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Il Vatican Information Service (VIS), istituito nell'ambito della Sala Stampa della Santa Sede, è un bollettino telematico che diffonde notizie relative all'attività magistrale e pastorale del Santo Padre e della Curia Romana...

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martedì 15 maggio 2012

VISITA DEL PAPA A MILANO INCONTRO MONDIALE FAMIGLIE


Città del Vaticano, 15 maggio 2012 (VIS). Il Santo Padre Benedetto XVI compirà una Visita Pastorale all'Arcidiocesi di Milano, in occasione del VII Incontro Mondiale delle Famiglie.

La partenza in aereo è prevista alle 16:00 del 1° giugno prossimo, dall'aeroporto di Roma-Ciampino e l'arrivo all'aeroporto di Milano-Linate, alle 17:00. Alle 17:30, durante l'incontro con la cittadinanza in Piazza Duomo, il Papa terrà un discorso e, alle 19:30, assisterà con le delegazioni ufficiali dell'Incontro Mondiale delle Famiglie, a un concerto in suo onore, nel Teatro alla Scala di Milano.

Alle 10:00 di sabato 2 giugno, il Papa parteciperà alla celebrazione dell'Ora Media nel Duomo di Milano a cui seguirà la meditazione e la venerazione delle Reliquie del Santo nello "Scurolo di San Carlo". Alle 11:15 nello Stadio "Meazza" a San Siro è previsto l'incontro del Papa con i cresimandi a cui seguirà un discorso e la recita dell'Angelus Domini. Alle 17:00 avrà luogo l'Incontro del Papa con le Autorità, nella Sala del trono dell'Arcivescovado di Milano, ed alle 20:30 è in programma l'intervento del Santo Padre alla "Festa delle Testimonianze" nel Parco di Bresso.

Alle 10:00 di domenica 3 giugno, nel Parco di Bresso, il Santo Padre celebrerà la Santa Messa e guiderà la recita dell'Angelus. Dopo il pranzo, alle 13:15, nell'Arcivescovado di Milano, con i cardinali, vescovi ed alcune famiglie, il Papa saluterà i membri della Fondazione Famiglia 2012 e gli organizzatori della visita.

Alle 17:30, Papa Benedetto XVI ripartirà alla volta di Roma e dall'aeroporto di Ciampino si trasferirà in elicottero in Vaticano, dove l'arrivo è previsto alle 18:45.

USO SCORRETTO IMMAGINE DEL PAPA: BENETTON RITRATTA

Città del Vaticano, 15 maggio 2012 (VIS). Questa mattina è stata resa pubblica una Notai  di Padre Federico Lombardi, S.I., Direttore della Sala Stampa della Santa Sede, relativa alla conclusione della vicenda legale fra la Santa Sede e il Gruppo Benetton per l'uso scorretto dell'immagine del Papa Benedetto XVI nella campagna pubblicitaria "Unhate".

"Venerdì scorso - si legge nel Comunicato di Padre Lombardi - il Gruppo Benetton ha rilasciato una Nota in cui (...) ribadiva 'il proprio dispiacere per aver così urtato la sensibilità di Sua Santità Benedetto XVI e dei credenti' e assicurava che 'ha garantito e mantenuto che tutte le immagini fotografiche della persona del Santo Padre sono state ritirate dal proprio circuito commerciale e si impegna a non compiere in futuro alcun ulteriore utilizzo dell'immagine del Santo Padre senza una previa autorizzazione della Santa Sede' e concludeva che 'il Gruppo Benetton porrà inoltre i suoi buoni uffici affinché cessi l'ulteriore utilizzazione dell'immagine da parte di terzi, su siti internet o in altre sedi'".

"Il Comunicato del Gruppo Benetton - sottolinea Padre Lombardi - (...) rappresenta la conclusione, in base ad un accordo transattivo, del confronto fra i legali della Santa Sede (...) e quelli del Gruppo, confronto che ha avuto luogo, come era stato annunciato, ed era rimasto aperto finora. Il Gruppo Benetton riconosce dunque (...) che l'immagine del Papa va rispettata". (...)

"La Santa Sede non ha voluto chiedere risarcimenti di natura economica, ma ha voluto ottenere il risarcimento morale del riconoscimento dell'abuso compiuto ed affermare la sua volontà di difendere anche con mezzi legali l'immagine del Papa. Invece di un risarcimento economico è stato chiesto ed ottenuto dal Gruppo Benetton un atto di liberalità - limitato, ma effettivo - nei confronti di un'attività caritativa della Chiesa".

"Si chiude così, anche dal punto di vista legale, un episodio molto spiacevole, che non avrebbe dovuto avvenire, ma dal quale si spera di ricavare una lezione di doveroso rispetto per l'immagine del Papa - come di ogni altra persona -, e della sensibilità dei fedeli".

CARITAS DEL MEDITERRANEO: DIALOGO TRA LE SPONDE


Città del Vaticano, 15 maggio 2012 (VIS). Domani 16 maggio si apre a Cagliari l'edizione 2012 di MigraMed, alla quale partecipano le associazioni della Caritas dei paesi del Mediterraneo. L'edizione 2012 è dedicata al dialogo fra le sponde del Mediterraneo e ai temi della crisi in Medio Oriente e dell'Africa del Nord, all'accoglienza dei migranti e alle prospettive dell'emigrazione.

"A un anno dall'esplosione della 'primavera araba' e con la crisi finanziaria, economica e sociale che sta travolgendo l'Europa, le Caritas del bacino del Mediterraneo, nordafricane, mediorientali ed europee, si ritrovano per un confronto insieme a Caritas Italiana e alle Caritas diocesane impegnate sul tema dei migranti e delle relative politiche di sviluppo e accoglienza", si legge in un Comunicato della Caritas Italiana.

Dal 16 al 18 maggio prossimo, si analizzerà il sistema dell'accoglienza in Italia delle persone fuggite dalla Libia: circa 3.000 degli oltre 20.000 posti attivati per l'accoglienza sono gestiti oggi attraverso la rete delle Caritas diocesane su tutto il territorio nazionale.

Si parlerà anche del dialogo interreligioso, giacché le Caritas della sponda sud del Mediterraneo, si trovano in Paesi a maggioranza islamica. Sono previsti gli interventi delle Caritas di Libia, Marocco, Algeria, Libano, Turchia, Tunisia. insieme a quelli di Francia, Germania, Spagna, Grecia, Malta e Albania e quelli di rappresentanti di Caritas Europa e delle Caritas della Regione Medio Oriente e Nord Africa.

La manifestazione sarà occasione per fare il punto sul presente e sul futuro delle migrazioni nell'area del Mediterraneo, valutando gli effetti delle crisi in Medio Oriente e Nord Africa e il ruolo dell'Europa tra la crisi economica e l'emergenza umanitaria dei profughi.

ALTRI ATTI PONTIFICI

Città del Vaticano, 15 maggio 2012 (VIS). Il Santo Padre:

- Ha nominato l'Arcivescovo Gabriel Justice Anokye, Arcivescovo dell'Arcidiocesi di Kumasi (superficie: 5.118; popolazione: 1.744.000; cattolici: 401.000; sacerdoti: 112; religiosi: 119), Ghana. Finora Vescovo di Obuasi (Ghana), succede all'Arcivescovo Kwaku Mensah del quale il Santo Padre ha accettato la rinuncia al governo pastorale della medesima Arcidiocesi, presentata per raggiunti limiti d'età.

- Ha nominato il Vescovo Varghese Chakkalakal, Vescovo della Diocesi di Calicut (superficie: 12.505; popolazione; 10.453.000; cattolici: 50.201; sacerdoti: 125; religiosi: 833), India. Finora Vescovo di Kannur  (India), è stato anche nominato Amministratore Apostolico "sede vacante et ad nutum Sanctae Sedis della Diocesi di Kannur".

- Ha nominato il Vescovo Roberto Calara Mallari, Vescovo di San Jose (superficie: 2.540; popolazione: 819.000; cattolici: 725.000; sacerdoti: 33; religiosi: 34), Filippine. È stato finora Vescovo Ausiliare dell'Arcidiocesi di San Fernando (Filippine).

lunedì 14 maggio 2012

IL PAPA AD AREZZO: PROMUOVERE CULTURA DELLA SOLIDARIETÀ

Città del Vaticano, 13 maggio 2012 (VIS). Il Santo Padre Benedetto XVI ha si è recato in visita pastorale ad Arezzo dove è stato accolto dal Presidente del Consiglio dei Ministri, Senatore Mario Monti e dalle autorità religiose e civili. Il Papa ha celebrato la Santa Messa  alla quale hanno assistito 30.000 persone nel Parco del Prato, dietro il Duomo di Arezzo.

"La prima Lettura - ha detto il Pontefice nell'omelia - ci ha presentato un momento importante in cui si manifesta proprio l’universalità del Messaggio cristiano e della Chiesa: san Pietro, nella casa di Cornelio, battezzò i primi pagani. Nell’Antico Testamento Dio aveva voluto che la benedizione del popolo ebreo non rimanesse esclusiva, ma fosse estesa a tutte le nazioni. (...) E così Pietro, ispirato dall’alto, capisce che 'Dio non fa preferenze di persone, ma accoglie chi lo teme e pratica la giustizia, a qualunque nazione appartenga'. Il gesto compiuto da Pietro diventa immagine della Chiesa aperta all’umanità intera. Seguendo la grande tradizione della vostra Chiesa e delle vostre Comunità, siate autentici testimoni dell’amore di Dio verso tutti!".

Il Papa che ha ricordato le grandi figure della chiesa aretina, da San Donato al Beato Gregorio X che riposa nella Cattedrale, ha esortato i fedeli del secolo XXI con queste parole: "Siate fermento nella società, siate cristiani presenti, intraprendenti e coerenti. La Città di Arezzo riassume, nella sua storia plurimillenaria, espressioni significative di culture e di valori. (...) Questa terra, dove nacquero grandi personalità del Rinascimento, da Petrarca a Vasari, ha avuto parte attiva nell’affermazione di quella concezione dell’uomo che ha inciso sulla storia d’Europa, facendo forza sui valori cristiani. (...) Nel contesto della Chiesa in Italia, impegnata in questo decennio sul tema dell’educazione, dobbiamo chiederci, soprattutto nella Regione che è patria del Rinascimento, quale visione dell’uomo siamo in grado di proporre alle nuove generazioni. La Parola di Dio che abbiamo ascoltato è un forte invito a vivere l’amore di Dio verso tutti, e la cultura di queste terre ha, tra i suoi valori distintivi, la solidarietà, l’attenzione ai più deboli, il rispetto della dignità di ciascuno. (...) Essere solidali con i poveri è riconoscere il progetto di Dio Creatore, che ha fatto di tutti una sola famiglia".

Successivamente Benedetto XVI ha parlato della crisi economica, che ha colpito anche la Toscana ed ha detto: "La complessità dei problemi rende difficile individuare le soluzioni più rapide ed efficaci per uscire dalla situazione presente, che colpisce specialmente le fasce più deboli e preoccupa non poco i giovani. L’attenzione agli altri, fin da secoli remoti, ha mosso la Chiesa a farsi concretamente solidale con chi è nel bisogno, condividendo risorse, promuovendo stili di vita più essenziali, contrastando la cultura dell’effimero, che ha illuso molti, determinando una profonda crisi spirituale. Questa Chiesa diocesana, arricchita dalla testimonianza luminosa del Poverello di Assisi, continui ad essere attenta e solidale verso chi si trova nel bisogno, ma sappia anche educare al superamento di logiche puramente materialistiche, che spesso segnano il nostro tempo, e finiscono per annebbiare proprio il senso della solidarietà e della carità".

"Testimoniare l’amore di Dio nell’attenzione agli ultimi si coniuga anche con la difesa della vita, dal suo primo sorgere al suo termine naturale. Nella vostra Regione l’assicurare a tutti dignità, salute e diritti fondamentali viene giustamente sentito come un bene irrinunciabile. La difesa della famiglia, attraverso leggi giuste e capaci di tutelare anche i più deboli, costituisca sempre un punto importante per mantenere un tessuto sociale solido e offrire prospettive di speranza per il futuro. Come nel Medioevo gli statuti delle vostre città furono strumento per assicurare a molti i diritti inalienabili, così anche oggi continui l’impegno per promuovere una Città dal volto sempre più umano. In questo, la Chiesa offre il suo contributo perché l’amore di Dio sia sempre accompagnato da quello del prossimo", ha concluso il Pontefice.

REGINA COELI: SUPERARE TENTAZIONE DELLO SCORAGGIAMENTO

Città del Vaticano, 13 maggio 2012 (VIS). "Quale Madre della Chiesa, Maria Santissima vuole sempre confortare i suoi figli nei momenti di maggiore difficoltà e sofferenza", ha detto il Papa prima della recita del "Regina Caeli" con le migliaia di fedeli che hanno assistito all'Eucaristia nel Parco del Prato ad Arezzo.

"Mediante Maria - ha proseguito il Santo Padre - invochiamo da Dio il conforto morale, perché la comunità aretina, e l’Italia intera, reagiscano alla tentazione dello scoraggiamento e, forti anche della grande tradizione umanistica, riprendano con decisione la via del rinnovamento spirituale ed etico, che sola può condurre ad un autentico miglioramento della vita sociale e civile. Ciascuno, in questo, può e deve dare il suo contributo".

Al termine del "Regina Caeli", Benedetto XVI ha compiuto una visita privata alla Cattedrale di San Donato dove si è recato alla Cappella della Madonna del Conforto per adorare il Santissimo Sacramento e venerare l'immagine della Madonna. Attraverso il passaggio interno della Cattedrale il Papa ha raggiunto l'Episcopio per il pranzo con i Vescovi della Toscana.

SALE DELL'ONESTÀ E DELL'ALTRUISMO DIANO NUOVO SAPORE ALLA SOCIETÀ CIVILE

Città del Vaticano, 14 maggio 2012 (VIS). Alle 18:00 il Santo Padre è atterrato all'eliporto di Sansepolcro, che celebra quest'anno il millennio di fondazione. A causa del maltempo,  alla fitta nebbia, il Papa non ha potuto visitare, come era in programma, il Santuario de La Verna ed ha anticipato l'arrivo a Sansepolcro, dove, nella Piazza di Torre di Berta adornata da più trecento stendardi, ha incontrato la cittadinanza.

Il Santo Padre ha visitato la cattedrale di San Giovanni Evangelista dove si è recato nella Cappella del "Volto Santo" per adorare il Santissimo Sacramento e venerare l'immagine lignea del Cristo tunicato.

Nel discorso alla cittadinanza il Papa ha ricordato che "mille anni fa i santi pellegrini Arcano ed Egidio, di fronte alle grandi trasformazioni del tempo, si misero alla ricerca della verità e del senso della vita, dirigendosi verso la Terra Santa. Tornando, portarono con sé non solo le pietre raccolte sul monte Sion, ma la speciale idea che avevano elaborato nella Terra di Gesù: costruire nell’Alta Valle del Tevere la civitas hominis a immagine di Gerusalemme che, nel suo stesso nome, evoca giustizia e pace".

"Essi idearono un modello di città articolato e carico di speranza per il futuro, nel quale i discepoli di Cristo erano chiamati ad essere il motore della società nella promozione della pace, attraverso la pratica della giustizia. La loro sfida coraggiosa diventò realtà, con la perseveranza di un cammino che, grazie al supporto del carisma benedettino prima e dei monaci Camaldolesi poi, è continuato per generazioni. Fu necessario un forte impegno per fondare una comunità monastica e poi, intorno alla Chiesa Abbaziale, la vostra città", che "è  il punto di riferimento, a partire dal quale ciascuno può orientarsi nel cammino, ma soprattutto nella vita; costituisce un forte richiamo a guardare in alto, a sollevarsi dalla quotidianità, (...) in una continua tensione verso i valori spirituali e verso la comunione con Dio, che non aliena dal quotidiano, ma lo orienta e lo fa vivere in modo ancora più intenso. Questa prospettiva è valida anche oggi, per recuperare il gusto della ricerca del 'vero', per percepire la vita come un cammino che avvicina al 'vero' e al 'giusto'".

"Oggi vi è particolare bisogno che il servizio della Chiesa al mondo si esprima con fedeli laici illuminati, capaci di operare dentro la città dell’uomo, con la volontà di servire al di là dell’interesse privato, al di là delle visioni di parte. Il bene comune conta di più del bene del singolo, e tocca anche ai cristiani contribuire alla nascita di una nuova etica pubblica. (...) Alla sfiducia verso l’impegno nel politico e nel sociale, i cristiani, specialmente i giovani, sono chiamati a contrapporre l’impegno e l’amore per la responsabilità, animati dalla carità evangelica, che chiede di non rinchiudersi in se stessi, ma di farsi carico degli altri. Ai giovani rivolgo l’invito a saper pensare in grande: abbiate il coraggio di osare! Siate pronti a dare nuovo sapore all’intera società civile, con il sale dell’onestà e dell’altruismo disinteressato".

"La sfida che sta davanti a questo antico Borgo è quella di armonizzare la riscoperta della propria millenaria identità con l’accoglienza e l’incorporazione di culture e sensibilità diverse. San Paolo ci insegna che la Chiesa, ma anche l’intera società sono come un corpo umano, dove ogni parte è diversa dall’altra, ma tutte concorrono al bene dell’organismo".

"Questa Basilica è (...) la sede della ritrovata armonia tra i momenti del culto e della vita civica, il punto di riferimento per la pacificazione degli animi. E come i vostri padri seppero costruire lo splendido tempio di pietra, perché fosse segno ed appello alla comunione di vita, spetta a voi rendere visibile e credibile il significato dell’edificio sacro, vivendo in pace nella comunità ecclesiale e civile. (...) Guardando al vostro ricco patrimonio spirituale, siate una Chiesa viva al servizio del Vangelo! Una Chiesa ospitale e generosa, che con la sua testimonianza renda presente l’amore di Dio per ogni essere umano, specialmente per i sofferenti e per i bisognosi".

Al termine, il Papa ha salutato alcuni rappresentanti delle autorità e della cittadinanza e alle ore 19:15 è ripartito alla volta del Vaticano.

IL REPERTORIO SACRO ESPRIME IN MUSICA LA FEDE DELLA CHIESA


Città del Vaticano, 12 maggio 2012 (VIS). Il Presidente della Repubblica Italiana, Senatore Giorgio Napoletano, ha offerto nel pomeriggio di ieri, nell'Aula Paolo VI, un concerto in onore del Santo Padre Benedetto XVI in occasione del settimo anniversario di Pontificato. L'Orchestra e il Coro del Teatro dell'Opera di Roma, diretti rispettivamente dal Maestro Riccardo Muti e dal Maestro Roberto Gabbiani, hanno eseguito il Magnificat il sol minore RV 611 di Antonio Vivaldi e lo "Stabat Mater" ed il "Te Deum" dai Quattro pezzi sacri di Giuseppe Verdi.

Al termine del concerto il Papa ha ringraziato tutti coloro che hanno partecipato alla preparazione ed esecuzione del concerto, ricordando la sensibilità del Maestro Riccardo Muti per la musica sacra e il suo impegno perché sia più conosciuto il ricco repertorio che "esprime in musica la fede della chiesa". Il "Magnificat di Antonio Vivaldi, ha detto il Pontefice, "è il canto di lode di Maria e di tutti gli umili di cuore, che riconoscono e celebrano con gioia e gratitudine l’azione di Dio nella propria vita e nella storia; di Dio che ha uno 'stile' diverso da quello dell’uomo, perché si schiera dalla parte degli ultimi per dare speranza. E la musica di Vivaldi esprime la lode, l’esultanza, il ringraziamento e anche la meraviglia di fronte all’opera di Dio, con una straordinaria ricchezza di sentimenti".

"Con i due pezzi sacri di Giuseppe Verdi, che abbiamo ascoltato, il registro cambia: ci troviamo di fronte al dolore di Maria ai piedi della Croce (...). Il grande Operista italiano, come aveva indagato ed espresso il dramma di tanti personaggi nelle sue opere, qui tratteggia quello della Vergine che guarda al Figlio sulla Croce. La musica si fa essenziale, quasi si 'afferra' alle parole per esprimerne nel modo più intenso possibile il contenuto (...)
perché possiamo partecipare al suo dolore materno e far ardere il nostro cuore di amore a Cristo, fino alla strofa finale, supplica intensa e potente a Dio che all’anima sia data la gloria del Paradiso, aspirazione ultima dell’umanità".

"Anche il Te Deum è un susseguirsi di contrasti, ma l’attenzione di Verdi al testo sacro è minuziosa, così da offrirne una lettura diversa dalla tradizione. Egli non vede tanto il canto delle vittorie o delle incoronazioni, ma, come scrive, un susseguirsi di situazioni: l’esultanza iniziale (...). La contemplazione del Cristo incarnato, che libera e apre il Regno dei Cieli, (...), perché abbia misericordia, e infine il grido ripetuto dal soprano e dal coro 'In te, Domine speravi' con cui si chiude il brano, quasi una richiesta dello stesso Verdi di avere speranza e luce nell’ultimo tratto della vita".

UDIENZE


Città del Vaticano, 12 maggio 2012 (VIS). Il Santo Padre ha ricevuto in udienza:

- Il Cardinale Fernando Filoni, Prefetto della Congregazione per l’Evangelizzazione dei Popoli.

- Il Cardinale Agostino Vallini, Vicario Generale di Sua Santità per la Diocesi di Roma.

ALTRI ATTI PONTIFICI


Città del Vaticano, 14 maggio 2012 (VIS). Il Santo Padre:

- Ha nominato il Vescovo Alvaro Leonel Ramazzini Imeri, Vescovo di Huehuetenango (superficie: 7.400; popolazione: 917.763; cattolici: 706.449; sacerdoti: 27; religiosi: 57), Guatemala. Finora Vescovo di San Marcos (Guatemala), succede al Vescovo Rodolfo Francisco Bobadilla Mata, C.M., del quale il Santo Padre ha accettato la rinuncia al governo pastorale della medesima Diocesi, presentata per raggiunti limiti d'età.

- Ha nominato il Padre Dieudonné Nzapalainga, C.S.Sp., Arcivescovo di Bangui (superficie: 38.342; popolazione: 1.043.000; cattolici: 246.657; sacerdoti: 104; religiosi: 124), Repubblica Centroafricana. L'Arcivescovo eletto, finora Amministratore Apostolico della medesima sede, è nato nel 1967a Mbomou (Repubblica Centrafricana). Ha emesso i primi voti nella Congregazione dei Padri Spiritani nel 1993, i voti perpetui nel 1997 ed è stato ordinato sacerdote nel 1998. Dal 1998 al 2005 è stato Cappellano degli orfani della Fondazione d'Auteuil (Francia) e Vicario parrocchiale a St. Jerôme/Marseille (Francia); dal 2005 al 2009 è stato Superiore Regionale dei Padri Spiritani nella Repubblica Centroafricana e parroco a Bangui; dal 2008 al 2009 è stato Presidente della Conferenza dei Superiori Maggiori del Centroafrica.

- Ha nominato il Reverendo Dennis Kofi Agbenyadzi, S.M.A., Superiore Regionale della Società delle Missioni Africane nella Repubblica Centroafricana, Vescovo della Diocesi di Berbérati (superficie: 45.000; popolazione: 450.000; cattolici: 110.000; sacerdoti: 33; religiosi: 30), Repubblica Centroafricana. Il Vescovo eletto è nato nel 1964 a Kadjebi-Akan
(Ghana), ha emesso i voti perpetui nel 1996 ed è stato ordinato sacerdote nel 1997. Dal 1997 al 1999 è stato Vicario parrocchiale a Berbérati; dal 1999 al 2005 Parroco a Berbérati e Direttore delle opere di sviluppo per il popolo pigmeo; Membro del Consiglio Episcopale ed incaricato della gestione dei prodotti farmaceutici; dal 2004 al 2007 è stato Assistente del Superiore Regionale; dal 2005 al 2009 Superiore della Casa di formazione a Bangui e Membro della Commissione diocesana per la Pastorale dei Migranti; dal 2007 è stato Superiore Regionale dei Padri della Società delle Missioni Africane.

- Ha nominato il Padre Nestor-Désiré Nongo-Aziagbia, S.M.A., Vescovo  della Diocesi di Bossangoa (superficie: 62.420; popolazione: 612.000; cattolici: 281.000; sacerdoti: 38; religiosi: 22), Repubblica Centroafricana. Il Vescovo eletto è nato nel 1970 a M'Baiki (Repubblica Centroafricana), ha emesso la prima professione nel 1994 ed è stato ordinato sacerdote nel 1998. Dal 1998 al 2004 è stato Vicario parrocchiale e Parroco, Direttore delle vocazioni, Membro del Consiglio per gli Affari Economici e del Collegio dei Consultori nel Vicariato di Kontagora (Nigeria); dal 2004 è stato Superiore della Comunità di Haguenau a Strasburgo (Francia) e del medesimo Distretto dei Padri della Società delle Missioni Africane.

- Ha nominato il Monsignor Robert McGuckin, Vescovo della Diocesi di Toowoomba (superficie: 487.000; popolazione: 276.700; cattolici: 77.400; sacerdoti: 48; religiosi: 57), Australia. Il Vescovo eletto è nato nel 1944 a Sydney (Australia) ed è stato ordinato sacerdote nel 1973. Dal 1973 al 1975 è stato Vicario parrocchiale di Matraville; dal 1975 al 1997 Officiale del Tribunale Regionale di New South Wales; dal 1976 al 1978 è stato Amministratore della Parrocchia di Mascot; dal 1978 al 1981 è stato Amministratore della Parrocchia di Botony; dal 1984 al 1986 Amministratore della Parrocchia di Rosebery; dal 1989 al 1996 Professore di Diritto Canonico al "Catholic Theological Union"; dal  1991 al 1997 è stato Vicario Giudiziale di Parramatta; dal 1998 al 2012 Vicario Generale e Moderatore della Curia di Parramatta.

- Ha nominato il Reverendo Cyr-Nesotr Yapaupa, Vescovo Coadiutore della Diocesi di Alindao (superficie: 18.475; popolazione: 171.600; cattolici: 63.000; sacerdoti: 13; religiosi; 13), Repubblica Centroafricana. Il Vescovo eletto è nato nel 1970 a Bangassou (Repubblica Centroafricana) ed è stato ordinato sacerdote nel 2001. Dal 2001 al 2004 è stato Vicario parrocchiale; dal 2003 è stato responsabile della Commissione Diocesana della Liturgia; dal 2004 segretario diocesano dell'Insegnamento cattolico; dal 2005 parroco della Cattedrale, Cappellano diocesano dell'Associazione di Santa Rita, Cappellano diocesano dei gruppi corali; dal 2006 Vicario Generale.

- Ha nominato Consultori del Pontificio Consiglio per la Promozione della Nuova Evangelizzazione: Monsignor Marco Frisina (Italia), Presidente della Commissione Diocesana di Arte Sacra della Diocesi di Roma, Docente presso la Pontificia Università Lateranense e la Pontificia Università della Santa Croce in Roma; Padre Jeremy Driscoll, O.S.B. (Stati Uniti d'America), Docente presso il "Mount Angel Seminary" in St. Benedict, Oregon, e la Facoltà di Teologia del Pontificio Ateneo Sant'Anselmo in Roma; il Padre Marko Ivan Rupnik, S.I., (Slovenia), Direttore del Centro Aletti, Docente presso il Pontificio Istituto Orientale, la Pontificia Università Gregoriana e il Pontificio Istituto Liturgico del Pontificio Ateneo Sant'Anselmo in Roma; il Dottor Salvatore Martines (Italia), Presidente dell'Associazione "Rinnovamento nello Spirito Santo".

Sabato 12 maggio il Santo Padre ha nominato:

- Il Vescovo Andrzej Jez, Vescovo di Tarnów (superficie: 7.566; popolazione; 1.124.000; cattolici: 1.117.000; sacerdoti: 1.423; religiosi: 1.243), Polonia. Il Vescovo Jez è stato finora Ausiliare della medesima Diocesi.

- L'Archimandrita Donato Oliverio, Vescovo Eparchiale di Lungro degli Italo-Albanesi dell'Italia Continentale (superficie: 493; popolazione: 33.400; cattolici: 32.300; sacerdoti: 39; religiosi: 28; diaconi permanenti: 1), Italia. Il Vescovo eletto è nato nel 1956 a Cosenza ed è stato ordinato sacerdote nel 1982. Nello stesso anno è stato nominato Parroco di San Giuseppe di Marri e l'anno successivo Direttore dell'Ufficio Catechistico Eparchiale. Dal 1985 è Membro dell'Istituto per il Sostentamento del clero e dal 1988 al 2003 è stato Segretario dell'Istituto di Scienze Religiose di Lungro. Dal 1993 è Membro del Consiglio Presbiterale. È stato Segretario Generale della Prima Assemblea Eparchiale di Lungro e Segretario Generale del Secondo Sinodo Intereparchiale. Dal 1998 è Economo Eparchiale. Dal 2002 al 2003 è stato Moderatore della Curia e Pro-Protosincello; dal 2003 al 2010 Protosincello e finora Delegato ad omnia dell'Eparchia di Lungro.

- Il Reverendo Orlando Roa Barbosa, Vescovo Ausiliare dell'Arcidiocesi di Ibagué (superficie: 6.044; popolazione: 501.000; sacerdoti: 105; religiosi: 184; diaconi permanenti: 12), Colombia. Il Vescovo eletto è nato a Cali (Colombia) nel 1958 ed ha ricevuto l'ordinazione sacerdotale nel 1984. È stato Prefetto per la disciplina nel Seminario Minore di Ibagué (Colombia), Delegato arcidiocesano per la pastorale giovanile e vocazionale, Parroco di "Santa Isabel de Hungría a Santa Isabel, Parroco di "Santa Gertrudis" a Rovira, Parroco di "El Perpetuo Socorro" a Ibagué, Delegato arcidiocesano per la Pastorale sacerdotale e dal 2004 Rettore del Seminario Maggiore arcidiocesano "María Inmaculada".

venerdì 11 maggio 2012

LA MISSIONE HA BISOGNO DI RINNOVARE FIDUCIA NELL'AZIONE DI DIO

Città del Vaticano, 11 maggio 2012 (VIS). "L’evangelizzazione, che ha sempre carattere di urgenza, in questi tempi spinge la Chiesa ad operare con passo ancora più spedito per le vie del mondo, per portare ogni uomo alla conoscenza di Cristo", ha detto il Papa questa mattina nel ricevere in udienza i Direttori Nazionali delle Pontificie Opere Missionarie, a cui sono affidate la cooperazione missionaria di tutte le Chiese nel mondo. L'incontro di oggi si svolge nel contesto dell'Assemblea annuale del Consiglio Superiore delle Pontificia Opere Missionarie.

"Solo nella Verità, infatti, che è Cristo stesso - ha proseguito il Pontefice - l’umanità può scoprire il senso dell’esistenza, trovare salvezza, e crescere nella giustizia e nella pace. Ogni uomo e ogni popolo ha diritto a ricevere il Vangelo della verità. (...) Gesù, il Verbo incarnato, è sempre il centro dell’annuncio, il punto di riferimento per la sequela e per la stessa metodologia della missione evangelizzatrice, perché Egli è il volto umano di Dio che vuole incontrare ogni uomo e ogni donna per farli entrare in comunione con Lui, nel suo amore".

"La missione oggi ha bisogno di rinnovare la fiducia nell’azione di Dio; ha bisogno di una preghiera più intensa perché venga il suo Regno (...). Occorre invocare luce e forza dallo Spirito Santo, e impegnarsi con decisione e generosità per inaugurare, in un certo senso, 'una nuova epoca di annuncio del Vangelo ... perché, dopo duemila anni, una grande parte della famiglia umana ancora non riconosce Cristo, ma anche perché la situazione in cui la Chiesa e il mondo si trovano presenta particolari sfide alla fede religiosa'", ha detto Benedetto XVI citando l'Esortazione Apostolica del Beato Giovanni Paolo  II "Ecclesia in Asia". Il Papa ha incoraggiato anche il progetto della Congregazione per l'Evangelizzazione dei Popoli e delle Pontificie Opere Missionarie, in sostegno all'Anno della Fede, con "una campagna mondiale, che, attraverso la preghiera del Santo Rosario, accompagni l’opera di evangelizzazione nel mondo e per tanti battezzati la riscoperta e l’approfondimento della fede".

"L’annuncio del Vangelo non poche volte comporta difficoltà e sofferenze; la crescita del Regno di Dio nel mondo, infatti, non di rado avviene a prezzo del sangue dei suoi servi. In questa fase di cambiamenti economici, culturali e politici, dove spesso l’essere umano si sente solo, in preda all’angoscia e alla disperazione, i messaggeri del Vangelo, anche se annunciatori di speranza e di pace, continuano ad essere perseguitati come il loro Maestro e Signore. Ma, nonostante i problemi e la tragica realtà della persecuzione, la Chiesa non si scoraggia, rimane fedele al mandato del suo Signore, nella consapevolezza che 'come sempre nella storia cristiana, i martiri, cioè i testimoni, sono numerosi e indispensabili al cammino dell'evangelo'. Il messaggio di Cristo, oggi come ieri, non può adeguarsi alla logica di questo mondo, perché è profezia e liberazione, è seme di una umanità nuova che cresce, e solo alla fine dei tempi avrà la sua piena realizzazione".

Il Papa ha concluso il suo discorso ricordando che alle Pontificie Opere Missionarie "è affidato, in maniera particolare, il compito di sostenere i ministri del Vangelo, aiutandoli a 'conservare la gioia di evangelizzare, anche quando occorre seminare nelle lacrime'. (...) La vostra opera di animazione e formazione missionaria fa parte dell’anima della cura pastorale, perché la 'missio ad gentes' costituisce il paradigma di tutta l’azione apostolica della Chiesa. Siate sempre più espressione visibile e concreta della comunione di persone e di mezzi tra le Chiese, che, come vasi comunicanti, vivono la stessa vocazione e tensione missionaria, e in ogni angolo della terra lavorano per seminare il Verbo di Verità in tutti i popoli e le culture".


FERMA CONDANNA DEL DUPLICE ATTENTATO A DAMASCO

Città del Vaticano, 11 maggio 2012 (VIS). Padre Federico Lombardi, S.I., Direttore della Sala Stampa della Santa Sede, ha affermato questa mattina quanto segue, relativamente al duplice attentato di ieri a Damasco (Siria), che ha causato 55 morti e oltre 370 feriti.

"Davanti ai tragici attentati che ieri hanno insanguinato le strade di Damasco non si può che esprimere una ferma condanna e la commossa vicinanza del Santo Padre e della comunità cattolica alle famiglie delle vittime. Questi attentati dovrebbero spingere tutti ad operare una svolta per un rafforzato impegno nel dare attuazione al Piano Annan, che è stato accettato dalle parti in conflitto. Gli attentati di ieri attestano inoltre che la situazione in Siria richiede un impegno congiunto e deciso da parte di tutta la comunità internazionale perché si ponga in atto quel Piano e al più presto siano inviati altri Osservatori. È sempre più attuale l’appello formulato dal Santo Padre il giorno di Pasqua: Occorre intraprendere senza indugio la via del rispetto, del dialogo e della riconciliazione".

POSSESSI CARDINALIZI


Città del Vaticano, 11 maggio 2012 (VIS). L’Ufficio delle Celebrazioni Liturgiche del Sommo Pontefice ha dato comunicazione delle Prese di Possesso che avranno luogo nei prossimi giorni:

Giovedì 17 maggio 2012, alle ore 17:30, il Cardinale Willem Jacobus Eijk, Arcivescovo di Utrecht (Paesi Bassi), prenderà possesso del Titolo di San Callisto, Piazza di San Calisto, 16.

Domenica 20 maggio 2012, alle ore 10:30, il Cardinale João Braz de Aviz, Prefetto della Congregazione per gli Istituti di Vita Consacrata e le Società di Vita Apostolica, prenderà possesso della Diaconia di Sant’Elena fuori Porta Prenestina, Via Casilina, 205.

Domenica 20 maggio 2012, alle ore 11:30, il Cardinale Santos Abril y Castelló, Arciprete della Papale Basilica Liberiana, prenderà possesso della Diaconia di San Ponziano, Via Nicola Festa, 50.

Domenica 27 maggio 2012, alle ore 17:30, il Cardinale Domenico Calcagno, Presidente dell’A.P.S.A., prenderà possesso della Diaconia dell’Annunciazione della Beata Vergine Maria a Via Ardeatina, Via di Grotta Perfetta, 591.

UDIENZE


Città del Vaticano, 11 maggio 2012 (VIS). Il Santo Padre ha ricevuto questa mattina in udienza:

- Sette Presuli della Conferenza del Vescovi Cattolici degli Stati Uniti d'America (Regione  XIV), in Visita "ad Limina Apostolorum":

    - L'Arcivescovo Thomas Gerard Wenski, di Miami.

    - Il Vescovo John Gerard Noonan, di Orlando.

    - Il Vescovo Gerald Michael Barbarito, di Palm Beach.

    - Il Vescovo Gregory Lawrence Parkes, di Pensacola-Tallahassee.

    - Il Vescovo Felipe de Jeslis Estévez, di Saint Augustine.

    - Il Vescovo Robert Nugent Lynch, di Saint Petersburg.

    - Il Vescovo Frank J. Dewane, di Venice.

- Il Signor Vytautas Ališauskas, Ambasciatore di Lituania, in visita di congedo.

giovedì 10 maggio 2012

EBREI E CATTOLICI: DIALOGO, RICONCILIAZIONE, COOPERAZIONE

Città del Vaticano, 10 maggio 2012 (VIS). Questa mattina Benedetto XVI ha ricevuto una Delegazione del Congresso Ebraico Latinoamericano "il primo gruppo che rappresenta le organizzazioni e comunità ebraiche in America Latina con il quale mi incontro in Vaticano", ha detto il Papa ricordando che "in tutta l'America Latina vi sono comunità ebraiche dinamiche, in particolare in Argentina e Brasile, che vivono in un continente a grande maggioranza di cattolici. A partire dagli anni del Concilio Vaticano II, i rapporti fra ebrei e cattolici si sono fortificati anche nella vostra regione, ed esistono diverse iniziative che continuano ad approfondire la reciproca amicizia".

Il Santo Padre ha riaffermato che la Dichiarazione "Nostra Aetate" del Concilio Vaticano II "continua ad essere il fondamento e la guida nel nostro impegno di promuovere maggiore comprensione, rispetto e cooperazione fra le nostre due comunità. Questa Dichiarazione non solo assunse una netta posizione contro ogni forma di antisemitismo, ma pose le basi per una rivalutazione teologica del rapporto della Chiesa con l'ebraismo, manifestando la sua fiducia che l'apprezzamento dell'eredità spirituale condivisa dagli ebrei e dai cristiani avrebbe portato ad una sempre maggiore comprensione e stima reciproca".

"Nel considerare il progresso degli ultimi cinquanta anni di rapporti ebraico-cattolici in tutto il mondo, non possiamo che ringraziare l'Onnipotente per questo segno evidente della sua bontà e provvidenza. Con l'aumento della fiducia, del rispetto e della buona volontà, gruppi che inizialmente impostavano i rapporti ad una certa sfiducia, si sono convertiti man mano a rapporti di amicizia e fiducia, sono diventati buoni amici, capaci di far fronte alla crisi e di superare i conflitti in modo positivo. Certamente, anche se rimane ancora molto da fare per superare i conflitti del passato, ora possiamo contare sulla promozione di migliori relazioni fra le nostre due comunità, e su di una risposta positiva alle sfide che devono affrontare sempre più i credenti nel mondo attuale. Tuttavia dobbiamo rendere grazie per il fatto che siamo impegnati a percorrere insieme la via del dialogo, della riconciliazione e della cooperazione".

"In un mondo sempre più minacciato dalla perdita dei valori spirituali e morali, che sono i soli che possono garantire il rispetto della dignità umana e la pace duratura, un dialogo sincero e rispettoso fra religioni e culture è fondamentale per il futuro della nostra famiglia umana. Auspico che la presente visita di oggi sia fonte di coraggio e rinnovata fiducia nel momento in cui affrontare la sfida di costruire vincoli sempre più forti di amicizia e di collaborazione e di dare testimonianza profetica della forza della verità di Dio, della giustizia e dell'amore riconciliatore, per il bene di tutta l'umanità", ha concluso il Santo Padre.

SAN JUAN DE AVILA SARÀ PROCLAMATO DOTTORE DELLA CHIESA


Città del Vaticano, 10 maggio 2012 (VIS). "È per me motivo di gioia ricevervi in occasione della commemorazione del cinquantenario dell'attuale sede del Pontificio Collegio Spagnolo di San José, e nella memoria liturgica di San Juan de Avila, Patrono del clero diocesano spagnolo che prossimamente proclamerò Dottore della Chiesa universale", ha detto Benedetto XVI agli studenti, ai rettori, ai superiori e ai religiosi del Pontificio Collegio, nel riceverli questa mattina in udienza.

"La formazione specifica dei sacerdoti - ha aggiunto il Pontefice - è sempre una delle più importanti priorità della Chiesa. Nell'essere inviati a Roma per approfondire i vostri studi dovete pensare sopratutto, non tanto al vostro bene particolare, ma al servizio al popolo santo di Dio, che ha bisogno di pastori che si dedichino al bel servizio di santificazione dei fedeli, con preparazione e competenza. (...) Però ricordate che il sacerdote rinnova la sua vita e attinge forza per il suo ministero dalla contemplazione della Parola di Dio e dall'intenso dialogo con il Signore. Egli è consapevole che non potrà portare Cristo ai suoi fratelli né incontrarlo nei poveri e nei malati, se non Lo scoprirà nella fervente e costante preghiera". (...)

"Cari sacerdoti che la vita e la dottrina del Santo Maestro Juan de Avila illuminino e sostengano il vostro soggiorno nel Pontificio Collegio Spagnolo di San José. La sua profonda conoscenza della Sacra Scrittura, dei santi Padri, dei  concili, delle fonti liturgiche e della teologia, con il suo amore fedele e filiale alla Chiesa, fece di lui un autentico rinnovatore, in un'epoca difficile della storia della Chiesa", ha spiegato il Papa citando le parole pronunciate da Paolo VI, nella cerimonia di canonizzazione del santo andaluso: "Fu uno spirito chiaroveggente e ardente, che alla denuncia dei mali, al suggerimento dei rimedi canonici, ha aggiunto una scuola di intensa spiritualità".

"L'insegnamento centrale dell'Apostolo dell'Andalusia è il mistero di Cristo, Sacerdote e Buon Pastore, vissuto in sintonia con i sentimenti del Signore, a imitazione di San Paolo (...). Vi invito ad esercitare il vostro ministero presbiterale con lo stesso zelo apostolico che caratterizzava San Juan de Avila, con la sua stessa austerità di vita, con il medesimo affetto filiale che nutriva per la Vergine Maria, Madre del sacerdote", ha concluso il Santo Padre.

PRESENTAZIONE 50° CONGRESSO EUCARISTICO INTERNAZIONALE

Città del Vaticano, 10 maggio 2012 (VIS). "L'Eucaristia: Comunione con Cristo e tra di noi" è il tema del 50° Congresso Eucaristico Internazionale che si terrà dal 10 al 17 giugno a Dublino (Irlanda). Questa mattina presso la Sala Stampa della Santa Sede si è tenuta la Conferenza stampa di presentazione alla quale sono intervenuti l'Arcivescovo Piero Marini, Presidente del Pontificio Comitato per i Congressi Eucaristici Internazionali; l'Arcivescovo Diarmuid Martin, di Dublino (Irlanda) ed il Padre Vittore Boccardi, S.S.S., della Segreteria del Pontificio Comitato per i Congressi Eucaristici Internazionali.

"Cosa sia un Congresso Eucaristico Internazionale lo stabilisce il rituale romano  del 1973 'De sacra comunione et de cultu mysterii eucaristici extra Missam (nn. 109-112) - ha spiegato l'Arcivescovo Marini - che, portando ad attuazione i principi del Vaticano II lo definisce uno 'statio orbis', cioè 'una sosta di impegno e di preghiera a cui una comunità invita la Chiesa universale', durante la quale la celebrazione eucaristica diventa il centro e il culmine di ogni forma di pietà, delle varie manifestazioni, delle riflessioni teologiche e pastorali, della scelta di impegni sociali".

"Per una coincidenza degna di nota, il 50° Congresso Eucaristico di Dublino cade nel 50° anniversario dell'apertura del Concilio Ecumenico Vaticano II. E proprio al Concilio il Congresso fa riferimento perché il tema intorno al quale esso si concentrerà: 'L'Eucaristia, comunione con Cristo e tra noi', è tratto dal n. 7 della Costituzione dogmatica sulla Chiesa ('Lumen Gentium'). Il tema ricorda ai battezzati che attraverso la partecipazione all'Eucaristia si costruisce la comunione con Cristo e, nello stesso tempo, la comunione con gli altri; cioè, in una parola, la fisionomia più autentica della Chiesa. (...) Il ricentramento progressivo sull'ecclesiologia di comunione per la quale 'c'è un influsso causale dell'Eucaristia alle origini stesse della Chiesa' è gravido di tante conseguenze pastorali, ecclesiologiche ed ecumeniche che il Congresso di Dublino indagherà nel Simposio teologico che lo precede".

L'Arcivescovo Marini ha precisato inoltre che al Congresso assisteranno migliaia di pellegrini provenienti da più di cento paesi i quali, celebreranno l'Eucaristia, pregheranno insieme, si uniranno in processione, e parteciperanno alle Conferenze generali tenute da 18 oratori internazionali, si divideranno in oltre 150 laboratori e gruppi di discussione su importanti temi religiosi vivendo "un'autentica solidarietà ecclesiale".

L'Arcivescovo Diarmuid Martin nel ricordare che, nel 1932, Dublino fu la sede dal 31° Congresso Eucaristico Internazionale, ha detto: "La Chiesa in Irlanda del 1932 era assai diversa dalla Chiesa in Irlanda di oggi. (...) Il Congresso Eucaristico deve rivolgersi a coloro che vi partecipano nel contesto della cultura in cui vivono: (...) Esso rifletterà e presenterà la Chiesa in Irlanda, una Chiesa che ha affrontato e ancora affronta sfide grandissime, ma una Chiesa che è viva e vitale, e ansiosa di avviarsi su un cammino di rinnovamento",

"Esistono delle divisioni all'interno della Chiesa irlandese e a volte divisioni non sane. Trovo sia utile guardare al 1932 e alla società irlandese di allora, che meno di dieci anni prima era stata orribilmente ferita da un'aspra guerra civile durata due anni. Fa molto onore al mio predecessore, l'Arcivescovo Edward Byrne, l'aver celebrato il Congresso come un evento di riconciliazione e di ricostruzione dell'unità. Per la prima volta nell'Irlanda appena divenuta indipendente, uomini e donne di entrambi i fronti di un'aspra divisione si riunirono per lavorare insieme a un progetto comune. L'Eucaristia ha il potere di riconciliare. La comunione con Cristo alimenta la comunione e la riconciliazione con il prossimo".

"Il 50° Congresso Internazionale a Dublino sarà ancora una volta un momento di rinnovamento e di riconciliazione. Sarà un evento che richiama tutti i cattolici alla centralità dell'Eucaristia nella vita della Chiesa. Il vero culmine verso il quale tendono tutte le attività della Chiesa e la fonte dalla quale scorre tutta la sua vita". Tale evento "richiamerà la Chiesa in Irlanda alla centralità del rinnovamento spirituale e ad un senso della Chiesa come Corpo di Cristo".

"Ci sarà una forte partecipazione ecumenica delle altre Chiese cristiane in Irlanda e gli eventi del Congresso", ha sottolineato il Presule annunciando che "Il Congresso terminerà con la Messa della 'Statio Orbis' celebrata dal Legato Pontificio al Congresso, il Cardinale Marc Ouellet, P.S.S., Prefetto della Congregazione per i Vescovi, domenica 17 giugno nel Croke Park. Nel corso della cerimonia il Papa invierà un messaggio via televisione.

PROMULGAZIONE DI DECRETI



Città del Vaticano, 10 maggio 2012 (VIS). Questa mattina il Santo Padre Benedetto XVI ha ricevuto in Udienza privata il Cardinale Angelo Amato, S.D.B., Prefetto della Congregazione delle Cause dei Santi.

Nell’Udienza il Papa ha esteso alla Chiesa Universale il Culto liturgico in onore di Santa Ildegarda di Bingen, Monaca professa dell’Ordine di San Benedetto, tedesca (1089-1179, iscrivendola nel catalogo dei Santi.

Nel corso della medesima Udienza il Sommo Pontefice ha autorizzato la Congregazione a promulgare i Decreti riguardanti:

MIRACOLI attributi all'intercessione:

- Venerabile Servo di Dio Tommaso da Olera (al secolo: Tommaso Acerbis), italiano, Laico professo dell'Ordine dei Frati Minori Cappuccini, (1563-1631);

- Venerabile Serva di Dio Maria Troncatti, Suora professa della Congregazione delle Figlie di Maria Ausiliatrice, italiana, (1883-1969);

MARTIRIO

- Servi di Dio Federico Bachstein e 13 Compagni, dell'Ordine dei Frati Minori, uccisi, in odio alla Fede, a Praga (Repubblica Ceca) il 15 febbraio 1611;

- Servi di Dio Raimondo Castaño González e Giuseppe Maria González Solís, Sacerdoti professi dell'Ordine dei Frati Predicatori, uccisi, in odio alla Fede, a Bilbao (Spagna) il 2 ottobre 1936;

- Servi di Dio Giacomo Puig Mirosa e 18 Compagni, della Congregazione dei Figli della Sacra Famiglia di Gesù, Maria e Giuseppe, nonché Sebastiano Llorens Telarroja, Laico, uccisi, in odio alla Fede, in varie località della Spagna, tra gli anni 1936 e 1937;

- Servo di Dio Odoardo Focherini, Laico, italiano, nato nel 1907 e ucciso, in odio alla Fede a Hersbruck (Germania) il 27 dicembre 1944;

VIRTÙ EROICHE

- Servo di Dio Raffaello Delle Nocche, Vescovo di Tricarico, Fondatore delle Suore Discepole di Gesù Eucaristico, italiano (1877-1960);

- Servo di Dio Federico Ireneo Baraga, Primo Vescovo di Marquette, sloveno (1797- 1868);

- Servo di Dio Pasquale Uva, Sacerdote diocesano; Fondatore della Congregazione delle Suore Ancelle della Divina Provvidenza; italiano (1883-1955);

- Servo di Dio Baldassarre Emanuele Pardal Vidal, Sacerdote diocesano, Fondatore dell'Istituto Secolare delle Figlie della Natività di Maria, spagnolo (1886-1963);

- Servo di Dio Francesco Di Paola Victor, Sacerdote diocesano, brasiliano, (1827-1905);

- Servo di Dio Giacomo Sevin, Sacerdote professo della Compagnia di Gesù, Fondatore degli Scouts de France e della Congregazione delle Suore della Santa Croce di Gerusalemme, francese (1882-1951);

- Serva di Dio Maria Giuseppa del Santissimo Sacramento (al secolo: Maria Giuseppa Recio Martín), Fondatrice della Congregazione delle Suore Ospedaliere del Sacro Cuore di Gesù, spagnola (1846-1883);

- Serva di Dio Miriam Teresa Demjanovich, Suora professa della Congregazione delle Suore della Carità di Sant'Elisabetta, statunitense (1901-1927);

- Serva di Dio Emilia Engel, dell'Istituto Secolare delle Sorelle di Maria di Schönstatt, tedesca, (1893-1955);

- Serva di Dio Rachele Ambrosini, Laica; italiana (1925-1941);

- Serva di Dio Maria Bolognesi, Laica, italiana (1924-1980).

 Infine, il 14 marzo 2012 il Sommo Pontefice autorizzò la Congregazione delle Cause dei Santi a promulgare il Decreto riguardante le virtù eroiche del Servo di Dio Felice Francesco Giuseppe della Concezione Varela Morales, Sacerdote diocesano, cubano 1788-1853.




ALTRI ATTI PONTIFICI


Città del Vaticano, 10 maggio 2012 (VIS). Il Santo Padre:

- Ha accettato la rinuncia al governo pastorale dell’Arcidiocesi di Seoul (Corea) presentata dal Cardinale Nicholas Cheong Jinsuk, per raggiunti limiti di età ed ha nominato Arcivescovo di Seoul, il Vescovo Andrew Yeom Soo jung, finora Ausiliare e Vicario Generale della stessa Arcidiocesi.

- Ha nominato il Vescovo José Roberto Ospina Leongómez, Vescovo di Buga (Colombia) finora Ausiliare di Bogotá (Colombia). Succede al Vescovo Hernán Giraldo Jaramillo, del quale il Santo Padre ha accettato la rinuncia al governo pastorale della medesima diocesi, presentata per raggiunti limiti d'età.

mercoledì 9 maggio 2012

BENEDETTO XVI: NEI MOMENTI PIÙ DIFFICILI MI SONO SEMPRE SENTITO SORRETTO DALLA VOSTRA PREGHIERA

Città del Vaticano, 9 maggio 2012 (VIS). "Fin dal primo momento delle mia elezione come Successore di San Pietro, mi sono sempre sentito sorretto dalla preghiera della Chiesa, dalla vostra preghiera, soprattutto nei momenti più difficili. Ringrazio di cuore", ha affermato Benedetto XVI durante l'Udienza Generale di oggi ed ha aggiunto: "La preghiera costante e unanime è un prezioso strumento anche per superare le prove che possono sorgere nel cammino della vita, perché è l’essere profondamente uniti a Dio che ci permette di essere anche profondamente uniti agli altri".

Nell'ambito del ciclo di catechesi dedicato alla preghiera nella Chiesa primitiva, questa mattina il Santo Padre si è soffermato sull'ultimo episodio della vita di San Pietro narrato negli Atti degli Apostoli: la sua carcerazione per volere di Erode Agrippa e la sua liberazione per l’intervento prodigioso dell’Angelo del Signore, alla vigilia del suo processo a Gerusalemme.

Il Papa ha ricordato ai 10.000 fedeli convenuti in Piazza San Pietro che, mentre Pietro era tenuto in carcere, dalla Chiesa saliva incessantemente a Dio una preghiera per lui. "La forza della preghiera incessante della Chiesa sale a Dio e il Signore ascolta e compie una liberazione impensabile e insperata, inviando l'Angelo".

Benedetto XVI ha sottolineato anche un altro aspetto dell'atteggiamento di Pietro in carcere: "Notiamo, (...), che, mentre la comunità cristiana prega con insistenza per lui, Pietro 'stava dormendo'. In una situazione così critica e di serio pericolo, è un atteggiamento che può sembrare strano ma che invece denota tranquillità e fiducia; egli si fida di Dio, sa di essere circondato dalla solidarietà e della preghiera dei suoi e si abbandona totalmente nelle mani del Signore. Così deve essere la nostra preghiera: assidua, solidale con gli altri, pienamente fiduciosa verso Dio che ci conosce nell'intimo e si prende cura di noi".

Dopo la sua liberazione Pietro si reca in casa di Maria, la madre di Marco, dove molti dei discepoli sono riuniti in preghiera. Come in altri episodi narrati negli Atti degli Apostoli, "ancora una volta, la risposta della comunità alla difficoltà e al pericolo è affidarsi a Dio, intensificare il rapporto con Lui". Benedetto XVI ha richiamato un'altra situazione non facile che ha vissuto la comunità cristiana delle origini, narrata dall'Apostolo Giacomo nella sua Lettera: la presenza al suo interno di gelosie e contese. L'Apostolo trova due motivi principali in questa situazione: il primo è il lasciarsi dominare dalle passioni, dall'egoismo; il secondo è la mancanza di preghiera. La situazione cambierebbe, afferma San Giacomo se la comunità parlasse tutta insieme con Dio, pregasse in modo assiduo e unanime. "Un richiamo - ha detto il Papa - importante anche per noi e per le nostre comunità, sia quelle piccole come la famiglia, sia quelle più vaste come la parrocchia, la diocesi, la Chiesa intera".

L'episodio della liberazione di Pietro , ha concluso Benedetto XVI, "ci dice che la Chiesa, ciascuno di noi, attraversa la notte della prova, ma è la vigilanza incessante della preghiera che ci sostiene. (...) Con la preghiera costante e fiduciosa il Signore ci libera dalle catene, ci guida (...), ci dona la serenità del cuore per affrontare le difficoltà della vita, anche il rifiuto, l'opposizione, la persecuzione. (...) L'Apostolo, anche se in catene, si sente tranquillo, nella certezza di non essere mai solo: la comunità sta pregando per lui, il Signore gli è vicino; anzi egli sa che 'la forza di Cristo si manifesta pienamente nella debolezza'".
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