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Il Vatican Information Service (VIS), istituito nell'ambito della Sala Stampa della Santa Sede, è un bollettino telematico che diffonde notizie relative all'attività magistrale e pastorale del Santo Padre e della Curia Romana...

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lunedì 24 ottobre 2011

CONCERTO ONORE DEL PAPA OFFERTO “BAYERISCHE STAATSOPER"

CITTA' DEL VATICANO, 22 OTT. 2011 (VIS). Questo pomeriggio, nell’Aula Paolo VI, la “Bayerische Staatsoper” ha offerto un Concerto in onore del Santo Padre Benedetto XVI. In programma la Nona Sinfonia e il Te Deum di Anton Bruckner interpretati dalla "Bayerische Staatsorchester" e dalla "Audi Jugendchorakademie", dirette rispettivamente dal Maestro Kent Nagano e dal Maestro Martin Steidler.

Al termine del concerto il Papa, dopo aver ringraziato gli interpreti, i direttori e i solisti, ha affermato che ascoltare la musica di Bruckner “è quasi come trovarsi all’interno di una grande cattedrale, osservando le grandiose strutture portanti della sua architettura, che ci avvolgono, ci spingono in alto e creano emozione. C’è però un aspetto che è alla base della produzione di Bruckner sia sinfonica che sacra: la sua fede, semplice, solida e genuina, conservata per tutta la vita”.

“Confrontandolo con un altro esponente del tardo romanticismo, il grande direttore d’orchestra Bruno Walter affermava: ‘Mahler fu sempre alla ricerca di Dio, mentre Bruckner lo aveva trovato’. E la sinfonia che abbiamo ascoltato ha un titolo preciso ‘Dem lieben Gott’, ‘Al buon Dio’, quasi egli avesse voluto dedicare e affidare l’ultimo e maturo frutto della sua arte a Colui nel quale aveva sempre creduto, ormai l’unico e vero interlocutore a cui rivolgersi, giunto all’ultimo tratto dell’esistenza”.

“Bruckner chiedeva al buon Dio di poter entrare nel suo mistero, (...) di poter lodare in cielo il Signore come aveva fatto in terra con la sua musica. ‘Te Deum laudamus, Te Dominum confitemur’: questa opera grandiosa che abbiamo ascoltato, scritta di getto e rielaborata lungo 15 anni quasi a ripensare come ringraziare e lodare meglio Dio, sintetizza la fede di questo grande musicista (...). Un richiamo anche a noi ad aprire gli orizzonti e pensare alla vita eterna, non per sfuggire dal presente, anche se segnato da problemi e difficoltà, ma piuttosto per viverlo ancora più intensamente, portando nella realtà in cui viviamo un po’ di luce, di speranza, di amore”.
BXVI-CONCERTO/ VIS 20111024 (340)

ALTRI ATTI PONTIFICI

CITTA' DEL VATICANO, 22 OTT. 2011 (VIS). Il Santo Padre:

- Ha accettato la rinuncia al governo pastorale dell’Arcidiocesi di Dhaka (Bangladesh), presentata dal Vescovo Paulinus Costa, per raggiunti limiti d’età. Gli succede il Vescovo Patrick D’Rosario, C.S.C., Coadiutore della medesima Arcidiocesi.

- Ha nominato Membri del Consiglio di Cardinali per lo studio dei problemi organizzativi ed economici della Santa Sede: il Cardinale Angelo Scola, Arcivescovo di Milano (Italia) ed il Cardinale Jean-Pierre Ricard, Arcivescovo di Bordeaux (Francia).

- Ha nominato il Cardinale Joachim Meisner, Arcivescovo di Köln (Germania), Suo Inviato Speciale alla celebrazione dell’VIII centenario della nascita di Sant’Agnese di Boemia, che avrà luogo nella Cattedrale di Praga (Repubblica Ceca), il 12 novembre 2011.

- Ha nominato il Canonico Piotr Greger, Vescovo Ausiliare della Diocesi di Bielsko-Zywiec (superficie: 3.000; popolazione: 770.000; cattolici: 681.000; sacerdoti: 633; religiosi: 646), Polonia. Il Vescovo eletto è nato nel 1964 a Tychy (Polonia) ed è stato ordinato sacerdote nel 1989. Ha lavorato come Viceparroco nella parrocchia Cristo Redentore a Bielsko-Zywiece e dal 1995 è residente nella parrocchia San Paolo a Bielsko-Zywiec. Dal 2000 è Delegato permanente del Vescovo nel Consiglio della Fondazione “Santa Edwige Regina” presso la Pontificia Università di Kraków. È stato finora Vicedirettore dell’Istituto Teologico San Giovanni da Kety in Bielsko-Zywiec, Presidente della Commissione liturgica diocesana, assistente pastorale per gli insegnanti nella diocesi e membro dell’associazione dei teologi polacchi. È Canonico del Capitolo della Cattedrale.
RE:NER:NA:NEA/ VIS 20111024 (240)

NUOVI SANTI CHE SI SONO LASCIATI TRASFORMARE CARITÀ DIVINA

CITTA' DEL VATICANO, 23 OTT. 2011 (VIS). Questa mattina, durante la Celebrazione dell’Eucaristia nella Basilica di San Pietro, il Santo Padre ha proceduto alla Canonizzazione dei Beati: Guido Maria Conforti (1865-1931), Arcivescovo-Vescovo di Parma, Fondatore della Pia Società di San Francesco Saverio per le Missioni Estere; Luigi Guanella (1842-1915), Sacerdote, Fondatore della Congregazione dei Servi della Carità e dell’Istituto delle Figlie di Santa Maria della Provvidenza; Bonifacia Rodríguez De Castro (1837-1905), Fondatrice della Congregazione delle Serve di San Giuseppe.

Nell’omelia tenuta dopo il Rito di Canonizzazione, Benedetto XVI ha ricordato che oggi la Chiesa celebra la Giornata Missionaria Mondiale, “appuntamento annuale che intende risvegliare lo slancio e l’impegno per la missione”. Successivamente ha descritto i carismi dei tre nuovi santi che “si sono lasciati trasformare dalla carità divina e ad essa hanno improntato l’intera loro esistenza. In diverse situazioni e con diversi carismi, essi hanno amato il Signore con tutto il cuore e il prossimo come se stessi ‘così da diventare modello per tutti i credenti’”.

Il motto di San Guido Maria Conforti, “Caritas Christi urget nos”, “sintetizza il programma dell’Istituto missionario a cui egli, appena trentenne, diede vita: una famiglia religiosa posta interamente a servizio dell’evangelizzazione, sotto il patrocinio del grande apostolo dell’Oriente San Francesco Saverio”. Nel suo ministero episcopale, il nuovo santo “con tutte le sue forze si dedicò al bene delle anime a lui affidate, soprattutto di quelle che si erano allontanate dalla via del Signore. La sua vita fu segnata da numerose prove, anche gravi. Egli seppe accettare ogni situazione con docilità, accogliendola come indicazione del cammino tracciato per lui dalla provvidenza divina; in ogni circostanza, anche nelle sconfitte più mortificanti, seppe riconoscere il disegno di Dio, che lo guidava ad edificare il suo Regno soprattutto nella rinuncia a sé stesso e nell’accettazione quotidiana della sua volontà. (...) Egli per primo sperimentò e testimoniò quello che insegnava ai suoi missionari, che cioè la perfezione consiste nel fare la volontà di Dio, sul modello di Gesù Crocifisso”.

“Durante la sua esistenza terrena egli ha vissuto con coraggio e determinazione il Vangelo della Carità, il ‘grande comandamento’” – ha sottolineato Benedetto XVI riferendosi al nuovo Santo Luigi Guanella”. Egli fu “compagno e maestro, conforto e sollievo dei più poveri e dei più deboli. L’amore di Dio animava in lui il desiderio del bene per le persone che gli erano affidate, nella concretezza del vivere quotidiano”. Don Guanella poneva premurosa attenzione “al cammino di ognuno, rispettandone i tempi di crescita e coltivando nel cuore la speranza che ogni essere umano, creato ad immagine e somiglianza di Dio, gustando la gioia di essere amato da Lui - Padre di tutti -, può trarre e donare agli altri il meglio di sé. (...) Nella sua testimonianza, così carica di umanità e di attenzione agli ultimi, riconosciamo un segno luminoso della presenza e dell’azione benefica di Dio”.

Santa Bonifacia Rodríguez de Castro “sin dall’inizio seppe unire la sequela di Cristo con l’attento lavoro quotidiano. Lavorare, come aveva fatto fin da piccola, non era soltanto un modo per non gravare su alcuno, ma anche il modo di conquistare la libertà di realizzare la propria vocazione, che le dava nel contempo la possibilità di attrarre e formare altre donne, che nel laboratorio potevano incontrare Dio ed ascoltare la sua amorosa chiamata, discernendo il proprio progetto di vita e formandosi per realizzarlo. Così nascono le Serve di San Giuseppe, nella umiltà e semplicità evangelica, che nella casa di Nazaret si presenta come una scuola di vita cristiana. (....) Noi ci raccomandiamo alla sua intercessione e chiediamo a Dio per tutti i lavoratori, soprattutto per quanti eseguono i lavori più modesti a volte non sufficientemente valorizzati, che nelle loro attività quotidiane, scoprano la mano amica di Dio e diano testimonianza del suo amore, trasformando la loro fatica in un canto di lode al Creatore”, ha concluso il Papa.
HML/ VIS 20111024 (650)

ANGELUS: RICORDO BEATO GIOVANNI PAOLO II E GIORNATA ASSISI

CITTA' DEL VATICANO, 23 OTT. 2011 (VIS). Al termine della Santa Messa per la proclamazione dei Santi Guido Maria Conforti, Luigi Guanella e Bonifacia Rodríguez De Castro, Papa Benedetto XVI ha raggiunto il sagrato della Basilica Vaticana per recitare l’Angelus con i fedeli presenti in Piazza San Pietro.

“Che l’esempio e l’intercessione di questi luminosi testimoni del Vangelo” – ha affermato il Papa riferendosi ai tre nuovi santi – “inducano a rinnovare il proprio impegno a vivere di tutto cuore la propria fede in Cristo testimoniandolo nei diversi ambiti della società!”.

Successivamente, rivolgendosi ai pellegrini polacchi, Benedetto XVI ha ricordato che sabato 22 ottobre “insieme alla Diocesi di Roma e alla Chiesa in Polonia abbiamo commemorato nella liturgia il Beato Giovanni Paolo II”. Infine ha affidato all’intercessione della Vergine Maria, la Giornata di riflessione, dialogo e preghiera per la pace e la giustizia nel mondo: un pellegrinaggio ad Assisi, a 25 anni da quello convocato dal Beato Giovanni Paolo II.
ANG/ VIS 20111024 (170)

UDIENZA AI MEMBRI DELLA FONDAZIONE GIOVANNI PAOLO II

CITTA' DEL VATICANO, 24 OTT. 2011 (VIS). Questa mattina, nella Sala Clementina del Palazzo Apostolico, il Santo Padre ha ricevuto i membri della Fondazione “Giovanni Paolo II”, di cui ricorre quest’anno il 30° anniversario di fondazione.

Benedetto XVI ha salutato in particolare il Cardinale Stanislaw Dziwisz, che fu Segretario Particolare del Beato Giovanni Paolo II, e il promotore ed attuale Presidente della Fondazione, ed ha ricordato che la fondazione si propone di preservare e sviluppare l’eredità spirituale del Pontefice polacco e di trasmetterla alle giovani generazioni. Con il “Centro di documentazione e studio del Pontificato di Giovanni Paolo II”, la Fondazione raccoglie archivi, materiale bibliografico e articoli museali, promuovendo pubblicazioni, mostre, convegni ed altri avvenimenti scientifici e culturali “per diffondere l’insegnamento e l’attività pastorale ed umanitaria del Beato Pontefice”.

Il Papa ha ricordato l’opera – voluta espressamente da Giovanni Paolo II – di assistenza alla formazione del clero e dei laici, specialmente nei paesi dell’Europa centrale e orientale. “Ogni anno” – ha detto Papa Benedetto XVI – “studenti arrivano a Lublino, Varsavia e Cracovia da Paesi che, in tempi passati, subivano l’oppressione ideologica del regime comunista, per seguire studi nei diversi ambiti delle scienze, così da vivere nuove esperienze, incontrare diverse tradizioni spirituali ed ampliare i loro orizzonti culturali. Nel fare ritorno in patria, essi arricchiscono i vari settori della vita sociale, economica, culturale, politica ed ecclesiastica. Oltre 900 laureati rappresentano una prezioso dono per quelle nazioni. (...) Auspico che quest’opera continui, si sviluppi e porti frutti abbondanti”.

Infine Benedetto XVI ha sottolineato che uno dei più importanti risultati della Fondazione è stato quello di aver creato “una unione spirituale di migliaia di persone in diversi continenti che non solo offrono sostegno materiale, ma costituiscono i Circoli degli Amici, comunità di formazione fondate sull’insegnamento e sull’esempio del Beato Giovanni Paolo II. Essi non si limitano alla memoria, ma si impegnano ad individuare le necessità del presente, a guardare al futuro con sollecitudine e fiducia, e si impegnano a infondere nel mondo, sempre più in profondità, lo spirito di solidarietà e fraternità. Ringraziamo il Signore per il dono dello Spirito Santo che vi unisce, vi illumina e vi ispira”.
AC/ VIS 20111024 (370)

SANTA SEDE CHIEDE RIFORMA SISTEMA FINANZIARIO INTERNAZIONALE

CITTA' DEL VATICANO, 24 OTT. 2011 (VIS). Questa mattina, nella Sala Stampa della Santa Sede, ha avuto luogo una Conferenza Stampa di presentazione di una Nota del Pontificio Consiglio della Giustizia e della Pace, dal titolo: “Per una riforma del sistema finanziario e monetario internazionale nella prospettiva di un’autorità pubblica a competenza universale”. Alla Conferenza Stampa sono intervenuti il Cardinale Peter Kodwo Appiah Turkson, Presidente del Pontificio Consiglio; il Vescovo Mario Toso, S.D.B., Segretario del medesimo Dicastero e il Professor Leonardo Becchetti, Professore di Economia Politica dell’Università di Roma “Tor Vergata”.

Il Cardinale Turkson ha fatto riferimento alla sesta riunione dei Capi di Governo del G-20 in programma il 3 e 4 novembre a Cannes (Francia) che si riuniranno per discutere le principali questioni riguardanti l’economia e la finanza mondiale ed ha affermato: “Il Santo Padre e la Santa Sede seguono queste questioni con viva e particolare attenzione esortando e incoraggiando costantemente non solo ‘un’azione d’insieme’, ma una azione basata su una ‘visione chiara di tutti gli aspetti economici, sociali, culturali e spirituali’. In questo spirito di discernimento, il Pontificio Consiglio della Giustizia e della Pace, attraverso una Nota, offre e condivide un suo contributo che può essere utile per le deliberazioni del G-20”.

Il Vescovo Toso ha precisato che la Nota del Pontificio Consiglio “intende proporre una riflessione sulle possibili vie da percorrere - il linea con il più recente magistero sociale dei pontefici - per giungere a politiche ed istituzioni finanziarie e monetarie efficaci e rappresentative a livello mondiale e orientate ad uno sviluppo autenticamente umano di tutte le persone e i popoli”.

Nell’affrontare la questione dell’attuale crisi del sistema monetario e finanziario, la Chiesa non intende addentrarsi in questioni prettamente tecniche, ma muoversi sul piano della sua competenza etica e religiosa. Così come cause della crisi la Chiesa segnala non solo quelle di carattere etico, ma più specificatamente, quelle ideologiche: le vecchie ideologie sono tramontate e ne sono sorte di nuove. “Si tratta di ideologie neoliberiste, neoutilitariste e tecnocratiche che, mentre appiattiscono il bene comune su dimensioni economiche, finanziarie e tecniche assolutizzate, mettono a repentaglio il futuro delle stesse istituzioni democratiche”.

“Come superare tali visioni e prassi distorte? Muovendo da un nuovo pensiero, da un nuovo umanesimo globale, aperto alla trascendenza”, da “un’etica della fraternità e della solidarietà, nonché dalla subordinazione dell’economia e della finanza alla politica, responsabile del bene comune”.

Le vie di soluzione suggerite dal Pontificio Consiglio, che si rifanno al magistero sociale dei Pontefici, specialmente di Giovanni XXIII e Benedetto XVI, implicano che “la globalizzazione sia governata mediante la costituzione di un’autorità pubblica a competenza universale”. Viene suggerita anche la riforma delle attuali istituzioni internazionali che “devono essere espressione di un accordo libero e condiviso tra i popoli; più rappresentative; più partecipate; più legittimate (...). Devono essere super partes, al servizio del bene di tutti, in grado di offrire una guida efficace e, al tempo stesso, di permettere a ciascun Paese di esprimere e di perseguire il proprio bene comune, secondo il principio di sussidiarietà, nel contesto del bene comune mondiale. Solo così le istituzioni internazionali riusciranno a favorire l’esistenza di sistemi monetari e finanziari efficienti ed efficaci, ossia mercati liberi e stabili, disciplinati da un adeguato quadro giuridico, funzionali allo sviluppo sostenibile e al progresso sociale di tutti”.

“L’Autorità mondiale dovrà intendere la sua facoltà di orientare e di decidere, nonché di sanzionare sulla base del diritto, come un mettersi al servizio dei vari Paesi membri, affinché crescano e posseggano mercati efficienti ed efficaci”.

Perché tutto ciò sia possibile occorre “recuperare il primato dello spirituale e dell’etica e, con essi, il primato della politica responsabile del bene comune”.
CON-IP/ VIS 20111024 (610)

UDIENZE

CITTA' DEL VATICANO, 24 OTT. 2011 (VIS). Questa mattina il Santo Padre ha ricevuto in udienze separate:

- Cinque Presuli della Conferenza Episcopale dell’Angola, in Visita “ad Limina Apostolorum”:

- L’Arcivescovo José de Queirós Alves, C.SS.R., di Huambo.

- L’Arcivescovo Damião António Franklin, di Luanda, con l’Ausiliare Vescovo Anastácio Kahango, O.F.M.Cap., e con l’Arcivescovo emerito Cardinale Alexandre do Nascimento.
- L’Arcivescovo Gabriel Mbilingi, C.S.Sp., di Lubango.

Sabato 22 ottobre il Santo Padre ha ricevuto in udienze separate:

- Il Cardinale Marc Ouellet, P.S.S., Prefetto della Congregazione per i Vescovi

- L’Arcivescovo Fernando Filoni, Prefetto della Congregazione per l'Evangelizzazione dei Popoli.
AP/ VIS 20111024 (100)

venerdì 21 ottobre 2011

LA SANTA SEDE E LA LIBIA DOPO MORTE COLONNELLO GHEDDAFI

CITTA' DEL VATICANO, 21 OTT. 2011 (VIS). Di seguito riportiamo la Nota emessa nella serata di ieri dalla Sala Stampa della Santa Sede: la Santa Sede e la Libia dopo la morte del Colonnello Gheddafi.

“La notizia della morte del colonnello Muhammar Gheddafi chiude la troppo lunga e tragica fase della lotta sanguinosa per l’abbattimento di un regime duro e oppressivo”.

“Questa vicenda drammatica obbliga ancora una volta alla riflessione sul prezzo di sofferenza umana immensa che accompagna l’affermazione e il crollo di ogni sistema che non sia fondato sul rispetto e la dignità della persona, ma sulla prevalente affermazione del potere”.

“Ci si deve dunque ora augurare che, risparmiando al popolo libico ulteriori violenze dovute a spirito di rivalsa o di vendetta, i nuovi governanti possano intraprendere al più presto la necessaria opera di pacificazione e di ricostruzione, con uno spirito di inclusione, sulla base della giustizia e del diritto; e che la comunità internazionale sia impegnata nell’aiutare generosamente la riedificazione del Paese”.

“Per parte sua, la piccola comunità cattolica continuerà ad offrire la sua testimonianza e il suo servizio disinteressato in particolare nel campo caritativo e sanitario, e la Santa Sede si impegnerà in favore del popolo libico, con gli strumenti a sua disposizione nel campo delle relazioni internazionali, nello spirito della promozione della giustizia e della pace”.

“A questo proposito è opportuno ricordare che è prassi costante della Santa Sede, nello stabilire relazioni diplomatiche, riconoscere gli Stati e non i Governi. Pertanto la Santa Sede non ha proceduto ad un formale riconoscimento del Consiglio Nazionale di Transizione (CNT) come governo della Libia. Atteso che il CNT si è ormai insediato in modo effettivo come Governo a Tripoli, la Santa Sede lo considera il legittimo rappresentante del Popolo libico, conformemente al diritto internazionale”.

“La Santa Sede ha già avuto diversi contatti con le nuove autorità della Libia. In primo luogo la Segreteria di Stato, che ha la responsabilità per i rapporti diplomatici della Santa Sede, ha avuto contatti con l’Ambasciata libica presso la Santa Sede, in seguito al cambiamento politico a Tripoli. Durante la sua recente partecipazione all’Assemblea Generale delle Nazioni Unite, il Segretario per i Rapporti con gli Stati, Arcivescovo Dominique Mamberti, ha avuto l’opportunità di avere un colloquio con il Rappresentante Permanente della Libia presso l’ONU, Signor Abdurrahman M. Shalgham. E più recentemente il Nunzio Apostolico in Libia, Arcivescovo Tommaso Caputo, che è residente a Malta, si è recato a Tripoli per una visita di tre giorni (dal 2 al 4 ottobre) durante i quali ha incontrato il Primo Ministro del CNT, il Dottor Mahmoud Jibril. L’Arcivescovo Caputo è stato ricevuto anche presso il Ministero per gli Affari Esteri”.

“In occasione di questi diversi incontri è stata sottolineata da entrambe le parti l’importanza delle relazioni diplomatiche fra la Santa Sede e la Libia. La Santa Sede ha avuto l’opportunità di rinnovare il suo appoggio per il popolo libico e il suo sostegno alla transizione. La Santa Sede ha augurato alle nuove autorità ogni successo nella ricostruzione del Paese. Da parte loro i responsabili della nuova Libia hanno comunicato l’apprezzamento per gli appelli umanitari del Santo Padre e per l’impegno della Chiesa in Libia, soprattutto tramite il servizio negli ospedali o altri centri di assistenza di 13 comunità di religiose (6 in Tripolitania e 7 in Cirenaica)”.
OP/ VIS 20111021 (560)

LETTERE CREDENZIALI NUOVO AMBASCIATORE PAESI BASSI

CITTA' DEL VATICANO, 21 OTT. 2011 (VIS). Questa mattina il Santo Padre ha ricevuto le Lettere Credenziali del nuovo Ambasciatore dei Paesi Bassi presso la Santa Sede, Signor Joseph Weterings, e nel suo discorso al diplomatico ha ricordato che il contributo della Santa Sede alla diplomazia internazionale “consiste in gran parte nel difendere i principi etici che devono essere alla base dell’ordine sociale e politico e nel richiamare l’attenzione sulla necessità di agire per porre rimedio alle violazioni di tali principi”.

La Santa Sede agisce nella dimensione della fede cristiana, ma “il Cristianesimo ha sempre indicato la ragione e la natura quali fonti delle norme sulle quali deve fondarsi uno stato di diritto. Il dialogo diplomatico nel quale è impegnata la Santa Sede non si conduce su basi confessionali né pragmatiche, ma sulla base di principi universalmente applicabili, reali come gli elementi fisici dell’ambiente naturale”.

“Nell’agire quale voce di chi non ha voce e nel difendere i diritti degli indifesi, dei poveri, dei malati, dei non nati, degli anziani, e dei membri delle minoranze che subiscono ingiuste discriminazioni, la Chiesa si impegna a promuovere la giustizia naturale come è suo diritto e dovere. Nel riconoscere con umiltà che i suoi membri non sempre vivono all’altezza degli elevati principi morali da essa proposti, la Chiesa non può che continuare a esortare tutti i popoli, compresi i suoi propri membri, ad agire in accordo con la giustizia e la ragione e ad opporsi a tutto ciò che sia contrario”.

Il Papa ha enumerato successivamente gli ambiti di interesse comune della Santa Sede e dei Paesi Bassi, quali la promozione della pace mediante la risoluzione dei conflitti in corso, l’opposizione alla proliferazione delle armi di distruzione di massa, la promozione dell’autosufficienza dei paesi emergenti e la difesa della dignità umana. Ha infine encomiato la generosa risposta umanitaria degli Olandesi nelle situazioni di emergenza nel mondo.

Benedetto XVI ha espresso il suo compiacimento per i passi intrapresi dal Governo Olandese nella repressione dell’abuso di droghe e della prostituzione ed ha concluso il suo discorso esprimendo soddisfazione per la promozione della libertà religiosa nel Paese; un tema di particolare interesse per la Santa Sede nel momento attuale.

La libertà di religione, ha detto il Pontefice, “è minacciata non soltanto da limitazioni giuridiche in alcune parti del mondo, ma da una mentalità antireligiosa all’interno di numerose società, anche quelle dove la libertà di religione gode della protezione della legge. È quindi da auspicare che il suo Governo continui a vigilare, così che la libertà di religione e la libertà di culto continuino ad essere protette e promosse, sia in patria che all’estero”.
CD/ VIS 20111021 (460)

CONVEGNO SANTA CATERINA DA SIENA

CITTA' DEL VATICANO, 21 OTT. 2011 (VIS). Questa mattina si è tenuta nell’Aula Giovanni Paolo II in Vaticano, una Conferenza Stampa di presentazione del Convegno internazionale dedicato a Santa Caterina da Siena – Dottore della Chiesa e Co-Patrona d’Italia e d’Europa – in programma a Roma e Siena dal 27 al 29 ottobre.

Il Convegno dal titolo “Virgo digna coelo” – Caterina e la sua eredità Nel 550° anniversario della canonizzazione di Santa Caterina da Siena”, è stato organizzato dal Pontificio Comitato di Scienze Storiche, in collaborazione con l’Ordine domenicano, l’Arcidiocesi di Siena e il Centro Internazionale di Studi cateriniani. Alla presentazione sono intervenuti il Padre Bernard Ardura, O.Praem., Presidente del Pontificio Comitato di Scienze Storiche; il Professor Umberto Utro, curatore della sezione delle Antichità Cristiane dei Musei Vaticani; Fra’ Bernardino Prella, O.P., Socio per l’Italia, Malta, Penisola Iberica, del Maestro dell’Ordine dei Frati Predicatori.

“La figura di Caterina – ha detto Padre Ardura – supera ampiamente la sua esistenza terrena e assume un forte valore simbolico, che, alla vigilia dell’Anno della Fede, ci rammenta la fede incrollabile di cui ella fu portatrice e che la rese madre spirituale di tanti cristiani”. Il Convegno, ha spiegato ancora Padre Ardura “si articolerà in quattro sessioni che permetteranno di approfondire la vita della Santa e il suo influsso, tenendo conto che era semianalfabeta e che pertanto i suoi scritti sono in maggioranza dettati. Infatti, ella ha avuto un grande riconoscimento anche sul piano della teologia, a tal punto che Papa Paolo VI la dichiarò Dottore della Chiesa, il 4 ottobre 1970, per la sua alta teologia e il suo influsso sul rinnovamento di questa scienza”.

La prolusione sarà tenuta dal Cardinale Angelo Amato, Prefetto della Congregazione delle Cause dei Santi. La seconda sessione sarà dedicata al processo di canonizzazione che permetterà di rivisitare i modelli di santità femminile fra ‘300 e ‘400 e la documentazione processuale. La terza sessione sarà interamente dedicata ai rapporti tra Santa Caterina e le varie osservanze religiose del tempo, a Siena ma anche in tutta l’Italia centrale. “Nella quarta sessione – ha detto Padre Ardura – vedremo che possiamo studiare e celebrare Santa Caterina oggi, perché la sua memoria è sempre rimasta viva nel popolo cristiano e il suo influsso non ha mai cessato di arricchire la Chiesa principalmente attraverso l’agiografia, e la cultura letteraria grazie in particolare al suo magnifico epistolario”.

L’ultimo giorno il Convegno si svolgerà a Siena con l’inaugurazione della mostra documentaria “Caterina da Siena e il processo di canonizzazione” e la tenuta dell’ultima sessione del Convegno, dedicata a “Caterina nell’arte”. Il Professor Umberto Utro ha precisato che l’ultima sessione si terrà nella Sala Capitolare del Convento di San Domenico a Siena e sarà presieduta dal Professor Paolo Nardi, Priore Generale dell’Associazione Internazionale dei Caterinati e curatore della mostra documentale. Parteciperanno studiosi di storia dell’arte, come la Professoressa Diega Giunta, maggiore specialista dell’iconografia di Santa Caterina nell’arte.

“Nei suoi scritti – ha spiegato Fra Bernardino Prella – “(...) Caterina utilizza espressioni ed immagini vive ed audaci per comunicare la Verità – Gesù Cristo - rivolgendosi con somma libertà a tutti, ai semplici ed ai grandi della Terra e della Chiesa, sapendo denunciare con fermezza i peccati dei laici ed ancor più quelli dei frati, del clero e dei prelati, ma sempre offrendo a tutti la speranza della infinita misericordia divina”.
COM-SH/ VIS 20111021 (550)

UDIENZE

CITTA' DEL VATICANO, 21 OTT. 2011 (VIS). Il Santo Padre ha ricevuto questa mattina in udienze separate:

- Sette Presuli della Conferenza Episcopale di Australia, in Visita "ad Limina Apostolorum":

- Il Vescovo Peter Joseph Connors, di Ballarat.

- Il Vescovo William Wright, di Maitland-Newcastle.

- Il Vescovo Anthony Colin Fisher, O.P., di Parramatta.

- Il Vescovo Gerard Joseph Hanna, di Wagga Wagga.

- Il Vescovo Kevin Michael Manning, Amministratore Apostolico "ad nutum Sanctae Sedis di Wilcannia-Forbes.

- Il Vescovo Peter William Ingham, di Wollongong.

- Il Vescovo Max Leroy Davis, Ordinario Militare

Nel pomeriggio il Santo Padre riceverà in udienza il Cardinale William Joseph Levada, Prefetto della Congregazione per la Dottrina della Fede.
AL:AP/ VIS 20111021 (120)

giovedì 20 ottobre 2011

INAUGURAZIONE CASA DI ACCOGLIENZA PELLEGRINI AUSTRALIA

CITTA' DEL VATICANO, 20 OTT. 2011 (VIS). Nel pomeriggio di ieri, nell’inaugurare la “Domus Australia”, un centro di accoglienza per i pellegrini provenienti dall’Australia, il Santo Padre Benedetto XVI ha ricordato l’affettuosa accoglienza ricevuta nel Paese quando nel 2008 si tenne la Giornata Mondiale della Gioventù e la canonizzazione, lo scorso anno, della prima santa australiana, Mary MacKillop.

“La nostra esistenza terrena trascorre in cammino verso l’obiettivo finale, dove ‘Quelle cose che occhio non vide, né orecchio udì, né mai entrarono in cuore di uomo, queste ha preparato Dio per coloro che lo amano’. Qui sulla terra, l’antica tradizione della Chiesa di pellegrinaggio ai luoghi santi, serve a ricordarci che noi siamo orientati verso il cielo, che le nostre menti sono concentrate sulla chiamata alla santità, la quale ci avvicina sempre più al Signore, ci rafforza e alimenta spiritualmente il nostro viaggio”.

“Molte generazioni di pellegrini sono giunti a Roma provenienti da tutto il mondo cristiano per venerare le tombe dei Santi Apostoli Pietro e Paolo, approfondendo la comunione nell’unica Chiesa di Cristo, fondata sugli Apostoli, rafforzando così le radici della loro fede, le radici che sono la fonte del sostentamento vitale. (...) Tuttavia le radici sono solo una parte della storia. Secondo una frase attribuita al grande poeta tedesco Johann Wolfgang von Goethe, vi sono due cose che i figli devono ricevere dai loro genitori: radici ed ali. Dalla nostra Madre Santa, la Chiesa, anche noi riceviamo radici e ali: la fede negli Apostoli, trasmessa di generazione in generazione, e la grazia dello Spirito Santo, trasmessa soprattutto dai sacramenti della Chiesa”.

“I pellegrini che giungono a Roma – ha concluso il Pontefice - tornano in patria rinnovati e rafforzati nella fede, e sostenuti dallo Spirito Santo nel loro viaggio progressivo e ascensionale verso la casa celeste”.
.../ VIS 20111020 (310)

IL PAPA AI VESCOVI AUSTRALIANI: IMPORTANZA LITURGIA

CITTA' DEL VATICANO, 20 OTT. 2011 (VIS). Le positive ripercussioni della Giornata Mondiale della Gioventù (GMG) del 2008 a Sydney e il ricordo della canonizzazione di Mary MacKillop, prima santa australiana, sono stati gli argomenti centrali del discorso di Benedetto XVI ai Vescovi della Conferenza Episcopale Cattolica Australiana, al termine della Visita “ad Limina Apostolorum”.

Il Papa ha citato l’aumento delle vocazioni al sacerdozio e alla vita religiosa registratosi in Australia quale risultato della celebrazione della Giornata Mondiale della Gioventù, che testimonia la “vitalità della Chiesa alla quale tutti noi apparteniamo e la perenne rilevanza della Nuova Novella da proclamare nuovamente ad ogni generazione”.

Nel ricordare Santa Mary MacKillop, il Papa ha sottolineato che “la coraggiosa risposta alle difficoltà che dovette affrontare nella sua vita possono essere di ispirazione per i cattolici di oggi nell’affrontare la nuova evangelizzazione e le serie sfide nella diffusione del Vangelo nella società”.

“È vero che il vostro è un peso pastorale che è stato reso più pesante dai peccati e dagli errori degli altri, purtroppo anche di alcuni membri del clero e di religiosi; ma è ora vostro compito continuare a riparare agli errori del passato con onestà e apertura, con l’obiettivo di costruire, con umiltà e decisione, un futuro migliore per tutti. Perciò vi incoraggio a continuare ad essere pastori di quelle anime che, insieme con il vostro clero, sono sempre pronte ad avanzare di un passo nell’amore e nella verità, a beneficio delle coscienze del gregge che vi è stato affidato, cercando di preservarlo nella santità, insegnando umilmente e conducendolo irreprensibilmente sulle strade della fede cattolica”.

“Infine, in qualità di Vescovi” – ha concluso Benedetto XVI – “siete consapevoli del vostro speciale dovere di curare la celebrazione della liturgia. La nuova traduzione del Messale Romano, frutto di una notevole cooperazione fra la Santa Sede, i Vescovi e gli studiosi di tutti il mondo, è volta ad arricchire ed approfondire il sacrificio di lode offerto a Dio dal suo popolo. Aiutate i membri del vostro clero ad accogliere ed apprezzare quanto è stato conseguito, così che essi a loro volta possano assistere i fedeli mentre si abituano alla nuova traduzione. La sacra liturgia e le sue forme sono profondamente inscritte nel cuore di ogni cattolico. Che non siano risparmiato ogni sforzo per aiutare i catechisti e i musicisti nelle loro rispettive preparazioni, a rendere la celebrazione del Rito Romano nelle vostre Diocesi un momento di grande grazia e bellezza, degno del Signore e spiritualmente arricchente per tutti”.
AL/ VIS 20111020 (420)

CRISTIANI E INDÙ: INSIEME PER PROMUOVERE LIBERTÀ RELIGIOSA

CITTA' DEL VATICANO, 20 OTT. 2011 (VIS). “Cristiani e Indù: insieme per promuovere la libertà religiosa” è il tema del Messaggio per la Festa di Deepavali 2011 agli Induisti, a firma del Cardinale Jean-Louis Tauran, Presidente del Pontificio Consiglio per il Dialogo Interreligioso e dell’Arcivescovo Pier Luigi Celata, Segretario del medesimo Dicastero. La festa di Diwali, festa della luce, che quest’anno cade il 26 ottobre, è celebrata da tutti gli indù ed è conosciuta come Deepavali: essa rappresenta la vittoria della verità sulla menzogna, della luce sulle tenebre, della vita sulla morte, del bene sul male. La celebrazione vera e propria dura tre giorni segnando l’inizio di un nuovo anno, la riconciliazione familiare, specialmente tra fratelli e sorelle e l’adorazione della divinità”.

La libertà religiosa, si legge nel testo “si trova al centro della scena in molti luoghi, richiamando la nostra attenzione su quei membri della nostra famiglia umana esposti al biasimo, al pregiudizio, alla propaganda dell’odio, alla discriminazione e alla persecuzione sulla base dell’appartenenza religiosa. La libertà religiosa è la risposta a quei conflitti che in varie parti del mondo hanno una motivazione religiosa. In mezzo alla violenza scatenata da tali conflitti, molti anelano disperatamente ad una coesistenza pacifica e ad uno sviluppo umano integrale”.

“La libertà religiosa è annoverata tra i diritti umani fondamentali che si radicano nella dignità della persona umana. Quando essa sia messa in pericolo o negata, tutti gli altri diritti umani sono a rischio. La libertà religiosa necessariamente include l’esclusione di ogni coercizione da parte di individui, gruppi, comunità o istituzioni. Sebbene l’esercizio di tale diritto comprenda la libertà di ogni persona di professare, praticare e diffondere la propria religione o fede, in pubblico o in privato, individualmente o comunitariamente, esso implica anche un serio obbligo, da parte delle autorità civili, degli individui e dei gruppi di rispettare la libertà degli altri. Esso comprende, inoltre, la libertà di cambiare la propria religione”.
CON-DIR/ VIS 20111020 (270)

UDIENZE

CITTA' DEL VATICANO, 20 OTT. 2011 (VIS). Il Santo Padre ha ricevuto questa mattina in udienze separate otto Presuli della Conferenza Episcopale di Australia, in Visita "ad Limina Apostolorum":

- L’Arcivescovo Barry James Hickey, di Perth con l'Ausiliare Vescovo Donald George Sproxton.

- Il Vescovo Gerard Joseph Holohan, di Bunbury.

- Il Vescovo Justin Joseph Bianchini, di Geraldton.

- Il Vescovo Luc Julian Matthys, di Armidale.

- Il Vescovo Michael Joseph McKenna, di Bathurst.

- Il Vescovo David Louis Walker, di Broken Bay.

- Il Vescovo Geoffrey Hilton Jarrett, di Lismore.
AL/ VIS 20111020 (100)

mercoledì 19 ottobre 2011

DIO RESTA FEDELE MENTRE L’UOMO FACILMENTE LO DIMENTICA

CITTA' DEL VATICANO, 19 OTT. 2011 (VIS). Circa 20.000 pellegrini hanno assistito questa mattina all’Udienza Generale che Papa Benedetto XVI ha tenuto in Piazza San Pietro. Nel continuare il ciclo di catechesi dedicate ai Salmi, il Santo Padre ha meditato il Salmo 136–135 - secondo la numerazione greco-latina – “un grande inno di lode che celebra il Signore nelle molteplici, ripetute manifestazioni della sua bontà lungo la storia degli uomini”.

“Solenne preghiera di rendimento di grazie, conosciuto come il “Grande Hallel”, questo Salmo” – ha spiegato il Papa – “è tradizionalmente cantato alla fine della cena pasquale ebraica ed è stato probabilmente pregato anche da Gesù nell’ultima Pasqua celebrata con i discepoli (...). Lungo il componimento, vengono enumerati i molti prodigi di Dio nella storia degli uomini e i suoi continui interventi in favore del suo popolo; e ad ogni proclamazione dell’azione salvifica del Signore risponde l’antifona con la motivazione fondamentale della lode: l’amore eterno di Dio, un amore che, secondo il termine ebraico utilizzato, implica fedeltà, misericordia, bontà, grazia, tenerezza”.

“Dopo un triplice invito al rendimento di grazie al Dio sovrano, si celebra il Signore come Colui che compie ‘grandi meraviglie’, la prima delle quali è la creazione: il cielo, la terra, gli astri. (...) Con la creazione, il Signore si manifesta in tutta la sua bontà e bellezza, si compromette con la vita, rivelando una volontà di bene da cui scaturisce ogni altro agire di salvezza”.

Passando al manifestarsi di Dio nella storia, si inizia con il grande evento della liberazione di Israele dalla schiavitù dell’Egitto. I quaranta anni di cammino nel deserto costituiscono “un tempo decisivo per Israele che lasciandosi guidare dal Signore impara a vivere di fede, nell’obbedienza e nella docilità alla legge di Dio. Sono anni difficili, segnati dalla durezza della vita nel deserto, ma anche anni felici, di confidenza nel Signore, di fiducia filiale”.

“La storia di Israele è stata attraversata da esaltanti momenti di gioia, di pienezza di vita, di consapevolezza della presenza di Dio e della sua salvezza, ma è stata anche segnata da episodi di peccato, da periodi di penosa oscurità e di profonda afflizione. E molti sono stati gli avversari da cui il Signore ha liberato il suo popolo. A tutto questo fa riferimento il Salmo, e in particolare a uno degli eventi più dolorosi, (...) l’esilio di Babilonia, con la distruzione di Gerusalemme e del Tempio, quando Israele sembrava aver perduto tutto, anche la propria identità, anche la sua fiducia nel Signore. Ma Dio si ricorda, e libera. La salvezza di Israele e di tutti gli uomini è legata alla fedeltà del Signore, e al suo ricordarsi. Mentre l’uomo facilmente dimentica, Dio resta fedele: la sua memoria è lo scrigno prezioso che racchiude quell’ ‘amore per sempre’ cantato dal nostro Salmo”.

Il Salmo si conclude ricordando che Dio dà cibo ad ogni vivente “prendendosi cura della vita e donando pane. (...) Nella pienezza dei tempi, il Figlio di Dio si fa uomo per dare la vita, per la salvezza di ciascuno di noi, e si dona come pane nel mistero eucaristico per farci entrare nella sua alleanza che ci rende figli. A tanto giunge la bontà misericordiosa di Dio e la sublimità del suo ‘amore per sempre’”. Infine il Papa ha concluso la catechesi ricordando le parole di San Giovanni nella Prima Lettera, “e che dovremmo sempre tenere presenti nella nostra preghiera: ‘Vedete quale grande amore ci ha dato il Padre per essere chiamati figli di Dio, e lo siamo realmente’”.
AG/ VIS 20111019 (590)

ALTRI ATTI PONTIFICI

CITTA' DEL VATICANO, 19 OTT. 2011 (VIS). Il Santo Padre:

- Ha nominato l’Arcivescovo Carlo Maria Vigano, Nunzio Apostolico negli Stati Uniti d’America.

- Ha nominato il Monsignor David D. Kagan, Vescovo di Bismark (superficie: 88.720; popolazione: 270.000; cattolici: 65.284; sacerdoti: 98; religiosi: 147; diaconi permanenti: 77), Stati Uniti d’America. Il Vescovo eletto è nato nel 1949 a Spring Grove (Stati Uniti d’America) ed è stato ordinato sacerdote nel 1975. Dal 1975 al 1977 è stato Vicario parrocchiale della “Saint Patrick Parish” ed Insegnante di Religione a Sterling; dal 1979 al 1984 è stato Insegnante di Religione a Rockford e Vice-Officiale del Tribunale diocesano; dal 1984 al 1994 è stato Vicario Giudiziale; dal 1984 al 1985 Amministratore parrocchiale a Warren e ad Apple River; dal 1985 al 1986 è stato Cappellano presso le Suore di Santa Chiara e Vicario parrocchiale della Cattedrale “Saint Peter” a Rockford; dal 1986 al 1989 Parroco a Byron ed Insegnante di Etica a Rockford; dal 1990 al 1994 è stato Parroco della Protocattedrale “Saint James” a Rockford. Dal 1994 è Vicario Generale e Moderatore della Curia. Succede al Vescovo Paul A. Zipfel, del quale il Santo Padre ha accettato la rinuncia al governo pastorale della medesima Diocesi, presentata per raggiunti limiti d’età.
NN:NER:RE/ VIS 20111019 (210)

martedì 18 ottobre 2011

ASSISI: RELIGIONI IN CAMMINO VERSO LA GIUSTIZIA E LA PACE

CITTA' DEL VATICANO, 18 OTT. 2011 (VIS). Questa mattina, presso la Sala Stampa della Santa Sede, si è tenuta la Conferenza Stampa di presentazione della Giornata di riflessione, dialogo e preghiera per la giustizia e la pace nel mondo “Pellegrini della verità, pellegrini della pace”, in programma ad Assisi (Italia), il 27 ottobre prossimo.

Alla Conferenza Stampa sono intervenuti il Cardinale Peter Kodwo Appiah Turkson, Presidente del Pontificio Consiglio della Giustizia e della Pace, con il Vescovo Mario Toso, S.D.B., Segretario del medesimo Pontificio Consiglio; il Vescovo Pier Luigi Celata, Segretario del Pontificio Consiglio per il Dialogo Interreligioso; Don Andrea Palmieri, Incaricato della Sezione orientale del Pontificio Consiglio per la Promozione dell’Unità dei Cristiani; Monsignor Melchor José Sánchez de Toca y Alameda, Sotto-Segretario del Pontificio Consiglio della Cultura e il Padre Jean-Marie Laurent Mazas, che, nell’ambito del medesimo Dicastero, è Direttore del “Cortile dei Gentili”.

Con la convocazione della Giornata di Assisi, Benedetto XVI intende solennizzare il 25° anniversario dello storico incontro tenutosi nella città natale di San Francesco per volontà del Beato Giovanni Paolo II nel 1986. “Ancora oggi, come 25 anni fa, il mondo ha bisogno di pace. – ha spiegato il Cardinale Turkson – Dopo 25 anni di collaborazione tra le religioni e di testimonianza comune è tempo di bilanci e di rilancio dell’impegno, a fronte di nuove sfide. Esse sono insite nella crisi finanziaria ed economica che dura più del previsto; nella crisi delle istituzioni democratiche e sociali; nella crisi alimentare ed ambientale; nelle migrazioni bibliche, nelle forme più subdole del neocolonialismo, nelle perduranti piaghe della povertà e della fame, nell’indomito terrorismo internazionale, nelle crescenti disuguaglianze e nelle discriminazioni religiose”.

“Ancora una volta – basti pensare ai recenti avvenimenti in Egitto o in altre regioni del mondo – c’è bisogno di dire ‘no’ a qualsiasi strumentalizzazione della religione. La violenza tra religioni è uno scandalo che snatura la vera identità della religione, vela il volto di Dio ed allontana dalla fede”, ha aggiunto il Porporato.

“Il cammino delle religioni verso la giustizia e la pace, (...) non può che essere caratterizzato da una comune ricerca della verità. (...) È per questo che Benedetto XVI desidera porre l’esperienza di Assisi 2011 (...) sotto la cifra del pellegrinaggio, che implica ascesa, purificazione, convergenza verso un punto superiore, assunzione di un impegno comunitario”.

“La ricerca della verità è premessa per conoscersi meglio, per vincere ogni forma di pregiudizio, ma anche di sincretismo, che offusca le identità. (...) Ricercare (...) la verità significa, poi, rinnovare uno sguardo di benevolenza nei confronti degli altri, per accettarsi reciprocamente, dialogare meglio, e collaborare al bene comune, su cui è possibile convergere sul piano di una ragione naturale. (...) La ricerca della verità è, inoltre, condizione per abbattere il fanatismo e il fondamentalismo, per i quali la pace si ottiene con l’imposizione agli altri delle proprie convinzioni. È, ancora, condizione per superare la babele dei linguaggi e quel laicismo che intende emarginare dalla famiglia umana Colui che ne è il Principio e il Fine”.

Relativamente all’organizzazione della Giornata, il Cardinale ha precisato che il 27 ottobre “le delegazioni partiranno da Roma, in treno, insieme col Santo Padre. (...) All’arrivo in Assisi, ci si recherà presso la Basilica di S. Maria degli Angeli, dove avrà luogo un momento di commemorazione dei precedenti incontri e di appro¬fondimento del tema della Giornata. Interverranno esponenti di alcune delle delegazioni presenti e anche il Santo Padre prenderà la parola. Seguirà un pranzo frugale, (...) all’insegna della sobrietà (...). Sarà poi lasciato un tempo di silenzio, per la riflessione di ciascuno e per la preghiera. Nel pomeriggio, tutti i presenti in Assisi parteciperanno ad un cammino che si snoderà verso la Basilica di San Francesco. Sarà un pellegri¬naggio, a cui prenderanno parte nell’ultimo tratto anche i membri delle delegazioni (...) All’ombra della Basilica di San Francesco, (...) si terrà il momento finale della giornata, con la rinnovazione solenne del comune impegno per la pace”.

I Paesi del mondo rappresentati sono più di 50, tra i quali, oltre a numerosi Paesi europei e americani, anche Egitto, Israele, Pakistan, Giordania, Iran, India, Arabia Saudita, Filippine e molti altri che “sono quelli che soffrono forse maggiormente, in questo momento storico, per problemi di libertà religiosa e dialogo tra religioni”, ha affermato il Cardinale Turkson.

Il Monsignor José Sánchez de Toca y Alameda, Sotto-Segretario del Pontificio Consiglio della Cultura, ha precisato che per la prima volta il Papa ha invitato persone non credenti ad un incontro religioso. “All’origine di questa innovativa scelta del Santo Padre vi è la convinzione che l’uomo sia credente sia non credente, è sempre alla ricerca di Dio e dell’Assoluto; egli è pertanto, sempre un pellegrino alla ricerca in cammino verso la pienezza della verità”.

Gli invitati che hanno accettato di partecipare alla Giornata di Assisi sono Julia Kristeva (linguista, psicanalista, filosofa e scrittrice); il filosofo italiano Remo Bodei; Guillermo Hurtado, filosofo messicano e l’economista austriaco Walter Baier.
OP/ VIS 20111018 (830)

lunedì 17 ottobre 2011

DOTTRINA SOCIALE DELLA CHIESA VALIDA CRISI ATTUALE

CITTA' DEL VATICANO, 15 OTT. 2011 (VIS). “In questi 120 anni di sviluppo della dottrina sociale della Chiesa sono avvenuti nel mondo grandi mutamenti, che non erano neppure immaginabili all’epoca della storica Enciclica del Papa Leone XIII. Tuttavia, al mutare delle condizioni esterne non è cambiato il patrimonio interno del Magistero sociale, che promuove sempre la persona umana e la famiglia, nel loro contesto di vita, anche dell’impresa”.

Queste le parole che il Papa ha rivolto ai partecipanti al Convegno annuale della Fondazione “Centesimus Annus-Pro Pontifice”, dedicato, quest’anno, al rapporto tra famiglia e impresa, in coincidenza con il 20° anniversario dell’Enciclica “Centesimus Annus” del Beato Giovanni Paolo II, pubblicata a cento anni dalla “Rerum Novarum” di Leone XIII e nella ricorrenza del 30° anniversario dell’Esortazione Apostolica “Familiaris consortio”.

“Il Concilio Vaticano II ha parlato della famiglia in termini di ‘Chiesa domestica’, di ‘santuario intoccabile’ (...). Anche l’economia con le sue leggi deve sempre considerare l’interesse e la salvaguardia di tale cellula primaria della società (...)”, ha affermato il Pontefice, ricordando che il Beato Giovanni Paolo II, nella “Familiaris consortio’ indicò quattro compiti per l’istituzione familiare: la formazione di una comunità di persone; il servizio alla vita; la partecipazione sociale e la partecipazione ecclesiale. “Sono tutte funzioni alla cui base è l’amore, ed è a questo che educa e forma la famiglia. (...) Ed è primariamente nella famiglia che si apprende come il giusto atteggiamento da vivere nell’ambito della società, anche nel mondo del lavoro, dell’economia, dell’impresa, deve essere guidato dalla ‘caritas’, nella logica della gratuità, della solidarietà e della responsabilità gli uni per gli altri”, ha affermato il Pontefice.

“Nella difficile situazione che stiamo vivendo, assistiamo, purtroppo, ad una crisi del lavoro e dell’economia che si accompagna ad una crisi della famiglia (...) Occorre perciò una nuova sintesi armonica tra famiglia e lavoro, a cui la dottrina sociale della Chiesa può offrire il suo prezioso contributo”. In proposito Benedetto XVI ha citato l’Enciclica “Caritas in veritate” nella quale sottolinea che: “La giustizia commutativa – ‘dare per avere’ - e quella distributiva – ‘dare per dovere’ - non sono sufficienti nel vivere sociale. Perché vi sia vera giustizia è necessario aggiungere la gratuità e la solidarietà. ‘La solidarietà è anzitutto sentirsi tutti responsabili di tutti, quindi non può essere delegata solo allo Stato’”.

“Carità nella verità” – ha affermato Benedetto XVI – “in questo caso, significa che bisogna dare forma e organizzazione a quelle iniziative economiche che, pur senza negare il profitto, intendono andare oltre la logica dello scambio degli equivalenti e del profitto fine a se stesso’”.

“Non è compito della Chiesa definire le vie per affrontare la crisi in atto. Tuttavia i cristiani hanno il dovere di denunciare i mali, di testimoniare e tenere vivi i valori su cui si fonda la dignità della persona, e di promuovere quelle forme di solidarietà che favoriscono il bene comune, affinché l’umanità diventi sempre più famiglia di Dio”.
AC/ VIS 20111017 (490)

BENEDETTO XVI FARÀ USO DOMANI PEDANA MOBILE

CITTA' DEL VATICANO, 15 OTT. 2011 (VIS). Domani mattina, domenica 16 ottobre, in occasione della celebrazione della Messa nella Basilica di San Pietro, il Santo Padre, nel corso della processione d’ingresso dalla sagrestia all’altare centrale, farà uso della pedana mobile, già usata da Giovanni Paolo II.

“Lo scopo è esclusivamente di alleviare l’impegno del Santo Padre, analogamente a quanto già avviene con l’uso del Papamobile nelle processioni introitali in ambienti esterni e in Piazza San Pietro”, ha spiegato nella tarda mattinata, il Direttore della Sala Stampa della Santa Sede, Padre Federico Lombardi, S.I.
OP/ VIS 20111017 (100)

IL PAPA INDICE “ANNO DELLA FEDE”

CITTA' DEL VATICANO, 16 OTT. 2011 (VIS). Il Santo Padre Benedetto XVI ha annunciato l’indizione di un “Anno della Fede”, nel corso della Celebrazione Eucaristica a conclusione del primo Incontro Internazionale dei Nuovi Evangelizzatori promosso dal Pontificio Consiglio per la Promozione della Nuova Evangelizzazione.

L’”Anno della Fede” inizierà l’11 ottobre 2012, nel 50° anniversario dell’apertura del Concilio Vaticano II, e terminerà il 24 novembre 2013, Solennità di Cristo Re dell’Universo, con la finalità di “rafforzare la nostra fede in Lui e per annunciarLo con gioia all’uomo del nostro tempo”.

Nel commentare le letture della liturgia domenicale, il Papa ha ricordato che bisogna comprendere la missione della Chiesa alla luce del “senso teologico della storia: i rivolgimenti epocali, il succedersi delle grandi potenze stanno sotto il supremo dominio di Dio; nessun potere terreno può mettersi al suo posto. La teologia della storia è un aspetto importante, essenziale della nuova evangelizzazione, perché gli uomini del nostro tempo, dopo la nefasta stagione degli imperi totalitari del XX secolo, hanno bisogno di ritrovare uno sguardo complessivo sul mondo e sul tempo, uno sguardo veramente libero, pacifico, quello sguardo che il Concilio Vaticano II ha trasmesso nei suoi Documenti, e che i miei Predecessori, il Servo di Dio Paolo VI e il Beato Giovanni Paolo II, hanno illustrato con il loro Magistero”.

“L’evangelizzazione, per essere efficace – ha proseguito il Pontefice – ha bisogno della forza dello Spirito, che animi l’annuncio e infonda in chi lo porta quella ‘piena certezza’ di cui parla San Paolo. (...) I nuovi evangelizzatori sono chiamati a camminare per primi in questa Via che è Cristo, per far conoscere agli altri la bellezza del Vangelo che dona la vita. E su questa Via non si cammina mai soli, ma in compagnia: un’esperienza di comunione e di fraternità che viene offerta a quanti incontriamo, per partecipare loro la nostra esperienza di Cristo e della sua Chiesa. Così, la testimonianza unita all’annuncio può aprire il cuore di quanti sono in ricerca della verità, affinché possano approdare al senso della propria vita”.

Infine il Santo Padre ha presentato una breve riflessione sul brano evangelico che tratta della questione centrale del tributo a Cesare ed ha sottolineato che la parola di Gesù “Date a Cesare quel che è di Cesare e date a Dio quel che è di Dio”, “è ricca di contenuto antropologico, e non la si può ridurre al solo ambito politico. La Chiesa, pertanto, non si limita a ricordare agli uomini la giusta distinzione tra la sfera di autorità di Cesare e quella di Dio, tra l’ambito politico e quello religioso. La missione della Chiesa, come quella di Cristo, è essenzialmente parlare di Dio, fare memoria della sua sovranità, richiamare a tutti, specialmente ai cristiani che hanno smarrito la propria identità, il diritto di Dio su ciò che gli appartiene, cioè la nostra vita”.
HML/ VIS 20111017 (480)

SFIDE CHIESA: MISSIONE AD GENTES E NUOVA EVANGELIZZAZIONE

CITTA' DEL VATICANO, 17 OTT. 2011 (VIS). All’Angelus, che il Santo Padre ha recitato con i fedeli convenuti in Piazza San Pietro, al termine della Santa Messa celebrata a conclusione del primo Incontro Internazionale dei Nuovi Evangelizzatori, Benedetto XVI ha ricordato che il Beato Giovanni Paolo II è stato “uno strenuo sostenitore della missione ‘ad gentes’, cioè ai popoli e ai territori dove il Vangelo non ha ancora posto radici, sia un araldo della nuova evangelizzazione. Sono, questi, aspetti dell’unica missione della Chiesa, ed è pertanto significativo considerarli insieme in questo mese di ottobre, caratterizzato dalla celebrazione della Giornata Missionaria Mondiale, proprio domenica prossima”.

Successivamente il Papa si è riferito alla convocazione, già annunciata nell’omelia, dell’”Anno della Fede”, le cui motivazioni, finalità e linee direttrici saranno esposte nella Lettera Apostolica che verrà pubblicata nei prossimi giorni.

“Il Servo di Dio Paolo VI indisse un analogo ‘Anno della fede’ nel 1967” – ha ricordato Benedetto XVI – “in occasione del diciannovesimo centenario del martirio degli Apostoli Pietro e Paolo, e in un periodo di grandi rivolgimenti culturali. Ritengo che, trascorso mezzo secolo dall’apertura del Concilio, legata alla felice memoria del Beato Papa Giovanni XXIII, sia opportuno richiamare la bellezza e la centralità della fede, l’esigenza di rafforzarla e approfondirla a livello personale e comunitario, e farlo in prospettiva non tanto celebrativa, ma piuttosto missionaria, nella prospettiva, appunto, della missione ‘ad gentes’ e della nuova evangelizzazione”.
ANG/ VIS 20111017 (240)

LETTERA APOSTLICA IN FORMA DI MOTU PROPRIO “PORTA FIDEI”

CITTA' DEL VATICANO, 17 OTT. 2011 (VIS). Oggi è stata resa pubblica una Lettera Apostolica in forma di Motu proprio con la quale Papa Benedetto XVI indice un “Anno della Fede”, che avrà inizio l’11 ottobre 2011 – nel 59° anniversario dell’apertura del Concilio Vaticano II – e si concluderà nella Solennità di Nostro Signore Gesù Cristo, Re dell’Universo, il 24 novembre 2013. Di seguito riportiamo alcuni estratti della Lettera Apostolica “Porta fidei”.

“La ‘porta della fede’ che introduce alla vita di comunione con Dio e permette l’ingresso nella sua Chiesa è sempre aperta per noi. È possibile oltrepassare quella soglia quando la Parola di Dio viene annunciata e il cuore si lascia plasmare dalla grazia che trasforma”. (...)

“Fin dall’inizio del mio ministero come Successore di Pietro ho ricordato l’esigenza di riscoprire il cammino della fede per mettere in luce con sempre maggiore evidenza la gioia ed il rinnovato entusiasmo dell’incontro con Cristo. (...)
Mentre nel passato era possibile riconoscere un tessuto culturale unitario, largamente accolto nel suo richiamo ai contenuti della fede e ai valori da essa ispirati, oggi non sembra più essere così in grandi settori della società, a motivo di una profonda crisi di fede che ha toccato molte persone”.

“Alla luce di tutto questo ho deciso di indire un Anno della fede. Esso avrà inizio l’11 ottobre 2012, nel cinquantesimo anniversario dell’apertura del Concilio Vaticano II, e terminerà nella solennità di Nostro Signore Gesù Cristo Re dell’Universo, il 24 novembre 2013. Nella data dell’11 ottobre 2012, ricorreranno anche i vent’anni dalla pubblicazione del Catechismo della Chiesa Cattolica, testo promulgato dal mio Predecessore, il Beato Papa Giovanni Paolo II , allo scopo di illustrare a tutti i fedeli la forza e la bellezza della fede”. (...)

“Proprio l’Assemblea Generale del Sinodo dei Vescovi è stata da me convocata, nel mese di ottobre del 2012, sul tema de La nuova evangelizzazione per la trasmissione della fede cristiana. Sarà quella un’occasione propizia per introdurre l’intera compagine ecclesiale ad un tempo di particolare riflessione e riscoperta della fede. Non è la prima volta che la Chiesa è chiamata a celebrare un Anno della fede. Il mio venerato Predecessore il Servo di Dio Paolo VI ne indisse uno simile nel 1967. (...) Essa si concluse con la Professione di fede del Popolo di Dio, per attestare quanto i contenuti essenziali che da secoli costituiscono il patrimonio di tutti i credenti hanno bisogno di essere confermati, compresi e approfonditi in maniera sempre nuova al fine di dare testimonianza coerente in condizioni storiche diverse dal passato”.

“Ho ritenuto che far iniziare l’Anno della fede in coincidenza con il cinquantesimo anniversario dell’apertura del Concilio Vaticano II possa essere un’occasione propizia per comprendere che i testi lasciati in eredità dai Padri conciliari (...). Io pure intendo ribadire con forza quanto ebbi ad affermare a proposito del Concilio pochi mesi dopo la mia elezione a Successore di Pietro: “se lo leggiamo e recepiamo guidati da una giusta ermeneutica, esso può essere e diventare sempre di più una grande forza per il sempre necessario rinnovamento della Chiesa”.

“Il rinnovamento della Chiesa passa anche attraverso la testimonianza offerta dalla vita dei credenti: con la loro stessa esistenza nel mondo i cristiani sono infatti chiamati a far risplendere la Parola di verità che il Signore Gesù ci ha lasciato. Proprio il Concilio, nella Costituzione dogmatica Lumen gentium, affermava: (...) la Chiesa, che comprende nel suo seno peccatori ed è perciò santa e insieme sempre bisognosa di purificazione, avanza continuamente per il cammino della penitenza e del rinnovamento”. (...)

“L’Anno della fede, in questa prospettiva, è un invito ad un’autentica e rinnovata conversione al Signore, unico Salvatore del mondo. Nel mistero della sua morte e risurrezione, Dio ha rivelato in pienezza l’Amore che salva e chiama gli uomini alla conversione di vita mediante la remissione dei peccati. Per l’apostolo Paolo, questo Amore introduce l’uomo ad una nuova vita (...). Grazie alla fede, questa vita nuova plasma tutta l’esistenza umana sulla radicale novità della risurrezione. (...) La ‘fede che si rende operosa per mezzo della carità’ diventa un nuovo criterio di intelligenza e di azione che cambia tutta la vita dell’uomo”. (...)

“Con il suo amore, Gesù Cristo attira a sé gli uomini di ogni generazione: in ogni tempo Egli convoca la Chiesa affidandole l’annuncio del Vangelo, con un mandato che è sempre nuovo. Per questo anche oggi è necessario un più convinto impegno ecclesiale a favore di una nuova evangelizzazione per riscoprire la gioia nel credere e ritrovare l’entusiasmo nel comunicare la fede. Nella quotidiana riscoperta del suo amore attinge forza e vigore l’impegno missionario dei credenti che non può mai venire meno. La fede, infatti, cresce quando è vissuta come esperienza di un amore ricevuto e quando viene comunicata come esperienza di grazia e di gioia”. (...)

“Solo credendo, quindi, la fede cresce e si rafforza; non c’è altra possibilità per possedere certezza sulla propria vita se non abbandonarsi, in un crescendo continuo, nelle mani di un amore che si sperimenta sempre più grande perché ha la sua origine in Dio”.

“Vorremmo celebrare questo Anno in maniera degna e feconda. Dovrà intensificarsi la riflessione sulla fede per aiutare tutti i credenti in Cristo a rendere più consapevole ed a rinvigorire la loro adesione al Vangelo, soprattutto in un momento di profondo cambiamento come quello che l’umanità sta vivendo. Avremo l’opportunità di confessare la fede nel Signore Risorto nelle nostre Cattedrali e nelle chiese di tutto il mondo; nelle nostre case e presso le nostre famiglie, perché ognuno senta forte l’esigenza di conoscere meglio e di trasmettere alle generazioni future la fede di sempre. Le comunità religiose come quelle parrocchiali, e tutte le realtà ecclesiali antiche e nuove, troveranno il modo, in questo Anno, per rendere pubblica professione del Credo”.

“Desideriamo che questo Anno susciti in ogni credente l’aspirazione a confessare la fede in pienezza e con rinnovata convinzione, con fiducia e speranza. Sarà un'occasione propizia anche per intensificare la celebrazione della fede nella liturgia, e in particolare nell’Eucaristia, che è “il culmine verso cui tende l’azione della Chiesa e insieme la fonte da cui promana tutta la sua energia”. Nel contempo, auspichiamo che la testimonianza di vita dei credenti cresca nella sua credibilità. Riscoprire i contenuti della fede professata, celebrata, vissuta e pregata, e riflettere sullo stesso atto con cui si crede, è un impegno che ogni credente deve fare proprio, soprattutto in questo Anno”.

“Il cristiano non può mai pensare che credere sia un fatto privato. La fede è decidere di stare con il Signore per vivere con Lui. E questo ‘stare con Lui’ introduce alla comprensione delle ragioni per cui si crede. La fede, proprio perché è atto della libertà, esige anche la responsabilità sociale di ciò che si crede. (...) La stessa professione della fede è un atto personale ed insieme comunitario. È la Chiesa, infatti, il primo soggetto della fede. Nella fede della Comunità cristiana ognuno riceve il Battesimo, segno efficace dell’ingresso nel popolo dei credenti per ottenere la salvezza”.

“Come si può osservare, la conoscenza dei contenuti di fede è essenziale per dare il proprio assenso, cioè per aderire pienamente con l’intelligenza e la volontà a quanto viene proposto dalla Chiesa. La conoscenza della fede introduce alla totalità del mistero salvifico rivelato da Dio. L’assenso che viene prestato implica quindi che, quando si crede, si accetta liberamente tutto il mistero della fede, perché garante della sua verità è Dio stesso che si rivela e permette di conoscere il suo mistero di amore”.

“D’altra parte, non possiamo dimenticare che nel nostro contesto culturale tante persone, pur non riconoscendo in sé il dono della fede, sono comunque in una sincera ricerca del senso ultimo e della verità definitiva sulla loro esistenza e sul mondo. Questa ricerca è un autentico ‘preambolo’ alla fede, perché muove le persone sulla strada che conduce al mistero di Dio. La stessa ragione dell’uomo, infatti, porta insita l’esigenza di ‘ciò che vale e permane sempre’. Tale esigenza costituisce un invito permanente, inscritto indelebilmente nel cuore umano, a mettersi in cammino per trovare Colui che non cercheremmo se non ci fosse già venuto incontro. Proprio a questo incontro la fede ci invita e ci apre in pienezza”.

“Per accedere a una conoscenza sistematica dei contenuti della fede, tutti possono trovare nel Catechismo della Chiesa Cattolica un sussidio prezioso ed indispensabile. Esso costituisce uno dei frutti più importanti del Concilio Vaticano II. (...) È proprio in questo orizzonte che l’Anno della fede dovrà esprimere un corale impegno per la riscoperta e lo studio dei contenuti fondamentali della fede che trovano nel Catechismo della Chiesa Cattolica la loro sintesi sistematica e organica. (...) Il Catechismo offre una memoria permanente dei tanti modi in cui la Chiesa ha meditato sulla fede e prodotto progresso nella dottrina per dare certezza ai credenti nella loro vita di fede”.

“In questo Anno, pertanto, il Catechismo della Chiesa Cattolica potrà essere un vero strumento a sostegno della fede, soprattutto per quanti hanno a cuore la formazione dei cristiani, così determinante nel nostro contesto culturale. A tale scopo, ho invitato la Congregazione per la Dottrina della Fede, in accordo con i competenti Dicasteri della Santa Sede, a redigere una Nota, con cui offrire alla Chiesa ed ai credenti alcune indicazioni per vivere quest’Anno della fede nei modi più efficaci ed appropriati, al servizio del credere e dell’evangelizzare”.

“La fede, infatti, si trova ad essere sottoposta più che nel passato a una serie di interrogativi che provengono da una mutata mentalità che, particolarmente oggi, riduce l’ambito delle certezze razionali a quello delle conquiste scientifiche e tecnologiche. La Chiesa tuttavia non ha mai avuto timore di mostrare come tra fede e autentica scienza non vi possa essere alcun conflitto perché ambedue, anche se per vie diverse, tendono alla verità”.

“Sarà decisivo nel corso di questo Anno ripercorrere la storia della nostra fede, la quale vede il mistero insondabile dell’intreccio tra santità e peccato. Mentre la prima evidenzia il grande apporto che uomini e donne hanno offerto alla crescita ed allo sviluppo della comunità con la testimonianza della loro vita, il secondo deve provocare in ognuno una sincera e permanente opera di conversione per sperimentare la misericordia del Padre che a tutti va incontro”.

“L’Anno della fede sarà anche un’occasione propizia per intensificare la testimonianza della carità. (...) La fede senza la carità non porta frutto e la carità senza la fede sarebbe un sentimento in balia costante del dubbio. Fede e carità si esigono a vicenda, così che l’una permette all’altra di attuare il suo cammino. Non pochi cristiani, infatti, dedicano la loro vita con amore a chi è solo, emarginato o escluso come a colui che è il primo verso cui andare e il più importante da sostenere, perché proprio in lui si riflette il volto stesso di Cristo. Grazie alla fede possiamo riconoscere in quanti chiedono il nostro amore il volto del Signore risorto”.

“Giunto ormai al termine della sua vita, l’apostolo Paolo chiede al discepolo Timoteo di ‘cercare la fede’ con la stessa costanza di quando era ragazzo. Sentiamo questo invito rivolto a ciascuno di noi, perché nessuno diventi pigro nella fede. Essa è compagna di vita che permette di percepire con sguardo sempre nuovo le meraviglie che Dio compie per noi. Intenta a cogliere i segni dei tempi nell’oggi della storia, la fede impegna ognuno di noi a diventare segno vivo della presenza del Risorto nel mondo. Ciò di cui il mondo oggi ha particolarmente bisogno è la testimonianza credibile di quanti, illuminati nella mente e nel cuore dalla Parola del Signore, sono capaci di aprire il cuore e la mente di tanti al desiderio di Dio e della vita vera, quella che non ha fine”.
LIT/ VIS 20111017 (1960)

MONGOLIA: INTESA E COOPERAZIONE FRA CHIESA E STATO

CITTA' DEL VATICANO, 17 OTT. 2011 (VIS). Questa mattina il Santo Padre Benedetto XVI ha ricevuto in Udienza il Presidente della Repubblica di Mongolia, Signor Tsakhiagiin Elbegdorj, il quale ha successivamente incontrato il Segretario di Stato, Cardinale Tarcisio Bertone, accompagnato dall’Arcivescovo Dominique Mamberti, Segretario per i Rapporti con gli Stati.

“Nel corso dei cordiali colloqui sono stati evocati i buoni rapporti esistenti tra la Mongolia e la Santa Sede, nonché l’intesa e la cooperazione tra la Chiesa e lo Stato in campo educativo e sociale”, si legge in un Comunicato della Sala Stampa della Santa Sede.

“Inoltre, si è passata in rassegna la situazione politica nel Continente asiatico, con particolare riferimento all’importanza del dialogo interculturale e interreligioso per la promozione della pace e della giustizia”.
OP/ VIS 20111017 (140)

IN BREVE

IL SANTO PADRE ha fatto pervenire un Messaggio al Direttore Generale della F.A.O., Jacques Diouf, in occasione della Giornata Mondiale dell’Alimentazione 2011. Benedetto XVI ricorda la drammatica situazione in cui vivono i popoli del Corno d’Africa ed afferma che: “è essenziale l’aiuto immediato, ma occorre anche approntare interventi a medio e lungo termine perché l’attività internazionale non sia ridotta a dare risposte solo alle emergenze. (...) Il sentimento di compassione e di umanità verso gli altri, accompagnati al dovere di solidarietà e alla realizzazione della giustizia, debbono tornare ad essere la base di ogni attività, anche di quelle realizzate dalla Comunità internazionale”.

I MEMBRI DEL SINODO PERMANENTE DELLA CHIESA SIRO-MALABARESE dell’India, guidata dall’Arcivescovo Maggiore George Alencherry, di Ernakulam-Angamaly dei Siro-Malabaresi, sono stati ricevuti in udienza dal Santo Padre lunedì 17 ottobre. Il Pontefice ha affermato che la Chiesa Siro-Malabarese gode nel Paese del “rispetto della comunità locale per la sua opera in ambito educativo e per le istituzioni sociali e caritative al servizio di tutta la comunità. Sono consapevole che la vita per i cristiani è stata resa più difficile da sfiducia settaria e violenza, ma vorrei esortarvi a continuare la vostra opera con persone di buona volontà di tutte le religioni nell’area, per mantenere la pace e l’armonia della regione, per il bene della Chiesa e di tutti i cittadini”.

IL PONTIFICIO CONSIGLIO PER LA PROMOZIONE DELLA NUOVA EVANGELIZZAZIONE ha tenuto sabato e domenica scorso, un Incontro sul tema: “La Parola di Dio cresce e si diffonde”. Nel pomeriggio di sabato i partecipanti sono stati ricevuti in udienza da Papa Benedetto XVI il quale ha affermato: “Il mondo di oggi ha bisogno di persone che annuncino e testimonino che è Cristo ad insegnarci l’arte di vivere, la strada della vera felicità, perché è Lui stesso la strada della vita; persone che tengano prima di tutto esse stesse lo sguardo fisso su Gesù il Figlio di Dio: la parola dell’annuncio deve essere sempre immersa (...) in un’intensa vita di preghiera. Il mondo di oggi ha bisogno di persone che parlino a Dio, per poter parlare di Dio”.

BENEDETTO XVI ha indirizzato un Messaggio al Presidente dell’Azione Episcopale “Adveniat”, Vescovo Franz-Josef Overbeck, di Essen (Germania), in occasione della celebrazione del 50° anniversario di fondazione di tale iniziativa. “Con le loro donazioni generose e l’impegno disinteressato sul posto – scrive il Pontefice – i cattolici tedeschi hanno potuto attuare molti progetti ecclesiali di aiuto nei Paesi dell’America Latina. Questa espressione generosa di carità cristiana merita un riconoscimento sincero”. Il Papa invita “Adveniat” a rivolgersi “sempre all’uomo nel suo insieme, guardando alle sue necessità naturali e soprannaturali. Allora veramente il Regno di Dio crescerà tra di noi”.

I MUSEI VATICANI hanno partecipato alla Fiera del Libro di Francoforte che dal 12 al 16 ottobre ha ospitato 7.500 espositori provenienti da 111 paesi. Le Edizioni Musei Vaticani hanno esposto alla Fiera le ultime novità, fra le quali spicca in anteprima l’opera in quattro volumi “Cappella Sistina. La parola di Dio in immagini umane”, curata da Timothy Verdon, un progetto editoriale dall’alto profilo storico-artistico. Il ricco catalogo delle Edizioni Musei Vaticani comprende pubblicazioni scientifiche, pubblicazioni didattiche e divulgative, collane e monografie, tutte rilevanti per l’alta qualità dei testi ed il notevole apparato iconografico, molte disponibili in più lingue.
IN BREVE/ VIS 20111017 (430)

UDIENZE

CITTA' DEL VATICANO, 15 OTT. 2011 (VIS). Il Santo Padre ha ricevuto questa mattina in udienze separate:

- L’Arcivescovo Joseph Chennoth, Nunzio Apostolico in Giappone.

Sabato 15 ottobre il Santo Padre ha ricevuto in udienze separate:

- L’Arcivescovo Juliusz Janusz, Nunzio Apostolico in Slovenia, con incarico di Delegato Apostolico in Kosovo.

- Dieci Presuli della Conferenza Episcopale di Australia, in Visita “ad Limina Apostolorum”:

- Il Vescovo Brian Heenan, di Rockhampton.

- Il Vescovo Brian Vincent Finnigan, Amminiastratore Apostolico “ad nutum Sanctae Sedis” di Toowoomba.

- Il Vescovo Michael Ernest Putney, di Townsville.

- L’Arcivescovo Denis James Hart, di Melbourne con gli Ausiliari:
- Vescovo Leslie Rogers Tomlinson;
- Vescovo Timothy Costelloe, S.D.B.;
- Vescovo Peter John Elliott;
- Vescovo Christopher Charles Prowse;

- Il Vescovo ‘Ad Abikaram, di Saint Maron of Sydney dei Maroniti;

- Monsignor Francis Marriott, Amministratore Diocesano di Sandhurst.
AP:AL/ VIS 20111017 (150)

ALTRI ATTI PONTIFICI

CITTA' DEL VATICANO, 17 OTT. 2011 (VIS). Il Santo Padre ha nominato il Monsignore Drazen Kutlesa, Vescovo Coadiutore della Diocesi di Porec i Pula (superficie: 2.839; popolazione: 218.125; cattolici: 185.472; sacerdoti: 116; religiosi: 83; diaconi permanenti: 1), Croazia. Il Vescovo eletto è nato nel 1968 a Tomislavgrad (Bosnia ed Erzegovina) ed è stato ordinato sacerdote nel 1993. Dal 1993 al 1995 è stato Vicario parrocchiale della Cattedrale di Mostar; dal 1998 al 2006 è stato Amministratore Parrocchiale di Grude; Docente di Diritto canonico presso l’Istituto Teologico di Mostar; Vice-cancelliere della Curia diocesana; membro del collegio dei Consultori e del Consiglio presbiterale; membro del Consiglio di “Iustitia et Pax” della Conferenza Episcopale di Bosnia ed Erzegovina. Dal 2006 è stato officiale della Congregazione per i Vescovi; dal 2011 è Collaboratore della Congregazione e per il Culto Divino e la Disciplina dei Sacramenti.

Sabato 15 ottobre il Santo Padre ha nominato l’Arcivescovo James Patrick Green, Nunzio Apostolico in Perù, attualmente Nunzio Apostolico in Sud Africa, in Namibia, in Lesotho, in Swaziland e in Botswana.
NEC:NN/ VIS 20111017 (180)

sabato 15 ottobre 2011

BENEDETTO XVI FARÀ USO DOMANI PEDANA MOBILE


CITTA' DEL VATICANO, 15 OTT. 2011 (VIS). Domani mattina, domenica 16 ottobre, in occasione della celebrazione della Messa nella Basilica di San Pietro, il Santo Padre, nel corso della processione d’ingresso dalla sagrestia all’altare centrale, farà uso della pedana mobile, già usata da Giovanni Paolo II.

“Lo scopo è esclusivamente di alleviare l’impegno del Santo Padre, analogamente a quanto già avviene con l’uso del Papamobile nelle processioni introitali in ambienti esterni e in Piazza San Pietro”, ha spiegato nella tarda mattinata, il Direttore della Sala Stampa della Santa Sede, Padre Federico Lombardi, S.I.
OP/ VIS 20111015 (100)

venerdì 14 ottobre 2011

BENEDETTO XVI: FUNZIONE CIVILE DA ESERCITARSI CON DIGNITÀ E RESPONSABILITÀ

CITTA' DEL VATICANO, 14 OTT. 2011 (VIS). “La funzione civile è talmente eminente e insigne da rivestire un carattere quasi ‘sacro’; pertanto essa richiede di venire esercitata con grande dignità e con un vivo senso di responsabilità”, ha affermato il Santo Padre nel corso dell’udienza ai Prefetti d’Italia, accompagnati dal Ministro degli Interni, On. Roberto Maroni, in occasione delle celebrazioni dell’anniversario dei 150 anni dell’unità d’Italia.

In tutto il Paese, ha sottolineato il Papa nel suo discorso, “si possono osservare le tracce che la fede cristiana ha impresso nel costume del popolo italiano, dando vita a nobili e radicate tradizioni religiose e culturali e a un patrimonio artistico unico al mondo”. Anche oggi la Chiesa cattolica è “una presenza significativa, caratterizzata da prossimità alla gente, per coglierne i bisogni profondi nella logica della disponibilità al servizio”.

“Consapevole che ‘tutti dipendiamo da tutti’, come scriveva il beato Giovanni Paolo II, essa desidera costruire, insieme con gli altri soggetti istituzionali e le varie realtà territoriali, una salda piattaforma di virtù morali, su cui edificare una convivenza a misura d'uomo. In questa sua missione, la Chiesa sa di poter contare sulla collaborazione fattiva e cordiale dei Prefetti, che svolgono funzioni di impulso e di coesione sociale e di garanzia dei diritti civili”.

Citando la Dottrina Sociale della Chiesa, Benedetto XVI ha ricordato che: “Il ruolo di chi lavora nella pubblica amministrazione non va concepito come qualcosa di impersonale o burocratico, bensì come un aiuto premuroso per i cittadini, esercitato con spirito di servizio”. Nell’osservare che il ruolo istituzionale dei Prefetti “è reso ancora più complesso e gravoso dalle presenti circostanze di incertezza sociale ed economica”, il Papa ha avuto per loro parole di esortazione invitandoli ad essere “sempre pronti a trattare le questioni a voi affidate con grande senso del dovere e con prudenza, non venendo mai meno all’ossequio alla verità e al coraggio della difesa dei beni supremi. (...) Anche voi, quali alti rappresentanti dello Stato, nell’esercizio delle vostre responsabilità siete chiamati ad unire autorevolezza e professionalità, soprattutto nei momenti di tensione e di contrasti”.

Infine il Pontefice ha invitato i Prefetti a seguire la testimonianza del loro Patrono Sant’Ambrogio “affinché il vostro lavoro possa essere ogni giorno al servizio della giustizia, della pace, della libertà e del bene comune. Iddio non mancherà di assecondare i vostri sforzi, arricchendoli di frutti abbondanti, per una sempre più ampia e capillare diffusione della civiltà dell'amore”.
AC/ VIS 20111014 (420)

UDIENZE

CITTA' DEL VATICANO, 14 OTT. 2011 (VIS). Il Santo Padre ha ricevuto questa mattina in udienze separate:

- Don Julián Carrón, Presidente della Fraternità di Comunione e Liberazione

- Sette Presuli della Conferenza Episcopale di Australia, in Visita “ad Limina Apostolorum”:

- L’Arcivescovo Mark Benedict Coleridge, di Canberra e Goulburn.

- L’Arcivescovo Adrian Leo Doyle, di Hobart.

- L’Arcivescovo-Vescovo Djibrail Kassab, di Saint Thomas the Apostle of Sidney dei Caldei.

- Il Vescovo Daniel Eugene Hurley, di Darwin.

- Il Vescovo Gregory O’Kelly, S.I., di Port Pirie.

- L’Arcivescovo John Alexius Bathersby, di Brisbane.

- Il Vescovo James Foley, di Cairns.

Nel pomeriggio il Santo Padre riceverà in udienza il Cardinale Marc Ouellet, P.S.S., Prefetto della Congregazione per i Vescovi.
AP:AL/ VIS 20111014 (120)

giovedì 13 ottobre 2011

BENEDETTO XVI RICEVE PRESIDENTE REPUBBLICA HONDURAS

CITTA' DEL VATICANO, 13 OTT. 2011 (VIS). Questa mattina il Santo Padre Benedetto XVI ha ricevuto in Udienza il Signor Porfirio Lobo Sosa, Presidente della Repubblica di Honduras, il quale successivamente ha incontrato il Cardinale Tarcisio Bertone, Segretario di Stato, accompagnato dall’Arcivescovo Dominique Mamberti, Segretario per i Rapporti con gli Stati.

“Durante i cordiali colloqui è stato apprezzato il grande contributo che la Chiesa offre allo sviluppo del Paese, specialmente in campo educativo e sanitario ed è stata rilevata l’importanza di continuare a favorire nel Paese la riconciliazione e la comprensione reciproca, la solidarietà e la pace, nella tenace ricerca del bene comune”.

“Nel prosieguo della conversazione si è preso nota del rasserenamento delle relazioni internazionali dell’Honduras, come pure si sono trattati altri temi riguardanti la situazione mondiale”.
OP/ VIS 20111013 (140)

MESSA DEL PAPA PER I POPOLI LATINOAMERICANI

CITTA' DEL VATICANO, 13 OTT. 2011 (VIS). Un Comunicato della Pontificia Commissione per l’America Latina rende noto che il Santo Padre celebrerà una Santa Messa per i popoli del Continente latinoamericano nel Bicentenario dell’indipendenza. La celebrazione si terrà nella Basilica Vaticana, alle 17:30 del 12 dicembre prossimo, festa della Beata Maria Vergine di Guadalupe, Patrona dell’America Latina.

“Questa iniziativa” – si legge nel Comunicato – “rappresenta un gesto di squisita attenzione, affetto e solidarietà del Santo Padre per i popoli e le nazioni del ‘Continente della speranza’ – così denominato dai Pontefici, da Paolo VI a Benedetto XVI - La sollecitudine pastorale di Benedetto XVI abbraccia tutti i popoli che hanno accolto il seme del Vangelo di Gesù Cristo, maturando i suoi preziosi frutti in un Continente dove è presente il 40% dei battezzati della Chiesa Cattolica nel mondo, uniti in filiale devozione alla Santissima Vergine Maria ed in fedele comunione delle Chiese locali con la Sede di Pietro”.

“Infine tale iniziativa è segno del contributo originale che la Chiesa cattolica offre per commemorare, alla luce della verità storica, il presente Bicentenario, al fine di illuminare l’attuale situazione dell’America Latina e alimentare la speranza in un futuro di pace e giustizia”.

Alla Santa Messa assisteranno membri della Curia romana, il Corpo diplomatico accreditato presso la Santa Sede e presso lo Stato italiano, sacerdoti, religiosi, religiose e cittadini latinoamericani che studiano o risiedano a Roma, e personalità pubbliche giunte appositamente dall’America Latina.
COM-AL/ VIS 20111013 (250)

MUSEI VATICANI: CONVEGNO “RELIGIONE, NATURA E ARTE”

CITTA' DEL VATICANO, 13 OTT. 2011 (VIS). Il rapporto fra religione, natura e arte è il tema del Convegno inaugurato questa mattina nei Musei Vaticani, promosso dai Musei Vaticani e dalla la Società Internazionale per lo studio di religione, natura e cultura. Obiettivo del Convegno, che si concluderà domani, 14 ottobre, è quello di sottolineare l’attenzione che il mondo cattolico dedica alla natura, evidenziando come la coscienza ecologica sia presente, attraverso l’arte, anche in altre culture e religioni.

Il Convegno dal titolo “Religion, Nature and Art”, patrocinato dall’Arcivescovo Giuseppe Bertello, Presidente del Governatorato della Città del Vaticano, conta la partecipazione di esperti provenienti da tutto il mondo, dalla Finlandia al Giappone, ed è stato curato congiuntamente dalla Professoressa Laura Hobgood-Oster, cattedratica dalla Southwestern University (Stati Uniti d’America), per la “International Society for the Study of Religion, Nature and Culture”, e dal Padre Nicola Mapelli e dalla Dottoressa Catherine Aigner, per il Museo Missionario Etnologico dei Musei Vaticani.

Fra i temi esaminati figurano: “Il connubio di religione e arte: Joseph Beuys, Sciamanesimo, e Rituale”; “Rappresentazione e concezione della natura”; “Percezioni indigene globali e mondo sacro”; “Interpretare la religione e la resistenza nell’arte terrestre e nel Libro della Natura” e “Attivismo ambientale fondato su spiritualità, natura e arte”.

Nel corso del Convegno è in programma una visita alla Mostra “Rituali di vita: cultura e spiritualità degli Aborigeni australiani”, inaugurata lo scorso anno e ancora in corso presso il Museo Missionario Etnologico dei Musei Vaticani.
.../ VIS 20111013 (250)

UDIENZE

CITTA' DEL VATICANO, 13 OTT. 2011 (VIS). Il Santo Padre ha ricevuto questa mattina in udienze separate:

- Sua Beatitudine Fouad Twal, Patriarca di Gerusalemme dei Latini.

- Cinque Presuli della Conferenza Episcopale Australiana in Visita “ad Limina Apostolorum”:

- Il Cardinale George Pell, Arcivescovo di Sidney, con gli Ausiliari: Vescovo Julian Charles Porteous; Vescovo Terence John Gerard Brady, Vescovo Peter Andrew Comensoli.

- L’Arcivescovo Philip Edward Wilson, di Adelaide.
AP:AL/ VIS 20111013 (70)

ALTRI ATTI PONTIFICI

CITTA' DEL VATICANO, 13 OTT. 2011 (VIS). Il Santo Padre:

- Ha nominato il Vescovo Luis Antonio Tagle, Arcivescovo Metropolita di Manila (superficie: 117; popolazione: 3.296.000; cattolici: 2.884.000; sacerdoti: 652; religiosi: 1.481; diaconi permanenti: 3), Filippine. L’Arcivescovo eletto è nato a Manila (Filippine) nel 1957 ed è stato ordinato sacerdote nel 1982. Dal 1982-1983 è stato Vicario Parrocchiale della “St. Augustin Parish” e Direttore Spirituale nel seminario diocesano di Imus; dal 1983 al 1985 è stato Rettore del Seminario Diocesano di Imus; dal 1993 al 1995 è stato Vicario Episcopale per i Religiosi; dal 1998 al 2001 è stato Parroco della Cattedrale di Imus; è stato Consultore della Commissione per la Dottrina della Fede presso la Conferenza Episcopale locale; dal 1997 è stato Membro della Commissione Teologica Internazionale. Nel 2001 ha ricevuto la consacrazione episcopale. All’interno della Conferenza Episcopale delle Filippine è Presidente della Commissione per la Dottrina della Fede. Succede al Cardinale Gaudencio B. Rosales, del quale il Santo Padre ha accettato la rinuncia al governo pastorale della medesima Arcidiocesi, presentata per raggiunti limiti d’età
NER/ VIS 20111013 (160)

mercoledì 12 ottobre 2011

LA STORIA DELL’UMANITÀ È LA STORIA DELLA SALVEZZA

CITTÀ DEL VATICANO, 12 OTT 2011 (VIS). Benedetto XVI ha dedicato la catechesi dell’udienza generale del mercoledì al salmo 126, “che celebra le grandi cose che il Signore ha operato con il suo popolo e che continuamente opera con ogni credente”.

  Il Salmo, spiega il Papa, “parla di una ‘sorte ristabilita’, cioè restituita allo stato originario”. Ed è quanto esperimenta il Popolo di Israele tornando in patria dall’esilio di Babilonia, che fu “un’esperienza devastante non solo sul piano politico e sociale, ma anche e soprattutto sul piano religioso e spirituale”.

  “Gli interventi divini hanno spesso forme inaspettate, che vanno al di là di quanto l’uomo possa immaginare. (...) Dio fa meraviglie nella storia degli uomini. (...) Si rivela a tutti come Signore potente e misericordioso, rifugio dell’oppresso, che non dimentica il grido dei poveri. (...) Perciò, davanti alla liberazione del popolo di Israele, tutte le genti riconoscono le cose grandi e stupende che Dio compie per il suo popolo e celebrano il Signore nella sua realtà di Salvatore”.

  Il Salmo, tuttavia, va oltre il dato puramente storico per aprirsi, soprattutto nella seconda parte, a una dimensione di tipo teologico più ampia, utilizzando immagini suggestive che evocano “la realtà misteriosa della redenzione, in cui si intrecciano dono ricevuto e ancora da attendere, vita e morte”.

  I torrenti secchi del Neghev simbolizzano l’operare divino che, come l’acqua, è “capace di trasformare il deserto in una immensa distesa di erba verde e di fiori”, mentre, nella seconda immagine in cui i contadini coltivano i campi, “per parlare di salvezza, si richiama qui l’esperienza che ogni anno si rinnova nel mondo agricolo: il momento difficile e faticoso della semina e poi la gioia prorompente del raccolto. (...) Il seme germoglia e cresce”.

  “È il mistero nascosto della vita”, ha detto il Pontefice, “sono le meravigliose ‘grandi cose’ della salvezza che il Signore opera nella storia degli uomini e di cui gli uomini ignorano il segreto. L’intervento divino, quando si manifesta in pienezza, mostra una dimensione prorompente, come i torrenti del Neghev e come il grano nei campi, evocatore quest’ultimo anche di una sproporzione tipica delle cose di Dio: sproporzione tra la fatica della semina e l’immensa gioia del raccolto”.

  “A tutto questo fa riferimento il Salmista per parlare della salvezza (...), del ristabilimento della sorte. (...) La deportazione a Babilonia, come ogni altra situazione di sofferenza e di crisi, (...) con i suoi dubbi e l’apparente lontananza di Dio, in realtà, (...) è come una semina. Nel Mistero di Cristo, alla luce del Nuovo Testamento, il messaggio si fa ancora più esplicito e chiaro: il credente che attraversa quel buio è come il chicco di grano caduto in terra che muore, ma per dare molto frutto”.

  “Questo Salmo ci insegna che (...) dobbiamo rimanere sempre aperti alla speranza e saldi nella fede in Dio. La nostra storia, anche se segnata spesso da dolore, da incertezze, da momenti di crisi, è una storia di salvezza e di ‘ristabilimento delle sorti’. In Gesù, ogni nostro esilio finisce, e ogni lacrima è asciugata, nel mistero della sua Croce, della morte trasformata in vita, come il chicco di grano che si spezza nella terra e diventa spiga”.
AG/                              VIS 20111012 (530)

IL PAPA CHIEDE RISPETTO PER LE MINORANZE IN EGITTO

CITTÀ DEL VATICANO, 12 OTT 2011 (VIS). “Sono profondamente rattristato dagli episodi di violenza, che sono stati commessi a Il Cairo domenica scorsa”, ha detto Benedetto XVI al termine dei saluti nelle diverse lingue con i quali conclude abitualmente l’udienza del mercoledì.

  “Mi unisco al dolore delle famiglie delle vittime e dell’intero popolo egiziano, lacerato dai tentativi di minare la coesistenza pacifica fra le sue comunità, che è invece essenziale salvaguardare, soprattutto in questo momento di transizione”, ha continuato il Pontefice. “Esorto i fedeli a pregare affinché quella società goda di una vera pace, basata sulla giustizia, sul rispetto della libertà e della dignità di ogni cittadino”.

  “Inoltre, sostengo gli sforzi delle autorità egiziane, civili e religiose, in favore di una società nella quale siano rispettati i diritti umani di tutti e, in particolare, delle minoranze, a beneficio dell’unità nazionale”.

  Durante i saluti ai vari gruppi di pellegrini che hanno assistito all’udienza, il Santo Padre ha anche ricordato che ottobre è il mese dedicato al Rosario, e ha invitato i fedeli a “scoprire la bellezza di questa preghiera semplice ma efficace”.
AC/                                             VIS 20111012 (181)

ALTRI ATTI PONTIFICI

CITTÀ DEL VATICANO, 12 OTT 2011 (VIS). Il Santo Padre:

-Ha nominato il vescovo Paul-André Durocher, Arcivescovo Metropolita di Gatineau (superficie: 6.445; popolazione: 313.243; cattolici: 250.594; sacerdoti: 71; religiosi: 209; diaconi permanenti: 1), in Canada. Finora è stato vescovo di Alexandria-Cornwall (Canada). Sostituisce Mons. Roger Ébacher, la cui rinuncia al governo pastorale della stessa diocesi è stata accettata dal Santo Padre per raggiunti limiti d’età.

-Ha nominato il vescovo José de la Trinidad Valera Angulo, Vescovo di Guanare (superficie: 7.600; popolazione: 436.000; cattolici: 384.000; sacerdoti: 26; religiosi: 46), in Venezuela. È stato finora Vescovo di La Guaira (Venezuela). Sostituisce il Vescovo José Sórero Valero Ruz, la cui rinuncia al governo pastorale della diocesi è stata accettata per raggiunti limiti d’età.

-Ha nominato il vescovo Carlos José Tissera, Vescovo di Quilmes (superficie: 503; popolazione: 1.198.000; cattolici: 1.028.000; sacerdoti: 100; religiosi: 275; diaconi permanenti: 84), in Argentina. È stato finora vescovo di San Francesco. Sostituisce il vescovo Luis Teodorico Stockler, la cui rinuncia al governo pastorale della diocesi è stata accettata per raggiunti limiti d’età.

-Ha nominato il rev.do Gabriel Zurbriggen, vescovo prelato coadiutore della prelatura territoriale di Deán Funes (superficie: 28.700; popolazione: 61.995; cattolici: 55.930; sacerdoti: 16; religiosi: 1; diaconi permanenti: 1), in Argentina. Il vescovo eletto è nato nel 1963 a Curupaity (Argentina), ed è stato ordinato sacerdote nel 1990. Si è laureato in Teologia presso la Pontificia Università Gregoriana di Roma. Ritornato in Argentina, è stato vicario parrocchiale nelle parrocchie di Santa Caterina de Siena, Nuestra Señora de Fátima e nella Cattedrale di Rafaela. Dal 2006 ad oggi, è stato parroco della cattedrale appena menzionata e professore di Teologia nei seminari di Paraná e Córdoba; membro del Consiglio Presbiteriale e dell’Équipe di Formazione Permanente del Clero; e coordinatore del Consiglio Diocesano di Pastorale.
NER:NEC/                          VIS 20111012 (250)

martedì 11 ottobre 2011

CARITAS DI ROMA VOLTO SOLIDALE DELLA CAPITALE

CITTA' DEL VATICANO, 11 OTT. 2011 (VIS). Questa settimana, la Caritas diocesana di Roma presenta la Rassegna “Capitale solidale” comprendente una serie di iniziative volte ad “approfondire le difficoltà, discernere i cambiamenti, mettere in comune le esperienze, ‘fare rete’ e intessere le relazioni di ognuno verso il bene comune”, nella Diocesi il cui Vescovo è il Papa.

Per una settimana, i luoghi simbolo della solidarietà quali le mense ed i centri di accoglienza della Caritas, ospiteranno convegni, tavole rotonde, presentazioni di libri, concerti, spettacoli teatrali, mostre e altre manifestazioni. “Una serie di eventi che si rivolgono a diversi pubblici con l’intento di diffondere la cultura della solidarietà”, spiega il Direttore Monsignor Enrico Feroci.

“Il tema scelto quest’anno, ‘Volti e racconti di una città solidale’, vedrà protagonisti gli ospiti dei centri Caritas, i volontari, gli operatori sociali ed il mondo del terzo settore, per far conoscere la quotidiana opera di solidarietà di migliaia di persone, che spesso passa inosservata, proprio perché ‘ordinaria’ nella sua straordinarietà”, aggiunge Monsignor Feroci.

Questa mattina presso la Casa Famiglia Villa Glori si affronterà il tema: “Diritti dei rifugiati e titolari di protezione internazionale”. Domani, mercoledì 12 ottobre, verrà inaugurata in Campidoglio la Mostra fotografica: “I volti e gli occhi dei poveri”, in ricordo di Don Luigi Di Liegro, fondatore della Caritas di Roma, in memoria del quale, alle 18:00 di domani pomeriggio, sarà celebrata una Santa Messa nella Basilica dei Santi Apostoli. Giovedì 13 ottobre, il Cardinale Agostino Vallini, Vicario Generale del Santo Padre per la Diocesi di Roma, presiederà una Veglia missionaria nella Basilica di San Giovanni in Laterano.

Venerdì 14, nella Sala “Di Liegro” presso la Provincia di Roma, si terrà una Tavola rotonda sul tema: “Dai problemi alle persone. Incontrare l’uomo per ri-animare la politica. Percorsi possibili per una socialità partecipata”, alla quale interverranno, fra gli altri, l’Arcivescovo Claudio Maria Celli, Presidente del Pontificio Consiglio delle Comunicazioni Sociali e Claudio Cecchini, Assessore alle Politiche Sociali e per la Famiglia e ai Rapporti Istituzionali. Nel pomeriggio di sabato 15, in Piazza San Pietro, avrò luogo l’Incontro dei Giovani della Diocesi di Roma con il Santo Padre. La manifestazione si concluderà domenica 16 con l’incontro “Raccontare è resistere. Il territorio, questo sconosciuto. Voci e racconti di una città solidale”, presso la Cittadella della Carità, Santa Giacinta, a cui seguirà lo spettacolo “Voci e musica per una serata solidale”.
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PUBBLICATO LXXIV VOLUME “BIBLIOGRAFIA MISSIONARIA”

CITTA' DEL VATICANO, 11 OTT. 2011 (VIS). La Biblioteca della Pontificia Università Urbaniana ha pubblicato il LXXIV volume della “Bibliografia Missionaria”. L’opera, relativa al 2010, raccoglie ogni anno un panorama di articoli sulle missioni diffusi nelle 800 pubblicazioni missionarie in tutto il mondo. Il testo redatto in inglese, conserva le citazioni di articoli e libri in lingua originale.

L’ultimo volume pubblicato segnala 4.480 articoli e saggi su 23 temi, fra i quali: teologia e storia della missione; presente e futuro; istituzioni missionarie; dialogo ecumenico e missione; religioni; missione e ateismo; situazione della missione nei diversi continenti. Include inoltre una rassegna di 45 volumi di contenuto missionario.
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