Città
del Vaticano, 4 ottobre 2013
(VIS). Informiamo i nostri lettori che, domani, sabato 5 ottobre, in
occasione della Visita Pastorale del Santo Padre Francesco ad Assisi,
sarà trasmessa un'edizione speciale del V.I.S.
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Il Vatican Information Service (VIS), istituito nell'ambito della Sala Stampa della Santa Sede, è un bollettino telematico che diffonde notizie relative all'attività magistrale e pastorale del Santo Padre e della Curia Romana... [+]
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venerdì 4 ottobre 2013
IL PAPA AD ASSISI: IL CRISTIANO SA RICONOSCERE LE PIAGHE DI GESÙ
Città
del Vaticano, 4 ottobre 2013
(VIS). Questa mattina, 4 ottobre, festa di San Francesco, Patrono
d'Italia, il Papa si è recato in Visita Pastorale ad Assisi.
L'elicottero papale è atterrato alle 7:30, con un quarto d'ora
d'anticipo, nel campo sportivo dell'Istituto Serafico di Assisi che
accoglie bambini disabili e ammalati. Accompagnavano il Santo Padre
gli otto Cardinali che compongono il Consiglio di Cardinali, che
ieri, in Vaticano, ha concluso la prima riunione. Al suo arrivo il
Pontefice è stato ricevuto, fra gli altri, dall'Arcivescovo Domenico
Sorrentino, Arcivescovo-Vescovo di Assisi-Nocera Umbra-Gualdo Tadino,
dal Presidente del Senato Piero Grasso e dal Presidente della Regione
Umbria, Catiuscia Marini.
Papa
Francesco ha abbracciato commosso i bambini dell'Istituto e nel
commentare il discorso della Direttrice dell'Istituto Francesca Di
Maolo, ha detto: "Noi siamo fra le piaghe di Gesù. Queste
piaghe hanno bisogno (...) di essere riconosciute. E mi viene in
mente quando il Signore Gesù andava in cammino con quei due
discepoli tristi. Il Signore Gesù alla fine, ha fatto vedere le sue
piaghe e loro hanno riconosciuto Lui. (...) E qui è Gesù nascosto
in questi ragazzi, in questi bambini, in queste persone (...) Hanno
bisogno di essere ascoltate! Forse non tanto sui giornali, come
notizie; quello è un ascolto che dura uno, due, tre giorni, poi
viene un altro, un altro... Devono essere ascoltate da quelli che si
dicono cristiani. Il cristiano adora Gesù, (...) il cristiano sa
riconoscere le piaghe di Gesù. (...) Gesù è presente fra voi, è
la Carne di Gesù: sono le piaghe di Gesù in queste persone".
"Ma
- ha aggiunto il Papa - Gesù, quando è Risorto era bellissimo. Non
aveva nel suo corpo dei lividi, le ferite... niente! Era più bello!
Soltanto ha voluto conservare le piaghe e se le è portate in Cielo.
Le piaghe di Gesù sono qui e sono in Cielo davanti al Padre".
Successivamente
il Papa ha consegnato all'Arcivescovo Sorrentino il discorso scritto,
dato per letto, di cui riportiamo una sintesi.
"La
mia visita è soprattutto un pellegrinaggio di amore, per pregare
sulla tomba di un uomo che si è spogliato di se stesso e si è
rivestito di Cristo e, sull’esempio di Cristo, ha amato tutti,
specialmente i più poveri e abbandonati, ha amato con stupore e
semplicità la creazione di Dio. Arrivando qui ad Assisi, alle porte
della città, si trova questo Istituto, che si chiama proprio
'Serafico', un soprannome di san Francesco. (...) Ed è giusto
partire da qui. San Francesco, nel suo Testamento, dice: 'Il Signore
dette a me, frate Francesco, di incominciare a fare penitenza così:
quando ero nei peccati mi sembrava cosa troppo amara vedere i
lebbrosi: e il Signore stesso mi condusse tra loro e usai
misericordia".
"La
società purtroppo è inquinata dalla cultura dello 'scarto', che è
opposta alla cultura dell’accoglienza. E le vittime della cultura
dello scarto sono proprio le persone più deboli, più fragili. In
questa Casa invece vedo in azione la cultura dell’accoglienza.
(...) Grazie per questo segno di amore che ci offrite: questo è il
segno della vera civiltà, umana e cristiana! Mettere al centro
dell’attenzione sociale e politica le persone più svantaggiate! A
volte invece le famiglie si trovano sole nel farsi carico di loro.
Che cosa fare? Da questo luogo in cui si vede l’amore concreto,
dico a tutti: moltiplichiamo le opere della cultura dell’accoglienza,
opere anzitutto animate da un profondo amore cristiano, amore a
Cristo Crocifisso, alla carne di Cristo, opere in cui si uniscano la
professionalità, il lavoro qualificato e giustamente retribuito, con
il volontariato, un tesoro prezioso".
"Servire
con amore e con tenerezza le persone che hanno bisogno di tanto aiuto
ci fa crescere in umanità, perché esse sono vere risorse di
umanità. San Francesco era un giovane ricco, aveva ideali di gloria,
ma Gesù, nella persona di quel lebbroso, gli ha parlato in silenzio,
e lo ha cambiato, gli ha fatto capire ciò che vale veramente nella
vita: non le ricchezze, la forza delle armi, la gloria terrena, ma
l’umiltà, la misericordia, il perdono".
Al
termine dell'incontro il Papa si è diretto al Santuario di san
Damiano per una visita in privato ed una sosta di preghiera. Fu in
questo luogo che nel 1208 San Francesco pregando davanti al
Crocifisso udì il Signore che gli diceva di riparare la sua casa. Fu
qui che negli ultimi anni della sua vita, il Poverello, compose il
"Cantico delle Creature". Al suo arrivo il Papa è stato
accolto da Fr. Michael A. Perry, Ministro Generale dell'Ordine
Francescano Frati Minori e dalla comunità religiosa del Convento. Al
termine della preghiera il Papa si è diretto in auto al Vescovado di
Assisi per incontrare, nella Sala della Spoliazione di San Francesco,
i Poveri assistiti dalla Caritas.
"OGGI È UN GIORNO DI PIANTO" DICE IL PAPA RICORDANDO LA TRAGEDIA DI LAMPEDUSA ED INVITA TUTTI A SPOGLIARSI DELLA MONDANITÀ
Città
del Vaticano, 4 ottobre 2013
(VIS). Seconda tappa della Visita Pastorale di Papa Francesco ad
Assisi è stato il Vescovado: qui nel 1206 San Francesco, davanti al
padre Bernardone - che infastidito dalla sua condotta lo aveva fatto
processare - e al Vescovo Guido - rappresentante dell'Autorità
ecclesiale alla quale il Poverello si era appellato - si spogliò dei
suoi abiti e dei suoi beni e proclamò Dio come suo vero Padre. Il
Vescovo lo abbracciò e lo coprì con il suo mantello.
Nella
"Sala della Spoliazione" dove accadde questo episodio, il
Santo Padre ha incontrato i Poveri assistiti dalla Caritas, dopo aver
ascoltato le parole del Vescovo Domenico Sorrentino che ha ricordato
che Papa Francesco è il primo pontefice, in 800 anni, a visitare
questa sala.
"In
questi giorni, sui giornali, sui mezzi di comunicazione - ha detto
Papa Francesco parlando a braccio - si facevano fantasie. 'Il Papa
andrà a spogliare la Chiesa, lì!'. 'Di che cosa spoglierà la
Chiesa?'. 'Spoglierà gli abiti dei Vescovi, dei Cardinali; spoglierà
se stesso'. Questa - ha sottolineato il Papa - è una buona occasione
per fare un invito alla Chiesa a spogliarsi. Ma la Chiesa siamo
tutti! Tutti! Dal primo battezzato, tutti siamo Chiesa, e tutti
dobbiamo andare per la strada di Gesù, che ha percorso una strada di
spogliazione, Lui stesso. È
diventato servo, servitore; ha voluto essere umiliato fino alla
Croce. E se noi vogliamo essere cristiani, non c’è un’altra
strada".
"Ma
non possiamo fare un cristianesimo un po’ più umano – dicono –
senza croce, senza Gesù, senza spogliazione? In questo modo
diventeremo cristiani di pasticceria, come belle torte, come belle
cose dolci! Bellissimo, ma non cristiani davvero! Qualcuno dirà: 'Ma
di che cosa deve spogliarsi la Chiesa?'. Deve spogliarsi oggi di un
pericolo gravissimo, che minaccia ogni persona nella Chiesa, tutti:
il pericolo della mondanità. Il cristiano non può convivere con lo
spirito del mondo. La mondanità che ci porta alla vanità, alla
prepotenza, all’orgoglio. E questo è un idolo, non è Dio. È
un idolo! E l’idolatria è il peccato più forte!".
"Quando
nei media si parla della Chiesa, credono che la Chiesa siano i preti,
le suore, i Vescovi, i Cardinali e il Papa. Ma la Chiesa siamo tutti
noi, come ho detto. E tutti noi dobbiamo spogliarci di questa
mondanità: lo spirito contrario allo spirito delle beatitudini, lo
spirito contrario allo spirito di Gesù. La mondanità ci fa male. È
tanto triste trovare un cristiano mondano, sicuro - secondo lui - di
quella sicurezza che gli dà la fede e sicuro della sicurezza che gli
dà il mondo. Non si può lavorare nelle due parti. La Chiesa - tutti
noi - deve spogliarsi della mondanità, che la porta alla vanità,
all’orgoglio, che è l’idolatria".
"Gesù
stesso ci diceva: 'Non si può servire a due padroni: o servi Dio o
servi il denaro'. Nel denaro c’era tutto questo spirito mondano;
denaro, vanità, orgoglio, quella strada… noi non possiamo… è
triste cancellare con una mano quello che scriviamo con l’altra. Il
Vangelo è il Vangelo! Dio è unico! E Gesù si è fatto servitore
per noi e lo spirito del mondo non c’entra qui".
"Oggi
sono qui con voi. Tanti di voi - ha detto il Papa ai presenti - sono
stati spogliati da questo mondo selvaggio, che non dà lavoro, che
non aiuta; a cui non importa se ci sono bambini che muoiono di fame
nel mondo; non importa se tante famiglie non hanno da mangiare, non
hanno la dignità di portare pane a casa; non importa che tanta gente
debba fuggire dalla schiavitù, dalla fame e fuggire cercando la
libertà. Con quanto dolore, tante volte, vediamo che trovano la
morte, come è successo ieri a Lampedusa: oggi è un giorno di
pianto! Queste cose le fa lo spirito del mondo. È proprio ridicolo
che un cristiano - un cristiano vero - che un prete, che una suora,
che un Vescovo, che un Cardinale, che un Papa vogliano andare sulla
strada di questa mondanità, che è un atteggiamento omicida. La
mondanità spirituale uccide! Uccide l’anima! Uccide le persone!
Uccide la Chiesa!".
"Quando
Francesco, qui, ha fatto quel gesto di spogliarsi era un ragazzo
giovane, non aveva forza per questo. È
stata la forza di Dio che lo ha spinto a fare questo, la forza di Dio
che voleva ricordarci quello che Gesù ci diceva sullo spirito del
mondo, quello che Gesù ha pregato al Padre, perché il Padre ci
salvasse dallo spirito del mondo".
"Oggi,
qui - ha concluso Papa Francesco - chiediamo la grazia per tutti i
cristiani. Che il Signore dia a tutti noi il coraggio di spogliarci,
ma non di 20 lire, spogliarci dello spirito del mondo, che è la
lebbra, è il cancro della società! È il cancro della rivelazione
di Dio! Lo spirito del mondo è il nemico di Gesù! Chiedo al Signore
che, a tutti noi, dia questa grazia di spogliarci".
Al
termine dell’incontro, il Papa ha ringraziato tutti per
l'accoglienza ed ha detto: "Pregate per me, che ne ho bisogno".
LA PACE LA TROVA CHI "PRENDE SU DI SÉ" IL SUO "GIOGO" CON UMILTÀ DI CUORE
Città
del Vaticano, 4 ottobre 2013
(VIS). Al termine dell'incontro con i Poveri nel Vescovado, il Santo
Padre Francesco si è diretto a piedi alla Chiesa di Santa Maria
Maggiore e di lì in auto ha raggiunto la Basilica Superiore di San
Francesco dove erano ad attenderlo le Autorità civili e religiose.
Dopo le parole di saluto, Papa Francesco ha visitato in privato la
Cripta per la venerazione della tomba di San Francesco.
Alle
11:00 di questa mattina, sotto un cielo nuvoloso, il Santo Padre ha
celebrato la Santa Messa nella Piazza inferiore di San Francesco, al
lato della basilica, davanti alle migliaia di persone che gremivano
la piazza e le vie adiacenti. Papa Francesco ha spiegato nell'omelia
che cosa testimonia San Francesco a noi oggi, che cosa ci dice, non
con le parole ma con la vita. "La realtà fondamentale che ci
testimonia è questa: essere cristiani è un rapporto vitale con la
Persona di Gesù, è rivestirsi di Lui, è assimilazione a Lui. Da
dove parte il cammino di Francesco verso Cristo? - ha domandato il
Papa alle migliaia di persone che lo ascoltavano - Parte dallo
sguardo di Gesù sulla croce. Lasciarsi guardare da Lui nel momento
in cui dona la vita per noi e ci attira a Lui. Francesco ha fatto
questa esperienza in modo particolare nella chiesetta di san Damiano,
pregando davanti al crocifisso, che anch’io oggi potrò venerare.
(...) E il Crocifisso non ci parla di sconfitta, di fallimento;
paradossalmente ci parla di una morte che è vita, che genera vita,
perché ci parla di amore, perché è l’Amore di Dio incarnato".
La
seconda cosa che Francesco ci testimonia è: "Chi segue Cristo,
riceve la vera pace, quella che solo Lui, e non il mondo, ci può
dare. (...) La pace francescana non è un sentimento sdolcinato. Per
favore: questo san Francesco non esiste! E neppure è una specie di
armonia panteistica con le energie del cosmo… Anche questo non è
francescano, ma è un’idea che alcuni hanno costruito! La pace di
san Francesco è quella di Cristo, e la trova chi 'prende su di sé'
il suo 'giogo', cioè il suo comandamento: Amatevi gli uni gli altri
come io vi ho amato. E questo giogo non si può portare con
arroganza, con presunzione, con superbia, ma solo con mitezza e
umiltà di cuore".
La
terza testimonianza, ha detto il Papa, è: "Il Santo d’Assisi
testimonia il rispetto per tutto ciò che Dio ha creato e che l’uomo
è chiamato a custodire e proteggere, ma soprattutto testimonia il
rispetto e l’amore per ogni essere umano. (...) Rispettiamo la
creazione - ha esortato il Papa - non siamo strumenti di distruzione!
Rispettiamo ogni essere umano: cessino i conflitti armati che
insanguinano la terra, tacciano le armi e dovunque l’odio ceda il
posto all’amore, l’offesa al perdono e la discordia all’unione.
Sentiamo il grido di coloro che piangono, soffrono e muoiono a causa
della violenza, del terrorismo o della guerra, in Terra Santa, tanto
amata da san Francesco, in Siria, nell’intero Medio Oriente, nel
mondo".
Al
termine dell'omelia il Papa, nel ricordare che oggi l'Italia celebra
San Francesco quale suo Patrono, ha detto: "Preghiamo per la
Nazione italiana, perché ciascuno lavori sempre per il bene comune,
guardando a ciò che unisce più che a ciò che divide".
Conclusa
la Celebrazione Eucaristica il Santo Padre si è trasferito in auto
al Centro di prima accoglienza della Caritas per pranzare con i
Poveri assistiti nel Centro.
PROSSIMA RIUNIONE DEL CONSIGLIO DI CARDINALI DAL 3 AL 5 DICEMBRE
Città
del Vaticano, 4 ottobre 2013
(VIS). Un Comunicato della Sala Stampa della Santa Sede rende noto
che la prima riunione del "Consiglio di Cardinali" si è
conclusa nella serata di ieri, 3 ottobre.
La
prossima riunione del Consiglio è stata stabilita per i giorni 3-5
dicembre e se ne prevede una successiva nel mese di febbraio del
prossimo anno. In tal modo il lavoro del Consiglio - soprattutto in
questa fase iniziale - potrà procedere speditamente.
ALTRI ATTI PONTIFICI
Città
del Vaticano, 4 ottobre 2013
(VIS). Il Santo Padre ha accettato la rinuncia ad Abate Ordinario
dell'Abbazia territoriale di Maria Einsiedeln (Svizzera), presentata
dal Padre Abate Dom Martin Werlen, O.S.B., alla scadenza prestabilita
del suo mandato.
giovedì 3 ottobre 2013
CINQUANTA ANNI DOPO, IL RICHIAMO DELLA PACEM IN TERRIS RIMANE FORTEMENTE ATTUALE
Città
del Vaticano, 3 ottobre 2013
(VIS). "Guardando alla nostra realtà attuale, mi chiedo se
abbiamo compreso questa lezione della 'Pacem in terris'. Mi chiedo se
le parole giustizia e solidarietà sono solo nel nostro dizionario o
tutti operiamo perché divengano realtà", ha detto il Papa nel
ricevere in udienza i partecipanti all’incontro promosso del
Pontificio Consiglio della Giustizia e della Pace, nel 50°
anniversario della pubblicazione dell'Enciclica del futuro santo
Giovanni XXIII.
La
"Pacem in terris", ha ricordato Papa Francesco, fu redatta
all'apice della "guerra fredda", quando l'umanità si era
trovata sull'orlo di un conflitto atomico mondiale, protagoniste le
due grandi potenze mondiali: Stati Uniti ed Unione Sovietica.
Giovanni XXIII "elevò un drammatico e accorato appello di pace,
rivolgendosi così a tutti coloro che avevano la responsabilità del
potere. Era un grido agli uomini, ma era anche una supplica rivolta
al Cielo. Il dialogo che allora faticosamente iniziò tra i grandi
blocchi contrapposti ha portato, durante il Pontificato di un altro
Beato, Giovanni Paolo II, al superamento di quella fase e
all’apertura di spazi di libertà e di dialogo. I semi di pace
gettati dal Beato Giovanni XXIII hanno portato frutti. Eppure,
nonostante siano caduti muri e barriere, il mondo continua ad avere
bisogno di pace e il richiamo della 'Pacem in terris' rimane
fortemente attuale".
L'Enciclica
di Giovanni XXIII afferma che il fondamento della costruzione della
pace "consiste nell’origine divina dell’uomo, della società
e dell’autorità stessa, che impegna i singoli, le famiglie, i vari
gruppi sociali e gli Stati a vivere rapporti di giustizia e di
solidarietà. È compito allora
di tutti gli uomini costruire la pace, sull’esempio di Gesù
Cristo, attraverso queste due strade: promuovere e praticare la
giustizia, con verità e amore; contribuire, ognuno secondo le sue
possibilità, allo sviluppo umano integrale, secondo la logica della
solidarietà".
"Quali
conseguenze ha richiamare l’origine divina dell’uomo, della
società e della stessa autorità? La Pacem in terris focalizza una
conseguenza di base: il valore della persona, la dignità di ogni
essere umano, da promuovere, rispettare e tutelare sempre. E non sono
solamente i principali diritti civili e politici che devono essere
garantiti- afferma il beato Giovanni XXIII - ma si deve anche offrire
ad ognuno la possibilità di accedere effettivamente ai mezzi
essenziali di sussistenza, il cibo, l’acqua, la casa, le cure
sanitarie, l’istruzione e la possibilità di formare e sostenere
una famiglia. Questi sono gli obiettivi che hanno una priorità
inderogabile nell’azione nazionale e internazionale e ne misurano
la bontà. Da essi dipende una pace duratura per tutti. (...) Certo,
l’Enciclica afferma obiettivi ed elementi che sono ormai acquisiti
dal nostro modo di pensare, ma c’è da chiedersi: lo sono veramente
nella realtà? Dopo cinquant’anni, trovano reale riscontro nello
sviluppo delle nostre società?".
"La
'Pacem in terris' non intendeva affermare che sia compito della
Chiesa dare indicazioni concrete su temi che, nella loro complessità,
devono essere lasciati alla libera discussione. Sulle materie
politiche, economiche e sociali non è il dogma a indicare le
soluzioni pratiche, ma piuttosto sono il dialogo, l’ascolto, la
pazienza, il rispetto dell’altro, la sincerità e anche la
disponibilità a rivedere la propria opinione. In fondo, l’appello
alla pace di Giovanni XXIII nel 1962 mirava a orientare il dibattito
internazionale secondo queste virtù".
I
principi fondamentali della 'Pacem in terris' possono guidare con
frutto lo studio e la discussione sulle 'res novae' esaminate in
questi giorni dai partecipanti all'incontro promosso dal Pontificio
Consiglio della Giustizia e della Pace: l’emergenza educativa,
l’influsso dei mezzi di comunicazione di massa sulle coscienze,
l’accesso alle risorse della terra, il buono o cattivo uso dei
risultati delle ricerche biologiche, la corsa agli armamenti e le
misure di sicurezza nazionali ed internazionali. "La crisi
economica mondiale, che è un sintomo grave della mancanza di
rispetto per l’uomo e per la verità con cui sono state prese
decisioni da parte dei Governi e dei cittadini, ce lo dicono con
chiarezza. La 'Pacem in terris' traccia una linea che va dalla pace
da costruire nel cuore degli uomini ad un ripensamento del nostro
modello di sviluppo e di azione a tutti i livelli, perché il nostro
mondo sia un mondo di pace. Mi domando - ha concluso Papa Francesco -
se siamo disposti a raccoglierne l’invito".
Cari
amici, il Signore, con l’intercessione di Maria Regina della pace,
ci aiuti ad accogliere sempre in noi la pace che è dono di Cristo
Risorto, e a lavorare sempre con impegno e con creatività per il
bene comune.
Al
termine dell'incontro il Papa ha parlato del tragico naufragio di un
barcone, questa mattina, nell'isola italiana di Lampedusa, che
trasportava oltre 300 migranti, di cui 90 hanno perso la vita, e 250
sono risultati dispersi.
"Parlando
di pace, parlando dell'inumana crisi economica mondiale, che è un
sintomo grave della mancanza di rispetto dell'uomo, non posso non
ricordare con grande dolore le numerose vittime dell'ennesimo tragico
naufragio avvenuto al largo di Lampedusa. Mi viene la parola
'vergogna'. È
una vergogna. Preghiamo insieme Dio per chi ha perso la vita, uomini,
donne, bambini, per le famiglie e per tutti i rifugiati. Uniamo i
nostri sforzi perché non si ripetano simili tragedie! Solo una
decisa collaborazione di tutti può aiutare a prevenirle".
IL CONSIGLIO DEI CARDINALI PENSA AD UNA NUOVA COSTITUZIONE PER LA CURIA ROMANA
Città
del Vaticano, 3 ottobre 2013
(VIS). Nel corso di un briefing con i giornalisti, Padre Lombardi ha
reso noto che la riforma della Curia e l'attribuzione di un ruolo più
incisivo ai laici sono stati i temi principali trattati, nel
pomeriggio di ieri e questa mattina, dalla Riunione del Consiglio dei
Cardinali, istituito dal Papa per aiutarlo nel governo della Chiesa
universale.
In
apertura del briefing, Padre Lombardi ha riferito che al termine
dell'Udienza ai partecipanti all'incontro commemorativo dei cinquanta
anni dell'Enciclica di Giovanni XXIII "Pacem in terris", il
Papa ha commentato il naufragio questa mattina, almeno 90 vittime,
nell'isola italiana di Lampedusa. "Alla luce di questa nuova
tragedia - ha detto il Direttore della Sala Stampa della Santa Sede -
comprendiamo sempre di più il valore e il significato del primo
viaggio del Pontificato di Papa Francesco".
Passando
poi ai lavori del Consiglio dei Cardinali, Papa Lombardi ha informato
che ieri il Papa è stato presente alla riunione del pomeriggio,
dalle 16:00 alle 19:00. "Il Santo Padre va a pregare nella
Cappella alle 19:00; questo è il termine della sua partecipazione,
anche se i Cardinali possono proseguire la riunione, se lo ritengono
opportuno. Questa mattina il Papa non ha partecipato perché
impegnato nell'Udienza ai partecipanti al Convegno sulla 'Pacem in
terris', promosso dal Pontificio Consiglio della Giustizia e della
Pace".
Il
Consiglio di Cardinali si è concentrato, ieri, principalmente sul
tema della riforma della Curia. "L’orientamento - ha spiegato
Padre Lombardi - non è verso un semplice aggiornamento della 'Pastor
Bonus' con ritocchi o modifiche marginali, ma verso la stesura di una
Costituzione con novità assai consistenti. Insomma, una nuova
Costituzione. Si dovrà attendere un tempo adeguato, dopo i lavori
del Consiglio dei Cardinali, ma l'idea è questa. I Cardinali hanno
spiegato che non si tratta di fare ritocchi cosmetici o piccoli
aggiustamenti alla 'Pastor Bonus'".
"Nelle
considerazioni del Consiglio è particolarmente evidente l’intenzione
di mettere in rilievo la natura di 'servizio' della Curia alla Chiesa
universale e alle Chiese locali, in termini di sussidiarietà,
piuttosto che di esercizio di un potere centralistico. L'indicazione
è di realizzare il servizio della Chiesa in tutte le sue
dimensioni".
"Un
tema particolarmente importante riguarda naturalmente le funzioni e
il ruolo di servizio della Segreteria di Stato, che deve essere a
tutti gli effetti Segreteria del Papa; la parola Stato non deve dar
luogo ad equivoci. Questo organismo è al servizio del Papa nel suo
governo della Chiesa universale. La riflessione del Consiglio è
particolarmente utile al Santo Padre anche in vista degli
orientamenti che egli vorrà dare al prossimo Segretario di Stato,
che entrerà in carica il 15 ottobre".
Sempre
nell'ambito della Curia "si è trattato anche dei rapporti fra i
Capi Dicastero e il Papa e del coordinamento fra i vari Dicasteri e
uffici. In questo contesto si è parlato anche della ipotesi della
nuova figura di un 'Moderator Curiae' e delle sue possibili funzioni.
È
stato trattato il tema ma non si è presa nessuna decisione; se ci
sarà una decisione sarà nella nuova costituzione, ma, di fatto, è
una delle ipotesi proposte dal Consiglio".
"Quanto
a un possibile riordino delle istituzioni competenti per
l’amministrazione di beni temporali, il Consiglio ha toccato la
questione, ma non la ha approfondita, aspettando che le Commissioni
referenti istituite dal Papa portino avanti il loro lavoro".
"Attenzione
particolare" è stata riservata dai componenti del Consiglio
alla questione dei laici, un tema su cui sono giunte molte richieste
raccolte dai membri del Consiglio nelle diverse parti del mondo.
"Nell'esaminare la riforma della Curia e delle sue istituzioni,
si è pensato anche - ha aggiunto Padre Lombardi - a riservare
maggiore attenzione ai temi relativi al laicato, di come far sì che
questa dimensione della realtà della Chiesa sia sempre più
adeguatamente ed efficacemente riconosciuta e seguita nel governo
della Chiesa. Attualmente vi è un Pontificio Consiglio per i Laici,
però si può pensare a potenziare questa realtà".
"Nella
giornata di oggi il Consiglio ha ripreso ancora in considerazione,
tra l’altro, le questioni già trattate martedì sul Sinodo dei
Vescovi per un ulteriore approfondimento, in vista delle decisioni
del Papa nei prossimi giorni sul tema e sul modo di attuare il
prossimo Sinodo".
Infine
Padre Lombardi ha detto che fino ad ieri non era stata fissata una
data per la prossima Riunione del Consiglio dei Cardinali, benché si
sia parlato di un incontro nei primi mesi dell'anno prossimo, però
in modo informale. "L'intenzione - ha concluso Padre Lombardi -
è quelle di continuare, senza tempi a lunga scadenza. Inoltre non
bisogna pensare che fra una riunione e l'altra non accada nulla; i
Cardinali e il Papa continuano a scambiarsi opinioni e messaggi,
anche se non è in programma una Riunione plenaria del Consiglio".
UNA SOLUZIONE AL CONFLITTO SIRIANO CREEREBBE UN PRECEDENTE SIGNIFICATIVO PER IL SECOLO PRESENTE
Città
del Vaticano, 3 ottobre 2013
(VIS). Il 1° ottobre scorso, a New York, l'Arcivescovo Dominique
Mamberti, Segretario per i Rapporti con gli Stati, nell'intervenire
al Dibattito generale delle 68.ma Sessione dell'Assemblea Generale
dell'O.N.U, ha auspicato che "questa sessione dell’Assemblea
Generale sia ispirata dallo stesso spirito di solidarietà universale
che ha animato la giornata di preghiera per la pace indetta dal Papa
il 7 settembre scorso, e a cui si sono uniti leader religiosi di
tutte le confessioni. Che essa segni la strada e sia l’occasione di
un nuovo slancio affinché tutte le nazioni si mettano decisamente in
moto per risolvere i conflitti aperti e rimarginare le ferite
dell’umanità".
"È
da augurarsi - ha affermato l'Arcivescovo Mamberti - che la
presente sessione dell’Assemblea Generale permetta di rinnovare
l’adesione comune ai concetti fondamentali che sono alla base
dell’Organizzazione delle Nazioni Unite e che rimangono validi per
la determinazione di obiettivi nuovi e adeguati al dopo 2015".
"Se si vuole assicurare la futura attuazione degli obiettivi
comuni di sviluppo per il dopo 2015 - ha continuato il Presule
riferendosi al G20 - è urgente disegnare meccanismi giuridici
internazionali che consentano la partecipazione di tutti gli Stati
nella concezione e attuazione delle grandi decisioni economiche
comuni". Nel ricordare la recente lettera indirizzata ai leader
del G20, riuniti a San Pietroburgo nel settembre scorso, nella quale
il Santo Padre ribadisce la responsabilità della comunità
internazionale nei confronti della Siria, l'Arcivescovo Mamberti
rivolge un sentito appello agli Stati "perché aiutino a trovare
vie per superare le diverse contrapposizioni e abbandonino ogni vana
pretesa di una soluzione militare".
"In
questa ottica - ha affermato l'Arcivescovo Mamberti - la tragedia
siriana costituisce al tempo stesso una sfida e un’opportunità per
l’Organizzazione delle Nazioni Unite, per dare, in modo concertato,
creativo e positivo, un nuovo vigore a tutti i suoi organi,
meccanismi e procedure. (...) Una soluzione pacifica e duratura al
conflitto siriano creerebbe un precedente significativo per il secolo
presente, segnerebbe la strada per affrontare gli altri conflitti che
la comunità internazionale non è riuscita finora a risolvere,
faciliterebbe grandemente l’inclusione del principio della
'responsabilità di proteggere' nella Carta delle Nazioni Unite, e,
dal punto di vista più generale dello sviluppo economico e sociale,
sarebbe la manifestazione più chiara ed evidente della volontà di
intraprendere con onestà ed efficacia un cammino di sviluppo
sostenibile per il dopo 2015". "La Santa Sede - ha concluso
l'Arcivescovo Mamberti - ritiene (...) che 'si deve fare tutto ciò
che è ragionevolmente possibile per evitare la guerra, dati i mali e
le ingiustizie di cui è causa'".
mercoledì 2 ottobre 2013
LA CHIESA CHE È SANTA NON È SOLO DEI "PURI": È APERTA ANCHE AI PIÙ LONTANI
Città
del Vaticano, 2 ottobre 2013
(VIS). "La Chiesa è santa" è stato il tema che Papa
Francesco ha scelto per la catechesi dell'Udienza Generale del
mercoledì, tenutasi in Piazza San Pietro con la partecipazione di
oltre 50.000 persone,
Nel
'Credo', dopo aver professato: 'Credo la Chiesa una', - ha detto il
Papa - aggiungiamo l’aggettivo 'santa'; affermiamo cioè la
santità della Chiesa, e questa è una caratteristica che è stata
presente fin dagli inizi nella coscienza dei primi cristiani, i quali
si chiamavano semplicemente 'i santi', perché avevano la certezza
che è l’azione di Dio, lo Spirito Santo che santifica la Chiesa".
"Ma
in che senso la Chiesa è santa se vediamo che la Chiesa storica, nel
suo cammino lungo i secoli, ha avuto tante difficoltà, problemi,
momenti bui? Come può essere santa una Chiesa fatta di esseri umani,
di peccatori? Uomini peccatori, donne peccatrici, sacerdoti
peccatori, suore peccatrici, Vescovi peccatori, Cardinali peccatori,
Papa peccatore? Tutti. Come può essere santa una Chiesa così?"
"La
Chiesa è santa perché procede da Dio che è santo, le è fedele e
non l’abbandona in potere della morte e del male. È
santa perché Gesù Cristo, il Santo di Dio, è unito in modo
indissolubile ad essa; è santa perché è guidata dallo Spirito
Santo che purifica, trasforma, rinnova. Non è santa per i nostri
meriti, ma perché Dio la rende santa, è frutto dello Spirito Santo
e dei suoi doni. Non siamo noi a farla santa. È
Dio, lo Spirito Santo, che nel suo amore fa santa la Chiesa".
"Voi
potrete dirmi: ma la Chiesa è formata da peccatori, lo vediamo ogni
giorno. E questo è vero: siamo una Chiesa di peccatori; e noi
peccatori siamo chiamati a lasciarci trasformare, rinnovare,
santificare da Dio. C’è stata nella storia la tentazione di alcuni
che affermavano: la Chiesa è solo la Chiesa dei puri, di quelli che
sono totalmente coerenti, e gli altri vanno allontanati. Questo non è
vero! Questa è un'eresia! La Chiesa, che è santa, non rifiuta i
peccatori; non rifiuta tutti noi; non rifiuta perché chiama tutti,
li accoglie, è aperta anche ai più lontani, chiama tutti a
lasciarsi avvolgere dalla misericordia, dalla tenerezza e dal perdono
del Padre, che offre a tutti la possibilità di incontrarlo, di
camminare verso la santità. (...) Qualcuno di voi è qui senza i
propri peccati? Qualcuno di voi? Nessuno, nessuno di noi. Tutti
portiamo con noi i nostri peccati. Ma il Signore vuole sentire che
gli diciamo: 'Perdonami, aiutami a camminare, trasforma il mio
cuore!. E il Signore può trasformare il cuore".
"Nella
Chiesa, il Dio che incontriamo non è un giudice spietato, ma è come
il Padre della parabola evangelica. (...) Il Signore ci vuole parte
di una Chiesa che sa aprire le braccia per accogliere tutti, che non
è la casa di pochi, ma la casa di tutti, dove tutti possono essere
rinnovati, trasformati, santificati dal suo amore, i più forti e i
più deboli, i peccatori, gli indifferenti, coloro che si sentono
scoraggiati e perduti. La Chiesa a tutti offre la possibilità di
percorrere la strada della santità, che è la strada del cristiano".
"Un’ultima
domanda: che cosa posso fare io che mi sento debole, fragile,
peccatore? Dio ti dice: non avere paura della santità - ha detto
infine Papa Francesco - non avere paura di puntare in alto, di
lasciarti amare e purificare da Dio (...). Lasciamoci contagiare
dalla santità di Dio. Ogni cristiano è chiamato alla santità e la
santità non consiste anzitutto nel fare cose straordinarie, ma nel
lasciare agire Dio. È
l’incontro della nostra debolezza con la forza della sua grazia, è
avere fiducia nella sua azione che ci permette di vivere nella
carità, di fare tutto con gioia e umiltà, per la gloria di Dio e
nel servizio al prossimo (...) Il Signore ci aspetta tutti, con le
braccia aperte; ci aspetta per accompagnarci in questa strada della
santità".
ECCLESIOLOGIA DEL CONCILIO VATICANO II E SINODO TEMI CENTRALI DEL CONSIGLIO DEI CARDINALI
Città
del Vaticano, 2 ottobre 2013
(VIS). Nella tarda mattinata di oggi, Padre Federico Lombardi, S.I.,
Direttore della Sala Stampa della Santa Sede, ha tenuto un briefing
relativo alla Riunione del Consiglio dei Cardinali in corso in
Vaticano dal 1° al 3 ottobre.
Prima
dell'inizio della riunione di questa mattina, i componenti del
Consiglio - ha detto Padre Lombardi - hanno concelebrato con il Papa
la Santa Messa nella Cappella di Santa Marta. Dopo la prima riunione
di ieri mattina nella Biblioteca privata della Terza Loggia, è stato
deciso che le altre riunioni si tenessero nella Casa Santa Marta dove
tutti risiedono. I lavori sono intensi e prolungati: la mattina dalle
9:00 alle 12:30 ed il pomeriggio dalle 16:00 alle 19:00. Papa
Francesco ha partecipato alla sessione mattutina e vespertina di
ieri, martedì. Questa mattina, giorno dell'Udienza Generale il Papa
non ha potuto essere presente, ma questo pomeriggio e domani il
Consiglio conterà sulla sua presenza.
Il
Papa ha posto in rilievo il significato del Chirografo con il quale
ha istituto, lunedì scorso, il Consiglio dei Cardinali "un
documento ufficiale che istituzionalizza il Consiglio dotandolo di
uno status giuridico e garantendo stabilità per lavorare anche oltre
questa riunione". Papa Lombardi ha anche precisato che i suoi
componenti non sono "delegati continentali", ma membri del
collegio episcopale e del collegio cardinalizio, con una ricca
esperienza pastorale e provenienti da diocesi importanti. Il Santo
Padre li ha scelti per questo, e non come delegati degli episcopati
delle diverse parti del mondo.
"Si
tratta di persone - ha proseguito Papa Lombardi - che godono tutte di
grande fiducia e apprezzamento da parte del Papa, con le quali vi è
grande sintonia, le cui indicazioni possono aiutare il Papa a
proseguire nella linea che ritiene più giusta nel governo della
Chiesa. Questo non è un fattore di poco conto poiché la fiducia e
l'apprezzamento facilitano il clima di serenità e di naturalezza del
dialogo".
La
prima riunione di ieri mattina, si è aperta con una riflessione
introduttiva del Papa sulla ecclesiologia del Concilio Vaticano II,
da collocarsi in un clima di lavoro non limitato a questioni
organizzative e all'efficienza dell'istituzione, ma in una visione
della Chiesa teologica e spirituale, ispirata all'ecclesiologia del
Vaticano II e della sua attuazione. "Naturalmente - ha precisato
Padre Lombardi - tale tematica non si esaurisce nel tempo di una
tavola rotonda, ma indica la prospettiva nella quale operano i
componenti del Consiglio. La riflessione ha riguardato alcuni punti
messi in luce dal Concilio: come ravvivare il rapporto fra la Chiesa
universale e la Chiesa locale, comunione e collegialità, Chiesa dei
poveri, laici nella Chiesa:.. Tutti elementi del Concilio presenti
come temi di fondo. Alla luce di ciò si dibatte sulle strutture di
governo".
Ognuno
dei partecipanti ha presentato una sintesi dei suggerimenti raccolti
ed ha apportato materiali, appunti che fanno parte della
documentazione comune di lavoro del Consiglio. Si è approntata una
classificazione dei grandi temi da affrontare, non solo nella
sessione attuale, ma anche nelle successive.
La
sessione pomeridiana è stato dedicata al Sinodo dei Vescovi con la
partecipazione del nuovo Segretario, il Vescovo Baldisseri. "È
un tema prioritario sia per la partecipazione dell'episcopato al
governo della Chiesa universale, sia per l'urgenza di avviare la
preparazione del prossimo Sinodo. Probabilmente in tempi abbastanza
brevi vi sarà la comunicazione ufficiale del tema. Non è noto se si
tratterà di un sinodo ordinario o straordinario", ha aggiunto
Padre Lombardi, precisando che il Papa "ha già fatto accenni a
un tema antropologico: la famiglia alla luce del Vangelo". Il
Santo Padre ha affermato che temi di rilievo come la pastorale
familiare e matrimoniale saranno all'ordine del giorno dell'attività
della Chiesa nel prossimo futuro.
"Oggi,
mercoledì - ha concluso Padre Lombardi - Il Consiglio ha ripreso i
lavori esaminando altri argomenti come la riforma della Curia nei
suoi vari aspetti, la funzione della Segreteria di Stato, il rapporto
dei dicasteri con il Papa e i rapporti fra dicasteri. Ci sono stati
molti suggerimenti e contributi. È
un lavoro a lungo termine. Non c'è da aspettarsi conclusioni in
tempi brevi o nel corso di queste giornate".
martedì 1 ottobre 2013
LO IOR PUBBLICA PER LA PRIMA VOLTA IL SUO RAPPORTO ANNUALE
Città
del Vaticano, 1 ottobre 2013
(VIS). L'Istituto per le Opere di Religione (IOR) pubblica oggi, per
la prima volta, nel sito web www.ior.va, il suo rapporto annuale
relativo al 2012. Si tratta del primo rapporto ad essere divulgato al
pubblico. Dal documento - di un centinaio di pagine - emerge che, nel
2012, lo IOR ha registrato un utile netto di 86,6 milioni di euro.
Ciò ha consentito allo IOR di apportare un contributo di 54,7
milioni di euro al budget della Santa Sede. Il rapporto in sé non è
dunque una novità, lo è invece la sua pubblicazione che risponde
all'impegno di trasparenza delle attività dell'Istituto, come ha
sottolineato il Presidente dello IOR, Ernst von Freyberg.
Il
Presidente von Freyberg spiega che è il primo Rapporto annuale in
125 anni di storia dello IOR. Contiene una descrizione del lavoro di
questa istituzione, un riassunto del 2012 e dei primi otto mesi del
2013, dichiarazioni dei Sovrintendenti di sorveglianza, della
Commissione dei Cardinale e del Prelato dello IOR. Inoltre contiene
più di 60 pagine di dichiarazioni finanziarie dettagliate con una
verifica completa della Società di certificazione internazionale
KPMG. "Non bisogna essere un ragioniere" per capire queste
pagine, afferma il Presidente von Freyberg; se si legge la lettera
introduttiva e la descrizione del lavoro del 2012 e del 2013, si
comprende bene cosa rappresenta l'Istituto per le Opere di Religione.
Relativamente
alle questioni delle revisioni esterne, comprese anche nel processo
di preparazione del documenti, il Presidente von Freyberg ribadisce
che i conti dello IOR sono stati controllati a lungo, sempre da
rispettabili società di revisione internazionali. Nel 2013 sono
stati controllati dalla KPMG e la cosa in sé - precisa - non è
inusuale per l'Istituto, è inusuale invece che si sia pronti a
pubblicare il tutto. "Non ci sono fatti nuovi riguardo
all'attività dello IOR, riguardo a chi sono i nostri clienti e quale
sia la nostra missione. Ciò che è nuovo sono i dettagli. La cosa
più sorprendente sarà il fatto di quanto non sia sorprendente".
Si tratta di un'istituzione finanziaria gestita in maniera piuttosto
conservatrice che protegge le azioni, investe in un ambito molto
conservatore come le obbligazioni statali e i depositi bancari. È
un'istituzione altamente capitalizzata. Alla fine dello scorso anno
il patrimonio netto era del 15%, molto al di sopra di quello di
istituzioni finanziarie paragonabili.
La
pubblicazione del rapporto è "un elemento chiave" della
politica di trasparenza dello IOR, spiega il Presidente von Freyberg.
"Dal marzo scorso abbiamo avviato una strategia basata su tre
pilastri. Uno è quello di aprire e impegnarsi in un dialogo con i
media, dicendo come stanno i fatti in maniera sistematica. E questo
fa sì che ora noi abbiamo un ufficio stampa per lo IOR. Il secondo
elemento è quello di creare un sito web che possa servire come fonte
accreditata sui fatti dell'Istituto. Il terzo elemento è quello di
pubblicare il rapporto annuale".
Per
il Presidente von Freyberg i primi destinatari del rapporto sono il
miliardo di cattolici nel mondo che hanno diritto di sapere cosa fa
questa parte della Santa Sede. "Hanno anche diritto di capire
come contribuiamo al benessere della Chiesa nel mondo. Il secondo
gruppo sono i nostri partner, cioè le nostre banche corrispondenti,
che contano sul fatto che noi siamo un 'business-partner' solido e
ben gestito. Il terzo gruppo è quello dei media, degli analisti
finanziari che possono avere un interesse, e il pubblico in
generale".
Relativamente
al controllo dei conti e del lavoro in generale dello IOR, il
giudizio è positivo. "Da maggio abbiamo impiegato il
Promontory-Group statunitense. Loro stanno revisionando ogni singolo
conto e stanno anche facendo indagini speciali per noi. In aggiunta,
e insieme a loro, abbiamo esaminato le nostre procedure nel prendere
clienti e nel trattare con loro per assicurarci che non si verifichi
nessuna azione di riciclaggio nell'Istituto. I tre progetti stanno
procedendo secondo i piani, abbiamo un nuovo manuale, abbiamo nuove
procedure e siamo anche pronti per un'ispezione da parti terze".
Il
Presidente von Freyberg afferma che l'aiuto esterno, in questo caso
la compagnia Promontory Group, è necessario per due ragioni. "La
prima è che c'è bisogno di qualcuno con una conoscenza
all'avanguardia, che si occupi di questi processi più volte per
diverse istituzioni nel mondo. La seconda è ugualmente importante: è
una gran mole di lavoro. Ci sono 20, 25 persone del Promontory Group
ogni giorno fanno questo lavoro. E noi in Sede non avremmo queste
risorse".
La
pubblicazione del rapporto, conclude il Presidente dello IOR "è
un altro passo verso la creazione di un Istituto conforme e
trasparente per cui il Santo Padre deciderà più tardi quest'anno o
il prossimo anno in quale direzione voglia mandarci. Abbiamo fatto
una lunga strada sulla trasparenza e la conformità. Il prossimo
passo importante sarà quello di guardare il nostro servizio al
cliente e vedere come possano migliorare i prodotti come i servizi
che offriamo loro".
ARCIVESCOVO ZIMOWSKI: LA VECCHIAIA NON È IL VENIR MENO DELLA VITA MA IL SUO COMPIMENTO
Città
del Vaticano, 1 ottobre 2013
(VIS). In occasione della Giornata Internazionale dell'Anziano che si
celebra oggi, 1° ottobre 2013, l'Arcivescovo Zygmunt Zimowski,
Presidente del Pontificio Consiglio per gli Operatori Sanitari, ha
pubblicato un Messaggio dal titolo "Il valore della vita della
persona anziana".
"Questa
Giornata Internazionale - scrive il Presule - costituisce una
ricorrenza importante, destinata ad assumere una rilevanza sempre
maggiore, anche in ragione degli oltre 600 milioni di anziani stimati
a livello planetario, nonché del progressivo invecchiamento della
popolazione mondiale che, entro una decina d'anni, si stima potrebbe
comprendere oltre un miliardo di persone anziane. pertanto siamo
chiamati tutti, cristiani e persone di buona volontà, a collaborare
ovunque per una società umana quanto più equa e giusta, arricchita
anche dall'effettiva partecipazione di chi potrebbe essere
considerato 'non utile' o, addirittura, 'di peso', ma che può invece
apportare il proprio contributo per l'esperienza e la saggezza
acquisite nel cammino della vita".
"In
molte società dei Paesi cosiddetti 'ricchi', - scrive l'Arcivescovo
Zimowski - far sì che l'anziano sia e rimanga co-protagonista della
vita sociale comporta, inoltre, affrontare la realtà del prolungarsi
della vita, dovuto a vari fattori, fra cui le accresciute conoscenze
in campo medico e scientifico. Un prolungamento che non può, dunque,
essere solo tempo di sopravvivenza, ma che dovrebbe essere
valorizzato in modo rispettoso e appropriato, a partire dalla volontà
e dalle caratteristiche della stessa persona anziana, e dal contesto
a cui appartiene".
"Mediante
la solidarietà tra giovani e anziani si ha modo di comprendere come
la Chiesa sia effettivamente famiglia di tutte le generazioni, in cui
ognuno deve sentirsi a casa, dove non regna la logica del profitto e
dell'avere, ma quella della gratuità e dell'amore. Quando negli anni
della vecchiaia la vita diventa fragile, essa non perde mai il suo
valore né la sua dignità: ognuno è voluto, amato da Dio, ognuno è
importante e necessario. (...) In tale prospettiva si inserisce il
valore di una pastorale specifica, che comprende anzitutto come
elemento fondamentale la comunione fra generazioni. (...) Si tratta,
dunque, di favorire una cultura dell'unità: unità anche fra le
generazioni, da non vedersi staccate l'una dall'altra, tanto meno
contrapposte; una visione della vita che serva alle nuove generazioni
per crescere, respirando quotidianamente questa cultura dell'unità,
in cui ciascuno dà un suo apporto insostituibile".
Nel
sottolineare che si deve operare una pastorale "degli anziani"
piuttosto che "per gli anziani", perché "la persona
di una certa età non è prima di tutto oggetto di cura e di
attenzione pastorale caritativa, quanto piuttosto soggetto e
protagonista potenziale dell'azione pastorale", l'Arcivescovo
Zimowski ribadisce che: "L'assistenza religiosa degli anziani
dovrebbe essere infatti un impegno di tutta la comunità cristiana.
(...) È
con tale spirito che il Pontificio Consiglio per gli Operatori
Sanitari sta organizzando, per i giorni 21, 22 e 23 novembre, in
Vaticano, la Conferenza Internazionale dedicata a 'La Chiesa a
servizio della persona anziana malata: la cura delle persone affette
da patologie neurodegenerative".
"Nella
prospettiva cristiana, infatti, la vecchiaia non è il venir meno
della vita, ma il suo compimento. L'età anziana porta con sé la
sintesi di ciò che si è appreso e vissuto, la sintesi di quanto si
è sofferto, gioito, sopportato".
UDIENZE
Città
del Vaticano, 1 ottobre 2013
(VIS). Nella giornata di ieri il Santo Padre ha ricevuto
l'Arcivescovo Claudio Gugerotti, Nunzio Apostolico in Bielorussia.
ALTRI ATTI PONTIFICI
Città
del Vaticano, 1 ottobre 2013
(VIS). Il Santo Padre:
-
Ha nominato l'Arcivescovo Joseph Spiteri, Nunzio Apostolico in Costa
d'Avorio. È
stato finora Nunzio Apostolico in Sri Lanka.
-
Ha nominato il Sacerdote Riccardo Ferri, Prelato Segretario della
Pontificia Accademia di Teologia, attualmente Docente di Teologia
presso la Pontificia Università Lateranense, Accademico Ordinario e
Membro del Consiglio della medesima Accademia.
-
Ha nominato il Sacerdote Rafael García
de la Serrana Villalobos, del Clero della Prelatura personale
dell'Opus Dei, Direttore della Direzione dei Servizi Tecnici del
Governatorato dello Stato della Città del Vaticano, finora Vice
Direttore della medesima Direzione.
-
Ha accettato la rinuncia al governo pastorale della Diocesi di
Rockhampton (Australia), presentata dal Vescovo Brian Heenan, per
raggiunti limiti d'età.
-
Ha accettato la rinuncia al governo pastorale della Diocesi di
Waterford and Lismore (Irlanda), presentata dal Vescovo William Lee,
in conformità al canone 401, paragrafo 2, del Codice di Diritto
Canonico.
lunedì 30 settembre 2013
IL PAPA ISTITUISCE UN "CONSIGLIO DI CARDINALI" CON IL COMPITO DI AIUTARLO NEL GOVERNO DELLA CHIESA UNIVERSALE
Città
del Vaticano, 30 settembre 2013
(VIS). Di seguito pubblichiamo il Chirografo con il quale il Santo
Padre istituisce un "Consiglio di Cardinali" con il compito
di aiutarlo nel governo della Chiesa universale e di studiare un
progetto di revisione della Costituzione Apostolica "Pastor
bonus" sulla Curia Romana.
"Tra
i suggerimenti emersi nel corso delle Congregazioni Generali di
Cardinali precedenti al Conclave, figurava la convenienza di
istituire un ristretto gruppo di Membri dell'Episcopato, provenienti
dalle diverse parti del mondo, che il Santo Padre potesse consultare
singolarmente o in forma collettiva, su questioni particolari. Una
volta eletto alla Sede romana, ho avuto occasione di riflettere più
volte su questo argomento, ritenendo che una tale iniziativa sarebbe
stata di notevole aiuto per svolgere il ministero pastorale di
Successore di Pietro che i fratelli Cardinali avevano voluto
affidarmi.
Per
questo motivo, il 13 aprile scorso ho annunciato la costituzione del
menzionato gruppo, indicando, in pari tempo, i nominativi di coloro
che erano stati chiamati a farne parte. Ora, dopo matura riflessione,
ritengo opportuno che tale gruppo, mediante il presente Chirografo,
sia istituito come un 'Consiglio di Cardinali', con il compito di
aiutarmi nel governo della Chiesa universale e di studiare un
progetto di revisione della Costituzione Apostolica 'Pastor bonus'
sulla Curia Romana. Esso sarà composto dalle medesime persone
precedentemente indicate, le quali potranno essere interpellate, sia
come Consiglio sia singolarmente, sulle questioni che di volta in
volta riterrò degne di attenzione. Detto Consiglio, che rispetto al
numero dei componenti mi riservo di configurare nel modo che
risulterà più adeguato, sarà un'ulteriore espressione della
comunione episcopale e dell'ausilio al 'munus petrinum' che
l'Episcopato sparso per il mondo può offrire".
Dato
a Roma, presso San Pietro il 28 settembre dell'anno 2013, primo di
Pontificato.
ALLA COMUNITÀ DI SANT'EGIDIO: IL DIALOGO PUÒ VINCERE LA GUERRA
Città
del Vaticano, 30 settembre 2013
(VIS). Questa mattina, nel Palazzo Apostolico, il Santo Padre
Francesco ha ricevuto i partecipanti all'Incontro internazionale per
la pace, promosso dalla Comunità di Sant'Egidio, (Roma, 29
settembre-1° ottobre), intitolato: "Il coraggio della speranza:
religioni e culture in dialogo". Nel ricordare l'invito che Papa
Giovanni Paolo II rivolse ad Assisi ai leader di tutte le religioni a
pregare per la pace, Papa Francesco ha detto: "Si era nel 1986,
in un mondo ancora segnato dalla divisone in blocchi contrapposti, e
fu in quel contesto che il Papa invitò i leader religiosi a pregare
per la pace: non più gli uni contro gli altri, ma gli uni accanto
agli altri. Voi avete continuato tale cammino e ne avete accresciuto
lo slancio, coinvolgendo nel dialogo significative personalità di
tutte le religioni ed esponenti laici e umanisti".
"Non
può esservi alcuna giustificazione religiosa alla violenza - ha
ribadito il Pontefice - Come sottolineava Papa Benedetto XVI due
anni fa, nel 25° dell’incontro di Assisi, bisogna cancellare ogni
forma di violenza motivata religiosamente, e insieme vigilare
affinché il mondo non cada preda di quella violenza che è contenuta
in ogni progetto di civiltà che si basa sul 'no' a Dio".
"La
pace è responsabilità di tutti. Pregare per la pace, lavorare per
la pace! Un leader religioso è sempre uomo di pace, perché il
comandamento della pace è inscritto nel profondo delle tradizioni
religiose che rappresentiamo. (...) Per la pace ci vuole un dialogo
tenace, paziente, forte, intelligente, per il quale niente è
perduto. Il dialogo - ha sottolineato Papa Francesco - può vincere
la guerra. Il dialogo fa vivere insieme persone di differenti
generazioni, che spesso si ignorano; fa vivere insieme cittadini di
diverse provenienze etniche, di diverse convinzioni. Il dialogo è la
via della pace".
"I
leader religiosi sono chiamati ad essere veri 'dialoganti', ad agire
nella costruzione della pace non come intermediari, ma come autentici
mediatori. Gli intermediari cercano di fare sconti a tutte le parti,
al fine di ottenere un guadagno per sé. Il mediatore, invece, è
colui che non trattiene nulla per sé, ma si spende generosamente,
fino a consumarsi, sapendo che l’unico guadagno è quello della
pace. (...) Questo coraggio di pace - ha auspicato infine il
Pontefice - doni il coraggio della speranza al mondo".
CONCISTORO PER ALCUNE CAUSE DI CANONIZZAZIONE
Città
del Vaticano, 30 settembre 2013
(VIS). Alle 10:00 di questa mattina, nella Sala del Concistoro del
Palazzo Apostolico Vaticano, il Santo Padre Francesco ha tenuto il
Concistoro Ordinario Pubblico per la canonizzazione dei Beati
Giovanni XXIII, Papa e Giovanni Paolo II, Papa.
Nel
corso del Concistoro, il Papa ha decretato che i Beati Giovanni XXIII
e Giovanni Paolo II siano iscritti nell'Albo dei Santi, il 27 aprile
2014, Domenica II di Pasqua e della Divina Misericordia.
DOMANI HA INIZIO LA RIUNIONE DEL CONSIGLIO DEI CARDINALI
Città
del Vaticano, 30 settembre 2013
(VIS). Domani, 1° ottobre, si terrà la prima delle tre riunioni di
Papa Francesco con il Consiglio dei Cardinali, istituito con
Chirografo del 28 settembre 2013.
Il
Consiglio è composto dai seguenti Cardinali: Giuseppe Bertello,
Presidente del Governatorato dello Stato della Città del Vaticano;
Francisco Javier Errázuriz
Ossa, Arcivescovo emerito di Santiago de Chile (Cile); Oswald
Gracias, Arcivescovo di Bombay (India); Reinhard Marx, Arcivescovo di
München
und Freising (Germania); Laurent Monsengwo Pasinya, Arcivescovo di
Kinshasa (Repubblica Democratica del Congo); Sean Patrick O'Malley,
O.F.M.Cap., Arcivescovo di Boston (Stati Uniti d'America); George
Pell, Arcivescovo di Sydney (Australia); Oscar Andrés Rodríguez
Maradiaga, S.D.B., Arcivescovo di Tegucigalpa (Honduras), con
funzioni di Coordinatore ed il Vescovo Marcello Semararo, di Albano
(Italia), con funzioni di Segretario.
Il
Consiglio dei Cardinali - ha precisato Padre Lombardi, S.I.,
Direttore della Sala Stampa della Santa Sede - si riunirà per tre
giorni nella Biblioteca privata della III Loggia, nell'Appartamento
Papale, in sessioni di lavoro mattutine e pomeridiane, alla presenza
del Santo Padre, eccetto il mercoledì mattina, giorno dell'Udienza
Generale. I colloqui, essendo privati, non prevedono al termine
nessuna comunicazione. Come si legge nel Chirografo reso pubblico
oggi, si precisa che il Papa si riserva la facoltà di configurare il
Consiglio nel modo più adeguato, può cioè aumentare il numero dei
componenti.
Tutti
i componenti del Consiglio, eccetto il Segretario e il Cardinale
Bertello (che rappresenta la Curia) sono Arcivescovi di grandi
Arcidiocesi con grande esperienza pastorale. "L'istituzione del
Consiglio dei Cardinali - ha detto Padre Lombardi - è un ulteriore
arricchimento che il Papa apporta al governo della Chiesa". Papa
Francesco, ha ricordato Padre Lombardi, ricorre frequentemente alle
consultazioni, come nel caso della riunione con i Capi Dicastero.
Inoltre il Papa intende rinnovare il metodo di lavoro del Sinodo.
Il
Consiglio non è in rapporto con altre istituzioni della Chiesa e
costituisce un organo consultivo del Papa. Dall'annuncio, in aprile,
dell'istituzione di un gruppo di otto Cardinali per assistere il Papa
nel governo della Chiesa, i componenti hanno raccolto suggerimenti e
proposte nelle aree di rispettiva competenza. In preparazione alla
riunione di ottobre, sono pervenuti al Papa contributi di altro tipo:
sono stati richiesti pareri dei Capi Dicastero e sono stati
consultati la Segreteria di Stato e il Collegio Cardinalizio. "Il
Consiglio ha già ottanta documenti scambiati tra i componenti e il
Segretario, il Vescovo Semeraro, che ha preparato un'ampia sintesi.
In questi mesi i componenti il Consiglio hanno scambiato informazioni
gli uni con gli altri e, in alcune occasioni, con il Santo Padre.
COMUNICAZIONE AL SERVIZIO DI UNA CULTURA DELL'INCONTRO
Città
del Vaticano, 30 settembre 2013
(VIS). Il Pontificio Consiglio per le Comunicazioni Sociali precisa
in una Nota, resa pubblica oggi, il significato e il contesto del
tema centrale della 48ma Giornata Mondiale delle Comunicazioni
Sociali che si tiene tutti gli anni il 1° giugno. Il tema scelto dal
Santo Padre per quest'anno è: "Comunicazione al servizio di
un’autentica cultura dell’incontro".
"L’essere
umano - si legge nel testo - si esprime soprattutto nella capacità
di comunicare. Nella comunicazione e attraverso essa possiamo,
infatti, incontrare altre persone, esprimiamo noi stessi, il nostro
pensiero, quello in cui crediamo, come vorremmo vivere e, forse anche
più importante, impariamo a conoscere le persone con cui siamo
chiamati a vivere. Una tale comunicazione richiede onestà, rispetto
reciproco e impegno per imparare gli uni dagli altri; esige la
capacità di saper dialogare rispettosamente con le verità degli
altri. Spesso, infatti, quello che inizialmente potrebbe sembrare
"diversità" rivela la ricchezza della nostra umanità e
nella scoperta dell’altro incontriamo pure la verità del nostro
essere.
Nella
nostra epoca si sta sviluppando una nuova cultura, favorita dalla
tecnologia, e la comunicazione è in un certo senso “amplificata”
e “continua”. Siamo dunque chiamati a “far riscoprire, anche
attraverso i mezzi di comunicazione sociale, oltre che nell’incontro
personale, la bellezza di tutto ciò che è alla base del nostro
cammino e della nostra vita, la bellezza della fede, la bellezza
dell’incontro con Cristo.” (Discorso di Papa Francesco ai
partecipanti all’Assemblea Plenaria del Pontificio Consiglio delle
Comunicazioni Sociali, 21 settembre 2013).
In
tale contesto, ciascuno di noi dovrebbe accogliere la sfida di essere
autentico, testimoniando i valori in cui crede, la sua identità
cristiana, il suo vissuto culturale, espressi con un nuovo
linguaggio, per giungere alla condivisione.
La
nostra capacità di comunicare, riflesso della nostra partecipazione
al creativo, comunicativo e unificante Amore trinitario, è un dono
che ci permette di crescere nei rapporti personali, che sono una
benedizione nella nostra vita, e di trovare nel dialogo una risposta
a quelle divisioni che creano tensioni all’interno delle comunità
e tra le nazioni.
L’era
della globalizzazione impone con forza che la comunicazione possa
arrivare nei più remoti angoli del mondo reale, ma anche “negli
ambiti creati dalle nuove tecnologie, nelle reti sociali, per far
emergere una presenza … che ascolta, dialoga, incoraggia”
(Discorso di Papa Francesco ai partecipanti all’Assemblea Plenaria
del Pontificio Consiglio delle Comunicazioni Sociali, 21 settembre
2013), perché nessuno resti escluso.
Il
Messaggio per la Giornata Mondiale delle Comunicazioni Sociali 2014
vuole esplorare il potenziale della comunicazione, nel mondo sempre
collegato e in rete, per far si che le persone siano sempre più
vicine e si costruisca un mondo più giusto.
La
Giornata Mondiale delle Comunicazioni Sociali, l’unica giornata
mondiale stabilita dal Concilio Vaticano II (“Inter Mirifica”,
1963), viene celebrata in molti paesi, su raccomandazione dei vescovi
del mondo, la Domenica che precede la Pentecoste (nel 2014, il 1°
giugno).
Il
Messaggio del Santo Padre per la Giornata Mondiale delle
Comunicazioni Sociali viene tradizionalmente pubblicato in occasione
della ricorrenza di San Francesco di Sales, patrono dei giornalisti
(24 gennaio).
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