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Il Vatican Information Service (VIS), istituito nell'ambito della Sala Stampa della Santa Sede, è un bollettino telematico che diffonde notizie relative all'attività magistrale e pastorale del Santo Padre e della Curia Romana...

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martedì 20 ottobre 2009

DICIASSETTESIMA CONGREGAZIONE GENERALE


CITTA' DEL VATICANO, 20 OTT. 2009 (VIS). Questa mattina, all'inizio della diciassettesima Congregazione Generale, è stata letta una lettera dei presidenti delegati e del segretario generale del Sinodo. Il presidente delegato di turno è stato il cardinale Francis Arinze, prefetto emerito della Congregazione per il Culto Divino e la Disciplina dei Sacramenti. Oltre al Papa erano presenti in questa sessione 217 padri.

  Questo è il testo della lettera:

  "Ai Presidenti delle Conferenze Episcopali del Sudan, dell'Uganda, del Ciad, della Repubblica Democratica del Congo e della Repubblica Centrafricana. Noi Padri sinodali, riuniti nella Seconda Assemblea Speciale per l'Africa del Sinodo dei Vescovi, abbiamo appreso con profondo dolore che nelle Diocesi situate nella regione dei Grandi Laghi perdurano azioni belliche che producono distruzioni, violenze, morte tra la popolazione innocente. Per salvare la propria vita, centinaia di migliaia di persone sono state costrette ad abbandonare le loro case e a rifugiarsi nei Paesi limitrofi in condizioni di estrema precarietà. Non mancano, poi, preoccupanti fenomeni di bambini soldato, di orfani, di mutilati di guerra e di persone con gravi problemi di salute fisica e psichica".

"Di fronte a tale drammatica situazione, noi Padri sinodali, riuniti sotto la presidenza del Santo Padre Benedetto XVI, esprimiamo la più viva comunione fraterna ai Vescovi delle Diocesi coinvolte in tali disumane sofferenze nei confronti della popolazione innocente. Al contempo ci rivolgiamo a tutte le parti in causa implorando che quanto prima il linguaggio delle armi sia sostituito da quello del dialogo e delle trattative. Con il dialogo, nel rispetto reciproco e nella pace, tutti i problemi possono essere risolti. La guerra, invece, rende tutto più difficile e in particolare tenta di trasformare i fratelli in nemici da abbattere".

"Fortificati dallo Spirito Santo, Spirito del Signore Gesù risorto, noi Padri sinodali ribadiamo il valore sacro di ogni vita umana. Il comandamento Non uccidere (Es 20, 13) non fa parte solamente del Decalogo, rivelazione di Dio raccolta nella Bibbia, bensì della legge inscritta nel cuore di ogni uomo che viene in questo mondo. Non è lecito uccidere innocenti per alcun motivo sociale, politico, etnico, razziale o religioso. Il sangue degli innocenti grida vendetta di fronte a Dio che prima o poi dovrà giudicare anche coloro che hanno macchiato le loro mani con il sangue dei poveri, che sono i privilegiati di Dio".

"Mentre stiamo riflettendo sulla riconciliazione, la giustizia e la pace, imploriamo, per intercessione di tutti i santi nati in Africa, il dono della pace perché si possa instaurare la giustizia ove è gravemente infranta e i cuori siano aperti alla grazia della riconciliazione con Dio e con il prossimo non solamente nella regione dei Grandi Laghi, bensì in tutta l'Africa".

"Affidiamo il nostro sofferto e pressante appello all'intercessione della Beata Vergine Maria, Nostra Signora d'Africa e Madre di tutti i sofferenti".

  Successivamente ha avuto luogo la presentazione della lista unificata delle 54 proposte che saranno consegnate al Santo Padre affinché le tenga in considerazione, se così lo desidera, al momento di redigere l'esortazione apostolica post-sinodale. I padri sinodali hanno partecipato anche alla seconda votazione per eleggere i membri del consiglio ordinario della segreteria generale del Sinodo.

  Il consiglio ordinario della segreteria generale del Sinodo dei Vescovi si costituisce al termine di ogni assemblea generale ordinaria. Si compone di 15 Membri, 12 dei quali sono eletti dallo stesso Sinodo e tre sono scelti dal Romano Pontefice.

  Questo pomeriggio, i padri sinodali si riuniranno per gruppi linguistici o circoli minori per preparare gli emendamenti collettivi alle proposte.
SE/DICIASSETTESIMA CONGREGAZIONE/...                                                     VIS 20091020 (570)


NOTA PASSAGGIO FEDELI ANGLICANI NELLA CHIESA CATTOLICA


CITTA' DEL VATICANO, 20 OTT. 2009 (VIS).Il Cardinale William Joseph Levada, prefetto della Congregazione per la Dottrina della Fede, e l'arcivescovo Joseph Augustine Di Noia, O.P., segretario della Congregazione per il Culto Divino e la Disciplina dei Sacramenti, hanno spiegato questa mattina durante un incontro con i giornalisti la nota circa gli Ordinariati Personali per gli anglicani che entrano a far parte della Chiesa Cattolica.

Il cardinal Levada ha commentato una nota informativa del suo dicastero in cui si dice che "la Chiesa Cattolica risponde alle numerose richieste che sono state sottoposte alla Santa Sede da gruppi di chierici e fedeli anglicani provenienti da diverse parti del mondo, i quali desiderano entrare nella piena e visibile comunione".

"In questa Costituzione Apostolica - ha detto- il Santo Padre ha introdotto una struttura canonica che provvede ad una tale riunione corporativa tramite l'istituzione di Ordinariati Personali, che permetteranno ai fedeli già anglicani di entrare nella piena comunione con la Chiesa Cattolica, conservando nel contempo elementi dello specifico patrimonio spirituale e liturgico anglicano. Secondo il tenore della Costituzione Apostolica la sorveglianza e guida pastorale per tali gruppi di fedeli già anglicani sarà assicurata da un Ordinariato Personale, di cui l'Ordinario sarà usualmente nominato dal clero già anglicano".

"La Costituzione Apostolica che sarà presto pubblicata, rappresenta una risposta ragionevole e perfino necessaria ad un fenomeno globale, offrendo un unico modello canonico per la Chiesa universale adattabile a diverse situazioni locali e, nella sua applicazione universale, equo per i già anglicani. Tale modello prevede la possibilità dell'ordinazione di chierici sposati già anglicani, come sacerdoti cattolici. Ragioni storiche ed ecumeniche non permettono l'ordinazione di uomini sposati a vescovi sia nella Chiesa Cattolica come in quelle Ortodosse. Pertanto, la Costituzione determina che l'Ordinario possa essere o un sacerdote o un vescovo non coniugato. I seminaristi dell'Ordinariato vengono preparati accanto ad altri seminaristi cattolici, anche se l'Ordinariato potrà aprire una casa di formazione al fine di rispondere ai particolari bisogni di formazione nel patrimonio anglicano".

"Questa nuova struttura -continua la nota- è in linea con l'impegno per il dialogo ecumenico, che continua ad essere una priorità per la Chiesa Cattolica, in particolare attraverso gli sforzi del Pontificio Consiglio per la Promozione dell'Unità dei Cristiani. "L'iniziativa proviene da vari gruppi di anglicani", ha aggiunto il Cardinale Levada. "Essi hanno dichiarato di condividere la comune fede cattolica, come espressa nel Catechismo della Chiesa Cattolica, e di accettare il ministero petrino come un elemento voluto da Cristo per la Chiesa. Per loro è venuto il tempo di esprimere tale unione implicita in una forma visibile di piena comunione."

Il porporato ha sottolineato che "Benedetto XVI spera che i chierici e fedeli anglicani desiderosi dell'unione con la Chiesa Cattolica troveranno in questa struttura canonica l'opportunità di preservare quelle tradizioni anglicane che sono preziose per loro e conformi con la fede cattolica. In quanto esprimono in un modo distinto la fede professata comunemente, tali tradizioni sono un dono da condividere nella Chiesa universale. L'unione con la Chiesa non richiede l'uniformità che ignora le diversità culturali, come dimostra la storia del cristianesimo. Inoltre, le numerose e diverse tradizioni oggi presenti nella Chiesa Cattolica sono radicate tutte nel principio formulato da san Paolo nella sua Lettera agli Efesini: "Un solo Signore, una sola fede, un solo battesimo".

In una dichiarazione congiunta, gli arcivescovi di Westminster e Canterbury, rispettivamente Vincent Gerard Nichols e Rowan Williams, affermano che l'annuncio della Costituzione Apostolica "chiude un periodo di incertezza per i gruppi che hanno sperato in nuovi modi per raggiungere l'unità della Chiesa Cattolica. Tocca ora a coloro che hanno avanzato istanze di questo tipo alla Santa Sede rispondere alla Costituzione Apostolica" che è "conseguenza del dialogo ecumenico tra la Chiesa Cattolica e la Comunione Anglicana".

  "L'attuale  dialogo ufficiale tra la Chiesa Cattolica e la Comunione Anglicana -sottolineano i prelati- costituisce la base per la continuazione della nostra cooperazione. Gli accordi della Commissione Internazionale Anglicano-Cattolica (ARCIC) e della Commissione Internazionale Anglicano-Cattolica per l'Unità e la Missione (IARCCUM) stabiliscono con chiarezza il cammino che seguiremo insieme".

  "Con l'aiuto di Dio e della preghiera -concludono- proclamiamo la nostra determinazione per rafforzare il reciproco impegno attuale e la consultazione con riguardo a questo e ad altri argomenti. A livello locale, nello spirito della IARCCUM, vorremmo adottare il modello di riunione tra la Conferenza dei Vescovi Cattolici di Inghilterra e Galles e la Camera Episcopale dei Vescovi di Inghilterra, concentrandoci sulla missione comune".
CDF/ANGLICANI-CHIESA CATTOLICA/LEVADA                                                 VIS 20091020 (760)


ALTRI ATTI PONTIFICI

CITTA' DEL VATICANO, 20 OTT. 2009 (VIS).Il Santo Padre:

-Ha accettato la rinuncia del Vescovo Francis X. Irwin all'ufficio di Ausiliare dell'arcidiocesi di Boston (U.S.A.) per raggiunti limiti di età.

-Ha nominato il Monsignore Andrzej Jéz Vescovo Ausiliare della diocesi di Tarnow (superficie 7.566, popolazione 1.125.753, cattolici 1.118.847, sacerdoti 1.395, religiosi 1.248) in Polonia. Il Vescovo eletto è nato nel 1963 a Limanowa (Polonia), è stato ordinato sacerdote nel 1988 e fino ad ora è stato Parroco di Santa Margherita a Nowy Sacz (Polonia). Succede al Vescovo Wladyslaw Bobowski, la cui rinuncia all'ufficio di ausiliare della diocesi è stata accettata per raggiunti limiti di etá.
RE:NER/.../IRWIN: JÉZ: BOBOWSKI                                                                  VIS 20091020 (110)

lunedì 19 ottobre 2009

SEDICESIMA CONGREGAZIONE GENERALE


CITTA' DEL VATICANO, 17 OTT. 2009 (VIS).-Questa mattina, durante la sedicesima Congregazione Generale del Sinodo dei Vescovi, è stata presentata e discussa la bozza del messaggio finale e ha avuto luogo la prima votazione per eleggere i membri del consiglio post-sinodale. Il presidente delegato di turno è stato il cardinale Théodore-Adrien Sarr, arcivescovo di Dakar (Senegal). Oltre al Papa, sono stati presenti in questa sessione 212 padri.

  Questo pomeriggio e nelle giornate di domenica e lunedì, in cui non vi sarà la Congregazione Generale, il relatore generale, i segretari speciali e i relatori dei circoli minori o gruppi linguistici unificheranno le proposte presentate dai padri sinodali.
SE/SEDICESIMA CONGREGAZIONE/...                                                             VIS 20091019 (110)


LA MUSICA PUÒ DIVENTARE PREGHIERA


CITTA' DEL VATICANO, 17 OTT. 2009 (VIS). Il Santo Padre ha assistito questo pomeriggio ad un concerto nell'Aula Paolo VI offerto dall'Accademia Pianistica Internazionale di Imola a venti anni dalla sua fondazione. Al pianoforte la pianista cinese Jin Ju che ha eseguito, su sette pianoforti di diverse epoche, musiche di Bach, Scarlatti, Mozart, Czerny, Beethoven, Chopin, Ciakovskij e Liszt.

Al termine del Concerto, il Papa ha ringraziato l'Accademia e la pianista, "che ci ha fatto assaporare (...) la carica emotiva -ha detto- delle musiche che ha eseguito".

"Questo concerto ci ha permesso, ancora una volta, di gustare la bellezza della musica, linguaggio spirituale e quindi universale, veicolo quanto mai adatto alla comprensione e all'unione tra le persone e i popoli. La musica fa parte di tutte le culture e, potremmo dire, accompagna ogni esperienza umana, dal dolore al piacere, dall'odio all'amore, dalla tristezza alla gioia, dalla morte alla vita".

Benedetto XVI ha sottolineato che "nel corso dei secoli e dei millenni, la musica è sempre stata utilizzata per dare forma a quello che non si riesce a fare con le parole, perché suscita emozioni altrimenti difficili da comunicare. Non è pertanto un caso se ogni civiltà ha dato importanza e valore alla musica nelle sue varie forme ed espressioni".

"La musica, la grande musica, -ha concluso- distende lo spirito, suscita sentimenti profondi ed invita quasi naturalmente ad elevare la mente e il cuore a Dio in ogni situazione, sia gioiosa che triste, dell'esistenza umana. La musica può diventare preghiera".
BXVI-CONCERTO/PREGHIERA/ACCADEMIA IMOLA                                         VIS 20091019 (280)


GIORNATA MONDIALE MISSIONI: SOLIDARIETÀ CHIESA GIOVANE


CITTA' DEL VATICANO, 18 OTT. 2009 (VIS).- La Giornata mondiale delle Missioni che si celebra la terza domenica di ottobre è stata il tema della meditazione del Papa che precede l'Angelus domenicale.

Il Santo Padre ha detto alle migliaia di fedeli riuniti a mezzogiorno in Piazza San Pietro che questa giornata "costituisce per ogni comunità ecclesiale e per ciascun cristiano un forte richiamo all'impegno di annunciare e testimoniare il Vangelo a tutti, in particolare a quanti ancora non lo conoscono".

"E' la luce del Vangelo, che orienta il cammino dei popoli e li guida verso la realizzazione di una grande famiglia, nella giustizia e nella pace, sotto la paternità dell'unico Dio buono e misericordioso. La Chiesa esiste per annunciare questo messaggio di speranza all'intera umanità, che nel nostro tempo "conosce stupende conquiste, ma sembra aver smarrito il senso delle realtà ultime e della stessa esistenza", ha osservato il Papa.

In questa domenica "la Chiesa universale pone in rilievo la propria vocazione missionaria. Guidata dallo Spirito Santo, essa sa di essere chiamata a proseguire l'opera di Gesù stesso annunciando il Vangelo del Regno di Dio, che "è giustizia, pace e gioia nello Spirito Santo". Questo Regno è già presente nel mondo come forza di amore, di libertà, di solidarietà, di rispetto della dignità di ogni uomo, e la Comunità ecclesiale sente premere nel cuore l'urgenza di lavorare, affinché la sovranità di Cristo si realizzi pienamente".

Benedetto XVI ha ricordato poi ai "missionari e le missionarie - sacerdoti, religiosi, religiose e laici volontari - che consacrano la loro esistenza a portare il Vangelo nel mondo, affrontando anche disagi e difficoltà e talvolta persino vere e proprie persecuzioni. Penso, tra gli altri, a don Ruggero Ruvoletto, sacerdote fidei donum, recentemente ucciso in Brasile, al Padre Michael Sinnott, religioso, sequestrato pochi giorni fa nelle Filippine. E come non pensare a quanto sta emergendo dal Sinodo dei Vescovi per l'Africa in termini di estremo sacrificio e di amore a Cristo e alla sua Chiesa?".

Il Papa ha ringraziato le Opere Missionarie Pontificie per il servizio che rendono "all'animazione e alla formazione missionaria" e ha invitato tutti i cristiani "a un gesto di condivisione materiale e spirituale per aiutare le giovani Chiese dei Paesi più poveri".
ANG/GIORNATA MISSIONARIA MONDIALE/...                                                  VIS 20091019 (400)


I VALORI CONTINUANO PLASMARE LA CIVILIZZAZIONE EUROPEA


CITTA' DEL VATICANO, 19 OTT. 2009 (VIS). Il Santo Padre ha ricevuto questa mattina il capo della delegazione della Commissione delle Comunità Europee presso la Santa Sede, Yves Gazzo, in occasione della presentazione delle lettere credenziali.

Nel suo discorso, il Papa ha fatto riferimento ai valori dell'Unione Europea, che "sono il frutto -ha detto- di una lunga e travagliata storia in cui, non lo si può negare, il cristianesimo ha giocato un ruolo fondamentale. L'uguale dignità di tutti gli esseri umani, la libertà dell'atto di fede come radice di tutte le altre libertà civili, la pace come elemento determinante del bene comune, lo sviluppo umano -intellettuale, sociale ed economico- come vocazione divina ed il significato della storia che da esso deriva sono altri elementi centrali della rivelazione cristiana che continuano plasmare la civilizzazione europea".

"Quando la Chiesa ricorda le radici cristiane dell'Europa - ha continuato- non cerca uno statuto privilegiato per se stessa. Vuole mettere in pratica la memoria storica, ricordando in primo luogo una verità -che passa ogni volta sempre più inosservata-: l'ispirazione decisamente cristiana dei padri fondatori dell'Unione europea". Così "desidera manifestare che l'impronta dei valori proviene principalmente dal patrimonio cristiano, il quale continua ancora oggi ad alimentarli".

Il Santo Padre ha affermato che "questi valori comuni non sono un conglomerato disordinato ed aleatorio, ma costituiscono un insieme coerente che si ordina e si articola storicamente a partire da una visione antropologica precisa".

Il Papa ha avvertito del rischio che "questi valori possano essere manipolati da individui e gruppi di pressione desiderosi di far valere i propri interessi particolari in danno di un ambizioso progetto collettivo, in cui gli europei hanno speranza e che ha come obiettivo il bene comune degli abitanti del Continente e di tutto il mondo".

"E'importante -ha sottolineato- che l'Europa non permetta che il proprio modello di civilizzazione si sciolga filo per filo. La sua generosità iniziale non deve essere soffocata dall'individualismo e dall'utilitarismo. Le immense ricchezze intellettuali, culturali, economiche del continente continueranno a produrre frutti purchè siano rese feconde da una visione trascendente della persona umana che costituisce il tesoro più grande dell'eredità europea".

"Si tratta in modo principale della ricerca del giusto e delicato equilibrio tra l'efficacia economica e le esigenze sociali, la salvaguardia dell'ambiente e soprattutto del sostegno indispensabile e necessario alla vita umana dal suo concepimento alla morte naturale, ed alla famiglia fondata sul matrimonio tra un uomo e una donna".

L'Europa non sarà la stessa, ha osservato il Santo Padre, "se non conserva le sue caratteristiche originali che costituiscono la sua grandezza e che possono fare di essa, giorno dopo giorno, una delle principali protagoniste della promozione dello sviluppo integrale delle persone che la Chiesa Cattolica considera come l'unico cammino capace di porre rimedio agli squilibri che il nostro mondo presenta".

Benedetto XVI ha assicurato al rappresentante della Santa Sede che segue "con rispetto e grande attenzione l'attività delle istituzioni europee e aspetta che esse, con il loro lavoro e la loro creatività, onorino l'Europa che più che un continente è una "casa spirituale".

"La Chiesa -ha concluso- vuole "accompagnare" la costruzione dell'Unione europea. Per questo si permette di ricordarle quali sono i valori fondanti e costitutivi della società europea, affinché si promuovano per il bene di tutti".
CD/CREDENZIALI/CE:GAZZO                                                   VIS 20091019 (545)


UDIENZE

CITTA' DEL VATICANO, 19 OTT. 2009 (VIS). Il Santo Padre ha ricevuto questa mattina in udienze saparate:

-L'Arcivescovo Renzo Fratini, Nunzio Apostolico in Spagna e nel Principato di Andorra, Osservatore permanente presso l'O.M.T.,

-Il Sig. Muammer Dogan Akdur, Ambasciatore di Turchia, in visita di congedo.

-Il Sig. Fausto Cordovez Chiriboga, Ambasciatore di Ecuador, in visita di congedo.
AP/.../...                                                                                              VIS 20091019 (50)

ALTRI ATTI PONTIFICI


CITTA' DEL VATICANO, 19 OTT. 2009 (VIS).- Il Santo Padre ha nominato il Reverendo Paul D. Etienne Vescovo di Cheyenne (superficie 252.552, popolazione 515.000, cattolici 52.203, sacerdoti 61, religiosi 35, diaconi permanenti 20) negli Stati Uniti. Il Vescovo eletto è nato a Tell City, Indiana (EE.UU.) nel 1959, è stato ordinato sacerdote nel 1992 e attualmente era vice-rettore del "Bishop Brutè Seminary" e parroco della "St. Paul Parish" a Tell City.

Sabato scorso, 17 ottobre, è stato reso pubblico che il Papa ha nominato Membri della Congregazione per i Vescovi il Cardinale Antonio Cañizares Llovera, Prefetto della Congragazione per il Culto Divino e la Disciplina dei Sacramenti, e l'Arcivescovo Raymond Leo Burke, Prefetto del Supremo Tribunale della Segnatura Apostolica.
NER:NA/.../ETIENNE:CAÑIZARES:BURKE                               VIS 20091019(120)


venerdì 16 ottobre 2009

GARANTIRE RISORSE PER SCONFIGGERE FLAGELLO DELLA FAME


CITTÀ DEL VATICANO, 16 OTT 2009 (VIS).- Il Santo Padre ha inviato un messaggio al Direttore Generale della Organizzazione delle Nazioni Unite per l'Alimentazione e l'Agricoltura (FAO) in occasione della celebrazione, oggi 16 ottobre, della Giornata Mondiale dell'Alimentazione, che commemora la data della fondazione di questo organismo nel 1945. Quest'anno il tema della Giornata è "Raggiungere la sicurezza alimentare in tempi di crisi".
 
 "La crisi attuale, che attraversa senza distinzione l'insieme dei settori dell'economia, colpisce particolarmente in maniera grave il mondo agricolo, dove la situazione diventa drammatica (...). e chiede ai Governi e alle diverse componenti della Comunità internazionale ad operare scelte determinanti ed efficaci".

 "Garantire a persone e popoli la possibilitá di sconfiggere il flagello della fame significa assicurare loro un accesso concreto ad un'adeguata e sana alimentazione. Si tratta, in effetti, di una concreta manifestazione del diritto alla vita, che, pur solennemente proclamato, resta troppo spesso lontano da una piena attuazione".

 Il Santo Padre osserva che il tema della Giornata ricorda che "l'agricoltura deve poter disporre di un sufficiente livello di investimenti e di risorse" e che "i beni della creazione sono limitati per loro natura: essi richiedono, pertanto, atteggiamenti responsabili e capaci di favorire la sicurezza alimentare, pensando anche a quella delle generazioni future".

 "Il conseguimento di questi obiettivi -continua- richiede una necessaria modificazione degli stili di vita e dei modi di pensare. (...) È necessario favorire una cooperazione che protegga i metodi di coltivazione propri di ogni area ed eviti un uso sconsiderato delle risorse naturali. Auspico, inoltre, che tale cooperazione salvaguardi i valori propri del mondo rurale e i fondamentali diritti dei lavoratori della terra (...). L'esperienza dimostra che le soluzioni tecniche, pur avanzate, mancano di efficacia se non si riferiscono alla persona, principale protagonista che, nella sua dimensione spirituale e materiale, è origine e fine di ogni attività".

 Il Papa ricorda che l'accesso all'alimento "è un diritto fondamentale delle persone e dei popoli e sarà una realtà, e quindi una sicurezza, se sarà garantito un adeguato sviluppo in tutte le diverse regioni. In particolare, il dramma della fame potrà essere sconfitto solo "eliminando le cause strutturali che lo provocano e promuovendo lo sviluppo agricolo dei Paesi più poveri mediante investimenti in infrastrutture rurali, in sistemi di irrigazione, in trasporti, in organizzazione dei mercati, in formazione e diffusione di tecniche agricole appropriate, capaci cioè di utilizzare al meglio le risorse umane, naturali e socio-economiche maggiormente accessibili a livello locale".
MESS/GIORNATA MONDIALE ALIMENTAZIONE/DIOUF                                     VIS 20091016 (480)


CRISTIANI E INDÙ PER LO SVILUPPO UMANO INTEGRALE


CITTÀ DEL VATICANO, 16 OTT. 2009 (VIS).- Oggi è stato pubblicato il messaggio del Cardinale Jean-Louis Tauran, presidente del Pontificio Consiglio per il Dialogo Interreligioso, ai seguaci dell'induismo in occasione del Deepavali, che si celebra in questo mese di ottobre. Il messaggio di quest'anno si intitola: " Indù e cristiani: impegnati nello sviluppo umano integrale".

 Nel testo, firmato anche dall'arcivescovo Pier Luigi Celata, segretario del dicastero, si legge: "Nel processo dello sviluppo integrale, la protezione della vita umana ed il rispetto della dignità e dei diritti fondamentali della persona, sono responsabilità di ciascuno, sia individualmente che collettivamente".

 "Il rispetto degli altri implica, dunque, il riconoscimento della loro libertà: libertà di coscienza, di pensiero e di religione".

 Il cardinal Tauran e l'arcivescovo Celata scrivono che "lo sviluppo umano integrale richiede anche la volontà politica di lavorare per garantire una maggiore protezione dei diritti umani ed una coesistenza pacifica. Sviluppo, libertà e pace sono indissolubilmente legati e si completano reciprocamente".
CON-DIR/DEEPAVALI/TAURAN:CELATA                                                           VIS 20091015 (180)


UDIENZE

CITTA' DEL VATICANO, 16 OTT. 2009 (VIS). Il Santo Padre ha ricevuto in udienze separate: Sua Altezza Serenissima il Principe Albert II di Monaco Seguito.

Il Cardinale Ivan Dias, Prefetto della Congregazione per l'Evangelizzazione dei Popoli.

L'Arcivescovo Giovanni Angelo Becciu, Nunzio Apostolico in Cuba.

La Signora Yulia Vladimirovna, Primo Ministro di Ucraina, e Ucraina.
AL/...                                                                                                                 VIS 20091016 (60)

ALTRI ATTI PONTIFICI

CITTA' DEL VATICANO, 16 OTT. 2009 (VIS). Il Santo Padre ha nominato:

- Il Vescovo Henryk Marian Tomasik, Vescovo di Radom (superficie: 8.000; popolazione:  918.328; cattolici: 911.180; sacerdoti: 771; religiosi; 521), Polonia. E' stato finora Ausiliare di Siedlce (Polonia).

- Il Padre Felici Ruffini, M.I., Membro del Pontificio Consiglio per gli Operatori Sanitari.
NER:NA/.../...                                                                                                    VIS 20091016 (301)

QUINDICESIMA CONGREGAZIONE GENERALE


CITTÀ DEL VATICANO, 15 OTT 2009 (VIS).- Offriamo qui di seguito estratti delle relazioni di alcuni circoli minori che sono stati presentati nell'Aula del Sinodo, durante la quindicesima Congregazione Generale di ieri mattina e che sono stati resi pubblici nel pomeriggio.

CIRCOLO MINORE INGLESE : ARCIVESCOVO ANTHONY JOHN VALENTINE OBINNA, DI OWERRI (NIGERIA) "C'è stata un'esperienza positiva e sana di comunione ecclesiale attraverso il Sinodo, trasmettiamola all'interno delle nostre Chiese e dei nostri organismi. (...) I fedeli laici devono essere resi consapevoli del loro ruolo di agenti di riconciliazione, giustizia e pace nelle loro aree operative o sfere di attività. (...) Per rafforzare la famiglia africana non sono sufficienti le condanne: bisogna prendere iniziative positive per sanare situazioni irregolari. (...) Per rispondere alle numerose vittime di ingiustizia nel continente, i non nati (aborto), orfani, bambini di strada, disabili, prigionieri, comunità perseguitate ed emarginate, bisogna creare strutture di giustizia, pace, sollecitudine pastorale, comprensione ed empatia all'interno ella Chiesa e da parte di essa. (...) Il Compendio della dottrina sociale della Chiesa dovrebbe essere un testo obbligatorio per la formazione e la acquisizione di abilità dei laici (...) Bisogna usare testi ufficiali sulla vita umana e sulla sessualità per insegnare ai seminaristi e ai giovani la dottrina cristiana e l'approccio alla sessualità. (...) La catechesi sulla famiglia dovrebbe essere promossa a partire dal Compendio della dottrina sociale della Chiesa. (...) Le donne dovrebbero avere ruoli da svolgere nella Chiesa come membri a pieno titolo. Bisogna fare dei nuovi sforzi per eliminare la discriminazione contro le donne in tutti gli ambiti".

CIRCOLO MINORE INGLESE: VESCOVO SITHEMBELE ANTON SIPUKA, DI UMTATA (SUDAFRICA) "Notiamo che la mancanza di pubblicità sul Sinodo riflette la nostra debolezza nella comunicazione, perciò abbiamo bisogno di comunicare al nostro ritorno di cosa abbiamo discusso e deciso qui. (...) È necessario poi incontrare i nostri governi e a partire da lì diffondere i risultati dalle fondamenta, addirittura prima della pubblicazione finale dei risultati del Sinodo da parte del Papa. (...) Purtroppo, non abbiamo una formazione permanente dopo il Battesimo e la Cresima, che potrebbe aiutare a far restare le persone nella Chiesa. Per questo, dobbiamo rivedere la nostra metodologia attuale di catechesi. Esiste poi un problema di struttura gerarchica nella società africana per cui i superiori non possono chiedere perdono agli inferiori. Per esempio, è impensabile che un marito chieda perdono alla moglie o un anziano ad un giovane. Tutto ciò vale anche per i gruppi etnici: un gruppo etnico non riterrebbe appropriato chiedere perdono ad un altro. Sembra poi che le modalità di riconciliazione tradizionali africane siano un ostacolo all'ideale e alla pratica cristiana di riconciliazione." (...)

CIRCOLO MINORE FRANCESE B: VESCOVO LOUIS PORTELLA MBUYU, DI KINKALA, PRESIDENTE DELLA CONFERENZA EPISCOPALE (REPUBBLICA DEL CONGO). "Le urgenze sono numerose: formare quanti hanno potere decisionale ora e in futuro (una formazione spirituale e dottrinale, ma pure tecnica, seguita anche da cappellani a loro volta adeguatamente formati); dare alle donne il posto che spetta loro; educare le persone alla pace fin dalla più tenera età e aiutarle a cambiare il loro modo di guardare agli altri; lo stesso vale per l'educazione allo stato di diritto e a tutti gli altri valori cristiani che riguardano la società. (...) La famiglia, cellula fondamentale della società, merita una mobilitazione pastorale importante. La pastorale familiare implica tutte le categorie: i bambini e i giovani devono ricevere una educazione accurata, i coniugi devono progredire nell'amore coniugale; i genitori devono assumersi la propria responsabilità di primi educatori. I valori cristiani del matrimonio e della famiglia devono quindi essere al centro di iniziative pastorali appropriate. La relazione fra la nostra cultura e i Sacramenti dell'Eucaristia e della Riconciliazione ci orienta verso una catechesi inculturata di tali Sacramenti. In questo ambito, perché non pensare a un congresso eucaristico continentale guidato da una dinamica di ricerca teologica, di catechesi e di celebrazione inculturata?"

CIRCOLO MINORE INGLESE E: VESCOVO MARTIN IGWEMEZIE UZOUKWU, DE MINNA (NIGERIA). "Dobbiamo avere un atteggiamento positivo verso le tradizioni africane, vederle come un'opportunità ed esaminarle attentamente per purificarle e usarle nel processo di riconciliazione. Anche la diversità deve essere vista come un dono; è stata creata da Dio, ed è un fattore di ricchezza. Ma spesso i politici si servono della nostre diversità per dividere un'etnia dall'altra e creare tensione e conflitto; per questo la riconciliazione deve essere depoliticizzata, liberata dal ricatto di non limpide motivazioni politiche. (...) Un'attenzione particolare deve essere dedicata alla formazione del clero, che con il suo lavoro edifica quotidianamente il Regno di Dio. Anche il sacerdote rischia di perdere di vista la grandezza della sua vocazione ed è minacciato dalla mentalità del mondo che diffonde i disvalori del materialismo; il sacerdote deve imitare Cristo nel servire, non nell'essere servito. Ai seminaristi dovrebbe essere insegnato ad avvalersi dei nuovi media, per rendere più completa la loro istruzione e per essere capaci di evangelizzare anche servendosi di internet e dei nuovi strumenti messi a disposizione dal progresso tecnico".
SE/QUINDICESIMA CONGREGAZIONE/...                              VIS 20091016 (830)


INIZIANO COLLOQUI CON LA FRATERNITÀ SAN PIO X


CITTA' DEL VATICANO, 16 OTT. 2009 (VIS).Il Direttore della Sala Stampa della Santa Sede, padre Federico Lombardi, S.I., ha rilasciato ieri pomeriggio la seguente dichiarazione:

  "Il prossimo lunedì 26 ottobre, nella mattinata, avrà luogo il primo incontro dei previsti colloqui con la Fraternità San Pio X".

  "Vi parteciperanno, per parte della Commissione Ecclesia Dei, oltre al Segretario della stessa Commissione, Monsignor Guido Pozzo, il Segretario della Congregazione per la Dottrina della Fede, il Vescovo Luis F. Ladaria Ferrer, S.I., e gli esperti già nominati: il Padre Charles Morerod, O.P., Segretario della Commissione teologica internazionale, Consultore della Congregazione per la Dottrina della Fede, il Monsignore Fernando Ocáriz, Vicario Generale dell'Opus Dei, Consultore della Congregazione per la Dottrina della Fede, il Padre Karl Josef Becker, S.I., Consultore della Congregazione per la Dottrina della Fede.

  "L'incontro avrà luogo presso il Palazzo del Sant'Ufficio. I contenuti delle conversazioni, che riguarderanno le questioni dottrinali aperte, rimarranno strettamente riservati".

  "Al termine dell'incontro verrà rilasciato un comunicato".
OP/INCONTRO FRATERNITÀ SAN PIO X                                                          VIS 20091016 (151)


VISITA PAPA PRINCIPE DI MONACO E PRIMO MINISTRO UCRAINA


CITTÀ DEL VATICANO, 16 OTT 2009 (VIS).- Il Santo Padre ha ricevuto oggi in udienza Sua Altezza Serenissima il Principe Alberto II di Monaco, secondo quanto informa un comunicato dell'Ufficio Stampa della Santa Sede. "Subito dopo, il Principe si è incontrato con Sua Eminenza il Cardinale Tarcisio Bertone, Segretario di Stato, accompagnato da Sua Eccellenza Mons. Dominique Mamberti, Segretario per i Rapporti con gli Stati. Nel corso dei colloqui, dopo aver evocato alcune questioni di attualità internazionale, come lo sviluppo integrale dei popoli e la protezione delle risorse naturali e dell'ambiente, ci si è soffermati su alcuni temi di interesse comune, come l'importanza di una solida formazione culturale e morale delle giovani generazioni e la difesa della vita in tutte le sue fasi".

Il Santo Padre ha ricevuto in Udienza anche Yulia Vladimirovna Timoshenko, Primo Ministro dell'Ucraina. "Successivamente, la Sig.ra Timoshenko ha incontrato Sua Eminenza il Cardinale Tarcisio Bertone, Segretario di Stato, e Sua Eccellenza Mons. Dominique Mamberti, Segretario per i Rapporti con gli Stati. Nel corso dei cordiali colloqui sono stati affrontati temi inerenti alla promozione della pace ed alla collaborazione internazionale, specie in ambito europeo. In seguito, ci si è soffermati sul contributo che la Chiesa Cattolica, di entrambi i riti, offre alla società ucraina, soprattutto in campo educativo e nella diffusione dei valori umani e cristiani. Inoltre, si è richiamato l'insieme delle questioni di interesse comune nei rapporti tra le Autorità civili e quelle religiose, auspicando che i recenti sviluppi positivi aiutino la soluzione delle questioni ancora pendenti".
OP/VISITA/ALBERTOII:TIMOSHENKO                                                               VIS 20091016 (249)


giovedì 15 ottobre 2009

QUINDICESIMA CONGREGAZIONE GENERALE


CITTA' DEL VATICANO, 15 OTT. 2009 (VIS). Questa mattina si è celebrata, in presenza del Santo Padre, la Quindicesima Congregazione Generale della Seconda Assemblea per l'Africa del Sinodo dei Vescovi, durante la quale sono state presentate la relazioni dei Circoli Minori o Gruppi Linguistici.

  Presidente delegato di turno è stato il Cardinale Wiflrid Fox Napier, O.F.M., Arcivescovo di Durban (Sudafrica). Erano presenti a quale Assemblea 224 Padri Sinodali.

  Di seguito riportiamo estratti di alcune relazioni:

CIRCOLO MINORE PORTOGHESE: ARCIVESCOVO GABRIEL MBILINGI, COADIUORE S.S.Sp. DI LUBANGO, PRESIDENTE DEL "INTER-REGIONAL MEETING OF BISHOPS OF SOUTH AFRICA (IMBISA), ANGOLA. "Alcuni suggerimenti: un riferimento esplicito alla Dottrina Sociale della Chiesa che deve far parte del contenuto della nostra dottrina evangelizzatrice e catechizzatrice: che la catechesi sia il modello catecumeno che porta la persona ad effettuare la sua opzione personale per Cristo; ricordare la funzione fondamentale della Vita  consacrata della vita della missione della Chiesa (...) valorizzare l'ambito della politica come un servizio al popolo di Dio, aiutando i politici cristiani ad assumere le loro responsabilità secondo la sua fede (...) Con riferimento al clero, insistere sulla vita del ministero sacerdotale come servizio al popolo di Dio e non come autorità (...); denunciare le gravi situazioni  dei diritti umani e farlo con decisione, con chiarezza e precisione: aver coraggio per seguire anche un cammino di riconciliazione e purificazione della memoria nella Chiesa".

CIRCOLO MINORE FRANCESE E: PADRE EDOUARD TSIMBA, C.I.C.M., SUPERIORE GENERALE DELLA CONGREGAZIONE DEL CUORE IMMACOLATO DI MARIA (MISSIONARI DI SCHEUT). "La ricerca della verità è una condizione indispensabile per la riconciliazione.(...) Parlare di riconciliazione significa parlare della misericordia di Dio. Solo una persona riconciliata con Dio, in pace, è capace di portare la pace. Occorre quindi ricordare il grande valore del sacramento della riconciliazione e quindi la serietà e il tempo che gli attori (tra cui i sacerdoti) devono dedicare a questo tema, investendo il tempo e la preparazione necessari, sia per la confessione personale che per le celebrazioni comunitarie. (...) La vita e la testimonianza, talvolta fino al martirio, di numerosi cristiani, meritano di essere ricordate in quanto fonte di sostegno della fede. La vita e l'esempio degli agenti della Chiesa senza distinzione è fondamentale nel campo della riconciliazione. (...) Che tutti i cristiani, ognuno secondo il proprio ministero, siano fieri di esserlo e di manifestarlo nella loro vita. (...)  La santità è un richiamo per tutti e per tutte e merita un posto importante nel testo".

CIRCOLO MINORE FRANCESE A; PADRE GÉRARD CHABANON M AFR. SUPERIORE GENERALE DEI MISSIONARI D'AFRICA (PADRI BIANCHI). "Due grandi temi 1) La Famiglia è la cellula delle comunità cristiane. E' minacciata dalla povertà, dal mal governo, dalla difficoltà ad educare i bambini, la violenza e la irresponsabilità dei padri di famiglia che abbandonano la consorte e i bambini. 2) (..) Le situazioni in Africa sono molto diverse, soprattutto al nord e al sud del Sahara.  La 'arabità' e la 'africanità' non condividono sempre gli stessi valori. Si può instaurare un dialogo sociale fra cristiani e musulmani. Abbiamo sottolineato che dobbiamo mirare dappertutto alla libertà di coscienza e alla reciprocità dei culti".

CIRCOLO MINORE INGLESE-FRANCESE: VESCOVO JEAN MBARGA, DE EBOLOWA (CAMERUN). "In generale, la relazione successiva alla discussione è stata valutata positivamente. (…) Inoltre, una visione multiministeriale della Chiesa avrebbe dato una maggior importanza al posto ed alla missione di tutte le categorie del popolo di Dio nella Chiesa, in modo particolare ai laici. La questione della cultura tribale nella Chiesa rimane una sfida molto grande. Si sarebbe potuto raggiungere un equilibrio tra la crescita teologica e la vastità dei drammi umani dell'Africa, ai quali i padri sinodali devono dare una risposta; anche l'azione profetica delle Commissioni de Giustizia e di Pace merita una grande considerazione. (…) La comunione ecclesiale è anche una forza che deve permettere agli abitanti dell'Africa di affrontare le sfide che si presentano loro nella speranza della risurrezione, così come nella piena solidarietà universale".

  Nel pomeriggio di oggi e nella giornata di domani, i Padri Sinodali si riuniranno in gruppi linguistici per preparare le proposte che saranno sottoposte al Santo Padre e che saranno consegnate alla Segreteria Generale del Sinodo.
SE/QUINDICESIMA CONGREGAZIONE/...                   VIS 20091015 (700)


PRESENTAZIONE VOLUME ECUMENISMO CARDINALE KASPER


CITTA' DEL VATICANO, 13 OTT. 2009 (VIS). Il Cardinale Walter Kasper, Presidente del Pontificio Consiglio per la Promozione dell'Unità dei Cristiani, ha presentato questa mattina presso la Sala Stampa della Santa Sede, il volume "Harvesting the fruits. Basic aspects of Christian Faith  in Ecumenical Dialogue. Ecumenical Consensus Convergences and Differences" (Raccolta dei frutti. Aspetti fondamentali della fede cristiana nel dialogo ecumenico. Consensi, convergenze e differenze)", edito dalla Editrice "Continuum" di Londra.

  "Il libro" - ha detto il Cardinale - "è il frutto di due anni  di lavoro intenso che ho intrapreso insieme agli Officiali del Pontificio Consiglio per la promozione dell'unità dei cristiani (PCPUC), ed in collaborazione con i nostri Consultori ed i nostri  partner ecumenici" ed analizza "le principali comunità protestanti che sono state le prime ad allacciare con noi un dialogo dopo il Concilio" e traccia un bilancio di questo incontro "guardando sia al passato che al futuro".

  Nel corso della presentazione il Cardinale Kasper ha annunciato la celebrazione  di "un Simposio nel febbraio 2010", dove tenendo come testo di base il volume, "si discuterà del futuro dell'ecumenismo occidentale",
OP/VOLUME ECUMENISMO/KASPER                       VIS 20091015 (180)


ALTRI ATTI PONTIFICI


CITTA' DEL VATICANO, 15 OTT. 2009 (VIS). Il Santo:

- Ha accettato la rinuncia all'ufficio di Vescovo Ausiliare della Diocesi di Chur (Svizzera), presentata dal Vescovo Paul Vollmar, S.M., per raggiunti limiti d'età.

- Ha nominato il Reverendo Fernando Isern, Vescovo di Pueblo (superficie: 124.754; popolazione: 626.000; cattolici: 121.100; sacerdoti: 601; religiosi:  94; diaconi permanenti: 33), Stati Uniti d'America. II Vescovo eletto è nato a Havana (Cuba), nel 1958 ed è stato ordinato sacerdote nel 1993. E' stato finora Parroco della "Our Lady of Lourdes Parish" a Miami (Stati Uniti d'America). Succede al Vescovo Arthur N. Tafoya, del quale il Santo Padre ha accettato la rinuncia al governo la rinuncia al governo pastorale della medesima Diocesi, presentata per raggiunti limiti d'età.

- Ha nominato il Monsignore Paul D. Sirba, Vescovo di Duluth (superficie. 57.875; popolazione: 439.478; cattolici; 60.532; sacerdoti: 82; religiosi: 192; diaconi permanenti: 41), Stati Uniti d'America.  Il Vescovo è nato a Saint Paul Minnesota (Stati Uniti d'America) nel 1960 ed è stato ordinato sacerdote nel 1986. E' stato Vicario Generale della medesima Arcidiocesi dal giugno 2009.

-Ha nominato il Reverendo Jorge Carlos Patron Wong, Vescovo Coadiutore della Diocesi di Papantla (superficie: 12.000; popolazione: 2.065.338: cattolici: 1.553.342; sacerdoti: 86; religiosi: 130), Messico. Il Vescovo eletto è nato a Merida (Messico), nel 1958 ed è stato ordinato sacerdote nel 1988. Attualmente  è Presidente dell'Organizzazione dei Seminari Latinoamericani.

- Ha nominato il Monsignore Robert C. Evans, Vescovo Ausiliare della Diocesi di Providence (superficie: 3.247; popolazione: 1.089; cattolici: 651.000; sacerdoti: 390; religiosi: 754; diaconi permanenti: 104), Stati Uniti d'America. Il Vescovo eletto è nato nel 1947 a Moultri (Stati Uniti d'America) ed è stato ordinato sacerdote nel 1973. Dal 2007 è stato Parroco della "St. Philip Parish" a Greenville (Stati Uniti d'America).
RE:NER:NEC:NEA/.../...                                      VIS 20091015 (290)


mercoledì 14 ottobre 2009

QUATTORDICESIMA CONGREGAZIONE GENERALE


CITTA' DEL VATICANO, 13 OTT. 2009 (VIS). La Quattordicesima Congregazione Generale dell'Assemblea Speciale per l'Africa del Sinodo dei Vescovi per la Relatio post disceptationem (Relazione dopo la discussione), si è tenuta questo pomeriggio alla presenza del Santo Padre. Presidente Delegato di turno é stato il Cardinale Francis Arinze, Prefetto emerito della Congregazione per il Culto Divino e la Disciplina dei Sacramenti. Erano presenti 223 Padri.

  Offriamo un ampio riassunto della "Relatio post disceptationem", letta dal Relatore Generale, il Cardinale Peter Kodwo Appiah Turkson, Arcivescovo di Cape Coast (Ghana).

IL COMPITO DELLA SECONDA ASSEMBLEA: DISGRAZIE O SFIDE PER L'AFRICA?

Fin dalla Prima Assemblea Speciale per l'Africa, sono stati registrati - sia nella Chiesa sia nella parte più ampia della società Africana - alcuni cambiamenti veramente positivi. Alcuni di questi positivi cambiamenti sono attribuibili direttamente agli effetti dello stesso Sinodo. Ciononostante, quindici anni dopo la conclusione della Prima Assemblea (...) permangono ancora alcune ombre all'interno della Chiesa e della società.

A proposito di queste "ombre", i Padri del Sinodo avevano richiamato alcune urgenze e alcune riflessioni in diverse sessioni della stessa assemblea. Così, a proposito delle:

Chiese locali:

I Padri del Sinodo avevano candidamente riconosciuto una inadeguata valorizzazione della donna e dei giovani nelle loro comunità locali e la loro povera formazione alla fede. Gli uomini politici, come altre persone con impegni nella società civile, non avevano sempre goduto di un accompagnamento e di una formazione che li rendesse capaci di una adeguata testimonianza della fede nella loro vita e nel loro lavoro. L=uso dei media avrebbe dovuto essere sviluppato attraverso il ricorso a stazioni Radio locali. La testimonianza della Chiesa, poi, era talvolta compromessa dalle difficoltà che alcuni operatori pastorali hanno nel vivere una vita fedele ai loro voti, alla loro vocazione e al loro stato di vita".

Ambito socio-culturale:

(...) Molti Padri sinodali hanno lamentato la sorte che la famiglia sta correndo in Africa (...) e hanno indicato che questa istituzione è sotto una seria minaccia di instabilità e dissoluzione a causa della povertà, dei conflitti, delle credenze e delle pratiche tradizionali (stregoneria), delle malattie, principalmente la malaria e l=HIV-AIDS. (...) Ma i Padri sinodali hanno anche richiamato aspri attacchi alla famiglia ed alla correlata fondamentale istituzione del matrimonio provenienti da ambienti esterni al mondo africano ed attribuibili a matrici diverse".

La donna, presentata alla Prima Assemblea Speciale per l=Africa come un "animale da soma", ha cominciato ad ottenere rilievo in alcuni paesi e ad avere ruoli da leader nel diritto, nella politica, nell'economia e nel mondo tecnologico. In alcune società, tuttavia, esse sono ancora "risorse sottosviluppate": subiscono una esclusione dai ruoli sociali, nelle eredità, nei luoghi di educazione e nei centri decisionali".

Merita poi una particolare menzione il problema della "migrazione", in rapporto alla attuale produzione di legislazioni dei Paesi occidentali che sembrano mirare a tener lontani gli Africani. La Assemblea ha invitato a considerare anche la questione della 'etnicità'. Quando questa sviluppa atteggiamenti di esclusione, allora distrugge le comunità vive, diventa intollerante verso altre culture e gruppi etnici, quasi una forma di razzismo".

Ambito socio-politico:

Lasciando da parte la solitaria menzione della stabilità politica del Senegal, del governo democratico del Sud-Africa e del crescente successo del governo democratico del Ghana, la più parte dei riferimenti alle politiche ed ai governi del continente aveva un tono molto critico per diverse ragioni. I Padri hanno proposto che le Chiese locali stabilissero cappellanie e che accompagnassero gli uomini politici con una formazione alla "Dottrina sociale della Chiesa".

Ambito socio-economico:

"Poveri" e "povertà" sono state due espressioni ricorrenti che i Padri sinodali hanno usato generalmente riguardo ai loro paesi, governi, popolazioni e chiese. La povertà della popolazione ha giustificato, in molti interventi, lo sviluppo di progetti da parte della Chiesa. (...) A livello di nazioni e di governi, l'Assemblea ha criticato l'incidenza della corruzione e la subornazione e di trattative per contratti di investimento, in particolare con industrie che estraggono risorse minerarie, che non portano profitti alla popolazione, ma causano conflitti e degrado ambientale".

L'industrializzazione è scarsa nella maggior parte dei Paesi Africani; e le loro economie sono basate sull'agricoltura sulla produzione di materie prime, (...) e necessitano il sostegno dai Governi stranieri, dalla Banca mondiale, e da fondi monetari internazionali per finanziare i loro bilanci e portare avanti progetti di sviluppo".

  Si conviene che la Chiesa può vedere le attuali e persistenti ombre in Africa come sfide ed opportunità per crescere nell'intimità con il Signore. Le suddette sfide e quelle, molte di più, che sono state menzionate nell'Assemblea (es. l'ambiente, il traffico di armi, ecc.) ci invitano ad una vera conversione del cuore".

RAFFORZARE LA FEDE IN CRISTO

Una volta si è ricordato all'Assemblea che "un Sinodo dei Vescovi non può essere considerato come una sessione speciale delle Nazioni Unite per l'Africa, con le sue dichiarazioni pubbliche". Questa è stata una potente riscoperta per l'assemblea sinodale della sua prerogativa di Chiesa riunita e di assemblea di fede che in potere dello Spirito Santo professa la fede in Dio e in Cristo, Suo Figlio, e si riunisce per discernere la volontà di Dio e le direttive per la Sua famiglia in Africa".

  "Allora i Padri sinodali in vario modo nei loro interventi hanno affermato la centralità di Cristo nel tema del Sinodo, e la necessità di accostarlo e viverlo incentrati in Cristo. (...) Allora tutte le forme di esperienza e di (pratica) concretizzazione del tema del Sinodo (riconciliazione, giustizia e pace) necessitano di essere "evangelizzate" dal Vangelo".

CRISTO NOSTRA RICONCILIAZIONE

È la nostra relazione con Dio e l'uno con l'altro, in Cristo, che richiede riconciliazione; e il suo scopo è di porre rimedio e ristabilire la comunione che fondano il legame con Dio e la nostra Figliolanza in Cristo, che il peccato minaccia e spezza".

I Padri sinodali hanno ascoltato testimonianze della summenzionata urgenza di riconciliazione dei nemici, e constatato quanto essa sia un atto di verità e amore misericordioso. La liturgia e il sacramento della Penitenza offrono momenti privilegiati per la loro celebrazione".

I Padri sinodali hanno enumerato anche diversi metodi tradizionali di riconciliazione, e si sono chiesti se elementi di questi riti tradizionali non potessero arricchire le forme di celebrazione dei Sacramenti nella Chiesa. Così facendo, non dovrebbe esserci confusione sull'efficacia della celebrazione; poiché, come è stato detto nell'assemblea, è "la buona novella del sangue prezioso di Cristo, dato per la redenzione del mondo intero che trasforma il calice della sofferenza delle moltissime vittime dei massacri nel continente". Ciò richiede una spiritualità, e non una strategia!".

CRISTO NOSTRA GIUSTIZIA

La Riconciliazione, come è stato affermato in Assemblea, è la restaurazione della giustizia e delle giuste esigenze di rapporti".

La giustizia (l'essere giusto) di Dio e il Suo Regno è una rivelazione di Dio, che è destinata ad essere la giustizia degli esseri umani. (...) È la rivelazione di Cristo, "che mentre eravamo ancora peccatori ha dato la vita per noi" a dimostrare l=amore di Dio per noi. È questa, pertanto, la rivelazione di Cristo come giustizia/essere giusto".

(...) La giustizia della diaconia cristiana e la giustizia del nostro vivere da cristiani nella Chiesa in Africa è la giustizia del regno; e la sua principale caratteristica è che è giustizia esercitata nell'amore e nella misericordia. (...) Il risarcimento non è il loro scopo principale. Essi mirano a risanare attraverso l'ammissione della colpa e il perdono".

CRISTO NOSTRA PACE

Pace è una delle parole la cui definizione (come "istruzione", come "sviluppo" e come "giustizia") è stata citata spesso dai Padri sinodali. (...) La "pace" che è Cristo non ha semplicemente un senso profano, in quanto assenza di conflitto, presenza di armonia nella casa ed all'interno della famiglia, sicurezza e prosperità individuale e pubblica (nazionale). La "pace" non è soltanto quando gli esseri umani e le loro società eseguono i rispettivi doveri e riconoscono i diritti delle altre persone e società"; e non è soltanto uno dei risultati di aver lavorato per la giustizia. La "pace" essenzialmente trascende gli sforzi del mondo e quelli umani. È una totalità determinata da Dio e conferita all'uomo/donna di giustizia".

(...) Ma a tali giusti portatori sulla terra della pace di Cristo dobbiamo anche ricordare, come abbiamo fatto con la "giustizia", che la "pace" è un'attività che va oltre la semplice giustizia e richiede l'amore. Deriva dalla comunione con Dio e punta al benessere dell'umanità".

DISCEPOLI, SERVITORI DELLA RICONCILIAZIONE, DELLA GIUSTIZIA E DELLA PACE

(...) Per rendere più forte questa sua missione di riconciliazione, di giustizia e di pace, la Chiesa-Famiglia di Dio in Africa deve prendere coscienza della sua identità, ripensare il suo modo di essere e di agire con attenzione alla verità ed nella fedeltà alla sua missione. I suoi membri devono riconciliarsi in essa e imitare Cristo-Servo. La comunione tra i pastori, la loro testimonianza di vita, le loro relazioni con i collaboratori ed il trattamento degli impiegati sono altrettanti ambiti da analizzare".

FAMIGLIA

(...) La grande stima dell'istituto familiare è rimarchevole in tutte le culture africane. (...) I Padri sinodali hanno chiaramente denunciato le ideologie ed i programmi internazionali che vengono imposti alle nostre nazioni sia con erronee motivazioni sia come condizionamenti in vista dell'aiuto per lo sviluppo. Sono dannosi per la famiglia. (...) Vi è poi l'urgenza di ridefinire la famiglia come "Chiesa domestica" e primo luogo di educazione all'amore, alla riconciliazione, alla giustizia e alla pace".

DIGNITÀ DELLA DONNA E SUO COMPITO AL SERVIZIO DELLA RICONCILIAZIONE, DELLA GIUSTIZIA E DELLA PACE

La donna è al servizio della vita e dell'educazione degli altri membri della famiglia ad essere veramente umani, ma viene bloccata nella manifestazione di questo compito dalla cultura tradizionale (mutilazioni genitali) e derisa dalla cultura della modernità (pornografia, prostituzione, violenze ed ogni sorta di umiliazione sociale).(...) La Chiesa-Famiglia di Dio è invitata a fare qualcosa contro le gravi ingiustizie perpetrate contro di loro. Esse hanno bisogno di essere riconosciute, nella società come nella Chiesa, come membri attivi impegnati nella vita della Chiesa. Il loro contributo allo sviluppo e alla salvaguardia della famiglia umana, anche in tempo di conflitti, deve essere riconosciuto e apprezzato nel suo giusto valore. (...) I Padri sinodali sono chiamati a riservare alle donne seria considerazione e attenzione e ad aver l'audacia di apprezzare le loro capacità, già dimostrate nella gestione della vita familiare. Loro sono capaci di adoperarsi ampiamente per la Chiesa. Di conseguenza, un'evangelizzazione profonda della cultura tradizionale le aiuterà a liberarsi da comportamenti e costumi contrari al vangelo ma sempre presenti in molte società".

IL SETTORE SOCIO-RELIGIOSO

La paura e l'incertezza caratterizzano la vita di fede in molte popolazioni africane (diffidenza, sospetto, autodifesa, aggressività, ciarlataneria, magia, occultismo e sincretismo). (...) I fedeli cattolici si imbattono nel richiamo delle sette a causa di eventuali problemi sociali e a motivo del loro desiderio di soluzioni rapide per le loro problematiche fisiche o psicologiche. (...) I Padri sinodali sono stati invitati da taluni di loro a riprendere in mano la prima catechesi per aiutare i fedeli a vivere la loro vita quotidiana coerentemente con la fede cristiana. Una spiritualità equilibrata può aiutare i cristiani a resistere alla pressione delle sette.

Nell'ambito di gravi ingiustizie subite (conflitti armati, violenze) i Padri sinodali hanno ascoltato testimonianze commoventi di persone che hanno fatto l'esperienza del perdono; ne è risultato che Giustizia- Perdono-Verità sono inseparabili. Le ingiustizie provocate non possono essere riparate se non riconoscendo e confessando il male. Il perdono domandato e accordato, dopo aver liberato la vittima e il carnefice, stabilisce una nuova, più forte relazione. Questa forza di amare e di perdonare è un dono di Dio.

(...) È allora urgente convincere i fedeli di Cristo che i legami fraterni stabiliti da Cristo con l'acqua del battesimo e con il suo sangue sono più forti di quelli biologici. (...) Di conseguenza la dignità del carattere sacro di ogni persona andrà riconosciuta e rispettata chiunque egli sia e comunque sia la situazione in cui essa si trova. (...) L'Eucaristia, sorgente e vertice della vita cristiana, dovrà essere il luogo della migliore espressione della riconciliazione e della pace . È il medesimo Corpo di Cristo che ci raccoglie ed il medesimo Sangue di Cristo che scorre nelle nostre vene.

(...) La doppia dimensione, personale e comunitaria, della celebrazione del sacramento della Riconciliazione dovrà venire fortemente sottolineata. La celebrazione comunitaria della Riconciliazione è, in certe occasioni, molto adatta per placare e guarire le ferite della società e delle famiglie devastate da situazioni di violenze, di conflitti e di guerre. Il peccato ha una dimensione sociale e la Riconciliazione deve quindi impegnare tutta la comunità.

LA MISSIONE PROFETICA DELLA CHIESA-FAMIGLIA DI DIO IN AFRICA

La Chiesa-Famiglia di Dio -per la sua natura, la sua coerente dottrina sociale, la sua ripartizione geografica e la sua preoccupazione dell'unico bene dell' uomo  è più adatta di ogni altra organizzazione per affrontare le sfide della riconciliazione, della giustizia e della pace. (...) Per parlare di riconciliazione, di giustizia e di pace e per garantire un impegno più attento e coordinato, è necessario che i vescovi parlino con un'unica voce, attraverso la stessa conferenza episcopale (nazionale, regionale o continentale). Occorre dar vita ad una sinergia tra tutte le istituzioni ecclesiali (...) per discernere insieme tutti i diversi aspetti della vita e degli insegnamenti della Chiesa al servizio della riconciliazione, della giustizia e della pace.

(...) Il disastro provocato dalla pandemia HIV/AIDS non è stato perso di vista dai Padri sinodali. (...) La missione della Chiesa-Famiglia di Dio in Africa di portare i cristiani a vivere secondo il vangelo di Cristo la impegna sia nello sforzo di ridurre la negativa visione sociale di queste persone infette sia a sostituire la violenza con la costruzione di ponti di riconciliazione, di giustizia e di pace. Occorre interpellare in proposito i poteri pubblici così da parlare in nome dei 'senza voce'. Un appello è stato indirizzato per una più grande sinergia e solidarietà perché, in Africa, i malati ricevano lo stesso trattamento che in Europa.

LAICI

I conflitti in Africa non possono non rimandarci alla recente storia (pericolo dell'acutizzazione dei nazionalismi e dei vari concetti sulle razze che sono anti-cristiani). I cristiani sono abbastanza numerosi nell'amministrazione pubblica, nella vita politica e nelle varie decisioni (parlamentari). Ma malgrado ciò, le leggi contrarie alla morale cristiana, pure riguardo alla sfera familiare, sono votate e approvate. (...) I Padri sinodali hanno riconosciuto che non basta formare i fedeli laici al leadership politico nei nostri paesi, ma bisogna pure accompagnarli nei loro impegni, per farli diventare responsabili del cambiamento nella società (buona gestione delle famiglie e dei responsabili sociali e società politiche).

MEZZI DI COMUNICAZIONE

L'aumento dei conflitti africani e la loro strumentalizzazione dai media costituiscono una sfida per la Chiesa - Famiglia di Dio in Africa. (...) La potenza dei mezzi di comunicazione possono servire alla diffusione della Buona Novella pure in un continente dove resta ancora presente una tradizione e una cultura orale.

Una buona formazione tecnica e religiosa dei comunicatori cattolici (soprattutto nella Dottrina Sociale della Chiesa) è fondamentale. (...) Un'attenzione particolare è da rivolgere ai giovani. Essi sono le prime vittime degli effetti distruttori della mondializzazione dei costumi dei sistemi dei valori.

IL CLERO

(...) È necessario redigere una ratio nationalis intitutionis sacerdotalis per favorire il discernimento, la formazione spirituale e affettiva adattata alle circostanze e alle persone. Questo discernimento rigoroso e la formazione spirituale e affettiva adattate alle situazioni li predisporranno a essere delle persone solidamente ancorate alle loro culture e fedeli agli insegnamenti della Chiesa.

LA VITA CONSACRATA

(...) I Padri sinodali sono chiamati ad aiutare la vita consacrata per perdurare nella missione profetica con l'appoggio nella realizzazione della missione "ad gentes" e a incoraggiare una testimonianza di comunione.

UNA SOLA CHIESA-FAMIGLIA DI DIO CON VARI VOLTI

La Chiesa-Famiglia di Dio, a nord e a sud del Sahara, ha una medesima missione di servizio. La Chiesa-Famiglia di Dio a nord del Sahara ha la stessa missione di servizio della Chiesa a sud del Sahara. Non è ancora intergrata nella Chiesa-Famiglia di Dio in Africa. È una Chiesa crocevia, con tanti sentieri che si incrociano, e tuttavia è chiamata ad essere la Chiesa della Pentecoste perché diventa una Chiesa multiculturale grazie all'importante presenza di studenti sud-sahariani. (...) Malgrado la sua costituzione di minoranza cristiana in mezzo a un ambiente mussulmano, la Chiesa mantiene un buon rapporto di dialogo con l'Islam ed è impegnata in diversi servizi della società: sociale, culturale ed educativo. I vescovi Padri sinodali di queste Chiese hanno chiamato i loro confratelli Vescovi ad andare all' incontro e al dialogo con altre religioni, senza complessi, superando paure e pesi del passato (p.e. rapporto fra mondo arabo e africa nera) e a stabilire delle relazioni di collaborazione con i musulmani di buona volontà e così riuscire a ridurre le tensioni.

CONCLUSIONE

Il compito del fedele laico è quello di essere il sale e la luce nella vita quotidiana, specialmente laddove è il solo a poter intervenire.<

(...) In questo Sinodo, è stata espressa variamente l' intenzione che la Chiesa-Famiglia di Dio in Africa deve essere trasformata dal di dentro e che essa deve trasformare il continente, le sue Isole e il mondo come sale e come luce. Essa prospetta una missione apostolica, che i suoi pastori e altri collaboratori pastorali hanno articolato in modo diverso in questa assemblea: Liberare la popolazione del continente da ogni paura; assicurare una conversione profonda e permanente e una solida formazione in ogni campo; dialogo a tutti i livelli, incluso l'ambiente; difesa di vari interessi e bisogni sociali, specialmente del posto della donna nella società, dell'educazione dei figli e della gioventù; migrazione e varie forme di movimento del popolo e ciò che richiede la nostra cura pastorale; sfida del ministero del cambiamento di attitudini e mentalità, perché si liberino dagli effetti di una passato di colonialismo, sfruttamento ecc; resistenza del continente e dei suoi popoli alle minacce della globalizzazione e alle esigenti sfide dell'etica globale, ingiuste condizioni commerciali, etnocentrismo, fondamentalismi, ecc.

Il simbolo polivalente del sale esprime le molteplici forme dell'esistenza pasquale, sotto cui la Chiesa-Famiglia di Dio in Africa deve servire la riconciliazione, la giustizia e la pace (e ora anche la verità, che questa assemblea ha strettamente collegato ad esse); e la luce del Vangelo ci guida.
SE/QUATTORDICESIMA CONGREGAZIONE/...                    VIS 20091014 (3000)


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