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Il Vatican Information Service (VIS), istituito nell'ambito della Sala Stampa della Santa Sede, è un bollettino telematico che diffonde notizie relative all'attività magistrale e pastorale del Santo Padre e della Curia Romana...

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martedì 9 dicembre 2008

IMMACOLATA CONCEZIONE: VITTORIA SUL PECCATO ORIGINALE


CITTA' DEL VATICANO, 8 DIC. 2008 (VIS). Alle ore 12:00 di oggi, Solennità dell'Immacolata Concezione della Beata Vergine Maria, il Santo Padre Benedetto XVI si è affacciato alla finestra del suo studio nel Palazzo Apostolico Vaticano per recitare l'Angelus con i fedeli ed i pellegrini convenuti in Piazza San Pietro.

  "Il mistero dell'Immacolata Concezione di Maria" - ha detto il Papa - "che oggi solennemente celebriamo, ci ricorda due verità fondamentali della nostra fede: il peccato originale innanzitutto, e poi la vittoria su di esso della grazia di Cristo, vittoria che risplende in modo sublime in Maria Santissima".

  "L'esistenza di quello che la Chiesa chiama 'peccato originale' è purtroppo di un'evidenza schiacciante, se solo guardiamo intorno a noi e prima di tutto dentro di noi. L'esperienza del male è infatti così consistente, da imporsi da sé e da suscitare in noi la domanda: da dove proviene? Specialmente per un credente, l'interrogativo è ancora più profondo: se Dio, che è Bontà assoluta, ha creato tutto, da dove viene il male?".

  "Le prime pagine della Bibbia (Gn 1-3) rispondono proprio a questa domanda fondamentale, che interpella ogni generazione umana, con il racconto della creazione e della caduta dei progenitori: Dio ha creato tutto per l'esistenza, in particolare ha creato l'essere umano a propria immagine; non ha creato la morte, ma questa è entrata nel mondo per invidia del diavolo (cfr Sap 1,13-14; 2,23-24) il quale, ribellatosi a Dio, ha attirato nell'inganno anche gli uomini, inducendoli alla ribellione. E' il dramma della libertà, che Dio accetta fino in fondo per amore, promettendo però che ci sarà un figlio di donna che schiaccerà la testa all'antico serpente (Gn 3,15)".

  "Fin dal principio, dunque, 'l'eterno consiglio' - come direbbe Dante - ha un 'termine fisso' (Paradiso, XXXIII, 3): la Donna predestinata a diventare madre del Redentore, madre di Colui che si è umiliato fino all'estremo per ricondurre noi alla nostra originaria dignità. Questa Donna, agli occhi di Dio, ha da sempre un volto e un nome: 'piena di grazia' (Lc 1,28), come la chiamò l'Angelo visitandola a Nazareth. E' la nuova Eva, sposa del nuovo Adamo, destinata ad essere madre di tutti i credenti. Così scriveva sant'Andrea di Creta: 'La Theotókos Maria, il comune rifugio di tutti i cristiani, è stata la prima ad essere liberata dalla primitiva caduta dei nostri progenitori' (Omelia IV sulla Natività, PG 97, 880 A)".

  "Carissimi, in Maria Immacolata" - ha concluso il Pontefice - "noi contempliamo il riflesso della Bellezza che salva il mondo: la bellezza di Dio che risplende sul volto di Cristo".
ANG/IMMACOLATA/...                                       VIS 20081209 (430)


MARIA AIUTACI AD ESSERE ANIMA DEL MONDO NOSTRA EPOCA


CITTA' DEL VATICANO, 8 DIC. 2008 (VIS). Alle ore 15:45 di oggi, Solennità dell'Immacolata Concezione della Beata Vergine Maria, il Santo Padre Benedetto XVI si è recato a Piazza di Spagna per il tradizionale atto di venerazione all'Immacolata.

  Lungo il percorso, il Papa ha compiuto una breve sosta davanti alla Chiesa della Santissima Trinità, dove ha ricevuto l'omaggio dell'Associazione dei Commercianti di Via Condotti.  Al Suo arrivo in Piazza di Spagna, il Santo Padre ha benedetto un cesto di rose che è stato deposto ai piedi della Colonna dell'Immacolata, nella piazza affollata di fedeli.

  "Circa tre mesi fa, ho avuto la gioia di recarmi in pellegrinaggio a Lourdes, in occasione dei 150 anni dalla storica apparizione della Vergine Maria a santa Bernadette" - ha ricordato il Papa - "Le celebrazioni di questo singolare anniversario si concludono proprio oggi, solennità dell'Immacolata Concezione. (...) La convinzione circa l'immacolato concepimento di  Maria esisteva già molti secoli prima delle apparizioni di Lourdes, ma esse giunsero come un sigillo celeste dopo che il mio venerato predecessore, il beato Pio IX, ne definì il dogma, l'8 dicembre del 1854".

  "Volgendo lo sguardo a Maria riconosciamo in lei il 'sorriso di Dio', il riflesso immacolato della luce divina, ritroviamo in lei nuova speranza pur in mezzo ai problemi e ai drammi del mondo" ha affermato il Papa e, commentando l'omaggio floreale alla Vergine, ha detto: "E' tradizione che il Papa si unisca all'omaggio della Città recando a Maria un cesto di rose. (...) Ma come si suol dire - non c'è rosa senza spine, e anche sugli steli di queste stupende rose bianche non mancano le spine, che per noi rappresentano le difficoltà, le sofferenze, i mali che pure hanno segnato e segnano la vita delle persone e delle nostre comunità. Alla Madre si presentano le gioie, ma si confidano anche le preoccupazioni, sicuri di trovare in lei conforto per non abbattersi e sostegno per andare avanti".

  "O Vergine Immacolata" - ha proseguito il Pontefice - "in questo momento vorrei affidarti specialmente i 'piccoli' di questa nostra Città: i bambini, anzitutto, e soprattutto quelli gravemente malati, i ragazzi disagiati e quanti subiscono le conseguenze di pesanti situazioni familiari. (...) Ti affido, o Maria, gli anziani soli, gli ammalati, gli immigrati che fanno fatica ad ambientarsi, i nuclei familiari che stentano a far quadrare il bilancio e le persone che non trovano occupazione, o hanno perso un lavoro indispensabile per andare avanti".

  "Insegnaci, Maria, ad essere solidali con chi è in difficoltà, a colmare le sempre più vaste disparità sociali; aiutaci a coltivare un più vivo senso del bene comune, del rispetto di ciò che è pubblico, spronaci a sentire la città - e più che mai questa nostra Città di Roma - come patrimonio di tutti, ed a fare ciascuno, con coscienza ed impegno, la nostra parte per costruire una società più giusta e solidale".

  "O Madre Immacolata, che sei per tutti segno di sicura speranza e di consolazione, fa' che ci lasciamo attrarre dal tuo candore immacolato. La tua Bellezza - Tota Pulchra, cantiamo quest'oggi - ci assicura che è possibile la vittoria dell'amore; anzi, che è certa; ci assicura che la grazia è più forte del peccato, e dunque è possibile il riscatto da qualunque schiavitù. Sì, o Maria, tu ci aiuti a credere con più fiducia nel bene, a scommettere sulla gratuità, sul servizio, sulla non violenza, sulla forza della verità; ci incoraggi a rimanere svegli, a non cedere alla tentazione di facili evasioni, ad affrontare la realtà, coi suoi problemi, con coraggio e responsabilità. Così hai fatto tu, giovane donna, chiamata a rischiare tutto sulla Parola del Signore".

  "Sii madre amorevole per i nostri giovani, perché abbiano il coraggio di essere 'sentinelle del mattino', e dona questa virtù a tutti i cristiani, perché siano anima del mondo in questa non facile stagione della storia. Vergine Immacolata, Madre di Dio e Madre nostra, Salus Populi Romani, prega per noi!"
AC/IMMACOLATA CONCEZIONE/PIAZZA DI SPAGNA       VIS 20081209 (660)


CUSTODIRE PATRIMONIO CULTURALE E SPIRITUALE EUROPEO


CITTA' DEL VATICANO, 9 DIC. 2008 (VIS). Questa mattina è stato reso pubblico un Messaggio del Papa indirizzato al Cardinale Jean-Louis Tauran, Presidente del Pontificio Consiglio per il Dialogo Interreligioso e all'Arcivescovo Gianfranco Ravasi, Presidente del Pontificio Consiglio della Cultura, in occasione della Giornata di Studio promossa dai due Dicasteri, sul tema: "Culture e Religioni in dialogo".

  "L'Europa contemporanea, che si affaccia sul Terzo Millennio" - scrive il Papa - "è frutto di due millenni di civiltà. Essa affonda le sue radici sia nell'ingente e antico patrimonio di Atene e di Roma sia, e soprattutto, nel fecondo terremo del Cristianesimo, che si è rivelato capace di creare nuovi patrimoni culturali pur recependo il contributo originale di ogni civiltà".

  "Nel contesto odierno" - rileva il Papa - "appare più che mai importante riflettere sulle antiche radici dalle quali è fluita linfa abbondante nel corso dei secoli. (...) "Anche se purtroppo molti Europei sembrano ignorare le radici cristiane dell'Europa, esse sono vive, e dovrebbero tracciare il cammino e alimentare la speranza di milioni di cittadini che condividono i medesimi valori".

  Il Santo Padre invita i credenti a "promuovere iniziative di dialogo interculturale e interreligioso, al fine di stimolare la collaborazione su temi di interesse reciproco, come la dignità della persona umana, la ricerca del bene comune, la costruzione della pace, lo sviluppo. (...) Per essere autentico, un tale dialogo deve evitare cedimenti al relativismo e al sincretismo ed essere animato da sincero rispetto per gli altri e da generoso spirito di riconciliazione e di fraternità".

  "Incoraggio quanti si dedicano alla costruzione di un'Europa accogliente, solidale e sempre più fedele alle sue radici e, in particolare, esorto i credenti affinché contribuiscano non solo a custodire gelosamente l'eredità culturale e spirituale che li contraddistingue e che fa parte integrante della loro storia, ma siano ancora più impegnati a ricercare vie nuove per affrontare in modo adeguato le grandi sfide che contrassegnano l'epoca post-moderna. Tra queste, mi limito a citare la difesa della vita dell'uomo in ogni sua fase, la tutela di tutti i diritti della persona e della famiglia, la costruzione di un mondo giusto e solidale, il rispetto del creato, il dialogo interculturale e interreligioso".
MESS/CULTURE:RELIGIONI/TAURAN:RAVASI               VIS 20081209 (370)


ALTRI ATTI PONTIFICI

CITTA' DEL VATICANO, 9 DIC. 2008 (VIS). Il Santo Padre ha accolto la rinuncia presentata dal Cardinale Francis Arinze, per raggiunti limiti d'età, all'incarico di Prefetto della Congregazione per il Culto Divino e la Disciplina dei Sacramenti ed ha chiamato a succedergli nel medesimo incarico il Cardinale Antonio Cañizares Llovera, finora Arcivescovo di Toledo (Spagna).

  Sabato 6 dicembre è stato reso noto che il Santo Padre ha nominato il Reverendo Ulrich Boom, Vescovo Ausiliare di Würzburg (superficie: 8.531; popolazione: 341.481; cattolici: 854.106; sacerdoti: 762; religiosi: 1.422; diaconi permanenti: 55), Repubblica Federale di Germania. Il Vescovo eletto è nato ad Alsstätte (Repubblica Federale di Germania), nel 1947 ed è stato ordinato sacerdote nel 1984. E' stato finora Parroco della Parrocchia di San Diacono a Miltenberg, membro del Consiglio Pastorale e della Commissione dell'arte della medesima Diocesi.
RE:NER/.../BOOM                                     VIS 20081209 (90)


venerdì 5 dicembre 2008

IL PAPA ASSISTE PRIMA PREDICA DI AVVENTO

CITTA' DEL VATICANO, 5 DIC. 2008 (VIS). Alle 9:00 di questa mattina, in presenza del Santo Padre e della Famiglia Pontificia, si è svolta la prima Predica di Avvento nella Cappella "Redemptoris Mater" del Palazzo Apostolico Vaticano.

  Il tema della Predica di quest'anno, proposta dal Padre Raniero Cantalamessa, O.F.M.Cap., Predicatore della Casa Pontificia, è "'Quando venne la pienezza del tempo, Dio mandò suo figlio nato da donna' (Gal 4,4). Con San Paolo incontro a Cristo che viene". Il Predicatore, si legge in una Nota, proporrà una riflessione sul posto che occupa Cristo nel pensiero e nella vita dell'Apostolo delle Genti. Le prossime prediche si terranno il 12 e il 19 dicembre.
.../PREDICHE AVVENTO/CANTALAMESSA                   VIS 20081205 (120)


LETTERE CREDENZIALI NUOVO AMBASCIATORE ARGENTINA


CITTA' DEL VATICANO, 5 DIC. 2008 (VIS). Il Santo Padre ha ricevuto questa mattina il Signor Juan Pablo Cafiero, nuovo Ambasciatore di Argentina presso la Santa Sede.

  Nel suo discorso il Papa ha ricordato che l'Argentina è "un Paese dalle solide tradizioni cristiane dalle quali sono scaturiti significativi costumi conformati alle peculiarità e religiosità di quelle persone che quotidianamente aspirano a superare se stesse e ad apportare alla comunità internazionale il meglio di sé".

  "Il messaggio evangelico" - ha proseguito il Pontefice - "si è inciso profondamente in questa Nazione dando copiosi frutti, specialmente in illustri modelli di condotta che hanno arricchito le persone con la testimonianza esemplare delle virtù umane e cristiane". Il Santo Padre ha citato in merito il Beato Ceferino Namuncurá, giovane mapuche, quale "splendido segno di come Cristo, essendo realmente Parola Incarnata" "amore fino agli estremi", non è lontano da nessuna cultura né da nessuna persona. Al contrario, la risposta alla quale si anela nel cuore delle culture è quella che conferisce loro l'identità più profonda, unendosi all'umanità e rispettando la ricchezza delle diversità, apre a tutti la crescita nell'autentica umanità".

  "Nell'esercizio della missione che le è propria" - ha sottolineato il Pontefice - "la Chiesa cerca in ogni momento di promuovere la dignità della persona e di elevarla in modo integrale a beneficio di tutti" e "senza pretendere di convertirsi in soggetto politico, aspira, con 1'indipendenza della sua autorità morale, a collaborare lealmente e apertamente con tutti i responsabili dell'ordine temporale nel nobile disegno di promuovere una civiltà della giustizia, della pace, della riconciliazione, della solidarietà di quelle norme dalle quali non è possibile derogare né tradire per cedere a consensi partitici, perché sono profondamente insite nel cuore umano e rispondono alla verità".

  "Il secolo XXI dimostra con maggior chiarezza la necessità di forgiare la vita personale, familiare e sociale in accordo con i valori irrinunciabili che elevano la persona e tutta la comunità. Fra questi occorre sottolineare la difesa della famiglia fondata sul matrimonio fra uomo e donna, (...) la difesa della vita umana dal concepimento fino al termine naturale, l'eliminazione della povertà, (...) la lotta contro la corruzione, l'adozione di strumenti che assistano i genitori nel loro diritto inalienabile di educare i figli secondo le proprie convinzioni etiche e religiose, la promozione dei giovani perché siano uomini e donne di pace e di riconciliazione".

  "Precisamente oggi, con la presenza di una Delegazione di questa Sede Apostolica, si incontreranno i Presidenti di Argentina e Cile per commemorare il trentesimo Anniversario della mediazione realizzata da (...) Giovanni Paolo II nella soluzione delle divergenze fra le due nazioni sulla determinazione dei confini nella zona australe del Continente. Il monumento in costruzione nella località di Monte Aymond sarà una testimonianza eloquente e servirà a rafforzare i legami di fraternità e la volontà di comprensione fra i due Paesi, i quali, grazie agli sforzi dei governanti e delle istituzioni, e ai comuni ideali culturali, sociali e religiosi, hanno saputo abbandonare le vie dell'incomprensione per dimostrare che con il dialogo e la grandezza del cuore si può raggiungere una pace degna, stabile e solida, che è propria dei popoli civilizzati e saggi".
CD/CREDENZIALI/ARGENTINA:CAFIERO                   VIS 20081205 (540)


VALORE IRRINUNCIABILE LEGGE MORALE NATURALE

CITTA' DEL VATICANO, 5 DIC. 2008 (VIS). Questa mattina il Santo Padre ha ricevuto i partecipanti alla Sessione Plenaria della Commissione Teologica Internazionale, che questa volta coincide con la conclusione del settimo quinquennio della creazione di detta Commissione.

  Riferendosi al progetto di documento che è in via di approvazione, intitolato: Alla ricerca di un'etica universale: nuovo sguardo sulla legge naturale", il Santo Padre ha ribadito "la necessità e l'urgenza, nel contesto odierno, di creare nella cultura e nella società civile e politica le condizioni indispensabili per una piena consapevolezza del valore irrinunciabile della legge morale naturale".

  "La legge naturale" - ha proseguito il Pontefice - "costituisce la vera garanzia offerta ad ognuno per vivere libero e rispettato nella sua dignità di persona, e per sentirsi difeso da qualsivoglia manipolazione ideologica e da ogni sopruso perpetrato in base alla legge del più forte".

  Commentando il tema "Senso e metodo della Teologia", che i membri della Commissione hanno esaminato negli ultimi anni, Benedetto XVI ha sottolineato che: "Il vero lavoro della teologia è entrare nella parola di Dio, cercare di capirla per quanto possibile e di farla capire al nostro mondo, e trovare così le risposte alle nostre grandi domande".

  "Il metodo in teologia non potrà costituirsi solo in base ai criteri e alle norme comuni alle altre scienze, ma dovrà osservare innanzitutto i principi e le norme che derivano dalla Rivelazione e dalla fede, nella sua dimensione personale ed ecclesiale".

  "La virtù fondamentale del teologo" - ha affermato il Pontefice - "è di cercare l'obbedienza alla fede, che lo rende collaboratore della verità" ed ha concluso: "L'obbedienza alla verità non significa rinuncia alla ricerca e alla fatica del pensare. L'inquietudine del pensiero, che indubbiamente non potrà mai essere nella vita dei credenti del tutto placata, dal momento che sono anch'essi nel cammino della ricerca e dell'approfondimento della Verità, sarà tuttavia un'inquietudine che li accompagna e li stimola nel pellegrinaggio del pensiero verso Dio, e risulterà così feconda".
AC/LEGGE NATURALE:TEOLOGICA/CTI                   VIS 20081205 (330)


ORDINE EQUESTRE DEL SANTO SEPOLCRO: AMBASCIATORI PACE


CITTA' DEL VATICANO, 5 DIC. 2008 (VIS). Questa mattina il Santo Padre Benedetto XVI ha ricevuto i  Membri dell'Ordine Equestre del Santo Sepolcro, con il Gran Maestro dell'Ordine, Cardinale John Patrick Foley,e con il Gran Priore dell'Ordine, Sua Beatitudine Fouad Twal, Patriarca di Gerusalemme dei Latini.

  L'Ordine Equestre è riunito in questi giorni a Roma per la "'consulta mondiale', che ogni cinque anni prevede l'incontro dei luogotenenti, dei delegati magisteriale e dei membri del gran magistero per valutare la situazione della comunità cattolica in Terra Santa, le attività svolte dall'Ordine e stabilire le direttive per il futuro".

  "Nato infatti quale 'Guardia d'onore'" - ha ricordando il Pontefice - l'Ordine Equestre ha goduto di una singolare attenzione da parte dei Romani Pontefici, i quali lo hanno dotato degli strumenti spirituali e giuridici necessari per assolvere l proprio specifico servizio".

  "Un vincolo antico e glorioso lega il vostro Sodalizio cavalleresco al Santo Sepolcro di Cristo, dove viene celebrata in maniera tutta particolare la gloria della sua morte e della sua risurrezione. Proprio questo costituisce il fulcro centrale della vostra spiritualità. Gesù Cristo crocifisso e risorto sia dunque il centro della vostra esistenza e di ogni vostro progetto e programma personale ed associativo".

  Il Papa ha esortato le Dame e i Cavalieri dell'Ordine ad "essere costruttori, nel stro tempo, di una speranza fattiva fondata sulla presenza del Signore risorto, il quale (...) guida e sostiene le fatiche di quanti si dedicano all'edificazione di una nuova umanità ispirata ai valori evangelici della giustizia, dell'amore e della pace. Quanto ha bisogno di giustizia e di pace la Terra di Gesù!" - ha esclamato il Pontefice - "Continuate a lavorare per questo, e non stancatevi di domandare, con la 'Preghiera del cavaliere e della dama del Santo Sepolcro' che quanto prima queste aspirazioni trovino pieno compimento".

  "Domandate al Signore" - ha proseguito il Pontefice - "che Vi 'renda convinti e sinceri ambasciatori di pace e di amore fra i fratelli'; chideteGli di fecondare con la potenza del suo amore la vostra costante opera a sostegno dell'ardente desiderio di pace di quelle comunità, appesantite negli ultimi anni da un clima incerto e pericoloso".

  "A quelle care popolazioni cristiane, che continuano a soffrire a causa della crisi politica, economica e sociale del Medio Oriente, resa ancor più pesante con l'aggravarsi della situazione mondiale, rivolgo un affettuoso pensiero, riservando una particolare attestazione di vicinanza spirituale ai molti nostri fratelli nelle fede che sono costretti ed emigrare. Come non condividere la pena di quelle comunità tanto provate?".

  "In questi giorni d'Avvento" - ha concluso il Pontefice - "mentre ci prepariamo a festeggiare il Natale, lo sguardo della nostra fede si dirige verso Betlemme (...) L'occhio del cuore si volge poi a tutti gli altri luoghi santificati dal passaggio del Redentore. A Maria, (...), domandiamo di far sentire la sua materna protezione ai nostri fratelli e sorelle che lì abitano e quotidianamente affrontano non poche difficoltà".
AC/ORDINE SANTO SEPOLCRO/FOLEY:TWAL               VIS 20081205 (490)


TELEGRAMMA DI CORDOGLIO MORTE PATRIARCA ALESSIO II


CITTA' DEL VATICANO, 5 DIC. 2008 (VIS). Il Santo Padre Benedetto XVI  ha fatto pervenire al Santo Sinodo della Chiesa Ortodossa Russa, un telegramma di cordoglio per la morte, questa mattina, all'età di 79 anni, di Sua Santità Alexis II, Patriarca di Mosca e di Tutte le Russie. 

  "Ho appreso con viva commozione" - scrive il Pontefice - "la triste notizia della morte di Sua Santità Alessio II, Patriarca di Mosca e di Tutte le Russie, e con fraterno affetto desidero far giungere al Santo Sinodo e a tutti i Membri della Chiesa Ortodossa Russa le mie più sincere condoglianze, assicurando la mia spirituale vicinanza in questo momento di grande tristezza. Elevo suppliche al Signore affinché accolga nel suo Regno di pace e di gioia eterna questo suo instancabile ministro e doni consolazioni e conforto a quanti ne piangono la dolorosa dipartita. Memore del comune impegno sul cammino della reciproca comprensione e collaborazione fra ortodossi e cattolici, mi è gradito ricordare gli sforzi che il defunto Patriarca ha profuso per la rinascita della Chiesa, dopo la dura oppressione ideologica, che ha causato il martirio di tanti testimoni della fede cristiana. Ricordo anche la buona battaglia per la difesa dei valori umani ed evangelici che egli ha condotto in particolare nel Continente europeo, auspicando che il suo impegno produca frutti di pace e di autentico progresso umano, sociale e spirituale. Nell'ora sofferta del commiato, mentre il suo copro mortale viene affidato alla terra in attesa della risurrezione, possa la memoria di questo servitore del Vangelo di Cristo essere sostegno per quanti ora sono nel dolore e di incoraggiamento a quanti ne raccoglieranno l'eredità nel guidare codesta veneranda Chiesa Ortodossa Russa".

  Il Cardinale Walter Kasper, Presidente del Pontificio Consiglio per la Promozione dell'Unità dei Cristiani, ha espresso il suo dolore per la morte del Patriarca che "era stato chiamato" - afferma in una Dichiarazione - "a guidare la Chiesa Ortodossa Russa in un'epoca di grandi cambiamenti. Sotto la sua direzione, quella Chiesa è stata in grado di affrontare le sfide della transizione dal regime sovietico all'epoca presente con rinnovata vitalità interiore".

  Il Porporato ha rievocato inoltre i "numerosi incontri con Sua Santità, che ha sempre espresso al Santo Padre la sua buona volontà ed il suo desidero di potenziare la collaborazione con la Chiesa cattolica. Mai si è dubitato del suo impegno personale per migliorare i rapporti con la Chiesa Cattolica, nonostante le difficoltà e le tensioni che alle volte emergevano".
TGR/MORTE PATRIARCA ALEXIS/                        VIS 20081205 (420)


UDIENZE

CITTA' DEL VATICANO, 5 DIC. 2008 (VIS). Il Santo Padre ha ricevuto questa mattina in udienze separate:

- L'Arcivescovo Alessandro D'Errico, Nunzio Apostolico in Bosnia ed Erzegovina.

- Il Signor George Santer, Ambasciatore di Lussemburgo in visita di congedo.

- La Signora Anne Maree Plunkett, Ambasciatore di Australia in visita di congedo.
AP/.../...                                         VIS 20081205 (60)


ALTRI ATTI PONTIFICI


CITTA' DEL VATICANO, 5 DIC. 2008 (VIS). Il Santo Padre ha nominato il Monsignore Karl Golser, Vescovo di Bolzano (superficie: 7.400; popolazione: 482.650; cattolici: 468.650; sacerdoti: 565; religiosi: 890; diaconi permanenti: 12), Italia. Il Vescovo eletto è nato nel 1943 a Tscherms-Cermes (Italia) nel 1943 ed è stato ordinato sacerdote nel 1968. E' stato finora Canonico Penitenziere e Docente di Teologia Morale nella Diocesi di Bolzano - Bressanone.
NER/.../GOLSER                                                            VIS 20081205 (70)


giovedì 4 dicembre 2008

AI VESCOVI CILENI: ILLUMINATE TUTTI I SETTORI CON LUCE FEDE


CITTA' DEL VATICANO, 4 DIC. 2008 (VIS). Questa mattina il Santo Padre Benedetto XVI ha ricevuto in Vaticano i Presuli della Conferenza Episcopale del Cile, al termine della quinquennale Visita "ad Limina Apostolorum".

  Il Papa ha espresso ai Presuli la sua gioia per l'incontro "che mi ha permesso di condividere" - ha detto - "le fatiche apostoliche nell'amata terra cilena", invitandoli a "coltivare una intensa vita interiore e di fede profonda, affinché nel rapporto intimo con il Maestro e nella preghiera, maturino le migliori iniziative pastorali per rispondere alle necessità spirituali del popolo fedele".

  Riferendosi successivamente agli orientamenti pastorali che i Vescovi cileni hanno elaborato a partire dalla Quinta Conferenza Generale dell'Episcopato Latinoamericano e dei Caraibi, il Santo Padre ha affermato che "questa grande impresa evangelizzatrice (...) esige da tutti uno sforzo particolare di purificazione e di carità. Sapete bene che l'uomo di oggi sente l'urgente necessità di esempi di vita autenticamente evangelici e coerenti. Perciò la santità di tutti i membri della Chiesa e specialmente dei suoi pastori, è uno dei doni più preziosi che potete offrire ai vostri fratelli".

  Parlando dei sacerdoti e dei seminaristi il Santo Padre ha detto ai Vescovi: "Mostratevi molto vicini nelle loro difficoltà e aiutateli perché, fra le molteplici attività che riempiono la loro giornata, sappiano dare la precedenza alla preghiera e alla celebrazione dell'Eucaristia che li conforma a Gesù Cristo, Sommo ed Eterno Sacerdote".

  "Conosco anche" - ha proseguito il Pontefice - "il grande lavoro che avete realizzato perché i laici assumano con responsabilità e maturità gli adempimenti del battesimo, partecipando secondo la propria condizione laicale alla missione di tutta la Chiesa (...) Essi hanno ricevuto come vocazione specifica la santificazione del mondo, trasformandolo dall'interno, secondo il progetto di Dio".

  "Tutti i settori possono essere illuminati con la luce della fede. Penso al mondo della cultura, della scienza e della politica, alla promozione della famiglia, fondata sul matrimonio fra uomo e donna, alla creazione di condizioni di lavoro più giuste e nell'aiuto ai più svantaggiati, nella difesa dell'ambiente, nella difesa della vita umana in tutte le fasi dell'esistenza e nel diritto e obbligo dei genitori all'educazione morale e spirituale dei figli".

  Benedetto XVI ha vivamente esortato i Presuli a dedicarsi alla "attività caritativa a favore dei poveri" sottolineando che: "seguendo l'esempio della prima comunità di discepoli, dobbiamo adoperarci perché la Chiesa, come famiglia di Dio, sia un luogo di aiuto reciproco".

  Infine il Papa ha esortato i Presuli a "continuare a coltivare lo spirito di comunione con il Romano Pontefice e con gli altri fratelli Vescovi, soprattutto all'interno della stessa Conferenza Episcopale e della Provincia Ecclesiastica" dicendo loro: "Siate per tutti autentici modelli e strumenti di comunione".
AL/.../CILE                                       VIS 20081204 (470)


FIRMATA DALLA SANTA SEDE CONVENZIONE BOMBE A GRAPPOLO


CITTA' DEL VATICANO, 4 DIC. 2008 (VIS). L'Arcivescovo Dominique Mamberti, Segretario per i Rapporti con gli Stati, ha partecipato ieri a Oslo (Norvegia), alla cerimonia per la firma della Convenzione che proibisce l'uso, la produzione, il trasferimento e lo stoccaggio delle bombe a grappolo, dopo l'approvazione del testo, il 30 maggio scorso, a Dublino (Irlanda).

  Nel suo discorso l'Arcivescovo Mamberti ha affermato: "Al fine di dare un segno politico forte, la Santa Sede ha tenuto a ratificare questa Convenzione il giorno stesso della firma. In primo luogo vogliamo esprimere alle vittime la vicinanza umana che la Santa Sede e le sue istituzioni tengono a sottolineare. Noi vorremmo poi lanciare un appello a tutte le nazioni, in particolare ai paesi produttori, esportatori ed utilizzatori potenziali di bombe a grappolo perché si uniscano ai firmatari attuali al fine di far comprendere a tutte le vittime e a tutti i paesi gravemente colpiti da tali armi, che è stato dato ascolto al loro messaggio".

  "Una sicurezza credibile è non solamente possibile ma soprattutto più efficace se è fondata sulla cooperazione, sulla fiducia e su di un ordine internazionale giusto. Un ordine fondato sull'equilibrio della forza è fragile, instabile e fonte di conflitti".

  Il Capo della Delegazione della Santa Sede ha segnalato che: "Grazie al contributo di tutti, l'edificio delle pace è più solido, ma la perseveranza e la pazienza sono le condizioni indispensabili al suo continuo consolidamento".

  In una Dichiarazione che accompagna il testo del discorso dell'Arcivescovo Mamberti si afferma che: "Nel ratificare la Convenzione sulle bombe a grappolo la Santa Sede desidera incoraggiare l'intera Comunità Internazionale a promuovere risolutamente un effettivo disarmo e negoziati di controllo degli armamenti, e a rafforzare il diritto umanitario internazionale riaffermando il valore intrinseco e preminente della dignità umana, la centralità della persona umana, e le 'considerazioni elementari di umanità', tutti elementi che costituiscono il fondamento del diritto umanitario internazionale".

  "La Santa Sede considera la Convenzione delle bombe a grappolo un passo importante nella protezione dei civili durante e dopo i conflitti dagli effetti indiscriminati di tale disumano genere di armamenti".

  Nella Dichiarazione si ribadisce inoltre che: "La Santa Sede ritiene che rendere operativa tale Convenzione sia una sfida giuridica ed umanitaria per il prossimo futuro. La resa operativa efficace della Convenzione deve fondarsi sulla cooperazione costruttiva di tutti gli agenti governativi e non governativi e deve rafforzare il collegamento fra disarmo e sviluppo. Ciò sarà possibile solo indirizzando le risorse umane e materiali verso lo sviluppo, la giustizia e la pace, che sono i mezzi più efficaci di promuovere la sicurezza internazionale e un pacifico ordine internazionale".
DELSS/CONVENZIONE BOMBE GRAPPOLO/MAMBERTI  VIS 20081204 (450)


UDIENZE


CITTA' DEL VATICANO, 4 DIC. 2008 (VIS). Questa mattina il Santo Padre ha ricevuto in udienze separate cinque Presuli della Conferenza Episcopale del Cile, in Visita "ad Limina Apostolorum":

- Il Vescovo Horacio del Carmen Valenzuela Abarca, di Talca.

- Il Vescovo Gonzalo Duarte García de Cortázar, SS.CC., di Valparaíso, con l'Ausiliare Vescovo Santiago Jaime Silva Retamales.

- Il Vescovo Juan de la Cruz Barros Madrid, Ordinario Militare.

- Il Vescovo Luigi Infanti Della Mora, O.S.M., Vicario Apostolico di Aysén.
AL/.../...                                 VIS 20081204 (80)


ALTRI ATTI PONTIFICI


CITTA' DEL VATICANO, 4 DIC. 2008 (VIS). Il Santo Padre ha nominato il Vescovo Christophe Zoa, finora Ausiliare dell'Arcidiocesi di Yaoundè (Camerun), Vescovo di Sangmélima (superficie: 20.254; popolazione: 160.000; cattolici: 87.800; sacerdoti: 23; religiosi: 36), Camerun. Il Vescovo Zoa succede al Vescovo Raphaël Marie Ze, del quale il Santo Padre ha accettato la rinuncia al governo pastorale della medesima Diocesi, presentata per raggiunti limiti d'età.
NER:RE/.../ZOA:ZE                             VIS 20081204 (70)


mercoledì 3 dicembre 2008

MALE VIENE DA UNA FONTE SUBORDINATA. DIO È PIÙ FORTE


CITTA' DEL VATICANO, 3 DIC. 2008 (VIS).  Nel corso dell'Udienza Generale di oggi, tenutasi nell'Aula Paolo VI, con la partecipazione di 7.000 persone, Papa Benedetto XVI ha proseguito la catechesi sugli insegnamenti di San Paolo, soffermandosi sul V Capitolo della Lettera ai Romani, nel quale l'Apostolo delle Genti, delineando le relazioni tra Adamo e Cristo, traccia "le linee essenziali della dottrina sul peccato originale".

  "Paolo ripercorre la storia della salvezza da Adamo alla Legge e da questa a Cristo." - ha affermato il Papa - "Al centro della scena non si trova tanto Adamo con le conseguenze del peccato sull'umanità, quanto Gesù Cristo e la grazia che, mediante Lui, è stata riversata in abbondanza sull'umanità".

 "Se, nella fede della Chiesa, è maturata" - ha proseguito il Papa - "la consapevolezza del dogma del peccato originale è perché esso è connesso inscindibilmente con l'altro dogma, quello della salvezza e della libertà in Cristo. La conseguenza di ciò è che non dovremmo mai trattare del peccato di Adamo e dell'umanità in modo distaccato del contesto salvifico, senza comprenderli ciuoè nell'orizzonte della giustificazione in Cristo".

  "Ma come uomini di oggi dobbiamo domandarci" - ha detto Papa Benedetto XVI - "Che cosa è questo peccato originale? (...) E' ancora oggi sostenibile questa dottrina? Molti pensano che, alla luce della storia dell'evoluzione, non ci sarebbe più posto per la dottrina di un primo peccato, che poi si diffonderebbe in tutta la storia dell'umanità. E, di conseguenza, anche la questione della Redenzione e del Redentore perderebbe il suo fondamento. Dunque esiste il peccato originale o no?".

  "Per poter rispondere dobbiamo distinguere due aspetti della dottrina sul peccato originale" - ha spiegato il Papa - "Esiste un aspetto empirico, cioè una realtà concreta, visibile, direi tangibile per tutti. E un aspetto misterico, riguardante il fondamento ontologico di questo fatto. Il dato empirico è che esiste una contraddizione nel nostro essere. Da una parte ogni uomo sa che deve fare il bene e intimamente lo vuole anche fare. Ma, nello stesso tempo, sente anche l'altro impulso di fare il contrario, di seguire la strada dell'egoismo, della violenza, di fare solo quanto gli piace, anche sapendo di agire così contro il bene, contro Dio e contro il prossimo".

  "Questa contraddizione interiore del nostro essere non è una teoria. Ognuno di noi la prova ogni giorno. E soprattutto vediamo sempre intorno a noi la prevalenza di questa seconda volontà. Basta pensare alle notizie quotidiane su ingiustizie, violenza, menzogna, lussuria. Ogni giorno lo vediamo: è  un fatto. Come conseguenza di questo potere del male nelle nostre anime, si è sviluppato nella storia un fiume sporco, che avvelena la geografia della storia umana. (...) Questa contraddizione dell'essere umano della nostra storia deve provocare e provoca anche oggi il desiderio di redenzione. E, in realtà, il desiderio che il mondo sia cambiato e la promessa che sarà creato un mondo di giustizia, di pace, di bene, è presente dappertutto".

  "Quindi il fatto dell potere del male nel cuore umano e nella storia umana è innegabile. La questione è: come si spiega questo male? Nella storia del pensiero, prescindendo dalla fede cristiana, esiste un modello principale di spiegazione, con diverse variazioni. Questo modello dice: l'essere stesso è contraddittorio, porta in sé sia il bene sia il male. (...) Tale dualismo sarebbe insuperabile, i due principi stanno sullo stesso livello perciò ci sarà sempre, fin dall'origine dell'essere, questa contraddizione".

  "Nella versione evoluzionistica, atea, del mondo ritorna in modo nuovo la tessa visione. Anche se, in tale concezione, la visione dell'essere è monastica,  si suppone che l'essere come tale porta in sé dall'inizio porti in sé il male e il bene. L'essere stesso non è semplicemente buono, ma aperto al bene ed al male. Il male è ugualmente originario come il bene. E la storia umana svilupperebbe soltanto il modello già presente in tutta l'evoluzione precedente. Ciò che i cristiani chiamano peccato originale sarebbe in realtà solo il carattere misto dell'essere, una mescolanza di bene e di male".

  "E' una visione in fondo disperata: se è così, il male è invincibile. Alla fine conta solo il proprio interesse. E ogni progresso sarebbe necessariamente da pagare con un fiume di male e chi volesse servire al progresso dovrebbe accettare di pagare questo prezzo. (...) Questo pensiero moderno può, alla fine, solo creare tristezza e cinismo".

  "E così ci domandiamo di nuovo: che cosa dice la fede testimoniata da  San Paolo?. Come primo punto, essa conferma il fatto della competizione tra le due nature, il fatto di questo male la cui ombra pesa su tutta la creazione. (...) Come spiegazione, in contrasto con i dualismi e monismi che abbiamo brevemente considerato e trovato desolanti, la fede ci dice:. Esistono due misteri di luce e un mistero di notte, che è però avvolto dai misteri di luce".

  "Il primo mistero di luce è questo la fede ci dice che non ci sono due principi, uno buono e uno cattivo, ma c'è un solo principio, il Dio creatore, e questo principio è buono, solo buono, senza ombra di male. E perciò anche l'essere non è un misto di bene e di male; l'essere come tale è buono (...). Questo è il lieto annuncio della fede: c'è solo una fonte buona, il Creatore. E perciò vivere è un bene, è buona cosa essere un  uomo, una donna, è buona la vita".

  "Poi segue il mistero di buio, di notte. Il male non viene dalla fonte dell'essere stesso, non è ugualmente originario. Il male viene da una libertà creata, da una libertà abusata. Come è stato possibile, come è successo? Questo rimane oscuro. Il male non è logico. Solo Dio e il bene sono logici, sono luce. Il male rimane misterioso". Il male  "è in se stesso illogico".

  "Il male viene da una fonte subordinata. Dio con la sua luce è più forte. E perciò il male può essere superato. Perciò la creatura, l'uomo è sanabile. (...) L'uomo non è solo sanabile, è sanato di fatto. Dio ha introdotto la guarigione. E' entrato in persona nella storia. Alla permanente fonte del male ha opposto una fonte di puro bene. Cristo crocifisso e risorto, nuovo Adamo, oppone al fiume sporco del male un fiume di luce. E questo fiume è presente nella storia".
AG/PECCATO ORIGINALE/...                        VIS 20081203 (940)


PROMUOVERE SCUOLA LUOGO FORMAZIONE INTEGRALE PERSONA


CITTA' DEL VATICANO, 3 DIC. 2008 (VIS). Oggi è stato reso pubblico il testo del discorso dell'Arcivescovo Silvano M. Tomasi, C.S., Osservatore Permanente della Santa Sede presso l'Ufficio delle Nazioni Unite ed Istituzioni Specializzate a Ginevra, in occasione della 48ma Conferenza Internazionale sull'Educazione promossa dall'U.N.E.S.C.O. (Ginevra, 25-28 novembre).

  L'Arcivescovo Tomasi ha sottolineato che una "educazione di tutti" deve tenere conto "delle esigenze di ogni persona e in particolare delle esigenze dei poveri e dei più vulnerabili, di persone con disabilità, di giovani che abitano nelle zone rurali e in quelle urbane degradate, di giovani e adulti senza alcuna discriminazione".

  "Gli educatori devono essere consapevoli del fatto che svolgono il proprio servizio in collaborazione con i genitori, che sono la prima 'agenzia educativa' ed hanno il diritto e il dovere prioritari di educare i propri figli. Questa confluenza di sforzi è un'applicazione evidente del basilare principio di sussidiarietà".

  L'Osservatore Permanente della Santa Sede ha segnalato inoltre che la comunità educativa "è chiamata a promuovere una scuola che sia luogo di formazione integrale attraverso rapporti interpersonali basati sul rispetto e l'accettazione reciproci. Da questo punto di vista, l'integrazione non è un'ideologia che riduce tutte le differenze e perde di vista la situazione della persona concreta, il suo vissuto e le sue esperienze, e questo dovrebbe restare al centro di qualsiasi programma educativo".

  "Un'educazione globale comprende tutti i bambini e i giovani nel loro contesto esistenziale e tutte le persone dedite alla loro formazione, che è un processo globale che combina trasmissione di conoscenza e sviluppo della personalità. Infatti, gli interrogativi fondamentali che ogni persona si pone riguardano la ricerca del significato della vita e della storia, del cambiamento e della dissoluzione, dell'amore e della trascendenza".
DELSS/EDUCAZIONE/GINEVRA:TOMASI                   VIS 20081203 (290)


ALTRI ATTI PONTIFICI


CITTA' DEL VATICANO, 3 DIC. 2008 (VIS). Il Santo Padre:

- Ha nominato il Reverendo Francis Kalist, Vescovo di Meerut (superficie: 28.696; popolazione: 29.019.350; cattolici: 28.696; sacerdoti: 115; religiosi: 634), India. Il Vescovo eletto, finora Rettore del Seminario Maggiore di Agra (India), è nato a Tapuram (India), nel 1957 ed è stato ordinato sacerdote nel 1982. Succede al Vescovo Patrick Nair, del quale il Santo Padre ha accettato la rinuncia al governo pastorale della medesima Diocesi, presentata per raggiunti limiti d'età.

- Ha eretto la Diocesi di Teotihuacan con territorio dismembrato della Diocesi di Texcoco, rendendola suffraganea della Chiesa Metropolitana di Tlalnepanla,

- Ha nominato il Reverendo Francisco Escobar Galicia, primo Vescovo di Tehotihuacan (superficie: 1.061.057; popolazione: 866.282; cattolici: 779.000; sacerdoti: 53; religiosi: 72), Messico. Il Vescovo eletto, finora Parroco della Parrocchia di "San Martín de las Pirámides", è nato ad Otumba (Messico), nel 1955 ed è stato ordinato sacerdote nel 1983.
RE:NER:ECE/.../...                                   VIS 20081203 (160)


martedì 2 dicembre 2008

ARCIVESCOVO MIGLIORE: SISTEMI DI MERCATO PIÙ GIUSTI ED EQUI


CITTA' DEL VATICANO, 2 DIC. 2008 (VIS). L'Arcivescovo Celestino Migliore, Osservatore Permanente della Santa Sede presso l'Organizzazione delle Nazioni Unite, è intervenuto ieri alla Conferenza Internazionale sul finanziamento per lo sviluppo, in corso a Doha (Qatar).

  "La persona umana deve essere al centro di tutte le decisioni quando viene valutato e promosso lo sviluppo sociale ed economico" - ha sottolineato l'Arcivescovo Migliore, precisando inoltre che: "Nonostante l'aumento, negli ultimi anni, degli aiuti allo sviluppo, molti problemi rimangono irrisolti, come il numero di persone che non hanno accesso all'alimentazione e nemmeno alle cure sanitarie fondamentali. A quanti manca un impiego dignitoso con un salario che consenta alle famiglie e a loro stessi di vivere?".

  "I governi nazionali hanno bisogno della collaborazione della comunità internazionale" - ha ribadito l'Arcivescovo Migliore - "per accelerare lo sviluppo economico e lo sviluppo dell'uomo. (...) La recente crisi finanziaria dimostra che quando la volontà politica si accompagna alla sollecitudine per il bene comune, noi siamo in grado di produrre, in pochi mesi, fondi essenziali per i mercati finanziari".

  "Occorre dedicare rinnovata attenzione per assicurare sistemi di mercato più giusti ed equi. (...) Sussidi di mercato non equilibrati, speculazione finanziaria, aumento dei prezzi dell'energia e diminuzione degli investimenti in agricoltura sono ultimamente risultati nella mancanza di accesso a quell'elemento indispensabile per vivere: il cibo. Questa instabilità economica, che colpisce al cuore  l'esistenza umana, rende sempre più urgente un impegno comune nella gestione del mercato globale e dello sviluppo".

  L'Osservatore Permanente della Santa Sede presso l'Organizzazione delle Nazioni Unite ha affermato infine che: "L'incertezza e l'ansietà sembrano prevalere in questo particolare momento. Tuttavia, le virtù e i principi che hanno guidato la comunità globale in tante crisi sono sempre presenti: la solidarietà con la nostra comunità globale; la giusta ed equa suddivisione delle risorse ed opportunità; il prudente uso dell'ambiente; l'astenersi dal perseguire profitti finanziari e sociali a breve termine, a detrimento di uno sviluppo sostenibile, ed infine, il coraggio politico necessario ad edificare un mondo nel quale la vita umana sia al centro di tutte le attività sociali ed economiche".
DELSS/FINANZIAMENTO SVILUPPO/DOHA:MIGLIORE      VIS 20081202 (360)


ALTRI ATTI PONTIFICI

CITTA' DEL VATICANO, 2 DIC. 2008 (VIS). Il Santo Padre ha annoverato il Monsignor Francesco Di Felice al Collegio dei Protonotari Apostolici "de numero participantium".
NA/.../DI FELICE                                     VIS 20081202 (30)

IN MEMORIAM

CITTA' DEL VATICANO, 2 DIC. 2008 (VIS). Di seguito riportiamo i dati dei Presuli mancati nelle ultime settimane:

- L'Arcivescovo Manuel Castro Ruiz, emerito di Yucatán, (Messico), il 18 novembre, all'età di 90 anni.

- Il Vescovo Miguel Delgado Avila, S.D.B., emerito di Barcelona (Venezuela), il 18 novembre, all'età di 79 anni.

- Il Vescovo Bruno Maldaner, emerito di Frederico Westphalen (Brasile), il 16 novembre, all'età di 84 anni.

- Il Vescovo Edoardo Riccio, emerito di San Miniato (Italia), il 28 novembre , all'età di 80 anni.

- Il Vescovo Antanas Vaicius, emerito di Telsiai (Lituania), il 25 novembre, all'età di  82 anni.
.../DEFUNTI/...                                   VIS 20081202 (100)


lunedì 1 dicembre 2008

L'UOMO DEL TERZO MILLENNIO HA BISOGNO DI DIO


CITTA' DEL VATICANO, 29 NOV. 2008 (VIS). Questa mattina il Santo Padre ha ricevuto in udienza un gruppo di seminaristi del Pontificio Seminario Regionale Pugliese "Pio XI" di Molfetta, del Pontificio Seminario Regionale Abruzzese-Molisano "San Pio X" di Chieti e del Pontificio Seminario Marchigiano "Pio XI" di Ancona, in occasione del centenario di fondazione delle tre istituzioni.

  "Tra i compiti prioritari del presbitero c'è quello di spargere a larghe mani nel campo del mondo la Parola di Dio (...)" - ha affermato il Santo Padre - "La parola di Dio che voi sarete chiamati a seminare a larghe mani e che porta in sé la vita eterna, è Cristo stesso, il solo che possa cambiare il cuore umano e rinnovare il mondo. Ma potremmo domandarci: l'uomo contemporaneo sente ancora bisogno di Cristo e del suo messaggio di salvezza?".

  "In un clima segnato talora da un razionalismo chiuso in sé stesso, che considera quello delle scienze pratiche l'unico modello di conoscenza, il resto diventa tutto soggettivo e di conseguenza anche l'esperienza religiosa rischia di essere vista come una scelta soggettiva, non essenziale e determinate per la vita"

  "L'uomo contemporaneo" - ha rilevato il Pontefice - "appare spesso smarrito e preoccupato per il suo futuro, in cerca di certezze e desideroso di punti di riferimento sicuri. L'uomo del terzo millennio, come del resto in ogni epoca, ha bisogno di Dio e lo cerca talora anche senza rendersene conto. Compito dei cristiani, in modo speciale, dei sacerdoti" - ha sottolineato Benedetto XVI - "è raccogliere quest'anelito profondo del cuore umano ed offrire a tutti, con mezzi e modi rispondenti alle esigenze dei tempi, l'immutabile Parola di vita eterna che è Cristo, Speranza del mondo".

  "In vista di questa importante missione" - ha detto ancora il Papa - "assumono grande valore gli anni di seminario, tempo destinato alla formazione e al discernimento; anni nei quali al primo posto deve esserci la costante ricerca di un rapporto personale con Gesù".

  "In questo Anno Paolino come non proporvi l'apostolo Paolo, quale modello a cui ispirarvi per la vostra preparazione al ministero apostolico? (...) Ad imitazione di San Paolo, cari Seminaristi, non stancatevi" - ha esortato il Pontefice - "di incontrare Cristo nell'ascolto, nella lettura e nello studio della Sacra Scrittura, nella preghiera e nella meditazione personale, nella liturgia e in ogni altra attività quotidiana".

  "Le vostre istituzioni" - ha concluso il Papa - "siano pure 'case' di accoglienza vocazionale per imprimere ancor maggiore impulso alla pastorale vocazionale e curando specialmente il mondo giovanile ed educando i giovani ai grandi ideali evangelici e missionari".
AC/.../SEMINARISTI                               VIS 20081201 (420)


30° ANNIVERSARIO MEDIAZIONE PONTIFICIA ARGENTINA E CILE

CITTA' DEL VATICANO, 29 NOV. 2008 (VIS). Il Santo Padre ha nominato il Cardinale Odilo Pedro Scherer, Arcivescovo di São Paulo (Brasile), Suo Inviato Straordinario in Missione Speciale alle cerimonie del 30° anniversario della Mediazione Pontificia tra Argentina e Cile, sul Canale del Beagle, che avranno luogo a Monte Aymond (Argentina), il 5 dicembre 2008.

  La Missione Pontificia guidata dal Cardinale Scherer, è composta dall'Arcivescovo Adriano Bernardini, Nunzio Apostolico in Argentina e dall'Arcivescovo Giuseppe Pinto, Nunzio Apostolico in Cile, dal Vescovo Juan Carlos Romanin, S.D.B di Rio Gallegos (Argentina)  e dal Vescovo Francisco Javier Pardo Aránguiz, SS.CC., emerito di Rancagua (Cile).
OP/ANNIVERSARIO MEDIAZIONE BEAGLE /SCHERER      VIS 20081201 (120)


AVVENTO: GRIDO DI SPERANZA DELLA CHIESA E DEI GIUSTI


CITTA' DEL VATICANO, 29 NOV. 2008 (VIS). Alle 17:00  di questo pomeriggio, nella Basilica Vaticana, il Santo Padre ha presieduto la celebrazione dei Primi Vespri della prima Domenica di Avvento.

  "L'Avvento" - ha detto il Papa nell'omelia - "è per eccellenza la stagione spirituale della speranza, e in esso la Chiesa intera è chiamata a diventare speranza, per se stessa e per il mondo. (...) Tutto il popolo di Dio si rimette in cammino attratto da questo mistero: che il nostro Dio è 'il Dio che viene' e ci chiama ad andargli incontro. In che modo? Anzitutto in quella forma universale della speranza e dell'attesa che è la preghiera, che trova la sua espressione eminente nei Salmi, parole umane in cui Dio stesso ha posto e pone continuamente sulle labbra e nei cuori dei credenti l'invocazione della sua venuta".

  Espressione più alta della preghiera sono i Salmi - ha ricordato Benedetto XVI - citando il Salmo 141, "'Signore, a te grido, accorri in mio aiuto; / ascolta la mia voce quando t'invoco. / Come incenso salga a te la mia preghiera, / le mie mani alzate come sacrificio della sera' (Sal 141,1-2)" ed ha affermato:  "E' il grido di una persona che si sente in grave pericolo, ma è anche il grido della Chiesa fra le molteplici insidie che la circondano, che minacciano la sua santità, quell'integrità irreprensibile di cui parla l'apostolo Paolo, che deve invece essere conservata per la venuta del Signore".

  "E in questa invocazione risuona anche il grido di tutti i giusti, di tutti coloro che vogliono resistere al male, alle seduzioni di un benessere iniquo, di piaceri offensivi della dignità umana e della condizione dei poveri. All'inizio dell'Avvento la liturgia della Chiesa fa proprio nuovamente questo grido, e lo innalza a Dio 'come incenso' (v. 2)".

   "Nel grido del Corpo mistico, riconosciamo la voce stessa del Capo: il Figlio di Dio che ha preso su di sé le nostre prove e le nostre tentazioni, per donarci la grazia della sua vittoria. (...) La Chiesa rivive ogni volta la grazia di questa com-passione, di questa 'venuta' del Figlio di Dio nell'angoscia umana fino a toccarne il fondo. Il grido di speranza dell'Avvento esprime allora, fin dall'inizio e nel modo più forte, tutta la gravità del nostro stato, il nostro estremo bisogno di salvezza. Come dire: noi aspettiamo il Signore non alla stregua di una bella decorazione su un mondo già salvo, ma come unica via di liberazione da un pericolo mortale".

  I Salmi 141 e 142 della liturgia di oggi, ha sottolineato Benedetto XVI, "ci mettono al riparo da qualsiasi tentazione di evasione e di fuga dalla realtà; ci preservano da una falsa speranza, che forse vorrebbe entrare nell'Avvento e andare verso il Natale dimenticando la drammaticità della nostra esistenza personale e collettiva".

  "In effetti, una speranza affidabile, non ingannevole, non può che essere una speranza 'pasquale', come ci ricorda ogni sabato sera il cantico della Lettera ai Filippesi, con il quale lodiamo Cristo incarnato, crocifisso, risorto e Signore universale".
HML/VESPRI AVVENTO/...                           VIS 20081201 (520)


CONFORMARE LA NOSTRA VITA AL SIGNORE


CITTA' DEL VATICANO, 30 NOV. 2008 (VIS). Questa mattina, Prima Domenica di Avvento, il Santo Padre Benedetto XVI si è recato in visita pastorale alla Basilica di San Lorenzo fuori le Mura, nel settore nord della diocesi di Roma, per il 1750° anniversario del martirio di San Lorenzo e nel quadro delle visite annuali alle parrocchie romane.

  Nell'omelia, spiegando il significato dell'Avvento, il Santo Padre ha detto: "Avvento significa (...) far memoria della prima venuta del Signore nella carne, pensando già al suo definitivo ritorno e, al tempo stesso, significa riconoscere che Cristo presente tra noi si fa nostro compagno di viaggio nella vita della Chiesa che ne celebra il mistero".

  "In questa prospettiva" - ha detto ancora il Papa - "l'Avvento diviene per tutti i cristiani un tempo di attesa e di speranza, un tempo privilegiato di ascolto e di riflessione, purché ci si lasci guidare dalla liturgia che invita ad andare incontro al Signore che viene".

  "'Vieni, Signore Gesù': tale ardente invocazione della comunità cristiana degli inizi deve diventare, cari amici, anche nostra costante aspirazione, l'aspirazione della Chiesa di ogni epoca, che anela e si prepara all'incontro con il suo Signore. 'Vieni oggi Signore, aiutaci, illuminaci, dacci la pace, aiutaci a vincere la violenza, vieni Signore preghiamo proprio in queste settimane, Signore, fa' splendere il tuo volto e noi saremo salvi'".

  Soffermandosi sulla figura di San Lorenzo, il Papa ne ha ricordato la "sollecitudine per i poveri, il generoso servizio che rese alla Chiesa di Roma nel settore dell'assistenza e della carità, la fedeltà al Papa, da lui spinta al punto di volerlo seguire nella prova suprema del martirio e l'eroica testimonianza del sangue, resa solo pochi gironi dopo, sono fatti universalmente noti".

  "Cade quest'anno il 50° anniversario della morte del Servo di Dio, Papa Pio XII" - ha ricordato ancora il Papa - "e questo ci richiama alla memoria un evento particolarmente drammatico nella storia plurisecolare della vostra Basilica, verificatosi durante il secondo conflitto mondiale, quando, esattamente il 19 luglio 1943, un violento bombardamento inflisse danni gravissimi all'edificio e a tutto il quartiere, seminando morte e distruzione. Non potrà mai essere cancellato dalla memoria della storia il gesto generoso compiuto in quella occasione da quel mio venerato Predecessore, che corse immediatamente a soccorrere e consolare la popolazione duramente colpita, tra le macerie ancora fumanti".
 
  "Non dimentico" - ha proseguito il Pontefice - "inoltre che questa stessa Basilica accoglie le urne di due altre grandi personalità: nell'ipogeo infatti sono poste alla venerazione dei fedeli le spoglie mortali del beato Pio IX, mentre, nell'atrio, è collocata la tomba di Alcide De Gasperi, guida saggia ed equilibrata per l'Italia nei difficili anni della ricostruzione post-bellica e, al tempo stesso, insigne statista capace di guardare all'Europa con un'ampia visione cristiana".

  "Vegliare significa seguire il Signore" - ha sottolineato infine il Papa - "scegliere ciò che Lui ha scelto, amare ciò che Lui ha amato, conformare la propria vita alla sua; vegliare comporta trascorrere ogni attimo del nostro tempo nell'orizzonte del suo amore senza lasciarsi abbattere dalle inevitabili difficoltà e problemi quotidiani. Così ha fatto san Lorenzo, così dobbiamo fare noi e chiediamo al Signore che ci doni la sua grazia perché l'Avvento sia stimolo per tutti a camminare in questa direzione".
HML/AVVENTO/SAN LORENZO FUORI LE MURA               VIS 20081201 (540)


DIO CI DONA IL SUO TEMPO PERCHÉ È ENTRATO NELLA STORIA


CITTA' DEL VATICANO, 30 NOV. 2008 (VIS). Di ritorno dalla visita pastorale alla Basilica romana di San Lorenzo fuori le Mura, a mezzogiorno il Santo Padre Benedetto XVI si è affacciato alla finestra del suo studio nel Palazzo Apostolico Vaticano per recitare l'Angelus con i fedeli e i pellegrini convenuti in Piazza San Pietro per il consueto appuntamento domenicale.

  "Iniziamo oggi, con la prima Domenica di Avvento" - ha detto il Papa - "un nuovo Anno liturgico. Questo fatto ci invita a riflettere sulla dimensione del tempo (...). Sull'esempio di quanto amava fare Gesù, desidererei tuttavia partire da una constatazione molto concreta: tutti diciamo che 'ci manca il tempo', perché il ritmo della vita quotidiana è diventato per tutti frenetico. Anche a tale riguardo la Chiesa ha una 'buona notizia' da portare: Dio ci dona il 'suo' tempo. Noi abbiamo sempre poco tempo; specialmente per il Signore non sappiamo o, talvolta, non vogliamo trovarlo. Ebbene, Dio ha tempo per noi!"

  "Sì: Dio ci dona il suo tempo, perché è entrato nella storia con la sua parola e le sue opere di salvezza, per aprirla all'eterno, per farla diventare storia di alleanza. In questa prospettiva, il tempo è già in se stesso un segno fondamentale dell'amore di Dio: un dono che l'uomo, come ogni altra cosa, è in grado di valorizzare o, al contrario, di sciupare; di cogliere nel suo significato, o di trascurare con ottusa superficialità".

  "Tre poi sono i grandi 'cardini' del tempo, che scandiscono la storia della salvezza" - ha spiegato il Pontefice - "all'inizio la creazione, al centro l'incarnazione-redenzione e al termine la 'parusia', la venuta finale che comprende anche il giudizio universale. Questi tre momenti però non sono da intendersi semplicemente in successione cronologica. Infatti, la creazione è sì all'origine di tutto, ma è anche continua e si attua lungo l'intero arco del divenire cosmico, fino alla fine dei tempi. Così pure l'incarnazione-redenzione, se è avvenuta in un determinato momento storico, il periodo del passaggio di Gesù sulla terra, tuttavia estende il suo raggio d'azione a tutto il tempo precedente e a tutto quello seguente. E a loro volta l'ultima venuta e il giudizio finale, che proprio nella Croce di Cristo hanno avuto un decisivo anticipo, esercitano il loro influsso sulla condotta degli uomini di ogni epoca".
 
  "Il Signore viene continuamente nella nostra vita" - ha concluso il Santo Padre - "Quanto mai opportuno è quindi l'appello di Gesù, che in questa prima Domenica ci viene riproposto con forza: 'Vegliate!' (Mc 13,33.35.37). E' rivolto ai discepoli, ma anche 'a tutti', perché ciascuno, nell'ora che solo Dio conosce, sarà chiamato a rendere conto della propria esistenza. Questo comporta un giusto distacco dai beni terreni, un sincero pentimento dei propri errori, una carità operosa verso il prossimo e soprattutto un umile e fiducioso affidamento alle mani di Dio, nostro Padre tenero e misericordioso".
ANG/AVVENTO/...                                           VIS 20081201 (480)


CONDANNA TERRORISMO E PROMOZIONE PASTORALE DETENUTI


CITTA' DEL VATICANO, 30 NOV. 2008 (VIS). Al termine della recita dell'Angelus, il Santo Padre ha detto ai pellegrini conventi in Piazza San Pietro: "Vorrei invitarvi a unirvi nella preghiera per le numerose vittime sia dei brutali attacchi terroristici di Mumbai, in India, sia degli scontri scoppiati a Jos, in Nigeria, come pure per i feriti e quanti, in qualsiasi modo, sono stati colpiti".

  "Diverse sono le cause e le circostanze di quei tragici avvenimenti" - ha affermato il Papa - "ma comuni devono essere l'orrore e la deplorazione per l'esplosione di tanta crudele e insensata violenza. Chiediamo al Signore di toccare il cuore di coloro che si illudono che questa sia la via per risolvere i problemi locali o internazionali e sentiamoci tutti spronati a dare esempio di mitezza e di amore per costruire una società degna di Dio e dell'uomo".

  Successivamente Benedetto XVI ha ricordato il recente Incontro Latinoamericano di Pastorale Penitenziaria promosso dal Consiglio Episcopale Latinoamericano, ed ha espresso il suo incoraggiamento "a quanti lavorano a favore degli uomini e delle donne che hanno perso la libertà, ma non la dignità".

  "In questi casi" - "ha sottolineato il Papa - "si devono rispettare i diritti umani fondamentali e cercare il recupero e la rieducazione che permettono il reinserimento dei detenuti. Esprimo loro la mia vicinanza, li raccomando nella preghiera e li benedico, invitandoli a non sentirsi soli e a conservare la speranza nel Signore, perennemente fedele alle sue promesse di salvezza e che viene a visitare la sua vigna, che Egli stesso ha piantato fra gli uomini".
ANG/TERRORISMO:PASTORALE PENITENZIARIA/...         VIS 20081201 (260)


MESSAGGIO BARTOLOMEO I NELLA FESTA DI SANT'ANDREA


CITTA' DEL VATICANO, 30 NOV. 2008 (VIS). Come di consueto, nella Festa di Sant'Andrea, il Santo Padre Benedetto XVI ha indirizzato un Messaggio a Sua Santità Bartolomeo I, Patriarca Ecumenico di Costantinopoli, che il Cardinale Walter Kasper, Presidente del Pontificio Consiglio per la Promozione dell'Unità dei Cristiani, ha consegnato al Patriarca, nella visita ad Istanbul.

  Nel Messaggio in occasione della festa di Sant'Andrea, Patrono del Patriarcato di Costantinopoli, il Papa ricorda la tre visite di quest'anno, a Roma, del Patriarca Bartolomeo I, l'ultima per intervenire all'Assemblea Speciale del Sinodo dei Vescovi sulla Parola di Dio, dell'ottobre scorso.

  Il Santo Padre "riflette con gioia e gratitudine alle relazioni fra il Patriarcato e la Santa Sede che hanno raggiunto un livello più profondo, mentre rinnoviamo il nostro impegno sulla strada della preghiera e del dialogo".

  "Confidiamo" - scrive ancora il Santo Padre - "che il nostro comune cammino accelererà l'arrivo del giorno benedetto quando loderemo Dio insieme in una celebrazione condivisa dell'Eucaristia. La vita interiore delle nostre Chiese" - ha concluso Benedetto XVI - "e le sfide del nostro mondo moderno, richiedono urgentemente, questa testimonianza di unità fra i discepoli di Cristo".
MESS/SAN ANDREA/BARTOLOMEO I                       VIS 20081201 (200)


STUDENTI UNIVERSITÀ DI PARMA DAL PAPA


CITTA' DEL VATICANO, 1 DIC. 2008 (VIS). Questa mattina il Santo Padre a ricevuto il rettore, i docenti, gli studenti, il personale tecnico ed amministrativo dell'Università degli Studi di Parma.

  Nel suo discorso il Papa ha ricordato la "lezione che ci ha lasciato" San Pier Damiani, (1007-1072), che completò i suoi studi a Parma e fu Cardinale riformatore nella sua epoca.

  Benedetto XVI ha affermato ancora che: "Quanti, come voi, si dedicano gli studi a livello superiore (...), non possono non essere sensibili a questa eredità spirituale di San Pier Damiani: (...) la felice sintesi tra la vita eremitica e l'attività ecclesiale, l'armonica tensione tra i due poli fondamentali dell'esistenza umana: la solitudine e la comunione".

  "Le nuove generazioni" - ha proseguito il Pontefice - "sono oggi fortemente esposte a un duplice rischio, dovuto prevalentemente alla diffusione delle nuove tecnologie informatiche: da una parte, il pericolo di vedere sempre più ridursi la capacità di concentrazione e di applicazione mentale sul piano personale; dall'altra, quello di isolarsi individualmente in una realtà sempre più virtuale. Così la dimensione sociale si disperde in mille frammenti, mentre quella personale si ripiega su se stessa e tende a chiudersi a costruttive relazioni con l'altro e il diverso da sé".

  "La storia annovera Pier Damini tra i grandi 'riformatori' della Chiesa dopo l'anno Mille" - ha ricordato il Papa sottolineando inoltre che: "ogni autentica riforma dev'essere anzitutto spirituale e morale, deve cioè partire dalla coscienze. (...) Se si vuole che un ambiente umano migliori in qualità ed efficienza, occorre prima di tutto che ciascuno cominci col riformare se stesso, correggendo ciò che può nuocere al bene comune o in qualche modo ostacolarlo".

  "Il fine dell'opera riformatrice di San Pier Damiani e degli altri suoi contemporanei era far sì che la Chiesa diventasse più libera, prima di tutto sul piano spirituale, ma poi anche su quello storico. Analogamente, la validità di una riforma dell'Università non può che avere come riscontro la sua libertà: libertà di insegnamento, libertà di ricerca, libertà dell'istituzione accademica nei confronti dei poteri economici e politici. Questo non significa isolamento dell'Università dalla società, né autoreferenzialità, né tanto meno perseguimento di interessi privati approfittando di risorse pubbliche. (...) Veramente libera, secondo il Vangelo e la tradizione della Chiesa, è quella persona, quella comunità o quella istituzione che risponde pienamente alla propria natura e al proprio fine".
AC/.../UNIVERSITÀ PARMA                           VIS 20081201 (400)


INTENZIONI DI PREGHIERA DEL SANTO PADRE MESE DI DICEMBRE

CITTA' DEL VATICANO, 1 DIC. 2008 (VIS). L'intenzione Generale per l'Apostolato della Preghiera del Santo Padre Benedetto XVI per il mese di dicembre è la seguente: "Perché di fronte al crescente espandersi della cultura della violenza e della morte, la Chiesa promuova con coraggio la cultura della vita con ogni sua azione apostolica e missionaria".

  L'intenzione Missionaria è la seguente: "Perché i cristiani, soprattutto nei Paesi di missione, attraverso concreti gesti di fraternità, mostrino che il Bambino nato nella grotta di Betlemme è la luminosa Speranza del mondo".
BXVI-INTENZIONI PREGHIERA/DICEMBRE/…                     VIS 20081201 (100)


UDIENZA PRESIDENTE DELLO SRI LANKA

CITTA' DEL VATICANO, 1 DIC. 2008 (VIS). Il Santo Padre Benedetto XVI ha ricevuto questa mattina il Signor Mahinda Rajapaksa, Presidente dalla Repubblica Socialista Democratica dello Sri Lanka, il quale successivamente ha incontrato il Cardinale Tarcisio Bertone, Segretario di Stato e l'Arcivescovo Dominique Mamberti, Segretario per i Rapporti con gli Stati.

  "I cordiali colloqui" - informa un Comunicato - "hanno permesso di soffermarsi sull'attuale situazione nello Sri Lanka, per ribadire la necessità di venire incontro ai bisogni fondamentali della popolazione civile duramente provata e di consolidare la via dei dialogo e dei negoziati come unica strada per raggiungere una soluzione politica giusta e durevole al conflitto in corso".

  "Si è auspicato, inoltre, che la Chiesa cattolica possa continuare a godere del pieno diritto di libertà religiosa, che le consente di offrire un signficativo contributo alla vita del Paese attraverso la sua testimonianza religiosa, le sue attività educative, sanitarie ed assistenziali e l'impegno a favore del bene comune, della riconciliazione e della pace".
OP/VISITA PRESIDENTE SRI LANKA/RAJAPAKSA               VIS 20081201 (170)


PLENARIA COMMISSIONE TEOLOGICA INTERNAZIONALE

CITTA' DEL VATICANO, 1 DIC. 2008 (VIS). La Commissione Teologica Internazionale terrà la Sessione Plenaria annuale, dall'1 al 5 dicembre presso la "Domus Sanctae Marthae" in Vaticano, sotto la direzione dell'Arcivescovo Luis F. Ladaria, S.I., Segretario Generale.

  Un Comunicato reso pubblico oggi informa che la Commissione, il cui mandato quinquennale scade nel presente anno,"proseguirà l'esame dei temi sottoposto al suo studio. In particolare verrà presentata all'approvazione dei membri il progetto di Documento sulla legge morale naturale: 'Alle ricerca di un'etica universale. Nuovo sguardo sulla legge naturale', che dovrà poi essere ancora sottomesso alla procedura prevista dagli Statuti, prima della sua eventuale pubblicazione. Seguirà poi una discussione approfondita sul tema: 'Senso e metodo della teologia".

  Al termine dei lavori della Sessione Plenaria, i membri della Commissione  Teologica Internazionale saranno ricevuti in udienza dal Santo Padre.
OP/PLENARIA COMMISSIONE TEOLOGICA INTERNAZ./   VIS 20081201 (150)


UDIENZE

CITTA' DEL VATICANO, 1 DIC. 2008 (VIS). Il Santo Padre ha ricevuto questa mattina in udienze separate:

  - Il Cardinale Francis Eugene George, O.M.I., Arcivescovo di Chicago (Stati Uniti d'America).

    - Il Vescovo Cristián Enrique Contreras Molina, O. de M., di San Felipe (Cile), in Visita "ad Limina Apostolorum".

  Sabato 29 il Santo Padre ha ricevuto in udienze separate cinque Presuli della Conferenza Episcopale del Cile, in Visita "ad Limina Apostolorum"

    - Il Vescovo Juan Florindo Agurto Muñoz, O.S.M., di San Carlos de Ancud.

    - Il Vescovo Tomislav Koljatic Maroevic, di Linares.

    - Il Vescovo Enrique Troncoso Troncoso, di Melipilla.

    - Il Vescovo Alejandro Goic Karmelic, di Rancagua.

     - Il Vescovo Juan Ignacio González Errázuriz, di San Bernardo.
AP:AL/.../...                                       VIS 20081201 (140)

ALTRI ATTI PONTIFICI

CITTA' DEL VATICANO, 1 DIC. 2008 (VIS). Il Santo Padre:

- Ha accettato la rinuncia all'ufficio di Ausiliare dell'Arcidiocesi di Buenos Aires, presentata dal Vescovo Horacio Benites Astoul, per raggiunti limiti d'età.

- Ha nominato il Vescovo Jaime Prieto Amaya, finora Vescovo di Barrancabermeja (Colombia), Vescovo di Cúcuta (superficie: 2.200; popolazione: 816.000; cattolici: 734; sacerdoti: 129; religiosi: 277; diaconi permanenti: 7), Colombia.

  Sabato 29 novembre è stato reso noto che il Santo Padre ha accettato la rinuncia al governo pastorale della Diocesi di Sacramento (Stati Uniti d'America), presentata dal Vescovo William K. Weigand, in conformità al canone 401, paragrafo 2, del Codice di Diritto Canonico. Gli succede il Coadiutore Vescovo Jaime Soto.
NER:RE/.../                                                      VIS 20081201 (120)


venerdì 28 novembre 2008

PLACIDO DOMINGO SI ISPIRA POESIE GIOVANNI PAOLO II


CITTA' DEL VATICANO, 28 NOV. 2008 (VIS). Questa mattina presso la Sala Stampa della Santa Sede, ha avuto luogo la Conferenza Stampa di presentazione dell'Album, "Amore Infinito" - canzoni ispirate alle poesie di Giovanni Paolo II - Karol Wojtyla (ed. Deutsche Grammophon) del Maestro Placido Domingo.

  Alla Conferenza Stampa sono intervenuti il Vescovo Giampaolo Crepaldi, Segretario del Pontificio Consiglio della Giustizia e della Pace; il Maestro Placido Domingo; il Monsignor Giuseppe A. Scotti, Presidente del Consiglio di Amministrazione della Libreria Editrice Vaticana; il Signor Michael Lang, Presidente della Deutsche Grammophon; il Signor Fernando Marin, Presidente di Tredici S.P.A. ed il Signor Adrian Berwick, Produttore Esecutivo del progetto "Amore Infinito" (Tredici S.P.A.).

  Il Vescovo Crepaldi ha detto che la "singolare iniziativa (...) vede riunite insieme due arti, la poesia e la musica, che, nel loro ispirato combinarsi, hanno prodotto un Album di canzoni intitolato 'Amore infinito'".

  "L'ascolto delle canzoni, magnificamente interpretate dal Maestro Placido Domingo e dalla London Symphony Orchestra, fa emergere il ricordo di Giovanni Paolo II e di tutta una vita, spesso segnata da drammatiche scadenze, vissuta con la passione di Dio e dell'uomo. Quale il segreto di questa poetica wojtyliana, tradottasi anche in tanti testi poetici? Il punto di partenza lo individuerei in questo: per Giovanni Paolo II tutto nasce da un sì di Dio all'uomo, nasce da un disegno di amore infinito di Dio. Il sì di Dio all'uomo significa un sì alla sua dignità, ai suoi bisogni autentici. Significa un sì al mondo - 'cosa buona' e a tutto quanto c'è di bello, di buono, di giusto nella vita".

    Il Segretario del Pontificio Consiglio Giustizia e Pace ha sottolineato che: "Con il suo sì all'uomo, Dio lo prende in mano e lo innalza al di sopra di tutte le cose del creato. Gli assegna un destino di eternità. La luce del sì di Dio all'uomo rischiara quindi l'intera esistenza, fa comprendere meglio chi l'uomo sia e quale sia il suo destino. Fa anche comprendere meglio il vero valore delle relazioni tra gli uomini: il riferimento alla comune figliolanza e fratellanza aiuta la grammatica delle relazioni umane, in modo tale  che siano conformi alla dignità della persona e al suo vero bene".

   "Il sì originario di Dio, infatti, ci dice che egli chiama l'uomo amandolo, lo convoca sacrificandosi e questo, tra le religioni, è qualcosa di inaudito tranne che per il cristianesimo. Alla fonte del cristianesimo non c'è un sì dell'uomo a Dio, ma il contrario".

  Il Vescovo Crepaldi ha concluso il suo intervento affermando: "I testi della canzoni toccano molti temi - affetti familiari, lavoro, guerra, patria....-, ma tutti hanno la loro radice ispirativa nel sì di Dio all'uomo, nell'Amore infinito di Dio".

  Monsignor Scotti ha spiegato che "Amore Infinito" è un album "che riprende con grande rispetto le parole delle composizioni poetiche di Karol Wojtyla per esaltarle e farle correre attraverso la musica e il canto. E' un album dove il canto e la musica sono indubbiamente prevalenti, ma alla base c'è un incontro. E' l'incontro di Domingo con un uomo, un credente, un Papa, che gli ha offerto una prospettiva di vita. Ecco quindi che un artista, uno abituato a scrutare uomini e cose attraverso lo spettro dell'arte, non può non rimanere colpito e affascinato da un alto uomo, un Papa, che gli offre un punto di vista vero e meritevole di attenzione".

  "Ecco allora che, facendosi eco di Karol Wojtyla, Placido Domingo può dire a tutti noi con la forza travolgente (...) del suo canto che 'il mondo è pieno di forze nascoste che coraggiosamente denuncio e nomino' e aggiungere, immediatamente, che 'quest'amore ha spiegato ogni cosa, quest'amore è tutto per me', e, senza paura, affermare con la stessa fierezza di Giovanni Paolo II che 'Gesù è venuto in questo mondo per mostrare a tutti noi l'amore di Dio'".

  "Si realizza in un certo senso in questo album di Domingo, quanto Benedetto XVI ha scritto il 25 novembre per la tredicesima seduta pubblica della Pontificie Accademie: 'Bisogna tornare a comprendere anche l'intima connessione che lega la ricerca della bellezza con la ricerca della verità e della bontà".

  "C'è dunque in questo primo lavoro di Placido Domingo, la consapevolezza che non abbiamo ancora scavato nella ricca eredità umana, culturale e spirituale che Wojtyla ci ha fatto intravedere e che può aiutarci a farci meglio comprendere (...) che il mondo e la storia ci sono affidati e tocca a noi, adesso, diventare artefici e costruttori di un futuro dove uomini e natura sono riconciliati con sé stessi e con Dio e le vicende drammatiche a cui assistiamo attoniti in questi giorni ce lo confermano ancora di più".
OP/CANZONI GIOVANNI PAOLO II:DOMINGO/...               VIS 20081128 (770)


UDIENZE

CITTA' DEL VATICANO, 28 NOV. 2008 (VIS). Il Santo Padre ha ricevuto questa mattina in udienze separate:

  - Sette Presuli della Conferenza Episcopale del Cile, in Visita "ad Limina Apostolorum":

    - Il Vescovo Carlos Eduardo Pellegrín Barrera, S.V.D., di Chillán.

    - Il Vescovo Pedro Felipe Bacarreza Rodríguez, di Los Angeles.

    - Il Vescovo Manuel Camino Vial Risopatrón, dei Padri di Schönstatt, di Temuco.

    - Il Vescovo Ignacio Francisco Ducasse Medina, di Valdivia.

    - L'Arcivescovo Manuel Gerardo Donoso Donoso, SS.CC., di La Serena, con il Vescovo Ausiliare Luis Gleisner Wobbe.

    - Il Vescovo Gaspar Francisco Quintana Jorquera, C.M.F., di Copiapó.

- L'Arcivescovo Martin Krebs, Nunzio Apostolico in Guinea e in Mali, con i Familiari.

  Nel pomeriggio di oggi il Santo Padre riceverà tre Presuli della Conferenza Episcopale del Cile,  in Visita "ad Limina Apostolorum":

-    L'Arcivescovo Cristián Caro Cordero, di Puerto Montt

-    Il Vescovo René Osvaldo Rebolledo Salinas, di Osorno.

-    Il Vescovo Bernardo Miguel Bastres Florence, S.D.B., di Punta Arenas,
AL:AP/.../...                                       VIS 20081128 (160)

ALTRI ATTI PONTIFICI


CITTA' DEL VATICANO, 28 NOV. 2008 (VIS). Il Santo Padre ha nominato:

- Il Vescovo Marcel Utembi Tapa, finora Vescovo di Mahagi-Nioka (Repubblica Democratica del Congo), Arcivescovo di Kisangani (150.123; popolazione: 1.265.000, cattolici: 575.020; sacerdoti: 91; religiosi: 193), Repubblica Democratica del Congo.

- Il Sacerdote William Avenya, Vescovo Ausiliare della Diocesi di Makurdi (superficie: 24.461; popolazione: 3.288.000; cattolici:1.483.180; sacerdoti: 157; religiosi: 163), Nigeria. Il Vescovo eletto è nato nel 1955 a Ishangev Tiev, (Nigeria) ed è stato ordinato sacerdote nel 1981. Dal 1996 è stato Segretario Generale dell'AECWA.

- Il Sacerdote Jean-Pierre Batut, Vescovo Ausiliare dell'Arcidiocesi di Lyon (superficie: 5.087; popolazione: 1.745.000; cattolici: 1.207.000; sacerdoti: 523; religiosi: 2.201; diaconi permanenti: 59), Francia. Il Vescovo eletto, finora Parroco della Parrocchia di Saint-Eugêne et Sainte-Cécile, è nato nel 1954 a Parigi (Francia) ed è stato ordinato sacerdote nel 1984.

- Il Monsignor Nicolas Souchu, Vescovo Ausiliare dell'Arcidiocesi di Rennes (superficie: 6.775; popolazione: 930.000; cattolici: 817.000; sacerdoti: 410; religiosi: 1.352; diaconi permanenti: 26), Francia. Il Vescovo eletto è nato nel 1958 a Neuilly-sur-Seine (Francia), ed è stato ordinato sacerdote nel 1986. E' stato finora Vicario Generale della Diocesi di Orléans.
NER:NEA/.../...                                   VIS 20081128 (190)


giovedì 27 novembre 2008

TELEGRAMMA DI CORDOGLIO ATTENTATO MUMBAY

CITTA' DEL VATICANO, 27 NOV. 2008 (VIS). Di seguito riportiamo il testo che il Cardinale Tarcisio Bertone, Segretario di Stato, ha fatto pervenire, a nome del Santo Padre, al Cardinale Oswald Gracias, Arcivescovo di Bombay (India), per gli attentati terroristici della notte scorsa che hanno causato più di 100 vittime e 300 feriti:

  "Profondamente preoccupato per l'esplosione di violenza a Mumbai, il Santo Padre cortesemente La prega di voler trasmettere le sue sentite condoglianze alle famiglie delle vittime dei tre brutali attentati, ed assicurare le pubbliche Autorità, i cittadini, e quanti sono rimasti coinvolti, della sua vicinanza spirituale.  Sua Santità lancia un pressante appello affinché cessino tutti gli atti di terrorismo, che gravemente offendono la famiglia umana e gravemente destabilizzano la pace e la solidarietà necessarie ad edificare una civiltà degna della nobile vocazione dell'umanità di amare Dio e il prossimo. Il Santo Padre prega per l'eterno riposo dei defunti ed invoca da Dio il dono della fortezza e della consolazione per i feriti e per quanti sono in lutto".
TGR/ATTENTATI:MUMBAI/BERTONE:GRACIAS               VIS 20081127 (180)


DUE RELIGIOSE RAPITE IN KENIA SIANO RILASCIATE AL PIÙ PRESTO

CITTA' DEL VATICANO, 27 NOV. 2008 (VIS). Il Direttore della Sala Stampa della Santa Sede, Padre Federico Lombardi, S.I., ha rilasciato questa mattina la seguente dichiarazione:

  "Sono ormai oltre 15 giorni che le due religiose italiane Suor Maria Teresa Olivero e Suor Caterina Giraudo sono state rapite in Kenya, dove sono note per il loro generoso impegno in favore dei più poveri. Il prolungarsi del sequestro è seguito con preoccupazione dal Santo Padre, che è vicino nella preghiera alla sofferenza non solo delle due religiose rapite, ma anche dei familiari e del 'Movimento Contemplativo Missionario P. de Foucauld' a cui appartengono. L'auspicio è che questa situazione dolorosa e gravemente ingiusta di cui sono vittime persone del tutto innocenti e benemerite possa risolversi al più presto".
OP/RELIGIOSE RAPITE/LOMBARDI                       VIS 20081127 (140)


ALLO STUDIO POSSIBILE VIAGGIO DEL PAPA IN TERRA SANTA

CITTA' DEL VATICANO, 27 NOV. 2008 (VIS). In risposta ad una notizia apparsa su di un quotidiano israeliano relativa ad un eventuale viaggio del Papa in Terra Santa, Padre Federico Lombardi, S.I., Direttore della Sala Stampa della Santa Sede, ha rilasciato la dichiarazione che segue:

  "Confermo che esistono contatti a livello diplomatico fra la Santa Sede e Israele per studiare la possibilità di un Viaggio del Papa in Terra Santa il prossimo anno".
OP/VIAGGIO PAPA TERRA SANTA/LOMBARDI         VIS 20081127 (90)


SANTA SEDE E CONFERENZA FAO: PANE QUOTIDIANO PER TUTTI

CITTA' DEL VATICANO, 27 NOV. 2008 (VIS). Oggi è stato reso pubblico il discorso del Monsignor Renato Volante, Capo della Delegazione della Santa Sede alla 35 Sessione Speciale della Conferenza della F.A.O. (Organizzazione delle Nazioni Unite per l'Alimentazione e l'Agricoltura), dedicata a valutare i risultati della gestione della F.A.O. e ad analizzare le proposte per meglio far fronte alla situazione del mondo rurale e le prospettive dell'alimentazione.

  "Seguendo l'agenda di questa Conferenza" - ha detto il Presule - "l'approccio della Delegazione della Santa Sede evidentemente non vuole offrire soluzioni tecniche, ma piuttosto un orientamento ideale che possa concorrere a delle scelte concrete avendo a cuore le esigenze della persona umana, specie se queste ultime sono limitate a condizioni di vita che ne compromettono una dignitosa esistenza".

  "Se si considerano i dati sulle attività svolte dalla F.A.O., essi mostrano un impegno costante ed attivo, ma soprattutto sempre più rispondente alle esigenze degli Stati membri, specialmente quelli il cui sistema economico richiede strade diverse per lo sviluppo del settore agricolo e per soddisfare i bisogni alimentari in crescita".

  "Allo stesso tempo, proprio guardando al necessario impegno futuro della F.A.O., risulta chiaro l'avanzare di situazioni 'nuove' che coinvolgono il settore dell'agricoltura e quindi domandano ulteriori sforzi che non possono essere richiesti solo alla struttura dell'Organizzazione, ma anche ai suoi singoli Stati membri".

  "Riformare la F.A.O. significa oggi condividere l'idea che la lotta contro la fame è una situazione determinata da molteplici fattori e dagli obiettivi che la animano ed intorno ai quali si elaborano strategie spesso purtroppo orientate a favorire singoli settori piuttosto che a fornire una visione unitaria: quella che pone al centro le esigenze della persona. Gli effetti negativi di una tale impostazione riguardo al settore agricolo risultano in molti casi evidenti, specialmente in quelle aree su cui maggiormente gravano la povertà, il sottosviluppo e la denutrizione, nonché il degrado ambientale".

  "La Delegazione della Santa Sede è fermamente convinta che la struttura della F.A.O. ed i suoi impegni conseguenti, devono sottolineare la funzione portante dell'agricoltura nei processi di sviluppo, promuovendo anzitutto non la semplice managerialità, ma criteri di gestione oculati e interventi realmente funzionali ai bisogni".

  "Questo significa che un'ordinata ricerca che voglia rafforzare la produzione agricola in ragione di una domanda crescente di alimenti non può dimenticare le ragioni della sicurezza degli alimenti - e quindi la salute dei consumatori - come pure della sostenibilità della produzione agricola, e cioè la protezione ambientale. Per questi obiettivi che tutti gli Stati, a diverso modo, invocano come prioritari, è necessario che la F.A.O. possa continuare a disporre di risorse e della necessaria fiducia da parte della Comunità internazionale nel suo insieme".

  "La Santa Sede, da parte sua," - ha concluso Monsignor Volante - "vuole qui riaffermare la disponibilità della Chiesa cattolica, delle sue strutture e forme di organizzazione a contribuire in questo sforzo perché ogni persona possa ricevere 'il pane quotidiano', come del resto ricorda anche il motto della F.A.O. 'Fiat panis'!".
DELSS/RIFORMA F.A.O./VOLANTE                       VIS 20081127 (500)


UDIENZE

CITTA' DEL VATICANO, 27 NOV. 2008 (VIS). Il Santo Padre ha ricevuto questa mattina in udienze separate:

- L'Arcivescovo Emil Paul Tscherrig, Nunzio Apostolico in Svezia, Danimarca, Finlandia, Islanda e Norvegia.

- Sei Presuli della Conferenza Episcopale del Cile, in Visita "ad Limina Apostolorum":

    - L'Arcivescovo Pablo Lizama Riquelme, di Antofagasta.

    - Il Vescovo Héctor Eduardo Vargas Bastidas, S.D.B., di Arica.

    - Il Vescovo Marco Antonio Órdenes Fernández, di Iquique.

    - Il Vescovo Guillermo Patricio Vera Soto, Prelato di Calama.

    - L'Arcivescovo Ricardo Ezzati Andrello, S.D.B., di Concepción, con il Vescovo Ausiliare eletto Pedro Ossandón Buljevic.
AP:AL/.../...                                         VIS 20081127 (90)


ALTRI ATTI PONTIFICI

CITTA' DEL VATICANO, 27 NOV. 2008 (VIS). Il Santo Padre ha nominato il Canonico Florencio Armando Colín Cruz, Vescovo Ausiliare di México (superficie: 1.479; popolazione: 8.699.000; cattolici: 7.580.684; sacerdoti: 1.672; religiosi: 7.024; diaconi permanenti: 130), Messico. Il Vescovo eletto è nato nel 1950 ad Acambay (Messico) ed è stato ordinato sacerdote nel 1982. E' stato finora Canonico effettivo nel Capitolo della Basilica di "Nuestra Señora de Guadalupe" e Parroco della Parrocchia di "Capucinas".
NEA/.../COLIN CRUZ                                 VIS 20081127 (80)


mercoledì 26 novembre 2008

CHIAMATI A VIVERE NELL'AMORE DI CRISTO PER IL PROSSIMO


CITTA' DEL VATICANO, 26 NOV. 2008 (VIS). Proseguendo la catechesi dedicata a San Paolo, per l'Udienza Generale di oggi, tenutasi nell'Aula Paolo Vi, il Papa si è soffermato sulle conseguenze che scaturiscono dall'essere giustificati per la fede e dall'azione della Spirito nella vita cristiana.

  Il Santo Padre ha affermato che "non è casuale che San Paolo, nella 'Lettera ai Galati' ponga l'accento, in modo radicale, sulla gratuità della giustificazione, sottolinei pure la relazione tra la fede e le opere".

  "Nella stessa Lettera ai Galati Paolo" - ha proseguito il Pontefice - "dirà che, portando i pesi gli uni degli altri, i credenti adempiono il comandamento dell'amore (cfr Gal 6,2). Giustificati per il dono della fede in Cristo, siamo chiamati a vivere nell'amore di Cristo per il prossimo, perché è su questo criterio che saremo alla fine della nostra esistenza giudicati".

  "L'amore cristiano è quanto mai esigente poiché sgorga dall'amore totale di Cristo per noi: quell'amore che ci reclama, ci accoglie, ci abbraccia, ci sostiene, sino a tormentarci, poiché costringe ciascuno a non vivere più per se stesso, chiuso nel proprio egoismo, ma per 'Colui che è morto e risorto per noi' (cfr 2 Cor 5,15). L'amore di Cristo ci fa essere in Lui quella creatura nuova (cfr 2 Cor 5,17) che entra a far parte del suo Corpo mistico che è la Chiesa".

  "Vista in questa prospettiva, la centralità della giustificazione senza le opere, oggetto primario della predicazione di Paolo, non entra affatto in contraddizione con la fede operante nell'amore; anzi esige che la nostra stessa fede si esprima in una vita secondo lo Spirito".

  "Spesso si è vista un'infondata contrapposizione tra la teologia di San Paolo e quella di San Giacomo" - ha rilevato il Pontefice - "che nella sua Lettera scrive: "Come il corpo senza lo spirito è morto, così anche la fede senza le opere è morta' (2,26). In realtà, mentre Paolo è preoccupato anzitutto di dimostrare che la fede in Cristo è necessaria e sufficiente, Giacomo pone l'accento sulle relazioni consequenziali tra la fede e le opere (cfr Gc 2,2-4). Pertanto sia per Paolo sia per Giacomo la fede operante nell'amore attesta il dono gratuito della giustificazione in Cristo".

  "Spesso siamo portati a cadere negli stessi fraintendimenti che hanno caratterizzato la comunità di Corinto: quei cristiani pensavano che, essendo stati giustificati gratuitamente in Cristo per ,a fedel, 'tutto fosse loro lecito'. E pensavano, e spesso sembra che lo pensino anche cristiani oggi, che sia lecito creare divisini nella Chiesa. Corpo di Cristo, celebrare l'Eucaristia senza farci carico dei fratelli più bisognosi, aspirare ai carismi migliori senza renderci conto che siamo membra gli uni degli altri, e così via. Disastrose sono le conseguenze di una fede che non s'incarna nell'amore, perché si riduce all'arbitrio e al soggettivismo più nocivo per noi e per i fratelli".

  "Al contrario, seguendo San Paolo, dobbiamo prendere rinnovata coscienza che, proprio perché giustificati in Cristo, non apparteniamo più a noi stessi, ma siamo diventati tempio dello Spirito e siamo perciò chiamati a glorificare Dio nel nostro corpo con tutta la nostra esistenza (cfr 1 Cor 6,19). Sarebbe uno svendere il valore inestimabile della giustificazione se, comprati a caro prezzo dal sangue di Cristo, non lo glorificassimo con il nostro corpo, con tutta la nostra esistenza. Sarebbe uno svendere il valore inestimabile della giustificazione se, comprati a caro prezzo dal sangue di Cristo, non lo glorificassimo con  il nostro copro".

  Benedetto XVI ha concluso la catechesi ponendo in rilievo che: "Se l'etica che Paolo propone ai credenti non scade in forme di moralismo e si dimostra attuale per noi, è perché, ogni volta, riparte sempre dalla relazione personale e comunitaria con la giustificazione in Cristo, per inverarsi nella vita secondo lo Spirito. Questa è essenziale: l'etica cristiana non nasce da una sistema di comandamenti, ma è conseguenza della nostra amicizia con Cristo. Questa amicizia influenza la vita: se è vera si incarna e si realizza nell'amore per il prossimo. Per questo, qualsiasi decadimento etico non si limita alla sfera individuale, ma è nello stesso tempo svalutazione della fede personale e comunitaria: da questa deriva e su essa incide in modo determinante".

  Al termine dell'Udienza, nei saluti ai pellegrini di lingua spagnola, il Santo Padre ha ricordato: "la marcia per chiedere la libertà delle persone rapite, che avrà luogo venerdì prossimo in Colombia. Elevo a Dio" - ha detto il Papa - "ferventi preghiere affinché cessi questo flagello e si raggiungano quanto prima la concordia e la pace in questa diletta Nazione".
AG/SAN PAOLO:GIUSTIFICAZIONE/...                       VIS 20081126 (760)


VISITA DEL CATHOLICOS ARAM I: VERSO PIENA UNITÀ


CITTA' DEL VATICANO, 26 NOV. 2008 (VIS). Prima della catechesi dell'Udienza Generale del Mercoledì, il Santo Padre Benedetto XVI ha rivolto brevi parole a Sua Santità Aram I, Catholicos di Cilicia degli Armeni, Capo di una Delegazione di Vescovi e fedeli laici  armeni.

  "Questa fraterna visita" - ha affermato il Pontefice - "è una significativa occasione per rafforzare i legami di unità già esistenti fra noi, mentre ci incamminiamo verso la piena unità, che è obiettivo di tutti i seguaci di Cristo e dono da invocare quotidianamente dal Signore".

  "Perciò" - ha proseguito il Pontefice - "Vostra Santità, invoco la grazia dello Spirito Santo sul vostro pellegrinaggio alle tombe degli Apostoli Pietro e Paolo, e invito tutti i presenti a pregare con fervore il Signore che la vostra visita, ed i vostri incontri, segnino un ulteriore progresso verso la piena unità".

 "Vostra Santità" - ha detto ancora il Papa rivolgendosi al Catholicos Aram I - "desidero esprimere la mia speciale gratitudine per il suo costante impegno personale nell'ambito dell'ecumenismo, specialmente nella Commissione Internazionale Congiunta per il Dialogo Teologico fra la Chiesa Cattolica e le Chiese Ortodosse Orientali e nel Consiglio Mondiale delle Chiese".

  "Sulla parete laterale esterna della Basilica Vaticana è collocata una statua di San Gregorio l'Illuminatore, fondatore della Chiesa Armena, che uno degli storici armeni ha definito 'il nostro progenitore e padre nel Vangelo!" - ha ricordato il Papa - "La presenza di questa statua evoca le sua sofferenze nel convertire il popolo armeno alla cristianesimo, ma anche i numerosi martiri e confessori della fede la cui testimonianza portò ricchi frutti nella storia del vostro popolo. La cultura e la spiritualità armena sono pervase dall'orgoglio nella testimonianza dei progenitori, che hanno sofferto con fedeltà e coraggio in comunione con l'Agnello sacrificato per la salvezza del mondo".

  "San Gregorio l'Illuminatore e soprattutto la Vergine Madre di Dio, illuminino il nostro cammino e ci guidino vero la pienezza dell'unità che tutti desideriamo".
AG/UNITÀ/ARAM I                                   VIS 20081126 (330)


martedì 25 novembre 2008

ALTRI ATTI PONTIFICI


CITTA' DEL VATICANO, 25 NOV. 2008 (VIS). Il Santo Padre:

- Ha eretto la Diocesi di Gómez Palacio (Messico), con territorio dismembrato dall'Arcidiocesi di Durango, rendendola suffraganea della medesima Chiesa Metropolitana.

- Ha nominato il Vescovo José Guadalupe Torres Campos, primo Vescovo di Gómez Palacio (superficie: 27.405; popolazione: 531.465; cattolici: 475.129; sacerdoti: 49; religiosi: 70), Messico. E' stato finora Vescovo Ausiliare di Ciudad Juárez (Messico).
ECE:NER/.../TORRES CAMPOS                             VIS 20081125 (60)


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