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Il Vatican Information Service (VIS), istituito nell'ambito della Sala Stampa della Santa Sede, è un bollettino telematico che diffonde notizie relative all'attività magistrale e pastorale del Santo Padre e della Curia Romana... [+]
ultime 5 notizie
giovedì 9 febbraio 2012
UDIENZE
Città del Vaticano, 9 febbraio 2012 (VIS). Il Santo Padre ha ricevuto questa mattina in udienza:
- L'Arcivescovo Francisco Montecillo Padilla, Nunzio Apostolico in Tanzania.
- Tredici Presuli della Conferenza dei Vescovi Cattolici degli Stati Uniti d’America, in Visita “ad Limina Apostolorum”:
- Il Cardinale Francis Eugene George, O.M.I., Arcivescovo di Chicago, con gli Ausiliari:
Vescovo Francis J. Kane; Vescovo George J. Rassas; Vescovo Andrew Peter Wypych; Vescovo Alberto Rojas.
- Il Vescovo Edward K. Braxton, di Belleville.
- Il Vescovo Robert Daniel Conlon,di Joliet in Illinois, con l'Ausiliare Vescovo Joseph M. Siegel e con l'emerito Vescovo Joseph Leopold Imesch.
- Il Vescovo Daniel Robert Jenky, C.S.C., di Peoria.
- Il Vescovo Thomas J. Paprocki, di Springfield in Illinois.
- Il Vescovo Christopher J. Coyne. Ausiliare di Indianapolis.
- Il Vescovo Charles C. Thompson, di Evansville, con l'emerito Vescovo Gerald Andrew Gettelfinger.
- Il Vescovo Kevin Carl Rhoades, di Fort Wayne-South Bend, con l'emerito Vescovo John Michael D’Arcy.
- Il Vescovo S.E. Mons. Dale Joseph Melczek, di Gary.
- Il Vescovo Timothy L. Doherty, Vescovo di Lafayette in Indiana.
mercoledì 8 febbraio 2012
LA PREGHIERA DI GESÙ DI FRONTE ALLA MORTE
CITTÀ DEL VATICANO, 8 FEBBR. 2012 (VIS) La preghiera di Gesù di fronte alla morte, secondo la narrazione di San Marco e San Matteo, è stato il tema della catechesi di Benedetto XVI per l'Udienza Generale di oggi, svoltasi nell'Aula Paolo VI.
"Nella struttura del racconto - ha detto il Papa - la preghiera, il grido di Gesù si alza al culmine delle tre ore di tenebre che, da mezzogiorno fino alle tre del pomeriggio, calarono su tutta la terra. Queste tre ore di oscurità sono, a loro volta, la continuazione di un precedente lasso di tempo, pure di tre ore, iniziato con la crocifissione di Gesù. (...) Nella tradizione biblica, il buio ha un significato ambivalente: è segno della presenza e dell’azione del male, ma anche di una misteriosa presenza e azione di Dio che è capace di vincere ogni tenebra. (...) Nella scena della crocifissione di Gesù le tenebre avvolgono la terra e sono tenebre di morte in cui il Figlio di Dio si immerge per portare la vita, con il suo atto di amore".
"Davanti agli insulti delle diverse categorie di persone, davanti al buio che cala su tutto, nel momento in cui è di fronte alla morte, Gesù con il grido della sua preghiera mostra che, assieme al peso della sofferenza e della morte in cui sembra ci sia l’abbandono, l’assenza di Dio, Egli ha piena certezza della vicinanza del Padre, che approva questo atto supremo di amore, di dono totale di Sé, nonostante non si oda, come in altri momenti, la voce dall’alto".
"Ma che significato ha la preghiera di Gesù, quel grido che lancia al Padre: 'Dio mio, Dio mio, perché mi hai abbandonato'? In questa preghiera non c’è forse la consapevolezza proprio di essere stato abbandonato? (...) Le parole che Gesù rivolge al Padre sono l’inizio del Salmo 22, in cui il Salmista manifesta a Dio la tensione tra il sentirsi lasciato solo e la consapevolezza certa della presenza di Dio in mezzo al suo popolo. (...) Il Salmista parla di 'grido' per esprimere tutta la sofferenza della sua preghiera davanti a Dio apparentemente assente: nel momento di angoscia la preghiera diventa un grido".
"Questo avviene anche nel nostro rapporto con il Signore: davanti alle situazioni più difficili e dolorose, quando sembra che Dio non senta, non dobbiamo temere di affidare a Lui tutto il peso che portiamo nel cuore, non dobbiamo avere paura di gridare a Lui la nostra sofferenza".
"Gesù prega nel momento dell’ultimo rifiuto degli uomini, nel momento dell’abbandono; prega, però, nella consapevolezza della presenza di Dio Padre anche in quest’ora in cui sente il dramma umano della morte. Ma in noi emerge una domanda: come è possibile che un Dio così potente non intervenga per sottrarre il suo Figlio a questa prova terribile?".
"E’ importante comprendere che la preghiera di Gesù non è il grido di chi va incontro con disperazione alla morte, e neppure è il grido di chi sa di essere abbandonato. Gesù in quel momento fa suo il Salmo 22, il Salmo del popolo di Israele che soffre, e in questo momento prende su di Sé non solo la pena del suo popolo, ma anche quella di tutti gli uomini che soffrono per l’oppressione del male e, allo stesso tempo, porta tutto questo al cuore di Dio stesso nella certezza che il suo grido sarà esaudito nella risurrezione. (...) Il suo è un soffrire in comunione con noi e per noi, che deriva dall’amore e già porta in sé la redenzione, la vittoria dell’amore".
"Le persone presenti sotto la croce di Gesù non riescono a capire e pensano che il suo grido sia una supplica rivolta ad Elia. (...) Anche noi ci troviamo sempre e nuovamente di fronte all’'oggi' della sofferenza, del silenzio di Dio - lo esprimiamo tante volte nella nostra preghiera - ma ci troviamo anche di fronte all’'oggi' della Risurrezione, della risposta di Dio che ha preso su di Sé le nostre sofferenze, per portarle insieme con noi e darci la ferma speranza che saranno vinte".
"Nella preghiera portiamo a Dio le nostre croci quotidiane, nella certezza che Lui è presente e ci ascolta. Il grido di Gesù ci ricorda come nella preghiera dobbiamo superare le barriere del nostro 'io' e dei nostri problemi e aprirci alle necessità e alle sofferenze degli altri. La preghiera di Gesù morente sulla Croce ci insegni a pregare con amore per tanti fratelli e sorelle che sentono il peso della vita quotidiana, che vivono momenti difficili, che sono nel dolore, che non hanno una parola di conforto, perché anch’essi possano sentire l’amore di Dio che non abbandona mai".
AG
PAPA POPOLAZIONI COLPITE DAL MALTEMPO
CITTÀ DEL VATICANO, 8 FEBBR 2012(VIS). Al termine della catechesi dell'Udienza Generale di oggi, Papa Benedetto ha lanciato un appello alla solidarietà per le vittime del maltempo: "Nelle ultime settimane un’ondata di freddo e di gelo si è abbattuta su alcune Regioni dell’Europa provocando forti disagi e ingenti danni, come sappiamo. Desidero manifestare la mia vicinanza alle popolazioni colpite da così intenso maltempo, mentre invito alla preghiera per le vittime e i loro familiari. Al tempo stesso incoraggio alla solidarietà affinché siano soccorse con generosità le persone provate da tali tragici avvenimenti
NECESSARIA COOPERAZIONE CON AUTORITÀ CIVILI LOTTA CONTRO ABUSI SESSUALI
Città del Vaticano, 8 febbraio 2012 (VIS). Il Cardinale William J. Levada, Prefetto della Congregazione per la Dottrina della Fede, è intervenuto al Simposio internazionale " Verso la guarigione e il rinnovamento" (6-9 febbraio), che riunisce Vescovi e Superiori Religiosi da tutto il mondo per rilanciare l'impegno della Chiesa nella salvaguardia contro gli abusi sessuali su minori e persone vulnerabili.
Il Cardinale Levada ha affermato che: "per i responsabili della Chiesa (...) la questione è urgente e delicata" e che "è importante non dimenticare la gravità di tali crimini" mentre si cerca il modo migliore per "aiutare le vittime, proteggere i minori e formare i sacerdoti di oggi e di domani ad essere consapevoli di tale flagello e di eliminarlo dal sacerdozio".
Il Prefetto della Congregazione per la Dottrina della Fede ha ricordato che nel motu proprio "Sacramentorum sanctitatis tutela", il Beato Giovanni Paolo II aggiornò l'elenco dei crimini canonici includendo fra i più gravi l'abuso sessuale sui minori da parte di ecclesiastici. Papa Benedetto XV, allora Prefetto della detta Congregazione, "ebbe un ruolo fondamentale nel rendere operante tali nuove norme" e "sostenne l'approvazione delle Norme Essenziali per gli Stati Uniti". Il Papa nel contempo ordinò nel 2010 la promulgazione della normativa revisionata per renderla più severa.
Con la finalità di aiutare le Conferenze Episcopali ad adottare norme adeguate, la Congregazione per la Dottrina della Fede invio, nel maggio 2011, una Lettera Circolare nella quale si specifica che si deve applicare la regola canonica agli ecclesiastici colpevoli del crimine di abuso; valutare attentamente l'idoneità dei sacerdoti e di altre persone che operano in istituzioni della Chiesa; elaborare programmi educativi per le famiglie e le comunità ecclesiali con il fine di assicurare la protezione dei minori e dei giovani; e assistere in qualità di Pastori alle vittime che richiedono il loro aiuto.
In merito a questo ultimo punto, il Cardinale Levada ha sottolineato che per molte vittime di abusi, una necessità prioritaria è "sapere che la Chiesa ascolta il loro racconto di abusi, che la Chiesa comprende la gravità di quello che hanno subito, e che essa ha o prenderà efficaci misure per garantire che altri minori siano protetti da tali abusi". Il Cardinale Levada ha invitato a seguire l'esempio del Santo Padre che ha sottolineato l'importanza di ascoltare le vittime riunendosi con molte di esse nel corso delle sue visite pastorali.
Il Cardinale ha ripetuto ai vescovi e ai superiori degli ordini religiosi "la necessità di esercitare maggiore controllo nell'accettazione dei candidati al sacerdozio e alla vita religiosa, e nell'offrire programmi di formazione che diano le necessaria fondamentale formazione umana, compresa una appropriata formazione nella sessualità umana".
Nel riferirsi alla collaborazione della Chiesa con le autorità civili relativamente a questi crimini, il Cardinale ha affermato: "Certamente non meno importante degli altri elementi, la cooperazione della Chiesa con le autorità civile in tali casi riconosce la verità fondamentale che l'abuso sessuale sui minori non soltanto è un crimine nella legge canonica, ma è anche un crimine che viola la legge penale nella maggior parte delle giurisdizioni civili. (...) La Chiesa ha l'obbligo di collaborare con le esigenze della legge civile relativamente alla denuncia di tali crimini alle autorità competenti".
Infine il Prefetto della Congregazione per la Dottrina della Fede ha espresso l'auspicio che il Simposio sia "fonte di conoscenza e di speranza per coloro che si impegnano ad eliminare il flagello dell'abuso sessuale su minori dalla società del suo complesso".
martedì 7 febbraio 2012
RILANCIARE IMPEGNO NELLA CHIESA PROTEZIONE VITTIME ABUSI
Città
del Vaticano, (VIS). Nel pomeriggio di ieri, presso la Pontificia
Università Gregoriana, ha avuto inizio il Simposio Internazionale "Verso
la guarigione e il rinnovamento" (6-9 febbraio), che riunisce Vescovi e
Superiori Religiosi da tutto il mondo per rilanciare l'impegno della
Chiesa nella protezione dei minori e delle persone vulnerabili dagli
abusi sessuali. Durante la sessione di apertura è stata data lettura di
un Messaggio inviato - a nome del Santo Padre - dal Cardinale Tarcisio
Bertone, S.D.B., Segretario di Stato, al Rettore della Pontificia
Università Gregoriana, Padre François-Xavier Dumortier, S.I.
Nel
Messaggio il Cardinale Bertone ricorda che "Il Santo Padre ha osservato
in numerose occasioni che la guarigione delle vittime deve essere una
preoccupazione prioritaria della comunità cristiana unita ad un profondo
rinnovamento della Chiesa a tutti i livelli. (...) Il Santo Padre
sostiene ed incoraggia perciò ogni sforzo per rispondere con carità
evangelica alla sfida di offrire ai minori e agli adulti vulnerabili un
ambiente ecclesiale che favorisca la crescita umana e spirituale. Il
Papa esorta i partecipanti al Simposio a continuare a servirsi di un
vasto spettro di conoscenze per promuovere nella Chiesa una vigorosa
cultura di effettiva salvaguardia e di sostegno alle vittime".
Il
Papa prega il Signore affinché il Simposio sia d'aiuto "per rispondere
in modo autenticamente cristiano alla tragedia dell'abuso dei minori".
SS / VIS 20120207
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Libertà e diritti
PRESENTAZIONE MESSAGGIO PER LA QUARESIMA 2012
Città
del Vaticano, (VIS). Questa mattina presso la Sala Stampa della Santa
Sede, il Cardinale Robert Sarah, Presidente del Pontificio Consiglio
"Cor Unum", con il Monsignore Giampietro Dal Toso, Segretario ed il
Monsignor Segundo Tejada Muñoz, Sotto-Segretario del medesimo Dicastero,
ha presieduto la Conferenza Stampa di presentazione del Messaggio del
Santo Padre per la Quaresima 2012.
"Sappiamo
che il Messaggio di Quaresima contribuisce a tenere vivo nei fedeli il
senso dell’attenzione al bene dell’altro, della comunione, di premura,
di compassione e di condivisione fraterna delle sofferenze
dell’indigente.
"Al di là di
questo importante dato, vorrei oggi tuttavia richiamare la vostra
attenzione su di un aspetto della vita cristiana che il presente
Messaggio di quest’anno mette in evidenza. Si tratta della correzione
fraterna. (...) La carità ci insegna dunque che non abbiamo verso
l’altro solo una responsabilità per il suo bene materiale, ma anche per
il suo bene morale e spirituale. (...) Non possiamo tacere che una certa
ideologia che ha esaltato i diritti dell’individuo può avere come
conseguenza l’isolamento della persona e la sua solitudine. (...) Quando
la chiamata alla comunione viene negata in nome dell’individualismo, a
farne le spese è la nostra stessa umanità, ingannata dal miraggio di una
impossibile felicità ottenuta da soli. Dunque possiamo aiutarci
reciprocamente scoprendo che abbiamo una responsabilità l’uno per
l’altro".
"Lasciate che alla
luce della correzione improntata alla verità e alla carità legga anche
l’azione della Chiesa verso il mondo contemporaneo. (...) A volte
addirittura si pensa che sia la brama del potere o la nostalgia di esso a
muovere la preoccupazione della Chiesa, il suo osteggiare caparbio
certe manifestazioni della mentalità in voga. No: la Chiesa è mossa da
sincera cura per il bene dell’uomo concreto e di questo mondo. La sua
azione si ispira non alla condanna o alla recriminazione, ma a quella
giustizia e misericordia che deve avere anche il coraggio (parrêsia) di
chiamare le cose per nome. Solo così si illuminano le radici del male
che non mancano di affascinare anche le menti dell’uomo moderno. Questo
suo compito si chiama missione profetica".
Nell'Antico
Testamento, ha spiegato il Cardinale Sarah: "profeta è un uomo chiamato
e inviato da Dio per annunciare al popolo la volontà di Dio stesso.
(...) Ora è chiaro che il richiamo ad una maggiore giustizia sociale fa
parte della missione della Chiesa. (...) La Chiesa non può tacere di
fronte al fatto che troppi muoiono per la mancanza del minimo
indispensabile mentre altri si arricchiscono sfruttando gli altri. (...)
Non possiamo neppure tacere (...) che alla base della nostra crisi
finanziaria c’è l’avidità, la ricerca sfrenata del denaro senza scrupoli
e senza considerare chi ha meno e chi deve sopportare le conseguenze
delle scelte sbagliate di altri. Questo attaccamento al denaro è un
peccato. La Chiesa è profetica quando denuncia questo peccato che fa del
male alla persona e alla società".
"Ma
il Santo Padre (...) ci indica una dimensione ancora più profonda: la
Chiesa si fa profeta in questo mondo di oggi per denunciare in
particolare la mancanza di Dio. (...) Questa nostra società
secolarizzata è giunta a vivere e a organizzarsi senza tener presente
Dio per il fatto di essere avvolta da una povertà più tragica di quelle
materiali, una povertà rappresentata dal rifiuto e l’esclusione totale
di Dio dalla vita sociale ed economica, dalla rivolta contro le leggi
divine e contro quelle della natura. (...) La prima responsabilità
della Chiesa è ricordare ad ogni generazione che questa dimensione
spirituale è fondamentale. Il profeta di oggi deve dire al mondo che Dio
c’è e che, senza questo Padre che ci stimola alla solidarietà e alla
condivisione, la vita muore e la fraternità si dissolve in vuota
utopia. Che l’uomo ha una vocazione soprannaturale. Che esiste una
coscienza nella quale parla la voce di Dio al quale un giorno dovremmo
rispondere".
"Il Messaggio che
oggi presentiamo vuole scuotere le coscienze rispetto ai diritti/doveri
dei nostri fratelli, ma anche rispetto ai nostri doveri verso i
“diritti” di Dio. E tutto questo deve avvenire nel contesto della
comunione cristiana, in cui vige il principio della reciprocità e della
correzione fraterna, avendo di mira il bene temporale degli uomini, ma
anche la loro salvezza escatologica".
MESSAGGIO QUARESIMA: CARITÀ STRUMENTO DI SALVEZZA
CITTÀ DEL VATICANO, 7 FEB (VIS) - Questa mattina è stato reso pubblico il Messaggio del Santo Padre per la Quaresima, con una riflessione sul versetto 24 della Lettera agli Ebrei: 'Prestiamo attenzione gli uni agli altri, per stimolarci a vicenda nella carità e nelle opere buone'. Di seguito ne riportiamo alcuni estratti:
"La Quaresima ci offre ancora una volta l'opportunità di riflettere sul cuore della vita cristiana: la carità. Infatti questo è un tempo propizio affinché, con l'aiuto della Parola di Dio e dei Sacramenti, rinnoviamo il nostro cammino di fede, sia personale che comunitario. (...) Quest’anno desidero proporre alcuni pensieri alla luce di un breve testo biblico tratto dalla Lettera agli Ebrei: 'Prestiamo attenzione gli uni agli altri, per stimolarci a vicenda nella carità e nelle opere buone' (10,24).
1.“Prestiamo attenzione”: la responsabilità verso il fratello.
"Il primo elemento è l'invito a 'fare attenzione' (...) Il verbo che apre la nostra esortazione invita a fissare lo sguardo sull’altro, prima di tutto su Gesù, e ad essere attenti gli uni verso gli altri, a non mostrarsi estranei, indifferenti alla sorte dei fratelli. Spesso, invece, prevale l’atteggiamento contrario: l’indifferenza, il disinteresse, che nascono dall’egoismo, mascherato da una parvenza di rispetto per la 'sfera privata'. (...) Anche oggi Dio ci chiede di essere 'custodi' dei nostri fratelli (cfr Gen 4,9), di instaurare relazioni caratterizzate da premura reciproca, da attenzione al bene dell'altro e a tutto il suo bene. Il grande comandamento dell'amore del prossimo esige e sollecita la consapevolezza di avere una responsabilità verso chi, come me, è creatura e figlio di Dio: l’essere fratelli in umanità e, in molti casi, anche nella fede, deve portarci a vedere nell'altro un vero alter ego, amato in modo infinito dal Signore. Se coltiviamo questo sguardo di fraternità, la solidarietà, la giustizia, così come la misericordia e la compassione, scaturiranno naturalmente dal nostro cuore". (...)
"L’attenzione all’altro comporta desiderare per lui o per lei il bene, sotto tutti gli aspetti: fisico, morale e spirituale. La cultura contemporanea sembra aver smarrito il senso del bene e del male, mentre occorre ribadire con forza che il bene esiste e vince, perché Dio è 'buono e fa il bene' (Sal 119,68). Il bene è ciò che suscita, protegge e promuove la vita, la fraternità e la comunione. La responsabilità verso il prossimo significa allora volere e fare il bene dell'altro, desiderando che anch'egli si apra alla logica del bene; interessarsi al fratello vuol dire aprire gli occhi sulle sue necessità. La Sacra Scrittura mette in guardia dal pericolo di avere il cuore indurito da una sorta di 'anestesia spirituale' che rende ciechi alle sofferenze altrui. L’evangelista Luca riporta due parabole di Gesù in cui vengono indicati due esempi di questa situazione che può crearsi nel cuore dell’uomo": la Parabola del Buon Samaritano e la Parabola del ricco Epulone e del povero Lazzaro. (...) In entrambi i casi abbiamo a che fare con il contrario del 'prestare attenzione', del guardare con amore e compassione. Che cosa impedisce questo sguardo umano e amorevole verso il fratello? Sono spesso la ricchezza materiale e la sazietà, ma è anche l’anteporre a tutto i propri interessi e le proprie preoccupazioni. Mai dobbiamo essere incapaci di 'avere misericordia' verso chi soffre; mai il nostro cuore deve essere talmente assorbito dalle nostre cose e dai nostri problemi da risultare sordo al grido del povero. (...) L'incontro con l'altro e l'aprire il cuore al suo bisogno sono occasione di salvezza e di beatitudine".
"Il 'prestare attenzione' al fratello comprende altresì la premura per il suo bene spirituale. E qui desidero richiamare un aspetto della vita cristiana che mi pare caduto in oblio: la correzione fraterna in vista della salvezza eterna. Oggi, in generale, si è assai sensibili al discorso della cura e della carità per il bene fisico e materiale degli altri, ma si tace quasi del tutto sulla responsabilità spirituale verso i fratelli. Non così nella Chiesa dei primi tempi (...) Cristo stesso comanda di riprendere il fratello che sta commettendo un peccato (cfr Mt 18,15). (...) La tradizione della Chiesa ha annoverato tra le opere di misericordia spirituale quella di 'ammonire i peccatori'. E’ importante recuperare questa dimensione della carità cristiana. Non bisogna tacere di fronte al male. Penso qui all’atteggiamento di quei cristiani che, per rispetto umano o per semplice comodità, si adeguano alla mentalità comune, piuttosto che mettere in guardia i propri fratelli dai modi di pensare e di agire che contraddicono la verità e non seguono la via del bene. Il rimprovero cristiano, però, non è mai animato da spirito di condanna o recriminazione; è mosso sempre dall’amore e dalla misericordia e sgorga da vera sollecitudine per il bene del fratello. (...) Nel nostro mondo impregnato di individualismo, è necessario riscoprire l’importanza della correzione fraterna, per camminare insieme verso la santità. E’ un grande servizio quindi aiutare e lasciarsi aiutare a leggere con verità se stessi, per migliorare la propria vita e camminare più rettamente nella via del Signore". (...)
2. “Gli uni agli altri”: il dono della reciprocità.
Tale 'custodia' verso gli altri contrasta con una mentalità che, riducendo la vita alla sola dimensione terrena, non la considera in prospettiva escatologica e accetta qualsiasi scelta morale in nome della libertà individuale. Una società come quella attuale può diventare sorda sia alle sofferenze fisiche, sia alle esigenze spirituali e morali della vita. Non così deve essere nella comunità cristiana!". (...)
"I discepoli del Signore, uniti a Cristo mediante l’Eucaristia, vivono in una comunione che li lega gli uni agli altri come membra di un solo corpo. Ciò significa che l'altro mi appartiene, la sua vita, la sua salvezza riguardano la mia vita e la mia salvezza. Tocchiamo qui un elemento molto profondo della comunione: la nostra esistenza è correlata con quella degli altri, sia nel bene che nel male; sia il peccato, sia le opere di amore hanno anche una dimensione sociale. Nella Chiesa, corpo mistico di Cristo, si verifica tale reciprocità: la comunità non cessa di fare penitenza e di invocare perdono per i peccati dei suoi figli, ma si rallegra anche di continuo e con giubilo per le testimonianze di virtù e di carità che in essa si dispiegano. (...) Anche nella preoccupazione concreta verso i più poveri ogni cristiano può esprimere la sua partecipazione all'unico corpo che è la Chiesa. Attenzione agli altri nella reciprocità è anche riconoscere il bene che il Signore compie in essi".
3. “Per stimolarci a vicenda nella carità e nelle opere buone”: camminare insieme nella santità.
Questa espressione della Lettera agli Ebrei (10,24) ci spinge a considerare la chiamata universale alla santità (...). Il tempo che ci è dato nella nostra vita è prezioso per scoprire e compiere le opere di bene, nell’amore di Dio. Così la Chiesa stessa cresce e si sviluppa per giungere alla piena maturità di Cristo (cfr Ef 4,13). In tale prospettiva dinamica di crescita si situa la nostra esortazione a stimolarci reciprocamente per giungere alla pienezza dell'amore e delle buone opere".
"Purtroppo è sempre presente la tentazione della tiepidezza, del soffocare lo Spirito, del rifiuto di 'trafficare i talenti' che ci sono donati per il bene nostro e altrui (cfr Mt 25,25s). Tutti abbiamo ricevuto ricchezze spirituali o materiali utili per il compimento del piano divino, per il bene della Chiesa e per la salvezza personale (cfr Lc 12,21b; 1 Tm 6,18). I maestri spirituali ricordano che nella vita di fede chi non avanza retrocede". (...)
"Di fronte ad un mondo che esige dai cristiani una testimonianza rinnovata di amore e di fedeltà al Signore, tutti sentano l’urgenza di adoperarsi per gareggiare nella carità, nel servizio e nelle opere buone (cfr Eb 6,10). Questo richiamo è particolarmente forte nel tempo santo di preparazione alla Pasqua".
lunedì 6 febbraio 2012
NOTA GOVERNATORATO RELATIVA LETTERE ARCIVESCOVO VIGANÒ
CITTA' DEL VATICANO, 4 FEB. 2012 (VIS). Di seguito riportiamo la dichiarazione rilasciata questa mattina dalla Presidenza del Governatorato dello Stato della Città del Vaticano, a firma del Cardinale Giovanni Lajolo, Presidente emerito, del Presidente, Arcivescovo Giuseppe Bertello, del Vescovo Giuseppe Sciacca, Segretario Generale e del Vescovo Giorgio Corbellini, già Vice Segretario Generale.
"La pubblicazione abusiva delle due lettere di S.E. Mons. Carlo Maria Viganò, la prima indirizzata al Santo Padre in data 27 marzo 2011, la seconda al Cardinale Segretario di Stato in data 8 maggio, è per il Governatorato dello SCV motivo di grande amarezza.
Le asserzioni in esse contenute non possono non causare l’impressione che il Governatorato dello Stato della Città del Vaticano, invece di essere uno strumento di governo responsabile, sia un’entità inaffidabile, in balia di forze oscure. Dopo attento esame del contenuto delle due missive, la Presidenza del Governatorato ritiene suo dovere di dichiarare pubblicamente che le dette asserzioni sono frutto di valutazioni erronee, o si basano su timori non suffragati da prove, anzi apertamente contraddetti dalle principali personalità invocate come testimoni.
Senza entrare nel merito delle singole affermazioni, la Presidenza del Governatorato ritiene di dover attirare l’attenzione sui seguenti sicuri elementi di giudizio.
2. I bilanci preventivo e consuntivo del Governatorato, dopo essere stati approvati dalla Pontificia Commissione per lo Stato della Città del Vaticano, vengono regolarmente sottoposti alla Prefettura degli Affari Economici della Santa Sede, la quale li esamina nei propri uffici e li fa esaminare anche dal suo collegio di Revisori Internazionali. La Prefettura stessa ha, del resto, la possibilità di esaminare in ogni momento, senza preavviso, la documentazione di tutti gli Uffici del Governatorato nello stesso iter della sua produzione.
3. Come noto, gli investimenti finanziari del Governatorato, affidati a gestori esterni, subirono rilevanti perdite durante la grande crisi internazionale del 2008. Secondo criteri contabili stabiliti dalla Prefettura degli Affari Economici della Santa Sede in aderenza ai criteri stabiliti in Italia, dette perdite vennero distribuite anche sull’esercizio del 2009, che segnò quindi un passivo per Euro 7.815.000. Va per altro rilevato che, a prescindere dalle perdite finanziarie, la gestione economico-funzionale del Governatorato restò in attivo. Il passaggio dal risultato negativo per Euro 7.815.000 del bilancio consuntivo del 2009 al risultato positivo (finale) per Euro 21.043.000 del 2010 fu dovuto principalmente a due fattori: alla gestione degli investimenti finanziari del Governatorato, affidata dal Cardinale Presidente all’APSA Sezione Straordinaria nel 2009, e, in misura ancor maggiore, agli eccellenti risultati dei Musei Vaticani.
4. Gli appalti per nuove opere di un certo rilievo - come per es. il restauro in corso del Colonnato di Piazza S. Pietro o la costruzione della fontana di S. Giuseppe - vengono assegnati con regolare gara e dopo esame da parte di una commissione ad hoc, istituita di volta in volta dal Cardinale Presidente. Per i lavori di non grande entità la Direzione dei Servizi Tecnici si avvale del proprio personale o anche di ditte esterne qualificate, ben conosciute, sulla base di prezziari in uso in Italia.
5. La Presidenza del Governatorato dello SCV esprime piena fiducia e stima agli illustri membri del Comitato Finanza e Gestione e li ringrazia per il prezioso contributo da loro prestato con riconosciuta professionalità e non poco dispendio di tempo, senza alcun onere per il Governatorato, confidando di poter continuare ad avvalersi del loro consiglio anche in futuro.
La Presidenza conferma altresì la sua piena fiducia nelle Direzioni e nei vari Collaboratori, essendosi rivelati infondati – dopo accurato esame – sospetti e accuse, come del tutto infondata sino ad apparire risibile, la notizia, debitrice di un certo giornalismo assai poco serio, secondo la quale sarebbero state effettuate intercettazioni telefoniche e ambientali all’interno di un procedimento meramente amministrativo e disciplinare!
6. La Presidenza è ben consapevole del fatto che la gestione del Governatorato, seppur già ben ordinata e proficua, può essere ulteriormente perfezionata in conformità alle raccomandazioni espresse dalla Società di Gestione McKinsey, incaricata nel 2009 dal Cardinale Presidente su proposta del Comitato Finanza e Gestione. L’attuazione delle proposte migliorative avanzate dalla McKinsey, già da tempo avviata, sarà proseguita nello stesso spirito, e si ribadisce che la trasparenza e il rigore, lodevolmente perseguiti dalla precedente Presidenza, con pari impegno e altrettanta serenità, sono perseguiti anche dagli attuali Superiori.
7. Il Governatorato tutto – Presidenza, Direttori, Capi Ufficio, impiegati e lavoratori – desidera riaffermare la comune ferma volontà di continuare ad impiegare tutte le forze nel servire, con fedeltà ed integrità totale, il Sommo Pontefice, nella consapevolezza del grande onore e della grande responsabilità, che esso ha nell’essere al servizio del Papa.
SCV/ VIS 20120206 (760)
SCV/ VIS 20120206 (760)
AFFRONTARE LA MALATTIA CONFIDANDO NELLA BONTÀ DI DIO
CITTA' DEL VATICANO, 5 FEB. 2012 (VIS). Come di consueto, questa mattina, il Santo Padre Benedetto XVI si è affacciato alla finestra del suo studio per recitare l’Angelus con i fedeli ed i pellegrini presenti in Piazza San Pietro.
Nel commentare il Vangelo di questa domenica che narra la guarigione della suocera di Simon Pietro e di alcuni malati di Cafarnao operata da Gesù, il Papa ha detto: "I quattro Evangelisti sono concordi nell’attestare che la liberazione da malattie e infermità di ogni genere costituì, insieme con la predicazione, la principale attività di Gesù nella sua vita pubblica. (...) Gesù Cristo è venuto a sconfiggere il Male alla radice, e le guarigioni sono un anticipo della sua vittoria, ottenuta con la sua Morte e Risurrezione".
"Un giorno Gesù disse: 'Non sono i sani che hanno bisogno del medico, ma i malati' (Mc 2,17). In quella circostanza si riferiva ai peccatori, che Egli è venuto a chiamare e a salvare. Rimane vero però che la malattia è una condizione tipicamente umana, in cui sperimentiamo fortemente che non siamo autosufficienti, ma abbiamo bisogno degli altri. In questo senso potremmo dire, con un paradosso, che la malattia può essere un momento salutare in cui si può sperimentare l’attenzione degli altri e donare attenzione agli altri! Tuttavia, essa è pur sempre una prova, che può diventare anche lunga e difficile. Quando la guarigione non arriva e le sofferenze si prolungano, possiamo rimanere come schiacciati, isolati, e allora la nostra esistenza si deprime e si disumanizza. Come dobbiamo reagire a questo attacco del Male? Certamente con le cure appropriate – la medicina in questi decenni ha fatto passi da gigante, e ne siamo grati - ma la Parola di Dio ci insegna che c’è un atteggiamento decisivo e di fondo con cui affrontare la malattia ed è quello della fede in Dio, nella sua bontà".
"Persino di fronte alla morte, la fede può rendere possibile ciò che umanamente è impossibile. Ma fede in che cosa? Nell’amore di Dio. Ecco la vera risposta, che sconfigge radicalmente il Male. (...)
Tutti conosciamo persone che hanno sopportato sofferenze terribili perché Dio dava loro una serenità profonda. Penso all’esempio recente della beata Chiara Badano, stroncata nel fiore della giovinezza da un male senza scampo: quanti andavano a farle visita, ricevevano da lei luce e fiducia! Tuttavia, nella malattia,abbiamo tutti bisogno di calore umano: per confortare una persona malata, più che le parole, conta la vicinanza serena e sincera".
Tutti conosciamo persone che hanno sopportato sofferenze terribili perché Dio dava loro una serenità profonda. Penso all’esempio recente della beata Chiara Badano, stroncata nel fiore della giovinezza da un male senza scampo: quanti andavano a farle visita, ricevevano da lei luce e fiducia! Tuttavia, nella malattia,abbiamo tutti bisogno di calore umano: per confortare una persona malata, più che le parole, conta la vicinanza serena e sincera".
"Facciamo anche noi come la gente dei tempi di Gesù: spiritualmente presentiamo a Lui tutti i malati, fiduciosi che Egli vuole e può guarirli. E invochiamo l’intercessione della Madonna, specialmente per le situazioni di maggiore sofferenza e abbandono".
Giornata per la Vita
Dopo la recita dell'Angelus, Benedetto XVI ha ricordato che oggi in Italia si celebra la Giornata per la Vita "iniziata per difendere la vita nascente e poi estesa a tutte le fasi e le condizioni dell’esistenza umana. Quest’anno il Messaggio dei Vescovi propone il tema: 'Giovani aperti alla vita'. Mi associo ai Pastori della Chiesa in Italia nell’affermare che la vera giovinezza si realizza nell’accoglienza, nell’amore e nel servizio alla vita".
Nelle parole di saluto rivolte ai pellegrini di lingua francese, il Papa ha ricordato che sabato prossimo ricorrono la festa della Beata Maria Vergine di Lourdes e la Giornata Mondiale del Malato. "Con tutti coloro che devono affrontare la malattia, chiediamo a Dio che ci conceda la grazia dell'abbandono e della pazienza fiduciosa! Con l'aiuto della Beata Maria Vergine di Lourdes e di Santa Bernadette potremo comprendere che la felicità autentica esiste soltanto in Dio". Esprimendosi in polacco il Papa ha detto: "Chiedo a Dio che i malati siano accompagnati dalla sensibile premura dei familiari, degli operatori sanitari e di tutti gli uomini di buona volontà. La sofferenza umana sia sempre circondata di amore!"
ANG/ VIS 20120206 (640)
ANG/ VIS 20120206 (640)
UDIENZE
CITTA' DEL VATICANO, 6 FEB. 2012 (VIS). Il Santo Padre ha ricevuto oggi in udienza:
- La Signora Laurence Argimon-Pistre, Capo della Delegazione dell'Unione Europea, in occasione della presentazione delle Lettere Credenziali.
- Il Cardinale Marc Ouellet, P.S.S., Prefetto della Congregazione per i Vescovi.
AP/ VIS 20120206 (30)
AP/ VIS 20120206 (30)
ALTRI ATTI PONTIFICI
CITTA' DEL VATICANO, 6 FEB. 2012 (VIS). Il Santo Padre ha nominato il Monsignor Edward John Weisenburger, Vescovo di Salina (superficie: 69.087; popolazione: 342.000: cattolici: 48.255; sacerdoti: 76; religiosi: 167; diaconi permanenti: 7), Stati Uniti d'America. Il Vescovo eletto è nato nel 1960 ad Alton (Stati Uniti d'America) ed è stato ordinato sacerdote nel 1987. Dal 1987 al 1990 è stato Vicario parrocchiale della "Saint Mary Parish" a Ponca City e nel 1990 nella Saint Peter Parish a Woodward; dal 1992 al 1996 è stato Vice-Cancelliere e Officiale del Tribunale arcidiocesano; dal 1995 al 2002 è stato Parroco della "Holy Trinity Parish" a Okarche; dal 1996 è stato Vicario Generale della Diocesi di Oklahoma City e dal 2002 Rettore della Cattedrale "Our Lady of Perpetual Help".
Sabato 4 febbraio, il Santo Padre ha nominato il Padre Froilán Tiberio Casas Ortiz, Vescovo di Neiva (superficie: 10.523; popolazione: 470.000; cattolici: 447.000; sacerdoti: 82; religiosi: 88), Colombia. Il Vescovo eletto è nato a Chiquinquirá (Colombia), nel 1948 ed è stato ordinato sacerdote nel 1972. Dal 1979 al 1999 è stato Professore del Seminario Maggiore di Tunja; dal 1981 al 1995 è stato Cappellano del SENA-Servicio Nacional de Aprendizaje; dal 1986 al 1996 è stato Parroco di Santa Bárbara a Tunja; dal 1997 al 2002 è stato Parroco di San Laureano a Tunja; dal 2003 al 2008 è stato Cappellano del Foyer de Charité a Bucaramanga; dal 2009 al 2010 Formatore del Seminario Maggiore di Tunja; nel 2010 è stato Vicario per i Religiosi dell'Arcidiocesi di Tunja e nel 2011 Rettore del Seminario Maggiore di Tunja. Succede al Vescovo Ramón Darío Molina Jaramillo, O.F.M. del quale il Santo Padre ha accettato la rinuncia al governo pastorale della medesima Diocesi presentata per raggiunti limiti d'età.
NER:RE/ VIS 20120206 (300)
NER:RE/ VIS 20120206 (300)
giovedì 2 febbraio 2012
STORIA DELL'UNIVERSO DALL'ATOMO ALLE GALASSIE
CITTA' DEL VATICANO, 2 FEB. 2012 (VIS). "La mostra che presentiamo oggi racconta la storia dell'Universo dalle particelle che formano gli atomi del nostro corpo fino alle lontane galassie". Padre José Gabriel Funes, S.I, Direttore dell'Osservatorio Vaticano, ha così definito la mostra "Storie dell'altro mondo - L'Universo dentro e fuori di noi", nel corso di una conferenza stampa di presentazione tenutasi questa mattina. La mostra si tiene a Pisa dal 10 marzo al 1° luglio 2012, presso la fondazione Palazzo Blu.
Alla Conferenza Stampa di presentazione nella Sala Stampa della Santa Sede, sono intervenuti, Padre Funes, S.I.; il Dottor Cosimo Bracci Torsi, Presidente della Fondazione Palazzo Blu; il Professor Antonio Masiero, Vice Presidente dell'Istituto Nazionale di Fisica Nucleare.
Padre Funes ha ricordato che la città di Pisa è un luogo privilegiato della storia dell'astronomia, essendo terra natale di Galileo Galilei e città dove il Cardinale Pietro Maffi svolse il suo ministero pastorale. Fu Papa Pio X che lo nominò, nel 1904, Presidente della Specola Vaticana con l'intento di riorganizzarla. La mostra è in particolare indirizzata ai giovani ed ha la finalità di "rendere accessibile una conoscenza complessa e difficile da comunicare senza essere superficiali". Il contributo dei curatori Don Alessandro Omizzolo ed il Professor Franco Cervelli, è stato fondamentale.
Il Dottor Cosimo Bracci Torsi ha ribadito che la mostra è "il risultato di una felice collaborazione fra scienziati laici e religiosi appartenenti ad istituzioni di altissimo valore scientifico ma di origine assai diversa": l'Istituto Nazionale di Fisica Nucleare (INFN), la Specola Vaticana ed il Dipartimento di Fisica dell'Università di Pisa. Il Dottor Bracci Torsi ha spiegato che: "Il percorso espositivo, attraverso immagini spettacolari, strumenti di grande interesse e reperti straordinari, come i minerali lunari e marziani, condurrà il visitatore in un affascinante viaggio che, partendo dal sistema solare e dalla nostra natura materiale, arriverà alle stelle della nostra galassia ed alle altre fino ai confini spazio-temporali dell'universo e delle nostre conoscenze attuali".
L'Istituto Nazionale di Fisica Nucleare porta la sua vastissima esperienza nella ricerca sulle origini e la struttura dell'Universo, ha spiegato infine il Vice Presidente, Professor Antonio Masiero.
OP/ VIS 20120202 (360)
OP/ VIS 20120202 (360)
UDIENZE
CITTA' DEL VATICANO, 2 FEB. 2012 (VIS). Il Santo Padre ha ricevuto questa mattina in udienza:
- Il Cardinale Stanislaw Rylko, Presidente del Pontificio Consiglio per i Laici
- Sei Presuli della Conferenza dei Vescovi Cattolici degli Stati Uniti d’America in Visita ad Limina
Apostolorum".
Apostolorum".
- L'Arcivescovo Dennis Marion Schnurr, di Cincinnati, con l'Ausiliare Vescovo Joseph R.Binzer.
- Il Vescovo Richard Gerard Lennon, di Cleveland.
- Il Vescovo Frederick Francis Cambell, di Columbus.
- Il Vescovo Leonard Paul Blair, di Toledo.
- Il Vescovo George Vance Murry, S.I., di Youngstown.
- Il Cardinale Giovanni Lajolo, Presidente emerito della Pontificia Commissione per lo Stato della Città del Vaticano e Presidente emerito del Governatorato dello Stato della Città del Vaticano.
AP:AL/ VIS 20120202 (100)
AP:AL/ VIS 20120202 (100)
ALTRI ATTI PONTIFICI
CITTA' DEL VATICANO, 2 FEB. 2012 (VIS). Il Santo Padre:
- Ha accettato la rinuncia al governo pastorale della diocesi di Juticalpa (Honduras), presentata dal Vescovo Tomás Andrés Mauro Muldoon, O.F.M., in conformità al canone 401, paragrafo 2 del Codice di Diritto Canonico. Gli succede il Vescovo José Bonello, O.F.M., finora Vescovo Coadiutore della medesima diocesi.
- Ha nominato il Reverendo Luis José Rueda Aparicio, Vescovo di Montelíbano (superficie: 11.500; popolazione: 300.000; cattolici: 280.000; sacerdoti: 38; religiosi: 31), Colombia. Il Vescovo eletto è nato a San Gil (Colombia) nel 1962 ed ha ricevuto l’ordinazione sacerdotale nel 1989. È stato Parroco in Albania, Parroco in Curití, Professore del Seminario Maggiore, Parroco in Pinchote, Direttore dell'anno propedeutico del Seminario Maggiore, Parroco "in solidum" in Mogotes, Parroco in Barichara, Vicedirettore del Secretariato diocesano per la pastorale sociale, Rettore dell'Istituto tecnico per lo sviluppo rurale e Vicario Episcopale per la pastorale diocesana.
- Ha nominato il Vescovo Paul Lortie, Vescovo di Mont-Laurier (superficie: 19.968; popolazione: 95.256; cattolici: 77.340; sacerdoti: 35; religiosi: 58; diaconi permanenti: 1), Canada. Finora Ausiliare di Québec (Canada), il Vescovo Lortie succede al Vescovo Vital Massé, del quale il Santo Padre ha accettato la rinuncia al governo pastorale della medesima diocesi, presentata per raggiunti limiti d'età.
- Ha nominato il Vescovo Paul Lortie, Vescovo di Mont-Laurier (superficie: 19.968; popolazione: 95.256; cattolici: 77.340; sacerdoti: 35; religiosi: 58; diaconi permanenti: 1), Canada. Finora Ausiliare di Québec (Canada), il Vescovo Lortie succede al Vescovo Vital Massé, del quale il Santo Padre ha accettato la rinuncia al governo pastorale della medesima diocesi, presentata per raggiunti limiti d'età.
- Ha nominato il Vescovo Luc Bouchard, Vescovo di Trois-Rivières (superficie: 27.128; popolazione; 248.274; cattolici: 245.108; sacerdoti: 173; religiosi: 540; diaconi permanenti: 30), Canada. Finora Vescovo di Saint Paul in Alberta (Canada), succede al Vescovo Martin Veillette, del quale il Santo Padre ha accettato la rinuncia al governo pastorale della medesima diocesi presentata per raggiunti limiti d'età.
- Ha nominato il Monsignore José Manuel Romero Barrios, Vescovo Ausiliare della diocesi di Barcelona (superficie: 43.300; popolazione: 2.038.000; cattolici: 1.906.000; sacerdoti: 60; religiosi: 62), Venezuela. Il Vescovo José Manuel Romero Barrios è nato a Pariaguán nel 1955 ed è stato ordinato sacerdote nel 1979. È stato finora Viceparroco di “San Juan Bautista” in Aragua di Barcelona; Rettore del Seminario Minore, Parroco di “Nuestra Señora del Carmen” a Barcelona; Parroco della Cattedrale di Barcelona; Vicedirettore dell’Istituto Universitario/Seminario interdiocesano “Santa Rosa de Lima” di Caracas; Rettore del Teologato del Seminario Interdiocesano di Caracas; Vicerettore dell’Università “Santa Rosa de Lima” di Caracas; Vicario Episcopale per la pastorale; Parroco di “El Espíritu Santo” a Barcelona e, dal 2007, Vicario Generale della diocesi.
- Ha nominato il Padre Timothée Bodika Mansiyai, P.S.S., Vescovo Ausiliare dell'Arcidiocesi di Kinshasa (superficie: 8.500; popolazione: 7.750.000; cattolici: 3.875.000; sacerdoti: 1.153; religiosi: 3.727). Repubblica Democratica del Congo. Il Vescovo eletto è nato nel 1962 a Kinshasa, è stato ordinato sacerdote nel 1990 e dal 1993 è membro della Compagnia dei Padri Sulpiziani. Dal 1990 al 1992 è stato economo e professore di Teologia Morale nel Seminario Maggiore "Jean XXIII" e in altri Istituti religiosi; dal 1993 al 2001 è stato Direttore Spirituale e Professore al Seminario Maggiore "Jean XXIII" e nel medesimo tempo Cappellano di un lebbrosario a Kinshasa; dal 2000 è stato iniziatore del progetto culturale e spirituale per la pace nella RDC, "Cri du Congo"; dal 2001 al 2005 è stato Formatore nel Seminario Regionale di Tolosa in Francia; e dal 2007 è stato Rettore del Seminario "St André Kaggwa", Professore di Filosofia e di Teologia Morale e Consigliere Generale della Compagnia dei Padri Sulpiziani.
- Ha nominato il Padre Sébastien Muyengo Mulombe, Vescovo Ausiliare dell'Arcidiocesi di Kinshasa (superficie: 8.500; popolazione: 7.750.000; cattolici: 3.875.000; sacerdoti: 1.153; religiosi: 3.727). Repubblica Democratica del Congo. Il Vescovo eletto è nato nel 1958 a Bukavu (Repubblica Democratica del Congo) ed è stato ordinato sacerdote nel 1986. Dal 1986 al 1987 è stato Vicario domenicale alla parrocchia Santo Spirito di Livulu a Kinshasa; dal 1987 al 1991 è stato Economo e professore nel Seminario Maggiore di Teologia "Jean XXIII"; dal 1988 al 1991 è stato Rettore del Seminario propedeutico "Saint Jean Marie Vianney", presidente della Commissione diocesana per le vocazioni e membro del Collegio dei Consultori. Dal 1997 al 2000 è stato Direttore del Centro di Pastorale Lindonge e Professore a tempo parziale alle Facoltà cattoliche di Kinshasa; dal 1999 al 2008 è stato Rettore del Seminario Maggiore di Teologia "Jean XXIII" e 2° Vice-Presidente del Comitato nazionale di bioetica nella Repubblica Democratica del Congo; dal 2004 al 2007 è stato Parroco di "Saint Leopold"; dal 2007 è stato Professore a tempo pieno alle Facoltà di Teologia di Kinshasa.
- Ha nominato il Padre Juan María Huerta Muro, O.F.M., Vescovo Prelato di El Salto (superficie: 36.000; popolazione; 387.200; cattolici: 328.300; sacerdoti: 27; religiosi: 24), Messico. Il Vescovo eletto è nato a Guadalajara nel 1962. Nel 1988 ha emesso i Voti solenni nella Congregazione dei Frati Minori Francescani e nel 1989 è stato ordinato sacerdote. È stato finora Maestro degli Juniores e dei Postulanti a Tijuana e Vicente Guerriero, Amministratore parrocchiale e Decano del Consiglio Presbiterale dell’arcidiocesi di Tijuana. Nel 2006 è stato nominato Ministro Provinciale della Provincia del “Beato Fr. Junípero Serra”. Attualmente è anche Vicario Episcopale per la Vita Consacrata dell’arcidiocesi di Tijuana.
- Ha nominato il Reverendo Bulus Dauwa Johanna, Vicario Apostolico di Kontagora (superficie: 50.000; popolazione: 1.534.000, cattolici: 32.934; sacerdoti: 36; religiosi: 18), Nigeria. Il Vescovo eletto è nato nel 1970 a Vuroro (Nigeria) ed è stato ordinato sacerdote nel 1998. Dal 1998 al 2000 è stato Vicario parrocchiale a St. Michael’s Cathedral, Kontagora e dal 2000 al 2002 Parroco nella medesima Cattedrale; dal 2003 al 2008 è stato Parroco a St. Mark, Nsanji Nloso Parish; dal 2002 al 2008 è stato Segretario del "Masuga Managment Committee"; dal 2000 al 2008 è stato Membro della Commissione Vocazionale; dal 2006 al 2008 è stato Presidente del Comitato Liturgico; dal 2006 al 2008 è stato Presidente del Consiglio dei Sacerdoti.
NER:RE:NEA VIS 20120202 (970)
NER:RE:NEA VIS 20120202 (970)
mercoledì 1 febbraio 2012
IL PAPA: DOBBIAMO IMPARARE DI PIÙ AD AFFIDARCI PROVVIDENZA DIVINA
CITTÀ DEL VATICANO, 1 FEB 2012 (VIS). Questa mattina, nell'Aula Paolo VI, il Santo Padre ha ricevuto in udienza migliaia di pellegrini provenienti da tutto il mondo. La catechesi odierna, comprendente il ciclo di incontri che Benedetto XVI ha riservato alla preghiera di Gesù, è stata dedicata alla preghiera di Gesù nell'Orto degli Ulivi.
L'Evangelista Marco narra che dopo l'Ultima Cena, Gesù si avvia al Monte degli Ulivi e si prepara alla preghiera personale. "Ma questa volta - ha detto il Papa - avviene qualcosa di nuovo: sembra che Gesù non voglia restare solo. Molte volte Gesù si ritirava in disparte dalla folla e dagli stessi discepoli, sostando 'in luoghi deserti' o salendo 'sul monte'. Al Getsemani, invece, egli invita Pietro, Giacomo e Giovanni a stargli più vicino. Sono i discepoli che ha chiamato ad essere con Lui sul monte della trasfigurazione".
"Questa vicinanza dei tre durante la preghiera al Getsemani - ha continuato il Pontefice - è significativa. (...) Si tratta di una vicinanza spaziale, una richiesta di solidarietà nel momento in cui sente approssimarsi la morte, ma è soprattutto una vicinanza nella preghiera, per esprimere, in qualche modo, la sintonia con Lui, nel momento in cui si appresta a compiere fino in fondo la volontà del Padre ed è un invito ad ogni discepolo a seguirlo nel cammino della Croce".
Le parole che Cristo rivolge ai tre discepoli ("La mia anima è triste fino alla morte"; "restate qui e vegliate") rivelano che in quel momento Gesù prova "paura e angoscia" e "sperimenta l’ultima profonda solitudine proprio mentre il disegno di Dio si sta attuando. E in tale paura e angoscia di Gesù è ricapitolato tutto l'orrore dell'uomo davanti alla propria morte, la certezza della sua inesorabilità e la percezione del peso del male che lambisce la nostra vita".
Dopo aver invitato i discepoli a vegliare, Gesù si allontana dai discepoli. Citando San Marco, il Papa ha ricordato che "Gesù cade faccia a terra: è una posizione della preghiera che esprime l’obbedienza alla volontà del Padre, l’abbandonarsi con piena fiducia a Lui". Successivamente Gesù chiede al Padre, se possibile, di allontanare da lui questo calice. "Non è solo la paura e l’angoscia dell’uomo davanti alla morte, ma è lo sconvolgimento del Figlio di Dio che vede la terribile massa del male che dovrà prendere su di Sé per superarlo, per privarlo di potere".
Benedetto XVI ha quindi esortato i fedeli a pregare, confidando a Dio "le nostre fatiche, la sofferenza di certe situazioni, di certe giornate, l’impegno quotidiano di seguirlo, di essere cristiani e anche il peso del male che vediamo in noi e attorno a noi, perché Egli ci dia speranza, ci faccia sentire la sua vicinanza, ci doni un po’ di luce nel cammino della vita".
Ritornando alla preghiera di Gesù, il Papa ha fatto notare tre "passaggi rivelatori" nelle parole che Gesù rivolge al Padre: "Abbà! Padre! Tutto è possibile a te: allontana da me questo calice! Però non ciò che voglio io, ma ciò che vuoi tu". In primo luogo, "la parola aramaica Abbà è quella che veniva usata dal bambino per rivolgersi al papà ed esprime quindi il rapporto di Gesù con Dio Padre, un rapporto di tenerezza, di affetto, di fiducia, di abbandono". In secondo luogo, appare "la consapevolezza dell'onnipotenza del Padre (...) che introduce una richiesta in cui, ancora una volta, appare il dramma della volontà umana di Gesù davanti alla morte e al male. (...) Ma la terza espressione della preghiera di Gesù (...) è quella decisiva. (...) Gesù ci dice che solo nel conformare la sua volontà a quella divina, l’essere umano arriva alla sua vera altezza, diventa 'divino'. (...) È ciò che Gesù compie al Getsemani: trasferendo la volontà umana nella volontà divina nasce il vero uomo, e noi siamo redenti".
Quando preghiamo il Padre Nostro, "chiediamo al Signore: 'sia fatta la tua volontà, come in cielo così in terra'. Riconosciamo, cioè, che c'è una volontà di Dio con noi e per noi, una volontà di Dio sulla nostra vita, che deve diventare ogni giorno di più il riferimento del nostro volere e del nostro essere; riconosciamo poi che è nel 'cielo' dove si fa la volontà di Dio".
Così nella nostra preghiera "dobbiamo imparare ad affidarci di più alla Provvidenza divina, chiedere a Dio la forza di uscire da noi stessi per rinnovargli il nostro 'sì', per ripetergli 'sia fatta la tua volontà', per conformare la nostra volontà alla sua. È una preghiera che dobbiamo fare quotidianamente, perché non sempre è facile affidarci alla volontà di Dio".
La narrazione evangelica mostra che i discepoli non furono capaci di vegliare con Cristo. Benedetto XVI ha detto infine: "Domandiamo al Signore di essere capaci di vegliare con Lui in preghiera, di seguire la volontà di Dio ogni giorno anche se parla di Croce, di vivere un’intimità sempre più grande con il Signore, per portare in questa 'terra' un po’ del 'cielo' di Dio".
Dopo la catechesi, il Papa ha salutato - in varie lingue - i pellegrini presenti e, in special modo, un gruppo di Cappellani dell'Esercito Britannico; i fedeli di Hong Kong e dell'America Latina, i Vescovi della Comunità di Sant'Egidio di Europa, Asia e Africa; e i giovani e i malati.
AG/ VIS 20120201 (890)
AG/ VIS 20120201 (890)
CORDOLGIO SCOMPARSA CARDINALE BEVILACQUA
CITTA' DEL VATICANO, 1 FEB. 2012 (VIS). Il Santo Padre ha fatto pervenire all'Arcivescovo Charles Chaput, O.F.M:Cap., di Philadelphia (Stati Uniti d'America), un telegramma di cordoglio per la morte del Cardinale Anthony Bevilacqua, Arcivescovo emerito della medesima Diocesi, spirato ieri notte all'età di 88 anni.
"Nell'apprendere la triste notizia della morte del Cardinale Anthony Bevilacqua, Arcivescovo Emerito di Philadelphia, porgo le mie più sentite condoglianze a lei e a tutti i fedeli dell'Arcidiocesi. Mi unisco a lei nel raccomandare l'anima del defunto Porporato a Dio, Padre di misericordia, grato per i suoi anni di ministero episcopale nel gregge di Cristo nella città di Philadelphia, per il suo costante impegno a favore della giustizia sociale, la cura pastorale dei migranti e il suo esperto contributo alla revisione del diritto della Chiesa negli anni successivi al Concilio Vaticano II. A lei e a tutto il clero, ai religiosi e ai laici della Chiesa della città di Philadelphia, e ai membri della sua famiglia, di cuore imparto la mia Benedizione Apostolica in segno di consolazione e pace nel nostro Signore Gesù Cristo".
TGR/ VIS 20120201 (190)
TGR/ VIS 20120201 (190)
martedì 31 gennaio 2012
INTENZIONI DI PREGHIERA DEL SANTO PADRE FEBBRAIO 2012
CITTÀ DEL VATICANO, 31 GEN 2012 (VIS). Riportiamo di seguito le intenzioni per il mese di febbraio affidate dal Papa all'apostolato della preghiera.
Generale: “Perché tutti i popoli abbiano pieno accesso all'acqua e alle risorse necessarie al sostentamento quotidiano”.
Missionaria: “Perché il Signore sostenga lo sforzo degli operatori sanitari delle regioni più povere nell'assistenza ai malati e agli anziani”.
BXVI - INTENZIONI/ VIS 20120131 (60)
COMUNICATO STAMPA SU ARTICOLO DEL "CORRIERE DELLA SERA"
CITTÀ DEL VATICANO, 31 GEN 2012 (VIS). Questa mattina, è stato reso pubblico un comunicato del Direttore dell'Ufficio Stampa della Santa Sede, Padre Federico Lombardi, S.I., nel quale risponde alle domande dei giornalisti a proposito dell'articolo pubblicato oggi dal quotidiano italiano "Corriere della Sera", dal titolo: "Dalla Congregazone dei Santi 1.6 milioni al 'Madoff dei Parioli'". Riportiamo qui di seguito il testo del comunicato:
"Il rev. Francesco Maria Ricci, di cui si parla nell’articolo, è un religioso domenicano, che opera per conto del suo Ordine”.
“Egli non appartiene in alcun modo alla Congregazione delle Cause dei Santi. Occorre infatti notare che Postulazioni e Postulatori sono 'clienti' della Congregazione, a cui si rivolgono per promuovere le cause di cui si occupano, ma non fanno assolutamente parte della Congregazione”.
“Bisogna quindi ribadire la totale estraneità della Congregazione delle Cause dei Santi, del suo Prefetto, card. Amato, e di tutti i suoi Officiali, alla vicenda di cui ci parla nell’articolo in questione".
OP/ VIS 20120131 (160)
BEATA HILDEGARD BURJAN: MADRE DI FAMIGLIA E POLITICA
CITTÀ DEL VATICANO, 31 GEN 2012 (VIS). Ieri pomeriggio, a Vienna (Austria), il Cardinale Christoph Schönborn ha presieduto la Santa Messa di ringraziamento per la beatificazione di Hildegard Burjan, celebrata questa domenica nella Cattedrale di Santo Stefano. Lo stesso giorno il Papa Benedetto XVI ha ricordato, al termine dell'Angelus, la nuova beata che diede una "bella testimonianza del Vangelo".
Nel servizio di Radio Vaticana dedicato alla nuova beata viene spiegato che Hildegard Burjan, di origine ebraica, nacque nel 1883 nell'allora città prussiana di Görlitz. Studiò Filosofia presso l'Università di Zurigo. Dopo essersi sposata e conseguentemente a una malattia, scoprì la fede cristiana e fu battezzata nel 1909. Si trasferì a Vienna, dove venne eletta deputato del Parlamento austriaco. Visse l'attività politica come un servizio al Vangelo, in favore dei lavoratori oppressi, seguendo gli insegnamenti dell'Enciclica sociale "Rerum Novarum" di Papa Leone XIII.
Nel 1912 fondò l'Associazione delle operaie cristiane a domicilio. Aiutò le popolazioni che soffrivano la fame, creò una rete di assistenza alle famiglie e lottò contro il lavoro minorile. Nel 1919 fondò la Congregazione delle Religiose della "Caritas Socialis". Vivendo pienamente la famiglia, ebbe una figlia che i medici le avevano consigliato di abortire, cosa che rifiutò fermamente di fare. Nei poveri e nei sofferenti vedeva il Volto di Gesù ed era assetata di giustizia: "Con il denaro e le piccole elemosine -diceva- non si aiutano le persone, ma bisogna ridare loro la fiducia che sono qualcuno e sono in grado di fare qualcosa".
Nell'omelia di ieri, il Cardinale Schönborn ha affermato che Hildegard Burjan dimostra che la santità è possibile nella politica. E ha aggiunto che "soprattutto con l'azione ha annunciato il Vangelo. (...) La sua beatificazione arriva al momento giusto, per sottolineare proprio che il nocciolo della questione è l'azione. Hildegard è una cristiana che convince senza tante parole, perché agisce. Nella nostra epoca dobbiamo imparare di nuovo a capire cosa significhi essere discepoli. E per far questo non abbiamo bisogno di teorie, ma di esempi, di persone che parlano con i fatti".
RV/ VIS 20120131 (340)
ALTRI ATTI PONTIFICI
CITTÀ DEL VATICANO, 31 GEN 2012 (VIS). Il Santo Padre:
- Ha nominato il Vescovo Francesco Moraglia Patriarca di Venezia (superficie: 871; popolazione: 375.790; cattolici: 372.032; sacerdoti: 394; religiosi: 755; diaconi permanenti: 29), in Italia. Egli è stato finora Vescovo di La Spezia-Sarzana-Brugnato (Italia).
- Ha nominato il Vescovo Filippo Iannone, O.Carm., Vicegerente della Diocesi di Roma (superficie: 881; popolazione: 2.816.706; cattolici: 2.473.000; sacerdoti: 4.922; religiosi: 27.375; diaconi permanenti: 116), in Italia, conferendogli la dignità di Arcivescovo. Egli è stato finora Vescovo di Sora-Aquino-Pontecorvo (Italia).
- Ha nominato Mons. Matteo Maria Zuppi Ausiliare della Diocesi di Roma, in Italia. Il Vescovo eletto è nato a Roma nel 1955 ed è stato ordinato sacerdote nel 1981. Tra gli altri incarichi pastorali, è stato vice-parroco di Santa Maria in Trastevere (1981-2000) e Prefetto della III Prefettura (2005-2010). Nel 2006 è stato insignito del titolo di Cappellano di Sua Santità. Al momento della nomina ad Ausiliare, era Parroco della parrocchia Santi Simone e Giuda in Torre Angela, e Prefetto della XVII Prefettura.
- Ha nominato Mons. Lorenzo Leuzzi Ausiliare della Diocesi di Roma (Italia). Il Vescovo eletto è nato nel 1955 a Trani (Italia). Si è laureato in Medicina e Chirurgia presso l'Università di Bari (1980), in Diritto Canonico presso la Pontificia Università Lateranense (1983) e in Teologia Morale presso la Pontificia Università Gregoriana, nella quale ha conseguito il dottorato nel 1985. Nel 1984 è stato ordinato sacerdote. Tra gli altri incarichi pastorali, è stato responsabile della Pastorale Universitaria della Diocesi di Roma (1991-08), Segretario della Sezione Università della Commissione Catechesi Scuola Università del Consiglio delle Conferenze dei Vescovi d'Europa (dal 2003), Direttore dell'Ufficio per la Pastorale Universitaria del Vicariato di Roma (dal 1998), Rettore della chiesa di San Gregorio Nazianzeno a Montecitorio e Cappellano della Camera dei Deputati al Parlamento Italiano (dal 2010).
- Ha nominato il Rev. Vincent Harolimana Vescovo della Diocesi di Ruhengeri (superficie: 1.762; popolazione: 989.000; cattolici: 488.000; sacerdoti: 57; religiosi: 102), in Ruanda. Il Vescovo eletto è nato nel 1962 a Mpembe (Ruanda) ed è stato ordinato sacerdote nel 1990. Ha conseguito il dottorato in Teologia Dogmatica presso la Pontificia Università Gregoriana di Roma nel 1999. È stato Vicario della parrocchia di Gisenyi (1990-1993). Dal 2000 fino ad oggi, è stato rettore del Seminario Minore San Pio X della Diocesi di Nyundo. Dal 2004, è stato "visiting professor" di Teologia Dogmatica nel Seminario Maggiore St. Charles di Nyakibanda e nell'Istituto di Insegnamento Superiore (INES) di Ruhengeri. È membro della Commissione diocesana per gli Affari Economici, per la Pastorale delle Vocazioni e per la Liturgia, ed è, allo stesso tempo, cappellano della Confraternita di Nostra Signora della Resurrezione e delle Sorelle di San Vincenzo de Paoli a Nyundo.
- Ha nominato Mons. Josef Hal'ko Vescovo Ausiliare di Bratislava (superficie: 3.759; popolazione: 769.768; cattolici: 484.749; sacerdoti: 528; religiosi: 925; diaconi permanenti: 5), in Slovacchia. Il Vescovo eletto è nato nel 1964 a Bratislava ed è stato ordinato sacerdote nel 1994. A seguito degli studi presso la Facoltà Politico-Sociale dell'Università Economica, sotto il regime comunista ha lavorato in diversi organismi dal 1986 al 1990, anno in cui è entrato nel Seminario Maggiore. Nel 2000, si è laureato in Teologia presso l'Università della Santa Croce a Roma. Dal 1997 al 2011, è stato professore di storia ecclesiastica nella Facoltà Teologica Romano-Cattolica dei Santi Cirillo e Metodio di Bratislava. Inoltre, dal 1997 fino ad oggi, è stato incaricato della cura pastorale dei fedeli di minoranza ungherese, Capo della Sezione dei mezzi di comunicazione e Portavoce dell'Arcidiocesi.
- Ha accettato la rinunzia all'ufficio di Ausiliare del'Arcidiocesi di Katowice (Polonia), presentata dal Vescovo Gerard Bernacki, in conformità ai canoni 411 e 401, paragrafo 2, del Codice di Diritto Canonico.
NEA:NER:RE/ VIS 20120131 (620)
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Nomine ed altri atti pontifici
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