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Il Vatican Information Service (VIS), istituito nell'ambito della Sala Stampa della Santa Sede, è un bollettino telematico che diffonde notizie relative all'attività magistrale e pastorale del Santo Padre e della Curia Romana...

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mercoledì 23 maggio 2012

OGNUNO DI NOI È UN MIRACOLO DI DIO, VOLUTO DA LUI E CONOSCIUTO PERSONALMENTE DA LUI


Città del Vaticano, 23 maggio 2012 (VIS). "Ognuno di noi, ogni uomo e ogni donna è un miracolo di Dio, è voluto da Lui ed è conosciuto personalmente da Lui. Per Lui non siamo esseri anonimi, impersonali, ma abbiamo un nome. Lo Spirito Santo, che parla in noi e dice 'Abbà! Padre!', ci fa entrare in questa verità, la comunica alla sfera più intima di noi stessi e riempie la nostra preghiera di serenità e di gioia", ha detto il Santo Padre questa mattina in Piazza San Pietro agli oltre 20.000 pellegrini convenuti per l'Udienza Generale.

Benedetto XVI ha si è soffermato su due Lettere di San Paolo nelle quali l'Apostolo parla dello Spirito Santo che ci permette di chiamare Dio 'Abbà', Padre Nostro ed ha spiegato che: "Il grande maestro della preghiera che è lo Spirito Santo ci insegna a rivolgerci a Dio con i termini affettuosi dei figli, chiamandolo 'Abbà, Padre'. Così ha fatto Gesù; anche nel momento più drammatico della sua vita terrena, Egli non ha mai perso la fiducia nel Padre e lo ha sempre invocato con l’intimità del Figlio amato".

Lo Spirito Santo, dono di Cristo Risorto, "ci colloca in una relazione filiale con Dio, relazione di profonda fiducia, come quella dei bambini; una relazione filiale analoga a quella di Gesù, anche se diversa è l’origine e diverso è lo spessore: Gesù è il Figlio eterno di Dio che si è fatto carne, mentre noi diventiamo figli in Lui, nel tempo, mediante la fede e i Sacramenti del Battesimo e della Cresima".

"Forse l’uomo d’oggi non percepisce - ha affermato il Pontefice - la bellezza, la grandezza e la consolazione profonda contenute nella parola 'padre' con cui possiamo rivolgerci a Dio nella preghiera, perché più di una volta la figura paterna non è sufficientemente presente e positiva nella vita quotidiana. (...) È proprio l’amore di Gesù, il Figlio Unigenito - che giunge al dono di se stesso sulla croce - che ci rivela la vera natura del Padre: Egli è l’Amore".

Nelle Lettera ai Galati San Paolo afferma che lo Spirito "grida in noi Abbà! Padre!, mentre nella Lettera ai Romani dice che siamo noi a gridare 'Abbà! Padre! San Paolo vuole farci comprendere che la preghiera cristiana non avviene mai in senso unico da noi a Dio (...) ma è espressione di una relazione reciproca in cui Dio agisce sempre per primo: è lo Spirito Santo che grida in noi e noi possiamo gridare perché l'impulso viene dalla Spirito Santo. (...) Questa presenza apre la nostra preghiera e la nostra vita agli orizzonti della Trinità e della Chiesa".

"Quando ci rivolgiamo al Padre nella nostra stanza interiore, nel silenzio e nel raccoglimento, non siamo mai soli. Siamo nella grande preghiera della Chiesa, siamo parte di una grande sinfonia che la comunità cristiana sparsa in ogni parte della terra e in ogni tempo eleva a Dio. (...) La preghiera guidata dallo Spirito, che ci fa gridare 'Abbà! Padre!' con Cristo e in Cristo, ci inserisce nell’unico grande mosaico della famiglia di Dio in cui ognuno ha un posto e un ruolo importante, in profonda unità con il tutto".

Infine il Papa ha esortato i fedeli con queste parole: "Cari fratelli e sorelle impariamo a gustare nella nostra preghiera la bellezza di essere amici, anzi figli di Dio, di poterlo invocare con la confidenza e la fiducia che ha un bambino verso i genitori che lo amano. Apriamo la nostra preghiera all’azione dello Spirito Santo perché in noi gridi a Dio 'Abbà! Padre!'".

DONO SPIRITO SANTO SOSTENGA FEDE COMUNITÀ CRISTIANA


Città del Vaticano, 23 maggio 2012 (VIS). Al termine della catechesi dell'Udienza Generale di oggi, il Santo Padre Benedetto XVI ha salutato nelle diverse lingue gli oltre 20.000 pellegrini presenti in Piazza San Pietro. Esprimendosi in polacco, il Papa ha ricordato che domenica prossima ricorre la Solennità liturgica di Pentecoste:  "Insieme a Maria e agli Apostoli, perseveriamo nella preghiera. Con Cristo chiediamo a Dio nostro Padre, che il Suo Spirito permei il pensare e l'agire, affinché sempre più pienamente corrispondiamo alla dignità di figli di Dio che abbiamo ricevuto".

In slovacco il Papa ha aggiunto: "Preghiamo Dio che mandi lo Spirito Santo con l'abbondanza dei suoi doni perché possiamo divenire testimoni coraggiosi di Cristo". In italiano il Papa ha detto: "Il dono dello Spirito Santo nel giorno di Pentecoste sostenga e alimenti sempre la vita di fede della comunità cristiana: cari giovani, mettete al di sopra di tutto la ricerca di Dio (...); cari ammalati, lo Spirito vi sia di aiuto e conforto nel momento del maggiore bisogno; e voi, cari sposi novelli, con la grazia dello Spirito Santo rendete ogni giorno più salda e profonda la vostra unione".

martedì 22 maggio 2012

PRESENTAZIONE VII INCONTRO MONDIALE DELLE FAMIGLIE

Città del Vaticano, 22 maggio 2012 (VIS). Il Cardinale Ennio Antonelli, Presidente del Pontificio Consiglio per la Famiglia, il Cardinale Angelo Scola, Arcivescovo di Milano (Italia), ed il Professore Pier Paolo Donati, Ordinario di Sociologia della Famiglia all'Università di Bologna, sono intervenuti, questa mattina, presso la Sala Stampa nella Santa Sede, alla Conferenza Stampa di presentazione del VII Incontro Mondiale delle Famiglie, in programma dal 30 maggio al 3 giugno a Milano, sul tema: "La famiglia: il lavoro e la festa".

Il Cardinale Ennio Antonelli ha illustrato le varie attività in preparazione del VII Incontro Mondiale delle Famiglie, annunciato dal Santo Padre alla fine del precedente incontro a Città del Messico, nel 2009. In questi ultimi tre anni il  Pontificio Consiglio per la Famiglia e l'Arcivescovo di Milano, con i suoi collaboratori, si sono più volte incontrati per un lavoro unitario di preparazione.

Fra le attività del Dicastero orientate alla preparazione dell'Incontro di Milano, il Cardinale Antonelli ha citato le Catechesi preparatorie tradotte in undici lingue: italiano, francese, inglese, tedesco, spagnolo, portoghese, polacco, ungherese, romeno, arabo, russo; Il Seminario Internazionale di Studio “La famiglia cristiana soggetto di evangelizzazione” (Roma, 2009); la XIX Assemblea Plenaria su “I diritti dell’Infanzia”, (Roma, 2010); il Seminario Internazionale di Studio con le Associazioni Pro-Vita (Roma, 2010); il  Congresso internazionale “La famiglia cristiana soggetto di evangelizzazione” (Roma,  2010), la XX Assemblea Plenaria nel XXX anniversario della Esortazione Apostolica "Familiaris consortio" e della creazione del Pontificio Consiglio per la Famiglia (Roma, 2011).

Il Cardinale Antonelli ha presentato l'"Enchiridion" che raccoglie i più recenti insegnamenti della Sede Apostolica sui temi della famiglia e della vita umana negli ultimi anni del pontificato di Giovanni Paolo II e negli anni di pontificato di Benedetto XVI dal 17 maggio 2005 al 31 dicembre 2011. "Lo scopo della pubblicazione - ha spiegato il Cardinale - è quello di offrire un utile strumento di consultazione agli operatori della pastorale familiare, alle associazioni, ai movimenti pro-familia e pro-life, agli studiosi, ai docenti, ai politici. Amplissimo è il ventaglio delle tematiche toccate; ne segnalo alcune: teologia e antropologia della famiglia (...) matrimonio interreligioso, regolazione della fertilità, demografia, etica della vita dal concepimento alla morte naturale e della salute, diritti dei minori, interrelazione di famiglia, lavoro e festa, la famiglia soggetto di evangelizzazione,(...) attenzione alle situazioni canonicamente irregolari...".

Il secondo volume presentato è stato "La famiglia risorsa della società", una importante iniziativa del Pontificio Consiglio per la Famiglia in preparazione all'Incontro di Milano. "Si tratta - ha precisato il Cardinale Antonelli - di una ricerca di sfondo e di una nuova ricerca, da cui emergono i diversi contributi, positivi e negativi, che le varie tipologie di famiglie e di convivenze portano alla società".

Il Cardinale Scola ha ricordato che il tema dell'Incontro "collegando i tre aspetti fondamentali della vita quotidiana di ogni uomo - famiglia, lavoro, riposo (festa) - fa emergere con forza due tratti costitutivi (...) dell’umana esperienza, a tutte le latitudini: l’unità della persona e il suo essere sempre in relazione. Così il VII Incontro ha saputo interpretare sia la permanente validità di queste tematiche, sia la peculiarità del momento storico".

"La famiglia fondata sul matrimonio fedele tra un uomo ed una donna ed aperta alla vita, al di là di tutte le evoluzioni culturali che la caratterizzano, continua ad imporsi come la via maestra per la generazione e la crescita della persona. In essa il bambino (...) intravvede il futuro come promessa. (...) Fin dalla prima infanzia tutti scopriamo il senso del lavoro, prima nella sua versione scolastica e poi come professione. Attraverso il lavoro, (...) sviluppiamo relazioni sociali articolate (...). Troviamo il gusto dell’edificazione (...) ma, soprattutto, assaporiamo la fiducia reciproca, imprescindibile collante della convivenza tra gli uomini".

La vita ci impone il suo passo, (...)  e domanda un ordine tra affetti e lavoro. In questo ci aiuta il riposo che ne scandisce il ritmo. (...) La festa è il vertice del riposo, per l’uso gratuito e comune del tempo e dello spazio che è fonte di gioia. L’uomo si riconcilia con sé, con gli altri e con Dio. Non a caso alla festa si sono sempre volte tutte le tradizioni religiose".

Infine l'Arcivescovo di Milano ha citato la risonanza che il VII Incontro delle Famiglie sta avendo nei mezzi di comunicazione ed ha affermato che la famiglia è al centro dell'attenzione poiché è "'un capitale sociale' che necessita di politiche specifiche, forse anche sulla scia della grave crisi che stiamo attraversando". Inoltre il Cardinale ha dato alcune cifre relative al numero dei partecipanti all'Incontro: sono oltre un milione i fedeli che assisteranno alla Messa celebrata dal Papa e 300.000 le persone che parteciperanno alla Festa delle testimonianze.

lunedì 21 maggio 2012

ALTRI ATTI PONTIFICI


Città del Vaticano, 21 maggio 2012 (VIS). Il Santo Padre ha nominato l'Arcivescovo Alessandro D'Errico, Nunzio Apostolico in Croazia, finora Nunzio Apostolico in Bosnia ed Erzegovina e in Montenegro.

Sabato 19 aprile il Santo Padre:

- Ha nominato il Vescovo Benedito Roberto, C.S.Sp., Arcivescovo di Malanje (superficie: 102.000; popolazione: 187.000; cattolici: 543.000; sacerdoti: 36; religiosi: 186), Angola. Finora Vescovo di Sumbe (Angola), succede  all'Arcivescovo Luis María Pérez de Onraita Aguirre, del quale il Santo Padre ha accettato la rinuncia al governo pastorale della medesima Arcidiocesi presentata per raggiunti limiti d'età.

- Ha nominato il Padre Zeferino Zeca Martins, S.V.D., Vescovo Ausiliare dell'Arcidiocesi di Luanda (superficie: 342; popolazione; 3.486.000; cattolici: 2.573.000; sacerdoti: 120; religiosi: 517), Angola. Il Vescovo eletto, è nato nel 1966 a Cacolo (Angola), è entrato nella Congregazione del Verbo Divino nel 1988, ha emesso la professione perpetua nel 1994 ed è stato ordinato sacerdote nel 1995. Dopo l'Ordinazione  ha ricoperto i seguenti incarichi: Cappellano degli immigrati a Madrid (Spagna), Rettore della comunità degli alunni di Teologia e Superiore religioso nel distretto di Madrid, Rettore della Casa centrale della sua Congregazione in Angola. È stato finora Superiore Provinciale e Professore di Diritto all’Università Cattolica di Luanda.

- Ha sollevato dalla cura pastorale della diocesi di Trapani (Italia) il Vescovo        Francesco Micciché ed ha nominato l'Arcivescovo Alessandro Plotti, Arcivescovo emerito di Pisa, Amministratore Apostolico ad nutum Sanctae Sedis della medesima diocesi.


UDIENZE

Città del Vaticano, 19 maggio 2012 (VIS). Il Santo Padre ha ricevuto oggi in udienza:

- Sedici Presuli della Conferenza dei Vescovi Cattolici degli Stati Uniti d'America (di Riti orientali), in Visita "ad Limina Apostolorum":

    - Il Vescovo Nicholas James Samra, di Newton dei Greco-Melkiti.

    - Il Vescovo Barnaba Yousif Habash, di Our Lady of Deliverance of Newark dei Siri.

    - Il Vescovo Mikaël Mouradian, di Our Lady of Nareg in New York degli Armeni.

    - Il Vescovo  John Michael Botean, di Saint George in Canton dei Romeni.

    - Il Vescovo Gregory John Mansour, di Saint Maron of Brooklyn dei Maroniti.

    - Il Vescovo Paul Patrick Chomnycky, O.S.B.M., di Stamford degli Ucraini.

    - Il Vescovo Ibrahim Namo Ibrahim, di Saint Thomas the Apostle of Detroit dei Caldei.

    - L'Arcivescovo William Charles Skurla, d Pittsburg dei Bizantini

    - Il Vescovo Richard Stephen Seminack, di Saint Nicholas of Chicago degli Ucraini.

    - Il Vescovo Gerald Nicholas Dino, di Holy Mary of Protection Byzantine Catholic Eparchy of Phoenix.

    - Il Vescovo John M. Kudrick, di Parma dei Ruteni

    - L'Arcivescovo Stefan Soroka, di Philadelphia degli Ucraini, con il Vescovo Ausiliare John Bura, Amministratore Apostolico “sede vacante" di Saint Josaphat in Parma degli Ucraini

    - Il Vescovo Sarhad Yawsip Jammo, di Saint Peter the Apostle of San Diego dei Caldei

    - Il Reverendo Edward G. Cimbala, Amministratore Apostolico di Passaic dei Ruteni.

- Il Cardinale Marc Ouellet, P.S.S., Prefetto della Congregazione per i Vescovi.

Il 18 maggio è stato ricevuto in Udienza dal Santo Padre, l'Arcivescovo Mieczysław Mokryzcki, Arcivescovo di Lviv dei Latini.

SALA STAMPA: ATTO CRIMINOSO PUBBLICAZIONE DOCUMENTI RISERVATI DELLA SANTA SEDE E DEL PAPA

Città del Vaticano, 19 maggio 2012 (VIS). "La nuova pubblicazione di documenti della Santa Sede e di documenti privati del Santo Padre non si presenta più come una discutibile – e obiettivamente diffamatoria - iniziativa giornalistica, ma assume chiaramente i caratteri di un atto criminoso", si legge oggi in un Comunicato  della Sala Stampa della Santa Sede.

"Il Santo Padre, ma anche diversi dei suoi Collaboratori e dei mittenti di messaggi a Lui diretti, hanno visto violati i loro diritti personali di riservatezza e di libertà di corrispondenza".

"La Santa Sede continuerà ad approfondire i diversi risvolti di questi atti di violazione della privacy e della dignità del Santo Padre – come persona e come suprema Autorità della Chiesa e dello Stato della Città del Vaticano – e compirà i passi opportuni, affinché gli attori del furto, della ricettazione e della divulgazione di notizie segrete, nonché dell’uso anche commerciale di documenti privati, illegittimamente appresi e detenuti, rispondano dei loro atti davanti alla giustizia. Se necessario chiederà a tal fine la collaborazione internazionale".

PERCHÈ VI SIA VERA GIUSTIZIA È NECESSARIA GRATUITÀ E SOLIDARIETÀ

Città del Vaticano, 19 maggio 2012 (VIS). "La solidarietà è anzitutto sentirsi tutti responsabili di tutti, quindi non può essere delegata solo allo Stato. Mentre ieri si poteva ritenere che prima bisognasse perseguire la giustizia e che la gratuità intervenisse dopo come un complemento, oggi bisogna dire che senza la gratuità non si riesce a realizzare nemmeno la giustizia. La gratuità non si acquista sul mercato, né si può prescriverla per legge. E, tuttavia, sia l’economia, sia la politica hanno bisogno della gratuità, di persone capaci di dono reciproco". Benedetto XVI ha indirizzato queste parole, della Enciclica "Caritas in veritate", agli oltre 8.000 membri delle tre associazioni cattoliche che ha ricevuto questa mattina nell'Aula Paolo VI.

Le associazioni presenti all'udienza di oggi erano la FOCSIV, Federazione Organismi Cristiani di Servizio Internazionale Volontario, della quale fanno parte 65 organizzazioni italiane; il Movimento Cristiano di Impegno Culturale, che opera nel mondo della cultura in Italia, collaborando con la missione evangelizzatrice della Chiesa; e il Movimento Cristiano Lavoratori, di carattere sociale, di solidarietà e volontariato, che promuove i principi cristiani nella vita, nella cultura e nella legislazione.

"Cultura, volontariato e lavoro costituiscono un trinomio indissolubile dell’impegno quotidiano del laicato cattolico - ha detto il Papa - Il fedele laico si mette propriamente in gioco quando tocca uno o più di questi ambiti e, nel servizio culturale, nell’azione solidale con chi è nel bisogno e nel lavoro, si sforza di promuovere la dignità umana. Questi tre ambiti sono legati da un comune denominatore: il dono di sé. (...) La vostra azione deve essere animata dalla carità; ciò significa imparare a vedere con gli occhi di Cristo e dare all’altro ben più delle cose necessarie esternamente, donargli lo sguardo, il gesto d’amore di cui ha bisogno. Questo nasce dall’amore che proviene da Dio, il quale ci ha amati per primo, nasce dall’intimo incontro con Lui".

Benedetto XVI ha assicurato che l'azione dei volontari cattolici testimonia e valorizza "la logica del dono (...): donare il proprio tempo, le proprie abilità e competenze, la propria  istruzione, la propria professionalità; in una parola, donare attenzione all'altro, senza aspettare contraccambio in questo mondo. Così facendo non solo si fa il bene dell'altro, ma si scopre la felicità profonda, secondo la logica di Cristo, che ha donato tutto se stesso".

Questo amore gratuito si sperimenta per la prima volta in famiglia; e quando ciò non accade, essa entra in crisi. "Quanto viene vissuto in famiglia, il donarsi senza riserve per il bene dell’altro è un momento educativo fondamentale per imparare a vivere da cristiani anche il rapporto con la cultura, il volontariato e il lavoro. (...) La sola giustizia non è infatti sufficiente. Perché vi sia vera giustizia è necessario quel 'di più' che solo la gratuità e la solidarietà possono dare".

Infine il Santo Padre ha invitato i volontari: "a proseguire con costanza nell'impegno in favore dei fratelli. Di questo impegno fa parte anche il compito di evidenziare le ingiustizie e di testimoniare i valori su cui si fonda la dignità della persona, promuovendo le forme di solidarietà che favoriscono il bene comune".

IL PAPA RICORDA BRUTALE VIOLENZA ATTENTATO BRINDISI E PREGA PER LE PERSONE COLPITE DAL TERREMOTO IN EMILIA ROMAGNA

Città del Vaticano, 20 maggio 2012 (VIS). Dopo il Regina Caeli, il Papa ha espresso il suo dolore per il "vile attentato" di sabato scorso che ha colpito un Istituto scolastico a Brindisi,  provocando la morte di una ragazza di sedici anni ed il ferimento di altre sei ragazze.

"Preghiamo insieme per i feriti, alcuni gravi - ha detto il Papa - e in particolare per la giovane Melissa, vittima innocente di una brutale violenza e per i suoi familiari che tanto soffrono".

Il Papa ha poi parlato del terremoto che all'alba di sabato scorso ha colpito l'Emilia Romagna, che ha causato finora sei morti e cinquanta feriti ed ha lasciato senza tetto oltre 4.000 persone. "Assicuro il mio affetto (...) e la mia vicinanza spirituale - ha affermato il Papa - alle persone colpite da questa calamità: imploriamo da Dio la misericordia per le vittime e la consolazione nella sofferenza per i feriti".

Il Santo Padre ha ricordato anche la Giornata Mondiale delle Comunicazioni Sociali che si celebra oggi sul tema "Silenzio e Parola: cammino di evangelizzazione". "Il silenzio - ha detto Benedetto XVI - e l’ascolto è parte integrante della comunicazione, è un luogo privilegiato per l’incontro con la Parola di Dio e con i nostri fratelli e sorelle. Invito tutti a pregare affinché la comunicazione, in ogni sua forma, serva sempre ad instaurare con il prossimo un dialogo autentico, fondato sul rispetto reciproco, sull’ascolto e la condivisione".

"Giovedì, 24 maggio, è giorno dedicato alla memoria liturgica della Beata Vergine Maria, Aiuto dei Cristiani, venerata con grande devozione nel Santuario di Sheshan a Shanghai: ci uniamo in preghiera con tutti i cattolici che sono in Cina, perché annuncino con umiltà e con gioia Cristo morto e risorto, siano fedeli alla sua Chiesa e al Successore di Pietro e vivano la quotidianità in modo coerente con la fede che professano. Maria, Vergine fedele, sostenga il cammino dei cattolici cinesi, renda la loro preghiera sempre più intensa e preziosa agli occhi del Signore, e faccia crescere l’affetto e la partecipazione della Chiesa universale al cammino della Chiesa che è in Cina".

Il Papa ha rivolto un cordiale saluto alle migliaia di aderenti al Movimento per la Vita italiano, riuniti nell'Aula Paolo VI. "Il vostro Movimento si è sempre impegnato a difendere la vita umana, secondo gli insegnamenti della Chiesa. In questa linea avete annunciato una nuova iniziativa chiamata 'Uno di noi', per sostenere la dignità e i diritti di ogni essere umano fin dal concepimento. Vi incoraggio e vi esorto ad essere sempre testimoni e costruttori della cultura della vita".

ASCENSIONE: ULTIMO ATTO DELLA NOSTRA LIBERAZIONE DAL GIOGO DEL PECCATO

Città del Vaticano, 20 maggio 2012 (VIS). Benedetto XVI ha dedicato la meditazione che precede abitualmente il Regina Caeli all'Ascensione del Signore che, in molti paesi viene celebrato non il giovedì ma la domenica seguente, quaranta giorni dopo la Pasqua.

"L’Ascensione del Signore segna il compiersi della salvezza iniziata con l’Incarnazione. Dopo avere istruito per l’ultima volta i suoi discepoli, Gesù sale al cielo. Egli, però, 'non si è separato dalla nostra condizione'; infatti, nella sua umanità, ha assunto con sé gli uomini nell’intimità del Padre e così ha rivelato la destinazione finale del nostro pellegrinaggio terreno. Come per noi è disceso dal Cielo, e per noi ha patito ed è morto sulla croce, così per noi è risorto ed è risalito a Dio, che perciò non è più lontano, ma è 'Dio nostro', 'Padre nostro'. L’Ascensione è l’ultimo atto della nostra liberazione dal giogo del peccato".

"San Leone Magno spiega che con questo mistero 'viene proclamata non solo l’immortalità dell’anima, ma anche quella della carne. (...) Per questo i discepoli, quando videro il Maestro sollevarsi da terra e innalzarsi verso l’alto, non furono presi dallo sconforto, come si potrebbe pensare anzi, provarono una grande gioia e si sentirono spinti a proclamare la vittoria di Cristo sulla morte".

"L’Ascensione - ha concluso il Pontefice - ci dice che in Cristo la nostra umanità è portata alla altezza di Dio; così, ogni volta che preghiamo, la terra si congiunge al Cielo".

INCONTRO CONVIVIALE BENEDETTO XVI CON MEMBRI COLLEGIO CARDINALIZIO

Città del Vaticano, 21 maggio 2012 (VIS). Alle ore 13:00, nella Sala Ducale del Palazzo Apostolico Vaticano, il Santo Padre Benedetto XVI pranza con i Membri del Collegio Cardinalizio in segno di ringraziamento per i voti augurali da Loro espressi nella duplice ricorrenza del Suo 85° Genetliaco e del settimo anniversario della Sua elezione alla Cattedra dl Pietro.

venerdì 18 maggio 2012

CHIESE LOCALI CHIAMATE AD ABBRACCIARE PATRIMONIO FEDE E CULTURA IMMIGRATI CATTOLICI


Città del Vaticano, 18 maggio 2012 (VIS). Questa mattina il Santo Padre ha ricevuto l'ultimo dei gruppi di Presuli della Conferenza dei Vescovi Cattolici degli Stati Uniti d'America (Regioni XIV-XV) che negli ultimi sei mesi si sono recati a Roma in "Visita ad Limina Apostolorum".

Nei precedenti incontri, i gruppi di vescovi hanno sottolineato l'importanza di preservare e promuovere il dono dell'unità cattolica, come condizione per il compimento della missione della Chiesa nel loro Paese. Rispondendo a tale preoccupazione, Benedetto XVI ha dedicato il discorso di questa mattina alla necessità di abbracciare nella Chiesa americana il patrimonio di fede e di cultura apportato dagli immigrati cattolici.

Benedetto XVI ha iniziato il suo discorso elogiando l'opera compiuta dalla Chiesa americana per rispondere al fenomeno dell'immigrazione. "La comunità cattolica degli Stati Uniti continua, con grande generosità, ad accogliere ondate di nuovi immigranti, ad offrire loro cura pastorale e assistenza caritativa, e a sostenerli nella regolarizzazione della loro situazione, in particolare relativamente all'unificazione delle famiglie. Segno particolare di ciò è il duraturo impegno dei vescovi americani nella riforma dell'immigrazione. (...) È perciò una profonda preoccupazione per la Chiesa, poiché implica l'assicurare un giusto trattamento e la difesa della dignità umana dei migranti".

La Chiesa americana, ha proseguito il Papa, è chiamata "ad abbracciare, incorporare e coltivare il ricco patrimonio di fede e di cultura presente in molti gruppi di migranti in America, compreso (...) il crescente numero di cattolici ispanici, asiatici e africani. L'esigente compito pastorale di promuovere una comunione di culture nelle Chiese locali deve essere considerato di particolare importanza nell'esercizio del vostro ministero a servizio dell'unità. Tale diaconia di comunione presuppone più che semplicemente il rispetto della diversità linguistica, la promozione di solide tradizioni e l'offerta di programmi e servizi grandemente necessari. Richiede anche impegno nella predicazione, nella catechesi, nell'attività pastorale volta a suscitare in tutti i fedeli un più profondo senso della comunione nella fede apostolica e della responsabilità nella missione della Chiesa. (...) L'immensa promessa e le vibranti energie della nuova generazione di cattolici attendono di essere liberate per il rinnovamento della vita della Chiesa e la riedificazione del tessuto della società americana".

Benedetto XVI ha sottolineato il ruolo della vita consacrata in tale contesto ed ha detto: "L'urgente necessità, nella nostra epoca, di una testimonianza credibile e attraente del potere redentivo e trasformante del Vangelo, rende essenziale il riappropriarsi di un senso della sublime dignità e bellezza della vita consacrata, di pregare per le vocazioni religiose e di promuoverle attivamente", e rafforzare i canali di comunicazione e cooperazione esistenti nelle diocesi.

Infine il Papa ha espresso l'auspicio che l'Anno della Fede, che si aprirà il prossimo ottobre, "risvegli il desiderio dalla parte della comunità cattolica in America di riappropriarsi con gioia e gratitudine dell'inestimabile tesoro nella nostra fede. Con il progressivo risveglio dei tradizionali valori cristiani, e con la minaccia di una stagione in cui la nostra fedeltà al Vangelo può costarci cara, la verità di Cristo deve essere compresa, articolata e difesa, ma deve essere proposta con gioia e con sicurezza, elementi chiave dell'autentica realizzazione cristiana e del benessere di tutta la società".

INCIDENZA OPERA PAOLO VI NON SI È ATTENUATA CON IL PASSARE DEL TEMPO


Città del Vaticano, 18 maggio 2012 (VIS). Questa mattina. presso la Sala Stampa della Santa Sede, si è tenuta la Conferenza Stampa di presentazione dell'istituzione della Cattedra Montini presso l'Università LUMSA (Libera Università degli Studi Maria Santissima Assunta) di Roma. Alla Conferenza Stampa sono intervenuti il Cardinale Giovanni Battista Re, Prefetto emerito della Congregazione per i Vescovi; il Professor Giuseppe Dalla Torre, Rettore Magnifico della LUMSA; l'Avvocato Michele Bonetti, Vicesegretario generale aggiunto e componente del Comitato Esecutivo dell'Istituto Paolo VI (Brescia) ed il Dottor Sergio Gatti, Direttore Generale Federcasse.

Il Cardinale Re ha elogiato l'iniziativa di inserire nell'ambito di un corso di Storia Contemporanea della LUMSA la Cattedra Montini poiché "l’incidenza (...) della sua opera sul piano della storia, sia come sacerdote che si occupava della FUCI (Federazione Universitaria Cattolica Italiana), sia come Sostituto della Segreteria di Stato e poi come Arcivescovo di Milano e Papa, non si è né attenuata né scolorita con il passare del tempo, ma è andata crescendo. Papa Montini è stato uno dei grandi protagonisti del XX secolo".

"Paolo VI resta nella storia, innanzi tutto, per la sua guida del Concilio Vaticano II - ha affermato il Porporato - Il merito di avere voluto e aperto il Concilio è di Papa Giovanni XXIII. Ma poi toccò a Paolo VI portarlo avanti con mano esperta, sicura, rispettosa dei Padri, ma ferma". Ad esempio "La sua decisione di pubblicare la famosa 'Nota praevia' circa il tema della collegialità e del primato petrino favorì l’affermarsi di una interpretazione autorevole e giusta della questione".

"Paolo VI resterà nei secoli anche come un Papa che ha amato e stimato il suo tempo, ed ha guardato al mondo moderno con simpatia, cercando la riconciliazione fra epoca moderna e fede cristiana. Pochi come lui hanno saputo interpretare le ansie, le inquietudini, le ricerche e le fatiche dell’uomo contemporaneo. Come Papa compì gesti che rimangono nella storia e, siccome furono posti in essere per la prima volta da un Pontefice, possono essere considerati in qualche modo come altrettanti 'primati'. Egli infatti fu il primo Papa a prendere l’aereo; fu il primo Papa a tornare in Palestina; fu il primo Papa che rinunciò alla tiara, donandola perché il ricavato fosse destinato ai poveri; fu il primo Papa a recarsi all’ONU; fu il Papa che abolì la corte pontificia, dando uno stile di vita più semplice alla Casa Pontificia".

La ricerca storica che sarà fatta in occasione di questo corso che viene istituito alla LUMSA servirà anche a mettere in luce due capitoli poco noti della vita di Giovanni Battista Montini. Il primo l’opera di formazione dei membri della FUCI perché Papa Montini aveva un'innata passione per la formazione delle persone: formazione religiosa, ma anche la formazione all'impegno civile, sociale e in qualche senso anche politico".

Il secondo è l’enorme attività di carità e di aiuto umano e sociale, da lui organizzata e presieduta, durante la guerra 1940 - 45 (...) sia mediante la Commissione Soccorsi, da lui creata in Vaticano per i contatti con i prigionieri, sia prodigandosi anche personalmente senza sosta per sfamare ebrei e rifugiati politici nascosti nei conventi e in case religiose. Lo fece in attuazione della volontà di Pio XII ma la sollecitudine e la dedizione con cui si buttò in quest'opera, chiedendo aiuto alle nazioni non in guerra che inviarono navi cariche di viveri a Civitavecchia, meritano apprezzamento e ammirazione. La 'Cattedra Montini' - ha concluso il Cardinale - avrà anche la funzione di aiutare a non dimenticare".

MARIA DI NAZARETH LA DONNA DELL'"ECCOMI" PIENO E TOTALE ALLA VOLONTÀ DIVINA

Città del Vaticano, 16 maggio (VIS). Nel pomeriggio di oggi, nella Sala Clementina del Palazzo Apostolico, il Santo Padre ha assistito alla proiezione del film "Maria di Nazareth", una co-produzione RaiFiction, Lux Vide, BetaFilm, Tellux, Bayerischer Rundfunk, Telecinco Cinema, per la regia di Giacomo Campiotti.

Al termine della proiezione, il Papa ha tenuto un breve discorso notando che il film si incentra su tre figure femminili, Erodiade, Maria Maddalena e Maria di Nazareth, che incrociano le loro vite ma che fanno scelte profondamente diverse.

"Erodiade - ha detto il Santo Padre - rimane chiusa in se stessa, nel suo mondo, non riesce a sollevare lo sguardo per leggere i segni di Dio e non esce dal male. Maria Maddalena ha una vicenda più complessa: subisce il fascino di una vita facile, basata sulle cose, e usa vari mezzi per raggiungere i suoi scopi, fino al momento drammatico in cui è giudicata, è messa davanti alla sua vita e qui l’incontro con Gesù le apre il cuore, le cambia l’esistenza. Ma il centro è Maria di Nazareth, in Lei c’è la ricchezza di una vita che è stata un 'Eccomi' a Dio: è una madre che avrebbe il desiderio di tenere sempre con sé il proprio Figlio, ma sa che è di Dio; ha una fede e un amore così grandi da accettare che parta e compia la sua missione; è un ripetere 'Eccomi' a Dio dall’Annunciazione fino alla Croce".

"Tre esperienze - ha concluso il Papa - un paradigma di come si può impostare la vita: sull’egoismo, sulla chiusura in se stessi e sulle cose materiali, lasciandosi guidare dal male; oppure sul senso della presenza di un Dio che è venuto e rimane in mezzo a noi e che ci attende con bontà se sbagliamo e ci chiede di seguirlo, di fidarci di Lui. Maria di Nazareth è la donna dell’'Eccomi' pieno e totale alla volontà divina, e in questo 'Sì', ripetuto anche davanti al dolore della perdita del Figlio, trova la beatitudine piena e profonda".

UDIENZE

Città del Vaticano, 18 maggio 2012 (VIS). Il Santo Padre ha ricevuto questa mattina in udienza:

- Il Signor Bruno Joubert, Ambasciatore di Francia, in occasione della presentazione delle Lettere Credenziali.

- Il Cardinale Angelo Bagnasco, Arcivescovo di Genova (Italia), Presidente della Conferenza Episcopale Italiana.

Nel pomeriggio il Santo Padre riceverà il Cardinale William Joseph Levada, Prefetto della Congregazione per la Dottrina della Fede.

ALTRI ATTI PONTIFICI

Città del Vaticano, 18 maggio 2012 (VIS). Il Santo Padre ha nominato il Monsignor Wayne Kirkpatrick, Vescovo Ausiliare dell'Arcidiocesi di Toronto (superficie: 13.000; popolazione: 5.749.000; cattolici: 1.944.000; sacerdoti: 839; religiosi: 1.132; diaconi permanenti: 123), Canada. Il Vescovo eletto è nato nel 1957 ed è stato ordinato sacerdote nel 1984. Dal 1984 al 1986 è stato Vice-Parroco della Cattedrale di St. Catherines; dal 1986 al 1988 Vice-Parroco della "St. Kevin's Parish di Welland e Cappellano delle prigioni; dal 1990 al 1995 è stato Vice Cancelliere, Vice-Parroco della Cattedrale della Diocesi di St. Catherines e Vicario Giudiziale associato del Tribunale Regionale di Toronto; dal 1995 Cancelliere ed Economo della Diocesi di St. Catherine e Vicario Giudiziale del Tribunale Regionale di Toronto; dal 1995 al 1997 Amministratore della "St. Thomas Aquinas Parish";
dal 1997 al 2005 Parroco della Saint. Thomas Aquinas Parish; dal 1998 al 2012 è stato Vicario giudiziale della Diocesi di St. Catharines; dal 1995 al 2004 è stato Consultore diocesano; dal 2005 al 2012 è stato Parroco della Cattedrale e Moderatore della Curia; dal 2002 al 2006 è stato Consultore del Consiglio Esecutivo dell'Associazione  anglofona di Diritto Canonico; dal 2005 al 2008 è stato Membro del Consiglio Esecutivo dell'Assicurazione della Conferenza di Vescovi Cattolici dell'Ontario; dal 2008 Presidente del "Clergy Aid Society; dal 2009 Presidente del Consiglio presbiterale. Nel 2011 è stato Amministratore diocesano di St. Catharines.

mercoledì 16 maggio 2012

COMUNICATO FRATERNITÀ SAN PIO X


Città del Vaticano, 16 maggio 2012 (VIS). Nel primo pomeriggio di oggi la Sala Stampa della Santa Sede ha reso pubblico il Comunicato che segue, relativo alla Fraternità "San Pio X".

"Come anticipato da agenzie di stampa, oggi, 16 maggio 2012, si è riunita la Sessione Ordinaria della Congregazione per la Dottrina della Fede ed è stata discussa anche la questione della Fraternità San Pio X".
"In particolare è stato esaminato il testo della risposta di S.E. Mons. Bernard Fellay, pervenuta il 17 aprile 2012, e sono state formulate alcune osservazioni che saranno tenute presenti nelle ulteriori discussioni tra la Santa Sede e la Fraternità San Pio X".
"In considerazione delle posizioni prese dagli altri tre Vescovi della Fraternità San Pio X, la loro situazione dovrà essere trattata separatamente e singolarmente".



NON C'É GRIDO UMANO CHE NON SIA ASCOLTATO DA DIO

Città del Vaticano, 16 maggio 2012 (VIS). Dopo le catechesi sulla preghiera negli Atti degli Apostoli, il Santo Padre ha annunciato che le prossime catechesi saranno dedicate alla preghiera nelle Lettere di San Paolo, Lettere che sono introdotte e si chiudono con espressioni di preghiera. San Paolo ci ha lasciato una preghiera che si manifesta in una grande ricchezza di forme, ha notato Benedetto XVI.

Nell'Udienza Generale del Mercoledì, tenutasi in Piazza San Pietro, con la partecipazione di oltre 11.000 persone, il Papa ha spiegato che l'Apostolo delle genti "vuole farci comprendere che la preghiera non deve essere vista come una semplice opera buona compiuta verso Dio, una nostra azione. Essa è innanzitutto un dono, frutto della presenza viva, reale, vivificante del Padre e di Gesù Cristo in noi, attraverso lo Spirito Santo".

"Nella preghiera noi sperimentiamo (...) la nostra debolezza, la nostra povertà, il nostro essere creature, poiché siamo posti di fronte all’onnipotenza e alla trascendenza di Dio" e "percepiamo il senso del nostro limite (...). Cresce allora in noi il bisogno di fidarci e affidarci sempre più a Lui (...). Ed è lo Spirito Santo che viene in aiuto a questa nostra incapacità, (...) guidando il nostro rivolgerci a Dio. Per San Paolo la preghiera è soprattutto l’operare dello Spirito nella nostra umanità, per farsi carico della nostra debolezza e trasformarci da uomini legati alle realtà materiali in uomini spirituali".

Successivamente il Papa ha evidenziato tre conseguenze nella nostra vita cristiana quando lasciamo operare in noi lo Spirito di Cristo come principio interiore di tutto il nostro agire ed ha detto: "Anzitutto con la preghiera animata dallo Spirito siamo messi in condizione di abbandonare e superare ogni forma di paura o di schiavitù, vivendo l'autentica libertà dei figli di Dio. (...) Un'altra conseguenza (...) è che il rapporto stesso con Dio diventa talmente profondo da non essere intaccato da alcuna realtà o situazione. Comprendiamo allora che con la preghiera non siamo liberati della prove o dalle sofferenze, ma possiamo viverle in unione con Cristo, con le sue sofferenze, nella prospettiva di partecipare anche della sua gloria".

"Molte volte - ha detto il Papa - nella nostra preghiera, chiediamo a Dio di essere liberati dal male fisico e spirituale (...). Tuttavia spesso abbiamo l’impressione di non essere ascoltati e allora rischiamo di scoraggiarci e di non perseverare. In realtà non c’è grido umano che non sia ascoltato da Dio (...) La risposta di Dio Padre al Figlio non è stata la liberazione immediata dalle sofferenze, dalla croce, dalla morte, ma proprio attraverso la croce e la morte, come espressione dell’amore supremo, Dio ha risposto al di là di ogni umana attesa con la risurrezione del Figlio".

"Infine la preghiera del credente si apre anche alle dimensioni dell’umanità e dell’intero creato, (...) non rimane mai chiusa in se stessa, ma si apre alla condivisione dei 'gemiti', delle sofferenze del nostro tempo. Diventa così (...) canale di speranza per tutta la creazione, espressione di quell’amore di Dio che è riversato nei nostri cuori per mezzo dello Spirito che ci è stato dato".

"San Paolo - ha concluso il Pontefice - ci insegna che nella nostra preghiera dobbiamo aprirci alla presenza e all’azione dello Spirito Santo, il quale prega in noi (...) per portarci ad aderire a Dio con tutto il nostro cuore e con tutto il nostro essere. Lo Spirito di Cristo diventa la forza della nostra preghiera 'debole', la luce della nostra preghiera 'spenta', il fuoco della nostra preghiera 'arida', donandoci la vera libertà interiore, insegnandoci a vivere affrontando le prove dell’esistenza, nella certezza di non essere soli, aprendoci agli orizzonti dell’umanità e della creazione 'che geme e soffre le doglie del parto'".

LAVORO NON DOVREBBE OSTACOLARE LA FAMIGLIA

Città del Vaticano, 16 maggio 2012 (VIS). "Il lavoro non dovrebbe ostacolare la famiglia, ma piuttosto sostenerla e unirla", ha affermato Benedetto XVI in un appello al termine dell'Udienza Generale di oggi.

Nel ricordare che ieri si è celebrata la Giornata Internazionale delle Famiglie, che le Nazioni Unite hanno dedicato quest'anno all'equilibrio fra famiglia e lavoro, il Papa ha affermato che il lavoro deve sostenere e unire la famiglia "aiutarla ad aprirsi alla vita e ad entrare in relazione con la società e con la Chiesa.  Auspico, inoltre, - ha proseguito il Pontefice - che la Domenica, giorno del Signore e Pasqua della settimana, sia giorno di riposo e occasione per rafforzare i legami familiari".

Nelle parole di saluto nelle diverse lingue agli oltre 11.000 pellegrini convenuti in Piazza San Pietro, Benedetto XVI ha ricordato che domani si celebra la Solennità dell'Ascensione del Signore ed ha detto che questa Solennità "ci invita a guardare a Gesù che, salendo al cielo, affida agli Apostoli il mandato di portare il suo messaggio di salvezza in tutto il mondo. (...) Il Signore ha preparato un posto per ognuno e ci attende. I nostri pensieri e le nostre opere siano rivolti verso la patria celeste".

UDIENZE


Città del Vaticano, 16 maggio 2012 (VIS). Alla fine dell’Udienza Generale il Santo Padre ha ricevuto il Vescovo Gerhard Ludwig Müller, di Regensburg (Repubblica Federale di Germania).



AVVISO


Città del Vaticano, 16 maggio 2012 (VIS). Domani, Solennità dell’Ascensione del Signore, giorno di vacanza in Vaticano, il servizio del V.I.S. non sarà trasmesso. Le trasmissioni riprenderanno venerdì 18 maggio.


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