Inizio - VIS Vaticano - Ricevere VIS - Contattaci - Calendario VIS

Il Vatican Information Service (VIS), istituito nell'ambito della Sala Stampa della Santa Sede, è un bollettino telematico che diffonde notizie relative all'attività magistrale e pastorale del Santo Padre e della Curia Romana...

ultime 5 notizie

VISnews anche in Twitter Anche in YouTube

lunedì 21 maggio 2007

MEZZI DI COMUNICAZIONE: PROMUOVERE DIGNITÀ PERSONA

CITTA' DEL VATICANO, 20 MAG. 2007 (VIS). Alle ore 12:00 di questa mattina, il Santo Padre Benedetto XVI si è affacciato alla finestra del suo studio nel Palazzo Apostolico Vaticano per recitare il 'Regina Cæli' con i fedeli ed i pellegrini convenuti in Piazza San Pietro.

  Nell'introdurre la preghiera mariana il Papa ha ricordato il recente Viaggio Apostolico in Brasile, sul quale "conto di soffermarmi più a lungo" - ha precisato - "mercoledì prossimo, nel corso dell'Udienza Generale", invitando i fedeli a continuare a pregare per la V Conferenza Generale dell'Episcopato Latinoamericano e del Caribe che si sta svolgendo ad Aparecida e "per il cammino del popolo di Dio che vive in America Latina".

  "Un ulteriore motivo di riflessione e di preghiera ce lo offre oggi" - ha proseguito il Pontefice - "l'annuale ricorrenza della Giornata Mondiale delle Comunicazioni Sociali, che ha per tema: 'I bambini e i mezzi di comunicazione: una sfida per l'educazione'. Le sfide educative del mondo attuale sono spesso collegate all'influsso dei mass-media, che fanno concorrenza alla scuola, alla Chiesa e, addirittura, alla famiglia".

  "In questo contesto" - ha ribadito il Pontefice - "è essenziale un'adeguata formazione all'uso corretto dei media: i genitori, gli insegnanti e la comunità ecclesiale sono chiamati a collaborare per educare i bambini e i ragazzi ad essere selettivi e a maturare un atteggiamento critico, coltivando il gusto per ciò che è esteticamente e moralmente valido. Ma anche i media devono recare il loro contributo a questo impegno educativo, promuovendo la dignità della persona umana, il matrimonio e la famiglia, le conquiste e i traguardi della civiltà".

  "I programmi che inculcano violenza e comportamenti anti-sociali o volgarizzano la sessualità umana sono inaccettabili" - ha sottolineato Papa Benedetto XVI - "tanto più se proposti ai minori. Rinnovo pertanto l'appello ai responsabili dell'industria dei media e agli operatori della comunicazione sociale, affinché salvaguardino il bene comune, rispettino la verità e proteggano la dignità della persona e della famiglia".

  Infine il Santo Padre ha ricordato che in alcuni Paesi si celebra oggi la solennità dell'Ascensione del Signore ed ha detto: "Gesù risorto ritorna al Padre, ci apre così il passaggio alla vita eterna e rende possibile il dono dello Spirito Santo. Come allora gli Apostoli, anche noi, dopo l'Ascensione, ci raccogliamo in preghiera per invocare l'effusione dello Spirito, in spirituale unione con la Vergine Maria (cfr At 1,12-14). La sua intercessione ottenga per tutta la Chiesa una rinnovata Pentecoste".
ANG/MEZZI COMUNICAZIONE:ASCENSIONE/...               VIS 20070521 (420)


SVILUPPO NON SI RIDUCE ALLA SEMPLICE CRESCITA ECONOMICA

CITTA' DEL VATICANO, 19 MAG. 2007 (VIS). Questa mattina il Santo Padre Benedetto XVI ha ricevuto i Membri della Fondazione "Centesimus Annus - Pro Pontifice", istituita nel 1993 dal Servo di Dio Giovanni Paolo II, con finalità religiose, di culto e di beneficenza.

  Nel corso della riunione di quest'anno sono stati approfonditi "gli aspetti più attuali della Dottrina sociale della Chiesa con riferimento alle problematiche e alle sfide che più urgono oggi nel mondo" - ha ricordato il Santo Padre - "In secondo luogo" - ha detto Benedetto XVI - "siete venuti a presentare al Papa il frutto della vostra generosità, perché ne disponga per rispondere alle tante richieste di aiuto che a lui giungono da ogni parte del mondo".

  In questi giorni, ha proseguito il Pontefice, "avete fissato l'attenzione sulle nazioni dell'Asia caratterizzate da forti dinamiche di crescita economica, che però non sempre comportano un reale sviluppo sociale, e quelle dell'Africa, dove, purtroppo, la crescita economica e lo sviluppo sociale incontrano molti ostacoli e sfide. Ciò di cui questi popoli, come del resto quelli di ogni parte della terra, hanno bisogno è senza dubbio di un progresso sociale ed economico armonico e a dimensione realmente umana".

  Ricordando che quest'anno ricorre "il 40° anniversario della pubblicazione di una grande Enciclica sociale del Servo di Dio Paolo VI, la 'Populorum progressio'", Benedetto XVI ha affermato: "In quel testo più volte citato nei documenti successivi, quel grande Pontefice già asseriva con forza che 'lo sviluppo non si riduce alla semplice crescita economica'".

  "L'attenzione alle vere esigenze dell'essere umano, il rispetto della dignità di ogni persona, la ricerca sincera del bene comune sono i principi ispiratori che è bene tener presenti quando si progetta lo sviluppo di una nazione. Purtroppo, però, questo non sempre avviene. L'odierna società globalizzata registra spesso paradossali e drammatici squilibri".

  "Quando si considera l'incremento sostenuto dei tassi di crescita economica" - ha ribadito il Pontefice - "quando ci si sofferma ad analizzare le problematiche collegate al progresso moderno, non escluso l'elevato inquinamento e l'irresponsabile consumazione delle risorse naturali e ambientali, appare evidente che solo un processo di globalizzazione attento alle esigenze della solidarietà può assicurare all'umanità un futuro di autentico benessere e di stabile pace per tutti".

  "Cari amici" - ha concluso Benedetto XVI - "so che voi, professionisti e fedeli laici attivamente impegnati nel mondo, volete contribuire a risolvere queste problematiche alla luce della Dottrina sociale della Chiesa. È vostro scopo anche promuovere la cultura della solidarietà e favorire uno sviluppo economico attento alle reali aspettative degli individui e dei popoli. Mentre vi incoraggio a proseguire in questo vostro impegno, Vorrei ribadire che solo dall'intreccio ordinato dei tre profili irrinunciabili dello sviluppo - economico, sociale ed umano - può nascere una società libera e solidale".
AC/SVILUPPO/CENTESIMUS ANNUS                       VIS 20070521 (480)



venerdì 18 maggio 2007

UDIENZE


CITTA' DEL VATICANO, 18 MAG. 2007 (VIS). Questa mattina, nel Palazzo Apostolico di Castel Gandolfo, il Santo Padre ha ricevuto in udienze separate sei Presuli della Conferenza Episcopale del Mali, in Visita "ad Limina Apostolorum":

    - L'Arcivescovo Jean Zerbo, di Bamako.

    - Il Vescovo Joseph Dao, di Kayes.

    - Il Vescovo Georges Fonghoro, di Mopti.

    - Il Vescovo Jean-Gabriel Diarra, di San.

    - Il Vescovo Augustin Traoré, di Ségou.

    - Il Vescovo Jean-Baptiste Tiama, di Sikasso.

  Nel pomeriggio, di ritorno da Castel Gandolfo, è in programma che il Santo Padre riceva il Cardinale William Joseph Levada, Prefetto della Congregazione per la Dottrina della Fede.
AL/.../...                                         VIS 20070518 (80)


MALI: AL SERVIZIO DELLA RICONCILIAZIONE, GIUSTIZIA E PACE


CITTA' DEL VATICANO, 18 MAG. 2007 (VIS). Prima di rientrare, questo pomeriggio in Vaticano, il Santo Padre ha ricevuto nel Palazzo Apostolico di Castel Gandolfo i Presuli della Conferenza Episcopale del Mali, a conclusione della Visita "ad Limina Apotolorum".

  All'inizio del suo discorso il Papa ha incoraggiato i Vescovi con queste parole: "Siate ardenti pastori che guidano il popolo di Dio come uomini di fede, con fiducia e coraggio, sapendo essere vicini a tutti, per suscitare la speranza, anche nelle situazioni più difficili".

  Ricordando che i Vescovi sono padri, fratelli ed amici per ogni sacerdote, il Santo Padre ha ribadito che i sacerdoti "cooperano generosamente alla missione apostolica dei Vescovi, vivendo sovente in situazioni umane e spirituali difficili. (...) È necessario che i sacerdoti vivano la loro identità sacerdotale dandosi totalmente al Signore, per il servizio disinteressato dei loro fratelli, senza scoraggiarsi davanti alle difficoltà che devono affrontare".

  Benedetto XVI ha sottolineato che per il sacerdote la vita contemplativa e sacramentale "è un'autentica priorità pastorale che aiuterà il sacerdote a rispondere con determinazione alla chiamata alla santità ricevuta dal Signore e alla missione di guidare i fedeli sul medesimo cammino".

  "Perché i sacerdoti possano lavorare efficacemente all'evangelizzazione e contribuire alla crescita spirituale della comunità cristiana" - ha detto ancora il Pontefice - "occorre occuparsi della loro formazione con grande cura. (...) La formazione umana è alla base della formazione sacerdotale. Un'attenzione particolare alla maturità affettiva dell'aspirante al sacerdozio permetterà di dare una libera risposta alla vita nel celibato e nella castità, doni preziosi di Dio, e ad avere una coscienza solidamente stabile nel corso dell'esistenza".

  "L'impegno dei fedeli al servizio della riconciliazione, della giustizia e della pace è un imperativo urgente" - ha ribadito il Pontefice - "I fedeli laici devono avere una coscienza rinnovata della loro missione particolare in seno all'unica missione della Chiesa e delle esigenze spirituali che essa comporta per la loro vita".

  "Perchè la partecipazione alla trasformazione della società sia efficace" - ha ribadito il Pontefice - "è indispensabile formare laici competenti per servire il bene comune. Tale formazione, di cui la conoscenza della dottrina sociale della Chiesa è elemento essenziale, deve tener conto del loro impegno nella vita civile, perché siano capaci di affrontare i doveri quotidiani nell'ambito politico, economico, sociale e culturale".

  "Mediante l'azione delle comunità religiose e dei laici impegnati" - ha ricordato il Santo Padre - "la Chiesa offre anche un apprezzabile contributo alla vita della società, in particolare con la sua opera educativa a favore delle giovani generazioni, la sua attenzione alle persone che soffrono e in generale con le sue opere caritative".

  Riferendosi alla preoccupazione dei Vescovi riguardo alla pastorale matrimoniale, Benedetto XVI ha affermato che: "Per rispondere al timore sovente espresso di fronte al carattere definitivo del matrimonio, una solida preparazione, con la collaborazione di laici e di esperti, permetterà anche alle coppie cristiane di rimanere fedeli alle promesse del matrimonio".

  Il Papa ha espresso apprezzamento "nel sapere che i fedeli cattolici del Mali intrattengono cordiali rapporti con i compatrioti musulmani" ed ha concluso il suo discorso affermando: "È legittimo che l'identità propria di ogni comunità si esprima in maniera visibile, nel reciproco rispetto, riconoscendo la diversità religiosa della comunità nazionale e favorendo una coesistenza pacifica a tutti i livelli della società. Allora è possibile camminare insieme, nell'impegno comune per la giustizia, la concordia e la pace".
AL/.../MALI                                       VIS 20070518 (530)


DISAPPUNTO SANTA SEDE MANCATA ADOZIONE DIRITTI INDIGENI


CITTA' DEL VATICANO, 18 MAG. 2007 (VIS). L'Arcivescovo Celestino Migliore, Osservatore Permanente della Santa Sede presso l'Organizzazione delle Nazioni Unite, è intervenuto ieri a New York, alla 6a Sessione del Forum Permanente sui problemi degli indigeni dell'ECOSOC sul tema speciale: "Territori, terre e risorse naturali".

  L'Arcivescovo Migliore ha espresso il disappunto della Santa Sede per "il rinvio dell'adozione del progetto di Dichiarazione relativo ai Diritti dei Popoli Indigeni".

  L'Osservatore Permanente della Santa Sede presso l'Organizzazione delle Nazioni Unite ha ricordato i vantaggi che tale documento apporterebbe come strumento giuridico "in particolare nella tutela di quanti vivono nelle aree rurali più povere, spesso di origine indigena ed emarginati dal mondo moderno, e di coloro che, mediante l'adozione di tale strumento, potrebbero apportare un maggiore contributo alla vita economica e politica nelle aree in cui vivono".

  Il Rappresentate della Santa Sede ha precisato, inoltre, che diverse obiezioni sono emerse contro la bozza della Dichiarazione. Mentre alcuni ritengono che essa "contraddica le costituzioni nazionali e che l'auto-determinazione interessi soltanto le popolazioni che hanno vissuto durante l'impero coloniale", altri "suggeriscono che il Documento non sia chiaro nella definizione di 'popolo indigeno'".

  L'adozione del Documento, ha continuato il Nunzio Apostolico, sarebbe "un gesto politico che non solo gioverebbe ai cittadini più poveri ed emarginati nei paesi ricchi e poveri del mondo, ma favorirebbe la pace fra i popoli e promuoverebbe il giusto ed equo godimento dei diritti umani da parte di tutti".

  "Gli Stati" - ha concluso l'Arcivescovo Migliore - "hanno legittime preoccupazioni riguardo alla sovranità, cittadinanza, uguaglianza ed all'adeguato ed equo sfruttamento delle risorse naturali, ma tali problemi non devono consentire che il riconoscimento dei diritti ugualmente legittimi dei popoli indigeni sia rinviato a tempo indefinito".
DELSS/POPOLI INDIGENI/ONU:MIGLIORE                   VIS 20070518 (280)


mercoledì 16 maggio 2007

ALTRI ATTI PONTIFICI

CITTA' DEL VATICANO, 16 MAG. 2007 (VIS). Il Santo Padre ha nominato il Padre Maurizio Faggioni, O.F.M., Consigliere del Tribunale della Penitenzieria Apostolica.
NA/.../FAGGIONI                                             VIS 20070516 (30)


XVI EDIZIONE DELLA FESTA DEI POPOLI


CITTA' DEL VATICANO, 16 MAG. 2007 (VIS). Domenica prossima, 20 maggio, si terrà in Piazza San Giovanni in Laterano la XVI edizione della "Festa dei Popoli", manifestazione organizzata dai Missionari Scalabriniani in collaborazione con gli Uffici Caritas e Migrantes del Vicariato di Roma, le comunità etniche della Capitale, alcune associazioni e con il patrocinio del Comune e della Provincia di Roma.

  Il titolo della manifestazione "Una casa lontano da casa" è stato scelto, come precisa un Comunicato del Vicariato di Roma, "per misurare il grado di accoglienza, di integrazione e di appartenenza nella comunità cittadina ma soprattutto per richiamare l'immagine della Chiesa come casa sempre aperta e accogliente, oltre ogni limite e frontiera".

  Alle 9:00 di domenica apriranno i 55 stand dislocati nella piazza - informa il Comunicato del Vicariato di Roma - dando il via alle attività di accoglienza e all'animazione per i più piccoli. Alle 10:00 avrà luogo un dibattito sul tema: "La partecipazione degli stranieri alla vita economica, politica, sociale e culturale della città".

  Monsignor Mauro Parmeggiani, Segretario Generale del Vicariato, celebrerà alle 12:00, la Santa Messa nella Basilica di San Giovanni in Laterano, la cui animazione liturgica sarà affidata a 30 delle comunità etniche presenti a Roma. Alle 13:30 è in programma la degustazione di 23 piatti tipici ed a partire dalla 15:00, uno spettacolo folklorico con 20 numeri di ballo.

  "Comunità e gruppi etnici provenienti da Europa, Asia, Africa e America Latina" - si legge ancora nel Comunicato - "saranno protagonisti attivi di una giornata di incontro e di festa, nata proprio su iniziative dei Padri Scalabriniani il 3 maggio 1992 con l'obiettivo di creare uno spazio di dialogo tra culture e tradizioni di popoli diversi e sensibilizzare istituzioni, realtà ecclesiali e l'intera comunità cittadini sull'immigrazione, anche attraverso workshop e animazione per bambini".
.../FESTA DEI POPOLI/VICARIATO:ROMA                   VIS 20070516 (300)


martedì 15 maggio 2007

ALTRI ATTI PONTIFICI


CITTA' DEL VATICANO, 15 MAG. 2007 (VIS). Il Santo Padre ha accolto la rinuncia al governo pastorale dell'Ordinariato Militare per l'Argentina, presentata dal Vescovo Antonio Juan Baseotto, C.SS.R., per raggiunti limiti d'età.
RE/.../BASEOTTO                                     VIS 20070515 (40)


SALVAGUARDARE PATRIMONIO CRISTIANO D'EUROPA


CITTA' DEL VATICANO, 15 MAG. 2007 (VIS). Il Cardinale Tarcisio Bertone, Segretario di Stato, ha fatto pervenire, a nome del Santo Padre, un Messaggio agli oltre 250 Movimenti e Comunità cristiane che sabato 12 maggio a Stuttgart (Germania), hanno partecipato alla manifestazione pubblica "Insieme per l'Europa".

 Il Porporato scrive: "L'iniziativa 'Insieme per l'Europa', sorta da una felice intuizione ecumenica di gruppi, associazioni, movimenti e comunità cattolici, evangelici, ortodossi e anglicani, intende porre in luce la necessità di riaffermare insieme la fedeltà al Vangelo, in una Europa che rischia di smarrire i valori originari e di rinunciare alle proprie radici cristiane".

  "Appaiono quanto mai attuali queste parole del venerato Papa Giovanni Paolo II: 'Vorrei ricordare lo smarrimento della memoria e dell'eredità cristiane, accompagnato da una sorta di agnosticismo pratico e di indifferentismo religioso, per cui molti europei danno l'impressione di vivere senza retroterra spirituale e come degli eredi che hanno dilapidato il patrimonio loro consegnato dalla storia' (Esortazione post-sinodale Ecclesia in Europa, 7)".

  "A questa considerazione" - scrive ancora il Cardinale Bertone - "fa eco il Papa Benedetto XVI, che sin dall'inizio del suo pontificato non tralascia occasione per richiamare l'importanza di salvaguardare l'eredità cristiana, peculiare ricchezza del Continente europeo".

  Il Segretario di Stato sottolinea inoltre che: "L'appello a non smarrire le nostre radici costituisce come un ricorrente invito ad operare concretamente perché i credenti in Cristo delle diverse confessioni uniscano i loro sforzi al servizio di una causa così attuale. Si tratta di difendere un patrimonio umano e spirituale indispensabile per l'autentico sviluppo dell'Europa".

  "Sua Santità auspica, pertanto" - si legge ancora nel Messaggio del Cardinale Bertone - "che il prossimo incontro 'Insieme per l'Europa' rafforzi il desiderio di comunione che anima movimenti e comunità laicali di varie Chiese, contribuisca a sciogliere pregiudizi, a superare nazionalismi e barriere storiche e spinga ad impegnarsi perché non venga meno nell'Europa dei tempi postmoderni la dimensione spirituale".

  "A nulla infatti varrebbero gli sforzi umani se si prescindesse dal sostegno divino, perchè 'se il Signore non costruisce la casa, invano vi faticano i costruttori' (Sal 127)".
SS/PATRIMONIO EUROPA/BERTONE                       VIS 20070515 (350)


lunedì 14 maggio 2007

ALTRI ATTI PONTIFICI


CITTA' DEL VATICANO, 14 MAG. 2007 (VIS). Il Santo Padre ha nominato l'Arcivescovo Terrence Thomas Prendergast, S.I., Arcivescovo Metropolita di Ottawa (superficie: 5.818; popolazione: 859.000; cattolici: 410.635; sacerdoti:  239; religiosi: 867; diaconi permanenti: 67), Canada. L'Arcivescovo Prendergast, finora Arcivescovo Metropolita di Halifax (Canada), succede all'Arcivescovo Marcel André Gervais, del quale il Santo Padre ha accettato la rinuncia al governo pastorale della medesima Arcidiocesi, presentata per raggiunti limiti d'età.
NER:RE/.../PRENDERGAST:GERVAIS                         VIS 20070514 (80)


CONCLUSIONE VIAGGIO APOSTOLICO DI BENEDETTO XVI BRASILE


CITTA' DEL VATICANO, 14 MAG. 2007 (VIS).  Poco prima delle 20:00 di ieri sera, domenica 13 maggio, il Santo Padre Benedetto XVI è giunto all'aeroporto di São Paulo-Guarulhos dove erano ad accoglierlo il Vicepresidente della Repubblica, José Alencar Gomes da Silva, l'Arcivescovo Odilo Pedro Scherer, di São Paulo ed il Vescovo Luis Gonzaga Bergonzini, di Guarulhos ed altre Autorità civili e religiose.

  Il Papa ha pronunciato un breve discorso di congedo esprimendo soddisfazione per aver inaugurato ad Aparecida la V Conferenza Generale dell'Episcopato Latinoamericano e del Caribe ed ha detto: "Nella mia memoria rimarranno per sempre incise le manifestazioni di entusiasmo e di profonda pietà di questo popolo della Terra della Santa Croce che, insieme alla moltitudine di pellegrini venuti dall'intero Continente della Speranza, ha saputo dare una calorosa dimostrazione di fede in Cristo e d'amore verso il Successore di Pietro".

  "Chiedo a Dio" - ha continuato il Santo Padre - "che aiuti i responsabili sia nell'ambito religioso che in quello civile ad imprimere un passo deciso a quelle iniziative che tutti si attendono per il bene comune della grande Famiglia latinoamericana".

  Elogiando il lavoro della Autorità consolari e religiose nel corso della sua Visita Pastorale, il Santo Padre ha sottolineato che "Tutti hanno contribuito a rendere splendide queste giornate, lasciando quanti hanno preso parte ad esse ricolmi di gioia e di speranza - gaudium et spes! - nella famiglia cristiana e nella sua missione in seno alla società".

  Alle 20:55 il Papa è salito a bordo dell'aereo diretto a Roma dove è giunto all'aeroporto di Ciampino alle 12:30 per raggiungere il Palazzo Apostolico di Castel Gandolfo, dove soggiornerà fino a venerdì 18 maggio.
PV-BRASILE/CONGEDO/SÃO PAULO                       VIS 20070514 (300)


INAUGURAZIONE V CONFERENZA EPISCOPATO LATINOAMERICANO


CITTA' DEL VATICANO, 13 MAG. 2007 (VIS). Nel pomeriggio di oggi, nella Sala Conferenze di Nostra Signora Aparecida, il Santo Padre Benedetto XVI ha presieduto la Sessione inaugurale dei Lavori della V Conferenza Generale dell'Episcopato Latinoamericano e dei Caraibi, che proseguiranno fino al 31 maggio, sul tema: "Discepoli e missionari di Gesù Cristo perché in Lui i nostri popoli abbiano vita. 'Io sono la via, la verità e la vita' (Gv 14,6)".

  La Sessione inaugurale della Conferenza ha avuto luogo durante le celebrazione dei Vespri della VI domenica di Pasqua. Il saluto iniziale al Papa è stato del Cardinale Francisco Javier Errázuriz, Arcivescovo di Santiago del Cile e Presidente del Celam (Consiglio Episcopale Latinoamericano).
  Il Santo Padre ha cominciato il suo discorso rendendo grazie e lode a Dio "per il gran dono della fede cristiana alle genti di questo Continente".

  "La fede in Dio" - ha detto il Pontefice - "ha animato la vita e la cultura di questi Paesi durante più di cinque secoli. (...) Ma" - si è chiesto il Papa - "che cosa ha significato l'accettazione della fede cristiana per i Paesi dell'America Latina e dei Caraibi? Per essi ha significato conoscere ed accogliere Cristo, il Dio sconosciuto che i loro antenati, senza saperlo, cercavano nelle loro ricche tradizioni religiose. Cristo era il Salvatore a cui anelavano silenziosamente".

  "L'annuncio di Gesù e del suo Vangelo non comportò, in nessun momento, un'alienazione delle culture precolombiane" - ha rilevato il Santo Padre - "né fu un'imposizione di una cultura straniera. Le autentiche culture non sono chiuse in se stesse né pietrificate in un determinato momento della storia, ma sono aperte, più ancora, cercano l'incontro con altre culture, sperano di raggiungere l'universalità nell'incontro e nel dialogo con altre forme di vita e con gli elementi che possono portare ad una nuova sintesi nella quale si rispetti sempre la diversità delle espressioni e della loro realizzazione culturale concreta".

  "La saggezza dei popoli originari li portò fortunatamente a formare una sintesi tra le loro culture e la fede cristiana che i missionari offrivano loro. Di lì è nata la ricca e profonda religiosità popolare, nella quale appare l'anima dei popoli latinoamericani".

  Riferendosi al fenomeno della globalizzazione, Benedetto XVI ha affermato: "Benché sotto certi aspetti sia un guadagno per la grande famiglia umana e un segnale della sua profonda aspirazione all'unità, tuttavia comporta anche senza dubbio il rischio dei grandi monopoli e di trasformare il lucro in valore supremo. Come in tutti i campi dell'attività umana, anche la globalizzazione deve essere guidata dall'etica, mettendo tutto al servizio della persona umana, creata ad immagine e somiglianza di Dio".

  "In America Latina e nei Caraibi, come anche in altre regioni, si sono registrati avanzamenti verso la democrazia, benché ci siano motivi di preoccupazione davanti a forme di governo autoritarie o soggette a certe ideologie che si credevano superate, e che non corrispondono con la visione cristiana dell'uomo e della società, come c'insegna la Dottrina sociale della Chiesa. Per altro verso, l'economia liberale di alcuni Paesi latinoamericani deve tenere presente l'equità, perché continuano ad aumentare i settori sociali che si vedono oppressi sempre di più da un'enorme povertà o perfino depredati dei propri beni naturali".

  "Nelle Comunità ecclesiali dell'America Latina è notevole la maturità nella fede di molti laici e laiche attivi e dediti al Signore, insieme con la presenza di molti generosi catechisti, di tanti giovani, di nuovi movimenti ecclesiali e di recenti Istituti di vita consacrata. (...) Si percepisce, è vero, un certo indebolimento della vita cristiana nell'insieme della società e della partecipazione alla vita della Chiesa cattolica, dovuto al secolarismo, all'edonismo, all'indifferentismo e al proselitismo di numerose sette, di religioni animiste e di nuove espressioni pseudoreligiose. (...) Davanti alle nuove difficili scelte, i fedeli sperano da questa V Conferenza un rinnovamento e una rivitalizzazione della loro fede in Cristo (...). Da questa fonte potranno sorgere nuove strade e progetti pastorali creativi, capaci di infondere una ferma speranza per vivere in maniera responsabile e gioiosa la fede ed irradiarla così nel proprio ambiente".

  "Davanti alla priorità della fede in Cristo e della vita 'in Lui'" - ha affermato il Papa - "formulata nel titolo di questa V Conferenza, potrebbe sorgere anche un'altra questione: Questa priorità, non potrebbe essere per caso una fuga verso l'intimismo, verso l'individualismo religioso, un abbandono della realtà urgente dei grandi problemi economici, sociali e politici dell'America Latina e del mondo, ed una fuga dalla realtà verso un mondo spirituale?", si è chiesto il Pontefice.

  "La prima affermazione fondamentale è, dunque, la seguente" - ha ribadito il Pontefice - "Solo chi riconosce Dio, conosce la realtà e può rispondere ad essa in modo adeguato e realmente umano. La verità di questa tesi risulta evidente davanti al fallimento di tutti i sistemi che mettono Dio tra parentesi".

  "All'inizio della nuova tappa che la Chiesa missionaria dell'America Latina e dei Caraibi si dispone ad intraprendere, a partire da questa V Conferenza Generale in Aparecida, è condizione indispensabile la conoscenza profonda della Parola di Dio. Per questo, bisogna educare il popolo alla lettura e alla meditazione della Parola di Dio", mediante la catechesi, avvalendosi del Catechismo della Chiesa Cattolica e del Compendio.

  "In questo campo" - ha detto ancora Benedetto XVI - "non bisogna limitarsi solo alle omelie, conferenze, corsi di Bibbia o teologia, ma si deve ricorrere anche ai mezzi di comunicazione: stampa, radio e televisione, siti internet, fori e tanti altri sistemi per comunicare efficacemente il messaggio di Cristo ad un gran numero di persone".

  "Per lo stesso motivo, sarà anche necessaria una catechesi sociale ed un'adeguata formazione nella dottrina sociale della Chiesa, essendo molto utile per ciò il Compendio della Dottrina Sociale della Chiesa. La vita cristiana non si esprime solamente nelle virtù personali, ma anche nelle virtù sociali e politiche".

  "I popoli latinoamericani e dei Caraibi hanno diritto ad una vita piena, propria dei figli di Dio, con alcune condizioni più umane: liberi dalle minacce della fame e da  ogni forma di violenza. (...) In questo contesto mi è gradito ricordare l'Enciclica 'Populorum progressio', il cui il XL anniversario ricordiamo quest'anno. Questo documento pontificio mette in evidenza che lo sviluppo autentico deve essere integrale, cioè, orientato alla promozione di tutto l'uomo e di tutti gli uomini (cfr n. 14), ed invita tutti a sopprimere le gravi disuguaglianze sociali e le enormi differenze nell'accesso ai beni".

  "Per formare il discepolo e sostenere il missionario nel suo grande compito" - ha assicurato il Papa - "la Chiesa offre loro, oltre al Pane della Parola, il Pane dell'Eucaristia. (...) Di qui la necessità di dare priorità, nei programmi pastorali, alla valorizzazione della Messa domenicale" che "deve essere il centro della vita cristiana".

  "È necessario" - ha sottolineato Benedetto XVI - "che i cristiani sperimentino che non seguono un personaggio della storia passata, bensì Cristo vivo, presente nell'oggi ed ora delle loro vite. (...) L'incontro con Cristo nell'Eucaristia suscita l'impegno dell'evangelizzazione e la spinta alla solidarietà; risveglia nel cristiano il forte desiderio di annunciare il Vangelo e testimoniarlo nella società per renderla più giusta ed umana. Dall'Eucaristia è germogliata nel corso dei secoli un'immensa ricchezza di carità, di partecipazione alle difficoltà degli altri, di amore e di giustizia. Solo dall'Eucaristia germoglierà la civiltà dell'amore che trasformerà l'America Latina ed i Caraibi così che, oltre ad essere il Continente della Speranza, sia anche il Continente dell'Amore!".

  Successivamente il Papa si è chiesto: "Come può la Chiesa contribuire alla soluzione degli urgenti problemi sociali e politici, e rispondere alla grande sfida della povertà e della miseria? (...) In questo contesto è inevitabile parlare del problema delle strutture, soprattutto di quelle che creano ingiustizia".

  "In realtà, le strutture giuste sono una condizione senza la quale non è possibile un ordine giusto nella società. Ma, come nascono?, come funzionano? Tanto il capitalismo quanto il marxismo promisero di trovare la strada per la creazione di strutture giuste ed affermarono che queste, una volta stabilite, avrebbero funzionato da sole; affermarono che non solo non avrebbero avuto bisogno di una precedente moralità individuale, ma che esse avrebbero promosso la moralità comune. E questa promessa ideologica si è dimostrata falsa".

  "I fatti lo hanno evidenziato" - ha spiegato il Papa - "Il sistema marxista, dove è andato al governo, non ha lasciato solo una triste eredità di distruzioni economiche ed ecologiche, ma anche una dolorosa distruzione degli spiriti. E la stessa cosa vediamo anche all'ovest, dove cresce costantemente la distanza tra poveri e ricchi e si produce un'inquietante degradazione della dignità personale con la droga, l'alcool e gli ingannevoli miraggi di felicità".

  "Le strutture giuste (...), non nascono né funzionano senza un consenso morale della società sui valori fondamentali e sulla necessità di vivere questi valori con le necessarie rinunce, perfino contro l'interesse personale. Dove Dio è assente - Dio dal volto umano di Gesù Cristo - questi valori non si mostrano con tutta la loro forza, né si produce un consenso su di essi. Non voglio dire che i non credenti non possano vivere una moralità elevata ed esemplare; dico solamente che una società nella quale Dio è assente non trova il consenso necessario sui valori morali e la forza per vivere secondo il modello di questi valori, anche contro i propri interessi".

  "D'altra parte, le strutture giuste devono cercarsi ed elaborarsi alla luce dei valori fondamentali, con tutto l'impegno della ragione politica, economica e sociale. (...) Questo lavoro politico non è competenza immediata della Chiesa. Il rispetto di una sana laicità - compresa la pluralità delle posizioni politiche - è essenziale nella tradizione cristiana autentica".

  "Se la Chiesa cominciasse a trasformarsi direttamente in soggetto politico" - ha ribadito il Pontefice - "non farebbe di più per i poveri e per la giustizia, ma farebbe di meno, perché perderebbe la sua indipendenza e la sua autorità morale, identificandosi con un'unica via politica e con posizioni parziali opinabili. (...). Solo essendo indipendente può insegnare i grandi criteri ed i valori inderogabili, orientare le coscienze ed offrire un'opzione di vita che va oltre l'ambito politico".

  "Trattandosi di un Continente di battezzati" - ha ricordato Papa Benedetto XVI - "converrà colmare la notevole assenza, nell'ambito politico, della comunicazione e della università, di voci e di iniziative di leader cattolici di forte personalità e di dedizione generosa, che siano coerenti con le loro convinzioni etiche e religiose. I movimenti ecclesiali hanno qui un ampio campo per ricordare ai laici la loro responsabilità e la loro missione di portare la luce del Vangelo nella vita pubblica, culturale, economica e politica".

  Successivamente, il Santo Padre ha fatto riferimento ad altre priorità per il rinnovamento della Chiesa in America Latina, a cominciare dalla famiglia, "'patrimonio dell'umanità'" che "costituisce uno dei tesori più importanti dei paesi latinoamericani. (...). Senza dubbio, attualmente essa soffre situazioni avverse provocate dal secolarismo e dal relativismo etico, dai diversi flussi migratori interni ed esterni, dalla povertà, dall'instabilità sociale e dalle legislazioni civili contrarie al matrimonio che, favorendo gli anticoncezionali e l'aborto, minacciano il futuro dei popoli".

  "In alcune famiglie dell'America Latina" - ha rilevato ancora il Papa - "persiste ancora sfortunatamente una mentalità maschilista, che ignora la novità del cristianesimo nel quale è riconosciuta e proclamata l'uguale dignità e responsabilità della donna rispetto all'uomo".

  "È necessaria, (...), una pastorale familiare intensa e vigorosa. È indispensabile anche promuovere politiche familiari autentiche che rispondano ai diritti della famiglia come soggetto sociale imprescindibile. La famiglia fa parte del bene dei popoli e dell'umanità intera".

  Successivamente il Papa ha esortato i sacerdoti dicendo: "Per compiere il suo alto compito, il sacerdote deve avere una solida struttura spirituale e vivere tutta la sua vita animato dalla fede, dalla speranza e dalla carità. Deve essere, come Gesù, un uomo che cerchi, attraverso la preghiera, il volto e la volontà di Dio, e che curi anche la sua preparazione culturale ed intellettuale".

  "La società latinoamericana e caraibica ha bisogno della vostra testimonianza" - ha detto il Papa ai religiosi, alle religiose ed alle laiche e laici consacrati  - "in un mondo che tante volte cerca innanzitutto il benessere, la ricchezza ed il piacere come obbiettivo della vita, e che esalta la libertà al posto della verità dell'uomo creato per Dio. Voi siete testimoni che c'è un'altra forma di vivere con senso".

  "Ricordo ai laici" - ha detto ancora il Pontefice - "che sono anche Chiesa, assemblea convocata da Cristo per portare la sua testimonianza al mondo intero, (...) devono sentirsi corresponsabili nella costruzione della società secondo i criteri del Vangelo, con entusiasmo ed audacia, in comunione con i loro Pastori".

  "In America Latina la maggioranza della popolazione è formata da giovani. (...) I giovani non temono il sacrificio, ma una vita senza senso" - ha detto il Papa esortandoli ad "impegnarsi anche per un continuo rinnovamento del mondo alla luce del Vangelo. Più ancora" i giovani "devono opporsi ai facili miraggi della felicità immediata ed ai paradisi ingannevoli della droga, del piacere, dell'alcool, così come ad ogni forma di violenza".

  "I lavori di questa V Conferenza Generale ci portano a fare nostra la supplica dei discepoli di Emmaus: 'Resta con noi, perché si fa sera e il giorno già volge al declino' (Lc 24,29)", ha detto il Papa al termine del suo discorso.

  "Resta con noi, Signore, accompagnaci benché non sempre abbiamo saputo riconoscerti. Resta con noi, perché intorno a noi stanno addensandosi le ombre, e tu sei la Luce; nei nostri cuori si insinua lo scoraggiamento, e li fai ardere con la certezza della Pasqua. (...) Resta con noi, Signore, quando intorno alla nostra fede cattolica sorgono le nebbie del dubbio, della stanchezza o delle difficoltà".

  "Tu che sei la Vita, resta nei nostri focolari, affinché continuino ad essere nidi dove la vita umana nasca generosamente, dove si accolga, si ami e si rispetti la vita dal concepimento fino al suo termine naturale".

  "Resta, Signore, con quelli che nelle nostre società sono più vulnerabili; resta con i poveri e gli umili, con gli indigeni e gli afroamericani, che non sempre hanno trovato spazio e appoggio per esprimere la ricchezza della loro cultura e la saggezza della loro identità. Resta, Signore, con i nostri bambini e con i nostri giovani, che sono la speranza e la ricchezza del nostro Continente, proteggili dalle tante insidie che attentano alla loro innocenza ed alle loro legittime speranze. Oh buon Pastore, resta con i nostri anziani e con i nostri malati. Fortifica tutti nella fede affinché siano i tuoi discepoli e missionari!".
PV-BRASILE/CONFERENZA CELAM/APARECIDA             VIS 20070514 (2320)


V CONFERENZA CELAM: SPERANZA FUTURO LATINOAMERICA


CITTA' DEL VATICANO, 13 MAG. 2007 (VIS). Al termine della Santa Messa, recitando il Regina Coeli con le centinaia di migliaia di pellegrini nel Santuario di Nostra Signora Aparecida, il Santo Padre Benedetto XVI ha detto: "Chiedo a tutti di pregare per i frutti di questa grande assemblea, che apre alla speranza il futuro della famiglia latinoamericana. Voi siete i protagonisti del destino delle vostre Nazioni".

  Salutando i Gruppi e le Comunità di lingua spagnola presenti "così come tutti coloro che in Spagna e nell'America Latina si uniscono spiritualmente a questo celebrazione", il Santo Padre ha detto: "Che la Vergine Maria vi aiuti a mantenere viva la fiamma della fede, dell'amore e della concordia, perché mediante la testimonianza della vostra vita e la fedeltà alla vostra vocazione di battezzati siate luce e speranza dell'umanità".

  "Le famiglie stanno al centro della missione di evangelizzazione della Chiesa" - ha detto il Papa ai pellegrini di lingua inglese - "poiché è nel focolare che la nostra vita di fede è in primo luogo manifestata e nutrita".

  Rivolgendosi alle famiglie ed ai gruppi di lingua francese, che vivono nel continente sudamericano, specialmente ad Haiti, nella Guyana francese e nelle Antille, il Papa ha detto: "Possiate edificare, insieme con tutti gli altri, una società più solidale e più fraterna, con la cura di far scoprire ai giovani la grandezza dei valori familiari".

  Ricordando che "Ricorre oggi il 90° anniversario delle Apparizioni di Nostra Signora di Fatima" - il Santo Padre ha affermato: "Con il suo forte appello alla conversione ed alla penitenza essa è, senza dubbio, la più profetica della apparizioni moderne".

  Il Papa ha affidato alla Vergine in modo speciale "quei popoli e nazioni che hanno particolari bisogni", in particolare, "quei fratelli e sorelle che soffrono la fame e, perciò, desidero ricordare la 'Marcia contro la fame', promossa dal Programma Alimentare Mondiale (...). Questa iniziativa ricorre oggi in numerose città del mondo, tra le quali qui in Brasile a Ribeirão Preto".

  Infine il Papa si è rivolto alla Comunità afro-brasiliana ricordando che in questa domenica essa commemora l'abolizione della schiavitù in Brasile ed ha detto: "Possa questo ricordo stimolare la coscienza evangelizzatrice di questa realtà socioculturale di grande importanza nella terra della Santa Croce".
PV-BRASILE/REGINA COELI/APARECIDA                   VIS 20070514 (380)


FEDE IN DIO AMORE: PATRIMONIO PIÙ PREZIOSO AMERICA LATINA


CITTA' DEL VATICANO, 13 MAG. 2007 (VIS). Questa mattina il Santo Padre Benedetto XVI ha presieduto, nel piazzale di fronte al Santuario dell'Aparecida, con la partecipazione di 300.000 fedeli, la Santa Messa di inaugurazione della V Conferenza Generale dell'Episcopato Latinoamericano e del Caribe.

  Con il Papa hanno concelebrato i Vescovi e i Presbiteri della Conferenze Episcopali dell'America Latina e del Caribe.

  "Questa celebrazione liturgica" - ha affermato Benedetto XVI nell'omelia - "costituisce il fondamento più solido della V Conferenza, perché pone alla sua base la preghiera e l'Eucaristia 'Sacramentum caritatis'. In effetti, solo la 'carità di Cristo', effusa dallo Spirito Santo, può fare di questa riunione un autentico evento ecclesiale, un momento di grazia per questo Continente e per il mondo intero".

  "Nel testo di oggi" - ha sottolineato il Pontefice - "Gesù dice: 'la parola che voi ascoltate non è mia, ma del Padre che mi ha mandato'. In questo momento, cari amici, siamo invitati a fissare lo sguardo su di Lui, perché la missione della Chiesa sussiste solo in quanto prolungamento di quella di Cristo: 'Come il Padre ha mandato me, anch'io mando voi'. (...) La missione di Cristo si è compiuta nell'amore. Egli ha acceso nel mondo il fuoco della carità di Dio. È l'amore che dà la vita: per questo la Chiesa è inviata a diffondere nel mondo la carità di Cristo".

  "La Chiesa" - ha proseguito il Pontefice - "si sente discepola e missionaria di questo Amore: missionaria solo in quanto discepola, cioè capace di lasciarsi sempre attrarre con rinnovato stupore da Dio, che ci ha amati e ci ama per primo. La Chiesa non fa proselitismo. Essa si sviluppa piuttosto per 'attrazione': come Cristo 'attira tutti a sé' con la forza del suo amore, culminato nel sacrificio della croce, così la Chiesa compie la sua missione nella misura in cui, associata a Cristo, compie ogni sua opera in conformità spirituale e concreta alla carità del suo Signore".

  "Cari fratelli!" - ha esclamato il Pontefice - "Ecco il tesoro inestimabile di cui è ricco il Continente latinoamericano, ecco il suo patrimonio più prezioso: la fede in Dio Amore, che in Cristo Gesù ha rivelato il suo volto. Voi credete in Dio Amore: questa è la vostra forza, che vince il mondo, la gioia che nulla e nessuno potrà togliervi, la pace che Cristo vi ha conquistato con la sua Croce! È questa fede che ha fatto dell'America il 'Continente della speranza'. Non un'ideologia politica, non un movimento sociale, non un sistema economico, è la fede in Dio Amore, incarnato, morto e risorto in Gesù Cristo, l'autentico fondamento di questa speranza che tanti frutti magnifici ha portato, dall'epoca della prima evangelizzazione fino ad oggi, come attesta la schiera di Santi e Beati che lo Spirito ha suscitato in ogni parte del Continente".

  "Chi ama il Signore Gesù e osserva la sua parola sperimenta già in questo mondo la misteriosa presenza di Dio Uno e Trino, come abbiamo sentito nel Vangelo: 'Noi verremo a lui e prenderemo dimora presso di lui'. Ogni cristiano, perciò, è chiamato a diventare pietra viva di questa stupenda 'dimora di Dio con gli uomini'. Che magnifica vocazione!".

  "La Vergine Maria" - ha concluso il Pontefice - "ottenga alla Chiesa in America Latina e nei Caraibi di essere abbondantemente rivestita di potenza dell'alto per irradiare nel Continente e in tutto il mondo la santità di Cristo. A Lui sia gloria, con il Padre e lo Spirito Santo, nei secoli dei secoli. Amen".
PV-BRASILE/MESSA/APARECIDA                       VIS 20070514 (590)


"LA CHIESA È LA NOSTRA CASA"

CITTA' DEL VATICANO, 12 MAG. 2007 (VIS). Alle 18:00 di oggi (23:00 ora di Roma), il Santo Padre Benedetto XVI è giunto al Santuario dell'Aparecida per guidare la recita del Santo Rosario con i sacerdoti, i religiose e le religiose, i diaconi e seminaristi del Brasile e con i Rappresentanti della V Conferenza dell'Episcopato Latinoamericano e del Caribe e le decine di migliaia di fedeli presenti.

  Dopo la recita dei Misteri Gloriosi e del "Salve Regina", il Papa ha tenuto l'omelia, affermando che attraverso i cicli meditativi del Rosario "il divino Consolatore vuole introdurci nella conoscenza del Cristo che sgorga dalla fonte limpida del testo evangelico".

  "La Chiesa del terzo millennio" - ha proseguito il Pontefice - "si propone di offrire ai cristiani la capacità di 'conoscere (...) il mistero di Dio, cioè Cristo, nel quale sono nascosti tutti i tesori della sapienza e della scienza'. Maria Santissima, la Vergine pura e senza macchia, è per noi scuola di fede, destinata a guidarci e a darci forza sul sentiero che porta incontro al Creatore del Cielo e della Terra".

  Salutando i sacerdoti presenti, il Papa ha esclamato: "Quante sfide, quante situazioni difficili affrontate, quanta generosità, quanta abnegazione, sacrifici e rinunce! (...) La testimonianza di un sacerdozio vissuto bene nobilita la Chiesa, suscita ammirazione nei fedeli, è fonte di benedizioni per la Comunità, è la migliore promozione vocazionale, il più autentico invito perché anche altri giovani rispondano positivamente agli appelli del Signore. È la vera collaborazione in vista della costruzione del Regno di Dio!". Il Santo Padre ha avuto parole di affetto per i sacerdoti anziani ed infermi ed ha sottolineato che: "La vostra conformazione al Cristo Sofferente e Risorto costituisce l'apostolato più fecondo!".

  "La giovialità, l'entusiasmo, l'idealismo, l'incoraggiamento per affrontare con audacia le nuove sfide" - ha detto il Papa ai diaconi e ai seminaristi - "rinnovano la disponibilità del Popolo di Dio, rendono i fedeli più dinamici e portano la Comunità a crescere, a progredire, ad essere più fiduciosa, gioiosa ed ottimista. (...) Abbiate sempre di fronte agli occhi la figura di Gesù, il Buon Pastore, che 'non è venuto per essere servito, ma per servire' e dare la propria vita in riscatto di molti'. Siate come i primi diaconi della Chiesa: uomini di buona reputazione, colmi dello Spirito Santo, di saggezza e di fede".

  Rivolgendosi ai seminaristi il Santo Padre ha avuto parole di esortazione ricordando che "il Seminario è la culla della vostra vocazione e la palestra della prima esperienza di comunione".

  Ai Consacrati e Consacrate il Papa ha detto: "Voi, (...), siete un'offerta, un regalo, un dono divino che la Chiesa ha ricevuto dal suo Signore. Rendo grazie a Dio per la vostra vita e per la testimonianza che date al mondo di un amore fedele a Dio ed ai fratelli. Questo amore senza riserve, totale, definitivo, incondizionato ed appassionato si manifesta nel silenzio, nella contemplazione, nella preghiera e nelle attività più diversificate che svolgete nelle vostre famiglie religiose, a favore dell'umanità e principalmente dei più poveri ed abbandonati".

  "Tutto questo" - ha sottolineato il Papa - "suscita nel cuore dei giovani il desiderio di seguire più da vicino e radicalmente Cristo Signore ed offrire la vita per rendere testimonianza agli uomini e donne del nostro tempo del fatto che Dio è Amore e che vale la pena lasciarsi conquistare e affascinare per dedicarsi esclusivamente a Lui".

  Benedetto XVI ha ricordato inoltre che: "La vita religiosa in Brasile è stata sempre significativa ed ha avuto un ruolo importante nell'opera dell'evangelizzazione sin dagli inizi della colonizzazione. Soltanto ieri, ho avuto il grande piacere di presiedere la Concelebrazione Eucaristica nella quale è stato canonizzato Sant'Antonio di Sant'Anna Galvão, (...) primo Santo nato in Brasile. Accanto a lui, un'altra ammirevole testimonianza di persona consacrata è Santa Paulina, fondatrice delle Piccole Suore dell'Immacolata Concezione".

  "Com'è importante il senso della nostra appartenenza alla Chiesa, che porta i cristiani a crescere ed a maturare come fratelli, figli dello stesso Dio e Padre!" - ha esclamato il Santo Padre ed ha concluso dicendo: "Il Papa vuole perciò dire a tutti voi: 'La Chiesa è la nostra Casa!'. (...) Colui che accetta Cristo, (...) si assicura la pace e la felicità, in questa vita e nell'altra! (...) Vale la pena essere fedeli, vale la pena perseverare nella propria fede!".
PV-BRASILE/ROSARIO/APARECIDA                       VIS 20070514 (730)


COMUNITÀ TOSSICODIPENDENTI: AMBASCIATORI SPERANZA

CITTA' DEL VATICANO, 12 MAG. 2007 (VIS). Alle 10.45 (15:45 ora di Roma), il Santo Padre Benedetto XVI ha incontrato i membri della Comunità della "Fazenda da Esperança", a Guaratinguetá, centro di reinserimento dei tossicodipendenti.

  Dopo le parole di saluto di Fra Hans Stapel, O.F.M., Fondatore dell'Opera Sociale "Nossa Senhora da Glória", il Santo Padre ha salutato i volontari, i benefattori di tutte le "fazendas" di diversi paesi e i familiari dei tossicodipendenti.

  Mediante tale istituzione, ha commentato il Papa, il Signore "vi ha reso possibile questa esperienza di ricupero fisico e spirituale di importanza vitale per voi e per i vostri familiari. A seguito di ciò, la società si attende che sappiate divulgare questo bene prezioso della salute fra gli amici ed i membri di tutta la comunità".

  "Voi dovete essere gli ambasciatori della speranza! Il Brasile possiede una statistica delle più rilevanti per ciò che riguarda la dipendenza chimica delle droghe e degli stupefacenti. E l'America Latina non resta indietro. Perciò dico agli spacciatori che riflettano sul male che stanno facendo a una moltitudine di giovani e di adulti di tutti gli strati sociali: Dio chiederà loro conto di ciò che hanno fatto. La dignità umana non può essere calpestata in questo modo".

  "A mezzo di una terapia, che include l'assistenza medica, psicologica e pedagogica" - ha proseguito il Papa - "ma anche molta preghiera, lavoro manuale e disciplina, sono già numerose le persone, soprattutto giovani, che sono riuscite a liberarsi dalla dipendenza chimica e dall'alcool e a ricuperare il senso della vita".

  "Desidero manifestare il mio apprezzamento per quest'Opera, che ha come fondamento spirituale il carisma di San Francesco e la spiritualità del Movimento dei Focolari. Il reinserimento nella società costituisce, senza dubbio, una dimostrazione dell'efficacia della vostra iniziativa. Però, ciò che più desta l'attenzione, e conferma la validità del lavoro, sono le conversioni, il ritrovamento di Dio e la partecipazione attiva alla vita della Chiesa. Non basta curare il corpo, bisogna ornare l'anima con i più preziosi doni divini acquisiti col Battesimo".

  Benedetto XVI ha ringraziato tutti coloro che "collaborano materialmente e spiritualmente per dare continuità alla 'Opera Sociale Nossa Senhora da Glória'. (...) Il mio pensiero" - ha detto ancora il Papa - "va ora a molte altre istituzioni di tutto il mondo che lavorano per restituire la vita, e una vita nuova, a questi nostri fratelli presenti nella nostra società, e che Dio ama con un amore preferenziale. Penso pure ai molti gruppi degli Alcolisti Anonimi e dei Tossicodipendenti Anonimi, e alla Pastorale della Sobrietà che già lavora in molte comunità, fornendo i suoi generosi aiuti in favore della vita".

  Rientrato al Seminario "Bom Jesús", il Papa ha consumato la seconda colazione con i Membri della Presidenza della V Conferenza Generale dell'Episcopato Latinoamericano e del Caribe.
PV-BRASILE/TOSSICODIPENDENTI/GUARATINGUETÁ     VIS 20070514 (470)


"FAZENDA DA ESPERANÇA": ANNUNCIARE FORZA RISURREZIONE

CITTA' DEL VATICANO, 12 MAG. 2007 (VIS). Questa mattina alle 10:30 (15:30 ora di Roma), il Santo Padre Benedetto XVI è giunto alla "Fazenda da Esperança" a Guaratinguetá. Fondata nel 1979 su iniziativa di Fra Hans Stapel, O.F.M., per il recupero di giovani tossicodipendenti ed alcolisti, l'istituzione ha come fondamento spirituale il carisma di San Francesco di Assisi e la spiritualità del Movimento dei Focolari e conta attualmente 32 comunità sparse nel Brasile ed in varie parti del mondo. La sua attività si estende anche alle ragazze madri, alle famiglie bisognose, ai senzatetto ed ai portatori di Hiv in fase terminale.

  Il Papa si è recato nella nuova Chiesa della Fazenda dove si trovavano riunite le Suore Clarisse, che il fondatore ha voluto presenti nell'Opera, ed ha ricordato loro che: "Dove la società non vede più alcun futuro o speranza, i cristiani sono chiamati ad annunziare la forza della Resurrezione".

  "Proprio qui, in questa 'Fazenda da Esperança', dove risiedono tante persone, specie giovani, che cercano di superare il problema della droga, dell'alcool e della dipendenza dalle sostanze chimiche, si testimonia il Vangelo di Cristo. (...) È il Cristo risuscitato che cura le ferite e salva i figli e le figlie di Dio, salva l'umanità dalla morte, dal peccato e dalla schiavitù delle passioni. La Pasqua di Cristo unisce cielo e terra. In questa 'Fazenda da Esperança' si uniscono le preci delle Clarisse e il lavoro arduo della medicina e dell'ergoterapia per vincere le prigioni e rompere le catene delle droghe che fanno soffrire i figli amati di Dio".

  "È in questo amore che Fra Hans" - ha proseguito il Pontefice - "le invitò ad essere le garanti di tutto il lavoro svolto nella 'Fazenda da Esperança'. Con la forza della preghiera silenziosa, con i digiuni e le penitenze, le figlie di Santa Chiara vivono il comandamento dell'amore per Dio e per il prossimo, nel gesto supremo di amare fino all'estremo. Ciò significa che non bisogna mai perdere la speranza! Da qui il nome di quest'opera di Fra Hans: 'Fazenda da Esperança'. Bisogna infatti edificare, costruire la speranza, tessendo la tela di una società che, nello stendere i fili della vita, perde il vero senso della speranza".

  "Carissime Sorelle" - ha concluso il Santo Padre - "siate coloro che proclamano che 'la speranza non delude'. Il dolore del Crocifisso, che pervase l'anima di Maria ai piedi della Croce, consoli tanti cuori materni e paterni che piangono di dolore per i loro figli ancora tossicodipendenti. Annunziate col silenzio oblativo della preghiera, silenzio eloquente, che il Padre ascolta; annunziate il messaggio dell'amore che vince il dolore, la droga e la morte. Annunziate Gesù Cristo, essere umano come noi, sofferente come noi, che prese su di sé i nostri peccati per liberarci da essi!".
PV-BRASILE/FAZENDA ESPERANÇA/CLARISSE               VIS 20070514 (460)


sabato 12 maggio 2007

INCONTRO COMUNITÀ TOSSICODIPENDENTI E RECITA ROSARIO


CITTA' DEL VATICANO, 12 MAG. 2007 (VIS). Oggi, sabato 12 maggio, al termine della celebrazione della Santa Messa in privato nella Cappella del Seminario "Bom Jesús" di Aparecida, il Santo Padre Benedetto XVI si recherà in visita alla "Fazenda da Esperança" a Guaratinguetá.

  Successivamente il Papa incontrerà i membri della Comunità della "Fazenda da Esperança", centro per il reinserimento dei tossicodipendenti.

  A mezzogiorno Benedetto XVI consumerà la seconda colazione nel Seminario "Bom Jesús" con i Membri del Praesidium della V Conferenza Generale dell'Episcopato Latinoamericano e del Caribe e con i Membri del Seguito Papale.

  Alle 18:00 (23:00 ora di Roma), nel Santuario dell'Aparecida, il Papa guiderà la recita del Santo Rosario e presiederà un incontro con i sacerdoti, i religiosi, le religiose, i seminaristi e i diaconi del Brasile.
PV-BRASILE/.../GUARATINGUETÁ:APARECIDA               VIS 20070512 (140)


VESCOVI: TRASMETTERE FEDELTÀ PRIMATO E VOLONTÀ DI DIO

CITTA' DEL VATICANO, 11 MAG. 2007 (VIS). La "Catedral da Sé" (abbreviazione di sede episcopale), in São Paulo, è stato lo scenario dell'incontro del Santo Padre Benedetto XVI con i Vescovi della Conferenza Episcopale del Brasile. La monumentale chiesa neogotica, dedicata a Nostra Signora dell'Annunciazione, è una delle cinque più monumentali chiese gotiche al mondo che può accogliere ottomila persone. Il luogo di culto sorge sul Tropico del Capricorno, nello stesso luogo dell'antica Cattedrale del 1745. Nella cripta è sepolto l'indio Tibiriçá, primo indigeno catechizzato dal Padre José de Anchieta, nel  XVI secolo.

  Il Santo Padre è giunto alla Cattedrale poco prima delle 16:00 e si è rivolto ai 430 Vescovi presenti esprimendo la sua gioia per l'incontro con "un episcopato prestigioso, che presiede ad una delle più numerose popolazioni cattoliche del mondo".

  "La missione che ci è affidata, come Maestri della fede" - ha detto il Papa nell'omelia - "consiste nel ricordare (...) che il nostro Salvatore 'vuole che tutti gli uomini siano salvati e arrivino alla conoscenza della verità'. (...) Da qui, il mandato di evangelizzare (...). L'obbligo di predicare la verità della fede, l'urgenza della vita sacramentale, la promessa dell'aiuto continuo di Cristo alla sua Chiesa".

  "Laddove Dio e la sua volontà non sono conosciuti, dove non esiste la fede in Gesù Cristo, e nella sua presenza nelle celebrazioni sacramentali, manca l'essenziale anche per la soluzione degli urgenti problemi sociali e politici. La fedeltà al primato di Dio e della sua volontà, conosciuta e vissuta in comunione con Gesù Cristo, è il dono essenziale che noi Vescovi e sacerdoti dobbiamo offrire alla nostra gente".

  Benedetto XVI ha proseguito rilevando che: "I tempi presenti risultano difficili per la Chiesa e molti dei suoi figli sono nella tribolazione. La vita sociale sta attraversando momenti di smarrimento sconcertante. Viene attaccata impunemente la santità del matrimonio e della famiglia, cominciando dal fare concessioni di fronte a pressioni capaci di incidere negativamente sui processi legislativi; si giustificano alcuni delitti contro la vita nel nome dei diritti della libertà individuale; si attenta alla dignità dell'essere umano; si diffonde la ferita del divorzio e delle libere unioni".

  "Più ancora" - ha proseguito il Pontefice - "quando, in seno alla Chiesa, è messo in questione il valore dell'impegno sacerdotale come affidamento totale a Dio attraverso il celibato apostolico e come totale disponibilità a servire le anime e si dà la preferenza alle questioni ideologiche e politiche, anche partitiche, la struttura della totale consacrazione a Dio comincia a perdere il suo significato più profondo".

  Il Papa ha parlato successivamente della "questione dei cattolici che abbandonano la vita ecclesiale. Sembra chiaro" - ha affermato Benedetto XVI - "che la causa principale, tra le altre, di questo problema possa essere attribuita alla mancanza di un'evangelizzazione in cui Cristo e la sua Chiesa stiano al centro di ogni delucidazione. Le persone più vulnerabili al proselitismo aggressivo delle sette (...) sono in genere i battezzati non sufficientemente evangelizzati, facilmente influenzabili perché possiedono una fede fragile e, a volte, confusa, vacillante ed ingenua, anche se conservano una religiosità innata".

  Citando l'Enciclica "Deus caritas est" nella quale scrive: "All'inizio dell'essere cristiano non c'è una decisione etica o una grande idea, bensì l'incontro con un avvenimento, con una Persona, che dà alla vita un nuovo orizzonte e con ciò la direzione decisiva", Papa Benedetto XVI ha ribadito che: "È necessario, pertanto, avviare l'attività apostolica come una vera missione nell'ambito del gregge costituito dalla Chiesa in Brasile, promuovendo un'evangelizzazione metodica e capillare in vista di un'adesione personale e comunitaria a Cristo".

  "In questo sforzo evangelizzatore" - ha sottolineato il Pontefice - "la comunità ecclesiale si distingue per le iniziative pastorali, inviando soprattutto nelle case delle periferie urbane e dell'interno, i suoi missionari, laici o religiosi, cercando di dialogare con tutti in spirito di comprensione e di delicata carità. Tuttavia, se le persone incontrate vivono in una situazione di povertà, bisogna aiutarle come facevano le prime comunità cristiane, praticando la solidarietà perché si sentano veramente amate. La gente povera delle periferie urbane o della campagna ha bisogno di sentire la vicinanza della Chiesa, sia nell'aiuto per le necessità più urgenti, sia nella difesa dei suoi diritti e nella promozione comune di una società fondata sulla giustizia e sulla pace".

  Trattando dell'importanza della vita sacramentale, il Papa ha menzionato il Sacramento della Riconciliazione ed ha invitato i Vescovi a "vigilare perché l'accusa e l'assoluzione dei peccati siano ordinariamente individuali, così come il peccato costituisce un fatto profondamente personale. (...) Ripartire da Cristo in tutti gli ambiti della missione, riscoprire in Gesù l'amore e la salvezza che il Padre ci dà. Mediante lo Spirito Santo: tale è la sostanza, la radice della missione episcopale che fa del Vescovo il primo responsabile della catechesi diocesana" - ha ribadito Papa Benedetto XVI - "È ovvio, pertanto, che i suoi catechisti non sono semplici comunicatori di esperienze di fede, ma devono essere autentici araldi, sotto la guida del loro Pastore, delle verità rivelate. La fede è un cammino condotto dallo Spirito Santo che si compendia in due parole: conversione e sequela", le quali "indicano chiaramente che la fede in Cristo implica una prassi di vita fondata sul duplice comandamento dell'amore di Dio e del prossimo, ed esprimono la dimensione sociale della vita".

  "Precisamente perchè fede, vita e celebrazione della sacra liturgia come fonte di fede e di vita sono inseparabili" - ha detto ancora il Pontefice - "è necessaria una più corretta applicazione dei principi indicati dal Concilio Vaticano II, riguardanti la Liturgia della Chiesa (...) il suo carattere sacro. (...) La liturgia non è mai proprietà privata di qualcuno, né del celebrante né della comunità nella quale si celebrano i santi Misteri".

  Successivamente il Papa ha ricordato ai Vescovi il dovere di "essere servitori della Parola, senza visioni riduttive né confusioni nella missione che ci è affidata. Non basta osservare la realtà a partire dalla fede; è necessario lavorare con il Vangelo alla mano ed ancorati all'autentica eredità della Tradizione Apostolica, senza interpretazioni motivate da ideologie razionalistiche. (...) Il dovere di conservare il deposito della fede e di mantenere la sua unità richiede una stretta vigilanza, in modo tale che esso sia 'conservato e trasmesso fedelmente, e che le posizioni particolari siano unificate nell'integrità del Vangelo di Cristo".

  "L'Ecumenismo (...), diventa in questo nostro tempo, nel quale si verifica l'incontro delle culture e la sfida del secolarismo, un compito sempre più urgente della Chiesa cattolica. (...) Il grande campo comune di collaborazione dovrebbe essere la difesa dei lavori morali fondamentali, trasmessi dalla tradizione biblica, contro la loro distruzione in una cultura relativistica e consumistica; è ancora, la fede in Dio Creatore ed in Gesù Cristo, suo Figlio incarnato".

  Infine Benedetto XVI ha fatto riferimento al "vasto contingente di brasiliani che vivono in situazione di indigenza" ed alla "disuguaglianza nella distribuzione del reddito", ricordando che "Una visione dell'economia e dei problemi sociali, dalla prospettiva della dottrina sociale della Chiesa, porta a considerare le cose sempre dal punto di vista della dignità dell'uomo, che trascende il semplice gioco dei fattori economici".

  "È necessario formare nelle classi politiche ed imprenditoriali" - ha concluso Benedetto XVI - "un genuino spirito di verità e di onestà. Coloro che assumono un ruolo di leadership nella società devono cercare di prevedere le conseguenze sociali (...) delle proprie decisioni, agendo secondo criteri di massimizzazione del bene comune, invece di cercare profitti personali".
PV-BRASILE/VESCOVI/SÃO PAULO                     VIS 20070512 (1240)


FREI GALVÃO, PRIMO BRASILIANO ELEVATO GLORIA ALTARI

CITTA' DEL VATICANO, 11 MAG. 2007 (VIS). Alle  9:30 di questa mattina (14:30, ora di Roma), il Santo Padre Benedetto XVI ha presieduto nel "Campo de Marte" di São Paulo, con la partecipazione di più di un milione di persone, la Santa Messa di Canonizzazione del Beato Frei Antonio de Santa Ana Galvão (1739-1822), sacerdote francescano che fondò il "Recolhimento" di Nostra Signora della Concezione della Divina Provvidenza, oggi Monastero dell'Immacolata Concezione della Luce.

  All'inizio dell'omelia, il Santo Padre ha salutato in particolare le monache Concezioniste che "dal Monastero della Luce" - ha detto il Papa - "dalla Capitale dello Stato di São Paulo, irradiano la spiritualità ed il carisma del primo brasiliano elevato alla gloria degli altari".

  "Il carisma francescano, evangelicamente vissuto" - ha proseguito il Pontefice - "ha dato frutti significativi attraverso la sua testimonianza di ardente adoratore dell'Eucaristia, di prudente e sapiente guida delle anime che lo cercavano e di grande devoto dell'Immacolata Concezione di Maria, della quale si considerava 'figlio e schiavo perpetuo'".

  Ribadendo che "Nella Sacra Eucaristia è contenuto tutto il bene spirituale della Chiesa", Benedetto XVI ha affermato che i cristiani "devono poter conoscere la fede della Chiesa, attraverso i suoi ministri ordinati, per l'esemplarità con cui compiono i riti prescritti, che indicano sempre nella liturgia eucaristica il centro di tutta l'opera di evangelizzazione. I fedeli, a loro volta, devono cercare di ricevere e venerare il Santissimo Sacramento con pietà e devozione, desiderando accogliere il Signore Gesù con fede, e sapendo ricorrere, ogni volta che sarà necessario, al Sacramento della riconciliazione per purificare l'anima da ogni peccato grave".

  "Consigliere di fama, pacificatore delle anime e delle famiglie" - ha detto il Papa di Fra Galvão, che fu "dispensatore della carità specialmente verso i poveri e gli infermi. Era molto ricercato per le confessioni, perché zelante, saggio e prudente. Una caratteristica di colui che ama veramente è il non voler che l'Amato venga offeso; la conversione dei peccatori era, perciò, la grande passione del nostro Santo".

  "Uniti con il Signore nella suprema comunione dell'Eucaristia e riconciliati con Lui e con il nostro prossimo, saremo così portatori di quella pace che il mondo non riesce a dare. Potranno gli uomini e le donne di questo mondo trovare la pace, se non saranno coscienti della necessità di riconciliarsi con Dio, con il prossimo e con sé stessi?", si è domandato il Pontefice.

  Benedetto XVI ha ricordato ancora che: "La fama della sua immensa carità non conosceva limiti", infatti: "Le iniziative di pastorale sociale, se sono orientate verso il bene dei poveri e degli infermi, portano in sé stesse questo sigillo divino", dell'amore di Dio per noi, che morì sulla Croce per la nostra salvezza.

  "Fra Galvão affermò con voce profetica la verità dell'Immacolata Concezione. (...) La Vergine Purissima, (...), vuole essere il sigillo definitivo del nostro incontro con Dio, nostro Salvatore. Non c'è frutto della grazia nella storia della salvezza che non abbia come strumento necessario la mediazione di Nostro Signore. Di fatto, questo nostro Santo si è donato in modo irrevocabile alla Madre di Gesù fin dalla sua giovinezza, desiderando appartenerle per sempre e scegliendo la Vergine Maria come Madre e Protettrice delle sue figlie spirituali".

  Benedetto XVI ha sottolineato ancora che: "Il mondo ha bisogno di vite limpide, di anime chiare, di intelligenze semplici, che rifiutino di essere considerate creature oggetto di piacere. È  necessario dire no a quei mezzi di comunicazione sociale che mettono in ridicolo la santità del matrimonio e la verginità prima del matrimonio. È proprio ora che ci è data nella Madonna la miglior difesa contro i mali che affliggono la vita moderna; la devozione mariana è la sicura garanzia di protezione materna e di tutela nell'ora della tentazione".

  Al termine dell'omelia il Papa ha invitato i fedeli a rendere grazie a Dio per il dono della santità "che insieme alla fede, è la più grande grazia che possa essere concessa ad una creatura: il fermo desiderio di raggiungere la pienezza della carità, nella convinzione che la santità non solo è possibile ma anche necessaria ad ognuno nel proprio stato di vita, per svelare al mondo il vero volto di Cristo, nostro amico!".

  Al termine della Celebrazione Eucaristica, il Santo Padre è rientrato al Monastero di São Bento per la seconda colazione. Preso congedo dal Monastero, il Papa si è diretto alla Catedral da Sé a São Paulo per un incontro con i Vescovi del Brasile.
PV-BRASILE/CANONIZZAZIONE/SÃO PAULO               VIS 20070512 (760)


venerdì 11 maggio 2007

ALTRI ATTI PONTIFICI

CITTA' DEL VATICANO, 11 MAG. 2007 (VIS). Il Santo Padre ha nominato il Reverendo Bernard Ginoux, Vescovo di Montauban (superficie: 3.717; popolazione: 206.800; cattolici: 160.600; sacerdoti: 90; religiosi: 189; diaconi permanenti: 7), Francia. Il Vescovo eletto, finora Parroco della Parrocchia di Orange e Decano di Orange-Bollène nell'Arcidiocesi di Avignone (Francia), è nato nel 1947 a Châteaurenard (Francia) ed è stato ordinato sacerdote nel 1986.
NER/.../GINOUX                             VIS 20070511 (70)


IN BREVE


L'ARCIVESCOVO CELESTINO MIGLIORE, OSSERVATORE PERMANENTE della Santa Sede presso l'Organizzazione delle Nazioni Unite a New York, è intervenuto, il 10 maggio scorso, alla XV Sessione della Commissione sullo Sviluppo Sostenibile del Consiglio Economico e Sociale dell'O.N.U., riunita per esaminare il seguente argomento: "Trasformare l'impegno politico in azione ed operare congiuntamente in favore di tale obiettivo".

OCCORRONO POLITICHE EDUCATIVE CORAGGIOSE E RISPETTOSE che favoriscano un clima di dialogo e di serenità: è stato il tema dell'intervento dell'Arcivescovo Michael J. Miller, C.S.B., Segretario della Congregazione per l'Educazione Cattolica, alla 22ma Sessione della Conferenza permanente dei Ministri Europei dell'Educazione, tenutasi nei giorni 4 e 5 maggio scorso a Istanbul (Turchia), nell'ambito delle attività del Consiglio d'Europa.

MONSIGNOR MICHAEL W. BANACH, OSSERVAOTRE PERMANENTE della Santa Sede presso le Organizzazioni Internazionali a Vienna, ha preso la parola, il 1° maggio scorso, nel corso della prima sessione del Comitato Preparatorio della VIII Conferenza di esame del Trattato di non proliferazione delle armi nucleari, in corso a Vienna (Austria), dal 30 aprile all'11 maggio. Tema del suo intervento è stato: "È sempre più necessario costruire un clima di fiducia e di reale cooperazione nel campo del disarmo e della non proliferazione nucleare".

MARY ANN GLENDON, PRESIDENTE DELLA PONTIFICIA ACCADEMIA DELLE SCIENZE SOCIALI, è intervenuta il 10 maggio scorso, ad un incontro sulla Religione nella Società Contemporanea nell'ambito del Dibattito Informale promosso dall'Assemblea Generale delle Nazioni Unite, dedicato al tema: "Civiltà e sfide per la pace: ostacoli ed opportunità". L'intervento della Professoressa Glendon si intitolava: "Prospettive di relazioni interculturali e interreligiose nella società contemporanea".
.../IN BREVE/...                                   VIS 20070511 (260)


CANONIZZAZIONE BEATO FREI GALVÃO ED INCONTRO VESCOVI


CITTA' DEL VATICANO, 11 MAG. 2007 (VIS). Alle 9:30 (14:30 ora di Roma), di oggi, venerdì 11 maggio, il Santo Padre Benedetto XVI presiederà sull'area del "Campo de Marte", a São Paulo, la Santa Messa nel corso della quale procederà alla Canonizzazione del Beato Antônio de Santa Ana Galvão, O.F.M., noto come Frei Galvão, che sarà il primo santo brasiliano.

  Nel pomeriggio, congedatosi dalla Comunità dei Monaci nella Chiesa del Monastero di São Bento, il Santo Padre incontrerà, alle 16:00, i Vescovi del Brasile nella "Catedral da Sé" di São Paulo.

  Alle 18:00, dall'aeroporto di "Campo de Marte", Papa Benedetto partirà in elicottero alla volta di Aparecida, il Santuario più famoso del Brasile, visitato ogni anno da più di 7 milioni di persone.

  La storia della Madonna di Aparecida, proclamata da Papa Pio XI, "Regina e Patrona del Brasile", risale al 1717 dopo un episodio di pesca miracolosa. Tre pescatori, dopo alcuni tentativi di pesca infruttuosi, trovarono nelle reti una statua della Madonna senza la testa. Nel gettare nuovamente le reti vi ritrovarono la testa della statua e al terzo tentativo le ritirarono colme di pesci. Riconobbero nell'avvenimento un segno della speciale protezione della Vergine e da allora si diffuse nel popolo la devozione alla Vergine che fu chiamata semplicemente "Aparecida".

  Dall'eliporto del Santuario dell'Aparecida, il Santo Padre Benedetto XVI raggiungerà il Seminario "Bom Jesús" per la cena in privato e il pernottamento.
PV-BRASILE/.../SÃO PAULO:APARECIDA                   VIS 20070511 (240)


SENZA VOLTO DEI GIOVANI CHIESA SI PRESENTEREBBE SFIGURATA


CITTA' DEL VATICANO, 10 MAG. 2007 (VIS). Poco prima delle 18:00 (le 23:00, ora di Roma), il Santo Padre Benedetto XVI è giunto allo Stadio Municipale "Paulo Machado de Carvalho" di Pacaembu, accolto da oltre 40.000 giovani, mentre altre decine di migliaia seguivano l'evento da maxi-schermi collocati all'esterno. Il Papa ha presieduto la Liturgia della Parola durante la quale è stata data lettura del Cantico delle Creature con la simultanea proiezione di paesaggi della natura brasiliana.

  Rivolgendosi ai partecipanti all'incontro citando le parole che il Servo di Dio Giovanni Paolo II pronunciò nel corso della sua visita nel Mato Grosso nel 1991:  "I 'giovani sono i primi protagonisti del terzo millennio (...) sono loro che tracceranno il destino di questa nuova tappa dell'umanità'", Papa Benedetto XVI ha soggiunto: "La carità di Dio è infinita e il Signore ci chiede, o meglio, esige che dilatiamo i nostri cuori, affinché in essi ci sia sempre più amore, bontà, comprensione per i nostri simili e per i problemi che coinvolgono non solo la convivenza umana, ma anche l'effettiva preservazione e la custodia dell'ambiente naturale, di cui tutti facciamo parte".

  "'I nostri boschi hanno più vita': non lasciate che si spenga questa fiamma di speranza che il vostro Inno nazionale pone sulle vostre labbra" - ha esclamato il Santo Padre - "La devastazione ambientale dell'Amazzonia e le minacce alla dignità umana delle sue popolazioni esigono un maggior impegno nei più diversi ambiti di azione che la società vien sollecitando".

  Tema centrale dell'omelia del Papa è stato il dialogo fra Gesù e il giovane ricco, episodio evangelico narrato da San Matteo, incentrato sull'interrogativo: "Cosa fare per raggiungere la vita eterna?".

  "La domanda del Vangelo" - ha spiegato il Papa - "non riguarda soltanto il futuro. Non riguarda solo la questione del che cosa accadrà dopo la morte. Al contrario, esiste un impegno con il presente, qui e adesso, che deve garantire autenticità e di conseguenza il futuro. In sintesi, la domanda pone in questione il senso della vita. Perciò può essere formulata così: cosa devo fare affinché la mia vita abbia senso?".

  Gesù è "un maestro che non inganna. (...) Gesù ci assicura che solo Dio è buono. Essere aperto alla bontà significa accogliere Dio. Così Egli ci invita a vedere Dio in tutte le cose e in tutti gli avvenimenti, anche laddove la maggioranza vede soltanto assenza di Dio. (...) Gesù manifesta ciò che per noi è buono, donandoci la sua prima catechesi. 'Se vuoi entrare nella vita, osserva i comandamenti'. (...) Essi conducono alla vita, il che vuole dire che ci garantiscono autenticità. Sono i grandi indicatori che ci additano la strada giusta. (...) Alla loro base si trovano la grazia e la natura, che non ci lasciano fermi. Dobbiamo camminare. Siamo stimolati a fare qualcosa per realizzarci. Realizzarsi per mezzo dell'azione, in realtà, è rendersi reali".

  "Sentiamo parlare delle paure della gioventù di oggi" - ha proseguito Papa Benedetto - "Esse ci svelano un enorme deficit di speranza: paura di morire (...); paura di fallire, per non aver scoperto il senso della vita; e paura di rimanere staccato, di fronte alla sconcertante rapidità degli eventi e delle comunicazioni. (...) Ma mentre guardo a voi, giovani qui presenti, (...), assumo lo sguardo di Gesù: uno sguardo di amore e fiducia, nella certezza che voi avete trovato la vita vera. Voi siete i giovani della Chiesa. (...) Siate gli apostoli dei giovani".

  "Esiste, in ultima analisi, un immenso panorama di azione" - ha rilevato il Papa - "nel quale le questioni di ordine sociale, economico e politico acquisiscono un rilievo particolare, sempre che la loro fonte d'ispirazione sia il Vangelo e la Dottrina Sociale della Chiesa. La costruzione di una società più giusta e solidale, riconciliata e pacifica; l'impegno a frenare la violenza; le iniziative di promozione della vita piena, dell'ordine democratico e del bene comune e, specialmente quelle che mirano ad eliminare certe discriminazioni esistenti nelle società latinoamericane non sono motivo di esclusione, bensì di arricchimento reciproco".

  Il Santo Padre ha esortato i giovani dicendo: "Abbiate soprattutto grande rispetto per l'istituzione del Sacramento del Matrimonio. (...) Dio vi chiama a rispettarvi gli uni gli altri anche nell'innamoramento e nel fidanzamento, poiché la vita coniugale, (...), sarà fonte di felicità e di pace solo nella misura in cui saprete fare della castità, dentro e fuori del matrimonio, un baluardo delle vostre speranze future. (...) La vita di fede e di preghiera vi condurrà per le vie dell'intimità con Dio e della comprensione della grandezza dei piani che Lui ha per ogni persona. 'Per il regno dei cieli', alcuni sono chiamati ad una donazione totale e definitiva, per consacrarsi a Dio nella vita religiosa (...), testimoniando la speranza nel Regno celeste tra tutti gli uomini".

  "La gioventù si presenta come una ricchezza" - ha detto ancora Benedetto XVI riprendendo il dialogo di Gesù con il giovane ricco- "perché conduce alla riscoperta della vita come dono e come compito. Il giovane del Vangelo comprese la ricchezza della propria giovinezza. Andrò da Gesù, (...), per cercare un orientamento. Nell'ora della grande opzione, tuttavia, non ebbe il coraggio di scommettere tutto su Gesù Cristo. (...) Capì che gli mancava la generosità, e ciò non gli permise una realizzazione piena".

  "Il mio appello odierno a voi, giovani che siete venuti a questo incontro" - ha concluso il Pontefice - "è di 'non sperperare la vostra gioventù'. Non cercate di fuggire da essa. (...) Consacratela agli alti ideali della fede e della solidarietà umana. Voi, giovani, non siete soltanto il futuro della Chiesa e dell'umanità, quasi si trattasse di una specie di fuga dal presente. Al contrario: voi siete il presente giovane della Chiesa e dell'umanità. Siete il suo volto giovane. La Chiesa ha bisogno di voi, come giovani, per manifestare al mondo il volto di Gesù Cristo, che si delinea nella comunità cristiana. Senza questo volto giovane, la Chiesa si presenterebbe sfigurata".
PV-BRASILE/GIOVANI/PACAEMBU                       VIS 20070511 (950)


ALTRI ATTI PONTIFICI


CITTA' DEL VATICANO, 11 MAG. 2007 (VIS). Il Santo Padre ha nominato il Reverendo Bernard Ginoux, Vescovo di Montauban (superficie: 3.717; popolazione: 206.800; cattolici: 160.600; sacerdoti: 90; religiosi: 189; diaconi permanenti: 7), Francia. Il Vescovo eletto, finora Parroco della Parrocchia di Orange e Decano di Orange-Bollène nell'Arcidiocesi di Avignone (Francia), è nato nel 1947 a Châteaurenard (Francia) ed è stato ordinato sacerdote nel 1986.
NER/.../GINOUX                             VIS 20070511 (70)



IN BREVE


L'ARCIVESCOVO CELESTINO MIGLIORE, OSSERVATORE PERMANENTE della Santa Sede presso l'Organizzazione delle Nazioni Unite a New York, è intervenuto, il 10 maggio scorso, alla XV Sessione della Commissione sullo Sviluppo Sostenibile del Consiglio Economico e Sociale dell'O.N.U., riunita per esaminare il seguente argomento: "Trasformare l'impegno politico in azione ed operare congiuntamente in favore di tale obiettivo".

OCCORRONO POLITICHE EDUCATIVE CORAGGIOSE E RISPETTOSE che favoriscano un clima di dialogo e di serenità: è stato il tema dell'intervento dell'Arcivescovo Michael J. Miller, C.S.B., Segretario della Congregazione per l'Educazione Cattolica, alla 22ma Sessione della Conferenza permanente dei Ministri Europei dell'Educazione, tenutasi nei giorni 4 e 5 maggio scorso a Istanbul (Turchia), nell'ambito delle attività del Consiglio d'Europa.

MONSIGNOR MICHAEL W. BANACH, OSSERVAOTRE PERMANENTE della Santa Sede presso le Organizzazioni Internazionali a Vienna, ha preso la parola, il 1° maggio scorso, nel corso della prima sessione del Comitato Preparatorio della VIII Conferenza di esame del Trattato di non proliferazione delle armi nucleari, in corso a Vienna (Austria), dal 30 aprile all'11 maggio. Tema del suo intervento è stato: "È sempre più necessario costruire un clima di fiducia e di reale cooperazione nel campo del disarmo e della non proliferazione nucleare".

MARY ANN GLENDON, PRESIDENTE DELLA PONTIFICIA ACCADEMIA DELLE SCIENZE SOCIALI, è intervenuta il 10 maggio scorso, ad un incontro sulla Religione nella Società Contemporanea nell'ambito del Dibattito Informale promosso dall'Assemblea Generale delle Nazioni Unite, dedicato al tema: "Civiltà e sfide per la pace: ostacoli ed opportunità". L'intervento della Professoressa Glendon si intitolava: "Prospettive di relazioni interculturali e interreligiose nella società contemporanea".
.../IN BREVE/...                                   VIS 20070511 (260)


CANONIZZAZIONE BEATO FREI GALVÃO ED INCONTRO VESCOVI


CITTA' DEL VATICANO, 11 MAG. 2007 (VIS). Alle 9:30 (14:30 ora di Roma), di oggi, venerdì 11 maggio, il Santo Padre Benedetto XVI presiederà sull'area del "Campo de Marte", a São Paulo, la Santa Messa nel corso della quale procederà alla Canonizzazione del Beato Antônio de Santa Ana Galvão, O.F.M., noto come Frei Galvão, che sarà il primo santo brasiliano.

  Nel pomeriggio, congedatosi dalla Comunità dei Monaci nella Chiesa del Monastero di São Bento, il Santo Padre incontrerà, alle 16:00, i Vescovi del Brasile nella "Catedral da Sé" di São Paulo.

  Alle 18:00, dall'aeroporto di "Campo de Marte", Papa Benedetto partirà in elicottero alla volta di Aparecida, il Santuario più famoso del Brasile, visitato ogni anno da più di 7 milioni di persone.

  La storia della Madonna di Aparecida, proclamata da Papa Pio XI, "Regina e Patrona del Brasile", risale al 1717 dopo un episodio di pesca miracolosa. Tre pescatori, dopo alcuni tentativi di pesca infruttuosi, trovarono nelle reti una statua della Madonna senza la testa. Nel gettare nuovamente le reti vi ritrovarono la testa della statua e al terzo tentativo le ritirarono colme di pesci. Riconobbero nell'avvenimento un segno della speciale protezione della Vergine e da allora si diffuse nel popolo la devozione alla Vergine che fu chiamata semplicemente "Aparecida".

  Dall'eliporto del Santuario dell'Aparecida, il Santo Padre Benedetto XVI raggiungerà il Seminario "Bom Jesús" per la cena in privato e il pernottamento.
PV-BRASILE/.../SÃO PAULO:APARECIDA                   VIS 20070511 (240)


SENZA VOLTO DEI GIOVANI CHIESA SI PRESENTEREBBE SFIGURATA


CITTA' DEL VATICANO, 10 MAG. 2007 (VIS). Poco prima delle 18:00 (le 23:00, ora di Roma), il Santo Padre Benedetto XVI è giunto allo Stadio Municipale "Paulo Machado de Carvalho" di Pacaembu, accolto da oltre 40.000 giovani, mentre altre decine di migliaia seguivano l'evento da maxi-schermi collocati all'esterno. Il Papa ha presieduto la Liturgia della Parola durante la quale è stata data lettura del Cantico delle Creature con la simultanea proiezione di paesaggi della natura brasiliana.

  Rivolgendosi ai partecipanti all'incontro citando le parole che il Servo di Dio Giovanni Paolo II pronunciò nel corso della sua visita nel Mato Grosso nel 1991:  "I 'giovani sono i primi protagonisti del terzo millennio (...) sono loro che tracceranno il destino di questa nuova tappa dell'umanità'", Papa Benedetto XVI ha soggiunto: "La carità di Dio è infinita e il Signore ci chiede, o meglio, esige che dilatiamo i nostri cuori, affinché in essi ci sia sempre più amore, bontà, comprensione per i nostri simili e per i problemi che coinvolgono non solo la convivenza umana, ma anche l'effettiva preservazione e la custodia dell'ambiente naturale, di cui tutti facciamo parte".

  "'I nostri boschi hanno più vita': non lasciate che si spenga questa fiamma di speranza che il vostro Inno nazionale pone sulle vostre labbra" - ha esclamato il Santo Padre - "La devastazione ambientale dell'Amazzonia e le minacce alla dignità umana delle sue popolazioni esigono un maggior impegno nei più diversi ambiti di azione che la società vien sollecitando".

  Tema centrale dell'omelia del Papa è stato il dialogo fra Gesù e il giovane ricco, episodio evangelico narrato da San Matteo, incentrato sull'interrogativo: "Cosa fare per raggiungere la vita eterna?".

  "La domanda del Vangelo" - ha spiegato il Papa - "non riguarda soltanto il futuro. Non riguarda solo la questione del che cosa accadrà dopo la morte. Al contrario, esiste un impegno con il presente, qui e adesso, che deve garantire autenticità e di conseguenza il futuro. In sintesi, la domanda pone in questione il senso della vita. Perciò può essere formulata così: cosa devo fare affinché la mia vita abbia senso?".

  Gesù è "un maestro che non inganna. (...) Gesù ci assicura che solo Dio è buono. Essere aperto alla bontà significa accogliere Dio. Così Egli ci invita a vedere Dio in tutte le cose e in tutti gli avvenimenti, anche laddove la maggioranza vede soltanto assenza di Dio. (...) Gesù manifesta ciò che per noi è buono, donandoci la sua prima catechesi. 'Se vuoi entrare nella vita, osserva i comandamenti'. (...) Essi conducono alla vita, il che vuole dire che ci garantiscono autenticità. Sono i grandi indicatori che ci additano la strada giusta. (...) Alla loro base si trovano la grazia e la natura, che non ci lasciano fermi. Dobbiamo camminare. Siamo stimolati a fare qualcosa per realizzarci. Realizzarsi per mezzo dell'azione, in realtà, è rendersi reali".

  "Sentiamo parlare delle paure della gioventù di oggi" - ha proseguito Papa Benedetto - "Esse ci svelano un enorme deficit di speranza: paura di morire (...); paura di fallire, per non aver scoperto il senso della vita; e paura di rimanere staccato, di fronte alla sconcertante rapidità degli eventi e delle comunicazioni. (...) Ma mentre guardo a voi, giovani qui presenti, (...), assumo lo sguardo di Gesù: uno sguardo di amore e fiducia, nella certezza che voi avete trovato la vita vera. Voi siete i giovani della Chiesa. (...) Siate gli apostoli dei giovani".

  "Esiste, in ultima analisi, un immenso panorama di azione" - ha rilevato il Papa - "nel quale le questioni di ordine sociale, economico e politico acquisiscono un rilievo particolare, sempre che la loro fonte d'ispirazione sia il Vangelo e la Dottrina Sociale della Chiesa. La costruzione di una società più giusta e solidale, riconciliata e pacifica; l'impegno a frenare la violenza; le iniziative di promozione della vita piena, dell'ordine democratico e del bene comune e, specialmente quelle che mirano ad eliminare certe discriminazioni esistenti nelle società latinoamericane non sono motivo di esclusione, bensì di arricchimento reciproco".

  Il Santo Padre ha esortato i giovani dicendo: "Abbiate soprattutto grande rispetto per l'istituzione del Sacramento del Matrimonio. (...) Dio vi chiama a rispettarvi gli uni gli altri anche nell'innamoramento e nel fidanzamento, poiché la vita coniugale, (...), sarà fonte di felicità e di pace solo nella misura in cui saprete fare della castità, dentro e fuori del matrimonio, un baluardo delle vostre speranze future. (...) La vita di fede e di preghiera vi condurrà per le vie dell'intimità con Dio e della comprensione della grandezza dei piani che Lui ha per ogni persona. 'Per il regno dei cieli', alcuni sono chiamati ad una donazione totale e definitiva, per consacrarsi a Dio nella vita religiosa (...), testimoniando la speranza nel Regno celeste tra tutti gli uomini".

  "La gioventù si presenta come una ricchezza" - ha detto ancora Benedetto XVI riprendendo il dialogo di Gesù con il giovane ricco- "perché conduce alla riscoperta della vita come dono e come compito. Il giovane del Vangelo comprese la ricchezza della propria giovinezza. Andrò da Gesù, (...), per cercare un orientamento. Nell'ora della grande opzione, tuttavia, non ebbe il coraggio di scommettere tutto su Gesù Cristo. (...) Capì che gli mancava la generosità, e ciò non gli permise una realizzazione piena".

  "Il mio appello odierno a voi, giovani che siete venuti a questo incontro" - ha concluso il Pontefice - "è di 'non sperperare la vostra gioventù'. Non cercate di fuggire da essa. (...) Consacratela agli alti ideali della fede e della solidarietà umana. Voi, giovani, non siete soltanto il futuro della Chiesa e dell'umanità, quasi si trattasse di una specie di fuga dal presente. Al contrario: voi siete il presente giovane della Chiesa e dell'umanità. Siete il suo volto giovane. La Chiesa ha bisogno di voi, come giovani, per manifestare al mondo il volto di Gesù Cristo, che si delinea nella comunità cristiana. Senza questo volto giovane, la Chiesa si presenterebbe sfigurata".
PV-BRASILE/GIOVANI/PACAEMBU                       VIS 20070511 (950)


giovedì 10 maggio 2007

VISITA AL PRESIDENTE LULA ED INCONTRO CON I GIOVANI


CITTA' DEL VATICANO, 10 MAG. 2007 (VIS). Il Santo Padre ha iniziato il secondo giorno del suo Viaggio Apostolico in Brasile con la celebrazione della Santa Messa in privato nella Cappella del Monastero di São Bento a São Paulo.

  Alle 10.30 (15:30 ora di Roma), il Papa renderà una visita di cortesia al Presidente della Repubblica, Signor Luiz Inácio Lula da Silva, nel Palacio dos Bandeirantes, Residenza del Governatore dello Stato di São Paulo. Il nome del Palazzo ricorda i gruppi di esploratori giunti nel XVII e XVIII secolo, chiamati "Bandeirantes" che setacciavano le foreste e i nuovi territori dell'America Latina in cerca di oro, diamanti, e altre ricchezze.

  Di ritorno al Monastero São Bento, nella tarda mattinata, il Santo Padre avrà un incontro con i Rappresentanti di altre Confessioni cristiane e di altre Religioni presenti in Brasile.

  Benedetto XVI consumerà la seconda colazione con l'Arcivescovo Geraldo Lyrio Rocha, di Mariana, Presidente della Conferenza Episcopale del Brasile, l'Arcivescovo Luiz Soares Vieira, di Manaus, Vice-Presidente e con il Vescovo Dimas Lara Barbosa, Ausiliare di São Sebastião do Rio de Janeiro, Segretario Generale della medesima Conferenza Episcopale e con i Membri del Seguito Papale.

  Nel pomeriggio il Papa incontrerà le migliaia di giovani nello Stadio municipale "Paulo Machado de Carvalho" di Pacaembu ed infine farà ritorno al Monastero di São Bento per la cena in privato ed il pernottamento.
PV-BRASILE/.../SÃO PAULO                           VIS 20070510 (240)


SULL'AEREO CONFERENZA STAMPA DEL PAPA CON I GIORNALISTI


CITTA' DEL VATICANO, 10 MAG. 2007 (VIS). Nella giornata di ieri, sull'aereo diretto in Brasile, il Santo Padre ha tenuto la tradizionale Conferenza Stampa con i giornalisti che l'accompagnavano in questo suo Sesto Viaggio Apostolico.

  "Amo molto l'America Latina" - ha detto ai giornalisti il Papa esprimendo la sua "grande gioia" di recarsi nel "Continente della speranza". La finalità primaria del Viaggio, ha precisato il Pontefice è "specificamente" religiosa: "dare la vita in Cristo e farsi discepoli di Cristo".

  Ad una domanda sulla teologia della liberazione, Benedetto XVI ha ricordato che "Oggi la situazione è profondamente cambiata: la Chiesa è fortemente impegnata per la giustizia ma nello stesso tempo opera un discernimento per evitare i falsi millenarismi che credono di poter realizzare dalle rivoluzioni un sistema sociale perfetto. Ora la questione è come la Chiesa deve essere presente nella lotta e nelle riforme necessarie per garantire condizioni giuste. Precisamente su tali questioni esistono divisioni fra i teologi".

  Ricordando anche l'Arcivescovo Oscar Arnulfo Romero, di San Salvador, assassinato nel 1980 mentre celebrava la Santa Messa, Benedetto XVI, affermando che egli è "un grande testimone della fede", ha espresso nel contempo la convinzione che "la sua persona meriti la beatificazione, anche se la sua figura va liberata da quelle deformazioni ideologiche di quanti hanno cercato di appropriarsene per motivi politici".

  Sulla diffusione delle sette in America Latina il Papa ha affermato che "sono un segno che le persone hanno 'sete di Dio'. La Chiesa deve rispondere a questa esigenza su un piano molto concreto nella consapevolezza che oltre ad annunciare il messaggio cristiano, occorre aiutare le persone a trovare condizioni di vita giuste, micro e macroeconomiche".

  Ad una domanda sui politici che in Messico hanno appoggiato la legge sulla depenalizzazione dell'aborto, il Papa ha sottolineato "la necessità della coerenza per i politici cristiani", ribadendo che la Chiesa "annuncia il Vangelo della vita: 'la vita è un dono, non è una minaccia'".

  Il Direttore della Sala Stampa della Santa Sede, Padre Federico Lombardi, S.I., ha precisato che: "Non essendo stata dichiarata alcuna scomunica da parte dei vescovi messicani per quei politici, Benedetto XVI non ha inteso dichiararla nemmeno lui. L'azione legislativa favorevole all'aborto" - ha precisato Padre Lombardi - "non è compatibile con la partecipazione all'Eucaristia". "Ma sono dunque scomunicati?", gli è stato chiesto. "No" - ha risposto Padre Lombardi - "si autoescludono dalla Comunione".

  Nelle risposte ai giornalisti, Benedetto XVI aveva affermato che questa scomunica "è prevista dal Codice di Diritto Canonico, non è stato nulla di arbitrario, è scritto semplicemente nel Diritto canonico. L'uccisione di un innocente, di un bambino non nato è inconcepibile" - ha aggiunto il Papa  - "Non è un fatto arbitrario e la Chiesa esprime apprezzamento per la vita e l'individualità della vita fin dal primo momento del concepimento".
PV-BRASILE/CONFERENZA STAMPA/...                               VIS 20070510 (470)


Copyright © VIS - Vatican Information Service