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Il Vatican Information Service (VIS), istituito nell'ambito della Sala Stampa della Santa Sede, è un bollettino telematico che diffonde notizie relative all'attività magistrale e pastorale del Santo Padre e della Curia Romana...

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sabato 24 aprile 2010

ALTRI ATTI PONTIFICI


CITTA' DEL VATICANO, 23 APR. 2010 (VIS). Il Santo Padre ha accettato la rinuncia al governo pastorale della Diocesi di Brugge (Belgio), presentata dal Vescovo Roger Joseph Vangheluwe, in conformità al canone 401, paragrafo 2, del Codice di Diritto Canonico.RE/ VIS 20100423 (50)

giovedì 22 aprile 2010

PATRIMONIO SPIRITUALE E CULTURALE MACEDONIA


CITTA' DEL VATICANO, 22 APR. 2010 (VIS). Il Signor Gjoko Gjorgjevski, nuovo Ambasciatore della ex Repubblica Jugoslava di Macedonia presso la Santa Sede, ha presentato questa mattina al Santo Padre le Lettere Credenziali.
Nel suo discorso il Papa ha ricordato “le buone relazioni” fra la Ex Repubblica Jugoslavia di Macedonia e la Santa Sede caratterizzate da “cordiale cooperazione” ed ha manifestato “compiacimento per il mutuo impegno profuso nella recente costruzione di nuovi edifici di culto cattolici in diversi luoghi del Paese”.
“Nel Popolo macedone” – ha sottolineato il Papa – “sono ben visibili i segni dei valori umani e cristiani, incarnati nella vita della gente, che costituiscono l’apprezzato patrimonio spirituale e culturale della Nazione, di cui sono altresì eloquente testimonianza gli stupendi monumenti religiosi, sorti in diverse epoche e località, segnatamente nella città di Ohrid. A questa preziosa eredità, la Santa Sede guarda con grande stima e considerazione, favorendone, per quanto di sua competenza, l’approfondimento storico-documentario, per una maggiore conoscenza del passato religioso e culturale”.
“Attingendo a tale patrimonio” – ha proseguito il Papa – “i cittadini del Suo Paese continueranno a costruire anche in futuro la propria storia e, forti della loro identità spirituale, potranno apportare al consorzio dei popoli europei il contributo della loro esperienza. Per questo, auspico vivamente che vadano a buon fine le aspirazioni e i crescenti sforzi di codesto Paese per far parte dell’Europa unita, in una condizione di accettazione dei relativi diritti e doveri e nel reciproco rispetto di istanze collettive e di valori tradizionali dei singoli popoli”.
L’impegno del Popolo macedone a favorire sempre più il dialogo e la convivenza tra le varie realtà etniche e religiose che costituiscono il Paese – ha detto il Papa citando le parole del diplomatico “hanno favorito la creazione di un clima in cui le persone si riconoscono fratelli, figli dello stesso Dio e cittadini dell’unico Paese”.
“È certo compito” – ha proseguito il Pontefice – “in primo luogo dei responsabili delle Istituzioni individuare modalità per tradurre in iniziative politiche le aspirazioni degli uomini e delle donne al dialogo e alla pace. I credenti, tuttavia, sanno che la pace non è solo frutto di pianificazioni e di attività umane, ma anzitutto dono di Dio agli uomini di buona volontà. Di questa pace, poi, la giustizia e il perdono rappresentano pilastri basilari. La giustizia assicura un pieno rispetto dei diritti e dei doveri, e il perdono guarisce e ricostruisce dalle fondamenta i rapporti tra le persone, che ancora risentono delle conseguenze degli scontri tra le ideologie del recente passato”.
“Superata la tragica stagione dell’ultima guerra mondiale, dopo la triste esperienza di un totalitarismo negatore dei diritti fondamentali della persona umana, il Popolo macedone è incamminato verso un armonico progresso (...). Uno stabile sviluppo sociale ed economico non può non tener conto delle esigenze culturali, sociali e spirituali della gente, come pure deve valorizzare le tradizioni e le risorse popolari più nobili” – ha detto ancora il Papa – “E ciò nella consapevolezza che il crescente fenomeno della globalizzazione, comportante, da una parte, un certo livellamento delle diversità sociali ed economiche, potrebbe, dall’altra, aggravare lo squilibrio tra quanti traggono vantaggio dalle sempre maggiori possibilità di produrre ricchezza e quanti invece sono lasciati ai margini del progresso”.
“Auspico che in un contesto globale di relativismo morale e di scarso interesse per l’esperienza religiosa, nel quale si muove spesso una parte della società europea, i cittadini del nobile Popolo che Ella rappresenta sappiano operare un saggio discernimento nell’aprirsi ai nuovi orizzonti di autentica civiltà e di vero umanesimo”.
“Per fare questo, occorre mantenere vivi e saldi, a livello personale e comunitario, quei principi che stanno alla base anche della civiltà di codesto Popolo: l’attaccamento alla famiglia, la difesa della vita umana, la promozione delle esigenze religiose specialmente dei giovani. La Chiesa Cattolica nella Sua Nazione, anche se costituisce una minoranza” – ha concluso il Pontefice – “desidera offrire il suo sincero contributo nella costruzione di una società più giusta e solidale, basata sui valori cristiani che hanno fecondato le coscienze dei suoi abitanti”.
CD/ VIS 20100422 (670)

STATISTICHE CHIESA CATTOLICA IN PORTOGALLO

CITTA' DEL VATICANO, 22 APR. 2010 (VIS). In occasione del prossimo Viaggio Apostolico di Benedetto XVI in Portogallo, dall’11 al 14 maggio, sono state pubblicate le statistiche relative alla Chiesa cattolica portoghese. I dati, aggiornati al 31 dicembre 2008, sono a cura dell’Ufficio Centrale di Statistica della Chiesa.
Il Portogallo, la cui capitale è Lisbona, conta una popolazione di 10.610.000 abitanti, di cui 9.368.000 cattolici; l’88,3% della popolazione. La Chiesa conta 21 circoscrizioni ecclesiastiche, 4.830 parrocchie, 52 Vescovi, 3.797 sacerdoti, 6.007 religiosi, 594 membri laici di istituti secolari e 63.906 catechisti. I seminaristi minori sono 279 e i maggiori 444.
Un totale di 129.230 alunni frequentano i 900 centri di educazione cattolica, dalle scuole materne all’università. I centri caritativi e sociali di proprietà della Chiesa o/e diretti da ecclesiastici o religiosi, comprendono in Portogallo 34 ospedali, 155 ambulatori, 799 case per anziani, invalidi e minorati, 663 orfanotrofi e asili nido, 55 consultori familiari ed altri centri per la protezione della vita, 462 centri speciali di educazione o rieducazione sociale e 168 istituzioni di altri tipo”.
PV-PORTOGALLO/ VIS 20100422 (190)

UDIENZE


CITTA' DEL VATICANO, 22 APR. 2010 (VIS). Il Santo Padre ha ricevuto questa mattina in udienze separate:
- Il Cardinale Franc Rodé, C.M., Prefetto della Congregazione per gli Istituti di vita consacrata e le Società di vita apostolica.
- Il Cardinale Walter Kasper, Presidente del Pontificio Consiglio per la Promozione dell’Unità dei Cristiani.
- Frère Alois, Priore di Taizé.AP/ VIS 20100422 (60)

ALTRI ATTI PONTIFICI

CITTA' DEL VATICANO, 22 APR. 2010 (VIS). Il Santo Padre:
- Ha accettato la rinuncia al governo pastorale della Diocesi di Kildare and Leighlin (Irlanda), presentata dal Vescovo James Moriarty, in conformità al canone 401, paragrafo 2, del Codice di Diritto Canonico.
- Ha nominato il Vescovo Pierre Nguyên Van Nhon, Arcivescovo Coadiutore dell’Arcidiocesi di Hà Nôi (superficie: 7.000; popolazione: 5.399.400; cattolici: 334.788; sacerdoti: 91; religiosi: 322), Viêt Nam. È stato finora Vescovo di Dà Lat (Viêt Nam) e Presidente della Conferenza Episcopale del Viêt Nam.RE:NEC/ VIS 20100422 (80)

mercoledì 21 aprile 2010

IL PAPA RIEVOCA VIAGGIO APOSTOLICO A MALTA

CITTA' DEL VATICANO, 21 APR. 2010 (VIS). Nella catechesi dell'Udienza Generale di oggi, tenutasi in Piazza San Pietro, il Santo Padre si è soffermato sul recente Viaggio Apostolico a Malta, di sabato e domenica scorsi, in occasione del "1950° anniversario del naufragio dell'apostolo Paolo sulle coste dell'arcipelago maltese e della sua permanenza in quelle isole per circa tre mesi"

  "La storia di questo popolo da quasi duemila anni" - ha detto il Papa - "è inseparabile dalla fede cattolica, che caratterizza la sua cultura e le sue tradizioni: si dice che a Malta vi siano ben 365 chiese, 'una per ogni giorno dell'anno', un segno visibile di questa profonda fede!".

  Nel ricordare di essersi recato alla "Grotta di San Paolo" presso Rabat, "per un momento intenso di preghiera", il Santo Padre ha sottolineato che "dalla successiva permanenza di Paolo a Malta, nacque una comunità cristiana fervente e solida, che dopo duemila anni è ancora fedele al Vangelo e si sforza di coniugarlo con le complesse questioni dell'epoca contemporanea. Questo naturalmente non è sempre facile, né scontato, ma la gente maltese sa trovare nella visione cristiana della vita le risposte alle nuove sfide. Ne è un segno, ad esempio, il fatto di aver mantenuto saldo il profondo rispetto per la vita non ancora nata e per la sacralità del matrimonio, scegliendo di non introdurre l'aborto e il divorzio nell'ordinamento giuridico del Paese".

  Benedetto XVI ha ricordato che dopo la Celebrazione Eucaristica davanti alla Chiesa di San Paolo, "partecipata con grande fervore", ha voluto "incontrare alcune persone vittime di abusi da parte di esponenti del Clero" ed ha detto: "Ho condiviso con loro la sofferenza e, con commozione, ho pregato con loro, assicurando l'azione della Chiesa".

  "Se Malta dà il senso di una grande famiglia" - ha proseguito il Pontefice - "non bisogna pensare che, a causa della sua conformazione geografica, sia una società 'isolata' dal mondo. Non è così, e lo si vede, ad esempio, dai contatti che Malta intrattiene con vari Paesi e dal fatto che in molte Nazioni si trovano sacerdoti maltesi".

  "La posizione strategica del piccolo arcipelago attirava ovviamente l'attenzione delle diverse potenze politiche e militari. E tuttavia, la vocazione più profonda di Malta è quella cristiana, vale a dire la vocazione universale della pace! La celebre croce di Malta, che tutti associano a quella Nazione, ha sventolato tante volte in mezzo a conflitti e contese; ma, grazie a Dio, non ha mai perso il suo significato autentico e perenne: è il segno dell'amore e della riconciliazione, e questa è la vera vocazione dei popoli che accolgono e abbracciano il messaggio cristiano!"-

  "Crocevia naturale, Malta è al centro di rotte di migrazione: (...) e ciò comporta, naturalmente, problemi complessi sul piano umanitario, politico e giuridico, problemi che hanno soluzioni non facili, ma da ricercare con perseveranza e tenacia, concertando gli interventi a livello internazionale. Così è bene che si faccia in tutte le Nazioni che hanno i valori cristiani nelle radici delle loro Carte Costituzionali e delle loro culture".

  Nonostante la brevità della visita, Benedetto XVI ha voluto che non mancasse l'incontro con i giovani nel porto di Valletta, "A loro non potevo non ricordare" - ha detto il Papa - "l'esperienza giovanile di san Paolo: un'esperienza straordinaria, unica, eppure capace di parlare alle nuove generazioni di ogni epoca, per quella radicale trasformazione seguita all'incontro con Cristo Risorto. Ho guardato dunque ai giovani di Malta come a dei potenziali eredi dell'avventura spirituale di san Paolo, chiamati come lui a scoprire la bellezza dell'amore di Dio donatoci in Gesù Cristo; ad abbracciare il mistero della sua Croce; ad essere vincitori proprio nelle prove e nelle tribolazioni, a non avere paura delle 'tempeste' della vita, e nemmeno dei naufragi, perché il disegno d'amore di Dio è più grande anche delle tempeste e dei naufragi".

  "Per intercessione dell'apostolo Paolo" - ha concluso il Pontefice - "di san Giorgio Preca, sacerdote, primo santo maltese, e della Vergine Maria, che i fedeli di Malta e Gozo venerano con tanta devozione, possa sempre progredire nella pace e nella prosperità".
AG/                                               VIS 20100421 (680)

GRAZIE DEL PAPA ZELO APOSTOLICO SACERDOTI

CITTA' DEL VATICANO, 21 APR. 2010 (VIS). Al termine della catechesi di questo mercoledì, il Santo Padre ha rivolto parole di saluto ai parroci e sacerdoti della Diocesi di Roma, accompagnati dal Cardinale Agostino Vallini e dai Vescovi Ausiliari, al ritorno da un pellegrinaggio ad Ars (Francia), promosso in occasione dell'Anno Sacerdotale.

  "Vi ringrazio della vostra presenza," - ha detto il Papa - "segno di affetto e vicinanza spirituale. Colgo questa opportunità per esprimere la mia stima e la mia viva riconoscenza a voi e ai sacerdoti che in tutto il mondo si dedicano con zelo apostolico al servizio del popolo di Dio, testimoniando la carità di Cristo. Sull'esempio di San Giovanni Maria Vianney, siate pastori pazienti e solleciti del bene delle anime".

  Infine Benedetto XVI ha ricordato che domenica prossima, quarta del tempo di Pasqua, si celebra la Giornata di Preghiera per la Vocazioni. Rivolgendosi ai malati li ha esortati dicendo loro: "Invito voi, ad offrire le vostre sofferenze perché maturino numerose e sante vocazioni".
AG/                                       VIS 20100421 (170)

DALLE CHIESE ORIENTALI

CITTA' DEL VATICANO, 21 APR. 2010 (VIS). Sua Beatitudine il Cardinale Lubomyr Husar, Arcivescovo Maggiore di Kyiv-Halye, dopo aver ottenuto il consenso del Sinodo dei Vescovi della Chiesa Greco-Cattolica Ucraina, riunitosi a Lviv dal 29 novembre al 5 dicembre 2009, e informata la Sede Apostolica, a norma del canone 85, paragrafo 2 e 4 del Codice dei Canoni delle Chiese Orientali, ha promosso il Vescovo Jaroslav Pryriz, C.SS.R., da Vescovo Ausiliare dell'Eparchia di Sambir-Drohobych degli Ucraini a Vescovo Coadiutore della medesima Circoscrizione Ecclesiastica.
NEC/                                         VIS 20100421 (90)

martedì 20 aprile 2010

CARDINALE SPIDLIK GRANDE UOMO DI FEDE

CITTA' DEL VATICANO, 20 APR. 2010 (VIS). Questa mattina il Santo Padre Benedetto XVI ha pronunciato l'elogio funebre del Cardinale Tomas Spidlik, S.I., mancato il 16 aprile all'età di 90 anni, alla fine della Liturgia Esequiale celebrata nella Basilica di San Pietro dal Cardinale Angelo Sodano, Decano del Collegio Cardinalizio.

  "La volontà di Gesù in effetti coincide con quella di Dio Padre, e con l'opera dello Spirito Santo" - ha detto il Santo Padre - "costituisce per l'uomo una sorta di 'abbraccio' sicuro, forte e dolce, che lo conduce alla vita eterna".

  "Penso che i grandi uomini di fede vivono immersi in questa grazia" - ha affermato il Papa - "hanno il dono di percepire con particolare forza questa verità, e così possono attraversare anche dure prove, come le ha attraversate Padre Tomáš Špidlík, senza perdere la fiducia, e conservando anzi un vivo senso dell'umorismo, che è certamente un segno di intelligenza ma anche di libertà interiore".

  "Sotto questo profilo, era evidente la somiglianza tra il nostro compianto Cardinale e il Venerabile Giovanni Paolo II: entrambi erano portati alla battuta spiritosa e allo scherzo, pur avendo avuto in gioventù vicende personali difficili e per certi aspetti simili. La Provvidenza li ha fatti incontrare e collaborare per il bene della Chiesa, specialmente perché essa impari a respirare pienamente 'con i suoi due polmoni', come amava dire il Papa slavo".

  "Questa libertà e presenza di spirito ha il suo fondamento oggettivo nella Risurrezione di Cristo. (...) La speranza e la gioia di Gesù Risorto sono anche la speranza e la gioia dei suoi amici, grazie all'azione dello Spirito Santo. Lo dimostrava abitualmente Padre Špidlík con il suo modo di vivere, e questa sua testimonianza diventava sempre più eloquente col passare degli anni, perché, malgrado l'età avanzata e gli inevitabili acciacchi, il suo spirito rimaneva fresco e giovanile. Che cos'è questo se non amicizia con il Signore Risorto?".

  "Volutamente ho introdotto l'immagine del 'cuore', perché, come molti di voi sanno, Padre Špidlík la scelse per il motto del suo stemma cardinalizio: 'Ex toto corde', 'con tutto il cuore'. Questa espressione si trova nel Libro del Deuteronomio, dentro il primo e fondamentale comandamento della legge, là dove Mosè dice al popolo: 'Ascolta, Israele: il Signore è il nostro Dio, unico è il Signore. Tu amerai il Signore, tuo Dio, con tutto il cuore, con tutta l'anima e con tutte le forze' (Dt 6,4-5)".

  "'Con tutto il cuore - ex toto corde' si riferisce dunque al modo con cui Israele deve amare il suo Dio'. (...) Scegliendo questo motto, il nostro venerato Fratello poneva, per così dire, la sua vita dentro il comandamento dell'amore, la inscriveva tutta nel primato di Dio e della carità. (...) E qui bisogna ricordare che nello stemma del Cardinale Špidlík il cuore, che campeggia nello scudo, contiene una croce nei cui bracci si intersecano le parole 'phos' e 'zoe, "luce" e "vita", che sono nomi di Dio. Dunque, l'uomo che accoglie pienamente, 'ex toto corde', l'amore di Dio, accoglie la luce e la vita, e diventa a sua volta luce e vita nell'umanità e nell'universo".

  "E qui mi piace ricordare che il nostro defunto Fratello" - ha concluso il Pontefice - "è stato un membro della Compagnia di Gesù, cioè un figlio spirituale di quel sant'Ignazio che pone al centro della fede e della spiritualità la contemplazione di Dio nel mistero di Cristo. In questo simbolo del cuore si incontrano Oriente e Occidente, in un senso non devozionistico ma profondamente cristologico, come hanno messo in luce altri teologi gesuiti del secolo scorso".
HML/                                       VIS 20100420 (590)

PROGRAMMA VISITA PASTORALE DI BENEDETTO XVI A TORINO


CITTA' DEL VATICANO, 20 APR. 2010 (VIS). Domenica 2 maggio il Santo Padre partirà per Torino in occasione dell'Ostensione della Sacra Sindone (10 aprile-23 maggio).

  La partenza è prevista dall'aeroporto romano di Ciampino alle 8:15 e l'arrivo a Torino alla 9:15. Alle 9:45 avrà luogo l'incontro del Papa con la cittadinanza in Piazza San Carlo, e alle 10:15 il Santo Padre presiederà la Concelebrazione Eucaristica, terrà l'omelia e reciterà il Regina Caeli.

  Alle 13:30 è in programma il pranzo con i Vescovi del Piemonte nell'Arcivescovado di Torino e alle 16:30 il Papa ritornerà in Piazza San Carlo per l'incontro con i giovani. Alle 17:30 si recherà nel Duomo di San Giovanni Battista per la venerazione della Sacra Sindone e un'ora più tardi nella Chiesa della Piccola Casa della Divina Provvidenza-Cottolengo di Torino Benedetto XVI incontrerà gli ammalati.

  Alle 19:30 è prevista la partenza in aereo per Roma, dove l'arrivo all'aeroporto di Ciampino è previsto alle 20:30. Infine trasferimento in elicottero in Vaticano.
PV-TORINO/                               VIS 20100420 (170)

CALENDARIO ATTIVITÀ SANTO PADRE MAGGIO-SETTEMBRE

CITTA' DEL VATICANO, 20 APR. 2010 (VIS). Di seguito riportiamo il calendario delle attività e dei viaggi del Santo Padre nei mesi da maggio a settembre:

MAGGIO:

Domenica 2: Visita Pastorale a Torino per l'Ostensione della Sindone.

Martedì 11-Venerdì 14: Viaggio Apostolico in Portogallo.

Domenica 23: Domenica di Pentecoste. Alle ore 10:00, nella Basilica Vaticana, Santa Messa.
GIUGNO

Giovedì 3: Solennità del Santissimo Corpo e Sangue di Cristo. Nella Basilica di San Giovanni in Laterano, alle 19:00, Santa Messa, Processione a Santa Maria Maggiore e Benedizione Eucaristica.

Venerdì 4-Domenica 6: Viaggio Apostolico a Cipro.

Giovedì 10: Alle ore 18:00, in Piazza San Pietro, Veglia di preghiera con i Sacerdoti.

Venerdì 11: Solennità del Sacratissimo Cuore di Gesù. Alle ore 10:00 in Piazza San Pietro, Santa Messa per la Conclusione dell'Anno Sacerdotale.

Domenica 20: Alle 9:30 nella Basilica Vaticana, Ordinazione presbiterale dei Diaconi della Diocesi di Roma.

Lunedì 28: Solennità dei Santi Pietro e Paolo. Alle ore 18:00 nella Basilica di San Paolo fuori le Mura, Primi Vespri.

Martedì 29: Solennità dei Santi Pietro e Paolo. Alle ore 9:30 nella Basilica Vaticana, Santa Messa e imposizione del Pallio ai nuovi Metropoliti.

LUGLIO

Domenica 4: Visita Pastorale a Sulmona in occasione dell'8° centenario della nascita di San Pietro Celestino V.

AGOSTO

Domenica 15: Chiesa Parrocchiale di San Tommaso da Villanova, alle ore 8:00, Santa Messa.

SETTEMBRE

Domenica 5: Visita Pastorale a Carpineto Romano in occasione del 2° centenario della nascita di Papa Leone XIII.

Giovedì 16-domenica 19: Viaggio Apostolico nel Regno Unito.
OCL/                                       VIS 20100420 (260)

ALTRI ATTI PONTIFICI

CITTA' DEL VATICANO, 20 APR. 2010 (VIS). Il Santo Padre:

- Ha accettato la rinuncia al governo pastorale dell'Arcidiocesi Metropolitana di Miami (Stati Uniti d'America), presentata dall'Arcivescovo John C. Favalora, in conformità al canone 401, paragrafo 2, del Codice di Diritto Canonico.

- Ha nominato il Vescovo Thomas G. Wenski, Arcivescovo Metropolita di Miami (superficie: 12.836; popolazione: 4.299.000; cattolici: 860.000; sacerdoti: 397; religiosi: 415; diaconi permanenti: 119), Stati Uniti d'America. L'Arcivescovo eletto è nato nel 1950 a West Palm Beach (Stati Uniti d'America), è stato ordinato sacerdote nel 1976 ed è stato consacrato Vescovo nel 1997. È stato finora Vescovo di Orlando (Stati Uniti d'America).

- Ha nominato il Vescovo Thomas J. Paprocki, Vescovo di Springfield in Illinois (superficie: 39.195; popolazione: 1.176.000; cattolici: 164.000; sacerdoti: 157; religiosi: 661; diaconi permanenti: 23). Stati Uniti d'America. È stato finora Vescovo Ausiliare dell'Arcidiocesi di Chicago (Stati Uniti d'America).
RE:NER/                                   VIS 20100420 (150)

lunedì 19 aprile 2010

DOLORE E VERGOGNA DEL PAPA VITTIME ABUSI


CITTA' DEL VATICANO, 18 APR. 2010 (VIS). Al termine della Messa di questa mattina nel Piazzale dei Granai, Floriana, il Santo Padre ha incontrato, nella sede della Nunziatura Apostolica a Malta, un piccolo gruppo di persone che hanno subito abusi sessuali da parte di membri del clero.

  In un Comunicato della Sala Stampa della Santa Sede che riferisce dell'incontro, si legge: "Benedetto XVI era profondamente commosso nell'ascoltare le storie delle vittime ed ha espresso vergogna e dolore per tutto ciò che le vittime e le loro famiglie hanno sofferto.  Il Papa ha pregato con loro ed ha assicurato loro che la Chiesa sta facendo e continuerà a fare tutto ciò che è in suo potere per compiere indagini sulle accuse, per portare davanti alla giustizia i responsabili degli abusi e per adottare misure efficaci per salvaguardare i giovani in futuro".

  "Nello spirito della recente 'Lettera ai Cattolici d'Irlanda', Benedetto XVI ha pregato affinché tutte le vittime di abusi sperimentino guarigione e riconciliazione, per poter andare avanti con rinnovata speranza".
PV-MALTA/                                   VIS 20100419 (180)

DIO SFIDA CIASCUNO DI NOI CAMBIARE E DIVENTARE PERFETTI


CITTA' DEL VATICANO, 18 APR. 2010 (VIS). Lasciata la Nunziatura Apostolica a Rabat, il Santo Padre si è diretto in autovettura panoramica al molo del porto di Kalkara, distante 15 chilometri, dove si è imbarcato per percorrere le tre miglia marine che lo separavano dal porto de La Valletta. Benedetto XVI ha percorso il tratto in un catamarano seguito da una flottiglia di barche tradizionali delle isole maltesi.

  Sbarcato, il Papa si è diretto al podio installato al porto per l'incontro con i giovani dell'isola.

  "Apprezzo il vostro desiderio di cercare e trovare la verità e di conoscere cosa dovete fare per raggiungere la pienezza della vita", ha detto il Papa ricordando l'incontro di San Paolo con Gesù, sulla via di Damasco.

  "Ogni incontro personale con Gesù è un'esperienza travolgente d'amore" - ha affermato il Santo Padre - "Per il resto della sua vita, Paolo ha avuto l'ardente desiderio di portare l'annuncio di questo amore fino ai confini della terra".

  "Forse qualcuno di voi mi dirà che San Paolo è stato spesso severo nei suoi scritti. Come posso affermare che egli ha diffuso un messaggio d'amore? La mia risposta è questa. Dio ama ognuno di noi con una profondità e intensità che non possiamo neppure immaginare. Egli ci conosce intimamente, conosce ogni nostra capacità ed ogni nostro errore.  Poiché egli ci ama così tanto, egli desidera purificarci dai nostri errori e rafforzare le nostre virtù così che possiamo avere vita in abbondanza. Quando ci richiama perché qualche cosa nelle nostre vite dispiace a Lui, non ci rifiuta, ma ci chiede di cambiare e divenire perfetti. Questo è quanto ha chiesto a San Paolo sulla via di Damasco. Dio non rifiuta nessuno. E la Chiesa non rifiuta nessuno. Tuttavia, nel suo grande amore, Dio sfida ciascuno di noi a cambiare e diventare perfetti".

  "San Giovanni" - ha ricordato il Pontefice - "ci dice che questo amore perfetto scaccia il timore" e a tutti coloro che desideravano portare il messaggio del Vangelo nel mondo dice: 'Non abbiate paura!'. (...) Certamente incontrerete opposizione al messaggio del Vangelo. La cultura odierna, come ogni cultura, promuove idee e valori che sono talvolta in contrasto con quelle vissute e predicate da nostro Signore Gesù Cristo. Spesso sono presentate con un grande potere persuasivo, rinforzato dai media e dalla pressione sociale da gruppi ostili alla fede cristiana".

  "È facile, quando si è giovani e impressionabili, essere influenzati dai coetanei ad accettare idee e valori che sappiamo non sono ciò che il Signore davvero vuole da noi. Ecco perché dico a voi: non abbiate paura, ma rallegratevi del suo amore per voi; fidatevi di lui, rispondete al suo invito ad essere discepoli, trovate nutrimento e aiuto spirituale nei sacramenti della Chiesa".

  "Qui a Malta vivete in una società che è segnata dalla fede e dai valori cristiani. Dovreste essere orgogliosi che il vostro Paese difenda sia il bambino non ancora nato, come pure promuova la stabilità della vita di famiglia dicendo no all'aborto e al divorzio. Vi esorto a mantenere questa coraggiosa testimonianza alla santità della vita e alla centralità del matrimonio e della vita famigliare per una società sana. (...)
Altre nazioni possono imparare dal vostro esempio cristiano. Nel contesto della società europea, i valori evangelici ancora una volta stanno diventando una contro-cultura, proprio come lo erano al tempo di San Paolo".

  "Come cristiani siamo chiamati a manifestare l'amore di Dio che comprende tutti. (...) Dobbiamo avere una cura speciale per coloro che sono in difficoltà (...); dovremmo prestare attenzione ai bisogni degli immigrati e di coloro che cercano asilo nelle nostre terre; dovremmo tendere la mano con amicizia ai credenti e non. Questa è la nobile vocazione di amore e di servizio che tutti noi abbiamo ricevuto. Lasciate che ciò vi spinga a dedicare le vostre vite a seguire Cristo".
PV-MALTA                                   VIS 20100419 (660)

MALTA SEMPRE PROFONDAMENTE CONSAPEVOLE SUA IDENTIT


CITTA' DEL VATICANO, 18 APR. 2010 (VIS). Concluso l'incontro con i giovani, Benedetto XVI è giunto alle 18:40 all'aeroporto internazionale di Luqa, Malta, dove ha avuto luogo la cerimonia di congedo al termine del XIV Viaggio Apostolico del suo Pontificato.

  Dopo aver ascoltato il discorso del Presidente della Repubblica di Malta, George Abela, il Santo Padre ha preso la parola.

  "Questo viaggio mi ha offerto l'occasione di un più profondo apprezzamento di come il Vangelo predicato da san Paolo ha plasmato l'identità spirituale del popolo maltese. Nel momento in cui mi congedo da voi, permettetemi di incoraggiarvi ancora una volta a coltivare una profonda coscienza della vostra identità ed accogliere le responsabilità che ne discendono, specialmente promuovendo i valori del Vangelo che vi offrono una chiara visione della dignità umana e della comune origine, nonché destino, del genere umano".

  "Tenendo presente la sua posizione geografica nel cuore del Mediterraneo, molti migranti arrivano ai lidi di Malta, alcuni per fuggire da situazioni di violenza e di persecuzione, altri alla ricerca di migliori condizioni di vita. So delle difficoltà che possono causare l'accoglienza di un gran numero di persone, difficoltà che non possono essere risolte da alcun Paese di primo approdo, da solo. Allo stesso tempo, sono anche fiducioso che, contando sulla forza delle radici cristiane e sulla lunga e fiera storia di accoglienza degli stranieri, Malta cercherà, con il sostegno di altri Stati e delle Organizzazioni internazionali, di venire in soccorso di quanti qui arrivano ed assicurarsi il rispetto dei propri diritti".

  "Unità, solidarietà e rispetto reciproco stanno alla base della vostra vita sociale e politica. Ispirati dalla vostra fede cattolica, essi sono la bussola che vi guiderà alla ricerca di un autentico ed integrale sviluppo. Il tesoro dell'insegnamento sociale della Chiesa ispirerà e guiderà tali sforzi. Non lasciate mai" - ha concluso il Santo Padre - "che la vostra vera identità venga compromessa dall'indifferentismo o dal relativismo. Siate sempre fedeli all'insegnamento di san Paolo".

  Al termine del suo discorso Benedetto XVI è ripartito per Roma, dove è atterrato all'aeroporto di Campino alle 21:40 ed in elicottero ha raggiunto il Vaticano.. 
PV-MALTA/                                 VIS 20100419 (320)

BENEDETTO XVI CELEBRA QUINTO ANNO DI PONTIFICATO


CITTA' DEL VATICANO, 19 APR. 2010 (VIS). Benedetto XVI celebra oggi il quinto anniversario di elezione al Pontificato il 19 aprile 2005. Il Cardinale Joseph Ratzinger, succeduto a Papa Giovanni Paolo II, è il 264 Successore di Pietro.

  Il Conclave che ha portato all'elezione di Benedetto XVI iniziò lunedì 18 aprile 2005, nella Cappella Sistina del Palazzo Apostolico Vaticano, con l"extra omnes" intimato alle 17:25 dal Maestro delle Celebrazioni Liturgiche Pontificie, Arcivescovo Piero Marini, dopo il giuramento prestato dai 115 Cardinali Elettori.   La prima fumata nera si è avuta alle ore 20:04 dello stesso giorno. Martedì 19 aprile fumata nera alle ore 11:52. Martedì 19 aprile, fumata bianca alla ore 17:50.
  Alle ore 18:48, il Santo Padre Benedetto XVI, preceduto dalla Croce, si affacciò alla Loggia esterna della Benedizione della Basilica Vaticana per salutare il popolo e impartire la Benedizione Apostolica "Urbi et Orbi".

  Prima della Benedizione il nuovo Pontefice rivolse ai fedeli le parole che seguono:

  "Cari fratelli e sorelle, dopo il grande Papa Giovanni Paolo II, i signori cardinali hanno eletto me, un semplice e umile lavoratore nella vigna del Signore. Mi consola il fatto che il Signore sa lavorare ed agire anche con strumenti insufficienti e soprattutto mi affido alle vostre preghiere. Nella gioia del Signore risorto, fiduciosi nel suo aiuto permanente, andiamo avanti. Il Signore ci aiuterà e Maria sua Santissima Madre starà dalla nostra parte. Grazie".

  Benedetto XVI celebrò la sua prima Messa per l'inizio ufficiale del suo ministero petrino, sul sagrato della Basilica Vaticana, il 24 aprile 2005, con la partecipazione di mezzo milione di fedeli. La Santa Messa fu concelebrata da 150 Cardinali.

  Nella sua prima omelia il Papaaffermò: "Una delle caratteristiche fondamentali del pastore deve essere quella di amare gli uomini che gli sono stati affidati, così come ama Cristo, al cui servizio si trova. 'Pasci le mie pecore', dice Cristo a Pietro, ed a me, in questo momento. Pascere vuol dire amare, e amare vuol dire anche essere pronti a soffrire. Amare significa: dare alle pecore il vero bene, il nutrimento della verità di Dio, della parola di Dio, il nutrimento della sua presenza, che egli ci dona nel Santissimo Sacramento".

  "Cari amici - in questo momento io posso dire soltanto: pregate per me, perché io impari sempre più ad amare il Signore. Pregate per me, perché io impari ad amare sempre più il suo gregge - voi, la Santa Chiesa, ciascuno di voi singolarmente e voi tutti insieme. Pregate per me, perché io non fugga, per paura, davanti ai lupi. Preghiamo gli uni per gli altri, perché il Signore ci porti e noi impariamo a portarci gli uni gli altri".

  In questi cinque anni di Pontificato Benedetto XVI ha pubblicato tre Encicliche: "Deus caritas est" (25 dicembre 2005); "Spe Salvi" (27 novembre 2007) e "Caritas in veritate" (30 giugno 2009), l'Esortazione Apostolica sull'Eucaristia; la Costituzione Apostolica "Anglicanorum coetibus"; il volume "Gesù di Nazaret"; nove "motu proprio", fra cui "Summorum Pontificum" sulla Messa Tridentina,  e cento fra discorsi, omelie, lettere e messaggi. Ha effettuato quattordici Viaggi Apostolici internazionali e sedici visite pastorali in Italia. Fra gli avvenimenti più significativi del suo Pontificato sono da notare la visita ad Auschwitz (2006); alla Moschea Blu di Istanbul, Turchia (2006); il discorso alle Nazioni Unite (2008); la visita alla Sinagoga di Roma (2010). Benedetto XVI ha convocato tre Sinodi, il primo sulla Parola di Dio (2008); il secondo sull'Africa (2009), e il terzo sul Medio Oriente che si terrà nell'autunno 2010.

  Oggi, i Cardinali offriranno al Papa un pranzo nella Sala Ducale del Palazzo Apostolico per celebrare il quinto anniversario della sua elezione.
BXVI-ANNIVERSARIO/                                       VIS 20100418 (610)

IL PAPA INVITA TUTTI I SACERDOTI CHIUSURA ANNO SACERDOTALE


CITTA' DEL VATICANO, 19 ABR. 2010 (VIS). Il Cardinale Cláudio Hummes, O.F.M., Arcivescovo Emerito di São Paulo, Prefetto della Congregazione per il Clero, ha scritto una lettera a tutti i sacerdoti del mondo in occasione della chiusura dell'Anno Sacerdotale, che si concluderà l'11 giugno 2010, Solennità del Sacratissimo Cuore di Gesù.

  Di seguito riportiamo estratti della lettera, datata 12 aprile:

  "La Chiesa è senz'altro molto lieta per l'Anno Sacerdotale e ringrazia il Signore per aver ispirato il Santo Padre ad indirlo".

  "È vero che alcuni, ma proporzionalmente molto pochi, presbiteri hanno commesso orribili e gravissimi delitti di abusi sessuali contro minorenni, fatti che dobbiamo in modo assoluto e intransigente rifiutare e condannare. Loro devono rispondere davanti a Dio e davanti ai tribunali, anche civili. Nondimeno preghiamo che arrivino alla conversione spirituale e al perdono di Dio. La Chiesa intanto è decisa a non nascondere o minimizzare tali crimini. Ma soprattutto siamo da parte delle vittime e loro vogliamo sostenere nel recupero e nei loro diritti offesi".

  "D'altra parte, i delitti di alcuni non possono assolutamente essere usati per infangare l'intero corpo ecclesiale dei presbiteri. Chi lo fa, commette una clamorosa ingiustizia. La Chiesa, in quest'Anno Sacerdotale, cerca di dire ciò alla società umana. Qualsiasi persona di buon senso e di buona volontà lo capisce".

  "Cari presbiteri (...) la Chiesa vi ama, vi ammira e vi rispetta. Siete anche una gioia per la nostra gente cattolica nel mondo, che vi accoglie ed appoggia, soprattutto in questi tempi di sofferenze".

  "Il Papa, cari sacerdoti,  vi invita di cuore a venire da tutto il mondo  a Roma per questa conclusione il 9, 10 e 11 giugno prossimo. Da tutti i paesi del mondo. (...) Il Papa vorrà confermare i presbiteri della Chiesa. La loro presenza numerosa in Piazza San Pietro costituirà anche una forma propositiva e responsabile dei presbiteri a presentarsi pronti e non intimiditi per il servizio all'umanità loro affidato da Gesù Cristo".

  "Trattasi di offrire al nostro amato Papa Benedetto XVI la nostra solidarietà, il nostro appoggio, la nostra fiducia e la nostra comunione incondizionata, dinanzi agli attacchi frequenti che Gli sono rivolti, nel momento attuale, nell'ambito delle sue decisioni riguardo ai chierici incorsi nei delitti di abusi sessuali su minorenni. Le accuse contro di Lui sono evidentemente ingiuste e è stato dimostrato che nessuno ha fatto tanto quanto Benedetto XVI  per condannare e per combattere correttamente tali crimini. Allora, la presenza massiva dei presbiteri in piazza con Lui sarà un segno forte del nostro deciso rifiuto  degli attacchi  ingiusti di cui è vittima. Allora, venite anche per appoggiare pubblicamente il Santo Padre".

  "La conclusione dell'Anno Sacerdotale non costituirà propriamente una conclusione, ma un nuovo inizio. Noi, il popolo di Dio e i pastori, vogliamo ringraziare il Signore per questo periodo privilegiato di preghiera e di riflessione sul sacerdozio. Al contempo, ci proponiamo di essere sempre attenti a ciò che lo Spirito Santo vuol dirci. Intanto, torneremo all'esercizio della nostra missione nella Chiesa e nel mondo con gioia rinnovata e con la convinzione che Dio, il Signore della storia, resta con noi, sia nelle crisi sia nei nuovi tempi".
CPC/                                       VIS 20100419 (530)

domenica 18 aprile 2010

CONFIDARE IN DIO E SEGUIRE SUOI INSEGNAMENTI

CITTA' DEL VATICANO, 18 APR. 2010 (VIS). Questa mattina alle 10:00 il Santo Padre ha celebrato la Santa Messa sul Piazzale dei Granai a Floriana, la piazza più grande dell'isola, dove si svolgono le più importanti celebrazioni civili e religiosi e che può accogliere 10.000 persone.

  Nell'omelia il Papa ha esortato i fedeli ad avere fiducia in Dio e a seguire i suoi insegnamenti per raccogliere grandi frutti.

  "Non tutto quello che il mondo oggi propone è meritevole di essere accolto dai Maltesi" - ha detto il Papa - "Molte voci cercano di persuaderci di mettere da parte la nostra fede in Dio e nella sua Chiesa e di scegliere da se stessi i valori e le credenze con i quali vivere. Ci dicono che non  abbiamo bisogno di Dio e della Chiesa. Se siamo tentati di credere a loro, dovremmo ricordare l'episodio del Vangelo di oggi, quando i discepoli, tutti esperti pescatori, hanno faticato tutta la notte, ma non hanno preso neppure un solo pesce. (...) Quando Gesù è rimasto accanto a loro, hanno catturato una grande quantità di pesci".

  Commentando la prima lettura della Messa di oggi, che narra del naufragio di Paolo sulla costa di Malta e "la calorosa accoglienza a lui riservata dalla popolazione di queste isole", il Papa ha ricordato che "i componenti dell'equipaggio della barca, per poter sopravvivere, furono costretti a gettare fuori il carico (...). Paolo li esortò a porre la loro fiducia solo in Dio, mentre la barca era scossa dalle onde. Anche noi dobbiamo porre la  nostra fiducia in lui solo".

  "Si è tentati di pensare che l'odierna tecnologia avanzata possa rispondere ad ogni nostro desiderio e salvarci dai pericoli che ci assalgono. Ma non è così. In ogni momento della nostra vita dipendiamo interamente da Dio, nel quale viviamo, ci muoviamo ed abbiamo la nostra esistenza. Solo lui può proteggerci dal male, solo lui può guidarci tra le tempeste della vita e solo lui può condurci ad un porto sicuro, come ha fatto per Paolo ed i suoi compagni, alla deriva sulle coste di Malta".

  "Più di ogni carico che possiamo portare con noi - nel senso delle nostre realizzazioni umane, delle nostre proprietà, della nostra tecnologia - è la nostra relazione con il Signore che fornisce la chiave della nostra felicità e della nostra realizzazione umana. (...) E' il nostro amore per il Signore che deve plasmare ogni aspetto della nostra predicazione ed insegnamento, della celebrazione dei sacramenti, e della nostra cura per il Popolo di Dio. E' il nostro amore per il Signore che ci spinge ad amare quelli che Egli ama, e ad accettare volentieri il compito di comunicare il suo amore a coloro che serviamo".

  "In ogni ambito della nostra vita" - ha proseguito il Pontefice - "abbiamo bisogno dell'aiuto della grazia di Dio. Con lui possiamo fare ogni cosa: senza di lui non possiamo fare nulla".

  Benedetto XVI ha esortato i fedeli con queste parole: "preservate la fede e i valori che vi sono stati trasmessi dal vostro padre, l'apostolo San Paolo. Continuate ad esplorare la ricchezza e la profondità del dono di Paolo e procurate di consegnarlo non solo ai vostri figli, ma a tutti coloro che incontrate oggi. Ogni visitatore di Malta dovrebbe essere impressionato dalla devozione della sua gente, dalla fede vibrante manifestata nelle celebrazioni nei giorni di festa, dalla bellezza delle  sue chiese e dei suoi santuari. Ma quel dono ha bisogno di essere condiviso con altri, ha bisogno di essere espresso".

  Nel ricordare il "primo santo canonizzato di Malta, Dun Ġorġ Preca", il Papa ha sottolineato che: "La sua instancabile opera di catechesi, ispirando giovani ed anziani con un amore per la dottrina cristiana ed una profonda devozione al Verbo incarnato, è diventata un esempio che vi esorto a mantenere".

  Al termine dell'omelia il Papa ha rivolto alcune parole ai presbiteri presenti, in questo Anno Sacerdotale. "Dun Ġorġ fu un prete di straordinaria umiltà, bontà, mitezza e generosità, profondamente dedito alla preghiera e con la passione di comunicare le verità del Vangelo. Prendetelo come modello ed ispirazione per voi, mentre adempite la missione che avete ricevuto di pascere il gregge del Signore".

 "Ricordate anche la domanda che il Signore Risorto ha rivolto tre volte a Pietro: 'Mi ami tu?'. Questa è la domanda che egli rivolge a ciascuno di voi. Lo amate? Desiderate servirlo con il dono della vostra intera vita? Desiderate condurre altri a conoscerlo ed amarlo? Con Pietro abbiate il coraggio di rispondere: "Sì, Signore, tu sai che io ti amo" e accogliete con cuore grato il magnifico compito che egli vi ha assegnato. La missione affidata ai sacerdoti è veramente un servizio alla gioia, alla gioia di Dio che brama irrompere nel mondo".

  Conclusa la celebrazione della Santa Messa e prima della recita del Regina Coeli, il Santo Padre ha ricordato "la particolare devozione del popolo maltese alla Madre di Dio, espressa con grande fervore a Nostra Signora di Ta' Pinu" ed ha detto: "Sono lieto di avere l'opportunità di pregare davanti alla sua immagine, portata qui appositamente da Gozo per questa occasione. Sono inoltre felice di donarLe una Rosa d'Oro, in segno del nostro filiale affetto, che condividiamo per la Madre di Dio".

  "Vi chiedo in particolare di pregare la Vergine Maria con il titolo di Regina della Famiglia, un titolo aggiunto alle Litanie Lauretane dal mio amato predecessore, Papa Giovanni Paolo II, egli stesso ospite, in varie occasioni, di queste terre. Offrendovi questo tangibile ricordo della mia visita, vi ringrazio per tutto quello che ho ricevuto da voi in contraccambio, specialmente per il calore della vostra devozione e per il sostegno delle vostre preghiere per il mio ministero di Successore di Pietro".

  Infine Benedetto XVI, dopo la Messa, ha fatto ritorno alla Nunziatura Apostolica di Rabat, per il pranzo con i Vescovi di Malta ed il seguito papale.
PV-MALTA                                           VIS 20100418 (980)

DIO AMA LA SUA CHIESA ANCHE SE FERITA DA NOSTRI PECCATI

CITTA' DEL VATICANO, 17 APR. 2010 (VIS). Come di consueto nel corso dei Viaggi Apostolici, il Papa ha incontrato brevemente i giornalisti che erano a bordo dell’aereo papale atterrato a Malta la sera di sabato 17 aprile.

  Benedetto XVI ha sintetizzato la ragioni del suo Viaggio a Malta. “Il primo” – ha detto – “è San Paolo. È finito l’Anno paolino della Chiesa universale, ma Malta festeggia 1950 anni dal suo naufragio e questa è per me un’occasione per mettere ancora una volta in luce la grande figura dell’Apostolo delle genti, con il suo messaggio importante anche oggi. Penso si possa sintetizzare l’essenziale del suo viaggio con le parole che lui stesso ha riassunto alla fine della lettera ai Galati: ‘fede operante nella carità’.

  “Queste sono le cose importanti anche oggi: la fede, la relazione con Dio, che si trasforma poi in carità. Ma penso anche che il motivo del naufragio parla per noi. Dal naufragio, per Malta è nata la fortuna di avere la fede; così possiamo pensare anche noi che i naufragi della vita possono realizzare il progetto di Dio per noi e possono anche essere utili per nuovi inizi nella nostra vita”.

  “Il secondo motivo” – ha proseguito il Pontefice – “mi fa piacere di vivere in mezzo ad una Chiesa vivace come è quella di Malta, feconda nelle vocazioni anche oggi, piena di fede, nel nostro tempo, e che risponde alle sfide del nostro tempo. So che Malta ama Cristo e ama la sua Chiesa che è il suo Corpo e so che, anche se questo Corpo è ferito dai nostri peccati, il Signore tuttavia ama questa Chiesa, e il suo Vangelo è la vera forza che purifica e guarisce”.

  “Terzo punto” – ha sottolineato il Pontefice – “Malta è il sito dove le correnti dei profughi arrivano dall’Africa e bussano alle porte dell’Europa. Questo è un grande problema del nostro tempo, e, naturalmente, non può essere risolto dall’isola di Malta. Noi tutti dobbiamo rispondere a questa sfida, lavorare perché tutti possano, nella loro terra, vivere una vita dignitosa e dall’altra parte fare il possibile perché questi profughi trovino qui dove arrivano, in tutti i casi, una possibilità di vita dignitosa. Una risposta ad una grande sfida del nostro tempo: Malta ci ricorda questi problemi e ci ricorda anche che proprio la fede è la forza che dà carità, e dunque anche la fantasia per rispondere bene a queste sfide”.
PV-MALTA                                   VIS 20100418 (420)

MALTESI FIERI RUOLO FEDE CATTOLICA SVILUPPO NAZIONE


CITTA' DEL VATICANO, 17 APR. 2010 (VIS). Alle 15:20 di oggi pomeriggio, il Papa è partito dall'aeroporto di Fiumicino e dopo un’ora e mezzo di volo è atterrato all’aeroporto internazionale di Malta, a Luqa, dando inizio al suo XIV Viaggio Apostolico per Malta.

  Al termine del discorso di benvenuto del Presidente della Repubblica di Malta, George Abela, il Santo Padre ha pronunciato un discorso.

  “L’occasione della mia visita a queste isole” – ha precisato il Papa – “è il 1950° anniversario del naufragio di san Paolo sulle spiagge dell’isola di Malta. San Luca descrive questo evento negli Atti degli Apostoli, ed è dal suo racconto che avete scelto il tema della visita odierna: ‘Dovremo però andare a finire su qualche isola’”.

  “Malta” – ha sottolineato il Pontefice – “è stata un crocevia di molti dei grandi eventi e degli scambi culturali nella storia europea e mediterranea, fino ai nostri stessi giorni. (...) A questi lidi, pertanto, secondo gli arcani disegni di Dio, il Vangelo fu recato da san Paolo e dai primi seguaci di Cristo. La loro opera missionaria ha portato molti frutti lungo i secoli, contribuendo in innumerevoli modi a plasmare la ricca e nobile cultura di Malta”.
  Rivolgendosi ai maltesi il Papa ha detto: “Voi continuate a ricoprire un valido ruolo nei dibattiti odierni sull’identità, la cultura e le politiche europee. Allo stesso tempo, sono lieto di rilevare l’impegno del Governo nei progetti umanitari ad ampio raggio, specialmente in Africa. E’ da auspicare vivamente che ciò possa servire per promuovere il benessere dei meno fortunati di voi, quale espressione di genuina carità cristiana”.

  “Malta ha molto da offrire in campi diversi, quali la tolleranza, la reciprocità, l’immigrazione ed altre questioni cruciali per il futuro di questo Continente. La vostra Nazione dovrebbe continuare a difendere l’indissolubilità del matrimonio quale istituzione naturale e sacramentale, come pure la vera natura della famiglia, come già sta facendo nei confronti della sacralità della vita umana dal concepimento sino alla morte naturale, e il vero rispetto che si deve dare alla libertà religiosa secondo modalità che portino ad un autentico sviluppo integrale sia degli individui sia della società”.

  “Malta gode di stretti vincoli con il Vicino Oriente, non soltanto in termini culturali e religiosi, ma anche linguistici. (...) Molto deve essere ancora fatto per costruire rapporti di genuina fiducia e di dialogo fruttuoso, e Malta si trova in buona posizione per stendere la mano dell’amicizia ai propri vicini a nord e a sud, ad est e ad ovest”.

  “Il popolo maltese” – ha concluso il Pontefice – “illuminato per quasi due millenni dagli insegnamenti del Vangelo e continuamente irrobustito dalle proprie radici cristiane, è giustamente fiero del ruolo indispensabile che la fede cattolica ha avuto nello sviluppo della propria Nazione. La bellezza della nostra fede viene espressa qui in vari e complementari modi, non ultimo nelle vite di santità che hanno portato i maltesi a donare se stessi per il bene degli altri. Tra di loro dobbiamo includere Dun Ġorġ Preca, che ho avuto la gioia di canonizzare tre anni orsono (3 giugno 2007). Invito tutti voi ad invocare la sua intercessione perché questa mia prima visita pastorale fra voi porti molti frutti spirituali”.
PV-MALTA/                                   VIS 20100418 (540)
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