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Il Vatican Information Service (VIS), istituito nell'ambito della Sala Stampa della Santa Sede, è un bollettino telematico che diffonde notizie relative all'attività magistrale e pastorale del Santo Padre e della Curia Romana...

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venerdì 23 novembre 2012

LA SANTA SEDE ADERISCE COME OSSERVATORE FONDATORE AL CENTRO PER IL DIALOGO INTERRELIGIOSO E INTERCULTURALE RE ABDULLAH BIN ABDULAZIZ

Città del Vaticano, 23 novembre 2012 (VIS).-Il prossimo lunedì, 26 novembre, sarà inaugurato a Vienna il “Centro Internazionale per il Dialogo Interreligioso e Interculturale Re Abdullah Bin Abdulaziz” (KAICIID)che – come dice il nome stesso – risale all’iniziativa del Re d’Arabia e ha tre “Stati Fondatori”: il Regno dell’Arabia Saudita, la Repubblica dell’Austria e il Regno di Spagna. La Santa Sede, da parte sua, ha accolto l’invito di aderire nella qualità di “Osservatore Fondatore”, e una sua qualificata delegazione sarà presente alla cerimonia di inaugurazione.

Con l'occasione, il direttore della Sala Stampa della Santa Sede, padre Federico Lombardi, S.I., ha specificato quanto segue:

Il Centro che sarà inaugurato lunedì a Vienna è una nuova istituzione finalizzata a favorire il dialogo fra le religioni e le culture. Tale finalità è sempre da vedere con favore nell’ottica della comprensione e della convivenza pacifica fra i popoli, che è un’urgenza fondamentale per l’umanità di oggi e di domani. Di questa finalità, il Re d’Arabia Abdullah Bin Abdulaziz aveva parlato al Santo Padre nel corso dell’incontro che ebbe luogo – come si ricorderà - il 6 novembre 2007 in Vaticano”.

E’ importante osservare che il nuovo Centro non si qualifica come una istituzione propria del Regno dell’Arabia Saudita, ma come Organizzazione internazionale indipendente, riconosciuta dalle Nazioni Unite, e costituita da tre Stati Fondatori, due dei quali con antiche tradizioni cristiane. Si tratta quindi di un’opportunità e di uno spazio di dialogo, di cui è giusto trarre vantaggio e in cui è bene essere presenti per mettere ulteriormente a frutto l’esperienza e l’autorevolezza della Santa Sede nel campo del dialogo interreligioso. Lo status di Osservatore Fondatore è il più adatto a garantire tale presenza, rispettando la natura propria della Santa Sede e consentendole di esprimere le proprie aspettative”.

La Chiesa Cattolica è presente tra le diverse religioni e comunità religiose del Board of Directors, che si qualifica come il motore delle iniziative del Centro, e a rappresentarla sarà fin dall’inizio P. Miguel Ayuso Guixot, Segretario del Pontificio Consiglio per il Dialogo Interreligioso. Ciò costituisce un’occasione importante per presentare in una sede di alto livello culturale e internazionale la visione della Chiesa sul dialogo, sulla persona umana e la sua vocazione, sull’etica e sulla religione, sui rapporti sociali, sulla giustizia e la pace. Certamente, ciò già avveniva e avviene in molte sedi e in molte diverse occasioni, ma la varietà e il pluralismo del mondo di oggi richiedono di moltiplicare le direzioni e le occasioni in cui sviluppare il ruolo attivo e propositivo della Chiesa ogni volta che ciò si manifesta possibile”.

Naturalmente, la Santa Sede, in quanto Osservatore Fondatore, non mancherà di mettere in luce le proprie preoccupazioni per il rispetto effettivo dei diritti fondamentali dei cristiani che vivono in Paesi a maggioranza musulmana, al fine di promuovere la libertà religiosa nelle sue diverse espressioni. Il nuovo Centro di Vienna offrirà in tal modo uno spazio idoneo affinché tali istanze trovino modo di essere manifestate ed ascoltate, e i problemi che affioreranno trovino le opportune soluzioni”.

UDIENZE

Città del Vaticano, 23 novembre 2012 (VIS).-Il Santo Padre Benedetto XVI ha ricevuto questa mattina in Udienza:

-Il Sig. Michel Sleiman, Presidente de la República del Líbano

-Otto presuli della Conferenza Episcopale di Francia in Visita “ad Limina Apostolorum”:


-Il Monsignore Pascal Roland, Vescovo di Belley-Ars;

-Il Monsignore Guy de Kerimel, Vescovo di Grenoble-Vienne;

-Il Monsignore Dominique Lebrun, Vescovo di Saint-Etienne;

-Il Monsignore Bernard Barsi, Arcivescovo di Monaco (Principato di Monaco)

-Il Monsignore Hippolyte Simon, Arcivescovo di Clermont;

-Il Monsignore Henri Brincard, Vescovo di Le Puy-en-Velay;

-Il Monsignore Bruno Grua, Vescovo di Saint-Flour;

- Il Reverendo Jean-Pierre Millet, Amministratore Diocesano di Moulins.


Il Santo Padre riceve questo pomeriggio in Udienza il Cardinale Fernando Filoni, Prefetto della Congregazione per l’Evangelizzazione dei Popoli.

ATTI PONTIFICI

Città del Vaticano, 23 novembre 2012 (VIS).-Il Santo Padre ha nominato:

-Reverendo Padre Jacek Pyl, OMI, come vescovo ausiliare della diocesi di Odessa-Simferopol (superficie 113.363, popolazione 10.052.000, cattolici 18. 211, sacerdoti 52, religiosi 65) in Ucraina. Il Vescovo eletto è nato a Garwolin (Polonia). Ha pronunciato i voti perpetui nel 1986 ed è stato ordinato sacerdote nel 1988. È stato aiutante del maestro dei novizi della Congregazione dei Missionari Oblati di Maria Immacolata a Swiety Krzyz, Polonia. Dal 1990 esercita il suo ministero pastorale in Ucraina, dove dal 1997 al 2003 è stato per tre mandati consecutivi Superiore della delegazione dei Missionari Oblati. Attualmente è parroco di San Michele Arcangelo a Tyvriv, diocesi di Kyiv-Zhytomyr.

-Arcivescovo James Michael Harvey come arciprete della basilica papale di San Paolo fuori Le Mura. Il nuovo arciprete è stato fino ad ora Prefetto della Casa Pontificia.

AVVISO

Città del Vaticano, 23 novembre 2012 (VIS).-Informiamo i nostri lettori che domani, sabato 24 novembre, il Vatican Information Service trasmetterà il bollettino a motivo del concistoro per la creazione di nuovi cardinali.

giovedì 22 novembre 2012

UDIENZA AL PRESIDENTE DELLA REPUBBLICA DI HAÏTI

Città del Vaticano, 22 novembre 2012 (VIS).-Il Presidente della Repubblica di Haïti, Michel Joseph Martelly, è stato ricevuto in udienza nel Palazzo Apostolico Vaticano da Sua Santità Benedetto XVI e, successivamente, si è incontrato con Sua Eminenza il Cardinale Tarcisio Bertone, Segretario di Stato, accompagnato da S.E. Mons. Dominique Mamberti, Segretario per i Rapporti con gli Stati.

Durante i cordiali colloqui, sono state passate in rassegna le buone relazioni esistenti fra la Santa Sede e lo Stato. Si è quindi ricordato il particolare contributo offerto dalla Chiesa, tramite le sue istituzioni educative, sociali e caritative, particolarmente durante il terremoto che ha colpito il popolo haitiano e nella fase di ricostruzione del Paese. Nel corso della conversazione ci si è infine soffermati sull’importanza di continuare a collaborare per lo sviluppo armonico della società haitiana.

BENEDETTO XVI: LA RIABILITAZIONE DEL DETENUTO È LA FUNZIONE CULMINANTE DEL SISTEMA PENALE

Città del Vaticano, 22 novembre 2012 (VIS).-Benedetto XVI ha ricevuto questa mattina i partecipanti alla XVII Conferenza dei direttori delle amministrazioni penitenziarie del Consiglio d'Europa.

Nel discorso che ha pronunciato per loro, il Santo Padre ha osservato come “i temi della giustizia penale sono continuamente all’attenzione dell’opinione pubblica e dei governi, particolarmente in un tempo in cui le differenze economiche e sociali ed il crescente individualismo alimentano le radici della criminalità”. Ma, ha puntualizzato, “la tendenza, però, è di restringere il dibattito solo al momento legislativo della disciplina dei reati e delle sanzioni o al momento processuale(...). Minore attenzione viene invece prestata alla modalità di esecuzione delle pene detentive, in relazione alla quale al parametro della “giustizia”, deve essere accostato come essenziale quello del rispetto della dignità e dei diritti dell’uomo. Ma anche questo parametro, benché indispensabile ed in molti Paesi, purtroppo, ancora lontano dall’essere conseguito, non può essere considerato sufficiente, proprio al fine di tutelare in modo integrale i diritti della persona”.

Occorre impegnarsi -ha sottolineato- in concreto e non solo come affermazione di principio, per una effettiva rieducazione della persona, richiesta sia in funzione della dignità sua propria, sia in vista del suo reinserimento sociale. Affinché la giustizia umana possa, in questo campo, guardare alla giustizia divina ed esserne orientata, è necessario che la funzione rieducativa della pena non sia considerata un aspetto accessorio e secondario del sistema penale, ma, al contrario, momento culminante e qualificante”.

Quando si tratta di “fare giustizia” non basta cioè che colui che è riconosciuto colpevole di un reato venga semplicemente punito; occorre che, nel punirlo, si faccia tutto ciò che è possibile per correggere e migliorare l’uomo. Quando ciò non accade la giustizia non è realizzata in senso integrale. In ogni caso ci si deve impegnare per evitare che una detenzione fallita nella funzione rieducativa divenga una pena diseducativa, che, paradossalmente, accentua, invece di contrastare, l’inclinazione a delinquere e la pericolosità sociale della persona”.

Il Papa ha ricordato ai direttori delle prigioni e a quanti collaborano con loro nell'ambito giudiziale e sociale, che possono contribuire “in modo significativo a promuovere questa “più vera” giustizia, “aperta alla forza liberatrice dell’amore”.(...) Il contatto con coloro che hanno commesso colpe da espiare e l’impegno richiesto per ridare dignità e speranza a chi spesso ha già sofferto l’emarginazione ed il disprezzo richiamano la missione stessa di Cristo, il quale è venuto a chiamare non i giusti, ma i peccatori, destinatari privilegiati della misericordia di Dio”.

Ogni uomo -ha sottolineato- è chiamato a diventare custode del proprio fratello, superando così l’indifferenza omicida di Caino; a voi in particolare è chiesto di custodire coloro che, nelle condizioni della detenzione, possono più facilmente smarrire il senso della vita ed il valore della dignità personale, cedendo alla sfiducia ed alla disperazione. Il profondo rispetto della persona, l’operare per la riabilitazione del carcerato, il creare una vera comunità educativa, si rendono ancora più urgenti considerando anche la crescente presenza di “detenuti stranieri”, spesso in situazioni difficili e di fragilità”.

Molto importante in questo senso – ha indicato il Santo Padre- è la promozione di attività di evangelizzazione e di assistenza spirituale, capaci di destare nel detenuto gli aspetti più nobili e profondi, risvegliando in lui l’entusiasmo per la vita e il desiderio di bellezza propri di chi riscopre di portare impressa in sé, in modo indelebile, l’immagine di Dio”.

IL PAPA: LA BELLEZZA DELLA FEDE NON È DI OSTACOLO ALLA CREAZIONE ARTISTICA

Città del Vaticano, 22 novembre 2012 (VIS).-Nel pomeriggio di ieri, presso l’Aula Magna del Palazzo San Pio X, si è tenuta la XVII Seduta Pubblica delle Pontificie Accademie, il cui tema questa volta è stato: "Pulchritudinis fidei testis. L’artista, come la Chiesa, testimone della bellezza della fede". Nel corso della seduta, aperta dal cardinale Gianfranco Ravasi, Presidente del Pontificio Consiglio per la Cultura, il cardinale Tarcisio Bertone, Segretario di Stato, ha letto un messaggio che Benedetto XVI aveva indirizzato ai partecipanti.

Nel testo, il Papa riafferma “la volontà della Chiesa di ritrovare la gioia della riflessione comune e di un’azione concorde, al fine di rimettere nuovamente al centro dell’attenzione, sia della Comunità ecclesiale, sia della società civile e del mondo della cultura, il tema della bellezza”.

La bellezza “dovrebbe tornare a riaffermarsi e a manifestarsi in tutte le espressioni artistiche, senza però prescindere dall’esperienza di fede, anzi, confrontandosi liberamente e apertamente con essa, per trarne ispirazione e contenuto. La bellezza della fede, infatti, non può mai essere ostacolo alla creazione della bellezza artistica, perché ne costituisce in qualche modo la linfa vitale e l’orizzonte ultimo. Il vero artista, infatti, definito dal Messaggio conciliare "custode della bellezza del mondo", grazie alla sua particolare sensibilità estetica e al suo intuito può cogliere e accogliere più in profondità di altri la bellezza propria della fede, e quindi riesprimerla e comunicarla con il suo stesso linguaggio”.

In questo senso -sottolinea- possiamo allora parlare dell’artista anche come testimone, in qualche modo privilegiato, della bellezza della fede. Egli così può partecipare, con il proprio specifico e originale contributo, alla stessa vocazione e missione della Chiesa, in particolare quando, nelle diverse espressioni dell’arte, voglia o sia chiamato a realizzare opere d’arte direttamente collegate all’esperienza di fede e al culto, all’azione liturgica della Chiesa”.

Nell'Anno della Fede, il Papa invita tutti gli artisti cristiani e tutti coloro che si aprono al dialogo con la fede, a far sì che il loro percorso artistico diventi “un itinerario integrale, in cui tutte le dimensioni dell’esistenza umana siano coinvolte, così da testimoniare efficacemente la bellezza della fede in Cristo Gesù, immagine della gloria di Dio che illumina la storia dell’umanità”.

La seduta si è conclusa con la consegna del Premio delle Accademie Pontificie, dedicato quest'anno alle arti, in particolar modo alla pittura e alla scultura, e di cui sono stati vincitori la scultrice polacca Anna Gulak, e il pittore spagnolo David Ribes López. La Medaglia del Pontificato è stata consegnata allo scultore italianoal giovane scultore italiano Jacopo Cardillo.

UDIENZE

Città del Vaticano, 22 novembre 2012 (VIS).- Il Santo Padre Benedetto XVI ha ricevuto questa mattina in udienza quattro presuli della Conferenza Episcopale di Francia, in Visita “ad Limina Apostolorum”:

-Il Monsignore Roland Minnerath, Arcivescovo di Dijon;

- Il Monsignore Benoît Rivière, Vescovo di Autun;

-Il Monsignore Thierry Brac de la Perrière, Vescovo di Nevers;

-Il Monsignore Yves Patenôtre, Arcivescovo di Sens; Prelato della “Mission de France” o Pontigny.

mercoledì 21 novembre 2012

BENEDETTO XVI: È RAGIONEVOLE CREDERE

Città del Vaticano, 21 novembre 2012 (VIS).- “Avanziamo in quest’Anno della fede, portando nel nostro cuore la speranza di riscoprire quanta gioia c’è nel credere e di ritrovare l’entusiasmo di comunicare a tutti le verità della fede. (…), che porta a scoprire che l’incontro con Dio valorizza, perfeziona ed eleva quanto di vero, di buono e di bello c’è nell’uomo”, ha detto il Papa nella catechesi dell'udienza generale del mercoledì, svoltasi nell'Aula Paolo VI.

La fede, ha spiegato è “la conoscenza di Dio-Amore, grazie al suo stesso amore. L’amore di Dio, poi, (...) apre gli occhi, permette di conoscere tutta la realtà, oltre le prospettive anguste dell’individualismo e del soggettivismo che disorientano le coscienze”.

Benedetto XVI ha dedicato la catechesi alla razionalità della fede in Dio, puntualizzando che la tradizione cattolica “ha rigettato il cosiddetto fideismo, che è la volontà di credere contro la ragione (...). Dio, infatti, non è assurdo, semmai è mistero.(...) Se, guardando al mistero, la ragione vede buio, non è perché nel mistero non ci sia luce, ma piuttosto perché ce n’è troppa. Così come quando gli occhi dell’uomo si dirigono direttamente al sole per guardarlo, vedono solo tenebra; ma chi direbbe che il sole non è luminoso? La fede permette di guardare il “sole” di Dio, perché è accoglienza della sua rivelazione nella storia (...) Dio si è avvicinato all’uomo e si è offerto alla sua conoscenza, accondiscendendo al limite creaturale della sua ragione”.

Allo stesso tempo, Dio, “con la sua grazia, illumina la ragione, le apre orizzonti nuovi, incommensurabili e infiniti. Per questo, la fede costituisce uno stimolo a cercare sempre, a non fermarsi mai e mai quietarsi nella scoperta inesausta della verità e della realtà. (...) Intelletto e fede, dinanzi alla divina Rivelazione non sono estranei o antagonisti, ma sono ambedue condizioni per comprenderne il senso, per recepirne il messaggio autentico, accostandosi alla soglia del mistero.(...) La fede cattolica è dunque ragionevole e nutre fiducia anche nella ragione umana.(...) La conoscenza della fede, inoltre, non è contro la retta ragione.(...) Nell’irresistibile desiderio di verità, solo un armonico rapporto tra fede e ragione è la strada giusta che conduce a Dio e al pieno compimento di sé”.

Su queste premesse, “circa il nesso fecondo tra comprendere e credere, si fonda anche il rapporto virtuoso fra scienza e fede. La ricerca scientifica porta alla conoscenza di verità sempre nuove sull’uomo e sul cosmo. Il vero bene dell’umanità, accessibile nella fede, apre l’orizzonte nel quale si deve muovere il suo cammino di scoperta. Vanno pertanto incoraggiate, ad esempio, le ricerche poste a servizio della vita e miranti a debellare le malattie. Importanti sono anche le indagini volte a scoprire i segreti del nostro pianeta e dell’universo, nella consapevolezza che l’uomo è al vertice della creazione non per sfruttarla insensatamente, ma per custodirla e renderla abitabile”.

Così la fede “non entra in conflitto con la scienza, piuttosto coopera con essa, offrendo criteri basilari perché promuova il bene di tutti, chiedendole di rinunciare solo a quei tentativi che - opponendosi al progetto originario di Dio - possono produrre effetti che si ritorcono contro l’uomo stesso. Anche per questo è ragionevole credere: se la scienza è una preziosa alleata della fede per la comprensione del disegno di Dio nell’universo, la fede permette al progresso scientifico di realizzarsi sempre per il bene e la verità dell’uomo, restando fedele a questo stesso disegno”.

Per questo,-ha concluso il Santo Padre -è decisivo per l’uomo aprirsi alla fede e conoscere Dio e il suo progetto di salvezza in Gesù Cristo. Nel Vangelo viene inaugurato un nuovo umanesimo, un’autentica “grammatica” dell’umano e di tutta la realtà.(...) E’ ragionevole credere, è in gioco la nostra esistenza”.

APPELLO PER LA PACE NELLA STRISCIA DI GAZA

Città del Vaticano, 21 novembre 2012 (VIS).- “Seguo con grave preoccupazione -ha detto il Papa dopo i saluti nelle diverse lingue- l'aggravarsi della violenza tra gli Israeliani e i Palestinesi della Striscia di Gaza. Insieme al ricordo orante per le vittime e per coloro che soffrono, sento il dovere di ribadire ancora una volta che l'odio e la violenza non sono la soluzione dei problemi. Inoltre, incoraggio le iniziative e gli sforzi di quanti stanno cercando di ottenere una tregua e di promuovere il negoziato. Esorto anche le Autorità di entrambe le Parti ad adottare decisioni coraggiose in favore della pace e a porre fine a un conflitto con ripercussioni negative in tutta la Regione medio-orientale, travagliata da troppi scontri e bisognosa di pace e di riconciliazione”.

IL PAPA RINGRAZIA LE RELIGIOSE DI CLAUSURA

Città del Vaticano, 21 novembre 2012 (VIS).-Alla fine della catechesi il Papa ha ricordato che oggi, memoria liturgica della Presentazione della Vergine Maria al tempio, si celebra la Giornata delle Religiose di Clausura.

Alle sorelle chiamate dal Signore alla vita contemplativa -ha detto-, desidero assicurare la speciale vicinanza mia e dell’intera Comunità ecclesiale. Rinnovo, al tempo stesso, l’invito a tutti i cristiani affinché non facciano mancare ai monasteri di clausura il necessario sostegno spirituale e materiale. Tanto dobbiamo, infatti, a queste persone che si consacrano interamente alla preghiera per la Chiesa e per il mondo!”.

COOPERAZIONE CATTOLICA E MUSULMANA NELLA PROMOZIONE DELLA GIUSTIZIA

Città del Vaticano, 21 novembre 2012 (VIS).-”Cooperazione cattolica e musulmana nella promozione della giustizia nel mondo contemporaneo" è stato il tema dell'ottavo incontro tra il Pontificio Consiglio per il Dialogo Interreligioso e il Centro per il Dialogo Interreligioso dell'Organizzazione per la Cultura e le Relazioni Islamiche (ICRO), che ha avuto luogo a Roma dal 19 al 21 novembre sotto la presidenza congiunta del cardinale Jean-Louis Tauran, presidente del Pontificio Consiglio per il Dialogo Interreligioso, e di Mohammad Bagher Korramshad, Presidente di ICRO.

Il tema delll'incontro è stato diviso in quattro sotto-temi, dal punto di vista dei cattolici e dei musulmani sciiti: 1) Il concetto di giustizia, 2) Giustizia per la persona umana, 3) Giustizia per i distinti componenti della società; 4) Giustizia per tutta la famiglia umana. Al termine dell'incontro è stato emesso un comunicato congiunto in cui entrambe le parti esprimono la loro preoccupazione per le sfide attuali, come la crisi economica, la difesa dell'ecologia, l'indebolimento della famiglia come istituzione basilare della società, e le minacce alla pace mondiale. I partecipanti, riconoscendo sia gli aspetti comuni sia le differenze, si sono concentrati sul terreno comune e i valori condivisi:

1.- “La fede che condividiamo nel Dio che creò tutte le cose, dando a ciascuno di noi una comprensione olistica della giustizia. I distinti ambiti della sua applicazione sono in relazione tra loro: personale, comunitaria, sociale, politica, economica, culturale e giudiziale”.

2. “La giustizia, come una virtù basata sulla dignità umana, esige l'esercizio corretto della ragione e l'illuminazione di Dio. Il riconoscimento e il rispetto della libertà di coscienza, tra le altre cose, sono le condizioni della giustizia nelle nostre società”.

3.”La naturalezza dinamica del concetto di giustizia permette che sia adattato alle nuove sfide del mondo contemporaneo”.

4. “La responsabilità dei capi religiosi, delle istituzioni e, di fatto, di ciascun credente nel denunciare l'ingiustizia e l'oppressione in tutte le loro forme, e nel promuovere la giustizia in tutto il mondo. Crediamo che le nostre religioni abbiano risorse che possano ispirare la gente a lavorare affinché la giustizia e la pace siano una realtà”.

5. “L'esigenza che, in nome della promozione della giustizia nel mondo di oggi, i musulmani e i cristiani continuino ad approfondire la comprensione tra di loro attraverso un dialogo ed una cooperazione permanenti”.

6. “La necessità di vedere i frutti della nostra riunione e comunicarli ai membri delle nostre rispettive comunità e società affinché possano avere un'effetto reale sul mondo ”.

I partecipanti hanno manifestato la loro gioia e si sono sentiti onorati di essere stati ricevuti al termine della riunione dal Papa, che li ha salutati e incoraggiati a continuare nel cammino di un dialogo autentico e fruttifero. Il prossimo colloquio, preceduto da una riunione preparatoria, avrà luogo a Teheran (Iran) tra due anni.

UDIENZA

Città del Vaticano, 21 novembre 2012 (VIS).-Il Santo Padre ha ricevuto ieri pomeriggio in udienza il cardinale Walter Kasper, presidente emerito del Pontificio Consiglio per l'Unità dei Cristiani.

ATTI PONTIFICI

Città del Vaticano, 21 novembre 2012 (VIS).-Il Santo Padre ha nominato:

-L'arcivescovo George Antonysamy -fino ad ora nunzio apostolico in Liberia, Gambia e Sierra Leone- come arcivescovo di Madras e Mylapore (superficie 3.160; popolazione 8.222.000; cattolici 327.329; sacerdoti 326; religiosi 1.782) in India. Succede all'arcivescovo A. Malayappan Chinappa S.D.B, la cui rinuncia al governo pastorale della arcidiocesi è stata accettata per limite di età.

-Capi Ufficio nella Congregazione per l'Evangelizzazioni dei Popoli i reverendi monsignori Lorenzo Piva e Camillus Nimalan John Pillai, Officiali del medesimo Dicastero.

martedì 20 novembre 2012

L'INFANZIA DI GESÙ, TERZO LIBRO DELLA TRILOGIA DI JOSEPH RATZINGER

Città del Vaticano, 20 novembre 2012 (VIS).-”L'infanzia di Gesù”, il terzo volume della trilogia di Joseph Ratzinger dedicata a Gesù di Nazareth sarà disponibile nelle librerie italiane da domani, 21 novembre. Il libro, edito in Italia da Rizzoli e da Libreria Editrice Vaticana, uscirà in contemporanea in diverse lingue (italiano, croato, francese, inglese, portoghese, spagnolo, polacco e tedesco) e in 50 Paesi; la tiratura globale della prima edi- zione supera il milione di copie. Nei prossimi mesi, il volume sarà tradotto in 20 lingue per la pubblicazione in 72 Paesi.

Questa mattina, nella Sala Pio X del Vaticano, “L'infanzia di Gesù” è stato presentato alla stampa e sono intervenuti all'atto il Cardinale Gianfranco Ravasi, presidente del Pontificio Consiglio per la Cultura; Maria Clara Bingemer, docente di teologia alla Pontificia Università Cattolica di Rio de Janeiro; don Giuseppe Costa, direttore della Libreria Editrice Vaticana; Paolo Mieli, presidente di Rizzoli (RCS) Libri, e Padre Federico Lombardi, direttore della Sala Stampa della Santa Sede.

Il libro, definito dal suo Autore come una “sala d’ingresso” all’intera trilogia su Gesù di Nazaret, ha 176 pagine e si compone di quattro capitoli, di un Epilogo e di una breve Premessa. Segue un riassunto dell'opera:

Il primo capitolo è dedicato alla genealogia del Salvatore nei Vangeli di Matteo e di Luca, tra loro molto diverse, ma entrambe con lo stesso significato teologico-simbolico: la collocazione di Gesù nella storia e la sua vera origine come principio, un nuovo inizio nella storia del mondo.

Il tema del secondo capitolo è l’annuncio della nascita di Giovanni Battista e di quella di Gesù. Rileggendo il dialogo tra Maria e l’Arcangelo Gabriele secondo il Vangelo di Luca, Joseph Ratzinger spiega che, attraverso una donna, Dio cerca un “nuovo ingresso nel mondo”. Per liberare l’umanità dal peccato, scrive citando Bernardo di Chiaravalle, Dio ha bisogno dell’ “obbedienza libera” alla sua volontà. “Creando la libertà, Dio, in un certo modo, si è reso dipendente dall’uomo. Il suo potere è legato al “sì” non forzato di una persona umana”. È così che, solo grazie all’assenso di Maria, può cominciare la storia della salvezza.

Al centro del terzo capitolo troviamo poi l’evento di Betlemme e il contesto storico della nascita di Gesù, l’impero romano che – sotto Augusto – si estende da Oriente a Occidente e, con la sua dimensione universale, consente l’ingresso nel mondo di “un universale portatore di salvezza”; “è, difatti, “la pienezza dei tempi”. I singoli elementi del racconto della nascita sono densi di significato: la povertà in cui “il vero primogenito dell’universo” sceglie di rivelarsi, e dunque lo “splendore cosmico” che avvolge la mangiatoia; l’amore speciale di Dio per i poveri, che si manifesta nell’annun- cio ai pastori; e le parole del Gloria, oggetto di traduzioni controverse.

Ai Magi sapienti, che avevano visto sorgere la stella “del re dei Giudei” ed erano venuti per ado- rarlo, e alla fuga in Egitto, è dedicato il quarto capitolo. Dove le figure dei “mágoi”, ricostruite attraverso una ricca gamma di informazioni storico-linguistiche e scientifiche, sono delineate come emblema affascinante dell’inquietudine, della ricerca e dell’attesa interiore dello spirito umano.

Infine l’Epilogo, con il racconto – secondo il Vangelo di Luca – dell’ultimo episodio dell’infanzia di Gesù, l’ultima notizia che abbiamo prima dell’inizio della sua vita pubblica con il battesimo nel fiume Giordano. È l’episodio dei tre giorni, durante il pellegrinaggio di Pasqua, in cui Gesù dodicenne si allontana da Maria e Giuseppe e rimane nel Tempio di Gerusalemme a discutere con i “dottori”. Egli, che “cresceva in sapienza, età e grazia”, si manifesta qui nel mistero della sua natura di vero Dio e, insieme, di vero uomo, che “ha pensato ed imparato in maniera umana”.

UDIENZE

Città del Vaticano, 20 novembre 2012 (VIS) (VIS).-Il Santo Padre ha ricevuto questa mattina in udienza gli editori del volume “L'infanzia di Gesú” di Joseph Ratzinger-Benedetto XVI.

ATTI PONTIFICI

Città del Vaticano, 20 novembre 2012 (VIS).-Il Santo Padre ha nominato:

-Don Gonzalo Alonso Calzada Guerrero, come vescovo ausiliare di Antequera (superficie 33.648, popolazione 1.477,000, cattolici 1.180,000, sacerdoti 183, diaconi permanenti 24, religiosi 258), Messico. Il vescovo eletto è nato a San Luis de la Paz, Messico nel 1964 ed è stato ordinato sacerdote nel 1989. Si è laureato in Sacra Scrittura presso il Pontificio Istituto Biblico di Roma. Nel suo ministero sacerdotale è stato parroco di Crespo e di San Luis Rey de Francia, in Messico, e dal 2007 è rettore del Seminario Maggiore della diocesi di Celaya.

-Vescovo Marian Chovanec, fino ad ora ausiliare di Nitra (Slovacchia) come vescovo di Banska Bystrica (superficie 6.750, popolazione 614.800, cattolici 400.500, sacerdoti 172, diaconi permanenti 2, religiosi 406) in Slovacchia.

lunedì 19 novembre 2012

UDIENZA AL PRESIDENTE DELLA REPUBBLICA DEL BENIN

Città del Vaticano, 19 novembre 2012 (VIS).- Il Santo Padre Benedetto XVI ha ricevuto oggi in Udienza, nel Palazzo Apostolico Vaticano, il Presidente della Repubblica del Benin, Sua Eccellenza il Sig. Thomas Boni Yayi, il quale ha poi incontrato l’Em.mo Cardinale Tarcisio Bertone, Segretario di Stato, accompagnato da Mons. Ettore Balestrero, Sotto-Segretario per i Rapporti con gli Stati.

Durante i cordiali colloqui, si è espresso compiacimento per le buone relazioni esistenti tra la Santa Sede e il Benin, evocando in particolare il Viaggio Apostolico del Santo Padre dello scorso anno, ed è stato ricordato il contributo positivo della Chiesa cattolica allo sviluppo del Paese.

Nel prosieguo dei colloqui ci si è soffermati sul tema del valore delle culture locali in Africa e sull’importanza della Chiesa nell’educazione alla pace ed alla riconciliazione. Si sono, infine, passate in rassegna alcune sfide regionali che attualmente interessano il Continente, seguite dal Capo dello Stato in qualità di Presidente dell’Unione Africana.

BENEDETTO XVI PORGE GLI AUGURI AL NUOVO PATRIARCA ORTODOSSO COPTO

Città del Vaticano, 18 novembre 2012 (VIS).-La cattedrale di San Marco a Il Cairo (Egitto) è stata oggi scenario della cerimonia della presa di possesso di Sua Santità il Papa Tawadros II, 118° patriarca della Chiesa ortodossa copta, eletto il 4 novembre. Alla cerimonia era presente il cardinale Kurt Koch, presidente del Pontificio Consiglio per l'Unità dei Cristiani, portatore di una lettera del Santo Padre.

Nel testo, Benedetto XVI augura a Tawadros II “abbondanti doni spirituali che fortifichino il suo nuovo ministero per guidare il clero e i laici attraverso i cammini della santità, per il bene del vostro popolo e la pace e l'armonia di tutta la società”.

Il Santo Padre ricorda il Papa Shenouda III, predecessore dell'attuale, e il suo interesse per migliorare le relazioni con le altre Chiese Cristiane, manifestando il desiderio che questa preoccupazione perduri per “rafforzare la nostra speranza che un giorno tutti i seguaci di Cristo si trovino riuniti nell'amore e nella riconciliazione che il Signore desidera ardentemente”.

Prego lo Spirito Santo che la sostenga nel suo ministero, affinché il gregge che le è affidato sperimenti l'insegnamento del Buon Pastore. Che siano benedetti con la serenità di offrire la loro valorosa collaborazione per il bene della società e il benessere di tutti i loro connazionali!”.

Chiedo anche -conclude Benedetto XVI- che le relazioni tra la Chiesa Cattolica e la Chiesa Ortodossa Copta incrementino, non solo nello spirito di una collaborazione fraterna, ma anche nell'approfondimento del dialogo teologico che ci permetta di crescere nella comunione e di dare testimonianza al mondo della verità salvifica del Vangelo”.

CRISTO È IL FIRMAMENTO CHE ORIENTA IL CAMMINO DELL'UMANITÀ

Città del Vaticano, 18 novembre 2012 (VIS).- Alle ore 12, il Santo Padre Benedetto XVI si è affacciato alla finestra del suo studio nel Palazzo Apostolico Vaticano, come è solito fare la domenica, per recitare l’Angelus con i fedeli ed i pellegrini convenuti in Piazza San Pietro e commentare il Vangelo della liturgia domenicale, che, in questa occasione, consiste nelle parole di Gesù sugli ultimi tempi, e che si considera uno dei testi più difficili dei Vangeli.

Tale difficoltà -ha spiegato il Papa- deriva sia dal contenuto sia dal linguaggio: si parla infatti di un avvenire che supera le nostre categorie, e per questo Gesù utilizza immagini e parole riprese dall’Antico Testamento, ma soprattutto inserisce un nuovo centro, che è Lui stesso, il mistero della sua persona e della sua morte e risurrezione. (...) Gesù stesso collega il presente e il futuro; le antiche parole dei profeti hanno trovato finalmente un centro nella persona del Messia nazareno: è Lui il vero avvenimento che, in mezzo agli sconvolgimenti del mondo, rimane il punto fermo e stabile”.

Sappiamo -ha proseguito- che nella Bibbia la Parola di Dio è all’origine della creazione: tutte le creature, a partire dagli elementi cosmici – sole, luna, firmamento – obbediscono alla Parola di Dio, esistono in quanto “chiamati” da essa. Questa potenza creatrice della Parola divina si è concentrata in Gesù Cristo, Verbo fatto carne, e passa anche attraverso le sue parole umane, che sono il vero “firmamento” che orienta il pensiero e il cammino dell’uomo sulla terra. Per questo Gesù non descrive la fine del mondo, e quando usa immagini apocalittiche, non si comporta come un “veggente”. Al contrario, Egli vuole sottrarre i suoi discepoli di ogni epoca alla curiosità per le date, le previsioni, e vuole invece dare loro una chiave di lettura profonda, essenziale, e soprattutto indicare la via giusta su cui camminare, oggi e domani, per entrare nella vita eterna. Tutto passa – ci ricorda il Signore –, ma la Parola di Dio non muta, e di fronte ad essa ciascuno di noi è responsabile del proprio comportamento. In base a questo saremo giudicati”.

Anche nei nostri tempi non mancano calamità naturali, e purtroppo nemmeno guerre e violenze. Anche oggi abbiamo bisogno di un fondamento stabile per la nostra vita e la nostra speranza, tanto più a causa del relativismo in cui siamo immersi. La Vergine Maria ci aiuti ad accogliere questo centro nella Persona di Cristo e nella sua Parola!”, ha concluso il Pontefice.

Al momento dei saluti nelle diverse lingue dopo l'Angelus, il Papa ha ricordato che ieri, a Pergamino, in Argentina, è stata proclamata Beata María Crescencia Pérez, Religiosa, della Congregazione delle Figlie di Maria Santissima dell’Orto (1897-1932), conosciuta come “Suor Dolcezza”. “Fu modello di dolcezza evangelica animata dalla fede. Lodiamo il Signore per la sua testimonianza!”, ha sottolineato Benedetto XVI.

IL PAPA AI VESCOVI FRANCESI: ESERCITATE LA DIMENSIONE PROFETICA DEL VOSTRO MINISTERO

Città del Vaticano, 17 novembre 2012 (VIS).-“Il vostro Paese è ricco di una lunga storia cristiana che non può essere ignorata o sminuita, e che testimonia con eloquenza questa verità, che mostra, anche ai nostri giorni, la sua vocazione singolare”, ha detto il Papa ricevendo i prelati della Conferenza Episcopale della Francia nella sua quinquennale visita “ad Limina”.

L'Anno della fede - ha osservato il Pontefice- ci permette di crescere nella fiducia, nella forza e nella ricchezza intrinseca del messaggio del Vangelo. Quante volte abbiamo visto che sono le parole di fede, le parole semplici e dirette, cariche della saggezza della Parola di Dio, quelle che più toccano i cuori e le menti e illuminano le decisioni? In quelle parole ed in quelle realtà vi sono le convinzioni fondamentali e i modi di pensare che possono dare speranza ad un mondo assettato di essa”.

Nei dibattiti chiave della società, la voce della Chiesa deve farsi ascoltare senza fragilità e con determinazione. Si fa ascoltare rispettando la tradizione francese in materia di distinzione tra le sfere di competenza della Chiesa e quelle dello Stato. In questo contesto, precisamente, l'armonia che esiste tra la fede e la ragione vi dà una sicurezza: il messaggio di Cristo e della sua Chiesa non è solo portatore di una identità religiosa che richiede di essere rispettata come tale; apporta una saggezza che permette di percepire con rettitudine quali sono le risposte concrete alle domande più pressanti, e a volte angoscianti dell'epoca attuale. Esercitando, come già fate, la dimensione profetica del vostro ministero episcopale, apportate a questi dibattiti una parola indispensabile di verità che libera e apre il cuore alla speranza”.

A seguire, il Papa ha elogiato i numerosi intellettuali francesi, credenti e non credenti, i quali “sono coscienti delle enormi sfide della nostra epoca, e per i quali il messaggio cristiano è un punto di riferimento insostituibile”; e ha ricordato la vitalità delle comunità religiose, in particolar modo quelle monastiche, che “arricchiscono la società intera e non solo la Chiesa” di questo Paese. Ha fatto riferimento alla liturgia, attraverso la quale la Chiesa “contribuisce all'opera civilizzatrice”, puntualizzando che in questo ambito “il rispetto delle norme stabilite esprime l'amore e la fedeltà alla Chiesa; la bellezza delle cerimonie costituisce un'opera durevole ed efficace di evangelizzazione, molto più delle innovazioni e degli aggiustamenti soggettivi,”.

Benedetto XVI ha toccato anche la questione della trasmissione della fede alle nuove generazioni, un tema di cui i vescovi “non ignorano le sfide; sia che si tratti della difficoltà relativa al passaggio della fede ricevuta – in famiglia, nella società -, sia che si tratti della fede personalmente assunta alle porte dell'età adulta, o ancora di più, della difficoltà legata ad una vera rottura nella trasmissione della fede, quando le successive generazioni vivono lontane da essa. Vi è anche l'enorme sfida di vivere in una società che non sempre condivide gli insegnamenti di Cristo, e che, a volte, ridicolizza o emargina la Chiesa cercando di confinarla esclusivamente nella sfera privata. Per fare fronte a queste enormi sfide, la Chiesa ha bisogno di testimoni credibili”.

Coscienti della forza dell'esempio -ha detto il Papa ai vescovi- saprete trovare le parole e i gesti per incoraggiare i fedeli ad incarnare questa “unità di vita”. Devono sentire che la loro fede li impegna, che rappresenta per loro una liberazione e non un peso, che la coerenza è fonte di allegria e fecondità. Questo attiene anche al suo legame e alla sua fedeltà all'insegnamento morale della Chiesa come, ad esempio, mostrando il valore delle loro convinzioni cristiane, senza arroganza, ma con rispetto, nelle differenti circostanze in cui operano. Coloro che si dedicano alla vita pubblica hanno, in questo ambito, una responsabilità speciale. Insieme ai vescovi, devono prestare attenzione ai progetti delle leggi civili che possono mettere in pericolo l'istituzione del matrimonio tra l'uomo e la donna, il valore della vita dal concepimento fino alla morte, e il corretto orientamento della bioetica nella fedeltà ai documenti del magistero. E' oggi più necessario che mai che siano numerosi i cristiani che intraprendono il cammino del servizio al bene comune, approfondendo la Dottrina Sociale della Chiesa”.

LA “ SCIENZA CRISTIANA DELLA SOFFERENZA” NEGLI OSPEDALI

Città del Vaticano, 17 novembre (VIS).(VIS).-Benedetto XVI ha ricevuto questa mattina i partecipanti alla conferenza del Pontificio Consiglio per gli Operatori Sanitari (Pastorale della Salute), il cui tema è: “L’Ospedale, luogo di evangelizzazione: missione umana e spirituale”; e ha ricordato loro che la Chiesa “si rivolge sempre con lo stesso spirito di fraterna condivisione a quanti vivono l’esperienza del dolore, animata dallo Spirito di Colui che, con la potenza dell’amore, ha ridato senso e dignità al mistero della sofferenza”.

Con gli stessi accenti di speranza -ha proseguito- la Chiesa interpella anche i professionisti e i volontari della sanità. La vostra è una singolare vocazione, che necessita di studio, di sensibilità e di esperienza. Tuttavia, a chi sceglie di lavorare nel mondo della sofferenza vivendo la propria attività come una “missione umana e spirituale” è richiesta una competenza ulteriore, che va al di là dei titoli accademici. Si tratta della “scienza cristiana della sofferenza”, indicata esplicitamente dal Concilio come “la sola verità capace di rispondere al mistero della sofferenza” (…). Il Cristo non ha soppresso la sofferenza; non ha neppure voluto svelarcene interamente il mistero: l’ha presa su di sé, e questo basta perché ne comprendiamo tutto il valore””.

Di questa “scienza cristiana della sofferenza” siate degli esperti qualificati! Il vostro essere cattolici, senza timore, vi dà una maggiore responsabilità nell’ambito della società e della Chiesa (…). È questo un impegno di nuova evangelizzazione anche in tempi di crisi economica che sottrae risorse alla tutela della salute. Proprio in tale contesto, ospedali e strutture di assistenza debbono ripensare il proprio ruolo per evitare che la salute, anziché un bene universale da assicurare e difendere, diventi una semplice “merce” sottoposta alle leggi del mercato, quindi un bene riservato a pochi. Non può essere mai dimenticata l’attenzione particolare dovuta alla dignità della persona sofferente, applicando anche nell’ambito delle politiche sanitarie il principio di sussidiarietà e quello di solidarietà”.

E’ auspicabile -ha sottolineato il Pontefice- che il linguaggio della “scienza cristiana della sofferenza” - cui appartengono la compassione, la solidarietà, la condivisione, l’abnegazione, la gratuità, il dono di sé - diventi il lessico universale di quanti operano nel campo dell’assistenza sanitaria. (...) In questa prospettiva gli ospedali vanno considerati come luogo privilegiato di evangelizzazione, perché dove la Chiesa si fa “veicolo della presenza di Dio” diventa al tempo stesso “strumento di una vera umanizzazione dell’uomo e del mondo” (…). Solo avendo ben chiaro che al centro dell’attività medica e assistenziale c’è il benessere dell’uomo nella sua condizione più fragile e indifesa, alla ricerca di senso dinanzi al mistero insondabile del dolore, si può concepire l’ospedale come “luogo in cui la relazione di cura non è mestiere, ma missione”.

Il Santo Padre ha concluso il suo discorso rivolgendosi ai malati. “La vostra silenziosa testimonianza è un efficace segno e strumento di evangelizzazione per le persone che vi curano e per le vostre famiglie, nella certezza che “nessuna lacrima, né di chi soffre, né di chi gli sta vicino, va perduta davanti a Dio”.

APRIRSI A DIO NON È ALLONTANARSI DAL MONDO

Città del Vaticano, 17 novembre (VIS).-Benedetto XVI ha scritto un messaggio ai partecipanti alla riunione portoghese del “Cortile dei gentili”, (16-17 novembre) a Guimaraes e a Braga (Portogallo), dedicata questa volta al tema “Il valore della vita”.

“La consapevolezza della sacralità della vita -scrive il Papa- appartiene all’eredità morale dell’umanità.(...) Non siamo un prodotto casuale dell’evoluzione, ma ognuno di noi è frutto di un pensiero di Dio: siamo amati da Lui. (...) Sì! Dio ama ogni persona che, perciò, è incondizionatamente degna di vivere.Il sangue di Cristo, mentre rivela la grandezza dell’amore del Padre, manifesta come l’uomo sia prezioso agli occhi di Dio e come sia inestimabile il valore della sua vita”.

“Nell’epoca moderna, l’uomo ha però voluto sottrarsi allo sguardo creatore e redentore del Padre , fondandosi su se stesso e non sul Potere divino. Quasi come succede negli edifici di cemento armato senza finestre, dove è l’uomo che provvede all’areazione e alla luce; e, ugualmente, persino in un tale mondo auto-costruito, si attinge alle “risorse” di Dio, che sono trasformate in nostri prodotti. (…) È necessario riaprire le finestre, vedere di nuovo la vastità del mondo, il cielo e la terra, e imparare a usare tutto ciò in modo giusto. Di fatto, il valore della vita diventa evidente solo se Dio esiste. Perciò, sarebbe bello se i non credenti volessero vivere “come se Dio esistesse”. Sebbene non abbiano la forza per credere, dovrebbero vivere in base a questa ipotesi.(...) Ci sono tanti problemi che devono essere risolti, ma non lo saranno mai del tutto, se Dio non sarà posto al centro, (...) di nuovo visibile nel mondo e determinante nella nostra vita”.

IL CARDINALE DUKA PRENDE POSSESSO DEL SUO TITOLO

Città del Vaticano, 19 novembre 2012 (VIS).-L’Ufficio delle Celebrazione Liturgiche del Sommo Pontefice dà comunicazione della seguente presa di possesso: Domenica 25 novembre 2012, alle ore 19.00, il cardinale Dominik Duka, arcivescovo di Praga (Repubblica Ceca), prenderà possesso del Titolo dei Santi Marcellino e Pietro, in via Labicana 1.

UDIENZE

Città del Vaticano, 19 novembre 2012 (VIS).- Il Santo Padre ha ricevuto oggi in udienza:

-Dieci prelati della Conferenza Episcopale di Francia, in Visita "ad Limina Apostolorum"

-Mons. André Lacrampe, Arcivescovo di Besançon

-Mons. Claude Schockert, Vescovo di Belfort-Montbéliard

-Mons., Jean-Louis Papin, Vescovo di Nancy

-Mons. Vincent Jordy, Vescovo di Saint-Claude

-Mons. Jean-Paul Mathieu, Vescovo di Saint-Dié

-Mons. François Maupu, Vescovo di Verdun

-Mons. Jean-Pierre Grallet, Arcivescovo di Strasbourg con il Vescovo Ausiliare Mons. Vincent Dollmann.

-Mons. Pierre Raffin, Vescovo di Metz

-Rev. Daniel Ducasse, Amministratore Diocesano di Pontoise

-Mons. Guido Pozzo, Arcivescovo tit. di Bagnoregio, Elemosiniere di Sua Santità.

ATTI PONTIFICI

Città del Vaticano, 19 novembre 2012 (VIS).-Il Santo Padre ha nominato:

-Padre Nil Yuriy Lushchak O.F.M., come vescovo ausiliare della eparchia di Mukacheko di rito bizantino (superficie 12.800, popolazione 1.290.000, cattolici 383.000, sacerdoti 275, religiosi 96) in Ucraina. Il vescovo eletto è nato nel 1973 a Uzhorod (Ucraina), è stato ordinato sacerdote nel 1996. Si è laureato in Filosofia presso la Pontificia Università Gregoriana (Roma). Ha pronunciato i voti temporali dell'Ordine dei Frati Minori nel 2010 e fino ad ora è stato professore di Filosofia nel Seminario Maggiore di Uzhorod.

Sabato 17 novembre, il Santo Padre ha nominato:

-Vescovo Lorenzo Ghizzoni, fino ad ora ausiliare di Reggio Emilia-Guastalla (Italia), come arcivescovo di Ravenna-Cervia (superficie 1,185, popolazione 223,130, cattolici 200,000, sacerdoti 118, diaconi permanenti 6, religiosi 255) in Italia. Succede all'arcivescovo Giuseppe Verucchi, la cui rinuncia al governo pastorale della arcidiocesi è stata accettata per limite di età.

-Monsignor Henryk Ciereszko come vescovo ausiliare della arcidiocesi di Bialystok (superficie 5,550, popolazione 515,400, cattolici 455,400, sacerdoti 393, religiosi 202) in Polonia. Il vescovo eletto è nato a Hermanowka (Polonia) nel 1955 ed è stato ordinato sacerdote nel 1981. È stato proclamato dottore in Teologia Fondamentale presso l'Università Cattolica di Lublin. È stato vicario parrocchiale, prefetto di disciplina nel Seminario Maggiore di Bialystok, e padre spirituale nello stesso seminario. Attualmente era professore nel Seminario Maggiore, padre spirituale del clero della arcidiocesi, promotore di giustizia davanti al tribunale metropolitano, membro del consiglio presbiterale e istruttore nelle questioni relative alla riduzione allo stato laicale.

-Arcivescovo Luigi Pezzuto come nunzio apostolico in Bosnia ed Herzegovina. L'arcivescovo è stato fino ad ora nunzio apostolico a El Salvador e in Belize.

venerdì 16 novembre 2012

IL PAPA RICEVE IL PRESIDENTE DELLA COSTA D'AVORIO

Città del Vaticano, 16 novembre 2012 (VIS). "Oggi, nel Palazzo Apostolico Vaticano, il Santo Padre Benedetto XVI ha ricevuto in Udienza il Signor Alassane Ouattara, Presidente della Repubblica di Costa d'Avorio, che ha incontrato anche il Segretario di Stato, Cardinale Tarcisio Bertone, accompagnato dal Segretario per i Rapporti con gli Stati, Arcivescovo Dominique Mamberti".

"Nel corso dei colloqui, sono state rilevate le cordiali relazioni esistenti tra la Santa Sede e la Costa D'Avorio, nonché la convergenza di valutazioni sul contributo che la Chiesa può offrire al bene dell'intero Paese, incoraggiando la pace e promuovendo i diritti umani, il dialogo e la riconciliazione nazionale, unica via per favorire l'unità e lo sviluppo. Si è anche sottolineata la proficua collaborazione tra la Chiesa e lo Stato, tra l'altro nel settore della sanità e dell'educazione. Si è auspicata la conclusione del negoziato in vista di un Accordo tra la Santa Sede e la Repubblica di Costa d'Avorio".

Nel prosieguo dei colloqui, si sono passate in rassegna alcune sfide regionali che attualmente incontra il Continente africano, seguite dal Signor Ouattara in qualità di Presidente della Comunità economica dei Paesi dell'Africa Occidentale".

MESSAGGIO DEL PAPA PER XXVIII GIORNATA MONDIALE GIOVENTǕ

Città del Vaticano, 16 novembre 2012 (VIS). "Andate e fate discepoli tutti i popoli!" è il titolo del Messaggio del Santo Padre in occasione della XXVIII Giornata Mondiale della Gioventù 2013, che si terrà a Rio de Janeiro (Brasile) il prossimo luglio 2013. Di seguito riportiamo alcuni estratti del Messaggio.

"Desidero anzitutto rinnovarvi l’invito a partecipare a questo importante appuntamento. La celebre statua del Cristo Redentore, che domina quella bella città brasiliana, ne sarà il simbolo eloquente: le sue braccia aperte sono il segno dell’accoglienza che il Signore riserverà a tutti coloro che verranno a Lui e il suo cuore raffigura l’immenso amore che Egli ha per ciascuno e per ciascuna di voi. Lasciatevi attrarre da Lui! Vivete questa esperienza di incontro con Cristo, insieme ai tanti altri giovani che convergeranno a Rio per il prossimo incontro mondiale! Lasciatevi amare da Lui e sarete i testimoni di cui il mondo ha bisogno".

1. Una chiamata pressante

"La storia ci ha mostrato quanti giovani, attraverso il dono generoso di se stessi, hanno contribuito grandemente al Regno di Dio e allo sviluppo di questo mondo, annunciando il Vangelo. Con grande entusiasmo, essi hanno portato la Buona Notizia dell’Amore di Dio manifestato in Cristo, con mezzi e possibilità ben inferiori a quelli di cui disponiamo al giorno d’oggi (...) Oggi non pochi giovani dubitano profondamente che la vita sia un bene e non vedono chiarezza nel loro cammino. Più in generale, di fronte alle difficoltà del mondo contemporaneo, molti si chiedono: io che cosa posso fare? La luce della fede illumina questa oscurità, ci fa comprendere che ogni esistenza ha un valore inestimabile, perché frutto dell’amore di Dio. Egli ama anche chi si è allontanato da Lui o lo ha dimenticato: ha pazienza e attende; anzi, ha donato il suo Figlio, morto e risorto, per liberarci radicalmente dal male. E Cristo ha inviato i suoi discepoli per portare a tutti i popoli questo annuncio gioioso di salvezza e di vita nuova".

La Chiesa, nel continuare questa missione di evangelizzazione, conta anche su di voi. Cari giovani, voi siete i primi missionari tra i vostri coetanei! Alla fine del Concilio Ecumenico Vaticano II, di cui quest’anno celebriamo il 50° anniversario, il Servo di Dio Paolo VI consegnò ai giovani e alle giovani del mondo un Messaggio che (...) concludeva con un appello: “Costruite nell’entusiasmo un mondo migliore di quello attuale” (...) Questo invito è di grande attualità. Stiamo attraversando un periodo storico molto particolare: il progresso tecnico ci ha offerto possibilità inedite di interazione tra uomini e tra popolazioni, ma la globalizzazione di queste relazioni sarà positiva e farà crescere il mondo in umanità solo se sarà fondata non sul materialismo ma sull’amore, l’unica realtà capace di colmare il cuore di ciascuno e di unire le persone. Dio è amore. L’uomo che dimentica Dio è senza speranza e diventa incapace di amare il suo simile. Per questo è urgente testimoniare la presenza di Dio affinché ognuno possa sperimentarla: è in gioco la salvezza dell’umanità e la salvezza di ciascuno di noi".

2. Diventate discepoli di Cristo

Questa chiamata missionaria vi viene rivolta anche per un’altra ragione: è necessaria per il nostro cammino di fede personale(...) Annunciando il Vangelo voi stessi crescete nel radicarvi sempre più profondamente in Cristo, diventate cristiani maturi. L’impegno missionario è una dimensione essenziale della fede: non si è veri credenti senza evangelizzare (...)Ma che cosa vuol dire essere missionari? Significa anzitutto essere discepoli di Cristo, ascoltare sempre di nuovo l’invito a seguirlo, l’invito a guardare a Lui (...)Vi consiglio di fare memoria dei doni ricevuti da Dio per trasmetterli a vostra volta. Imparate a rileggere la vostra storia personale, prendete coscienza anche della meravigliosa eredità delle generazioni che vi hanno preceduto (...) Non dimentichiamolo mai: facciamo parte di una catena immensa di uomini e donne che ci hanno trasmesso la verità della fede e contano su di noi affinché altri la ricevano. Non dimentichiamolo mai: facciamo parte di una catena immensa di uomini e donne che ci hanno trasmesso la verità della fede e contano su di noi affinché altri la ricevano. L’essere missionari presuppone la conoscenza di questo patrimonio ricevuto, che è la fede della Chiesa: è necessario conoscere ciò in cui si crede, per poterlo annunciare”

3. Andate!

Gesù ha inviato i suoi discepoli in missione con questo mandato: 'Andate in tutto il mondo e proclamate il Vangelo a ogni creatura. Chi crederà e sarà battezzato sarà salvato'. Evangelizzare significa portare ad altri la Buona Notizia della salvezza e questa Buona Notizia è una persona: Gesù Cristo (...)Più conosciamo Cristo, più desideriamo annunciarlo. Più parliamo con Lui, più desideriamo parlare di Lui. Più ne siamo conquistati, più desideriamo condurre gli altri a Lui (...)È dunque lo Spirito d’amore l’anima della missione: ci spinge ad uscire da noi stessi, per “andare” ed evangelizzare. Cari giovani, lasciatevi condurre dalla forza dell’amore di Dio, lasciate che questo amore vinca la tendenza a chiudersi nel proprio mondo, nei propri problemi, nelle proprie abitudini”.

4.Raggiungete tutti i popoli.

Cristo risorto ha mandato i suoi discepoli a testimoniare la sua presenza salvifica a tutti i popoli, perché Dio nel suo amore sovrabbondante, vuole che tutti siano salvi e nessuno sia perduto. Cari amici, volgete gli occhi e guardate intorno a voi (...). I 'popoli' ai quali siamo inviati non sono soltanto gli altri Paesi del mondo, ma anche i diversi ambiti di vita: le famiglie, i quartieri, gli ambienti di studio o di lavoro, i gruppi di amici e i luoghi del tempo libero. L’annuncio gioioso del Vangelo è destinato a tutti gli ambiti della nostra vita, senza alcun limite (..)Vorrei sottolineare due campi in cui il vostro impegno missionario deve farsi ancora più attento. Il primo è quello delle comunicazioni sociali, in particolare il mondo di internet. (...) A voi, giovani, che quasi spontaneamente vi trovate in sintonia con questi nuovi mezzi di comunicazione, spetta in particolare il compito della evangelizzazione di questo “continente digitale (...)Il secondo ambito è quello della mobilità. Oggi sono sempre più numerosi i giovani che viaggiano, sia per motivi di studio o di lavoro, sia per divertimento. Ma penso anche a tutti i movimenti migratori, con cui milioni di persone, spesso giovani, si trasferiscono e cambiano Regione o Paese per motivi economici o sociali. Anche questi fenomeni possono diventare occasioni provvidenziali per la diffusione del Vangelo".

5. Fate discepoli!

L’annuncio di Cristo non passa solamente attraverso le parole, ma deve coinvolgere tutta la vita e tradursi in gesti di amore. L’essere evangelizzatori nasce dall’amore che Cristo ha infuso in noi; il nostro amore, quindi, deve conformarsi sempre di più al suo. Come il buon Samaritano, dobbiamo essere sempre attenti a chi incontriamo, saper ascoltare, comprendere, aiutare, per condurre chi è alla ricerca della verità e del senso della vita alla casa di Dio che è la Chiesa, dove c’è speranza e salvezza (...)I mezzi che abbiamo per “fare discepoli” sono principalmente il Battesimo e la catechesi. Ciò significa che dobbiamo condurre le persone che stiamo evangelizzando a incontrare Cristo vivente, in particolare nella sua Parola e nei Sacramenti: così potranno credere in Lui, conosceranno Dio e vivranno della sua grazia (...)Invocate lo Spirito Santo: Egli vi guiderà ad entrare sempre più nella conoscenza e nell’amore di Cristo e vi renderà creativi nel trasmettere il Vangelo"

6.Saldi nella fede

Quando vi sentite inadeguati, incapaci, deboli nell’annunciare e testimoniare la fede, non abbiate timore. L’evangelizzazione non è una nostra iniziativa e non dipende anzitutto dai nostri talenti, ma è una risposta fiduciosa e obbediente alla chiamata di Dio, e perciò si basa non sulla nostra forza, ma sulla sua. (...) Per questo vi invito a radicarvi nella preghiera e nei Sacramenti. L’evangelizzazione autentica nasce sempre dalla preghiera ed è sostenuta da essa: dobbiamo prima parlare con Dio per poter parlare di Dio (...)Sappiate trovare nell’Eucaristia la sorgente della vostra vita di fede e della vostra testimonianza cristiana (...). Ricorrete frequentemente al Sacramento della Riconciliazione. (...) E non esitate a ricevere il Sacramento della Confermazione o Cresima (...) Con l’Eucaristia, esso è il Sacramento della missione, perché ci dona la forza e l’amore dello Spirito Santo per professare senza paura la fede. Vi incoraggio inoltre a praticare l’adorazione eucaristica (...)Se seguirete questo cammino, Cristo stesso vi donerà la capacità di essere pienamente fedeli alla sua Parola e di testimoniarlo con lealtà e coraggio. A volte sarete chiamati a dare prova di perseveranza, in particolare quando la Parola di Dio susciterà chiusure od opposizioni. In certe regioni del mondo, alcuni di voi vivono la sofferenza di non poter testimoniare pubblicamente la fede in Cristo, per mancanza di libertà religiosa. E c’è chi ha già pagato anche con la vita il prezzo della propria appartenenza alla Chiesa. Vi incoraggio a restare saldi nella fede, sicuri che Cristo è accanto a voi in ogni prova".

7. Con tutta la Chiesa.

Per restare saldi nella confessione della fede cristiana là dove siete inviati, avete bisogno della Chiesa. Nessuno può essere testimone del Vangelo da solo. Gesù ha inviato i suoi discepoli in missione insieme (...) È dunque sempre come membri della comunità cristiana che noi offriamo la nostra testimonianza, e la nostra missione è resa feconda dalla comunione che viviamo nella Chiesa: dall’unità e dall’amore che abbiamo gli uni per gli altri ci riconosceranno come discepoli di Cristo”.

8.”Eccomi, Signore”!

In conclusione, cari giovani, vorrei invitarvi ad ascoltare nel profondo di voi stessi la chiamata di Gesù ad annunciare il suo Vangelo. Come mostra la grande statua di Cristo Redentore a Rio de Janeiro, il suo cuore è aperto all’amore verso tutti, senza distinzioni, e le sue braccia sono tese per raggiungere ciascuno. Siate voi il cuore e le braccia di Gesù! Andate a testimoniare il suo amore, siate i nuovi missionari animati dall’amore e dall’accoglienza! (...)La Chiesa ha fiducia in voi e vi è profondamente grata per la gioia e il dinamismo che portate: usate i vostri talenti con generosità al servizio dell’annuncio del Vangelo! Sappiamo che lo Spirito Santo si dona a coloro che, in umiltà di cuore, si rendono disponibili a tale annuncio (...) Questo appello, che rivolgo ai giovani di tutta la terra, assume un rilievo particolare per voi, cari giovani dell’America Latina! Infatti, alla V Conferenza Generale dell’Episcopato Latinoamericano che si è svolta ad Aparecida nel 2007, i Vescovi hanno lanciato una 'missione continentale'. E i giovani, che in quel continente costituiscono la maggioranza della popolazione, rappresentano una forza importante e preziosa per la Chiesa e per la società (...)Trasmettete ai vostri coetanei del mondo intero l’entusiasmo della vostra fede!".


UDIENZE

Città del Vaticano, 16 novembre 2012 (VIS). Il Santo Padre ha ricevuto oggi in udienza undici Presuli della Conferenza Episcopale di Francia, in Visita "ad Limina Apostolorum":

- Il Cardinale André Vingt-Trois, Arcivescovo di Paris con i Vescovi Ausiliari:

- Il Vescovo Jérôme Beau, di Privata.
- Il Vescovo Eric de Moulins-Beaufort.
- Il Vescovo Renauld de Dinechin.
- Il Vescovo Michel Santier, di Créteil.

- Il Vescovo Michel Dubost, C.I.M., di Evry-Corbeil-Essonnes.

- Il Vescovo Jean-Yves Nahmias, di Meaux.

- Il Vescovo Gérard Daucourt, di Nanterre.

- Il Vescovo Pascal Delannoy, di Saint-Denis.

- Il Vescovo Eric Aumonier, di Versailles.

- Il Vescovo Luc Ravel, C.R.S.V., Ordinario Militare.

- Il Vescovo Grégoire Ghabroyan, Vescovo di Sainte-Croix de Paris degli Armeni; Visitatore Apostolico per i fedeli Armeni cattolici residenti in Europa Occidentale sprovvisti di Ordinario proprio.

Nel pomeriggio il Santo Padre riceverà l'Arcivescovo Gerhard Ludwig Müller, Prefetto della Congregazione per la Dottrina della Fede.

ALTRI ATTI PONTFICI

Città del Vaticano, 16 novembre 2012 (VIS). Il Santo Padre ha nominato il Vescovo Javier Salinas Viñals, Vescovo di Mallorca (superficie: 3.689; popolazione: 361.000; cattolici: 668.810; sacerdoti: 333; religiosi: 948; diaconi permanenti: 11), Spagna. È stato finora Vescovo di Tortosa (Spagna).

giovedì 15 novembre 2012

META DELL'ECUMENISMO È L'UNITÀ DEI CRISTIANI DIVISI

Città del Vaticano, 15 novembre 2012 (VIS). Gli stretti legami che esistono tra il compito dell'evangelizzazione e il superamento delle divisioni esistenti fra i cristiani è stato il tema centrale del discorso che il Santo Padre ha rivolto questa mattina ai membri e consultori del Pontificio Consiglio per la Promozione dell'Unità dei Cristiani in occasione dell'assemblea plenaria dedicata al tema: "L'importanza dell'ecumenismo per la nuova evangelizzazione".

Non si può perseguire un autentico cammino ecumenico, ha detto il Papa "ignorando la crisi di fede che stanno attraversando vaste regioni del pianeta, tra cui quelle che per prime accolsero l’annuncio del Vangelo e dove la vita cristiana è stata per secoli fiorente. D’altra parte, non possono essere ignorati i numerosi segni che attestano il permanere di un bisogno di spiritualità, che si manifesta in diversi modi. La povertà spirituale di molti dei nostri contemporanei, che non percepiscono più come privazione l’assenza di Dio dalla loro vita, rappresenta una sfida per tutti i cristiani".

"In questo contesto, a noi credenti in Cristo viene chiesto di ritornare all’essenziale, al cuore della nostra fede, per rendere insieme testimonianza al mondo del Dio vivente (...) Non dobbiamo dimenticare ciò che ci unisce, cioè la fede in Dio, Padre e Creatore, che si è rivelato nel Figlio Gesù Cristo, effondendo lo Spirito che vivifica e santifica. Questa è la fede del Battesimo che abbiamo ricevuto ed è la fede che, nella speranza e nella carità, possiamo insieme professare".

"Alla luce della priorità della fede si comprende anche l’importanza dei dialoghi teologici e delle conversazioni con le Chiese e Comunità ecclesiali in cui la Chiesa cattolica è impegnata. Anche quando non si intravede, in un immediato futuro, la possibilità del ristabilimento della piena comunione, essi permettono di cogliere, insieme a resistenze e ostacoli, anche ricchezze di esperienze, di vita spirituale e di riflessioni teologiche, che diventano stimolo per una sempre più profonda testimonianza".

La meta dell’ecumenismo, ha sottolineato Benedetto XVI è "l’unità visibile tra i cristiani divisi". Per perseguire tale obiettivo noi dobbiamo impegnarci "con tutte le nostre forze, ma dobbiamo anche riconoscere che, in ultima analisi, questa unità è dono di Dio, può venire solamente dal Padre mediante il Figlio, perché la Chiesa è la sua Chiesa. In questa prospettiva, appare l’importanza di invocare l’unità visibile dal Signore, ma emerge anche come la ricerca di tale meta sia rilevante per la nuova evangelizzazione".

"Il fatto di camminare insieme verso questo traguardo è una realtà positiva, a condizione, però, che le Chiese e Comunità ecclesiali non si fermino lungo la strada, accettando le diversità contraddittorie come qualcosa di normale o come il meglio che si possa ottenere. È invece nella piena comunione nella fede, nei sacramenti e nel ministero, che si renderà evidente in modo concreto la forza presente ed operante di Dio nel mondo".

"L’unità è, da un lato, frutto della fede e, dall’altro, un mezzo e quasi un presupposto per annunciare in modo sempre più credibile la fede a coloro che non conoscono ancora il Salvatore o che, pur avendo ricevuto l’annuncio del Vangelo, hanno quasi dimenticato questo dono prezioso. Il vero ecumenismo, riconoscendo il primato dell’azione divina, esige innanzitutto pazienza, umiltà, abbandono alla volontà del Signore. Alla fine, ecumenismo e nuova evangelizzazione richiedono entrambi il dinamismo della conversione, inteso come sincera volontà di seguire Cristo e di aderire pienamente alla volontà del Padre".

UDIENZE

Città del Vaticano, 15 novembre 2012 (VIS). Il Santo Padre ha ricevuto questa mattina in udienza undici Presuli della Conferenza Episcopale di Francia, in Visita "ad Limina Apostolorum":

- L'Arcivescovo Thierry Jordan, di Reims.

- Il Vescovo Jean-Luc Bouilleret, di Amiens.

- Il Vescovo Jacques Benoit-Gonnin, di Beauvais.

- Il Vescovo Gilbert Louis, di Châlons.

- Il Vescovo Philippe Gueneley, di Langres.

Il Vescovo Hervé Giraud, di Soissons.

- Il VEscovo Marc Stenger, di Troyes.

- L'Arcivescovo Laurent Ulrich, di Lille, con l'Ausiliare Vescovo Gérard Coliche.

- Il Vescovo Jean-Paul Jaeger, di Arras.

- L'Arcivescovo François Garnier, di Cambrai.

Nella giornata di ieri, al termine dell'Udienza Generale, il Santo Padre si è intrattenuto a colloquio con l'ex primo ministro libanese, Signor Saad Hariri, in visita da ieri in Vaticano. Successivamente il Signor Hariri ha avuto un incontro anche con il Segretario per i Rapporti con gli Stati, Arcivescovo Dominique Mamberti.
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