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Il Vatican Information Service (VIS), istituito nell'ambito della Sala Stampa della Santa Sede, è un bollettino telematico che diffonde notizie relative all'attività magistrale e pastorale del Santo Padre e della Curia Romana...

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lunedì 18 novembre 2013

TANTI CRISTIANI CHE SOFFRONO PERSECUZIONI FORSE MOLTI DI PIÙ CHE NEI PRIMI SECOLI

Città del Vaticano, 18 novembre 2013 (VIS). Alle 12:00 di ieri, domenica, il Santo Padre si è affacciato alla finestra del suo studio per recitare l'Angelus con i fedeli convenuti in Piazza San Pietro. La prima parte del discorso che Gesù pronuncia a Gerusalemme sugli ultimi tempi è stato il tema della meditazione del Papa prima della recita della preghiera mariana. Gesù raccomanda agli apostoli di non lasciarsi ingannare dai falsi messia e non lasciarsi paralizzare dalla paura, ma di vivere il tempo dell'attesa come tempo della testimonianza e della perseveranza.

"Questo discorso di Gesù è sempre attuale - ha ricordato il Pontefice - anche per noi che viviamo nel XXI secolo. Egli ci ripete: 'Badate di non lasciarvi ingannare. Molti infatti verranno nel mio nome'. È un invito al discernimento, questa virtù cristiana di capire dove è lo spirito del Signore e dove è il cattivo spirito. Anche oggi, infatti, ci sono falsi 'salvatori', che tentano di sostituirsi a Gesù: leader di questo mondo, santoni, anche stregoni, personaggi che vogliono attirare a sé le menti e i cuori, specialmente dei giovani. Gesù ci mette in guardia: 'Non andate dietro a loro!'”. E il Signore ci aiuta anche a non avere paura: di fronte alle guerre, alle rivoluzioni, ma anche alle calamità naturali, alle epidemie, Gesù ci libera dal fatalismo e da false visioni apocalittiche. (...) Ci ricorda che siamo totalmente nelle mani di Dio! Le avversità che incontriamo per la nostra fede e la nostra adesione al Vangelo sono occasioni di testimonianza; non devono allontanarci dal Signore, ma spingerci ad abbandonarci ancora di più a Lui, alla forza del suo Spirito e della sua grazia".

"In questo momento penso, e pensiamo tutti. Facciamolo insieme: pensiamo a tanti fratelli e sorelle cristiani, che soffrono persecuzioni a causa della loro fede. Ce ne sono tanti. Forse molti di più dei primi secoli. Gesù è con loro. Anche noi siamo uniti a loro con la nostra preghiera e il nostro affetto. Anche abbiamo ammirazione per il loro coraggio e la loro testimonianza. Sono i nostri fratelli e sorelle, che in tante parti del mondo soffrono a causa dell'essere fedeli a Gesù Cristo. Li salutiamo di cuore e con affetto.

"Alla fine - ha sottolineato Papa Francesco - Gesù fa una promessa che è garanzia di vittoria. 'Con la vostra perseveranza salverete la vostra vita'. Quanta speranza in queste parole! Sono un richiamo alla speranza e alla pazienza, al saper aspettare i frutti sicuri della salvezza, confidando nel senso profondo della vita e della storia: le prove e le difficoltà fanno parte di un disegno più grande; il Signore, padrone della storia, conduce tutto al suo compimento. Nonostante i disordini e le sciagure che turbano il mondo, il disegno di bontà e di misericordia di Dio si compirà!".


MISERICORDINA: LA MIGLIORE MEDICINA SPIRITUALE

Città del Vaticano, 17 novembre 2103 (VIS). Al termine della recita dell'Angelus, il Papa ha rivolto parole di saluto ai fedeli presenti in Piazza San Pietro e, nel ricordare che questa domenica ricorre la "Giornata delle vittime della strada", ha esortato alla prudenza e al rispetto delle norme.

Papa Francesco ha consigliato ai presenti una medicina speciale per concretizzare i frutti dell'Anno della Fede, che volge al termine. "Si tratta di una 'medicina spirituale' chiamata Misericordina - ha spiegato il Papa - Una scatolina di 59 granelli intracordiali. In questa scatoletta è contenuta la medicina e alcuni volontari la distribuiranno a voi mentre lasciate la Piazza. Prendetela!. C’è una corona del Rosario, con la quale si può pregare anche la 'coroncina della Misericordia', aiuto spirituale per la nostra anima e per diffondere ovunque l’amore, il perdono e la fraternità. Non dimenticatevi di prenderla, perché fa bene, eh? Fa bene al cuore, all’anima e a tutta la vita!".

L'ANNO DELLA FEDE CHE STA PER CONCLUDERSI HA VISTO LA PARTECIPAZIONE DI OLTRE 8 MILIONI DI PELLEGRINI

Città del Vaticano, 18 novembre 2013 (VIS). Questa mattina, presso la Sala Stampa della Santa Sede, si è tenuta la Conferenza Stampa di presentazione dell'Evento dell'Anno della fede "Giornata per la vita contemplativa (21 novembre 2013) e delle celebrazioni per la Conclusione dell'Anno della fede: Incontro dei Catecumeni con Papa Francesco (23 novembre 2013) e Santa Messa di chiusura (24 novembre 2013). Alla Conferenza Stampa sono intervenuti l'Arcivescovo Rino Fisichella, Presidente del Pontificio Consiglio per la Promozione della Nuova Evangelizzazione, l'Arcivescovo José Octavio Ruiz Arenas, Segretario del Pontificio Consiglio per la Promozione della Nuova Evangelizzazione ed il Monsignor Graham Bell, Sotto-Segretario del medesimo Pontificio Consiglio.

"Termina un Anno dedicato completamente a ravvivare la fede dei credenti, ma continua ora il desiderio di mantenere vivo l’insegnamento che in questi mesi abbiamo ricevuto - ha detto l'Arcivescovo Fisichella ricordando gli oltre 8 milioni e mezzo di pellegrini che quest'anno si sono recati alla Tomba di Pietro per professare la loro fede. "Per il momento conclusivo - ha precisato l'Arcivescovo - abbiamo pensato a una serie differenziata di segni che intendono mostrare la continuità della fede e il cammino che siamo chiamati a percorrere per non farla diventare ovvia nella vita quotidiana".

"Un primo segno è dato dalla visita che Papa Francesco farà al Monastero delle Monache Camaldolesi all’Aventino, il prossimo 21 novembre alle ore 16:45. Questa giornata che coincide con l'anniversario dell'ingresso in quel monastero di Suor Nazarena Crotta, ultima reclusa che visse tra quelle mura, è dedicata a chi ha compiuto la scelta della vita di clausura come dedizione privilegiata per una vita di preghiera e di contemplazione".

Con il tema "Pronti a varcare la Porta della fede", sabato 23 novembre, si terrà il secondo evento dedicato ai catecumeni. Saranno presenti circa 500 catecumeni, accompagnati dai loro catechisti, di 47 nazionalità diverse, provenienti dai cinque continenti. Papa Francesco riceverà 35 candidati al catecumenato all'ingresso della Basilica di San Pietro e porrà loro le domande tradizionali del rito.

Infine l'Anno della fede si concluderà con una Santa Messa domenica 24 novembre, alle 10:30, in Piazza San Pietro, che sarà caratterizzata da tre segni che intendono evidenziare il valore di questo momento: l'esposizione delle reliquie dell'Apostolo Pietro, la consegna da parte di Papa Francesco della sua Esortazione Apostolica "Evangelii gaudium" e un gesto di carità a favore della popolazione delle Filippine. Durante l'Eucaristia sarà compiuta una colletta come contributo dei pellegrini per l'Anno della fede al popolo delle Filippine toccato dalla calamità, che versa in situazioni di estremo bisogno.

"Spesso, abituati come siamo a evidenziare i fattori di crisi - ha concluso l'Arcivescovo Fisichella - dimentichiamo di guardare anche ai tanti segni positivi e di speranza che sono realmente presenti nella Chiesa. L’Anno della fede ci ha permesso di sperimentarlo. È per questo che sostenuti da una testimonianza così imponente, entusiasta e convinta, che si esprime soprattutto nel silenzio della quotidianità, guardiamo al futuro con maggior serenità, forti dell’esperienza compiuta in questo Anno che speriamo possa prolungare a lungo nel tempo i suoi effetti positivi".

"È FONDAMENTALE PER LA CHIESA NON CHIUDERSI" AFFERMA IL PAPA NEL VIDEO-MESSAGGIO AI PARTECIPANTI AL PELLEGRINAGGIO AL SANTUARIO DI NOSTRA SIGNORA DI GUADALUPE

Città del Vaticano, 16 novembre 2013 (VIS). Questo pomeriggio Papa Francesco ha inviato un video-messaggio ai partecipanti al Pellegrinaggio-Incontro "Nostra Signora di Guadalupe, stella della nuova evangelizzazione nel continente americano", indetto in occasione dell'Anno della fede dalla Pontificia Commissione per l'America Latina insieme con i Cavalieri di Colombo e con l'Istituto Superiore di Studi di Guadalupe, nel Santuario di Nostra Signora di Guadalupe (Città del Messico, 16-19 novembre 2013). Di seguito riportiamo ampi estratti del video-messaggio.

"Oltre a trasmettervi il mio affetto, la mia vicinanza ed il desiderio di essere con voi, desidero condividere brevemente alcune riflessioni, come contributo a questi giorni di incontro.

Aparecida propone di porre la Chiesa in stato permanente di missione, di realizzare sì atti di natura missionaria, ma nel contesto più ampio di una missionarietà generalizzata: che tutta l'attività abituale delle Chiese particolari abbia un carattere missionario. E ciò nella certezza che l'impegno missionario, più che un'attività fra le altre (...) è il paradigma di tutta l'azione pastorale. (...) È fondamentale per la Chiesa non chiudersi, non sentirsi già soddisfatta e sicura con quel che ha raggiunto. Se accade ciò, la Chiesa si ammala, si ammala di abbondanza immaginaria, (...), in certo modo 'fa indigestione' e si devitalizza. Bisogna uscire dalla propria comunità ed avere l'audacia di andare verso le periferie esistenziali che hanno bisogno di sentire la vicinanza di Dio. Egli non abbandona nessuno e mostra sempre la Sua tenerezza e la Sua misericordia inesauribile, quindi, questo è ciò che bisogna portare a tutta la gente.

Un secondo punto: l'obiettivo di tutta l'attività pastorale è sempre orientato dall'impulso missionario di arrivare a tutti, senza escludere nessuno e tenendo in gran considerazione la condizione di ognuno. Si deve arrivare a tutti e condividere la gioia di essersi incontrati con Cristo. Non si tratta di andare come chi impone un nuovo obbligo, come chi si limita al rimprovero o al lamento dinanzi a quel che si considera imperfetto o insufficiente. La missione evangelizzatrice esige molta pazienza (...). E sa anche presentare il messaggio cristiano in maniera serena e graduale, con il profumo del Vangelo, come faceva il Signore. Sa privilegiare, in primo luogo, l’essenziale e più necessario, cioè la bellezza dell’amore di Dio che ci parla in Cristo morto e risorto.

Terzo: chi conduce la pastorale nella Chiesa particolare è il Vescovo e lo fa come il pastore che conosce per nome le sue pecore (...) manifestando effettivamente la maternità della Chiesa e la misericordia di Dio. L’atteggiamento del vero pastore non è quello del principe o del mero funzionario attento principalmente alla disciplina, alle regole, ai meccanismi organizzativi. Questo porta sempre ad una pastorale distante dalla gente, incapace di favorire ed ottenere l’incontro con Cristo e l’incontro con i fratelli. Il popolo di Dio a lui affidato ha bisogno che il Vescovo vegli per lui, prendendosi cura soprattutto di quello che lo mantiene unito e promuove la speranza nei cuori. Ha bisogno che il Vescovo sappia discernere, senza spegnerlo, il soffio dello Spirito Santo che viene da dove vuole, per il bene della Chiesa e la sua missione nel mondo.

Quarto: questi atteggiamenti del Vescovo, devono anche essere partecipati molto profondamente dagli altri agenti di pastorale, soprattutto dai presbiteri. La tentazione del clericalismo, che tanto danno fa alla Chiesa in America Latina, è un ostacolo per lo sviluppo della maturità e della responsabilità cristiana di buona parte del laicato. Il clericalismo implica un atteggiamento autoreferenziale, un atteggiamento di gruppo, che impoverisce la proiezione verso l’incontro del Signore, che ci fa discepoli, e verso gli uomini che aspettano l’annuncio. Perciò, credo che sia importante, urgente, formare ministri capaci di prossimità, di incontro, che sappiano infiammare il cuore della gente, camminare con loro, entrare in dialogo con le sue speranze ed i suoi timori. Questo lavoro, i Vescovi non lo possono delegare. Lo devono assumere come qualcosa di fondamentale per la vita della Chiesa, senza risparmiare sforzi, attenzioni e accompagnamento. (...) La cultura di oggi esige una formazione seria, bene organizzata. Ed io mi chiedo se abbiamo la capacità autocritica sufficiente per valutare i risultati di seminari molto piccoli, con carenza di personale formativo sufficiente.

Voglio dedicare alcune parole alla vita consacrata. La vita consacrata nella Chiesa è un fermento (...) che fa crescere la Chiesa verso l’ultima manifestazione di Cristo Gesù. Chiedo ai consacrati ed alle consacrate di essere fedeli al carisma ricevuto, che nel loro servizio alla Santa Madre Chiesa gerarchica, non lascino svanire quella grazia che lo Spirito Santo diede ai loro fondatori e che devono trasmettere in tutta la sua integrità.

Cari fratelli e sorelle, molte grazie per ciò che fate per questa missione continentale. Ricordate che avete ricevuto il Battesimo, che vi ha trasformato in discepoli del Signore. Ma ogni discepolo è, a sua volta, missionario (...). Vi prego, come padre e fratello in Gesù Cristo, che vi facciate carico della fede che avete ricevuto nel Battesimo. E, come fecero la mamma e la nonna di Timoteo, trasmettiate la fede ai vostri figli e nipoti, e non solo a loro. Questo tesoro della fede non è dato per uso personale. È per donarlo, per trasmetterlo, e così crescerà".


IL PAPA PRESIEDE SANTA MESSA PER ORDINAZIONE EPISCOPALE DI MONSIGNOR VERGÉZ ALZAGA SEGRETARIO GENERALE DEL GOVERNATORATO DELLO STATO DELLA CITTÀ DEL VATICANO

Città del Vaticano, 16 novembre 2013 (VIS). L'episcopato è un servizio, non un onore ha ribadito ieri il Santo Padre nella Santa Messa per l'ordinazione episcopale di Monsignor Fernando Vergéz Alzaga, Segretario Generale del Governatorato dello Stato della Città del Vaticano.

Per l'ordinazione del nuovo Vescovo, originario di Salamanca (Spagna), membro della Congregazione dei Legionari di Cristo, Papa Francesco ha tenuto l'omelia rituale del Pontificale Romano prevista per la consacrazione dei vescovi, integrandola con alcune aggiunte a braccio, nelle quali ha menzionato il servizio alla tenerezza e alla carità del Presule in qualità di segretario del defunto Cardinale argentino Eduardo Francisco Pironio. Infine, ricordando che gli è stata affidata la cura pastorale dei dipendenti del Vaticano, il Papa lo ha esortato ad essere "padre e fratello loro, con vero amore e tenerezza".

CARDINALE FILONI INVIATO SPECIALE DEL SANTO PADRE A DUE CONGRESSI MISSIONARI IN AMERICA LATINA

Città del Vaticano, 16 novembre 2013 (VIS). Questa mattina è stata pubblicata la Lettera, redatta in latino e datata 14 ottobre, con la quale il Santo Padre nomina il Cardinale Fernando Filoni, Prefetto della Congregazione per l'Evangelizzazione dei Popoli, suo Inviato Speciale alle celebrazioni del IV Congresso Missionario Americano (CAM 4) e del IX Congresso Missionario Latinoamericano (COMLA 9), in programma a Maracaibo (Venezuela), dal 26 novembre al 1° dicembre 2013.



UDIENZE

Città del Vaticano, 18 novembre 2013 (VIS). Il Santo Padre ha ricevuto questa mattina in Udienza:

- Il Signor Guy Ryder, Direttore Generale dell’Organizzazione Internazionale del Lavoro (OIL).

- L'Arcivescovo Alain Paul Lebeaupin, Nunzio Apostolico presso l’Unione Europea.

- L'Arcivescovo Mario Giordana, Nunzio Apostolico in Slovacchia.

- L'Arcivescovo Bruno Forte, di Chieti-Vasto (Italia).





ALTRI ATTI PONTIFICI

Città del Vaticano, 18 novembre 2013 (VIS). Il Santo Padre ha nominato il Vescovo Franz Lackner, O.F.M., Arcivescovo di Salzburg (superficie: 9.715; popolazione: 713.085; cattolici: 487.691; sacerdoti: 297; religiosi: 492; diaconi permanenti: 40), Austria. L'Arcivescovo eletto è nato nel 1956 a Feldbach (Austria). Entrato nell'Ordine dei Frati Minori Francescani nel 1984, ha emesso la professione perpetua nel 1989 ed è stato ordinato sacerdote nel 1991. Nel 1998 è stato nominato Professore di Metafisica presso il Pontificio Ateneo Antonianum. Nel 1999 è stato eletto Ministro Provinciale della Provincia “S. Bernardi Senensis” di Wien dei Frati Minori Francescani. Dal 1999 svolge anche il compito di Professore di Filosofia a Heiligenkreuz. Il Ha ricevuto la consacrazione episcopale nel 2002 ed è stato finora Vescovo Ausiliare di Graz-Seckau (Austria).

Sabato 16 novembre il Santo Padre:

- Ha nominato il Monsignore Roman Pindel, Vescovo di Bielsko-Żywiec (superficie: 3.000; popolazione: 766.300; cattolici: 680.700; sacerdoti: 634; religiosi: 632), Polonia. Il Vescovo eletto è nato nel 1958 a Oswiecim (Polonia) ed è stato ordinato sacerdote nel 1983. Dopo l’ordinazione, ha lavorato come Vicario parrocchiale a Kozy e a Racławice. Dal 1986 è stato assistente e in seguito Professore aggiunto (1992) presso la Facoltà di Teologia della Pontificia Accademia Teologica di Krakow. Dal 2004 al 2011 è stato Direttore spirituale presso il Seminario Maggiore di Kraków. Dal 2011 è stato Rettore del Seminario Maggiore di Kraków; Direttore della cattedra di Ermeneutica biblica e Giudaismo presso la Facoltà di Teologia della Pontificia Università “Giovanni Paolo II” di Kraków; dal 1990 assistente diocesano del Rinnovamento dello Spirito Santo e delegato del Vescovo per l’assistenza ai nuovi movimenti religiosi. Finora Rettore del Seminario Maggiore di Kraków e Docente di Sacra Scrittura presso l’Università Giovanni Paolo II, succede al Vescovo Tadeusz Rakoczy del quale il Santo Padre ha accettato la rinuncia al governo pastorale della medesima diocesi, presentata per raggiunti limiti d'età.

- Ha nominato il Reverendo Pedro Javier Torres, Ausiliare dell’arcidiocesi di Córdoba (superficie: 19.722; popolazione: 2.115.000; cattolici: 1.856.000; sacerdoti: 344; religiosi: 967; diaconi permanenti: 1), Argentina. Il Vescovo eletto è nato a Cordoba (Argentina) nel 1960 ed è stato ordinato sacerdote nel 1984. Dal 1999 al 2001 a Cordoba è stato Docente, Formatore e Rettore nel Seminario Maggiore N.S. de Loreto, Vicario parrocchiale di San Juan Bosco, Parroco di La Resurrección del Señor y N.S. de Pompeya, di N.S. de Luján y San Fermín, di María Madre del Redentor y los Santos Juan y Pablo, e di N.S. del Valle; Membro del Comitato Interreligioso per la Pace; Membro del Collegio dei Consultori; portavoce diocesano nei mass media circa la Bioetica, l’Ecumenismo ed il Dialogo interreligioso. È stato anche Segretario Esecutivo della Commissione Episcopale di Ecumenismo e di Rapporti con il Giudaismo, l’Islam e le altre religioni; Docente in incontri sacerdotali e corsi pastorali, e predicatore di ritiri spirituali in diverse diocesi argentine.

- Ha nominato il Monsignor Angelo Genoni, Capo Ufficio nella Sezione Ordinaria dell'Amministrazione del Patrimonio della Sede Apostolica, finora Aiutante di Studio nel medesimo Dicastero.

venerdì 15 novembre 2013

NEL POMERIGGIO CONFERMATA PRESENZA DEL PAPA ALLA CONSACRAZIONE EPISCOPALE DI MONSIGNOR FERNANDO VERGÉZ, MENTRE LE UDIENZE PREVISTE QUESTA MATTINA SONO STATE ANNULLATE A CAUSA DI UN RAFFREDDORE

Città del Vaticano, 15 novembre 2013 (VIS). A causa di un raffreddore, Papa Francesco ha annullato le udienze previste questa mattina, secondo quanto comunicato ai giornalisti dal Direttore della Sala Stampa della Santa Sede, Padre Federico Lombardi, S.I. Trattandosi di udienze ad alcuni capi dicastero della Curia, perciò residenti a Roma che possono essere ricevuti in qualunque momento, il Papa ha preferito rinviarle.

Padre Lombardi ha confermato invece la presenza del Pontefice questo pomeriggio nella Basilica di San Pietro per la consacrazione episcopale di Monsignor Fernando Vergéz Alzaga, Segretario Generale del Governatorato dello Stato della Città del Vaticano.


COMUNICARE LA FEDE NELLA DIOCESI DEL PAPA: PRIMO FORUM DELLE UNIVERSITÀ CATTOLICHE DI ROMA

Città del Vaticano, 15 novembre 2013 (VIS). "Comunicare la fede a Roma" è l'argomento del Forum delle università cattoliche e pontificie della diocesi del Papa, che si terrà sabato 16 novembre presso la Pontificia Università Lateranense. Il Forum è organizzato dall'Ufficio per la pastorale universitaria della Diocesi di Roma in occasione dell'Anno della fede.

Il Vescovo Ausiliare Lorenzo Leuzzi, Direttore dell'Ufficio diocesano per la pastorale universitaria, ha precisato che l'obiettivo dell'incontro è duplice: da una parte c'è la necessità di verificare la specificità della proposta culturale delle università cattoliche e pontificie nel sistema universitario integrato romano e nello stesso tempo esse desiderano presentare alla diocesi di Roma le loro proposte formative e di animazione nella prospettiva di comunicare la fede. "Inoltre - sottolinea il Presule - il Forum costituisce la conclusione di quel cammino di collaborazione tra le università cattoliche e pontificie, iniziato con il Sinodo, e apre una nuova fase di dialogo tra la Chiesa e le università nella città di Roma".

PAOLO VI SULLE ORME DI SAN PIETRO IN TERRA SANTA

Città del Vaticano, 15 novembre 2013 (VIS). Oggi pomeriggio all'Auditorium San Fedele a Milano, si tiene il Convegno "4-6 gennaio 1964. Paolo VI pellegrino in Terra Santa: un evento storico per la Chiesa universale", con cui l'Arcidiocesi e il suo Arcivescovo, il Cardinale Angelo Scola, vogliono rendere omaggio ad uno sei suoi più illustri arcivescovi, il Cardinale Giovanni Battista Montini, nel 50° anniversario della sua elezione al Soglio Pontificio, il 21 giugno 1963.

Il Convegno è dedicato al viaggio in Terra Santa di Papa Paolo VI, primo pontefice dopo San Pietro a recarvisi in pellegrinaggio. Un viaggio storico che verrà rievocato attraverso il documentario "Ritorno alla sorgenti - Paolo VI in Terra Santa", prodotto nel 1964 dalla Custodia di Terra Santa e restaurato per l'occasione, che mostra una Terra Santa precedente alla guerra dei "Sei Giorni". Tra le immagini memorabili della pellicola, da segnalare quelle del commovente incontro avvenuto a Gerusalemme tra Paolo VI e il Patriarca ecumenico di Costantinopoli Atenagora.

giovedì 14 novembre 2013

VISITA DEL SANTO PADRE AL PRESIDENTE DELLA REPUBBLICA ITALIANA: "LE NOSTRE PREOCCUPAZIONI SONO COMUNI E LE RISPOSTE POSSONO ESSERE CONVERGENTI"

Città del Vaticano, 14 novembre 2013 (VIS). Questa mattina, poco prima delle 11:00, il Santo Padre Francesco è giunto al Quirinale per una visita ufficiale al Presidente della Repubblica Italiana Giorgio Napolitano. Al suo arrivo il Papa è stato accolto dal Presidente nel Cortile d'onore del Palazzo presidenziale, dove gli sono stati resi gli onori militari e sono stati eseguiti l'inno dello Stato della Città del Vaticano e l'inno nazionale italiano. Quindi il Santo Padre e il Presidente della Repubblica hanno raggiunto lo Studio del Presidente ove si sono intrattenuti in colloquio privato e, successivamente, nel Salone delle Feste, hanno tenuto i loro discorsi. Il presente è il terzo incontro del Santo Padre Francesco con il Presidente Napolitano, il primo è stato il 19 marzo, giorno di inizio del Pontificato, il secondo l'8 giugno scorso, quando fu il Presidente Napolitano a recarsi in Vaticano, e il terzo, questa mattina, in cui il Santo Padre ricambia la visita.

Papa Francesco ha ringraziato il Presidente della Repubblica Italiana per i suoi tanti gesti di attenzione in questi primo otto mesi di Pontificato che si aggiungono, ha detto, ai molti manifestati nel primo settennato, nei confronti del Predecessore Benedetto XVI, al quale il Papa ha rivolto il suo pensiero e il suo affetto ricordando la sua visita al Quirinale nel 2008, definito, in quell'occasione, la simbolica casa di tutti gli italiani.

"RendendoLe visita in questo luogo così carico di simboli e di storia - ha proseguito il Pontefice - vorrei idealmente bussare alla porta di ogni abitante di questo Paese, dove si trovano le radici della mia famiglia terrena, e offrire a tutti la parola risanatrice e sempre nuova del Vangelo".

Il Papa ha citato i momenti salienti delle relazioni tra lo Stato italiano e la Santa Sede ricordando l’inserimento nella Costituzione repubblicana dei Patti Lateranensi e l’Accordo di revisione del Concordato, del quale ricorrerà tra poche settimane il trentesimo anniversario. Tale Accordo rappresenta "il solido quadro di riferimento normativo per uno sviluppo sereno dei rapporti tra Stato e Chiesa in Italia, quadro che riflette e sostiene la quotidiana collaborazione al servizio della persona umana in vista del bene comune, nella distinzione dei rispettivi ruoli e ambiti d’azione. Tante sono le questioni di fronte alle quali le nostre preoccupazioni sono comuni e le risposte possono essere convergenti. Il momento attuale è segnato dalla crisi economica che fatica ad essere superata e che, tra gli effetti più dolorosi, ha quello di una insufficiente disponibilità di lavoro. È necessario moltiplicare gli sforzi per alleviarne le conseguenze e per cogliere ed irrobustire ogni segno di ripresa".

In questo contesto "Il compito primario che spetta alla Chiesa è quello di testimoniare la misericordia di Dio e di incoraggiare generose risposte di solidarietà per aprire a un futuro di speranza; perché là dove cresce la speranza si moltiplicano anche le energie e l’impegno per la costruzione di un ordine sociale e civile più umano e più giusto, ed emergono nuove potenzialità per uno sviluppo sostenibile e sano". Il Santo Padre ha ricordato le visite pastorali in Italia, a Lampedusa anzitutto, dove ha incontrato da vicino "la sofferenza di coloro che, a causa delle guerre o della miseria, si avviano verso l’emigrazione in condizioni spesso disperate" e, nel contempo, ha potuto constatare "l’encomiabile testimonianza di solidarietà di tanti che si prodigano nell’opera di accoglienza". Il Papa ha anche ricordato la visita a Cagliari, per pregare davanti alla Madonna di Bonaria, e quella ad Assisi, per venerare il Santo Patrono d'Italia dal quale ha preso il nome. "Anche in questi luoghi - ha detto - ho toccato con mano le ferite che affliggono oggi tanta gente".

La famiglia al "centro delle speranze e delle difficoltà sociali" è stato l'ultimo argomento del discorso del Papa che ha sottolineato come la Chiesa "continua a promuovere l’impegno di tutti, singoli ed istituzioni, per il sostegno alla famiglia, che è il luogo primario in cui si forma e cresce l’essere umano, in cui si apprendono i valori e gli esempi che li rendono credibili. La famiglia ha bisogno della stabilità e riconoscibilità dei legami reciproci, per dispiegare pienamente il suo insostituibile compito e realizzare la sua missione. Mentre mette a disposizione della società le sue energie, essa chiede di essere apprezzata, valorizzata e tutelata".

Prima di lasciare il Palazzo Presidenziale, il Papa ha incontrato i dipendenti del Quirinale e le loro famiglie e, sottolineando quanto importanti siano i bambini, ha ringraziato il Presidente Napolitano per l'opportunità di questo incontro familiare. Ricordando che alcuni tra i dipendenti del Quirinale hanno la possibilità di accostare le diverse problematiche sociali, familiari e personali, che i cittadini fanno giungere fiduciosi al Presidente della Repubblica, il Santo Padre ha esortato ad avere sempre uno spirito di accoglienza e di comprensione verso tutti. "C'è tanto bisogno - ha detto - di persone che si impegnano con professionalità e anche con un senso spiccato di umanità e di comprensione, con una attenzione solidale specialmente verso i più deboli. Vi incoraggio a non perdervi d'animo nelle difficoltà, ma ad essere pronti a sostenervi gli uni gli altri".

Il Vescovo di Roma ha preso congedo dal Presidente della Repubblica con l'auspicio "sostenuto dalla preghiera, che l’Italia, attingendo dal suo ricco patrimonio di valori civili e spirituali, sappia nuovamente trovare la creatività e la concordia necessarie al suo armonioso sviluppo, a promuovere il bene comune e la dignità di ogni persona, e ad offrire nel consesso internazionale il suo contributo per la pace e la giustizia".

ALTRI ATTI PONTIFICI

Città del Vaticano, 14 novembre 2013 (VIS). Il Santo Padre:

- Ha nominato il Vescovo Sebastian Francis Shaw, O.F.M., Arcivescovo di Lahore (superficie: 23.069; popolazione: 27.023.000; cattolici: 404.000; sacerdoti: 78; religiosi: 343), Pakistan. È stato finora Vescovo Ausiliare di Lahore e Amministratore Apostolico “ad nutum Sanctae Sedis” della medesima Arcidiocesi.

- Ha accettato la rinuncia al governo pastorale della diocesi di Nanterre (Francia) presentata dal Vescovo Gérard Daucourt, in conformità al canone 401, paragrafo 2 del Codice di Diritto Canonico.

mercoledì 13 novembre 2013

IL BATTESIMO È IL PUNTO DI PARTENZA DI UN CAMMINO DI CONVERSIONE CHE DURA TUTTA LA VITA

Città del Vaticano, 13 novembre 2013 (VIS). Nella catechesi per l'Udienza Generale di oggi, con la partecipazione di 45.000 fedeli, il Papa ha proseguito la sua riflessione sugli articoli del Credo, soffermandosi sull'unico riferimento esplicito a un Sacramento all'interno del Credo. "Professo un solo battesimo per il perdono dei peccati". "In effetti il Battesimo è la 'porta' della fede e della vita cristiana. (...) La missione della Chiesa è evangelizzare e rimettere i peccati attraverso il sacramento battesimale". "L'espressione - ha spiegato il Pontefice - può essere divisa in tre punti: 'professo'; 'un solo battesimo'; 'per la remissione dei peccati'".

"'Professo'. (...) Pronunciando queste parole - ha detto il Papa - noi affermiamo la nostra vera identità di figli di Dio (...). Al tempo stesso, al Battesimo è legata la nostra fede nella remissione dei peccati. Il Sacramento della Penitenza o Confessione è, infatti, come un 'secondo battesimo', che rimanda sempre al primo per consolidarlo e rinnovarlo. In questo senso il giorno del nostro Battesimo è il punto di partenza di un cammino bellissimo, un cammino verso Dio che dura tutta la vita, un cammino di conversione che è continuamente sostenuto dal Sacramento della Penitenza. Pensate a questo: quando noi andiamo a confessarci delle nostre debolezze, dei nostri peccati, andiamo a chiedere il perdono di Gesù, ma andiamo pure a rinnovare il Battesimo con questo perdono. E questo è bello, è come festeggiare il giorno del Battesimo in ogni Confessione. Pertanto la Confessione non è una seduta in una sala di tortura, ma è una festa".

Nell'affermare che Il Battesimo è l'atto di nascita del cristiano alla Chiesa, il Papa ha chiesto ai partecipanti all'Udienza di alzare la mano se, oltre il giorno del compleanno, ricordavano anche il giorno del battesimo, e dato che in Piazza San Pietro si sono levate poche mani, ha assegnato a tutti un compito da fare a casa: cercare il giorno in cui erano nati alla Chiesa perché "Il primo compleanno è quello della nascita alla vita e il secondo compleanno è quello della nascita alla Chiesa".

Papa Francesco è passato al secondo elemento: un solo battesimo, ricordando che la parola "battesimo" significa letteralmente "immersione". "Questo Sacramento - ha sottolineato - costituisce una vera immersione spirituale nella morte di Cristo, dalla quale si risorge con Lui come nuove creature. Si tratta di un lavacro di rigenerazione e di illuminazione. Rigenerazione perché attua quella nascita dall’acqua e dallo Spirito senza la quale nessuno può entrare nel regno dei cieli. Illuminazione perché, attraverso il Battesimo, la persona umana viene ricolmata della grazia di Cristo, 'luce vera che illumina ogni uomo' e scaccia le tenebre del peccato. (...) In forza di questo dono il battezzato è chiamato a diventare egli stesso 'luce' - la luce della fede che ha ricevuto - per i fratelli, specialmente per quelli che sono nelle tenebre e non intravedono spiragli di chiarore all’orizzonte della loro vita".

Infine, il terzo elemento: "per la remissione dei peccati". "Nel sacramento del Battesimo sono rimessi tutti i peccati, il peccato originale e tutti i peccati personali, come pure tutte le pene del peccato. Con il Battesimo si apre la porta ad una effettiva novità di vita che non è oppressa dal peso di un passato negativo, ma risente già della bellezza e della bontà del Regno dei cieli. Si tratta di un intervento potente della misericordia di Dio nella nostra vita, per salvarci. Questo intervento salvifico non toglie alla nostra natura umana la sua debolezza - tutti siamo deboli e tutti siamo peccatori-; e non ci toglie la responsabilità di chiedere perdono ogni volta che sbagliamo!".

"Io non mi posso battezzare più volte,- ha improvvisato il Papa al termine della catechesi - ma posso confessarmi e rinnovare così la grazia del Battesimo. È come se io facessi un secondo Battesimo. Il Signore Gesù è tanto buono e mai si stanca di perdonarci. Anche quando la porta che il Battesimo ci ha aperto per entrare nella Chiesa si chiude un po', a causa delle nostre debolezze e per i nostri peccati, la Confessione la riapre, proprio perché è come un secondo Battesimo che ci perdona tutto e ci illumina per andare avanti con la luce del Signore. Andiamo avanti così, gioiosi, perché la vita va vissuta con la gioia di Gesù Cristo; e questa è una grazia del Signore".

Al termine della catechesi il Papa ha salutato fra gli altri con affetto i familiari delle vittime di Nassirya (Iraq), a dieci anni dall'attentato terroristico in cui persero la vita 12 carabinieri, 5 soldati e due civili italiani.

PAPA FRANCESCO: COMBATTERE BATTAGLIE PER LA VITA, MAI PER LA MORTE!

Città del Vaticano, 13 novembre 2013 (VIS). Al termine della catechesi, Papa Francesco ha lanciato un appello perché cessi la guerra in Siria ed ha ricordato il popolo filippino colpito dal terribile tifone Haiyan:

"Fratelli e sorelle, ho appreso con grande dolore che due giorni fa, a Damasco, colpi di mortaio hanno ucciso alcuni bambini che tornavano da scuola e anche l’autista dell’autobus. Altri bambini sono rimasti feriti. Per favore, che queste tragedie non accadano mai! Preghiamo fortemente! In questi giorni stiamo pregando e unendo le forze per aiutare i nostri fratelli e sorelle delle Filippine, colpiti dal tifone. Queste sono le vere battaglie da combattere. Per la vita! Mai per la morte!".



LA DIPLOMAZIA PONTIFICIA IN UN MONDO GLOBALIZZATO

Città del Vaticano, 13 novembre 2013 (VIS). Nel pomeriggio di ieri, nell'Aula Nuova del Sinodo, è avvenuta la presentazione del volume "La diplomazia pontificia in un mondo globalizzato", del Cardinale Tarcisio Bertone, Camerlengo di Santa Romana Chiesa. Alla presentazione sono intervenuti come Moderatore, Padre Federico Lombardi, Direttore della Sala Stampa della Santa Sede, e l'Arcivescovo Dominique Mamberti, Segretario per i Rapporti con gli Stati.

Il volume che raccoglie i principali interventi pronunciati dal Cardinale Bertone nei setti anni di servizio alla Santa Sede, è arricchito da una prefazione di Papa Francesco. "Ispirati pensieri - ha detto il Cardinale riferendosi alle parole del Pontefice - che non cessano di stupirmi e credo stupiranno anche voi per quella visione ampia della diplomazia".

La seconda parte del volume è dedicata ai diplomatici, sia a quelli che ci hanno preceduto, come pure a coloro che si stanno formando presso la Pontificia Accademia Ecclesiastica. L'Arcivescovo Mamberti, citando il Cardinale Bertone, ricorda: "I Rappresentanti del Papa non sono solo Ambasciatori come gli altri perché non sono degli 'estranei' là dove operano" ed ha affermato: "Non bisogna mai dimenticare che la diplomazia pontificia prima ancora di essere veicolo del dialogo fra comunità civile e quella ecclesiale 'è anzitutto uno strumento di coesione intraecclesiale', segno di quella 'sollecitudine per tutte le Chiese', che da sempre anima il Vescovo di Roma, così che 'il metro della vita dei Servitori della Chiesa (...) è intessuto, pur nei limiti inerenti alla condizione e possibilità di ciascuno, dalla silenziosa e generosa dedizione al Corpo di Cristo e al servizio duraturo della causa dell'uomo".

ALTRI ATTI PONTIFICI

Città del Vaticano, 13 novembre 2013 (VIS). Il Santo Padre ha accettato la rinuncia al governo pastorale della diocesi di Broken Bay (Australia), presentata dal Vescovo David Louis Walker, per raggiunti limiti d'età.

martedì 12 novembre 2013

IL DIALOGO INTERRELIGIOSO NELL'INSEGNAMENTO DELLA CHIESA CATTOLICA

Città del Vaticano, 12 novembre 2013 (VIS). Questa mattina, nella Sala Stampa della Santa Sede, il Cardinale Jean-Louis Tauran, Presidente del Pontificio Consiglio per il Dialogo Interreligioso, ed il Padre Miguel Angel Ayuso Guixot, M.C.C.J. Segretario del medesimo Dicastero, sono intervenuti alla Conferenza Stampa di presentazione del volume: "Il dialogo interreligioso nell'insegnamento ufficiale della Chiesa Cattolica (1963-2013)". Alla Conferenza Stampa ha partecipato anche il Vescovo Francesco Gioia, O.F.M.Cap., curatore del volume.

Obiettivo del volume, di cui viene pubblicata la terza edizione, che comprende il magistero pontificio dal Concilio Vaticano II fino al Pontificato di Benedetto XVI, è di presentare direttamente sia ai cattolici, sia ai seguaci di altre religioni il pensiero ufficiale della Chiesa, secondo lo spirito della "Nostra aetate", che esorta "per mezzo del dialogo e la collaborazione con i seguaci delle altre religioni, a rendere testimonianza alla fede e alla vita cristiana, e a riconoscere, conservare e far progredire i beni spirituali e morali e i valori socio-culturali che si trovano in essi".

"La scelta dei testi - ha precisato il Cardinale Tauran - rispetta le competenze del Pontificio Consiglio per il Dialogo Interreligioso, tralasciando, pertanto, sia il dialogo con gli ebrei, che è di competenza della Commissione per i Rapporti religiosi con l’Ebraismo costituita in seno al Pontificio Consiglio per la Promozione dell’Unità dei Cristiani, sia il dialogo ecumenico, ossia l’aspetto delle relazioni con le altre Chiese e comunità ecclesiali, delle quali si occupa lo stesso Consiglio per l’Unità".

Il volume consiste, fondamentalmente, in una raccolta di brani conciliari, di encicliche, esortazioni apostoliche, e discorsi dei pontefici, da Giovanni XXIII a Benedetto XVI. Vi sono poi alcuni documenti di Dicasteri della Curia Romana, riguardanti il dialogo interreligioso. In totale, si tratta di 909 documenti, di cui 7 testi conciliari, 2 di Giovanni XXIII, 97 di Paolo VI, 2 di Giovanni Paolo I, 591 di Giovanni Paolo II, 188 di Benedetto XVI, 15 della Curia Romana, 3 testi legislativi, e 4 della Commissione Teologica Internazionale.

"Il vantaggio di un volume cartaceo - ha aggiunto il Porporato - anche se corposo, perché conta 2100 pagine, è quello di offrire un accesso agevole al metodo e ai fondamenti teologici del dialogo interreligioso insegnato e praticato nel Magistero della Chiesa cattolica. I tre indici, analitico, geografico e generale, consentono in pochi minuti di reperire i contenuti più interessanti, e poi magari di andare a cercare i testi in formato elettronico su internet".

"La vera novità del volume - ha spiegato il Cardinale Tauran - consiste proprio nella raccolta ragionata dei testi di Benedetto XVI", il cui apporto è stato determinante. "In sette anni di pontificato, si possono contare ben 188 interventi di Benedetto XVI sul dialogo interreligioso, rispetto ai 591 di Giovanni Paolo II in più di un quarto di secolo. L’attenzione a questo tema è stata costante, anzi crescente, in un pontificato, come nell’altro. Benedetto XVI ha proposto il 'dialogo della carità nella verità'. Un anno dopo Ratisbona, 38 saggi musulmani, divenuti poi 138, scrissero al Papa, in un documento noto come 'A common word between us and you', esponendo i principi dell’islam e auspicando una mutua comprensione, e un rapporto tra islam e cristianesimo fondato sull'amore di Dio e del prossimo, secondo l’insegnamento di Gesù. Frutto di questa lodevole iniziativa fu la creazione di un Forum islamo-cristiano, che dura ancora oggi".
Il Cardinale Tauran ha ricordato inoltre che, come i suoi predecessori, Benedetto XVI ha affermato che la libertà religiosa è un diritto sacro e inalienabile, e non ha perso occasione per sostenerla. "Convinto che negare o limitare in maniera arbitraria la libertà religiosa significhi coltivare una visione riduttiva della persona umana e rendere impossibile l’affermazione di una pace autentica e duratura di tutta la famiglia umana, Benedetto XVI ha individuato nel processo di globalizzazione mondiale, tuttora in corso, un’occasione propizia per promuovere relazioni di universale fraternità tra gli uomini".

Infine il Presidente del Pontificio Consiglio per il Dialogo Interreligioso ha elogiato la "certosina pazienza" del Vescovo Francesco Gioia, che con gli Officiali del Dicastero, ha curato la presente e le precedenti edizioni del volume.

Il Padre Miguel Ángel Ayuso Guixot ha passato brevemente in rassegna quello che gli ultimi Papi hanno affermato nel loro Magistero sul dialogo con i seguaci delle altre religioni. Paolo VI nell'"Ecclesiam Suam" espresse la profonda convinzione che "la Chiesa deve venire a dialogo col mondo in cui si trova a vivere; la Chiesa si fa parola; la Chiesa si fa messaggio; la Chiesa si fa colloquio". Giovanni Paolo I, pur nella brevità dei suoi 33 giorni di pontificato, si è incamminato sulla strada tracciata dal suo Predecessore, "chiamando tutti alla collaborazione per fare argine, all'interno delle nazioni, alla violenza cieca e, nella vita internazionale, promuovere l'elevazione dei popoli meno favoriti". Giovanni Paolo II sviluppò la “cultura del dialogo” e dopo i drammatici avvenimenti dell’11 settembre 2001 e le loro tragiche conseguenze nel Medio e Vicino Oriente, propose un Decalogo per la pace ai Capi di Stato e ai Rappresentanti dei Governi di tutto il mondo. All’inizio del suo Pontificato, Benedetto XVI si è posto subito sul solco del magistero di Papa Woytila, dicendo che “la Chiesa vuole continuare a costruire ponti di amicizia con i seguaci di tutte le religioni, al fine di ricercare il bene autentico di ogni persona e della società nel suo insieme”.

"Il cammino è ancora lungo - ha concluso Padre Ayuso Guixot - ma con Papa Francesco esso continua con il “dialogo dell’amicizia”. In pochi mesi, Papa Francesco ha già tenuto numerosi incontri con rappresentanti di altre religioni e speso molte parole sul dialogo interreligioso. (...) Vorrei anche ricordare che quest’anno è stato lui stesso a firmare il messaggio annuale di auguri alla comunità musulmana per la festa della fine del Ramadan".

UDIENZE

Città del Vaticano, 12 novembre 2013 (VIS). Il Santo Padre ha ricevuto questa mattina in udienza, nella Casa Santa Marta, il Metropolita Hilarion di Volokolamsk, Presidente del Dipartimento per le Relazioni Ecclesiastiche Esterne del Patriarcato di Mosca.

lunedì 11 novembre 2013

IL PAPA INVIA UN PRIMO CONTRIBUTO DI 150.000 DOLLARI IN SOCCORSO POPOLAZIONI DELLE FILIPPINE

Città del Vaticano, 11 novembre 2013 (VIS). Papa Francesco, tramite il Pontificio Consiglio "Cor Unum", ha stabilito di inviare un primo contributo di 150.000 dollari per il soccorso delle popolazioni delle Filippine colpite dal tifone Haiyan che, nel fine settimana, ha colpito con straordinaria veemenza il territorio del Paese, in particolare le isole di Leyte e di Samar, causando - secondo i dati al momento accertati, ma non ancora definitivi - oltre 10 mila vittime.

Tale somma, che verrà ripartita attraverso la Chiesa locale nelle regioni maggiormente toccate dalla calamità, sarà impiegata a sostegno delle opere di assistenza svolte in favore degli sfollati e degli alluvionati, e vuole essere - precisa un Comunicato di "Cor Unum" - una prima e immediata espressione concreta dei sentimenti di spirituale vicinanza e paterno incoraggiamento del Sommo Pontefice nei confronti delle persone e dei territori devastati dalle inondazioni.


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