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Il Vatican Information Service (VIS), istituito nell'ambito della Sala Stampa della Santa Sede, è un bollettino telematico che diffonde notizie relative all'attività magistrale e pastorale del Santo Padre e della Curia Romana...

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lunedì 9 maggio 2011

TESTIMONIARE L’AMORE DI DIO PER L’UOMO

CITTA' DEL VATICANO, 7 MAG. 2011 (VIS). Nel pomeriggio di oggi, alle 15:00, il Santo Padre Benedetto XVI è partito dall’aeroporto romano di Ciampino ed è giunto all’aeroporto “Friuli Venezia Giulia” alle 16:15, quindi in autovettura ha raggiunto Aquileia (Udine), dove ha avuto un incontro con la Cittadinanza in Piazza Capitolo.

All’inizio della prima tappa della sua Visita Pastorale – in serata il Papa si trasferirà a Venezia – Benedetto XVI ha voluto rendere omaggio “a questa terra benedetta, irrorata dal sangue e dal sacrificio di tanti testimoni, e prego i santi Martiri aquileiesi di suscitare anche oggi nella Chiesa discepoli di Cristo coraggiosi e fedeli, votati solo a Lui e perciò convinti e convincenti”.

“Cari fratelli, figli ed eredi della gloriosa Chiesa di Aquileia, oggi sono in mezzo a voi per ammirare questa ricca e antica tradizione, ma soprattutto per confermarvi nella fede profonda dei vostri Padri: in quest’ora della storia riscoprite, difendete, professate con calore spirituale questa verità fondamentale. Solo da Cristo, infatti, l’umanità può ricevere speranza e futuro; solo da Lui può attingere il significato e la forza del perdono, della giustizia, della pace”.

Dopo le parole di saluto, il Santo Padre è entrato nella Basilica di Aquileia, dove ha presieduto l’Assemblea in preparazione del II Congresso ecclesiale di Aquileia, in programma nel 2012. Erano presenti i rappresentanti delle quindici diocesi della regione ecclesiastica del Triveneto (corrispondente alle regioni del Trentino-Alto Adige, Friuli Venezia Giulia e Veneto).

“Opportunamente” – ha detto il Papa nel suo discorso – “avete voluto che anche il vostro Convegno ecclesiale avesse luogo nella Chiesa madre di Aquileia, da cui sono germinate le Chiese del Nord-est dell’Italia, ma anche le Chiese della Slovenia e dell’Austria e alcune Chiese della Croazia e della Baviera e persino dell’Ungheria”.

“La missione prioritaria che il Signore vi affida oggi” – ha detto il Papa ai fedeli – “rinnovati dall’incontro personale con Lui, è quella di testimoniare l’amore di Dio per l’uomo. Siete chiamati a farlo prima di tutto con le opere dell’amore e le scelte di vita in favore delle persone concrete, a partire da quelle più deboli, fragili, indifese, non autosufficienti, come i poveri, gli anziani, i malati, i disabili”.

“Anche in questo vostro contesto la fede cristiana deve affrontare oggi nuove sfide: la ricerca spesso esasperata del benessere economico, in una fase di grave crisi economica e finanziaria, il materialismo pratico, il soggettivismo dominante. (...) Nella complessità di tali situazioni siete chiamati a promuovere il senso cristiano della vita, mediante l’annuncio esplicito del Vangelo (...). Dalla fede vissuta con coraggio scaturisce, anche oggi come in passato, una feconda cultura fatta di amore alla vita, dal concepimento fino al suo termine naturale, di promozione della dignità della persona, di esaltazione dell’importanza della famiglia, fondata sul matrimonio fedele e aperto alla vita, di impegno per la giustizia e la solidarietà”.

“Da ultimo” – ha detto infine il Santo Padre – “raccomando anche a voi, come alle altre Chiese che sono in Italia, l’impegno a suscitare una nuova generazione di uomini e donne capaci di assumersi responsabilità dirette nei vari ambiti del sociale, in modo particolare in quello politico. Esso ha più che mai bisogno di vedere persone, soprattutto giovani, capaci di edificare una ‘vita buona’ a favore e al servizio di tutti”.

Al termine dell’incontro, il Papa ha lasciato la Basilica di Aquileia ed è partito in elicottero alla volta di Venezia.
PV-ITALIA/ VIS 20110509 (740)

PROMUOVERE CULTURA DELL’ACCOGLIENZA E DELL’AMORE

CITTA' DEL VATICANO, 7 MAG. 2011 (VIS). Atterrato a Venezia, il Papa si è trasferito in motovedetta a Piazza San Marco e, dopo l’indirizzo di omaggio del Sindaco di Venezia, Benedetto XVI ha rivolto alcune parole agli abitanti della città.

Il Santo Padre ha ricordato i pontefici che dalla Sede patriarcale di Venezia sono passati a quella di Pietro, il “Patriarca Albino Luciani, figlio di queste terre venete, che divenne Papa con il nome di Giovanni Paolo I; (...) il Patriarca Angelo Giuseppe Roncalli, che, divenuto Papa Giovanni XXIII, è stato elevato dalla Chiesa alla gloria degli altari e proclamato beato. Ricordiamo infine il Patriarca Giuseppe Sarto, il futuro san Pio X”.

“Cari amici, secondo le tradizioni veneziane” – ha proseguito il Pontefice – “avete voluto accogliermi in questo luogo suggestivo, che è come la porta di accesso al cuore della Città (...) giustamente detta ‘la perla dell’Adriatico’. Da questo molo si può cogliere quell’aspetto di singolare apertura che da sempre caratterizza Venezia, crocevia di persone e comunità di ogni provenienza, cultura, lingua e religione. (...) Anche in questa nostra epoca, con le sue nuove prospettive e le sue sfide complesse, essa è chiamata ad assumere importanti responsabilità in ordine alla promozione di una cultura di accoglienza e di condivisione, capace di gettare ponti di dialogo tra i popoli e le nazioni; una cultura della concordia e dell’amore, che ha le sue solide fondamenta nel Vangelo”.

“Lo splendore dei monumenti e la fama delle istituzioni secolari manifestano la storia gloriosa e il carattere delle genti venete, oneste e laboriose (...) Con il passare dei secoli, la fede trasmessa dai primi evangelizzatori si è radicata sempre più profondamente nel tessuto sociale, fino a diventarne parte essenziale. Ne sono visibile testimonianza le splendide Chiese e le tante edicole devozionali disseminate tra calli, canali e ponti. Vorrei ricordare, in particolare, i due importanti Santuari che, in tempi diversi, vennero edificati dai veneziani in ottemperanza ad un voto, per ottenere dalla Provvidenza divina la liberazione dalla piaga della peste: eccoli di fronte a questo Molo, sono la Basilica del Redentore e il Santuario della Madonna della Salute”.

“Invito tutti voi, cari Veneziani” – ha concluso il Papa – “a ricercare e custodire sempre l’armonia tra lo sguardo della fede e della ragione che permette alla coscienza di percepire il vero bene, in modo che le scelte della comunità civile siano sempre ispirate ai principi etici corrispondenti alla profonda verità della natura umana. L’uomo non può rinunciare alla verità su di sé, senza che ne soffrano il senso della responsabilità personale, la solidarietà verso gli altri, l’onestà nei rapporti economici e di lavoro”.

Al termine dell’incontro con la Cittadinanza, il Papa è entrato nella Basilica per la venerazione delle reliquie dell’Evangelista Marco, portate a Venezia da Alessandria, nel secolo XI.
PV-ITALIA/ VIS 20110509 (470)

DARE TESTIMONIANZA SPERANZA CRISTIANA ALL’UOMO MODERNO

CITTA' DEL VATICANO, 8 MAG. 2011 (VIS). Questa mattina Benedetto XVI ha lasciato il Patriarchio di Venezia per recarsi in motovedetta al Parco San Giuliano di Mestre dove ha presieduto la Celebrazione Eucaristica alla quale hanno partecipato oltre 300.000 persone.

Dopo il saluto a tutti i presenti ed in particolare al Cardinale Angelo Scola, Patriarca di Venezia, il Papa ha detto nell’omelia: “Voi, oggi qui presenti, rappresentate le Comunità ecclesiali nate dalla Chiesa madre di Aquileia. Come in passato, quando quelle Chiese si distinsero per il fervore apostolico e il dinamismo pastorale, così anche oggi occorre promuovere e difendere con coraggio la verità e l’unità della fede. Occorre rendere conto della speranza cristiana all’uomo moderno, sopraffatto non di rado da vaste ed inquietanti problematiche che pongono in crisi i fondamenti stessi del suo essere e del suo agire”.

Nel ricordare le molteplici testimonianze della fede, quali le chiese, le opere d’arte, gli ospedali, le biblioteche, le scuole, il Papa ha sottolineato che “l’ambiente stesso delle vostre città, come pure delle campagne e delle montagne” è costellato “di riferimenti a Cristo. Eppure, oggi questo essere di Cristo rischia di svuotarsi della sua verità e dei suoi contenuti più profondi; rischia di diventare un orizzonte che solo superficialmente - e negli aspetti piuttosto sociali e culturali -, abbraccia la vita; rischia di ridursi ad un cristianesimo nel quale l’esperienza di fede in Gesù crocifisso e risorto non illumina il cammino dell’esistenza, come abbiamo ascoltato nel Vangelo odierno a proposito dei due discepoli di Emmaus, i quali, dopo la crocifissione di Gesù, facevano ritorno a casa immersi nel dubbio, nella tristezza e nella delusione”.

“Il problema del male, del dolore e della sofferenza, il problema dell’ingiustizia e della sopraffazione, la paura degli altri, degli estranei e dei lontani che giungono nelle nostre terre e sembrano attentare a ciò che noi siamo, portano i cristiani di oggi a dire con tristezza: ‘noi speravamo’ che il Signore ci liberasse dal male, dal dolore, dalla sofferenza, dalla paura, dall’ingiustizia”.

“È necessario, allora, per ciascuno di noi, come è avvenuto ai due discepoli di Emmaus, lasciarsi istruire da Gesù: innanzitutto, ascoltando e amando la Parola di Dio (...) L’Eucaristia è la massima espressione del dono che Gesù fa di se stesso ed è un invito costante a vivere la nostra esistenza nella logica eucaristica, come un dono a Dio e agli altri”.

“Anche un popolo tradizionalmente cattolico può, tuttavia, avvertire in senso negativo, o assimilare quasi inconsciamente, i contraccolpi di una cultura che finisce per insinuare un modo di pensare nel quale viene apertamente rifiutato, o nascostamente ostacolato, il messaggio evangelico”.

“Nei secoli passati, le vostre Chiese hanno conosciuto una ricca tradizione di santità e di generoso servizio ai fratelli, grazie all’opera di zelanti sacerdoti e religiosi e religiose di vita attiva e contemplativa. Se vogliamo metterci in ascolto del loro insegnamento spirituale, non ci è difficile riconoscere l’appello personale e inconfondibile che essi ci rivolgono: ‘Siate santi!’ Ponete al centro della vostra vita Cristo!”.

“Le Chiese generate da Aquileia sono chiamate oggi a rinsaldare quell’antica unità spirituale, in particolare alla luce del fenomeno dell’immigrazione e delle nuove circostanze geopolitiche in atto. (...) La mia presenza tra voi vuole essere, perciò, anche un vivo sostegno agli sforzi che vengono dispiegati per favorire la solidarietà fra le vostre Diocesi del Nord-est. Vuole essere, inoltre, un incoraggiamento per ogni iniziativa tendente al superamento di quelle divisioni che potrebbero vanificare le concrete aspirazioni alla giustizia e alla pace”.

Al termine della Celebrazione Eucaristica e prima della recita del Regina Coeli, il Papa ha invitato i fedeli ad invocare Maria Santissima “affinché sostenga anche oggi le fatiche apostoliche dei Sacerdoti; renda feconda la testimonianza dei Religiosi e delle Religiose; animi la quotidiana opera dei genitori nella prima trasmissione della fede ai loro figli; illumini la strada dei giovani perché camminino fiduciosi sulla via tracciata dalla fede dei padri; colmi di ferma speranza i cuori degli anziani; conforti con la sua vicinanza gli ammalati e tutti i sofferenti; rafforzi l’opera dei numerosi laici che collaborano attivamente alla nuova evangelizzazione”.
PV-ITALIA/ VIS 20110509 (690)

L’AUTENTICA GIOIA DELL’UOMO SI TROVA SOLTANTO IN DIO

CITTA' DEL VATICANO, 8 MAG. 2011 (VIS). Nel pomeriggio di oggi, il Santo Padre ha presieduto nella Basilica di San Marco di Venezia, l’Assemblea ecclesiale per la chiusura della Visita Pastorale Diocesana, iniziata nel Patriarcato nel 2005.

Dopo un momento di adorazione del Santissimo Sacramento ed il saluto del Cardinale Angelo Scola, Patriarca di Venezia, il Papa ha pronunciato un discorso.

Erano presenti sacerdoti, religiosi e fedeli laici, l’Abate e i monaci della Comunità armena di Venezia, il Metropolita greco-ortodosso d’Italia Ghennadios, il Vescovo della Chiesa Ortodossa Russa Nestor, e Rappresentanti delle Comunità luterana e anglicana.

Nel commentare le parole di Gesù a Zaccheo: “Oggi devo fermarmi a casa tua. In fretta scese e l’accolse”, “motivo conduttore” della Visita Pastorale iniziata nel Patriarcato, il Papa ha affermato: ”L’autentica realizzazione dell’uomo e la sua vera gioia non si trovano nel potere, nel successo, nel denaro, ma soltanto in Dio, che Gesù Cristo ci fa conoscere e ci rende vicino”.

“Da questo incontro” – ha proseguito il Santo Padre – “scaturisce per Zaccheo una vita nuova: accoglie Gesù con gioia, scoprendo finalmente la realtà che può riempire veramente e pienamente la sua vita. (...) Amata Chiesa che sei in Venezia!” – ha esortato il Papa – “Imita l’esempio di Zaccheo e vai oltre! Supera e aiuta l’uomo di oggi a superare gli ostacoli dell’individualismo, del relativismo; non lasciarti mai trarre verso il basso dalle mancanze che possono segnare le comunità cristiane. (...) Non abbiate paura di andare controcorrente per incontrare Gesù, di puntare verso l’alto per incrociare il suo sguardo”.

“Avanzate fiduciosi nel sentiero della nuova evangelizzazione” – ha inviato il Papa – “nel servizio amorevole dei poveri e nella testimonianza coraggiosa all’interno delle varie realtà sociali. Siate consapevoli d’essere portatori di un messaggio che è per ogni uomo e per tutto l’uomo; un messaggio di fede, di speranza e di carità. Quest’invito è, in primo luogo, per voi, cari sacerdoti”, per le persone consacrate e per i laici ai quali il Papa ha ricordato che “la ‘santità’ non vuol dire fare cose straordinarie, ma seguire ogni giorno la volontà di Dio, vivere veramente bene la propria vocazione, con l’aiuto della preghiera, della Parola di Dio, dei Sacramenti e con lo sforzo quotidiano della coerenza. Sì, ci vogliono fedeli laici affascinati dall’ideale della ‘santità’, per costruire una società degna dell’uomo, una civiltà dell’amore”.

“Vi esorto” – ha proseguito il Pontefice – “a non risparmiare energie nell’annuncio del Vangelo e nell’educazione cristiana, promuovendo sia la catechesi ad ogni livello” e a “dedicare particolare cura alla formazione cristiana dei bambini, degli adolescenti e dei giovani”.

“La nostra vita spirituale” – ha ribadito il Papa – “dipende essenzialmente dall’Eucaristia. Senza di essa la fede e la speranza si spengono, la carità si raffredda. Vi esorto pertanto” – ha concluso Benedetto XVI – “a curare sempre più la qualità delle celebrazioni eucaristiche, specialmente di quelle domenicali”.
Al termine dell’Incontro, il Papa ha salutato trenta Rappresentanti dell’Assemblea. Infine Benedetto XVI ha raggiunto il Molo per imbarcarsi in gondola alla volta della Basilica della Salute.
PV-ITALIA/ VIS 20110509 (510)

INCONTRO CON MONDO DELLA CULTURA E DELL’ECONOMIA

CITTA' DEL VATICANO, 8 MAG. 2011 (VIS). Nel pomeriggio, alle 18:00, ha avuto luogo l’incontro del Papa con i rappresentanti del mondo culturale, artistico e socioeconomico, nella Basilica della Salute di Venezia.

Benedetto XVI ha presentato alcuni spunti tratti da tre parole che “sono” – ha detto – “metafore suggestive: tre parole legate a Venezia e, in particolare, al luogo in cui ci troviamo: la prima parola è ‘acqua’; la seconda è ‘Salute’, la terza è ‘Serenissima’.

Nel commentare che “Venezia è detta la ‘Città d’acqua’”, Benedetto XVI ha detto:
“Qui vorrei inserire la prima proposta: Venezia non come città ‘liquida’ (...), ma come città ‘della vita e della bellezza’. (...) Si tratta di scegliere tra una città ‘liquida’, patria di una cultura che appare sempre più quella del relativo e dell’effimero, e una città che rinnova costantemente la sua bellezza attingendo dalle sorgenti benefiche dell’arte, del sapere, delle relazioni tra gli uomini e tra i popoli”.

“Veniamo alla seconda parola: ‘Salute’. “La ‘salute’ è una realtà onnicomprensiva, integrale: va dallo ‘stare bene’ che ci permette di vivere serenamente una giornata di studio e di lavoro, o di vacanza, fino alla ‘salus animae’, da cui dipende il nostro destino eterno. (...) Gesù ha rivelato che Dio ama la vita e vuole liberarla da ogni negazione, fino a quella radicale che è il male spirituale, il peccato, radice velenosa che inquina tutto. Per questo, Gesù stesso si può chiamare ‘Salute’ dell’uomo: ‘Salus nostra Dominus Jesus’. Gesù salva l’uomo (...); lo immerge in questa corrente pura e vivificante che scioglie l’uomo dalle sue ‘paralisi’ fisiche, psichiche e spirituali; lo guarisce dalla durezza di cuore, dalla chiusura egocentrica e gli fa gustare la possibilità di trovare veramente se stesso perdendosi per amore di Dio e del prossimo”.

“Infine, la terza parola: ‘Serenissima’, il nome della Repubblica Veneta. (...) ci parla di una civiltà della pace, fondata sul mutuo rispetto, sulla reciproca conoscenza, sulle relazioni di amicizia. Venezia ha una lunga storia e un ricco patrimonio umano, spirituale e artistico per essere capace anche oggi di offrire un prezioso contributo nell’aiutare gli uomini a credere in un futuro migliore e ad impegnarsi a costruirlo. Ma per questo non deve avere paura di un altro elemento emblematico, contenuto nello stemma di San Marco: il Vangelo. Il Vangelo è la più grande forza di trasformazione del mondo, ma non è un’utopia, né un’ideologia. Le prime generazioni cristiane lo chiamavano piuttosto la ‘via’, cioè il modo di vivere che Cristo ha praticato per primo e che ci invita a seguire”.

Nel prendere congedo il Papa ha salutato la Comunità ebraica di Venezia, i musulmani che vivono nella città ed infine ha detto: “Da questo luogo così significativo rivolgo il mio cordiale saluto a Venezia, alla Chiesa qui pellegrina e a tutte le Diocesi del Triveneto”.

Benedetto XVI ha successivamente benedetto la Cappella della Santissima Trinità recentemente restaurata e si è recato alla Biblioteca dello “Studium Generale Marcianum”, dove ha inaugurato i nuovi locali. Dalla sede del Seminario Patriarcale, in motovedetta, ha raggiunto l’aeroporto “Marco Polo” di Venezia Tessèra, dove è salito a bordo dell’aereo diretto a Roma. Dall’aeroporto di Ciampino ha raggiunto il Vaticano in elicottero, rientrando alle ore 21:00.
PV-ITALIA/ VIS 20110509 (540)

MESSAGGIO ASSEMBLEA NAZIONALE AZIONE CATTOLICA ITALIANA

CITTA' DEL VATICANO, 7 MAG. 2011 (VIS). Benedetto XVI ha fatto pervenire un Messaggio ai partecipanti alla XIV Assemblea Nazionale dell’Azione Cattolica Italiana, apertasi nel pomeriggio di ieri a Roma, sul tema: “Vivere la fede, amare la vita. L’impegno educativo dell’Azione Cattolica”.

Gli adolescenti e i giovani dell’Azione Cattolica, scrive il Papa, “hanno davanti a sé l’esempio di uomini e donne contenti della loro fede, che vogliono accompagnare le nuove generazioni con amore, con saggezza e con la preghiera, che intendono (...) affrontare i problemi più scottanti della vita quotidiana della famiglia: la difesa della vita, la sofferenza delle separazioni e dell’abbandono, la solidarietà nelle disgrazie, l’accoglienza dei poveri e dei senza patria. Vi seguono presbiteri assistenti che sanno bene che cosa significa educare alla santità. Nelle diocesi siete chiamati a collaborare con i vostri Vescovi, in maniera costante, fedele e diretta, alla vita e alla missione della Chiesa”.

“Nella linea tracciata dai Vescovi per le Chiese che sono in Italia” – scrive ancora il Santo Padre – “siete particolarmente chiamati a valorizzare la vostra vocazione educativa. (...) Per educare occorre (...) costruire con la collaborazione di tutti un progetto di vita cristiana fondato sul Vangelo e sul magistero della Chiesa, mettendo al centro una visione integrale della persona”.

“Le vostre associazioni siano palestre di santità” – esorta il Papa – “in cui ci si allena ad una dedizione piena alla causa del Regno di Dio, ad una impostazione di vita profondamente evangelica che vi caratterizza come laici credenti nei luoghi del vivere quotidiano. Questo esige intensa preghiera sia comunitaria che personale, ascolto continuato della Parola di Dio, assidua vita sacramentale”.

“La formazione all’impegno culturale e politico rappresenta dunque per voi un compito importante” – sottolinea il Pontefice – “che richiede un pensiero plasmato dal Vangelo, capace di argomentare idee e proposte valide per i laici. (...) L’Italia ha attraversato periodi storici difficili e ne è uscita rinvigorita anche per la dedizione incondizionata di laici cattolici, impegnati nella politica e nelle istituzioni. Oggi la vita pubblica del Paese richiede un’ulteriore generosa risposta da parte dei credenti, affinché mettano a disposizione di tutti le proprie capacità e le proprie forze spirituali, intellettuali e morali”.

“Vi chiedo infine di essere generosi, accoglienti, solidali, e soprattutto comunicatori della bellezza della fede. (...) L’Azione Cattolica può aiutare l’Italia a rispondere alla sua vocazione peculiare, collocata nel Mediterraneo, crocevia di culture, di aspirazioni, di tensioni che esigono una grande forza di comunione, di solidarietà e di generosità. L’Italia ha sempre offerto ai popoli vicini e lontani la ricchezza della sua cultura e della sua fede, della sua arte e del suo pensiero. Oggi voi laici cristiani siete chiamati ad offrire con convinzione la bellezza della vostra cultura e le ragioni della vostra fede, oltre che la solidarietà fraterna, affinché l’Europa sia all’altezza della presente sfida epocale”.
MESS/ VIS 20110509 (470)

UDIENZE

CITTA' DEL VATICANO, 9 MAG. 2011 (VIS). Il Santo Padre ha ricevuto questa mattina in udienza il Vescovo Jan Vokál, di Hradec Králové (Repubblica Ceca), con i Familiari.
AP/ VIS 20110509 (30)

ALTRI ATTI PONTIFICI

CITTA' DEL VATICANO, 9 MAG. 2011 (VIS). Il Santo Padre ha nominato il Padre David Maria A. Jaeger, O.F.M., Prelato Uditore del Tribunale della Rota Romana, attualmente Docente di Diritto Canonico presso la Pontificia Università “Antonianum” di Roma e Consultore della Congregazione per le Chiese Orientali, della Congregazione per il Clero e del Pontificio Consiglio per i Testi Legislativi.

Sabato 7 maggio il Santo Padre ha nominato il Monsignore Ciro Miniero, Vescovo della Diocesi di Vallo della Lucania (superficie: 1.562; popolazione: 161.000; cattolici: 157.000; sacerdoti: 106; religiosi: 106; diaconi permanenti: 9), Italia. Il Vescovo eletto è nato a Napoli nel 1958 ed è stato ordinato sacerdote nel 1982. Finora Decano del IX Decanato dell’Arcidiocesi di Napoli, succede al Vescovo Giuseppe Rocco Favale, del quale il Santo Padre ha accettato la rinuncia al governo pastorale della medesima Diocesi, presentata per raggiunti limiti d’età.
NER:RE/ VIS 20110509 (90)

venerdì 6 maggio 2011

CONCERTO SESTO ANNIVERSARIO PONTIFICATO

CITTA' DEL VATICANO, 6 MAG. 2011 (VIS). Nel pomeriggio di ieri, nell’Aula Paolo VI, il Papa ha assistito ad un concerto offerto in suo onore dal Presidente della Repubblica Italiana, Onorevole Giorgio Napolitano, in occasione del sesto anniversario di Pontificato.

L’Orchestra e il Coro del Teatro dell’Opera di Roma, diretti rispettivamente dal Maestro Jesús López Cobos e dal Maestro Roberto Gabbiani – hanno eseguito il “Credo RV 591” di Antonio Vivaldi e lo “Stabat Mater” di Gioacchino Rossini.

Al termine del concerto il Papa ha ringraziato il Presidente Napolitano con queste parole: “Anche quest’anno, con la consueta e squisita cortesia, il Presidente della Repubblica Italiana, Onorevole Giorgio Napolitano ha voluto farci vivere un momento di elevazione musicale per l’anniversario di inizio del mio Pontificato.”

Benedetto XVI ha rivolto anche “un particolare ringraziamento al Direttore, ai Solisti, all’Orchestra e al Coro del Teatro dell’Opera di Roma per la splendida esecuzione dei due capolavori di Antonio Vivaldi e di Gioacchino Rossigni, due sommi musicisti di cui l’Italia, che celebra i 150 anni dell’unificazione politica, deve essere fiera”.

“’Credo’, ‘Amen’: sono le due parole con cui inizia e si conclude il ‘Credo’, la ‘Professione di fede’ della Chiesa, che abbiamo ascoltato” – ha detto Benedetto XVI – “Che cosa vuol dire credo? È una parola che ha vari significati: indica accogliere qualcosa tra le proprie convinzioni, prestare fiducia a qualcuno, essere certo. Quando, però, la diciamo nel ‘Credo’, essa assume un significato più profondo: è affermare con fiducia il senso vero della realtà che ci sostiene, che sostiene il mondo; significa accogliere questo senso come il solido terreno su cui possiamo stare senza timore; è sapere che il fondamento di tutto, di noi stessi, non può essere fatto da noi, ma può essere solo ricevuto. E la fede cristiana non dice ‘Io credo in qualcosa’, bensì ‘Io credo in Qualcuno’, nel Dio che si è rivelato in Gesù, in Lui percepisco il vero senso del mondo; e questo credere coinvolge tutta la persona, che è in cammino verso di Lui”.

“La parola ‘Amen’” – ha proseguito il Pontefice – “poi, che in ebraico ha la stessa radice della parola ‘fede’, riprende lo stesso concetto: il fiducioso poggiare sulla base solida, Dio”.

“Il secondo capolavoro di questa sera, lo ‘Stabat Mater’, di Gioacchino Rossini è una grande meditazione sul mistero della morte di Gesù e sul dolore profondo di Maria (...). Quella di Rossini” – ha commentato il Papa – “è una religiosità che esprime una ricca gamma di sentimenti di fronte al mistero di Cristo, con una forte tensione emotiva”.

“Cari amici” – ha concluso Benedetto XVI – “spero che i brani di questa sera abbiano nutrito anche la nostra fede. Al Signor Presidente della Repubblica Italiana, ai solisti, ai complessi del Teatro dell’Opera di Roma, agli organizzatori e a tutti i presenti rinnovo la mia gratitudine e chiedo un ricordo nella preghiera per il mio ministero nella vigna del Signore”.
BXVI-CONCERTO/ VIS 20110506 (480)

GUARDIE SVIZZERE: FEDE COERENTE CONDOTTA VITA

CITTA' DEL VATICANO, 6 MAG. 2011 (VIS). Al termine della Santa Messa celebrata nella Basilica Vaticana dal Cardinale Tarcisio Bertone, S.D.B., Segretario di Stato, le 34 nuove reclute della Guardia Svizzera Pontificia, accompagnate dai genitori, sono state ricevute dal Santo Padre.

Nel rievocare il “famoso ‘Sacco di Roma’ che vide la guardie svizzere impegnate nella strenua difesa del Papa, fino a dare la vita per lui, il Santo Padre ha detto: “Il ricordo di quel saccheggio terreno deve far riflettere che esiste anche la minaccia di un saccheggio più pericoloso, quello che potremmo definire spirituale. Nell’odierno contesto sociale molti giovani rischiano, infatti, di cadere in un impoverimento progressivo dell’anima, poiché inseguono ideali e prospettive di vita superficiali, che colmano solo bisogni ed esigenze materiali”.

“Fate in modo” – ha esortato il Pontefice – “che la vostra permanenza a Roma costituisca un tempo propizio per sfruttare al meglio le molte possibilità che questa città vi offre per dare un senso sempre più solido e profondo alla vostra vita. Essa è ricca di storia, di cultura e di fede; cogliete pertanto le opportunità che vi vengono date per ampliare il vostro orizzonte culturale, linguistico e, soprattutto, spirituale. Il periodo che trascorrerete nella ‘Città eterna’ sarà un momento eccezionale nella vostra esistenza: vivetelo con spirito di sincera fratellanza, aiutandovi gli uni gli altri a condurre una vita esemplarmente cristiana, che corrisponda alla vostra fede e alla vostra peculiare missione nella Chiesa”.

“Questo incontro” – ha proseguito il Pontefice – “mi offre l’opportunità di manifestare alle nuove reclute la mia profonda gratitudine per la scelta di mettersi, per un periodo di tempo, a disposizione del Successore di Pietro e di contribuire così a garantire l’ordine necessario e la sicurezza all’interno della Città del Vaticano”.

“La vostra significativa presenza nel cuore della cristianità, dove folle di fedeli giungono senza sosta per incontrare il Successore di Pietro e per visitare le tombe degli Apostoli, susciti sempre più in ciascuno di voi il proposito di intensificare la dimensione spirituale della vita, come pure l’impegno ad approfondire la vostra fede cristiana, testimoniandola gioiosamente con una coerente condotta di vita”.
AC/ VIS 20110506 (350)

LITURGIA CHIESA VA AL DI LÀ STESSA "RIFORMA CONCILIARE"

CITTA' DEL VATICANO, 6 MAG. 2011 (VIS). Questa mattina il Santo Padre ha ricevuto i partecipanti al IX Congresso Internazionale di Liturgia promosso dal Pontificio Istituto Liturgico Sant’Anselmo, nel cinquantesimo anniversario di fondazione.

“Il Beato Giovanni XXIII” – ha ricordato il Papa – “raccogliendo le istanze del movimento liturgico che intendeva dare nuovo slancio e nuovo respiro alla preghiera della Chiesa, poco prima del Concilio Vaticano II e nel corso della sua celebrazione volle che la Facoltà dei Benedettini sull'Aventino costituisse un centro di studi e di ricerca per assicurare una solida base alla riforma liturgica conciliare”.

Nel riferirsi al titolo del Congresso: "Il Pontificio Istituto Liturgico tra memoria e profezia", il Papa ha affermato che “appartiene alla ‘memoria’ la vita stessa” dell’Istituto “che ha offerto il suo contributo alla Chiesa impegnata nella ricezione del Vaticano II, attraverso un cinquantennio di formazione liturgica accademica”.

“Con il termine ‘profezia’” – ha sottolineato il Pontefice – “lo sguardo si apre su nuovi orizzonti. La Liturgia della Chiesa va al di là della stessa ‘riforma conciliare’, il cui scopo, infatti, non era stato principalmente quello di cambiare i riti e i testi, quanto invece quello di rinnovare la mentalità e porre al centro della vita cristiana e della pastorale la celebrazione del Mistero Pasquale di Cristo. Purtroppo, forse, anche da noi Pastori ed esperti, la Liturgia è stata colta più come un oggetto da riformare che non come soggetto capace di rinnovare la vita cristiana, dal momento in cui ‘esiste un legame strettissimo e organico tra il rinnovamento della Liturgia e il rinnovamento di tutta la vita della Chiesa”.

“La Liturgia, (...) vive di un corretto e costante rapporto tra ‘sana traditio’ e ‘legitima progressio’, lucidamente esplicitato dalla Costituzione conciliare ‘Sacrosanctum Concilium’al n. 23. (...) Non poche volte si contrappone in modo maldestro tradizione e progresso. In realtà, i due concetti si integrano: la tradizione include essa stessa in qualche modo il progresso”.

“Cari amici” – ha concluso il Pontefice – “confido che questa Facoltà di Sacra Liturgia continui con rinnovato slancio il suo servizio alla Chiesa, nella piena fedeltà alla ricca e preziosa tradizione liturgica e alla riforma voluta dal Concilio Vaticano II, secondo le linee maestre della ‘Sacrosanctum Concilium’ e dei pronunciamenti del Magistero”.
AC/ VIS 20110506 (380)

UDIENZE

CITTA' DEL VATICANO, 6 MAG. 2011 (VIS). Il Santo Padre ha ricevuto questa mattina in udienza l’Arcivescovo Manuel Monteiro de Castro, Segretario della Congregazione per i Vescovi.
AP/ VIS 20110506 (30)

giovedì 5 maggio 2011

GRAZIE DEL PAPA CONTRIBUTO “PAPAL FOUNDATION”

CITTA' DEL VATICANO, 5 MAG. 2011 (VIS). Questa mattina, nella Sala Clementina, Benedetto XVI ha ricevuto i Membri della “Papal Foundation”, a Roma per la loro visita annuale.

“Il presente incontro” – ha detto il Papa – “mi offre la lieta opportunità di rinnovare i miei ringraziamenti per l’importante contributo che la Fondazione offre alla missione della Chiesa, promuovendo i progetti caritativi che stanno a cuore al Papa. Vi sono molto grato per il vostro interesse ai progetti volti allo sviluppo integrale dell’uomo, per il vostro incoraggiamento alle attività apostoliche di diocesi e congregazioni religiose nel mondo, per la vostra sollecitudine nell’educazione dei futuri responsabili della Chiesa e per il vostro sostegno alle attività della Santa Sede”.

“La ‘Papal Foundation’” – ha ricordato il Pontefice – “è sorta per dimostrare la solidarietà pratica con il Successore di Pietro nella sua sollecitudine per la Chiesa universale”.

“Che la vostra dedizione agli ideali della Fondazione” – ha concluso il Papa – “sia da voi considerata espressione privilegiata del vostro impegno cristiano nella Chiesa e nel mondo. In tal modo, testimonierete che la Chiesa è missionaria per sua propria natura”.
AC/ VIS 20110505 (190)

ISPIRAZIONE E VERITÀ INTERPRETAZIONE TESTI SACRI

CITTA' DEL VATICANO, 5 MAG. 2011 (VIS). Questa mattina è stato reso pubblico un Messaggio del Santo Padre indirizzato al Cardinale William Joseph Levada, Presidente della Pontificia Commissione Biblica ed ai Membri di detta Commissione, in occasione dell’Assemblea Plenaria, tenutasi sul tema: “Ispirazione e Verità della Bibbia”.

“Tale tematica” – sottolinea il Pontefice – “costituisce uno dei punti principali della mia Esortazione apostolica postsinodale ‘Verbum Domini’, che lo tratta nella parte iniziale”
“Un’interpretazione dei Sacri scritti” – scrive ancora il Papa – “che trascura o dimentica la loro ispirazione non tiene conto della loro più importante e preziosa caratteristica, della loro provenienza da Dio”.

“Nella stessa Esortazione apostolica” – scrive Benedetto XVI – “ricordavo inoltre che ‘i Padri sinodali hanno messo in evidenza come al tema dell'ispirazio¬ne sia connesso anche il tema della verità delle Scritture. Per questo, un approfondimento della dinamica dell'ispirazione porterà indubbiamente anche ad una maggior comprensione della verità contenuta nei libri sacri’”.

“Mediante la sua Parola, Dio vuole comunicarci tutta la verità su Se stesso e sul suo progetto di salvezza per l'umanità. L'impegno di scoprire sempre di più la verità dei Sacri libri equivale dunque a cercare di conoscere sempre meglio Dio e il mistero della sua volontà salvifica”.

“È (...) essenziale e fondamentale per la vita e la missione della Chiesa” – sottolinea il Pontefice – “che i testi sacri vengano interpretati secondo la loro natura: l'Ispirazione e la Verità sono caratteristiche costitutive di questa natura. Perciò il vostro impegno avrà una vera utilità per la vita e la missione della Chiesa”.

“In una buona ermeneutica” – conclude Benedetto XVI - “non è possibile applicare in modo meccanico il criterio dell’ispirazione, come pure della verità assoluta, estrapolando una singola frase o espressione. Il piano in cui è possibile percepire la Sacra Scrittura come Parola di Dio è quello dell’unità della storia di Dio, in una totalità in cui i singoli elementi si illuminano reciprocamente e si aprono alla comprensione”.
MESS/ VIS 20110505 (330)

DOMANI GIURAMENTO 34 RECLUTE GUARDIA SVIZZERA PONTIFICIA

CITTA' DEL VATICANO, 5 MAG. 2011 (VIS). Domani, venerdì 6 maggio, alle 17:00, nel Cortile di San Damaso del Palazzo Apostolico, trentaquattro nuove reclute arruolate negli ultimi dodici mesi presteranno giuramento come Alabardieri della Guardia Svizzera Pontificia, davanti ai membri della Curia Romana, alle rappresentanze delle legazioni diplomatiche presso la Santa Sede ed alle Autorità militari, civili e religiose della Svizzera.

Domani alle 7:30, il Cardinale Tarcisio Bertone, Segretario di Stato, celebrerà la Santa Messa all’Altare della Cattedra della Basilica Vaticana, alla quale assisteranno le nuove Guardie, con i familiari, parenti ed amici. Alle 9:00, nel Cortile d’Onore del Quartiere Svizzero, il Comandante del Corpo, Colonnello Daniel Rudolf Anrig deporrà una corona d'alloro davanti al monumento che commemora l’eroica morte di 147 soldati elvetici, caduti in difesa di Papa Clemente VII nel Sacco di Roma del 6 maggio 1527, perpetrato dalle truppe dell’Imperatore Carlo V. L’Arcivescovo Fernando Filoni, Sostituto per gli Affari Generali della Segreteria di Stato, conferirà le decorazioni e le onorificenze ad alcuni membri del Corpo.

Quest’anno l’invitato d’onore sarà una Delegazione del Governo Cantonale di Friburgo, con il suo Presidente, Signor Erwin Jutzet. La Confederazione Elvetica sarà rappresentata dall’Ambasciatore svizzero presso la Santa Sede, Signor François Kammer.
GSP/ VIS 10110505 (220)

COMUNICATO EX VESCOVO DI ANTIGONISH, CANADA

CITTA' DEL VATICANO, 5 MAG. 2011 (VIS). Nella serata di ieri, la Sala Stampa della Santa Sede ha reso pubblico un Comunicato relativo al caso dell’ex Vescovo di Antigonish (Nuova Scozia, Canada), Monsignor Raymond Lahey, che si è riconosciuto colpevole di possesso di materiale pedo-pornografico.

“La Chiesa cattolica condanna lo sfruttamento sessuale in tutte le sue forme, in particolare se perpetrato nei confronti di minori”.

“Benché il processo secondo l’ordinamento civile abbia fatto il suo corso, la Santa Sede continuerà a seguire le procedure canoniche previste per simili casi, che daranno luogo all’imposizione di appropriate misure disciplinari o penali”.

Dopo l’ammissione di colpevolezza da parte di Monsignor Lahey, la Conferenza dei Vescovi Cattolici del Canada ha diffuso una dichiarazione nella quale assicura che “continuerà ad adoperarsi per impedire tali comportamenti e portare la guarigione alle vittime e alle loro famiglie”.

“Nel riconoscere la confusione e la rabbia che tale caso ha suscitato fra i fedeli, ribadiamo la nostra sollecitudine pastorale nei confronti di coloro che hanno sperimentato grande sofferenza a causa di tali avvenimenti. In modo particolare i nostri pensieri e le nostre preghiere sono con i fedeli della Diocesi di Antigonish e di tutta le regione dell’Atlantico”.
OP/ VIS 20110505 (210)

UDIENZE

CITTA' DEL VATICANO, 5 MAG. 2011 (VIS). Il Santo Padre ha ricevuto questa mattina in udienze separate:

- Cinque Presuli della Conferenza dei Vescovi Cattolici dell’India in Visita “ad Limina Apostolorum”:

- L’Arcivescovo Dominic Jala, S.D.B., di Shillong.

- L’Arcivescovo Dominic Lumon, di Imphal ed Amministratore Apostolico di Kohima.

- L’Arcivescovo Thomas Menamparampil, S.D.B., di Guwahati.

- L’Arcivescovo Lucas Sirkar, S.D.B., di Calcutta, con il Coadiutore Arcivescovo Thomas D’Souza.

Nel pomeriggio il Santo Padre riceverà l’Onorevole Giorgio Napolitano, Presidente della Repubblica Italiana, in occasione del Concerto che il Presidente offre al Santo Padre per il sesto anniversario dell’elezione al Pontificato.
AL:AP/ VIS 20110505 (80)

mercoledì 4 maggio 2011

NUOVO CICLO DI CATECHESI SU PREGHIERA CRISTIANA

CITTA' DEL VATICANO, 4 MAG. 2011 (VIS). Il Santo Padre Benedetto XVI ha cominciato oggi un ciclo di catechesi dedicato al tema della preghiera cristiana.

Rivolgendosi ai pellegrini convenuti in Piazza San Pietro, il Papa ha spiegato che: Nelle prossime catechesi, accostando la Sacra Scrittura, la grande tradizione dei Padri della Chiesa, dei Maestri di spiritualità, della Liturgia, vogliamo imparare a vivere ancora più intensamente il nostro rapporto con il Signore, quasi una ‘Scuola di preghiera’”.

“Sappiamo bene, infatti” – ha detto il Papa – “che la preghiera non va data per scontata: occorre imparare a pregare, quasi acquisendo sempre di nuovo quest’arte; anche coloro che sono molto avanzati nella vita spirituale sentono sempre il bisogno di mettersi alla scuola di Gesù per apprendere a pregare con autenticità”.

In questa prima catechesi Benedetto XVI ha proposto “alcuni esempi di preghiera presenti nelle antiche culture, per rilevare come, praticamente sempre e dappertutto ci si sia rivolti a Dio. Nell’antico Egitto, ad esempio, un uomo cieco, chiedendo alla divinità di restituirgli la vista, attesta qualcosa di universalmente umano, qual è la pura e semplice preghiera di domanda da parte di chi si trova nella sofferenza”.

“In quegli eccelsi capolavori della letteratura di tutti i tempi che sono le tragedie greche, ancor oggi, dopo venticinque secoli, lette, meditate e rappresentate, sono contenute delle preghiere che esprimono il desiderio di conoscere Dio e di adorare la sua maestà”.

“In ogni preghiera, infatti” – ha ribadito il Pontefice – “si esprime sempre la verità della creatura umana, che da una parte sperimenta debolezza e indigenza, e perciò chiede aiuto al Cielo, e dall’altra è dotata di una straordinaria dignità, perché, preparandosi ad accogliere la Rivelazione divina, si scopre capace di entrare in comunione con Dio”.

“L’uomo di tutti i tempi prega perché non può fare a meno di chiedersi quale sia il senso della sua esistenza, che rimane oscuro e sconfortante, se non viene messo in rapporto con il mistero di Dio e del suo disegno sul mondo. La vita umana è un intreccio di bene e male, di sofferenza immeritata e di gioia e bellezza, che spontaneamente e irresistibilmente ci spinge a chiedere a Dio quella luce e quella forza interiori che ci soccorrano sulla terra e dischiudano una speranza che vada oltre i confini della morte”.

“All’inizio di questo nostro cammino nella Scuola della Preghiera vogliamo allora chiedere al Signore” – ha concluso Benedetto XVI – “che illumini la nostra mente e il nostro cuore perché il rapporto con Lui nella preghiera sia sempre più intenso, affettuoso, costante. Ancora una volta diciamoGli: ‘Signore, insegnaci a pregare’”.
AG/ VIS 20110504 (430)

DIFENDERE E PROMUOVERE DIRITTO LIBERTÀ RELIGIOSA

CITTA' DEL VATICANO, 4 MAG. 2011 (VIS). Questa mattina è stato reso pubblico un Messaggio del Santo Padre Benedetto XVI indirizzato alla Professoressa Mary Ann Glendon, Presidentessa della Pontificia Accademia delle Scienze Sociali ed ai Membri della medesima istituzione, in occasione della XVII sessione plenaria, tenutasi a Roma in questi giorni sul tema: “I diritti universali in un mondo di diversità: il caso della libertà religiosa”.

“La libertà di religione e di culto ha subito una negazione sistematica dai regimi atei del secolo scorso” – scrive il Santo Padre - “Ai nostri giorni questi diritti umani fondamentali sono nuovamente minacciati da atteggiamenti ed ideologie che ostacolano la libera espressione della religione. Di conseguenza è necessario reagire difendendo e promuovendo il diritto alla libertà religiosa e alla libertà di culto”.

“Poiché l’uomo gode della capacità di una scelta libera e personale nella verità, e poiché Dio si aspetta dall’uomo una risposta libera alla sua chiamata, il diritto alla libertà religiosa deve essere visto” – scrive Benedetto XVI – “come innato alla dignità fondamentale di ogni persona, e in connessione con l’innata apertura del cuore umano a Dio. Infatti l’autentica libertà di religione permette alla persona umana di raggiungere la sua realizzazione e di contribuire così al bene comune della società”.

“Ogni stato ha il diritto sovrano di promulgare la sua legislazione e di esprimere differenti atteggiamenti verso la religione nel diritto. Così vi sono alcuni stati che permettono una ampia libertà religiosa nella nostra comprensione del termine, mentre altri la limitano per svariate ragioni, fra le quali la diffidenza verso la religione stessa. La Santa Sede continua a richiedere il riconoscimento del diritto umano fondamentale della libertà religiosa da parte di tutti gli stati, e li esorta a rispettare, e se necessario a proteggere, le minoranze religiose che, sebbene legate da una diversa fede rispetto alla maggioranza che le circonda, aspirano a vivere pacificamente con i propri concittadini e a partecipare pienamente alla vita civile e politica della nazione, a beneficio di tutti”.

Alle dodici di questa mattina, presso la Sala Stampa della Santa Sede, la Professoressa Mary Ann Glendon, Presidentessa della Pontificia Accademia, ha ripreso i lavori della Plenaria di questi giorni, che ha esaminato quattro grandi temi: il primo: “La repressione statale e la persecuzione dei credenti”; il secondo: “Le restrizioni statali alla libertà religiosa delle minoranze”; il terzo: “La pressione sociale sulle minoranze religiose che possono o non possono essere sanzionate dallo stato, ma che tuttavia limita le libertà di tali minoranze” e il quarto: “La crescita del fondamentalismo secolare nei paesi occidentali, che considera i credenti una minaccia per la laicità e la democrazia”.
MESS/ VIS 20110504 (440)

ALTRI ATTI PONTIFICI

CITTA' DEL VATICANO, 4 MAG. 2011 (VIS). Il Santo Padre:

- Ha nominato l’Arcivescovo Janusz Bolonek, che è Nunzio Apostolico in Bulgaria, Nunzio Apostolico nella ex-Repubblica Jugoslava di Macedonia.

- Ha nominato il Cardinale Velasio De Paolis, il Cardinale Kurt Koch, l’Arcivescovo Zygmunt Zimowski, il Vescovo Ambrogio Spreafico e l’Arcivescovo Santos Abril y Castelló, Membri della Congregazione delle Cause dei Santi.

- Ha nominato l’Arcivescovo Joseph Augustine Di Noia, O.P., che è Segretario della Congregazione per il Culto Divino e la Disciplina dei Sacramenti, Consultore della Congregazione per la Dottrina della Fede.

- Ha nominato il Vescovo Dimas Lara Barbosa, Arcivescovo Metropolita di Campo Grande (superficie: 43.762; popolazione: 2.336.000; cattolici. 1.763.000; sacerdoti: 110; religiosi: 292; diaconi permanenti: 1), Brasile. L’Arcivescovo eletto, è nato a Boa Esperança (Brasile), è stato ordinato sacerdote nel 1988 ed ha ricevuto la consacrazione episcopale nel 2003. Finora Ausiliare di São Sebastião do Rio de Janeiro (Brasile), succede all’Arcivescovo Vitório Pavanello, S.D.B., del quale il Santo Padre ha accettato la rinuncia al governo pastorale della medesima Arcidiocesi, presentata per raggiunti limiti d’età.

- Ha nominato il Sacerdote Wilson Luís Angotti Filho, Vescovo Ausiliare dell’Arcidiocesi di Belo Horizonte (superficie: 7.240; popolazione: 4.767.000; cattolici: 3.411.312; sacerdoti: 645; religiosi; 2.007), Brasile. Il Vescovo eletto è nato nel 1958 a Taquaritinga (Brasile) ed ha ricevuto l’ordinazione sacerdotale nel 1982. È stato finora Assessore della Commissione per la Dottrina della Fede della Conferenza Nazionale dei Vescovi del Brasile a Brasilia.

- Ha nominato il Padre Júlio Endi Akamine, S.A.C., Vescovo Ausiliare dell’Arcidiocesi di São Paulo (superficie: 1.645; popolazione: 7.511.000; cattolici: 5.484.000; sacerdoti: 858; religiosi: 2.735; diaconi permanenti: 50), Brasile. Il Vescovo eletto, finora Superiore Provinciale della Provincia “São Paulo” della Società dell’Apostolato Cattolico (Pallottini), è nato nel 1962 a Garça (Brasile), ha emesso la professione religiosa nel 1980 ed ha ricevuto l’ordinazione sacerdotale nel 1988.

- Ha nominato il Padre José Aparecido Hergesse, C.R., Vescovo Ausiliare dell’Arcidiocesi di Vitória (superficie: 7.234; popolazione: 3.210.000; cattolici: 2.010.000; sacerdoti: 138; religiosi: 264), Brasile. Il Vescovo eletto è nato nel 1957 a Paranapanema (Brasile), ha emesso la Professione Religiosa nell’Ordine dei Chierici Regolari (Teatini) nel 1983 ed ha ricevuto l’ordinazione sacerdotale nel 1985. È stato finora Procuratore Generale dell’Ordine dei Chierici Regolari (Teatini) presso la Santa Sede.

- Ha nominato il Reverendo Edgar Aristizábal Quintero, Vescovo Ausiliare dell’Arcidiocesi di Medellín (superficie: 687; popolazione: 3.416.000; cattolici: 2.969.000; sacerdoti: 1.037; religiosi: 4.025; diaconi permanenti: 44), Colombia. Il Vescovo eletto è nato a Cartago (Colombia) nel 1965 ed ha ricevuto l’ordinazione sacerdotale nel 1990. È stato finora Direttore del Dipartimento per la Dottrina della Conferenza Episcopale Colombiana.

- Ha nominato il Reverendo Hugo Alberto Torres Marín, Vescovo Ausiliare dell’Arcidiocesi di Medellín (Colombia). Il Vescovo eletto è nato a Briceño (Colombia) nel 1960 ed ha ricevuto l’ordinazione sacerdotale nel 1987. È stato finora Rettore del Seminario Maggiore diocesano “Santo Tomas de Aquino”.
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