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Il Vatican Information Service (VIS), istituito nell'ambito della Sala Stampa della Santa Sede, è un bollettino telematico che diffonde notizie relative all'attività magistrale e pastorale del Santo Padre e della Curia Romana...

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lunedì 12 maggio 2014

REGINA CAELI: IMPORTUNATE I VOSTRI PASTORI PERCHÉ VI DIANO IL LATTE DELLA DOTTRINA E DELLA GRAZIA

Città del Vaticano, 11 maggio 2014 (VIS). Alle 12:00 di questa mattina, conclusa la Santa Messa di Ordinazione di tredici nuovi presbiteri, il Santo Padre si è affacciato alla finestra del suo studio per recitare il Regina Caeli con i fedeli convenuti in Piazza San Pietro. Nel commentare il Vangelo di oggi, il Santo Padre ha affermato che l'immagine di Gesù Buon Pastore esemplifica "un rapporto basato sulla tenerezza, sull’amore, sulla reciproca conoscenza e sulla promessa di un dono incommensurabile: 'Io sono venuto - dice Gesù - perché abbiano la vita e l’abbiano in abbondanza'".

"Tale rapporto - ha detto Papa Francesco - è il modello delle relazioni tra i cristiani e delle relazioni umane. Molti anche oggi, come ai tempi di Gesù, si propongono come 'pastori' delle nostre esistenze; ma solo il Risorto è il vero Pastore, che ci dà la vita in abbondanza".

Successivamente il Papa ha invitato a pregare per "i Pastori della Chiesa, per tutti i Vescovi, compreso il Vescovo di Roma, per tutti i sacerdoti, per tutti! In particolare preghiamo per i nuovi sacerdoti della Diocesi di Roma, che ho ordinato poco fa, nella Basilica di San Pietro. Un saluto a questi 13 sacerdoti! Il Signore aiuti noi pastori ad essere sempre fedeli al Maestro e guide sagge e illuminate del popolo di Dio a noi affidato. Anche a voi, per favore, chiedo di aiutarci: aiutarci ad essere buoni pastori".

Il Papa ha citato in merito un testo di San Cesario di Arles, un padre dei primi secoli della Chiesa, che spiegava "come il popolo di Dio deve aiutare il pastore, e faceva questo esempio: quando il vitellino ha fame va dalla mucca, dalla madre, a prendere il latte. La mucca, però, non lo dà subito: sembra che se lo trattenga per sé. E cosa fa il vitellino? Bussa col suo naso alla mammella della mucca, perché venga il latte. É bella l’immagine! 'Così voi – dice questo santo – dovete essere con i pastori: bussare sempre alla loro porta, al loro cuore, perché vi diano il latte della dottrina, il latte della grazia e il latte della guida'. E vi chiedo, per favore, di importunare i pastori, di disturbare i pastori, tutti noi pastori, perché possiamo dare a voi il latte della grazia, della dottrina e della guida. Importunare! Pensate a quella bella immagine del vitellino, come importuna la mamma perché gli dia da mangiare".

"In questa domenica - ha proseguito il Pontefice - ricorre la Giornata mondiale di preghiera per le vocazioni. Nel Messaggio di quest’anno ho ricordato che 'ogni vocazione richiede in ogni caso un esodo da sé stessi per centrare la propria esistenza su Cristo e sul suo Vangelo'. Per questo la chiamata a seguire Gesù è nello stesso tempo entusiasmante e impegnativa. (...) Preghiamo perché anche in questo tempo, tanti giovani sentano la voce del Signore, che ha sempre il rischio di venire come soffocata da tante altre voci".

Dopo la recita del Regina Caeli, il Santo Padre ha rivolto parole di saluto alle Comunità Neocatecumenali che "in queste domeniche del tempo di Pasqua portano l’annuncio di Gesù risorto in 100 piazze di Roma e in tante città del mondo. Il Signore vi doni - ha detto - la gioia del Vangelo! E andate avanti, voi, che siete bravi!. Una benedizione speciale - ha continuato - per i bambini e i ragazzi che hanno ricevuto o stanno per ricevere la Prima Comunione e la Cresima". Infine il Papa ha invitato "a dedicare un bel ricordo e una preghiera a tutte le mamme. (...) Affidandole alla mamma di Gesù, preghiamo la Madonna per le nostre mamme e per tutte le mamme (...) Un grande saluto alle mamme: un grande saluto!".

UNA FESTA PER LA SCUOLA

Città del Vaticano, 10 maggio 2014 (VIS). Nel pomeriggio di oggi, in Piazza San Pietro, il Santo Padre ha incontrato il mondo della scuola italiana: insegnanti, educatori, alunni e operatori legati all'ambiente scolastico. L'evento è stato organizzato dalla Conferenza Episcopale Italiana nell'ambito del progetto "La Chiesa per la Scuola", Alle 16:15 il Santo Padre percorrendo in jeep tutti i settori di Piazza San Pietro e Via della Conciliazione ha salutato tutti i presenti. L'Incontro sul tema: "We care" ha avuto inizio alle 17:00 con i saluti del Cardinale Angelo Bagnasco, Presidente della Conferenza Episcopale Italiana e della Professoressa Stefania Giannini, Ministro dell'Istruzione del Governo Italiano. Testimonianze del mondo della scuola si sono alternate a momenti di musica e di spettacolo.

"Si vede - ha detto il Papa nel suo discorso - che questa manifestazione non è 'contro', è 'per'! Non è un lamento, è una festa! Una festa per la scuola. Sappiamo bene che ci sono problemi e cose che non vanno, lo sappiamo. Ma voi siete qui, noi siamo qui perché amiamo la scuola. E dico 'noi' perché io amo la scuola (...) Amo la scuola perché è sinonimo di apertura alla realtà. (...) Andare a scuola significa aprire la mente e il cuore alla realtà, nella ricchezza dei suoi aspetti, delle sue dimensioni. (...) E questo è bellissimo! - ha continuato - Nei primi anni si impara a 360 gradi, poi piano piano si approfondisce un indirizzo e infine ci si specializza. Ma se uno ha imparato a imparare, - è questo il segreto, imparare ad imparare! - questo gli rimane per sempre, rimane una persona aperta alla realtà! Questo lo insegnava anche un grande educatore italiano, che era un prete: Don Lorenzo Milani. Gli insegnanti sono i primi che devono rimanere aperti alla realtà (...) con la mente sempre aperta a imparare! Perché se un insegnante non è aperto a imparare, non è un buon insegnante, e non è nemmeno interessante; i ragazzi capiscono, hanno 'fiuto', e sono attratti dai professori che hanno un pensiero aperto, 'incompiuto', che cercano un 'di più', e così contagiano questo atteggiamento agli studenti".

"Un altro motivo è che la scuola è un luogo di incontro. - ha proseguito il Pontefice - E questo è fondamentale proprio nell’età della crescita, come un complemento alla famiglia. (...) La scuola è la prima società che integra la famiglia. La famiglia e la scuola non vanno mai contrapposte! Sono complementari, e dunque è importante che collaborino, nel rispetto reciproco. (...) Questo fa pensare a un proverbio africano tanto bello: 'Per educare un figlio ci vuole un villaggio'. (...) E poi amo la scuola perché ci educa al vero, al bene e al bello. (...) L’educazione non può essere neutra. O è positiva o è negativa; o arricchisce o impoverisce; o fa crescere la persona o la deprime, persino può corromperla. (...) La missione della scuola è di sviluppare il senso del vero, il senso del bene e il senso del bello. E questo avviene attraverso un cammino ricco, fatto di tanti 'ingredienti'. Ecco perché ci sono tante discipline! Perché lo sviluppo è frutto di diversi elementi che agiscono insieme e stimolano l’intelligenza, la coscienza, l’affettività, il corpo, eccetera".

"Se una cosa è vera, è buona ed è bella; se è bella, è buona ed è vera; e se è buona, è vera ed è bella. E insieme questi elementi ci fanno crescere e ci aiutano ad amare la vita, anche quando stiamo male, anche in mezzo ai problemi. La vera educazione - ha detto infine il Santo Padre - ci fa amare la vita, e ci apre alla pienezza della vita!"".

ISTITUTI SECOLARI: SIATE RIVOLUZIONARI E NON PERDETE MAI LA SPERANZA

Città del Vaticano, 10 maggio 2014 (VIS). "Nel cuore delle vicende umane: le sfide di una società complessa" è stato il tema dell'Assemblea promossa dalla Conferenza Italiana degli Istituti Secolari, una forma di vita consacrata che conta in Italia il maggior numero di membri, L'istituzione degli Istituti Secolari, con la Costituzione Apostolica "Provida Mater Ecclesia" (1947) di Papa Pio XII, "è stato un gesto rivoluzionario nella Chiesa", ha affermato Papa Francesco.

Lasciando da parte il discorso ufficiale preparato per l'occasione, il Santo Padre ha rivolto ai partecipanti all'Assemblea alcune parole a braccio in cui ha sottolineato che gli Istituti Secolari "sono proprio un gesto di coraggio che ha fatto la Chiesa in quel momento" dando ad essi struttura ed istituzionalità.

"E da quel tempo fino ad ora è tanto grande - ha detto Papa Francesco - il bene che voi fate nella Chiesa, con coraggio perché c’è bisogno di coraggio per vivere nel mondo. Tanti di voi soli, nel vostro appartamento vanno, vengono; alcuni in piccole comunità. Tutti i giorni, fare la vita di una persona che vive nel mondo, e nello stesso tempo custodire la contemplazione, questa dimensione contemplativa verso il Signore e anche nei confronti del mondo, contemplare la realtà, come contemplare le bellezze del mondo, e anche i grossi peccati della società, le deviazioni, tutte queste cose, e sempre in tensione spirituale… Per questo la vostra vocazione è affascinante, perché è una vocazione che è proprio lì, dove si gioca la salvezza non solo delle persone, ma delle istituzioni.

"Vi auguro di conservare sempre questo atteggiamento di andare oltre, non solo oltre, ma oltre e in mezzo, lì dove si gioca tutto: la politica, l’economia, l’educazione, la famiglia… lì! Forse è possibile - ha aggiunto il Pontefice - che voi abbiate la tentazione di pensare: 'Ma cosa posso fare io?'. Quando viene questa tentazione ricordate che il Signore ci ha parlato del seme del grano! E la vostra vita è come il seme del grano… lì; è come lievito… lì. È fare tutto il possibile perché il Regno venga, cresca e sia grande e anche che custodisca tanta gente, come l’albero della senape. Pensate a questo. Piccola vita, piccolo gesto; vita normale, ma lievito, seme, che fa crescere. E questo vi dà la consolazione. I risultati in questo bilancio sul Regno di Dio non si vedono. Soltanto il Signore ci fa percepire qualcosa... Vedremo i risultati lassù".

"E per questo è importante che voi abbiate tanta speranza! È una grazia che voi dovete chiedere al Signore, sempre: la speranza che mai delude. Mai delude! Una speranza che va avanti. Io vi consiglierei di leggere molto spesso - ha concluso - il capitolo 11 della Lettera agli Ebrei, quel capitolo della speranza. E imparare che tanti nostri padri hanno fatto questo cammino e non hanno visto i risultati, ma li hanno salutati da lontano. La speranza… Questo è quello che vi auguro. Grazie tante per quello che fate nella Chiesa; grazie tante per la preghiera e per le azioni. Grazie per la speranza. E non dimenticate: siate rivoluzionari!".

Successivamente il Papa ha consegnato ai partecipanti il discorso ufficiale del quale riportiamo ampi estratti:

La vocazione degli Istituti Secolari "è una delle forme più recenti di vita consacrata riconosciute e approvate dalla Chiesa, e forse per questo non è ancora pienamente compresa. Non scoraggiatevi: voi fate parte di quella Chiesa povera e in uscita che sogno!".
"Per vocazione siete laici e sacerdoti come gli altri e in mezzo agli altri, conducete una vita ordinaria, priva di segni esteriori, senza il sostegno di una vita comunitaria, senza la visibilità di un apostolato organizzato o di opere specifiche. Siete ricchi solo dell’esperienza totalizzante dell’amore di Dio e per questo siete capaci di conoscere e condividere la fatica della vita nelle sue molteplici espressioni, fermentandole con la luce e la forza del Vangelo. Siete segno di quella Chiesa dialogante di cui parla Paolo VI (...). La vostra vocazione vi rende interessati ad ogni uomo e alle sue istanze più profonde, che spesso restano inespresse o mascherate. (...) Come il Samaritano che passò accanto e vide e ebbe compassione. È qui il movimento a cui vi impegna la vostra vocazione: passare accanto ad ogni uomo e farvi prossimo di ogni persona che incontrate; perché il vostro permanere nel mondo non è semplicemente una condizione sociologica, ma è una realtà teologale che vi chiama ad uno stare consapevole, attento, che sa scorgere, vedere e toccare la carne del fratello".

"Se questo non accade, se siete diventati distratti, o peggio ancora non conoscete questo mondo contemporaneo ma conoscete e frequentate solo il mondo che vi fa più comodo o che più vi alletta, allora è urgente una conversione! La vostra è una vocazione per sua natura in uscita, non solo perché vi porta verso l’altro, ma anche e soprattutto perché vi chiede di abitare là dove abita ogni uomo".

"Non perdete mai lo slancio di camminare per le strade del mondo, la consapevolezza che camminare, andare anche con passo incerto o zoppicando, è sempre meglio che stare fermi, chiusi nelle proprie domande o nelle proprie sicurezze. La passione missionaria, la gioia dell’incontro con Cristo che vi spinge a condividere con gli altri la bellezza della fede, allontana il rischio di restare bloccati nell’individualismo".

"Voi siete come antenne pronte a cogliere i germi di novità suscitati dallo Spirito Santo, e potete aiutare la comunità ecclesiale ad assumere questo sguardo di bene e trovare strade nuove e coraggiose per raggiungere tutti. Poveri tra i poveri, ma con il cuore ardente. Mai fermi, sempre in cammino. Insieme ed inviati, anche quando siete soli, perché la consacrazione fa di voi una scintilla viva di Chiesa. Sempre in cammino con quella virtù che è una virtù pellegrina: la gioia!".

UDIENZA MEMBRI FONDAZIONE CENTESIMUS ANNUS: LA CRISI HA AUMENTATO "ALLERGIA" A PAROLE COME SOLIDARIETÀ

Città del Vaticano, 10 maggio 2014 (VIS). Questa mattina il Santo Padre Francesco ha ricevuto in udienza i Partecipanti all'Incontro promosso dalla Fondazione "Centesimus Annus - Pro Pontificie", in occasione del Convegno Internazionale sul tema: "La buona società e il futuro del lavoro: la solidarietà e la fraternità possono essere parte delle decisioni imprenditoriali?", svoltosi dall'8 al 10 maggio, nell'Aula Nuova del Sinodo in Vaticano.

"Nell’attuale sistema economico - e nella mentalità che esso genera - la parola 'solidarietà' è diventata scomoda, persino fastidiosa. - ha affermato il Santo Padre - La crisi di questi anni, che ha cause profonde di ordine etico, ha aumentato questa 'allergia' a parole come solidarietà, equa distribuzione dei beni, priorità del lavoro. E la ragione è che non si riesce - o non si vuole - studiare veramente in che modo questi valori etici possono diventare in concreto valori economici, cioè provocare dinamiche virtuose nella produzione, nel lavoro, nel commercio, nella stessa finanza. Proprio questo invece è ciò che voi cercate di fare, tenendo insieme l’aspetto teorico e quello pratico, il pensiero e le esperienze sul campo".

"La coscienza dell’imprenditore è il luogo esistenziale in cui avviene tale ricerca. In particolare, l’imprenditore cristiano è sollecitato a confrontare sempre il Vangelo con la realtà in cui opera; e il Vangelo gli chiede di mettere al primo posto la persona umana e il bene comune, di fare la sua parte affinché ci siano opportunità di lavoro, di lavoro dignitoso. Naturalmente questa 'impresa' non si può compiere isolatamente, ma collaborando con altri che condividono la base etica e cercando di allargare il più possibile la rete".

"La comunità cristiana - la parrocchia, la diocesi, le associazioni - è il luogo in cui l’imprenditore, ma anche il politico, il professionista, il sindacalista, attingono la linfa per alimentare il loro impegno e confrontarsi con i fratelli. Questo è indispensabile, perché l’ambiente lavorativo diventa a volte arido, ostile, disumano. La crisi mette a dura prova la speranza degli imprenditori; non bisogna lasciare soli quelli che sono più in difficoltà".

Nel ricordare ai Membri della Fondazione che questo è l'ambito in cui devono rendere testimonianza, Papa Francesco ha affermato: "Il Concilio Vaticano II ha insistito sul fatto che i fedeli laici sono chiamati a compiere la loro missione negli ambiti della vita sociale, economica, politica. Voi, con l’aiuto di Dio e della Chiesa - ha sottolineato - potete dare una testimonianza efficace nel vostro campo, perché non portate solo parole, discorsi, ma portate l’esperienza di persone e di imprese che cercano di attuare concretamente i principi etici cristiani nell’attuale situazione del mondo del lavoro. Questa testimonianza è importantissima e io vi incoraggio a portarla avanti con fede, dedicando anche il giusto tempo alla preghiera, perché anche il laico, anche l’imprenditore ha bisogno di pregare, e di pregare molto quando le sfide sono più dure!".

Al termine il Santo Padre ha fatto riferimento alla recente catechesi sul dono del consiglio, uno dei sette doni dello Spirito Santo, che anche gli imprenditori hanno tanto bisogno di chiedere a Dio "per agire e fare le vostre scelte secondo il maggior bene".

GIORNATA DELL'AMICIZIA FRA COPTI E CATTOLICI

Città del Vaticano, 10 maggio 2014 (VIS). Questa mattina è stato pubblicato il Messaggio che il Santo Padre Francesco ha fatto pervenire a Sua Santità Tawadros II, Papa di Alessandria e Patriarca della Sede di San Marco, in occasione del primo anniversario dell'incontro fraterno avvenuto a Roma, il 10 maggio 2013, che "ha rafforzato - scrive Papa Francesco - quei legami spirituali che uniscono la Sede di Pietro e la Sede di Marco, rinnovati dallo storico incontro di Papa Paolo VI e Papa Shenouda III nel 1973".

"Ringraziando il Signore - prosegue il Santo Padre - riflettiamo al cammino di riconciliazione e di amicizia che abbiamo intrapreso insieme. Con l'aiuto di Dio, abbiamo imparato a conoscerci meglio e a costruire solide basi per superare divergenze di lunga data. Consapevoli che ciò che ci unisce è molto più di ciò che ci separa, sperimentiamo già una reale comunione, che riconosciamo non essere piena né perfetta. Confidando nella grazia del Signore, continuiamo ad adoperarci per il dialogo nella carità e nella verità al fine di superare gli ostacoli che ancora si frappongono alla piena comunione. Forti del momento di preghiera che abbiamo condiviso in occasione della visita di Vostra Santità a Roma, continuiamo a pregare Dio affinché tutti i suoi figli, nati a nuova vita con l'acqua del battesimo ed illuminati dalla fede, divengano uno nell'amore".

"Da parte mia, assicuro Vostra Santità della mia incessante preghiera per tutti i cristiani in Egitto e in Medio Oriente. Che il Signore ispiri in quanti sono responsabili del destino dei popoli in quei territori, la ferma risoluzione di ricercare soluzioni giuste e pacifiche nel rispetto dei diritti di tutti. In questa felice occasione, giustamente nota come la giornata dell'amicizia fra Copti e Cattolici, scambio con Vostra Santità un fraterno abbraccio di pace in Gesù Cristo nostro Signore".

PROMULGAZIONE DECRETI

Città del Vaticano, 10 maggio 2014 (VIS). Nel pomeriggio del 9 maggio, il Santo Padre Francesco ha ricevuto in Udienza privata il Cardinale Angelo Amato, S.D.B., Prefetto della Congregazione delle Cause dei Santi, ed ha autorizzato la Congregazione a promulgare i Decreti riguardanti:

MIRACOLO

- attribuito all'intercessione del Venerabile Servo di Dio Paolo VI (Giovanni Battista Montini), Sommo Pontefice; nato il 26 settembre 1897 a Concesio (Italia) e morto il 6 agosto 1978 a Castelgandolfo (Italia);

- attribuito all'intercessione del Venerabile Servo di Dio Luigi Caburlotto, Sacerdote diocesano italiano, Fondatore dell'Istituto delle Figlie di San Giuseppe (1817-1897).

VIRTÙ EROICHE

- del Servo di Dio Giacomo Abbondo, Sacerdote diocesano italiano (1720-1788).

- del Servo di Dio Giacinto Alegre Pujals, Sacerdote professo spagnolo della Compagnia di Gesù (1874-1930).

- della Venerabile Serva di Dio Carla Barbara Colchen Carré de Malberg, Madre di famiglia francese, Fondatrice della Società delle Figlie di San Francesco di Sales (1829-1891).

Nella medesima Udienza il Santo Padre ha autorizzato il Dicastero a comunicare che il rito della beatificazione del Venerabile Servo di Dio Paolo VI avrà luogo, in Vaticano, il 19 ottobre 2014.

UDIENZE

Città del Vaticano, 12 maggio 2014 (VIS). Il Santo Padre ha ricevuto questa mattina in udienza tredici Presuli della Conferenza Episcopale del Messico, in Visita “ad Limina Apostolorum”:

- Il Cardinale Francisco Robles Ortega, Arcivescovo di Guadalajara, con gli Ausiliari Vescovo Miguel Romano Gómez; Vescovo José Leopoldo González González e Vescovo Juan Humberto Gutiérrez Valencia.

- Il Vescovo José María de la Torre Martín, di Aguascalientes.

- Il Vescovo Gonzalo Galván Castillo, di Autlán.

- Il Vescovo Braulio Rafael León Villegas, di Ciudad Guzmán.

- Il Vescovo Marcelino Hernández Rodríguez, di Colima.

- Il Vescovo Felipe Salazar Villagrana, di San Juan de los Lagos.

- Il Vescovo Luis Artemio Flores Calzada, di Tepic.

- Il Vescovo José de Jesús González Herrández, O.F.M., Prelato di Jesús María

- Il Vescovo Ramón Castro Castro, di Cuernavaca.

- Il Vescovo Raúl Gómez González, di Tenancingo.

Sabato 10 maggio il Santo Padre ha ricevuto in udienza:

- Il Cardinale George Pell, Prefetto della Segreteria per l'Economia.

- Il Cardinale Marc Ouellet, P.S.S., Prefetto della Congregazione i per Vescovi.
- Il Cardinale Angelo Bagnasco, Arcivescovo di Genova (Italia), Presidente della Conferenza Episcopale Italiana.

ALTRI ATTI PONTIFICI

Città del Vaticano, 12 maggio 2014 (VIS). Il Santo Padre:

- Ha elevato l’Eparchia di São João Batista em Curitiba degli Ucraini (Brasile) ad Arcieparchia Metropolitana.

- Ha nominato il Vescovo Valdomiro Koubetch, O.S.B.M., primo Arcivescovo Metropolita della nuova Arcieparchia Metropolitana, finora Vescovo della già Eparchia di São João Batista em Curitiba degli Ucraini.

- Ha eretto l’Eparchia dell’Imaculada Conceição in Prudentópolis degli Ucraini (Brasile), con territorio smembrato dalla neo istituita Arcieparchia Metropolitana di São João Batista in Curitiba degli Ucraini, rendendola suffraganea della medesima.

- Ha nominato il Vescovo Meron Mazur, O.S.B.M., primo Vescovo dell'Eparchia dell’Imaculada Conceição in Prudentópolis degli Ucraini (Brasile), finora Vescovo Ausiliare della già Eparchia di São João Batista em Curitiba degli Ucraini (Brasile).

Sabato 10 maggio il Santo Padre ha nominato il Vescovo Jacek Jezierski, Vescovo di Elbląg (superficie: 9.495; popolazione: 471.200; cattolici: 451.000; sacerdoti: 329; religiosi: 178), Polonia. Finora Vescovo Ausiliare di Warmia (Polonia), succede al Vescovo Jan Styrna, del quale il Santo Padre ha accettato la rinuncia al governo pastorale della medesima diocesi, presentata in conformità al Canone 401, paragrafo 2 del Codice di Diritto Canonico.

venerdì 9 maggio 2014

IL PAPA AL CONSIGLIO CAPI ESECUTIVI PER COORDINAMENTO ONU: SFIDARE TUTTE LE FORME DI INGIUSTIZIA

Città del Vaticano, 9 maggio 2014 (VIS). Questa mattina il Santo Padre Francesco ha ricevuto il Segretario Generale dell'Organizzazione delle Nazioni Unite, Signor Ban Ki Moon ed alti dirigenti degli Organismi dei Fondi e dei Programmi dell'ONU e delle Organizzazioni specializzate, riuniti a Roma per l'incontro semestrale di coordinamento strategico del "Consiglio dei Capi Esecutivi del sistema delle Nazioni Unite".

Il Papa ha ringraziato i principali responsabili del sistema internazionale "per i grandi sforzi realizzati a favore della pace mondiale, del rispetto della dignità umana, della protezione della persona, specialmente dei più poveri o più deboli, e dello sviluppo economico e sociale armonioso". Congratulandosi per i risultati positivi degli Obiettivi di Sviluppo del Millennio, specialmente nel campo dell'educazione e della diminuzione della povertà estrema, il Papa ha ribadito che: "Non si deve, tuttavia, perdere di vista - al tempo stesso - che i popoli meritano e sperano frutti ancora migliori", dato "che una parte importante dell'umanità continua ad essere esclusa dai benefici del progresso e, di fatto, relegata a esseri umani di seconda categoria".

I futuri Obiettivi dello Sviluppo Sostenibile devono perciò, "essere formulati con generosità e coraggio, affinché arrivino effettivamente a incidere sulle cause strutturali della povertà e della fame, a conseguire ulteriori risultati sostanziali a favore della preservazione dell’ambiente, a garantire un lavoro decente per tutti e a dare una protezione adeguata alla famiglia, elemento essenziale di qualsiasi sviluppo economico e sociale sostenibile. Si tratta, in particolare, di sfidare tutte le forme di ingiustizia, opponendosi alla 'economia dell’esclusione', alla 'cultura dello scarto' e alla 'cultura della morte', che, purtroppo, potrebbero arrivare a diventare una mentalità accettata passivamente".

"Lo spirito che dovrebbe essere all’origine e al termine di ogni azione politica ed economica" - ha spiegato il Santo Padre - deve essere lo stesso spirito che anima l'episodio evangelico dell'incontro di Gesù Cristo con il ricco pubblicano Zaccheo il quale "prese una decisione radicale di condivisione e di giustizia quando la sua coscienza è stata risvegliata dallo sguardo di Gesù". "Lo sguardo, spesso senza voce, di quella parte di umanità scartata, lasciata alle spalle - ha sottolineato il Papa - deve smuovere la coscienza degli operatori politici ed economici e portare a scelte generose e coraggiose, che abbiano risultati immediati, come quella decisione di Zaccheo. (...) Oggi, in particolare, la coscienza della dignità di ogni fratello, la cui vita è sacra e inviolabile dal suo concepimento alla sua fine naturale, deve portarci a condividere, con totale gratuità, i beni che la provvidenza ha posto nelle nostre mani, siano essi ricchezze materiali che opere di intelligenza e di spirito, e a restituire con generosità e abbondanza ciò che ingiustamente possiamo aver negato agli altri".

"L’episodio di Gesù Cristo e Zaccheo ci insegna che la promozione di un’apertura generosa, efficace e concreta alle necessità degli altri deve essere sempre al di sopra dei sistemi e delle teorie economiche e sociali. Gesù non chiede a Zaccheo di cambiare il proprio lavoro, né di denunciare la propria attività commerciale; lo induce solo a porre tutto, liberamente ma immediatamente e senza discussione, al servizio degli uomini. Tutto ciò mi permette di affermare, seguendo i miei predecessori, che il progresso economico e sociale equo si può ottenere solo congiungendo le capacità scientifiche e tecniche a un impegno di solidarietà costante, accompagnato da una gratuità generosa e disinteressata a tutti i livelli. A questo sviluppo equo contribuiranno, pertanto, l’azione internazionale, impegnata a conseguire uno sviluppo umano integrale a favore di tutti gli abitanti del pianeta, la legittima redistribuzione dei benefici economici da parte dello Stato e l’indispensabile collaborazione dell’attività economica privata e della società civile".

"Così - ha concluso il Pontefice - mentre vi incoraggio a proseguire in questo lavoro di coordinamento delle attività degli Organismi internazionali, che è un servizio a tutti gli uomini, vi invito a promuovere insieme una vera mobilitazione etica mondiale che, al di là di ogni differenza di credo o di opinione politica, diffonda e applichi un ideale comune di fraternità e di solidarietà, specialmente verso i più poveri e gli esclusi".

ALLE PONTIFICIE OPERE MISSIONARIE: L'EVANGELIZZAZIONE È CHIAMATA A PARTIRE DAGLI ULTIMI

Città del Vaticano, 9 maggio 2014 (VIS). L’azione missionaria è paradigma di ogni opera della Chiesa, ha detto il Santo Padre, questa mattina, nel ricevere i partecipanti all’Incontro delle Pontificie Opere Missionarie, in corso in questi giorni a Roma.

Il Papa ha ricordato che con l'Esortazione Apostolica "Evangelii gaudium" ha voluto invitare tutti i fedeli ad una nuova stagione evangelizzatrice: "Evangelizzare, in questo tempo di grandi trasformazioni sociali - ha affermato - richiede una Chiesa missionaria tutta in uscita, capace di operare un discernimento per confrontarsi con le diverse culture e visioni dell’uomo. Per un mondo in trasformazione c’è bisogno di una Chiesa rinnovata e trasformata dalla contemplazione e dal contatto personale con Cristo, per la potenza dello Spirito. (...) È Lui che ci dà la forza di intraprendere il cammino missionario e la gioia dell’annuncio, affinché la luce di Cristo illumini quanti ancora non lo conoscono o lo hanno rifiutato. Per questo ci è richiesto il coraggio di 'raggiungere tutte le periferie che hanno bisogno della luce del Vangelo'. Non ci possono trattenere né le nostre debolezze, né i nostri peccati, né i tanti impedimenti che vengono posti alla testimonianza e alla proclamazione del Vangelo".

"La Chiesa, missionaria per sua natura, ha come prerogativa fondamentale il servizio della carità a tutti. - ha ribadito il Pontefice - La fraternità e la solidarietà universale sono connaturali alla sua vita e alla sua missione nel mondo e per il mondo. L’evangelizzazione, che deve raggiungere tutti, è chiamata tuttavia a partire dagli ultimi, dai poveri, da quelli che hanno le spalle piegate sotto il peso e la fatica della vita. Così facendo la Chiesa prolunga la missione di Cristo stesso, il quale è 'venuto perché abbiano la vita e l’abbiano in abbondanza'".

"La Chiesa è il popolo delle beatitudini, la casa dei poveri, degli afflitti, degli esclusi e dei perseguitati, di coloro che hanno fame e sete di giustizia". Ai rappresentanti delle Pontificie Opere Missionarie "è chiesto di operare affinché le comunità ecclesiali sappiano accogliere con amore preferenziale i poveri, tenendo le porte della Chiesa aperte perché tutti vi possano entrare e trovare rifugio".

"Le Pontificie Opere Missionarie sono lo strumento privilegiato che richiama e cura con generosità la 'missio ad gentes'", ha affermato il Papa invitando i suoi membri a promuovere "la corresponsabilità missionaria" poiché c'è tanto bisogno di sacerdoti, di persone consacrate e fedeli laici che, "afferrati dall’amore di Cristo, siano marcati a fuoco dalla passione per il Regno di Dio e disponibili a mettersi sulla via dell’evangelizzazione".

VESCOVI DI ETIOPIA ED ERITREA: "I VOSTRI SFORZI SONO UNA CORAGGIOSA TESTIMONIANZA DELL'AMORE DI DIO"

Città del Vaticano, 9 maggio 2014 (VIS). "La vostra visita ci offre l'occasione di riflettere insieme sulla vita della Chiesa in Etiopia e in Eritrea e di esaminare le gioie e le sfide che dovete affrontare quotidianamente" scrive il Papa nel testo del discorso consegnato questa mattina ai Vescovi della Conferenza Episcopale di Etiopia e di Eritrea, ricevuti in udienza al termine della Visita "ad Limina Apostolorum". "Sebbene proveniate da diversi Paesi ed apparteniate a riti diversi, ognuno con la sua particolare ricchezza, la vostra missione al servizio di Cristo e della sua Chiesa è la stessa: proclamare il Vangelo e portare i fedeli alla santità, all'unità e alla carità. Quando tale missione è esercitata in spirito di collaborazione e nel sostegno reciproco, la Chiesa unita nello Spirito, respira con i due polmoni dell'Oriente e dell'Occidente ed arde nell'amore a Cristo".

"Abbiamo ancora bisogno - ricorda Papa Francesco - che lo spirito missionario annunci il messaggio salvifico della vita nuova in Cristo a tutta la società, non soltanto a quanti non lo conoscono, ma anche ai fedeli, in modo tale che essi recuperino la freschezza originale del Vangelo e siano incoraggiati a trovare nuove strade, metodi creativi di vivere e celebrare la propria fede".

Il Papa invita i Presuli ad essere "padri buoni e generosi per i vostri sacerdoti, attenti alle loro esigenze umane e spirituali e alla loro formazione permanente nel sacerdozio". "Tuttavia, per essere santi ed efficaci araldi del Vangelo, è essenziale evangelizzare costantemente e sempre di nuovo i sacerdoti stessi. Tale evangelizzazione deve compiersi innanzitutto nel seminario con una formazione integrale umana, spirituale, intellettuale e pastorale".

"La missione della Chiesa in Etiopia ed Eritrea - ricorda il Pontefice - ha potuto progredire con il sostegno di tanti religiosi e religiose che, per molte generazioni, hanno generosamente cooperato all'edificazione delle vostre comunità locali (...) riflettendo così il volto misericordioso di Cristo e aiutando le nostre Chiese a vivere il Vangelo. (...) Vi chiedo di incoraggiare e sostenere il loro continuo impegno al servizio delle necessità spirituali e materiali delle popolazioni dell'Etiopia e dell'Eritrea di oggi".

"L'opera evangelizzatrice - sottolinea il Pontefice - non è riservata unicamente al clero e ai religiosi, ma è compito anche di tutti i fedeli cristiani. (...) Per una più efficace presenza catechetica, è anche importante continuare ad identificare e preparare responsabili laici qualificati per contribuire alla formazione dei fedeli e così rendere presente 'la fragranza delle vicinanza di Cristo e del suo personale sguardo'".

"I numerosi anni di conflitto e le continue tensioni, la diffusa povertà e la siccità, hanno causato grandi sofferenze alle vostre popolazioni" - sottolinea il Papa ringraziando i Presuli "per i generosi programmi sociali, ispirati al Vangelo, offerti in collaborazione con diverse agenzie religiose, caritative e governative, allo scopo di alleviare tali sofferenze. Penso in particolare ai tanti bambini che soffrono la fame, rimasti orfani a causa della violenza e della povertà. Penso anche ai giovani che, come molti loro amici e familiari, abbandonano la patria alla ricerca di migliori opportunità, rischiando la vita in pericolose traversate. E inoltre dobbiamo ricordare gli anziani che in tali difficoltà possono essere facilmente dimenticati".

"I vostri sforzi sono una coraggiosa testimonianza dell'amore di Dio ed una grazia straordinaria per il vostro popolo. Nella vostra paterna sollecitudine per i poveri e gli oppressi, continuate a cercare nuove opportunità di collaborazione con le autorità civili nel perseguimento del bene comune".

RAGAZZE RAPITE IN NIGERIA: FERMA CONDANNA DI QUESTA ORRIBILE FORMA DI VIOLENZA

Città del Vaticano, 9 maggio 2014 (VIS). Nel pomeriggio di ieri, il Direttore della Sala Stampa della Santa Sede, Padre Federico Lombardi, S.I., nel rispondere ai giornalisti sul sequestro, in Nigeria, di un gran numero di ragazze giovanissime da parte dei terroristi di Boko Haram, ha affermato che tale azione "si aggiunge alle altre forme orribili di violenza che da tempo caratterizzano l'attività di questo gruppo".

"La negazione di ogni rispetto per la vita e per la dignità delle persone, anche più innocenti, vulnerabili e indifese - ha proseguito - richiede la condanna più ferma e suscita la compassione più accorata per le vittime e l'orrore per le sofferenze fisiche e spirituali e le umiliazioni incredibili che vengono loro inflitte. Ci uniamo ai moltissimi appelli per la loro liberazione e la loro restituzione a una condizione normale di vita. Speriamo e preghiamo che la Nigeria, grazie all'impegno di tutti coloro che possono contribuirvi, trovi la via per porre termine a una situazione di conflitto e terrorismo odioso, fonte di incalcolabili dolori".

IL CARDINALE TAURAN IN GIORDANIA

Città del Vaticano, 9 maggio 2014 (VIS). Il Cardinale Jean-Louis Tauran, Presidente del Pontificio Consiglio per il Dialogo Interreligioso, acompagnato dal Padre Miguel Ángel Ayuso Guixot, Segretario del medesimo Pontificio Consiglio, si recherà il 12 maggio prossimo ad Amman (Giordania), per partecipare al Seminario universitario: "Religione e violenza", volto alla promozione del dialogo interreligioso. L'incontro sarà suddiviso in due sessioni: una storica ed una religiosa. Il Cardinale Tauran interverrà con una relazione nell'ambito della sessione religiosa. La delegazione della Santa Sede prenderà parte, dal 13 al 14 maggio, ad un Colloquio organizzato congiuntamente dal Pontificio Consiglio e dal Royal Institute for Interfaith Studiens di Amman, sul tema: "Far fronte alle sfide attuali con l'educazione". I lavori, inaugurati da una riflessione del Principe El Hassan Bin Talal e del Cardinale Tauran, si concluderanno con una dichiarazione comune.

UDIENZE

Città del Vaticano, 9 maggio 2014 (VIS). Il Santo Padre ha ricevuto questa mattina in udienza:

- Otto Presuli della Conferenza Episcopale di Etiopia e di Eritrea in Visita “ad Limina Apostolorum”:
- Il Vescovo Angelo Moreschi, S.D.B., Vicario Apostolico di Gambella.

- Il Vescovo Woldetensaé Ghebreghiorghis, O.F.M. Cap., Vicario Apostolico di Harar.

- Il Vescovo Woldeghiorghis Matheos, Vicario Apostolico di Hosanna.

- Il Vescovo Markos Gebremedhin, C.M., Vicario Apostolico di Jimma-Bonga.

- Il Vescovo Abraham Desta, Vicario Apostolico di Meki.

- Il Vescovo Varghese Thottamkara, C.M., Vicario Apostolico di Nekemte.

- Il Vescovo Tsegaye Keneni Derera, Vicario Apostolico di Soddo.

- Il Padre Angelo Antonini, O.F.M. Cap., Prefetto Apostolico di Robe.

- L'Arcivescovo José Luis Escobar Alas, di San Salvador, Presidente della Conferenza Episcopale di El Salvador, e Seguito.

giovedì 8 maggio 2014

IL PAPA RICEVE SUA SANTITÀ KAREKIN II E RICORDA IL MARTIRIO DEI FIGLI DELLA NAZIONE ARMENA NEL SECOLO XX

Città del Vaticano, 8 maggio 2014 (VIS). "Nella persona di Vostra Santità estendo un rispettoso e affettuoso pensiero ai membri della famiglia del Catholicosato di tutti gli Armeni, diffusa nel mondo. È una grazia speciale poterci incontrare in questa casa, vicino alla tomba dell’Apostolo Pietro, e condividere un momento di fraternità e di preghiera".

Queste le parole del Santo Padre Francesco a Sua Santità Karekin II, Patriarca Supremo e Catholicos di tutti gli Armeni, nell'incontro di questa mattina, in cui il Pontefice ha ricordato che i legami della Chiesa Apostolica Armena con la Chiesa di Roma, si sono consolidati negli ultimi anni grazie anche ad avvenimenti quali il viaggio di Giovanni Paolo II in Armenia, nel 2001, la visita ufficiale del Patriarca Karekin II a Papa Benedetto XVI nel 2008, e la sua partecipazione alla celebrazione di inizio del ministero petrino di Papa Francesco, nel 2013.

"Ma qui - ha proseguito il Santo Padre - vorrei ricordare un’altra celebrazione, densa di significato, alla quale Vostra Santità prese parte: la Commemorazione dei Testimoni della fede del XX secolo, che ebbe luogo nel contesto del Grande Giubileo del 2000. In verità, il numero dei discepoli che hanno sparso il loro sangue per Cristo nelle tragiche vicende del secolo scorso è certamente superiore a quello dei martiri dei primi secoli, e in questo martirologio i figli della nazione armena hanno un posto d’onore. Il mistero della croce, così caro alla memoria del vostro popolo, rappresentato nelle splendide croci in pietra che adornano ogni angolo della vostra terra, è stato vissuto da innumerevoli vostri figli come diretta partecipazione al calice della Passione. La loro testimonianza, tragica e alta insieme, non deve essere dimenticata".

"Le sofferenze patite dai cristiani negli ultimi decenni hanno portato un contributo unico ed inestimabile anche alla causa dell’unità tra i discepoli di Cristo. Come nella Chiesa antica il sangue dei martiri divenne seme di nuovi cristiani, così ai nostri giorni il sangue di molti cristiani è divenuto seme dell’unità. L’ecumenismo della sofferenza e del martirio è un potente richiamo a camminare lungo la strada della riconciliazione tra le Chiese, con decisione e fiducioso abbandono all’azione dello Spirito. Sentiamo il dovere di percorrere questa strada di fraternità anche per il debito di gratitudine che abbiamo verso la sofferenza di tanti nostri fratelli, divenuta salvifica perché unita alla passione di Cristo".

A questo riguardo, il Papa ha ringraziato Sua Santità Karekin II per l’effettivo sostegno dato al dialogo ecumenico, in particolare ai lavori della Commissione congiunta per il Dialogo teologico fra la Chiesa cattolica e le Chiese ortodosse orientali, e per il qualificato contributo teologico offerto in quella sede dai rappresentanti del Catholicosato di tutti gli Armeni.

"Preghiamo gli uni per gli altri - ha concluso il Pontefice - possa lo Spirito Santo illuminarci e guidarci verso il giorno tanto desiderato in cui potremo condividere la mensa eucaristica. (...) Interceda per il popolo armeno la Tutta Santa Madre di Dio, ora e per sempre".

Al termine dell'Incontro il Santo Padre Francesco e Sua Santità Karekin II, hanno condiviso un momento di preghiera nella Cappella Redemptoris Mater.

OMELIA DEL CARDINALE PAROLIN NELLA GIORNATA DELLA SUPPLICA ALLA BEATA VERGINE MARIA DI POMPEI: NESSUN PROBLEMA PUÒ TENERE LONTANA LA SPERANZA

Città del Vaticano, 8 maggio 2014 (VIS). Questa mattina, il Cardinale Pietro Parolin, Segretario di Stato, ha presieduto la Celebrazione Eucaristica nel Santuario della Beata Vergine del Santo Rosario di Pompei (Italia). L'8 maggio e la prima domenica di ottobre, migliaia di fedeli partecipano alla Supplica alla Beata Vergine Maria, preghiera composta nel 1883 dal Beato Bartolo Longo, fondatore del Santuario di Pompei, visitato da San Giovanni Paolo II nel 1979 e 2003 e da Benedetto XVI nel 2008.

"Siamo in un luogo dove la carità ha posto le tende - ha detto il Cardinale nell'omelia - si è insediata come elemento costitutivo di una storia di fede che continua a guardare avanti sospinta dalla forza poderosa e umile della sua origine: qui la preghiera, la corona del Rosario di cui si è fatto apostolo il fondatore Bartolo Longo, si è calata in una realtà che parlava d’altro. Parlava di miseria e di abbandono, di ingiustizia e di sopraffazione. L’uomo era calpestato nella sua dignità e i poveri, gli ultimi della fila, non erano quasi considerati".

"La carità ha aperto le porte, anzi le ha spalancate alla speranza, dando vita a un’era nuova. Nessun problema, nessuna apprensione, per quanto forte e motivata, può tenere lontana una speranza che, proprio in questo luogo si manifesta come concreta, fatta di opere che parlano il linguaggio di una carità che trasforma, costruisce e fa nuove tutte le cose. Questo rimane vero anche se oggi ciò che viviamo non ci mette al riparo da difficoltà e angustie, come l’insidia di una violenza sempre in agguato, o le scarse e incerte prospettive di lavoro per i nostri giovani, ai quali non solo la crisi economica di questi tempi, ma ritardi antichi e strutturali rendono difficile guardare al futuro con serenità e fiducia".

Il Cardinale Parolin ha illustrato tre concetti fondamentali che possono aiutarci a comprendere cosa ci vuole dire oggi il Signore. Il primo: professare la nostra fede. "Pensiamo a Pietro - ha detto - povero pescatore di Galilea, trascinato da Gesù in un’avventura più grande di lui", con i suoi timori e la sua umanità fragile. "Ecco allora che Dio manda lo Spirito Santo che dà agli Apostoli, riuniti con Maria nel Cenacolo, la grazia, la forza per annunciare il Regno di Dio". Nel Cenacolo era presente Maria "umile ancella del Signore, ma anche madre della nostra fede". "Tutti noi siamo battezzati ed abbiamo ricevuto, nella Confermazione, il dono dello Spirito Santo. Facciamo fruttare questo dono. Professiamo la nostra fede come San Pietro. Anche se ciò dovesse costarci, come è accaduto a lui".

Il secondo concetto: mettere in pratica la nostra fede, cioè amare il prossimo. "È proprio qui il cuore della nostra fede. È questa la rivoluzione portata da Gesù. L’amore vicendevole è il comandamento che egli ha dato ai suoi, prima di morire, definendolo suo e nuovo. È, quindi, l’essenza stessa del suo insegnamento". Il Cardinale Parolin ha spiegato che la "Nuova Pompei" "non indica solo la grande distanza di epoche con l’antica e splendida città degli scavi (...). La distanza della 'Nuova Pompei' è invece in rapporto al territorio della Valle desolata che si presentò agli occhi di un evangelizzatore come Bartolo Longo. Un laico, (...) che vide in quella terra abbandonata e infestata da degrado e malavita, (...) il punto di partenza per un 'nuovo inizio'. (...) Bartolo Longo considerò necessario mettere in pratica la fede, ossia amare il prossimo, confidare nella Provvidenza e nella misericordia di Dio. A trovarsi al centro del progetto della 'Nuova Pompei' fu così la preghiera. I grani del Rosario, di cui fu instancabile propagatore, diventarono i veri e più saldi 'mattoni' per l’edificazione del Santuario, casa comune della fede e della speranza di un popolo nuovo".

Essere luce per il mondo (missione) è il terzo concetto. "Questa luce - ha spiegato il Cardinale Parolin - questa verità dobbiamo portarla al mondo, testimoniarla ed annunciarla a tutti. E farlo con gioia, come esorta Papa Francesco. (...) Pensiamo a Maria, che qui a Pompei veneriamo con il titolo di Vergine del Rosario. Lei ha accolto il dono che Dio le ha fatto e lo ho portato al mondo. Nel Magnificat, ha professato la sua fede, vivendo allo stesso tempo l’amore concreto al fratello. Ha seguito Gesù fino alla fine, sotto la croce, essendo, nel suo Stabat, testimonianza viva della luce della fede, ed ancora oggi si dona ai suoi figli. (...) Affidiamo a Maria (...) tutte le nostre preoccupazioni, le nostre ansie, le nostre necessità. Preghiamo per la Chiesa, preghiamo per il Papa Francesco (...) preghiamo per il mondo intero, preghiamo per la pace. Il Bambino che vediamo sulle ginocchia di Maria - ha concluso il Segretario di Stato - e la mistica corona che miriamo nella sua mano ci ispirano fiducia che saremo esauditi".

COMUNICATO SU FALSI CONTRATTI DI IMPIEGO PER ASSUNZIONI PRESSO GOVERNATORATO DELLO STATO CITTÀ DEL VATICANO

Città del Vaticano, 8 maggio 2014 (VIS). Di seguito riportiamo il Comunicato pubblicato questa mattina dal Governatorato dello Stato della Città del Vaticano:

"In questi ultimi giorni si susseguono preoccupanti segnalazioni di Società che, millantando incarichi ufficiali ricevuti dal Governatorato dello Stato della Città del Vaticano, fanno firmare falsi contratti di impiego per assunzioni presso lo stesso Governatorato o presso alcune delle società che svolgono servizi nello Stato.

Il Governatorato invita a diffidare di chiunque prometta impieghi di tale genere. Le procedure di selezione del personale non sono mai affidate a Società terze ed in questo momento, peraltro, non sono previste nuove assunzioni.

Spiace verificare che vi sia chi si approfitti della buona fede di tanti giovani e delle loro famiglie, soprattutto in questo periodo di crisi.

Nell’informare di tale situazione, il Governatorato invita a segnalare episodi del genere alle competenti Autorità italiane, inviando copia della denuncia alla Gendarmeria vaticana, ed esprime l'auspicio che ci si voglia astenere dal proseguire in questi gravi comportamenti".


INCONTRO CON LA DIYANET PRESSO IL PONTIFICIO CONSIGLIO PER IL DIALOGO INTERRELIGIOSO

Città del Vaticano, 8 maggio 2014 (VIS). Il Pontificio Consiglio per il Dialogo Interreligioso e la Presidenza degli Affari Religiosi della Turchia (Diyanet), hanno organizzato un incontro, in corso in questi giorni presso la sede del Pontificio Consiglio, per esplorare la possibilità di collaborazione tra i due organismi, già prospettata in precedenza a partire dal 2002.

Nel settembre 2012, il Padre Miguel Ángel Ayuso Guixot, Segretario del Pontificio Consiglio per il Dialogo Interreligioso, incontrando in Turchia il Presidente della Diyanet, condivise l'idea di rilanciare la proposta di collaborazione. Così nel maggio 2013, il Padre Segretario ed il Monsignor Khaled Akasheh, Capo Ufficio per l'Islam, si recarono in Turchia per una visita di cortesia al Presidente della Diyanet, Mehmet Görmez, per definire i termini di una collaborazione formale tra i due organismi.

L'incontro di questi giorni offre l'opportunità di approfondire la reciproca conoscenza e di valutare ulteriori prospettive di dialogo.

UDIENZE

Città del Vaticano, 8 maggio 2014 (VIS). Il Santo Padre ha ricevuto questa mattina in udienza:

- L'Arcivescovo Antonio Guido Filippazzi, Nunzio Apostolico in Indonesia.

Nove Presuli della Conferenza Episcopale di Etiopia e di Eritrea in Visita “ad Limina Apostolorum”:

- L'Arcivescovo Berhaneyesus Demerew Souraphiel, C.M., Metropolita di Addis Abeba, con l'Ausiliare Vescovo Lisane-Christos Matheos Semahun.

- Il Vescovo Tesfaselassie Medhin, di Adigrat.

- Il Vescovo Menghestead Tesfamariam, M.C.C.J., di Asmara (Eritrea).

- Il Vescovo Thomas Osman, O.F.M. Cap., di Barentu (Eritrea).

- Il Vescovo Musie Ghebreghiorghis, O.F.M. Cap., di Emdeber.

- Il Vescovo Kidane Yebio, di Keren (Eritrea).

- Il Vescovo Fikremariam Hagos Tsalim, di Segheneity (Eritrea).

- Il Vescovo Giovanni Migliorati, M.C.C.J., Vicario Apostolico di Awasa.

ALTRI ATTI PONTIFICI

Città del Vaticano, 8 maggio 2014 (VIS). Il Santo Padre ha nominato il Monsignor Camillo Cibotti, Vescovo di Isernia-Venafro (superficie: 740; popolazione: 63.000; cattolici: 62.000; sacerdoti: 72; religiosi: 68; diaconi permanenti: 10), Italia. Il Vescovo eletto è nato a Casalbordino (Italia), nel 1954 ed è stato ordinato sacerdote nel 1978. Dal 1978 al 1985 è stato Parroco a Liscia; dal 1985 al 1988 Padre Spirituale presso il Seminario Regionale; dal 1988 al 1994 Parroco a Ripa Teatina; dal 1994 al 2005 Parroco della Santissima Trinità dei Pellegrini in Chieti e Rettore della Chiesa di San Domenico in Chieti; dal 2005 al 2014 Vicario Generale di Chieti-Vasto. Inoltre, è stato Professore di Teologia Morale presso l’Istituto Teologico Abruzzese-Molisano, Vicario Episcopale per i Laici ed Assistente della Consulta diocesana per i Laici.
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