Inizio - VIS Vaticano - Ricevere VIS - Contattaci - Calendario VIS

Il Vatican Information Service (VIS), istituito nell'ambito della Sala Stampa della Santa Sede, è un bollettino telematico che diffonde notizie relative all'attività magistrale e pastorale del Santo Padre e della Curia Romana...

ultime 5 notizie

VISnews anche in Twitter Anche in YouTube

martedì 5 giugno 2012

CARDINALE QUEZADA TORUÑO GENEROSO SERVITORE DELLA CHIESA

Città del Vaticano, 5 giugno 2012 (VIS). Il Santo Padre Benedetto XVI ha fatto pervenire un telegramma di cordoglio all'Arcivescovo Oscar Julio Vian Morales, di Guatemala (Guatemala), per la morte, lunedì 4 giugno, all'età di 80 anni, del Cardinale Rodolfo Ignacio Quezada Toruño, Arcivescovo emerito della medesima sede metropolitana.

"Mi unisco a voi con ferventi preghiere di suffragio - scrive il Papa - affinché il Signore conceda la sua pace a colui che così intensamente e generosamente ha servito la Chiesa nel suo ministero pastorale, quale guida della Diocesi di Zacapa e Prelato di Santo Cristo di Esquipulas, e successivamente quale Arcivescovo della sede metropolitana di Guatemala".

"Con la fede nel mistero pasquale di Cristo che illumina e ricolma di speranza i momenti di dolore, e il ricordo di un pastore dedito alla missione evangelizzatrice, mi è grato impartire di cuore a quanti piangono questa grande perdita, una speciale Benedizione Apostolica".

ALTRI ATTI PONTIFICI

Città del Vaticano, 5 giugno 2012 (VIS). Il Santo Padre ha nominato il Reverendo Florian Wörner, Vescovo Ausiliare di Augsburg (superficie: 13.250; popolazione: 2.299.092; cattolici: 1.360.575; sacerdoti: 1.020; religiosi: 2.125: diaconi permanenti: 153), Repubblica Federale di Germania. Il Vescovo eletto è nato a Garmisch-Partenkirchen (Repubblica Federale di Germania nel 1970 ed è stato ordinato sacerdote nel 1997. Del 1997 al 2001 è stato Viceparroco dapprima a Oberstdorf e poi nella parrocchia di San Lorenzo a Kempten. Dal 2001 al 2006 è stato Amministratore della parrocchia di Haldenwang e cappellano della gioventù della regione Kempten-Lindau. Dal 2003 al 2006 è stato assistente spirituale dell’associazione giovanile “Jugend 2000” nella diocesi di Augsburg.
Dal 2006 è stato cappellano diocesano per la gioventù, responsabile dell’ufficio diocesano per la pastorale della gioventù e sacerdote collaboratore nell’unità pastorale di Ustersbach. Dal 2007 è anche assistente spirituale dell’associazione “Jugend 2000” a livello nazionale. Dal 2009 è Vicario della Cattedrale di Augsburg.


lunedì 4 giugno 2012

SI PENSA CHE LA BARCA DI PIETRO SIA INA BALIA DEGLI AVVERSARI, MA IL SIGNORE È PRESENTE E GOVERNA IL MONDO

Città del Vaticano, 4 giugno 2012 (VIS). Il Santo Padre ha improvvisato ieri domenica, un breve discorso al termine del pranzo con le autorità religiose nell'Arcivescovato di Milano, dove è stato ospite durante il suo soggiorno in città, in occasione del VII Incontro Internazionale delle Famiglie, che si è concluso ieri.

"E volevo semplicemente dire grazie per tutto quello che ho vissuto in questi giorni: questa esperienza della Chiesa viva. - ha detto Benedetto XVI - Se qualche volta si può pensare che la barca di Pietro realmente sia in balia degli avversari difficili, tuttavia è anche vero che vediamo come il Signore è presente, è vivo, è risorto veramente, e ha in mano il governo del mondo e il cuore degli uomini. Questa esperienza della Chiesa viva, che vive dall'amore di Dio, che vive per Cristo Risorto, è - diciamo - il dono di questi giorni. Così rendiamo grazie al Signore".

NOTIFICAZIONE CONGREGAZIONE PER LA DOTTRINA DELLA FEDE

Città del Vaticano, 4 giugno 2012 (VIS). Questa mattina, la Congregazione per la Dottrina della Fede ha reso pubblica una Notificazione relativa al volume "Just Love. A framework for Christian Sexual Ethics", di Suor Margaret A. Farley, R.S.M. La Congregazione avverte i fedeli che il volume "non è conforme alla dottrina della Chiesa. Non può di conseguenza essere utilizzato come valida espressione di dottrina cattolica né per la direzione spirituale e la formazione, né per il dialogo ecumenico e interreligioso". La Notificazione, a firma del Cardinale William J. levada, è stata approvata dal Santo Padre.

Già nel 2010 la Congregazione si rivolse all'Autrice per trasmettere un'ampia valutazione preliminare e indicare i problemi dottrinali presenti nel testo. La risposta di Suor Farley non risultò sufficiente a chiarificare i problemi segnalati, per cui la Congregazione decise di intraprendere un "esame con procedura urgente". La valutazione condotta da parte di una Commissione di esperti, riunita nel 2011, "confermò che il libro in parola conteneva proposizioni erronee, la cui divulgazione arrecava grave danno ai fedeli". Successivamente fu trasmesso all'Autrice l'elenco delle proposizioni erronee, chiedendo di correggerle. A giudizio dei membri della Congregazione, la risposta di Suor Farley "non chiariva adeguatamente i gravi problemi contenuti nel suo libro", per cui i Membri della Congregazione decisero di procedere alla pubblicazione della presente Notificazione, della quale riportiamo alcuni estratti.

"L'Autrice non presenta una comprensione corretta del ruolo del Magistero della Chiesa quale insegnamento autorevole dei Vescovi in comunione col Successore di Pietro, che guida la comprensione sempre più profonda, da parte della Chiesa, della Parola di Dio, come si trova nella Sacra Scrittura. (...) Nel trattare argomenti di carattere morale, Suor Farley o ignora l'insegnamento costante del Magistero oppure, quando occasionalmente lo menziona, lo tratta come un'opinione tra le altre. (...) Suor Farley rivela altresì una comprensione difettosa della natura oggettiva della legge morale naturale".

"Tra i numerosi errori e ambiguità del libro, sono da rilevare le prese di posizione circa la masturbazione, gli atti omosessuali, le unioni omosessuali, l'indissolubilità del matrimonio e il problema del divorzio e delle seconde nozze".

"Suor Farley scrive: 'La masturbazione (...) generalmente non comporta alcun problema di carattere morale'. (...) Queste affermazioni non sono conformi alla dottrina cattolica. 'Sia il Magistero della Chiesa - nella linea di una tradizione costante - sia il senso morale dei fedeli hanno affermato senza esitazione che la masturbazione è un atto gravemente disordinato. (...) Il godimento sessuale vi è ricercato al di fuori della relazione sessuale richiesta dall'ordine morale, quella che realizza in un contesto di vero amore, l'integro senso della mutua donazione e della procreazione umana".

"Suor. Farley scrive: 'Dal mio punto di vista (...) le relazioni e gli atti omosessuali possono essere giustificati, conformemente alla stessa etica sessuale, proprio come le relazioni e gli atti eterosessuali'. (...) Tale posizione non è accettabile. La Chiesa Cattolica, infatti, distingue tra persone con tendenze omosessuali e atti omosessuali. Quanto alle persone con tendenze omosessuali, il Catechismo della Chiesa Cattolica insegna che essere devono essere accolte 'con rispetto, compassione, delicatezza. A loro riguardo si eviterà ogni marchio di ingiusta discriminazione'. Quanto agli atti omosessuali, invece, il Catechismo afferma: 'Appoggiandosi sulla Sacra Scrittura, che presenta le relazioni omosessuali come gravi depravazioni, la Tradizione ha sempre dichiarato che gli atti di omosessualità sono intrinsecamente disordinati. Sono contrari alla legge naturale. Precludono all'atto sessuale il dono della vita. Non sono il frutto di una vera complementarità affettiva e sessuale. In nessun caso possono essere approvati".

Di fronte al sostegno al matrimonio omosessuale di Suor Farley, la Notificazione ricorda che: "La Chiesa insegna che il rispetto verso le persone omosessuali non può portare in nessun modo (...) al riconoscimento legale delle unioni omosessuali. Il bene comune esige che le leggi riconoscano, favoriscano e proteggano l'unione matrimoniale come base della famiglia, cellula primaria della società. (...) Non attribuire lo statuto sociale e giuridico di matrimonio a forme di vita che non sono né possono essere matrimoniali non si oppone alla giustizia, ma, al contrario, è da essa richiesto".

"Sr. Farley scrive: 'La mia personale posizione è che l'impegno matrimoniale sia soggetto a scioglimento. (...) Simile opinione è in contraddizione con la dottrina cattolica sull'indissolubilità del matrimonio: 'L'amore coniugale esige dagli sposi, per sua stessa natura, una fedeltà inviolabile. È questa la conseguenza del dono di se stessi che gli sposi si fanno l'uno all'altro. L'amore vuole essere definitivo. Non può essere 'fino a nuovo ordine'. Questa intima unione, in quanto mutua donazione di due persone, come pure il bene dei figli, esigono la piena fedeltà dei coniugi e ne reclamano l'indissolubile unità". (...) Il Signore Gesù ha insistito sull'intenzione originaria del Creatore, che voleva un matrimonio indissolubile. Abolisce le tolleranze che erano state a poco a poco introdotte nella Legge antica".

Nell'opinione di Suor Farley, i divorziati possono voler risposarsi. "Simile visione contraddice la dottrina cattolica che esclude la possibilità di seconde nozze successive a un divorzio: 'Oggi, in molti paesi, sono numerosi i cattolici che ricorrono al divorzio secondo le leggi civili e che contraggono civilmente una nuova unione. La Chiesa sostiene, per fedeltà alla parola di Gesù Cristo (...) (Mc 10,11-12) che non può riconoscere come valida una nuova unione, se era valido il primo matrimonio".

"Con questa Notificazione, la Congregazione per la Dottrina della Fede esprime profondo rammarico per il fatto che un membro di un Istituto di Vita Consacrata, Suor Margaret A. Farley, R.S.M., affermi posizioni in diretto contrasto con la dottrina cattolica nell'ambito della mortale sessuale. La Congregazione rende avveduti i fedeli che il suo libro 'Just Love. A Framework for Christian Sexual Ethic' non è conforme alla dottrina della Chiesa. Non può di conseguenza essere utilizzato come valida espressione di dottrina cattolica né per la direzione spirituale e la formazione, né per il dialogo ecumenico e interreligioso. La Congregazione desidera inoltre incoraggiare i teologi perché proseguano nel compito dello studio e dell'insegnamento della teologia morale in piena conformità con i principi della dottrina cattolica".

LEGATO PONTIFICIO 50° CONGRESSO EUCARISTICO INTERNAZIONALE

Città del Vaticano, 4 giugno 2012 (VIS). Sabato 2 giugno, è stata resa pubblica la Lettera Pontificia - redatta in latino e datata 14 maggio - con la quale il Santo Padre Benedetto XVI nomina il Cardinale Marc Ouellet, P.S.S., Legato Pontificio alla celebrazione del 50° Congresso Eucaristico Internazionale in programma a Dublino (Irlanda), dal 10 al 17 giugno.

La Missione che accompagnerà il Cardinale è composta da Don Gearóid Dullea, Segretario Esecutivo della Conferenza Episcopale Irlandese, dal Monsignor Ciarán O'Carroll, Rettore del Pontificio Collegio Irlandese a Roma e dal Monsignor Samuele Sangalli, Officiale della Congregazione per i Vescovi

domenica 3 giugno 2012

LO STATO DEVE RICONOSCERE IDENTITÀ PROPRIA DELLA FAMIGLIA FONDATA SUL MATRIMONIO

Città del Vaticano, 3 giugno 2012 (VIS). Nel pomeriggio di sabato 2 giugno, nell'Arcivescovado di Milano, il Papa ha avuto un incontro con una rappresentanza di Autorità istituzionali, civili e militari, degli imprenditori e dei lavoratori, del mondo della cultura e dell'educazione della società milanese e lombarda.

Nel suo discorso Benedetto XVI si è soffermato sui principi del buon governo espressi da Sant'Ambrogio, governatore nel secolo IV delle province della Liguria e dell'Aemilia, con sede nella città imperiale di Milano. Principi che sono "tuttora preziosi" per quanti sono chiamati a reggere la cosa pubblica. "La prima qualità di chi governa è la giustizia, virtù politica per eccellenza, perché riguarda il bene della comunità intera". La giustizia deve essere accompagnata dall'amore per la libertà, che discrimina tra i governanti buoni e quelli cattivi. La libertà è "un diritto prezioso che il potere civile deve garantire. Tuttavia, libertà non significa arbitrio del singolo, ma implica piuttosto la responsabilità di ciascuno. Si trova qui uno dei principali elementi della laicità dello Stato: assicurare la libertà affinché tutti possano proporre la loro visione della vita comune, sempre, però, nel rispetto dell’altro e nel contesto delle leggi che mirano al bene di tutti".

Per garantire il bene comune, le leggi dello Stato, "debbono trovare giustificazione e forza nella legge naturale, che è fondamento di un ordine adeguato alla dignità della persona umana (...). Lo Stato è a servizio e a tutela della persona e del suo 'ben essere' nei suoi molteplici aspetti, a cominciare dal diritto alla vita, di cui non può mai essere consentita la deliberata soppressione. (...) Lo Stato è chiamato a riconoscere l'identità propria della famiglia, fondata sul matrimoni e aperta alla vita, e altresì il diritto primario dei genitori alla libera educazione e formazione dei figli. (...) Non si rende giustizia alla famiglia, se lo Stato non sostiene la libertà di educazione per il bene comune dell'intera società".

La Chiesa offre la sua collaborazione allo Stato, ognuno con il suo ruolo e le sue finalità, ma con l'apporto della sua dottrina, della sua tradizione, delle sue istituzioni e delle sue opere, con cui si è posta al servizio del popolo. "Basti pensare alla splendida schiera dei Santi della carità, della scuola e della cultura, della cura degli infermi ed emarginati, serviti e amati come si serve e si ama il Signore. (...) Le comunità cristiane promuovono queste azioni (...) come gratuita sovrabbondanza della carità di Cristo e dell'esperienza totalizzante della loro fede. Il tempo di crisi che stiamo attraversando ha bisogno, oltre che di coraggiose scelte tecnico-politiche, di gratuità".

Infine Benedetto XVI ha sottolineato che Sant'Ambrogio  raccomanda "a quanti vogliono collaborare al governo e all'amministrazione pubblica (...) che si facciano amare. 'Quello che fa l'amore, non potrà mai farlo la paura'. (...) La ragione che, a sua volta, muove e stimola la vostra operosa e laboriosa presenza nei vari ambiti della vita pubblica, non può che essere la volontà di dedicarvi al bene dei cittadini, e quindi una chiara espressione e un evidente segno di amore. Così, la politica è profondamente nobilitata, diventando una elevata forma di carità".


I DIVORZIATI NON SONO "FUORI" DALLA CHIESA

Città del Vaticano, 3 giugno 2012 (VIS). Quasi mezzo milione di persone hanno partecipato, sabato, alla Festa delle Testimonianze nell'ambito del VII Incontro Mondiale delle Famiglie, nel Parco Bresso di Milano (Italia). Alle 20:30 è giunto il Santo Padre che ha partecipato alla Festa ed ha risposto alle domande, formulate da alcune famiglie presenti, intervallate da canzoni e musica. La crisi economica, la situazione dei divorziati nella Chiesa e l'indissolubilità del matrimonio sono stati alcuni dei temi affrontati. Benedetto XVI ha ricordato anche la sua infanzia in famiglia.

Una coppia di fidanzati del Madagascar che segue gli studi universitari in Italia, ha espresso il suo timore alla prospettiva del "per sempre" che implica il matrimonio. Il Papa ha risposto che l'innamoramento, come sentimento, non è forse sempre perpetuo. "Il sentimento dall'amore deve essere purificato, deve andare in un cammino di discernimento, cioè devono entrare anche la ragione e la volontà (...) Nel Rito del Matrimonio, la Chiesa non dice: 'Sei innamorato?, ma 'Vuoi', 'Sei deciso'. Cioè l'innamoramento deve divenire vero amore coinvolgendo la volontà e la ragione in un cammino, che è quello del fidanzamento, di purificazione, di più grande profondità, così che realmente tutto l'uomo, con tutte le sue capacità, con il discernimento della ragione, la forza di volontà, dice: 'Sì, questa è la mia vita'. (...) E qui è importante che (...) sia coinvolta anche la comunità della parrocchia, la Chiesa, gli amici", la fede, Dio stesso.

Una famiglia brasiliana ha presentato il problema dei divorziati risposati che vorrebbero riavvicinarsi alla Chiesa, ma che non possono accedere ai sacramenti. Benedetto XVI ha detto: "Questo problema dei divorziati risposati è una delle grandi sofferenze della Chiesa di oggi. E non abbiamo semplici ricette. (...) Molto importante sarebbe, naturalmente, la prevenzione, cioè approfondire fin dall'inizio l'innamoramento in una decisione profonda, maturata; inoltre, l'accompagnamento nel loro cammino. E poi, quanto a queste persone, dobbiamo dire - come lei mi ha detto - che la Chiesa le ama, ma esse devono vedere e sentire questo amore". Le parrocchie e altre comunità cattoliche devono "fare realmente il possibile perché esse sentano di essere amate, accettate, che non sono 'fuori' anche se non possono ricevere l'assoluzione e l'Eucaristia: devono vedere che, anche molto importante, che sentano che l'Eucaristia, che è vera e partecipata se realmente entrano in comunione con il Corpo di Cristo. Anche senza la ricezione 'corporale' del Sacramento, possiamo essere spiritualmente uniti a Cristo nel suo Corpo. (...) È importante che realmente trovino la possibilità di vivere una vita di fede (...) e possano vedere che la loro sofferenza è un dono per la Chiesa, perché servono così a tutti anche per difendere la stabilità dell'amore, del Matrimonio: (...) è un soffrire nella comunità della Chiesa per i grandi valori della nostra fede".

Una famiglia greca ha domandato al Santo Padre ciò che le famiglie possono fare di fronte alla crisi, per non perdere la speranza. "Le parole sono insufficienti - ha risposto Benedetto XVI - Dovremmo fare qualcosa di concreto e tutti soffriamo del fatto che siamo incapaci di fare qualcosa di concreto. Parliamo prima della politica: mi sembra che dovrebbe crescere il senso della responsabilità in tutti i partiti, che non promettano cose che non possono realizzare, che non cerchino solo voti per sé, ma siano responsabili per il bene di tutti e che si capisca che politica è sempre anche responsabilità umana, morale davanti a Dio e agli uomini. (...) Cerchiamo che ognuno faccia il suo possibile, pensi a sé, alla famiglia, agli altri con grande senso di responsabilità, sapendo che i sacrifici sono necessari per andare avanti. (...) Io penso che forse gemellaggi tra città, tra famiglie, tra parrocchie, potrebbero aiutare. (...) Così anche le parrocchie, le città: che realmente assumano responsabilità, aiutino in senso concreto. E siate sicuri: io e tanti altri preghiamo per voi, e questo pregare non è solo dire parole, ma apre il cuore a Dio".

Cat Tien, una bambina vietnamita di sette anni ha chiesto al Santo Padre di raccontare qualcosa della sua famiglia e della sua infanzia. Benedetto XVI ha ricordato che: "Il punto essenziale era per noi sempre la domenica, ma la domenica cominciava già il sabato pomeriggio. Il padre ci diceva le letture, le letture della domenica. (...) entravamo già nella liturgia, in atmosfera di gioia. Il giorno dopo andavamo a Messa. Io sono di casa vicino a Salisburgo, quindi abbiamo avuto molta musica - Mozart, Schubert, Haydn - e quando cominciava il Kyrie era come se si aprisse il cielo. (...) Eravamo un cuore e un'anima sola, con tante esperienze comuni, anche in tempi molto difficili, perché era il tempo della guerra, prima della dittatura, poi della povertà. Ma questo amore reciproco che c'era tra di noi, questa gioia anche per cose semplici era forte e così si potevano superare e sopportare anche queste cose. (...) E così siamo cresciuti nella certezza che è buono essere un uomo, perché vedevamo che la bontà di Dio si rifletteva nei genitori e nei fratelli.  (...) Così, in questo contesto di fiducia, di gioia e di amore eravamo felici e penso che in Paradiso dovrebbe essere simile a come era nella mia gioventù. In questo senso spero di andare 'a casa', andando verso l'altra parte del mondo'".



L'AMORE È L'UNICA FORZA CHE PUÒ TRASFORMARE IL MONDO

Città del Vaticano, 3 giugno 2012 (VIS). Alle 10:00 di questa mattina, nel Parco di Bresso a Milano, Benedetto XVI ha presieduto la Santa Messa di chiusura del VII Incontro Mondiale delle Famiglie, tenutosi dal 30 maggio al 3 giugno, sul tema: "La famiglia, il lavoro, la festa". Di seguito riportiamo estratti dell'omelia pronunciata dal Santo Padre davanti a circa un milione di fedeli.

(...) "La solennità liturgica della Santissima Trinità, che oggi celebriamo, (...) ci spinge anche all’impegno di vivere la comunione con Dio e tra noi sul modello di quella trinitaria. (...) Chiamata ad essere immagine del Dio Unico in Tre Persone non è solo la Chiesa, ma anche la famiglia, fondata sul matrimonio tra l’uomo e la donna. (...) Dio ha creato l’essere umano maschio e femmina, con pari dignità, ma anche con proprie e complementari caratteristiche, perché i due fossero dono l’uno per l’altro, si valorizzassero reciprocamente e realizzassero una comunità di amore e di vita. L’amore è ciò che fa della persona umana l’autentica immagine di Dio. Cari sposi, nel vivere il matrimonio voi non vi donate qualche cosa o qualche attività, ma la vita intera. E il vostro amore è fecondo innanzitutto per voi stessi, perché desiderate e realizzate il bene l’uno dell’altro, sperimentando la gioia del ricevere e del dare. È fecondo poi nella procreazione, generosa e responsabile, dei figli, nella cura premurosa per essi e nell’educazione attenta e sapiente. È fecondo infine per la società, perché il vissuto familiare è la prima e insostituibile scuola delle virtù sociali, come il rispetto delle persone, la gratuità, la fiducia, la responsabilità, la solidarietà, la cooperazione. Cari sposi, abbiate cura dei vostri figli e, in un mondo dominato dalla tecnica, trasmettete loro, con serenità e fiducia, le ragioni del vivere, la forza della fede, prospettando loro mete alte e sostenendoli nelle fragilità".

(...) "La vostra vocazione non è facile da vivere, specialmente oggi, ma quella dell’amore è una realtà meravigliosa, è l’unica forza che può veramente trasformare il mondo. Davanti a voi avete la testimonianza di tante famiglie, che indicano le vie per crescere nell’amore: mantenere un costante rapporto con Dio e partecipare alla vita ecclesiale, coltivare il dialogo, rispettare il punto di vista dell’altro, essere pronti al servizio, essere pazienti con i difetti altrui, saper perdonare e chiedere perdono, superare con intelligenza e umiltà gli eventuali conflitti, concordare gli orientamenti educativi, essere aperti alle altre famiglie, attenti ai poveri, responsabili nella società civile. Sono tutti elementi che costruiscono la famiglia. Viveteli con coraggio, certi che, nella misura in cui, con il sostegno della grazia divina, vivrete l’amore reciproco e verso tutti, diventerete un Vangelo vivo, una vera Chiesa domestica".

Una parola vorrei dedicarla anche ai fedeli che, pur condividendo gli insegnamenti della Chiesa sulla famiglia, sono segnati da esperienze dolorose di fallimento e di separazione. Sappiate che il Papa e la Chiesa vi sostengono nella vostra fatica. Vi incoraggio a rimanere uniti alle vostre comunità, mentre auspico che le diocesi realizzino adeguate iniziative di accoglienza e vicinanza".

"Nel libro della Genesi, Dio affida alla coppia umana la sua creazione, perché la custodisca (...). In questa indicazione possiamo leggere il compito dell’uomo e della donna di collaborare con Dio per trasformare il mondo, attraverso il lavoro, la scienza e la tecnica. (...) Noi vediamo che, nelle moderne teorie economiche, prevale spesso una concezione utilitaristica del lavoro, della produzione e del mercato. Il progetto di Dio e la stessa esperienza mostrano, però, che non è la logica unilaterale dell’utile proprio e del massimo profitto quella che può concorrere ad uno sviluppo armonico, al bene della famiglia e ad edificare una società più giusta, perché porta con sé concorrenza esasperata, forti disuguaglianze, degrado dell’ambiente, corsa ai consumi, disagio nelle famiglie. Anzi, la mentalità utilitaristica tende ad estendersi anche alle relazioni interpersonali e familiari, riducendole a convergenze precarie di interessi individuali e minando la solidità del tessuto sociale".

"Un ultimo elemento. L’uomo, in quanto immagine di Dio, è chiamato anche al riposo e alla festa. Il racconto della creazione si conclude con queste parole: 'Dio, nel settimo giorno, portò a compimento il lavoro che aveva fatto e cessò nel settimo giorno da ogni suo lavoro che aveva fatto. Dio benedisse il settimo giorno e lo consacrò' (Gen 2,2-3). Per noi cristiani, il giorno di festa è la Domenica, giorno del Signore, Pasqua settimanale. È il giorno della Chiesa, assemblea convocata dal Signore attorno alla mensa della Parola e del Sacrificio Eucaristico".

"Famiglia, lavoro, festa: tre doni di Dio, tre dimensioni della nostra esistenza che devono trovare un armonico equilibrio. (...) In questo privilegiate sempre la logica dell’essere rispetto a quella dell’avere: la prima costruisce, la seconda finisce per distruggere. Occorre educarsi a credere, prima di tutto in famiglia, nell’amore autentico, quello che viene da Dio e ci unisce a Lui".

PHILADELPHIA 2015: PROSSIMO INCONTRO MONDIALE FAMIGLIE


Città del Vaticano, 3 giugno 2012 (VIS). Questa mattina, al termine della Santa Messa presieduta nel Parco di Bresso di Milano, con la partecipazione di quasi un milione di fedeli, il Santo Padre ha annunciato, prima della recita dell'Angelus, che il prossimo Incontro Mondiale delle Famiglie si terrà nel 2015 a Philadelphia (Stati Uniti d'America).  "Invio i miei cordiali saluti all'Arcivescovo Charles Chaput - ha detto il Papa - ed ai cattolici della metropoli e desidero incontrarli con le loro numerose famiglie provenienti da tutto il mondo".

Prima di prendere congedo dai partecipanti all'Incontro di Milano, Benedetto XVI ha ringraziato tutti coloro che hanno lavorato alla realizzazione dell'evento, il Cardinale Ennio Antonelli, Presidente del Pontificio Consiglio per la Famiglia, il Cardinale Angelo Scola, Arcivescovo di Milano, i responsabili dell'organizzazione e tutti i volontari.

Successivamente il Pontefice ha rivolto parole di saluto ai pellegrini nelle diverse lingue. Esprimendosi in francese Benedetto XVI ha espresso la sua gioia per la beatificazione oggi, nella Diocesi di Besançon (Francia) del Padre Marie Jean-Joseph Lataste, dell'Ordine dei  Frati Predicatori "apostolo della misericordia e delle prigioni".

"Care famiglie milanesi, lombarde, italiane e del mondo intero! Vi saluto tutte con affetto e vi ringrazio per la vostra partecipazione. Vi incoraggio ad essere sempre solidali con le famiglie che vivono maggiori difficoltà, penso alla crisi economica e sociale, penso al recente terremoto in Emilia. La Vergine Maria vi accompagni sempre e vi sostenga!".

sabato 2 giugno 2012

IL PAPA A MILANO: LA FAMIGLIA PATRIMONIO PRINCIPALE DELL'UMANITÀ

Città del Vaticano, 1 giugno 2012 (VIS). "La famiglia va riscoperta quale patrimonio principale dell'umanità, coefficiente e segno di una vera e stabile cultura in favore dell'uomo". Queste sono state le parole pronunciate questo pomeriggio dal Papa nel corso dell'incontro con la cittadinanza di Milano, dove è in Visita Pastorale per partecipare al VII Incontro Mondiale delle Famiglie, sul tema: "La famiglia: il lavoro e la festa". L'Incontro Mondiale ha avuto inizio il 30 maggio scorso.

Dopo l'arrivo all'aeroporto, il Papa si è diretto a Piazza Duomo per salutare i milanesi e i cittadini di tutto il mondo che partecipano al VII Incontro con le Famiglie. All'inizio del suo discorso Benedetto XVI ha rivolto un pensiero affettuoso "alle persone sole o in difficoltà, ai disoccupati, agli ammalati, ai carcerati, a quanti sono privi di una casa o dell'indispensabile per vivere una vita dignitosa. Non manchi a nessuno di questi nostri fratelli e sorelle l’interessamento solidale e costante della collettività".  In proposito il Papa ha elogiato la Diocesi di Milano per quanto ha fatto e continua a fare a favore delle famiglie più colpite dalla crisi economica e per soccorrere le popolazioni dell'Emilia Romagna colpite dal terremoto.

Successivamente il Pontefice ha sottolineato "Il profondo senso ecclesiale e il sincero affetto di comunione con il Successore di Pietro, (che) fanno parte della ricchezza e dell’identità della Chiesa milanese lungo tutto il suo cammino, e si manifestano in modo luminoso nelle figure dei grandi Pastori che l’hanno guidata", fra i quali il Papa ha citato Sant'Ambrogio, San Carlo Borromeo; il Beato Andrea Carlo Ferrari, il Beato Alfredo Ildefonso Schuster; i due Arcivescovi di Milano eletti al Pontificato, Papa Pio XI e Papa Paolo VI e Santa Gianna Beretta Molla.

"La vostra storia - ha detto il Papa - è ricchissima di cultura e di fede. (...) Spetta ora a voi, eredi di un glorioso passato e di un patrimonio spirituale di inestimabile valore, impegnarvi per trasmettere alle future generazioni la fiaccola di una così luminosa tradizione. Voi ben sapete quanto sia urgente immettere nell’attuale contesto culturale il lievito evangelico. La fede in Gesù Cristo, morto e risorto per noi, vivente in mezzo a noi, deve animare tutto il tessuto della vita, personale e comunitaria, privata e pubblica, così da consentire uno stabile e autentico 'ben essere'”, a partire dalla famiglia".

Al termine del saluto alla cittadinanza il Santo Padre ha raggiunto l'Arcivescovado dove soggiorna durante la sua permanenza a Milano.

SIAMO CHIAMATI A TRASFORMARE SOFFERENZA IN AMORE

Città del Vaticano, 1° giugno 2012 (VIS). Questa sera alle 19:30 il Santo Padre, giunto nel pomeriggio a Milano per partecipare al VII Incontro Mondiale delle Famiglie, si è recato al Teatro alla Scala, dove si è tenuto un concerto in suo onore. Il Maestro Daniel Barenboim ha diretto l'Orchestra e il Coro del Teatro alla Scala nell'interpretazione della Nona Sinfonia di Ludwig van Beethoven.

Alla fine del concerto Benedetto XVI ha ringraziato i musicisti, i cantanti e il direttore d'orchestra. "La scelta della Nona Sinfonia di Beethoven - ha detto il Papa - ci permette di lanciare un messaggio con la musica che affermi il valore fondamentale della solidarietà, della fraternità e della pace. E mi pare che questo messaggio sia prezioso anche per la famiglia, perché è in famiglia che si sperimenta per la prima volta come la persona umana non sia creata per vivere chiusa in se stessa, ma in relazione con gli altri; è in famiglia che si comprende come la realizzazione di sé non sta nel mettersi al centro, guidati dall’egoismo, ma nel donarsi; è in famiglia che si inizia ad accendere nel cuore la luce della pace perché illumini questo nostro mondo".

"Su questo concerto - ha detto ancora il Pontefice - che doveva essere una festa gioiosa (...) vi è l’ombra del sisma che ha portato grande sofferenza su tanti abitanti del nostro Paese. Le parole riprese dall’Inno alla gioia di Schiller suonano come vuote per noi, anzi, sembrano non vere. (...) In quest’ora, (...) non abbiamo bisogno di un discorso irreale di un Dio lontano e di una fratellanza non impegnativa. Siamo in cerca del Dio vicino. Cerchiamo una fraternità che, in mezzo alle sofferenze, sostiene l’altro e così aiuta ad andare avanti. Dopo questo concerto molti andranno all’adorazione eucaristica – al Dio che si è messo nelle nostre sofferenze e continua a farlo. Al Dio che soffre con noi e per noi e così ha reso gli uomini e le donne capaci di condividere la sofferenza dell’altro e di trasformarla in amore. Proprio a ciò ci sentiamo chiamati da questo concerto".

Al termine il Santo Padre è rientrato in Arcivescovado che lo ospita durante il suo soggiorno a Milano.

"GUARDATE AL FUTURO CON FIDUCIA, CONTANDO SULLA FEDELTÀ DI DIO"

Città del Vaticano, 2 giugno 2012 (VIS). Alle 10:00 di questa mattina, nel Duomo di Milano, il Santo Padre ha presieduto la celebrazione dell'Ora Media, alla quale hanno partecipato sacerdoti, diaconi, seminaristi, religiosi e religiose dell'Arcidiocesi. Dopo la recita dei Salmi, Benedetto XVI ha tenuto l'omelia della quale riportiamo alcuni estratti.

"In questo momento viviamo il mistero della Chiesa nella sua espressione più alta, quella della preghiera liturgica. Le nostre labbra, i nostri cuori e le nostre menti, nella preghiera ecclesiale, si fanno interpreti delle necessità e degli aneliti dell’intera umanità. (...) La preghiera quotidiana della Liturgia delle Ore costituisce un compito essenziale del ministero ordinato nella Chiesa. Anche attraverso l’Ufficio divino, che prolunga nella giornata il mistero centrale dell’Eucaristia, i presbiteri sono in modo particolare uniti al Signore Gesù".

"Il Sacerdozio: quale dono prezioso! (...) Se Cristo, per edificare la sua Chiesa, si consegna nelle mani del sacerdote, questi a sua volta si deve affidare a Lui senza riserve: l’amore per il Signore Gesù è l’anima e la ragione del ministero sacerdotale (...) Non c’è opposizione tra il bene della persona del sacerdote e la sua missione; anzi, la carità pastorale è elemento unificante di vita che parte da un rapporto sempre più intimo con Cristo nella preghiera per vivere il dono totale di se stessi per il gregge (...) Ogni nostra azione, infatti, ha come scopo condurre i fedeli all’unione con il Signore e a fare crescere la comunione ecclesiale per la salvezza del mondo".

"Segno luminoso di questa carità pastorale e di un cuore indiviso sono il celibato sacerdotale e la verginità consacrata. (...) Senza dubbio, l’amore per Gesù vale per tutti i cristiani, ma acquista un significato singolare per il sacerdote celibe e per chi ha risposto alla vocazione alla vita consacrata: solo e sempre in Cristo si trova la sorgente e il modello per ripetere quotidianamente il 'sì' alla volontà di Dio". (...) Nella Vergine Maria "possiamo, infatti, riconoscere il 'genere di vita verginale e povera che Cristo Signore si scelse per sé e che la vergine Madre sua abbracciò', una vita in piena obbedienza alla volontà di Dio".

"Cari Fratelli e Sorelle consacrati, (...) guardate al futuro con fiducia, contando sulla fedeltà di Dio e la potenza della sua grazia, capace di operare sempre nuove meraviglie. (...) In questo momento, mi è caro rendere grazie a Dio per le schiere di sacerdoti ambrosiani, di religiosi e religiose che hanno speso le loro energie al servizio del Vangelo, giungendo talvolta fino al supremo sacrificio della vita". Il Papa ha citato i Beati sacerdoti Luigi Talamoni, Luigi Biraghi, Luigi Monza, Carlo Gnocchi e Serafino Morazzone; i Beati religiosi Giovanni Mazzucconi, Luigi Monti e Clemente Vismara e le religiose Maria Anna Sala e Enrichetta Alfieri.

"Per la loro comune intercessione chiediamo fiduciosi al Datore di ogni dono di rendere sempre fecondo il ministero dei sacerdoti, di rafforzare la testimonianza delle persone consacrate, per mostrare al mondo la bellezza della donazione a Cristo e alla Chiesa, e di rinnovare le famiglie cristiane secondo il disegno di Dio, perché siano luoghi di grazia e di santità, terreno fertile per le vocazioni al sacerdozio e alla vita consacrata".

AI GIOVANI: TENDETE AD ALTI IDEALI, SIATE SANTI!


Città del Vaticano, 2 giugno 2012 (VIS). Al termine della celebrazione dell'Ora Media nel Duomo di Milano, Benedetto XVI ha raggiunto in autovettura, alle 12:00 circa, lo Stadio Giuseppe Meazza (San Siro) per un incontro con i ragazzi che hanno da poco ricevuto il sacramento della Cresima e con i cresimandi, accompagnati dai familiari e dai catechisti, per un totale di 80.000 persone.

"Aiutati dall'itinerario di formazione - ha detto il Papa - avete imparato a riconoscere le cose stupende che lo Spirito Santo ha fatto e fa nella vostra vita e in tutti coloro che dicono 'sì' al Vangelo di Gesù Cristo. Avete scoperto il grande valore del Battesimo, il primo dei Sacramenti, la porta d’ingresso della vita cristiana. Voi lo avete ricevuto grazie ai vostri genitori (...) che (...) si sono impegnati a educarvi nelle fede".  (...)

"Ora siete cresciuti, e potete dire voi stessi il vostro 'sì' a Dio, un 'sì' libero e consapevole. Il sacramento della Cresima conferma il Battesimo ed effonde su di voi con abbondanza lo Spirito Santo. Voi stessi ora, pieni di gratitudine, avete la possibilità di accogliere i suoi grandi doni che vi aiutano, nel cammino della vita, a diventare testimoni fedeli e coraggiosi di Gesù. I doni dello Spirito sono realtà stupende, che vi permettono di formarvi come cristiani, di vivere il Vangelo e di essere membri attivi della comunità".

"Cari ragazzi, tutta la vita cristiana è un cammino, è come percorrere un sentiero non sempre facile che sale su un monte (...) in compagnia di Gesù; con questi doni preziosi la vostra amicizia con Lui diventerà ancora più vera e più stretta. Essa si alimenta continuamente con il sacramento dell’Eucaristia (...). Per questo vi invito a partecipare sempre con gioia e fedeltà alla Messa domenicale (...). E accostatevi anche (...) alla Confessione: è l’incontro con Gesù che perdona i nostri peccati e ci aiuta a compiere il bene. (...) Imparate a dialogare con il Signore, confidatevi con Lui, ditegli le gioie e le preoccupazioni, e chiedete luce e sostegno per il vostro cammino".

"In famiglia, siate obbedienti ai genitori, ascoltate le indicazioni che vi danno, per crescere come Gesù 'in sapienza, età e grazia davanti a Dio e agli uomini'. Infine, non siate pigri, ma ragazzi e giovani impegnati, in particolare nello studio: è il vostro dovere quotidiano e una grande opportunità che avete per crescere e preparare il futuro. Siate disponibili e generosi verso gli altri, vincendo la tentazione di mettere al centro voi stessi, perché l’egoismo è nemico della vera gioia".

"Se gustate adesso la bellezza di far parte della comunità di Gesù, potrete anche voi dare il vostro contributo per farla crescere (...) Il Signore ogni giorno, anche oggi, qui, vi chiama a cose grandi. Siate aperti a quello che vi suggerisce e se vi chiama a seguirlo sulla via del sacerdozio o della vita consacrata, non ditegli di no! (...) Gesù vi riempirà il cuore per tutta la vita!".

"Cari ragazzi, vi dico con forza: tendete ad alti ideali, (...) siate santi! Ma è possibile essere santi alla vostra età? Vi rispondo: certamente! (...) Lo dimostra la testimonianza di tanti Santi vostri coetanei, come Domenico Savio, o Maria Goretti. La santità è la via normale del cristiano: non è riservata a pochi eletti, ma aperta a tutti. Naturalmente, con la luce e la forza dello Spirito Santo! (...) E con la guida di nostra Madre. La Madre di Gesù, Maria. (...) La Vergine Maria custodisca allora sempre la bellezza del vostro 'sì' a Gesù, suo Figlio, il grande e fedele Amico della nostra vita".

venerdì 1 giugno 2012

LA FEDE DI MARIA CI INVITA A GUARDARE AL DI LÀ DELLE APPARENZE

Città del Vaticano, 1 giugno 2012 (VIS). "Tutti abbiamo sempre da imparare dalla nostra Madre celeste: la sua fede ci invita a guardare al di là delle apparenze e a credere fermamente che le difficoltà quotidiane preparano una primavera che è già iniziata in Cristo Risorto". Queste sono state le parole che Benedetto XVI ha rivolto ai fedeli riuniti presso la Grotta di Lourdes, nei Giardini Vaticani, a conclusione del mese di maggio dedicato alla Vergine Maria.

Alle 20:00 si è svolta la tradizionale processione con la recita del Santo Rosario dalla Chiesa di Santo Stefano degli Abissini frino alla Grotta della Vergine di Lourdes. La celebrazione è stata presieduta dal Cardinale Angelo Comastri, Vicario Generale di Sua Santità per la Città del Vaticano e Arciprete della Basilica di San Pietro

"Al Cuore Immacolato di Maria vogliamo attingere questa sera con rinnovata fiducia per lasciarci contagiare dalla sua gioia che trova la sorgente più profonda nel Signore. - ha detto il Papa - La gioia, frutto dello Spirito Santo, è distintivo fondamentale del cristiano: essa si fonda sulla speranza in Dio, trae forza dalla preghiera incessante, permette di affrontare con serenità le tribolazioni. San Paolo ci ricorda: 'Siate lieti nella speranza, costanti nella tribolazione, perseveranti nella preghiera'. Queste parole dell’Apostolo sono come un’eco al Magnificat di Maria e ci esortano a riprodurre in noi stessi, nella vita di tutti i giorni, i sentimenti di gioia nella fede, propri del cantico mariano".

"Vorrei augurare a tutti e a ciascuno di voi - ha concluso il Pontefice - che questa letizia spirituale, traboccata dal cuore ricolmo di gratitudine della Madre di Cristo e Madre nostra, sia alla fine di questo mese di maggio più consolidata nei nostri animi, nella nostra vita personale e familiare, in ogni ambiente, specialmente nella vita di questa famiglia che qui in Vaticano serve la Chiesa universale". 

POSSESSI CARDINALIZI


Città del Vaticano, 1 giugno 2012 (VIS). L’Ufficio delle Celebrazioni Liturgiche del Sommo Pontefice ha dato comunicazione delle Prese di Possesso che avranno luogo nei prossimi giorni:

-Sabato 9 giugno 2012, alle ore 18, il Cardinale Giuseppe Betori, Arcivescovo di Firenze (Italia), prenderà possesso del Titolo di San Marcello al Corso, Piazza San Marcello, 5.

-Domenica 10 giugno 2012, alle ore 11.30, il Cardinale Antonio Maria Vegliò, Presidente del Pontificio Consiglio della Pastorale per i Migranti e gli Itineranti, prenderà possesso della Diaconia di San Cesareo in Palatio, Via di Porta San Sebastiano.

-Venerdì 15 giugno 2012, alle ore 17.30, il Cardinale Giuseppe Versaldi, Presidente della Prefettura degli Affari Economici della Santa Sede, prenderà possesso della Diaconia del Sacro Cuore di Gesù a Castro Pretorio, Via Marsala, 42.

-Domenica 17 giugno 2012, alle ore 10.30, il Cardinale Giuseppe Bertello, Presidente della Pontificia Commissione per lo Stato della Città del Vaticano e Presidente del Governatorato dello Stato della Città del Vaticano, prenderà possesso della Diaconia dei Santi Vito, Modesto e Crescenzia, Via Carlo Alberto, 47.



AVVISO


Città del Vaticano, 1 giugno 2012 (VIS). Informiamo i nostri lettori che in occasione della visita del Santo Padre a Milano per il VII Incontro mondiale delle famiglie, il Vatican Information Service trasmetterà un'edizione speciale, sabato 2 e domenica 3 giugno.

giovedì 31 maggio 2012

DIRETTORE SALA STAMPA: MOMENTO IN CUI DIMOSTRARE PIENA SOLIDARIETÀ AL PAPA

Città del Vaticano, 31 maggio 2012 (VIS). Il Direttore della Sala Stampa della Santa Sede, Padre Federico Lombardi, S.I., ha avuto ieri un nuovo incontro con i giornalisti per rispondere a domande circa la pubblicazione di documenti vaticani riservati, che ha portato all'arresto dell'aiutante di Camera del Papa.

Rispetto alle domande su notizie pubblicate in merito all'ipotesi di dimissioni del Papa, ipotesi avanzata da diversi media, Padre Lombardi ha affermato che si tratta di elucubrazioni di alcuni giornalisti senza fondamento. La Curia continua a esprimere solidarietà al Pontefice e a operare in piena comunione con il Successore di Pietro: "È proprio il momento e la situazione in cui dimostrare la stima, l'apprezzamento per il Santo Padre, per il suo servizio, la piena solidarietà con lui e quindi dimostrare anche unione, unità e coerenza nel far fronte a questa situazione".

Padre Lombardi ha sottolineato che è importante che la comunicazione relativa a questo evento doloroso per il Papa e la Chiesa sia ispirata a criteri di verità rigorosa: "Mi pare - ha detto - che una linea di volontà di verità, di volontà di chiarezza, di volontà di trasparenza, questa - anche se con dei tempi graduali - fa i suoi passi, e quindi onestamente ritengo che stiamo cercando di gestire questa situazione nuova: cerchiamo la verità, cerchiamo di capire che cosa oggettivamente sia successo. Però, prima bisogna capirlo con sicurezza, anche per rispetto delle persone e della verità".

Il Direttore della Sala Stampa ha spiegato ai giornalisti che sarà necessario aspettare per avere un quadro completo della situazione e che le indagini e gli interrogatori formali  sono per ora a livello preliminare. Gli organi interessati in questa fase sono la magistratura vaticana e la Commissione cardinalizia.

Padre Lombardi ha riferito inoltre che nella mattinata di ieri, l'unico accusato, Paolo Gabriele, ha avuto un nuovo colloquio con i suoi legali, che starebbero per presentare un'istanza di libertà vigilata o arresti domiciliari per il loro assistito. Padre Lombardi ha smentito alcuni particolari pubblicati dalla stampa, sulla presenza nell'abitazione di Gabriele di plichi già pronti ad essere spediti a specifici destinatari. Il materiale trovato in possesso dell'aiutante di Camera del Papa è ancora in fase di studio e di catalogazione.

CELEBRAZIONI PER LA SOLENNITÀ DEL CORPUS DOMINI


Città del Vaticano, 31 maggio 2012 (VIS). Giovedì 7 giugno prossimo, Solennità del Santissimo Corpo e Sangue di Cristo, alle ore 19:00, il Santo Padre Benedetto XVI celebrerà la Santa Messa nella Basilica di San Giovanni in Laterano, Cattedrale di Roma. Il Papa presiederà quindi la Processione Eucaristica che, percorrendo via Merulana, raggiungerà la Basilica di Santa Maria Maggiore. Parteciperanno alla Processione i Cavalieri del Santo Sepolcro, Confraternite e Sodalizi, Associazioni Eucaristiche, Religiose, Bambini della Prima comunione, Seminaristi, Religiosi, Sacerdoti, Parroci, Cappellani e Prelati di Sua Santità, Vescovi e Arcivescovi, Cardinali, tutti i fedeli delle Parrocchie e gli appartenenti ad Associazioni e Movimenti ecclesiali.

INTENZIONI DI PREGHIERA DEL SANTO PADRE GIUGNO 2012

INTENZIONI DI PREGHIERA DEL SANTO PADRE GIUGNO 2012
Città del Vaticano, 31 maggio 2012 (VIS). Riportiamo di seguito le intenzioni per il mese di giugno affidate dal Papa all'apostolato della preghiera:

Generale: "Perché i credenti sappiano riconoscere nell'Eucaristia la presenza vivente del Risorto, che li accompagna nella vita quotidiana".

Missionaria: "Perché i cristiani in Europa riscoprano la propria identità e partecipino con più slancio all'annuncio del Vangelo".

ALTRI ATTI PONTIFICI


Città del Vaticano, 31 maggio 2012 (VIS). Il Santo Padre:

- Ha nominato il Monsignore Fausto Ramón Mejía Vallejo, Vescovo di San Francisco de Macoris (superficie: 3.682; popolazione: 753.000; cattolici: 599.000; sacerdoti: 60; religiosi: 72; diaconi permanenti: 92), Repubblica Dominicana. Il Vescovo eletto è nato nel 1941 a Bejucal (Repubblica Dominicana) ed è stato ordinato sacerdote nel 1972. È stato finora Rettore del Seminario Minore "Santo Cura de Ars" di La Vega, Formatore ed Insegnante di Catechisti e Diaconi permanenti, Professore di teologia presso il Seminario Pontificio "Santo Tomás de Aquino" e Rettore del medesimo. Attualmente Rettore dell'Università cattolica Tecnologica di Cibao in Santo Domingo, succede al Vescovo Jesús María De Jesús Moya, del quale il Santo Padre ha accettato la rinuncia al governo pastorale della medesima Diocesi, presentata per raggiunti limiti d'età.

- Ha nominato il Vescovo Benedetto Tuzia, Vescovo della Diocesi di Orvieto-Todi (superficie: 1.310; popolazione: 93.500; cattolici: 90.650; sacerdoti: 132; religiosi: 295; diaconi permanenti: 22), Italia. È stato finora Vescovo Ausiliare di Roma (Italia).




Copyright © VIS - Vatican Information Service