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Il Vatican Information Service (VIS), istituito nell'ambito della Sala Stampa della Santa Sede, è un bollettino telematico che diffonde notizie relative all'attività magistrale e pastorale del Santo Padre e della Curia Romana...

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venerdì 6 giugno 2003

IN MEMORIAM

CITTA' DEL VATICANO, 6 GIU. 2003 (VIS). Di seguito riportiamo i dati relativi ai Prelati deceduti nelle ultime settimane:

- Il Cardinale Francesco Colasuonno, già Nunzio Apostolico, il 31 maggio, all'età di 78 anni.

- L'Arcivescovo Packiam Arokiaswamy, Vescovo emerito di Tanjore (India), il 22 maggio, all'età di 82 anni.

- Il Vescovo George Edward Lynch, già Ausiliare di Raleigh (Stati Uniti d'America), il 25 maggio, all'età di 86 anni.

- Il Vescovo Pierre Nguyên Van Nho, Coadiutore di Nha Trang (Viêt Nam), il 21 maggio, all'età di 66 anni.

- Il Vescovo Emmanuel Pothanamuzhy, C.M.I., di Mananthavady dei Siro-Malabaresi (India), il 6 aprile, all'età di 70 anni.

- Il Vescovo Michael Praphon Chaicharoen, S.D.B., di Surat Thani (Thailandia), il 20 maggio, all'età di 73 anni.

- Il Vescovo Teodoro Ubeda Gramage, di Mallorca (Spagna), il 18 maggio, all'età di 71 anni.
…/DECEDUTI/… VIS 20030606 (150)

BEATIFICAZIONE DI SUOR MARIJA PETKOVIC


CITTA' DEL VATICANO, 6 GIU. 2003 (VIS). Questa mattina presto il Santo Padre è ripartito in aereo da Rijeka diretto a Dubrovnik, città di quasi 46.000 abitanti, nella Croazia meridionale, per celebrare la Santa Messa e procedere alla Beatificazione della Serva di Dio Suor Marija di Gesù Crocifisso Petkovic. Dopo l'atterraggio a Dubrovnik, il Papa si è recato in vettura panoramica al Porto turistico al centro della città, gremito di 50.000 fedeli. Ad attenderlo, fra le Autorità della Croazia, era il Presidente della Repubblica Signor Stiepan Mesic.

Nell'omelia il Santo Padre ha detto che Suor Marija "Conquistata dall'amore di Dio, scelse così di consacrarsi per sempre a Lui, realizzando l'aspirazione di donarsi totalmente al bene spirituale e materiale dei più bisognosi. Fondò poi la Congregazione delle Figlie della Misericordia del Terz'Ordine Regolare di San Francesco, con il preciso compito di 'diffondere e propagare, mediante le opere di misericordia spirituali e corporali, la conoscenza dell'Amore divino'". Nonostante le difficoltà, ha continuato il Papa, la Beata andò avanti "offrendo le sue sofferenze come altrettanti atti di culto e sostenendo le Consorelle con la parola e con l'esempio. Per quarant'anni governò con saggezza materna il suo Istituto, aprendolo all'impegno missionario in diversi Paesi dell'America Latina".

"La figura della Beata Marija Propetoga Isusa" - ha affermato ancora il Papa - "mi conduce a pensare a tutte le donne della Croazia, a quante sono spose e madri felici, come anche a quante sono segnate per sempre dal dolore per la perdita di un familiare nella guerra crudele degli anni '90, o per altre cocenti delusioni subite".

Giovanni Paolo II ha ribadito che "Lo svolgersi frenetico della vita moderna può condurre all'offuscamento e addirittura alla perdita di ciò che è umano. Forse più che in altre epoche della storia, il nostro tempo ha bisogno 'di quel genio della donna che assicuri la sensibilità per l'uomo in ogni circostanza'. Donne croate, consapevoli della vostra altissima vocazione di 'spose' e di 'madri', continuate a guardare ad ogni persona con l'occhio del cuore, ad andarle incontro e ad esserle accanto con la sensibilità che è propria dell'istinto materno. Nella famiglia, nella società, nella comunità ecclesiale la vostra presenza è indispensabile".

"In modo particolare penso a voi, Donne consacrate come Marija Petkovic, che avete accolto l'invito a seguire con cuore indiviso il Cristo, casto, povero e obbediente. Non vi stancate di rispondere fedelmente all'unico Amore della vostra esistenza. La vita consacrata, infatti, non è soltanto impegno generoso di un essere umano; è innanzitutto risposta ad un dono che viene dall'Alto e chiede di essere accolto con piena disponibilità. L'esperienza quotidiana dell'amore gratuito di Dio per voi vi spinga a donare senza riserva la vostra vita nel servizio alla Chiesa e ai fratelli, affidando tutto, presente e futuro, alle sue mani".

Il Papa ha concluso l'omelia auspicando che: "Nel perdono reciproco, nella carità e nella pace cresca e si fortifichi la vostra comunità cristiana: è questa la preghiera che oggi il Papa eleva al Signore per tutti voi".

Al termine della cerimonia di Beatificazione, il Papa si è recato alla Residenza del Vescovo di Dubrovnik, Monsignor Zelimir Puljic, per la seconda colazione.

Nel pomeriggio di oggi è previsto che il Papa ritorni in aereo a Rijeka dove nel Seminario Arcidiocesano trascorrerà la seconda notte del suo soggiorno in Croazia.
PV-CROAZIA/BEATIFICAZIONE/DUBROVNIK VIS 20030606 (530)

ARRIVO DEL PAPA IN CROAZIA ED INIZIO 100° VIAGGIO APOSTOLICO


CITTA' DEL VATICANO, 5 GIU. 2003 (VIS). Questo pomeriggio è iniziato il 100° Viaggio Apostolico fuori d'Italia del Santo Padre Giovanni Paolo II che è giunto a Rijeka (Croazia), alle 16:45, dopo un'ora di volo. Il Papa ha rivolto parole di saluto alle autorità civili e religiose, in particolare ai fedeli della Diocesi di Krk, della quale fa parte la città di Rijeka, ai credenti delle altre Chiese e Comunità ecclesiali ed ai fedeli del Giudaismo e dell'Islam.

"Sono venuto tra voi" - ha detto il Papa in lingua croata - "per adempiere il compito di Successore di Pietro, e per portare a tutti gli abitanti del Paese un saluto e un augurio di pace".

"L'isola di Krk" - ha detto ancora il Pontefice - "conserva un ricco patrimonio glagolitico maturato sia nell'uso liturgico che nella prassi quotidiana del popolo croato. Il cristianesimo ha recato un grande contributo allo sviluppo della Croazia nel passato. Esso potrà continuare a contribuire efficacemente al suo presente e al suo futuro. Ci sono infatti valori, quali la dignità della persona, l'onestà morale e intellettuale, la libertà religiosa, la difesa della famiglia, l'accoglienza e il rispetto per la vita, la solidarietà, la sussidiarietà e la partecipazione, il rispetto delle minoranze, che sono iscritti nella natura di ogni essere umano, ma che il cristianesimo ha il merito di aver con chiarezza individuato e proclamato. Su tali valori si fonda la stabilità e la vera grandezza di una Nazione".

"La Croazia" - ha ricordato il Santo Padre - "ha posto recentemente la sua candidatura a divenire parte integrante, anche dal punto di vista politico ed economico, della grande famiglia dei popoli d'Europa. Non posso che esprimere l'augurio di una felice realizzazione di tale aspirazione".

Giovanni Paolo II ha quindi affermato che nel Paese e in alcuni Paesi vicini, sono ancora presenti "i segni dolorosi di un recente passato" ed ha avuto parole di esortazione per i responsabili civili e religiosi affinché non si stanchino "di curare le ferite causate da una guerra crudele e di sanare le conseguenze di un sistema totalitario che per troppo tempo ha tentato di imporre una ideologia contraria all'uomo e alla sua dignità".

Nelle battute conclusive del suo discorso il Papa ha ricordato che: "Da tredici anni ormai la Croazia percorre il cammino della libertà e della democrazia. (...) Occorre adesso consolidare (...) una stabilità sociale che promuova ulteriormente l'impegno lavorativo, la pubblica assistenza, l'educazione aperta a tutta la gioventù, l'affrancamento da ogni forma di povertà e disuguaglianza".

Al termine della cerimonia di benvenuto all'aeroporto internazionale di Rijeka, il Santo Padre si è recato in autovettura al porto di Omisalj sull'Isola di Krk, dove è salito a bordo del Catamarano per raggiungere il porto di Rijeka distante 15 chilometri. Dopo essere stato accolto dal Sindaco e dalle Autorità portuali, il Papa si è recato in auto panoramica al Seminario Arcidiocesano di Rijeka per un incontro con il Presidente della Repubblica di Croazia, Signor Stiepan Mesic. Infine il Papa ha consumato la cena con il personale e i seminaristi del Seminario Arcidiocesano di Rijeka dove ha trascorso anche la notte.
PV-CROAZIA/ARRIVO/RIJEKA VIS 20030606 (530)

FAMIGLIA NECESSITA MISURE PER FAVORIRNE SVILUPPO E STABILITÀ


CITTA' DEL VATICANO, 8 GIU. 2003 (VIS). Questa mattina il Santo Padre dal Seminario Arcidiocesano si è recato in vettura panoramica al Delta di Rijeka, una Piazza della città, dove ha celebrato la Santa Messa in presenza di 100.000 fedeli. Tema centrale della Celebrazione Eucaristica di questa domenica di Pentecoste è stata la famiglia.

"La Chiesa di Cristo" - ha detto il Papa nell'omelia - "è sempre, per così dire, in stato di Pentecoste. (…) La Chiesa si mantiene perennemente giovane e viva, una, santa, cattolica e apostolica, perché lo Spirito continuamente scende su di essa per ricordarle tutto ciò che il suo Signore le ha detto e guidarla alla verità tutta intera".

Il Santo Padre ha ricordato che: "Siamo riuniti ai piedi della collina su cui sorge il Santuario di Trsat dove, seconda una pia tradizione, avrebbe sostato la casa della Vergine Maria. Il dolce ricordo della vita a Nazareth di Gesù, Maria e Giuseppe richiama a noi la bellezza austera e semplice ed il carattere sacro ed inviolabile della famiglia cristiana".

"La famiglia" - ha proseguito il Pontefice - "richiede oggi, anche in Croazia, un'attenzione privilegiata e provvedimenti concreti che ne favoriscano e tutelino la costituzione, lo sviluppo e la stabilità. Penso, tra l'altro, al grave problema dell'abitazione e a quello dell'occupazione. Non si dimentichi che aiutando la famiglia si contribuisce anche alla soluzione di altri gravi problemi, quali per esempio l'assistenza ai malati ed agli anziani, il freno al dilagare della criminalità, un rimedio al ricordo alla droga".

Il Papa ha esortato le famiglie cristiane con queste parole: "Non esitate a proporre, innanzitutto con la testimonianza della vostra vita, l'autentico progetto di Dio sulla famiglia come comunità di vita fondata sul matrimonio, cioè sull'unione stabile e fedele di un uomo e di una donna, tra loro legati da un vincolo pubblicamente manifestato e riconosciuto. A voi spetta farvi carico con responsabilità dell'educazione umana e cristiana dei vostri figli, affidandovi anche all'aiuto esperto di educatori e catechisti seri e ben formati".

"L'odierna società è drammaticamente frammentata e divisa. Proprio per questo è così disperatamente insoddisfatta. Ma il cristiano non si rassegna alla stanchezza e all'inerzia. Siate il popolo della speranza! Siate un popolo che prega".

Il Santo Padre ha assicurato i fedeli che "Il desiderio di Cristo è che tutti siano uno in Lui, perché in tutti vi sia la pienezza della sua gioia. (…) Per questo Egli ha inviato, insieme con il Padre, lo Spirito Santo. Lo Spirito è instancabilmente all'opera per superare ogni dispersione e ricucire ogni lacerazione".

Il Papa ha invocato i doni dello Spirito Santo "per tutti i coniugi cristiani della Croazia, perché con la loro reciproca donazione, nella fedeltà agli impegni del matrimonio e nel servizio alla causa del Vangelo, possano essere nel mondo segno dell'amore di Dio per l'umanità".
PV-CROAZIA/MESSA/RIJEKA VIS 20030606 (480)

IL PAPA AI LAICI: "NESSUN BATTEZZATO PUÒ RIMANERE OZIOSO"


CITTA' DEL VATICANO, 7 GIU. 2003 (VIS). Questa mattina il Santo Padre Giovanni Paolo II è partito in aereo da Rijeka alla volta di Osijek, situata sulla riva destra del Fiume Drava, a 25 chilometri dalla confluenza con il Danubio, centro amministrativo ed economico della regione croata orientale nota con il nome di Slavonia. Il Papa ha celebrato la Santa Messa all'Aeroporto Sportivo di Osijek alla quale hanno assistito le Autorità civili e religiose, pellegrini provenienti dalle nazioni confinanti, Rappresentanti della Chiesa Ortodossa del Patriarcato di Serbia, Rappresentanti delle Chiese della Riforma e Rappresentanti dell'Ebraismo e dell'Islam.

Non lontano dal luogo della celebrazione ad Osijek si trova la città di Vukovar, distrutta dalla guerra del 1991. La presenza nella celebrazione di un Crocifisso, danneggiato durante la guerra, è testimonianza di sofferenza ma anche di speranza, di riconciliazione e di novità di vita. Al termine della Messa, in segno di rinnovamento ecclesiale, ha avuto luogo l'incoronazione della statua della Madonna di Aljmas e dell'immagine della Madonna di Vocin, due santuari mariani distrutta dalla guerra e tornati ora a rifiorire.

All'inizio dell'omelia il Santo Padre ha detto a 100.000 fedeli che la Cerimonia Eucaristica di oggi segna la conclusione del secondo Sinodo della Diocesi di Djakovo e Srijem durato cinque anni e nella medesima celebrazione si fa memoria del 150° anniversario della fondazione della Provincia ecclesiastica di Zagreb.

"Agli inizi del terzo millennio" - ha detto il Papa nell'omelia - "Iddio chiama i credenti, in modo speciale i laici, ad un rinnovato slancio missionario. La missione non è una 'aggiunta' alla vocazione cristiana. Anzi, afferma il Concilio, la vocazione cristiana è per sua natura vocazione all'apostolato".

"Carissimi Fratelli e Sorelle" - ha proseguito il Pontefice - "la Chiesa che è in Slavonia e Srijem ha bisogno di voi! Dopo i tempi duri della guerra, che ha lasciato negli abitanti di questa regione ferite profonde non ancora completamente rimarginate, l'impegno per la riconciliazione, la solidarietà e la giustizia sociale richiede il coraggio di individui animati dalla fede, aperti all'amore fraterno, sensibili alla difesa della dignità della persona, fatta ad immagine di Dio".

"Cari fedeli laici, uomini e donne" - ha detto ancora il Santo Padre - "voi siete chiamati ad assumere generosamente la vostra parte di responsabilità per la vita delle comunità ecclesiali cui appartenete. Il volto delle parrocchie, luogo di accoglienza e di missione, dipende anche da voi. Partecipi dell'ufficio sacerdotale, profetico e regale di Cristo e arricchiti dai doni dello Spirito, voi potete dare il vostro contributo nell'ambito della liturgia e della catechesi, nella promozione di iniziative missionarie e caritative di vario genere. Nessun battezzato può rimanere ozioso!".

Il Santo Padre ha osservato che durante il viaggio aereo verso Osijek "ho potuto ammirare le bellezze della pianura della Slavonia - chiamata 'il granaio della Croazia' - ed il mio pensiero è corso spontaneamente ai lavoratori dei campi, numerosi in questa regione. Ad essi mi rivolgo con speciale affetto".

"Cari Fratelli e Sorelle, so che la vostra vita è faticosa e che l'abbondanza dei frutti della terra talvolta non corrisponde al duro impegno che vi è richiesto. So anche che il lavoro agricolo conosce non lievi difficoltà: esso ha perso parte del suo valore e i giovani hanno scelto la vita urbana già prima dell'ultima guerra, a seguito della quale numerosi villaggi sono rimasti quasi senza abitanti".

Al termine del suo discorso il Santo Padre ha invitato gli agricoltori a "non perdere la fiducia, a considerare che con il vostro lavoro manuale - che richiama in modo tanto eloquente il biblico dovere affidato all'uomo di 'soggiogare' la terra e di 'dominare' il mondo visibile - voi siete quotidianamente 'cooperatori' di Dio creatore. Sappiate che il Papa e la Chiesa vi sono vicini e, mentre apprezzano altamente l'importanza e la dignità della vostra quotidiana fatica, auspicano che all'agricoltura e agli uomini e donne dei campi, venga riconosciuto il giusto rilievo nell'insieme dello sviluppo della comunità sociale".

Dopo la celebrazione della Santa Messa, il Santo Padre si è recato al Palazzo Vescovile di Djakovo dove si è svolta la seconda colazione con i Vescovi della Diocesi e i Membri del Seguito Papale. Nel tardo pomeriggio il Papa si è recato in visita privata alla Cattedrale di Djakovo, edificata fra il 1866 e il 1882 in stile neo-romantico. Nella cripta sono collocate le tombe di tutti i Vescovi di Djakovo e la più sontuosa è quella di Josip Juraj Strossmayer, Vescovo dal 1849 al 1905, che fece costruire la Cattedrale.

Terminata la visita privata alla Cattedrale, il Papa è ripartito in aereo da Osijek con destinazione Rijeka, dove è rientrato nel Seminario Arcidiocesano.
PV-CROAZIA/MESSA/OSIJEK VIS 20030606 (780)

giovedì 5 giugno 2003

ALTRI ATTI PONTIFICI


CITTA' DEL VATICANO, 5 GIU. 2003 (VIS). Il Santo Padre:

- Ha accolto la rinuncia all'ufficio di Ausiliare della Diocesi di Joliet in Illinois (Stati Uniti d'America), presentata dal Vescovo James Edward Fitzgerald, in conformità ai canoni 411 e 401, paragrafo 2, del Codice di Diritto Canonico.

- Ha accolto la rinuncia presentata dal Vescovo Luigi Conti dall'incarico di Nunzio Apostolico in Malta e in Libia, per raggiunti limiti d'età.

- Ha nominato l'Arcivescovo Félix del Blanco Prieto, finora Nunzio Apostolico in Camerun e in Guinea Equatoriale, Nunzio Apostolico in Malta.
RE:NN/…/FITZGERALD:CONTI:DEL BLANCO VIS 20030605 (100)

INIZIO 100° VIAGGIO APOSTOLICO DI GIOVANNI PAOLO II


CITTA' DEL VATICANO, 5 GIU. 2003. (VIS). Alle 15:30 di oggi, il Santo Padre Giovanni Paolo II partirà per la Croazia, dando inizio al 100° Viaggio Apostolico fuori d'Italia, dei suoi quasi venticinque anni di Pontificato. Il Viaggio, di cinque giorni, è la terza visita del Papa alla nazione balcanica, la prima si svolse nel settembre 1994 e la seconda nell'ottobre 1998.

La Croazia, nazione indipendente dal 1991, è una Repubblica che conta circa 4,8 milioni di abitanti sulla costa orientale dell'Adriatico. Si estende su di una superficie di 56.538 chilometri quadrati ed è costituita da 1.185 isole, di cui 66 disabitate. La capitale è Zagabria. I cattolici costituiscono l'80% della popolazione. Vi sono 15 circoscrizioni ecclesiastiche, 1.554 parrocchie, 27 Vescovi, 2,260 sacerdoti, 2 diaconi permanenti, 3.520 religiosi, 1.610 catechisti e 383 seminaristi maggiori.

Il volo alla volta della Croazia durerà poco più di un'ora. Alle 16:45 circa l'aereo papale atterrerà a Rijeka, centro amministrativo e città universitaria di 147.700 abitanti, e qui si svolgerà la cerimonia di benvenuto, alla presenza del Presidente della Croazia, Signor Stiepan Mesic. Successivamente il Papa lascerà l'aeroporto di Rijeka diretto al porto di Omisalj, per imbarcarsi sul catamarano "Marko Polo", e dopo un percorso di nove miglia nautiche (15 chilometri) giungerà al porto di Rijeka.

Nei prossimi cinque giorni, il Papa visiterà alcune località della Croazia, seminari arcidiocesani, incontrerà i Vescovi croati, visiterà il Santuario di Nostra Signora di Trsat e celebrerà tre messe, compresa la Santa Messa della cerimonia di Beatificazione il 6 giugno, e una Liturgia della Parola.

Rijeka, dove il Papa atterrerà oggi pomeriggio, è sull'isola di Krk, zona natale dei croati di lingua glagolitica, la cui creazione è attribuita a San Cirillo, lingua mantenuta soltanto in alcune zone dell'area dalmata della Croazia.

Secondo le informazioni riportate sul sito Croato ufficiale relativo al Viaggio del Papa, l'alfabeto croato glagolitico ha una storia lunga e interessante, antica di più di mille anni. I croati, che avevano ottenuto un permesso speciale da Papa Innocenzo IV nel 1248, erano gli unici in Europa ad usare l'alfabeto glagolitico nella lingua e nella scrittura per la liturgia. Il Vaticano dedicò un'attenzione particolare alla liturgia glagolitica nei secoli successivi, pubblicando a Roma vari messali nella medesima lingua. Questo privilegio fu accordato a tutte le terre croate che usavano la liturgia glagolitica, soprattutto sulla costa.

Nel 1252, Papa Innocenzo IV permise ai monaci benedettini glagolitici dell'isola maggiore di Krk, di usare la liturgia della Chiesa Croata-Slavonica e la Scrittura glagolitica, invece del latino. I membri dell'Ordine Monastico dei Benedettini, erano normalmente stretti osservanti della liturgia e della lingua latina in tutta Europa - eccetto in alcune zone della costa croata.

Quando il Concilio Vaticano II (1962-1965) permise l'uso delle lingue vernacolari nella liturgia, il Glagolitico rimase in uso in alcune chiese croate.
PV-CROATIA/INFORMAZIONI/… VIS 20030605 (450)

mercoledì 4 giugno 2003

PAPA GIOVANNI XXIII: "ECCOMI PRONTO!"


CITTA' DEL VATICANO, 4 GIU. 2003 (VIS). All'inizio della catechesi per l'Udienza Generale di oggi, tenutasi in Piazza San Pietro con la partecipazione di 20.000 fedeli, il Santo Padre ha detto di volere rendere omaggio a Papa Giovanni XXIII, che morì quarant'anni fa e che, ha sottolineato: "ho avuto la gioia di proclamare Beato".

Giovanni Paolo II ha rievocato il pomeriggio di lunedì 3 giugno 1963 quando i fedeli di Roma e i pellegrini accorsero a migliaia in Piazza San Pietro per pregare per Papa Giovanni e "per stringersi il più possibile all'amato Padre e Pastore, che, dopo una lunga e sofferta malattia, lasciava questo mondo. Alle ore 19:00, sul sagrato della Basilica Vaticana, il Pro-Vicario di Roma, il Cardinale Luigi Traglia, iniziava la Santa Messa, mentre lui dal suo letto diventato altare consumava il suo sacrificio spirituale, il sacrificio di tutta la sua vita. (…) La fine di quella Messa coincise con la morte del Papa buono".

"Questo letto è un altare" - ha proseguito il Santo Padre citando gli scritti del Beato Papa Giovanni XXIII - "l'altare vuole una vittima: eccomi pronto. Offro la mia vita per la Chiesa, la continuazione del Concilio Ecumenico, la pace del mondo, l'unione dei cristiani".

Il Santo Padre ha sottolineato che anche in punto di morte, il suo Predecessore "proiettava il suo sguardo sul futuro e sulle attese del Popolo di Dio e del mondo. Con accento commosso egli affermava che il segreto del suo sacerdozio stava nel Crocefisso, sempre gelosamente custodito di fronte al suo letto". Il suo ministero sacerdotale fu "interamente dedicato a far conoscere e amare 'ciò che più vale nella vita: Gesù Cristo benedetto: la sua Santa Chiesa, il suo Vangelo".

"Meno di due mesi prima" - ha detto ancora Giovanni Paolo II - "l'11 aprile, Giovanni XXIII aveva pubblicato il documento più celebre del suo magistero: l'Enciclica 'Pacem in terris', che ho avuto occasione più volte quest'anno di ricordare. Tutta la vita dell'indimenticabile Pontefice fu una testimonianza di pace. Il suo Pontificato si rivelò un'altissima profezia di pace, che trovò nella 'Pacem in terris' la sua compiuta manifestazione, quasi un pubblico ed universale testamento".

Il Santo Padre Giovanni Paolo II ha concluso la catechesi affermando: "Ogni credente, in questo nostro mondo, - così egli scriveva - deve essere una scintilla di luce, un centro di amore, un fermento vivificatore nella massa. (…) Per essere scintilla di luce occorre vivere in contatto permanente con Dio. Questo mio venerato Predecessore, che ha lasciato un segno nella storia, ricorda anche agli uomini del terzo millennio che il segreto della pace e della gioia sta nella comunione profonda e costante con Dio".
AG/GIOVANNI XXIII/… VIS 20030604 (460)

ATTENZIONE QUALITÀ SERVIZI ED ECCELLENZA NEL TURISMO


CITTA' DEL VATICANO, 4 GIU. 2003 (VIS). Monsignor Piero Monni, Osservatore Permanente della Santa Sede presso l'Organizzazione Mondiale del Turismo (O.M.T.), è intervenuto questa mattina alla LXX Sessione del Consiglio Esecutivo dell'O.M.T., in corso a Madrid (Spagna), il 3 e 4 giugno 2003.

Monsignor Monni ha affermato: "Lo sviluppo dell'attività turistica richiede oggi una più spiccata chiarezza istituzionale e programmatica, necessaria per abbinare politiche a lungo termine alle relative infrastrutture di base. Di fatto si desidera un maggiore incremento della qualità dei servizi e delle strutture di accoglienza da parte dei privati".

"Questo perché appare impensabile" - ha continuato l'Osservatore Permanente - "che la globalizzazione riguardi solo l'aspetto economico del turismo, e non sia accompagnata da una mondializzazione della solidarietà. Ed è anche sotto questo aspetto, che diventa auspicabile la trasformazione dell'Organizzazione Mondiale del Turismo in Istituzione Specializzata dell'O.N.U.".

Monsignor Monni ha infine affermato che: "La programmazione di politiche specifiche e mirate, unite ad una costante attenzione alla 'qualità' e alla 'eccellenza' nel turismo, sono i mezzi per conferire continuità ad un armonico sviluppo del settore. In questo senso, risulta evidente l'esigenza di una sempre maggiore crescita professionale degli operatori e dirigenti turistici. I comparti educativi presenti nel turismo dovrebbero sempre più rappresentare un ambito essenziale e fondamentale in tutto il citato programma operativo".
DELSS/TURISMO/MADRID:MONNI VIS 20030604 (230)

ORDINE FRATI MINORI CONSERVI IL PROPRIO STILE MISSIONARIO


CITTA' DEL VATICANO, 4 GIU. 2003 (VIS). Questa mattina è stato pubblicato il testo di un Messaggio del Santo Padre Giovanni Paolo II indirizzato al Padre Giacomo Bini, Ministro Generale dell'Ordine dei Frati Minori, ed ai partecipanti al Capitolo Generale Ordinario convocato ad Assisi (Italia).

Nel Messaggio, datato 10 maggio, il Santo Padre esorta i religiosi ad ispirarsi all'esempio dei maestri e modelli di santità, "approfondendone la conoscenza, invocandoli devotamente, commemorandoli nelle loro ricorrenze liturgiche".

Il Santo Padre scrive inoltre che: "È importante che l'Ordine conservi il proprio stile missionario improntato a povertà e vita fraterna, animato da spirito di contemplazione e dalla sincera ricerca della giustizia, della pace e del rispetto del creato. È, altresì, indispensabile che ogni suo membro e tutte le fraternità collaborino all'edificazione dell'unica Chiesa di Cristo, in accordo e piena comunione con i Pastori delle locali Comunità cristiane".
MESS/FRATI MINORI/BINI VIS 20030604 (160)

CROAZIA SEGNATA TESTIMONIANZA INTREPIDI DISCEPOLI VANGELO


CITTA' DEL VATICANO, 4 GIU. 2003 (VIS). Nelle parole di saluto, nelle diverse lingue, che seguono la catechesi dell'Udienza Generale del Mercoledì, tenutasi in Piazza San Pietro con la partecipazione di 20.000 pellegrini, il Santo Padre Giovanni Paolo II ha ricordato la figura del Beato Papa Giovanni XXIII, al quale ha dedicato la catechesi di questa settimana. Successivamente, rivolgendosi ai fedeli croati presenti, nella loro lingua, il Papa ha parlato del Viaggio Apostolico in Croazia, il 100° fuori d'Italia dei suoi quasi 25 anni di Pontificato, che avrà inizio domani.

Ricordando che ieri cadeva il 40° anniversario della morte del suo Predecessore, che ha proclamato Beato il 3 settembre 2000, il Santo Padre ha ricordato ai pellegrini che Papa Giovanni XXIII fu l'iniziatore del Concilio Vaticano II ed ha detto: "Quest'opera però è nata dalla sua profonda cura pastorale per le vicende della Chiesa, che caratterizzava tutta la sua vita. Come motto ha preso le parole: 'Ecce adsum!'. Eccomi pronto. Proprio in questo spirito di totale dedizione a Cristo e alla Chiesa ha edificato la santità propria e ha portato alla santità gli altri. La sua protezione e l'intercessione vi accompagni sempre".

"Mi accingo domani" - ha proseguito il Papa - "a compiere con grande speranza il mio terzo viaggio in Croazia, terra segnata dalla testimonianza di intrepidi discepoli del Vangelo. Lo scopo è quello di confermare nella fede i fratelli e le sorelle della comunità cattolica, che al tempo della persecuzione religiosa sono rimasti fedeli a Cristo, e non temono di affrontare le sfide del momento presente per continuare ad annunciarlo con coraggio".

Il Papa ha detto ancora: "In questi tredici anni dalla riconquistata indipendenza, hanno consolidato le strutture ecclesiali e ora si dedicano sempre più a una incisiva azione evangelizzatrice. Carissimi Fratelli e Sorelle, vi invito ad accompagnarmi con la preghiera. Affido questo mio centesimo Viaggio Apostolico alla Vergine Santa, tanto venerata in Croazia, perché sia Lei a guidare i miei passi e ad ottenere per il popolo croato una rinnovata primavera di fede e di civile progresso".

Infine il Papa ha detto: "Il mio pensiero va ora, con particolare affetto, alle persone disabili, convenute a Roma nel contesto dell'Anno europeo del disabile, in particolare ai partecipanti ai Giochi Mondiali Estivi 'Special Olympics', e al folto gruppo degli Istituti dell'Opera Don Orione, provenienti da diverse Regioni".
AG/SALUTI/… VIS 20030604 (390)

ALTRI ATTI PONTIFICI


CITTA' DEL VATICANO, 4 GIU. 2003 (VIS). Il Santo Padre:

- Ha nominato il Padre José Geraldo da Cruz, A.A., Superiore Provinciale dei Padri Agostiniani dell'Assunzione, Vescovo di Juazeiro (superficie: 56.649; popolazione: 419.674; cattolici: 350.000; sacerdoti: 19; religiosi: 29), Brasile. Il Vescovo eletto è nato a Muriaé (Brasile) nel 1941, ha emesso la professione religiosa nel 1961 e ha ricevuto l'ordinazione sacerdotale nel 1969. Succede al Vescovo José Rodrigues de Souza, C.SS.R., del quale il Santo Padre ha accettato la rinuncia al governo pastorale della medesima Diocesi, presentata per raggiunti limiti d'età.

- Ha nominato il Reverendo Oscar Fernández Guillén, dal 2001 Rettore del Seminario Maggiore Centrale a San José (Costa Rica), Vescovo di Puntarenas (superficie: 3.910; popolazione: 180.380; cattolici: 161.200; sacerdoti: 26; religiosi: 24), Costa Rica. Il Vescovo eletto è nato a San Rafael de Oreamuno (Costa Rica), nel 1949 ed è stato ordinato sacerdote nel 1977.

- Ha nominato il Vescovo Mílton Antônio dos Santos, S.D.B., finora Vescovo di Corumbá (Brasile), Arcivescovo Coadiutore di Cuiabá (superficie: 24.542; popolazione: 800.000; cattolici: 700.000; sacerdoti: 61; religiosi: 193), Brasile. L'Arcivescovo eletto è nato a Campos do Jordão (Brasile), nel 1946, ha ricevuto l'ordinazione sacerdotale nel 1974 e la consacrazione episcopale nel 2000.
NER:RE:NEC/…/… VIS 20030604 (210)

martedì 3 giugno 2003

IL POPOLO IRACHENO APPREZZA IMPEGNO DEL PAPA PER LA PACE


CITTA' DEL VATICANO, 3 GIU. 2003 (VIS). L'Arcivescovo Paul Josef Cordes, Presidente del Pontificio Consiglio "Cor Unum", al termine del suo viaggio in Iraq, svoltosi dal 28 maggio al 2 giugno, come Inviato del Santo Padre per coordinare gli aiuti umanitari della Chiesa Cattolica al Paese, ha rilasciato oggi una dichiarazione.

Secondo quanto riportato in un Comunicato pubblicato questa mattina, l'Arcivescovo Cordes ha constatato che durante i numerosi incontri avuti con le Autorità civili e religiose e con i responsabili delle istituzioni caritative, "tutti hanno espresso gratitudine al Santo Padre per il suo instancabile impegno a favore del popolo iracheno e a favore della pace. Ho anche potuto sperimentare" - ha dichiarato l'Arcivescovo Cordes - "un grande spirito di comunione e di collaborazione fra i cristiani in Iraq, e ho promesso loro che riferirò al Papa i loro sentimenti di profonda gratitudine".

Il Presidente di "Cor Unum" ha affermato che d'accordo con la missione del suo Dicastero, verificherà "personalmente le necessità del Paese di definire un piano di aiuti al quale partecipino le organizzazioni umanitarie cattoliche. Esse hanno individuato alcuni settori urgenti di intervento, quali aiuti per l'alimentazione, gli alloggi, cure sanitarie ed educazione. Molte agenzie cattoliche di aiuto intendono prendersi carico, insieme ad altre istituzioni, di queste necessità".
…/AIUTI UMANITARI/IRAQ:CORDES VIS 20030603 (210)

IL PAPA AI VESCOVI INDIANI: LUCI ED OMBRE CHIESA IN INDIA


CITTA' DEL VATICANO, 3 GIU. 2003 (VIS). Il Santo Padre Giovanni Paolo II ha ricevuto 28 Presuli di rito latino dell'India, a conclusione della quinquennale Visita "ad Limina Apostolorum".

Nel suo discorso in lingua inglese, il Papa ha affermato che le loro Diocesi sono "terreno fertile" per il raccolto della fede ed ha sottolineato che se anche le Chiese cattoliche locali sono "materialmente povere, specialmente a paragone di altre comunità cristiane, esse sono ricche in risorse umane". In particolare il Papa ha ricordato "il numero considerevole di vocazioni religiose e diocesane nelle loro province, e l'alta percentuale di fedeli che partecipano alla messa domenicale".

"Nonostante questi segni positivi" - ha proseguito il Pontefice - "le vostre Diocesi devono anche affrontare diverse sfide. L'influenza negativa dei mass media, il secolarismo, il materialismo, il consumismo, insieme alle false promesse di alcuni gruppi fondamentalisti, hanno indotto alcuni cattolici a rinunciare alla loro fede. Purtroppo perfino alcuni membri del clero si sono, alle volte, fatti attirare da ingannevoli promesse di denaro, agi e potere".

Il Santo Padre ha fatto successivamente riferimento alle iniziative pastorali necessarie per far fronte a queste sfide, affermando che esse devono essere radicate nei "quattro pilastri cristiani della santità, della preghiera, dei sacramenti e della Parola di Dio. (…) Un efficace piano pastorale deve tenere conto del contesto in modo da risolvere i problemi creati dalla società moderna", quali "la diffusione di una cultura della morte, che si manifesta, ad esempio, nelle minacce dirette contro i bambini non ancora nati, specialmente bambine. (…) Rimanete vigili nei vostri sforzi di predicare senza paura l'insegnamento della Chiesa riguardo al diritto inviolabile alla vita di ogni essere umano innocente".

"La globalizzazione" - ha detto ancora il Papa - "rappresenta una sfida riguardo ai costumi tradizionali e all'etica. Lo si può chiaramente constatare nei tentativi di imporre alla società asiatica tipi moralmente inaccettabili di pianificazione familiare e la salute riproduttiva. Allo stesso tempo, una comprensione non corretta della legge morale ha portato molte persone a giustificare l'attività sessuale immorale sotto la maschera della libertà, a sua volta risultata in una accettazione della mentalità contraccettiva". Il Papa ha ribadito che tutto ciò "contribuisce a diffondere l'Hiv/Aids che ha raggiunto proporzioni epidemiche nel vostro Paese".

Citando la Lettera Enciclica "Evangelium Vitae", Giovanni Paolo II ha affermato: "Occorre adoperarsi per il rispetto della dignità e dei diritti della donna per garantire a tutti i livelli della società indiana la promozione di un 'nuovo femminismo', 'rigettando la tentazione del 'dominio maschile', con l'obiettivo di riconoscere e riaffermare il vero genio femminile in ogni aspetto della vita sociale, superando tutte le discriminazioni e gli sfruttamenti".

Il Papa, ricordando che San Francesco Saverio "il quale tanto si adoperò per diffondere il cristianesimo in India, possedeva l'abilità di esercitare il ministero pastorale con successo in un ambiente non cristiano", ha auspicato che la Chiesa in India si ispiri a questo santo, ed ha detto: "Questo non è compito facile, specialmente in quelle aree dove le persone sperimentano l'animosità, la discriminazione e anche la violenza a causa delle convinzioni religiose o dell'affiliazione tribale. Queste difficoltà sono esacerbate dalla crescente attività di alcuni gruppi fondamentalisti hindu che creano sospetto nei confronti della Chiesa e delle altre religioni. Purtroppo in alcune regioni le autorità dello Stato hanno ceduto alle pressioni di questi estremisti e hanno promulgato leggi ingiuste, ostacolando le conversioni, proibendo il libero esercizio del diritto naturale alla libertà religiosa, o togliendo il sostegno dello stato a quanti, appartenenti a determinate caste, hanno scelto di convertirsi al cristianesimo".

Al termine del suo discorso il Papa ha affermato che "La Chiesa in India non deve mai abbandonare la sua missione fondamentale che è l'evangelizzazione" ed ha esortato i Vescovi a "continuare ad impegnare i leader locali di altre credenze religiose in un dialogo interreligioso" e "a mantenere un dialogo indipendente con le autorità locali e nazionali per assicurarsi che l'India continui a promuovere e proteggere i diritti umani fondamentali di tutti i suoi cittadini".
AL/…/INDIA VIS 20030603 (680)

UDIENZE

CITTA' DEL VATICANO, 3 GIU. 2003 (VIS). Il Santo Padre ha ricevuto oggi in udienze separate:
- Il Signor Svetozar Marovic, Presidente di Serbia e Montenegro e Seguito.

- Quattro Presuli della Conferenza Episcopale dell'India in Visita "ad Limina Apostolorum":

- Il Vescovo John Thattumkal, S.S.C., di Cochin.

- Il Vescovo Stephen Athipozhiyil, di Alleppey.

- Il Vescovo Stanley Roman, di Quilon.

- Il Vescovo Joseph Kalathiparambil, di Calicut.
AP:AL/…/… VIS 20030603 (70)

INTERVENTO OSSERVATORE PERMANENTE SANTA SEDE ALL'O.M.T.


CITTA' DEL VATICANO, 3 GIU. 2003 (VIS). Il Monsignore Piero Monni, Osservatore Permanente della Santa Sede presso l'Organizzazione Mondiale del Turismo, è a Madrid (Spagna), per partecipare alla 70a Sessione del Consiglio Esecutivo dell'O.M.T., in corso il 3 e 4 giugno.

In un Comunicato dell'Ufficio dell'Osservatore Permanente si legge che il turismo internazionale ha risentito di una grave crisi legata ad eventi quali la tragedia dell'11 settembre, la recente guerra in Iraq e l'epidemia della Sars, particolarmente grave in alcune parti del mondo.

La polmonite atipica Sars, si legge nel Comunicato, "oltre al costo di vite umane, ha determinato anche un conseguente blocco dei flussi di viaggiatori nelle zone colpite, rendendo ancora più problematica la ripresa del mercato turistico non solo nel continente asiatico, ma anche in quelli confinanti. Tali problemi, considerati cruciali per lo sviluppo e l'avvenire dell'industria turistica mondiale, saranno analizzati e discussi proprio nell'ambito del prossimo Consiglio Esecutivo dell'O.M.T.".

Il Consiglio Esecutivo dibatterà anche le seguenti tematiche: "il processo di trasformazione dell'Organizzazione in Istituzione Specializzate della Nazioni Unite; la necessità di un incremento del turismo sostenibile; l'importanza dello sviluppo della 'qualità' nel turismo e della promozione dei valori etici; l'opportunità di continui monitoraggi delle tendenze di settore e dell'elaborazione di dati statistici legati al mercato del turismo; la preparazione della XV Assemblea Generale dell'O.M.T., in programma a Pechino dal 17 al 24 ottobre prossimo. Sarà esaminato, molto probabilmente, l'allargamento dell'Unione Europea e i suoi riflessi nel comparto turistico".
DELSS/TURISMO/MADRID:MONNI VIS 20030603 (250)

lunedì 2 giugno 2003

COMMEMORAZIONE SETTIMO CENTENARIO MORTE SANT'IVO


CITTA' DEL VATICANO, 31 MAG. 2003 (VIS). Questa mattina il Santo Padre Giovanni Paolo II ha ricevuto un gruppo di pellegrini della Diocesi di Saint-Brieuc-Tréguier (Francia), a Roma per commemorare il settimo centenario della morte di Sant'Ivo, Santo Patrono dei giuristi, anche conosciuto come "l'avvocato dei poveri", la cui memoria liturgica cade il 19 maggio.

Il Santo Padre ha detto ai pellegrini che: "I valori proposti da Sant'Ivo rimangono un forte stimolo per il nostro tempo, in particolare nell'Europa che si sta edificando. Servitore della giustizia, Sant'Ivo invita gli uomini di buona volontà a costruire un mondo di pace, fondato sul rispetto del diritto e sul servizio alla verità. Difensore dei poveri, l'avvocato Ivo incoraggia le persone e i popoli a mettere in opera la solidarietà e l'equità, che garantiscono i diritti dei più deboli di cui si riconosce pienamente la dignità inalienabile".

"Sacerdote, predicatore infaticabile della Parola di Dio, egli chiama oggi la Chiesa a proporre a tutti il Vangelo, fonte di relazioni nuove fra gli uomini. Che l'esempio e la vita di Sant'Ivo stimolino i cristiani a contribuire attivamente alla costruzione dell'Europa, comunità di destini nella quale tutti sono chiamati ad operare perché l'amore e la verità si incontrino, e la giustizia e la pace si abbraccino".
AC/CENTENARIO SANT'IVO/… VIS 20030602 (220)

INVITO DEL PAPA A RECITARE IL ROSARIO ASSIDUAMENTE


CITTA' DEL VATICANO, 31 MAG. 2003 (VIS). Alle 20:00 di oggi, festività della Visitazione della Beata Vergine Maria, si è svolta la tradizionale processione, a conclusione del mese mariano, dalla Chiesa di Santo Stefano degli Abissini fino alla Grotta della Madonna di Lourdes nei Giardini Vaticani, durante la quale i fedeli hanno recitato il Santo Rosario. Al termine della processione, l'Arcivescovo Francesco Marchisano, Vicario Generale di Sua Santità per la Città del Vaticano, ha letto un Messaggio del Papa.

Nel Messaggio il Santo Padre scrive: "Con ciascuno di voi mi raccolgo dinanzi alla Grotta, quasi recando in dono alla Vergine Immacolata tutto il cammino spirituale compiuto in questo mese mariano: ogni proposito, ogni preoccupazione, ogni necessità della Chiesa e del mondo. La Vergine Santa accolga ogni vostra invocazione".

"Desidero, in questa circostanza" - scrive ancora il Papa - "rinnovare a tutti l'invito a recitare il Rosario assiduamente, curandone con impegno la qualità. Penso anzitutto ai Sacerdoti: il loro esempio e la loro guida conducano i fedeli a riscoprire il senso e il valore di questa preghiera. Penso alle persone consacrate, specialmente alle religiose, che immagino tra voi numerose: possano seguire da presso Maria, che custodiva nel cuore i misteri del suo Figlio divino. Penso alle famiglie e le esorto a riunirsi spesso, soprattutto alla sera, per recitare insieme il Rosario: è questa una delle più belle e consolanti esperienze della comunità domestica!".

Il Santo Padre conclude il Messaggio esortando i fedeli a perseverare nella preghiera con la Vergine "come gli apostoli nel Cenacolo in attesa dell'ormai vicina Pentecoste. La liturgia di questi giorni ci fa rivivere il clima spirituale che precedette quell'Evento, e, se tutto l'Anno del Rosario deve caratterizzarsi per una prolungata preghiera con Maria, ancor più dobbiamo unirci a Lei in questi giorni della Novena invocando l'abbondante discesa dello Spirito sull'intera Chiesa diffusa nel mondo".
MESS/ROSARIO:VISITAZIONE/MARCHISANO VIS 20030602 (320)

ANNIVERSARIO RISTABILIMENTO GERARCHIA CATTOLICA PAESI BASSI


CITTA' DEL VATICANO, 31 MAG. 2003 (VIS). Oggi è stato reso pubblico il testo di una Lettera, redatta in latino e datata 7 maggio, con la quale il Santo Padre Giovanni Paolo II nomina il Cardinale Jan P. Schotte, C.I.C.M., Suo Inviato Speciale alla celebrazione del 150° anniversario del ristabilimento della Gerarchia cattolica nei Paesi Bassi, in programma ad Utrecht il 7 giugno prossimo.

Accompagneranno il Cardinale Schotte, Segretario Generale del Sinodo dei Vescovi, il Monsignor Santiago De Wit Guzmán, Segretario di Nunziatura a L'Aia; il Monsignore Petrus Albertus G. Rentinck, Vicario Generale dell'Arcidiocesi di Utrecht ed il Monsignore Hubertus Jozef Gerard Maria Schnackers, Vicario Generale della Diocesi di Roermond.
GPII-LETTERA/INVIATO SPECIALE/SCHOTTE VIS 20030602 (120)

L'ASCENSIONE ACCENDA NEI NOSTRI CUORI IL DESIDERIO DEL CIELO


CITTA' DEL VATICANO, 1 GIU. 2003 (VIS). Alle 12:00 di oggi, il Santo Padre Giovanni Paolo II si è affacciato alla finestra del suo studio nel Palazzo Apostolico Vaticano per recitare il Regina Coeli con i fedeli convenuti in Piazza San Pietro, e, nell'introdurre la preghiera mariana ha ricordato la celebrazione, in molti Paesi, della Solennità dell'Ascensione del Signore.

"L'Ascensione" - ha detto il Papa - "è il momento finale della 'Pasqua' di Cristo, che l'evangelista Giovanni descrive, appunto, come passaggio 'da questo mondo al Padre'. All'unico Padre celeste Egli vuole condurre l'intera umanità. 'Io vado a prepararvi un posto' - disse ai discepoli durante l'Ultima Cena - '…perché siate anche voi dove sono io'. La festa odierna accenda nei nostri cuori il desiderio del Cielo, nostra patria eterna".

Successivamente il Papa ha anche ricordato che oggi ricorre la Giornata Mondiale delle Comunicazioni Sociali, che ha per tema: "I mezzi della comunicazione sociale a servizio dell'autentica pace, alla luce della 'Pacem in terris'".

"A quarant'anni dalla pubblicazione della storica Enciclica del Beato Papa Giovanni XXIII" - ha detto il Santo Padre - "è quanto mai importante riflettere sul ruolo dei mass-media nella costruzione di un mondo pacifico, fondato su verità, giustizia, amore e libertà. In effetti, i mezzi di comunicazione sociale possono dare un valido contributo alla pace, abbattendo le barriere della diffidenza, incoraggiando la comprensione e il rispetto reciproco e, ben oltre, favorendo la riconciliazione e la misericordia. È dunque, in virtù della loro vocazione e della loro professione che gli operatori dei mass media sono chiamati ad essere anche operatori di pace".
ANG/ASCENSIONE:GIORNATA COMUNICAZIONI VIS 20030602 (280)
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