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Il Vatican Information Service (VIS), istituito nell'ambito della Sala Stampa della Santa Sede, è un bollettino telematico che diffonde notizie relative all'attività magistrale e pastorale del Santo Padre e della Curia Romana...

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venerdì 27 maggio 2005

CORPUS DOMINI: NOSTRA VITA SIA PENETRATA PRESENZA GESÙ


CITTA' DEL VATICANO, 26 MAG. 2005 (VIS). Alle ore 19:00 di oggi, Solennità del Corpus Domini, il Santo Padre Benedetto XVI ha celebrato la Santa Messa sul sagrato della Basilica di San Giovanni in Laterano ed ha presieduto la Processione Eucaristica che percorrendo Via Merulana ha raggiunto la Basilica di Santa Maria Maggiore.

Nell'omelia il Papa ha ricordato che in questo giorno di festa: "la Chiesa rivive il mistero del Giovedì Santo alla luce della Risurrezione. Anche il Giovedì Santo conosce una sua processione eucaristica, con cui la Chiesa ripete l'esodo di Gesù dal Cenacolo al monte degli Ulivi. (...) Gesù dà realmente il suo corpo ed il suo sangue. Attraversando la soglia della morte, diventa Pane vivo, vera manna, nutrimento inesauribile per tutti i secoli. La carne diventa pane di vita".

"Nella festa del 'Corpus Domini'" - ha proseguito Papa Benedetto XVI - "riprendiamo questa processione, ma nella gioia della Risurrezione. Il Signore è risorto e ci precede. (...) Gesù ci precede presso il Padre, sale all'altezza di Dio e ci invita a seguirlo. (...) La vera meta del nostro cammino è la comunione con Dio".

Il Santo Padre ha sottolineato che nel Sacramento dell'Eucaristia "il Signore è sempre in cammino verso il mondo. Questo aspetto universale della presenza eucaristica appare nella processione della nostra festa. Noi portiamo Cristo, presente nella figura del pane, sulle strade della nostra città. Noi affidiamo queste strade, queste case - la nostra vita quotidiana - alla sua bontà. Le nostre strade siano strade di Gesù! Le nostre case siano case per lui e con lui! La nostra vita di ogni giorno sia penetrata dalla sua presenza. Con questo gesto, mettiamo sotto i suoi occhi le sofferenze degli ammalati, la solitudine di giovani e anziani, le tentazioni, le paure - tutta la nostra vita. La processione vuole essere una grande e pubblica benedizione per questa nostra città: Cristo è, in persona, la benedizione divina per il mondo - il raggio della sua benedizione si estenda su tutti noi!".

Riferendosi al mandato di Cristo: "Prendete e mangiate... Bevetene tutti", Benedetto XVI ha affermato: "Non si può 'mangiare' il Risorto, presente nella figura del pane, come un semplice pezzo di pane. Mangiare questo pane è comunione, è entrare nella comunione con la persona del Signore vivo. Questa comunione, questo atto del 'mangiare', è realmente un incontro tra due persone, è un lasciarsi penetrare dalla vita di Colui che è il Signore, di Colui che è il mio Creatore e Redentore. Scopo di questa comunione è l'assimilazione della mia vita alla sua, la mia trasformazione e conformazione a Colui che è Amore vivo. Perciò questa comunione implica l'adorazione, implica la volontà di seguire Cristo, di seguire Colui che ci precede. Adorazione e processione fanno perciò parte di un unico gesto di comunione; rispondono al suo mandato: 'Prendete e mangiate'".

Il Papa ha concluso l'omelia con queste parole: "La nostra processione finisce davanti alla Basilica di Santa Maria Maggiore, nell'incontro con la Madonna, chiamata dal caro Papa Giovanni Paolo II 'Donna eucaristica'. Davvero Maria, la Madre del Signore, ci insegna che cosa sia entrare in comunione con Cristo. (...) Preghiamo Lei, nostra santa Madre, perché ci aiuti ad aprire, sempre più tutto il nostro essere alla presenza di Cristo; perché ci aiuti a seguirlo fedelmente giorno per giorno, sulle strade della nostra vita. Amen!".

Al termine della celebrazione della Santa Messa, il Papa ha presieduto la Processione Eucaristica alla Basilica di Santa Maria Maggiore, con la partecipazione di migliaia di fedeli che, con canti e preghiere, hanno accompagnando il Santissimo Sacramento. Il Papa era inginocchiato davanti all'Ostensorio portato in processione a bordo di un veicolo coperto.
HML/CORPUS DOMINI/... VIS 20050527 (640)

INTERVENTO CARDINALE LOZANO ASSEMBLEA MONDIALE SALUTE


CITTA' DEL VATICANO, 26 MAG. 2005 (VIS). Il 18 maggio scorso a Ginevra (Svizzera), il Cardinale Javier Lozano Barragán è intervenuto all'Assemblea Mondiale della Salute, organo decisionale supremo dell'Organizzazione Mondiale della Salute (OMS), al quale aderiscono 192 Membri. Il Porporato, Presidente del Pontificio Consiglio per la Pastorale della Salute, era alla guida della Delegazione della Santa Sede della quale faceva parte, fra gli altri, l'Arcivescovo Silvano Maria Tomasi, Osservatore Permanente presso l'Ufficio delle Nazioni Unite ed Istituzioni Specializzate a Ginevra.

Il Cardinale Lozano, latore dei saluti del Santo Padre Benedetto XVI, ha affermato: "Sua Santità è molto preoccupato per la situazione sanitaria nel mondo, ed offre tutto il suo appoggio e aiuto allo sforzo mondiale per assicurare la salute a tutti, in particolare ai più svantaggiati".

"Purtroppo le malattie" - ha proseguito il Cardinale Lozano - "in particolare le malattie infettive, si presentano più virulente nei paesi più poveri, che proprio a causa della povertà non hanno risorse per procurarsi i medicinali, che grazie agli attuali progressi scientifici, possono facilmente curare tali malattie. Per cui, ogni anno le malattie infettive causano la morte di 17 milioni di persone, delle quali il 90% vivono in paesi in via di sviluppo. (...) Attualmente, i medicinali per curare questo tipo di malattie sono introvabili nei mercati di molti di questi paesi".

"È terribile constatare" - ha detto ancora il Presidente del Pontificio Consiglio per la Pastorale della Salute, citando il Rapporto sulla salute nel mondo 2005, relativamente alla salute di madri e neonati - "che dei 211 milioni di nuovi esseri umani concepiti, si contano 46 milioni di aborti procurati, 32 milioni morti premature o alla nascita, per cui solo 133 milioni di concepiti riescono a nascere e vivere".

Il Cardinale Lozano ha concluso il suo intervento affermando che: "Consapevole di tali problematiche, Papa Giovanni Paolo II istituì la Fondazione 'Il Buon Samaritano', per assistere i malati più bisognosi nel mondo. Papa Benedetto XVI, con gioia, ha ratificato questa Fondazione, il cui obiettivo principale si è concretizzato nell'acquisto di medicinali per i più bisognosi. Abbiamo potuto già prestare aiuto a malati di 11 paesi dell'Africa, di un Paese dell'Asia e di uno dell'America Latina".
CON-AVA/ASSEMBLEA MONDIALE SALUTE/LOZANO VIS 20050527 (380)

UDIENZE

CITTA' DEL VATICANO, 27 MAG. 2005 (VIS). Il Santo Padre ha ricevuto questa mattina in udienze separate:

- Il Cardinale Carlo Maria Martini, Arcivescovo emerito di Milano (Italia).

- Sei Presuli della Conferenza Episcopale del Burundi, in Visita "ad Limina Apostolorum":

- Il Vescovo Evariste Ngoyagoye, di Bujumbura.

- Il Vescovo Bernard Bududira, di Bururi.

- Il Vescovo Joachim Ntahondereye, di Muyinga.

- Il Vescovo Gervais Banshimiyubusa, di Ngozi, con il Vescovo emerito Stanislas Kaburungu.

- Il Vescovo Joseph Nduhirubusa, di Ruyigi.

Nel pomeriggio di oggi è previsto che il Santo Padre riceva l'Arcivescovo Angelo Amato, Segretario della Congregazione per la Dottrina della Fede.
AP:AL/.../... VIS 20050527 (100)

mercoledì 25 maggio 2005

GRATITUDINE AL SIGNORE CHE CI LIBERA INCUBO DELLA MORTE


CITTA' DEL VATICANO, 25 MAG. 2005 (VIS). Il Santo Padre Benedetto XVI ha dedicato la catechesi dell'Udienza Generale di oggi, tenutasi in Piazza San Pietro, al Salmo 115: "Rendimento di grazie nel tempio".

Rivolgendosi ai 27.000 pellegrini presenti, Benedetto XVI ha ricordato che San Paolo cita il Salmo 115 quando si rivolge ai cristiani di Corinto: "'Animati tuttavia da quello stesso spirito di fede di cui sta scritto: 'Ho creduto, perciò ho parlato', anche noi crediamo e perciò parliamo'". L'Apostolo, ha affermato il Papa, "si sente in spirituale accordo col Salmista nella serena fiducia e nella sincera testimonianza, nonostante le sofferenze e debolezze umane". Il Salmo 114 e il Salmo 115 "costituiscono un ringraziamento unitario, rivolto al Signore che libera dall'incubo della morte".

Nel testo, ha continuato il Pontefice, "affiora la memoria di un passato angoscioso: l'orante ha tenuta alta la fiaccola della fede, anche quando sulle sue labbra affiorava l'amarezza della disperazione e dell'infelicità. Attorno, infatti, si levava come una cortina gelida di odio e di inganno, perchè il prossimo si manifestava falso e infedele. La supplica, però, ora si trasforma in gratitudine perché il Signore ha sollevato il suo fedele dal gorgo oscuro della menzogna".

Improvvisando, il Papa ha detto: "Cristo è il primo martire e ha dato la sua vita in un contesto di odio e di menzogna, ma ha trasformato la sua passione in 'Eucaristia' che è 'festa di salvezza'".

"L'orante si dispone, perciò, ad offrire un sacrificio di ringraziamento, nel quale si berrà al calice rituale, la coppa della libagione sacra che è segno di riconoscenza per la liberazione".

Il Santo Padre ha proseguito la catechesi ricordando che l'orante testimonia la propria fede davanti a tutto il popolo, e "salvato dalla morte si sente 'servo' del Signore, 'figlio della sua ancella', una bella espressione orientale per indicare che è nato nella stessa casa del padrone. Il Salmista professa umilmente e con gioia la sua appartenenza alla casa di Dio, alla famiglia delle creature unite a lui nell'amore e nella fedeltà".

"L'intero popolo di Dio" - ha concluso il Papa - "ringrazia il Signore della vita, il quale non abbandona il giusto nel grembo oscuro del dolore e della morte, ma lo guida alla speranza e alla vita".

Al termine della catechesi, Papa Benedetto XVI ha invitato i presenti a partecipare, alle 19:00 di domani, alla Santa Messa della Solennità del Corpus Domini, da Lui presieduta sul sagrato della Basilica di San Giovanni in Laterano, ed alla quale seguirà la tradizionale processione fino a Santa Maria Maggiore "per esprimere insieme la fede in Cristo, presente nell'Eucaristia".
AG/SALMO 115/... VIS 20050525 (410)

ALTRI ATTI PONTIFICI


CITTA' DEL VATICANO, 25 MAG. 2005 (VIS). Il Santo Padre:

- Ha nominato il Padre Antônio Roberto Cavuto, O.F.M.Cap., Vescovo di Itapipoca (superficie: 11.266; popolazione: 446.606; cattolici: 402.933; sacerdoti: 27; religiosi: 55), Brasile. Il Vescovo eletto è nato nel 1944 a Espírito Santo do Pinhal (Brasile), ha emesso la Professione perpetua nell'Ordine dei Frati Minori Cappuccini nel 1965 ed è stato ordinato sacerdote nel 1971. È stato finora Parroco e Guardiano della Fraternità di São Sebastião nella Diocesi di Uberlãndia (Brasile). Succede al Vescovo Benedito Francisco de Albuquerque, del quale il Santo Padre ha accettato la rinuncia al governo pastorale della medesima Diocesi, presentata per raggiunti limiti d'età.

- Ha nominato il Vescovo Fernando Mason, O.F.M.Conv., finora Vescovo di Caraguatatuba (Brasile), Vescovo di Piracicaba (superficie: 5.402; popolazione: 988.326; cattolici: 763.246; sacerdoti: 82; religiosi: 256; diaconi permanenti: 34), Brasile.
NER:RE/.../CAVUTO:DE ALBUQUERQUE:MASON VIS 20050525 (150)

UDIENZE

CITTA' DEL VATICANO, 25 MAG. 2005 (VIS). Il Santo Padre ha ricevuto oggi in udienze separate:

- L'Arcivescovo Dino Brogi, O.F.M., Nunzio Apostolico nella Repubblica Araba di Egitto.

- L'Arcivescovo Ivo Scapolo, Nunzio Apostolico in Bolivia.

- Il Signor Blaise Compaoré, Presidente del Burkina Faso, con la Consorte e Seguito.

- Il Signor Amadou Toumani Toure, Presidente della Repubblica del Mali, e Seguito.

- Il Signor Absalom Themaba Dlamini, Primo Ministro del Regno dello Swaziland, con la Consorte e Seguito.
AP/.../... VIS 20050525 (90)

CICLO DI CONFERENZE IN U.S.A DELL'ARCIVESCOVO FOLEY


CITTA' DEL VATICANO, 25 MAG. 2005 (VIS). L'Arcivescovo John P. Foley, Presidente del Pontificio Consiglio delle Comunicazioni Sociali, si è recato negli Stati Uniti per tenere una serie di conferenze relative al mondo delle comunicazioni.

Oggi, ad Orlando (Florida), l'Arcivescovo Foley interverrà, nell'ambito di un incontro congiunto della "Catholic Press Association of United States and Canada" e della "Catholic Academy of Communications Arts Professionals", sul tema: "Come far felici 5.000 operatori della comunicazione".

Domani, sempre ad Orlando, l'Arcivescovo Foley parteciperà a due incontri della Catholic Press Association: domani interverrà ad una colazione del "Catholic News Service" ed il 27 maggio prossimo terrà l'omelia di una Messa per la "Catholic Press Association".

Infine, all'inizio di giugno, l'Arcivescovo Foley si recherà a Philadelphia, (Pennsylvania), e a Camden, (New Jersey), per tenere alcune conferenze, i giorni 1°, 2 e 3 giugno.
CON-CS/.../USA:FOLEY VIS 20050525 (120)

martedì 24 maggio 2005

CONGRESSO FONDAZIONE "CENTESIMUS ANNUS - PRO PONTIFICE"


CITTA' DEL VATICANO, 24 MAG. 2005 (VIS). La Fondazione "Centesimus Annus -Pro Pontifice", istituita da Papa Giovanni Paolo II nel 1993, ha organizzato in Vaticano un Congresso Internazionale (27-28 maggio) sul tema: "Il sistema mondiale nel XXI secolo: sussidiarietà e cooperazione per lo sviluppo".

Alla prima giornata di lavori, presieduta dal Professor Alberto Quadrio Curzio, Presidente del Comitato Scientifico della Fondazione e Preside della Facoltà di Scienze Politiche all'Università del Sacro Cuore di Milano, interverranno: il Dr. Giovanni Maria Flick, Giudice della Corte Costituzionale, che parlerà su: "Diritti umani e globalizzazione nella prospettiva europea"; il Professor Moshe Syrquin, Professore di Economia presso la "School of International Studies" dell'Università di Miami, che parlerà su: "Globalizzazione: troppo o troppo poco?" ed infine il Professor Curzio che parlerà su: "L'Unione Europea, modello istituzionale in un mondo globalizzato".

Il Cardinale Attilio Nicora, Presidente dell'Amministrazione del Patrimonio della Sede Apostolica, aprirà i lavori di sabato 28 maggio. In mattinata avrà luogo una Tavola Rotonda sul tema: "Promuovere lo sviluppo nel XXI secolo: valori, attori e strumenti", alla quale seguirà un dibattito. I lavori si concluderanno con l'intervento: "Come va il mondo fra angeli e diavoli dello sviluppo", del Dr. Stefano Berterame, in rappresentanza del Vice-Segretario Generale dell'O.N.U., Dr. Antonio Maria Costa. Sabato 28 maggio, a conclusione dei lavori, il Cardinale Nicora presiederà una Santa Messa Prefestiva nella Cappella Domus Sanctae Marthae in Vaticano.
.../FONDAZIONE CENTESIMUS ANNUS/... VIS 20050524 (230)

ALTRI ATTI PONTIFICI


CITTA' DEL VATICANO, 24 MAG. 2005 (VIS). Il Santo Padre:

- Ha eretto la nuova Diocesi di Cartago, (Costa Rica), con territorio dismembrato dall'Arcidiocesi di San José de Costa Rica e dalla diocesi di Limón, rendendola suffraganea della Chiesa Metropolitana di San José de Costa Rica.

- Ha nominato il Vescovo José Francisco Ulloa Rojas, finora Vescovo di Limón (Costa Rica), primo Vescovo della Diocesi di Cartago (superficie: 3.105; popolazione: 378.523; cattolici: 272.388; sacerdoti: 70; religiosi: 53), Costa Rica.

- Ha nominato il Monsignor Elmar Fischer, Vescovo di Feldkirch (superficie: 2.601; popolazione: 375.543; cattolici: 267.950; sacerdoti: 225; religiosi: 403; diaconi permanenti: 18), Austria. Il Vescovo eletto, già Vicario Generale della medesima Diocesi, è nato a Feldkirch (Austria), nel 1936 ed è stato ordinato sacerdote nel 1961.

- Ha accettato la rinuncia al governo pastorale della diocesi di Kansas City-Saint Joseph (Stati Uniti d'America), presentata dal Vescovo Raymond James Boland, in conformità al canone 401, paragrafo 2 del Codice di Diritto Canonico. Gli succede il Vescovo Robert W. Finn, finora Vescovo Coadiutore della medesima sede.

- Ha nominato il Monsignore Peter Doyle, Vescovo di Northampton (superficie: 5.532; popolazione: 2.000.769; cattolici: 173.539; sacerdoti: 127; religiosi: 224; diaconi permanenti: 25), Gran Bretagna. Il Vescovo eletto, finora Vicario Generale della Diocesi di Portsmouth (Gran Bretagna), è nato a Blackburn (Gran Bretagna), nel 1944 ed è stato ordinato sacerdote nel 1968.
ECE:NER:RE/.../... VIS 20050524 (230)

lunedì 23 maggio 2005

EX-PRESIDENTE CLINTON IN VATICANO SOCCORSI VITTIME TSUNAMI


CITTA' DEL VATICANO, 21 MAG. 2005 (VIS). Nel pomeriggio di ieri, il Dr. Joaquín Navarro-Valls ha rilasciato ai giornalisti la seguente dichiarazione relativa alla visita in Vaticano del Signor William J. Clinton, già Presidente degli Stati Uniti d'America.

"Oggi, 20 maggio 2005, il Cardinale Angelo Sodano, Segretario di Stato, ha ricevuto il Signor William J. Clinton, già Presidente degli Stati Uniti d'America, recatosi in Vaticano per informare circa l'attività affidatagli dal Segretario Generale dell'Organizzazione delle Nazioni Unite di promuovere la solidarietà internazionale in favore delle popolazioni asiatiche colpite dallo 'tsunami'".

"Da parte sua, il Cardinale Segretario di Stato ha descritto all'illustre Ospite l'impegno della Santa Sede a tale riguardo. Successivamente, il Cardinale Sodano ha presentato al Presidente Clinton l'Arcivescovo Paul Josef Cordes, Presidente del Pontificio Consiglio 'Cor Unum', il quale ha esposto in modo particolareggiato l'opera svolta in merito dalle varie istituzioni cattoliche sparse nel mondo".

"In tale occasione, ci si è anche soffermati su due altri ingenti problemi dell'ora attuale: il contributo degli Stati per i Paesi sottosviluppati e la lotta contro l'AIDS, soprattutto in Africa".
OP/VISITA CLINTON/NAVARRO-VALLS VIS 20050523 (190)

LA MUSICA SACRA CI AIUTA AD ONORARE IL MESSAGGIO DI DIO LA MUSICA SACRA CI AIUTA AD ONORARE IL MESSAGGIO DI DIO


CITTA' DEL VATICANO, 21 MAG. 2005 (VIS). Nel pomeriggio di ieri, il Santo Padre Benedetto XVI, in occasione del conferimento al fratello Monsignor Georg Ratzinger dell'Onorificenza attribuitagli dal Presidente dell'Austria, il 19 scorso in Vaticano, ha pronunciato brevi parole in lingua tedesca, di cui di seguito riportiamo la traduzione.

"Mi sembra strano prendere la parola ora. Mentre scendevo, il Segretario mi ha detto molto opportunamente: 'Ora, caro Santo Padre, è suo fratello la persona più importante'. Su questo non ci sono dubbi. Trovo bello proprio il fatto che mio fratello, che per 30 anni si è impegnato così tanto per la musica sacra nel Duomo di Ratisbona e nel resto del mondo, riceva un riconoscimento da parte tanto competente".

"Quando parlo, nonostante la mia incompetenza, mi sento, per così dire, portavoce di quanti sono qui presenti e si rallegrano, provano gratitudine e soddisfazione per questo momento e per questo attimo. Mio fratello l'ha già detto: l'Austria è in modo molto particolare un Paese della musica. Chi pensa all'Austria, pensa innanzitutto alla bellezza della creazione, che il Signore ha donato a questo nostro Paese vicino. Pensa alla bellezza degli edifici, alla cordialità delle persone, ma anche e soprattutto alla musica, i cui grandi nomi sono già stati fatti, e anche all'esercizio della musica: 'Wiener Sängerknaben', 'Wiener Philharmoniker', 'Salzburger Festspiele' ecc. Per tale motivo il fatto che questo nostro amato vicino, l'Austria, conferisca questo riconoscimento a mio fratello assume una valenza del tutto particolare. E ringrazio anche io di tutto cuore".

"Immagino che anche per la nuova generazione di cantori del Duomo, istruiti dal Maestro di Cappella, sia motivo di gioia e di incoraggiamento il fatto che venga riconosciuto un lavoro di trenta anni e che ciò li possa aiutare, in questo tempo in cui ne abbiamo particolarmente bisogno, a onorare il messaggio del buon Dio e a condurre gli uomini alla gioia con nuovo slancio ed entusiasmo. Grazie".
AC/ONORIFICENZA:GEORG RATZINGER/... VIS 20050523 (330)

SIAMO COLLABORATORI DI CRISTO PER IL REGNO DI DIO


CITTA' DEL VATICANO, 21 MAG. 2005 (VIS). Questa mattina Papa Benedetto XVI ha incontrato il Cardinale Angelo Sodano, Segretario di Stato, l'Arcivescovo Leonardo Sandri, Sostituto per gli Affari Generali, l'Arcivescovo Giovanni Lajolo, Segretario per i Rapporti con gli Stati e gli assistenti e collaboratori della Prima e della Seconda Sezione della Segreteria di Stato.

Dopo l'indirizzo a Lui rivolto, pronunciato dal Cardinale Sodano, che ha parlato a nome di tutti gli Officiali presenti e di tutti coloro che operano nelle Rappresentanze Pontificie del mondo, il Santo Padre ha parlato a braccio.

"Sono venuto senza parole scritte" - ha detto Benedetto XVI - "ma con nel cuore sensi di viva gratitudine e anche con l'intenzione di imparare. Man mano imparo qualcosa sulla struttura della Segreteria di Stato e sopratutto ogni giorno arriva una mole di documentazione, di lavoro fatto in questa Segreteria di Stato. Così posso vedere dalla molteplicità, densità e anche competenza che si nasconde in questi lavori, quanto viene fatto qui in questi uffici".

"Se si pensa alle grandi amministrazioni internazionali, per esempio, all'amministrazione europea, della quale Monsignor Lajolo mi ha dato il numero degli impiegati, noi siamo realmente in numero molto ridotto. E fa grande onore alla Santa Sede il fatto che un numero di persone così piccolo faccia un lavoro grandissimo per la Chiesa universale. Questo grande lavoro fatto da un numero non grande di persone dimostra l'assiduità e la dedizione con la quale realmente si lavora".

"Noi non lavoriamo - come dicono molti del lavoro - per difendere un potere. Non abbiamo un potere mondano, secolare. Non lavoriamo per il prestigio, non lavoriamo per far crescere una ditta o qualcosa di simile. Noi lavoriamo realmente perché le strade del mondo siano aperte a Cristo. E tutto il nostro lavoro, con tutte le sue ramificazioni, alla fine serve proprio perché il suo Vangelo, e così la gioia della Redenzione, possa arrivare nel mondo. In questo senso, anche nei piccoli lavori di ogni giorno, apparentemente poco gloriosi, noi ci facciamo per quanto possiamo, collaboratori della Verità, cioè di Cristo, nel suo operare nel mondo, affinché realmente il mondo divenga il Regno di Dio".

"Posso quindi soltanto dire un grande grazie. Insieme facciamo il servizio che è proprio del Successore di Pietro, il 'servizio petrino': confermare i fratelli nella fede".
AC/SEGRETERIA DI STATO/SODANO VIS 20050523 (390)

AI VESCOVI RWANDA: SIATE FORTI FEDE E PERSEVERATE SPERANZA


CITTA' DEL VATICANO, 21 MAG. 2005 (VIS). Questa mattina Papa Benedetto XVI ha ricevuto otto Presuli della Conferenza Episcopale del Rwanda al termine della Visita "ad Limina Apostolorum". Nel suo discorso in lingua francese, il Papa ha voluto trasmettere i suoi affettuosi saluti alle comunità cattoliche del Paese ed ha esortato "i sacerdoti e i fedeli, duramente provati dal genocidio del 1994 e dalle sue conseguenze, a rimanere forti nella fede, a perseverare nella speranza che dona il Cristo Risorto, superando la tentazione di cedere allo scoraggiamento".

"Per operare attivamente a favore della pace e della riconciliazione, voi privilegiate in particolare una pastorale di vicinanza, fondata sull'impegno delle piccole comunità di laici nella pastorale missionaria della Chiesa, in armonia con i pastori. Vi incoraggio a sostenere queste comunità, affinché i fedeli accolgano le verità della fede e le sue esigenze, sviluppando una vita ecclesiale e spirituale più forte, senza lasciarsi allontanare dal Vangelo di Cristo, in particolare dalle numerose sette presenti nel Paese".

Il Santo Padre ha esortato i Presuli a lavorare "instancabilmente perché il Vangelo penetri sempre più in profondità nel cuore e nella vita dei credenti, invitando i fedeli ad assumere le proprie responsabilità nella società, in particolare nell'ambito dell'economia e della politica, con un senso morale nutrito dal Vangelo e dalla dottrina sociale della Chiesa".

Benedetto XVI, nel sottolineare che il clero in Rwanda è divenuto autoctono, ha affermato: "Vorrei esprimere il mio apprezzamento per il paziente lavoro compiuto dai missionari nell'annunciare il Cristo e il Suo Vangelo, e nel far nascere le comunità cristiane oggi a voi affidate". Infine il Papa ha esortato i Vescovi a rimanere accanto ai sacerdoti, ad essere attenti alla loro formazione teologica e spirituale ed "alle loro condizioni di vita e di esercizio della loro missione" ed ha concluso esortando i sacerdoti a "rimanere fedeli alle esigenze del proprio stato e a vivere il proprio sacerdozio come un vero cammino di santità".
AL/.../RWANDA VIS 20050523 (330)

MISSIONE IN EUROPA DEI SANTI CIRILLO E METODIO


CITTA' DEL VATICANO, 23 MAG. 2005 (VIS). Questa mattina il Santo Padre Benedetto XVI ha ricevuto in Vaticano il Signor Vlado Buchkovski, Primo Ministro della ex-Repubblica Jugoslava di Macedonia, con la Consorte e Seguito, in occasione della Festa dei Santi Cirillo e Metodio, Apostoli degli Slavi, che in Oriente si celebra l'11 maggio e in Occidente il 14 febbraio.

"Nel ricevere qualche giorno fa il nuovo Ambasciatore" - ha detto il Santo Padre esprimendosi in inglese - "ho voluto sottolineare quanto fortemente le tradizioni e la cultura del popolo macedone siano in consonanza con i valori che permeano lo spirito dell'Europa. I fratelli Santi Cirillo e Metodio, Apostoli degli Slavi, hanno contribuito in modo significativo alla sua formazione. La loro attività umana e cristiana ha lasciato tracce indelebili nella storia della vostra Nazione. Il pellegrinaggio che ogni anno compite alla tomba di San Cirillo è occasione propizia per risalire alle radici della vostra storia".

Il Santo Padre ha proseguito il suo discorso affermando che: "Sono convinto che il modo migliore per dar vita ad una società autenticamente attenta al bene comune, sia di cercare nel Vangelo le radici dei valori condivisi, come dimostra l'esperienza dei Santi Cirillo e Metodio. Questo è il fervente desiderio della Chiesa Cattolica che non ha altro interesse che quello di diffondere e testimoniare le parole di speranza e di amore di Gesù Cristo, parole di vita che lungo i secoli hanno ispirato tanti martiri e confessori della fede".

"Spero sinceramente" - ha concluso Papa Benedetto - "che il vostro pellegrinaggio di oggi contribuisca a preservare vivi nella vostra Nazione questi alti valori umani e cristiani. Prego anche che il vostro Paese si apra con fiducia all'Europa, contribuendo in modo significativo all'edificazione del suo futuro, sotto l'ispirazione del vostro inestimabile patrimonio religioso e culturale".
AC/DELEGAZIONE MACEDONIA/BUCHKOVSKI VIS 20050523 (310)

UDIENZA AL PRESIDENTE DI BULGARIA GEORGI PARVANOV


CITTA' DEL VATICANO, 23 MAG. 2005 (VIS). Il Santo Padre Benedetto XVI ha ricevuto questa mattina il Signor Georgi Parvanov, Presidente di Bulgaria, con la Consorte e Seguito, a Roma per il tradizionale omaggio alla tomba di San Cirillo che, con il fratello Metodio, fu Apostolo degli Slavi. I due Santi e San Benedetto furono proclamati Compatroni d'Europa da Giovanni Paolo II il 31 dicembre 1980.

San Cirillo e San Metodio, ha detto il Santo Padre "hanno forgiato in una prospettiva cristiana i valori umani e culturali del popolo bulgaro e di altre nazioni slave. Si può dire anche che, con la loro azione evangelizzatrice, è stata formata l'Europa, questa Europa di cui la Bulgaria si sente parte integrante. La Bulgaria sa di avere di fronte agli altri popoli un dovere particolare: essere uno dei ponti fra Occidente e Oriente".

Sottolineando "i buoni rapporti esistenti fra la Santa Sede e la Nazione che Lei rappresenta", il Papa si è chiesto: "Come non ringraziare la Divina Provvidenza per questa ritrovata capacità di dialogo amichevole e costruttivo, dopo un difficile e lungo periodo di regime comunista?".

Al termine del suo discorso, Papa Benedetto XVI ha ringraziato la Bulgaria "per la partecipazione dimostrata alla Santa Sede in questi ultimi due mesi. Lei, il Governo, il Parlamento e tanti suoi concittadini hanno voluto manifestare alla Chiesa cattolica i loro sinceri sentimenti in occasione della scomparsa di Giovanni Paolo II e della mia elezione come Suo successore".
AC/PRESIDENTE BULGARIA/PARVANOV VIS 20050523 (250)

SANTISSIMA TRINITÀ: UNA UNICA SOSTANZA IN TRE PERSONE


CITTA' DEL VATICANO, 22 MAG. 2005 (VIS). Prima della recita dell'Angelus con i 20.000 fedeli convenuti in Piazza San Pietro, il Santo Padre Benedetto XVI ha ricordato la Solennità della Santissima Trinità, che si celebra oggi, ed ha rivolto parole di saluto ai partecipanti al Congresso Eucaristico Nazionale, apertosi ieri a Bari, dove si recherà domenica prossima per la Celebrazione eucaristica conclusiva del Congresso.

"Gesù" - ha detto il Santo Padre - "ci ha rivelato il mistero di Dio: Lui, il Figlio, ci ha fatto conoscere il Padre che è nei Cieli, e ci ha donato lo Spirito Santo, l'Amore del Padre e del Figlio. La teologia cristiana sintetizza la verità su Dio con questa espressione: un'unica sostanza in tre persone. Dio non è solitudine, ma perfetta comunione. Per questo la persona umana, immagine di Dio, si realizza nell'amore, che è dono sincero di sé".

"Sono lieto di rivolgere oggi, festa della Santissima Trinità, il mio saluto ai partecipanti al Congresso Eucaristico della Chiesa italiana, che si è aperto ieri a Bari. Nel cuore di questo Anno dedicato all'Eucaristia, il popolo cristiano converge intorno a Cristo presente nel Santissimo Sacramento, fonte e culmine della sua vita e della sua missione". Ricordando il tema del Congresso "Senza la Domenica non possiamo vivere", il Papa, confermando la sua presenza a Bari, ha detto: "In attesa di recarmi di persona domenica prossima a Bari per la Celebrazione eucaristica, sono sin da ora spiritualmente unito a questo importante evento ecclesiale".

Al termine della recita dell'Angelus, il Papa ha rivolto parole di saluto ai fedeli in lingua spagnola, polacca, tedesca. Infine, mentre i pellegrini continuavano ad affluire numerosi in Piazza San Pietro, il Papa ha detto a braccio: "Saluto i pellegrini di lingua italiana che sono molto numerosi, come possiamo vedere e sentire".
ANG/TRINITÀ:CONGRESSO EUCARISTICO/... VIS 20050523 (320)

UDIENZE

CITTA' DEL VATICANO, 23 MAG. 2005 (VIS). Il Santo Padre ha ricevuto questa mattina in udienze separate:

- Il Signor Georgi Parvanov, Presidente della Repubblica di Bulgaria, con la Consorte e Seguito.

- Due Presuli della Conferenza Episcopale del Burundi, in Visita "ad Limina Apostolorum":

- L'Arcivescovo Simon Ntamwana, di Gitega.

- Il Vescovo Jan Ntagwarara, di Bubanza.

- Il Signor Vlado Buchkovski, Primo Ministro della ex-Repubblica Jugoslava di Macedonia, con la Consorte e Seguito.

Sabato 21 maggio il Santo Padre ha ricevuto in udienza il Cardinale Giovanni Battista Re, Prefetto della Congregazione per i Vescovi.
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LETTERA DEL SANTO PADRE AI VESCOVI SPAGNOLI


CITTA' DEL VATICANO, 23 MAG. 2005 (VIS). Oggi è stato reso pubblico il testo di una Lettera del Santo Padre Benedetto XVI ai Vescovi spagnoli in occasione del Pellegrinaggio nazionale al Santuario del Pilar di Saragozza (21-22 maggio 2005) nel 150° anniversario del dogma dell'Immacolata Concezione e nel 50° della Consacrazione della Spagna al Cuore Immacolato di Maria.

"Maria Immacolata" - scrive il Pontefice nella Lettera datata 19 maggio - "riflette la misericordia del Padre. Concepita senza peccato, fu capace di perdonare anche coloro che avevano abbandonato e ferito suo Figlio ai piedi della Croce. Come nostra Avvocata, ci aiuta nelle nostre necessità ed intercede per noi al cospetto di Suo Figlio".

"Accompagnata dalla sollecitudine paterna di Giuseppe, Maria ha accolto suo Figlio. Nella casa di Nazaret, Gesù raggiunse la maturità in una famiglia, umanamente splendida e compenetrata del mistero divino, che continua ad essere modello per tutte le famiglie. Nella convivenza domestica, la famiglia realizza la sua vocazione di vita umana e cristiana, condividendo le gioie e le aspettative in un clima di comprensione e di aiuto reciproco. Per questo, l'essere umano che nasce, cresce e si forma in famiglia, è capace di imboccare senza incertezze la via del bene, senza lasciarsi disorientare da mode o ideologie alienanti della persona umana".

"So che la Chiesa cattolica in Spagna" - scrive ancora Papa Benedetto - "intende procedere con fermezza nei suoi progetti di evangelizzazione. Per questo è da auspicarsi che la Chiesa sia compresa ed accettata nella sua vera natura e missione, perché si tratta di promuover il bene comune a favore di tutti, dei singoli e della società. Infatti, la trasmissione della fede e la pratica religiosa dei credenti non possono rimanere confinate nella sfera puramente privata".
BXVI-LETTERA/PELLEGRINAGGIO NAZIONALE/SPAGNA VIS 20050523 (300)

ALTRI ATTI PONTIFICI


CITTA' DEL VATICANO, 23 MAG. 2005 (VIS). Il Santo Padre ha nominato il Vescovo Martin Drennan, finora Ausiliare di Dublino (Irlanda), Vescovo di Galway and Kilmacduagh (superficie: 2.610; popolazione: 105.079; cattolici: 102.425; sacerdoti: 113; religiosi: 277), Irlanda. Il Vescovo Drennan succede al Vescovo James McLoughlin del quale il Santo Padre ha accettato la rinuncia al governo pastorale della medesima Diocesi, presentata per raggiunti limiti d'età.

Sabato 21 maggio è stato reso noto che il Santo Padre ha nominato il Padre Juan José Pineda Fasquelle, C.M.F., Vescovo Ausiliare dell'Arcidiocesi di Tegucigalpa (superficie: 23.106; popolazione: 2.135.516; cattolici: 1.601.637; sacerdoti: 165; religiosi: 503; diaconi permanenti: 1), Honduras. Il Vescovo eletto è nato a Tegucigalpa (Honduras) nel 1960. Ha emesso la Professione Solenne nel 1987 ed è stato ordinato sacerdote nel 1988. Finora è stato Professore del Seminario Maggiore Nazionale di Tegucigalpa e Segretario dell'Arcivescovo di Tegucigalpa.
NER:RE:NEA/.../DRENNAN:MCLOUGHLIN:PINEDA VIS 20050523 (150)

venerdì 20 maggio 2005

CONDANNA DEL NAZISMO E DEL COMUNISMO ATEO


CITTA' DEL VATICANO, 20 MAG. 2005 (VIS). Nel pomeriggio di ieri, nell'Aula Paolo VI, il Santo Padre ha assistito alla proiezione del film "Karol, un uomo diventato Papa", tratto da un testo del vaticanista Gian Franco Svidercoschi che racconta la vita di Giovanni Paolo II fino alla sue elezione al Pontificato nel 1978.

Nel discorso pronunciato al termine del film, Papa Benedetto XVI ha ricordato che la prima parte del racconto narra "quanto accadde in Polonia sotto l'occupazione nazista, con riferimenti talora emotivamente molto forti alla repressione del popolo polacco e al genocidio degli ebrei".

"Si tratta" - ha affermato il Pontefice - "di atroci crimini che mostrano tutto il male che racchiudeva in sé l'ideologia nazista. Scosso da tanto dolore e tanta violenza il giovane Karol decise di imprimere una svolta alla propria vita, rispondendo alla chiamata divina al sacerdozio".

"La pellicola presenta scene ed episodi che, nella loro crudezza" - ha proseguito il Pontefice - "suscitano in chi guarda un istintivo moto di orrore e lo spingono a rifletter sugli abissi di nequizia che possono nascondersi nell'animo umano. Al tempo stesso, la rievocazione di simili aberrazioni non può non ravvivare in ogni persona di retto sentire l'impegno a fare quanto è in suo potere perché mai più abbiano a ripetersi vicende di così inumana barbarie".

"L'8 maggio 1945 si concludeva quell'immane tragedia che aveva seminato in Europa e nel mondo, in misura mai sperimentata prima, distruzione e morte. (...) Ogni volta che un'ideologia totalizzante calpesta l'uomo, l'umanità intera è seriamente minacciata", ha sottolineato Papa Benedetto XVI.

"Col trascorrere del tempo, i ricordi non devono impallidire; devono piuttosto farsi lezione severa per la nostra e per le future generazioni. Abbiamo il dovere di ricordare, specialmente ai giovani, a quali forme di inaudita violenza possano giungere il disprezzo dell'uomo e la violazione dei suoi diritti".

Papa Benedetto XVI ha sottolineato inoltre che: "Come non leggere alla luce di un provvidenziale disegno divino il fatto che sulla cattedra di Pietro, ad un Pontefice polacco sia succeduto un cittadino di quella terra, la Germania, dove il regime nazista poté affermarsi con grande virulenza, attaccando poi le nazioni vicine, tra le quali in particolare la Polonia? Entrambi questi Papi in gioventù - seppure su fronti avversi e in situazioni differenti - hanno dovuto conoscere la barbarie della seconda guerra mondiale e dell'insensata violenza di uomini contro altri uomini, di popoli contro altri popoli".

Il Papa ha ricordato le parole pronunciate nell'omelia di domenica scorsa ed ha ripetuto che: "'nulla può migliorare nel mondo se il male non è superato, e il male può essere superato solo con il perdono'" ed ha affermato: "La comune e sincera condanna del nazismo, come del comunismo ateo, sia per tutti un impegno a costruire sul perdono la riconciliazione e la pace".

Prima di assistere alla proiezione del film, Papa Benedetto XVI ha partecipato ad una cerimonia nel corso della quale è stata conferita a suo fratello, Monsignor Georg Ratzinger, l'onorificenza "Österreichisches Ehrenkreuz für Wissenschaft und Kunst, Erste Klasse" (Croce d'onore austriaca di prima classe per la scienza e l'arte). Il riconoscimento consegnato dall'Ambasciatore d'Austria presso la Santa Sede, Dr. Helmut Türk, è stato attribuito a Monsignor Georg Ratzinger dal Presidente austriaco, Dr. Heinz Fischer, il 7 dicembre 2004, per i suoi stretti legami culturali e sacerdotali con la Repubblica Austriaca.
AC/FILM:GIOVANNI PAOLO II/... VIS 20050520 (550)
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