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Il Vatican Information Service (VIS), istituito nell'ambito della Sala Stampa della Santa Sede, è un bollettino telematico che diffonde notizie relative all'attività magistrale e pastorale del Santo Padre e della Curia Romana...

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venerdì 15 giugno 2007

ALTRI ATTI PONTIFICI


CITTA' DEL VATICANO, 15 GIU. 2007 (VIS). Il Santo Padre:

- Ha accettato la rinuncia al governo pastorale della Diocesi di Loja (Ecuador), presenta dal Vescovo Hugolino Cerasuolo Stacey, O.F.M., per raggiunti limiti d'età.

- Ha nominato il Vescovo Leo Cornelio, S.V.D., Arcivescovo di Bhopal (superficie: 25.000; popolazione: 3.922.000; cattolici: 18.550; sacerdoti: 115; religiosi: 572), India. L'Arcivescovo eletto, finora Vescovo di Khandwa (India), succede all'Arcivescovo Paschal Topno, S.I., del quale il Santo Padre ha accettato la rinuncia al governo pastorale della medesima Arcidiocesi, presentata per raggiunti limiti d'età.

- Ha nominato il Monsignor Ferenc Cserháti, Vescovo Ausiliare dell'Arcidiocesi di Esztergom-Budapest (superficie: 1.543; popolazione: 2.100.000; cattolici: 1.264.867; sacerdoti: 398; religiosi: 775: diaconi permanenti: 19), Ungheria. Il Vescovo eletto, finora Delegato "ad interim" della Conferenza Episcopale Ungherese per la Pastorale degli Ungheresi all'estero, è nato nel 1947 a Túrterebes (Romania) ed è stato ordinato sacerdote nel 1971.
RE:NER:NEA/.../                                   VIS 20070615 (150)


UDIENZE


CITTA' DEL VATICANO, 15 GIU. 2007 (VIS). Il Santo Padre ha ricevuto questa mattina in udienze separate:

- Il Cardinale Paul Poupard, Presidente del Pontificio Consiglio della Cultura e del Pontificio Consiglio per il Dialogo Interreligioso.

- Il Monsignor Livio Melina, Preside del Pontificio Istituto Giovanni Paolo II per Studi su Matrimonio e Famiglia,

  Nel pomeriggio il Santo Padre riceverà il Cardinale William Joseph Levada, Prefetto della Congregazione per la Dottrina della Fede.
AP/.../...                                 VIS 20070615 (80)


VISITA PASTORALE DEL SANTO PADRE BENEDETTO XVI AD ASSISI

CITTA' DEL VATICANO, 15 GIU. 2007 (VIS). Domenica 17 giugno, il Santo Padre Benedetto XVI si recherà in Visita Pastorale ad Assisi (Italia), in occasione dell'ottavo centenario della conversione di San Francesco.

  La partenza del Pontefice è prevista alle 7:30 dall'eliporto Vaticano e l'arrivo al Campo sportivo di Rivotorto alle 8:20. Alle 8:30 Papa Benedetto compirà una visita privata al Santuario di Rivotorto ed alle 9:00 al Santuario di San Damiano. Alle 10:00 Benedetto XVI presiederà la Concelebrazione Eucaristica nella Piazza Inferiore di San Francesco e successivamente reciterà l'Angelus Domini. Alle 12:30 il Papa compirà una visita in privato alla Tomba di San Francesco.

  Alle 16:00 Benedetto XVI incontrerà le Suore Clarisse Cappuccine Tedesche nella Sala Capitolare del Sacro Convento e successivamente i partecipanti al Capitolo Generale dell'Ordine Francescano dei Frati Minori conventuali e la Comunità del Sacro Convento nella Basilica Superiore di San Francesco.

  Dopo un incontro con i sacerdoti, i diaconi, i religiosi, le religiose, i superiori e gli alunni del Pontificio Seminario Umbro nella Cattedrale di San Rufino, il Papa compirà una visita in privato alla Porziuncola ed alla Cappella del Transito di San Francesco.

  Alle 18:00 il Papa avrà un incontro con i giovani sul Piazzale antistante la Basilica di Santa Maria degli Angeli.

  Il rientro in Vaticano in elicottero, dal Campo sportivo "Migaghelli" di Santa Maria degli Angeli, è previsto alle ore 19:00.
BXVI-PROGRAMMA/VISITA PASTORALE/ASSISI               VIS 20070615 (240)


25° ANNIVERSARIO CREAZIONE PONTIFICIO CONSIGLIO CULTURA


CITTA' DEL VATICANO, 15 GIU. 2007 (VIS). Il Santo Padre Benedetto XVI ha ricevuto questa mattina i partecipanti al Convegno di studio in occasione del 25° anniversario della creazione del Pontificio Consiglio della Cultura.

  Papa Benedetto XVI ha ricordato che il Dicastero fu creato dal Servo di Dio Giovanni Paolo II, nel 1982, con l'obiettivo di "dare un nuovo impulso all'impegno della Chiesa nel fare incontrare il Vangelo con la pluralità delle culture nelle varie parti del mondo".

  Esprimendo il suo apprezzamento al Cardinale Paul Poupard, alla guida del Pontificio Consiglio dal 1988, per il lavoro svolto in questo periodo, il Santo Padre ha affermato che: "Nel rapportarsi al mondo della cultura, la Chiesa pone sempre al centro l'uomo, sia come artefice dell'attività culturale che come suo ultimo destinatario".

  "Nell'istituire questo nuovo Dicastero" - ha proseguito Papa Benedetto XVI - "il mio venerato Predecessore mise in risalto come esso avrebbe dovuto perseguire le proprie finalità dialogando con tutti senza distinzione di cultura e religione (...). Questo aspetto del servizio che svolge il Pontificio Consiglio della Cultura ha visto confermata tutta la sua importanza (...), dal momento che il mondo si è fatto ancor più interdipendente, grazie al formidabile sviluppo dei mezzi di comunicazione e al conseguente infittirsi della rete delle relazioni sociali. È pertanto diventato ancor più urgente per la Chiesa promuovere lo sviluppo culturale puntando sulla qualità umana e spirituale dei messaggi e dei contenuti, giacché pure la cultura oggi risente inevitabilmente dei processi di globalizzazione che, se non vengono costantemente accompagnati da un vigile discernimento, possono rivolgersi contro l'uomo".

  Benedetto XVI ha ricordato inoltre che a venticinque anni dalla creazione, il Dicastero ha organizzato un Convegno di studi "per soffermarsi, da una parte, a meditare sul rapporto che esiste tra evangelizzazione e cultura; dall'altra, per considerare tale rapporto così come si presenta oggi in Asia, in America e in Africa".

  "La storia della Chiesa" - ha proseguito il Santo Padre - "è anche inseparabilmente storia della cultura e dell'arte. Opere quali la 'Summa theologiae' di San Tommaso d'Aquino, la Divina Commedia, la Cattedrale di Chartres, la Cappella Sistina o le Cantate di Johann Sebastian Bach costituiscono delle sintesi a modo loro ineguagliabili tra fede cristiana ed espressione umana. Ma se queste sono, per così dire, le vette di tale sintesi tra fede e cultura, il loro incontro si realizza quotidianamente nella vita e nel lavoro di tutti i battezzati, in quell'opera d'arte nascosta che è la storia d'amore di ciascuno con il Dio vivente e con i fratelli, nella gioia e nella fatica di seguire Gesù Cristo nella quotidianità dell'esistenza".

  "Oggi più che mai" - ha sottolineato il Papa - "la reciproca apertura tra le culture è un terreno privilegiato per il dialogo tra uomini impegnati nella ricerca di un autentico umanesimo, al di là delle divergenze che li separano. Anche in campo culturale, il Cristianesimo ha da offrire a tutti la più potente forza di rinnovamento e di elevazione, cioè l'Amore di Dio che si fa amore umano".

  "Possa la Santa Sede, grazie al servizio reso in particolare dal vostro Dicastero" - ha concluso il Papa - "continuare a promuovere in tutta la Chiesa quella cultura evangelica che è lievito, sale e luce del Regno in mezzo all'umanità".
AC/CULTURA/POUPARD                               VIS 20070615 (550)


PIANO PASTORALE PER LE MUTATE ESIGENZE SLOVACCHIA


CITTA' DEL VATICANO, 15 GIU. 2007 (VIS). Il Santo Padre Benedetto XVI ha ricevuto oggi in Vaticano i Vescovi della Conferenza Episcopale della Repubblica Slovacca in visita "ad Limina Apostolorum".

  "Cari Fratelli nell'Episcopato! (...) Attraverso di voi" - ha detto il Papa ai Presuli - "vorrei inviare il mio saluto all'intero Popolo slovacco, evangelizzato dai Santi Cirillo e Metodio, e che, nel secolo scorso, ha dovuto patire pesanti sofferenze e persecuzioni da parte del regime totalitario comunista. (...) Alla vostra amata Nazione era molto legato Giovanni Paolo II, che nella sua terza visita in Slovacchia, nel settembre del 2003, scelse come motto: 'Fedeli a Cristo, fedeli alla Chiesa'".

  "Questo motto continua ad essere un autentico programma apostolico e missionario non solo per la Chiesa in Slovacchia, ma per tutto il Popolo di Dio, sottoposto com'è, specialmente in Europa, ad una insistente pressione ideologica che vorrebbe il cristianesimo ridotto alla mera dimensione 'privata'".

  "In effetti, la Slovacchia sta entrando sempre di più, dal punto di vista religioso-culturale" - ha proseguito il Santo Padre - "nella dinamica tipica di altri Paesi europei di antica tradizione cristiana, fortemente segnati, in questa nostra epoca, da un vasto processo di secolarizzazione. Le comunità cristiane, che hanno conservato antiche e radicate pratiche religiose cattoliche, dopo essere uscite dal tunnel della persecuzione, si trovano oggi a percorrere il cammino del rinnovamento promosso dal Concilio Vaticano II".

  "La Slovacchia e la Polonia, che nell'Est dell'Europa sono i due Paesi portatori della più ricca eredità di tradizione cattolica, sono attualmente esposte al rischio di vedere tale patrimonio, che il regime comunista non è riuscito a distruggere, pesantemente intaccato dai fermenti caratteristici delle società occidentali: il consumismo, l'edonismo, il laicismo, il relativismo ecc."

  "Proprio per rispondere alle mutate esigenze pastorali, da tempo siete impegnati nell'elaborazione del Piano per la Pastorale e l'Evangelizzazione (...) per gli anni 2007-2013 (...). In vista del 2013, anno in cui commemorerete il 1150  anniversario dell'inizio della missione dei Santi Cirillo e Metodio nelle vostre Terre, vi siete così proposti di far rivivere e rendere attuale l'azione evangelizzatrice dei due santi Fratelli di Salonicco. E come punto di partenza di questa corale mobilitazione missionaria avete posto la riscoperta della tradizione e delle radici cristiane, vive e profonde nel vostro popolo".

  "Si tratta di un'impresa pastorale che vuole abbracciare tutti gli ambiti della società e rispondere alle attese del Popolo slovacco, prestando singolare attenzione alle esigenze spirituali dei giovani e delle famiglie. (...) L'esperienza vi dice che una formazione di qualità nell'ambito scolastico è quanto mai utile per il futuro delle nuove generazioni e, al riguardo, un contributo prezioso lo offrono le scuole cattoliche, che in Slovacchia sono numerose".

  "Per quanto poi riguarda la pastorale giovanile parrocchiale" - ha continuato il Papa - "so che potete contare sul ministero di numerosi sacerdoti giovani per offrire ai ragazzi e alle ragazze, (...), un vero e proprio itinerario di crescita spirituale e comunitaria. Raccomando vivamente che ogni proposta sia sempre inserita in organici progetti di formazione, così da educare i giovani a collegare sempre la fede con la vita. Solo così, infatti, potrete aiutarli a formarsi una coscienza cristiana capace di resistere alle lusinghe del consumismo sempre più insidiose ed invasive".

  "Per quanto, poi, riguarda la realtà delle famiglie, ho appreso che anche la Slovacchia comincia a risentire della crisi del matrimonio e della natalità e ciò, in primo luogo, per cause di carattere economico (...). Si registra, inoltre, una diminuita considerazione sociale del valore del matrimonio, a cui si unisce una fragilità delle nuove generazioni, timorose spesso di assumere stabili decisioni e impegni per tutta la vita".

  "In questo quadro, che cosa deve fare la Chiesa  se non intensificare la preghiera e continuare ad impegnarsi con forza per sostenere le famiglie nell'affrontare le sfide del presente? Grazie a Dio, nel vostro Paese è ben strutturata la pastorale dei Sacramenti legata a quella della famiglia".

  Infine, in merito alle vocazioni, il Papa ha espresso la sua gioia per il fatto che: "La Slovacchia (...), dopo il 1990, ha conosciuto una rigogliosa fioritura di vocazioni al sacerdozio e alla vita consacrata. All'unico Seminario rimasto aperto durante la dittatura, se ne sono aggiunti altri cinque in questi anni, e oggi quasi tutte le parrocchie sono provviste del loro pastore".
AL/.../SLOVACCHIA                                       VIS 20070615 (730)


giovedì 14 giugno 2007

UDIENZE


CITTA' DEL VATICANO, 14 GIU. 2007 (VIS). Il Santo Padre ha ricevuto questa mattina in udienze separate dieci Presuli della Conferenza Episcopale della Repubblica Slovacca, in Visita "ad Limina Apostolorum":

    - L'Arcivescovo Alojz Tkác, di Košice, con gli Ausiliari: Vescovo Bernard Bober e Vescovo Stanislav Stolárik.

    - Il Vescovo Eduard Kojnok, di Rožnava con il Coadiutore Vescovo Vladimír Filo.

    - Il Vescovo František Tondra, di Spiš con gli Ausiliari: Vescovo Andrej Imrich ed il Vescovo Štefan Secka.

    - Il Vescovo Milan Chautur, C.SS.R., Esarca Apostolico di Košice per i cattolici di rito bizantino.

    - Il Vescovo František Rábek, Ordinario Militare.

  Nel pomeriggio il Santo Padre riceverà il Cardinale Ivan Dias, Prefetto della Congregazione per l'Evangelizzazione dei Popoli.
AL:AP/.../...                                       VIS 20070614 (120)


LA VERA POVERTÀ È LA MANCANZA DI SPERANZA


CITTA' DEL VATICANO, 14 GIU. 2007 (VIS). Questa mattina, a conclusione della riunione annuale, il Santo Padre ha ricevuto in Udienza i Membri del Consiglio di Amministrazione della Fondazione Autonoma Pontificia "Populorum Progressio" per l'America Latina e i Paesi del Caribe.

  Nell'istituire la Fondazione nel 1992, affidandola al Pontificio Consiglio "Cor Unum", Giovanni Paolo II - ha ricordato Papa Benedetto XVI - pensava "ai popoli indigeni che, minacciati nei propri costumi ancestrali da una cultura postmoderna, rischiano di veder distrutte le proprie tradizioni disponibili all'accoglimento della verità evangelica. (...) Il lavoro intrapreso da quindici anni deve continuare seguendo i principi che hanno distinto l'impegno a favore della dignità di ogni essere umano e della lotta contro la povertà".

  Benedetto XVI ha sottolineato due caratteristiche della Fondazione. "In primo luogo" - ha detto - "lo sviluppo dei popoli deve avere come principio pastorale una visione antropologica globale della persona umana, aspetto che il secondo articolo degli Statuti della Fondazione definisce "promozione integrale', la quale, "tiene conto dell'aspetto sociale e materiale della vita, come anche l'annuncio della fede, che dà all'uomo la pienezza del suo essere. La vera povertà dell'uomo è spesso la mancanza di speranza, l'assenza di un Padre che dia senso alla propria esistenza".

  "La seconda caratteristica" - ha proseguito il Pontefice - "è un esemplare metodo di lavoro della Fondazione, modello per tutte la strutture di assistenza. I progetti sono esaminati dal Consiglio di Amministrazione, composto da Vescovi di diverse regioni dell'America Latina, ai quali è assegnato il compito di valutarli. In tal modo le decisioni sono nelle mani di coloro che conoscono bene i problemi e le necessità concrete delle popolazioni".

  "Così si evita" - ha detto il Papa - "da un lato un certo paternalismo, sempre umiliante per i poveri e che ostacola le loro iniziative e, dall'altro, i fondi arrivano nella loro totalità ai più bisognosi senza perdersi nei meandri della burocrazia".

  "L'America Latina" - ha soggiunto il Pontefice - "è una parte del mondo, ricca di risorse naturali, dove il divario nei livelli di vita deve cedere il passo ad uno spirito di condivisione dei beni".

  Il Santo Padre ha concluso il suo discorso ribadendo che: "Di fronte alla secolarizzazione, alla proliferazione delle sette ed alla povertà di tanti fratelli, è urgente formare comunità unite nella fede, come la Sacra Famiglia di Nazareth, nelle quali la gioiosa testimonianza di coloro che hanno incontrato il Signore sia la luce che illumina coloro che perseguono una vita più degna".
AC/.../POPULORUM PROGRESSIO                       VIS 20070614 (430)


mercoledì 13 giugno 2007

ALTRI ATTI PONTIFICI


CITTA' DEL VATICANO, 13 GIU. 2007 (VIS). Il Santo Padre ha nominato:

- Il Vescovo José Lanza Neto, finora Ausiliare di Londrina (Brasile), Vescovo di Guaxupé (superficie: 13.953; popolazione: 867.000; cattolici: 608.000; sacerdoti: 96; religiosi: 166), Brasile.

- Il Padre Vilson Dias de Oliveira, D.C., Vescovo di Limeira (superficie: 4.997; popolazione: 870.000; cattolici: 580.000; sacerdoti: 87; religiosi: 162), Brasile. Il Vescovo eletto, finora Parroco della Parrocchia "Nossa Senhora d'Ajuda" a Ilhabela, nella Diocesi di Caraguatatuba (Brasile), è nato nel 1958 a Guaíra (Brasile), ha emesso i voti religiosi nella Congregazione dei Preti della Dottrina Cristiana nel 1978 ed è stato ordinato sacerdote nel 1984.
NER/.../LANZA NETO:DIAS DE OLIVEIRA                   VIS 20070613 (110)


EUSEBIO CESAREA: NON POSSIAMO RIMANERE INERTI DAVANTI DIO

CITTA' DEL VATICANO, 13 GIU. 2007 (VIS). Il Santo Padre Benedetto XVI ha dedicato la catechesi dell'Udienza Generale di questo mercoledì, tenutasi in Piazza San Pietro, con la partecipazione di oltre 30.000 persone, alla figura di Eusebio, Vescovo di Cesarea in Palestina.

  Il Padre della Chiesa, nato intorno al 260, noto soprattutto come "il primo storico del cristianesimo" ed anche come "il più grande filologo della Chiesa antica", partecipò, nel 325, come Vescovo di Cesarea, "con un ruolo di protagonista, al Concilio di Nicea. Ne sottoscrisse il 'Credo' e l'affermazione della piena divinità del Figlio di Dio, definito per questo 'della stessa sostanza' del Padre".

  "La fama imperitura di Eusebio" - ha ricordato il Papa - "resta legata in primo luogo ai dieci libri della sua 'Storia Ecclesiastica'. È il primo che ha scritto una Storia della Chiesa, che rimane fondamentale grazie alle fonti poste da Eusebio a nostra disposizione per sempre. Con questa Storia egli riuscì a salvare da sicuro oblio numerosi eventi, personaggi e opere letterarie della Chiesa antica".

  La prospettiva fondamentale della storiografia eusebiana è che "la sua è una storia 'cristocentrica', nella quale si svela progressivamente il mistero dell'amore di Dio per gli uomini" - ha precisato il Santo Padre - "Un'altra caratteristica, che rimarrà costante nell'antica storiografia ecclesiastica: è 'l'intento morale' che presiede al racconto. L'analisi storica non è mai fine a se stessa; non è fatta solo per conoscere il passato; piuttosto, essa punta decisamente alla conversione, e ad una autentica testimonianza di vita cristiana da parte dei fedeli. È una guida per noi stessi".

  "In questo modo Eusebio interpella vivacemente i credenti di ogni tempo riguardo al loro modo di accostarsi alle vicende della storia, e della Chiesa in particolare. Egli interpella anche noi: qual è il nostro atteggiamento nei confronti delle vicende della Chiesa?" - si è domandato Benedetto XVI.

  "È l'atteggiamento di chi se ne interessa per una semplice curiosità, magari andando in cerca del sensazionale e dello scandalistico a ogni costo? Oppure è l'atteggiamento pieno d'amore, e aperto al mistero, di chi sa - per fede - di poter rintracciare nella storia della Chiesa i segni dell'amore di Dio e le grandi opere della salvezza da lui compiute? Se questo è il nostro atteggiamento, non possiamo non sentirci stimolati a una risposta più coerente e generosa, a una testimonianza più cristiana di vita, per lasciare i segni dell'amore di Dio anche alle future generazioni".

  Il Santo Padre ha citato in merito "quell'eminente studioso dei Padri che fu il Cardinale Jean Daniélou" il quale non si stancava di ripetere che: "'C'è un mistero. C'è un contenuto nascosto nella storia... Il mistero è quello delle opere di Dio, che costituiscono nel tempo la realtà autentica, nascosta dietro le apparenze... Ma questa storia che Dio realizza per l'uomo, non la realizza senza di lui'".

  "A tanti secoli di distanza" - ha concluso il Pontefice - "anche oggi Eusebio di Cesarea invita i credenti, invita noi, a stupirci, a contemplare nella storia le grandi opere di Dio per la salvezza degli uomini. E con altrettanta energia egli ci invita alla conversione della vita. Infatti, di fronte a un Dio che ci ha amati così, non possiamo rimanere inerti. L'istanza propria dell'amore è che la vita intera sia orientata all'imitazione dell'Amato. Facciamo dunque di tutto per lasciare nella nostra vita una traccia trasparente dell'amore di Dio".
AG/EUSEBIO DI CESAREA/...                           VIS 20070613 (460)


martedì 12 giugno 2007

ALTRI ATTI PONTIFICI


CITTA' DEL VATICANO, 12 GIU. 2007 (VIS). Il Santo Padre:

- Ha nominato il Vescovo Joseph Edward Kurtz, finora Vescovo di Knoxville (Stati Uniti d'America), Arcivescovo Metropolita di Louisville (superficie: 21.041; popolazione: 1.190.000; cattolici: 210.000; sacerdoti: 205; religiosi: 929; diaconi permanenti: 104), Stati Uniti d'America. L'Arcivescovo eletto è nato a Shenandoah (Stati Uniti d'America) nel 1946, è stato ordinato sacerdote nel 1972 ed ha ricevuto la consacrazione episcopale nel 1999. Succede all'Arcivescovo Thomas Cajetan Kelly, O.P., del quale il Santo Padre ha accettato la rinuncia al governo pastorale della medesima Arcidiocesi, presentata per raggiunti limiti d'età.

- Ha eretto la Prefettura Apostolica di Donkorkrom (Ghana), con territorio dismembrato dalla Diocesi di Koforidua.

- Ha nominato il Padre Gabriel Edoe Kumordji, S.V.D., finora Superiore Provinciale dei Verbiti in Ghana e Presidente della Conferenza locale dei Superiori Maggiori Religiosi, primo Prefetto Apostolico di Donkorkrom (superficie: 4.285; abitanti: 136.000; cattolici: 12.000; sacerdoti: 7; religiosi: 6), Ghana.

- Ha nominato il Monsignore Vito Rallo, Nunzio Apostolico in Burkina Faso e in Niger, elevandolo in pari alla dignità di Arcivescovo. L'Arcivescovo eletto è nato nel 1953 a Mazara del Vallo (Italia) ed è stato ordinato sacerdote nel 1979. È stato finora Inviato Speciale ed Osservatore Permanente della Santa Sede presso il Consiglio d'Europa a Strasburgo.
NER:RE:ECE:NN/.../...                               VIS 20070612 (200)


POPULORUM PROGRESSIO: STUDIO DI 220 NUOVI PROGETTI


CITTA' DEL VATICANO, 12 GIU. 2007 (VIS). I membri del Consiglio di Amministrazione della Fondazione Autonoma "Populorum Progressio" al servizio delle popolazioni indigene, afroamericane, meticce contadine povere dell'America Latina, si riuniranno in Vaticano dal 12 al 14 giugno prossimi per l'annuale sessione di studio dei progetti.

  La Fondazione "Populorum Progressio" ha sede presso il Pontificio Consiglio "Cor Unum" ed è presieduta dal Presidente del medesimo Dicastero, Arcivescovo Paul Josef Cordes, che ne è anche il Rappresentante Legale. Il Consiglio di Amministrazione, che esamina ed approva i progetti, si compone di sette membri: sei Presuli di diversi Paesi dell'America Latina ed un Rappresentante del Pontificio Consiglio "Cor Unum".

  Dal 1992 ad oggi, la Fondazione ha sostenuto più di 2.000 progetti per un importo complessivo di oltre 20.000.000 di dollari americani. Durante la riunione di quest'anno saranno esaminato oltre 220 progetti, da finanziare con l'importo disponibile di circa 1.800.000 dollari americani destinati alla realizzazione di infrastrutture per le comunità più povere, al loro sostentamento mediante la promozione della produzione e commercializzazione dei beni, all'educazione e formazione integrale dei giovani e delle donne ed alle cure sanitarie.

  "Il lavoro della Fondazione risulta particolarmente efficace" - si legge in un Comunicato del Pontificio Consiglio "Cor Unum" - "in quanto, grazie alla collaborazione con le comunità cattoliche e i missionari locali, le sue spese amministrative e gestionali sono particolarmente contenute".

  I partecipanti alla Riunione del Consiglio di Amministrazione della Fondazione saranno ricevuti in Udienza privata dal Santo Padre giovedì 14 giugno.
CON-CU/POPULORUM PROGRESSIO/...                       VIS 20070612 (260)


EDUCARE ALLA FEDE, ALLA SEQUELA E ALLA TESTIMONIANZA

CITTA' DEL VATICANO, 12 GIU. 2007 (VIS). Nel tardo pomeriggio di ieri, nella Basilica di San Giovanni in Laterano, Cattedrale di Roma, il Santo Padre Benedetto XVI ha inaugurato il Convegno della Diocesi di Roma, in corso dall'11 al 14 giugno, sul tema: "Gesù è il Signore. Educare alla fede, alla sequela, alla testimonianza".

  "È importante soffermarci anzitutto sull'affermazione iniziale, che dà il tono e il senso del nostro Convegno: 'Gesù è il Signore'" - ha detto il Santo Padre - in Gesù "incontriamo infatti il vero volto di Dio, ciò di cui abbiamo realmente bisogno per vivere".

  "Educare alla fede, alla sequela e alla testimonianza vuol dire aiutare i nostri fratelli, o meglio aiutarci scambievolmente, ad entrare in un rapporto vivo con Cristo e con il Padre".

  Rilevando che "l'esperienza quotidiana ci dice (...) che educare alla fede non è un'impresa facile", il Santo Padre ha affermato che: "Si parla perciò di una grande 'emergenza educativa', della crescente difficoltà che s'incontra nel trasmettere alle nuove generazioni i valori-base dell'esistenza e di un retto comportamento, difficoltà che coinvolge sia la scuola sia la famiglia e si può dire ogni altro organismo che si prefigga scopi educativi".

  "Possiamo aggiungere che si tratta di un'emergenza inevitabile: in una società e in una cultura che troppo spesso fanno del relativismo il proprio credo, viene a mancare la luce della verità e si finisce per dubitare della bontà della vita e della validità dei rapporti e degli impegni che la costituiscono".

  Benedetto XVI ha proseguito affermando che: "L'educazione tende a ridursi alla trasmissione di determinate abilità, o capacità di fare, mentre si cerca di appagare il desiderio di felicità delle nuove generazioni colmandole di oggetti di consumo e di gratificazioni effimere. Così sia i genitori sia gli insegnanti sono facilmente tentati di abdicare ai propri compiti educativi e di non comprendere nemmeno più quale sia il loro ruolo, o meglio la missione ad essi affidata".

  "In un simile contesto" - ha proseguito il Pontefice - "l'impegno della Chiesa per educare alla fede, alla sequela e alla testimonianza del Signore Gesù assume più che mai anche il valore di un contributo per far uscire la società in cui viviamo dalla crisi educativa che la affligge, mettendo un argine alla sfiducia e a quello strano 'odio di sé' che sembra diventato una caratteristica della nostra civiltà".

  "Per l'educazione e formazione cristiana, dunque, è decisiva anzitutto la preghiera e la nostra amicizia personale con Gesù: solo chi conosce e ama Gesù Cristo può introdurre i fratelli in un rapporto vitale con Lui. Non dimentichiamoci mai della parola di Gesù. (...) Voi non avete scelto me, ma io ho scelto voi e vi ho costituiti perché andiate e portiate frutto e il vostro frutto rimanga'. Perciò le nostre comunità potranno lavorare con frutto ed educare alla fede e alla sequela di Cristo essendo esse stesse autentiche 'scuole' di preghiera".

  "L'educazione inoltre, e specialmente l'educazione cristiana, (...) ha bisogno di quelle vicinanza che è propria dell'amore. Soprattutto oggi, (...), diventa decisivo l'accompagnamento personale, che dà a chi cresce la certezza di essere amato, compreso ed accolto. (...) Così i ragazzi e i giovani possono essere aiutati a liberarsi da pregiudizi diffusi e possono rendersi conto che il modo di vivere cristiano è realizzabile e ragionevole, anzi, di gran lunga il più ragionevole".

  "È del tutto evidente, però, che nell'educazione e nella formazione alla fede una missione propria e fondamentale ed una responsabilità primaria competono alla famiglia. (...) Tra la famiglia cristiana, piccola 'Chiesa domestica', e la più grande famiglia della Chiesa deve svilupparsi la collaborazione più stretta, anzitutto riguardo all'educazione dei figli".

  "Si apre pertanto uno spazio di impegno e di servizio per le nostre parrocchie, oratori, comunità giovanili, e anzitutto per le stesse famiglie cristiane, chiamate a farsi prossimo di altre famiglie per sostenerle ed assisterle nell'educazione dei figli, aiutandole così a ritrovare il senso e lo scopo della vita di coppia".

  Riferendosi agli adolescenti, il Papa ha rilevato che aumenta "in loro il desiderio di autonomia personale, che diventa facilmente, soprattutto nell'adolescenza, presa di distanza critica dalla propria famiglia" ed ha affermato: "Quando avvertono di essere rispettati e presi sul serio nella loro libertà, gli adolescenti e i giovani, pur con la loro incostanza e fragilità, non sono affatto indisponibili a lasciarsi interpellare da proposte esigenti: anzi, si sentono attratti e spesso affascinati da esse".

  "Il nostro Convegno" - ha precisato il Santo Padre - "parla molto giustamente di educazione non solo alla fede e alla sequela, ma anche alla testimonianza di Gesù Signore. La testimonianza attiva da rendere a Cristo non riguarda dunque soltanto i sacerdoti, le religiose, i laici che hanno nelle nostre comunità compiti di formatori, ma gli stessi ragazzi e giovani e tutti coloro che vengono educati alla fede".

  "Fin dall'inizio della formazione dei fanciulli" - ha ribadito Papa Benedetto XVI - "per arrivare, con un cammino progressivo, alla formazione permanente dei cristiani adulti, bisogna quindi che mettano radici nell'animo dei credenti la volontà e la convinzione di essere partecipi della vocazione missionaria della Chiesa, in tutte le situazioni e diffonderla e trasmetterla, e così rafforzarla anche nel nostro cuore. Passa di qui, in larga misura, quella nuova evangelizzazione a cui il nostro amato Papa Giovanni Paolo II ci ha chiamati".

  "Nell'educazione alla fede" - ha sottolineato il Pontefice - "un compito molto importante è affidato alla scuola cattolica", che "adempie alla propria missione basandosi su un progetto educativo che pone al centro il Vangelo e lo tiene come decisivo punto di riferimento per la formazione della persona e per tutta la proposta culturale. In convinta sinergia con le famiglie e con la comunità ecclesiale, la scuola cattolica cerca dunque di promuovere quell'unità tra la fede, la cultura e la vita che è obiettivo fondamentale dell'educazione cristiana".

  "Anche le scuole statali, (...), possono essere sostenute nel loro compito educativo dalla presenza di insegnanti credenti - in primo luogo, ma non esclusivamente, i docenti di religione cattolica - (...) oltre che dalla collaborazione di tante famiglie e della stessa comunità cristiana. La sana laicità della scuola, come delle altre istituzioni dello Stato, non implica infatti una chiusura alla Trascendenza e una falsa neutralità rispetto a quei valori morali che sono alla base di un'autentica formazione della persona".

  "Oggi più che nel passato l'educazione e la formazione della persona sono influenzate da quei messaggi e dal quel clima diffuso che vengono veicolati dai grandi mezzi di comunicazione e che si ispirano ad una mentalità e cultura caratterizzate dal relativismo, dal consumismo e da una falsa e distruttiva esaltazione, o meglio profanazione, del corpo e della sessualità. Perciò, proprio per quel grande 'sì che come credenti in Cristo diciamo all'uomo amato da Dio, non possiamo certo disinteressarci dell'orientamento complessivo della società a cui apparteniamo, delle tendenze che la animano e degli influssi positivi o negativi che essa esercita sulla formazione delle nuove generazioni".

  Il Santo Padre ha concluso il suo discorso richiamando l'attenzione sulla vocazione sacerdotale e ricordando che negli ultimi decenni la Diocesi di Roma "è stata allietata dal dono di molte ordinazioni sacerdotali (...); ma" - ha rilevato - "i segnali più recenti sembrano meno favorevoli e stimolano tutta la nostra comunità diocesana a rinnovare al Signore, con umiltà e fiducia, la richiesta di operai per la sua messe".

  "In maniera sempre delicata e rispettosa, ma anche chiara e coraggiosa" - ha detto infine Papa Benedetto XVI - "dobbiamo rivolgere un peculiare invito alla sequela di Gesù a quei giovani e a quelle giovani che appaiono più attratti e affascinati dall'amicizia con Lui".
AC/CONVEGNO FAMIGLIA:EDUCAZIONE/...                 VIS 20070612 (1280)


lunedì 11 giugno 2007

UDIENZE


CITTA' DEL VATICANO, 11 GIU. 2007 (VIS). Il Santo Padre ha ricevuto questa mattina in udienze separate:

- I Presidenti dell'Assemblea della V Conferenza Generale dell'Episcopato Latino Americano (CELAM):
    - Il Cardinale Giovanni Battista Re, Prefetto della Congregazione per i Vescovi.
    - Il Cardinale Francisco Javier Errázuriz Ossa, Arcivescovo di Santiago de Chile (Cile).
    - Il Cardinale Geraldo Majella Agnelo, Arcivescovo di São Salvador da Bahia (Brasile).

- Otto Presuli della Conferenza Episcopale della Slovacchia,in Visita "ad Limina Apostolorum":

    - L'Arcivescovo Ján Sokol, di Bratislava-Trnava con gli Ausiliari Vescovo Ján Orosch ed il Vescovo Stanislav Zvolenský.

    - Il Vescovo Ján Babjak, S.I., di Prešov per i cattolici di rito bizantino.

    - Il Vescovo Rudolf Baláz, di Banská Bystrica, con l'Ausiliare Tomás Gális.

    - Il Vescovo Viliam Judák, di Nitra, con l'Ausiliare Vescovo Marián Chovanec.
AL:AP/.../...                                       VIS 20070611 (140)


PARTECIPANTI CORSO ASTRONOMIA SPECOLA VATICANA DAL PAPA


CITTA' DEL VATICANO, 11 GIU. 2007 (VIS). Questa mattina il Santo Padre ha ricevuto i partecipanti alla XI Scuola Estiva della Specola Vaticana promossa dall'Osservatorio Astronomico Vaticano, accompagnati dal Direttore Padre José Funes, S.I.

  "Dalla sua istituzione nel 1891, l'Osservatorio Astronomico Vaticano" - ha detto il Papa nel suo discorso - "ha voluto manifestare il desiderio della Chiesa di abbracciare, incoraggiare e promuovere lo studio scientifico, sulla base del convincimento che la 'fede e la ragione sono come le due ali con le quali lo spirito umano s'innalza verso la contemplazione della verità'".

  Benedetto XVI ha sottolineato che i Padri e i Fratelli gesuiti dell'Osservatorio sono impegnati nella ricerca astronomica e si adoperano anche "nell'offrire opportunità educative alle nuove generazioni di astronomi. La Scuola Estiva è segno concreto del loro impegno".

  "Il vostro programma questo mese è dedicato allo studio dei pianeti extrasolari" - ha ricordato il Papa - "Oltre alla vostra esigente ricerca, tuttavia, voi avete una prezioso opportunità di apprendere insieme agli studenti provenienti da 22 nazioni. La grande varietà delle vostre tradizioni culturali può essere fonte di grande arricchimento per voi tutti. Vi incoraggio a profittare al massimo di questa esperienza, e vi auguro che la vostra piccola comunità internazionale divenga un segno promettente di una maggiore collaborazione scientifica a beneficio dell'intera famiglia umana".
AC/.../OSSERVATORIO ASTRONOMICO VATICANO               VIS 20070611 (230)


APPELLO LIBERAZIONE PERSONE TENUTE SOTTO SEQUESTRO


CITTA' DEL VATICANO, 10 GIU. 2007 (VIS). Al termine della recita dell'Angelus con le migliaia di persone riunite in Piazza San Pietro, il Papa ha lanciato un appello per la libertà di tutte le persone tenute sotto sequestro nel mondo, tra le quali sacerdoti cattolici, ed ha fatto riferimento al "doloroso" caso della Colombia.

  "Mi giungono purtroppo di frequente" - ha detto il Papa - "richieste di interessamento nei confronti di persone, tra le quali anche sacerdoti cattolici, tenute sotto sequestro per diversi motivi e in varie parti del mondo".

  "Porto tutti nel cuore e tutti tengo presenti nella mia preghiera, pensando, tra gli altri casi, a quello doloroso della Colombia. Rivolgo il mio accorato appello" - ha proseguito il Santo Padre - "agli autori di tali atti esecrabili, affinché prendano coscienza del male compiuto e restituiscano al più presto all'affetto dei loro cari quanti tengono prigionieri".

  "Affido le vittime" - ha concluso il Pontefice - "alla materna protezione di Maria Santissima, Madre di tutti gli uomini".
ANG/LIBERAZIONE PERSONE SOTTO SEQUESTRO/...        VIS 20070611 (180)


RATIFICA PROTOCOLLO INSEGNAMENTO TEOLOGIA IN BAVIERA


CITTA' DEL VATICANO, 9 GIU. 2007 (VIS). Venerdì 8 giugno, nella sede della Nunziatura Apostolica a Berlino, il Nunzio Apostolico in Germania, l'Arcivescovo Erwin Josef Ender, e il Ministro-Presidente dello Stato Libero di Baviera, Dottor Edmund Stoiber, hanno proceduto allo scambio degli Strumenti di ratifica del Protocollo Addizionale del Concordato con la Baviera del 29 marzo 1924 (modificato da ultimo con l'Accordo dell'8 giugno 1988) e firmato il 19 gennaio 2007, fra la Santa Sede e lo Stato Libero di Baviera.

Gli Strumenti di ratifica regolano "alcune questioni riguardanti l'insegnamento della teologia sia nella Facoltà di Teologia Cattolica delle Università statali sia in altri Centri di istruzione nella Baviera".

Presenti alla cerimonia erano, per parte ecclesiastica, il Cardinale Friedrich Wetter, Amministratore Apostolico di Monaco e Frisinga e per parte statale, il Signor Siegfried Schneider, Ministro dell'Insegnamento e del Culto.

Il Protocollo Addizionale è entrato in vigore il giorno successivo allo scambio degli Strumenti di ratifica.
.../TEOLOGIA/BAVIERA VIS 20070611 (170)


ELOGIO DEL PAPA DIOCESI NORDAFRICANE PER AIUTO AI MIGRANTI


CITTA' DEL VATICANO, 9 GIU. 2007 (VIS). Questa mattina il Santo Padre Benedetto XVI ha ricevuto i Rappresentanti della Conferenza Episcopale Regionale del Nord dell'Africa (C.E.R.N.A.), che raggruppa i Presuli di Marocco, Algeria, Tunisia e Libia, al termine della Visita"ad Limina Apostolorum".

  "Nel corso dei primi secoli, le comunità cristiane della vostra regione" - ha detto il Papa ai Presuli - "hanno contribuito a creare ponti fra le rive del Mediterraneo. Ancora oggi, San Cipriano, Sant'Agostino e tanti altri testimoni della fede rimangono punti di riferimento spirituale, intellettuale e culturale incontestabili".

  "Attualmente" - ha proseguito il Pontefice - "i membri delle vostre comunità sono molto diversi, sia per la loro origine che in ragione della durata e dei motivi della loro presenza nel Maghreb. Essi danno anche un'immagine dell'universalità della Chiesa, il cui messaggio evangelico è rivolto a tutte le nazioni".

  "Vorrei salutare in particolar modo i giovani cristiani dell'Africa subsahariana che studiano nei vostri Paesi" - ha detto ancora il Papa auspicando che: "la solidarietà che essi si dimostrano fra loro, con il fraterno sostegno dei loro accompagnatori, li aiuti a testimoniare generosamente la loro fede di discepoli del Cristo fra i propri fratelli".

  Benedetto XVI ha esortato i Vescovi a rimanere "sempre vicini" ai fedeli e a dar loro "il necessario aiuto spirituale" per "prendere coscienza del significato ecclesiale della loro presenza nella società, assumendo le responsabilità che competono loro nella comunità".

  "Rafforzando la fede con la celebrazione dei Sacramenti e con una solida formazione cristiana, cercando di lanciare uno sguardo evangelico sulle realtà sociali, culturali e religiose del Paese, voi darete loro i mezzi per vivere con coraggio le situazioni spesso difficili che incontrano nell'esistenza quotidiana e nel lavoro".

  Successivamente il Papa ha parlato dell'importante ruolo del dialogo interreligioso nella pastorale delle diocesi nordafricane ed ha espresso la sua gioia per "le iniziative di dialogo e dei luoghi di incontro, come i Centri di studio e le biblioteche", tramite i quali i Vescovi sono "risolutamente impegnati nello sviluppo e nell'approfondimento dei rapporti di stima e di rispetto fra cristiani e musulmani, per promuovere la riconciliazione, la giustizia e la pace".

  "D'altra parte" - ha soggiunto il Pontefice - "nella condivisione della vita quotidiana, cristiani e musulmani possono trovare la base essenziale di una migliore conoscenza reciproca. Con la partecipazione fraterna alle gioie e ai dolori degli uni e degli altri, (...), e con le collaborazioni multiple nel campo della sanità, dell'educazione, della cultura e nel servizio ai più umili, voi manifestate una autentica solidarietà, che rafforza i vincoli di fiducia e di amicizia fra le persone, le famiglie e le comunità!".

  "Fra i gravi problemi che la vostra regione deve affrontare, l'emigrazione proveniente dall'Africa subsahariana - persone che tentano di attraversare il Mediterraneo per entrare in Europa alla ricerca di una vita migliore - deve anche suscitare collaborazione al servizio della giustizia e della pace. La situazione di queste persone, particolarmente preoccupante e talvolta drammatica, non può non interpellare le coscienze".

  Benedetto XVI ha elogiato "l'aiuto generoso" delle chiese diocesane ai migranti ed ha affermato che esso "è un contributo al riconoscimento della loro dignità e una testimonianza resa al Signore. Auspico vivamente che i paesi interessati da tali migrazioni cerchino mezzi efficaci per permettere a tutti di avere la speranza di costruire un futuro per sé e per le loro famiglie, e che la dignità di ciascuno sia sempre rispettata".

  Infine il Papa ha fatto riferimento ai religiosi ed alle religiose dell'Africa del Nord sottolineando che "la loro vita di preghiera e di contemplazione è una grazia per tutta la Chiesa nella vostra regione. La loro fedeltà discreta alla popolazione che li accoglie, come ha mostrato l'esempio sconvolgente della comunità di Tibhirine, è segno eloquente dell'amore di Dio, che essi vogliono manifestare a tutti".

  "La collaborazione sempre più ampia delle vostre Diocesi con le Chiese del Medio Oriente e dell'Africa" - ha concluso Papa Benedetto XVI - "rende onore alla vostra regione, punto di incontro fra l'Africa, l'Europa ed il mondo arabo".
AL/.../CERNA                                   VIS 20070611 (680)



ADORAZIONE EUCARISTICA: RECUPERARE CAPACITÀ SILENZIO


CITTA' DEL VATICANO, 10 GIU. 2007 (VIS). Alle ore 12:00 di questa mattina, il Santo Padre Benedetto XVI si è affacciato alla finestra del suo studio nel Palazzo Apostolico Vaticano per recitare l'Angelus con i fedeli ed i pellegrini convenuti in Piazza San Pietro

  Ricordando l'odierna solennità del Corpus Domini, che in Vaticano e in altre Nazioni è stata già celebrata giovedì scorso, il Santo Padre ha detto che tale Solennità "ci invita a contemplare il sommo Mistero della nostra fede: la Santissima Eucaristia, reale presenza del Signore Gesù Cristo nel Sacramento dell'altare".

  "Ogni volta che il sacerdote rinnova il Sacrificio eucaristico" - ha spiegato il Papa -  "nella preghiera di consacrazione ripete: 'Questo è il mio corpo… questo è il mio sangue'. Lo dice prestando la voce, le mani e il cuore a Cristo, che ha voluto restare con noi ed essere il cuore pulsante della Chiesa. Ma anche dopo la Celebrazione dei divini misteri il Signore Gesù resta vivo nel tabernacolo; per questo a Lui viene resa lode specialmente con l'adorazione eucaristica, come ho voluto ricordare nella recente Esortazione apostolica post-sinodale 'Sacramentum caritatis' (cfr nn. 66-69). Anzi, esiste un legame intrinseco tra la celebrazione e l'adorazione. La Santa Messa infatti è in se stessa il più grande atto di adorazione della Chiesa (...). L'adorazione al di fuori della santa Messa prolunga e intensifica quanto è avvenuto nella celebrazione liturgica, e rende possibile un'accoglienza vera e profonda di Cristo".

  "Quest'oggi poi" - ha ricordato ancora il Pontefice - "in tutte le comunità cristiane, si svolge la processione eucaristica, singolare forma di adorazione pubblica dell'Eucaristia, arricchita da belle e tradizionali manifestazioni di devozione popolare (...). Mi rallegro poi nel constatare che molti giovani stanno scoprendo la bellezza dell'adorazione, sia personale che comunitaria. Invito i sacerdoti a incoraggiare in questo i gruppi giovanili, ma anche a seguirli affinché le forme dell'adorazione comunitaria siano sempre appropriate e dignitose, con adeguati tempi di silenzio e di ascolto della Parola di Dio".

  "Nella vita di oggi, spesso rumorosa e dispersiva, è più che mai importante recuperare la capacità di silenzio interiore e di raccoglimento: l'adorazione eucaristica permette di farlo non solo intorno all''io', bensì in compagnia di quel 'Tu' pieno d'amore che è Gesù Cristo, 'il Dio a noi vicino'".
ANG/ADORAZIONE EUCARISTICA/...                       VIS 20070611 (390)


ALTRI ATTI PONTIFICI


CITTA' DEL VATICANO, 9 GIU. 2007 (VIS). Il Santo Padre:

- Ha accolto la rinunzia presentata per raggiunti limiti d'età, dal Cardinale Ignace Moussa I Daoud all'incarico di Prefetto della Congregazione per le Chiese Orientali ed ha chiamato a succedergli nel medesimo incarico l'Arcivescovo Leonardo Sandri, finora Sostituto per gli Affari Generali della Segreteria di Stato.

- Ha nominato Sostituto per gli Affari Generali della Segreteria di Stato, l'Arcivescovo Fernando Filoni, finora Nunzio Apostolico nelle Filippine.

- Ha accettato la rinuncia all'ufficio di Ordinario per i cattolici di rito orientale residenti in Polonia e sprovvisti di Ordinario proprio, presentata a norma del Codice di Diritto Canonico delle Chiese Orientali, can. 201, paragrafo 1, dal Cardinale Józef Glemp, Arcivescovo emerito di Varsavia.

- Ha nominato Ordinario per i cattolici di rito orientale residenti in Polonia e sprovvisti di Ordinario proprio, l'Arcivescovo Kazimierz Nycz, di Varsavia.

- Ha accettato la rinuncia all'ufficio di Ausiliare del Patriarca di Gerusalemme dei Latini, presentata dal Vescovo Kamal Hanna Bathish, per raggiunti limiti d'età.

- Ha nominato il Vescovo Akio Johnson Mutek, Vescovo di Torit (superficie: 76.000; popolazione: 793.000; cattolici: 604.350; sacerdoti: 75; religiosi: 36), Sudan. Il Vescovo Mutek è stato finora Ausiliare della medesima Diocesi.
RE:NA:NER/.../...                                   VIS 20070611 (220)


VISITA BENEDETTO XVI CONGREGAZIONE CHIESE ORIENTALI


CITTA' DEL VATICANO, 9 GIU. 2007 (VIS). Questa mattina il Santo Padre Benedetto XVI si è recato in Visita alla Congregazione per le Chiese Orientali, nel Palazzo del Bramante in Via della Conciliazione, in occasione del XC anniversario della sua istituzione ad opera di Papa Benedetto XV. Proprio oggi il Papa ha accolto la rinuncia del Cardinale Ignace Moussa I Daoud, a Prefetto del Dicastero, ed ha chiamato a succedergli, nel medesimo incarico, l'Arcivescovo Leonardo Sandri.

 Il Papa ha ricordato nel suo discorso che oggi: "È un giorno significativo anche perché (...) il calendario della Chiesa Latina ricorda Sant'Efrem, il grande Dottore della Chiesa sira" ed ha affermato: "Come padre e pastore, sento il dovere di elevare a Dio una fervida preghiera e di rivolgere un accorato appello a tutti i responsabili perché ovunque, dall'Oriente all'Occidente, le Chiese possano professare la fede cristiana in piena libertà. Ai figli e alle figlie della Chiesa sia concesso ovunque di vivere nella tranquillità personale e sociale: siano garantiti dignità, rispetto e futuro ai singoli e ai gruppi, senza pregiudizio alcuno per i loro diritti di credenti e di cittadini".

  "Dalle mie labbra" - ha proseguito Benedetto XVI - "si leva oltremodo accorata l'invocazione di pace per la Terra Santa, l'Iraq, il Libano, tutti territori posti sotto la giurisdizione della Congregazione per le Chiese Orientali, come anche per le altre regioni coinvolte nel vortice di una violenza apparentemente inarrestabile. Possano le Chiese e i discepoli del Signore rimanere là dove li ha posti per nascita la divina Provvidenza; là dove meritano di rimanere per una presenza che risale agli inizi del cristianesimo".

  Con l'odierna visita al Dicastero Vaticano, ha precisato il Papa, "intendo simbolicamente continuare il pellegrinaggio al cuore dell'Oriente che Papa Giovanni Paolo II ha proposto nella Lettera apostolica 'Orientale lumen'. (...) Ho idealmente iniziato tale pellegrinaggio assumendo il nome di un Papa che tanto amò l'Oriente. E, aprendo ufficialmente il Servizio Petrino del Vescovo di Roma, mi sono raccolto presso il sepolcro dell'Apostolo chiamando accanto a me i Patriarchi orientali in comunione con il Successore di Pietro. (...) Infine, il viaggio apostolico in Turchia, indimenticabile per il commovente abbraccio con la comunità cattolica e per il suo significato ecumenico e interreligioso, ha costituito un ulteriore momento di speciale fecondità nel mio pellegrinaggio al cuore dell'Oriente".

  "Oggi, il Papa ringrazia nuovamente gli orientali" - ha proseguito Benedetto XVI - "per la fedeltà pagata col sangue, di cui restano pagine mirabili lungo i secoli fino al martirologio contemporaneo! Li assicura, a sua volta, di volere rimanere al loro fianco. E riafferma la profonda considerazione verso le Chiese Orientali Cattoliche per il loro singolare ruolo di testimoni viventi delle origini. Senza un costante rapporto con la tradizione delle origini, infatti, non c'è futuro per la Chiesa di Cristo".

  Ribadendo "l'irreversibilità della scelta ecumenica e l'inderogabilità dell'incontro a livello interreligioso", Benedetto XVI ha elogiato "la più corretta applicazione della collegialità sinodale, e la verifica puntuale dello sviluppo ecclesiale suscitato dalla ritrovata libertà religiosa. La priorità della formazione sta molto a cuore al Papa, come pure l'aggiornamento della pastorale familiare, giovanile e vocazionale, e la valorizzazione della pastorale della cultura e della carità. Dovrà continuare e anzi crescere quel movimento di carità che, per mandato del Papa, la Congregazione segue affinché in modo ordinato ed equo la Terra Santa e le altre regioni orientali ricevano il necessario sostegno spirituale e materiale per far fronte alla vita ecclesiale ordinaria e a particolari necessità".

  "Uno sforzo intelligente è, infine, richiesto" - ha concluso il Pontefice - "anche per affrontare il serio fenomeno delle migrazioni, che talora priva le comunità tanto provate delle migliori risorse. Occorre garantire ai migranti adeguata accoglienza nel nuovo contesto e l'indispensabile legame con la propria tradizione religiosa".
BXVI-VISITA/CHIESE ORIENTALI/...                       VIS 20070611 (640)


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