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Il Vatican Information Service (VIS), istituito nell'ambito della Sala Stampa della Santa Sede, è un bollettino telematico che diffonde notizie relative all'attività magistrale e pastorale del Santo Padre e della Curia Romana...

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mercoledì 4 giugno 2014

IL DONO DELLA PIETÀ SINONIMO DI CONFIDENZA FILIALE CON DIO

Città del Vaticano, 4 giugno 2014 (VIS). Proseguendo le catechesi sui doni dello Spirito Santo, il Santo Padre Francesco si è soffermato questa mattina sul dono della pietà, che tante volte viene frainteso o considerato in modo superficiale.

"Bisogna chiarire subito - ha spiegato il Papa - che questo dono non si identifica con l'avere compassione di qualcuno, avere pietà del prossimo, ma indica la nostra appartenenza a Dio e il nostro legame profondo con Lui, un legame che dà senso a tutta la nostra vita e che ci mantiene saldi, in comunione con Lui, anche nei momenti più difficili e travagliati".

"Questo legame col Signore - ha detto il Santo Padre alle decine di migliaia di pellegrini presenti in Piazza San Pietro - non va inteso come un dovere o un’imposizione. È un legame che viene da dentro. Si tratta di una relazione vissuta col cuore: è la nostra amicizia con Dio, donataci da Gesù, un’amicizia che cambia la nostra vita e ci riempie di entusiasmo, di gioia. Per questo, il dono della pietà suscita in noi innanzitutto la gratitudine e la lode. È questo infatti il motivo e il senso più autentico del nostro culto e della nostra adorazione. Quando lo Spirito Santo ci fa percepire la presenza del Signore e tutto il suo amore per noi, ci riscalda il cuore e ci muove quasi naturalmente alla preghiera e alla celebrazione. Pietà, dunque, è sinonimo di autentico spirito religioso, di confidenza filiale con Dio, di quella capacità di pregarlo con amore e semplicità che è propria delle persone umili di cuore".

Il dono della pietà che ci porta a vivere come figli di Dio "nello stesso tempo ci aiuta a riversare questo amore anche sugli altri e a riconoscerli come fratelli. E allora - ha esclamato il Papa - sì che saremo mossi da sentimenti di pietà – non di pietismo! – nei confronti di chi ci sta accanto e di coloro che incontriamo ogni giorno. Perché dico non di pietismo? Perché alcuni pensano che avere pietà è chiudere gli occhi, fare una faccia da immaginetta, far finta di essere come un santo. In piemontese noi diciamo: fare la 'mugna quacia'" - ha commentato il Papa ricordando un detto della sua regione di origine - "Questo non è il dono della pietà. Il dono della pietà significa essere davvero capaci di gioire con chi è nella gioia, di piangere con chi piange, di stare vicini a chi è solo o angosciato, di correggere chi è nell’errore, di consolare chi è afflitto, di accogliere e soccorrere chi è nel bisogno. C'è un rapporto molto stretto fra il dono della pietà e la mitezza. - ha sottolineato - Il dono della pietà che ci dà lo Spirito Santo ci fa miti, ci fa tranquilli, pazienti, in pace con Dio, al servizio degli altri con mitezza".

Il Santo Padre ha concluso la catechesi citando la Lettera ai Romani dell'apostolo Paolo: "'Tutti quelli che sono guidati dallo Spirito di Dio, questi sono figli di Dio. E voi non avete ricevuto uno spirito da schiavi per ricadere nella paura, ma avete ricevuto lo Spirito che rende figli adottivi, per mezzo del quale gridiamo: 'Abbà! Padre!'. Chiediamo al Signore - ha detto infine il Papa - che il dono del suo Spirito possa vincere il nostro timore, le nostre incertezze, anche il nostro spirito inquieto, impaziente, e possa renderci testimoni gioiosi di Dio e del suo amore, adorando il Signore in verità e anche nel servizio del prossimo con mitezza e col sorriso che sempre lo Spirito Santo ci dà nella gioia. Che lo Spirito Santo dia a tutti noi questo dono di pietà".

AI GIOVANI POLACCHI: PORTATE AL MONDO LA GIOIA DI ESSERE FIGLI DI DIO

Città del Vaticano, 4 giugno 2014 (VIS). Al termine della catechesi, nel salutare, fra gli altri, i pellegrini polacchi, in particolare i giovani che si radunano ogni anno a Lednica, alle fonti battesimali della Polonia, per rinnovare la loro adesione a Cristo e alla Chiesa, Papa Francesco ha detto: "Quest’anno volete approfondire e vivere il mistero della figliolanza divina di Gesù e - in Lui - di tutti coloro che, attraverso il Battesimo, partecipano alla sua vita, morte e risurrezione. Volete riflettere su che cosa significa essere figli di Dio e sperimentare il suo amore. Desiderate vivere quest’amore così da testimoniarlo davanti agli altri".

"Cari giovani, siate coraggiosi! Rispondete con entusiasmo all’amore di Dio come figli prediletti; rispondete con fiducia quando ritornate al Padre misericordioso come figli prodighi. Rallegratevi sempre della grazia di essere figli di Dio e portate questa gioia al mondo. San Giovanni Paolo II, che diciott’anni fa ha iniziato con voi il cammino di Lednica, vi guidi e ottenga per voi tutte le grazie necessarie affinché la vostra giovane vita sia piena e generosa".

martedì 3 giugno 2014

POSSESSI CARDINALIZI

Città del Vaticano, 3 giugno 2014 (VIS). L’Ufficio delle Celebrazioni Liturgiche del Sommo Pontefice ha dato comunicazione delle seguenti Prese di Possesso:

- Sabato 7 giugno 2014, alle ore 17:30, il Cardinale Chibly Langlois, Vescovo di Les Cayes (Haïti), prenderà possesso del Titolo di San Giacomo in Augusta, Via del Corso, 499.

- Domenica 8 giugno 2014, alle ore 17:30, il Cardinale Gualtiero Bassetti, Arcivescovo di Perugia - Città della Pieve (Italia), prenderà possesso del Titolo di Santa Cecilia, Piazza di Santa Cecilia, 22.

ALTRI ATTI PONTIFICI

Città del Vaticano, 3 giugno 2014 (VIS). Il Santo Padre:

- Ha nominato il Vescovo Augustinus Agus, Arcivescovo Metropolita di Pontianak (superficie: 39.840; popolazione: 726.000; cattolici: 570.368; sacerdoti: 90; religiosi: 526), Indonesia. Finora Vescovo di di Sintang (Indonesia), succede all'Arcivescovo Hieronymus Herculanus Bumbun, O.F.M. Cap., del quale il Santo Padre ha accettato la rinuncia al governo pastorale della medesima Arcidiocesi, presentata per raggiunti limiti d'età.

- Ha nominato il Padre Antonius Subianto Bunyamin, O.S.C., Vescovo di Bandung (superficie: 23.447; popolazione: 29.000.000; cattolici: 90.000; sacerdoti: 100; religiosi: 145), Indonesia. Il Vescovo eletto è nato nel 1968 a Bandung (Indonesia), ha emesso i voti solenni nell'Ordine della Santa Croce nel 1994 ed è stato ordinato sacerdote nel 1998. Dal
1999 al 2003 Docente di Filosofia presso l’Università Cattolica di Bandung; dal 2007 al 2010 Vice Provinciale dell'Ordine della Santa Croce di Bandung e docente presso l’Università Cattolica di Bandung; dal 2008 Direttore Esecutivo della Holy Cross Foundation (per le scuole cattoliche della Diocesi di Bandung); dal 2009 Presidente del Comitato direttivo della Parahyangan Foundation; Segretario della Fondazione Marga Asah Talenta; Segretario di FORPITU (Forum dei Provinciali di Congregazioni Religiose e della UNIO nella Diocesi di Bandung); dal 2009 al 2010 Presidente del Legal Institute of Parahyangan University; dal 2010 al 2013: Priore Provinciale O.S.C. di Bandung; dal 2010 Membro del Collegio dei Consultori e Membro del Consiglio Pastorale della Diocesi; dal 2011 Membro del Plenary dell’Associazione dei Docenti Universitari Cattolici (APTIK); dal 2013 Rieletto Priore Provinciale O.S.C. di Bandung per un triennio.

- Ha nominato il Monsignore Nazzareno Marconi, Vescovo della diocesi di Macerata-Tolentino-Recanati-Cingoli-Treia (superficie: 745; popolazione: 146.783; cattolici: 140.283; sacerdoti: 194; religiosi: 238; diaconi permanenti: 13), Italia. Il Vescovo eletto è nato a Città di Castello (Italia) nel 1958 ed è stato ordinato sacerdote nel 1983. Nel 1988 Parroco della Parrocchia di S. Michele Arcangelo in Citerna (PG). In diocesi ha ricoperto numerosi incarichi, tra i quali quello di Direttore dell’Ufficio Catechistico diocesano; consulente religioso e biblico per produzioni cinematografiche e multimediali della RAI-Radiotelevisone Italiana. Dal 1988 professore di Esegesi dell’Antico Testamento all’Istituto Teologico di Assisi. Dal 2004 al 2013 Rettore del Seminario Regionale “Pio XI”. È stato finora Parroco della Parrocchia di San Donato in Trestina, nella diocesi di Città di Castello.

- Ha nominato il Reverendo Daniel Patrick Y. Parcon, Vescovo di Talibon (superficie: 2.243; popolazione: 737.938; cattolici: 677.309; sacerdoti: 76; religiosi: 52), Filippine. Il Vescovo eletto è nato a Vallehermoso (Filippine) nel 1962 ed è stato ordinato sacerdote nel 1994. Dal 1994 al 2000 Direttore spirituale e Decano degli studi al St. John Mary philosophy seminary a San Carlos City. Negli Stati Uniti è stato nel 2001 Amministratore parrocchiale all'Ascension Church, Hurricane, West Virginia; dal 2002 al 2004 Amministratore parrocchiale all'Immaculate Conception Church, Liberty, Texas e dal 2004 al 2007 Vicario parrocchiale alla Blessed Sacrament Church, Valley Stream, New York. Dal 2007 Rettore del St John Mary Philosophy seminary di San Carlos City (Filippine), succede al Vescovo Christian Vicente F. Noel, del quale il Santo Padre ha accettato la rinuncia al governo pastorale della medesima diocesi, presentata per raggiunti limiti d'età.

IN MEMORIAM

Città del Vaticano, 3 giugno 2014 (VIS). Di seguito riportiamo i dati relativi ai Presuli mancati nelle ultime settimane:

- Il Vescovo Livio Maritano, emerito di Acqui (Italia), il 6 maggio, all'età di 88 anni.

- Il Vescovo Homero Leite Meira, emerito di Irecê, Baia (Brasile), l'8 maggio, all'età di 82 anni.

- Il Vescovo Gérard Drainville, emerito di Amos, Québec (Canada), l'11 maggio, all'età di 84 anni.

- Il Vescovo Celso Pereira de Almeida, O.P., emerito di Itumbiara, Goias (Brasile), l'11 maggio, all'età di 86 anni.

- Il Cardinale Marco Cé, Patriarca emerito di Venezia (Italia), il 12 maggio, all'età di 88 anni.

- Il Vescovo Ruben T. Profugo, emerito di Lucena (Filippine), il 12 maggio, all'età di 76 anni.

- L'Arcivescovo Altamiro Rossato, C.SS.R., emerito di Porto Alegre, Rio Grande do Sul, (Brasile), il 13 maggio, all'età di 88 anni.

- L'Arcivescovo Eurico Dias Nogueira, emerito di Braga (Portogallo), il 19 maggio, all'età di 91 anni.

- Il Vescovo Paul-Émile Charbonneau, emerito di Hull, Québec (Canada), il 21 maggio, all'età di 92 anni.

- Il Vescovo Elmer Osmar Ramón Miani, emerito di Catamarca (Argentina), il 25 maggio, all'età di 81 anni.

- Il Vescovo Heinrich Fasching, Ausiliare emerito di Sankt Pölten (Austria), il 1° giugno, all'età di 85 anni.

- Il Cardinale Duraisamy Simon Lourdusamy, Prefetto emerito della Congregazione per le Chiese Orientali, il 2 giugno, all'età di 90 anni.

lunedì 2 giugno 2014

AI VESCOVI ZIMBABWE: GUIDATE IL VOSTRO POPOLO ALLA UNITÀ E RICONCILIAZIONE

Città del Vaticano, 2 giugno 2014 (VIS). "La Chiesa nel vostro Paese è sempre stata fermamente unita al vostro popolo, prima e dopo l'indipendenza, anche ora in questi anni di immensa sofferenza in cui milioni di persone hanno abbandonato il Paese in preda alla frustrazione e alla disperazione, in cui tante vite sono state perdute e tante lacrime sono state versate", scrive Papa Francesco nel discorso che questa mattina ha consegnato ai Presuli della Conferenza Episcopale di Zimbabwe, al termine della quinquennale Visita "ad Limina Apostolorum".

Nel paragonare la crescita della Chiesa nel Paese ad un albero giovane e forte, pieno di vita, che ha dato frutto, il Santo Padre non manca di ricordare che molte generazioni, fra cui esponenti della classe politica, sono state educate nelle scuole cattoliche. Quindi ha parole di apprezzamento per i Presuli che nell'esercizio del loro profetico ministero, hanno dato voce a tutte le persone che soffrono nello Zimbabwe, in particolare agli oppressi e ai rifugiati, come hanno molto bene espresso nella Lettera Pastorale del 2007, dal titolo: "Dio ascolta il grido dell'oppresso". "Voi ricordate - scrive il Pontefice - quanto la crisi che colpisce la Nazione sia spirituale e morale, e lo sia stata già dall'epoca coloniale fino al momento attuale, e quanto le strutture del peccato presenti nell'ordine sociale siano in sostanza radicate nel peccato personale, per cui è necessaria una profonda conversione personale ed un rinnovato senso morale illuminato dal Vangelo".

"I cristiani - prosegue il Pontefice - sono presenti in tutte le parti coinvolte nei conflitto in Zimbabwe, per cui vi esorto a guidare tutti, con grande tenerezza, all'unità e alla guarigione: questo è un popolo di bianchi e di neri, alcuni più ricchi ma la maggior parte estremamente poveri, di numerose tribù; i fedeli di Cristo appartengono a tutti i partiti politici, solo alcuni in posizioni di autorità, mentre la maggior parte non lo è. Ma insieme, come il popolo pellegrino di Dio, hanno bisogno di conversione e guarigione, per divenire sempre più pienamente 'un solo Corpo e uno solo Spirito in Cristo'. Con la predicazione e le opere di apostolato, le vostre Chiese locali dimostrino che 'la riconciliazione non è un atto isolato ma un lungo processo tramite il quale tutti i partiti sono ristabiliti nell'amore - un amore che guarisce con l'opera della parola di Dio".

"Mentre la fedeltà del popolo dello Zimbabwe è giù un balsamo su alcune delle ferite della Nazione, so bene che molte persone sono giunte al loro limite umano, e non sanno a chi ricorrere. In tutto ciò, vi invito a incoraggiare i fedeli a non dimenticare che Dio ascolta le loro suppliche e risponde alle loro preghiere, perché, come avete scritto, Dio non può mancare di ascoltare il grido del povero. In questo tempo di Pasqua, quando la Chiesa nel mondo celebra la vittoria di Cristo sul potere del peccato e della morte, il Vangelo della Risurrezione che voi dovete proclamare, deve essere chiaramente predicato e vissuto nello Zimbabwe. Non dimentichiamo mai la lezione della Risurrezione: 'In un campo spianato torna ad apparire la vita, ostinata e invincibile. Ci saranno molte cose brutte, tuttavia il bene tende sempre a ritornare a sbocciare ed a diffondersi. Ogni giorno nel mondo rinasce la bellezza che risuscita trasformata attraverso i drammi della storia", conclude Papa Francesco citando l'Esortazione Apostolica "Evangelii Gaudium".

CORDOGLIO PER LA SCOMPARSA DEL CARDINALE LOURDUSAMY

Città del Vaticano, 2 giugno 2014 (VIS). Il Santo Padre Francesco ha fatto pervenire un telegramma di cordoglio all'Arcivescovo Anthony Anandarayar, di Pondicherry e Cuddalore (India), per la morte, avvenuta questa notte a Roma, all'età di 90 anni, del Cardinale Simon D. Lourdusamy, Prefetto emerito della Congregazione per le Chiese Orientali ed Arcivescovo emerito di Bangalore (India).

I funerali del Cardinale Lourdusamy saranno celebrati giovedì 5 giugno, alle 11.03, nella Basilica Vaticana, presieduti dal Cardinale Angelo Sodano, Decano del Collegio Cardinalizio. Al termine dell'Eucaristia, Papa Francesco presiederà il rito dell'Ultima Commendatio e della Valedictio.

PAPA FRANCESCO AL RINNOVAMENTO DELLO SPIRITO: RICORDATE CHE LA CHIESA È NATA “IN USCITA”, QUELLA MATTINA DI PENTECOSTE

Città del Vaticano, 2 giugno 2014 (VIS). Nel pomeriggio di ieri, i 52.000 partecipanti alla XXXVII Convocazione Nazionale del Rinnovamento nello Spirito Santo, provenienti da 55 Paesi, hanno applaudito l'ingresso di Papa Francesco allo Stadio Olimpico di Roma. Le braccia alzate, il Papa si è unito ai cori che cantavano in spagnolo: "Vive Gesù, il Signore”; "Quando celebravo nella cattedrale a Buenos Aires la Santa Messa con il Rinnovamento Carismatico, - ha ricordato il Papa - cantavamo questo canto con tanta gioia e tanta forza". L'evento è stato organizzato da Rinnovamento nello Spirito Santo in collaborazione con ICCRS (International Charismatic Catholic Renewal Services) e CFCCCF (Catholic Fraternity of Charismatic Covenant Communities and Fellowship).

In risposta alle testimonianze dei sacerdoti, giovani, famiglie, malati e anziani presenti, il Papa ha invitato i primi di essere vicini al Signore e vicini alla gente, i secondi a non custodire la propria gioventù in una cassaforte, ma di scommetterla su cose grandi. Alle famiglie il Papa ha ricordato che sono la Chiesa domestica, ai malati che essi imitano Gesù nel momento difficile della sua croce e che gli anziani sono la nostra saggezza, sono la saggezza della Chiesa. Infine il Papa ha pregato Dio di concedere a tutti "quella santa ubriachezza, quella dello Spirito, quella che ci fa parlare tutte le lingue, le lingue della carità, sempre vicini ai fratelli e alle sorelle che hanno bisogno di noi. "Insegnaci - ha detto a non lottare fra di noi per avere un pezzo in più di potere; (...) insegnaci ad amare più la Chiesa che il nostro partito, che le nostre 'beghe' interne; insegnaci ad avere il cuore aperto per ricevere lo Spirito".

"Il Rinnovamento Carismatico - ha detto il Santo Padre nel suo discorso - è una grande forza al servizio dell’annuncio del Vangelo, nella gioia dello Spirito Santo. (...) Nei primi tempi si diceva che voi carismatici portavate sempre con voi una Bibbia, il Nuovo Testamento... (...) Tornate a questo primo amore, portare sempre in tasca, nella borsa, la Parola di Dio!".

"Voi, popolo di Dio - ha esortato il Papa - popolo del Rinnovamento Carismatico, state attenti a non perdere la libertà che lo Spirito Santo ci ha donato! Il pericolo per il Rinnovamento, (...) è quello dell'eccessiva organizzazione (...). Sì, avete bisogno di organizzazione, ma non perdete la grazia di lasciare a Dio di essere Dio! (...) Un altro pericolo - ha ammonito il Papa - è quello di diventare 'controllori' della grazia di Dio. (...) Amministratori della grazia, decidendo chi può ricevere la preghiera di effusione o il battesimo nello Spirito (...) Se alcuni fanno così, vi prego di (...) non farlo più! Voi siete dispensatori della grazia di Dio, non controllori! Non fate da dogana allo Spirito Santo!", ha esclamato.

Nell'indicare il percorso da seguire: evangelizzazione, ecumenismo spirituale, cura dei poveri e dei bisognosi e accoglienza degli emarginati, "tutto questo sulla base della adorazione! Il fondamento del rinnovamento è adorare Dio!", il Santo Padre Francesco ha risposto alla domanda su cosa si aspetta il Papa dal Rinnovamento.

"La prima cosa - ha detto - è la conversione all'amore di Gesù che cambia la vita e fa del cristiano un testimone dell'Amore di Dio. (...) Aspetto da voi che condividiate con tutti, nella Chiesa, la grazia del Battesimo nello Spirito Santo (...). Aspetto da voi un’evangelizzazione con la Parola di Dio che annuncia che Gesù è vivo e ama tutti gli uomini. Che diate una testimonianza di ecumenismo spirituale con tutti quei fratelli e sorelle di altre Chiese e comunità cristiane che credono in Gesù come Signore e Salvatore. Che rimaniate uniti nell'amore che il Signore Gesù chiede a noi per tutti gli uomini, e nella preghiera allo Spirito Santo per arrivare a questa unità, necessaria per l'evangelizzazione nel nome di Gesù. (...) Avvicinatevi ai poveri, ai bisognosi, per toccare nella loro carne la carne ferita di Gesù. (...) Cercate l'unità nel Rinnovamento, perché l'unità viene dallo Spirito Santo e nasce dall'unità della Trinità. La divisione, da chi viene? Dal demonio! La divisione viene dal demonio. Fuggite dalle lotte interne, per favore!".

"Uscite nelle strade a evangelizzare annunciando il Vangelo - ha esortato infine il Pontefice - Ricordate che la Chiesa è nata 'in uscita', quella mattina di Pentecoste. (...) Lasciatevi guidare dallo Spirito Santo, con quella libertà; e per favore, non ingabbiate lo Spirito Santo! Con libertà!".

REGINA CAELI: L’ULTIMA PAROLA DI GESÙ AI DISCEPOLI È IL COMANDO DI PARTIRE

Città del Vaticano, 1 giugno 2014 (VIS). Alle 12:00 di questa mattina, Papa Francesco si è affacciato alla finestra del suo studio per recitare il Regina Cæli con le migliaia di fedeli convenuti in Piazza San Pietro per il consueto appuntamento domenicale. Nell’introdurre la preghiera mariana del tempo pasquale il Papa ha ricordato che oggi in Italia e in altri paesi, si celebra l’Ascensione di Gesù al cielo, avvenuta quaranta giorni dopo la Pasqua. In questo giorno Gesù ritorna al Padre e comanda ai discepoli di partire verso il mondo.

"Gesù parte, ascende al Cielo, - ha detto il Santo Padre - cioè ritorna al Padre dal quale era stato mandato nel mondo. Ha fatto il suo lavoro, quindi torna al Padre. Ma non si tratta di una separazione, perché Egli rimane per sempre con noi, in una forma nuova. Con la sua ascensione, il Signore risorto attira lo sguardo degli Apostoli – e anche il nostro sguardo – alle altezze del Cielo per mostrarci che la meta del nostro cammino è il Padre. Lui stesso aveva detto che se ne sarebbe andato per prepararci un posto in Cielo. Tuttavia, Gesù rimane presente e operante nelle vicende della storia umana con la potenza e i doni del suo Spirito; è accanto a ciascuno di noi: anche se non lo vediamo con gli occhi, Lui c’è! Ci accompagna, ci guida, ci prende per mano e ci rialza quando cadiamo. Gesù risorto è vicino ai cristiani perseguitati e discriminati; è vicino ad ogni uomo e donna che soffre".

"Gesù, quando ritorna al Cielo porta al Padre un regalo. (...) Le sue piaghe. Il suo corpo è bellissimo, senza lividi, senza le ferite della flagellazione, ma conserva le piaghe. Quando ritorna dal Padre gli mostra le piaghe e gli dice: 'Guarda Padre, questo è il prezzo del perdono che tu dai'. Quando il Padre guarda le piaghe di Gesù ci perdona sempre, non perché noi siamo buoni, ma perché Gesù ha pagato per noi. Guardando le piaghe di Gesù, il Padre diventa più misericordioso".

"Ma Gesù è presente anche mediante la Chiesa, che Lui ha inviato a prolungare la sua missione. L’ultima parola di Gesù ai discepoli è il comando di partire: 'Andate dunque e fate discepoli tutti i popoli'. È un mandato preciso, non è facoltativo! La comunità cristiana è una comunità 'in uscita', 'in partenza'. Di più: la Chiesa è nata 'in uscita'. E voi mi direte: ma le comunità di clausura? Sì, anche quelle, perché sono sempre 'in uscita' con la preghiera, con il cuore aperto al mondo, agli orizzonti di Dio. E gli anziani, i malati? Anche loro, con la preghiera e l’unione alle piaghe di Gesù".

"Con animo rattristato - ha detto il Papa dopo il Regina Caeli - prego per le vittime delle tensioni che ancora continuano in alcune regioni dell’Ucraina, come pure nella Repubblica Centroafricana. Rinnovo il mio accorato appello a tutte le parti implicate, perché siano superate le incomprensioni e si ricerchi con pazienza il dialogo e la pacificazione. Maria, Regina della Pace, ci aiuti tutti con la sua intercessione materna".

Successivamente il Papa ha ricordato che oggi si celebra la Giornata Mondiale delle Comunicazioni Sociali, sul tema della comunicazione al servizio della cultura dell’incontro. "I mezzi di comunicazione sociale possono favorire - ha sottolineato - il senso di unità della famiglia umana, la solidarietà e l’impegno per una vita dignitosa per tutti. Preghiamo affinché la comunicazione, in ogni sua forma, sia effettivamente al servizio dell’incontro tra le persone, le comunità, le nazioni; un incontro fondato sul rispetto e sull’ascolto reciproco".

"Ieri, a Collevalenza - ha detto infine il Papa - è stata proclamata Beata Madre Speranza, nata in Spagna col nome di María Josefa Alhama Valera, fondatrice in Italia delle Ancelle e dei Figli dell’Amore Misericordioso. La sua testimonianza aiuti la Chiesa ad annunciare dappertutto, con gesti concreti e quotidiani, l’infinita misericordia del Padre celeste per ogni persona".

CONCLUSIONE MESE DI MAGGIO: MARIA È LA VERGINE DELLA PRONTEZZA

Città del Vaticano, 1° giugno 2014 (VIS). Alle 20:00 di ieri, si è svolta nei Giardini Vaticani, la tradizionale processione con la recita del Santo Rosario a conclusione del mese mariano. Dalla chiesa di Santo Stefano degli Abissini, i fedeli hanno raggiunto la grotta della Madonna di Lourdes. Alle 21:00, il Santo Padre Francesco è giunto alla Grotta di Lourdes e, prima di impartire la Benedizione Apostolica, ha rivolto ai presenti le seguenti parole:

"Oggi, alla fine del mese di Maria, è la festa nella quale ricordiamo la visita che ha fatto a santa Elisabetta. Il Vangelo ci dice che, dopo l’annuncio dell’Angelo, lei è andata in fretta, non ha perso tempo, è andata subito a servire. È la Vergine della prontezza, la Madonna della prontezza. Subito è pronta a venire in aiuto a noi quando la preghiamo, quando noi chiediamo il suo aiuto, la sua protezione a nostro favore. Nei tanti momenti della vita nei quali abbiamo bisogno del suo aiuto della sua protezione, ricordiamo che lei non si fa aspettare: è la Madonna della prontezza, va subito a servire".

IL PAPA E "IL TRENO DEI BAMBINI"

Città del Vaticano, 31 maggio 2014 (VIS). Questa mattina, nell'Aula Paolo VI, il Papa ha incontrato i 500 bambini, di Roma e Napoli, partecipanti all'iniziativa "Il Treno dei Bambini", promossa dal Pontificio Consiglio della Cultura, nell'ambito del "Cortile dei Gentili dei Bambini" - dedicato ai più piccoli, che quest'anno celebra la sua seconda edizione.

I bambini hanno regalato al Papa diversi braccialetti fatti a mano con gomme colorate che Papa Francesco ha subito indossato ed una pianta con la terra delle catacombe napoletane di San Gennaro. Papa Francesco ha apprezzato divertito l'esecuzione della celebre canzone "O sole mio", adattata in "O Papa mio", intonata da un coro di bambini e bambine. Conversando con i partecipanti, il Papa ha appreso che la pianta avuta in dono era una pianta della luce.

Ricordando che le catacombe sono buie, il Santo Padre ha detto: "Ma, voi mi avete portato terra del buio.... per farla diventare luce. (...) Che cosa è più importante (...) il buio, o la luce? La luce! E quando noi siamo nel buio, cosa è più importante fare? Andare?... alla luce, cercare ... la luce. (...) La luce. Dentro di noi, sempre. Perché la luce ci da gioia, ci da speranza. E tutti noi abbiamo la possibilità di trovare la luce? (...) Sì! Perché nella luce ci sono le cose buone, e nella luce si può fare quello che voi mi avete detto quando mi avete regalato la pianta: fare che i frutti ci aiutino a fare un mondo…? (...) Migliore! Migliore. E si può fare un mondo migliore? (...) Sì. E per fare un mondo migliore, come si fa? Con l’odio, si fa con l’odio? (...) Con l’amore. Con l’amore. Tutti insieme, come fratelli, lottando uno accanto all’altro per l’amore. E per questo, vi dirò una cosa: quando l’apostolo Giovanni, che era tanto amico di Gesù – tanto amico – voleva dire chi è Dio, sapete cosa ha detto? 'Dio è amore'. (...) E noi andiamo verso la luce per trovare l’amore di Dio. Ma l’amore di Dio è dentro di noi, anche nei momenti bui? (...) L’amore di Dio non ci lascia mai".

Al termine del dialogo con i bambini, Papa Francesco ha detto di essere stato tanto contento di averli incontrati e che avrebbe pregato il Signore perché "faccia di voi bambini, bambine, ragazzi, ragazze, uomini, donne che portano avanti l'amore. Quando va avanti l'amore di Dio, tutto va bene". Infine il Papa ha invitato a cantare tutti insieme un'altra canzone.

IL PAPA: TACCIANO LE ARMI IN SIRIA

Città del Vaticano, 31 maggio 2014 (VIS). Nel pomeriggio di ieri, il Santo Padre ha consegnato un Messaggio ai partecipanti all'incontro di coordinamento tra gli organismi caritativi cattolici che operano nel contesto della crisi siriana, promosso dal Pontificio Consiglio "Cor Unum".

"Ci incontriamo di nuovo - scrive il Papa - per tracciare un bilancio del lavoro finora svolto e per rinnovare la volontà di proseguire su questa strada, con una collaborazione ancora più stretta. Ma dobbiamo riscontrare con grande dolore che la crisi siriana non è stata risolta, anzi va avanti, e c’è il rischio di abituarsi ad essa: di dimenticare le vittime quotidiane, le indicibili sofferenze, le migliaia di profughi, tra cui anziani e bambini, che patiscono e a volte muoiono per la fame e le malattie causate dalla guerra. Questa indifferenza fa male! Un’altra volta dobbiamo ripetere il nome della malattia che ci fa tanto male oggi nel mondo: la globalizzazione dell’indifferenza".

"L’azione di pace e l’opera di assistenza umanitaria che gli organismi caritativi cattolici svolgono in quel contesto sono espressione fedele dell’amore di Dio per i suoi figli che si trovano nell’oppressione e nell’angoscia. Dio ascolta il loro grido, conosce le loro sofferenze e vuole liberarli; e a Lui voi prestate le vostre mani e le vostre capacità. (...) Questa riunione costituisce un’occasione propizia per individuare opportune forme di collaborazione stabile, (...) allo scopo di organizzare sempre meglio i vostri sforzi per sostenere le Chiese locali e tutte le vittime della guerra, senza distinzioni etniche, religiose o sociali".

Papa Francesco fa nuovamente appello alle coscienza dei protagonisti del conflitto, delle istituzioni mondiali e dell’opinione pubblica. "Tutti siamo consapevoli che il futuro dell’umanità si costruisce con la pace e non con la guerra: la guerra distrugge, uccide, impoverisce popoli e Paesi. A tutte le parti chiedo che, guardando al bene comune, consentano subito l’opera di assistenza umanitaria e quanto prima facciano tacere le armi e si impegnino a negoziare, mettendo al primo posto il bene della Siria, di tutti i suoi abitanti, anche di quelli che purtroppo hanno dovuto rifugiarsi altrove e che hanno il diritto di ritornare al più presto in patria. Penso in particolare alle care comunità cristiane, volto di una Chiesa che soffre e spera. La loro sopravvivenza in tutto il Medio Oriente è una profonda preoccupazione della Chiesa universale: il Cristianesimo deve poter continuare a vivere là dove sono le sue origini".


ORDINAZIONE EPISCOPALE IN SAN PIETRO: PREGARE PER IL POPOLO COME FACEVA MOSÈ

Città del Vaticano, 31 maggio 2014 (VIS). Nel pomeriggio di ieri, nella Basilica Vaticana, il Santo Padre ha conferito l'Ordinazione Episcopale al Monsignor Fabio Fabene, Sotto-Segretario del Sinodo dei Vescovi.

Nel corso della celebrazione eucaristica, il Santo Padre ha tenuto l'omelia rituale prevista nell'edizione italiana del Pontificale Romano per l'Ordinazione dei Vescovi integrata da alcune frasi pronunciate a braccio. "Sei stato eletto dal gregge: - ha detto il Papa - che mai la vanità, l’orgoglio, la superbia vengano. E sei stato costituito per gli uomini: che sempre il tuo atteggiamento sia di servizio. Come Gesù, così. (...) Ti raccomando di avere presenti le parole di Paolo che abbiamo ascoltato oggi: veglia su te stesso e veglia sul popolo di Dio. Questo vegliare significa fare la veglia, essere attento, per difendere se stesso da tanti peccati e da tanti atteggiamenti mondani, e per difendere il popolo di Dio dai lupi che Paolo diceva che sarebbero venuti. (...) E vegliare sul popolo significa anche pregare, pregare per il popolo, come faceva Mosè: con le mani in alto, quella preghiera di intercessione, quella preghiera coraggiosa faccia a faccia con il Signore per il popolo".

"Abbi viva attenzione - il Papa ha esortato il nuovo Vescovo - a quanti non appartengono all'unico ovile di Cristo, perché essi pure ti sono stati affidati nel Signore. E prega per loro", ha aggiunto.

"Ricordati - ha sottolineato infine il Papa - che nella Chiesa cattolica, radunata nel vincolo della carità, sei unito al collegio dei vescovi e devi portare in te la sollecitudine di tutte le Chiese, soccorrendo generosamente quelle che sono più bisognose di aiuto. Questo credo - ha concluso il Papa - che ti sarà facile nel compito che ti è affidato nella Segreteria del Sinodo dei Vescovi".

DICHIARAZIONE DIRETTORE SALA STAMPA SANTA SEDE LIBERAZIONE MISSIONARI SEQUESTRATI IN CAMERUN

Città del Vaticano, 2 giugno 2014 (VIS). Il Direttore della Sala Stampa della Santa Sede, Padre Federico Lombardi, S.I., ha rilasciato la seguente dichiarazione:

"La liberazione dei due sacerdoti missionari italiani vicentini, Gianantonio Allegri e Giampaolo Marta, e della religiosa canadese Gilberte Bussier, che erano stati sequestrati in Camerun all'inizio dello scorso aprile è una notizia che ci riempie di gioia. Il Santo Padre, che fin dall'inizio aveva seguito la drammatica vicenda, ne è stato tempestivamente informato. Ringraziamo il Signore perché questa vicenda è giunta a una conclusione positiva. Allo stesso tempo continuiamo a pregare e ad impegnarci perché ogni forma di violenza, odio e conflitto nelle diverse regioni dell'Africa e nelle altre parti del mondo possa essere superata, e rinnoviamo il ricordo e l'impegno per le molte altre persone innocenti di diversa condizione ed età che - come ben sappiamo - rimangono vittime di inaccettabili sequestri in diversi luoghi di conflitto".

VISITA A ROMA DI SUA SANTITÀ ARAM I, CATHOLICOS DELLA GRANDE CASA DI CILICIA (LIBANO)

Città del Vaticano, 2 giugno 2014 (VIS). Dal 3 al 6 giugno prossimo, Sua Santità Aram I, Catholicos della Chiesa Armena Apostolica di Cilicia, verrà a Roma per incontrare Sua Santità Papa Francesco. Sua Santità Aram I è stato eletto Catholicos della Grande Casa di Cilicia nel 1995.

La Chiesa armena comprende due Catholicossati e due Patriarcati e conta circa sei milioni di fedeli. I due Catholicossati di Etchmiadzin e di Antelias sono in piena comunione, ma indipendenti dal punto di vista amministrativo. Il Patriarcato armeno di Gerusalemme ed il Patriarcato armeno di Costantinopoli dipendono da Etchmiadzin per le questioni spirituali.

A partire dal Concilio Vaticano Secondo, si sono sviluppate nuove relazioni tra la Chiesa cattolica e la Chiesa armena. Rappresentanti dei due Catholicossati di Etchmiadzin e di Antelias sono membri della Commissione Mista Internazionale per il dialogo teologico tra la Chiesa cattolica e le Chiese ortodosse orientali.

Sua Santità Aram I visitò la Chiesa di Roma ed incontrò Papa Giovanni Paolo II dal 23 al 26 gennaio 1997. Più di recente, il Catholicos Aram I ha reso visita a Papa Benedetto XVI nel novembre del 2008.

Il Catholicos Aram incontrerà Papa Francesco e avrà con lui un momento comune di preghiera giovedì 5 giugno. Egli farà inoltre visita al Pontificio Consiglio per la promozione dell’unità dei cristiani e ad alcuni Dicasteri della Curia romana. Il Patriarca si recherà anche alla Tomba dell’Apostolo Pietro e pregherà presso la statua di Gregorio l’Illuminatore, che si trova nel cortile nord della Basilica vaticana.

UDIENZE

Città del Vaticano, 2 giugno 2014 (VIS). Il Santo Padre ha ricevuto questa mattina in udienza:

- La Signora Mehriban Aliyeva, Presidente della "Heydar Aliyev Foundation" (Azerbaigian).

- Otto Presuli della Conferenza Episcopale di Zimbabwe, in Visita "ad Limina Apostolorum":

- L'Arcivescovo Alexander Thomas Kaliyanil, S.V.D., di Bulawayo.

- Il Vescovo Xavier Johnsai Munyongani, di Gweru.

- Il Vescovo Joseph Albert Serrano Anton, I.E.M.E., di Hwange.

- Il Vescovo Michael Dixon Bhasera, di Masvingo.

- L'Arcivescovo Robert Christopher Ndlovu, di Harare.

- Il Vescovo Dieter Bernd Scholz, S.I., di Chinhoyi.

- Il Vescovo Angel Floro Martinez, I.E.M.E., di Gokwe.

- Il Vescovo Alexio Churu Muchabaiwa, di Mutare.

Sabato 31 maggio il Santo Padre ha ricevuto in udienza:

- Il Cardinale Marc Ouellet, P.S.S., Prefetto della Congregazione per i Vescovi.

- Dodici Presuli della Conferenza Episcopale del Messico, in Visita "ad Limina Apostolorum":

- L'Arcivescovo Víctor Valentín Sánchez Espinosa, di Puebla de los Angeles con gli Ausiliari Vescovo Eugenio Andrés Lira Rugarcía; Vescovo Rutilo Felipe Pozos Lorenzini e Vescovo Tomàs López Durán.

- Il Vescovo Teodoro Enrique Pino Miranda, di Huajuapan de León.

- Il Vescovo Rodrigo Aguilar Martínez, di Tehuacán.

- L'Arcivescovo Jesús Carlos Cabrero Romero, di San Luis Potosí.

- Il Vescovo Roberto Octavio Balmori Cinta, M.J., di Ciudad Valles.

- Il Vescovo Sigifredo Noriega Barceló, Vescovo di Zacatecas

- L'Arcivescovo Domingo Díaz Martínez, di Tulancingo.

- Il Vescovo Gerardo de Jesús Rojas López, di Tabasco.

- Il Vescovo Georges M. Saad Abi Younes, O.L.M., di Nuestra Senora de los Martires del Libano en México dei Maroniti.

ALTRI ATTI PONTIFICI

Città del Vaticano, 31 maggio 2014 (VIS). Il Santo Padre:

- Ha nominato il Padre Tadeusz Kusy, O.F.M., Vescovo Coadiutore della Diocesi di Kaga-Bandoro (superficie: 95.000; popolazione: 251.000; cattolici: 91.961; sacerdoti: 20; religiosi: 20), Repubblica Centroafricana. Il Vescovo eletto è nato nel 1951 a Cieszyn (Polonia), ha emesso i voti perpetui nell'Ordine dei Frati Minori ed è stato ordinato sacerdote nel 1974. Dal 1976 al 1979 è stato Vicario parrocchiale a Katowice; Cappellano degli studenti; dal 1979 al 1980 Vicario parrocchiale a Kinkondja (Diocesi di Kamina), Repubblica Democratica del Congo; dal 1980 al 1987 Maestro dei Novizi a Mbujimayi (Diocesi di Mbujimayi) e Lukafu (Diocesi di Kilwa-Kasenga), Repubblica Democratica del Congo; dal 1989 al 2000 Parroco a Obo (Diocesi di Bangassou), Repubblica Centroafricana; nel 2001 Parroco a.i. a Rafai (Diocesi di Bangassou), Repubblica Centroafricana; dal 2001 Maestro dei Postulanti ed Incaricato della formazione a Bangui (Repubblica Centroafricana); dal 2003 al 2007 Responsabile della Commissione diocesana per la Vita Consacrata, a Bangui; dal 2004 al 2007 Membro del Consiglio dei Consultori dell’Arcidiocesi di Bangui; dal 2009 Membro del Consiglio dei Consultori dell’Arcidiocesi di Bangui.

- Ha accettato la rinuncia al governo pastorale della Diocesi di Paramaribo, (Suriname), presentata dal Vescovo Wilhelmus de Bekker, per raggiunti limiti d'età ed ha nominato il Padre Antonius te Dorshorst, O.M.I., Amministratore Apostolico sede vacante et "ad nutum Sanctae Sedis" della medesima Diocesi.

venerdì 30 maggio 2014

8 GIUGNO: INCONTRO DI PREGHIERA PER LA PACE IN VATICANO

Città del Vaticano, 30 maggio 2014 (VIS). La Sala Stampa della Santa Sede ha reso noto che l'incontro di preghiera per la pace, a cui il Santo Padre Francesco ha invitato i Presidenti di Israele, Shimon Perez, e della Palestina Mahmoud Abbas, avrà luogo il giorno 8 giugno, domenica, nel corso del pomeriggio, in Vaticano. Tale data è stata infatti accettata dalle due parti.

IL PAPA DOMENICA ALL'OLIMPICO ALLA XXXVII CONVOCAZIONE DEL MOVIMENTO RINNOVAMENTO NELLO SPIRITO

Città del Vaticano, 30 maggio 2014 (VIS). Nel pomeriggio di domenica prossima 1° giugno, il Santo Padre Francesco interverrà alla XXXVII Convocazione del Rinnovamento nello Spirito, che si terrà a Roma, presso lo Stadio Olimpico, nei giorni 1° e 2 giugno, sul tema: "Convertitevi! Credete! Ricevete lo Spirito Santo!". Papa Francesco, il cui arrivo è previsto alle 17:00, varcherà l'ingresso dello stadio romano per la prima volta ed assisterà alla serata di preghiera e di festa da un palco sotto la tribuna d'onore. Alla festa, con momenti di riflessione, preghiera, musica e canti, parteciperanno più di 52.000 persone con rappresentanti di oltre cinquanta paesi. Nel corso dell'incontro il Papa terrà un discorso.

INTENZIONI DI PREGHIERA DEL SANTO PADRE GIUGNO 2014

Città del Vaticano, 30 maggio 2014 (VIS). Di seguito riportiamo le intenzioni per il mese di giugno affidate dal Papa all'apostolato della preghiera:

Generale: "Perché i disoccupati ottengano il sostegno e il lavoro di cui hanno bisogno per vivere con dignità".

Missionaria: "Perché l'Europa ritrovi le sue radici cristiane attraverso la testimonianza di fede dei credenti".

CONCISTORO PER IL VOTO SU ALCUNE CAUSE DI CANONIZZAZIONE

Città del Vaticano, 30 maggio 2014 (VIS). Giovedì 12 giugno 2014, alle ore 10:00, nella Sala del Concistoro del Palazzo Apostolico Vaticano, avrà luogo, durante la celebrazione dell’Ora Terza, il Concistoro Ordinario Pubblico per la Canonizzazione:

- del Beato Giovanni Antonio Farina, vescovo di Vicenza (Italia), fondatore delle Suore Maestre di Santa Dorotea Figlie dei Sacri Cuori.

- del Beato Kuriakose Elias Chavara della Sacra Famiglia, sacerdote indiano, fondatore della Congregazione dei Carmelitani di Maria Immacolata.

- del Beato Ludovico da Casoria, (al secolo Arcangelo Palmentieri), sacerdote professo italiano dell’Ordine dei Frati Minori, fondatore della Congregazione delle Suore Francescane Elisabettine, dette “Bigie”.

- del Beato Nicola da Longobardi, oblato professo italiano dell’Ordine dei Minimi.

- della Beata Eufrasia del Sacro Cuore (al secolo Rosa Eluvathingal), suora indiana della Congregazione delle Suore della Madre del Carmelo.

- del Beato Amato Ronconi, italiano, del Terzo Ordine di San Francesco, fondatore dell’Ospedale dei Poveri Pellegrini in Saludecio, ora “Casa di Riposo Opera Pia Beato Amato Ronconi”.

UDIENZE

Città del Vaticano, 30 maggio 2014 (VIS). Il Santo Padre ha ricevuto questa mattina in udienza:

- Il Signor Masoud Barzani, Presidente della Regione del Kurdistan Iracheno, e Seguito.

- Il Professor Rolf Heuer, Direttore Generale dell'Organizzazione Europea per la Ricerca Nucleare (CERN).

- Sedici Presuli della Conferenza Episcopale del Messico, in Visita "ad Limina Apostolorum":

- L'Arcivescovo Constancio Miranda Weckmann, Arcivescovo di Chihuahua.

- Il Vescovo Juan Guillermo López Soto, di Cuauhtémoc-Madera.

- L'Arcivescovo Héctor González Martínez, di Durango con l'Ausiliare Vescovo Enrique Sánchez Martínez.

- Il Vescovo José Guadalupe Torres Campos, di Gómez Palacio.

- Il Vescovo Mario Espinosa Contreras, di Mazatlán.

- Il Vescovo José Guadalupe Galván Galindo, di Torreón.

- Il Vescovo Jonás Guerrero Corona, di Culiacán.

- Il Vescovo José Banjamin Castillo Plasencia, di Celaya.

- Il Vescovo Francisco Moreno Barrón, di Tlaxcala.

- Il Vescovo Lucas Martínez Lara, di Matehuala.

- L'Arcivescovo Rafael Romo Muñoz, di Tijuana.

- Il Vescovo Rafael Valdez Torres, di Ensenada.

- Il Vescovo Miguel fingel Alba Díaz, di la Paz en la Baja California Sur.

- Il Vescovo José Isidro Guerrero Macías, di Mexicali.

- Il Vescovo Salvador Rangel Mendoza, O.F.M., di Huejutla.

ALTRI ATTI PONTIFICI

Città del Vaticano, 30 maggio 2014 (VIS). Il Santo Padre:

- Ha nominato il Reverendo Stephan Burger, Arcivescovo di Freiburg im Breisgau (superficie: 16.229; popolazione: 4.735.970; cattolici: 1.953.041: sacerdoti: 1.007; religiosi: 1.684; diaconi permanenti: 246), Germania. L'Arcivescovo eletto è nato nel 1962 a Freiburg im Breisgau (Germania) ed è stato ordinato sacerdote nel 1990. È stato Vice-Parroco delle parrocchie St. Martin a Tauberbischofsheim e St. Franziskus a Pforzheim. Dal 1995 Amministratore parrocchiale e, dal 1996, Parroco della Parrocchia St. Mauritius a St. Leon-Rot. Nel 2006 Promotore di Giustizia presso il Tribunale dell’arcidiocesi di Freiburg im Bresgau. e, nel 2007, Vicario Giudiziale. Presta la sua opera presso una parrocchia a Kaiserstuhl-Burkheim.

- Ha nominato il Reverendo Jonas Benson Okoye, Vescovo Ausiliare della Diocesi di Awka
(superficie: 1.551; popolazione: 1.645.044; cattolici: 818.792; sacerdoti: 337; religiosi. 145), Nigeria. Il Vescovo eletto è nato a Kaduna (Nigeria) nel 1963 ed è stato ordinato sacerdote nel 1992. Dal 1992 al 1993 Vicario parrocchiale di St. John’s Parish, Ezinfite; dal 1993 al 1995 Parroco di St. Peter’s Parish, Oko; Difensore del Vincolo del Tribunale Ecclesiastico di Awka; dal 1997 al 2002 Parroco di St. John’s Parish, Neni, e Vice Vicario Giudiziale della Diocesi di Awka; dal 2006 al 2007 Parroco di Immaculate Conception Heart Parish, Ekwulobia; dal 2007 Parroco di Saint Matthew, Amawbia, Vicario Giudiziale della Diocesi di Awka, Giudice nel Tribunale ecclesiastico inter-diocesano di Onitsha, Membro del Consiglio Presbiterale di Awka; dal 2009 Membro del Collegio dei Consultori, Presidente della Società Nigeriana di Diritto Canonico.

- Ha nominato il Monsignore Paolo Giulietti, Vescovo Ausiliare dell’arcidiocesi metropolitana di Perugia-Città della Pieve (superficie: 1.900; popolazione: 186.645; cattolici: 256.000; sacerdoti: 195; religiosi: 527; diaconi permanenti: 27), Italia. Il Vescovo eletto è nato a Perugia (Italia) nel 1964 ed è stato ordinato sacerdote nel 1991. Dal 1991 al 2001 Vicario parrocchiale di San Sisto in Perugia e Assistente dei giovani di Azione Cattolica e dei volontari impegnati nell’accompagnamento dei carcerati in libertà provvisoria; dal 1996 al 2014 Assistente Spirituale della Confraternita di San Jacopo di Compostela; dal 2001 al 2007 Direttore dell’Ufficio Nazionale di pastorale Giovanile presso la Conferenza Episcopale Italiana; dal 2007 al 2010 Parroco di San Bartolomeo Apostolo in Ponte San Giovanni (PG); dal 2010 Vicario Generale della medesima arcidiocesi. anche Moderatore della Curia, dal 1998 è Canonico sagrista della Cattedrale di San Lorenzo in Perugia, Membro del Collegio dei Consultori, Membro del Consiglio Presbiterale, Coordinatore e Relatore della Commissione Presbiterale Regionale della Conferenza Episcopale Umbra e Responsabile Regionale degli Itinerari di fede.

- Ieri, 29 maggio, il Santo Padre ha confermato:

- L'erezione. effettuata dal Cardinale Lucian Mureşan, Arcivescovo Maggiore di Făgăraş e Alba Iulia dei Romeni (Romania), con il consenso del Sinodo della Chiesa Greco-Cattolica Romena, a norma del canone 85, paragrafo 1-2 del Codice dei Canoni delle Chiese Orientali, dell’Eparchia di San Basilio Magno di Bucarest dei Romeni (Romania), con territorio dismembrato dall’attuale Arcieparchia di Făgăraş e Alba Iulia dei Romeni.

- Il trasferimento del Vescovo Mihai Cătălin Frăţilă, dall’ufficio di Vescovo Ausiliare e Protosincello di Făgăraş e Alba Iulia dei Romeni (Romania), alla nuova sede eparchiale di San Basilio Magno di Bucarest dei Romeni (Romania).

mercoledì 28 maggio 2014

IL SANTO PADRE RICORDA IL SUO PELLEGRINAGGIO IN TERRA SANTA

Città del Vaticano, 28 maggio 2014 (VIS). Questa mattina, come ogni mercoledì in occasione dell'Udienza Generale, il Santo Padre ha percorso in papamobile Piazza San Pietro, salutando i 35.000 fedeli presenti, baciando i bambini e benedicendo gli oggetti religiosi dei fedeli, dedicando la catechesi dell'Udienza Generale al suo Pellegrinaggio in Terra Santa, appena concluso. "È stato un grande dono per la Chiesa, e ne rendo grazie a Dio. Egli mi ha guidato in quella Terra benedetta, che ha visto la presenza storica di Gesù e dove si sono verificati eventi fondamentali per l'Ebraismo, il Cristianesimo e l'Islam".

"Lo scopo principale di questo pellegrinaggio - ha ricordato il Pontefice - è stato commemorare il 50° anniversario dello storico incontro tra il Papa Paolo VI e il Patriarca Atenagora. Fu quella la prima volta in cui un Successore di Pietro visitò la Terra Santa: Paolo VI inaugurava così, durante il Concilio Vaticano II, i viaggi extra-italiani dei Papi nell'epoca contemporanea. Quel gesto profetico del Vescovo di Roma e del Patriarca di Costantinopoli ha posto una pietra miliare nel cammino sofferto ma promettente dell'unità di tutti i cristiani, che da allora ha compiuto passi rilevanti. Perciò il mio incontro con Sua Santità Bartolomeo, amato fratello in Cristo, ha rappresentato il momento culminante della visita. Insieme abbiamo pregato presso il Sepolcro di Gesù, e con noi c'erano il Patriarca Greco-Ortodosso di Gerusalemme Theophilos III e il Patriarca Armeno Apostolico Nourhan, oltre ad Arcivescovi e Vescovi di diverse Chiese e Comunità, Autorità civili e molti fedeli".

"In quel luogo dove risuonò l'annuncio della Risurrezione - ha proseguito il Papa - abbiamo avvertito tutta l'amarezza e la sofferenza delle divisioni che ancora esistono tra i discepoli di Cristo; e davvero questo fa tanto male, male al cuore. Siamo divisi ancora; in quel posto dove è risuonato proprio l'annuncio della Risurrezione, dove Gesù ci dà la vita, ancora noi siamo un po' divisi. Ma soprattutto, in quella celebrazione carica di reciproca fraternità, di stima e di affetto, abbiamo sentito forte la voce del Buon Pastore Risorto che vuole fare di tutte le sue pecore un solo gregge, abbiamo sentito il desiderio di sanare le ferite ancora aperte e proseguire con tenacia il cammino verso la piena comunione".

"Una volta in più, come hanno fatto i Papi precedenti, io chiedo perdono per quello che noi abbiamo fatto per favorire questa divisione, e chiedo allo Spirito Santo che ci aiuti a risanare le ferite che noi abbiamo fatto agli altri fratelli. Tutti siamo fratelli in Cristo e col patriarca Bartolomeo siamo amici, fratelli, e abbiamo condiviso la volontà di camminare insieme, fare tutto quello che da oggi possiamo fare: pregare insieme, lavorare insieme per il gregge di Dio, cercare la pace, custodire il creato, tante cose che abbiamo in comune. E come fratelli dobbiamo andare avanti".

Papa Francesco ha ricordato anche un secondo scopo del suo viaggio: "incoraggiare in quella regione il cammino verso la pace, che è nello stesso tempo dono di Dio e impegno degli uomini. L'ho fatto in Giordania, in Palestina, in Israele. E l'ho fatto sempre come pellegrino, nel nome di Dio e dell'uomo, portando nel cuore una grande compassione per i figli di quella Terra che da troppo tempo convivono con la guerra e hanno il diritto di conoscere finalmente giorni di pace! Per questo ho esortato i fedeli cristiani a lasciarsi 'ungere' con cuore aperto e docile dallo Spirito Santo, per essere sempre più capaci di gesti di umiltà, di fratellanza e di riconciliazione. Lo Spirito permette di assumere questi atteggiamenti nella vita quotidiana, con persone di diverse culture e religioni, e così diventare 'artigiani' della pace. La pace si fa artigianalmente! - ha aggiunto il Pontefice - Non ci sono industrie di pace, no. Si fa ogni giorno, artigianalmente, e anche col cuore aperto perché venga il dono di Dio".

Ringraziando le Autorità e il popolo giordano "per il loro impegno nell'accoglienza di numerosi profughi provenienti dalle zone di guerra", il Papa ha sottolineato che tale impegno umanitario "merita e richiede il sostegno costante della Comunità internazionale. Sono stato colpito dalla generosità del popolo giordano nel ricevere i profughi (...). Che il Signore benedica questo popolo accogliente, lo benedica tanto!. (...) Durante il pellegrinaggio anche in altri luoghi ho incoraggiato le Autorità interessate a proseguire gli sforzi per stemperare le tensioni nell'area medio-orientale, soprattutto nella martoriata Siria, come pure a continuare nella ricerca di un'equa soluzione al conflitto israeliano-palestinese. Per questo ho invitato il Presidente di Israele e il Presidente della Palestina, uomini di pace e artefici di pace, a venire in Vaticano a pregare insieme con me per la pace. E per favore, chiedo a voi di non lasciarci soli: voi pregate, pregate tanto perché il Signore ci dia la pace, ci dia la pace in quella Terra benedetta!".

"Questo pellegrinaggio in Terra Santa - ha detto ancora il Santo Padre - è stato anche l'occasione per confermare nella fede le comunità cristiane, che soffrono tanto, ed esprimere la gratitudine di tutta la Chiesa per la presenza dei cristiani in quella zona e in tutto il Medio Oriente. Questi nostri fratelli sono coraggiosi testimoni di speranza e di carità, 'sale e luce' in quella Terra. Con la loro vita di fede e di preghiera e con l'apprezzata attività educativa e assistenziale, essi operano in favore della riconciliazione e del perdono, contribuendo al bene comune della società".

"Con questo pellegrinaggio - ha concluso Papa Francesco - che è stata un vera grazia del Signore, ho voluto portare una parola di speranza, ma l'ho anche ricevuta a mia volta! L'ho ricevuta da fratelli e sorelle che sperano 'contro ogni speranza', attraverso tante sofferenze, come quelle di chi è fuggito dal proprio Paese a motivo dei conflitti; come quelle di quanti, in diverse parti del mondo, sono discriminati e disprezzati a causa della loro fede in Cristo. Continuiamo a stare loro vicini! Preghiamo per loro e per la pace in Terra Santa e in tutto il Medio Oriente. La preghiera di tutta la Chiesa sostenga anche il cammino verso la piena unità tra i cristiani, perché il mondo creda nell'amore di Dio che in Gesù Cristo è venuto ad abitare in mezzo a noi".

Infine Papa Francesco ha invitato tutti i fedeli a recitare un'Ave Maria per la pace nel mondo. "La Madonna, Regina della pace, Regina dell'unità tra i cristiani" ci "accompagni in questa strada di unità".

RINGRAZIAMENTO DEL PAPA A QUANTI HANNO ACCOMPAGNATO CON LA PREGHIERA IL SUO PELLEGRINAGGIO IN TERRA SANTA

Città del Vaticano, 28 maggio 2014 (VIS). Al termine della catechesi, nelle espressioni di saluto nelle diverse lingue, il Santo Padre ha invitato tutti a pregare per la pace in Terra Santa e in Medio Oriente, ed ha ringraziato quanti con la preghiera lo hanno accompagnato nel suo Pellegrinaggio. Rivolgendosi ai pellegrini di lingua inglese, in particolare ai membri della Commissione Cattolica Internazionale per le Migrazioni, riuniti in questi giorni in sessione plenaria, il Papa ha auspicato che "il loro impegno solidale contribuisca al sollievo di tanti fratelli bisognosi". "Vi ringrazio - ha continuato il Papa rivolgendosi ai pellegrini di lingua araba, soprattutto quelli provenienti dalla Giordania e dalla Terra Santa - per la vostra generosa e affettuosa accoglienza e vi assicuro che vi porto sempre nel mio cuore e nelle mie preghiere, chiedendo al Signore per voi un bene abbondante, una prosperità continua e una pace duratura".

INACCETTABILE CHE, NEL NOSTRO MONDO, IL LAVORO FATTO DA SCHIAVI SIA DIVENTATO MONETA CORRENTE

Città del Vaticano, 28 maggio 2014 (VIS). Il Santo Padre Francesco ha fatto pervenire un Messaggio al Direttore Generale dell'Organizzazione Internazionale del Lavoro (O.I.L.), in occasione della 103ª Sessione della Conferenza dell’O.I.L., in corso a Ginevra dal 28 maggio al 12 giugno 2014, sul tema: "Costruire un futuro con un lavoro dignitoso". I delegati governativi, dei lavoratori e degli imprenditori dei 185 Stati membri dell'O.I.L. discuteranno di migrazioni, politiche per il lavoro, transizione dall'economia informale a quella formale, e della Convenzione contro il lavoro forzato.

"Questa Conferenza - scrive il Papa - si riunisce in un momento cruciale nella storia economica e sociale, che presenta sfide per il mondo intero. La disoccupazione sta tragicamente espandendo le frontiere della povertà. Questo è particolarmente sconfortante per i giovani disoccupati, che possono troppo facilmente demoralizzarsi, perdendo la consapevolezza del loro valore e sentendosi alienati dalla società".

"Un altro grave problema, correlato al precedente, che il nostro mondo deve affrontare è quello della migrazione di massa: già il notevole numero di uomini e donne costretti a cercare lavoro lontano dalla loro Patria è motivo di preoccupazione. Nonostante la loro speranza per un futuro migliore, essi frequentemente incontrano incomprensione ed esclusione per non parlare di quando fanno l’esperienza di tragedie e disastri. Avendo affrontato tali sacrifici, questi uomini e donne spesso non riescono a trovare un lavoro dignitoso e diventano vittime di una certa 'globalizzazione dell’indifferenza'. La loro situazione li espone ad ulteriori pericoli, quali l’orrore della tratta di esseri umani, il lavoro coatto e la riduzione in schiavitù. È inaccettabile che, nel nostro mondo, il lavoro fatto da schiavi sia diventato moneta corrente. Questo non può continuare! La tratta di esseri umani è una piaga, un crimine contro l’intera umanità. È giunto il momento di unire le forze e di lavorare insieme per liberare le vittime di tali traffici e per sradicare questo crimine che colpisce tutti noi, dalle singole famiglie all’intera comunità mondiale".

"È anche il momento - scrive ancora il Pontefice - di rafforzare le forme esistenti di cooperazione e di stabilire vie nuove per accrescere la solidarietà. Questo richiede: un rinnovato impegno a favore della dignità di ogni persona; una più determinata realizzazione degli standard internazionali sul lavoro; la pianificazione per uno sviluppo focalizzato sulla persona umana quale protagonista centrale e principale beneficiario; una nuova valutazione delle responsabilità delle società multinazionali nei Paesi dove esse operano, includendo i settori della gestione del profitto e dell’investimento; e uno sforzo coordinato per incoraggiare i governi a facilitare gli spostamenti dei migranti a beneficio di tutti, eliminando in tal modo la tratta di esseri umani e le pericolose condizioni di viaggio. Un’efficace cooperazione in questi campi sarà notevolmente favorita dalla definizione di futuri obiettivi sostenibili di sviluppo".

Il Santo Padre conclude il Messaggio ricordando che la dottrina sociale della Chiesa Cattolica "si pone a sostegno delle iniziative dell’O.I.L., che intendono promuovere la dignità della persona umana e la nobiltà del lavoro" ed incoraggia i Paesi Membri nei loro sforzi "nell’affrontare le sfide del mondo attuale, rimanendo fedeli a tali nobili obiettivi. Nel medesimo tempo, invoco la benedizione di Dio su tutto quanto fate per difendere ed incrementare la dignità del lavoro per il bene comune della famiglia umana".

"COR UNUM" E CRISI SIRIANA

Città del Vaticano, 28 maggio 2014 (VIS). Venerdì 30 maggio prossimo, il Pontificio Consiglio “Cor Unum” promuove un incontro di coordinamento tra gli organismi caritativi cattolici che operano nel contesto della crisi siriana. L’incontro, al quale hanno dato la loro adesione 25 organismi operanti in Siria e nell’area del Medio Oriente, si strutturerà in due momenti: nel corso della mattina, dopo l’introduzione del Cardinale Robert Sarah, Presidente di “Cor Unum”, che coordinerà i lavori, vi sarà la relazione del Segretario di Stato, il Cardinale Pietro Parolin. Interverranno anche l’Arcivescovo Mario Zenari, Nunzio Apostolico in Siria, e il Vescovo Antoine Audo, Presidente di Caritas Siria. Verranno presentate, infine, le attività svolte dall’ufficio informazioni di Beirut, istituito lo scorso anno per raccogliere e distribuire dati sul lavoro degli organismi cattolici. Nel pomeriggio ci si concentrerà sugli aspetti concreti della collaborazione tra i diversi soggetti in Siria e nei Paesi limitrofi.

Obiettivo della riunione, è quello di tracciare un bilancio del lavoro svolto finora dagli organismi caritativi cattolici nel contesto della crisi, evidenziare le criticità emerse e individuare le priorità per il futuro.

La Siria è al centro dell’attenzione della Comunità internazionale per il perdurare della grave crisi umanitaria che si è prodotta a seguito della guerra. La Santa Sede, assieme all’attività diplomatica, attraverso la rete delle Nunziature, i rapporti con le Chiese locali e il lavoro delle agenzie caritative cattoliche, partecipa attivamente ai programmi di aiuto e assistenza umanitaria. Secondo i dati disponibili, la crisi avrebbe provocato finora circa 160.000 vittime, mentre sarebbero più di 2 milioni i siriani rifugiati, la maggior parte nei Paesi dell’area mediorientale e mediterranea, e circa 6 milioni di sfollati interni.

UDIENZE

Città del Vaticano, 28 maggio 2014 (VIS). Il Santo Padre ha ricevuto questa mattina in udienza:

- Il Signor Plamen Oresharski, Primo Ministro della Repubblica di Bulgaria, e Seguito.

- Il Monsignor Francesco Follo, Osservatore Permanente presso l’U.N.E.S.C.O.

ALTRI ATTI PONTIFICI

Città del Vaticano, 28 maggio 2014 (VIS). Il Santo Padre ha nominato:

- Il Vescovo José Luiz Majella Delgado, C.SS.R., Arcivescovo Metropolita di Pouso Alegre (superficie: 12.281; popolazione: 817.000; cattolici: 739.000; sacerdoti: 131; religiosi: 200; diaconi permanenti: 1), Brasile. L'Arcivescovo eletto è nato nel 1953 a Juiz de Fora (Brasile), ha ricevuto l'ordinazione sacerdotale nel 1981, è stato eletto Vescovo di Jataí nel 2009, ricevendo l’ordinazione episcopale nel 2010. Succede all'Arcivescovo Ricardo Pedro Chaves Pinto Filho, O.Praem., del quale il Santo Padre ha accettato la rinuncia al governo pastorale della medesima arcidiocesi, presentata per raggiunti limiti d'età.

- Il Cardinale Pietro Parolin, Segretario di Stato; l'Arcivescovo Stanislaw Gadecki, di Poznan (Polonia) ed il Vescovo Rudolf Voderholzer, di Regensburg (Germania), Membri della Congregazione per la Dottrina della Fede.

AVVISO

Città del Vaticano, 28 maggio 2014 (VIS). Informiamo i nostri lettori, che domani 29 maggio, Solennità dell'Ascensione del Signore, giorno di vacanza in Vaticano, il servizio del V.I.S. non sarà trasmesso. La trasmissione del servizio riprenderà venerdì 31 maggio.

martedì 27 maggio 2014

PAPA FRANCESCO AL MONTE DEGLI ULIVI: STIAMO ACCANTO ALLE TANTE CROCI DOVE GESÙ È ANCORA CROCIFISSO

Città del Vaticano, 27 maggio 2014 (VIS). Alle 11:45, il Santo Padre è arrivato al "Notre Dame Jerusalem Center" dove ha ricevuto in udienza privata Benjamin Netanyahu, Primo Ministro di Israele. Un'ora e mezzo dopo il Pontefice avrebbe dovuto consumare il pranzo con il seguito papale, ma ha cambiato programma e ha deciso di attraversare la strada per pranzare nel refettorio del Convento Francescano di San Salvatore. Alle 14:15, prima di lasciare il "Notre Dame of Jerusalem Center", il Papa ha benedetto nella Cappella del Pontificio Istituto, il Tabernacolo destinato alla chiesa che i Legionari di Cristo hanno costruito in Galilea. Quindi il Santo Padre si è recato alla piccola chiesa greco-ortodossa sul Monte degli Ulivi "Viri Galileai" per la visita privata al Patriarca Ecumenico di Costantinopoli. All'uscita il Papa e il Patriarca Ecumenico hanno benedetto insieme un gruppo di fedeli ortodossi riuniti nel cortile. Il Papa si è poi diretto in auto alla chiesa del Getsemani, affidata alla Custodia di Terra Santa, accanto all'Orto degli Ulivi, All'arrivo il Papa ha venerato per alcuni minuti la santa Roccia, ai piedi dell'Altare, dove Gesù pregò prima del suo arresto. Infine si è svolto l'incontro del Papa con i sacerdoti, i religiosi, le religiose e i seminaristi nella chiesa del Getsemani.

"Quando giunge l’ora segnata da Dio per salvare l’umanità dalla schiavitù del peccato - ha detto il Papa - Gesù si ritira qui, nel Getsemani, ai piedi del monte degli Ulivi. Ci ritroviamo in questo luogo santo, santificato dalla preghiera di Gesù, dalla sua angoscia, dal suo sudore di sangue; santificato soprattutto dal suo 'sì' alla volontà d’amore del Padre. Abbiamo quasi timore di accostarci ai sentimenti che Gesù ha sperimentato in quell’ora; entriamo in punta di piedi in quello spazio interiore dove si è deciso il dramma del mondo. In quell’ora, Gesù ha sentito la necessità di pregare e di avere accanto a sé i suoi discepoli, i suoi amici, che lo avevano seguito e avevano condiviso più da vicino la sua missione. Ma qui, al Getsemani, la sequela si fa difficile e incerta; c’è il sopravvento del dubbio, della stanchezza e del terrore. Nel succedersi incalzante della passione di Gesù, i discepoli assumeranno diversi atteggiamenti nei confronti del Maestro: atteggiamenti di vicinanza, di allontanamento, di incertezza".

"Farà bene a tutti noi, vescovi, sacerdoti, persone consacrate, seminaristi, in questo luogo, domandarci: chi sono io davanti al mio Signore che soffre? - Rivolgendosi ai presenti il Papa ha detto: Sono di quelli che, invitati da Gesù a vegliare con Lui, si addormentano, e invece di pregare cercano di evadere chiudendo gli occhi di fronte alla realtà? O mi riconosco in quelli che sono fuggiti per paura, abbandonando il Maestro nell’ora più tragica della sua vita terrena? C’è forse in me la doppiezza, la falsità di colui che lo ha venduto per trenta monete, che era stato chiamato amico, eppure ha tradito Gesù? Mi riconosco in quelli che sono stati deboli e lo hanno rinnegato, come Pietro? Egli poco prima aveva promesso a Gesù di seguirlo fino alla morte; poi, messo alle strette e assalito dalla paura, giura di non conoscerlo. Assomiglio a quelli che ormai organizzavano la loro vita senza di Lui, come i due discepoli di Emmaus, stolti e lenti di cuore a credere nelle parole dei profeti?".

"Oppure, grazie a Dio - ha proseguito il Pontefice - mi ritrovo tra coloro che sono stati fedeli sino alla fine, come la Vergine Maria e l’apostolo Giovanni? Quando sul Golgota tutto diventa buio e ogni speranza sembra finita, solo l’amore è più forte della morte. L’amore della Madre e del discepolo prediletto li spinge a rimanere ai piedi della croce, per condividere fino in fondo il dolore di Gesù. Mi riconosco in quelli che hanno imitato il loro Maestro fino al martirio, testimoniando quanto Egli fosse tutto per loro, la forza incomparabile della loro missione e l’orizzonte ultimo della loro vita? L’amicizia di Gesù nei nostri confronti, la sua fedeltà e la sua misericordia sono il dono inestimabile che ci incoraggia a proseguire con fiducia la nostra sequela di Lui, nonostante le nostre cadute, i nostri errori, anche e i nostri tradimenti".

"Ma questa bontà del Signore - ha ribadito il Papa - non ci esime dalla vigilanza di fronte al tentatore, al peccato, al male e al tradimento che possono attraversare anche la vita sacerdotale e religiosa. Tutti noi siamo esposti al peccato, al male, al tradimento. Avvertiamo la sproporzione tra la grandezza della chiamata di Gesù e la nostra piccolezza, tra la sublimità della missione e la nostra fragilità umana. Ma il Signore, nella sua grande bontà e nella sua infinita misericordia, ci prende sempre per mano, perché non affoghiamo nel mare dello sgomento. Egli è sempre al nostro fianco, non ci lascia mai soli. Dunque, non lasciamoci vincere dalla paura e dallo sconforto, ma con coraggio e fiducia andiamo avanti nel nostro cammino e nella nostra missione".

A tutti i presenti, Papa Francesco ha detto: "Voi, cari fratelli e sorelle, siete chiamati a seguire il Signore con gioia in questa Terra benedetta! È un dono e anche è una responsabilità. La vostra presenza qui è molto importante; tutta la Chiesa vi è grata e vi sostiene con la preghiera. Da questo luogo santo, desidero inoltre rivolgere un affettuoso saluto a tutti i cristiani di Gerusalemme: vorrei assicurare che li ricordo con affetto e che prego per loro, ben conoscendo la difficoltà della loro vita nella città. Li esorto ad essere testimoni coraggiosi della passione del Signore, ma anche della sua Risurrezione, con gioia e nella speranza. Imitiamo la Vergine Maria e San Giovanni - ha detto infine il Pontefice - e stiamo accanto alle tante croci dove Gesù è ancora crocifisso. Questa è la strada nella quale il nostro Redentore ci chiama a seguirlo: non ce n’è un’altra, è questa! 'Se uno mi vuole servire, mi segua, e dove sono io, là sarà anche il mio servitore'".

LA CHIESA È NATA NEL CENACOLO ED È NATA IN USCITA

Città del Vaticano, 27 maggio 2014 (VIS). Il Cenacolo, prima sede della Chiesa nascente, luogo dell'istituzione del Sacerdozio ordinato, e dei sacramenti dell'Eucaristia e della Riconciliazione, è stata l'ultima tappa del Pellegrinaggio del Santo Padre in Terra Santa. Qui, nel pomeriggio di ieri il Santo Padre Francesco ha celebrato la Santa Messa con gli Ordinari di Terra Santi ed il Seguito papale. La celebrazione non è stata aperta al pubblico a causa delle limitate dimensioni del luogo.

La tradizione cristiana sull'antichità del Cenacolo è antichissima e risale alla fine del III secolo. Nel IV secolo, viene costruita presso il Cenacolo la nuova chiesa chiamata "Santa Sion". Distrutta dai persiani nel 614, restaurata, e poi distrutta di nuovo dai musulmani, era in rovina, ad eccezione della cappella a due piani del Cenacolo, quando giunsero in Terra Santa i Crociati che costrurono una basilica a tre navate. Nel 1187, caduta Gerusalemme nelle mani di Saladino, l'accesso è permesso ai pellegrini, e i sacerdoti possono celebrare l'Eucaristia. All'arrivo dei Francescani in Terra Santa nel 1335, la Basilica era quasi interamente distrutta. L'edificio viene ricostruito dai frati minori che fondano anche un convento. Da allora il Superiore della Custodia di Terra Santa assume il titolo di "Guardiano del Monte Sion". Nel 1524 i musulmani si appropriano delle sale sottostanti il Cenacolo, ritenendole "Tomba del Profeta Davide". In seguito, un decreto ottomano priva i Francescani anche della "Sala superiore", costretti ad abbandonare anche il monastero attiguo. Il Cenacolo (sala superiore) viene convertito in moschea con divieto di accesso ai cristiani. L'edificio del Cenacolo è attualmente proprietà dello Stato israeliano (dal 1948), ma rimane sotto la giurisdizione del "Waqf" (Custodia dei luoghi santi islamici) della Giordania, esclusivamente per l'utilizzazione a fini religiosi. Il capo supremo del "Waqf" è il sovrano giordano, re Abdullah II.

"È un grande dono che il Signore ci fa, di riunirci qui, nel Cenacolo, per celebrare l’Eucaristia. - ha detto il Papa nell'omelia - Mentre vi saluto con fraterna gioia, desidero rivolgere un pensiero affettuoso ai Patriarchi Orientali Cattolici che hanno preso parte, in questi giorni, al mio pellegrinaggio. Desidero ringraziarli per la loro significativa presenza, a me particolarmente preziosa, e assicuro che hanno un posto speciale nel mio cuore e nella mia preghiera. Qui, dove Gesù consumò l’Ultima Cena con gli Apostoli; dove, risorto, apparve in mezzo a loro; dove lo Spirito Santo scese con potenza su Maria e i discepoli, qui è nata la Chiesa, ed è nata in uscita. Da qui è partita, con il Pane spezzato tra le mani, le piaghe di Gesù negli occhi, e lo Spirito d’amore nel cuore. Gesù risorto, inviato dal Padre, nel Cenacolo comunicò agli Apostoli il suo stesso Spirito e con la sua forza li inviò a rinnovare la faccia della terra. Uscire, partire, non vuol dire dimenticare. La Chiesa in uscita custodisce la memoria di ciò che qui è accaduto; lo Spirito Paraclito le ricorda ogni parola, ogni gesto, e ne rivela il senso".

"Il Cenacolo ci ricorda il servizio, la lavanda dei piedi che Gesù ha compiuto, come esempio per i suoi discepoli. Lavarsi i piedi gli uni gli altri significa accogliersi, accettarsi, amarsi, servirsi a vicenda. Vuol dire servire il povero, il malato, l’escluso, quello che mi è antipatico, quello che mi dà fastidio. Il Cenacolo ci ricorda, con l’Eucaristia, il sacrificio. In ogni celebrazione eucaristica Gesù si offre per noi al Padre, perché anche noi possiamo unirci a Lui, offrendo a Dio la nostra vita, il nostro lavoro, le nostre gioie e i nostri dolori…, offrire tutto in sacrificio spirituale. E il Cenacolo ci ricorda anche l’amicizia. 'Non vi chiamo più servi – disse Gesù ai Dodici – … ma vi ho chiamato amici'. Il Signore ci rende suoi amici, ci confida la volontà del Padre e ci dona Sé stesso. È questa l’esperienza più bella del cristiano, e in modo particolare del sacerdote: diventare amico del Signore Gesù, e scoprire nel suo cuore che Lui è amico. Il Cenacolo ci ricorda il congedo del Maestro e la promessa di ritrovarsi con i suoi amici: 'Quando sarò andato, … verrò di nuovo e vi prenderò con me, perché dove sono io siate anche voi'. Gesù non ci lascia, non ci abbandona mai, ci precede nella casa del Padre e là ci vuole portare con Sé".

"Ma il Cenacolo ricorda anche la meschinità, la curiosità – 'chi è colui che tradisce?' - il tradimento. E può essere ciascuno di noi, non solo e sempre gli altri, a rivivere questi atteggiamenti, quando guardiamo con sufficienza il fratello, lo giudichiamo; quando con i nostri peccati tradiamo Gesù. Il Cenacolo ci ricorda la condivisione, la fraternità, l’armonia, la pace tra di noi. Quanto amore, quanto bene è scaturito dal Cenacolo! Quanta carità è uscita da qui, come un fiume dalla fonte, che all’inizio è un ruscello e poi si allarga e diventa grande… Tutti i santi hanno attinto da qui; il grande fiume della santità della Chiesa sempre prende origine da qui, sempre di nuovo, dal Cuore di Cristo, dall’Eucaristia, dal suo Santo Spirito".

"Il Cenacolo infine ci ricorda la nascita della nuova famiglia, la Chiesa, la nostra santa madre Chiesa gerarchica, costituita da Gesù risorto. Una famiglia che ha una Madre, la Vergine Maria. Le famiglie cristiane appartengono a questa grande famiglia, e in essa trovano luce e forza per camminare e rinnovarsi, attraverso le fatiche e le prove della vita. A questa grande famiglia sono invitati e chiamati tutti i figli di Dio di ogni popolo e lingua, tutti fratelli e figli dell’unico Padre che è nei cieli".

"Questo è l’orizzonte del Cenacolo - ha concluso il Pontefice - l’orizzonte del Risorto e della Chiesa. Da qui parte la Chiesa, in uscita, animata dal soffio vitale dello Spirito. Raccolta in preghiera con la Madre di Gesù, essa sempre rivive l’attesa di una rinnovata effusione dello Spirito San to: Scenda il tuo Spirito, Signore, e rinnovi la faccia della terra".

Al termine della Celebrazione Eucaristica, il Santo Padre è ripartito dall'aeroporto Ben Gurion di Tel Aviv, alle 19:15, per rientrare a Roma, dove l'aereo papale è atterrato alle 23.00.

IL TERRORISMO È MALE NELLA SUA ORIGINE ED È MALE NEI SUOI RISULTATI

Città del Vaticano, 27 maggio 2014 (VIS). “Voglio dire, con grande umiltà, che il terrorismo è male! È male nella sua origine ed è male nei suoi risultati. È male perché nasce dall’odio, è male nei suoi risultati perché non costruisce, distrugge! Che tutte le persone capiscano che il cammino del terrorismo non aiuta! Il cammino del terrorismo è fondamentalmente criminale! Prego per tutte queste vittime e per tutte le vittime del terrorismo nel mondo. Per favore, non più terrorismo! È una strada senza uscita!”.

Queste le parole che Papa Francesco ha pronunciato ieri davanti alla lapide che ricorda le vittime del terrorismo in Israele.

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