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Il Vatican Information Service (VIS), istituito nell'ambito della Sala Stampa della Santa Sede, è un bollettino telematico che diffonde notizie relative all'attività magistrale e pastorale del Santo Padre e della Curia Romana...

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domenica 17 marzo 2013

PAPA FRANCESCO: "SE IL SIGNORE NON PERDONASSE TUTTO, IL MONDO NON ESISTEREBBE"

Città del Vaticano, 17 marzo 2013 (VIS). "Non dimentichiamo questa parola: Dio mai si stanca di perdonarci, mai! Avete pensato voi alla pazienza di Dio, la pazienza che lui ha con ciascuno di noi?". Queste le parole di Papa Francesco alle circa 200.000 persone, sia quelle venute da tutta Italia, che hanno viaggiato tutta la notte per essere questa mattina in Piazza San Pietro, sia a tutti coloro che si sono messi in viaggio nei giorni precedenti, provenienti da molti paesi del mondo, per poter assistere al primo Angelus del nuovo Papa. Per tutti un viaggio storico.

L'Angelus è durato non più di 15 minuti, gran parte della folla ha ascoltato in silenzio: "Se il Signore non perdonasse tutto, il mondo non esisterebbe", ha affermato il Santo Padre. E dalla Piazza San Pietro, da Via della Conciliazione, dalle vie adiacenti, la folla assorta ascoltava. Il Romano Pontefice ha parlato in italiano. "Mi piace, il mio Papa", ha detto Francesco, un bimbo di tre anni, sulle spalle del papà.

"Dopo il primo incontro di mercoledì scorso, oggi posso rivolgere di nuovo il mio saluto a tutti! E sono felice di farlo di domenica, nel giorno del Signore! - ha detto il Papa - Questo è bello è importante per noi cristiani: incontrarci di domenica, salutarci, parlarci come ora qui, nella piazza. Una piazza che, grazie ai media, ha le dimensioni del mondo".

Per giorni fervevano i preparativi per questo incontro. Mediante i mezzi di comunicazione - soprattutto la televisione e la radio - molti si sono fatti un'idea del nuovo Papa. "L'ho visto in televisione e mi ha commosso ---- per la sua umiltà... È uno dei nostri", commentava Angelica, 30 anni, che si è alzata alle 6 per essere in Piazza San Pietro per l'Angelus.

Il Santo padre ha commentato il Vangelo della liturgia odierna, l'episodio della donna adultera. "Il volto di Dio è quello di un padre misericordioso, che sempre ha pazienza. (...)
Non si stanca di perdonarci se sappiamo tornare a lui con il cuore contrito. 'Grande è la misericordia del Signore'" Affermazioni pregnanti che il Papa ha accompagnato con commenti spontanei, detti a margine, pieni di umorismo.

Pubblichiamo di seguito il testo completo delle parole del Papa: "Fratelli e sorelle, Buongiorno. Dopo il primo incontro di mercoledì scorso, oggi posso rivolgere di nuovo il mio saluto a tutti! E sono felice di farlo di domenica, nel giorno del Signore! Questo è bello è importante per noi cristiani: incontrarci di domenica, salutarci, parlarci come ora qui, nella piazza. Una piazza che, grazie ai media, ha le dimensioni del mondo. In questa quinta domenica di Quaresima, il Vangelo ci presenta l’episodio della donna adultera, che Gesù salva dalla condanna a morte. Colpisce l’atteggiamento di Gesù: non sentiamo parole di disprezzo, non sentiamo parole di condanna, ma soltanto parole di amore, di misericordia, che invitano alla conversione. 'Neanche io ti condanno: va e d’ora in poi non peccare più!'. Eh!, fratelli e sorelle, il volto di Dio è quello di un padre misericordioso, che sempre ha pazienza. Avete pensato voi alla pazienza di Dio, la pazienza che lui ha con ciascuno di noi? Quella è la sua misericordia. Sempre ha pazienza, pazienza con noi, ci comprende, ci attende, non si stanca di perdonarci se sappiamo tornare a lui con il cuore contrito. 'Grande è la misericordia del Signore', dice il Salmo".

"In questi giorni - ha proseguito il Pontefice - ho potuto leggere un libro di un Cardinale – il Cardinale Kasper, un teologo in gamba, un buon teologo – sulla misericordia. E mi ha fatto tanto bene, quel libro, ma non crediate che faccia pubblicità ai libri dei miei cardinali! Non è così! Ma mi ha fatto tanto bene, tanto bene … Il Cardinale Kasper diceva che sentire misericordia, questa parola cambia tutto. È il meglio che noi possiamo sentire: cambia il mondo. Un po’ di misericordia rende il mondo meno freddo e più giusto. Abbiamo bisogno di capire bene questa misericordia di Dio, questo Padre misericordioso che ha tanta pazienza … Ricordiamo il profeta Isaia, che afferma che anche se i nostri peccati fossero rossi scarlatti, l’amore di Dio li renderà bianchi come la neve".

"È bello, quello della misericordia! Ricordo, appena Vescovo, nell’anno 1992, è arrivata a Buenos Aires la Madonna di Fatima e si è fatta una grande Messa per gli ammalati. Io sono andato a confessare, a quella Messa. E quasi alla fine della Messa mi sono alzato, perché dovevo amministrare una cresima. È venuta da me una donna anziana, umile, molto umile, ultraottantenne. Io l’ho guardata e le ho detto: 'Nonna – perché da noi si dice così agli anziani: nonna – lei vuole confessarsi?'. 'Sì', mi ha detto. 'Ma se lei non ha peccato …'. E lei mi ha detto: 'Tutti abbiamo peccati …'. 'Ma forse il Signore non li perdona …'. “Il Signore perdona tutto”, mi ha detto: sicura. 'Ma come lo sa, lei, signora?'. 'Se il Signore non perdonasse tutto, il mondo non esisterebbe'".

"Io ho sentito una voglia di domandarle: 'Mi dica, signora, lei ha studiato alla Gregoriana?', perché quella è la sapienza che dà lo Spirito Santo: la sapienza interiore verso la misericordia di Dio. Non dimentichiamo questa parola: Dio mai si stanca di perdonarci, mai! 'Eh, padre, qual è il problema?'. Eh, il problema è che noi ci stanchiamo, noi non vogliamo, ci stanchiamo di chiedere perdono. Lui mai si stanca di perdonare, ma noi, a volte, ci stanchiamo di chiedere perdono. Non ci stanchiamo mai, non ci stanchiamo mai! Lui è il Padre amoroso che sempre perdona, che ha quel cuore di misericordia per tutti noi. E anche noi impariamo ad essere misericordiosi con tutti. Invochiamo l’intercessione della Madonna che ha avuto tra le sue braccia la Misericordia di Dio fatta uomo".

Al termine dell'Angelus il Papa ha salutato le decine di migliaia di fedeli che gremivano Piazza San Pietro con queste parole: "Grazie della vostra accoglienza e delle vostre preghiere. Pregate per me, ve lo chiedo. Rinnovo il mio abbraccio ai fedeli di Roma e lo estendo a tutti voi, che venite da varie parti dell’Italia e del mondo, come pure a quanti sono uniti a noi attraverso i mezzi di comunicazione. Ho scelto il nome del Patrono d’Italia, San Francesco d’Assisi, e ciò rafforza il mio legame spirituale con questa terra, dove – come sapete – sono le origini della mia famiglia. Ma Gesù ci ha chiamati a far parte di una nuova famiglia: la sua Chiesa, in questa famiglia di Dio, camminando insieme sulla via del Vangelo. Che il Signore vi benedica, che la Madonna vi custodisca. Non dimenticate questo: il Signore mai si stanca di perdonare! Siamo noi che ci stanchiamo di chiedere il perdono".

Un'ovazione assordante ha accolto le ultime parole del Papa: "Buona domenica e buon pranzo". Sono stati solo 15 minuti. Un quarto d'ora che per molte migliaia di persone, ha avuta un'attrattiva più forte rispetto agli altri eventi che si svolgevano oggi a Roma: la maratona della città e il Giorno della Porte Aperte al Quirinale".

PAPA FRANCESCO: IL MESSAGGIO DI CRISTO È LA MISERICORDIA

Città del Vaticano, 17 marzo 2013 (VIS). Questa mattina Papa Francesco ha celebrato la Santa Messa nella parrocchia di Sant'Anna in Vaticano, nei pressi della quale, dalle prime ore della mattina, si era assiepata una grande folla. Il Pontefice è stato ricevuto dal parroco e dal Cardinale Angelo Comastri, Vicario Generale del Papa per la Città del Vaticano.

Il Vangelo della liturgia odierna, V Domenica di Quaresima, presenta l'episodio dell'adultera che i farisei e gli scribi vogliono lapidare ma che viene perdonata da Cristo, mentre gli accusatori si disperdono intimoriti dalle misteriose parole che Gesù traccia con il dito nella sabbia.

Nell'omelia il Santo Padre ha ricordato che prima di questo episodio, Gesù si era ritirato sul monte a pregare e poi si recò di nuovo nel Tempio, e tutto il popolo lo ascoltava, e poi alla fine lo lasciarono solo con la donna "Quella solitudine di Gesù! - ha detto il Papa - è "una solitudine feconda: quella della preghiera con il Padre e quella, tanto bella, che è proprio il messaggio di oggi della Chiesa, quella della sua misericordia con questa donna".

"C’è una differenza tra il popolo - ha proseguito il Santo Padre - C’era tutto il popolo che andava da lui; egli sedette e si mise ad insegnare loro: il popolo che voleva sentire le parole di Gesù, il popolo di cuore aperto, bisognoso della Parola di Dio". Ma "c’erano altri, che non sentivano niente, non potevano sentire. E sono quelli che sono andati con quella donna" e la volevano condannare. "Anche noi credo che siamo questo popolo che, da una parte vuole sentire Gesù, ma dall’altra, a volte, ci piace bastonare gli altri, condannare gli altri. E il messaggio di Gesù è quello: la misericordia. Per me, lo dico umilmente, è il messaggio più forte del Signore: la misericordia. Ma Lui stesso l’ha detto: 'Io non sono venuto per i giusti; i giusti si giustificano da soli. (...) Io sono venuto per i peccatori".

"Pensate a quella chiacchiera dopo la vocazione di Matteo: Ma questo va con i peccatori!. E Lui è venuto per noi, quando noi riconosciamo che siamo peccatori. Ma se noi siamo come quel fariseo, davanti all’altare: Ti ringrazio Signore, perché non sono come tutti gli altri uomini, e nemmeno come quello che è alla porta, come quel pubblicano, non conosciamo il cuore del Signore, e non avremo mai la gioia di sentire questa misericordia! Non è facile affidarsi alla misericordia di Dio, perché quello è un abisso incomprensibile. Ma dobbiamo farlo!"

Il Papa ha detto che alla volte le persone dicono ai sacerdoti: “Oh, padre, se lei conoscesse la mia vita, non mi parlerebbe così!”. “Perché?, cosa hai fatto?”. “Oh, ne ho fatte di grosse!”. “Meglio! Vai da Gesù: a Lui piace se gli racconti queste cose!”. Lui si dimentica, Lui ha una capacità di dimenticarsi, speciale. Si dimentica, ti bacia, ti abbraccia e ti dice soltanto: “Neanch’io ti condanno; va’, e d’ora in poi non peccare più”. Soltanto quel consiglio ti dà. Dopo un mese, siamo nelle stesse condizioni… Torniamo al Signore. Il Signore mai si stanca di perdonare: mai! Siamo noi che ci stanchiamo di chiedergli perdono. E chiediamo la grazia di non stancarci di chiedere perdono, perché Lui mai si stanca di perdonare. Chiediamo questa grazia".

Al termine della Messa il Santo Padre ha presentato alcuni partecipanti alla celebrazione.

"Ci sono alcuni che non sono parrocchiani: questi preti argentini, uno è il mio vescovo ausiliare, ma per oggi saranno parrocchiani. Ma voglio farvi conoscere un prete che viene da lontano, che è venuto, un prete che da tempo lavora con i ragazzi di strada, con i drogati. Per loro ha aperto una scuola, ha fatto tante cose per far conoscere Gesù, e tutti questi ragazzi e ragazze di strada oggi lavorano con lo studio che hanno compiuto, hanno capacità di lavoro, credono e amano Gesù". Il Papa ha chiamato il sacerdote all'ambone e lo ha presentato ai fedeli: "Vieni per salutare la gente: pregate per lui. Lui lavora in Uruguay, è il fondatore del Liceo Jubilar Juan Pablo II: lui fa questo lavoro. Non so come oggi sia arrivato qua: lo saprò! Grazie. Pregate per lui".

Dopo i saluti ai parrocchiani il Papa, uscito dalla Chiesa, si è avvicinato a via di Porta Angelica, dove si affaccia Porta Sant'Anna - uno degli ingressi alla Città del Vaticano - per salutare le migliaia di persone che desideravano salutarlo prima che rientrasse nel Palazzo Apostolico per la recita del suo primo Angelus.


sabato 16 marzo 2013

IL PAPA FRANCESCO: "AH, COME VORREI UNA CHIESA POVERA E PER I POVERI!

Città del Vaticano, 16 marzo 2013 (VIS). Questa mattina, nell'Aula Paolo VI, il Santo Padre ha salutato oltre seimila giornalisti ed operatori dei mezzi di comunicazione, della Santa Sede e accreditati permanentemente o soltanto in questi giorni coprire l'informazione relativa al Conclave.

"Cari amici, sono lieto, all’inizio del mio ministero nella Sede di Pietro, di incontrare voi, che avete lavorato qui a Roma in questo periodo così intenso, iniziato con il sorprendente annuncio del mio venerato Predecessore Benedetto XVI, l’11 febbraio scorso. Saluto cordialmente ciascuno di voi".

"Il ruolo dei mass-media è andato sempre crescendo in questi ultimi tempi, tanto che esso è diventato indispensabile per narrare al mondo gli eventi della storia contemporanea. Un ringraziamento speciale rivolgo quindi a voi per il vostro qualificato servizio dei giorni scorsi – avete lavorato, eh! avete lavorato! –, in cui gli occhi del mondo cattolico e non solo si sono rivolti alla Città Eterna, in particolare a questo territorio che ha per 'baricentro' la tomba di San Pietro. In queste settimane avete avuto modo di parlare della Santa Sede, della Chiesa, dei suoi riti e tradizioni, della sua fede e in particolare del ruolo del Papa e del suo ministero".

"Un ringraziamento particolarmente sentito va a quanti hanno saputo osservare e presentare questi eventi della storia della Chiesa tenendo conto della prospettiva più giusta in cui devono essere letti, quella della fede. Gli avvenimenti della storia chiedono quasi sempre una lettura complessa, che a volte può anche comprendere la dimensione della fede. Gli eventi ecclesiali non sono certamente più complicati di quelli politici o economici! Essi però hanno una caratteristica di fondo particolare: rispondono a una logica che non è principalmente quella delle categorie, per così dire, mondane, e proprio per questo non è facile interpretarli e comunicarli ad un pubblico vasto e variegato. La Chiesa, infatti, pur essendo certamente anche un’istituzione umana, storica, con tutto quello che comporta, non ha una natura politica, ma essenzialmente spirituale: è il Popolo di Dio, il Santo Popolo di Dio, che cammina verso l’incontro con Gesù Cristo".

"Soltanto ponendosi in questa prospettiva si può rendere pienamente ragione di quanto la Chiesa Cattolica opera. Cristo è il Pastore della Chiesa, ma la sua presenza nella storia passa attraverso la libertà degli uomini: tra di essi uno viene scelto per servire come suo Vicario, Successore dell’Apostolo Pietro, ma Cristo è il centro, non il Successore di Pietro: Cristo. Cristo è il centro. Cristo è il riferimento fondamentale, il cuore della Chiesa. Senza di Lui, Pietro e la Chiesa non esisterebbero né avrebbero ragion d’essere. Come ha ripetuto più volte Benedetto XVI, Cristo è presente e guida la sua Chiesa. In tutto quanto è accaduto il protagonista è, in ultima analisi, lo Spirito Santo. Egli ha ispirato la decisione di Benedetto XVI per il bene della Chiesa; Egli ha indirizzato nella preghiera e nell’elezione i Cardinali. È importante, cari amici, tenere in debito conto questo orizzonte interpretativo, questa ermeneutica, per mettere a fuoco il cuore degli eventi di questi giorni".

"Da qui nasce anzitutto un rinnovato e sincero ringraziamento per le fatiche di questi giorni particolarmente impegnativi, ma anche un invito a cercare di conoscere sempre di più la vera natura della Chiesa e anche il suo cammino nel mondo, con le sue virtù e con i suoi peccati, e conoscere le motivazioni spirituali che la guidano e che sono le più autentiche per comprenderla. Siate certi che la Chiesa, da parte sua, riserva una grande attenzione alla vostra preziosa opera; voi avete la capacità di raccogliere ed esprimere le attese e le esigenze del nostro tempo, di offrire gli elementi per una lettura della realtà. Il vostro lavoro necessita di studio, di sensibilità, di esperienza, come tante altre professioni, ma comporta una particolare attenzione nei confronti della verità, della bontà e della bellezza; e questo ci rende particolarmente vicini, perché la Chiesa esiste per comunicare proprio questo: la Verità, la Bontà e la Bellezza 'in persona'. Dovrebbe apparire chiaramente che siamo chiamati tutti non a comunicare noi stessi, ma questa triade esistenziale che conformano verità, bontà e bellezza".

Quindi, mettendo da parte i fogli con il discorso scritto, il Papa ha detto: "Alcuni non sapevano perché il Vescovo di Roma ha voluto chiamarsi Francesco. Alcuni pensavano a Francesco Saverio, a Francesco di Sales, anche a Francesco d’Assisi. Io vi racconterò la storia".

"Nell’elezione, io avevo accanto a me l’arcivescovo emerito di San Paolo e anche Prefetto emerito della Congregazione per il Clero, il Cardinale Claudio Hummes: un grande amico, un grande amico! Quando la cosa diveniva un po’ pericolosa, lui mi confortava. E quando i voti sono saliti a due terzi, viene l’applauso consueto, perché è stato eletto il Papa. E lui mi abbracciò, mi baciò e mi disse: 'Non dimenticarti dei poveri!'. E quella parola è entrata qui: i poveri, i poveri. Poi, subito, in relazione ai poveri ho pensato a Francesco d’Assisi. Poi, ho pensato alle guerre, mentre lo scrutinio proseguiva, fino a tutti i voti. E Francesco è l’uomo della pace. E così, è venuto il nome, nel mio cuore: Francesco d’Assisi. È per me l’uomo della povertà, l’uomo della pace, l’uomo che ama e custodisce il creato; in questo momento anche noi abbiamo con il creato una relazione non tanto buona, no? È l’uomo che ci dà questo spirito di pace, l’uomo povero … Ah, come vorrei una Chiesa povera e per i poveri! Dopo, alcuni hanno fatto diverse battute. 'Ma, tu dovresti chiamarti Adriano, perché Adriano VI è stato il riformatore, bisogna riformare …'. E un altro mi ha detto: 'No, no: il tuo nome dovrebbe essere Clemente'. 'Ma perché?'. 'Clemente XV: così ti vendichi di Clemente XIV che ha soppresso la Compagnia di Gesù!'. Sono battute …".

"Vi voglio tanto bene, vi ringrazio per tutto quello che avete fatto. E penso al vostro lavoro: vi auguro di lavorare con serenità e con frutto, e di conoscere sempre meglio il Vangelo di Gesù Cristo e la realtà della Chiesa. Vi affido all’intercessione della Beata Vergine Maria, Stella dell’evangelizzazione. E auguro il meglio a voi e alle vostre famiglie, a ciascuna delle vostre famiglie. E imparto di cuore a tutti voi la benedizione. Grazie".

Infine, dopo aver salutato alcuni giornalisti e responsabili dei mezzi di comunicazione della Santa Sede, il Papa ha concluso con queste parole: "Vi avevo detto che vi avrei dato di cuore la mia benedizione. Dato che molti di voi non appartengono alla Chiesa cattolica, altri non sono credenti, imparto di cuore questa benedizione, in silenzio, a ciascuno di voi, rispettando la coscienza di ciascuno, ma sapendo che ciascuno di voi è figlio di Dio. Che Dio vi benedica".




IL SANTO PADRE CONFERMA PROVVISORIAMENTE I CAPI E I MEMBRI DEI DICASTERI DELLA CURIA ROMANA

ano, 16 marzo 2013 (VIS). Di seguito riportiamo un Comunicato della Sala Stampa della Santa Sede, emesso nella tarda mattina di oggi:

"Il Santo Padre Francesco ha espresso la volontà che i Capi e i Membri dei Dicasteri della Curia Romana, come pure i Segretari, nonché il Presidente della Pontificia Commissione dello Stato della Città del Vaticano, proseguano, provvisoriamente, nei rispettivi incarichi 'donec aliter provideatur'".

"Il Santo Padre desidera, infatti, riservarsi un certo tempo per la riflessione, la preghiera e il dialogo, prima di qualunque nomina o conferma definitiva".


IL PAPA VISITA IN CLINICA IL CARDINALE MEJÍA

Città del Vaticano, 16 marzo 2013 (VIS). Nel pomeriggio di ieri, Papa Francesco si è recato alla Clinica Pio XI per visitare il Cardinale Jorge Mejía, 90 anni, Archivista e Bibliotecario emerito di Santa Romana Chiesa. Il Porporato ha avuto qualche giorno fa un infarto. La sorpresa del personale della clinica e dei malati è stata grande e tutti hanno acolto il Papa con lunghi applausi. Nel suo discorso al Collegio Cardinalizio nella Sala Clementina, Papa Francesco aveva riferito ai Cardinali che il Cardinale Mejía aveva avuto un infarto e che era ricoverato in clinica.

IMPEGNI DEL SANTO PADRE FRANCESCO (17 - 24 MARZO 2013)

Città del Vaticano, 16 marzo 2013 (VIS). Di seguito pubblichiamo gli impegni del Santo Padre dal 17 al 24 marzo.

- 17 marzo, domenica: alle 10.00, nella Parrocchia di Sant’Anna in Vaticano: Santa Messa Alle 12.00: Angelus dallo Studio privato.

- 18 marzo, lunedì: Incontro con il Presidente della Repubblica di Argentina, alla Domus Sanctae Marthae.

- 19 marzo, martedì: alle 9.30 in Piazza San Pietro: Celebrazione Eucaristica per l’Inizio del Ministero Petrino. (Apertura degli ingressi in Piazza San Pietro alle ore 06.30). Al termine della celebrazione eucaristica, il Santo Padre, davanti all’Altare della Confessione. riceve il saluto dei Capi delle Delegazioni Ufficiali. Il pranzo alla Domus Sanctae Marthae.

- 20 marzo, mercoledì: alle 11.00, nella Sala Clementina: Udienza alle Delegazioni di Delegati Fraterni.

- 22 marzo, venerdì: alle 11.00, nella Sala Regia: Udienza al Corpo Diplomatico accreditato presso la Santa Sede.

- 23 marzo, sabato: alle 12.00, partenza in elicottero dall’eliporto vaticano; alle 12.15 Castel Gandolfo: incontro con il Papa emerito Benedetto XVI e pranzo, al termine: rientro in Vaticano.

- 24 marzo, domenica: alle 9.30, in Piazza San Pietro: Celebrazione Eucaristica nella Domenica delle Palme; alle 12.00 Angelus.

venerdì 15 marzo 2013

"COME IL BUON VINO, CHE CON GLI ANNI DIVENTA PIÙ BUONO, DONIAMO AI GIOVANI LA SAPIENZA DELLA VITA", DICE PAPA FRANCESCO AI CARDINALI

Città del Vaticano, 15 marzo 2013 (VIS). "Cari Fratelli, forza! La metà di noi siamo in età avanzata: la vecchiaia è – mi piace dirlo così – la sede della sapienza della vita. I vecchi hanno la sapienza di avere camminato nella vita, come il vecchio Simeone, la vecchia Anna al Tempio. E proprio quella sapienza ha fatto loro riconoscere Gesù. Doniamo questa sapienza ai giovani: come il buon vino, che con gli anni diventa più buono, doniamo ai giovani la sapienza della vita".

Sono queste le parole che Papa Francesco ha rivolto questa mattina ai Cardinali nel suo primo incontro con tutti i membri del Sacro Collegio, elettori e non elettori, nella Sala Clementina. Il Pontefice ha improvvisato diverse volte durante il suo discorso, come quando ha informato i porporati, che uno di loro, il Cardinale Jorge Mejía ha avuto un infarto ed è ricoverato in una clinica romana. "Ma si crede che la sua salute sia stabile, e ci ha mandato i suoi saluti".

Il Papa aveva ascoltato le parole di saluto che a nome del Collegio Cardinalizio, il Decano del Sacro Collegio, Cardinale Angelo Sodano gli ha rivolto. "Rendiamo grazie al Signore Nostro Dio! È l'invito liturgico che noi, Padri Cardinali ci dirigiamo a vicenda, tra 'seniores' e 'juniores', per ringraziare il Signore per il dono che ha fatto alla Sua Santa Chiesa, dandoLe un nuovo Pastore. (...) Sappia, Padre Santo, che tutti noi, Suoi Cardinali, ci sentiremo a Sua completa disposizione, cercando di formare con Lei il Cenacolo apostolico della Chiesa nascente, il Cenacolo della Pentecoste. Cercheremo di mantenere 'mente abierta y corazón creyente', come Ella ha scritto in un Suo libro di meditazioni".

Nel suo discorso Papa Francesco ha affermato che l'incontro di oggi "vuole essere quasi un prolungamento dell’intensa comunione ecclesiale sperimentata" durante il Conclave. "Animati da profondo senso di responsabilità e sorretti da un grande amore per Cristo e per la Chiesa - ha ricordato Papa Francesco - abbiamo pregato insieme, condividendo fraternamente i nostri sentimenti, le nostre esperienze e riflessioni. In questo clima di grande cordialità è così cresciuta la reciproca conoscenza e la mutua apertura". E nuovamente, parlando a braccio, il Santo Padre ha aggiunto e questo "è buono, perché noi siamo fratelli e qualcuno mi diceva: i cardinali sono i preti del Santo Padre. Ma noi siamo quella comunità, quell'amicizia, quella vicinanza che ci farà bene a tutti. E questa conoscenza, questa mutua apertura ci hanno facilitato la docilità all'azione dello Spirito Santo. Egli, il Paraclito, è il supremo protagonista di ogni iniziativa e manifestazione di fede" e nuovamente, mettendo da parte i fogli del discorso scritto, ha aggiunto: "È curioso: a me fa pensare, questo. Il Paraclito fa tutte le differenze nelle Chiese, e sembra che sia un apostolo di Babele. ma dall'altra parte, è quello che fa l'unità di queste differenze non nella uguaglianza, ma nell'armonia. Io ricordo quel Padre della Chiesa che lo definiva così: 'Ipse harmonia est'. Questo Paraclito che ci dà, a ciascuno di noi, carismi diversi, ci unisce in questa comunità di Chiesa che adora il Padre, il Figlio e a Lui, lo Spirito Santo".

Il Santo Padre ha ricordato il periodo del Conclave "è stato carico di significato non solo per il Collegio Cardinalizio, ma anche per tutti i fedeli. In questi giorni abbiamo avvertito quasi sensibilmente l'affetto e la solidarietà della Chiesa universale, come anche l'attenzione di tante persone che, pur non condividendo la nostra fede, guardano con rispetto e ammirazione alla Chiesa e alla Santa Sede". Il Papa ha anche ringraziato tutti i Cardinali per la loro collaborazione nella guida della Chiesa durante la Sede vacante, dal Cardinale Angelo Sodano, Decano del Collegio Cardinalizio, al Camerlengo, Cardinale Tarcisio Bertone e al Cardinale Giovanni Battista Re "che ha fatto da nostro capo nel Conclave".

"Un pensiero colmo di grande affetto e di profonda gratitudine rivolgo al mio venerato Predecessore Benedetto XVI, che in questi anni di Pontificato ha arricchito e rinvigorito la Chiesa con il Suo magistero, la Sua bontà, la Sua guida, la Sua fede, la Sua umiltà e la Sua mitezza. Rimarranno un patrimonio spirituale per tutti". Ha poi sottolineato come Benedetto XVI "ha ricordato tante volte nei suoi insegnamenti e, da ultimo, con quel gesto coraggioso e umile", che "è Cristo che guida la Chiesa per mezzo del suo Spirito. Lo Spirito Santo è l'anima della Chiesa con la sua forza vivificante e unificante: di molti fa un corpo solo, il Corpo mistico di Cristo".

"Non cediamo mai al pessimismo, a quell’amarezza che il diavolo ci offre ogni giorno; - ha esclamato Papa Francesco - non cediamo al pessimismo e allo scoraggiamento: abbiamo la ferma certezza che lo Spirito Santo dona alla Chiesa, con il suo soffio possente, il coraggio di perseverare e anche di cercare nuovi metodi di evangelizzazione, per portare il Vangelo fino agli estremi confini della terra. La verità cristiana è attraente e persuasiva perché risponde al bisogno profondo dell’esistenza umana, annunciando in maniera convincente che Cristo è l’unico Salvatore di tutto l’uomo e di tutti gli uomini. Questo annuncio resta valido oggi come lo fu all’inizio del cristianesimo, quando si operò la prima grande espansione missionaria del Vangelo".

"Tornerete ora - ha concluso il Pontefice - nelle rispettive sedi per continuare il vostro ministero, arricchiti dall’esperienza di questi giorni, così carichi di fede e di comunione ecclesiale. Tale esperienza unica e incomparabile, ci ha permesso di cogliere in profondità tutta la bellezza della realtà ecclesiale, che è un riverbero del fulgore di Cristo Risorto: un giorno guarderemo quel volto bellissimo del Cristo Risorto!".

Al termine del suo discorso il Papa ha salutato uno ad uno tutti i Cardinali presenti nella Sala Clementina.


NOTA SULLA CAMPAGNA CONTRO BERGOGLIO IN ARGENTINA

Città del Vaticano, 15 marzo 2013 (VIS). Segue la Nota letta dal Direttore della Sala Stampa della Santa Sede, Padre Federico Lombardi, S.I., nel corso del briefing di oggi con i giornalisti.

"La campagna contro Jorge Mario Bergoglio è ben nota e risale già a diversi anni fa. E’ portata avanti da una pubblicazione che compie campagne a volte calunniose e diffamatorie. La matrice anticlericale di questa campagna e di altre accuse contro Bergoglio è ben nota ed evidente.

La accusa si riferisce al tempo in cui Bergoglio non era ancora vescovo, ma superiore dei Gesuiti in Argentina e a due sacerdoti che sono stati rapiti e che lui non avrebbe protetto.
Non vi è mai stata un’accusa concreta credibile nei suoi confronti. La Giustizia argentina lo ha interrogato una volta come persona informata sui fatti, ma non gli ha mai imputato nulla.

Egli ha negato in modo documentato le accuse.

Vi sono invece moltissime dichiarazioni che dimostrano quanto Bergoglio fece per proteggere molte persone nel tempo della dittatura militare.

E’ noto anche il ruolo di Bergoglio – una volta diventato vescovo - nel promuovere la richiesta di perdono della Chiesa in Argentina per non aver fatto abbastanza nel tempo della dittatura.

Le accuse appartengono all’uso di analisi storico-sociologiche del periodo dittatoriale fatte da anni da ambienti anticlericali per attaccare la Chiesa. Devono essere respinte con decisione" .



IL PAPA FRANCESCO AL RABBINO DI ROMA: "SPERO DI CONTRIBUIRE AL PROGRESSO CHE LE RELAZIONI TRA EBREI E CATTOLICI HANNO CONOSCIUTO A PARTIRE DAL CONCILIO VATICANO II"

Città del Vaticano, 15 marzo 2013 (VIS). Il Santo Padre ha fatto pervenire un Messaggio al Dottor Riccardo Di Segni, Rabbino Capo della comunità ebraica di Roma, la più antica della diaspora. "Nel giorno della mia elezione a Vescovo di Roma e pastore universale della Chiesa cattolica - scrive il Papa - le invio il mio cordiale saluto, annunciandole che la solenne inaugurazione del mio pontificato avrà luogo martedì 19 marzo".

"Confidando nella protezione dell'Altissimo - prosegue il Papa - spero vivamente di poter contribuire al progresso che le relazioni tra ebrei e cattolici hanno conosciuto a partire dal Concilio Vaticano II, in uno spirito di rinnovata collaborazione e al servizio di un mondo che possa essere sempre più in armonia con la volontà del Creatore".

giovedì 14 marzo 2013

CAMMINARE, EDIFICARE, CONFESSARE, SEMPRE CON LA CROCE DI CRISTO

Città del Vaticano, 14 marzo 2013 (VIS). Questo pomeriggio alle 17, nella Cappella Sistina, il Santo Padre Francesco ha celebrato la Santa Messa "pro Ecclesia" con i 114 Cardinali che hanno partecipato al Conclave.

La prima lettura è stato il cantico del profeta Isaia che comincia con le parole: "Alla fine dei giorni, il monte del tempio del Signore sarà saldo" e prosegue con le celebri frasi: "Egli sarà giudice fra le genti e arbitro fra molti popoli. Spezzeranno le loro spade e ne faranno aratri, delle loro lance faranno falci; una nazione non alzerà più la spada contro un'altra nazione, non impareranno più l'arte della guerra". Successivamente è stata data lettura della prima lettera di San Pietro apostolo dedicata al sacerdozio comune dei fedeli, nella quale si legge: "Carissimi, avvicinandovi a lui, pietra viva, rifiutata dagli uomini ma scelta e preziosa davanti a Dio, quali pietre vive siete costruiti anche voi come edificio spirituale, per un sacerdozio santo. (...) Voi invece siete stirpe eletta, sacerdozio regale, nazione santa, popolo che Dio si è acquistato perché proclami le opere ammirevoli di lui, che vi ha chiamato dalle tenebre alla sua luce meravigliosa". Il Vangelo secondo Matteo è stato il racconto della Confessione di Pietro, quando Cristo domanda ai discepoli: "E voi chi dite che io sia? e la risposta di Pietro "Tu sei il Cristo, il Figlio del Dio vivente". Gesù risponde: "E io ti dico che tu sei Pietro e su questa pietra edificherò la mia Chiesa e le porte dell'inferno non prevarranno contro di essa".

Nella sua prima omelia Papa Francesco, parlando in italiano, a braccio, ha affermato: "In queste tre Letture vedo che c'è qualcosa di comune: è il movimento. Nella Prima Lettura il movimento nel cammino; nella Seconda Lettura, il movimento nell'edificazione della Chiesa; nella terza, nel Vangelo, il movimento nella confessione. Camminare, edificare confessare".

Il Pontefice ha ricordato che la prima cosa che Dio ha detto ad Abramo fu: '"Cammina nella mia presenza e sii irreprensibile. Camminare: la nostra vita è un cammino e quando ci fermiamo, la cosa non va. Camminare sempre, in presenza del Signore, alla luce del Signore, cercando di vivere con quella irreprensibilità che Dio chiedeva ad Abramo, nella sua promessa".

"Edificare - ha detto Papa Francesco - Edificare la Chiesa. Si parla di pietre: le pietre hanno consistenza; ma pietre vive, pietre unte dallo Spirito Santo. Edificare la Chiesa, la Sposa di Cristo, su quella pietra angolare che è lo stesso Signore. Ecco un altro movimento della nostra vita: edificare".

“Terzo, confessare. Noi possiamo camminare quanto vogliamo, noi possiamo edificare tante cose, ma se non confessiamo Gesù Cristo, la cosa non va. Diventeremo una Ong assistenziale, ma non la Chiesa, Sposa del Signore. Quando non si cammina, ci si ferma. Quando non si edifica sulle pietre cosa succede? Succede quello che succede ai bambini sulla spiaggia quando fanno dei palazzi di sabbia, tutto viene giù, è senza consistenza. Quando non si confessa Gesù Cristo, mi sovviene la frase di Léon Bloy: 'Chi non prega il Signore, prega il diavolo'. Quando non si confessa Gesù Cristo, si confessa la mondanità del diavolo, la mondanità del demonio".

"Camminare, edificare-costruire, confessare. Ma la cosa non è così facile, perché nel camminare, nel costruire, nel confessare, a volte ci sono scosse, ci sono movimenti che non sono proprio movimenti del cammino: sono movimenti che ci tirano indietro".
"Questo Vangelo prosegue con una situazione speciale. Lo stesso Pietro che ha confessato Gesù Cristo, gli dice: 'Tu sei Cristo, il Figlio del Dio vivo. Io ti seguo, ma non parliamo di Croce. Questo non c'entra. Ti seguo con altre possibilità, senza la Croce'. Quando camminiamo senza la Croce, quando edifichiamo senza la Croce e quando confessiamo un Cristo senza Croce, non siamo discepoli del Signore: siamo mondani, siamo Vescovi, Preti, Cardinali, Papi, ma non discepoli del Signore".

"Io vorrei che tutti, dopo questi giorni di grazia, abbiamo il coraggio, proprio il coraggio, di camminare in presenza del Signore, con la Croce del Signore; di edificare la Chiesa sul sangue del Signore, che è versato sulla Croce; e di confessare l'unica gloria: Cristo Crocifisso. E così la Chiesa andrà avanti".

"Io auguro a tutti noi che lo Spirito Santo, per la preghiera della Madonna, nostra Madre, ci conceda questa grazia: camminare, edificare, confessare Gesù Cristo Crocifisso".

Al termine dell'omelia, nella preghiera dei fedeli si è pregato per il nuovo Pontefice ed anche per Sua Santità Benedetto XVI perché "serva la Chiesa nel nascondimento con una vita dedicata alla preghiera e alla meditazione". Si è pregato per i responsabili delle nazioni affinché "agiscano non per forza né per interesse, non spadroneggiando sulle persone, consapevoli che ogni potere proviene da Dio" e si è pregato anche "per quanti soffrono, per quanti lottano smarriti nella vita: Cristo, Pastore supremo, li ristori e li consoli e dia loro la corona di gloria".

Infine, terminata la Messa, il Pontefice ha visitato l'appartamento papale nel Palazzo Apostolico.

IL NUOVO PAPA FRANCESCO VISITA SANTA MARIA MAGGIORE, RIPRENDE IL SUO BAGAGLIO E PAGA LA FATTURA DELL'ALBERGO

Città del Vaticano, 14 marzo 2013 (VIS). Non era un segreto. Come a coloro ai quali non importa che tutti sappiano cosa intenda fare, Papa Francesco ha annunciato al mondo durante la sua prima apparizione pubblica, alle 20:24 di ieri sera: "Domani desidero andare a pregare la Vergine, perché guidi tutta la città di Roma". E alle 8:05 in punto, nella sua prima uscita dal Vaticano, il Romano Pontefice appena eletto si recava in una semplice automobile della gendarmeria vaticana alla Basilica di Santa Maria Maggiore, la chiesa dedicata alla Vergine più antica e più grande di Roma. Il Papa è voluto entrare in Basilica da una delle porte laterali.

Appena entrato il Papa si è diretto all'immagine della "Salus Populi Romani", accompagnato dal Cardinale Santos Abril y Castelló, Arciprete della Basilica Papale di Santa Maria Maggiore - una delle quattro grandi Basiliche di Roma, il cui Protocanonico è il Re di Spagna, e il Cardinale Vicario per la Diocesi di Roma, Agostino Vallini.

Il Santo Padre, dopo aver offerto alla Vergine un mazzo di fiori, ha pregato in silenzio per 10 minuti davanti all'altare maggiore, dove c'è una cripta che custodisce le reliquie della mangiatoia di Betlemme. Successivamente si è recato alla Cappella Sistina della Basilica, dove si trova l'altare dove Sant'Ignazio di Loyola ha celebrato la sua prima messa a Roma, la notte di Natale del 1538. "Un luogo - ha precisato Padre Lombardi - molto significativo per la Compagnia di Gesù". Ed infine, il nuovo Romano Pontefice ha voluto pregare davanti alla tomba di San Pio V.

Nella Basilica il Papa Francesco ha salutato i membri del Capitolo, i confessori, i frati e il personale della Basilica, i fedeli e i giornalisti che ha incontrato passando.

Il Santo Padre ha lasciato la Basilica come è arrivato: con un seguito e una scorta minima, accompagnato dal Prefetto della Casa Pontificia, Arcivescovo Georg Gänswein. Ma il Pontefice nel tragitto ha sorpreso tutti: prima nel rivolgere un affettuoso saluto ad alcuni scolari e dopo, quando ha chiesto all'autista di fermarsi in Via della Scrofa (nei pressi di Piazza Navona), presso la Casa Internazionale del Clero, dove risiedeva prima dell'inizio del Conclave. Il Papa ha recuperato i bagagli ed ha pagato il conto del suo soggiorno.

MESSA CON I CARDINALI NELLA CAPPELLA SISTINA

La prima celebrazione liturgica del Santo Padre sarà con i Cardinali Elettori che hanno partecipato al Conclave, questo pomeriggio, nella Cappella Sistina, alle 17:00. La Messa concelebrata "Per la Chiesa" sarà celebrata in latino, con le letture in italiano, e come ha commentato il portavoce della Sala Stampa della Santa Sede, "l'omelia del Papa sarà probabilmente in italiano". (Le letture e le altre preghiere sono consultabili sul sito www.vatican.va).

Al termine della Messa con i Cardinali, il Santo Padre si recherà all'appartamento papale preparato nella Casa Santa Marta, anche se, come ha informato Padre Lombardi "abiterà lì per breve tempo, perché si prevede che il Papa possa presto trasferirsi nell'appartamento pontificio, che non necessita di grandi lavori".

Padre Lombardi ha ricordato la prima apparizione di Papa Francesco, ieri sera, quando ha salutato la grande folla accorsa in Piazza San Pietro, sottolineando la semplicità e la serenità che hanno caratterizzato questo incontro, cominciato con la richiesta del nuovo Pontefice ai fedeli, di pregare per lui. La semplicità era palese anche nella scelta dell'abito. "Il Santo Padre - ha detto Padre Lombardi - ha salutato la folla portando al collo la stessa croce pettorale che portava in questi giorni: non ha scelto la croce pettorale per le grandi cerimonie, non ha indossato la mozzetta rossa, né la stola. È anche significativa la scelta del nome, Francesco, come Francesco di Assisi, che ricorda la spiritualità e la povertà evangeliche. Il suo nome da Papa è Francesco, non Francesco I, poiché è il primo Pontefice a portare questo nome. Se dopo di lui, si eleggesse un papa che adottasse lo stesso nome, allora si chiamerebbe Francesco I.

Fra i gesti del nuovo pontefice segnaliamo, ha proseguito Padre Lombardi, sempre ieri, nella Cappella Sistina ha ricevuto, in piedi, l'omaggio e l'obbedienza dei Cardinali e non ha preso posto sul trono. Inoltre è rientrato in autobus con il Collegio Cardinalizio alla casa Santa Marta e non nell'automobile destinata abitualmente al Papa. Alla fine della cena con gli Elettori ha detto: "Che Dio vi perdoni per quello che avete fatto".

Il Direttore della Sala Stampa della Santa Sede ha risposto anche ad una domanda sul rinnovamento degli incarichi dei Capi Dicastero della Santa Sede. "È tradizione che nei primi giorni del suo Pontificato il Papa li riconfermi. In passato alcune volte, li riconfermava nei primi giorni, con la formula fino quando non si provveda diversamente, per poi, a poco a poco, eleggere in tutta libertà i suoi collaboratori. Si tratta di atti di governo molto personali che sono di competenza esclusiva del Papa".

Relativamente ai problemi della sicurezza che potrebbero sorgere per lo stile molto "informale" del nuovo Papa, Padre Lombardi ha precisato che "gli incaricati della sicurezza del Pontefice sono al suo servizio ed adottano le misure per proteggerlo secondo lo stile di ogni Papa. Per esempio, Giovanni Paolo II non agiva secondo quanto programmato, andava a salutare le persone senza avvisare prima, così gli incaricati della sicurezza adeguavano i loro metodi di protezione a queste caratteristiche".

Parlando della salute di Papa Francesco, Padre Lombardi ha confermato che effettivamente da giovane, a 40 anni, Papa Francesco ebbe una malattia polmonare per cui gli fu asportato un pezzo di polmone ma questo fatto "non è mai stato un ostacolo né per il suo ritmo di lavoro, né per la sua vita e la sua attività pastorale, come ha dimostrato nella guida di una Arcidiocesi tanto impegnativa come quella di Buenos Aires".





PRIME ATTIVITÀ DI PAPA FRANCESCO

Città del Vaticano, 14 marzo 2013 (VIS). Nel corso del briefing con i giornalisti, il Direttore della Sala Stampa della Santa Sede, da Padre Federico Lombardi, S.I., ha annunciato le prime attività di Papa Francesco, dopo la celebrazione di questo pomeriggio con i Cardinali Elettori nella Cappella Sistina.

Venerdì alle 11:00, il nuovo Romano Pontefice riceverà tutti i Cardinali (elettori e non elettori) nella Sala Clementina. Sarà, come ha precisato il Direttore della Sala Stampa della Santa Sede, un incontro familiare con grande vicinanza del nuovo Papa ad ogni Cardinale.

Sabato, alle 11:00, nell'Aula Paolo VI, tutti i giornalisti accreditati a Roma (permanenti a temporanei) sono invitati a partecipare all'Udienza con Papa Francesco.

Domenica il Papa reciterà il primo Angelus del Pontificato, come di consueto, dalla finestra del suo studio nel Palazzo Apostolico.

Martedì 19 marzo, alle 9:30, solennità di San Giuseppe, Patrono della Chiesa Universale, la Piazza San Pietro sarà lo scenario della celebrazione della Messa per l'inizio del Ministero petrino. Padre Lombardi ha annunciato che non sono necessari i biglietti e tutti coloro che lo desiderano possono assistere.

Infine, mercoledì 20 marzo, non è prevista l'Udienza Generale, il Papa riceverà i Delegati Fraterni di altre confessioni religiose.


CARDINALE JORGE MARIO BERGOGLIO ELETTO PAPA CON IL NOME DI FRANCESCO


Ciudad del Vaticano, 13 marzo 2013 (VIS).- Il Cardinale Jorge Mario Bergoglio è stato eletto Sommo Pontefice, 265° successore di Pietro, ed ha scelto il nome di Francesco. È il primo Papa latinoamericano, il primo Pontefice membro della Compagnia di Gesù e il primo "Francesco" della storia.

Ne ha dato il solenne annuncio al popolo, alle ore 20:12, dalla Loggia esterna dell'Aula della Benedizione della Basilica Vaticana, il Cardinale Protodiacono, in seguito alla fumata bianca delle ore 19:06.

Queste le parole del Cardinale Jean-Louis Tauran:

Annuntio vobis gaudium magnum;
habemus Papam:
Eminentissimum ac Reverendissimum Dominum,
Dominum Georgium Marium
Sanctae Romanae Ecclesiae Cardinalem Bergoglio
qui sibi nomen imposuit Franciscum.

(Vi annuncio con grande gioia:
che abbiamo il Papa
L'eminentissimo e Reverendissimo
Signor Jorge Mario
Cardinale di Santa Romana Chiesa Bergoglio
che ha assunto il nome di Francesco)

Il Conclave che ha portato all'elezione di Papa Francesco era iniziato martedì 12 marzo 2013, nella Cappella Sistina del Palazzo Apostolico Vaticano, con l"extra omnes" intimato alle 17:35 dal Maestro delle Celebrazioni Liturgiche Pontificie, Monsignor Guido Marini, dopo il giuramento prestato dai 115 Cardinali Elettori.

La prima fumata nera si è avuta alle ore 19:42 dello stesso giorno.

Mercoledì 13 marzo fumata nera alle ore 11:40.

Mercoledì 13 marzo, fumata bianca alla ore 19:06.

Alle ore 20:24, il Santo Padre Francesco, preceduto dalla Croce, si è affacciato alla Loggia esterna delle Benedizioni della Basilica Vaticana completamente illuminata, per salutare e impartire la bendizione apostolica "Urbi et Orbi" (alla citta' e al mondo) alle decine di migliaia di persone, che gremivano Piazza San Pietro e Via della Conciliazione, piena di pozzanghere a causa della pioggia incessante caduta per l'intera giornata a Roma.

Prima che il nuovo Papa si affacciasse alla Loggia, un picchetto d'onore della Guardia Svizzera Pontificia, in uniforme di gran gala e con la bandiera pontificia, si e' situato al di sotto della "Loggia", seguito da una rappresentanza dei diversi corpi dell'Esercito italiano che dal 1929 rendono omaggio al Papa nelle occasioni importanti, in segno di riconciliazione fra la Santa Sede e lo Stato italiano. La banda della Santa Sede ha accompagnato l'attesa. Appena è stato reso noto il nome del nuovo Pontefice, la moltitudine che affollava la piazza ha cominciato a cantare in coro: "Francesco, Francesco".

Prima della Benedizione il nuovo Pontefice ha rivolto ai fedeli le seguenti parole:

"Fratelli e sorelle, buonasera!

Voi sapete che il dovere del Conclave era di dare un Vescovo a Roma. Sembra che i miei fratelli Cardinali siano andati a prenderlo quasi alla fine del mondo … ma siamo qui … Vi ringrazio dell’accoglienza. La comunità diocesana di Roma ha il suo Vescovo: grazie! E prima di tutto, vorrei fare una preghiera per il nostro Vescovo emerito, Benedetto XVI. Preghiamo tutti insieme per lui, perché il Signore lo benedica e la Madonna lo custodisca.

[Recita del Padre Nostro, dell’Ave Maria e del Gloria al Padre]

E adesso, incominciamo questo cammino: Vescovo e popolo. Questo cammino della Chiesa di Roma, che è quella che presiede nella carità tutte le Chiese. Un cammino di fratellanza, di amore, di fiducia tra noi. Preghiamo sempre per noi: l’uno per l’altro. Preghiamo per tutto il mondo, perché ci sia una grande fratellanza. Vi auguro che questo cammino di Chiesa, che oggi incominciamo e nel quale mi aiuterà il mio Cardinale Vicario, qui presente, sia fruttuoso per l’evangelizzazione di questa città tanto bella!

E adesso vorrei dare la Benedizione, ma prima – prima, vi chiedo un favore: prima che il vescovo benedica il popolo, vi chiedo che voi preghiate il Signore perché mi benedica: la preghiera del popolo, chiedendo la Benedizione per il suo Vescovo. Facciamo in silenzio questa preghiera di voi su di me.

[…]

Adesso darò la Benedizione a voi e a tutto il mondo, a tutti gli uomini e le donne di buona volontà.

[Benedizione]

Fratelli e sorelle, vi lascio. Grazie tante dell’accoglienza. Pregate per me e a presto! Ci vediamo presto: domani voglio andare a pregare la Madonna, perché custodisca tutta Roma. Buona notte e buon riposo!".

BIOGRAFIA: CHI É JORGE MARIO BERGOGLIO


Città del Vaticano, 13 marzo 2013 (VIS).- Riportiamo la biografia ufficiale del nuovo Papa, redatta in occasione del Conclave dalla Sala Stampa della Santa Sede, con i dati che ogni Cardinale elettore ha fornito per la propria biografia.


JORGE MARIO BERGOGLIO, S.I

Il Cardinale Jorge Mario Bergoglio, S.I., Arcivescovo di Buenos Aires (Argentina), Ordinario per i fedeli di rito orientale residenti in Argentina e sprovvisti di Ordinario del proprio rito, è nato a Buenos Aires il 17 dicembre 1936. Ha studiato e si è diplomato come tecnico chimico, ma poi ha scelto il sacerdozio ed è entrato nel seminario di Villa Devoto. L'11 marzo 1958 è passato al noviziato della Compagnia di Gesù, ha compiuto studi umanistici in Cile e nel 1963, di ritorno a Buenos Aires, ha conseguito la laurea in filosofia presso la Facoltà di Filosofia del collegio massimo «San José» di San Miguel.

Fra il 1964 e il 1965 è stato professore di letteratura e di psicologia nel collegio dell'Immacolata di Santa Fe e nel 1966 ha insegnato le stesse materie nel collegio del Salvatore di Buenos Aires.

Dal 1967 al 1970 ha studiato teologia presso la Facoltà di Teologia del collegio massimo «San José», di San Miguel, dove ha conseguito la laurea. Il 13 dicembre 1969 è stato ordinato sacerdote. Nel 1970-71 ha compiuto il terzo probandato ad Alcalá de Henares (Spagna) e il 22 aprile 1973 ha fatto la sua professione perpetua.

È stato maestro di novizi a Villa Barilari, San Miguel (1972-1973), professore presso la Facoltà di Teologia, Consultore della Provincia e Rettore del collegio massimo. Il 31 luglio 1973 è stato eletto Provinciale dell'Argentina, incarico che ha esercitato per sei anni.

Fra il 1980 e il 1986 è stato rettore del collegio massimo e delle Facoltà di Filosofia e Teologia della stessa Casa e parroco della parrocchia del Patriarca San José, nella Diocesi di San Miguel. Nel marzo 1986 si è recato in Germania per ultimare la sua tesi dottorale; quindi i superiori lo hanno destinato al collegio del Salvatore, da dove è passato alla chiesa della Compagnia nella città di Cordoba come direttore spirituale e confessore.

Il 20 maggio 1992 Giovanni Paolo II lo ha nominato Vescovo titolare di Auca e Ausiliare di Buenos Aires. Il 27 giugno dello stesso anno ha ricevuto nella cattedrale di Buenos Aires l'ordinazione episcopale dalle mani del Cardinale Antonio Quarracino, del Nunzio Apostolico Monsignor Ubaldo Calabresi e del Vescovo di Mercedes-Luján, Monsignor Emilio Ogñénovich.

Il 3 giugno 1997 è stato nominato Arcivescovo Coadiutore di Buenos Aires e il 28 febbraio 1998 Arcivescovo di Buenos Aires per successione, alla morte del Cardinale Quarracino.
È autore dei libri: «Meditaciones para religiosos» del 1982, «Reflexiones sobre la vida apostólica» del 1986 e «Reflexiones de esperanza» del 1992.

È Ordinario per i fedeli di rito orientale residenti in Argentina che non possono contare su un Ordinario del loro rito. Gran Cancelliere dell'Università Cattolica Argentina.
Relatore Generale aggiunto alla 10ª Assemblea Generale Ordinaria del Sinodo dei Vescovi (ottobre 2001).

Dal novembre 2005 al novembre 2011 è stato Presidente della Conferenza Episcopale Argentina.

Dal B. Giovanni Paolo II creato e pubblicato Cardinale nel Concistoro del 21 febbraio 2001, del Titolo di San Roberto Bellarmino.

Era Membro:

• delle Congregazioni: per il Culto Divino e la Disciplina dei Sacramenti; per il Clero; per gli Istituti di vita consacrata e le Società di vita apostolica;
• del Pontificio Consiglio per la Famiglia:
• della Pontificia Commissione per l'America Latina .

PADRE LOMBARDI: GIOIA PER L'ELEZIONE DI UN PAPA LATINOAMERICANO


Città del Vaticano, 13 marzo 2013 (VIS).- "Sono molto contento che è stato eletto un latinoamericano. Sappiamo le attese che ha questo continente nel quale vive la maggior parte dei cattolici", sono state le prime parole del Direttore della Sala Stampa della Santa Sede, Padre Federico Lombardi, S.I., nel commentare con i giornalisti l'elezione del nuovo Papa.

"La scelta del nome Francesco è molto significativa – ha detto Padre Lombardi – È un nome che mai prima era stato scelto ed evoca semplicità, testimonianza evangelica. Entrambe le cose le testimonia la sua prima e semplice apparizione in pubblico. E' un segnale di grande spiritualita' chiedere la benedizione del popolo per sè, prima di dare la sua; una spiritualità che ricorda quella del suo predecessore. Bisogna notare, oltre al suo senso pastorale di rapporto con la diocesi di Roma, che è la diocesi del Papa, la scelta delle preghiere, le preghiere piu' semplici della Chiesa in un momento come questo con il Popolo di Dio".

"Il Cardinale Bergoglio – ha aggiunto Padre Lombardi – è gesuita e i gesuiti si caratterizzano per il servizio alla Chiesa riunendo tutti i carismi che il Signore ci dà, là dove sono necessari, ma evitando gli incarichi di potere. Per me questa elezione assume il significato di una chiamata al servizio, una chiamata forte e non una ricerca di potere o di autorità. Sono convinto assolutamente che abbiamo un Papa che vuole servire. La sua elezione è stata l'elezione del rifiuto del potere".

"Il nuovo Papa ha già salutato al telefono Benedetto XVI" – ha concluso Padre Lombardi passando a comunicare i primi impegni del nuovo Papa. La Messa con i Cardinali nella Cappella Sistina si celebrera' domani giovedi' 14 marzo, alle 17:00. Venerdì 15, alle 11:00, nella Sala Clementina il Papa incontrerà il Collegio Cardinalizio, elettori e non elettori. Sabato, sempre alle 11:00, nell'Aula Paolo VI, il Pontefice riceverà in udienza i giornalisti e i comunicatori sociali. Domenica, alle 12:00, il primo Angelus del Pontificato, all'ora consueta in Piazza San Pietro. La Messa di inaugurazione del Pontificato si celebrerà martedì 19 marzo alle 9:30. La visita di domani alla Vergine è di carattere privato.

mercoledì 13 marzo 2013

FUMATA NERA ALLE 11.40 E TRANQUILLITÀ IN PIAZZA SAN PIETRO

Città del Vaticano, 13 marzo 2013 (VIS). I 115 Cardinali Elettori hanno lasciato la Casa Santa Marta alle 7:45 per concelebrare la Messa nella Cappella Paolina, dalle 8:15 alle 9:15. Alle 9:30 sono entrati nella Cappella Sistina e dopo la recita dell'Ora Media hanno proceduto alle votazioni della mattina. La fumata, nuovamente nera, si è potuta vedere alle 11:40 di questa mattina: circa venti minuti prima del previsto.

Alle 13:00 il Direttore della Sala Stampa della Santa Sede, Padre Federico Lombardi, S.I., nella sede del Media Center, ha incontrato i rappresentanti dei mezzi di comunicazione giunti a Roma per il Conclave.

"Stiamo vivendo un momento estremamente bello e intenso - ha detto Padre Lombardi - Siamo giunti alla fase decisiva di questo mese, che è stato aperto con la rinuncia di Papa Benedetto XVI e ora si giunge, proprio nei prossimi giorni o nelle prossime ore, alle elezione del suo successore. Sentiamo salire l'emozione, l'attesa e lo vediamo e lo viviamo nella Piazza di San Pietro. ieri sera c'era moltissima gente già ad attendere la fumata: più gente - devo dire - di quanto io stesso mi sarei aspettato. Questo dice l'intensità dell'attesa. Anche questa mattina abbiamo visto tantissimi fedeli e abbiamo respirato un clima molto sereno, molto gioioso" che "mi ricorda il giorno dell'elezione, otto anni fa, di Benedetto XVI", quando "da tutta Roma la gente arrivava di corsa, a piedi" perché "il traffico era bloccato e veniva alla piazza per vedere la presentazione del nuovo Papa alla Loggia. Qui si sperimenta come la città di Roma, sia i cittadini abituali di Roma, sia i pellegrini o i turisti (...) vivono questo momento e amano anche e vogliono bene al Papa che accolgono da qualunque parte del mondo venga, con uguale amore e intensità".

Riferendosi ai primi tre scrutini che non hanno dato luogo all'elezione, Padre Lombardi ha detto: "Più o meno è quello che ci aspettavamo, perché nessuno di noi si aspettava ieri sera una fumata bianca (...). Credo che sia da considerare normale. Come ricordate - se avete studiato i Conclavi del secolo passato - c'era stato solo quello di Pio XII, verso l'inizio della Seconda Guerra Mondiale, che aveva dato risultato positivo al terzo scrutinio". Padre Lombardi ha anche detto che, a suo parere, non ci sono Cardinali ammalati nel Conclave. "Lo dimostra la rapidità del voto; con gli 'infirmari' (gli incaricati di portare la scheda ai malati), tutto il procedimento richiedeva più tempo. Perciò credo che siano tutti nella Sistina".

Dopo la grande fumata nera di ieri sera molti giornalisti hanno chiesto informazioni sulla composizione del fumo utilizzato per produrre la fumata: nel servizio di ieri il VIS ha dedicato un articolo a questo argomento. Oggi Padre Lombardi ha spiegato che: "Ci siamo anche preoccupati di sapere se questa produzione del fumo aveva oscurato gli affreschi di Michelangelo o aveva dato problemi alla salute dei Cardinali: invece no, tutto è andato normalmente. I Cardinali sono rientrati bene ieri sera e questa mattina - mi hanno detto - che sono andati di buon umore e in buona salute al Palazzo Apostolico, alcuni anche a piedi, facendo il loro percorso, senza farsi portare in automobile".

Padre Lombardi ha anche ricordato che ieri, prima della cerimonia di ingresso in Conclave, ha salutato l'Arcivescovo Georg Gänswein, Prefetto della Casa Pontificia e Segretario del Pontefice emerito, che ha riferito che Benedetto XVI segue con molta attenzione gli eventi di questi giorni e che ha ascoltato la Messa "Pro eligendo Romano Pontefice" celebrata ieri nella Basilica Vaticana dal Cardinale Decano del Collegio Cardinalizio Angelo Sodano. Padre Lombardi ha informato inoltre che il Papa emerito non parteciperà alla Messa di intronizzazione del nuovo Pontefice e che l'Arcivescovo Gänswein rimarrà in Vaticano fino alla fine del Conclave, poiché Benedetto XVI a Castel Gandolfo può avvalersi dell'opera di un secondo segretario particolare.

Per dare un'idea dell'atmosfera di questo Conclave, Padre Lombardi ha citato la testimonianza del Cardinale tedesco Karl Lehman che ha partecipato al precedente Conclave, e che prima dell'inizio dell'attuale Conclave, ha spiegato che il clima nella Sistina non è freddo e formale, ma di grande spiritualità e al medesimo tempo di solennità. "Ci si avvicina lentamente all'altare per deporre il proprio voto, tenendolo ben visibile, poi si depone questo voto pronunciando un giuramento, pronunciando parole molte impegnative: 'Chiamo a testimone Cristo Signore, che mi giudicherà, che il mio voto è dato a colui che, secondo la volontà di Dio, ritengono debba essere eletto'. E poi si ritorna al posto di nuovo camminando lentamente. "E questo in un ambiente che effettivamente ispira, nella sua stessa costituzione, una grande attenzione e responsabilità perché c'è questo giudizio dominante, il Giudizio Universale di Michelangelo".

Infine, parlando di come trascorrono il tempo i Cardinali nella Casa Santa Marta, Padre Lombardi ha detto che gli Elettori hanno libertà assoluta di organizzare il tempo a loro disposizione: riposare, pregare nella cappella, scambiare pareri per maturare un giudizio, e così via.

ELEZIONE DEL PAPA

Città del Vaticano, 13 marzo 2013 (VIS). Che forma hanno le schede per eleggere il Papa? Come si fa il conteggio dei voti? Come votano i cardinali malati? A tutte queste domande e a molte altre, rispondono la Costituzione Apostolica del Beato Giovanni Paolo II "Universi Dominici Gregis" (UDG), sulla vacanza della Sede Apostolica e l'elezione del Romano Pontefice (1996) e il Motu Proprio "Normas Nonnullas", di Benedetto XVI pubblicato il 22 febbraio scorso. Di seguito riproduciamo gli articoli dal 64 al 71 della UDG - con le modificazioni apportate dal Motu Proprio agli articoli 64 e 70 - che trattano delle votazioni durante il Conclave nella Cappella Sistina.

n. 64. “La procedura dello scrutinio si svolge in tre fasi, la prima delle quali, che si può chiamare pre-scrutinio, comprende: 1) la preparazione e la distribuzione delle schede da parte dei Cerimonieri – richiamati intanto nell’Aula insieme col Segretario del Collegio dei Cardinali e col Maestro delle Celebrazioni Liturgiche Pontificie – i quali ne consegnano almeno due o tre a ciascun Cardinale elettore; 2) l’estrazione a sorte, fra tutti i Cardinali elettori, di tre Scrutatori, di tre incaricati a raccogliere i voti degli infermi, denominati per brevità Infirmarii, e di tre Revisori; tale sorteggio viene fatto pubblicamente dall’ultimo Cardinale Diacono, il quale estrae di seguito i nove nomi di coloro che dovranno svolgere tali mansioni; 3) se nell’estrazione degli Scrutatori, degli Infirmarii e dei Revisori, escono i nomi di Cardinali elettori che, per infermità o altro motivo, sono impediti di svolgere tali mansioni, al loro posto vengano estratti i nomi di altri non impediti. I primi tre estratti fungeranno da Scrutatori, i secondi tre da Infirmarii, gli altri tre da Revisori.”

65. Per questa fase dello scrutinio occorre si tengano presenti le seguenti disposizioni: 1) la scheda deve avere la forma rettangolare, e recare scritte nella metà superiore, possibilmente a stampa, le parole: 'Eligo in Summum Pontificem', mentre nella metà inferiore si dovrà lasciare il posto per scrivere il nome dell'eletto; pertanto la scheda è fatta in modo da poter essere piegata in due; 2) la compilazione delle schede deve essere fatta segretamente da ciascun Cardinale elettore, il quale scriverà chiaramente, con grafia quanto più possibile non riconoscibile, il nome di chi elegge, evitando di scrivere più nomi, giacché in tal caso il voto sarebbe nullo e piegando e ripiegando poi la scheda; 3) durante le votazioni, i Cardinali elettori dovranno rimanere nella Cappella Sistina soli e perciò, subito dopo la distribuzione delle schede e prima che gli elettori incomincino a scrivere, il Segretario del Collegio dei Cardinali, il Maestro delle Celebrazioni Liturgiche Pontificie ed i Cerimonieri devono uscire dall'aula; dopo la loro uscita, l'ultimo Cardinale Diacono chiuda la porta, aprendola e richiudendola tutte le volte che sarà necessario, come ad esempio quando gli Infirmarii escono per raccogliere i voti degli infermi e fanno ritorno in Cappella".

66. "La seconda fase, detta scrutinio vero e proprio, comprende: 1) la deposizione delle schede nell'apposita urna; 2) il mescolamento ed il conteggio delle stesse; 3) lo spoglio dei voti. Ciascun Cardinale elettore, in ordine di precedenza, dopo aver scritto e piegato la scheda, tenendola sollevata in modo che sia visibile, la porta all'altare, presso il quale stanno gli Scrutatori e sul quale è posto un recipiente coperto da un piatto per raccogliere le schede. Giunto colà, il Cardinale elettore pronuncia ad alta voce la seguente formula di giuramento: 'Chiamo a testimone Cristo Signore, il quale mi giudicherà, che il mio voto è dato a colui che, secondo Dio, ritengo debba essere eletto'. Depone, quindi, la scheda nel piatto e con questo la introduce nel recipiente. Eseguito ciò, fa inchino all'altare e torna al suo posto. Se qualcuno dei Cardinali elettori presenti in Cappella non può recarsi all'altare perché infermo, l'ultimo degli Scrutatori gli si avvicina ed egli, premesso il suddetto giuramento, consegna la scheda piegata allo stesso Scrutatore, il quale la porta ben visibile all'altare e, senza pronunciare il giuramento, la depone sul piatto e con questo la introduce nel recipiente".
67. "Se vi sono dei Cardinali elettori infermi nelle loro stanze, di cui al n. 41 e seguenti di questa Costituzione, i tre Infirmarii si recano da essi con una cassetta, che abbia nella parte superiore un foro, per cui possa esservi inserita una scheda piegata. Gli Scrutatori, prima di consegnare tale cassetta agli Infirmarii l'aprano pubblicamente, in modo che gli altri elettori possano costatare che è vuota, quindi la chiudano e depongano la chiave sull'altare. Successivamente gli Infirmarii con la cassetta chiusa ed un congruo numero di schede su un piccolo vassoio, si recano, debitamente accompagnati, alla Domus Sanctae Marthae presso ciascun infermo il quale, presa una scheda, vota segretamente, la piega e, premesso il suddetto giuramento, la introduce nella cassetta attraverso il foro. Se qualche infermo non è in grado di scrivere, uno dei tre Infirmarii o un altro Cardinale elettore, scelto dall'infermo, dopo aver prestato giuramento nelle mani degli stessi Infirmarii circa il mantenimento del segreto, esegue le suddette operazioni. Dopo di ciò, gli Infirmarii riportano in Cappella la cassetta, che sarà aperta dagli Scrutatori dopo che i Cardinali presenti avranno depositato il loro voto, contando le schede che vi si trovano e, accertato che il loro numero corrisponde a quello degli infermi, le pongano una ad una sul piatto e con questo le introducano tutte insieme nel recipiente. Per non protrarre troppo a lungo le operazioni di voto, gli Infirmarii potranno compilare e deporre le proprie schede nel recipiente subito dopo il primo dei Cardinali, e recarsi, quindi, a raccogliere il voto degli infermi nel modo sopra indicato, mentre gli altri elettori depongono la loro scheda".

68. "Dopo che tutti i Cardinali elettori avranno deposto la loro scheda nell'urna, il primo Scrutatore l'agita più volte per mescolare le schede e, subito dopo, l'ultimo Scrutatore procede al conteggio di esse, prendendole in maniera visibile una ad una dall'urna e riponendole in un altro recipiente vuoto, già preparato a tale scopo. Se il numero delle schede non corrisponde al numero degli elettori, bisogna bruciarle tutte e procedere subito ad una seconda votazione; se invece corrisponde al numero degli elettori, segue lo spoglio così come appresso".

69. "Gli Scrutatori siedono ad un tavolo posto davanti all'altare: il primo di essi prende una scheda, la apre, osserva il nome dell'eletto, e la passa al secondo Scrutatore che, accertato a sua volta il nome dell'eletto, la passa al terzo, il quale la legge a voce alta e intelligibile, in modo che tutti gli elettori presenti possano segnare il voto su un apposito foglio. Egli stesso annota il nome letto nella scheda. Qualora nello spoglio dei voti gli Scrutatori trovassero due schede piegate in modo da sembrare compilate da un solo elettore, se esse portano lo stesso nome vanno conteggiate per un solo voto, se invece portano due nomi diversi, nessuno dei due voti sarà valido; tuttavia, in nessuno dei due casi viene annullata la votazione. Concluso lo spoglio delle schede, gli Scrutatori fanno la somma dei voti ottenuti dai vari nomi, e li annotano su un foglio a parte. L'ultimo degli Scrutatori, man mano che legge le schede, le perfora con un ago nel punto in cui si trova la parola Eligo, e le inserisce in un filo, affinché possano essere più sicuramente conservate. Al termine della lettura dei nomi, i capi del filo vengono legati con un nodo, e le schede così vengono poste in un recipiente o ad un lato della mensa".

70. "Segue quindi la terza ed ultima fase detta anche post-scrutinio, che comprende: 1) il conteggio dei voti; 2) il loro controllo; 3) il bruciamento delle schede.

“Gli scrutatori fanno la somma di tutti i voti che ciascuno ha riportato, e se nessuno ha raggiunto almeno i due terzi dei voti in quella votazione, il Papa non è stato eletto; se invece risulterà che uno ha ottenuto almeno i due terzi, si ha l’elezione del Romano Pontefice canonicamente valida.”

In ambedue i casi, abbia cioè avuto luogo o no l'elezione, i Revisori devono procedere al controllo sia delle schede sia delle annotazioni fatte dagli Scrutatori, per accertare che questi abbiano eseguito esattamente e fedelmente il loro compito.

Subito dopo la revisione, prima che i Cardinali elettori lascino la Cappella Sistina, tutte le schede siano bruciate dagli Scrutatori, con l'aiuto del Segretario del Collegio e dei Cerimonieri, chiamati nel frattempo dall'ultimo Cardinale Diacono. Se però si dovesse procedere immediatamente ad una seconda votazione, le schede della prima votazione saranno bruciate solo alla fine, insieme con quelle della seconda votazione".

71. "Ordino a tutti e singoli i Cardinali elettori che, al fine di conservare con maggior sicurezza il segreto, consegnino al Cardinale Camerlengo o ad uno dei tre Cardinali Assistenti gli scritti di qualunque genere, che abbiano presso di sé, relativi all'esito di ciascuno scrutinio, affinché siano bruciati con le schede.
Stabilisco, inoltre, che alla fine dell'elezione il Cardinale Camerlengo di Santa Romana Chiesa stenda una relazione, da approvarsi anche dai tre Cardinali Assistenti, nella quale dichiari l'esito delle votazioni di ciascuna sessione. Questa relazione sarà consegnata al Papa e poi sarà conservata nell'apposito archivio, chiusa in una busta sigillata, che non potrà essere aperta da nessuno, se il Sommo Pontefice non l'avrà permesso esplicitamente".

martedì 12 marzo 2013

I CARDINALI IN CONCLAVE: FUMATA NERA ALLE ORE 19:42


Città del Vaticano, 12 marzo 2013 (VIS). Nel pomeriggio di oggi, alle ore 19:42, una fumata nera si è sprigionata dal comignolo installato sul tetto della Cappella Sistina, il segnale che i Cardinale elettori non hanno eletto il nuovo Papa nella prima votazione del Conclave.

COMINCIA IL SECONDO CONCLAVE DEL SECOLO XXI

Città del Vaticano, 12 marzo 2013 (VIS). I 115 Cardinali che eleggono il Papa sono entrati nella Cappella Paolina alle 16:15. Il Cardinale Giovanni Battiste Re, Decano dell'Assemblea, facendo il segno della croce, ha pronunciato davanti ai Cardinali le seguenti parole: "Il Signore, che guida i nostri cuori nell'amore e nella pazienza di Cristo, sia con tutti voi". Dopo questa breve preghiera ha invitato tutti i presenti a dare inizio alla processione fino alla Cappella Sistina, luogo di riunione del Conclave, e ha pronunciato queste parole: "Venerabili fratelli: dopo aver celebrato i divini misteri entreremo ora in Conclave per eleggere il Romano Pontefice. Tutta la Chiesa, unita a noi nella preghiera, invoca costantemente la grazia dello Spirito Santo, perché sia eletto da noi un degno Pastore di tutto il gregge di Cristo. Il Signore diriga i nostri passi nella via della verità, affinché per intercessione della Beata sempre Vergine Maria dei Santi Apostoli Pietro e Paolo e di tutti i Santi, facciamo sempre ciò che gli è gradito".

Successivamente cantando le litanie dei santi e preceduti dalla Croce, i Cardinali si sono diretti in processione, attraverso la Sala Ragia, alla Cappella Sistina. Della processione facevano anche parte il Cardinale non elettore Prosper Grech, O.S.A., che propone la prima meditazione; l'Uditore Generale della Camera Apostolica, Vescovo Giuseppe Sciacca; il Maestro delle Celebrazioni Liturgiche Pontificie, Monsignor Guido Marini; due Membri del Collegio dei Protonotari Apostolici; due Membri del Collegio dei Prelati Uditori della Rota Romana; due Membri del Collegio dei Prelati di Camera; il Segretario del Cardinale che presiede il Conclave; i Cerimonieri Pontifici e i Membri della Cappella Musicale Pontificia.

All'entrata della Sistina i Cardinali sono stati accolti dal Sostituto della Segreteria di Stato, Arcivescovo Angelo Becciu; dal Segretario per i Rapporti con gli Stati, Arcivescovo Dominique Mamberti; dal Prefetto della Casa Pontificia, Arcivescovo Georg Gänswein; dai religiosi e dalle religiose incaricate della Sagrestia; dai sacerdoti confessori; dal Comandante della Guardia Svizzera Pontificia Daniel Rudolf Anrig e dal personale di servizio autorizzato. Di guardia alle porte della Cappella Sistina i Membri del Corpo della Guardia Svizzera Pontificia.

Ciascun Cardinale ha quindi occupato il sedile di legno di ciliegio con il rispettivo nome, disposto secondo l'ordine di precedenza: vescovi, presbiteri e diaconi. Tutti insieme hanno intonato il "Veni Creator". Al termine del canto il Cardinale Re ha invitato tutti a pronunciare il seguente giuramento:

"Noi tutti e singoli Cardinali elettori presenti in questa elezione del Sommo Pontefice promettiamo, ci obblighiamo e giuriamo di osservare fedelmente e scrupolosamente tutte le prescrizioni contenute nella Costituzione apostolica del Sommo Pontefice Giovanni Paolo II, 'Universi Dominici Gregis', emanata il 22 febbraio 1996. Parimenti, promettiamo, ci obblighiamo e giuriamo che chiunque di noi, per divina disposizione, sia eletto Romano Pontefice, si impegnerà a svolgere fedelmente il 'munus Petrinum' di Pastore della Chiesa universale e non mancherà di affermare e difendere strenuamente i diritti spirituali e temporali, nonché la libertà della Santa Sede. Soprattutto, promettiamo e giuriamo di osservare con la massima fedeltà e con tutti, sia chierici che laici, il segreto su tutto ciò che in qualsiasi modo riguarda l'elezione del Romano Pontefice e su ciò che avviene nel luogo dell'elezione, concernente direttamente o indirettamente lo scrutinio; di non violare in alcun modo questo segreto sia durante sia dopo l'elezione del nuovo Pontefice, a meno che non ne sia stata concessa esplicita autorizzazione dallo stesso Pontefice; di non prestare mai appoggio o favore a qualsiasi interferenza, opposizione o altra qualsiasi forma di intervento con cui autorità secolari di qualunque ordine e grado, o qualunque gruppo di persone o singoli volessero ingerirsi nell'elezione del Romano Pontefice".

Successivamente ogni Cardinale elettore, secondo l'ordine di precedenza, giura la formula seguente: "Ed io N. Cardinale N. prometto, mi obbligo e giuro, e, ponendo la mano sopra il Vangelo, aggiungeranno: Così Dio mi aiuti e questi Santi Evangeli che tocco con la mia mano".

Quando il Cardinale James Michael Harvey, ultimo dei Cardinali Elettori ha prestato giuramento, il Maestro delle Celebrazioni Liturgiche Pontificie, Monsignor Guido Marini ha pronunciato la formula tradizionale "Extra omnes" e coloro che non partecipano al Conclave hanno lasciato la Cappella Sistina le cui porte sono state chiuse alle 17,35.

Nella Sistina, presente ancora il Maestro delle Celebrazioni Liturgiche Pontificie, il Cardinale Prosper Grech, O.S.A., tiene ai Cardinali elettori la meditazione sul gravissimo compito che li attende e sulla necessità che nell'elezione del Romano Pontefice agiscano in tutto con retta intenzione, cercando di compiere solo la volontà di Dio e mirando unicamente al bene di tutta la Chiesa.

Dopo questa esortazione, il Cardinale Giovanni Battista Re propone al Collegio degli Elettori di procedere, se lo desiderano, alla prima votazione del Conclave che in questa prima sessione è facoltativa.






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