Città
del Vaticano, 17 gennaio 2013
(VIS). Il Santo Padre ha nominato l'Arcivescovo Charles Daniel Balvo,
Nunzio Apostolico in Kenya ed Osservatore presso gli Organismi delle
Nazioni Unite per l'Ambiente e gli Insediamenti Umani (U.N.E.P.,
UN-Habitat). È
stato finora Nunzio Apostolico in Nuova Zelanda, Isole Cook, Fiji,
Isole Marshall, Kiribati, Nauru, Palau, Samoa, Stati Federati di
Micronesia, Tonga, Vanuatu e Delegato Apostolico nell'Oceano
Pacifico.
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Il Vatican Information Service (VIS), istituito nell'ambito della Sala Stampa della Santa Sede, è un bollettino telematico che diffonde notizie relative all'attività magistrale e pastorale del Santo Padre e della Curia Romana... [+]
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giovedì 17 gennaio 2013
mercoledì 16 gennaio 2013
RICERCA DEL VOLTO DI DIO
Città
del Vaticano, 16 gennaio 2013
(VIS). La storia della salvezza, cioè la storia di Dio che si rivela
progressivamente all'uomo è stato il tema della catechesi del Santo
Padre per l'Udienza Generale del mercoledì.
"L'Antico
Testamento ci narra come Dio, dopo la creazione, nonostante il
peccato originale, l’arroganza dell’uomo di volersi mettere al
posto del suo Creatore, offre di nuovo la possibilità della sua
amicizia, soprattutto attraverso l’alleanza con Abramo e il cammino
di un piccolo popolo, quello di Israele, che Egli sceglie non con
criteri di potenza terrena, ma semplicemente per amore. È
una scelta che rimane un mistero e rivela lo stile di Dio che
chiama alcuni non per escludere altri, ma perché facciano da ponte
nel condurre a Lui: elezione è sempre elezione per l'altro. Nella
storia del popolo di Israele possiamo ripercorrere le tappe di un
lungo cammino in cui Dio si fa conoscere, si rivela, entra nella
storia con parole e con azioni. Per questa opera Egli si serve di
mediatori, come Mosè, i Profeti, i Giudici, che comunicano al popolo
la sua volontà, ricordano l’esigenza di fedeltà all’alleanza e
tengono desta l’attesa della realizzazione piena e definitiva delle
promesse divine".
La
rivelazione di Dio giunge alla sua pienezza in Gesù di Nazaret. "In
Gesù Dio visita realmente il suo popolo, visita l’umanità in un
modo che va oltre ogni attesa: manda il suo Figlio Unigenito; si fa
uomo Dio stesso. Gesù non ci dice qualcosa di Dio, non parla
semplicemente del Padre, ma è rivelazione di Dio, perché è Dio, e
ci rivela così il volto di Dio". Nella frase di Gesù "Chi
ha visto me, ha visto il Padre" "si racchiude
sinteticamente la novità del Nuovo Testamento. (...) Dio si può
vedere, ha manifestato il suo volto, è visibile in Gesù Cristo".
"In
tutto l'Antico Testamento è ben presente il tema della 'ricerca di
Dio'" - ha ricordato il Papa - Egli "è un 'Tu' che può
entrare in relazione, che non è chiuso nel suo Cielo a guardare
dall'alto l'umanità. Dio è certamente sopra ogni cosa, ma si
rivolge a noi, ci ascolta, ci vede, parla, stringe alleanza, è
capace di amare. La storia della salvezza è la storia di Dio con
l'umanit6à, è la storia di questo rapporto di Dio che si rivela
progressivamente all'uomo, che fa conoscere se stesso, il suo volto".
Con
l'Incarnazione la ricerca del volto di Dio "riceve una svolta
inimmaginabile, perché questo volto si può ora vedere: è quello di
Gesù, del Figlio di Dio che si fa uomo. In Lui trova compimento il
cammino di rivelazione di Dio iniziato con la chiamata di Abramo, Lui
è la pienezza di questa rivelazione perché è il Figlio di Dio, è
insieme 'mediatore e pienezza di tutta la Rivelazione', in Lui il
contenuto della Rivelazione e il Rivelatore coincidono. (...)
Gesù,
vero Dio e vero uomo, non è semplicemente uno dei mediatori tra Dio
e l’uomo, ma è 'il mediatore' della nuova ed eterna alleanza (...)
In Lui noi vediamo e incontriamo il Padre; in Lui possiamo invocare
Dio con il nome di 'Abbà, Padre'; in Lui ci viene donata la
salvezza".
"Il
desiderio di conoscere Dio realmente, cioè di vedere il volto di Dio
è insito in ogni uomo, anche negli atei. E noi abbiamo forse
inconsapevolmente questo desiderio di vedere semplicemente chi Egli è
(...). Ma questo desiderio si realizza seguendo Cristo, così vediamo
(...) anche Dio come amico (...). L'importante è che seguiamo
Cristo non solo nel momento nel quale abbiamo bisogno e quando quando
troviamo uno spazio nelle nostre occupazioni quotidiane, ma con la
nostra vita in quanto tale. L’intera esistenza nostra deve essere
orientata all’incontro con Gesù Cristo, all’amore verso di Lui;
e, in essa, un posto centrale lo deve avere anche l’amore al
prossimo, quell’amore che, alla luce del Crocifisso, ci fa
riconoscere il volto di Gesù nel povero, nel debole, nel
sofferente".
I CRISTIANI PROFESSINO TUTTI INSIEME CHE GESÙ È IL SALVATORE DEL MONDO
Città
del Vaticano, 16 gennaio 2013
(VIS). Al termine della catechesi, il Santo Padre Benedetto XVI ha
ricordato che dopodomani, venerdì 18 gennaio, comincia la Settimana
di preghiera per l'unità dei cristiani, che quest'anno ha per tema:
"Quel che il Signore esige da noi", ispirato ad un passo
del profeta Michea. Il Papa ha invitato tutti "a pregare,
chiedendo con insistenza a Dio il grande dono dell’unità tra tutti
i discepoli del Signore. La forza inesauribile dello Spirito Santo ci
stimoli ad un impegno sincero di ricerca dell’unità, perché
possiamo professare tutti insieme che Gesù è il Salvatore del
mondo".
ARCIVESCOVO MAMBERTI: LIBERTÀ DI COSCIENZA E DI RELIGIONE
Città
del Vaticano, 16 gennaio 2013
(VIS). L'Arcivescovo Dominique Mamberti, Segretario della Segreteria
di Stato per i Rapporti con gli Stati, è stato intervistato da Radio
Vaticana in occasione del pronunciamento del Tribunale Europeo dei
Diritti Umani su alcuni casi relativi alla libertà di coscienza e di
religione.
Il
15 gennaio, il Tribunale Europeo dei Diritti Umani ha pubblicato il
suo giudizio su quattro casi relativi alla libertà di coscienza e di
religione di impiegati nel Regno Unito. Due di essi si riferiscono
alla libertà di un lavoratore di indossare una piccola croce attorno
al collo sul posto di lavoro, e gli altri due riguardano la libertà
di obiettori di coscienza alla celebrazione di una unione civile fra
persone dello stesso sesso e del consultorio coniugale per coppie
dello stesso sesso.
"Qualche
tempo fa la Missione della Santa Sede al Consiglio d'Europa ha
pubblicato una Nota sulla libertà e sull'autonomia istituzionale
della Chiesa. L'Arcivescovo spiega che la questione della libertà
della Chiesa nei suoi rapporti con le autorità civili è attualmente
esaminata dal Tribunale Europeo dei Diritti Umani in due casi
riguardanti la Chiesa Ortodossa di Romania e la Chiesa Cattolica.
Sono il Sindacatul 'Pastoral cel Bun' contro la Romania e il
'Fernández Martínez
contro la Spagna'. In questa occasione la Rappresentanza Permanente
della Santa Sede al Consiglio d'Europa ha redatto una Nota sintetica
che spiega il Magistero (l'insegnamento ufficiale della Chiesa) sulla
libertà e sull'autonomia istituzionale della Chiesa cattolica".
"In
questi casi - ha affermato l'Arcivescovo Mamberti - il Tribunale
Europeo deve decidere se il potere civile ha rispettato la
Convenzione Europea sui Diritti Umani nel rifiutare di riconoscere un
sindacato di sacerdoti (nel caso della Romania) e di rifiutare di
nominare un insegnante di religione che pubblicamente professa
posizioni contrarie all'insegnamento della Chiesa (nel caso dello
Spagna). In entrambi i casi sono stati invocati i diritti alla
libertà di associazione e alla libertà di espressione al fine di
obbligare le comunità religiose ad agire in un modo contrario al
loro stato canonico e al Magistero. Così, questi casi chiamano in
causa la libertà della Chiesa a funzionare secondo le sue proprie
norme e a non essere soggetta a regole civili tranne che quelle
necessarie per assicurare il rispetto del bene comune e del giusto
ordine pubblico. La Chiesa si è sempre dovuta difendere al fine di
preservare la sua autonomia rispetto al potere civile e alle
ideologie. Oggi, un importante questione nei paesi occidentali è
quella di determinare quanto la cultura dominante, fortemente segnata
da individualismo materialista e da relativismo, possa comprendere e
rispettare la natura della Chiesa, che è una comunità fondata sulla
fede e la ragione".
"La
Chiesa è consapevole della difficoltà di determinare i rapporti
fra le autorità religiose e le diverse comunità religiose in una
società pluralistica relativamente alle esigenze della coesione
sociale e del bene comune. In tale contesto, la Santa Sede richiama
l'attenzione sulla necessità di mantenere la libertà religiosa
nella sua dimensione collettiva e sociale. Tale dimensione
corrisponde alla natura essenzialmente sociale delle persone e del
fatto religioso in particolare. La Chiesa non chiede che le comunità
religiose siano 'zone senza legge' ma che esse siano riconosciute
come 'spazi per la libertà', in virtù della libertà religiosa,
mentre rispettano il giusto ordine pubblico. Tale insegnamento non è
riservato alla Chiesa cattolica; i criteri derivanti da esso sono
fondati sulla giustizia e hanno perciò una applicazione generale.
Inoltre il principio giuridico dell'autonomia istituzionale delle
comunità religiose è ampiamente riconosciuto dagli Stati che
rispettano la liberà religiosa e dal diritto internazionale. Lo
stesso Tribunale Europeo dei Diritti Umani ha regolarmente dichiarato
questo principio in diversi importanti pronunciamenti. Tale principio
è stato affermato anche da altre istituzioni. È
il caso in particolare dell'OSCE (Organizzazione per la Sicurezza e
la Cooperazione in Europa) ed anche del Comitato per i Diritti Umani
delle Nazioni Unite nel, rispettivamente, 'Documento finale' della
Conferenza di Vienna del 19 gennaio 1989 e nella 'Osservazione
Generale n. 22 sui Diritti alla Libertà di Pensiero, Coscienza e
Religione del 30 luglio 1993. È
tuttavia utile richiamare e difendere questo principio dell'autonomia
della Chiesa e del potere civile".
ALTRI ATTI PONTIFICI
Città
del Vaticano, 16 gennaio 2013
(VIS). Il Santo Padre ha nominato l'Arcivescovo Joseph Marino, Nunzio
Apostolico in Malaysia e in Timor Orientale e Delegato Apostolico in
Brunei. È
stato finora Nunzio Apostolico in Bangladesh.
martedì 15 gennaio 2013
UNA FATTORIA IN PIAZZA SAN PIETRO
Città
del Vaticano, 15 gennaio 2013
(VIS). Giovedì 17 gennaio, festa di sant'Antonio Abate, protettore
degli animali, gli allevatori e gli agricoltori italiani organizzano
in Piazza San Pietro e in Via della Conciliazione una festa all'aria
aperta per celebrare il loro Santo Patrono.
La
giornata avrà inizio alle 10:30 con la Santa Messa celebrata dal
Cardinale Angelo Comastri, Vicario Generale di Sua Santità per lo
Stato della Città del Vaticano. Alle 12:00 è in programma una
sfilata di cavalli e cavalieri lungo via della Conciliazione che
culminerà con la benedizione solenne. Già a partire dalle 9:00, in
Piazza Pio XII, antistante il colonnato del Bernini, si ripeterà
l'esposizione del bestiame, vacche, capre, pecore, galline e così
via... quale spaccato dell'allevamento nazionale.
I
membri dell'Associazione italiana allevatori (AIA) hanno invitato i
proprietari di cani e di gatti a portare con sé i propri animali da
compagnia, ai quali verrà offerto un check up gratuito della salute
dai veterinari messi a disposizione dall'Associazione.
La
tradizione di festeggiare Sant'Antonio Abate, fortemente radicata nel
mondo contadino e diffusa in tutte le comunità agricole nazionali è,
come afferma il presidente dell'Aia, Nino Andena, "un momento
di festa che vogliamo condividere con la cittadinanza, per
testimoniare il nostro ruolo attivo all'interno della società".
ALTRI ATTI PONTIFICI
Città
del Vaticano, 15 gennaio 2013
(VIS). Il Santo Padre ha nominato il Vescovo Desiderius M. Rwoma,
Vescovo della Diocesi di Bukoba (superficie: 8.608; popolazione:
876.350; cattolici: 527.515; sacerdoti: 128; religiosi: 438),
Tanzania,. Finora Vescovo di Singida (Tanzania), succede al Vescovo
Nestorius Timanywa del quale il Santo Padre ha accettato la rinuncia
al governo pastorale della medesima Diocesi presentata per raggiunti
limiti d'età. Lo stesso Presule è stato nominato Amministratore
Apostolico "sede vacante et ad nutum Sanctae Sedis" della
Diocesi di Singida (Tanzania).
lunedì 14 gennaio 2013
RICONOSCENZA DEL PAPA ALL'ISPETTORATO DI PUBBLICA SICUREZZA PRESSO IL VATICANO
Città
del Vaticano, 14 gennaio 2013
(VIS). Questa mattina il Santo Padre ha ricevuto i membri
dell'Ispettorato di Pubblica Sicurezza presso il Vaticano per il
tradizionale scambio di auguri all'inizio del nuovo anno. Nel suo
discorso il Papa ha sottolineato la dedizione e la professionalità
con la quale essi svolgono la loro opera in particolare durate le
manifestazioni dei fedeli e dei pellegrini, che "giungono da
tutto il mondo per incontrare il Successore di Pietro e per visitare
la tomba del Principe degli Apostoli, come pure per pregare su quelle
dei miei venerati Predecessori, in particolare del beato Giovanni
Paolo II".
Il
Papa ha ricordato che l'impegno dei membri dell'Ispettorato di
Pubblica Sicurezza si estende anche in occasione delle sue visite
pastorali e dei suoi viaggi apostolici in Italia ed ha manifestato il
suo sentito apprezzamento "per il modo e lo spirito che animano
il vostro servizio, vigile e qualificato. Uno stile che, mentre fa
onore alla vostra identità di funzionari dello Stato italiano e di
membri della Chiesa, attesta altresì le buone relazioni che esistono
fra l'Italia e la Sede Apostolica. (...) Auspico di cuore - ha detto
il Papa - che la vostra fatica, (...) sia sempre animata da una salda
fede cristiana, che è indubbiamente il più prezioso tesoro e valore
spirituale, che le vostre famiglie vi hanno affidato e che voi siete
chiamati a trasmettere ai vostri figli. L'Anno della fede, che la
Chiesa intera sta vivendo, è un'opportunità anche per voi di
riandare al messaggio del Vangelo e farlo entrare in modo più
profondo nelle vostre coscienze e nella vita quotidiana,
testimoniando coraggiosamente l'amore di Dio in ogni ambiente, anche
in quello del vostro lavoro".
"Sia
la vostra presenza - ha concluso il Pontefice - "una garanzia
sempre più valida di quel buon ordine e di quelle tranquillità, che
sono fondamentali per costruire una vita sociale pacifica e composta
e che, oltre a esserci insegnati dal messaggio evangelico, sono segno
di autentica civiltà".
NEL BATTESIMO GESÙ SI FA SOLIDALE CON NOI
Città
del Vaticano, 13 gennaio 2013 (VIS). Questa mattina, nella Cappella
Sistina, il Santo Padre ha battezzato 20 bambini e bambine, nati
negli ultimi mesi e figli di dipendenti dello Stato della Città del
Vaticano.
Nell'omelia
il Papa ha ricordato che, diventato adulto, Gesù dà inizio al suo
ministero pubblico recandosi al fiume Giordano per ricevere da
Giovanni un battesimo di penitenza e di conversione. "Gesù ha
bisogno di penitenza e di conversione? Certamente no - ha detto il
Papa - Eppure Gesù vuole mettersi dalla parte dei peccatori, (...)
esprimendo la vicinanza di Dio. Gesù si mostra solidale con noi, con
la nostra fatica di convertirci, di lasciare i nostri egoismi, di
staccarci dai nostri peccati, per dirci che se lo accettiamo nella
nostra vita Egli è capace di risollevarci e condurci all’altezza
di Dio Padre. (...) Gesù si è immerso realmente nella nostra
condizione umana, (...) ed è in grado di comprenderne la debolezza e
la fragilità. Per questo Egli si muove a compassione, sceglie di
'patire con' gli uomini, di farsi penitente assieme a noi. Questa è
l’opera di Dio che Gesù vuole compiere: la missione divina di
curare chi è ferito e medicare chi è ammalato, di prendere su di sé
il peccato del mondo".
"Che
cosa avviene al momento in cui Gesù si fa battezzare da Giovanni? Di
fronte a questo atto di amore umile da parte del Figlio di Dio, si
aprono i cieli e si manifesta visibilmente lo Spirito Santo sotto
forma di colomba, mentre una voce dall’alto esprime il
compiacimento del Padre, che riconosce il Figlio unigenito, l’Amato.
(...) Si realizza così la profezia di Isaia (...): il Signore Dio
viene con potenza per distruggere le opere del peccato e il suo
braccio esercita il dominio per disarmare il Maligno; ma teniamo
presente che questo braccio è il braccio esteso sulla croce e che la
potenza di Cristo è la potenza di Colui che soffre per noi: questo è
il potere di Dio, diverso dal potere del mondo; così viene Dio con
potenza per distruggere il peccato".
Con
il battesimo i bambini battezzati oggi "verranno uniti in modo
profondo e per sempre con Gesù, immersi nel mistero di questa sua
potenza, (...) nel mistero della sua morte, che è fonte di vita, per
partecipare alla sua risurrezione, per rinascere ad una vita nuova.
(...) Anche sui vostri bambini il cielo è aperto, e Dio dice: questi
sono i miei figli, figli del mio compiacimento. Inseriti in questa
relazione e liberati dal peccato originale, essi diventano membra
vive dell’unico corpo che è la Chiesa e sono messi in grado di
vivere in pienezza la loro vocazione alla santità, così da poter
ereditare la vita eterna, ottenutaci dalla risurrezione di Gesù".
Rivolgendosi
ai genitori che hanno domandato il battesimo per i loro figli, il
Santo Padre ha sottolineato che essi manifestano la loro "fede,
la gioia di essere cristiani e di appartenere alla Chiesa. È la
gioia che scaturisce dalla consapevolezza di avere ricevuto un grande
dono da Dio, la fede appunto, un dono che nessuno di noi ha potuto
meritare, ma che ci è stato dato gratuitamente e al quale abbiamo
risposto con il nostro 'sì'. (...) Il cammino di fede che oggi
comincia per questi bambini si fonda perciò su una certezza,
sull’esperienza che non vi è niente di più grande che conoscere
Cristo e comunicare agli altri l’amicizia con Lui; solo in questa
amicizia si dischiudono realmente le grandi potenzialità della
condizione umana e possiamo sperimentare ciò che è bello e ciò che
libera".
"A
voi, cari padrini e madrine, l’importante compito di sostenere e
aiutare l’opera educativa dei genitori (...). Sappiate sempre
offrire loro il vostro buon esempio, attraverso l’esercizio delle
virtù cristiane. Non è facile manifestare apertamente e senza
compromessi ciò in cui si crede, specie nel contesto in cui viviamo,
di fronte ad una società che considera spesso fuori moda e fuori
tempo coloro che vivono della fede in Gesù. Sull’onda di questa
mentalità, vi può essere anche tra i cristiani il rischio di
intendere il rapporto con Gesù come limitante, come qualcosa che
mortifica la propria realizzazione personale. (...) Ma non è così!
Proprio a mano a mano che si procede nel cammino della fede, si
comprende come Gesù eserciti su di noi l’azione liberante
dell’amore di Dio, che ci fa uscire dal nostro egoismo (...) per
condurci ad una vita piena, in comunione con Dio e aperta agli altri.
'Dio è amore; chi rimane nell’amore rimane in Dio e Dio rimane in
lui'. Queste parole della Prima Lettera di Giovanni esprimono con
singolare chiarezza il centro della fede cristiana: l’immagine
cristiana di Dio e anche la conseguente immagine dell’uomo e del
suo cammino'".
"L’acqua
con la quale questi bambini saranno segnati nel nome del Padre e del
Figlio e dello Spirito Santo - ha concluso il Pontefice - li
immergerà in quella 'fonte' di vita che è Dio stesso e che li
renderà suoi veri figli. E il seme delle virtù teologali, infuse da
Dio, la fede, la speranza e la carità, seme che oggi è posto nel
loro cuore per la potenza dello Spirito Santo, dovrà essere
alimentato sempre dalla Parola di Dio e dai Sacramenti, così che
queste virtù del cristiano possano crescere e giungere a piena
maturazione, sino a fare di ciascuno di loro un vero testimone del
Signore".
ESSERE CRISTIANI SIGNIFICA SCEGLIERE IL CAMMINO DELLA RESPONSABILITÀ
Città
del Vaticano, 13 gennaio 2013 (VIS). Nella prima domenica dopo
l'Epifania che conclude il tempo liturgico del Natale, Benedetto XVI,
a mezzogiorno, si è affacciato alla finestra del suo studio per
recitare l'Angelus con i fedeli convenuti in Piazza San Pietro.
"Celebriamo
oggi - ha detto il Papa - la festa del Battesimo di Gesù: quel
Bambino, figlio della Vergine, che abbiamo contemplato nel mistero
della sua nascita, lo vediamo oggi adulto immergersi nelle acque del
fiume Giordano, e santificare così tutte le acque e il cosmo intero
– come evidenzia la tradizione orientale. Ma perché Gesù, in cui
non c’era ombra di peccato, andò a farsi battezzare da Giovanni?
Perché volle compiere quel gesto di penitenza e conversione, insieme
con tante persone che così volevano prepararsi alla venuta del
Messia? Quel gesto – che segna l’inizio della vita pubblica di
Cristo, come attestano tutti gli Evangelisti – si pone nella stessa
linea dell’Incarnazione, della discesa di Dio dal più alto dei
cieli all’abisso degli inferi. Il senso di questo movimento di
abbassamento divino si riassume in un’unica parola: amore, che è
il nome stesso di Dio"
Il
Gesù che si fa battezzare nel Giordano "è l’uomo nuovo che
vuole vivere da figlio di Dio, cioè nell’amore; l’uomo che, di
fronte al male del mondo, sceglie la via dell’umiltà e della
responsabilità, sceglie non di salvare se stesso ma di offrire la
propria vita per la verità e la giustizia. Essere cristiani
significa vivere così, ma questo genere di vita comporta una
rinascita: rinascere dall’alto, da Dio, dalla Grazia. Questa
rinascita è il Battesimo, che Cristo ha donato alla Chiesa per
rigenerare gli uomini a vita nuova".
Nel
ricordare che questa mattina ha battezzato un gruppo di bambini nella
Cappella Sistina, il Santo Padre ha detto: "In questo momento
vorrei estendere la mia preghiera e la mia benedizione a tutti i
neonati; ma soprattutto invitare tutti a fare memoria del nostro
Battesimo, di quella rinascita spirituale che ci ha aperto la via
della vita eterna. Possa ogni cristiano, in quest’Anno della fede,
riscoprire la bellezza di essere rinato dall’alto, dall’amore di
Dio, e vivere come suo vero figlio".
I MIGRANTI SONO PORTATORI DI FEDE E DI SPERANZA
Città
del Vaticano, 13 gennaio 2013 (VIS). Dopo la recita dell'Angelus, il
Papa ha ricordato che oggi si celebra la Giornata Mondiale del
Migrante e del Rifugiato. "Nel Messaggio di quest’anno - ha
detto Benedetto XVI - ho paragonato le migrazioni ad un
'pellegrinaggio di fede e di speranza'".
"Chi
lascia la propria terra lo fa perché spera in un futuro migliore, ma
lo fa anche perché si fida di Dio che guida i passi dell’uomo,
come Abramo. E così i migranti sono portatori di fede e di speranza
nel mondo. A ciascuno di loro rivolgo oggi il mio saluto, con una
speciale preghiera e benedizione".
Nei
saluti in lingua francese, il Santo Padre ha auspicato che i migranti
e le loro famiglie "siano accolte ovunque ed aiutate affinché
abbiano con le loro famiglie una vita degna. Come Gesù - ha esortato
il Pontefice - rimaniamo vicini a coloro che soffrono e non hanno
voce per farsi ascoltare".
IL PAPA RICEVE I PRINICPI DI MONACO
Città
del Vaticano, 12 gennaio 2013
(VIS). Il Santo Padre ha ricevuto questa mattina nel Palazzo
Apostolico Vaticano, Sua Altezza Serenissima il Principe Alberto di
Monaco, accompagnato dalla Consorte Principessa Charlene. Subito
dopo, il Principe si è incontrato con il Cardinale Tarcisio Bertone,
Segretario di Stato, e con l'Arcivescovo Dominique Mamberti,
Segretario per i Rapporti con gli Stati.
Nel
corso dei cordiali colloqui, ci si è soffermati sul contributo
significativo della Chiesa Cattolica alla vita sociale del Principato
e su alcuni temi di attualità internazionale, come lo sviluppo
integrale dei popoli e la protezione delle risorse naturali e
dell'ambiente.
CARDINALE BERTONE: INVOCARE SAPIENZA DIVINA SUL DELICATO E GRAVE COMPITO DELL'AMMINISTRAZIONE DELLA GIUSTIZIA
Città
del Vaticano, 12 gennaio 2013
(VIS). Il Cardinale Tarcisio Bertone, Segretario di Stato, ha
celebrato questa mattina nella Cappella di Maria, Madre della
Famiglia, nel Palazzo del Governatorato, la Santa Messa di
inaugurazione del LXXXIV Anno Giudiziario del Tribunale dello Stato
della Città del Vaticano.
"Vogliamo
- ha detto il Cardinale Bertone - invocare la sapienza divina sul
delicato e grave compito dell’amministrazione della giustizia".
Successivamente il Cardinale ha rivolto un saluto al Presidente del
Tribunale, Professor Giuseppe Dalla Torre, ai Giudici, al promotore
di giustizia e ai collaboratori della Cancelleria, recando a ciascuno
"il benedicente saluto del Santo Padre Benedetto XVI, il Quale
segue con attenta sollecitudine il vostro apprezzato lavoro".
Nel
commentare il Vangelo, centrato sulla figura di San Giovanni
Battista, il Segretario di Stato ha sottolineato che l'esempio e la
testimonianza di questo profeta "sono un richiamo ai credenti a
mettere da parte il protagonismo, il voler apparire, diminuendo così
il proprio 'io' perché cresca in ognuno di noi e negli altri l’amore
per Gesù: Egli è la Via, la verità e la vita. Questo atteggiamento
richiede l’umiltà del cuore, che è dono di Dio da implorare
incessantemente nella preghiera. Per questo l’apostolo Giovanni,
come abbiamo ascoltato nella prima Lettura, verso la conclusione
della sua Lettera, raccomanda una preghiera fiduciosa al Padre, che
non mancherà di esaudirla, se chi chiede è disposto a fare la sua
volontà. Esorta inoltre a pregare anche per i fratelli, a meno che
non siano ostinati nel male e quindi rifiutino di convertirsi. La
preghiera vicendevole acquista il valore di uno squisito atto di
carità. Anche san Paolo raccomanda più volte di pregare gli uni per
gli altri, e Gesù stesso prega perché Pietro, una volta ravveduto,
confermi nella fede gli altri apostoli".
"In
questa Santa Messa rivolgiamo la nostra comune preghiera al Signore,
perché ciascuno possa adempiere con umiltà e nella verità il
proprio servizio nell’amministrazione della giustizia a favore
della nostra peculiare comunità dello Stato della Città del
Vaticano. Auguro a tutti voi, che a vario titolo partecipate
all’inaugurazione dell’Anno giudiziario, di poter crescere nella
consapevolezza che l’armonia, la giustizia e la pace non sono
pienamente raggiungibili senza l’adesione a Dio e l’accoglienza
della sua grazia. Vale anche per ciascuno di noi l’invito ad una
consapevole apertura al trascendente, che il Santo Padre Benedetto
XVI ha rivolto pochi giorni fa ai Membri del Corpo Diplomatico presso
la Santa Sede, senza la quale, affermava: 'l’uomo cade facile preda
del relativismo e gli riesce poi difficile agire secondo giustizia e
impegnarsi per la pace'”.
IL PAPA RICEVE IL CORPO DELLA GENDARMERIA E DEI VIGILI DEL FUOCO DELLO STATO DELLA CITTÀ DEL VATICANO
Città
del Vaticano, 11 gennaio 2013 (VIS). Nel pomeriggio di oggi, nella
Sala Clementina, il Santo Padre ha ricevuto in udienza il Corpo della
Gendarmeria e il Corpo dei Vigili del Fuoco dello Stato della Città
del Vaticano. Dopo il saluto del Direttore della Direzione dei
Servizi di Sicurezza e Protezione Civile, Domenico Giani, Benedetto
XVI ha pronunciato un breve discorso.
"Questa
circostanza mi offre l’opportunità di esprimervi con intensità di
sentimenti la mia stima, il mio vivo incoraggiamento e soprattutto la
mia profonda riconoscenza per il generoso lavoro che svolgete con
discrezione, competenza ed efficienza e non senza sacrificio. Quasi
ogni giorno ho l’opportunità di incontrare qualcuno di voi nei
vari posti di servizio e di constatare di persona la vostra
professionalità nel collaborare a garantire la sorveglianza al Papa,
come anche il necessario ordine e la sicurezza di quanti risiedono
nello Stato o di coloro che prendono parte alle celebrazioni e agli
incontri che si svolgono in Vaticano".
"Il
Corpo della Gendarmeria - ha ricordato il Pontefice - è chiamato a
svolgere, fra i diversi compiti, quello di accogliere con cortesia e
con gentilezza i pellegrini e i visitatori del Vaticano, che giungono
da Roma, dall’Italia e da ogni parte del mondo. Quest’opera di
vigilanza e di controllo, che voi svolgete con diligenza e
sollecitudine, è certamente considerevole e delicata: essa richiede
a volte non poca pazienza, perseveranza e disponibilità all’ascolto.
Si tratta di un servizio quanto mai utile al tranquillo e sicuro
svolgimento della vita quotidiana e delle manifestazioni religiose
della Città del Vaticano".
Il
Papa ha esortato i gendarmi e i vigili del fuoco a vedere "in
ogni pellegrino o visitatore, (...) il volto di un fratello che Dio
pone sulla vostra strada; pertanto accoglietelo con gentilezza e
aiutatelo, sentendolo parte della grande famiglia umana. (...) La
vostra attività - ha sottolineato il Santo Padre - sarà tanto più
efficace per la Santa Sede e arricchente per voi, quanto più si
potrà svolgere in un contesto di serenità e di armonia. A tale
proposito, è necessario che i Gendarmi che garantiscono da lungo
tempo il loro servizio in seno al Corpo e i responsabili del Comando,
favoriscano sempre più rapporti di fiducia in grado di sostenere e
di incoraggiare tutti i membri della Gendarmeria Vaticana, anche nei
momenti difficili".
"La
vostra peculiare presenza nel cuore della cristianità, dove folle di
fedeli giungono senza sosta per incontrare il Successore di Pietro e
per visitare le tombe degli Apostoli, susciti sempre più in ciascuno
di voi il proposito di intensificare la dimensione spirituale della
vita, come pure l’impegno ad approfondire la vostra fede cristiana,
testimoniandola coraggiosamente in ogni ambiente con una coerente
condotta di vita", ha concluso il Santo Padre.
UDIENZE
Città
del Vaticano, 14 gennaio 2013 (VIS). Il Santo Padre ha ricevuto
questa mattina in udienza:
-
Il Cardinale Fernando Filoni, Prefetto della Congregazione per
l’Evangelizzazione dei Popoli.
-
Sei Presuli della Conferenza Episcopale di Abruzzo e Molise, in
Visita “ad Limina Apostolorum”:
-
L'Arcivescovo Giancarlo Maria Bregantini, C.S.S., di
Campobasso-Boiano.
-
L'Arcivescovo Bruno Forte, di Chieti-Vasto.
-
L'Arcivescovo Emidio Cipollone, di Lanciano-Ortona.
-
Il Vescovo Domenico Angelo Scotti, Vescovo di Trivento.
-
Il Vescovo Gianfranco De Luca, di Termoli-Larino.
-
Il Vescovo Salvatore Visco, di Isernia-Venafro.
-
I Dirigenti e Personale dell’Ispettorato di Pubblica Sicurezza
presso il Vaticano
Sabato
12 gennaio il Santo Padre ha ricevuto in udienza il Cardinale Marc
Ouellet, P.S.S., Prefetto della Congregazione per i Vescovi.
ALTRI ATTI PONTIFICI
Città
del Vaticano, 12 gennaio 2013 (VIS). Il Santo Padre ha nominato:
-
Il Vescovo Julio Parrilla Díaz,
S.D.B., Vescovo di Riobamba (superficie: 7.014; popolazione: 517.000;
cattolici: 405.000; sacerdoti: 79; religiosi: 218; diaconi
permanenti: 7), Ecuador. È
stato finora Vescovo di Loja (Ecuador).
-
Il Vescovo Daniel Kozelinski Netto, Visitatore Apostolico per i
fedeli Ucraini di rito bizantino residenti in Uruguay, Paraguay, Cile
e Venezuela, attualmente Amministratore Apostolico sede vacante di
Santa Maria del Patrocinio in Buenos Aires (Argentina).
venerdì 11 gennaio 2013
CARDINALE SANDRI: AI CRISTIANI SIA GARANTITO DI PROFESSARE IL PROPRIO CREDO
Città
del Vaticano, 11 gennaio 2013
(VIS). Il 9 gennaio scorso, a Il Cairo, il Cardinale Leonardo Sandri,
Prefetto della Congregazione per le Chiese Orientali, durante la sua
visita in Egitto (6-11 gennaio) per celebrare con la Chiesa locale
l'Anno della Fede, ha incontrato i responsabili delle attività
apostoliche del Paese. "Voi siete - ha detto il Porporato -
coloro che hanno offerto la disponibilità personale a servire la
Chiesa ed hanno ricevuto il compito ecclesiale di impegnarsi, in
fedele e costruttiva cooperazione con i Pastori, perché la vita
della comunità cattolica in Egitto sappia annunciare con efficacia
il Figlio di Dio, attraverso la vita sacramentale, la catechesi, la
carità, specie nell'assistenza e nell'educazione, e nel servizio
concreto e quotidiano a tanti fratelli e sorelle".
"Senz'altro
- ha proseguito il Cardinale Sandri - state sperimentando il deserto
della presente situazione tanto difficile. Forse dobbiamo vigilare
perché non ci capiti proprio mentre ci prodighiamo per il Vangelo di
lasciare che avanzi il deserto nella coscienza e nel cuore. Non
dimentichiamo che le giornate intense del Figlio di Dio erano
precedute e seguite dal dialogo ancora più intenso col Padre (...).
Compiamo anche noi, cari amici, la sosta nell'oasi di Elim di cui
parla il libro dell'Esodo perché la fede sia rinvigorita mentre
coglie la bellezza dell'amicizia con Dio, nonostante le gravi
preoccupazioni che il tempo presente riserva ai cristiani del Medio
Oriente e della vostra stessa cara Patria".
Il
Cardinale ha ricordato, successivamente, il suo incontro ad
Alessandria con i religiosi egiziani del Sacro Cuore e con i
francescani missionari del Cuore Immacolato di Maria, nel quale ha
sottolineato "il primato dell'azione caritativa, a beneficio dei
figli di questa Nazione" ed ha affermato che singolare
manifestazione della carità cristiana è l'edificazione della Chiesa
a Sharm El Sheik, un'opera a cui hanno concorso con generosità la
comunità ecclesiale locale, la Rappresentanza Pontificia ed alcune
agenzie di sostegno appartenenti alla ROACO (Riunione delle Opere in
Aiuto alle Chiese Orientali), di cui il Prefetto della Congregazione
per le Chiese Orientali è Presidente.
"Non
possiamo e non vogliamo dimenticare la secolare tradizione
dell'Egitto, i vertici di religiosità e cultura che ha conosciuto e
che deve confermare nel presente e nel futuro: una cultura sempre
aperta alla Rivelazione di Dio. (...) Il custodire e coltivare la
fede nell'ambito della cultura costituisce un ambito privilegiato
della missione pastorale e forse va incentivata la collaborazione tra
i diversi centri che da tempo animano l'attività apostolica e
missionaria di questa Nazione".
Infine
il Cardinale ha affidato ai responsabili delle attività apostoliche
le finalità dell'Anno della Fede, inaugurato dal Santo Padre l'11
ottobre 2012. "Prima di tutto - ha detto il Cardinale Sandri - è
chiesto a noi che per grazia siamo vicini e partecipi direttamente
della vita ecclesiale di crescere nella coscienza del dono ricevuto
intensificando soprattutto la vita sacramentale personale e
comunitaria".
"In
tal modo potremo condividere la missione della Chiesa a tutte le
genti: dall'Anno della Fede si attendono un rinnovato slancio
missionario, poiché in tutto il mondo le religioni più diverse si
incontrano e si confrontano. E noi auspichiamo la conferma della
presenza ecclesiale nel mondo, col dovuto sostegno e la difesa dei
cristiani che non vedono riconosciuta la libertà religiosa. A tutti
indistintamente, perché anche ai cristiani, sia garantito di
professare il proprio credo".
La
terza finalità dell'Anno della Fede "si prefigge di bussare al
cuore di tanti cristiani stanchi e indifferenti perché riscoprano la
gioia di Cristo e tornino a Lui per avere la vita vera ed eterna".
Ieri,
giovedì 10 gennaio, il Cardinale Sandri ha inaugurato la Chiesa di
Nostra Signora della Pace a Sharm El Sheik. La visita del Cardinale
Sandri in Egitto è stata anche occasione per ricordare la
celebrazione del centenario delle religiose egiziane del Sacro Cuore
e del bicentenario della Sorelle Francescane del Cuore Immacolato di
Maria. Il Cardinale Sandri ha inoltre incontrato il Patriarca di
Alessandria dei Copti, Catolicos Cardinale Antonio Naguib ed i
Vescovi dell'Egitto e, nel contesto delle relazioni con la Chiesa
Ortodossa, il Patriarca greco ortodosso Teodoro II ed il Patriarca
copto ortodosso Tawadros II.
UDIENZE
Città
del Vaticano, 11 gennaio 2013
(VIS). Il Santo Padre ha ricevuto questa mattina in udienza:
- L'On.
Renata Polverini, Presidente della Regione Lazio.
- L'On.
Giovanni Alemanno, Sindaco di Roma.
-
Il Cardinale Angelo Comastri, Arciprete della Basilica Papale di San
Pietro in Vaticano; Vicario Generale di Sua Santità per la Città
del Vaticano; Presidente della Fabbrica di San Pietro
Nel
pomeriggio il Santo Padre riceverà gli Ufficiali e Membri del Corpo
della Gendarmeria Vaticana.
IN MEMORIAM
Città
del Vaticano, 11 gennaio 2013
(VIS). Di seguito riportiamo i dati relativi ai Presuli mancati nelle
ultime settimane:
-
Il Vescovo Maurice Delorme, già Ausiliare di Lyon (Francia), il 27
dicembre, all'età di 93 anni.
-
Il Vescovo Edward Thomas Hughes, emerito di Metuchen (Stati Uniti
d'America), il 25 dicembre, all'età di 92 anni.
-
Il Vescovo Paul Khoarai emerito di Leribe (Lesotho), il 27 dicembre,
all'età di 79 anni.
-
Il Vescovo Rudolf Müller, emerito di
Görlitz (Germania), il 25 dicembre, all'età di 81 anni.
-
L'Arcivescovo Ignacy Tokarczuk, emerito di Przemysl dei Latini
(Polonia), il 29 dicembre, all'età di 94 anni.
giovedì 10 gennaio 2013
UDIENZE
Città
del Vaticano, 10 gennaio 2013
(VIS). Il Santo Padre ha ricevuto questa mattina in udienza:
-
La Signora Slavica Karačić, Ambasciatore di Bosnia Erzegovina, in
occasione della presentazione delle Lettere Credenziali.
-
Il Cardinale Agostino Vallini, Vicario Generale di Sua Santità per
la Diocesi di Roma, in Visita “ad Limina Apostolorum”; con
l'Arcivescovo Filippo Iannone, O.Carm., Arcivescovo-Vescovo emerito
di Sora-Aquino-Pontecorvo, Viceregente: e con gli Ausiliari: Vescovo
Paolino Schiavon; Vescovo Guerino Di Tora; Vescovo Giuseppe
Marciante; Vescovo Matteo Maria Zuppi e Vescovo Lorenzo Leuzzi.
-
L'Arcivescovo Gerhard Ludwig Müller, Prefetto della
Congregazione per la Dottrina della Fede.
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In accordo con le norme internazionali sulla Proprietà Intellettuale e sui Diritti d'Autore, il VIS autorizza riprodurre le notizie contenute nei servizi del VIS, parzialmente o totalmente, sempre citando la fonte: (VIS - Vatican Information Service).
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