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Il Vatican Information Service (VIS), istituito nell'ambito della Sala Stampa della Santa Sede, è un bollettino telematico che diffonde notizie relative all'attività magistrale e pastorale del Santo Padre e della Curia Romana...

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lunedì 19 dicembre 2011

I CARCERATI MERITANO DI ESSERE TRATTATI CON RISPETTO E DIGNITÀ

CITTA' DEL VATICANO, 18 DIC. 2011 (VIS). Questa mattina il Santo Padre Benedetto XVI si è recato in Visita Pastorale alla Casa Circondariale Nuovo Complesso di Rebibbia dove è stato accolto dall'Onorevole Paola Severino, Ministro della Giustizia del Governo Italiano e dal Dottor Franco Ionta, Capo Dipartimento dell’Amministrazione Penitenziaria, dal Dottor. Carmelo Cantone, Direttore dell’istituto e da don Pier Sandro Spriano e don Roberto Guarnieri, Cappellani del carcere.

  L’incontro con i detenuti e gli agenti di Polizia penitenziaria è avvenuto nella Chiesa di Rebibbia intitolata al "Padre nostro". Di seguito riportiamo una sintesi del discorso pronunciato dal Santo Padre.

  "'Ero in carcere e siete venuti a trovarmi'. Queste sono le parole del giudizio finale, raccontato dall’evangelista Matteo, e queste parole del Signore, nelle quali Egli si identifica con i detenuti, esprimono in pienezza il senso della mia visita odierna tra voi. Dovunque c’è un affamato, uno straniero, un ammalato, un carcerato, lì c’è Cristo stesso che attende la nostra visita e il nostro aiuto. (...) La Chiesa ha sempre annoverato, tra le opere di misericordia corporale, la visita ai carcerati. E questa, per essere completa, richiede una piena capacità di accoglienza del detenuto, 'facendogli spazio nel proprio tempo, nella propria casa, nelle proprie amicizie, nelle proprie leggi, nelle proprie città' (....). E lo stesso Unigenito Figlio di Dio, il Signore Gesù, ha fatto l’esperienza del carcere, è stato sottoposto a un giudizio davanti a un tribunale e ha subito la più feroce condanna alla pena capitale".

  "In occasione del mio recente viaggio apostolico in Benin, nel novembre scorso, ho firmato una Esortazione apostolica postsinodale in cui ho ribadito l’attenzione della Chiesa per la giustizia negli Stati, scrivendo: 'È pertanto urgente che siano adottati sistemi giudiziari e carcerari indipendenti, per ristabilire la giustizia e rieducare i colpevoli. Occorre inoltre bandire i casi di errori della giustizia e i trattamenti cattivi dei prigionieri, le numerose occasioni di non applicazione della legge che corrispondono ad una violazione dei diritti umani e le incarcerazioni che non sfociano se non tardivamente o mai in un processo. La Chiesa riconosce la propria missione profetica di fronte a coloro che sono colpiti dalla criminalità e il loro bisogno di riconciliazione, di giustizia e di pace. I carcerati sono persone umane che meritano, nonostante il loro crimine, di essere trattati con rispetto e dignità. Hanno bisogno della nostra sollecitudine'".

In Dio Giustizia e misericordia coincidono

  "La giustizia umana e quella divina sono molto diverse. Certo, gli uomini non sono in grado di applicare la giustizia divina, ma devono almeno (...) cercare di cogliere lo spirito profondo che la anima, perché illumini anche la giustizia umana, per evitare – come purtroppo non di rado accade – che il detenuto divenga un escluso. Dio, infatti, è colui che proclama la giustizia con forza, ma che, al tempo stesso, cura le ferite con il balsamo della misericordia".

  "Giustizia e misericordia, giustizia e carità, cardini della dottrina sociale della Chiesa, sono due realtà differenti soltanto per noi uomini, che distinguiamo attentamente un atto giusto da un atto d’amore. (...) Ma per Dio non è così: in Lui giustizia e carità coincidono; non c’è un’azione giusta che non sia anche atto di misericordia e di perdono e, nello stesso tempo, non c’è un’azione misericordiosa che non sia perfettamente giusta".

  "Il sistema di detenzione ruota intorno a due capisaldi, entrambi importanti: da un lato tutelare la società da eventuali minacce, dall’altro reintegrare chi ha sbagliato senza calpestarne la dignità e senza escluderlo dalla vita sociale. Entrambi questi aspetti hanno la loro rilevanza e sono protesi a non creare quell’'abisso' tra la realtà carceraria reale e quella pensata dalla legge, che prevede come elemento fondamentale la funzione rieducatrice della pena e il rispetto dei diritti e della dignità delle persone".

Il sovraffollamento e degrado delle carceri rendono ancora più amara la detenzione. 

"So che il sovraffollamento e il degrado delle carceri possono rendere ancora più amara la detenzione: (...) È importante che le istituzioni promuovano un’attenta analisi della situazione carceraria oggi, verifichino le strutture, i mezzi, il personale, in modo che i detenuti non scontino mai una 'doppia pena'; ed è importante promuovere uno sviluppo del sistema carcerario, che, pur nel rispetto della giustizia, sia sempre più adeguato alle esigenze della persona umana, con il ricorso anche alle pene non detentive o a modalità diverse di detenzione".

  "Oggi è la quarta domenica dell’Avvento. Il Natale del Signore, ormai vicino, riaccenda di speranza e di amore il vostro cuore. La nascita del Signore Gesù, di cui faremo memoria tra pochi giorni, ci ricorda la sua missione di portare la salvezza a tutti gli uomini, nessuno escluso. (...) Chiediamogli (...) di essere tutti liberati dalla prigionia del peccato, della superbia e dell’orgoglio: ciascuno infatti ha bisogno di uscire da questo carcere interiore per essere veramente libero dal male, dalle angosce e dalla morte".

  "Vorrei terminare dicendovi che la Chiesa sostiene e incoraggia ogni sforzo diretto a garantire a tutti una vita dignitosa. Siate sicuri che io sono vicino a ciascuno di voi (...). Il Signore benedica voi e il vostro futuro!".
PV-REBIBBIA/                VIS 20111219 (860)

IL PAPA: SONO VENUTO A REBIBBIA PERCHÈ SO CHE IN VOI SIGNORE MI ASPETTA

CITTA' DEL VATICANO, 18 DIC. 2011 (VIS). Al termine del discorso nel carcere di Rebibbia, il Santo Padre ha risposto a sei domande che i detenuti gli hanno rivolto. Di seguito ne riportiamo una sintesi.

1..- Desidero chiedere a Vostra Santità se questo suo gesto sarà compreso nella sua semplicità, anche dai nostri politici e governanti affinché venga restituita a tutti gli ultimi, compresi noi detenuti, la dignità e la speranza che devono essere riconosciute ad ogni essere vivente.

R.- Io sono venuto soprattutto per mostrarvi questa mia vicinanza personale e intima, nella comunione con Cristo che vi ama, come ho detto. Ma certamente questa visita, che vuole essere personale a voi, è anche un gesto pubblico che ricorda ai nostri concittadini, al nostro Governo il fatto che ci sono grandi problemi e difficoltà nelle carceri italiane. E certamente, il senso di queste carceri è proprio quello di aiutare la giustizia, e la giustizia implica come primo fatto la dignità umana. (...) Quindi, io, per quanto posso, vorrei sempre dare segni di quanto sia importante che queste carceri rispondano al loro senso di rinnovare la dignità umana e non di attaccare questa dignità, e di migliorare la condizione. E speriamo che il Governo abbia la possibilità e tutte le possibilità per rispondere a questa vocazione".

2.- Più che una domanda preferisco chiederti di permetterci di aggrapparci con te con la nostra sofferenza e quella dei nostri familiari, come un cavo elettrico che comunichi con il Signore Nostro. Ti voglio bene.

R.- Anch’io ti voglio bene. Questa identificazione del Signore con i carcerati ci obbliga profondamente, e io stesso devo chiedermi: ho agito secondo questo imperativo del Signore? (...)  Questo è un motivo perché sono venuto, perché so che in voi il Signore mi aspetta, che voi avete bisogno di questo riconoscimento umano e che avete bisogno di questa presenza del Signore, il Quale, nel giudizio ultimo, ci interrogherà proprio su questo punto e, perciò, spero che qui, sempre più, possa essere realizzato il vero scopo di queste case circondariali: quello di aiutare a ritrovare se stessi, (...) nella riconciliazione con se stessi, con gli altri, con Dio, per rientrare di nuovo nella società e aiutare nel progresso dell’umanità".

3.- Santità, Le sembra giusto che (...) ora che sono un uomo nuovo, e da due mesi papà di una splendida bambina (...) non mi concedano la possibilità di tornare a casa, nonostante abbia ampiamente pagato il debito verso la società?".

R.- "Anzitutto, felicitazioni! Sono felice che (...) Lei si consideri un uomo nuovo (...). Lei sa che per la dottrina della Chiesa la famiglia è fondamentale, è importante che il padre possa tenere in braccio la figlia. E così, prego e spero che quanto prima Lei possa realmente avere in braccio sua figlia, essere con la moglie e la figlia per costruire una bella famiglia e così anche collaborare al futuro dell’Italia.

4.- Cosa possono chiedere degli uomini detenuti, malati e sieropositivi al Papa? (...) Troppo poco si parla di noi, spesso in modo così feroce come a volerci eliminare dalla società. Questo ci fa sentire sub-umani".

R.- Dobbiamo sopportare che alcuni parlino in modo “feroce”, parlano in modo “feroce” anche contro il Papa, e, tuttavia, andiamo avanti. Mi sembra importante incoraggiare tutti che pensino bene, che abbiano senso delle vostre sofferenze, abbiano il senso di aiutarvi nel processo di rialzamento, e, diciamo, io farò la mia parte per invitare tutti a pensare in questo modo giusto, non in modo dispregiativo, ma in modo umano, pensando che ognuno può cadere, ma Dio vuole che tutti arrivino da Lui, e noi dobbiamo cooperare in spirito di fraternità e di riconoscimento anche della propria fragilità, perché possano realmente rialzarsi e andare avanti con dignità

5.-  "Santità, mi è stato insegnato che il Signore vede e legge dentro di noi, mi chiedo perché l’assoluzione è stata delegata ai preti?

R.- Direi due cose. La prima: naturalmente, se Lei si mette in ginocchio e con vero amore di Dio prega che Dio perdoni, Egli perdona. (...) Un secondo elemento: il peccato non è solamente una cosa “personale”, individuale, tra me e Dio. Il peccato ha sempre anche una dimensione sociale, orizzontale. E perciò questa dimensione sociale, orizzontale, del peccato esige che sia assolto anche a livello della comunità umana, della comunità della Chiesa. (...) Quindi, questa seconda dimensione del peccato, che non è solo contro Dio ma concerne anche la comunità, esige il Sacramento. (...) L’assoluzione del prete, l’assoluzione sacramentale è necessaria per assolvermi realmente da questo legame del male e reintegrarmi nella volontà di Dio (...) e darmi la certezza (...): Dio mi perdona, mi riceve nella comunità dei suoi figli.

6.- Santo Padre, lo scorso mese è stato in visita pastorale in Africa, nella piccola nazione del Benin, una delle nazioni più povere del mondo. (...) Le chiedo: loro pongono la speranza e la fede in Dio e muoiono tra povertà e violenze. Perché Dio non li ascolta? Forse Dio ascolta solo i ricchi e i potenti che invece non hanno fede?

R.- Le misure di Dio, i criteri di Dio, sono diversi dai nostri. Dio dà anche a questi poveri gioia, il riconoscimento della sua presenza, fa sentire che è vicino a loro anche nella sofferenza, nelle difficoltà e, naturalmente, ci chiama tutti perché noi facciamo di tutto affinché possano uscire da queste oscurità delle malattie, della povertà. (...) E dobbiamo pregare Dio: mostraci, aiutaci, perché ci sia giustizia, perché tutti possano vivere nella gioia di essere tuoi figli.

  Al termine delle domande un detenuto ha letto una preghiera da lui composta dal titolo: "Preghiera dietro le sbarre" nella quale invoca Dio con queste parole "Accorcia le mie notti insonni (....) Solo l'amore dà vita, mentre l'odio distrugge e il rancore trasforma in inferno le lunghe e interminabili giornate". Infine il Papa ha recitato il Padre Nostro con i detenuti e uscendo dalla Chiesa ha benedetto un cipresso piantato nel cortile a ricordo della visita.
PV-REBIBBIA/                 VIS 20111219 (990)

CHI CONFIDA IN DIO ACCOGLIE GESÙ PER OPERA DELLO SPIRITO SANTO

CITTA' DEL VATICANO, 18 DIC. 2011 (VIS). Di ritorno dalla visita pastorale alla Casa Circondariale Nuovo Complesso di Rebibbia, alle 12:00 di questa mattina, il Santo Padre si è affacciato alla finestra del suo studio nel Palazzo Apostolico per la recita dell'Angelus con i fedeli convenuti in Piazza San Pietro.

  Il Pontefice ha introdotto la preghiera mariana con una riflessione sull'importanza della verginità di Maria, ed ha ricordato le parole del profeta Isaia: "Ecco: la vergine concepirà e partorirà un figlio, che chiamerà Emanuele".  "Questa antica promessa - ha detto Benedetto XVI - ha trovato compimento sovrabbondante nell’Incarnazione del Figlio di Dio. Infatti, non solo la Vergine Maria ha concepito, ma lo ha fatto per opera dello Spirito Santo, cioè di Dio stesso. L’essere umano che comincia a vivere nel suo grembo prende la carne da Maria, ma la sua esistenza deriva totalmente da Dio".

  "Il fatto che Maria concepisca rimanendo vergine è dunque essenziale per la conoscenza di Gesù e per la nostra fede, perché testimonia che l’iniziativa è stata di Dio e soprattutto rivela chi è il concepito. Come dice il Vangelo: 'Perciò colui che nascerà sarà santo e sarà chiamato Figlio di Dio' In questo senso, la verginità di Maria e la divinità di Gesù si garantiscono reciprocamente".

  "Dio aspetta il 'sì' di questa fanciulla per realizzare il suo disegno. Rispetta la sua dignità e la sua libertà. (...) La verginità di Maria è unica e irripetibile; ma il suo significato spirituale riguarda ogni cristiano. Esso, in sostanza, è legato alla fede: infatti, chi confida profondamente nell’amore di Dio, accoglie in sé Gesù, la sua vita divina, per l’azione dello Spirito Santo. È questo il mistero del Natale! Auguro a tutti voi di viverlo con intima gioia".

Per le vittime nelle Filippine

  Dopo l'Angelus, Benedetto XVI ha espresso la sua vicinanza alle popolazioni del sud delle Filippine, colpite da una violenza tempesta tropicale, che ha causato grandi perdite di vite umane e ingenti danni materiali: "Prego per le vittime, in gran parte bambini, per i senzatetto e per i numerosi dispersi".

  Infine il Papa ha salutato nelle diverse lingue i pellegrini presenti ed in particolare i numerosi fedeli spagnoli ricordando loro che sabato, a Madrid, sono stati proclamati Beati ventidue missionari Oblati di Maria Immacolata ed un laico, uccisi in Spagna nel 1936. "Alla gioia per la loro beatificazione - ha detto Benedetto XVI - si unisce la speranza che il loro sacrificio porti ancora tanti frutti di conversione e di riconciliazione".
ANG/                  VIS 20111219 (430)

AI BAMBINI: GESÙ NON VI DELUDERÀ MAI

CITTA' DEL VATICANO, 19 DIC. 2011 (VIS). Questa mattina il Santo Padre Benedetto XVI ha ricevuto una Delegazione dell'Azione Cattolica Italiana Ragazzi (ACR), per gli auguri natalizi.

  Ringraziandoli della visita, il Papa ha rivolto ai ragazzi un breve discorso dedicato al tema di riflessione scelto quest'anno dall'Associazione: l'invito fatto a Bartimeo: "Alzati, ti chiama".

  Questo invito - ha detto il Papa - "si è già ripetuto molte volte nella vostra vita e si ripete anche oggi. La prima chiamata l'avete avuta con il dono della vita; siate sempre attenti a questo grande dono, apprezzatelo, siatene riconoscenti al Signore, chiedetegli che doni una vita gioiosa ad ogni ragazzo e ragazza del mondo: tutti siano rispettati, sempre, e a nessuno manchi il necessario per vivere".

  "Un’altra chiamata importante l’avete ricevuta col Battesimo, (...); in quel momento siete diventati fratelli di Gesù, che vi vuole bene più di qualunque altro e vuole aiutarvi a crescere. Un’altra chiamata è stata quando avete ricevuto la santa Comunione: in quel giorno l’amicizia con Gesù è diventata stretta intima, e Lui vi accompagna sempre nel cammino della vostra vita. (...) Rispondete con generosità al Signore che vi chiama alla sua amicizia: non vi deluderà mai!".

  "Cari amici - ha detto infine Benedetto XVI -  vorrei chiedervi di fare una cosa: portate anche ai vostri compagni questo bell’invito - alzati, ti chiama - e dite loro: guarda che io ho risposto alla chiamata di Gesù e sono contento perché ho trovato in Lui un grande Amico, che incontro nella preghiera, che vedo tra i miei amici, che ascolto nel Vangelo. Il Natale che vi auguro è questo: quando farete il presepio pensate che state dicendo a Gesù: vieni nella mia vita e io ti ascolterò sempre".
AP/                              VIS 20111219 (300)
DECRETI CONGREGAZIONE PER LE CAUSE DEI SANTI

CITTA' DEL VATICANO, 19 DIC. 2011 (VIS). Il Santo Padre Benedetto XVI ha ricevuto questa mattina in udienza il Cardinale Angelo Amato, S.D.B., Prefetto della Congregazione delle Cause dei Santi e nel corso dell'udienza ha autorizzato la Congregazione a promulgare i Decreti riguardanti:

MIRACOLI

- Beato Giovanni Battista Piamarta, Sacerdote e Fondatore della Congregazione della Sacra Famiglia di Nazareth e della Congregazione delle Suore Umili Serve del Signore; nato a Brescia (Italia), (1841-1913).

- Beato Giacomo Berthieu, Martire, Sacerdote professo della Compagnia di Gesù; (Polminhac, Francia, 1838) e ucciso ad Ambiatibe (Madagascar) l'8 giugno 1896.

- Beata Maria del Monte Carmelo (al secolo: Maria Carmela Sallés y Barangueras), Fondatrice delle Suore dell'Immacolata Concezione Missionarie dell’Insegnamento; spagnola (1848-1911).

- Beata Marianna (al secolo: Barbara Cope), Religiosa professa della Congregazione delle Suore del Terz'Ordine di San Francesco di Syracuse, nota come Mother Marianne of Molokai; tedesca (1838- 1918).

- Beata Caterina Tekakwitha, Laica; (nata nel 1656 ad Ossernenon (oggi Auriesville, Stati Uniti d'America) e morta a Sault (Canada)  nel 1680.

-  Beato Pietro Calungsod, Martire, Laico; nato a Ginatilan o Naga di Cebu (Filippine) nel 1654 e ucciso a Guam nell’Arcipelago delle Marianne il 2 aprile 1672;

- Beata Anna Schäffer, Laica; nata a Mindelstetten (Germania) (1882-1925).

- Venerabile Servo di Dio Luigi Brisson, Sacerdote, Fondatore degli Oblati e delle Oblate di San Francesco di Sales; nato a Plancy (Francia), (1817-1908);

- Venerabile Servo di Dio Luigi Novarese, Sacerdote diocesano, Fondatore della Pia Unione dei Silenziosi Operai della Croce; nato a Casale Monferrato (Italia), (1914-1984).

- Venerabile Serva di Dio Maria Luisa (al secolo: Gertrude Prosperi), dell'Ordine di San Benedetto, Abbadessa del Monastero di Trevi in Umbria; nata a Fogliano di Cascia (Italia), (1799-1847).

- Venerabile Serva di Dio Madre di San Luigi (al secolo: Maria Luisa Elisabetta de Lamoignon vedova Molé de Champlâtreux), Fondatrice delle Suore della Carità di San Luigi; nata a Parigi (Francia), (1763-1825).

- Venerabile Serva di Dio Maria Crescenzia (al secolo: Maria Angelica Pérez), Religiosa professa della Congregazione delle Figlie di Maria Santissima dell'Orto; nata a San Martín (Argentina), (1897-1932).

MARTIRIO

- Servo di Dio Nicola Rusca, Sacerdote diocesano; nato a Bedano (Canton Ticino) nel mese di aprile 1563 e ucciso in odio alla Fede a Thusis (Svizzera) il 4 settembre 1618.

- Servi di Dio Luigi Orenzio (al secolo: Antonio Solá Garriga) e 18 Compagni, dell'Istituto dei Fratelli delle Scuole Cristiane, di Antonio Matteo Salamero, Sacerdote Diocesano, nonché Giuseppe Gorostazu Labayen, Laico, padre di famiglia; uccisi in odio alla Fede in diversi luoghi entro i confini dell'Arcidiocesi di Madrid (Spagna) nel 1936.

- Servi di Dio Alberto Maria Marco y Alemán e 8 Compagni, dell'Ordine dei Carmelitani dell'Antica Osservanza nonché Agostino Maria García Tribaldos e 15 Compagni, dell'Istituto dei Fratelli delle Scuole Cristiane; uccisi in odio alla Fede in diversi luoghi entro i confini dell'Arcidiocesi di Madrid (Spagna) tra il 1936 e il 1937.

- Servi di Dio Mariano Alcalá Pérez e 18 Compagni, dell'Ordine della Beata Vergine Maria della Mercede; uccisi in odio alla Fede in diversi luoghi entro i confini della Diocesi di Lleida (Spagna) tra il 1936 e il 1937.

VIRTÙ EROICHE

- Servo di Dio Donato Giannotti, Sacerdote diocesano, Fondatore della Congregazione delle Suore Ancelle dell'Immacolata; nato a Casapulla (Italia), (1828-1914).

- Servo di Dio Maria Eugenio del Bambino Gesù (al secolo: Enrico Grialou), Sacerdote professo dell'Ordine dei Carmelitani Scalzi, Fondatore dell'Istituto Notre-Dame de Vie; nato a Gua/Aveyron (Francia), (1894-1967).

- Serva di Dio Alfonsa Maria (al secolo: Elisabetta Eppinger), Fondatrice della Congregazione delle Suore del Ss.mo Salvatore; nata a Niederbronn (France), (1814-1867).

- Serva di Dio Margherita Lucia Szewczyk, Fondatrice della Congregazione delle Figlie della Beata Maria Vergine Addolorata, dette Serafiche; nata a Szepetówka (Wołyń, Ucraina), (1828-1905).

- Serva di Dio Assunta Marchetti, Cofondatrice delle Suore Missionarie di San Carlo; nata a Lombrici di Camaiore (Italia), (1871-1948).

- Serva di Dio Maria Julitta (al secolo: Teresa Eleonora Ritz), Suora professa della Congregazione delle Suore del Redentore; nata a Uissigheim (Germania), (1882-1966);

- Serva di Dio Maria Anna Amico Roxas, Laica, Fondatrice della Società di Sant'Orsola; nata a San Cataldo (Italia), (1883-1947).
CSS/                             VIS 20111219 (690)

UDIENZE

CITTA' DEL VATICANO, 19 DIC. 2011 (VIS). Il Santo Padre ha ricevuto questa mattina in udienza:

- Il Cardinale Angelo Amato, S.D.B., Prefetto della Congregazione delle Cause dei Santi.

- Il Signor Esteban Kriskovic, Ambasciatore del Paraguay, in occasione della presentazione delle Lettere Credenziali.

  Sabato 17 dicembre il Santo Padre ha ricevuto in udienza:

- Il Cardinale Marc Ouellet, P.S.S., Prefetto della Congregazione per i Vescovi.

- Sei Presuli della Conferenza Episcopale del Pacifico, in Visita “ad Limina Apostolorum”:
    - Il Padre Olivier P. Aro, M.S.P., Superiore della Missione “sui iuris” di Tokelau (Sud Pacifico).
    - L'Arcivescovo Petero Mataca, Arcivescovo di Suva (Isole Fiji).
    - Il Vescovo Paul Donoghue, di Rarotonga (Isole Cook).
    - Il Vescovo Paul Eusebius Mea Kaiuea, M.S.C., di Tarawa and Nauru (Kiribati).
    - Il Vescovo Soane Patita Paini Mafi, Vescovo di Tonga.
AL:AP/               VIS 20111219 (100)

venerdì 16 dicembre 2011

UNIVERSITARI COLLABORATE CON DIO PROGETTO STORIA CON FEDE E CULTURA

CITTA' DEL VATICANO, 16 DIC. 2011 (VIS). Nel pomeriggio di ieri, nella Basilica Vaticana, il Santo Padre ha presieduto la celebrazione dei Vespri in preparazione al Natale, con la partecipazione di migliaia di studenti delle università romane. Erano presenti numerose autorità accademiche, fra le quali il Ministro dell'Istruzione, dell'Università e della Ricerca, Professor Francesco Profumo. Segnaliamo inoltre che quest'anno ricorre il ventesimo anniversario dell'Ufficio per la Pastorale Universitaria, istituito dal Beato Giovanni Paolo II a servizio della comunità accademica romana.

  Benedetto XVI si è soffermato nell'omelia sull'invito dell'Apostolo Giacomo "Siate costanti, fratelli, fino alla venuta del Signore". Di seguito ne riportiamo alcuni estratti:

  "A voi che vivete nel cuore dell’ambiente culturale e sociale del nostro tempo, che sperimentate le nuove e sempre più raffinate tecnologie, che siete protagonisti di un dinamismo storico che talvolta sembra travolgente, l’invito dell’Apostolo può sembrare anacronistico (...). L’esortazione dell’Apostolo alla paziente costanza, che nel nostro tempo potrebbe lasciare un po’ perplessi, è in realtà la via per accogliere in profondità la questione di Dio, il senso che ha nella vita e nella storia, perché proprio nella pazienza, nella fedeltà e nella costanza della ricerca di Dio, dell’apertura a Lui, Egli rivela il suo Volto".

  "San Giacomo (...) ci ricorda che (...) non siamo soli e non siamo noi da soli a costruire la storia. Dio non è lontano dall’uomo, ma si è chinato su di lui e si è fatto carne (...). La pazienza è la virtù di coloro che si affidano a questa presenza nella storia, che non si lasciano vincere dalla tentazione di riporre tutta la speranza nell’immediato (...) in progetti tecnicamente perfetti, ma lontani dalla realtà più profonda, quella che dona la dignità più alta alla persona umana: la dimensione trascendente, l’essere creatura ad immagine e somiglianza di Dio".

  "Dio, (...) nell’incarnazione del suo Figlio, ha sperimentato il tempo dell’uomo, della sua crescita, del suo farsi nella storia. Quel Bambino è il segno della pazienza di Dio, che per primo è paziente, costante, fedele al suo amore verso di noi (...) Quante volte gli uomini hanno tentato di costruire il mondo da soli, senza o contro Dio! Il risultato è segnato dal dramma di ideologie che, alla fine, si sono dimostrate contro l’uomo e la sua dignità profonda". (...)

  "Essere costanti e pazienti significa imparare a costruire la storia insieme con Dio, perché solo edificando su di Lui e con Lui la costruzione è ben fondata (...). Questa sera riaccendiamo, allora, in modo ancora più luminoso la speranza nei nostri cuori, perché la Parola di Dio ci ricorda che (...) il Signore è con noi ed è possibile costruire con Lui. (...) Noi possiamo progettare la nostra storia, la storia dell’umanità non nell’utopia ma nella certezza che il Dio di Gesù Cristo è presente e ci accompagna".

  "A ciascuno di voi il Signore chiede di collaborare alla costruzione della città dell’uomo, coniugando in modo serio e appassionato fede e cultura. Per questo vi invito a cercare sempre, con paziente costanza, il vero Volto di Dio (...). Portate a tutti l’annuncio che il vero volto di Dio è nel Bambino di Betlemme, così vicino a ciascuno di noi che nessuno può sentirsi escluso, nessuno deve dubitare della possibilità dell’incontro, perché Lui è il Dio paziente e fedele, che sa attendere e rispettare la nostra libertà".

  Al termine della Liturgia, l'Icona della "Sedes Sapientiae", dono del Beato Giovanni Paolo II agli universitari del mondo, è stata consegnata dalla delegazione universitaria spagnola alla Delegazione dell'Università di Roma "La Sapienza". Inoltre avrà inizio la "Peregrinatio Mariae" nelle Cappellanie universitarie di Roma, che si concluderà con il Simposio internazionale dei professori universitari in programma nel giugno 2012.
HML/                                         VIS 20111216 (620)

ALBERO DI NATALE RICHIAMA PERDURARE DELLA VITA IN CRISTO

CITTA' DEL VATICANO, 16 DIC. 2011 (VIS). Questa mattina il Santo Padre Benedetto XVI ha ricevuto una Delegazione dell'Ucraina, che quest'anno ha fatto dono al Papa dell'albero di Natale che viene collocato accanto al Presepio in Piazza San Pietro. Nel pomeriggio, in presenza dei Vescovi dell'Ucraina, saranno accese le luce dell'abete rosso - proveniente dalla regione di Zakarpattya - alto 30,5 metri e adornato con 2.500 sfere dorate e argentate. Come di consueto insieme all'abete grande sono stati donati anche piccoli alberelli da collocare in diversi siti in Vaticano.

  Il Papa, nel salutare gli Arcivescovi che accompagnavano la Delegazione: Sua Beatitudine Svioatoslav Schevchuck, Arcivescovo Maggiore di Kyiv-Halyc; l'Arcivescovo Mieczysław Mokrzycki, di Leopoli dei Latini e l'Eparca Milan Sasik, di Mukachevo,  ha rivolto anche uno speciale pensiero ai Rappresentanti della Chiesa Ortodossa, guidati dall’Arcivescovo di Poltava e Myrhorod.

  "Significativo simbolo del Natale di Cristo, perché con i suoi rami sempre verdi richiama il perdurare della vita, l’abete è anche segno della religiosità popolare della vostra terra e delle radici cristiane della vostra cultura. Auspico che queste radici possano rinsaldare sempre più la vostra unità nazionale, favorendo la promozione di valori autentici e condivisi. Nel corso dei secoli, il vostro Paese è stato crocevia di culture diverse, punto di incontro tra ricchezze spirituali d’Oriente e d’Occidente. Nella tenace adesione ai valori della fede, possa continuare a rispondere a questa peculiare vocazione".

  "L’albero e il presepio - ha proseguito il Papa -  sono elementi di quel clima tipico del Natale che appartiene al patrimonio spirituale delle nostre comunità; un clima soffuso di religiosità e di intimità familiare, che dobbiamo conservare anche nelle odierne società, dove talora sembrano prevalere il consumismo e la ricerca dei beni materiali. Natale è festa cristiana e i suoi simboli costituiscono importanti riferimenti al grande mistero dell’Incarnazione e della Nascita di Gesù, che la liturgia costantemente rievoca. Il Creatore dell’universo, facendosi bambino, è venuto tra noi per condividere il nostro cammino; si è fatto piccolo per entrare nel cuore dell’uomo e così rinnovarlo con il suo amore. Predisponiamoci ad accoglierlo con fede".
AC/                  VIS 20111216 (360)
EDUCARE I GIOVANI ALLA GIUSTIZIA E ALLA PACE

CITTA' DEL VATICANO, 16 DIC. 2011 (VIS). Questa mattina, presso la Sala Stampa della Santa Sede, ha avuto luogo la Conferenza Stampa di presentazione del Messaggio del Santo Padre per la XLV Giornata Mondiale della Pace (1° gennaio 2012), sul tema: "Educare i giovani alla giustizia e alla pace". Alla Conferenza Stampa sono intervenuti il Cardinale Peter Kodwo Appiah Turkson, Presidente del Pontificio Consiglio della Giustizia e della Pace ed il Vescovo Mario Toso, S.D.B., Segretario del medesimo Dicastero. Di seguito riportiamo alcuni estratti del Messaggio di Benedetto XVI:

  "Inizio di un nuovo anno, dono di Dio all’umanità, mi invita a rivolgere a tutti, con grande fiducia e affetto, uno speciale augurio per questo tempo che ci sta dinanzi, perché sia concretamente segnato dalla giustizia e dalla pace".

  "È vero che nell’anno che termina è cresciuto il senso di frustrazione per la crisi che sta assillando la società, il mondo del lavoro e l’economia; una crisi le cui radici sono anzitutto culturali e antropologiche. (...) Vorrei dunque presentare il Messaggio per la XLV Giornata Mondiale della Pace in una prospettiva educativa: 'Educare i giovani alla giustizia e alla pace', nella convinzione che essi, con il loro entusiasmo e la loro spinta ideale, possono offrire una nuova speranza al mondo".

  "Il mio Messaggio si rivolge anche ai genitori, alle famiglie, a tutte le componenti educative, formative, come pure ai responsabili nei vari ambiti della vita religiosa, sociale, politica, economica, culturale e della comunicazione". (...)

  "Educare (...) richiede la responsabilità del discepolo, che deve essere aperto a lasciarsi guidare alla conoscenza della realtà, e quella dell’educatore, che deve essere disposto a donare se stesso. Per questo sono più che mai necessari autentici testimoni, e non meri dispensatori di regole e di informazioni; (...) Il testimone è colui che vive per primo il cammino che propone".

  "Quali sono i luoghi dove matura una vera educazione alla pace e alla giustizia? Anzitutto la famiglia, poiché i genitori sono i primi educatori. (...) 'È nella famiglia che i figli apprendono i valori umani e cristiani che consentono una convivenza costruttiva e pacifica. È nella famiglia che essi imparano la solidarietà fra le generazioni, il rispetto delle regole, il perdono e l’accoglienza dell’altro'. Essa è la prima scuola dove si viene educati alla giustizia e alla pace".

  "Viviamo in un mondo in cui la famiglia, e anche la vita stessa, sono costantemente minacciate e, non di rado, frammentate. Condizioni di lavoro spesso poco armonizzabili con le responsabilità familiari, preoccupazioni per il futuro, ritmi di vita frenetici, migrazioni in cerca di un adeguato sostentamento, se non della semplice sopravvivenza, finiscono per rendere difficile la possibilità di assicurare ai figli uno dei beni più preziosi: la presenza dei genitori (...). Ai genitori desidero dire di non perdersi d’animo! Con l’esempio della loro vita esortino i figli a porre la speranza anzitutto in Dio, da cui solo sorgono giustizia e pace autentiche".

  "Vorrei rivolgermi anche ai responsabili delle istituzioni che hanno compiti educativi: veglino con
grande senso di responsabilità affinché la dignità di ogni persona sia rispettata e valorizzata in ogni circostanza. (...) Ogni ambiente educativo possa essere luogo di apertura al trascendente e agli altri; luogo di dialogo, di coesione e di ascolto, in cui il giovane si senta valorizzato nelle proprie potenzialità e ricchezze interiori, e impari ad apprezzare i fratelli". (...)

  "Mi rivolgo poi ai responsabili politici, chiedendo loro di aiutare concretamente le famiglie e le istituzioni educative ad esercitare il loro diritto-dovere di educare. Non deve mai mancare un adeguato supporto alla maternità e alla paternità. (...) Offrano ai giovani un’immagine limpida della politica, come vero servizio per il bene di tutti". (...)

  "Nell’odierna società, i mezzi di comunicazione di massa hanno un ruolo particolare: non solo informano, ma anche formano lo spirito dei loro destinatari e quindi possono dare un apporto notevole all’educazione dei giovani". (...)

  "L’educazione (...) riguarda la formazione integrale della persona, inclusa la dimensione morale e spirituale dell’essere, in vista del suo fine ultimo e del bene della società di cui è membro. Perciò, per educare alla verità occorre innanzitutto sapere chi è la persona umana, conoscerne la natura. (...) L’uomo è un essere che porta nel cuore una sete di infinito, una sete di verità – non parziale, ma capace di spiegare il senso della vita – perché è stato creato a immagine e somiglianza di Dio. (...) Perciò, la prima educazione consiste nell’imparare a riconoscere nell’uomo l’immagine del Creatore e, di conseguenza, ad avere un profondo rispetto per ogni essere umano". (...)

 "Solo nella relazione con Dio l’uomo comprende anche il significato della propria libertà. Ed è compito dell’educazione quello di formare all’autentica libertà. (...) La libertà è un valore prezioso, ma delicato; può essere fraintesa e usata male. (...)  Nell’intimo della coscienza l’uomo scopre una legge che non è lui a darsi, ma alla quale invece deve obbedire e la cui voce lo chiama ad amare e a fare il bene e a fuggire il male, ad assumere la responsabilità del bene compiuto e del male commesso. Per questo, l’esercizio della libertà è intimamente connesso alla legge morale naturale, che ha carattere universale, esprime la dignità di ogni persona, pone la base dei suoi diritti e doveri fondamentali, e dunque, in ultima analisi, della convivenza giusta e pacifica fra le persone".

  "Il retto uso della libertà è dunque centrale nella promozione della giustizia e della pace, che richiedono il rispetto per se stessi e per l’altro". (...)  

  "È importante non separare il concetto di giustizia dalle sue radici trascendenti. La giustizia, infatti, non è una semplice convenzione umana, poiché ciò che è giusto non è originariamente determinato dalla legge positiva, ma dall’identità profonda dell’essere umano. È la visione integrale dell’uomo che permette di non cadere in una concezione contrattualistica della giustizia e di aprire anche per essa l’orizzonte della solidarietà e dell’amore". (...)

  "'La 'città dell’uomo' non è promossa solo da rapporti di diritti e di doveri, ma ancor più e ancor prima da relazioni di gratuità, di misericordia e di comunione". (...)

  "'La pace non è la semplice assenza di guerra e non può ridursi ad assicurare l’equilibrio delle forze contrastanti. La pace non si può ottenere sulla terra senza la tutela dei beni delle persone, la libera comunicazione tra gli esseri umani, il rispetto della dignità delle persone e dei popoli, l’assidua pratica della fratellanza'. La pace è frutto della giustizia ed effetto della carità. La pace è anzitutto dono di Dio". (...)

  "Ma la pace non è soltanto dono da ricevere, bensì anche opera da costruire. Per essere veramente operatori di pace, dobbiamo educarci alla compassione, alla solidarietà, alla collaborazione, alla fraternità". (...) 

  "La pace per tutti nasce dalla giustizia di ciascuno e nessuno può eludere questo impegno essenziale di promuovere la giustizia, secondo le proprie competenze e responsabilità. Invito in particolare i giovani, che hanno sempre viva la tensione verso gli ideali, ad avere la pazienza e la tenacia di ricercare la giustizia e la pace, di coltivare il gusto per ciò che è giusto e vero, anche quando ciò può comportare sacrificio e andare controcorrente". (...)

  "Cari giovani, voi siete un dono prezioso per la società. Non lasciatevi prendere dallo scoraggiamento di fronte alle difficoltà e non abbandonatevi a false soluzioni, che spesso si presentano come la via più facile per superare i problemi. Non abbiate paura di impegnarvi, di affrontare la fatica e il sacrificio, di scegliere le vie che richiedono fedeltà e costanza, umiltà e dedizione". (...)

  "Siate coscienti di essere voi stessi di esempio e di stimolo per gli adulti, e lo sarete quanto più vi sforzate di superare le ingiustizie e la corruzione, quanto più desiderate un futuro migliore e vi impegnate a costruirlo. Siate consapevoli delle vostre potenzialità e non chiudetevi mai in voi stessi, ma sappiate lavorare per un futuro più luminoso per tutti. Non siete mai soli. La Chiesa ha fiducia in voi, vi segue, vi incoraggia e desidera offrirvi quanto ha di più prezioso: la possibilità di alzare gli occhi a Dio, di incontrare Gesù Cristo, Colui che è la giustizia e la pace". (...)

  "Guardiamo con maggiore speranza al futuro, incoraggiamoci a vicenda nel nostro cammino, lavoriamo per dare al nostro mondo un volto più umano e fraterno, e sentiamoci uniti nella responsabilità verso le giovani generazioni presenti e future, in particolare nell’educarle ad essere pacifiche e artefici di pace".
MESS/GIORNATA PACE 2012                       VIS 20111216 (1400)

UDIENZE

CITTA' DEL VATICANO, 16 DIC. 2011 (VIS). Il Santo Padre ha ricevuto questa mattina in udienza nove Presuli della Conferenza Episcopale del Pacifico, in Visita “ad Limina Apostolorum”:

    - L'Arcivescovo Anthony Sablam Apuron, O.F.M.Cap., di Agaña (Guam, Isole Marianne, U.S.A.).

    - Il Vescovo Amando Samo, di Caroline Islands (Stati Federali di Micronesia e Palau).

    - Il Padre Ryan Jimenez, Amministratore Apostolico di Chalan Kanoa (Isole Marianne Settentrionali, U.S.A.).

    - Il Padre Raymundo Sabio, M.S.C., Prefetto Apostolico di Marshall Islands.

    - L'Arcivescovo Michel-Marie-Bernard Calvet, di Noumea (Nuova Caledonia, Francia).

    - Il Vescovo Jean Bosco Baremes, S.M., Vescovo di Port Vila (Vanuatu).

    - Il Vescovo Ghislain de Rasilly, S.M., Vescovo di Wallis et Futuna (Territoire des îles Wallis-et-Futuna, Francia).

    - Il Padre Bruno Mai, Amministratore Apostolico di Papeete (Tahiti, Isole del Vento, Polinesia Francese).

    - Il Vescovo Pascal Chang-Soi, Vescovo Coadiutore di Taiohae o Tefenuaenata (Isole Marchesi, Polinesia Francese).

  Nel pomeriggio il Santo Padre riceverà il Cardinale William Joseph Levada, Prefetto della Congregazione per la Dottrina della Fede.
AL:AP/                             VIS 20111216 (150)

ALTRI ATTI PONTIFICI



CITTA' DEL VATICANO, 16 DIC. 2011 (VIS). Il Santo Padre ha nominato il Monsignor José Leonardo Lemos Montanet, Vescovo della Diocesi di Orense (superficie: 5.281; popolazione: 299.489; cattolici: 290.275; sacerdoti: 357; religiosi: 408), Spagna. Il Vescovo eletto è nato a Barallobre (Spagna), nel 1953 ed è stato ordinato sacerdote nel 1979. Dal 1978 al 1979 è stato formatore nel Seminario Minore a Belvís e dal 1988 al 2003 nel Seminario Maggiore a Santiago de Compostela; dal 1985 è stato Professore dell’"Instituto Teologico Compostelano"; dal 1992 è stato  Direttore della Biblioteca di Studi Teologici dell’Instituto Teologico Compostelano; dal 2003 è stato  Canonico e dal 2005 Segretario capitolare; Direttore dell’"Instituto Compostelano Superior de Ciencias Religiosas"; collaboratore pastorale nella Parrocchia di San Fernando a Santiago de Compostela.
NER/                  VIS 20111216 (140)

giovedì 15 dicembre 2011

SOLIDARIETÀ, FULCRO DELLO SVILUPPO INTEGRALE

CITTA' DEL VATICANO, 15 DIC. 2011 (VIS). Questa mattina il Santo Padre Benedetto XVI ha ricevuto le Lettere Credenziali di undici nuovi Ambasciatori presso la Santa Sede, non residenti a Roma: Signora Margaret A. King-Rousseau (Trinidad e Tobago); Signor Hília Garez Gomes Lima Barber (Guinea Bissau); Signor Paul Widmer (Svizzera); Signor Anatole Bacanamwo (Burundi); Signor Arbhorn Manasvanich (Thailandia); Signor Muhammad Saleem (Pakistan); Signor Amadeu P.S. da Conceição (Mozambico); Signor Tolendy Makeyev (Kirgyzstan); Signor Jaume Serra Serra (Andorra); Signora Tamara Kunanayakam (Sri Landa) e Signor Joseph Paré (Burkina Faso).

  Il discorso del Santo Padre ai nuovi ambasciatori è stato dedicato al tema della solidarietà quale fulcro dello sviluppo integrale dei popoli.

  "Nella nostra epoca - ha detto il Papa - l'unità della famiglia umana è un fatto innegabile. Grazie ai mezzi di comunicazione che collegano tutte le regioni del pianeta, ai trasporti che facilitano gli scambi umani, ai rapporti commerciali che rendono interdipendenti le economie, alle sfide di portata mondiale quali la salvaguardia dell'ambiente e l'importanza dei flussi migratori, gli uomini hanno compreso di avere un destino comune. (...) L'umanità deve considerare tale interdipendenza un vantaggio e non una minaccia. (...) Tutti siamo responsabili di tutti, ed è importante avere un concetto positivo della solidarietà, che è il fulcro dello sviluppo umano integrale".

  Nel considerare gli ambiti in cui la solidarietà viene esercitata, Benedetto XVI ha sottolineato "la solidarietà intergenerazionale" che ha le sue radici nella famiglia, ed ha affermato che la preoccupazione per l'educazione e la vita delle generazioni future "conduce ad un avanzamento significativo nella percezione dell'unità del genere umano".

  Successivamente il Papa ha ribadito che la "responsabilità comune" per il bene dell'umanità non si contrappone alla diversità culturale e religiosa e che "il pluralismo delle culture e delle religioni non si oppone alla ricerca comune del vero, del bene e del bello. Illuminata e sostenuta dalla luce della Rivelazione, la Chiesa incoraggia gli uomini a confidare nella ragione, che, se purificata dalla fede, (...) può superare i condizionamenti di parte o interessati, e riconoscere i beni universali di cui tutti gli uomini hanno bisogno. Tali beni sono la pace e l'armonia sociale e religiosa, tanto desiderate, legate non soltanto ad un quadro legislativo giusto e adeguato, ma anche alla qualità morale di ogni cittadino poiché 'la solidarietà si presenta sotto due aspetti complementari: il principio sociale e la virtù morale'".

  La solidarietà ricopre pienamente il suo ruolo di "virtù sociale" quando può contare "su strutture di sussidiarietà e sulla determinazione ferma e perseverante di ogni persona nell'operare per il bene comune. (...) Le nuove sfide che i vostri paesi devono attualmente affrontare richiedono certamente una mobilitazione delle intelligenze e della creatività dell'uomo per lottare contro la povertà e per una più efficace e sana utilizzazione delle energie e delle risorse disponibili. (...) Far accrescere la responsabilità di tutti comporta anche vigilare attentamente ed efficacemente sul rispetto e la promozione della dignità umana davanti ai tentativi di sminuirla".

  "Solo fondandosi sulla nozione di sviluppo integrale della persona umana la solidarietà potrà realizzarsi e realizzare prima di tutto la giustizia. Non soltanto le religioni, ma anche gli Stati, devono far risaltare il primato dello spirito, con una politica culturale che favorisca l'accesso di ogni individuo ai beni dello spirito, che valorizzi la ricchezza del rapporto sociale e non scoraggi mai l'essere umano nella sua libera ricerca di spiritualità".
CD/                  VIS 20111215 (580)

UDIENZE

CITTA' DEL VATICANO, 15 DIC. 2011 (VIS).

- L'Arcivescovo James Patrick Green, Nunzio Apostolico in Perù.

- Il Cardinale André Vingt-Trois, di Paris (Francia), Presidente della Conferenza dei Vescovi di Francia; con i Vice-Presidenti:

    - Arcivescovo Laurent Ulrich, di Lille;
    - Arcivescovo Hippolyte Simon, di Clermont
    - e con il Segretario Generale Monsignor Antoine Hérouard.

- Il Signor Yves Gazzo, Capo Delegazione della Commissione delle Comunità Europee presso la Santa Sede, in visita di congedo.
AP/                                VIS 20111215 (80)

ALTRI ATTI PONTIFICI

CITTA' DEL VATICANO, 15 DIC. 2011 (VIS). Il Santo Padre ha nominato:

- L'Arcivescovo André Dupuy, Nunzio Apostolico nei Paesi Bassi,  finora Nunzio Apostolico presso l'Unione Europea e nel Principato di Monaco.

- L'Arcivescovo Marek Solczynski, Nunzio Apostolico in Armenia, attualmente Nunzio Apostolico in Georgia.
NN/                                VIS 20111215 (50)

mercoledì 14 dicembre 2011

GESÙ CI INSEGNA A PREGARE IL PADRE PER AIUTARE CHI SOFFRE

CITTA' DEL VATICANO, 14 DIC. 2011 (VIS). Benedetto XVI ha dedicato la catechesi dell'Udienza Generale di oggi alla preghiera di Gesù legata alla sua azione guaritrice, soffermandosi su due significativi episodi: la guarigione del sordomuto, narrata dall'evangelista Marco, e la risurrezione di Lazzaro.

  La guarigione del sordomuto "mostra che l’azione sanante di Gesù è connessa con un suo intenso rapporto sia con il prossimo, sia con il Padre. (...) Con un gesto, il Signore tocca le orecchie e la lingua del malato, ossia le sedi specifiche della sua infermità. (...) Ma il punto centrale di questo episodio è il fatto che Gesù, al momento di operare la guarigione, cerca direttamente il suo rapporto con il Padre. (...) L’insieme del racconto, allora, mostra che il coinvolgimento umano con il malato porta Gesù alla preghiera. Ancora una volta riemerge il suo rapporto unico con il Padre, la sua identità di Figlio Unigenito. In Lui, attraverso la sua persona, si rende presente l’agire sanante e benefico di Dio".

  Nel racconto della risurrezione di Lazzaro "s’intrecciano, da una parte, il legame di Gesù con un amico e con la sua sofferenza e, dall’altra, la relazione filiale che Egli ha con il Padre". Il Papa ha spiegato che: "L’affetto sincero per l’amico (...) si manifesta nella commozione profonda di Gesù alla vista del dolore di Marta e Maria e di tutti gli amici di Lazzaro, e sfocia nello scoppio di pianto – così profondamente umano - nell’avvicinarsi alla tomba. (...) Fin dall’inizio, l’avvenimento è letto da Gesù in relazione con la propria identità e missione e con la glorificazione che Lo attende. Alla notizia della malattia di Lazzaro, infatti, Egli commenta: 'Questa malattia non porterà alla morte, ma è per la gloria di Dio, affinché per mezzo di essa il Figlio di Dio venga glorificato'".

  "Il momento della preghiera esplicita di Gesù al Padre davanti alla tomba, è lo sbocco naturale di tutta la vicenda". Narra l'evangelista Giovanni "'Gesù allora alzò gli occhi e disse: 'Padre, ti rendo grazie perché mi hai ascoltato'". Questa frase, ha affermato Benedetto XVI, "rivela che Gesù non ha lasciato neanche per un istante la preghiera di domanda per la vita di Lazzaro. Questa preghiera continua, anzi, ha rafforzato il legame con l’amico e, contemporaneamente, ha confermato la decisione di Gesù di rimanere in comunione con la volontà del Padre, con il suo piano di amore, nel quale la malattia e la morte di Lazzaro vanno considerate come luogo in cui si manifesta la gloria di Dio".

Fiducia nella volontà di Dio

  "Leggendo questa narrazione - ha proseguito il Papa - ciascuno di noi è chiamato a comprendere che nella preghiera di domanda al Signore non dobbiamo attenderci un compimento immediato di ciò che chiediamo, della nostra volontà, ma affidarci piuttosto alla volontà del Padre, leggendo ogni evento nella prospettiva della sua gloria, del suo disegno di amore, spesso misterioso ai nostri occhi. Per questo, nella nostra preghiera, domanda, lode e ringraziamento dovrebbero fondersi assieme, anche quando ci sembra che Dio non risponda alle nostre concrete attese. L’abbandonarsi all’amore di Dio, che ci precede e ci accompagna sempre, è uno degli atteggiamenti di fondo del nostro dialogo con Lui. (...) Anche per noi, al di là di ciò che Dio ci dona quando lo invochiamo, il dono più grande che può darci è la sua amicizia, la sua presenza, il suo amore". Il Donante è più prezioso del dono.

  "Con la sua preghiera, Gesù vuole condurre alla fede, alla fiducia totale in Dio e nella sua volontà, e vuole mostrare che questo Dio che ha tanto amato l’uomo e il mondo da mandare il suo Figlio Unigenito, è il Dio della Vita, il Dio che porta speranza ed è capace di rovesciare le situazioni umanamente impossibili. La preghiera fiduciosa di un credente, allora, è una testimonianza viva di questa presenza di Dio nel mondo".

  "In Gesù, vero Dio e vero uomo, l’attenzione verso l’altro, specialmente se bisognoso e sofferente, (...), Lo portano a rivolgersi al Padre (...). Ma anche viceversa: la comunione con il Padre, il dialogo costante con Lui, spinge Gesù ad essere attento in modo unico alle situazioni concrete dell’uomo per portarvi la consolazione e l’amore di Dio".

   Nello stesso modo, la relazione profonda fra l'amore a Dio e al prossimo deve essere presente nella nostra preghiera che "apre la porta a Dio, che ci insegna ad uscire costantemente da noi stessi per essere capaci di farci vicini agli altri, specialmente nei momenti di prova, per portare loro consolazione, speranza e luce".

  Al termine della catechesi, il Santo Padre ha salutato nelle diverse lingue gli oltre 7.000 pellegrini presenti nell'Aula Paolo VI ed ha ringraziato in particolare quanti hanno promosso il restauro della scultura "La Risurrezione", del Maestro Pericle Fazzini. "Dopo un periodo di accurati lavori - ha detto Benedetto XVI - oggi abbiamo la gioia di ammirare in tutto il suo originario splendore quest'opera d'arte e di fede".

  Esprimendosi in lingua spagnola, il Papa si è rivolto alla Delegazione dello Stato di Puebla, Messico, ed ha espresso l'auspicio che "con l'aiuto di Dio, possa essere io prossimamente a visitare il vostro Paese".
AG/                  VIS 20111214 (870)

ALTRI ATTI PONTIFICI


CITTA' DEL VATICANO, 14 DIC. 2011 (VIS). Il Santo Padre:

- Ha nominato il Sacerdote João Santos Cardoso, Vescovo della Diocesi di São Raimundo Nonato (superficie: 39.316; popolazione: 193.000; cattolici: 174.000; sacerdoti: 23; religiosi: 42), Brasile. Il Vescovo eletto è nato nel 1961 a Dário Meira (Brasile) ed ha ricevuto l'ordinazione sacerdotale nel 1986. Dal 1987 al 1991 è stato Amministratore Parrocchiale della Parrocchia "São Miguel Arcanjo"; dal 1992 al 1994 è stato Rettore del Seminario Maggiore di Filosofia dell'Arcidiocesi di Vitὁria da Conquista; dal 1992 al 1995 e dal 2003 in poi, Professore Universitario a Vitὁria da Conquista; dal 2007 al 2009 Assessore Arcidiocesano della Pastorale Giovanile; dal 2009 è stato Membro del Collegio dei Consultori e del Consiglio Presbiterale; dal 2010 è stato Rappresentante del Presbitero dell'Arcidiocesi nel Consiglio Regionale dei Presbiteri. È stato finora Parroco della Parrocchia "Nossa Senhora das Graças", a Vitὁria da Conquista, Professore di Filosofia in diverse Università e Coordinatore di Pastorale dell'Arcidiocesi di Vitὁria da Conquista.

- Ha accettato la rinuncia al governo pastorale della Diocesi di Sekondi-Takoradi (Ghana), presentata dal Vescovo John Martin Darko, in conformità al canone 401, paragrafo 2, del Codice di Diritto Canonico.

- Ha nominato l'Arcivescovo Mathias Nketsiah, di Cape Coast (Ghana), Amministratore Apostolico "sede vacante et ad nutum Sanctae Sedis" della Diocesi di Sekondi-Takoradi (Ghana).
NER:RE/                             VIS 20111214 (230)

martedì 13 dicembre 2011

AMERICA LATINA: SALVAGUARDARE FEDE E DINAMISMO STORICO-CULTURALE

CITTA' DEL VATICANO, 13 DIC. 2011 (VIS). In occasione del Bicentenario dell'indipendenza dei Paesi dell'America Latina e del Caribe, il Santo Padre Benedetto XVI ha presieduto ieri, Solennità della Beata Maria Vergine di Guadalupe, Patrona dell'America Latina, la Santa Messa nella Basilica Vaticana. Hanno concelebrato con il Santo Padre, il Cardinale Tarcisio Bertone, S.D.B., Segretario di Stato; il Cardinale Marc Ouellet, P.S.S., Prefetto della Congregazione per i Vescovi e Presidente della Pontificia Commissione per l'America Latina; il Cardinale Norberto Rivera Carrasco, Arcivescovo di México (Messico) e il Cardinale Raymundo Damsceno Assis, Arcivescovo di Aparecida (Brasile).

  Prima della Celebrazione Eucaristica, il Segretario della Pontificia Commissione per l'America Latina, Professor Guzmán Carriquiry, ha dato lettura di alcuni testi sul bicentenario e sulla Vergine di Guadalupe ed il Cardinale Nicolás de Jesús Lὁpez Rodríguez, Arcivescovo di Santo Domingo (Repubblica Dominicana) ha recitato una preghiera alla Beata Maria Vergine di Guadalupe.

  Nell'omelia il Papa ha ricordato a quanti festeggiano il Bicentenario dell'indipendenza che "oltre gli aspetti storici, sociali e politici degli avvenimenti, rinnoviamo all'Altissimo la gratitudine per il grande dono della fede ricevuta, una fede che annuncia il Mistero redentore della morte e della risurrezione di Gesù Cristo, affinché tutti i popoli della terra in Lui abbiano la vita. Il Successore di Pietro non poteva far passare questa commemorazione senza far presente la gioia della Chiesa per i copiosi doni che Dio nella sua infinita bontà ha effuso in questi anni alle amatissime nazioni che instancabilmente invocano Maria Santissima".

  "La venerata immagine della Morenita del Tepeyac (...) con semplicità e cuore di madre - ha detto il Santo Padre - continua a indicare l'unica Luce e l'unica Verità: suo Figlio Gesù Cristo, che è la risposta definitiva alla domanda sul senso della vita e agli interrogativi fondamentali che anche oggi interpellano tanti uomini e donne del continente americano".

  "Attualmente (...) avanza il processo di integrazione di questo diletto continente, e contemporaneamente si avverte un nuovo protagonismo emergente nel concerto mondiale (....). È importante che i diversi popoli salvaguardino il ricco tesoro della fede ed il proprio dinamismo storico-culturale, essendo sempre difensori della vita umana dal concepimento fino al termine naturale. Promotori di pace, essi devono parimenti tutelare la famiglia nella sua autentica natura e missione, intensificando al tempo stesso una vasta e capillare missione educativa (....). Sono chiamati inoltre a promuovere sempre più iniziative pertinenti (...) che favoriscano la riconciliazione e la fratellanza, incrementino la solidarietà e l'attenzione all'ambiente, dando impulso agli sforzi per sconfiggere la miseria, l'analfabetismo e la corruzione e sradicare ogni ingiustizia, violenza, criminalità, l'insicurezza nelle città, il narcotraffico e l'estorsione".

  "Quando la Chiesa si preparava a ricordare il quinto centenario della 'plantatio' della Croce di Cristo nella buona terra del continente americano, il Beato Giovanni Paolo II formulò sul suo suolo, per la prima volta, il programma di una evangelizzazione nuova 'nel suo ardore, nei suoi metodi, nella sua espressione'", ha rievocato il Pontefice. "È mia responsabilità confermare nella fede ed incoraggiare lo slancio apostolico che attualmente dà impulso (...) alla 'missione continentale' promossa ad Aparecida, perché 'la fede cristiana si radichi più profondamente nel cuore delle persone e dei popoli latinoamericani come manifestazione fondante e incontro vivificante con Cristo'".

  "Che la luce di Dio brilli, poi, ogni volta di più sul volto di ciascun figlio di questa amata terra e che la sua grazia redentrice orienti le sue decisioni, affinché si continui ad avanzare senza tralasciare l'edificazione di una società cementata nello sviluppo del bene, nel trionfo dell'amore e nella diffusione della giustizia. Con tali vivi auspici e sostenuto dall'ausilio della provvidenza divina, intendo intraprendere un Viaggio Apostolico, prima della Santa Pasqua, in Messico e Cuba, per proclamare la Parola di Cristo e riaffermare la convinzione che questo è un tempo prezioso per evangelizzare con una fede solida, una speranza viva e una carità ardente".

  "Raccomando tutti questi propositi - ha concluso Benedetto XVI - all'amorosa mediazione di Santa Maria di Guadalupe (...) come pure gli attuali destini delle nazioni latinoamericane e caraibiche e la via che percorrono verso un domani migliore. Invoco ugualmente su di esse l'intercessione di tanti santi e beati che lo Spirito ha suscitato nel corso della storia di questo continente, offrendo modelli eroici di virtù cristiane nella diversità di stati di vita e di ambienti sociali, affinché il loro esempio promuova una nuova evangelizzazione sotto lo guardo di Cristo, Salvatore dell'uomo e forza della sua vita".
HML/                                         VIS 20111213 (750)

CILE-SANTA SEDE: "ECCELLENZA" RELAZIONI BILATERALI

CITTA' DEL VATICANO, 13 DIC. 2011 (VIS). Accogliendo un invito ufficiale del Governo del Cile, l'Arcivescovo Dominique Mamberti, Segretario per i Rapporti con gli Stati della Segreteria di Stato, ha avuto in incontro con il Ministro degli Affari Esteri del Cile, Signor Alfredo Moreno Charme, e con Autorità del Ministero. Successivamente, l'Arcivescovo Mamberti è stato ricevuto dal Signor Sebastián Piñera, Presidente della Repubblica del Cile, nel Palazzo della Moneda.

  In un Comunicato reso pubblico questa mattina si legge che nel corso degli incontri "è stata espressa soddisfazione per l'eccellenza dei rapporti bilaterali fra il Cile e la Santa Sede e per il positivo contributo che le istituzioni cattoliche apportano alla società cilena, soprattutto in ambito educativo, nella promozione sociale e nell'integrazione dei popoli originari".

  "Sono stati quindi esaminati i temi trattati in occasione della Visita Ufficiale in Vaticano, nel marzo scorso, di Sua Eccellenza il Presidente della Repubblica Piñera che in quell'occasione ha potuto incontrare Sua Santità Benedetto XVI. Fra i temi di interesse comune erano la difesa della vita in tutte le sue fasi e la difesa della famiglia, il rispetto dei diritti umani e delle libertà fondamentali, comprese la libertà religiosa e di educazione; l'adesione ai principi del Diritto Internazionale, la protezione dell'ambiente, il contributo allo sviluppo integrale e alla pace sociale; su questi temi e sui valori fondamentali della convivenza umana si è constatata la convergenza fra la Santa Sede e il Governo del Cile. Vi è stato inoltre uno scambio di opinioni su diversi affari internazionali, fra i quali la situazione dell'Ameca Latina.

   L'Arcivescovo Mamberti si recherà oggi a Valparaíso, presso la sede del Congresso Nazionale dove è in programma un incontro con il Presidente del Senato e il Presidente della Camera dei Deputati. Il Segretario per i Rapporti con gli Stati renderà anche omaggio alla memoria di Sant'Alberto Hurtado e Santa Teresita de los Andes, recandosi in visita ai rispettivi Santuari.
OP/                              VIS 20111213 (330)

lunedì 12 dicembre 2011

ECONOMIA E MERCATO NON SIANO MAI DISGIUNTI DA SOLIDARIETÀ

CITTA' DEL VATICANO, 10 DIC. 2011 (VIS). Questa mattina il Santo Padre Benedetto XVI ha ricevuto i rappresentanti della Confederazione delle Cooperative Italiane e della Federazione Italiana delle Banche di Credito Cooperativo, accompagnati dall'Assistente ecclesiastico Monsignor
Adriano Vincenzi.

  Nel suo discorso il Papa ha ribadito l'importanza della cooperazione cattolica in Italia, sorta a seguito dell'Enciclica di Papa Leone XIII "Rerum novarum", di cui quest'anno di celebra il 120° anniversario di promulgazione. Questo documento favorì "la feconda presenza dei cattolici nella società italiana, mediante la promozione di enti cooperativi e mutualistici, lo sviluppo delle imprese sociali e tante altre opere di interesse pubblico, caratterizzate da forme di partecipazione e di autogestione. Tale attività è sempre stata finalizzata al sostegno materiale della popolazione, all’attenzione costante alle famiglie, ispirandosi al Magistero della Chiesa".

  Il fulcro dell'esperienza cooperativistica, ha aggiunto il Pontefice, risiede "nell’impegno di comporre armonicamente la dimensione individuale e quella comunitaria. (...) Essa è espressione concreta della complementarietà e della sussidiarietà che la Dottrina sociale della Chiesa da sempre promuove fra la persona e lo Stato; è l’equilibrio fra la tutela dei diritti del singolo e la promozione del bene comune, nello sforzo di sviluppare un’economia locale che risponda sempre meglio alle esigenze della collettività. Ugualmente, anche sul piano etico, essa si caratterizza per una marcata sensibilità solidale, pur nel rispetto della giusta autonomia del singolo".

  "In una stagione di grandi cambiamenti, di persistente precarietà economica, di difficoltà nel mondo del lavoro, la Chiesa sente di dover annunciare con nuovo vigore il Messaggio di Cristo, con la forza di umanizzazione e la carica di speranza per il futuro che contiene. E voi, cari amici, dovete essere consapevoli che le cooperative cattoliche hanno un ruolo importante da svolgere in questo campo".

  Benedetto XVI ha invitato i membri delle cooperative ad offrire il proprio contributo "affinché l’economia e il mercato non siano mai disgiunti dalla solidarietà", per "promuovere la cultura della vita e della famiglia e favorire la formazione di nuove famiglie che possano contare su un lavoro dignitoso e rispettoso del creato che Dio ha affidato alla nostra cura responsabile". Parimenti il Papa ha esortato a "valorizzare sempre l’uomo nella sua interezza, al di là di ogni differenza di razza, di lingua o di credo religioso".

  Infine Benedetto XVI ha sottolineato che caratteristica delle cooperative cattoliche è "l’ispirazione cristiana, che deve costantemente orientarle", perché "per il cristiano (...) amare l’altro non è semplice filantropia, ma è espressione dell’amore di Dio (...). Non dimenticate l’importanza di far crescere questa dimensione spirituale nel vostro impegno di risposta alle odierne sfide e urgenze sociali, per continuare ad operare nella logica dell’economia della gratuità, della responsabilità, per promuovere un consumo responsabile e sobrio".
AC/                  VIS 20111212 (460)

IN MEZZO DIFFICOLTÀ LA GIOIA ESISTE PERCHÈ DIO È CON NOI


 

CITTA' DEL VATICANO, 11 DIC. 2011 (VIS). Questa domenica, alle 9:00, Benedetto XVI si è recato alla Parrocchia romana di Santa Maria delle Grazie, a Casal Boccone - settore nord della Diocesi di Roma -. Al suo arrivo è stato accolto da applausi e canti dai bambini della scuola elementare che lo attendevano nel cortile della parrocchia, inaugurata nel 2010. Nel ringraziare per la cordialità dell'accoglienza, il Papa ha improvvisato alcune parole:

  "Cari bambini, auguro a tutti una buona domenica. Sappiamo che il Natale è vicino: prepariamoci non solo con i doni, ma con il nostro cuore. Pensiamo che Cristo, il Signore, è vicino a noi, entra nella nostra vita e ci dà luce e gioia. San Paolo dice oggi nella Lettera ai Tessalonicesi: 'Pregate incessantemente'" che significa "che dobbiamo non perdere il contatto con Dio nel nostro cuore. Se questo contatto c'è, c'è anche la gioia. A tutti voi auguro tutta la gioia del Natale e della presenza di Gesù Cristo Bambino che è Dio nel nostro cuore. (...) Buon Natale fin d'ora!".

  La Santa Messa ha avuto inizio alle 9:30 ed è stato introdotta dal saluto del Parroco, Don Domenico Monteforte. Di seguito riportiamo alcuni passi dell'omelia di Benedetto XVI.

  "L’Avvento è precisamente tempo di attesa, di speranza e di preparazione alla visita del Signore. A
questo impegno ci invitano anche la figura e la predicazione di Giovanni Battista, come abbiamo ascoltato nel Vangelo". Giovanni Battista è "il precursore, semplice testimone, totalmente subordinato a Colui che annuncia; una voce nel deserto, come anche oggi, nel deserto delle grandi città di questo mondo, di grande assenza di Dio, abbiamo bisogno di voci che semplicemente ci annunciano: 'Dio c’è, è sempre vicino, anche se sembra assente'". (...)

  Il Battista è un testimone della luce; e questo ci tocca nel cuore, perché in questo mondo con tante tenebre, tante oscurità, tutti siamo chiamati ad essere testimoni della luce. Questa è proprio la missione del tempo di Avvento: essere testimoni della luce, e possiamo esserlo solo se portiamo in noi la luce (...) Nella Chiesa, nella Parola di Dio, nella celebrazione dei Sacramenti, nel Sacramento della Confessione, con il perdono che riceviamo, nella celebrazione della Santa Eucaristia dove il Signore si dà nelle nostre mani e cuori, tocchiamo la luce e riceviamo questa missione: essere oggi testimoni che la luce c’è, portare la luce nel nostro tempo". (...)

  ""Sono lieto di essere in mezzo a voi, in questa domenica bella, 'Gaudete', domenica della gioia, che ci dice: 'anche in mezzo a tanti dubbi e difficoltà, la gioia esiste perché Dio esiste ed è con noi'. (...)

  "Mentre guardo questa chiesa e gli edifici parrocchiali, vedo il frutto di pazienza, di dedizione, di amore, e con la mia presenza desidero incoraggiarvi a realizzare sempre meglio quella Chiesa di pietre vive che siete voi stessi; ognuno di voi deve sentirsi come un elemento di questo edificio vivo; la comunità si costruisce con il contributo che ognuno offre, con l’impegno di tutti; e penso, in modo particolare, al campo della catechesi, della liturgia e della carità, pilastri portanti della vita cristiana". (...)

  "Desidero richiamare l’importanza e la centralità dell’Eucaristia. La Santa Messa sia al centro della vostra Domenica, che va riscoperta e vissuta come giorno di Dio e della comunità, giorno in cui lodare e celebrare Colui che è nato per noi, che è morto e risorto per la nostra salvezza, e ci chiede di vivere insieme nella gioia e di essere una comunità aperta e pronta ad accogliere ogni persona sola o in difficoltà. Non perdete il senso della Domenica e siate fedeli all’incontro eucaristico. I primi cristiani sono stati pronti a donare la vita per questo. Hanno saputo che questa è la vita, e fa vivere".
  "Un altro punto su cui vorrei insistere è la testimonianza della carità, che deve caratterizzare la vostra vita di comunità. In questi anni voi l’avete vista crescere rapidamente anche nel numero dei suoi membri, ma avete visto anche giungere molte persone in difficoltà e in situazioni di disagio, che hanno bisogno di voi, del vostro aiuto materiale, ma anche e soprattutto della vostra fede e della vostra testimonianza di credenti. Fate in modo che il volto della vostra comunità possa sempre esprimere concretamente l’amore di Dio ricco di misericordia ed inviti ad accostarsi a Lui con fiducia".

  Al termine della Santa Messa il Papa ha presieduto un breve incontro con i membri del Consiglio pastorale parrocchiale. Prima di far ritorno in Vaticano per la recita dell'Angelus, il Pontefice ha rivolto alcune parole ai fedeli che lo aspettavano sul sagrato della Chiesa:

  "Grazie per la vostra presenza e per la cordialità dell'accoglienza. Era come in Africa: questa cordialità così bella e aperta, i cori aperti e vivi. Per me è una grande gioia vedere come (...) in questa nuova Parrocchia si partecipa realmente all'Eucaristia e si prepara il Natale".

  "Preparare il Natale oggi è molto difficile. E so che sono tanti gli impegni. Ma preparare il Natale non è solo comprare, preparare e pensare, è anche tenere il contatto con il Signore, andare incontro a Lui. E mi sembra molto importante non dimenticare questa dimensione. (....) E questo non è un peso aggiunto agli altri, ma è la forza che ci aiuta a fare tutto quanto è necessario. Auguro, in questo senso, un permanente contatto con Gesù, e, così, la sua gioia e la sua forza di vivere in questo mondo".
HML/                              VIS 20111212 (920)

AVVENTO: APERTURA E DISPONIBILITÀ ALL'INCONTRO CON GESÙ

CITTA' DEL VATICANO, 11 DIC. 2011 (VIS). Di ritorno dalla visita pastorale alla Parrocchia romana di Santa Maria delle Grazie a Casal Boccone, alle ore 12:00 Benedetto XVI si è affacciato alla finestra del suo studio nel Palazzo Apostolico Vaticano per recitare l’Angelus con i fedeli in Piazza San Pietro.

  Nella terza domenica di Avvento, come di consueto, erano presenti in Piazza San Pietro i bambini del Centro Oratori Romani per la benedizione dei "Bambinelli", le statuine di Gesù Bambino che i ragazzi metteranno nei presepi delle famiglie, delle scuole e delle parrocchie.

  "I testi liturgici di questo periodo di Avvento - ha detto il Santo Padre prima della recita dell'Angelus -  ci rinnovano l’invito a vivere nell’attesa di Gesù, a non smettere di aspettare la sua venuta, così da mantenerci in un atteggiamento di apertura e di disponibilità all’incontro con Lui. La vigilanza del cuore, che il cristiano è chiamato ad esercitare sempre, nella vita di tutti i giorni, caratterizza in particolare questo tempo in cui ci prepariamo con gioia al mistero del Natale. L’ambiente esterno propone i consueti messaggi di tipo commerciale, anche se forse in tono minore a causa della crisi economica. Il cristiano è invitato a vivere l’Avvento senza lasciarsi distrarre dalle luci, ma sapendo dare il giusto valore alle cose, per fissare lo sguardo interiore su Cristo".

  "In particolare, la liturgia dell’odierna domenica, detta 'Gaudéte', ci invita alla gioia, ad una vigilanza non triste, ma lieta. - ha spiegato il Pontefice -. La vera gioia non è frutto del divertirsi, inteso nel senso etimologico della parola di-vertere, cioè esulare dagli impegni della vita e dalle sue responsabilità. La vera gioia è legata a qualcosa di più profondo. Certo, nei ritmi quotidiani, spesso frenetici, è importante trovare spazi di tempo per il riposo, per la distensione, ma la gioia vera è legata al rapporto con Dio. Chi ha incontrato Cristo nella propria vita, sperimenta nel cuore una serenità e una gioia che nessuno e nessuna situazione possono togliere. (...) In questo tempo di Avvento rafforziamo la certezza che il Signore è venuto in mezzo a noi e continuamente rinnova la sua presenza di consolazione, di amore e di gioia".

  Dopo l'Angelus Benedetto XVI ha riservato il primo saluto ai bambini di Roma ed ha rivolto loro queste parole: "Cari bambini, quando pregherete davanti al vostro presepe, ricordatevi anche di me, come io mi ricordo di voi. Vi ringrazio, e Buon Natale!".

  Infine, nel rivolgersi ai pellegrini croati che partecipano al Simposio su Ruder Josip Boskovic, il Papa ha detto: "Questo gesuita, scienziato e diplomatico impersona e testimonia in modo ottimo il connubio tra la fede e la scienza".
ANG/                  VIS 20111212 (450)

TELEGRAMMA DI CORDOGLIO MORTE CARDINALE JOHN PATRICK FOLEY

 CITTA' DEL VATICANO, 12 DIC. 2011 (VIS). Di seguito riportiamo il testo del telegramma di cordoglio, che il Santo Padre ha inviato all'Arcivescovo Charles Chaput, di Philadelphia (Stati Uniti d'America), per la morte, avvenuta ieri, a Darby (Stati Uniti d'America), all'età di 76 anni, del Cardinale Patrick Foley, Gran Maestro emerito dell'Ordine Equestre del Santo Sepolcro di Gerusalemme e Presidente emerito del Pontificio Consiglio delle Comunicazioni Sociali.
  "Appresa con tristezza la notizia della morte del Cardinale John Patrick Foley, Gran Maestro emerito dell'Ordine Equestre del Santo Sepolcro di Gerusalemme, porgo le mie sentite condoglianze. Nel ricordare con riconoscenza gli anni di ministero sacerdotale del defunto Porporato, nella sua amata Arcidiocesi di Philadelphia, il suo encomiabile servizio alla Santa Sede quale Presidente del Pontificio Consiglio delle Comunicazioni Sociali e ultimamente la sua opera per le comunità cristiane di Terra Santa, volentieri mi unisco a Lei nel raccomandare la sua nobile anima a Dio, Padre di ogni misericordia. Prego che il suo impegno per favorire la presenza della Chiesa nei media, ispiri altri ad assumere tale apostolato così essenziale nella proclamazione del Vangelo e per il progresso della nuova evangelizzazione. A quanti piangono la scomparsa del Cardinale Foley e nella speranza della Risurrezione, di cuore imparto la mia Benedizione Apostolica, in segno di consolazione e di pace nel nostro Signore Gesù Cristo".
TGR/                                                                                                                      VIS 20111212 (230)

IL PAPA RICEVE PRESIDENTE DELLA REPUBBLICA DI ARMENIA

CITTA' DEL VATICANO, 12 DIC. 2011 (VIS). Questa mattina il Santo Padre ha ricevuto in udienza il Presidente della Repubblica di Armenia, Signora Serzh Sargsyan, il quale successivamente, accompagnato dal Ministro degli Affari Esteri, Signor Edward Nalbadian, ha incontrato il Cardinale Tarcisio Bertone, S.D.B. Segretario di Stato, con il Monsignor Ettore Balestrero, Sotto-Segretario della Sezione per i Rapporti con gli Stati.

  "Nel corso dei cordiali colloqui, dopo aver manifestato vivo compiacimento per i buoni rapporti esistenti tra la Santa Sede e la Repubblica di Armenia, le Parti hanno avuto uno scambio di opinioni sul ruolo della Chiesa Armena Apostolica e della Chiesa Cattolica nella società, nonché il contributo offerto da entrambe per il bene comune. Si è sottolineata l'importanza del patrimonio cristiano del Paese e l'impegno di educare ai valori fondamentali le nuove generazioni".
OP/                                                   VIS 20111212 (150)

UDIENZE

CITTA' DEL VATICANO, 12 DIC. 2011 (VIS). Questa mattina il Santo Padre ha ricevuto in udienza:

- Sette Presuli della Conferenza Episcopale della Nuova Zelanda in Visita "ad Limina Apostolorum":

    - L'Arcivescovo John Atcherley Dew, di Wellington.

    - Il Vescovo Patrick James Dunn, di Auckland.

    - Il Vescovo Barry Philip Jones, di Christchurch.

    - Il Vescovo Colin David Campbell, di Dunedin.

    - Il Vescovo Denis George Browne, di Hamilton in New Zealand.

    - Il Vescovo Peter James Cullinane, di Palmerston North, con il Coadiutore Vescovo Charles Edward Drennan.

- Lord Jonathan Sacks, Rabbino Capo delle Congregazioni Ebraiche Unite del Commonwealth.
  Sabato 10 dicembre il Santo Padre ha ricevuto in udienza:

- Il Cardinale William Joseph Levada, Prefetto della Congregazione per la Dottrina della Fede.

- L'Arcivescovo Fernando Filoni, Prefetto della Congregazione per l’Evangelizzazione dei Popoli.
AP:AL/                             VIS 20111212 (150)

ALTRI ATTI PONTIFICI

CITTA' DEL VATICANO, 12 DIC. 2011 (VIS).  Il Santo Padre:

- Ha nominato il Sacerdote José Luis Del Palacio Pérez-Medel, Vescovo di El Callao (superficie: 147.850; popolazione: 1.015.000; cattolici: 912.000; sacerdoti: 102; religiosi: 247; diaconi permanenti: 8), Perù. Il Vescovo eletto è nato a Madrid (Spagna), nel 1950 ed è stato ordinato sacerdote nel 1985. Dal 1970 al 1975 è stato membro dell'Equipe Itinerante del Cammino Neocatecumenale in Toledo, Cuenca, Murcia, Alicante, Sevilla, Huelva e Cadiz. Dal 1975 è il Responsabile dell'Equipe Itinerante del Cammino Neocatecumenale in Perù. Finora Professore nella Facoltà di Teologia "Redemptoris Mater" di El Callao, succede al Vescovo Miguel Irizar Campos, C.P., del quale il Santo Padre ha accettato la rinuncia al governo pastorale della medesima Diocesi, presentata per raggiunti limiti d'età.

- Ha nominato Vescovi Ausiliari dell’Arcidiocesi di Québec (superficie: 35.180; popolazione: 1.195.261; cattolici: 1.040.690; sacerdoti: 701; religiosi: 3.358; diaconi permanenti: 95), Canada:

    - Il Padre Gaétan Proulx, O.S.M.. Il Vescovo eletto è nato nel 1947. Nel 1969 è entrato nell'Ordine dei Servi di Maria ed è stato ordinato sacerdote nel 1976. Dal 2000 al 2006 è stato Priore Provinciale per il Canada, Francia e Belgio È stato finora Parroco di Notre-Dame-de-Foy, nell’Arcidiocesi di Québec.

- Il Reverendo Denis  Grondin. Il Vescovo eletto è nato a Rimouski (Canada) nel 1954 ed è stato ordinato sacerdote nel 1989. Nel 1999 è stato nominato Amministratore della parrocchia Notre-Dame-de-l’Espérance e dal 2001 al 2007 membro dell’équipe “in solidum” delle parrocchie del Sacré-Coeur-de-Jésus (Point-au-Pic), Notre-Dame-des-Monts, Saint-Etienne (La Malbaie), Sait-Irénée (Cap-à-l’Aigle), Saint-Raphaël (Clermont), Saint-Philippe, Saint-Agnès e Saint-Aimé-des-Lacs. Dal 2005  è stato nominato Animatore della pastorale presso il Centro di Salute e di Servizi Sociali di Charlevoix a cui si è aggiunto anche l’Ospedale de la Malbaie a partire dal 2009. Dal 2007 al 2011 ha retto la parrocchia di Saint-Siméon. È stato finora è stato Parroco di dieci parrocchie nella regione di Charlevoix dell'arcidiocesi di Québec.

  Sabato 10 dicembre il Santo Padre ha nominato:

- Il Padre Daniel Fernando Sturla Berhouet, S.D.B., Vescovo Ausiliare di Montevideo (superficie: 540; popolazione: 394.000; cattolici: 883.000; sacerdoti: 252; religiosi: 721; diaconi permanenti: 35), Uruguay. Il Vescovo eletto è nato nel 1959 a Montevideo ed è stato ordinato sacerdote nel 1987. Ha ricoperto i seguenti ministeri: Vicario del Noviziato e Postnoviziato Salesiano, Direttore dell’Aspirantato Salesiano e Maestro dei Novizi, Direttore dell’Istituto Pre-universitario Juan XXIII e Professore di Storia della Chiesa. È stato finora Ispettore Salesiano nell’Uruguay e Presidente della Conferenza dei Religiosi dell’Uruguay.

- Il Monsignor Edward Robinson Wijesinghe, Capo Ufficio del Pontificio Consiglio della Pastorale per i Migranti e gli Itineranti, finora Aiutante di Studio del medesimo Dicastero.

- Membri del Pontificio Consiglio della Cultura:

- Il Cardinale: Laurent Monsengwo Pasinya, Arcivescovo di Kinshasa (Repubblica Democratica del Congo);

- Il Cardinale Donald William Wuerl, Arcivescovo di Washington (Stati Uniti d’America);

- L'Arcivescovo Salvatore Fisichella, Presidente del Pontificio Consiglio per la Promozione della Nuova Evangelizzazione;

- L'Arcivescovo Giuseppe Betori, di Firenze;

- Il Vescovo Joseph Vianney Fernando, di Kandy (Sri Lanka);

- Il Sacerdote François Bousquet, Professore presso la Facoltà di Teologia e di Scienze religiose dell’“Institut Catholique de Paris” (Francia);

- Il Professor Jean-Luc Marion, filosofo, docente di metafisica presso le università di Paris-Sorbonne (Paris IV) e di Chicago (Francia);

- Il Maestro Arvo Pärt, musicista e compositore (Estonia).

- Consultori del Pontificio Consiglio della Cultura:

- Il Professor José Tolentino De Mendonça, presso la Facoltà di Teologia dell’Università Cattolica di Lisbona (Portogallo);

- Il Professor Edouard Ade, Docente dell’Università Cattolica dell’Africa dell’Ovest (Benin);

- Il Padre: Antonino Spadaro S.I., Direttore della rivista La Civiltà Cattolica, Professore presso la Facoltà di Scienze Sociali della Pontificia Università Gregoriana;

- Il Professore Fidel González Fernández M.C.C.J., presso la Facoltà di Teologia della Pontificia Università Urbaniana e presso la Facoltà di Storia Ecclesiastica della Pontificia Università Gregoriana (Spagna);

- Il Dottor Santiago Calatrava, Architetto e Ingegnere (Spagna);

- Il Professor Francesc Torralba Rosello, Docente di Filosofia presso l’Università “Ramon Llull” di Barcellona (Spagna);

- Il Professor Piero Benvenuti, Docente di Astrofisica e Direttore del Centro Interdipartimentale di Scienze e Attività Spaziali “G. Colombo” presso l’Università di Padova;

- Il Professor Wolf Joachim Singer, Docente di Neurologia e Direttore del “Max Planck Institute für Hirnforschung-Frankfurt am Mein” (Repubblica Federale di Germania);

- Il Professor Bruno Coppi, Docente di Fisica presso il Massachusetts Institute of Technology-MIT “Plasma Science & Fusion Center” di Cambridge (Stati Uniti d’America);

- La Dottoressa Micol Forti, Curatrice della Collezione d’Arte Contemporanea dei Musei Vaticani;

- La Dottoressa Marguerite A. Peeters, giornalista, Direttrice Generale del “Brussels-based Institute for Intercultural Dialogue Dynamics” (Belgio).
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