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Il Vatican Information Service (VIS), istituito nell'ambito della Sala Stampa della Santa Sede, è un bollettino telematico che diffonde notizie relative all'attività magistrale e pastorale del Santo Padre e della Curia Romana...

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venerdì 23 maggio 2008

CARDINALE GANTIN: AMABILE DISPONIBILITÀ SERVIZIO DI DIO

CITTA' DEL VATICANO, 23 MAG. 2008 (VIS). Il Santo Padre Benedetto XVI ha ricordato la figura del Cardinale Bernardin Gantin, Decano emerito del Collegio Cardinalizio, nell'omelia pronunciata questa mattina al termine della Santa Messa di suffragio per il defunto Porporato, mancato il 13 maggio scorso, all'età di 86 anni, celebrata dal Cardinale Angelo Sodano, Decano del Collegio Cardinalizio, insieme con gli altri Cardinali..

  "La verità che la Parola di Dio ricorda con potenza è che nulla e nessuno, nemmeno la morte, può resistere all'onnipotenza del suo amore fedele e misericordioso. Questa è la nostra fede, fondata sulla risurrezione di Cristo; questa è la consolante assicurazione che il Signore ci ripete anche oggi"

  "E' in questa prospettiva di fede e di speranza nella risurrezione che facciamo memoria del venerato Cardinale Bernardin Gantin", che "sino alla fine ha voluto dedicarsi con amabile disponibilità al servizio di Dio e dei fratelli, mantenendo fede al motto che si era scelto in occasione dell'Ordinazione episcopale: 'In tuo sancto servitio'".

  "La sua personalità, umana e sacerdotale" - ha ricordato ancora il Pontefice - "costituiva una sintesi meravigliosa delle caratteristiche dell'animo africano con quelle proprie dello spirito cristiano, della cultura e dell'identità africana e dei valori evangelici. E' stato il primo ecclesiastico africano ad aver ricoperto ruoli di altissima responsabilità nella Curia Romana"

  "Non pochi ricordi personali mi legano a questo nostro Fratello (...)" - ha proseguito il Pontefice - "Insieme abbiamo collaborato qui, nella Curia Romana, avendo frequenti contatti, che mi hanno permesso di apprezzare sempre più la sua prudente saggezza, come pure la sua solida fede e il suo sincero attaccamento a Cristo e al suo Vicario in terra, il Papa. Cinquantasette anni di sacerdozio, cinquantuno anni di Episcopato e trentuno di porpora cardinalizia: ecco la sintesi di una vita spesa per la Chiesa".

  "Aveva solo 34 anni quando a Roma, (...), ricevette l'Ordinazione episcopale, il 3 febbraio del 1957. Tre anni dopo divenne Arcivescovo di Cotonou, Capitale della sua Patria, il Benin: fu il primo Metropolita africano di tutta l'Africa. (...) Nel 1971, Paolo VI lo volle a Roma come Segretario aggiunto della Congregazione per l'Evangelizzazione dei Popoli. Due anni dopo lo nominò Segretario del medesimo Dicastero e alla fine del 1975 lo scelse come vice Presidente della Pontificia Commissione della Giustizia e della Pace; di essa divenne in seguito Presidente, assumendo nel 1976 anche la responsabilità di Presidente del Pontificio Consiglio 'Cor unum'. Il Servo di Dio Giovanni Paolo II, l'8 aprile del 1984, lo chiamò ad essere Prefetto della Congregazione per i Vescovi e Presidente della Pontificia Commissione per l'America Latina".

  "Questo nostro amico e fratello, al quale oggi rendiamo il nostro grato omaggio, fu permeato di amore a Cristo; amore che lo rendeva amabile e disponibile all'ascolto e al dialogo con tutti; amore che lo spingeva a guardare sempre, come era solito ripetere, all'essenziale della vita che dura, senza perdersi nel contingente che invece passa rapidamente; amore che gli faceva sentire il suo ruolo nei vari Uffici della Curia come un servizio scevro di umane ambizioni".

  "Nel ministero pastorale del Cardinale Gantin emerge un costante amore per l'Eucaristia, sorgente di santità personale e di solida comunione ecclesiale, che trova nel Successore di Pietro il suo visibile fondamento. E fu proprio in questa stessa Basilica che, celebrando l'ultima Santa Messa prima di lasciare Roma, egli ebbe a sottolineare l'unità che l'Eucaristia crea nella Chiesa. Nella sua omelia citò la celebre frase del Vescovo africano san Cipriano di Cartagine, incisa nella Cupola: 'Di qui l'unica fede rifulge per il mondo: di qui scaturisce l'unità del sacerdozio'. Potrebbe essere questo il messaggio che noi raccogliamo dal venerato Cardinale Gantin come suo testamento spirituale".
BXVI-HML/SUFFRAGIO/GANTIN                       VIS 20080523 (660)


PROMUOVERE PASSIONE VERITÀ NELLA COMUNICAZIONE

CITTA' DEL VATICANO, 23 MAG. 2008 (VIS). Questa mattina, il Santo Padre ha ricevuto in Udienza i partecipanti all'Incontro promosso dal Pontificio Consiglio delle Comunicazioni Sociali sul tema: "L'identità e la missione di una Facoltà di Comunicazione nell'Università Cattolica. Uno sguardo al futuro delle comunicazioni insieme a tutta la Chiesa!'".

  "E' evidente che alla base di ogni seria riflessione sulla natura e sullo scopo della comunicazione umana" - ha detto il Papa nel suo discorso - "ci deve essere un impegno per la verità. (...) L'arte della comunicazione è per sua natura legata ad un valore etico, alle virtù che sono il fondamento della moralità. Alla luce di questa definizione, vi incoraggio, in quanto educatori, ad alimentare e premiare la passione per la verità e la bontà, sempre forte nei giovani".

  Benedetto XVI ha esortato inoltre "a promuovere la verità nell'informazione e a far riflettere i nostri contemporanei sugli avvenimenti, con l'obiettivo di essere educatori degli uomini di oggi e di edificare un mondo migliore. E' anche necessario promuovere la giustizia e la solidarietà e rispettare in ogni circostanza il valore e la dignità di ogni persona, che ha il diritto a non essere più ferita in ciò che riguarda la sua vita privata".

  "Sarebbe una tragedia per il futuro dell'umanità se i nuovi strumenti di comunicazione, che consentono di condividere conoscenze e informazioni in modo rapido ed efficace, non fossero accessibili a coloro che si trovano in condizioni di emarginazione economica e sociale, o soltanto essi contribuissero ad accrescere la distanza che separa queste persone dalle nuove reti che si stanno sviluppando al servizio della socializzazione umana, dell'informazione e dell'apprendimento".

  "Sarebbe ugualmente grave che la tendenza globalizzante nel mondo delle comunicazioni danneggiasse o eliminasse i costumi tradizionali e le culture locali, in particolare di coloro che si sono adoperati a favore dei valori familiari e sociali, dell'amore, la solidarietà e il rispetto per la vita". In merito il Papa ha espresso apprezzamento alle comunità religiose poiché "nonostante gli alti costi finanziari e l'elevato numero di personale necessario, si è proceduto a fondare Università Cattoliche nei paesi in via di sviluppo".

  "In questi giorni voi esaminate insieme la questione dell'identità di una Università o di una Scuola cattolica" - ha detto il Papa - "Al riguardo, vorrei ricordare che tale identità non è semplicemente una questione di numero di studenti cattolici; è soprattutto una questione di convinzione: si tratta cioè di credere veramente che solo nel mistero del Verbo fatto carne diventa chiaro il mistero dell'uomo".

  "Come esperti nella teoria e nella pratica della comunicazione e come educatori che stanno formando una nuova generazione di comunicatori, voi avete un ruolo privilegiato non solo nella vita dei vostri studenti, ma anche nella missione delle vostre Chiese locali e dei loro Pastori per far conoscere la Buona Novella dell'amore di Dio a tutte le genti".
AC/FACOLTÀ COMUNICAZIONE/...                           VIS 20080523 (480)


VESCOVI ALBANIA: FAR FRONTE UNITI DIFFICOLTÀ CHIESA

CITTA' DEL VATICANO, 23 MAG. 2008 (VIS). Questa mattina, il Santo Padre Benedetto XVI ha ricevuto i Presuli della Conferenza Episcopale di Albania, al termine della Visita "ad Limina Apostolorum".

  "Dopo la notte oscura della dittatura comunista"  - ha detto il Papa nel suo discorso - "incapace di comprendere il popolo albanese nelle sue ataviche tradizioni, la Chiesa provvidenzialmente ha potuto rinascere, grazie anche alla forza apostolica del mio venerato Predecessore, il Servo di Dio Giovanni Paolo II, che vi fece visita nel 1993, ricostituendo in modo stabile la Gerarchia cattolica, per il bene dei credenti e a vantaggio del Popolo albanese".

  "Spetta anzitutto a voi il compito di promuovere nei vostri atti e nelle vostre iniziative quell'unità che deve manifestare il mistero basilare e vivificante dell'unico Corpo di Cristo, in comunione col ministero del Successore di Pietro. Non si può non vedere, in questa prospettiva, quanto sia essenziale il comune sentire e la condivisa corresponsabilità dei Vescovi, proprio per far fronte in modo efficace ai problemi e alle difficoltà della Chiesa in Albania".

  "Esorto tutti ad evangelica prudenza, in atteggiamento di autentica carità, ricordando che i canoni ecclesiali sono mezzi per promuovere ordinatamente la comunione in Cristo e il bene superiore dell'unico gregge del Redentore. Ciò riguarda anche l'attività evangelizzatrice e quella catechetica, e si esprime pure nell'impegno in ambito sociale. Penso, in particolare, alla sanità, all'educazione, allo sforzo di pacificazione degli animi e a tutto ciò che favorisce la positiva collaborazione fra le diverse componenti della società e le rispettive tradizioni religiose".

  "Il fenomeno dell'emigrazione" - ha affermato il Pontefice - "sia all'interno che fuori del Paese, vi pone di fronte a gravi problemi pastorali, che interpellano il vostro cuore di Vescovi (...) Questo chiama in causa la vostra capacità di interloquire con i vostri Confratelli in altri Paesi, al fine di offrire un aiuto pastorale necessario e urgente. Conosco la difficoltà della mancanza di clero. So anche della generosità di non pochi vostri sacerdoti, che agiscono in situazioni precarie, impegnati a rendere il dovuto servizio ministeriale ai fedeli cattolici di origine albanese in terra straniera".

  "Quella pertanto della promozione delle vocazioni sia sempre una preoccupazione in cima alle vostre priorità: dipende da questo il futuro della Chiesa in Albania".

  "Desidero, infine" - ha concluso Papa Benedetto XVI - "esprimere le mie felicitazioni per gli accordi sottoscritti di recente con le Autorità della Repubblica: confido che tali provvedimenti possano giovare alla ricostruzione spirituale del Paese, dato il ruolo positivo che la Chiesa svolge nella società".
AL/.../ALBANIA                                   VIS 20080523 (410)


PARTECIPARE ATTIVAMENTE VITA POLITICA E SOCIALE PAESE

CITTA' DEL VATICANO, 22 MAG. 2008 (VIS). Questa mattina è stato reso pubblico il Messaggio del Santo Padre in occasione della 97ma edizione del "Deutscher Katholikentag", inaugurato ieri nella città tedesca di Osnabrück, che si concluderà domenica prossima, al quale hanno partecipato 50.000 persone.

  Commentando il tema dell'Incontro: "Tu ci conduci fuori al largo" (Ps 18,20), il Papa scrive: "Non poche sono le persone che oggi, al contrario di quello che dice il salmo, hanno paura che la fede possa limitare la loro vita, che esse possano essere costrette nell'involucro dei comandamenti e degli insegnamenti della Chiesa e che non potranno più essere libere di muoversi nel 'largo' della vita e del pensiero di oggi".

  "Solo quando la nostra vita sarà riuscita a salire al cuore di Dio, avrà trovato quel 'largo' per il quale noi siamo stati creati. Una vita senza Dio non diventa più libera e più larga. L'uomo è destinato all'infinito".

  "Il cuore che si è aperto a Dio è diventato - per l'ampiezza di Dio - a sua volta generoso e ampio" - sottolinea Benedetto XVI - "Quest'uomo non ha più bisogno di cercare, timoroso, la sua felicità, il suo successo o di dare peso all'opinione degli altri. Egli è ora libero e generoso, aperto alla chiamata di Dio. Con fiducia può donare tutto se stesso perché egli sa - ovunque vada - di essere sicuro nelle mani di Dio".

  "Confidiamo che l'incontro con Dio, nella sua Parola e nella celebrazione dell'Eucaristia" - scrive ancora il Pontefice - "allarghi i nostri cuori e ci trasformi in sorgenti zampillanti di fede per il nostro prossimo".

  "Non lasciate che siano soltanto gli altri a plasmare il futuro" - esorta il Pontefice - "ma inseritevi con fantasia e capacità di persuasione nei dibattiti del presente! (...) Con il Vangelo come parametro, partecipate attivamente alla vita politica e sociale del vostro Paese. Come laici cattolici, osate partecipare alla formazione del futuro, in unione con i sacerdoti e con i vescovi!".

  Al termine del Messaggio il Papa si rivolge in particolare ai giovani presenti al Katholikentag ed esprime il desiderio di rincontrare non pochi di essi alla Giornata mondiale della Gioventù che proprio quest'anno si svolgerà a Sydney.
MESS/FIDUCIA DIO/KATHOLIKENTAG                   VIS 20080523 (380)


EUCARISTIA CI UNISCE PIÙ DI QUALUNQUE DIFFERENZA


CITTA' DEL VATICANO, 22 MAG. 2008 (VIS). Oggi, Solennità del Santissimo Corpo e Sangue di Cristo, il Santo Padre Benedetto XVI ha celebrato, alle 19:00, la Santa Messa sul sagrato della Basilica di San Giovanni in Laterano ed ha presieduto la Processione Eucaristica che, percorrendo Via Merulana, raggiunge la Basilica di Santa Maria Maggiore.

  Nell'omelia, soffermandosi sul significato della solennità odierna, il Papa ha spiegato che: "Dopo il tempo forte dell'anno liturgico, (...) la liturgia ci fa celebrare tre feste che hanno invece un carattere 'sintetico': la Santissima Trinità, quindi il 'Corpus Domini', e infine il Sacro Cuore di Gesù. (...) Ci siamo radunati intorno all'altare del Signore, per stare insieme alla sua presenza; in secondo luogo ci sarà la processione, cioè il camminare con il Signore; e infine l'inginocchiarsi davanti al Signore, l'adorazione".

  "Il primo atto, dunque, è quello di radunarsi alla presenza del Signore. E' ciò che anticamente si chiamava 'statio'" - ha detto il Papa citando la Lettera di San Paolo ai Galati: 'Non c'è più giudeo né greco; non c'è più schiavo né libero; non c'è più uomo né donna, perché tutti voi siete uno in Cristo Gesù' (Gal 3,28). 'Tutti voi siete uno'! In queste parole si sente la verità e la forza della rivoluzione cristiana, la rivoluzione più profonda della storia umana, che si sperimenta proprio intorno all'Eucaristia: qui si radunano alla presenza del Signore persone diverse per età, sesso, condizione sociale, idee politiche. L'Eucaristia non può mai essere un fatto privato, riservato a persone che si sono scelte per affinità o amicizia. L'Eucaristia è un culto pubblico, che non ha nulla di esoterico, di esclusivo. (...) Siamo uniti al di là delle nostre differenze di nazionalità, di professione, di ceto sociale, di idee politiche: ci apriamo gli uni agli altri per diventare una cosa sola a partire da Lui".

  "Il secondo aspetto costitutivo è il camminare con il Signore. (...) Con il dono di Se stesso nell'Eucaristia, il Signore Gesù ci libera dalle nostre 'paralisi', ci fa rialzare e ci fa 'pro-cedere', ci fa fare cioè un passo avanti, e poi un altro passo, e così ci mette in cammino, con la forza di questo Pane della vita. (...) La processione del Corpus Domini ci insegna che l'Eucaristia ci vuole liberare da ogni abbattimento e sconforto, ci vuole far rialzare, perché possiamo riprendere il cammino con la forza che Dio ci dà mediante Gesù Cristo".

  "Senza il Dio-con-noi, il Dio vicino, come possiamo sostenere il pellegrinaggio dell'esistenza, sia singolarmente che in quanto società e famiglia dei popoli? L'Eucaristia è il Sacramento del Dio che non ci lascia soli nel cammino, ma si pone al nostro fianco e ci indica la direzione. In effetti, non basta andare avanti, bisogna vedere verso dove si va! Non basta il 'progresso', se non ci sono dei criteri di riferimento".

  "'Io sono il Signore, tuo Dio, che ti ho fatto uscire dal paese d'Egitto, dalla condizione di schiavitù: non avrai altri dèi di fronte a me' (Es 20,2-3). Troviamo qui il senso del terzo elemento costitutivo del Corpus Domini: inginocchiarsi in adorazione di fronte al Signore. Adorare il Dio di Gesù Cristo, fattosi pane spezzato per amore, è il rimedio più valido e radicale contro le idolatrie di ieri e di oggi. Inginocchiarsi davanti all'Eucaristia è professione di libertà: chi si inchina a Gesù non può e non deve prostrarsi davanti a nessun potere terreno, per quanto forte".

  "Noi cristiani" - ha concluso il Pontefice - "ci prostriamo dinanzi a un Dio che per primo si è chinato verso l'uomo, come Buon Samaritano, per soccorrerlo e ridargli vita, e si è inginocchiato davanti a noi per lavare i nostri piedi sporchi. Adorare il Corpo di Cristo vuol dire credere che lì, in quel pezzo di pane, c'è realmente Cristo, che dà vero senso alla vita, all'immenso universo come alla più piccola creatura, all'intera storia umana come alla più breve esistenza".

  Terminata la Santa Messa, il Papa ha presieduto la processione eucaristica che percorrendo Via Merulana ha raggiunto la Basilica di Santa Maria Maggiore. Durante la Processione migliaia di fedeli hanno pregato e cantato accompagnando il Santissimo Sacramento. Un'auto scoperta ha trasportato il Santissimo, di fronte al quale era il Papa.
HML/CORPUS DOMINI/...                               VIS 20080523 (720)


mercoledì 21 maggio 2008

ALTRI ATTI PONTIFICI

CITTA' DEL VATICANO, 21 MAG. 2008 (VIS). Il Santo Padre ha nominato:

- Il Padre Jorge Alves Bezerra, S.S.S., Vescovo di Jardim (superficie: 69.972; popolazione: 370.000; cattolici: 254.000; sacerdoti: 17; religiosi: 37, diaconi permanenti: 1), Brasile. Il Vescovo eletto è nato nel 1955 a São João de Meriti (Brasile), ha emesso la professione solenne nella Congregazione del Santissimo Sacramento nel 1982 ed è stato ordinato sacerdote nel 1985. E' stato finora Vice-Provinciale dei Sacramentini e Maestro dei Novizi nella Diocesi di Três Lagoas (Brasile).

- Il Reverendo Philip Dickmans, Vescovo di Miracema do Tocantins (superficie: 45.985; popolazione: 193.194; cattolici: 140.350; sacerdoti: 16; religiosi: 26), Brasile. Il Vescovo eletto è nato nel 1963 a Herk-de-Stad (Belgio) ed è stato ordinato sacerdote nel 1990. E' stato finora Vicario Generale e Sacerdote "fidei donum" nell'Arcidiocesi di Palmas (Brasile).

- Il Reverendo Thierry Scherrer, Vescovo di Laval (superficie: 5.175; popolazione: 285.338; cattolici: 270.000; sacerdoti: 195; religiosi: 564; diaconi permanenti: 12), Francia. Il Vescovo eletto è nato nel 1959 a Versailles (Francia) ed è stato ordinato sacerdote nel 1988. E' stato finora Parroco della Cattedrale Saint-Sauveur di Aix-en-Provence (Francia).

- Il Reverendo Canonico Eric de Moulins-Beaufort, Vescovo Ausiliare dell'Arcidiocesi di Parigi (superficie: 105; popolazione: 2.144.700; cattolici: 1.286.820; sacerdoti: 1.206; religiosi: 3.195; diaconi permanenti: 91), Francia. Il Vescovo eletto è nato nel 1962 a Landau (Germania) ed è stato ordinato sacerdote nel 1991. E' stato finora Segretario particolare del Cardinale Arcivescovo e Docente alla "Faculté Notre-Dame" di Parigi (Francia).

- Il Reverendo Renauld de Dinechin, Vescovo Ausiliare dell'Arcidiocesi di Parigi (superficie: 105; popolazione: 2.144.700; cattolici: 1.286.820; sacerdoti: 1.206; religiosi: 3.195; diaconi permanenti: 91), Francia. Il Vescovo eletto è nato nel 1958 a Lille (Francia) ed è stato ordinato sacerdote nel 1988. E' stato finora Parroco della Parrocchia Beato Frédéric Ozanam a Cergy-Pontoise (Francia).
NER:NEA/.../...                                   VIS 20080521 (300)


INVESTIRE PROGRAMMI AGRICOLTURA SOSTENIBILE

CITTA' DEL VATICANO, 21 MAG. 2008 (VIS). L'Arcivescovo Celestino Migliore, Osservatore Permanente della Santa Sede presso l'Organizzazione delle Nazioni Unite, è intervenuto, il 16 maggio scorso a New York, alla XVI Sessione della Commissione sullo Sviluppo Sostenibile del Consiglio Economico e Sociale.

  "Investire in programmi agricoli sostenibili a lungo termine, a livello locale ed internazionale, è di fondamentale importanza per le prospettive di sviluppo di moltissime persone. Occorre promuovere tali investimenti in modo da poter affrontare i problemi dei prezzi dei prodotti alimentari, della distribuzione e produzione degli alimenti nel mondo, in particolare in Africa".

  Sottolineando che: "Il settanta percento dei poveri del mondo vivono nelle stesse aree rurali dove ancora persiste una diffusa malnutrizione cronica", l'Arcivescovo Migliore ha ribadito che ciò "dimostra che nell'occuparci di sviluppo sostenibile, dobbiamo continuare a concentrarci non soltanto su quanti consumano prodotti alimentari ma anche su coloro che li producono".

  "Maggiori investimenti a favore dei piccoli agricoltori che permettano di aumentare la produzione in modo sostenibile, rappresenterebbero un importante progresso per affrontare il problema della fame e della malnutrizione cronica in alcune regioni".
DELSS/SVILUPPO SOSTENIBILE/O.N.U.:MIGLIORE               VIS 20080521 (190)


ROMANO IL MELODE: LA FEDE È GIOIA E PERCIÒ CREA BELLEZZA


CITTA' DEL VATICANO, 21 MAG. 2008 (VIS). Il Santo Padre Benedetto XVI ha dedicato la catechesi dell'Udienza Generale di oggi, a Romano il Melode "teologo, poeta e compositore" siriano del VI secolo e diacono permanente in un Monastero presso la Chiesa della "Theotokos", alla periferia di Costantinopoli.

  A causa delle avverse condizioni meteorologiche, l'Udienza Generale di oggi si è svolta in due momenti distinti: alle ore 10:30, nella Basilica Vaticana, il Santo Padre ha incontrato alcuni gruppi di fedeli; successivamente, nell'Aula Paolo VI, ha tenuto la catechesi e salutato i diversi gruppi di pellegrini provenienti dall'Italia e da ogni parte del mondo.

  Romano il Melode, ha spiegato il Papa, "appartiene alla grande schiera dei teologi che hanno trasformato la teologia in poesia", come "Sant'Efrem di Siria (...) Sant'Ambrogio (...), San Tommaso d'Aquino (...), San Giovanni della Croce. (...) La fede è amore e perciò crea poesia e crea musica. La fede è gioia, perciò crea bellezza".

 "Romano resta nella storia come uno dei più rappresentativi autori di inni liturgici - ha proseguito il Pontefice - "L'omelia era allora, per i fedeli, l'occasione praticamente unica di istruzione catechetica. Romano si pone così come testimone eminente del sentimento religioso della sua epoca, ma anche di un modo vivace e originale di catechesi (...) Attraverso le sue composizioni possiamo renderci conto della creatività di questa forma di catechesi, della creatività del pensiero teologico, dell'estetica e dell'innografia sacra di quel tempo".

  Nelle sue omelie cantate dette "kontakia" Romano "adotta non il greco bizantino,  solenne della corte, ma un greco semplice, vicino al linguaggio del popolo. (...) La forza di convinzione delle sue predicazioni era fondata sulla grande coerenza tra le sue parole e la sua vita".

  Benedetto XVI ha citato successivamente alcuni dei temi fondamentali della predicazione del teologo poeta: "L'unità dell'azione di Dio nella storia, la unità tra creazione e storia della salvezza, l'unità tra Antico e Nuovo Testamento".

  "Un altro tema importante è la pneumatologia, cioè la dottrina sullo Spirito Santo. Nella festa di Pentecoste sottolinea la continuità che vi è tra Cristo asceso al cielo e gli apostoli, cioè la Chiesa, e ne esalta l'azione missionaria nel mondo. (...) Altro tema centrale è naturalmente la cristologia. Egli non entra nel problema dei concetti difficili della teologia, tanto discussi in quel tempo, e che hanno anche tanto lacerato l'unità non solo tra i teologi ma anche tra i cristiani nella Chiesa. Egli predica una cristologia semplice ma fondamentale, la cristologia dei grandi Concili. Ma soprattutto è vicino alla pietà popolare - del resto, i concetti dei concili sono nati dalla pietà popolare e dalla conoscenza del cuore cristiano - e così Romano sottolinea che Cristo è vero uomo e vero Dio, ed essendo vero Uomo-Dio è una sola persona, la sintesi tra creazione e Creatore".

  "Gli insegnamenti morali infine" - ha proseguito il Pontefice - "si rapportano al giudizio finale. Egli ci conduce verso questo momento della verità della nostra vita, del confronto col Giudice giusto, e perciò esorta alla conversione nella penitenza e nel digiuno. In positivo, il cristiano deve praticare la carità, l'elemosina. Egli accentua il primato della carità sulla continenza in due inni (...). La carità è la più grande delle virtù".

  "Umanità palpitante, ardore di fede, profonda umiltà pervadono i canti di Romano il Melode" - ha rilevato il Pontefice - "Questo grande poeta e compositore ci ricorda tutto il tesoro della cultura cristiana, nata dalla fede, nata dal cuore che si è incontrato con Cristo, con il Figlio di Dio. Da questo contatto del cuore con la Verità che è Amore, nasce la cultura, è nata tutta la grande cultura cristiana".

  "E se la fede rimane viva, anche questa eredità culturale non diventa una cosa morta, ma rimane viva e presente. Le icone parlano anche oggi al cuore dei credenti, non sono cose del passato. Le cattedrali non sono monumenti medievali, ma case di vita, dove ci sentiamo 'a casa': incontriamo Dio e ci incontriamo gli uni con gli altri. Neanche la grande musica - il gregoriano, o Bach o Mozart - è cosa  del passato, ma vive della vitalità della liturgia e della nostra fede. Se la fede è viva, la cultura cristiana non diventa 'passato', ma rimane viva e presente".

  "E se le fede è viva," - ha ribadito Benedetto XVI - "anche oggi possiamo rispondere all'imperativo che si ripete sempre di nuovo nei Salmi: 'Cantate al Signore un canto nuovo'. Creatività, innovazione, canto nuovo, cultura nuova e presenza di tutta l'eredità culturale nella vitalità della fede non si escludono, ma sono un'unica realtà; sono presenza della bellezza di Dio, della gioia di essere figli suoi".
AG/ROMANO IL MELODE/...                           VIS 20080521 (640)


IN MEMORIAM

CITTA' DEL VATICANO, 20 MAG. 2008 (VIS). Di seguito riportiamo i dati dei Presuli mancati nelle ultime settimane:

- Il Cardinale Bernardin Gantin, Decano emerito del Collegio Cardinalizio, il 13 maggio, all'età di 86 anni.

- Il Vescovo Jorge Mario Avila del Aquila, C.M., emerito di Jalapa (Guatemala), il 3 maggio, all'età di 84 anni.

- Il Vescovo Donald William Montrose, emerito di Stockton (Stati Uniti d'America), il 7 maggio, all'età di 84 anni.

- Il Vescovo Ignacio Prieto Vega, I.E.M.E., emerito di Hwange (Zimbabwe), il 9 maggio, all'età di 85 anni.
.../DEFUNTI/...                                   VIS 20080520 (100)

martedì 20 maggio 2008

ALTRI ATTI PONTIFICI

CITTA' DEL VATICANO, 20 MAG. 2008 (VIS). Il Santo Padre ha nominato:

- Il Padre Neil Tiedemann, C.P., Vescovo di Mandeville (superficie: 3.282; popolazione: 582.000; cattolici: 8.800; sacerdoti: 43; religiosi: 34), Giamaica. Il Vescovo eletto, membro del Consiglio Provinciale dei Passionisti, è nato a Brooklyn (Stati Uniti d'America), nel 1948, è entrato nella Congregazione dei Passionisti nel 1970, ha emesso i voti perpetui nel 1974 ed è stato ordinato sacerdote nel 1975.

- Il Vescovo Christophe Dufour, Arcivescovo Coadiutore di Aix (superficie: 4.580; popolazione: 861.000; cattolici: 691.000; sacerdoti: 175; religiosi: 381; diaconi permanenti: 14), Francia. L'Arcivescovo eletto, finora Vescovo di Limoges (Francia), è nato ad Armentières (Francia) nel 1947 ed è stato ordinato sacerdote nel 1975.
NER/.../TIEDEMANN:DUFOUR                           VIS 20080520 (120)


UDIENZE

CITTA' DEL VATICANO, 20 MAG. 2008 (VIS). Nel pomeriggio di oggi il Santo Padre riceverà in udienze separate quattro Presuli della Conferenza Episcopale di Albania, in Visita "ad Limina Apostolorum":

    - L'Arcivescovo Angelo Massafra, O.F.M., di Shkodrë-Pult, con il già Ausiliare Vescovo Zef Simoni.

    - Il Vescovo Ottavio Vitale, di Lezhë.

    - Il Vescovo Lucjan Avgustini, di Sapë.
AL/.../...                                         VIS 20080520 (60)


POSSESSI CARDINALIZI

CITTA' DEL VATICANO, 20 MAG. 2008 (VIS).L'Ufficio delle Celebrazioni Liturgiche del Sommo Pontefice ha dato comunicazione delle prese di possesso che avranno luogo nei prossimi giorni:

  Sabato 24 maggio, alle ore 18:00, il Cardinale Angelo Comastri, Arciprete della Papale Basilica di San Pietro, Vicario Generale di Sua Santità per la Città del Vaticano, presidente della Fabbrica di San Pietro, prenderà possesso della nuova Diaconia di San Salvatore in Lauro, Piazza di San Salvatore in Lauro, 15.

  Domenica 25 maggio 2008, alle ore 12:00, il Cardinale James Francis Stafford, Penitenziere Maggiore, prenderà possesso del Titolo di San Pietro in Montorio, Piazza di San Pietro in Montorio, 2.

  Venerdì 30 maggio 2008, Solennità del Sacratissimo Cuore di Gesù, alle ore 19:00, il Cardinale Stanislaw Rylko, Presidente del Pontificio Consiglio per i Laici, prenderà possesso della Diaconia del Sacro Cuore di Cristo Re, Viale Mazzini, 32.
OP/PRESE POSSESSO/COMASTRI:STAFFORD:RYLKO         VIS 20080520 (170)


CONGRESSO FACOLTÀ COMUNICAZIONE UNIVERSITÀ CATTOLICHE

CITTA' DEL VATICANO, 20 MAG. 2008 (VIS). Dal 22 al 24 maggio prossimo, presso la Pontificia Università Urbaniana, il Pontificio Consiglio delle Comunicazioni Sociali organizza il Primo Congresso delle Facoltà di Comunicazione delle Università Cattoliche.

  Obiettivo del Congresso, al quale partecipano Professori di comunicazione di università cattoliche di diversi paesi, è, secondo quanto riportato in un Comunicato, quello di: "rafforzare e ampliare questo rapporto di cooperazione e fornire al Pontificio Consiglio una più completa conoscenza dell'insieme delle attività che si svolgono in queste istituzioni accademiche, al fine di condividere talenti, capacità e attitudini di quanti vi operano".

  La conferenza di apertura del Congresso illustrerà i cambiamenti in atto nel mondo della comunicazione e le sfide che si presentano per tutti quanti si occupano della formazione accademica dei futuri professionisti.

  Nel corso delle sessioni del Congresso saranno esaminati i temi seguenti: "L'identità e la missione delle facoltà di comunicazione nelle università cattoliche nei diversi contesti geografici ed ecclesiali; "Formazione etica del comunicatore"; "Configurare il Piano di Studi: in che modo i Piani di Studio nelle facoltà delle università cattoliche potrebbero riflettere la missione specifica delle università?".
.../CONGRESSO FACOLTÀ COMUNICAZIONI/...               VIS 20080520 (200)


lunedì 19 maggio 2008

ALTRI ATTI PONTIFICI

CITTA' DEL VATICANO, 19 MAG. 2008 (VIS). Il Santo Padre:

- Ha nominato il Monsignore Miguel Maury Buendía, Nunzio Apostolico in Kazakhstan, elevandolo in pari tempo alla dignità di Arcivescovo. L'Arcivescovo eletto, finora Consigliere di Nunziatura, è nato a Madrid (Spagna) nel 1955 ed è stato ordinato sacerdote nel 1980.

- Ha nominato il Vescovo José Rojas Rojas, jr., finora Ausiliare di Caceres (Filippine), Vescovo-Prelato di Libmanan (superficie: 1.862; popolazione: 530.000; cattolici: 488.000; sacerdoti: 35; religiosi: 15), Filippine. Succede al Vescovo Próspero N. Arellano, del quale il Santo Padre ha accettato la rinuncia al governo pastorale della medesima Prelatura, presentata in conformità al canone 401, paragrafo 2, del Codice di Diritto Canonico.

  Sabato 17 maggio il Santo Padre ha nominato il Reverendo Johannes Maria Trilaksyanta Pujasumarta, Vescovo di Bandung (superficie: 24.449; popolazione: 10.000.000; cattolici: 100.000; sacerdoti: 81; religiosi: 165), Indonesia. Il Vescovo eletto è nato nel 1949 a Solo/Surakarta (Indonesia), ed è stato ordinato sacerdote nel 1977. E' stato finora Vicario Generale dell'Arcidiocesi di Semarang.
NN:RE:NER/.../                                      VIS 20080519 (110)


UDIENZE

CITTA' DEL VATICANO, 19 MAG. 2008 (VIS). Il Santo Padre ha ricevuto questa mattina in udienze separate:

- Il Cardinale Angelo Bagnasco, Arcivescovo di Genova (Italia), Presidente della Conferenza Episcopale Italiana.

- Il Signor Jean-Pierre Razafy-Andriamihaingo, Ambasciatore del Madagascar, in visita di congedo.

- Membri della Presidenza e del Comitato Esecutivo della Conferenza Episcopale Spagnola.
AP/.../...                                         VIS 20080519 (60)


PADIGLIONE SANTA SEDE EXPO ZARAGOZA 2008

CITTA' DEL VATICANO, 19 MAG. 2008 (VIS). Questa mattina, presso la Sala Stampa della Santa Sede, ha avuto luogo una Conferenza Stampa di presentazione del Padiglione della Santa Sede all'Expo Zaragoza 2008 (Spagna), in programma dal 14 giugno al 14 settembre, sul tema: "Acqua e sviluppo sostenibile".

  Alla Conferenza Stampa sono intervenuti il Cardinale Renato Raffaele Martino, Presidente del Pontificio Consiglio della Giustizia e della Pace; l'Arcivescovo Manuel Ureña Pastor, di Zaragoza; il Signor Francisco Vázquez Vázquez, Ambasciatore di Spagna presso la Santa Sede; il Dottor Juan Alberto Belloch Julbe, Sindaco della Città di Zaragoza e, fra gli altri, il Dottor Emilio Fernández-Castaño, Commissario Generale dell'Expo Zaragoza 2008.

  Il Cardinale Martino ha auspicato che la prossima Esposizione Universale a Zaragoza "fornisca un'opportunità di conoscenza e aumenti la consapevolezza dell'importanza dell'acqua nella vita del mondo. Ciò risulta importante per due ragioni. In primo luogo, la dottrina sociale della Chiesa riconosce che l'acqua è fonte di vita. (...) L'utilizzo dell'acqua  (...) deve essere volto al soddisfacimento dei bisogni di tutti, in particolare di coloro che vivono in povertà".

  "La seconda ragione per diffondere la consapevolezza dell'importanza dell'acqua" - ha proseguito il Cardinale Martino - "ci riporta alla nostra fede. Nel momento del battesimo, l'acqua viene utilizzata come segno di purificazione e di una nuova vita. (...) L'acqua è portatrice di vita, sia fisica che spirituale; è attraverso l'acqua che siamo invitati a condividere la vita di Cristo".

  Ricordando che uno degli Obiettivi del Millennio per lo Sviluppo è quello di ridurre della metà, entro l'anno 2015, la proporzione di chi è privo di accesso all'acqua potabile, il Porporato ha concluso il suo intervendo sottolineando che: "l'acqua potabile ed i servizi sanitari basici sono riconosciuti come elementi essenziali per la vita di ogni essere umano".

  La Santa Sede propone un Padiglione che è un invito alla riflessione sulla duplice dimensione dell'acqua: divina ed umana.

  Il visitatore seguirà un percorso guidato suddiviso in tre tappe. La prima presenta l'acqua come fonte di vita; la seconda mostra una collezione di opera d'arte legate all'acqua e al suo ruolo nella Storia della Salvezza; e la terza è uno spazio di carattere solidale nel quale ci viene ricordato che molti uomini hanno un accesso limitato a questo elemento vitale ed anche la necessità di lavorare tutti insieme per risolvere il problema".

  La Santa Sede partecipa anche alle altre attività promosse dalla Expo Zaragoza 2008 nell'ambito della Mostra e il suo principale contributo è un Congresso Internazionale di Ecologia, in programma dal 10 al 12 luglio, sul tema. "La questione ecologica: la vita dell'uomo nel mondo". Il Congresso è stato promosso dall'Arcidiocesi di Zaragoza e dal Pontificio Consiglio della Giustizia e della Pace, e conterà sulla partecipazione di numerosi esperti, provenienti da tutto il mondo, della materia.
OP/EXPO ZARAGOZA/MARTINO:UREÑA                   VIS 20080519 (460)


SANTA MESSA IN SUFFRAGIO CARDINALE BERNARDIN GANTIN

CITTA' DEL VATICANO, 17 MAG. 2008 (VIS). Venerdì 23 maggio, alle 11:00, all'Altare della Cattedra della Basilica Vaticana, il Cardinale Angelo Sodano, Decano del Collegio Cardinalizio, celebrerà la Santa Messa di suffragio, insieme con gli altri Cardinali, per il Cardinale Bernardin Gantin.

  Il Cardinale Gantin, mancato il 13 maggio scorso a Parigi all'età di 86 anni, era Decano emerito del Collegio Cardinalizio e titolare della Chiesa suburbicaria di Palestrina.

  Al termine della Celebrazione Eucaristica, Papa Benedetto XVI rivolgerà la sua parola ai presenti e impartirà la Benedizione Apostolica.
OCL/MESSA SUFFRAGIO GANTIN/SODANO                   VIS 20080519 (100)


LA MISSIONE COMPITO E DOVERE DI TUTTE LE CHIESE

CITTA' DEL VATICANO, 17 MAG. 2008 (VIS). Questa mattina il Santo Padre ha ricevuto in Udienza i partecipanti all'incontro del Consiglio Superiore delle Pontificie Opere Missionarie, organismi al servizio del Papa e dei Vescovi delle Chiese locali "per realizzare il mandato missionario di evangelizzare le genti fino agli estremi confini della Terra", riuniti in questi giorni in Assemblea Plenaria.

  Rivolgendo parole di saluto al Cardinale Ivan Dias, Prefetto della Congregazione per l'Evangelizzazione dei Popoli, il Papa ha affermato: "Le Pontificie Opere Missionarie (...) sono state uno strumento prezioso nelle mani dei miei Predecessori, che le hanno elevate al rango di Pontificie, raccomandando ai Vescovi di istituirle nelle loro diocesi. Il Concilio Vaticano II (...) ha particolarmente approfondito la natura e la missione della Chiesa particolare, riconoscendone la piena dignità e responsabilità missionaria".

  "La missione è un compito e un dovere di tutte le Chiese, che come vasi comunicanti condividono persone e risorse per realizzarla". La missione della Chiesa locale "è missione di comunione. Ai germi di disgregazione tra gli uomini, che l'esperienza quotidiana mostra tanto radicati nell'umanità a causa del peccato, la Chiesa locale contrappone la forza generatrice di unità del Corpo di Cristo".

  "Grazie alla riflessione che hanno sviluppato in questi decenni, le Pontificie Opere Missionarie" - ha proseguito il Pontefice - "si sono inserite nel contesto dei nuovi paradigmi di evangelizzazione, e del modello ecclesiologico di comunione tra le Chiese. E' chiaro che esse sono Pontificie, ma per diritto sono anche episcopali, in quanto strumenti nelle mani dei Vescovi per realizzare il mandato missionario di Cristo".

  "L'apostolo Paolo a cui la Chiesa dedica uno speciale anno nel ricordo dei duemila anni dalla nascita" - ha detto il Papa - "ha compreso sulla via di Damasco e poi sperimentato nel corso del successivo ministero che la redenzione e la missione sono atti d'amore. E' l'amore di Cristo che lo spinge a percorrere le strade dell'impero romano, ad essere araldo, apostolo, banditore del Vangelo. (...) E' l'amore che ci deve spingere ad annunciare con franchezza e coraggio a tutti gli uomini la verità che salva. Un amore che si deve irradiare dovunque e raggiungere il cuore di ogni uomo. Gli uomini infatti attendono Cristo".

  "Le parole di Gesù, 'Andate dunque e ammaestrate tutte le nazioni" (...)" - ha concluso il Pontefice - "costituiscono ancora un mandato obbligatorio per tutta la Chiesa e per ogni singolo fedele di Cristo. Questo impegno apostolico è un dovere ed anche un diritto irrinunciabile, espressione propria della libertà religiosa, che ha le sue corrispondenti dimensioni etico-sociali ed etico-politiche. Alle Pontificie Opere è chiesto di rendere la 'Missio ad Gentes' il paradigma di tutta l'attività pastorale".
AC/MISSIONE/PONTIFICIE OPERE MISSIONARIE               VIS 20080519 (450)


RISPETTARE CARISMI MOVIMENTI ECCLESIALI


CITTA' DEL VATICANO, 17 MAG. 2008 (VIS). Il Santo Padre ha ricevuto oggi i Vescovi partecipanti ad un Seminario di Studi promosso dal Pontificio Consiglio per i Laici, per riflettere sulla sollecitudine pastorale verso i movimenti ecclesiali e le nuove comunità. (15-17 maggio, Rocca di Papa, Roma).

  "I movimenti ecclesiali e le nuove comunità" - ha detto il Papa - "sono una delle novità più importanti suscitate dallo Spirito Santo nella Chiesa per l'attuazione del Concilio Vaticano II (...). Paolo VI e Giovanni Paolo II seppero accogliere e discernere, incoraggiare e promuovere l'imprevista irruzione delle nuove realtà laicali che, in forme varie e sorprendenti, ridonavano vitalità, fede e speranza a tutta la Chiesa".

  "Sono stati superati non pochi pregiudizi, resistenze e tensioni" - ha rilevato il Pontefice - "Rimane da assolvere l'importante compito di promuovere una più matura comunione di tutte le componenti ecclesiali, perché tutti i carismi, nel rispetto della loro specificità, possano pienamente e liberamente contribuire all'edificazione dell'unico Corpo di Cristo".

  Riferendosi al tema del Seminario di studio: "Vi chiedo di andare incontro ai movimenti con molto amore", esortazione rivolta nel 2006 ad un gruppo di Vescovi tedeschi in Visita "ad Limina", Benedetto XVI ha detto: "Andare incontro con molto amore ai movimenti e alle nuove comunità ci spinge a conoscere adeguatamente la loro realtà, senza impressioni superficiali o giudizi riduttivi. Ci aiuta anche a comprendere che i movimenti ecclesiali e le nuove comunità non sono un problema o un rischio in più, che si assomma alle nostre già gravose incombenze. No! Sono un dono del Signore, una risorsa preziosa per arricchire con i loro carismi tutta la comunità cristiana".

  "Difficoltà o incomprensioni su questioni particolari non autorizzano alla chiusura" - ha sottolineato il Papa - "A noi Pastori è chiesto di accompagnare da vicino, con paterna sollecitudine, in modo cordiale e sapiente, i movimenti e le nuove comunità, perché possano generosamente mettere a servizio dell'utilità comune, (...), i tanti doni di cui sono portatori e che abbiamo imparato a conoscere e apprezzare: lo slancio missionario, gli efficaci itinerari di formazione cristiana, la testimonianza di fedeltà e obbedienza alla Chiesa, la sensibilità ai bisogni dei poveri, la ricchezza di vocazioni".

  "L'autenticità dei nuovi carismi è garantita dalla loro disponibilità a sottomettersi al discernimento dell'autorità ecclesiastica. (...) Consacrato e assistito dallo Spirito di Dio, in Cristo, Capo della Chiesa, il Vescovo dovrà esaminare i carismi e provarli, per riconoscere e valorizzare ciò che è buono, vero e bello, ciò che contribuisce all'incremento della santità dei singoli e delle comunità. Quando saranno necessari interventi di correzione, siano anch'essi espressione di 'molto amore'".
AC/MOVIMENTI/CON-L                               VIS 20080519 (450)


CHIESA CHIAMATA AD OFFRIRE TESTIMONIANZA DI COMUNIONE


CITTA' DEL VATICANO, 18 MAG. 2008 (VIS). Alle 16:30 il Papa ha presieduto la Concelebrazione Eucaristica in Piazza della Vittoria a Genova, alla quale hanno assistito 40.000 persone.

  Commentando le letture della messa nella solennità della Santissima Trinità, Benedetto XVI ha affermato: "La festa di oggi ci invita a salire in un certo senso 'sul monte' come fece Mosé. Questo sembra a prima vista portarci lontano dal mondo e dai suoi problemi ma in realtà si scopre che proprio conoscendo Dio più da vicino si ricevono anche indicazioni pratiche preziose per la vita".

  "L'uomo" - ha proseguito il Pontefice - "non si realizza in un'autonomia assoluta, illudendosi di essere Dio, ma, al contrario, riconoscendosi quale figlio, creatura aperta, protesa verso Dio e verso i fratelli, nei cui volti ritrova l'immagine del Padre comune".

  "Si vede bene che questa concezione di Dio e dell'uomo sta alla base di un corrispondente modello di comunità umana, e quindi di società. E' un modello che sta prima di ogni regolamentazione normativa, giuridica, istituzionale, ma direi anche prima delle specificazioni culturali. Un modello di famiglia umana trasversale a tutte le civiltà, che noi cristiani siamo soliti esprimere fin da bambini affermando che gli uomini sono tutti figli di Dio e quindi tutti fratelli".

  "In una società tesa tra globalizzazione e individualismo, la Chiesa è chiamata ad offrire la testimonianza della 'koinonia', della comunione. Questa realtà non viene 'dal basso' ma è un mistero che ha, per così dire, le 'radici in cielo': proprio in Dio uno e trino".

  "Abbiate cura" - ha esortato Benedetto XVI - "della formazione spirituale e catechistica, una formazione 'sostanziosa', più che mai necessaria per vivere bene la vocazione cristiana nel mondo di oggi. Lo dico agli adulti e ai giovani: coltivate una fede pensata, capace di dialogare in profondità con tutti, con i fratelli non cattolici, con i non cristiani e i non credenti".

  "Incoraggio con affetto speciale i seminaristi e i giovani impegnati in un cammino vocazionale: non abbiate timore, anzi, sentite l'attrattiva delle scelte definitive, di un itinerario formativo serio ed esigente".

  "Chiesa di Genova" - ha concluso il Pontefice - "sii unita e missionaria, per annunciare a tutti la gioia della fede e la bellezza di essere Famiglia di Dio. (...) Cari amici, guardate al futuro con fiducia e cercate di costruirlo insieme evitando faziosità e particolarismi, anteponendo ai pur legittimi interessi particolari il bene comune".

  Terminata la celebrazione della Santa Messa, il Santo Padre ha raggiunto l'aeroporto Cristoforo Colombo di Genova-Sestri, per ripartire alla volta di Roma.
PV-ITALIA/MESSA/GENOVA                           VIS 20080519 (430)


VITA CONSACRATA: TUTTO E' PREZIOSO CAMPO SERVIZIO CHIESA


CITTA' DEL VATICANO, 18 MAG. 2008 (VIS). Lasciata Piazza Matteotti dopo l'incontro con i giovani e la recita dell'Angelus, il Santo Padre ha raggiunto la Cattedrale di San Lorenzo, per l'incontro con il Capitolo e i rappresentanti della vita consacrata.

  Al suo arrivo il Papa è stato accolto dal Vescovo Ausiliare di Genova, S.E. Monsignor Luigi Ernesto Palletti ed ha ricevuto il saluto del Preside della Cattedrale, Monsignor Mario Grone, e del Delegato diocesano per la Vita Consacrata, Padre Domenico Rossi, OCD.

  "Questo tempio, attorniato da tanti vicoli" - ha detto il Papa - "sembra essere il punto di confluenza e di arrivo di ogni cammino: come se dall'ombra delle vie strette gli uomini volessero uscire alla luce della loro Cattedrale, volessero uscire nella luce di Dio che tutti accoglie, abbraccia, illumina e ristora".

  "Nei secoli passati, la Chiesa di Genova ha conosciuto una ricca tradizione di santità e di generoso servizio ai fratelli" - ha detto il Pontefice - "Ma anche ora, nonostante le difficoltà che la società sta attraversando, è forte la passione evangelizzatrice nelle vostre comunità. In particolare, è cresciuto il comune desiderio di stringere rapporti di sempre più fraterna intesa per collaborare all'azione missionaria, promossa in tutta l'Arcidiocesi. Infatti, seguendo gli orientamenti della Conferenza Episcopale Italiana, volete porvi in stato di permanente missionarietà, come testimonianza della gioia del Vangelo e come invito esplicito rivolto a tutti a incontrare Gesù Cristo".

  Per coltivare lo spirito missionario, ha proseguito il Pontefice, "E' necessario soprattutto  che diventiamo 'specialisti' dell'ascolto di Dio, ed esempi credibili di una santità che si traduca in fedeltà al Vangelo senza cedimenti allo spirito del mondo. Come ebbe a scrivere il Cardinale Giuseppe Siri, zelante Pastore di questa Arcidiocesi per vari decenni, (...) "'la vita religiosa si muove intorno a Dio e tutto dispone intorno a Dio e pertanto diventa una testimonianza di Dio e il richiamo di Dio'".

  "Vi prego di continuare nelle vostre opere, ma soprattutto nella vostra presenza: il venir meno delle vostre comunità impoverisce voi, ma anche Genova. I poveri, i malati, le famiglie, i bambini, le nostre Parrocchie, tutto è prezioso campo di servizio e di dono per costruire la Chiesa e servire gli uomini".

  "La lunga tradizione spirituale di Genova conta ben sei Papi, dei quali ricordo soprattutto Benedetto XV, (...), il Papa della pace, il quale scriveva: 'ciò che rende la parola umana capace di giovare alle anime è la grazie di Dio'. Non dimentichiamolo mai. (...) Per essere testimoni e araldi del messaggio salvifico non possiamo contare solo sulle nostre umane energie. E' la fedeltà di Dio a stimolare e a conformare la nostra fedeltà a Lui: per questo, lasciamoci guidare dallo Spirito della verità e dell'amore".

  Al termine dell'incontro, il Papa si è soffermato in preghiera davanti alla tomba del Cardinale Giuseppe Siri e quindi si è trasferito al Seminario Arcivescovile Maggiore "Benedetto XV" dove ha salutato i Seminaristi e pranzato con i Vescovi della Liguria.
PV-ITALIA/RELIGIOSI/GENOVA                           VIS 20080519 (460)


ANGELUS: APPELLO CONFERENZA DI DUBLINO


CITTA' DEL VATICANO, 18 MAG. 2008 (VIS). Al termine dell'incontro con i giovani, il Santo Padre ha guidato la recita dell'Angelus invocando "la materna assistenza" della Madonna della Guardia, sulla città di Genova e su tutta la Liguria, in particolare affinché vegli "sugli ammalati e su tutti i sofferenti".

  "La Liguria, ed in particolare Genova" - ha detto il Santo Padre - "è da sempre una terra aperta sul Mediterraneo e sul mondo intero: quanti missionari sono partiti da questo porto per le Americhe e per altre terre lontane! Quanta gente da qui è emigrata per altri Paesi, povera forse di risorse materiali, ma ricca di fede e di valori umani e spirituali, che hanno poi trapiantato nei luoghi di approdo! Continui Maria, Stella del mare, a brillare su Genova; continui Maria, Stella della speranza, a guidare il cammino dei Genovesi, specialmente delle nuove generazioni, perché seguano, con il suo aiuto, la giusta rotta nel mare spesso tempestoso della vita".

  Terminata la recita dell'Angelus il Santo Padre ha ricordato che domani avrà inizio a Dublino la Conferenza diplomatica sulle munizioni a grappolo "convocata allo scopo di produrre una Convenzione che interdica questi micidiali ordigni. Auspico che, grazie alla responsabilità di tutti i partecipanti, si possa giungere ad uno strumento internazionale forte e credibile: è necessario infatti rimediare agli errori del passato ed evitare che si ripetano in futuro. Accompagno con la mia preghiera le vittime delle munizioni a grappolo e le loro famiglie, nonché quanti prenderanno parte alla Conferenza, formulando i migliori auguri di successo.
PV-ITALIA/ANGELUS/GENOVA                           VIS 20080519 (260)


AI GIOVANI: COLTIVARE VITA SPIRITUALE E FORMAZIONE

CITTA' DEL VATICANO, 18 MAG. 2008 (VIS). Al termine della visita all'Ospedale "Giannina Gaslini", il Papa ha raggiunto Piazza Matteotti a Genova per l'incontro con i giovani.

  "Carissimi giovani, voi siate la giovinezza di Genova!" - ha esclamato il Papa all'inizio del suo discorso - "Sì, vi dico, siate sempre giovani! Ma vi ricordo che la giovinezza - quella vera - non è questione di anni, di vigore fisico, di forma smagliante, di efficienza. Sembra che la giovinezza debba essere sinonimo di gioia, ma non è così. Ci sono, purtroppo, dei giovani di anni, ma che sono vecchi dentro. (...) Essere giovani significa aver scoperto le cose che non passano col passare veloce degli anni. Se un giovane scopre i valori veri e grandi, allora non invecchia mai, anche se il corpo segue le sue leggi".

  "Solamente chi è buono e generoso è veramente giovane" - ha sottolineato il Pontefice - "Vi auguro di essere giovani, non alla moda: le mode si bruciano in un baleno, in una rincorsa frenetica e stordita; la giovinezza invece - quella della bontà - resta sempre. Anzi, sarà perfetta e splendente in Cielo con Dio".

  "Perché il sogno della perenne giovinezza? Mi sembra ci siano due elementi determinati: la gioventù ha ancora tutto il futuro davanti a sé. (...) E il futuro è pieno di promesse. Oggi però, per molti, anche pieno di minacce, soprattutto la minaccia di un grande vuoto. Perciò molti vogliono arrestare il tempo per paura di un futuro nel vuoto. (...) E' importante scegliere le vere promesse, che aprono al futuro -anche con rinunce. (...) E la prima scelta fondamentale deve essere Dio".

  "E' la vita spirituale che vi invito a coltivare" - ha detto ancora il Papa ai giovani - "La vita dell'anima è incontro con Lui, Volto concreto di Dio; è preghiera silenziosa e perseverante, è vita sacramentale, è Vangelo meditato, è accompagnamento spirituale, è appartenenza cordiale alla Chiesa, alle vostre comunità ecclesiali".

  "Ma come si può amare ciò che non si conosce?" - si è chiesto il Pontefice - "La conoscenza spinge all'amore e l'amore stimola la conoscenza. E' così anche con Cristo. Ecco la necessità di approfondire il mistero di Gesù, la verità del suo pensiero che risuona nel Vangelo e nel Magistero della Chiesa. Senza una formazione sostanziosa come sarà possibile dare ragione della fede ai vostri coetanei a volte pieni di domande circa la vita, se stessi, la fede cristiana, la Chiesa?".

  "Andate carissimi giovani" - ha esortato il Pontefice - "negli ambienti di vita, nella vostre parrocchie, nei quartieri più difficili, nelle strade! Annunciate Cristo Signore, speranza del mondo. Quanto più l'uomo si allontana da Dio, la sua Sorgente, tanto più smarrisce se stesso, la convivenza umana diventa difficile, e la società si sfalda. State uniti tra voi, aiutatevi a vivere e a crescere nella fede e nella vita cristiana, per poter essere testimoni arditi del Signore".

  "Ciascuno di voi, cari giovani, se resta unito a Cristo e alla Chiesa può compiere grandi cose. E' questo l'augurio che vi lascio come una consegna. Do un arrivederci a Sydney, a quanti di voi si sono iscritti a partecipare all'Incontro mondiale di luglio, e lo estendo a tutti, perché chiunque potrà seguire l'evento anche da qui".
PV-ITALIA/GIOVANI/GENOVA                           VIS 20080519 (540)


VISITA OSPEDALE PEDIATRICO "GIANNINA GASLINI" DI GENOVA


CITTA' DEL VATICANO, 18 MAG. 2008 (VIS). Alle  9:00 di questa mattina il Santo Padre Benedetto XVI ha visitato in forma privata il Santuario della Madonna della Guardia a Cerànesi-Campomorrone e successivamente si è recato all'Ospedale Pediatrico "Giannina Gaslini", dove ha salutato i bambini degenti e i loro genitori ed ha incontrato nel Piazzale all'ingresso dell'ospedale i dirigenti, il personale medico, gli infermieri ed i bambini ricoverati.

  Ricordando all'inizio del suo discorso che l'Ospedale fu inaugurato il 15 maggio 1938, il Santo Padre ha affermato che questo Istituto "con giusto orgoglio è sentito dai Genovesi come un patrimonio prezioso".

  Ringraziando il personale dell'Ospedale  "- dirigente, amministrativo e  sanitario - per la professionalità e la dedizione del loro servizio" che copre quasi tutte le specialità in campo pediatrico, il Santo Padre ha affermato: "La speranza che qui si coltiva ha dunque buoni fondamenti. Tuttavia, per affrontare efficacemente il futuro, è indispensabile che questa speranza sia sostenuta da una visione più alta della vita, che permetta allo scienziato, al medico, al professionista, all'assistente, ai genitori stessi di impegnare tutte le loro capacità, senza risparmiare sforzi per ottenere i migliori risultati che la scienza e la tecnica possono oggi offrire, sul piano della prevenzione e della cura".

  "Mi rivolgo, infine, a voi, carissimi bambini, per ripetervi che il Papa vi vuole bene. Accanto a voi vedo i vostri familiari, che condividono con voi momenti di trepidazione e di speranza. Siatene tutti certi: Dio non ci abbandona mai. Restate uniti a Lui e non perderete mai la serenità, nemmeno nei momenti più bui e complessi".
PV-ITALIA/OSPEDALE GASLINI/GENOVA                   VIS 20080519 (280)


MISERICORDIA ESSENZA DEL CRISTIANESIMO


CITTA' DEL VATICANO, 17 MAG. 2008 (VIS). Nel pomeriggio di oggi ha avuto inizio la Visita Pastorale di Papa Benedetto XVI a Savona e Genova (Italia). Partito alle 15:30 dall'aeroporto romano di Ciampino ed atterrato alle 16:20 all'aeroporto Cristoforo Colombo di Genova-Sestri, il Papa ha raggiunto in elicottero Savona e il Santuario di Nostra Signora della Misericordia.

  All'arrivo, Papa Benedetto XVI è stato accolto della Autorità religiose e nell'interno, ha sostato in adorazione del Santissimo Sacramento e in venerazione e preghiera alla Vergine. Sull'altare della Madonna il Santo Padre ha deposto una rosa d'oro a ricordo della visita. Successivamente in auto scoperta ha raggiunto Piazza del Popolo a Savona per la celebrazione della Santa Messa.

  Commentando le letture della liturgia, un brano del Libro dell'Esodo, in cui Dio proclama il proprio nome in presenza di Mosé: "'Il Signore, il Signore, Dio misericordioso e pietoso, lento all'ira e ricco di grazie e di fedeltà', il Papa ha detto nell'omelia: "Sono parole umane ma suggerite e quasi pronunciate dallo Spirito Santo. Esse ci dicono la verità su Dio: erano vere ieri, sono vere oggi e saranno vere sempre; ci fanno vedere con gli occhi della mente il volto dell'Invisibile, ci dicono il nome dell'Ineffabile. Questo nome è Misericordia, Grazia, Fedeltà".

  Riferendosi all'apparizione della Vergine Maria nel 1536 ad un contadino di Savona, il Papa ha ricordato che il titolo con il quale è venerata è "Madonna della Misericordia" ed ha esclamato: "E' qui tutta l'essenza del cristianesimo, perché l'essenza di Dio stesso. Dio è Uno in quanto è tutto e solo Amore, ma proprio essendo Amore è apertura, accoglienza, dialogo; e nella sua relazione con noi, uomini peccatori, è misericordia, compassione, grazia, perdono. Dio ha creato tutto per l'esistenza e la sua volontà è sempre e soltanto vita".

  "Nel corso della storia della Chiesa, la Vergine Maria non ha fatto che invitare i suoi figli a ritornare a Dio, ad affidarsi a Lui nella preghiera, a bussare con fiduciosa insistenza alla porta del suo Cuore misericordioso. (...) La mia visita a Savona, nel giorno della Santissima Trinità, è anzitutto un pellegrinaggio, mediante Maria, alle sorgenti della fede, della speranza e dell'amore".

  Ricordando il Predecessore Pio VII, Benedetto XVI ha affermato: "A distanza di due secoli, vengo a rinnovare l'espressione della riconoscenza della Santa Sede e di tutta la Chiesa per la fede, l'amore ed il coraggio con cui i vostri concittadini sostennero il Papa nella sua residenza coatta, impostagli da Napoleone Bonaparte".

  "Quella pagina oscura della storia dell'Europa è diventata, per la forza dello Spirito Santo, ricca di grazie e di insegnamento, anche per i nostri giorni. Essa ci insegna il coraggio nell'affrontare le sfide del mondo: materialismo, relativismo, laicismo, senza mai cedere a compromessi, disposti a pagare di persona pur di rimanere fedeli al Signore e alla sua Chiesa".

  "L'apparizione della Vergine, in un momento tragico della storia di Savona e l'esperienza tremenda che qui affrontò il Successore di Pietro concorrono a trasmettere alle generazioni cristiane di questo nostro tempo un  messaggio di speranza, ci incoraggiano ad avere fiducia negli strumenti della Grazia che il Signore mette a nostra disposizione in ogni situazione".

  Tra questi mezzi di salvezza, il Papa ha enumerato in primo luogo: "la preghiera personale, familiare e comunitaria" ed ha ribadito che: "la Domenica va riscoperta nella sua radice cristiana, a partire dalla celebrazione del Signore Risorto (...) E poi anche il Sacramento della Riconciliazione (...) come mezzo fondamentale per la crescita spirituale".

  "Altri inseparabili strumenti di crescita sono le opere di carità da esercitare con viva fede. (...) Nel mondo moderno" - ha proseguito il Papa - "che spesso fa della bellezza e dell'efficienza fisica un ideale da perseguire in ogni modo, come cristiani siamo chiamati a trovare il voto di Gesù Cristo, 'il più bello tra i figli dell'uomo', proprio nelle persone sofferenti ed escluse".

  "Colgo volentieri l'occasione per rivolgere un saluto ai detenuti e al personale dell'Istituto penitenziario 'Sant'Agostino' di Savona, che vivono da tempo una situazione di particolare disagio. Un saluto altrettanto caloroso agli ammalati degenti nell'Ospedale, nelle Case di cura o nelle private abitazioni".

  Successivamente rivolgendosi ai sacerdoti il Papa ha avuto parole di esortazione dicendo loro: "Cari fratelli in Cristo, credete sempre nell'efficacia del vostro quotidiano servizio sacerdotale. (...) Andate in cerca della gente, come faceva il Signore Gesù: nella visita alle famiglie, nel contatto con i malati, nel dialogo con i giovani, facendovi presenti in ogni ambiente di lavoro e di vita. A voi, cari religiosi e religiose, che ringrazio per la presenza, ribadisco che il mondo ha bisogno della vostra testimonianza e della vostra preghiera".

  "Cari amici" - ha detto infine il Pontefice rivolgendosi ai giovani - "mettete la vostra giovinezza al servizio di Dio e dei fratelli. (...) Cari giovani, osate impegnare la vostra vita in scelte coraggiose, non da soli, naturalmente, ma con il Signore! Date a questa Città lo slancio e l'entusiasmo che derivano dalla vostra viva esperienza di fede, un'esperienza che non mortifica le aspettative del vivere umano, ma le esalta nella partecipazione alla stessa esperienza di Cristo".

 Terminata la Celebrazione Eucaristica, il Santo Padre ha raggiunto in auto la Vecchia Darsena al Porto di Savona, dove in elicottero è ripartito alla volta di Genova e del Santuario della Madonna della Guardia, per il pernottamento in Episcopio.
PV-ITALIA/ARRIVO:MESSA/SAVONA                       VIS 20080519 (890)


venerdì 16 maggio 2008

ALTRI ATTI PONTIFICI

CITTA' DEL VATICANO, 16 MAG. 2008 (VIS). Ieri, il Santo Padre ha accettato la rinuncia al governo pastorale della Diocesi di Basse-Terre e di Pointe-à-Pitre (Guadalupa), presentata dal Vescovo Ernest Mesmin Lucien Cabo, per raggiunti limiti d'età.
RE/.../CABO                                         VIS 20080516 (40)

UDIENZE


CITTA' DEL VATICANO, 16 MAG. 2008 (VIS). Il Santo Padre ha ricevuto questa mattina in udienze separate:

- Quattro Presuli della Conferenza Episcopale della Thailandia, in Visita "ad Limina Apostolorum":

    - L'Arcivescovo Louis Chamniern Santisukniran, di Thare und Nonseng.

    - Il Vescovo Joseph Chusak Sirisut, di Nakhon Ratchasima.

    - Il Vescovo Philip Banchong Chaiyara, C.SS.R., di Ubon Ratchathani, con il Vescovo emerito Michael Bunluen Mansap.

  Nel pomeriggio il Santo Padre riceverà in udienza:

- L'Arcivescovo Mario Giordana, Nunzio Apostolico in Slovacchia.

- Due Presuli della Conferenza Episcopale della Thailandia, in Visita "ad Limina Apostolorum":

-    Il Vescovo George Yod Phimphisan, C.SS.R., di Udon Thani.

-    Il Monsignor Joseph Haelom Wutthilert, Vicario Generale di Chiang Mai
AL:AP/.../...                                       VIS 20080516 (120)


PREGHIERA DEL PAPA NOSTRA SIGNORA DI SHESHAN


CITTA' DEL VATICANO, 16 MAG. 2008 (VIS). Il Santo Padre Benedetto ha composto una Preghiera a Nostra Signora di Sheshan in occasione della Giornata di preghiera per la Chiesa in Cina, il 24 maggio prossimo

  Nella Lettera indirizzata ai fedeli della Chiesa cattolica nella Repubblica Popolare Cinese, nel maggio 2007, il Papa aveva manifestato il desiderio che il 24 maggio, Solennità della Beata Vergine Maria Ausiliatrice, che si venera con tanta devozione nel Santuario mariano di Sheshan, a Shanghai, sia una Giornata di Preghiera per la Chiesa in Cina. Di seguito viene riportato il testo integrale della preghiera.

Vergine Santissima, Madre del Verbo incarnato e Madre nostra,
venerata col titolo di "Aiuto dei cristiani" nel Santuario di Sheshan,
verso cui guarda con devoto affetto l'intera Chiesa che è in Cina,
veniamo oggi davanti a te per implorare la tua protezione.
Volgi il tuo sguardo al Popolo di Dio e guidalo con sollecitudine materna
sulle strade della verità e dell'amore, affinché sia in ogni circostanza
fermento di armoniosa convivenza tra tutti i cittadini.

Con il docile "sì" pronunciato a Nazaret tu consentisti
all'eterno Figlio di Dio di prendere carne nel tuo seno verginale
e di avviare così nella storia l'opera della Redenzione,
alla quale cooperasti poi con solerte dedizione,
accettando che la spada del dolore trafiggesse la tua anima,
fino all'ora suprema della Croce, quando sul Calvario restasti
ritta accanto a tuo Figlio che moriva perché l'uomo vivesse.

Da allora tu divenisti, in maniera nuova, Madre
di tutti coloro che accolgono nella fede il tuo Figlio Gesù
e accettano di seguirlo prendendo la sua Croce sulle spalle.
Madre della speranza, che nel buio del Sabato santo andasti
con incrollabile fiducia incontro al mattino di Pasqua,
dona ai tuoi figli la capacità di discernere in ogni situazione,
fosse pur la più buia, i segni della presenza amorosa di Dio.

Nostra Signora di Sheshan, sostieni l'impegno di quanti in Cina,
tra le quotidiane fatiche, continuano a credere, a sperare, ad amare,
affinché mai temano di parlare di Gesù al mondo e del mondo a Gesù.
Nella statua che sovrasta il Santuario tu sorreggi in alto tuo Figlio,
presentandolo al mondo con le braccia spalancate in gesto d'amore.
Aiuta i cattolici ad essere sempre testimoni credibili di questo amore, mantenendosi uniti alla roccia di Pietro su cui è costruita la Chiesa.
Madre della Cina e dell'Asia, prega per noi ora e sempre.  Amen!
BXVI-PREGHIERA/VERGINE SHESHAN/CINA            VIS 20080516 (410)


UNIRE FORZE SOSTENERE CON OGNI MEZZO POSSIBILE FAMIGLIE


CITTA' DEL VATICANO, 16 MAG. 2008 (VIS). Questa mattina il Santo Padre Benedetto XVI ha ricevuto in Vaticano i partecipanti al Forum delle Associazioni Familiari e della Federazione Europea delle Associazioni Familiari Cattoliche che prendono parte al Convegno "L'alleanza per la famiglia in Europa: l'associazionismo protagonista".

  "Per sottolineare l'importanza di tale ricorrenza" - ha detto il Santo Padre - "avete voluto organizzare un apposito Convegno (...) per confrontare le esperienze tra varie forme associative familiari e con l'obiettivo di sensibilizzare i governanti e l'opinione pubblica sul ruolo centrale e insostituibile che svolge la famiglia nella nostra società".

  Ricordando che quest'anno ricorre il 40° anniversario dell'Enciclica di Papa Paolo VI "Humanae Vitae" e il 25° di promulgazione della "Carta dei diritti della Famiglia", presentata dalla Santa Sede il 22 ottobre 1983, il Papa ha affermato: "La 'Carta dei diritti della Famiglia' indirizzata principalmente ai governi, offre, a chi è investito di responsabilità in ordine al bene comune, un modello e un punto di riferimento per l'elaborazione di un'adeguata legislazione politica della famiglia. Al tempo stesso, essa si dirige a tutte le famiglie ispirandole a coalizzarsi nella difesa e promozione dei loro diritti".

  Citando le parole del Pontefice Giovanni Paolo II, chiamato anche il "Papa della famiglia", Benedetto XVI ha detto che: "'L'avvenire dell'umanità passa attraverso la famiglia" ed ha aggiunto che: "La rivelazione biblica, (...) è anzitutto espressione di una storia d'amore, la storia dell'alleanza di Dio con gli uomini. Ecco perché la storia dell'amore e dell'unione tra un uomo ed una donna nell'alleanza del matrimonio è stata assunta da Dio come simbolo della storia della salvezza".

  Riferendosi alle difficoltà del nucleo familiare nel nostro tempo, il Papa ha ricordato che: "Da tante famiglie, che versano in condizioni di preoccupante precarietà, si leva, talvolta persino inconsapevolmente, un grido, una richiesta di aiuto che interpella i responsabili delle pubbliche amministrazioni, delle comunità ecclesiali e delle diverse agenzie educative. Si rende pertanto sempre più urgente l'impegno di unire le forze per sostenere, con ogni mezzo possibile, le famiglie dal punto di vista sociale ed economico, giuridico e spirituale".

  Tra le iniziative emerse dal Convegno, il Santo Padre ha avuto parole di apprezzamento per "Un fisco a misura di famiglia', affinché i governi promuovano una politica familiare che offra la possibilità concreta ai genitori di avere dei figli ed educarli in famiglia".

  "La famiglia, cellula di comunione a fondamento della società, per i credenti è come una 'piccola chiesa domestica', chiamata a rivelare al mondo l'amore di Dio. (...) Aiutate le famiglie" - ha concluso il Papa - "ad essere segno visibile di questa verità, a difendere i valori scritti nella stessa natura umana e quindi comuni a tutti l'umanità, ossia la vita, la famiglia e l'educazione. Non sono principi derivanti da una confessione di fede, ma dall'applicazione della giustizia che rispetta i diritti di ogni uomo. Questa è la vostra missione, care famiglie cristiane!".
AC/FAMIGLIA/FORUM ASSOCIAZIONI FAMILIARI               VIS 20080516 (480)


VESCOVI THAILANDIA EDUCAZIONE COOPERAZIONE INTERRELIGIOSA

CITTA' DEL VATICANO, 16 MAG. 2008 (VIS). Il Santo Padre ha ricevuto questa mattina i Presuli della Conferenza Episcopale della Thailandia, al termine della Visita "ad Limina Apostolorum".

  La missione evangelizzatrice della piccola comunità cattolica "viene intrapresa nel contesto della vita di relazione, in particolare con i buddisti" - ha affermato Benedetto XVI - "Infatti avete prontamente manifestato il vostro grande rispetto per i monasteri buddisti e stima per il contributo che essi offrono alla vita sociale e culturale del popolo tailandese".

  "La coesistenza di diverse comunità religiose oggi si svolge sullo sfondo della globalizzazione. (...) Da un parte" - ha proseguito il Pontefice - "vi è la crescente moltitudine di legami economici e culturali che abitualmente promuovono un senso di solidarietà globale e di responsabilità condivisa per il benessere dell'umanità. Dall'altra segni inquietanti di frammentazione ed un certo individualismo nel quale prende piede il secolarismo, relegano il trascendente ed il senso del sacro ai margini, eclissando l'origine dell'armonia e dell'unità nell'universo".

  "Gli aspetti negativi di questo fenomeno culturale, che causano sgomento a voi e ad altri responsabili religiosi nel vostro Paese, fanno risaltare l'importanza della cooperazione interreligiosa. (...) In accordo con i Buddisti, voi potete promuovere la reciproca comprensione relativamente alla trasmissione delle tradizioni alle nuove generazioni, l'articolazione di valori etici discernibili dalla ragione, il rispetto per il trascendente, la preghiera e la contemplazione".

  "L'effusione dello Spirito Santo è perciò un dono e un dovere allo stesso tempo" - ha sottolineato il Pontefice - "un compito che a sua volta diviene un dono epifanico: la presentazione di Cristo e il suo amore per il mondo. In Tailandia, questo dono si incontra particolarmente negli ospedali e nelle strutture sociali della Chiesa e nelle scuole".

  "Le scuole e i collegi cattolici" - ha detto ancora il Santo Padre - "offrono un notevole contributo alla formazione intellettuale di numerosi giovani tailandesi e devono anche dare un contributo di rilievo all'educazione spirituale e morale dei giovani. In merito desidero fare appello ai numerosi religiosi e religiose che diligentemente servono gli istituti di istruzione cattolica nelle vostre diocesi, il cui ruolo non deve essere primariamente un ruolo amministrativo ma una missione. (...) E' oltremodo importante, quindi, che i religiosi rimangano accanto agli studenti e alle loro famiglie, in particolare con l'insegnamento nelle aule del catechismo per i cattolici e per quanti siano interessati, e mediante la formazione morale e la cura per le necessità spirituali di tutta la comunità scolastica. Incoraggio le congregazioni nel loro impegno di apostolato educativo, e confido che (...) le scuole diventino maggiormente accessibili ai poveri che tanto frequentemente desiderano il fedele abbraccio di Cristo".

  Riferendosi al servizio dei catechisti, il Santo Padre ha precisato che il loro compito non è di loro esclusiva pertinenza. Poiché "Ministero dei preti è 'annunciare la parola di Dio a tutti' ed anche 'predicare ed insegnare'".

  Benedetto XVI ha espresso il suo apprezzamento per "gli sforzi di tutta la comunità cattolica tailandese nel promuovere la dignità di ogni essere umano, specialmente il più vulnerabile. Di particolare preoccupazione è per voi il flagello rappresentato dal traffico di donne e bambini e la prostituzione. Indubbiamente la povertà è un fattore all'origine di tale fenomeno, e al riguardo, sono al corrente che molto è stato realizzato grazie ai programmi di sviluppo della Chiesa".

  "C'è un ulteriore aspetto che occorre riconoscere ed affrontare collettivamente, per contrastare efficacemente l'aberrante sfruttamento di essere umani. Mi riferisco" - ha detto il Pontefice - "alla banalizzazione della sessualità nei media e nelle industrie di intrattenimento che alimentano il declino dei valori morali e conducono" - ha concluso Benedetto XVI - alla degradazione della donna, all'indebolimento della fedeltà nel matrimonio e all'abuso dei minori".
AL/.../TAILANDIA                                   VIS 20080516 (600)


giovedì 15 maggio 2008

MOBILITÀ UMANA FRONTIERA NUOVA EVANGELIZZAZIONE

CITTA' DEL VATICANO, 15 MAG. 2008 (VIS). Questa mattina il Papa ha ricevuto i partecipanti alla Sessione Plenaria del Pontificio Consiglio della Pastorale per i Migranti e gli Itineranti, che in questi giorni esaminano il tema: "La famiglia migrante e itinerante".

  "Durante la recente visita negli Stati Uniti d'America" - ha ricordato il Pontefice nel suo discorso - "ho avuto modo di incoraggiare quel grande Paese a continuare nel suo impegno di accoglienza verso quei fratelli e sorelle che lì giungono venendo, in genere, da Paesi poveri. Ho segnalato in particolare il grave problema del ricongiungimento familiare, tema che avevo già affrontato nel Messaggio per la 93ma Giornata Mondiale del Migrante e del Rifugiato".

  Riaffermando che "La sollecitudine della Chiesa verso la famiglia migrante nulla toglie all'interesse pastorale per quella in mobilità", il Santo Padre ha affermato che: "Non bisogna dimenticare che la famiglia, anche quella migrante e itinerante, costituisce la cellula originaria della società, da non distruggere, ma da difendere con coraggio e pazienza. Essa rappresenta la comunità nella quale fin dall'infanzia si è formati ad adorare e amare Dio, apprendendo la grammatica dei valori umani e morali e imparando a fare buon uso della libertà nella verità. Purtroppo in non poche situazioni questo avviene con difficoltà, specialmente nel caso di chi è investito dal fenomeno della mobilità umana".

  Riferendosi successivamente al "profondo legame" che unisce il Sacramento dell'Eucaristia e il Sacramento del Matrimonio, sottolineando anche quanto significativo sia che "la Liturgia preveda la celebrazione del Sacramento del matrimonio nel cuore della Celebrazione eucaristica", il Papa ha affermato che: "Gli sposi nella loro vita quotidiana devono ispirare il loro comportamento all'esempio di Cristo che 'ha amato la Chiesa e ha dato se stesso per lei' (Ef 5,25): tale supremo gesto d'amore viene ripresentato in ogni Celebrazione eucaristica. Opportunamente, pertanto, la pastorale familiare si rifarà a questo dato sacramentale come a suo riferimento di fondamentale importanza".

  "Chi va a Messa - e bisogna facilitarne la celebrazione anche per i migranti e gli itineranti - trova nell'Eucaristia un fortissimo rimando alla propria famiglia, al proprio matrimonio, ed è incoraggiato a vivere la propria situazione in prospettiva di fede, cercando nella grazia divina la forza necessaria per riuscirvi".

  "A nessuno sfugge, infine, che la mobilità umana rappresenta, nell'attuale mondo globalizzato, una frontiera importante per la nuova evangelizzazione" - ha concluso il Pontefice affermando infine: "Vi incoraggio perciò a proseguire nel vostro impegno pastorale con rinnovato zelo, mentre, da parte mia, vi assicuro la mia vicinanza spirituale. Vi accompagno con la preghiera, perché lo Spirito Santo renda proficua ogni vostra iniziativa".
AC/FAMIGLIA MIGRANTE:ITINERANTE/CON-SM               VIS 20080515 (440)


ALTRI ATTI PONTIFICI

CITTA' DEL VATICANO, 15 MAG. 2008 (VIS). Il Santo Padre ha nominato:

- Il Monsignore Alceste Catella, Vescovo di Casale Monferrato (superficie: 970; popolazione: 103.000; cattolici: 99.000; sacerdoti: 115; religiosi: 172; diaconi permanenti: 12), Italia. Il Vescovo eletto, finora Vicario Generale della Diocesi di Biella, è nato nel 1942 a Tavigliano (Biella), ed è stato ordinato sacerdote nel 1966.

- Il Sacerdote Adolfo Bittschi Mayer, Vescovo Ausiliare di Sucre (superficie: 49.975; popolazione: 604.292; cattolici: 527.016; sacerdoti: 96; religiosi: 275; diaconi permanenti: 1), Bolivia. Il Vescovo eletto è nato nel 1950 a Ingolstadt (Germania), ed è stato ordinato sacerdote nel 1977. E' stato finora Parroco di Incahuasi (Bolivia), e Membro del Consiglio Presbiterale nella medesima Arcidiocesi.
NER:NEA/.../CATELLA:BITTSCHI                               VIS 20080515 (120)


UDIENZE

CITTA' DEL VATICANO, 15 MAG. 2008 (VIS). Il Santo Padre ha ricevuto in udienze separate:

- Tre Presuli della Conferenza Episcopale della Thailandia, in Visita "ad Limina Apostolorum":

    - Il Cardinale Michael Michai Kitbunchu, Arcivescovo di Bangkok.

- Il Vescovo Lawrence Thienchai Samanchit, di Chanthaburi.

-    Il Vescovo Francis Xavier Kriengsak Kovithavanij, di Nakhon Sawan.
- Il Vescovo Gerhard Ludwig Müller, di Regensburg (Repubblica Federale di Germania), e Seguito.

  Nel pomeriggio il Santo Padre riceverà due Presuli della Conferenza Episcopale della Thailandia, in Visita "ad Limina Apostolorum":

    - Il Vescovo John Bosco Panya Kritcharoen, di Ratchaburi.

    - Il Vescovo Joseph Prathan Sridarunsil, S.D.B., di Surat Thani.
AL:AP/.../...                                       VIS 20080515 (110)


ADESIONE SANTA SEDE TRATTATO PROTEZIONE STRATO OZONO

CITTA' DEL VATICANO, 15 MAG. 2008 (VIS). La Santa Sede ha aderito alla Convezione di Vienna per la protezione dello strato di ozono e al Protocollo di Montreal sulle sostanze che assottigliano lo strato di ozono.

  L'Arcivescovo Celestino Migliore, Osservatore Permanente della Santa Sede presso l'Organizzazione delle Nazioni Unite a New York, ha depositato, il 5 maggio scorso, lo strumento di adesione presso il Segretario Generale dell'O.N.U.

  Con tale adesione "La Santa Sede" - ha spiegato l'Arcivescovo Migliore - "desidera incoraggiare l'intera Comunità Internazionale a promuovere risolutamente l'autentica cooperazione fra politica, scienza ed economia. Tale cooperazione, come è stato dimostrato nel caso dell'ozono,  è in grado di conseguire importanti risultati, che rendono contemporaneamente possibile la salvaguardia della creazione, la promozione dello sviluppo umano integrale e l'attenzione al bene comune, in uno spirito di solidarietà responsabile e con profonde e positive ripercussioni per le generazioni presenti e future".

  "In conformità con la propria natura ed il particolare carattere di Stato della Città del Vaticano, la Santa Sede, mediante tale solenne adesione, intende dare il proprio sostegno morale all'impegno degli Stati alla corretta ed effettiva messa in pratica dei Trattati in questione ed alla realizzazione dei menzionati obiettivi. A tale fine" - ha concluso l'Arcivescovo Migliore - "la Sede Apostolica auspica che  riconoscendo che 'i segni di (una crescita economica) non sono sempre stati in grado di proteggere i delicati equilibri della natura', tutti gli attori intensifichino la suddetta cooperazione e rafforzino 'l'alleanza fra l'uomo e l'ambiente, che deve rispecchiare l'amore creatore di Dio".
DELSS/TRATTATO OZONO/O.N.U.:MIGLIORE               VIS 20080515 (260)


VERGINITÀ CONSACRATA: CARISMA LUMINOSO E FECONDO


CITTA' DEL VATICANO, 15 MAG. 2008 (VIS). Questa mattina Papa Benedetto XVI ha ricevuto in Vaticano cinquecento appartenenti alla "Ordo Virginum" giunte a Roma in pellegrinaggio per partecipare al Congresso-Pellegrinaggio Internazionale.

  Nel discorso che ha loro rivolto il Papa ha ricordato che la verginità consacrata è "un dono nella Chiesa e per la Chiesa" ed ha invitato le consacrate "a crescere di giorno in giorno nella comprensione di un carisma tanto luminoso e fecondo agli occhi della fede, quanto oscuro e inutile a quelli del mondo".

  "L'Ordine delle Vergini costituisce una particolare espressione di vita consacrata, rifiorita nella Chiesa dopo il Concilio Vaticano II (cfr Esort. Ap. Vita consecrata, 7). Le sue radici, però, sono antiche; affondano negli inizi della vita evangelica quando, come novità inaudita, il cuore di alcune donne cominciò ad aprirsi al desiderio della verginità consacrata: a quel desiderio cioè di donare a Dio tutto il proprio essere che aveva avuto nella Vergine di Nazaret e nel suo 'sì' la prima straordinaria realizzazione".

  "Il vostro carisma deve riflettere l'intensità, ma anche la freschezza delle origini" - ha detto Benedetto XVI, sottolineato che: "Quando è nato, il vostro carisma non si configurava con particolari modalità di vita, ma si è poi man mano istituzionalizzato, fino ad una vera e propria consacrazione pubblica e solenne, conferita dal Vescovo mediante un suggestivo rito liturgico che faceva della donna consacrata la 'sponsa Christi', immagine della Chiesa sposa".

  "La vostra vocazione è profondamente radicata nella Chiesa particolare a cui appartenete" ha detto ancora il Pontefice - "Dal respiro della Diocesi, con le sue tradizioni, i suoi santi, i suoi valori, i limiti e le difficoltà, vi allargate al respiro della Chiesa universale, soprattutto condividendone la preghiera liturgica (...) In tal modo il vostro 'io' orante si dilaterà progressivamente fino a che nella preghiera non ci sia più che un grande 'noi'. È questa la preghiera ecclesiale e la vera liturgia. Nel dialogo con Dio apritevi al dialogo con tutte le creature, nei cui confronti vi ritrovate madri, madri dei figli di Dio".

  "La scelta della vita verginale" - ha concluso il Pontefice - "è un richiamo alla transitorietà delle realtà terrestri e anticipazione dei beni futuri. Siate testimoni dell'attesa vigilante e operosa, della gioia, della pace che è propria di chi si abbandona all'amore di Dio. Siate presenti nel mondo e tuttavia pellegrine verso il Regno".
AC/ORDO VIRGINUM/...                               VIS 20080515 (400)


mercoledì 14 maggio 2008

ALTRI ATTI PONTIFICI

CITTA' DEL VATICANO, 14 MAG. 2008 (VIS). Il Santo Padre ha nominato il Vescovo Romulo T. De La Cruz, finora Vescovo di San José de Antigue (Filippine),Vescovo di Kidapawan (superficie: 5.199; popolazione: 783.179; cattolici: 418.803; sacerdoti. 42; religiosi: 64), Filippine.
NER/.../DE LA CRUZ                                 VIS 20080514 (50)

TELEGRAMMA CORDOGLIO PER LA MORTE CARDINALE GANTIN

CITTA' DEL VATICANO, 14 MAG. 2008 (VIS). Il Santo Padre Benedetto XVI ha fatto pervenire un telegramma di cordoglio all'Arcivescovo Marcel Honorat Léon Agboton, di Cotonou (Benin), per la morte, ieri a Parigi, all'età di 86 anni, del Cardinale Bernardin Gantin, Decano emerito del Collegio Cardinalizio.

  "Appresa con dolore la notizia della morte del Cardinale Bernardin Gantin, Decano emerito del Collegio Cardinalizio, tengo a comunicarle la mia fervente unione nella preghiera con i Vescovi della Conferenza Episcopale del Benin, i fedeli dell'Arcidiocesi di Cotonou e di tutto il Benin, con la famiglia del defunto e con quanti piangono la sua scomparsa. Chiedo a Dio, Padre di misericordia, di accogliere nella sua luce e nella sua pace questo eminente figlio del Benin e dell'Africa, stimato da tutti, animato da uno spirito profondamente apostolico e da un elevato senso della Chiesa e della sua missione nel mondo. Rendo grazie al Signore per il suo fecondo ministero, prima come Arcivescovo di Cotonou, e poi, per molti anni alla Santa Sede, che ha servito con generosa fedeltà, in particolare nella Congregazione per i Vescovi e come Membro del Collegio Cardinalizio, di cui è stato stimato Decano. In segno di conforto, a voi, e agli altri Vescovi del Benin, alla famiglia del defunto, ai sacerdoti, ai religiosi, alle religiose, ai catechisti e a tutti i fedeli del Benin, e alle persone che parteciperanno alla Liturgia esequiale, impartisco la mia affettuosa Benedizione Apostolica".
TGR/MORTE CARDINALE GANTIN/AGBOTON                   VIS 20080514 (250)


FERVIDE PREGHIERE DEL PAPA VITTIME TERREMOTO CINA

CITTA' DEL VATICANO, 14 MAG. 2008 (VIS). Al termine della catechesi dell'Udienza Generale del Mercoledì, Papa Benedetto XVI ha ricordato "le "popolazioni del Sichuan e delle Province limitrofe in Cina, duramente colpite dal terremoto, che ha causato gravi perdite in vite umane, numerosissimi dispersi e danni incalcolabili".

  "Vi invito ad unirvi a me nella fervida preghiera per tutti coloro che hanno perso la vita. Sono spiritualmente vicino alle persone provate da così devastante calamità: per esse imploriamo da Dio sollievo nella sofferenza" - ha detto il Papa ed ha concluso con questo parole: "Voglia il Signore concedere sostegno a tutti coloro che sono impegnati nel far fronte alle esigenze immediate del soccorso".
AG/APPELLO:CINA/...                               VIS 20080514 (120)


PSEUDO-DIONIGI AEROPAGITA: MEDIATORE DEL DIALOGO

CITTA' DEL VATICANO, 14 MAG. 2008 (VIS). Questa mattina, il Papa riprendendo il ciclo di catechesi dedicate ai Padri della Chiesa, per l'Udienza Generale di oggi, si è soffermato sulla figura dello Pseudo-Dionigi Aeropagita, la cui intenzione "era di mettere la saggezza greca al servizio del Vangelo".

  Il Santo Padre ha spiegato che questo teologo del VI secolo in "un tempo di acerrime polemiche dopo il Concilio di Calcedonia"; affermò che: "La luce della verità da se stessa fa cadere gli errori e fa splendere quanto è buono. E con questo principio egli purificò il pensiero greco e lo mise in rapporto con il Vangelo".

  Lo Pseudo-Dionigi Aeropagita si servì del politeismo greco "per mostrare la verità di Cristo; trasformare questo universo politeistico in un cosmo creato da Dio, nell'armonia del cosmo di Dio dove tutte le forze sono lode di Dio, e (...) tutte le creature (...) insieme riflettono la bellezza di Dio e sono lode a Dio".

  "Essendo la creatura una lode di Dio" - ha proseguito il Pontefice - "la teologia dello Pseudo-Dionigi diventa una teologia liturgica: Dio si trova soprattutto lodandolo, non solo riflettendo".

  "Egli creò la prima grande teologia mistica. Anzi la parola 'mistica' acquisisce con lui un nuovo significato. Fino a quel tempo per i cristiani tale parola era equivalente alla parola 'sacramentale', cioè quanto appartiene al 'mysterion', al sacramento. Con lui la parola 'mistica' diventa più personale, più intima: esprime il cammino dell'anima verso Dio (...); lo pseudo-Dionigi dimostra che alla fine la strada verso Dio è Dio stesso, il Quale si fa vicino a noi in Gesù Cristo".

  "Oggi esiste una nuova attualità di Dionigi Areopagita: egli appare come un grande mediatore nel dialogo moderno tra il cristianesimo e le teologie mistiche dell'Asia, la cui nota caratteristica sta nella convinzione che non si può dire chi sia Dio; di Lui si può parlare solo in forme negative; di Dio si può parlare solo col 'non', e solo entrando in questa esperienza del 'non' Lo si raggiunge".

  Il dialogo, ha detto infine Papa Benedetto XVI, "non accetta la superficialità. Proprio quando uno entra nella profondità dell'incontro con Cristo si apre anche lo spazio vasto per il dialogo. Quando uno incontra la luce della verità, si accorge che è una luce per tutti; scompaiono le polemiche e diventa possibile capirsi l'un l'altro o almeno parlare l'uno con l'altro, avvicinarsi".
AG/PSEUDO-DIONISO AEROPAGITA/...                          VIS 20080514 (410)


martedì 13 maggio 2008

ALTRI ATTI PONTIFICI

CITTA' DEL VATICANO, 13 MAG. 2008 (VIS). Il Santo Padre ha nominato l'Arcivescovo Pierre Nguyên Van Tot, finora Nunzio Apostolico nella Repubblica Centroafricana ed in Ciad, Nunzio Apostolico in Costa Rica.
NN/.../NGUYÊN VAN TOT                                 VIS 20080513 (40)

CALENDARIO CON FOTO BENEDETTO XVI E GIOVANNI PAOLO II

CITTA' DEL VATICANO, 13 MAG. 2008 (VIS). Il servizio fotografico de "L'Osservatore Romano" ha realizzato due edizioni del Grande Calendario 2009: una con 13 foto del Pontificato di Benedetto XVI e l'altra con le foto del Servo di Dio Giovanni Paolo II.

  Le fotografie (42 x 30 cm), non hanno un riferimento specifico ad eventi particolari con data e luogo, ma piuttosto vogliono presentare una sorte di piccola Galleria di immagini di primo piano dei due Papi, le più belle, anche nella possibile prospettiva di una incorniciatura.

  Le due edizioni del calendario sono state realizzate dalla Libreria Editrice Vaticana. Il calendario, del costo di 5 euro, è in vendita al Servizio Fotografico de "L'Osservatore Romano", Città del Vaticano, e nelle principali edicole e librerie nei pressi del Vaticano, oppure può essere richiesto al Servizio Fotografico, all'indirizzo di posta elettronica: photo@ossrom.va.
.../CALENDARIO PAPA/L'OSSERVATORE ROMANO               VIS 20080513 (150)


PAGINA WEB DELLA SANTA SEDE IN LINGUA LATINA


CITTA' DEL VATICANO, 13 MAG. 2008 (VIS). Dal 9 maggio scorso la pagina web della Santa Sede si è arricchita di una versione in lingua latina, lingua ufficiale della Chiesa Cattolica.

  Oltre le lingue finora disponibili sulla pagina www.vatican.va - italiano, tedesco, spagnolo, francese, inglese, e portoghese - appare ora anche l'opzione "Sancta Sedes Latine". Selezionando tale opzione è possibile consultare il menù "Documenta Latina" che comprende le biografie dei Papi (Summi Pontifices), la Sacra Bibbia (Biblia Sacra), il Catechismo (Catechismus Catholicae Ecclesiae), i documenti del Concilio Vaticano II (Concilium Vaticanum II), il Codice di Diritto Canonico (Codex Iuris Canonici). Nella sezione Romana Curia è possibile consultare i documenti relativi all'attività dei vari Dicasteri della Santa sede.

  Nella Sezione "Romana Curia" è disponibile inoltre una sezione dedicata alla Fondazione "Latinitas", istituita nel 1976 da Papa Paolo VI con Chirografo Pontificio "Romani sermonis" che si propone lo studio della lingua latina, della letteratura classica e cristiana, del latino medievale e la promozione della lingua latina mediante la pubblicazione di libri in latino ed altri strumenti ad hoc.
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PLENARIA FAMIGLIA MIGRANTE E ITINERANTE


CITTA' DEL VATICANO, 13 MAG. 2008 (VIS). "La famiglia migrante e itinerante" è il tema della XVIII Assemblea Plenaria del Pontificio Consiglio della Pastorale per i Migranti e gli Itineranti, inaugurata questa mattina dal Cardinale Renato Raffaele Martino, Presidente del Dicastero.

  Per l'illustrazione del tema della Plenaria, il Cardinale  Martino si è basato sui più recenti Documenti pubblicati dal Dicastero al fine di ricordare gli orientamenti pastorali già emersi nei vari ambiti in cui si realizza la sua missione.

  Un comunicato del Dicastero rende noto che alla Plenaria - in programma dal 13 al 15 maggio in Vaticano - partecipano 26 Membri - Cardinali, Arcivescovi e Vescovi, provenienti da vari Paesi, coadiuvati da 14 Consultori, anch'essi di diverse nazionalità e specialisti in materie inerenti ai nove settori di mobilità umana affidati alla cura del Pontificio Consiglio. Essi sono quelli dei migranti economici, dei rifugiati e profughi, degli studenti esteri, dei nomadi, circensi e fierenti, dei turisti e pellegrini, dei marinai, pescatori e croceristi, della gente degli aeroporti e della strada (automobilisti, ragazzi e donne di strada e persone senza fissa dimora).

  Seguiranno testimonianze di coloro che operano direttamente tra le famiglie nei diversi settori della mobilità umana in vari Paesi: in Australia, negli Stati Uniti d'America, in Colombia e nella Repubblica Dominicana, in Gran Bretagna, Francia, Italia, Spagna e Germania.
CON-SM/FAMIGLIA MIGRANTE/...                       VIS 20080513 (230)


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