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Il Vatican Information Service (VIS), istituito nell'ambito della Sala Stampa della Santa Sede, è un bollettino telematico che diffonde notizie relative all'attività magistrale e pastorale del Santo Padre e della Curia Romana...

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mercoledì 17 dicembre 2003

UDIENZA GENERALE: GESÙ VIENE PER RIMANERE CON NOI SEMPRE


CITTA' DEL VATICANO, 17 DIC. 2003 (VIS). "Un Avvento di speranza" è stato il tema della catechesi del Santo Padre Giovanni Paolo II, per l'ultima Udienza Generale del 2003, tenutasi questa mattina nell'Aula Paolo VI.

Rivolgendosi ai 10.000 fedeli presenti, Giovanni Paolo II ha detto: "L'Avvento mantiene viva l'attesa di Cristo, che verrà a visitarci con la sua salvezza, realizzando appieno il suo Regno di giustizia e di pace. La annuale rievocazione della nascita del Messia a Betlemme rinnova nel cuore dei credenti la certezza che Dio tiene fede alle sue promesse. L'Avvento è, pertanto, potente annuncio di speranza, che tocca in profondità la nostra esperienza personale e comunitaria".

Sottolineando che "Ogni uomo sogna un mondo più giusto e solidale, dove degne condizioni di vita e una pacifica convivenza rendano armoniose le relazioni tra individui e tra popoli", il Santo Padre ha affermato: "Spesso, però non è così. (…) Il mistero del Natale, che fra pochi giorni rivivremo, ci assicura che Dio è l'Emmanuele - Dio con noi. Per questo non dobbiamo mai sentirci soli. Egli ci è vicino, si è fatto uno di noi nascendo nel grembo verginale di Maria. Ha condiviso il nostro pellegrinaggio sulla terra, garantendoci il raggiungimento di quella gioia e pace, a cui aspiriamo dal profondo del nostro essere".

Il Papa ha detto ancora che l'Avvento "pone in luce un secondo elemento della speranza, che riguarda più in generale il significato e il valore dell'esistenza. Non infrequentemente ci si chiede: chi siamo, dove andiamo, che senso ha ciò che compiamo sulla terra, che cosa ci attende dopo la morte? Vi sono obiettivi indubbiamente buoni e onesti: la ricerca di un maggiore benessere materiale, il perseguimento di mete sociali, scientifiche ed economiche sempre più avanzate. Ma bastano queste mete" - si è chiesto il Pontefice - "a soddisfare le aspirazioni più intime del nostro animo? La Liturgia di oggi ci invita ad allargare la visuale e a contemplare la Sapienza di Dio che esce dall'Altissimo".

Un terzo elemento caratteristico della speranza cristiana, ha detto il Papa, è che "All'uomo, (…) l'Avvento e soprattutto il Natale, ricordano che è Dio ad aver preso l'iniziativa di venirgli incontro. Facendosi bambino, Gesù ha assunto la nostra natura e ha stabilito per sempre la sua alleanza con l'intera umanità".

"Il senso della speranza cristiana, riproposta dall'Avvento" - ha concluso il Pontefice - "è quello dell'attesa fiduciosa, della disponibilità operosa e dell'apertura gioiosa all'incontro con il Signore. A Betlemme Egli è venuto per rimanere con noi, per sempre".
AG/AVVENTO/… VIS 20031217 (410)

ALTRI ATTI PONTIFICI


CITTA' DEL VATICANO, 17 DIC. 2003 (VIS). Il Santo Padre ha nominato il Vescovo Joseph Edra Ukpo, finora Vescovo di Ogoja (Nigeria), Arcivescovo Metropolita di Calabar (superficie: 7.753; popolazione: 2.301.762; cattolici: 189.537; sacerdoti: 38; religiosi: 44), Nigeria. L'Arcivescovo eletto succede all'Arcivescovo Brian David Usanga, del quale il Santo Padre ha accettato la rinuncia al governo pastorale della medesima Arcidiocesi, presentata per raggiunti limiti d'età.
NER:RE/…/UKPO:USANGA VIS 20031217 (70)

martedì 16 dicembre 2003

GUIDARE INDIVIDUI E POPOLI RISPETTO ORDINE INTERNAZIONALE


CITTA' DEL VATICANO, 16 DIC. 2003 (VIS). Questa mattina, presso la Sala Stampa della Santa Sede, il Cardinale Renato Raffaele Martino, Presidente del Pontificio Consiglio della Giustizia e della Pace, ha presentato il Messaggio del Santo Padre Giovanni Paolo II per la celebrazione della Giornata Mondiale della Pace 2004, sul tema: "Un impegno sempre attuale: educare alla pace". Sono intervenuti anche il Vescovo Giampaolo Crepaldi, Segretario, il Monsignor Frank J. Dewane, Sotto-Segretario ed il Dottor Giorgio Filibeck, Officiale del medesimo Pontificio Consiglio.

Il Cardinale Martino ha richiamato l'attenzione sul fatto che "il Santo Padre ha voluto inquadrare il tema del diritto internazionale - cuore del Messaggio - nel più ampio contesto dell'educazione alla pace".

"Il Messaggio si apre" - ha precisato - "con un accorato appello ai Capi delle Nazioni, ai Giuristi, agli Educatori della gioventù, agli uomini e donne tentati dal ricordo al terrorismo, invitando tutti a considerare che la pace è possibile e, se possibile, anche doverosa!".

La parte centrale del Messaggio, ha precisato il Cardinale, è dedicato al tema "dell'educazione alla legalità, intesa come necessità di 'guidare gli individui e i popoli a rispettare l'ordine internazionale'".

Il Messaggio, ha proseguito il Presidente del Pontificio Consiglio della Giustizia e della Pace, "ricorda il principio secondo cui 'pacta sunt servanda'. Gli accordi liberamente sottoscritti devono essere onorati. (…) Risulta opportuno richiamare questa regola fondamentale, soprattutto nei momenti in cui si avverte la tentazione di fare appello al diritto della forza piuttosto che alla forza del diritto'".

Il Cardinale Martino ha affermato inoltre che: "Il Messaggio rileva come uno dei frutti più rilevanti del diritto internazionale sia stata dopo la tragedia della seconda guerra mondiale, l'istituzione dell'Organizzazione delle Nazioni Unite", che ha come cardine "'il divieto del ricorso alla forza'", con due sole eccezioni, "'il diritto naturale alla legittima difesa'" e "'il sistema di sicurezza collettiva'".

"Il dovuto riconoscimento è accompagnato dall'invito a 'una riforma' delle Nazioni Unite" - ha proseguito il Cardinale Martino - "che ponga l'Organizzazione in grado di funzionare efficacemente per il conseguimento dei propri fini statuari, tuttora validi".

Riferendosi alla lotta contro il terrorismo, il Santo Padre "offre due importanti indicazioni" - ha spiegato il Cardinale Martino - da un lato, rimuovere "le cause che stanno all'origine di situazioni di ingiustizia"; dall'altro, insistere "su un'educazione ispirata al rispetto per la vita umana in ogni circostanza". La seconda indicazione riguarda "il compito del diritto internazionale 'chiamato ad elaborare strumenti giuridici dotati di efficienti meccanismi di prevenzione, di monitoraggio e di repressione dei reati. In ogni caso, i Governi democratici ben sanno che l'uso della forza contro i terroristi non può giustificare la rinuncia ai principi di uno Stato di diritto".

"Il Santo Padre" - ha detto infine il Cardinale Martino - "sottolinea la necessità che il diritto internazionale non sia mai slegato da presupposti etici e morali. (…) Suo scopo essenziale è di sostituire 'alla forza materiale delle armi la forza morale del diritto'".

Il Messaggio del Santo Padre si conclude con questa affermazione: "Il valore della giustizia è completato dall'amore. 'Da sola, la giustizia non basta. (…) L'amore dovrà dunque animare ogni settore della vita umana, estendendosi anche all'ordine internazionale'".

Al termine della Conferenza Stampa, i giornalisti hanno posto al Cardinale Martino alcune domande relativamente alla riforma dell'O.N.U., alla luce della crisi irachena. "La necessità di un'autorità superiore" - ha risposto il Cardinale - "è già presente nella Lettera Enciclica 'Pacem in Terris'. Giovanni XXIII auspicava già questa riforma e Papa Paolo VI chiese che l'O.N.U. si conformasse alle esigenze del mondo di oggi. Giovanni Paolo II, nel discorso all'O.N.U. del 1995, auspicava il passaggio da organo amministrativo a punto di riferimento morale, nel quale trovasse ospitalità la famiglia delle nazioni. Questo principio è stato riaffermato anche nella lettera inviata dal Cardinale Sodano al Signor Kofi Annan, nel giugno scorso".

Alla domanda sull'opinione della Santa Sede sulla cattura di Saddam Hussein, il Presidente del Pontificio Consiglio della Giustizia e della Pace ha risposto: "La Santa Sede auspica che questa cattura e il processo che seguirà in sede appropriata, contribuiscano alla pacificazione ed alla democratizzazione dell'Iraq e serva a riparare ai danni di questa tragedia dell'umanità che è la guerra, come ha affermato Giovanni Paolo II". Relativamente all'ipotetica condanna a morte di Saddam, "il Santo Padre" - ha affermato il Cardinale Martino - "è stato sempre contrario alla pena di morte, come lo sono anche io".
…/MESSAGGIO GIORNATA MONDIALE PACE/MARTINO VIS 20031216 (740)

SANTITÀ DI VITA E ANELITO APOSTOLICO CARDINALE TZADUA


CITTA' DEL VATICANO, 16 DIC. 2003 (VIS). Questa mattina, nella Basilica Vaticana, il Santo Padre Giovanni Paolo II ha presieduto le Esequie del Cardinale Paulos Tzadua, Arcivescovo emerito di Addis Abeba (Etiopia), scomparso a Roma l'11 dicembre scorso, ad 82 anni. La Santa Messa è stata celebrata dal Cardinale Joseph Ratzinger, Decano del Collegio Cardinalizio, insieme agli altri Porporati.

Il Papa ha detto nell'omelia che il defunto Cardinale fu: "Sacerdote e Vescovo zelante" che "ha speso la vita per Cristo e per la Chiesa. (…) Ad imitazione del suo Signore, si è fatto servitore dei fratelli, ponendo a loro disposizione le elette qualità di cui era dotato, come pure le vaste conoscenze acquisite mediante gli studi, specialmente in campo giuridico. Ma, al di là della fatica pastorale, egli ha soprattutto donato se stesso, dando prova ovunque di santità di vita e di costante anelito apostolico".

"Amiamo pensare a lui come a un generoso ed attivo Pastore di quella eletta porzione di Chiesa che è in Africa. (…) Il Popolo di Dio gli è debitore di una spiccata sollecitudine nei confronti del laicato, alla cui vocazione, formazione e missione si è sempre dimostrato spiccatamente attento, in fedeltà agli insegnamenti del Concilio Ecumenico Vaticano II".
HML/FUNERALE CARDINALE TZADUA/RATZINGER VIS 20031216 (220)

ALTRI ATTI PONTIFICI


CITTA' DEL VATICANO, 16 DIC. 2003 (VIS). Il Santo Padre ha nominato l'Arcivescovo Carlo Caffarra, finora Arcivescovo di Ferrara-Comacchio (Italia), Arcivescovo Metropolita di Bologna (superficie: 3.549; popolazione: 937.808; cattolici: 919.135; sacerdoti: 743; religiosi: 1.421; diaconi permanenti: 76), Italia. L'Arcivescovo Caffarra succede al Cardinale Giacomo Biffi, del quale il Santo Padre ha accettato la rinuncia al governo pastorale della medesima Arcidiocesi presentata per raggiunti limiti d'età.
NER:RE/…/CAFFARRA:BIFFI VIS 20031216 (70)

"UN IMPEGNO SEMPRE ATTUALE: EDUCARE ALLA PACE"


CITTA' DEL VATICANO, 16 DIC. 2003 (VIS). Oggi è stato pubblico il Messaggio del Santo Padre Giovanni Paolo II per la celebrazione della Giornata Mondiale della Pace, il 1° gennaio 2004. Intitolato: "Un impegno sempre attuale: educare alla pace", il Documento è stato pubblicato in lingua italiana, francese, inglese, tedesca, spagnola e portoghese. Il Papa si rivolge ai "Capi delle Nazioni, che avete il dovere di promuovere la pace!", ai Giuristi, agli Educatori della gioventù ed "anche a voi mi rivolgo, uomini e donne che siete tentati di ricorrere all'inaccettabile strumento del terrorismo, compromettendo così alla radice la causa per la quale combattete!".

Il Messaggio, datato 8 dicembre, Solennità dell'Immacolata Concezione della Beata Vergine Maria, si compone di dieci sezioni. Di seguito ne riportiamo alcuni estratti:

"Una concreta iniziativa"

"1. Il primo mio Messaggio per la Giornata Mondiale della Pace, all'inizio del Gennaio del 1979, era centrato sul motto: 'Per giungere alla pace, educare alla pace'".

"Quel Messaggio di Capodanno si inseriva nel solco tracciato dal Papa Paolo VI, di v. m., il quale aveva voluto per il 1º Gennaio di ogni anno la celebrazione di una Giornata Mondiale di preghiere per la Pace".

"Nei venticinque anni di Pontificato, che il Signore mi ha finora concesso, non ho cessato di levare la mia voce, di fronte alla Chiesa ed al mondo, per invitare i credenti, come tutte le persone di buona volontà, a far propria la causa della pace, per contribuire a realizzare questo bene primario, assicurando così al mondo un'era migliore, nella serena convivenza e nel rispetto reciproco".

"L'umanità infatti ha più che mai bisogno di ritrovare la strada della concordia, scossa com'è da egoismi e da odi, da sete di dominio e da desiderio di vendetta".

"La scienza della pace".

"2. Gli undici Messaggi rivolti al mondo dal Papa Paolo VI hanno progressivamente tracciato le coordinate del cammino da compiere per raggiungere l'ideale della pace. (…) Anzi, di fronte al dramma delle guerre che, all'inizio del Terzo Millennio, ancora insanguinano le contrade del mondo, soprattutto in Medio Oriente, quegli scritti, in certi loro passaggi, assurgono al valore di moniti profetici".

"Il sillabario della pace"

"3. Da parte mia, (…) ho cercato di avanzare sul cammino intrapreso dal mio venerato Predecessore".

"È nata così una sintesi di dottrina sulla pace, che è quasi un sillabario su questo fondamentale argomento: un sillabario semplice da comprendere per chi ha l'animo ben disposto, ma al tempo stesso estremamente esigente per ogni persona sensibile alle sorti dell'umanità".

"Noi cristiani, l'impegno di educare noi stessi e gli altri alla pace lo sentiamo come appartenente al genio stesso della nostra religione. Per il cristiano, infatti, proclamare la pace è annunziare Cristo che è 'la nostra pace', è annunziare il suo Vangelo, che è 'Vangelo della pace', è chiamare tutti alla beatitudine di essere 'artefici di pace'".

"L'educazione alla pace"

"4. Nel Messaggio per la Giornata Mondiale della Pace del 1º Gennaio 1979 lanciavo già quest'appello : 'Per giungere alla pace, educare alla pace'. Ciò è oggi più urgente che mai, perché gli uomini, di fronte alle tragedie che continuano ad affliggere l'umanità, sono tentati di cedere al fatalismo, quasi che la pace sia un ideale irraggiungibile".

"La pace è possibile. (…) la pace è doverosa. Essa va costruita sui quattro pilastri indicati dal beato Giovanni XXIII nell'Enciclica 'Pacem in terris', e cioè sulla verità, la giustizia, l'amore e la libertà".

"L'educazione alla legalità"

"5. In questo compito di educare alla pace, s'inserisce con particolare urgenza la necessità di guidare gli individui ed i popoli a rispettare l'ordine internazionale e ad osservare gli impegni assunti dalle Autorità, che legittimamente li rappresentano".

"Fin dagli albori della civiltà i raggruppamenti umani che venivano formandosi ebbero cura di stabilire tra loro intese e patti che evitassero l'arbitrario uso della forza e consentissero il tentativo di una soluzione pacifica delle controversie via via insorgenti. Accanto agli ordinamenti giuridici dei singoli popoli si costituì così progressivamente un altro complesso di norme, che fu qualificato col nome di 'jus gentium' (diritto delle genti). Col passare del tempo, esso venne estendendosi e precisandosi alla luce delle vicende storiche dei vari popoli".

"A partire dal XVI secolo giuristi, filosofi e teologi si impegnarono nella elaborazione dei vari capitoli del diritto internazionale, ancorandolo a postulati fondamentali del diritto naturale. In questo cammino presero forma, con forza crescente, principi universali che sono anteriori e superiori al diritto interno degli Stati".

"Centrale fra tutti questi principi è sicuramente quello secondo cui 'pacta sunt servanda': gli accordi liberamente sottoscritti devono essere onorati. È questo il cardine ed il presupposto inderogabile di ogni rapporto fra parti contraenti responsabili. La sua violazione non può che avviare una situazione di illegalità e di conseguenti attriti e contrapposizioni che non mancherà di avere durevoli ripercussioni negative. Risulta opportuno richiamare questa regola fondamentale, soprattutto nei momenti in cui si avverte la tentazione di fare appello al diritto della forza piuttosto che alla forza del diritto".

"L'osservanza del diritto"

La Seconda Guerra Mondiale "6. (…) con gli orrori e le terrificanti violazioni della dignità dell'uomo a cui dette occasione, condusse ad un profondo rinnovamento dell'ordinamento giuridico internazionale. (…) A vegliare sulla pace e sulla sicurezza globali, a incoraggiare gli sforzi degli Stati per mantenere e garantire questi fondamentali beni dell'umanità, i Governi chiamarono un'organizzazione appositamente costituita - l'Organizzazione delle Nazioni Unite - con un Consiglio di Sicurezza investito di ampi poteri d'azione. Quale cardine del sistema venne posto il divieto del ricorso alla forza. Un divieto che, secondo il noto cap. VII della Carta delle Nazioni Unite, prevede due sole eccezioni. Una è quella che conferma il diritto naturale alla legittima difesa, da esercitarsi secondo le modalità previste e nell'ambito delle Nazioni Unite: di conseguenza, anche dentro i tradizionali limiti della necessità e della proporzionalità".

"L'altra eccezione è rappresentata dal sistema di sicurezza collettiva, che assegna al Consiglio di Sicurezza la competenza e la responsabilità in materia di mantenimento della pace, con potere di decisione e ampia discrezionalità".

"Un nuovo ordinamento internazionale"

"7. È doveroso tuttavia riconoscere che l'Organizzazione delle Nazioni Unite, pur con limiti e ritardi dovuti in gran parte alle inadempienze dei suoi membri, ha contribuito notevolmente a promuovere il rispetto della dignità umana, la libertà dei popoli e l'esigenza dello sviluppo, preparando il terreno culturale e istituzionale su cui costruire la pace".

"Gli ideali delle Nazioni Unite sono largamente diffusi, in particolare mediante i concreti gesti di solidarietà e di pace delle tante persone che operano anche nelle Organizzazioni Non Governative e nei Movimenti per i diritti dell'uomo".

"Si tratta di un significativo stimolo per una riforma che metta l'Organizzazione delle Nazioni Unite in grado di funzionare efficacemente per il conseguimento dei propri fini statutari, tuttora validi: 'L'umanità, di fronte a una fase nuova e più difficile del suo autentico sviluppo, ha oggi bisogno di un grado superiore di ordinamento internazionale'".

"La piaga funesta del terrorismo"

"8. Oggi il diritto internazionale fa fatica ad offrire soluzioni alla conflittualità derivante dai mutamenti nella fisionomia del mondo contemporaneo. Tale conflittualità, infatti, trova frequentemente tra i suoi protagonisti attori che non sono Stati, ma enti derivati dalla disgregazione degli Stati o legati a rivendicazioni indipendentiste o connessi con agguerrite organizzazioni criminali. Un ordinamento giuridico costituito da norme elaborate nei secoli per disciplinare i rapporti tra Stati sovrani si trova in difficoltà a fronteggiare conflitti in cui agiscono anche enti non riconducibili ai tradizionali caratteri della statualità. Ciò vale, in particolare, nel caso dei gruppi terroristici".

"La piaga del terrorismo è diventata in questi anni più virulenta e ha prodotto massacri efferati".

"Tuttavia, per essere vincente, la lotta contro il terrorismo non può esaurirsi soltanto in operazioni repressive e punitive. È essenziale che il pur necessario ricorso alla forza sia accompagnato da una coraggiosa e lucida analisi delle motivazioni soggiacenti agli attacchi terroristici. Allo stesso tempo, l'impegno contro il terrorismo deve esprimersi anche sul piano politico e pedagogico: da un lato, rimuovendo le cause che stanno all'origine di situazioni di ingiustizia, dalle quali scaturiscono sovente le spinte agli atti più disperati e sanguinosi; dall'altro, insistendo su un'educazione ispirata al rispetto per la vita umana in ogni circostanza".

"Nella doverosa lotta contro il terrorismo, il diritto internazionale è ora chiamato ad elaborare strumenti giuridici dotati di efficienti meccanismi di prevenzione, di monitoraggio e di repressione dei reati. In ogni caso, i Governi democratici ben sanno che l'uso della forza contro i terroristi non può giustificare la rinuncia ai principi di uno Stato di diritto. Sarebbero scelte politiche inaccettabili quelle che ricercassero il successo senza tener conto dei fondamentali diritti dell'uomo: il fine non giustifica mai i mezzi".

"Il contributo della Chiesa"

"9. 'Beati gli operatori di pace, perché saranno chiamati figli di Dio' (…) E per quale altro motivo gli operatori di pace saranno chiamati figli di Dio, se non perché Egli per sua natura è il Dio della pace? Proprio per questo, nell'annuncio di salvezza che la Chiesa diffonde nel mondo, vi sono elementi dottrinali di fondamentale importanza per l'elaborazione dei principi necessari ad una pacifica convivenza tra le Nazioni".

"Il diritto internazionale deve evitare che prevalga la legge del più forte. Suo scopo essenziale è di sostituire 'alla forza materiale delle armi la forza morale del diritto', prevedendo appropriate sanzioni per i trasgressori, nonché adeguate riparazioni per le vittime. Ciò deve valere anche per quei governanti i quali violano impunemente la dignità e i diritti dell'uomo, celandosi dietro il pretesto inaccettabile che si tratterebbe di questioni interne al loro Stato".

"Rivolgendomi al Corpo Diplomatico accreditato presso la Santa Sede, il 13 Gennaio 1997, individuavo nel diritto internazionale uno strumento di prim'ordine per il perseguimento della pace (…). 'In questo contesto, la morale è chiamata a fecondare il diritto; essa può esercitare altresì una funzione di anticipo sul diritto, nella misura in cui gli indica la direzione del giusto e del bene'".

"Rilevante è stato, nel corso dei secoli, il contributo dottrinale offerto dalla Chiesa, mediante la riflessione filosofica e teologica di numerosi pensatori cristiani, per orientare il diritto internazionale verso il bene comune dell'intera famiglia umana".

"La civiltà dell'amore"

"10. Al termine di queste considerazioni ritengo, però, doveroso ricordare che, per l'instaurazione della vera pace nel mondo, la giustizia deve trovare il suo completamento nella carità. (…) Giustizia e amore appaiono, a volte, come forze antagoniste. In verità, non sono che le due facce di una medesima realtà, due dimensioni dell'esistenza umana che devono vicendevolmente completarsi. È l'esperienza storica a confermarlo. Essa mostra come la giustizia non riesca spesso a liberarsi dal rancore, dall'odio e perfino dalla crudeltà. Da sola, la giustizia non basta. Può anzi arrivare a negare se stessa, se non si apre a quella forza più profonda che è l'amore".

"È per questo che, più volte, ho ricordato ai cristiani e a tutte le persone di buona volontà la necessità del perdono per risolvere i problemi sia dei singoli che dei popoli. Non c'è pace senza perdono! Lo ripeto anche in questa circostanza, avendo davanti agli occhi, in particolare, la crisi che continua ad imperversare in Palestina e in Medio Oriente: una soluzione ai gravissimi problemi di cui da troppo tempo soffrono le popolazioni di quelle regioni non si troverà fino a quando non ci si deciderà a superare la logica della semplice giustizia per aprirsi anche a quella del perdono".

"Il cristiano sa che l'amore è il motivo per cui Dio entra in rapporto con l'uomo. Ed è ancora l'amore che Egli s'attende come risposta dall'uomo. L'amore è perciò la forma più alta e più nobile di rapporto degli esseri umani anche tra loro. L'amore dovrà dunque animare ogni settore della vita umana, estendendosi anche all'ordine internazionale. Solo un'umanità nella quale regni la 'civiltà dell'amore' potrà godere di una pace autentica e duratura".
MESS/GIORNATA MONDIALE PACE 2004/… VIS 20031216 (1970)

lunedì 15 dicembre 2003

IMPLICAZIONI UMANE ED ETICHE SOCIETÀ INFORMAZIONE


CITTA' DEL VATICANO, 13 DIC. 2003 (VIS). Oggi è stato reso pubblico il testo del discorso pronunciato l'11 dicembre scorso a Ginevra, dall'Arcivescovo John P. Foley, Capo della Delegazione della Santa Sede al Vertice Mondiale dell'Organizzazione delle Nazioni Unite sulla Società dell'Informazione, dedicato al ruolo delle tecnologie della comunicazione e dell'informazione nella promozione dello sviluppo e dei diritti umani.

L'Arcivescovo Foley ha ricordato che: "La Santa Sede è molto attenta alle implicazioni umane ed etiche della società dell'informazione e così si congratula per l'accordo raggiunto sulla 'Dimensione Etica della Società dell'Informazione' nella Dichiarazione dei Principi. Auspico, nella nostra lodevole preoccupazione di rendere la tecnologia dell'informazione e delle comunicazioni disponibile al più alto numero di persone, che non si perdano di vista i tre fondamenti etici essenziali della comunicazione: l'importanza della verità, la dignità della persona umana e la promozione del bene comune".

"In questo contesto" - ha osservato l'Arcivescovo - "l'accesso all'informazione è essenziale allo sviluppo di una società sana nella quale tutti i cittadini siano correttamente informati e partecipanti attivi, nel rispetto della propria dignità e del bene comune. Tutti noi siamo impegnati nel fare in modo che i programmi e le tecnologie dell'informazione e della comunicazione, non aggravino le disuguaglianze che già esistono. (…) Lo sviluppo deve essere inteso in modo pienamente umano, che concretamente promuova la dignità e la creatività di ciascun individuo".

Ricordando l'interesse della Santa Sede per il ruolo dei media nella conservazione ed edificazione della pace, il Capo della Delegazione ha detto: "In questi giorni, non possiamo costruire una pace duratura senza la cooperazione dei servizi di informazione, che possono servire la cultura del dialogo, della partecipazione, della solidarietà e riconciliazione senza le quali la pace non può fiorire". A questo fine, ha affermato il Capo della Delegazione della Santa Sede, "un coraggioso contributo dei media, invece di mettere in evidenza la violenza, l'immoralità e la superficialità" potrebbe contribuire "ad instaurare una migliore conoscenza e rispetto reciproci ed a promuovere la riconciliazione e un rapporto più proficuo fra i popoli di diverse culture, ideologie e religioni".
DELSS/MEDIA:ETICA/FOLEY VIS 20031215 (350)

IL PAPA SOTTOLINEA VALORE ED IMPORTANZA SPORT


CITTA' DEL VATICANO, 13 DIC. 2003 (VIS). Questa mattina il Santo Padre Giovanni Paolo II ha ricevuto in udienza i membri dei Comitati Olimpici Europei, dell'Associazione Italiana Ottici e dell'Associazione Italiana per la Ricerca delle malattie oculari, e il gruppo "Interdis".

Rivolgendosi al Presidente ed ai membri dei 49 Comitati Olimpici Europei che partecipano all'Assemblea annuale del Comitato Olimpico Internazionale, il Santo Padre ha detto: "Colgo questa occasione per sottolineare, ancora una volta, il valore e l'importanza dello sport, specialmente nella formazione della gioventù. L'Europa è la culla dello sport moderno, che discende dalle esercitazioni agonistiche degli antichi Greci, improntate al reciproco rispetto ed amicizia. Il noto motto delle Olimpiadi moderne 'Citus, Altius, Fortius' continui ad improntare la pratica sportiva delle nuove generazioni".

Successivamente, nel rivolgere parole di saluto al gruppo dell'Associazione Italiana Ottici e dell'Associazione Italiana per la Ricerca delle malattie oculari, il Santo Padre ha detto: "La vostra Patrona Santa Lucia, di cui oggi celebriamo la festa, vi aiuti a svolgere con sempre grande impegno la vostra attività in favore di coloro che hanno problemi di vista. Si tratta di un importante servizio che rendete alla società".

Infine il Papa ha ringraziato i membri del Gruppo di Distribuzione Commerciale "Interdis" per "il generoso sostegno che date alle iniziative di carità del Papa, in favore dei più bisognosi".
AC/GRUPPI/… VIS 20031215 (230)

L'AVVENTO TEMPO DI GIOIA PERCHÉ FA RIVIVERE NASCITA GESÙ


CITTA' DEL VATICANO, 14 DIC. 2003 (VIS). Alle 12:00 di oggi, il Santo Padre Giovanni Paolo II, nelle riflessioni precedenti la recita dell'Angelus con i pellegrini convenuti in Piazza San Pietro, ha ricordato che la terza domenica di Avvento è detta Domenica "Gaudete", poiché invita i fedeli a rallegrarsi per l'imminente nascita del Signore.

"L'Avvento è tempo di gioia" - ha detto il Papa - "perché fa rivivere l'attesa dell'evento più lieto nella storia: la nascita del Figlio di Dio dalla Vergine Maria. Sapere che Dio non è lontano, ma vicino, non indifferente, ma compassionevole, non estraneo, ma Padre misericordioso che ci segue amorevolmente nel rispetto della nostra libertà: tutto questo è motivo di una gioia profonda che le alterne vicende quotidiane non possono scalfire".

Il Santo Padre ha proseguito affermando: "Caratteristica inconfondibile della gioia cristiana è che essa può convivere con la sofferenza, perché è tutta basata sull'amore. In effetti, il Signore che ci è 'vicino', al punto da farsi uomo, viene ad infonderci la sua gioia, la gioia di amare. Solo così si capisce la serena letizia dei martiri anche in mezzo alle prove, o il sorriso dei santi della carità dinanzi a chi è nel dolore: un sorriso che non offende, ma consola".

Dopo la recita dell'Angelus, il Papa, rivolgendosi ai bambini venuti in Piazza San Pietro per la per la tradizionale benedizione dei 'Bambinelli', ha detto: "Cari bambini e ragazzi, quando metterete nel presepe la statuina di Gesù Bambino, dite una preghiera per me e per le tante persone che si rivolgono al Papa nelle loro difficoltà. Buon Natale a tutti!".
ANG/DOMENICA GAUDETE/… VIS 20031215 (280)

MARTEDÌ LITURGIA ESEQUIALE CARDINALE TZADUA


CITTA' DEL VATICANO, 13 DIC. 2003 (VIS). Martedì 16 dicembre, alle ore 11:00, all'Altare della Confessione della Patriarcale Basilica Vaticana, avranno luogo le Esequie del Cardinale Paulos Tzadua, del Titolo del Santissimo Nome di Maria a Via Latina, Arcivescovo emerito di Addis Abeba (Etiopia), scomparso a Roma l'11 dicembre scorso, all'età di 82 anni.

La Liturgia Esequiale sarà presieduta dal Santo Padre Giovanni Paolo II che terrà l'omelia e il rito della 'Ultima Commendatio' e della 'Valedictio'. La Santa Messa sarà celebrata dal Cardinale Joseph Ratzinger, Decano del Collegio Cardinalizio, insieme con gli altri Cardinali.
OCL/ESEQUIE TZADUA/RATZINGER VIS 20031215 (110)

UDIENZE

CITTA' DEL VATICANO, 15 DIC. 2003 (VIS). Il Santo Padre ha ricevuto oggi in udienze separate tre Presuli della Conferenza Episcopale di Francia, in Visita "ad Limina Apostolorum":

- Il Cardinale Bernard Panafieu, Arcivescovo di Marseille, con l'Ausiliare Vescovo Benoît Rivière.

- Il Vescovo Claude Feidt, di Aix-en-Provence.

Sabato 13 dicembre il Santo Padre ha ricevuto in udienze separate:

- L'Arcivescovo Dominique Mamberti, Nunzio Apostolico in Sudan e Delegato Apostolico in Somalia.

- Tre Presuli della Conferenza Episcopale del Sudan, in Visita "ad Limina Apostolorum":

- Il Vescovo Erkolano Lodu Tombe, di Yei.

- Il Vescovo Macram Max Gassis, M.C.C.I., di El Obeid.

- Il Vescovo Antonio Menegazzo, M.C.C.I., Amministratore Apostolico "sede plena et ad nutum Sanctae Sedis" di El Obeid.

- Il Cardinale Giovanni Battista Re, Prefetto della Congregazione per i Vescovi.
AP:AL/…/… VIS 20031215 (140)

VESCOVI DEL SUDAN IN VISITA "AD LIMINA APOSTOLORUM"


CITTA' DEL VATICANO, 15 DIC. 2003 (VIS). Questa mattina il Santo Padre Giovanni Paolo II ha ricevuto i Presuli della Conferenza Episcopale del Sudan al termine della Visita "ad Limina Apostolorum" e, nel suo discorso in lingua inglese, ha ricordato "la figura di due intrepidi testimoni della fede, due santi la cui vita è intimamente legata al vostro Paese, Santa Josephine Bakhita e San Daniele Comboni".

"Fin dai primi anni," - ha detto il Papa - "Santa Josephine Bakhita conosceva la crudeltà e la brutalità con la quale l'uomo può trattare il suo simile. (…) La sua vita ispira la ferma risoluzione di operare efficacemente per liberare i popoli dall'oppressione e dalla violenza, garantendo il rispetto della dignità umana e del pieno esercizio dei propri diritti. È questa la stessa risoluzione che deve guidare la Chiesa in Sudan, oggi che la Nazione passa dall'ostilità e dal conflitto, alla pace ed alla concordia. (…) Il tribalismo e le forme di discriminazione basate sull'origine etnica, sulla lingua e la cultura non appartengono ad una società civile e non trovano assolutamente posto nella comunità dei credenti".

Sottolineando "le privazioni e le difficoltà che affliggono coloro che fuggono dalla guerra e dalla violenza - specialmente donne e bambini", il Santo Padre ha ricordato gli sforzi delle strutture della Chiesa per aiutare i rifugiati e i profughi in queste situazioni e i numerosi contributi della Chiesa alla vita sociale e culturale del Sudan, elogiando "la riattivazione della Commissione per il Dialogo Inter-Religioso. Dovete fare tutto il possibile per incoraggiare tale dialogo senza dimenticare che bisogna rispettare il pluralismo religioso garantito dalla Costituzione Sudanese".

"Come ben sapete" - ha detto ancora Giovanni Paolo II ai Presuli - "spetta alla Chiesa parlare chiaramente a favore di coloro che non hanno voce ed essere fermento di pace e solidarietà, particolarmente dove questi ideali sono più fragili e minacciati".

San Daniele Comboni, ha detto il Papa, "si adoperò grandemente affinché gli Africani avessero un ruolo chiave nell'evangelizzazione del continente. (…) Nella sua attività missionaria non permise che le grandi sofferenze e privazioni sopportate - fatica, malattia, sfiducia - lo distogliessero dalla missione di predicare la Buona Novella di Gesù Cristo. Il Vescovo Comboni fu inoltre grande promotore della inculturazione della fede".

Relativamente alla formazione dei laici, in particolare dei catechisti, il Papa ha affermato: "Sarebbe utile preparare e diffondere un catechismo semplice nella lingua del popolo. Similmente si potrebbero preparare e distribuire testi idonei, nelle lingue locali, come un modo di presentare Gesù a coloro che non hanno familiarità con il messaggio cristiano e come mezzo di dialogo interreligioso. Ciò sarebbe di grande aiuto in quelle aree esenti dalla legge della 'Shari'ah', particolarmente la Capitale Federale Khartoum".

Esortando i Vescovi a prendersi cura "dei vostri sacerdoti con un amore speciale e a considerarli preziosi collaboratori ed amici", il Santo Padre ha ribadito che i sacerdoti "devono essere distaccati dalle cose materiali e devono dedicarsi al servizio degli altri mediante il dono completo di sé nel celibato. Occorre investigare, mettere a confronto e correggere comportamenti scandalosi".

Il Santo Padre ha esortato inoltre i Vescovi ad essere, per quanto possibile, in contatto con i loro fedeli ed a prestare attenzione alle loro esigenze umane e spirituali. "Non si devono mai dedicare tempo e risorse alle strutture diocesane e parrocchiali o allo sviluppo di progetti a scapito delle persone. (..) L'equità e la trasparenza devono essere tratti indispensabili di tutte le questioni finanziarie, adoperandosi affinché i contributi siano realmente usati per gli obiettivi prefissati".

Al termine del suo discorso il Papa ha affermato, riguardo alla questione della cooperazione ecumenica ed inter-religiosa, che sarebbe giovevole: "Creare un'agenzia di coordinamento dei vari programmi che prestano assistenza ed aiuti umanitari nelle varie regioni del Paese. Tale coordinazione indubbiamente contribuirebbe ad aumentare l'efficacia di ta programmi, e potrebbe anche dimostrarsi utile nel prendere contatti allo scopo di ottenere permessi governativi necessari a viaggiare in certe aree".
AL/…/SUDAN VIS 20031215 (670)

DIFENDERE AUTENTICI VALORI ETICI, SPIRITUALI E TRASCENDENTI


CITTA' DEL VATICANO, 15 DIC. 2003 (VIS). Questa mattina il Santo Padre Giovanni Paolo II, nel ricevere le Lettere Credenziali del Signor Carlos Rafael Conrado Marión-Landais Castillo, nuovo Ambasciatore della Repubblica Dominicana presso la Santa Sede, si è congratulato per "i buoni rapporti fra Chiesa e Stato" ed ha auspicato che "essi continuano a svilupparsi in futuro".

"È giusto riconoscere" - ha precisato il Santo Padre - "l'azione compiuta nel suo Paese dalle Diocesi, dalle Parrocchie, Comunità Religiose e dai Movimenti di Apostolato", in particolare, "l'azione ecclesiale a favore dei disabili, degli ammalati di Aids, delle minoranze etniche, degli immigrati e dei rifugiati", come pure, "la presenza della Chiesa nel campo educativo".

Giovanni Paolo II ha anche ricordato che benché la Chiesa non proponga "soluzioni di ordine politico e tecnico, tuttavia deve e vuole indicare le motivazioni e gli orientamenti del Vangelo per ispirare la ricerca di risposte e soluzioni". Per cui, ha continuato il Papa, la sua missione è "ricordare, difendere e consolidare gli autentici valori etici, spirituali e trascendenti, particolarmente nel momento attuale, nel quale cause interne ed esterne hanno prodotto nel suo Paese un grave deterioramento ed un certo abbassamento della qualità della vita della popolazione. Nella soluzione di questi problemi non bisogna dimenticare che l'obiettivo da conseguire è il bene comune, a favore del quale, la Chiesa, senza assumersi compiti alieni alla sua missione, presta la sua collaborazione al governo e alla società".

"Nel mondo di oggi" - ha continuato il Papa - "non basta limitarsi alla legge del mercato ed alla sua globalizzazione; occorre promuovere la solidarietà, evitando quei mali derivanti da un capitalismo che antepone il profitto all'individuo, rendendolo vittima di tante ingiustizie. Un modello di sviluppo che non tenga conto e non affronti con energia tali ingiustizie, non può in nessun modo prosperare".

Sottolineando che: "Coloro che più soffrono nelle crisi sono sempre i più poveri", il Papa ha ribadito che essi "devono essere l'obiettivo particolare della cura e attenzione dello Stato. (…) È importante incidere sull'importanza dell'educazione e della formazione come elementi per contrastare la povertà, nel rispetto dei diritti fondamentali che non possono essere sacrificati a scapito di altri obiettivi, poiché ciò è contrario all'autentica dignità dell'essere umano".

Giovanni Paolo II ha concluso il suo discorso esprimendo la sua vicinanza "a tutti coloro che sono rimasti colpiti dal terremoto nel settembre scorso e dalle recenti inondazioni. Desidero elogiare" - ha detto - "la solidarietà delle altre regioni della Repubblica Dominicana e degli altri Paesi dei Caraibi. Chiedo al Signore di concedere a tutti i sinistrati, fortezza e generosa dedizione per far fronte alle devastazioni sofferte e che non manchino, con prontezza, gli aiuti necessari a riprendere la vita quotidiana".
CD/LETTERE CREDENZIALI/MARION VIS 20031215 (490)

ALTRI ATTI PONTIFICI


CITTA' DEL VATICANO, 15 DIC. 2003 (VIS). Il Santo Padre ha nominato il Vescovo Bernardo Hombach Lutkermeier, finora Vescovo di Juigalpa (Nicaragua), Vescovo di Granada (superficie: 7.453; popolazione: 540.112; cattolici: 483.682; sacerdoti: 54; religiosi: 161), Nicaragua. Il Vescovo Lutkermeier succede al Vescovo Leovigildo López Fitoria, C.M., del quale il Santo Padre ha accettato la rinuncia al governo pastorale della medesima Diocesi presentata per raggiunti limiti d'età.
NER:RE/…/HOMBACH LUTKERMEIER:LOPEZ FITORIA VIS 20031215 (80)

venerdì 12 dicembre 2003

INDISPENSABILE EUROPA SALVAGUARDI SUO PATRIMONIO VALORI


CITTA' DEL VATICANO, 11 DIC. 2003 (VIS). Oggi pomeriggio, il Santo Padre Giovanni Paolo II ha presieduto, nella Basilica Vaticana, la Celebrazione Eucaristica in preparazione al Natale per gli universitari degli Atenei Romani, con la partecipazione di 10.000 studenti romani e di altri paesi. Il Cardinale Camillo Ruini, Vicario Generale per la Diocesi di Roma, ha celebrato l'Eucaristia con 47 cappellani universitari europei.

Il Papa ha affermato nell'omelia che: "Le più intime aspirazioni umane trovano, (…), piena risposta soltanto in Dio. Per questo vi incoraggio, carissimi, a far sì che il vostro percorso formativo sia sostenuto senza sosta dalla ricerca di Dio. Non fermatevi dinanzi ai dubbi e alle difficoltà. Iddio (…) sta accanto a voi. La sua confortante compagnia vi renderà più consapevoli della missione che siete chiamati a svolgere nell'ambito universitario".

Giovanni Paolo II ha ricordato che molti dei presenti hanno preso parte al Convegno promosso dal Consiglio delle Conferenze Episcopali d'Europa (CCEE) e dall'Ufficio della Diocesi di Roma per la Pastorale Universitaria, "che ha dedicato la sua attenzione al processo di integrazione europea".

"A tale processo anche voi" - ha proseguito il Pontefice - "che fate parte del mondo universitario, dovete offrire il vostro contributo. Per l'unità dell'Europa rivestono certo grande importanza le strutture sociali, politiche ed economiche, ma non vanno assolutamente trascurati gli aspetti umanistici e spirituali. È indispensabile che l'Europa di oggi salvaguardi il suo patrimonio di valori, e riconosca che è stato soprattutto il cristianesimo la forza capace di promuoverli, conciliari e consolidarli".

"Il Natale" - ha detto ancora il Papa - "costituisce l'occasione privilegiata per sottolineare uno dei valori cristiani più sentiti. Con la nascita di Gesù, nella semplicità e nella povertà di Betlemme, Dio ha ridato dignità all'esistenza di ogni essere umano; ha offerto a tutti la possibilità di partecipare alla sua stessa vita divina. Possa questo dono incommensurabile trovare sempre cuori pronti a riceverlo!".
HML/MESSA UNIVERSITARI/RUINI VIS 20031212 (330)

UDIENZE

CITTA' DEL VATICANO, 12 DIC. 2003 (VIS). Il Santo Padre ha ricevuto oggi in udienze separate:

- L'Arcivescovo Luigi Pezzuto, Nunzio Apostolico in Tanzania.

- L'Arcivescovo Salvatore Pennacchio, Nunzio Apostolico in Thailandia, Singapore e Cambogia e Delegato Apostolico in Myanmar, Laos, Malaysia e Brunei Darussalam.

- Quattro Presuli della Conferenza Episcopale del Sudan, in Visita "ad Limina Apostolorum":

- Il Vescovo Joseph Abangite Gasi, di Tombura-Yambio.

- Il Vescovo Paride Taban, di Torit, con l'Ausiliare Akio Johnson Mutek.

- Il Vescovo Rudolf Deng Majak, di Wau.

- Il Cardinale Crescenzio Sepe, Prefetto della Congregazione per l'Evangelizzazione dei Popoli.

Nel tardo pomeriggio è previsto che il Santo Padre riceva l'Arcivescovo Angelo Amato, Segretario della Congregazione per la Dottrina della Fede.
AP:AL/…/… VIS 20031212 (120)

TELEGRAMMA PER LA SCOMPARSA DEL CARDINALE TZADUA


CITTA' DEL VATICANO, 12 DIC. 2003 (VIS). Di seguito riportiamo il testo del telegramma di cordoglio che il Cardinale Angelo Sodano, Segretario di Stato, ha inviato a nome del Santo Padre Giovanni Paolo II all'Arcivescovo Berhaneyesus Demerew Souraphiel, C.M., di Addis Abeba (Etiopia), per la morte, ieri in Vaticano ad 82 anni, del Cardinale Paulos Tzadua, Arcivescovo emerito della medesima Arcidiocesi:

"Appresa la mesta notizia della scomparsa del Signor Cardinale Paulos Tzadua, Arcivescovo Metropolita emerito di Addis Abeba, desidero porgere a Lei, al presbiterio, alle comunità religiose ed ai fedeli tutti, come pure ai familiari del compianto porporato, l'espressione del mio sentito cordoglio per il lutto che ha colpito codesta Arcidiocesi dove egli esercitò con generosità il ministero episcopale. Nell'elevare fervide preghiere a Dio perché conceda il riposo eterno a questo zelante pastore, impartisco la confortante Benedizione Apostolica, quale segno di fede e di speranza cristiana nel Signore Risorto".
TGR/SCOMPARSA TZADUA/… VIS 20031212 (150)

ARTISTI CONCERTO IN VATICANO RICEVUTI DAL SANTO PADRE


CITTA' DEL VATICANO, 12 DIC. 2003 (VIS). Questa mattina il Santo Padre Giovanni Paolo II ha ricevuto gli artisti del tradizionale Concerto di "Natale in Vaticano", in programma nel pomeriggio di domani nell'Aula Paolo VI, "manifestazione organizzata" - ha precisato il Papa - "per sostenere la costruzione di nuove chiese, specialmente nelle zone di periferia della città di Roma".

Giovanni Paolo II salutando i promotori, organizzatori ed artisti del Concerto e porgendo i suoi cordiali auguri per le festività natalizie, ha detto: "Natale ricorda che il Figlio di Dio, assumendo la natura umana, si è fatto compagno di viaggio dell'uomo di ogni tempo. Possa questa festa, tanto sentita dalle famiglie, diventare occasione propizia per sperimentare la vicinanza e l'amore di Dio".
AC/CONCERTO DI NATALE/… VIS 20031212 (130)

UDIENZA QUATTRO NUOVI AMBASCIATORI PRESSO LA SANTA SEDE


CITTA' DEL VATICANO, 12 DIC. 2003 (VIS). Questa mattina il Santo Padre Giovanni Paolo II, ha ricevuto le Lettere Credenziali di quattro nuovi Ambasciatori presso la Santa Sede, fra i quali il primo Ambasciatore del Qatar, ed ha rivolto loro un discorso in lingua francese. Al termine dell'Udienza, il Papa ha salutato ogni Ambasciatore individualmente consegnando un Messaggio personale di benvenuto dedicato alla situazione specifica del Paese rappresentato.

I nuovi Ambasciatori sono: il Signor Birger Dan Nielsen, Ambasciatore di Danimarca, il Signor Walter Woon, di Singapore, il Signor Mohamad Jaham Abdulaziz Al-Kawari del Qatar ed il Signor Priit Kolbre dell'Estonia.

"La fine dell'anno civile" - ha affermato il Pontefice - "è occasione propizia per analizzare la situazione mondiale e gli avvenimenti ai quali abbiamo assistito. Come tutti i diplomatici, vi adoperate per creare legami fra le persone e le nazioni, favorendo la pace, l'amicizia e la solidarietà fra i popoli. Lo fate in nome del vostro governo, che ha a cuore la globalizzazione della fraternità e della solidarietà, con la certezza che ciò che unisce gli uomini è più importante di ciò che li divide".

Il Papa ha proseguito il suo discorso affermando che: "Per un duraturo sviluppo e per la stabilità internazionale e la credibilità degli organi governativi, nazionali ed internazionali, gli esponenti della vita pubblica, in particolare in ambito politico ed economico, devono condurre la cosa pubblica con senso morale ed avere come obiettivo fondamentale il bene pubblico, somma di tutti i beni individuali". Il Papa ha invitato quanti sono al servizio del proprio Paese a "porre le vostre conoscenze al servizio dei vostri concittadini e della comunità internazionale".

Al termine del suo discorso Giovanni Paolo II ha affermato che: "In questa stagione, in cui gli uomini e le donne del mondo scambiano auguri di pace e felicità, auguro le stesse a voi, ai vostri governi, ai popoli delle vostre nazioni, e a tutta l'umanità".
CD/LETTERE CREDENZIALI/… VIS 20031212 (340)

ALTRI ATTI PONTIFICI


CITTA' DEL VATICANO, 12 DIC. 2003 (VIS). Il Santo Padre:

- Ha eretto la Diocesi di Mindelo (superficie; 2.207; popolazione: 147.489; cattolici: 140.114; sacerdoti: 20; religiosi: 29), Capo Verde, con territorio dismembrato dalla Diocesi di Santiago de Capo Verde, rendendola immediatamente soggetta alla Santa Sede.

- Ha nominato il Reverendo Arlindo Gomes Furtado, primo Vescovo di Mindelo (Capo Verde). Il Vescovo eletto è nato nel 1949 a Santa Catarina (Capo Verde) ed è stato ordinato sacerdote nel 1976. Finora è stato Vicario Generale della Diocesi di Santiago de Capo Verde e Parroco della Cattedrale di Mindelo.

- Ha nominato il Monsignore Victor Antonio Tamayo Betancourt, Vescovo Ausiliare dell'Arcidiocesi di Barranquilla (3.368; popolazione: 2.420.000; cattolici: 2.050.000; sacerdoti: 178; religiosi: 426), Colombia. Il Vescovo eletto è nato ad Anorí (Colombia) nel 1937 ed ha ricevuto l'ordinazione sacerdotale nel 1964. Finora è stato Vicario Generale dell'Arcidiocesi e Parroco della Cattedrale Metropolitana.

- Ha nominato il Monsignore Gonzalo Restrepo Restrepo, Vescovo Ausiliare dell'Arcidiocesi di Cali (superficie: 2.602; popolazione: 2.431.390; cattolici: 1.982.390; sacerdoti: 295; religiosi: 995; diaconi permanenti: 17), Colombia. Il Vescovo eletto è nato nel 1947 ad Urrao (Colombia), ed ha ricevuto l'ordinazione sacerdotale nel 1974. Finora è stato Rettore della Pontificia Università Bolivariana.
ECE:NER:NEA/…/GOMES:TAMAYO:RESTREPO VIS 20031212 (200)

giovedì 11 dicembre 2003

"FEDE E CULTURA" DA LEONE XIII A GIOVANNI PAOLO II


CITTA' DEL VATICANO, 11 DIC. 2003 (VIS). Questa mattina, presso la Sala Stampa della Santa Sede, ha avuto luogo la presentazione del volume: "Fede e cultura. Antologia di testi del Magistero Pontificio da Leone XIII a Giovanni Paolo II", curato dal Pontificio Consiglio della Cultura. Alla Conferenza Stampa sono intervenuti il Cardinale Paul Poupard, Presidente del Pontificio Consiglio della Cultura, il Padre Bernard Ardura, O. Praem., Segretario, il Padre Fabio Duque Jaramillo, O.F.M., Sotto-Segretario, e Don Javier Magdaleno Cueva, Officiale del medesimo Pontificio Consiglio.

Il Cardinale Poupard ha affermato che il volume di più di 1.500 pagine comprende una gran varietà di temi del Magistero Pontificio in più di cento anni: "dalle arti alla tecnica, dalle ideologie alla famiglia, dallo sport alla politica, dalle università alla identità culturale, dalla globalizzazione alla inculturazione".

Destinatari di questa pubblicazione, ha detto ancora il Cardinale, sono le Conferenze Episcopali, le Commissioni di Cultura ed i ricercatori di Università ed Istituti di Teologia e Scienze Religiose, i Professori delle facoltà di Filosofia, Teologia, Scienze Sociali, Educazione e dei Seminari.

Padre Ardura ha affermato nel suo intervento che: "I Papi, nell'arco di cento anni, sono testimoni e protagonisti di una evoluzione significativa nel campo della cultura e del rapporto di questa con la fede cristiana, partendo dal concetto di 'civiltà' per giungere ad una comprensione più integrale della persona umana con il concetto di 'cultura'".

Il Padre Duque Jaramillo ha precisato che: "La presente Antologia è il prodotto di più di dieci anni di lavoro" e "permette di cogliere la concezione dinamica che la Chiesa ha della dimensione culturale della evangelizzazione. (…) Questa Antologia è un vero e proprio invito a verificare lo sviluppo di un colloquio appassionante tra il messaggio e la persona di Gesù Cristo e gli aneliti e le speranze delle generazioni odierne".

Don Javier Magdaleno ha fatto riferimento ai tre indici del volume per la consultazione. Il primo, ha detto, "viene chiamato sistematico e presenta una panoramica della Pastorale della Cultura. (…) Questo indice viene diviso in tre grandi sezioni: Fede e culture: linee di orientamento, Sfide e punti di appoggio e Proposte concrete". L'indice tematico "mette insieme testi del Magistero in riferimento a un concetto o parola identificato, elencato in ordine alfabetico". Il terzo indice "è quello dei documenti, che elenca 1.266 testi pontifici diversi, classificati sotto il nome del Sommo Pontefice che li ha scritti, preceduti dalla classifica del documento".
…/VOLUME FEDE:CULTURA/POUPARD VIS 20031211 (420)

TERRA SANTA: NECESSITÀ RISOLVERE ATTUALE SITUAZIONE


CITTA' DEL VATICANO, 11 DIC. 2003 (VIS). Il Direttore della Sala Stampa della Santa Sede, Dr. Joaquín Navarro-Valls, ha rilasciato a fine mattinata la seguente dichiarazione:

"Oggi, giovedì 11 dicembre 2003, il Santo Padre Giovanni Paolo II ha ricevuto in Udienza Sua Eccellenza il Signor Silvan Shalom, Ministro degli Esteri dello Stato di Israele. Successivamente vi è stato un incontro del medesimo Signor Ministro con il Cardinale Angelo Sodano, Segretario di Stato, presente Sua Eccellenza Monsignor Giovanni Lajolo, Segretario della Sezione per i Rapporti con gli Stati".

"Nel corso dei colloqui, le Parti hanno espresso il loro punto di vista sul cammino da seguire per ottenere la pace in Terra Santa".

"In particolare si è insistito sulla necessità di uscire dall'attuale situazione, come sulla necessità di atti concreti di riconciliazione da parte di tutti".

"Nell'incontro si sono poi esaminate le questioni bilaterali che interessano la vita della Chiesa Cattolica in Terra Santa, alla luce degli impegni presi con il 'Fundamental Agreement' del 1993".
OP/MINISTRO ISRAELE/NAVARRO-VALLS VIS 20031211 (180)

LA VALLE D'AOSTA DONA AL SANTO PADRE ALBERO NATALE


CITTA' DEL VATICANO, 11 DIC. 2003 (VIS). Domani, in Piazza San Pietro, accanto al Presepio in allestimento, sarà collocato un grande abete rosso di quasi 30 metri e di 110 anni, dono della Regione Valle d'Aosta al Santo Padre, che è stato ospite della regione per sette soggiorni estivi. Altri venti abeti più piccoli, anch'essi dono della Regione Autonoma al Santo Padre per il Natale 2003, adorneranno i luoghi più significativi del Vaticano.

Accompagnato da oltre 300 valdostani, il Presidente della Regione Valle d'Aosta, consegnerà simbolicamente l'Albero di Natale al Santo Padre nel corso dell'Udienza Generale di mercoledì 17 dicembre. Nell'Aula Paolo VI verrà allestito un albero di Natale, addobbato ispirandosi all'artigianato ed alla tradizione valdostana, ai cui piedi sarà esposto un Presepio in legno, ospitato il Natale scorso nella Basilica Superiore di San Francesco, ad Assisi.

Alle 16:30 di mercoledì 17 dicembre, in Piazza San Pietro, il Cardinale Edmund Szoka, Presidente del Governatorato dello Stato della Città del Vaticano, presiederà la cerimonia di accensione dell'albero, alla quale interverranno il Presidente della Regione Valle d'Aosta, Carlo Perrin, il Vescovo di Aosta, Mons. Giuseppe Anfossi, ed i membri di gruppi folcloristici e delle corali e cantorie della Regione.
…/VATICANO ALBERO DI NATALE/… VIS 20031211 (220)

LV ANNIVERSARIO DICHIARAZIONE UNIVERSALE DIRITTI UMANI


CITTA' DEL VATICANO, 11 DIC. 2003 (VIS). L'Arcivescovo Celestino Migliore, Osservatore Permanente della Santa Sede presso l'Organizzazione delle Nazioni Unite, è intervenuto ieri alla LVIII Sessione dell'Assemblea Generale, sull'Articolo 48: "LV Anniversario della Dichiarazione Universale dei Diritti Umani".

L'Osservatore Permanente ha espresso la soddisfazione della Delegazione della Santa Sede nel partecipare alle celebrazioni di questo anniversario, affermando che: "Lo straordinario sviluppo nella protezione dei diritti umani fondamentali si fonda sulle importanti tradizioni del 'jus gentium', il Diritto dei Popoli, derivante dall'ordine morale oggettivo illuminato dalla ragione". L'Arcivescovo Migliore ha sottolineato che i diritti umani "non sono creazione dello Stato ma traggono origine dal carattere e dalla natura stessa dell'umanità. (…) Nell'individuare alcuni diritti fondamentali comuni ad ogni membro della famiglia umana, la Dichiarazione ha decisamente contribuito allo sviluppo del diritto internazionale ed ha risolutamente sfidato le leggi umane che negano agli uomini e alle donne la dignità che loro spetta. Purtroppo, i diritti fondamentali, proclamati, codificati e celebrati nella Dichiarazione Universale sono ancora oggetto di gravi e costanti violazioni".

L'Arcivescovo Migliore ha affermato inoltre che: "Fra gli ostacoli ad un'adeguata implementazione dei diritti umani" vi sono "una tendenza di alcuni a scegliere diritti a loro confacenti. In alcune circostanze, ciò che è inalienabile per alcuni è simultaneamente negato ad altri. Un esempio potrebbe essere la negazione al diritto più importante, il diritto alla vita dal quale tutti gli altri diritti naturalmente e logicamente hanno origine". Esistono minacce provenienti "da un esagerato individualismo che spesso porta il più forte a dominare il più debole".

"Il mondo nel quale oggi viviamo" - ha ricordato l'Arcivescovo - "vive sotto l'ombra della guerra, del terrorismo e di altre minacce alla umana sopravvivenza e alla innata dignità della persona umana. All'origine di molte di queste ombre c'è la negazione di alcuni diritti universali. Paradossalmente sono proprio gli esseri umani a gettare tali ombre. Tuttavia, siamo stati anche dotati della saggezza e dell'uso della luce della ragione per disperdere tali ombre".

Al termine del suo discorso l'Arcivescovo Migliore ha affermato: "Abbiamo ancora bisogno di chiederci: che cosa ne è stato del diritto di ognuno 'a un ordine sociale ed internazionale nel quale i diritti e le libertà enunciati nella Dichiarazione Universale siano pienamente messi in pratica? (art. 28)'. La dignità, la libertà e la felicità riconosciute dalla Dichiarazione, non si realizzano pienamente senza la solidarietà fra tutti i popoli. Ispirati dall'esempio dei principi enunciati nella Dichiarazione che ha assunto il rischio della libertà, non possiamo noi impegnarci nuovamente ed assumerci il rischio della solidarietà e quindi il rischio della pace?"
DELSS/DIRITTI UMANI/ONU:MIGLIORE VIS 20031211 (440)

ALTRI ATTI PONTIFICI

CITTA' DEL VATICANO, 11 DIC. 2003 (VIS). Il Santo Padre ha nominato il Sacerdote Oscar Azarcon Solis, finora Parroco della "Saint Joseph Co-Cathedral Parish" in Thibodaux (Stati Uniti D'America), Vescovo Ausiliare dell'Arcidiocesi di Los Angeles (superficie: 22.685; popolazione: 10.985.200; cattolici: 4.197.635; sacerdoti: 1.251; religiosi: 2.621; diaconi permanenti: 203), Stati Uniti d'America. Il Vescovo eletto è nato nel 1953 a San Jose City (Filippine) ed è stato ordinato sacerdote nel 1979.
NEA/…/AZARCON SOLIS VIS 20031211 (80)

UDIENZE

CITTA' DEL VATICANO, 11 DIC. 2003 (VIS). Il Santo Padre ha ricevuto oggi in udienze separate:

- Il Signor Gnassingbé Eyadema, Presidente della Repubblica del Togo e Seguito.

- L'Arcivescovo Edmond Farhat, Nunzio Apostolico in Turchia e in Turkmenistan.

- L'Arcivescovo Pedro López Quintana, Nunzio Apostolico in India e Nepal.

- Il Signor Silvan Shalom, Ministro degli Esteri di Israele e Seguito.

- Due Presuli della Conferenza Episcopale del Sudan in Visita "ad Limina Apostolorum":

- Il Vescovo Vincent Mojwok Nyiker, di Malakal.

- Il Vescovo Cesare Mazzolari, M.C.C.I., di Rumbeck.
AP:AL/…/… VIS 20031211 (100)

PRESENTAZIONE MESSAGGIO GIORNATA MONDIALE PACE 2004


CITTA' DEL VATICANO, 11 DIC. 2003 (VIS). Martedì 16 dicembre, alle 11:30, presso la Sala Stampa della Santa Sede, avrà luogo la Conferenza Stampa di presentazione del Messaggio del Santo Padre Giovanni Paolo II per la celebrazione della XXXVII Giornata Mondiale della Pace sul tema: "Il diritto internazionale, una via per la pace". Alla Conferenza Stampa interverranno il Cardinale Renato Raffaele Martino, Presidente del Pontificio Consiglio della Giustizia e della Pace, il Vescovo Giampaolo Crepaldi, Segretario, il Monsignor Frank J. Dewane, Sotto-Segretario ed il Dott. Giorgio Filibeck, Officiale del medesimo Pontificio Consiglio.
OP/MESSAGGIO PACE 2004/MARTINO VIS 20031211 (100)

mercoledì 10 dicembre 2003

UDIENZA GENERALE: DIO NON È INDIFFERENTE VICENDE UMANE


CITTA' DEL VATICANO, 10 DIC. 2003 (VIS). Continuando la catechesi sui Salmi ed i Cantici che costituiscono la preghiera ecclesiale dei Vespri, il Santo Padre Giovanni Paolo II ha dedicato la catechesi dell'Udienza Generale di oggi, tenutasi nell'Aula Paolo VI, al Cantico del Capitolo 19 dell'Apocalisse, composto da una sequenza di alleluia e di acclamazioni.

Il Santo Padre ha precisato che in questo inno intervengono diversi personaggi della liturgia celeste: "una 'folla immensa', costituita dall'assemblea degli angeli e dei santi. Si distingue poi la voce dei 'ventiquattro anziani' e dei 'quattro viventi', figure simboliche che sembrano i sacerdoti di questa liturgia celeste di lode e di ringraziamento. Si innalza, infine, una voce solista che, a sua volta, coinvolge nel canto la 'folla immensa' da cui si era partiti".

"Nel cuore di questa invocazione gioiosa c'è la rappresentazione dell'intervento decisivo di Dio nella storia: il Signore non è indifferente, come un imperatore impassibile e isolato, nei confronti delle vicende umane. (…) Anzi, il suo sguardo è sorgente di azione, perché egli interviene e demolisce gli imperi prepotenti e oppressivi, abbatte gli orgogliosi che lo sfidano, giudica quanti perpetrano il male".

Giovanni Paolo II ha sottolineato ancora che: "La nostra preghiera, allora, deve soprattutto invocare e lodare l'azione divina, la giustizia efficace del Signore, la sua gloria ottenuta col trionfo sul male. Dio si rende presente nella storia, schierandosi dalla parte dei giusti e delle vittime, proprio come dichiara la breve ed essenziale acclamazione dell'Apocalisse e come spesso si ripete nel canto dei Salmi".

Poco dopo il termine dell'Udienza, il Papa è apparso alla finestra del suo studio privato che si affaccia su Piazza San Pietro per salutare gli ufficiali ed avieri dell'Aeronautica Militare Italiana, accompagnati dall'Ordinario Militare per l'Italia Arcivescovo Angelo Bagnasco e dal Capo di Stato Maggiore dell'Arma, in occasione della festa della Madonna di Loreto.

"La festa della vostra celeste Patrona," - ha detto il Santo Padre - "mi offre l'opportunità di invitarvi a volgere sempre lo sguardo alla Madonna di Loreto. Sia lei il modello a cui fare costante riferimento, e la guida sicura della vostra esistenza. Invocatela con fiducia in ogni situazione: sarà per voi sostegno, conforto e speranza. Colgo l'occasione per augurare un felice e Santo Natale a voi e alle vostre famiglie".
AG/APOCALISSE/… VIS 20031210 (390)

ALTRI ATTI PONTIFICI


CITTA' DEL VATICANO, 10 DIC. 2003 (VIS). Il Santo Padre ha nominato il Padre Valdomiro Koubetch, O.S.B.M., al presente Professore nello Studio Teologico dei Padri Claretiani a Curitiba (Brasile), Vescovo Coadiutore dell'Eparchia di São João Batista em Curitiba degli Ucraini (cattolici: 161.500; sacerdoti: 67; religiosi: 547; diaconi permanenti: 2), Brasile. Il Vescovo eletto è nato a Mandaguaçu (Brasile), nel 1953, ha emesso la professione religiosa nell'Ordine Basiliano di San Giosafat nel 1978 ed è stato ordinato sacerdote nel 1981.
NEC/…/KOUBETCH VIS 20031210 (90)

AIUTI UMANITARI NON DEVONO RIMANERE COINVOLTI CONFLITTI


CITTA' DEL VATICANO, 10 DIC. 2003 (VIS). Oggi è stato reso pubblico il testo dell'intervento dell'Arcivescovo Silvano Tomasi, Osservatore Permanente della Santa Sede presso l'Ufficio dell'Organizzazione delle Nazioni Unite e le altre Organizzazioni Internazionali a Ginevra, alla XXVIII Conferenza Internazionale della Croce Rossa e della Luna Rossa, tenutasi dal 2 al 6 dicembre.

Il Nunzio Apostolico ha affermato che la presente Conferenza "ha luogo in un momento segnato da rumori di guerra e da un'esplosione di attacchi terroristici di vastità tale, inimmaginabile fino a ieri. Sono ormai milioni le vittime civili delle guerre coperte dai media e delle guerre dimenticate e delle loro conseguenze distruttive. Infatti, alcuni Stati ed altri agenti non statali cercano di sfruttare la disperazione della povertà endemica e l'estrema disuguaglianza sociale per favorire i loro interessi privati mediante la violenza".

In merito alla questione del diritto umanitario, l'Arcivescovo Tomasi ha affermato che: "Alcuni governi sono restii ad accettare meccanismi effettivi di controllo, mentre l'opinione pubblica sembra essersi abituata alle violazioni del diritto umanitario, come se il penoso spettacolo delle innumerevoli vittime portasse alla rassegnazione invece di suscitare una reazione capace di influenzare le errate scelte politiche e militari". L'Osservatore Permanente ha ribadito che: "La Santa Sede ritiene il diritto umanitario internazionale uno strumento insostituibile e non negoziabile" e "continuerà a promuovere appropriate iniziative di carattere interreligioso per difendere la dignità umana durante i conflitti armati e per promuovere il rispetto del diritto umanitario internazionale, mediante la vasta rete delle istituzioni educative della Chiesa cattolica".

L'Arcivescovo Tomasi ha posto inoltre in evidenza che "gli attacchi sferrati di proposito contro il personale delle organizzazioni umanitarie, che generosamente serve nei territori coinvolti dai conflitti ed in particolare i recenti attacchi mortali contro il Comitato Internazionale della Croce Rossa, sono un segno tristemente eloquente del disprezzo del diritto umanitario".

L'Osservatore Permanente della Santa Sede ha concluso il suo intervento affermando che: "La Croce Rossa e la Luna Rossa possono contare sul sostegno della Chiesa Cattolica. La collaborazione con le istituzioni religiose e le comunità confessionali rende più efficace l'azione umanitaria".
DELSS/AIUTO UMANITARIO/TOMASI VIS 20031210 (360)

martedì 9 dicembre 2003

PROMOZIONE VALORI RELIGIOSI FAVORISCE PACE E STABILITÀ


CITTA' DEL VATICANO, 6 DIC. 2003 (VIS). Oggi è stato reso pubblico l'intervento di Monsignore Pietro Parolin, Sotto-Segretario per i Rapporti con gli Stati, alla XI Riunione del Consiglio dei Ministri degli Esteri dell'Organizzazione per la Sicurezza e la Cooperazione in Europa (O.S.C.E.), svoltasi a Maastricht (Paesi Bassi), il 1° e il 2 dicembre.

Nel suo intervento del 2 dicembre, davanti all'Assemblea Plenaria dei 55 Stati Partecipanti, Monsignor Parolin ha affermato che: "La Santa Sede, (…), non si stanca di ripetere che occorre accompagnare all'azione per assicurare pace e stabilità, l'impegno a promuovere anche i valori spirituali, morali e religiosi".

Annunciando che la Santa Sede ha accolto con favore l'adesione da parte della O.S.C.E. della Decisione sulla Tolleranza e sulla Non-Discriminazione, il Sotto-Segretario per i Rapporti con gli Stati ha affermato in proposito che: "Occorre assicurare una formazione appropriata ed un'informazione corretta; i media, fra l'altro, hanno un ruolo speciale. Inoltre, bisogna dedicare rinnovate energie per educare alla convivenza ed alla fiducia reciproca, ancorandole saldamente al rispetto della religione, della storia, della cultura e del valore intrinseco di ogni persona umana".

Monsignor Parolin ha precisato che l'O.S.C.E. "ha preparato per la prima volta un Piano d'Azione su: 'Rom e Sinti'. Per la mia Delegazione è di particolare importanza l'intento di facilitare con tale documento una maggiore integrazione di Rom e Sinti nelle società degli Stati Partecipanti, offrendo ai membri di tali comunità pari opportunità, per sviluppare la ricchezza della loro cultura e tradizioni".

Infine, riferendosi al tema "della tratta delle persone umane", del quale si è occupata in modo particolare l'O.S.C.E., Monsignor Parolin ha affermato: "La Santa Sede è convinta che il Piano d'Azione ed il nuovo meccanismo per combattere questa manifestazione vergognosa di schiavitù favoriscano in modo rilevante, tra l'altro, una più stretta ed intensa cooperazione fra le Agenzie interessate nei Paesi di origine, di transito e di destinazione. La Santa Sede, pertanto, si augura vivamente che il citato meccanismo possa essere adottato a Maastricht".
DELSS/…/O.S.C.E:PAROLIN VIS 20031209 (340)

ARCIDIOCESI DI NAPOLI: TESTIMONIARE SPERANZA EVANGELICA


CITTA' DEL VATICANO, 6 DIC. 2003 (VIS). Questa mattina il Santo Padre ha ricevuto, nell'Aula Paolo VI, 8.000 pellegrini dell'Arcidiocesi di Napoli (Italia), accompagnati dal Cardinale Michele Giordano, al quale ha rinnovato i suoi auguri per il cinquantesimo di ordinazione sacerdotale, celebrato recentemente. All'Udienza erano presenti Autorità civili, religiose, giovani e numerose famiglie.

Ricordando la Visita Pastorale compiuta nella città partenopea nel 1990, Giovanni Paolo II ha affermato che nei vari incontri con le componenti sociali e religiose, ha tratto "l'impressione di una Città segnata, sì, da difficoltà e problematiche, ma ricca di risorse interiori e capace di alti gesti di coraggio e generosità".

Riferendosi all'incontro con le migliaia di giovani nello stadio "San Paolo", ai quali chiese di trasmettere ai loro coetanei "l'annuncio della speranza evangelica", il Papa ha affermato: "Annunciare e testimoniare il 'Vangelo della speranza' fa parte del mandato missionario di ogni comunità cristiana. Si tratta d'una priorità ben presente nei vostri piani pastorali, che indicano la famiglia e i giovani come linee portanti dell'azione apostolica diocesana".

"'Assieme per la missione": ecco la parola d'ordine che vi unisce in uno sforzo teso a far risuonare nella città di Napoli 'l'annuncio della speranza cristiana'. Perché la vostra azione evangelizzatrice sia efficace è necessario che non cessiate mai di trarre linfa vitale da un'intensa vita di preghiera. È anche necessario che le parrocchie, come è stato pure sottolineato in un vostro recente Convegno, diventino sempre più 'famiglie di famiglie', scuole permanenti di fede e di orazione, case di comunione e di incontro, di dialogo e di apertura al territorio".
AC/…/ARCIDIOCESI NAPOLI VIS 20031209 (270)

AI VESCOVI FRANCESI: NON CEDETE ALLO SCORAGGIAMENTO


CITTA' DEL VATICANO, 6 DIC. 2003 (VIS). Nel ricevere questa mattina i Vescovi delle Provincie Ecclesiastiche di Rennes e Rouen (Francia), al termine della Visita "ad Limina Apostolorum", il Santo Padre Giovanni Paolo II ha dedicato il suo discorso alla crisi delle vocazioni in queste regioni ed alla formazione dei seminaristi.

In merito alla crisi delle vocazioni, il Papa ha affermato: "Da trenta anni si assiste ad una lenta diminuzione dei sacerdoti che sembra essersi accentuata ancora più in questi ultimi anni. (…) Le diocesi francesi hanno intrapreso numerose iniziative per rivitalizzare la pastorale delle vocazioni, suscitare una nuova consapevolezza delle comunità cristiane, interpellare i giovani e ricordare la responsabilità dei sacerdoti alla chiamata".

Successivamente il Papa ha invitato i Vescovi a non "cedere allo scoraggiamento" ed ha ricordato che nel loro Paese "i seminari hanno una lunga storia ed una ricca esperienza", sebbene le condizioni pastorali attuali non permettano, come prevede il Diritto Canonico, che ogni Diocesi conti un seminario per la formazione dei futuri sacerdoti. Infatti, ha proseguito il Papa, "l'esperienza dimostra che il raggruppamento delle forze è sovente necessario e può portare anche un reale dinamismo".

"Il seminario" - ha sottolineato il Santo Padre - "deve essere un'istituzione stabile, visibile e riconoscibile nella Diocesi, (…) anche quando accoglie candidati provenienti da diocesi diverse ed ha la sede in un'altra diocesi. (…) Il Vescovo deve preoccuparsi di essere presente nella vita del seminario, visitandolo di persona o attraverso un suo delegato e incontrando regolarmente professori e seminaristi. (…) In questo spirito, una concertazione fra i Vescovi di Francia potrebbe essere di grande utilità, al fine di riflettere insieme, e con i professori responsabili, alla questione della ripartizione dei seminari in modo che essi non siano troppo distanti dalle diocesi che vi inviano i loro candidati al sacerdozio".

Il Santo Padre ha quindi trattato la questione della vocazione dei giovani, individuando tre motivi principali per spiegare le molteplici difficoltà incontrate dai giovani nel rispondere alla chiamata: "La prima difficoltà è il timore dell'impegno a lungo termine (…) in un mondo (…) essenzialmente legato alla soddisfazione dell'istante. È certamente un impedimento (…) che potrà essere superato dando fiducia in una prospettiva commisurata all'esperienza cristiana".

"La seconda difficoltà riguarda la proposizione del ministero sacerdotale (…) spesso svalutato agli occhi della pubblica opinione, i cui contorni possono sembrare evanescenti, difficilmente individuabili dai giovani. Occorre pertanto promuovere il ministero ordinato, assegnandogli il suo giusto rilievo nella Chiesa, in uno spirito di comunione rispettoso delle differenze (…) e non in uno spirito di dannosa concorrenza con il laicato. La terza difficoltà (…) riguarda il rapporto dei giovani con il Signore. La loro conoscenza di Cristo è spesso superficiale e relativa. (...) È evidente che tutto ciò che favorisca nei bambini e nei giovani una autentica riscoperta della persona di Gesù e del rapporto vivo con lui, (…) sarà di grande beneficio per il risveglio delle vocazioni".

"Fate in modo perciò" - ha concluso il Papa - "che i diversi servizi specializzati che concorrano in stretta collaborazione ad alimentare la vita diocesana, la pastorale familiare, la catechesi, la pastorale dei giovani, siano aperti generosamente a questa prospettiva vocazionale".
AL/…/FRANCIA VIS 20031209 (540)

SOLENNITÀ DELL'IMMACOLATA: ANGELUS, OMAGGIO ALLA VERGINE


CITTA' DEL VATICANO, 8 DIC. 2003 (VIS). "La Chiesa celebra oggi l'Immacolata Concezione della Beata Vergine Maria", ha detto il Papa alle migliaia di pellegrini riuniti in Piazza San Pietro per la recita dell'Angelus.

Il Santo Padre ha affermato che: "Prescelta per essere la Madre del Verbo incarnato, Maria è al tempo stesso la primizia della sua opera redentrice. La grazia di Cristo Redentore ha agito in Lei in anticipo, preservandola dal peccato originale e da ogni contagio di colpa".

"Per questo" - ha continuato il Papa - "Maria è la 'piena di grazia', come afferma l'Angelo quando Le reca l'annuncio della sua divina maternità. La mente umana non può pretendere di comprendere un così grande prodigio e mistero. È la fede a rivelarci che l'Immacolata Concezione della Vergine è pegno di salvezza per ogni umana creatura, pellegrina sulla terra. È ancora la fede a ricordarci che, in forza della sua singolarissima condizione, Maria è nostro sostegno incrollabile nella dura lotta contro il peccato e le sue conseguenze".

Giovanni Paolo II ha invitato i fedeli ad unirsi all'Omaggio alla Vergine Immacolata ed ad unirsi al suo pellegrinaggio nel pomeriggio in Piazza di Spagna. "Con l'odierno pellegrinaggio" - ha detto il Papa - "pertanto, entriamo nel 150° anniversario di quel solenne atto del magistero della Chiesa". Infatti, Papa Pio IX fece porre su una colonna l'effigie della Vergine, a perenne memoria del dogma dell'Immacolata Concezione proclamato l'8 dicembre 1854.

Alle 17:00 il Papa, giunto in autovettura panoramica in Piazza di Spagna per il tradizionale omaggio alla statua dell'Immacolata, ha benedetto un cesto di rose che è stato successivamente deposto ai piedi della colonna dell'Immacolata. Il Papa ha pronunciato una meditazione.

"'Regina della pace, prega per noi!'" - ha esclama il Pontefice - "A Te si volge il nostro sguardo con più forte trepidazione, a Te ricorriamo con più insistente fiducia in questi tempi segnati da non poche incertezze e timori per le sorti presenti e future del nostro Pianeta. A Te, primizia dell'umanità redenta da Cristo, finalmente liberata dalla schiavitù del male e del peccato, eleviamo insieme una supplica accorata e fidente: Ascolta il grido di dolore delle vittime delle guerre e di tante forme di violenza, che insanguinano la Terra. Dirada le tenebre della tristezza e della solitudine, dell'odio e della vendetta. Apri la mente e il cuore di tutti alla fiducia e al perdono!".

Invocando la "Madre di misericordia e di speranza", Giovanni Paolo II ha chiesto di ottenere per gli uomini e le donne del terzo millennio "il dono prezioso della pace; pace nei cuori e nelle famiglie, nelle comunità e fra i popoli; pace soprattutto per quelle nazioni dove si continua ogni giorno a combattere e a morire. Fa' che ogni essere umano, di tutte le razze e culture, incontri ed accolga Gesù, venuto sulla Terra nel mistero del Natale per donarci la 'sua' pace. Maria, Regina della pace, donaci Cristo, pace vera del mondo!".
GPII-IMMACOLATA/…/… VIS 20031209 (500)

MARIA: MODELLO E GUIDA ITINERARIO SPIRITUALE AVVENTO


CITTA' DEL VATICANO, 7 DIC. 2003 (VIS). Il Santo Padre Giovanni Paolo II, affacciandosi alla finestra del suo studio nel Palazzo Apostolico Vaticano per recitare l'Angelus con i fedeli ed i pellegrini convenuti in Piazza San Pietro, ha dedicato le riflessioni precedenti la recita dell'Angelus, al significato dell'Avvento, invocando Maria Immacolata, la cui festa si celebra domani, "a preparare bene 'la via del Signore' in noi stessi e nel mondo".

Il Santo Padre ha detto: "L'intera Liturgia dell'Avvento fa eco al Precursore, invitandoci ad andare incontro a Cristo che viene a salvarci. Ci prepariamo a rievocarne la nascita avvenuta a Betlemme circa duemila anni fa; rinnoviamo la nostra fede nel suo avvento glorioso alla fine dei tempi. Ci disponiamo al tempo stesso, a riconoscerlo presente in mezzo a noi: Egli infatti ci visita anche nelle persone e negli eventi quotidiani".

"Nostro modello e guida" - ha proseguito il Pontefice - "in questo itinerario spirituale tipico dell'Avvento è Maria, Colei che è beata molto più perché ha creduto in Cristo che perché l'ha generato fisicamente. In Lei, preservata immacolata da ogni peccato e ricolma di grazia, Dio ha trovato la 'terra buona', in cui ha posto il seme della nuova umanità".

Dopo l'Angelus, il Santo Padre ha invitato gli studenti universitari, provenienti da Roma e dall'estero, a partecipare alla Santa Messa che si celebrerà giovedì 11 dicembre, alle ore diciassette, nella Basilica di San Pietro.
ANG/AVVENTO/… VIS 20031209 (260)

MESSAGGIO LX ANNIVERSARIO MOVIMENTO FOCOLARI


CITTA' DEL VATICANO, 6 DIC. 2003 (VIS). Nella ricorrenza del 60° anniversario di fondazione, il Santo Padre Giovanni Paolo II ha inviato un Messaggio a Chiara Lubich, Fondatrice del Movimento dei Focolari.

Nel documento, datato 4 dicembre, il Santo Padre ricorda che sin dalla fondazione i Focolarini "si sono fatti apostoli del dialogo, quale via privilegiata per promuovere l'unità: dialogo all'interno della Chiesa, dialogo ecumenico, dialogo inter-religioso, dialogo con i non credenti".

"In questi sessant'anni, quanti mutamenti sociali rapidi e sconvolgenti hanno segnato la vita del mondo!" - prosegue il Messaggio - "L'umanità è diventata sempre più interdipendente e, perseguendo interessi passeggeri, ha talora smarrito i propri valori di riferimento ideale. Ed ora rischia di ritrovarsi quasi 'senz'anima', senza cioè il fondamentale principio unificatore di ogni suo progetto ed attività. Penso in particolare al Continente europeo, che conta una bimillenaria tradizione cristiana. All'inizio di un nuovo millennio, s'impone con urgenza il dovere di un rinnovato impegno da parte dei credenti per rispondere alle sfide della nuova evangelizzazione".
MESS/ANNIVERSARIO FOCOLARI/LUBICH VIS 20031209 (180)

PRESA DI POSSESSO TITOLI E DIACONIE DEI NUOVI CARDINALI


CITTA' DEL VATICANO, 9 DIC. 2003 (VIS). Nei prossimi giorni sei Cardinali prederanno possesso delle seguenti Chiese titolari e Diaconie in Roma:

Sabato 13 dicembre, alle ore 18:00, il Cardinale Attilio Nicora, Presidente dell'Amministrazione del Patrimonio della Sede Apostolica, Diaconia di San Filippo Neri in Eurosia, Via delle Sette Chiese, 103.

Domenica 14 dicembre, alle ore 10:30, il Cardinale Jean-Louis Tauran, Archivista e Bibliotecario di Santa Romana Chiesa, Diaconia di Sant'Apollinare alle Terme Neroniane-Alessandrine, Piazza Sant'Apollinare, 49.

Domenica 14 dicembre alle ore 11:00, il Cardinale Gabriel Zubeir Wako, Arcivescovo Metropolita di Khartoum (Sudan), Titolo di Sant'Atanasio a Via Tiburtina, Via A. Benedetti, 11.

Domenica 14 dicembre, alle ore 11:00, il Cardinale Julián Herranz, Presidente del Pontificio Consiglio per i Testi Legislativi, Diaconia di Sant'Eugenio, Via delle Belle Arti, 10.

Domenica 14 dicembre, alle ore 11:00, il Cardinale Stephen Fumio Hamao, Presidente del Pontificio Consiglio della Pastorale per i Migranti e gli Itineranti, Diaconia di San Giovanni Bosco, in Via Tuscolana, Viale dei Salesiani, 8.

Domenica 14 dicembre, alle ore 11:30, il Cardinale Bernard Panafieu, Arcivescovo Metropolita di Marseille (Francia), Titolo di San Gregorio Barbarigo alla Tre Fontane, Via Montagne Rocciose, 14.
…/POSSESSO TITOLI/… VIS 20031209 (200)

UDIENZA SEMINARISTI SEMINARIO MAGGIORE RADOM POLONIA


CITTA' DEL VATICANO, 9 DIC. 2003 (VIS). Nel ricevere questa mattina il Rettore, i Sacerdoti, i Professori, i collaboratori religiosi e laici ed i seminaristi del Seminario Maggiore di Radom (Polonia), il Santo Padre ha ricordato la visita al nuovo Seminario compiuta nel 1991 e l'eredità storica e spirituale della quale i seminaristi sono gli eredi.

Il Santo Padre affermato: "So che in questo anno di formazione vi accompagna il motto: 'Imita ciò che celebrerai' - 'Imitare quod tractabis'. È un invito che ognuno di voi, seminaristi - se Dio vorrà - ascolterà durante la liturgia delle ordinazioni. Solitamente esso viene riferito ai misteri che si racchiudono nell'Eucaristia e nella sua celebrazione. In realtà il più profondo contenuto di questa chiamata sembra scaturire direttamente dalle parole di Cristo: 'Fate questo in memoria di Me'. E la 'memoria di Cristo' è l'intera Sua vita terrena, ma soprattutto la sua pasquale conclusione".

Il Papa ha ribadito che: "Il servizio pastorale di un sacerdote è costituto da una diversità di azioni, delle quali - come dice il Concilio - l'Eucaristia è fonte e culmine. Di qualunque genere esse siano, l'invito ad imitare il loro più profondo senso è sempre attuale e giusto".

"Umanamente non è facile adempiere un simile compito" - ha concluso il Santo Padre. "Nella vostra vita di oggi, e soprattutto nel sacerdozio, non manchi mai il posto per la preghiera. Sì, fate ogni sforzo per prepararvi il meglio possibile ai compiti sacerdotali mediante un solido studio della dottrina - non solo teologica, ma anche di altre discipline che vi aiuteranno nel contatto con l'uomo odierno - oppure mediante l'apprendere una prassi pastorale, ma basate questa preparazione sul solido fondamento della preghiera".
AC/SEMINARISTI:POLONIA/RADOM VIS 20031209 (290)

PARAGUAY: PROMUOVERE MAGGIORE FORMAZIONE CITTADINI


CITTA' DEL VATICANO, 9 DIC. 2003 (VIS). Nel ricevere oggi le Lettere Credenziali del Signor Marcos Martínez Mendieta, nuovo Ambasciatore della Repubblica del Paraguay presso la Santa Sede, il Santo Padre Giovanni Paolo II ha ricordato: "I buoni rapporti fra il Paraguay e la Santa Sede, che si fondano anche sulle profonde radici cristiane del popolo paraguaiano".

Il Papa ha sottolineato che il Paraguay "è chiamato a prendere parte sempre più attivamente al concerto delle nazioni, perciò deve promuovere in modo permanente una maggiore e più adeguata formazione dei cittadini". In merito il Papa ha auspicato che la più alta qualità dell'educazione renda possibile che: "la formazione integrale della persona sia alla portata di tutti, preparando le nuove generazioni ad assumersi pienamente le proprie responsabilità di cittadini in grado di operare a favore del progresso della Nazione, contribuendo attivamente al bene comune".

Ribadendo l'importanza della "educazione agli autentici valori morali e spirituali, della promozione di una politica culturale che li consolidi e li diffonda", il Santo Padre ha fatto riferimento alla necessità di proporre "detti valori fondamentali, come l'onestà, la serietà, la responsabilità del bene comune, la solidarietà, lo spirito di sacrificio e la cultura del lavoro, la capacità di dialogo e la partecipazione a tutti i livelli, che possono garantire un maggiore sviluppo di tutti i membri della comunità nazionale".

Giovanni Paolo II ha sottolineato che "sono molte le sfide da affrontare per affermare e consolidare un clima di pacifica ed armonica convivenza, nel quale regni la fiducia dei cittadini nelle diverse istituzioni e strutture pubbliche. Queste ultime devono sempre tenere presente la promozione del bene comune (…), perché l'azione governativa deve essere in cima a tutti gli interessi particolari e di partito".

Il Santo Padre ha affermato che per "promuovere il conveniente sviluppo in tutti i campi" sono necessarie "iniziative che incrementino realmente la qualità della vita dei cittadini, in particolare nell'ambito della salute, degli alloggi, delle condizioni lavorative" che si ispirino "ai principi etici che tengono conto dell'uguaglianza e del necessario apporto di sforzi e sacrifici da parte di tutti. L'obiettivo è servire l'uomo paraguaiano nelle sue primarie necessità concrete di oggi e prevenire quelle del domani; lottare con impegno contro la povertà; trasformare le risorse della natura con laboriosità e responsabilità; distribuire più equamente le ricchezze, riducendo le diseguaglianze che generano emarginazione ed offendono la condizione di fratelli, figli di uno stesso Padre e fruitori dei doni che il Creatore ha offerto a tutti gli uomini".
CD/CREDENZIALI/PARAGUAY:MARTINEZ VIS 20031209 (420)

ALTRI ATTI PONTIFICI


CITTA' DEL VATICANO, 9 DIC. 2003 (VIS). Il Santo Padre:

- Ha nominato il Padre Michael Odogwu Elue, Decano di Teologia al Seminario Maggiore di Uhiele (Nigeria), Vescovo della Diocesi di Issele-Uku (superficie: 3.011.000; popolazione: 883.790; cattolici: 275.300; sacerdoti: 65; religiose: 164), Nigeria. Il Vescovo eletto è nato a Ute-Ogbeje (Nigeria) nel 1956 ed è stato ordinato sacerdote nel 1984. Succede al Vescovo Emmanuel Otteh, del quale il Santo Padre ha accettato la rinuncia al governo pastorale della medesima Diocesi, presentata per raggiunti limiti d'età.

- Ha nominato il Sacerdote Robert Brahm, Vescovo Ausiliare di Trier (superficie: 12.870; popolazione: 2.300.000; cattolici: 1.620.662; sacerdoti: 1.184; religiosi: 2.918; diaconi permanenti: 121), Repubblica Federale di Germania. Il Vescovo eletto è nato nel 1955 a Oberwesel (Germania), ed è stato ordinato sacerdote nel 1984. Finora è stato responsabile dell'ufficio per i sacerdoti presso il dipartimento per il personale della curia diocesana.

- Ha nominato il Sacerdote Jörg Michael Peters, Vescovo Ausiliare di Trier (Repubblica Federale di Germania). Il Vescovo eletto è nato a Altenkessel (Germania), nel 1960 ed è stato ordinato sacerdote nel 1987. Finora è stato Parroco a Losheim am See e membro del Consiglio presbiterale della medesima Diocesi.

Sabato 6 dicembre è stato reso noto che il Santo Padre ha nominato il Reverendo Augustin Traoré, finora Rettore del Seminario Maggiore di Bamako (Mali), Vescovo di Ségou (superficie: 55.376; popolazione: 1.752.000; cattolici: 12.000; sacerdoti: 14; religiosi: 23), Mali. Il Vescovo eletto è nato a Banakouru (Mali), nel 1955 ed è stato ordinato sacerdote nel 1985.
NER:RE:NEA/…/… VIS 20031209 (260)

UDIENZE

CITTA' DEL VATICANO, 9 DIC. 2003 (VIS). Il Santo Padre ha ricevuto oggi in udienze separate:

- L'Arcivescovo Erwin Josef Ender, Nunzio Apostolico nella Repubblica Federale di Germania.

- Tre Presuli della Conferenza Episcopale del Sudan, in Visita "ad Limina Apostolorum":

- Il Cardinale Gabriel Zubeir Wako, Arcivescovo di Khartoum, con l'Ausiliare Vescovo Daniel Adwok.

- L'Arcivescovo Paulino Lukudu Loro, M.C.C.I., di Juba.

Sabato 6 dicembre il Santo Padre ha ricevuto in udienze separate:

- L'Arcivescovo Robert Zollitsch, di Freiburg im Breisgau (Repubblica Federale di Germania).

- Il Cardinale Giovanni Battista Re, Prefetto della Congregazione per i Vescovi.
AP:AL/…/… VIS 20031209 (100)

venerdì 5 dicembre 2003

LETTERA APOSTOLICA ANNIVERSARIO "SACROSANCTUM CONCILIUM"


CITTA' DEL VATICANO, 5 DIC. 2003 (VIS). Nel primo pomeriggio di oggi è stata resa pubblica la Lettera Apostolica del Santo Padre Giovanni Paolo II nel XL anniversario della Costituzione "Sacrosanctum Concilium", sulla Sacra Liturgia. Il Documento, che si compone di 15 punti ed una conclusione, porta la data del 4 dicembre 2003, giorno anniversario della promulgazione. Il Documento è consultabile all'indirizzo: http://www.vatican.va/news_services/bulletin/news/14087.php?index=14087&lang=en.
…/SACROSANCTUM CONCILIUM/… VIS 20031205 (90)

IL MONDO NON PUÒ RIMANERE INSENSIBILE AL PROBLEMA FAME


CITTA' DEL VATICANO, 5 DIC. 2003 (VIS). Questa mattina il Santo Padre Giovanni Paolo II ha ricevuto i partecipanti alla XXXII Conferenza dell'Organizzazione delle Nazioni Unite per l'Alimentazione e l'Agricoltura (F.A.O.), in corso a Roma dal 29 novembre al 10 dicembre 2003, alla quale sono intervenuti il Signor Jim Sutton, Ministro dell'Agricoltura della Nuova Zelanda, che presiede la sessione di quest'anno, ed il Signor Jacques Diouf, Direttore Generale della F.A.O.

Il Papa ha espresso "l'apprezzamento della Chiesa Cattolica per l'importante servizio che la F.A.O. rende all'umanità" ed ha sottolineato che "oggigiorno esso è più che mai necessario. La fame e la malnutrizione, aggravate dalla crescente povertà, rappresentano una seria minaccia alla pacifica convivenza di popoli e nazioni. Mediante i suoi sforzi per combattere l'insicurezza alimentare che colpisce vaste aree del mondo, la F.A.O. offre un significativo contributo al progresso della pace nel mondo".

"Visto lo stretto rapporto tra fame e pace" - ha proseguito il Pontefice - "è evidente che le decisioni politiche ed economiche e le strategie devono essere sempre più determinate dall'impegno alla solidarietà globale e dal rispetto per i diritti umani fondamentali, compreso il diritto ad una alimentazione adeguata. La dignità umana è compromessa ogniqualvolta il pragmatismo, alieno dalle esigenze oggettive della legge morale, porta a decisioni che beneficiano pochi fortunati mentre ignorano le sofferenze di vasti settori della famiglia umana. Allo stesso tempo, in conformità con il principio della sussidiarietà, gli individui e i gruppi sociali (…), le confessioni religiose, le istituzioni governative ed internazionali, sono tutte chiamate (…) a condividere l'impegno alla solidarietà e alla promozione del bene comune dell'umanità".

Al termine del suo discorso, il Papa ha espresso la certezza che l'Alleanza Internazionale contro la Fame, lanciata dalla F.A.O., si traduca in "decisioni pratiche". "Il mondo non può rimanere sordo davanti all'appello di coloro che chiedono il cibo di cui hanno bisogno per vivere!".
AC/CONFERENZA F.A.O./SUTTON:DIOUF VIS 20031205 (330)

MESSAGGIO GIORNATA MONDIALE DI PREGHIERA PER LE VOCAZIONI


CITTA' DEL VATICANO, 5 DIC. 2003 (VIS). Oggi è stato reso pubblico il Messaggio del Santo Padre Giovanni Paolo II in occasione della XLI Giornata Mondiale di Preghiera per le Vocazioni 2004, che tradizionalmente si celebra la IV domenica di Pasqua.

Nel Messaggio, datato 23 novembre, il Papa esprime la sua gioia nel constatare che "in molte Chiese particolari si formano cenacoli di preghiera per le vocazioni. (…) Si!" - esclama il Pontefice - "La vocazione al servizio esclusivo di Cristo nella sua Chiesa è dono inestimabile della bontà divina, dono da implorare con insistenza e confidente umiltà".

Giovanni Paolo II sottolinea che "Riveste particolare valore la preghiera legata al sacrificio e alla sofferenza. (…) Tanti ammalati in ogni parte del mondo uniscono le loro pene alla croce di Gesù, per implorare sante vocazioni! Essi accompagnano spiritualmente anche me nel ministero petrino che Iddio mi ha affidato, e rendono alla causa del Vangelo un contributo inestimabile, anche se spesso del tutto nascosto".

"Al centro di tutte le iniziative di preghiera sta l'Eucaristia. Il sacramento dell'Altare riveste un valore decisivo per la nascita delle vocazioni e per la loro perseveranza, perché dal sacrificio redentore di Cristo i chiamati possono attingere la forza per dedicarsi totalmente all'annuncio del Vangelo. Alla Celebrazione eucaristica è bene che si unisca l'adorazione del Santissimo Sacramento".

Il Santo Padre auspica che "tutte le comunità cristiane" diventino "'autentiche scuole di preghiera', dove si prega perché non manchino operai nel vasto campo di lavoro apostolico. È poi necessario che la Chiesa accompagni con costante premura spirituale quelli che Dio ha già chiamato", affinché, "rimangano fedeli alla loro vocazione e raggiungano la più alta misura possibile di perfezione evangelica".

"Dalla santità dei chiamati dipende la forza della loro testimonianza, capace di coinvolgere altre persone spingendole ad affidare la propria vita a Cristo. È questa la maniera di contrastare il calo delle vocazioni alla vita consacrata, che minaccia l'esistenza di molte opere apostoliche soprattutto nei Paesi di missione".

Giovanni Paolo II conclude il Messaggio con una preghiera a Dio, nella quale invoca l'intercessione della Vergine, affinché mai vengano a mancare le vocazioni nella Chiesa, e perché aiuti i fratelli e sorelle chiamati a seguire il Signore ed a rispondere "con gioia alla stupenda missione che affidi loro per il bene del tuo Popolo e di tutti gli uomini".
MESS/GIORNATA PREGHIERA VOCAZIONI/… VIS 20031205 (400)

INCONTRO DELEGAZIONI GRAN RABBINATO ISRAELE E SANTA SEDE


CITTA' DEL VATICANO, 5 DIC. 2003 (VIS). La Delegazione del Gran Rabbinato d'Israele per le Relazioni con la Chiesa Cattolica e la Commissione della Santa Sede per i Rapporti religiosi con l'Ebraismo, hanno firmato il 3 dicembre a Gerusalemme, una Dichiarazione Congiunta relativa alla "Importanza degli insegnamenti fondamentali delle Sacre Scritture, che insieme condividiamo, per la società contemporanea e l'educazione delle future generazioni", che è stato anche il tema dell'Incontro delle due Delegazioni, svoltosi dal 1° al 3 dicembre.

L'Incontro attuale è stato preceduto dalla riunione del giugno 2002 a Gerusalemme (Israele), e da quella del febbraio 2003 a Grottaferrata (Italia). Capo della Delegazione della Santa Sede, il Cardinale Jorge María Mejía e Capo della Delegazione del Gran Rabbinato d'Israele, il Rabbino Shear Yashuv Cohen. Nella Dichiarazione Congiunta: "I partecipanti hanno espresso profondo apprezzamento per le decisive dichiarazioni della Santa Sede che ha condannato la violenza contro gli innocenti ed ha denunciato il riemergere di manifestazioni di antisemitismo".

"Gli interventi" - si legge nel testo della Dichiarazione - "sono stati dedicati all'insegnamento fondamentale delle Sacre Scritture, da entrambi condiviso, che proclamano la fede in un Unico Creatore e Guida dell'universo, che ha creato tutti gli esseri umani a Sua Divina Immagine, dotandoli di libero arbitrio. L'umanità è così una famiglia i cui membri condividono la responsabilità morale gli uni verso gli altri. La consapevolezza di questa realtà comporta doveri religiosi e morali, che devono rappresentare un autentico statuto dei diritti e della dignità umana, nel nostro mondo moderno".

"In particolare" - si legge più avanti, - "i responsabili delle religioni e gli educatori hanno lo specifico dovere di istruire le loro comunità affinché seguano le vie della pace per il benessere della società nel suo complesso. Lanciamo questo appello specialmente alla famiglia di Abramo, invitando tutti i credenti a deporre le armi di guerra e distruzione (…). In qualità di responsabili delle religioni condividiamo il dolore di tutti coloro che soffrono in Terra Santa (…), esprimiamo la nostra fervente speranza ed offriamo le nostre preghiere affinché si ponga fine alle prove ed alle tribolazioni nella Terra che è santa per tutti noi".
…/INCONTRO CATTOLICI-EBREI/MEJIA:COHEN VIS 20031205 (360)

ALTRI ATTI PONTIFICI


CITTA' DEL VATICANO, 5 DIC. 2003 (VIS). Il Santo Padre:

- Ha nominato il Padre Ulises Antonio Gutiérrez Reyes, O. de M., finora Rettore del Seminario Mercedario a Palmira-Tachira (Venezuela), Vescovo di Carora (superficie: 11.708; popolazione: 251.681; cattolici: 237.956; sacerdoti: 28; religiosi: 40; diaconi permanenti: 2), Venezuela. Il Vescovo eletto è nato a Pedregón (Venezuela), nel 1951 ed è stato ordinato sacerdote nel 1977. Succede al Vescovo Eduardo Herrera Riera, del quale il Santo Padre ha accettato la rinuncia al governo pastorale della medesima Diocesi presentata per raggiunti limiti d'età.

- Ha nominato il Padre Ramón José Viloria Pinzón, della Fraternità dei Sacerdoti Operai Diocesani del Sacro Cuore di Gesù, Vescovo di Puerto Cabello (superficie: 729; popolazione: 300.000; cattolici: 270.000; sacerdoti: 15; religiosi: 25), Venezuela. Il Vescovo eletto è nato a San Felipe (Venezuela) nel 1959 ed è stato ordinato sacerdote nel 1990. Finora Parroco di María Madre de la Iglesia ed Arciprete di La California a Caracas (Venezuela).
NER:RE/…/GUTIÉRREZ:HERRERA:VILORIA VIS 20031205 (160)

UDIENZE

CITTA' DEL VATICANO, 5 DIC. 2003 (VIS). Il Santo Padre ha ricevuto oggi in udienze separate due Presuli della Conferenza Episcopale di Francia in Visita "ad Limina Apostolorum":

- Il Vescovo Jean-Claude Boulanger, di Sées.

- Il Monsignore Christian Nourrichard, Amministratore Diocesano di Rouen.
AL/…/… VIS 20031205 (50)

IN BREVE


IL SANTO PADRE HA ASSISTITO QUESTA MATTINA nella Cappella "Redemptoris Mater" del Palazzo Apostolico Vaticano, alla prima Predica di Avvento, tenuta da Padre Raniero Cantalamessa, O.F.M. Cap., Predicatore della Casa Pontificia, sul tema. "Questa è la volontà di Dio, la vostra santificazione - Riflessioni sulla santità cristiana alla luce dell'esperienza di Madre Teresa di Calcutta". Le meditazioni successive avranno luogo venerdì 12 e 19 dicembre.

GIOVEDÌ 11 DICEMBRE, ALLE 11:30, presso la Sala Stampa della Santa Sede, avrà luogo la Conferenza Stampa di presentazione del volume "Fede e Cultura. Antologia di testi del magistero Pontificio da Leone XIII a Giovanni Paolo II", a cura del Pontificio Consiglio della Cultura. Interverranno il Cardinale Paul Poupard, Presidente del Pontificio Consiglio della Cultura, il Padre Bernard Ardura, O. Praem., Segretario, e il Padre Fabio Duque Jaramillo, O.F.M., Vescovo eletto di Armenia in Colombia, Sotto-Segretario del medesimo Pontificio Consiglio.
…/IN BREVE/… VIS 20031205 (150)

IN MEMORIAM


CITTA' DEL VATICANO, 5 DIC. 2003 (VIS). Di seguito riportiamo i dati relativi ai Presuli scomparsi nelle ultime settimane:

- Il Vescovo Fernando Ariztía Ruiz, emerito di Copiapó (Cile), il 25 novembre, all'età di 78 anni.

- Il Vescovo Izidor István Marosi, emerito di Vác (Ungheria), il 14 novembre, all'età di 87 anni.

- Il Vescovo Braulio Sánchez Fuentes, S.D.B., Vescovo Prelato emerito di Mixes (Messico), il 18 novembre, all'età di 81 anni.
…/DECEDUTI/… VIS 20031205 (80)
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