Inizio - VIS Vaticano - Ricevere VIS - Contattaci - Calendario VIS

Il Vatican Information Service (VIS), istituito nell'ambito della Sala Stampa della Santa Sede, è un bollettino telematico che diffonde notizie relative all'attività magistrale e pastorale del Santo Padre e della Curia Romana...

ultime 5 notizie

VISnews anche in Twitter Anche in YouTube

giovedì 12 gennaio 2012

LA CRISI SI SUPERA SE IL DESTINO DI OGNUNO È LEGATO A QUELLO DI TUTTI


CITTÀ DEL VATICANO, 12 GEN (VIS).-“Le sfide attuali sono molteplici e complesse. È possibile vincerle solo nella misura in cui si rafforzerà la consapevolezza che il destino di ognuno è legato a quello di tutti. Ed è per questo che l’accoglienza, la solidarietà e la legalità sono valori fondamentali”. Così ha affermato oggi il Santo Padre, Benedetto XVI, nel suo discorso alle autorità amministrative del Comune e della Provincia di Roma, e della Regione Lazio, che tradizionalmente riceve in udienza in questi giorni per lo scambio di auguri per l’anno nuovo.

    Il Papa ha rilevato che la crisi attuale “può essere anche un’occasione per l’intera comunità civile di verificare se i valori posti a fondamento del vivere sociale abbiano generato una società più giusta, equa e solidale, o se non sia, invece, necessario un profondo ripensamento per recuperare valori che (…) favoriscano una ripresa non solo economica, ma anche attenta a promuovere il bene integrale della persona umana”.
 
  Per Benedetto XVI, le radici della crisi attuale si trovano “nell’individualismo, che oscura la dimensione relazionale dell’uomo e lo conduce a chiudersi nel proprio piccolo mondo, ad essere attento a soddisfare innanzitutto i propri bisogni e desideri, preoccupandosi poco degli altri”. Conseguenze di questa mentalità sono “la speculazione nelle locazioni, l’inserimento sempre più faticoso nel mondo del lavoro per i giovani, la solitudine di tanti anziani, l’anonimato che caratterizza spesso la vita nei quartieri delle città e lo sguardo a volte superficiale sulle situazioni di emarginazione e di povertà”.

  Il primo passo per dare vita a una società più umana è “riscoprire la relazionalità come elemento costitutivo della propria esistenza”. L’uomo è un essere chiamato a vivere in relazione, sia con gli altri che con Dio, “l’unico capace di dare all’uomo un’accoglienza incondizionata ed un amore infinito”.

  È compito delle Istituzioni favorire la crescita della coscienza di essere parte di un’unica realtà, fomentando i valori dell’accoglienza, della solidarietà e della legalità. Il Papa ha evidenziato il lavoro delle organizzazioni cristiane, che accolgono coloro che emigrano dai loro Paesi a causa della povertà o della violenza, e ha invitato gli amministratori a portare avanti percorsi di piena integrazione nel tessuto sociale, in modo che “ciascuno impari a sentire il luogo dove risiede come la ‘casa comune’ in cui abitare e della quale prendersi cura”.

  Insieme con l’accoglienza deve rafforzarsi il valore della solidarietà, perché “è un’esigenza di carità e giustizia che, nei momenti difficili, coloro che hanno maggiori disponibilità si prendano cura di chi vive in condizioni disagiate”. Le istituzioni devono assicurare un appoggio speciale alle famiglie, specialmente a quelle numerose; a questo punto, Benedetto XVI ha invitato le autorità a “difendere la famiglia fondata sul matrimonio come essenziale cellula della società”. La solidarietà deve poi indirizzarsi verso i giovani, “i più penalizzati dalla mancanza di lavoro, (…) predisponendo adeguate politiche che garantiscano un alloggio a costi equi e che facciano tutto il possibile per assicurare un’attività lavorativa”, in modo che si eviti il rischio che i giovani “cadano vittime di organizzazioni illegali, che offrono facili guadagni”.

  Infine “è necessario promuovere una cultura della legalità, aiutando i cittadini a comprendere che le leggi servono per incanalare le tante energie positive presenti nella società e così permettere la promozione del bene comune. (…) Alle Istituzioni è affidato il compito (…) di emanare provvedimenti giusti ed equi, che tengano conto anche di quella legge che Dio ha iscritto nel cuore dell’uomo e che può essere conosciuta da tutti mediante la ragione”.
AC/                                                                                               VIS 20120112 (660)

UDIENZE


CITTÀ DEL VATICANO, 12 GEN (VIS).- Il Santo Padre ha ricevuto oggi in udienza:

-On. Renata Polverini, Presidente della Regione Lazio.

-On.Giovanni Alemmano, Sindaco di Roma.

-On.Nicola Zingaretti, Presidente della Provincia di Roma.

-S.E. Mons. Johan A. Eijiro Suwa, Vescovo di Takamatsu (Giappone).

-S.E. Mons. Paul Sueo Hamaguchi, Vescovo di Oita (Giappone)

-S.E. Mons. Thomas Aquino Manyo Maeda, Vescovo di Hiroshima (Giappone)
AO/        VIS 20120112 (90)

ALTRI ATTI PONTIFICI


CITTÀ DEL VATICANO, 12 GEN (VIS).- Il Santo Padre ha nominato Mons. Ignatius Chama, finora Vescovo di Mpika (Zambia), Arcivescovo di Kasama (superficie 59.130, popolazione 1.182.000, cattolici 705.208, sacerdoti 66, religiosi 177), in Zambia, ed Amministratore Apostolico sede vacante et ad nutum Sanctae Sedis  della diocesi di Mpika.
NER/        VIS 20120112 (60)

mercoledì 11 gennaio 2012

L’ORAZIONE DI GESÙ NELL’ULTIMA CENA



CITTÀ DEL VATICANO, 11 GEN (VIS).-L’orazione di Gesù nell’Ultima Cena è stato il tema della catechesi dell’udienza generale del mercoledì, che ha avuto luogo nell’Aula Paolo VI, e a cui hanno assistito 4.000 persone.

   Lo sfondo temporale ed emozionale del convito, in cui Gesù si congeda dagli amici, è l'imminenza della sua morte che Egli sente ormai vicina. Inoltre, nei giorni in cui si preparava a dare l’addio ai discepoli, la vita del popolo ebreo era segnata dall'avvicinarsi della Pasqua, memoriale della liberazione di Israele dall’Egitto.

  “L’Ultima Cena -ha spiegato il Papa- si inserisce in questo contesto, ma con una novità di fondo. Gesù vuole vivere questa Cena con i suoi discepoli, con un carattere del tutto speciale e diverso dagli altri conviti; è la sua Cena, nella quale dona Qualcosa di totalmente nuovo: Se stesso. In questo modo, Gesù celebra la sua Pasqua, anticipa la sua Croce e la sua Risurrezione”.

  Il nucleo della Cena sono “i gesti dello spezzare il pane, del distribuirlo ai suoi e del condividere il calice del vino con le parole che li accompagnano e nel contesto di preghiera in cui si collocano: è l’istituzione dell’Eucaristia, è la grande preghiera di Gesù e della Chiesa”. Allo stesso modo, le parole che usano gli evangelisti per descrivere questo momento ricordano la “berakha” ebraica, la grande preghiera di ringraziamento e di benedizione della tradizione d’Israele, che inaugurava i grandi conviti. “Questa preghiera di lode e ringraziamento, che si innalza a Dio, -ha detto il Pontefice-  ritorna come benedizione, che scende da Dio sul dono e lo arricchisce. (…) Le parole dell’istituzione dell’Eucaristia si collocano in questo contesto di preghiera; in esse la lode e la benedizione della berakha diventano benedizione e trasformazione del pane e del vino nel Corpo e nel Sangue di Gesù”.

  I gesti che compie Gesù erano tradizionalmente i gesti di ospitalità del padrone di casa verso i suoi invitati, ma nell’Ultima Cena acquistano una profondità nuova: Cristo dà “un segno visibile dell’accoglienza alla mensa in cui Dio si dona. Gesù nel pane e nel vino offre e comunica Se stesso”. Cosciente della sua morte ormai prossima “offre in anticipo la vita che gli sarà tolta e in questo modo trasforma la sua morte violenta in un atto libero di donazione di sé per gli altri e agli altri. La violenza subita si trasforma in un sacrificio attivo, libero e redentivo”.

  “Contemplando i gesti e le parole di Gesù in quella notte, vediamo chiaramente che il rapporto intimo e costante con il Padre è il luogo in cui Egli realizza il gesto di lasciare ai suoi, e a ciascuno di noi, il Sacramento dell'amore”, ha detto il Santo Padre. Durante la Cena, Cristo prega anche per i suoi discepoli, che, a loro volta, saranno sottoposti a dure prove, e con questa preghiera “sorregge la loro debolezza, la loro fatica di comprendere che la via di Dio passa attraverso il Mistero pasquale di morte e risurrezione, anticipato nell’offerta del pane e del vino. L’Eucaristia è cibo dei pellegrini che diventa forza anche per chi è stanco, sfinito e disorientato”.

  Partecipando all'Eucaristia, “viviamo in modo straordinario la preghiera che Gesù ha fatto e continuamente fa per ciascuno affinché il male, che tutti incontriamo nella vita, non abbia a vincere e agisca in noi la forza trasformante della morte e risurrezione di Cristo. Nell’Eucaristia la Chiesa risponde al comando di Gesù: ‘Fate questo in memoria di me’; ripete la preghiera di ringraziamento e di benedizione e, con essa, le parole della transustanziazione del pane e del vino nel Corpo e Sangue del Signore. Le nostre Eucaristie sono un essere attirati in quel momento di preghiera, un unirci sempre di nuovo alla preghiera di Gesù”.

  “Chiediamo al Signore che, dopo esserci debitamente preparati, anche con il Sacramento della Penitenza, la nostra partecipazione alla sua Eucaristia, indispensabile per la vita cristiana, sia sempre il punto più alto di tutta la nostra preghiera. Domandiamo che, uniti profondamente nella sua stessa offerta al Padre, possiamo anche noi trasformare le nostre croci in sacrificio, libero e responsabile, di amore a Dio e ai fratelli”, ha concluso Benedetto XVI.

  Al termine della catechesi, il Papa ha salutato nelle diverse lingue i pellegrini presenti. Dirigendosi in modo particolare ai giovani, agli ammalati e agli sposi novelli, ha messo in risalto che la solennità del Battesimo del Signore, celebrata domenica scorsa, offre l’opportunità di riflettere sul proprio Battesimo: “Cari giovani, vivete con gioia la vostra appartenenza alla Chiesa, che è la famiglia di Gesù. Cari ammalati, la grazia del Battesimo lenisca le vostre sofferenze e vi spinga ad offrirle a Cristo per la salvezza dell’umanità. E voi, cari sposi novelli, fondate il vostro matrimonio sulla fede, ricevuta in dono il giorno del vostro Battesimo”.

  Nell’Udienza hanno partecipato anche gli artisti di vari Circhi, che si sono esibiti brevemente. A loro ed a tutti i pellegrini di lingua italiana, il Santo Padre ha augurato che “quest’incontro con il successore di Pietro riempia ciascuno di entusiasmo e stimoli a testimoniare, con le parole e con le opere, Gesù nostro Salvatore”.
AG/                                                    VIS 20120111 (840)

UN COCCODRILLO CUBANO DAL PAPA PER IL CENTENARIO DEL BIOPARCO


CITTÀ DEL VATICANO, 11 GEN 2012 (VIS).-I dipendenti del Giardino Zoologico di Roma (Bioparco) e le loro famiglie hanno partecipato questa mattina all’udienza generale con il Santo Padre, come momento culminante dell’anno del Centenario di questa istituzione. Hanno portato con loro un raro esemplare di coccodrillo cubano, in rappresentanza dei 1.200 animali che vivono nel parco e come testimonianza dell’opera di salvaguardia ed educazione ambientale portata avanti dalla struttura.

 La specie del coccodrillo cubano si è ridotta dell’80% negli ultimi anni, e sopravvive solamente in una piccola zona dell’isola; è stata classificata come specie in pericolo di estinzione. L’esemplare mostrato al Papa è stato affidato al Bioparco per un periodo determinato affinché si ristabilisca; e, in concomitanza con il viaggio apostolico di Benedetto XVI a Cuba, alla fine di marzo, sarà restituito alla sua terra di origine. Il Presidente della Fondazione Bioparco, Paolo Giuntarelli, ha sottolineato che “L’incontro con il Papa rappresenta il sigillo più autorevole sui nostri primi cento anni e l’incipit più incoraggiante per un nuovo secolo di storia”.
AG/                      VIS 20120111 (170)

UDIENZE


CITTA' DEL VATICANO, 11 GEN. 2012 (VIS).-Il Santo Padre ha ricevuto oggi in udienza il Vescovo Gerhard Ludwig Müller, di Regensburg (Repubblica Federale di Germania).

  Ieri pomeriggio, il Santo Padre ha ricevuto in Udienza privata il Cardinale Joachim Meisner, Arcivescovo di Köln (Germania).
AP/                                                          VIS 20120111 (40)

ALTRI ATTI PONTIFICI


CITTA' DEL VATICANO, 11 GEN. 2012 (VIS).-Il Santo Padre ha nominato Segretario della Congregazione per i Vescovi l’Arcivescovo Lorenzo Baldisseri, finora Nunzio Apostolico in Brasile.
NA/                                      VIS 20120111 (30)

martedì 10 gennaio 2012

NOVITÀ NEL RITO PER LA CREAZIONE DI NUOVI CARDINALI


CITTA' DEL VATICANO, 10 GEN. 2012 (VIS).-L’Ufficio delle Celebrazioni Liturgiche del Sommo Pontefice ha introdotto diverse novità nei concistori ordinari pubblici per la creazione di nuovi cardinali. Il rito in vigore fino a oggi viene rivisto e semplificato, con l’approvazione del Santo Padre Benedetto XVI: in sostanza si unificano i tre momenti dell’imposizione della berretta, della consegna dell’anello cardinalizio e dell’assegnazione del titolo o della diaconia; cambiano le orazioni colletta e conclusiva; e assume una forma più breve la proclamazione della Parola di Dio.

  Benedetto XVI ha annunciato venerdì scorso che il prossimo 18 febbraio terrá un Concistoro nel quale nominerà ventidue nuovi Membri del Collegio Cardinalizio. Sarà il quarto concistoro del suo pontificato.

  L’Ufficio delle Celebrazioni Liturgiche del Sommo Pontefice ricorda che la riforma liturgica avviata dal concilio Vaticano II ha riguardato anche i riti concistoriali di imposizione della berretta e di assegnazione del titolo ai nuovi porporati, e che il testo rinnovato della celebrazione è stato usato per la prima volta da Paolo VI nell’aprile 1969. Il criterio principale che guidò la redazione del nuovo rituale fu l’inserimento in un ambito liturgico di ciò che di per sé non ne faceva parte in senso proprio: la creazione di nuovi cardinali doveva essere collocata in un contesto di preghiera, evitando però al contempo ogni elemento che potesse dare l’idea di un «sacramento del cardinalato». Il concistoro, infatti, storicamente non era mai stato considerato un rito liturgico, bensì una riunione del Papa con i cardinali in relazione al governo della Chiesa.

  Tenendo presenti tali aspetti della storia passata e recente, in una linea di continuità con l’attuale forma del concistoro e dei suoi elementi principali, si è quindi rivista e semplificata la prassi vigente. Anzitutto vengono riprese dal rito del 1969 l’orazione colletta e l’orazione conclusiva, perché molto ricche nel contenuto e provenienti dalla grande tradizione eucologica romana. Le due preghiere, infatti, parlano esplicitamente dei poteri affidati dal Signore alla Chiesa, in particolare di quello di Pietro: il Pontefice prega anche in modo diretto per se stesso, per svolgere bene il suo ufficio.

  Anche la proclamazione della Parola di Dio assume di nuovo la forma più breve, propria del rito del 1969, con la sola pericope evangelica (Marco 10, 32-45), che è la stessa nei due rituali. Infine, si integra la consegna dell’anello cardinalizio nello stesso rito, mentre prima della riforma del 1969 l’imposizione del cappello rosso avveniva nel concistoro pubblico, seguito da quello segreto, nel quale si svolgevano anche la consegna dell’anello e l’assegnazione della chiesa titolare o della diaconia. Oggi tale distinzione fra concistoro pubblico e segreto di fatto non viene più osservata e di conseguenza appare più coerente includere i tre momenti significativi della creazione dei nuovi cardinali nel medesimo rito. Si conserva invece la concelebrazione del Papa con i nuovi cardinali nella Messa del giorno seguente, che si apre con l’indirizzo di omaggio e di gratitudine che il primo dei porporati rivolge al Pontefice a nome di tutti gli altri.
LOR/                                                    VIS 20120110 (470)

PASTORALE ADEGUATA PER I MIGRANTI E I RIFUGIATI


CITTÀ DEL VATICANO, 10 GEN 2012 (VIS).- La rivista mensile “Migranti press” ha pubblicato nel suo ultimo numero un articolo dell’arcivescovo Antonio Maria Veglió, presidente del Pontificio Consiglio per la Pastorale dei Migranti e Itineranti, a motivo della celebrazione, domenica prossima, 15 gennaio, della Giornata Mondiale del Migrante e del Rifugiato, il cui tema quest’anno è “Migrazioni e nuova evangelizzazione”.

  Nel testo di “Migranti press”, l’arcivescovo ricorda che il fenomeno migratorio, che comporta una mescolanza di persone e popoli, con le loro diverse caratteristiche sociali, culturali e religiose è “un processo che apre strade uniche per l’evangelizzazione perché offre alle comunità cristiane l’occasione di testimoniare Gesù Cristo, soprattutto attraverso il dialogo rispettoso e la testimonianza concreta della solidarietà”. In questo modo “i migranti possono anche risvegliare la coscienza cristiana assopita richiamando a una vita cristiana più coerente”.

  Per questo il messaggio del Santo Padre per la Giornata mondiale del Migrante e del Rifugiato “invita a prestare una pastorale adeguata ai migranti in modo che essi si mantengano saldi nella loro fede, coerenti nella vita cristiana e forti testimoni del Vangelo, per diventare essi stessi autentici annunciatori del kerygma evangelico”.

 Il prelato scrive che nello stesso messaggio il Papa sottolinea che “i mezzi di comunicazione, per il loro immediato impatto sull’opinione pubblica, devono preoccuparsi seriamente di fornire una corretta e ampia informazione, evitando terminologie demagogiche, tese a infierire sull’immagine di coloro che si vedono costretti ad emigrare. Il loro contributo è necessario per sensibilizzare la società a nuove situazioni e alla realtà delle violazioni dei diritti dei rifugiati”.
…/VIS 20120110 (265)

lunedì 9 gennaio 2012

IL PAPA BATTEZZA 16 BAMBINI NELLA CAPPELLA SISTINA


CITTA' DEL VATICANO, 8 GEN. 2012 (VIS).-Alle ore 9.45 di questa domenica, Festa del Battesimo del Signore, il Santo Padre Benedetto XVI ha presieduto nella Cappella Sistina la Santa Messa, nel corso della quale ha amministrato il Sacramento del Battesimo a 16 neonati.

  Dopo la lettura del Santo Vangelo, il Papa ha pronunciato la seguente omelia:

  “Nella prima Lettura che abbiamo ascoltato, tratta dal Libro del profeta Isaia, Dio si rivolge al suo popolo proprio come un educatore. (…) A questa parola che il Signore ci ha rivolto mediante il profeta, noi abbiamo risposto con il ritornello del Salmo: ‘Attingeremo con gioia alle sorgenti della salvezza’. Come persone adulte, ci siamo impegnati ad attingere alle fonti buone, per il bene nostro e di coloro che sono affidati alla nostra responsabilità, in particolare voi, cari genitori, padrini e madrine, per il bene di questi bambini. E quali sono ‘le sorgenti della salvezza’? Sono la Parola di Dio e i Sacramenti”.

  “Gli adulti sono i primi a doversi alimentare a queste fonti, per poter guidare i più giovani nella loro crescita. I genitori devono dare tanto, ma per poter dare hanno bisogno a loro volta di ricevere, altrimenti si svuotano, si prosciugano. I genitori non sono la fonte, come anche noi sacerdoti non siamo la fonte: siamo piuttosto come dei canali, attraverso cui deve passare la linfa vitale dell’amore di Dio. Se ci stacchiamo dalla sorgente, (…) non siamo più in grado di educare altri”.

  “E veniamo ora alla seconda Lettura e al Vangelo. Essi ci dicono che la prima e principale educazione avviene attraverso la testimonianza. (…) Giovanni è stato un grande educatore dei suoi discepoli, perché li ha condotti all’incontro con Gesù, al quale ha reso testimonianza. (…) Il vero educatore non lega le persone a sé, non è possessivo. Vuole che il figlio, o il discepolo, impari a conoscere la verità, e stabilisca con essa un rapporto personale. L’educatore compie il suo dovere fino in fondo, non fa mancare la sua presenza attenta e fedele; ma il suo obiettivo è che l’educando ascolti la voce della verità parlare al suo cuore e la segua in un cammino personale”. (…)

  “L’apostolo Giovanni scrive: ‘E’ lo Spirito che dà testimonianza’. (…) E’ molto importante per voi genitori, e anche per i padrini e le madrine, credere fortemente nella presenza e nell’azione dello Spirito Santo, invocarlo e accoglierlo in voi, mediante la preghiera e i Sacramenti. E’ Lui infatti che illumina la mente, riscalda il cuore dell’educatore perché sappia trasmettere la conoscenza e l’amore di Gesù. La preghiera è la prima condizione per educare, perché pregando ci mettiamo nella disposizione di lasciare a Dio l’iniziativa (…). E, al tempo stesso, quando preghiamo ci mettiamo in ascolto delle ispirazioni di Dio per fare bene la nostra parte, che comunque ci spetta e dobbiamo realizzare. I Sacramenti, specialmente l’Eucaristia e la Penitenza, ci permettono di compiere l’azione educativa in unione con Cristo, in comunione con Lui e continuamente rinnovati dal suo perdono”

  “Affidiamo (questi bambini) alla guida materna di Maria Santissima, perché crescano in età, sapienza e grazia e diventino veri cristiani, testimoni fedeli e gioiosi dell’amore di Dio”.
HML/                                               VIS 20120109 (540)

ANGELUS: OGNUNO DI NOI È VOLUTO E AMATO DA DIO


CITTA' DEL VATICANO, 8 GEN. 2012 (VIS).-Conclusa la Santa Messa con l’amministrazione del Battesimo ad un gruppo di bambini nella Cappella Sistina, il Santo Padre a mezzogiorno si è affacciato alla finestra del suo studio nel Palazzo Apostolico Vaticano per recitare l’Angelus con i fedeli ed i pellegrini convenuti in Piazza San Pietro.

  Queste le parole del Papa nell’introdurre la preghiera mariana:

  “Oggi celebriamo la festa del Battesimo del Signore. (…) Vorrei proporre una breve riflessione sul nostro essere figli di Dio. Anzitutto però partiamo dal nostro essere semplicemente figli: questa è la condizione fondamentale che ci accomuna tutti. (…) Venire al mondo non è mai una scelta (…). Ma durante la vita, possiamo maturare un atteggiamento libero nei confronti della vita stessa: possiamo accoglierla come un dono (…). Questo passaggio segna una svolta di maturità nel nostro essere e nel rapporto con i nostri genitori, che si riempie di riconoscenza”. (…)

  “Anche nei confronti di Dio siamo tutti figli. Dio è all’origine dell’esistenza di ogni creatura, ed è Padre in modo singolare di ogni essere umano: ha con lui o con lei una relazione unica, personale. Ognuno di noi è voluto, è amato da Dio. (…) Mediante la fede, mediante un ‘sì’ profondo e personale a Dio come origine e fondamento della mia esistenza, (…) io accolgo la vita come dono del Padre che è nei Cieli, un Genitore (…) che sento nel profondo del cuore essere il Padre mio e di tutti i miei fratelli in umanità, un Padre immensamente buono e fedele”.

  “Questa fede in Dio Padre si basa su Gesù Cristo: la sua persona e la sua storia ci rivelano il Padre (…). Credere che Gesù è il Cristo, il Figlio di Dio, consente di ‘rinascere dall’alto’, cioè da Dio, che è Amore. (…) Questo è il senso del sacramento del Battesimo: è una nuova nascita, che avviene grazie allo Spirito Santo”.

 “Questa domenica conclude il tempo di Natale. Rendiamo grazie a Dio per questo grande mistero (…). Dio si è fatto figlio dell’uomo, perché l’uomo diventi figlio di Dio. Rinnoviamo perciò la gioia di essere figli: (…) nati dall’amore di un padre e di una madre, e rinati dall’amore di Dio, mediante il Battesimo”.

  Infine, il Pontefice ha salutato in varie lingue i pellegrini.
ANG/                                                                       VIS 20120109 (390)

DISCORSO DEL SANTO PADRE AL CORPO DIPLOMATICO



CITTA' DEL VATICANO, 9 GEN. 2012 (VIS).-Alle ore 11 di questa mattina, nella Sala Regia del Palazzo Apostolico Vaticano, il Santo Padre Benedetto XVI ha ricevuto in Udienza i Membri del Corpo Diplomatico accreditato presso la Santa Sede, per la presentazione degli auguri per il nuovo anno. Dopo le parole introduttive del Decano del Corpo Diplomatico, Alejandro Emilio Valladares Lanza -Ambasciatore di Honduras-, e l=indirizzo augurale del Vice-Decano, Jean-Claude Michel -Ambasciatore del Principato di Monaco-, il Papa ha pronunciato un discorso.

  Attualmente la Santa Sede intrattiene rapporti diplomatici pieni con 179 paesi, ai quali bisogna aggiungere l’Unione Europea, il Sovrano Militare Ordine di Malta, ed una Missione a carattere speciale: l’Ufficio dell’Organizzazione per la Liberazione della Palestina.

  Per quanto riguarda le Organizzazioni Internazionali, la Santa Sede è presente all’ONU in qualità di "Stato osservatore"; è, inoltre, Membro di 7 Organizzazioni o Agenzie del sistema ONU, Osservatore in altre 8 e Membro o Osservatore in 5 Organizzazioni regionali.

  Di seguito riportiamo ampi estratti del discorso del Santo Padre:

  “Attraverso di voi, il mio augurio si estende a tutte le Nazioni che rappresentate, con le quali la Santa Sede mantiene relazioni diplomatiche. E’ una gioia per noi che la Malesia si sia aggiunta a questa comunità nel corso dell’anno appena concluso. (…) Segni della cooperazione tra la Chiesa Cattolica e gli stati sono gli Accordi stipulati nel 2011 con l’Azerbaigian, il Montenegro e il Mozambico. (…) Ugualmente, la Santa Sede desidera tessere un dialogo fruttuoso con le Organizzazioni internazionali e regionali e, in questa prospettiva, rilevo con soddisfazione che i Paesi membri dell’Associazione delle Nazioni del Sud-Est Asiatico (A.S.E.A.N.) hanno accolto la nomina di un Nunzio Apostolico accreditato presso questa Organizzazione. Non posso omettere di menzionare che, nello scorso mese di dicembre, la Santa Sede ha rafforzato la sua lunga collaborazione con l’Organizzazione Internazionale per le Migrazioni, diventandone membro a pieno titolo”.

  “Desidero, infine, salutare il Sud Sudan che, nel luglio scorso, si è costituito quale Stato sovrano. Mi rallegro che questo passo sia stato compiuto pacificamente. Purtroppo, tensioni e scontri si sono succeduti in questi ultimi mesi ed auspico che tutti uniscano i loro sforzi affinché, per le popolazioni del Sudan e del Sud Sudan, si apra infine un periodo di pace, di libertà e di sviluppo”.

  “L’incontro odierno avviene tradizionalmente alla fine delle festività natalizie, in cui la Chiesa celebra la venuta del Salvatore. Egli viene nel buio della notte, eppure la sua presenza è immediatamente fonte di luce e di gioia (…) Davvero il mondo è oscuro, laddove l’uomo non riconosce più il proprio legame con il Creatore e, così, mette a rischio anche i suoi rapporti con le altre creature e con lo stesso creato. Il momento attuale è segnato purtroppo da un profondo malessere e le diverse crisi: economiche, politiche e sociali, ne sono una drammatica espressione”.

  “A tale proposito, non posso non menzionare, anzitutto, gli sviluppi gravi e preoccupanti della crisi economica e finanziaria mondiale. Questa non ha colpito  soltanto le famiglie e le imprese dei Paesi economicamente più avanzati, dove ha avuto origine, creando una situazione in cui molti, soprattutto tra i giovani, si sono sentiti disorientati e frustrati nelle loro aspirazioni ad un avvenire sereno, ma ha inciso profondamente anche sulla vita dei Paesi in via di sviluppo. Non dobbiamo scoraggiarci ma riprogettare risolutamente il nostro cammino, con nuove forme di impegno. La crisi può e deve essere uno sprone a riflettere sull’esistenza umana e sull’importanza della sua dimensione etica, prima ancora che sui meccanismi che governano la vita economica: non soltanto per cercare di arginare le perdite individuali o delle economie nazionali, ma per darci nuove regole che assicurino a tutti la possibilità di vivere dignitosamente e di sviluppare le proprie capacità a beneficio dell’intera comunità”.

  “Gli effetti dell’attuale momento di incertezza colpiscono particolarmente i giovani. Dal loro malessere sono nati i fermenti che, nei mesi scorsi, hanno investito, talvolta duramente, diverse Regioni. Mi riferisco anzitutto al Nord Africa e al Medio Oriente, dove i giovani, che soffrono tra l’altro per la povertà e la disoccupazione e temono l’assenza di prospettive certe, hanno lanciato quello che è diventato un vasto movimento di rivendicazione di riforme e di partecipazione più attiva alla vita politica e sociale. (…) L’ottimismo iniziale ha ceduto il passo al riconoscimento delle difficoltà di questo momento di transizione e di cambiamento (…). Il rispetto della persona dev’essere al centro delle istituzioni e delle leggi, deve condurre alla fine di ogni violenza e prevenire il rischio che la doverosa attenzione alle richieste dei cittadini e la necessaria solidarietà sociale si trasformino in semplici strumenti per conservare o conquistare il potere. Invito la Comunità internazionale a dialogare con gli attori dei processi in atto, nel rispetto dei popoli e nella consapevolezza che la costruzione di società stabili e riconciliate, aliene da ogni ingiusta discriminazione, in particolare di ordine religioso, costituisce un orizzonte più vasto e più lontano di quello delle scadenze elettorali”.

  “Sento una grande preoccupazione per le popolazioni dei Paesi in cui si susseguono tensioni e violenze, in particolare la Siria, dove auspico una rapida fine degli spargimenti di sangue e l’inizio di un dialogo fruttuoso tra gli attori politici, favorito dalla presenza di osservatori indipendenti. In Terra Santa, dove le tensioni tra Palestinesi e Israeliani hanno ripercussioni sugli equilibri di tutto il Medio Oriente, bisogna che i responsabili di questi due popoli adottino decisioni coraggiose e lungimiranti in favore della pace. Ho appreso con piacere che, in seguito ad un’iniziativa del Regno di Giordania, il dialogo è ripreso; auspico che esso prosegua affinché si giunga ad una pace duratura, che garantisca il diritto di quei due popoli a vivere in sicurezza in Stati sovrani e all’interno di frontiere sicure e internazionalmente riconosciute. (…) Seguo anche con grande attenzione gli sviluppi in Iraq, deplorando gli attentati che hanno causato ancora recentemente la perdita di numerose vite umane, e incoraggio le sue autorità a proseguire con fermezza sulla via di una piena riconciliazione nazionale”.

  (…) “L’educazione è un tema cruciale per ogni generazione, poiché da essa dipende tanto il sano sviluppo di ogni persona, quanto il futuro di tutta la società. (…) Oltre ad un obiettivo chiaro, quale è quello di condurre i giovani ad una conoscenza piena della realtà e quindi della verità, l’educazione ha bisogno di luoghi. Tra questi figura anzitutto la famiglia, fondata sul matrimonio di un uomo con una donna. Questa non è una semplice convenzione sociale, bensì la cellula fondamentale di ogni società. Pertanto, le politiche lesive della famiglia minacciano la dignità umana e il futuro stesso dell’umanità. (…) Occorrono politiche che lo valorizzino e aiutino così la coesione sociale e il dialogo. È nella famiglia che ci si apre al mondo e alla vita. (…) In questo contesto dell’apertura alla vita, accolgo con soddisfazione la recente sentenza della Corte di Giustizia dell’Unione Europea, che vieta di brevettare i processi relativi alle cellule staminali embrionali umane, come pure la Risoluzione dell’Assemblea Parlamentare del Consiglio d’Europa, che condanna la selezione prenatale in funzione del sesso. Più in generale, guardando soprattutto al mondo occidentale, sono convinto che si oppongano all’educazione dei giovani e di conseguenza al futuro dell’umanità le misure legislative che non solo permettono, ma talvolta addirittura favoriscono l’aborto, per motivi di convenienza o per ragioni mediche discutibili”.

  (…) “Un ruolo altrettanto essenziale per lo sviluppo della persona è svolto dalle istituzioni educative (…) Occorre attuare politiche formative affinché l’educazione scolastica sia accessibile a tutti e che, oltre a promuovere lo sviluppo cognitivo della persona, curi la crescita armonica della personalità, compresa la sua apertura al Trascendente. La Chiesa Cattolica è sempre stata particolarmente attiva nel campo delle istituzioni scolastiche ed accademiche, svolgendo un’opera apprezzata accanto a quella delle istituzioni statali. Auspico, quindi, che tale contributo sia riconosciuto e valorizzato anche dalle legislazioni nazionali”.

  “In tale prospettiva, ben si comprende come un’efficace opera educativa postuli pure il rispetto della libertà religiosa. Questa è caratterizzata da una dimensione individuale, come pure da una dimensione collettiva e da una dimensione istituzionale. Si tratta del primo dei diritti umani, perché essa esprime la realtà più fondamentale della persona. Troppo spesso, per diversi motivi, tale diritto è ancora limitato o schernito. Non posso evocare questo tema senza anzitutto salutare la memoria del ministro pachistano Shahbaz Bhatti, la cui infaticabile lotta per i diritti delle minoranze si è conclusa con una morte tragica”.

  “Non si tratta, purtroppo, di un caso isolato. In non pochi Paesi i cristiani sono privati dei diritti fondamentali e messi ai margini della vita pubblica; in altri subiscono attacchi violenti contro le loro chiese e le loro abitazioni. (…) In altre parti del mondo, si riscontrano politiche volte ad emarginare il ruolo della religione nella vita sociale, come se essa fosse causa di intolleranza, piuttosto che contributo apprezzabile nell’educazione al rispetto della dignità umana, alla giustizia e alla pace. Il terrorismo motivato religiosamente ha mietuto anche l’anno scorso numerose vittime, soprattutto in Asia e in Africa (…). La religione non può essere usata come pretesto per accantonare le regole della giustizia e del diritto a vantaggio del ‘bene’ che essa persegue”. (…)

  “Vorrei inoltre menzionare segnali incoraggianti nel campo della libertà religiosa. Mi riferisco alla modifica legislativa grazie alla quale la personalità giuridica pubblica delle minoranze religiose è stata riconosciuta in Georgia; penso anche alla sentenza della Corte europea dei diritti dell’uomo in favore della presenza del Crocifisso nelle aule scolastiche italiane. (…) Auspico che l’Italia continui a promuovere un rapporto equilibrato fra la Chiesa e lo Stato, costituendo così un esempio, al quale le altre Nazioni possano riferirsi con rispetto e interesse”.

  “Nel continente africano, (…) è essenziale che la collaborazione fra le comunità cristiane e i Governi aiuti a percorrere un cammino di giustizia, di pace e di riconciliazione, in cui i membri di tutte le etnie e di tutte le religioni siano rispettati. E’ doloroso constatare che tale meta, in vari Paesi di quel continente, è ancora lontana. Penso in particolare alla recrudescenza delle violenze che interessa la Nigeria, (…) agli strascichi della guerra civile in Costa d’Avorio, alla persistente instabilità nella Regione dei Grandi Laghi e all’urgenza umanitaria nei Paesi del Corno d’Africa. Chiedo, ancora una volta, alla Comunità internazionale di aiutare con sollecitudine a trovare una soluzione alla crisi che dura da anni in Somalia”.

  “Infine, mi preme sottolineare che una educazione rettamente intesa non può che favorire il rispetto del creato. Non si possono dimenticare le gravi calamità naturali che, nel 2011, hanno colpito varie zone del Sud-Est asiatico, e i disastri ambientali come quello della centrale nucleare di Fukushima in Giappone. La salvaguardia dell’ambiente, la sinergia tra la lotta contro la povertà e quella contro i cambiamenti climatici costituiscono ambiti rilevanti per la promozione dello sviluppo umano integrale. Pertanto auspico che, in seguito alla XVII sessione della Conferenza degli Stati Parte alla Convenzione ONU sui cambiamenti climatici, da poco conclusasi a Durban, la Comunità internazionale si prepari alla Conferenza dell’ONU sullo sviluppo sostenibile quale autentica ‘famiglia delle Nazioni’ e, perciò, con grande senso di solidarietà e di responsabilità verso le generazioni presenti e per quelle future”.

  (…) “Animata dalla certezza della fede, la Santa Sede continua a dare il proprio contributo alla Comunità internazionale, secondo quel duplice intendimento che il Concilio Vaticano II – di cui quest’anno ricorre il 50° anniversario – ha chiaramente definito: proclamare la grandezza somma della vocazione dell’uomo e la presenza in lui di un germe divino, nonché offrire all’umanità una cooperazione sincera, che instauri quella fraternità universale che corrisponde a tale vocazione”.
CD/         VIS 20120109 (1.920) 

sabato 7 gennaio 2012

IL PAPA NOMINA 22 NUOVI CARDINALI


CITTÀ DEL VATICANO, 6 GENNAIO 2012 (VIS). "Con grande gioia annuncio che il prossimo 18 febbraio terrò un Concistoro nel quale nominerò 22 nuovi Membri del Collegio Cardinalizio". Queste sono state le parole con cui, questo venerdì, Benedetto XVI ha annunciato, davanti ai fedeli riuniti in Piazza San Pietro per l'Angelus, il quarto concistoro del suo pontificato.

  "Come è noto -ha detto il Papa- i Cardinali hanno il compito di aiutare il Successore dell’Apostolo Pietro nello svolgimento del suo Ministero di confermare i fratelli nella fede e di essere principio e fondamento dell’unità e della comunione nella Chiesa". I nuovi Cardinali "provengono da varie parti del mondo e svolgono diversi ministeri a servizio della Santa Sede o a contatto diretto con i fedeli quali Padri e Pastori di Chiese particolari".

  Questi sono i nomi dei nuovi Cardinali elettori:

- Arcivescovo Fernando Filoni, Prefetto della Congregazione per l’Evangelizzazione dei Popoli;
- Arcivescovo Manuel Monteiro de Castro, Penitenziere Maggiore;
- Arcivescovo Santos Abril y Castelló, Arciprete della Basilica Papale di Santa Maria Maggiore;
- Arcivescovo Antonio Maria Veglió, Presidente del Pontificio Consiglio della Pastorale per i Migranti e gli Itineranti;
- Arcivescovo Giuseppe Bertello, Presidente della Pontificia Commissione per lo Stato della Città del Vaticano e Presidente del Governatorato del medesimo Stato;
- Arcivescovo Francesco Coccopalmerio, Presidente del Pontificio Consiglio per i Testi Legislativi;
- Arcivescovo João Braz de Aviz, Prefetto della Congregazione per gli Istituti di Vita Consacrata e le Società di Vita Apostolica;
- Arcivescovo Edwin Frederik O'Brien, Pro-Gran Maestro dell’Ordine Equestre del Santo Sepolcro di Gerusalemme;
- Arcivescovo-Vescovo Domenico Calcagno, Presidente dell’Amministrazione del Patrimonio della Sede Apostolica;
- Arcivescovo-Vescovo Giuseppe Versaldi, Presidente della Prefettura degli Affari Economici della Santa Sede;
- Arcivescovo Maggiore George Alencherry, di Ernakulam-Angamaly dei Siro-Malabaresi (India);
- Arcivescovo Thomas Christopher Collins, Arcivescovo di Toronto (Canada);
- Arcivescovo Dominik Duka, Arcivescovo di Praha (Repubblica Ceca);
- Arcivescovo Willem Jacobus Eijk, Arcivescovo di Utrecht (Paesi Bassi);
- Arcivescovo Giuseppe Betori, Arcivescovo di Firenze (Italia);
- Arcivescovo Timothy Michael Dolan, Arcivescovo di New York (Stati Uniti d’America);
- Arcivescovo Rainer Maria Woelki, Arcivescovo di Berlino (Repubblica Federale di Germania);
- Vescovo John Tong Hon, Vescovo di Hong Kong (Repubblica Popolare Cinese);

   Inoltre, il Santo Padre ha nominato quattro Cardinali che hanno più di 80 anni, e che perciò sono membri non elettori del Collegio Cardinalizio: "Ho deciso, inoltre, di elevare alla dignità cardinalizia un venerato Presule, che svolge il suo ministero di Pastore e Padre di una Chiesa, e tre benemeriti Ecclesiastici, che si sono distinti per il loro impegno a servizio della Chiesa".

  I quattro Cardinali non elettori sono:

- Sua Beatitudine Lucian Mureşan, Arcivescovo Maggiore di Făgăraş e Alba Iulia dei Romeni (Romania);
-  Mons. Julien Ries, Sacerdote della Diocesi di Namur e Professore emerito di storia delle religioni presso l’Università Cattolica di Louvain;
- Padre Prosper Grech, O.S.A., Docente emerito di varie Università romane e Consultore presso la Congregazione per la Dottrina della Fede;
- Padre Karl Becker, S.I, Docente emerito della Pontificia Università Gregoriana, per lunghi anni Consultore della Congregazione per la Dottrina della Fede.

Per finire, il Papa ha invitato tutti i fedeli a pregare per i nuovi eletti, "chiedendo l’intercessione della Beata Vergine Maria, Madre della Chiesa, affinché sappiano testimoniare sempre con coraggio e dedizione il loro amore per Cristo e per la sua Chiesa".
ANG/         VIS 20120107 (553)

MESSA EPIFANIA: MISERICORDIA E CARITÀ VERSO I POVERI, ESSENZIALI NEI VESCOVI


CITTÀ DEL VATICANO, 6 GENNAIO 2012 (VIS) Questo venerdì, solennità dell'Epifania del Signore, il Papa Benedetto XVI ha celebrato la Santa Messa nella Basilica di San Pietro. Nel corso della celebrazione, ha conferito l'orinazione episcopale agli arcivescovi eletti Charles John Brown, nominato Nunzio Apostolico in Irlanda, e Marek Solczynski, nominato Nunzio Apostolico in Armenia e Georgia. Hanno concelebrato con il Pontefice i cardinali Tarcisio Bertone, S.D.B., Segretario di Stato, e William Joeseph Levada, Prefetto della Congregazione per la Dottrina della Fede, oltre ai due nuovi arcivescovi. Il rito dell'ordinazione si è tenuto dopo la proclamazione del Vangelo e dell'annuncio del giorno di Pasqua, che quest'anno si celebrerà l'8 aprile.

  Il Santo Padre nell'omelia ha fatto una riflessione sulla lettura del Vangelo di oggi, che racconta la storia dei Magi d'Oriente che arrivano a Betlemme per adorare il Bambino Gesù, paragonandola alla missione dei vescovi nella Chiesa:

  "I Magi d'Oriente (...) inaugurano il cammino dei popoli verso Cristo. Durante questa santa Messa conferirò a due sacerdoti l’Ordinazione episcopale, li consacrerò Pastori del popolo di Dio. Secondo le parole di Gesù, precedere il gregge fa parte del compito del Pastore. Quindi, in quei personaggi che come primi pagani trovarono la via verso Cristo, possiamo forse cercare – nonostante tutte le differenze nelle vocazioni e nei compiti – indicazioni per il compito dei Vescovi".

  "(I Magi) erano, possiamo dire, uomini di scienza, ma non soltanto nel senso che volevano sapere molte cose: volevano di più. (...) Erano persone dal cuore inquieto, che non si accontentavano di ciò che appare ed è consueto. Erano uomini alla ricerca (...) di Dio. Ed erano uomini vigilanti, capaci di percepire i segni di Dio, il suo linguaggio sommesso ed insistente. Ma erano anche uomini coraggiosi e insieme umili: possiamo immaginare che dovettero sopportare qualche derisione, perché si incamminarono verso il Re dei Giudei, affrontando per questo molta fatica. Per essi non era decisivo ciò che pensava e diceva di loro questo o quello, anche persone influenti ed intelligenti. Per loro contava la verità stessa, non l’opinione degli uomini. Per questo affrontarono le rinunce e le fatiche di un percorso lungo ed incerto. Fu il loro coraggio umile a consentire ad essi di potersi chinare davanti al bambino di gente povera e di riconoscere in Lui il Re promesso, la cui ricerca e il cui riconoscimento era stato lo scopo del loro cammino esteriore ed interiore".

"(...) Come non vedere in tutto ciò alcuni tratti essenziali del ministero episcopale? Anche il Vescovo deve essere un uomo dal cuore inquieto che non si accontenta delle cose abituali di questo mondo, ma segue l’inquietudine del cuore che lo spinge ad avvicinarsi interiormente sempre di più a Dio, a cercare il suo Volto, a conoscerLo sempre di più, per poterLo amare sempre di più. Anche il Vescovo deve essere un uomo dal cuore vigilante che percepisce il linguaggio sommesso di Dio e sa discernere il vero dall’apparente. Anche il Vescovo deve essere ricolmo del coraggio dell’umiltà, che non si interroga su che cosa dica di lui l’opinione dominante, bensì trae il suo criterio di misura dalla verità di Dio e  per essa s’impegna (...). Deve essere capace di precedere e di indicare la strada. Deve precedere seguendo Colui che ha preceduto tutti noi, perché è il vero Pastore, (...) Gesù Cristo. E deve avere l’umiltà di chinarsi davanti a quel Dio che si è reso così concreto e così semplice da contraddire il nostro stolto orgoglio, che non vuole vedere Dio così vicino e così piccolo".

  "(...) La liturgia dell’Ordinazione episcopale interpreta l’essenziale di questo ministero in otto domande rivolte ai Consacrandi (...). Le domande orientano la volontà e le indicano la strada da prendere. Vorrei qui brevemente menzionare soltanto alcune delle parole-chiave di tale orientamento, nelle quali si concretizza ciò su cui poc’anzi abbiamo riflettuto a partire dai Magi dell’odierna festa. (...) L’annuncio del Vangelo di Gesù Cristo, il precedere e dirigere, il custodire il sacro patrimonio della nostra fede, la misericordia e la carità verso i bisognosi e i poveri, in cui si rispecchia l’amore misericordioso di Dio per noi e, infine, la preghiera continua sono caratteristiche fondamentali del ministero episcopale. La preghiera continua che significa: non perdere mai il contatto con Dio; lasciarsi sempre toccare da Lui nell’intimo del nostro cuore (...). Solo chi conosce personalmente Dio può guidare gli altri verso Dio".

  "I Magi hanno seguito la stella. (...) I Magi d’Oriente (...), così come generalmente i Santi, sono diventati a poco a poco loro stessi costellazioni di Dio, che ci indicano la strada. (...)  I Santi sono stelle di Dio, dalle quali ci lasciamo guidare verso Colui al quale anela il nostro essere. (...) Venendo ordinati Vescovi, siete chiamati ad essere voi stessi stelle di Dio per gli uomini, a guidarli sulla strada verso la vera Luce, verso Cristo".
HML/             VIS 20120107 (802)

ANGELUS: LA CHIESA NON HA SOLUZIONI TECNICHE, MA PUÒ ORIENTARE L'UMANITÀ


CITTÀ DEL VATICANO, 6 GENNAIO 2012 (VIS). Questo venerdì, solennità dell'Epifania del Signore, a mezzogiorno il Santo Padre si è affacciato alla finestra del suo studio per pregare l'Angelus con i fedeli riuniti in Piazza San Pietro e per annunciare un Concistoro, che si terrà il 18 febbraio e in cui verranno nominati ventidue nuovi cardinali.

  Per introdurre l'orazione mariana, Benedetto XVI ha detto che "l’Epifania (...) è una festa molto antica, che (...) mette in risalto il mistero della manifestazione di Gesù Cristo a tutte le genti, rappresentate dai Magi che vennero ad adorare il Re dei Giudei appena nato a Betlemme, come narra il Vangelo di Matteo".

  Il Papa ha fatto presente che "tutto il periodo del Natale e dell’Epifania è caratterizzato dal tema della luce", dal momento che "Gesù è il sole apparso all’orizzonte dell’umanità per illuminare l’esistenza personale di ognuno di noi e per guidarci tutti insieme verso la meta del nostro pellegrinaggio, verso la terra della libertà e della pace, in cui vivremo per sempre in piena comunione con Dio e tra di noi".

  "L'annunzio ci questo mistero di salvezza è stato affidato da Cristo alla sua Chiesa. (...) Il mondo, con tutte le sue risorse, non è in grado di dare all’umanità la luce per orientare il suo cammino. Lo riscontriamo anche ai nostri giorni: la civiltà occidentale sembra avere smarrito l’orientamento, naviga a vista. Ma la Chiesa, grazie alla Parola di Dio, vede attraverso queste nebbie. Non possiede soluzioni tecniche, ma tiene lo sguardo rivolto alla meta, e offre la luce del Vangelo a tutti gli uomini di buona volontà, di qualunque nazione e cultura".

  Dopo l'Angelus, il Papa ha voluto fare gli auguri alle Chiese Orientali che, secondo il calendario giuliano, celebrano il Natale il 7 gennaio, e ha augurato loro che "ogni famiglia ed ogni comunità sia colma della luce e della pace di Cristo Salvatore!"

  Inoltre, ha ricordato che l'Epifania è anche la Giornata Missionaria dei Bambini e, rivolgendosi a loro, ha detto: "Cari bambini e ragazzi! Il vostro cuore sia aperto al mondo, come il cuore di Gesù, ma siate anche attenti a chi vive accanto a voi, sempre pronti a dare una mano".

  Infine, il Pontefice ha salutato in varie lingue i pellegrini riuniti sotto la sua finestra, specialmente i polacchi: "Affido alle vostre preghiere un vostro connazionale (Mons. Marek Solczyński), il nuovo nunzio apostolico che questa mattina è stato consacrato vescovo".
ANG/                                          VIS 20120107 (404)

NOTA CON INDICAZIONI PASTORALI PER L'ANNO DELLA FEDE



CITTA' DEL VATICANO, 7 GEN. 2012 (VIS). Oggi è stata pubblicata la Nota della Congregazione per la Dottrina della Fede con indicazioni pastorali per l'Anno della Fede. Di seguito riportiamo alcuni estratti:

  "Con la Lettera apostolica 'Porta fidei' dell’11 ottobre 2011, il Santo Padre Benedetto XVI ha indetto un Anno della fede. Esso avrà inizio l’11 ottobre 2012, (...), e terminerà il 24 novembre 2013, Solennità di Nostro Signore Gesù Cristo Re dell’Universo".

   "L’inizio dell’Anno della fede coincide con il ricordo riconoscente di due grandi eventi che hanno segnato il volto della Chiesa ai nostri giorni: il cinquantesimo anniversario dell’apertura del Concilio Vaticano II, (...), e il ventesimo anniversario della promulgazione del Catechismo della Chiesa Cattolica".

Indicazioni per l'ambito della Chiesa universale:

- Il principale evento sarà la XIII Assemblea Generale Ordinaria del Sinodo dei Vescovi, su "La nuova evangelizzazione per la trasmissione della fede cristiana", nel mese di ottobre 2012. Durante il Sinodo si darà inizio solennemente all'Anno della Fede.

- Promuovere i pellegrinaggi dei fedeli alla Sede di Pietro e in Terra Santa.

- Incoraggiare ogni iniziativa che aiuti i fedeli a riconoscere il ruolo speciale di Maria nel mistero della salvezza, ad amarla filialmente e ad imitare la sua fede e virtù.

- Convocare simposi, congressi e riunioni su grande scala che favoriscano la comunicazione di testimoni della fede e la conoscenza dei contenuti della dottrina della Chiesa Cattolica, specialmente degli insegnamenti del Concilio Vaticano II.

- Approfondire la conoscenza del Concilio Vaticano II e del Catechismo della Chiesa cattolica; sono chiamati ad esso specialmente i candidati al sacerdozio, i novizi degli Istituti di Vita Consacrate e le Società di Vita Apostolica, come pure coloro che si preparano ad entrare in una Associazione o Movimento ecclesiale.

- Rinnovare l'impegno di adesione agli insegnamenti del Papa e accogliere con maggior attenzione le sue parole.

- Organizzare iniziative ecumeniche rivolte a promuovere la restaurazione dell'unità fra tutti i cristiani. Avrà luogo una solenne celebrazione ecumenica per riaffermare la fede in Cristo di tutti i battezzati.

- Presso il Pontificio Consiglio per la Promozione della Nuova Evangelizzazione verrà stabilita una segreteria speciale per coordinare le diverse iniziative riguardanti l'Anno della Fede. La segreteria aprirà un sito speciale su internet, che offrirà informazioni utili per vivere efficacemente l'Anno della Fede.

- Alla fine dell'anno, nella Solennità di Nostro Signore Gesù Cristo Re dell'Universo, avrà luogo una Celebrazione Eucaristica, presieduta dal Santo Padre, nella quale si rinnoverà solennemente la professione di fede.

Nell'ambito delle Conferenze Episcopali:


- Dedicare una giornata di studio al tema della fede, della sua testimonianza personale e della sua trasmissione alle nuove generazioni.

- Favorire la riedizione dei Documenti del Concilio Vaticano II, del Catechismo della Chiesa Cattolica e del suo Compendio, in edizione economica e tascabile, e la sua più vasta diffusione tramite le moderne tecnologie.

- Tradurre i documenti del Concilio Vaticano II e del Catechismo della Chiesa Cattolica nelle lingue che ancora mancano di tali testi. Incoraggiare iniziative di beneficenza per le traduzioni nei Paesi le cui Chiese particolari non possono sostenere tali spese.

- Promuovere trasmissioni televisive o radiofoniche, film e pubblicazioni, anche a livello popolare, accessibili ad un ampio pubblico, sul tema della fede e del Concilio Vaticano II.

- Far conoscere i santi di ciascun territorio, autentici testimoni della fede.

- Sensibilizzare la popolazione al patrimonio artistico locale, in vista dell'arricchimento delle catechesi e di una eventuale collaborazione ecumenica.

- I docenti dei Centri di studi teologici, Seminari e Università cattoliche possono verificare la rilevanza che, nel loro insegnamento, hanno i contenuti del Catechismo della Chiesa Cattolica.

- Preparare, con l'aiuto di teologi e scrittori di fama, sussidi divulgativi di carattere apologetico, affinché i fedeli possano rispondere meglio alle domande che sorgono nei vari contesti culturali: le sfide delle sette, i problemi associati al secolarismo, al relativismo e al positivismo, per citarne alcuni.

- Rivedere i catechismi locali e i libri di catechesi in uso nelle Chiese particolari, per assicurare la loro  piena conformità al Catechismo della Chiesa Cattolica e, se necessario, cominciare ad elaborare nuovi catechismi.

- Verificare che i contenuti del Catechismo della Chiesa Cattolica siano presenti nella "Ratio" della formazione dei futuri sacerdoti e nel curriculum dei loro studi teologici.

In ambito diocesano:


- È auspicabile una celebrazione di apertura dell'Anno della Fede e una di conclusione in ogni Chiesa particolare.

- Organizzare in ciascuna diocesi una giornata sul Catechismo della Chiesa Cattolica, diretta in modo speciale ai sacerdoti, alle persone consacrale e ai catechisti.

- Ogni vescovo potrà dedicare una Lettera Pastorale al tema della fede, ricordando l'importanza del Concilio Vaticano II e del Catechismo della Chiesa Cattolica, tenendo presente le circostanze specifiche dei propri fedeli.

- Organizzare eventi catechistici per giovani e per quanti sono in cerca del senso della vita, al fine di scoprire la bellezza della fede della Chiesa.

- Verificare la ricezione del Concilio Vaticano II e del Catechismo della Chiesa Cattolica nella vita e nella missione di ogni Chiesa particolare, specialmente in ambito catechistico.

- Incentrare quest'Anno la formazione permanente del Clero sui documenti del Concilio Vaticano II e sul Catechismo della Chiesa Cattolica.

- Organizzare celebrazioni penitenziali in cui porre l'accento sul chiedere perdono a Dio per i peccati contro la fede.

- Incoraggiare la partecipazione del mondo accademico e della cultura nel dialogo rinnovato e creativo tra fede e ragione, per mezzo di simposi, congressi e giornate di studio, specialmente nelle università cattoliche.

- Promuovere incontri con i non-credenti che cercano con sincerità il senso ultimo dell'esistenza e del mondo, ispirandosi ai dialoghi del "Cortile dei Gentili", iniziato sotto la guida del Consiglio Pontificio della Cultura.

- Prestare maggiore attenzione alle scuole cattoliche, luoghi adeguati a offrire agli alunni una viva testimonianza del Signore, e coltivare la fede con strumenti catechistici come il Compendio del Catechismo della Chiesa Cattolica e  Youcat.

Nell'ambito delle parrocchie, comunità, associazioni, movimenti:


- Tutti i fedeli sono invitati a leggere e meditare la Lettera Apostolica "Porta Fidei" del Santo Padre Benedetto XVI.

- Intensificare la celebrazione della fede nella liturgia, e in particolar modo nell'Eucarestia, nella quale la fede della Chiesa viene proclamata, celebrata e fortificata. Tutti i fedeli sono invitati a parteciparvi in modo cosciente, attivo e fruttifero.

- I sacerdoti potranno studiare i documenti del Concilio Vaticano II e il Catechismo della Chiesa Cattolica, applicando i frutti di tale studio alla pastorale e proponendo cicli di omelie sulla fede o alcuni dei suoi aspetti specifici.

- I catechisti potranno appellarsi ancor più alla ricchezza dottrinale del Catechismo della Chiesa Cattolica e guidare gruppi di fedeli alla lettura e approfondimento dello stesso.

- Le parrocchie possono contribuire alla diffusione del Catechismo della Chiesa Cattolica e di altri testi adatti alle famiglie -luoghi primari della trasmissione della fede-, per esempio in occasione della benedizione delle case, del battesimo di adulti, cresime e matrimoni.

- Promuovere missioni popolari e altre iniziative nelle parrocchie e nei luoghi di lavoro, per aiutare i fedeli a riscoprire il dono della fede battesimale e la responsabilità della testimonianza.

- I membri degli Istituti di Vita Consacrata e delle Società della Vita Apostolica sono chiamati a impegnarsi nella nuova evangelizzazione, mediante l'apporto dei propri carismi.

- Le Comunità Contemplative dedicheranno speciale attenzione alla preghiera per il rinnovamento della fede nel Popolo di Dio e la sua trasmissione alle giovani generazioni.

- Le Associazioni e i Movimenti ecclesiastici sono invitati a farsi promotori di iniziative specifiche, mediante l'apporto del proprio carisma.

- Tutti i fedeli cercheranno di comunicare la propria esperienza di fede e carità, dialogando con i credenti di altre confessioni cristiane, di altre religioni e con i non-credenti. Si spera che tutto il popolo cristiano intraprenda una specie di missione tra le persone con cui vive e lavora.

  Finalmente, la Nota segnalan che "le indicazioni qui offerte hanno lo scopo di invitare tutti i membri della Chiesa ad impegnarsi perché quest’Anno sia occasione privilegiata per condividere quello che il cristiano ha di più caro: Cristo Gesù, Redentore dell’uomo, Re dell’Universo, 'autore e perfezionatore della fede'".
CDF/                       VIS 20120107 (1342)

UDIENZE


CITTÀ DEL VATICANO, 7 GENNAIO 2012 (VIS). Il Santo Padre ha ricevuto questa mattina in udienze separate:

- Il Cardinale Agostino Vallini, Vicario Generale di Sua Santità per la Diocesi di Roma.
- Il Cardinale Leonardo Sandri, Prefetto della Congregazione per le Chiese Orientali.
- L’ Arcivescovo Charles John Brown, Nunzio Apostolico in Irlanda, con i Familiari.
- L’ Arcivescovo Marek Solczynski, , Nunzio Apostolico in Georgia e Armenia, con i Familiari.
AP/                                                                       VIS 20120107 (70)

ALTRI ATTI PONTIFICI


CITTÀ DEL VATICANO, 7 GENNAIO 2012 (VIS). Il Santo Padre:

- Ha nominato Padre Henry Aruna, del clero della diocesi di Kenama, vescovo della diocesi di Makeni (superficie: 36.100; popolazione: 1.800.000; cattolici: 50.000; sacerdoti: 59; religiosi: 43), in Sierra Leone. Il Vescovo eletto è nato nel 1964 a Yemandu (Sierra Leone), ed è stato ordinato sacerdote nel 1993. Si è laureato in Filosofia presso l'Università Urbaniana di Roma nel 2011. Tra gli altri, ha svolto i seguenti incarichi pastorali: Vicario nella parrocchia di Blama (1993-1995); Amministratore della missione cattolica per i rifugiati, in collaborazione con la Caritas e l'ACNUR (1995-1996); professore, decano ed economo del Seminario Maggiore di San Paolo di Freetown (2001-2009); e, dal 2008 sino ad oggi, Segretario Generale della Conferenza Episcopale di Gambia e Sierra Leone.

  Il Vescovo eletto Aruna succede al Vescovo George Biguzzi, S. X., la cui rinuncia al governo pastorale della diocesi è stata accettata dal Santo Padre per raggiunti limiti d'età.

- Ha nominato il Rev. John Oballa Owaa, Vescovo della diocesi di Ngong (superficie: 47.000; popolazione: 1.011.000; cattolici: 83.247; sacerdoti: 53; religiosi: 183), in Kenia. Il Vescovo eletto è nato nel 1958 ad Ahero (Kenia) ed è stato ordinato sacerdote nel 1986. Ha conseguito il dottorato in Diritto Canonico presso la Pontificia Università Urbaniana di Roma, nel 1997. Citiamo alcuni dei suoi incarichi: Vicario Parrocchiale di Kibuye e Cattedrale (1986-1988); Ufficiale del Pontificio Consiglio per la Pastorale per gli Operatori Sanitari (1995-1997); Vicario Generale dell'arcidiocesi di Kisumu (2004-2010); e, dal 2010, Rettore del Seminario Maggiore Nazionale di San Tommaso d'Aquino a Nairobi.

- Ha nominato Padre Serge Thomas Bonino, O. P., -Segretario generale della Commissione Teologica Internazionale-, Consultore della Congregazione per la Dottrina della Fede.
NER:RE:NA/        VIS 20120107 (279)

giovedì 5 gennaio 2012

INDICAZIONI PASTORALI PER L'ANNO DELLA FEDE

CITTA' DEL VATICANO, 5 GEN. 2012 (VIS). Oggi è stato reso pubblico un Comunicato sulla "Nota" con indicazioni pastorali per l'Anno della Fede, elaborate dalla Congregazione per la Dottrina della Fede - in accordo con alcuni Dicasteri della Santa Sede e con il contributo del Comitato per la preparazione dell'Anno della Fede - su incarico del Santo Padre. Datata 6 gennaio 2012, Solennità dell'Epifania, la "Nota" sarà pubblicata il 7 gennaio.

  Il Comunicato segnala che l'11 ottobre 2011, Benedetto XVI ha indetto un Anno della fede con la Lettera Apostolica "Porta fidei". L'Anno della Fede avrà inizio l’11 ottobre 2012, 50° anniversario dell’apertura del Concilio Vaticano II, e terminerà il 24 novembre 2013, Solennità di Nostro Signore Gesù Cristo Re dell’Universo. Nell'Introduzione alla "Nota" viene ricordato che la finalità dell'Anno della fede è di "contribuire a una rinnovata conversione al Signore Gesù e a riscoprire la fede, affinché tutti i membri della Chiesa siano testimoni credibili e gioiosi del Signore Risorto, capaci di indicare la 'porta della fede' a tante persone che cercano la verità".

  L'inizio dell'anno della fede coincide con il 50°  anniversario dell'apertura del Concilio Vaticano II e il XX anniversario della promulgazione del Catechismo della Chiesa Cattolica. Entrambi gli avvenimenti, si legge nel Comunicato, "hanno contraddistinto il volto della Chiesa dei nostri giorni. (...) L'Anno della fede sarà un'occasione privilegiata per promuovere la conoscenza e la diffusione dei contenuti del Concilio Vaticano II e del Catechismo della Chiesa Cattolica".

  Le indicazioni pastorali della "Nota" hanno la finalità di promuovere "l'incontro con Cristo, attraverso dei testimoni autentici della fede, e aumentare la conoscenza dei contenuti della fede". Tutti i membri della Chiesa sono invitati a impegnarsi nell'Anno della fede per riscoprire "quello che il cristiano ha di più caro: Gesù Cristo, Redentore dell'uomo". Il Comunicato precisa che le indicazioni pastorali offerte "non escludono altre iniziative che lo Spirito Santo desideri suscitare fra i pastori e i fedeli nelle distinte parti del mondo".

  Le proposte della "Nota" si articolano in quattro livelli: Chiesa universale, Conferenze Episcopali, Diocesi e Parrocchie, Comunicati, Associazioni, Movimenti. Il Comunicato specifica inoltre alcuni dei seguenti suggerimenti:

  Ad esempio, accanto ad una solenne celebrazione per l’inizio dell’Anno della fede ed a vari altri eventi cui parteciperà il Santo Padre (Assemblea del Sinodo dei Vescovi, GMG del 2013), vengono auspicate iniziative ecumeniche per 'invocare e favorire il ristabilimento dell'unità fra tutti i cristiani". Si terrà inoltre una solenne celebrazione ecumenica per riaffermare la fede in Cristo da parte di tutti i battezzati".

 "A livello di Conferenze Episcopali, viene incoraggiata la qualità della formazione catechistica ecclesiale e 'una verifica dei catechismi locali e dei vari sussidi catechistici in uso nelle Chiese particolari per assicurare la loro piena conformità con il Catechismo della Chiesa Cattolica'.  Si auspica un ampio uso dei linguaggi della comunicazione e dell’arte, delle 'trasmissioni televisive o radiofoniche, di film e pubblicazioni, anche a livello popolare e accessibili a un ampio pubblico, sul tema della fede, dei suoi principi e contenuti, nonché sul significato ecclesiale del Concilio Vaticano II'".

  "A livello diocesano, l’Anno della fede viene considerato, tra l’altro, come 'rinnovata occasione di dialogo creativo tra fede e ragione attraverso simposi, convegni e giornate di studio, specialmente nelle Università cattoliche', e come tempo favorevole per 'celebrazioni penitenziali in cui chiedere perdono a Dio, anche e specialmente per i peccati contro la fede'".

  "A livello di parrocchie, la proposta centrale rimane la celebrazione della fede nella liturgia, e in particolare nell’Eucaristia, perché 'nell’Eucarestia, mistero della fede e sorgente della nuova evangelizzazione, la fede della Chiesa viene proclamata, celebrata e fortificata'. Da tale iniziativa sono chiamate a nascere, crescere e diffondersi tutte le altre proposte, tra cui avranno senz’altro una rilevanza particolare le iniziative intraprese dai numerosi Istituti, dalle nuove Comunità e dai Movimenti ecclesiali".

  "Presso il Pontificio Consiglio per la Promozione della Nuova Evangelizzazione sarà istituita un’apposita Segreteria per l’Anno della fede per coordinare le diverse iniziative promosse dai vari Dicasteri della Santa Sede o comunque aventi rilevanza per la Chiesa universale'. La Segreteria 'potrà anche suggerire proposte per l’Anno della fede' e disporrà di 'un apposito sito internet al fine di offrire ogni informazione utile' al riguardo".
CDF/                   VIS 20120105 (700)

MESSE EPIFANIA E BATTESIMO DEL SIGNORE PRESIEDUTE DAL SANTO PADRE CHE BATTEZZA ALCUNI BAMBINI

CITTA' DEL VATICANO, 5 GEN. 2012 (VIS). Alle 9:30 di domani 6 gennaio, Solennità dell'Epifania del Signore, il Santo Padre Benedetto XVI presiederà la Santa Messa nella Basilica Vaticana, e, nel corso della celebrazione conferirà l'Ordinazione episcopale all'Arcivescovo eletto Charles John Brown, Nunzio Apostolico in Irlanda e all'Arcivescovo eletto Marek Solczynski, Nunzio Apostolico in Georgia e in Armenia. Dopo la Messa il Santo Padre introdurrà e pronuncerà la preghiera mariana dell'Angelus dalla finestra del suo studio nel Palazzo Apostolico.

  Domenica 8 gennaio, festa del Battesimo del Signore, Benedetto XVI celebrerà la Santa Messa nella Cappella Sistina ed amministrerà il sacramento del Battesimo ad alcuni bambini. A mezzogiorno, come di consueto, il Papa reciterà l'Angelus con i fedeli riuniti in Piazza San Pietro.
OCL/                   VIS 20120105 (140)
Copyright © VIS - Vatican Information Service