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Il Vatican Information Service (VIS), istituito nell'ambito della Sala Stampa della Santa Sede, è un bollettino telematico che diffonde notizie relative all'attività magistrale e pastorale del Santo Padre e della Curia Romana...

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sabato 18 settembre 2010

ARCIVESCOVO CANTERBURY: NOTEVOLE PROGRESSO DIALOGO ECUMENICO

CITTA' DEL VATICANO, 17 SET. 2010 (VIS). Alle 15:40 il Santo Padre si è recato a Lambeth Palace, Residenza Ufficiale dell’Arcivescovo di Canterbury. La Biblioteca, una delle più antiche del Paese, custodisce 120 mila volumi sulla storia sociale, politica ed economica inglese, testi sull’arte e architettura dei Paesi del Commonwealth, l’archivio degli Arcivescovi di Canterbury dal XIII secolo e quello della Chiesa d’Inghilterra.

La Chiesa d’Inghilterra, Chiesa nazionale staccatasi dalla Chiesa cattolica nel 1533 con l’Atto di Supremazia di Enrico VIII, è costituita dalla due Province ecclesiastiche di Canterbury e di York che comprendono le 43 diocesi del Regno Unito a cui fanno capo circa 25 milioni di fedeli, il 43% della popolazione del Regno Unito. La Regina Elisabetta II è il Governatore Supremo della Chiesa d’Inghilterra mentre il suo capo spirituale è l’Arcivescovo di Canterbury, Primate di tutta l’Inghilterra. I due Arcivescovi che presiedono le due Province con altri 24 Vescovi, siedono di diritto nella “House of Lords” e contribuiscono attivamente alla vita parlamentare. La Comunione Anglicana conta circa 80 milioni di fedeli appartenenti a 38 Province autonome in 164 Paesi.

All’arrivo a Lambeth Palace il Santo Padre è stato accolto, all’ingresso della Biblioteca, dall’Arcivescovo di Canterbury, Dr Rowan Williams. Erano presenti l’Arcivescovo di York, il Primate di Scozia, l’Arcivescovo del Galles e i Vescovi di London e di Winchester.

Il Santo Padre ha visitato la mostra allestita nella Biblioteca in occasione del 400° anniversario di fondazione. Dopo una breve preghiera e il discorso dell’Arcivescovo Williams, il Santo Padre si è rivolto ai presenti.

Benedetto XVI ha ricordato che l’Arcivescovo di Canterbury aveva accennato nel suo discorso allo storico incontro di 30 anni orsono fra Papa Giovanni Paolo II con l’allora Arcivescovo di Canterbury Robert Runcie ed ha affermato che nonostante le
“difficoltà che il cammino ecumenico ha incontrato e continua ad incontrare”, nei quaranta anni trascorsi da quando la Commissione Internazionale Anglo-Cattolica ha cominciato i propri lavori vi è stato un “ragguardevole progresso fatto in moltissimi ambiti del dialogo”.

“Il contesto nel quale ha luogo il dialogo fra la Comunione Anglicana e la Chiesa Cattolica si è evoluto in maniera impressionante dall’incontro privato fra Papa Giovanni XXIII e l’Arcivescovo Geoffrey Fisher nel 1960. Da una parte, la cultura che ci circonda si sviluppa in modo sempre più distante dalle sue radici cristiane, nonostante una profonda e diffusa fame di nutrimento spirituale. Dall’altra, la crescente dimensione multiculturale della società, particolarmente accentuata in questo Paese, reca con sé l’opportunità di incontrare altre religioni. Per noi cristiani ciò apre la possibilità di esplorare, assieme ai membri di altre tradizioni religiose, vie per rendere testimonianza della dimensione trascendente della persona umana e della chiamata universale alla santità, conducendoci a praticare la virtù nella nostra vita personale e sociale. La collaborazione ecumenica in tale ambito rimane essenziale, e porterà sicuramente frutti nel promuovere la pace e l’armonia in un mondo che così spesso sembra a rischio di frammentazione”.

“Allo stesso tempo, noi cristiani non dobbiamo mai esitare di proclamare la nostra fede nell’unicità della salvezza guadagnataci da Cristo, e di esplorare insieme una più profonda comprensione dei mezzi che Egli ha posto a nostra disposizione per giungere alla salvezza. Dio ‘vuole che tutti gli uomini siano salvati e giungano alla conoscenza della verità’, e quella verità è nient’altro che Gesù Cristo, l’eterno Figlio del Padre, che ha riconciliato tutte le cose mediante la potenza della sua croce. Fedeli alla volontà del Signore (...) riconosciamo che la Chiesa è chiamata ad essere inclusiva, ma mai a scapito della verità cristiana. Qui si colloca il dilemma che sta davanti a tutti coloro che sono genuinamente impegnati nel cammino ecumenico”.

Citando John Henry Newman, il Papa ha affermato che la sua “visione ecclesiale fu alimentata dal suo retroterra anglicano e maturò durante i suoi lunghi anni di ministero ordinato nella Chiesa d’Inghilterra. Egli ci può insegnare le virtù che l’ecumenismo esige: da una parte egli fu mosso dal seguire la propria coscienza, anche con un pesante costo personale; dall’altra, il calore della continua amicizia con i suoi precedenti colleghi, lo portò a sondare insieme a loro, con vero spirito irenico, le questioni sulle quali divergevano, mosso da una ricerca profonda dell’unità nella fede”.

“Vostra Grazia, in quello stesso spirito di amicizia” – ha concluso il Pontefice – “ rinnoviamo la nostra determinazione a perseguire il fine ultimo dell’unità nella fede, nella speranza e nell’amore, secondo la volontà dell’unico nostro Signore e Salvatore, Gesù Cristo”.

Al termine dell’incontro con l’Arcivescovo di Canterbury Benedetto XVI ha raggiunto in autovettura panoramica Westminster Hall.
PV-REGNO UNITO/ VIS 20100918 (770)

COMUNICATO CONGIUNTO INCONTRO SANTO PADRE ARCIVESCOVO CANTERBURY

CITTA' DEL VATICANO, 17 SET. 2010 (VIS). Di seguito riportiamo il Comunicato congiunto relativo all’incontro del Santo Padre Benedetto XVI con Sua Grazia Rowan Williams, Arcivescovo di Canterbury, tenutosi nel Palazzo di Lambeth.

“Cinquanta anni dopo il primo incontro di un Papa e di un Arcivescovo di Canterbury in tempi moderni – l’incontro di Papa Giovanni XXIII con l’Arcivescovo Geoffrey Fisher, nel dicembre 1960 – Papa Benedetto XVI ha reso una visita fraterna all’Arcivescovo Rowan Williams”.

“Nella prima parte dell’incontro il Papa e l’Arcivescovo si sono rivolti ai Vescovi Anglicani e ai Vescovi diocesani della Chiesa cattolica di Inghilterra, Scozia e Galles, nella Great Hall della Biblioteca dell’Arcivescovo Williams, prima dell’incontro privato”.

“Nel corso del colloquio privato, il Papa e l’Arcivescovo hanno esaminato molte questioni di reciproco interesse per gli Anglicani e i cattolici romani. Hanno affermato la necessità di proclamare il messaggio evangelico di salvezza di Gesù Cristo, in modo ragionato e convincente nel contesto contemporaneo di profonda trasformazione culturale e sociale, e con una vita di santità e trasparenza in Dio. Hanno concordato sull’importanza di migliorare le relazioni ecumeniche e di continuare il dialogo teologico di fronte alle nuove sfide all’unità all’interno della comunità cristiana e anche al di fuori di essa”.

“Il Santo Padre e l’Arcivescovo hanno riaffermato l’importanza di continuare il dialogo teologico sulla nozione della Chiesa quale comunione, locale e universale, e le implicazioni di questo concetto per il discernimento dell’insegnamento etico”.

“Hanno riflettuto insieme sulla grave e difficile situazione dei cristiani in Medio Oriente, ed hanno invitato tutti i cristiani a pregare per i loro fratelli e sorelle, per sostenere la loro continua e pacifica testimonianza in Terra Santa. Alla luce dei rispettivi recenti interventi pubblici, hanno anche discusso la necessità di promuovere un coraggioso e generoso impegno nel campo della giustizia e della pace, specialmente le necessità dei più poveri, esortando la comunità internazionale a lottare contro la fame e le malattie”.

“Al termine del colloquio il Papa e l’Arcivescovo si sono diretti insieme all’Abbazia di Westminster per la recita dei Vespri.
PV-REGNO UNITO/ VIS 20100918 (350)

IMPEGNO COMUNE SANTA SEDE E GOVERNO BRITANNICO

CITTA' DEL VATICANO, 18 SET. 2010 (VIS). Di seguito riportiamo il testo del Comunicato congiunto emesso dopo il ricevimento offerto dal Governo di Sua Maestà alla Delegazione della Santa Sede, svoltosi nella Lancaster House a Londra, nel tardo pomeriggio di ieri.

“Il Governo di Sua Maestà ha offerto un ricevimento il 17 settembre alla Delegazione della Santa Sede che accompagna Papa Benedetto XVI in visita ufficiale nel Regno Unito, guidata dal Cardinale Bertone, Segretario di Stato. Il Governo di Sua Maestà era rappresentato dal Ministro degli Affari Esteri – Onorevole William Hague, M.P. Fra i presenti Ministri e rappresentanti del Governo Britannico e alti officiali della Santa Sede. Il dibattito ha compreso una ampia gamma di argomenti di interesse comune al Governo del Regno Unito e alla Santa Sede”.

“Il Governo di Sua Maestà e la Santa Sede condividono l’impegno di sconfiggere la povertà e il sottosviluppo. Alla vigilia del vertice di New York per esaminare i progressi compiuti nella realizzazione degli Obiettivi di Sviluppo del Millennio, la Santa Sede e il Governo Britannico condividono la convinzione che occorra fare di più per affrontare le sofferenze non necessarie causate dalla fame, dalle malattie e dall’analfabetismo. Sono necessarie una forte responsabilità politica ed il rispetto dell’etica delle comunità locali per la promozione del diritto alla vita, all’alimentazione, alla salute e allo sviluppo di tutti”.

“Il Governo Britannico e la Santa Sede condividono la convinzione di una urgente necessità di agire per affrontare la sfida dei cambiamenti climatici. Occorre agire ad ogni livello, governativo e individuale, per ridurre rapidamente le emissioni di gas che producono l’effetto serra, per mettere in moto la transizione verso una economia globale a basso consumo di carbone, e assistere i paesi poveri e vulnerabili nell’adattamento all’impatto dei cambiamenti climatici che sono già inevitabili”.

“Abbiamo avuto un bello scambio di vedute su di una varietà di questioni sociali ed economiche, riconoscendo il ruolo essenziale della fede nella vita degli individui e come parte del tessuto di una società forte, generosa e tollerante”.

“La visita di Papa Benedetto XVI ha offerto l’opportunità di sviluppare un più profondo scambio di vedute fra la Santa Sede e il Governo del Regno Unito. L’incontro di questa sera ha offerto un utile fondamento per entrambe le parti per continuare a intraprendere iniziative e discussioni in ambiti di interesse comune per il Regno Unito e la Santa Sede”.
PV-REGNO UNITO/ VIS 20100918 (400)

PROFONDO DOLORE VITTIME INNOCENTI ABUSI

CITTA' DEL VATICANO, 18 SET. 2010 (VIS). Prima della Celebrazione Eucaristica nella Cattedrale di Westminster, il Papa ha incontrato questa mattina nel Palazzo Arcivescovile di Londra, il Primo Ministro del Regno Unito, Onorevole David Cameron, il Vice-Primo Ministro, Onorevole Peter Clegg e la Leader dell’opposizione Onorevole Harriet Harman.

La Cattedrale di Westminster è il tempio principale della Chiesa cattolica in Inghilterra e Galles, sede dell’Arcivescovo di Westminster, attualmente Monsignor Vincent Nichols. Qui nel 1982 Giovanni Paolo II celebrò la Santa Messa durante il suo Viaggio Apostolico nel Paese e la Regina Elisabetta II assistette ad una celebrazione ecumenica nel 1995, su invito del Cardinale Basil Hume. Fu la prima visita di un sovrano britannico in un luogo di culto cattolico dai tempi della Riforma.

Nell’omelia della Santa Messa votiva del Preziosissimo Sangue di Nostro Signore Gesù Cristo a cui è dedicata la Cattedrale, il Santo Padre ha commentato:

“Il visitatore di questa cattedrale non può non rimanere colpito dal grande crocifisso che domina la navata, che ritrae il corpo di Cristo schiacciato dalla sofferenza, sopraffatto dal dolore, vittima innocente la cui morte ci ha riconciliati con il Padre e ci ha donato di partecipare alla vita stessa di Dio”.

“Il sacrificio Eucaristico del Corpo e Sangue di Cristo comprende a sua volta il mistero della passione di nostro Signore che continua nei membri del suo Corpo mistico, la Chiesa in ogni epoca”.

“Vediamo rappresentato” – ha sottolineato il Pontefice – “nella forma più eloquente questo aspetto del mistero del prezioso sangue di Cristo dai martiri di ogni tempo (...). Ciò è anche riflesso nei nostri fratelli e sorelle nel mondo, che ancora oggi soffrono discriminazioni e persecuzioni per la loro fede cristiana. Ma è anche presente, spesso nascosto nelle sofferenze di tutti quei singoli cristiani che quotidianamente uniscono i loro sacrifici a quelli del Signore per la santificazione della Chiesa e la redenzione del mondo. Il mio pensiero va in modo particolare a tutti quelli che sono spiritualmente uniti a questa celebrazione Eucaristica, in particolare i malati, gli anziani, gli handicappati e coloro che soffrono nella mente e nello spirito”.

“Qui penso anche alle immense sofferenze causate dall’abuso dei bambini, specialmente nella Chiesa e da parte dei suoi ministri. Esprimo soprattutto il mio profondo dolore alle vittime innocenti di questi inqualificabili crimini, insieme con la speranza che il potere della grazia di Cristo, il suo sacrificio di riconciliazione, porterà profonda guarigione e pace alle loro vite. Riconosco anche, con voi, la vergogna e l’umiliazione che tutti abbiamo sofferto a causa di questi peccati; vi invito a offrirle al Signore con la fiducia che questo castigo contribuirà alla guarigione delle vittime, alla purificazione della Chiesa ed al rinnovamento del suo secolare compito di formazione e cura dei giovani. Esprimo la mia gratitudine per gli sforzi fatti per affrontare questo problema responsabilmente, e chiedo a tutti voi di mostrare la vostra sollecitudine per le vittime e la solidarietà verso i vostri sacerdoti”.
“Il Concilio Vaticano II parlò in maniera eloquente dell’indispensabile ruolo del laicato di portare avanti la missione della Chiesa” – ha ricordato il Pontefice che ha affermato: “Il richiamo del Concilio ai fedeli laici ad assumere il loro impegno battesimale partecipando alla missione di Cristo richiama le intuizioni e gli insegnamenti di John Henry Newman. Possano le profonde idee di questo grande Inglese continuare ad ispirare tutti i seguaci di Cristo in questa terra a conformare a lui ogni loro pensiero, parola ed azione e a lavorare strenuamente per difendere quelle immutabili verità morali che, riprese, illuminate e confermate dal Vangelo, stanno alla base di una società veramente umana, giusta e libera”.

“Quanto ha bisogno la società contemporanea di questa testimonianza! Quanto abbiamo bisogno, nella Chiesa e nella società, di testimoni della bellezza della santità, testimoni dello splendore della verità, testimoni della gioia e libertà che nascono da una relazione viva con Cristo! Una delle più grandi sfide che oggi dobbiamo affrontare è come parlare in maniera convincente della sapienza e del potere liberante della parola di Dio ad un mondo che troppo spesso vede il Vangelo come un limite alla libertà umana, invece che come verità che libera le nostre menti e illumina i nostri sforzi per vivere in modo saggio e buono, sia come individui che come membri della società”.

“Preghiamo” – ha esortato Benedetto XVI – “quindi affinché i cattolici di questa terra diventino sempre più consapevoli della loro dignità di popolo sacerdotale, chiamato a consacrare il mondo a Dio mediante una vita di fede e di santità. E possa questa crescita di zelo apostolico essere accompagnata da un aumento di preghiera per le vocazioni al sacerdozio ministeriale. (...) Possano molti giovani di questa terra trovare la forza di rispondere alla chiamata del Maestro al sacerdozio ministeriale, offrendo le loro vite, le loro energie e i loro talenti a Dio, edificando così il suo popolo nell’unità e nella fedeltà al Vangelo, specialmente attraverso la celebrazione del sacrificio Eucaristico”.

Al termine della Celebrazione Eucaristica il Papa si è recato all’ingresso della Cattedrale per salutare i giovani e ricordando il tema del suo Viaggio Apostolico nel Regno Unito: “’Il cuore parla al cuore’ – cor ad cor loquitur’ – ha sottolineato: “Siamo stati fatti anche per donare amore, per fare dell’amore l’ispirazione di ogni nostra attività, la realtà più solida della nostra vita. A volte ciò sembra tanto naturale, specialmente quando sentiamo l’euforia dell’amore, quando i nostri cuori sono ricolmi di generosità, di idealismo, del desiderio di aiutare gli altri, di costruire un mondo migliore. Ma allo stesso tempo ci rendiamo conto che amare è difficile: i nostri cuori possono facilmente essere induriti dall’egoismo, dall’invidia e dall’orgoglio”.

“Ogni giorno dobbiamo scegliere di amare” – ha affermato il Papa – “ e ciò richiede un aiuto, l’aiuto che proviene da Cristo, dalla preghiera, dalla saggezza che si trova nella sua parola e dalla grazia che egli effonde su di noi nei sacramenti della sua Chiesa. Questo è il messaggio che desidero condividere con voi oggi. Vi chiedo di guardare dentro il vostro cuore ogni giorno, per trovare la sorgente di ogni amore autentico. Gesù (...) vi chiama a trascorrere del tempo con lui nella preghiera. Ma questo tipo di preghiera, la vera preghiera, richiede disciplina: richiede di trovare dei momenti di silenzio ogni giorno. (...) perché è nel silenzio che troviamo Dio, ed è nel silenzio che scopriamo chi siamo veramente. E con ciò, scopriamo la vocazione particolare che Dio ci ha dato per l’edificazione della sua Chiesa e la redenzione del nostro mondo”.

Infine il Papa ha svelato e benedetto un mosaico raffigurante San David, Patrono del Galles ed in una cappella laterale ha acceso una candela davanti alla statua di Nostra Signora della Candela che si venera in un Santuario del Galles.

Prima di fare ritorno alla sede della Nunziatura Apostolica, il Santo Padre ha incontrato brevemente l’Arcivescovo di Canterbury che era presente alla Celebrazione Eucaristica.
PV-REGNO UNITO/ VIS 20100918 (1150)

venerdì 17 settembre 2010

RELIGIONE È GARANZIA DI AUTENTICA LIBERTÀ E RISPETTO

CITTA' DEL VATICANO, 16 SET. 2010 (VIS). Alle 15:45 (ora locale), il Papa si è diretto in automobile da Edinburgh a Bellahouston Park a Glasgow, dove è giunto un’ora dopo. Dopo aver percorso il parco in autovettura panoramica salutando e benedicendo i 70.000 fedeli presenti, il Papa ha celebrato l’Eucaristia nel giorno in cui si commemora San Ninian di Galloway, Apostolo di Scozia (360-432).

Nel ricordare la “storica visita” di Giovanni Paolo II (1982) in questo stesso luogo, durante la quale egli vi rivolse l’esortazione a “camminare mano nella mano con i vostri fratelli cristiani”, Papa Benedetto XVI ha affermato che tale esortazione ha “portato ad una maggiore fiducia e amicizia con i membri della Chiesa di Scozia, della Chiesa Episcopale Scozzese e delle altre comunità cristiane”.

Benedetto XVI ha quindi rivolto parole di saluto ai rappresentanti di altre confessioni cristiane presenti ed ha invitato a rendere grazie al Signore “per la promessa che rappresenta l’intesa e la cooperazione ecumenica, in vista di una testimonianza concorde alla verità salvifica della parola di Dio nell’odierna società in rapido mutamento”.

“Tra i diversi doni che San Paolo elenca per l’edificazione della Chiesa vi è quello dell’insegnamento” – ha proseguito il Pontefice – “Negli ultimi trent’anni, con l’aiuto delle autorità civili, le scuole cattoliche scozzesi hanno raccolto la sfida di assicurare una educazione integrale ad un maggior numero di studenti”.

“Desidero incoraggiare i professionisti, i politici e gli educatori cattolici scozzesi a non perdere mai di vista la loro chiamata ad usare i propri talenti e la propria esperienza a servizio della fede, confrontandosi con la cultura scozzese contemporanea ad ogni livello”.

“L’evangelizzazione della cultura” – ha sottolineato il Santo Padre – “è tanto più importante nella nostra epoca, in cui una ‘dittatura del relativismo’ minaccia di oscurare l’immutabile verità sulla natura dell’uomo, il suo destino e il suo bene ultimo. Vi sono oggi alcuni che cercano di escludere il credo religioso dalla sfera pubblica, di privatizzarlo o addirittura di presentarlo come una minaccia all’uguaglianza e alla libertà. Al contrario, la religione è in verità una garanzia di autentica libertà e rispetto, che ci porta a guardare ogni persona come un fratello od una sorella. Per questo motivo faccio appello in particolare a voi, fedeli laici, affinché, in conformità con la vostra vocazione e missione battesimale, non solo possiate essere esempio pubblico di fede, ma sappiate anche farvi avvocati nella sfera pubblica della promozione della sapienza e della visione del mondo che derivano dalla fede”.

“La società odierna” – ha aggiunto il Pontefice – “necessita di voci chiare, che propongano il nostro diritto a vivere non in una giungla di libertà auto-distruttive ed arbitrarie, ma in una società che lavora per il vero benessere dei suoi cittadini, offrendo loro guida e protezione di fronte alle loro debolezze e fragilità. Non abbiate paura di dedicarvi a questo servizio in favore dei vostri fratelli e sorelle, e del futuro della vostra amata nazione”.

Nel rivolgersi ai Vescovi della Scozia, Benedetto XVI ha ricordato loro che una delle loro priorità pastorali è la santificazione dei sacerdoti esortandoli con queste parole: “Pregate con loro per le vocazioni, affinché il Signore della messe mandi operai nella sua messe”.

“Cari sacerdoti della Scozia, siete chiamati alla santità e a servire il popolo di Dio modellando le vostre vite sul mistero della croce del Signore. Predicate il Vangelo con un cuore puro ed una coscienza retta. Dedicate voi stessi a Dio solo, e diventerete per i giovani esempi luminosi di una vita santa, semplice e gioiosa: essi, a loro volta, desidereranno certamente unirsi a voi nel vostro assiduo servizio al popolo di Dio”.

“Infine, desidero rivolgere una parola a voi, miei cari giovani cattolici di Scozia” – ha concluso il Papa – “Vi sono molte tentazioni che dovete affrontare ogni giorno – droga, denaro, sesso, pornografia, alcool – che secondo il mondo vi daranno felicità, mentre in realtà si tratta di cose distruttive, che creano divisione. C’è una sola cosa che permane: l’amore personale di Gesù Cristo per ciascuno di voi. Cercatelo, conoscetelo ed amatelo, ed egli vi renderà liberi dalla schiavitù dell’esistenza seducente ma superficiale frequentemente proposta dalla società di oggi. Lasciate da parte ciò che non è degno di valore e prendete consapevolezza della vostra dignità di figli di Dio”.

“Prego perché molti fra voi conoscano ed amino Gesù Cristo e, attraverso tale incontro, giungano a dedicarsi completamente a Dio, in modo particolare quanti fra di voi sono chiamati al sacerdozio e alla vita religiosa”.

Al termine della Santa Messa, il Papa è partito dall’aeroporto di Glasgow diretto a Londra, e dall’aeroporto di Heathrow ha raggiunto la Nunziatura Apostolica per il pernottamento.
PV-REGNO UNITO VIS 20100917 (780)

DOMANDE GIORNALISTI AL PAPA DURANTE VOLO REGNO UNITO

CITTA' DEL VATICANO, 16 SET. 2010 (VIS). Come di consueto, nel corso del viaggio aereo verso il Regno Unito, il Santo Padre Benedetto XVI ha risposto alle domande di giornalisti del Volo Papale.

La prima domanda è stata: “Durante la preparazione di questo viaggio vi sono state discussioni e posizioni contrarie. Nella tradizione passata del Paese vi sono state forti posizioni anticattoliche. Lei è preoccupato per come sarà accolto?

Santo Padre: “Devo dire che non sono preoccupato, perché quando sono andato in Francia è stato detto che quello sarebbe stato il Paese più anticlericale, con forti correnti anticlericali e con un minimo di fedeli; quando sono andato nella Repubblica Ceca è stato detto che quello sarebbe stato il Paese più areligioso d’Europa e più anticlericale anche. (...) Naturalmente la Gran Bretagna ha una sua propria storia di anticattolicesimo, questo è ovvio, ma è anche un Paese di una grande storia di tolleranza. E così sono sicuro che da una parte vi sarà un’accoglienza positiva dai cattolici e dai credenti, generalmente; attenzione da quanti cercano come andare avanti in questo nostro tempo, e rispetto e tolleranza reciproca dove c’è un anticattolicesimo. Vado avanti con grande coraggio e con gioia”.

Seconda domanda: “Il Regno Unito, come molti altri Paesi occidentali – è un tema che ha già toccato nella prima risposta – è considerato un Paese secolare; c’è un forte movimento di ateismo anche con motivazioni culturali, tuttavia vi sono anche segni che la fede religiosa, in particolare in Gesù Cristo, è tuttora viva a livello personale. Che cosa può significare questo per cattolici ed anglicani? Si può fare qualcosa per rendere la Chiesa come istituzione anche più credibile e attrattiva per tutti?”.

“Direi” - ha risposto il Papa – “che una Chiesa che cerca soprattutto di essere attrattiva sarebbe già su una strada sbagliata. Perché la Chiesa non lavora per sé, non lavora per aumentare i propri numeri e così il proprio potere. La Chiesa è al servizio di un Altro, serve non per sé, per essere un corpo forte, ma serve per rendere accessibile l’annuncio di Gesù Cristo, le grandi verità, le grandi forze di amore, di riconciliazione apparse in questa figura e che sempre vengono dalla presenza di Gesù Cristo. (...) In questo senso mi sembra anche che anglicani e cattolici hanno il semplice compito, lo stesso compito, la stessa direzione da prendere. Se anglicani e cattolici vedono che ambedue non servono per se stessi, ma sono strumenti per Cristo, ‘amico dello Sposo’ – come dice San Giovanni – se ambedue seguono la priorità di Cristo e non di se stessi, allora vengono anche insieme, perché allora la priorità di Cristo li accomuna e non sono più concorrenti, ognuno cercando il maggiore numero, ma sono congiunti nell’impegno per la verità di Cristo che entra in questo mondo, e così si trovano anche reciprocamente in un vero e fecondo ecumenismo”.

La terza domanda: “Com’è noto e come è stato posto in rilievo anche da recenti sondaggi, lo scandalo degli abusi sessuali ha scosso la fiducia dei fedeli nella Chiesa. Come pensa di poter contribuire a ristabilire questa fiducia?”.

Santo Padre: “Innanzitutto devo dire che queste rivelazioni sono state per me uno choc. Sono una grande tristezza, è difficile capire come questa perversione del ministero sacerdotale era possibile. Il sacerdote, nel momento dell’ordinazione, preparato per anni a questo momento, dice sì a Cristo per farsi la sua voce, la sua bocca, la sua mano e servirlo con tutta l’esistenza perché il Buon Pastore, che ama e aiuta e guida alla verità, sia presente nel mondo. Come un uomo che ha fatto e detto questo possa poi cadere in questa perversione, è difficile capire, è una grande tristezza, tristezza anche che l’autorità della Chiesa non era sufficientemente vigilante e non sufficientemente veloce, decisa, nel prendere le misure necessarie. Per tutto questo siamo in un momento di penitenza, di umiltà e di rinnovata sincerità, come ho scritto ai Vescovi irlandesi. (...) Quanto alle vittime, direi, tre cose sono importanti. (...) Come possiamo riparare, che cosa possiamo fare per aiutare queste persone a superare questo trauma, a ritrovare la vita, a ritrovare anche la fiducia nel messaggio di Cristo. Cura, impegno per le vittime è la prima priorità con aiuti materiali, psicologici, spirituali. Secondo, è il problema delle persone colpevoli: la giusta pena, escluderli da ogni possibilità di accesso ai giovani, perché sappiamo che questa è una malattia e la libera volontà non funziona dove c’è questa malattia; quindi dobbiamo proteggere queste persone contro se stesse, e trovare il modo di aiutarle e di proteggerle contro se stesse ed escluderle da ogni accesso ai giovani. E il terzo punto è la prevenzione nella educazione e nella scelta dei candidati al sacerdozio. Essere così attenti che secondo le possibilità umane si escludano futuri casi. E vorrei in questo momento anche ringraziare l’episcopato britannico per la sua attenzione, per la sua collaborazione, sia con la Sede di San Pietro, sia con le istanze pubbliche, e per l’attenzione per le vittime e per il diritto. Mi sembra che l’episcopato britannico abbia fatto e faccia un grande lavoro e gli sono molto grato”.

La quarta domanda: “Santità, la figura del Cardinale Newman evidentemente è molto significativa per Lei. Per il Cardinale Newman Lei fa l’eccezione di presiederne la beatificazione. Pensa che il suo ricordo possa aiutare a superare le divisioni fra anglicani e cattolici? E quali sono gli aspetti della sua personalità su cui desidera mettere l’accento più forte?”

Santo Padre: “Il Cardinale Newman è soprattutto da una parte un uomo moderno, che ha vissuto tutto il problema della modernità, che ha vissuto anche il problema dell’agnosticismo, dell’impossibilità di conoscere Dio, di credere. (...) Direi, quindi, questi tre elementi: modernità della sua esistenza, con tutti i dubbi e i problemi del nostro essere di oggi; cultura grande, conoscenza dei grandi tesori della cultura dell’umanità, disponibilità di ricerca permanente, di rinnovamento permanente; e spiritualità: vita spirituale, vita con Dio, danno a quest’uomo un’eccezionale grandezza per il nostro tempo. Perciò è una figura di dottore della Chiesa per noi e per tutti, e anche un ponte tra anglicani e cattolici”.

Un’ultima domanda. “Questa visita è considerata con il rango di visita di Stato, così è stata qualificata. Che cosa significa ciò per i rapporti tra la Santa Sede e il Regno Unito? Vi sono punti importanti di sintonia, in particolare guardando alle grandi sfide del mondo attuale?”

Santo Padre: “Sono molto grato a Sua Maestà la Regina Elisabetta II, che ha voluto dare a questa visita il rango di una visita di Stato, che sa esprimere il carattere pubblico di questa visita e anche la responsabilità comune tra politica e religione per il futuro del Continente e per il futuro dell’umanità. (...) Naturalmente questo fatto che giuridicamente è una visita di Stato non rende la mia visita un fatto politico, perché se il Papa è capo di Stato, questo è solo uno strumento per garantire l’indipendenza del suo annuncio e il carattere pubblico del suo lavoro di Pastore. In questo senso anche la visita di Stato rimane sostanzialmente ed essenzialmente una visita pastorale, cioè una visita nella responsabilità della fede, per la quale il Sommo Pontefice, il Papa esiste”.
PV-REGNO UNITO/ VIS 20100917 (1210)

SCUOLE CATTOLICHE: DIMENSIONE TRASCENDENTE STUDIO

CITTA' DEL VATICANO, 17 SET. 2010 (VIS). Questa mattina il Santo Padre, lasciata la Nunziatura Apostolica di Londra, si è diretto al St. Mary’s University College di Twickenham a dodici chilometri dalla capitale. Il College fu creato nel 1850 per offrire un’istruzione ai figli delle famiglie cattoliche meno abbienti. Gestito inizialmente dai Fratelli delle Scuole Cattoliche, nel 1899 fu affidato ai Vincenziani. Dal 1920 al 1980 l’Istituto dava i titoli di laurea della “University of London”, mentre oggi l’Ateneo, che conta 4.000 studenti, ha i propri titoli di laurea.

Il Papa è stato ricevuto dal Rettore del College, dal Cappellano, dal Vescovo Ausiliare di Westminster Monsignor George Stack e dal Ministro dell’Istruzione britannico Michael Gove, i quali lo hanno accompagnato nella Cappella dove erano ad attenderlo 300 religiosi e religiose impegnati nell’educazione cattolica. Qui il Papa ha tenuto un discorso.

“Voi formate nuove generazioni non solo nella conoscenza della fede ma in ogni aspetto di ciò che significa vivere come cittadini maturi e responsabili nel mondo odierno” - ha detto il Santo Padre – “L’educazione non è e non deve essere mai considerata come puramente utilitaristica. Riguarda piuttosto la formazione della persona umana, la preparazione di lui o di lei a vivere la vita in pienezza – in poche parole riguarda l’educazione alla saggezza. E la vera saggezza è inseparabile dalla conoscenza del Creatore”.

“Questa dimensione trascendente dello studio e dell’insegnamento era chiaramente compresa dai monaci che hanno così tanto contribuito alla evangelizzazione di queste isole. (...) Poiché la ricerca di Dio che si colloca nel cuore della vocazione monastica, richiede un attivo impegno coi mezzi tramite i quali egli si fa conoscere - la sua creazione e la sua parola rivelata - era naturale che il monastero dovesse avere una biblioteca ed una scuola. (...) Fu l’impegno dei monaci nell’apprendimento la via sulla quale incontrare la Parola Incarnata di Dio che gettò le fondamenta della nostra cultura e delle civiltà occidentali”.

“Molti di voi appartengono ad ordini dediti all’insegnamento, che hanno portato la luce del Vangelo in terre lontane come parte del grande lavoro missionario della Chiesa ed anche per questo rendo grazie e benedico il Signore. Spesso avete avviato” – ha affermato il Papa – “le fondazioni per contribuire all’educazione molto prima che lo Stato assumesse una responsabilità per questo vitale servizio all’individuo e alla società”.

“Poiché i relativi ruoli della Chiesa e dello Stato nel campo dell’educazione continuano ad evolversi, non dovete mai dimenticare” – ha esortato il Santo Padre – “che i religiosi hanno un contributo unico da offrire in questo apostolato, che è anzitutto quello di testimoniare con la vita consacrata Dio e la fedeltà, l’amore a Cristo, il Sommo Maestro. Inoltre, la presenza dei religiosi nelle scuole cattoliche è un forte richiamo al carattere cattolico grandemente discusso, che deve permeare ogni aspetto della vita scolastica. Questo riporta all’evidente esigenza che il contenuto dell'insegnamento deve essere sempre in conformità con la dottrina della Chiesa”.

“Prima di concludere” – ha detto infine il Pontefice – “desidero aggiungere una particolare parola di apprezzamento per coloro che si impegnano a garantire che le nostre scuole assicurino un ambiente sicuro per i bambini e i giovani. La nostra responsabilità verso coloro che ci sono affidati per la loro formazione cristiana non richiede nulla di meno. Inoltre, la vita di fede può essere effettivamente coltivata solo quando l’atmosfera prevalente è di rispettosa e affettuosa fiducia. Confido che possa continuare ad essere un segno distintivo delle scuole cattoliche in questo Paese”.
PV-REGNO UNITO/ VIS 20100917 (570)

APPELLO ALLA SANTITÀ

CITTA' DEL VATICANO, 17 SET. 2010 (VIS). Al termine dell’incontro con i religiosi e le religiose nella Cappella del St. Mary’s University College di Twickenham, il Papa ha attraversato in autovettura panoramica il campus fino al terreno sportivo del College dove erano ad attenderlo oltre 4.000 studenti delle scuole cattoliche britanniche che avevano seguito sui megaschermi il discorso del Papa nella Cappella. Gli impianti sportivi dell’Università hanno ottenuto la qualifica di “Campo di Addestramento” per le Olimpiadi di Londra del 2010. L’incontro del Papa con il mondo dell’educazione cattolica è stato trasmesso in diretta televisiva ed è stato possibile seguirlo via Internet in tutte le scuole cattoliche dell’Inghilterra, del Galles e della Scozia.

Il Papa ha ricevuto il saluto del Vescovo Malcolm P. McMahon, di Nottingham, Presidente della Commissione Episcopale per l’istruzione e successivamente ha proceduto all’inaugurazione della Fondazione “John Paul II” per lo Sport. I Vescovi cattolici intendono raccogliere l’insegnamento di Papa Giovanni Paolo II sullo sport (120 interventi durante il suo pontificato).

“Non capita spesso ad un Papa — in verità nemmeno a qualsiasi altra persona — l’opportunità di parlare contemporaneamente agli studenti di tutte le scuole cattoliche dell’Inghilterra, del Galles e della Scozia. E dal momento che ora io ho questa possibilità, c’è qualcosa che mi sta davvero molto a cuore dirvi. Ho la speranza che fra voi che oggi siete qui ad ascoltarmi vi siano alcuni dei futuri santi del ventunesimo secolo”.

“Forse alcuni di voi non ci hanno mai pensato prima d’ora. (...) Lasciatemi spiegare cosa intendo dire. (...) Quando vi invito a diventare santi, vi sto chiedendo di non accontentarvi di seconde scelte. Vi sto chiedendo di non perseguire un obiettivo limitato, ignorando tutti gli altri. (...) La felicità è qualcosa che tutti desideriamo, ma una delle grandi tragedie di questo mondo è che così tanti non riescono mai a trovarla, perché la cercano nei posti sbagliati. La soluzione è molto semplice: la vera felicità va cercata in Dio. Abbiamo bisogno del coraggio di porre le nostre speranze più profonde solo in Dio: non nel denaro, in una carriera, nel successo mondano, o nelle nostre relazioni con gli altri, ma in Dio. Lui solo può soddisfare il bisogno più profondo del nostro cuore”.

“Dio non solo ci ama con una profondità e intensità che difficilmente possiamo immaginare: egli ci invita a rispondere a questo amore. (...) E, una volta che voi siete entrati in amicizia con Dio, ogni cosa nella vostra vita inizia a cambiare. (...) Siete attratti dalla pratica della virtù. Incominciate a vedere l’avidità e l’egoismo, e tutti gli altri peccati, per quello che realmente sono, tendenze distruttive e pericolose che causano profonda sofferenza e grande danno, e volete evitare di cadere voi stessi in quella trappola. Incominciate a provare compassione per quanti sono in difficoltà e desiderate fare qualcosa per aiutarli. (...) Quando queste cose iniziano a starvi a cuore, siete già pienamente incamminati sulla via della santità”.

“C’è sempre un orizzonte più grande, nelle vostre scuole cattoliche, sopra e al di là delle singole materie del vostro studio e delle varie capacità che acquisite. Tutto il lavoro che fate è posto nel contesto della crescita nell’amicizia con Dio, e da quell’amicizia tutto quel lavoro fluisce. (...) Non riducetevi mai ad un orizzonte ristretto. Il mondo ha bisogno di buoni scienziati, ma una prospettiva scientifica diventa pericolosamente angusta, se ignora la dimensione etica e religiosa della vita, così come la religione diventa angusta, se rifiuta il legittimo contributo della scienza alla nostra comprensione del mondo. Abbiamo bisogno di buoni storici, filosofi ed economisti, ma se la percezione che essi offrono della vita umana all’interno del loro specifico campo è centrata su di una prospettiva troppo ristretta, essi possono seriamente portarci fuori strada”.

Benedetto XVI ha concluso il suo discorso rivolgendosi anche ai “molti non cattolici che studiano nelle scuole cattoliche in Gran Bretagna” ed ha detto: “Prego affinché anche voi vi sentiate incoraggiati a praticare la virtù e a crescere nella conoscenza ed amicizia con Dio, assieme ai vostri compagni cattolici. Voi siete per loro il richiamo all’orizzonte più vasto che esiste fuori della scuola ed è fuor di dubbio che il rispetto e l’amicizia per membri di altre tradizioni religiose debba essere tra le virtù che si apprendono in una scuola cattolica. Spero anche che vorrete condividere con chiunque incontrerete i valori e gli insegnamenti che avrete appresi mediante la formazione cristiana ricevuta”.

Al termine il Papa si è diretto alla Waldegrave Drawing Room per l’incontro con i rappresentanti di altre religioni.
PV-REGNO UNITO/ VIS 20100917 (750)

DIALOGO E COLLABORAZIONE FRA LE DIVERSE RELIGIONI

CITTA' DEL VATICANO, 17 SET. 2010 (VIS). Alle 11:30 si è svolto l’incontro del Santo Padre con i rappresentanti delle confessioni cristiane e delle religioni maggiormente rappresentate nel Regno Unito: Ebrei, Musulmani, Hindu, Sikh, nella Waldegrave Drawing Room nel St. Mary’s University College di Twickenham.

“La presenza di credenti impegnati in vari campi della vita sociale ed economica” – ha detto il Papa – “parla eloquentemente del fatto che la dimensione spirituale della nostra vita è fondamentale alla nostra identità di esseri umani, in altre parole, che l’uomo non vive di solo pane”.

“La ricerca del sacro” – ha sottolineato il Pontefice – “è la ricerca dell’unica cosa necessaria, l’unica a soddisfare le aspettative del cuore umano”.

“Le scienze umane e naturali” – ha affermato il Papa – “non possono soddisfare i desideri più profondi del cuore umano, né spiegarci pienamente la nostra origine ed il nostro destino, per quale motivo e per quale scopo noi esistiamo, né possono darci una risposta esaustiva alla domanda: ‘Per quale motivo esiste qualcosa, piuttosto che il niente?’”.

“La ricerca del sacro” – ha proseguito il Santo Padre – “non svaluta altri campi dell’indagine umana. Al contrario, li pone in un contesto che amplifica la loro importanza quali vie mediante le quali esercitare responsabilmente il nostro essere amministratori della creazione”. Dio “affidò a noi il compito di esplorare ed utilizzare i misteri della natura al fine di servire un bene superiore. (...) Nella fede cristiana esso viene espresso come amore per Dio a amore per il nostro prossimo. Pertanto, ci impegniamo di tutto cuore e con entusiasmo con il mondo, ma sempre con uno sguardo per servire quel bene superiore, altrimenti sfiguriamo la bellezza della creazione sfruttandola per scopi egoistici”.

“Per tale motivo” – ha ribadito il Pontefice – “la genuina credenza religiosa ci indica, al di là dell’utilità presente, la trascendenza. Ci rammenta la possibilità e l’imperativo della conversione morale, del dovere di vivere in modo pacifico con il nostro prossimo, dell’importanza di vivere una vita di integrità. (...) Ci motiva a coltivare la pratica della virtù e ad avvicinarci l’un l’altro con amore, nel più grande rispetto delle tradizioni religiose diverse dalla nostra”.

Facendo riferimento successivamente all’importanza del dialogo e della collaborazione con i seguaci di altre religioni, il Santo Padre ha ricordato, in particolare, le situazioni di alcune parti del mondo “in cui la collaborazione e il dialogo fra religioni richiede il rispetto reciproco, la libertà di praticare la propria religione e di compiere atti di culto pubblico, come pure la libertà di seguire la propria coscienza senza soffrire ostracismo o persecuzione, anche dopo la conversione da una religione ad un’altra. Una volta che tale rispetto e attitudine aperta siano stabiliti, persone di tutte le religioni lavoreranno insieme in modo efficace per la pace e la mutua comprensione, offrendo perciò una testimonianza convincente davanti al mondo”.

“Questo genere di dialogo” – ha spiegato il Pontefice – “deve porsi su diversi livelli e non dovrebbe essere limitato a discussioni formali. Il dialogo della vita implica semplicemente vivere fianco a fianco ed imparare l’uno dall’altro in maniera da crescere nella reciproca comprensione e nel reciproco rispetto. Il dialogo dell’azione ci fa ravvicinare in forme concrete di collaborazione, mentre applichiamo le nostre intuizioni religiose al compito di promuovere lo sviluppo umano integrale, lavorando per la pace, la giustizia e la salvaguardia del creato. Questo tipo di dialogo può includere la ricerca congiunta di come difendere la vita umana ad ogni stadio e come assicurare la non esclusione della dimensione religiosa di individui e comunità dalla vita della società”.

“A livello delle conversazioni formali, non vi è solo la necessità dello scambio teologico, ma anche il porre alla reciproca considerazione le proprie ricchezze spirituali, il parlare della propria esperienza di preghiera e di contemplazione, l’esprimere a vicenda la gioia del nostro incontro con l’amore divino. In tale contesto sono lieto di rilevare le molte iniziative positive intraprese in questo Paese per promuovere tale dialogo a vari livelli”.
Benedetto XVI ha concluso il suo discorso assicurando che “la Chiesa cattolica persegue la via dell’impegno e del dialogo per un senso genuino di rispetto per voi e per le vostre credenze. I cattolici, in Gran Bretagna e in tutto il mondo, continueranno ad edificare ponti di amicizia con altre religioni, per sanare gli errori del passato e per promuovere fiducia fra individui e comunità”.

Concluso l’incontro il Papa è rientrato alla Nunziatura Apostolica per il pranzo.
PV-REGNO UNITO/ VIS 20100917 (740)

giovedì 16 settembre 2010

PROFONDE RADICI CRISTIANE TUTTORA PRESENTI REGNO UNITO

CITTA' DEL VATICANO, 16 SET. 2010 (VIS). Questa mattina il Santo Padre Benedetto XVI ha intrapreso il diciassettesimo Viaggio Apostolico del suo Pontificato che ha come destinazione il Regno Unito, dove domenica prossima, a Birmingham, proclamerà Beato il Cardinale John Henry Newman.

Alle ore 8:10 (ora locale) il Papa è partito dall’aeroporto romano di Ciampino ed è atterrato alle 11:30 ad Edimburgo, capitale della Scozia, dove è stato ricevuto dal Principe Filippo, Duca di Edinburgo e consorte di Sua Maestà la Regina Elisabetta II d’Inghilterra. Dall’aeroporto il Papa ha raggiunto in autovettura il Palazzo Reale di Holyroodhouse (Casa della Santa Croce) residenza ufficiale della Regina in Scozia durante la stagione estiva. Il palazzo fu costruito nel 1128 come monastero agostiniano, e dedicato alla Santa Croce da re Davide I di Scozia che ebbe, secondo la leggenda, la visione di un crocifisso tra le corna di un cervo che lo stava attaccando. Gli alloggi reali attigui al monastero furono ampliati nel XVI secolo e trasformati in Palazzo Reale. Gli ultimi rifacimenti risalgono al XX secolo quando re Giorgio V ne fece la residenza reale estiva.

Al suo arrivo al Palazzo di Holyroodhouse il Santo Padre è stato accolto da Sua Maestà la Regina Elisabetta II e dal Duca di Edimburgo all’ingresso del Palazzo. Dopo gli onori militari e l’esecuzione degli inni nazionali, il Papa ha avuto un incontro privato con la Regina nella Morning Room. Al termine del quale, il Pontefice è stato accompagnato al grande gazebo (Marquee) allestito nel parco sul retro del Palazzo Reale dove si trovavano gli ospiti illustri, circa 400 persone, tra cui rappresentanti politici, della società civile, delle Chiese anglicana e cattolica britannica, oltre ad alcuni rappresentanti del Parlamento Scozzese.

A una introduzione musicale delle cornamuse scozzesi, ha fatto seguito un discorso della Regina Elisabetta II e quindi del Pontefice Benedetto XVI.

“Il nome di Holyroodhouse” – ha detto il Papa – “evoca la ‘Santa Croce’ e fa volgere lo sguardo alle profonde radici cristiane che sono tuttora presenti in ogni strato della vita britannica. I monarchi d’Inghilterra e Scozia erano cristiani sin dai primissimi tempi ed includono straordinari Santi come Edoardo il Confessore e Margherita di Scozia. Molti di loro hanno esercitato coscienziosamente i loro doveri sovrani alla luce del Vangelo, modellando in tal modo la nazione nel bene al livello più profondo. Ne risultò che il messaggio cristiano è diventato parte integrale della lingua, del pensiero e della cultura dei popoli di queste isole per più di un millennio. Il rispetto dei vostri antenati per la verità e la giustizia, per la clemenza e la carità giungono a voi da una fede che rimane una forza potente per il bene nel vostro regno, con grande beneficio parimenti di cristiani e non cristiani”.

“Troviamo molti esempi di questa forza per il bene lungo tutta la lunga storia della Gran Bretagna. (...) Attraverso figure come William Wilberforce e David Livingstone, la Gran Bretagna è direttamente intervenuta per fermare la tratta internazionale degli schiavi; (...) donne come Florence Nightingale che servirono i poveri e i malati, ponendo nuovi standard nell’assistenza sanitaria che successivamente vennero copiati ovunque. Il Cardinale John Henry Newman, la cui bontà, eloquenza ed azione furono un onore per i propri concittadini e concittadine. Questi e molti altri come loro furono mossi da una fede profonda, nata e cresciuta in queste isole”.

“Pure nella nostra epoca” – ha detto ancora il Papa – “possiamo ricordare come la Gran Bretagna e i suoi capi si opposero ad una tirannia nazista che aveva in animo di sradicare Dio dalla società e negava a molti la nostra comune umanità, specialmente gli ebrei, che venivano considerati non degni di vivere. Desidero, inoltre, ricordare l’atteggiamento del regime verso pastori cristiani e verso religiosi che proclamarono la verità nell’amore; si opposero ai nazisti e pagarono con la propria vita la loro opposizione”.

“Mentre riflettiamo sui moniti dell’estremismo ateo del ventesimo secolo, non possiamo mai dimenticare come l’esclusione di Dio, della religione e della virtù dalla vita pubblica conduce in ultima analisi ad una visione monca dell’uomo e della società”.

“Sessantacinque anni orsono la Gran Bretagna” – ha ricordato il Pontefice – “giocò un ruolo essenziale nel forgiarsi del consenso internazionale del dopo-guerra, il che favorì la fondazione delle Nazioni Unite e diede inizio ad un periodo di pace e di prosperità in Europa, sino a quel momento sconosciuto”. Citando la firma dell’Accordo del Venerdì Santo e la devoluzione di poteri all’Assemblea dell’Irlanda del Nord, il Papa ha affermato: “Il governo di Vostra Maestà e quello dell’Irlanda, unitamente ai leader politici, religiosi e civili dell’Irlanda del Nord, hanno sostenuto la nascita di una risoluzione pacifica del conflitto locale. Incoraggio quanti sono coinvolti a continuare a camminare coraggiosamente insieme sulla via tracciata verso una pace giusta e duratura”.

“Il governo e il popolo sono coloro che forgiano le idee che hanno tutt’oggi un impatto ben al di là delle Isole britanniche. Ciò impone loro un dovere particolare di agire con saggezza per il bene comune. Allo stesso modo, poiché le loro opinioni raggiungono un così vasto uditorio, i media britannici hanno una responsabilità più grave di altri ed una opportunità più ampia per promuovere la pace delle nazioni, lo sviluppo integrale dei popoli e la diffusione di autentici diritti umani. Possano tutti i britannici continuare a vivere dei valori dell’onestà, del rispetto e dell’equilibrio che hanno guadagnato loro la stima e l’ammirazione di molti”.

“Oggi il Regno Unito” – ha concluso il Pontefice – “si sforza di essere una società moderna e multiculturale. In questo compito stimolante, possa mantenere sempre il rispetto per quei valori tradizionali e per quelle espressioni culturali che forme più aggressive di secolarismo non stimano più, né tollerano più. Non si lasci oscurare il fondamento cristiano che sta alla base delle sue libertà; e possa quel patrimonio, che ha sempre servito bene la nazione, plasmare costantemente l’esempio del Suo governo e del Suo popolo nei confronti dei due miliardi di membri del Commonwealth, come pure della grande famiglia di nazioni anglofone in tutto il mondo”.

Al termine del discorso, seguendo la tradizione, la Regina Elisabetta ha accompagnato il Papa, passeggiando lungo la prima fila degli invitati presentando i più autorevoli ospiti e conversando con loro, ed infine nel cortile interno del Palazzo dove era presente un gruppo di giovani studenti scozzesi in abiti tradizionali.

Preso congedo dalla Regina e dal Duca di Edinburgo all’ingresso principale del Palazzo di Holyroodhouse, il Papa si è recato alla residenza del Cardinale Michael Patrick O’Brien, Arcivescovo di Saint Andrews and Edinburgh per il pranzo.
PV-REGNO UNITO/ VIS 20100916 (1090)

ALTRI ATTI PONTIFICI

CITTA' DEL VATICANO, 16 SET. 2010 (VIS). Il Santo Padre ha nominato il Vescovo James Peter Sartain, Arcivescovo Metropolita di Seattle (superficie: 64.269; popolazione: 5.141.900; cattolici: 964.000; sacerdoti: 313; religiosi: 551; diaconi permanenti: 104), Stati Uniti d’America. L’Arcivescovo eletto è nato nel 1952 a Memphis (Stati Uniti d’America), è stato ordinato sacerdote nel 1978 ed ha ricevuto la consacrazione episcopale nel 2000. Finora Vescovo di Joliet in Illinois (Stati Uniti d’America) succede all’Arcivescovo Alexander J. Brunett, del quale il Santo Padre ha accettato la rinuncia al governo pastorale della medesima Arcidiocesi, presentata per raggiunti limiti d’età.
NER:RE/ VIS 20100916 (100)

mercoledì 15 settembre 2010

CHIARA DI ASSISI: DECISIVO IMPULSO RINNOVAMENTO CHIESA

CITTA' DEL VATICANO, 15 SET. 2010 (VIS). Il Santo Padre Benedetto XVI ha dedicato la catechesi dell’Udienza Generale di oggi a Santa Chiara di Assisi (1193-1253), “una delle Sante più amate (...), vissuta nel XIII secolo, contemporanea di san Francesco. La sua testimonianza” – ha detto il Papa – “ci mostra quanto la Chiesa tutta sia debitrice a donne coraggiose e ricche di fede come lei, capaci di dare un decisivo impulso per il rinnovamento della Chiesa”.

“Nata nel 1193, Chiara apparteneva ad una famiglia aristocratica e ricca. (...) Anche se i suoi parenti, come accadeva allora, stavano progettando un matrimonio con qualche personaggio di rilievo, Chiara, a 18 anni, con un gesto audace ispirato dal profondo desiderio di seguire Cristo e dall’ammirazione per Francesco, lasciò la casa paterna e, in compagnia di una sua amica, Bona di Guelfuccio, raggiunse segretamente i frati minori presso la piccola chiesa della Porziuncola. Era la sera della Domenica delle Palme del 1211. (...) Francesco le tagliò i capelli e Chiara indossò un rozzo abito penitenziale. Da quel momento era diventata la vergine sposa di Cristo, umile e povero, e a Lui totalmente si consacrava”.

“Soprattutto al principio della sua esperienza religiosa” – ha ricordato il Papa – “Chiara ebbe in Francesco d’Assisi non solo un maestro di cui seguire gli insegnamenti, ma anche un amico fraterno. L’amicizia tra questi due santi costituisce un aspetto molto bello e importante. Infatti, quando due anime pure ed infiammate dallo stesso amore per Dio si incontrano, esse traggono dalla reciproca amicizia uno stimolo fortissimo per percorrere la via della perfezione. L’amicizia è uno dei sentimenti umani più nobili ed elevati che la Grazia divina purifica e trasfigura”.

“Chiara si stabilì con le prime compagne nella chiesa di san Damiano dove i frati minori avevano sistemato un piccolo convento per loro. In quel monastero visse per oltre quarant’anni fino alla morte, avvenuta nel 1253. Ci è pervenuta una descrizione di prima mano di come vivevano queste donne in quegli anni, agli inizi del movimento francescano. Si tratta della relazione ammirata di un vescovo fiammingo in visita in Italia, Giacomo di Vitry” che colse “con perspicacia un tratto caratteristico della spiritualità francescana cui Chiara fu molto sensibile: la radicalità della povertà associata alla fiducia totale nella Provvidenza divina”.
“Per questo motivo, ella agì con grande determinazione, ottenendo dal Papa Gregorio IX o, probabilmente, già dal Papa Innocenzo III, il cosiddetto ‘Privilegium Paupertatis’. In base ad esso, Chiara e le sue compagne di san Damiano non potevano possedere nessuna proprietà materiale. Si trattava di un’eccezione veramente straordinaria rispetto al diritto canonico vigente e le autorità ecclesiastiche di quel tempo lo concessero apprezzando i frutti di santità evangelica che riconoscevano nel modo di vivere di Chiara e delle sue sorelle”.

“Ciò mostra come anche nei secoli del Medioevo” – ha rilevato il Pontefice – “il ruolo delle donne non era secondario, ma considerevole. A questo proposito, giova ricordare che Chiara è stata la prima donna nella storia della Chiesa che abbia composto una Regola scritta, sottoposta all’approvazione del Papa, perché il carisma di Francesco d’Assisi fosse conservato in tutte le comunità femminili che si andavano stabilendo numerose già ai suoi tempi e che desideravano ispirarsi all’esempio di Francesco e di Chiara”.

“Nel convento di san Damiano Chiara praticò in modo eroico le virtù che dovrebbero contraddistinguere ogni cristiano: l’umiltà, lo spirito di pietà e di penitenza, la carità”.

La sua fama di santità e i miracoli che grazie alla sua intercessione si verificarono, “spinsero il Papa Alessandro IV a canonizzarla solo due anni dopo la morte, nel 1255”. Infine il Papa ha ricordato che ancora oggi le Clarisse che “svolgono un prezioso ruolo nella Chiesa con la loro preghiera e con la loro opera, custodiscono con grande devozione” le parole di benedizione che Santa Chiara compose per loro.
AG/ VIS 20100915 (630)

APPELLO PER LA PACE IN INDIA, PAKISTAN E AFGHANISTAN

CITTA' DEL VATICANO, 15 SET. 2010 (VIS). Al termine dell’Udienza Generale di questo mercoledì, il Papa ha lanciato un appello ed ha detto: “Seguo con preoccupazione gli avvenimenti verificatisi in questi giorni in varie regioni dell’Asia meridionale, specialmente in India, in Pakistan e in Afghanistan. Prego per le vittime e chiedo che il rispetto della libertà religiosa e la logica della riconciliazione e della pace prevalgano sull’odio e sulla violenza”.
AG/ VIS 20100915 (80)

ACCORDO SANTA SEDE-BOSNIA ERZEGOVINA ASSISTENZA RELIGIOSA

CITTA' DEL VATICANO, 15 SET. 2010 (VIS). Nel pomeriggio di ieri è stato reso pubblico un Comunicato che rende noto che la mattina di martedì 14 settembre ha avuto luogo in Vaticano lo scambio degli Strumenti di ratifica dell’Accordo tra la Santa Sede e la Bosnia ed Erzegovina circa l’assistenza religiosa ai fedeli cattolici, membri delle Forze Armate di Bosnia ed Erzegovina, firmato a Sarajevo l’8 aprile 2010.

Erano presenti, fra gli altri, il Cardinale Tarcisio Bertone, Segretario di Stato, l’Arcivescovo Dominique Mamberti, Segretario per i Rapporti con gli Stati ed il Signor Sven Alkalaj, Ministro degli Affari Esteri di Bosnia ed Erzegovina.

L’Accordo è entrato in vigore lo stesso giorno dello scambio degli strumenti di ratifica.
OP/ VIS 20100915 (130)

ALTRI ATTI PONTIFICI

CITTA' DEL VATICANO, 15 SET. 2010 (VIS). Il Santo Padre:

- Ha accettato la rinuncia al governo pastorale della Diocesi di Kalemie-Kirungu (Repubblica Democratica del Congo), presentata dal Vescovo Dominique Kimpinde, per raggiunti limiti d’età.

- Ha accettato la rinuncia all’ufficio di Ausiliare dell’Arcidiocesi di São Luís do Maranhão (Brasile), presentata dal Vescovo Geraldo Dantas de Andrade, S.C.J., per raggiunti limiti d’età.

- Ha elevato alla dignità episcopale il Monsignore Ignacio Carrasco de Paula, della Prelatura Personale dell’Opus Dei, Presidente delle Pontificia Accademia per la Vita.

- Ha elevato alla dignità episcopale Don Enrico dal Covolo, S.D.B., Rettore Magnifico della Pontificia Università Lateranense.
RE:NA/ VIS 20100915 (110)

martedì 14 settembre 2010

ANNULLO POSTALE SPECIALE VIAGGIO DEL PAPA REGNO UNITO

CITTA' DEL VATICANO, 14 SET. 2010 (VIS). In occasione del Viaggio Apostolico del Santo Padre Benedetto XVI nel Regno Unito (16-19 settembre 2010), le Poste Vaticane porranno in uso uno speciale annullo raffigurante il Santo Padre e il volto del Venerabile Cardinale John Henry Newman. Completano l’annullo le scritte: “BENEDICTUS XVI REGNUM UNITUM VISIT”, “POSTE VATICANE” – 16-19.IX.2010”.
Inoltre le Poste Vaticane porranno in uso uno speciale annullo per ricordare la Celebrazione per il rito di beatificazione del Venerabile Cardinale John Henry Newman, che il Santo Padre presiederà nel Cofton Park di Birmingham. Nell’annullo sono raffigurati il Santo Padre e il volto del Cardinale Newman, con le scritte: “BEATIFICATION OF CARDINAL NEWMAN”, “POSTE VATICANE 19.9.2010”
..../ VIS 20100914 (130)

ALTRI ATTI PONTIFICI

CITTA' DEL VATICANO, 14 SET. 2010 (VIS). Il Santo Padre ha nominato il Vescovo Gerard Paul Bergie, Vescovo di Saint Catharines (superficie: 3.158; popolazione: 456.000; cattolici: 157.900; sacerdoti: 93; religiosi: 75; diaconi permanenti: 10), Canada. Il Vescovo Bergie è stato finora Ausiliare di Hamilton (Canada).
NER/ VIS 20100914 (50)

lunedì 13 settembre 2010

IL PAPA RICORDA IL NUOVO BEATO LEOPOLDO DE ALPANDEIRE


CITTA' DEL VATICANO, 13 SET. 2010 (VIS). Dopo la recita dell’Angelus, il Papa ha ricordato che oggi a Granada (Spagna), è stata celebrata la cerimonia di beatificazione di fra’ Leopoldo de Alpandeire, al secolo Francisco Sánchez Márquez, dell’Ordine dei Frati Minori Cappuccini.
“La vita di questo semplice e austero religioso cappuccino” – ha detto il Papa – “è un canto all’umiltà e alla fiducia in Dio e un modello luminoso di devozione alla Santissima Vergine Maria. Invito tutti, sull’esempio del nuovo Beato, a servire il Signore con cuore sincero, perché possiamo sperimentare l’immenso amore che il Signore ha per ciascuno di noi, che rende possibile amare tutti gli uomini senza eccezione”.
ANG/ VIS 20100913 (120)

EVANGELIZZAZIONE STRETTAMENTE LEGATA FEDE E PREGHIERA

CITTA' DEL VATICANO, 11 SET. 2010 (VIS). Questa mattina il Santo Padre Benedetto XVI ha ricevuto in udienza i Vescovi di recente nomina partecipanti al Seminario di aggiornamento promosso dalla Congregazione per l’Evangelizzazione dei Popoli.

Nel suo discorso il Papa ha fatto riferimento alle sfide che i nuovi Vescovi devono affrontare “specialmente nelle comunità cristiane che vivono la propria fede in contesti non facili, dove, oltre a varie forme di povertà, si verificano talvolta forme di persecuzione a causa della propria fede cristiana. A voi spetta il compito di alimentare la loro speranza, di condividere le loro difficoltà, ispirandovi alla carità di Cristo che consiste nell’attenzione, tenerezza, compassione, accoglienza, disponibilità e interesse ai problemi della gente, per la quale si è disposti a spendere la vita”.

In merito al ministero episcopale il Santo Padre ha affermando che: “lo si comprende solo a partire da Cristo, la sorgente dell’unico e supremo Sacerdozio del quale il Vescovo è reso partecipe. (...) Per imitare il Cristo, occorre dedicare un adeguato tempo a ‘stare con lui’ e contemplarlo nell’intimità orante del colloquio cuore a cuore. Stare frequentemente alla presenza di Dio, essere uomo di preghiera e di adorazione: a questo anzitutto è chiamato il Pastore”.

Nel ribadire che “La vita del Vescovo dev’essere un’oblazione continua a Dio per la salvezza della sua Chiesa, e specialmente per la salvezza delle anime che gli sono state affidate”, il Papa ha affermato che: “L’episcopato, (...), - come il presbiterato – non va mai frainteso secondo categorie mondane. Esso è servizio d’amore”.

“L’accoglienza e il frutto della proclamazione della Buona Novella sono strettamente legati alla qualità della fede e della preghiera. Quanti sono chiamati al ministero della predicazione devono credere nella forza di Dio che scaturisce dai Sacramenti e che li accompagna nel compito di santificare, governare e annunciare; devono credere e vivere quanto annunciano e celebrano”.

Le comunità affidate ai Vescovi, ha detto ancora il Pontefice “in molti casi, sono presenza minoritaria. In questi contesti la missione di un Vescovo è particolarmente impegnativa. Ma è proprio in tali circostanze che, attraverso il vostro ministero, il Vangelo può mostrare tutta la sua potenza salvifica. Non dovete cedere al pessimismo e allo scoraggiamento, perché è lo Spirito Santo che guida la Chiesa e le dà, con il suo soffio possente, il coraggio di perseverare e anche di cercare nuovi metodi di evangelizzazione, per raggiungere ambiti finora inesplorati”.

“La verità cristiana” – ha concluso il Santo Padre – “è attraente e persuasiva proprio perché risponde al bisogno profondo dell’esistenza umana, annunciando in maniera convincente che Cristo è l’unico Salvatore di tutto l’uomo e di tutti gli uomini. Questo annuncio resta valido oggi come lo fu all’inizio del cristianesimo, quando si operò la prima grande espansione missionaria del Vangelo”.
AC/ VIS 20100913 (470)

ALTRI ATTI PONTIFICI

CITTA' DEL VATICANO, 11 SET. 2010 (VIS). Il Santo Padre ha nominato il Vescovo Fausto Gabriel Trávez Trávez, O.F.M., Arcivescovo Metropolita di Quito (superficie: 11.167; popolazione: 2.317.000; cattolici: 2.085.000; sacerdoti: 475; religiosi: 2.181; diaconi permanenti: 9), Ecuador. L’Arcivescovo eletto è nato a Toacazo (Ecuador) nel 1941, ha emesso la professione solenne nel 1965, è stato ordinato sacerdote nel 1970 ed ha ricevuto l’ordinazione episcopale nel 2003. Finora Vescovo di Babahoyo (Ecuador), succede all’Arcivescovo Raúl Eduardo Vela Chiriboga, del quale il Santo Padre ha accettato la rinuncia al governo pastorale della medesima Arcidiocesi, presentata per raggiunti limiti d’età.
NER:RE/... VIS 20100913 (100)

ANGELUS: DIO NON SI STANCA MAI DI VENIRCI INCONTRO

CITTA' DEL VATICANO, 12 SET. 2010 (VIS). Alle ore 12:00 di questa mattina il Santo Padre Benedetto XVI si è affacciato al balcone del Cortile interno del Palazzo Apostolico di Castel Gandolfo per recitare l’Angelus insieme ai fedeli e ai pellegrini presenti. Nell’introdurre la preghiera mariana il Papa ha presentato alcune riflessioni sulle letture della Messa domenicale ed ha invitato a pregare per il suo prossimo Viaggio Apostolico nel Regno Unito.

“Nel Vangelo dell’odierna domenica” – ha detto il Papa – “Gesù narra le tre ‘parabole della misericordia’. Quando Egli ‘parla del pastore che va dietro alla pecorella smarrita, della donna che cerca la dracma, del padre che va incontro al figliol prodigo e lo abbraccia, queste non sono soltanto parole, ma costituiscono la spiegazione del suo stesso essere ed operare’. Infatti, il pastore che ritrova la pecora perduta è il Signore stesso che prende su di sé, con la Croce, l’umanità peccatrice per redimerla”.

“Cari amici, come non aprire il nostro cuore alla certezza che, pur essendo peccatori, siamo amati da Dio?” – ha proseguito il Pontefice – “Egli non si stanca mai di venirci incontro, percorre sempre per primo la strada che ci separa da Lui. Il libro dell’Esodo ci mostra come Mosè, con fiduciosa e audace supplica, riuscì, per così dire, a spostare Dio dal trono del giudizio al trono della misericordia. Il pentimento è la misura della fede e grazie ad esso si ritorna alla Verità”.

Nel citare la parabola del figlio che ritorna a casa, il Papa ha detto: “notiamo che quando compare il figlio maggiore indignato per l’accoglienza festosa riservata al fratello, è sempre il padre che gli va incontro (...) Solo la fede può trasformare l’egoismo in gioia e riannodare giusti rapporti con il prossimo e con Dio”.

Infine il Papa ha chiesto a tutti di accompagnarlo con la preghiera nell’imminenza del suo Viaggio Apostolico nel Regno Unito dove domenica prossima proclamerà Beato il Cardinale John Henry Newman ed ha detto: “Alla Vergine Maria, il cui Nome santissimo è oggi celebrato nella Chiesa, affidiamo il nostro cammino di conversione a Dio”.
ANG/ VIS 20100913 (350)

LETTERE CREDENZIALI NUOVO AMBASCIATORE GERMANIA

CITTA' DEL VATICANO, 13 SET. 2010 (VIS). Questa mattina il Santo Padre ha ricevuto il nuovo Ambasciatore delle Repubblica Federale di Germania, Signor Walter Jürgen Schmid, in occasione della presentazione delle Lettere Credenziali.

Benedetto XVI ha ricordato nel suo discorso l’imminente cerimonia di beatificazione – il 19 settembre prossimo a Münster – del Sacerdote martire del regime nazista Gerhard Hirschfelder e, nel corso del 2011, quella di quattro presbiteri ed infine la commemorazione di un pastore evangelico.

“Contemplando queste figure di martiri” – ha detto Benedetto XVI – “appare sempre più chiaro ed esemplare, come certi uomini, a partire dalla loro convinzione cristiana, siano disposti a dare la propria vita per la fede, per il diritto ad esercitare liberamente il proprio credo e per la libertà di parola, per la pace e la dignità umana”.

Al contrario, ha proseguito il Pontefice, “Molti uomini mostrano per lo più un’inclinazione verso concezioni religiose più permissive anche per se stessi. Al posto del Dio personale del cristianesimo, che si rivela nella Bibbia, subentra un essere supremo, misterioso e indeterminato, che ha solo una vaga relazione con la vita personale dell’essere umano”.

“Tali concezioni” – ha sottolineato il Pontefice – “animano sempre di più la discussione all’interno della società, soprattutto circa l’ambito della giustizia e della legislazione. Se però uno abbandona la fede verso un Dio personale, sorge l’alternativa di un ‘dio’ che non conosce, non sente e non parla. (...) Se Dio non ha una propria volontà, il bene e il male alla fine non sono più distinguibili (...). L’uomo perde così la sua forza morale e spirituale, necessaria per uno sviluppo complessivo della persona. L’agire sociale viene dominato sempre di più dall’interesse privato o dal calcolo del potere, a danno della società”.

“La Chiesa vede però con preoccupazione” – ha affermato il Santo Padre – “il crescente tentativo di eliminare il concetto cristiano di matrimonio e famiglia dalla coscienza della società. Il matrimonio si manifesta come unione duratura d’amore tra un uomo e una donna, che è sempre tesa anche alla trasmissione della vita umana. (...) Per questo è necessaria una certa maturità della persona e un fondamentale atteggiamento esistenziale e sociale: una ‘cultura della persona’, come ha detto una volta il mio predecessore Giovanni Paolo II. (...) Il buon esito dei matrimoni dipende da tutti noi e dalla cultura personale di ogni singolo cittadino. In questo senso, la Chiesa non può approvare delle iniziative legislative che implichino una rivalutazione di modelli alternativi della vita di coppia e della famiglia. Esse contribuiscono all’indebolimento dei principi del diritto naturale e così alla relativizzazione di tutta la legislazione e anche alla confusione circa i valori nella società”.

Relativamente alle “nuove possibilità della biotecnologia e della medicina” il Papa ha affermato: “Noi abbiamo il dovere di studiare diligentemente fin dove questi metodi possono fungere d’aiuto per l’uomo e dove invece si tratta di manipolazione dell’uomo, di violazione della sua integrità e dignità. Non possiamo rifiutare questi sviluppi, ma dobbiamo essere molto vigilanti. Quando una volta si incomincia a distinguere – e spesso ciò accade già nel seno materno – tra vita degna e indegna di vivere, non sarà risparmiata nessun altra fase della vita, ancor meno l’anzianità e l’infermità”.

“La costruzione di una società umana richiede la fedeltà alla verità” – ha concluso il Pontefice – “In questo contesto, ultimamente, fanno riflettere certi fenomeni operanti nell’ambito dei media pubblici: essendo in concorrenza sempre più forte, i mezzi di comunicazione si credono spinti a suscitare la massima attenzione possibile. Inoltre, è il contrasto che fa notizia in genere, anche se va a scapito della veracità del racconto. La cosa diventa particolarmente problematica quando personaggi autorevoli prendono pubblicamente posizione al riguardo, senza essere in grado di verificare tutti gli aspetti in modo adeguato. Si accoglie con favore l’intento del Governo Federale di impegnarsi in tali casi, per quanto possibile, in modo compensatore e rappacificante”.
CD/ VIS 20100913 (600)

VESCOVI CUSTODI CHIESA IN PERENNE PERFEZIONAMENTO

CITTA' DEL VATICANO, 13 SET. 2010 (VIS). Centoventi Vescovi di recente nomina, provenienti da vari paesi, riuniti a Roma per l’annuale convegno promosso dalla Congregazione per i Vescovi, sono stati ricevuti questa mattina dal Santo Padre che ha salutato il nuovo Prefetto del Dicastero, Cardinale Marc Ouellet e il Cardinale Leonardo Sandri, Prefetto della Congregazione per le Chiese Orientali.

Nel suo discorso il Papa ha fatto riferimento alla significativa consuetudine dei nuovi Vescovi di effettuare un pellegrinaggio sulla tomba dell’Apostolo Pietro “il quale si è conformato a Cristo Maestro e Pastore, fino alla morte e alla morte di croce” ed ha ricordato le parole di Gesù nel Vangelo di Giovanni: “Il Buon Pastore offre la vita per le sue pecore”.

“La missione del Vescovo” – ha detto il Pontefice – “non può essere intesa con la mentalità dell’efficienza e dell’efficacia, per cui si pone l’attenzione primariamente su ciò che c’è da fare, ma occorre sempre tenere in conto la dimensione ontologica, che è alla base di quella funzionale. Infatti, il Vescovo, per l’autorità di Cristo di cui è rivestito, quando siede sulla Cattedra è posto ‘sopra’ e ‘ di fronte’ alla comunità, in quanto egli è ‘per’ la comunità verso la quale dirige la sua sollecitudine pastorale”.

Nel riflettere sulle parole del rito della consegna dell’anello nella liturgia dell’ordinazione episcopale: “Ricevi l’anello, segno di fedeltà, e nell’integrità della fede e nella purezza della vita custodisci la Santa Chiesa, sposa di Cristo”, Benedetto XVI ha spiegato: “Il concetto del ‘custodire’ non vuol dire soltanto conservare ciò che già è stato stabilito – benché questo elemento non debba mai mancare -, ma include, nella sua essenza, anche l’aspetto dinamico, cioè una perpetua e concrete tendenza al perfezionamento, in piena armonia e continuo adeguamento alle esigenze nuove sorte dallo sviluppo e dal progresso di quell’organismo vivente che è la comunità”.

“Grandi sono le responsabilità di un Vescovo per il bene della diocesi, ma anche della società” – ha proseguito il Pontefice – “Egli è chiamato ad essere ‘forte e deciso, giusto e sereno’, per un discernimento sapienziale delle persone, della realtà e degli avvenimenti, richiesto dal suo compito di essere ‘padre, fratello e amico nel cammino cristiano ed umano”.

“Si tratta” – ha concluso il Pontefice – “di una profonda prospettiva di fede e non semplicemente umana, amministrativa o di stampo sociologico quella in cui si colloca il ministero del Vescovo, il quale non è un mero governante, o un burocrate, o un semplice moderatore e organizzatore della vita diocesana. Sono la paternità e la fraternità in Cristo che danno al Superiore la capacità di creare un clima di fiducia, di accoglienza, di affetto, ma anche di franchezza e di giustizia”.
AC/ VIS 20100913 (450)

CELEBRAZIONI PRESIEDUTE DAL PAPA OTTOBRE-NOVEMBRE

CITTA' DEL VATICANO, 13 SET. 2010 (VIS). Di seguito riportiamo il calendario delle celebrazioni presiedute dal Santo Padre nei prossimi mesi di ottobre e novembre:

OTTOBRE

-Domenica 3: Visita pastorale a Palermo in occasione dell’Incontro Regionale delle Famiglie e dei Giovani.

-Domenica 10: Alle ore 9:30, nella Basilica Vaticana, Apertura dell’Assemblea Speciale del Sinodo dei Vescovi per il Medio Oriente.

-Domenica 17: Alle ore 10:00, in Piazza San Pietro, Canonizzazione dei Beati: Stanislaw Soltys (Kazimierczyk); André (Alfred) Bessette; Cándida María de Jesús Cipitria y Carriola; Mary of the Cross (Mary Helen) MacKillop; Giulia Salzano; Battista (Camilla) Varano.

Domenica 24: Alle ore 9:30 nella Basilica Vaticana, conclusione dell’Assemblea Speciale del Sinodo dei Vescovi per il Medio Oriente.

NOVEMBRE

-Giovedì 4: Alle ore 11:30, all’Altare della Cattedra della Basilica Vaticana, Santa Messa in suffragio dei Cardinali e Vescovi defunti nel corso dell’anno.

-Sabato 6-Domenica 7: Viaggio Apostolico a Santiago di Compostela e a Barcelona.
OCL/ VIS 20100913 (130)

RIAPERTURA DELLA BIBLIOTECA APOSTOLICA VATICANA

CITTA' DEL VATICANO, 13 SET. 2010 (VIS). Al termine dei lavori di restauro durati tre anni, la Biblioteca Apostolica Vaticana riaprirà al pubblico il 20 settembre prossimo, come hanno annunciato questa mattina in una Conferenza Stampa nel Salone Sistino, il Cardinale Raffaele Farina, S.D.B., Archivista e Bibliotecario di Santa Romana Chiesa, il Monsignor Cesare Pasini, Prefetto della Biblioteca Apostolica Vaticana, l’Ingegner Carlo Cuscianna, Direttore dei Servizi Tecnici del Governatorato dello Stato della Città del Vaticano, il Dottor Giovanni Giavazzi, Presidente della Fondazione “Italcementi” e l’Ingegner Gennaro Guala della Ditta “Italcementi” che ha contribuito ai lavori di restauro.

L'ala che ospita la Biblioteca Apostolica Vaticana necessitava di massicci interventi strutturali, come il rafforzamento dei pavimenti che davano pericolosi segni di cedimento, l'adeguamento di ampie porzioni della costruzione alle norme di sicurezza, lo spostamento di alcuni settori per un più razionale svolgimento del lavoro.

Nel corso della Conferenza Stampa è stato annunciato che il 10 novembre prossimo sarà inaugurata, nel Braccio di Carlo Magno, una mostra dal titolo: “Conoscere la Biblioteca Vaticana: una storia aperta al futuro” e nei tre giorni successivi, 11-13 novembre, si terrà un convegno intitolato: “La Biblioteca Apostolica Vaticana come luogo di ricerca e come istituzione al servizio degli studiosi”.
.../ VIS 20100913 (210)

UDIENZE

CITTA' DEL VATICANO, 13 SET. 2010 (VIS). Il Santo Padre ha ricevuto questa mattina in udienza il Cardinale Marc Ouellet, Prefetto della Congregazione per i Vescovi.

Sabato 11 settembre il Santo Padre ha ricevuto in udienza l’Arcivescovo Reinhard Marx, di München und Freising (Repubblica Federale di Germania).
AP/... VIS 20100913 (50)

venerdì 10 settembre 2010

TELEGRAMMA DEL PAPA AL RABBINO CAPO DI ROMA

CITTA' DEL VATICANO, 10 SET. 2010 (VIS). Il Santo Padre Benedetto XVI ha inviato un telegramma al Rabbino Capo di Roma Dottor Riccardo Di Segni nella ricorrenza di Rosh Ha-Shanah 5771 (Anno Nuovo), di Yom Kippur (Giorno dell’Espiazione) e di Sukkot (Festa delle Capanne o Festa dei Tabernacoli), solennità che ricorrono nel mese di settembre.

In queste ricorrenze, scrive il Papa “mi è gradito formulare i più cordiali e sinceri auguri a lei e all’intera Comunità Ebraica di Roma, insieme all’auspicio che queste feste possano apportare copiose benedizioni dall’eterno ed essere fonte di intima gioia. Cresca in tutti noi la volontà di promuovere la giustizia e la pace, di cui tanto ha bisogno il mondo di oggi”.

“Con sentimenti di gratitudine e affetto ricordo la mia visita al Tempio Maggiore. Dio, nella sua bontà, protegga l’intera comunità e ci conceda di crescere, a Roma e nel mondo, nell’amicizia reciproca”.
TGR/ VIS 20100910 (160)

UDIENZA PRESIDENTE DELLA REPUBBLICA DI UNGHERIA

CITTA' DEL VATICANO, 10 SET. 2010 (VIS). Nella tarda mattinata di oggi la Sala Stampa della Santa Sede ha reso pubblico il seguente Comunicato:

“Nella mattinata di venerdì 10 settembre, il Santo Padre Benedetto XVI ha ricevuto in Udienza Sua Eccellenza il Signor Pál Schmitt, Presidente della Repubblica di Ungheria, il quale ha successivamente incontrato Sua Eminenza il Cardinale Tarcisio Bertone, Segretario di Stato, accompagnato da Sua Eccellenza Monsignor Dominique Mamberti, Segretario per i Rapporti con gli Stati”.

“I cordiali colloqui hanno permesso di soffermarsi sulla situazione del Paese, con particolare riferimento al contributo della Chiesa Cattolica per il bene comune, specialmente negli ambiti della vita familiare e sociale. Ci si è anche intrattenuti sul semestre di Presidenza ungherese dell’Unione Europea e su alcune problematiche di attualità nella politica internazionale”.
OP/ VIS 20100910 (120)

CHIESA IN BRASILE SI IMPEGNI NUOVA EVANGELIZZAZIONE

CITTA' DEL VATICANO, 10 SET. 2010 (VIS). Il Santo Padre ha ricevuto questa mattina i Presuli della Regione Nord Est III della Conferenza Nazionale dei Vescovi del Brasile al termine della Visita “ad Limina Apostolorum”.

Nel suo discorso il Papa ha sottolineato che “l’azione evangelizzatrice della Chiesa cattolica é stata e continua ad essere cruciale per determinare l’identità del popolo brasiliano che si caratterizza per la coesistenza armoniosa fra persone di differenti regioni e culture. Nonostante i valori della fede cattolica abbiano modellato i cuori e le menti dei brasiliani, oggi si osserva una crescente influenza di nuovi elementi nella società praticamente sconosciuti qualche decennio. Ciò provoca un abbandono consistente di molti cattolici della vita della Chiesa o finanche nella Chiesa, mentre nel panorama religioso del Brasile si assiste a una rapida espansione delle comunità evangeliche e neo-pentecostali”.

“In un certo senso” – ha proseguito il Pontefice – “le ragioni che sono alla radice del successo di questi gruppi sono un segnale di sete generalizzata di Dio del vostro popolo. È anche un indizio di una evangelizzazione, a livello personale, a volte superficiale. (...) In tale contesto, è necessario, in primo luogo, che la Chiesa cattolica in Brasile si impegni in una nuova evangelizzazione che non risparmi sforzi alla ricerca di cattolici lontani e di quelle persone che sanno poco o nulla del messaggio evangelico, portandoli a un incontro personale con Gesù Cristo vivo e attivo nella sua Chiesa. D’altra parte con la crescita di nuovi gruppi che si dicono seguaci di Cristo, anche se divisi in varie comunità e confessioni, è oltremodo necessario, da parte dei pastori cattolici, l’impegno di costruire punti di contatto mediante un dialogo ecumenico nella verità”.

Benedetto XVI ha sottolineato che “la mancanza di unità è causa di scandalo che in ultima istanza, mina la credibilità del messaggio cristiano proclamato nella società. E oggi, la sua proclamazione, è più che mai necessaria rispetto agli anni passati, giacché (...) c’è una influenza sempre più negativa del relativismo intellettuale e morale nella vita delle persone”.

Riferendosi ai numerosi ostacoli nella ricerca dell’unità dei cristiani, il Papa ha ricordato che “bisogna rigettare una visione erronea dell’ecumenismo che porta ad una certo indifferentismo dottrinale, che cerca di livellare, in un irenismo acritico, tutte le ‘opinioni’ in una specie di relativismo ecclesiologico. Allo stesso tempo, esiste la sfida della moltiplicazione incessante di nuovi gruppi cristiani, alcuni dei quali fanno uso di un proselitismo aggressivo, e che mostra come il paesaggio dell’ecumenismo continua ad essere molto differente e confuso”.

Il Santo Padre ha invitato i Vescovi a proseguire nell’impegno del “dialogo con le chiese e le comunità ecclesiali che appartengono al Consiglio Nazionale delle Chiese Cristiane, che con iniziative come la Campagna di Fraternità Ecumenica aiutano a promuovere i valori del Vangelo nella società brasiliana”.

“Il dialogo fra i cristiani” – ha proseguito il Pontefice – “è attualmente un imperativo ed una opzione irreversibile della Chiesa. Come ricorda il Concilio Vaticano II, il cuore di tutti gli sforzi per l’unità deve essere la preghiera, la conversione e la santificazione della vita”.

Benedetto XVI ha concluso il suo discorso ponendo in rilievo che “i pastori devono obbedire alla volontà del Signore, promuovendo iniziative concrete, libere da ogni riduzionismo conformista, ma realizzate con sincerità e realismo, con pazienza e perseveranza, che sorgono dalla fede nell’azione provvidenziale dello Spirito Santo”.
AL/ VIS 20100910 (570)

XXV GIORNATE EUROPEE DEL PATRIMONIO: 26 SETTEMBRE

CITTA' DEL VATICANO, 10 SET. 2010 (VIS). La Santa Sede parteciperà anche quest’anno alla celebrazione delle “Giornate Europee del Patrimonio”, una manifestazione promossa dal Consiglio d’Europa, con l’adesione attualmente di 50 stati del Continente. Tema della Giornata che si celebra domenica 26 settembre, è: “Il Patrimonio europeo per il dialogo interculturale”.

Un Comunicato reso pubblico oggi annuncia che all’elaborazione del programma hanno collaborato la Pontificia Commissione per i Beni Culturali della Chiesa, i Musei Vaticani e la Pontificia Commissione di Archeologia Sacra.

Il 26 settembre l’accesso ai Musei Vaticani sarà gratuito per l’intera giornata, come pure l’accesso alle catacombe di Roma normalmente aperte al pubblico (San Callisto, Domitilla, Priscilla, Sant’Agnese e San Sebastiano).

Nel medesimo 26 settembre presso la Catacomba di San Callisto (Via Appia Antica, 110), sarà inaugurata la mostra fotografica sul tema: “Le origini della catacomba di San Callisto tra arte e storia”, che resterà aperta fino al 27 aprile 2010.
.../ VIS 20100910 (160)

UDIENZE

CITTA' DEL VATICANO, 10 SET. 2010 (VIS). Questa mattina nel Palazzo Apostolico di Castel Gandolfo, il Santo Padre ha ricevuto in udienza il Vescovo Ottorino Assolati, di Serrinha (Brasile), in Visita “ad Limina Apostolorum”.
AP/AL VIS 20100910 (40)

giovedì 9 settembre 2010

IL PAPA RICEVE PRIMO MINISTRO DI CAPO VERDE

CITTA' DEL VATICANO, 9 SET. 2010 (VIS). Nel pomeriggio di ieri la Sala Stampa della Santa Sede ha reso pubblico il seguente Comunicato:
“Questa mattina, al termine dell’Udienza Generale, il Santo Padre Benedetto XVI ha salutato Sua Eccellenza il Signor José Maria Pereira Neves, Primo Ministro di Capo Verde, che in precedenza era stato ricevuto anche dall’Eminentissimo Segretario di Stato, Cardinale Tarcisio Bertone, accompagnato dall’Eccellentissimo Segretario per i Rapporti con gli Stati, Monsignor Dominique Mamberti”.
“Nel corso dei cordiali colloqui, ci si è compiaciuti delle buone relazioni bilaterali, nonché del contributo che la Chiesa offre al bene dell’intera Nazione-Arcipelago. Si è anche auspicata una collaborazione sempre più stretta in campo sanitario ed educativo”.
“Si è deciso di istituire una Commissione bilaterale di lavoro, per avviare l’elaborazione di un Accordo-quadro tra la Santa Sede e Capo Verde”.
OP/ VIS 20100909 (150)

UDIENZE

CITTA' DEL VATICANO, 9 SET. 2010 (VIS). Questa mattina il Santo Padre ha ricevuto in udienze separate cinque Presuli della Conferenza Episcopale del Brasile (Regione Nord Est III), in Visita “ad Limina Apostolorum”:
- Il Vescovo Francisco Canindé Palhano, di Bonfim.
- Il Vescovo Tommaso Cascianelli, C.P., di Irecê.
- Il Vescovo José Garaldo da Cruz, A.A., di Juazeiro.
- Il Vescovo Guido Zendron, di Paulo Afonso.
- Il Vescovo André de Witte, di Ruy Barbosa.
AL/ VIS 20100909 (80)

mercoledì 8 settembre 2010

REQUIEM DI MOZART ALTA ESPRESSIONE DI FEDE

CITTA' DEL VATICANO, 8 SET. 2010 (VIS). Nel pomeriggio di ieri,nel Cortile interno del Palazzo Apostolico di Castel Gandolfo, il Santo Padre ha assistito ad un concerto in suo onore, offerto dalla Pontificia Accademia delle Scienze per i suoi cinque anni di pontificato. In programma la “Messa da Requiem in Re minore K 626” di Wolfgang Amadeus Mozart eseguita dall’Orchestra di Padova e del Veneto, diretta dal Maestro Claudio Desderi, e dal Coro "Accademia della voce" di Torino, diretta dal Maestro Sonia Franzese.

Al termine dell’esecuzione musicale, il Papa ha rivolto agli interpreti un breve discorso. “Permettetemi” – ha detto Benedetto XVI – “di dire ancora una volta che c’è un affetto particolare che mi lega, potrei dire da sempre, a questo sommo musicista. Ogni volta che ascolto la sua musica non posso non riandare con la memoria alla mia chiesa parrocchiale, quando, da ragazzo, nei giorni di festa, risuonava una sua ‘Messa’: nel cuore percepivo che un raggio della bellezza del Cielo mi aveva raggiunto, e questa sensazione la provo ogni volta, anche oggi, ascoltando questa grande meditazione, drammatica e serena, sulla morte”.

“In Mozart ogni cosa è in perfetta armonia, ogni nota, ogni frase musicale è così e non potrebbe essere altrimenti;” – ha proseguito il Pontefice – “anche gli opposti sono riconciliati e la ‘mozart’sche Heiterkeit’, la ‘serenità mozartiana’ avvolge tutto, in ogni momento. È un dono questo della Grazia di Dio, ma è anche il frutto della viva fede di Mozart, che – specie nella sua musica sacra – riesce a far trasparire la luminosa risposta dell’Amore divino, che dona speranza, anche quando la vita umana è lacerata dalla sofferenza e dalla morte”.

Nel ricordare l’ultima lettera del musicista al padre morente, nella quale Mozart afferma a proposito della morte che: “La sua immagine non solo non ha per me più nulla di terrificante, ma mi appare addirittura molto tranquillizzante e consolante! E ringrazio il mio Dio di avermi concesso la fortuna di avere l’opportunità di riconoscere in essa la chiave della nostra felicità” – Benedetto XVI ha affermato: “È uno scritto che manifesta una fede profonda e semplice, che emerge anche nella grande preghiera del ‘Requiem’, e ci conduce, allo stesso tempo, ad amare intensamente le vicende della vita terrena come doni di Dio e ad elevarci al di sopra di esse, guardando serenamente alla morte come alla ‘chiave’ per varcare la porta verso la felicità eterna”.

“Il ‘Requiem’ di Mozart” – ha concluso il Pontefice – “è un’alta espressione di fede, che ben conosce la tragicità dell’esistenza umana e che non tace sui suoi aspetti drammatici, e perciò è un’espressione di fede propriamente cristiana, consapevole che tutta la vita dell’uomo è illuminata dall’amore di Dio”.
BXVI-CONCERTO/ VIS 20100908 (450)

TEOLOGIA PUÒ RICEVERE PECULIARE CONTRIBUTO DALLE DONNE

CITTA' DEL VATICANO, 8 SET. 2010 (VIS). Questa mattina, nell’Aula Paolo VI in Vaticano, il Santo Padre ha ripreso la catechesi per l’Udienza Generale del mercoledì su Santa Ildegarda di Bingen, religiosa benedettina tedesca, vissuta nel XII secolo, “che si distinse per saggezza spirituale e santità di vita”.

Nel ricordare le visioni mistiche di Ildegarda, il Santo Padre ha sottolineato che esse “sono ricche di contenuti teologici. Fanno riferimento agli avvenimenti principali della storia della salvezza, e adoperano un linguaggio principalmente poetico e simbolico. Per esempio, nella sua opera più nota, intitolata ‘Scivias’, cioè ‘Conosci le vie’, ella riassume in trentacinque visioni gli eventi della storia della salvezza, dalla creazione del mondo alla fine dei tempi. Con i tratti caratteristici della sensibilità femminile, Ildegarda, proprio nella sezione centrale della sua opera, sviluppa il tema del matrimonio mistico tra Dio e l’umanità realizzato nell’Incarnazione”.

“Già da questi brevi cenni vediamo come anche la teologia possa ricevere un contributo peculiare dalle donne, perché esse sono capaci di parlare di Dio e dei misteri della fede con la loro peculiare intelligenza e sensibilità. Incoraggio perciò tutte coloro che svolgono questo servizio a compierlo con profondo spirito ecclesiale, alimentando la propria riflessione con la preghiera e guardando alla grande ricchezza, ancora in parte inesplorata, della tradizione mistica medievale, soprattutto a quella rappresentata da modelli luminosi, come appunto Ildegarda di Bingen”.

“La mistica renana è autrice anche di altri scritti, due dei quali particolarmente importanti perché riportano, come lo ‘Scivias’, le sue visioni mistiche: sono il ‘Liber vitae meritorum’ (Libro dei meriti della vita) e il ‘Liber divinorum operum’ (Libro delle opere divine), denominato anche ‘De operatione Dei’. Nel primo viene descritta un’unica e poderosa visione di Dio che vivifica il cosmo con la sua forza e con la sua luce. Ildegarda sottolinea la profonda relazione tra l’uomo e Dio e ci ricorda che tutta la creazione, di cui l’uomo è il vertice, riceve vita dalla Trinità. (...)
Nella seconda opera, considerata da molti il suo capolavoro, descrive ancora la creazione nel suo rapporto con Dio e la centralità dell’uomo, manifestando un forte cristocentrismo di sapore biblico-patristico”.

“Hildegarda si occupò di medicina e di scienze naturali, come pure di musica. (...) Per lei, la creazione intera è una sinfonia dello Spirito Santo, che è in se stesso gioia e giubilo”.

“La popolarità di cui Ildegarda era circondata spingeva molte persone a interpellarla. (...) A lei si rivolgevano comunità monastiche maschili e femminili, vescovi e abati. Molte risposte restano valide anche per noi”.

“Con l’autorità spirituale di cui era dotata” – ha detto ancora il Pontefice – “ negli ultimi anni della sua vita Ildegarda si mise in viaggio, nonostante l’età avanzata e le condizioni disagevoli degli spostamenti, per parlare di Dio alla gente. Tutti l’ascoltavano volentieri, anche quando adoperava un tono severo: la consideravano una messaggera mandata da Dio. Richiamava soprattutto le comunità monastiche e il clero a una vita conforme alla loro vocazione. In modo particolare, Ildegarda contrastò il movimento dei ‘cátari’ tedeschi. Essi – ‘cátari’ alla lettera significa ‘puri’ - propugnavano una riforma radicale della Chiesa, soprattutto per combattere gli abusi del clero. Lei li rimproverò aspramente di voler sovvertire la natura stessa della Chiesa, ricordando loro che un vero rinnovamento della comunità ecclesiale non si ottiene tanto con il cambiamento delle strutture, quanto con un sincero spirito di penitenza e un cammino operoso di conversione. Questo è un messaggio che non dovremmo mai dimenticare”.

“Invochiamo sempre lo Spirito Santo” – ha concluso il Santo Padre – “affinché susciti nella Chiesa donne sante e coraggiose, come santa Ildegarda di Bingen, che, valorizzando i doni ricevuti da Dio, diano il loro prezioso e peculiare contributo per la crescita spirituale delle nostre comunità e della Chiesa del nostro tempo!”.
AG/ VIS 20100908 (630)

MESSAGGIO DEL PAPA VISITA REGNO UNITO

CITTA' DEL VATICANO, 8 SET. 2010 (VIS). Nel corso dell’Udienza Generale, Benedetto XVI ha letto un messaggio in lingua inglese in occasione del prossimo Viaggio Apostolico nel Regno Unito in programma dal 16 al 19 settembre prossimo.

“Attendo con impazienza la visita nel Regno Unito fra una settimana e invio cordiali saluti a tutto il popolo della Gran Bretagna. Sono consapevole che molto lavoro è stato fatto per i preparativi della visita, non solo dalla comunità cattolica ma dal Governo, dalle Autorità locali in Scozia, Londra e Birmingham, dai mezzi di comunicazione sociale e dal servizio di sicurezza, e desidero dire quanto abbia apprezzato l’impegno profuso per garantire che i vari avvenimenti siano celebrazioni autenticamente gioiose. Soprattutto ringrazio le numerosissime persone che hanno pregato per il successo della visita e per una grande effusione della grazia di Dio sulla Chiesa e sul popolo della vostra Nazione”.

“Sarà una gioia speciale per me beatificare il Venerabile John Henry Newman a Birmingham domenica 19 settembre. Questa grande figura visse un vita sacerdotale esemplare e con i suoi numerosi scritti diede un duraturo contributo alla Chiesa e alla società nel suo paese natale e in molti altri paesi del mondo. Spero e prego che sempre più numerose persone beneficino della sua gentile saggezza e siano ispirate dal suo esempio di integrità e santità di vita”.

“Attendo di incontrare i rappresentanti di diverse tradizioni religiose e culturali di cui è costituta la popolazione britannica, e i responsabili civili e politici. Sono molto grato a Sua Maestà la Regina e a Sua Grazia l’Arcivescovo di Canterbury che mi riceveranno e desidero molto incontrarli. Purtroppo ci saranno molti luoghi e persone che non avrò l’opportunità di visitare, ma vorrei che sappiate che tutti sarete ricordati nelle mie preghiere. Che Dio benedica il popolo del Regno Unito”.
AG/ VIS 20100908 (310)

VALORI E DIRITTI COMUNI PER DIALOGO FRA LE CULTURE

CITTA' DEL VATICANO, 8 SET. 2010 (VIS). Al termine dell’Udienza Generale di questo mercoledì, il Santo Padre ha ricevuto il Bureau dell’Assemblea Parlamentare del Consiglio d’Europa in occasione del LX anniversario della Convenzione Europea sui Diritti Umani, che, come è noto, “impegna Stati Membri del Consiglio d’Europa a promuovere e difendere l’inviolabile dignità della persona umana”.

Benedetto XVI ha menzionato i temi di cui l’Assemblea Parlamentare si sta occupando: “Persone che vivono in situazioni particolarmente difficili o sono soggette a gravi violazioni della loro dignità. Persone disabili, bambini vittime di violenze, immigranti, rifugiati, coloro che pagano le conseguenze della presente crisi economica e finanziaria, le vittime di estremismi o di nuove forme di schiavitù, come il traffico di esseri umani, il commercio illegale di droghe e la prostituzione. (...) Le vittime della guerra e le persone che vivono in democrazie fragili”. Il Papa ha citato inoltre l’impegno dell’Assemblea “nel difendere la libertà di religione ed opporsi alla violenza e all’intolleranza contro i credenti in Europa e nel mondo”.

“Tenendo presente il contesto della società odierna nella quale diverse persone e culture entrano in contatto, è imprescindibile sviluppare la validità universale di questi diritti e l’inviolabilità, l’inalienabilità e la indivisibilità. In diverse occasioni ho sottolineato i rischi associati al relativismo nell’ambito dei valori, dei diritti e dei doveri. Se questi dovessero mancare di un fondamento razionale oggettivo, comune a tutti i popoli, e fossero fondati esclusivamente su particolari culture, le decisioni legislative o le decisioni giudiziali, come potrebbero essi offrire un fondamento solido e duraturo per le istituzioni sopranazionali come il Consiglio d’Europa? Come potrebbe aver luogo un proficuo dialogo fra le culture senza valori comuni, diritti stabili, principi universali intesi nel medesimo modo da tutti gli Stati Membri del Consiglio d’Europa?”.

“Questi valori, diritti e doveri” – ha sottolineato il Pontefice – “sono radicati nella naturale dignità di ogni persona, qualcosa che è accessibile alla ragione umana. La fede cristiana non ostacola, ma favorisce tale ricerca, ed è un invito a ricercare la base soprannaturale per tale dignità”.

Il Santo Padre ha concluso il suo discorso esprimendo la convinzione che “questi principi, mantenuti fedelmente, soprattutto quando riguardano la vita umana, dal concepimento alla morte naturale, con il matrimonio – radicato nell’esclusivo e indissolubile dono di sé fra un uomo e una donna – e la libertà di religione e di educazione, sono condizioni necessarie per rispondere adeguatamente alle sfide decisive e urgenti che la storia ci presenta”.
AC/ VIS 20100908 (420)

COMUNICATO “GIORNO IN CUI SI DÀ FUOCO AL CORANO”

Il Pontificio Consiglio per il Dialogo Interreligioso ha accolto con viva preoccupazione la notizia della proposta di un ‘Koran Burning Day’ per l’11 settembre, anniversario dei tragici attacchi terroristici che nel 2001 causarono numerose vittime innocenti e ingenti danni materiali”.

“A quei deprecabili atti di violenza, infatti, non si può porre rimedio contrapponendo un gesto di grave oltraggio al libro considerato sacro da una comunità religiosa. Ogni religione, con i rispettivi libri sacri, luoghi di culto e simboli ha diritto al rispetto ed alla protezione: si tratta del rispetto dovuto alla dignità delle persone che vi aderiscono ed alle loro libere scelte in materia religiosa”.

“La necessaria riflessione che si impone a tutti nel ricordo dell’11 settembre rinnova, anzitutto, i nostri sentimenti di profonda solidarietà con quanti sono stati colpiti dagli orrendi attacchi terroristici. A tali sentimenti si unisce la nostra preghiera per essi e per i loro cari che hanno perso la vita”.

“Tutti i responsabili religiosi e tutti i credenti sono chiamati anche a rinnovare la ferma condanna di ogni forma di violenza, in particolare quella compiuta in nome della religione. Il Papa Giovanni Paolo II ebbe ad affermare, in proposito, che: ‘Il ricorso alla violenza in nome di una credenza religiosa è una perversione degli insegnamenti stessi delle maggiori religioni’ (Discorso al nuovo Ambasciatore del Pakistan, 17 dicembre 1999). E Sua Santità il Papa Benedetto XVI ha dichiarato che ‘L’intolleranza e la violenza non possono mai essere giustificate come risposte alle offese, perché non sono compatibili con i sacri principi della religione’ (Discorso al nuovo Ambasciatore del Marocco, 20 febbraio 2006).
OP/ VIS 20100908 (270)

ALTRI ATTI PONTIFICI

CITTA' DEL VATICANO, 8 SET. 2010 (VIS). Il Santo Padre ha nominato la Dottoressa Barbara Jatta, Curatore delle Stampe presso la Biblioteca Apostolica Vaticana.
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