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Il Vatican Information Service (VIS), istituito nell'ambito della Sala Stampa della Santa Sede, è un bollettino telematico che diffonde notizie relative all'attività magistrale e pastorale del Santo Padre e della Curia Romana...

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mercoledì 27 aprile 2011

VENERDÌ SANTO: PASSIONE DEL SIGNORE E VIA CRUCIS COLOSSEO

CITTA' DEL VATICANO, 22 APR. 2011 (VIS). Alle ore 17:00 di oggi, Venerdì Santo, il Santo Padre Benedetto XVI ha presieduto, nella Basilica Vaticana, la celebrazione della Passione del Signore. Durante la Liturgia della Parola, è stato riascoltato il racconto della Passione secondo Giovanni; quindi il Predicatore della Casa Pontificia, Padre Raniero Cantalamessa, O.F.M. Cap., ha tenuto l’omelia. La Liturgia della Passione è proseguita con la Preghiera universale e l’adorazione della Santa Croce e si è conclusa con la Santa Comunione.

Alle 21:00 il Santo Padre ha presieduto al Colosseo la Via Crucis. I testi delle meditazioni e delle preghiere proposte quest’anno per le stazioni della Via Crucis sono stati composti da Suor Maria Rita Piccione, dell’Ordine di Sant’Agostino, del Monastero dei Santi Quattro Coronati in Roma.

Benedetto XVI ha seguito la cerimonia dal colle Palatino. La Croce è stata portata nelle diverse Stazioni dal Cardinale Agostino Vallini, Vicario del Papa per la Diocesi di Roma, da una famiglia romana con cinque figli, tre gemelli di sei anni e due gemelli di due anni, una famiglia dell’Etiopia, due Monache agostiniane, un frate francescano egiziano, una ragazza egiziana, un malato in sedia a rotelle accompagnato da un volontario dell’UNITALSI e due frati francescani della Custodia di Terra Santa.

Al termine della Via Crucis, il Santo Padre ha pronunciato le seguenti parole:

“Questa notte abbiamo rivissuto, nel profondo del nostro cuore, il dramma di Gesù, carico del dolore, del male, del peccato dell’uomo”.

“Guardiamo bene quell’uomo crocifisso tra la terra e il Cielo, contempliamolo con uno sguardo più profondo, e scopriremo che la Croce non è il segno della vittoria della morte, del peccato, del male ma è il segno luminoso dell’amore, anzi della vastità dell’amore di Dio, di ciò che non avremmo mai potuto chiedere, immaginare o sperare: Dio si è piegato su di noi, si è abbassato fino a giungere nell’angolo più buio della nostra vita per tenderci la mano e tirarci a sé, portarci fino a Lui. La Croce ci parla dell’amore supremo di Dio e ci invita a rinnovare, oggi, la nostra fede nella potenza di questo amore, a credere che in ogni situazione della nostra vita, della storia, del mondo, Dio è capace di vincere la morte, il peccato, il male, e di donarci una vita nuova, risorta. Nella morte in croce del Figlio di Dio, c’è il germe di una nuova speranza di vita, come il chicco che muore dentro la terra”.

“Fissiamo il nostro sguardo su Gesù Crocifisso e chiediamo nella preghiera: Illumina, Signore, il nostro cuore, perché possiamo seguirti sul cammino della Croce, fa’ morire in noi l’’uomo vecchio’, legato all’egoismo, al male, al peccato, rendici ‘uomini nuovi’, uomini e donne santi, trasformati e animati dal tuo amore”.
BXVI-SETTIMANA SANTA/ VIS 20110427 (460)

SABATO SANTO: RAGIONE CREATRICE PRINCIPIO DI TUTTE LE COSE

CITTA' DEL VATICANO, 23 APR. 2011 (VIS). Alle 21:00 il Santo Padre Benedetto XVI ha presieduto, nella Basilica Vaticana, la solenne Veglia nella Notte Santa di Pasqua. La Veglia ha avuto inizio nell’atrio della Basilica di San Pietro con la benedizione del fuoco e l’accensione del cero pasquale. Alla processione verso l’Altare con il cero pasquale e il canto dell’Exsultet, sono seguite la Liturgia della Parola, la Liturgia Battesimale e la Liturgia Eucaristica, concelebrata con i Cardinali. Nel corso della Liturgia Battesimale il Papa ha amministrato i Sacramenti dell’iniziazione cristiana a sei catecumeni provenienti da diversi Paesi.

“Due grandi segni” – ha detto il Papa nell’omelia – “caratterizzano la celebrazione liturgica della Veglia Pasquale. C’è innanzitutto il fuoco che diventa luce. (...) Il secondo segno è l’acqua. (...) Caratteristica del tutto essenziale della Veglia è anche il fatto che essa ci conduce ad un ampio incontro con la parola della Sacra Scrittura”.

“La Chiesa vuole condurci, attraverso una grande visione panoramica” – ha spiegato il Papa – “lungo la via della storia della salvezza, dalla creazione attraverso l’elezione e la liberazione di Israele fino alle testimonianze profetiche, con le quali tutta questa storia si dirige sempre più chiaramente verso Gesù Cristo”.

“Il cammino attraverso le vie della Sacra Scrittura comincia, nella Veglia Pasquale, con il racconto della creazione” – ha proseguito il Pontefice – “Con ciò la liturgia vuole dirci che anche il racconto della creazione è una profezia. Non è un’informazione sullo svolgimento esteriore del divenire del cosmo e dell’uomo. (...) Ora, ci si può chiedere: ma è veramente importante nella Veglia Pasquale parlare anche della creazione? (...) Omettere la creazione significherebbe fraintendere la stessa storia di Dio con gli uomini, sminuirla, non vedere più il suo vero ordine di grandezza”.

“La Chiesa non è una qualsiasi associazione che si occupa dei bisogni religiosi degli uomini, ma che ha, appunto, lo scopo limitato di tale associazione. No, essa porta l’uomo in contatto con Dio e quindi con il principio di ogni cosa. Per questo Dio ci riguarda come Creatore, e per questo abbiamo una responsabilità per la creazione”.

“Il racconto della creazione ci dice, dunque, che il mondo è un prodotto della Ragione creatrice. E con ciò esso ci dice che all’origine di tutte le cose non stava ciò che è senza ragione, senza libertà, bensì il principio di tutte le cose è la Ragione creatrice, è l’amore, è la libertà”.

“Se l’uomo fosse soltanto un tale prodotto casuale dell’evoluzione in qualche posto al margine dell’universo, allora la sua vita sarebbe priva di senso o addirittura un disturbo della natura. Invece no: la Ragione è all’inizio, la Ragione creatrice, divina”.

“Il Sabato è il settimo giorno della settimana” – ha proseguito il Pontefice – “Dopo sei giorni, in cui l’uomo partecipa, in un certo senso, al lavoro della creazione di Dio, il Sabato è il giorno del riposo. Ma nella Chiesa nascente è successo qualcosa di inaudito: al posto del Sabato, del settimo giorno, subentra il primo giorno. Come giorno dell’assemblea liturgica, esso è il giorno dell’incontro con Dio mediante Gesù Cristo, il quale nel primo giorno, la Domenica, ha incontrato i suoi come Risorto dopo che essi avevano trovato vuoto il sepolcro”.

“Questo incontro avviene sempre nuovamente nella celebrazione dell’Eucaristia, in cui il Signore entra di nuovo in mezzo ai suoi e si dona a loro, si lascia, per così dire, toccare da loro, si mette a tavola con loro. Questo cambiamento è un fatto straordinario, se si considera che il Sabato, il settimo giorno come giorno dell’incontro con Dio, è profondamente radicato nell’Antico Testamento”.

“Il primo giorno” – ha detto ancora il Papa – “secondo il racconto della Genesi, è il giorno in cui prende inizio la creazione. Ora esso era diventato in un modo nuovo il giorno della creazione, era diventato il giorno della nuova creazione. Noi celebriamo il primo giorno. Con ciò celebriamo Dio, il Creatore, e la sua creazione. Sì, credo in Dio, Creatore del cielo e della terra. E celebriamo il Dio che si è fatto uomo, ha patito, è morto ed è stato sepolto ed è risorto”.

“Celebriamo la vittoria definitiva del Creatore e della sua creazione” – ha concluso il Pontefice – “Celebriamo questo giorno come origine e, al tempo stesso, come meta della nostra vita. Lo celebriamo perché ora, grazie al Risorto, vale in modo definitivo che la ragione è più forte dell’irrazionalità, la verità più forte della menzogna, l’amore più forte della morte. Celebriamo il primo giorno, perché sappiamo che la linea oscura che attraversa la creazione non rimane per sempre”.
BXVI-SETTIMANA SANTA/ VIS 20110427 (770)

PASQUA: RISURREZIONE DÀ FORZA AD OGNI SPERANZA UMANA

CITTA' DEL VATICANO, 24 APR. 2011 (VIS). Questa mattina, Benedetto XVI ha celebrato la Santa Messa della Pasqua di Risurrezione del Signore in Piazza San Pietro. Alle 12:00 dalla loggia centrale della Basilica Vaticana, il Papa ha rivolto ai fedeli presenti in Piazza San Pietro ed a quanti lo avevano ascoltato attraverso la radio e la televisione il Messaggio del quale riportiamo ampi estratti:

“Cristo è risorto! L’eco di questo avvenimento, partita da Gerusalemme venti secoli fa, continua a risuonare nella Chiesa, che porta viva nel cuore la fede vibrante di Maria, la Madre di Gesù, la fede di Maddalena e delle altre donne, che per prime videro il sepolcro vuoto, la fede di Pietro e degli altri Apostoli”.

“Come i raggi del sole, a primavera, fanno spuntare e schiudere le gemme sui rami degli alberi, così l’irradiazione che promana dalla Risurrezione di Cristo dà forza e significato ad ogni speranza umana, ad ogni attesa, desiderio, progetto. Per questo il cosmo intero oggi gioisce, coinvolto nella primavera dell’umanità, che si fa interprete del muto inno di lode del creato. L’alleluia pasquale, che risuona nella Chiesa pellegrina nel mondo, esprime l’esultanza silenziosa dell’universo, e soprattutto l’anelito di ogni anima umana sinceramente aperta a Dio, anzi, riconoscente per la sua infinita bontà, bellezza e verità”.
Giustifica
"’Nella tua risurrezione, o Cristo, gioiscano i cieli e la terra’. A questo invito alla lode, che si leva oggi dal cuore della Chiesa, i ‘cieli’ rispondono pienamente (...) In Cielo tutto è pace e letizia. Ma non è così, purtroppo, sulla terra! Qui, in questo nostro mondo, l’alleluia pasquale contrasta ancora con i lamenti e le grida che provengono da tante situazioni dolorose: miseria, fame, malattie, guerre, violenze. Eppure, proprio per questo Cristo è morto ed è risorto! È morto anche a causa dei nostri peccati di oggi, ed è risorto anche per la redenzione della nostra storia di oggi. Perciò, questo mio messaggio vuole raggiungere tutti e, come annuncio profetico, soprattutto i popoli e le comunità che stanno soffrendo un’ora di passione, perché Cristo Risorto apra loro la via della libertà, della giustizia e della pace”.

“Possa gioire la Terra che, per prima, è stata inondata dalla luce del Risorto. Il fulgore di Cristo raggiunga anche i Popoli del Medio Oriente, affinché la luce della pace e della dignità umana vinca le tenebre della divisione, dell’odio e delle violenze. In Libia la diplomazia ed il dialogo prendano il posto delle armi e si favorisca, nell’attuale situazione conflittuale, l’accesso dei soccorsi umanitari a quanti soffrono le conseguenze dello scontro. Nei Paesi dell’Africa settentrionale e del Medio Oriente, tutti i cittadini - ed in particolare i giovani - si adoperino per promuovere il bene comune e per costruire società, dove la povertà sia sconfitta ed ogni scelta politica risulti ispirata dal rispetto per la persona umana”.

“Ai tanti profughi e ai rifugiati, che provengono da vari Paesi africani e sono stati costretti a lasciare gli affetti più cari arrivi la solidarietà di tutti; gli uomini di buona volontà siano illuminati ad aprire il cuore all’accoglienza, affinché in modo solidale e concertato si possa venire incontro alle necessità impellenti di tanti fratelli; a quanti si prodigano in generosi sforzi e offrono esemplari testimonianze in questa direzione giunga il nostro conforto e apprezzamento”.

“Possa ricomporsi la civile convivenza tra le popolazioni della Costa d’Avorio, dove è urgente intraprendere un cammino di riconciliazione e di perdono per curare le profonde ferite provocate dalle recenti violenze. Possano trovare consolazione e speranza la terra del Giappone, mentre affronta le drammatiche conseguenze del recente terremoto, e i Paesi che nei mesi scorsi sono stati provati da calamità naturali che hanno seminato dolore e angoscia”.

“Gioiscano i cieli e la terra per la testimonianza di quanti soffrono contraddizioni, o addirittura persecuzioni per la propria fede nel Signore Gesù. L’annuncio della sua vittoriosa risurrezione infonda in loro coraggio e fiducia”.

Al termine del Messaggio e prima della Benedizione Urbi et Orbi, il Papa ha rivolto gli auguri di Buona Pasqua in 65 lingue.
BXVI-SETTIMANA SANTA/ VIS 20110427 (680)

REGINA COELI: ESSERE TESTIMONI DEL SIGNORE RISORTO

CITTA' DEL VATICANO, 25 APR. 2011 (VIS). Benedetto XVI, che nel pomeriggio di ieri ha raggiunto la residenza pontificia di Castel Gandolfo, alle 12:00 di questa mattina si è affacciato al balcone centrale del Palazzo Apostolico ed ha guidato la recita del Regina Coeli con i fedeli presenti. La preghiera è stata trasmessa in collegamento audio-video con Piazza San Pietro.

“La Risurrezione del Signore segna il rinnovamento della nostra condizione umana. Cristo ha sconfitto la morte, causata dal nostro peccato, e ci riporta alla vita immortale. Da tale evento promana l’intera vita della Chiesa e l’esistenza stessa dei cristiani. Lo leggiamo proprio oggi, Lunedì dell’Angelo, nel primo discorso missionario della Chiesa nascente: ‘Questo Gesù – proclama l’Apostolo Pietro – Dio lo ha risuscitato e noi tutti ne siamo testimoni’”.

“In che modo possiamo incontrare il Signore e diventare sempre più suoi autentici testimoni? San Massimo di Torino afferma: ‘Chiunque vuole raggiungere il Salvatore, per prima cosa lo deve porre con la propria fede alla destra della divinità e collocarlo con la persuasione del cuore nei cieli’, deve cioè imparare a rivolgere costantemente lo sguardo della mente e del cuore verso l’altezza di Dio, dove è il Cristo risorto. Nella preghiera, nell’adorazione, dunque, Dio incontra l’uomo. (...) Solo se sappiamo rivolgerci a Dio, pregarLo, noi possiamo scoprire il significato più profondo della nostra vita, e il cammino quotidiano viene illuminato dalla luce del Risorto”.

“Cari amici, la Chiesa, in Oriente e in Occidente, oggi festeggia san Marco evangelista” – ha ricordato infine Benedetto XVI – “sapiente annunciatore del Verbo e scrittore delle dottrine di Cristo – come in antico veniva definito. Egli è anche il Patrono della città di Venezia, dove, a Dio piacendo, mi recherò in visita pastorale il 7 e 8 maggio prossimo”.

Dopo la recita del Regina Coeli il Papa ha salutato i rappresentanti dell’Associazione ‘Meter’, promotrice della Giornata nazionale per i bambini vittime della violenza, dello sfruttamento e dell’indifferenza, ed ha detto: “Li incoraggio a proseguire la loro opera di prevenzione e di sensibilizzazione delle coscienze al fianco delle varie agenzie educative: penso in particolare alle parrocchie, agli oratori e alle altre realtà ecclesiali che si dedicano con generosità alla formazione delle nuove generazioni”.
ANG/ VIS 20110427 (370)

RELIQUIA DEL BEATO GIOVANNI PAOLO II

CITTA' DEL VATICANO, 26 APR. 2011 (VIS). Di seguito riportiamo i Comunicato della Sala Stampa della Santa Sede a proposito della reliquia del Beato Giovanni Paolo II che sarà esposta nella cerimonia di Beatificazione, il 1° maggio prossimo.

“La reliquia che verrà esposta alla venerazione dei fedeli in occasione della Beatificazione del Papa Giovanni Paolo II è una piccola ampolla di sangue, inserita nel prezioso reliquiario fatto preparare appositamente dall’Ufficio delle Celebrazioni Liturgiche del Sommo Pontefice. È opportuno spiegare brevemente, ma con precisione, l’origine di tale reliquia”.

“Negli ultimi giorni della malattia del Santo Padre, il personale medico addetto compì prelievi di sangue, da mettere a disposizione del Centro Emotrasfusionale dell’Ospedale Bambino Gesù in vista di un’eventuale trasfusione. Tale Centro, diretto dal professor Isacchi, era infatti incaricato di questo servizio medico per il Papa”.

“Tuttavia non ebbe poi luogo alcuna trasfusione, e il sangue prelevato rimase conservato in quattro piccoli contenitori. Due di questi sono rimasti a disposizione del Segretario particolare del Papa Giovanni Paolo II, il Cardinale Dziwisz; gli altri due sono rimasti presso l’Ospedale Bambino Gesù, devotamente custoditi dalle Suore dell’Ospedale. In occasione della Beatificazione questi due contenitori sono stati collocati in due reliquiari”.

“Il primo verrà presentato alla venerazione dei fedeli in occasione della cerimonia di Beatificazione del 1° maggio, e poi sarà conservato nel ‘Sacrario’ a cura dell’Ufficio delle Celebrazioni Liturgiche del Sommo Pontefice, insieme ad altre importanti reliquie. Il secondo verrà riconsegnato all’Ospedale Bambino Gesù, le cui suore avevano già fedelmente custodito la preziosa reliquia negli anni trascorsi”.

“Il sangue si trova allo stato liquido, circostanza che si spiega per la presenza di una sostanza anticoagulante che era presente nelle provette al momento del prelievo”.
OP/ VIS 20110427 (290)

CRISTIANI: TESTIMONI DEL CAMMINO NUOVO DI PASQUA

CITTA' DEL VATICANO, 27 APR. 2011 (VIS). Il Papa ha raggiunto questa mattina il Vaticano proveniente da Castel Gandolfo, per l’Udienza Generale tenutasi in Piazza San Pietro con la partecipazione di 20.000 persone.

“Cristo risorto dai morti è il fondamento della nostra fede.” – ha affermato il Santo Padre – “Dalla Pasqua si irradia, (...) tutta la liturgia della Chiesa, traendo da essa contenuto e significato. (...) La risurrezione di Cristo è l’approdo verso una vita non più sottomessa alla caducità del tempo, una vita immersa nell’eternità di Dio. Nella risurrezione di Gesù inizia una nuova condizione dell’essere uomini, che illumina e trasforma il nostro cammino di ogni giorno e apre un futuro qualitativamente diverso e nuovo per l’intera umanità”.

Nella “Lettera ai Colossesi” San Paolo dice: “‘Se siete risorti con Cristo, cercate le cose di lassù, dove è Cristo seduto alla destra di Dio, rivolgete il pensiero alle cose di lassù, non a quelle della terra’”. Però l’Apostolo, ha sottolineato Benedetto XVI “è ben lontano dall'invitare i cristiani, ciascuno di noi, ad evadere dal mondo nel quale Dio ci ha posti. È vero che noi siamo cittadini di un'altra ‘città’, dove si trova la nostra vera patria, ma il cammino verso questa meta dobbiamo percorrerlo quotidianamente su questa terra. Partecipando fin d'ora alla vita del Cristo risorto dobbiamo vivere da uomini nuovi in questo mondo, nel cuore della città terrena”.

“E questa è la via non solo per trasformare noi stessi, ma per trasformare il mondo, per dare alla città terrena un volto nuovo che favorisca lo sviluppo dell'uomo e della società secondo la logica della solidarietà, della bontà, nel profondo rispetto della dignità propria di ciascuno. (...) La Pasqua, quindi, porta la novità di un passaggio profondo e totale da una vita soggetta alla schiavitù del peccato ad una vita di libertà, animata dall’amore, forza che abbatte ogni barriera e costruisce una nuova armonia nel proprio cuore e nel rapporto con gli altri e con le cose”.

“Ogni cristiano, così come ogni comunità, se vive l’esperienza di questo passaggio di Risurrezione, non può non essere fermento nuovo nel mondo, donandosi senza riserve per le cause più urgenti e più giuste, come dimostrano le testimonianze dei Santi in ogni epoca e in ogni luogo. Sono tante anche le attese del nostro tempo: noi cristiani, credendo fermamente che la risurrezione di Cristo ha rinnovato l’uomo senza toglierlo dal mondo in cui costruisce la sua storia, dobbiamo essere i testimoni luminosi di questa vita nuova che la Pasqua ha portato”.

“La Pasqua è dunque” – ha concluso il Pontefice – “dono da accogliere sempre più profondamente nella fede, per poter operare in ogni situazione, con la grazia di Cristo, secondo la logica di Dio, la logica dell’amore”.
AG/ VIS 20110427 (450)

ALTRI ATTI PONTIFICI

CITTA' DEL VATICANO, 27 APR. 2011 (VIS). Il Santo Padre:

- Ha nominato il Vescovo Dario Campos, O.F.M., finora Vescovo di Leopoldina (Brasile), Vescovo di Cachoeiro de Itapemirim (superficie: 10.073; popolazione: 661.000; cattolici: 395.000; sacerdoti: 71; religiosi: 73; diaconi permanenti: 41), Brasile.

- Ha nominato il Vescovo Felipe de Jesús Estévez, Vescovo di Saint Augustine (superficie: 28.575; popolazione: 1.966.314; cattolici: 171.000; sacerdoti: 136; religiosi: 118; diaconi permanenti: 62), Stati Uniti d’America. Finora Ausiliare dell’Arcidiocesi di Miami (Stati Uniti d’America), succede al Vescovo Victor B. Galeone del quale il Santo Padre ha accettato la rinuncia al governo pastorale della medesima Diocesi, presentata per raggiunti limiti d’età.

Martedì 26 aprile il Santo Padre ha nominato il Monsignore Charles C. Thompson, Vescovo di Evansville (superficie: 12.971; popolazione: 501.000; cattolici: 87.800; sacerdoti: 75; religiosi: 255; diaconi permanenti: 52), Stati Uniti d’America. Il Vescovo eletto è nato a Louisville (Stati Uniti d’America) nel 1961 ed è stato ordinato sacerdote nel 1987. Finora Vicario Generale e Parroco della “Holy Trinity Parish” a Louisville (Stati Uniti d’America), succede al Vescovo Gerald Andrew Gettelfinger, del quale il Santo Padre ha accettato la rinuncia al governo pastorale della medesima Diocesi, presentata per raggiunti limiti d’età.

Giovedì 21 aprile il Santo Padre ha nominato il Vescovo Mosè Marcia, Vescovo di Nuoro (superficie: 2.806; popolazione: 124.708; cattolici: 122.447; sacerdoti: 94; religiosi: 125; diaconi permanenti: 8), Italia. Finora Ausiliare dell’Arcidiocesi di Cagliari (Italia), succede al Vescovo Pietro Meloni, del quale il Santo Padre ha accettato la rinuncia al governo pastorale della medesima Diocesi, presentata per raggiunti limiti d’età.
NER:RE/ VIS 20110427 (260)

mercoledì 20 aprile 2011

TELEGRAMMA DI CORDOGLIO MORTE CARDINALE SALDARINI

CITTA' DEL VATICANO, 19 APR. 2011 (VIS). Il Papa ha fatto pervenire all'Arcivescovo Cesare Nosiglia, di Torino (Italia), un telegramma di cordoglio per la morte, avvenuta ieri all'età di 86 anni, del Cardinale Giovanni Saldarini, Arcivescovo emerito della medesima sede.

  "Appresa con tristezza la notizia della morte del Cardinale Giovanni Saldarini dopo lunga infermità vissuta con fiducioso abbandono al Signore, desidero esprimere a Vostra Eccellenza e all'intera comunità diocesana, come pure ai familiari del compianto porporato, la mia profonda partecipazione al loro dolore pensando con affetto a questo caro fratello che ha servito generosamente il Vangelo e la Chiesa. Ricordando con gratitudine l'intensa opera pastorale profusa dapprima quale zelante presbitero e Vescovo Ausiliare di Milano, poi come sollecito e amabile Arcivescovo di codesta Arcidiocesi di Torino, elevo fervide preghiere al Signore perché lo accolga nella sua pace e, di cuore, imparto a quanti ne piangono la scomparsa, la confortatrice Benedizione Apostolica con un pensiero speciale per coloro che lo hanno amorevolmente assistito in questi ultimi anni di malattia".
TGR/                                       VIS 20110420 (180)

POSSESSI CARDINALIZI

CITTA' DEL VATICANO, 19 APR. 2011 (VIS). L'Ufficio delle Celebrazioni Liturgiche del Sommo Pontefice ha dato comunicazione oggi, delle Prese di Possesso che avranno luogo nei prossimi giorni:

- Venerdì 29 aprile 2011, alle ore 18:00, il Cardinale Kazimierz Nycz, Arcivescovo di Warszawa, prenderà possesso del Titolo dei Santi Silvestro e Martino ai Monti, Via del Monte Oppio, 28.

- Venerdì 29 aprile 2011, alle ore 19:00, il Cardinale José Manuel Estepa Llaurens, Arcivescovo Ordinario Militare emerito, prenderà possesso del Titolo di San Gabriele Arcangelo all'Acqua Traversa, Viale Cortina d'Ampezzo, 144.
OCL/                                               VIS 20110420 (100)

TRIDUO PASQUALE: ACCOGLIERE NOSTRA VITA VOLONTÀ DI DIO

CITTA' DEL VATICANO, 20 APR. 2011 (VIS). Tema dell'Udienza Generale di questo mercoledì, tenutasi in Piazza San Pietro, è stato il Triduo Pasquale "i tre giorni santi in cui la Chiesa fa memoria del mistero della passione, morte e risurrezione di Gesù".

  "Il Giovedì Santo" - ha spiegato Benedetto XVI - "è il giorno in cui si fa memoria dell'istituzione dell'Eucaristia e del Sacerdozio ministeriale. In mattinata, ciascuna comunità diocesana, radunata nella Chiesa Cattedrale attorno al Vescovo, celebra la Messa crismale, nella quale vengono benedetti il sacro Crisma, l'Olio dei catecumeni e l'Olio degli infermi. (...) Durante la Messa crismale avviene anche il rinnovo delle promesse sacerdotali".

  "Nel pomeriggio del Giovedì Santo inizia effettivamente il Triduo pasquale, con la memoria dell'Ultima Cena, nella quale Gesù istituì il Memoriale della sua Pasqua, dando compimento al rito pasquale ebraico. (...) Gli Apostoli vengono costituiti ministri di questo Sacramento di salvezza; ad essi Gesù lava i piedi, invitandoli ad amarsi gli uni gli altri come Lui li ha amati, dando la vita per loro. Ripetendo questo gesto nella Liturgia, anche noi siamo chiamati a testimoniare fattivamente l'amore del nostro Redentore".

  "Il Giovedì Santo" - ha ricordato il Pontefice - "si chiude con l'Adorazione eucaristica, nel ricordo dell'agonia del Signore nell'orto del Getsemani. (...) Nella consapevolezza della sua imminente morte in croce, Egli prova un forte sgomento e si interroga circa i disegni che il Padre gli prospetta".

  Nel ricordare il sonno in cui cadono gli Apostoli che accompagnano Gesù al Giardino degli Ulivi, il Papa ha affermato: "È l'insensibilità nei confronti di Dio, che ci rende insensibili al male". Con la sua morte il Signore "sente tutta la sofferenza dell'umanità" (il calice della passione). La sua volontà è subordinata alla volontà del Padre e trasforma questa volontà naturale in un sì alla volontà di Dio.

  Fare la volontà di Dio, ha aggiunto il Papa "non è una schiavitù, ma è un'entrare nella verità, nell'amore e nel bene. È rivolgere la nostra volontà a Dio". Il dramma del Getsemani si esprime nel fatto che "Gesù, con la sua tristezza, prende su di sé il dramma umano, le nostre sofferenze, la nostra povertà e la trasforma nella volontà di Dio, aprendo così la porta del cielo".

  "Il Venerdì Santo" - ha proseguito il Santo Padre - "faremo memoria della passione e della morte del Signore; adoreremo Cristo Crocifisso, parteciperemo alle sue sofferenze con la penitenza e il digiuno".

  "Infine, nella notte del Sabato Santo, celebreremo la solenne Veglia Pasquale, nella quale ci è annunciata la risurrezione di Cristo, la sua vittoria definitiva sulla morte che ci interpella ad essere in Lui uomini nuovi".

  "Il criterio che ha guidato ogni scelta di Gesù durante tutta la sua vita" - ha sottolineato il Pontefice - "è stata la sua ferma volontà di amare il Padre e di essergli fedele (...) Nel rivivere il santo Triduo" - ha concluso Benedetto XVI - "disponiamoci ad accogliere anche noi nella nostra vita la volontà di Dio, consapevoli che in essa si trova il nostro vero bene, la via della vita. La Vergine Madre ci guidi in questo itinerario, e ci ottenga dal suo Figlio divino la grazia di poter spendere la nostra vita per amore di Gesù, nel servizio dei fratelli".

  Al termine dell'Udienza il Papa si è rivolto ai vari gruppi presenti all'Udienza di oggi, in particolare ai 3.000 studenti che partecipano all'incontro internazionale dell'UNIV, promosso dalla Prelatura dell'Opus Dei ed ha detto: "Cari amici auguro che queste giornate romane siano per tutti voi occasione di riscoperta della persona del Cristo e di forte esperienza ecclesiale perché possiate tornare a casa animati dal desiderio di testimoniare la misericordia del Padre celeste. Così attraverso la vostra vita si realizzerà quanto auspicava San Josemaría Escrivá: 'Il tuo contegno e la tua conversazione siano tali, che tutti nel vederti o nel sentirti parlare, possano dire: ecco uno che legge la vita di Gesù Cristo'".
AG/                                       VIS 20110420 (650)

ALTRI ATTI PONTIFICI

CITTA' DEL VATICANO, 20 APR. 2011 (VIS). Il Santo Padre:

- Ha nominato il Vescovo Faustino Armendáriz Jiménez, Vescovo di Querétaro (superficie: 15.326; popolazione: 1.856.000; cattolici: 1.809.000; sacerdoti: 338; religiosi: 1.071), Messico. Finora Vescovo di Matamoros (Messico), succede al Vescovo Mario de Gasperín Gasperín, del quale il Santo Padre ha accettato la rinuncia al governo pastorale della medesima Diocesi, presentata per raggiunti limiti d'età.

- Ha nominato il Vescovo Fernando Natalio Chomalí Garib, Arcivescovo Metropolita di Concepción (superficie: 11.330; popolazione: 1.248.993; cattolici: 645.978; sacerdoti: 121; religiosi: 254; diaconi permanenti: 35), Cile. L'Arcivescovo eletto, finora Ausiliare dell'Arcidiocesi di Santiago de Chile (Cile), è nato a Santiago del Chile (Cile), nel 1957, ha ricevuto l'ordinazione sacerdotale nel 1991 e la consacrazione episcopale nel 2006.

- Ha nominato il Vescovo Mylo Hubert Claudio Vergara, Vescovo di Pasig (superficie: 78; popolazione: 1.517.000; cattolici: 1.143.000; sacerdoti: 29; religiosi: 8); Filippine. È stato finora Vescovo di San Jose in Nueva Ecija (Filippine).

- Ha nominato il Reverendo Peter Andrei Comensoli, Vescovo Ausiliare dell'Arcidiocesi di Sydney (superficie: 1.264; popolazione: 2.366.000; cattolici: 634.000; sacerdoti: 478; religiosi: 1.583; diaconi permanenti: 5), Australia. Il Vescovo eletto è nato nel 1964 a Bulli (Australia) ed è stato ordinato sacerdote nel 1992. È stato finora Professore nel "Catholic Institute Sydney".

  Martedì 19 aprile il Santo Padre ha nominato il Vescovo George Stack, Arcivescovo Metropolita di Cardiff (superficie: 3.064; popolazione: 1.510.000; cattolici: 144.960; sacerdoti. 94; religiosi: 157; diaconi permanenti: 16), Gran Bretagna. L'Arcivescovo eletto, finora Ausiliare di Westminster (Gran Bretagna),  è nato a Cork (Irlanda), nel 1946, è stato ordinato sacerdote nel 1972 ed ha ricevuto la consacrazione episcopale nel 2001.

NER:RE:NEA/                               VIS 20110420 (270)

lunedì 18 aprile 2011

LETTERE CREDENZIALI AMBASCIATRICE SPAGNA

CITTA' DEL VATICANO, 16 APR. 2011 (VIS). Benedetto XVI che oggi festeggia il suo 84° compleanno, ha ricevuto questa mattina in udienza la Signora María Jesús Figa López-Palop, prima signora Ambasciatrice di Spagna presso la Santa Sede, in occasione della presentazione delle Lettere Credenziali.

All’inizio del suo discorso il Papa ha ricordato la visita, nel novembre scorso, a Santiago de Compostela e a Barcelona, dove - ha detto - “ho riscontrato molte dimostrazioni della vivacità della fede cattolica di queste terre, che hanno dato i natali a tanti santi e dove numerose sono le cattedrali, centri di cultura, ispirate dalla feconda tradizione e fedeltà dei suoi abitanti alle proprie credenze religiose. Ciò comporta anche la responsabilità di relazioni diplomatiche fra Spagna e Santa Sede che procurano di promuovere sempre, con rispetto e collaborazione reciproca, nella legittima autonomia dei rispettivi ambiti, tutto ciò che suscita il bene delle persone e lo sviluppo autentico dei diritti e delle libertà, che comprendono l’espressione della fede e della coscienza, nella sfera pubblica e privata”.

“La Chiesa, nell’esercizio della sua missione” – ha sottolineato il Santo Padre – “cerca il bene integrale di ogni popolo e dei suoi cittadini, operando nell’ambito delle sue competenze e nel pieno rispetto dell’autonomia delle autorità civili, che apprezza, chiedendo a Dio che esse esercitino con generosità, onestà, successo e giustizia il servizio alla società. In questo ambito, nel quale confluiscono la missione della Chiesa e la funzione dello Stato, sono stati conclusi accordi bilaterali fra Spagna e Santa Sede”.

Riferendosi successivamente alla difficile situazione economica mondiale, con la conseguente disoccupazione “che provoca scoraggiamento e frustrazione specialmente nei giovani e nelle famiglie più svantaggiate”, il Papa ha assicurato la sua preghiera affinché Dio “illumini quanti hanno responsabilità pubbliche perché ricerchino con coraggio la via di un utile recupero di tutta la società”. In proposito il Papa ha sottolineato “la benemerita realizzazione delle istituzioni cattoliche per soccorrere prontamente i più bisognosi”.

“La Chiesa” – ha proseguito il Pontefice – “offre quanto le è connaturale e di beneficio alle persone e alle nazioni: offre Cristo, speranza che incoraggia e fortifica, quale antidoto alla delusione di altre proposte fugaci e di un cuore povero di valori, indurito fino al punto di non saper percepire l’autentico significato della vita e il perché delle cose. Questa speranza dà vita alla fiducia e alla collaborazione, cambiando il presente oscuro in forza d’animo per affrontare con speranza il futuro della persona, della famiglia e della società”.

Benedetto XVI ha lamentato che “invece di vivere e organizzare la società in modo da favorire l’apertura alla trascendenza, non mancano forme, di frequente sofisticate, di ostilità contro la fede. (...) In certi ambienti si tende a considerare la religione come un fattore socialmente insignificante, e anche fastidioso. Tutto ciò non giustifica l’emarginazione della fede, a volte con la denigrazione, la canzonatura, la discriminazione e l’indifferenza davanti ad episodi di chiara profanazione, nella violazione del diritto fondamentale della libertà religiosa inerente alla dignità della persona umana, “autentica arma di pace, perché può cambiare e migliorare il mondo”.

“La Chiesa” – ha detto ancora il Papa – “vigila sul rispetto dei diritti umani fondamentali. (...) Vigila sul diritto alla vita umana dal suo inizio alla sua conclusione naturale, perché la vita è sacra e nessuno può disporne indiscriminatamente. Vigila sulla protezione e l’aiuto della famiglia e chiede aiuti economici, sociali e giuridici affinché l’uomo e la donna che contraggono matrimonio e formano una famiglia abbiano il sostegno necessario per compiere la loro vocazione di santuario dell’amore e della vita. Difende anche un’educazione che integri i valori morali e religiosi secondo le convinzioni dei genitori, come è loro diritto, e come conviene allo sviluppo integrale dei giovani. Per lo stesso motivo comprende anche l’insegnamento della religione cattolica in tutti gli istituti per coloro che la scelgono, come prescrive l’ordinamento giuridico”.

Prima di concludere il suo discorso, Benedetto XVI ha auspicato che la prossima Giornata Mondiale della Gioventù, che avrà luogo a Madrid, “dia abbondanti frutti spirituali per la gioventù e per la Spagna. Apprezzo anche la disponibilità, la cooperazione e il generoso aiuto che il Governo della Nazione e le Autorità autonome e locali stanno offrendo per il buon esito di una iniziativa che attrarrà l’attenzione di tutto il mondo e dimostrerà ancora una volta la grandezza del cuore e dello spirito del popolo spagnolo”.
CD/ VIS 20110418 (750)

UDIENZE

CITTA' DEL VATICANO, 16 APR. 2011 (VIS). Il Santo Padre ha ricevuto in udienze separate:

- Il Cardinale Marc Ouellet, Prefetto della Congregazione per i Vescovi.

- Il Cardinale Ivan Dias, Prefetto della Congregazione per l’Evangelizzazione dei Popoli.
AP/ VIS 20110418 (60)

GESÙ VUOLE SOLLEVARE ESSERE UMANO ALL’ALTEZZA DI DIO

CITTA' DEL VATICANO, 18 APR. 2011 (VIS). Benedetto XVI ha presieduto davanti a migliaia di fedeli che gremivano Piazza San Pietro, la celebrazione eucaristica della Domenica delle Palme e della Passione del Signore, nella giornata in cui si celebra, a livello diocesano, la XXVI Giornata Mondiale della Gioventù, sul tema: “Radicati e fondati in Cristo, saldi nella fede" (Col 2, 7).

Il Papa ha benedetto le palme e gli ulivi all’obelisco di Piazza San Pietro, e al termine della processione, si è recato in autovettura panoramica all’altare sul sagrato di Piazza San Pietro.

Nell’omelia, riflettendo sul significato del pellegrinaggio di Gesù a Gerusalemme per la festa della Pasqua, il Santo Padre ha spiegato che: “Egli sa che Lo aspetta una nuova Pasqua e che Egli stesso prenderà il posto degli agnelli immolati, offrendo se stesso sulla Croce. (...) Il termine ultimo del suo pellegrinaggio è l’altezza di Dio stesso, alla quale Egli vuole sollevare l’essere umano”.

“Ma come possiamo noi tenere il passo in questa salita? Non oltrepassa forse le nostre forze? Sì, è al di sopra delle nostre proprie possibilità. Da sempre gli uomini sono stati ricolmi - e oggi lo sono quanto mai - del desiderio di ‘essere come Dio’, di raggiungere essi stessi l’altezza di Dio. (...) E tuttavia, la forza di gravità che ci tira in basso è potente. Insieme con le nostre capacità non è cresciuto soltanto il bene. Anche le possibilità del male sono aumentate e si pongono come tempeste minacciose sopra la storia. Anche i nostri limiti sono rimasti: basti pensare alle catastrofi che in questi mesi hanno afflitto e continuano ad affliggere l’umanità”.

“L’uomo” – ha ribadito il Pontefice – “si trova in mezzo a questa duplice forza di gravità, e tutto dipende dallo sfuggire al campo di gravitazione del male e diventare liberi di lasciarsi totalmente attirare dalla forza di gravità di Dio, che ci rende veri, ci eleva, ci dona la vera libertà”.

“Dio stesso deve tirarci in alto, ed è questo che Cristo ha iniziato sulla Croce. Egli è disceso fin nell’estrema bassezza dell’esistenza umana, per tirarci in alto verso di sé, verso il Dio vivente. (...) Soltanto così la nostra superbia poteva essere superata: l’umiltà di Dio è la forma estrema del suo amore, e questo amore umile attrae verso l’alto”.

“Abbiamo bisogno di Dio” – ha sottolineato il Papa – “Egli ci tira verso l’alto, nell’essere sorretti dalle sue mani – cioè nella fede – ci dà il giusto orientamento e la forza interiore che ci solleva in alto. Abbiamo bisogno dell’umiltà della fede che cerca il volto di Dio e si affida alla verità del suo amore. La questione di come l’uomo possa arrivare in alto, diventare totalmente se stesso e veramente simile a Dio, ha da sempre impegnato l’umanità”.

“Noi andiamo in pellegrinaggio con il Signore verso l’alto. Siamo in ricerca del cuore puro e delle mani innocenti, siamo in ricerca della verità, cerchiamo il volto di Dio. Manifestiamo al Signore il nostro desiderio di diventare giusti e Lo preghiamo: Attiraci Tu verso l’alto! Rendici puri! Fa’ che valga per noi la parola che cantiamo col Salmo processionale; cioè che possiamo appartenere alla generazione che cerca Dio, "che cerca il tuo volto, Dio di Giacobbe".
HML/ VIS 20110418 (550)

ANGELUS: APPELLO DEL PAPA NON PIÙ VIOLENZA IN COLOMBIA

CITTA' DEL VATICANO, 17 APR. 2011 (VIS). Al termine della solenne celebrazione liturgica della Domenica delle Palme e della Passione del Signore, il Santo Padre Benedetto XVI ha recitato l’Angelus con i fedeli ed i pellegrini presenti in Piazza San Pietro. Nell’introdurre la preghiera mariana, il Papa si è rivolto ai presenti in diverse lingue, esortando soprattutto “a vivere le celebrazioni della passione del Re della Gloria, per raggiungere quella pienezza di significato e di contenuto che da esse derivano”.

“Mi rivolgo in particolare a voi, cari giovani” – ha proseguito il Papa in spagnolo – perché mi accompagniate nella Giornata Mondiale della Gioventù che si svolgerà a Madrid nell’agosto prossimo, sul tema: “Radicati e fondati in Cristo, saldi nella fede” (Col. 2,7).

“Penso oggi anche alla Colombia” – ha proseguito il Pontefice – “dove Venerdì si celebra la Giornata di Preghiera per le Vittime della Violenza. Mi unisco spiritualmente a questa importante iniziativa ed esorto caldamente il popolo colombiano a partecipare, e nel contempo invoco Dio per quanti in questa amata Nazione sono stati vilmente privati della vita e dei loro averi. Rinnovo il mio pressante appello alla conversione, al pentimento e alla riconciliazione. Non più violenza in Colombia, che vi regni la pace!”.
ANG/ VIS 20110418 (210)

PROGRAMMA VIAGGIO APOSTOLICO DI BENEDETTO XVI IN CROAZIA

CITTA' DEL VATICANO, 18 APR. 2011 (VIS). Riportiamo il programma del Viaggio Apostolico di Benedetto XVI in Croazia, il 4 e 5 giugno prossimo, in occasione della Giornata Nazionale delle Famiglie Croate.

Alle 9:30 di sabato 4 giugno è prevista la partenza dall’Aeroporto romano di Fiumicino e, alle 11:00, l’arrivo all’aeroporto internazionale Zagreb Pleso di Zagabria. Dopo la cerimonia di benvenuto il Santo Padre si recherà in visita di cortesia al Presidente della Repubblica, Signor Ivo Josipovic, nel Palazzo Presidenziale e alle 13:50, Benedetto XVI incontrerà, nella sede della Nunziatura Apostolica, il Presidente del Governo Signor Jadranka Kosor. Alle 18:15, presso il Teatro Nazionale Croato di Zagabria, avrà luogo l’incontro del Santo Padre con gli esponenti della società civile, del mondo politico, accademico, culturale e imprenditoriale, con il corpo diplomatico e con i leaders religiosi. Alle 19:30, nella piazza del Bano Josip Jelacic di Zagabria, Papa Benedetto XVI presiederà la veglia di preghiera con i giovani.

Alle 10:00 di domenica 5 giugno, il Papa celebrerà la Santa Messa in occasione della Giornata Nazionale della famiglie cattoliche croate nell’ippodromo di Zagabria. Alle 14:00 è in programma il pranzo con i Vescovi croati, i Vescovi ospiti ed il Seguito Papale. Alle 17:00 Benedetto XVI presiederà la celebrazione dei Vespri con Vescovi, Sacerdoti, Religiosi, Religiose e Seminaristi. Successivamente il Pontefice si raccoglierà in preghiera presso la tomba del Beato Alojzije Viktor Stepinac nella Cattedrale dell’Assunzione della Beata Vergine Maria e di Santo Stefano di Zagreb. Al termine il Papa incontrerà il Cardinale Josip Bozanic, Arcivescovo di Zagabria, presso la sua residenza ed infine, alle 19:15, si dirigerà all’aeroporto Pleso di Zagabria da dove alle 19:45 ripartirà alla volta di Roma. L’atterraggio all’aeroporto romano di Ciampino è previsto alle 21:15.
PV-CROAZIA/ VIS 20110418 (300)

ALTRI ATTI PONTIFICI

CITTA' DEL VATICANO, 18 APR. 2011 (VIS). Il Santo Padre ha nominato:

- Il Reverendo José Arturo Cepeda, Vescovo Ausiliare dell’Arcidiocesi di Detroit (superficie: 10.106; popolazione: 4.556.000; cattolici: 1.515.000; sacerdoti: 641; religiosi: 1.552; diaconi permanenti: 191), Stati Uniti d’America. Il Vescovo eletto è nato a San Luis Potosí (Messico), nel 1969 ed è stato ordinato sacerdote nel 1996. È stato finora Rettore dell’”Assumption Seminary a San Antonio (Stati Uniti d’America).

- Il Cardinale Justin Francis Rigali, Arcivescovo di Philadelphia (Stati Uniti d’America), Suo Inviato Speciale alle celebrazioni del bicentenario della nascita di San Giovanni Nepomuceno Neumann, che avranno luogo a Prachatice (Repubblica Ceca), il 18 giugno 2011.

Sabato 16 aprile il Santo Padre ha nominato il Vescovo Beniamino Pizziol, finora Ausiliare di Venezia (Italia), Vescovo di Vicenza (superficie: 2.200; popolazione: 855.608; cattolici: 790.848; sacerdoti: 732; religiosi: 2.086; diaconi permanenti: 38), Italia.
NEA:NA:NER/ VIS 20110418 (50)

AVVISO

CITTA' DEL VATICANO, 18 APR. 2011 (VIS). Domani, martedì 19 aprile, sesto anniversario dell'elezione al Pontificato del Santo Padre Benedetto XVI e giorno di vacanza in Vaticano, il servizio del V.I.S. non sarà trasmesso. Le trasmissioni riprenderanno mercoledì 20 aprile.
.../.../... VIS 20110418 (40)

venerdì 15 aprile 2011

UDIENZE

CITTA' DEL VATICANO, 15 APR. 2011 (VIS). Nel pomeriggio di oggi il Santo Padre riceverà in udienza il Cardinale William Joseph Levada, Prefetto della Congregazione per la Dottrina della Fede.
AP/ VIS 20110415 (40)

ALTRI ATTI PONTIFICI

CITTA' DEL VATICANO, 15 APR. 2011 (VIS). Il Santo Padre ha nominato il Vescovo Charles Henry Dufour, Arcivescovo di Kingston in Jamaica (superficie: 3.267; popolazione: 1.448.000; cattolici: 58.000; sacerdoti: 63; religiosi: 313; diaconi permanenti: 29), Giamaica. Finora Vescovo di Montego Bay (Giamaica), succede all’Arcivescovo Donald James Reece, del quale il Santo Padre ha accettato la rinuncia al governo pastorale della medesima Arcidiocesi, presentata per raggiunti limiti d’età.
NER:RE/ VIS 20110415 (80)
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