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Il Vatican Information Service (VIS), istituito nell'ambito della Sala Stampa della Santa Sede, è un bollettino telematico che diffonde notizie relative all'attività magistrale e pastorale del Santo Padre e della Curia Romana...

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giovedì 10 aprile 2008

UDIENZE

CITTA' DEL VATICANO, 10 APR. 2008 (VIS). Il Santo Padre ha ricevuto questa mattina in udienze separate:

- Il Cardinale Leonardo Sandri, Prefetto della Congregazione per le Chiese Orientali.

- Il Cardinale Franc Rodé, Prefetto della Congregazione per gli Istituti di vita consacrata e le Società di vita apostolica.

- Il Cardinale Fiorenzo Angelini Presidente emerito del Pontificio Consiglio per gli Operatori Sanitari.

- Il Vescovo Clemens Nickel, Vescovo di San Clemente a Saratov (Russia).

- Il Vescovo Vitus Huonder, di Chur (Svizzera).
AP/.../...                                         VIS 20080410 (90)

ALTRI ATTI PONTIFICI

CITTA' DEL VATICANO, 10 APR. 2008 (VIS). Il Santo Padre ha nominato:

- Il Vescovo Richard Edmund Pates, Vescovo di Des Moines (superficie: 32.223; popolazione: 749.000; cattolici: 97.356; sacerdoti: 93; religiosi: 87; diaconi permanenti: 76), Stati Uniti d'America. Il Vescovo Pates è stato finora Ausiliare dell'Arcidiocesi di Saint Paul and Minneapolis (Stati Uniti d'America).

- Il Reverendo Anthony Basil Taylor, Vescovo di Little Rock (superficie: 137.600; popolazione: 2.779.154; cattolici: 112.755, sacerdoti: 148; religiosi: 315; diaconi permanenti: 59), Stati Uniti d'America. Il Vescovo eletto, finora Vicario per i Ministeri e Parroco della "Sacred Heart Parish" a Oklahoma City (Stati Uniti d'America), è nato nel 1954 a Forth Worth (Stati Uniti d'America) ed è stato ordinato sacerdote nel 1980.

- Il Monsignor James Douglas Conley, Vescovo Ausiliare dell'Arcidiocesi di Denver (superficie: 101.279; popolazione; 3.071.432; cattolici: 407.500; sacerdoti: 317; religiosi: 420; diaconi permanenti: 172), Stati Uniti d'America. Il Vescovo eletto è nato nel 1955 a Kansas City (Stati Uniti d'America) ed è stato ordinato sacerdote nel 1985. E' stato finora è Parroco della "Blessed Sacrament Parish" a Wichita (Stati Uniti d'America).

- Il Reverendo Oscar Cantù, Vescovo Ausiliare di San Antonio (superficie: 60.036; popolazione: 2.094.485; cattolici: 680.515; sacerdoti: 356; religiosi: 1.050; diaconi permanenti: 319), Stati Uniti d'America. Il Vescovo eletto è nato nel 1966 a Houston (Stati Uniti d'America) ed è stato ordinato sacerdote nel 1994. E' stato finora Parroco della "Holy Name Parish" a Houston (Stati Uniti d'America).

- Il Reverendo William J. Justice, Vescovo Ausiliare di San Francisco (superficie: 6.023; popolazione: 1.698.282; cattolici: 419.476.000; sacerdoti: 428; religiosi: 1.072; diaconi permanenti: 95), Stati Uniti d'America. Il Vescovo eletto è nato nel 1942 ed è stato ordinato sacerdote nel 1968. E' stato finora Vicario Episcopale per il Clero e Parroco di "Mission Dolores Basilica" a San Francisco (Stati Uniti d'America).

- Il Vescovo Marcelo Sánchez Sorondo, Membro del Comitato di presidenza del Pontificio Consiglio per la Famiglia, attualmente anche Cancelliere della Pontificia Accademia delle Scienze e della Pontificia Accademia delle Scienze Sociali.

- Membri del Pontificio Consiglio per la Promozione dell'Unità dei Cristiani: il Vescovo Gualtiero Bassetti, di Arezzo-Cortona-Sansepolcro (Italia); il Vescovo Florentin Crihalmeanu, di Cluj-Gherla, Claudiopoli-Armenopoli dei Romeni (Romania); il Vescovo Carlos Humberto Malfa, di Chascomús (Argentina) ed il Vescovo Hyginus Kim Hee-joong, Ausiliare di Kwangju (Corea).

- Consultori del Pontificio Consiglio per la Promozione dell'Unità dei Cristiani: il Sacerdote Gorge Augustin, S.A.C., Docente di Teologia Dogmatica e Fondamentale presso la "Philosophisch-Theologische Hochschule der Pallottiner", Vallander (Germania); il Monsignor Piero Coda, della Diocesi di Frascati, Segretario della Pontifica Accademia di Teologia, Membro della "Commissione Mista Internazionale per il Dialogo Teologico tra la Chiesa Cattolica e la Chiesa Ortodossa nel suo insieme" (Italia); Monsignor Marco Gnavi, Direttore dell'Ufficio per l'Ecumenismo, il Dialogo Interreligioso ed i Nuovi Culti del Vicariato di Roma; Padre Thomas Pott, O.S.B., del Monastero della Santa Croce in Chevetogne, Membro della "Commissione Mista Internazionale per il Dialogo Teologico tra la Chiesa Cattolica e la Chiesa Ortodossa nel suo insieme" (Belgio); il Professor Dietmar W. Winkler, Docente di Scienze Bibliche e di Storia della Chiesa presso l'Università di Salzburg, Membro della "Commissione Mista Internazionale per il Dialogo Teologico tra la Chiesa Cattolica e la Chiesa Ortodossa nel suo insieme" (Austria); Signora Antonia Willemsen, già Segretaria di "Kirche in Not", "Aiuto alla Chiesa che soffre", Membro del Consiglio di Gestione del "Comitato Cattolico per la Collaborazione Culturale" presso il Pontificio Consiglio per la Promozione dell'Unità dei Cristiani (Germania).
NER:NEA:NA/.../...                                  VIS 20080410 (570)


mercoledì 9 aprile 2008

SAN BENEDETTO PADRE DEL MONACHESIMO E PATRONO D'EUROPA


CITTA' DEL VATICANO, 9 APR. 2008 (VIS). Il Santo Padre Benedetto XVI ha dedicato la catechesi dell'Udienza Generale del Mercoledì, a San Benedetto da Norcia "padre del monachesimo occidentale che, con la sua vita e la sua opera, ha esercitato un influsso fondamentale sullo sviluppo della civiltà e della cultura europea". All'Udienza di oggi, tenutasi in Piazza San Pietro, hanno partecipato 20.000 persone.

  "La fonte più importante sulla vita di questo Santo" - ha ricordato il Pontefice - "è il secondo libro dei 'Dialoghi'" di San Gregorio Magno che presenta San Benedetto come un "astro luminoso" che indica la via d'uscita "da questa 'notte oscura della storia'", la crisi di valori e di istituzioni, causata dal crollo dell'Impero Romano.

  "L'opera del Santo e, in modo particolare, la sua 'Regola'" - ha affermato il Santo Padre - "si rivelarono apportatrici di un autentico fermento spirituale che mutò nel corso dei secoli, ben al di là dei confini della sua Patria e del suo tempo, il volto dell'Europa, creando dopo la caduta dell'unità politica una nuova unità spirituale e culturale, quella della fede cristiana condivisa dai popoli del continente".

  "La nascita di San Benedetto viene datata intorno all'anno 480" - ha proseguito il Pontefice - "I suoi genitori benestanti lo mandarono per la sua formazione negli studi a Roma. Egli però non si fermò a lungo nella Città eterna. (...) Dopo un primo soggiorno nel villaggio di Effide (oggi: Affile) (...), si fece eremita nella non lontana Subiaco. Lì visse completamente solo in una grotta che, (...) costituisce 'il cuore' di un monastero benedettino chiamato 'Sacro Speco'. (...) Qui doveva sopportare e superare le tre tentazioni fondamentali di ogni essere umano: la tentazione dell'autoaffermazione e del desiderio di porsi al centro, la tentazione della sensualità e, infine, la tentazione dell'ira e della vendetta. Era infatti convinzione di Benedetto che, solo dopo aver vinto queste tentazioni, egli avrebbe potuto dire agli altri una parola utile per le loro situazioni di bisogno".

  Nell'anno 592 il Fondatore dell'Ordine Benedettino lasciò Subiaco per stabilirsi a Montecassino "un'altura che, dominando la vasta pianura circostante, è visibile da lontano". Secondo Gregorio Magno, ha precisato il Pontefice, questa decisione riveste "un carattere simbolico: la vita monastica nel nascondimento ha una sua ragion d'essere, ma un monastero ha anche una sua finalità pubblica nella vita della Chiesa e della società".

"Nell'intero secondo libro dei 'Dialoghi'" - ha detto ancora il Santo Padre - "Gregorio ci illustra come la vita di San Benedetto fosse immersa in un'atmosfera di preghiera, fondamento portante della sua esistenza. Senza preghiera non c'è esperienza di Dio. Ma la spiritualità di Benedetto non era un'interiorità fuori dalla realtà. Nell'inquietudine e nella confusione del suo tempo, egli viveva sotto lo sguardo di Dio e con il proprio sguardo rivolto verso Dio, pur senza perdere mai di vista i doveri della vita quotidiana e l'uomo con i suoi bisogni concreti".

  San Benedetto morì nell'anno 547. La celebre "Regola" "offre indicazioni utili non solo ai monaci, ma anche a tutti coloro che cercano una guida nel loro cammino verso Dio. Per la sua misura, la sua umanità e il suo sobrio discernimento tra l'essenziale e il secondario nella vita spirituale, essa ha potuto mantenere la sua forza illuminante fino ad oggi".

  "Paolo VI" - ha ricordato infine Papa Benedetto XVI - "proclamando il 24 ottobre 1964 San Benedetto Patrono d'Europa, intese riconoscere l'opera meravigliosa svolta dal santo mediante la 'Regola' per la formazione della civiltà e della cultura europea. Oggi l'Europa - uscita appena da un secolo profondamente ferito da due guerre mondiali e dopo il crollo delle grandi ideologie rivelatesi come tragiche utopie - è alla ricerca della propria identità".

  "Per creare un'unità nuova e duratura" - ha concluso il Pontefice - "sono certo importanti gli strumenti politici, economici e giuridici, ma occorre anche suscitare un rinnovamento etico e spirituale che attinga alle radici cristiane del Continente. Senza questa linfa vitale, l'uomo resta esposto al pericolo di soccombere all'antica tentazione di volersi redimere da sé - utopia che, in modi diversi, nell'Europa del Novecento ha causato, come ha rilevato il Papa Giovanni Paolo II, 'un regresso senza precedenti nella tormentata storia dell'umanità".
AG/SAN BENEDETTO/...                               VIS 20080409 (690)


IL PAPA RICORDA RELIGIOSA ASSASSINATA IN UN RITO SATANICO

CITTA' DEL VATICANO, 9 APR. 2008 (VIS). Nel salutare i pellegrini di lingua italiana, al termine dell'Udienza Generale di oggi, tenutasi in Piazza San Pietro, il Papa ha salutato in particolare "le Suore Figlie della Croce e i laici che ne condividono il carisma, qui convenuti nel ricordo di Suor Maria Laura Mainetti, che" - ha detto Benedetto XVI - "fedele al dono totale di sé, ha sacrificato la sua vita pregando per chi la colpiva".

  Suor Maria Laura fu accoltellata da tre ragazze minorenni durante un rito satanico, nella notte fra il 6 e il 7 giugno del 2000 a Chiavenna. Agonizzante, trovò la forza di pregare per le tre ragazze e di perdonarle.

  La Congregazione per le Cause dei Santi ha riconosciuto, di recente, il carattere di martirio dell'assassinio della religiosa ed ha avviato la causa di beatificazione.
AG/RELIGIOSA ASSASSINATA/MAINETTI                   VIS 20080409 (150)


martedì 8 aprile 2008

MESSAGGIO BENEDETTO XVI VIAGGIO STATI UNITI D'AMERICA

CITTA' DEL VATICANO, 8 APR. 2008 (VIS). Questa mattina è stato reso pubblico un video-messaggio che il Papa ha rivolto ai cittadini statunitensi in occasione dell'imminente Viaggio Apostolico negli Stati Uniti d'America, (15-21 aprile).

  "Prima di partire desidero farvi giungere" - afferma il Santo Padre rivolgendosi ai fratelli e sorelle degli Stati Uniti d'America - "un cordiale saluto e un invito alla preghiera. Come sapete, la mia visita toccherà due sole città: Washington e New York; ma essa intende spiritualmente abbracciare tutti i cattolici che vivono negli Stati Uniti".

  Ringraziando tutte le persone che già da tempo stanno lavorando alla preparazione del suo Viaggio e tutti coloro che stanno aprendo la strada con la preghiera, Benedetto XVI afferma: "Sono convinto - ce lo insegna la fede - che senza la forza della preghiera, senza l'intima unione con il Signore, a ben poco varrebbero le nostra umane iniziative".

  "Insieme con i vostri Vescovi" - prosegue il Pontefice - "ho scelto come tema del mio viaggio tre semplici ma essenziali parole: 'Cristo nostra speranza'. (...) Gesù Cristo è la speranza per gli uomini e le donne di ogni lingua, razza, cultura e condizione sociale. (...) Grazie a Lui la nostra vita trova la sua pienezza ed insieme possiamo formare una famiglia di persone e di popoli che vivono in fraternità, secondo il perenne disegno di Dio Padre. So bene quanto nel vostro Paese questo messaggio evangelico sia radicato! Vengo a condividerlo con voi, nelle celebrazioni e negli incontri".

  "Porterò" - sottolinea Benedetto XVI - "il messaggio della speranza cristiana anche nella grande Assemblea delle Nazioni Unite, ai Rappresentanti dei popoli del mondo. Il mondo infatti ha più che mai bisogno di speranza: speranza di pace, di giustizia, di libertà, ma non potrà realizzare questa speranza senza obbedire alla legge di Dio, che Cristo ha portato a compimento nel comandamento di amarci gli uni gli altri. Fate agli altri ciò che volete facciano a voi, non fate ciò che non volete che essi vi facciano. Questa 'regola d'oro' si trova nella Bibbia ma vale per tutti, anche per i non credenti. ? la legge scritta nella coscienza umana, e su questa possiamo tutti ritrovarci, così che l'incontro delle differenze sia positivo e costruttivo per l'intera comunità umana".

  Successivamente rivolgendosi ai cattolici di lingua spagnola nella loro lingua, il Santo Padre manifesta la sua "vicinanza spirituale, in special modo ai giovani, ai malati, agli anziani e a quelli che attraversano difficoltà o si sentono più provati".

  "Anche se il mio itinerario sarà breve e limitato" - conclude il Pontefice - "il mio cuore sarà vicino a tutti, specialmente ai malati, ai piccoli, agli abbandonati".
MESS/VIAGGIO STATI UNITI AMERICA/...                   VIS 20080408 (440)


ANCHE XXI SECOLO SI È APERTO NEL SEGNO DEL MARTIRIO


CITTA' DEL VATICANO, 8 APR. 2008 (VIS). Nel pomeriggio di ieri, in occasione del 40° anniversario di fondazione della Comunità di Sant'Egidio, il Santo Padre Benedetto XVI si è recato in visita alla Basilica romana di San Bartolomeo all'Isola Tiberina, dove ha presieduto la Celebrazione della Parola in memoria dei Testimoni della Fede del secolo XX e XXI.

  "In questo luogo carico di memorie" - ha detto il Papa - "ci chiediamo: perché questi nostri fratelli martiri non hanno cercato di salvare a tutti i costi il bene insostituibile della vita? Perché hanno continuato a servire la Chiesa, nonostante gravi minacce e intimidazioni?".

  "In questa basilica, (...), sentiamo risuonare l'eloquente testimonianza di quanti, non soltanto lungo il 900, ma dagli inizi della Chiesa vivendo l'amore hanno offerto nel martirio la loro vita a Cristo" ed "'hanno lavato le loro vesti rendendole candide col sangue dell'Agnello".

  In questa ultima frase dell'Apocalisse, ha detto il Santo Padre, è la risposta al senso del martirio. Il linguaggio cifrato di San Giovanni "contiene un riferimento preciso alla candida fiamma dell'amore, che ha spinto Cristo a versare il suo sangue per noi. In virtù di quel sangue, siamo stati purificati. Sorretti da quella fiamma anche i martiri hanno versato il loro sangue e si sono purificati nell'amore".

  Ricordando la frase di Gesù "'Nessuno ha un amore più grande di questo: dare la vita per i propri amici'", il Papa ha sottolineato che: "Ogni testimone della fede vive questo amore 'più grande' e" conformandosi a Cristo accetta "il sacrificio fino all'estremo, senza porre limiti al dono dell'amore e al servizio della fede".

  "Facendo sosta presso i sei altari, che ricordano i cristiani caduti sotto la violenza totalitaria del comunismo, del nazismo, quelli uccisi in America, in Asia e Oceania, in Spagna e Messico, in Africa, ripercorriamo idealmente molte dolorose vicende del secolo passato. Tanti sono caduti mentre compivano la missione evangelizzatrice della Chiesa: il loro sangue si è mescolato con quello di cristiani autoctoni a cui era stata comunicata la fede".

  "Altri, spesso in condizione di minoranza" - ha proseguito il Pontefice - "sono stati uccisi in odio alla fede. Infine non pochi si sono immolati per non abbandonare i bisognosi, i poveri, i fedeli loro affidati, non temendo minacce e pericoli. Il Servo di Dio Giovanni Paolo II, nella celebrazione ecumenica giubilare per i  nuovi martiri, (...), ebbe a dire che questi nostri fratelli e sorelle nelle fede costituiscono come un grande affresco delle Beatitudini, vissuto sino allo spargimento di sangue".

  "Apparentemente sembra che la violenza, i totalitarismi, la persecuzione, la brutalità cieca si rivelino più forti, mettendo a tacere la voce dei testimoni della fede che possono umanamente apparire come sconfitti della storia. Ma Gesù risorto illumina la loro testimonianza e comprendiamo così il senso del martirio (...): il sangue dei martiri è seme di nuovi cristiani. (...) Nella sconfitta, nell'umiliazione di quanti soffrono a causa del Vangelo, agisce una forza che il mondo non conosce. (...) E' la forza dell'amore, inerme e vittorioso anche nell'apparente sconfitta. E' la forza che sfida e vince la morte".

  "Anche questo XXI secolo si è aperto nel segno del martirio" - ha constatato il Papa - "Quando i cristiani sono veramente lievito, luce e sale della terra, diventano anche loro, come avvenne per Gesù, oggetti di persecuzioni; come Lui sono 'segno di contraddizione'. La convivenza fraterna, l'amore, la fede, le scelte in favore dei più piccoli e poveri (...) suscitano talvolta un'avversione violenta. Quanto utile è allora guardare alla luminosa testimonianza di chi ci ha preceduto nel segno di una fedeltà eroica sino al martirio!".

  "Cari amici della Comunità di Sant'Egidio" - ha concluso il Pontefice - "guardando a questi eroi della fede, sforzatevi anche voi di imitarne il coraggio e la perseveranza nel servire il Vangelo, specialmente tra i poveri. Siate costruttori di pace e di riconciliazione fra quanti sono nemici o si combattono".

  Al termine dell'incontro di preghiera in memoria dei testimoni delle fede, Benedetto XVI ha rivolto fuori della Basilica parole di saluto a quanti avevano seguito la liturgia sulla piazza.

  Rivolgendosi ai membri della Comunità di Sant'Egidio, il Papa ha affermato: "La Parola di Dio, l'amore per la Chiesa, la predilezione per i poveri, la comunicazione del Vangelo sono state le stelle che vi hanno guidato testimoniando, sotto cieli diversi, l'unico messaggio di Cristo".

  "Vi ringrazio per questa vostra opera apostolica; vi ringrazio per l'attenzione agli ultimi e per la ricerca della pace, che contraddistinguono la vostra Comunità" - ha detto infine il Papa esortando i membri della Comunità di Sant'Egidio con queste parole: "Non temete le difficoltà e le sofferenze che questa azione missionaria comporta: rientrano nella 'logica' della coraggiosa testimonianza dell'amore cristiano".
BXVI-VISITA/BASILICA SAN BARTOLOMEO/S.EGIDIO    VIS 20080408 (790)


lunedì 7 aprile 2008

UDIENZE

CITTA' DEL VATICANO, 7 APR. 2008 (VIS). Il Santo Padre ha ricevuto questa mattina in udienze separate:

- Il Cardinale Ivan Dias, Prefetto della Congregazione per l'Evangelizzazione dei Popoli.

 - I Membri della Presidente della Conferenza Episcopale del Venezuela:

    - L'Arcivescovo Ubaldo Ramón Santana Sequera, F.M.I., di Maracaibo (Venezuela), Presidente;

    - L'Arcivescovo Roberto Lückert León, di Coro (Venezuela), Primo Vice-Presidente;

    - Il Cardinale Jorge Liberato Urosa Savino, Arcivescovo di Caracas, Santiago de Venezuela (Venezuela), Secondo Vice-Presidente;

    - Il Vescovo Ramón José Viloria Pinzón, di Puerto Cabello (Venezuela), Segretario Generale.

  Domenica 6 aprile il Santo Padre ha ricevuto in udienza il Cardinale Christoph Schönborn, O.P., Arcivescovo di Vienna (Austria).

  Sabato 5 aprile il Santo Padre ha ricevuto in udienze separate:

- Il Vescovo Luigi Antonio Secco, S.D.B., di Willemstad (Antille Olandesi e Aruba), in Visita "ad Limina Apostolorum".

- Il Signor Giovanni Galassi, Ambasciatore della Repubblica di San Marino, in visita di congedo.
AP:AL/.../...                                       VIS 20080407 (160)


INCONTRO CARDINALE CORDES E VESCOVI INGHILTERRA E GALLES

CITTA' DEL VATICANO, 7 APR. 2008 (VIS). Il Cardinale Paul Josef Cordes, Presidente del Pontificio Consiglio "Cor Unum" incontrerà i Vescovi d'Inghilterra e Galles, riuniti in Assemblea Plenaria a Leeds (Gran Bretagna), dal 7 al 10 aprile.

  Su invito della Conferenza Episcopale d'Inghilterra e Galles (CBEW), il Cardinale Cordes intavolerà un dialogo con i Presuli "alla luce della prima Enciclica del Santo Padre Benedetto XVI 'Deus caritas est', sulla promozione dell'identità cattolica delle organizzazione caritative ecclesiali, in un contesto caratterizzato sia da mutamenti repentini che da nuove sfide poste al tradizionale impegno della Chiesa in questo campo", come si legge in un Comunicato reso pubblico questa mattina.

  "Sebbene la Chiesa in Inghilterra e Galles abbia raggiunto con opere efficaci quanti si trovano nel bisogno, i cambiamenti storici e culturali rendono necessaria una riflessione sul ruolo del Vescovo quale primario responsabile dell'attività caritativa della Chiesa".

  Durante la visita il Cardinale Cordes terrà una conferenza pubblica martedì 8 aprile, all'Istituto Maryvale dell'Arcidiocesi di Birmingham, con l'obiettivo di incoraggiare una riflessione approfondita sull'attività caritativa della Chiesa.
CON-CU/CARITÀ/LEEDS:CORDES                       VIS 20080407 (180)


ANTILLE: RINNOVAMENTO PASTORALE DIOCESI

CITTA' DEL VATICANO, 7 APR. 2008 (VIS). Questa mattina il Papa ha ricevuto i Presuli della Conferenza Episcopale delle Antille, al termine della Visita "ad Limina Apostolorum".

  Riferendosi alle sfide che i Vescovi devono affrontare, il Santo Padre ha affermato: "Le sponde del vostro Paese sono state colpite dagli aspetti negativi dell'industria dell'intrattenimento, dal turismo di sfruttamento, al flagello del commercio di armi e di droghe; influenze che non solo minano la vita della famiglia e destabilizzano le fondamenta dei valori culturali tradizionali, ma tendono a influenzare negativamente la politica locale".

  Benedetto XVI ha incoraggiato i Presuli ad "essere testimoni coraggiosi della luce di Cristo, che offre alla famiglie un orientamento ed un obiettivo" e li ha esortati a predicare "intrepidamente la forza del Vangelo, che deve permeare il modo di pensare, i livelli di giudizio, e le norme di comportamento".

  Ponendo in rilievo che "Il rinnovamento pastorale è missione indispensabile per le Diocesi del Paese" - il Papa ha sottolineato che: "E' di vitale importanza l'instancabile promozione delle vocazioni con la guida e la formazione continua dei sacerdoti. (...) La vostra sollecitudine per la formazione umana, spirituale, intellettuale e pastorale dei seminaristi e dei sacerdoti è sicura espressione della vostra cura e preoccupazione per il costante approfondimento del loro impegno pastorale". Incoraggiando i Presuli a sostenere assiduamente il Seminario 'Saint John Vianney' ed il Seminario "Martiri dell'Uganda", il Santo Padre ha ribaditoche "L'istituzione di un seminario francofono nella regione è un gradito segno di speranza".

  "La vostra preoccupazione pastorale per la diminuzione delle vocazioni religiose" - ha detto ancora il Santo Padre ai Vescovi delle Antille - "esemplifica il vostro profondo apprezzamento della vita consacrata. Anche io faccio appello alle vostre comunità religiose, incoraggiandole a riaffermare la loro vocazione con fiducia e, guidate dallo Spirito Santo, a proporre nuovamente ai giovani l'ideale della consacrazione e della missione".

  "Cari Fratelli" - ha aggiunto il Santo Padre - "ognuno di voi avverte la grande responsabilità di far tutto il possibile per sostenere il matrimonio e la vita familiare, fonte primaria di coesione all'interno delle comunità e dunque di importanza capitale agli occhi delle autorità civili. A questo riguardo l'ampia rete di scuole cattoliche nella vostra regione può dare un importante contributo. I valori che si radicano nel cammino di verità offerto dal Cristo illuminano lo spirito ed il cuore dei giovani e li incoraggiano a seguire la vita della fedeltà, della responsabilità e della autentica libertà. Giovani che sono buoni cristiani saranno buoni cittadini!".
AL/.../ANTILLE                                   VIS 20080407 (410)


LA STRADA PER EMMAUS E' IL CAMMINO DI OGNI CRISTIANO

CITTA' DEL VATICANO, 6 APR. 2008 (VIS). Alle 12:00 di questa mattina, il Santo Padre Benedetto XVI si è affacciato alla finestra del suo studio nel Palazzo Apostolico Vaticano per recitare il "Regina Cæli" con i fedeli ed i pellegrini convenuti in Piazza San Pietro.

  Commentando il Vangelo di questa domenica, il racconto dei discepoli di Emmaus (cfr Lc 24,13-35), il Papa ha ricordato che: "La località di Emmaus non è stata identificata con certezza. Vi sono diverse ipotesi, e questo non è privo di una sua suggestione, perché ci lascia pensare che Emmaus rappresenti in realtà ogni luogo: la strada che vi conduce è il cammino di ogni cristiano, anzi, di ogni uomo. Sulle nostre strade Gesù risorto si fa compagno di viaggio, per riaccendere nei nostri cuori il calore della fede e della speranza e spezzare il pane della vita eterna".

  "Nel colloquio dei discepoli" - ha proseguito il Pontefice - "con l'ignoto viandante colpisce l'espressione che l'evangelista Luca pone sulle labbra di uno di loro: 'Noi speravamo…' (24,21). Questo verbo al passato dice tutto: Abbiamo creduto, abbiamo seguito, abbiamo sperato…, ma ormai tutto è finito. Anche Gesù di Nazaret, che si era dimostrato profeta potente in opere e in parole, ha fallito, e noi siamo rimasti delusi".

  "Questo dramma dei discepoli di Emmaus" - ha spiegato il Pontefice - "appare come uno specchio della situazione di molti cristiani del nostro tempo. Sembra che la speranza della fede sia fallita. La stessa fede entra in crisi a causa di esperienze negative che ci fanno sentire abbandonati dal Signore. Ma questa strada per Emmaus, sulla quale camminiamo, può divenire via di una purificazione e maturazione del nostro credere in Dio".

  "Anche oggi possiamo entrare in colloquio con Gesù ascoltando la Sua Parola. Anche oggi, Egli spezza il pane per noi e dà Se stesso come il nostro Pane. E così l'incontro con Cristo Risorto, che è possibile anche oggi, ci dona una fede più profonda e autentica, temprata, per così dire, attraverso il fuoco dell'evento pasquale; una fede robusta perché si nutre non di idee umane, ma della Parola di Dio e della sua presenza reale nell'Eucaristia".

  "Si è concluso stamani, con la Celebrazione eucaristica nella Basilica di San Pietro, il primo Congresso mondiale sulla Divina Misericordia" - ha ricordato il Santo Padre al termine della preghiera mariana ed ha detto: - "A tutti i partecipanti rivolgo il mio cordiale saluto, che diventa ora una consegna: andate e siate testimoni della misericordia di Dio, sorgente di speranza per ogni uomo e per il mondo intero. Il Signore risorto sia sempre con voi!".
ANG/EMMAUS/...                                   VIS 20080407 (440)


TELEGRAMMA UCCISIONE SACERDOTE SIRO-ORTODOSSO IRAQ

CITTA' DEL VATICANO, 6 APR. 2008 (VIS). Il Cardinale Tarcisio Bertone, Segretario di Stato, ha inviato, a nome del Santo Padre Benedetto XVI, un telegramma di cordoglio per l'uccisione avvenuta sabato 5 aprile a Baghdad, di un sacerdote della Chiesa Siro-Ortodossa. 

   Nel telegramma, inviato tramite la Nunziatura Apostolica in Iraq all'Arcivescovo Siro-Ortodosso di Baghdad, Mar Saverius Jamil Hawa, il Santo Padre esprime profondo dolore per l'uccisione del Sacerdote Yousef Adel Abudi ed "assicura al Presule della Chiesa Siro-Ortodossa, ai sacerdoti ed ai religiosi dell'Arcidiocesi, la sua vicinanza nella preghiera".

  "Affidando l'anima di questo devoto servitore all'infinita misericordia di Dio, Sua Santità prega affinché tutto il popolo segua la via della pace per edificare una società giusta e tollerante nella diletta terra irachena".
TGR/UCCISIONE SACERDOTE ORTODOSSO/HAWA              VIS 20080407 (130)


ALTRI ATTI PONTIFICI

CITTA' DEL VATICANO, 5 APR. 2008 (VIS). Il Santo Padre ha nominato il Cardinale Walter Kasper, Presidente del Pontificio Consiglio per la Promozione dell'Unità dei Cristiani, Suo Inviato Speciale alle celebrazioni del VIII centenario della traslazione delle reliquie dell'Apostolo Sant'Andrea ad Amalfi (Italia), che avranno luogo l'8 maggio 2008.
NA/.../KASPER                                     VIS 20080405 (60)

RIPARTIRE TESTIMONIANZA NONNI DI FRONTE CRISI FAMIGLIA

CITTA' DEL VATICANO, 5 APR. 2008 (VIS). Il Santo Padre ha ricevuto questa mattina nella Sala Clementina, i partecipanti alla XVIII Assemblea Plenaria del Pontificio Consiglio per la Famiglia, tenutasi dal 3 al 5 aprile, sul tema: "I nonni: la loro testimonianza e presenza nella famiglia".

  "La Chiesa" - ha ricordato il Pontefice - "ha sempre avuto nei riguardi dei nonni un'attenzione particolare, riconoscendo loro una grande ricchezza sotto il profilo umano e sociale, come pure sotto quello religioso e spirituale. (...) In passato i nonni avevano un ruolo importante nella vita e nella crescita della famiglia. Anche quando l'età avanzava, essi continuavano ad essere presenti con i loro figli, con i nipoti e magari i pronipoti, dando viva testimonianza di premura, di sacrificio e di un quotidiano donarsi senza riserve".

  "Oggi, l'evoluzione economica e sociale ha portato profonde trasformazioni nella vita delle famiglie. Gli anziani, (...), si sono trovati in una sorta di 'zona di parcheggio': alcuni si accorgono di essere un peso in famiglia e preferiscono vivere soli o in case di riposo, con tutte le conseguenze che queste scelte comportano".

  "Da più parti poi sembra purtroppo avanzare" - ha proseguito il Pontefice - "la 'cultura della morte', che insidia anche la stagione della terza età. Con crescente insistenza si giunge persino a proporre l'eutanasia come soluzione per risolvere certe situazioni difficili. (...) Occorre sempre reagire con forza a ciò che disumanizza la società. (...) Occorre unirsi per sconfiggere insieme ogni emarginazione, perché ad essere travolti dalla mentalità individualistica non sono solo loro - i nonni, le nonne, gli anziani - ma tutti. Se i nonni, come spesso e da più parti si dice, costituiscono una preziosa risorsa, occorre mettere in atto scelte coerenti che permettano di valorizzarla al meglio".

  "Ritornino i nonni" - ha auspicato il Pontefice - "ad essere presenza viva nella famiglia, nella Chiesa e nella società" e "continuino ad essere testimoni di unità, di valori fondati sulla fedeltà ad un unico amore che genera la fede e la gioia di vivere. I cosiddetti nuovi modelli di famiglia ed il relativismo dilagante hanno indebolito questi valori fondamentali del nucleo familiare".

  "Di fronte alla crisi della famiglia non si potrebbe forse proprio ripartire dalla presenza e dalla testimonianza di coloro - i nonni - che hanno una maggiore robustezza di valori e di progetti? Non si può, infatti, progettare il futuro senza rifarsi ad un passato carico di esperienze significative e di punti di riferimento spirituale e morale".

  Ricordando il VI Incontro Mondiale delle Famiglie in programma in Messico nel gennaio 2009, il Papa ha concluso il suo discorso invitando, specialmente i gruppi familiari, i movimenti e le associazioni di famiglie "a prepararsi spiritualmente a questo evento di grazia".
AC/.../NONNI                                   VIS 20080407 (460)


VANGELO AMORE E VITA ANCHE SEMPRE VANGELO MISERICORDIA


CITTA' DEL VATICANO, 5 APR. 2008 (VIS). Il Santo Padre ha ricevuto questa mattina i 300 partecipanti al Congresso Internazionale "'L'olio sulle ferite'. Una risposta alle piaghe dell'aborto e del divorzio", promosso dal Pontificio Istituto Giovanni Paolo II per Studi su Matrimonio e Famiglia, in collaborazione con "Knights of Columbus".

  "Mi compiaccio con voi" - ha detto Benedetto XVI - "per la tematica che è oggetto delle vostre riflessioni (...), e in particolare per il riferimento alla parabola del buon samaritano, che avete scelto come chiave per accostarvi alle piaghe dell'aborto e del divorzio, le quali tanta sofferenza comportano nella vita delle persone, delle famiglie e della società. (...) Nel dibattito, spesso puramente ideologico, si crea nei loro confronti una specie di congiura del silenzio. Solo nell'atteggiamento dell'amore misericordioso ci si può avvicinare per portare soccorso e permettere alle vittime di rialzarsi e di riprendere il cammino dell'esistenza".

  "In un contesto culturale segnato da un crescente individualismo, dall'edonismo e, troppo spesso, anche da mancanza di solidarietà e di adeguato sostegno sociale" - ha detto il Papa - "la libertà umana, di fronte alle difficoltà della vita, è portata nella sua fragilità a decisioni in contrasto con l'indissolubilità del patto coniugale o con il rispetto dovuto alla vita umana appena concepita ed ancora custodita nel seno materno".

  "Divorzio e aborto sono scelte di natura certo differente, talvolta maturate in circostanze difficili e drammatiche, che comportano spesso traumi e sono fonte di profonde sofferenze per chi le compie. (...) In tutti lasciano ferite che segnano la vita indelebilmente".

  "Il giudizio etico della Chiesa a riguardo del divorzio e dell'aborto procurato" - ha precisato il Pontefice - "è chiaro e a tutti noto: si tratta di colpe gravi che, in misura diversa e fatta salva la valutazione delle responsabilità soggettive, ledono la dignità della persona umana, implicano una profonda ingiustizia nei rapporti umani e sociali e offendono Dio stesso, garante del patto coniugale ed autore della vita".

  "E tuttavia la Chiesa, sull'esempio del suo Divino Maestro, ha sempre di fronte le persone concrete, soprattutto quelle più deboli e innocenti, (...), ed anche quegli altri uomini e donne, che avendo compiuto tali atti si sono macchiati di colpe e ne portano le ferite interiori, cercando la pace e la possibilità di una ripresa".

  "A queste la Chiesa ha il dovere primario di accostarsi con amore e delicatezza, con premura e attenzione materna, per annunciare la vicinanza misericordiosa di Dio in Gesù Cristo. (...) Sì, il vangelo dell'amore e della vita è anche sempre vangelo della misericordia (...). A partire da questa misericordia la Chiesa coltiva un'indomabile fiducia nell'uomo e nella sua capacità di riprendersi. Essa sa che, con l'aiuto della grazia, la libertà umana è capace del dono di sé definitivo e fedele, che rende possibile il matrimonio di un uomo e una donna come patto indissolubile, che la libertà umana anche nelle circostanze più difficili è capace di straordinari gesti di sacrificio e di solidarietà per accogliere la vita di un nuovo essere umano".

  "Così si può vedere che i 'no' che la Chiesa pronuncia nelle sue indicazioni morali e sui quali talvolta si ferma in modo unilaterale l'attenzione dell'opinione pubblica, sono in realtà dei grandi 'sì' alla dignità della persona umana, alla sua vita e alla sua capacità di amore".

  Concentrandosi sulle conseguenze del divorzio il Santo Padre ha raccomandato che l'attenzione pastorale miri "a far sì che i figli non siano vittime innocenti dei conflitti tra i genitori che divorziano, che sia per quanto possibile assicurata la continuità del legame con i loro genitori ed anche quel rapporto con le proprie origini familiari e sociali che è indispensabile per una equilibrata crescita psicologia e umana".

  "Quante egoistiche complicità stanno spesso alla radice di una decisione sofferta che tante donne hanno dovuto affrontare da sole e di cui portano nell'animo una ferita non ancora rimarginata!" - ha esclamato il Pontefice riferendosi all'aborto e facendo sua l'esortazione di Giovanni Paolo II nell'Enciclica "Evangelium vitae": "'Non lasciatevi prendere dallo scoraggiamento e non abbandonate la speranza. (...) Il Padre di ogni misericordia vi aspetta per offrirvi il suo perdono e la sua pace nel sacramento della Riconciliazione".

  Infine Papa Benedetto ha espresso "profondo apprezzamento a tutte quelle iniziative sociali e pastorali che sono rivolte alla riconciliazione e alla cura delle persone ferite dal dramma dell'aborto e del divorzio. Esse costituiscono, insieme con tante altre forme di impegno, elementi essenziali per la costruzione di quella civiltà dell'amore, di cui mai come oggi l'umanità ha bisogno".
AC/DIVORZIO:ABORTO/ISTITUTO GIOVANNI PAOLO II    VIS 20080407 (760)


venerdì 4 aprile 2008

UDIENZE

CITTA' DEL VATICANO, 4 APR. 2008 (VIS). Il Santo Padre ha ricevuto questa mattina in udienze separate cinque Presuli della Conferenza Episcopale delle Antille, in Visita "ad Limina Apostolorum":

    - L'Arcivescovo Patrick  Christopher Pinder, di Nassau (Bahamas).

    - Il Vescovo Robert J. Kurtz, C.R., di Hamilton in Bermuda (Bermuda).

    - L'Arcivescovo Edward Joseph Gilbert, C.SS.R., di Port of Spain (Trinidad e Tobago).

    - Il Vescovo Francis Alleyne, O.S.B., di Georgetown (Repubblica Cooperativistica della Guyana).

    Il Vescovo Wilhelmus de Bekker, di Paramaribo (Suriname).

  Nel pomeriggio il Santo Padre riceverà il Cardinale William Joseph Levada, Prefetto della Congregazione per la Dottrina della Fede.
AL:AP/.../...                                    VIS 20080404 (110)


ARCIVESCOVO TOMASI: DIRITTI DELL'UOMO E RAZZISMO

CITTA' DEL VATICANO, 4 APR. 2008 (VIS). L'Arcivescovo Silvano Tomasi, Osservatore Permanente della Santa Sede presso l'Ufficio delle Nazioni Unite ed Istituzioni Specializzate a Ginevra, è intervenuto alla VII Sessione Ordinaria del Consiglio dei Diritti dell'Uomo, svoltasi a Ginevra dal 3 al 28 marzo.

  Il 18 marzo scorso, l'Arcivescovo Tomasi ha pronunciato un discorso nel corso di una Tavola Rotonda sul dialogo interculturale e i diritti umani, ed ha affermato: "Ad ogni diritto corrisponde un dovere. In tale interazione di diritti e doveri e nel perseguimento del bene comune, le comunità si formano e si salvaguardano".

  "Nostro compito perciò" - ha detto ancora l'Arcivescovo Tomasi - "è quello di offrire un ambiente favorevole dove la persona possa prosperare senza ingiuste discriminazioni. La libertà religiosa, in molti modi, è un simbolo di questo tipo di ambiente che sostiene i singoli individui e la comunità".

  In un secondo discorso pronunciato il 19 marzo, nel corso della VII Sessione Ordinaria del Consiglio dei Diritti dell'Uomo, riguardante il razzismo, l'Osservatore Permanente della Santa Sede ha affermato che: "La questione del pluralismo nella società contemporanea e la lotta contro il razzismo possono trovare una soluzione in un ambiente dove le persone godano di tutti di diritti umani, civili e politici, sociali, culturali ed economici".

  "La tolleranza da sola" - ha proseguito l'Arcivescovo - "non basta; ognuno deve riconoscere la differenza e l'uguaglianza con l'altra persona e ricercare soluzioni ai problemi pratici della convivenza".

  L'Arcivescovo Tomasi ha ribadito infine che: "Occorre contrastare il razzismo e l'intolleranza mediante misure pratiche concertate. L'istruzione che promuove la conoscenza reciproca, che edifica la fiducia e sostiene la realizzazione dei diritti umani, può fungere da veicolante fondamentale nella promozione di un dialogo efficace. Altri modi concreti" - ha concluso l'Arcivescovo Tomasi - "sono  il potenziamento delle misure adottate in passato dalle Nazioni Unite relative a tale problema".
DELSS/DIRITTI UMANI/TOMASI                           VIS 20080404 (310)


PRECISAZIONI RELATIVE "OREMUS ET PRO IUDAEIS"

CITTA' DEL VATICANO, 4 APR. 2008 (VIS). Di seguito viene riportato il testo di un Comunicato diffuso questa mattina dalla Sala Stampa della Santa Sede, relativo alla pubblicazione del nuovo "Oremus et pro Iudaeis", per l'edizione del "Missale Romanum" del 1962.

  "Dopo la pubblicazione del nuovo 'Oremus et pro Iudaeis' per l'edizione del Missale Romanum del 1962, da alcuni settori del mondo ebraico è stato espresso dispiacere nel considerare che tale testo non risulterebbe in armonia con le dichiarazioni ed i pronunciamenti ufficiali della Santa Sede, riguardanti il popolo ebreo e la sua fede, che hanno segnato il progresso nelle relazioni di amicizia tra gli Ebrei e la Chiesa Cattolica in questi quarant'anni".

  "La Santa Sede assicura che la nuova formulazione dell''Oremus', con la quale sono state modificate alcune espressioni del Messale del 1962, non ha inteso, nel modo più assoluto, manifestare un cambio nell'atteggiamento che la Chiesa Cattolica ha sviluppato verso gli Ebrei, soprattutto a partire dalla dottrina del Concilio Vaticano II, in particolare nella Dichiarazione 'Nostra aetate', la quale, secondo le parole pronunciate dal Papa Benedetto XVI proprio nell'Udienza ai Rabbini Capo di Israele del 15 settembre 2005, ha segnato 'una pietra miliare sulla via della riconciliazione dei cristiani verso il popolo ebraico'. Il permanere dell'atteggiamento presente nella Dichiarazione 'Nostra aetate' è evidenziato, del resto, dal fatto che l'Oremus per gli Ebrei contenuto nel Messale Romano del 1970 resta in pieno vigore, ed è la forma ordinaria della Preghiera dei Cattolici".

  "Il Documento conciliare, nel contesto di altre affermazioni - sulle Sacre Scritture ("Dei Verbum" 14) e sulla Chiesa ("Lumen gentium" 16) -, espone i principi fondamentali che hanno sostenuto e sostengono anche oggi le relazioni fraterne di stima, di dialogo, di amore, di solidarietà e di collaborazione fra Cattolici ed Ebrei. Proprio scrutando il mistero della Chiesa, la 'Nostra aetate' ricorda il vincolo del tutto particolare con cui il Popolo del Nuovo Testamento è spiritualmente legato alla stirpe di Abramo e respinge ogni atteggiamento di disprezzo e di discriminazione verso gli Ebrei, ripudiando con fermezza qualunque forma di antisemitismo".

  "La Santa Sede auspica che le precisazioni contenute nel presente Comunicato contribuiscano a chiarire i malintesi, e ribadisce il fermo desiderio che i progressi verificatisi nella reciproca comprensione e stima tra Ebrei e Cristiani durante questi anni crescano ulteriormente".
OP/OREMUS ET PRO IUDAEIS/…                       VIS 20080404 (390)


RINGRAZIAMENTO DEL PAPA CONTRIBUTO "PAPAL FOUNDATION"

CITTA' DEL VATICANO, 4 APR. 2008 (VIS). Il Santo Padre Benedetto XVI ha ricevuto questa mattina in Vaticano 150 membri della "The Papal Foundation", Fondazione con sede negli Stati Uniti d'America, istituita per dotare la Santa Sede di una fonte stabile di entrate, presieduta dal Cardinale Theodore Edgar Mc Carrick. Ogni anno, in occasione dell'annuale pellegrinaggio a Roma, la Fondazione consegna al Pontefice un assegno corrispondete all'importo degli interessi maturati nel corso dell'anno.

  Il Santo Padre ha espresso la sua riconoscenza per "il generoso contributo offerto dalla Fondazione con progetti di assistenza e borse di studio che sono di grande aiuto al Pontefice nel compimento del suo ministero apostolico a servizio della Chiesa universale".

  Ricordando l'episodio dei discepoli di Emmaus, Papa Benedetto ha sottolineato che l'incontro con il Risorto "convertì il loro dolore in gioia, la loro delusione in speranza. La loro testimonianza di fede fa sorgere in noi la ferma convinzione che Cristo vive in mezzo a noi, offrendoci doni che ci rendono messaggeri di speranza nel mondo di oggi".

  "La fonte del servizio di amore della Chiesa, mentre si adopera per alleviare le sofferenze dei poveri e dei deboli, è nella fede senza cedimenti che il Signore ha definitivamente vinto il peccato e la morte; e che nel servizio ai fratelli e sorelle, la Chiesa serve il Signore stesso fino a quando il Figlio dell'uomo verrà nella sua gloria".

  Nel corso dell'Udienza, i Membri della Fondazione hanno donato al Santo Padre il primo esemplare della "Saint John's Bible", Bibbia manoscritta e illustrata, commissionata dall'Abbazia Benedettina di Saint John del Minnesota (Stati Uniti d'America), all'artista Donald Jackson.

  Dalla sua istituzione, nel 1990, la "Papal Foundation" ha consegnato al Papa oltre 41 milioni di US dollari.
AC/PAPAL FOUNDATION/...                           VIS 20080404 (290)


giovedì 3 aprile 2008

UDIENZE

CITTA' DEL VATICANO, 3 APR. 2008 (VIS). Il Santo Padre ha ricevuto questa mattina in udienze separate:

- Il Signor Dieter Althaus, Ministro Presidente della Turingia con la Consorte, e Seguito.

 - Il Cardinale Peter Seiichi Shirayanagi, Arcivescovo emerito di Tokyo (Giappone).

- Sei Presuli della Conferenza Episcopale delle Antille, in Visita "ad Limina Apostolorum":

-    L'Arcivescovo Michael Méranville, di Fort-de-France (Martinica).

-    Il Vescovo Emmanuel Lafont, di Cayenne (Guyana Francese).

-    L'Arcivescovo Lawrence Aloysius Burke, S.I., di Kingston in Jamaica (Giamaica), con il Coadiutore Arcivescovo Donald James Reece.

-    Il Vescovo Dorick McGowan Wright, di Belize City-Belmopan (Belize).

-    Il Vescovo Charles Henry Dufour, di Montego Bay ed Amministratore Apostolico di Mandeville (Giamaica).

  In data 2 aprile il Santo Padre ha ricevuto in udienza il Cardinale Sanislaw Dziwisz, Arcivescovo di Kraków (Polonia) e l'Arcivescovo Mieczyslaw Morkrzycki, Coadiutore di Lviv dei Latini (Ucraina).
AP:AL/.../...                                       VIS 20080403 (150)


PAPA BENEDETTO XVI IN VISITA MEMORIALE TESTIMONI FEDE

CITTA' DEL VATICANO, 3 APR. 2008 (VIS). Lunedì 7 aprile, alle 17:30, il Papa si recherà in visita al Memoriale dei Testimoni della Fede del XX e XXI secolo, nella Basilica di San Bartolomeo all'Isola Tiberina.

  La visita di Papa Benedetto XVI coinciderà con il quarantesimo anniversario della nascita della Comunità di Sant'Egidio (1968), alla quale il Servo di Dio Giovanni Paolo II affidò la realizzazione del Memoriale della Basilica di San Bartolomeo all'Isola Tiberina.

  "Oggi" - si legge in un Comunicato della Comunità di Sant'Egidio - "la Basilica di San Bartolomeo sull'Isola Tiberina, uno dei più antichi luoghi di culto della Capitale, ospita le memorie e le reliquie di molti testimoni del nostro tempo, dal Vescovo martire Oscar Arnulfo Romero al Cardinale Posada Ocampo, ucciso dai narcotrafficanti all'aeroporto di Guadaljara, dal pastore evangelico Paul Schneider al contadino Franz Jägerstätter, oppositori del nazismo per obiezione di coscienza e testimonianza di fede, dal monaco e guida spirituale Sofian Boghiu, oppositore del totalitarismo comunista in Romania,  a Don Andrea Santoro, prete romano ucciso a Trebisonda (Turchia), come il prete francese André Jarlan in Cile, testimoni del dialogo e dell'amicizia con i più poveri".
.../MEMORIALE TESTIMONI FEDE/SANT'EGIDIO               VIS 20080403 (210)


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