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Il Vatican Information Service (VIS), istituito nell'ambito della Sala Stampa della Santa Sede, è un bollettino telematico che diffonde notizie relative all'attività magistrale e pastorale del Santo Padre e della Curia Romana...

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mercoledì 3 luglio 2013

PAPA FRANCESCO: PER TOCCARE IL DIO VIVO NON SERVE "FARE UN CORSO DI AGGIORNAMENTO", MA ENTRARE NELLE PIAGHE DI GESÙ

Città del Vaticano, 3 luglio 2013 (VIS). Questa mattina, nel corso della Santa Messa celebrata nella Casa Santa Marta, il Santo Padre ha commentato il Vangelo della festa di San Tommaso Apostolo, affermando che per incontrare Dio vivo "è necessario baciare con tenerezza le piaghe di Gesù nei nostri fratelli affamati, poveri, malati, carcerati".

Gesù, dopo la Resurrezione - ha detto Papa Francesco - appare agli apostoli, ma Tommaso non c’è: “Ha voluto che aspettasse una settimana. Il Signore sa perché fa le cose. E a ciascuno di noi dà il tempo che lui crede che sia meglio per noi. A Tommaso ha concesso una settimana”. Gesù si rivela con le sue piaghe: “Tutto il suo corpo era pulito, bellissimo, pieno di luce - ha sottolineato il Pontefice - ma le piaghe c’erano e ci sono ancora” e quando il Signore verrà, alla fine del mondo, “ci farà vedere le sue piaghe”. Tommaso per credere voleva mettere le sue dita in quelle piaghe: “Era un testardo. Ma, il Signore ha voluto proprio un testardo per farci capire una cosa più grande. Tommaso ha visto il Signore, è stato invitato a mettere il suo dito nella piaga dei chiodi; mettere la mano sul fianco e non ha detto: ‘È vero: il Signore è risorto!’. No! È andato più oltre. Ha detto: ‘Dio!’. Il primo dei discepoli che fa la confessione della divinità di Cristo, dopo la Resurrezione. E ha adorato”.
E così - ha proseguito il Papa - si capisce qual era l’intenzione del Signore nel farlo aspettare: prendere anche la sua incredulità per portarla non all’affermazione della Resurrezione, ma all’affermazione della sua divinità”. Il “cammino per l’incontro con Gesù-Dio sono le sue piaghe. Non ce n’è un altro. Nella storia della Chiesa ci sono stati alcuni sbagli nel cammino verso Dio. Alcuni hanno creduto che il Dio vivente, il Dio dei cristiani noi possiamo trovarlo per il cammino della meditazione, e andare più alto nella meditazione. Quello è pericoloso, eh? Quanti si perdono in quel cammino e non arrivano. Arrivano sì, forse, alla conoscenza di Dio, ma non di Gesù Cristo, Figlio di Dio, seconda Persona della Trinità. A quello non ci arrivano. È il cammino degli gnostici, no? Sono buoni, lavorano, quello, ma non è il cammino giusto. È molto complicato e non ti porta a buon porto”.

Altri - ha spiegato il Papa - hanno pensato che per arrivare a Dio dobbiamo essere noi mortificati, austeri, e hanno scelto la strada della penitenza: soltanto la penitenza, il digiuno. E neppure questi sono arrivati al Dio vivo, a Gesù Cristo Dio vivo. Sono i pelagiani, che credono che con il loro sforzo possono arrivare”. Ma Gesù ci dice che il cammino per incontrarlo è quello di trovare le sue piaghe. “E le piaghe di Gesù tu le trovi facendo le opere di misericordia, dando al corpo - al corpo - e anche all’anima, ma al corpo - ha sottolineato il Papa - del tuo fratello piagato, perché ha fame, perché ha sete, perché è nudo, perché è umiliato, perché è schiavo, perché è in carcere, perché è in ospedale. Quelle sono le piaghe di Gesù oggi. E Gesù ci chiede di fare un atto di fede, a Lui, ma tramite queste piaghe. ‘Ah, benissimo! Facciamo una fondazione per aiutare tutti quelli e facciamo tante cose buone per aiutarli’. Quello è importante, ma se noi rimaniamo su questo piano, saremo soltanto filantropici".

"Dobbiamo toccare le piaghe di Gesù, dobbiamo carezzare le piaghe di Gesù, dobbiamo curare le piaghe di Gesù con tenerezza, dobbiamo baciare le piaghe di Gesù, e questo letteralmente. Pensiamo, cosa è successo a San Francesco, quando ha abbracciato il lebbroso? Lo stesso che a Tommaso: la sua vita è cambiata!". Per toccare il Dio vivo - ha affermato il Papa - non serve “fare un corso di aggiornamento” ma entrare nelle piaghe di Gesù e per questo “è sufficiente uscire per la strada. Chiediamo a San Tommaso la grazia di avere il coraggio di entrare nelle piaghe di Gesù con la nostra tenerezza e sicuramente avremo la grazia di adorare il Dio vivo”.

UDIENZE

Città del Vaticano, 3 luglio 2013 (VIS). Il Santo Padre ha ricevuto questa mattina in udienza l'Arcivescovo Jean-Louis Bruguès, O.P., Archivista e Bibliotecario di Santa Romana Chiesa.


ALTRI ATTI PONTIFICI

Città del Vaticano, 3 luglio 2013 (VIS). Il Santo Padre:

- Ha nominato l'Arcivescovo Tarcisius Gervazio Ziyaye, Arcivescovo di Lilongwe (superficie: 24.025; popolazione: 5.064.000; cattolici: 1.550.000; sacerdoti: 84; religiosi: 195), Malawi. Finora Arcivescovo di Blantyre (Malawi), succede all’Arcivescovo Rémi Joseph Gustave Sainte-Marie, M. Afr., del quale il Santo Padre ha accettato la rinuncia al governo pastorale della medesima Arcidiocesi, presentata per raggiunti limiti d'età.

- Ha nominato il Vescovo Victor Henry Thakur, , Arcivescovo di Raipur (superficie: 60.819; popolazione: 15.986.000; cattolici: 69.453; sacerdoti: 146; religiosi: 580) India. Finora Vescovo di Bettiah (India), succede all'Arcivescovo Joseph Augustine Charanakunnel, del quale il Santo Padre ha accettato la rinuncia al governo pastorale della medesima Arcidiocesi presentata per raggiunti limiti d'età.

- Ha nominato il Reverendo José Maria Chaves dos Reis, Vescovo della diocesi di Abaetetuba (superficie: 28.256; popolazione: 490.000; cattolici: 351.000; sacerdoti: 32; religiosi: 40), Brasile). Il Vescovo eletto è nato nel 1962 ad Oeiras do Pará (Brasile) ed è stato ordinato sacerdote nel 1996. Dal 1996 al 2000 è stato Rettore del Seminario Minore “Padre Josimo” a Cametá; dal 2000 al 2002 Vicario della Cattedrale Prelatizia “São João Batista” a Cametá; dal 2002 al 2006 Parroco della Cattedrale Prelatizia di Cametá. È stato finora Vicario Generale e Rettore del Seminario Maggiore “Bom Pastor” della diocesi di Cametá.

- Ha nominato il Monsignore Joseph Arshad, Vescovo della Diocesi di Faisalabad (superficie: 35.300; popolazione: 38.265.000; cattolici: 150.000; sacerdoti: 42; religiosi: 129), Pakistan. Il Vescovo eletto è nato nel 1964 a Lahore (Pakistan) ed è stato ordinato sacerdote nel 1991. Dal 1991 al 1995 è stato Vicario Parrocchiale della St. Joseph Catholic Church ed incaricato della St. Peter’s School di Kamokee-Gujranwala; ha prestato servizio diplomatico: dal 1999 al 2002 presso la Nunziatura Apostolica a Malta; dal 2002 al 2004: presso la Nunziatura Apostolica in Sri Lanka; dal 2004 al 2007: presso la Nunziatura Apostolica in Bangladesh; dal 2007 al 2010: presso la Nunziatura Apostolica in Madagascar; dal 2010: Consigliere presso la Nunziatura Apostolica in Bosnia- Herzegovina.

- Ha nominato il Monsignore João Gilberto de Moura, Vescovo della Diocesi di Jardim (superficie: 69.972; popolazione: 397.000; cattolici: 277.000; sacerdoti: 15; religiosi: 23; diaconi permanenti: 3), Brasile. Il Vescovo eletto è nato a Ituiutaba (Brasile) nel 1963 ed ha ricevuto l’ordinazione sacerdotale nel 1995. Nel 1996 è stato Vicario Parrocchiale della Cattedrale “São José e Rettore del Seminario Minore diocesano “Santo Cura d’Ars”; dal 1996 al 1999 Assistente Ecclesiastico del Movimento “Serra”; dal 1996 al 1997 Coordinatore diocesano della Pastorale Vocazionale; dal 1997 al 2003 Rappresentante dei Presbiteri; dal 1997 al 2002 Parroco della Parrocchia “Cristo Rei” a Centralina; dal 1999 al 2002 Coordinatore diocesano della Pastorale Infantile e dal 2004 al 2007 Coordinatore regionale della Pastorale Infantile – Settore “Ituiutaba”; dal 2000 al 2002 Vicario Giudiziale della Camera Ecclesiastica; dal 2002 al 2006 Cancelliere Diocesano; dal 2002 al 2008 Parroco della Parrocchia “São Francisco de Assis” ad Ituiutaba; dal 2006 al 2007 Vicario Generale e dal 2007 Amministratore Diocesano. È stato finora Parroco della Cattedrale “Cristo Rei”, Vicario Giudiziale della Camera Ecclesiastica di Ituiutaba, Procuratore, Economo e Vicario Generale della diocesi di Ituiutaba. Inoltre, è Membro del Consiglio dei Presbiteri e del Collegio dei Consultori e Assistente Ecclesiastico dell’Istituto Secolare “Maria, Mãe da Igreja”.

- Ha nominato il Cardinale John Onaiyekan, Arcivescovo di Abuja (Nigeria), Amministratore Apostolico "ad nutum Sanctae Sedis" della Diocesi di Ahiara (Nigeria).




martedì 2 luglio 2013

PROGRAMMA VISITA DEL SANTO PADRE FRANCESCO A LAMPEDUSA

Città del Vaticano, 2 luglio 2013 (VIS). Questa mattina la Sala Stampa della Santa Sede ha reso pubblico il programma della visita del Santo Padre Francesco a Lampedusa, l'8 luglio prossimo. Alle 8:00 di lunedì prossimo, il Santo Padre partirà in aereo dall'aeroporto militare di Ciampino ed arriverà a Lampedusa alle 9:15. All'aeroporto Papa Francesco sarà accolto dall'Arcivescovo di Agrigento Monsignor Francesco Montenegro e dalla Dottoressa Giuseppina Nicolini, Sindaco di Lampedusa.

In auto il Santo Padre raggiungerà Cala Pisana dove si imbarcherà per raggiungere via mare il Porto di Lampedusa, accompagnato dai pescatori con le loro barche. Al largo il Santo Padre lancerà in mare una corona di fiori in ricordo di quanti hanno perso la vita in mare. Alle 9:30 è previsto l'arrivo dell'imbarcazione con il Santo Padre al Porto a Punta Favarolo. Sul molo saranno in attesa gruppi di immigrati che il Santo Padre saluterà al passaggio.

Successivamente, in auto, il Papa raggiungerà il vicino campo sportivo "Arena" in Località Salina, dove, alle 10:00, è in programma la celebrazione della Santa Messa. Alle 11:30, al termine della Celebrazione Eucaristica, il Santo Padre raggiungerà in auto la Parrocchia di San Gerlando per una breve sosta. Alle 12:30 il Santo Padre si trasferirà in auto all'aeroporto e partirà alle 12:45 per giungere all'aeroporto di Ciampino alle 13:45 e rientrare direttamente in Vaticano.

SI DIMETTONO IL DIRETTORE E IL VICE-DIRETTORE DELLO IOR

Città del Vaticano, 2 luglio 2013 (VIS). Di seguito pubblichiamo il Comunicato diffuso nel tardo pomeriggio di ieri, 1° luglio, dalla Sala Stampa della Santa Sede:

"Dimissioni della Direzione dello IOR – Il Presidente Ernst von Freyberg invitato ad assumere le mansioni di Direttore Generale 'ad interim' – Alti dirigenti di Promontory chiamati ad assumere i ruoli di Vice-Direttore e Chief Risk Officer.

Il Direttore dello IOR, Commendator Paolo Cipriani, e il Vice-Direttore Dottor Massimo Tulli si sono dimessi dai loro incarichi. Dopo molti anni di servizio ambedue hanno deciso che questo atto sarebbe stato nel migliore interesse dell’Istituto stesso e della Santa Sede. Il Consiglio di sovrintendenza e la Commissione dei Cardinali hanno accettato le loro dimissioni e hanno chiesto al Presidente Ernst von Freyberg di assumere ad interim le funzioni di Direttore generale con effetto immediato. L’Autorità di Informazione Finanziaria è stata informata. La Commissione speciale nominata il 26 giugno scorso ha preso atto di questa decisione.

Ernst von Freyberg sarà coadiuvato da Rolando Marranci in qualità di Vice-Direttore e da Antonio Montaresi nella nuova posizione di Chief Risk Officer con la responsabilità di 'compliance' e progetti speciali. Rolando Marranci è stato Chief Operating Officer presso una nota banca italiana a Londra. Antonio Montaresi ha operato come Chief Risk Officer e Chief Compliance Officer presso varie banche negli Stati Uniti.

"'A nome del Consiglio di Sovrintendenza ringrazio il Signor Cipriani e il Signor Tulli per la dedizione personale manifestata nel corso degli anni,' ha dichiarato il Presidente Ernst von Freyberg. 'Sono lieto della nomina di Rolando Marranci e Antonio Montaresi in quanto eccellenti professionisti', ha aggiunto. “Dal 2010 lo IOR e la sua Direzione hanno lavorato seriamente per portare le strutture e i procedimenti in linea con gli standard internazionali di lotta al riciclaggio di denaro. Sebbene siamo grati per i risultati conseguiti, oggi è chiaro che abbiamo bisogno di una nuova direzione per accelerare il ritmo di questo processo di trasformazione. I progressi fatti sono in gran parte dovuti al sostegno continuo degli organismi di governo dell’Istituto e del suo personale”.

Il Consiglio di Sovrintendenza ha avviato un procedimento di selezione al fine di nominare un nuovo Direttore Generale e un Vice Direttore nel prossimo futuro.

Nel maggio scorso, il Promontory Financial Group, guidato da Elizabeth McCaul (Partner-in-charge del New York Office e Chief Executive Officer di Promontory Europe) e Raffaele Cosimo (Chief Operating Officer di Promontory Europe) è stato incaricato dal Presidente del Consiglio di Sovrintendenza di potenziare il programma antiriciclaggio dell’Istituto in sette flussi di lavoro, conducendo una 'forensic review' e il controllo dei rapporti con i clienti. Ernst von Freyberg ha inoltre chiesto a Elizabeth McCaul e a Raffaele Cosimo di fungere da 'Senior Advisors' per la gestione dell’Istituto, data la loro grande competenza ed esperienza.

A proposito dello IOR

L’Istituto per le Opere di Religione (IOR) è un istituto fondato nel 1942 per decreto papale. Lo scopo dello IOR è di servire la Santa Sede e la Chiesa Cattolica in tutto il mondo, come stabilito nel suo statuto. Lo IOR protegge il patrimonio di un gruppo chiaramente precisato di persone fisiche e giuridiche con affiliazione alla Chiesa Cattolica definita dal diritto canonico o dal diritto dello Stato della Città del Vaticano. La struttura di 'governance' dello IOR è costituita da una Commissione Cardinalizia, un Prelato, un Consiglio di Sovrintendenza e una Direzione. Lo IOR che ha 114 dipendenti, ha sede esclusivamente sul territorio sovrano dello Stato della Città del Vaticano".




UDIENZE

Città del Vaticano, 2 luglio 2013 (VIS). Il Santo Padre ha ricevuto questa mattina in udienza:

- Il Cardinale Leonardo Sandri, Prefetto della Congregazione per le Chiese Orientali.

- Il Cardinale Mauro Piacenza, Prefetto della Congregazione per il Clero.


lunedì 1 luglio 2013

IL 5 LUGLIO PUBBLICAZIONE DI "LUMEN FIDEI": PRIMA ENCICLICA DI PAPA FRANCESCO

Città del Vaticano, 1 luglio 2013 (VIS). La prima Enciclica di Papa Francesco, intitolata "Lumen fidei", sarà pubblicata venerdì 5 luglio. Il Documento "non molto lungo", ha detto il Direttore della Sala Stampa della Santa Sede, Padre Federico Lombardi, S.I., sarà presentato alle 11:00 nella Sala Stampa della Santa Sede. Alla Conferenza Stampa interverranno il Cardinale Marc Ouellet, P.S.S., Prefetto della Congregazione dei Vescovi; l'Arcivescovo Gerhard Ludwig Müller, Prefetto della Congregazione per la Dottrina della Fede e l'Arcivescovo Rino Fisichella, Presidente del Pontificio Consiglio per la Promozione della Nuova Evangelizzazione.

PAPA FRANCESCO PREGHERÀ A LAMPEDUSA PER COLORO CHE HANNO PERSO LA VITA IN MARE E FARÀ VISITA AI PROFUGHI

Città del Vaticano, 1 luglio 2013 (VIS). La Sala Stampa della Santa Sede ha annunciato oggi in un Comunicato che il Santo Padre si recherà in visita a Lampedusa il prossimo lunedì 8 luglio. "Il Santo Padre - si legge nel Comunicato - "profondamente toccato dal recente naufragio di un'imbarcazione che trasportava migranti provenienti dall'Africa, ultimo di una serie di analoghe tragedie, intende pregare per coloro che hanno perso la vita in mare, visitare i superstiti e i profughi presenti, incoraggiare gli abitanti dell’isola e fare appello alla responsabilità di tutti affinché ci si prenda cura di questi fratelli e sorelle in estremo bisogno. A motivo delle particolari circostanze, la visita si realizzerà nella forma più discreta possibile, anche riguardo alla presenza dei Vescovi della regione e delle autorità civili".


PROGRAMMA DELLE ATTIVITÀ DEL PAPA NEL MESE DI AGOSTO

Città del Vaticano, 1 luglio 2013 (VIS). Un Comunicato della Prefettura della Casa Piontificia ha reso noto che nel mese di agosto vengono annullate le udienze generali dei mercoledì 7,14,21,28. Le udienze generali riprenderanno regolarmente da mercoledì 4 settembre. Nelle domeniche di agosto il Santo Padre guiderà la preghiera mariana dell’Angelus in Vaticano.

Giovedì 15 agosto, solennità dell’Assunzione di Maria Santissima, il Santo Padre celebrerà la Santa Messa nella Parrocchia di Castel Gandolfo, e successivamente reciterà l’Angelus dal Palazzo pontificio della residenza estiva.

SEIMILA GIOVANI TESTIMONI DELLA LORO VOCAZIONE

Città del Vaticano, 1 luglio 2013 (VIS). Questa mattina presso la Sala Stampa della Santa Sede ha avuto luogo la presentazione del grande evento dell'Anno della Fede: "Giornata dei Seminaristi, Novizie, Novizi e quanti sono in cammino vocazionale". Alla Conferenza Stampa sono intervenuti l'Arcivescovo Rino Fisichella, Presidente del Pontificio Consiglio per la Promozione della Nuova Evangelizzazione; l'Arcivescovo José Octavio Ruiz Arenas, Segretario ed il Monsignor Graham Bell, Sottosegretario del medesimo Dicastero. Il tema della Giornata "Mi fido di te!" indica l'atto con il quale i giovani trovano ancora la forza e l'audacia di consacrarsi al Signore nella vita sacerdotale e consacrata come segno di generosità al Signore che chiama per seguirlo.

La Giornata avrà inizio il 4 luglio con un pellegrinaggio alla tomba di Pietro. Si partirà dai Giardini di Castel Sant'Angelo e si percorrerà tutta via della Conciliazione fino al sagrato di San Pietro dove il Cardinale Angelo Comastri, terrà un a riflessione

La giornata del 5 luglio sarà dedicata alle catechesi per gruppi linguistici in diverse chiese del centro storico e si concluderà in Piazza del Campidoglio dove è prevista una festa animata da cantanti. Due seminaristi ed una novizia condivideranno la loro testimonianza.

Sabato 6 luglio sarà dedicato al sacramento della riconciliazione e all'adorazione eucaristica. In programma una riflessione per i superiori formatori che accompagnano i giovani nell'aula magna dell'Università Lateranense. Nel pomeriggio, nell'aula Paolo VI, il Cardinale Mauro Piacenza, Prefetto della Congregazione per il Clero, condividerà una riflessione con i presenti a cui seguirà l'ascolto di varie testimonianze, in attesa dell'incontro con Papa Francesco che si farà testimone della sua vocazione e offrirà ai giovani argomenti su cui riflettere nel loro percorso vocazionale. Il pomeriggio sarà animato dal gruppo musicale irlandese "The Priests" e da Suor Glenda Valesca Hernàndez Aguayo, dal Cile. Al termine, si snoderà per tutti i Giardini Vaticani la processione mariana che si concluderà sul Sagrato della Basilica di san Pietro con la riflessione finale del Cardinale João Braz de Aviz, Prefetto della Congregazione per la Vita consacrata.

La mattina di domenica 7 luglio, il Papa celebrerà la Santa Messa nella Basilica di San Pietro a cui farà seguito l’Angelus.

All'incontro parteciperanno seimila giovani provenienti da 66 paesi che vengono come rappresentanti - ha detto l'Arcivescovo Fisichella - "di tante altre migliaia e migliaia di giovani che spiritualmente saranno uniti a loro nel dare testimonianza della loro vocazione".


PAPA FRANCESCO RICORDA L'ESEMPIO DI BENEDETTO XVI

Città del Vaticano, 30 giugno 2013 (VIS). La ferma decisione di Gesù di mettersi in cammino verso Gerusalemme, sua meta finale, dove compie la sua missione di salvezza e la libertà di coscienza con la quale Gesù segue tale proposito sono stati i temi scelti dal Papa per l'ultima recita dell'Angelus del mese di giugno, a cui hanno partecipato le decine di migliaia di fedeli presenti in Piazza San Pietro.


Dopo "la ferma decisione" Gesù mira direttamente alla meta e alle persone che incontra e che che chiedono di seguirlo, dice chiaramente quali sono le condizioni: non avere una dimora stabile; sapersi distaccare dagli affetti umani; non cedere alla nostalgia del passato. "Ma Gesù dice anche ai suoi discepoli, incaricati di precederlo sulla via verso Gerusalemme per annunciare il suo passaggio, di non imporre nulla: se non troveranno disponibilità ad accoglierlo, si proceda oltre, si vada avanti. Gesù - ha affermato Papa Francesco - non impone mai, Gesù è umile, Gesù invita. Se tu vuoi, vieni. L’umiltà di Gesù è così: Lui invita sempre, non impone".

"Tutto questo ci fa pensare. Ci dice, ad esempio, l’importanza che, anche per Gesù, ha avuto la coscienza: l’ascoltare nel suo cuore la voce del Padre e seguirla. Gesù, nella sua esistenza terrena, non era, per così dire, 'telecomandato': era il Verbo incarnato, il Figlio di Dio fatto uomo, e a un certo punto ha preso la ferma decisione di salire a Gerusalemme per l’ultima volta; una decisione presa nella sua coscienza, ma non da solo: insieme al Padre, in piena unione con Lui! (...). E per questo la decisione era ferma, perché presa insieme con il Padre. E nel Padre Gesù trovava la forza e la luce per il suo cammino. E Gesù era libero, in quella decisione era libero. Gesù vuole noi cristiani liberi come Lui, con quella libertà che viene da questo dialogo con il Padre, (...). Gesù non vuole né cristiani egoisti, che seguono il proprio io, non parlano con Dio; né cristiani deboli, cristiani, che non hanno volontà, cristiani 'telecomandati', incapaci di creatività, che cercano sempre di collegarsi con la volontà di un altro e non sono liberi. Gesù ci vuole liberi e questa libertà dove si fa? Si fa nel dialogo con Dio nella propria coscienza. Se un cristiano non sa parlare con Dio, non sa sentire Dio nella propria coscienza, non è libero, non è libero".

"Per questo dobbiamo imparare ad ascoltare di più la nostra coscienza. Ma attenzione! Questo non significa seguire il proprio io, fare quello che mi interessa, che mi conviene, che mi piace... Non è questo! La coscienza è lo spazio interiore dell’ascolto della verità, del bene, dell’ascolto di Dio; è il luogo interiore della mia relazione con Lui, che parla al mio cuore e mi aiuta a discernere, a comprendere la strada che devo percorrere, e una volta presa la decisione, ad andare avanti, a rimanere fedele".

Papa Francesco ha sottolineato "un recente esempio meraviglioso" del rapporto con Dio nella propria coscienza: quello di Papa Benedetto XVI "quando il Signore gli ha fatto capire, nella preghiera, quale era il passo che doveva compiere. Ha seguito, con grande senso di discernimento e coraggio, la sua coscienza, cioè la volontà di Dio che parlava al suo cuore. E questo esempio del nostro Padre fa tanto bene a tutti noi, come un esempio da seguire".

La Madonna che ascoltava e meditava nell’intimo di se stessa la Parola di Dio "ci aiuti (...) a diventare sempre più uomini e donne di coscienza, liberi nella coscienza, (...) capaci di ascoltare la voce di Dio e di seguirla con decisione capaci di ascoltare la voce di Dio e di seguirla con decisione", ha concluso il Papa.

Dopo la recita dell'Angelus, il Papa ha ricordato che si celebra oggi in Italia la Giornata della carità del Papa ed ha ringraziato i Vescovi e tutte le parrocchie "specialmente le più povere, per le preghiere e le offerte che sostengono tante iniziative pastorali e caritative del Successore di Pietro in ogni parte del mondo".


MESSAGGIO DEL PAPA AI GIOVANI LITUANI

Città del Vaticano, 30 giugno 2013 (VIS). Il Santo Padre ha fatto pervenire un Messaggio ai partecipanti alla "Sesta Giornata dei Giovani" che si è tenuta a Kaunas (Lituania) dal 28 al 30 giugno.

"Gesù vuole essere vostro amico - scrive il Papa - (...), maestro di verità e di vita che vi rivela la via da percorrere per giungere alla felicità, alla realizzazione di voi stessi secondo il piano di Dio su ciascuno di voi. E questa amicizia di Gesù, che ci porta la misericordia, l'amore di Dio, è 'gratuità', dono puro. Egli non vi chiede nulla in cambio, vi chiede solo di accoglierla. Gesù vuole amarvi per quello che siete, anche nella vostra fragilità e debolezza, perché, toccati dal suo amore, possiate essere rinnovati".

"L’incontro con l'amore di Dio nell’amicizia di Cristo è possibile anzitutto nei Sacramenti, in particolare l’Eucaristia e la Riconciliazione. (...) Gesù sempre ci perdona. Un’altra via privilegiata per crescere nell’amicizia con Cristo è l’ascolto della sua Parola. Il Signore ci parla (...) attraverso la Sacra Scrittura, ci parla nella preghiera. (...) E qui vorrei sottolineare la bellezza di una preghiera contemplativa semplice, accessibile a tutti, grandi e piccoli, colti e poco istruiti; è la preghiera del Santo Rosario. (...) Nel Rosario (...) ripetendo l’'Ave, Maria', noi meditiamo i Misteri, gli eventi della vita di Cristo per conoscerlo e amarlo sempre più".

"L'amore di Cristo e la sua amicizia non sono un'illusione – Gesù sulla Croce mostra quanto siano concreti - né sono riservati a pochi. (...) Non abbiate timore di vivere la fede! Siate testimoni di Cristo nei vostri ambienti quotidiani, con semplicità e coraggio. A coloro che incontrate, ai vostri coetanei, sappiate mostrare soprattutto il Volto di misericordia e di amore di Dio, che sempre perdona, incoraggia, dona speranza. Siate sempre attenti all’altro, specialmente alle persone più povere e più deboli, vivendo e testimoniando l’amore fraterno, contro ogni egoismo e chiusura".



IL VESCOVO DI ROMA È CHIAMATO A CONFERMARE NELLA FEDE, NELL'AMORE E NELL'UNITÀ

Città del Vaticano, 29 giugno 2013 (VIS). Questa mattina, Solennità dei Santi Apostoli Pietro e Paolo, nella Basilica Vaticana, Papa Francesco ha imposto il sacro Pallio, simbolo di comunione con il Successore di Pietro, a 34 nuovi Arcivescovi Metropoliti. All’Arcivescovo di Huê (Viêt Nam) il sacro Pallio verrà consegnato nella sua Sede Metropolitana.

Il Papa ha presieduto la Concelebrazione Eucaristica con i nuovi Arcivescovi Metropoliti. Come di consueto in occasione della Festa dei Santi Apostoli Pietro e Paolo, Patroni della città di Roma, era presente alla Santa Messa una Delegazione del Patriarcato Ecumenico di Costantinopoli, guidata dal Metropolita di Pergamo Ioannis (Zizioulas), copresidente della Commissione mista internazionale per il dialogo teologico tra la Chiesa cattolica e la Chiesa ortodossa.

Nell'omelia Papa Francesco si è soffermato sul significato del verbo "confermare" nel ministero petrino, rispondendo all'interrogativo: "In che cosa è chiamato a confermare il Vescovo di Roma?".

"Anzitutto, - ha detto il Papa - confermare nella fede. Il Vangelo parla della confessione di Pietro: 'Tu sei il Cristo, il Figlio del Dio vivente', una confessione che non nasce da lui, ma dal Padre celeste. Ed è per questa confessione che Gesù dice: 'Tu sei Pietro e su questa pietra edificherò la mia Chiesa'. Il ruolo, il servizio ecclesiale di Pietro ha il suo fondamento nella confessione di fede in Gesù, il Figlio del Dio vivente, resa possibile da una grazia donata dall’alto. Nella seconda parte del Vangelo di oggi vediamo il pericolo di pensare in modo mondano. Quando Gesù parla della sua morte e risurrezione, della strada di Dio che non corrisponde alla strada umana del potere, in Pietro riemergono la carne e il sangue: 'si mise a rimproverare il Signore: …questo non ti accadrà mai'. E Gesù ha una parola dura: 'Va’ dietro a me, Satana! Tu mi sei di scandalo'. Quando lasciamo prevalere i nostri pensieri, i nostri sentimenti, la logica del potere umano e non ci lasciamo istruire e guidare dalla fede, da Dio, diventiamo pietra d’inciampo. La fede in Cristo è la luce della nostra vita di cristiani e di ministri nella Chiesa!".
"Confermare nell’amore - è stata la seconda risposta - "Nella seconda Lettura - ha proseguito il Pontefice - abbiamo ascoltato le commoventi parole di san Paolo: 'Ho combattuto la buona battaglia, ho terminato la corsa, ho conservato la fede'. Di quale battaglia si tratta? Non quella delle armi umane, che purtroppo insanguina ancora il mondo; ma è la battaglia del martirio. San Paolo ha un’unica arma: il messaggio di Cristo e il dono di tutta la sua vita per Cristo e per gli altri. Ed è proprio l’esporsi in prima persona, il lasciarsi consumare per il Vangelo, il farsi tutto a tutti, senza risparmiarsi, che lo ha reso credibile e ha edificato la Chiesa. Il Vescovo di Roma è chiamato a vivere e confermare in questo amore verso Cristo e verso tutti senza distinzioni, limiti e barriere. E non solo il Vescovo di Roma. Tutti voi, nuovi Arcivescovi e Vescovi, avete lo stesso compito: lasciarsi consumare per il Vangelo, farsi tutto a tutti. Il compito di non risparmiarsi, uscire da sé al servizio del santo Popolo fedele di Dio".

Infine "Confermare nell’unità. Qui mi soffermo - ha spiegato il Papa - sul gesto che abbiamo compiuto. Il Pallio è simbolo di comunione con il Successore di Pietro, 'principio e fondamento perpetuo e visibile dell’unità della fede e della comunione'. E la vostra presenza oggi, cari Confratelli, è il segno che la comunione della Chiesa non significa uniformità. Il Vaticano II, riferendosi alla struttura gerarchica della Chiesa afferma che il Signore 'costituì gli Apostoli a modo di collegio o gruppo stabile, a capo del quale mise Pietro, scelto di mezzo a loro'. Confermare nell’unità: il Sinodo dei Vescovi, in armonia con il primato. Dobbiamo andare per questa strada della sinodalità, crescere in armonia con il servizio del primato. E il Concilio continua: 'questo Collegio, in quanto composto da molti, esprime la varietà e universalità del Popolo di Dio'. Nella Chiesa la varietà, che è una grande ricchezza, si fonde sempre nell’armonia dell’unità, come un grande mosaico in cui tutte le tessere concorrono a formare l’unico grande disegno di Dio. E questo deve spingere a superare sempre ogni conflitto che ferisce il corpo della Chiesa. Uniti nelle differenze: non c’è un’altra strada cattolica per unirci. Questo è lo spirito cattolico, lo spirito cristiano: unirsi nelle differenze. Questa è la strada di Gesù! Il Pallio, se è segno della comunione con il Vescovo di Roma, con la Chiesa universale, con il Sinodo dei Vescovi, è anche un impegno per ciascuno di voi ad essere strumenti di comunione".

"Confessare il Signore lasciandosi istruire da Dio; consumarsi per amore di Cristo e del suo Vangelo; essere servitori dell’unità. Queste, cari Confratelli nell’episcopato, le consegne che i Santi Apostoli Pietro e Paolo affidano a ciascuno di noi, perché siano vissute da ogni cristiano".


I SANTI PIETRO E PAOLO HANNO TRASMESSO ALLA CHIESA LA FEDE IN UN DIO CHE È TUTTO AMORE, TUTTO GRAZIA

Città del Vaticano, 29 giugno 2013 (VIS). Al termine della Santa Messa nella Basilica Vaticana, il Papa si è affacciato alla finestra del suo studio per la recita dell'Angelus con i fedeli convenuti in Piazza San Pietro ed ha ricordato che la Solennità dei Santi Apostoli Pietro e Paolo "è in modo speciale la festa della Chiesa di Roma, fondata sul martirio di questi due Apostoli. Ma è anche una grande festa per la Chiesa universale, perché tutto il Popolo di Dio è debitore verso di loro per il dono della fede".

"Pietro è stato il primo a confessare che Gesù è il Cristo, il Figlio di Dio. Paolo ha diffuso questo annuncio nel mondo greco-romano. E la Provvidenza ha voluto che tutti e due giungessero qui a Roma e qui versassero il sangue per la fede. Per questo la Chiesa di Roma è diventata, subito, spontaneamente, il punto di riferimento per tutte le Chiese sparse nel mondo. Non per il potere dell’Impero, ma per la forza del martirio, della testimonianza resa a Cristo! In fondo, è sempre e soltanto l’amore di Cristo che genera la fede e che manda avanti la Chiesa".

"Pensiamo a Pietro. Quando confessò la sua fede in Gesù, non lo fece per le sue capacità umane, ma perché era stato conquistato dalla grazia che Gesù sprigionava, dall’amore che sentiva nelle sue parole e vedeva nei suoi gesti (...) E lo stesso accadde a Paolo, anche se in modo diverso. Paolo da giovane era nemico dei cristiani, e quando Cristo Risorto lo chiamò sulla via di Damasco la sua vita fu trasformata: capì che Gesù non era morto, ma vivo, e amava anche lui, che era suo nemico! Ecco l’esperienza della misericordia, del perdono di Dio in Gesù Cristo: questa è la Buona Notizia, il Vangelo che Pietro e Paolo hanno sperimentato in se stessi e per il quale hanno dato la vita. Misericordia, perdono! Il Signore sempre ci perdona, il Signore ha misericordia, è misericordioso, ha un cuore misericordioso e ci aspetta sempre. (...) Che gioia credere in un Dio che è tutto amore, tutto grazia! Questa è la fede che Pietro e Paolo hanno ricevuto da Cristo e hanno trasmesso alla Chiesa".

Papa Francesco ha inoltre ricordato l'Apostolo Andrea, fratello di Simon Pietro, "che ha condiviso con lui l’esperienza della fede in Gesù. Anzi, Andrea incontrò Gesù prima di Simone, e subito ne parlò al fratello e lo portò da Gesù. Mi piace ricordarlo anche perché oggi, secondo la bella tradizione, è presente a Roma la Delegazione del Patriarcato di Costantinopoli, che ha come Patrono proprio l’Apostolo Andrea", ha detto il Papa invitando tutti a recitare l'Ave Maria per questa Chiesa e per il suo Patriarca, Bartolomeo I ed anche per gli Arcivescovi Metropoliti di diverse Chiese del mondo ai quali è stato imposto il Pallio.

Dopo la recita della preghiera mariana il Papa, nel salutare i pellegrini venuti per festeggiare gli Arcivescovi Metropoliti, ha detto: "Prego per tutte le loro Comunità; in particolare incoraggio il popolo centroafricano, duramente provato, a camminare con fede e speranza".

IL CARDINALE TAURAN INVIATO SPECIALE DEL PAPA AL SANTUARIO DI BUDSLAU

Città del Vaticano, 29 giugno 2013 (VIS). Questa mattina è stata pubblicata la Lettera, redatta in latino e datata 30 maggio, con la quale Papa Francesco nomina il Cardinale Jean-Louis Tauran, Presidente del Pontificio Consiglio per il Dialogo Interreligioso, suo Inviato Speciale alla celebrazione conclusiva del IV centenario dell'arrivo dell'icona della Beata Vergine Maria a Budslau (Arcidiocesi di Minsk-Mohilev - Bielorussia), in programma nei giorni 5 e 6 luglio 2013.

La Missione che accompagnerà il Cardinale è composta dal Padre Viktar Burlaka, O.F.M., parroco della parrocchia dell'Assunta a Budslau e custode del Santuario Mariano nazionale di Budslau e da Don Uladzislau Zavalniuk, parroco della parrocchia dei Santi Simone ed Elena a Minsk.


UDIENZE

Città del Vaticano, 1 luglio 2013 (VIS). Il Santo Padre ha ricevuto questa mattina in udienza:

- Il Cardinale Kurt Koch, Presidente del Pontificio Consiglio per la Promozione dell’Unità dei Cristiani

- Il Signor Luis Alberto Moreno, Presidente del Banco Interamericano de Desarollo (BID), con la Consorte, e Seguito (2).

- Il Signor Enrique Valentín Iglesias García, Segretario Generale della SEGIB (Segreteria Generale Iberoamericana).

Questo pomeriggio, il Santo Padre riceverà in udienza il Cardinale Marc Ouellet, Prefetto della Congregazione dei Vescovi.



venerdì 28 giugno 2013

IL DIALOGO NON CI ALLONTANA DALLA VERITÀ PIUTTOSTO CI CONDUCE A TUTTA LA VERITÀ

Città del Vaticano, 28 giugno 2013 (VIS). "La vostra presenza (...) è il segno del profondo legame che unisce, nella fede, nella speranza e nella carità, la Chiesa di Costantinopoli e la Chiesa di Roma", ha detto Papa Francesco ai membri della Delegazione del Patriarcato Ecumenico, in visita a Roma in occasione della Solennità dei Santi Pietro e Paolo, Apostoli. Ricordando che la consuetudine di uno scambio di delegazioni per le rispettive feste patronali risale al 1969, il Papa ha sottolineato che: "l'incontro fraterno è parte essenziale del cammino verso l'unità".

"La ricerca dell'unità tra i cristiani è un'urgenza - Lei ha detto "it is not a luxury, but an imperative" [non è un lusso, ma un imperativo] - un'urgenza alla quale, oggi più che mai, non possiamo sottrarci. Nel nostro mondo affamato ed assetato di verità, di amore, di speranza, di pace e di unità, è importante per la nostra stessa testimonianza, poter finalmente annunciare ad una sola voce la lieta notizia del Vangelo e celebrare insieme i Divini Misteri della nuova vita in Cristo! Noi sappiamo bene che l'unità è primariamente un dono di Dio per il quale dobbiamo incessantemente pregare, ma a noi tutti spetta il compito di preparare le condizioni, di coltivare il terreno del cuore, affinché questa straordinaria grazia venga accolta".

Papa Francesco ha elogiato il contributo fondamentale alla ricerca della piena comunione della Commissione mista internazionale per il dialogo teologico co-presieduta dal Metropolita Joannis e dal Cardinale Kurt Koch. Questa Commissione ha già prodotto molti testi comuni ed ora studia il delicato tema della relazione teologica ed ecclesiologica tra primato e sinodalità nella vita della Chiesa. In merito il Papa ha commentato: "È significativo che oggi si riesca a riflettere insieme, nella verità e nella carità, su queste tematiche iniziando da ciò che ci accomuna, senza tuttavia nascondere ciò che ancora ci separa. Non si tratta di un mero esercizio teorico, ma di conoscere a fondo le reciproche tradizioni per comprenderle e, talora, anche per apprendere da esse. Mi riferisco ad esempio alla riflessione della Chiesa cattolica sul senso della collegialità episcopale, e alla tradizione della sinodalità, così tipica delle Chiese ortodosse".

"Mi è di conforto sapere - ha proseguito il Pontefice - che cattolici ed ortodossi condividono la stessa concezione di dialogo che non cerca un minimalismo teologico sul quale raggiungere un compromesso, ma si basa piuttosto sull'approfondimento dell'unica verità che Cristo ha donato alla sua Chiesa e che non cessiamo mai di comprendere meglio mossi dallo Spirito Santo. Per questo, non dobbiamo avere paura dell’incontro e del vero dialogo. Esso non ci allontana dalla verità; piuttosto, attraverso uno scambio di doni, ci conduce, sotto la guida dello Spirito della verità, a tutta la verità".

Il Santo Padre Francesco ha preso congedo dalla Delegazione Ecumenica che domani assisterà alla celebrazione eucaristica da lui presieduta, invocando l'intercessione dei Santi Pietro e Paolo, Patroni della Chiesa di Roma e dell'Apostolo Andrea, Patrono della Chiesa di Costantinopoli "per i nostri fedeli e per le necessità del mondo intero, soprattutto dei poveri, dei sofferenti e di quanti sono ingiustamente perseguitati a motivo della loro fede".


INTENZIONI DI PREGHIERA DEL SANTO PADRE LUGLIO 2013

Città del Vaticano, 28 giugno 2013 (VIS). Di seguito riportiamo le intenzioni per il mese di luglio affidate dal Papa all'Apostolato della preghiera:

Generale: "Perché la Giornata Mondiale della Gioventù che si svolge in Brasile incoraggi tutti i giovani cristiani a farsi discepoli e missionari del Vangelo".

Missionaria: "Perché in tutto il continente asiatico siano aperte le porte ai messaggeri del Vangelo".


DICHIARAZIONE DEL DIRETTORE DELLA SALA STAMPA DELLA SANTA SEDE SULL'ARRESTO DI UN PRESULE DELLA CURIA ROMANA

Città del Vaticano, 28 giugno 2013 (VIS). Padre Federico Lombardi, S.I., Direttore della Sala Stampa della Santa Sede, ha rilasciato questa mattina una dichiarazione relativa all'arresto in Italia di Monsignor Nunzio Scarano, Responsabile di Servizio della Contabilità Analitica dell'Amministrazione del Patrimonio della Sede Apostolica (APSA), nel contesto di una investigazione su corruzione e frode:

"Come già noto dai giorni scorsi, Monsignor Nunzio Scarano era stato sospeso dal servizio presso l’APSA da oltre un mese, appena i Superiori erano stati informati che era indagato. Ciò in applicazione del Regolamento della Curia Romana, che impone la sospensione cautelare per le persone per cui sia stata iniziata un’azione penale".

"La Santa Sede non ha ancora ricevuto alcuna richiesta sulla questione dalle competenti autorità italiane, ma conferma la sua disponibilità a una piena collaborazione".

"La competente autorità vaticana, l’AIF, (Autorità di Informazione Finanziaria), segue il problema per prendere, se necessario, le misure appropriate di sua competenza".


UDIENZE

Città del Vaticano, 28 giugno 2013 (VIS). Il Santo Padre ha ricevuto questa mattina in udienza:

- Il Cardinale Antonio Maria Rouco Varela, Arcivescovo di Madrid (Spagna).

- Il Professor Carl A. Anderson, Cavaliere Supremo dei Cavalieri di Colombo.

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