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Il Vatican Information Service (VIS), istituito nell'ambito della Sala Stampa della Santa Sede, è un bollettino telematico che diffonde notizie relative all'attività magistrale e pastorale del Santo Padre e della Curia Romana...

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giovedì 31 ottobre 2013

CIRCOLO DI SAN PIETRO: CONTINUATE AD ESSERE SEGNO VISIBILE DELLA CARITÀ DI CRISTO VERSO QUANTI SI TROVANO NEL BISOGNO

Città del Vaticano, 31 ottobre 2013 (VIS). Questa mattina, nel ricevere nella Sala Clementina del Palazzo Apostolico i Soci del Circolo San Pietro, il Santo Padre, ricordando le finalità del Circolo, ha detto: "Ogni giorno ciascuno di noi è chiamato ad essere consolatore, a farsi strumento umile ma generoso della provvidenza di Dio e della sua misericordiosa bontà, del suo amore che capisce e compatisce, della sua consolazione che solleva e dà coraggio". Il Papa ha anche ringraziato i Soci del Circolo per l'Obolo di San Pietro raccolto nelle chiese di Roma che è partecipazione alla sollecitudine del Papa per le persone più bisognose della Città.

"Cari fratelli e sorelle - ha concluso il Pontefice - continuate ad essere segno visibile della carità di Cristo verso quanti si trovano nel bisogno sia in senso materiale che in senso spirituale, come pure verso i pellegrini che giungono a Roma da ogni parte del mondo. (...)
Vi incoraggio a proseguire in questa vostra azione, attingendo l’amore da dare ai fratelli alla scuola della carità divina, mediante la preghiera e l’ascolto della Parola di Dio".

PROMULGAZIONE DECRETI

Città del Vaticano, 31 ottobre 2013 (VIS). Oggi, 31 ottobre 2013, il Santo Padre Francesco ha ricevuto in Udienza privata il Cardinale Angelo Amato, S.D.B., Prefetto della Congregazione delle Cause dei Santi. Nel corso dell'Udienza il Sommo Pontefice ha autorizzato la Congregazione a promulgare i Decreti riguardanti:

MARTIRIO

- del Servo di Dio Antonio Durcovici, Vescovo di Iai (Romania); nato ad Altenburg (Austria) il 17 maggio 1888 e ucciso in odio alla Fede nel carcere di Sighet (Bucarest, Romania), il 10 dicembre 1951;

VIRTÙ EROICHE

- della Serva di Dio Onoria "Nano" Nagle (in religione: Giovanna di Dio), irlandese, Fondatrice della Congregazione delle Suore della Presentazione della Beata Vergine Maria, (1718-1784);

- della Serva di Dio Celestina Bòttego, statunitense, Fondatrice della Società Missionaria di Maria, (1895-1980);

- della Serva di Dio Olga della Madre di Dio (al secolo: Olga Maria Fortunata Gugelmo), italiana, Suora professa della Congregazione delle Figlie della Chiesa, (1910-1943).

INTENZIONI DI PREGHIERA DEL SANTO PADRE NOVEMBRE 2013

Città del Vaticano, 31 ottobre 2013 (VIS). Di seguito riportiamo le intenzioni per il mese di novembre affidate dal Papa all'apostolato della preghiera:

Generale: "Perché i sacerdoti che sperimentano difficoltà siano confortati nelle loro sofferenze, sostenuti nei loro dubbi e confermati nella loro fedeltà".

Missionaria: "Perché le Chiese dell'America Latina, come frutto della missione continentale, mandino missionari ad altre Chiese".


CONCISTORO PER LA CREAZIONE DI NUOVI CARDINALI NEL FEBBRAIO 2014

Città del Vaticano, 31 ottobre 2013 (VIS). Questa mattina il Direttore della Sala Stampa della Santa Sede, Padre Federico Lombardi, S.I., ha reso noto in un Comunicato che:

"In occasione della riunione del 'Consiglio di cardinali' dei primi di ottobre scorso (1-3 ottobre) e nella successiva riunione del Consiglio del Sinodo (7-8 ottobre), il Papa ha informato i partecipanti della sua intenzione di convocare un Concistoro per la creazione di nuovi cardinali in occasione della Festa della Cattedra di San Pietro, 22 febbraio. Il Papa Francesco ha deciso di informare per tempo della sua decisione di convocare un Concistoro in febbraio in modo da facilitare anche la programmazione delle altre riunioni a cui devono partecipare cardinali di diverse parti del mondo".

"Si può infatti prevedere che il Papa intenda far precedere il Concistoro, come già altre volte hanno fatto i suoi predecessori, da una Riunione del Collegio cardinalizio. Prima di questa riunione - si prevede nei giorni 17-18 - avrà luogo anche la terza riunione del 'Consiglio di cardinali' (detto 'degli otto cardinali'), mentre dopo il Concistoro, il 24-25, avrà luogo la riunione del Consiglio del Sinodo".

"Anche la prossima riunione del Consiglio dei cardinali per i problemi economici e organizzativi della Santa Sede (il cosiddetto “Consiglio dei 15”) sarà prevedibilmente in calendario, come gli altri anni, nel mese di febbraio, probabilmente nella settimana precedente".

SEMINARIO IN VATICANO SUL TRAFFICO DI ESSERI UMANI

Città del Vaticano, 31 ottobre 2013 (VIS). "Il traffico di esseri umani: schiavitù moderna. Le persone indigenti e il messaggio di Gesù Cristo" è il titolo del Seminario che, rispondendo al desiderio di Papa Francesco, è stato organizzato dalla Pontificia Accademia delle Scienze e dalla Pontificia Accademia delle Scienze Sociali con la FIAMC (Federazione Mondiale delle Associazioni di Medici Cattolici). Al Seminario, che si terrà il 2 e 3 novembre nella Casina Pio IV in Vaticano, parteciperanno 22 esperti provenienti da diversi paesi ed organizzazioni internazionali, fra i quali la nigeriana Joy Ngozi Ezello, specialista delle Nazioni Unite sul traffico di esseri umani, in particolare donne e bambini, il medico spagnolo José Antonio Lorente, Direttore scientifico del GENYO (Centro Pfizer-Universidad de Granada-Junta de Andalucia di Genomica e Ricerca Oncologica).

"Nel corso dei lavori verrà esaminato il problema del traffico di esseri umani al fine di valutare lo stato reale del fenomeno e verrà analizzato un ordine del giorno per contrastare tale odioso crimine. Attualmente le scienze naturali offrono nuovi strumenti contro questa nuova forma di schiavitù, come il registro digitale per confrontare il DNA di bambini scomparsi non identificati (inclusi i casi di adozione illegale) con quello dei membri della famiglia che ne ha denunciato la scomparsa", scrive il Vescovo Marcelo Sánchez Sorondo, Cancelliere della Pontificia Accademia delle Scienze e della Pontificia Accademia della Scienze Sociali.

"Nessuno può negare che 'il traffico di esseri umani costituisce un crimine scandaloso contro la dignità umana, una grave violazione dei diritti umani fondamentali ed un evidente acceleratore dei profitti criminali nel nuovo secolo. Il Concilio Vaticano II ha ribadito che 'la schiavitù, la prostituzione, la vendita di donne e bambini e condizioni di lavoro degradanti in cui la persona è considerata strumento di profitto e non persona libera e responsabile' sono 'infamie' che 'avvelenano la società umana' (...) e costituiscono un supremo affronto al Creatore".

"Secondo il recente rapporto UNODC 2012 Report on Trafficking, l'Organizzazione Internazionale del Lavoro ha stimato che fra il 2002 e il 2010 '20.9 milioni di persone sono state globalmente vittime di lavoro forzato. Tale stima comprende anche vittime del traffico di esseri umani ai fini del lavoro e dello sfruttamento sessuale. Ogni anno, circa due milioni di persone sono vittime del traffico a fini di sfruttamento sessuale, 60% delle quali ragazze. Il traffico di organi raggiunge quasi l'1% di questi due milioni, colpendo così 20.000 persone che sono obbligate o persuase con l'inganno a donare un organo (fegato, rene, pancreas, cornea, polmone, e perfino il cuore)".

"Alcuni osservatori - ribadisce il Vescovo Sánchez Sorondo - sostengono che entro dieci anni il traffico di esseri umani supererà il traffico di droga e di armi per diventare l'attività criminale più lucrosa al mondo". Inoltre "lo sfruttamento sessuale internazionale non si limita alle aree più povere e poco sviluppate del mondo - è un problema che interessa ogni regione del pianeta. Paesi con grandi industrie del sesso (spesso legali) creano la domanda per il traffico di donne e ragazze, mentre i paesi dove i trafficanti possono facilmente reclutare forniscono la materia prima. Generalmente nei paesi economicamente depressi i trafficanti possono reclutare con maggior facilità".

Il Vescovo Sánchez Sorondo conclude ricordando le parole di Papa Francesco in occasione della canonizzazione della santa messicana Guadalupe García Zavala: i poveri, gli abbandonati, i malati e gli emarginati sono la carne di Cristo. E Madre Lupita che toccava la carne di Cristo ci ha insegnato a "non vergognarci, a non temere e a non provare ripugnanza a 'toccare la carne di Cristo'. Le parole di Papa Francesco sono la chiara risposta del messaggio cristiano a questa nuova forma di schiavitù contemporanea che costituisce un'aberrante violazione della dignità e dei diritti dell'essere umano".

UDIENZE

Città del Vaticano, 31 ottobre 2013 (VIS). Il Santo Padre ha ricevuto questa mattina in udienza:

- Il Cardinale Darío Castrillón Hoyos, Presidente emerito della Pontificia Commissione “Ecclesia Dei”.

- Il Rabbino Arieh Sztokman, con la Consorte.


ALTRI ATTI PONTIFICI

Città del Vaticano, 31 ottobre 2013 (VIS). Il Santo Padre:

- Ha accettato la rinuncia del Vescovo Pablo Cedano Cedano, all’ufficio di Ausiliare dell'arcidiocesi di Santo Domingo (Repubblica Dominicana), presentata per raggiunti limiti d'età.

- Ha nominato il Sacerdote Joseph Gébara, Vescovo-Coadiutore dell'Eparchia di Nossa Senhora do Paraíso em São Paulo dei Greco-Melkiti (cattolici: 433.000; sacerdoti: 11; religiosi: 4; diaconi permanenti: 2), Brasile. Il Vescovo eletto è nato ad Amatour (Libano) nel 1965 ed è stato ordinato sacerdote nel 1993. Dal 1993 al 1995 ha svolto il servizio pastorale nella chiesa Saint Elie di Dekwaneh; dal 1996 al 1998 ha collaborato nella parrocchia di Saint-Julien-le-Pauvre e dal 1998 al 2003 nella parrocchia Notre-Dame des Champs a Montparnasse (Parigi); dal 2003 è docente all’Istituto Teologico Saint Paul di Harissa; dal 2004 all’Università Saint Joseph di Beirut; dal 2005 all’Università Saint Esprit di Kaslik e dal 2006 all’“Università Antonina” di Baabda; dal 2013 è Direttore dell’Istituto di studi islamo-cristiani dell’Università Saint Joseph. È stato finora parroco della Chiesa Notre-Dame de la Délivrance di Hadath (Libano).

AVVISO

Città del Vaticano, 31 ottobre 2013 (VIS). Informiamo i nostri lettori che domani, venerdì 1° novembre, solennità di Tutti i Santi, giorno di vacanza in Vaticano, il servizio del V.I.S. non sarà trasmesso. La trasmissione del servizio riprenderà Lunedì 4 novembre.

mercoledì 30 ottobre 2013

COMUNIONE DEI SANTI: TRA LE VERITÀ PIÙ CONSOLANTI DELLA NOSTRA FEDE

Città del Vaticano, 30 ottobre 2013 (VIS). La "comunione dei santi", "una realtà molto bella della nostra fede", come l'ha definita Papa Francesco, è stato il tema della catechesi per l'Udienza Generale del Mercoledì, tenutasi in Piazza San Pietro, con la partecipazione di 80.000 persone.

Con l'espressione comunione dei santi si intendono due realtà: la comunione alle cose sante e la comunione tra le persone sante. Il Papa si è soffermato sul secondo significato: la comunione tra le persone sante che è "una verità tra le più consolanti della nostra fede, poiché ci ricorda che non siamo soli ma esiste una comunione di vita tra tutti coloro che appartengono a Cristo. Una comunione che nasce dalla fede; infatti, il termine 'santi' si riferisce a coloro che credono nel Signore Gesù e sono incorporati a Lui nella Chiesa mediante il Battesimo".

La relazione tra Gesù e il Padre è la “'matrice' del legame tra noi cristiani: se siamo intimamente inseriti in questa 'matrice', in questa fornace ardente di amore, allora possiamo diventare veramente un cuore solo e un’anima sola tra di noi, perché l’amore di Dio brucia i nostri egoismi, i nostri pregiudizi, le nostre divisioni interiori ed esterne. L'amore di Dio brucia anche i nostri peccati. Se c’è questo radicamento nella sorgente dell’Amore, che è Dio, allora si verifica anche il movimento reciproco: dai fratelli a Dio; l’esperienza della comunione fraterna mi conduce alla comunione con Dio".

Passando al secondo significato della comunione dei santi il Papa ha detto: "La nostra fede ha bisogno del sostegno degli altri, specialmente nei momenti difficili. Se noi siamo uniti la fede diventa forte. (...) Chi di noi tutti non ha sperimentato insicurezze, smarrimenti e perfino dubbi nel cammino della fede? Tutti abbiamo sperimentato questo, anch'io: fa parte del cammino della fede, fa parte della nostra vita. Tutto ciò - ha spiegato il Pontefice - non deve stupirci, perché siamo esseri umani, segnati da fragilità e limiti. (...) Tuttavia, in questi momenti difficoltosi è necessario confidare nell’aiuto di Dio, mediante la preghiera filiale, e, al tempo stesso, è importante trovare il coraggio e l’umiltà di aprirsi agli altri, per chiedere aiuto, per chiedere di darci una mano. (...) In questa comunione - comunione vuol dire comune-unione - siamo una grande famiglia, dove tutti i componenti si aiutano e si sostengono fra loro".

Il terzo aspetto della comunione dei santi è che essa "va al di là della vita terrena, va oltre la morte e dura per sempre. Questa unione fra noi, va al di là e continua nell'altra vita; è una unione spirituale che nasce dal Battesimo e non viene spezzata dalla morte, ma, grazie a Cristo risorto, è destinata a trovare la sua pienezza nella vita eterna. C’è un legame profondo e indissolubile tra quanti sono ancora pellegrini in questo mondo - fra noi - e coloro che hanno varcato la soglia della morte per entrare nell’eternità. Tutti i battezzati quaggiù sulla terra, le anime del Purgatorio e tutti i beati che sono già in Paradiso formano una sola grande Famiglia. Questa comunione tra terra e cielo si realizza specialmente nella preghiera di intercessione. (...) È una realtà nostra, di tutti, che ci fa fratelli, che ci accompagna nel cammino della vita e ci fa trovare un'altra volta lassù in cielo. Andiamo per questo cammino con fiducia, con gioia".


APPELLO DEL PAPA A PREGARE PER L'IRAQ AFFINCHÉ CESSINO TRAGICI EPISODI DI VIOLENZA

Città del Vaticano, 30 ottobre 2013 (VIS). Dopo la catechesi, il Santo Padre ha annunciato che al termine dell'Udienza Generale avrebbe salutato una delegazione di sovraintendenze irachene, con rappresentanti dei diversi gruppi religiosi, che "costituiscono la ricchezza del Paese", accompagnata dal Cardinale Jean-Louis Tauran, Presidente del Pontificio Consiglio per il Dialogo Interreligioso. "Vi invito - ha detto il Papa - a pregare per la cara nazione irachena purtroppo colpita quotidianamente da tragici episodi di violenza, perché trovi la strada della riconciliazione, della pace, dell’unità e della stabilità".



DECIMA ASSEMBLEA GENERALE DEL CONSIGLIO ECUMENICO DELLE CHIESE DI GINEVRA

Città del Vaticano, 30 ottobre 2013 (VIS). Dal 30 ottobre all'8 novembre, a Busan (Repubblica di Corea), il Consiglio Ecumenico delle Chiese di Ginevra tiene la sua Decima Assemblea Generale, sul tema: “Dio della Vita, portaci alla giustizia e alla pace”.

L’Assemblea, il più importante organo di gestione del CEC, è convocata ogni sette anni. Sebbene la Chiesa cattolica non sia membro del CEC, essa intrattiene una multiforme collaborazione con questo organismo, partecipando alla ricerca teologica della Commissione 'Fede e Costituzione' sulle principali questioni che dividono ancora i cristiani, nel campo dell'ecclesiologia e soprattutto tramite un 'Gruppo Misto di Lavoro' che coordina le varie attività ed iniziative congiunte. Per tale motivo, è presente a Busan una delegazione cattolica ufficiale, i cui membri partecipano in veste di osservatori.

Il Santo Padre ha inviato un Messaggio al Cardinale Kurt Koch, Presidente del Pontificio Consiglio per la promozione dell'unità dei cristiani nel quale auspica che la presente Assemblea "contribuisca a consolidare l'impegno di tutti i seguaci di Cristo ad intensificare la preghiera e la cooperazione al servizio del Vangelo e del bene integrale della nostra famiglia umana. Il mondo globalizzato nel quale viviamo esige da noi una comune testimonianza della dignità, data da Dio, ad ogni essere umano e l'effettiva promozione delle condizioni culturali, sociali e giuridiche che consentono agli individui e alle comunità di crescere in libertà, sostenendo la missione della famiglia quale pietra angolare della società, assicurando una educazione solida e completa ai giovani, e garantendo a tutti il libero esercizio della libertà religiosa. In fedeltà al Vangelo, e in risposta alle urgenti necessità del tempo presente, siamo chiamati a raggiungere quanti si trovano nelle periferie esistenziali delle nostre società e a dimostrare particolare solidarietà ai nostri fratelli e sorelle più vulnerabili: i poveri, i disabili, i non nati e i malati, i migranti e i rifugiati, gli anziani e i giovani disoccupati".

Il Santo Padre auspica che l'Assemblea Generale contribuisca a dare nuovo impulso di vitalità e prospettive a quanti sono impegnati nella santa causa dell'unità dei cristiani, fedeli alla volontà del Signore per la sua Chiesa ed aperti alle ispirazioni dello Spirito Santo".

ALTRI ATTI PONTIFICI

Città del Vaticano, 30 ottobre 2013 (VIS). Il Santo Padre ha nominato il Reverendo Richard Ng, Vescovo di Miri (superficie: 42.000; popolazione: oltre 600.000; cattolici: 80.000; sacerdoti 16; religiosi: 20), Malesia. Il Vescovo eletto è nato nel 1966 a Kuching (Malesia) ed è stato ordinato sacerdote nel 1995. Dal 1995 al 1996 è stato Vicario parrocchiale di S. Giuda, Bunan Gega; dal 1996 al 1998 Vicario parrocchiale di S. Teresa, Bunan Gega; dal 1998 al 1999: Vicario parrocchiale della Cattedrale di Kuching; dal 2003 al 2007 Docente di Sacra Scrittura nel Seminario Maggiore di Kuching; dal 2007 al 2008 Vice Rettore del Seminario Maggiore di Kuching. Finora Rettore del Seminario Maggiore di Kuching (Malesia), succede al Vescovo Anthony Lee Kok Hin, del quale il Santo Padre ha accettato la rinuncia al governo pastorale della medesima Diocesi, presentata per raggiunti limiti di età.


martedì 29 ottobre 2013

VERTICE DEI CAPI DELLE CHIESE ORIENTALI SUL MEDIO ORIENTE

Città del Vaticano, 29 ottobre 2013 (VIS). Nella sua prolusione per l'apertura del nuovo Anno accademico del Pontificio Istituto Orientale, il Cardinale Leonardo Sandri, Prefetto della Congregazione per le Chiese Orientali, ha annunciato che il 21 novembre prossimo, alla presenza del Santo Padre, si terrà in Vaticano un Vertice dei Patriarchi e degli Arcivescovi Maggiori delle Chiese Orientali per la Siria, l'Iraq e il Medio Oriente.

L'incontro, organizzato nel quadro della plenaria del dicastero, si terrà dal 19 al 22 novembre, sul tema: "Le Chiese Orientali cattoliche a 50 anni dal Concilio ecumenico Vaticano II".

Il Cardinale Sandri ha precisato che "Papa Francesco ha accettato di ripetere l'incontro avvenuto per la prima volta nel 2009 quando i Capi delle Chiese Orientali furono ascoltati da Benedetto XVI in una proficua mattinata di riflessione aperta e chiusa dalla preghiera. Ora potranno nuovamente intervenire davanti al Papa Francesco sulla situazione dei cristiani orientali".

ALTRI ATTI PONTIFICI

Città del Vaticano, 29 ottobre 2013 (VIS). Il Santo Padre:

- Ha nominato il Vescovo Leonard P. Blair, Arcivescovo di Hartford (superficie: 5.926; popolazione: 1.996.000; cattolici: 718.000; sacerdoti: 393; religiosi: 818; diaconi permanenti: 289), Stati Uniti d'America. L'Arcivescovo eletto è nato nel 1949 a Detroit (Stati Uniti d'America), è stato ordinato sacerdote nel 1976 e ha ricevuto la consacrazione episcopale nel 1999. Finora Vescovo di Toledo (Stati Uniti d'America), succede all'Arcivescovo Henry J. Mansell, del quale il Santo Padre ha accettato la rinuncia al governo pastorale della medesima Arcidiocesi, presentata per raggiunti limiti d'età.

- Ha nominato l'Arcivescovo Gabriel ‘Leke Abegunrin, Arcivescovo di Ibadan (superficie: 7.000; popolazione: 5.450.000; cattolici: 443.000; sacerdoti: 150; religiosi: 586), Nigeria. Finora Vescovo della Diocesi di Osogbo (Nigeria), succede all'Arcivescovo Felix Alaba Adeosin Job, del quale il Santo Padre ha accettato la rinuncia al governo pastorale della medesima Arcidiocesi, presentata per raggiunti limiti d'età.

- Ha nominato il Sacerdote Kurt R. Burnette, all’ufficio di Vescovo Eparchiale di Passaic dei Ruteni (cattolici: 14.729; sacerdoti: 80; religiosi: 27, diaconi permanenti: 26), Stati Uniti d'America. Il Vescovo eletto è nato nel 1955 vicino a Fakenham (Regno Unito) ed ha ricevuto l'ordinazione sacerdotale nel 1988. È stato finora Rettore del "Saints Cyril and Methodius Seminary" di Pittsburgh.

- Ha nominato il Padre Áureo Patricio Bonilla Bonilla, O.F.M., attualmente Vicario Provinciale dell'Ordine dei Frati Minori in Ecuador, Vicario Apostolico di Galápagos (superficie: 8.010; popolazione: 25.124; cattolici: 18.850; sacerdoti: 11; religiosi: 13), Ecuador. Il Vescovo eletto è nato nel 1968 a Riobamba (Ecuador), ha emesso la professione solenne nell'Ordine dei Frati Minori nel 1993 ed è stato ordinato sacerdote nel 1996. Finora Vicario Provinciale dell'Ordine dei Frati Minori in Ecuador, succede al Vescovo Manuel Antonio Valarezo Luzariaga, O.F.M., del quale il Santo Padre ha accettato la rinuncia al governo pastorale del medesimo Vicariato Apostolico, presentata per raggiunti limiti d'età.

lunedì 28 ottobre 2013

CENTRO TELEVISIVO VATICANO: PROFESSIONISTI AL SERVIZIO DELLA CHIESA

Città del Vaticano, 28 ottobre 2013 (VIS). In questi giorni ricorre il trentesimo anniversario del Centro Televisivo Vaticano (CTV), istituito dal Beato Giovanni Paolo II il 22 ottobre 1983. "Di strada ne è stata fatta molta in questi tre decenni di attività - ha affermato Papa Francesco nel ricevere questa mattina in udienza i Dirigenti, i Dipendenti e i Collaboratori del CTV - Ora si aprono importanti sfide tecnologiche (...) alle quali non dobbiamo sottrarci, per mantenere saldamente 'la prospettiva evangelica in questa specie di autostrada globale della comunicazione'".

Nel ringraziare i collaboratori del CTV per la loro disponibilità e per quella delle loro famiglie che "vivono l’agenda settimanale sugli impegni del Papa!", il Santo Padre ha avuto parole di esortazione dicendo loro: "Giocate come squadra. L’efficacia della pastorale della comunicazione è possibile creando legami, facendo convergere attorno a progetti condivisi una serie di soggetti; una 'unione di intenti e di forze'. Sappiamo che questo non è facile, ma se vi aiutate insieme a fare squadra tutto diventa più leggero e, soprattutto, anche lo stile del vostro lavoro sarà una testimonianza di comunione".

"Siate professionisti al servizio della Chiesa. - è stato il secondo consiglio del Pontefice - Il vostro lavoro è di grande qualità, e così dev’essere per il compito che vi è assegnato. Ma la professionalità per voi sia sempre servizio alla Chiesa, in tutto: nelle riprese, nella regia, nelle scelte editoriali, nell’amministrazione. Tutto può essere fatto con uno stile, una prospettiva che è quella ecclesiale, quella della Santa Sede. È necessario che la comunicazione del CTV sappia effondere negli spettatori, nei fedeli e nei 'distanti', il profumo e la speranza del Vangelo".


MESSAGGIO AGLI INDÙ PER LA FESTA DI DEEPAVALI

Città del Vaticano, 28 ottobre 2013 (VIS). "Cristiani e Indù: favorire le relazioni umane con l’amicizia e la solidarietà" è il tema del messaggio che il Cardinale Jean-Louis Tauran, Presidente del Pontificio Consiglio per il Dialogo Interreligioso, ha indirizzato agli Indù in occasione della festa di Deepavali, la festa della luce, che quest'anno ricorre il 3 novembre. Il Messaggio porta anche la firma del Padre Miguel Angel Ayuso Guixot, M.C.C.J., Segretario del medesimo Pontificio Consiglio.

"In questo mondo così competitivo, in cui crescenti tendenze individualistiche e materialistiche hanno effetti negativi sulle relazioni umane e creano spesso divisioni nelle famiglie e nell’intera società, vorremmo condividere con voi le nostre riflessioni su come cristiani ed indù, con l’amicizia e la solidarietà, possono favorire le relazioni umane a beneficio di tutta l’umanità".

"Le relazioni sono fondamentali per l’umana esistenza. La sicurezza e la pace nelle comunità locali, nazionali o internazionali sono in gran parte determinate dalla qualità del nostro interagire umano. L’esperienza insegna che, più approfondiamo le nostre relazioni, più siamo capaci di progredire nella collaborazione, nella costruzione della pace   e nell’autentica solidarietà ed armonia. In breve, la capacità di favorire relazioni rispettose è la misura di un autentico progresso umano, ed è essenziale per promuovere la pace ed lo sviluppo integrale".

"Queste relazioni dovrebbero scaturire naturalmente dalla nostra comune umanità, perché le relazioni umane sono al centro dell’esistenza umana e del suo progredire, dando origine spontaneamente a un senso di solidarietà nei confronti degli altri. Prescindendo dalle nostre differenze etniche, culturali, religiose ed ideologiche, noi tutti apparteniamo, infatti, all’unica famiglia umana".

"Purtroppo, la crescita nella società del materialismo e del disprezzo verso i valori spirituali e religiosi più profondi è accompagnata da una pericolosa tendenza a dare identico valore alle cose materiali ed alle relazioni umane, riducendo, così, la persona umana da un 'qualcuno' a un 'qualcosa' che si può mettere da parte a propria discrezione. Inoltre, le tendenze individualistiche generano un falso senso di sicurezza favorendo ciò che Sua Santità Papa Francesco ha descritto come 'cultura dell’esclusione', 'cultura dello scarto' e 'globalizzazione dell’indifferenza'”.

"La promozione di 'una cultura della relazione' e di 'una cultura della solidarietà' è perciò un imperativo per tutti i popoli, ed invita ad incoraggiare relazioni basate sull’amicizia e sul reciproco rispetto, a beneficio dell’intera famiglia umana. Questo esige che la dignità intrinseca della persona umana sia comunemente riconosciuta e promossa. È evidente che l’amicizia e la solidarietà sono strettamente legate. Infine, 'la cultura della solidarietà è vedere nell’altro non un concorrente o un numero, ma un fratello. E tutti noi siamo fratelli!' (Papa Francesco, Visita alla Comunità di Varginha (Manguinhos), Rio de Janeiro, 25 luglio 2013)".

"In conclusione, desideriamo affermare il nostro convincimento che la cultura della solidarietà si può ottenere solo come 'risultato di uno sforzo concertato di tutti verso il bene comune' (Papa Francesco, Incontro con la classe dirigente del Brasile, Rio de Janeiro, 27 luglio 2013). Sostenuti dagli insegnamenti delle nostre rispettive religioni e coscienti dell’importanza di costruire relazioni autentiche, possiamo noi, indù e cristiani, agire individualmente e collettivamente, insieme con tutte le tradizioni religiose e le persone di buona volontà, per favorire e rafforzare la famiglia umana attraverso l’amicizia e la solidarietà".

FAMIGLIE CRISTIANE: "SONO MISSIONARIE ANCHE NELLA VITA DI OGNI GIORNO, FACENDO LE COSE DI TUTTI I GIORNI, METTENDO IN TUTTO IL SALE E IL LIEVITO DELLA FEDE! Città del Vaticano, 27 ottobre 2013 (VIS). Il pellegrinaggio della famiglia in occasione

dell'Anno della Fede si è concluso questa mattina con la Santa Messa celebrata da Papa Francesco in una Piazza San Pietro gremita di fedeli, come Via della Conciliazione e le vie adiacenti. Di seguito pubblichiamo il testo integrale dell'omelia pronunciata dal Santo Padre dopo la lettura del Vangelo.

"Le Letture di questa domenica ci invitano a meditare su alcune caratteristiche fondamentali della famiglia cristiana.

1. La prima: la famiglia che prega. Il brano del Vangelo mette in evidenza due modi di pregare, uno falso – quello del fariseo – e l’altro autentico – quello del pubblicano. Il fariseo incarna un atteggiamento che non esprime il rendimento di grazie a Dio per i suoi benefici e la sua misericordia, ma piuttosto soddisfazione di sé. Il fariseo si sente giusto, si sente a posto, si pavoneggia di questo e giudica gli altri dall’alto del suo piedestallo. Il pubblicano, al contrario, non moltiplica le parole. La sua preghiera è umile, sobria, pervasa dalla consapevolezza della propria indegnità, delle proprie miserie: quest’uomo davvero si riconosce bisognoso del perdono di Dio, della misericordia di Dio.

Quella del pubblicano è la preghiera del povero, è la preghiera gradita a Dio che, come dice la prima Lettura, «arriva fino alle nubi» (Sir 35,20), mentre quella del fariseo è appesantita dalla zavorra della vanità.

Alla luce di questa Parola, vorrei chiedere a voi, care famiglie: pregate qualche volta in famiglia? Qualcuno sì, lo so. Ma tanti mi dicono: ma come si fa? Ma, si fa come il pubblicano, è chiaro: umilmente, davanti a Dio. Ognuno con umiltà si lascia guardare dal Signore e chiede la sua bontà, che venga a noi. Ma, in famiglia, come si fa? Perché sembra che la preghiera sia una cosa personale, e poi non c’è mai un momento adatto, tranquillo, in famiglia … Sì, è vero, ma è anche questione di umiltà, di riconoscere che abbiamo bisogno di Dio, come il pubblicano! E tutte le famiglie, abbiamo bisogno di Dio: tutti, tutti! Bisogno del suo aiuto, della sua forza, della sua benedizione, della sua misericordia, del suo perdono. E ci vuole semplicità: per pregare in famiglia, ci vuole semplicità! Pregare insieme il "Padre nostro", intorno alla tavola, non è una cosa straordinaria: è facile. E pregare insieme il Rosario, in famiglia, è molto bello, dà tanta forza! E anche pregare l’uno per l’altro: il marito per la moglie, la moglie per il marito, ambedue per i figli, i figli per i genitori, per i nonni … Pregare l’uno per l’altro. Questo è pregare in famiglia, e questo fa forte la famiglia: la preghiera.

2. La seconda Lettura ci suggerisce un altro spunto: la famiglia custodisce la fede. L’apostolo Paolo, al tramonto della sua vita, fa un bilancio fondamentale, e dice: «Ho conservato la fede» (2 Tm 4,7). Ma come l’ha conservata? Non in una cassaforte! Non l’ha nascosta sottoterra, come quel servo un po’ pigro. San Paolo paragona la sua vita a una battaglia e a una corsa. Ha conservato la fede perché non si è limitato a difenderla, ma l’ha annunciata, irradiata, l’ha portata lontano. Si è opposto decisamente a quanti volevano conservare, "imbalsamare" il messaggio di Cristo nei confini della Palestina. Per questo ha fatto scelte coraggiose, è andato in territori ostili, si è lasciato provocare dai lontani, da culture diverse, ha parlato francamente senza paura. San Paolo ha conservato la fede perché, come l’aveva ricevuta, l’ha donata, spingendosi nelle periferie, senza arroccarsi su posizioni difensive.
Anche qui, possiamo chiedere: in che modo noi, in famiglia, custodiamo la nostra fede? La teniamo per noi, nella nostra famiglia, come un bene privato, come un conto in banca, o sappiamo condividerla con la testimonianza, con l’accoglienza, con l’apertura agli altri? Tutti sappiamo che le famiglie, specialmente quelle giovani, sono spesso "di corsa", molto affaccendate; ma qualche volta ci pensate che questa "corsa" può essere anche la corsa della fede? Le famiglie cristiane sono famiglie missionarie. Ma, ieri abbiamo sentito, qui in piazza, la testimonianza di famiglie missionarie. Sono missionarie anche nella vita di ogni giorno, facendo le cose di tutti i giorni, mettendo in tutto il sale e il lievito della fede! Conservare la fede in famiglia e mettere il sale e il lievito della fede nelle cose di tutti i giorni.

3. E un ultimo aspetto ricaviamo dalla Parola di Dio: la famiglia che vive la gioia. Nel Salmo responsoriale si trova questa espressione: «i poveri ascoltino e si rallegrino» (33/34,3). Tutto questo Salmo è un inno al Signore, sorgente di gioia e di pace. E qual è il motivo di questo rallegrarsi? E’ questo: il Signore è vicino, ascolta il grido degli umili e li libera dal male. Lo scriveva ancora san Paolo: «Siate sempre lieti … il Signore è vicino!» (Fil 4,4-5). Eh … a me piacerebbe fare una domanda, oggi. Ma, ognuno la porta nel suo cuore, a casa sua, eh?, come un compito da fare. E si risponde da solo. Come va la gioia, a casa tua? Come va la gioia nella tua famiglia? Eh, date voi la risposta.

Care famiglie, voi lo sapete bene: la gioia vera che si gusta nella famiglia non è qualcosa di superficiale, non viene dalle cose, dalle circostanze favorevoli… La gioia vera viene da un’armonia profonda tra le persone, che tutti sentono nel cuore, e che ci fa sentire la bellezza di essere insieme, di sostenerci a vicenda nel cammino della vita. Ma alla base di questo sentimento di gioia profonda c’è la presenza di Dio, la presenza di Dio nella famiglia, c’è il suo amore accogliente, misericordioso, rispettoso verso tutti. E soprattutto, un amore paziente: la pazienza è una virtù di Dio e ci insegna, in famiglia, ad avere questo amore paziente, l’uno con l’altro. Avere pazienza tra di noi. Amore paziente. Solo Dio sa creare l’armonia delle differenze. Se manca l’amore di Dio, anche la famiglia perde l’armonia, prevalgono gli individualismi, e si spegne la gioia. Invece la famiglia che vive la gioia della fede la comunica spontaneamente, è sale della terra e luce del mondo, è lievito per tutta la società.

Care famiglie, vivete sempre con fede e semplicità, come la santa Famiglia di Nazaret. La gioia e la pace del Signore siano sempre con voi!".

ANGELUS: MARIA, REGINA DELLA FAMIGLIA, PREGA PER NOI

Città del Vaticano, 27 ottobre 2013 (VIS). Al termine della Santa Messa, celebrata nella Giornata della Famiglia in occasione dell'Anno della Fede, Papa Francesco ha recitato una preghiera davanti all'icona della Santa Famiglia di Nazaret, raccomandando tutte le famiglie perché si rinnovino in esse le meraviglie della grazia.

Prima della recita dell'Angelus, il Papa ha salutato e ringraziato tutti i pellegrini, specialmente le famiglie presenti in Piazza San Pietro. Successivamente ha rivolto parole di saluto ai Vescovi e ai fedeli della Guinea Equatoriale, giunti a Roma in occasione della ratifica dell'Accordo con la Santa Sede. "La Vergine Immacolata - ha detto Papa Francesco - protegga il vostro amato popolo e vi ottenga di progredire sulla via della concordia e della giustizia".

"Adesso pregheremo insieme l’Angelus. Con questa preghiera invochiamo la protezione di Maria, nostra Madre, per le famiglie del mondo intero, in modo particolare per quelle che vivono situazioni di maggiore difficoltà. Maria, Regina della Famiglia, prega per noi!", ha concluso il Papa, invitando i presenti a ripetere l'invocazione alla Vergine.


PELLEGRINAGGIO DELLE FAMIGLIE IN PIAZZA SAN PIETRO

Città del Vaticano, 26 ottobre 2013 (VIS). Oltre 150.000 persone, provenienti da 75 paesi dei cinque continenti, si sono date appuntamento questo pomeriggio in Piazza San Pietro, per partecipare all'incontro con il Papa, al termine del pellegrinaggio al sepolcro dell'Apostolo Pietro nell'Anno della Fede, sul tema: "Famiglia, vivi la gioia della fede!". Papa Francesco ha percorso in autovettura Via della Conciliazione abbracciando i bambini che gli venivano presentati e ha dedicato il suo discorso alla famiglia.

Entrato in Piazza San Pietro accompagnato da alcuni bambini che portavano palloncini colorati, Papa Francesco ha ascoltato le esperienze di diverse persone: famiglie che attraversano momenti difficili, giovani che desiderano sposarsi e che non trovavano lavoro e si è chiesto: "Come è possibile vivere la gioia della fede, oggi, in famiglia? (...) La vita spesso è faticosa, tante volte anche tragica! Abbiamo sentito recentemente... Lavorare è fatica; cercare lavoro è fatica. (...) Ma quello che pesa di più nella vita (...) è la mancanza di amore (...). Senza amore la fatica diventa più pesante, intollerabile".

"Care famiglie! - ha detto Papa Francesco - il Signore conosce le nostre fatiche: le conosce! E conosce i pesi della nostra vita. Ma il Signore conosce anche il nostro profondo desiderio di trovare la gioia del ristoro! (...). Gesù vuole che la nostra gioia sia piena! Lo ha detto agli Apostoli e lo ripete oggi a noi. (...). E questa Parola di Gesù portatela a casa, portatela nel cuore, condividetela in famiglia".

Nel citare le parole del rito del Matrimonio: "'Prometto di esserti fedele sempre, nella gioia e nel dolore' (...) - il Papa ha detto: "Gli sposi in quel momento non sanno cosa accadrà, non sanno quali gioie e quali dolori li attendono. Partono, come Abramo, si mettono in cammino insieme. E questo è il matrimonio! Partire e camminare insieme, mano nella mano, affidandosi alla grande mano del Signore. Mano nella mano, sempre e per tutta la vita! E non fare caso a questa cultura del provvisorio, che ci taglia la vita a pezzi! Con questa fiducia nella fedeltà di Dio si affronta tutto, senza paura, con responsabilità. Gli sposi cristiani non sono ingenui, conoscono i problemi e i pericoli della vita. Ma non hanno paura di assumersi la loro responsabilità, davanti a Dio e alla società. Senza scappare, senza isolarsi, senza rinunciare alla missione di formare una famiglia e di mettere al mondo dei figli".

"I cristiani si sposano nel Sacramento - ha proseguito il Pontefice - perché sono consapevoli di averne bisogno! (...) E hanno bisogno dell’aiuto di Gesù, per camminare insieme con fiducia, per accogliersi l’un l’altro ogni giorno, e perdonarsi ogni giorno! E questo è importante! Nelle famiglie sapersi perdonare, perché tutti noi abbiamo difetti, tutti! Talvolta facciamo cose che (...) fanno male agli altri. Avere il coraggio di chiedere scusa, quando in famiglia sbagliamo…"

Successivamente il Papa ha ripetuto le tre parole chiave per portare avanti una famiglia: permesso, grazie, scusa. "Chiediamo permesso per non essere invadenti in famiglia. (...) Diciamo grazie, grazie per l’amore! (...) E l’ultima: scusa. Tutti sbagliamo (...) e alcune volte (...) si dicono parole forti, ma sentite questo consiglio: non finire la giornata senza fare la pace. La pace si rifà ogni giorno in famiglia!". Se nella famiglia "manca l'amore manca la gioia, manca la festa, e l'amore ce lo dona sempre Gesù: Lui è la fonte inesauribile".

Al termine il Papa ha proposto l'icona della Presentazione di Gesù al Tempio, scelta dal Pontificio Consiglio per la Famiglia, come immagine di questo pellegrinaggio. "Anche i protagonisti della scena hanno il loro cammino: Maria e Giuseppe si sono messi in marcia, pellegrini a Gerusalemme, in obbedienza alla Legge del Signore; anche il vecchio Simeone e la profetessa Anna, pure molto anziana, giungono al Tempio spinti dallo Spirito Santo. La scena ci mostra questo intreccio di tre generazioni (...) Questi due anziani rappresentano la fede come memoria. (...) I nonni sono la saggezza della famiglia, sono la saggezza di un popolo. E un popolo che non ascolta i nonni, è un popolo che muore! (...) Maria e Giuseppe sono la Famiglia santificata dalla presenza di Gesù, che è il compimento di tutte le promesse. Ogni famiglia, come quella di Nazareth, è inserita nella storia di un popolo e non può esistere senza le generazioni precedenti. E perciò oggi abbiamo qui i nonni e i bambini. I bambini imparano dai nonni, dalla generazione precedente".

"Care famiglie - ha concluso il Santo Padre - anche voi siete parte del popolo di Dio. Camminate con gioia insieme a questo popolo. Rimanete sempre unite a Gesù e portatelo a tutti con la vostra testimonianza".


UDIENZA AL PRESIDENTE DELLA REPUBBLICA DI PANAMA

Città del Vaticano, 26 ottobre 2013 (VIS). Questa mattina, sabato 26 ottobre 2013, nel Palazzo Apostolico Vaticano, il Presidente della Repubblica del Panama, il Signor Ricardo Alberto Martinelli Berrocal, è stato ricevuto in Udienza da Sua Santità Francesco. Successivamente, si è incontrato con l'Arcivescovo Dominique Mamberti, Segretario per i Rapporti con gli Stati.

Durante i cordiali colloqui c’è stato uno scambio su alcuni temi attinenti all’attuale situazione nel Paese, in particolare sulle politiche sociali avviate dal Governo, ed i progetti di sviluppo per la Nazione. È stata poi evocata la lunga tradizione cristiana del Paese, e ci si è soffermati sugli storici legami bilaterali, con particolare interesse per le attuali relazioni tra la Chiesa e lo Stato. Al riguardo, è stata anche espressa gratitudine per il dono di una statua di Santa María La Antigua, Patrona della Nazione, offerta al Pontefice dal Capo dello Stato e collocata nei Giardini vaticani. Nel prosieguo delle conversazioni si è dato uno sguardo panoramico sulla situazione regionale.

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