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Il Vatican Information Service (VIS), istituito nell'ambito della Sala Stampa della Santa Sede, è un bollettino telematico che diffonde notizie relative all'attività magistrale e pastorale del Santo Padre e della Curia Romana...

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lunedì 25 marzo 2002

RECITA DELL'ANGELUS CON I GIOVANI IN PIAZZA SAN PIETRO


CITTA' DEL VATICANO, 24 MAR. 2002 (VIS). Al termine della solenne celebrazione della Domenica delle Palme e della Passione del Signore, Giovanni Paolo II ha recitato la preghiera dell'Angelus con i circa 30.000-40.000 giovani riuniti in una Piazza San Pietro inondata di sole, ma spazzata da un vento piuttosto freddo. Al termine della preghiera mariana, il Papa, indossando ancora i paramenti sacri, ha sorpreso i fedeli salendo sulla jeep papale bianca e facendo il giro della Piazza.

Nelle meditazioni di introduzione alla recita dell'Angelus, il Santo Padre ha detto: "Prima di concludere questa solenne Celebrazione, ci rivolgiamo a Maria Santissima, che sotto la croce del Figlio confermò il 'fiat' pronunciato all'annuncio dell'Angelo. Ci aiuti Lei a seguire fedelmente Gesù, sull'esempio di tanti fratelli e sorelle che hanno dato al Vangelo la suprema testimonianza del sangue. Penso, in particolare, ai missionari e alle missionarie martiri, di cui ricorre oggi in Italia l'annuale commemorazione. Questa coerenza e questo coraggio la Vergine ottenga in modo speciale a voi giovani, chiamati a compiere scelte fondamentali per la vostra vita".

Infine Giovanni Paolo II ha rivolto parole di saluto in lingua francese, inglese, tedesca, spagnola, portoghese, polacca e italiana.
ANG/…/… VIS 20020325 (220)

IL PAPA AI GIOVANI: LA CROCE SIA VOSTRA SCUOLA DI SAPIENZA


CITTA' DEL VATICANO, 24 MAR. 2002 (VIS). Questa mattina, in Piazza San Pietro, il Papa ha presieduto la solenne celebrazione liturgica della Domenica delle Palme e della Passione del Signore ed ha pronunciato l'omelia, mentre il Cardinale Camillo Ruini, Suo Vicario Generale per la Diocesi di Roma, ha celebrato l'Eucaristia. Alla celebrazione hanno preso parte, in occasione della ricorrenza diocesana della XVII Giornata Mondiale della Gioventù, giovani di Roma e di altre diocesi.

Prima della celebrazione della Santa Messa, il Papa ha benedetto le palme e gli ulivi, e successivamente ha avuto luogo la processione dall'obelisco posto al centro della Piazza fino all'altare situato davanti alla Basilica di San Pietro. Il Santo Padre non ha partecipato alla processione a causa del persistere della sintomatologia dolorosa del ginocchio destro.

Nell'omelia Giovanni Paolo II ha sottolineato che la Croce è al centro della Liturgia odierna ed ha detto: "Voi, cari giovani, con la vostra attenta ed entusiastica partecipazione a questa solenne celebrazione, mostrate che non vi vergognate della Croce. Voi non temete la Croce di Cristo. Anzi, l'amate e la venerate, perché è il segno del Redentore morto e risorto per noi".

"Il racconto della Passione mette in luce la fedeltà di Cristo, in contrasto con l'umana infedeltà. (…) La vera forza dell'uomo si vede nella fedeltà con cui egli è capace di rendere testimonianza alla verità, resistendo a blandizie e minacce, ad incomprensioni e ricatti, e persino alla persecuzione dura e spietata". Per cui, ha aggiunto il Papa, "Solo se sarete disposti a fare questo, diventerete ciò che Gesù si attende da voi, e cioè 'sale della terra' e 'luce del mondo'", tema della prossima Giornata Mondiale della Gioventù.

Il Santo Padre ha esortato i giovani a non perdere "il vostro sapore di cristiani, il sapore del Vangelo! Mantenetelo vivo, meditando costantemente il mistero pasquale: la Croce sia la vostra scuola di sapienza. Di nient'altro vantatevi, se non di questa sublime cattedra di verità e di amore".

"Colui che avete scelto come Maestro" - ha concluso il Santo Padre - "non è un mercante d'illusioni, non è un potente di questo mondo, né un astuto e abile ragionatore. Voi sapete chi avete scelto di seguire: è il Crocifisso risorto! Cristo morto per voi, Cristo risorto per voi".
HML/DOMENICA PALME:GIOVANI/… VIS 20020325 (390)

LA VOSTRA PROFESSIONE MEDICA SI ISPIRI PERENNI VALORI ETICI


CITTA' DEL VATICANO, 23 MAR. 2002 (VIS). Questa mattina il Santo Padre ha ricevuto una Delegazione di Medici partecipanti al Congresso promosso dall'Organizzazione Mondiale di Gastroenterologia che intende sensibilizzare l'opinione pubblica sul problema della prevenzione del cancro dell'apparato digerente.

Nel ringraziare i medici per il loro impegno, il Santo Padre ha auspicato che la loro professione "si ispiri sempre ai perenni valori etici, che danno ad essa un solido fondamento".

Il Papa ha affermato che: "Non si può non essere contenti nel constatare la crescente disponibilità di risorse tecniche e farmacologiche, che consentono di individuare tempestivamente, nella maggior parte dei casi, i sintomi del cancro e di intervenire così con più rapidità ed efficacia" ed ha esortato i medici "a continuare con fiducia e tenacia sia nella ricerca che nella terapia, utilizzando le risorse scientifiche più avanzate".

"Certo" - ha sottolineato il Pontefice - "non si può dimenticare che l'uomo è un essere limitato e mortale. Occorre, pertanto, accostarsi al malato con quel sano realismo, che eviti di ingenerare in chi soffre l'illusione dell'onnipotenza della medicina. Ci sono limiti che non sono umanamente superabili; in questi casi bisogna saper accogliere con serenità la propria condizione umana, che il credente sa leggere alla luce della volontà divina".

Giovanni Paolo II ha quindi osservato che: "La complessità dell'essere umano esige poi che, prestandogli le cure necessarie, si tenga conto non soltanto del corpo, ma anche dello spirito. Sarebbe presuntuoso contare allora unicamente sulla tecnica. (…) Il concetto di salute, caro al pensiero cristiano, contrasta con una visione di essa che la riducesse a puro equilibrio psico-fisico. Tale visione, trascurando le dimensioni spirituali della persona, finirebbe per pregiudicarne il vero bene".

"Informare i cittadini con rispetto e verità" - ha concluso il Pontefice - "soprattutto quando si trovano in condizioni patologiche, costituisce una vera e propria missione per quanti si occupano della salute pubblica".
AC/MEDICINA:CANCRO/… VIS 20020325 (320)

venerdì 22 marzo 2002

UDIENZE

CITTA' DEL VATICANO, 22 MAR. 2002 (VIS). Il Santo Padre ha ricevuto oggi in udienza l'Arcivescovo Tarcisio Bertone, Segretario della Congregazione per la Dottrina della Fede.
AP/…/… VIS 20020322 (30)

PRESENTAZIONE DELL'EDITIO TYPICA DEL MISSALE ROMANUM


CITTA' DEL VATICANO, 22 MAR. 2002 (VIS). Questa mattina, nella Sala Stampa della Santa Sede, ha avuto luogo la presentazione della Terza Editio Typica del Missale Romanum, a cura del Cardinale Jorge Arturo Medina Estévez, Prefetto della Congregazione per il Culto Divino e la Disciplina dei Sacramenti e dell'Arcivescovo Francesco Pio Tamburrino, Segretario della medesima Congregazione.

Il Cardinale Medina Estévez ha affermato che la nuova edizione, successiva a quelle del 1970 e del 1975, ed il Decreto con il quale la Congregazione per il Culto Divino e la Disciplina dei Sacramenti l'ha pubblicata, attesta l'approvazione del Santo Padre avvenuta il 10 aprile del 2000. "L'edizione che presentiamo" - ha detto il Cardinale - "è il risultato di una lunga opera di revisione e aggiornamento iniziata nel 1991 e proseguita nel 1996, anni nei quali il Dicastero ha celebrato le sue Assemblee Plenarie".

Si tratta, ha continuato il Porporato, di "una edizione (…) ufficiale, aggiornata, destinata alla celebrazione eucaristica in lingua latina e che costituisce la base immediata per le traduzioni nelle lingue nazionali".

"Il Decreto di promulgazione di questa terza edizione tipica, approvato dal Santo Padre, stabilisce la necessità di una revisione globale dei Messali finora in uso attraverso una nuova presentazione dei testi tradotti alla Santa Sede per la necessaria 'recognitio'", ha spiegato il Cardinale Prefetto.

Questa nuova edizione apporta alcuni ritocchi e novità nel testo della "Institutio Generalis", quella parte del Messale che costituisce un "direttorio sulla celebrazione eucaristica, con indicazioni di carattere teologico, liturgico, pastorale e spirituale".

Il Cardinale Medina Estévez ha inoltre segnalato che fra le novità più rilevanti va sottolineata quella "di aver allargato la possibilità di amministrare ai fedeli la comunione sotto le due specie", essendo, "competenza del Vescovo diocesano emanare per la sua diocesi norme" in merito. "Inoltre, il Vescovo diocesano può rimettere la facoltà a ciascun sacerdote, in quanto pastore di una particolare comunità, il giudizio sull'opportunità di distribuzione della comunione sotto le due specie, al di fuori dei casi segnalati nei quali viene sconsigliata".

È stato anche inserito un nuovo capitolo, il IX, sull'inculturazione liturgica, nel quale vengono ribaditi "i principi e i criteri da applicare quando una Conferenza dei Vescovi giudichi necessario introdurre nel Messale adattamenti al di là di quelli previsti dal Messale stesso". Il Prefetto del Dicastero ha quindi sottolineato che gli adattamenti "vanno considerati come particolari ed eccezionali" e devono venire incontro "al bene spirituale delle chiese particolari interessate, ferma restando la salvaguardia dell'unità sostanziale del Rito romano".

Infine, ha affermato ancora il Cardinale, sono state inserite nel "Calendarium Romanum generale" diverse celebrazioni distribuite durante l'anno e riguardanti nuovi santi e nuovi patroni; è stato aggiunto un nuovo Prefazio per i martiri; è stato arricchito di nuovi formulari il Comune della Beata Vergine Maria e tra le Messe votive, è stato inserito il formulario della Messa denominata "De Dei Misericordia".

L'Arcivescovo Tamburrino è intervenuto, a sua volta, su alcuni aspetti significativi della terza edizione tipica la quale, ha affermato, "ha tenuto conto di particolari adattamenti del Messale Romano, avvenuti negli ultimi trent'anni in molte Chiese locali mediante le traduzioni nelle lingue parlate e confermate dalla Santa Sede. In questo senso, il nuovo 'Missale Romanum' recepisce alcune istanze già ufficializzate nei Messali tradotti e rappresenta, sotto qualche aspetto, uno sviluppo del Rito Romano".
…/MESSALE ROMANO/MEDINA:TAMBURRINO VIS 20020322 (550)

MESSAGGIO DEL PAPA PER BICENTENARIO FRATELLI CRISTIANI


CITTA' DEL VATICANO, 22 MAR. 2002 (VIS). Giovanni Paolo II ha indirizzato un Messaggio ai Fratelli Cristiani, in occasione del XXIX Capitolo Generale e della celebrazione, quest'anno, del bicentenario della Congregazione, fondata in Irlanda dal Beato Edmund Ignatius Rice. Il Santo Padre ha avuto parole di apprezzamento, "a nome della Chiesa, per tutto ciò che i Fratelli Cristiani hanno compiuto a favore dell'educazione dei giovani, nel corso di due secoli".

Il Santo Padre ha osservato che la Congregazione fu fondata "in un'epoca di grandi rivolgimenti sociali in Europa e di grandi difficoltà nella nativa Irlanda di Edmund Rice". Nonostante fosse un'epoca di "povertà e di persecuzione", le "grandi tradizioni della vita cattolica irlandese (...) fiorirono in modo straordinario, quando Dio ispirò persone come Edmund Rice ad assumersi il compito dell'educazione dei giovani, altrimenti condannati alla povertà materiale, intellettuale, morale e spirituale, che avviliva non solo loro ma la società intera".

Il Papa ha aggiunto che il Beato Edmund "sostenne l'azione della Chiesa Cattolica che ha sempre posto l'educazione al centro della sua missione di predicazione del Vangelo".

"La fiamma della fede accesa dal vostro Fondatore brucia ancora con vivezza" - ha proseguito Giovanni Paolo II - "ed è ora vostro compito assicurarvi che tale 'fuoco sulla terra' sia creativo oggi, come lo fu nel passato. In un'epoca in cui molte culture sperimentano una crisi nella trasmissione dei valori morali e religiosi ai giovani, la missione educativa a voi affidata è più importante che mai. Tuttavia essa è anche più impegnativa, poiché l'attuale è un tempo, come osservò Papa Paolo VI, in cui le persone 'prestano ascolto più volentieri ad un testimone, che agli insegnanti, e se danno ascolto agli insegnanti, è perché essi sono testimoni'".
MESS/BICENTENARIO/FRATELLI CRISTIANI VIS 20020322 (290)

I CONGRESSI EUCARISTICI: ESPERIENZE DI FEDE E DI PREGHIERA

CITTA' DEL VATICANO, 22 MAR. 2002 (VIS). Questa mattina il Papa ha ricevuto i membri del Pontificio Comitato per i Congressi Eucaristici Internazionali, con il Presidente, Cardinale Jozef Tomko, riuniti in questi giorni per programmare l'attività del Comitato.

Nel ringraziare i presenti per l'impegno profuso nel "promuovere in tutta la Chiesa il culto eucaristico", il Santo Padre ha affermato: "I Congressi Eucaristici costituiscono importanti esperienze di fede e di intensa preghiera, perché offrono a molti credenti l'opportunità di contemplare il volto di Cristo misteriosamente velato nel sacramento dell'Eucaristia".

"Voi ben sapete quanto importante sia la devozione eucaristica per la vita della Chiesa e per la diffusione del Vangelo. Nell'Eucaristia, infatti, è racchiuso il bene spirituale più prezioso della Comunità cristiana, cioè lo stesso Cristo, che sulla Croce si è immolato per la salvezza dell'umanità. Proseguite, dunque, con dedizione ed entusiasmo in questa vostra opera quanto mai apprezzata".
AC/CONGRESSI EUCARISTICI/TOMKO VIS 20020322 (160)

INCONTRO CON 20.000 GIOVANI PRELUDIO GIORNATA GIOVENTU'


CITTA' DEL VATICANO, 22 MAR. 2002 (VIS). Ieri pomeriggio, in Piazza San Pietro, 20.000 giovani della Diocesi di Roma hanno incontrato il Papa in preparazione alla celebrazione della Giornata Mondiale della Gioventù, a livello diocesano, che si terrà la Domenica delle Palme in Piazza San Pietro ed alla celebrazione della Giornata Mondiale della Gioventù, in programma a Toronto, il luglio prossimo. I giovani hanno affollato Piazza San Pietro per testimoniare la loro fede, con racconti delle loro esperienze, canti e preghiere.

L'incontro in Piazza San Pietro ha avuto inizio alle 17:30 ed il Santo Padre è apparso poco dopo le 18:00. Tra le testimonianze anche quella di due fratelli canadesi che hanno perso il padre l'11 settembre nell'attentato alle Twin Towers in New York City.

Il discorso del Papa è stato dedicato al tema della Giornata Mondiale della Gioventù, "Voi siete il sale della terra… Voi siete la luce del mondo".

"Comprendo le vostre difficoltà", ha detto Giovanni Paolo II rivolgendosi ai giovani e alle giovani presenti. "Le molteplici proposte, che giungono da più parti alla vostra coscienza, non vi aiutano certo ad individuare con facilità" il disegno di vita che Cristo vi ha riservato. "Non è forse vero che alcuni vostri coetanei vivono come a momenti, scegliendo di volta in volta quello che può apparire più comodo? Ascoltatemi! Se non dedicate tempo alla preghiera e non vi lasciate aiutare da una guida spirituale, la confusione del mondo può persino giungere a soffocare la voce di Dio".

"Voi mi avete posto la seguente domanda: 'Cosa dobbiamo fare per essere sale della terra e luce del mondo?'. Per rispondere, dobbiamo ricordare anzitutto che Dio ha creato l'uomo a sua immagine, destinandolo a quella prima e fondamentale vocazione che è la comunione con Lui!".

"Proprio perché creati a immagine di Dio, abbiamo ricevuto da Lui anche quel grande dono che è la libertà. Se non è esercitata bene però, la libertà ci può condurre lontani da Dio. Può farci perdere la dignità di cui Egli ci ha rivestiti. Quando non è plasmata dal Vangelo, la libertà può trasformarsi in schiavitù: la schiavitù del peccato e della morte eterna".

"Giovani del nuovo millennio, non usate male la vostra libertà! Non sciupate la grande dignità di figli di Dio che vi è stata donata! Sottomettetevi unicamente a Cristo. (…) Scoprirete in tal modo che soltanto aderendo alla volontà di Dio possiamo essere luce del mondo e sale della terra!".

Al termine, dopo il discorso del Papa e la lettura del Vangelo, il gruppo di pattinatori che aveva aperto la cerimonia, ha acceso delle fiaccole sul sagrato della Basilica di San Pietro e successivamente è sceso fino nella piazza.
AC/CELEBRAZIONI GIORNATA GIOVENTÙ/… VIS 20020322 (460)

giovedì 21 marzo 2002

ALTRI ATTI PONTIFICI


CITTA' DEL VATICANO, 21 MAR. 2002 (VIS). Il Santo Padre ha trasferito il Vescovo Romulo Emiliani Sánchez, CMF, dall'ufficio di Vicario Apostolico di Darién in Panama, nominandolo Vescovo Ausiliare della Diocesi di San Pedro Sula (superficie: 8.465; popolazione: 1.500.000; cattolici: 1.000.000; sacerdoti: 88; religiosi: 184), Honduras.
NEA/…/EMILIANI VIS 20020321 (50)

UDIENZE


CITTA' DEL VATICANO, 21 MAR. 2002 (VIS). Il Santo Padre ha ricevuto oggi in udienze separate:

- Il Cardinale Ignace Moussa I Daoud, Prefetto della Congregazione per le Chiese Orientali.
- L'Arcivescovo Joseph Chennoth, Nunzio Apostolico nella Repubblica Centroafricana e in Ciad.
- Il Cardinale Camillo Ruini, Suo Vicario Generale per la Diocesi di Roma e Presidente della Conferenza Episcopale Italiana.
AP/…/… VIS 20020321 (70)

CARDINALE HOYOS SUI PROBLEMI DI ABUSO SESSUALE E PEDOFILIA


CITTA' DEL VATICANO, 21 MAR. 2002 (VIS). Nel corso della conferenza stampa di presentazione della "Lettera del Santo Padre Giovanni Paolo II ai sacerdoti per il Giovedì Santo 2002", il Cardinale Darío Castrillón Hoyos, Prefetto della Congregazione per il Clero, ha trattato dei problemi riguardanti l'abuso sessuale e la pedofilia.

Di seguito riportiamo per intero il suo intervento in merito:

"Con riguardo al problema degli abusi sessuali e casi di pedofilia, mi permetto di dare una sola ed unica risposta".

"Nell'ambiente di pansessualismo e libertinaggio sessuale creatosi nel mondo, alcuni preti, anch'essi uomini di questa cultura, hanno commesso il gravissimo delitto dell'abuso sessuale".

"Vorrei fare due rilievi:

"1. Non c'è ancora un'accurata statistica comparativa con riguardo ad altre professioni, medici, psichiatri, psicologi, educatori, sportivi, giornalisti, politici o ad altre categorie comuni, inclusi genitori e parenti. Da quel che sappiamo, risulta da uno studio ? tra gli altri ? pubblicato nel Libro del Professor Philip Jenkins della 'Pensylvania State University', che circa il 3% del clero americano avrebbe tendenze all'abuso dei minori e lo 0,3% del clero stesso sarebbe pedofilo".

"2. Nel momento in cui la morale sessuale cristiana e l'etica sessuale civile hanno sofferto un notevole rilassamento mondiale, paradossalmente ma anche fortunatamente, si è sviluppato, in non pochi paesi, un senso di rigetto ed una sensibilità congiunturale con riguardo alla pedofilia, con ripercussioni penali ed economiche per risarcimento di danni".

"Qual è l'atteggiamento della Chiesa Cattolica?"

"La Chiesa ha difeso sempre la morale pubblica ed il bene comune ed è intervenuta in difesa della santità di vita dei sacerdoti, stabilendo con le sue pene canoniche sanzioni per questi crimini".

"La Chiesa non ha mai trascurato il problema degli abusi sessuali soprattutto di Ministri sacri, non solo verso i fedeli in genere ma in specie verso i minori, per i quali è prioritario il compito di educare alla fede e al progetto morale cristiano (cfr. la storia delle Congregazioni dedite all'educazione e alla promozione umana).

"Già nel Codice di Diritto Canonico del 1917, il canone 2359, paragrafo 2, recitava: 'Si delictum admiserint contra sextum decalogi praeceptum cum minoribus infra aetatem sexdecim annorum (...) suspendantur, infames declarentur, quolibet officio, beneficio, dignitate, munere, si quod habeant, priventur, et in casibus gravioribus deponantur'".

"Nel Codice di Diritto Canonico riformato del 1983 c'è un riferimento preciso al nostro problema nel canone 1395, paragrafo 2 ('Il chierico che abbia commesso altri delitti contro il sesto precetto del Decalogo, se invero il delitto sia stato compiuto con un minore al di sotto dei 16 anni, sia punito con giuste pene, non esclusa la dimissione dallo stato clericale, se il caso lo comporti') e nel Codice dei Canoni delle Chiese Orientali del 1990, nel canone 1435, paragrafo 1".

"Più recentemente il Santo Padre Giovanni Paolo II ha deplorato la gravità di questi comportamenti richiamando fermamente i Vescovi e i Sacerdoti alla vigilanza nella fedeltà all'impegno di esemplarità morale, sia scrivendo e parlando ai Vescovi degli Stati Uniti d'America, sia nell'Esortazione apostolica 'Ecclesia in Oceania' dove dichiara: 'In alcune parti dell'Oceania, abusi sessuali da parte di sacerdoti e di religiosi sono stati causa di grandi sofferenze e di danno spirituale per le vittime. È stato pure un grave danno alla vita della Chiesa ed è divenuto un ostacolo all'annuncio del Vangelo. I Padri del Sinodo hanno condannato ogni genere di abusi sessuali come pure ogni forma di abuso di potere, sia all'interno della Chiesa che più in generale nella società. L'abuso sessuale all'interno della Chiesa è una profonda contraddizione all'insegnamento ed alla testimonianza di Gesù Cristo. I Padri sinodali hanno espresso le loro scuse incondizionate alle vittime per il dolore e la delusione causati loro. La Chiesa in Oceania è alla ricerca di giuste procedure per rispondere alle lagnanze in tale ambito, ed è impegnata in modo inequivocabile nel provvedere alla cura compassionevole ed efficace per le vittime, le loro famiglie, l'intera comunità e i colpevoli stessi.' (n. 49)".

"Il Santo Padre poi ha pubblicato, il 30 aprile del 2001, la Lettera Apostolica 'Sacramentorum sanctitatis tutela' con le 'Normae de gravioribus delictis Congregationi pro Doctrina Fidei reservatis' dove si riserva alla Congregazione per la Dottrina della Fede la competenza su una serie di gravi delitti contro la santità dei Sacramenti e contro la specifica missione educativa dei Ministri sacri verso i giovani, tra i quali la pedofilia".

"La Congregazione per la Dottrina della Fede, assumendo questa speciale competenza, ha inviato un'apposita lettera ai Vescovi di tutto il mondo e li accompagna nella presa di responsabilità davanti a fatti così gravi, sia per evitare il rischio di una qualche trascuratezza, sia per un maggior raccordo e coordinamento tra le Chiese locali e il centro di governo della Chiesa universale, al fine di ottenere un atteggiamento omogeneo da parte delle Chiese locali pur rispettando la diversità delle situazioni e delle persone".

"Con le vecchie norme, si poteva parlare di pedofilia se un chierico aveva un comportamento delittuoso di questo genere con un minore di meno di 16 anni. Ora questo limite di età è stato innalzato a 18 anni. Inoltre per questo tipo di delitto è stata prolungata la prescrizione a dieci anni ed è stato stabilito che scatti a partire dal compimento dei 18 anni della vittima a prescindere da quando abbia subito l'abuso".

"Nella normativa c'è anche un elemento, diciamo così, garantista. Serve ad allontanare i pericoli che vinca la cultura del sospetto. Si prevede un vero, regolare processo per accertare i fatti, per confermare le prove della colpevolezza davanti ad un tribunale. Certamente si insiste sulla rapidità del processo. Ma si insiste anche sulle indagini previe che permettono di prendere dei provvedimenti cautelativi che impediscano all'individuo sospettato di recare ulteriori danni".

"I provvedimenti ed i processi devono garantire la preservazione della santità della Chiesa, il bene comune ed i diritti e delle vittime e dei colpevoli".

"Le leggi della Chiesa sono serie e severe e sono concepite dentro la tradizione, già apostolica, di trattare le cose interne all'interno, il che non significa nell'ordine pubblico esterno, di sottrarsi a qualsiasi ordinamento civile vigente nei diversi paesi, salvo sempre il caso del sigillo sacramentale o del segreto vincolato all'esercizio del ministero episcopale ed al bene comune pastorale".
OP/ABUSI:PEDOFILIA/CASTRILLÓN HOYOS VIS 20020321 (1040)

LETTERA GIOVANNI PAOLO II AI SACERDOTI PER GIOVEDì SANTO 2002


CITTA' DEL VATICANO, 21 MAR. 2002 (VIS). Questa mattina è stato reso pubblico il testo della tradizionale Lettera del Santo Padre Giovanni Paolo II ai Sacerdoti per il Giovedì Santo 2002. Quest'anno il Messaggio ha per tema il Sacramento della Riconciliazione, la mancanza di pace nel mondo e i "peccati di alcuni nostri fratelli che hanno tradito la grazia ricevuta con l'Ordinazione, cedendo anche alle peggiori manifestazioni del 'mysterium iniquitatis' che opera nel mondo".

La Lettera ai Sacerdoti, pubblicata in diverse lingue, è stata firmata dal Santo Padre in data 17 marzo, Quinta Domenica di Quaresima.

Di seguito riportiamo alcuni estratti del Documento di diciannove pagine:

"Nella gioiosa ri-meditazione di questo dono, vorrei quest'anno intrattenermi con voi su un aspetto della nostra missione, sul quale già l'anno scorso, in questa circostanza, richiamai la vostra attenzione. Ritengo che esso meriti di essere ulteriormente approfondito. Mi riferisco alla missione che il Signore ci ha dato di rappresentarlo non solo nel Sacrificio eucaristico, ma anche nel sacramento della Riconciliazione".

"Ci ricorda, a tal proposito, il Catechismo della Chiesa Cattolica: 'L'Eucaristia non può unirci a Cristo senza purificarci, nello stesso tempo, dai peccati commessi e preservarci da quelli futuri' (n. 1393) (…). 'L'Eucaristia - ci dice ancora il Catechismo - non è ordinata al perdono dei peccati mortali. Questo è proprio del sacramento della Riconciliazione. (…) 'chi è consapevole di aver commesso un peccato grave, deve ricevere il sacramento della Riconciliazione prima di accedere alla Comunione' (cfr. Catechismo della Chiesa Cattolica, n. 1385)".

"Nel ricordare questa verità, sento il desiderio, miei cari Fratelli nel sacerdozio, di invitarvi caldamente, come ho già fatto lo scorso anno, a riscoprire personalmente e a far riscoprire la bellezza del sacramento della Riconciliazione. Esso per diversi motivi soffre da alcuni decenni di una certa crisi, alla quale più di una volta mi sono riferito, volendo che su di essa riflettesse perfino un Sinodo di Vescovi, le cui indicazioni ho poi raccolto nell'Esortazione apostolica 'Reconciliatio et paenitentia'. (…) Una tale riscoperta è sicuramente favorita dall'esigenza di comunicazione personale, oggi resa sempre più difficile dai ritmi frenetici della società tecnologica, ma proprio per questo sentita sempre di più come un bisogno vitale. Certo, a questo bisogno si può venire incontro in vari modi. Ma come non riconoscere che il sacramento della Riconciliazione, pur non confondendosi con le varie terapie di tipo psicologico, offre quasi per sovrabbondanza una risposta significativa anche a questa esigenza? Lo fa mettendo il penitente in rapporto con il cuore misericordioso di Dio attraverso il volto amico di un fratello".

"A tal proposito, desidero ribadire che la celebrazione personale è la forma ordinaria di amministrazione di questo Sacramento, e solo in 'casi di grave necessità', è legittimo ricorrere alla forma comunitaria con confessione e assoluzione collettiva. Sono ben note le condizioni richieste per tale genere di assoluzione, ricordando comunque che mai si è esonerati dalla successiva confessione individuale dei peccati gravi, che i fedeli devono impegnarsi a fare perché sia valida l'assoluzione (cfr Catechismo della Chiesa Cattolica, n.1483)".

"Collocati come siamo nelle realtà pastorali più diverse, ci può talvolta scoraggiare o demotivare il fatto che, alla vita sacramentale, tanti cristiani non solo non prestino la debita attenzione, ma spesso, quando si accostano ai Sacramenti, lo facciano in modo superficiale. (…) Il confessore non mancherà di valersi dell'incontro sacramentale per tentare di portare il penitente ad intravedere in qualche modo la condiscendenza misericordiosa di Dio, che a lui tende la sua mano non per colpirlo ma per salvarlo".

"Questo cammino della salvezza, espresso in modo così chiaro nell'episodio di Zaccheo, deve offrirci, carissimi Sacerdoti, l'orientamento per svolgere con sapiente equilibrio pastorale il nostro difficile compito nel ministero delle confessioni. Da sempre esso risente delle opposte spinte di due eccessi: il 'rigorismo' e il 'lassismo'. (…) Occorre essere sempre attenti a mantenere il giusto equilibrio per non incorrere in nessuno di questi due estremi. Il 'rigorismo' schiaccia e allontana. Il 'lassismo' diseduca ed illude".

"Di qui anche la necessità di 'una adeguata preparazione del confessore' alla celebrazione di questo Sacramento. (…) Facciamoci poi scrupolo di tenere veramente aggiornata la nostra formazione teologica, soprattutto in considerazione delle nuove sfide etiche, restando sempre ancorati al discernimento del magistero della Chiesa. Succede a volte, su nodi etici di attualità, che i fedeli escano dalla confessione con idee piuttosto confuse, anche perché 'non trovano nei confessori la stessa linea di giudizio'".

La Lettera termina con queste parole: "Carissimi Sacerdoti! Vogliate sentirmi particolarmente vicino a voi, mentre vi raccogliete intorno ai vostri Vescovi, in questo Giovedì Santo dell'anno 2002. Abbiamo tutti vissuto un rinnovato slancio ecclesiale all'alba del nuovo millennio, all'insegna del 'ripartire da Cristo'. Era desiderio di tutti che ciò coincidesse con un nuovo tempo di fraternità e di pace per l'intera umanità. Abbiamo visto invece scorrere nuovo sangue. Siamo stati ancora testimoni di guerre. Sentiamo con angoscia la tragedia della divisione e dell'odio che devastano i rapporti tra i popoli".

"In questo momento, inoltre, in quanto sacerdoti, noi siamo personalmente scossi nel profondo dai peccati di alcuni nostri fratelli che hanno tradito la grazia ricevuta con l'Ordinazione, cedendo anche alle peggiori manifestazioni del 'mysterium iniquitatis' che opera nel mondo. Sorgono così scandali gravi, con la conseguenza di gettare una pesante ombra di sospetto su tutti gli altri benemeriti sacerdoti, che svolgono il loro ministero con onestà e coerenza, e talora con eroica carità. Mentre la Chiesa esprime la propria sollecitudine per le vittime e si sforza di rispondere secondo verità e giustizia ad ogni penosa situazione, noi tutti - coscienti dell'umana debolezza, ma fidando nella potenza sanatrice della grazia divina - siamo chiamati ad abbracciare il 'mysterium Crucis' e ad impegnarci ulteriormente nella ricerca della santità. Dobbiamo pregare perché Dio, nella sua provvidenza, susciti nei cuori un generoso rilancio di quegli ideali di totale donazione a Cristo che stanno alla base del ministero sacerdotale".
LIT/SACERDOTI:GIOVEDÌ SANTO/… VIS 20020321 (980)

RISCOPRIRE BELLEZZA DEL SACRAMENTO DELLA RICONCILIAZIONE


CITTA' DEL VATICANO, 21 MAR. 2002 (VIS). Questa mattina, nella Sala Stampa della Santa Sede, erano presenti il Cardinale Darío Castrillón Hoyos, Prefetto della Congregazione per il Clero e dell'Arcivescovo Csaba Ternyák, Segretario della medesima Congregazione, per la presentazione della "Lettera del Santo Padre Giovanni Paolo II ai sacerdoti per il Giovedì Santo 2002".

L'Arcivescovo Ternyák ha detto che la Lettera che il Santo Padre indirizza ai sacerdoti di tutto il mondo "ha come tema centrale il sacramento della riconciliazione, più precisamente, la confessione individuale. Forse può sorprendere che il Papa ritorni una seconda volta su un argomento già trattato l'anno scorso".

Il Cardinale Castrillón ha sottolineato tre aspetti del contenuto della Lettera. Il primo è "l'intima connessione del sacramento della Riconciliazione con l'Eucaristia 'fonte ed apice di tutta la vita cristiana'". Ribadendo che l'Eucaristia "non è ordinata al perdono dei peccati mortali, la Lettera richiama l'importanza per ogni sacerdote di scoprire e far riscoprire a tutti la ricchezza del Perdono di Dio".

In secondo luogo, ha proseguito il Cardinale Prefetto, "si afferma che la confessione sacramentale è uno specialissimo colloquio personale e salvifico dell'uomo con Cristo che perdona. Se molti hanno perso la dimensione del bene e del male, è perché hanno smarrito il senso di Dio, interpretando la colpa soprattutto secondo prospettive psicologiche e sociologiche".

"È necessario" - ha detto ancora il Cardinale Castrillón - "che l'annuncio della riconciliazione, il cammino di conversione e la stessa celebrazione del sacramento possano maggiormente risplendere e toccare l'intimo del cuore umano. (…) I sacerdoti sanno che si è buoni confessori se si è umili ed assidui penitenti".

La Lettera presenta infine "l'icona biblica dell'incontro di Gesù con Zaccheo, mirabile manifestazione" - ha affermato il Cardinale Prefetto - "della misericordia divina che previene e conduce l'uomo penitente ad una sincera conversione esistenziale: ad aprirsi all'amore, alla riparazione del male compiuto ed ad un proposito fermo di vita nuova".

In merito al problema dei gravi scandali che hanno in questi giorni interessato alcuni sacerdoti, in vari paesi, il Cardinale Castrillón ha affermato che: "Il Santo Padre esprime la sollecitudine di tutta la Chiesa per le vittime di queste penose situazioni e rivolge l'invito a tutti i sacerdoti a fidarsi della potenza sanatrice della grazia, ad abbracciare il 'misterium Crucis' e ad impegnarsi ulteriormente nella ricerca della santità".
OP/LETTERA SACERDOTI/CASTRILLÓN:TERNYÁK VIS 20020321 (390)

mercoledì 20 marzo 2002

ALTRI ATTI PONTIFICI

CITTA' DEL VATICANO, 20 MAR. 2002 (VIS). Il Santo Padre:

- Ha nominato il Vescovo Julián López Martín, finora Vescovo di Ciudad Rodrigo (Spagna), Vescovo di León (superficie: 9.620; popolazione: 319.104; cattolici: 316.504; sacerdoti: 467; religiosi: 1.018; diaconi permanenti: 2), Spagna. Il Vescovo López Martín succede al Vescovo Antonio Vilaplana Molina, del quale il Santo Padre ha accettato la rinuncia al governo pastorale della medesima Diocesi, presentata per raggiunti limiti d'età.

- Ha nominato il Padre Félix Lázaro, Sch.P, finora Decano del "Colegio de Artes y Humanidades" e Professore di Teologia della Pontificia Università Cattolica di Porto Rico, Vescovo Coadiutore di Ponce (superficie: 2.045; popolazione: 604.210; cattolici: 483.000; sacerdoti: 116; religiosi: 277; diaconi permanenti: 71), Porto Rico. Il Vescovo eletto è nato a Logroño (Spagna) nel 1936 ed ha ricevuto l'ordinazione sacerdotale nel 1961.

- Ha accettato la rinuncia all'ufficio di Ausiliare dell'Arcidiocesi di São Sebastião do Rio de Janeiro (Brasile), presentata dal Vescovo João d'Ávila Moreira Lima, per raggiunti limiti d'età.

- Ha nominato il Sacerdote Jozef De Kesel, finora Vicario Episcopale per la formazione teologica e pastorale della Diocesi di Gand (Belgio), Vescovo Ausiliare di Malines-Bruxelles (superficie: 3.700; popolazione: 2.514.185; cattolici: 1.800.000; sacerdoti: 2.120; religiosi: 4.908; diaconi permanenti: 101), Belgio. Il Vescovo eletto è nato a Gand (Belgio) nel 1947 ed è stato ordinato sacerdote nel 1972.

- Ha accettato la rinuncia del Vescovo Luc De Hovre e del Vescovo Paul Lanneau all'ufficio di Ausiliari dell'Arcidiocesi di Malines-Bruxelles, presentata per raggiunti limiti d'età.
NER:RE:NEC:NEA/…/… VIS 20020320 (270)

TESTI MEDITAZIONI VIA CRUCIS PREPARATA DA 14 GIORNALISTI


CITTA' DEL VATICANO, 20 MAR. 2002 (VIS). Quest'anno i testi delle meditazioni per la Via Crucis che il Santo Padre presiede al Colosseo la sera del Venerdì Santo, sono stati preparati da 14 giornalisti che si occupano di informazione dal Vaticano, accreditati presso la Sala Stampa della Santa Sede.

Questi i loro nomi: John M. Thavis, Stati Uniti d'America; Alexej M. Bukalov, Russia; Henri Tincq, Francia; Gregory Burke, Stati Uniti d'America; Angel Gómez Fuentes, Spagna; Erich B. Kusch, Germania; Hiroshi Miyahira, Giappone; Jacek Moskwa, Polonia; Marina Ricci, Italia; Aura Miguel Vistas, Portogallo; Luigi Accattoli, Italia; Sophie De Ravinel, Francia; Valentina Alazraki, Messico; Marie Czernin, Germania.
…/MEDITAZIONI:VIA CRUCIS/… VIS 20020320 (120)

UDIENZA GENERALE: GIOIA E SPERANZA DEGLI UMILI E' IN DIO


CITTA' DEL VATICANO, 20 MAR. 2002 (VIS). Tema della catechesi di Giovanni Paolo II per l'Udienza Generale di oggi, tenutasi in Piazza San Pietro, è stato il Primo Libro di Samuele - "La gioia e la speranza degli umili è in Dio" - nel quale una donna sterile, Anna, dà alla luce, per grazia di Dio, il figlio Samuele, ed intona un inno di lode al Signore dopo avergli offerto il suo bambino.

Il canto di ringraziamento di Anna sarà ripreso da Maria, "che, rimanendo vergine, genererà per opera dello Spirito Santo", per cui, ha detto il Papa, il canto è chiamato "il Magnificat dell'Antico Testamento".

Nell'inno di ringraziamento di Anna, il Papa sottolinea in particolare due aspetti. "Il primo dominerà anche nel Magnificat di Maria ed è il ribaltamento delle sorti operato da Dio. I forti sono umiliati, i deboli 'rivestiti di vigore'; i sazi vanno in cerca disperata di cibo e gli affamati si assidono ad un banchetto sontuoso. (…) È una professione di fede pronunziata dalle due madri nei confronti del Signore della storia, che si schiera a difesa degli ultimi, dei miseri e infelici, degli offesi e umiliati".

"L'altro tema che vogliamo mettere in luce" - ha proseguito il Pontefice - "si collega ancora di più alla figura di Anna: 'La sterile ha partorito sette volte e la ricca di figli è sfiorita'. Il Signore che ribalta i destini è anche colui che è alla radice della vita e della morte. (…) Si apre, così, un orizzonte quasi 'pasquale' di risurrezione. Canterà Isaia: 'Di nuovo vivranno i tuoi morti, risorgeranno i loro cadaveri. Si sveglieranno ed esulteranno quelli che giacciono nella polvere, perché la tua rugiada è rugiada luminosa; la terra darà alla luce le ombre".

Nelle parole di saluto rivolte ai pellegrini di lingua italiana presenti all'Udienza, il Santo Padre ha ricordato il Professor Marco Biagi "barbaramente ucciso ieri sera a Bologna sotto la sua casa, al rientro dal lavoro. Mentre esprimo ai familiari la mia spirituale vicinanza in questo tragico momento di dolore, elevo al Signore la mia preghiera di suffragio per l'anima del defunto economista. Nel deplorare con ogni fermezza questa nuova manifestazione di insensata violenza, auspico che si affermi nella cara Nazione italiana un clima di intesa fra le parti sociali, per una pacifica soluzione dei problemi in atto".
AG/PRIMO LIBRO SAMUELE/… VIS 20020320 (400)

lunedì 18 marzo 2002

ALTRI ATTI PONTIFICI


CITTA' DEL VATICANO, 18 MAR. 2002 (VIS). Il Santo Padre ha accettato la rinuncia al governo pastorale della Diocesi di Fargo (Stati Uniti d'America), presentata dal Vescovo James Stephen Sullivan, in conformità al canone 401, paragrafo 2, del Codice di Diritto Canonico. Gli succede il Vescovo Samuel J. Aquila, finora Vescovo Coadiutore della medesima Diocesi.

Sabato 16 marzo è stato reso noto che il Santo Padre:

- Ha nominato il Vescovo André Richard, C.S.C., finora Vescovo di Bathurst (Canada), Arcivescovo Metropolita di Moncton (superficie: 12.000; popolazione: 185.000; cattolici: 105.305; sacerdoti: 80; religiosi: 356), Canada. L'Arcivescovo eletto è nato a Moncton (Canada) nel 1937, è entrato nel noviziato della Congregazione della Santa Croce nel 1956, ha emesso la professione semplice nel 1957 e quella solenne nel 1960. È stato ordinato sacerdote nel 1963 ed ha ricevuto la consacrazione episcopale nel 1989. L'Arcivescovo Richard succede all'Arcivescovo Ernest Léger, del quale il Santo Padre ha accettato la rinuncia al governo pastorale della medesima Arcidiocesi, presentata in conformità al canone 401, paragrafo 2, del Codice di Diritto Canonico.

- Ha accettato la rinuncia al governo pastorale della Diocesi di San Jose de Antique (Filippine), presentata dal Vescovo Raul Jose Q. Martirez, in conformità al canone 401, paragrafo 2, del Codice di Diritto Canonico. Gli succede il Vescovo Romulo T. de la Cruz, finora Vescovo Coadiutore della medesima Diocesi.

- Ha nominato il Cardinale Zenon Grocholewski, Prefetto della Congregazione per l'Educazione Cattolica, Suo Inviato Speciale a Ravenna per la celebrazione del Millennio della partenza dei Santi monaci Benedetto e Giovanni verso l'Europa orientale, ove annunziarono il Vangelo testimoniando col sangue la loro fede in Cristo. L'Avvenimento, che è stato denominato "Ravenna in missione 1001-2001", avrà luogo il 28 aprile 2002.
RE:NER:NA/…/… VIS 20020318 (290)

UDIENZE


CITTA' DEL VATICANO, 18 MAR. 2002 (VIS). Questa mattina il Santo Padre ha ricevuto in udienze separate:

- Il Cardinale Jorge Arturo Medina Estévez, Prefetto della Congregazione per il Culto Divino e la Disciplina dei Sacramenti, ed il Seguito, per la Presentazione del nuovo Messale Romano edito da questo Dicastero.
- Il Cardinale Bernardin Gantin, Decano del Collegio Cardinalizio.

Sabato 16 marzo il Santo Padre ha ricevuto in udienze separate:

- L'Arcivescovo Osvaldo Padilla, Nunzio Apostolico in Nigeria.
- L'Arcivescovo Diarmuid Martin, Osservatore Permanente presso l'Ufficio delle Nazioni Unite ed Istituzioni Specializzate a Ginevra e presso l'Organizzazione Mondiale del Commercio.
- Il Cardinale Giovanni Battista Re, Prefetto della Congregazione per i Vescovi.
AP/…/… VIS 20020318 (120)

90° ANNIVERSARIO FONDAZIONE SEMINARIO REGIONALE SAN PIO X

CITTA' DEL VATICANO, 18 MAR. 2002 (VIS). Questa mattina il Santo Padre ha ricevuto il Rettore, i sacerdoti, i professori e i seminaristi del Seminario Regionale San Pio X di Catanzaro, in occasione del 90° anniversario di fondazione.

"'Voi chi dite che io sia?'. È questa la domanda che Gesù pone a quei 'seminaristi' del tutto particolari, che furono gli Apostoli" - ha detto il Pontefice - "Questa stessa domanda Egli rivolge a ciascuno di voi, chiamati ad essere gli evangelizzatori della terra di Calabria". Il Santo Padre, ricordando la sua visita a Catanzaro ed al medesimo Seminario nel 1984, ha affermato che le parole che ebbe a pronunciare in quell'occasione sono ancora attuali. "'Più la gente si scristianizza, più è in preda all'incertezza o all'indifferenza, più ha bisogno di vedere nella persona dei sacerdoti quella fede radicale che è come un faro nella notte o come una roccia alla quale attaccarsi'".

Giovanni Paolo II ha sottolineato che il Seminario deve essere il "luogo del silenzio" e "la casa della preghiera" dove i candidati al sacerdozio possano vivere un'intensa esperienza di incontro e di contemplazione del Signore Gesù Cristo che li prepari "a diventare 'maestri della fede'".

"Il periodo della formazione seminaristica", deve intendersi, ha affermato ancora Giovanni Paolo II, "come un tempo speciale di silenzio e di attesa, di povertà e di comunione, di ricerca di Dio e di amore per i fratelli, particolarmente per gli ultimi, facendo della comunità del Seminario un'espressione privilegiata della Chiesa, 'germe e inizio' sulla terra del Regno di Cristo e di Dio".

Il Papa ha concluso il suo discorso ricordando che domani ricorre la Solennità di San Giuseppe, il quale "risplende nella Chiesa per la sua singolare vocazione vissuta nel silenzio, nella ricerca attenta del disegno amorevole di Dio e nella totale dedizione a Cristo".
AC/ANNIVERSARIO SEMINARIO/CATANZARO VIS 20020318 (310)

TELEGRAMMA PER L'ASSASSINIO DELL'ARCIVESCOVO DI CALI


CITTA' DEL VATICANO, 18 MAR. 2002 (VIS). Il Cardinale Angelo Sodano, Segretario di Stato, ha inviato, a nome del Pontefice, un telegramma di cordoglio all'Arcivescovo Alberto Giraldo Jaramillo, di Medellín e Presidente della Conferenza Episcopale di Colombia, per l'assassinio dell'Arcivescovo Isaías Duarte Cancino, di Cali, avvenuto sabato 16 marzo.

"Ricordando la sua figura di pastore generoso e coraggioso, decisamente impegnato al servizio di Dio, della Chiesa e dei fratelli, sempre sollecito nel promuovere la pace e la giustizia del suo popolo, per lunghi anni provato da conflitti che ancora affliggono i colombiani e provocano tanti morti, sequestri di persona e ogni genere di sofferenza, il Santo Padre desidera incoraggiare la Chiesa pellegrina in questa cara Nazione a non lasciarsi vincere dallo scoraggiamento e dalle difficoltà nella sua missione di proclamare il Vangelo della vita e della pace, diffondendolo nella società ed impegnandosi a costituire forme di convivenza più fraterne, solidali e pacifiche. Allo stesso tempo, mentre il Papa ribadisce la sua ferma condanna di ogni attentato alla vita e alla dignità della persona, invoca l'Onnipotente affinché aiuti le autorità e il popolo della Colombia ad imboccare con decisione la via che conduce all'autentica pace, frutto della giustizia, del dialogo e del rispetto dei diritti fondamentali di ogni essere umano".
TGR/ASSASSINIO ARCIVESCOVO CALI/SODANO VIS 20020318 (220)
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