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Il Vatican Information Service (VIS), istituito nell'ambito della Sala Stampa della Santa Sede, è un bollettino telematico che diffonde notizie relative all'attività magistrale e pastorale del Santo Padre e della Curia Romana...

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giovedì 13 giugno 2013

SLOVENIA E SANTA SEDE: IMPORTANZA TUTELA DELLA LIBERTÀ RELIGIOSA PER SVILUPPO ARMONIOSO SOCIETÀ SLOVENA

Città del Vaticano, 13 giugno 2013 (VIS). Nella mattinata del 13 giugno 2013, nel Palazzo Apostolico Vaticano, il Santo Padre Francesco ha ricevuto in Udienza il Presidente del Governo della Repubblica di Slovenia, Signora Alenka Bratušek, la quale ha successivamente incontrato il Cardinale Tarcisio Bertone, Segretario di Stato, accompagnato dal Monsignore Antoine Camilleri, Sotto-Segretario per i Rapporti con gli Stati.

Nei cordiali colloqui si sono rilevati i buoni rapporti esistenti tra la Santa Sede e la Repubblica di Slovenia ed è stata confermata la comune volontà di proseguire un dialogo costruttivo sui temi bilaterali attinenti alle relazioni tra la comunità ecclesiale e quella civile, con particolare riferimento al contributo storico della Chiesa cattolica nella vita del Paese e all’importanza che la tutela della libertà religiosa riveste oggi per uno sviluppo armonioso della società slovena.

Nel prosieguo dei colloqui ci si è soffermati sulle sfide che il Paese deve affrontare nell’attuale crisi economica e sull’aiuto che la comunità cattolica, in collaborazione con le istituzioni statali, può fornire per il sostegno sociale della popolazione e per l’educazione dei giovani.

Infine, sono state brevemente passate in rassegna alcune sfide e problematiche di carattere internazionale.



SINODO AL SERVIZIO DELLA MISSIONE E DELLA COMUNIONE DELLA CHIESA COME ESPRESSIONE DELLA COLLEGIALITÀ

Città del Vaticano, 13 giugno 2013 (VIS). Questa mattina il Santo Padre Francesco ha ricevuto in udienza i membri del XIII Consiglio Ordinario della Segreteria Generale del Sinodo dei Vescovi, riuniti a Roma per decidere con il Pontefice la scelta del tema della prossima Assemblea Generale Ordinaria.

La XIII Assemblea del Sinodo svoltasi nell'ottobre scorso in Vaticano, ha avuto per tema: "La nuova evangelizzazione per la trasmissione della fede cristiana". "C’è una stretta connessione tra questi due elementi - ha detto il Papa - la trasmissione della fede cristiana è lo scopo della nuova evangelizzazione e dell’intera opera evangelizzatrice della Chiesa, che esiste proprio per questo. L’espressione 'nuova evangelizzazione', poi, mette in luce la consapevolezza sempre più chiara che anche nei Paesi di antica tradizione cristiana si rende necessario un rinnovato annuncio del Vangelo, per ricondurre ad un incontro con Cristo che trasformi veramente la vita e non sia superficiale, segnato dalla routine. E questo ha conseguenze nell’azione pastorale".

Papa Francesco ha citato in merito le parole del Servo di Dio Paolo VI nel suo discorso al Collegio Cardinalizio nel 1973: "'le condizioni della società ci obbligano a rivedere i metodi, a cercare con ogni mezzo di studiare come portare all’uomo moderno il messaggio cristiano, nel quale soltanto egli può trovare la risposta ai suoi interrogativi e la forza per il suo impegno di solidarietà umana'. (...) Vorrei incoraggiare l’intera comunità ecclesiale - ha proseguito Papa Francesco - ad essere evangelizzatrice, a non aver paura di 'uscire' da sé per annunciare, confidando soprattutto nella presenza misericordiosa di Dio che ci guida. Le tecniche sono certo importanti, ma neppure le più perfette potrebbero sostituire l’azione discreta ma efficace di Colui che è l’agente principale dell’evangelizzazione: lo Spirito Santo. Occorre lasciarsi condurre da Lui, anche se ci porta su strade nuove; occorre lasciarsi trasformare da Lui perché il nostro annuncio avvenga con la parola sempre accompagnata da semplicità di vita, da spirito di preghiera, da carità verso tutti, specialmente i piccoli e i poveri, da umiltà e distacco da sé, da santità di vita".

Il Sinodo dei Vescovi "è stato uno dei frutti del Concilio Vaticano II" e "Grazie a Dio, in questi quasi cinquant’anni, si sono potuti sperimentare i benefici di questa istituzione, che, in modo permanente, è posta al servizio della missione e della comunione della Chiesa, come espressione della collegialità. (...) Aperti alla grazia dello Spirito Santo, anima della Chiesa - ha concluso il Pontefice - siamo fiduciosi che il Sinodo dei Vescovi conoscerà ulteriori sviluppi per favorire ancora di più il dialogo e la collaborazione tra i Vescovi e tra essi e il Vescovo di Roma".


ALTRI ATTI PONTIFICI

Città del Vaticano, 13 giugno 2013 (VIS). Il Santo Padre:

- Ha nominato il Padre Noel Antonio Londoño Buitrago, C.SS.R., Vescovo di Jericó (superficie: 3.000; popolazione: 256.000; cattolici: 251.000; sacerdoti: 86; religiosi: 122; diaconi permanenti: 2), Colombia. Il Vescovo eletto è nato a Quimbaya (Colombia) nel 1949. Ha emesso la prima professione religiosa nel 1966, la professione perpetua nella Congregazione dei Santissimo Redentore (Redentoristi) nel 1973 ed è stato ordinato sacerdote nello stesso anno. Ha svolto successivamente i seguenti incarichi: Professore di teologia dogmatica nelle Università di “San Buenaventura” e “Javeriana” di Bogotá, Professore e Rettore del Seminario Maggiore Redentorista a Bogotá, Consigliere Generale della Congregazione del Santissimo Redentore, Rettore della Basilica del “Señor de los Milagros” a Buga, Presidente della Federazione dei Santuari della Colombia, Parroco di “San Gerardo Mayela” a Bogotá. Finora Coordinatore della Conferenza Redentorista dell’America Latina, succede al Vescovo José Roberto López Londoño, del quale il Santo Padre ha accettato la rinuncia al governo pastorale della medesima diocesi, presentata per raggiunti limiti d'età.

- Ha nominato il Reverendo Jaya Rao Polimera, Vescovo della Diocesi di Eluru (superficie: 6.800; popolazione: 8.300.000; cattolici: 315.157; sacerdoti: 226; religiosi: 1.292), India. Il Vescovo eletto è nato a Dharmasagar (India) nel 1965 ed è stato ordinato sacerdote nel 1992. Dal 1992 al 1994 è stato Assistente parrocchiale a Dacharam; dal 1994 al 1997 Parroco d Dornakal; dal 1998 al 2003 Assistente parrocchiale della Parrocchia St. Philip, Diocesi di Kalamazoo (Stati Uniti d'America); dal 2003 al 2009 Parroco della Cattedrale; dal 2009 Direttore del "Diocesan Youth Centre", membro del Collegio dei Consultori, del Consiglio Presbiterale e del Tribunale Diocesano.

- Ha nominato il Vescovo Franco Mulakkal, Vescovo della Diocesi di Jullundur (superficie: 51.120; popolazione: 49.227.000; cattolici: 139.897; sacerdoti: 136; religiosi: 802), India. È stato finora Vescovo Ausiliare di Delhi (India).

- Ha accettato la rinuncia al governo pastorale della Diocesi di Pueblo (Stati Uniti d'America), presentata dal Vescovo Fernando Isern, in conformità al canone 401, paragrafo 2, del Codice di Diritto Canonico.


mercoledì 12 giugno 2013

LA CHIESA, POPOLO DI DIO, DEVE ESSERE CON LE PORTE APERTE

Città del Vaticano, 12 giugno 2013 (VIS). La Chiesa, definita dal Concilio Vaticano II "Popolo di Dio", è stato il tema della catechesi di Papa Francesco per l'Udienza Generale del mercoledì. Il Santo Padre ha spiegato il concetto di Popolo di Dio con alcune domande: "Che cosa vuol dire essere 'Popolo di Dio'? Come si diventa membri di questo popolo? Qual è la legge del Popolo di Dio?".

Essere Popolo di Dio, ha detto il Papa "anzitutto vuol dire che Dio non appartiene in modo proprio ad alcun popolo; perché è Lui che ci chiama (...) e questo invito è rivolto a tutti, senza distinzione, perché la misericordia di Dio 'vuole la salvezza per tutti'. Gesù non dice agli Apostoli e a noi di formare un gruppo esclusivo, un gruppo di elite. Gesù dice: andate e fate discepoli tutti i popoli. (...) Vorrei dire anche a chi si sente lontano da Dio e dalla Chiesa, a chi è timoroso o indifferente, a chi pensa di non poter più cambiare: il Signore chiama anche te a far parte del suo popolo e lo fa con grande rispetto e amore! Lui ci invita a far parte di questo popolo, popolo di Dio". Si entra a far parte di questo popolo "non (...) attraverso la nascita fisica, ma attraverso una nuova nascita. (...) È attraverso il Battesimo che noi siamo introdotti in questo popolo, attraverso la fede in Cristo, dono di Dio che deve essere alimentato e fatto crescere in tutta la nostra vita".

"Qual è la legge del Popolo di Dio? È la legge dell’amore, amore a Dio e amore al prossimo (...). Un amore, però, che non è sterile sentimentalismo o qualcosa di vago, ma che è il riconoscere Dio come unico Signore della vita e, allo stesso tempo, l’accogliere l’altro come vero fratello, superando divisioni, rivalità, incomprensioni, egoismi; le due cose vanno insieme. Quanto cammino dobbiamo ancora fare per vivere in concreto questa nuova legge, quella dello Spirito Santo che agisce in noi, quella della carità, dell’amore! Quando noi guardiamo sui giornali o alla televisione tante guerre fra cristiani, ma come può capitare questo? Dentro il popolo di Dio, quante guerre! Nei quartieri, nei posti di lavoro, quante guerre per invidia, gelosie! Anche nella stessa famiglia, quante guerre interne! Noi dobbiamo chiedere al Signore che ci faccia capire bene questa legge dell'amore. Quanto è bello amarci gli uni con gli altri come fratelli veri. Quanto è bello! Facciamo una cosa oggi. Forse tutti abbiamo simpatie e non simpatie; forse tanti di noi sono un po' arrabbiati con qualcuno; allora diciamo al Signore: Signore io sono arrabbiato con questo o con questa, io ti prego per lui e per lei. Pregare per coloro con i quali siamo arrabbiati è un bel passo in questa legge dell'amore. Lo facciamo? Facciamolo oggi!".

"Che missione ha questo popolo? - ha proseguito il Papa - Quella di portare nel mondo la speranza e la salvezza di Dio: essere segno dell’amore di Dio che chiama tutti all’amicizia con Lui (...). Attorno a noi, basta aprire un giornale, - l'ho detto - vediamo che la presenza del male c’è, il Diavolo agisce. Ma vorrei dire a voce alta: Dio è più forte! (...) Ma lo diciamo insieme, lo diciamo insieme tutti: Dio è più forte! (...) E vorrei aggiungere che la realtà a volte buia, segnata dal male, può cambiare, se noi per primi vi portiamo la luce del Vangelo soprattutto con la nostra vita. Se in uno stadio, pensiamo qui a Roma all’Olimpico, o a quello di San Lorenzo a Buenos Aires, in una notte buia, una persona accende una luce, si intravvede appena, ma se gli oltre settantamila spettatori accendono ciascuno la propria luce, lo stadio si illumina. Facciamo che la nostra vita sia una luce di Cristo; insieme porteremo la luce del Vangelo all’intera realtà".

"Qual è il fine di questo popolo? Il fine è il Regno di Dio, iniziato sulla terra da Dio stesso e che deve essere ampliato fino al compimento, quando comparirà Cristo, vita nostra. Il fine allora è la comunione piena con il Signore, la familiarità con il Signore, entrare nella sua stessa vita divina, dove vivremo la gioia del suo amore senza misura, una gioia piena".
"Cari fratelli e sorelle, essere Chiesa, essere Popolo di Dio - ha concluso Papa Francesco - (...) vuol dire essere il fermento di Dio in questa nostra umanità, vuol dire annunciare e portare la salvezza di Dio in questo nostro mondo, che spesso è smarrito, bisognoso di avere risposte che incoraggino, che diano speranza, che diano nuovo vigore nel cammino. La Chiesa sia luogo della misericordia e della speranza di Dio, dove ognuno possa sentirsi accolto, amato, perdonato e incoraggiato a vivere secondo la vita buona del Vangelo. E per far sentire l'altro accolto, amato, perdonato, incoraggiato la Chiesa deve essere con le porte aperte, perché tutti possano entrare. E noi dobbiamo uscire da quelle porte e annunciare il Vangelo".






PAPA FRANCESCO: UNA INFANZIA SERENA È UN DIRITTO DEI BAMBINI ED UN NOSTRO DOVERE

Città del Vaticano, 12 giugno 2013 (VIS). Al termine della catechesi il Santo Padre ha lanciato un appello a favore dei minori ricordando che oggi si celebra in tutto il mondo la Giornata mondiale contro il lavoro minorile, con un riferimento particolare allo sfruttamento dei bambini nel lavoro domestico: un deprecabile fenomeno in costante aumento, specialmente nei Paesi poveri. "Auspico vivamente - ha detto Papa Francesco - che la Comunità internazionale possa avviare provvedimenti ancora più efficaci per affrontare questa autentica piaga".

"Sono milioni i minori, per lo più bambine, vittime di questa forma nascosta di sfruttamento che comporta spesso anche abusi, maltrattamenti e discriminazioni. È una vera schiavitù questa! (...) Tutti i bambini devono poter giocare, studiare, pregare e crescere, nelle proprie famiglie, e questo in un contesto armonico, di amore e di serenità. È un loro diritto e un nostro dovere. Tanta gente invece di farli giocare li fa schiavi: è una piaga questa. Una fanciullezza serena permette ai bambini di guardare con fiducia verso la vita e il domani. Guai a chi soffoca in loro lo slancio gioioso della speranza!".

Nelle parole di saluto al termine dell'Udienza il Santo Padre ha dedicato alcune parole al Comitato Internazionale della Società di San Vincenzo de' Paoli, presente in Piazza San Pietro, che ricorda il secondo centenario della nascita del suo fondatore, il Beato Federico Ozanam. "Dio è più forte del male. In un mondo talvolta difficile, siate portatori della speranza e dell'amore di Dio".






UDIENZE

Città del Vaticano, 12 giugno 2013 (VIS). Nel pomeriggio di oggi il Santo Padre riceve in udienza il Vescovo Pio Vito Pinto, Decano del Tribunale della Rota Romana.


ALTRI ATTI PONTIFICI

Città del Vaticano, 12 giugno 2013 (VIS). Il Santo Padre:

- Ha accettato la rinuncia al governo pastorale dell'Abbazia territoriale di Montecassino (Italia), presenta dal Padre Abate Pietro Vittorelli, in conformità al canone 401, paragrafo 2, del Codice di Diritto Canonico.

- Ha nominato il Padre Luiz Fernando Lisboa, C.P., Vescovo di Pemba (superficie: 82.625; popolazione: 836.000; cattolici: 578.798; sacerdoti: 21; religiosi: 88), Mozambico. Il Vescovo eletto è nato nel 1955 a Marques de Valença (Brasile), ha emesso la prima professione nella Congregazione dei Passionisti nel 1977, quella perpetua nel 1982 ed è stato ordinato sacerdote nel 1983. In Brasile: dal 1984 al 1987 è stato Direttore dei Seminaristi e Vicario parrocchiale; dal 1987 al 1989 Superiore, Economo e Vice-Maestro dei Novizi; dal 1989 al 1992 Direttore degli studenti di Teologia e Assessore per la formazione; dal 1992 al 1999 Vicario, Parroco, Assessore Provinciale, Consigliere Provinciale s Superiore; dal 1999 al 2001 Superiore e formatore. In Mozambico: dal 2001 al 2007 Parroco e Superiore della Diocesi di Pemba; dal 2007 al 2010 Superiore, formatore, Vicario parrocchiale e Assistente del Corso di Teologia per i laici nella città di Pemba. In Brasile dal 2011: Parroco della parrocchia "Santa Teresinha de Lisieux" nella città di Colombo-Paraná.

- Ha nominato il Reverendo Michael Gerber, Vescovo Ausiliare dell'Arcidiocesi di Freiburg im Breisgau (superficie: 16.229; popolazione: 4.772.000; cattolici: 1.984.900; sacerdoti: 1.147; religiosi: 1.866; diaconi permanenti: 243), Germania. Il Vescovo eletto è nato nel 1970 a Oberkirch (Germania) ed è stato ordinato sacerdote nel 1997. Dal 1997 al 1999 è stato Vice-Parroco a Malsch/Ettlingen; dal 1999 al 2001 Responsabile della cura pastorale degli studenti a Freiburg-Littenweiler; dal 2001 al 2002 è stato "Repetitor" nel Convitto Teologico Arcivescovile "Collegium Borromaeum" a Freiburg; da 2002 al 2006 Direttore aggiunto del medesimo Collegio. Dal 2006 al 2011 è stato Vice-Rettore del nuovo Seminario Arcivescovile "Collegium Borromaeum" e dal 2011 è Rettore del medesimo seminario.

- Ha nominato il Professore Avvocato Raffaele Coppola, Promotore di Giustizia della Corte d'Appello dello Stato della Città del Vaticano, attualmente Docente presso la Facoltà di Giurisprudenza dell'Università Statale di Bari e Membro del Corpo degli Avvocati della Santa Sede per il Foro canonico e civile.

martedì 11 giugno 2013

AUDIOMESSAGGIO DEL SANTO PADRE PER L’UNIONE ITALIANA DEI CIECHI E DEGLI IPOVEDENTI

Città del Vaticano, 11 giugno 2013 (VIS). Questa mattina il Santo Padre Francesco ha inviato un audiomessaggio all'Unione Italiana Ciechi e Ipovedenti e a tutti i disabili visivi in occasione del soggiorno estivo di un gruppo di circa 75 non vedenti, in maggioranza anziani, organizzato dall'Unione, in una località marittima italiana.

"So che (...) alcuni di voi avrebbero voluto venire a Roma. Grazie alla tecnica moderna, posso venire io da voi! Vi ringrazio per la vostra stima, per il vostro affetto e soprattutto per le vostre preghiere.

Il Vangelo ci dice che Gesù ha avuto un'attenzione particolare per i ciechi. Ne ha guariti molti, insieme con tanti altri malati. Ma la guarigione della persona priva della vista ha un particolare significato simbolico: rappresenta il dono della fede. Ed è un segno che riguarda tutti, perché tutti abbiamo bisogno della luce della fede per camminare nella strada della vita. Per questo il Battesimo, che è il primo Sacramento della fede, anticamente era chiamato anche 'illuminazione'.

Chiedo al Signore di rinnovare in ciascuno di voi il dono della fede, perché nel vostro spirito ci sia sempre la luce di Dio, la luce dell'amore, che dà senso alla nostra vita, la illumina, ci dà speranza, e ci fa essere buoni e disponibili verso i nostri fratelli.

Auguro anche ogni bene per la vostra associazione, l'Unione Italiana dei Ciechi e degli Ipovedenti. Diffondete sempre la cultura dell'incontro, della solidarietà, dell'accoglienza verso le persone con disabilità, non solo chiedendo le giuste previdenze, ma favorendo la loro partecipazione attiva alla vita della società.

Vi affido tutti alla protezione di Maria Santissima, nostra Madre. Vi chiedo di pregare per me e per il mio servizio alla Chiesa, e vi benedico di cuore, insieme con i vostri cari".


FIRMA ACCORDO TRA LA SANTA SEDE E LA REPUBBLICA DI CAPO VERDE

Città del Vaticano, 11 giugno 2013 (VIS). Lunedì 10 giugno 2013, negli Uffici del Palazzo di Governo della Repubblica di Capo Verde, a Praia, alla presenza del Primo Ministro, il Signor José Maria Neves, è stato sottoscritto l’Accordo tra la Santa Sede e la Repubblica di Capo Verde sullo statuto giuridico della Chiesa Cattolica in Capo Verde.

Hanno firmato: per la Santa Sede l’Arcivescovo Dominique Mamberti, Segretario per i Rapporti con gli Stati, e per la Repubblica di Capo Verde il Signor Jorge Alberto da Silva Borges, Ministro degli Affari Esteri.

L’Accordo, prendendo atto delle buone relazioni che si sono sviluppate tra la Santa Sede e la Repubblica di Capo Verde negli ultimi 37 anni, definisce e garantisce lo statuto giuridico della Chiesa cattolica e regola vari ambiti, tra cui il matrimonio canonico, i luoghi di culto, le istituzioni cattoliche di istruzione e di educazione, l’insegnamento della religione nelle scuole, l’attività assistenziale-caritativa della Chiesa, la cura pastorale nelle forze armate e nelle istituzioni penitenziarie ed ospedaliere, e il regime patrimoniale e fiscale. L’Accordo, che consiste di un Preambolo e di 30 Articoli, entrerà in vigore nel trentesimo giorno dalla data di scambio degli strumenti di ratifica.


INCONTRO IN VATICANO DEL GRUPPO CONGIUNTO DI LAVORO VIÊT NAM-SANTA SEDE

Città del Vaticano, 11 giugno 2013 (VIS). Il Direttore della Sala Stampa della Santa Sede, Padre Federico Lombardi, S.I., ha emesso questa mattina la seguente dichiarazione:

"Come è stato concordato durante il terzo incontro del Gruppo congiunto di lavoro Viêt Nam - Santa Sede, svoltosi ad Hanoi nel febbraio 2012, si terrà in Vaticano, nei giorni 13-14 giugno corrente, il quarto incontro del medesimo Gruppo di lavoro. La riunione servirà ad approfondire e sviluppare le relazioni bilaterali tra il Viêt Nam e la Santa Sede".



PREOCCUAZPIONE DELLA SANTA SEDE PER LA DIFFICOLTÀ DI ACCESSO AI FARMACI

Città del Vaticano, 11 giugno 2013 (VIS). Gli elementi chiave per l'accesso ai farmaci è stato l'argomento dell'intervento dell'Arcivescovo Silvano M. Tomasi, C.S., Osservatore Permanente della Santa Sede presso l'Ufficio delle Nazioni Unite ed Istituzioni Specializzate a Ginevra, alla XXIII Sessione Ordinaria del Consiglio dei Diritti dell'Uomo sull'accesso ai farmaci, tenutasi il 28 maggio scorso.

"La Delegazione della Santa Sede ha esaminato con cura il Rapporto sull'accesso ai farmaci. (...) La Delegazione della Santa Sede considera che il Rapporto non dedichi sufficiente attenzione ai bisogni fondamentali degli individui e delle famiglie, in ogni fase del ciclo della vita, dal concepimento alla morte naturale. Spesso queste sfide impediscono l'accesso ai farmaci almeno quanto i diversi fattori legali che sono al centro del Rapporto, se non addirittura di più. Un appianamento efficace di tali ostacoli esige un approccio di sviluppo umano integrale, che promuova sia quadri legali giusti, sia la solidarietà internazionale, non solo tra Stati, ma anche tra tutti i popoli. La Santa Sede osserva quindi con preoccupazione le 'difficoltà di milioni di persone ad accedere a condizioni di sussistenza minimali e a farmaci indispensabili per curarsi' e auspica che s'instauri 'una vera giustizia distributiva che garantisca a tutti, sulla base dei bisogni oggettivi cure adeguate'".

"Il Rapporto - ha sottolineato l'Arcivescovo Tomasi - fa spesso riferimento all'obbligo degli Stati di creare le condizioni per l'accesso ai farmaci. Mentre l'adempimento di tale responsabilità da parte dei governi è un requisito chiaro, sarebbe stato opportuno riconoscere anche il forte impegno da parte delle organizzazioni non governative e religiose nel fornire sia farmaci, sia una vasta gamma di trattamenti e di misure preventive al fine di assicurare il pieno godimento del diritto alla salute. (...) L'agevolazione ottimale dell'accesso ai farmaci è un impegno complesso e merita un'analisi comprensiva e il riconoscimento di tutti i fattori che contribuiscono alla sua promozione, piuttosto che un'analisi più limitata dei quadri legali, economici e politici".

IN MEMORIAM

Città del Vaticano, 11 giugno 2013 (VIS). Riportiamo i dati relativi ai Presuli mancati dal gennaio al marzo 2013:

- Vescovo Moses Bosco Anderson, S.S.E., Ausiliare emerito di Detroit (Michigan, Stati Uniti d'America), il 1° gennaio, all'età di 84 anni.

- L'Arcivescovo Joseph-Aurèle Plourde, emerito di Ottawa (Ontario, Canada), il 5 marzo all'età di 98 anni.

- Il Vescovo John Martin Darko, emerito di Sekondi-Takoradi (Ghana), il 12 gennaio, all'età di 67 anni.

- Il Vescovo Michel Pollien, Ausiliare emerito di Parigi (Francia), il 15 gennaio, all'età di 75 anni.

- Il Cardinale Józef Glemp, Arcivescovo emerito di Varsavia (Polonia), il 23 gennaio, all'età di 83 anni.

- Il Vescovo Jean-Félix-Albert-Marie Vilnet, emerito di Lille (Francia), il 23 gennaio, all'età di 90 anni.

- Il Vescovo Reinhold Stecher, emerito di Innsbruck (Austria), il 29 gennaio, all'età di 91 anni.

- L'Arcivescovo Joseph Cassidy, emerito di Tuam (Irlanda), il 31 gennaio, all'età di 79 anni.

- Il Vescovo Jacques Van Nguyen Mau, emerito di Vinh Long (Viet Nam), il 31 gennaio, all'età di 99 anni.

- Il Vescovo John Michael D'Arcy, emerito di Fort Wayne-South Bend (Indiana, Stati Uniti d'America), il 3 febbraio, all'età di 80 anni.

- Il Vescovo Joseph O. Egerega, Vicario Apostolico emerito di Bomadi (Nigeria), il 3 febbraio, all'età di 72 anni.

- Il Vescovo Ignace Baguibassa Sambar-Talkena, emerito di Kara (Togo), il 3 febbraio, all'età di 77 anni.

- Il Vescovo Joseph Théophile Louis Marie Madec, emerito di Fréjus-Toulon (Francia), il 5 febbraio, all'età di 89 anni.

- L'Arcivescovo Arthé Guimond, emerito di Grouard-McLennan (Alberta, Canada), il 6 febbraio, all'età di 81 anni.

- Il Vescovo Douglas Joseph Warren, emerito di Wilcannia-Forbes (Australia), il 6 febbraio, all'età di 93 anni.

- Il Vescovo William Anthony Hughes, emerito di Covington (Kentucky, Stati Uniti d'America), il 7 febbraio, all'età di 91 anni.
- Il Vescovo Amedeus Msarikie, emerito di Moshi (Tanzania), il 7 febbraio, all'età di 81 anni.

- Il Cardinale Giovanni Cheli, Presidente emerito del Pontificio Consiglio della Pastorale per i Migranti e gli itineranti, l'8 febbraio, all'età di 94 anni.

- Il Vescovo Oswaldo Brenes Álvarez, emerito di Ciudad Quesada (Costa Rica), l'1 febbraio, all'età di 70 anni.

- Il Vescovo Jesús Ramón Martínez de Ezquerecocha Suso, emerito di Babahoyo (Ecuador), il 16 febbraio, all'età di 77 anni.

- Il Vescovo Anthony Theodore Lobo, emerito di Islamabad-Rawalpindi (Pakistán), il 18 febbraio, all'età di 75 anni.

- Il Vescovo Pedro de Jesús Vílchez Vílchez, emerito de Jinotega, Nicaragua, il 19 febbraio, all'età di 83 anni.

- Il Vescovo Norbert María Leonard James Dorsey, CP, emerito di Orlando (Florida, Stati Uniti d'America), il 21 febbraio, all'età di 83 anni.

- Il Vescovo José Gustavo Ángel Ramírez, M.X.Y., Vicario Apostolico emerito di Mitú, Colombia, il 23 febbraio, all'età di 79 anni.

- Il Cardinale Julien Ries, (Belgio), diacono di Sant'Antonio di Padova a Circonvallazione Appia, Roma, il 23 febbraio, all'età di 92 anni.

- Il Vescovo Giovanni D'Ascenzi, emerito di Arezzo-Cortona-Sansepolcro (Italia), il 26 febbraio, all'età di 93 anni.

- Il Cardinale Marcel Jean Honoré, Arcivescovo emerito di Tours (Francia), il 28 febbraio, all'età di 92 anni.

- Il Vescovo Julian Voronovsky, M.S.U., emerito di Sambir-Drohobych degli Ucraini (Ucraina), il 28 febbraio, all'età di 76 anni.

- L'Arcivescovo Étienne Gabriel Marie Vanel, emerito di Auch (-Condom-Lectoure-Lombez), (Francia), il 1° marzo, all'età di 88 anni.

- L'Arcivescovo Cleto Bellucci, emerito di Fermo (Italia), il 7 marzo, all'età di 91 anni.

- Il Vescovo Ignacio Anthony Catanello, Ausiliare emerito di Brooklyn, (New York, Stati Uniti d'America), l'11 marzo, all'età di 74 anni.

- Il Vescovo Sithunywa Gerard Ndlovu, emerito di Umzimkulu (Sud Africa), il 13 marzo, all'età di 74 anni.

- Il Vescovo Johnson Akio Mutek, di Torit (Sudan), il 18 marzo, all'età di 55 anni.

- Il Vescovo Orozimbo Fuenzalida y Fuenzalida, emerito di San Bernardo (Cile), il 27 marzo, all'età di 87 anni.

- Il Vescovo Charles Amarin Brand, emerito di Strasburgo (Francia), il 31 marzo, all'età di 92 anni.

UDIENZE

Città del Vaticano, 11 giugno 2013 (VIS). Questa mattina il Santo Padre ha ricevuto in Udienza il Cardinale Raymond Leo Burke, Prefetto del Supremo Tribunale della Segnatura Apostolica.

ALTRI ATTI PONTIFICI

Città del Vaticano, 11 giugno 2013 (VIS). Il Santo Padre ha nominato il Vescovo Alan Stephen Hopes, Vescovo di East Anglia (superficie: 12.570; popolazione: 2.855.000; cattolici: 99.200; sacerdoti: 118; religiosi: 131; diaconi permanenti: 36), Gran Bretagna. È stato finora Ausiliare di Westminster (Gran Bretagna).




lunedì 10 giugno 2013

PROSSIMA VISITA DELL'ARCIVESCOVO DI CANTERBURY AL PAPA

Città del Vaticano, 10 giugno 2013 (VIS). In un Comunicato reso pubblico questa mattina il Pontificio Consiglio per la Promozione dell'Unità dei Cristiani ha reso noto che il 14 giugno prossimo, l'Arcivescovo di Canterbury, Sua Grazia Justin Welby, sarà a Roma per rendere visita a Papa Francesco.

"Questa visita è un’opportunità per l’Arcivescovo e per Papa Francesco di esaminare lo stato attuale delle relazioni tra la Chiesa cattolica e la Comunione Anglicana. In particolare, l’interesse manifestato dall’Arcivescovo Welby per la giustizia nel mondo e per la necessità di un ordinamento etico dei mercati finanziari per evitarne l’oppressione esercitata sugli individui trova un’eco corrispondente nel costante insegnamento del Santo Padre. Dal tempo della sua esperienza di dirigente nell’industria petrolifera, l’Arcivescovo Welby ha posto una forte enfasi sulla riconciliazione ed ha continuato ad impegnarsi a favore della risoluzione dei conflitti all’interno della Chiesa e della società. Anche questo ricorda l’appello lanciato da Papa Francesco per la costruzione di ponti tra i popoli di tutte le nazioni, affinché essi non si percepiscano come rivali o come una minaccia, ma si vedano come fratelli e sorelle".

"Anglicani e cattolici devono lavorare insieme per fornire alla società un chiaro orientamento morale. L’Arcivescovo Welby ha collaborato strettamente con l’Arcivescovo cattolico di Westminster, S.E. Monsignor Vincent Nichols, per difendere il matrimonio ed altri valori cristiani nella società. È un segno delle loro buone relazioni il fatto che S.E. Monsignor Nichols accompagni l’Arcivescovo di Canterbury in questa visita".

"A seguito dell’udienza papale e dei rispettivi discorsi, avrà luogo un breve servizio liturgico a mezzogiorno, presieduto dal Santo Padre e dall’Arcivescovo di Canterbury. Prima, nel corso della mattinata, dietro sua richiesta particolare, l’Arcivescovo visiterà gli Scavi sotto la Basilica di San Pietro per pregare presso la tomba del Santo, come aveva fatto il suo predecessore, Sua Grazia Rowan Williams, durante la sua prima visita a Roma. L’Arcivescovo ha anche espresso il desiderio di raccogliersi in preghiera davanti alla tomba del Beato Papa Giovanni Paolo II. In seguito, sarà ricevuto presso il Pontificio Consiglio per la promozione dell’unità dei cristiani dal Cardinale Kurt Koch, il quale gli illustrerà il lavoro del Dicastero" .


ANGELUS: LA COMPASSIONE DI GESÙ È COME L'AMORE DI UNA MADRE

Città del Vaticano, 9 giugno 2013 (VIS). Alle 12:00 di questa mattina, nell'affacciarsi alla finestra del suo studio per la recita dell'Angelus con le migliaia di fedeli convenuti in Piazza San Pietro, Papa Francesco ha ricordato che il mese di giugno è tradizionalmente dedicato al Sacro Cuore di Gesù "massima espressione umana dell'amore divino".

"La pietà popolare - ha detto il Papa - valorizza molto i simboli, e il Cuore di Gesù è il simbolo per eccellenza della misericordia di Dio; ma non è un simbolo immaginario, è un simbolo reale, che rappresenta il centro, la fonte da cui è sgorgata la salvezza per l’umanità intera". Tra i diversi riferimenti al Cuore di Gesù nei Vangeli, il Papa ha citato il racconto della morte di Cristo secondo Giovanni: quando Gesù era già morto, un soldato gli colpì il fianco con la lancia e da quella ferita uscirono sangue ed acqua. "Giovanni - ha detto il Papa - riconobbe in quel segno, apparentemente casuale, il compimento delle profezie: dal cuore di Gesù, Agnello immolato sulla croce, scaturisce per tutti gli uomini il perdono e la vita".

"Ma la misericordia di Gesù non è solo sentimento, anzi, è una forza che dà vita, che risuscita l’uomo!" come dice il Vangelo di oggi che narra la grande compassione di Gesù per la vedova di Nain, nel momento in cui si svolge il funerale dell'unico figlio. "Dice l’evangelista Luca: 'Vedendola, il Signore fu preso da grande compassione per lei'. Questa 'compassione' è l’amore di Dio per l’uomo, è la misericordia, cioè l’atteggiamento di Dio a contatto con la miseria umana, con la nostra indigenza, la nostra sofferenza, la nostra angoscia. Il termine biblico 'compassione' richiama le viscere materne: la madre, infatti, prova una reazione tutta sua di fronte al dolore dei figli. Così ci ama Dio, dice la Scrittura".

"E qual è il frutto di questo amore? È la vita! Gesù disse alla vedova di Nain: 'Non piangere!', e poi chiamò il ragazzo morto e lo risvegliò come da un sonno. La misericordia di Dio dà vita all’uomo, lo risuscita dalla morte. Il Signore ci guarda sempre con misericordia, ci attende con misericordia. Non abbiamo timore di avvicinarci a Lui! Ha un cuore misericordioso! Se gli mostriamo le nostre ferite interiori, i nostri peccati, Egli sempre ci perdona. È pura misericordia!"

Al termine della recita dell'Angelus, Papa Francesco ha annunciato che oggi a Cracovia (Polonia), vengono proclamate Beate due Religiose polacche: Sofia Czeska Maciejowska
che nella prima metà del secolo XVII fondò la Congregazione delle Vergini della Presentazione della Beata Vergine Maria; e Margherita Lucia Szewczyk, che nel secolo XIX ha fondato la Congregazione delle Figlie della Beata Vergine Maria Addolorata. "Con la Chiesa che è in Cracovia rendiamo grazie al Signore!".

Infine, il Papa ha ringraziato un gruppo di pellegrini di Ortona, dove si venerano le spoglie dell'Apostolo Tommaso, che hanno realizzato un cammino "da Tommaso a Pietro".


MESSAGGIO CONGRESSO EUCARISTICO NAZIONALE GERMANIA

Città del Vaticano, 9 giugno 2013 (VIS). Questa mattina, all’inizio della solenne Messa conclusiva del Congresso Eucaristico Nazionale Tedesco, a Colonia, l'Inviato Speciale del Santo Padre, Cardinale Josef Cordes, Presidente emerito del Pontificio Consiglio "Cor Unum", ha dato lettura del Messaggio inviato da Papa Francesco.

Tema del Congresso Eucaristico è stato: "Signore, da chi andremo?", la domanda di Pietro a Gesù quando, dopo le sue parole nella sinagoga di Cafarnao, annuncia che Egli è il Pane di vita eterna. Molti mormorano e si rifiutano di seguirlo.

"Anche noi, membri della Chiesa di oggi, ci poniamo questa domanda. - scrive il Pontefice - La nostra risposta, come quella dell’Apostolo, può essere solo la persona di Gesù. Certo, Egli visse duemila anni fa. Tuttavia noi possiamo incontrarLo nel nostro tempo quando ascoltiamo la sua Parola e siamo a Lui vicini, in modo unico, nell’Eucaristia. (...) Che la Santa Messa non cada per noi in una routine superficiale! Che attingiamo sempre di più alla sua profondità! È proprio essa ad inserirci nell’immensa opera di salvezza di Cristo, ad affinare la nostra vista spirituale per il suo amore: per la sua 'profezia in atto' con cui, nel Cenacolo, diede inizio al dono di Sé sulla Croce; per la sua vittoria irrevocabile sul peccato e sulla morte, che annunciamo con fierezza e in modo festoso".

"Tale domanda si pongono, infine, alcuni contemporanei, che - lucidamente o con oscuro presentimento - sono ancora in ricerca del Padre di Gesù Cristo. A loro il Redentore vuole venire incontro attraverso di noi (...). Con la nostra vita e con le nostre parole dobbiamo annunciare a loro ciò che abbiamo riconosciuto insieme a Pietro e agli Apostoli: 'Signore, tu hai parole di vita eterna' (...). Noi tutti, vescovi, sacerdoti, diaconi, religiosi e laici abbiamo l’impegno di portare Dio al mondo e il mondo a Dio".


PAPA FRANCESCO AI GIOVANI DI MACERATA: SIATE APERTI ALLE SORPRESE DI DIO

Città del Vaticano, 9 giugno 2013 (VIS). Alle 20:30 di ieri sera, il Santo Padre Francesco ha telefonato al Vescovo Giancarlo Vecerrica, Vescovo di Fabriano-Matelica, che con migliaia di giovani si trovava nello Stadio "Helvia Recina" di Macerata, per assistere alla Messa celebrata dal Cardinale Marc Ouellet, P.S.S., in occasione del XXXV pellegrinaggio a piedi Macerata-Loreto, proposto da Comunione e Liberazione, sul tema: "Che cosa può davvero saziare il desiderio dell'uomo".

Papa Francesco ha rivolto ai giovani arrivati dall'Italia e dall'estero, che questa sera hanno percorso 28 chilometri recitando il Santo Rosario e cantando insieme, queste parole: "Tutta la vita è un pellegrinaggio. L’importante è l’incontro con Gesù in questa strada della vita (...). Lasciatevi guidare da Gesù! Tante volte anche per noi la fede è un presupposto ovvio del vivere: diciamo 'io credo in Dio' - e va bene -, ma come vivi tu questo nella strada della vita? È necessario che la fede diventi un’esperienza presente".

"Quando ci incontriamo - ha proseguito il Pontefice - quando incontriamo il Signore, Egli ci sorprende. Il Signore si può chiamare il Signore delle sorprese. Siate aperti alle sorprese di Dio. Anche per voi l’avvenimento di questa notte, che ogni anno cresce, è una sorpresa, è il segno che nulla è impossibile a Dio. Come spiegare altrimenti che da 300 che eravate nel ‘78 siete diventati lo scorso anno 90.000?".

"Quando vi sentirete stanchi - ha detto Papa Francesco - e vi verrà la tentazione di andare per conto vostro, pensate a questo: ripetete il vostro sì, pregate perché ciascuno di voi possa riconoscere nella sua carne piagata nel corpo e nello spirito la propria umanità bisognosa dell’umanità di Cristo, l’unica che può saziare davvero il desiderio dell’uomo".

Il Santo Padre si è congedato esortano i giovani a continuare ad andare avanti con speranza: "E per favore: non lasciatevi rubare la speranza; è il Signore che te la dà".



I DIECI COMANDAMENTI INDICANO UNA STRADA DI LIBERTÀ

Città del Vaticano, 9 giugno 2013 (VIS). "Non dobbiamo vedere i Dieci Comandamenti come limitazioni alla libertà, no, non è questo, ma dobbiamo vederli come indicazioni per la libertà". Queste le parole del video-messaggio, proiettato ieri sera alla 21:40, che Papa Francesco ha rivolto alle migliaia di persone riunite in Piazza del Duomo a Milano per partecipare all'iniziativa "Dieci Piazze per Dieci Comandamenti". L'iniziativa, promossa per il 40° anniversario della nascita del movimento "Rinnovamento nello Spirito Santo", in collaborazione con il Pontificio Consiglio per la Nuova Evangelizzazione e la Conferenza Episcopale Italiana, si inserisce nel contesto dell'Anno della Fede.

Milano è la quarta città protagonista di questa manifestazione inaugurata durante il Pontificato di Benedetto XVI nel settembre 2012 e svoltasi nelle piazze di Roma, Napoli e Verona. Il video-messaggio di Papa Francesco sarà ritrasmesso nei prossimi mesi nelle piazze di Bari, Genova, Cagliari, Firenze, Palermo, Bologna e Torino.

"I Dieci Comandamenti sono un dono di Dio. La parola 'comandamento' non è di moda; all’uomo d’oggi richiama qualcosa di negativo, la volontà di qualcuno che impone limiti (...). E purtroppo la storia, anche recente, è segnata da tirannie, da ideologie, da logiche che hanno imposto e oppresso, che non hanno cercato il bene dell’uomo, bensì il potere, il successo, il profitto. Ma i Dieci Comandamenti vengono da un Dio che ci ha creati per amore, da un Dio che ha stretto un’alleanza con l’umanità, un Dio che vuole solo il bene dell’uomo. Diamo fiducia a Dio! (...) I Dieci Comandamenti ci indicano una strada da percorrere, e costituiscono anche una sorta di 'codice etico' per la costruzione di società giuste, a misura dell’uomo. Quante diseguaglianze nel mondo! Quanta fame di cibo e di verità! Quante povertà morali e materiali derivano dal rifiuto di Dio e dal mettere al suo posto tanti idoli! Lasciamoci guidare da queste Dieci Parole che illuminano e orientano chi cerca pace, giustizia e dignità".

fondamentale ricordare quando Dio dà al popolo di Israele, per mezzo di Mosè, i Dieci Comandamenti. Al Mar Rosso il popolo aveva sperimentato la grande liberazione; aveva toccato con mano la potenza e la fedeltà di Dio, del Dio che rende liberi. Ora Dio stesso, sul Monte Sinai, indica al suo popolo e a tutti noi il percorso per rimanere liberi, un percorso che è inciso nel cuore dell’uomo, come una Legge morale universale. Non dobbiamo vedere i Dieci Comandamenti come limitazioni alla libertà, no, non è questo, ma dobbiamo vederli come indicazioni per la libertà. (...) Essi ci insegnano ad evitare la schiavitù a cui ci riducono i tanti idoli che noi stessi ci costruiamo (...); essi ci insegnano ad aprirci ad una dimensione più ampia di quella materiale, a vivere il rispetto per le persone, vincendo l’avidità di potere, di possesso, di denaro, ad essere onesti e sinceri nei nostri rapporti, a custodire l’intera creazione e a nutrire il nostro pianeta di ideali alti, nobili, spirituali. Seguire i Dieci Comandamenti significa essere fedeli a noi stessi, alla nostra natura più autentica e camminare verso la libertà autentica che Cristo ha insegnato nelle Beatitudini".

VISITA UFFICIALE PRESIDENTE REPUBBLICA ITALIANA AL PAPA

Città del Vaticano, 8 giugno 2013 (VIS). La visita del Presidente della Repubblica Italiana Giorgio Napolitano al Papa Francesco "ancora una volta conferma (...) la normalità e l’eccellenza delle relazioni tra Italia e Santa Sede" e il dialogo tra Italia e Santa Sede "ha come fine principale il bene del popolo italiano e come sfondo ideale il suo ruolo storicamente unico in Europa e nel mondo".

Queste le parole del Vescovo di Roma nel ricevere questa mattina, per la prima volta nel suo pontificato, il rappresentante della più alta carica istituzionale d'Italia. Il Papa ha espresso la sua riconoscenza al Presidente "e a tutti gli italiani per l'affetto caloroso con cui mi hanno accolto dopo la mia elezione: mi hanno fatto sentire di nuovo a casa!", ed ha espresso l'auspicio che l'Italia "possa essere sempre una casa accogliente per tutti".

Il Presidente Napolitano, il primo Capo di Stato che visita ufficialmente Papa Francesco, è giunto in Vaticano poco prima delle 11:00, accompagnato dal ministro degli Esteri, Emma Bonino e dall'Ambasciatore presso la Santa Sede, Francesco Maria Greco. Al suo arrivo il Presidente Napolitano è stato accolto dal Prefetto della Casa Pontificia, Arcivescovo Georg Gänswein, mentre un picchetto d'onore della Guardia Svizzera Pontificia gli rendeva omaggio nel Cortile di San Damaso. Dopo un colloquio privato con il Papa nella Sala del Tronetto, il Papa e il Presidente si sono trasferiti nella Biblioteca dove il Pontefice ha pronunciato un discorso a cui ha fatto seguito il discorso del Presidente della Repubblica.

Il Papa ha ricordato che dopo vicende anche travagliate e dolorose, le relazioni tra l'Italia e la Santa Sede "si sono sviluppate specialmente dopo la Conciliazione e l'inserimento dei Patti Lateranensi nella Costituzione italiana, e quindi, in un'ottica nuova, dopo il Concilio Ecumenico Vaticano II e l'Accordo di revisione del Concordato. (...) In Italia - ha aggiunto Papa Francesco - la collaborazione tra Stato e Chiesa, sempre rivolta all’interesse del popolo e della società, si realizza nel rapporto quotidiano tra le istanze civili e quelle della comunità cattolica, rappresentata dai Vescovi e dai loro organismi, e in modo del tutto particolare dal Vescovo di Roma. Così, anche questa prima visita del Presidente al Papa (...) può essere espressa efficacemente con l’immagine dei due colli, il Quirinale e il Vaticano, che si guardano con stima e simpatia".

"In questo anno 2013 - ha proseguito il Pontefice - si ricorda il XVII centenario dell’editto di Milano, (313) da più parti visto come simbolo della prima affermazione del principio della libertà religiosa. Un secolo fa le celebrazioni di questa ricorrenza rappresentarono una tappa nel processo storico che favorì la presa di coscienza e il contributo dei cattolici nella costruzione della società italiana". Tuttavia, "nel mondo di oggi la libertà religiosa è più spesso affermata che realizzata. (...) I gravi oltraggi inflitti a tale diritto primario sono fonte di seria preoccupazione e devono vedere la concorde reazione dei Paesi del mondo nel riaffermare, contro ogni attentato, l’intangibile dignità della persona umana. È un dovere di tutti difendere la libertà religiosa e promuoverla per tutti. Nella tutela condivisa di tale bene morale si trova, inoltre, anche una garanzia di crescita e di sviluppo dell’intera comunità".

Successivamente il Papa ha fatto riferimento alla "profonda e persistente" crisi mondiale che segna anche l'Italia e "che accentua i problemi economici e sociali, gravando soprattutto sulla parte più debole della società. Preoccupanti appaiono soprattutto i fenomeni quali l’indebolimento della famiglia e dei legami sociali, la decrescita demografica, la prevalenza di logiche che privilegiano il profitto rispetto al lavoro, l’insufficiente attenzione alle generazioni più giovani e alla loro formazione".
"In questo contesto, certo non facile, è fondamentale garantire e sviluppare l’impianto complessivo delle istituzioni democratiche, alle quali nei decenni trascorsi hanno contribuito in modo determinante, leale e creativo i cattolici italiani. In un momento di crisi come l’attuale è dunque urgente che possa crescere, soprattutto tra i giovani, una nuova considerazione dell’impegno politico, e che credenti e non credenti insieme collaborino nella promozione di una società dove le ingiustizie possano essere superate e ogni persona venga accolta e possa contribuire al bene comune (...). La distanza tra la lettera e lo spirito degli ordinamenti e delle istituzioni democratiche è sempre da riconoscere ed occorre l’impegno di tutti i soggetti coinvolti per colmarla ogni volta di nuovo. anche noi, cattolici, abbiamo il dovere di impegnarci sempre di più in un serio cammino di conversione spirituale affinché ci avviciniamo ogni giorno al Vangelo, che ci spinge ad un servizio concreto ed efficace alle persone e alla società".

"Anche in ambito civile - ha detto infine il Papa - è vero ciò che la fede ci assicura: non bisogna mai perdere le speranze. Quanti esempi in questo senso ci hanno dato i nostri genitori e i nostri nonni, affrontando ai loro tempi dure prove con grande coraggio e spirito di sacrificio! Più volte Benedetto XVI ha ribadito che la crisi attuale dev’essere occasione per un rinnovamento fraterno dei rapporti umani. Anche il popolo italiano, attingendo con fiducia e creatività dalla sua ricchissima tradizione cristiana e dagli esempi dei suoi santi patroni Francesco d’Assisi e Caterina da Siena (...) può e deve superare ogni divisione e crescere nella giustizia e nella pace, continuando così a svolgere il suo ruolo peculiare nel contesto europeo e nella famiglia dei popoli. E lavorare per creare una cultura dell'incontro".

Dopo il congedo dal Pontefice, il Capo di Stato italiano ha incontrato il Cardinale Tarcisio Bertone, Segretario di Stato e il Corpo Diplomatico accreditato presso la Santa Sede. A conclusione della visita ufficiale il Presidente Napolitano si è recato nella Basilica Vaticana per una visita alla Cappella della Pietà.


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