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Il Vatican Information Service (VIS), istituito nell'ambito della Sala Stampa della Santa Sede, è un bollettino telematico che diffonde notizie relative all'attività magistrale e pastorale del Santo Padre e della Curia Romana...

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venerdì 9 novembre 2007

IN BREVE

L'ARCIVESCOVO CELESTINO MIGLIORE, OSSERVATORE PERMANENTE della Santa Sede presso l'Organizzazione delle Nazioni Unite, è intervenuto, nella giornata di ieri, al Quarto Comitato dell'Assemblea Generale che ha esaminato l'attività dell'U.N.R.W.A. (Agenzia delle Nazioni Unite per i Rifugiati Palestinesi in Medio Oriente). Il Presule ha sottolineato che: "non si può ignorare la centralità del conflitto israelo-palestinese nella cronica instabilità del Medio Oriente e l'impatto di tale conflitto sull'intera comunità internazionale" ed ha riaffermato che "la soluzione di due stati rappresenta l'opportunità più idonea a risolvere la crisi. (...) Mentre la comunità internazionale può adoperarsi al massimo per fornire tutto il sostegno necessario a riunire le due parti in conflitto, è indispensabile che tutte le parti mettano da parte le simulazioni di ricerca della pace e avviino pieni negoziati sulla base della soluzione dei due stati".

L'8 NOVEMBRE NEL CORSO DELLA 62MA SESSIONE DELL'ASSEMBLEA GENERALE delle Nazioni Unite che ha esaminato il Rapporto dell'Alto Commissariato dell'O.N.U. per i Rifugiati, l'Arcivescovo Celestino Migliore ha espresso la preoccupazione per la situazione delle popolazioni obbligate da diverse cause all'emigrazione "specialmente quando attraversano le frontiere di paesi o regioni dotate di rigide politiche migratorie. La preoccupazione si aggrava quando sorgono dubbi relativamente all'applicabilità degli esistenti strumenti internazionali, o quando non esistono strumenti giuridici di protezione. Sembra perciò urgente prendere in considerazione una azione internazionale e coordinata, volta a perseguire una maggiore chiarezza negli strumenti giuridici di protezione esistenti e, se necessario, nel definirne di nuovi".
.../IN BREVE/... VIS 20071109 (210)


CONIUGARE MATURAZIONE FEDE CON CRESCITA NELLO STUDIO


CITTA' DEL VATICANO, 9 NOV. 2007 (VIS). Questa mattina, nella Sala Clementina in Vaticano, il Santo Padre Benedetto XVI ha ricevuto una Delegazione della Federazione Universitaria Cattolica Italiana (F.U.C.I.), nel 110° anniversario della nascita di questa Associazione.

  "La F.U.C.I. ha contribuito alla formazione di intere generazioni di cristiani esemplari" - ha affermato il Pontefice - "che hanno saputo tradurre nella vita e con la vita il Vangelo, impegnandosi sul piano culturale, civile, sociale ed ecclesiale. Penso, in primo luogo, ai Beati Piergiorgio Frassati e Alberto Marvelli, vostri coetanei; ricordo personalità illustri come Aldo Moro e Vittorio Bachelet, entrambi barbaramente uccisi; né posso dimenticare il mio venerato predecessore Paolo VI che fu attento e coraggioso Assistente ecclesiastico centrale della F.U.C.I. nei difficili anni del fascismo".

  "A metà degli anni Novanta, in Italia"  - ha proseguito il Santo Padre - "si è posto mano ad una radicale riforma del sistema accademico, che ora presenta una nuova fisionomia, carica di promettenti prospettive insieme però ad elementi che suscitano una legittima preoccupazione".

  "È proprio in questo ambito che la F.U.C.I. può esprimere appieno anche oggi il suo antico e sempre attuale carisma: e cioè la convinta testimonianza della 'possibile amicizia' tra l'intelligenza e la fede, che comporta lo sforzo incessante di coniugare la maturazione nella fede con la crescita nello studio e l'acquisizione del sapere scientifico".

  "Lo studio costituisce, al tempo stesso" - ha rilevato il Papa - "una provvidenziale opportunità per avanzare nel cammino della fede, perché l'intelligenza ben coltivata apre il cuore dell'uomo all'ascolto della voce di Dio, evidenziando l'importanza del discernimento e dell'umiltà".

  "Oggi, come in passato, chi vuole essere discepolo di Cristo è chiamato ad andare controcorrente, a non lasciarsi attrarre da richiami interessati e suadenti che provengono da diversi pulpiti dove sono propagandati comportamenti improntati all'arroganza e alla violenza, alla prepotenza e alla conquista del successo con ogni mezzo".

  Il Santo Padre ha posto l'accento sul fatto che nell'attuale società "Si registra (...)  una corsa talora sfrenata all'apparire e all'avere a scapito purtroppo dell'essere, e la Chiesa, maestra di umanità, non si stanca di esortare specialmente le nuove generazioni, alle quali voi appartenete, a restare vigilanti e a non temere di scegliere vie 'alternative' che solo Cristo sa indicare".

  "Gesù chiama tutti i suoi amici a improntare la loro esistenza ad un modo di vivere sobrio e solidale, a tessere relazioni affettive sincere e gratuite con gli altri. A voi, cari giovani studenti," - ha concluso il Pontefice - "chiede di impegnarvi onestamente nello studio, coltivando un maturo senso di responsabilità ed un interesse condiviso per il bene comune. Gli anni dell'Università siano pertanto palestra di convinta e coraggiosa testimonianza evangelica. E per realizzare questa vostra missione, cercate di coltivare un'intima amicizia con il divino Maestro, ponendovi alla scuola di Maria, Sede della Sapienza".
AC/STUDIO/F.U.C.I.                               VIS 20071109 (470)


ALTRI ATTI PONTIFICI


CITTA' DEL VATICANO, 9 NOV. 2007 (VIS). Il Santo Padre ha nominato il Vescovo John Hung Shan-chuan, S.V.D., finora Vescovo di Kiayi (Taiwan), Arcivescovo di Taipei (superficie: 4.590; popolazione: 7.206.365; cattolici: 84.575; sacerdoti: 258; religiosi: 678), Taiwan. L'Arcivescovo Shan-chuan succede all'Arcivescovo Joseph Cheng Tsai-fa, del quale il Santo Padre ha accettato la rinuncia al governo pastorale della medesima Arcidiocesi, presentata per raggiunti limiti d'età.
NER:RE/.../SHAN-CHUAN:CHENG TSAI-FA                     VIS 20071109 (70)


UDIENZE


CITTA' DEL VATICANO, 9 NOV. 2007 (VIS). Il Santo Padre ha ricevuto questa mattina in udienze separate:

- I Presuli Membri della Presidenza del Consiglio Episcopale Latino-Americano (C.E.L.A.M.):

    - L'Arcivescovo Raymundo Damasceno Assis, Arcivescovo di Aparecida (Brasile), Presidente;

    - L'Arcivescovo Baltazar Enrique Porras Cardozo, di Mérida (Venezuela), Primo Vice-Presidente.

   - L'Arcivescovo Andrés Stanovnik, O.F.M.Cap., di Corrientes (Argentina), Secondo Vice-Presidente.

    - Il Vescovo Víctor Sánchez Espinosa, Ausiliare di México (Messico), Segretario Generale.

- Il Vescovo Emilio Aranguren Echeverría, di Holguín (Cuba), Presidente del Comitato Economico.

- Sei Presuli della Conferenza Episcopale del Portogallo, in Visita "ad Limina Apostolorum":

    - Il Vescovo Ilídio Pinto Leandro, di Viseu.

    - L'Arcivescovo Maurílio Jorge Quintal de Gouveia, di Evora con l'Ausiliare Vescovo Amândio José Tomas.

-    Il Vescovo Antonio Vitalino Fernandes Dantas, O.Carm., di Beja.

-    Il Vescovo Manuel Neto Quintas, S.C.I., di Faro con il Vescovo emerito Manuel Madureira Dias.

  Nel pomeriggio di oggi è in programma che il Santo Padre riceva quattro Presuli della Conferenza Episcopale del Portogallo, in Visita "ad Limina Apostolorum":

- Il Vescovo Manuel da Rocha Felicio, di Guarda, con il Vescovo emerito António dos Santos.

 - Il Vescovo Gilberto Délio Gonçalves Canavarro dos Reis, di Setúbal.

 - Il Vescovo Januário Torgal Mendes Ferreira, Ordinario Militare.

  Nella giornata di ieri, 8 novembre, il Santo Padre ha ricevuto in udienza il Professore Giovanni Maria Vian, Direttore Responsabile de "L'Osservatore Romano" ed il Signor Carlo Di Cicco, Vice Direttore del medesimo quotidiano.
AP:AL/.../...                                       VIS 20071109 (250)


giovedì 8 novembre 2007

LETTERA XVI CENTENARIO MORTE SAN GIOVANNI CRISOSTOMO


CITTA' DEL VATICANO, 8 NOV. 2007 (VIS). Oggi è stata resa pubblica una Lettera del Santo Padre, datata 10 agosto, redatta in occasione del XVI centenario della morte di San Giovanni Crisostomo, nella quale Papa Benedetto XVI rievoca "la sua luminosa figura" e la propone alla Chiesa universale "per la comune edificazione".

La Lettera è stata resa pubblica questa mattina, in occasione dell'apertura del Convegno Internazionale su San Giovanni Crisostomo a 1600 anni dalla morte, in corso dall'8 al 10 novembre, presso l'Istituto Patristico Augustinianum.

"Sia la vita che il magistero dottrinale del santo Vescovo e Dottore risuonano in tutti i secoli e ancora oggi suscitano l'ammirazione universale. I Pontefici Romani hanno sempre riconosciuto in lui una viva fonte di sapienza per la Chiesa e la loro attenzione per il suo magistero si è ulteriormente acuita nel corso dell'ultimo secolo".

"San Giovanni Crisostomo" - scrive il Pontefice - "nacque ad Antiochia di Siria a metà del quarto secolo. (...) Durante i dodici anni di ministero presbiterale nella Chiesa antiochena, Giovanni si distinse molto per la sua capacità di interpretare le Sacre Scritture in un modo comprensibile per i fedeli. Nella sua predicazione egli si adoperava con fervore per rafforzare l'unità della Chiesa rinvigorendo nei suoi ascoltatori l'identità cristiana, in un momento storico in cui essa era minacciata sia dall'interno che dall'esterno. A ragione, egli intuiva che l'unità tra i cristiani dipende soprattutto da una vera comprensione del mistero centrale della fede della Chiesa, quello della Santissima Trinità e dell'Incarnazione del Verbo Divino".

"Dopo aver servito la chiesa antiochena come presbitero e predicatore per dodici anni, Giovanni fu consacrato Vescovo di Costantinopoli nel 398, e lì rimase per cinque anni e mezzo. In quella funzione, egli si occupò della riforma del clero, spronando i presbiteri, sia con le parole che con l'esempio, a vivere in conformità con il Vangelo".

Crisostomo - continua il Santo Padre - "Fu instancabile nel denunciare il contrasto che esisteva in città tra lo spreco stravagante dei ricchi e l'indigenza dei poveri e, allo stesso tempo, nel suggerire ai ricchi di accogliere i senzatetto nella loro case. (...) Tra i Vescovi del suo tempo Giovanni fu straordinario per lo zelo missionario, egli mandò missionari a diffondere il Vangelo tra quelli che non l'avevano ancora udito. Costruì ospedali per la cura degli ammalati".

Ricordando il ministero del Santo Vescovo di Costantinopoli, il Santo Padre Benedetto XVI scrive: "Dal quinto secolo in poi, il Crisostomo è stato venerato dall'intera Chiesa cristiana, orientale e occidentale, per la sua coraggiosa testimonianza in difesa della fede ecclesiale e per la sua generosa dedizione al ministero pastorale".

"Degno di speciale menzione è poi lo straordinario sforzo messo in opera da San Giovanni Crisostomo per promuovere la riconciliazione e la piena comunione tra i cristiani d'Oriente e d'Occidente. In particolare, decisivo fu il suo contributo nel porre fine allo scisma che separava la sede di Antiochia da quella di Roma e dalle altre Chiese occidentali".

"Sia ad Antiochia che a Costantinopoli Giovanni parlò appassionatamente dell'unità della Chiesa sparsa nel mondo. (...) Per Giovanni l'unità della Chiesa è fondata in Cristo, il Verbo Divino che con la sua Incarnazione si è unito alla Chiesa come il capo con il suo corpo".

"Per il Crisostomo, l'unità ecclesiale che si realizza in Cristo è testimoniata in modo del tutto peculiare nell'Eucaristia. (...) La fede del Crisostomo nel mistero d'amore che lega i credenti a Cristo e tra di loro lo condusse ad esprimere una profonda venerazione per l'Eucaristia, una venerazione che alimentò particolarmente nella celebrazione della Divina Liturgia. Una delle più ricche espressioni della Liturgia orientali porta appunto il suo nome: 'La Divina Liturgia di San Giovanni Crisostomo'".

"Con grande profondità il Crisostomo sviluppa la riflessione sugli effetti della comunione sacramentale nei credenti (...). Egli ripete instancabilmente che la preparazione alla Santa Comunione deve includere il pentimento dei peccati e la gratitudine per il sacrificio compiuto da Cristo per la nostra salvezza. Pertanto egli esorta i fedeli a partecipare pienamente e devotamente ai riti della Divina Liturgia e a ricevere con le stesse disposizioni la Santa Comunione".

"Naturalmente, dalla contemplazione del Mistero egli trae poi anche le conseguenze morali in cui coinvolge i suoi uditori: a loro egli ricorda che la comunione con il Corpo e il Sangue di Cristo li obbliga a offrire assistenza materiale ai poveri e agli affamati che vivono tra di loro".

Benedetto XVI scrive inoltre che l'attuale centenario "offre un'occasione assai propizia per incrementare gli studi su di lui, recuperarne gli insegnamento e diffonderne la devozione".

"Vorrei anche esprimere il mio desiderio ardente" - conclude il Pontefice - "che i Padri della Chiesa (...) divengano sempre di più un punto fermo di riferimento per tutti i teologi della Chiesa. (...) Quale migliore augurio potrei, dunque, rivolgere ai teologi che quello di un rinnovato impegno nel ricuperare il patrimoni sapienziale dei santi padri? Non potrà non venirne un arricchimento prezioso per la loro riflessione anche sui problemi di questi nostri tempi".
BXVI-LETTERA/SAN GIOVANNI CRISOSTOMO/... VIS 20071108 (830)


PONTIFICIE ACCADEMIE: CULTURA DEGNA ESISTENZA UMANA


CITTA' DEL VATICANO, 8 NOV. 2007 (VIS). Questa mattina si è tenuta la XII Seduta Pubblica delle Pontificie Accademie - il cui Consiglio di Coordinamento è presieduto dall'Arcivescovo Gianfranco Ravasi - nel corso della quale è stato consegnato il Premio delle Pontificie Accademie al Dottor Antongiulio Granelli, per la tesi di Dottorato dal titolo: "Il Cimitero di Panfilo sulla via Salaria vetus a Roma"

In questa occasione il Santo Padre Benedetto XVI ha indirizzato un Messaggio all'Arcivescovo Ravasi, Presidente del Pontificio Consiglio della Cultura, nel quale il Papa scrive: "La celebrazione di questa Seduta pubblica rinnova di anno in anno una specifica occasione di incontro e di collaborazione tra le Pontificie Accademie, riunite nel loro Consiglio di Coordinamento, per armonizzare le diverse iniziative, tutte finalizzate ad un preciso obiettivo: promuovere, sia nella Chiesa che nel mondo profano, una cultura degna dell'esistenza umana, fecondata dalla fede, capace di proporre la bellezza della vita cristiana e di rispondere adeguatamente alle sempre più numerose sfide dell'odierno contesto culturale e religioso".

Riferendosi al tema dell'incontro di questa mattina "Testimoni del suo amore (Sacramentum caritatis, 85). L'amore di Dio manifestato dai Martiri e dalle opere della Chiesa", il Santo Padre scrive: "Mi compiaccio vivamente per la scelta di questa tematica, a me particolarmente cara (...). In essa ho voluto sottolineare ancora una volta il fondamentale nesso tra la celebrazione dei divini Misteri e la testimonianza della vita, tra l'esperienza di incontro col Mistero di Dio, fonte di stupore e di gioia interiore, ed il dinamismo di un rinnovato impegno che ci porta ad essere, appunto 'testimoni del suo amore'".

"E' più che mai necessario riproporre l'esempio dei Martiri cristiani, sia dell'antichità sia dei nostri giorni, nella cui vita e nella cui testimonianza, spinta fino all'effusione del sangue, si manifesta in modo supremo l'amore di Dio".

"Meritevoli di speciale menzione" - conclude il Pontefice - "sono poi tutte le opere di carità fiorite nel corso dei secoli ad opera di fedeli generosi. Spinti dal fuoco interiore dell'amore di Cristo, moltissimi credenti, pastori o fedeli, si sono adoperati, in questi venti secoli di storia cristiana, a creare e promuovere iniziative di carità e istituzioni benefiche, per andare incontro ai bisogni dei più poveri e manifestare così concretamente lo stretto, indissolubile legame tra amore di Dio e amore del prossimo".
MESS/ACCADEMIE PONTIFICIE/RAVASI VIS 20071108 (390)


UDIENZA PRESIDENTE DEL MOZAMBICO

CITTA' DEL VATICANO, 8 NOV. 2007 (VIS). La Sala Stampa della Santa Sede ha reso pubblico, nella tarda mattinata di oggi, il seguente Comunicato:

"Il Santo Padre Benedetto XVI ha ricevuto oggi in Udienza il Presidente della Repubblica del Mozambico, S.E. il Signor Armando Guebuza. Il Presidente ha successivamente reso visita all'Eminentissimo Cardinale Segretario di Stato Tarcisio Bertone, che era accompagnato dal Segretario per i Rapporti con gli Stati, S.E. Monsignor Dominique Mamberti".

"Nel corso dei cordiali colloqui, ci si è compiaciuti delle buone relazioni esistenti tra la Santa Sede e il Mozambico, nonché della convergenza di idee e propositi sul contributo che la Chiesa può offrire al bene dell'intera Nazione, auspicando una collaborazione sempre più concreta nel campo della sanità e dell'educazione delle nuove generazioni che sono la speranza della Nazione. In particolare la Chiesa Cattolica è impegnata a potenziare e a sviluppare la sua presenza nel settore universitario".

"Si è parlato anche dell'applicazione dell'Accordo di Pace di Roma, di cui il 4 ottobre scorso si è celebrato il XV anniversario, concordando sulla necessità di giungere a una piena riconciliazione nazionale. Si è prospettata, infine, la ripresa dei colloqui in vista di un Accordo tra la Santa Sede e la Repubblica del Mozambico".
OP/UDIENZA PRESIDENTE MOZAMBICO/GUEBUZA VIS 20071108 (220)


DIFESA DEI DIRITTI DEI MIGRANTI E DEI MINORI


CITTA' DEL VATICANO, 8 NOV. 2007 (VIS). L'Arcivescovo Manuel Monteiro de Castro, Nunzio Apostolico in Spagna, è intervenuto, in qualità di Delegato della Santa Sede, alla 28° Conferenza dei Ministri Europei della Giustizia, tenutasi il 25 e 26 ottobre scorso, a Lanzarote (Spagna).

Nel suo intervento, il cui testo è stato reso pubblico oggi, l'Arcivescovo Monteiro de Castro pone l'accento "sulle condizioni e le modalità d'accesso alla giustizia da parte delle categorie di persone più vulnerabili quali i migranti e i minori, affinché vengano salvaguardati i loro diritti e si prevengano ed eliminino eventuali forme di discriminazione".

"Siamo consapevoli che le realtà vissute nel continente europeo dimostrano che tali persone, in vari modi, soffrono di forme di esclusione, di disparità di trattamento, nel mondo del lavoro, dell'educazione e della formazione o dell'assistenza sanitaria" - ha proseguito il Nunzio Apostolico - "Ancora di più lo sfruttamento e gli abusi, anche sessuali, che riguardano i minori e i migranti, specialmente le donne, pongono numerosi problemi di ordine morale e giuridico".

"La Delegazione della Santa Sede considera tali situazioni come una flagrante contraddizione con i valori fondamentali radicati nella cultura europea che ispirano il processo di integrazione in seno ai popoli europei, facendo così correre il rischio di trasformare le regole essenziali della convivenza in una semplice legalità formale che, spesso, non è realmente funzionale per le esigenze dell'ordine sociale".

"Quanto alla situazione di coloro che richiedono asilo politico e dei rifugiati, è da notare che" - ha detto ancora il Presule - "generalmente l'approccio giuridico e procedurale si limita a considerare il loro ingresso nei paesi, senza preoccuparsi di conoscere i motivi che spingono queste persone ad abbandonare il proprio paese d'origine".

"È quindi necessario che accanto all'impegno umanitario, siano promulgate norme e procedure che permettano di tradurre in termini di giustizia le forme di solidarietà proprie agli europei, riconoscendo che ogni persona, in ragione della sua dignità e dei diritti che ne derivano, non può essere oggetto di atti di discriminazione".
DELSS/GIUSTIZIA/MONTEIRO VIS 20071108 (340)


UDIENZE


CITTA' DEL VATICANO, 8 NOV. 2007 (VIS). Il Santo Padre ha ricevuto questa mattina in udienze separate:

- L'Arcivescovo Vernon James Weisberger, di Winnipeg, Presidente della Conferenza dei Vescovi Cattolici del Canada, con il Vescovo Pierre Morissette, di Baie-Comeau, Vice-Presidente ed il Monsignor Mario Paquette, Segretario Generale.

- Cinque Presuli della Conferenza Episcopale del Portogallo, in Visita "ad Limina Apostolorum":

- Il Vescovo Jacinto Tomás de Carvalho Botelho, di Lamego.

- Il Vescovo Manuel José Macário do Nascimento Clemente, di Porto, con gli Ausiliari João Mirando Teixeira, ed il Vescovo António Maria Bessa Taipa.

- Il Vescovo José Augusto Martins Fernandes Pedreira, di Viana do Castelo.

- L'Arcivescovo Vito Rallo, Nunzio Apostolico in Burkina Faso e in Niger, con i Familiari.

Nel pomeriggio di oggi è in programma che il Santo Padre riceva in udienze separate quattro Presuli della Conferenza Episcopale del Portogallo, in Visita "ad Limina Apostolorum":

- Il Vescovo António Augusto dos Santos Marto, di Leiria-Fátima, con il Vescovo emerito Monsignor Serafim de Sousa Ferreira e Silva.

- Il Vescovo José Francisco Sanches Alves, di Portalegre-Castelo Branco.

- Il Vescovo Manuel Pelino Domingues, di Santarém.
AL:AP/.../... VIS 20071108 (210)


ALTRI ATTI PONTIFICI


CITTA' DEL VATICANO, 8 NOV. 2007 (VIS). Il Santo Padre:

- Ha nominato il Vescovo Giancarlo Maria Bregantini, C.S.S., Arcivescovo Metropolita di Campobasso-Boiano (superficie: 1.120; popolazione: 125.000; cattolici: 123.000; sacerdoti: 95; religiosi: 157; diaconi permanenti: 7), Italia. L'Arcivescovo eletto, finora Vescovo di Locri-Gerace (Italia), è nato a Denno (Italia), nel 1948, ha emesso la professione perpetua nella Congregazione dei Padri Stimmatini nel 1974, è stato ordinato sacerdote nel 1978 ed ha ricevuto l'Ordinazione episcopale nel 1994. Succede all'Arcivescovo Armando Dini, del quale il Santo Padre ha accettato la rinuncia al governo pastorale della medesima Arcidiocesi Metropolitana, presentata per raggiunti limiti d'età.

- Ha nominato il Vescovo Gerald John Mathias, finora Vescovo di Simla and Chandigarh (India), Vescovo di Lucknow (superficie: 45.125; popolazione: 25.158.000; cattolici: 6.905; sacerdoti: 79; religiosi: 367), India.
NER:RE/.../BREGANTINI:DINI:MATHIAS                   VIS 20071108 (140)


mercoledì 7 novembre 2007

DOLORE DEL PAPA INCIDENTE PORTOGALLO


CITTA' DEL VATICANO, 7 NOV. 2007 (VIS). Rivolgendosi ai pellegrini portoghesi che questa mattina hanno preso parte all'Udienza Generale del Mercoledì, il Santo Padre Benedetto XVI ha espresso il suo dolore per l'incidente automobilistico avvenuto due giorni fa in Portogallo, che ha causato la morte di tredici persone e il ferimento di ventiquattro.

"Che il forte abbraccio del Padre celeste" - ha detto il Papa esprimendosi in lingua portoghese - "custodisca e consoli tutti. Assicuro la mia personale solidarietà e la mia preghiera alle famiglie colpite da questa tragedia e a quanti operano per porre rimedio alle sue conseguenze".

L'incidente, che si è verificato nel Portogallo orientale, ha coinvolto in uno scontro frontale un autobus con a bordo pellegrini frequentatori di una Università della Terza Età, che si erano recati in visita al Santuario di Fatima.
AG/INCIDENTE STRADALE/PORTOGALLO VIS 20071107 (140)


ALTRI ATTI PONTIFICI


CITTA' DEL VATICANO, 7 NOV. 2007 (VIS). Il Santo Padre:

- Ha accettato la rinuncia al governo pastorale della Diocesi di Legazpi (Filippine), presentata dal Vescovo Nestor C. Cariño, in conformità al canone 401, paragrafo 2, del Codice di Diritto Canonico.

- Ha nominato il Padre Rosario Saro Vella, S.D.B., finora Parroco e Superiore della Comunità Salesiana di Bemaneviky (Madagascar), Vescovo di Ambanja (superficie: 34.083; popolazione: 1.241.000; cattolici: 109.217; sacerdoti: 50; religiosi: 166), Madagascar. Il Vescovo eletto è nato a Canicattì (Italia) nel 1952, ed è stato ordinato sacerdote nel 1979.
RE:NER/.../CARIÑO:VELLA                           VIS 20071107 (100)


UDIENZA PRIMO MINISTRO ROMANIA

CITTA' DEL VATICANO, 7 NOV. 2007 (VIS). Il Direttore della Sala Stampa della Santa Sede, Padre Federico Lombardi, S.I., ha confermato che nella tarda mattinata di oggi, al termine dell'Udienza Generale tenutasi in Piazza San Pietro, il Santo Padre Benedetto XVI ha ricevuto il Primo Ministro della Romania, Signor Calin Popescu Tariceanu.

  Nel corso del breve incontro, ha detto il Padre Lombardi, il Primo Ministro della Romania ha inteso ringraziare il Papa per quanto egli e la Chiesa fanno per l'accoglienza agli immigrati e per educare alla tolleranza, e per le parole che a tal proposito il Papa ha detto durante l'Angelus di domenica scorsa, invitando a coniugare accoglienza e sicurezza. Il Primo Ministro ha auspicato che tale atteggiamento positivo continui.
OP/INCONTRO PRIMO MINISTRO/ROMANIA                   VIS 20071107 (130)


SAN GIROLAMO: BIBBIA AL CENTRO DELLA SUA VITA


CITTA' DEL VATICANO, 7 NOV. 2007 (VIS). Il Santo Padre Benedetto XVI ha dedicato a San Girolamo la catechesi dell'Udienza Generale odierna, tenutasi in Piazza San Pietro, con la partecipazione di 40.000 pellegrini.

  San Girolamo ha posto "al centro della sua vita la Bibbia: l'ha tradotta nella lingua latina, l'ha commentata nelle sue opere, e soprattutto si è impegnato a viverla concretamente nella sua lunga esistenza terrena", ha spiegato il Papa.

 Padre della Chiesa, San Girolamo "nacque a Stradone verso il 347 da una famiglia cristiana che gli assicurò un'accurata formazione, inviandolo anche a Roma a perfezionare i suoi studi. (...) Ricevuto il battesimo verso il 366, si orientò alla vita ascetica (...). Partì poi per l'Oriente e visse da eremita nel deserto di Calcide, a sud di Aleppo, dedicandosi seriamente agli studi. Perfezionò la sua conoscenza del greco, iniziò lo studio dell'ebraico, trascrisse codici e opere patristiche. La meditazione, la solitudine, il contatto con la Parola di Dio fecero maturare la sua sensibilità cristiana".

  "Nel 382 si trasferì a Roma: qui Papa Damaso (...), lo assunse come segretario e consigliere (...). Dopo la morte di Papa Damaso, Girolamo lasciò Roma nel 385 e intraprese un pellegrinaggio, dapprima in Terra Santa, (...), poi in Egitto, terra di elezione di molti monaci. E finalmente nel 386 si fermò a Betlemme, dove, (...) restò fino alla morte (419/420), continuando a svolgere un'intensa attività".

  A Betlemme, San Girolamo "commentò la Parola di Dio; difese la fede, opponendosi vigorosamente a varie eresie; esortò i monaci alla perfezione; insegnò la cultura classica e cristiana a giovani allievi; accolse con animo pastorale i pellegrini che visitavano la Terra Santa".

  "La preparazione letteraria e la vasta erudizione" - ha detto ancora il Santo Padre - "consentirono a Girolamo la revisione e la traduzione di molti testi biblici: un prezioso lavoro per la Chiesa latina e per la cultura occidentale".

  Ricordando il prezioso contributo di San Girolamo "la cosiddetta 'Vulgata', il testo che è 'ufficiale' della Chiesa latina, che è stato riconosciuto come tale dal Concilio di Trento", il Papa ha commentato i criteri ai quali il grande biblista si attenne nella sua opera di traduttore: "rispettare perfino l'ordine delle parole delle Sacre Scritture, perché in esse, dice 'anche l'ordine delle parole è un mistero', cioè una rivelazione".

  Girolamo "ribadisce inoltre la necessità di ricorrere ai testi originali (...) al testo greco, in cui è stato scritto il Nuovo Patto. Allo stesso modo per l'Antico Testamento, (...) ci appelliamo al testo originale, l'ebraico; così tutto quello che scaturisce dalla sorgente, lo possiamo ritrovare nei ruscelli".

  "Girolamo, inoltre, commentò anche parecchi testi biblici. Per lui i commentari devono offrire molteplici opinioni, 'in modo che il lettore avveduto, dopo aver letto le diverse spiegazioni e dopo aver conosciuto molteplici pareri - (...) giudichi quale sia il più attendibile (...)".

  L'Autore della Vulgata "confutò con energia e vivacità gli eretici che contestavano la tradizione e la fede della Chiesa. Dimostrò anche l'importanza e la validità della letteratura cristiana, divenuta una vera cultura ormai degna di essere messa a confronto con quella classica: lo fece componendo il 'De viris illustribus', un'opera in cui Girolamo presenta le biografie di oltre un centinaio di autori cristiani".

  "Che cosa possiamo imparare noi da San Girolamo? Mi sembra soprattutto questo: amare la Parola di Dio nella Sacra Scrittura" - ha detto il Papa - "Dice San Girolamo 'Ignorare le Scritture è ignorare Cristo'. Perciò è importante che ogni cristiano viva in contatto e in dialogo personale con la Parola di Dio, donataci nella Sacra Scrittura".

  "Questo nostro dialogo con la Sacra Scrittura" - ha spiegato il Santo Padre - "deve sempre avere due dimensioni: da una parte, deve essere un dialogo realmente personale, perché Dio parla con ognuno di noi tramite la Sacra Scrittura e ha un messaggio per ciascuno. Dobbiamo leggere la Sacra Scrittura non come parola del passato, ma come Parola di Dio che si rivolge anche a noi e cercare di capire che cosa il Signore voglia dire a noi".

  "Ma per non cadere nell'individualismo dobbiamo tener presente che la Parola di Dio ci è data proprio per costruire comunione, per unirci nella verità nel nostro cammino verso Dio. Quindi essa, pur essendo sempre una Parola personale, è anche una Parola che costruisce comunità, che costruisce la Chiesa. Perciò dobbiamo leggerla in comunione con la Chiesa viva. Il luogo privilegiato della lettura e dell'ascolto della Parola di Dio è la liturgia, nella quale, celebrando la Parola e rendendo presente nel Sacramento il Corpo di Cristo, attualizziamo la Parola nella nostra vita e la rendiamo presente tra noi".

  "Non dobbiamo mai dimenticare che la Parola di Dio trascende i tempi." - ha concluso il Santo Padre - "Le opinioni umane vengono e vanno. Quanto è oggi modernissimo, domani sarà vecchissimo. La Parola di Dio, invece, è Parola di vita eterna, porta in sé l'eternità, ciò che vale per sempre. Portando in noi la Parola di Dio, portiamo dunque in noi l'eterno, la vita eterna".
AG/GIROLAMO/...                                   VIS 20071107 (710)


martedì 6 novembre 2007

CONVEGNO INTERNAZIONALE "ONTOGENESI E VITA UMANA"


CITTA' DEL VATICANO, 6 NOV. 2007 (VIS).Alle ore 11:30 di questa mattina, presso la Sala Stampa della Santa Sede, ha avuto luogo la Conferenza Stampa di presentazione del Congresso Internazionale "Ontogenesi e vita umana", in programma a Roma dal 15 al 17 novembre presso il Pontificio Ateneo "Regina Apostolorum".

  L'evento fa parte del progetto STOQ (Science, Theology and the Ontological Quest), intrapreso nel 2003 e che coinvolge cinque università pontificie romane (Lateranense, Gregoriana, Salesiana, Santa Croce e San Tommaso e l'Ateneo "Regina Apostolorum"), coordinate dal Pontificio Consiglio della Cultura, con il supporto della "John Templeton Foundation" e di altre istituzioni.

  L'Arcivescovo Gianfranco Ravasi, Presidente del Pontificio Consiglio della Cultura, ha affermato che lo scopo ultimo del progetto è quello di "contribuire al dialogo fra aree di ricerca e di studio che, nell'epoca  moderna, si sono poco a poco separate. Si tratta di istituire ponti stabili e scambi fruttuosi tra scienza, filosofia e teologia, mediante il dialogo dei loro rispettivi cultori".

  La Conferenza Internazionale sarà aperta a scienziati, ricercatori, studenti ed alle persone interessate, e sarà trasmessa agli altri centri di ricerca e studio attraverso videoconferenze.

  L'Arcivescovo Ravasi ha annunciato che nel 2009, in occasione del bicentenario della nascita di Darwin e del centocinquantesimo della pubblicazione di 'Origine delle Specie', si terrà, alla Pontificia Università Gregoriana, un altro congresso dedicato al discusso problema dell'evoluzionismo: "Evolution and Evolution Theories".
OP/CONGRESSO STOQ/RAVASI                           VIS 20071106 (240)



BENEDETTO XVI RICEVE IL RE ABDULLAH DI ARABIA SAUDITA


CITTA' DEL VATICANO, 6 NOV. 2007 (VIS). Nella tarda mattinata di oggi, la Sala Stampa della Santa Sede ha reso pubblico il seguente Comunicato:

  "Oggi, nel Palazzo Apostolico in Vaticano, il Santo Padre Benedetto XVI si è incontrato con il Re dell'Arabia Saudita, Sua Maestà Abdallah bin Abdulaziz Al Saud. Successivamente, il Sovrano ha reso visita all'Eminentissimo Segretario di Stato, Cardinale Tarcisio Bertone, che era accompagnato dall'Eccellentissimo Segretario per i Rapporti con gli Stati, Monsignor Dominique Mamberti".

  "I colloqui si sono svolti in un clima di cordialità e hanno permesso di toccare temi che stanno a cuore agli interlocutori. In particolare, si sono ribaditi l'impegno in favore del dialogo interculturale ed interreligioso, finalizzato alla pacifica e fruttuosa convivenza tra uomini e popoli, e il valore della collaborazione tra cristiani, musulmani ed ebrei per la promozione della pace, della giustizia e dei valori spirituali e morali, specialmente a sostegno della famiglia".

  "Nell'augurio di prosperità a tutti gli abitanti del Paese da parte delle Autorità vaticane, si è fatto menzione della presenza positiva e operosa dei cristiani".

  "Non è mancato, infine, uno scambio di idee sul Medio Oriente e sulla necessità di trovare una giusta soluzione ai conflitti che travagliano la regione, in particolare quello israeliano-palestinese".
OP/UDIENZA/RE ARABIA SAUDITA                       VIS 20071106 (220)


ALTRI ATTI PONTIFICI


CITTA' DEL VATICANO, 5 NOV. 2007 (VIS). Il Santo Padre ha nominato Vice Direttori della Direzione dei Servizi Generali del Governatorato dello Stato della Città del Vaticano, il Dottor Giovanni Amici, finora Capo Contabile della Ragioneria dello Stato e l'Ingegner Paolo Sagretti, il quale conserva anche l'attuale incarico di Floriere.

  Sabato 3 novembre è stato reso noto che il Santo Padre:

- Ha nominato il Vescovo Angel Rubio Castro, finora Ausiliare di Toledo (Spagna), Vescovo di Segovia (superficie: 6.949; popolazione: 155.517; cattolici: 149.492; sacerdoti: 180; religiosi: 485), Spagna. Il Vescovo Rubio Castro succede al Vescovo Luis Gutiérrez Martín, C.M.F., del quale il Santo Padre ha accettato la rinunzia al governo pastorale della medesima Diocesi, presentata per raggiunti limiti d'età.

- Ha nominato il Vescovo Samuel Kleda, finora Vescovo di Batouri (Camerun), Arcivescovo Coadiutore di Douala (superficie: 1.200; popolazione: 2.591.000; cattolici: 552.314; sacerdoti: 162; religiosi: 429), Camerun.

- Ha nominato il Vescovo Domenico Segalini, di Palestrina (Italia), Assistente Ecclesiastico Generale dell'Azione Cattolica Italiana, per il prossimo triennio.
NER:RE:NEC:NA/.../...                               VIS 20071105 (170)


IN MEMORIAM


CITTA' DEL VATICANO, 6 NOV. 2007 (VIS). Di seguito riportiamo i dati relativi ai Presuli mancati nelle ultime settimane:

- Il Cardinale Rosalio José Castillo Lara, S.D.B., Presidente emerito dell'Amministrazione del Patrimonio della Sede Apostolica e Presidente emerito della Pontificia Commissione per lo Stato della Città del Vaticano, il 16 ottobre, all'età di 85 anni.

- Il Vescovo Ignacy Jez, emerito di Koszalin - Kolobrzeg (Polonia), il 16 ottobre, all'età di 93 anni.

- Il Vescovo Juan N. Nilmar, emerito di Kalibo (Filippine), il 18 ottobre, all'età di 91 anni.

- L'Arcivescovo Antónios Varthalítis, A.A., emerito di Corfù (Grecia), il 27 ottobre, all'età di 83 anni.
.../DEFUNTI/...                                   VIS 20071106 (110)



lunedì 5 novembre 2007

CRISTIANI E INDÙ DECISI A PERCORRERE CAMMINO DI DIALOGO


CITTA' DEL VATICANO, 5 NOV. 2007 (VIS). Il Cardinale Jean-Louis Tauran, Presidente del Pontificio Consiglio per il Dialogo Interreligioso, ha indirizzato un Messaggio agli Indù per il Diwali, la festa delle luci, che quest'anno cade il 9 novembre, dal titolo: "Cristiani e Indù: decisi a percorrere un cammino di dialogo".

  "Attento ai vostri sentimenti religiosi e rispettoso delle vostre antiche tradizioni religiose" - scrive il Cardinale Tauran - "spero sinceramente che la vostra ricerca del Divino, simboleggiata dalla celebrazione del 'Diwali', vi aiuti a superare le tenebre con la luce, il falso con il vero, il male con il bene". 

  "Il mondo attorno a noi desidera ardentemente la pace. Le religioni annunciano la pace perché traggono la propria origine da Dio, il quale, per la fede cristiana, è la nostra pace. Possiamo noi, in quanto credenti di diverse tradizioni religiose, non lavorare insieme per ricevere il dono divino della pace e diffonderlo attorno a noi così che il mondo divenga per tutti i popoli un luogo migliore in cui vivere? Le nostre rispettive comunità devono dedicare urgente attenzione all'educazione dei credenti, che possono facilmente essere indotti in errore da una propaganda falsa ed ingannevole".

  "La credenza religiosa e la libertà vanno sempre di pari passo. Non ci può essere costrizione nella religione: nessuno può essere forzato a credere, né chiunque voglia credere può esserne impedito. (...)  La Chiesa cattolica, come ha recentemente ricordato il Papa Benedetto XVI agli Ambasciatori dell'India e di altri Paesi accreditati presso la Santa Sede, è stata fedele a questo insegnamento: "…la pace si fonda sul rispetto per la libertà religiosa, che è un aspetto fondamentale e primordiale della libertà di coscienza degli individui e della libertà dei popoli".

  "Per le comunità religiose impegnate a costruire la pace mondiale, una sfida importante è costituita dal formare i credenti perchè anzitutto scoprano tutta l'ampiezza e la profondità della propria religione e quindi dall'incoraggiarli a conoscere altri credenti. Non dimentichiamo che l'ignoranza è il primo e, forse, il principale nemico nella vita di chi crede, mentre il contributo di ogni credente ben formato, insieme a quello degli altri, costituisce una ricca risorsa per una pace duratura".

  "Come tutte le relazioni umane, anche quelle fra persone di diverse religioni richiedono di essere nutrite con incontri regolari, ascolto paziente, attiva collaborazione e, soprattutto, con un atteggiamento di reciproco rispetto. Di conseguenza dobbiamo lavorare per costruire legami di amicizia, come del resto devono fare gli aderenti di ogni religione".

  "In situazioni di incomprensione, è necessario che le persone si riuniscano e comunichino fra loro per chiarire, in uno spirito fraterno ed amichevole, le rispettive credenze, aspirazioni e convinzioni. È solo attraverso il nostro dialogo, evitando ogni forma di pregiudizio e di idee stereotipate sugli altri e testimoniando fedelmente i nostri precetti ed insegnamenti religiosi, che possiamo realmente superare i conflitti. Il dialogo fra seguaci di diverse religioni è oggi il cammino necessario, ed è davvero l'unico cammino percorribile per noi credenti. Collaborando insieme possiamo fare molto per costruire una società armoniosa ed un mondo pacifico".
CON-DIR/DIWALI/TAURAN                           VIS 20071105 (520)


MESSA IN SUFFRAGIO DEI CARDINALI E VESCOVI DEFUNTI

CITTA' DEL VATICANO, 5 NOV. 2007 (VIS). Come è consuetudine nel mese di novembre, il Santo Padre Benedetto XVI ha presieduto alle 11:30 di questa mattina, nella Basilica Vaticana, la Celebrazione Eucaristica in suffragio dei Cardinali e Vescovi defunti nel corso dell'anno. Con il Santo Padre hanno concelebrato i Membri del Collegio Cardinalizio.

  All'inizio dell'omelia il Papa ha ricordato i nomi dei Porporati mancati negli ultimi dodici mesi: Salvatore Pappalardo, Frédéric Etsou-Nzabi Bamungwabi, Antonio María Javierre, Angelo Felici, Jean-Marie Lustiger, Edouard Gagnon, Adam Kozlowiecki e Rosalio José Castillo Lara.

  "Eleviamo a Dio un sentito rendimento di grazie" - ha detto il Papa - "per il dono che in essi Egli ha fatto alla Chiesa e per tutto il bene che col suo aiuto essi hanno potuto compiere. Ugualmente affidiamo all'Eterno Padre i Patriarchi, gli Arcivescovi e i Vescovi defunti, esprimendo anche per essi la nostra riconoscenza a nome dell'intera Comunità cattolica".

  "Sono stati certamente uomini con caratteristiche diverse" - ha proseguito il Pontefice - "sia per le vicende personali che per il ministero esercitato; tutti però hanno avuto in comune la cosa più grande: l'amicizia con il Signore Gesù".

  "Durante l'esistenza temporale Gesù ha fatto loro conoscere il nome di Dio, ammettendoli a partecipare all'amore della Santissima Trinità. L'amore del Padre per il Figlio è entrato in essi, e così la Persona stessa del Figlio, in virtù dello Spirito Santo, ha dimorato in ciascuno di loro (cfr Gv 17,26): un'esperienza di comunione divina che tende per sua natura ad occupare l'intera esistenza, per trasfigurarla e prepararla alla gloria della vita eterna".

  Commentando il Salmo responsoriale "L'anima mia ha sete di Dio, del Dio vivente: / quando verrò e vedrò il volto di Dio?" (Sal 42/41,3)", il Papa ha sottolineato che: "Questa sete contiene una verità che non tradisce, una speranza che non delude. È una sete che, anche attraverso la notte più oscura, illumina il cammino verso la sorgente della vita, come ha cantato con mirabili espressioni san Giovanni della Croce".

  "Il Salmista dà spazio ai lamenti dell'anima, ma al centro ed alla fine del suo mirabile inno pone un ritornello pieno di fiducia: 'Perché ti rattristi, anima mia, / perché su di me gemi? / Spera in Dio: ancora potrò lodarlo, / lui, salvezza del mio volto e mio Dio' (v. 6). Nella luce di Cristo e del suo mistero pasquale, queste parole rivelano tutta la loro meravigliosa verità: nemmeno la morte può rendere vana la speranza del credente, perché Cristo è entrato per noi nel santuario del cielo, e là vuole condurci, dopo averci preparato un posto".
HML/CARDINALI:VESCOVI DEFUNTI/...                   VIS 20071105 (440)


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