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Il Vatican Information Service (VIS), istituito nell'ambito della Sala Stampa della Santa Sede, è un bollettino telematico che diffonde notizie relative all'attività magistrale e pastorale del Santo Padre e della Curia Romana...

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mercoledì 17 aprile 2002

ALTRI ATTI PONTIFICI

CITTA' DEL VATICANO, 17 APR. 2002 (VIS). Il Santo Padre ha nominato il Padre Joseph Suren Gomes, S.D.B., Vescovo di Krishnagar (superficie: 8.640; popolazione: 7.358.890; cattolici: 59.345; sacerdoti: 47; religiosi: 346; diaconi permanenti: 1), India. Il Vescovo eletto è nato nel 1944 a Ashnabad (Bangladesh), ha emesso i primi voti nel 1965, i voti perpetui nel 1971 ed ha ricevuto l'ordinazione sacerdotale nel 1974. Finora è stato Presidente della Conferenza dei Religiosi della medesima Diocesi e Collaboratore pastorale.
NER/…/SUREN GOMES VIS 20020417 (90)

"DESIDERO SERVIRE LA CHIESA CON TUTTO ME STESSO"


CITTA' DEL VATICANO, 17 APR. 2002 (VIS). La dichiarazione, qui di seguito riportata, resa pubblica oggi a Roma, è stata rilasciata nel pomeriggio di ieri, 16 aprile, dal Cardinale Bernard Francis Law, Arcivescovo di Boston, nella sua Arcidiocesi:

"In questi ultimi giorni sono stato a Roma per cercare consiglio e suggerimenti. L'impatto del caso Shanley e di altri casi di abuso sessuale, sull'opinione pubblica in generale e in particolare sui membri dell'Arcidiocesi, è stato al centro dei miei incontri. Il fatto che le mie dimissioni siano state definite necessarie ha fatto parte della mia presentazione".

"Ho avuto l'opportunità di incontrare diversi officiali della Santa Sede. Il Santo Padre mi ha gentilmente ricevuto".

"Il Papa e tutte le persone che ho incontrato sono consapevoli della gravità della situazione. È per me evidente che prioritaria preoccupazione della Santa Sede e della Chiesa dell'Arcidiocesi, sia la protezione dei minori".

"Torno a casa dal mio soggiorno romano, incoraggiato nei miei sforzi di fornire la direzione più ferma possibile per garantire, per quanto umanamente possibile, che nessun minore subisca mai più abusi sessuali da parte di un sacerdote di questa Arcidiocesi".

"È mio proposito esaminare accuratamente la documentazione relativa alla trattazione di tali casi da parte dell'Arcidiocesi, esaminando il passato nel modo più sistematico ed esauriente, in modo da poter rispondere ai legittimi interrogativi sorti finora. La Televisione Cattolica di Boston ed il Settimanale Cattolico dell'Arcidiocesi di Boston 'The Pilot', contribuiranno a rendere pubblica tale analisi".

"Nel frattempo, come ho scritto ai miei fratelli sacerdoti venerdì passato, 'il mio desiderio è di servire questa Arcidiocesi e tutta la Chiesa con tutto me stesso. Continuerò a servire la Chiesa fino a quando Dio me ne darà l'opportunità".
…/DICHIARAZIONE:CARDINALE LAW/BOSTON VIS 20020417 (290)

APPELLO PACE E RICONCILIAZIONE IN VENEZUELA

CITTA' DEL VATICANO, 17 APR. 2002 (VIS). Al termine dell'Udienza Generale di oggi, in Piazza San Pietro, il Santo Padre Giovanni Paolo II ha lanciato un appello perché in Venezuela torni a regnare la pace e la riconciliazione, dopo i recenti episodi di violenza che hanno sconvolto il paese.

Esprimendosi in lingua spagnola, il Santo Padre ha detto: "I gravi avvenimenti vissuti negli ultimi giorni dal popolo venezuelano mi spingono a lanciare un appello alle autorità e ai cittadini di questa cara Nazione affinché si adoperino per favorire un clima di convivenza pacifica, nel quale prevalga lo spirito di riconciliazione. Mettendo da parte ogni tentazione di rivincita o di violenza, ci si incammini, in spirito di fraternità, solidarietà e collaborazione, verso mete più alte di giustizia, rispetto della legalità e autentico progresso per tutti".
AG/APPELLO VENEZUELA/… VIS 20020417 (140)

RISPETTO DIRITTI UMANI E DIRITTO UMANITARIO IN MEDIO ORIENTE


CITTA' DEL VATICANO, 17 APR. 2002 (VIS). Monsignor Leo Boccardi, Rappresentante Permanente della Santa Sede presso l'Organizzazione per la Sicurezza e la Cooperazione in Europa (O.C.S.E.), ha preso la parola alla 387a Sessione del Consiglio Permanente, svoltasi a Vienna l'11 aprile scorso, sulla drammatica evoluzione degli avvenimenti in Terra Santa.

In un Comunicato, reso pubblico nel pomeriggio di ieri, riportante l'intervento di Monsignor Boccardi, si legge che Israele è uno dei "Partners Mediterranei per la Cooperazione" dell'O.C.S.E e che l'intervento della Santa Sede ha riscontrato "una larga adesione degli Stati Partecipanti" alla 387a Sessione.

Monsignor Boccardi ha ribadito che: "La Santa Sede ha recentemente riconfermato la sua posizione, relativa al protrarsi del conflitto in Terra Santa, che si articola in cinque punti:
1. Inequivoca condanna del terrorismo, da qualsiasi parte esso provenga.
2. Riprovazione delle condizioni di ingiustizia e di umiliazione imposte al popolo palestinese, come pure delle rappresaglie e delle ritorsioni, le quali non fanno altro che accrescere il senso di frustrazione e di odio.
3. Rispetto delle Risoluzioni delle Nazioni Unite, da parte di tutti.
4. Proporzionalità nell'uso dei legittimi mezzi di difesa.
5. Dovere per le parti in conflitto di tutelare i Luoghi sacri, molto significativi per le tre religioni monoteiste e patrimonio dell'intera umanità".

Successivamente il Rappresentante della Santa Sede ha precisato che: "la Santa Sede è in stretto contatto con il Patriarca Latino di Gerusalemme e con le comunità religiose di Betlemme, e trasmette loro la piena solidarietà del Santo Padre in questo momento di grande dolore".

Monsignor Boccardo ha quindi affermato che: "Il Santo Padre Giovanni Paolo II ha ribadito che nessun responsabile politico o religioso può rimanere inattivo e tacere. La denuncia deve essere seguita da atti concreti di solidarietà, che aiutino ogni individuo a riscoprire il rispetto reciproco e a riprendere un franco negoziato".

Ricordando, infine, il recente Incontro dei Capi delle diverse religioni per la Giornata di Preghiera per la Pace ad Assisi e il successivo invio del "Decalogo di Assisi per la Pace", da loro sottoscritto e fatto pervenire dal Santo Padre Giovanni Paolo II a tutti i Capi di Stato e di Governo, il Rappresentante Permanente ha affermato: "La Santa Sede auspica che le iniziative sopra citate incoraggino efficacemente quanti hanno la responsabilità e la possibilità di intraprendere le necessarie azioni, per quanto difficili esse siano, al fine di esigere il rispetto scrupoloso dei diritti umani e del diritto umanitario e spingere le parti in conflitto verso accordi giusti e onorevoli per tutti".
DELSS/MEDIO ORIENTE/VIENNA:BOCCARDI VIS 20020417 (430)

UDIENZA GENERALE: TESTIMONIARE SALVEZZA DEL MONDO


CITTA' DEL VATICANO, 17 APR. 2002 (VIS). Il Cantico del Profeta Isaia: "Esultanza del popolo redento", che conclude la parte del Libro nota con il nome di "libro dell'Emmanuele", è stato il tema della catechesi di Giovanni Paolo II per l'Udienza Generale di oggi, tenutasi in Piazza San Pietro.

Il Santo Padre Giovanni Paolo II ha ricordato che il Cantico evoca temi come "la salvezza, la fiducia, la gioia, l'azione divina, la presenza fra il popolo del 'Santo d'Israele', espressione che indica sia la trascendente 'santità' di Dio, sia la sua vicinanza amorosa e attiva, sulla quale il popolo di Israele può contare".

Predominante è il tema della salvezza nella prima parte dell'inno ed in essa il salmista ha "la certezza inconcussa che alla radice della liberazione e della speranza c'è la grazia divina".

"La salvezza donata da Dio, capace di far sbocciare la gioia e la fiducia anche nel giorno oscuro della prova, è raffigurata attraverso l'immagine, classica nella Bibbia, dell'acqua", che rappresenta "la grazia dello Spirito Santo". Il Pontefice ha proseguito la catechesi affermando che: "Purtroppo l'umanità spesso diserta questa fonte che disseta l'essere intero della persona".

La seconda parte del Cantico, ha detto ancora il Santo Padre, "è un continuo appello alla lode gioiosa in onore del Signore. (…) Al centro della lode c'è un'unica professione di fede in Dio salvatore, che opera nella storia ed è accanto alla sua creatura, condividendone le vicende".

"La salvezza ottenuta deve essere testimoniata al mondo, così che l'umanità intera" - ha concluso il Pontefice -"accorra a quelle sorgenti di pace, di gioia, di libertà".

Al termine dell'Udienza, nelle parole di saluto ai pellegrini, il Papa si è rivolto in particolare ad un gruppo di sacerdoti provenienti dal Vietnam, che presto rientreranno nel loro Paese dopo aver completato gli studi in Europa, dicendo loro: "Cari sacerdoti, dite ai vostri fratelli e alle vostre sorelle nella fede che io prego per loro ogni giorno; prego per la pace e per il progresso di tutta la Nazione".
AG/CANTICO ISAIA/… VIS 20020417 (350)

martedì 16 aprile 2002

ALTRI ATTI PONTIFICI


CITTA' DEL VATICANO, 16 APR. 2002 (VIS). Il Santo Padre ha accettato la rinuncia all'ufficio di Ausiliare della Diocesi di Mainz (Germania), presentata dal Vescovo Franziskus Eisenbach, in conformità ai canoni 411 e 401, paragrafo 2, del Codice di Diritto Canonico.
RE/…/EISENBACH VIS 20020416 (50)

UDIENZE


CITTA' DEL VATICANO, 16 APR. 2002 (VIS). Il Santo Padre ha ricevuto oggi in udienze separate otto Presuli della Conferenza Episcopale della Nigeria, in Visita "ad Limina":

- L'Arcivescovo Brian David Usanga, di Calabar.
- L'Arcivescovo Felix Alaba Adeosin Job, di Ibadan.
- L'Arcivescovo Patrick Ebosele Ekpu, di Benin City.
- L'Arcivescovo Anthony Olubunmi Okogie, di Lagos.
- L'Arcivescovo Albert Kanene Obiefuna, di Onitsha, con il Coadiutore Vescovo Valerian Ikeke.
- Il Vescovo Alexius Obabu Makozi, di Port-Harcourt.
- Il Vescovo Joseph Edra Ukpo, di Ogoja.
AL/…/… VIS 20020416 (90)

IN BREVE


IL SANTO PADRE GIOVANNI PAOLO II CONFERIRÀ L'ORDINAZIONE PRESBITERALE a venti diaconi della Diocesi di Roma, domenica 21 aprile, alle ore 9:00, nella Basilica Vaticana.

DAL 22 AL 26 APRILE si svolgerà a Roma, l'XI Seminario Internazionale dei Cappellani Cattolici e degli Operatori Pastorali dell'Aviazione Civile, organizzato dal Pontificio Consiglio della Pastorale per i Migranti e gli Itineranti. Tema del Seminario è: "Fedeltà all'impegno e alla missione aeroportuale". Saranno presenti, in rappresentanza di venti Paesi di tutti i continenti, ad eccezione dell'Australia, settanta cappellani e operatori pastorali - tra sacerdoti, diaconi, religiose e laici - che operano in 46 dei maggiori aeroporti del mondo.
…/IN BREVE/… VIS 20020416 (110)

23-24 APRILE: INCONTRO IN VATICANO CARDINALI STATUNITENSI

CITTA' DEL VATICANO, 16 APR. 2002 (VIS). Nel primo pomeriggio di oggi, è stato reso pubblico un Comunicato, di cui, qui di seguito, riportiamo il testo:

"Si svolgerà in Vaticano, nei giorni 23 e 24 aprile, un Incontro di lavoro cui parteciperanno i Cardinali degli Stati Uniti d'America ed i Prefetti delle Congregazioni per il Clero, Cardinale Darío Castrillón Hoyos; per la Dottrina della Fede, Cardinale Joseph Ratzinger e per i Vescovi, Cardinale Giovanni Battista Re".

"Oggetto dell'incontro: l'esame dei problemi venutisi a creare nella Chiesa degli Stati Uniti, in seguito agli scandali connessi con la pedofilia e l'indicazione di linee-guida al fine di ridare sicurezza e serenità alle famiglie e fiducia al clero e ai fedeli".
…/CARDINALI:INCONTRO VATICANO/… VIS 20020416 (130)

MANCANZA RISPETTO LUOGHI SANTI VIOLA NORME INTERNAZIONALI


CITTA' DEL VATICANO, 16 APR. 2002 (VIS). Il 12 aprile scorso, l'Arcivescovo Diarmuid Martin, Osservatore Permanente della Santa Sede presso l'Ufficio delle Nazioni Unite ed Istituzioni Specializzate a Ginevra, è intervenuto alla 58a Sessione della Commissione dei Diritti Umani, in corso a Ginevra dal 18 marzo al 26 aprile, in occasione del dibattito sulla libertà religiosa.

Nel suo discorso reso pubblico oggi, il Nunzio Apostolico ha espresso la posizione della Santa Sede su due questioni relative alla libertà religiosa nelle società democratiche. Primo, l'Arcivescovo ha affermato che: "Rispetto della libertà religiosa significa, oggi, considerare di vitale importanza il contributo dei credenti ai fini dell'instaurazione di una pace duratura".

In secondo luogo, l'Arcivescovo Martin ha fatto riferimento alla: "Questione delle minoranze religiose, soprattutto laddove predomini una particolare tradizione religiosa. (…) La posizione della Santa Sede relativamente a tali situazioni, è stata già espressa dal Concilio Vaticano II, in questi termini: (…) 'In funzione della situazione di una particolare popolazione, occorre dare riconoscimento civile ad ogni comunità religiosa nel quadro costituzionale di uno Stato, e garantire il riconoscimento, il diritto e il rispetto di ogni cittadino e di ogni comunità, alla libertà religiosa'".

Successivamente l'Arcivescovo Martino ha fatto riferimento a "un problema di particolare attualità: il rispetto dei luoghi di culto e dei Luoghi Santi in tempo di guerra", affermando che i "Luoghi Santi di Gerusalemme e della Terra Santa hanno un particolare significato per le tre tradizioni monoteiste, anzi per tutta l'umanità. Il non rispetto e l'uso inappropriato di tali siti, costituisce una violazione del diritto internazionale e degli Accordi bilaterali".

Alla fine del dibattito, l'Arcivescovo Martin, ha aggiunto che: "Ogni soluzione a lungo termine della crisi in Medio Oriente dovrà tenere conto del rispetto del libero accesso ai Luoghi Santi, sacri ad ogni tradizione religiosa. Questa è una dimensione della libertà religiosa e rappresenta una condizione imprescindibile per la promozione di un clima di dialogo fra le religioni in Medio Oriente, al servizio della pace".
DELSS/LIBERTA RELIGIOSA/GENEVE:MARTIN VIS 20020416 (330)

TELEFONATA GIOVANNI PAOLO II AI FRATI BASILICA NATIVITA'

CITTA' DEL VATICANO, 16 APR. 2002 (VIS). Nel pomeriggio di ieri, nel corso della visita al Santo Padre Giovanni Paolo II di Sua Beatitudine Michel Sabbah, Patriarca Latino di Gerusalemme, il Papa ha chiamato per telefono i Frati Francescani della Basilica della Natività a Betlemme, per esprimere la sua solidarietà e ringraziarli della loro "testimonianza cristiana".

Il Custode della Basilica, Padre Ibrahim Faltas, ha ricevuto una telefonata del Patriarca Sabbah, che gli riferiva che il Santo Padre era al suo fianco e desiderava parlare con lui per trasmettere un messaggio indirizzato a tutti i Frati Francescani. Dall'inizio di aprile, un gruppo di Frati si trova prigioniero nel Convento della Natività, occupato da circa 200 combattenti palestinesi ed assediato dalle truppe israeliane.

La notizia della telefonata del Santo Padre è stata confermata, nella serata di ieri, dal Direttore della Sala Stampa della Santa Sede, Dr. Joaquín Navarro-Valls, in una breve Dichiarazione: "Il Santo Padre ha chiamato per telefono, nel primo pomeriggio di oggi, i Frati Francescani della Basilica della Natività a Betlemme. Parlando con il Padre Ibrahim, il Papa li ha ringraziati per la loro testimonianza cristiana e ha inviato loro la sua Benedizione in questi momenti di particolare difficoltà".
OP/TELEFONATA PAPA:BETLEMME/SABBAH VIS 20020416 (210)

lunedì 15 aprile 2002

ALTRI ATTI PONTIFICI


CITTA' DEL VATICANO, 15 APR. 2002 (VIS). Il Santo Padre ha nominato il Vescovo Adolfo González Montes, finora Vescovo di Ávila (Spagna), Vescovo di Almería (superficie: 8.774; popolazione: 512.843; cattolici: 482.843; sacerdoti: 168; religiosi: 472), Spagna. Il Vescovo González Montes, succede al Vescovo Rosendo Alvarez Gastón, del quale il Santo Padre ha accettato la rinuncia al governo pastorale della medesima Diocesi, presentata per raggiunti limiti d'età.

Sabato 13 aprile è stato reso noto che il Santo Padre ha nominato il Vescovo Karl Josef Romer, attualmente Ausiliare di São Sebastião do Rio de Janeiro (Brasile), Segretario del Pontificio Consiglio per la Famiglia.
NER:RE:NA/…/GONZÁLEZ:ALVAREZ:ROMER VIS 20020415 (110)

UDIENZE


CITTA' DEL VATICANO, 15 APR. 2002 (VIS). Questa mattina il Santo Padre ha ricevuto in udienze separate:

- Il Signor Miguel Angel Rodriguez, Presidente della Repubblica del Costa Rica, con la Consorte e Seguito.
- Il Cardinale Miguel Obando Bravo, Arcivescovo di Managua (Nicaragua) e Presidente della Conferenza Episcopale del Nicaragua, con il Vice-Presidente, Vescovo César Bosco Vivas Robelo, di León in Nicaragua.
- Sua Beatitudine Michel Sabbah, Patriarca di Gerusalemme dei Latini (Palestina).

Sabato 13 aprile il Santo Padre ha ricevuto in udienze separate:

- Il Signor Enrique Bolaños Geyer, Presidente della Repubblica del Nicaragua, con la Consorte e Seguito.
- Due Presuli della Conferenza Episcopale della Bolivia, in Visita "ad Limina":
- Il Vescovo Karl Bürgler, C.SS.R., Vicario Apostolico di Reyes.
- Il Vescovo Bonifacio Antonio Reimann Panic, O.F.M., Vicario Apostolico di Ñuflo de Chávez.
AP:AL/…/… VIS 20020415 (140)

DICHIARAZIONE COMITATO CONGIUNTO ISLAMICO-CATTOLICO


CITTA' DEL VATICANO, 15 APR. 2002 (VIS). Di seguito riportiamo, per intero, il testo - in lingua inglese - della Dichiarazione rilasciata, nella tarda mattinata di oggi, dal Comitato Congiunto Islamico-Cattolico e firmata dal Vescovo Michael L. Fitzgerald, Segretario del Pontificio Consiglio per il Dialogo Inter-Religioso e dal Professor Dr. Hamid A. al-Rifaie, Presidente del Foro Internazionale Islamico per il Dialogo:

"Gli avvenimenti che si sono verificati e che ancora si verificano in Terra Santa non possono lasciare indifferenti. Musulmani, cristiani ed ebrei, insieme a tutte le persone che amano la pace e agli uomini e donne di buona volontà, sono chiamati ad intraprendere un'azione comune che ponga fine a questa terribile tragedia e ad adoperarsi insieme per ristabilire una pace giusta e duratura. Di comune accordo:

1. Esigiamo un immediato cessate-il-fuoco, e il ritiro della macchina della guerra, per salvare vite umane, in particolare la vita di persone innocenti: bambini, donne e anziani.

2. Lanciamo un appello perché si ponga fine alle distruzioni dei beni immobili, che siano alloggi o altri edifici, e che si ponga fine all'estirpazione delle colture e alla distruzione di altri mezzi di sostentamento.

3. Lanciamo un appello per il rispetto dei diritti dei civili in tempo di guerra; a tutti non deve essere impedito l'accesso all'acqua, al cibo, alle cure sanitarie e a tutte le necessità della vita. Condanniamo la negazione di tali necessità, il cui accesso è usato come un'arma in un conflitto.

4. Lanciamo un appello per il rispetto del carattere sacro dei Luoghi Santi dei quali si deve garantire l'inviolabilità.

5. Siamo convinti che la violenza alimenta altra violenza. Bisogna porre fine alla spirale della violenza. Noi attestiamo e asseriamo che il dialogo è l'unica strada per uscire da questa impasse, per cui chiediamo negoziati che conducano a una pace giusta e duratura sia per gli Israeliani, sia per i Palestinesi, consentendo loro di vivere in libertà, sicurezza e pace nei rispettivi Stati indipendenti.

6. Come credenti in un solo ed unico Dio, noi cristiani e musulmani riconosciamo che la pace è prima di tutto un dono dell'Onnipotente. Chiediamo di pregare costantemente per la pace, e diamo il nostro sostegno a tutte le iniziative che vanno in tale direzione, come ad altre iniziative nella regione o altrove, in favore di una soluzione pacifica del conflitto".
OP/MEDIO ORIENTE/COMITATO ISLAMICO-CRISTIANO VIS 20020415 (390)

DICHIARAZIONE COMITATO CONGIUNTO ISLAMICO-CATTOLICO


CITTA' DEL VATICANO, 15 APR. 2002 (VIS). Di seguito riportiamo, per intero, il testo - in lingua inglese - della Dichiarazione rilasciata, nella tarda mattinata di oggi, dal Comitato Congiunto Islamico-Cattolico e firmata dal Vescovo Michael L. Fitzgerald, Segretario del Pontificio Consiglio per il Dialogo Inter-Religioso e dal Professor Dr. Hamid A. al-Rifaie, Presidente del Foro Internazionale Islamico per il Dialogo:

"Gli avvenimenti che si sono verificati e che ancora si verificano in Terra Santa non possono lasciare indifferenti. Musulmani, cristiani ed ebrei, insieme a tutte le persone che amano la pace e agli uomini e donne di buona volontà, sono chiamati ad intraprendere un'azione comune che ponga fine a questa terribile tragedia e ad adoperarsi insieme per ristabilire una pace giusta e duratura. Di comune accordo:

1. Esigiamo un immediato cessate-il-fuoco, e il ritiro della macchina della guerra, per salvare vite umane, in particolare la vita di persone innocenti: bambini, donne e anziani.

2. Lanciamo un appello perché si ponga fine alle distruzioni dei beni immobili, che siano alloggi o altri edifici, e che si ponga fine all'estirpazione delle colture e alla distruzione di altri mezzi di sostentamento.

3. Lanciamo un appello per il rispetto dei diritti dei civili in tempo di guerra; a tutti non deve essere impedito l'accesso all'acqua, al cibo, alle cure sanitarie e a tutte le necessità della vita. Condanniamo la negazione di tali necessità, il cui accesso è usato come un'arma in un conflitto.

4. Lanciamo un appello per il rispetto del carattere sacro dei Luoghi Santi dei quali si deve garantire l'inviolabilità.

5. Siamo convinti che la violenza alimenta altra violenza. Bisogna porre fine alla spirale della violenza. Noi attestiamo e asseriamo che il dialogo è l'unica strada per uscire da questa impasse, per cui chiediamo negoziati che conducano a una pace giusta e duratura sia per gli Israeliani, sia per i Palestinesi, consentendo loro di vivere in libertà, sicurezza e pace nei rispettivi Stati indipendenti.

6. Come credenti in un solo ed unico Dio, noi cristiani e musulmani riconosciamo che la pace è prima di tutto un dono dell'Onnipotente. Chiediamo di pregare costantemente per la pace, e diamo il nostro sostegno a tutte le iniziative che vanno in tale direzione, come ad altre iniziative nella regione o altrove, in favore di una soluzione pacifica del conflitto".
OP/MEDIO ORIENTE/COMITATO ISLAMICO-CRISTIANO VIS 20020415 (390)

LA NOSTRA EPOCA HA BISOGNO ANNUNCIO PERDONO DI DIO


CITTA' DEL VATICANO, 15 APR. 2002 (VIS). Questa mattina, nell'aula Paolo VI, il Santo Padre Giovanni Paolo II ha ricevuto i pellegrini venuti a Roma per la Cerimonia di Beatificazione dei Servi di Dio: Gaetano Errico, Lodovico Pavoni, Luigi Variara, María del Tránsito de Jesús Sacramentado, Artemide Zatti e María Romero Meneses.

Sottolineando che il Beato Gaetano Errico fu: "apostolo dell'amore misericordioso di Dio e martire del confessionale", il Santo Padre ha esclamato: "Quanto bisogno ha la nostra epoca di chi annunci la tenerezza e il perdono di Dio verso i peccatori, in particolare mediante il Sacramento della penitenza!".

Del Beato Pavoni il Papa ha detto che seppe elaborare "un metodo educativo che si basa sui mezzi tipici della pedagogia preventiva, quali religione e ragione, amore e dolcezza, vigilanza e conoscenza".

Riferendosi al Beato Don Luigi Variara, che svolse la sua missione in Colombia, Giovanni Paolo II ha affermato che questo Paese può trovare in lui, testimone di Gesù Cristo "un aiuto per superare la grave situazione in cui versa da tanti anni ed imboccare la strada che conduce ad una società più fraterna e solidale".

Il Papa ha auspicato che: "il gioioso impegno a favore degli infermi" del Beato Artemide Zatti promuova "in tutti i professionisti che operano nel campo della salute, un rinnovato spirito di servizio verso il malato che tenga conto della sua condizione di persona, dotata di diritti inalienabili".

"Di Suor María Romero attrae il suo servizio ai poveri, svolto con creatività ed efficacia. (…) Che non venga mai a mancare" - ha ribadito Giovanni Paolo II - "tale servizio che rende tanto onore alla Chiesa di Cristo".

Il Santo Padre ha terminato il suo discorso auspicando che la testimonianza della Madre María del Tránsito de Jesús Sacramentado, argentina, "serva di esempio a tanti suoi compatrioti che devono ora seguirla con entusiasmo nella loro vita di cristiani e di cittadini, senza cedere alla tentazione dello scoraggiamento, o peggio ancora, farsi dominare da spirito di rivalità e di vendetta".
AC/ESEMPI BEATI/… VIS 20020415 (340)

IL PAPA INVITA A PREGARE PACE GIUSTA E DURATURA TERRA SANTA


CITTA' DEL VATICANO, 14 APR. 2002 (VIS). Questa mattina, al termine della Santa Messa per la proclamazione di sei nuovi Beati, e prima della recita del 'Regina Coeli' con i fedeli convenuti in Piazza San Pietro, il Santo Padre Giovanni Paolo II si è soffermato sulla situazione in Medio Oriente, invitando tutti a pregare per l'avvento di una "pace giusta e duratura".

Il Santo Padre ha ricordato che: "La devozione alla Vergine fa parte integrante della vita cristiana, come chiaramente appare anche nei nuovi Beati. Con fiducia, pertanto, a Lei ci rivolgiamo, affidandoLe in particolare quanti soffrono in Terra Santa, da dove mi giungono appelli provenienti da ogni parte. A tutti assicuro la mia solidarietà spirituale e umana, mentre invito a pregare perché gli sforzi in corso per ristabilire il rispetto delle persone e dei beni e favorire l'avvento di una pace giusta e duratura, siano coronati da successo".

Successivamente il Santo Padre ha rivolto parole di saluto in lingua spagnola e italiana ai pellegrini presenti, e ricordando che in Italia si celebra oggi la Giornata per l'Università Cattolica del Sacro Cuore, ha affermato: "Auguro ogni bene per questa importante istituzione, che, coniugando fede e cultura, offre un prezioso servizio all'intera società".

Infine il Papa ha ricordato che: "oggi ricorre anche la Giornata per la donazione e il trapianto di organi, ed auspico che la solidarietà di molti dia speranza ai numerosi malati in attesa di trapianto".
ANG/PACE:TERRA SANTA/… VIS 20020415 (250)

BEATIFICAZIONE DI SEI SERVI DI DIO


CITTA' DEL VATICANO, 14 APR. 2002 (VIS). Alle ore 10:00 di questa mattina, III Domenica di Pasqua, il Santo Padre Giovanni Paolo II ha presieduto, sul sagrato della Basilica Vaticana, la Celebrazione Eucaristica nel corso della quale ha proclamato Beati i Servi di Dio: Gaetano Errico (1791-1860); Lodovico Pavoni (1784-1849); Luigi Variara (1875-1923); María del Tránsito de Jesús Sacramentado (1821-1885); Artemide Zatti (1880-1951): María Romero Meneses (1902-1977).

Tracciando un breve profilo della vita dei sei nuovi Beati, il Santo Padre, parlando di Gaetano Errico, Presbitero e Fondatore della Congregazione dei Missionari dei Sacri Cuori di Gesù e di Maria, ha affermato: "In un'epoca segnata da profondi cambiamenti politici e sociali, di fronte al rigorismo spirituale dei giansenisti, Gaetano Errico annuncia la grandezza della misericordia di Dio". Egli fu "vero martire del confessionale", dove trascorreva intere giornate "spendendo il meglio delle proprie energie nell'accoglienza e nell'ascolto dei penitenti".

"Dotato di animo particolarmente sensibile" - ha detto Giovanni Paolo II del Beato Lodovico Pavoni, Presbitero e Fondatore della Congregazione dei Figli di Maria Immacolata - "si impegnò con tutto se stesso nell'assistenza ai giovani poveri e abbandonati, e specialmente ai sordo-muti. La sua attività spaziava in molti campi, da quello dell'educazione al settore dell'editoria, con originali intuizioni apostoliche e coraggiose azioni innovatrici".

Nel ricordare il Beato Luigi Variara, Presbitero della Società di San Francesco di Sales, che lasciò l'Italia per recarsi in Colombia, il Santo Padre ha detto: "Sin dal primo momento dedicò le sue energie giovanili e la ricchezza dei suoi doni, al servizio dei lebbrosi". Riunì intorno a sé un gruppo di giovani consacrate "fra le quali alcune malate di lebbra o figlie di genitori affetti dalla lebbra", che divenne successivamente la Congregazione delle Suore Figlie dei Sacri Cuori di Gesù e di Maria, da lui fondata.

"Artemide Zatti, Coadiutore Salesiano, partì con la famiglia, dalla Diocesi di Reggio Emilia, in cerca di una vita migliore in Argentina", dove "scoprì la sua vocazione salesiana che si tradusse in servizio appassionato, competente e pieno di amore verso gli infermi".

Della nicaraguegna María Romero Meneses, Figlia di Maria Ausiliatrice, il Papa, ricordando che: "portata a termine la formazione alla vita religiosa a El Salvador, trascorse la maggior parte della sua vita in Costa Rica", ha affermato: "Con amore appassionato per Dio e una fiducia illimitata nell'aiuto della Vergine Maria, fu religiosa esemplare, apostola e madre dei poveri, che, senza escludere nessuno, erano i suoi preferiti".

Madre María del Tránsito de Jesús Sacramentado Villegas, Fondatrice della Congregazione delle Suore Terziarie Missionarie Francescane, è stata, come ha ricordato il Pontefice, "la prima donna argentina elevata alla gloria degli altari". La vocazione che ardeva nel suo cuore, portò María del Tránsito a "cercare l'intimità con Cristo nella vita contemplativa". Tale ardore non "si spense quando, per ragioni di salute, dovette lasciare il Monastero, ma continuò a cercare incessantemente il Signore con fiducia e abbandono nella volontà di Dio".
HML/BEATIFICAZIONI/… VIS 20020415 (500)

MISSIONE CITTADINA DIOCESI ROMA IMMIGRATI AMERICA LATINA

CITTA' DEL VATICANO, 13 APR. 2002 (VIS). Questa mattina, in occasione della Missione Cittadina per la Comunità Latinoamericana di Roma, il Santo Padre Giovanni Paolo II ha ricevuto i membri della Comunità, con alcuni Cardinali, Vescovi, Sacerdoti, Religiosi e Laici, e i Direttori dell'Ufficio Diocesano per le Migrazioni.

Nel suo discorso in lingua spagnola, il Papa ha affermato che nelle comunità d'origine dei migranti "la fede in Cristo Salvatore segna profondamente la vita personale e familiare, come pure la cultura dei vostri Paesi. Proseguite con zelo, a testimoniare anche qui, nella terra di emigrazione, la devozione al vostro patrimonio di fede e di cultura, ricca di valori spirituali e di tradizioni religiose che si esprimono nel canto e nelle celebrazioni, nelle danze e nei costumi, nei pellegrinaggi e nella devozione popolare per le immagini del Signore, della Vergine e dei Santi Patroni, come avete dimostrato con grande gioia e unità nel corso di questa Missione".

Il Santo Padre ha ricordato che: "la fede cattolica (…) è il tesoro più prezioso che ognuno di voi possiede nell'intimo dell'io più profondo, che dà coesione alla vostra unità e solidarietà".

Ricordando che la Missione Cittadina ha riservato particolare attenzione ai giovani, il Santo Padre ha rinnovato: "l'invito del Signore, al centro della celebrazione della prossima Giornata Mondiale di Toronto: 'siate il sale della terra e la luce del mondo'!".

"La Missione" - ha detto ancora il Pontefice - "ha potuto profittare dell'efficace sostegno dei centri pastorali che da alcuni anni operano nella città e si adoperano per venire incontro alle esigenze spirituali ed umane degli immigranti, promuovendo la catechesi, le celebrazioni liturgiche e sacramentali e offrendo ogni genere di aiuto necessario per affrontare le difficoltà dell'immigrante nelle sue necessità primarie, dal lavoro, alla casa, al servizio sanitario".

Giovanni Paolo II ha infine espresso l'auspicio che i centri pastorali, sorti principalmente nelle parrocchie, grazie a Parroci generosi e diligenti, "si moltiplichino, favorendo la necessaria integrazione delle vostre comunità etniche con le comunità cristiane e civili di Roma".
AC/MIGRANTI:ROMA/… VIS 20020415 (350)

DIFFONDERE VIGORE E ATTRATTIVA MESSAGGIO DI CRISTO


CITTA' DEL VATICANO, 13 APR. 2002 (VIS). Questa mattina, il Santo Padre Giovanni Paolo II ha ricevuto i Presuli della Conferenza Episcopale della Bolivia, al termine della Visita "ad Limina".

Nel suo discorso il Papa ha affermato che nonostante le grandi speranze di un aumento di vocazioni sacerdotali e religiose nel Paese, è necessario "perseverare instancabilmente nella preghiera per il 'dono della messe'" affinché Dio invii più operai.

Il Santo Padre ha affermato che occorre curare in particolare "la formazione dei candidati al sacerdozio e alla vita consacrata, poiché la penuria dei chiamati a proclamare e a testimoniare il Vangelo, mai giustifica che non si esiga la debita idoneità per svolgere questa cruciale missione della Chiesa. Bisogna, perciò, promuovere una solida preparazione teologica e una profonda spiritualità, perché i candidati al sacerdozio comprendano ed accettino con gioia le esigenze del ministero e della consacrazione, dimostrando di essere capaci di 'dedicare' tutta la vita a Cristo".

"Vi invito" - ha proseguito il Pontefice - "a continuare ad infondere coraggio ai vostri seminaristi e sacerdoti, senza temere di presentare ed esigere, nella loro interezza, i requisiti che la Chiesa, ispirandosi al modello del Buon Pastore, chiede ai suoi ministri ordinati. Penso alla necessaria fraternità sacerdotale, senza alcuna forma di animosità, pregiudizio o discriminazione; all'indispensabile obbedienza e comunione, senza reticenze, con il proprio Vescovo, al quale i sacerdoti devono offrire con gioia e generosità la propria disponibilità; all'accettazione sincera ed effettiva del celibato e al distacco dai beni materiali".

Il Papa ha ringraziato i numerosi consacrati per il loro "contributo al servizio del Regno di Dio in Bolivia", affermando anche che la presenza di numerosi laici impegnati "è segno di vitalità". "La loro disponibilità nel promuovere la catechesi e nell'animare gli incontri di preghiera comunitaria e di lettura della Parola di Dio, merita il sincero riconoscimento dei Pastori, che, a loro volta, devono adoperarsi per dotarli di una formazione teologica, liturgica e spirituale, adeguata agli impegni loro assegnati". La vocazione specifica dei laici "ha un'importanza decisiva nella società attuale, nella quale, come accade anche in Bolivia, si producono rapide e profonde trasformazioni che richiedono il rispetto dei principi morali e la luce dei valori evangelici perché le realtà temporali siano ordinate secondo il progetto di Dio".

"Come in altre regioni dell'America Latina, la Bolivia prova grande inquietudine per il proliferare dei seguaci delle sette. (…) Tuttavia, la fermezza della fede e la piena fiducia nella forza della verità per conquistare i cuori, è una preziosa risorsa ispiratrice di appropriate azioni pastorali. Una di queste è il proclamare incessantemente il messaggio di Cristo in maniera comprensibile a tutti, (…) mostrando, allo stesso tempo, il suo vigore e la sua attrattiva".

Riferendosi ai "momenti difficili per il Paese, a causa di una delicata situazione sociale, dalla quale sono derivati molti conflitti ed atti di violenza", il Santo Padre ha affermato che: "Con voi lancio un appello a tutti i fedeli boliviani affinché, fondandosi sulla fede che professano e sulla speranza in Cristo che li anima, si facciano paladini di una società aliena da ogni egoista faziosità, da ogni forma di violenza o di mancanza di rispetto per i diritti della persona umana, specialmente il diritto alla vita".
AL/…/BOLIVIA VIS 20020415 (540)
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