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Il Vatican Information Service (VIS), istituito nell'ambito della Sala Stampa della Santa Sede, è un bollettino telematico che diffonde notizie relative all'attività magistrale e pastorale del Santo Padre e della Curia Romana...

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martedì 15 dicembre 2009

BENEDETTO XVI PROPONE VISIONE COSMICA DELLA PACE


CITTA' DEL VATICANO, 15 DIC. 2009 (VIS). Il Cardinale Renato Martino, Presidente emerito del Pontificio Consiglio della Giustizia e della Pace e il Vescovo Mario Toso, S.D.B., Segretario del medesimo Dicastero, hanno presentato, questa mattina, presso la Sala Stampa della Santa Sede, il Messaggio del Santo Padre Benedetto XVI per la XLIII Giornata Mondiale della Pace, (1° gennaio 2010), sul tema: "Se vuoi coltivare la pace, custodisci il creato".

  Il Cardinale Martino ha ricordato nel suo intervento che Papa Benedetto XVI  si è soffermato "sul tema della pace intesa come 'dono di Dio nella Verità' (2006); come 'frutto del rispetto della persona umana' (2007); come 'espressione della comunione della 'famiglia umana' (2008), chiamata ad eliminare ogni forma di 'povertà', materiale ed immateriale (2009) - seguendo un  ideale 'itinerario di pace', giunge al contesto in cui l'umanità riceve la vocazione alla pace: il creato".

  Nel Messaggio per il 2010 il Papa "propone 'una visione cosmica della pace' (...) che si realizza in uno stato di armonia tra Dio, l'umanità e il creato" e "in tale prospettiva il degrado ambientale esprime, non solo, una rottura dell'equilibrio tra l'umanità e il creato, ma un più profondo deterioramento dell'unione tra l'umanità e Dio".

  Il Santo Padre insiste sulla "urgenza di agire", ma "non propone tuttavia soluzioni tecniche e non si intromette nelle politiche governative", ma si appella ad "impegno della Chiesa in difesa della terra" ed enumera una serie di "prospettive per un 'comune cammino' dell'umanità' quali "una visione non riduttiva della natura e dell'uomo', un appello alla responsabilità collettiva, 'una revisione profonda del modello di sviluppo'".

  Il Documento si appella inoltre alla "Coerenza nella destinazione universale dei beni della creazione" e la "necessità di una rinnovata solidarietà inter-ed-intra-generazionale, (...) di una solidarietà che si proietti nello spazio e nel tempo (...) specialmente nei rapporti tra i Paesi in via di sviluppo e quelli altamente sviluppati, senza alimentare visioni parziali che tendano ad estremizzare alcune responsabilità rispetto ad altre". Infine il Papa invoca "un utilizzo equilibrato delle risorse energetiche".
  Il Papa conclude il Messaggio esprimendo "speranza nell'intelligenza e nella dignità nell'uomo" e traccia un "percorso di profondo equilibrio, interiore ed esteriore, tra il Creatore, l'umanità e il creato".

  Il Presidente emerito del Pontificio Consiglio della Giustizia e Pace ha sottolineato che la scelta del Papa di dedicare il Messaggio del 2010 al tema dell'ecologia non è stata casuale giacché coincide con il 30° anniversario della proclamazione di San Francesco D'Assisi, Autore del 'Cantico delle Creature', a Patrono dei cultori dell'ecologia. "L'amore per il creato, se proiettato in un orizzonte spirituale, può condurre l'uomo alla fratellanza con il prossimo e all'unione con Dio".
OP/MESSAGGIO PACE/MARTINO                                       VIS 20091215 (460)


MESSAGGIO GIORNATA MONDIALE DELLA PACE


CITTA' DEL VATICANO, 15 DIC. 2009 (VIS). Questa mattina è stato reso pubblico il Messaggio del Santo Padre Benedetto XVI in occasione della XLIII Giornata Mondiale della Pace (1 gennaio 2010), sul tema: "Se vuoi coltivare la pace, custodisci il creato". Il Messaggio è stato pubblicato il lingua italiana, inglese, francese, tedesca, spagnola e portoghese.

  Di seguito riportiamo alcuni estratti del Messaggio:

  "Se, infatti, a causa della crudeltà dell'uomo sull'uomo, numerose sono le minacce che incombono sulla pace e sull'autentico sviluppo umano integrale - guerre, conflitti internazionali e regionali, atti terroristici e violazioni dei diritti umani -, non meno preoccupanti sono le minacce originate dalla noncuranza - se non addirittura dall'abuso - nei confronti della terra e dei beni naturali che Dio ha elargito. Per tale motivo è indispensabile che l'umanità rinnovi e rafforzi 'quell'alleanza tra essere umano e ambiente, che deve essere specchio dell'amore creatore di Dio, dal quale proveniamo e verso il quale siamo in cammino'".

  "Nel 1990, Giovanni Paolo II parlava di 'crisi ecologica' e, rilevando come questa avesse un carattere prevalentemente etico, indicava l''urgente necessità morale di una nuova solidarietà'. Questo appello si fa ancora più pressante oggi, di fronte alle crescenti manifestazioni di una crisi che sarebbe irresponsabile non prendere in seria considerazione. Come rimanere indifferenti di fronte alle problematiche che derivano da fenomeni quali i cambiamenti climatici, la desertificazione, il degrado e la perdita di produttività di vaste aree agricole, l'inquinamento dei fiumi e delle falde acquifere, la perdita della biodiversità, l'aumento di eventi naturali estremi, il disboscamento delle aree equatoriali e tropicali? Come trascurare il crescente fenomeno dei cosiddetti 'profughi ambientali': persone che, a causa del degrado dell'ambiente in cui vivono, lo devono lasciare - spesso insieme ai loro beni - per affrontare i pericoli e le incognite di uno spostamento forzato? Come non reagire di fronte ai conflitti già in atto e a quelli potenziali legati all'accesso alle risorse naturali? Sono tutte questioni che hanno un profondo impatto sull'esercizio dei diritti umani, come ad esempio il diritto alla vita, all'alimentazione, alla salute, allo sviluppo".

  "Va, tuttavia, considerato che la crisi ecologica non può essere valutata separatamente dalle questioni ad essa collegate, essendo fortemente connessa al concetto stesso di sviluppo e alla visione dell'uomo e delle sue relazioni con i suoi simili e con il creato. Saggio è, pertanto, operare una revisione profonda e lungimirante del modello di sviluppo, nonché riflettere sul senso dell'economia e dei suoi fini, per correggerne le disfunzioni e le distorsioni. Lo esige lo stato di salute ecologica del pianeta; lo richiede anche e soprattutto la crisi culturale e morale dell'uomo, i cui sintomi sono da tempo evidenti in ogni parte del mondo".

  L'umanità ha bisogno di un profondo rinnovamento culturale; ha bisogno di riscoprire quei valori che costituiscono il solido fondamento su cui costruire un futuro migliore per tutti. Le situazioni di crisi, (...), sono, in fondo, anche crisi morali collegate tra di loro. Esse obbligano a riprogettare il comune cammino degli uomini. Obbligano, in particolare, a un modo di vivere improntato alla sobrietà e alla solidarietà, con nuove regole e forme di impegno, puntando con fiducia e coraggio sulle esperienze positive compiute e rigettando con decisione quelle negative. Solo così l'attuale crisi diventa occasione di discernimento e di nuova progettualità".

 "Il degrado ambientale è spesso il risultato della mancanza di progetti politici lungimiranti o del perseguimento di miopi interessi economici, che si trasformano, purtroppo, in una seria minaccia per il creato (...). Quando ci si avvale delle risorse naturali, occorre preoccuparsi della loro salvaguardia, prevedendone anche i costi - in termini ambientali e sociali -, da valutare come una voce essenziale degli stessi costi dell'attività economica. Compete alla comunità internazionale e ai governi nazionali dare i giusti segnali per contrastare in modo efficace quelle modalità d'utilizzo dell'ambiente che risultino ad esso dannose. Per proteggere l'ambiente, per tutelare le risorse e il clima occorre, da una parte, agire nel rispetto di norme ben definite anche dal punto di vista giuridico ed economico, e, dall'altra, tenere conto della solidarietà dovuta a quanti abitano le regioni più povere della terra e alle future generazioni".

  "Sembra infatti urgente la conquista di una leale solidarietà inter-generazionale. (...) L'uso delle risorse naturali dovrebbe essere tale che i vantaggi immediati non comportino conseguenze negative per gli esseri viventi, umani e non umani, presenti e a venire; che la tutela della proprietà privata non ostacoli la destinazione universale dei beni; che l'intervento dell'uomo non comprometta la fecondità della terra, per il bene di oggi e per il bene di domani. Oltre ad una leale solidarietà inter-generazionale, va ribadita l'urgente necessità morale di una rinnovata solidarietà intra-generazionale, specialmente nei rapporti tra i Paesi in via di sviluppo e quelli altamente industrializzati. (...) La crisi ecologica mostra l'urgenza di una solidarietà che si proietti nello spazio e nel tempo. È infatti importante riconoscere, fra le cause dell'attuale crisi ecologica, la responsabilità storica dei Paesi industrializzati. I Paesi meno sviluppati e, in particolare, quelli emergenti, non sono tuttavia esonerati dalla propria responsabilità rispetto al creato, perché il dovere di adottare gradualmente misure e politiche ambientali efficaci appartiene a tutti. Ciò potrebbe realizzarsi più facilmente se vi fossero calcoli meno interessati nell'assistenza, nel trasferimento delle conoscenze e delle tecnologie più pulite".

  "È indubbio che uno dei principali nodi da affrontare, da parte della comunità internazionale, è quello delle risorse energetiche, individuando strategie condivise e sostenibili per soddisfare i bisogni di energia della presente generazione e di quelle future. A tale scopo, è necessario che le società tecnologicamente avanzate siano disposte a favorire comportamenti improntati alla sobrietà, diminuendo il proprio fabbisogno di energia e migliorando le condizioni del suo utilizzo. Al tempo stesso, occorre promuovere la ricerca e l'applicazione di energie di minore impatto ambientale e la 'ridistribuzione planetaria delle risorse energetiche, in modo che anche i Paesi che ne sono privi possano accedervi'".

  "Per guidare l'umanità verso una gestione complessivamente sostenibile dell'ambiente e delle risorse del pianeta, l'uomo è chiamato a impiegare la sua intelligenza nel campo della ricerca scientifica e tecnologica e nell'applicazione delle scoperte che da questa derivano. La 'nuova solidarietà', che Giovanni Paolo II propose nel Messaggio per la Giornata Mondiale della Pace del 1990 e la 'solidarietà globale', che io stesso ho richiamato nel Messaggio per la Giornata Mondiale della Pace del 2009 risultano essere atteggiamenti essenziali per orientare l'impegno di tutela del creato, attraverso un sistema di gestione delle risorse della terra meglio coordinato a livello internazionale, soprattutto nel momento in cui va emergendo, in maniera sempre più evidente, la forte interrelazione che esiste tra la lotta al degrado ambientale e la promozione dello sviluppo umano integrale".

  "È necessario, insomma, uscire dalla logica del mero consumo per promuovere forme di produzione agricola e industriale rispettose dell'ordine della creazione e soddisfacenti per i bisogni primari di tutti. La questione ecologica non va affrontata solo per le agghiaccianti prospettive che il degrado ambientale profila all'orizzonte; a motivarla deve essere soprattutto la ricerca di un'autentica solidarietà a dimensione mondiale, ispirata dai valori della carità, della giustizia e del bene comune".

  "Appare sempre più chiaramente che il tema del degrado ambientale chiama in causa i comportamenti di ognuno di noi, gli stili di vita e i modelli di consumo e di produzione attualmente dominanti, spesso insostenibili dal punto di vista sociale, ambientale e finanche economico".

  "Tutti siamo responsabili della protezione e della cura del creato. Tale responsabilità non conosce frontiere. Secondo il principio di sussidiarietà, è importante che ciascuno si impegni al livello che gli corrisponde, operando affinché venga superata la prevalenza degli interessi particolari. Un ruolo di sensibilizzazione e di formazione spetta in particolare ai vari soggetti della società civile e alle Organizzazioni non-governative, che si prodigano con determinazione e generosità per la diffusione di una responsabilità ecologica, che dovrebbe essere sempre più ancorata al rispetto dell''ecologia umana'.

  "La Chiesa ha una responsabilità per il creato e sente di doverla esercitare, anche in ambito pubblico, per difendere la terra, l'acqua e l'aria, doni di Dio Creatore per tutti, e, anzitutto, per proteggere l'uomo contro il pericolo della distruzione di se stesso. (...) I doveri verso l'ambiente derivano da quelli verso la persona considerata in se stessa e in relazione agli altri. Volentieri, pertanto, incoraggio l'educazione ad una responsabilità ecologica, che, come ho indicato nell'Enciclica Caritas in veritate, salvaguardi un'autentica 'ecologia umana' e, quindi, affermi con rinnovata convinzione l'inviolabilità della vita umana in ogni sua fase e in ogni sua condizione, la dignità della persona e l'insostituibile missione della famiglia, nella quale si educa all'amore per il prossimo e al rispetto della natura".

  "Vi è pertanto una sorta di reciprocità: nel prenderci cura del creato, noi constatiamo che Dio, tramite il creato, si prende cura di noi. D'altra parte, una corretta concezione del rapporto dell'uomo con l'ambiente non porta ad assolutizzare la natura né a ritenerla più importante della stessa persona. Se il Magistero della Chiesa esprime perplessità dinanzi ad una concezione dell'ambiente ispirata all'ecocentrismo e al biocentrismo, lo fa perché tale concezione elimina la differenza ontologica e assiologica tra la persona umana e gli altri esseri viventi. In tal modo, si viene di fatto ad eliminare l'identità e il ruolo superiore dell'uomo, favorendo una visione egualitaristica della 'dignità' di tutti gli esseri viventi. Si dà adito, così, ad un nuovo panteismo con accenti neopagani che fanno derivare dalla sola natura, intesa in senso puramente naturalistico, la salvezza per l'uomo".

  "Se vuoi coltivare la pace, custodisci il creato. La ricerca della pace da parte di tutti gli uomini di buona volontà sarà senz'altro facilitata dal comune riconoscimento del rapporto inscindibile che esiste tra Dio, gli esseri umani e l'intero creato. Illuminati dalla divina Rivelazione e seguendo la Tradizione della Chiesa, i cristiani offrono il proprio apporto. Essi considerano il cosmo e le sue meraviglie alla luce dell'opera creatrice del Padre e redentrice di Cristo, che, con la sua morte e risurrezione, ha riconciliato con Dio 'sia le cose che stanno sulla terra, sia quelle che stanno nei cieli'"
MESS/GIORNATA PACE 2010/...                        VIS 20091215 (1670)


MOTU PROPRIO: MODIFICHE CODICE DIRITTO CANONICO


CITTA' DEL VATICANO, 15 DIC. 2009 (VIS). Questa mattina è stato reso pubblico il Motu proprio del Santo Padre Benedetto XVI, "Omnium in mentem", datato 26 ottobre 2009,  che contiene alcune modifiche da apportare al Codice di Diritto Canonico (CIC), che da tempo erano sottoposte allo studio dei Dicasteri della Curia romana e delle Conferenze episcopali.

 Nei cinque articoli del Documento sono presentati i canoni 1008, 1009, 1086, 1117 e 1124. Le variazioni, commenta l'Arcivescovo Francesco Coccopalmerio, Presidente del Pontificio Consiglio per i Testi Legislativi, "riguardano due diverse questioni, e cioè: adeguare il testo dei canoni che definiscono la funzione ministeriale dei Diaconi al relativo testo del Catechismo della Chiesa Cattolica (n. 1581); e sopprimere, in tre canoni concernenti il Matrimonio, un inciso che l'esperienza ha rilevato inidoneo".

  La prima variazione riguarda il testo del canone 1008 che si limiterà ad affermare che chi riceva il sacramento dell'Ordine Sacro "è destinato a servire il popolo di Dio per un nuovo e peculiare titolo" e nel canone 1009, con l'aggiunta di un terzo paragrafo "nel quale viene precisato che il ministro costituito nell'Ordine dell'Episcopato o del Presbiterato riceve la missione e la facoltà di agire in persona di Cristo Capo, mentre i Diaconi ricevono l'abilitazione a servire il Popolo di Dio nella diaconia della liturgia, della Parola e della Carità".

  L'Arcivescovo Coccopalmerio ha spiegato inoltre che l'altra modifica che introduce il Motu proprio "Omnium in mentem" riguarda "la soppressione della clausola "actus formalis defectionis ab Ecclesia Catholica" nei canoni 1086, paragrafo 1, 1117 e 1124 del Codice di Diritto Canonico, che dopo un lungo studio è stata ritenuta non necessaria e inidonea".

  "Dall'entrata in vigore del Codice di Diritto Canonico nell'anno 1983" - precisa l'Arcivescovo Coccopalmerio - "al momento dell'entrata in vigore di questo Motu proprio, i cattolici che avessero fatto un atto formale di abbandono della Chiesa cattolica non erano tenuti alla forma canonica di celebrazione per la validità del matrimonio (can. 1117 CIC), né vigeva per loro l'impedimento di sposare non battezzati (disparità di culto, can. 1086 § 1 CIC), né li riguardava la proibizione di sposare cristiani non cattolici (can. 1124 CIC). Il menzionato inciso inserito in questi tre canoni rappresentava una eccezione di diritto ecclesiastico, ad un'altra più generale norma di diritto ecclesiastico, secondo la quale tutti i battezzati nella Chiesa cattolica o in essa accolti sono tenuti all'osservanza delle leggi ecclesiastiche (can. 11 CIC)".

  "Dall'entrata in vigore del nuovo Motu proprio, quindi, il can. 11 del Codice di Diritto Canonico riacquista vigore pieno per quanto riguarda il contenuto dei canoni ora modificati, anche nei casi in cui sia avvenuto un abbandono formale. Di conseguenza - "conclude l'Arcivescovo Coccopalmerio - "per regolarizzare successivamente eventuali unioni fatte nella non osservanza di queste regole si dovrà far ricorso, sempre che sia possibile, ai mezzi ordinari offerti per questi casi dal Diritto Canonico: dispensa dell'impedimento,  sanazione, e così via".
MP/OMNIUM IN MENTEM/COCCOPALMERIO               VIS 20091215 (490)


ALTRI ATTI PONTIFICI

CITTA' DEL VATICANO, 15 DIC. 2009 (VIS). Il Santo Padre:

- Ha accettato la rinuncia presentata dall'Arcivescovo Paul Mandla Khumalo, C.M.M., al governo pastorale dell'Arcidiocesi di Pretoria e all'Ufficio di Ordinario Militare per il Sud Africa, in conformità al canone 401, paragrafo 2, del Codice di Diritto Canonico.

- Ha accettato la rinuncia del Vescovo Erwin Hecht, O.M.I., al governo pastorale della Diocesi di Kimberley (Sud Africa), presentata per raggiunti limiti d'età.

- Ha nominato il Vescovo Bernard Unabali, finora Ausiliare della Diocesi di Bougainville (Papua Nuova Guinea), Vescovo della medesima Diocesi (superficie: 10.660; popolazione: 195.600; cattolici; 158.000; sacerdoti; 27; religiosi; 86). Il Vescovo Unabali succede al Vescovo Henk Kronenberg, S.M., del quale il Santo Padre ha accettato rinuncia al governo pastorale della medesima Diocesi per raggiunti limiti d'età.

- Ha nominato il Padre William F. Medley, Vescovo di Owensboro (superficie: 32.380; popolazione: 851.697; cattolici: 51.781; sacerdoti: 104; religiosi: 213; diaconi permanenti: 4), Stati Uniti d'America. Il Vescovo eletto è nato nel 1952 a Loreto (Stati Uniti d'America), è stato ordinato sacerdote nel 1982. E' stato finora Parroco della Parrocchia di "Saint Bernadette".
RE:NER/.../...                                           VIS 20091215 (190)

lunedì 14 dicembre 2009

UDIENZA PRIMO MINISTRO ALBANIA

CITTA' DEL VATICANO, 12 DIC. 2009 (VIS). Nella tarda mattinata di oggi, la Sala Stampa della Santa Sede ha reso pubblico il seguente Comunicato:

  "Questa mattina, il Primo Ministro della Repubblica d'Albania, il Signor Sali Berisha è stato ricevuto dal Santo Padre Benedetto XVI e, successivamente, ha incontrato il Segretario di Stato, Sua Eminenza il Cardinale Tarcisio Bertone, accompagnato dal Segretario per i Rapporti con gli Stati, Sua Eccellenza Monsignor Dominique Mamberti".

  "Durante i cordiali colloqui vi è stato uno scambio di vedute su vari temi attinenti all'attuale congiuntura internazionale, con particolare riferimento alla regione dei Balcani occidentali".

  "Inoltre, sono stati passati in rassegna i vari aspetti delle relazioni bilaterali, condividendo il giudizio positivo sul loro sviluppo e, infine, si è fatta menzione dei tradizionali valori della famiglia, patrimonio comune del popolo albanese".
OP/UDIENZA PRIMO MINISTRO/ALBANIA                            VIS 20091214 (150)

ALTRI ATTI PONTIFICI

CITTA' DEL VATICANO, 12 DIC. 2009 (VIS). Il Santo Padre ha nominato:
- Il Vescovo José Elias Rauda Gutiérrez, O.F.M., finora Ausiliare di Santa Ana (El Salvador), Vescovo di San Vicente (superficie: 2.056; popolazione: 502.428; cattolici: 454.574; sacerdoti: 50; religiosi: 138), El Salvador.

- La Dottoressa Maria Emmaus Voce, che è Presidente del Movimento dei Focolari,  Opera di Maria, Consultore del Pontificio Consiglio per i Laici.

- Il Dottor Jochen Messemer, che è Presidente della Direzione della ERGO International (Germania), Revisore Internazionale per un triennio presso la Prefettura degli Affari Economici della Santa Sede.
NER:NA/.../...                                              VIS 20091214 (100)

GESTI CONCRETI DI AMORE E VICINANZA AI MALATI


CITTA' DEL VATICANO, 13 DIC. 2009 (VIS). Questa mattina il Santo Padre Benedetto XVI si è recato in visita all'Hospice Fondazione Roma che fornisce assistenza gratuita a malati di cancro in fase terminale e a malati di Alzheimer e di Sclerosi Laterale Amiotrofica (SLA). La struttura sanitaria è nata per iniziativa del Circolo San Pietro e della Fondazione Cassa di Risparmio di Roma. In undici anni,  i ricoverati dell'Hospice sono passati da tre a più di trenta.

  "Sappiamo" - ha detto il Papa nel suo discorso - "come alcune gravi patologie producano inevitabilmente nei malati momenti di crisi, di smarrimento e un serio confronto con la propria situazione personale".

  "I progressi nelle scienze mediche" - ha proseguito il Pontefice - "spesso offrono gli strumenti necessari ad affrontare questa sfida, almeno relativamente agli aspetti fisici. Tuttavia, non sempre è possibile trovare una cura per ogni malattia, e, di conseguenza, negli ospedali e nelle strutture sanitarie di tutto il mondo ci si imbatte sovente nella sofferenza di tanti fratelli e sorelle incurabili, e spesso in fase terminale".

  "Oggi, la prevalente mentalità efficientistica" - ha ribadito il Papa - "tende spesso ad emarginare queste persone, ritenendole un peso ed un problema per la società. Chi ha il senso della dignità umana sa, invece, che esse vanno rispettate e sostenute mentre affrontano le difficoltà e la sofferenza legate alle loro condizioni di salute. (...) Tuttavia, accanto alle indispensabili cure cliniche, occorre offrire ai malati gesti concreti di amore, di vicinanza e di cristiana solidarietà per venire incontro al loro bisogno di comprensione, di conforto e di costante incoraggiamento".

  "La Chiesa (...) attraverso i secoli, si è mostrata sempre come madre amorevole di coloro che soffrono nel corpo e nello spirito" - ha sottolineato Papa Benedetto XVI esortando "quanti, facendosi icone concrete del buon samaritano, che 'prova compassione e si prende cura del prossimo', offrono quotidianamente agli ospiti ed ai loro congiunti un'assistenza adeguata e attenta alle esigenze di ciascuno".

  "Cari malati, cari familiari" - ha detto ancora il Papa - "Vi assicuro la mia preghiera, e vi invito a trovare in Gesù sostegno e conforto, per non perdere mai la fiducia e la speranza. La vostra malattia è una prova ben dolorosa e singolare, ma davanti al mistero di Dio, che ha assunto la nostra carne mortale, essa acquista il suo senso e diventa dono e occasione di santificazione".

  "Quando la sofferenza e lo sconforto si fanno più forti, pensate che Cristo vi sta associando alla sua croce perché vuole dire attraverso voi una parola di amore a quanti hanno smarrito la strada della vita e, chiusi nel proprio vuoto egoismo, vivono nel peccato e nella lontananza da Dio. Infatti, le vostre condizioni di salute testimoniano che la vita vera non è qui, ma presso Dio".

  "Il tempo dell'Avvento" - nel quale siamo immersi, ci parla della visita di Dio e ci invita a preparagli la strada. Alla luce della fede possiamo leggere nella malattia e nella sofferenza una particolare esperienza dell'Avvento, una visita di Dio che in modo misterioso viene incontro per liberare dalla solitudine e dal non-senso e trasformare il dolore in tempo di incontro con Lui, di speranza e di salvezza".
BXVI-VISITA MALATI/.../ROMA                        VIS 20091214 (540)



ANGELUS: PRESEPIO SCUOLA DI VITA


CITTA' DEL VATICANO, 14 DIC. 2009 (VIS). Dopo la visita all'Hospice Fondazione Roma, il Santo Padre Benedetto XVI si è affacciato alla finestra del suo studio nel Palazzo Apostolico Vaticano, per recitare l'Angelus con i fedeli ed i pellegrini convenuti in Piazza San Pietro. In questa III Domenica di Avvento, secondo la tradizione romana, erano presenti i bambini del Centro Oratori Romani, venuti per far benedire dal Papa i "Bambinelli", le statuine di Gesù Bambino che i metteranno nei presepi delle famiglie, delle scuole e delle parrocchie.

  "È per me motivo di gioia" - ha detto il Papa prima della recita dell'Angelus - "sapere che nelle vostre famiglie si conserva l'usanza di fare il presepe. Però non basta ripetere un gesto tradizionale, per quanto importante. Bisogna cercare di vivere nella realtà di tutti i giorni quello che il presepe rappresenta, cioè l'amore di Cristo, la sua umiltà, la sua povertà".

  "La benedizione dei 'Bambinelli' - come si dice a Roma - "ci ricorda che il presepio è una scuola di vita, dove possiamo imparare il segreto della vera gioia. Questa non consiste nell'avere tante cose, ma nel sentirsi amati dal Signore, nel farsi dono per gli altri e nel volersi bene. Guardiamo il presepe: la Madonna e San Giuseppe non sembrano una famiglia molto fortunata; hanno avuto il loro primo figlio in mezzo a grandi disagi; eppure sono pieni di intima gioia, perché si amano, si aiutano, e soprattutto sono certi che nella loro storia è all'opera Dio, il Quale si è fatto presente nel piccolo Gesù".

  "E i pastori? Che motivo avrebbero di rallegrarsi? Quel Neonato non cambierà certo la loro condizione di povertà e di emarginazione. Ma la fede li aiuta a riconoscere nel 'bambino avvolto in fasce, adagiato in una mangiatoia', il 'segno' del compiersi delle promesse di Dio per tutti gli uomini 'che egli ama', anche per loro!".

  "Ecco, cari amici, in che cosa consiste la vera gioia" - ha spiegato Papa Benedetto XVI - "è il sentire che la nostra esistenza personale e comunitaria viene visitata e riempita da un mistero grande, il mistero dell'amore di Dio. Per gioire abbiamo bisogno non solo di cose, ma di amore e di verità: abbiamo bisogno di un Dio vicino, che riscalda il nostro cuore, e risponde alle nostre attese profonde".

  Dopo la recita dell'Angelus, il Papa ha ricordato che oggi nella Diocesi di  Roma ricorre la "Giornata per le nuove chiese", perché "nella nostra città, vi sono comunità che non dispongono di un adeguato luogo di culto, (...), e di strutture per le attività formative. Rinnovo pertanto a tutti l'invito a contribuire, affinché possano essere presto realizzati i centri pastorali necessari".

  Infine, nel ricordare i missionari Padre Daniel Cizimya, Padre Louis Blondel e Padre Gerry Roche e di Suor Denise Kahambu, recentemente uccisi in Africa il Santo Padre ha detto: "Sono stati fedeli testimoni del Vangelo, che hanno saputo annunciare con coraggio, anche a rischio della propria vita. Mentre esprimo vicinanza ai familiari e alle comunità che sono nel dolore, invito tutti ad unirsi alla mia preghiera perché il Signore li accolga nella Sua Casa, consoli quanti ne piangono la scomparsa e porti, con la Sua venuta, riconciliazione e pace".
ANG/PRESEPIO/...                                   VIS 20091214 (540)


PRIMO MINISTRO DEL MONTENEGRO RICEVUTO DAL PAPA


CITTA' DEL VATICANO, 14 DIC. 2009 (VIS). Nella tarda mattinata di oggi, la Sala Stampa della Santa Sede ha reso pubblico il seguente Comunicato:

  "Lunedì 14 dicembre 2009, il Santo Padre ha ricevuto il Signor Milo Djukanovi?, Primo Ministro del Montenegro. Successivamente, questi ha avuto un colloquio con Sua Eminenza il Cardinale Tarcisio Bertone, che era accompagnato dal Segretario per i Rapporti con gli Stati, Sua Eccellenza Mons. Dominique Mamberti".

  "Nel corso dei cordiali incontri c'è stato un fruttuoso scambio di opinioni su temi di attualità internazionale e sulla situazione della Regione, come pure sulle sfide principali che l'attendono. In seguito, si è rilevato il positivo contributo che la significativa minoranza cattolica apporta alla società montenegrina. Infine, ci si è soffermati su alcune tematiche di attualità, in particolare sull'impegno del Governo per promuovere la pace e l'equilibro fra le popolazioni e le confessioni religiose presenti nel Paese".
OP/UDIENZA/PRIMO MINISTRO MONTENEGRO               VIS 20091214 (160)


UDIENZE

CITTA' DEL VATICANO, 14 DIC. 2009 (VIS). Questa mattina il Santo Padre ha ricevuto in udienze separate:

- Cinque Presuli della Conferenza Episcopale della Bielorussia, in Visita "ad Limina Apostolorum":

   - Il Cardinale Kazimierz Swiatek, Arcivescovo emerito di Minsk-Mohilev, Amministratore Apostolico "ad nutum Sanctae Sedis" di Pinsk, con l'Ausiliare Vescovo Kazimierz Wielikosielec.

    - L'Arcivescovo Tadeusz Kondrusiewicz, di Minsk.-Mohilev, con l'Ausiliare Vescovo Antoni Dziemianko.

-    Il Vescovo Aleksander Kaszkiewicz, di Grodno.

- L'Onorevole Hans-Dietrich Genscher, già Ministro Federale degli Esteri della Repubblica Federale di Germania.

-    Il Vescovo Jean Laffitte, Segretario del Pontificio Consiglio per la Famiglia, con i Familiari.

    - Il Vescovo Giovanni D'Ercole, F.D.P., Ausiliare de L'Aquila (Italia), con i Familiari.

-    Il Vescovo Mario Toso, S.D.B., Segretario del Pontificio Consiglio della Giustizia e della Pace, con i Familiari.

  Sabato 12 dicembre il Santo Padre ha ricevuto in udienze separate:

- Il Cardinale Vinko Puljic, Arcivescovo di Vrhbosna (Bosnia ed Erzegovina).

- L'Arcivescovo Reinhard Marx, di München und Freising (Repubblica Federale di Germania).

- L'Arcivescovo Giacinto Berloco, Nunzio Apostolico in Belgio e in Lussemburgo.

- Il Cardinale Giovanni Battista Re, Prefetto della Congregazione per i Vescovi.
AP/.../...                                       VIS 20091214 (190)

venerdì 11 dicembre 2009

QUESTIONE DI DIO È CENTRALE ANCHE PER NOSTRA EPOCA


CITTA' DEL VATICANO, 10 DIC. 2009 (VIS). Il Santo Padre ha indirizzato un Messaggio al Cardinale Angelo Bagnasco, Arcivescovo Metropolita di Genova (Italia) e Presidente della Conferenza Episcopale Italiana, in occasione del Convegno: "Dio oggi: con lui o senza di lui cambia tutto", in corso a Roma dal 10 al 12 dicembre.

  "La questione di Dio" - scrive il Papa - "è centrale anche per la nostra epoca, nella quale spesso si tende a ridurre l'uomo ad una sola dimensione, quella 'orizzontale', ritenendo irrilevante per la sua vita l'apertura al Trascendente. La relazione con Dio, invece, è essenziale per il cammino dell'umanità e (...) la Chiesa e ogni cristiano hanno proprio il compito di rendere Dio presente in questo mondo, di cercare di aprire agli uomini l'accesso a Dio".

  "In questa prospettiva si pone l'evento internazionale di questi giorni. (...) Da una parte, infatti, si intendono mostrare le varie strade che conducono ad affermare la verità circa l'esistenza di Dio, quel Dio che l'umanità ha da sempre in qualche modo conosciuto, (...) e che si è rivelato (...) in modo pieno e definitivo, in Gesù Cristo. (...) Dall'altra parte, si vuole mettere proprio in luce l'importanza essenziale che Dio ha per noi, per la nostra vita personale e sociale, (...) per la speranza che illumina il nostro cammino, per la salvezza che ci attende oltre la morte".

  Tali tematiche sono esaminate sotto molteplici prospettive, "dalla riflessione filosofica e teologica, alla testimonianza delle grandi religioni; dallo slancio verso Dio, che trova espressione nella musica, nelle lettere, nelle arti figurative, nel cinema e nella televisione agli sviluppi delle scienze, che cercano di leggere in profondità i meccanismi della natura, frutto dell'opera intelligente di Dio Creatore".

  "In una situazione culturale e spirituale come quella che stiamo vivendo" scrive ancora il Papa - "dove cresce la tendenza a relegare Dio nella sfera privata, a considerarlo come irrilevante e superfluo, o a rifiutarlo esplicitamente, auspico di cuore che questo evento possa contribuire almeno a diradare quella penombra che rende precaria e timorosa per l'uomo del nostro tempo l'apertura verso Dio".

  "Le esperienze del passato, anche non lontano da noi, insegnano che quando Dio sparisce dall'orizzonte dell'uomo, l'umanità perde l'orientamento e rischia di compiere passi verso la distruzione di se stessa. La fede in Dio apre all'uomo l'orizzonte di una speranza certa, che non delude; indica un solido fondamento su cui poter poggiare senza timore la vita; chiede di abbandonarsi con fiducia nelle mani dell'Amore che sostiene il mondo".
MESS/CONVEGNO CEI/BAGNASCO                       VIS 20091211 (420)


PRESIDENTE VIÊT NAM PER LA PRIMA VOLTA DAL PAPA


CITTA' DEL VATICANO, 11 DIC. 2009 (VIS). Nella tarda mattinata di oggi la Sala Stampa della Santa Sede ha reso pubblico il seguente Comunicato:

  "Questa mattina il Santo Padre Benedetto XVI  ha ricevuto in udienza il Presidente della Repubblica Socialista del Viêt Nam, Sua Eccellenza Signor Nguyên Minh Triêt. Successivamente, il Presidente si è incontrato con il Segretario di Stato, Sua Eminenza il Cardinale Tarcisio Bertone, accompagnato da Sua Eccellenza Monsignor Dominique Mamberti, Segretario per i Rapporti con gli Stati.

  "Era la prima volta che un Presidente della Repubblica Socialista del Viêt Nam incontrava Sua Santità ed alti Responsabili della Segreteria di Stato".

  "La Santa Sede ha manifestato il suo compiacimento per la visita, significativa tappa per il progresso dei rapporti bilaterali con il Viêt Nam e ha auspicato che  le questioni pendenti possano essere risolte al più presto".

  "I cordiali colloqui hanno permesso di toccare alcuni temi relativi alla cooperazione tra Chiesa e Stato, anche alla luce del messaggio che il Santo Padre ha inviato alla Chiesa in Viêt Nam in occasione dell'apertura dell'Anno Giubilare. Non è mancato un accenno all'attuale situazione internazionale, con particolare riferimento all'impegno del Viêt Nam e della Santa Sede in campo multilaterale".
OP/UDIENZA/PRESIDENTE VIÊT NAM                       VIS 20091211 (210)


INCONTRO DEL PAPA CON I VESCOVI IRLANDESI


CITTA' DEL VATICANO, 11 DIC. 2009 (VIS). Nella tarda mattinata di oggi, la Sala Stampa della Santa Sede ha reso noto il Comunicato che segue:

  "Questa mattina il Santo Padre ha avuto un incontro con i Vescovi Irlandesi e con i Membri di alto rango della Curia Romana per ascoltare le loro preoccupazioni e discutere i drammatici avvenimenti presentati dalla Commissione Irlandese di Investigazione "Report into Catholic Archdiocese of Dublin".

  "Dopo attento esame del Rapporto, il Santo Padre è rimasto profondamente turbato e preoccupato dal suo contenuto. Il Papa desidera ancora una volta esprimere il suo profondo dolore per le azioni di alcuni membri del clero che hanno tradito la solenne promessa fatta a Dio e la fiducia riposta in essi dalle vittime e dalle loro famiglie e dalla società nel suo complesso".

  "Il Santo Padre condivide l'oltraggio, il tradimento e la vergogna provati da tanti fedeli in Irlanda e si unisce a loro nella preghiera in questo difficile momento della vita della Chiesa".

  "Sua Santità chiede ai cattolici irlandesi e del mondo di unirsi a lui nella preghiera per le vittime, per le loro famiglie e per tutti coloro che sono rimasti vittime di questi odiosi crimini".

  "Il Papa assicura a tutte le persone coinvolte che la Chiesa continuerà a seguire questa seria questione con la più grande attenzione per meglio comprendere come si sono verificati tali vergognosi avvenimenti e come meglio sviluppare strategie sicure ed efficaci per prevenire che essi si verifichino ancora".

  "La Santa Sede considera molto seriamente le questioni centrali evidenziate nel Rapporto, incluse le questioni riguardanti il governo dei responsabili della Chiesa locale con la fondamentale responsabilità della cura pastorale dei minori".

  "Il Santo Padre intende indirizzare una Lettera Pastorale ai fedeli irlandesi nella quale indica chiaramente le iniziative da intraprendere per rispondere a questa situazione".

  "Infine Sua Santità incoraggia tutti coloro che hanno dedicato la vita al generoso servizio dei bambini, a perseverare nelle loro buone opere ad imitazione di Cristo il Buon Pastore".
OP/UDIENZA/CATTOLICI IRLANDA                       VIS 20091211 (340)


UDIENZE

CITTA' DEL VATICANO, 11 DIC. 2009 (VIS). Il Santo Padre riceve questo pomeriggio il Cardinale William Joseph Levada, Prefetto della Congregazione per la Dottrina della Fede.
AP/.../...                                         VIS 20091211 (30)

giovedì 10 dicembre 2009

COMUNICATO PRESIDENTE GABON


CITTA' DEL VATICANO, 10 DIC. 2009 (VIS). Nella tarda mattinata di oggi la Sala Stampa della Santa Sede ha reso pubblico il seguente Comunicato:

  "Il Santo Padre Benedetto XVI ha ricevuto oggi in udienza il Presidente della Repubblica del Gabon, Sua Eccellenza il Signor Ali Bongo Ondimba, il quale ha poi incontrato l'Eminentissimo Cardinale Tarcisio Bertone, Segretario di Stato, accompagnato da Sua Eccellenza Monsignor Dominique Mamberti, Segretario per i Rapporti con gli Stati".

  "Durante i cordiali colloqui, si è ricordato il Presidente El Hadj Omar Bongo Ondimba, recentemente scomparso. Inoltre, si è espresso compiacimento per le buone relazioni esistenti tra la Santa Sede e il Gabon, in virtù dell'Accordo-Quadro stipulato nel 1997 e dei suoi sviluppi, e ci si è soffermati sul contributo dei cattolici allo sviluppo del Paese e al progresso integrale del popolo gabonese, in particolare nel campo educativo".
OP/UDIENZA/PRESIDENTE GABON                               VIS 20091210 (150)


CUBA: SEGNI CONCRETI LIBERTA' RELIGIOSA


CITTA' DEL VATICANO, 10 DIC. 2009 (VIS). Il diplomatico Eduardo Delgado Bermúdez, nuovo Ambasciatore di Cuba presso la Santa Sede, ha presentato questa mattina al Santo Padre le Lettere Credenziali.

"Fra illusioni e difficoltà" - ha detto il Santo Padre nel suo discorso - "Cuba ha conquistato un deciso protagonismo, in particolare in ambito economico e politico nei Caraibi e  in America Latina. Inoltre alcuni segni di distensione nei rapporti con gli Stati Uniti lasciano presagire nuove opportunità per un avvicinamento che porti ad un reciproco beneficio, nel pieno rispetto della sovranità e del diritto degli Stati e dei suoi abitanti".

  Cuba "che continua ad offrire a numerosi paesi la sua collaborazione in ambiti di fondamentale importanza quali l'alfabetizzazione e la salute, favorisce così la cooperazione e la solidarietà internazionale, senza che queste ultime siano sottomesse ad altri interessi oltre gli aiuti alle popolazioni bisognose. È auspicabile" - ha detto Papa Benedetto XVI - "che tutto ciò possa contribuire a trasformare in realtà l'appello che il mio venerato Predecessore, Papa Giovanni Paolo II, lanciò nel suo storico Viaggio a Cuba;: "Che Cuba si apra con tutte le sue magnifiche possibilità al mondo e che il mondo si apra a Cuba".

  Come altri paesi, Cuba soffre "anche le conseguenze della grave crisi mondiale che, aggiunta ai devastanti effetti delle catastrofi naturali e dell'embargo economico, colpisce in particolare le persone e le famiglie più povere (...). La Chiesa Cattolica a Cuba, la quale in questi momenti, e come sempre, si sente vicina alla popolazione, desidera contribuire con il suo modesto ed efficace aiuto", ha detto il Santo Padre ricordando che la maggiore cooperazione raggiunta con le Autorità cubane "ha permesso la realizzazione di importanti progetti di assistenza e di ricostruzione, specialmente quando il Paese è colpito da catastrofi naturali".

  "Spero che continuino a moltiplicarsi" - ha detto ancora il Papa - "i segni concreti di apertura all'esercizio della libertà religiosa, come è accaduto negli ultimi anni, come ad esempio la possibilità di celebrare la Santa Messa in alcune carceri, la realizzazione di processioni religiose, la riparazione e restituzione di alcuni templi e l'edificazione di alcune case religiose, e la possibilità di usufruire dell'assistenza sociale per i sacerdoti e i religiosi".

  "Con la prospettiva di avanzare su questa strada, soprattutto a beneficio dei cittadini cubani" - ha aggiunto il Pontefice - "sarebbe anche auspicabile poter dialogare per fissare congiuntamente, seguendo forme simili a quelle stabilite con altre Nazioni e rispettando le caratteristiche proprie del Paese, la struttura giuridica che definisce convenientemente le relazioni esistenti e mai interrotte fra la Santa Sede e Cuba, garantendo l'adeguato sviluppo della vita e dell'azione pastorale della Chiesa in questa Nazione".

  Infine il Santo Padre ha espresso fiducia che il clima che "ha reso possibile alla Chiesa il suo modesto contributo caritativo favorisca la sua partecipazione ai mezzi di comunicazione sociale e la realizzazione di missioni educative complementari, in accordo con la sua specifica missione pastorale e spirituale".
CD/CREDENZIALI/CUBA:DELGADO                    VIS 20091210 (500)


RELAZIONI DIPLOMATICHE SANTA SEDE-RUSSIA

CITTA' DEL VATICANO, 10 DIC. 2009 (VIS). La Sala Stampa della Santa Sede ha reso pubblico un Comunicato nel quale si annuncia che: "La Santa Sede e la Federazione Russa, desiderose di promuovere i loro reciproci rapporti amichevoli, hanno deciso di comune accordo di stabilire tra di loro relazioni diplomatiche, a livello di Nunziatura Apostolica da parte della Santa Sede e di Ambasciata da parte della Federazione Russa".
OP/RELAZIONI DIPLOMATICHE/RUSSIA                     VIS 20091210 (80)

RATIFICAZIONE ACCORDO SANTA SEDE-BRASILE


CITTA' DEL VATICANO, 10 DIC. 2009 (VIS). Un Comunicato della Sala Stampa  della Santa Sede ha reso noto che: "Giovedì 10 dicembre 2009, nel Palazzo Apostolico Vaticano, si è proceduto allo scambio degli strumenti di ratifica dell'Accordo tra la Santa Sede e la Repubblica Federativa del Brasile, firmato il 13 novembre 2008".

  "Hanno proceduto allo scambio, per la Santa Sede, Sua Eccellenza Monsignor Dominique Mamberti, Segretario per i Rapporti con gli Stati, e per la Repubblica Federativa del Brasile, Sua Eccellenza l'Ambasciatore Luiz Felipe de Seixas Corrêa, munito dei Pieni Poteri".

  "Assistevano al solenne atto: per parte della Santa Sede: i Reverendissimi Monsignori, Fortunatus Nwachukwu, Capo del Protocollo, Antoine Camilleri e Angelo Accattino. Per parte della Repubblica Federativa del Brasile: la Dottoressa Silvana Polich, il Dottor Orlando Timponi ed il Dottor Alexandre Campello de Siqueira, Consiglieri dell'Ambasciata presso la Santa Sede".

  "L'Accordo, che consolida ulteriormente i tradizionali vincoli di amicizia e di collaborazione esistenti tra le due Parti, si compone di un Preambolo e di venti articoli, che disciplinano vari ambiti, tra i quali: lo statuto giuridico della Chiesa cattolica in Brasile, il riconoscimento dei titoli di studio, l'insegnamento religioso nelle scuole pubbliche, il matrimonio canonico, il regime fiscale".

  "Con la cerimonia odierna" - si legge al termine del Comunicato - "l'Accordo entra in vigore".
.../ACCORDO/SANTA SEDE-BRASILE                       VIS 20091210 (220)


UDIENZE

CITTA' DEL VATICANO, 10 DIC. 2009 (VIS). Il Santo Padre ha ricevuto questa mattina in udienze separate:

- L'Arcivescovo Robert Sarah, Segretario della Congregazione per l'Evangelizzazione dei Popoli.

- Il Signor Carl A. Anderson, Cavaliere Supremo dei Cavalieri di Colombo, con il Vescovo William Edward Lori, di Bridgeport (Stati Uniti d'America).
AP/.../...                                         VIS 20091210 (60)

ALTRI ATTI PONTIFICI

CITTA' DEL VATICANO, 10 DIC. 2009 (VIS). Il Santo Padre:
- Ha accettato la rinuncia all'ufficio di Ausiliare della Diocesi di Legazpi (Filippine), presentata dal Vescovo Lucilo B. Quiambao, per raggiunti limiti d'età.

- Ha nominato l'Arcivescovo Pedro López Quintana, finora Nunzio Apostolico in India e in Nepal, Nunzio Apostolico in Canada.
RE:NN/.../QUIAMBAO:QUINTANA                         VIS 20091210 (60)

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