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Il Vatican Information Service (VIS), istituito nell'ambito della Sala Stampa della Santa Sede, è un bollettino telematico che diffonde notizie relative all'attività magistrale e pastorale del Santo Padre e della Curia Romana...

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lunedì 7 maggio 2007

GUARDIA SVIZZERA: VERA MISSIONE SERVIZIO CRISTO E CHIESA


CITTA' DEL VATICANO, 5 MAG. 2007 (VIS). Questa mattina il Santo Padre Benedetto XVI ha ricevuto nella Sala Clementina le trentotto nuove reclute della Guardia Svizzera Pontificia, accompagnate dai familiari, parenti ed amici, che come ogni anno, domani pomeriggio 6 maggio, presteranno giuramento come Membri della Guardia Svizzera Pontificia, in Vaticano.

  Nel suo discorso in lingua tedesca, italiana e francese, il Papa ha sottolineato che il Corpo della Guardia Svizzera Pontificia ha "una lunga storia di fedeltà e di generoso servizio prestato sempre con dedizione, talora sino all'eroismo del sacrificio della vita. (...) Grazie, cari amici, per questa vostra silenziosa, ma efficiente presenza accanto alla persona del Papa; grazie per la professionalità ed anche per l'amore con cui svolgete la vostra missione".

  "Sì, la vostra non è solo una prestazione professionale; è anche una vera missione al servizio di Cristo e della sua Chiesa" - ha proseguito il Pontefice - "Il Signore, vi chiama alla santità, ad essere cioè suoi discepoli, pronti sempre ad ascoltare la sua voce, a compiere la sua volontà e a realizzarla nel quotidiano adempimento dei vostri doveri. Ciò contribuirà a fare di voi dei 'buoni cristiani' e al tempo stesso dei 'soldati esmplari', animati da quello spirito evangelico, che rende ogni battezzato 'lievito' atto a fermentare la massa e 'luce' che illumina e riscalda l'ambiente dove vive e lavora".

  Il Papa ha invocato il Signore affinché aiuti le nuove Guardie a "realizzare compiutamente questo vostra peculiare missione, lavorando ogni giorno 'acriter et fideliter', con coraggio e con fedeltà. Per questo, non cessate di alimentare il vostro spirito con la preghiera e l'ascolto della parola di Dio; partecipate con devozione alla Santa Messa e coltivate una filiale devozione verso Maria. Invocate e cercate di imitare i vostri santi Patroni Martino, Sebastiano e Nicola di Flüe, 'defensor pacis et pater patriae', perché dal Cielo vi assistano, e voi possiate 'servire fedelmente, lealmente e onorevolmente il Sommo Pontefice ed i suoi legittimi Successori', come ognuno di voi pronuncia nella formula del giuramento".
AC/FEDELTÀ/GUARDIA SVIZZERA                       VIS 20070507 (350)


venerdì 4 maggio 2007

ALTRI ATTI PONTIFICI


CITTA' DEL VATICANO, 4 MAG. 2007 (VIS). Il Santo Padre:

- Ha nominato il Padre Cletus Chadrasiri Perera, O.S.B., Priore del Monastero di San Silvestro a Kandy (Sri Lanka), Vescovo di Ratnapura (superficie: 4.968; popolazione: 1.787.938; cattolici: 19.532; sacerdoti: 34; religiosi: 70), Sri Lanka. Il Vescovo eletto, è nato nel 1947 a Seeduwa (Sri Lanka), ha emesso la prima professione nella Congregazione Religiosa Benedettina-Silvestrina, nel 1965, qualle solenne nel 1971 ed è stato ordinato sacerdote nel 1973.

- Ha accettato la rinuncia al governo pastorale della Diocesi di Christchurch (Nuova Zelanda), presentata dal Vescovo John Jerome Cunneen, per raggiunti limiti d'età. Gli succede il Vescovo Barry Jones, Coadiutore della medesima Diocesi.
NER:RE/.../CHADRASIRI PERERA:CUNNEEN:JONES           VIS 20070504 (120)


UDIENZE


CITTA' DEL VATICANO, 4 MAG. 2007 (VIS). Il Santo Padre ha ricevuto questa mattina in udienze separate:

- Il Vescovo Wolfgang Huber, Presidente della Chiesa Evangelica di Germania, e Seguito.

- Il Vescovo Dodë Gjergji, Amministratore Apostolico di Prizren (Serbia), in Visita "ad Limina Apostolorum".

- Il Vescovo Kiro Stojanov, di Skopje ed Esarca Apostolico per i fedeli di rito bizantino residenti nella ex-Repubblica Jugoslava di Macedonia, in Visita "ad Limina Apostolorum".

- Il Vescovo Vincenzo Bertolone, di Cassano all'Jonio (Italia), con i Familiari.
AP:AL/.../...                                         VIS 20070504 (90)


ACCORDO SANTA SEDE E FILIPPINE BENI CULTURALI CHIESA


CITTA' DEL VATICANO, 4 MAG. 2007 (VIS). Un Comunicato reso pubblico oggi, rende noto che martedì 17 aprile, nella sede del Ministero degli Affari Esteri a Manila, è stato firmato un Accordo fra la Santa Sede e la Repubblica delle Filippine circa i Beni Culturali della Chiesa cattolica.

  Per la Santa Sede ha firmato come Plenipotenziario, l'Arcivescovo Fernando Filoni, Nunzio Apostolico nelle Filippine e per la Repubblica delle Filippine, il Ministro degli Affari Esteri, Onorevole Alberto G. Romulo.

  "Il presente Accordo, che consiste di 6 articoli" - si legge nel Comunicato - "regola la cooperazione tra la Santa Sede e la Repubblica delle Filippine per la protezione del patrimonio culturale della Chiesa cattolica, in particolare, per la tutela delle chiese coloniali, dei musei, degli archivi, delle biblioteche e delle opere d'arte appartenenti a istituzioni ecclesiastiche, che abbiano un significativo valore storico".
DELSS/BENI CULTRALI CHIESA/FILIPPINE                   VIS 20070504 (160)


UDIENZA EX-PRESIDENTE REPUBBLICA ISLAMICA IRAN KHATAMI


CITTA' DEL VATICANO, 4 MAG. 2007 (VIS). La Sala Stampa della Santa Sede ha reso pubblico, nella tarda mattinata di oggi, il seguente Comunicato:

  "Stamani, il Signor Seyyed Mohammad Khatami, già Presidente della Repubblica Islamica dell'Iran, ha reso visita a Sua Santità Benedetto XVI. Successivamente si è incontrato con l'Eminentissimo Segretario di Stato, il Cardinale Tarcisio Bertone, accompagnato da Sua Eccellenza Monsignor Dominique Mamberti, Segretario per i Rapporti con gli Stati".

  "Le conversazioni hanno permesso di soffermarsi sull'importanza di un sereno dialogo tra le culture, inteso a superare le gravi tensioni che segnano il nostro tempo e a promuovere una fruttuosa collaborazione a servizio della pace e dello sviluppo di tutti i popoli".

  "Si è accennato pure alle condizioni ed ai problemi delle comunità cristiane in Medio Oriente ed in Iran".

  "In relazione alla situazione del Medio Oriente, è stata ribadita la necessità di iniziative forti della Comunità internazionale - come avviene in questi giorni all'incontro di Sharm-el-Sheikh - in ordine all'avvio di un negoziato serio, che tenga conto dei diritti e degli interessi di tutti, nel rispetto della legalità internazionale e nella consapevolezza che occorre ricostruire la fiducia reciproca".
OP/UDIENZA/KHATAMI                                       VIS 20070504 (200)


IL SIGNORE HA VOLUTO LA SUA CHIESA APERTA A TUTTI


CITTA' DEL VATICANO, 4 MAG. 2007 (VIS). Il Santo Padre Benedetto XVI ha ricevuto questa mattina in Vaticano i Presuli della Conferenza Episcopale dei Santi Cirillo e Metodio, con sede a Belgrado, che raggruppa i cattolici di rito latino e di rito bizantino di Macedonia, Montenegro, Serbia e con il Kosovo, in Visita "ad Limina Apostolorum".

  Il Papa ha rivolto ai Vescovi parole di saluto ricordando loro che: "Voi provenite da Paesi diversi, che hanno etnie, culture e lingue differenti, ma le cui comunità ecclesiali sono accomunate dalla stessa fede nel Cristo risorto tramandataci dagli Apostoli".

"I diversi Paesi e i vari contesti sociali e religiosi, nei quali sono situati i vostri fedeli, venerai Fratelli, comportano non poche ripercussioni sulla loro vita cristiana." - ha proseguito il Pontefice - "Penso, ad esempio, al matrimonio tra coniugi di distinta confessione o religione, che domanda da parte vostra, cari Pastori, una speciale cura spirituale e una più armonica cooperazione anche con le altre Chiese cristiane. Penso inoltre all'educazione religiosa delle nuove generazioni, da prevedere doverosamente all'interno dei programmi scolastici. E come non far cenno poi a quell'aspetto fondamentale per la vita ecclesiale che è costituito dalla formazione dei sacri ministri e dal loro accompagnamento spirituale nel contesto pluriconfessionale menzionato?".

  "Occorre aiutare i seminaristi a crescere con la chiara consapevolezza che il presbitero è 'alter Christus', il quale deve coltivare una relazione intima con Gesù, se vuole adempiere appieno alla sua missione e non considerarsi semplice 'funzionario' di un'organizzazione ecclesiastica. Il sacerdote è a totale servizio della Chiesa, organismo vivo e spirituale che trae la sua energia non da componenti nazionalistiche, etniche o politiche, ma dall'azione di Cristo presente nei suoi ministri".

  Benedetto XVI ha sottolineato ancora che: "Il Signore, infatti, ha voluto la sua Chiesa aperta a tutti (...). Nel corso dei secoli, la Tradizione ne ha mantenuto inalterato il carattere di universalità, mentre andava propagandosi ed entrando in contatto con lingue, razze, nazionalità e culture differenti".

  Riferendosi alla difficoltà della missione dei Presuli di questa Conferenza Episcopale, il Papa ha rivolto loro parole di incoraggiamento invitandoli ad essere "'lievito' evangelico che fermenta la società. In questo modo potrete insieme, (...), rendere testimonianza della speranza che vi anima. Ciò realizzerete grazie ad una costante fedeltà a Cristo, ad un'assidua pratica sacramentale e a una generosa dedizione apostolica. Sarà necessario a tale scopo coinvolgere ogni membro del Popolo di Dio, utilizzando ogni disponibile strumento di formazione cristiana, approntato nei diversi idiomi della popolazione. Una tale condivisa azione pastorale non potrà non comportare benefiche ricadute anche in ambito civile".

  "Una male intesa modernità" - ha ammonito il Pontefice - "tende oggi ad esaltare in maniera soverchia i bisogni dell'individuo a scapito dei doveri che ogni persona ha verso Dio e verso la comunità alla quale appartiene. È importante, ad esempio, porre in luce la retta concezione della responsabilità civile e pubblica. Perché proprio da questa visione discende l'impegno per il rispetto dei diritti di ciascuno e per un'integrazione convinta della propria cultura con le altre, tendendo insieme al bene comune".

  "La Provvidenza ha posto i vostri popoli nel contesto di un continente europeo che in questi anni si va ristrutturando. Di tale processo storico anche le vostre Chiese si sentono partecipi (...). Purtroppo, non mancano gli ostacoli: la scarsità di mezzi a disposizione a causa della situazione economica e l'esiguità delle forze cattoliche potrebbero scoraggiarvi. Non è facile dimenticare la pesante eredità di oltre quarant'anni di pensiero unico, che hanno causato comportamenti sociali non improntati alla libertà e alla responsabilità personale, ed è, al tempo stesso, difficile resistere alle tentazioni del materialismo occidentale".

  "Non perdetevi di animo" - ha esortato il Papa al termine del suo discorso -ricordando ai Presuli che il Signore li ha posti "a stretto contatto con i fratelli ortodossi: come membra di un unico Corpo, ricercate ogni possibile collaborazione al servizio dell'unico Regno di Dio. Non manchi la disponibilità a collaborare anche con altre confessioni cristiane e con ogni persona di buona volontà nel promuovere ciò che può tornare utile alla diffusione dei valori evangelici".
AL/CONFERENZA CIRILLO E METODIO/...                   VIS 20070504 (680)


giovedì 3 maggio 2007

ALTRI ATTI PONTIFICI


CITTA' DEL VATICANO, 3 MAG. 2007 (VIS). Il Santo Padre:

- Ha nominato il Vescovo Javier Navarro Rodríguez, finora Vescovo di San Juan de los Lagos, (Messico), Vescovo di Zamora (superficie: 12.000; popolazione: 1.980.000; cattolici: 1.618.846; sacerdoti: 317; religiosi: 928), Messico.

- Ha accettato la rinuncia al governo pastorale della Diocesi di Middlesbrough (Gran Bretagna), presentata dal Vescovo John Crowley, in conformità al canone 401, paragrafo 2, del Codice di Diritto Canonico.
NER:RE/.../NAVARRO:CROWLEY                                 VIS 20070503 (80)


IRAQ: SCELTE POLITICHE GIUDIZIOSE E AIUTI UMANITARI


CITTA' DEL VATICANO, 3 MAG. 2007 (VIS). L'Arcivescovo Silvano M. Tomasi, Nunzio Apostolico e Osservatore Permanente della Santa Sede presso l'Ufficio delle Nazioni Unite ed Istituzioni Specializzate a Ginevra, è intervenuto, il 17 aprile scorso, alla Conferenza Internazionale convocata a Ginevra dall'Alto Commissariato dell'O.N.U. per i Rifugiati per rispondere alle necessità degli sfollati e dei rifugiati iracheni.

  Nel suo discorso reso pubblico oggi, l'Arcivescovo Tomasi ha precisato che: "Attualmente esistono 2 milioni di sfollati iracheni e due milioni di profughi che hanno abbandonato il Paese e circa 40.000-50.000 che abbandonano le loro case ogni mese".

  "Dove la guerra e la violenza hanno distrutto il tessuto sociale e l'unità nazionale, scelte politiche giudiziose ed un impegno umanitario non discriminante rappresentano il primo passo per ristabilire una unità pluralistica in Iraq".

  L'Osservatore Permanente ha inoltre ricordato che: "Le donne sfollate, gli anziani e i bambini sopportano tutte le conseguenze peggiori di questa tragedia. Con l'esperienza della violenza quotidiana e, ancor più tragicamente, con l'uccisione di membri della famiglia davanti ai loro occhi, molti bambini sono traumatizzati e rimangono senza le cure di personale professionale specializzato".

  "I paesi che accolgono i profughi iracheni non possono essere ignorati della comunità internazionale" - ha proseguito il Nunzio Apostolico - "e devono ricevere tempestiva e concreta solidarietà. (...) Infatti, senza di essa, le vittime che fuggono dalla violenza rischiano nuove forme di sfruttamento e di essere private dell'assistenza sanitaria, dell'educazione, dell'alloggio e delle possibilità di impiego".

  L'Arcivescovo Tomasi ha sottolineato che: "Mentre la prima urgenza umanitaria è la pace, ugualmente fondamentale è una risposta coordinata che susciti la consapevolezza della grave crisi che dobbiamo affrontare. Tale risposta deve comprendere i singoli Stati, la società civile e le Nazioni Unite. Per migliorare la drammatica situazione dei profughi all'interno e all'esterno del Paese, tale risposta deve comprendere la partecipazione responsabile di tutti gli iracheni".

  Ribadendosi agli operatori umanitari in Iraq, l'Arcivescovo Tomasi ha sottolineato che essi "meritano l'apprezzamento di tutta la famiglia umana", ed ha ricordato che: "Le decine di migliaia di persone di ogni cultura e religione sono assistite quotidianamente dalla rete caritativa cattolica in Iraq, Giordania, Siria, Libano, Turchia ed Egitto" e da tutte le Organizzazioni non governative e da altre agenzie internazionali.

  L'Osservatore Permanente ha concluso il suo intervento esprimendo la convinzione della Santa Sede che "In tale congiuntura di crisi del Medio Oriente, la comunità internazionale deve impegnarsi vigorosamente in prima linea. Certamente la sfida più gravosa è quella di trovare una via di riconciliazione, per ricostruire la volontà di dialogo e sperare nuovamente che la pace possa avere il sopravvento. Aiuti umanitari generosi, tempestivi e coordinati per tutte le vittime di tale orrenda violenza promuoveranno la giustizia per tutte le vittime e avvieranno l'indispensabile processo di risoluzione di tale tragica situazione".
DELSS/IRAQ/GINEVRA:TOMASI                           VIS 20070503 (460)


NECESSITÀ VITALE DIALOGO CULTURALE E INTERRELIGIOSO


CITTA' DEL VATICANO, 3 MAG. 2007 (VIS). Monsignor Francesco Follo, Osservatore Permanente della Santa Sede presso l'U.N.E.S.C.O., è intervenuto il 24 aprile scorso, a Parigi, alla 176° Sessione del Consiglio Esecutivo dell'U.N.E.S.C.O., in merito al punto 19 del "Progetto di strategia a medio termine 2008-2013", sull'importanza del dialogo interconfessionale e interreligioso per la promozione del rispetto e del dialogo tra le culture.

  Nel suo intervento dal titolo "Il dialogo interculturale e interreligioso è una necessità vitale" - frase pronunciata dal Santo Padre Benedetto XVI a Colonia, il 20 agosto 2005, in occasione del suo incontro con i Rappresentanti di diverse comunità musulmane - il Presule ha riaffermato che: "Anche se le culture sono contraddistinte da interpretazioni diverse della realtà, esse condividono in profondità l'esperienza fondamentale della condizione umana: uomini e donne di ogni cultura devono affrontare gli stessi problemi della nascita e della morte, del lavoro, della malattia, dell'ingiustizia sociale, dell'ambiente, della salvaguardia del nostro pianeta".

  "Gli scambi culturali" - ha proseguito Monsignor Follo - "comportano inoltre che si tenga conto delle religioni in quanto tali (...) anche perché l'esperienza religiosa è sovente iscritta nel cuore della cultura. (...) Si deve anche riconoscere, è vero, che le religioni sono state purtroppo, in alcuni casi, fattori di violenza nella storia dell'umanità (...). È importante però sottolineare anche come le religioni abbiano contribuito e possono ancora contribuire alla coesione sociale, alla riconciliazione e alla pace".

  "Uno sguardo alla storia passata" - ha affermato ancora il Presule - "dimostra in tutti i casi quanto noi siamo  debitori a quegli uomini che, a loro volta, hanno favorito la comunicazione fra mondi molto diversi fra loro. Anche Sant'Agostino può legittimamente apparire, oltre quindici secoli dopo, come un 'ponte' fra le culture: fra l'Africa antica e Roma, fra l'Oriente greco e la latinità, fra il mondo antico e il Medio Evo, ed anche fra il mondo antico e l'epoca moderna".

  "Tali figure" - ha concluso il Nunzio Apostolico - "devono incoraggiare a ricercare oggi le vie di uno scambio fra culture. Il mescolarsi delle popolazioni si verifica più che mai nell'epoca della globalizzazione. Ne va, sopratutto, del futuro dell'umanità: quali che siano le differenze, tutti gli uomini formano una sola famiglia, e questa famiglia ha la vocazione a vivere nell'unità e nella pace".
DELSS/DIALOGO INTERRELIGIOSO/FOLLO:UNESCO         VIS 20070503 (390)


PADRE LOMBARDI COMMENTA INCIDENTE CONCERTO 1° MAGGIO


CITTA' DEL VATICANO, 3 MAG. 2007 (VIS). In una dichiarazione rilasciata nella serata di ieri al "TG1", Padre Federico Lombardi, S.I., Direttore della Sala Stampa della Santa Sede, ha affermato: "I commenti irrispettosi verso il Papa e la Chiesa durante il Concerto del 1° maggio sono stati evidentemente un atto irresponsabile. È giusto dirlo, e bene hanno fatto i responsabili sindacali a dissociarsene".

  Padre Lombardi si riferiva alle parole pronunciate da uno dei conduttori del tradizionale spettacolo musicale con il quale la città di Roma celebra ogni anno la ricorrenza del 1° maggio. Il presentatore, Diego Rivera, ha affermato, fra l'altro: "Il Papa ha detto che non crede nell'evoluzionismo. Sono d'accordo, la Chiesa non si è mai evoluta".

  Il quotidiano "L'Osservatore Romano", commentando la notizia ha scritto: "È vile e terroristico lanciare sassi questa volta addirittura contro il Papa, sentendosi coperti dalle grida di approvazione di una folla facilmente eccitabile".

  Parlando al "TG1", il Direttore della Sala Stampa della Santa Sede ha precisato: "Come ci hanno ricordato autorevolmente in questi giorni sia il Presidente Giorgio Napolitano sia il Segretario di Stato Vaticano, Cardinale Tarcisio Bertone, è bene che tutti ci diamo da fare per disinnescare le tensioni e per ricreare le condizioni per un dialogo sereno nella nostra società. In questo senso è bene che quella che in realtà è stata una evidente sciocchezza non diventi una tragedia, e non sia occasione per un riaccendersi di sproporzionati conflitti".
.../1 MAGGIO/LOMBARDI                               VIS 20070503 (250)


mercoledì 2 maggio 2007

IN MEMORIAM


CITTA' DEL VATICANO, 3 MAG. 2007 (VIS). Di seguito riportiamo i dati relativi ai Presuli mancati nelle ultime settimane:

- L'Arcivescovo Piero Biggio, Nunzio Apostolico, il 18 aprile, all'età di 69 anni.

- Il Vescovo José Aníbal Casasola Sosa, di Zacapa y Santo Cristo de Esquípulas (Guatemala), il 27 aprile, all'età di 57 anni.

- Il Vescovo Ramón Godínez Flores, di Aguascalientes (Messico), il 20 aprile, all'età di 71 anni.

- L'Arcivescovo Kazimierz Majdanski, emerito di Szczecin-Kamien (Polonia), il 29 aprile, all'età di 91 anni.
.../DEFUNTI/...                                     VIS 20070502 (90)


ALTRI ATTI PONTIFICI

CITTA' DEL VATICANO, 2 MAG. 2007 (VIS). Il Santo Padre ha nominato il Vescovo Piotr Libera, finora Ausiliare di Katowice (Polonia) ed attualmente Segretario Generale della Conferenza Episcopale Polacca, Vescovo di Plock (superficie: 11.000; popolazione: 811.893; cattolici: 808.349; sacerdoti: 615; religiosi: 333), Polonia.
NER/.../LIBERA                                     VIS 20070502 (50)


PREGHIERE PER IL VIAGGIO DEL PAPA IN BRASILE


CITTA' DEL VATICANO, 2 MAG. 2007 (VIS). Al termine dell'Udienza Generale di oggi, il Papa ha ricordato il suo imminente Viaggio Apostolico in Brasile, che avrà inizio il 9 maggio prossimo.

  Rivolgendosi ai pellegrini di lingua portoghese, Benedetto XVI ha detto: "Dopo gli incontri con i giovani e con l'Episcopato del Continente Latinoamericano, spero di poter presiedere la cerimonia di Canonizzazione del Beato Frei Antonio de Santa Ana Galvao ed inaugurare, ad Aparecida, la V Conferenza Generale dell'Episcopato Latinoamericano e del Caribe.

  Il Santo Padre ha invitato a invocare "La protezione della Vergine Maria per il buon esito di questo avvenimento tanto importante per tutta l'America Latina. Che questo significativo incontro ecclesiale" - ha concluso il Pontefice - "incoraggi i discepoli di Cristo ad accogliere con fede coraggiosa e speranza rinnovata le conclusioni di questa importante Assemblea".
AG/VIAGGIO BRASILE/...                               VIS 20070502 (160)


IL PIÙ ALTO LIVELLO CONOSCENZA DIO SCATURISCE DALL'AMORE

CITTA' DEL VATICANO, 2 MAG. 2007 (VIS). Il Santo Padre ha nuovamente dedicato la catechesi dell'Udienza Generale di questa mattina ai Padri Apostolici, soffermandosi sulla figura di Origene, il grande maestro alessandrino del III secolo. Mentre nella precedente catechesi si era soffermato sulla vita e sulla sua produzione letteraria, oggi Papa Benedetto XVI ha voluto riprendere due aspetti della dottrina origeniana, i suoi insegnamenti sulla preghiera e sulla Chiesa.

  Il Papa ha spiegato ai 30.000 fedeli convenuti in una piovosa Piazza San Pietro che Origene "intreccia costantemente la sua produzione esegetica e teologica con esperienze e suggerimenti relativi all'orazione. Nonostante tutta la ricchezza teologica di pensiero, non è mai una trattazione puramente accademica; è sempre fondata sull'esperienza della preghiera, del contatto con Dio".

  Per Origene, "infatti, l'intelligenza delle Scritture richiede, più ancora che lo studio, l'intimità con Cristo e la preghiera. Egli è convinto che la via privilegiata per conoscere Dio è l'amore, e che non si dia un'autentica 'scientia Christi' senza innamorarsi di Lui".

  "Il più alto livello della conoscenza di Dio, secondo Origene, scaturisce dall'amore" - ha detto ancora il Papa - "È così anche tra gli uomini: uno conosce realmente in profondità l'altro solo se c'è amore, se si aprono i cuori. Per dimostrare questo egli si fonda su un significato dato talvolta al verbo 'conoscere' in ebraico, quando cioè viene utilizzato per esprimere l'atto dell'amore umano. (...) Così viene suggerito che l'unione nell'amore procura la conoscenza più autentica. Come l'uomo e la donna sono 'due in una sola carne', così Dio e il credente diventano 'due in uno stesso spirito'".

  Benedetto XVI ha fatto quindi riferimento all'insegnamento di Origene sulla  Chiesa e sul sacerdozio comune dei fedeli, sottolineando che: "Così da una parte i 'fianchi cinti' e gli 'indumenti sacerdotali', vale a dire la purezza e l'onestà della vita, dall'altra la 'lucerna sempre accesa', cioè la fede e la scienza delle Scritture, si configurano come le condizioni indispensabili per l'esercizio del sacerdozio universale, che esige purezza e onestà di vita, fede e scienza delle Scritture. A maggior ragione tali condizioni sono indispensabili, evidentemente, per l'esercizio del sacerdozio ministeriale".

  "Queste condizioni" - ha detto ancora il Pontefice - " - di integra condotta di vita, ma soprattutto di accoglienza e di studio della Parola - stabiliscono una vera e propria 'gerarchia della santità' nel comune sacerdozio dei cristiani. Al vertice di questo cammino di perfezione Origene colloca il martirio. (...) Questo inesausto cammino di perfezione 'riguarda tutti noi'" - ha concluso il Pontefice - "purché 'lo sguardo del nostro cuore' sia rivolto alla contemplazione della Sapienza e della Verità, che è Gesù Cristo".
AG/ORIGENE/...                                   VIS 20070502 (450)


INTENZIONI DI PREGHIERA DEL SANTO PADRE MESE DI MAGGIO


CITTA' DEL VATICANO, 1 MAG. 2007 (VIS). L'intenzione Generale per l'Apostolato della Preghiera del Santo Padre Benedetto XVI per il mese di maggio è la seguente: "Perchè, sull'esempio della Vergine Maria, ogni cristiano, sempre attento ai segni del Signore nella propria vita, si lasci guidare dalla Parola di Dio".

  L'intenzione Missionaria è la seguente: "Perchè nei territori di Missione non manchino buoni e illuminati formatori nei Seminari maggiori e negli Istituti di vita consacrata".
BXVI-INTENZIONI PREGHIERA/MAGGIO/…                           VIS 20070502 (90)


SVILUPPO NON TRASCURI DIMENSIONE MORALE E RELIGIOSA


CITTA' DEL VATICANO, 1 MAG. 2007 (VIS). Questa mattina è stato reso pubblico un Messaggio del Santo Padre alla Professoressa Mary Ann Glendon, Presidente della Pontificia Accademia delle Scienze Sociali, in occasione della XIII Sessione Plenaria, tenutasi in Vaticano dal 27 aprile al 1° maggio, sul tema: "Carità e giustizia nei rapporti fra Popoli e Nazioni".

  Nel Messaggio, il Papa ribadisce che "Il Magistero della Chiesa (...)  si richiama  (...) alla retta ragione e ad una sana comprensione dell'umana natura nel proporre principi capaci di guidare gli individui e le comunità verso il perseguimento di un ordine sociale contrassegnato da giustizia, libertà, solidarietà fraterna e pace. Al centro di tale insegnamento, (...) vi è il principio della destinazione universale di tutti i beni della creazione. Secondo tale fondamentale principio, tutto ciò che la terra produce e tutto ciò che l'uomo trasforma e confeziona, tutta la sua conoscenza e tecnologia, tutto è destinato a servire lo sviluppo materiale e spirituale della famiglia umana e di tutti i suoi membri".

  Successivamente Papa Benedetto XVI ha voluto richiamare l'attenzione dei Membri della Pontificia Accademia "su tre specifiche sfide che il mondo si trova ad affrontare, sfide che credo possano essere affrontate solo attraverso un convinto impegno a servizio di quella giustizia più grande che è ispirata dalla carità".

  "La prima sfida riguarda l'ambiente e uno sviluppo sostenibile. La comunità internazionale riconosce che le risorse del mondo sono limitate e che è dovere di ogni popolo attuare politiche miranti alla protezione dell'ambiente, al fine di prevenire la distruzione di quel patrimonio naturale i cui frutti sono necessari per il benessere dell'umanità. Per affrontare questa sfida, (...) vi è bisogno di una capacità di valutare e di prevedere, di monitorare le dinamiche del cambiamento ambientale e dello sviluppo sostenibile, di delineare e applicare soluzioni a livello internazionale".

  "Uno sviluppo infatti che si limitasse all'aspetto tecnico-economico, trascurando la dimensione morale-religiosa, non sarebbe uno sviluppo umano integrale e finirebbe, in quanto unilaterale, per incentivare le capacità distruttive dell'uomo", scrive ancora il Pontefice, citando il Messaggio per la Giornata Mondiale della Pace 2007.

  "Ciò ci conduce ad una seconda sfida" - prosegue il Pontefice - "che chiama in causa il nostro concetto di persona umana e, di conseguenza, le nostre relazioni reciproche. Se gli esseri umani non sono visti come persone, maschio e femmina, creati ad immagine di Dio (cfr Gn 1, 26), dotati di una dignità inviolabile, sarà ben difficile raggiungere una piena giustizia nel mondo. Nonostante il riconoscimento dei diritti della persona in dichiarazioni internazionali e in strumenti legali, occorre progredire di molto per far sì che tale riconoscimento abbia conseguenze sui problemi globali, come quello del crescente divario fra Paesi ricchi e Paesi poveri".

  "Una terza sfida si rapporta ai valori dello spirito. Incalzati da preoccupazioni economiche, tendiamo a dimenticare che, al contrario dei beni materiali, i beni spirituali che sono tipici dell'uomo si espandono e si moltiplicano quando sono comunicati: al contrario dei beni divisibili, i beni spirituali come la conoscenza e l'educazione sono indivisibili, e più vengono condivisi, più vengono posseduti".

  "Per affrontare positivamente tali sfide" - ha rilevato il Papa - "è urgentemente necessaria una giusta uguaglianza di opportunità, specie nel campo dell'educazione e della trasmissione della conoscenza. Purtroppo, l'educazione, specialmente al livello primario, rimane drammaticamente insufficiente in molte parti del mondo".

  Benedetto XVI conclude il Messaggio sottolineando che: "Per affrontare tali sfide solo l'amore per il prossimo può ispirare in noi la giustizia a servizio della vita e della promozione della dignità umana. Solo l'amore all'interno della famiglia, fondata su un uomo e una donna, creati a immagine di Dio, può assicurare quella solidarietà inter-generazionale che trasmette amore e giustizia alle generazioni future. Solo la carità può incoraggiarci a porre la persona umana ancora una volta al centro della vita nella società e al centro di un mondo globalizzato, governato dalla giustizia".
MESS/CARITÀ:GIUSTIZIA/GLENDON                       VIS 20070502 (640)


lunedì 30 aprile 2007

ALTRI ATTI PONTIFICI


CITTA' DEL VATICANO, 30 APR. 2007 (VIS). Il Santo Padre:

- Ha nominato Don Timothy Costelloe, S.D.B., Vescovo Ausiliare dell'Arcidiocesi di Melbourne (superficie: 27.194; popolazione: 3.554.000; cattolici: 1.039.000; sacerdoti: 584; religiosi: 1.888), Australia. Il Vescovo eletto, attualmente Rettore del "Salesian Theological College" di Melborune, è nato nel 1954 a East Melbourne (Australia), è entrato nel noviziato dei Salesiani nel 1977, ha fatto i voti perpetui nel 1985 ed è stato ordinato sacerdote nel 1986.

- Ha nominato il Monsignor Peter John Elliott, Vescovo Ausiliare dell'Arcidiocesi di Melbourne (superficie: 27.194; popolazione: 3.554.000; cattolici: 1.039.000; sacerdoti: 584; religiosi: 1.888), Australia. Il Vescovo eletto, attualmente Vicario Episcopale della medesima Arcidiocesi, è nato nel 1943 a Melbourne (Australia) ed è stato ordinato sacerdote nel 1973.
NEA/.../COSTELLOE:ELLIOTT                           VIS 20070430 (130)


UDIENZE


CITTA' DEL VATICANO, 30 APR. 2007 (VIS). Questa mattina il Santo Padre ha ricevuto in udienze separate:

- Sei Presuli della Conferenza Episcopale Internazionale dei Santi Cirillo e Metodio, in Visita "ad Limina Apostolorum":

    - L'Arcivescovo Zef Gashi, S.D.B., di Bar (Montenegro).

    - L'Arcivescovo Stanislav Hovevar, S.D.B., di Beograd (Serbia).

    - Il Vescovo János Pénzes, di Subotica (Serbia).

    - Il Vescovo Laszló Huzsvár, di Zrenjanin (Serbia).

    - Il Vescovo Ilija Janjiv, di Kotor (Montenegro).

    - Il Vescovo Djura Džudžar, Esarca Apostolico per i fedeli di rito bizantino in Serbia e Montenegro.

  Sabato 28 aprile il Santo Padre ha ricevuto in udienze separate:

- Tre Presuli della Conferenza Episcopale Italiana (Regione Triveneto), in Visita "ad Limina Apostolorum":

    - Il Cardinale Angelo Scola, Patriarca di Venezia.

    -  L'Arcivescovo Cesare Nosiglia, Vescovo di Vicenza.

    - Il Vescovo Giuseppe Zenti, di Vittorio Veneto.

- Il Cardinale Giovanni Battista Re, Prefetto della Congregazione per i Vescovi.
AP:AL/.../...                                       VIS 20070430 (160)


UDIENZA AL CAPO DEL GOVERNO DEL PRINCIPATO DI ANDORRA


CITTA' DEL VATICANO, 30 APR. 2007 (VIS). Nella tarda mattinata di oggi, la Sala Stampa della Santa Sede ha reso pubblico il seguente Comunicato:

  "Nella mattina di oggi, 30 aprile 2007, il Capo del Governo del Principato di Andorra, Sua Eccellenza il Signor Albert Pintat Santolària, è stato ricevuto in udienza da Sua Santità Benedetto XVI e, successivamente, si è incontrato con Sua Eminenza il Cardinale Tarcisio Bertone, Segretario di Stato".
 
  "Principale argomento del cordiale colloquio sono state le relazioni esistenti fra la Chiesa cattolica e il Principato di Andorra e la possibilità di un loro ulteriore consolidamento. Non è mancato, inoltre, uno scambio di opinioni sui problemi dei giovani e dell'educazione e sui temi attinenti alla situazione europea".
OP/UDIENZA CAPO GOVERNO/ANDORRA                   VIS 20070430 (130)


ALTRI ATTI PONTIFICI


CITTA' DEL VATICANO, 30 APR. 2007 (VIS). Il Santo Padre:

- Ha nominato Don Timothy Costelloe, S.D.B., Vescovo Ausiliare dell'Arcidiocesi di Melbourne (superficie: 27.194; popolazione: 3.554.000; cattolici: 1.039.000; sacerdoti: 584; religiosi: 1.888), Australia. Il Vescovo eletto, attualmente Rettore del "Salesian Theological College" di Melborune, è nato nel 1954 a East Melbourne (Australia), è entrato nel noviziato dei Salesiani nel 1977, ha fatto i voti perpetui nel 1985 ed è stato ordinato sacerdote nel 1986.

- Ha nominato il Monsignor Peter John Elliott, Vescovo Ausiliare dell'Arcidiocesi di Melbourne (superficie: 27.194; popolazione: 3.554.000; cattolici: 1.039.000; sacerdoti: 584; religiosi: 1.888), Australia. Il Vescovo eletto, attualmente Vicario Episcopale della medesima Arcidiocesi, è nato nel 1943 a Melbourne (Australia) ed è stato ordinato sacerdote nel 1973.
NEA/.../COSTELLOE:ELLIOTT                           VIS 20070430 (130)


UDIENZA AL CAPO DEL GOVERNO DEL PRINCIPATO DI ANDORRA


CITTA' DEL VATICANO, 30 APR. 2007 (VIS). Nella tarda mattinata di oggi, la Sala Stampa della Santa Sede ha reso pubblico il seguente Comunicato:

  "Nella mattina di oggi, 30 aprile 2007, il Capo del Governo del Principato di Andorra, Sua Eccellenza il Signor Albert Pintat Santolària, è stato ricevuto in udienza da Sua Santità Benedetto XVI e, successivamente, si è incontrato con Sua Eminenza il Cardinale Tarcisio Bertone, Segretario di Stato".
 
  "Principale argomento del cordiale colloquio sono state le relazioni esistenti fra la Chiesa cattolica e il Principato di Andorra e la possibilità di un loro ulteriore consolidamento. Non è mancato, inoltre, uno scambio di opinioni sui problemi dei giovani e dell'educazione e sui temi attinenti alla situazione europea".
OP/UDIENZA CAPO GOVERNO/ANDORRA                   VIS 20070430 (130)


PREGARE VOCAZIONI SACERDOZIO E VITA CONSACRATA


CITTA' DEL VATICANO, 29 APR. 2007 (VIS). Prima della recita del "Regina Caeli" con le migliaia di fedeli e pellegrini convenuti in Piazza San Pietro, il Papa ha ricordato che oggi, "IV Domenica di Pasqua, Domenica del 'Buon Pastore', ricorre la Giornata Mondiale di Preghiera per le Vocazioni. Tutti i fedeli sono esortati a pregare in modo particolare per le vocazioni al sacerdozio ed alla vita consacrata".

  "Stamani" - ha detto il Papa - "nella Basilica di San Pietro, ho avuto la gioia di ordinare 22 nuovi Sacerdoti. (...) Domandiamo per tutti i sacerdoti il dono della perseveranza: che si mantengano fedeli alla preghiera, celebrino la Santa Messa con devozione sempre rinnovata, vivano in ascolto della Parola di Dio ed assimilino giorno dopo giorno gli stessi sentimenti ed atteggiamenti di Gesù Buon Pastore".

 "Preghiamo, poi" - ha proseguito il Pontefice - "per chi si prepara al ministero sacerdotale e per i formatori nei Seminari di Roma, d'Italia e del mondo intero; preghiamo per le famiglie, perché in esse continui a sbocciare e maturare il 'seme' della chiamata al ministero presbiterale".

  "Quest'anno, il tema della Giornata Mondiale di Preghiera per le Vocazioni è: 'La vocazione al servizio della Chiesa comunione'", ha ricordato Papa Benedetto XVI affermando: "Tutti i battezzati sono chiamati a contribuire all'opera della salvezza. Nella Chiesa ci sono però alcune vocazioni specialmente dedicate al servizio della comunione. Primo responsabile della comunione cattolica è il Papa, Successore di Pietro e Vescovo di Roma; con lui custodi e maestri di unità sono i Vescovi, successori degli Apostoli, coadiuvati dai presbiteri. Ma al servizio della comunione sono anche le persone consacrate e tutti i fedeli".

  "Nel cuore della Chiesa comunione c'è l'Eucaristia: le differenti vocazioni attingono da questo sommo Sacramento la forza spirituale per edificare costantemente nella carità l'unico Corpo ecclesiale. Ci rivolgiamo ora a Maria, Madre del Buon Pastore. Lei, che ha risposto prontamente alla chiamata di Dio dicendo: 'Eccomi, sono la serva del Signore', ci aiuti tutti ad accogliere con gioia e disponibilità l'invito di Cristo ad essere suoi discepoli, sempre animati dal desiderio di formare 'un cuor solo e un'anima sola".
ANG/VOCAZIONI:EUCARISTIA/...                       VIS 20070430 (360)


PADRONE MESSE CONTINUI SUSCITARE MOLTI E SANTI PRESBITERI


CITTA' DEL VATICANO, 29 APR. 2007 (VIS). Alle 9:00 di questa mattina, IV Domenica di Pasqua e 44ma Giornata mondiale di preghiera per le Vocazioni sul tema: "La vocazione al servizio della Chiesa comunione", il Santo Padre Benedetto XVI ha presieduto nella Basilica Vaticana la Santa Messa nel corso della quale ha conferito l'Ordinazione presbiterale a 22 diaconi della Diocesi di Roma.

  Undici nuovi sacerdoti provenivano dal Seminario Romano Maggiore, otto dal Collegio "Redemptoris Mater" e tre dal Seminario del Divino Amore, dal Collegio Capranica e dalla Congregazione dei Legionari di Cristo.

  Commentando all'inizio dell'omelia la pagina evangelica del "Buon Pastore", il Papa ha detto: "Cristo è il vero Buon Pastore che ha dato la vita per le sue pecore -per noi - immolandosi sulla Croce. Egli conosce le sue pecore e le sue pecore lo conoscono, come il Padre conosce Lui ed Egli conosce il Padre. Non si tratta di mera conoscenza intellettuale, ma di una relazione personale profonda; una conoscenza del cuore, propria di chi ama e di chi è amato; di chi è fedele e di chi sa di potersi a sua volta fidare; una conoscenza d'amore in virtù della quale il Pastore invita i suoi a seguirlo, e che si manifesta pienamente nel dono che fa loro della vita eterna".

  Rivolgendosi agli Ordinandi, il Papa li ha esortati con queste parole: "La certezza che Cristo non ci abbandona e che nessun ostacolo potrà impedire la realizzazione del suo universale disegno di salvezza sia per voi motivo di costante consolazione -anche nel giorno di difficoltà - e di incrollabile speranza. La bontà del Signore è sempre con voi ed è forte".

  "Il Sacramento dell'Ordine" - ha proseguito Benedetto XVI - "che state per ricevere vi farà partecipi della stessa missione di Cristo; sarete chiamati a spargere il seme della sua Parola - il seme che porta in sé il Regno di Dio -, a dispensare la divina misericordia e a nutrire i fedeli alla mensa del suo Corpo e del suo Sangue. Per essere suoi degni ministri dovrete alimentarvi incessantemente dell'Eucaristia, fonte e culmine della vita cristiana".

  "Accostandovi all'altare, vostra quotidiana scuola di santità, di comunione con Gesù, del modo di entrare nei Suoi sentimenti; accostandovi all'altare per rinnovare il sacrificio della Croce, scoprirete sempre più la ricchezza e tenerezza dell'amore del divino Maestro, che oggi vi chiama ad una più intima amicizia con Lui".

  "Se lo ascolterete docilmente, se lo seguirete fedelmente" - ha detto ancora il Pontefice - "imparerete a tradurre nella vita e nel ministero pastorale il suo amore e la sua passione per la salvezza delle anime. Ciascuno di voi, cari Ordinandi, diventerà con l'aiuto di Gesù un buon pastore, pronto a dare, se necessario, anche la vita per Lui".

  "Malgrado le incomprensioni e i contrasti" - ha sottolineato il Papa - "l'apostolo di Cristo non smarrisce la gioia, anzi è il testimone di quella gioia che scaturisce dall'essere con il Signore, dall'amore per Lui e per i fratelli".

  "Preghiamo" - ha esortato il Pontefice al termine dell'omelia - "perché cresca in ogni parrocchia e comunità cristiana l'attenzione per le vocazioni e per la formazione dei sacerdoti". In particolare Benedetto XVI ha invitato a pregare per i nuovi sacerdoti "perché siano fedeli alla missione a cui oggi il Signore li chiama, e siano pronti a rinnovare ogni giorno a Dio il loro 'sì', il loro 'eccomi' senza riserve. E chiediamo al Padrone della messe, in questa Giornata per le Vocazioni, che continui a suscitare molti e santi presbiteri, totalmente dediti al servizio del popolo cristiano".
HML/ORDINAZIONI SACERDOTALI/...                       VIS 20070430 (600)


UDIENZA PRESIDENTE DELLA LITUANIA


CITTA' DEL VATICANO, 28 APR. 2007 (VIS). Nella tarda mattinata di oggi, la Sala Stampa della Santa Sede ha reso pubblico il seguente Comunicato:

  "Il Santo Padre Benedetto XVI ha oggi ricevuto in Udienza il Presidente della Repubblica di Lituania, Sua Eccellenza il Signor Valdas Adamkus, il quale ha successivamente reso visita all'Eminentissimo Cardinale Tarcisio Bertone, Segretario di Stato".

  "Nel corso dei cordiali colloqui, si è espressa soddisfazione per le buone relazioni esistenti tra la Santa Sede e la Lituania, frutto della reciproca fiducia e della comune volontà di collaborazione, e non si è mancato di rilevare la convergenza di idee e propositi sul contributo che la Chiesa cattolica può offrire per il bene dell'intera Nazione, auspicando una collaborazione sempre più concreta".

  "L'incontro è servito anche per uno scambio di informazioni e riflessioni sul ruolo che la Lituania svolge nell'Unione Europea e sui suoi rapporti con i Paesi vicini.
OP/UDIENZA PRESIDENTE/LITUANIA                       VIS 20070430 (160)


CHIESE ORIENTALI: ESEMPIO DI UNITÀ IN UN MONDO DIVISO

CITTA' DEL VATICANO, 28 APR. 2007 (VIS). Questa mattina il Santo Padre Benedetto XVI ha ricevuto i Partecipanti al Sinodo Straordinario della Chiesa Siro-Cattolica al termine del lavori dell'Assemblea. Al Sinodo, tenutosi dal 26 al 28 aprile in Vaticano, presieduto, a nome del Santo Padre, dal Cardinale Tarcisio Bertone, Segretario di Stato, hanno preso parte il Patriarca Ignace Pierre VIII Abdel-Ahad, Patriarca di Antiochia dei Siri (Libano) e tredici Vescovi.
 
  Nel discorso rivolto ai partecipanti, il Papa ha precisato di aver voluto convocare il Sinodo Straordinario per "ravvivare sempre di più i legami secolari che uniscono la Vostra Chiesa alla Sede apostolica e, allo stesso tempo, per manifestarvi la stima e la sollecitudine che il Vescovo di Roma nutre per ognuno di voi, Pastori di una parte del Popolo di Dio che non è grande numericamente, ma è antica e significativa".

  Rievocando le Letture degli Atti degli Apostoli di questo tempo pasquale, Papa Benedetto XVI ha sottolineato che esse presentano il cammino della Chiesa nascente, "un cammino" - ha affermato - "non sempre facile, ma ricco di frutti apostolici. Dalle origini, non sono mancate né l'ostilità né la persecuzioni venute da fuori, né i rischi di tensioni e di opposizioni anche all'interno delle comunità. Nonostante queste ombre, e le difficoltà più diverse che i primi cristiani hanno dovuto affrontare, la luce splendente della fede della Chiesa in Gesù Cristo non è mai venuta meno".

  Successivamente Benedetto XVI ha ricordato l'attenzione che Giovanni Paolo II  dedicò alle Chiese Orientali invitando "a ricercare l'unità e la riconciliazione" ed ha riaffermato la sua "profonda convinzione" che "oggi, come agli albori del Cristianesimo, ogni comunità è chiamata ad offrire una chiara testimonianza di fraternità".

  "In questi giorni" - ha proseguito il Pontefice - "avete riflettuto su come superare gli ostacoli che impediscono il normale svolgimento della vostra vita ecclesiale. Siete ben consapevoli di ciò che è necessario ed anche indispensabile. È il ministero che il Signore vi ha affidato nel suo gregge che l'esige; è il bene della Chiesa siro-cattolica che l'esige. L'esigono anche la situazione particolare del Medio Oriente e la testimonianza che nella loro unità possono dare le chiese cattoliche".

  "Nella nostra epoca, vi sono tante sfide che le comunità cristiane devono affrontare in tutte le parti del mondo, quando pericoli e numerose trappole rischiano di offuscare i valori del Vangelo. Per quanto riguarda la vostra Chiesa, le violenze e i conflitti che segnano una parte del gregge a voi affidato costituiscono difficoltà supplementari che mettono ancora più in pericolo non solo il fatto di vivere insieme in pace, ma la vita stessa degli individui".

  "In tali situazioni, è importante che la Comunità ecclesiale siro-cattolica possa annunciare il Vangelo con vigore, promuovere una pastorale adeguata alle sfide della post-modernità ed offrire un esempio luminoso di unità in un mondo frazionato e diviso".

  Il Papa ha concluso il suo discorso ricordando che il Concilio Vaticano II ha ribadito che le Chiese Orientali Cattoliche "sono chiamate a ricoprire un ruolo particolare nella promozione del cammino ecumenico" ed ha invitato i partecipanti al Sinodo "a continuare con entusiasmo, fiducia e perseveranza l'azione missionaria dell'Apostolo Paolo, sulle tracce di Sant'Ignazio di Antiochia, Sant'Efrem e dei vostri Santi Patroni".

  Al termine dell'incontro il Papa ha consumato il pranzo con tutti i Partecipanti al Sinodo Straordinario della Chiesa Siro-Cattolica nella Domus Sanctae Marthae.
AC/UNITÀ/SINODO SIRO-CATTOLICO                                    VIS 20070430 (570)


venerdì 27 aprile 2007

UDIENZE


CITTA' DEL VATICANO, 27 APR. 2007 (VIS). Il Santo Padre ha ricevuto questa mattina in udienze separate sette Presuli della Conferenza Episcopale Italiana (Regione Triveneto), in Visita "ad Limina Apostolorum":

    - Il Vescovo Lucio Soravito de Franceschi, di Adria-Rovigo.

    - Il Vescovo Giuseppe Andrich, di Belluno-Feltre.

    - Il Vescovo Angelo Daniel, di Chioggia.

    - Il Vescovo Ovidio Poletto, di Concordia-Pordenone.

    - L'Arcivescovo Antonio Mattiazzo, Vescovo di Padova.

    - Il Vescovo Andrea Bruno Mazzocato, di Treviso.

    - Il Vescovo Flavio Roberto Carraro, O.F.M.Cap., di Verona.

  Nel pomeriggio è in programma che il Santo Padre riceva l'Arcivescovo Angelo Amato, Segretario della Congregazione per la Dottrina della Fede.
AL:AP/.../...                                       VIS 20070427 (110)


PUBBLICAZIONE "LINEAMENTA" SINODO SULLA PAROLA DI DIO


CITTA' DEL VATICANO, 27 APR. 2007 (VIS). Questa mattina, presso la Sala Stampa della Santa Sede, l'Arcivescovo Nikola Eterovic, Segretario Generale del Sinodo dei Vescovi, ha presentato i "Lineamenta" della XII Assemblea Generale Ordinaria del Sinodo dei Vescovi, in programma dal 5 al 26 ottobre 2008, sul tema: "La Parola di Dio nella vita e nella missione della Chiesa".

  I "Lineamenta", primo documento di lavoro preliminare, comprendono una Introduzione, tre Capitoli e una Conclusione. Il testo include un Questionario Generale relativo agli argomenti trattati dal Sinodo, con la finalità di stimolare una riflessione più profonda, a tutti i livelli, della comunità ecclesiale. Le risposte devono essere inviate alla Segreteria Generale del Sinodo entro il mese di novembre 2007.

  Nell'Introduzione si legge che l'attuale Sinodo, in continuità con il precedente, dell'ottobre 2005, sul tema: "L'Eucaristia sorgente e culmine della vita e della missione della Chiesa", "vuole mettere in luce l'intrinseco nesso tra l'Eucaristia e la Parola di Dio. (...) È questa la motivazione profonda e insieme il fine primario del Sinodo: incontrare compiutamente la Parola di Dio in Gesù Signore, presente nella Scrittura e nell'Eucaristia".

  L'Assemblea Generale Ordinaria del 2008, si legge ancora nell'Introduzione, "si propone, tra i suoi obiettivi, di contribuire a chiarire quegli aspetti fondamentali della verità sulla rivelazione, quali Parola di Dio, Tradizione, Magistero, che motivano e garantiscono un valido ed efficace cammino di fede; di accendere la stima e l'amore profondo per la Sacra Scrittura, facendo sì che 'i fedeli abbiano largo accesso' ad essa; di rinnovare l'ascolto della Parola di Dio, nel momento liturgico e catechistico, segnatamente con l'esercizio della 'Lectio Divina', debitamente adattata alle varie circostanze; di offrire al mondo dei poveri una Parola di consolazione e di speranza".
                                                                                                                                                                     
  Il Primo Capitolo, intitolato: "Rivelazione, Parola di Dio, Chiesa", ribadisce la necessità della Rivelazione per la persona umana e tratta della Tradizione e Scrittura nella Chiesa: un solo sacro deposito della Parola di Dio e del compito necessario e delicato di interpretare la Parola di Dio nella Chiesa.

  "La Parola di Dio nella vita della Chiesa" è il titolo del Secondo Capitolo, che ricorda che la Chiesa nasce e vive della Parola di Dio e che il Popolo di Dio si alimenta della Parola in vari modi: nella liturgia e nella preghiera, nell'evangelizzazione e nella catechesi, nell'esegesi e nella teologia e nella vita del credente.

  Il Terzo Capitolo "La Parola di Dio nella missione della Chiesa" sottolinea che la Parola di Dio deve essere a disposizione di tutti in ogni tempo e che è grazia di comunione tra i cristiani. "L'ascolto della Parola di Dio" - si legge nel Documento - "possiede una dimensione ecumenica che va sempre curata". La Parola di Dio è luce per il dialogo interreligioso, in primo luogo con il popolo ebraico, ma anche con le altre religioni.

  Nella Conclusione dei "Lineamenta" viene posto in rilievo che "elemento fondamentale per l'incontro dell'uomo con Dio, è l'ascolto religioso della Parola".

  Nel corso del briefing di questa mattina l'Arcivescovo Eterovic, ricordando che i "Lineamenta" si riferiscono alla Costituzione Dogmatica "Dei Verbum", approvata dai Padri del Concilio Vaticano II , ha affermato: "A più di 40 anni da tale grande documento conciliare, è opportuno individuare al livello della Chiesa universale i risultati postivi suscitati nel Popolo di Dio, in particolare, per quanto riguarda il rinnovamento biblico in ambito liturgico, teologico e catechistico".

  "Secondo i 'Lineamenta', però" - ha proseguito il Presule - "altri aspetti rimangono ancora aperti e problematici come, per esempio, fenomeni di ignoranza sulla dottrina della Rivelazione e della Parola di Dio, il notevole distacco di molti cristiani dalla Bibbia ed il permanente rischio di un uso non corretto della Scrittura". Inoltre l'Arcivescovo Eterovic ha sottolineato che: "L'Assemblea sinodale avrà uno scopo prevalentemente pastorale".

  Infine, Monsignor Fortunato Frezza, Sotto-Segretario del Sinodo dei Vescovi, ha a sua volta affermato che i "Lineamenta" "possono considerarsi come un gesto attivo ed efficace in vista della 'ricezione del Concilio, per la quale tutto dipende dalla giusta interpretazione o dalla sua giusta ermeneutica, dalla giusta chiave di lettura e di applicazione', come esercizio di quella 'ermeneutica della riforma, del rinnovamento nella continuità dell'unico soggetto-Chiesa, che il Signore ci ha donato; è un soggetto che cresce nel tempo e si sviluppa, rimanendo però sempre lo stesso, unico soggetto del Popolo di Dio in cammino".
SE/LINEAMENTA/PAROLA DIO                                   VIS 20070427 (720)


PAPA BENEDETTO XVI ACCETTA INVITO VISITARE SEDE O.N.U.


CITTA' DEL VATICANO, 27 APR. 2007 (VIS). Nel pomeriggio di ieri, Padre Federico Lombardi, S.I., Direttore della Sala Stampa della Santa Sede, ha confermato che il Santo Padre Benedetto XVI ha accettato l'invito del Signor Ban Ki-moon, Segretario Generale dell'Organizzazione delle Nazioni Unite, a visitare la sede O.N.U. a New York.

  "Il Papa" - ha detto Padre Lombardi - "ha accettato l'invito in termini generali, dicendosi disponibile a visitare la sede O.N.U. Però non c'è nessuna data e, allo stato attuale, non c'è nessun programma di viaggio già in cantiere".

  Il Servo di Dio Giovanni Paolo II si era recato alla sede delle Nazioni Unite nel 1979 e nel 1995, in occasione del 50° anniversario della sua istituzione.
OP/VISITA PAPA O.N.U./LOMBARDI                        VIS 20070427 (130)


UDIENZE


CITTA' DEL VATICANO, 27 APR. 2007 (VIS). Il Santo Padre ha ricevuto questa mattina in udienze separate sette Presuli della Conferenza Episcopale Italiana (Regione Triveneto), in Visita "ad Limina Apostolorum":

    - Il Vescovo Lucio Soravito de Franceschi, di Adria-Rovigo.

    - Il Vescovo Giuseppe Andrich, di Belluno-Feltre.

    - Il Vescovo Angelo Daniel, di Chioggia.

    - Il Vescovo Ovidio Poletto, di Concordia-Pordenone.

    - L'Arcivescovo Antonio Mattiazzo, Vescovo di Padova.

    - Il Vescovo Andrea Bruno Mazzocato, di Treviso.

    - Il Vescovo Flavio Roberto Carraro, O.F.M.Cap., di Verona.

  Nel pomeriggio è in programma che il Santo Padre riceva l'Arcivescovo Angelo Amato, Segretario della Congregazione per la Dottrina della Fede.
AL:AP/.../...                                       VIS 20070427 (110)


PUBBLICAZIONE "LINEAMENTA" SINODO SULLA PAROLA DI DIO


CITTA' DEL VATICANO, 27 APR. 2007 (VIS). Questa mattina, presso la Sala Stampa della Santa Sede, l'Arcivescovo Nikola Eterovic, Segretario Generale del Sinodo dei Vescovi, ha presentato i "Lineamenta" della XII Assemblea Generale Ordinaria del Sinodo dei Vescovi, in programma dal 5 al 26 ottobre 2008, sul tema: "La Parola di Dio nella vita e nella missione della Chiesa".

  I "Lineamenta", primo documento di lavoro preliminare, comprendono una Introduzione, tre Capitoli e una Conclusione. Il testo include un Questionario Generale relativo agli argomenti trattati dal Sinodo, con la finalità di stimolare una riflessione più profonda, a tutti i livelli, della comunità ecclesiale. Le risposte devono essere inviate alla Segreteria Generale del Sinodo entro il mese di novembre 2007.

  Nell'Introduzione si legge che l'attuale Sinodo, in continuità con il precedente, dell'ottobre 2005, sul tema: "L'Eucaristia sorgente e culmine della vita e della missione della Chiesa", "vuole mettere in luce l'intrinseco nesso tra l'Eucaristia e la Parola di Dio. (...) È questa la motivazione profonda e insieme il fine primario del Sinodo: incontrare compiutamente la Parola di Dio in Gesù Signore, presente nella Scrittura e nell'Eucaristia".

  L'Assemblea Generale Ordinaria del 2008, si legge ancora nell'Introduzione, "si propone, tra i suoi obiettivi, di contribuire a chiarire quegli aspetti fondamentali della verità sulla rivelazione, quali Parola di Dio, Tradizione, Magistero, che motivano e garantiscono un valido ed efficace cammino di fede; di accendere la stima e l'amore profondo per la Sacra Scrittura, facendo sì che 'i fedeli abbiano largo accesso' ad essa; di rinnovare l'ascolto della Parola di Dio, nel momento liturgico e catechistico, segnatamente con l'esercizio della 'Lectio Divina', debitamente adattata alle varie circostanze; di offrire al mondo dei poveri una Parola di consolazione e di speranza".
                                                                                                                                                                     
  Il Primo Capitolo, intitolato: "Rivelazione, Parola di Dio, Chiesa", ribadisce la necessità della Rivelazione per la persona umana e tratta della Tradizione e Scrittura nella Chiesa: un solo sacro deposito della Parola di Dio e del compito necessario e delicato di interpretare la Parola di Dio nella Chiesa.

  "La Parola di Dio nella vita della Chiesa" è il titolo del Secondo Capitolo, che ricorda che la Chiesa nasce e vive della Parola di Dio e che il Popolo di Dio si alimenta della Parola in vari modi: nella liturgia e nella preghiera, nell'evangelizzazione e nella catechesi, nell'esegesi e nella teologia e nella vita del credente.

  Il Terzo Capitolo "La Parola di Dio nella missione della Chiesa" sottolinea che la Parola di Dio deve essere a disposizione di tutti in ogni tempo e che è grazia di comunione tra i cristiani. "L'ascolto della Parola di Dio" - si legge nel Documento - "possiede una dimensione ecumenica che va sempre curata". La Parola di Dio è luce per il dialogo interreligioso, in primo luogo con il popolo ebraico, ma anche con le altre religioni.

  Nella Conclusione dei "Lineamenta" viene posto in rilievo che "elemento fondamentale per l'incontro dell'uomo con Dio, è l'ascolto religioso della Parola".

  Nel corso del briefing di questa mattina l'Arcivescovo Eterovic, ricordando che i "Lineamenta" si riferiscono alla Costituzione Dogmatica "Dei Verbum", approvata dai Padri del Concilio Vaticano II , ha affermato: "A più di 40 anni da tale grande documento conciliare, è opportuno individuare al livello della Chiesa universale i risultati postivi suscitati nel Popolo di Dio, in particolare, per quanto riguarda il rinnovamento biblico in ambito liturgico, teologico e catechistico".

  "Secondo i 'Lineamenta', però" - ha proseguito il Presule - "altri aspetti rimangono ancora aperti e problematici come, per esempio, fenomeni di ignoranza sulla dottrina della Rivelazione e della Parola di Dio, il notevole distacco di molti cristiani dalla Bibbia ed il permanente rischio di un uso non corretto della Scrittura". Inoltre l'Arcivescovo Eterovic ha sottolineato che: "L'Assemblea sinodale avrà uno scopo prevalentemente pastorale".

  Infine, Monsignor Fortunato Frezza, Sotto-Segretario del Sinodo dei Vescovi, ha a sua volta affermato che i "Lineamenta" "possono considerarsi come un gesto attivo ed efficace in vista della 'ricezione del Concilio, per la quale tutto dipende dalla giusta interpretazione o dalla sua giusta ermeneutica, dalla giusta chiave di lettura e di applicazione', come esercizio di quella 'ermeneutica della riforma, del rinnovamento nella continuità dell'unico soggetto-Chiesa, che il Signore ci ha donato; è un soggetto che cresce nel tempo e si sviluppa, rimanendo però sempre lo stesso, unico soggetto del Popolo di Dio in cammino".
SE/LINEAMENTA/PAROLA DIO                                   VIS 20070427 (720)


PAPA BENEDETTO XVI ACCETTA INVITO VISITARE SEDE O.N.U.


CITTA' DEL VATICANO, 27 APR. 2007 (VIS). Nel pomeriggio di ieri, Padre Federico Lombardi, S.I., Direttore della Sala Stampa della Santa Sede, ha confermato che il Santo Padre Benedetto XVI ha accettato l'invito del Signor Ban Ki-moon, Segretario Generale dell'Organizzazione delle Nazioni Unite, a visitare la sede O.N.U. a New York.

  "Il Papa" - ha detto Padre Lombardi - "ha accettato l'invito in termini generali, dicendosi disponibile a visitare la sede O.N.U. Però non c'è nessuna data e, allo stato attuale, non c'è nessun programma di viaggio già in cantiere".

  Il Servo di Dio Giovanni Paolo II si era recato alla sede delle Nazioni Unite nel 1979 e nel 1995, in occasione del 50° anniversario della sua istituzione.
OP/VISITA PAPA O.N.U./LOMBARDI                        VIS 20070427 (130)


giovedì 26 aprile 2007

UDIENZE


CITTA' DEL VATICANO, 26 APR. 2007 (VIS). Il Santo Padre ha ricevuto questa mattina in udienze separate:

- Cinque Presuli della Conferenza Episcopale Italiana (Regione Triveneto), in Visita "ad Limina Apostolorum":

    - L'Arcivescovo Dino De Antoni, di Gorizia.

    - Il Vescovo Eugenio Ravignani, di Trieste.

    - L'Arcivescovo Luigi Bressan, di Trento.

    - Il Vescovo Wilhelm Emil Egger, O.F.M.Cap., di Bolzano-Bressanone.

    - L'Arcivescovo Pietro Brollo, di Udine.

- Il Cardinale Péter Erdö, Arcivescovo di Esztergom-Budapest (Ungheria) e Presidente del Consiglio delle Conferenze Episcopali d'Europa (C.C.E.E.), con i Vice-Presidenti: Cardinale Jean-Pierre Ricard, Arcivescovo di Bordeaux (Francia) e Cardinale Josip Bozanic, Arcivescovo di Zagreb (Croazia) e con il Monsignor Aldo Giordano, Segretario Generale.
AL:AP/.../...                                       VIS 20070426 (110)


CARITÀ E GIUSTIZIA NELLE RELAZIONI TRA POPOLI E NAZIONI


CITTA' DEL VATICANO, 26 APR. 2007 (VIS). Alle 11:30 di questa mattina, presso la Sala Stampa della Santa Sede, ha avuto luogo la Conferenza Stampa di presentazione della XIII Sessione Plenaria della Pontificia Accademia delle Scienze Sociali, in programma in Vaticano dal 27 aprile al 1° maggio, sul tema "Carità e Giustizia nelle relazioni tra popoli e nazioni".

  Alla Conferenza Stampa sono intervenuti la Professoressa Mary Ann Glendon, Presidente della Pontificia Accademia delle Scienze Sociali, Docente di Diritto presso la "Harvard University" (Stati Uniti d'America); il Vescovo Marcelo Sánchez Sorondo, Cancelliere della Pontificia Accademia delle Scienze e della Pontificia Accademia delle Scienze Sociali, Docente di Storia della Filosofia presso la "LUMSA" (Roma) ed il Professor Juan José Llach, organizzatore del Meeting e Consigliere della Pontificia Accademia delle Scienze Sociali, Docente di Economia presso la "Universidad Austral" (Buenos Aires, Argentina).

  In una Nota sul tema della Plenaria si legge: "Sebbene talvolta sia convinzione comune che il perseguimento della carità e della giustizia a livello internazionale sia di importanza fondamentale per la società contemporanea, allo stesso tempo ci si imbatte in segnali che operano nella direzione opposta". In proposito vengono citati  "preoccupanti segni dei tempi", quali: "il riemergere del nazionalismo"; "i segnali di convergenza economica e sociale tra paesi progrediti e paesi in via di sviluppo" che "sono ancora limitati a poche delle nazioni appartenenti a quest'ultima categoria".

  Sono altresì segnali preoccupanti "l'incidenza della povertà e della povertà estrema" che "è ancora molto alta". D'altra parte istituzioni multilaterali come l'O.N.U., il W.T.O. (Organizzazione Mondiale del Commercio), l'F.M.I. (Fondo Monetario Internazionale), la Banca Mondiale "mostrano segnali di debolezza e di stanchezza". Inoltre sussistono fondati dubbi circa la possibilità di riuscire realmente ad attuare, entro i tempi previsti, gli Obiettivi del Millennio (Millennium Goals) e di ridurre della metà, per l'anno 2015, il numero di poveri.

  Altro tema di dibattito della Plenaria riguarderà gli aiuti insufficienti e inefficaci. In merito si legge nella Nota: "L'aiuto fornito è stato molto inferiore rispetto all'obiettivo di stanziare lo 0,7% del PIL dei paesi sviluppati per gli aiuti internazionali. Inoltre, l'aiuto che è stato dato è spesso risultato inefficientemente distribuito e male utilizzato dalle organizzazioni internazionali, dai governi e dalle agenzie locali". Infine, relativamente al problema del terrorismo e delle guerre, nella Nota si ribadisce che: "L'inizio del nuovo secolo è stato caratterizzato da un rilevante incremento del flagello sociale e morale del terrorismo. Allo stesso tempo, il mondo è ancora afflitto su larga scala da guerre e guerre civili".

  Successivamente la Nota si riferisce all'Enciclica "Deus Caritas Est" di Papa Benedetto XVI, alla quale la Plenaria intende ispirarsi, e ribadisce che: "In particolare questo documento ci ricorda che la virtù teologica ed umana della carità deve presiedere a tutto l'insegnamento sociale e a tutta l'opera sociale della Chiesa e dei suoi membri. (...) Il Papa attira la nostra attenzione sul fatto che questo insegnamento sia adeguato al nostro tempo e significativo 'In un mondo in cui al nome di Dio viene a volte collegata la vendetta o perfino il dovere dell'odio e della violenza'".

  "Questo è il motivo per cui 'Deus Caritas Est' è stata correttamente descritta come essere in parte una Enciclica sociale. È l'amore (caritas) che anima la cura della Chiesa per i bisognosi, il lavoro di laiche e laici per la pace e la giustizia nella sfera secolare, ed è la forza lievitante della Chiesa nella società".

  L'Enciclica "si colloca nella lunga tradizione di altre Encicliche sociali, non solo perché si rivolge alla virtù della carità, ma anche perché attribuisce primaria importanza alla virtù della giustizia. (...) Benedetto XVI dichiara: 'Nella situazione difficile nella quale oggi ci troviamo anche a causa della globalizzazione dell'economia, la dottrina sociale della Chiesa è diventata un'indicazione fondamentale, che propone orientamenti validi ben al di là dei confini di essa: questi orientamenti - di fronte al progredire dello sviluppo - devono essere affrontati nel dialogo con tutti coloro che si preoccupano seriamente dell'uomo e del suo mondo' (n. 27)".

  Prendendo in esame la relazione tra la Chiesa "Comunità d'amore" e la politica, il Papa "offre la più forte visione che sia mai stata formulata nell'età contemporanea circa la relazione tra politica e giustizia: 'Il giusto ordine della società e dello Stato è compito centrale della politica'. Infatti, 'La giustizia è lo scopo e quindi anche la misura intrinseca di ogni politica'. Per il Papa la giustizia (e la politica) non è una mera tecnica utilitarista o contrattuale, ma per sua stessa natura ha a che fare con l'etica (cfr. n. 28)".

  Il Papa percepisce il rischio moderno di separare la ragione dalla fede quando scrive che: "'Per poter operare rettamente, la ragione deve sempre di nuovo essere purificata, perché il suo accecamento etico, derivante dal prevalere dell'interesse e del potere che l'abbagliano, è un pericolo mai totalmente eliminabile'".

  "Tale compito critico della fede, libera la ragione dai suoi limiti" e come si legge nella "Deus Caritas est": "'La fede permette alla ragione di svolgere in modo migliore il suo compito e di vedere meglio ciò che le è proprio'. Non solo la dimensione storica del significato di giustizia - fondato sia sulla tradizione ebraica che su quella cristiana e sull'eredità greca e romana - ma anche il suo significato attuale, derivano dalla costante purificazione che la fede apporta alla ragione: 'È qui che si colloca la dottrina sociale cattolica: essa non vuole conferire alla Chiesa un potere sullo Stato. Neppure vuole imporre a coloro che non condividono la fede prospettive e modi di comportamento che appartengono a questa'".

  Infine, il Santo Padre, in conformità con questo insegnamento sulla carità e la giustizia, "richiede strutture di servizio caritativo nell'odierno contesto sociale al fine di promuovere il benessere degli individui, delle popolazioni e dell'umanità intera".
ACAD-SS/CARITÀ:GIUSTIZIA/GLENDON                   VIS 20070426 (960)


UDIENZE


CITTA' DEL VATICANO, 26 APR. 2007 (VIS). Il Santo Padre ha ricevuto questa mattina in udienze separate:

- Cinque Presuli della Conferenza Episcopale Italiana (Regione Triveneto), in Visita "ad Limina Apostolorum":

    - L'Arcivescovo Dino De Antoni, di Gorizia.

    - Il Vescovo Eugenio Ravignani, di Trieste.

    - L'Arcivescovo Luigi Bressan, di Trento.

    - Il Vescovo Wilhelm Emil Egger, O.F.M.Cap., di Bolzano-Bressanone.

    - L'Arcivescovo Pietro Brollo, di Udine.

- Il Cardinale Péter Erdö, Arcivescovo di Esztergom-Budapest (Ungheria) e Presidente del Consiglio delle Conferenze Episcopali d'Europa (C.C.E.E.), con i Vice-Presidenti: Cardinale Jean-Pierre Ricard, Arcivescovo di Bordeaux (Francia) e Cardinale Josip Bozanic, Arcivescovo di Zagreb (Croazia) e con il Monsignor Aldo Giordano, Segretario Generale.
AL:AP/.../...                                       VIS 20070426 (110)


CARITÀ E GIUSTIZIA NELLE RELAZIONI TRA POPOLI E NAZIONI


CITTA' DEL VATICANO, 26 APR. 2007 (VIS). Alle 11:30 di questa mattina, presso la Sala Stampa della Santa Sede, ha avuto luogo la Conferenza Stampa di presentazione della XIII Sessione Plenaria della Pontificia Accademia delle Scienze Sociali, in programma in Vaticano dal 27 aprile al 1° maggio, sul tema "Carità e Giustizia nelle relazioni tra popoli e nazioni".

  Alla Conferenza Stampa sono intervenuti la Professoressa Mary Ann Glendon, Presidente della Pontificia Accademia delle Scienze Sociali, Docente di Diritto presso la "Harvard University" (Stati Uniti d'America); il Vescovo Marcelo Sánchez Sorondo, Cancelliere della Pontificia Accademia delle Scienze e della Pontificia Accademia delle Scienze Sociali, Docente di Storia della Filosofia presso la "LUMSA" (Roma) ed il Professor Juan José Llach, organizzatore del Meeting e Consigliere della Pontificia Accademia delle Scienze Sociali, Docente di Economia presso la "Universidad Austral" (Buenos Aires, Argentina).

  In una Nota sul tema della Plenaria si legge: "Sebbene talvolta sia convinzione comune che il perseguimento della carità e della giustizia a livello internazionale sia di importanza fondamentale per la società contemporanea, allo stesso tempo ci si imbatte in segnali che operano nella direzione opposta". In proposito vengono citati  "preoccupanti segni dei tempi", quali: "il riemergere del nazionalismo"; "i segnali di convergenza economica e sociale tra paesi progrediti e paesi in via di sviluppo" che "sono ancora limitati a poche delle nazioni appartenenti a quest'ultima categoria".

  Sono altresì segnali preoccupanti "l'incidenza della povertà e della povertà estrema" che "è ancora molto alta". D'altra parte istituzioni multilaterali come l'O.N.U., il W.T.O. (Organizzazione Mondiale del Commercio), l'F.M.I. (Fondo Monetario Internazionale), la Banca Mondiale "mostrano segnali di debolezza e di stanchezza". Inoltre sussistono fondati dubbi circa la possibilità di riuscire realmente ad attuare, entro i tempi previsti, gli Obiettivi del Millennio (Millennium Goals) e di ridurre della metà, per l'anno 2015, il numero di poveri.

  Altro tema di dibattito della Plenaria riguarderà gli aiuti insufficienti e inefficaci. In merito si legge nella Nota: "L'aiuto fornito è stato molto inferiore rispetto all'obiettivo di stanziare lo 0,7% del PIL dei paesi sviluppati per gli aiuti internazionali. Inoltre, l'aiuto che è stato dato è spesso risultato inefficientemente distribuito e male utilizzato dalle organizzazioni internazionali, dai governi e dalle agenzie locali". Infine, relativamente al problema del terrorismo e delle guerre, nella Nota si ribadisce che: "L'inizio del nuovo secolo è stato caratterizzato da un rilevante incremento del flagello sociale e morale del terrorismo. Allo stesso tempo, il mondo è ancora afflitto su larga scala da guerre e guerre civili".

  Successivamente la Nota si riferisce all'Enciclica "Deus Caritas Est" di Papa Benedetto XVI, alla quale la Plenaria intende ispirarsi, e ribadisce che: "In particolare questo documento ci ricorda che la virtù teologica ed umana della carità deve presiedere a tutto l'insegnamento sociale e a tutta l'opera sociale della Chiesa e dei suoi membri. (...) Il Papa attira la nostra attenzione sul fatto che questo insegnamento sia adeguato al nostro tempo e significativo 'In un mondo in cui al nome di Dio viene a volte collegata la vendetta o perfino il dovere dell'odio e della violenza'".

  "Questo è il motivo per cui 'Deus Caritas Est' è stata correttamente descritta come essere in parte una Enciclica sociale. È l'amore (caritas) che anima la cura della Chiesa per i bisognosi, il lavoro di laiche e laici per la pace e la giustizia nella sfera secolare, ed è la forza lievitante della Chiesa nella società".

  L'Enciclica "si colloca nella lunga tradizione di altre Encicliche sociali, non solo perché si rivolge alla virtù della carità, ma anche perché attribuisce primaria importanza alla virtù della giustizia. (...) Benedetto XVI dichiara: 'Nella situazione difficile nella quale oggi ci troviamo anche a causa della globalizzazione dell'economia, la dottrina sociale della Chiesa è diventata un'indicazione fondamentale, che propone orientamenti validi ben al di là dei confini di essa: questi orientamenti - di fronte al progredire dello sviluppo - devono essere affrontati nel dialogo con tutti coloro che si preoccupano seriamente dell'uomo e del suo mondo' (n. 27)".

  Prendendo in esame la relazione tra la Chiesa "Comunità d'amore" e la politica, il Papa "offre la più forte visione che sia mai stata formulata nell'età contemporanea circa la relazione tra politica e giustizia: 'Il giusto ordine della società e dello Stato è compito centrale della politica'. Infatti, 'La giustizia è lo scopo e quindi anche la misura intrinseca di ogni politica'. Per il Papa la giustizia (e la politica) non è una mera tecnica utilitarista o contrattuale, ma per sua stessa natura ha a che fare con l'etica (cfr. n. 28)".

  Il Papa percepisce il rischio moderno di separare la ragione dalla fede quando scrive che: "'Per poter operare rettamente, la ragione deve sempre di nuovo essere purificata, perché il suo accecamento etico, derivante dal prevalere dell'interesse e del potere che l'abbagliano, è un pericolo mai totalmente eliminabile'".

  "Tale compito critico della fede, libera la ragione dai suoi limiti" e come si legge nella "Deus Caritas est": "'La fede permette alla ragione di svolgere in modo migliore il suo compito e di vedere meglio ciò che le è proprio'. Non solo la dimensione storica del significato di giustizia - fondato sia sulla tradizione ebraica che su quella cristiana e sull'eredità greca e romana - ma anche il suo significato attuale, derivano dalla costante purificazione che la fede apporta alla ragione: 'È qui che si colloca la dottrina sociale cattolica: essa non vuole conferire alla Chiesa un potere sullo Stato. Neppure vuole imporre a coloro che non condividono la fede prospettive e modi di comportamento che appartengono a questa'".

  Infine, il Santo Padre, in conformità con questo insegnamento sulla carità e la giustizia, "richiede strutture di servizio caritativo nell'odierno contesto sociale al fine di promuovere il benessere degli individui, delle popolazioni e dell'umanità intera".
ACAD-SS/CARITÀ:GIUSTIZIA/GLENDON                   VIS 20070426 (960)


mercoledì 25 aprile 2007

ALTRI ATTI PONTIFICI


CITTA' DEL VATICANO, 25 APR. 2007 (VIS). Il Santo Padre ha nominato il Padre Willy Ngumbi, M.Afr., Vescovo di Kindu (superficie: 82.883; popolazione: 500.000; cattolici: 180.000; sacerdoti: 20; religiosi: 35), Repubblica Democratica del Congo. Il Vescovo eletto, finora formatore al noviziato dei Padri Bianchi a Bobo Dioulasso (Burkina Faso), è nato nel 1965 a Bujumbura (Burundi), ha emesso la professione perpetua nella Società dei Missionari d'Africa (Padri Bianchi) nel 1992 ed è stato ordinato sacerdote nel 1993.
NER/.../NGUMBI                                             VIS 20070425 (80)


BUDDISTI E CRISTIANI: EDUCARE VIVERE IN ARMONIA E PACE


CITTA' DEL VATICANO, 25 APR. 2007 (VIS). Questa mattina è stato reso pubblico il Messaggio del Pontificio Consiglio per il Dialogo Interreligioso, a firma del Cardinale Paul Poupard, Presidente del Dicastero, ai Buddisti di tutto il mondo in occasione della festività buddista di Vesakh.

  Nei paesi buddisti di tradizione Therevada, (Sri Lanka, Thailandia, Cambogia, Laos, Malesia), la festività mobile Vesakh che commemora i principali avvenimenti della vita di Buddha, si celebra il 2 maggio. Nei paesi di tradizione Mahayana (Cina, Giappone e Corea), tali avvenimenti si celebrano in giorni diversi.

  Nel Messaggio 2007, intitolato: "Cristiani e buddisti: educare le comunità a vivere in armonia e in pace", si legge: "Costruire una comunità richiede gesti concreti che riflettano il rispetto per la dignità degli altri (...). Tuttavia, vi sono persone che hanno ancora bisogno di imparare qualcosa sugli altri e sulle loro credenze, per superare pregiudizi ed incomprensioni".

  "L'Educazione alla pace è una responsabilità che deve essere sostenuta da tutti i settori della società. Naturalmente, inizia nelle case dove la famiglia, il pilastro fondamentale della società, si sforza di trasmettere valori tradizionali e sani ai bambini con il deliberato impegno di formare le loro coscienze. Le generazioni più giovani meritano di crescere, e anzi maturano, con un'educazione fondata sui valori, che rafforza il rispetto, l'accoglienza, la compassione e l'uguaglianza".

  "Il potere dei mezzi di comunicazione di modellare le menti, specialmente dei giovani, non può essere sottovalutato. Mentre si prende sempre più coscienza, per quello che realmente sono, degli elementi irresponsabili che essi veicolano, si vede anche che molte cose buone possono essere realizzate attraverso produzioni di qualità e programmi educativi. Quando le persone che lavorano nei mezzi di comunicazione usano la loro coscienza morale, è possibile dissipare l'ignoranza e trasmettere conoscenze, preservare i valori sociali e presentare la dimensione trascendente della vita che nasce dalla natura spirituale di ogni individuo".
CON-DIR/BUDDISTI/VESAKH                           VIS 20070425 (320)


APPELLO ALLA PRUDENZA SULLE STRADE


CITTA' DEL VATICANO, 25 APR. 2007 (VIS).  Al termine dell'Udienza Generale di oggi il Papa ha ricordato che: "Per iniziativa delle Nazioni Unite, questa settimana è dedicata alla sicurezza stradale".

  "Rivolgo" - ha detto Benedetto XVI - "una parola di incoraggiamento alle Istituzioni pubbliche che si adoperano per mantenere le arterie stradali sicure e salvaguardare la vita umana con strumenti idonei; a quanti si dedicano alla ricerca di nuove tecnologie e strategie per ridurre i troppi incidenti sulle strade di tutto il mondo. E mentre invito a pregare per le vittime, per i feriti e le loro famiglie, auspico che un consapevole senso di responsabilità verso il prossimo induca gli automobilisti, specie i giovani, alla prudenza e a un maggior rispetto del codice della strada".
AG/PRUDENZA STRADE/...                           VIS 20070425 (140)


ORIGENE: MAESTRO E TESTIMONE ESEMPLARE CRISTIANESIMO


CITTA' DEL VATICANO, 25 APR. 2007 (VIS). Il Santo Padre Benedetto XVI ha dedicato la catechesi dell'Udienza Generale di oggi ad Origene alessandrino, storico del III secolo, "tra i più grandi scrittori che siano sorti nella Chiesa lungo tutta la sua storia". L'Udienza si è tenuta in Piazza San Pietro con la partecipazione di più di 25.000 persone.

  Origene, ha detto il Papa, "raccoglie l'eredità di Clemente e la rilancia verso il futuro in maniera talmente innovativa, da imprimere una svolta irreversibile allo sviluppo del pensiero cristiano. Fu un vero 'maestro' (...), un testimone esemplare della dottrina che trasmetteva".

  La "svolta irreversibile" che Origine impresse alla storia della teologia "corrisponde in sostanza" - ha affermato Papa Benedetto XVI - "alla fondazione della teologia nella spiegazione delle Scritture, o meglio alla perfetta simbiosi tra teologia ed esegesi. In verità, la sigla propria della dottrina origeniana sembra risiedere appunto nell'incessante invito a passare dalla lettera allo spirito delle Scritture, per progredire nella conoscenza di Dio".

  "Questo 'allegorismo', ha scritto Von Balthasar, coincide precisamente 'con lo sviluppo del dogma cristiano operato dall'insegnamento dei Dottori della Chiesa', quali - in un modo o nell'altro - hanno accolto la 'lezione' di Origene. Così la tradizione e il magistero, fondamento e garanzia della ricerca teologica, giungono a configurarsi come 'Scrittura in atto'".

  Il Papa ha ricordato che il raggio di interessi di Origene "si estende dall'esegesi al dogma, alla filosofia, all'apolegetica, all'ascetica e alla mistica, una visione fondamentale e globale della vita cristiana".

  "Il nucleo ispiratore" della sua opera - ha proseguito il Pontefice - è "'la triplice lettura' delle Scritture.(...) Anzitutto egli lesse la Bibbia con l'intento di accertarne al meglio il testo e di offrirne l'edizione più affidabile. Questo è sempre il primo passo" - ha sottolineato Benedetto XVI - "conoscere realmente cosa sta scritto e questa scrittura storica che cosa voleva intenzionalmente ed inizialmente dire".

  "In secondo luogo, Origene lesse sistematicamente la Bibbia (...) in forma minuziosa, ampia e approfondita, con note di carattere filologico e dottrinale. Egli lavora con grande esattezza per conoscere bene che cosa volevano dire i sacri autori. Infine, (...), Origene si dedicò moltissimo alla predicazione della Bibbia, adattandosi ad un pubblico variamente composito".

  "Anche nelle 'Omelie' Origene coglie tutte le occasioni per richiamare le diverse dimensioni del senso della Sacra Scrittura, che aiutano o esprimono un cammino ella crescita della fede: c'è il senso 'letterale', ma esso nasconde profondità che non appaiono in un primo momento"; la seconda dimensione è il senso 'morale': che cosa dobbiamo fare vivendo la parola; e infine il senso 'spirituale', cioè l'unità della Scrittura, che in tutto il suo sviluppo parla di Cristo. È lo Spirito Santo che ci fa capire il contenuto cristologico e così l'unità della Scrittura nella sua diversità".

  "Un po' ho tentato nel mio libro" - ha commentato Papa Benedetto XVI riferendosi al suo ultimo volume di recentissima pubblicazione "Gesù di Nazaret" - "di mostrare nella situazione di oggi queste molteplici dimensioni della Parola, della Sacra Scrittura, che prima deve essere rispettata proprio nel senso storico. Ma questo senso si trascende verso Cristo, alla luce dello Spirito Santo, e ci mostra la via, come vivere".

  "Origene" - ha proseguito il Pontefice - "giunge a promuovere efficacemente la 'lettura cristiana' dell'Antico Testamento, rintuzzando in maniera brillante la sfida di quegli eretici - soprattutto gnostici e marcioniti - che opponevano tra loro i due Testamenti fino a rigettare l'Antico".

  "Vi invito" - ha concluso il Santo Padre - "ad accogliere nel vostro cuore l'insegnamento di questo grande maestro nella fede. Egli ci ricorda con intimo trasporto che, nella lettura orante della Scrittura e nel coerente impegno della vita, la Chiesa sempre si rinnova e ringiovanisce. (...) E preghiamo il Signore che ci dia oggi pensatori, teologici ed esegeti che trovano questa multidimensionalità, questa attualità permanente della Sacra Scrittura, la sua novità per oggi. Preghiamo che il Signore ci aiuti a leggere in modo orante la Sacra Scrittura, a nutrirci realmente del vero pane della vita, della sua Parola".
AG/ORIGENE/...                                   VIS 20070425 (680)


ALTRI ATTI PONTIFICI


CITTA' DEL VATICANO, 25 APR. 2007 (VIS). Il Santo Padre ha nominato il Padre Willy Ngumbi, M.Afr., Vescovo di Kindu (superficie: 82.883; popolazione: 500.000; cattolici: 180.000; sacerdoti: 20; religiosi: 35), Repubblica Democratica del Congo. Il Vescovo eletto, finora formatore al noviziato dei Padri Bianchi a Bobo Dioulasso (Burkina Faso), è nato nel 1965 a Bujumbura (Burundi), ha emesso la professione perpetua nella Società dei Missionari d'Africa (Padri Bianchi) nel 1992 ed è stato ordinato sacerdote nel 1993.
NER/.../NGUMBI                                             VIS 20070425 (80)


BUDDISTI E CRISTIANI: EDUCARE VIVERE IN ARMONIA E PACE


CITTA' DEL VATICANO, 25 APR. 2007 (VIS). Questa mattina è stato reso pubblico il Messaggio del Pontificio Consiglio per il Dialogo Interreligioso, a firma del Cardinale Paul Poupard, Presidente del Dicastero, ai Buddisti di tutto il mondo in occasione della festività buddista di Vesakh.

  Nei paesi buddisti di tradizione Therevada, (Sri Lanka, Thailandia, Cambogia, Laos, Malesia), la festività mobile Vesakh che commemora i principali avvenimenti della vita di Buddha, si celebra il 2 maggio. Nei paesi di tradizione Mahayana (Cina, Giappone e Corea), tali avvenimenti si celebrano in giorni diversi.

  Nel Messaggio 2007, intitolato: "Cristiani e buddisti: educare le comunità a vivere in armonia e in pace", si legge: "Costruire una comunità richiede gesti concreti che riflettano il rispetto per la dignità degli altri (...). Tuttavia, vi sono persone che hanno ancora bisogno di imparare qualcosa sugli altri e sulle loro credenze, per superare pregiudizi ed incomprensioni".

  "L'Educazione alla pace è una responsabilità che deve essere sostenuta da tutti i settori della società. Naturalmente, inizia nelle case dove la famiglia, il pilastro fondamentale della società, si sforza di trasmettere valori tradizionali e sani ai bambini con il deliberato impegno di formare le loro coscienze. Le generazioni più giovani meritano di crescere, e anzi maturano, con un'educazione fondata sui valori, che rafforza il rispetto, l'accoglienza, la compassione e l'uguaglianza".

  "Il potere dei mezzi di comunicazione di modellare le menti, specialmente dei giovani, non può essere sottovalutato. Mentre si prende sempre più coscienza, per quello che realmente sono, degli elementi irresponsabili che essi veicolano, si vede anche che molte cose buone possono essere realizzate attraverso produzioni di qualità e programmi educativi. Quando le persone che lavorano nei mezzi di comunicazione usano la loro coscienza morale, è possibile dissipare l'ignoranza e trasmettere conoscenze, preservare i valori sociali e presentare la dimensione trascendente della vita che nasce dalla natura spirituale di ogni individuo".
CON-DIR/BUDDISTI/VESAKH                           VIS 20070425 (320)


APPELLO ALLA PRUDENZA SULLE STRADE


CITTA' DEL VATICANO, 25 APR. 2007 (VIS).  Al termine dell'Udienza Generale di oggi il Papa ha ricordato che: "Per iniziativa delle Nazioni Unite, questa settimana è dedicata alla sicurezza stradale".

  "Rivolgo" - ha detto Benedetto XVI - "una parola di incoraggiamento alle Istituzioni pubbliche che si adoperano per mantenere le arterie stradali sicure e salvaguardare la vita umana con strumenti idonei; a quanti si dedicano alla ricerca di nuove tecnologie e strategie per ridurre i troppi incidenti sulle strade di tutto il mondo. E mentre invito a pregare per le vittime, per i feriti e le loro famiglie, auspico che un consapevole senso di responsabilità verso il prossimo induca gli automobilisti, specie i giovani, alla prudenza e a un maggior rispetto del codice della strada".
AG/PRUDENZA STRADE/...                           VIS 20070425 (140)


ORIGENE: MAESTRO E TESTIMONE ESEMPLARE CRISTIANESIMO


CITTA' DEL VATICANO, 25 APR. 2007 (VIS). Il Santo Padre Benedetto XVI ha dedicato la catechesi dell'Udienza Generale di oggi ad Origene alessandrino, storico del III secolo, "tra i più grandi scrittori che siano sorti nella Chiesa lungo tutta la sua storia". L'Udienza si è tenuta in Piazza San Pietro con la partecipazione di più di 25.000 persone.

  Origene, ha detto il Papa, "raccoglie l'eredità di Clemente e la rilancia verso il futuro in maniera talmente innovativa, da imprimere una svolta irreversibile allo sviluppo del pensiero cristiano. Fu un vero 'maestro' (...), un testimone esemplare della dottrina che trasmetteva".

  La "svolta irreversibile" che Origine impresse alla storia della teologia "corrisponde in sostanza" - ha affermato Papa Benedetto XVI - "alla fondazione della teologia nella spiegazione delle Scritture, o meglio alla perfetta simbiosi tra teologia ed esegesi. In verità, la sigla propria della dottrina origeniana sembra risiedere appunto nell'incessante invito a passare dalla lettera allo spirito delle Scritture, per progredire nella conoscenza di Dio".

  "Questo 'allegorismo', ha scritto Von Balthasar, coincide precisamente 'con lo sviluppo del dogma cristiano operato dall'insegnamento dei Dottori della Chiesa', quali - in un modo o nell'altro - hanno accolto la 'lezione' di Origene. Così la tradizione e il magistero, fondamento e garanzia della ricerca teologica, giungono a configurarsi come 'Scrittura in atto'".

  Il Papa ha ricordato che il raggio di interessi di Origene "si estende dall'esegesi al dogma, alla filosofia, all'apolegetica, all'ascetica e alla mistica, una visione fondamentale e globale della vita cristiana".

  "Il nucleo ispiratore" della sua opera - ha proseguito il Pontefice - è "'la triplice lettura' delle Scritture.(...) Anzitutto egli lesse la Bibbia con l'intento di accertarne al meglio il testo e di offrirne l'edizione più affidabile. Questo è sempre il primo passo" - ha sottolineato Benedetto XVI - "conoscere realmente cosa sta scritto e questa scrittura storica che cosa voleva intenzionalmente ed inizialmente dire".

  "In secondo luogo, Origene lesse sistematicamente la Bibbia (...) in forma minuziosa, ampia e approfondita, con note di carattere filologico e dottrinale. Egli lavora con grande esattezza per conoscere bene che cosa volevano dire i sacri autori. Infine, (...), Origene si dedicò moltissimo alla predicazione della Bibbia, adattandosi ad un pubblico variamente composito".

  "Anche nelle 'Omelie' Origene coglie tutte le occasioni per richiamare le diverse dimensioni del senso della Sacra Scrittura, che aiutano o esprimono un cammino ella crescita della fede: c'è il senso 'letterale', ma esso nasconde profondità che non appaiono in un primo momento"; la seconda dimensione è il senso 'morale': che cosa dobbiamo fare vivendo la parola; e infine il senso 'spirituale', cioè l'unità della Scrittura, che in tutto il suo sviluppo parla di Cristo. È lo Spirito Santo che ci fa capire il contenuto cristologico e così l'unità della Scrittura nella sua diversità".

  "Un po' ho tentato nel mio libro" - ha commentato Papa Benedetto XVI riferendosi al suo ultimo volume di recentissima pubblicazione "Gesù di Nazaret" - "di mostrare nella situazione di oggi queste molteplici dimensioni della Parola, della Sacra Scrittura, che prima deve essere rispettata proprio nel senso storico. Ma questo senso si trascende verso Cristo, alla luce dello Spirito Santo, e ci mostra la via, come vivere".

  "Origene" - ha proseguito il Pontefice - "giunge a promuovere efficacemente la 'lettura cristiana' dell'Antico Testamento, rintuzzando in maniera brillante la sfida di quegli eretici - soprattutto gnostici e marcioniti - che opponevano tra loro i due Testamenti fino a rigettare l'Antico".

  "Vi invito" - ha concluso il Santo Padre - "ad accogliere nel vostro cuore l'insegnamento di questo grande maestro nella fede. Egli ci ricorda con intimo trasporto che, nella lettura orante della Scrittura e nel coerente impegno della vita, la Chiesa sempre si rinnova e ringiovanisce. (...) E preghiamo il Signore che ci dia oggi pensatori, teologici ed esegeti che trovano questa multidimensionalità, questa attualità permanente della Sacra Scrittura, la sua novità per oggi. Preghiamo che il Signore ci aiuti a leggere in modo orante la Sacra Scrittura, a nutrirci realmente del vero pane della vita, della sua Parola".
AG/ORIGENE/...                                   VIS 20070425 (680)


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