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Il Vatican Information Service (VIS), istituito nell'ambito della Sala Stampa della Santa Sede, è un bollettino telematico che diffonde notizie relative all'attività magistrale e pastorale del Santo Padre e della Curia Romana...

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giovedì 24 aprile 2008

VALORE SPIRITUALE MUSICA INFONDE SPERANZA

CITTA' DEL VATICANO, 25 APR. 2008 (VIS).  Nel pomeriggio di ieri, nell'Aula Paolo VI, in Vaticano, il Santo Padre ha assistito ad un Concerto offerto in Suo onore, dal Presidente della Repubblica Italiana, Senatore Giorgio Napolitano, in occasione del terzo anniversario di Pontificato.
 
  L'Orchestra Sinfonica e il Coro Sinfonico di Milano "Giuseppe Verdi", diretti rispettivamente dal Maestro Oleg Caetani e dal Maestro Erina Gambarini, hanno eseguito musiche di Luciano Berio, Johannes Brahms e Ludwig van Beethoven.

  Il Papa ha seguito il Concerto dal corridoio centrale dell'Aula Paolo VI, con il Presidente Napolitano ed il fratello maggiore Monsignor Georg Ratzinger.

  Prima del Concerto, il Presidente della Repubblica ha rivolto al Santo Padre i voti augurali per il terzo anniversario di pontificato e per il suo 81° genetliaco.

  Al termine Benedetto XVI ha ringraziato il Presidente Napolitano per il dono del concerto. "In esso - ha detto il Papa - "ravviso anche un ulteriore segno del grande affetto che il popolo italiano nutre nei confronti del Papa".

  Nel rivolgere "un sincero plauso all'Orchestra Sinfonica e al Coro Sinfonico Giuseppe Verdi' di Milano", il Santo Padre ha espresso "un pensiero di gratitudine ai dirigenti della benemerita Fondazione 'Giuseppe Verdi', incoraggiandoli a proseguire nel prestigioso percorso artistico e culturale intrapreso, che so essere avvalorato anche dall'impegno di portare la musica ad alleviare situazioni di difficoltà umana, quali si verificano ad esempio in ospedali e carceri".

  "Abbiamo avuto la gioia di ascoltare con attenta partecipazione" - ha proseguito il Pontefice - " impegnativi brani concertistici di Luciano Berio, Johannes Brahms e Ludwig van Beethoven. Mi piace sottolineare come la musica di Brahms abbia arricchito di religiosa fiducia il 'Canto del destino' di Hölderlin. Questo fatto introduce alla considerazione del valore spirituale dell'arte musicale, chiamata, in modo singolare, ad infondere speranza nell'animo umano, così segnato e talvolta ferito dalla condizione terrena. Vi è una misteriosa e profonda parentela tra musica e speranza, tra canto e vita eterna: non per nulla la tradizione cristiana raffigura gli spiriti beati nell'atto di cantare in coro, rapiti ed estasiati dalla bellezza di Dio. Ma l'autentica arte, come la preghiera, non ci estranea dalla realtà di ogni giorno, bensì ad essa ci rimanda per 'irrigarla' e farla germogliare, perché rechi frutti di bene e di pace".

  "Le magistrali interpretazioni che abbiamo ascoltato ci ricordano inoltre il valore e l'importanza universale del patrimonio artistico: penso specialmente alle giovani generazioni, che dall'accostamento a tale patrimonio possono trarre sempre nuove ispirazioni per costruire il mondo secondo progetti di giustizia e di solidarietà, valorizzando, al servizio dell'uomo, le multiformi espressioni della cultura mondiale. Penso pure all'importanza che riveste l'educazione all'autentica bellezza per la formazione dei giovani".

  "L'arte nel suo complesso contribuisce ad affinare il loro animo e orienta verso l'edificazione di una società aperta agli ideali dello spirito. L'Italia, con il suo eccezionale patrimonio artistico, può svolgere, a questo riguardo, un ruolo importante nel mondo: la quantità e la qualità dei monumenti e delle opere d'arte che possiede la rendono di fatto 'messaggera' universale di tutti quei valori che l'arte esprime e al tempo stesso promuove. La festosità del canto e della musica sono altresì un costante invito per i credenti e per gli uomini di buona volontà ad impegnarsi per dare all'umanità un avvenire ricco di speranza".
BXVI-CONCERTO/VALORE MUSICA/NAPOLITANO               VIS 20080425 (550)


ALTRI ATTI PONTIFICI

CITTA' DEL VATICANO, 24 APR. 2008 (VIS). Il Santo Padre ha nominato:

- Membri del Pontificio Consiglio per i Laici: il Cardinale Stanislaw Dziwisz, Arcivescovo di Krakóv (Polonia); l'Arcivescovo Reinhard Marx, di München und Freising (Germania); la Dottoressa Paola Bignardi, Coordinatrice del Forum Internazionale di Azione Cattolica (Italia); il Professor Matteo Calisi, Presidente della Fraternità Cattolica delle Comunità e Associazioni Carismatiche di Alleanza (Italia); il Signor Henrique Elias, Procuratore del Sodalizio di Vita Cristiana (Perù); la Signora Katarina Hulmanova, Coordinatrice del Foro delle Organizzazioni Cattoliche presso la Conferenza Episcopale Slovacca (Slovacchia); la Signora Pilar Jensen, dell'Istituto di Famiglie di Schönstatt (Cile); il Signor Guy Maginzi, Segretario Generale delle Comunità di Vita Cristiana (Repubblica Democratica del Congo); il Professor Josep Miró i Ardevol, Fondatore di "E. Cristians" e animatore delle Convenzioni dei Cristiani per l'Europa, Barcelona (Spagna); Signora Michelle Moran, Presidente di "International Catholic Charismatic Renewal Services (Gran Bretagna); il Professor Norbert Müller, Docente presso l'Università di Mainz (Germania); il Professor Balázs Schanda, Decano della Facoltà di Giurisprudenza dell'Università Cattolica Péter Pázmány di Budapest (Ungheria); Signor Guilherme Vaz, Direttore di Educazione e Tecnologia, Mumbai (India); Signora Lola Velarde, Presidente dell'Istituto Europeo di Politica Familiare (Spagna); Professor Karol Zyczkowski, Docente presso l'Università Jagellonica di Kraków (Polonia).

- Consultori del Pontificio Consiglio per i Laici: il Vescovo Carlo Mazza, di Fidenza (Italia); il Monsignor Piero Coda, della Diocesi di Frascati (Italia); il Sacerdote Julián Carrón, Presidente della Fraternità di Comunione e Liberazione (Spagna); la Professoressa Helen Alvare, Docente presso la "Catholic University of America" (Stati Uniti d'America); il Signor Edio Costantini, Presidente del Centro Sportivo Italiano (Italia); il Signor Moysés de Azevedo, Fondatore della Comunità Shalom (Brasile); il Professor Guillermo León Escobar-Herrán, Docente presso la Pontificia Università Gregoriana; il Signor Salvatore Martinez, Presidente del Rinnovamento nello Spirito Santo (Italia); la Dottoressa Danuta Piekarz, Kraków (Polonia).

- Membro Ordinario della Pontificia Accademia delle Scienze Sociali, la Professoressa Angelica Nüßberger, Professoressa di Diritto pubblico e Direttrice dello "Institut für Ostrecht", presso l'Università di Colonia (Repubblica Federale di Germania).
NA/.../...                                       VIS 20080424 (330)


UDIENZE

CITTA' DEL VATICANO, 24 APR. 2008 (VIS). Il Santo Padre ha ricevuto questa mattina in udienze separate:

- L'Arcivescovo Mario Roberto Cassari, Nunzio Apostolico in Croazia.

- L'Arcivescovo Nechan Karakéhéyan Amministratore Apostolico dell'Ordinariato per i cattolici di rito armeno residenti in Grecia; Ordinario per gli Armeni cattolici dell'Europa Orientale, in Visita "ad Limina Apostolorum", con l'Arcivescovo Vartan Kechichian, C.A.M., Coadiutore emerito dell'Ordinariato per gli Armeni cattolici dell'Europa Orientale.

- Il Vescovo Giuseppe Pasotto, C.S.S., Amministratore Apostolico del Caucaso dei Latini, in Visita "ad Limina Apostolorum".

- Il Padre Ján Capla, S.D.B., Superiore della Missione "sui iuris" di Baku (Azerbaigian), in Visita "ad Limina Apostolorum".

  Nel pomeriggio il Santo Padre Benedetto XVI riceverà in udienza l'Onorevole Giorgio Napolitano, Presidente della Repubblica Italiana, ed assisterà, nell'Aula Paolo VI,  ad un Concerto, offerto in Suo onore, dal Presidente Napolitano, in occasione del terzo anniversario di Pontificato.
AP:AL/.../...                                       VIS 20080424 (150)


CONFERIRE DIMENSIONE UMANA ALLA TECNOLOGIA

CITTA' DEL VATICANO, 24 APR. 2008 (VIS). Il Monsignor Renato Volante, Osservatore Permanente della Santa Sede presso la F.A.O. (Organizzazione delle Nazioni Unite per l'Alimentazione e l'Agricoltura), è intervenuto il 17 aprile scorso alla 30ma Conferenza Regionale della F.A.O. per l'America Latina e i Carabi,  tenutasi a Brasilia (Brasile), il 17 e 18 aprile scorso.

 "La Santa Sede" - ha affermato il Presule - "con la sua presenza vuole mostrare apprezzamento per l'opera che la F.A.O. svolge congiuntamente ai diversi Governi nella lotta contro la fame e la malnutrizione, sostenendo con la prospettiva essenzialmente etica che le appartiene, quelle scelte di natura politica e sociale capaci di corrispondere in modo concreto e coerente alle odierne necessità. E' del tutto chiaro, infatti, che la mancanza di una nutrizione adeguata non solo impedisce il pieno sviluppo della personalità di donne e uomini, ma costituisce una evidente negazione dei loro diritti a cominciare da quello fondamentale alla vita che nel cibo ha una sua componente indispensabile".

  "Questa Conferenza" - ha proseguito l'Osservatore Permanente - "indica ancora una volta che sforzo principale è trasferire in una dimensione effettivamente umana quelle forze e quei dati che la tecnica, la tecnologia, le nuove ricerche scientifiche permettono di applicare all'attività agricola e quindi alla produzione di alimenti. L'impegno è, dunque, quello di confrontarsi con le più ampie strategie elaborate a livello mondiale per sradicare la povertà".

  Con riferimento ad una delle questioni più importanti esaminate dalla Conferenza Regionale, la sicurezza alimentare, Monsignor Volante ha sottolineato che: "Ciò per molti Paesi della Regione significa considerare non solo le difficoltà della produzione agricola. Come dimenticare che per molti Paesi la realtà economica dipende quasi esclusivamente dall'esportazione di un ristretto numero di prodotti tipici e, al contrario, la sicurezza alimentare dall'importazione di molti alimenti".

  "Rimane poi aperta e problematica" - ha proseguito il Monsignor Volante - "la questione della riforma agraria la cui lenta progressione che ravvisa nei paesi della Regione conferma quanto sia necessario adottare strategie di proprietà della terra e legislazioni misurate con la possibilità di essere concretamente realizzate. (...) Ogni riforma agraria, dunque, deve poter fare riferimento alla realtà dei piccoli agricoltori e delle comunità indigene, con la loro tradizione spesso lontana dalla dimensione istituzionale e dai vantaggi di nuovi criteri di produzione o da modelli di consumo attuati nelle aree urbane da un ristretto gruppo di popolazione. Si tratta di un obiettivo prioritario a cui la Chiesa cattolica riserva grande attenzione, disponibile a collaborare con le sue strutture e mediante l'esperienza delle forme di associazione e cooperazione tra agricoltori, pescatori e lavoratori artigianali occupati nella lavorazione della terra e nella conservazione della conseguente produzione".
DELSS/SICUREZZA ALIMENTARE/VOLANTE:F.A.O.           VIS 20080424 (440)


PRESULI CAUCASO: SOSTENERE FEDELI NELLE DIFFICOLTÀ

CITTA' DEL VATICANO, 24 APR. 2008 (VIS). Il Santo Padre ha ricevuto questa mattina in udienza i Presuli del Caucaso Meridionale, in occasione della Visita "ad Limina Apostolorum".

  "Dopo la caduta dell'Unione Sovietica" - ha detto il Papa nel suo discorso - "le vostre popolazioni hanno conosciuto significativi cambiamenti sociali sulla strada del progresso, ma rimangono ancora difficili situazioni: molti sono i poveri, i disoccupati e i rifugiati, che le guerre hanno allontanato dalle loro case, lasciandoli di fatto in balia della precarietà. Le vicende travagliate del secolo scorso non hanno però spento la fiamma del Vangelo che, (...) ha trovato nel Caucaso un terreno fertile, pur non essendo mancate contrapposizioni violente, sia interne sia provenienti dall'esterno, che hanno causato molte vittime, tra le quali la Chiesa annovera non pochi martiri della fede".

  "La vostra attività pastorale" - ha proseguito il Pontefice - "si dispiega dunque in un territorio dove permangono tante sfide sociali e culturali, e dove la comunità cattolica costituisce un 'piccolo gregge', che vive la propria fede a contatto con altre Confessioni cristiane ed altre Religioni: convivono infatti cattolici di rito armeno, latino e caldeo, con ortodossi, armeni-apostolici, ebrei e musulmani. In tale contesto multireligioso è importante che i cattolici continuino e intensifichino sempre più la loro collaborazione con le altre Chiese e anche con i seguaci di altre Religioni come già avviene in molte parti".

  "Mi unisco" - ha detto ancora il Pontefice - "all'aspirazione delle vostre comunità cattoliche, perché venga ad esse riconosciuta la personalità giuridica nel rispetto della natura propria della Chiesa Cattolica. Auspico, altresì, che, a seguito del dialogo in corso tra cattolici ed ortodossi, cresca quella fraternità che deve caratterizzare le relazioni tra Chiese rispettose l'una dell'altra, nonostante le differenze ancora esistenti".

  "Incoraggiate (...) e sostenete i vostri fedeli" - ha esortato il Papa - "affinché dinanzi alle difficoltà non venga meno la gioia di professare la fede e di appartenere alla Chiesa cattolica!".

  "Pregate e fate pregare" - ha detto il Papa ai Vescovi - "perché non manchino operai nella vigna del Signore; continuate a promuovere le vocazioni sacerdotali e alla vita consacrata. E' necessario far sì che in Armenia, in Azerbaigian e in Georgia le future generazioni possano contare su un clero che sia santo, viva con gioia la propria vocazione e si dedichi con generosità alla cura di tutti i fedeli".

  "Sostenete le famiglie" - ha esortato ancora Benedetto XVI - che "a causa della mentalità inculcata ed ereditata dal periodo comunista, incontrano non poche difficoltà e sono segnate da quelle ferite e da quegli attentati alla vita umana che purtroppo si registrano in tante altre parti del mondo. Sia vostra cura, quali primi responsabili della pastorale familiare, educare i coniugi cristiani a 'testimoniare l'inestimabile valore dell'indissolubilità e della fedeltà matrimoniale".

  "So quanto zelo vi arda nel cuore e quanti sforzi compiate per diffondere il Vangelo della speranza. Mi colpisce particolarmente l'attenzione che, con differenti attività caritative, riservate alle necessità dei poveri e delle persone in difficoltà, grazie al prezioso contributo di religiosi, religiose e laici".

  Benedetto XVI ha esortato i Presuli del Caucaso a promuovere "incontri e momenti per verificare periodicamente i piani pastorali che elaborate, specialmente per la preparazione ai Sacramenti. Tali piani puntino soprattutto alla formazione delle coscienze dei fedeli secondo l'etica evangelica con un'attenzione privilegiata ai giovani".
AL/.../CAUCASO                                           VIS 20080424 (550)


RITI DI BEATIFICAZIONE APPROVATI DAL SANTO PADRE

CITTA' DEL VATICANO, 24 APR. 2008 (VIS). L'Ufficio delle Celebrazioni Liturgiche del Sommo Pontefice ha comunicato questo mattina che nei prossimi giorni avranno luogo i Riti di Beatificazione delle Serve di Dio:

- Candelaria de San José (Susana Paz Castello Ramirez), Vergine, Fondatrice della Congregazione delle Suore Carmelitane del Terz'Ordine Regolare del Venezuela: Domenica 27 aprile 2008, a Caracas (Venezuela), nello Stadio dell'Università Centrale del Venezuela.

- Maria Maddalena dell'Incarnazione (Caterina Sordini), Vergine, Fondatrice dell'Ordine delle Adoratrici Perpetue del Santissimo Sacramento: Sabato 3 maggio 2008, a Roma, nella Basilica di San Giovanni in Laterano, alle ore 16:00.

- Maria Rosa Flesch (Margherita), Vergine, Fondatrice dell'Istituto delle Suore Francescane Missionarie di Santa Maria degli Angeli: Domenica 4 maggio, 2008, nella Cattedrale di Trier (Repubblica Federale di Germania), alle ore 15:00.
OCL/BEATIFICAZIONI/...                               VIS 20080424 (140)

mercoledì 23 aprile 2008

ALTRI ATTI PONTIFICI

CITTA' DEL VATICANO, 22 APR. 2008 (VIS). Il Santo Padre ha nominato il Reverendo Hugo Nicolás Barbaro, Vescovo di San Roque de Presidencia Roque Sáenz Peña (superficie: 71.303; popolazione: 495.000; cattolici: 422.000; sacerdoti: 37; religiosi: 126, diaconi permanenti: 6), Argentina. Il Vescovo eletto, finora Direttore Spirituale Regionale della Prelatura dell'Opus Dei in Argentina, è nato nel 1950 a Vicente López (Argentina), ed è stato ordinato sacerdote nel 1980. Succede al Vescovo José Lorenzo Sartori, del quale il Santo Padre ha accettato la rinuncia al governo pastorale della medesima Diocesi, presentata per raggiunti limiti d'età.
NER:RE/.../BARBARO:SARTORI                           VIS 20080422 (100)


CARDINALE LÓPEZ TRUJILLO: INFATICABILE DIFENSORE FAMIGLIA

CITTA' DEL VATICANO, 23 APR. 2008 (VIS). Il Santo Padre Benedetto XVI ha avuto parole di elogio per la figura del defunto Cardinale Alfonso López Trujillo, nell'omelia tenuta questa mattina nella Basilica di San Pietro, al termine della Liturgia Esequiale per il compianto Porporato, Presidente del Pontificio Consiglio per la Famiglia, scomparso sabato 19 aprile, all'età di 72 anni.

  La Santa Messa è stata celebrata dal Cardinale Angelo Sodano, Decano del Collegio Cardinalizio, insieme con i Membri del Collegio Cardinalizio presenti a Roma.

  Il Papa ha tracciato un profilo del "più giovane dei Cardinali" creato da Papa Giovanni Paolo II nel Concistoro del 1983, ricordando la sua ordinazione sacerdotale nel novembre 1960, la sua missione pastorale quale Vescovo Ausiliare di Bogotá (Colombia), negli anni settanta, quale Presidente del CELAM (1979-1983), e Presidente della Conferenza Episcopale della Colombia (1987-1990), fino alla sua nomina a Presidente del Pontificio Consiglio per la Famiglia nel 1990.

  "Come non porre in rilievo" - ha detto il Santo Padre - "lo zelo e la passione con cui egli ha lavorato durante questi quasi 18 anni, svolgendo un'infaticabile azione a tutela e promozione della famiglia e del matrimonio cristiano? Come non ringraziarlo per il coraggio con cui ha difeso i valori non negoziabili della vita umana?".

  "Tutti abbiamo ammirato la sua infaticabile attività" - ha proseguito il Pontefice - "Frutto di questo suo impegno è il 'Lexicon', che costituisce un prezioso testo di formazione per operatori pastorali e uno strumento per dialogare col mondo contemporaneo su temi fondamentali di etica cristiana. Non possiamo non essergli grati per la tenace battaglia che ha condotto a difesa della 'verità' dell'amore familiare e per la diffusione del 'vangelo della famiglia'".

  "Il compianto Cardinale traeva il suo amore per la verità dell'uomo e per il vangelo della famiglia dalla considerazione che ogni essere umano ed ogni famiglia riflettono il mistero di Dio che è Amore" - ha detto ancora il Papa ricordando che in occasione dell'Assemblea del Sinodo dei Vescovi del 1997, il Porporato "presentò una spiritualità assai concreta per quanti sono impegnati nell'attuazione del progetto divino sulla famiglia, e sottolineò che se la scienza non si dedica a comprendere e a educare alla vita perderà le più decisive battaglie sul terreno affascinante e misterioso dell'ingegneria genetica".

  Il Cardinale Alfonso López Trujillo, il cui motto era "Veritas in caritate", dedicò "all'affermazione della verità (...) l'intera sua esistenza" - ha affermato il Papa aggiungendo che "la verità nell'amore è sempre stata per lui un 'polo esistenziale', dapprima quando in Colombia era proteso a 'trovare il senso di una genuina liberazione in ambito teologico' e in seguito, qui a Roma, quando si dedicò ad 'approfondire, proclamare e diffondere il vangelo della vita e il vangelo della famiglia, come collaboratore del Santo Padre".

  "La generosità del compianto Cardinale, tradotta in molteplici opere di carità, specialmente a favore dei bambini in diverse parti del mondo" - ha concluso Papa Benedetto XVI - "ci sia di incoraggiamento a spendere ogni nostra risorsa fisica e spirituale per il Vangelo; ci sproni ad operare in difesa della vita umana; ci aiuti a guardare costantemente alla meta del nostro pellegrinaggio terreno".
HML/ESEQUIE/LÓPEZ TRUJILLO                               VIS 20080423 (510)


ALTRI ATTI PONTIFICI

CITTA' DEL VATICANO, 23 APR. 2008 (VIS). Il Santo Padre:

- Ha nominato il Monsignore Dimitrios Salachas, Esarca Apostolico per i cattolici greci di rito bizantino (cattolici: 2.300; sacerdoti: 10; religiosi: 14), Grecia. Il Vescovo eletto, nato nel 1939 ad Atene (Grecia) ed ordinato sacerdote nel 1964, è stato finora Membro della Commissione teologica per il dialogo ecumenico con le Chiese ortodosse. Succede al Vescovo Anarghyros Printesis, del quale il Santo Padre ha accettato la rinuncia al governo pastorale del medesimo Esarcato Apostolico per i cattolici greci di rito bizantino, presentata in conformità al canone 210, paragrafo 1, del Codice dei Canoni delle Chiese Orientali.

- Ha nominato il Reverendo Jacques Danka Longa, Vescovo Coadiutore della Diocesi di Kara (superficie: 10.590; popolazione: 920.000; cattolici: 123.288; sacerdoti: 67; religiosi: 94), Togo. Il Vescovo eletto, nato nel 1961 a Sokodé (Togo), ordinato sacerdote nel 1992, è stato finora Rettore del Seminario Maggiore Interdiocesano "Jean Paul II" di Lomé (Togo).

- Ha nominato il Padre Lázlo Német, S.V.D., Vescovo di Zrenjanin (superficie: 9.387; popolazione: 560.809; cattolici: 63.746; sacerdoti: 25; religiosi: 16; diaconi permanenti: 1), Serbia. Il Vescovo eletto è nato nel 1956 a Odzaci (Serbia), ha emesso i voti perpetui nella Società del Verbo Divino nel 1982, ha ricevuto l'ordinazione sacerdotale nel 1983. Dal luglio 2006 è stato Segretario della Conferenza Episcopale Ungherese e Professore di missiologia presso l'Istituto Superiore di Teologia per i Religiosi "Sapientia" di Budapest (Ungheria).
NER:RE:NEC/.../...                                   VIS 20080423 (270)


martedì 22 aprile 2008

CARDINALE VINGT-TROIS PRENDE POSSESSO CHIESA TITOLARE

CITTA' DEL VATICANO, 22 APR. 2008 (VIS). L'Ufficio delle Celebrazioni Liturgiche del Sommo Pontefice ha reso noto che il Cardinale André Vingt-Trois, Arcivescovo Metropolita di Parigi (Francia), prenderà possesso del Titolo di San Luigi dei Francesi, Largo Santa Giovanna d'Arco, 5, domenica 27 aprile, alle ore 11:00.
OCL/POSSESSI CARDINALIZI/VINGT-TROIS VIS 20080422 (40)

ORDINAZIONE SACERDOTALE 29 DIACONI DIOCESI DI ROMA

CITTA' DEL VATICANO, 22 APR. 2008 (VIS). Domenica 27 aprile, VI Domenica di Pasqua, alle ore 9:30, nella Basilica Vaticana, il Santo Padre Benedetto XVI presiederà la Santa Messa e conferirà l'Ordinazione presbiterale a 29 Diaconi della Diocesi di Roma.
OP/ORDINAZIONE DIACONI/...                     VIS 20080422 (50)

AFFRONTARE CONSEGUENZE URBANIZZAZIONE

CITTA' DEL VATICANO, 22 APR. 2008 (VIS). L'Arcivescovo Celestino Migliore, Osservatore Permanente della Santa Sede presso l'Organizzazione delle Nazioni Unite, è intervenuto, il 9 aprile scorso a New York, alla 41ma Sessione della Commissione su Popolazione e Sviluppo del Consiglio Economico e Sociale dell'O.N.U.

 "La migrazione e l'urbanizzazione delle società" - ha affermato l'Arcivescovo Migliore - "non devono essere valutati soltanto in termini del loro impatto di carattere economico. Nella ricerca di soluzioni per affrontare le gravi sfide derivanti dalle massicce migrazioni interne e transnazionali, non bisogna dimenticare che al centro di tale fenomeno è la persona umana".

  "Infatti, il sorgere di nuove megalopoli provoca l'insorgere di problemi ambientali, sociali ed economici. Ma una delle conseguenze più urgenti e dolorose dell'urbanizzazione è il numero crescente di individui che vivono nei bassifondi delle metropoli. Nel 2005 erano già oltre 840 milioni di persone nel mondo che vivevano in tali condizioni".

  "Mancando di tutto, questi individui perdono il senso dell'autostima e della propria dignità, restando intrappolati in un circolo vizioso di estrema povertà ed emarginazione" - ha sottolineato l'Arcivescovo Migliore - "Essi si sentono impotenti nel reclamare anche i servizi pubblici più elementari. (...) Le autorità politiche e la società civile, nel momento di prendere le loro decisioni, devono includere queste persone e le loro necessità, in cima alla lista degli obiettivi dei loro programmi".

    "Se vogliamo realizzare gli Obiettivi del Millennio (Millennium Goals) entro il 2015, dobbiamo riservare maggiore attenzione alle comunità rurali, nelle quali circa 675 milioni di persone non hanno ancora accesso all'acqua potabile e due bilioni vivono senza avere accesso alla cure sanitarie fondamentali. Le politiche a livello nazionale ed internazionale farebbero bene ad assicurarsi che le comunità rurali usufruiscano di servizi sociali di più elevata qualità, rendendoli più facilmente accessibili".
DELSS/URBANIZZAZIONE:SVILUPPO/O.N.U.:MIGLIORE   VIS 20080422 (290)


CARDINALE VINGT-TROIS PRENDE POSSESSO CHIESA TITOLARE

CITTA' DEL VATICANO, 22 APR. 2008 (VIS). L'Ufficio delle Celebrazioni Liturgiche del Sommo Pontefice ha reso noto che il Cardinale André Vingt-Trois, Arcivescovo Metropolita di Parigi (Francia), prenderà possesso del Titolo di San Luigi dei Francesi, Largo Santa Giovanna d'Arco, 5, domenica 27 aprile, alle ore 11:00.
OCL/POSSESSI CARDINALIZI/VINGT-TROIS             VIS 20080422 (40)

ALTRI ATTI PONTIFICI

CITTA' DEL VATICANO, 22 APR. 2008 (VIS). Il Santo Padre ha nominato il Reverendo Hugo Nicolás Barbaro, Vescovo di San Roque de Presidencia Roque Sáenz Peña (superficie: 71.303; popolazione: 495.000; cattolici: 422.000; sacerdoti: 37; religiosi: 126, diaconi permanenti: 6), Argentina. Il Vescovo eletto, finora Direttore Spirituale Regionale della Prelatura dell'Opus Dei in Argentina, è nato nel 1950 a Vicente López (Argentina), ed è stato ordinato sacerdote nel 1980. Succede al Vescovo José Lorenzo Sartori, del quale il Santo Padre ha accettato la rinuncia al governo pastorale della medesima Diocesi, presentata per raggiunti limiti d'età.
NER:RE/.../BARBARO:SARTORI                           VIS 20080422 (100)

lunedì 21 aprile 2008

SUPERARE OGNI SEPARAZIONE TRA FEDE E VITA


CITTA' DEL VATICANO, 20 APR. 2008 (VIS). Nel pomeriggio di oggi, 14:30 ora locale, il Santo Padre Benedetto XVI ha celebrato la Santa Messa nello "Yankee Stadium" del Bronx a New York, che dal 1923 è lo stadio dell'omonima squadra di baseball di New York.

  Prima della Celebrazione Eucaristica il Papa ha compiuto un giro dello stadio in autovettura panoramica, calorosamente salutato dalle 60.000 persone presenti. La Santa Messa "della V Domenica di Pasqua" negli Stati Uniti celebra il 200° anniversario della creazione delle sedi di New York, Boston, Filadelfia e Louisville dallo smembramento della sede madre di Baltimora e i 200 anni dall'elevazione della sede madre a Sede Metropolitana.

  "La celebrazione odierna" - ha detto il Papa nell'omelia - "è anche un segno della crescita impressionante che Dio ha concesso alla Chiesa nel vostro Paese nei trascorsi duecento anni. (...)  In questa terra di libertà e di opportunità, la Chiesa ha unito greggi molto diversi nella professione di fede e, attraverso le sue molte opere educative, caritative e sociali, ha contribuito in modo significativo anche alla crescita della società americana nel suo insieme!".

  Commentando le Letture della Liturgia il Santo Padre ha sottolineato che: "La prima Lettura odierna, dagli Atti degli Apostoli, parla di tensioni linguistiche e culturali presenti già all'interno della primitiva comunità ecclesiale. Nello stesso tempo, essa mostra la potenza della Parola di Dio, proclamata autorevolmente dagli Apostoli e ricevuta nella fede, per creare un'unità capace di trascendere le divisioni provenienti dai limiti e dalle debolezze umane".

  "Ci viene qui ricordata una verità fondamentale" - ha spiegato il Papa - "che l'unità della Chiesa non ha altro fondamento se non quello della Parola di Dio, divenuta carne in Cristo Gesù nostro Signore. Tutti i segni esterni di identità, tutte le strutture, associazioni o programmi, per quanto validi o addirittura essenziali possano essere, esistono in ultima analisi soltanto per sostenere e promuovere la più profonda unità la quale, in Cristo, è dono indefettibile di Dio alla sua Chiesa".

  "La prima lettura mostra, inoltre, (...), che l'unità della Chiesa è 'apostolica', cioè un'unità visibile fondata sugli Apostoli, che Cristo ha scelto e costituito come testimoni della sua risurrezione, ed è nata da ciò che la Scrittura chiama 'l'obbedienza della fede'".

  "'Autorità'… 'obbedienza'. Ad essere franchi, queste non sono parole facili da pronunciare oggi" - ha rilevato il Pontefice - "Parole come queste rappresentano una 'pietra d'inciampo' per molti nostri contemporanei, specie in una società che giustamente dà grande valore alla libertà personale. Eppure, alla luce della nostra fede in Gesù Cristo - 'la vita, la verità e la vita' - arriviamo a vedere il senso più pieno, il valore e addirittura la bellezza, di tali parole. Il Vangelo ci insegna che la vera libertà, la libertà dei figli di Dio, si può trovare soltanto nella perdita di sé che è parte del mistero dell'amore".

  "La vera libertà perciò è un dono gratuito di Dio" - ha aggiunto il Papa - "il frutto della conversione alla sua verità, quella verità che ci rende liberi (cfr Gv 8,32). E tale libertà nella verità porta nella sua scia un nuovo e liberante modo di guardare la realtà. Quando ci poniamo nel 'pensiero di Cristo' (cfr Fil 2,5), ci si aprono nuovi orizzonti! Alla luce della fede, nella comunione della Chiesa, troviamo anche l'ispirazione e la forza per diventare lievito del Vangelo in questo mondo".

  "In questi 200 anni il volto della comunità cattolica nel vostro Paese è grandemente cambiato. Pensiamo alle ondate successive di emigranti le cui tradizioni hanno così grandemente arricchito la Chiesa in America. Pensiamo alla fede forte che ha edificato la rete di chiese, di istituzioni educative, sanitarie e sociali che da lungo tempo sono il marchio distintivo della Chiesa in questa terra".

  "In questa terra di libertà religiosa i cattolici hanno trovato non soltanto la libertà di praticare la propria fede ma anche di partecipare pienamente alla vita civile, recando con sé le proprie convinzioni morali nella pubblica arena, cooperando con i vicini nel forgiare una vibrante società democratica. La celebrazione odierna è più che un'occasione di gratitudine per le grazie ricevute: è un richiamo a proseguire in avanti con ferma determinazione ad usare saggiamente le benedizioni della libertà, per edificare un futuro di speranza per le generazioni future".

  "Pregare con fervore per la venuta del Regno" - ha detto ancora il Papa - "significa inoltre essere costantemente vigili per i segni della sua presenza, operando per la sua crescita in ogni settore della società. Vuol dire affrontare le sfide del presente e del futuro fiduciosi nella vittoria di Cristo ed impegnandosi per l'avanzamento del suo Regno. Questo significa non perdere la fiducia di fronte a resistenze, avversità e scandali. Significa superare ogni separazione tra fede e vita, opponendosi ai falsi vangeli di libertà e di felicità. Vuol dire inoltre respingere la falsa dicotomia tra fede e vita politica, poiché come ha affermato il Concilio Vaticano II, 'nessuna attività umana, neanche nelle cose temporali, può essere sottratta al dominio di Dio' ('Lumen gentium', 36)".

  "Questa, cari amici, è la sfida che pone oggi a voi il Successore di Pietro" - ha detto il Pontefice al termine dell'omelia. - "Quale 'stirpe eletta, sacerdozio regale, nazione santa', seguite con fedeltà le orme di quanti vi hanno preceduto! (...) Cari giovani amici, (...), possiate trovare il coraggio di proclamare Cristo 'lo stesso ieri, oggi e sempre' e le immutabili verità che hanno fondamento in lui (cfr 'Gaudium et spes', 10; Eb 13,8): sono verità che ci rendono liberi! Si tratta delle sole verità che possono garantire il rispetto della dignità e dei diritti di ogni uomo, donna e bambino nel mondo, compresi i più indifesi tra gli esseri umani, i bimbi non ancora nati nel grembo materno. In un mondo in cui, come Papa Giovanni Paolo II parlando in questo stesso luogo ci ricordò, Lazzaro continua a bussare alla nostra porta (Omelia allo 'Yankee Stadium', 2 ottobre 1979, n. 7), fate in modo che la vostra fede e il vostro amore portino frutto nel soccorrere i poveri, i bisognosi e i senza voce".
PV-USA/OMELIA/YANKEE:NEW YORK                 VIS 20080421 (1010)


PROMUOVERE COESISTENZA PACIFICA FRA LE NAZIONI

CITTA' DEL VATICANO, 20 APR. 2008 (VIS). Questa sera alle 20:00, (ora locale), il Santo Padre è arrivato all'aeroporto John Fitzgerald Kennedy di New York dove ha avuto luogo la cerimonia di congedo alla presenza delle Autorità politiche e civili, dei Cardinali statunitensi, del Presidente, del Vice Presidente e del Segretario Generale della Conferenza dei Vescovi Cattolici degli Stati Uniti d'America, del Vescovo di Brooklyn con 5.000 fedeli della Diocesi nella cui giurisdizione si trova l'aeroporto.

  Dopo il saluto del Vice Presidente degli Stati Uniti d'America, Signor Richard B. Cheney, il Papa ha pronunciato l'ultimo discorso del suo Viaggio.

  "Desidero esprimere a tutti voi la mia profonda gratitudine per la vostra gentile accoglienza" - ha detto il Papa - "È stata per me una gioia essere testimone della fede e della devozione della comunità cattolica in questa Nazione. (...) Sono grato al Presidente Bush per essere venuto a salutarmi all'inizio della mia visita, e ringrazio il Vice Presidente Cheney per la sua presenza qui al momento della mia partenza".

  "Rinnovo i miei auguri e la mia preghiera ai rappresentanti della Sede di Baltimora, la prima Arcidiocesi, e a quelle di New York, Boston, Philadelphia e Louisville, in questo anno giubilare".

  "A tutti i miei fratelli nell'Episcopato, (...) agli officiali e al personale della Conferenza Episcopale che hanno contribuito in tanti modi alla preparazione di questa visita rinnovo la mia riconoscenza per il loro faticoso impegno e la loro dedizione. Con grande affetto saluto ancora una volta i sacerdoti e i religiosi, i diaconi, i seminaristi e i giovani, e tutti i fedeli degli Stati Uniti, e vi incoraggio a perseverare a rendere una gioiosa testimonianza a Cristo nostra speranza, nostro Signore e Salvatore Risorto, che rinnova tutte le cose e ci dona la vita in abbondanza".

  "Uno dei momenti più significativi della mia visita" - ha affermato il Pontefice - "è stata l'opportunità di rivolgere la mia parola all'Assemblea delle Nazioni Unite. Ringrazio il Segretario Generale Ban Ki-moon per il suo gentile invito e la sua accoglienza".

  "Volgendo lo sguardo ai sessant'anni trascorsi dalla Dichiarazione Universale dei Diritti dell'Uomo, ringrazio per tutto ciò che l'Organizzazione è riuscita a compiere per difendere e promuovere i diritti fondamentali di ogni uomo, donna e bambino in ogni parte del mondo, ed incoraggio tutti gli uomini di buona volontà a continuare ad adoperarsi senza stancarsi per promuovere la giusta e pacifica coesistenza tra i popoli e le nazioni".

  "La visita che questa mattina ho compiuto a Ground Zero" - ha detto ancora il Papa - "rimarrà profondamente impressa nella mia memoria, mentre continuerò a pregare per coloro che perirono e per tutti coloro che soffrono per le conseguenze della tragedia che vi ebbe luogo nel 2001. Prego per tutti negli Stati Uniti, e in verità in tutto il mondo, affinché il futuro porti maggiore fraternità e solidarietà, un accresciuto reciproco rispetto e una rinnovata fiducia e confidenza in Dio, nostro Padre che è nei cieli".

  "Con queste espressioni di commiato vi chiedo di ricordarvi di me nelle vostre preghiere, mentre vi assicuro il mio affetto e la mia amicizia nel Signore. Dio benedica l'America!".

  L'aereo papale è decollato alle 20:30 (2:30 ora di Roma) e dopo poco più di otto ore di volo è atterrato all'aeroporto romano di Ciampino alle ore 10:45 di lunedì 21 aprile. Da Ciampino il Santo Padre è rientrato in Vaticano in automobile.
PV-USA/CONGEDO/NEW YORK                           VIS 20080421 (570)


MERCOLEDÌ 23: ESEQUIE CARDINALE ALFONSO LÓPEZ TRUJILLO

CITTA' DEL VATICANO, 21 APR. 2008 (VIS). Il Santo Padre Benedetto XVI ha fatto pervenire un telegramma di cordoglio per la scomparsa del Cardinale Alfonso López Trujillo, Presidente del Pontificio Consiglio per la Famiglia, avvenuta a Roma, sabato 19 aprile, all'età di 72 anni.

  Nel telegramma, indirizzato al Signor Aníbal López Trujillo, fratello del defunto Cardinale, il Santo Padre esprime "il suo più sentito cordoglio, estensibile ai fratelli Flavio ed Asdrubale e a tutti i familiari. In questi momenti dolorosi mi sento molto vicino a voi tutti e chiedo a Dio, per intercessione di Nostra Signora di Chiquinquirá, di concedere l'eterno riposo a questo infaticabile Pastore, che tanto generosamente si è dedicato al servizio della Chiesa e del Vangelo della vita".

  "Il suo lungo servizio ministeriale, prima come sacerdote e poi Vescovo Ausiliare di Bogotà, come Arcivescovo di Medellín, Segretario e Presidente del Consiglio Episcopale Latinoamericano, Presidente della Conferenza Episcopale della Colombia ed infine come Presidente del Pontificio Consiglio della Famiglia, è una chiara testimonianza del suo profondo amore per la Chiesa e della sua dedizione alla nobile causa della promozione del matrimonio e della famiglia cristiana".

  "Nella presente circostanza, mi è grato impartirle con affetto la confortatrice Benedizione Apostolica che estendo di cuore a quanti lo hanno assistito, ai Vescovi, ai sacerdoti, alle comunità religiose e ai fedeli che lo hanno accompagnato da vicino con la loro amicizia e collaborazione".

  Mercoledì 23 aprile, alle ore 11:00, all'Altare della Cattedra della Basilica Vaticana, il Cardinale Angelo Sodano, Decano del Collegio Cardinalizio, celebrerà la Santa Messa con i Signori Cardinali.

  Al termine, la Liturgia Esequiale sarà presieduta dal Santo Padre Benedetto XVI, che terrà l'omelia e il rito della "Ultima Commendatio" e della "Valedictio".
TGR/MORTE/LÓPEZ TRUJILLO                           VIS 20080421 (290)


domenica 20 aprile 2008

SFIDA PIÙ URGENTE CHIESA COMUNICARE GIOIA NASCENTE FEDE


CITTA' DEL VATICANO, 19 APR. 2008 (VIS). Alle 9:15 di questa mattina, (15:00 ora di Roma), il Santo Padre ha celebrato la Santa Messa nella Cattedrale in stile neogotico di Saint Patrick. All'entrata principale Papa Benedetto XVI è stato accolto dal Cardinale Edward Egan, Arcivescovo di New York, dal Rettore della Cattedrale Monsignor Robert T. Ritchie e dal Sindaco di New York, Signor Michael Bloomberg.

  La Celebrazione della Santa Messa che ha coinciso con il terzo anniversario della Elezione al Soglio Pontificio di Benedetto XVI, è stata offerta "per la Chiesa Universale" ed è stata dedicata al Clero ed ai Religiosi in rappresentanza delle Diocesi della "East Coast" degli Stati Uniti d'America.

  "In questo Paese" - ha detto il Papa nell'omelia - "la missione della Chiesa ha sempre comportato un attrarre la gente 'di ogni nazione che è sotto il cielo' (At 2,5) entro un'unità spirituale arricchendo il Corpo di Cristo con la molteplicità dei loro doni. Mentre ringraziamo per le benedizioni del passato e consideriamo le sfide del futuro, vogliamo implorare da Dio la grazia di una nuova Pentecoste per la Chiesa in America".

  "La Chiesa" - ha proseguito il Papa "(...) è chiamata a proclamare il dono della vita, a proteggere la vita e a promuovere una cultura della vita. (...) La proclamazione della vita, della vita in abbondanza, deve essere il cuore della nuova evangelizzazione. Poiché la vera vita - la nostra salvezza - può essere trovata solo nella riconciliazione, nella libertà e nell'amore che sono doni gratuiti di Dio".

  "È questo il messaggio di speranza che siamo chiamati ad annunziare e ad incarnare in un mondo in cui egocentrismo, avidità, violenza e cinismo così spesso sembrano soffocare la fragile crescita della grazia nel cuore della gente" - ha affermato il Papa - "Forse abbiamo perso di vista che in una società in cui la Chiesa a molti sembra essere legalista ed 'istituzionale', la nostra sfida più urgente è di comunicare la gioia che nasce dalla fede e l'esperienza dell'amore di Dio".

  Successivamente Benedetto XVI, soffermandosi su alcune caratteristiche architettoniche ed artistiche della Cattedrale di "Saint Patrick" ha detto: "Il primo aspetto riguarda le finestre con vetrate istoriate che inondano l'ambiente interno di una luce mistica. Viste da fuori, tali finestre appaiono scure, pesanti, addirittura tetre. Ma quando si entra nella chiesa, esse all'improvviso prendono vita; riflettendo la luce che le attraversa rivelano tutto il loro splendore. Noi, che viviamo la vita di grazia nella comunione della Chiesa, siamo chiamati ad attrarre dentro questo mistero di luce tutta la gente".

  "Non è un compito facile" - ha rilevato il Pontefice - "in un mondo che può essere incline a guardare la Chiesa, come quelle finestre istoriate, 'dal di fuori': un mondo che sente profondamente un bisogno di spiritualità, ma trova difficile 'entrare nel' mistero della Chiesa. Anche per qualcuno di noi all'interno, la luce della fede può essere attenuata dalla routine e lo splendore della Chiesa essere offuscato dai peccati e dalle debolezze dei suoi membri. L'offuscamento può derivare anche dagli ostacoli incontrati in una società che a volte sembra aver dimenticato Dio ed irritarsi di fronte alle richieste più elementari della morale cristiana".

  "La parola di Dio, tuttavia, ci ricorda che nella fede noi vediamo i cieli aperti e la grazia dello Spirito Santo illuminare la Chiesa e portare una speranza sicura al nostro mondo".

  "Ciò mi conduce ad un'altra riflessione sull'architettura di questa chiesa. Come tutte le cattedrali gotiche, essa è una struttura molto complessa, le cui proporzioni precise ed armoniose simboleggiano l'unità della creazione di Dio. (...) Una simile immagine non ci fa forse venire in mente il nostro bisogno di vedere tutte le cose con gli occhi della fede, per poterle in questo modo comprendere nella loro prospettiva più vera, nell'unità del piano eterno di Dio? Ciò richiede, come sappiamo, una continua conversione e l'impegno di 'rinnovarci nello spirito della nostra mente' (cfr Ef 4,23), per acquistare una mentalità nuova e spirituale. (...) Non è forse questa costante conversione 'intellettuale' altrettanto necessaria quanto la conversione 'morale' per la nostra crescita nella fede, per il nostro discernimento dei segni dei tempi e per il nostro contributo personale alla vita e la missione della Chiesa?".

  "Una delle grandi delusioni che seguirono il Concilio Vaticano II" - ha detto il Papa - "con la sua esortazione ad un più grande impegno nella missione della Chiesa per il mondo, penso, sia stata per tutti noi l'esperienza di divisione tra gruppi diversi, generazioni diverse e membri diversi della stessa famiglia religiosa. Possiamo andare avanti solo se insieme fissiamo il nostro sguardo su Cristo! Nella luce della fede scopriremo allora la sapienza e la forza necessarie per aprirci verso punti di vista che eventualmente non coincidono del tutto con le nostre idee o i nostri presupposti. (...) In questo modo ci muoveremo insieme verso quel vero rinnovamento spirituale che voleva il Concilio, un rinnovamento che, solo, può rinforzare la Chiesa nella santità e nell'unità indispensabili per la proclamazione efficace del Vangelo nel mondo di oggi".

  "Qui, nel contesto del nostro bisogno di una prospettiva fondata sulla fede e di unità e collaborazione nel lavoro dell'edificazione della Chiesa, vorrei dire una parola circa l'abuso sessuale che ha causato tanta sofferenza. Ho già avuto modo di parlare di questo e del conseguente danno per la comunità dei fedeli. Qui desidero semplicemente assicurare a voi, cari sacerdoti e religiosi, la mia vicinanza spirituale, mentre cercate di rispondere con speranza cristiana alle continue sfide presentate da questa situazione. Mi unisco a voi pregando affinché questo sia un tempo di purificazione per ciascuno e per ogni singola Chiesa e comunità religiosa, sia un tempo di guarigione".

  "L'unità di una cattedrale gotica, lo sappiamo, non è l'unità statica di un tempio classico, ma un'unità nata dalla tensione dinamica di forze diverse che spingono l'architettura in alto, orientandola verso il cielo. Anche qui possiamo vedere un simbolo dell'unità della Chiesa che è unità - come San Paolo ci ha detto - di un corpo vivo composto da molte membra diverse, ognuno con il proprio ruolo e la propria determinazione".

  "Certo, nella struttura della Chiesa voluta da Dio occorre distinguere tra i doni gerarchici e quelli carismatici (cfr 'Lumen gentium', 4). Ma proprio la varietà e la ricchezza delle grazie concesse dallo Spirito ci invitano costantemente a discernere come questi doni debbano essere inseriti in modo giusto nel servizio della missione della Chiesa".

  "Cari fratelli e sorelle, in conformità con le tradizioni più nobili della Chiesa in questo Paese, siate anche i primi amici del povero, del profugo, dello straniero, del malato e di tutti i sofferenti! Agite come fari di speranza, irradiando la luce di Cristo nel mondo ed incoraggiando i giovani a scoprire la bellezza di una vita donata completamente al Signore e alla sua Chiesa!".

  Al termine della Santa Messa, il Papa ha improvvisato alcune parole dedicate al suo ministero.

  "In questo momento posso solo ringraziarvi per il vostro amore alla Chiesa e a Nostro Signore; ringraziarvi perché donate il vostro amore anche al povero Successore di San Pietro. Cercherò di fare tutto il possibile per essere un degno successore del grande Apostolo, il quale pure era un uomo con i suoi difetti e i suoi peccati, ma che rimane alla fine la roccia per la Chiesa. E così anch'io con tutta la mia spirituale povertà posso essere, per questo tempo, in virtù della grazia del Signore, il Successore di Pietro".

  "Sono anche le vostre preghiere e il vostro amore che mi danno la certezza che il Signore mi aiuterà in questo mio ministero. Sono quindi profondamente grato per il vostro amore, per le vostre preghiere. La mia risposta in questo momento, per tutto quello che mi avete donato nel corso di questa visita, è la benedizione che ora vi imparto, al termine di questa bella Celebrazione".
PV-USA/OMELIA:RELIGIOSI/NEW YORK                VIS 20080420 (1310)


LA FEDE CI AIUTA A VEDERE LA VITA COME DIO LA VEDE

CITTA' DEL VATICANO, 19 APR. 2008 (VIS). Al termine della colazione con i Vescovi dell'Arcidiocesi di New York, il Papa si è recato al Seminario di St. Joseph dove era ad accoglierlo il Rettore, Monsignor Gerald T. Walsh.

  Nella grande Cappella del Seminario, Benedetto XVI ha incontrato un gruppo di una cinquantina di giovani diversamente abili ed ha impartito la benedizione, e, dopo aver ascoltato il saluto di un giovane a nome di tutto il gruppo, ha pronunciato alcune parole.

  "Dio" - ha detto - "vi ha benedetto con il dono della vita e vi ha dato anche altri talenti e qualità. Attraverso questi doni voi potete servire in molti modi Dio e la società. (...) A volte è arduo trovare una ragione per quanto appare soltanto come una difficoltà da superare o un dolore da affrontare. Nonostante ciò la fede ci aiuta a spalancare l'orizzonte al di là di noi stessi e vedere la vita come Dio la vede. L'amore incondizionato di Dio, che raggiunge ogni individuo, è un indicatore di significato e di scopo per ogni uomo".

  "Cari amici" - ha esortato il Pontefice - "vi incoraggio a pregare tutti i giorni per il nostro mondo. Vi sono tante intenzioni e tanta gente per cui potete pregare, compresi coloro che devono ancora arrivare a conoscere Gesù. E vi chiedo di pregare anche per me. Come sapete, ho appena compiuto un altro anno. Il tempo vola".
PV-USA/DISABILI/NEW YORK                           VIS 20080420 (250)


GIOVANI: PREGHIERA PERSONALE, LITURGICA E CARITÀ


CITTA' DEL VATICANO, 19 APR. 2008 (VIS). Alle 16:30 di questo pomeriggio il Papa ha incontrato i giovani e i seminaristi del Seminario "St. Joseph" di New York.

  Dopo il saluto del Cardinale Edward Egan, Arcivescovo di New York, tre rappresentanti dei 20.000 giovani presenti, hanno offerto al Papa pane, riso e mais, come simbolo della ricchezza delle loro diverse tradizioni. Successivamente alcuni giovani hanno intonato Buon Compleanno in tedesco.

  "Avete davanti le immagini di sei uomini e donne che sono cresciuti per condurre delle vite straordinarie" - ha detto il Papa all'inizio del suo discorso - "La Chiesa li onora come Venerabili, Beati o Santi: ognuno ha risposto alla chiamata di Dio ad una vita di carità e ognuno Lo ha servito qui nei vicoli, nelle strade e nei sobborghi di New York. (...) Santa Elisabetta Anna Seton, Santa Francesca Saveria Cabrini, San Giovanni Neumann, la Beata Kateri Tekakwitha, il Venerabile Pierre Toussaint e il Padre Felix Varala".

  "E oggi? Chi porta la testimonianza della Buona Novella di Gesù sulle strade di New York, nei sobborghi inquieti al margine delle grandi città, nei luoghi dove i giovani si radunano alla ricerca di qualcuno di cui fidarsi? Dio è la nostra origine e la nostra destinazione, e Gesù è la via".

  "Come giovani americani vi si offrono molte possibilità per lo sviluppo personale e siete stati educati con un senso di generosità, di servizio e di 'fairness'. (...) I miei anni da teenager sono stati rovinati da un regime infausto che pensava di possedere tutte le risposte; il suo influsso crebbe - penetrando nelle scuole e negli organismi civili come anche nella politica e addirittura nella religione - prima di essere pienamente riconosciuto per quel mostro che era. Esso mise Dio al bando, e così diventò inaccessibile per tutto ciò che era vero e buono".

  "Ringraziamo Dio, perché oggi molti della vostra generazione sono in grado di godere le libertà che sono emerse grazie alla diffusione della democrazia e del rispetto dei diritti umani".

  "Il potere distruttivo, tuttavia" - ha ribadito il Pontefice - "rimane. Sostenere il contrario significherebbe ingannare se stessi. Ma esso non trionferà mai; è stato sconfitto. (...) Appena qualche settimana fa, durante la bellissima liturgia della Veglia Pasquale non era per disperazione o angoscia, ma con una fiducia piena di speranza, che abbiamo gridato a Dio in favore del nostro mondo: Disperdi le tenebre del nostro cuore! Disperdi le tenebre del nostro spirito! (cfr Preghiera durante l'accensione del cero pasquale. Che cosa possono essere queste tenebre? Cosa succede quando le persone, soprattutto le più vulnerabili, incontrano il pugno chiuso della repressione o della manipolazione invece della mano tesa della speranza? Il primo gruppo di esempi appartiene al cuore. Qui, i sogni e desideri che i giovani perseguono possono essere così facilmente frantumati e distrutti. Penso a quanti sono colpiti dall'abuso della droga e degli stupefacenti, dalla mancanza di una casa e dalla povertà, dal razzismo, dalla violenza e dalla degradazione - particolarmente fanciulle e giovani donne".

  "La seconda zona di tenebre - quelle che colpiscono lo spirito - rimane spesso non avvertita, e per questa ragione è particolarmente funesta. La manipolazione della verità distorce la nostra percezione della realtà ed intorbida la nostra immaginazione e le nostre aspirazioni. (...). L'importanza fondamentale della libertà deve essere rigorosamente salvaguardata. (...) Può essere fraintesa o usata male così da non condurre alla felicità che tutti da essa ci aspettiamo, ma verso uno scenario buio di manipolazione, nel quale la nostra comprensione di noi stessi e del mondo si fa confusa o viene addirittura distorta da quanti hanno un loro progetto nascosto".

  "Avete notato quanto spesso" - ha detto ancora il Pontefice - "la rivendicazione della libertà viene fatta, senza mai fare riferimento alla verità della persona umana? (...) E al posto della verità - o meglio, della sua assenza - si è diffusa l'idea che, dando valore indiscriminatamente a tutto, si assicura la libertà e si libera la coscienza. È ciò che chiamiamo relativismo".

  "Cari amici, la verità non è un'imposizione. Né è semplicemente un insieme di regole. È la scoperta di Uno che non ci tradisce mai; di Uno del quale possiamo sempre fidarci. Nel cercare la verità arriviamo a vivere in base alla fede perché, in definitiva, la verità è una persona: Gesù Cristo. È questa la ragione per cui l'autentica libertà non è una scelta di 'disimpegno da'. È una scelta di 'impegno per'; niente di meno che uscire da se stessi e permettere di venire coinvolti nell' 'essere per gli altri' di Cristo (cfr Spe salvi, 28)".

  "Come possiamo allora da credenti aiutare gli altri a camminare sulla via della libertà che porta al pieno appagamento e alla felicità duratura? Ritorniamo ancora ai santi. In che modo la loro testimonianza ha veramente liberato altri dalle tenebre del cuore e dello spirito? La risposta si trova nel nocciolo della loro fede - della nostra fede. (...) È la magnifica visione della speranza - la luce di Cristo vi invita ad essere stelle-guida per gli altri, camminando sulla via di Cristo che è via di perdono, di riconciliazione, di umiltà, di gioia e di pace".

  "Cari amici, l'esempio dei santi ci invita, poi, a considerare quattro aspetti essenziali del tesoro della nostra fede: preghiera personale e silenzio, preghiera liturgica, carità praticata e vocazioni".

  "La cosa più importante è che sviluppiate un rapporto personale con Dio. Questo rapporto si esprime nella preghiera. (...)  Amici, non abbiate paura del silenzio e della quiete, ascoltate Dio, adoratelo nell'Eucaristia! Lasciate che la sua parola plasmi il vostro cammino come sviluppo della santità".

  "Mediante la liturgia" - ha ricordato il Papa - "l''opera di Gesù' viene continuamente messa in contatto con la storia; con la nostra vita, per plasmarla. Qui captiamo un'ulteriore idea della grandezza della nostra fede cristiana. Ogni volta che vi radunate per la Santa Messa, quando andate a confessarvi, ogni volta che celebrate uno dei Sacramenti, Gesù è all'opera".

  "Molti degli esempi di sofferenza ai quali i nostri santi hanno risposto con compassione, si trovano tuttora qui in questa città e dintorni. E sono emerse nuove ingiustizie: alcune sono complesse e derivano dallo sfruttamento del cuore e dalla manipolazione dello spirito; anche il nostro comune ambiente di vita, la terra stessa, geme sotto il peso dell'avidità consumistica e lo sfruttamento irresponsabile. (...) Dobbiamo rispondere con un'azione sociale rinnovata che nasca dall'amore universale che non conosce limiti".

  "Cari giovani, (...), i miei pensieri vanno ai vostri genitori, nonni e padrini. Essi sono stati i vostri primi educatori nella fede. Presentandovi per il Battesimo, essi hanno dato a voi la possibilità di ricevere il dono più grande della vostra vita. In quel giorno siete entrati nella santità di Dio stesso. Siete diventati figlie e figli adottivi del Padre. Siete stati incorporati in Cristo".

  Rivolgendosi ai 300 seminaristi provenienti dalle Diocesi della "East Coast", il Papa ha detto:  "Il Popolo di Dio si aspetta da voi che sarete sacerdoti santi (...). Vi esorto ad approfondire la vostra amicizia con Gesù, il Buon Pastore. Parlate con Lui cuore a cuore. Rigettate ogni tentazione di ostentazione, carrierismo o vanità".

  Sottolineando il generoso contributo dei religiosi, delle religiose e della Congregazioni "alla missione della Chiesa", il Santo Padre ha aggiunto che: "La meravigliosa serie di carismi propri a ogni Istituto Religioso è un tesoro spirituale straordinario. (...) Sono sicuro che, mediante la scoperta dei carismi che producono una tale vastità di sapienza spirituale, alcuni di voi giovani saranno attirati ad una vita di servizio apostolico o contemplativo".

  "Amici (...). Che cosa Dio suggerisce a voi? La speranza che mai delude è Gesù Cristo. (...) È dall'interno della Chiesa che anche voi troverete il coraggio ed il sostegno per camminare sulla via del Signore. (...) Oggi i discepoli di Cristo siete voi. Irradiate la sua luce su questa grande città e oltre".

  "Con questi sentimenti di grande speranza in voi, vi saluto con un 'arrivederci' nell'attesa di incontrarvi di nuovo a Sydney, in luglio, per la Giornata Mondiale della Gioventù!".
PV-USA/GIOVANI SEMINARISTI/NEW YORK                VIS 20080420 (1330)


"GROUND ZERO": DIO PORTA TUA PACE NOSTRO MONDO VIOLENTO


CITTA' DEL VATICANO, 20 APR. 2008 (VIS). Questa mattina, alle 9:30 ora locale, il Papa ha raggiunto il "Bed Rock" di "Ground Zero", il luogo dove, fino al settembre 2001, si ergeva il complesso commerciale ed amministrativo denominato "World Trade Center".

  Il giorno dell'attentato terrorista che causò 2.896 vittime - l'11 settembre 2001 - due aerei si schiantarono contro le Torri Gemelle, i due grattacieli più alti di New York, parte del complesso del "World Trade Center", distruggendo anche altri edifici adiacenti. Da quel giorno al posto del "World Trade Center" c'è un enorme cratere, "Ground Zero", profondo una ottantina di metri, recintato, dal fondo del quale spicca una Croce.

  Nel 2002 un concorso indetto per la ricostruzione del "World Trade Center", è stato vinto dall'architetto americano Daniel Libensky. Attualmente il sito è un cantiere e la fine dei lavori è prevista per il 2012. L'edificio centrale del nuovo complesso sarà la "Freedom Tower", alta 1.776 piedi, corrispondente all'anno dell'indipendenza americana (541 metri).

  Il Santo Padre Benedetto XVI, accompagnato dal Cardinale Edward Egan, Arcivescovo di New York, ha raggiunto il "Bed Rock" di "Ground Zero", dove erano ad attenderlo il Signor Michael Bloomberg, Sindaco di New York, il Signor David A. Paterson, Governatore di New York, il Signor John Corzine, Governatore del New Jersey e ventiquattro persone in rappresentanza dei soccorritori (Vigili del Fuoco, Protezione Civile, Polizia), dei feriti e dei parenti delle vittime.

  Il Santo Padre si è raccolto in preghiera silenziosa per alcuni minuti, ha acceso un cero in memoria delle vittime dell'attentato di "Ground Zero" e successivamente ha recitato la seguente preghiera: 

"O Dio dell'amore, della compassione e della riconciliazione,
rivolgi il Tuo sguardo su di noi, popolo di molte fedi e tradizioni diverse,
che siamo riuniti oggi in questo luogo,
scenario di incredibile violenza e dolore.

Ti chiediamo nella Tua bontà
di concedere luce e pace eterna
a tutti coloro che sono morti in questo luogo-
i primi eroici soccorritori:
i nostri vigili del fuoco, agenti di polizia,
addetti ai servizi di emergenza e personale della Capitaneria di Porto,
insieme a tutti gli uomini e le donne innocenti,
vittime di questa tragedia
solo perché il loro lavoro e il loro servizio
li ha portati qui l'11 settembre 2001.

Ti chiediamo, nella Tua compassione
di portare la guarigione a coloro
i quali, a causa della loro presenza qui in quel giorno,
soffrono per le lesioni e la malattia.
Guarisci, anche la sofferenza delle famiglie ancora in lutto
e di quanti hanno perso persone care in questa tragedia.
Concedi loro la forza di continuare a vivere con coraggio e speranza.

Ricordiamo anche coloro
che hanno trovato la morte, i feriti e quanti hanno perso i loro cari
in quello stesso giorno al Pentagono e a Shanksville, in Pennsylvania.
I nostri cuori si uniscono ai loro
mentre la nostra preghiera abbraccia il loro dolore e la loro sofferenza.

Dio della pace, porta la Tua pace nel nostro mondo violento:
pace nei cuori di tutti gli uomini e le donne
e pace tra le Nazioni della terra.
Volgi verso il Tuo cammino di amore
coloro che hanno il cuore e la mente
consumati dall'odio.

Dio della comprensione,
sopraffatti dalla dimensione immane di questa tragedia,
cerchiamo la Tua luce e la Tua guida
mentre siamo davanti ad eventi così tremendi.
Concedi a coloro le cui vite sono state risparmiate
di poter vivere in modo che le vite perdute qui
non siano state perdute in vano.
Confortaci e consolaci,
rafforzaci nella speranza
e concedici la saggezza e il coraggio
di lavorare instancabilmente per un mondo
in cui pace e amore autentici regnino
tra le Nazioni e nei cuori di tutti.

  Al termine della preghiera, Papa Benedetto XVI ha salutato i familiari delle vittime e alcuni sopravvissuti, i membri delle squadre dei soccorritori ed ha impartito la Benedizione a tutti i presenti.

  Infine il Santo Padre ha fatto ritorno alla sua residenza dove ha ricevuto l'omaggio e il saluto del personale e dei collaboratori della Missione Permanente della Santa Sede presso l'Organizzazione delle Nazioni Unite a New York
PV-USA/PREGHIERA:GROUND ZERO/NEW YORK               VIS 20080419 (690)


sabato 19 aprile 2008

DIRITTI UMANI HANNO CARATTERE UNIVERSALE


CITTA' DEL VATICANO, 18 APR. 2008 (VIS). Questa mattina il Santo Padre Benedetto XVI ha compiuto una visita alla sede dell'Organizzazione delle Nazioni Unite a New York, dove sono ad accoglierlo il Segretario Generale dell'O.N.U., Signor Ban Ki-moon ed il Presidente dell'Assemblea Generale, Signor Srgjan Kerim.

  Benedetto XVI è il terzo Pontefice che si reca in visita all'Assemblea Generale delle Nazioni Unite, dopo Paolo VI, il 4 ottobre 1965, e Giovanni Paolo II che visitò l'Organizzazione Internazionale in due occasioni: il 2 ottobre 1979 e il 5 ottobre 1995.

  Dopo un colloquio privato con il Segretario Generale, il Santo Padre ha incontrato i Rappresentanti di 192 Stati Membri nell'Aula dell'Assemblea Generale ed ha pronunciato un discorso del quale sono di seguito riportati alcuni paragrafi:

  "Mediante le Nazioni Unite, gli Stati hanno dato vita a obiettivi universali che, pur non coincidendo con il bene comune totale dell'umana famiglia, senza dubbio rappresentano una parte fondamentale di quel bene stesso. I principi fondativi dell'Organizzazione - il desiderio della pace, la ricerca della giustizia, il rispetto della dignità della persona, la cooperazione umanitaria e l'assistenza - esprimono le giuste aspirazioni dello spirito umano e costituiscono gli ideali che dovrebbero sottostare alle relazioni internazionali. Come i miei predecessori Paolo VI e Giovanni Paolo II hanno osservato da questo medesimo podio, si tratta di argomenti che la Chiesa Cattolica e la Santa Sede seguono con attenzione e con interesse, poiché vedono nella vostra attività come problemi e conflitti riguardanti la comunità mondiale possano essere soggetti ad una comune regolamentazione. Le Nazioni Unite incarnano l'aspirazione ad 'un grado superiore di orientamento internazionale' (Giovanni Paolo II, 'Sollicitudo rei socialis', 43), ispirato e governato dal principio di sussidiarietà, e pertanto capace di rispondere alle domande dell'umana famiglia mediante regole internazionali vincolanti ed attraverso strutture in grado di armonizzare il quotidiano svolgersi della vita dei popoli. Ciò è ancor più necessario in un tempo in cui sperimentiamo l'ovvio paradosso di un consenso multilaterale che continua ad essere in crisi a causa della sua subordinazione alle decisioni di pochi, mentre i problemi del mondo esigono interventi nella forma di azione collettiva da parte della comunità internazionale".

  "Certo, questioni di sicurezza, obiettivi di sviluppo, riduzione delle ineguaglianze locali e globali, protezione dell'ambiente, delle risorse e del clima, richiedono che tutti i responsabili internazionali agiscano congiuntamente e dimostrino una prontezza ad operare in buona fede, nel rispetto della legge e nella promozione della solidarietà nei confronti delle regioni più deboli del pianeta. Penso in particolar modo a quei Paesi dell'Africa e di altre parti del mondo che rimangono ai margini di un autentico sviluppo integrale, e sono perciò a rischio di sperimentare solo gli effetti negativi della globalizzazione. Nel contesto delle relazioni internazionali, è necessario riconoscere il superiore ruolo che giocano le regole e le strutture intrinsecamente ordinate a promuovere il bene comune, e pertanto a difendere la libertà umana. Tali regole non limitano la libertà; al contrario, la promuovono, quando proibiscono comportamenti e atti che operano contro il bene comune, ne ostacolano l'effettivo esercizio e perciò compromettono la dignità di ogni persona umana".

  "Qui il nostro pensiero si rivolge al modo in cui i risultati delle scoperte della ricerca scientifica e tecnologica sono stati talvolta applicati. Nonostante gli enormi benefici che l'umanità può trarne, alcuni aspetti di tale applicazione rappresentano una chiara violazione dell'ordine della creazione, sino al punto in cui non soltanto viene contraddetto il carattere sacro della vita, ma la stessa persona umana e la famiglia vengono derubate della loro identità naturale. Allo stesso modo, l'azione internazionale volta a preservare l'ambiente e a proteggere le varie forme di vita sulla terra non deve garantire soltanto un uso razionale della tecnologia e della scienza, ma deve anche riscoprire l'autentica immagine della creazione. Questo non richiede mai una scelta da farsi tra scienza ed etica: piuttosto si tratta di adottare un metodo scientifico che sia veramente rispettoso degli imperativi etici".

  "Il riconoscimento dell'unità della famiglia umana e l'attenzione per l'innata dignità di ogni uomo e donna trovano oggi una rinnovata accentuazione nel principio della responsabilità di proteggere.  (...) Ogni Stato ha il dovere primario di proteggere la propria popolazione da violazioni gravi e continue dei diritti umani, come pure dalle conseguenze delle crisi umanitarie, provocate sia dalla natura che dall'uomo. Se gli Stati non sono in grado di garantire simile protezione, la comunità internazionale deve intervenire con i mezzi giuridici previsti dalla Carta delle Nazioni Unite e da altri strumenti internazionali. L'azione della comunità internazionale e delle sue istituzioni, supposto il rispetto dei principi che sono alla base dell'ordine internazionale, non deve mai essere interpretata come un'imposizione indesiderata e una limitazione di sovranità".

  "Il principio della 'responsabilità di proteggere' era considerato dall'antico 'ius gentium' quale fondamento di ogni azione intrapresa dai governanti nei confronti dei governati (...). Ora, come allora, tale principio deve invocare l'idea della persona quale immagine del Creatore, il desiderio di una assoluta ed essenziale libertà. La fondazione delle Nazioni Unite, come sappiamo, coincise con il profondo sdegno sperimentato dall'umanità quando fu abbandonato il riferimento al significato della trascendenza e della ragione naturale, e conseguentemente furono gravemente violate la libertà e la dignità dell'uomo. (...) Quando si è di fronte a nuove ed insistenti sfide, è un errore ritornare indietro ad un approccio pragmatico, limitato a determinare "un terreno comune", minimale nei contenuti e debole nei suoi effetti".

  "Il riferimento all'umana dignità, che è il fondamento e l'obiettivo della responsabilità di proteggere, ci porta al tema sul quale siamo invitati a concentrarci quest'anno, che segna il 60° anniversario della 'Dichiarazione Universale dei Diritti dell'Uomo'. (...) I diritti umani sono sempre più presentati come linguaggio comune e sostrato etico delle relazioni internazionali. Allo stesso tempo, l'universalità, l'indivisibilità e l'interdipendenza dei diritti umani servono tutte quali garanzie per la salvaguardia della dignità umana. È evidente, tuttavia, che i diritti riconosciuti e delineati nella Dichiarazione si applicano ad ognuno in virtù della comune origine della persona, la quale rimane il punto più alto del disegno creatore di Dio per il mondo e per la storia. Tali diritti sono basati sulla legge naturale iscritta nel cuore dell'uomo e presente nelle diverse culture e civiltà. Rimuovere i diritti umani da questo contesto significherebbe restringere il loro ambito e cedere ad una concezione relativistica, secondo la quale il significato e l'interpretazione dei diritti potrebbero variare e la loro universalità verrebbe negata in nome di contesti culturali, politici, sociali e persino religiosi differenti".

  "La vita della comunità, a livello sia interno che internazionale, mostra chiaramente come il rispetto dei diritti e le garanzie che ne conseguono siano misure del bene comune che servono a valutare il rapporto fra giustizia ed ingiustizia, sviluppo e povertà, sicurezza e conflitto. (...) Il merito della Dichiarazione Universale è di aver permesso a differenti culture, espressioni giuridiche e modelli istituzionali di convergere attorno ad un nucleo fondamentale di valori e, quindi, di diritti. Oggi però occorre raddoppiare gli sforzi di fronte alle pressioni per reinterpretare i fondamenti della Dichiarazione e di comprometterne l'intima unità, così da facilitare un allontanamento dalla protezione della dignità umana per soddisfare semplici interessi, spesso interessi particolari".

  "L'esperienza ci insegna che spesso la legalità prevale sulla giustizia quando l'insistenza sui diritti umani li fa apparire come l'esclusivo risultato di provvedimenti legislativi o di decisioni normative prese dalle varie agenzie di coloro che sono al potere. Quando vengono presentati semplicemente in termini di legalità, i diritti rischiano di diventare deboli proposizioni staccate dalla dimensione etica e razionale, che è il loro fondamento e scopo. Al contrario, la Dichiarazione Universale ha rafforzato la convinzione che il rispetto dei diritti umani è radicato principalmente nella giustizia che non cambia, sulla quale si basa anche la forza vincolante delle proclamazioni internazionali. Tale aspetto viene spesso disatteso quando si tenta di privare i diritti della loro vera funzione in nome di una gretta prospettiva utilitaristica. Dato che i diritti e i conseguenti doveri seguono naturalmente dall'interazione umana, è facile dimenticare che essi sono il frutto di un comune senso della giustizia, basato primariamente sulla solidarietà fra i membri della società e perciò validi per tutti i tempi e per tutti i popoli".

  "Mentre la storia procede, sorgono nuove situazioni e si tenta di collegarle a nuovi diritti. Il discernimento, cioè la capacità di distinguere il bene dal male, diviene ancor più essenziale nel contesto di esigenze che riguardano le vite stesse e i comportamenti delle persone, delle comunità e dei popoli".

  "Il discernimento, dunque, mostra come l'affidare in maniera esclusiva ai singoli Stati, con le loro leggi ed istituzioni, la responsabilità ultima di venire incontro alle aspirazioni di persone, comunità e popoli interi può talvolta avere delle conseguenze che escludono la possibilità di un ordine sociale rispettoso della dignità e dei diritti della persona. D'altra parte, una visione della vita saldamente ancorata alla dimensione religiosa può aiutare a conseguire tali fini, dato che il riconoscimento del valore trascendente di ogni uomo e ogni donna favorisce la conversione del cuore, che poi porta ad un impegno di resistere alla violenza, al terrorismo ed alla guerra e di promuovere la giustizia e la pace. Ciò fornisce inoltre il contesto proprio per quel dialogo interreligioso che le Nazioni Unite sono chiamate a sostenere, allo stesso modo in cui sostengono il dialogo in altri campi dell'attività umana".

  "Ovviamente i diritti umani debbono includere il diritto di libertà religiosa, compreso come espressione di una dimensione che è al tempo stesso individuale e comunitaria, una visione che manifesta l'unità della persona, pur distinguendo chiaramente fra la dimensione di cittadino e quella di credente. (...) È perciò inconcepibile che dei credenti debbano sopprimere una parte di se stessi - la loro fede - per essere cittadini attivi; non dovrebbe mai essere necessario rinnegare Dio per poter godere dei propri diritti. I diritti collegati con la religione sono quanto mai bisognosi di essere protetti se vengono considerati in conflitto con l'ideologia secolare prevalente o con posizioni di una maggioranza religiosa di natura esclusiva. Non si può limitare la piena garanzia della libertà religiosa al libero esercizio del culto; al contrario, deve esser tenuta in giusta considerazione la dimensione pubblica della religione e quindi la possibilità dei credenti di fare la loro parte nella costruzione dell'ordine sociale".

  "La mia presenza in questa Assemblea è un segno di stima per le Nazioni Unite ed è intesa quale espressione della speranza che l'Organizzazione possa servire sempre più come segno di unità fra Stati e quale strumento di servizio per tutta l'umana famiglia. Essa mostra pure la volontà della Chiesa Cattolica di offrire il contributo che le è proprio alla costruzione di relazioni internazionali in un modo che permetta ad ogni persona e ad ogni popolo di percepire di poter fare la differenza".

  "Le Nazioni Unite rimangono un luogo privilegiato nel quale la Chiesa è impegnata a portare la propria esperienza 'in umanità', sviluppata lungo i secoli fra popoli di ogni razza e cultura, e a metterla a disposizione di tutti i membri della comunità internazionale. Questa esperienza ed attività, dirette ad ottenere la libertà per ogni credente, cercano inoltre di aumentare la protezione offerta ai diritti della persona. Tali diritti sono basati e modellati sulla natura trascendente della persona, che permette a uomini e donne di percorrere il loro cammino di fede e la loro ricerca di Dio in questo mondo. Il riconoscimento di questa dimensione va rafforzato se vogliamo sostenere la speranza dell'umanità in un mondo migliore, e se vogliamo creare le condizioni per la pace, lo sviluppo, la cooperazione e la garanzia dei diritti delle generazioni future".
  
  Al termine del discorso il Santo Padre ha incontrato il Presidente dell'Assemblea Generale e successivamente il Presidente del Consiglio di Sicurezza, che nel mese di aprile è l'Ambasciatore del Sudafrica Dumisani Kumalo.

   Lettura versione integrale del testo.
PV-USA/DISCORSO ONU/NEW YORK                     VIS 20080419 (1950)


SALUTO DEL PAPA AL PERSONALE DELL'O.N.U.

CITTA' DEL VATICANO, 18 APR. 2008 (VIS). Al termine dell'incontro con il Presidente del Consiglio di Sicurezza dell'Organizzazione delle Nazioni Unite, il Papa ha rivolto parole di saluto ai funzionari e al personale dell'O.N.U.,  pronunciando un breve discorso.

  "Qui, in un piccolo spazio in mezzo alla città indaffarata di New York, è collocata un'Organizzazione con una missione vasta come il mondo di promuovere la pace e la giustizia" - ha affermato il Pontefice - " Mi viene in mente un contrasto analogo quanto all'ordine di grandezza tra lo Stato della Città del Vaticano e il mondo, in cui la Chiesa esercita la sua missione universale e il suo apostolato. Gli artisti del XVI secolo che dipinsero le carte geografiche sulle pareti del Palazzo Apostolico ricordarono ai Papi la vasta estensione del mondo conosciuto. In quegli affreschi veniva offerto ai Successori di Pietro un segno tangibile dell'immenso raggio d'azione della missione della Chiesa in un tempo in cui la scoperta del Mondo Nuovo stava aprendo orizzonti imprevisti. Qui, in questo Palazzo di Vetro, l'arte in esposizione ha il suo modo proprio di richiamare alla nostra memoria le responsabilità dell'Organizzazione delle Nazioni Unite".

  "Vediamo immagini degli effetti della guerra e della povertà" - ha proseguito il Pontefice - "ci viene ricordato il dovere di impegnarci per un mondo migliore e proviamo gioia per la genuina molteplicità ed esuberanza della cultura umana, manifestata in questa vasta gamma di popoli e nazioni raccolti sotto la protezione della Comunità Internazionale".

  "Nell'occasione della mia visita, desidero rendere omaggio al  contributo incalcolabile dato dal personale amministrativo e dai tanti impiegati delle Nazioni Unite (...). A voi e a chi vi ha preceduto vorrei esprimere il mio apprezzamento personale e quello di tutta la Chiesa. Ricordiamo specialmente i tanti civili e custodi della pace che hanno sacrificato la loro vita sul campo per il bene dei popoli che servono - quarantadue di loro soltanto nel 2007. Ricordiamo anche la grande moltitudine di quanti dedicano la loro vita a lavori mai sufficientemente riconosciuti, svolti non di rado in condizioni difficili".

  "Delle Nazione Unite si parla spesso come della 'famiglia delle nazioni'. Ugualmente, si potrebbe descrivere la sede centrale qui a New York come un focolare domestico, un luogo di benvenuto e di sollecitudine per il bene dei membri della famiglia dappertutto. (...). Il personale qui costituisce un microcosmo del mondo intero, in cui ogni singola persona reca un contributo indispensabile dal punto di vista del suo particolare patrimonio culturale e religioso. Gli ideali che hanno ispirato i fondatori di questa istituzione devono esprimersi, qui e in ognuna delle missioni dell'Organizzazione, nel rispetto e nell'accettazione vicendevoli, che sono i contrassegni di una famiglia prospera".
PV-USA/SALUTI:PERSONALE/O.N.U.                       VIS 20080419 (450)


COMUNITÀ EBRAICA CONTINUI EDIFICARE PONTI DI AMICIZIA


CITTA' DEL VATICANO, 18 APR. 2008 (VIS). Alle 17:20 il Santo Padre ha compiuto una visita alla "Park East Synagogue", che, costruita nel 1889, rappresenta uno dei siti storici della città di New York, ed i cui membri sono impegnati in attività educative ed assistenziali. Il Rabbino della Sinagoga, Arthur Schneier, austriaco sopravvissuto all'Olocausto, è Presidente della Fondazione "Appeal of Conscience", organizzazione non-governativa riconosciuta dall'O.N.U., che invita a fare della Croce, della Mezza Luna e della Stalla di Davide dei simboli di pace, di tolleranza e di mutuo rispetto.

  "Shalom! È con grande gioia che sono venuto qui, a poche ore dall'inizio della celebrazione della vostra Pesah" - ha detto il Papa - "per esprimere alla comunità ebraica di New York il mio rispetto e la mia stima. (...) Trovo toccante il pensiero che Gesù, da ragazzo, ascoltò le parole della Scrittura e pregò in un luogo come questo".

  "Ringrazio il Rabbino Schneier per le sue parole di benvenuto (...). So bene che la comunità ebraica ha offerto un valido contributo alla vita della città, e vi incoraggio tutti a continuare a costruire ponti di amicizia con tutti i molti e diversi gruppi etnici e religiosi che vivono vicino a voi".

  "Cari Amici, estendo uno speciale saluto di pace alla comunità ebraica degli Stati Uniti e di tutto il mondo, mentre vi preparate a celebrare la festività annuale della Pesah. La mia visita in questo Paese coincide con questa festa, e mi permette di incontrarvi di persona e di assicurarvi la mia preghiera mentre fate memoria dei segni e dei prodigi che Dio ha operato per liberare il suo popolo eletto".
PV-USA/INCONTRO SINAGOGA/NEW YORK                   VIS 20080419 (290)


RENDERE RAGIONE CON CHIAREZZA SPERANZA CRISTIANA


CITTA' DEL VATICANO, 18 APR. 2008 (VIS). Alle 18:00 di oggi pomeriggio, il Santo Padre ha partecipato ad un Incontro Ecumenico nella Chiesa di St. Joseph a New York, al quale hanno partecipato 250 Rappresentanti di 10 confessioni cristiane.

  "Intendo esprimere il mio sincero apprezzamento per l'inestimabile opera di tutti coloro che sono impegnati nell'ecumenismo" - ha detto il Santo Padre all'inizio del suo discorso - "'il National Council of Churches', il 'Christian Churches Together', il 'Catholic Bishops's Secretariat for Ecumenical and Interreligious Affairs', e molti altri. Il contributo offerto al movimento ecumenico dai Cristiani degli Stati Uniti è noto in tutto il mondo".

  "La globalizzazione ha posto l'umanità tra due estremi. Da una parte, il crescente senso di interrelazione e interdipendenza tra i popoli anche quando - parlando in termini geografici e culturali - sono tra loro distanti. (...) D'altra parte, non si può negare che i rapidi cambiamenti che avvengono nel mondo presentano anch'essi alcuni segni molesti di frammentazione e di ripiegamento nell'individualismo".

  "È anche fonte di grave preoccupazione" - ha sottolineato il Pontefice - "il diffondersi dell'ideologia secolarista che mina e addirittura rigetta la verità trascendente. La stessa possibilità di una rivelazione divina, e quindi della fede cristiana, è spesso messa in discussione da mode di pensiero ampiamente presenti negli ambienti universitari, nei mass-media e nell'opinione pubblica. Per questi motivi, è quanto mai necessaria una fedele testimonianza del Vangelo. Si chiede ai Cristiani di rendere ragione con chiarezza della speranza che è in essi (cfr 1 Pt 3, 15)".

  "Troppo spesso i non Cristiani" - ha proseguito il Pontefice - "che osservano la frammentazione delle comunità cristiane, restano a ragione confusi circa lo stesso messaggio del Vangelo. Credenze e comportamenti cristiani fondamentali vengono a volte modificati in seno alle comunità da cosiddette 'azioni profetiche' fondate su un'ermeneutica non sempre in consonanza con il dato della Scrittura e della Tradizione. Di conseguenza le comunità rinunciano ad agire come un corpo unito, e preferiscono invece operare secondo il principio delle 'opzioni locali'".

  "Di fronte a queste difficoltà" - ha ribadito il Santo Padre - "dobbiamo in primo luogo ricordarci che l'unità della Chiesa deriva dalla perfetta unità della Trinità" e riferendosi agli Apostoli ha affermato che: "L'efficacia ultima della loro predicazione non dipendeva da 'parole ricercate' o da 'sapienza umana' (1 Cor 2, 13), ma piuttosto dall'azione dello Spirito (Ef 3, 5) che confermava l'autorevole testimonianza degli Apostoli (cfr 1 Cor 15, 1-11)".

  "La forza del kerygma non ha perso nulla del suo interiore dinamismo. Pur tuttavia dobbiamo chiederci se il suo pieno vigore non sia stato attenuato da un approccio relativistico alla dottrina cristiana simile a quello che troviamo nelle ideologie secolarizzate, che, con il sostenere che solo la scienza è 'oggettiva', relegano completamente la religione nella sfera soggettiva del sentimento dell'individuo".

  "Le scoperte scientifiche e le loro realizzazioni attraverso l'ingegno umano offrono senza dubbio all'umanità nuove possibilità di miglioramento. Questo non significa, tuttavia, che il 'conoscibile' sia limitato a ciò che è empiricamente verificabile, né che la religione sia confinata al regno mutevole della 'esperienza personale'".

  "L'accettazione di questa erronea linea di pensiero porterebbe i Cristiani a concludere che nella presentazione della fede cristiana non è necessario sottolineare la verità oggettiva, perché non si deve che seguire la propria coscienza e scegliere quella comunità che meglio incontra i propri gusti personali. Il risultato è riscontrabile nella continua proliferazione di comunità che sovente evitano strutture istituzionali e minimizzano l'importanza per la vita cristiana del contenuto dottrinale".

  "Soltanto 'restando saldi' all'insegnamento sicuro (cfr 2 Ts 2, 15) riusciremo a rispondere alle sfide con cui siamo chiamati a confrontarci in un mondo che cambia. Soltanto così daremo una testimonianza ferma alla verità del Vangelo e al suo insegnamento morale. Questo è il messaggio che il mondo si aspetta di sentire da noi".

  "Così come i primi Cristiani, abbiamo la responsabilità di dare una testimonianza trasparente delle 'ragioni della nostra speranza', così che gli occhi di tutti gli uomini di buona volontà possano aprirsi per vedere che Dio ha manifestato il suo volto (cfr 2 Cor 3,12-18) e ci ha permesso di accedere alla sua vita divina attraverso Gesù Cristo. Lui solo è la nostra speranza!"

  "Possa questo incontro di preghiera" - ha auspicato il Pontefice - "essere un esempio della centralità della preghiera nel movimento ecumenico (cfr 'Unitatis redintegratio', 8); perché, senza preghiera, le strutture, le istituzioni e i programmi ecumenici sarebbero privi del loro cuore e della loro anima".
PV-USA/INCONTRO ECUMENICO/NEW YORK                   VIS 20080419 (740)


PROGRAMMA VIAGGIO SABATO 19 E DOMENICA 20 APRILE

CITTA' DEL VATICANO, 19 APR. 2008 (VIS). Oggi, nella ricorrenza del terzo anniversario della sua Elezione al Pontificato, il Santo Padre Benedetto XVI celebra la Santa Messa "per la Chiesa Universale", alle 9:15 (15:15 ora di Roma), per i sacerdoti, religiosi e religiose, nella Cattedrale di St. Patrick a New York.

  Alle 16:00 ora locale, Benedetto XVI si dirigerà al Seminario di St. Joseph di Yonkers, dove saluterà un gruppo di giovani diversamente abili. Successivamente, nel campo sportivo retrostante, incontrerà i giovani e i seminaristi.

  Al termine il Papa farà ritorno alla Residenza dell'Osservatore Permanente che lo ospita durante il suo soggiorno a New York, per la cena con il personale della Missione Permanente della Santa Sede presso l'O.N.U.

  Domani, domenica 20 aprile, ultimo giorno del Viaggio Apostolico negli Stati Uniti d'America, il Papa si recherà in visita a "Ground Zero", il sito dove sorgevano le Torri Gemelle, che l'11 settembre 2001 furono distrutte in un attentato terroristico da due aerei che causarono la morte di 2.896 persone.

  Alle 14:30, il Santo Padre celebrerà la Santa Messa nello "Yankee Stadium" del Bronx di New York, che può contenere 60.000 persone. Dal 1923 è lo stadio della squadra di baseball di New York, squadra famosa per aver vinto il maggior numero di campionati del mondo.

  Alle 19:30 Benedetto XVI si trasferirà all'aeroporto internazionale John Fitzgerald Kennedy, dove alle 20:00 si svolgerà la Cerimonia di congedo.

  L'aereo papale partirà alle ore 20:30 (2:30 ora di Roma), e dopo otto ore di volo, atterrerà all'aeroporto romano di Ciampino alle 10:45.
PV-USA/PROGRAMMA SABATO:DOMENICA/NEW YORK             VIS 20080419 (270)


ALTRI ATTI PONTIFICI

CITTA' DEL VATICANO, 19 APR. 2008 (VIS). Il Santo Padre:

- Ha nominato il Reverendo Edward Hiiboro Kussala, Vescovo di Tombura-Yambio (superficie: 81.321; popolazione: 671.000; cattolici: 316.590; sacerdoti: 27; religiosi: 32), Sudan. Il Vescovo eletto è nato nel 1964 a Source Yubu (Sudan)  ed è stato ordinato sacerdote nel 1994. Finora Professore di Teologia Morale al St. Paul's Seminary a Khartoum (Sudan), succede al Vescovo Joseph Abangite Gasi, del quale il Santo Padre ha accettato la rinuncia al governo pastorale della medesima Diocesi, presentata per raggiunti limiti d'età.

- Ha nominato il Vescovo Peter J. Kairo, finora Vescovo di Nakuru (Kenya), Arcivescovo di Nyeri (superficie: 7.823; popolazione: 178.000; cattolici: 71.400; sacerdoti: 80; religiosi: 287), Kenya.

- Ha nominato il Monsignore Hubert Berenbrinker, Vescovo Ausiliare di Paderborn (superficie: 14.754; popolazione: 4.900.000; cattolici: 1.694.853; sacerdoti: 1.171; religiosi: 2.093; diaconi permanenti: 158), Germania. Il Vescovo eletto è nato a Verl (Germania), nel 1950 ed è stato ordinato sacerdote nel 1977. E' stato finora Direttore del Dipartimento "Personale Pastorale" della Curia arcivescovile e Canonico del Capitolo Metropolitano di Paderborn (Germania).
NER:RE:NEA/.../...                                   VIS 20080419 (180)


venerdì 18 aprile 2008

CATTOLICI DATE RAGIONE CONVINCENTE SPERANZA CHE È IN VOI


CITTA' DEL VATICANO, 17 APR. 2008 (VIS). Alle 9:30 di questa mattina, all'arrivo al "National Park Stadium" di Washington, lo stadio più moderno degli Stati Uniti con una capienza interna di circa 45.000 persone, il Santo Padre è stato accolto dall'Arcivescovo di Washington Donald William Wuerl, dal Sindaco Adrian M. Fenty e dal proprietario dello Stadio, il costruttore Theodore Lerner.

  A bordo dell'auto panoramica, il Santo Padre ha compiuto un giro completo dello Stadio. Alle 10:00 ha avuto inizio la Santa Messa "dello Spirito Santo" per i fedeli dell'Arcidiocesi di Washington.

  Il Santo Padre ha ricordato l'anniversario dello smembramento ad opera di Papa Pio VII, della Diocesi originaria di Baltimore e l'instaurazione delle Diocesi di Boston, Bardstown (ora Louisville), New York e Philadelphia. "Duecento anni dopo" - ha detto Benedetto XVI - "la Chiesa in America con buona ragione può lodare la capacità delle generazioni passate di congiungere gruppi di immigranti molto diversi nell'unità della fede cattolica ed in un comune impegno per la diffusione del Vangelo".

  "Prego, poi, affinché questo anniversario" - ha proseguito il Pontefice - "significativo nella vita della Chiesa negli Stati Uniti e la presenza del Successore di Pietro in mezzo a voi siano per tutti i cattolici un'occasione per riaffermare la loro unità nella fede apostolica, per offrire ai loro contemporanei una ragione convincente della speranza che li ispira (cfr 1 Pt 3,15) e per essere rinnovati nello zelo missionario a servizio dell'espansione del Regno di Dio".

  "Il mondo ha bisogno della testimonianza! Chi può negare che il momento presente costituisca una svolta non solo per la Chiesa in America, ma anche per la società nel suo insieme? E' un tempo pieno di grandi promesse, poiché vediamo la famiglia umana in vari modi avvicinarsi di più diventando sempre più interdipendente. Allo stesso tempo, tuttavia, vediamo segni evidenti di un crollo preoccupante negli stessi fondamenti della società: segni di alienazione, rabbia e contrapposizione in molti nostri contemporanei; crescente violenza, indebolimento del senso morale, involgarimento nelle relazioni sociali e accresciuta dimenticanza di Dio".

  "La fedeltà e il coraggio con cui la Chiesa in questo Paese riuscirà ad affrontare le sfide di una cultura sempre più secolarizzata e materialistica dipenderà in gran parte dalla vostra fedeltà personale nel trasmettere il tesoro della nostra fede cattolica. (...) Le sfide che ci vengono incontro richiedono un'istruzione ampia e sana nella verità della fede. Ma richiedono anche di coltivare un modo di pensare, una 'cultura' intellettuale che sia genuinamente cattolica, fiduciosa nell'armonia profonda tra fede e ragione, e preparata a portare le ricchezza della visione della fede a contatto con le questioni urgenti che riguardano il futuro della società americana"-

  "Cari amici, la mia visita negli Stati Uniti" - ha ricordato il Pontefice - "intende essere una testimonianza a 'Cristo nostra speranza'. Gli americani sono sempre stati un popolo della speranza: i vostri antenati sono venuti in questo Paese con l'aspettativa di trovare una nuova libertà e nuove opportunità, mentre la vastità del territorio inesplorato ispirava loro la speranza di essere capaci di cominciare completamente da capo creando una nuova nazione su nuovi fondamenti".

  "Certo, questa attesa non è stata l'esperienza di tutti gli abitanti di questo Paese; basti pensare alle ingiustizie sofferte dalle native popolazioni americane e da quanti dall'Africa furono portati qui forzatamente come schiavi. Ma la speranza, la speranza nel futuro fa profondamente parte del carattere americano. E la virtù cristiana della speranza (...) ha anche caratterizzato, e continua a caratterizzare, la vita della comunità cattolica in questo Paese".

  "E' nel contesto di questa speranza nata dall'amore e dalla fedeltà di Dio che io prendo atto del dolore che la Chiesa in America ha provato come conseguenza dell'abuso sessuale di minorenni. Nessuna mia parola potrebbe descrivere il dolore ed il danno recati da tale abuso. E' importante che a quanti hanno sofferto sia riservata un'amorevole attenzione pastorale. Né posso descrivere in modo adeguato il danno verificatosi all'interno della comunità della Chiesa. Sono già stati fatti grandi sforzi per affrontare in modo onesto e giusto questa tragica situazione e per assicurare che i bambini - che il nostro Signore ama così profondamente (cfr Mc 10,14) e che sono il nostro tesoro più grande - possano crescere in un ambiente sicuro. Queste premure per proteggere i bambini devono continuare".

  "Oggi incoraggio ognuno di voi" - ha detto il Pontefice - "a fare quanto gli è possibile per promuovere il risanamento e la riconciliazione e per aiutare quanti sono stati feriti. Inoltre vi chiedo di amare i vostri sacerdoti e di confermarli nel lavoro eccellente che fanno".

  "Mediante l'invincibile potere della grazia di Cristo, affidato a fragili ministri umani, la Chiesa rinasce continuamente e a ciascuno di noi viene data la speranza di un nuovo inizio. Confidiamo nel potere dello Spirito di ispirare conversione, di risanare ogni ferita, di superare ogni divisione e di suscitare vita e libertà nuove!" - ha detto ancora il Pontefice sottolineando che questi doni si trovano soprattutto nel Sacramento della Penitenza.

  "La forza liberatrice di questo Sacramento (...) ha bisogno di essere riscoperta e fatta propria da ogni cattolico. In gran parte il rinnovamento della Chiesa in America dipende dal rinnovamento della prassi della penitenza e dalla crescita nella santità: ambedue vengono ispirate e realizzate da questo Sacramento".

  "'Nella speranza noi siamo stati salvati! (Rm 8,24)" - ha esclamato il Santo Padre esortando i fedeli  "a continuare ad essere un lievito di speranza evangelica nella società americana" e "mediante la testimonianza della vostra fede, (...), indicare la via verso quel vasto orizzonte di speranza che Dio anche adesso sta aprendo per la sua Chiesa, anzi per l'umanità intera: la visione di un mondo riconciliato e rinnovato in Gesù Cristo".

  Al termine il Papa si è rivolto ai fratelli e sorelle di lingua spagnola dicendo loro: "La Chiesa negli Stati Uniti, accogliendo nel suo grembo tanti suoi figli emigranti, è andata crescendo grazie anche alla vitalità della testimonianza di fede dei fedeli di lingua spagnola. (...) Non lasciatevi vincere dal pessimismo, l'inerzia o i problemi. (...) Per questo il Signore vi chiama a perseverare nel contribuire al futuro della Chiesa in questo Paese e alla diffusione del Vangelo".

  Al termine della Santa Messa, il Papa ha benedetto la prima pietra e il tabernacolo della scuola cattolica "Giovanni Paolo II il Grande" della Diocesi di Arlington (Virginia) e la prima pietra della nuova Cappella del "Thomas Aquinas College" di Santa Paula (California).
PV-USA/OMELIA:SPERANZA/WASHINGTON                VIS 20080418 (1070)


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