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Il Vatican Information Service (VIS), istituito nell'ambito della Sala Stampa della Santa Sede, è un bollettino telematico che diffonde notizie relative all'attività magistrale e pastorale del Santo Padre e della Curia Romana...

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mercoledì 13 marzo 2013

FUMATA NERA ALLE 11.40 E TRANQUILLITÀ IN PIAZZA SAN PIETRO

Città del Vaticano, 13 marzo 2013 (VIS). I 115 Cardinali Elettori hanno lasciato la Casa Santa Marta alle 7:45 per concelebrare la Messa nella Cappella Paolina, dalle 8:15 alle 9:15. Alle 9:30 sono entrati nella Cappella Sistina e dopo la recita dell'Ora Media hanno proceduto alle votazioni della mattina. La fumata, nuovamente nera, si è potuta vedere alle 11:40 di questa mattina: circa venti minuti prima del previsto.

Alle 13:00 il Direttore della Sala Stampa della Santa Sede, Padre Federico Lombardi, S.I., nella sede del Media Center, ha incontrato i rappresentanti dei mezzi di comunicazione giunti a Roma per il Conclave.

"Stiamo vivendo un momento estremamente bello e intenso - ha detto Padre Lombardi - Siamo giunti alla fase decisiva di questo mese, che è stato aperto con la rinuncia di Papa Benedetto XVI e ora si giunge, proprio nei prossimi giorni o nelle prossime ore, alle elezione del suo successore. Sentiamo salire l'emozione, l'attesa e lo vediamo e lo viviamo nella Piazza di San Pietro. ieri sera c'era moltissima gente già ad attendere la fumata: più gente - devo dire - di quanto io stesso mi sarei aspettato. Questo dice l'intensità dell'attesa. Anche questa mattina abbiamo visto tantissimi fedeli e abbiamo respirato un clima molto sereno, molto gioioso" che "mi ricorda il giorno dell'elezione, otto anni fa, di Benedetto XVI", quando "da tutta Roma la gente arrivava di corsa, a piedi" perché "il traffico era bloccato e veniva alla piazza per vedere la presentazione del nuovo Papa alla Loggia. Qui si sperimenta come la città di Roma, sia i cittadini abituali di Roma, sia i pellegrini o i turisti (...) vivono questo momento e amano anche e vogliono bene al Papa che accolgono da qualunque parte del mondo venga, con uguale amore e intensità".

Riferendosi ai primi tre scrutini che non hanno dato luogo all'elezione, Padre Lombardi ha detto: "Più o meno è quello che ci aspettavamo, perché nessuno di noi si aspettava ieri sera una fumata bianca (...). Credo che sia da considerare normale. Come ricordate - se avete studiato i Conclavi del secolo passato - c'era stato solo quello di Pio XII, verso l'inizio della Seconda Guerra Mondiale, che aveva dato risultato positivo al terzo scrutinio". Padre Lombardi ha anche detto che, a suo parere, non ci sono Cardinali ammalati nel Conclave. "Lo dimostra la rapidità del voto; con gli 'infirmari' (gli incaricati di portare la scheda ai malati), tutto il procedimento richiedeva più tempo. Perciò credo che siano tutti nella Sistina".

Dopo la grande fumata nera di ieri sera molti giornalisti hanno chiesto informazioni sulla composizione del fumo utilizzato per produrre la fumata: nel servizio di ieri il VIS ha dedicato un articolo a questo argomento. Oggi Padre Lombardi ha spiegato che: "Ci siamo anche preoccupati di sapere se questa produzione del fumo aveva oscurato gli affreschi di Michelangelo o aveva dato problemi alla salute dei Cardinali: invece no, tutto è andato normalmente. I Cardinali sono rientrati bene ieri sera e questa mattina - mi hanno detto - che sono andati di buon umore e in buona salute al Palazzo Apostolico, alcuni anche a piedi, facendo il loro percorso, senza farsi portare in automobile".

Padre Lombardi ha anche ricordato che ieri, prima della cerimonia di ingresso in Conclave, ha salutato l'Arcivescovo Georg Gänswein, Prefetto della Casa Pontificia e Segretario del Pontefice emerito, che ha riferito che Benedetto XVI segue con molta attenzione gli eventi di questi giorni e che ha ascoltato la Messa "Pro eligendo Romano Pontefice" celebrata ieri nella Basilica Vaticana dal Cardinale Decano del Collegio Cardinalizio Angelo Sodano. Padre Lombardi ha informato inoltre che il Papa emerito non parteciperà alla Messa di intronizzazione del nuovo Pontefice e che l'Arcivescovo Gänswein rimarrà in Vaticano fino alla fine del Conclave, poiché Benedetto XVI a Castel Gandolfo può avvalersi dell'opera di un secondo segretario particolare.

Per dare un'idea dell'atmosfera di questo Conclave, Padre Lombardi ha citato la testimonianza del Cardinale tedesco Karl Lehman che ha partecipato al precedente Conclave, e che prima dell'inizio dell'attuale Conclave, ha spiegato che il clima nella Sistina non è freddo e formale, ma di grande spiritualità e al medesimo tempo di solennità. "Ci si avvicina lentamente all'altare per deporre il proprio voto, tenendolo ben visibile, poi si depone questo voto pronunciando un giuramento, pronunciando parole molte impegnative: 'Chiamo a testimone Cristo Signore, che mi giudicherà, che il mio voto è dato a colui che, secondo la volontà di Dio, ritengono debba essere eletto'. E poi si ritorna al posto di nuovo camminando lentamente. "E questo in un ambiente che effettivamente ispira, nella sua stessa costituzione, una grande attenzione e responsabilità perché c'è questo giudizio dominante, il Giudizio Universale di Michelangelo".

Infine, parlando di come trascorrono il tempo i Cardinali nella Casa Santa Marta, Padre Lombardi ha detto che gli Elettori hanno libertà assoluta di organizzare il tempo a loro disposizione: riposare, pregare nella cappella, scambiare pareri per maturare un giudizio, e così via.

ELEZIONE DEL PAPA

Città del Vaticano, 13 marzo 2013 (VIS). Che forma hanno le schede per eleggere il Papa? Come si fa il conteggio dei voti? Come votano i cardinali malati? A tutte queste domande e a molte altre, rispondono la Costituzione Apostolica del Beato Giovanni Paolo II "Universi Dominici Gregis" (UDG), sulla vacanza della Sede Apostolica e l'elezione del Romano Pontefice (1996) e il Motu Proprio "Normas Nonnullas", di Benedetto XVI pubblicato il 22 febbraio scorso. Di seguito riproduciamo gli articoli dal 64 al 71 della UDG - con le modificazioni apportate dal Motu Proprio agli articoli 64 e 70 - che trattano delle votazioni durante il Conclave nella Cappella Sistina.

n. 64. “La procedura dello scrutinio si svolge in tre fasi, la prima delle quali, che si può chiamare pre-scrutinio, comprende: 1) la preparazione e la distribuzione delle schede da parte dei Cerimonieri – richiamati intanto nell’Aula insieme col Segretario del Collegio dei Cardinali e col Maestro delle Celebrazioni Liturgiche Pontificie – i quali ne consegnano almeno due o tre a ciascun Cardinale elettore; 2) l’estrazione a sorte, fra tutti i Cardinali elettori, di tre Scrutatori, di tre incaricati a raccogliere i voti degli infermi, denominati per brevità Infirmarii, e di tre Revisori; tale sorteggio viene fatto pubblicamente dall’ultimo Cardinale Diacono, il quale estrae di seguito i nove nomi di coloro che dovranno svolgere tali mansioni; 3) se nell’estrazione degli Scrutatori, degli Infirmarii e dei Revisori, escono i nomi di Cardinali elettori che, per infermità o altro motivo, sono impediti di svolgere tali mansioni, al loro posto vengano estratti i nomi di altri non impediti. I primi tre estratti fungeranno da Scrutatori, i secondi tre da Infirmarii, gli altri tre da Revisori.”

65. Per questa fase dello scrutinio occorre si tengano presenti le seguenti disposizioni: 1) la scheda deve avere la forma rettangolare, e recare scritte nella metà superiore, possibilmente a stampa, le parole: 'Eligo in Summum Pontificem', mentre nella metà inferiore si dovrà lasciare il posto per scrivere il nome dell'eletto; pertanto la scheda è fatta in modo da poter essere piegata in due; 2) la compilazione delle schede deve essere fatta segretamente da ciascun Cardinale elettore, il quale scriverà chiaramente, con grafia quanto più possibile non riconoscibile, il nome di chi elegge, evitando di scrivere più nomi, giacché in tal caso il voto sarebbe nullo e piegando e ripiegando poi la scheda; 3) durante le votazioni, i Cardinali elettori dovranno rimanere nella Cappella Sistina soli e perciò, subito dopo la distribuzione delle schede e prima che gli elettori incomincino a scrivere, il Segretario del Collegio dei Cardinali, il Maestro delle Celebrazioni Liturgiche Pontificie ed i Cerimonieri devono uscire dall'aula; dopo la loro uscita, l'ultimo Cardinale Diacono chiuda la porta, aprendola e richiudendola tutte le volte che sarà necessario, come ad esempio quando gli Infirmarii escono per raccogliere i voti degli infermi e fanno ritorno in Cappella".

66. "La seconda fase, detta scrutinio vero e proprio, comprende: 1) la deposizione delle schede nell'apposita urna; 2) il mescolamento ed il conteggio delle stesse; 3) lo spoglio dei voti. Ciascun Cardinale elettore, in ordine di precedenza, dopo aver scritto e piegato la scheda, tenendola sollevata in modo che sia visibile, la porta all'altare, presso il quale stanno gli Scrutatori e sul quale è posto un recipiente coperto da un piatto per raccogliere le schede. Giunto colà, il Cardinale elettore pronuncia ad alta voce la seguente formula di giuramento: 'Chiamo a testimone Cristo Signore, il quale mi giudicherà, che il mio voto è dato a colui che, secondo Dio, ritengo debba essere eletto'. Depone, quindi, la scheda nel piatto e con questo la introduce nel recipiente. Eseguito ciò, fa inchino all'altare e torna al suo posto. Se qualcuno dei Cardinali elettori presenti in Cappella non può recarsi all'altare perché infermo, l'ultimo degli Scrutatori gli si avvicina ed egli, premesso il suddetto giuramento, consegna la scheda piegata allo stesso Scrutatore, il quale la porta ben visibile all'altare e, senza pronunciare il giuramento, la depone sul piatto e con questo la introduce nel recipiente".
67. "Se vi sono dei Cardinali elettori infermi nelle loro stanze, di cui al n. 41 e seguenti di questa Costituzione, i tre Infirmarii si recano da essi con una cassetta, che abbia nella parte superiore un foro, per cui possa esservi inserita una scheda piegata. Gli Scrutatori, prima di consegnare tale cassetta agli Infirmarii l'aprano pubblicamente, in modo che gli altri elettori possano costatare che è vuota, quindi la chiudano e depongano la chiave sull'altare. Successivamente gli Infirmarii con la cassetta chiusa ed un congruo numero di schede su un piccolo vassoio, si recano, debitamente accompagnati, alla Domus Sanctae Marthae presso ciascun infermo il quale, presa una scheda, vota segretamente, la piega e, premesso il suddetto giuramento, la introduce nella cassetta attraverso il foro. Se qualche infermo non è in grado di scrivere, uno dei tre Infirmarii o un altro Cardinale elettore, scelto dall'infermo, dopo aver prestato giuramento nelle mani degli stessi Infirmarii circa il mantenimento del segreto, esegue le suddette operazioni. Dopo di ciò, gli Infirmarii riportano in Cappella la cassetta, che sarà aperta dagli Scrutatori dopo che i Cardinali presenti avranno depositato il loro voto, contando le schede che vi si trovano e, accertato che il loro numero corrisponde a quello degli infermi, le pongano una ad una sul piatto e con questo le introducano tutte insieme nel recipiente. Per non protrarre troppo a lungo le operazioni di voto, gli Infirmarii potranno compilare e deporre le proprie schede nel recipiente subito dopo il primo dei Cardinali, e recarsi, quindi, a raccogliere il voto degli infermi nel modo sopra indicato, mentre gli altri elettori depongono la loro scheda".

68. "Dopo che tutti i Cardinali elettori avranno deposto la loro scheda nell'urna, il primo Scrutatore l'agita più volte per mescolare le schede e, subito dopo, l'ultimo Scrutatore procede al conteggio di esse, prendendole in maniera visibile una ad una dall'urna e riponendole in un altro recipiente vuoto, già preparato a tale scopo. Se il numero delle schede non corrisponde al numero degli elettori, bisogna bruciarle tutte e procedere subito ad una seconda votazione; se invece corrisponde al numero degli elettori, segue lo spoglio così come appresso".

69. "Gli Scrutatori siedono ad un tavolo posto davanti all'altare: il primo di essi prende una scheda, la apre, osserva il nome dell'eletto, e la passa al secondo Scrutatore che, accertato a sua volta il nome dell'eletto, la passa al terzo, il quale la legge a voce alta e intelligibile, in modo che tutti gli elettori presenti possano segnare il voto su un apposito foglio. Egli stesso annota il nome letto nella scheda. Qualora nello spoglio dei voti gli Scrutatori trovassero due schede piegate in modo da sembrare compilate da un solo elettore, se esse portano lo stesso nome vanno conteggiate per un solo voto, se invece portano due nomi diversi, nessuno dei due voti sarà valido; tuttavia, in nessuno dei due casi viene annullata la votazione. Concluso lo spoglio delle schede, gli Scrutatori fanno la somma dei voti ottenuti dai vari nomi, e li annotano su un foglio a parte. L'ultimo degli Scrutatori, man mano che legge le schede, le perfora con un ago nel punto in cui si trova la parola Eligo, e le inserisce in un filo, affinché possano essere più sicuramente conservate. Al termine della lettura dei nomi, i capi del filo vengono legati con un nodo, e le schede così vengono poste in un recipiente o ad un lato della mensa".

70. "Segue quindi la terza ed ultima fase detta anche post-scrutinio, che comprende: 1) il conteggio dei voti; 2) il loro controllo; 3) il bruciamento delle schede.

Gli scrutatori fanno la somma di tutti i voti che ciascuno ha riportato, e se nessuno ha raggiunto almeno i due terzi dei voti in quella votazione, il Papa non è stato eletto; se invece risulterà che uno ha ottenuto almeno i due terzi, si ha l’elezione del Romano Pontefice canonicamente valida.”

In ambedue i casi, abbia cioè avuto luogo o no l'elezione, i Revisori devono procedere al controllo sia delle schede sia delle annotazioni fatte dagli Scrutatori, per accertare che questi abbiano eseguito esattamente e fedelmente il loro compito.

Subito dopo la revisione, prima che i Cardinali elettori lascino la Cappella Sistina, tutte le schede siano bruciate dagli Scrutatori, con l'aiuto del Segretario del Collegio e dei Cerimonieri, chiamati nel frattempo dall'ultimo Cardinale Diacono. Se però si dovesse procedere immediatamente ad una seconda votazione, le schede della prima votazione saranno bruciate solo alla fine, insieme con quelle della seconda votazione".

71. "Ordino a tutti e singoli i Cardinali elettori che, al fine di conservare con maggior sicurezza il segreto, consegnino al Cardinale Camerlengo o ad uno dei tre Cardinali Assistenti gli scritti di qualunque genere, che abbiano presso di sé, relativi all'esito di ciascuno scrutinio, affinché siano bruciati con le schede.
Stabilisco, inoltre, che alla fine dell'elezione il Cardinale Camerlengo di Santa Romana Chiesa stenda una relazione, da approvarsi anche dai tre Cardinali Assistenti, nella quale dichiari l'esito delle votazioni di ciascuna sessione. Questa relazione sarà consegnata al Papa e poi sarà conservata nell'apposito archivio, chiusa in una busta sigillata, che non potrà essere aperta da nessuno, se il Sommo Pontefice non l'avrà permesso esplicitamente".

martedì 12 marzo 2013

I CARDINALI IN CONCLAVE: FUMATA NERA ALLE ORE 19:42


Città del Vaticano, 12 marzo 2013 (VIS). Nel pomeriggio di oggi, alle ore 19:42, una fumata nera si è sprigionata dal comignolo installato sul tetto della Cappella Sistina, il segnale che i Cardinale elettori non hanno eletto il nuovo Papa nella prima votazione del Conclave.

COMINCIA IL SECONDO CONCLAVE DEL SECOLO XXI

Città del Vaticano, 12 marzo 2013 (VIS). I 115 Cardinali che eleggono il Papa sono entrati nella Cappella Paolina alle 16:15. Il Cardinale Giovanni Battiste Re, Decano dell'Assemblea, facendo il segno della croce, ha pronunciato davanti ai Cardinali le seguenti parole: "Il Signore, che guida i nostri cuori nell'amore e nella pazienza di Cristo, sia con tutti voi". Dopo questa breve preghiera ha invitato tutti i presenti a dare inizio alla processione fino alla Cappella Sistina, luogo di riunione del Conclave, e ha pronunciato queste parole: "Venerabili fratelli: dopo aver celebrato i divini misteri entreremo ora in Conclave per eleggere il Romano Pontefice. Tutta la Chiesa, unita a noi nella preghiera, invoca costantemente la grazia dello Spirito Santo, perché sia eletto da noi un degno Pastore di tutto il gregge di Cristo. Il Signore diriga i nostri passi nella via della verità, affinché per intercessione della Beata sempre Vergine Maria dei Santi Apostoli Pietro e Paolo e di tutti i Santi, facciamo sempre ciò che gli è gradito".

Successivamente cantando le litanie dei santi e preceduti dalla Croce, i Cardinali si sono diretti in processione, attraverso la Sala Ragia, alla Cappella Sistina. Della processione facevano anche parte il Cardinale non elettore Prosper Grech, O.S.A., che propone la prima meditazione; l'Uditore Generale della Camera Apostolica, Vescovo Giuseppe Sciacca; il Maestro delle Celebrazioni Liturgiche Pontificie, Monsignor Guido Marini; due Membri del Collegio dei Protonotari Apostolici; due Membri del Collegio dei Prelati Uditori della Rota Romana; due Membri del Collegio dei Prelati di Camera; il Segretario del Cardinale che presiede il Conclave; i Cerimonieri Pontifici e i Membri della Cappella Musicale Pontificia.

All'entrata della Sistina i Cardinali sono stati accolti dal Sostituto della Segreteria di Stato, Arcivescovo Angelo Becciu; dal Segretario per i Rapporti con gli Stati, Arcivescovo Dominique Mamberti; dal Prefetto della Casa Pontificia, Arcivescovo Georg Gänswein; dai religiosi e dalle religiose incaricate della Sagrestia; dai sacerdoti confessori; dal Comandante della Guardia Svizzera Pontificia Daniel Rudolf Anrig e dal personale di servizio autorizzato. Di guardia alle porte della Cappella Sistina i Membri del Corpo della Guardia Svizzera Pontificia.

Ciascun Cardinale ha quindi occupato il sedile di legno di ciliegio con il rispettivo nome, disposto secondo l'ordine di precedenza: vescovi, presbiteri e diaconi. Tutti insieme hanno intonato il "Veni Creator". Al termine del canto il Cardinale Re ha invitato tutti a pronunciare il seguente giuramento:

"Noi tutti e singoli Cardinali elettori presenti in questa elezione del Sommo Pontefice promettiamo, ci obblighiamo e giuriamo di osservare fedelmente e scrupolosamente tutte le prescrizioni contenute nella Costituzione apostolica del Sommo Pontefice Giovanni Paolo II, 'Universi Dominici Gregis', emanata il 22 febbraio 1996. Parimenti, promettiamo, ci obblighiamo e giuriamo che chiunque di noi, per divina disposizione, sia eletto Romano Pontefice, si impegnerà a svolgere fedelmente il 'munus Petrinum' di Pastore della Chiesa universale e non mancherà di affermare e difendere strenuamente i diritti spirituali e temporali, nonché la libertà della Santa Sede. Soprattutto, promettiamo e giuriamo di osservare con la massima fedeltà e con tutti, sia chierici che laici, il segreto su tutto ciò che in qualsiasi modo riguarda l'elezione del Romano Pontefice e su ciò che avviene nel luogo dell'elezione, concernente direttamente o indirettamente lo scrutinio; di non violare in alcun modo questo segreto sia durante sia dopo l'elezione del nuovo Pontefice, a meno che non ne sia stata concessa esplicita autorizzazione dallo stesso Pontefice; di non prestare mai appoggio o favore a qualsiasi interferenza, opposizione o altra qualsiasi forma di intervento con cui autorità secolari di qualunque ordine e grado, o qualunque gruppo di persone o singoli volessero ingerirsi nell'elezione del Romano Pontefice".

Successivamente ogni Cardinale elettore, secondo l'ordine di precedenza, giura la formula seguente: "Ed io N. Cardinale N. prometto, mi obbligo e giuro, e, ponendo la mano sopra il Vangelo, aggiungeranno: Così Dio mi aiuti e questi Santi Evangeli che tocco con la mia mano".

Quando il Cardinale James Michael Harvey, ultimo dei Cardinali Elettori ha prestato giuramento, il Maestro delle Celebrazioni Liturgiche Pontificie, Monsignor Guido Marini ha pronunciato la formula tradizionale "Extra omnes" e coloro che non partecipano al Conclave hanno lasciato la Cappella Sistina le cui porte sono state chiuse alle 17,35.

Nella Sistina, presente ancora il Maestro delle Celebrazioni Liturgiche Pontificie, il Cardinale Prosper Grech, O.S.A., tiene ai Cardinali elettori la meditazione sul gravissimo compito che li attende e sulla necessità che nell'elezione del Romano Pontefice agiscano in tutto con retta intenzione, cercando di compiere solo la volontà di Dio e mirando unicamente al bene di tutta la Chiesa.

Dopo questa esortazione, il Cardinale Giovanni Battista Re propone al Collegio degli Elettori di procedere, se lo desiderano, alla prima votazione del Conclave che in questa prima sessione è facoltativa.






AVVISO

Città del Vaticano, 12 marzo 2013 (VIS). Informiamo i nostri lettori che in occasione del Conclave questo pomeriggio saranno trasmessi altri due bollettini del V.I.S. Il primo quando si chiuderanno le porte della Cappella Sistina e il secondo quando ci sarà la "fumata".

VATICANO AL CENTRO DELLO SGUARDO DEL MONDO

Città del Vaticano, 12 marzo 2013 (VIS). In Vaticano, la giornata del 12 marzo 2013 ha avuto inizio più presto del consueto. Alle 7 i primi fedeli cominciavano ad arrivare "a piedi" nelle adiacenze di San Pietro. Entro le mura della Città del Vaticano, si trovavano i 115 Cardinali Elettori. Ognuno occupa una stanza nella Casa Santa Marta. Nessuno ha scelto la stanza, ma a ciascuno, dopo un sorteggio, ne è stata assegnata una, decorosa ma austera. La stanza più grande è rimasta vuota. Servirà al nuovo Papa, il 266 Vicario di Cristo sulla terra, che abiterà e lavorerà qui in attesa che l'appartamento pontificio sia pronto ad accoglierlo.

Davanti a Piazza San Pietro, di fronte alla facciata della Basilica, si trova la grande piattaforma dove sono installate le principali televisioni del mondo. I corrispondenti abitualmente accreditati lavorano già alla loro postazione nella Sala Stampa della Santa Sede, in Via della Conciliazione. A pochi metri, un altro edificio utilizzato dai media giunti per l'occasione, il Media Center che occupa l'ampio atrio dell'Aula Paolo VI. I giornalisti sono oltre 5.600. Occupano anche la terrazza del Braccio di Carlo Magno, che congiunge il colonnato del Bernini alla facciata della Basilica di San Pietro. Seduti per terra e in molteplici e variopinti luoghi, numerosi sono coloro che attivano le reti sociali del mondo intero, il "continente digitale". Il culmine è rappresentato dal Centro Televisivo Vaticano che ha installato una telecamera fissa che inquadra il comignolo della Sistina dal quale finalmente uscirà la fumata nera o bianca.

Alle 10:00 in punto, in una Basilica di San Pietro meravigliosamente illuminata, ha avuto inizio la Messa "Pro eligendo Romano Pontifice". Officiata dal Decano del Collegio Cardinalizio, l'italiano Angelo Sodano, e concelebrata da più di cento cardinali, elettori e non elettori, provenienti dai cinque continenti, ottuagenari e non ancora sessantenni. Un'Eucaristia aperta a tutti coloro che hanno voluto assistere ed al Corpo diplomatico dei 179 paesi con i quali la Santa Sede intrattiene rapporti diplomatici. Tutti con il libretto esplicativo della cerimonia, consegnato all'ingresso, consultabile anche su www.vatican.va.

Dopo le letture - in inglese e in spagnolo - il Cardinale Angelo Sodano ha pronunciato l'omelia, interrotta dagli applausi durati un buon minuto quando il Cardinale ha citato il Sommo Pontefice emerito Benedetto XVI, esprimendo gratitudine per i suoi otto anni di fecondo servizio alla Chiesa. Il Cardinale Sodano ha chiesto ai Cardinali di lavorare insieme per contribuire all'unità della Chiesa. Insieme all'unità, la Carità, "promuovere senza sosta la Giustizia e la Pace". Queste sono state le due parole chiave della predicazione.

In questa Messa poliglotta, con il latino come lingua universale della Chiesa, le preghiere dei fedeli sono state recitate in francese, swahili, portoghese, malese e tedesco. Durante l'offertorio l'assemblea ha potuto ascoltare un mottetto di Gian Luigi da Palestrina, il grande maestro di musica della Roma del XVI secolo.

Dopo un'ora e mezza la cerimonia si è conclusa. In Piazza ha brillato il sole, ha piovuto, si sono uditi forti tuoni, ma le bizzarrie del tempo non hanno disperso le centinaia di persone che hanno seguito la messa dagli schermi giganti installati in Piazza San Pietro.

Alle 13:30, i Cardinali hanno pranzato nella Casa Santa Marta. Già da quel momento le uniche persone con le quali sono stati in contatto erano il personale domestico, gli addetti alla sicurezza e gli autisti del minibus che percorrono il tragitto fra la Casa Santa Marta e la Sistina.

Prima delle sedici, alle 15:45, i Cardinali si recheranno al Palazzo Apostolico. Dalla Cappella Paolina avrà inizio la processione fino alla Cappella Sistina, dove al canto del "Veni Creator Spiritus", con il quale si invoca l'aiuto dello Spirito Santo, procederanno al giuramento con il quale si impegnano a mantenere il segreto. Quando il Maestro delle Cerimonie pronuncia la frase "Extra omnes", tutti gli addetti al conclave lasceranno la Cappella Sistina ed avrà inizio il Conclave.

DIO CI CONCEDA UN PONTEFICE CHE SVOLGA CON CUORE GENEROSO LA MISSIONE DELLA CARITÀ

Città del Vaticano, 12 marzo 2013 (VIS). Alle ore 10 di questa mattina, nella Basilica Vaticana, ha avuto luogo la Santa Messa "pro eligendo Romano Pontifice". La Celebrazione Eucaristica è stata presieduta dal Decano del Collegio Cardinalizio Angelo Sodano e concelebrata da tutti i Cardinali: i 115 Cardinali elettori e anche i Porporati che questo pomeriggio non entreranno in Conclave. Dopo la proclamazione del Santo Vangelo, il Cardinale Decano Angelo Sodano ha pronunciato l’omelia che pubblichiamo di seguito:

Canterò in eterno le misericordie del Signore” è il canto che ancora una volta è risuonato presso la tomba dell’Apostolo Pietro in quest’ora importante della storia della Santa Chiesa di Cristo. Sono le parole del Salmo 88 che sono fiorite sulle nostre labbra per adorare, ringraziare e supplicare il Padre che sta nei Cieli. “Misericordias Domini in aeternum cantabo”: è il bel testo latino, che ci ha introdotto nella contemplazione di Colui che sempre veglia con amore sulla sua Chiesa, sostenendola nel suo cammino attraverso i secoli e vivificandola con il suo Santo Spirito.

Anche noi oggi con tale atteggiamento interiore vogliamo offrirci con Cristo al Padre che sta nei Cieli per ringraziarlo per l’amorosa assistenza che sempre riserva alla sua Santa Chiesa ed in particolare per il luminoso Pontificato che ci ha concesso con la vita e le opere del 265º Successore di Pietro, l’amato e venerato Pontefice Benedetto XVI, al quale in questo momento rinnoviamo tutta la nostra gratitudine.

Allo stesso tempo oggi vogliamo implorare dal Signore che attraverso la sollecitudine pastorale dei Padri Cardinali voglia presto concedere un altro Buon Pastore alla sua Santa Chiesa. Certo, ci sostiene in quest’ora la fede nella promessa di Cristo sul carattere indefettibile della sua Chiesa. Gesù, infatti, disse a Pietro: “Tu sei Pietro e su questa pietra edificherò la mia Chiesa, e le porte degli inferi non prevarranno contro di essa” (cfr. Mt 16,18).

Miei fratelli, le letture della Parola di Dio che or ora abbiamo ascoltato ci possono aiutare a comprendere meglio la missione che Cristo ha affidato a Pietro ed ai suoi Successori.

Il messaggio dell’amore

La prima lettura ci ha riproposto un celebre oracolo messianico della seconda parte del libro di Isaia, quella parte che è chiamata “il Libro della consolazione” (Is 40-66). È una profezia rivolta al popolo d’Israele destinato all’esilio in Babilonia. Per esso Dio annunzia l’invio di un Messia pieno di misericordia, un Messia che potrà dire: “Lo spirito del Signore Dio è su di me, mi ha mandato a portare il lieto annunzio ai poveri, a fasciare le piaghe dei cuori spezzati, a proclamare la libertà degli schiavi, la scarcerazione dei prigionieri, a promulgare l'anno di misericordia del Signore” (Is 61,1-3).

Il compimento di tale profezia si è realizzato appieno in Gesù, venuto al mondo per rendere presente l’amore del Padre verso gli uomini. È un amore che si fa particolarmente notare nel contatto con la sofferenza, l’ingiustizia, la povertà, con tutte le fragilità dell’uomo, sia fisiche che morali. È nota al riguardo la celebre Enciclica del Papa Giovanni Paolo II “Dives in misericordia”, che soggiungeva: “il modo in cui si manifesta l’amore viene appunto denominato nel linguaggio biblico ‘misericordia’” (Ibidem, n. 3).

Questa missione di misericordia è stata poi affidata da Cristo ai Pastori della sua Chiesa. È una missione che impegna ogni sacerdote e vescovo, ma impegna ancor più il Vescovo di Roma, Pastore della Chiesa universale. A Pietro, infatti, Gesù disse: “Simone di Giovanni, mi ami tu più di costoro?... Pasci i miei agnelli” (Gv 21,15). È noto il commento di S. Agostino a queste parole di Gesù: “sia pertanto compito dell’amore pascere il gregge del Signore”; “sit amoris officium pascere dominicum gregem” (In Iohannis Evangelium, 123, 5; PL 35, 1967).

In realtà, è quest’amore che spinge i Pastori della Chiesa a svolgere la loro missione di servizio agli uomini d’ogni tempo, dal servizio caritativo più immediato fino al servizio più alto, quello di offrire agli uomini la luce del Vangelo e la forza della grazia.

Così lo ha indicato Benedetto XVI nel Messaggio per la Quaresima di questo anno (cfr. n. 3). Leggiamo, infatti, in tale messaggio: “Talvolta si tende, infatti, a circoscrivere il termine ‘carità’ alla solidarietà o al semplice aiuto umanitario. È importante, invece, ricordare che massima opera di carità è proprio l’evangelizzazione, ossia il ‘servizio della Parola’. Non v'è azione più benefica, e quindi caritatevole, verso il prossimo che spezzare il pane della Parola di Dio, renderlo partecipe della Buona Notizia del Vangelo, introdurlo nel rapporto con Dio: l'evangelizzazione è la più alta e integrale promozione della persona umana. Come scrive il Servo di Dio Papa Paolo VI nell'Enciclica Populorum progressio: è l'annuncio di Cristo il primo e principale fattore di sviluppo (cfr. n. 16)”.

Il messaggio dell’unità

La seconda lettura è tratta dalla Lettera agli Efesini, scritta dall’Apostolo Paolo proprio in questa città di Roma durante la sua prima prigionia (anni 62-63 d.C.).

È una lettera sublime nella quale Paolo presenta il mistero di Cristo e della Chiesa. Mentre la prima parte è più dottrinale (cap. 1-3), la seconda, dove si inserisce il testo che abbiamo ascoltato, è di tono più pastorale (cap. 4-6). In questa parte Paolo insegna le conseguenze pratiche della dottrina presentata prima e comincia con un forte appello alla unità ecclesiale: “Vi esorto dunque io, il prigioniero nel Signore, a comportarvi in maniera degna della vocazione che avete ricevuto, con ogni umiltà, mansuetudine e pazienza, sopportandovi a vicenda con amore, cercando di conservare l'unità dello spirito per mezzo del vincolo della pace (Ef 4,1-3).

S. Paolo spiega poi che nell’unità della Chiesa esiste una diversità di doni, secondo la multiforme grazia di Cristo, ma questa diversità è in funzione dell’edificazione dell’unico corpo di Cristo: “È lui che ha stabilito alcuni come apostoli, altri come profeti, altri come evangelisti, altri come pastori e maestri, per rendere idonei i fratelli a compiere il ministero, al fine di edificare il corpo di Cristo” (cfr. 4,11-12).

È proprio per l’unità del suo Corpo Mistico che Cristo ha poi inviato il suo Santo Spirito ed allo stesso tempo ha stabilito i suoi Apostoli, fra cui primeggia Pietro come il fondamento visibile dell’unità della Chiesa.

Nel nostro testo San Paolo ci insegna che anche tutti noi dobbiamo collaborare ad edificare l’unità della Chiesa, poiché per realizzarla è necessaria “la collaborazione di ogni giuntura, secondo l'energia propria di ogni membro” (Ef 4,16). Tutti noi, dunque, siamo chiamati a cooperare con il Successore di Pietro, fondamento visibile di tale unità ecclesiale.

La missione del Papa

Fratelli e sorelle nel Signore, il Vangelo di oggi ci riporta all’ultima cena, quando il Signore disse ai suoi Apostoli: “Questo è il mio comandamento: che vi amiate gli uni gli altri, come io vi ho amati” (Gv 15,12). Il testo si ricollega così anche alla prima lettura del profeta Isaia sull’agire del Messia, per ricordarci che l’atteggiamento fondamentale dei Pastori della Chiesa è l’amore. È quell’amore che ci spinge ad offrire la propria vita per i fratelli. Ci dice, infatti, Gesù: “nessuno ha un amore più grande di questo: dare la vita per i propri amici” (Gv 15,12).

L’atteggiamento fondamentale di ogni buon Pastore è dunque dare la vita per le sue pecore (cfr. Gv 10,15). Questo vale soprattutto per il Successore di Pietro, Pastore della Chiesa universale. Perché quanto più alto e più universale è l’ufficio pastorale, tanto più grande deve essere la carità del Pastore. Per questo nel cuore di ogni Successore di Pietro sono sempre risuonate le parole che il Divino Maestro rivolse un giorno all’umile pescatore di Galilea: “Diligis me plus his? Pasce agnos meos, pasce oves meas”; “Mi ami più di costoro? Pasci i miei agnelli, pasci le mie pecorelle!” (cfr. Gv 21,15-17).

Nel solco di questo servizio d’amore verso la Chiesa e verso l’umanità intera, gli ultimi Pontefici sono stati artefici di tante iniziative benefiche anche verso i popoli e la comunità internazionale, promuovendo senza sosta la giustizia e la pace. Preghiamo perché il futuro Papa possa continuare quest’incessante opera a livello mondiale.
Del resto, questo servizio di carità fa parte della natura intima della Chiesa. L’ha ricordato il Papa Benedetto XVI dicendoci: “anche il servizio della carità è una dimensione costitutiva della missione della Chiesa ed è espressione irrinunciabile della sua stessa essenza” (Lettera apostolica in forma di Motu proprio "Intima Ecclesiae natura", 11 novembre 2012, proemio; cfr. Lettera Enciclica Deus caritas est, n. 25).

È una missione di carità che è propria della Chiesa, ed in modo particolare è propria della Chiesa di Roma, che, secondo la bella espressione di S. Ignazio d’Antiochia, è la Chiesa che “presiede alla carità”; “praesidet caritati” (cfr. Ad Romanos, praef.; Lumen gentium, n. 13).

Miei fratelli, preghiamo perché il Signore ci conceda un Pontefice che svolga con cuore generoso tale nobile missione. Glielo chiediamo per intercessione di Maria Santissima, Regina degli Apostoli, e di tutti i Martiri ed i Santi che nel corso dei secoli hanno reso gloriosa questa Chiesa di Roma. Amen!



I CARDINALI CHE ELEGGERANNO IL PAPA

Città del Vaticano, 12 marzo 2013 (VIS). Sono 115 i cardinali che questo pomeriggio entreranno nel Conclave che eleggerà il successore di Benedetto XVI. Non partecipano al Conclave il Cardinale Arcivescovo di Giacarta (Indonesia) Julius Riyadi Darmaatmadja, che ha rinunciato per ragioni di salute ed il Cardinale Keith Michael O'Brien, ex Arcivescovo di Edinburgh (Regno Unito), per ragioni personali.

Le cariche ricoperte dai Cardinali della Curia romana decadono a partire dall'inizio della Sede Vacante (Segretario di Stato e i Capi di tutti i Dicasteri).

Considerando la provenienza i Cardinale Elettori europei sono 60, divisi come segue: Italia: 28; Germania: 6; Spagna: 5. Polonia: 4. Francia: 4. Austria: 1. Belgio: 1. Svizzera: 1. Portogallo: 2. Paesi Bassi: 1. Irlanda: 1. Repubblica Ceca: 1. Bosnia ed Erzegovina: 1. Ungheria: 1. Lituania: 1. Croazia:1. Slovenia: 1.

Gli Elettori del Nordamerica sono 14: Stati Uniti: 11; Canada: 3.

I Cardinali del Sudamerica son 19: Brasile: 5. Messico: 3. Argentina: 2. Colombia: 1. Cile: 1. Venezuela: 1. Repubblica Dominicana: 1. Cuba: 1. Honduras: 1.Perú: 1. Bolivia: 1. Equador: 1.

L'Africa conta 11 Eletori: Nigeria: 2. Tanzania: 1. Sudafrica: 1. Ghana: 1. Sudan: 1. Kenya: 1. Senegal: 1. Egitto: 1. Guinea: 1. Repubblica Democratica del Congo: 1

10 sono i Cardinali dell'Asia. India: 4. Filippine: 1, Vietnam: 1. Indonesia: 1. Libano: 1. Cina: 1. Sri Lanka: 1.

1 Cardinale dell'Oceania - Australia: 1.

Di seguito riportiamo i nomi dei Cardinali elettori e la missione in cui sono attualmente impegnati, seguendo l'ordine di appartenenza:


ORDINE DEI VESCOVI

Giovanni Battista RE, Prefetto emerito della Congregazione per i Vescovi.

Tarcisio BERTONE, Segretario di Stato, Camerlengo di Santa Romana Chiesa.

Cardinali Patriarchi di Rito Orientale

Antonios NAGUIB, Patriarca emerito di Alessandria dei Copti (Egitto).

Béchara Boutros RAÏ, Patriarca di Antiochia dei Maroniti (Líbano).

ORDINE DEI PRESBITERI

Godfried DANNEELS, Arcivescovo emerito di Malines-Bruxelles (Belgio).
Joachim MEISNER, Arcivescovo di Colonia (Germania).

Nicolas de Jesús LÓPEZ RODRÍGUEZ, Arcivescovo di Santo Domingo (Repubblica Dominicana).

Roger Michael MAHONY, Arcivescovo emerito di Los Angeles (Stati Uniti d'America).

Jaime Lucas ORTEGA Y ALAMINO, Arcivescovo di San Cristóbal de La Habana (Cuba).

Jean-Claude TURCOTTE, Arcivescovo emerito di Montréal (Canadá).

Vinko PULJIĆ, Arcivescovo di Sarajevo (Bosnia ed Erzegovina).

Juan SANDOVAL ÍÑIGUEZ, Arcivescovo emerito di Guadalajara (Messico).

Antonio María ROUCO VARELA, Arcivescovo di Madrid (Spagna).

Dionigi TETTAMANZI, Arcivescovo emerito di Milano (Italia).
Polycarp PENGO,Arcivescovo di Daar-es-Salaam (Tanzania).

Christoph SCHÖNBORN, Arcivescovo di Vienna (Austria).
Norberto RIVERA CARRERA, Arcivescovo di Città del Messico (Messico).
Francis Eugene GEORGE, Arcivescovo di Chicago (Stati Uniti d'America).

Zenon GROCHOLEWSKI, Prefetto della Congregazione per l'Educazione Cattolica.

Crescenzio SEPE, Arcivescovo di Napoli (Italia).

Walter KASPER, Presidente emerito del Pontificio Consiglio per la Promozione dell'Unità dei Cristiani.

Ivan DIAS, Prefetto emérito della Congregazione per l'Evangelizzazione dei Popoli.

Geraldo Majella AGNELO, Arcivescovo emerito de San Salvador de Bahía (Brasile).

Audrys Juozas BAČKIS, Arcivescovo di Vilnius (Lituania).

Francisco Javier ERRÁZURRIZ OSSA, Arcivescovo emerito di Santiago de Chile (Cile).

Julio TERRAZAS SANDOVAL, Arcivescovo di Santa Cruz de la Sierra (Bolivia).

Wilfrid Fox NAPIER, Arcivescovo di Durban (Sudafrica).

Óscar Andrés RODRÍGUEZ MARADIAGA Arcivescovo di Tegucigalpa (Honduras).

Juan Luis CIPRIANI Thorne, Arcivescovo di Lima (Perú).
Cláudio HUMMES, Prefetto emerito della Congregazione per il Clero.
Jorge Mario BERGOGLIO, Arcivescovo di Buenos Aires (Argentina).

José da Cruz POLICARPO, Patriarca di Lisboa (Portugal).

Severino POLETTO, Arcivescovo emerito di Torino (Italia).

Karl LEHMANN, Vescovo di Mainz (Germania).
Angelo SCOLA, Arcivescovo di Milano (Italia).

Anthony Olubunmi OKOGIE, Arcivescovo emerito di Lagos (Nigeria).
Gabriel ZUBEIR Wako, Arcivescovo di Khartoum (Sudán).
Carlos AMIGO VALLEJO, Arcivescovo emerito di Siviglia (España).

Justin Francis RIGALI, Arcivescovo emerito di Philadelphia (Stati Uniti d'America).

Ennio ANTONELLI, Presidente emerito del Pontificio Consiglio per la Famiglia.

Peter Kodwo Appiah TURKSON, Presidente del Pontificio Consiglio della Gustizia e della Pace.

Telesphore Placidus TOPPO, Arcivescovo di Ranchi (India) .

George PELL, Arcivescovo di Sydney (Australia).

Josip BOZANIĆ, Arcivescovo di Zagabria (Croazia).

Jean-Baptiste PHAM MINH MÂN, Arcivescovo di Ho chi Minh City (Vietnam) .

Philippe BARBARIN, Arcivescovo di Lyon (Francia) .

Péter ERDŐ, Arcivescovo di Esztergom-Budapest (Ugheria).

Marc OUELLET, Prefetto della Congregazione per i Vescovi.

Agostino VALLINI, Vicario di Sua Santità per la diocesi di Roma (Italia).

Jorge Liberato UROSA SAVINO, Arcivescovo di Caracas (Venezuela).
Jean-Pierre RICARD, Arcivescovo di Bordeaux (Francia)

Antonio CAÑIZARES LLOVERA, Prefetto della Congregazione per il Culto Divino e la Disciplina dei Sacramenti.

Sean Patrick O'MALLEY, Arcivescovo di Boston (Stati Uniti d'America).

Stanisław DZIWISZ, Arcivescovo di Cracovia (Polonia).

Carlo CAFFARRA, Arcivescovo emerito di Bologna (Italia).
Seán Baptist BRADY, Arcivescovo emerito di Armagh (Irlanda) .

Lluís MARTÍNEZ SISTACH, Arcivescovo di Barcellona (Spagna).
André VINGT-TROIS, Arcivescovo di Parigi (Francia).
Angelo BAGNASCO, Arcivescovo di Genova (Italia).
Théodore-Adrien SARR , Arcivescovo di Dakar (Senegal).

Oswald GRACIAS, Arcivescovo di Bombay (India).

Francisco ROBLES ORTEGA, Arcivescovo di Guadalajara (México).

Daniel N. Di NARDO, Arcivescovo di Galveston-Houston (Stati Uniti d'America).

Odilo Pedro SCHERER, Arcivescovo di San Pablo (Brasile).
John NJUE, Arcivescovo di Nairobi (Kenya).

Raúl Eduardo VELA CHIRIBOGA, Arcivescovo emerito di Quito (Ecuador).

Laurent MONSENGWO PASINYA, Arcivescovo di Kinshasa (Repubblica Democratica del Congo).

Paolo ROMEO, Arcivescovo emerito di Palermo (Italia).

Donald William WUERL, Arcivescovo di Washington (Stati Uniti d'America).

Raymundo DAMASCENO ASSIS, Arcivescovo di Aparecida (Brasile).
Kazimierz NYCZ , Arcivescovo di Varsavia (Polonia).

Albert Malcolm Ranjith PATABENDIGE DON, Arcivescovo di Colombo (Sri Lanka) .

Reinhard MARX, Arcivescovo di München und Freising (Germania) .

George ALENCHERRY, Arcivescovo di Ernakulam-Angamaly (India).
Thomas Christopher COLLINS, Arcivescovo di Toronto (Canadá) .

Dominik DUKA, Arcivescovo di Praga (Repubblica Ceca).
Willem Jacobus EIJK, Arcivescovo di Utrecht (Paesi Bassi) .

Giuseppe BETORI, Arcivescovo di Firenze (Italia).

Timothy Michael DOLAN, Arcivescovo di New York (Stati Uniti d'America) .

Rainer Maria WOELKI, Arcivescovo di Berlino (Germania).

John TONG HON, Vescovo di Hong-Kong (China).

Baselios Cleemis THOTTUNKAL, Arcivescovo Maggiore di Trivandrum di Siro-Malankaresi (India).

John Olorunfemi ONAIYEKAN, Arcivescovo di Abuja (Nigeria).

Rubén SALAZAR GÓMEZ, Arcivescovo di Bogotá (Colombia).

Luis Antonio TAGLE, Arcivescovo di Manila (Filipinas).

ORDINE DEI DIACONI

Jean-Louis TAURAN, Presidente del Pontificio ConsIglio per il Dialogo Interreligioso.
Attilio NICORA, Presidente dell'Autorità di Informazione Finanziaria (Stato della Città del Vaticano).

William Joseph LEVADA, Prefetto emerito della Congregazione per la Dottrina della Fede.

Franc RODÉ, Prefetto emerito degli Istituti di Vita Consacrata e le Società di Vita Aposotolica.

Leonardo SANDRI, Prefetto della Congregazione per le Chiese Orientali.

Giovanni LAJOLO, Presidente emerito del Governatorato dello Stato della Città del Vaticano.

Paul Josef CORDES, Presidente emerito del Pontificio Consiglio Cor Unum.

Angelo COMASTRI, Arciprete della Basílica di San Pietro.
Stanisław RYŁKO, Presidente del Pontificio Consiglio per i Laici.

Raffaele FARINA, Bibliotecario emerito della Biblioteca Apostolica Vaticana.

Angelo AMATO, Prefetto della Congregazione delle Cause dei Santi.

Robert SARAH, Presidente del Pontificio Consiglio Cor Unum

Francesco MONTERISI, Arciprete emerito della Basílica di San Paolo fuori le Mura.

Raymond Leo BURKE, Prefetto del Tribunale Supremo della Signatura Apostolica.
Kurt KOCH, Presidente del Pontificio Consiglio per la Promozione dell'Unità dei Cristiani.

Paolo SARDI , Patrono del Sovrano Militare Ordine di Malta.

Mauro PIACENZA, Prefetto della Congregazione per il Clero.

Velasio DE PAOLIS, Presidente emerito della Prefettura degli Affari Economici della Santa Sede.

Gianfranco RAVASI, Presidente del Pontificio Consiglio della Cultura.

Fernando FILONI, Prefetto della Congregazione per l'Evangelizzazione dei Popoli.

Manuel MONTEIRO de CASTRO, Penitenziere Maggiore di Santa Romana Chiesa.

Santos ABRIL y CASTELLÓ, Arciprete della Basílica di Santa Maria Maggiore.

Antonio Maria VEGLIÒ, Presidente del Pontificio Consiglio per la Pastorale dei Migranti e degli Itineranti.

Giuseppe BERTELLO, Presidente del Governatoato dello Stato della Città del Vaticano.

Francesco COCCOPALMERIO, Presidente del Pontificio Consiglio per i Testi Legislativi.

João BRAZ de AVIZ, Prefetto della Congregazione per gli Istituti di Vita Consacrata e le Società di Vita Apostolica.

Edwin Frederick O'BRIEN. Gran Maestro dell'Ordine Equestre del Santo Sepolcro di Gerusalemme.

Domenico CALCAGNO, Presidente dell'Amministrazione del Patrimonio della Sede Apostolica.
Giuseppe VERSALDI, Presidente della Prefettura degli Affari Economici della Santa Sede.

James Michael HARVEY, Arciprete della Basilica di San Paolo fuori le Mura.



COME SI OTTENGONO LE FUMATE BIANCHE E NERE

Città del Vaticano, 12 marzo 2013 (VIS). A partire dal Conclave 2005, per meglio distinguere il colore delle fumate, è stata utilizzata un'apparecchiatura ausiliaria a fumogeni, oltre la stufa tradizionale dove vengono bruciate le schede delle votazioni. Tale apparato installato a fianco della stufa tradizionale, è dotato di uno scomparto con sportello, nel quale, - a seconda dell'esito della votazione - sono inserite delle cassette contenenti fumogeni di differente composizione, la cui accensione è avviata da una centralina elettronica, per la durata complessiva di alcuni minuti, durante il corso della bruciatura della schede.

Per l'ottenimento di fumate nere la composizione chimica del fumogeni è costituita da: perclorato di potassio, antracene e zolfo; per la fumata bianca: clorato di potassio, lattosio e colofonia. La colofonia, detta anche "pece greca", è una resina naturale di colore giallo ottenuta dalle conifere. Anticamente per produrre il colore nero si usava il nerofumo o il catrame, e per il fumo bianco, fili di paglia.

Le canne fumarie della stufa e dell'apparecchiatura elettronica confluiscono in un unico condotto che, dall'interno della Cappella Sistina, sfocia in prossimità del colmo della copertura dell'edificio. Per migliorare il tiraggio, la canna è preriscaldata mediante resistenze elettriche ed è dotata di un ventilatore di riserva.






lunedì 11 marzo 2013

ULTIMA CONGREGAZIONE PRIMA DELL'INIZIO DEL CONCLAVE

Città del Vaticano, 11 marzo 2013 (VIS). I partecipanti alla decima Congregazione svoltasi questa mattina, l'ultima che precede il Conclave, sono stati 152. Nel corso di questa Congregazione è stata rinnovata la composizione della Congregazione particolare con il sorteggio di tre Cardinali elettori dei tre Ordini: il Cardinale Antonios Naguib (Ordine dei Vescovi; il Cardinale Marc Ouellet, P.S.S. (Ordine dei Presbiteri) ed il Cardinale Francesco Monterisi (Ordine dei Diaconi). Se il Conclave dura più di tre giorni occorrerà sorteggiare nuovamente tre nomi, poiché l'incarico di assistente del Camerlengo è valido tre giorni.

"Gli interventi di questa mattina sono stati 28 - ha informato nel briefing quotidiano il Direttore della Sala Stampa della Santa Sede, Padre Federico Lombardi, S.I. - Sono in totale 161 gli interventi dei Cardinali nel corso delle dieci Congregazioni. Si tratta di una ampia partecipazione, anche se alcuni Porporati avrebbero desiderato interventi un po' più lunghi, però la grande maggioranza dei Cardinali ha deciso di non convocare un'altra Congregazione nel pomeriggio, in vista del trasferimento alla Casa Santa Marta e della preparazione del Conclave".

Questa mattina si è parlato, fra l'altro, dell'Istituto per le Opere di Religione (IOR). "Il Cardinale Tarcisio Bertone in qualità di Presidente della Commissione Cardinalizia di Vigilanza dello IOR ha fatto una breve relazione sull'Istituto stesso, il suo servizio e il procedere dell'inserimento delle istituzioni vaticane nel sistema internazionale di controllo della attività economiche e finanziarie. Si completa così l'informazione sulla situazione economica della Santa Sede. Altri argomenti sono stati sulle attese nei confronti del futuro Papa.

Successivamente Padre Lombardi ha fornito alcune informazioni sullo svolgimento dei prossimi giorni.

Sono 90 gli addetti al Conclave che questo pomeriggio alle 17:30, nella Cappella Paolina, in presenza del Cardinale Camerlengo, presteranno il giuramento degli officiali e degli addetti al servizio durante il Conclave. (Indichiamo in un articolo a parte l'elenco dei partecipanti).

La "Missa pro eligendo Pontifice" sarà celebrerà martedì mattina, 12 marzo, alle 10, nella Basilica Vaticana. Il libretto della liturgia si trova online sul sito: vatican.va nella sezione "Cerimonie liturgiche". La Liturgia sarà presieduta dal Cardinale Decano, Angelo Sodano, e sarà concelebrata da tutti i Cardinali, anche i non elettori. Durante l'offertorio si ascolterà un mottetto di Gian Luigi da Palestrina.

Da domani il Centro Televisivo Vaticano darà immagini continuative in diretta per monitorare il comignolo della Cappella Sistina nei tempi delle possibili fumate.

Nella Cappella Sistina al posto di ogni singolo Cardinale si trovano il Testo della Costituzione Apostolica "Universi Dominici Gregis", l'"Ordo rituum conclavis" ed il libro "Liturgia Horarum".

Il Direttore della Sala Stampa della Santa Sede si è soffermato inoltre sugli atti finali del Conclave. "Se un Cardinale consegue i due terzi - la maggioranza richiesta - il Cardinale Decano dell'Assemblea, in questo caso il Cardinale Giovanni Battista Re domanda all'eletto: 'Accetti la tua elezione canonica a Sommo Pontefice?' E ricevuto il consenso domanda: 'Con quale nome vuoi essere chiamato?'. Il Maestro delle Celebrazioni Liturgiche Pontificie nella sua qualità di notaio ha come testimoni due cerimonieri che saranno chiamati al momento dell'accettazione del nuovo Pontefice e dopo la scelta del nome. Si procede ad incenerire le schede per la "fumata" bianca. Dopo il nuovo Papa indossa le vesti papali nella cosiddetta "Stanza delle lacrime". Quando il Papa esce dalla stanza, si dà lettura di un passaggio del Vangelo legato al ministero petrino, segue una preghiera ed infine i Cardinali, sfilano uno per uno, davanti al nuovo Pontefice presentandogli i propri auguri e promettendogli obbedienza. Il Papa e i Cardinali intonano il "Te Deum". "In questo conclave c'è una novità - ha precisato Padre Lombardi - il Papa prima di mostrarsi alla Loggia per salutare i fedeli, passa dalla Cappella Sistina alla Cappella Paolina per pregare alcuni momenti davanti al Santissimo Sacramento. Dopo si affaccia alla Loggia e, salutata la folla, impartisce la benedizione "Urbi et Orbi".

Relativamente alla Messa di inaugurazione del Pontificato, Padre Lombardi ha spiegato che non deve necessariamente celebrarsi di domenica, ma in qualunque giorno feriale.

Infine Padre Lombardi ha precisato che l'Arcivescovo Georg Gänswein, Prefetto della Casa Pontificia, Segretario Particolare del Papa emerito, sarà presente alla cerimonia di inizio del Conclave, come prevede la sua carica.


GIURAMENTO DEGLI OFFICIALI E DEGLI ADDETTI AL CONCLAVE

Città del Vaticano, 11 marzo 2013 (VIS). L'Ufficio delle Celebrazioni Liturgiche del Sommo Pontefice, ha comunicato che alle 17:30 di questo pomeriggio, nella Cappella Paolina, Prima Loggia del Palazzo Apostolico Vaticano, avrà luogo il Giuramento degli Officiali e degli Addetti al Conclave.

"Tutti coloro che saranno addetti al prossimo Conclave, sia ecclesiastici che laici, approvati dal Cardinale Camerlengo e dai tre Cardinali Assistenti, a norma della Costituzione Apostolica 'Universi Dominici Gregis' n. 48, dovranno prestare e sottoscrivere il Giuramento prescritto. In base ai nn. 46-47 della 'Universi Dominici Gregis' vorranno trovarsi per le ore 17 nella Cappella Paolina:

- il Segretario del Collegio Cardinalizio;

- il Maestro delle Celebrazioni Liturgiche Pontificie;

- i Cerimonieri Pontifici;

- l'Ecclesiastico scelto dal Cardinale che presiede il conclave perché lo assista nel proprio ufficio;

- i Religiosi e le Religiose addetti alla Sagrestia Pontificia;

- i Religiosi di varie lingue per le confessioni;

- i Medici e gli infermieri;

- gli addetti agli ascensori del Palazzo Apostolico:

- il personale addetto ai servizi della mensa e delle pulizie;

- il personale della Floreria e dei Servizi Tecnici (UDG num. 5 e 51);

- gli addetti al trasporto degli Elettori dalla "Domus Sanctae Marthae" al Palazzo Apostolico;

- il Colonnello ed un Maggiore del Corpo della Guardia Svizzera Pontificia, addetti alla sorveglianza vicino alla Cappella Sistina;

- il Direttore dei Servizi di Sicurezza e Protezione Civile con alcuni suoi collaboratori.

Essi, pertanto, dopo essere stati istruiti sul significato del Giuramento, dovranno pronunziare e sottoscrivere personalmente la formula prevista, davanti al Cardinale Tarcisio Bertone, Camerlengo di Santa Romana Chiesa, essendo testimoni due Protonotari Apostolici in Numero Partecipanti.


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