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Il Vatican Information Service (VIS), istituito nell'ambito della Sala Stampa della Santa Sede, è un bollettino telematico che diffonde notizie relative all'attività magistrale e pastorale del Santo Padre e della Curia Romana...

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mercoledì 18 settembre 2013

UNA CHIESA MADRE CHE NON CHIUDE MAI LE PORTE DAVANTI A NESSUNO DEI SUOI FIGLI

Città del Vaticano, 18 settembre 2013 (VIS). L'immagine della Chiesa come madre è stato il tema sul quale Papa Francesco si è nuovamente soffermato, questa mattina, nel corso della catechesi dell'Udienza Generale del Mercoledì. "A me piace tanto questa immagine della Chiesa come madre. Per questo ho voluto ritornarvi, perché questa immagine mi sembra che ci dica non solo come è la Chiesa, ma anche quale volto dovrebbe avere sempre di più la Chiesa, questa nostra madre Chiesa".

Per spiegare tale immagine il Papa, guadando a ciò che fa una madre per i suoi figli, ha detto: "Che cosa fa una mamma? Prima di tutto insegna a camminare nella vita (...) sa come orientare i figli, cerca sempre di indicare la strada giusta nella vita per crescere e diventare adulti. E lo fa con tenerezza, con affetto, con amore, sempre anche quando cerca di raddrizzare il nostro cammino perché sbandiamo un poco nella vita o prendiamo strade che portano verso un burrone".

"La Chiesa fa la stessa cosa: orienta la nostra vita, ci dà degli insegnamenti per camminare bene. Pensiamo ai dieci Comandamenti: ci indicano una strada da percorrere per maturare, per avere dei punti fermi nel nostro modo di comportarci. E sono frutto della tenerezza, dell’amore stesso di Dio che ce li ha donati. Voi potrete dirmi: ma sono dei comandi! Sono un insieme di 'no'! Io vorrei invitarvi a leggerli (...) e poi di pensarli in positivo. Vedrete che riguardano il nostro modo di comportarci verso Dio, verso noi stessi e verso gli altri, proprio quello che ci insegna una mamma per vivere bene. Ci invitano a non farci idoli materiali che poi ci rendono schiavi, a ricordarci di Dio, ad avere rispetto per i genitori, ad essere onesti, a rispettare l’altro… Provate a vederli così e a considerarli come se fossero le parole, gli insegnamenti che dà la mamma per andare bene nella vita. Una mamma non insegna mai ciò che è male, vuole solo il bene dei figli, e così fa la Chiesa".

"Vorrei dirvi una seconda cosa: quando un figlio cresce, diventa adulto, (...) si assume le sue responsabilità (...) fa quello che vuole, e, a volte, capita anche di uscire di strada, capita qualche incidente. La mamma sempre, in ogni situazione, ha la pazienza di continuare ad accompagnare i figli. Ciò che la spinge è la forza dell’amore; una mamma sa seguire con discrezione, con tenerezza il cammino dei figli e anche quando sbagliano trova sempre il modo per comprendere, per essere vicina, per aiutare. Noi - nella mia terra - diciamo che una mamma sa 'dar la cara'. Cosa vuol dire questo? Vuol dire che una mamma sa 'metterci la faccia' per i propri figli, cioè è spinta a difenderli, sempre".

"La Chiesa è così, è una mamma misericordiosa, che capisce, che cerca sempre di aiutare, di incoraggiare anche di fronte ai suoi figli che hanno sbagliato e che sbagliano, non chiude mai le porte della Casa; non giudica, ma offre il perdono di Dio, offre il suo amore che invita a riprendere il cammino anche a quei suoi figli che sono caduti in un baratro profondo, la Chiesa non ha paura di entrare nella loro notte per dare speranza; la Chiesa non ha paura di entrare nella nostra notte quando siamo nel buio dell'anima e della coscienza, per darci speranza! Perché la Chiesa è madre!".

"Un ultimo pensiero. Una mamma sa anche chiedere, bussare ad ogni porta per i propri figli, senza calcolare, lo fa con amore. E penso a come le mamme sanno bussare anche e soprattutto alla porta del cuore di Dio! Le mamme pregano tanto per i propri figli, specialmente (...) per quelli che hanno più bisogno, per quelli che nella vita hanno preso vie pericolose o sbagliate. (...) E così fa anche la Chiesa: mette nelle mani del Signore, con la preghiera, tutte le situazioni dei suoi figli. Confidiamo nella forza della preghiera di Madre Chiesa: il Signore non rimane insensibile. Sa sempre stupirci quando non ce l’aspettiamo. La Madre Chiesa lo sa!".

"Ecco, questi erano i pensieri che volevo dirvi oggi - ha concluso Papa Francesco - vediamo nella Chiesa una buona mamma che ci indica la strada da percorrere nella vita, che sa essere sempre paziente, misericordiosa, comprensiva, e che sa metterci nelle mani di Dio".

NUOVO APPELLO DEL PAPA PER LA PACE

Città del Vaticano, 18 settembre 2013 (VIS). "Invito i cattolici di tutto il mondo ad unirsi agli altri cristiani per continuare ad implorare da Dio il dono della pace nei luoghi più tormentati del nostro pianeta". Questo l'appello lanciato dal Papa, al termine della catechesi dell'Udienza Generale, ricordando che il 21 settembre, le Nazioni Unite celebrano la "Giornata Internazionale della Pace", ed il Consiglio Ecumenico delle Chiese si appella ai suoi membri affinché in tale giorno preghino per la pace.

"Possa la pace, dono di Gesù - ha detto Papa Francesco - abitare sempre nei nostri cuori e sostenere i propositi e le azioni dei responsabili delle Nazioni e di tutti gli uomini di buona volontà. Impegniamoci tutti a incoraggiare gli sforzi per una soluzione diplomatica e politica dei focolai di guerra che ancora preoccupano. Il mio pensiero va specialmente alla cara popolazione siriana, la cui tragedia umana può essere risolta solo con il dialogo e la trattativa, nel rispetto della giustizia e della dignità di ogni persona, specialmente i più deboli e indifesi".

A 50 ANNI DALLA PACEM IN TERRIS, LA SANTA SEDE RIBADISCE LA NECESSITÀ DEL DISARMO NUCLEARE

Città del Vaticano, 18 settembre 2013 (VIS). Il 16 settembre scorso, a Vienna (Austria), l'Arcivescovo Dominique Mamberti, Segretario per i Rapporti con gli Stati, è intervenuto alla L Conferenza Generale dell'Agenzia Internazionale dell'Energia Atomica (AIEA).

Nel ricordare che quest'anno ricorre il 50° anniversario dell'Enciclica "Pacem in terris" del Beato Papa Giovanni XXIII, l'Arcivescovo ha invitato i presenti a chiedersi se "davvero viviamo in un mondo più sicuro rispetto a quello di cinquanta anni fa".

"La Santa Sede condivide il pensiero e i sentimenti della maggior parte degli uomini e donne di buona volontà che aspirano alla totale eliminazione delle armi nucleari. Vorremmo profittare di questa occasione per rinnovare il nostro invito ai responsabili delle nazioni a porre fine alla produzione di armamenti nucleari e a servirsi dei materiali nucleari non più a fini militari ma per attività pacifiche".

Il Segretario per i Rapporti con gli Stati ha ribadito che il disarmo e la non proliferazione nucleare sono essenziali da un punto di vista umanitario esprimendo "la profonda preoccupazione della Santa Sede per i recenti tragici sviluppi in Medio Oriente e ribadendo il suo fermo sostegno all'impegno per istituire in Medio Oriente una zona libera da armi nucleari e da tutte le altre armi di distruzione di massa. Le zone libere da armi nucleari rappresentano il miglior esempio di fiducia e sicurezza e dimostrano che la pace e la sicurezza sono possibili senza il possesso di armi nucleari".

L'Arcivescovo Mamberti ha concluso il suo intervento ricordando i recenti negoziati relativi al programma nucleare dell'Iran ed ha ribadito la ferma convinzione della Santa Sede che le presenti difficoltà possono e devono essere superate attraverso i canali diplomatici, servendosi di tutti i mezzi di cui la diplomazia dispone. La Santa Sede considera necessario superare i diversi ostacoli che oggettivamente impediscono la fiducia reciproca".

UDIENZE

Città del Vaticano, 18 settembre 2013 (VIS). Questa mattina il Santo Padre ha ricevuto in udienza l'Arcivescovo Konrad Krajewski, Elemosiniere di Sua Santità, con i Familiari.


ALTRI ATTI PONTIFICI

Città del Vaticano, 18 settembre 2013 (VIS). Il Santo Padre:

- Ha nominato il Vescovo Jaime Spengler, O.F.M., Arcivescovo Metropolita di Porto Alegre (superficie: 13.753; popolazione: 3.368.000; cattolici: 2.507.000; sacerdoti: 373; religiosi: 1.602; diaconi permanenti: 57), Brasile. L'Arcivescovo eletto è nato nel 1960 a Blumenau (Santa Caterina, Brasile), ha fatto il postulandato francescano a Guaratinguetá nel 1981 e il noviziato a Rodeio nel 1982; ha emesso la professione perpetua nel 1985 ed è stato ordinato sacerdote nel 1990. Nello stesso anno è stato Professore nel Noviziato Francescano a Rodeio, Maestro dei Postulanti; dal 1991 al 1994 è stato Professore nel Postulandato e Vicario parrocchiale a Guaratinguetá; dal 2000 al 2003 è stato Professore e Vice-Rettore dell’Istituto di Filosofia “São Boaventura” a Campo Largo; dal 2001 al 2002 Assistente Religioso della Federação Brasileira das Irmãs Concepcionistas; dal 2004 al 2006 Superiore locale e Vicario Parrocchiale della Parrocchia “Senhor Bom Jesus”, nell’arcidiocesi di Curitiba; dal 2000 al 2003 Professore di Filosofia alla Facoltà “São Boaventura” a Curitiba; Vice-presidente dell’Associazione Francescana di Ensino Senhor Bom Jesus a Campo Largo e Guardiano del Convento Locale. Nel 2010 è stato nominato Ausiliare di Porto Alegre ed ha ricevuto l’ordinazione episcopale nel 2011. Succede all'Arcivescovo Dadeus Grings, del quale il Santo Padre ha accettato la rinuncia al governo pastorale della medesima arcidiocesi presentata per raggiunti limiti d'età.

- Ha nominato il Vescovo Antonio Di Donna, Vescovo della diocesi di Acerra (superficie: 157; popolazione: 123.887, cattolici: 121.763, sacerdoti: 53; religiosi: 73; diaconi permanenti: 4), Italia. Finora Vescovo Ausiliare di Napoli (Italia), succede al Vescovo Salvatore Giovanni Rinaldi del quale il Santo Padre ha accettato la rinuncia al governo pastorale della medesima diocesi presentata per raggiunti limiti d'età.

- Ha accettato la rinuncia al governo pastorale della diocesi di San Diego (Stati Uniti d'America), presentata dal Vescovo Robert H. Brom, per raggiunti limiti d'età. Gli succede il Vescovo Cirilo B. Flores, finora Vescovo Coadiutore della medesima diocesi.


martedì 17 settembre 2013

IL PAPA AI SACERDOTI DELLA DIOCESI DI ROMA: SIATE SEMPRE IN CONTATTO CON IL VOSTRO POPOLO

Città del Vaticano, 17 settembre 2013 (VIS). Nella giornata di ieri, nella Basilica di San Giovanni in Laterano, Papa Francesco ha incontrato il clero della Diocesi di Roma. In un clima di grande cordialità e fiducia, il Santo Padre ha invitato i sacerdoti a sentirsi liberi di chiedere qualunque cosa e, rispondendo alle domande, ha affermato di sentirsi soprattutto un sacerdote ed ora che è Papa avrebbe paura di sentirsi diverso. "Avrei paura di sentirmi un po' più importante, no?, quello sì: ho paura di quello, perché il diavolo è furbo, eh? - ha detto - e ti fa sentire che adesso tu hai potere, che tu puoi fare quello, che tu puoi fare quell'altro. (...) Ma grazie a Dio, quello non l'ho perso, ancora, no? E se voi vedete che una volta l'ho perso, per favore, ditemelo (...) e se non potete dirlo privatamente, ditelo pubblicamente, ma ditelo: 'Guarda convertiti!', perché è chiaro, no?".

Papa Francesco si è anche soffermato sulla fatica dell'essere sacerdoti perché il lavoro del sacerdote è duro. C'è una "fatica del lavoro" e quella "la conosciamo tutti. Arriviamo alla sera, stanchi di lavorare e passiamo davanti al Tabernacolo per salutare il Signore. Sempre bisogna passare dal Tabernacolo. Quando un prete è in contatto con il suo popolo, si fatica. Quando un prete non è in contatto con il suo popolo, si fatica, ma male e per addormentarsi deve prendere una pastiglia, no? Invece, quello che è in contatto con il popolo, che davvero il popolo ha tante esigenze - ma sono le esigenze di Dio, no?, quello fatica sul serio, eh?, e non sono necessarie le pastiglie".

C'è però una "fatica del cuore" che si vede "prima del tramonto della vita" dove "c'è la luce buia e il buio un po' luminoso". "È una fatica che viene nel momento in cui dovrebbe esserci il trionfo" e invece "viene questa fatica". "Il prete si interroga sulla sua esistenza, guarda indietro" al cammino fatto e pensa alle rinunce, ai figli che non ha avuto e si chiede se ha sbagliato, se la sua vita "è fallita". Il Papa ha così citato la fatica di tante figure nella Bibbia, da Elia a Mosé, da Geremia fino a Giovanni Battista che nel "buio del carcere" vive "il buio della sua anima" e manda i suoi discepoli a chiedere a Gesù se è davvero Colui che stanno aspettando. Cosa può fare dunque un sacerdote che viva l'esperienza del Battista: pregare, "fino ad addormentarsi davanti al Tabernacolo, ma stare lì" e poi "cercare la vicinanza con gli altri preti" e soprattutto con i vescovi.

Nel rispondere ad una domanda sul servizio pastorale, Papa Francesco ha ribadito che non bisogna "confondere la creatività con fare qualcosa di nuovo. La creatività, ha detto, è "cercare la strada perché il Vangelo sia annunciato" e questo "non è facile". "Non è soltanto cambiare le cose". È un'altra cosa "viene dallo Spirito e si fa con la preghiera e si fa parlando con i fedeli, con la gente". Il Papa ha ricordato un'esperienza vissuta quando era arcivescovo di Buenos Aires. Con un sacerdote si cercava di capire come poter rendere la sua chiesa più accogliente. "Ah, se passa tanta gente, forse sarebbe bello che la chiesa fosse aperta tutta la giornata ... Bella idea! Anche sarebbe bello che ci fosse sempre un confessore a disposizione, lì... Bella idea! E così è andato".

Questa, ha detto, è una coraggiosa creatività. E allora bisogna "cercare strade nuove". La Chiesa, "anche il Codice di diritto canonico ci dà tante, tante possibilità, tanta libertà per cercare queste cose". Bisogna "cercare i momenti di accoglienza, quando i fedeli devono andare in parrocchia per una cosa o un'altra". Il Papa ha criticato severamente chi, in una parrocchia, è più preoccupato a chiedere soldi per un certificato che del Sacramento e così "allontana la gente". Serve, invece, l'"accoglienza cordiale": "che quello che viene in chiesa si senta a casa sua. Si senta bene. Che non senta che è sfruttato... Se "la gente vede che c'è un interesse economico" allora "si allontana".
Papa Francesco ha proposto ai sacerdote la figura del prete "misericordioso". Un prete innamorato deve sempre fare memoria del primo amore, di Gesù. Per me - ha detto il Santo Padre - questo "è il punto-chiave di un prete innamorato: che abbia la capacità di tornare con la memoria al primo amore... Una Chiesa che perde la memoria, è una Chiesa elettronica: non ha vita". Il Papa ha quindi affermato che bisogna guardarsi dai preti rigoristi e lassisti. "Il prete misericordioso è quello che dice la verità, ma aggiunge: 'Non spaventarti, il Dio buono ci aspetta. Andiamo insieme'". Questo, ha soggiunto il Papa, "dobbiamo averlo sempre sotto gli occhi: accompagnare, Essere compagni di strada". La conversione "sempre si fa così in strada, non in laboratorio".

Il Santo Padre ha anche fatto riferimento agli scandali che hanno colpito la chiesa affermando che si devono affrontare i gravissimi problemi con lucidità ma senza pessimismi perché "La santità è più grande degli scandali". "La Chiesa non crolla - ha detto il Papa - Mai la Chiesa è stata tanto bene come oggi, è un momento bello della Chiesa, basta leggerne la storia. Ci sono santi riconosciuti anche dai non cattolici - pensiamo alla Beata Teresa - ma c'è una santità quotidiana di tanti uomini e donne, e questo dà speranza. La santità è più grande degli scandali".

Non è mancato nell'incontro il tema delle periferie esistenziali, riferito questa volta alla situazione dei cattolici divorziati risposati. "Un problema - ha ricordato Papa Francesco - non si può ridurre soltanto" se si possa "fare la comunione o no, perché chi pone il problema soltanto in questi termini non capisce qual è il vero problema". È un "problema grave di responsabilità della Chiesa nei riguardi delle famiglie che vivono in questa situazione... La Chiesa "in questo momento deve fare qualcosa per risolvere i problemi delle nullità" matrimoniali. Il Papa ha ricordato che parlerà di questo argomento con il gruppo degli otto cardinali che si riuniscono i primi giorni di ottobre in Vaticano. Anche nel prossimo Sinodo dei Vescovi si parlerà sul "rapporto antropologico" del Vangelo con la persona e la famiglia, in modo che "sinodalmente si studi questo problema". "Questa - ha sottolineato il Papa - è una vera periferia esistenziale".

infine, in un clima di grande cordialità, il Papa ha ricordato che il prossimo 21 settembre ricorre il sessantesimo anniversario della sua vocazione al sacerdozio.

ALTRI ATTI PONTIFICI

Città del Vaticano, 17 settembre 2013 (VIS). Il Santo Padre ha accettato la rinuncia dell'Arcivescovo Robert Zollitsch al governo pastorale dell’arcidiocesi di Freiburg im Breisgau, (Germania), presentata per raggiunti limiti d'età.

lunedì 16 settembre 2013

CLERO DI ROMA: RISPONDERE ALLE SFIDE DERIVANTI DAI CAMBIAMENTI DELLA SOCIETÀ PER ANDARE INCONTRO A QUANTI SI SONO ALLONTANATI DALLA FEDE

Città del Vaticano, 16 settembre 2013 (VIS). Questa mattina, dopo la Messa quotidiana a Santa Marta, il Santo Padre si è recato nella Basilica di San Giovanni in Laterano per l'incontro con il Clero di Roma.

Per prepararsi all'incontro e su richiesta del Papa, il Cardinale Vicario Agostino Vallini ha inviato ai sacerdoti della diocesi di Roma una riflessione scritta nel 2008 dall'allora Cardinale Bergoglio, per presentare l'identità presbiterale alla luce del Documento di Aparecida, scaturito dalla V Conferenza dell'episcopato latinoamericano.

La V Conferenza del Celam aveva preso atto dei cambiamenti della società e aveva proposto concrete linee guida per rispondervi "non come molteplici significati parziali che ognuno può trovare nelle azioni quotidiane, ma come significato che conferisce unità a tutto ciò che esiste".

"La caratteristica del 'cambiamento della società' - scrive l'allora Arcivescovo di Buenos Aires - è che le cose non sono più al loro posto. Ciò che un tempo serviva a spiegare il mondo, i valori, il bene e il male, già sembra non funzionare più. Il modo di collocarci nella storia è cambiato. Ciò che era inimmaginabile, è accaduto. Sarà lo stesso nel futuro in rapporto a ciò che viviamo oggi. Ciò che ci sembra normale nella famiglia, nella Chiesa, nella società e nel mondo, ci pare immutabile. Non si può dunque vivere nell'illusione che niente cambi e che basti aspettare che alcune cose ritornino ad essere come prima".

Nel documento l'Arcivescovo Bergoglio presenta la missione come una risposta alle sfide derivanti da tali cambiamenti ed invita i parroci ad essere "ardenti missionari che vivono la costante aspirazione ad andare incontro a quanti si sono allontanati dalla fede e a non accontentarsi della semplice amministrazione della parrocchia". Ciò comporta "una trasformazione dell'azione pastorale che si verifica soltanto con una trasformazione interiore dei pastori e degli altri membri della comunità. Per convertirci in una Chiesa piena di slancio e di zelo evangelizzatore, dobbiamo essere tutti nuovi missionari e discepoli fedeli".





ANGELUS: LA GIOIA DI DIO È PERDONARE

Città del Vaticano, 15 settembre 2013 (VIS). Alle ore 12:00 di oggi il Santo Padre Francesco si è affacciato alla finestra del suo studio per recitare l’Angelus con i fedeli ed i pellegrini convenuti in Piazza San Pietro, sotto l'ombrello per un forte acquazzone che questa mattina si è abbattuto sulla capitale. Il Papa ha commentato il Vangelo di oggi che contiene le tre parabole della misericordia: quella della pecora smarrita, della moneta perduta e quella del "figliol prodigo".

"Tutte e tre queste parabole - ha detto Papa Francesco - parlano della gioia di Dio. Dio è gioioso. (...) E qual è la gioia di Dio? La gioia di Dio è perdonare! È la gioia di un pastore che ritrova la sua pecorella; la gioia di una donna che ritrova la sua moneta; è la gioia di un padre che riaccoglie a casa il figlio che si era perduto (...). Qui c’è tutto il Vangelo! (...) c’è tutto il Cristianesimo! Ma guardate che non è sentimento, non è 'buonismo'! Al contrario, la misericordia è la vera forza che può salvare l’uomo e il mondo dal 'cancro' che è il peccato, il male morale, il male spirituale. Solo l’amore riempie i vuoti, le voragini negative che il male apre nel cuore e nella storia. Solo l’amore può fare questo, e questa è la gioia di Dio! (...) Ognuno di noi (...) è quella pecora smarrita, quella moneta perduta; ognuno di noi è quel figlio che ha sciupato la propria libertà seguendo idoli falsi, miraggi di felicità, e ha perso tutto".

"Ma Dio non ci dimentica, il Padre non ci abbandona mai. È un padre paziente, ci aspetta sempre! Rispetta la nostra libertà, ma rimane sempre fedele. E quando ritorniamo a Lui, ci accoglie come figli, nella sua casa, perché non smette mai, neppure per un momento, di aspettarci, con amore. E il suo cuore è in festa per ogni figlio che ritorna. È in festa perché è gioia. Dio ha questa gioia, quando uno di noi peccatore va da Lui e chiede il suo perdono".

"Il pericolo qual è? - ha proseguito il Pontefice - È che noi presumiamo di essere giusti, e giudichiamo gli altri. Giudichiamo anche Dio, perché pensiamo che dovrebbe castigare i peccatori, condannarli a morte, invece di perdonare. Allora sì che rischiamo di rimanere fuori dalla casa del Padre! Come quel fratello maggiore della parabola, che invece di essere contento perché suo fratello è tornato, si arrabbia con il padre che lo ha accolto e fa festa. Se nel nostro cuore non c’è la misericordia, la gioia del perdono, non siamo in comunione con Dio, anche se osserviamo tutti i precetti, perché è l’amore che salva, non la sola pratica dei precetti. È l’amore per Dio e per il prossimo che dà compimento a tutti i comandamenti".

"Se noi viviamo secondo la legge 'occhio per occhio, dente per dente', mai usciamo dalla spirale del male. Il Maligno è furbo, e ci illude che con la nostra giustizia umana possiamo salvarci e salvare il mondo. In realtà, solo la giustizia di Dio ci può salvare! E la giustizia di Dio si è rivelata nella Croce: la Croce è il giudizio di Dio su tutti noi e su questo mondo. Ma come ci giudica Dio? Dando la vita per noi! Ecco l’atto supremo di giustizia che ha sconfitto una volta per tutte il Principe di questo mondo; e questo atto supremo di giustizia è proprio anche l’atto supremo di misericordia. Gesù ci chiama tutti a seguire questa strada: 'Siate misericordiosi, come il Padre vostro è misericordioso'".

"Io vi chiedo una cosa, adesso. - ha concluso il Pontefice - In silenzio, tutti, pensiamo… ognuno pensi ad una persona con la quale non stiamo bene, con la quale ci siamo arrabbiati, alla quale non vogliamo bene. Pensiamo a quella persona e in silenzio, in questo momento, preghiamo per questa persona e diventiamo misericordiosi con questa persona".

PAPA FRANCESCO: CHE SI MOLTIPLICHINO I SACERDOTI COME IL "CURA BROCHERO"

Città del Vaticano, 16 settembre 2013 (VIS). Dopo l'Angelus, il Papa ha ricordato la Beatificazione, ieri, in Argentina, del "Cura Brochero", che "Spinto dall’amore di Cristo si dedicò interamente al suo gregge, per portare tutti nel Regno di Dio, con immensa misericordia e zelo per le anime. Stava con la gente, e cercava di portare tanti agli esercizi spirituali. Andava per chilometri e chilometri, cavalcando le montagne, con la sua mula che si chiamava 'Facciabrutta', perché non era bella. Andava anche con la pioggia, era coraggioso! Ma anche voi, con questa pioggia, siete qui, siete coraggiosi. Bravi! Alla fine, questo Beato era cieco e lebbroso, ma pieno di gioia, la gioia del buon Pastore, la gioia del Pastore misericordioso!".

"Desidero unirmi alla gioia della Chiesa in Argentina per la beatificazione di questo pastore esemplare che, a dorso di mulo, percorse infaticabilmente le aride strade della sua parrocchia, cercando, casa per casa, le persone a lui affidate per portarle a Dio. Chiediamo a Gesù, con l'intercessione del nuovo beato, che si moltiplichino i sacerdoti, che sull'esempio di 'Cura Brochero', dedichino la loro vita al servizio dell'evangelizzazione, in ginocchio davanti al crocifisso, offrendo ovunque testimonianza dell'amore e della misericordia di Dio".

Nel ricordare, infine, che oggi a Torino si conclude la Settimana Sociale dei Cattolici Italiani, sul tema: "Famiglia speranza e futuro per la società italiana", il Papa ha salutato tutti i partecipanti rallegrandosi per il grande impegno della Chiesa in Italia con le famiglie e per le famiglie, "che è un forte stimolo anche per le istituzioni e per tutto il Paese".


PAPA FRANCESCO: IL SACERDOTE BROCHERO UN PIONIERE CHE SI RECA NELLE PERIFERIE GEOGRAFICHE ED ESISTENZIALI PER PORTARE LA MISERICORDIA DI DIO

Città del Vaticano, 14 settembre 2013 (VIS). Il sacerdote argentino José Gabriel Brochero (1840-1914), "il cura Brochero", una delle figure più popolari dell'Argentina, è stato oggi proclamato Beato a Cordoba (Argentina). Brochero, che si adoperò nell'assistenza ai malati e ai moribondi durante l'epidemia di colera che colpì Cordoba nel 1867, fu nominato, nel 1869, Vicario del dipartimento di San Alberto, oggi Valle Traslasierra e qui, percorrendo a dorso di mulo i villaggi, si fece carico delle necessità dei suoi abitanti, costruì chiese, cappelle e scuole e, aiutato dai contadini, aprì passaggi fra le montagne. In vecchiaia divenne sordo e cieco a causa della lebbra contratta vivendo in stretto contatto con le persone che soffrivano di questa malattia.

In occasione della sua Beatificazione, il Santo Padre ha indirizzato una Lettera all'Arcivescovo José María Arancedo, di Santa Fe (Argentina), Presidente della Conferenza Episcopale Argentina, della quale riportiamo ampi estratti.

"Che finalmente il sacerdote Brochero sia stato annoverato fra i beati è una grande gioia e una grande benedizione per il popolo argentino e per i devoti di questo pastore con l'odore delle pecore, che si è fatto povero fra i poveri, che lottò sempre per essere vicino a Dio e alla gente, che ha fatto e continua a fare tanto bene come una carezza di Dio al nostro popolo sofferente. Mi piace immaginare oggi Brochero parroco sulla sua mula 'Facciabrutta' mentre percorre le strade aride e desolate che corrono lungo i 200 chilometri quadrati della sua parrocchia, cercando casa per casa i vostri bisnonni e trisnonni, per rispondere alle loro necessità e per invitarli a fare gli esercizi spirituali di Sant'Ignazio di Loyola. Egli conosceva tutti gli angoli della sua parrocchia. Non rimaneva nella sacrestia a pettinare le pecore".

"Il sacerdote Brochero era una visita di Gesù stesso a ogni famgilia. Egli portava l'immagine della Vergine, il libro di preghiere con la Parola di Dio, l'occorrente per celebrare la Messa quotidiana. Gli offrivano il mate, chiacchieravano e Brochero parlava facendosi capire da tutti perché le sue parole sgorgavano dal cuore, dalla fede e dall'amore per Gesù".

"In una beatificazione è molto importante l'attualità pastorale. Il Cura Brochero ha l'attualità del Vangelo, è un pioniere perché si reca nelle periferie geografiche ed esistenziali per portare a tutti l'amore e la misericordia di Dio. Non rimaneva nell'ufficio parrocchiale, ma si sfinì sulla mula e finì malato di lebbra, a forza di andare a cercare la gente, come un pellegrino della fede. Questo è ciò che Gesù chiede oggi, discepoli missionari, pellegrini della fede! Brochero era un uomo normale, fragile, come tutti noi, però conobbe l'amore di Gesù... seppe uscire .. dall'egoismo meschino di tutti noi, vincendo se stesso, superando con l'aiuto di Dio quelle forze interiori di cui si serve il demonio per incatenarci alla comodità... Ascoltò la chiamata di Dio, scelse il sacrificio di prodigarsi per il suo Regno, per il bene comune, perché la grande dignità di ogni persona si meritasse quella di figlio di Dio. Fu fedele fino alla fine: continuava a pregare e a celebrare la messa anche quando era cieco e lebbroso".

"Lasciamo che il Cura Brochero entri oggi, con il suo mulo e tutto il resto, nella casa del nostro cuore e ci inviti alla preghiera, all'incontro con Gesù, che ci liberi dagli impedimenti per uscire in strada a cercare il fratello, a toccare la carne di Cristo in colui che soffre e che ha bisogno dell'amore di Dio".

UDIENZA ALL'ORDINE EQUESTRE DEL SANTO SEPOLCRO DI GERUSALEMME: IL VOSTRO CAMMINO È NELLA STORIA, APRITE ORIZZONTI DI SPERANZA

Città del Vaticano, 13 settembre 2013 (VIS). Camminare, costruire e confessare. Il Papa ha indicato questo itinerario - lo stesso che propose all'inizio del suo ministero - ai partecipanti al pellegrinaggio dell'Ordine Equestre del Santo Sepolcro di Gerusalemme a Roma in occasione dell'Anno della Fede, nel corso dell'udienza di venerdì 13 settembre, tenutasi nell'Aula Paolo VI.

L'esperienza del pellegrinaggio, ha detto Papa Francesco spiegando il termine camminare, è un grande simbolo della vita umana e cristiana. "Ognuno di noi può essere 'errante' o 'pellegrino'. Il tempo che viviamo vede molte persone 'erranti', perché prive di un ideale di vita e spesso incapaci di dare senso alle vicende del mondo. Con il segno del pellegrinaggio, voi mostrate la volontà di non essere 'erranti'. Il vostro cammino è nella storia, in un mondo in cui i confini si allargano sempre di più, cadono molte barriere e i nostri cammini sono legati in modo sempre più stretto a quello degli altri. Siate testimoni del senso profondo, della luce che porta la fede; sappiate conservare la grande ricchezza di valori, di sapienza del passato, ma vivendo intensamente il presente, impegnandovi nell’oggi, con lo sguardo verso il futuro, aprendo orizzonti di speranza con la vostra opera per dare un volto più umano alla società".

"L’Ordine Equestre del Santo Sepolcro di Gerusalemme ha una storia quasi millenaria: il vostro è uno dei più antichi Ordini assistenziali, caritativi tuttora attivi. (...) Costruire con la carità, con la compassione, con l’amore" - ha detto Papa Francesco sottolineando che: "il vostro pellegrinaggio ha anche una finalità caritativa, in favore dei fratelli e sorelle della Terra Santa, specialmente dei più bisognosi, di coloro che stanno vivendo momenti di sofferenza, di tensione e di timore. E anche dei nostri fratelli cristiani che soffrono tanto. A loro rivolgo con grande affetto un saluto e un abbraccio, a tutti - cristiani e non cristiani - assicurando la mia preghiera quotidiana".

"Il vostro camminare per costruire nasce dal confessare in modo sempre più profondo la fede, cresce dal continuo impegno di alimentare la vostra vita spirituale, da una formazione permanente per una vita cristiana sempre più autentica e coerente. Questo è un punto importante per ciascuno di voi e per l’intero Ordine, (...) la professione di fede e la testimonianza della carità sono strettamente connesse e sono i punti qualificanti e di forza della vostra azione".

"Un vincolo antico - ha proseguito il Pontefice - vi lega al Santo Sepolcro, memoria perenne di Cristo crocifisso che vi è stato deposto e di Cristo risorto che ha vinto la morte. Gesù Cristo crocifisso e risorto sia realmente il centro della vostra esistenza e di ogni vostro progetto personale ed associativo. Credere nella potenza redentrice della Croce e della Risurrezione, per offrire speranza e pace. In modo particolare, la Terra di Gesù ne ha tanto bisogno! La fede non allontana dalle responsabilità che tutti siamo chiamati ad assumerci, ma al contrario provoca e spinge a un concreto impegno in vista di una società migliore".


UDIENZE

Città del Vaticano, 16 settembre (VIS). Il Santo Padre ha ricevuto in udienza il Cardinale Fernando Filoni, Prefetto della Congregazione per l’Evangelizzazione dei Popoli.

Sabato 14 settembre il Santo Padre ha ricevuto in udienza:

- Il Signor Kiril Liubomirov Topalov, Ambasciatore di Bulgaria, in occasione della presentazione delle Lettere Credenziali.

- L'Arcivescovo Vincenzo Paglia, Presidente del Pontificio Consiglio per la Famiglia.

- Il Dottor Hisashi Hieda, Presidente della Japan Art Association (Giappone), e del Praemium Imperiale delle Arti, con la Consorte, e seguito.

- Il Maggiore William Kloter, in visita di congedo.


ALTRI ATTI PONTIFICI

Città del Vaticano, 16 settembre (VIS). Il Santo Padre ha annoverato tra i Relatori della Congregazione delle Cause dei Santi il Monsignor Paul Pallath, finora Capo Ufficio dell'Ufficio per la trattazione delle cause di dispensa dal Matrimonio rato e non consumato e di dichiarazione di nullità della Sacra ordinazione per il Tribunale della Rota Romana.

Sabato 14 settembre il Santo Padre:

- Ha accettato la rinuncia all’ufficio di Vescovo Ausiliare della Diocesi di Bafoussam, (Camerun), presentata dal Vescovo Gabriel Simo, per raggiunti limiti d'età.

- Ha nominato il Vescovo Gerardo A. Alminaza, Vescovo di San Carlos (superficie: 3.041; popolazione: 979.000; cattolici: 867.000; sacerdoti: 70; religiosi: 88), Filippine. È stato finora Vescovo Ausiliare di Jaro (Filippine).

- Ha nominato il Cardinale Claudio Hummes, O.F.M., Prefetto emerito della Congregazione per il Clero, Suo Inviato Speciale alle celebrazioni conclusive del 25° anniversario della canonizzazione di San Roque González de Santa Cruz e dei Compagni martiri, che avranno luogo ad Asunción del Paraguay, il 15 novembre 2013.

- Ha nominato il Professore Vittorio Hösle, Direttore del Notre Dame Institute for Advanced Study presso l'Università di Notre Dame (Stati Uniti d'America), Membro Ordinario della Pontificia Accademia delle Scienze Sociali.


venerdì 13 settembre 2013

UN POPOLO CHE NON SI PRENDE CURA DEGLI ANZIANI E DEI BAMBINI E DEI GIOVANI NON HA FUTURO, PERCHÉ MALTRATTA LA MEMORIA E LA PROMESSA

Città del Vaticano, 13 settembre 2013 (VIS). Papa Francesco ha inviato un Messaggio ai partecipanti alla XLVII Settimana Sociale dei Cattolici Italiani, in corso a Torino, dal 12 al 15 settembre, nel quale esprime il suo apprezzamento per la scelta del tema: "La famiglia, speranza e futuro per la società italiana", che associa la famiglia alla speranza e al futuro. Per la comunità cristiana la famiglia "è cammino di generazioni che si trasmettono la fede - scrive il Papa - insieme con l'amore e con i valori morali fondamentali, è solidarietà concreta, fatica, pazienza, e anche progetto, speranza, futuro. Tutto questo (...) non è mai tenuto per sé, ma diventa ogni giorno lievito nella pasta dell'intera società, per il suo maggior bene comune".

La tradizione delle Settimane Sociali in Italia è iniziata nel 1907 e tra i suoi principali promotori vi fu il Beato Giuseppe Toniolo. Questa XLVII Settimana è la prima che si tiene dopo la sua beatificazione, avvenuta il 28 aprile 2012. Le Settimane Sociali dei Cattolici Italiani si propongono come iniziativa culturale ed ecclesiale di alto profilo, capace di affrontare, e se possibile, anticipare, gli interrogativi e le sfide talvolta radicali, posti dall'attuale evoluzione della società.

"Speranza e futuro - scrive il Papa - presuppongono memoria. La memoria dei nostri anziani è il sostegno per andare avanti nel cammino. Il futuro della società (...) è radicato negli anziani e nei giovani: questi, perché hanno la forza e l’età per portare avanti la storia; quelli, perché sono la memoria viva. Un popolo che non si prende cura degli anziani e dei bambini e dei giovani non ha futuro, perché maltratta la memoria e la promessa".

"Come Chiesa offriamo una concezione della famiglia, che è quella del Libro della Genesi, dell’unità nella differenza tra uomo e donna, e della sua fecondità. (...) In questa realtà, inoltre, riconosciamo un bene per tutti, la prima società naturale (...). La famiglia così intesa rimane il primo e principale soggetto costruttore della società e di un’economia a misura d’uomo (...). Le conseguenze, positive o negative, delle scelte di carattere culturale, anzitutto, e politico riguardanti la famiglia toccano i diversi ambiti della vita di una società e di un Paese".

"Non possiamo ignorare la sofferenza di tante famiglie - sottolinea il Papa - dovuta alla mancanza di lavoro, al problema della casa, alla impossibilità pratica di attuare liberamente le proprie scelte educative; la sofferenza dovuta anche ai conflitti interni alle famiglie stesse, ai fallimenti dell’esperienza coniugale e familiare, alla violenza che purtroppo si annida e fa danni anche all’interno delle nostre case. (...) Vogliamo però soprattutto ricordare la testimonianza semplice, ma bella e coraggiosa di tantissime famiglie, che vivono l’esperienza del matrimonio e dell’essere genitori con gioia, illuminati e sostenuti dalla grazia del Signore, senza paura di affrontare anche i momenti della croce che, vissuta in unione con quella del Signore, non impedisce il cammino dell’amore, ma anzi può renderlo più forte e più completo".


UDIENZE

Città del Vaticano, 13 settembre 2013 (VIS). Il Santo Padre ha ricevuto questa mattina in udienza:

- Il Signor Denis Fontes De Souza Pinto, Ambasciatore del Brasile, in occasione della presentazione delle Lettere Credenziali.

- La Dottoressa Maria Emmaus Voce, Presidente del Movimento dei Focolari.

- L'Arcivescovo Gerhard Ludwig Müller, Prefetto della Congregazione per la Dottrina della Fede.

- Nel pomeriggio il Santo Padre riceve, nell'Aula Paolo VI, i partecipanti al Pellegrinaggio dell’Ordine Equestre del Santo Sepolcro di Gerusalemme.



giovedì 12 settembre 2013

UDIENZA AL PRIMO MINISTRO DELLA THAILANDIA: DIALOGO INTERCULTURALE E INTERRELIGIOSO PER LA PROMOZIONE DEI DIRITTI UMANI

Città del Vaticano, 12 settembre 2013 (VIS). Questa mattina, il Santo Padre Francesco ha ricevuto in Udienza, nel Palazzo Apostolico Vaticano, il Primo Ministro della Thailandia, Signora Yingluck Shinawatra. Successivamente il Capo del Governo ha incontrato il Cardinale Tarcisio Bertone, Segretario di Stato, che era accompagnato dall'Arcivescovo Dominique Mamberti, Segretario per i Rapporti con gli Stati.

Nel corso dei cordiali colloqui sono state evocate le buone relazioni tra la Thailandia e la Santa Sede, nonché l’intesa e la cooperazione tra la Chiesa e lo Stato, particolarmente in campo educativo e sociale.

Inoltre, si sono passati in rassegna alcuni temi dell’attualità internazionale e della situazione politica nel Continente asiatico con particolare riferimento all’importanza del dialogo interculturale e interreligioso per la promozione dei diritti umani, della pace e della giustizia in quella regione.

CALENDARIO CELEBRAZIONI PRESIEDUTE DA PAPA FRANCESCO

Città del Vaticano, 12 settembre 2013 (VIS). Riportiamo di seguito il calendario delle celebrazioni presiedute dal Santo Padre Francesco nei mesi di settembre, ottobre e novembre 2013.

Settembre

Domenica 22: Visita Pastorale a Cagliari al Santuario "Nostra Signora di Bonaria".

Domenica 29: ore 10:30, in Piazza San Pietro, Santa Messa in occasione della Giornata dei Catechisti.

Lunedì 30: ore 10:00, nella Sala del Concistoro, Concistoro per alcune Cause di Canonizzazione.

Ottobre

Venerdì 4: Visita Pastorale ad Assisi.

Sabato 12: ore 17:00, in Piazza San Pietro, Preghiera mariana.

Domenica 13: ore 10:30, in Piazza San Pietro, Santa Messa in occasione della Giornata Mariana.

Domenica 27: ore 10:30, Santa Messa in occasione della Giornata della Famiglia.

Novembre

Venerdì 1: Solennità di Tutti i Santi: ore 16:00, Cimitero del Verano, Santa Messa.

Sabato 2: Commemorazione di tutti i fedeli defunti, ore 18:00, nella Grotte Vaticane, Momento di preghiera per i Sommi Pontefici defunti.

Lunedì 4: ore 11:30, nella Basilica Vaticana, Santa Messa in suffragio dei Cardinali e Vescovi defunti nel corso dell'anno.

Domenica 24: Solennità di Nostro Signore Gesù Cristo Re dell'Universo: ore 10:30, in Piazza San Pietro, Chiusura dell'Anno della Fede.

UDIENZE

Città del Vaticano, 12 settembre 2013 (VIS). Il Santo Padre ha ricevuto questa mattina in udienza:

- Il Cardinale Manuel Monteiro De Castro, Penitenziere Maggiore.

- Il Cardinale Mauro Piacenza, Prefetto della Congregazione per il Clero.

- Il Signor José Miguel Insulza, Segretario Generale dell’Organizzazione degli Stati Americani, con la Consorte, e Seguito.

- Il Cardinale Giuseppe Betori, Arcivescovo di Firenze (Italia).

- Il Signor Eduardo Delgado Bermudez, Ambasciatore di Cuba, in visita di Congedo.

ALTRI ATTI PONTIFICI

Città del Vaticano, 12 settembre 2013 (VIS). Il Santo Padre ha nominato il Vescovo Christopher Charles Prowse, Arcivescovo di Canberra e Goulburn (superficie: 88.000; popolazione: 620.000; cattolici: 176.500; sacerdoti: 121; religiosi: 203; diaconi permanenti: 7), Australia. L'Arcivescovo eletto è nato nel 1953 a East Melbourne (Victoria, Australia), è stato ordinato sacerdote nel 1980 ed ha ricevuto la consacrazione episcopale nel 2003. È stato finora Vescovo di Sale (Australia).




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