Città
del Vaticano, 8 maggio 2014
(VIS). Il Santo Padre ha nominato il Monsignor Camillo Cibotti,
Vescovo di Isernia-Venafro (superficie: 740; popolazione: 63.000;
cattolici: 62.000; sacerdoti: 72; religiosi: 68; diaconi permanenti:
10), Italia. Il Vescovo eletto è nato a Casalbordino (Italia), nel
1954 ed è stato ordinato sacerdote nel 1978. Dal 1978 al 1985 è
stato Parroco a Liscia; dal 1985 al 1988 Padre Spirituale presso il
Seminario Regionale; dal 1988 al 1994 Parroco a Ripa Teatina; dal
1994 al 2005 Parroco della Santissima Trinità dei Pellegrini in
Chieti e Rettore della Chiesa di San Domenico in Chieti; dal 2005 al
2014 Vicario Generale di Chieti-Vasto. Inoltre, è stato Professore
di Teologia Morale presso l’Istituto Teologico Abruzzese-Molisano,
Vicario Episcopale per i Laici ed Assistente della Consulta diocesana
per i Laici.
Inizio - VIS Vaticano - Ricevere VIS - Contattaci - Calendario VIS
Il Vatican Information Service (VIS), istituito nell'ambito della Sala Stampa della Santa Sede, è un bollettino telematico che diffonde notizie relative all'attività magistrale e pastorale del Santo Padre e della Curia Romana... [+]
ultime 5 notizie
giovedì 8 maggio 2014
mercoledì 7 maggio 2014
UDIENZA GENERALE: IL DONO DEL CONSIGLIO
Città
del Vaticano, 7 maggio 2014
(VIS). Il consiglio, dono con cui lo Spirito rende capace la nostra
coscienza di fare una scelta concreta in comunione con Dio, secondo
la logica di Gesù e del suo Vangelo, è stato il tema della
catechesi di Papa Francesco per l'Udienza Generale di oggi.
Lo
Spirito Santo "ci fa crescere interiormente, ci fa crescere
positivamente, ci fa crescere nella comunità e ci aiuta a non cadere
in balia dell'egoismo e del proprio modo di vedere le cose. (...) La
condizione essenziale per conservare questo dono è la preghiera",
ha detto il Santo Padre spiegando che tutti noi possiamo pregare con
le preghiere che sappiamo da bambini, ma anche pregare con le nostre
parole: "'Signore, aiutami, consigliami, cosa devo fare adesso?'
E con la preghiera facciamo spazio, affinché lo Spirito venga e ci
aiuti in quel momento, ci consigli su quello che tutti noi dobbiamo
fare. La preghiera! Mai dimenticare la preghiera. Mai! Nessuno,
nessuno, se ne accorge quando noi preghiamo nel bus, nella strada:
preghiamo in silenzio col cuore. Approfittiamo di questi momenti per
pregare, pregare perché lo Spirito ci dia il dono del consiglio".
"Nell'intimità
con Dio e nell'ascolto della sua Parola, pian piano mettiamo da parte
la nostra logica personale (...) e impariamo invece a chiedere al
Signore: qual è il tuo desiderio?, qual'è la tua volontà? (...) In
questo modo matura in noi una sintonia profonda, quasi connaturale
nello Spirito e si sperimenta quanto siano vere le parole di Gesù
(...): 'Non preoccupatevi di come o di che cosa direte, perché vi
sarà dato in quell'ora ciò che dovrete dire: infatti non siete voi
a parlare, ma è lo Spirito del Padre vostro che parla in voi'. È
lo Spirito che consiglia, ma noi dobbiamo dare spazio allo Spirito,
perché ci possa consigliare. E dare spazio è pregare, pregare
perché Lui venga e ci aiuti sempre".
"Come
tutti gli altri doni dello Spirito, poi, anche il consiglio
costituisce un tesoro per tutta la comunità cristiana. Il Signore
non ci parla soltanto nell'intimità del cuore, (...), ma ci parla
anche attraverso la voce e la testimonianza dei fratelli (...) che
(...) ci aiutano a fare luce nel nostro cuore e a riconoscere la
volontà del Signore!". Papa Francesco ha raccontato a questo
proposito, che un giorno, nella diocesi argentina di Luján,
"un ragazzotto tutto moderno, con gli orecchini, i tatuaggi,
tutte queste cose..." gli espose nel confessionale una
situazione molto difficile, dicendo che sua madre gli aveva
consigliato di rivolgersi alla Vergine Maria. "Ecco una donna
che aveva il dono del consiglio. Non sapeva come uscire dal problema
del figlio, ma ha indicato la strada giusta. (...) Infatti questo
ragazzo mi ha detto: ho guardato la Madonna e ho sentito che devo
fare questo, questo e questo... Io non ho dovuto parlare - ha
ricordato il Papa - avevano già detto tutto la sua mamma e il
ragazzo stesso. Questo è il dono del consiglio. Voi mamme che avete
questo dono, chiedetelo per i vostri figli. Il dono di consigliare i
figli è un dono di Dio".
Papa
Francesco ha concluso la catechesi citando il Salmo 16 che ci invita
a pregare con queste parole: "'Benedico il Signore che mi ha
dato consiglio; anche di notte il mio animo mi istruisce. Io pongo
sempre davanti a me il Signore, sta alla mia destra, non potrò
vacillare'. Che lo Spirito possa sempre infondere nel nostro cuore
questa certezza e ricolmarci così della sua consolazione e della sua
pace! Chiedete sempre il dono del consiglio!".
VALORIZZARE NEL MESE DI MAGGIO LA PREGHIERA DEL SANTO ROSARIO
Città
del Vaticano, 7 maggio 2014
(VIS). Al termine dell'Udienza Generale, nelle parole di saluto nelle
diverse lingue, il Papa ha salutato i pellegrini di lingua tedesca,
in particolare i familiari e gli amici delle nuove Guardie Svizzere
che ieri hanno prestato il giuramento, ricordando che "lo
Spirito Santo scaccerà ogni timore". Riferendosi alla Giornata
Mondiale della Gioventù, in programma nel 2016 in Polonia, Papa
Francesco ha esortato i pellegrini a camminare insieme "uniti
nell'amore e nella preghiera, seguendo l'invito di San Giovanni Paolo
II a essere sempre giovani nello Spirito Santo".
Successivamente
il Papa ha rivolto parole di saluto ai volontari italiani della Croce
Rossa a 150 anni dalla fondazione; ai familiari dei ragazzi di San
Patrignano "ai quali mi unisco nel dire no ad ogni tipo di
droga" e al Gruppo Confcommercio Ascom di Padova che ha
incoraggiato "in questo momento di difficoltà economica"
Infine
il Papa ha invitato i presenti a recarsi a pregare alle Tombe degli
Apostoli per accrescere in tutti "la gioia pasquale della
Risurrezione che si manifesta anche in concrete opere di carità.
Domani - ha ricordato - la Chiesa eleva la preghiera della 'Supplica'
alla Madonna del Rosario di Pompei. A quel celebre Santuario si
recherà il Cardinale Segretario di Stato; invito tutti ad invocare
l'intercessione di Maria, affinché il Signore conceda misericordia e
pace alla Chiesa e al mondo intero. (...) Esorto tutti a valorizzare
in questo mese di maggio la preghiera del santo Rosario".
PRESA DI POSSESSO DEL CARDINALE LORENZO BALDISSERI
Città
del Vaticano, 7 maggio 2014
(VIS). L’Ufficio delle Celebrazione Liturgiche del Sommo Pontefice
ha dato comunicazione che domenica 11 maggio, alle ore 10:30, il
Cardinale Lorenzo Baldisseri, Segretario Generale del Sinodo dei
Vescovi, prenderà possesso della Diaconia di Sant’Anselmo
all’Aventino, Piazza dei Cavalieri di Malta, 5.
martedì 6 maggio 2014
GIURAMENTO GUARDIA SVIZZERA PONTIFICIA: OLTRE CINQUE SECOLI DI FEDELTÀ AL PAPA
Città
del Vaticano, 6 maggio 2014
(VIS). Come il 6 maggio di ogni anno, alle 10:30 di questa mattina,
si è tenuta la cerimonia del giuramento delle nuove reclute del
Corpo della Guardia Svizzera Pontificia nel Cortile di San Damaso del
Palazzo Apostolico. Presenti Cardinali, Vescovi, membri della Curia,
Rappresentanti del Corpo Diplomatico presso la Santa Sede,
dell'Esercito Svizzero, familiari e amici, le 30 nuove reclute, nelle
loro eleganti uniformi, hanno prestato giuramento sulla bandiera del
Corpo. "Oggi nel Palazzo Apostolico - nella casa del Papa – si
respira un’aria di festa. Il risuonare di voci e di musiche, i
colori delle divise e delle bandiere, la presenza di tanti ospiti
indicano che stiamo vivendo un momento particolarmente importante"
- ha detto nel suo discorso l'Arcivescovo Giovanni Angelo Becciu,
Sostituto della Segreteria di Stato, in rappresentanza del Santo
Padre.
"Sono
trascorsi 508 anni dalla fondazione di questo benemerito Corpo di
Guardia - ha proseguito l'Arcivescovo Becciu - e il fatto che dalla
Svizzera non cessino di giungere giovani desiderosi di mettersi al
servizio del Papa è motivo di fervido ringraziamento a Dio.
Invitando i giovani alabardieri ad invocare con affetto e devozione i
due nuovi papi santi, Giovanni XXIII e Giovanni Paolo II,
l'Arcivescovo ha detto: "Chiedete loro che vi aiutino a svolgere
nel modo migliore il vostro compito" ed ha ricordato: "Siamo
nel mese di maggio, il mese mariano, e quindi l’inizio del vostro
servizio è posto sotto la speciale protezione di Maria Santissima".
Alla
cerimonia erano presenti la delegazione del governo cantonale di
Svitto guidata dal suo Presidente, il Signor Walter Stahlin; il
Signor Pierre-Yves Fux, nuovo Ambasciatore Svizzero presso la Santa
Sede, in rappresentanza della Confederazione Elvetica e il
divisionario Hans-Peter Walser, in rappresentanza dell'Esercito
Svizzero. Alle 17:30 di oggi pomeriggio, il Cardinale Pietro Parolin,
Segretario di Stato, celebrerà la Santa Messa presso l'altare della
Cattedra della Basilica di San Pietro, animata dal coro "Singkreis
Brunnen".
VISITA A ROMA DI SUA SANTITÀ KAREKIN II PATRIARCA SUPREMO E CATHOLICOS DI TUTTI GLI ARMENI
Città
del Vaticano, 6 maggio 2014
(VIS). Dal 7 al 9 maggio prossimo, Sua Santità Karekin II, capo del
Catholicossato di Etchmiadzin della Chiesa apostolica armena, verrà
a Roma per incontrare Sua Santità Papa Francesco. Sua Santità
Karekin II è stato eletto centotrentaduesimo Patriarca Supremo e
Catholicos di tutti gli Armeni nel 1999.
La
Chiesa armena comprende due Catholicossati e due Patriarcati e conta
circa sei milioni di fedeli. I due Catholicossati di Etchmiadzin e di
Antelias sono in piena comunione, ma indipendenti dal punto di vista
amministrativo. Il Patriarcato armeno di Gerusalemme ed il
Patriarcato armeno di Costantinopoli dipendono da Etchmiadzin per le
questioni spirituali.
A
partire dal Concilio Vaticano Secondo, si sono sviluppate nuove
relazioni tra la Chiesa cattolica e la Chiesa armena. Rappresentanti
dei due Catholicossati di Etchmiadzin e di Antelias sono membri della
Commissione Mista Internazionale per il dialogo teologico tra la
Chiesa cattolica e le Chiese ortodosse orientali.
Durante
il Grande Giubileo dell'Anno 2000, il Catholicos Karekin II ha reso
visita alla Chiesa di Roma. Nel 2001, Papa Giovanni Paolo II ha
visitato a sua volta il Catholicossato di Etchmiadzin. Il Patriarca
si è recato nuovamente a Roma in occasione dei funerali di Papa
Giovanni Paolo II, guidando personalmente la delegazione armena. Più
recentemente, nel 2008 e nel 2012, il Catholicos Karekin II ha reso
visita a Papa Benedetto XVI ed ha partecipato anche all’inaugurazione
del ministero petrino di Papa Francesco.
Il
Catholicos incontrerà Papa Francesco e avrà con lui un momento
comune di preghiera giovedì 8 maggio. Egli farà inoltre visita al
Pontificio Consiglio per la promozione dell’unità dei cristiani e
ad alcuni Dicasteri della Curia romana. Il Patriarca si recherà
anche alla Tomba dell’Apostolo Pietro e pregherà presso la statua
di Gregorio l’Illuminatore, che si trova nel cortile nord della
Basilica vaticana.
IN MEMORIAM
Città
del Vaticano, 6 maggio 2014
(VIS). Di seguito riportiamo i dati dei Presuli mancati nelle ultime
settimane:
-
Il Vescovo Andrew Joseph McDonald, emerito di Little Rock, (Stati
Uniti d'America), il 1° aprile, all'età di 90 anni.
-
Il Vescovo Michael Pearse Lacey, Ausiliare emerito di Toronto,
(Canada), il 2 aprile, all'età di 97 anni.
-
Il Vescovo Pedro Fré, C.SS.R., emerito di Barretos (Brasile), il 3
aprile, all'età di 89 anni.
-
Il Cardinale Emmanuel III Delly, Patriarca emerito di Babilonia dei
Caldei (Iraq), l'8 aprile, all'età di 86 anni.
-
L'Arcivescovo Boniface Lele, emerito di Mombasa (Kenya), il 9 aprile,
all'età di 67 anni.
-
Il Vescovo Ján Hirka, emerito di Presov (Slovacchia), il 10 aprile,
all'età di 90 anni.
-
L'Arcivescovo Robert-Casimir Tonyui Messan Dosseh-Anyron, emerito di
Lomé (Togo), il 15 aprile, all'età di 88 anni.
-
Il Vescovo Anselmo Zarza Bernal, emerito di León (Messico), il 15
aprile, all'età di 97 anni.
-
Il Vescovo Ramón Malla Call, emerito di Lleida (Spagna), il 18
aprile, all'età di 91 anni.
-
Il Vescovo Francisco Ovidio Vera Intriago, Ausiliare di Portoviejo
(Ecuador), il 21 aprile, all'età di 71 anni.
-
Il Vescovo Boniface Nyema Dalieh, emerito di Cape Palmas (Liberia),
il 25 aprile, all'età di 80 anni.
-
Il Vescovo José Moreira Bastos Neto, di Três Lagoas (Brasile), il
26 aprile, all'età di 61 anni.
-
Il Vescovo Protacio Guevarra Gungon, emerito di Antipolo (Filippine),
il 26 aprile, all'età di 88 anni.
-
L'Arcivescovo Aloísio Roque Oppermann, S.C.I., emerito di Uberaba
(Brasile), il 26 aprile, all'età di 77 anni.
-
L'Arcivescovo Damião António Franklin, di Luanda (Angola), il 28
aprile, all'età di 63 anni.
-
Il Vescovo Tomás Balduino, O.P., emerito di Goiás (Brasile), il 2
maggio, all'età di 91 anni.
ALTRI ATTI PONTIFICI
Città
del Vaticano, 6 maggio 2014
(VIS). Il Santo Padre ha nominato il Padre Telesphore Bilung, S.V.D.,
Vescovo Ausiliare dell’Arcidiocesi di Ranchi (superficie: 5.299;
popolazione: 3.156.000; cattolici: 140.593; sacerdoti: 255;
religiosi: 1.266), India. Il Vescovo eletto è nato nel 1961 a
Sargidipa (India). Nel 1985 è entrato nella Società del Verbo
Divino (Verbiti), ha emesso i primi voti nel 1986, la Professione
Solenne nel 1991 ed è stato ordinato sacerdote nel 1992. Dal 1992 al
1994 Assistente parrocchiale in Puri; dal 1994 al 1996 Rettore del
Seminario Minore di Sambalpur; dal 1997 al 2005 Rettore della SVD
Formation House di Lungai; Presidente del Vocation Board; dal 2006 al
2007 Parroco in Premnagar, Arcidiocesi di Calcutta; dal 2007 al 2010
Pioniere della Missione di Bezda, Calcutta; dal 2008 al 2011
Consigliere Provinciale; dal 2010 al 2011 Rettore del Seminario
Minore dei PP. Verbiti di Lungai. È
stato finora Superiore Provinciale dei Missionari Verbiti.
lunedì 5 maggio 2014
FORMAZIONE INTELLETTUALE, SPIRITUALE, UMANA E PASTORALE: QUESTI I QUATTRO PILASTRI DELLA FORMAZIONE DEI FUTURI SACERDOTI
Città
del Vaticano, 5 maggio 2014
(VIS). La collaborazione con la società civile, l'evangelizzazione
in un Paese ancora diviso e la formazione dei futuri sacerdoti sono
stati i temi centrali del discorso che il Santo Padre ha consegnato
ai Vescovi della Conferenza Episcopale del Burundi, in occasione
della Visita "ad Limina Apostolorum".
Il
Santo Padre ricorda che la collaborazione fra la Santa Sede e la
Repubblica del Burundi, illustrata nell'Accordo-Quadro, firmato nel
novembre 2012 ed entrato in vigore in febbraio, promuove "un
ricco futuro per l'annuncio del Vangelo" ed invita i Vescovi "ad
inserirsi - come già fanno - nel dialogo sociale e politico, e ad
incontrare, senza esitazioni, i pubblici poteri. Le persone
responsabili dell'Autorità sono le prime ad avere bisogno della
vostra testimonianza di fede e del vostro coraggioso annuncio dei
valori cristiani, affinché conoscendo più a fondo la Dottrina
Sociale della Chiesa, ne apprezzino il valore e ad essa si ispirino
nell'amministrazione della cosa pubblica".
In
un non lontano passato, il Burundi ha conosciuto terribili conflitti
ed il popolo burundese rimane ancora troppo spesso diviso con
profonde ferite non ancora rimarginate. "Soltanto una autentica
conversione dei cuori al Vangelo - scrive il Papa - può disporre gli
uomini all'amore fraterno e al perdono, perché 'nella misura in cui
Dio riuscirà a regnare tra di noi, la vita sociale sarà uno spazio
di fraternità, di giustizia, di pace, di dignità per tutti'.
L'evangelizzazione in profondità del vostro popolo continua ad
essere la vostra principale preoccupazione per conseguire una
autentica riconciliazione".
Se
i primi testimoni chiamati a vivere l'autenticità di questa
conversione sono, naturalmente, i sacerdoti, è necessario che i
candidati al sacerdozio, "oltre alla indispensabile formazione
intellettuale, ricevano anche una solida formazione spirituale, umana
e pastorale. Questi i quattro pilastri della formazione! È
con tutta la loro vita, nella quotidianità dei loro rapporti umani,
che essi portano il Vangelo a tutti. Nel ministero sacerdotale non ci
deve essere il 'predominio dell'aspetto amministrativo su quello
pastorale, come pure una sacramentalizzazione senza altre forme di
evangelizzazione'".
Papa
Francesco elogia la preziosa opera delle congregazioni religiose nel
campo dell'educazione, negli ospedali e nell'assistenza ai rifugiati
e ricorda ai Presuli che le numerose nuove comunità che si formano
"hanno bisogno del loro attento e prudente discernimento per
garantire una solida formazione ai loro membri ed accompagnare
l'evoluzione che esse sono chiamate a vivere per il bene di tutta la
Chiesa".
"Il
vostro Paese ha conosciuto una difficile storia recente, attraversata
da divisioni e violenza, in un contesto di grande povertà che
purtroppo perdura. Nonostante ciò, i coraggiosi sforzi di
evangelizzazione che voi dispiegate nel vostro ministero pastorale
portano numerosi frutti di conversione e di riconciliazione. Vi
invito a non perdere la speranza, ma ad andare coraggiosamente
avanti, con un rinnovato spirito missionario, per portare la Buona
Novella a tutti coloro che ancora la attendono e che ne hanno più
bisogno, perché conoscano finalmente la misericordia del Signore".
IL PAPA ALLE NUOVE GUARDIE SVIZZERE: NON È L’UNIFORME MA COLUI CHE LA INDOSSA A DOVER COLPIRE GLI ALTRI PER L’ATTEGGIAMENTO DI CARITÀ VERSO TUTTI
Città
del Vaticano, 5 maggio 2014
(VIS). Questa mattina nella Sala Clementina del Palazzo Vaticano,
Papa Francesco ha incontrato le reclute della Guardia Svizzera
Pontificia, che domani presteranno giuramento, accompagnati da
genitori, familiari e amici. "È un giorno speciale - ha detto
il Papa - perché commemoriamo il Sacco di Roma e l’atto eroico dei
vostri predecessori che, nel 1527, offrirono la propria vita per la
difesa della Chiesa e del Papa. La vostra dedizione è la conferma
che il loro coraggio e la loro fedeltà hanno portato frutto".
"Il
contesto sociale ed ecclesiale è molto cambiato da allora - ha
proseguito il Pontefice - la società è diversa rispetto a quei
tempi. Ma il cuore dell’uomo, la sua capacità di essere fedele e
coraggioso – 'acriter et fideliter', recita il vostro motto – è
rimasto lo stesso. (...) Prestare servizio nella Guardia Svizzera
Pontificia significa vivere un’esperienza che vede incontrarsi il
tempo e lo spazio in modo molto particolare (...) Con il vostro
peculiare servizio, voi siete chiamati a dare una serena e gioiosa
testimonianza cristiana a quanti giungono in Vaticano per visitare la
Basilica di San Pietro e per incontrare il Papa. Vivete intensamente
le vostre giornate! Siate saldi nella vostra fede e generosi nella
carità verso le persone che incontrate".
"L’uniforme
che indossate - ha ricordato Papa Francesco - quest’anno compie
cento anni. I suoi colori e la sua foggia sono conosciuti in tutto il
mondo: ricordano dedizione, serietà, sicurezza. Identificano un
servizio singolare e un passato glorioso. Tuttavia, dietro ad ogni
uniforme c’è una persona concreta: con una famiglia e una terra di
provenienza, con una personalità e una sensibilità, con dei
desideri e dei progetti di vita. La vostra divisa è un suggestivo
tratto caratteristico della Guardia Svizzera e attira l’attenzione
della gente. Ma ricordate che non è l’uniforme ma colui che la
indossa a dover colpire gli altri per la gentilezza, per lo spirito
di accoglienza, per l’atteggiamento di carità verso tutti.
Considerate questo anche nei rapporti tra di voi, dando importanza,
anche alla vostra vita comunitaria, al condividere i momenti lieti e
quelli più difficili, non ignorando chi tra di voi si trova in
difficoltà e a volte ha bisogno di un sorriso e di un gesto di
incoraggiamento e di amicizia; evitando una distanza negativa che
divide tra loro i compagni e che, nella vita di tutte le persone del
mondo, può generare disprezzo, emarginazione o razzismo".
LA SANTA SEDE E LA CONVEZIONE CONTRO LA TORTURA
Città
del Vaticano, 5 maggio 2014
(VIS). L'Arcivescovo Silvano Tomasi, C.S., Capo della Delegazione
della Santa Sede presso l'Ufficio delle Nazioni Unite ed Istituzioni
Specializzate a Ginevra, ha presentato il Rapporto iniziale della
Santa Sede al Comitato per la Convenzione contro la Tortura (CAT),
che tiene in questa sede la sua LII Sessione.
Nell'esauriente
Rapporto, l'Arcivescovo Tomasi precisa che "La Santa Sede ha
aderito alla Convenzione contro la tortura (CAT) il 22 giugno 2002,
con l'intento molto chiaro e diretto che la presente Convenzione
fosse applicata alla Città del Vaticano (SCV). Nella sua qualità di
sovrano della Città del Vaticano, la Santa Sede ha fornito un
importante 'Dichiarazione interpretativa' che mostra il suo approccio
al CAT".
"In
primo luogo, la Dichiarazione interpretativa loda la Convenzione come
strumento degno di difesa contro gli atti di tortura, quando dice:
'La Santa Sede ritiene che la Convenzione contro la tortura e altri
trattamenti crudeli, inumani o degradanti, sia uno strumento valido
ed idoneo per la lotta contro atti che costituiscono una grave offesa
alla dignità della persona umana. 'In questo senso infatti, la Santa
Sede ha voluto esprimere l'armonia dei propri principi e la visione
della persona umana con quegli ideali e pratiche stabilite nella
Convenzione contro la Tortura".
"La
Dichiarazione interpretativa insiste sul fatto che 'La Santa Sede,
aderendo alla Convenzione per conto dello Stato della Città del
Vaticano, si impegna ad applicarla nella misura in cui è
compatibile, in pratica, con la peculiare natura di detto Stato ".
Come tale, per quanto riguarda l'applicazione della Convenzione e di
qualsiasi esame, problema o critiche, o di applicazione di
quest'ultima, la Santa Sede intende concentrarsi esclusivamente sulla
Città del Vaticano, nel rispetto della sovranità internazionale di
questo Stato e la legittima autorità specifica della Convenzione e
della Commissione competente di esaminare i rapporti di Stato".
"La
Santa Sede, in quanto membro della comunità internazionale, è
legato ma separato e distinto dal territorio della Città del
Vaticano, sul quale esercita la sovranità. La sua personalità
internazionale non è mai stato confusa con i territori sui quali ha
esercitato la sovranità dello Stato. Nella sua forma attuale, la
Città del Vaticano è stata fondata nel 1929 per garantire più
efficacemente la missione spirituale e morale della Santa Sede.
Pertanto, i riferimenti colloquiali alla Santa Sede come il
'Vaticano' possono essere fuorvianti. In questo senso, la Santa Sede,
come detto, incoraggia a livello globale i principi di base e di
autentici diritti umani riconosciuti nella CAT, mentre realizza la
sua attuazione nel territorio della Città del Vaticano in armonia
con la Dichiarazione interpretativa".
Dopo
aver presentato alcuni punti essenziali che devono guidare e
assistere la discussione, l'Arcivescovo offre una panoramica della
relazione iniziale che la Santa Sede ha presentato alla Commissione
nel dicembre 2012.
"Oltre
a presentare le distinzioni essenziali e le relazioni tra la Santa
Sede, Città del Vaticano e la Chiesa cattolica, vorrei sottolineare
- afferma l'Arcivescovo Tomasi - alcuni elementi importanti
presentati all'interno della sezione 'Informazioni generali'. In
particolare, il primo punto di riferimento è il sistema giuridico
della Città del Vaticano, che è autonomo rispetto al sistema
giuridico della Chiesa cattolica. In realtà, non tutte le norme
canoniche sono rilevanti per il governo di questo territorio. In
relazione al tema del delitto e della pena ci sono leggi specifiche
che criminalizzano le attività illecite e prevedono sanzioni
proporzionate nella Città del Vaticano".
"Come
indicato nella sezione sulle statistiche, la piccola popolazione
della Città del Vaticano, ricevendo circa 18 milioni di pellegrini e
turisti ogni anno, ha un numero relativamente basso di questioni
penali registrate".
"Passando
ora alla terza parte del Rapporto iniziale, che affronta
sistematicamente ognuno dei sedici articoli sostanziali del CAT, la
mia Delegazione desidera sottolineare alcuni passi significativi e
miglioramenti nella Città del Vaticano a rispettare la Convenzione,
sin dalla consegna del Rapporto iniziale nel dicembre 2012. in primo
luogo, vi è la modifica della legislazione dello Stato della Città
del Vaticano con la promulgazione della Lettera Apostolica di Papa
Francesco, l'11 luglio 2013, 'Sulla competenza della autorità
giudiziaria della Città del Vaticano in materia penale', in
particolare l'articolo 3, della Legge N. VIII, che tratta
specificamente il reato di tortura. Mentre l'applicazione di questa
legge fondamentale nel diritto penale dello Stato della Città del
Vaticano in qualche modo tocca diversi articoli della Convenzione,
vale la pena citarne direttamente alcuni. In relazione all'articolo 1
della Convenzione, la nuova legislazione integra, quasi alla lettera,
la definizione di tortura e punizione crudele e disumana come ivi
forniti e, quindi, di fatto, rispetta l'articolo 4 della Convenzione
con l'integrazione nel codice penale e l'istituzione di sanzioni
adeguate per tali reati. Il paragrafo 6 dello stesso articolo 3 della
legge modificata VIII ribadisce efficacemente l'articolo 15 della
Convenzione, che vieta l'uso di qualsiasi dichiarazione rilasciata a
seguito di torture da considerare come prova".
"Modificati
anche nel luglio 2013, gli emendamenti della Legge IX rispondono con
maggiore specificità e chiarezza alle questioni dei reati, sia
all'interno che al di fuori del territorio dello Stato, di
giurisdizione, di estradizione e dei termini di condanna. I
cambiamenti procedurali e legislativi cercano di attuare i principi
contenuti nella Convenzione contro la tortura di cui agli articoli 3,
5 e 8. In particolare, si deve notare lo sviluppo sulla questione
dell'estradizione e anche la smentita dello stesso da parte della
Santa Sede, se lo Stato richiedente esercita la tortura o usa la pena
capitale".
"La
quarta parte del Rapporto iniziale, riguardante la 'Affermazione del
divieto contro la tortura e altri trattamenti disumani o degradanti o
punizioni crudeli negli insegnamenti e nelle attività della Santa
Sede', fa riferimento alla vasta gamma di documenti, proclami,
pubblicazioni, programmi radiofonici e televisivi con i quali la
Santa Sede si dirige attivamente non solo ai seguaci della fede
cattolica, ma anche alla comunità internazionale e a tutte le
persone di buona volontà".
"Va
sottolineato, alla luce della grande confusione esistente, che la
Santa Sede non ha giurisdizione - come tale termine viene inteso
anche ai sensi dell'articolo 2.1 della Convenzione - su ogni membro
della Chiesa cattolica. La Santa Sede desidera ribadire che le
persone che vivono in un determinato paese sono sotto la
giurisdizione delle autorità legittime di quel paese e sono quindi
soggette alla legge nazionale e alle conseguenze ivi contenute. Le
autorità degli Stati sono obbligate a proteggere, e, quando
necessario, perseguire le persone sotto la loro giurisdizione. La
Santa Sede esercita la stessa autorità su coloro che vivono nella
Città del Vaticano in conformità con le sue leggi. Quindi, la Santa
Sede, nel rispetto dei principi di autonomia e sovranità degli
Stati, insiste sul fatto che l'Autorità dello Stato, che ha
competenza legittima, agisce come attore responsabile della giustizia
per quanto riguarda i crimini e gli abusi commessi da persone sotto
la sua giurisdizione. La mia delegazione desidera sottolineare che
questo include non solo gli atti di tortura e di altri atti di pene
crudeli e disumane, ma anche tutti gli altri atti considerati crimini
commessi da qualsiasi persona fisica che, nonostante l'affiliazione
ad un istituto cattolico, è soggetto ad una particolare autorità
dello Stato. L'obbligo e la responsabilità a promuovere la giustizia
in questi casi risiede nella giurisdizione nazionale competente".
"Ricapitolando
questa quarta parte del Rapporto si potrebbe dire che numerose sono
le misure che la Santa Sede ha adottato nel prendere efficaci
provvedimenti legislativi, amministrativi, giudiziari e altri
provvedimenti volti a prevenire e vietare la tortura e ad affrontare
la sua radice, inducendo a evitare futuri atti in questo ambito.
Tutto ciò esprime il desiderio della Santa Sede di 'dare il proprio
sostegno morale e la collaborazione alla Comunità internazionale,
per contribuire all'eliminazione del ricorso alla tortura, che è
inammissibile e disumano".
ANCHE NOI POSSIAMO DIVENTARE "VIANDANTI RISORTI", SE LA PAROLA DEL SIGNORE RISCALDA IL NOSTRO CUORE
Città
del Vaticano, 4 maggio 2014 (VIS). "Pietro è testimone della
speranza che è in Cristo. (...) Pietro è il punto di riferimento
saldo della comunità perché è fondato sulla Roccia che è Cristo.
Così è stato Giovanni Paolo II, vera pietra ancorata alla grande
Roccia". Queste le parole di Papa Francesco nell'omelia della
Santa Messa per la Comunità Polacca di Roma, nella chiesa di San
Stanislao, in ringraziamento per la Canonizzazione di Giovanni Paolo
II. In questa Chiesa, ha ricordato Papa Francesco - Papa Wojtyla è
venuto più di 80 volte. "Nei momenti di tristezza e di
abbattimento, quando tutto sembrava perduto, egli non perdeva la
speranza, perché la sua fede e la sua speranza erano fisse in Dio. E
così era pietra, roccia per questa comunità".
"Voi,
fratelli e sorelle - ha ricordato Papa Francesco - fate parte di un
popolo che è stato molto provato nella sua storia. Il popolo polacco
sa bene che per entrare nella gloria bisogna passare attraverso la
passione e la croce. E lo sa non perché l’ha studiato, lo sa
perché lo ha vissuto. San Giovanni Paolo II, come degno figlio della
sua patria terrena, ha seguito questa via. L’ha seguita in modo
esemplare, ricevendo da Dio una spogliazione totale. Per questo 'la
sua carne riposa nella speranza'".
"E
noi? Siamo disposti a seguire questa strada? Voi, cari fratelli, che
formate oggi la comunità cristiana dei polacchi a Roma, volete
seguire questa strada? San Pietro, anche con la voce di san Giovanni
Paolo II, vi dice: 'Comportatevi con timore di Dio nel tempo in cui
vivete quaggiù come stranieri'. È
vero, siamo viandanti, ma non erranti! In cammino, ma sappiamo dove
andiamo! Gli erranti non lo sanno. Siamo pellegrini, ma non randagi –
come diceva san Giovanni Paolo II".
"Anche
noi - ha concluso il Pontefice - possiamo diventare 'viandanti
risorti'", se la Parola del Signore "riscalda il nostro
cuore, e la sua Eucaristia ci apre gli occhi alla fede e ci nutre di
speranza e di carità. Anche noi possiamo camminare accanto ai
fratelli e alle sorelle che sono tristi e disperati, e riscaldare il
loro cuore con il Vangelo, e spezzare con loro il pane della
fraternità".
GESÙ CI SPIEGA LE SCRITTURE E RIACCENDE NEI NOSTRI CUORI IL CALORE DELLA FEDE E DELLA SPERANZA
Città
del Vaticano, 4 maggio 2014 (VIS). Alle dodici di questa mattina, il
Santo Padre Francesco si è affacciato alla finestra dello studio nel
Palazzo Apostolico Vaticano per recitare il Regina Caeli con i fedeli
ed i pellegrini convenuti in Piazza San Pietro per il consueto
appuntamento domenicale. Ricordando il Vangelo di questa domenica,
sui discepoli di Emmaus, che lungo la strada non riconoscono Gesù
che cammina accanto a loro, il Papa ha detto: "Vedendoli così
tristi, Egli dapprima li aiutò a capire che la passione e la morte
del Messia erano previste nel disegno di Dio e preannunciate nelle
Sacre Scritture; e così riaccese un fuoco di speranza nei loro
cuori".
"La
strada di Emmaus diventa così simbolo del nostro cammino di fede: le
Scritture e l’Eucaristia sono gli elementi indispensabili per
l’incontro con il Signore. Anche noi arriviamo spesso alla Messa
domenicale con le nostre preoccupazioni, le nostre difficoltà e
delusioni… La vita a volte ci ferisce e noi ce ne andiamo tristi,
verso la nostra 'Emmaus', voltando le spalle al disegno di Dio. Ci
allontaniamo da Dio. Ma ci accoglie la Liturgia della Parola: Gesù
ci spiega le Scritture e riaccende nei nostri cuori il calore della
fede e della speranza, e nella Comunione ci dà forza".
Nel
sottolineare che la Parola di Dio e l'Eucaristia ci riempiono di
gioia, Papa Francesco ha detto: "Ricordatelo bene! Quando tu sei
triste, prendi la Parola di Dio. Quando tu sei giù, prendi la Parola
di Dio e va’ alla Messa della domenica a fare la Comunione, a
partecipare del mistero di Gesù. Parola di Dio, Eucaristia: ci
riempiono di gioia. (...) C’è sempre una Parola di Dio che ci dà
l’orientamento dopo i nostri sbandamenti; e attraverso le nostre
stanchezze e delusioni c’è sempre un Pane spezzato che ci fa
andare avanti nel cammino".
AZIONE CATTOLICA: ANDARE AI CONFINI E VIVERE LA GIOIA DELL'APPARTENENZA CRISTIANA
Città
del Vaticano, 3 maggio 2014
(VIS). Questa mattina, nell'Aula Paolo VI, il Santo Padre Francesco
ha incontrato l'Azione Cattolica Italiana a conclusione
dell'Assemblea Nazionale sul tema: "Persone nuove in Gesù
Cristo, corresponsabili della gioia di vivere". "Il tema
della vostra Assemblea - ha detto il Pontefice - si inserisce bene
nel tempo pasquale, che è un tempo di gioia. È la gioia dei
discepoli nell'incontro con il Cristo risorto, e richiede di essere
interiorizzata, dentro uno stile evangelizzatore capace di incidere
nella vita".
"Nell’attuale
contesto sociale ed ecclesiale - ha proseguito il Papa - voi laici di
Azione Cattolica siete chiamati a rinnovare la scelta missionaria,
aperta agli orizzonti che lo Spirito indica alla Chiesa ed
espressione di una nuova giovinezza dell’apostolato laicale. Questa
scelta missionaria: tutto in chiave missionaria, tutto. (...) Questa
è la scelta che oggi fa l'Azione Cattolica. Anzitutto le parrocchie,
specialmente quelle segnate da stanchezza e chiusure - e ce ne sono
tante. (...) Quando io saluto le segretarie parrocchiali, domando
loro: Ma Lei è segretaria di quelli che aprono le porte o di quelli
che chiudono la parta? Queste parrocchie hanno bisogno del vostro
entusiasmo apostolico, della vostra piena disponibilità e del vostro
servizio creativo. Si tratta di assumere il dinamismo missionario per
arrivare a tutti, privilegiando chi si sente lontano e le fasce più
deboli e dimenticate della popolazione. Si tratta di aprire le porte
e lasciare che Gesù possa andare fuori. Tante volte abbiamo Gesù
chiuso nelle parrocchie con noi, e noi non usciamo fuori e non
lasciamo uscire fuori Lui! Aprire le porte perché Lui vada, almeno
Lui! Si tratta di una Chiesa 'in uscita': sempre Chiesa in uscita".
Rimanere,
andare e gioire sono stati i tre verbi che Papa Francesco ha indicato
all'Azione Cattolica per costituire una traccia di cammino.
"Rimanere.
Ma non rimanere chiusi, no Rimanere in che senso? Rimanere con Gesù,
rimanere a godere della sua compagnia. Per essere annunciatori e
testimoni di Cristo occorre rimanere anzitutto vicini a Lui. È
dall’incontro con Colui che è la nostra vita e la nostra gioia,
che la nostra testimonianza acquista ogni giorno nuovo significato e
nuova forza. Rimanere in Gesù, rimanere con Gesù".
"Secondo
verbo: andare. Mai un'Azione Cattolica ferma, per favore! Non
fermarsi: andare! (...) e annunciare che Dio è Padre e che Gesù
Cristo ve lo ha fatto conoscere, e per questo la vostra vita è
cambiata: si può vivere da fratelli, portando dentro una speranza
che non delude". L'uomo dovunque si trovi, "lì dove
soffre, lì dove spera, lì dove ama e crede, lì dove sono i suoi
sogni più profondi, le domande più vere, i desideri del suo cuore.
Lì vi aspetta Gesù. Questo significa: andare fuori. Questo
significa: usciere, andare uscendo".
"E
infine gioire. (...) Essere persone che cantano la vita, che cantano
la fede. (...) Dire la fede, vivere la fede con gioia, e questo si
chiama 'cantare la fede'. E questo non lo dico io! Questo lo ha detto
1600 anni fa sant'Agostino: 'cantare la fede'! Persone capaci di
riconoscere i propri talenti e i propri limiti, che sanno vedere
nelle proprie giornate, anche in quelle più buie, i segni della
presenza del Signore. Gioire perché il Signore vi ha chiamato ad
essere corresponsabili della missione della sua Chiesa. Gioire perché
in questo cammino non siete soli: c'è il Signore che vi accompagna,
ci sono i vostri vescovi e sacerdoti che vi sostengono, ci sono le
vostre comunità parrocchiali, le vostre comunità diocesane con cui
condividere il cammino. Non siete soli!".
"Con
questi tre atteggiamenti, rimanere in Gesù, andare ai confini e
vivere la gioia dell’appartenenza cristiana, potrete portare avanti
la vostra vocazione, ed evitare la tentazione della 'quiete', che non
ha niente a che fare con il rimanere in Gesù; evitare la tentazione
della chiusura e quella dell’intimismo; tanto edulcorata,
disgustosa per quanto è dolce, quella dell'intimismo... E se voi
andate, non cadrete in questa tentazione. E anche evitare la
tentazione della serietà formale. Con questo rimanere in Gesù,
andare ai confini, vivere la gioia evitando queste tentazioni,
eviterete di portare avanti una vita più simile a statue da museo
che a persone chiamate da Gesù a vivere e diffondere la gioia del
Vangelo. Se voi volete ascoltare il consiglio del vostro Assistente
generale - è tanto mite, perché porta un nome mite, lui, è
Mansueto! - se voli volete prendere il suo consiglio, siate asinelli,
ma mai statue di museo, per favore, mai!".
AI VESCOVI SRI LANKA: CONTRIBUITE ALLA RICONCILIAZIONE NAZIONALE E PROMUOVETE IL DIALOGO INTERRELIGIOSO CONTRO GLI ESTREMISMI
Città
del Vaticano, 3 maggio 2014 (VIS). Il contributo della Chiesa
Cattolica alla riconciliazione nazionale e la ricostruzione della
società civile, l'importanza del dialogo interreligioso di fronte ad
estremismi che promettono un falso senso di unità nazionale fondata
su di un'unica identità religiosa e la protezione della famiglia,
sono stati i temi centrali del discorso che il Papa ha consegnato ai
Vescovi della Conferenza Episcopale di Sri Lanka, al termine della
quinquennale Visita "ad Limina Apostolorum".
Dopo
lunghi anni di combattimenti e spargimento di sangue, la guerra nello
Sri Lanka ha avuto finalmente fine ed i suoi abitanti ora sperano di
ricostruire la loro vita e le loro comunità. I Presuli intendono
contribuire a questa missione come sottolineano nella Lettera
Pastorale "Verso le riconciliazione e la ricostruzione della
nostra Nazione", nella quale, oltre a condividere le
tribolazioni del loro popolo, affermano che c'è ancora molto lavoro
da fare per promuovere il rispetto dei diritti umani e superare le
tensioni etniche. Il Papa si unisce ai Presuli con parole di conforto
"per tutti coloro che hanno perso i loro cari durante la guerra
ed il cui futuro rimane incerto". Ricordando l'appello di San
Paolo a portare gli uni il peso degli altri, il Papa invita le
comunità "ad essere ferme nella fede, a rimanere accanto a
quanti sono in lutto ed ancora soffrono i persistenti effetti della
guerra".
La
Chiesa Cattolica nello Sri Lanka, che conta fra i suoi membri
Cingalesi e Tamil, può promuovere, perciò, l'unità fra i due
gruppi giacché conosce "le preoccupazioni e i timori della
gente, specialmente l'emarginazione e la diffidenza l'uno nei
confronti dell'altro. I fedeli, consapevoli dei problemi che causano
tensioni fra Cingalesi e Tamil, possono offrire un clima di dialogo
che si impegna a costruire una società più giusta ed equa".
Lo
Sri Lanka non soltanto ha una ricca diversità etnica ma anche
diverse tradizioni religiose, per cui di fondamentale importanza è
il dialogo interreligioso ed ecumenico per promuovere la conoscenza e
l'arricchimento reciproco. Il Papa ha parole di apprezzamento per
l'impegno dei Presuli in tale ambito che "permette alla Chiesa
di collaborare più facilmente con gli altri nel garantire una pace
duratura, ed assicurare la libertà della Chiesa nel perseguire i
suoi obiettivi, specialmente l'educazione alla fede dei giovani e la
libera testimonianza della fede cristiana. "Tuttavia - nota il
Santo Padre - lo Sri Lanka vede l'insorgenza di estremismi religiosi
che, promuovendo una falso senso dell'unità nazionale fondata su di
una singola identità religiosa, creano tensioni che si esprimono in
atti di intimidazione e violenza. Sebbene tali tensioni possono
minacciare i rapporti ecumenici, la Chiesa nello Sri Lanka deve
rimanere salda nel cercare alleati per la pace ed interlocutori per
il dialogo".
Papa
Francesco ricorda l'importante lavoro dei sacerdoti e dei religiosi
nella missione della trasmissione della fede e nel promuovere la
riconciliazione ed il dialogo e dedica l'ultima parte del suo
discorso alla famiglia, ricordando che molte famiglie ancora soffrono
le conseguenze della guerra che ne ha causato l'allontanamento dalle
loro case e la morte di alcuni dei suoi membri. "Molti hanno
perso il lavoro - scrive il Papa - e le famiglie sono rimaste divise
poiché uno dei due coniugi ha dovuto lasciare la propria casa per
cercare lavoro. Un'altra grande sfida è rappresentata dalla realtà
crescente dei matrimoni misti, che richiedono maggiore attenzione
nella preparazione e nell'assistenza alle coppie nel momento in cui
si devono formare nella fede i loro figli. Quando siamo attenti alle
famiglie e alle loro necessità, quando comprendiamo le loro
difficoltà e speranze, rafforziamo la testimonianza della Chiesa e
la proclamazione del Vangelo. (...) Il vostro impegno nel sostenere
la famiglia sia a beneficio non soltanto della Chiesa, ma anche della
società della Nazione, soprattutto nella sua missione a favore della
riconciliazione e dell'unità".
PONTIFICIA COMMISSIONE PER LA TUTELA DEI MINORI: IL BENE DI UN BAMBINO O DI UN ADULTO VULNERABILE È PRIORITARIO NEL MOMENTO IN CUI VIENE PRESA QUALSIASI DECISIONE
Città
del Vaticano, 3 maggio 2014
(VIS). Nei giorni 1-3 maggio, presso la Casa Santa Marta, nella Città
del Vaticano, i primi Membri della Pontificia Commissione per la
Tutela dei Minori hanno tenuto il loro incontro inaugurale. Come
precedentemente annunciato, obiettivo dell'incontro era quello di
presentare al Santo Padre raccomandazioni relative alle funzioni
della Commissione e fare proposte per la nomina di ulteriori membri
provenienti da diverse parti del mondo. Questi i membri che hanno
preso parte all'incontro: Catherine Bonnet, Francia; Marie Collins,
Irlanda; Sheila Baroness Hollins, Regno Unito; il Cardinale Sean
Patrick O'Malley, O.F.M.Cap, Stati Uniti d'America; Claudio Papale,
Italia; Hanna Suchocka, Polonia; Humberto Miguel Yáñez, S.I.,
Argentina e Hans Zollner, S.I., Germania.
A
conclusione dell’incontro, in occasione di un Briefing per la
stampa tenuto presso la Sala Stampa della Santa Sede, è stata
rilasciata per conto della Commissione la seguente dichiarazione:
"Mentre
iniziamo insieme il nostro servizio, desideriamo esprimere la nostra
profonda solidarietà a tutte le vittime che hanno subito abusi
sessuali come bambini o come adulti vulnerabili, e desideriamo
rendere noto che, dall'inizio del nostro lavoro, abbiamo adottato il
principio che il bene di un bambino o di un adulto vulnerabile è
prioritario nel momento in cui viene presa qualsiasi decisione.
Nel
corso dei nostri incontri, ognuno di noi ha potuto condividere idee,
esperienze e aspirazioni per questa Pontificia Commissione.
Rispondendo alle richieste del Santo Padre, queste discussioni sono
state dedicate alla natura e agli obiettivi della Commissione e
all'ampliamento del numero dei membri, così da includere persone
provenienti da altre aree geografiche e altre aree di competenza.
Nelle nostre conversazioni abbiamo anche esaminato molte proposte sui
modi in cui la Commissione potrebbe collaborare con esperti di
diverse aree connesse con la salvaguardia di bambini e adulti
vulnerabili. Abbiamo anche incontrato alcuni membri della Curia
Romana relativamente ad aree di futura cooperazione, fra i quali
rappresentanti della Segreteria di Stato, della Congregazione per la
Dottrina della Fede, della Congregazione per il Clero, della Sala
Stampa della Santa Sede e della Gendarmeria Vaticana.
In
quanto Commissione Consultiva del Santo Padre, comunicheremo a Papa
Francesco i risultati del nostro lavoro. A suo tempo proporremo
iniziative per incoraggiare la responsabilità locale nel mondo e la
condivisione reciproca delle "pratiche migliori" per la
protezione di tutti i minori, con programmi di addestramento,
educazione, formazione, e risposte agli abusi. Abbiamo anche
condiviso con Papa Francesco quanta importanza attribuiamo ad alcune
aree del nostro futuro lavoro. Riteniamo particolarmente importante
garantire l'esercizio della responsabilità (accountability) nella
Chiesa, compreso lo sviluppo degli strumenti per protocolli e
procedure efficaci e trasparenti.
Proporremo
al Santo Padre 'Statuti' per esprimere più precisamente la natura
della Commissione, la sua struttura, la sua attività e i suoi
obiettivi. È chiaro, ad esempio, che la Commissione non tratterà
casi individuali di abuso, ma potrà presentare raccomandazioni sulle
direttive per assicurare l'obbligo della responsabilità
(accountability) e le pratiche migliori. Negli 'Statuti' intendiamo
presentare proposte specifiche per sottolineare le vie per
sensibilizzare le persone sulle tragiche conseguenze degli abusi
sessuali e sulle conseguenze devastanti del mancato ascolto, dei
mancati rapporti di sospetto di abusi, e del mancato sostegno alle
vittime di abusi sessuali e alle loro famiglie.
Mentre
i cattolici si impegnano a rendere le nostre parrocchie, scuole ed
istituzioni, luoghi sicuri per tutti i minori, noi ci impegniamo
insieme con le persone di buona volontà a garantire che i bambini e
gli adulti vulnerabili siano protetti dagli abusi. Chiediamo le
preghiere di tutti coloro che desiderano sostenere il lavoro della
Commissione".
NOTA INFORMATIVA SULLA RIUNIONE DEL CONSIGLIO PER L'ECONOMIA
Città
del Vaticano, 3 maggio 2014
(VIS). Il Consiglio per l'Economia, istituito dal Santo Padre con il
Motu proprio "Fidelis dispensator et prudens", del 24
febbraio scorso, ha tenuto la sua prima riunione nella giornata di
venerdì 2 maggio. I lavori hanno avuto luogo nella Sala Bologna del
Palazzo Apostolico, mattina e pomeriggio, terminando alle ore 18.00.
I lavori sono stati presieduti dal Cardinale Coordinatore del
Consiglio, Reinhard Marx, e oltre ai quindici membri hanno
partecipato ai lavori anche i Cardinali Pietro Parolin, Segretario di
Stato, e George Pell, Presidente della Segreteria per l'Economia, e
il Prelato Segretario del Consiglio stesso, Monsignor Brian Ferme.
Il
Santo Padre ha ricevuto il Consiglio nella mattinata di venerdì,
rivolgendogli un breve discorso nella mattinata di venerdì. Il testo
del discorso e la sintesi in italiano dell'indirizzo del Cardinale
Marx al Papa sono già stati pubblicati (Osservatore Romano, 2-3-
maggio, p.8).
Come
hanno tenuto a rilevare sia il Santo Padre nel suo discorso, sia il
Cardinale Coordinatore nel suo indirizzo, i membri ecclesiastici e
laici del Consiglio sono sullo stesso piano, con pari responsabilità
e diritti. Ciò è apparso concretamente nella riunione stessa per il
fatto che ecclesiastici e laici hanno occupato posti alternati e non
separati intorno al tavolo dei lavori.
I
lavori, che si sono svolti in un'atmosfera positiva e costruttiva,
hanno avuto come oggetto anzitutto la bozza degli Statuti del
Consiglio stesso, il cui esame sarà proseguito anche nella prossima
riunione perché possano essere presentati all'approvazione del Santo
Padre. Inoltre è stato presentato al Consiglio il lavoro svolto
dalla Commissione di studio e indirizzo sull'organizzazione della
struttura economico-amministrativa della Santa Sede (COSEA, istituita
dal Santo Padre il 18 luglio 2013). L'informazione e la continuità
del lavoro svolto sono garantite dal fatto che il Presidente e altri
due membri della COSEA sono ora membri del Consiglio dell'Economia.
La
prossima riunione è stata fissata per il 5 luglio. Altre due
riunioni sono previste nel corso del presente anno, una in settembre
e una in dicembre.
90MA GIORNATA PER L'UNIVERSITÀ CATTOLICA DEL SACRO CUORE
Città
del Vaticano, 3 maggio 2014 (VIS). Il Cardinale Pietro Parolin,
Segretario di Stato, ha inviato una Lettera al Cardinale Angelo
Scola, Presidente dell'Istituto G. Toniolo di Studi Superiori, in
occasione della 90ma Giornata per l'Università Cattolica del Sacro
Cuore, che si celebra domenica 4 maggio, sul tema: "Con i
giovani, protagonisti del futuro".
Il
tema di quest'anno, sottolinea il Cardinale Parolin, "esprime
bene sia la vicinanza dell'Ateneo al mondo giovanile sia l'impegno ad
offrire agli studenti gli strumenti necessari per rispondere alla
loro vocazione e alle istanze di una qualificata formazione
professionale. A nome del Santo Padre esprimo il più vivo
apprezzamento e il più sentito incoraggiamento all'Università
Cattolica del Sacro Cuore, affinché (...) possa continuare ad essere
testimonianza viva ed efficace dell'impegno della Chiesa verso le
nuove generazioni. (...) Di fronte a scenari non privi di rischi e
incertezze, anche per il mondo giovanile, il Santo Padre esorta tutti
a collaborare per la crescita e il rafforzamento dell'Università
Cattolica del Sacro Cuore. (...) Sua Santità affida l'Ateneo alla
celeste protezione della Madre di Dio 'Sedes Sapientiae' e, (...)
domanda di pregare per Lui e per il Suo servizio alla Chiesa".
UDIENZE
Città
del Vaticano, 5 maggio 2014 (VIS). Questa mattina il Santo Padre ha
ricevuto in udienza:
-
Il Cardinale Juan Luis Cipriani Thorne, Arcivescovo di Lima (Perù).
-
L'Arcivescovo Marek Solczyński, Nunzio Apostolico in Georgia, in
Armenia e in Azerbaigian.
-
Membri della Presidenza della “Conference of Major Superiors of
men” (U.S.A.).
-
Dieci Presuli della Conferenza Episcopale di Burundi, in Visita “ad
Limina Apostolorum”:
-
L'Arcivescovo Simon Ntamwana, di Gitega.
-
Il Vescovo Joachim Ntahondereye, Vescovo di Muyinga.
-
Il Vescovo Gervais Banshimiyubusa, di Ngozi, con l'emerito Vescovo
Stanislas Kaburungu.
-
Il Vescovo Bonaventure Nahimana, di Rutana.
-
Il Vescovo Blaise Nzeyimana, di Ruyigi.
-
L'Arcivescovo Evariste Ngoyagoye, di Bujumbura.
-
Il Vescovo Jean Ntagwarara, di Bubanza, con il Coadiutore Vescovo
Georges Bizimana.
-
Il Vescovo Venant Bacinoni, di Bururi.
-
Il Cardinale Jaime Lucas Ortega y Alamino, Arcivescovo di San
Cristóbal de La Habana (Cuba).
Sabato
3 maggio il Santo Padre ha ricevuto in udienza:
-
Il Cardinale Reinhard Marx, Arcivescovo di München und Freising
(Repubblica federale di Germania), Coordinatore del Consiglio per
l’Economia.
-
Il Cardinale Marc Ouellet, P.S.S., Prefetto della Congregazione per i
Vescovi.
-
Quattoridici Presuli della Conferenza Episcopale di Sri Lanka, in
Visita “ad Limina Apostolorum”:
-
Il Cardinale Albert Malcolm Ranjith Patabendige Don,
Arcivescovo di Colombo, con gli Ausiliari Vescovo Fidelis Lionel
Emmanuel Fernando e Vescovo Sampathawaduge Maxuell Grenville Silva.
-
Il Vescovo Norbert Marshall Andradi, O.M.I., di Anuradhapura.
-
Il Vescovo Julian Winston Sebastian Fernando, S.S.S., di
Badulla.
-
Il Vescovo Joseph Ponniah, di Batticaloa.
-
Il Vescovo Warnakulasurya Wadumestrige Devsritha Valence Mendis, di
Chilaw.
-
Il Vescovo Raymond Kingsley Wickramasinghe, di Galle.
-
Il Vescovo Thomas Savundaranayagam Emmanuel, di Jaffna.
-
Il Vescovo Joseph Vianney Fernando, di Kandy.
-
Il Vescovo Harold Anthony Perera, di Kurunegala.
-
Il Vescovo Rayappu Joseph, di Mannar.
-
Il Vescovo Cletus Chandrasiri Perera, O.S.B. Silv., di
Ratnapura.
-
Il Vescovo Joseph Kingsley Swampillai, di Trincomalee.
ALTRI ATTI PONTIFICI
Città
del Vaticano, 5 maggio 2014 (VIS). Il Santo Padre ha nominato il
Monsignor Francesco Oliva, Vescovo di Locri-Gerace (superficie:
1.248; popolazione: 133.000; cattolici: 122.000; sacerdoti: 92;
religiosi: 144; diaconi permanenti: 7), Italia. Il Vescovo eletto è
nato a Avena di Papasidero (Italia) nel 1951 ed è stato ordinato
sacerdote nel 1976. Dal 1977 al 1978 Vicario parrocchiale di Santa
Gemma Galgani a Roma; dal 1978 al 1980 Vicario parrocchiale a Santa
Maria del Piano in Verbicaro; dal 1980 al 2014 Canonico del Capitolo
Cattedrale di Cassano all’Jonio; dal 1982 al 1992 Difensore del
vincolo presso il Tribunale Ecclesiastico Regionale Calabro; dal 1983
al 1984 Pro-Rettore del Seminario diocesano; dal 1984 al 1985 Padre
Spirituale del Seminario diocesano; dal 1985 al 1995 Presidente
dell’Istituto Diocesano Sostentamento Clero; dal 1985 al 2014
Parroco di San Girolamo a Castrovillari; dal 1992 al 2014 Giudice
ecclesiastico del Tribunale Regionale Calabro; dal 1992 al 2014
Docente di Diritto Canonico all’Istituto Teologico Calabro di
Catanzaro; dal 2001 al 2005 Docente Invitato all’Università “Magna
Grecia” di Catanzaro; dal 2005 al 2007 Docente Invitato
all’Istituto “Pastor Bonus” di Dipodi (Lamezia Terme) e Vicario
Giudiziale della diocesi di Cassano all’Jonio; dal 2006 al 2012
Vicario Foraneo di Castrovillari; dal 2008 al 2011 Vicario Generale
di Cassano all’Jonio; dal 2011 al 2012 Amministratore Diocesano di
Cassano all’Jonio. È
stato finora Vicario Generale della diocesi di Cassano
all’Jonio.
Sabato
3 maggio il Santo Padre:
-
Ha nominato l'Arcivescovo Martin Krebs, Nunzio Apostolico nelle Isole
Marshall e in Nauru, attualmente Nunzio Apostolico in Nuova Zelanda,
Isole Cook, Fiji, Kiribati, Palau, Samoa, Stati Federati di
Micronesia, Tonga, Vanuatu e Delegato Apostolico nell'Oceano
Pacifico.
-
Ha nominato il Sacerdote Frank Kalabat, Vescovo dell’Eparchia di
Saint Thomas the Apostle of Detroit dei Caldei (cattolici: 105.500;
sacerdoti: 22; religiosi: 1; diaconi permanenti: 150), Stati Uniti
d'America. Il Vescovo eletto è nato nel 1970 nel Kuwait ed è stato
ordinato sacerdote nel 1995. Nello stesso anno è stato nominato
vice-parroco della Chiesa Mother of God in Southfield nel Michigan.
Dal 2001 è parroco di Saint Thomas in Detroit, Direttore del Centro
Eparchiale delle Vocazioni e segue il Centro di Re-Evangelization.
Succede al Vescovo Ibrahim Namo Ibrahim, del quale il Santo Padre ha
accettato la rinuncia al governo pastorale della medesima Eparchia.
-
Ha nominato il Sacerdote Daoud Baffro all'ufficio di Amministratore
Apostolico sede vacante et ad nutum Sanctae Sedis dell'Eparchia di
Mar Addai in Toronto dei Caldei. Il Sacerdote Baffro è nato nel 1942
a Manghesh, nell'Eparchia di Amadia (Itaq). Nel 1954 è entrato nel
seminario di San Giovanni in Mossul. Il 12 giugno 1966 è stato
ordinato sacerdote. Fino al 1972 è stato parroco a Manghesh-Amadia
(Iraq); dal 1972 al 2001 a Baghdad. Dal 1992 al 2000 è stato
Direttore Generale della Caritas Irachena. Nel 2001 è stato inviato
in Canada ed da allora è parroco della comunità caldea di
London-Windsor. Succede al Vescovo Hanna Zora, del quale il Santo
Padre ha accettato la rinuncia al governo pastorale della medesima
Eparchia.
Iscriviti a:
Post (Atom)
Copyright © VIS - Vatican Information Service
In accordo con le norme internazionali sulla Proprietà Intellettuale e sui Diritti d'Autore, il VIS autorizza riprodurre le notizie contenute nei servizi del VIS, parzialmente o totalmente, sempre citando la fonte: (VIS - Vatican Information Service).
In accordo con le norme internazionali sulla Proprietà Intellettuale e sui Diritti d'Autore, il VIS autorizza riprodurre le notizie contenute nei servizi del VIS, parzialmente o totalmente, sempre citando la fonte: (VIS - Vatican Information Service).