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Il Vatican Information Service (VIS), istituito nell'ambito della Sala Stampa della Santa Sede, è un bollettino telematico che diffonde notizie relative all'attività magistrale e pastorale del Santo Padre e della Curia Romana...

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lunedì 10 aprile 2006

GIOVANI UNIV: INCONTRO CON CRISTO FA DIVENTARE APOSTOLI


CITTA' DEL VATICANO, 10 APR. 2006 (VIS). Il Santo Padre Benedetto XVI ha ricevuto oggi nell'Aula Paolo VI i partecipanti all'Incontro Internazionale "UNIV 2006", accompagnati dai familiari. Tema dell'Incontro, al quale prendono parte giovani provenienti da 32 paesi, è: "Cultura e mezzi di comunicazione sociale".

Il Papa ha rivolto parole di saluto al Vescovo Javier Echevarría Rodríguez, Prelato dell'Opus Dei, istituzione che ha promosso l'Incontro, ed ha ricordato che la presenza a Roma degli universitari, in particolare nel periodo pasquale permette "di incontrare Cristo più intimamente, specialmente attraverso la contemplazione della sua passione, morte e risurrezione".

"È Lui, che, come ho scritto nel Messaggio per la XXI Giornata Mondiale della Gioventù" - ha detto Papa Benedetto - "orienta i vostri passi, i vostri studi universitari e le vostre amicizie, negli andirivieni della vita quotidiana. Anche per ciascuno di voi, come avvenne per gli Apostoli, l'incontro personale con il Divin Maestro che vi chiama amici può essere l'inizio di un'avventura straordinaria: quella di diventare apostoli tra i vostri coetanei, per condurli a fare la vostra stessa esperienza di amicizia con il Dio fatto Uomo".

"Di grande interesse è il tema che state approfondendo nel vostro Congresso (...) Dobbiamo purtroppo constatare che non sempre in questo nostro tempo le nuove tecnologie e i mass media favoriscono le relazioni personali, il dialogo sincero, l'amicizia tra le persone; non sempre aiutano a coltivare l'interiorità del rapporto con Dio. Per voi, lo so bene, l'amicizia e i contatti con gli altri, specialmente con i vostri coetanei, rappresentano una parte importante della vita quotidiana. È necessario che riteniate Gesù come uno dei vostri amici più cari, anzi il primo. (...) E solo in Lui è possibile trovare la forza per offrire ai fratelli affetto umano e carità soprannaturale, in uno spirito di servizio che si manifesta soprattutto nella comprensione".

"Chi ha scoperto Cristo" - ha proseguito il Pontefice - "non può non portare anche altri verso di Lui, dato che una grande gioia non va tenuta per sé ma va comunicata. È questo il compito al quale vi chiama il Signore; è questo l''apostolato di amicizia' che San Josemaría, Fondatore dell'Opus Dei, descrive come 'amicizia 'personale', abnegata, sincera: a tu per tu, da cuore a cuore'. Ogni cristiano è invitato ad essere amico di Dio e, con la sua grazia, ad attrarre a lui i propri amici. (...) È ancora San Josemaría a ricordarvi alcune parole chiave di questo vostro itinerario spirituale: 'Comunione, unione, comunicazione, confidenza: Parola, Pane, Amore'".

"Se coltiverete l'amicizia con Gesù, se sarete assidui nella pratica dei Sacramenti" - ha concluso il Papa citando le parole del Messaggio per la XXI Giornata Mondiale della Gioventù - "e specialmente dei sacramenti della penitenza e dell'Eucaristia, sarete in grado di diventare la 'nuova generazione di apostoli, radicati nella parola di Cristo, capaci di rispondere alle sfide del nostro tempo e pronti a diffondere dappertutto il Vangelo'".
AC/CULTURA:COMUNICAZIONE/UNIV VIS 20060410 (480)

venerdì 7 aprile 2006

INCONTRO DEL PAPA CON I GIOVANI IN PIAZZA SAN PIETRO


CITTA' DEL VATICANO, 7 APR. 2006 (VIS). Nel pomeriggio di ieri, in Piazza San Pietro, il Santo Padre Benedetto XVI ha partecipato ad un incontro con i giovani della Diocesi di Roma e del Lazio, in preparazione alla XXI Giornata della Gioventù che si celebrerà il 9 aprile prossimo, Domenica delle Palme, in tutte le Diocesi del mondo, sul tema: "Lampada per i miei passi è la tua parola, luce sul mio cammino".

All'inizio dell'Incontro orchestre e cori hanno interpretato diversi brani musicali accompagnati in alcuni casi da coreografie. Al momento di festa hanno partecipato anche cantanti italiani, fra i quali Ron e Giuseppe Povia.

Il Papa è giunto in Piazza San Pietro alle 18:00 e ha salutato i giovani accogliendo la Croce della Giornata Mondiale della Gioventù portata a spalla dai ragazzi dell'Arcidiocesi tedesca di Colonia, dove nell'agosto scorso si è tenuta la XX Giornata Mondiale della Gioventù.

Maddalena Santoro, sorella del sacerdote Andrea Santoro, assassinato nel febbraio scorso a Trebisonda (Turchia), ha letto un breve testo ricordando la figura e la testimonianza del fratello, che era sacerdote nella Diocesi di Roma. Al termine della lettura il Santo Padre si è alzato per abbracciarla e per ringraziarla della sua partecipazione all'atto.

Successivamente il Papa ha risposto alle domande di cinque giovani sulla Sacra Scrittura, sull'amore, sull'apostolato e sulla vocazione e sul rapporto tra scienza e fede.

"Occorre leggere la Sacra Scrittura" - ha risposto Benedetto XVI ad uno studente di ingegneria che ha chiesto come percepire nella vita quotidiana la Bibbia come Parola di Dio - "non come un libro storico, come leggiamo, ad esempio, Omero, Ovidio, Orazio; occorre leggerla realmente come Parola di Dio, ponendosi cioè in colloquio con Dio. Si deve inizialmente pregare, parlare con il Signore: 'Aprimi la porta'".

Il Papa ha consigliato inoltre la lettura della Sacra Scrittura accompagnata dai "maestri della lectio divina" ed ha aggiunto che "Non si può leggere da soli la Sacra Scrittura. Certo è sempre importante leggere la Bibbia in modo molto personale, in un colloquio personale con Dio, ma nello stesso tempo è importante leggerla in una compagnia di persone con cui si cammina (...) Penso che dobbiamo imparare questi tre elementi: leggere in colloquio personale con il Signore; leggere accompagnati da maestri che hanno l'esperienza della fede, che sono entrati nella Sacra Scrittura; leggere nella grande compagnia della Chiesa, nella cui Liturgia questi avvenimenti diventano sempre di nuovo presenti".

In merito alla seconda domanda relativa all'amore, il Papa ha ricordato che nelle prime pagine della Scrittura si trova una definizione dell'amore e del matrimonio: "'L'uomo abbandonerà padre e madre, seguirà la donna e saranno una carne, un'unica esistenza'. Siamo all'inizio e già ci è data una profezia di che cos'è il matrimonio; e questa definizione anche nel Nuovo Testamento rimane identica. (...) È un sacramento del Creatore dell'universo, iscritto quindi proprio nell'essere umano stesso. (...) Quindi il sacramento del matrimonio non è invenzione della Chiesa".

In merito all'apostolato Benedetto XVI ha affermato: "Il primo punto è conoscere Dio, conoscerlo sempre di più, riconoscere nella mia vita che Dio c'è, e che Dio c'entra. (...) Il secondo punto, dicevo, presenta la questione: quale Dio? Ci sono infatti tante immagini false di Dio, un Dio violento, ecc. La seconda questione quindi è: riconoscere il Dio che ci ha mostrato il suo volto in Gesù, che ha sofferto per noi, che ci ha amati fino alla morte e così ha vinto la violenza. Occorre rendere presente, innanzitutto nella nostra 'propria' vita, il Dio vivente, il Dio che non è uno sconosciuto, un Dio inventato, un Dio solo pensato, ma un Dio che si è mostrato, ha mostrato sé stesso e il suo volto".

Rispondendo alla domanda di un altro giovane che ha chiesto al Papa come ha deciso di diventare sacerdote, Benedetto XVI ha detto: "Quanto a me, sono cresciuto in un mondo molto diverso da quello attuale, ma infine le situazioni si somigliano. Da una parte vi era ancora la situazione di 'cristainità', in cui era normale andare in chiesa ed accettare la fede come la rivelazione di Dio e cercare di vivere secondo la rivelazione; dall'altra parte, vi era il regime nazista, che affermava a voce alta: 'Nella nuova Germania non ci saranno più sacerdoti, non ci sarà più vita consacrata, non abbiamo più bisogno di questa gente; cercatevi un'altra professione'. Ma proprio sentendo queste voci 'forti', nel confronto con la brutalità di quel sistema dal volto disumano, ho capito che c'era invece molto bisogno di sacerdoti. Questo contrasto, il vedere quella cultura antiumana mi ha confermato nella convinzione che il Signore, il Vangelo, la fede ci mostravano la strada giusta e noi dovevamo impegnarci perchè sopravvivesse questa strada".

Il Papa ha raccontato che "la bellezza della liturgia" e "la teologia" lo hanno aiutato a scoprire la Sua vocazione. "Naturalmente non sono mancate le difficoltà. Mi domandavo se avevo realmente la capacità di vivere per tutta la vita il celibato. Essendo un uomo di formazione teorica e non pratica, sapevo anche che non basta amare la Teologia per essere un buon sacerdote". Occorre "entrare realmente in amicizia con Gesù, in una relazione personale con Lui e non sapere solo da altri o dai libri chi è Gesù, ma vivere una relazione sempre più approfondita di amicizia personale con Gesù, nella quale possiamo cominciare a capire quanto Egli ci chiede. E poi, l'attenzione a ciò che io sono, alle mie possibilità: da una parte coraggio e dall'altra umiltà e fiducia e apertura, con l'aiuto anche degli amici, dell'autorità della Chiesa ed anche dei sacerdoti, delle famiglie: cosa vuole il Signore da me? Certo, ciò rimane sempre una grande avventura, ma la vita può riuscire solo se abbiamo il coraggio dell'avventura, la fiducia che il Signore non mi lascerà mai solo, che il Signore mi accompagnerà, mi aiuterà".

Infine Benedetto XVI ha parlato del rapporto fra scienza e fede spiegando che: "Il grande Galileo ha detto che Dio ha scritto il libro della natura nella forma del linguaggio matematico. Lui era convinto che Dio ci ha donato due libri: quello della Sacra Scrittura e quello della natura. E il linguaggio della natura - questa era la sua convinzione - è la matematica, quindi essa è un linguaggio di Dio, del Creatore (...) Mi sembra una cosa quasi incredibile che una invenzione dell'intelletto umano e la struttura dell'universo coincidano: la matematica inventata da noi ci dà realmente accesso alla natura dell'universo e lo rende utilizzabile per noi (...) In questo senso mi sembra proprio che la matematica - nella quale come tale Dio non può apparire - ci mostri la struttura intelligente dell'universo. E così vediamo che c'è una razionalità soggettiva e una razionalità oggettivata nella materia, che coincidono (...) E quanto più noi possiamo strumentalizzare il mondo con la nostra intelligenza, tanto più appare il disegno della Creazione".

"Alla fine, per arrivare alla questione definitiva, direi: Dio o c'è o non c'è. Ci sono solo due opzioni. O si riconosce la priorità della ragione, della Ragione creatrice che sta all'inizio di tutto ed è il principio di tutto - la priorità della ragione è anche priorità della libertà - o si sostiene la priorità dell'irrazionale, per cui tutto quanto funziona sulla nostra terra e nella nostra vita sarebbe solo occasionale, marginale, un prodotto irrazionale - la ragione sarebbe un prodotto della irrazionalità. Non si può ultimamente 'provare' l'uno o l'altro progetto, ma la grande opzione del Cristianesimo è l'opzione per la razionalità e per la priorità della ragione".

A conclusione dell'incontro il Papa ha consegnato simbolicamente ad alcuni giovani la Sacra Bibbia volendo proporla a tutti i presenti come "'lampada per i propri passi". Infine Benedetto XVI ha ricordato Giovanni Paolo II "un grande testimone della Parola di Dio" e si è recato, accompagnato da alcuni giovani, alle Grotte Vaticane per pregare sulla Sua tomba, portando la Croce dell'Anno Santo e l'Icona di Maria Santissima "Salus Populi Romani".
.../GIOVANI DIOCESI DI ROMA/... VIS 20060407 (1.320)

RIUNIONE BENEDETTO XVI CON CAPI DICASTERO CURIA ROMANA

CITTA' DEL VATICANO, 7 APR. 2006 (VIS). Alle 10:30 di questa mattina, nella Sala Bologna del Palazzo Apostolico Vaticano, il Santo Padre Benedetto XVI ha presieduto una riunione con i Capi Dicastero della Curia Romana.
.../RIUNIONI CAPI DICASTERO/... VIS 20060407 (50)

UDIENZE

CITTA' DEL VATICANO, 7 APR. 2006 (VIS). Nel pomeriggio di oggi è in programma che il Santo Padre riceva il Cardinale William Joseph Levada, Prefetto della Congregazione per la Dottrina della Fede.
AP/.../... VIS 20060407 (40)

ALTRI ATTI PONTIFICI


CITTA' DEL VATICANO, 7 APR. 2006 (VIS). Il Santo Padre:

- Ha creato la nuova Diocesi di Novo Mesto con territorio dismembrato dall'Arcidiocesi di Ljubljana (Slovenia), rendendola suffraganea della stessa sede Metropolitana. Ha nominato il Vescovo Andrej Glavan, finora Ausiliare di Ljubljana, primo Vescovo della nuova Diocesi.

- Ha creato la nuova Diocesi di Celje con territorio dismembrato dalla Diocesi di Maribor (Slovenia). Ha nominato il Vescovo Anton Stres, C.M., finora Ausiliare di Maribor, primo Vescovo della nuova Diocesi.

- Ha creato la nuova Diocesi di Murska Sobota, con territorio dismembrato dalla Diocesi di Maribor (Slovenia). Ha nominato il Monsignore Marjan Turnsek, finora Rettore del Seminario Vescovile di Maribor, primo Vescovo della nuova Diocesi. Il Vescovo eletto è nato nel 1955 a Celje (Slovenia) ed è stato ordinato sacerdote nel 1981.

- Ha elevato la Diocesi di Maribor ad Arcidiocesi Metropolitana, assegnandole come suffraganee le Diocesi di Celje e di Murska Sobota (Slovenia) ed ha elevato il Vescovo Franc Kramberger, di Maribor, alla dignità di Arcivescovo. L'Arcivescovo eletto è nato a Lenart (Slovenia) nel 1936, è stato ordinato sacerdote nel 1960 ed ha ricevuto la Consacrazione Episcopale nel 1980.
ECE:NER/.../... VIS 20060407 (200)

giovedì 6 aprile 2006

IL PAPA RICEVE L'ON. SHIMON PEREZ PREMIO NOBEL PER LA PACE


CITTA' DEL VATICANO, 6 APR. 2006 (VIS). Il Direttore della Sala Stampa della Santa Sede Dr. Joaquín Navarro-Valls, ha rilasciato nella tarda mattinata di oggi la seguente dichiarazione:

"Stamani l'Onorevole Shimon Peres, già Primo Ministro dello Stato d'Israele e Premio Nobel per la Pace, ha reso visita a Sua Santità Benedetto XVI. Successivamente, si è incontrato con il Cardinale Angelo Sodano, Segretario di Stato, presenti l'Ambasciatore d'Israele presso la Santa Sede, Sua Eccellenza Signor Oded Ben-Hur, ed il Sotto-Segretario della Sezione per i Rapporti con gli Stati, Monsignor Pietro Parolin".

"Nel corso dei colloqui vi è stato uno scambio di opinioni sul problema della pace in Terra Santa, nel rispetto delle Risoluzioni delle Nazioni Unite e degli Accordi finora conclusi. In tale contesto vi è stata unanimità nel condannare ogni forma di terrorismo sotto qualsiasi pretesto si tenti di giustificarlo".

"Si sono anche esaminati i rapporti tra lo Stato d'Israele e la Santa Sede, alle luce degli Accordi sottoscritti nel 1993 e nel 1997, come le relazioni delle Autorità israeliane con le Comunità cristiane esistenti nel Paesi".

"L'Onorevole Shimon Peres ha infine invitato il Sommo Pontefice a recarsi in visita in Israele".
OP/VISITA SHIMON PERES/... VIS 20060406 (210)

UDIENZE

CITTA' DEL VATICANO, 6 APR. 2006 (VIS). Il Santo Padre ha ricevuto questa mattina in udienze separate:

- Sua Beatitudine Cardinale Ignace Moussa I Daoud, Prefetto della Congregazione per le Chiese Orientali.

- Il Cardinale Renato Raffaele Martino, Presidente del Pontificio Consiglio della Giustizia e della Pace e del Pontificio Consiglio della Pastorale per i Migranti e gli Itineranti.

- L'Arcivescovo Nikola Eterovic, Segretario Generale del Sinodo dei Vescovi.

- Il Cardinale Jean-Louis Tauran, Archivista e Bibliotecario di Santa Romana Chiesa, e Seguito.
AP/.../... VIS 20060406 (90)

IMMIGRAZIONE PUÒ GENERARE LAVORO E PRODURRE BENEFICI


CITTA' DEL VATICANO, 6 APR. 2006 (VIS). L'Arcivescovo Celestino Migliore, Osservatore Permanente della Santa Sede presso l'Organizzazione delle Nazioni Unite, è intervenuto ieri a New York, alla XXXIX Sessione della Commissione su Popolazione e Sviluppo.

Nel suo discorso l'Arcivescovo Migliore ha precisato che il lavoro della Commissione verte attualmente "sull'analisi delle tendenze e dell'impatto sulla popolazione di problemi quali lo sviluppo dello Hiv (virus di immunodeficienza umana), sconosciuto 60 anni fa, e il fenomeno della migrazione con le sue rispettive conseguenze".

Il fenomeno della migrazione, ha detto l'Osservatore Permanente "alle volte è visto come una minaccia e soggetto a manipolazioni per benefici politici a breve termine, a scapito dei diritti naturali della persona umana come il diritto alla vita, alla cittadinanza, al lavoro e allo sviluppo".

"Per i Paesi meta dell'immigrazione, l'impatto economico delle migrazioni internazionali è generalmente positivo. Nonostante la presenza di migranti internazionali possa causare un certo effetto negativo sui salari dei non migranti o possa elevare il tasso di disoccupazione nel caso di stipendi fissi, tali effetti sono di solito esigui a livello nazionale. Nel medio e lungo termine, la migrazione può perfino generare lavoro e produrre benefici economici".

Il Nunzio Apostolico ha sottolineato che "la migrazione di personale qualificato può nuocere ai piani di sviluppo dei paesi di origine, specialmente per i paesi piccoli in via di sviluppo che perdono alte quote di cittadini qualificati, tuttavia, i migranti qualificati che mantengono i legami con il proprio paese d'origine possono stimolare il trasferimento di tecnologie e capitali".

"A causa del basso tasso di natalità, i tre quarti della crescita della popolazione nei paesi sviluppati si devono alla migrazione, e per il 2030 la crescita totale della popolazione nei paesi sviluppati potrebbe risultare totalmente dalla migrazione. (...) Occorre esaminare attentamente l'impatto sociale della migrazione dei paesi ricettori che presentano bassi indici di natalità".

L'Arcivescovo Migliore ha concluso il suo discorso affermando che "esiste una crescente consapevolezza che l'immigrazione non può essere l'unica soluzione ai problemi demografici e lavorativi dei paesi che accolgono i migranti".
DELSS/POPOLAZIONE:SVILUPPO/MIGLIORE VIS 20060406 (350)

TELEGRAMMA SCOMPARSA SEGRETARIO PARTICOLARE PAOLO VI


CITTA' DEL VATICANO, 6 APR. 2006 (VIS). Il Santo Padre Benedetto XVI ha fatto pervenire un telegramma di cordoglio al Cardinale Dionigi Tettamanzi, Arcivescovo di Milano (Italia), per la scomparsa, avvenuta ieri all'età di 82 anni, dell'Arcivescovo Pasquale Macchi, Prelato emerito di Loreto e Segretario Particolare del Papa Paolo VI.

Benedetto XVI ricorda "la profonda spiritualità e il generoso impegno episcopale che hanno contraddistinto il ministero del compianto Presule" ed eleva "fervide preghiere al Signore perché lo accolga quale servo buono e fedele nel gaudio eterno ricompensando la sua costante dedizione alle diffusione del Vangelo e della devozione alla Santissima Vergine Maria".

Alle esequie presiedute dal Cardinale Dionigi Tettamanzi, Arcivescovo di Milano, sabato 8 aprile alle ore 10:30 nel Duomo di Milano, parteciperà, a nome del Santo Padre, il Cardinale Attilio Nicora, Presidente dell'Amministrazione del Patrimonio della Sede Apostolica.
TGR/MORTE MACCHI/TETTAMANZI VIS 20060406 (150)

ALTRI ATTI PONTIFICI


CITTA' DEL VATICANO, 6 APR. 2006 (VIS). Il Santo Padre:

- Ha nominato il Padre Dieter Scholz, S.I., Vescovo di Chinhoyi (superficie: 56.000; popolazione: 1.679.101; cattolici: 84.290; sacerdoti: 28; religiosi: 94), Zimbabwe. Il Vescovo eletto, finora Direttore del Centro di Formazione ad Harare (Zimbabwe), è nato nel 1938 a Berlino (Germania), è entrato nella Compagnia di Gesù nel 1958, è stato ordinato sacerdote nel 1969 ed ha emesso i voti perpetui nel 1982.

- Ha nominato il Reverendo John Baptist Lee Keh-mien, Vescovo di Hsinchu (superficie: 4.750; popolazione: 3.225.165; cattolici: 52.090; sacerdoti: 102; religiosi: 165), Taiwan. Il Vescovo eletto, finora Rettore del Seminario Interdiocesano a Hsinchuang (Taiwan), è nato a Tainan Hsien (Taiwan) nel 1958 ed è stato ordinato sacerdote nel 1990.

- Ha nominato il Sacerdote Fernando Chomali Garib, Vescovo Ausiliare dell'Arcidiocesi di Santiago de Chile (superficie: 9.132; popolazione: 5.411.320; cattolici: 3.755.456; sacerdoti: 816; religiosi: 3.344; diaconi permanenti: 228), Cile. Il Vescovo eletto, finora Moderatore della Curia e Presidente delefato del Consiglio economico della medesima Arcidiocesi, è nato a Santiago de Chile (Cile), nel 1957 ed è stato ordinato sacerdote nel 1991.

- Accogliendo la proposta presentata dalla Presidenza della Conferenza Episcopale Italiana ai sensi dell'Art. 30, paragrafo 1 dello Statuto, ha confermato Segretario Generale della medesima Conferenza, per il prossimo quinquennio, il Vescovo Giuseppe Betori.
NER:NEA:NA/.../... VIS 20060406 (230)

mercoledì 5 aprile 2006

LA CHIESA DELL'AMORE È ANCHE LA CHIESA DELLA VERITÀ


CITTA' DEL VATICANO, 5 APR. 2006 (VIS). Tema della catechesi del Santo Padre Benedetto XVI per l'Udienza Generale di oggi, tenutasi in Piazza San Pietro con la partecipazione di 30.000 pellegrini, è stato "Il servizio alla comunione" nella Chiesa.

"La sorgente della comunione dei discepoli fra loro e con Dio è lo Spirito che effonde l'amore di Dio nei nostri cuori." - ha detto il Papa - "Sant'Ireneo diceva in proposito: 'Dove c'è la Chiesa, li c'è anche lo Spirito di Dio; e dove c'è lo Spirito di Dio, lì c'è la Chiesa ed ogni grazia; poiché lo Spirito è verità'. Questo intimo legame con lo Spirito non annulla la nostra umanità con tutta la sua debolezza, e così la comunità dei discepoli ben conosce la prova, costituita soprattutto dai contrasti circa le verità di fede, con le conseguenti lacerazioni della comunione".

"Che la Chiesa nascente" - ha proseguito il Pontefice - "fosse ben consapevole di queste tensioni possibili nell'esperienza della comunione lo mostra bene la prima Lettera di Giovanni: non c'è voce nel Nuovo Testamento che si levi con più forza per evidenziare la realtà e il dovere dell'amore fraterno fra i cristiani; ma la stessa voce si indirizza con drastica severità agli avversari che sono stati membri della comunità e ora non lo sono più. La Chiesa dell'amore è anche la Chiesa della verità, intesa anzitutto come fedeltà al Vangelo affidato dal Signore Gesù ai suoi".

"La comunione" - ha spiegato il Papa - "nasce dalla fede suscitata dalla predicazione apostolica, si nutre dello spezzare il pane e delle preghiere, e si esprime nella carità fraterna e nel servizio. (...) Gli Apostoli e i loro successori sono pertanto i custodi e i testimoni autorevoli del deposito della verità consegnato alla Chiesa, come sono anche i ministri della carità rivelata e donata dal Signore Gesù. Il loro è, in tal senso, anzitutto un servizio di amore: e la carità che essi vivono e promuovono è inseparabile dalla verità che custodiscono e trasmettono. La verità e l'amore sono due volti dello stesso dono che viene da Dio e che grazie al ministero apostolico è custodito nella Chiesa e ci raggiunge fino al nostro presente!".
AG/CHIESA AMORE:VERITÀ/... VIS 20060405 (380)

PACE PER I PAESI BASCHI E RICORDO DI GIOVANNI PAOLO II


CITTA' DEL VATICANO, 5 APR. 2006 (VIS). Al termine dell'Udienza Generale il Papa salutando i pellegrini spagnoli ha ricordato che il 7 aprile prossimo ricorre il 500° anniversario della nascita di San Francesco Saverio, "il grande missionario gesuita che predicò il Vangelo in Asia, aprendo molte porte a Cristo".

"Mi unisco a questa celebrazione ringraziando il Signore per questo grande dono alla sua Chiesa" - ha detto il Papa - "Nel contemplare la figura di San Francesco Saverio, ci sentiamo chiamati a pregare per coloro che dedicano la propria vita alla missione evangelizzatrice, proclamando la bellezza del messaggio salvifico di Gesù".

"Al tempo stesso" - ha proseguito Papa Benedetto - "vi invito a pregare perché, per intercessione di questo Santo, tutti intensifichino i propri sforzi per consolidare gli orizzonti di pace che sembrano aprirsi nei Paesi Baschi e in tutta la Spagna, e a superare gli ostacoli che possono presentarsi lungo questo cammino".

Il Santo Padre ha rivolto parole di saluto anche ai pellegrini polacchi presenti all'Udienza ed ha detto: "Insieme a voi ringrazio Dio per il Pontificato del mio grande Predecessore Giovanni Paolo II. La sua spirituale presenza e il patrimonio del suo insegnamento ci fortifichino nella fede e ci aiutino nel cammino verso l'incontro con Cristo. Dio benedica voi e le vostre famiglie. Sia lodato Gesù Cristo!".
AG/SAVERIO:PAESI BASCHI:GIOVANNI PAOLO II/... VIS 20060405 (240)

ALTRI ATTI PONTIFICI

CITTA' DEL VATICANO, 5 APR. 2006 (VIS). Il Santo Padre:

- Ha nominato il Vescovo Joviano de Lima Júnior, S.S.S., finora Vescovo di São Carlos (Brasile), Arcivescovo Metropolita di Ribeirão Preto (superficie: 8.897; popolazione: 942.306; cattolici: 756.000; sacerdoti: 124; religiosi: 207; diaconi permanenti: 15), Brasile. L'Arcivescovo eletto è nato a Uberaba (Brasile) nel 1942, ha emesso la professione religiosa nel 1964, è stato ordinato sacerdote nel 1969 ed ha ricevuto la consacrazione episcopale nel 1995. Succede all'Arcivescovo Arnaldo Ribeiro, del quale il Santo Padre ha accettato la rinuncia al governo pastorale della medesima Arcidiocesi, presentata per raggiunti limiti d'età.

- Ha accettato la rinuncia all'ufficio di incaricato dell'assistenza spirituale degli emigrati ungheresi, presentata dal Vescovo Attila Miklósházy, S.I., per raggiunti limiti d'età.
NER:RE/.../JÚNIOR:RIBEIRO:MIKLÓSHÁZY VIS 20060405 (130)

INCONTRO RESPONSABILI GIORNATE DELLA GIOVENTÙ


CITTA' DEL VATICANO, 5 APR. 2006 (VIS). Dal 7 al 9 aprile si terrà a Sassone di Ciampino (Roma), il primo Incontro internazionale dei responsabili delle Giornate Mondiali della Gioventù.

Un Comunicato reso pubblico nel pomeriggio di ieri rende noto che all'Incontro, organizzato dal Pontificio Consiglio per i Laici, partecipano 250 delegati di 85 paesi e rappresentanti di 45 comunità, associazioni e movimenti giovanili cattolici.

Nel corso della prima giornata, il Cardinale Joachim Meisner, Arcivescovo di Colonia (Germania), analizzerà i frutti della Giornata Mondiale della Gioventù dello scorso agosto per la Diocesi di Colonia e per la pastorale giovanile dell'intera Germania e le sfide organizzative e logistiche.

Il giorno seguente, il Cardinale George Pell, Arcivescovo di Sydney (Australia), parlerà delle sfide e delle aspettative della Chiesa australiana in vista della Giornata Mondiale della Gioventù 2008, che si terrà a Sydney (Australia).

Il 9 aprile, domenica delle Palme, XXI Giornata Mondiale della Gioventù, i delegati parteciperanno alla Santa Messa delle Palme presieduta da Benedetto XVI in Piazza San Pietro. Al termine della celebrazione eucaristica, i giovani tedeschi passeranno la Croce della Giornata Mondiale della Gioventù ai giovani australiani.

Prima di raggiungere l'Australia, lunedì 10 aprile, la Croce dei giovani sarà portata in pellegrinaggio a Dakar (Senegal), dove resterà per tutte le celebrazioni pasquali: è solo la prima tappa di un lungo percorso attraverso una ventina di Paesi del continente africano che si concluderà nel febbraio 2007.

Dal febbraio 2007, conclude il Comunicato, la Croce sarà portata in pellegrinaggio con un lungo percorso attraverso le numerose isole dell'Oceania, fino a raggiungere la meta finale, Sydney, nel luglio 2008.
.../GIORNATE MONDIALI GIOVENTÙ/... VIS 20060405 (280)

martedì 4 aprile 2006

GIOVANNI PAOLO II: UNA FEDE CONVINTA, FORTE E AUTENTICA


CITTA' DEL VATICANO, 4 APR. 2006 (VIS). Nel pomeriggio di ieri, Papa Benedetto XVI ha celebrato in Piazza San Pietro una Santa Messa in suffragio di Giovanni Paolo II, nel primo anniversario della sua scomparsa.

Hanno concelebrato con il Papa alcuni Cardinali, fra i quali il Cardinale Segretario di Stato Angelo Sodano, il Cardinale Vicario per la Diocesi di Roma, Camillo Ruini e il Segretario particolare del defunto Giovanni Paolo II, il Cardinale Stanislaw Dziwisz, attualmente Arcivescovo di Cracovia (Polonia).

Davanti a migliaia di fedeli provenienti da vari Paesi, specialmente dalla Polonia, il Papa ha ricordato nell'omelia che il compianto Pontefice, mancato il 2 aprile 2005, "che Dio aveva dotato di molteplici doni umani e spirituali, passando attraverso il crogiolo delle fatiche apostoliche e della malattia, è apparso sempre più una 'roccia' nella fede".

"Chi ha avuto modo di frequentarlo da vicino" - ha detto Benedetto XVI - "ha potuto quasi toccare con mano quella sua fede schietta e salda, che, se ha impressionato la cerchia dei collaboratori, non ha mancato di diffondere, durante il lungo Pontificato, il suo influsso benefico in tutta la Chiesa, in un crescendo che ha raggiunto il suo culmine negli ultimi mesi e giorni della sua vita".

Papa Benedetto XVI ha sottolineato che il Suo Predecessore ebbe "Una fede convinta, forte e autentica, libera da paure e compromessi, che ha contagiato il cuore di tanta gente, grazie anche ai numerosi pellegrinaggi apostolici in ogni parte del mondo, e specialmente grazie a quell'ultimo 'viaggio' che è stata la sua agonia e la sua morte".

Ricordando il motto segnato nello stemma del Pontificato di Papa Giovanni Paolo II, "Totus tuus", Benedetto XVI ha sottolineato che la vita del Predecessore fu "orientata completamente a Cristo per mezzo di Maria".

"Questa sera" - ha proseguito Benedetto XVI - "il nostro pensiero torna con emozione al momento della morte dell'amato Pontefice, ma al tempo stesso il cuore è come spinto a guardare avanti. Sentiamo risuonare nell'animo i suoi ripetuti inviti ad avanzare senza paura sulla strada della fedeltà al Vangelo per essere araldi e testimoni di Cristo nel terzo millennio".

"Ci tornano alla mente le sue incessanti esortazioni a cooperare generosamente alla realizzazione di una umanità più giusta e solidale, ad essere operatori di pace e costruttori di speranza".

Il Santo Padre ha concluso l'omelia con questa esortazione: "Resti sempre fisso il nostro sguardo su Cristo, 'lo stesso ieri, oggi e sempre', che guida saldamente la sua Chiesa. (...) La forza dello Spirito di Gesù sia per tutti, cari fratelli e sorelle, come lo fu per Papa Giovanni Paolo II, sorgente di pace e di gioia".
HML/MESSA SUFFRAGIO GIOVANNI PAOLO II/... VIS 20060404 (450)

ALTRI ATTI PONTIFICI


CITTA' DEL VATICANO, 4 APR. 2006 (VIS). Il Santo Padre ha nominato il Vescovo Richard G. Lennon, Vescovo di Cleveland (superficie: 8.842; popolazione: 2.853.155; cattolici: 802.767; sacerdoti: 583; religiosi: 1.446; diaconi permanenti: 191), Stati Uniti d'America. Finora Ausiliare dell'Arcidiocesi di Boston (Stati Uniti d'America), succede al Vescovo Anthony M. Pilla, del quale il Santo Padre ha accettato la rinuncia al governo pastorale della medesima Diocesi, presentata in conformità al canone 401, paragrafo 2, del Codice di Diritto Canonico.
NER:RE/.../LENNON:PILLA VIS 20060404 (90)

CELEBRAZIONI SETTIMANA SANTA PRESIEDUTE DAL PAPA


CITTA' DEL VATICANO, 4 APR. 2006 (VIS). Di seguito riportiamo il programma delle celebrazioni liturgiche della Settimana Santa presiedute dal Santo Padre Benedetto XVI, rese pubbliche oggi dall'Ufficio delle Celebrazioni Liturgiche del Sommo Pontefice.

DOMENICA 9 aprile: Domenica delle Palme e della Passione del Signore. XXI Giornata mondiale della Gioventù sul tema: "Lampada per i miei passi è la tua parola, luce sul mio cammino". Alle 9:30, in Piazza San Pietro, il Santo Padre benedirà le palme e gli ulivi e, al termine della processione, celebrerà la Santa Messa della Passione del Signore.

GIOVEDÌ 13 aprile: Giovedì Santo. Alle 9.30 il Santo Padre presiederà nella Basilica di San Pietro, la concelebrazione della Santa Messa Crismale con i Cardinali, i Vescovi e i Presbiteri (diocesani e religiosi) presenti a Roma, quale segno della stretta comunione tra il pastore della Chiesa universale e i suoi fratelli nel Sacerdozio ministeriale. Il Triduo pasquale avrà inizio con la Santa Messa nella Cena del Signore alla 17:30 nella Basilica di San Giovanni in Laterano. Il Santo Padre presiederà la concelebrazione della Santa Messa e dopo l'omelia farà la lavanda dei piedi a dodici uomini. Durante il rito i presenti saranno invitati a compiere un atto di carità a sostegno del progetto di ricostruzione di case per le vittime delle devastanti frane che hanno colpito il territorio della Diocesi di Maasin (Filippine). La somma raccolta sarà affidata al Santo Padre al momento della presentazione dei doni. Al termine della celebrazione avrà luogo la traslazione del Santissimo Sacramento alla Cappella della reposizione.

VENERDÌ 14 aprile: Venerdì Santo. Celebrazione della Passione del Signore. Alle 17:00 nella Basilica di San Pietro, il Santo Padre presiederà la Liturgia della Parola, l'Adorazione della Croce e il Rito della Comunione. Alle 21:15 presiederà la "Via Crucis" al Colosseo, al termine della quale rivolgerà la Sua parola ai fedeli ed impartirà la Benedizione Apostolica.

SABATO 15 aprile: Sabato Santo. La Veglia Pasquale avrà inizio alle 22:00 nella Basilica di San Pietro. Il Santo Padre benedirà il fuoco nuovo nell'atrio della Basilica di San Pietro; dopo l'ingresso processionale in Basilica con il cero pasquale e il canto dell'Exultet, presiederà la Liturgia della Parola, la Liturgia Battesimale e la Liturgia Eucaristica, che sarà concelebrata con i Cardinali.

DOMENICA 16 aprile: Domenica di Pasqua della Risurrezione del Signore. Alle 10:30, il Santo Padre celebrerà la Santa Messa sul sagrato della Basilica di San Pietro e alle 12:00 dalla loggia centrale della Basilica impartirà la Benedizione "Urbi et Orbi".
BXVI-PROGRAMMA/SETTIMANA SANTA/OCL VIS 20060404 (420)

lunedì 3 aprile 2006

UNIVERSITÀ: RIFERIMENTO COSTANTE VISIONE CRISTIANA


CITTA' DEL VATICANO, 1 APR. 2006 (VIS). Questa mattina il Santo Padre Benedetto XVI ha ricevuto i partecipanti al Seminario di studio su: "Il patrimonio culturale e i valori delle Università europee come base per l'attrattività dello 'Spazio Europeo di Istruzione Superiore'", promosso dalla Congregazione per l'Educazione Cattolica in collaborazione con l'U.N.E.S.C.O.-C.E.P.E.S.

Il Papa ha ricordato che numerose università europee, da quella di Bologna, a quelle di Parigi, Cracovia, Salamanca, Colonia, Oxford e Praga "giocarono un ruolo importante nel consolidamento dell'identità dell'Europa e nella formazione del suo patrimonio culturale. Le istituzioni universitarie si distinsero sempre per l'amore della sapienza e la ricerca della verità, con riferimento costante alla visione cristiana che riconosce nell'uomo il capolavoro della creazione, in quanto formato ad immagine e somiglianza di Dio".

Riferendosi alle sfide di carattere culturale che l'Europa deve attualmente affrontare, "essendo impegnata nella riscoperta della propria identità che non è solo di ordine economico e politico", il Santo Padre ha detto: "La questione fondamentale oggi, come ieri, resta quella antropologica. Si tratta cioè di chiarire quale sia la concezione dell'uomo che è alla base dei nuovi progetti. E giustamente voi vi domandate a servizio di quale uomo intenda essere l'Università: di un individuo arroccato nella difesa dei soli suoi interessi o di una persona aperta alla solidarietà con gli altri, nella ricerca del vero senso dell'esistenza?".

"Ci si chiede" - ha detto ancora Papa Benedetto - "quale sia il rapporto tra la persona umana, la scienza e la tecnica", tenendo conto dello sviluppo tecnologico dell'inizio del XXI secolo. "Occorre dire con forza che l'essere umano non può essere mai sacrificato ai successi della scienza e della tecnica".

Il Papa ha concluso il suo discorso ribadendo "il peculiare ruolo delle Università: nell'attuale situazione ad esse è chiesto di non accontentarsi di istruire, ma di impegnarsi anche a svolgere un attento ruolo educativo al servizio delle nuove generazioni, facendo appello al patrimonio di ideali e valori che hanno segnato i millenni passati. L'Università potrà così aiutare l'Europa a conservare la sua 'anima', rivitalizzando quelle radici cristiane che l'hanno originata".
AC/.../UNIVERSITÀ VIS 20060403 (350)

IL PAPA PREGA PER BAMBINO ASSASSINATO E PER PACE IN IRAQ


CITTA' DEL VATICANO, 2 APR. 2006 (VIS). Al termine della recita dell'Angelus, il Papa ha ricordato il bambino italiano Tommaso Onofri, di 18 mesi, rapito il 2 marzo scorso. Sabato 1° aprile, dopo il ritrovamento del corpo del piccolo, uno dei sequestratori ha confessato di averlo assassinato poco dopo il rapimento.

Il 7 marzo scorso, durante gli Esercizi Spirituali della Curia Romana, Benedetto XVI aveva lanciato un appello chiedendo la liberazione di Tommy. "Siamo tutti colpiti dalla vicenda del piccolo Tommaso barbaramente ucciso" - ha detto oggi il Papa - "preghiamo per lui e per tutte le vittime della violenza".

Successivamente il Santo Padre ha fatto riferimento all'appello lanciato dal Patriarca di Babilonia dei Caldei, Sua Beatitudine Emmanuel III Delly e dai Vescovi iracheni ai fedeli, ai credenti e agli uomini di buona volontà perchè il 3 e il 4 aprile "si uniscano nella preghiera e nel digiuno per chiedere a Dio il dono della pace e della concordia in Iraq e nel mondo intero".

"Invito tutti ad aderire all'iniziativa dei nostri fratelli di quel martoriato Paese, affidando tale intenzione all'intercessione di Maria Santissima, Regina della Pace".
ANG/ASSASSINIO BAMBINO:PACE IRAQ/DELLY VIS 20060403 (200)

GIOVANNI PAOLO II: COERENTE VITA DI FEDE CHE TOCCA IL CUORE


CITTA' DEL VATICANO, 2 APR. 2006 (VIS). Il Santo Padre Benedetto XVI ha dedicato alla figura di Giovanni Paolo II la riflessione che precede come di consueto la recita dell'Angelus della domenica con le migliaia di pellegrini convenuti in Piazza San Pietro.

"Il 2 aprile dello scorso anno" - ha detto il Santo Padre - "proprio come oggi, l'amato Papa Giovanni Paolo II stava vivendo in queste stesse ore l'ultima fase del suo pellegrinaggio terreno, un pellegrinaggio di fede, di amore e di speranza, che ha lasciato un segno profondo nella storia della Chiesa e dell'umanità".

"La sua agonia e la sua morte costituirono quasi un prolungamento di Triduo pasquale. Tutti ricordiamo le immagini della sua ultima 'Via Crucis', il Venerdì Santo: non potendo recarsi al Colosseo, la seguì dalla sua Cappella privata, tenendo tra le mani una croce. Nel giorno di Pasqua, poi, impartì la benedizione 'Urbi et Orbi' senza poter pronunciare parole, con il solo gesto della mano. È stata la benedizione più sofferta e commovente, che ci ha lasciato come estrema testimonianza della sua volontà di compere il ministero fino alla fine".

"Giovanni Paolo II è morto così come aveva sempre vissuto, animato dall'indomito coraggio della fede, abbandonandosi in Dio e affidandosi a Maria Santissima. (...) La sua eredità è immensa, ma il messaggio del suo lunghissimo pontificato si può ben riassumere nelle parole con le quali egli lo volle inaugurare, qui in Piazza San Pietro, il 22 ottobre 1978: 'Aprite, anzi, spalancate le porte a Cristo!'".

"Questo indimenticabile appello" - ha sottolineato Papa Benedetto - "Giovanni Paolo II l'ha incarnato con tutta la sua persona e tutta la sua missione di Successore di Pietro (...). Egli ha compiuto come un unico grande gesto, a conferma di quelle parole iniziali. Ha annunciato sempre Cristo, proponendolo a tutti, come aveva fatto il Concilio Vaticano II, quale risposta alle attese dell'uomo, attese di libertà, di giustizia, di pace".

"Negli ultimi anni, il Signore lo ha gradualmente spogliato di tutto, per assimilarlo pienamente a Sé. E quando ormai non poteva più viaggiare, e poi nemmeno camminare, e infine neppure parlare, il suo gesto, il suo annuncio si è ridotto all'essenziale: al dono di se stesso fino all'ultimo. La sua morte è stata il compimento di una coerente testimonianza di fede, che ha toccato il cuore di tanti uomini di buona volontà".

"Giovanni Paolo II" - ha concluso il Papa - "ci ha lasciati nel giorno di sabato dedicato particolarmente a Maria, verso la quale ha sempre nutrito una devozione filiale. Alla celeste Madre di Dio domandiamo ora di aiutarci a far tesoro di quanto ci ha donato ed insegnato questo grande Pontefice".
ANG/GIOVANNI PAOLO II/... VIS 20060403 (460)

INVIATO SPECIALE CENTENARIO SAN FRANCESCO SAVERIO


CITTA' DEL VATICANO, 1 APR. 2006 (VIS). Oggi è stato reso pubblico il testo di una Lettera, redatta in latino e datata 3 marzo, con la quale il Santo Padre Benedetto XVI nomina il Cardinale Antonio María Rouco Varela, Arcivescovo di Madrid (Spagna), Suo Inviato Speciale alle celebrazioni del V Centenario della nascita di San Francesco Saverio, che avranno luogo a Javier (Spagna), il 7 aprile 2006.

La missione che accompagnerà il Porporato è composta dal Padre Elías Royón, S.I., Provinciale della Compagnia di Gesù per la Spagna e dal Sacerdote Anastasio Gil García, del clero dell'Arcidiocesi di Madrid e Direttore del Segretariato della Commissione Episcopale per le Missioni e la Cooperazione tra le Chiese.
BXVI-LETTERA/INVIATO SPECIALE/JAVIER:ROUCO VIS 20060403 (130)

UDIENZE

CITTA' DEL VATICANO, 3 APR. 2006 (VIS). Il Santo Padre ha ricevuto questa mattina in udienze separate:

- L'Onorevole René van der Linden, Presidente dell'Assemblea Parlamentare del Consiglio d'Europa.

- Il Signor Jorge Dezcallar de Mazarredo, Ambasciatore di Spagna, in visita di congedo.

- Il Cardinale Darío Castrillón Hoyos, Prefetto della Congregazione per il Clero.

Sabato 1° aprile il Santo Padre ha ricevuto in udienze separate:

- Le Loro Maestà il Re Alberto II del Belgio e la Regina Paola e Seguito.

- Il Cardinale George Pell, Arcivescovo di Sydney (Australia)

- L'Arcivescovo Stanislaw Rylko, Presidente del Pontificio Consiglio per i Laici.

- L'Arcivescovo Michael Louis Fitzgerald, Nunzio Apostolico nella Repubblica Araba d'Egitto e Delegato della Santa Sede presso l'Organizzazione della Lega degli Stati Arabi.

- Il Vescovo Salomon Lezoutié, di Odienné (Costa d'Avorio), in Visita "ad Limina Apostolorum".

- L'Arcivescovo Francesco Monterisi, Segretario della Congregazione per i Vescovi.
AP:AL/.../... VIS 20060403 (170)

CAMMINO DELLA PACE LUNGO E DIFFICILE, MA NON IMPOSSIBILE


CITTA' DEL VATICANO, 3 APR. 2006 (VIS). Questa mattina, il Santo Padre Benedetto XVI ha ricevuto i Presuli della Conferenza Episcopale della Costa d'Avorio al termine della Visita "ad Limina Apostolorum" e commentando i rapporti quinquennali presentati dai Vescovi, ha assicurato la sua preghiera affinché la Nazione "ritrovi l'unità e la pace in una autentica fraternità fra tutti i suoi figli".

"In effetti, la crisi che il vostro Paese attraversa" - ha affermato Papa Benedetto - "ha purtroppo posto in evidenza le divisioni che costituiscono una profonda ferita nei rapporti fra le diverse componenti della società. Le violenze che ne sono risultate hanno gravemente compromesso la fiducia fra le persone e la stabilità del Paese, lasciando dietro di sé molte sofferenze difficili da guarire. L'instaurarsi di una vera pace non sarà possibile se non accordando un generoso perdono e con la riconciliazione effettivamente realizzata tra le persone e tra i gruppi interessati. Per conseguire ciò tutte le parti in causa devono accettare di raggiungere coraggiosamente il dialogo per esaminare (...) le cause che hanno condotto all'attuale situazione".

"Il cammino della pace" - ha affermato Benedetto XVI - "è lungo e difficile, ma non è mai impossibile" e "in questo sforzo comune i cattolici devono ricoprire il ruolo che è loro, poiché l'edificazione di un mondo riconciliato non può mai essere a loro estraneo".

Tuttavia, per conseguire questo obiettivo "è necessario in primo luogo ricreare la fiducia fra i discepoli di Cristo, malgrado le divergenze d'opinione. (...) Nelle vostre Chiese diocesane, di fronte alle tensioni politiche ed etniche, Vescovi, sacerdoti e persone consacrate devono essere per tutti modelli di fraternità e di carità, e contribuire con la loro parola e con il loro atteggiamento all'edificazione di una società unita e riconciliata".

Il Papa ha sottolineato che in questo contesto la formazione iniziale e permanente dei sacerdoti deve essere la preoccupazione principale dei Vescovi, e li ha esortati ad "un a intensa vita spirituale" e a "promuovere l'unità e la vita fraterna fra di loro".

Riferendosi "all'importanza della formazione dei laici", citata dai Vescovi nel loro rapporto quinquennale, il Santo Padre ha sottolineato che è necessario "l'approfondimento della fede al fine di resistere al ritorno di antiche pratiche o alle sollecitazioni delle sette e soprattutto per rendere conto della speranza cristiana in un mondo complesso che conosce nuovi e gravi problemi. (...) I fedeli, particolarmente quelli impegnati negli ambienti intellettuali, politici, economici, troveranno nel 'Compendio della dottrina sociale della Chiesa' uno strumento fondamentale di formazione e di evangelizzazione".

"Perché la Chiesa sia sempre segno più comprensibile di ciò che essa è e perché sia sempre più idonea alla sua missione, è necessaria l'opera di inculturazione della fede. Questo processo, così importante per l'annuncio del Vangelo a tutte le culture, non deve compromettere la specificità e l'integrità della fede, ma deve aiutare i cristiani a meglio comprendere e a meglio vivere il messaggio evangelico nella loro cultura, e a saper rinunciare alle pratiche in contraddizione con gli impegni battesimali".

"Il peso della mentalità tradizionale" - ha proseguito il Papa - "è spesso un ostacolo all'annuncio del Vangelo. Fra le numerose questioni che si pongono ai fedeli, quella dell'impegno nel sacramento del matrimonio è delle più importanti. La poligamia o la coabitazione di fatto senza celebrazione religiosa sono spesso grandi ostacoli. È quindi necessario perseguire incessantemente lo sforzo da voi intrapreso per far meglio accettare, in particolare fra i giovani, che il matrimonio è, per il cristiano, una via di santità".

Il Papa ha concluso il suo discorso constatando lo sviluppo dei movimenti ecclesiali nelle Diocesi della Costa d'Avorio "che contribuiscono a dare un impulso missionario rinnovato alle comunità cristiane" e invitando "i membri di tali gruppi ad approfondire la loro conoscenza personale di Cristo per darsi generosamente a Lui, rimanendo radicati nella fede della Chiesa".

"Tuttavia" - ha ammonito il Pontefice - "questi movimenti devono essere l'oggetto di un illuminato e costante discernimento da parte dei Vescovi, al fine di garantire l'ecclesialità della loro azione e di mantenere un'autentica comunione con la Chiesa universale e diocesana".
AL/.../COSTA D'AVORIO VIS 20060403 (690)

VITA DI GIOVANNI PAOLO II SI RIASSUME IN FEDELTÀ E DEDIZIONE


CITTA' DEL VATICANO, 2 APR. 2006 (VIS). Alle 20:30 di questa sera, migliaia di persone - fra cui molti fedeli provenienti dalla Polonia - hanno partecipato in Piazza San Pietro ad una veglia di preghiera e a un momento di riflessione in memoria di Giovanni Paolo II, mancato un anno fa.

All'inizio è stata data lettura di alcuni testi di Karol Wojtyla, intervallati da canti eseguiti dal Coro della Diocesi di Roma.

Alle 21:00 il Santo Padre Benedetto XVI si è affacciato alla finestra del suo studio per presiedere la recita del Santo Rosario.

Dopo la preghiera mariana, alle 21:37 circa, ora della morte di Giovanni Paolo II, il Papa si è rivolto ai presenti.

"È passato già un anno dalla morte del Servo di Dio Giovanni Paolo II " - ha detto Benedetto XVI - "ma la sua memoria continua ad essere quanto mai viva (...) Egli continua ad essere presente nella nostra mente e nel nostro cuore; continua a comunicarci il suo amore per Dio e il suo amore per l'uomo; continua a suscitare in tutti, specie nei giovani, l'entusiasmo del bene e il coraggio di seguire Gesù e i suoi insegnamenti".

"Come riassumere la vita e la testimonianza evangelica di questo grande Pontefice? Potremmo tentare di farlo utilizzando due parole: 'fedeltà' e 'dedizione', fedeltà totale a Dio e dedizione senza riserve alla propria missione di Pastore della Chiesa universale" - ha detto Benedetto XVI rivolgendosi ai fedeli che ascoltavano con le candele accese illuminando in modo suggestivo tutta Piazza San Pietro.

"Fedeltà e dedizione" - ha proseguito il Pontefice - "apparse ancor più convincenti e commoventi negli ultimi mesi, quando ha incarnato in sé ciò che ebbe a scrivere nel 1984 nella lettera apostolica 'Salvifici doloris': 'La sofferenza è presente nel mondo per sprigionare amore, per far nascere opere di amore verso il prossimo, per trasformare tutta la civiltà umana nella 'civiltà dell'amore'".

"La sua malattia affrontata con coraggio ha reso tutti più attenti al dolore umano, ad ogni dolore fisico e spirituale; ha dato alla sofferenza dignità e valore, testimoniando che l'uomo non vale per la sua efficienza, per il suo apparire, ma per se stesso, perché creato e amato da Dio".

"Con le parole e i gesti il caro Giovanni Paolo II non si è stancato di indicare al mondo che se l'uomo si lascia abbracciare da Cristo, non mortifica la ricchezza della sua umanità; se a Lui aderisce con tutto il cuore, non gli viene a mancare qualcosa. Al contrario, l'incontro con Cristo rende la nostra vita più appassionante".

"Proprio perché si è avvicinato sempre più a Dio nella preghiera, nella contemplazione, nell'amore per la Verità e la Bellezza, il nostro amato Papa ha potuto farsi compagno di viaggio di ognuno di noi e parlare con autorevolezza anche a quanti sono lontani dalla fede cristiana".

"Nel primo anniversario del suo ritorno alla Casa del Padre" - ha sottolineato Benedetto XVI - "siamo invitati questa sera ad accogliere nuovamente l'eredità spirituale che egli ci ha lasciato; siamo stimolati, tra l'altro, a vivere ricercando instancabilmente la Verità che sola appaga il nostro cuore. Siamo incoraggiati a non aver paura di seguire Cristo, per recare a tutti l'annuncio del Vangelo, che è fermento di una umanità più fraterna e solidale. Giovanni Paolo II ci aiuti dal cielo a proseguire il nostro cammino".

Successivamente Papa Benedetto si è rivolto ai fedeli che dalla Polonia hanno seguito la cerimonia via satellite ed ha detto: "È vivo in noi il ricordo di Giovanni Paolo II e non si spenga il senso della sua spirituale presenza. La memoria del particolare amore che nutriva per i suoi connazionali sempre sia per voi la luce sulla via verso Cristo. 'Rimanete forti nella fede'".

Da Cracovia il Cardinale Stanislaw Dziwisz ha ringraziato per le parole di Benedetto XVI ed ha assicurato che Giovanni Paolo II "ci sorride dal cielo".
AC/GIOVANNI PAOLO II/... VIS 20060403 (660)

ALTRI ATTI PONTIFICI


CITTA' DEL VATICANO, 3 APR. 2006 (VIS). Il Santo Padre:

- Ha nominato il Monsignor Der Raphaël Dabiré Kusiélé, Vescovo di Diébougou (superficie: 18.346; popolazione: 752.412; cattolici: 109.834; sacerdoti: 124; religiosi: 78), Burkina Faso. Il Vescovo eletto, finora Vicario Episcopale per i progetti socio-pastorali della medesima Diocesi, è nato nel 1948 a Dissin (Burkina Faso), ed è stato ordinato sacerdote nel 1975. Succede al Vescovo Jean-Baptiste Somé, del quale il Santo Padre ha accettato la rinuncia al governo pastorale della medesima Diocesi, presentata per raggiunti limiti d'età.

Il Sinodo dei Vescovi della Chiesa Copta cattolica riunitosi nel Convento di San Giuseppe delle Suore Egiziane del Sacro Cuore al Cairo, dal 27 al 30 marzo, avvalendosi della facoltà di cui al Codice di Diritto Canonico delle Chiese Orientali, canone 126, paragrafo 2, e consultato il Sommo Pontefice, ha accettato la rinuncia all'ufficio patriarcale di Sua Beatitudine il Cardinale Stephanos II Ghattas, Patriarca di Alessandria dei Copti (Egitto).

Il medesimo Sinodo ha eletto il 30 marzo 2006 il Vescovo Antonios Naguib, finora Vescovo emerito di Minya dei Copti, a nuovo Patriarca di Alessandria dei Copti Cattolici (cattolici: 135.000; sacerdoti: 156; religiosi: 374), Egitto.

Sabato 1 aprile è stato reso noto che il Santo Padre ha nominato:

- Il Padre Darwin Rudy Andino Ramírez, C.R.S., Vescovo Ausiliare dell'Arcidiocesi di Tegucigalpa (superficie: 15.167; popolazione: 1.695.285; cattolici: 1.240.648; sacerdoti: 153; religiosi: 524), Honduras. Il Vescovo eletto, finora Parroco di "San Juan Bautista" in Tegucigalpa e Consigliere Provinciale della Provincia Centroamericana dei Padri Somaschi, è nato a Tegucigalpa (Honduras) nel 1959, ha emesso la professione solenne nella Congregazione dei Padri Somaschi nel 1988 ed è stato ordinato sacerdote nel 1990.

- Nunzio Apostolico in Samoa l'Arcivescovo Charles Daniel Balvo, Nunzio Apostolico in Nuova Zelanda, Isole Cook, Isole Fiji, Isole Marshall, Kiribati, Stati Federati di Micronesia, Palau, Tonga, Vanuatu, e Delegato Apostolico nell'Oceano Pacifico.

- Nunzio Apostolico in Papua Nuova Guinea e nelle Isole Salomone il Monsignore Francisco Montecillo Padilla, finora Consigliere della Nunziatura Apostolica in Australia, elevandolo in pari tempo alla dignità di Arcivescovo. L'Arcivescovo eletto è nato a Cebu City (Filippine) nel 1953 ed è stato ordinato sacerdote nel 1976.

- Suo Inviato Speciale alle celebrazioni che avranno luogo a Singapore, dal 21 al 23 giugno 2006, nel XXV anniversario delle relazioni diplomatiche con la Santa Sede il Cardinale Renato Raffaele Martino, Presidente del Pontificio Consiglio della Giustizia e della Pace e del Pontificio Consiglio della Pastorale per i Migranti e gli Itineranti.
NER:RE:NEA:NN:NA/.../... VIS 20060403 (420)

venerdì 31 marzo 2006

INTENZIONI APOSTOLATO PREGHIERA DEL PAPA MESE DI APRILE


CITTA' DEL VATICANO, 31 MAR. 2006 (VIS). L'intenzione Generale per l'Apostolato della Preghiera del Santo Padre Benedetto XVI per il mese di aprile è la seguente: "Perché siano rispettati i diritti individuali, sociali e politici della donna in tutte le nazioni".

L'intenzione Missionaria è la seguente: "Perché la Chiesa in Cina possa svolgere con serenità e piena libertà la sua missione evangelizzatrice".
BXVI-INTENZIONI PREGHIERA/APRILE/… VIS 20060331 (80)

PRESENTAZIONE FILM: "KAROL, UN PAPA RIMASTO UOMO"


CITTA' DEL VATICANO, 31 MAR. 2006 (VIS). Nel pomeriggio di ieri, nell'Aula Paolo VI, in presenza del Santo Padre Benedetto XVI, ha avuto luogo la proiezione del film: "Karol, un Papa rimasto uomo", del regista e sceneggiatore italiano Giacomo Battiato, dedicato alla vita di Giovanni Paolo II. Benedetto XVI aveva assistito alla prima parte del film "Karol, un uomo diventato Papa", nel maggio dello scorso anno, a poca distanza dalla scomparsa di Giovanni Paolo II.

Al termine della proiezione del film girato per la televisione, il Papa, ringraziando il regista, i suoi collaboratori e l'attore Piotr Adamczyk, che ha interpretato il ruolo di Giovanni Paolo II, ha detto che essi "con sapiente maestria ci hanno riproposto i momenti centrali del ministero apostolico del mio venerato Predecessore".

"Con questa seconda parte della fiction" - ha commentato il Papa - "si conclude il racconto della vicenda terrena dell'amato Pontefice. Abbiamo riascoltato l'appello iniziale del suo Pontificato risuonato nel corso degli anni tante volte: 'Aprite le porte a Cristo! Non abbiate paura!'. Lo scorrere delle immagini ci ha mostrato un Papa immerso nel contatto con Dio e proprio per questo sempre sensibile alle attese degli uomini. Il film ci ha fatto idealmente ripensare ai suoi viaggi apostolici in ogni parte del mondo; ci ha dato modo di rivivere i suoi incontri con tante persone, con i Grandi della terra e con semplici cittadini, con illustri personaggi e persone sconosciute. Tra tutti merita una menzione speciale l'abbraccio con Madre Teresa di Calcutta, legata a Giovanni Paolo II da un'intima sintonia spirituale. Impietriti, come se fossimo presenti, abbiamo riudito gli spari del tragico attentato in Piazza San Pietro del 13 maggio 1981".

"Dall'insieme è emersa" - ha proseguito Benedetto XVI - "la figura di un instancabile profeta di speranza e di pace, che ha percorso i sentieri del globo per comunicare il Vangelo a tutti. Sono tornate alle mente le sue parole vibranti per condannare l'oppressione di regimi totalitari, la violenza omicida e la guerra; parole piene di consolazione e di speranza per manifestare vicinanza ai familiari delle vittime di conflitti e di drammatici attentati, come quello alle Torri Gemelle di New York; parole di coraggio e di denuncia verso la società consumistica e la cultura edonistica, protesa a costruire un benessere semplicemente materiale che non può soddisfare le attese profonde del cuore umano".
.../FILM-GIOVANNI PAOLO II/... VIS 20060331 (410)

ALTRI ATTI PONTIFICI


CITTA' DEL VATICANO, 31 MAR. 2006 (VIS). Il Santo Padre ha nominato il Padre Bruno Grua, Vescovo di Saint-Flour (superficie: 5.726; popolazione: 151.600; cattolici: 145.600; sacerdoti: 127; religiosi: 172; diaconi permanenti: 4), Francia. Il Vescovo eletto, finora Parroco a Digne (Francia) e membro del Consiglio Episcopale, è nato nel 1946 a Lione (Francia) ed è stato ordinato sacerdote nel 1971.

In data giovedì 30 marzo, il Santo Padre ha nominato l'Arcivescovo Adolfo Tito Yllana, finora Nunzio Apostolico in Papua Nuova Guinea e nelle Isole Salomone, Nunzio Apostolico in Pakistan.
NER:NN/.../GRUA:YLLANA VIS 20060331 (100)

UDIENZE

CITTA' DEL VATICANO, 31 MAR. 2006 (VIS). Il Santo Padre ha ricevuto in udienze separate:

- Sette Presuli della Conferenza Episcopale di Costa d'Avorio, in Visita "ad Limina Apostolorum":

- Il Vescovo Félix Kouadjo, di Bondoukou.

- L'Arcivescovo Jean-Pierre Kutwa, di Gagnoa.

- Il Vescovo Maurice Konan Kouassi, di Daloa.

- Il Vescovo Joseph Niangoran Teky, di Man.

- Il Vescovo Barthélemy Djabla, di San Pedro-en-Côte d'Ivoire.

- L'Arcivescovo Marie-Daniel Dadiet, di Korhogo.

- Il Vescovo Ignace Bessi Dogbo, di Katiola.

Nel pomeriggio è in programma che il Santo Padre riceva il Cardinale William Joseph Levada, Prefetto della Congregazione per la Dottrina della Fede.
AL:AP/.../... VIS 20060331 (110)

giovedì 30 marzo 2006

EUROPA: FEDELTÀ CREATIVA AL PATRIMONIO CRISTIANO


CITTA' DEL VATICANO, 30 MAR. 2006 (VIS). In occasione delle Giornate di Studio sull'Europa, organizzate dal Gruppo Parlamentare Europeo del Partito Popolare, il Santo Padre Benedetto XVI ha ricevuto oggi in Vaticano un gruppo di rappresentanti di questa formazione politica.

Il Papa ha iniziato il suo discorso ai parlamentari ricordando la particolare attenzione che i Pontefici romani hanno sempre dedicato all'Europa, della quale esempio eloquente è l'udienza odierna "che si colloca in una lunga serie di incontri fra i miei Predecessori e i movimenti politici di ispirazione cristiana".

Il Santo Padre ha citato successivamente le complesse questioni che il continente europeo deve attualmente affrontare come "la crescita e lo sviluppo del processo di integrazione europea, la definizione sempre più precisa di politica di vicinanza entro i confini dell'Unione e il dibattito sul suo modello sociale", sottolineando che per conseguire tali obiettivi è importante "trarre ispirazione, con fedeltà creativa, dal patrimonio cristiano che ha offerto un contributo fondamentale all'identità del continente europeo".

"Non dimenticando le sue radici cristiane, l'Europa" - ha detto il Papa - "sarà in grado di offrire un sicuro indirizzo alle scelte dei suoi cittadini e dei suoi popoli, rafforzerà la loro consapevolezza di appartenere ad una comune civiltà ed alimenterà l'impegno di tutti nell'affrontare le attuali sfide per un futuro migliore".

Il Santo Padre ha espresso il suo apprezzamento per il riconoscimento del patrimonio cristiano dell'Europa del Partito Popolare Europeo che "offre valide linee guida etiche alla ricerca di un modello sociale che risponda adeguatamente alle necessità di un'economia globalizzata e ai mutamenti demografici, assicurando la crescita e l'impiego, la protezione della famiglia, uguali opportunità per l'educazione dei giovani e la sollecitudine per i poveri".

Il tener conto dell'eredità cristiana, ha detto ancora Papa Benedetto, "può contribuire in modo significativo alla lotta contro una cultura molto diffusa in Europa che relega alla sfera privata e alla soggettiva la manifestazione delle proprie convinzioni religiose. Le politiche che si fondano su tali basi non solo implicano il rifiuto del ruolo pubblico del cristianesimo, ma più generalmente escludono il riconoscimento della tradizione religiosa dell'Europa che è così evidente, nonostante le variazioni confessionali, e ciò minaccia la democrazia stessa, la cui forza dipende dai valori che essa promuove".

Il Papa ha inoltre affermato che: "Sarebbe segno di immaturità, se non di debolezza, scegliere di opporsi e di ignorare i valori cristiani, piuttosto che dialogare con essi. In questo contesto occorre riconoscere che una certa intransigenza secolare si dimostra nemica della tolleranza e di una sana visione secolare dello stato e della società".

Successivamente Benedetto XVI ha espresso il suo apprezzamento perché "Il trattato costituzionale dell'Unione Europea prevede un rapporto strutturato e continuo con le comunità religiose, riconoscendo la loro identità e il loro specifico contributo. Sopratutto, confido che la posta in opera corretta ed effettiva di tale rapporto cominci ora, con la cooperazione di tutti i movimenti politici a prescindere dagli allineamenti di partito".

"Non bisogna dimenticare" - ha sottolineato il Pontefice - "che quando le Chiese o i movimenti ecclesiali intervengono nel dibattito pubblico, esprimendo riserve o richiamando vari principi, ciò non costituisce una forma di intolleranza o un'interferenza, poiché tali interventi sono volti unicamente ad illuminare le coscienze, rendendole capaci di agire liberamente e responsabilmente, secondo le autentiche esigenze della giustizia, anche quando ciò dovesse essere in conflitto con situazioni di potere e di interesse personale".

Il Papa ha ricordato poi che "il punto principale degli interventi della Chiesa Cattolica sono "la protezione e promozione della dignità della persona, e ciò richiede particolare attenzione ai principi che non sono negoziabili" quali "la protezione della vita in tutti i suoi stadi", "il riconoscimento e la promozione della struttura naturale della famiglia - quale unione fra uomo e donna fondata sul matrimonio - e la sua difesa dai tentativi di rendere giuridicamente equivalente a forme radicalmente diverse di unioni che in realtà la danneggiano e contribuiscono alla sua destabilizzazione, oscurando il suo particolare carattere ed il suo insostituibile ruolo sociale; la protezione dei diritti dei genitori di educare i figli".

"Questi principi non sono verità di fede, anche se sono illuminati e riconfermati dalla fede; sono iscritti nella natura umana e perciò sono comuni a tutta l'umanità. L'azione della Chiesa nel promuoverli non è perciò di carattere confessionale, ma si rivolge a tutte le persone, prescindendo da qualunque affiliazione religiosa".

Il Papa ha preso congedo dai parlamentari esortandoli ad "ad essere credibili e coerenti testimoni di queste verità fondamentali attraverso la vostra attività politica, e più fondamentalmente attraverso il vostro impegno a vivere una vita autentica e coerente".
AC/.../PARTITO POPOLARE EUROPEO VIS 20060330 (770)

PATRIMONIO CULTURALE E VALORI ACCADEMICI UNIVERSITÀ


CITTA' DEL VATICANO, 30 MAR. 2006 (VIS). Questa mattina, presso la Sala Stampa della Santa Sede, ha avuto luogo la presentazione del Seminario di Studi sul "Bologna Process", promosso dalla Congregazione per l'Educazione Cattolica in collaborazione con l'UNESCO-CEPES, in corso dal 30 marzo al 1° aprile nell'Aula Nuova del Sinodo in Vaticano.

Il Cardinale Zenon Grocholewski, Prefetto della Congregazione per l'Educazione Cattolica, ha spiegato che la legislazione canonica fa distinzione fra Università e Facoltà ecclesiastiche e fra Università e Facoltà cattoliche. "Più esattamente si dovrebbe dire che tutte sono cattoliche, ma fra le Università o Facoltà cattoliche, quelle che chiamiamo ecclesiastiche hanno un ruolo particolare e una regolamentazione propria".

Il Monsignor Angelo Vincenzo Zani, Sotto-Segretario della Congregazione, ha ricordato che la Santa Sede ha aderito al "Processo" in occasione del vertice dei Ministri, tenuto a Berlino nel 2003. "Da allora, la Congregazione per l'Educazione Cattolica segue le diverse tappe del cammino intrapreso insieme agli altri paesi, con l'aiuto di una 'Commissione' appositamente creata, la quale accompagna le Facoltà ecclesiastiche presenti in Europa nell'attuare i relativi orientamenti".

L'Arcivescovo Michael J. Miller, Segretario del Dicastero, ha fatto riferimento al programma del Seminario, dal titolo: "Il patrimonio culturale e i valori accademici delle Università europee, e l'attrattività dello Spazio Europeo dell'Istruzione Superiore".

L'Arcivescovo ha ricordato che è prevista la partecipazione dei rappresentanti di 42 paesi, la maggiore parte europei, ma anche delle Americhe, Asia e Oriente. "Sono" - ha detto - "ministri dell'educazione di vari paesi, ufficiali dei governi, rettori di Università, rappresentanti di organizzazioni europee ed internazionali".

Riferendosi ai temi in discussione in questi giorni, il Segretario della Congregazione ne ha enumerato i seguenti: "Il patrimonio culturale europeo: identità e sfide"; "I valori accademici dell'Università europea e la sua rilevanza contemporanea"; "Le Università europee: la loro responsabilità culturale e il ruolo nella costruzione dell'Europa". Seguiranno gruppi di discussione su temi rilevanti come: "I valori fondamentali e la libertà accademica; i fondamenti per il dialogo interdisciplinare; il dialogo interculturale e interreligioso; la ricerca scientifica e la responsabilità etica". Il Seminario si concluderà sabato mattina con l'Udienza del Santo Padre.

Il Dr. Jan Sadlak, Direttore del Centro Europeo di Educazione Universitaria dell'U.N.E.S.C.O. ha affermato che l'Europa può essere orgogliosa di una diversità che è fonte di ispirazione in molti campi, dal culturale al religioso. "Per preservare ed alimentare queste differenti diversità" - ha detto - "dobbiamo contare su valori solidi ed obiettivi comuni che ci possono difendere dalle forze che hanno causato in Europa due guerre mondiali e diversi tipi di regimi totalitari. E qui dobbiamo sottolineare il ruolo dell'Università, che nella sua forma moderna, è una creazione europea e nella cui storia quasi millenaria, la Chiesa Cattolica ha ricoperto un ruolo importante. È una realtà che deve essere riconosciuta".

Infine ha preso la parola Sjur Bergan, Capo del Dipartimento di Educazione Universitaria ed Insegnamento Storico del Consiglio d'Europa che ha ricordato che obiettivo della Conferenza è "essenzialmente definire come il nostro patrimonio e i nostri valori accademici rendono attraente l'educazione superiore europea sia agli studenti del Continente che delle altre parti del mondo".

Il Dr. Bergan ha parlato dei quattro punti chiave in materia universitaria del Consiglio d'Europa: preparazione per il mercato del lavoro; preparazione per la vita come cittadini attivi nelle società democratiche; sviluppo personale; sviluppo personale e mantenimento di un'ampia ed avanzata base di conoscenze. "Il patrimonio accademico" - ha detto il Dr. Bergan - "è di grande importanza per il 'Bologna Process' sia per il suo valore intrinseco e perchè offre una prospettiva più ampia sulla riforma dell'insegnamento superiore. La riforma è parte del nostro patrimonio: le università insieme con la Chiesa e il Parlamento, sono le più antiche istituzioni d'Europa. Ritengo che sia importante sottolineare che le università sono sopravvissute perché sono state capaci di riformarsi. Non fossero state in grado di cambiare, non sarebbero sopravvissute".
OP/SEMINARIO UNIVERSITÀ EUROPA/CIC VIS 20060330 (650)

MESSAGGIO GIORNATA MONDIALE DI PREGHIERA PER VOCAZIONI


CITTA' DEL VATICANO, 30 MAR. 2006 (VIS). Oggi è stato reso pubblico un Messaggio del Santo Padre Benedetto XVI per la XLIII Giornata Mondiale di Preghiera per le Vocazioni che si celebrerà il 7 maggio prossimo, Quarta domenica di Pasqua, sul tema: "La Vocazione nel mistero della Chiesa".

"Il peso di due millenni di storia" - si legge nel Messaggio - "rende difficile percepire la novità del mistero affascinante dell'adozione divina, che è al centro dell'insegnamento di San Paolo. (...) Siamo chiamati a vivere da fratelli e sorelle di Gesù, a sentirci figli e figlie del medesimo Padre. È un dono che capovolge ogni idea e progetto esclusivamente umani".

Benedetto XVI pone successivamente il seguente interrogativo: "Che dire allora della tentazione, molto forte ai nostri giorni, di sentirci autosufficienti fino a chiuderci al misterioso piano di Dio nei nostri confronti? L'amore del Padre, che si rivela nella persona di Cristo, ci interpella".

Ricordando che: "Nel corso dei secoli tanti uomini e donne, trasformati dall'amore divino, hanno consacrato le proprie esistenze alla causa del Regno" ed "hanno conosciuto attraverso Cristo il mistero dell'amore del Padre", il Papa segnala che essi "rappresentano la molteplicità delle vocazioni da sempre presenti nella Chiesa".

Nel contesto della universale chiamata alla santità, ribadito dal Concilio Vaticano II, il Santo Padre afferma che Cristo chiama persone "che si prendano cura del suo popolo; in particolare, chiama al ministero sacerdotale uomini che esercitino una funzione paterna. (...) La missione del sacerdote nella Chiesa è insostituibile. Pertanto, anche se in alcune regioni si registra scarsità di clero, non deve mai venire meno la certezza che Cristo continua a suscitare uomini, i quali, come gli Apostoli, abbandonata ogni altra occupazione, si dedicano totalmente alla celebrazione dei sacri misteri, alla predicazione del Vangelo e al ministero pastorale".

"Un'altra vocazione speciale, che occupa un posto d'onore nella Chiesa, è la chiamata alla vita consacrata. Sull'esempio di Maria di Betania, che 'sedutasi ai piedi di Gesù, ascoltava la sua parola', molti uomini e donne si consacrano ad una sequela totale ed esclusiva di Cristo. Essi, pur svolgendo diversi servizi nel campo della formazione umana e della cura dei poveri, nell'insegnamento o nell'assistenza dei malati, non considerano queste attività come lo scopo principale della loro vita, poiché, come ben sottolinea il Codice di Diritto Canonico, 'primo e particolare dovere di tutti i religiosi deve essere la contemplazione delle verità divine e la costante unione con Dio nell'orazione".

Papa Benedetto XVI conclude il Messaggio avvertendo "il bisogno di pregare per la vocazioni al sacerdozio e alla vita consacrata. (...) La santità della Chiesa dipende essenzialmente dall'unione con Cristo e dall'apertura al mistero della grazia che opera nel cuore dei credenti. Per questo vorrei invitare tutti i fedeli a coltivare un'intima relazione con Cristo, Maestro e Pastore del suo popolo, imitando Maria, che custodiva nell'animo i divini misteri e li meditava assiduamente".
MESS/GIORNATA PREGHIERA VOCAZIONI/... VIS 20060330 (490)

UDIENZE

CITTA' DEL VATICANO, 30 MAR. 2006 (VIS). Il Santo Padre ha ricevuto questa mattina in udienze separate otto Presuli della Conferenza Episcopale di Costa d'Avorio in Visita "ad Limina Apostolorum":

- Il Cardinale Bernard Agré, Arcivescovo di Abidjan, con l'Ausiliare Vescovo Joseph Aké.

- Il Vescovo Paul Dacoury-Tabley, di Grand-Bassam.

- Il Vescovo Laurent Akran Mandjo, di Yopougon.

- L'Arcivescovo Vital Komenan Yao, di Bouaké, con l'Arcivescovo Coadiutore Paul-Siméon Ahouanan Djro, O.F.M., Amministratore Apostolico di Yamoussoukro.

- Il Vescovo Jean-Jacques Koffi Oi Koffi, di Abengourou, con il Vescovo emerito Bruno Kouamé.
AL/.../... VIS 20060330 (90)

mercoledì 29 marzo 2006

CHIESA CREAZIONE D'AMORE CHE RENDE CRISTO VICINO UMANITÀ


CITTA' DEL VATICANO, 29 MAR. 2006 (VIS). Questa mattina nel corso dell'Udienza Generale del Mercoledì, tenutasi in Piazza San Pietro, alla quale hanno assistito 37.000 pellegrini, il Santo Padre Benedetto XVI ha proseguito la catechesi sul rapporto fra Cristo e la Chiesa a partire dell'esperienza degli Apostoli e dalla missione a loro affidata.

"Attraverso il ministero apostolico" - ha detto il Papa - "la Chiesa, comunità radunata dal Figlio di Dio venuto nella carne, vivrà nel succedersi dei tempi edificando e nutrendo la comunione in Cristo e nello Spirito, alla quale tutti sono chiamati e nella quale possono fare esperienza della salvezza donata dal Padre".

"I Dodici ebbero cura, infatti, di costituirsi dei successori, affinché la missione loro affidata continuasse dopo la loro morte. Nel corso dei secoli la Chiesa, organicamente strutturata sotto la guida dei legittimi Pastori, ha così continuato a vivere nel mondo come mistero di comunione, nel quale si rispecchia in qualche misura la stessa comunione trinitaria".

Il Santo Padre ha spiegato che: "L'idea della comunione come partecipazione alla vita trinitaria è illuminata con particolare intensità nel Vangelo di Giovanni, dove la comunione d'amore che lega il Figlio al Padre e agli uomini è al tempo stesso il modello e la sorgente della comunione fraterna, che deve unire i discepoli fra loro".

"Nel tempo del pellegrinaggio terreno" - ha proseguito Papa Benedetto - "il discepolo, mediante la comunione col Figlio, può già partecipare della vita divina di Lui e del Padre. (...) Questa vita di comunione con Dio e fra noi è la finalità propria dell'annuncio della buona novella".

"La comunione - frutto dello Spirito Santo - è nutrita dal Pane eucaristico e si esprime nelle relazioni fraterne, in una sorta di anticipazione della gloria futura. Proprio così, essa è il dono che ci fa uscire dalle nostre solitudini e ci rende partecipi dell'amore che ci unisce a Dio e fra di noi. È facile comprendere quanto grande sia questo dono, se solo pensiamo alle frammentazioni e ai conflitti che affiggono le relazioni fra i singoli, i gruppi e i popoli interi".

"La 'comunione' è veramente la buona novella a rimedio di ogni solitudine, il dono prezioso che ci fa sentire accolti a amati in Dio, nell'unità del suo Popolo radunato nel nome della Trinità; è la luce che fa risplendere la Chiesa come segno innalzato fra i popoli. (...) La Chiesa si rivela così una meravigliosa creazione d'amore, fatta per rendere Cristo vicino a ogni uomo e a ogni donna che voglia veramente incontrarlo, fino alla fine dei tempi".
AG/CHIESA:COMUNIONE/... VIS 20060329 (430)

martedì 28 marzo 2006

SANTA MESSA PRIMO ANNIVERSARIO MORTE GIOVANNI PAOLO II

CITTA' DEL VATICANO, 28 MAR. 2006 (VIS). Lunedì 3 aprile, alle 17:30, il Santo Padre Benedetto XVI presiederà sul sagrato della Basilica Vaticana, una Santa Messa di suffragio nel primo anniversario della morte di Giovanni Paolo II.

Domenica 2 aprile, alle 21:00, ad un anno esatto dalla scomparsa di Giovanni Paolo II, il Cardinale Camillo Ruini, Vicario Generale del Papa per la Diocesi di Roma, guiderà la recita del Santo Rosario in Piazza San Pietro. Al termine, il Santo Padre saluterà i presenti dalla finestra del suo studio privato.
OCL/MESSA SUFFRAGIO/GIOVANNI PAOLO II VIS 20060328 (100)

SEMINARIO DI STUDI SUL "BOLOGNA PROCESS"


CITTA' DEL VATICANO, 28 MAR. 2006 (VIS). Giovedì 30 marzo, alle ore 11:30, presso la Sala Stampa della Santa Sede, avrà luogo la Conferenza Stampa di presentazione del Seminario di studi sul "Bologna Process", organizzato dalla Congregazione per l'Educazione Cattolica (dei Seminari e degli Istituti di Studi) in collaborazione con l'UNESCO-CEPES, che si terrà dal 30 marzo al 1° aprile 2006 presso l'Aula Nuova del Sinodo in Vaticano.

Il Bologna Process è un progetto per l'istituzione di uno Spazio Europeo di Educazione Superiore. L'ideazione del progetto risale al 1998 quando, in occasione del 700 anniversario dell'Università della Sorbona (Università di Parigi), i Ministri dell'Educazione di Germania, Gran Bretagna, Francia e Italia redassero un documento congiunto nel quale si invitavano i paesi dell'Unione Europea e gli altri paesi dell'Europa a creare "una zona europea dedicata all'educazione superiore". Nel 1999 i ministri di 29 paesi firmarono nella città di Bologna (insieme alla Sorbona una delle università più antiche d'Europa) una dichiarazione politica di intenzioni.

Alla Conferenza Stampa interverranno il Cardinale Zenon Grocholewski, Prefetto della Congregazione per l'Educazione Cattolica (dei Seminari e degli Istituti di Studi), l'Arcivescovo J. Michael Miller, Segretario, il Monsignor Angelo Vincenzo Zani, Sotto-Segretario della medesima Congregazione ed il Dr. Jan Sadlak, Direttore dell'UNESCO-CEPES.
OP/BOLOGNA PROCESS/GROCHOLEWSKI VIS 20060328 (200)

lunedì 27 marzo 2006

PRESA DI POSSESSO DIACONIA CARDINALE POREKU DERY

CITTA' DEL VATICANO, 25 MAR. 2006 (VIS). L'Ufficio delle Celebrazioni Liturgiche del Sommo Pontefice ha reso noto che martedì 28 marzo, alle ore 18:00, il Cardinale Peter Poreku Dery, Arcivescovo emerito di Tamale (Ghana), prenderà possesso della Diaconia di Sant'Elena fuori Porta Prenestina, in Via Casilina, 205.
OCL/PRESA POSSESSO DIACONIA/POREKU VIS 20060327 (60)

RICONOSCERE NELL'INCARNAZIONE GLI INIZI DELLA CHIESA


CITTA' DEL VATICANO, 25 MAR. 2006 (VIS). Questa mattina in Piazza San Pietro, il Santo Padre Benedetto XVI ha presieduto la Concelebrazione Eucaristica con i nuovi Cardinali creati nel Concistoro di ieri, ed ha consegnato ai Porporati l'Anello cardinalizio, "segno di dignità, di sollecitudine pastorale e di più salda comunione con la Sede di Pietro".

Dopo la proclamazione del Santo Vangelo, il Papa ha tenuto l'omelia ricordando che la presente Concelebrazione coincide con la solennità liturgica dell'Incarnazione del Figlio di Dio nella quale "riconosciamo gli inizi della Chiesa".

"Da lì tutto proviene" - ha affermato Papa Benedetto - "Ogni realizzazione storica della Chiesa ed anche ogni sua istituzione deve rifarsi a quella originaria Sorgente. Deve rifarsi a Cristo, Verbo di Dio incarnato".

Il Papa ha spiegato successivamente che, nell'Annunciazione, l'Arcangelo Gabriele si rivolge a Maria con la parola "amata" ed ha affermato: "Origene osserva che mai un simile titolo fu rivolto ad essere umano, e che esso non trova riscontro in tutta la Sacra Scrittura. È un titolo espresso in forma passiva, ma questa 'passività' di Maria, che da sempre e per sempre è la 'amata' dal Signore, implica il suo libero consenso, (...) nell'essere amata Maria è pienamente attiva, perché accoglie con personale disponibilità l'onda dell'amore di Dio che si riversa in lei".

Benedetto XVI ha fatto riferimento alla seconda Lettura, la Lettera agli Ebrei, nella quale si spiega che Cristo entra nel mondo per compiere la volontà del Padre ed ha affermato che il mistero di questi due "Eccomi" del Cristo e della Vergine deve illuminare la vita dei ministri della Chiesa e sostenere i Cardinali nella loro missione di "eminente 'Senato' del Successore di Pietro!".

Nella cerimonia di oggi, "risalta in modo particolare il principio petrino della Chiesa, alla luce dell'altro principio, quello mariano, che è ancora più originario e fondamentale. L'importanza del principio mariano nella Chiesa è stata particolarmente evidenziata, dopo il Concilio, dal mio amato Predecessore Papa Giovanni Paolo II, coerentemente col suo motto 'Totus tuus'".

"Tutto nella Chiesa, ogni istituzione e ministero" - ha detto ancora il Santo Padre -
anche quello di Pietro e dei suoi successori, è 'compreso' sotto il manto della Vergine, nello spazio pieno di grazia del suo 'sì' alla volontà di Dio. (...) Il tema del rapporto tra il principio petrino e quello mariano lo possiamo ritrovare anche nel simbolo dell'anello, che tra poco vi consegnerò. L'anello è sempre un segno nuziale (...) che vi ricorda il vostro essere prima di tutto intimamente uniti a Cristo, per compiere la missione di sposi della chiesa (...) che siete chiamati a servire con amore sponsale. Le due dimensioni della Chiesa, mariana e petrina, si incontrano dunque in quello che costituisce il compimento di entrambe, cioè nel valore supremo della carità, il carisma 'più grande'".

"Tutto passa in questo mondo. Nell'eternità solo l'Amore rimane" - ha esclamato il Pontefice, ricordando che il primo atto che Maria compì dopo aver ricevuto il messaggio dell'Angelo fu di recarsi 'in fretta' a casa della cugina Elisabetta "per prestarle il suo servizio". (...) Chi ama dimentica se stesso e si mette al servizio del prossimo".

"Ecco l'immagine e il modello della Chiesa! Ogni Comunità ecclesiale, come la Madre di Cristo, è chiamata ad accogliere con piena disponibilità il mistero di Dio che viene ad abitare in essa e la spinge sulle vie dell'amore. È questa la strada su cui ho voluto avviare il mio pontificato invitando tutti, con la prima Enciclica, a edificare la Chiesa nella carità, quale 'comunità d'amore'".

Al termine dell'omelia il Papa ha consegnato ai quindici nuovi Cardinali l'Anello cardinalizio.

Infine, conclusasi la cerimonia, il Santo Padre si è recato nell'atrio dell'Aula Paolo VI dove ha consumato la seconda colazione con i Membri del Collegio Cardinalizio.
HML/PRINCIPIO PETRINO:MARIANO/... VIS 20060327 (640)

LA FEDE CRISTIANA È UN INCONTRO PERSONALE CON CRISTO


CITTA' DEL VATICANO, 26 MAR. 2006 (VIS). Alle 9:00 di questa mattina il Santo Padre Benedetto XVI si è recato in visita pastorale alla Parrocchia romana di Dio Padre Misericordioso nel settore Est della Diocesi di Roma ed ha presieduto la Celebrazione Eucaristica.

Nell'omelia il Papa ha ricordato che oggi "Questa quarta domenica di Quaresima tradizionalmente designata come 'domenica Laetare', è permeata da una gioia che in qualche misura attenua il clima penitenziale di questo tempo santo. (...) Certamente un motivo è l'avvicinarsi della Pasqua (...). La ragione più profonda" è che "nonostante la nostra indegnità, noi siamo i destinatari dell'infinita misericordia di Dio".

"Sempre, ma particolarmente in questo tempo quaresimale" - ha proseguito il Pontefice - "al centro della nostra meditazione deve dunque stare la Croce. (...) È la gloria del Crocifisso che ogni cristiano è chiamato a comprendere, a vivere e a testimoniare con la sua esistenza. La Croce è in definitiva il 'segno' per eccellenza dato a noi per comprendere la verità dell'uomo e la verità di Dio: tutti siamo stati creati e redenti da un Dio che per amore ha immolato il suo unico Figlio".

Benedetto XVI ha sottolineato che in Gesù morto e risorto "possiamo comprendere la verità della vita e ottenere la salvezza. È questo l'annuncio centrale della Chiesa, che resta nei secoli immutato. La fede cristiana pertanto non è ideologia, ma incontro personale con Cristo crocifisso e risorto. Da questa esperienza, che è individuale e comunitaria, scaturisce un nuovo modo di pensare e di agire: ha origine, come testimoniano i santi, un'esistenza segnata dall'amore".

"Cari amici, questo mistero è particolarmente eloquente nella vostra parrocchia, dedicata a 'Dio Padre misericordioso'. Essa è stata voluta dall'amato mio predecessore Giovanni Paolo II a ricordo del Grande Giubileo dell'Anno 2000, perché condensasse in maniera efficace il significato di quell'evento spirituale straordinario".

Il Papa ha letto poi parte del testo che Giovanni Paolo II aveva preparato per il 3 aprile dello scorso anno, Domenica in Albis, ed anche Domenica della Divina Misericordia: "'All'umanità, che talora sembra smarrita e dominata dal potere del male, dell'egoismo e della paura, il Signore risorto offre in dono il suo amore che perdona, riconcilia e apre l'animo alla speranza. È amore che converte i cuori e dona la pace'. Ed aggiungeva: 'Quanto bisogno ha il mondo di comprendere e di accogliere la Divina Misericordia!'". Benedetto XVI ha quindi commentato che queste parole sono "un manoscritto che è come un testamento".

"Comprendere e accogliere l'amore misericordioso di Dio: sia questo il vostro impegno anzitutto all'interno delle famiglie e poi in ogni ambito del quartiere" - ha esortato il Pontefice.

Papa Benedetto ha concluso l'omelia incoraggiando i fedeli a sforzarsi di fare della loro parrocchia "una vera famiglia dove la fedeltà alla Parola di Dio e alla Tradizione della Chiesa diventano giorno dopo giorno sempre più la regola di vita. So poi che questa vostra chiesa, per la sua originale struttura architettonica, è meta di molti visitatori. Ad essi fate apprezzare non soltanto la bellezza dell'edificio sacro, ma soprattutto la ricchezza di una Comunità viva, tesa a testimoniare l'amore di Dio, Padre misericordioso".
HML/.../DIO PADRE MISERICORDIOSO VIS 20060327 (530)

ALTRI ATTI PONTIFICI


CITTA' DEL VATICANO, 25 MAR. 2006 (VIS). Il Santo Padre:

- Ha accettato la rinuncia al governo pastorale dell'Arcidiocesi di Keewatin-Le Pas (Canada), presentata dall'Arcivescovo Peter Alfred Sutton, O.M.I., in conformità al canone 401, paragrafo 2, del Codice di Diritto Canonico. Gli succede l'Arcivescovo Sylvain Lavoie, O.M.I., Coadiutore della medesima Arcidiocesi.

- Ha nominato il Padre Philip Banchong Chaiyara, C.SS.R., Vescovo di Ubon Ratchathani (superficie: 53.917; popolazione: 7.921.117; cattolici: 25.750; sacerdoti: 42), Thailandia. Il Vescovo eletto, finora Direttore del Centro dei Padri Redentoristi di Pattaya e Parroco della Chiesa St. Nikolaus (Thailandia), è nato nel 1945 a Chang Ming (Thailandia), ha emesso la professione religiosa nel 1969 ed è stato ordinato sacerdote nel 1975. Il Vescovo Banchong Chaiyara succede al Vescovo Bunluen Mansap, del quale il Santo Padre ha accettato la rinuncia al governo pastorale della medesima Diocesi, presentata per raggiunti limiti d'età.

- Ha nominato il Padre Carlos Pellegrín Barrera, S.V.D., Vescovo di Chillán (superficie: 12.461; popolazione: 436.002; cattolici: 300.841; sacerdoti: 52; religiosi: 104; diaconi permanenti: 28), Cile. Il Vescovo eletto, finora Rettore della Scuola "Verbo Divino" a Santiago de Chile (Cile), è nato nel 1958 a Santiago del Chile (Cile), ha emesso la professione religiosa nel 1978, quella perpetua nel 1983 ed ha ricevuto l'ordinazione sacerdotale nel 1985. Succede al Vescovo Albero Jara Franzoy, del quale il Santo Padre ha accettato la rinuncia al governo pastorale della medesima Diocesi, presentata per raggiunti limiti d'età.

- Ha nominato il Reverendo Elenito Reyes Galido, Vescovo di Iligan (superficie: 3.092; popolazione: 1.338.000; cattolici: 1.029.000; sacerdoti: 84; religiosi: 108), Filippine. Il Vescovo eletto, finora Vicario Generale della Diocesi di Malaybalay (Filippine), è nato a Managok (Filippine), nel 1953 ed è stato ordinato sacerdote nel 1979.

- Ha nominato Nunzio Apostolico nelle Isole Cook, l'Arcivescovo Charles Daniel Balvo, Nunzio Apostolico in Nuova Zelanda, Isole Fiji, Palau, Isole Marshall, Kiribati, Stati Federati di Micronesia, Tonga, Vanuatu e Delegato Apostolico nell'Oceano Pacifico.

- Ha nominato il Cardinale Renato Raffaele Martino, che è Presidente del Pontificio Consiglio della Giustizia e della Pace e del Pontificio Consiglio della Pastorale per i Migranti e gli Itineranti, Suo Inviato Speciale alle celebrazioni che avranno luogo ad Ariano Irpino (Italia), il 20 maggio 2006, nel XVII Centenario del Martirio di San Liberatore.
RE:NER:NN/.../... VIS 20060327 (410)

LETTERA AL PRESIDENTE AFGANO SUL CASO ABDUL RAHMAN


CITTA' DEL VATICANO, 25 MAR. 2006 (VIS). Il Dr. Joaquín Navarro-Valls, Direttore della Sala Stampa della Santa Sede, ha rilasciato oggi la seguente dichiarazione:

"Il Cardinale Segretario di Stato, Angelo Sodano, ha scritto, a nome del Santo Padre Benedetto XVI, una lettera al Presidente dell'Afghanistan, Hamid Karzai, riguardante la sorte del convertito al cristianesimo Abdul Rahman, che rischia la pena capitale".

"Nella lettera, che porta la data del 22 marzo, è detto che l'appello del Papa è ispirato da "profound human compassion" (profonda compassione umana n.d.r.) e da "firm belief in the dignity of human life and by respect for every person's freedom of conscience and religion". (ferma convinzione della dignità della vita umana e del rispetto della libertà di coscienza e di religione di ogni persona n.d.r.).

"Scrive ancora il Cardinale Angelo Sodano 'I am certain, Mr. President, that dropping the case against Mr. Rahman would bestow great honour upon the Afgan People and would raise a chorus of admiration in the international community. It would then contribute in a most significant way to our common mission to foster mutual understanding and respect among the world's different religions and cultures". (Sono certo, Signor Presidente, che sospendere il caso contro il Signor Rahman conferirebbe grande onore al Popolo Afgano e farebbe levare un coro di ammirazione nella comunità internazionale. Contribuirebbe altresì in modo oltremodo significativo alla nostra comune missione di promuovere la comprensione reciproca ed il rispetto fra le diverse religioni e culture del mondo n.d.r.").
OP/CASO ABDUL RAHMAN/NAVARRO-VALLS:SODANO VIS 20060327 (260)

IL PAPA AI CARDINALI: SENTO BISOGNO VOSTRA COLLABORAZIONE


CITTA' DEL VATICANO, 27 MAR. 2006 (VIS). Questa mattina il Santo Padre Benedetto XVI ha ricevuto nell'Aula Paolo VI i quindici nuovi Cardinali creati nel Concistoro di venerdì 24 marzo, con i familiari e i fedeli convenuti a Roma.

Il Papa ha rivolto parole di saluto ai Porporati in italiano, inglese, francese, spagnolo, sloveno e polacco.

Rivolgendosi al Cardinale Albert Vanhoye, S.I., il Santo Padre lo ha ringraziato "per il suo fecondo lavoro esegetico volto all'interpretazione della Parola di Dio e a trasmettere con pazienza il suo sapere a numerose generazioni di giovani, donando loro gli strumenti per vivere il Vangelo ed esserne testimoni. Possiate voi tutti dedicare regolarmente tempo a nutrirvi della Sacra Scrittura".

Nominando il Cardinale Antonio Cañizares Llovera, Arcivescovo di Toledo, Papa Benedetto XVI ha detto della Spagna: "Il vostro popolo si distingue per la fedeltà al Successore di Pietro e per la devozione alla Vergine Maria. Che Ella sia sempre la Stella che guida le vostre Chiese particolari nella missione evangelizzatrice".

Nel salutare il Cardinale Stanislao Dziwisz, Arcivescovo di Cracovia (Polonia), il Papa ha espresso "gratitudine per tutti gli anni passati a fianco di Giovanni Paolo II e per tutto ciò che questo servizio ha portato per la Chiesa universale. Prego affinché il suo futuro ministero sia ugualmente fruttuoso".

Infine il Papa ha affermato di poter contare sempre sulla collaborazione dei Cardinali "della quale" - ha detto - "sento di avere bisogno. Gli incontri dell'intero Collegio Cardinalizio con il Successore di Pietro, come è avvenuto anche giovedì scorso, continueranno ad essere occasioni privilegiate per cercare insieme di servire meglio la Chiesa, da Cristo affidata alle nostre cure".
AC/.../NUOVI CARDINALI VIS 20060327 (280)

IL PAPA INCORAGGIA CRISTIANI OPERANO SITUAZIONI DIFFICILI


CITTA' DEL VATICANO, 26 MAR. 2006 (VIS). Al termine della visita pastorale alla Parrocchia romana di Dio Padre Misericordioso, il Santo Padre Benedetto XVI è apparso alla finestra del suo studio per recitare l'Angelus con le migliaia di pellegrini riuniti in Piazza San Pietro, fra i quali numerosi erano quelli giunti a Roma per accompagnare i Vescovi creati Cardinali.

Prima della preghiera mariana il Papa ha ricordato che il Concistoro tenuto venerdì scorso per la creazione di quindici nuovi Cardinali è stata "un'intensa esperienza ecclesiale" che ha permesso di "gustare la ricchezza spirituale della collegialità, del ritrovarsi insieme tra fratelli di diverse provenienze, tutti accomunati dall'unico amore per Cristo e per la sua Chiesa".

"Abbiamo rivissuto in qualche modo" - ha proseguito il Santo Padre - "la realtà della comunità cristiana iniziale, riunita intorno a Maria, Madre di Gesù, e a Pietro, per accogliere il dono dello Spirito ed impegnarsi a diffondere il Vangelo nel mondo intero. La fedeltà a questa missione fino al sacrificio della vita è un carattere distintivo dei Cardinali, come attesta il loro giuramento e come è simboleggiato dalla porpora, che ha il colore del sangue".

"Per una provvidenziale coincidenza, il Concistoro si è svolto nella giornata del 24 marzo, in cui si sono commemorati i missionari che nell'anno trascorso sono caduti sulle frontiere dell'evangelizzazione e del servizio all'uomo in diverse parti della terra. Il Concistoro è stato così un'occasione per sentirci più che mai vicini a tutti quei cristiani che soffrono persecuzione a causa della fede. La loro testimonianza, di cui quotidianamente ci giunge notizia, e sopratutto il sacrificio di quanti sono stati uccisi ci è di edificazione e di sprone a un impegno evangelico sempre più sincero e generoso".

"Il mio pensiero si rivolge, in modo particolare, a quelle comunità che vivono nei Paesi dove la libertà religiosa manca o, nonostante la sua affermazione sulla carta, subisce di fatto molteplici restrizioni. Ad esse invio un caloroso incoraggiamento a perseverare nella pazienza e nella carità di Cristo, seme del Regno di Dio che viene, anzi, che è già nel mondo. A quanti operano al servizio del Vangelo in tali difficili situazioni, desidero esprimere la più viva solidarietà a nome di tutta la Chiesa, ed insieme assicurare il mio quotidiano ricordo nella preghiera".

"La Chiesa avanza nella storia e si diffonde sulla terra" - ha concluso il Pontefice - "accompagnata da Maria, Regina degli Apostoli. (...) A Lei chiediamo di guidarci nel cammino quotidiano e di proteggere con speciale predilezione quelle comunità cristiane che versano in condizioni di più grande difficoltà e sofferenza".
ANG/CONCISTORO:DIFFICOLTÀ CRISTIANI/... VIS 20060327 (440)

venerdì 24 marzo 2006

IL PAPA AI CARDINALI: PORPORA ESPRESSIONE AMORE CRISTO


CITTA' DEL VATICANO, 24 MAR. 2006 (VIS). Alle 10:30 di questa mattina il Santo Padre Benedetto XVI ha tenuto in Piazza San Pietro il primo Concistoro Ordinario Pubblico del suo Pontificato per la creazione di quindici nuovi Cardinali provenienti da undici diversi Paesi.

Dopo il saluto liturgico, il Santo Padre ha letto la formula di creazione ed ha proclamato solennemente i nomi dei nuovi Cardinali. Il primo dei nuovi Cardinali, Sua Eminenza William Joseph Levada, Prefetto della Congregazione per la Dottrina della Fede, a nome di tutti, ha rivolto al Santo Padre un indirizzo di omaggio e gratitudine.

Dopo la proclamazione del Santo Vangelo, il Papa ha tenuto l'omelia.

Il Santo Padre Benedetto XVI ha sottolineato che il Concistoro Ordinario Pubblico "manifesta con grande eloquenza la natura universale della Chiesa, diffusa in ogni angolo del mondo per annunciare a tutti la Buona Novella di Cristo Salvatore".

Ricordando che Giovanni Paolo II celebrò nove Concistori, il Santo Padre ha affermato: "Se è vero che nel corso dei secoli molte cose sono mutate per quanto concerne il Collegio Cardinalizio, non sono però cambiate la sostanza e la natura essenziale di questo importante organismo ecclesiale".

"La totale e generosa disponibilità nel servire gli altri" - ha ribadito il Pontefice - "è il segno distintivo di chi nella Chiesa è posto in autorità".

Il primo "Servus servorum Dei" secondo la definizione del Romano Pontefice cara a San Gregorio Magno, è "Gesù. Dietro di Lui, e uniti a Lui, gli Apostoli; e tra questi, in modo speciale, Pietro. (...) Compito del Papa è di farsi per primo servitore di tutti".

Rivolgendosi ai nuovi Cardinali il Papa ha affermato: "Più strettamente legati al Successore di Pietro, sarete chiamati a collaborare con lui nell'adempimento del suo Peculiare servizio ecclesiale, e ciò significherà per voi una più intensa partecipazione al mistero della Croce nella condivisione delle sofferenze di Cristo".

Riassumendo il senso della nuova chiamata con la parola "caritas", tema della Sua prima Enciclica, il Santo Padre ha detto: "La porpora che indossate sia sempre espressione della 'caritas Christi', stimolandovi ad un amore appassionato per Cristo, per la sua Chiesa e per l'umanità. Avete ora un ulteriore motivo per cercare di rivivere gli stessi sentimenti che spinsero il Figlio di Dio fatto uomo a versare il suo sangue in espiazione dei peccati dell'intera umanità".

"Conto su di voi" - ha assicurato il Pontefice - "conto sull'intero Collegio di cui entrate a far parte, per annunciare al mondo che 'Deus caritas est', e per farlo anzitutto mediante la testimonianza di sincera comunione tra i cristiani".

Benedetto XVI ha detto ancora: "Conto su di voi, cari Fratelli Cardinali, per far sì che il principio della carità possa irradiarsi e riesca a vivificare la Chiesa in ogni grado della sua gerarchia, in ogni Comunità e Istituto religioso, in ogni iniziativa spirituale, apostolica e di animazione sociale".

"Conto su di voi perchè, grazie all'attenta valorizzazione dei piccoli e dei poveri, la Chiesa offra al mondo in modo incisivo l'annuncio e la sfida della civiltà dell'amore. Tutto questo mi piace vedere simboleggiato nella porpora di cui siete insigniti. Che essa sia veramente simbolo dell'ardente amore cristiano che traspare dalla vostra esistenza".

Il Rito è proseguito con la professione di fede dei nuovi Cardinali davanti al popolo di Dio e il giuramento di fedeltà e obbedienza al Papa e ai Suoi successori.

I nuovi Cardinali, secondo l'ordine di creazione, si sono inginocchiati dinanzi al Santo Padre che ha imposto la Berretta cardinalizia e ha assegnato a ciascuno una Chiesa di Roma (Titolo o Diaconia) quale segno di partecipazione alla sollecitudine pastorale del Santo Padre nell'Urbe.

Dopo la consegna della Bolla di creazione cardinalizia e di assegnazione del Titolo o della Diaconia, Benedetto XVI ha scambiato con ciascun neo Cardinale l'abbraccio di pace.

La celebrazione si è conclusa con la preghiera universale, la recita del 'Pater Noster' e la Benedizione finale.
BXVI-CONCISTORO/.../... VIS 20060324 (660)

QUATTRO ARGOMENTI CHIAVE INCONTRO CARDINALI


CITTA' DEL VATICANO, 24 MAR. 2006 (VIS). Un Comunicato della Sala Stampa della Santa Sede, reso pubblico oggi, informa che nel corso della Giornata di riflessione e di preghiera tenutasi ieri nell'Aula del Sinodo, alla quale hanno assistito i Membri del Collegio Cardinalizio, sono stati esaminati, secondo il desiderio di Papa Benedetto XVI, quattro argomenti principali.

Il primo dei quattro argomenti dell'incontro, proposto dal Cardinale Giovanni Battista Re, Prefetto della Congregazione per i Vescovi, è stato la missione dei Vescovi Emeriti nella Chiesa. Successivamente il Cardinale Darío Castrillón Hoyos, Prefetto della Congregazione per il Clero e Presidente della Pontificia Commissione 'Ecclesia Dei' ha illustrato il secondo argomento: gli sforzi compiuti per favorire la comunione ecclesiale dei membri della Fraternità 'San Pio X'.

Al termine della sessione mattutina, i Cardinali hanno ripreso i lavori alle 17:00 con la presentazione del terzo argomento da parte del Cardinale Francis Arinze, Prefetto della Congregazione per il Culto Divino e la Disciplina dei Sacramenti, sulla riforma liturgica postconciliare e sull'uso del "Messale di San Pio V".

Il quarto argomento: la posizione della Chiesa Cattolica e della Santa Sede in particolare di fronte all'Islam oggi, è stato presentato dal Cardinale Angelo Sodano, Segretario di Stato.

Infine numerosi Cardinali sono interventi su ognuno dei quattro argomenti. Alle ore 19:00 il Santo Padre ha concluso i lavori della Giornata.
.../INCONTRO COLLEGIO CARDINALIZIO/... VIS 20060324 (230)
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