ci sentiamo profondamente uniti nella preghiera di intercessione e nell’azione di carità verso queste membra del corpo di Cristo che stanno soffrendo".

"La vostra visita - ha detto il Vescovo di Roma - è un ulteriore passo sul cammino di una crescente vicinanza e comunione spirituale tra di noi, dopo le amare incomprensioni dei secoli passati. Già venti anni fa, la Dichiarazione Cristologica comune sottoscritta da Lei e dal mio predecessore, il Papa San Giovanni Paolo II, ha costituito una pietra miliare del nostro cammino verso la piena comunione. Con essa abbiamo riconosciuto di confessare l’unica fede degli apostoli, la fede nella divinità ed umanità di Nostro Signore Gesù Cristo, unite in un’unica persona, senza confusione né cambiamento, senza divisione né separazione".

"Accompagno con la preghiera - ha detto infine il Papa il lavoro della Commissione mista per il dialogo teologico tra la Chiesa Cattolica e la Chiesa Assira dell’Oriente, affinché grazie ad esso si avvicini il giorno benedetto in cui potremo celebrare allo stesso altare il sacrificio di lode, che ci renderà una sola cosa in Cristo. (...) Ciò che ci unisce - ha ribadito Papa Francesco - è già molto di più di ciò che ci divide, per questo motivo ci sentiamo spinti dallo Spirito a scambiarci sin da ora i tesori spirituali delle nostre tradizioni ecclesiali, per vivere, come veri fratelli, condividendo i doni che il Signore non cessa di fare alle nostre Chiese, come segno della sua bontà e misericordia".

Ai Vescovi del Ciad: "I comportamenti all'interno stesso della Chiesa siano un modello per l'insieme della società"

Città del Vaticano, 2 ottobre 2014 (VIS). L'aggiornamento dei metodi della catechesi per l'inculturazione, la difesa della famiglia e del ruolo della donna, la necessità del dialogo con le altre religioni in un Paese dove i cattolici sono una minoranza, sono stati i temi principali del discorso che il Santo Padre Francesco ha consegnato, questa mattina, ai Vescovi della Conferenza Episcopale del Ciad, al termine della quinquennale Visita "ad Limina Apostolorum". Le comunità cattoliche del Paese, scrive il Papa, rallegrandosi del lavoro compiuto in ambito educativo, sanitario e relativo allo sviluppo, "aumentano, non soltanto numericamente, ma anche per la qualità e la forza del loro impegno".

"Le autorità civili sono molto grate alla Chiesa cattolica per il contributo apportato all'insieme della società del Ciad. Vi incoraggio a perseverare su questa strada perché esiste una stretta connessione fra evangelizzazione e promozione umana, che deve esprimersi e svilupparsi in tutta l'azione evangelizzatrice. Il servizio ai poveri e ai più vulnerabili è un'autentica testimonianza resa a Gesù Cristo che si è fatto povero per la nostra salvezza. Bisogna vivamente ringraziare le Congregazioni religiose ed i collaboratori laici per il loro importante contributo in quest'ambito".

"Tuttavia - nota il Papa - è indubbio che l'impegno nelle opere sociali non si esaurisce nell'azione evangelizzatrice; sono indispensabili un approfondimento e una radicazione della fede nel cuore dei fedeli - da tradursi in un'autentica vita spirituale e sacramentale - per essere capaci di resistere alle prove, oggi numerose, e perché i comportamenti dei fedeli siano in armonia con le esigenze del Vangelo, al fine di progredire verso una vera santità. Ciò è specialmente vero in una paese dove molto forte è il peso di alcune tradizioni culturali, dove da tutte le parti sorgono proposte religiose più facili sul piano morale e dove comincia a farsi sentire la secolarizzazione".

"È necessario quindi che i fedeli ricevano una solida formazione dottrinale e spirituale. Il primo luogo di tale formazione è certamente la catechesi. Vi invito, in uno spirito missionario rinnovato, ad aggiornare i metodi della catechesi usati nelle vostre diocesi. Da una parte, occorre tener conto e valorizzare ciò che è buono nelle vostre tradizioni culturali - poiché Cristo non è venuto ad annullare le culture, ma a portarle a compimento - mentre si deve chiaramente denunciare ciò che non è cristiano. Nel contempo è indispensabile curare l'esattezza e l'integrità del contenuto dottrinale di questi percorsi".

Nel riferirsi alle famiglie che sono "la 'cellula vitale della società e della Chiesa, attualmente molto fragili", il Santo Padre afferma: "Nella famiglia, è importante valorizzare il ruolo e la dignità della donna, per rendere un'eloquente testimonianza al Vangelo. È necessario, quindi, che 'i comportamenti all'interno stesso della Chiesa siano un modello per l'insieme della società'".

Nel ribadire la necessità della formazione permanente del clero e l'importanza della vicinanza dei Vescovi ai propri sacerdoti, Papa Francesco scrive che la Chiesa in Ciad "nonostante la sua vitalità e il suo sviluppo, è minoritaria in un popolo a maggioranza musulmana, ed aderisce ancora in parte ai culti tradizionali. Vi incoraggio a fare in modo che la Chiesa, che è rispettata e ascoltata, conservi il ruolo che le è proprio nella società del Ciad, di cui è divenuta elemento strutturante, anche lì dove è minoritaria. In un tale contesto - prosegue il Pontefice - non posso che invitarvi a sviluppare il dialogo interreligioso, felicemente avviato dal defunto Arcivescovo di N'Djamena, Monsignor Mathias N'Gartéri Mayadi, che si era tanto adoperato per promuovere la convivenza fra le diverse comunità religiose. Penso che si debbano perseguire tali iniziative per scoraggiare lo sviluppo della violenza che colpisce i cristiani nei paesi confinanti con il vostro".

Il Santo Padre conclude ricordando l'importanza di mantenere "i buoni rapporti instaurati con le autorità civili, che hanno permesso la recente firma di un Accordo-quadro fra la Santa Sede e la Repubblica del Ciad che, una volta ratificato, darà un grande contributo alla missione della Chiesa".

Alla Plenaria Giustizia e Pace: "La crescita delle diseguaglianze e delle povertà mettono a rischio la democrazia inclusiva e partecipativa"

Città del Vaticano, 2 ottobre 2014 (VIS). Questa mattina il Santo Padre ha ricevuto i partecipanti alla Plenaria del Pontificio del la Giustizia e della Pace, che coincide con il quinto anniversario della promulgazione dell’Enciclica di Benedetto XVI "Caritas in veritate". "Un documento fondamentale - ha notato Papa Francesco - per l’evangelizzazione del sociale, che offre preziose indicazioni per la presenza dei cattolici nella società, nelle istituzioni, nell’economia, nella finanza e nella politica" e che "ha attirato l’attenzione sui benefici ma anche sui pericoli della globalizzazione, quando essa non sia orientata al bene dei popoli. Se la globalizzazione ha accresciuto notevolmente la ricchezza aggregata dell’insieme e di parecchi singoli Stati, essa ha anche inasprito i divari tra i vari gruppi sociali, creando diseguaglianze e nuove povertà negli stessi Paesi considerati più ricchi".

"Uno degli aspetti dell’odierno sistema economico è lo sfruttamento dello squilibrio internazionale nei costi del lavoro - ha sottolineato Papa Francesco - che fa leva su miliardi di persone che vivono con meno di due dollari al giorno. Un tale squilibrio non solo non rispetta la dignità di coloro che alimentano la manodopera a basso prezzo, ma distrugge fonti di lavoro in quelle regioni in cui esso è maggiormente tutelato. Si pone qui il problema di creare meccanismi di tutela dei diritti del lavoro, nonché dell’ambiente, in presenza di una crescente ideologia consumistica, che non mostra responsabilità nei confronti delle città e del creato. La crescita delle diseguaglianze e delle povertà mettono a rischio la democrazia inclusiva e partecipativa, la quale presuppone sempre un’economia e un mercato che non escludono e che siano equi. Si tratta, allora, di vincere le cause strutturali delle diseguaglianze e della povertà. Nell’Esortazione apostolica Evangelii gaudium - ha ricordato il Papa - ho voluto segnalare tre strumenti fondamentali per l’inclusione sociale dei più bisognosi, quali l’istruzione, l’accesso all’assistenza sanitaria e il lavoro per tutti".

"In altre parole - ha spiegato - lo Stato di diritto sociale non va smantellato ed in particolare il diritto fondamentale al lavoro. Questo non può essere considerato una variabile dipendente dai mercati finanziari e monetari. Esso è un bene fondamentale rispetto alla dignità (cfr Ibid.), alla formazione di una famiglia, alla realizzazione del bene comune e della pace. L’istruzione e il lavoro, l’accesso al welfare per tutti, sono elementi chiave sia per lo sviluppo e la giusta distribuzione dei beni, sia per il raggiungimento della giustizia sociale, sia per appartenere alla società e partecipare liberamente e responsabilmente alla vita politica, intesa come gestione della 'res publica'. Visioni che pretendono di aumentare la redditività, a costo della restrizione del mercato del lavoro che crea nuovi esclusi, non sono conformi ad una economia a servizio dell’uomo e del bene comune, ad una democrazia inclusiva e partecipativa".

"Un altro problema sorge dai perduranti squilibri tra settori economici, tra remunerazioni, tra banche commerciali e banche di speculazione, tra istituzioni e problemi globali: è necessario tenere viva la preoccupazione per i poveri e la giustizia sociale. Essa esige, da una parte - ha affermato il Pontefice - profonde riforme che prevedano la ridistribuzione della ricchezza prodotta e l’universalizzazione di mercati liberi a servizio delle famiglie, dall’altra la ridistribuzione della sovranità, sia sul piano nazionale sia sul piano sovranazionale".

Ricordando nuovamente la "Caritas in veritate", il Papa ha affermato che l'Enciclica "ha rimarcato il legame tra ecologia ambientale ed ecologia umana, tra la prima e l’etica della vita. Il principio della Caritas in veritate è di estrema attualità. Un amore pieno di verità è infatti la base su cui costruire quella pace che oggi è particolarmente desiderata e necessaria per il bene di tutti. Consente di superare fanatismi pericolosi, conflitti per il possesso delle risorse, migrazioni dalle dimensioni bibliche, le piaghe perduranti della fame e della povertà, la tratta di persone, ingiustizie e disparità sociali ed economiche, squilibri nell’accesso dei beni collettivi. (...) La Chiesa - ha concluso il Pontefice - è sempre in cammino, alla ricerca di nuove vie per l’annuncio del Vangelo anche nel campo del sociale".

Papa Francesco riceve superstiti naufragio Lampedusa ottobre 2013

Città del Vaticano, 2 ottobre 2014 (VIS). Nel pomeriggio di ieri, il Santo Padre Francesco ha ricevuto una delegazione di 37 eritrei, fra i quali oltre 20 superstiti del naufragio, in cui, il 3 ottobre di un anno fa, presso le coste di Lampedusa (Italia), trovarono la morte 368 migranti. Provenienti da diversi Paesi europei, Germania, Svezia, Norvegia, Olanda, Danimarca, dove hanno trovato accoglienza, spesso presso familiari che già vi si trovavano, i superstiti saranno presenti alle commemorazioni in programma domani a Lampedusa. In questi giorni è stata presentata una proposta di legge perché il 3 ottobre sia riconosciuto come "Giornata in ricordo delle vittime del mare".

La delegazione, organizzata dal “Comitato 3 Ottobre”, presieduto da Tareke Brhane, rifugiato eritreo che a Roma assiste i migranti e i profughi, era accompagnata dall'Arcivescovo Konrad Krajewski, Elemosiniere pontificio, e da Padre Giovanni Lamanna, già Presidente del Centro Astalli, sede italiana del Servizio dei Gesuiti per i Rifugiati in Italia-JRS, organizzazione cattolica internazionale attiva in più di 40 paesi, che accompagna, serve e difende i diritti di profughi e rifugiati.

Nel corso dell'incontro svoltosi nell'Auletta attigua all'Aula Paolo VI, uno dei rifugiati ha chiesto l'appoggio e il sostegno del Papa per il riconoscimento delle salme che in certi casi non sono state ancora identificate, mentre una giovane ha ringraziato Papa Francesco per le diverse forme di appoggio e aiuto ai migranti e rifugiati.

Papa Francesco ha rivolto ai presenti in italiano alcune parole commosse: “…Sento cose che non si possono dire perché non si trovano le parole per dirle. Tutto quello che avete sofferto si contempla nel silenzio, si piange e si cerca il modo di essere vicini. A volte quando sembra di essere arrivati al porto ci sono cose durissime. Si trovano porte chiuse e non si sa dove andare. Ma ci sono molte persone che hanno il cuore aperto per voi. La porta del cuore è la più importante in questi momenti. Chiedo a tutti gli uomini e donne di Europa che aprano le porte del cuore! …Voglio dire che sono vicino a voi, prego per voi, prego per le porte chiuse perché si aprano!”.

La delegazione ha donato al Santo Padre una scultura in ferro, raffigurante una bottiglia nel mare che al suo interno racchiude una famiglia ed, al termine, Papa Francesco ha salutato personalmente ognuno dei presenti.

Incontro in Vaticano Rappresentanti Pontifici in Medio Oriente su difficile situazione dei cristiani nella Regione

Città del Vaticano, 2 ottobre 2014 (VIS). In considerazione della grave situazione venutasi a creare in questi ultimi mesi in Medio Oriente, sono stati convocati in Vaticano, dal 2 al 4 ottobre, per desiderio del Santo Padre, i Rappresentanti Pontifici presenti nella Regione. Il suddetto Incontro, che si svolge nella Segreteria di Stato, ha come tema principale: “La presenza dei Cristiani in Medio Oriente”. A esso partecipano anche i Superiori della Segreteria di Stato e dei Dicasteri della Curia Romana direttamente interessati alla questione, nonché gli Osservatori Permanenti della Santa Sede presso le Nazioni Unite a New York e a Ginevra, e il Nunzio Apostolico presso l’Unione Europea.

La riunione è un’espressione della vicinanza e sollecitudine che il Santo Padre per questa importante questione. Egli stesso ha voluto introdurre i lavori della riunione, ringraziando i partecipanti convenuti per pregare e riflettere insieme su che cosa fare per venire incontro alla drammatica situazione che vivono i cristiani del Medio Oriente e le altre minoranze religiose ed etniche che soffrono a causa della violenza che imperversa in tutta la Regione. Con parole molto sentite il Santo Padre ha manifestato la sua preoccupazione per le situazioni di guerra che si vivono in tanti luoghi e per il fenomeno del terrorismo, per il quale la vita delle persona non ha alcun valore. Ha accennato al problema del traffico delle armi che è alla base di tanti problemi, nonché al dramma umanitario che vivono molte persone costrette a lasciare i loro Paesi. Nel ribadire l’importanza della preghiera, il Santo Padre ha auspicato che si possano individuare iniziative e azioni a più livelli, al fine di manifestare la solidarietà di tutta la Chiesa verso i cristiani del Medio Oriente e coinvolgere anche la comunità internazionale e tutti gli uomini di buona volontà, così da rispondere ai bisogni delle numerosissime persone che soffrono nella Regione.

Il Cardinale Pietro Parolin, Segretario di Stato, è intervenuto per presentare la riunione mettendone in rilievo il significato e lo scopo. Il Cardinale Leonardo Sandri, Prefetto della Congregazione per le Chiese Orientali, ha svolto una relazione generale sulla situazione dei cristiani in Medio Oriente, affrontando i diversi aspetti della questione e aprendo un interessante momento di dialogo con i partecipanti. In seguito i Rappresentanti Pontifici della Siria e dell’Iraq hanno ragguagliato sulla situazione dei cristiani nei rispettivi Paesi, mentre il Cardinale Robert Sarah, Presidente del Pontificio Consiglio “Cor Unum”, ha fatto un intervento sul ruolo della Chiesa di fronte a questa crisi umanitaria in Medio Oriente.

Nel pomeriggio è prevista una relazione del Cardinale Jean-Louis Tauran, Presidente del Pontificio Consiglio per il Dialogo Interreligioso sulle prospettive del dialogo religioso con l’Islam e le sfide che si presentano ai Cristiani in Medio Oriente. Poi il Cardinale Fernando Filoni presenterà una relazione sulla sua recente visita in Iraq come Inviato personale del Santo Padre. Dopo un altro momento di dialogo le sessione odierna avrà termine con la preghiera dei Vespri.

Udienze

Città del Vaticano, 2 ottobre 2014 (VIS). Il Santo Padre ha ricevuto questa mattina in udienza:

- Il Cardinale Juan Luis Cipriani Thorne, Arcivescovo di Lima (Perù).

- L'Arcivescovo Pedro Ricardo Barreto Jimeno, S.I., di Huancayo (Perù).

- Sette Presuli della Conferenza Episcopale del Ciad, in Visita "ad Limina Apostolorum":

- Il Vescovo Rosario Pio Ramolo, O.F.M.Cap., di Goré.

- Il Vescovo Miguel Angel Sebastian Martinez, M.C.C.J., di Lai, Amministratore Apostolico sede vacante "et ad nutum Sanctae Sedis" di Doba.

- Il Vescovo Joachim Kouraleyo Tarounga, di Moundou.

- Il Vescovo Jean-Claude Bouchard, O.M.I., di Pala.

- Il Vescovo Goetbe Edmond Djitangar, di Sarh.

- Il Vescovo Henri Coudray, S.I., Vicario Apostolico di Mongo.

- Il Reverendo Alphonse Karamba, Amministratore Diocesano di N'Djaména.

mercoledì 1 ottobre 2014

I Carismi nella comunità cristiana

Città del Vaticano, 1 ottobre 2014 (VIS). Tema della catechesi di Papa Francesco per l'Udienza Generale del Mercoledì, tenutasi in Piazza San Pietro, con la partecipazione di 35.000 persone, è stato Il dono dei carismi che rendono viva e feconda la Chiesa.

"Fin dall’inizio il Signore ha ricolmato la Chiesa dei doni del suo Spirito, rendendola così sempre viva e feconda con i doni dello Spirito Santo. Tra questi doni, se ne distinguono alcuni che risultano particolarmente preziosi per l’edificazione e il cammino della comunità cristiana: si tratta dei carismi", ha affermato Papa Francesco spiegando che: "Nel linguaggio comune, quando si parla di 'carisma', si intende spesso un talento, un’abilità naturale. (...) Nella prospettiva cristiana, però, il carisma è ben più di una qualità personale, di una predisposizione di cui si può essere dotati: il carisma è una grazia, un dono elargito da Dio Padre, attraverso l’azione dello Spirito Santo. Ed è un dono che viene dato a qualcuno (...), è un regalo che Dio gli fa, perché con la stessa gratuità e lo stesso amore lo possa mettere a servizio dell’intera comunità, per il bene di tutti".

"Una cosa importante che va subito sottolineata è il fatto che uno non può capire da solo se ha un carisma, e quale. (...) È all’interno della comunità che sbocciano e fioriscono i doni di cui ci ricolma il Padre; ed è in seno alla comunità che si impara a riconoscerli (...). Ognuno di noi, allora, è bene che si domandi: 'C’è qualche carisma che il Signore ha fatto sorgere in me, nella grazia del suo Spirito, e che i miei fratelli, nella comunità cristiana, hanno riconosciuto e incoraggiato? E come mi comporto io riguardo a questo dono: lo vivo con generosità, mettendolo a servizio di tutti, oppure lo trascuro e finisco per dimenticarmene? O magari diventa in me motivo di orgoglio, tanto da lamentarmi sempre degli altri e da pretendere che nella comunità si faccia a modo mio?”.

"L’esperienza più bella, però, è scoprire di quanti carismi diversi e di quanti doni del suo Spirito il Padre ricolma la sua Chiesa! Questo non deve essere visto come un motivo di confusione, di disagio: sono tutti regali che Dio fa alla comunità cristiana, perché possa crescere armoniosa, nella fede e nel suo amore, come un corpo solo, il corpo di Cristo. Lo stesso Spirito che dà questa differenza di carismi, fa l'unità della Chiesa. (...) Guai, allora, - ha esclamato il Papa - se questi doni diventano motivo di invidia, di divisione, di gelosia! Come ricorda l’apostolo Paolo nella sua Prima Lettera ai Corinzi, (...), tutti i carismi sono importanti agli occhi di Dio e, allo stesso tempo, nessuno è insostituibile".

"Questo vuol dire che nella comunità cristiana abbiamo bisogno l’uno dell’altro, e ogni dono ricevuto si attua pienamente quando viene condiviso con i fratelli, per il bene di tutti. Questa è la Chiesa! E quando la Chiesa, nella varietà dei suoi carismi, si esprime in comunione, non può sbagliare: è la bellezza e la forza del 'sensus fidei', di quel senso soprannaturale della fede, che viene donato dallo Spirito Santo affinché, insieme, possiamo tutti entrare nel cuore del Vangelo e imparare a seguire Gesù nella nostra vita".

Infine, Papa Francesco ha voluto ricordare che oggi la Chiesa festeggia la ricorrenza di Santa Teresa di Gesù Bambino, morta a 24 anni, che "amava tanto la Chiesa, voleva essere missionaria, ma voleva avere tutti i carismi, e diceva: 'Io vorrei fare questo, questo e questo', tutti i carismi voleva. È andata in preghiera, ha sentito che il suo carisma era l'amore. E ha detto questa bella frase: 'Nel cuore della Chiesa io sarò l'amore'. E questo carisma lo abbiamo tutti: la capacità di amare. Chiediamo oggi a Santa Teresa di Gesù Bambino questa capacità di amare tanto la Chiesa, di amarla tanto, e accettare tutti quei carismi con questo amore di figli della Chiesa, della nostra santa madre Chiesa gerarchica".

Saluti alle Piccole Apostole della Carità, invito alla recita del Rosario e ricordo del Beato Álvaro del Portillo

Città del Vaticano, 1 ottobre 2014 (VIS). Questa mattina, nell'Aula Paolo VI, prima dell'Udienza Generale in Piazza San Pietro, il Santo Padre Francesco ha salutato i Partecipanti al pellegrinaggio dell'Istituto secolare Piccole Apostole della Carità "La Nostra Famiglia", che si occupa "con tanta premura" delle persone disabili. Papa Francesco - che nella catechesi ha citato l'Istituto, fondato sessanta anni fa dal Beato Luigi Monza, quale esempio di 'carisma' al servizio dei più vulnerabili - ha auspicato che l'opera del Fondatore, sostenuta da Papa Paolo VI, quando era Arcivescovo di Milano (Italia), "sia un esempio per le famiglie e per quanti hanno responsabilità pubbliche".

Al termine della catechesi, nei saluti nelle diverse lingue, ricordando che il mese di ottobre è il mese del Santo Rosario, il Santo Padre ha invitato i pellegrini tedeschi e polacchi a meditare la via e l'opera di Cristo con gli occhi di Maria ed a recitare il Rosario soprattutto per il Sinodo dei Vescovi dedicato alla Famiglia.

Successivamente il Santo Padre ha esortato pellegrini di lingua portoghese, fra i quali i membri della "Associação Cristã de Empresários e Gestores" (Associazione cristiana di imprenditori e amministratori), a proseguire la loro "fedele testimonianza cristiana nella società", lasciandosi "guidare dallo Spirito Santo, per capire il vero senso della storia".

"Custodite viva la fiamma della fede - ha raccomandato Papa Francesco ai pellegrini della Croazia - accesa nel giorno del vostro battesimo e sostenuta dagli esempi dei santi martiri, affinché gli altri possano vedere la gioia della vostra vita in Cristo".

"Saluto anche - ha concluso il Papa in spagnolo - il Monsignor Javier Echevarría, Prelato dell'Opus Dei, e i fedeli della Prelatura venuti a rendere grazie a Dio per la beatificazione di Monsignor Álvaro del Portillo. Che l'intercessione e l'esempio del nuovo beato vi aiuti a rispondere con generosità alla chiamata di Dio alla santità e all'apostolato della vita quotidiana, al servizio della Chiesa e di tutta l'umanità. Molte grazie e che Dio vi benedica".

Intenzioni di preghiera del Santo Padre ottobre 2014

Città del Vaticano, 1 ottobre 2014 (VIS). Riportiamo di seguito le intenzioni affidate dal Santo Padre all'apostolato della preghiera per il mese di ottobre 2014:

Generale: "Perché il Signore conceda pace alle regioni del mondo più martoriate dalla guerra e dalla violenza".

Missionaria: "Perché la Giornata Missionaria Mondiale risvegli in ogni fedele la passione e lo zelo di portare a tutto il mondo il Vangelo".
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