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Il Vatican Information Service (VIS), istituito nell'ambito della Sala Stampa della Santa Sede, è un bollettino telematico che diffonde notizie relative all'attività magistrale e pastorale del Santo Padre e della Curia Romana...

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giovedì 3 luglio 2008

ALTRI ATTI PONTIFICI


CITTA' DEL VATICANO, 3 LUG. 2008 (VIS). Il Santo Padre:

- Ha accettato la rinuncia al governo pastorale della Diocesi di Le Mans (Francia), presentata dal Vescovo Jacques Faivre, in conformità al canone 401, paragrafo 2, del Codice di Diritto Canonico.

- Ha nominato il Vescovo Pierre-André Fournier, Arcivescovo Metropolita di Rimouski (superficie: 20.225; popolazione: 147.508; cattolici: 142.832; sacerdoti: 107: religiosi: 668; diaconi permanenti: 13), Canada. L'Arcivescovo eletto, finora Ausiliare dell'Arcivescovo di Québec (Canada), è nato nel 1943 a Plessisville (Canada), è stato ordinato sacerdote nel 1967 ed ha ricevuto l'ordinazione episcopale nel 2005. Succede all'Arcivescovo Bertrand Blanchet, del quale il Santo Padre ha accettato la rinuncia al governo pastorale della medesima Arcidiocesi presentata per raggiunti limiti d'età.

- Ha nominato il Vescovo Pierre Morissette, Vescovo di Saint-Jérôme (superficie: 2.156; popolazione: 426.000; cattolici: 415.000; sacerdoti:145; religiosi: 251; diaconi permanenti: 18), Canada. Finora Vescovo di Baie-Comeau (Canada), il Vescovo Morissette succede al Vescovo Gilles Cazabon, O.M.I., del quale il Santo Padre ha accettato la rinuncia al governo pastorale della medesima Diocesi.

- Ha nominato il Monsignore Gualtiero Sigismondi,Vescovo di Foligno (superficie: 350; popolazione: 67.950; cattolici: 65.450; sacerdoti: 78; religiosi: 157; diaconi permanenti: 12), Italia. Il Vescovo eletto, finora Vicario Generale di Perugia - Città della Pieve (Italia), è nato nel 1961 a Ospedalicchio di Bastia Umbra (Perugia) ed è stato ordinato sacerdote nel 1986. Succede al Vescovo Arduino Bertoldo, del quale il Santo Padre ha accettato la rinuncia al governo pastorale della medesima Diocesi, presentata per raggiunti limiti d'età.

- Ha nominato il Monsignore Mauro Parmeggiani, Vescovo di Tivoli (superficie: 892; popolazione: 182.864; cattolici: 175.907; sacerdoti: 120; religiosi: 231; diaconi permanenti: 4), Italia. Il Vescovo eletto, finora Prelato Segretario Generale del Vicariato di Roma, è nato nel 1961 a Reggio Emilia ed è stato ordinato sacerdote nel 1985.

- Ha nominato il Monsignore Ambrogio Spreafico, Vescovo Coadiutore di Frosinone-Veroli-Ferentino (superficie: 804; popolazione:  190.300; cattolici: 189.000; sacerdoti: 142; religiosi: 282; diaconi permanenti: 1), Italia. Il Vescovo eletto, finora Rettore Magnifico della Pontificia Università Urbaniana, è nato a Garbagnate Monastero (Lecco), nel 1950 ed è stato ordinato sacerdote nel 1975.
RE:NER:NEC/.../...                                   VIS 20080703 (350)


UDIENZE

CITTA' DEL VATICANO, 3 LUG. 2008 (VIS). Questa mattina, nel Palazzo Apostolico di Castel Gandolfo, il Santo Padre ha ricevuto in udienze separate:

- Il Signor Nathaniel Rahumaea Waena, Governatore Generale delle Isole Salomome, con la Consorte, e Seguito.

- Il Signor Donald W. Smith, Ambasciatore del Canada, in visita di Congedo.

- Il Cardinale José Saraiva Martins, Prefetto della Congregazione delle Cause dei Santi.
AP/.../...                                 VIS 20080703 (70)

GIOIA LIBERAZIONE INGRID BÉTANCOURT E ALTRI OSTAGGI


CITTA' DEL VATICANO, 3 LUG. 2008 (VIS). Nella serata di ieri, Padre Federico Lombardi, S.I., Direttore della Sala Stampa della Santa Sede, commentando la liberazione di quindici persone in Colombia, fra le quali la Signora Ingrid Bétancourt, ex candidata alla presidenza della Colombia, ha affermato: "E' una notizia molto bella che suscita molta soddisfazione e motivi di speranza per  il Paese".

  Si tratta, ha aggiunto Padre Lombardi, "di un segno di speranza per tante altre persone nel senso della pacificazione di un paese che ha tanto sofferto per la violenza".

  "Questa liberazione" - ha concluso Padre Lombardi - "è anche una risposta positiva a queste attese espresse dal Papa, dai Vescovi e dalla Chiesa"

  Il Direttore della Sala Stampa della Santa Sede ha ricordato inoltre che Papa Benedetto XVI ha lanciato numerosi appelli per la liberazione degli ostaggi della guerriglia delle FARC.

  Nel Messaggio inviato ieri ai Vescovi della Colombia in occasione del primo centenario dell'istituzione della Conferenza Episcopale, il Santo Padre sottolinea l'attenzione che i Presuli pongono "nell'essere uomini di concordia" e  le loro "continue esortazioni affinché cessino la violenza, il sequestro, l'estorsione che subiscono molti  figli di quella amata terra" e conclude con queste parole: "Prego ardentemente Dio affinché terminino quanto prima queste situazioni che hanno causato tanto dolore e affinché in Colombia possa regnare una pace stabile e giusta, in un clima di speranza e di benessere".
OP/LIBERAZIONE OSTAGGI COLOMBIA/LOMBARDI        VIS 20080703 (250)


PROMULGAZIONE DECRETI CONGREGAZIONE CAUSE DEI SANTI


CITTA' DEL VATICANO, 3 LUG 2008 (VIS). Questa mattina il Santo Padre Benedetto XVI ha ricevuto in Udienza privata il Cardinale José Saraiva Martins, Prefetto della Congregazione delle Cause dei Santi. Nel corso dell'Udienza il Santo Padre ha autorizzato la Congregazione a promulgare i Decreti riguardanti:

MIRACOLI

 - un miracolo attribuito all'intercessione del Beato Damiano Giuseppe De Veuster, Sacerdote professo della Congregazione dei Sacri Cuori di Gesù e Maria nonché dell'adorazione perpetua del Santissimo Sacramento dell'altare, belga (1840-1889).

- un miracolo attribuito all'intercessione del Beato Bernardo Tolomei, Abate Fondatore della Congregazione di Santa Maria di Monte Oliveto, italiano, dell'Ordine di San Benedetto (1272-1348).

- un miracolo attribuito all'intercessione del Beato Nuno di Santa Maria Álvares Pereira (al secolo: Nuno), Laico professo dell'Ordine dei Frati della Beata Vergine Maria del Monte Carmelo, portoghese (1360-1431).

- un miracolo attribuito all'intercessione del Venerabile Servo di Dio Ludovico Martin, Laico e Padre di famiglia, francese (1823-1894) e della Venerabile Serva di Dio Maria Zelia Guérin in Martin, Laica e Madre di famiglia, francese, 1831-1877).

MARTIRIO

- del Servo di Dio Francesco Giovanni Bonifacio, Sacerdote diocesano, italiano, nato nel 1912 ed ucciso in odio alla Fede a Villa Gardossi (Italia), nel 1946.

VIRTÙ EROICHE

- del Beato Nuno di Santa Maria Álbares Pereira (al secolo Nuno), Laico professo dell'Ordine dei Frati della Beata Vergine Maria del Monte Carmelo, portoghese,  (1360-1431).

- del Servo di Dio Stefano Douayhy, Patriarca di Antiochia dei Maroniti; libanese (1630-1704).

- del Servo di Dio Bernardino dal Vago da Portogruaro (al secolo: Giuseppe), Arcivescovo titolare di Sardica, dell'Ordine dei Frati Minori; italiano (1822-1895).

- del Servo di Dio Giuseppe di Donna, Vescovo di Andria, dell'Ordine della Santissima Trinità; italiano (1901-1952).

- della Serva di Dio Maria Barbara della Santissima Trinità Maix (al secolo: Barbara), Fondatrice della Congregazione delle Suore del Cuore Immacolato di Maria; austriaca (1818-1873).

- del Servo di Dio Pio Keller (al secolo: Giovanni), Sacerdote professo dell'Ordine di Sant'Agostino; tedesco (1825-1904).

- del Servo di Dio Andrea Hibernón Garmendia (al secolo: Francesco Andrea), Fratello professo dell'Istituto dei Fratelli delle Scuole Cristiane; spagnolo (1880-1969).

- della Serva di Dio Chiara Badano, Giovane Laica; italiana, (1971-1990).
CSS/DECRETI/SARAIVA                              VIS 20080703 (370)


GOVERNATORE ISOLE SALOMONE RICEVUTO DAL PAPA


CITTA' DEL VATICANO, 3 LUG. 2008 (VIS). La Sala Stampa della Santa Sede ha reso pubblico nella tarda mattinata di oggi, il seguente Comunicato:

  "Oggi 3 luglio 2008, nel Palazzo Apostolico di Castel Gandolfo, il Santo Padre Benedetto XVI ha ricevuto in Udienza il Governatore Generale delle Isole Salomone, Sua Eccellenza Sir Nathaniel Rahumaea Waena, il quale, successivamente, ha incontrato Sua Eccellenza Monsignor Dominique Mamberti, Segretario per i Rapporti con gli Stati".

  "Nel corso dei cordiali colloqui ci si è soffermati sull'attuale situazione politica e sociale del Paese e sul significativo contributo della Chiesa cattolica, soprattutto nei settori dell'educazione, della salute e della promozione umana. L'Eccellentissimo Segretario per i Rapporti con gli Stati, a nome della Santa Sede, ha ringraziato il Governatore Generale e le Autorità delle Isole Salomone, che stanno venendo incontro con generosità ai giovani che desiderano partecipare all'imminente celebrazione della Giornata Mondiale della Gioventù a Sydney, riconoscendo l'importanza formativa dell'evento".
OP/UDIENZA GOVERNATORE/ISOLE SALOMONE               VIS 20080703 (160)


mercoledì 2 luglio 2008

ALTRI ATTI PONTIFICI

CITTA' DEL VATICANO, 2 LUG. 2008 (VIS). Il Santo Padre:

- Ha eretto la Diocesi di Montenegro (Brasile), con territorio dismembrato dall'Arcidiocesi di Porto Alegre, rendendola suffraganea della medesima Chiesa Metropolitana.

- Ha nominato il Vescovo Paulo Antônio de Conto, finora Vescovo di Criciúma (Brasile), primo Vescovo della Diocesi di Montenegro (superficie: 4.395; popolazione: 335.521; cattolici: 268.417; sacerdoti: 35; religiosi: 147), Brasile.

- Ha nominato il Monsignore Romualdo Matias Kujawski, del clero della Diocesi di Poznan (Polonia), 'fidei donum' nell'Arcidiocesi di Palmas (Brasile), Vescovo Coadiutore di Porto Nacional (superficie: 96.488; popolazione: 332.000; cattolici: 286.000; sacerdoti: 36; religiosi: 39; diaconi permanenti: 4), Brasile. Il Vescovo eletto è nato nel 1947 a Poznan (Polonia), è stato ordinato sacerdote nel 1973.
ECE:NER:NEC/.../DE CONTO:KUJAWSKI                   VIS 20080702 (110)

UDIENZE

CITTA' DEL VATICANO, 2 LUG. 2008 (VIS). Il Santo Padre ha ricevuto questa mattina l'Arcivescovo eletto Bernardito C. Auza, Nunzio Apostolico in Haiti con i familiari.
AP/.../...                                         VIS 20080702 (30)

COLOMBIA: APPELLO PAPA CESSAZIONE VIOLENZA E SEQUESTRI


CITTA' DEL VATICANO, 2 LUG. 2008 (VIS). Il Santo Padre ha indirizzato un Messaggio ai Presuli della Conferenza Episcopale della Colombia, riuniti in Assemblea Plenaria dal 29 giugno al 5 luglio, per commemorare il primo centenario di istituzione della Conferenza Episcopale.

  "La Conferenza Episcopale della Colombia, nata nel 1908" - scrive il Papa  - "ha dato costante impulso alla missione evangelizzatrice della Chiesa in quella cara Nazione, ricercando vie e metodi adeguati a rafforzare la vita ecclesiale in quelle terre e ad incoraggiare i battezzati a rispondere con generosità alla vocazione alla santità che è loro propria".

  Riferendosi alle sfide che la Chiesa in Colombia deve affrontare, Papa Benedetto XVI scrive ancora: "Desidero dirvi che in questo lavoro non siete soli. Vi accompagno con la mia preghiera e vicinanza spirituale negli sforzi che state compiendo affinché il Vangelo risuoni in ogni luogo della terra colombiana attraverso le iniziative avviate nel campo della pastorale educativa e universitaria, nella cura che dedicate ai carcerati, agli ammalati, agli anziani, agli indigeni, ai lavoratori, agli sfollati, ai giovani e alle famiglie".

  "Con la certezza che state gettando solide fondamenta per un futuro promettente, e per il bene di tutta la Chiesa, vi incoraggio inoltre a intensificare l'attenzione che prestate ai sacerdoti, seminaristi, missionari, religiosi e religiose, e a dare nuovo slancio ai diversi programmi di formazione di catechisti, laici e operatori pastorali".

  "Non posso neanche dimenticare l'attenzione che ponete nell'essere uomini di concordia, né le vostre continue esortazioni affinché cessino la violenza, il sequestro, l'estorsione che subiscono molti  figli di quella amata terra" scrive infine il Papa e conclude: "Prego ardentemente Dio affinché terminino quanto prima queste situazioni che hanno causato tanto dolore e affinché in Colombia possa regnare una pace stabile e giusta, in un clima di speranza e di benessere".
MESS/PACE:SPERANZA/VESCOVI COLOMBIA               VIS 20080702 (310)


SAN PAOLO: TOTALE DEDIZIONE CRISTO E APERTURA UMANITÀ

CITTA' DEL VATICANO, 2 LUG. 2008 (VIS). Questa mattina il Santo Padre Benedetto XVI ha iniziato un nuovo ciclo di Catechesi dedicate all'Apostolo San Paolo, al quale è consacrato lo "Anno Paolino", inaugurato il 28 giugno scorso e che si concluderà il 29 giugno 2009. L'Udienza si è tenuta nell'Aula Paolo VI con la partecipazione di 8.000 persone.

  "L'Apostolo Paolo" - ha detto il Santo Padre - "sta davanti a noi come esempio di totale dedizione al Signore e alla sua Chiesa, oltre che di grande apertura all'umanità e alle sue culture. E' giusto dunque che gli riserviamo un posto particolare, non solo nella nostra venerazione, ma anche nello sforzo di comprendere ciò che egli ha da dire anche a noi, cristiani di oggi. In questo nostro primo incontro vogliamo soffermarci a considerare l'ambiente nel quale egli si trovò a vivere e a operare" e "potremo constatare, che, sotto vari aspetti, il contesto socio-culturale di oggi non differisce poi molto da quello di allora".

  L'Apostolo delle Genti, ha spiegato il Pontefice, "viene da una cultura ben precisa e circoscritta, certamente minoritaria, che è quella del popolo di Israele e della sua tradizione". Le credenze e gli stili di vita degli ebrei "li distinguevano nettamente dall'ambiente circostante; e questo poteva avere due risultati: o la derisione, che poteva portare all'intolleranza, oppure l'ammirazione (...) Due fattori favorirono l'impegno di Paolo. Il primo fu la cultura greca o meglio ellenistica, che dopo Alessandro Magno era diventata patrimonio comune almeno del Mediterraneo orientale e del Medio Oriente (...). Il secondo fattore fu la struttura politico-amministrativa dell'impero romano, che garantiva pace e stabilità dalla Britannia fino all'Egitto meridionale (...). In questo spazio ci si poteva  muovere con sufficiente libertà e sicurezza, (...) trovando (...) caratteristiche culturali di base, che senza andare a scapito dei valori locali, rappresentavano comunque un tessuto comune di unificazione".

  "La visione universalistica tipica della personalità di San Paolo" - ha commentato il Papa - "deve certamente il suo impulso di base alla fede in Gesù Cristo (...). Tuttavia, anche la situazione storico-culturale del suo tempo e del suo ambiente non può non aver avuto un influsso sulle sue scelte e sul suo impegno".

  "Qualcuno ha definito Paolo 'uomo di tre culture'" - ha proseguito il Pontefice - "tenendo conto della sua matrice giudaica, della sua lingua greca, e della sua prerogativa di 'civis romanus', come attesta anche il nome di origine latina. Va ricordata in specie la filosofia stoica, che era dominante al tempo di Paolo" e "i valori altissimi di umanità e di sapienza" dei filosofi stoici "che saranno naturalmente recepiti nel cristianesimo (...). Al tempo di San Paolo era in atto anche una crisi della religione tradizionale, almeno nei suoi aspetti mitologici e anche civici".

  "In conclusione, da questa rapida carrellata sull'ambiente culturale del primo secolo dell'era cristiana" - ha detto infine il Santo Padre - "appare chiaro che non è possibile comprendere adeguatamente San Paolo senza collocarlo sullo sfondo, tanto giudaico quanto pagano, del suo tempo. In questo modo la sua figura acquista in spessore storico e ideale, rivelando insieme condivisione e originalità nei confronti dell'ambiente".

  "Ma ciò vale analogamente" - ha concluso il Pontefice - "anche per il cristianesimo in generale, di cui appunto l'apostolo Paolo è un paradigma di prim'ordine, dal quale tutti noi abbiamo ancora sempre molto da imparare. E' questo lo scopo dell'Anno Paolino: imparare da San Paolo, imparare la fede, imparare il Cristo, imparare infine la strada della retta vita".
AG/SAN PAOLO/...                                   VIS 20080702 (580)


martedì 1 luglio 2008

INTENZIONI DI PREGHIERA DEL SANTO PADRE MESE DI LUGLIO

CITTA' DEL VATICANO, 1 LUG. 2008 (VIS). L'intenzione Generale per l'Apostolato della Preghiera del Santo Padre Benedetto XVI per il mese di luglio è la seguente: "Perché cresca il numero di coloro che, come volontari, prestano servizio alla Comunità cristiana con generosa e pronta disponibilità".

  L'intenzione Missionaria è la seguente: "Perché la Giornata Mondiale della Gioventù che si tiene a Sidney, in Australia, accenda nei giovani il fuoco dell'amore divino e li renda seminatori di speranza per una nuova umanità".
BXVI-INTENZIONI PREGHIERA/LUGLIO/…                          VIS 20080701 (100)


"COMBATTERE LA POVERTÀ, COSTRUIRE LA PACE"

CITTA' DEL VATICANO, 1 LUG. 2008 (VIS). "Combattere la povertà, costruire la pace" è il tema del Messaggio del Santo Padre Benedetto XVI per la celebrazione della 42ma Giornata Mondiale della Pace che si celebrerà il 1° gennaio 2009.

  "Il tema scelto dal Santo Padre" - si legge in un Comunicato reso pubblico questa mattina - "intende sottolineare la necessità di una risposta urgente della famiglia umana alla grave questione della povertà, intesa come problema materiale, ma prima di tutto morale e spirituale".

  Il Comunicato ricorda che anche di recente in un Messaggio datato 2 giugno 2008, indirizzato alla F.A.O, il Santo Padre ha denunciato lo scandalo della povertà nel mondo: "Povertà e malnutrizione non sono una mera fatalità, provocata da situazioni ambientali avverse o da disastrose calamità naturali ... le considerazioni di carattere esclusivamente tecnico o economico non debbono prevalere sui doveri di giustizia verso quanti soffrono la fame".

  "Lo scandalo della povertà" - si legge ancora nel Comunicato - "manifesta l'inadeguatezza degli attuali sistemi di convivenza umana nel promuovere la realizzazione del bene comune. Ciò rende necessaria una riflessione sulle radici profonde della povertà materiale, quindi anche sulla 'miseria spirituale' che rende l'uomo indifferente alle sofferenze del prossimo. La risposta va allora cercata prima di tutto nella conversione del cuore dell'uomo al Dio della carità, per conquistare così la povertà di spirito secondo il Messaggio di salvezza annunciato da Gesù nel Discorso della Montagna: 'Beati i poveri in Spirito, perché di essi è il regno dei cieli".
.../MESSAGGIO XLII GIORNATA MONDIALE PACE/...         VIS 20080701 (260)


DOMANI PARTENZA DEL SANTO PADRE PER CASTEL GANDOLFO

CITTA' DEL VATICANO, 1 LUG. 2008 (VIS). Da domani, mercoledì 2 luglio, il Santo Padre Benedetto XVI si trasferirà nel Palazzo Apostolico di Castel Gandolfo, ad una trentina di chilometri da Roma.

  Nel periodo estivo sono sospese tutte le Udienza private e speciali.

  Nelle domeniche 6 e 27 luglio l'Angelus verrà recitato nel Cortile interno del Palazzo Apostolico di Castel Gandolfo.

  Nel mese di luglio vengono sospese le Udienze generali dei mercoledì 9, 16, 23, 30.

  Dal 12 al 21 luglio il Santo Padre sarà in Australia per la XXIII Giornata Mondiale della Gioventù.

  Da lunedì 28 luglio a lunedì 11 agosto Sua Santità trascorrerà un periodo di riposo nel Seminario di Bressanone. Durante questo periodo la recita dell'Angelus delle domeniche 3 e 10 agosto avverrà nella suddetta località.

  Le Udienza generali riprenderanno regolarmente da mercoledì 13 agosto.

  Nelle domeniche e nelle solennità durante il periodo estivo la recita dell'Angelus avrà luogo nel Palazzo Apostolico di Castel Gandolfo.
OP/PERIODO RIPOSO PAPA/...                           VIS 20080701 (170)


lunedì 30 giugno 2008

ALTRI ATTI PONTIFICI

CITTA' DEL VATICANO, 30 GIU. 2008 (VIS). Il Santo Padre:

- Ha nominato il Vescovo Juan del Río Martín, finora Vescovo di Jérez de la Frontiera (Spagna), Arcivescovo Ordinario Militare per la Spagna (sacerdoti: 100; religiosi: 58). L'Arcivescovo eletto è nato nel 1948 a Ayamonte (Spagna), è stato ordinato sacerdote nel 1974 ed ha ricevuto la consacrazione episcopale nel 2000. Attualmente è Presidente della Commissione per i Mezzi di Comunicazione Sociale della Conferenza Episcopale Spagnola.

- Ha accettato la rinuncia al governo pastorale della Diocesi di Wabag (Papua Nuova Guinea), presentata dal Vescovo Hermann Raich, S.V.D., per raggiunti limiti d'età. Gli succede il Vescovo Arnold Orowae, Coadiutore della medesima Diocesi.

  Sabato 28 giugno, il Santo Padre ha nominato:

- Il Vescovo Anthony Muheria, finora Vescovo di Embu (Kenya), Vescovo di Kitui (superficie: 36.246; popolazione: 1.128.000; cattolici: 250.000; sacerdoti: 61; religiosi: 119), Kenya.

- Il Vescovo Józef Wróbel, S.C.I., finora Vescovo di Helsinki (Finlandia), Vescovo Ausiliare di Lublin (superficie: 9.108; popolazione: 1.069.136; cattolici: 1.039.879; sacerdoti: 1.314; religiosi: 903), Polonia.

- Il Reverendo Basilio Athai, Vescovo Ausiliare dell'Arcidiocesi di Taunggyi (superficie. 26.850; popolazione: 1.540.000; cattolici: 7.450; sacerdoti: 33; religiosi: 92), Myanmar. Il Vescovo eletto, finora Rettore del Seminario Maggiore Propedeutico "St. Michael" di Taunggyi, è nato nel 1956 a Kyekadaw (Myanmar) ed è stato ordinato sacerdote nel 1984.
RE:NER:NEA/.../...                                 VIS 20080630 (220)


UDIENZE

CITTA' DEL VATICANO, 30 GIU. 2008 (VIS). Il Santo Padre ha ricevuto questa mattina in udienze separate:

- Il Signor Stanislaw Tillich, Ministro Presidente della Sassonia, con la Consorte, e Seguito.

- Il Cardinale Varkey Vithayathil, C.S.S.R., Arcivescovo Maggiore di Ernakulam-Angamaly dei Siro-Malabaresi (India).

- La Signora Nevine Simaika Halim Abdalla, Ambasciatore della Repubblica Araba d'Egitto, in visita di congedo.

  Sabato 28 giugno il Santo Padre ha ricevuto in udienze separate:

- L'Onorevole Giovanni Alemanno, Sindaco di Roma.

- La Signora Leonida L. Vera, Ambasciatore delle Filippine, in visita di congedo.
AP/.../...                                       VIS 20080630 (100)


PER OGNI PASTORE CONDIZIONE SUO SERVIZIO AMORE DI CRISTO

CITTA' DEL VATICANO, 30 GIU. 2008 (VIS). Questa mattina, nell'Aula Paolo VI, il Santo Padre Benedetto XVI ha ricevuto in Udienza gli Arcivescovi Metropoliti che hanno ricevuto il Pallio nella Solennità dei Santi Apostoli Pietro e Paolo, con i Familiari.

  Il Santo Padre ha rivolto ad ognuno degli Arcivescovi Metropoliti il suo cordiale saluto nelle diverse lingue e quindi ha affermato: "L'immagine del corpo organico applicata alla Chiesa è uno degli elementi forti e caratteristici della dottrina di San Paolo, e perciò, in questo anno giubilare a lui dedicato desidero affidare ciascuno di voi, cari Arcivescovi, alla sua celeste protezione. L'Apostolo delle genti vi aiuti a far crescere le Comunità a voi affidate unite e missionarie, concordi e coordinate nell'azione pastorale animate da costante slancio apostolico".

  "Ricordiamo sempre" - ha ribadito il Pontefice - "che per ogni Pastore la condizione del suo servizio è l'amore per Cristo, a cui nulla deve essere anteposto. 'Simone di Giovanni, mi ami?'. La domanda di Gesù a Pietro risuoni sempre nel nostro cuore, cari Fratelli, e susciti, ogni volta nuova e commossa, la nostra risposta: 'Signore, tu sai tutto; tu sai che ti amo'. Da questo amore per Cristo scaturisce la missione: 'Pasci le mie pecorelle'; missione che si riassume anzitutto nella testimonianza a Lui, il Maestro e il Signore: 'Seguimi'".
AC/..../ARCIVESCOVI METROPOLITI                       VIS 20080630 (230)


CRISTIANI NON UNITI NON POSSONO DARE TESTIMONIANZA CRISTO


CITTA' DEL VATICANO, 29 GIU. 2008 (VIS). Alle 9:30 di questa mattina, Solennità dei Santi Apostoli Pietro e Paolo, Benedetto XVI ha celebrato, nella Basilica Vaticana, l'Eucaristia con la partecipazione del Patriarca Ecumenico di Costantinopoli, Bartolomeo I. Hanno concelebrato con il Santo Padre i 40 nuovi Arcivescovi Metropoliti, ai quali il Pontefice ha imposto il Sacro Pallio.

  Il Santo Padre ed il Patriarca Ecumenico sono entrati insieme nella Basilica di San Pietro e si sono avviati all'Altare, preceduti dal Diacono ortodosso e dal Diacono latino che hanno portato il Libro dei Vangeli.

  Dopo la lettura del Vangelo proclamato in latino e in greco, il Santo Padre ha presentato il Patriarca Ecumenico all'assemblea, quindi il Patriarca e poi il Santo Padre hanno tenuto l'omelia.

  Ricordando i Santi Apostoli Patroni di Roma Papa Benedetto XVI ha affermato che: "Mediante il martirio, mediante la loro fede e il loro amore, i due Apostoli indicano dove sta la vera speranza, e sono fondatori di un nuovo genere di città, che deve formarsi sempre di nuovo in mezzo alla vecchia città umana, la quale resta minacciata dalle forze contrarie del peccato e dell'egoismo degli uomini".

  "In virtù del loro martirio, Pietro e Paolo sono in reciproco rapporto per sempre" - ha proseguito il Pontefice - "Possiamo dire: il loro stesso martirio, nel più profondo, è la realizzazione di un abbraccio fraterno. Essi muoiono per l'unico Cristo e, nella testimonianza per la quale danno la vita, sono una cosa sola. Negli scritti del Nuovo Testamento possiamo, per così dire, seguire lo sviluppo del loro abbraccio, questo fare unità nella testimonianza e nella missione".

  "Mentre di solito Paolo va soltanto nei luoghi in cui il Vangelo non è ancora annunciato, Roma costituisce un'eccezione. Lì egli trova una Chiesa della cui fede parla il mondo. L'andare a Roma fa parte dell'universalità della sua  missione come inviato a tutti i popoli. (...) L'andare a Roma è per lui espressione della cattolicità della sua missione. Roma deve rendere visibile la fede a tutto il mondo, deve essere il luogo dell'incontro nell'unica fede".

  "Pietro che, secondo l'ordine di Dio, per primo aveva aperto la porta ai pagani lascia ora la presidenza della Chiesa cristiano-giudaica a Giacomo il minore, per dedicarsi alla sua vera missione: al ministero per l'unità dell'unica Chiesa di Dio formata da giudei e pagani".

  "Il cammino di San Pietro verso Roma, come rappresentante dei popoli del mondo, sta soprattutto sotto la parola 'una': il suo compito è di creare l'unità della 'catholica', della Chiesa formata da giudei e pagani, della Chiesa di tutti i popoli. Ed è questa la missione permanente di Pietro: far sì che la Chiesa non si identifichi mai con una sola nazione, con una sola cultura o con un solo Stato. Che sia sempre la Chiesa di tutti. Che riunisca l'umanità al di là di ogni frontiera e, in mezzo alle divisioni di questo mondo, renda presente la pace di Dio, la forza riconciliatrice del suo amore".

  Rivolgendosi agli Arcivescovi ai quali impone il Sacro Pallio, il Santo Padre ha detto: "Quando prendiamo il pallio sulle spalle, quel gesto ci ricorda il Pastore che prende sulle spalle la pecorella smarrita, che da sola non trova più la via verso casa, e la riporta all'ovile. I Padri della Chiesa hanno visto in questa pecorella l'immagine di tutta l'umanità, dell'intera natura umana, che si è persa e non trova più la via verso casa. Il Pastore che la riporta a casa può essere soltanto il 'Logos', la Parola eterna di Dio stesso. (...) Egli vuole avere anche degli uomini che 'portino' insieme con Lui. Essere Pastore nella Chiesa di Cristo significa partecipare a questo compito, del quale il pallio fa memoria".

  "Così il pallio diventa simbolo del nostro amore per il Pastore Cristo e del nostro amare insieme con Lui (...); diventa simbolo della chiamata ad amare tutti loro con la forza di Cristo e in vista di Cristo, affinché possano trovare Lui e in Lui se stessi".

  Benedetto XVI ha concluso l'omelia ribadendo che il Pallio: "ci parla della cattolicità della Chiesa, della comunione universale di Pastore e gregge. E ci rimanda all'apostolicità: alla comunione con la fede degli Apostoli, sulla quale è fondata la Chiesa".

  Al termine della Santa Messa e prima della recita dell'Angelus, il Santo Padre ha ricordato che quest'anno: "La festa dei santi Apostoli Pietro e Paolo ricorre di domenica, così che tutta la Chiesa, e non solo quella di Roma, la celebra in forma solenne".

  "Tale coincidenza" - ha sottolineato il Santo Padre - "è propizia anche per dare maggiore risalto ad un evento straordinario: l'Anno Paolino, che ho aperto ufficialmente ieri sera, presso la tomba dell'Apostolo delle genti, e che durerà fino al 29 giugno 2009. (...)  Al compiersi di circa duemila anni, ho voluto indire questo speciale giubileo, che naturalmente avrà come baricentro Roma, in particolare la Basilica di San Paolo fuori le Mura e il luogo del martirio, alle Tre Fontane. Ma esso coinvolgerà la Chiesa intera, a partire da Tarso, città natale di Paolo, e dagli altri luoghi paolini meta di pellegrinaggi nell'attuale Turchia, come pure in Terra Santa, e nell'Isola di Malta, dove l'Apostolo approdò dopo un naufragio e gettò il seme fecondo del Vangelo".

  "In realtà, l'orizzonte dell'Anno Paolino non può che essere universale" - ha proseguito il Pontefice - "perché San Paolo è stato per eccellenza l'apostolo di quelli che rispetto agli Ebrei erano 'i lontani' e che 'grazie al sangue di Cristo' sono diventati 'i vicini' (cfr Ef 2,13). Per questo anche oggi, in un mondo diventato più 'piccolo', ma dove moltissimi ancora non hanno incontrato il Signore Gesù, il giubileo di San Paolo invita tutti i cristiani ad essere missionari del Vangelo".

  "Come sottolinea la liturgia, i carismi dei due grandi Apostoli sono complementari per l'edificazione dell'unico Popolo di Dio ed i cristiani non possono dare valida testimonianza a Cristo se non sono uniti tra di loro".

  "Anno Paolino, evangelizzazione, comunione nella Chiesa e piena unità di tutti i cristiani: preghiamo ora per queste grandi intenzioni" - ha concluso Papa Benedetto XVI - "affidandole alla celeste intercessione di Maria Santissima, Madre della Chiesa e Regina degli Apostoli".
HML/SANTI PIETRO:PAOLO/BARTOLOMEO I                VIS 20080630 (1060)


INAUGURAZIONE ANNO PAOLINO

CITTA' DEL VATICANO, 28 GIU. 2008 (VIS). Alle 18:00 di questo pomeriggio, il Santo Padre Benedetto XVI ha presieduto nella Basilica di San Paolo fuori le Mura la Celebrazione dei Primi Vespri della Solennità dei Santi Apostoli Pietro e Paolo, in occasione dell'apertura dell'Anno Paolino, con la partecipazione del Patriarca Ecumenico Bartolomeo I e dei Rappresentanti delle altre Chiese e Comunità Cristiane.

  Il Santo Padre, il Patriarca Ecumenico, i Delegati fraterni delle altre Confessioni cristiane, i Monaci dell'Abbazia di San Paolo fuori le Mura, hanno raggiunto in processione il quadriportico della Basilica dove - davanti alla statua dell'Apostolo Paolo - il Papa ha acceso il primo cero del braciere che arderà per tutto il corso dell'Anno Paolino. Dopo di Lui anche il Patriarca Ecumenico e il Rappresentante del Primate Anglicano hanno acceso un cero. Quindi la processione ha varcato la "Porta Paolina" ed è entrata in Basilica.

  "Siamo riuniti presso la tomba di San Paolo, il quale nacque, duemila anni fa, a Tarso di Cilicia, nell'odierna Turchia" - ha detto il Papa nell'omelia - "Paolo non è per noi una figura del passato, che ricordiamo con venerazione. Egli è anche il nostro maestro, apostolo e banditore di Gesù Cristo anche per noi. (...) Ho voluto indire questo speciale 'Anno Paolino': per ascoltarlo e per apprendere ora da lui, quale nostro maestro, 'la fede e la verità', in cui sono radicate le ragioni dell'unità tra i discepoli di Cristo".

  "È per me motivo di intima gioia" - ha proseguito il Pontefice - "che l'apertura dello 'Anno Paolino' assuma un particolare carattere ecumenico per la presenza di numerosi delegati e rappresentanti di altre Chiese e Comunità ecclesiali, che accolgo con cuore aperto", il Patriarca Bartolomeo I e i membri della Delegazione che lo accompagna, e i Delegati Fraterni delle Chiese che hanno un vincolo particolare con l'Apostolo Paolo - Gerusalemme, Antiochia, Cipro, Grecia - e che formano l'ambiente geografico della vita dell'Apostolo prima del suo arrivo a Roma., ed anche i Fratelli delle diverse Chiese e Comunità ecclesiali di Oriente".

  "Siamo dunque qui raccolti per interrogarci sul grande Apostolo delle genti. Ci chiediamo non soltanto: Chi era Paolo? Ci chiediamo soprattutto: Chi è Paolo? (...) La sua fede è l'esperienza dell'essere amato da Gesù Cristo in modo tutto personale; è la coscienza del fatto che Cristo ha affrontato la morte non per un qualcosa di anonimo, ma per amore di lui - di Paolo - e che, come Risorto, lo ama tuttora, che cioè Cristo si è donato per lui. (...) La sua fede non è una teoria, un'opinione su Dio e sul mondo. La sua fede è l'impatto dell'amore di Dio sul suo cuore. E così questa stessa fede è amore per Gesù Cristo".

  "Da molti Paolo viene presentato come uomo combattivo che sa maneggiare la spada della parola. Di fatto, sul suo cammino di apostolo non sono mancate le dispute. Non ha cercato un'armonia superficiale. (...) La verità era per lui troppo grande per essere disposto a sacrificarla in vista di un successo esterno. La verità che aveva sperimentato nell'incontro con il Risorto ben meritava per lui la lotta, la persecuzione, la sofferenza. Ma ciò che lo motivava nel più profondo, era l'essere amato da Gesù Cristo e il desiderio di trasmettere ad altri questo amore. Paolo era un uomo colpito da un grande amore, e tutto il suo operare e soffrire si spiega solo a partire da questo centro. I concetti fondanti del suo annuncio si comprendono unicamente in base ad esso".

  Ricordando une delle parole-chiave dell'Apostolo: libertà, il Papa ha affermato: "Paolo era libero come uomo amato da Dio che, in virtù di Dio, era in grado di amare insieme con Lui. Questo amore è ora la 'legge' della sua vita e proprio così è la libertà della sua vita. Egli parla ed agisce mosso dalla responsabilità dell'amore. Libertà e responsabilità sono qui uniti in modo inscindibile. (...) Chi ama Cristo come lo ha amato Paolo, può veramente fare quello che vuole, perché il suo amore è unito alla volontà di Cristo e così alla volontà di Dio; perché la sua volontà è ancorata alla verità e perché la sua volontà non è più semplicemente volontà sua, arbitrio dell'io autonomo, ma è integrata nella libertà di Dio e da essa riceve la strada da percorrere".

  "Nella ricerca della fisionomia interiore di San Paolo vorrei, in secondo luogo, ricordare la parola che il Cristo risorto gli rivolse sulla strada verso Damasco. Prima il Signore gli chiede: 'Saulo, Saulo, perché mi perseguiti?' Alla domanda: 'Chi sei, o Signore?' vien data la risposta: 'Io sono Gesù che tu perseguiti' (At 9,4s). Perseguitando la Chiesa, Paolo perseguita lo stesso Gesù. 'Tu perseguiti me'. Gesù si identifica con la Chiesa in un solo soggetto. In questa esclamazione del Risorto, che trasformò la vita di Saulo, in fondo ormai è contenuta l'intera dottrina sulla Chiesa come Corpo di Cristo. Cristo non si è ritirato nel cielo, lasciando sulla terra una schiera di seguaci che mandano avanti 'la sua causa'. La Chiesa non è un'associazione che vuole promuovere una certa causa. In essa non si tratta di una causa. In essa si tratta della persona di Gesù Cristo, che anche da Risorto è rimasto 'carne'. (...) Egli ha un corpo. È personalmente presente nella sua Chiesa".

  "In tutto ciò traspare il mistero eucaristico, nel quale Cristo dona continuamente il suo Corpo e fa di noi il suo Corpo".  Il Signore stesso si rivolge a noi con queste parole: "Come avete potuto lacerare il mio Corpo? Davanti al volto di Cristo, questa parola diventa al contempo una richiesta urgente: riportaci insieme da tutte le divisioni. Fa' che oggi diventi nuovamente realtà".

  "Vorrei concludere" - ha detto infine il Santo Padre - "con una parola tarda di san Paolo, una esortazione a Timoteo dalla prigione, di fronte alla morte. 'Soffri anche tu insieme con me per il Vangelo', dice l'apostolo al suo discepolo (2Tm 1,8). (...) L'incarico dell'annuncio e la chiamata alla sofferenza per Cristo vanno inscindibilmente insieme. (...) In un mondo in cui la menzogna è potente, la verità si paga con la sofferenza. Chi vuole schivare la sofferenza, tenerla lontana da sé, tiene lontana la vita stessa e la sua grandezza; non può essere servitore della verità e così servitore della fede. (...) Là dove non c'è niente che valga che per esso si soffra, anche la stessa vita perde il suo valore. L'Eucaristia - il centro del nostro essere cristiani - si fonda nel sacrificio di Gesù per noi, è nata dalla sofferenza dell'amore, che nella Croce ha trovato il suo culmine".

  "Di questo amore che si dona noi viviamo" - ha concluso il Pontefice - "Esso ci dà il coraggio e la forza di soffrire con Cristo e per Lui in questo mondo, sapendo che proprio così la nostra vita diventa grande e matura e vera".
HML/INAUGURAZIONE ANNO PAOLINO/...                   VIS 20080630 (1140)


UDIENZA PRESIDENTE DEL PORTOGALLO

CITTA' DEL VATICANO, 28 GIU. 2008 (VIS). Un Comunicato della Sala Stampa della Santa Sede, rende noto che questa mattina il Santo Padre Benedetto XVI ha ricevuto in Udienza il Presidente della Repubblica portoghese, Signor Aníbal Cavaco Silva, il quale, successivamente, ha incontrato il Cardinale Tarcisio Bertone, Segretario di Stato di Sua Santità, e l'Arcivescovo Dominique Mamberti, Segretario per i Rapporti con gli Stati.

  "Nel corso dei cordiali colloqui" - si legge nel testo - "sono stati passati in rassegna diversi temi di comune interesse, riguardanti l'attuale situazione del Paese. Sottolineando i buoni rapporti esistenti tra la Chiesa Cattolica e il Portogallo, ci si è soffermati sull'attuazione del Concordato del 2004".

  "Le conversazioni hanno toccato pure alcuni aspetti dell'attualità internazionale, con particolare riferimento all'Europa e all'impegno del Portogallo nei confronti di alcuni Paesi africani ed asiatici".
OP/UDIENZA:PRESIDENTE PORTOGALLO/CAVACO     VIS 20080630(150)


POSSA ANNO PAOLINO AIUTARE RINNOVO IMPEGNO ECUMENICO

CITTA' DEL VATICANO, 28 GIU. 2008 (VIS). Questa mattina il Papa ha ricevuto il Patriarca Ecumenico di Costantinopoli, Sua Santità Bartolomeo I, a Roma per partecipare all'apertura dell'Anno Paolino e alla celebrazione dei Primi Vespri nella Solennità dei Santi Pietro e Paolo, Apostoli, Patroni dell'Alma Città di Roma.

  "Ho appreso con piacere che anche Vostra Santità ha indetto un Anno Paolino" - ha detto Papa Benedetto XVI al Patriarca Bartolomeo, sottolineando che: "Questa felice coincidenza pone in evidenza le radici della nostra comune vocazione cristiana e la significativa sintonia, che stiamo vivendo, di sentimenti e di impegni pastorali. Per questo rendo grazie al Signore Gesù Cristo, che con la forza del suo Spirito guida i nostri passi verso l'unità".

  "San Paolo" - ha proseguito il Pontefice - "ci ricorda che la piena comunione tra tutti i cristiani trova il suo fondamento in 'un solo Signore, una sola fede, un solo battesimo'. (...) Ai cristiani di Corinto, in mezzo ai quali erano sorti dissensi, San Paolo non ha timore di indirizzare un forte richiamo perché siano unanimi nel parlare, scompaiano le divisioni tra loro e coltivino una perfetta unione di pensiero e di intenti".

  "Nel nostro mondo" - ha affermato il Santo Padre - "in cui si va consolidando il fenomeno della globalizzazione ma continuano ciononostante a persistere divisioni e conflitti, l'uomo avverte un crescente bisogno di certezze e di pace. Allo stesso tempo, però, egli resta smarrito e quasi irretito da una certa cultura edonistica e relativistica, che pone in dubbio l'esistenza stessa della verità. Le indicazioni dell'Apostolo sono, al riguardo, quanto mai propizie per incoraggiare gli sforzi tesi alla ricerca della piena unità tra i cristiani, tanto necessaria per offrire agli uomini del terzo millennio una sempre più luminosa testimonianza di Cristo, Via, Verità e Vita. Solo in Cristo e nel suo Vangelo l'umanità può trovare risposta alle sue più intime attese".

  "Possa l'Anno Paolino, che questa sera inizierà solennemente, aiutare il popolo cristiano a rinnovare l'impegno ecumenico, e si intensifichino le iniziative comuni nel cammino verso la comunione fra tutti i discepoli di Cristo. Di questo cammino la vostra presenza qui, oggi, è certamente un segno incoraggiante".
AC/ANNO PAOLINO:UNITÀ/BARTOLOMEO I                   VIS 20080630 (370)


venerdì 27 giugno 2008

ALTRI ATTI PONTIFICI

CITTA' DEL VATICANO, 27 GIU. 2008 (VIS). Il Santo Padre:

- Ha accolto la rinunzia presentata, per raggiunti limiti d'età, dal Cardinale Camillo Ruini agli incarichi di Vicario Generale di Sua Santità per la Diocesi di Roma e di Arciprete della Papale Arcibasilica Lateranense.

-  Ha nominato il Cardinale Agostino Vallini, finora Prefetto del Supremo Tribunale della Segnatura Apostolica, Suo Vicario Generale per la Diocesi di Roma e Arciprete della Papale Arcibasilica Lateranense.

- Ha nominato l'Arcivescovo Raymond Leo Burke, di Saint Louis (Stati Uniti d'America), Prefetto del Supremo Tribunale della Segnatura Apostolica.

- Ha nominato il Monsignor Ludger Schepers, Vescovo Ausiliare di Essen (superficie: 1.877; popolazione: 2.602.494; cattolici: 919.948; sacerdoti: 589; religiosi: 580; diaconi permanenti: 77), Repubblica Federale di Germania. Il Vescovo eletto, finora Parroco e Decano a Duisburg, è nato a Oberhausen (Repubblica Federale di Germania), nel 1953 ed è stato ordinato sacerdote nel 1979.

- Ha accettato la rinuncia all'ufficio di Vescovo Ausiliare della Diocesi di Essen, presentata dal Vescovo Franz Grave, per raggiunti limiti d'età.
RE:NA:NEA/.../...                                   VIS 20080627 (180)


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